Camera dei deputati

Vai al contenuto

Sezione di navigazione

Menu di ausilio alla navigazione

MENU DI NAVIGAZIONE PRINCIPALE

Vai al contenuto

Resoconto dell'Assemblea

Vai all'elenco delle sedute

XIX LEGISLATURA

Allegato A

Seduta di Giovedì 12 giugno 2025

COMUNICAZIONI

Missioni valevoli
nella seduta del 12 giugno 2025.

  Albano, Ascani, Bagnai, Barbagallo, Barelli, Bellucci, Benvenuto, Bicchielli, Bignami, Bisa, Bitonci, Bonetti, Boschi, Braga, Brambilla, Calderone, Calovini, Cappellacci, Carè, Carloni, Casasco, Cavandoli, Cecchetti, Centemero, Cesa, Cirielli, Colosimo, Alessandro Colucci, Sergio Costa, D'Alessio, Deidda, Della Vedova, Delmastro Delle Vedove, Donzelli, Ferrante, Ferro, Foti, Frassinetti, Freni, Gava, Gebhard, Gemmato, Giachetti, Giglio Vigna, Giorgetti, Guerini, Gusmeroli, Leo, Lollobrigida, Lucaselli, Lupi, Maccari, Magi, Mangialavori, Maschio, Mazzi, Meloni, Michelotti, Minardo, Molinari, Mollicone, Molteni, Morrone, Mulè, Nordio, Orsini, Osnato, Nazario Pagano, Pichetto Fratin, Prisco, Rampelli, Marianna Ricciardi, Riccardo Ricciardi, Richetti, Rixi, Rizzetto, Roccella, Romano, Rotelli, Scerra, Schullian, Semenzato, Siracusano, Sportiello, Stefani, Tajani, Trancassini, Traversi, Tremonti, Varchi, Vinci, Zaratti, Zoffili, Zucconi.

Annunzio di proposte di legge.

  In data 11 giugno 2025 è stata presentata alla Presidenza la seguente proposta di legge d'iniziativa dei deputati:

   MOLLICONE ed altri: «Modifica all'articolo 15 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, in materia di detraibilità delle spese sostenute per l'acquisto di beni e servizi culturali» (2449).

  Sarà stampata e distribuita.

Annunzio di proposte di legge
d'iniziativa popolare.

  In data 29 maggio 2025 è stata presentata alla Presidenza la seguente proposta di legge:

   PROPOSTA DI LEGGE D'INIZIATIVA POPOLARE: «Modifiche alla tabella A allegata al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, concernenti la riduzione dell'aliquota dell'imposta sul valore aggiunto relativa ai prodotti per l'igiene femminile e ad alcuni prodotti per la prima infanzia» (2450).

  Sarà stampata, previo accertamento della regolarità delle firme dei presentatori, ai sensi della legge 25 maggio 1970, n. 352, e distribuita.

Adesione di deputati a proposte di legge.

  La proposta di legge ASCARI ed altri: «Disposizioni per l'introduzione dell'insegnamento dell'educazione affettiva e sessuale nei corsi scolastici del primo e del secondo ciclo di istruzione» (1571) è stata successivamente sottoscritta dal deputato Lomuti.

  La proposta di legge SIMIANI ed altri: «Istituzione del luogo elettivo di nascita» (1651) è stata successivamente sottoscritta dal deputato Lomuti.

  La proposta di legge ALMICI ed altri: «Istituzione e disciplina delle figure professionali del soccorritore, dell'autista soccorritore e del tecnico delle centrali di soccorso» (2263) è stata successivamente sottoscritta dal deputato Ciocchetti.

  La proposta di legge CERRETO ed altri: «Disposizioni in materia di ricerca, raccolta, coltivazione e commercio dei tartufi destinati al consumo» (2310) è stata successivamente sottoscritta dal deputato Ciocchetti.

  La proposta di legge MOLLICONE ed altri: «Istituzione del Museo del terrorismo in memoria delle vittime civili e dei caduti delle Forze di polizia» (2375) è stata successivamente sottoscritta dal deputato Ciocchetti.

Assegnazione di un progetto di legge
a Commissione in sede referente.

  A norma del comma 1 dell'articolo 72 del Regolamento, il seguente progetto di legge è assegnato, in sede referente, alla sottoindicata Commissione permanente:

   VII Commissione (Cultura):

  «Disposizioni in materia di consenso informato in ambito scolastico» (2423) Parere delle Commissioni I, V, XII e della Commissione parlamentare per le questioni regionali.

Annunzio di petizioni.

  Matteo Borelli, da San Benedetto Val di Sambro (Bologna), e altri cittadini chiedono l'istituzione della Giornata nazionale degli antenati (1029)alla I Commissione (Affari costituzionali);

  Fabrizio Clavenzani, da Roma, e numerosi altri cittadini chiedono:

   il riconoscimento dello Stato di Palestina (1030)alla III Commissione (Affari esteri);

   un embargo sull'importazione di beni dallo Stato di Israele, la sospensione di qualsiasi fornitura di armamenti e il congelamento dei beni di proprietà israeliana (1031)alla III Commissione (Affari esteri);

  Giovanni Battista Alfano, da Castellammare di Stabia (Napoli), e altri cittadini chiedono un sussidio universale per le persone con problemi di salute o in condizioni di disagio economico (1032)alla XII Commissione (Affari sociali);

  Gennaro Alfano, da Castellammare di Stabia (Napoli), e numerosi altri cittadini chiedono un sussidio universale per le persone singole con cittadinanza italiana e più di quarant'anni di età che vivono in affitto e sono senza un reddito da lavoro o da pensione (1033)alla XII Commissione (Affari sociali);

  Matteo Gottardi, da Rovereto (Trento), e altri cittadini chiedono la verifica del raggiungimento degli obiettivi previsti per la Fondazione Campana dei caduti dalla legge 24 febbraio 2006, n. 103 (1034)alla VII Commissione (Cultura);

  Giuseppe Calia, da Imola (Bologna), e numerosissimi altri cittadini chiedono la creazione di un'area contrattuale separata e il riconoscimento del ruolo di quadro per gli infermieri (1035)alla XI Commissione (Lavoro);

  Fabrizio Filippo d'Albero, da Marigliano (Napoli), e altri cittadini chiedono disposizioni per il rafforzamento del ruolo dell'Ispettorato nazionale del lavoro (1036) – alla XI Commissione (Lavoro);

  Salvatore Di Gaetano, da Caserta, e numerosi altri cittadini chiedono:

   l'introduzione di programmi di welfare aziendale nelle aziende sanitarie pubbliche del Servizio sanitario nazionale (1037)alla XI Commissione (Lavoro);

   il reintegro nei ruoli delle Forze armate, con procedura semplificata e trasparente, del personale in congedo, prioritariamente appartenente alle figure professionali sanitarie (1038)alla IV Commissione (Difesa);

   l'obbligo per le aziende sanitarie pubbliche di erogare un buono pasto o un servizio mensa equivalente ai propri dipendenti con turni di lavoro superiori alle cinque ore (1039)alla XI Commissione (Lavoro);

   che al personale sanitario pubblico sia consentito l'esercizio di attività libero-professionali al di fuori dell'orario di servizio senza vincoli o condizioni (1040)alla XII Commissione (Affari sociali);

  Rosario Palumbo, da Palermo, e numerosi altri cittadini chiedono la stabilizzazione degli assistenti alla comunicazione nei ruoli del Ministero dell'istruzione e del merito (1041)alla VII Commissione (Cultura);

  Alessio Paiano, da Cavallino (Lecce), chiede l'estensione delle tutele relative ai trasferimenti ai lavoratori affetti da patologie psichiche gravi o croniche (1042)alla XI Commissione (Lavoro);

  Alberto Pinotti, da Modena, chiede:

   la legalizzazione dell'eutanasia (1043)alle Commissioni riunite II (Giustizia) e XII (Affari sociali);

   la legalizzazione dell'esercizio della prostituzione (1044)alla II Commissione (Giustizia);

  Aniello Traino, da Neirone (Genova), chiede una serie di misure umanitarie organiche per la soluzione delle situazioni di crisi alimentare (1045)alla III Commissione (Affari esteri);

  Alessandro Ventura, da Trieste, e numerosissimi altri cittadini chiedono iniziative urgenti a tutela della vita degli abitanti di Gaza (1046)alla III Commissione (Affari esteri);

  Michele Vecchione, da Villa Lagarina (Trento), chiede l'istituzione della giornata in memoria dei lavoratori pubblici e privati licenziati per motivi politici o sindacali (1047) – alla XI Commissione (Lavoro);

  Valerio D'Alessio, da Ardea (Roma), chiede iniziative per l'allaccio alla rete idrica dei cittadini residenti in località Colle Romito nel comune di Ardea (1048) – alla VIII Commissione (Ambiente);

  Stefano Fuschetto, da Gallarate (Varese), chiede:

   il rilascio gratuito della carta di identità elettronica e del passaporto (1049)alla I Commissione (Affari costituzionali);

   l'uscita dell'Italia della NATO (1050)alla III Commissione (Affari esteri);

   l'introduzione della cosiddetta «Tobin tax» (1051)alla VI Commissione (Finanze);

   iniziative per l'abolizione dei paradisi fiscali (1052)alla III Commissione (Affari esteri);

   la reintroduzione del reddito di cittadinanza (1053)alle Commissioni riunite XI (Lavoro) e XII (Affari sociali);

   di estinguere le deroghe legali e ogni sovvenzione previste per le tradizioni culturali e religiose che comportano atti di crudeltà verso gli animali (1054)alla XIII Commissione (Agricoltura);

  Dario Bossi, da Montegrino Valtravaglia (Varese), chiede che ai detenuti italiani sia consentito, su base volontaria, unirsi alla legione internazionale di difesa territoriale dell'Ucraina (1055)alle Commissioni riunite II (Giustizia) e III (Affari esteri);

  Shirin Chehayed, da Milano, chiede misure diverse in favore degli enti del Terzo settore (1056)alla XII Commissione (Affari sociali);

  Luca Cattaneo, da Pavia, chiede di estendere ad altre figure professionali la facoltà di autenticazione delle firme per le richieste di referendum, per le proposte di legge di iniziativa popolare e per la presentazione delle liste elettorali (1057)alla I Commissione (Affari costituzionali);

  Graziella Mascheroni, da Milano, e numerosissimi altri cittadini chiedono iniziative contro l'apartheid di genere e contro i fondamentalismi che lo determinano, con particolare riferimento alla tutela dei diritti delle donne afghane (1058)alla III Commissione (Affari esteri).

Trasmissione dalla Commissione parlamentare di controllo sull'attività degli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza sociale.

