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Resoconto dell'Assemblea

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XIX LEGISLATURA

Allegato A

Seduta di Martedì 30 giugno 2026

COMUNICAZIONI

Missioni valevoli
nella seduta del 30 giugno 2026.

  Albano, Ascani, Bagnai, Barbagallo, Barelli, Barzotti, Battistoni, Bellucci, Benvenuto, Bicchielli, Bignami, Bisa, Bonetti, Boschi, Braga, Brambilla, Calderone, Calovini, Cappellacci, Carloni, Casasco, Cavandoli, Cecchetti, Centemero, Cesa, Cirielli, Colosimo, Alessandro Colucci, Enrico Costa, Sergio Costa, D'Alessio, Deidda, Della Vedova, Donzelli, Ferrante, Ferro, Formentini, Foti, Frassinetti, Freni, Gardini, Gava, Gebhard, Gemmato, Giachetti, Giglio Vigna, Giorgetti, Gribaudo, Grippo, Guerini, Gusmeroli, Leo, Lollobrigida, Loperfido, Lucaselli, Lupi, Magi, Mangialavori, Maschio, Mazzi, Meloni, Michelotti, Minardo, Molinari, Molteni, Morrone, Mulè, Nordio, Pagano, Pellegrini, Pichetto Fratin, Prisco, Rampelli, Riccardo Ricciardi, Richetti, Rixi, Rizzetto, Roccella, Romano, Rosato, Roscani, Angelo Rossi, Rotelli, Scerra, Schullian, Siracusano, Sportiello, Tajani, Trancassini, Tremonti, Vaccari, Varchi, Vinci, Zanella, Zoffili.

(Alla ripresa pomeridiana della seduta).

  Albano, Ascani, Bagnai, Barbagallo, Barelli, Barzotti, Battistoni, Bellucci, Benvenuto, Bicchielli, Bignami, Bisa, Bonetti, Boschi, Braga, Brambilla, Calderone, Calovini, Cappellacci, Carloni, Casasco, Cavandoli, Cecchetti, Centemero, Cesa, Cirielli, Colosimo, Alessandro Colucci, Enrico Costa, Sergio Costa, D'Alessio, Deidda, Della Vedova, Donzelli, Fassino, Ferrante, Ferro, Formentini, Foti, Frassinetti, Freni, Gava, Gebhard, Gemmato, Giachetti, Giglio Vigna, Giorgetti, Gribaudo, Grippo, Guerini, Gusmeroli, Leo, Lollobrigida, Loperfido, Lucaselli, Lupi, Magi, Mangialavori, Maschio, Mazzi, Meloni, Michelotti, Minardo, Molinari, Molteni, Morrone, Mulè, Nordio, Pagano, Patriarca, Pellegrini, Pichetto Fratin, Prisco, Rampelli, Riccardo Ricciardi, Richetti, Rixi, Rizzetto, Roccella, Romano, Rosato, Roscani, Angelo Rossi, Rotelli, Scerra, Schullian, Siracusano, Sportiello, Tajani, Trancassini, Tremonti, Vaccari, Varchi, Vinci, Zanella, Zoffili.

Annunzio di proposte di legge.

  In data 26 giugno 2026 sono state presentate alla Presidenza le seguenti proposte di legge d'iniziativa dei deputati:

   L'ABBATE: «Modifiche al decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, concernenti l'istituzione di un sistema nazionale armonizzato di identificazione ai fini della raccolta differenziata dei rifiuti urbani» (2989);

   PAGANO: «Istituzione della Giornata nazionale del merito pubblico» (2990);

   L'ABBATE: «Modifiche al decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, concernenti l'introduzione della valutazione del ciclo di vita dei prodotti, servizi e processi nell'ambito dei procedimenti delle amministrazioni pubbliche in materia ambientale» (2991).

  In data 29 giugno 2026 sono state presentate alla Presidenza le seguenti proposte di legge d'iniziativa dei deputati:

   L'ABBATE: «Disposizioni concernenti l'istituzione di percorsi didattici interdisciplinari nelle scuole secondarie di primo e di secondo grado per promuovere la conoscenza e l'uso consapevole dei sistemi di intelligenza artificiale» (2992);

   L'ABBATE: «Concessione di agevolazioni previdenziali per la maternità e per la prestazione di assistenza continuativa a familiari con disabilità» (2993);

   L'ABBATE: «Disposizioni concernenti il concorso statale al finanziamento della spesa per la partecipazione a viaggi di istruzione e la fornitura gratuita dei libri di testo» (2994);

   L'ABBATE: «Istituzione di un Comitato interministeriale per l'approccio integrato, coordinato e interdisciplinare nella definizione delle politiche pubbliche in materia di salute umana e animale, di tutela dell'ambiente, di agricoltura e di sicurezza alimentare» (2995).

  Saranno stampate e distribuite.

Annunzio di disegni di legge.

  In data 26 giugno 2026 sono stati presentati alla Presidenza i seguenti disegni di legge:

   dal Presidente del Consiglio dei ministri e dai Ministri delle infrastrutture e dei trasporti, dell'economia e delle finanze, per gli affari europei, il PNRR e le politiche di coesione, del lavoro e delle politiche sociali, del turismo, dell'ambiente e della sicurezza energetica, delle imprese e del made in Italy e della difesa:

  «Conversione in legge del decreto-legge 26 giugno 2026, n. 107, recante disposizioni urgenti per interventi infrastrutturali e per l'attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), nonché ulteriori disposizioni finanziarie urgenti» (2987);

   dal Presidente del Consiglio dei ministri e dai Ministri per lo sport e i giovani, della difesa e dell'interno:

  «Conversione in legge del decreto-legge 26 giugno 2026, n. 108, recante disposizioni urgenti in materia di sport, per lo svolgimento di grandi eventi e l'efficacia del documento di identità» (2988).

  Saranno stampati e distribuiti.

Adesione di deputati a proposte di legge.

  Le seguenti proposte di legge sono state successivamente sottoscritte dalla deputata L'Abbate:

   DI LAURO ed altri: «Modifiche alla legge 14 agosto 1991, n. 281, in materia di animali di affezione e di prevenzione del randagismo» (519);

   DI LAURO ed altri: «Istituzione della figura professionale dello psicologo scolastico nelle scuole di ogni ordine e grado» (520);

   ASCARI ed altri: «Disposizioni e delega al Governo per l'arresto del consumo di suolo e per il riuso dei suoli urbanizzati» (531);

   AIELLO ed altri: «Disposizioni in materia di società cooperative, disciplina dell'appalto, somministrazione di lavoro e distacco di lavoratori» (590);

   BARZOTTI ed altri: «Istituzione e disciplina della rete di interconnessione unica nazionale dell'istruzione» (764);

   QUARTINI ed altri: «Disposizioni per il potenziamento degli aspetti comunicativi nelle relazioni del professionista sanitario con il paziente e i suoi familiari e con i componenti dell'équipe sanitaria» (811);

   ASCARI ed altri: «Delega al Governo per l'adozione di disposizioni concernenti la diagnosi precoce e la cura dell'endometriosi e agevolazioni in favore delle persone che ne sono affette» (833);

   QUARTINI ed altri: «Modifiche alla legge 29 luglio 1975, n. 405, in materia di organizzazione e funzioni dei consultori familiari» (839);

   FENU ed altri: «Istituzione del registro pubblico dei dati personali» (864);

   FENU ed altri: «Introduzione dell'articolo 12-bis della legge 27 luglio 2000, n. 212, in materia di protezione dei dati personali del contribuente» (869);

   AMATO ed altri: «Legge quadro per lo sviluppo delle isole minori marine, lagunari e lacustri» (940);

   D'ORSO ed altri: «Modifiche all'articolo 633 del codice penale, in materia di occupazione abusiva di edifici altrui adibiti ad abitazione, e introduzione dell'articolo 703-bis del codice di procedura civile, concernente la tutela del possesso di immobili adibiti ad abitazione» (1022);

   FENU ed altri: «Delega al Governo per la riforma fiscale» (1043);

   AMATO ed altri: «Proroga dell'efficacia delle graduatorie dei concorsi ordinari per il reclutamento del personale docente per posti comuni e di sostegno della scuola dell'infanzia e primaria e della scuola secondaria di primo e secondo grado, indetti con decreti del Capo del Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione 21 aprile 2020, pubblicati nella Gazzetta Ufficiale, 4ª serie speciale, n. 34 del 28 aprile 2020» (1101);

   MARIANNA RICCIARDI ed altri: «Modifiche all'articolo 590-sexies del codice penale in materia di responsabilità colposa per morte o lesioni personali in ambito sanitario» (1204);

   DI LAURO ed altri: «Istituzione del servizio di psicologia del territorio e delle cure primarie nonché della figura professionale dello psicologo delle cure primarie» (1228);

   AMATO ed altri: «Modifica all'articolo 4 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, in materia di composizione delle commissioni mediche che effettuano gli accertamenti relativi alla condizione di disabilità» (1348);

   AMATO ed altri: «Istituzione del profilo professionale dell'assistente per l'autonomia e la comunicazione nonché modifiche alla legge 5 febbraio 1992, n. 104, e al decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 66, in materia di integrazione scolastica degli studenti disabili» (1349);

   SERGIO COSTA ed altri: «Disposizioni concernenti l'istituzione e l'attività dei rifugi per l'accoglienza degli animali sequestrati o confiscati provenienti da allevamenti» (1472);

   MARIANNA RICCIARDI ed altri: «Disposizioni per il riconoscimento dell'apnea ostruttiva del sonno come malattia cronica e invalidante nonché per la diagnosi e la cura di essa nell'ambito lavorativo» (1519);

   PROPOSTA DI LEGGE COSTITUZIONALE FEDE ed altri: «Modifica all'articolo 31 della Costituzione in materia di tutela degli anziani» (1563);

   ORRICO ed altri: «Istituzione e disciplina dei distretti culturali e creativi» (1600);

   PENZA ed altri: «Riconoscimento del servizio militare prestato quale volontario in ferma prefissata per l'inquadramento economico dei lavoratori dipendenti pubblici e privati» (1607);

