IV. TESTO BASE SULLA FORMA DI GOVERNO

ART. 1.

Il Presidente della Repubblica è eletto per cinque anni a suffragio universale e diretto, e può essere rieletto una sola volta.
Novanta giorni prima della scadenza del mandato il Presidente del Senato fissa la data della elezione, che deve avere luogo entro quarantacinque giorni dalla data di indizione. Il Presidente della Re-pubblica assume le funzioni entro venti giorni dalla proclamazione, effettuata dal Presidente del Senato.
Può essere eletto ogni cittadino che abbia compiuto quaranta anni d'età e goda dei diritti civili e politici. L'ufficio è incompatibile con qualsiasi altra carica, ufficio e attività pubblica o privata. L'assegno e la dotazione del Presidente sono determinati con legge bicamerale.
Le candidature sono presentate da parlamentari, da consiglieri regionali, da presidenti di province e da sindaci, che vi provvedono nel numero e secondo le modalità stabilite con legge bicamerale.
È eletto il candidato che abbia ottenuto la maggioranza assoluta dei voti validamente espressi. Qualora nessun candidato abbia ottenuto la maggioranza predetta, si procede nella seconda domenica successiva al ballottaggio tra i due candidati che hanno conseguito il maggior numero dei voti.
Con legge bicamerale sono regolati i finanziamenti e le spese per la campagna elettorale, nonché la partecipazione alle trasmissioni televisive, al fine di assicurare l'equilibrio di condizioni tra i candidati.

ART. 2.

Il Presidente della Repubblica è il Capo dello Stato e rappresenta l'unità nazionale. È il garante dell'indipendenza e dell'integrità della nazione. Assicura il rispetto dei trattati e dei vincoli derivanti dall'appartenenza dell'Italia a organizzazioni internazionali e sovranazionali. Vigila sul rispetto della Costituzione. Prima di assumere le funzioni, presta giuramento di fedeltà alla Repubblica e di osservanza della Costituzione dinanzi al Parlamento in seduta comune.

ART. 3.

Il Presidente della Repubblica:


a) presiede il Consiglio dei ministri, o delega a presiederlo, eventualmente per determinate materie, il Primo ministro;


b) nomina il Primo ministro, tenendo conto dell'indirizzo politico espresso dall'elettorato e della composizione della Camera dei deputati;


c) su proposta del Primo ministro, nomina e revoca gli altri membri del Governo;


d) autorizza la presentazione alle Camere dei disegni di legge di iniziativa del Governo ed emana i decreti aventi valore di legge approvati dal Consiglio dei ministri;


e) promulga le leggi e i regolamenti del Governo; può, con messaggio motivato, chiederne il riesame, rispettivamente, alle Camere e al Governo. Se le Camere approvano nuovamente la legge, questa deve essere promulgata;


f) indìce le elezioni delle Camere e ne fissa la prima riunione;


g) indìce il referendum popolare nei casi previsti dalla Costituzione;


h) invia messaggi alle Camere che possono dar luogo a dibattito;


i) presiede il Consiglio Supremo di Difesa costituito secondo la legge, dichiara lo stato di guerra deliberato dalle Camere;


j) può concedere grazia e commutare le pene;


k) nomina, nei casi stabiliti dalle legge, i funzionari pubblici;


l) accredita e riceve i rappresentanti diplomatici, ratifica i trattati internazionali, previa quando occorre l'autorizzazione delle Camere.

ART. 4.

Nel caso di vacanza della Presidenza della Repubblica, le sue funzioni sono esercitate provvisoriamente dal Presidente del Senato.
In caso di impedimento permanente o di morte o di dimissioni del Presidente della Repubblica, l'elezione del nuovo Presidente è indetta dal Presidente del Senato non meno di venti giorni e non più di quaranta giorni dopo il verificarsi dell'evento.
L'impedimento permanente del Presidente della Repubblica è dichiarato all'unanimità da un collegio composto dal Presidente del Senato, dal Presidente della Camera e dal Presidente della Corte costituzionale.