  Il presidente della Commissione parlamentare di controllo sull'attività degli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza sociale, con lettera in data 12 giugno 2025, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 144, comma 3, del Regolamento della Camera, il documento conclusivo dell'indagine conoscitiva sugli investimenti finanziari e sulla composizione del patrimonio degli enti previdenziali e dei fondi pensione anche in relazione allo sviluppo del mercato finanziario e al contributo fornito alla crescita dell'economia reale, approvato il 12 giugno 2025 dalla Commissione medesima (Doc. XVII-bis n. 5).

  Tale documento sarà stampato e distribuito.

Trasmissione dalla Corte dei conti.

  Il Presidente della Sezione del controllo sugli enti della Corte dei conti, con lettera in data 11 giugno 2025, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 7 della legge 21 marzo 1958, n. 259, la determinazione e la relazione riferite al risultato del controllo eseguito sulla gestione finanziaria degli Istituti fisioterapici ospitalieri (IFO), per l'esercizio 2022, cui sono allegati i documenti rimessi dagli enti ai sensi dell'articolo 4, primo comma, della citata legge n. 259 del 1958 (Doc. XV, n. 389).

  Questi documenti sono trasmessi alla V Commissione (Bilancio) e alla XII Commissione (Affari sociali).

  Il Presidente della Sezione del controllo sugli enti della Corte dei conti, con lettera in data 12 giugno 2025, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 7 della legge 21 marzo 1958, n. 259, la determinazione e la relazione riferite al risultato del controllo eseguito sulla gestione finanziaria dell'Istituto nazionale di statistica (ISTAT), per l'esercizio 2023, cui sono allegati i documenti rimessi dall'ente ai sensi dell'articolo 4, primo comma, della citata legge n. 259 del 1958 (Doc. XV, n. 390).

  Questi documenti sono trasmessi alla I Commissione (Affari costituzionali) e alla V Commissione (Bilancio).

  Il Presidente della Sezione del controllo sugli enti della Corte dei conti, con lettera in data 12 giugno 2025, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 7 della legge 21 marzo 1958, n. 259, la determinazione e la relazione riferite al risultato del controllo eseguito sulla gestione finanziaria dell'Autorità di bacino distrettuale delle Alpi orientali, per l'esercizio 2023, cui sono allegati i documenti rimessi dall'ente ai sensi dell'articolo 4, primo comma, della citata legge n. 259 del 1958 (Doc. XV, n. 391).

  Questi documenti sono trasmessi alla V Commissione (Bilancio) e alla VIII Commissione (Ambiente).

  Il Presidente della Sezione del controllo sugli enti della Corte dei conti, con lettera in data 12 giugno 2025, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 7 della legge 21 marzo 1958, n. 259, la determinazione e la relazione riferite al risultato del controllo eseguito sulla gestione finanziaria dell'Ente nazionale di previdenza e assistenza a favore dei biologi (ENPAB), per l'esercizio 2023, cui sono allegati i documenti rimessi dall'ente ai sensi dell'articolo 4, primo comma, della citata legge n. 259 del 1958 (Doc. XV, n. 392).

  Questi documenti sono trasmessi alla V Commissione (Bilancio) e alla XI Commissione (Lavoro).

  Il Presidente della Sezione del controllo sugli enti della Corte dei conti, con lettera in data 12 giugno 2025, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 7 della legge 21 marzo 1958, n. 259, la determinazione e la relazione riferite al risultato del controllo eseguito sulla gestione finanziaria dell'Autorità di bacino distrettuale del fiume Po, per l'esercizio 2023, cui sono allegati i documenti rimessi dall'ente ai sensi dell'articolo 4, primo comma, della citata legge n. 259 del 1958 (Doc. XV, n. 393).

  Questi documenti sono trasmessi alla V Commissione (Bilancio) e alla VIII Commissione (Ambiente).

Annunzio di progetti
di atti dell'Unione europea.

  La Commissione europea, in data 11 giugno 2025, ha trasmesso, in attuazione del Protocollo sul ruolo dei Parlamenti allegato al Trattato sull'Unione europea, i seguenti progetti di atti dell'Unione stessa, nonché atti preordinati alla formulazione degli stessi, che sono assegnati alla V Commissione (Bilancio), con il parere, se non già assegnati alla stessa in sede primaria, della XIV Commissione (Politiche dell'Unione europea):

   Raccomandazione di raccomandazione del Consiglio che approva il piano nazionale strutturale di bilancio di medio termine della Lituania (COM(2025) 616 final);

   Raccomandazione di decisione del Consiglio che stabilisce che la Romania non ha dato seguito effettivo alla raccomandazione del Consiglio del 21 gennaio 2025 (COM(2025) 619 final).

  La proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa ai documenti di immatricolazione dei veicoli e ai dati di immatricolazione dei veicoli registrati nei registri di immatricolazione nazionali, che abroga la direttiva 1999/37/CE del Consiglio (COM(2025) 179 final), già trasmessa dalla Commissione europea e assegnata, in data 27 maggio 2025, ai sensi dell'articolo 127 del Regolamento, alla IX Commissione (Trasporti), con il parere della XIV Commissione (Politiche dell'Unione europea), è altresì assegnata alla medesima XIV Commissione ai fini della verifica della conformità al principio di sussidiarietà; il termine di otto settimane per la verifica di conformità, ai sensi del Protocollo sull'applicazione dei princìpi di sussidiarietà e di proporzionalità allegato al Trattato sull'Unione europea, decorre dal 12 giugno 2025.

  Il Dipartimento per le politiche europee della Presidenza del Consiglio dei ministri, in data 12 giugno 2025, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 6, commi 1 e 2, della legge 24 dicembre 2012, n. 234, progetti di atti dell'Unione europea, nonché atti preordinati alla formulazione degli stessi.
  Questi atti sono assegnati, ai sensi dell'articolo 127 del Regolamento, alle Commissioni competenti per materia, con il parere, se non già assegnati alla stessa in sede primaria, della XIV Commissione (Politiche dell'Unione europea).
  Con la predetta comunicazione, il Governo ha inoltre richiamato l'attenzione sui seguenti documenti, già trasmessi dalla Commissione europea e assegnati alle competenti Commissioni, ai sensi dell'articolo 127 del Regolamento:

   Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio recante modifica del regolamento (UE) 2021/2115 per quanto riguarda il sistema di condizionalità, i tipi di intervento sotto forma di pagamenti diretti, i tipi di intervento in determinati settori, lo sviluppo rurale e le relazioni annuali sull'efficacia dell'attuazione e del regolamento (UE) 2021/2116 per quanto riguarda la governance dei dati e dell'interoperabilità, la sospensione dei pagamenti in relazione alla verifica annuale dell'efficacia dell'attuazione, i controlli e le sanzioni (COM(2025) 236 final);

   Proposta di decisione di esecuzione del Consiglio che modifica la decisione di esecuzione (UE) (ST 10160/21 INIT; ST 10160/21 ADD 1 REV 2) del 13 luglio 2021, relativa all'approvazione della valutazione del piano per la ripresa e la resilienza dell'Italia (COM(2025) 285 final).

Richieste di parere parlamentare
su proposta di nomina.

  Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, con lettera in data 10 giugno 2025, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 1 della legge 24 gennaio 1978, n. 14, la richiesta di parere parlamentare sulla proposta di nomina del dottor Bruno Pisano a presidente dell'Autorità di sistema portuale del Mare Ligure orientale (90).

  Questa richiesta è assegnata, ai sensi del comma 4 dell'articolo 143 del Regolamento, alla IX Commissione (Trasporti), che dovrà esprimere il prescritto parere entro il 2 luglio 2025.

  Il Ministro per i rapporti con il Parlamento, con lettera in data 11 giugno 2025, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 2 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 5 ottobre 2010, n. 189, la richiesta di parere parlamentare sulla proposta di nomina del professor Aristide Police a membro del collegio dell'Agenzia nazionale per la sicurezza del volo (ANSV) (91).

  Questa richiesta è assegnata, ai sensi del comma 4 dell'articolo 143 del Regolamento, alla IX Commissione (Trasporti), che dovrà esprimere il prescritto parere entro il 2 luglio 2025.

Richiesta di parere parlamentare
su atti del Governo.

  Il Ministro dell'università e della ricerca, con lettera in data 9 giugno 2025, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 7, comma 2, del decreto legislativo 5 giugno 1998, n. 204, la richiesta di parere parlamentare sullo schema di decreto ministeriale per il riparto del Fondo ordinario per gli enti e le istituzioni di ricerca per l'anno 2025 (274).

  Questa richiesta è assegnata, ai sensi del comma 4 dell'articolo 143 del Regolamento, alla VII Commissione (Cultura), che dovrà esprimere il prescritto parere entro il 12 luglio 2025.

Atti di controllo e di indirizzo.

  Gli atti di controllo e di indirizzo presentati sono pubblicati nell'Allegato B al resoconto della seduta odierna.

COMUNICAZIONI DEL MINISTRO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI SULLA SICUREZZA SUL LAVORO, AI SENSI DELL'ARTICOLO 14-BIS DEL DECRETO LEGISLATIVO 9 APRILE 2008, N. 81

Risoluzioni

   La Camera,

   premesso che:

    1) il lavoro rappresenta il principio cardine su cui si fonda la Repubblica italiana e su cui si basa la nostra società; esso è strumento di dignità e di crescita dell'individuo;

    2) la dignità del lavoratore è garantita anche attraverso la tutela della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro;

    3) la sicurezza sul lavoro rappresenta un modello di investimento strategico per imprese e lavoratori, coinvolgendo ogni singolo individuo facente parte della catena della operatività e della produzione;

    4) il Governo ha dimostrato di collocare il tema del lavoro e della sicurezza sui luoghi di lavoro tra le priorità all'interno della propria agenda, anche dando seguito agli impegni assunti in quest'Aula in occasione dell'approvazione della Mozione unitaria 1-00071 del 13 settembre 2023;

    5) sono stati adottati numerosi interventi strutturali, con l'obiettivo di garantire una maggiore protezione per i lavoratori;

    6) attraverso la revisione del Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro (decreto legislativo n. 81 del 2008) è stato avviato un potenziamento delle normative esistenti, con l'obiettivo di rafforzare la protezione dei lavoratori, migliorare la prevenzione degli incidenti e aggiornare le sanzioni per le violazioni;

    7) attraverso la proposta di revisione delle norme del codice penale e di procedura penale, nonché del Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro (decreto legislativo n. 81 del 2008) è stato avviato un potenziamento delle normative esistenti, con l'obiettivo di rafforzare la protezione dei lavoratori, migliorare la prevenzione degli incidenti, aggiornare le sanzioni per le violazioni, implementare meccanismi premiali in favore delle imprese che dimostrino di avere adempiuto agli obblighi di prevenzione;