   MARIANNA RICCIARDI ed altri: «Istituzione di un fondo di solidarietà nazionale per l'indennizzo dei danni gravi e irreversibili subiti dal paziente nel corso di un trattamento sanitario, disposizioni in materia di monitoraggio del rischio clinico nonché modifica all'articolo 590-sexies del codice penale in materia di responsabilità colposa per morte o lesioni personali in ambito sanitario» (1614);

   SIMIANI ed altri: «Istituzione del luogo elettivo di nascita» (1651);

   CASU ed altri: «Modifiche all'articolo 35 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, in materia di scorrimento integrale delle graduatorie degli idonei non vincitori di concorsi pubblici» (1710);

   D'ORSO ed altri: «Modifiche al codice civile e altre disposizioni in materia di amministrazione di sostegno» (2191);

   PENZA e CHERCHI: «Disposizioni concernenti il computo dell'anzianità di servizio del personale delle Forze armate e di polizia transitato nei ruoli o negli impieghi civili» (2202);

   PAVANELLI ed altri: «Disposizioni per la semplificazione del procedimento elettorale, per la digitalizzazione delle liste elettorali nonché in materia di propaganda elettorale e di esercizio del diritto di voto da parte dei cittadini che, per motivi di studio, di lavoro o di cura, hanno temporaneo domicilio in un comune diverso da quello di residenza» (2236);

   DI LAURO ed altri: «Delega al Governo per l'adozione di disposizioni volte a contrastare la resistenza agli antimicrobici» (2250);

   CARMINA ed altri: «Istituzione di zone franche doganali nel comune di Lampedusa e Linosa e nei porti di Porto Empedocle e Pozzallo nonché agevolazioni fiscali in favore dei residenti nel comune di Lampedusa e Linosa» (2273);

   CARMINA ed altri: «Disciplina dell'attività agroecologica e incentivi per la sua promozione nonché disposizioni per la tutela dell'ambiente mediante il divieto dell'utilizzazione di taluni prodotti e sostanze» (2301);

   DI LAURO ed altri: «Modifiche al decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, e al codice di cui al decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198, in materia di prevenzione dei rischi psicosociali e di tutela del benessere nei luoghi di lavoro» (2309);

   CARMINA ed altri: «Modifiche all'articolo 9 della legge 28 gennaio 1994, n. 84, in materia di composizione del Comitato di gestione delle Autorità di sistema portuale» (2424);

   DI LAURO e CHERCHI: «Disposizioni per la prevenzione del suicidio e degli atti di autolesionismo» (2445);

   ILARIA FONTANA ed altri: «Istituzione di un contributo sanitario a carico dei gestori di impianti integrati o minimi di incenerimento e termovalorizzazione dei rifiuti» (2481);

   PAVANELLI ed altri: «Disposizioni per la promozione e la disciplina dell'acquisizione e dell'impiego di sistemi di intelligenza artificiale presso gli enti locali» (2549);

   MARIANNA RICCIARDI ed altri: «Modifiche agli articoli 21 e 27 del codice del consumo, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, e all'articolo 1, comma 525, della legge 30 dicembre 2018, n. 145, nonché altre disposizioni in materia di pratiche commerciali ingannevoli relative all'offerta di servizi sanitari e di disciplina delle comunicazioni informative delle strutture e dei professionisti sanitari» (2614);

   MARIANNA RICCIARDI ed altri: «Istituzione dell'Autorità indipendente per l'efficienza del Servizio sanitario nazionale mediante trasformazione dell'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali» (2616);

   D'ORSO ed altri: «Disposizioni concernenti l'identificazione obbligatoria degli utenti di talune piattaforme telematiche e l'introduzione del divieto temporaneo di utilizzazione delle piattaforme di reti sociali telematiche» (2660);

   CAROTENUTO ed altri: «Disposizioni per il potenziamento dei controlli sulla presenza di interferenti endocrini nei prodotti e negli ambienti e istituzione di nuclei ispettivi regionali» (2667);

   MARIANNA RICCIARDI ed altri: «Modifiche agli articoli 624 e 625 del codice penale e altre disposizioni per la prevenzione e la repressione del furto con destrezza specialmente nelle aree a grande affluenza di pubblico, nonché all'articolo 133 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, in materia di guardie particolari giurate» (2740).

Adesione di deputati a proposte
di inchiesta parlamentare.

  La proposta di inchiesta parlamentare SIMIANI ed altri: «Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sulle cause e sulle responsabilità dell'incidente avvenuto presso Freginals, in Spagna, il 20 marzo 2016, nel quale morirono sette studentesse italiane» (Doc XXII, n. 18) è stata successivamente sottoscritta dalla deputata L'Abbate.

  La proposta di inchiesta parlamentare AMATO ed altri: «Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sul calcio professionistico e sulle attività economico-sociali ad esso connesse» (Doc XXII, n. 36) è stata successivamente sottoscritta dalla deputata L'Abbate.

Assegnazione di progetti di legge
a Commissioni in sede referente.

  A norma del comma 1 dell'articolo 72 del Regolamento, i seguenti progetti di legge sono assegnati, in sede referente, alle sottoindicate Commissioni permanenti:

   VII Commissione (Cultura):

  CARMINA ed altri: «Introduzione dell'insegnamento del patrimonio culturale territoriale nei corsi scolastici del primo e del secondo ciclo di istruzione» (2874) Parere delle Commissioni I, V, VIII, X, XI, XII, XIII e della Commissione parlamentare per le questioni regionali;

  LAZZARINI ed altri: «Disposizioni concernenti lo svolgimento dell'attività di formazione scuola-lavoro degli studenti residenti nei comuni con popolazione fino a 10.000 abitanti presso gli uffici comunali del comune di residenza o dei comuni limitrofi» (2907) Parere delle Commissioni I, V, XI, XII e della Commissione parlamentare per le questioni regionali.

   VIII Commissione (Ambiente):

  CARMINA ed altri: «Modifica all'articolo 36 della legge 6 dicembre 1991, n. 394, in materia di istituzione dell'area marina protetta di Scala dei Turchi, Punta Bianca e Scoglio Patella» (2803) Parere delle Commissioni I, V e della Commissione parlamentare per le questioni regionali.

Trasmissione dalla Corte dei conti.

  Il Presidente della Corte dei conti, con lettera in data 24 giugno 2026, ha trasmesso la decisione sul rendiconto generale dello Stato per l'esercizio finanziario 2025, assunta dalle Sezioni riunite della Corte dei conti ai sensi degli articoli 40 e 41 del testo unico di cui al regio decreto 12 luglio 1934, n. 1214, corredata della sintesi e dei volumi I, II, III e IV dell'annessa relazione, nonché del testo delle considerazioni svolte in sede di giudizio di regolarità del rendiconto (Doc. XIV, n. 4).

  Questa documentazione è trasmessa alla V Commissione (Bilancio).

  Il Presidente della Sezione del controllo sugli enti della Corte dei conti, con lettera in data 26 giugno 2026, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 7 della legge 21 marzo 1958, n. 259, la determinazione e la relazione riferite al risultato del controllo eseguito sulla gestione finanziaria del Fondo di assistenza per il personale della Polizia di Stato (FAPPS), per l'esercizio 2024, cui sono allegati i documenti rimessi dall'ente ai sensi dell'articolo 4, primo comma, della citata legge n. 259 del 1958 (Doc. XV, n. 597).

  Questi documenti sono trasmessi alla I Commissione (Affari costituzionali) e alla V Commissione (Bilancio).

  Il Presidente della Sezione del controllo sugli enti della Corte dei conti, con lettera in data 26 giugno 2026, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 7 della legge 21 marzo 1958, n. 259, la determinazione e la relazione riferite al risultato del controllo eseguito sulla gestione finanziaria della Lega italiana per la lotta contro i tumori (LILT), per l'esercizio 2024, cui sono allegati i documenti rimessi dall'ente ai sensi dell'articolo 4, primo comma, della citata legge n. 259 del 1958 (Doc. XV, n. 598).

  Questi documenti sono trasmessi alla V Commissione (Bilancio) e alla XII Commissione (Affari sociali).

Trasmissione dal Ministro delle
infrastrutture e dei trasporti.

  Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, con lettera in data 23 giugno 2026, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 15, comma 2-bis, del decreto legislativo 15 luglio 2015, n. 112, il quarto atto integrativo al contratto di programma stipulato dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti con la società Rete ferroviaria italiana Spa per il periodo regolatorio 2022-2026 – parte servizi (Doc. CXCIX-ter, n. 1).

  Questo documento è trasmesso alla IX Commissione (Trasporti).

Trasmissione dal Ministro del lavoro
e delle politiche sociali.

  Il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, con lettera in data 24 giugno 2026, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 15, comma 2, della legge 24 dicembre 2012, n. 234, la relazione concernente la procedura d'infrazione n. 2026/0247, avviata, ai sensi dell'articolo 258 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea, per mancato recepimento della direttiva (UE) 2024/869 recante modifica della direttiva 2004/37/CE del Parlamento e del Consiglio e della direttiva 98/24/CE del Consiglio per quanto riguarda i valori limite per il piombo e i suoi composti inorganici e per i diisocianati.

  Questa relazione è trasmessa alla XI Commissione (Lavoro), alla XII Commissione (Affari sociali) e alla XIV Commissione (Politiche dell'Unione europea).

Trasmissione dal Dipartimento per gli affari europei della Presidenza del Consiglio dei ministri.

  Il Dipartimento per gli affari europei della Presidenza del Consiglio dei ministri, con lettere in data 26 giugno 2026, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 6, commi 4 e 5, della legge 24 dicembre 2012, n. 234, le seguenti relazioni concernenti progetti di atti dell'Unione europea, che sono trasmesse alle sottoindicate Commissioni:

   relazione, predisposta dal Ministero della difesa, in merito alla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce il programma per un'innovazione agile e rapida nel settore della difesa (AGILE) (COM(2026) 135 final), accompagnata dalla tabella di corrispondenza tra le disposizioni della proposta e le norme nazionali vigenti – alla IV Commissione (Difesa), alla X Commissione (Attività produttive) e alla XIV Commissione (Politiche dell'Unione europea);

   relazione, predisposta dal Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, in merito alla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio recante modifica del regolamento (UE) 2021/2115 per quanto riguarda un tipo specifico di intervento per fornire un sostegno temporaneo eccezionale nell'ambito del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) e la possibilità di adeguare le dotazioni per i pagamenti diretti per l'anno civile 2027 e del regolamento (UE) 2021/2116 per quanto riguarda norme più flessibili sui pagamenti degli anticipi in risposta all'aumento dei prezzi dei concimi dovuto alla crisi in Medio Oriente (COM(2026) 282 final), accompagnata dalla tabella di corrispondenza tra le disposizioni della proposta e le norme nazionali vigenti – alla XIII Commissione (Agricoltura) e alla XIV Commissione (Politiche dell'Unione europea).