ART. 5.

Il Presidente della Repubblica può, sentito il Primo ministro ed i Presidenti della Camera e del Senato, sciogliere la Camera dei deputati prima del termine ordinario di cui all'articolo ... Le elezioni devono essere in tal caso indette non prima del trentesimo giorno e non oltre il quarantacinquesimo giorno dalla data dello scioglimento.
Non si può procedere allo scioglimento durante l'anno che segue le elezioni, ovvero dopo la presentazione della richiesta di decadenza di cui all'articolo 10. Detto termine è di due anni se l'elezione della Camera dei deputati è avvenuta successivamente all'elezione del Presidente della Repubblica.

ART. 6.

Gli atti del Presidente della Repubblica adottati su proposta del Primo ministro o dei ministri sono controfirmati dal proponente, che ne assume la responsabilità.
Non sono sottoposti a controfirma la nomina del Primo ministro, l'indizione delle elezioni delle Camere e lo scioglimento di queste, l'indizione dei referendum nei casi previsti dalla Costituzione, il rinvio delle leggi e dei regolamenti con messaggio motivato, la promulgazione delle leggi, l'invio dei messaggi alle Camere.

ART. 7.

Il Primo ministro e i ministri, prima di assumere le funzioni, prestano giuramento nelle mani del Presidente della Repubblica.
Con legge bicamerale sono determinate le incompatibilità tra le cariche di governo e la titolarità o lo svolgimento di attività private.
Entro dieci giorni dalla formazione del Governo, il Primo ministro espone alle Camere il suo programma.

ART. 8.

Il Governo determina e dirige la politica nazionale. Dispone dell'amministrazione e delle forze armate.
Il Primo ministro dirige l'azione del Governo. È responsabile della difesa nazionale. Mantiene l'unità di indirizzo politico ed amministrativo, promuovendo e coordinando l'attività dei ministri. Quando ne ha delega, sostituisce il Presidente della Repubblica nella presidenza del Consiglio dei ministri. Presenta alle Camere i disegni di legge deliberati dal Consiglio dei ministri.
I ministri rispondono individualmente degli atti dei loro dicasteri.
Il Primo ministro esercita il comando delle forze armate, è responsabile della politica della sicurezza e può supplire il Presidente della Repubblica nella presidenza del Consiglio Supremo di difesa, secondo le modalità previste dalla legge.

ART. 9.

La Camera dei deputati esprime la sfiducia al Governo mediante mozione motivata, sottoscritta da almeno un terzo dei componenti e votata dalla maggioranza assoluta dei medesimi. In tal caso, il Primo ministro presenta le dimissioni del Governo al Presidente della Repubblica.

ART. 10.

Il Primo ministro e i ministri, anche se cessati dalla carica, sono sottoposti, per i reati commessi nell'esercizio delle loro funzioni, alla giurisdizione ordinaria, previa autorizzazione del Senato della Repubblica, secondo le norme stabilite con legge bicamerale.

ART. 11.

Il Capo dell'opposizione è eletto dai deputati che abbiano dichiarato di appartenere all'opposizione, sulla base di un'esposizione programmatica. Egli è sentito dal Presidente della Repubblica e dal Primo ministro nei casi di guerra e di grave pericolo per la sicurezza nazionale, e negli altri casi previsti dalla legge. Il regolamento della Camera dei deputati ne regola le modalità di elezione ed i poteri, in particolare con riferimento alla formazione dell'ordine del giorno della Camera dei deputati. Il regolamento determina altresì i poteri di altri gruppi parlamentari di opposizione.

ART. 12.

Il Parlamento in seduta comune, su richiesta della maggioranza dei suoi componenti, quando ritenga che il Presidente della Repubblica abbia violato norme costituzionali, può deliberarne la decadenza con la maggioranza dei due terzi dei suoi componenti.