    8) è stata introdotta, dal 1° ottobre 2024, la patente a crediti per il settore edile, strumento che rappresenta un valido sistema di qualificazione delle imprese volto ad implementare i livelli di salute e sicurezza, al quale, ad oggi, hanno aderito già circa 450.000 imprese;

    9) è stato promosso e favorito un aumento dei controlli nei luoghi di lavoro, intensificando l'attività ispettiva dell'ispettorato Nazionale del Lavoro, dell'Inps e dell'Inail. Tale attività ha generato un notevole incremento di ispezioni ed accertamenti, passate dalle circa 100.000 del 2022 a poco meno di 160.000 del 2024;

    10) si sta potenziando il contingente di personale ispettivo, attraverso nuove assunzioni, per garantire un'applicazione più rigorosa delle normative;

    11) sono stati introdotti programmi specifici ed obbligatori per datori di lavoro, dirigenti, e preposti, al fine di aumentare la consapevolezza e la competenza in tema di prevenzione degli incidenti;

    12) sono state inasprite le sanzioni per le imprese che non rispettano le normative sulla sicurezza, con multe maggiori e sospensione delle attività in caso di gravi inadempienze. È stata, in particolare, reintrodotta la sanzione penale per la somministrazione illecita di lavoro;

    13) per l'anno 2024, sono state portate a 500 milioni di euro, poi ulteriormente incrementate a 600 milioni per il 2025, le risorse per i Bandi ISI dell'Inail, che mirano ad incentivare le imprese al miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza;

    14) il Governo con il decreto-legge lavoro n. 48 del 2023 ha esteso per l'anno scolastico e accademico 2023-2024, e successivamente anche per l'anno scolastico e accademico 2024/2025, la tutela assicurativa Inail allo svolgimento delle attività di insegnamento-apprendimento per gli studenti e il personale scolastico delle scuole del sistema nazionale di istruzione e delle scuole non paritarie, il personale del sistema di istruzione e formazione professionale (IeFP), dei percorsi di istruzione e formazione tecnica superiore (IFTS), dei percorsi di formazione terziaria professionalizzante (ITS Academy) e dei Centri provinciali per l'istruzione degli adulti (CPIA);

    15) è stato introdotto il Sistema informativo per la lotta al caporalato nell'agricoltura, istituito presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali al fine di consentire lo sviluppo della strategia per il contrasto al fenomeno del caporalato e di favorire l'evoluzione qualitativa del lavoro agricolo. Il sistema mette in relazione le informazioni e banche dati di tutti i soggetti istituzionalmente competenti;

    16) l'istituzione della Banca dati degli appalti in agricoltura, cui dovranno iscriversi le imprese che intendano partecipare ad appalti in cui l'impresa committente sia un'impresa agricola, mira a favorire i controlli degli organi vigilanti, oltre a prevedere nuove sanzioni amministrative per le aziende che violino le nuove norme;

    17) al fine fare fronte ai rischi derivanti dal lavoro in periodi caratterizzati da temperature particolarmente elevate, ed allo scopo di tutelare i lavoratori dei settori maggiormente a rischio, sono state varate misure volte a preservarne la salute e la sicurezza;

    18) costante è stato il dialogo con le parti sociali, che ha portato all'elaborazione condivisa di linee guida e misure operative;

    19) risulta fondamentale continuare a promuovere una nuova cultura della tutela della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, che renda consapevoli tutti i cittadini e in particolare i più giovani dell'importanza di preservare l'integrità della salute delle persone;

    20) la prevenzione resta lo strumento principale per tutelare i lavoratori, fornendoli di tutti gli strumenti utili ed efficaci;

    21) risulta, altresì, necessario procedere all'utilizzo delle nuove tecnologie, che offrono soluzioni sempre più adeguate e sofisticate per monitorare e gestire i rischi legati all'attività lavorativa;

    22) è fondamentale proseguire nell'azione di miglioramento delle condizioni di lavoro dei cittadini, progettando ad ulteriori interventi in materia di prevenzione, formazione, sensibilizzazione nonché di contrasto all'irregolarità;

    23) l'attenzione del legislatore deve essere indirizzata non solo ai rischi immediati, ma anche a quelli emergenti, in particolare per quei lavoratori che devono entrare in contatto con sostanze potenzialmente tossiche che, nel lungo periodo, possono favorire l'insorgenza di malattie,

impegna il Governo:

   1) a integrare e rafforzare le iniziative finalizzate alla diffusione della cultura della salute e della sicurezza sul lavoro nelle istituzioni scolastiche, con azioni volte a sensibilizzare, responsabilizzare, informare e formare gli studenti sulle tematiche della salute e della sicurezza sul lavoro, anche promuovendo la consapevolezza sulle conseguenze derivanti dalla mancata osservazione delle norme sulla sicurezza sui lavoratori;

   2) a intensificare ulteriormente la vigilanza nei luoghi di lavoro anche attraverso un coordinamento efficace tra gli enti ispettivi e misure destinate a formare il personale adibito a questi compiti;

   3) a intervenire con ulteriori disposizioni di carattere premiale in favore delle imprese che assicurino ulteriori e più salde tutele per la prevenzione degli infortuni sul lavoro;

   4) a rafforzare e garantire gli strumenti per la formazione dei lavoratori da parte delle imprese, che ne permettano una maggiore qualità ed efficienza;

   5) a garantire un impiego sicuro, trasparente ed etico dei sistemi di intelligenza artificiale, in particolare per la sorveglianza ambientale, il monitoraggio dei Dpi, l'analisi dei fattori di rischio e l'interoperabilità tra banche dati;

   6) a valutare di adottare, in vista dell'imminente aumento delle temperature, idonee misure di prevenzione;

   7) a implementare e favorire le procedure di cooperazione e collaborazione tra gli enti di prevenzione e vigilanza e le imprese;

   8) a garantire che le misure di prevenzione dai rischi e dagli infortuni siano adeguate alle evoluzioni e alle nuove sfide del mondo del lavoro;

   9) ad adottare iniziative volte a prorogare anche per gli anni successivi la copertura INAIL per studenti e personale scolastico impegnato in percorsi formativi;

   10) a monitorare l'effettiva applicazione della normativa vigente relativa all'uso di sostanze tossiche nei luoghi di lavoro, in particolare nelle strutture sanitarie, e ad aggiornarla periodicamente al fine di prevenire i rischi emergenti;

   11) a mantenere un dialogo aperto e costante con le parti sociali, il sistema scolastico e le amministrazioni locali per il rafforzamento di una cultura condivisa della sicurezza.
(6-00185) «Schifone, Giaccone, Tenerini, Alessandro Colucci, Coppo, Nisini, Battilocchio, Giovine, Caparvi, Tassinari, Malagola, Giagoni, Mascaretti, Lazzarini, Rizzetto, Volpi, Zurzolo».


   La Camera,

   premesso che:

    1) il decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, come modificato dalla legge 13 dicembre 2024, n. 203, (articolo 1, comma 1, lettera b), prevede, all'articolo 14-bis, la Relazione annuale sullo stato della salute e sicurezza nei luoghi lavoro, con la quale «Entro il 30 aprile di ciascun anno, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali rende comunicazioni alle Camere sullo stato della sicurezza nei luoghi di lavoro, con riferimento all'anno precedente, nonché sugli interventi da adottare per migliorare le condizioni di salute e di sicurezza nei luoghi di lavoro e sugli orientamenti e i programmi legislativi che il Governo intende adottare al riguardo per l'anno in corso, nei limiti delle risorse disponibili a legislazione vigente e senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica (...)»;

    2) la predetta Relazione sullo stato della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, relativa all'anno 2024, è stata presentata dal Ministro del lavoro e delle politiche sociali e trasmessa alla Presidenza della Camera dei deputati il 30 aprile 2025;

    3) la Relazione risponde alla necessità che in sede parlamentare sia svolta una valutazione analitica sull'organicità, esaustività e attualità della normativa vigente in materia di salute e di sicurezza nei luoghi di lavoro e sulla presenza di eventuali lacune normative da colmare in relazione a specifici settori produttivi; a tal riguardo si auspica che la Camera dei deputati possa trarre soluzioni normative e prospettive di indirizzo politico ed amministrativo, fondate sulla valorizzazione delle acquisizioni, anche provvisorie, a cui perverrà anche la Commissione d'inchiesta, istituita ai sensi dell'articolo 82 della Costituzione, sulle condizioni del lavoro in Italia, sullo sfruttamento e sulla tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro pubblici e privati;

    4) nel contesto europeo, il Quadro strategico sulla salute e sicurezza del lavoro 2021-2027 della Commissione europea, richiamato anche nella predetta Relazione, interviene in un quadro profondamente mutato dalla pandemia e dalla doppia transizione avviata dall'Europa, e stabilisce le priorità e le azioni chiave necessarie per migliorare la salute e di sicurezza nei luoghi di lavoro nei prossimi anni, nel mondo post-pandemico, caratterizzato dalle transizioni verde e digitale, dalle sfide economiche e demografiche e dall'evoluzione del concetto di ambiente di lavoro tradizionale;

    5) la pandemia da Covid-19 ha dimostrato quanto la salute e di sicurezza nei luoghi di lavoro sia fondamentale per proteggere la salute dei lavoratori, per il funzionamento della nostra società e per la continuità delle attività economiche e sociali; la strada verso la ripresa e il rilancio della produttività deve pertanto includere anche un rinnovato impegno a mantenere la salute e di sicurezza nei luoghi di lavoro in cima alle priorità e a migliorare le sinergie tra la salute e di sicurezza nei luoghi di lavoro e le politiche in materia di sanità pubblica;

    6) nell'ambito del predetto Quadro europeo, la Commissione esorta quindi gli Stati membri, tra l'altro:

     a) ad aggiornare i rispettivi quadri giuridici nazionali, in consultazione con le parti sociali, per affrontare i rischi e le opportunità in materia di salute e di sicurezza nei luoghi di lavoro connessi alle transizioni verde e digitale, concentrandosi sull'uso di strumenti digitali per rendere più efficienti le ispezioni del lavoro prevenendo e individuando le violazioni della legislazione;

     b) promuovere «valutazioni inter pares» che affrontino questioni psicosociali ed ergonomiche sul lavoro e rafforzare il monitoraggio e la raccolta di dati sulla situazione dei rischi mentali e psicosociali in tutti i settori;

     c) trovare soluzioni concordate per far fronte alle sfide poste dal telelavoro, dallo smart working, dalla digitalizzazione e dal diritto alla disconnessione, sulla base dell'accordo quadro delle parti sociali europee sulla digitalizzazione;

     d) adoperarsi per realizzare l'approccio «zero vittime» (vision zero) per i decessi relativi al lavoro, soprattutto per i cosiddetti infortuni ripetitivi ovvero quelli che si verificano con modalità simili;

     e) valutare e affrontare i rischi, con particolare riguardo ai gruppi più colpiti dalla pandemia, come le persone con disabilità;

     f) redigere piani di preparazione alle crisi future nell'ambito delle strategie nazionali in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro compresa l'attuazione degli orientamenti e degli strumenti dell'Unione europea;

     g) aumentare il monitoraggio e le ispezioni efficaci degli obblighi in materia di salute e di sicurezza nei luoghi di lavoro, soprattutto nei confronti dei lavoratori stagionali e nelle professioni ad alto rischio;

