Censis: Focus sul servizio idrico italiano.

27 May 2014

Le tariffe italiane per il servizio idrico - secondo l'analisi del Censis diffusa il 24 maggio scorso - sono le più basse d'Europa.

In media una famiglia di tre persone con un consumo annuo di 180 metri cubi spende 307 euro all'anno, 25,6 euro al mese. Si tratta dello 0,9% della spesa media mensile di una famiglia.

Allo stesso tempo, l'Italia è il Paese europeo con il più elevato consumo pro-capite di acqua in bottiglia, e addirittura il secondo al mondo.

Il 61,8% delle famiglie italiane acquista acqua minerale e il consumo medio è pari a 192 litri all'anno per persona. In media ogni famiglia italiana spende 234 euro all'anno per l'acqua in bottiglia.

Il 31,2% della popolazione non si fida dell'acqua che esce dal rubinetto della propria abitazione: una percentuale che sale nettamente al Sud (si arriva al 60,4% in Sicilia), ma che aumenta ovunque nel caso di allarmi connessi alla potabilità.

L'analisi del Censis si sofferma anche sulle infrastrutture idriche: le perdite di rete sono pari al 31,9% e ciò costringe ad aumentare il prelievo di acqua alla fonte impoverendo la risorsa ed esponendo alcuni territori a disservizi: l'8,9% della popolazione italiana denuncia interruzioni di erogazione, con punte del 29,2% in Calabria.

La gestione dell'acqua, afferma il Censis, fa capo a una platea eterogenea di soggetti composta da più di 300 gestori, con una grande variabilità di dimensioni e natura giuridica. Si va dal gestore di un solo Comune di 500 abitanti all'Acquedotto Pugliese (100% di proprietà della Regione) che serve 4 milioni di abitanti.

L'11% dei Comuni se ne occupa direttamente «in economia» e non tramite un gestore vero e proprio. Un ulteriore 19% degli enti locali ha una gestione «salvaguardata» risalente a prima della legge Galli.

In Italia, la presenza dell'impresa privata nella gestione dei servizi idrici, assoluta protagonista nel Regno Unito e maggioritaria in Spagna e in Francia, ove vi sono anche big player industriali capaci di andare anche sui mercati esteri, rimane confinata a un ruolo marginale.

Per saperne di più, si rinvia al comunicato completo del Censis.

Servizio Studi della Camera dei deputati

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