Trasmissione dalla Commissione europea.

  La Commissione europea, in data 17, 19, 22, 23 e 24 giugno 2026, ha trasmesso i seguenti documenti, che sono trasmessi alle sottoindicate Commissioni:

   documento C(2026) 4329 final, recante la risposta della Commissione europea al documento della XIV Commissione (Politiche dell'Unione europea) (Doc. XVIII-bis, n. 93) in merito alla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (UE) 2023/956 per quanto riguarda l'estensione del suo ambito di applicazione alle merci a valle e le misure antielusione (COM(2025) 989 final) e alla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce il Fondo temporaneo per la decarbonizzazione (COM(2025) 990 final) – alla VIII Commissione (Ambiente), alla X Commissione (Attività produttive) e alla XIV Commissione (Politiche dell'Unione europea);

   documento C(2026) 4330 final, recante la risposta della Commissione europea al documento della XIV Commissione (Politiche dell'Unione europea) (Doc. XVIII-bis, n. 81) in merito alla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (UE) 2019/1242 per quanto riguarda il calcolo dei crediti di emissioni per i veicoli pesanti per i periodi di riferimento degli anni dal 2025 al 2029 (COM(2025) 784 final) e alla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (UE) 2019/631 per quanto riguarda i livelli di prestazione in materia di emissioni di CO2 dei veicoli leggeri nuovi e l'etichettatura dei veicoli, e che abroga la direttiva 1999/94/CE (COM(2025) 995 final) – alla VIII Commissione (Ambiente), alla IX Commissione (Trasporti) e alla XIV Commissione (Politiche dell'Unione europea);

   documento C(2026) 4377 final, recante la risposta della Commissione europea al parere motivato della XIV Commissione (Politiche dell'Unione europea) (Doc. XVIII-bis, n. 88) in merito alla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica le direttive 2009/65/CE, 2011/61/UE e 2014/65/UE per quanto riguarda l'ulteriore sviluppo dell'integrazione dei mercati dei capitali e della vigilanza nell'Unione (COM(2025) 942 final) e alla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica i regolamenti (UE) n. 1095/2010, (UE) n. 648/2012, (UE) n. 600/2014, (UE) n. 909/2014, (UE) 2015/2365, (UE) 2019/1156, (UE) 2021/23, (UE) 2022/858, (UE) 2023/1114, (CE) n. 1060/2009, (UE) 2016/1011, (UE) 2017/2402, (UE) 2023/2631 e (UE) 2024/3005 per quanto riguarda l'ulteriore sviluppo dell'integrazione dei mercati dei capitali e della vigilanza nell'Unione (COM(2025) 943 final) – alla VI Commissione (Finanze) e alla XIV Commissione (Politiche dell'Unione europea);

   documento C(2026) 4517 final, recante la risposta della Commissione europea al documento della III Commissione (Affari esteri) (Doc. XVIII, n. 31) in merito alla comunicazione congiunta della Commissione europea e dell'Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni – Patto per il Mediterraneo – Un unico mare, un patto, un futuro unito (JOIN(2025) 26 final) – alla III Commissione (Affari esteri);

   documento C(2026) 4518 final, recante la risposta della Commissione europea al documento della XIV Commissione (Politiche dell'Unione europea) (Doc. XVIII-bis, n. 92) in merito alla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica i regolamenti (UE) 2023/1542 e (UE) 2024/1244 per quanto riguarda la semplificazione di talune prescrizioni e la riduzione degli oneri amministrativi (COM(2025) 981 final), alla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che sospende l'applicazione delle norme relative alla designazione del rappresentante autorizzato per la responsabilità estesa del produttore per le batterie e i rifiuti di batterie e per gli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (COM(2025) 982 final), alla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che sospende l'applicazione delle norme relative alla designazione dei rappresentanti autorizzati per la responsabilità estesa del produttore per i rifiuti, i rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche e i rifiuti di plastica monouso (COM(2025) 983 final), alla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio per sveltire le valutazioni ambientali (COM(2025) 984 final) e alla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica le direttive 2008/98/CE, 2010/75/UE, (UE) 2015/2193 e (UE) 2024/1785 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda la semplificazione di alcune prescrizioni e la riduzione degli oneri amministrativi (COM(2025) 986 final) – alla VIII Commissione (Ambiente), alla X Commissione (Attività produttive) e alla XIV Commissione (Politiche dell'Unione europea);

   documento C(2026) 4553 final, recante la risposta della Commissione europea al documento della XIV Commissione (Politiche dell'Unione europea) (Doc. XVIII-bis, n. 100) in merito alla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alla lotta contro il traffico di armi da fuoco e altri reati connessi alle armi da fuoco e che modifica la direttiva (UE) 2024/1260 del Parlamento europeo e del Consiglio (COM(2026) 102 final) – alla II Commissione (Giustizia) e alla XIV Commissione (Politiche dell'Unione europea);

   documento C(2026) 4555 final, recante la risposta della Commissione europea al parere motivato della XIV Commissione (Politiche dell'Unione europea) (Doc. XVIII-bis, n. 80) in merito alla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sui veicoli aziendali puliti (COM(2025) 994 final) – alla X Commissione (Attività produttive) e alla XIV Commissione (Politiche dell'Unione europea);

   documento C(2026) 4563 final, recante la risposta della Commissione europea al documento della XIV Commissione (Politiche dell'Unione europea) (Doc. XVIII-bis, n. 84) in merito alla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio recante modifica del regolamento (UE) 2024/1252 (COM(2025) 946 final) – alla X Commissione (Attività produttive) e alla XIV Commissione (Politiche dell'Unione europea).

Annunzio di progetti di
atti dell'Unione europea.

  La Commissione europea, in data 26 e 29 giugno 2026, ha trasmesso, in attuazione del Protocollo sul ruolo dei Parlamenti allegato al Trattato sull'Unione europea, i seguenti progetti di atti dell'Unione stessa, nonché atti preordinati alla formulazione degli stessi, che sono assegnati alle sottoindicate Commissioni, con il parere della XIV Commissione (Politiche dell'Unione europea):

   Proposta di decisione di esecuzione del Consiglio che modifica la decisione di esecuzione, del 13 luglio 2021, relativa all'approvazione della valutazione del piano per la ripresa e la resilienza della Germania (COM(2026) 286 final), corredata del relativo allegato (COM(2026) 286 final – Annex), che è assegnata in sede primaria alla V Commissione (Bilancio);

   Proposta di decisione di esecuzione del Consiglio che modifica la decisione di esecuzione, del 13 luglio 2021, relativa all'approvazione della valutazione del piano per la ripresa e la resilienza della Lettonia (COM(2026) 291 final), corredata del relativo allegato (COM(2026) 291 final – Annex), che è assegnata in sede primaria alla V Commissione (Bilancio);

   Proposta di decisione di esecuzione del Consiglio che modifica la decisione di esecuzione, del 4 ottobre 2022, relativa all'approvazione della valutazione del piano per la ripresa e la resilienza dei Paesi Bassi (COM(2026) 298 final), corredata del relativo allegato (COM(2026) 298 final – Annex), che è assegnata in sede primaria alla V Commissione (Bilancio);

   Proposta di decisione del Consiglio relativa alla posizione da adottare a nome dell'Unione europea in sede di comitato misto istituito dall'accordo tra la Comunità europea, da una parte, e il governo della Danimarca e il governo locale delle Isole Fær Øer, dall'altra, riguardo le modalità di applicazione del protocollo sulle questioni veterinarie aggiuntivo all'accordo (COM(2026) 315 final), corredata del relativo allegato (COM(2026) 315 final – Annex), che è assegnata in sede primaria alla III Commissione (Affari esteri);

   Relazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni sulla valutazione della rete europea sulle migrazioni 2018-2021 (COM(2026) 322 final), che è assegnata in sede primaria alla I Commissione (Affari costituzionali).

Trasmissione dal Consiglio regionale
dell'Emilia-Romagna.

  Il Presidente del Consiglio regionale dell'Emilia-Romagna, con lettera in data 25 giugno 2026, ha trasmesso, ai sensi degli articoli 24, comma 3, e 25 della legge 24 dicembre 2012, n. 234, il testo di una risoluzione, approvata il 22 giugno 2026, recante le osservazioni della Regione Emilia-Romagna relative alla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo al quadro di diritto societario riguardante il 28° regime – «EU Inc.» (COM(2026) 321 final) e alla comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni – Verso un 28° regime per le società dell'UE (COM(2026) 320 final).

  Questo documento è trasmesso alle Commissioni II (Giustizia), VI (Finanze) e XIV (Politiche dell'Unione europea).

Trasmissione dalla provincia
autonoma di Trento.

  Il Presidente della provincia autonoma di Trento, con lettera in data 24 giugno 2026, ha trasmesso il testo di un voto, approvato dal Consiglio della medesima provincia il 25 marzo 2026, volto a chiedere di tutelare la conservazione della riserva naturale provinciale lago d'Idro.

  Questo documento è trasmesso alla VIII Commissione (Ambiente).

Richiesta di parere parlamentare
su atti del Governo.

  Il Ministro per i rapporti con il Parlamento, con lettera in data 25 giugno 2026, ha trasmesso, ai sensi degli articoli 1 e 19, comma 1, lettera m-bis), della legge 9 agosto 2023, n. 111, la richiesta di parere parlamentare sullo schema di decreto legislativo recante disposizioni in materia di ordinamento della giurisdizione tributaria (419).