    7) dagli ultimi dati ufficiali sugli infortuni sul lavoro e le malattie professionali relativi ai 2024, forniti dall'istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (Inail), emerge un quadro complesso che richiede a tutti gli attori coinvolti un'attenzione maggiore al tema cruciale della salute e di sicurezza nei luoghi di lavoro;

    8) nel 2024 sono arrivate all'Inail 589.571 denunce di infortunio con un aumento dello 0,7 per cento sul 2023 e tra queste 1.090 hanno riguardato casi mortali, con una crescita del 4,7 per cento sull'anno precedente;

    9) raccapricciante è poi il dato degli studenti, volutamente ignorato nel computo delle denunce complessive riportate nella Relazione del Governo: le denunce di infortunio degli studenti di ogni ordine e grado presentate all'Inail entro il mese di dicembre 2024 sono state 77.883, in aumento del 10,9 per cento rispetto alle 70.215 del 2023;

    10) grave appare, inoltre, l'aumento delle malattie professionali, +21,6 per cento tra il 2023 e il 2024; tale fenomeno è forse più silenzioso rispetto agli infortuni, ma non manca di produrre conseguenze gravi per lavoratrici e lavoratori, a volte anche agli stessi territori prossimi all'impresa;

    11) per quanto attiene ai percorsi per le competenze trasversali e l'orientamento (Pcto), questi nella stragrande maggioranza dei casi non sono formazione al lavoro ma manodopera gratuita; lo studente viene inserito nel ciclo produttivo senza diritti né tutele e infatti, di Pcto si muore; tra i dati Inail relativi agli infortuni e alle morti sul lavoro avvenute tra gennaio e marzo del 2025 ce n'è uno piuttosto allarmante: sono morti cinque studenti durante il cosiddetto Pcto, l'ex alternanza scuola lavoro, che adesso il Governo intenderebbe estendere e anticipare al secondo anno di superiori negli istituti tecnici; è necessario vigilare che gli istituti che stipulano le convenzioni con le aziende vigilino sugli obblighi specifici connessi, quali l'appendice al documento di valutazione dei rischi;

    12) in drammatico aumento risulta il dato relativo alle morti sul lavoro: nel 2024 sono state segnalate 1.077 denunce di infortunio mortale, con un incremento di 48 casi rispetto al 2023; la crescita è dovuta soprattutto ai decessi in itinere, aumentati da 239 a 280 (+17,2 per cento), mentre quelli avvenuti in azienda sono rimasti stabili; fra le cause più frequenti troviamo incidenti stradali, schiacciamenti, esplosioni e cadute dall'alto;

    13) gli infortuni e i decessi sul luogo di lavoro o nel percorso per giungervi o allontanarsene riguardano la quasi totalità dei settori produttivi, in ciascuna delle singole filiere volte alla commercializzazione e produzione di beni e servizi, e coinvolgono prestatori d'opera impiegati a vario titolo presso piccole e medie imprese, imprese familiari, cooperative, ma anche grandi sedi di distribuzione e produzione multinazionale;

    14) tra i settori dell'industria e servizi con più infortuni avvenuti in occasione di lavoro si evidenziano per gli incrementi le costruzioni (37.220 casi, +2,8 sul 2023), il trasporto e magazzinaggio (34.698 casi, +2,5 per cento), il commercio (33.049, +3,9 per cento, il noleggio e servizi di supporto alle imprese (21.593, +6 per cento) e le attività dei servizi di alloggio e di ristorazione (20.902 casi, +2,8 per cento);

    15) i dati sono dunque impietosi e i numeri del 2025, diffusi dall'Anmil, in occasione della 75° Giornata sulla sicurezza del lavoro, non sono affatto confortanti: nei primi due mesi del 2025 sono state già 138 le denunce di infortunio mortale per incidenti con un aumento del 16 per cento sullo stesso periodo del 2024; proprio nella Giornata mondiale sulla salute e di sicurezza nei luoghi di lavoro ha perso la vita un operaio di 59 anni in una cava per l'estrazione del marmo a Carrara e nei giorni successivi altre morti, una strage ormai quotidiana e senza fine;

    16) «quella delle morti del lavoro è una piaga che non accenna ad arrestarsi e che, nel nostro Paese ha già mietuto, in questi primi mesi, centinaia di vite, con altrettante famiglie consegnate alla disperazione. Non sono tollerabili né indifferenza, né rassegnazione. È evidente che l'impegno per la sicurezza nel lavoro richiede di essere rafforzato. Riguarda le istituzioni, le imprese, i lavoratori» – queste sono le parole del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in visita presso l'azienda Bsp pharmaceutical s.p.a. di Latina, in occasione della celebrazione della Festa del lavoro – «Tra la data simbolo del 1° maggio: la festa del lavoro. Un lavoro che non può consegnare alla morte, ma sia indice di sviluppo, motore di progresso, sia strumento per realizzarsi come persona. Il lavoro non può separarsi mai dall'idea di persona, dall'irriducibile unicità e dignità di ogni donna e di ogni uomo. Nessuno deve sentirsi scartato o escluso», ha concluso il Presidente;

    17) è dunque prioritario l'obiettivo dell'azzeramento del numero degli infortuni, in particolar modo di quelli mortali, nonché delle malattie professionali, da conseguire attraverso attività sinergiche e virtuose che attivino tutti gli strumenti disponibili (prevenzione, vigilanza, assistenza, repressione), fino all'emarginazione delle aziende che reiteratamente violano le norme di tutela della salute e sicurezza;

    18) persistono tuttavia diffuse difficoltà a sviluppare un indirizzo unitario nell'azione dei soggetti che partecipano al sistema della salute e di sicurezza nei luoghi di lavoro compromettendo l'efficacia dell'attività di controllo e vigilanza volta a verificare l'applicazione delle norme nonché le attività di prevenzione;

    19) il rafforzamento della salute e di sicurezza nei luoghi di lavoro il tema centrale e imprescindibile quando si parla di lavoro e, come tale, deve essere affrontato in maniera organica, piuttosto che con misure disarticolate, frammentarie e senza un'adeguata visione d'insieme, al fine di garantire l'effettiva prevenzione degli infortuni, delle malattie professionali e il rafforzamento dei diritti dei lavoratori, in particolare in quei contesti ad alto rischio e a elevata precarietà;

    20) serve un cambiamento culturale che riporti il lavoro ad una dimensione umana, che metta al centro il valore della persona e il benessere dei lavoratori come priorità assoluta: tale cambiamento passa prima di tutto attraverso l'educazione, la formazione e la sensibilizzazione, affinché ogni individuo comprenda che il lavoro giusto non è un privilegio ma un diritto inviolabile;

    21) solo in questo modo può davvero trovare concretezza ed effettiva realizzazione il dettato costituzionale che all'articolo 1 sancisce che la Repubblica è fondata sul lavoro, ma anche i principi espressi dagli articoli 4 e 35 della Costituzione, ossia il diritto al lavoro e alla relativa tutela in tutte le sue forme: la salute e la sicurezza sul lavoro sono la strada maestra per l'esercizio di questi diritti, per un lavoro sostenibile, giusto, che permetta la piena realizzazione della persona umana;

    22) dalla XIX legislatura sul piano parlamentare, si è manifestato l'intento comune a tutte le forze politiche di dotarsi in entrambi i rami del Parlamento di apposite Commissioni speciali d'inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia, sullo sfruttamento e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, che possano indagare in maniera approfondita questo fenomeno e utilizzare gli strumenti ispettivi per verificare direttamente le condizioni di sicurezza e le cause degli incidenti sui luoghi di lavoro;

    23) in linea con tale impostazione, si inserisce anche il presente dibattito sulle comunicazioni del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, frutto dell'iniziativa parlamentare delle opposizioni, che garantisce un'apposita sessione parlamentare annuale dedicata al tema della sicurezza nei luoghi di lavoro, volta a migliorare il quadro normativo ed organizzativo delle diverse amministrazioni competenti, nonché per favorire un costante impegno ed investimento da parte di tutti gli attori interessati per il rafforzamento della cultura della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro;

    24) operativamente, è senz'altro necessario individuare un nuovo approccio strategico alla prevenzione degli infortuni sul lavoro che si traduca in azioni integrate sul piano normativo, organizzativo, disciplinare e culturale e che tenga conto, tra l'altro, da un lato, del principio di differenziazione delle attività economiche e, dall'altro, dell'evoluzione del mondo del lavoro;

    25) solo un'appropriata gestione del sistema complessivo della salute e di sicurezza nei luoghi di lavoro, del quale fanno parte più figure giuridiche e differenti centri di imputazione, può infatti comportare una effettiva riduzione degli infortuni e delle malattie professionali;

    26) l'individuazione di soluzioni efficaci di gestione integrata della sicurezza comporta un permanente concerto con le amministrazioni del territorio e con il fondamentale apporto delle parti sociali e conseguentemente la stessa concertazione è necessaria per la realizzazione di un Piano straordinario nazionale che preveda investimenti sulla formazione e la possibilità per i lavoratori di utilizzare pienamente ed efficacemente strumenti come il diritto all'autotutela, indicato dal decreto legislativo n. 81 del 2008;

    27) occorre dunque adottare un Piano straordinario nazionale per la tutela della salute e di sicurezza nei luoghi di lavoro che, in maniera organica, potenzi l'attività di vigilanza in materia di sicurezza sul lavoro attraverso il rafforzamento della prevenzione degli infortuni, delle malattie professionali e dei diritti dei lavoratori, in particolare nei contesti ad alto rischio e a elevata precarietà;

    28) sull'adozione, più volte richiesta dalle opposizioni, di un Piano nazionale straordinario nella già citata Relazione la Ministra del lavoro segnala e rivendica l'adozione del «Piano integrato per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro», approvato con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali del 17 dicembre 2024 quale nuovo strumento, immediatamente operativo, che intende proporre il tema della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro non più come mero adempimento normativo, bensì come valore fondante in ogni contesto di vita, dall'ambito scolastico a quello lavorativo;

