SEDUTA ANTIMERIDIANA DI MERCOLEDI' 18 GIUGNO 1997


SUBEMENDAMENTI AGLI EMENDAMENTI PRESENTATI DAL
RELATORE SULLA FORMA DI STATO (RIFORMULAZIONI)



All'articolo 4 aggiungere il seguente:

Art. 4-bis.


Anche nelle materie nelle quali spetta allo Stato il potere legislativo, la legge attribuisce le funzioni amministrative ai Comuni, alle Province, alle Regioni secondo il principio della sussidiarietà.
Sono comunque escluse dalle competenze di Comuni, Province e Regioni le funzioni amministrative concernenti la difesa, l'ordine pubblico e le altre indicate dalla legge.

I. 0. 4. 136. 42. (nuova formulazione) Elia.


Sostituire l'articolo 6 con i seguenti:

Art. 6.


L'autonomia finanziaria e tributaria è elemento costitutivo dell'attività e dell'autonomia regionale. Fatti salvi i trasferimenti perequativi destinati alle regioni per cui ricorrono le condizioni di cui al successivo articolo 6-bis, la Regione finanzia la propria attività con:


a) tributi propri, addizionali, o sovraimposte sui tributi erariali, istituiti con leggi regionali sulla base di principi stabiliti da legge approvata da entrambe le Camere;


b) quote tributi erariali riscossi nel territorio regionale o entrate derivanti da basi imponibili di tributi erariali riferibili al territorio regionale;


c) proventi derivanti dalla vendita di beni e servizi e da tariffe e contributi richiesti agli utilizzatori dei servizi di competenza delle Regioni.


La legge approvata da entrambe le Camere disciplina le fattispecie nelle quali l'esercizio delle autonomie tributarie e finanziarie di una Regione provoca ripercussioni sulle basi imponibili o sull'attività di altre Regioni.
Gli Enti locali dispongono di autonomia tributaria. La legge approvata da entrambe le Camere definisce i tributi propri, le addizionali e sovraimposte su tributi erariali attribuiti agli Enti locali, riconoscendo autonomia nella fissazione delle aliquote e, ove possibile, nella determinazione degli imponibili: definisce altresì le altre entrate collegate al gettito locale di tributi erariali o regionali attribuite agli Enti locali. Al finanziamento dell'attività degli Enti locali concorre, in quanto necessario, lo Stato con propri trasferimenti ordinari di risorse, ispirati a criteri di generalità e uniformità.
Regioni o Enti locali rispondono integralmente con il proprio patrimonio delle obbligazioni contratte. Esse possono ricorrere all'indebitamento solo per finanziare spese di investimento. La durata del debito non può estendersi oltre il termine naturale della legislatura successiva a quella nella quale il debito viene contratto.
È esclusa ogni forma di garanzia dello Stato sui prestiti accesi dalle Regioni, Province e Comuni.
Le Regioni e gli Enti locali hanno un proprio patrimonio. Con legge approvata da entrambe le Camere si determinano i principi per l'attribuzione dei beni demaniali allo Stato, alle Regioni e agli Enti locali.
Con legge approvata da entrambe le Camere sono fissate norme dirette a promuovere e realizzare il coordinamento tra attività finanziaria e tributaria dello Stato e quella delle Regioni e degli Enti locali.


Art. 6-bis.


È istituito con legge un fondo perequativo dal quale sono erogati trasferimenti annui per le regioni con minore capacità fiscale per abitante.
Scopo del Fondo è quello di consentire alle regioni beneficiarie e agli enti locali in esse compresi di svolgere le funzioni ed erogare i servizi di loro competenza ordinaria ad un livello di adeguatezza medio ed in condizioni di massima efficienza ed economicità.
La costituzione e la distribuzione del fondo sono definite dalla legge secondo parametri uniformi ed oggettivamente determinabili; tali parametri hanno valore per un periodo almeno quadriennale.
I trasferimenti dal Fondo perequativo integrano le risorse proprie delle regioni e non hanno vincoli di destinazione.
I servizi per i quali è richiesta uniformità di prestazione su tutto il territorio nazionale, in quanto da essi dipendono diritti riconosciuti dalla prima parte della Costituzione, possono essere finanziati con fondi appositi e a destinazione vincolata.

I. 0. 6. 42. 2. (nuova formulazione). Grillo, Bressa, Salvati, Loiero.


Art. 6.


L'autonomia finanziaria e tributaria è elemento costitutivo dell'autonomia regionale. Fatti salvi i trasferimenti perequativi destinati alle regioni per cui ricorrono le condizioni del successivo articolo 6-bis, la regione finanzia la propria attività con:


tributi propri, addizionali o sovraimposte sui tributi erariali, istituiti con leggi regionali o sulla base dei principi stabiliti da legge approvata da entrambe le Camere;


quote di tributi erariali riscossi nel territorio regionale o entrate derivanti da basi imponibili di tributi erariali riferibili al territorio regionale;


proventi derivanti dalla vendita dei beni e servizi e da tariffe e contributi richiesti agli utilizzatori dei servizi di competenza delle regioni.