  Questa richiesta è assegnata, ai sensi del comma 4 dell'articolo 143 del Regolamento, alle Commissioni riunite II (Giustizia) e VI (Finanze) e, per le conseguenze di carattere finanziario, alla V Commissione (Bilancio), che dovranno esprimere i prescritti pareri entro il 30 luglio 2026.

Atti di controllo e di indirizzo.

  Gli atti di controllo e di indirizzo presentati sono pubblicati nell'Allegato B al resoconto della seduta odierna.

COMUNICAZIONI DEL MINISTRO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI SULLA SICUREZZA SUL LAVORO, AI SENSI DELL'ARTICOLO 14-BIS DEL DECRETO LEGISLATIVO 9 APRILE 2008, N. 81

Risoluzioni

   La Camera,

   premesso che:

    1) il lavoro rappresenta il principio cardine su cui si fonda la Repubblica e costituisce uno strumento essenziale di dignità, libertà e crescita della persona. La tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro rappresenta un valore costituzionale primario e uno dei principali indicatori del livello di sviluppo civile e sociale del Paese;

    2) il Governo, in questi tre anni e mezzo, ha posto la tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro tra le priorità della propria azione, tenendo fede agli impegni assunti in Parlamento attraverso l'adozione di interventi strutturali volti a rafforzare il sistema nazionale della prevenzione, della vigilanza e della qualificazione delle imprese;

    3) tra questi, in particolare, l'introduzione e il progressivo rafforzamento del sistema della patente a crediti quale strumento di qualificazione delle imprese operanti nei settori maggiormente esposti al rischio infortunistico, il potenziamento delle attività ispettive e delle strutture preposte ai controlli con il conseguente ed importante aumento del numero delle ispezioni effettuate, nonché il rafforzamento dei meccanismi premiali gestiti dall'INAIL a favore delle imprese che investono stabilmente nella prevenzione;

    4) il Governo ha, altresì, rafforzato in maniera significativa le politiche di promozione della cultura della salute e della sicurezza sul lavoro, riconoscendo nella formazione e nella sensibilizzazione dei giovani uno degli strumenti più efficaci di prevenzione. In tale prospettiva si collocano l'introduzione dell'educazione alla sicurezza nell'ambito dei percorsi di educazione civica, il potenziamento delle attività formative nei contesti scolastici, universitari e della formazione terziaria professionalizzante, nonché la strutturale estensione della tutela assicurativa INAIL agli studenti e al personale del sistema nazionale di istruzione e formazione, comprensiva degli infortuni in itinere;

    5) il Governo ha mantenuto costante il confronto con le parti sociali, riconoscendo il dialogo istituzionale quale elemento essenziale per la costruzione di un sistema di prevenzione moderno, efficace e condiviso;

    6) la diffusione della cultura della salute e della sicurezza deve continuare a rappresentare un obiettivo prioritario delle politiche pubbliche, a partire dai percorsi scolastici e formativi, affinché la prevenzione divenga patrimonio culturale delle nuove generazioni;

    7) la sicurezza sul lavoro non può essere considerata un obiettivo raggiungibile una volta per tutte, ma richiede un impegno costante da parte delle istituzioni, delle imprese, delle organizzazioni sindacali e dei lavoratori, attraverso una strategia fondata sulla prevenzione, sulla formazione, sulla vigilanza e sulla responsabilità condivisa;

    8) le trasformazioni tecnologiche, l'intelligenza artificiale, l'automazione dei processi produttivi e la digitalizzazione offrono nuove opportunità per migliorare il monitoraggio dei rischi, sviluppare sistemi avanzati di prevenzione e rendere più efficaci le attività di controllo;

    9) la sicurezza rappresenta un fattore di competitività del sistema produttivo e un investimento sulla qualità del lavoro, sulla sostenibilità delle imprese e sulla crescita economica del Paese, rendendo necessario proseguire nel rafforzamento degli strumenti di incentivazione destinati alle imprese virtuose;

    10) è fondamentale proseguire nell'azione di miglioramento delle condizioni di lavoro dei cittadini, anche attraverso ulteriori interventi in materia di prevenzione, formazione, sensibilizzazione e contrasto all'irregolarità;

    11) occorre favorire una sempre maggiore integrazione tra i dati disponibili presso INAIL, INL, ASL e gli altri soggetti competenti, al fine di sviluppare modelli di vigilanza fondati sull'analisi del rischio e sull'utilizzo delle tecnologie digitali;

    12) la diffusione della cultura della sicurezza deve accompagnarsi ad un processo di semplificazione amministrativa che consenta alle imprese di concentrare gli investimenti sugli interventi realmente efficaci di prevenzione, evitando duplicazioni documentali e adempimenti privi di effettivo valore aggiunto,

impegna il Governo:

   1) a integrare e rafforzare le iniziative finalizzate alla diffusione della cultura della salute e della sicurezza sul lavoro, promuovendo, per quanto di competenza, l'educazione alla prevenzione nell'ambito dei percorsi scolastici, universitari e della formazione professionale;

   2) a proseguire nel potenziamento delle attività di vigilanza e controllo, anche attraverso un rafforzamento dei poteri dell'INL ed il completamento del programma di potenziamento degli organici degli enti ispettivi, l'integrazione delle banche dati e l'impiego delle tecnologie digitali a supporto delle attività di prevenzione, vigilanza e contrasto al lavoro irregolare;

   3) ad assumere ulteriori iniziative normative finalizzate al rafforzamento delle misure di incentivazione e dei meccanismi premiali in favore delle imprese che investono stabilmente nella prevenzione, nella formazione e nell'innovazione dei sistemi di gestione della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, valorizzando le buone pratiche organizzative;

   4) a promuovere un progressivo alleggerimento degli oneri amministrativi in materia di salute e sicurezza per le imprese che adottano sistemi certificati di gestione della sicurezza, valorizzando il principio di proporzionalità dei controlli e premiando i comportamenti virtuosi;

   5) a sostenere l'utilizzo delle innovazioni tecnologiche, dell'intelligenza artificiale e degli strumenti digitali nei processi produttivi, assicurandone un impiego sicuro, trasparente e orientato alla prevenzione dei rischi professionali e al miglioramento delle condizioni di lavoro;

   6) a proseguire nell'azione di contrasto al lavoro irregolare, al caporalato e a ogni forma di sfruttamento lavorativo, valorizzando le attività di prevenzione e controllo nei comparti maggiormente esposti e rafforzando gli strumenti di tutela dei lavoratori più vulnerabili;

   7) a implementare e favorire le procedure di cooperazione e collaborazione tra gli enti di prevenzione e vigilanza e le imprese, anche attraverso l'implementazione di strumenti condivisi di prevenzione, informazione, assistenza, rafforzando un modello fondato sulla responsabilità condivisa e sulla crescita della cultura della sicurezza;

   8) a garantire il costante aggiornamento delle misure di prevenzione e protezione rispetto all'evoluzione dei processi produttivi, delle nuove tecnologie, della transizione digitale ed ecologica e dei mutamenti del mercato del lavoro, favorendo un approccio sempre più orientato alla prevenzione;

   9) a promuovere la piena attuazione della Strategia nazionale per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro 2026-2030, favorendo il coordinamento tra le amministrazioni competenti e il monitoraggio dell'efficacia delle politiche di prevenzione;

   10) a rafforzare le iniziative di prevenzione delle malattie professionali e dei rischi emergenti, con particolare riferimento ai rischi psicosociali, ergonomici, ambientali e climatici;

   11) ad assumere iniziative volte a promuovere, anche nell'ambito degli appalti e delle filiere produttive, strumenti di qualificazione delle imprese fondati sulla regolarità, sulla formazione, sulla prevenzione e sull'effettiva capacità organizzativa in materia di salute e sicurezza, valorizzando le imprese virtuose e contrastando ogni forma di concorrenza sleale fondata sulla compressione dei diritti e delle tutele dei lavoratori;

   12) a valutare l'adozione di strumenti informatici dedicati, con particolare riferimento al libretto telematico formativo, finalizzati a registrare e certificare la formazione alla sicurezza acquisita sin dal ciclo della scuola primaria, garantendo un monitoraggio continuo della consapevolezza del rischio lungo tutto il ciclo di vita del futuro lavoratore.
(6-00263) «Schifone, Giaccone, Tenerini, Semenzato, Rizzetto, Nisini, Battilocchio, Coppo, Caparvi, Tassinari, Giovine, Giagoni, Marrocco, Malagola, Lazzarini, Mascaretti, Volpi, Zurzolo».


   La Camera,

   premesso che:

    1) il decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, come modificato dalla legge 13 dicembre 2024, n. 203, (articolo 1, comma 1, lettera b)), prevede, all'articolo 14-bis, la Relazione annuale sullo stato della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, con la quale «Entro il 30 aprile di ciascun anno, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali rende comunicazioni alle Camere sullo stato della sicurezza nei luoghi di lavoro, con riferimento all'anno precedente, nonché sugli interventi da adottare per migliorare le condizioni di salute e di sicurezza nei luoghi di lavoro e sugli orientamenti e i programmi legislativi che il Governo intende adottare al riguardo per l'anno in corso, nei limiti delle risorse disponibili a legislazione vigente e senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica (...)»;

    2) in linea con tale impostazione normativa, il presente dibattito sulle comunicazioni del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, frutto dell'iniziativa parlamentare delle opposizioni, è finalizzato a garantire un'apposita sessione parlamentare annuale dedicata al tema della sicurezza nei luoghi di lavoro, volta a migliorare il quadro normativo ed organizzativo delle diverse amministrazioni competenti, nonché per favorire un costante impegno ed investimento da parte di tutti gli attori interessati per il rafforzamento della cultura della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro;