    29) finalità precipua del rivendicato Piano è la creazione di una rete sinergica di collaborazione, che vede il coinvolgimento, innanzitutto, del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, dell'Inl, dell'Inail, dell'Inps, ma anche dei cittadini, delle imprese, delle parti sociali, degli enti pubblici e privati al fine di predisporre attività mirate per specifiche aree di intervento e di massimizzare ogni iniziativa utile a contrastare il fenomeno degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali; detto Piano sarebbe operativo dal 1° gennaio al 31 dicembre 2025;

    30) tuttavia, dal preambolo del decreto citato, pubblicato sul sito del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, non si evince con chiarezza né quale sia la norma sovraordinata che ha consentito alla Ministra di emanare in totale autonomia il decreto in questione e di adottare questo Piano che dovrebbe essere rivolto alle aziende e ai lavoratori di tutto il territorio nazionale, né quale confronto con le parti sociali e con le regioni sia stato condotto su tale Piano; nella citata Relazione si fa un vago ed insufficiente riferimento ad una «informativa» alle parti sociali;

    31) in sostanza si tratta di un Piano che sembra essere stato adottato senza alcuna concertazione e condivisione e senza alcun principio e criterio direttivo che invece avrebbe potuto essere utile; un Piano che così concepito rischia, tra l'altro, di non avere la necessaria valenza dispositiva, che invece un Piano integrato per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro dovrebbe avere;

    32) non vi è dubbio che ad incidere sulla salute e di sicurezza nei luoghi di lavoro è innanzi tutto il modello di sviluppo e di organizzazione del lavoro, nonché la perdita di peso delle rappresentanze dei lavoratori nei luoghi di lavoro: carenza dei principali dispositivi di sicurezza, scarsa manutenzione delle attrezzature, l'aumento dello sfruttamento e dei ritmi di lavoro, la riduzione delle pause, l'allungamento della giornata lavorativa, insufficiente formazione e addestramento degli operai, la diffusione del lavoro irregolare, così come l'abuso e un'eccessiva frammentazione dei lavori in appalti e subappalti, con conseguente riduzione delle garanzie contrattuali, costituiscono alcuni degli elementi all'origine del mancato rispetto dei più basilari requisiti per svolgere le attività lavorative in completa sicurezza, con conseguente aumento degli infortuni gravi e gravissimi e della strage continua che si registra ogni anno nei luoghi di lavoro;

    33) dalla Relazione citata si rivendica, come azione incisiva sulla tematica della salute e della sicurezza sul lavoro, l'istituzione, con l'articolo 29, comma 19, del decreto-legge 2 marzo 2024, n. 19, della cosiddetta «Patente a crediti», quale «un nuovo strumento di qualificazione delle imprese e dei lavoratori autonomi operanti nel settore dell'edilizia teso a garantire che ogni lavoratore operi in condizioni di salute e di sicurezza adeguate»; un meccanismo finalizzato a premiare comportamenti «virtuosi» che, oltre ad essere insufficiente, finisce per confondere, anche sul piano culturale, precisi e inderogabili doveri con mere pratiche virtuose;

    34) è necessario piuttosto un cambiamento radicale a livello economico-sociale che arresti la progressiva e costante erosione delle tutele e dei diritti dei lavoratori, intervenendo, al contempo, mediante modifiche mirate sul quadro normativo nazionale, per dare un contributo effettivo a favore del rafforzamento della prevenzione di infortuni e malattie professionali;

    35) è necessario assumere come precondizione assoluta alla salute e di sicurezza nei luoghi di lavoro la stabilità stessa del lavoro, nell'assunto che un lavoro sicuro non può certamente essere un lavoro precario o regolato da organizzazioni sindacali non rappresentative, soprattutto in quei settori produttivi dove sono più alti i dati sugli infortuni; lo stesso obiettivo della prevenzione e della formazione è difficilmente conciliabile con l'instabilità lavorativa e con i continui cambi di ambienti e settori di lavoro;

    36) occorre portare avanti politiche per rafforzare i diritti e la condizione economica dei lavoratori, contrastando ogni forma di precarizzazione del mercato del lavoro come la reintroduzione dei voucher lavoro, la liberalizzazione dei contratti a tempo determinato e la somministrazione di lavoro;

    37) anche una retribuzione dignitosa è il necessario corollario per un lavoro sicuro, una retribuzione che non sottoponga i lavoratori e le lavoratrici a condizioni di ricattabilità e occorre, pertanto, riconoscere a tutti i lavoratori e le lavoratrici di ogni settore un complessivo trattamento economico non inferiore a quello previsto dal contratto collettivo nazionale stipulato dalle associazioni dei datori e dei prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, da applicare a tutti i lavoratori del settore di riferimento, ovunque impiegati nel territorio nazionale, prevedendo in ogni caso che, anche alla luce dei parametri europei e del dettato costituzionale, il trattamento minimo tabellare corrisposto ai lavoratori non possa essere inferiore a 9 euro all'ora, al lordo degli oneri contributivi e previdenziali, da aggiornare periodicamente in ragione del potere d'acquisto e del costo della vita;

    38) numerosi studi hanno dimostrato che il lavoro da remoto ha tendenzialmente incrementato il benessere e i livelli di soddisfazione dei dipendenti, resi più autonomi e più responsabili dei propri risultati e che il minor tempo dedicato a spostarsi tra casa e il luogo di lavoro consente un miglioramento in termini di work-life balance;

    39) la possibilità di lavorare in modo flessibile, in termini di luogo e tempo, ha delle implicazioni rilevanti non solo dal punto di vista economico e sociale, ma anche sulla salute e sicurezza nel lavoro: il fatto di non doversi recare tutti i giorni in ufficio sta spingendo alcune persone a scegliere di vivere al di fuori delle grandi città, guadagnando in benessere e salute;

    40) allo stesso tempo, è diffusa la consapevolezza della necessità di trovare un giusto equilibrio e contemperamento tra le nuove opportunità offerte dall'innovazione tecnologica e il rispetto della sfera privata del lavoratore e del controllo del proprio tempo libero, così prevenendo i rischi di stress e disturbi legati al lavoro, quali il «tecnostress», ovvero lo stress derivato da un utilizzo lavorativo incorretto delle nuove tecnologie, che porta a sovraccaricare i flussi di informazione generando ansia, insonnia e mal di testa o la sindrome da burnout, il riconoscimento di un reale diritto alla disconnessione, nell'ambito di un rapporto di lavoro, è un'esigenza che unisce tutte le generazioni e tutte le tipologie di lavoratori;

    41) anche l'uso improprio di lavoro in appalto e subappalto può aumentare il potere di ricatto delle aziende sui lavoratori, rendendo di conseguenza più difficile la rivendicazione del diritto alla tutela della salute nei luoghi di lavoro e pertanto occorre agire sulle responsabilità dei committenti negli appalti, anche in primo luogo contemplando la responsabilità solidale con i subappaltatori: stragi come quella che si è consumata nel cantiere Esselunga di Firenze non devono più accadere;

    42) l'articolo 41, comma 14, del nuovo codice appalti (decreto legislativo n. 36 del 2023) prevede che i costi della manodopera e della sicurezza siano scorporati dall'importo assoggettato al ribasso, ma tale previsione può essere vanificata qualora l'operatore economico dimostri che il ribasso complessivo dell'importo deriva da una più efficiente organizzazione aziendale; tale disposizione appare complessa e controversa ed ha generato incertezza interpretativa e applicativa, poiché se da un lato appare prioritario garantire ai lavoratori non solo una retribuzione adeguata ma anche, integralmente, la tutela in materia di sicurezza sul posto di lavoro, evitando qualsiasi possibilità di ribasso dei costi di manodopera e della sicurezza, dall'altro, con una generica più efficiente organizzazione aziendale, la predetta tutela può essere aggirata per far rientrare nel ribasso anche i costi di manodopera e della sicurezza; tale disposizione è stata infatti oggetto anche di sentenze della magistratura contraddittorie tra loro;

    43) sul gravissimo fenomeno del caporalato la già citata Relazione del Governo rivendica il cosiddetto «decreto agricoltura» (decreto-legge 15 maggio 2024, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 12 luglio 2024, n. 101) che avrebbe introdotto misure di sostegno e l'uso della tecnologia per aumentare l'efficacia dei controlli contro caporalato e appalti illeciti; peccato che per tali misure non sia previsto alcun finanziamento o programma operativo; in pratica, un sistema così importante e decisivo per la lotta al grave fenomeno del caporalato rimane di fatto un annuncio vuoto poiché privo di risorse;

    44) appare sempre più urgente intervenire in maniera organica sulla rappresentanza delle organizzazioni datoriali e sindacali e per ottenere un miglioramento nei livelli di tutela della salute è necessario creare le fondamenta per una partecipazione attiva dei lavoratori e dei loro rappresentanti nei luoghi di lavoro;

    45) occorre rafforzare, inoltre, il ruolo e i poteri attribuiti al rappresentante per la sicurezza (RLS) garantendo il diritto di lavoratrici e lavoratori all'autotutela della propria salute, così come un'appropriata sorveglianza sanitaria; a riguardo appare inoltre necessario pensare anche alla figura dell'RLS di sito, tenuto conto che vi sono realtà, anche industriali, all'interno delle quali sono presenti aziende esterne in maniera continuativa e dove i lavoratori delle imprese esterne, lontane dalla loro realtà, possono non essere adeguatamente rappresentati;

    46) non adeguatamente approfondito all'interno della Relazione risulta poi il tema dell'utilizzo dei sistemi di intelligenza artificiale e la loro ricaduta anche in termini di sicurezza per i lavoratori: alla luce dell'introduzione sempre più significativa di detti sistemi suoi luoghi di lavori, imprescindibile appare infatti un'accurata formazione e valutazione dei rischi prima dell'introduzione delle nuove tecnologie, nonché un loro costante e attento monitoraggio, affinché l'adozione dei migliori strumenti della transizione digitale sia sempre accompagnata dal pieno rispetto dei diritti dei lavoratori e della loro sicurezza;

    47) anche alla luce delle conclusioni dell'apposita indagine conoscitiva svolta dalla XI Commissione, si sottolinea l'importanza di creare le condizioni affinché le potenzialità delle innovazioni tecnologiche determinate dall'intelligenza artificiale possano essere messe a disposizione dei lavoratori, per la tutela dei propri diritti e per il contrasto del lavoro irregolare, così come per potenziare le attività ispettive e di analisi dell'azione degli enti pubblici (Inps, Inail, Inl, aziende sanitarie locali ed altri) preposti a garanzia della sicurezza e della regolarità dei rapporti di lavoro;

