SEDUTA ANTIMERIDIANA DI MERCOLEDI' 18 GIUGNO 1997


EMENDAMENTI PRESENTATI DAL RELATORE
SULLA PARTECIPAZIONE DELL'ITALIA ALL'UNIONE EUROPEA


ART. 1.


Sostituirlo con il seguente:

(Partecipazione all'edificazione comunitaria e procedure per il conferimento di ulteriori poteri).


La Repubblica italiana partecipa al processo di integrazione europea. A tale fine può conferire ulteriori poteri e competenze all'Unione europea nel rispetto dei principi fondamentali dell'ordinamento costituzionale e dei diritti inviolabili della persona umana.
La Repubblica svolge la propria azione nell'Unione europea in vista del rafforzamento dei principi di libertà, dello Stato sociale e di diritto, dell'articolazione dei poteri secondo il principio di sussidiarietà, e di una sempre più ampia partecipazione democratica dei cittadini alle decisioni.
Un terzo dei componenti della Camera dei deputati, il Presidente della Repubblica, ogni regione o duecentomila elettori possono richiedere che i progetti di legge di autorizzazione alla ratifica di Trattati relativi all'Unione Europea siano sottoposti al giudizio preventivo della Corte costituzionale. La Corte costituzionale accerta, entro trenta giorni dalla richiesta, se la ratifica comporta modifiche della Costituzione. Le norme sul funzionamento della Corte dettano le disposizioni necessarie per l'attuazione del presente comma.

In accoglimento dei seguenti emendamenti: III. 1. 5., III. 1. 6., III. 1. 9., III. 1. 10., III. 1. 13.

III. 1. 15. D'Amico, relatore.


ART. 2.


Sostituirlo con il seguente:

(Efficacia delle fonti comunitarie ed obbligo di rispetto).


Gli atti normativi dell'Unione Europea sono direttamente vigenti nell'ordinamento interno. Gli organi competenti provvedono, ove necessario, alla loro integrazione ed esecuzione.
Nei limiti delle competenze conferite all'Unione, e nel rispetto dei principi fondamentali dell'ordinamento e dei diritti inviolabili della persona umana, le norme dell'Unione Europea prevalgono su quelle nazionali.

In accoglimento dei seguenti emendamenti: III. 2. 2.

III. 2. 7. D'Amico, relatore.


ART. 3.


Sopprimerlo.

In accoglimento dei seguenti emendamenti: III. 3. 1, III. 3. 2, III. 3. 3, III. 3. 4, III. 3. 5.

III. 3. 6. D'Amico, relatore.


ART. 4.


Sostituirlo con il seguente:

(Partecipazione degli organi statali alla politica comunitaria).


La Camera dei Deputati e, nelle materie di competenza delle Regioni, la speciale Commissione parlamentare alla quale partecipano i capi degli esecutivi regionali, concorrono alla formazione degli indirizzi di politica comunitaria.
Dal momento dell'apertura dei negoziati per qualsiasi revisione dei Trattati istitutivi delle Comunità Europee, nonché dei Trattati che li hanno modificati o integrati, il Governo informa le Camere e la speciale Commissione parlamentare alla quale partecipano i capi degli esecutivi regionali. Successivamente, sottopone loro il progetto di revisione e tiene conto degli indirizzi eventualmente espressi in sede parlamentare.
Prima di concorrere alla formazione di atti normativi europei, il Governo informa in modo esauriente le Camere e la speciale Commissione parlamentare alla quale partecipano i capi degli esecutivi regionali al fine dell'adozione dei relativi atti di indirizzo.
La legge stabilisce i procedimenti volti a garantire che, nelle questioni che incidono su materie riservate alla esclusiva competenza legislativa delle Regioni, l'esercizio dei poteri della Repubblica quale Stato Membro dell'Unione Europea sia concordato con esse.

In accoglimento dei seguenti emendamenti: III. 4. 4, III. 4. 5, III. 4. 6, III. 4. 7.

III. 4. 13. D'Amico, relatore.


ART. 5.


Sostituirlo con il seguente:

(Nomine di componenti di organi comunitari per le quali i trattati europei o altre fonti attribuiscano una competenza ai governi nazionali).


Il Governo concorre alla nomina dei membri degli organi delle istituzioni dell'Unione Europea, previa acquisizione del parere della Camera dei Deputati.

III. 5. 9. D'Amico, relatore.


ART. 6.


Sostituirlo con il seguente:

(Regioni e Unione europea).


Le Regioni, nelle materie di loro competenza, attuano ed integrano direttamente le norme dell'Unione Europea nonché i Trattati internazionali.
A seguito dell'accertamento della violazione delle norme dell'Unione Europea, il Governo, previo parere della Commissione Federale, può intimare alla Regione di provvedere entro un termine ragionevole.
Nel caso in cui la Regione non provveda, il Governo, informata la Commissione Federale, adotta le misure necessarie che mantengono efficacia fino all'adempimento regionale.
Le Regioni, possono, nel rispetto del diritto dell'Unione Europea, stipulare accordi con altre Regioni italiane o enti territoriali di altri Stati membri, per l'esercizio delle proprie competenze in materia comunitaria.

In accoglimento dei seguenti emendamenti: III. 6. 2, III. 6. 4, III. 6. 6, III. 6. 7, III. 6. 11, III. 6. 12, III. 6. 13.

III. 6. 17. D'Amico, relatore.


ART. 7.


Sostituirlo con il seguente:

(Garanzia delle competenze regionali di fronte all'Unione europea).


Qualora una competenza regionale sia reputata illegittimamente lesa da un atto dell'Unione Europea, e non siano previsti mezzi di ricorso regionale diretto, la Regione può, con deliberazione a maggioranza assoluta, richiedere che il Governo ricorra presso gli organi giurisdizionali dell'Unione Europea.

In accoglimento dei seguenti emendamenti: III. 7. 2, III. 7. 4.

III. 7. 7. D'Amico, relatore.


ART. 8.


Sostituirlo con il seguente:

(Politica economica e Banca d'Italia).


La politica economica e monetaria si svolge nel rispetto dei principi e degli obiettivi stabiliti dai trattati europei e dagli altri atti dell'Unione europea.
La Banca d'Italia tutela la stabilità della moneta ed esercita la vigilanza prudenziale sul sistema creditizio.
L'ordinamento assicura l'autonomia della Banca d'Italia.

In accoglimento dei seguenti emendamenti: III. 8. 2, III. 8. 3, III. 8. 12.

III. 8. 15. D'Amico, relatore.