    3) la predetta Relazione sullo stato della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, relativa all'anno 2025, presentata dal Ministro del lavoro e delle politiche sociali e trasmessa alla Presidenza della Camera dei deputati il 30 aprile 2026, perpetuando il modello già seguito con la precedente relazione, segue uno schema espositivo tutt'affatto diverso rispetto al dettato normativo, dilungandosi per quasi tutta la sua estensione nell'illustrazione degli assetti istituzionali ed amministrativi dei diversi organismi aventi competenza in materia di sicurezza sul lavoro, nonché nell'illustrazione degli adempimenti di legge assolti a da assolvere nel corso dell'anno. Solo nella parte conclusiva del documento in questione si espone, sommariamente, il quadro della sicurezza effettiva nei luoghi di lavoro, con il corollario dei dati statistici relativi ai decessi, agli infortuni e alle malattie contratte;

    4) obiettivo della richiamata disposizione che ha integrato il testo unico in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro è, al contrario, quello di sviluppare in sede parlamentare una valutazione analitica sull'organicità, esaustività e attualità della normativa vigente in materia di salute e di sicurezza nei luoghi di lavoro e sulla presenza di eventuali lacune normative da colmare in relazione a specifici settori produttivi. Elementi che non vengono sviluppati dal documento governativo e che non arricchiscono il confronto parlamentare, disattendendo la lettera e lo spirito della citata disposizione legislativa;

    5) lo stesso contesto europeo, il Quadro strategico sulla salute e sicurezza del lavoro 2021-2027 della Commissione europea, richiamato anche nella predetta Relazione, che interviene in un quadro profondamente mutato dalla pandemia e dalla doppia transizione avviata dall'Europa e stabilisce le priorità e le azioni chiave necessarie per migliorare la salute e di sicurezza nei luoghi di lavoro nei prossimi anni, nel mondo post-pandemico, caratterizzato dalle transizioni verde e digitale, dalle sfide economiche e demografiche e dall'evoluzione del concetto di ambiente di lavoro tradizionale, sollecita gli Stati membri, tra l'altro:

     a) ad aggiornare i rispettivi quadri giuridici nazionali, in consultazione con le parti sociali, per affrontare i rischi e le opportunità in materia di salute e di sicurezza nei luoghi di lavoro connessi alle transizioni verde e digitale, concentrandosi sull'uso di strumenti digitali per rendere più efficienti le ispezioni del lavoro prevenendo e individuando le violazioni della legislazione;

     b) a promuovere «valutazioni inter pares» che affrontino questioni psicosociali ed ergonomiche sul lavoro e rafforzare il monitoraggio e la raccolta di dati sulla situazione dei rischi mentali e psicosociali in tutti i settori;

     c) a trovare soluzioni concordate per far fronte alle sfide poste dal telelavoro, dallo smart working, dalla digitalizzazione e dal diritto alla disconnessione, sulla base dell'accordo quadro delle parti sociali europee sulla digitalizzazione;

     d) ad adoperarsi per realizzare l'approccio «zero vittime» (vision zero) per i decessi relativi al lavoro, soprattutto per i cosiddetti infortuni ripetitivi ovvero quelli che si verificano con modalità simili;

     e) a valutare e affrontare i rischi, con particolare riguardo ai gruppi più colpiti dalla pandemia, come le persone con disabilità;

     f) a redigere piani di preparazione alle crisi future nell'ambito delle strategie nazionali in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, compresa l'attuazione degli orientamenti e degli strumenti dell'Unione europea;

     g) ad aumentare il monitoraggio e le ispezioni efficaci degli obblighi in materia di salute e di sicurezza nei luoghi di lavoro, soprattutto nei confronti dei lavoratori stagionali e nelle professioni ad alto rischio;

    6) la realtà dei fatti, fotografata dai dati riportati nella seconda parte della stessa relazione, dimostra in tutta la sua gravità la persistenza, si potrebbe dire strutturale, di numeri ancora altissimi di decessi e denunce di incidenti;

    7) nel dettaglio, si registrano 416.900 denunce di infortunio avvenute durante lo svolgimento dell'attività lavorativa (ovvero in occasione di lavoro) e presentate all'Inail nel 2025, con un aumento dello 0,5 per cento rispetto al 2024. Quelle con esito mortale, anche se con numeri provvisori, sono state 792, con un lieve calo di 5 unità rispetto a quelle registrate nel 2024. Gli infortuni in itinere, occorsi cioè al lavoratore nel tragitto di andata e ritorno tra l'abitazione e il luogo di lavoro, denunciati entro il mese di dicembre 2025 sono stati 99.939, in aumento del 3,2 per cento rispetto al 2024, di cui 293 con esito mortale, con un aumento di 13 casi rispetto al 2024. Nel complesso, le denunce di infortunio presentate all'Inail entro il mese di dicembre 2025, sono state 516.839 in lieve aumento rispetto alle 511.688 del 2024 (+1,0 per cento). Allo stesso modo si incrementano le morti sul lavoro che passano quindi da 1077 a 1085. Se si includono anche i casi relativi agli studenti si passa da 1090 a 1093. Numeri che sono un monito ad agire immediatamente per porre fine a questa strage;

    8) tra i settori dell'industria e servizi con più infortuni avvenuti in occasione di lavoro si evidenziano per gli incrementi: le Costruzioni (38.387 casi, +3,1 per cento sul 2024), la Sanità e assistenza sociale (36.856, + 1,6 per cento), il Commercio (33.747, +2,1 per cento) e le Attività dei servizi di alloggio e di ristorazione (20.995 casi, +0,4 per cento), e per i decrementi: il Comparto manifatturiero (70.485, –0,5 per cento), il Trasporto e magazzinaggio (34.271 casi, –1,2 per cento) e il Noleggio e servizi di supporto alle imprese (21.285, –1,4 per cento). Tra i settori con più decessi avvenuti in occasione di lavoro si evidenziano le Costruzioni con 148 casi (contro i 156 del 2024), il comparto manifatturiero con 117 (101 nel 2024), il Trasporto e magazzinaggio con 110 (111 nel 2024), il Commercio con 68 (58 nel 2024) e il Noleggio e servizi di supporto alle imprese con 39 casi (38 nel 2024);

    9) dalla relazione non viene evidenziato, invece, la natura dei rapporti di lavoro dei lavoratori vittime di incidenti mortali, di semplice sinistro o dell'insorgenza di patologie correlate alla funzione lavorativa svolta e sulle conseguenze del ricorso di rapporti di lavoro diversi da quelli e a tempo indeterminato e la diffusione di una appropriata cultura della formazione e della prevenzione tra i tali lavoratori;

    10) altrettanto significativo è il dato relativo alla flessione delle denunce dei lavoratori italiani (-0,5 per cento), al contrario di quelle degli stranieri (+3,7 per cento), così come l'analisi per classi di età che mostra un calo in particolare nella fascia che va dai 40 ai 54 anni (-2,6 per cento) e aumenti per i 20-39enni (+1,3 per cento) e 55-69enni (+3,6 per cento);

    11) dati ancor più sconfortanti se associati alla sostanziale stagnazione della nostra economia e ai quasi tre anni di costante flessione della produzione industriale e che dimostrano come ci sia ancora molto da fare, con riforme coraggiose e investimenti significativi. Manca del tutto un'analisi approfondita di tali numeri e caratteristiche, così come una strategia operativa per andarne ad aggredire e superare le cause che da anni inchiodano il nostro Paese a un bilancio sociale così drammatico;

    12) rimane del tutto intatta la drammatica necessità di mettere in atto misure che avvicinino al prioritario obiettivo dell'azzeramento del numero degli infortuni, in particolar modo di quelli mortali, nonché delle malattie professionali, da conseguire attraverso attività sinergiche e virtuose che attivino tutti gli strumenti disponibili (prevenzione, vigilanza, assistenza, repressione), fino all'emarginazione delle aziende che reiteratamente violano le norme di tutela della salute e sicurezza; a fronte di questi numeri impressionanti relativi agli infortuni sul lavoro, le pene comminate ai responsabili della mancata osservanza delle previsioni di legge in materia di prevenzione dei rischi per la sicurezza e la salute sui luoghi di lavoro continuano a essere ridotte e spesso irrilevanti;

    13) al contrario, la Relazione appare orientata ad un approccio formalistico-burocratico, incentrato sulla descrizione delle misure, prevalentemente di carattere amministrativo, adottate in conformità all'evoluzione normativa intercorsa, ma manca completamente un respiro strategico-progettuale sulle nuove iniziative politiche che si ritiene dovranno essere messe in campo per limitare il fenomeno degli incidenti sul lavoro e, tanto meno, una previsione programmatica delle risorse finanziarie necessarie per il sostegno di dette politiche. Una carenza, quest'ultima, che appare ancor più grave se si considera che proprio nelle prossime settimane verrà definito il quadro delle risorse che andranno a caratterizzare l'ultima legge di bilancio della legislatura. Al tempo stesso, non manca l'enfasi retorica laddove, a pagina 9 del documento, con riferimento al contenuto del decreto-legge n. 159 del 2025, si afferma che «Il provvedimento in esame rappresenta un intervento essenziale “per mettere in sicurezza il futuro”, in linea di continuità con le iniziative già avviate di contrasto agli infortuni e alle irregolarità nelle filiere produttive»;

    14) anche sotto il profilo dell'assetto istituzionale che caratterizza l'insieme dei tanti organismi preposti alla vigilanza e alla tutela della sicurezza nei luoghi di lavoro, manca una riflessione e una proposta per dare concreta attuazione al coordinamento delle istituzioni centrali e regionali, già prevista dal decreto legislativo n. 81 del 2008, per il superamento delle attuali disfunzioni e per una definitiva messa a sistema delle diverse banche dati. Se ad esempio, viene data evidenza agli incrementi degli organici ispettivi dell'Inl, risultato – parziale – delle proposte e delle iniziative delle opposizioni, altrettanto non può dirsi per il corrispondente personale delle Asl, la cui distribuzione è ancora troppo disomogenea sul territorio nazionale, pregiudicando il diritto dei lavoratori a vedersi garantiti gli stessi diritti, a prescindere dal luogo di lavoro. Gli stessi concorsi per ispettori dell'Inl, come riportato da diverse fonti sindacali, spesso si concludono senza la copertura di tutti i posti disponibili, specie nelle regioni del Nord, con grande probabilità a causa della sproporzione tra competenze e responsabilità da una parte e retribuzione, anche;