    48) al riguardo, non si può non sottolineare negativamente il dato che vede il disegno di legge di iniziativa governativa di deleghe al Governo in materia di intelligenza artificiale (atto Camera 2316) non contemplare una specifica attenzione al tema della sicurezza e della prevenzione nei luoghi di lavoro, se non un generico riferimento alla «integrità psicofisica dei lavoratori» (articolo 11), mentre del miliardo di risorse pubbliche destinato al finanziamento degli «Investimenti nei settori dell'intelligenza artificiale, della cybersicurezza e del calcolo quantistico» (articolo 23) nulla si dispone riguardo al tema dell'utilizzo delle tecnologie dell'intelligenza artificiale applicate al potenziamento della prevenzione e della sicurezza nei luoghi di lavoro;

    49) occorre potenziare ogni iniziativa utile per la sensibilizzazione e promozione della prevenzione attraverso l'attività sinergica delle istituzioni tutte, incluse quelle scolastiche e universitarie, intervenendo sull'intera collettività; da questo punto di vista, la recente legge n. 21 del 2025 sull'inserimento della sicurezza sul lavoro tra le tematiche da trattare nell'ambito dell'insegnamento scolastico dell'educazione civica, rappresenta davvero un ben timido e formale strumento per diffondere la cultura della sicurezza nei luoghi di lavoro a partire dalle giovani generazioni;

    50) nell'ambito di un'efficace strategia di miglioramento della salute e di sicurezza nei luoghi di lavoro tema della formazione continua è senz'altro dirimente, quale diritto permanente ed esigibile da ciascun lavoratore, assicurando un'attenta verifica della qualità, dell'efficacia e dell'adeguatezza della formazione e dei soggetti che svolgono attività formative, con particolare riguardo per le attività di formazione a distanza sincrona e asincrona, vigilando e sanzionando i casi di attività svolte da soggetti non accreditati;

    51) con riferimento al tema dell'efficacia del sistema dei controlli, andrebbero valorizzate le indicazioni formulate con il documento conclusivo dell'indagine conoscitiva sul riordino del sistema della vigilanza in materia di lavoro, contribuzione e assicurazione obbligatoria a seguito delle modifiche introdotte dal decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 149, nella prospettiva di una maggiore efficacia delle azioni di contrasto al lavoro irregolare e all'evasione contributiva (Doc. XVII, n. 7), approvato nella XVIII legislatura dalla XI Commissione (Lavoro) nella seduta del 2 dicembre 2020, dal quale, in particolare, emerge il progressivo assottigliamento delle risorse umane destinate per tale indispensabile funzione;

    52) da questo punto di vista, va ricordato come i recenti e parziali incrementi dell'organico ispettivo dell'Inl, più volte sollecitati dalle opposizioni con apposite iniziative emendative nei diversi provvedimenti utili, hanno trovato un primo riscontro nel decreto-legge 2 marzo 2024, n. 19, per una dotazione di 250 unità, successivamente ampliata a 500, ancora una volta grazie ad un emendamento delle opposizioni in occasione della legge di bilancio per il 2025 (articolo 1, comma 158, della legge 30 dicembre 2024, n. 207);

    53) ogni euro speso nella sicurezza dovrebbe essere considerato, anche dal punto di vista della contabilità pubblica, come un investimento per il miglioramento della condizione dei lavoratori e per l'ammodernamento del nostro sistema produttivo; per di più, l'attività ispettiva rappresenta un presidio di prevenzione e legalità, con evidenti effetti in termini di nuove entrate per l'erario e di minori costi per indennizzi e risarcimenti;

    54) è necessario un potenziamento degli uffici della procura della Repubblica, con la possibilità di avvalersi di personale specializzato, di un numero congruo di risorse, di un coordinamento a livello distrettuale e nazionale, al fine di rendere celeri le indagini nei casi di incidenti sul lavoro e per l'accertamento dei casi di malattie professionali, nonché di sezioni specializzate per i processi nella materia della sicurezza, anche al fine di scongiurare il troppo frequente decorso dei termini di prescrizione dei reati ipotizzati, che comporta conseguenze ancor peggiori nel momento in cui solo la sentenza in giudicato incide sulla patente a crediti;

    55) le risorse finanziare da investire per la tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro devono essere strutturali, nel presupposto che un investimento per il miglioramento della condizione dei lavoratori è sempre un vantaggio per il sistema economico e produttivo del Paese,

impegna il Governo:

   1) a porsi come obiettivo prioritario l'azzeramento del numero degli infortuni, in particolar modo di quelli mortali, suoi luoghi di lavoro nonché delle malattie professionali, da conseguire attraverso attività sinergiche e virtuose che attivino tutti gli strumenti disponibili (prevenzione, vigilanza, assistenza, repressione) e il coinvolgimento di tutti gli attori e organismi interessati, fino all'emarginazione delle aziende che reiteratamente violino le norme di tutela della salute e sicurezza sul lavoro;

   2) ad adottare un approccio strategico alla prevenzione degli infortuni sul lavoro che si traduca in azioni integrate sul piano normativo, organizzativo, disciplinare e culturale e che includa anche la promozione del lavoro da remoto e che tenga conto, tra l'altro, da un lato, del principio di differenziazione delle attività economiche e, dall'altro, dell'evoluzione del mondo del lavoro;

   3) ad arrestare la progressiva e costante erosione delle tutele e dei diritti dei lavoratori e a contrastare ogni forma di precarizzazione del mercato del lavoro come la reintroduzione dei voucher lavoro, la liberalizzazione dei contratti a tempo determinato e la somministrazione di lavoro;

   4) ad assicurare una retribuzione dignitosa quale necessario corollario per un lavoro sicuro, che non sottoponga i lavoratori e le lavoratrici a condizioni di ricattabilità e che, anche alla luce dei parametri europei e del dettato costituzionale, contempli un salario minimo non inferiore a 9 euro all'ora al lordo degli oneri contributivi e previdenziali, da aggiornare periodicamente in ragione del potere d'acquisto e del costo della vita;

   5) ad adottare iniziative volte a ridefinire in maniera organica la rappresentanza delle organizzazioni datoriali e sindacali, per ottenere un miglioramento nei livelli di tutela della salute e potenziare la partecipazione attiva dei lavoratori e dei loro rappresentanti nei luoghi di lavoro;

   6) ad intraprendere tutte le misure necessarie finalizzate all'adozione concertata di un nuovo piano straordinario nazionale per la tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, allo scopo di accrescere, in maniera organica e strutturale, i livelli di prevenzione e tutela della salute e della sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori nei luoghi di lavoro e su tutto il territorio nazionale;

   7) a conformarsi in maniera efficace al nuovo quadro strategico dell'Unione europea in materia di salute e sicurezza sul lavoro (Ssl) 2021-2027 che stabilisce le priorità e le azioni chiave necessarie per migliorare la salute e la sicurezza dei lavoratori nei prossimi anni nel contesto del mondo post-pandemico, caratterizzato dalle transizioni verde e digitale, dalle sfide economiche e demografiche e dall'evoluzione del concetto di ambiente di lavoro tradizionale;

   8) a rafforzare il ruolo e i poteri attribuiti al rappresentante per la sicurezza (RLS e RLST), garantendo l'istituzione di sportelli territoriali per l'assistenza tecnica gratuita nonché il diritto di lavoratrici e lavoratori all'autotutela della propria salute, in presenza di condizioni gravi, immediate e inevitabili per la propria salute o sicurezza nonché incentivando l'instaurazione di «RLS di sito» in presenza di lavoratori di diverse aziende operanti in maniera continuativa nello stesso sito;

   9) ad adottare iniziative volte ad assicurare la possibilità per il lavoratore di svolgere la prestazione lavorativa da remoto e in modo flessibile, in termini di luogo e tempo, al fine di migliorare il benessere dei lavoratori e delle lavoratrici e conseguentemente migliorare la salute e sicurezza nel lavoro;

   10) a prevedere incentivi fiscali alle aziende che adottano il lavoro da remoto;

   11) a favorire, per quanto di competenza, l'adozione di una disciplina che riconosca e regolamenti il diritto dei lavoratori alla disconnessione, prevenendo i rischi di stress e disturbi legati al sovraccarico di flussi di informazioni lavorative;

   12) ad adottare iniziative normative nell'ambito del codice dei contratti pubblici e in ogni altro provvedimento utile, al fine di impedire l'uso improprio di lavoro in appalto e subappalto, anche in primo luogo contemplando la responsabilità solidale con i subappaltatori in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro e contrastando ogni pratica di abbattimento dei costi della sicurezza;

   13) ad adottare iniziative normative volte a prevedere una modifica dell'articolo 41, comma 14 del nuovo codice degli appalti (decreto legislativo n. 36 del 2023), prevedendo la soppressione della disposizione che prevede la possibilità per l'operatore economico di dimostrare che il ribasso complessivo dell'importo deriva da una più efficiente organizzazione aziendale;

   14) ad intervenire sul gravissimo fenomeno del caporalato, finanziando adeguatamente il sistema dei controlli e ad introdurre il Durc di congruità anche in agricoltura;

   15) a riconoscere e finanziare adeguatamente la formazione continua, quale diritto permanente ed esigibile da ciascun lavoratore, assicurando un'attenta verifica della qualità, dell'efficacia e dell'adeguatezza della formazione e dei soggetti che svolgono attività formative, verificando, d'intesa con le regioni, l'efficacia dei sistemi di accreditamento dei soggetti che operano nel campo della formazione sulla sicurezza e prevenzione nei luoghi di lavoro; in quest'ottica, l'istituzione del libretto formativo del cittadino, previsto dal decreto legislativo n. 81 del 2008 è strumento essenziale per il tracciamento delle attività svolte;

   16) ad adottare iniziative volte a procedere nella soppressione dell'obbligo dei Pcto, lasciando alle scuole l'autonomia della programmazione di questi percorsi didattici e tornando a dare centralità ad attività di tipo laboratoriale da svolgersi prevalentemente dentro l'ambiente scolastico, comunque istituendo dei processi formativi per tutti gli imprenditori che accettino di ospitare percorsi didattici per gli studenti purché diano la disponibilità ad essere sottoposti a controlli in materia di sicurezza e salute dei luoghi di lavoro oppure consentendo l'ammissione solo alle aziende con certificazione ISO 45001 o in possesso di modello di organizzazione asseverato;

