Le norme sulla commercializzazione dei sacchetti di plastica non biodegradabile

5 marzo 2014

La normativa nazionale

Con l’articolo 1, comma 1130, della legge finanziaria 2007 (legge n. 296/2006) sono state inserite nell'ordinamento nazionale le prime norme finalizzate a vietare la commercializzazione di sacchi non biodegradabili per l’asporto delle merci (cosiddetti shoppers).

L'indeterminatezza della citata norma (su cui era intanto intervenuta la proroga per la sua attuazione, disposta dall'art. 23, comma 21-novies, del D.L. 78/2009) ne ha però impedito l'attuazione.

Sul punto è poi intervenuto l'articolo 2 del D.L. 2/2012, che ha previsto la proroga del termine relativo al divieto definitivo di commercializzazione degli shoppers non biodegradabili, limitatamente alla commercializzazione di alcune tipologie di sacchi indicati dalla norma, fino all'emanazione - entro il 31 dicembre 2012 - di un decreto interministeriale di natura non regolamentare. Il comma 4 dell'art. 2 del D.L. 2/2012 ha introdotto sanzioni amministrative pecuniarie, nelle ipotesi di inosservanza del divieto di commercializzazione di sacchi non conformi a quanto prescritto dal medesimo articolo 2, che saranno applicabili solo a decorrere dal sessantesimo giorno dall'emanazione del predetto decreto interministeriale (secondo quanto stabilito dall'art. 34, comma 30, del D.L. 179/2012).

Tale decreto interministeriale, pur essendo stato emanato in data 18 marzo 2013 (e pubblicato nella G.U. del 27 marzo 2013), non è tuttavia mai entrato in vigore.

Visto il contenzioso a livello europeo, l'art. 6 di tale decreto dispone infatti che "Il presente decreto è sottoposto a procedura di comunicazione ai sensi della Direttiva 98/34/CE del Parlamento europeo e del Consiglio ed entra in vigore dalla data di conclusione, con esito favorevole, della procedura stessa" che, a tutt'oggi, non risulta essere stata ancora conclusa.

Leggi il testo del decreto 18 marzo 2013.

Recenti documenti approvati dall'Unione europea sui rifiuti di plastica

Con la pubblicazione del Libro verde "Una strategia europea per i rifiuti di plastica nell'ambiente" la Commissione UE ha avviato una ampia riflessione sulla tematica dei rifiuti di plastica (e marini più in generale). Nel Libro verde, pubblicato il 7 marzo 2013, la Commissione ha indicato come valutare i rischi derivanti dai rifiuti di plastica per ambiente e salute, ha affrontato l'aspetto della progettazione ecocompatibile e si è soffermata sul problema dello smaltimento incontrollato: nel documento viene ricordato che ogni anno 10 milioni di tonnellate di rifiuti, costituiti all'80% da plastica, trasformano di fatto gli oceani nelle discariche più grandi del mondo.

II 4 novembre 2013 Ia Commissione europea ha presentato una proposta di direttiva che modifica la direttiva 94/62/CE sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio al fine di ridurre il consumo di borse di plastica in materiale leggero.

Successivamente il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione su una strategia europea per i rifiuti di plastica nell'ambiente, che invita la Commissione UE a presentare, entro il 2014, proposte legislative di modifica della legislazione europea sui rifiuti con l'introduzione di specifiche norme sui rifiuti in plastica, per i quali attualmente non esiste una disciplina specifica. Secondo la risoluzione, la normativa dell'UE dovrebbe prevedere, tra l'altro, obiettivi specifici per la raccolta, la separazione (che potrebbe raggiungere il livello ambizioso dell'80%) e il riciclaggio dei diversi flussi di rifiuti di plastica.

Per quanto riguarda i sacchetti di plastica, con la risoluzione si invita la Commissione, in linea con quanto "richiesto dalla maggior parte dei cittadini e dei consumatori europei", a far sì che i sacchetti di plastica monouso non riciclabili, non biodegradabili e non compostabili siano drasticamente ridotti e, ove possibile, progressivamente eliminati.

Con riferimento alla citata proposta modificativa della direttiva sugli imballaggi, finalizzata a ridurre il consumo di borse di plastica, il Governo ha trasmesso alla Camera, nel dicembre 2013, una relazione che ne analizza i contenuti e ne valuta l'impatto. Nella citata relazione viene evidenziata l'importanza dell'adozione di tale direttiva per un Paese come l'Italia in cui si stima un consumo di sacchi di plastica pari a circa 20 miliardi all'anno.

Servizio Studi della Camera dei deputati

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