    15) tra i diversi profili che non vengono approfonditi vi è, senz'altro, quello relativo all'allungamento dell'età lavorativa – in palese contrasto con tutte le promesse elettorali di voler cancellare la «legge Fornero» e di consentire il pensionamento anticipato con 41 anni di contribuzione, a prescindere dall'età anagrafica – e la sua correlazione con i fenomeni infortunistici e l'insorgenza di malattie professionali, nonostante i dati evidenzino come nell'anno passato siano aumentate le denunce di infortuni del 3,6 per cento per i lavoratori nella fascia di età 55-69 anni;

    16) una delle misure simbolo adottate dal Governo in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro, ovvero reintroduzione della cosiddetta «patente a crediti» per le imprese dell'edilizia, anche alla luce dei dati riportati dalla Relazione, si sta dimostrando uno strumento del tutto inadeguato, di stampo burocratico e formalistico. Basti considerare che «Il numero di patenti a crediti rilasciate dal 1° ottobre 2024 è pari a 479.020» (pagina 55), a fronte di una stima complessiva di imprese dell'ordine di 780 mila e che «(...) sono state elevate n. 1088 sanzioni per assenza di patente a crediti. L'organo di vigilanza, durante lo svolgimento dell'attività ispettiva, ha verificato anche la veridicità delle dichiarazioni rilasciate dal rappresentante legale al momento della richiesta della patente a crediti. Dal 1° ottobre 2024 sono state revocate n. 14 patenti a crediti. Infine, le patenti sospese sono state n. 6». Risultati davvero irrilevanti, soprattutto se rapportati al dato già ricordato per cui tra i settori dell'industria e servizi con più infortuni avvenuti in occasione di lavoro si evidenziano per gli incrementi: le Costruzioni (38.387 casi, +3,1 per cento sul 2024) e che tra i settori con più decessi avvenuti in occasione di lavoro si evidenziano le Costruzioni con 148 casi (contro i 156 del 2024);

    17) in tale prospettiva, appare poi contraddittoria l'affermazione in base alla quale «L'elevata incidenza degli infortuni sul lavoro in edilizia ha reso indispensabile un'azione di controllo mirata sia ai profili tecnici che a quelli amministrativi, con particolare attenzione alle sempre più diffuse forme di esternalizzazione realizzate attraverso il ricorso a catene di appalti e subappalti, che incidono sulla salute e sicurezza in termini di mancato coordinamento tra soggetti operanti in un medesimo luogo di lavoro» (pagina 52) e, invece, le scelte praticate in occasione della revisione della disciplina degli appalti che hanno visto una sostanziale liberalizzazione del sistema degli appalti e dei subappalti. L'uso improprio di lavoro in appalto e subappalto può aumentare il potere di ricatto delle aziende sui lavoratori, rendendo di conseguenza più difficile la rivendicazione del diritto alla tutela della salute nei luoghi di lavoro e pertanto occorre agire sulle responsabilità dei committenti negli appalti, anche in primo luogo contemplando la responsabilità solidale con i subappaltatori. Stragi come quella che si è consumata nel cantiere Esselunga di Firenze devono rappresentare un monito per le istituzioni e devono portare a una profonda riforma della disciplina al riguardo. Sul tema degli appalti in edilizia il decreto-legge n. 159 del 2025 ha introdotto il badge elettronico di cantiere, strumento che, specie se migliorato rispetto alla sua attuale conformazione, potrebbe avere un'importante funzione preventiva. Tuttavia, tale strumento non è ancora operativo e in attesa di decreto attuativo;

    18) va salutata positivamente la presa d'atto, troppo spesso negata nel recente passato, dei cambiamenti climatici e degli effetti dell'aumento della temperatura ambientale media, nei luoghi di lavoro e sulla salute dei lavoratori, nonché dell'adozione del «Protocollo quadro per l'adozione delle misure di contenimento dei rischi lavorativi legate alle emergenze climatiche negli ambienti di lavoro». Tuttavia, manca ancora la predisposizione di misure strutturali che, stante il dato consolidato degli effetti determinati dai mutamenti climatici in atto, non più riconducibili a eventi straordinari, così come la consapevolezza che tali effetti andranno sempre più accentuandosi nel corso dei prossimi anni, regolino in maniera organica e non episodica la non applicazione dei limiti di durata previsti dalla normativa generale per i trattamenti ordinari di integrazione salariale e l'esenzione dal relativo contributo addizionale, manca, inoltre, una tutela effettiva per i lavoratori non dipendenti; in particolare, risulta urgente adottare misure strutturali, garantendo la piena copertura salariale tramite ammortizzatori sociali automatici e semplificati a fronte di condizioni climatiche avverse, eliminando ogni discrezionalità aziendale che metta a rischio la vita di chi opera nei cantieri, nell'agricoltura e nei servizi all'aperto;

    19) l'aumento della frequenza e dell'intensità delle ondate di calore conseguenti ai cambiamenti climatici sta determinando un aggravamento dei rischi per la salute e la sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori, in particolare nei settori maggiormente esposti agli agenti atmosferici e alle alte temperature, quali edilizia, agricoltura, logistica, trasporti e attività svolte in ambienti chiusi non adeguatamente climatizzati; i dati relativi agli infortuni e ai decessi registrati durante i periodi caratterizzati da temperature elevate confermano la correlazione tra stress termico e aumento degli eventi infortunistici, rendendo necessario considerare il rischio climatico e da calore come fattore strutturale nell'organizzazione del lavoro e nelle politiche di prevenzione; permane, inoltre, l'esigenza di garantire una tutela uniforme su tutto il territorio nazionale, attraverso misure preventive, organizzative e di sostegno al reddito adeguate a fronteggiare eventi che non possono più essere considerati eccezionali ma ricorrenti;

    20) al contrario, non può non sottolinearsi negativamente la totale assenza di ogni riferimento e analisi del fenomeno del lavoro minorile e dei relativi indici di sinistrosità, elementi recentemente denunciati dal 4° Rapporto statistico «Lavoro minorile in Italia: rischi, infortuni e sicurezza sui luoghi di lavoro» dell'Unicef Italia, dal quale emergono diverse criticità, tenuto conto che i dati relativi alle denunce di infortunio dei lavoratori entro i 17 anni di età (fascia 15-17 anni) fra il 2020 e il 2024 vedono un significativo incremento, passando dai 5.815 casi del 2020, ai 18.617 casi dei 2024. Nel medesimo quinquennio, le cinque regioni con le percentuali di denunce di infortunio più alte, relative ai lavoratori minorenni di 15-17 anni, sono Lombardia (21,27 per cento), Veneto (12,10 per cento), Emilia-Romagna (10,94 per cento), Piemonte (9,11 per cento e Trentino-Alto Adige (7,12 per cento), le quali coprono il 60,54 per cento delle denunce di infortunio su tutto il territorio nazionale. Gli infortuni accertati positivi con esito mortale sul lavoro sono stati 51, di cui 3 tra i minori di 15 anni e 48 nella fascia di età 15-19 anni;

    21) a fronte della crescente diffusione delle piattaforme digitali e dei sistemi di gestione algoritmica delle prestazioni lavorative e delle nuove sfide in materia di salute e sicurezza sul lavoro, in particolare nei settori della logistica, delle consegne e dei servizi, dove l'organizzazione automatizzata delle attività può determinare non solo un incremento dei ritmi di lavoro, ma anche una maggiore esposizione al rischio infortunistico e una riduzione degli spazi di tutela individuale e collettiva, risultano altresì totalmente insufficienti le misure di tutela specifiche sinora adottate per i lavoratori del settore. Tale ambito, in particolare quello dei cosiddetti rider, si è imposto come uno dei fenomeni più controversi e problematici del mercato del lavoro contemporaneo, rappresentando una frontiera avanzata della cosiddetta gig economy e sollevando questioni fondamentali in ordine alla tutela dei diritti, alla dignità del lavoro e alla sostenibilità dei modelli economici digitali; il tema del lavoro tramite piattaforme digitali assume, in tal senso, una rilevanza strategica anche sotto il profilo economico e competitivo, in quanto incide sulla struttura del mercato del lavoro, influenza i modelli di business delle imprese, determina effetti di dumping sociale nei confronti dei settori tradizionali e pone sfide rilevanti in termini di fiscalità e contribuzione;

    22) il decreto-legge sul cosiddetto «salario giusto», convertito in legge in questi giorni, interviene sul lavoro tramite piattaforme digitali senza sciogliere il principale nodo giuridico e sociale che caratterizza il settore, ovverosia la qualificazione del rapporto di lavoro; le modifiche introdotte in sede di conversione non solo restringono l'ambito applicativo delle nuove disposizioni ai lavoratori disciplinari dal Capo V-bis del decreto legislativo n. 81 del 2015 (esclusivamente ai rider), ma di fatto mantengono invariata la disciplina storicamente costruita attorno alla figura del lavoratore autonomo; contestualmente vengono eliminati i riferimenti più innovativi al controllo algoritmico, alla gestione automatizzata della prestazione, alla determinazione unilaterale del compenso e ai sistemi di ranking; in questo modo si indebolisce la presunzione di subordinazione e si rende più difficile dimostrare l'effettivo esercizio dei poteri datoriali da parte delle piattaforme; tale scelta produce effetti diretti anche sul piano della salute e sicurezza, poiché il pieno accesso alle tutele prevenzionistiche previste per il lavoro subordinato continua a dipendere da un accertamento complesso e spesso affidato all'iniziativa giudiziaria del singolo lavoratore, aumentando esponenzialmente il rischio di infortuni gravi e mortali, che spesso sfuggono alle statistiche ufficiali;

    23) inoltre, pur richiamando la necessità di contrastare il caporalato digitale e prevedendo obblighi di comunicazione e trasparenza, il decreto non introduce misure specifiche e vincolanti per affrontare i rischi che caratterizzano concretamente il lavoro dei rider e degli altri lavoratori delle piattaforme digitali; restano prive di regolazione questioni essenziali, quali gli effetti dei sistemi algoritmici sull'intensificazione dei ritmi di lavoro, la pressione derivante dai meccanismi reputazionali, il diritto alla disconnessione, la gestione delle condizioni meteorologiche avverse, i tempi di attesa non retribuiti e l'impatto delle decisioni automatizzate sulla salute psico-fisica dei lavoratori; la mera previsione di obblighi informativi sugli algoritmi non si traduce in strumenti effettivi di prevenzione dei rischi, né attribuisce ai lavoratori adeguati poteri di controllo sulle modalità con cui tali sistemi incidono sulla loro attività quotidiana;