   17) ad adottare iniziative normative volte a istituire una procura nazionale per la salute e sicurezza sul lavoro, con la possibilità di avvalersi di personale specializzato, di un numero congruo di risorse, di un coordinamento a livello distrettuale e nazionale, al fine di rendere celeri le indagini nei casi di incidenti sul lavoro e per l'accertamento dei casi di malattie professionali, nonché di sezioni specializzate per i processi nella materia della salute e sicurezza, anche al fine di scongiurare il troppo frequente decorso dei termini di prescrizione dei reati ipotizzati;

   18) ad adottare iniziative normative volte ad introdurre nel codice penale le fattispecie del reato di omicidio sul lavoro e di lesioni personali, in caso di gravi violazioni dolose o colpose delle norme antinfortunistiche, favorendo, per quanto di competenza, il rapido esame di quelle proposte di legge già depositate sul tema;

   19) a reperire, nel primo provvedimento finanziario utile, risorse finanziare strutturali da investire permanentemente per la tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro;

   20) a garantire il potenziamento delle professionalità degli enti preposti ai controlli in tema di rispetto delle misure di sicurezza e prevenzione degli infortuni sul lavoro, in linea con le raccomandazioni dell'Unione europea, anche assicurando condizioni di lavoro e retribuzioni adeguate per scongiurare la «fuga» delle alte professionalità dal settore pubblico;

   21) ad adottare iniziative di competenza volte a rafforzare le misure sanzionatorie per le imprese che si rendono responsabili di violazioni in tema di sicurezza;

   22) a potenziare ogni iniziativa utile per la diffusione, sensibilizzazione e promozione della cultura della sicurezza sul lavoro in riferimento ad ogni livello di istruzione e formazione, adottando iniziative di competenza volte a prevedere altresì il coinvolgimento, con apposite attività formative, delle classi docenti e l'introduzione di un insegnamento ad hoc, finanziando adeguatamente i percorsi formativi volti a tal fine; in quest'ottica il nuovo Accordo Stato-regioni, se verrà efficacemente attuato potrebbe avere un impatto positivo; per questo, è essenziale che i controlli siano indirizzati non al mero rispetto burocratico ma all'effettiva attuazione dei requisiti di progettazione e verifica di efficacia previsti;

   23) ad incentivare l'adozione dei migliori strumenti della transizione digitale, delle nuove tecnologie e dell'intelligenza artificiale, vigilando sul corretto e responsabile utilizzo di tali sistemi, affinché venga rafforzata la prevenzione generale e speciale degli infortuni sul lavoro, nel pieno rispetto dei diritti dei lavoratori e della loro sicurezza;

   24) ad adottare iniziative volte ad assicurare, attraverso l'impiego di nuove tecnologie, di idonei sistemi di riconoscimento delle persone, soprattutto nell'ambito di appalti all'interno dei cantieri e delle industrie, per ottenere un controllo effettivo delle maestranze effettivamente impiegate, del contratto applicato, della loro formazione;

   25) ad adottare ogni misura utile affinché le potenzialità delle innovazioni tecnologiche determinate dall'IA possano essere messe a disposizione dei lavoratori, per la tutela della propria sicurezza e dei propri diritti nonché per il contrasto del lavoro irregolare; anche in tale prospettiva, a favorire, per quanto di competenza, l'iter per la revisione del progetto di legge di delega al Governo in materia di intelligenza artificiale al fine di prevedere che le risorse ivi stanziate siano destinate anche per gli interventi in materia di prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro, infine per promuovere il ricorso alle potenzialità offerte dall'IA nell'azione degli enti pubblici (Inps, Inail, Inl, aziende sanitarie locali, ecc.) preposti a garanzia della sicurezza e della regolarità dei rapporti di lavoro;

   26) a farsi promotore affinché a livello europeo venga definito un programma comunitario premiale per gli Stati che investono in formazione, prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro;

   27) ad adottare iniziative normative volte a rivedere profondamente la disciplina della patente a punti in edilizia, soprattutto a seguito della dilatazione a dismisura operata ai sensi del decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali 18 settembre 2024, n. 132, con particolare riguardo ai meccanismi di decurtazione dei crediti e alla credibilità del sistema di recupero dei crediti medesimi o alla previsione della clausola escludente dell'obbligo di possesso della patente in ragione dell'esistenza di capacità tecnico-finanziarie;

   28) a prevedere le opportune iniziative per addivenire alla progressiva estensione della copertura Inail per quelle categorie di lavoratori attualmente esclusi, quali i vigili del fuoco o le forze di polizia;

   29) ad individuare nuove tecniche di monitoraggio e aggiornamento, in sinergia con l'Inail, sui dati di rilievo per gli infortuni sui luoghi di lavoro, in particolare segnalando ed evidenziando i dati relativi ad infortuni e tecnopatie occorsi a lavoratori alle dipendenze di imprese in appalto e subappalto, con l'obiettivo di raggiungere un rafforzamento delle tecniche e degli istituti di prevenzione e migliorare l'adeguatezza degli interventi correttivi rispetto alla tipologia di infortunio, assicurando la piena interoperabilità e la piena condivisione, tra l'ispettorato nazionale del lavoro e l'Inail, delle banche dati rilevanti ai fini delle attività di controllo; in quest'ottica, la verifica periodica, come già succede per le attrezzature in allegato VII del decreto legislativo n. 81 del 2008, per le attrezzature a elevato rischio come i mezzi agricoli, è essenziale;

   30) ad adottare gli opportuni indirizzi affinché vengano analizzati i dati sulla sinistrosità sul lavoro e l'insorgenza di patologie correlate alla funzione lavorativa e l'eventuale correlazione con la diffusione di tipologie contrattuali diverse da quella dipendente a tempo indeterminato, sulla diffusione di una appropriata cultura della formazione e della prevenzione tra tali lavoratori.
(6-00186) «Barzotti, Scotto, Mari, Aiello, Carotenuto, Fossi, Laus, Sarracino, Tucci».


   La Camera,

   premesso che:

    1) il numero di ispettori del lavoro attualmente impiegati in Italia risulta non sufficiente: a fine 2024, la dotazione complessiva del personale ispettivo (Inl, Inail e Inps) era pari a 4.585 unità, ben lontano dall'obiettivo di 7.800 ispettori previsto dal piano di assunzione;

    2) per quanto riguarda più specificatamente i Tecnici della prevenzione (Tpall), il numero è ancora più allarmante: in Italia sono attivi ad oggi circa 2.100 Tpall, vale a dire un ispettore ogni 1.500 aziende ovvero, in altri termini, un ispettore ogni 11.800 lavoratori;

    3) secondo Vincenzo Nucci, presidente della Commissione di Albo nazionale dei tecnici della prevenzione nell'ambiente e nei luoghi di lavoro della Fno Tsrm e Pstrp, per completare una visita in ogni impresa potrebbero volerci circa 15 anni con l'attuale numero di Tpall;

    4) sempre secondo stime riportate dai Presidente Nucci, ad oggi mancano almeno 3.600 professionisti per arrivare ad un numero minimo accettabile, ma per un funzionamento ottimale ne occorrerebbero circa 5.900 in più;

    5) nonostante le maggiori assunzioni previste nel triennio 2025-2027, che prevede l'inserimento di 1.870 risorse, la dotazione di organico rimarrà dunque insufficiente;

    6) secondo gli ultimi dati Inail, nel 2024 si sono registrati illeciti nel 74 per cento delle ispezioni effettuate, pari a 80.245 ispezioni, durante le quali sono stati scoperti oltre 137.000 lavoratori irregolari e recuperati 1,2 miliardi di euro di contributi e premi;

    7) relativamente alle sole ispezioni in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, i dati sono ancora peggiori: su 34.970 ispezioni effettuate nel 2024, nell'84,4 per cento sono state riscontrare delle irregolarità, per un numero complessivo di violazioni pari a 83.330 (+127 per cento rispetto al 2023);

    8) la mancanza di costanti controlli nelle imprese genera un incentivo per le imprese stesse a non rispettare le norme sul lavoro, con effetti negativi per tutto il mercato, in quanto le imprese che violano le norme sulla sicurezza sul lavoro concorrono slealmente con le imprese dello stesso settore che, al contrario, rispettano tutte le norme, in termini soprattutto di costi e tempistiche;

    9) secondo i dati riportati nell'ultimo bilancio Inail, nel 2024 si è registrato un avanzo finanziario di 2,7 miliardi di euro, portando l'avanzo di cassa complessivo a 44 miliardi di euro;

    10) secondo il Consiglio di indirizzo e vigilanza (Civ) dell'Inail, un avanzo così consistente rappresenta «un'incongruenza e non un valore per un Istituto previdenziale la cui prima mission è sicuramente l'investimento nella prevenzione, gli interventi di contrasto agli infortuni sul lavoro e alle malattie professionali e la tutela degli assicurati»;

    11) sempre secondo il Civ, solo il 5 per cento delle risorse utilizzabili è convogliato dall'Inail sulle attività di prevenzione destinate al mondo del lavoro;

    12) vecchi fenomeni come il caporalato – sempre più presente anche al Centro-Nord e in settori strategici come logistica, moda e grande distribuzione – o nuovi fenomeni e contesti lavorativi, come il lavoro digitale o il lavoro precario dei rider, esposti a pressioni algoritmiche e spesso a condizioni meteorologiche estreme senza tutele adeguate, rappresentano una crescente minaccia alla legalità e alla sicurezza dei lavoratori, richiedendo il rafforzamento degli strumenti ispettivi e l'adattamento delle strategie di prevenzione a forme di sfruttamento sempre più sfuggenti;

    13) fattori di rischio sono evidentemente correlati all'abuso di istituti contrattuali, quali un uso generalizzato del criterio di aggiudicazione del massimo ribasso negli appalti pubblici e del sistema dei subappalti a cascata, che producono un'anomala compressione dei costi e una surrettizia frammentazione di responsabilità, con conseguenze negative in termini di qualità e sicurezza del lavoro;

    14) l'intelligenza artificiale generativa (AI generativa) può contribuire in modo significativo a migliorare la sicurezza nei luoghi di lavoro attraverso l'adattamento e la personalizzazione dei contenuti formativi, l'analisi predittiva dei rischi, l'integrazione dei sistemi di videosorveglianza per il rilevamento di comportamenti errati o illeciti, la minimizzazione degli errori umani in situazioni critiche e l'analisi comparativa di soluzioni tecniche e organizzative;

    15) la Commissione parlamentare di inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia, sullo sfruttamento e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, istituita dal Senato, ha elaborato – con l'apporto del Dipartimento di Ingegneria gestionale del Politecnico di Milano – specifiche linee guida denominate «decalogo per la prevenzione degli incidenti sui luoghi di lavoro» volte a migliorare la governance dei sistemi complessi e a promuovere la cultura della sicurezza attraverso un coinvolgimento diretto di tutti gli attori dei processi produttivi,

impegna il Governo:

   1) a potenziare l'attuale piano di assunzione per colmare l'attuale fabbisogno di ispettori del lavoro e a costituire dei nuclei ispettivi interforze composti da ispettori di Inail, Inps e Ministero del lavoro che operino nei settori più ad alto rischio, come edilizia agricoltura e logistica;

   2) a varare un piano straordinario di ispezioni, specifico per ogni settore, inclusi quelli della logistica e delle piattaforme digitali, che tenga conto anche della dimensione aziendale delle imprese ispezionate, per garantire una corretta copertura di tutte le imprese presenti sul suolo italiano, prevedendo inoltre il rafforzamento delle sanzioni per le imprese recidive;

   3) ad adottare iniziative volte a prevedere di utilizzare l'avanzo di cassa dell'Inail per finanziare tutte le misure necessarie, senza maggiori oneri o spese a carico dello Stato, per raggiungere tali obiettivi;

   4) ad adottare iniziative volte a intervenire, nel rispetto della normativa europea, per la limitazione del ricorso al criterio del massimo ribasso negli appalti pubblici, privilegiando in linea generale criteri di valutazione della qualità complessiva del progetto e punteggi premianti per aziende con basso indice infortunistico e alta formazione, e per una riforma del sistema dei subappalti con una disciplina stringente dei criteri di individuazione e di certificazione degli eventuali subappaltatori;

   5) a valorizzare il ricorso all'intelligenza artificiale generativa nelle politiche per la sicurezza sul lavoro e la prevenzione e gestione dei rischi e ad adottare le linee guida contenute nel «Decalogo per la prevenzione degli incidenti sui luoghi, di lavoro» elaborato, in collaborazione con il Dipartimento di Ingegneria gestionale del Politecnico di Milano, dalla Commissione parlamentare di inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia, sullo sfruttamento e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, istituita dal Senato.
(6-00187) «D'Alessio, Onori, Richetti, Benzoni, Grippo, Sottanelli, Bonetti, Pastorella, Rosato, Ruffino».


   La Camera

impegna il Governo:

   1) a valutare il potenziamento dell'attuale piano di assunzioni di ispettori del lavoro al fine di colmare il relativo fabbisogno e di incrementare ulteriormente il numero di ispezioni, individuando le occorrenti risorse finanziarie;

   2) a valorizzare il ricorso all'intelligenza artificiale generativa nelle politiche per la sicurezza sul lavoro e la prevenzione e gestione dei rischi.
(6-00187)(Testo modificato nel corso della seduta) «D'Alessio, Onori, Richetti, Benzoni, Grippo, Sottanelli, Bonetti, Pastorella, Rosato, Ruffino».


   La Camera,

   premesso che,

    1) secondo i dati dell'Inail, nel primo quadrimestre del 2025 vi sono state 207 denunce di infortunio con esito mortale in occasioni di lavoro, segnando un aumento di tre vittime rispetto al 2024, mentre, nel medesimo periodo, le denunce di infortunio sul lavoro sono calate dell'1,7 per cento, passando da 132.772 nel 2024 a 130.545, flessione tuttavia assolutamente insoddisfacente: serie preoccupazioni, inoltre, si rappresentano a seguito dell'aumento delle denunce di malattie professionali, aumentate del 9,4 per cento, e degli infortuni tra gli studenti, pari a 34.268 nei primi quattro mesi del 2025, segnando un più 3,1 per cento rispetto al 2024;

    2) il 29 aprile 2025, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella ha sottolineato come le morti sul lavoro siano una «piaga che non accenna ad arrestarsi» sottolineando in modo vigoroso come non siano «tollerabili né indifferenza né rassegnazione», invitando, infine, a rafforzare l'impegno per la sicurezza nel lavoro;

    3) alla vigilia del 1° maggio 2025, la Presidente del Consiglio, onorevole Giorgia Meloni, ha annunciato come il Governo finanzierà con 650 milioni di euro misure finalizzate a rafforzare la sicurezza sui luoghi del lavoro, facendo presagire come, in poco tempo, vi sarebbe stato il licenziamento da parte del Consiglio dei ministri di un provvedimento sul tema. A distanza di più di un mese dall'annuncio, non risulta essere in esame alcun tipo di provvedimento in materia, né tanto meno risultano chiare le intenzioni del Governo su come rafforzare la sicurezza sui luoghi di lavoro: è evidente come l'annuncio della Presidente del Consiglio risulti essere stato un mero spot elettorale in prossimità della festa dei lavoratori, tramite un annuncio vago e privo di reali contenuti;

    4) uno dei problemi legati alla scarsa sicurezza nei luoghi di lavori è indubbiamente la cronica carenza di personale dell'Ispettorato del lavoro, con cui il Governo ha risposto esclusivamente sbloccando le assunzioni di 1.600 ispettori nel corso del 2024, già finanziate negli anni precedenti, ma comunque insufficienti a garantire controlli repentini e organizzati su tutto il territorio nazionale: è necessario che il Governo si impegni prontamente a potenziare in modo consistente e definitivo gli organici e degli enti preposti ai controlli in tema di rispetto delle misure di sicurezza e prevenzione degli infortuni sul lavoro;

    5) risulta quanto mai opportuno favorire l'interoperabilità e la piena condivisione, tra l'Ispettorato nazionale del lavoro e l'Inail, delle banche dati rilevanti ai fini delle attività di controllo, nel rispetto della disciplina relativa alla protezione dei dati personali;

    6) il tema della sicurezza sul luogo del lavoro, inoltre, deve legarsi all'adozione di misure che favoriscano la costante formazione dei datori di lavoro e dei lavoratori in materia di sicurezza: è quindi fondamentale che nel nostro Paese si sviluppi una vera e propria cultura della sicurezza nei luoghi di lavoro, la quale indubbiamente risulta lo strumento di prevenzione più forte ed efficace per evitare drammatici eventi;

    7) data l'ormai nota emergenza legata alla sicurezza sul lavoro, è necessario inoltre che il Governo instauri una task force relativa al tema della sicurezza del lavoro, con l'obiettivo di individuare soluzioni comuni: vista la trasversalità del problema, infatti è necessario un serrato dialogo tra i sindacati, le imprese, il Governo nonché una delegazione del Parlamento affinché siano adottate soluzioni concrete per aumentare la sicurezza nei luoghi di lavoro;

    8) seria attenzione deve essere riposta altresì alla sicurezza nei luoghi di lavoro in campo agricolo, dove nei giorni scorsi si è assistito alla drammatica morte di un operaio di 38 anni nel ravennate;

    9) la sicurezza dei lavoratori agricoli non può inoltre scindersi dalla lotta all'odioso fenomeno del caporalato, il quale riporta alla memoria l'inaccettabile morte di Satnam Singh, un giovane lavoratore di 31 anni deceduto a causa delle gravi fratture riportate dopo che i suoi vestiti erano rimasti impigliati in una turbina: sul tema si ricorda come il governo Renzi si sia mosso con estrema fermezza tramite l'approvazione della legge 29 ottobre 2016, n. 199, la quale ha riscritto il reato di caporalato, introducendo una normativa organica che ricomprende tutti gli aspetti necessari a combattere lo sfruttamento dei lavoratori nel settore agricolo, il quale inevitabilmente si traduce in luoghi di lavoro privi di standard di sicurezza accettabili;

    10) risulta di fatto evidente come il nostro Paese sia dotato di ogni strumento utile per combattere il caporalato: è quindi necessario che il Governo adotti una strategia affinché sia rispettata la legge 29 ottobre 2016, n. 199;

    11) si deve ricordare come l'articolo 4 della Costituzione riconosca a tutti i cittadini il diritto al lavoro, stabilendo altresì come la Repubblica sia chiamata a promuovere le condizioni che rendano effettivo tale diritto. Quest'ultimo deve essere considerato quale fondamentale diritto di libertà della persona umana che si estrinseca nella scelta e nel modo di esercizio dell'attività lavorativa: di fatto, la scarsa sicurezza nei luoghi di lavoro lede un diritto fondamentale tutelato dalla Costituzione, compromettendo altresì l'estrinsecazione della dignità delle persone nonché trasformando i luoghi di lavoro in ambienti pericolosi, con un esito paradossale per uno strumento di inclusione sociale quale è il lavoro,

impegna il Governo:

   1) ad adottare misure urgenti volte a favorire il potenziamento degli organici degli enti preposti ai controlli in tema di rispetto delle misure di sicurezza e prevenzione degli infortuni sul lavoro;

   2) a favorire l'interoperabilità e la piena condivisione, tra l'Ispettorato nazionale del lavoro e l'Inail, delle banche dati rilevanti ai fini delle attività di controllo, nel rispetto della disciplina relativa alla protezione dei dati personali;

   3) ad adottare misure volte a promuovere una cultura della sicurezza nei luoghi di lavoro tramite la formazione costante dei lavoratori e dei datori di lavoro, la quale risulta essere lo strumento di prevenzione più efficace;

   4) ad adottare iniziative normative volte a introdurre criteri di valutazione negli appalti che privilegino il progetto nel suo complesso e che riconoscano punteggi premianti per aziende con basso tasso di infortuni e alta formazione, prevedendo altresì piena trasparenza e certificazione per eventuali subappalti;

   5) a instaurare una task force composta dal Governo, dai sindacati, dalle imprese, e che veda il pieno coinvolgimento del Parlamento, affinché siano individuate e successivamente adottate misure concrete per aumentare la sicurezza nei posti di lavoro;

   6) ad adottare misure volte ad assicurare il rispetto della legge 29 ottobre 2016, n. 199, la quale comprende tutti gli aspetti necessari per combattere lo sfruttamento dei lavoratori nel settore e si dia attuazione alla rete lavoro agricolo di qualità.
(6-00188) «Boschi, Gadda, Bonifazi, Del Barba, Faraone, Giachetti».


   La Camera

impegna il Governo:

   1) ad adottare misure volte a favorire il potenziamento degli organici degli enti preposti ai controlli in tema di rispetto delle misure di sicurezza e prevenzione degli infortuni sul lavoro;

   2) ad adottare misure volte a promuovere una cultura della sicurezza nei luoghi di lavoro tramite la formazione costante dei lavoratori e dei datori di lavoro, la quale risulta essere lo strumento di prevenzione più efficace;

   3) a proseguire e rafforzare le attività finalizzate al contrasto del lavoro irregolare, in particolare nel settore dell'agricoltura, anche attraverso la rete lavoro agricolo di qualità.
(6-00188)(Testo modificato nel corso della seduta) «Boschi, Gadda, Bonifazi, Del Barba, Faraone, Giachetti».