La legge approvata da entrambe le Camere disciplina le fattispecie nelle quali l'esercizio dell'autonomia tributaria e finanziaria di una regione provoca ripercussioni sulle basi imponibili o sull'attività economica di altre regioni.
Gli enti locali dispongono di autonomia finanziaria e tributaria. Con legge approvata da entrambe le Camere sono definiti i tributi propri, le addizionali o sovraimposte su tributi erariali attribuite agli enti locali, riconoscendo autonomia nella fissazione delle aliquote e, ove possibile, nella determinazione degli imponibili; sono definite altresì le altre entrate collegate al gettito locale di tributi erariali o regionali attribuite agli enti locali. Ad essi competono inoltre proventi derivanti dalla vendita di beni e servizi. Al finanziamento dell'attività degli enti locali concorre infine, in quanto necessario, lo Stato con propri trasferimenti ordinari di risorse, ispirati a criteri di generalità e uniformità.
Regioni ed enti locali possono ricorrere all'indebitamento solo per finanziare spese di investimento e rispondono integralmente con il loro patrimonio delle obbligazioni contratte. È esclusa ogni forma di garanzia dello Stato sui prestiti accesi da Regioni, province e comuni. L'assunzione di impegni di spesa in annualità può essere disposta da regioni, province e comuni solo nelle forme e nei limiti stabiliti con legge approvata da entrambe le Camere.
Le regioni e gli enti locali hanno un proprio patrimonio. Con legge approvata da entrambe le Camere si determinano i principi per l'attribuzione dei beni demaniali allo Stato, alle Regioni e agli enti locali.
Con legge approvata da entrambe le Camere sono fissate norme dirette a promuovere e realizzare il coordinamento tra l'attività finanziaria e tributaria dello Stato e quella delle regioni e degli enti locali.


Art. 6-bis.


Con legge approvata da entrambe le Camere è istituito un fondo perequativo dal quale sono erogati i trasferimenti annui per le regioni con minore capacità fiscale per abitante.
Scopo del Fondo è quello di consentire alle regioni beneficiarie di svolgere le funzioni ed erogare i servizi di loro competenza ordinaria ad un livello di adeguatezza medio e in condizioni di massima efficienza ed economicità.
La costituzione e la distribuzione del Fondo sono definite da legge approvata da entrambe le Camere secondo parametri uniformi e oggettivamente determinabili; tali parametri sono determinati per un periodo almeno quadriennale.
I trasferimenti dal Fondo perequativo integrano le risorse proprie delle regioni cui sono attribuiti e non hanno vincoli di destinazione.
I servizi per i quali è richiesta uniformità di prestazione su tutto il territorio nazionale, in quanto da essi dipendono diritti riconosciuti dalla prima parte della Costituzione, possono essere finanziati con fondi appositi e a destinazione vincolata.

I. 0. 6. 42. 2. (ulteriore riformulazione). Grillo, Salvati, Bressa, Loiero.


Sostituire la disposizione II con la seguente:

II


1. La Sardegna e la Sicilia, nel termine di due anni dall'entrata in vigore della presente legge, possono adeguare con legge regionale i rispettivi statuti alle norme di cui alla presente legge, in quanto più favorevoli, nel rispetto delle forme particolari di autonomia.
Gli Statuti del Friuli-Venezia Giulia, del Trentino-Alto Adige e della Valle d'Aosta sono adeguati alle previsioni della presente legge, in quanto più favorevoli, con legge costituzionale, su proposta deliberata del Consiglio regionale entro due anni dall'entrata in vigore della legge stessa.
L'adeguamento dello Statuto del Trentino-Alto Adige è adottato con legge costituzionale, nel rispetto delle forme particolari di autonomia e degli obblighi internazionali, su proposta dei Consigli delle Province autonome di Trento e Bolzano e successiva conforme deliberazione del Consiglio regionale.
Le modifiche così approvate non sono comunque sottoposte a referendum.
In mancanza delle proposte e deliberazioni dei Consigli regionali e dei Consigli provinciali di Trento e Bolzano entro il termine di due anni, si applica il procedimento ordinario per la revisione delle leggi costituzionali.
2. Gli statuti delle regioni di cui alla presente disposizione sono successivamente modificati con legge costituzionale su proposta deliberata dal Consiglio regionale. Le modificazioni dello statuto del Trentino-Alto Adige sono adottate, nel rispetto dei particolari obblighi internazionali, su proposta dei Consigli delle Province autonome di Trento e Bolzano e successiva conforme deliberazione del Consiglio regionale. Le modifiche così approvate non sono comunque sottoposte a referendum. Sulle proposte di modifica degli stessi statuti ad iniziativa parlamentare o governativa devono essere sentite le Regioni e Province autonome interessate. Il relativo parere deve essere espresso entro sei mesi dalla richiesta. In mancanza, si applica il procedimento ordinario per la revisione delle leggi costituzionali.

I. 0. 15. 6. 1. Andreolli, Boato, Mattarella, Soda, Dondeynaz, Zeller, Villone.