    24) le disposizioni dedicate alla formazione obbligatoria in materia di sicurezza appaiono prevalentemente orientate al controllo dell'adempimento, piuttosto che alla garanzia effettiva del diritto alla formazione; il decreto prevede meccanismi di segnalazione del mancato completamento dei corsi e relative sanzioni, senza chiarire adeguatamente le modalità di svolgimento della formazione, la sua retribuzione e la sua compatibilità con i tempi di lavoro dei rider, con il conseguente rischio che la formazione diventi un obbligo gravante sul lavoratore anziché come uno strumento di tutela, trasferendo indirettamente su quest'ultimo responsabilità che dovrebbero invece ricadere prioritariamente sulle piattaforme e sui committenti nell'ambito degli obblighi di prevenzione e protezione previsti dalla normativa in materia di salute e sicurezza sul lavoro;

    25) per gli studenti impegnati in percorsi di Formazione scuola-lavoro (ex Pcto), l'estensione della tutela Inail anche agli infortuni in itinere, nonché il rafforzamento delle misure di sicurezza e la limitazione delle attività ad alto rischio, sono sicuramente un passo avanti, ma rimangono tutte le riserve sulla reale utilizzazione di detto strumento che nella stragrande maggioranza dei casi non sono formazione al lavoro ma manodopera gratuita; lo studente viene inserito nel ciclo produttivo senza diritti né tutele e infatti, di Pcto si muore; è necessario vigilare che gli istituti che stipulano le convenzioni con le aziende vigilino sugli obblighi specifici connessi, quali l'appendice al documento di valutazione dei rischi;

    26) sul piano dell'efficacia del sistema dei controlli, preso atto che «Nel 2025 sono state avviati complessivamente n. 51.927 accertamenti ispettivi di vigilanza in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, con un incremento del 3,9 per cento rispetto alle n. 49.969 ispezioni avviate nell'anno precedente. Di queste, quasi la metà hanno riguardato il settore dell'edilizia. L'indice di irregolarità è stato pari al 82,5 per cento (84,4 per cento nel 2024). Nell'ambito della vigilanza svolta, sono state accertate complessivamente 89.850 violazioni di norme in materia di salute e sicurezza.» (pagina 53), uno specifico approfondimento andrebbe dedicato agli effetti che hanno prodotto quelle misure che nel corso del 2024 hanno introdotto surrettizi «scudi ispettivi» di 12 mesi per le imprese o gli obblighi di comunicazione preventiva da parte degli organi di vigilanza;

    27) con riferimento al tema della potenzialità della capacità ispettiva, non si può non osservare come, nonostante i recenti, modesti incrementi della dotazione del personale ispettivo dell'Inl, il numero delle ispezioni dell'istituto si aggira intorno alle 6-7.000 l'anno, con il coinvolgimento medio di meno di 10.000 lavoratori. Numeri davvero marginali rispetto alle oltre 5 milioni di imprese attive e agli oltre 200 miliardi stimati dall'Istat per il 2022 della cosiddetta economia «non osservata», con una particolare incidenza per alcuni comparti economici come l'agricoltura o la logistica;

    28) per quanto concerne l'efficacia dell'azione penale è necessario un potenziamento degli uffici della procura della Repubblica, con la possibilità di avvalersi di personale specializzato, di un numero congruo di risorse, di un coordinamento a livello distrettuale e nazionale, al fine di rendere celeri le indagini nei casi di incidenti sul lavoro e per l'accertamento dei casi di malattie professionali, nonché di sezioni specializzate per i processi nella materia della sicurezza, anche al fine di scongiurare il troppo frequente decorso dei termini di prescrizione dei reati ipotizzati, che comporta conseguenze ancor peggiori nel momento in cui solo la sentenza in giudicato incide sulla patente a crediti. Parimenti, andrebbero istituiti degli albi nazionali dei periti e dei consulenti tecnici specializzati. Infine, appare necessario adottare le opportune misure per garantire il gratuito patrocinio per le vittime degli incidenti sul lavoro, a prescindere dal reddito;

    29) appare necessario altresì l'adozione di iniziative normative per l'introduzione nel codice penale delle fattispecie autonome e specifiche del reato di omicidio sul lavoro e di lesioni personali, in caso di gravi violazioni dolose o colpose delle norme antinfortunistiche, al fine di ridurre in modo strutturale il fenomeno degli infortuni mortali;

    30) serve un cambiamento culturale che riporti il lavoro ad una dimensione umana, che metta al centro il valore della persona e il benessere dei lavoratori come priorità assoluta: tale cambiamento passa prima di tutto attraverso l'educazione, la formazione e la sensibilizzazione, affinché ogni individuo comprenda che il lavoro giusto non è un privilegio ma un diritto inviolabile;

    31) non vi è dubbio che ad incidere sulla salute e di sicurezza nei luoghi di lavoro è innanzi tutto il modello di sviluppo e di organizzazione del lavoro, nonché la perdita di peso delle rappresentanze dei lavoratori nei luoghi di lavoro: carenza dei principali dispositivi di sicurezza, scarsa manutenzione delle attrezzature, l'aumento dello sfruttamento e dei ritmi di lavoro, la riduzione delle pause, l'allungamento della giornata lavorativa, insufficiente formazione e addestramento degli operai, la diffusione del lavoro irregolare, così come 1 abuso e un eccessiva frammentazione dei lavori in appalti e subappalti, con conseguente riduzione delle garanzie contrattuali, costituiscono alcuni degli elementi all'origine del mancato rispetto dei più basilari requisiti per svolgere le attività lavorative in completa sicurezza, con conseguente aumento degli infortuni gravi e gravissimi e della strage continua che si registra ogni anno nei luoghi di lavoro;

    32) è necessario assumere come precondizione assoluta alla salute e di sicurezza nei luoghi di lavoro la stabilità stessa del lavoro, nell'assunto che un lavoro sicuro non può certamente essere un lavoro precario o regolato da organizzazioni sindacali non rappresentative, soprattutto in quei settori produttivi dove sono più alti i dati sugli infortuni; lo stesso obiettivo della prevenzione e della formazione è difficilmente conciliabile con l'instabilità lavorativa e con i continui cambi di ambienti e settori di lavoro;

    33) appare opportuno subordinare l'accesso a contributi, incentivi, agevolazioni pubbliche e finanziamenti erogati a qualsiasi titolo dallo Stato e dagli enti pubblici al pieno rispetto della normativa in materia di salute e sicurezza sul lavoro, quale strumento di promozione della prevenzione degli infortuni;

    34) occorre portare avanti politiche per rafforzare i diritti e la condizione economica dei lavoratori, contrastando ogni forma di precarizzazione del mercato del lavoro, come la reintroduzione dei voucher lavoro, la liberalizzazione dei contratti a tempo determinato e la somministrazione di lavoro;

    35) anche una retribuzione dignitosa è il necessario corollario per un lavoro sicuro, una retribuzione che non sottoponga i lavoratori e le lavoratrici a condizioni di ricattabilità e occorre, pertanto, riconoscere a tutti i lavoratori e le lavoratrici di ogni settore un complessivo trattamento economico non inferiore a quello previsto dal contratto collettivo nazionale stipulato dalle associazioni dei datori e dei prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, da applicare a tutti i lavoratori del settore di riferimento, ovunque impiegati nel territorio nazionale, prevedendo in ogni caso che, anche alla luce dei parametri europei e del dettato costituzionale, il trattamento minimo tabellare corrisposto ai lavoratori non possa essere inferiore a 9 euro all'ora, al lordo degli oneri contributivi e previdenziali, da aggiornare periodicamente in ragione del potere d'acquisto e del costo della vita;

    36) occorre rafforzare, inoltre, il ruolo e i poteri attribuiti al rappresentante per la sicurezza (Rls), garantendo il diritto di lavoratrici e lavoratori all'autotutela della propria salute, così come un'appropriata sorveglianza sanitaria; a riguardo appare inoltre necessario pensare anche alla figura dell'Rls di sito, tenuto conto che vi sono realtà, anche industriali, all'interno delle quali sono presenti aziende esterne in maniera continuativa e dove i lavoratori delle imprese esterne, lontane dalla loro realtà, possono non essere adeguatamente rappresentati;

    37) anche alla luce delle conclusioni dell'apposita indagine conoscitiva svolta dalla XI Commissione, si ribadisce l'importanza di creare le condizioni affinché le potenzialità delle innovazioni tecnologiche determinate dall'intelligenza artificiale possano essere messe a disposizione dei lavoratori e al servizio della loro sicurezza, per la tutela dei propri diritti e per il contrasto del lavoro irregolare, così come per potenziare le attività ispettive e di analisi dell'azione degli enti pubblici (Inps, Inail, Inl, aziende sanitarie locali ed altri) preposti a garanzia della sicurezza e della regolarità dei rapporti di lavoro;

    38) nell'ambito di un'efficace strategia di miglioramento della salute e di sicurezza nei luoghi di lavoro, il tema della formazione continua è senz'altro dirimente, quale diritto permanente ed esigibile da ciascun lavoratore, assicurando un'attenta verifica della qualità, dell'efficacia e dell'adeguatezza della formazione e dei soggetti che svolgono attività formative, con particolare riguardo per le attività di formazione a distanza sincrona e asincrona, vigilando e sanzionando i casi di attività svolte da soggetti non accreditati;

    39) ogni euro speso nella sicurezza dovrebbe essere considerato, anche dal punto di vista della contabilità pubblica, come un investimento per il miglioramento della condizione dei lavoratori e per l'ammodernamento del nostro sistema produttivo; per di più, l'attività ispettiva rappresenta un presidio di prevenzione e legalità, con evidenti effetti in termini di nuove entrate per l'erario e di minori costi per indennizzi e risarcimenti,

impegna il Governo:

