III. TESTO BASE SULLA PARTECIPAZIONE DELL'ITALIA ALL'UNIONE EUROPEA

ART. 1.
(Partecipazione all'edificazione comunitaria e procedure
per il conferimento di ulteriori poteri).

La Repubblica italiana partecipa al processo di integrazione europea. A tale fine può conferire ulteriori poteri e competenze dell'Unione europea nel rispetto dei princìpi supremi dell'ordinamento costituzionale e dei diritti inviolabili della persona umana.
La Repubblica svolge la propria azione nell'Unione europea in vista del rafforzamento dei princìpi di libertà, dello Stato sociale e di diritto, dell'articolazione dei poteri secondo il criterio di sussidiarietà, e di una sempre più ampia partecipazione democratica dei cittadini alle decisioni.
Ogni conferimento di poteri all'Unione, se comporta modifiche o deroghe della Costituzione, richiede il procedimento di revisione costituzionale.
Un terzo dei componenti della Camera dei deputati, il Presidente della Repubblica, un terzo dei governi regionali o duecentomila elettori possono richiedere che i progetti di legge di autorizzazione alla ratifica dei Trattati dell'Unione Europea siano sottoposti al giudizio preventivo della Corte Costituzionale. La Corte Costituzionale si pronuncia entro trenta giorni dalla richiesta. La legge sul funzionamento della Corte detta le norme necessarie per l'attuazione del presente articolo.

ART. 2.
(Efficacia delle fonti comunitarie ed obbligo di rispetto).

Gli atti normativi dell'Unione Europea sono direttamente vigenti nell'ordinamento interno. Gli organi competenti provvedono, ove necessario, alla loro integrazione ed esecuzione.
Nei limiti delle competenze conferite all'Unione, e nel rispetto dei principi supremi dell'ordinamento e dei diritti inviolabili della persona umana, le norme europee prevalgono su quelle nazionali.

ART. 3.
(Competenza della Corte costituzionale in materia comunitaria).

In osservanza del diritto comunitario e nell'ambito delle proprie attribuzioni, la Corte costituzionale garantisce il rispetto delle competenze e delle norme dell'Unione Europea e coopera con gli organi giurisdizionali di essa.

ART. 4.
(Partecipazione degli organi statali alla politica comunitaria).

La Camera dei deputati e, nelle materie di competenza delle Regioni, la speciale Commissione parlamentare alla quale partecipano i capi degli esecutivi regionali, concorrono alla formazione degli indirizzi di politica comunitaria.
Il Governo informa preventivamente ed in modo esauriente le Camere sulle questioni relative all'Unione Europea, al fine dell'adozione dei relativi atti di indirizzo.
La legge stabilisce i procedimenti volti a garantire che, nelle questioni che incidono su materie riservate alla esclusiva competenza legislativa delle Regioni, l'esercizio dei poteri della Repubblica italiana quale Stato Membro dell'Unione Europea sia concordato con esse.

ART. 5.
(Nomine di componenti di organi comunitari per le quali i trattati europei o altre fonti attribuiscano una competenza ai governi nazionali).

Il Governo concorre alla nomina dei membri degli organi comunitari, previa acquisizione del parere della Camera dei deputati e della speciale Commissione parlamentare alla quale partecipano i capi degli esecutivi regionali.

ART. 6.
(Regioni e Unione europea).

Le Regioni, per quanto di propria competenza, attuano ed integrano direttamente gli obblighi comunitari.
Nel caso in cui una Regione sia inadempiente, il Governo, previo parere del Senato delle Regioni e della speciale Commissione parlamentare alla quale partecipano i capi degli esecutivi regionali, può intimare alla Regione di provvedere.
Nel caso in cui la Regione non provveda, il Governo, informata la speciale Commissione parlamentare alla quale partecipano i capi degli esecutivi regionali, adotta le misure necessarie. Tali misure hanno efficacia fino al successivo intervento regionale.
Le Regioni, possono, nel rispetto del diritto comunitario, stipulare accordi con altre Regioni italiane o enti territoriali di altri Stati membri, per l'esercizio delle proprie competenze in materia comunitaria.

ART. 7.
(Garanzia delle competenze regionali di fronte all'Unione europea).

Qualora una competenza regionale sia reputata illegittimamente lesa da un atto comunitario, e non siano previsti mezzi di ricorso regionale diretto, la speciale Commissione parlamentare alla quale partecipano i capi degli esecutivi regionali, di propria iniziativa o su richiesta di una Regione, può, con deliberazione a maggioranza assoluta, richiedere che il Governo adisca gli organi giurisdizionali comunitari competenti, sulla base della legittimazione che, in materia, i trattati europei o altre fonti riconoscono agli Stati membri.

ART. 8.
(Politica economica e Banca d'Italia).

La politica economica e monetaria si svolge nel rispetto dei princìpi e degli obiettivi stabiliti dai trattati europei e dagli altri atti dell'Unione europea.
La legge garantisce l'indipendenza della Banca d'Italia e detta le altre norme necessarie per la partecipazione italiana agli organismi comunitari che esercitano competenze in campo monetario.