   1) a porsi come obiettivo prioritario l'azzeramento del numero degli infortuni, in particolar modo di quelli mortali, sui luoghi di lavoro nonché delle malattie professionali, da conseguire attraverso attività sinergiche e virtuose che attivino tutti gli strumenti disponibili (prevenzione, vigilanza, assistenza, repressione) e il coinvolgimento di tutti gli attori e organismi interessati, adottando tutte le iniziative di competenza volte a rafforzare le misure sanzionatorie per le imprese che si rendono responsabili di violazioni in tema di sicurezza, fino all'emarginazione delle aziende che reiteratamente violino le norme di tutela della salute e sicurezza sul lavoro;

   2) ad arrestare la progressiva e costante erosione delle tutele e dei diritti dei lavoratori e a contrastare ogni forma di precarizzazione del mercato del lavoro, come la reintroduzione dei voucher lavoro, la liberalizzazione dei contratti a tempo determinato e la somministrazione di lavoro;

   3) ad adottare iniziative, anche normative, per assicurare una retribuzione dignitosa quale necessario corollario per un lavoro sicuro, che non sottoponga i lavoratori e le lavoratrici a condizioni di ricattabilità e che, anche alla luce dei parametri europei e del dettato costituzionale, contempli un salario minimo non inferiore a 9 euro all'ora al lordo degli oneri contributivi e previdenziali, da aggiornare periodicamente in ragione del potere d'acquisto e del costo della vita;

   4) ad intraprendere tutte le misure necessarie finalizzate all'adozione concertata di un nuovo piano straordinario nazionale per la tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, allo scopo di accrescere, in maniera organica e strutturale, i livelli di prevenzione e tutela della salute e della sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori nei luoghi di lavoro e su tutto il territorio nazionale;

   5) a conformarsi in maniera efficace al nuovo quadro strategico dell'Unione europea in materia di salute e sicurezza sul lavoro (Ssl) 2021-2027 che stabilisce le priorità e le azioni chiave necessarie per migliorare la salute e la sicurezza dei lavoratori nei prossimi anni nel contesto del mondo post-pandemico, caratterizzato dalle transizioni verde e digitale, dalle sfide economiche e demografiche e dall'evoluzione del concetto di ambiente di lavoro tradizionale;

   6) ad adottare le opportune iniziative di competenza affinché l'accesso a contributi, incentivi, agevolazioni fiscali e finanziamenti pubblici sia subordinato al rispetto della normativa in materia di salute e sicurezza sul lavoro, nonché all'assenza di gravi e reiterate violazioni accertate dagli organi competenti;

   7) ad adottare iniziative volte a sostenere in maniera organica la rappresentanza delle organizzazioni datoriali e sindacali, per ottenere un miglioramento nei livelli di tutela della salute e potenziare la partecipazione attiva dei lavoratori e dei loro rappresentanti nei luoghi di lavoro;

   8) ad adottare iniziative volte a rafforzare il ruolo e i poteri attribuiti al rappresentante per la sicurezza (Rls e Rlst), garantendo l'istituzione di sportelli territoriali per l'assistenza tecnica gratuita nonché il diritto di lavoratrici e lavoratori all'autotutela della propria salute, in presenza di condizioni gravi, immediate e inevitabili per la propria salute o sicurezza nonché incentivando l'instaurazione di «Rls di sito» in presenza di lavoratori di diverse aziende operanti in maniera continuativa nello stesso sito;

   9) ad adottare iniziative anche normative volte ad assicurare la possibilità per il lavoratore di svolgere la prestazione lavorativa da remoto e in modo flessibile, in termini di luogo e tempo, al fine di migliorare il benessere dei lavoratori e delle lavoratrici e conseguentemente migliorare la salute e sicurezza nel lavoro, anche prevedendo appositi incentivi per le piccole e medie aziende che adottano il lavoro da remoto;

   10) a favorire, per quanto di competenza, l'adozione di una disciplina che riconosca e regolamenti il diritto dei lavoratori alla disconnessione, prevenendo i rischi di stress e disturbi legati al sovraccarico di flussi di informazioni lavorative;

   11) ad adottare iniziative normative, nell'ambito del codice dei contratti pubblici e in ogni altro provvedimento utile, al fine di impedire l'uso improprio di lavoro in appalto e subappalto, anche in primo luogo contemplando la responsabilità solidale con i subappaltatori in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro e contrastando ogni pratica di abbattimento dei costi della sicurezza, promuovendo altresì misure per la formazione promossa dall'appaltatore in favore anche dei dipendenti dei subappaltatori, in particolare nei subcontratti verticali, intesi quali specifici fattori di vulnerabilità e di rischio;

   12) con riferimento agli effetti sulla sicurezza e la salute derivanti dai mutamenti climatici:

    a) a definire, con i sindacati comparativamente più rappresentativi, criteri nazionali uniformi per la rimodulazione degli orari di lavoro, delle pause, dei turni e dell'organizzazione delle attività lavorative nei periodi di allerta climatica, con particolare riguardo alle attività svolte all'aperto o in ambienti ad elevato stress termico;

    b) ad adottare iniziative di competenza per rafforzare gli obblighi di valutazione del rischio da calore nell'ambito dei documenti di valutazione dei rischi, prevedendo specifiche attività di informazione, formazione, sorveglianza sanitaria e monitoraggio dei lavoratori maggiormente esposti;

    c) a garantire, attraverso iniziative strutturali, adeguati strumenti di sostegno al reddito e di integrazione salariale per tutti i lavoratori interessati da sospensioni o riduzioni dell'attività lavorativa dovute a condizioni climatiche estreme, estendendo le tutele anche alle categorie oggi escluse o insufficientemente coperte;

    d) a potenziare le attività ispettive e di controllo sul rispetto delle misure di prevenzione dei rischi climatici e da calore, promuovendo la raccolta e la pubblicazione di dati specifici sugli infortuni e sulle malattie professionali correlati alle alte temperature;

   13) ad adottare altresì iniziative normative volte a prevedere una modifica dell'articolo 41, comma 14, del nuovo codice degli appalti (decreto legislativo n. 36 del 2023), prevedendo la soppressione della disposizione che prevede la possibilità per l'operatore economico di dimostrare che il ribasso complessivo dell'importo deriva da una più efficiente organizzazione aziendale;

   14) ad intervenire sul gravissimo fenomeno del caporalato, finanziando adeguatamente il sistema dei controlli, e ad adottare iniziative, anche normative, volte ad introdurre il durc di congruità anche in agricoltura, nonché valutando la possibilità di costituire un'apposita autorità indipendente, espressione anche delle parti sociali e delle competenze di comprovata esperienza accademica, con il compito di analizzare la diffusione del fenomeno sul territorio e nei diversi comparti economici e l'elaborazione di strategie efficaci per il suo contrasto;

   15) ad adottare iniziative di competenza volte a riconoscere e finanziare adeguatamente la formazione continua, quale diritto permanente ed esigibile da ciascun lavoratore, assicurando un'attenta verifica della qualità, dell'efficacia e dell'adeguatezza della formazione e dei soggetti che svolgono attività formative, verificando, d'intesa con le regioni, l'efficacia dei sistemi di accreditamento dei soggetti che operano nel campo della formazione sulla sicurezza e prevenzione nei luoghi di lavoro; in quest'ottica, l'istituzione del libretto formativo del cittadino, previsto dal decreto legislativo n. 81 del 2008, è strumento essenziale per il tracciamento delle attività svolte;

   16) ad adottare iniziative volte a procedere al superamento dei Pcto, lasciando alle scuole l'autonomia della programmazione di questi percorsi didattici e tornando a dare centralità ad attività di tipo laboratoriale da svolgersi prevalentemente dentro l'ambiente scolastico, comunque istituendo dei processi formativi per tutti gli imprenditori che accettino di ospitare percorsi didattici per gli studenti purché diano la disponibilità ad essere sottoposti a controlli in materia di sicurezza e salute dei luoghi di lavoro oppure consentendo l'ammissione solo alle aziende con certificazione ISO 45001 o in possesso di modello di organizzazione asseverato;

   17) ad adottare iniziative normative volte a istituire una procura nazionale per la salute e sicurezza sul lavoro, con la possibilità di avvalersi di personale specializzato, di un numero congruo di risorse, di un coordinamento a livello distrettuale e nazionale, al fine di rendere celeri le indagini nei casi di incidenti sul lavoro e per l'accertamento dei casi di malattie professionali, nonché di sezioni specializzate per i processi nella materia della salute e sicurezza, anche al fine di scongiurare il troppo frequente decorso dei termini di prescrizione dei reati ipotizzati. A provvedere altresì, per quanto di competenza, alla istituzione di albi nazionali dei periti e dei consulenti tecnici specializzati, nonché ad adottare le opportune iniziative normative per garantire il gratuito patrocinio per le vittime degli incidenti sul lavoro, a prescindere dal reddito, nonché ad estendere le disposizioni in favore delle vittime del dovere ai familiari dei lavoratori esposti a sostanze nocive;

   18) ad adottare iniziative normative per introdurre nel codice penale le fattispecie del reato di omicidio sul lavoro e di lesioni personali, in caso di gravi violazioni dolose o colpose delle norme antinfortunistiche, favorendo, per quanto di competenza, l'iter di quelle proposte di legge già depositate sul tema, prevedendo altresì l'introduzione di aggravanti specifiche per le imprese che ignorano i protocolli di prevenzione, assicurando alle famiglie delle vittime processi rapidi, la certezza della pena e il pieno riconoscimento delle responsabilità;

   19) ad adottare iniziative volte a reperire, nel primo provvedimento finanziario utile e comunque nella prossima legge di bilancio, risorse finanziare strutturali da investire permanentemente per la tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro oltre che per incrementare le prestazioni per le vittime, anche riducendo le soglie di franchigia;

   20) a garantire il potenziamento delle professionalità degli enti preposti ai controlli in tema di rispetto delle misure di sicurezza e prevenzione degli infortuni sul lavoro, in linea con le raccomandazioni dell'Unione europea, anche assicurando condizioni di lavoro e retribuzioni adeguate per scongiurare la «fuga» delle alte professionalità dal settore pubblico, anche assumendo, d'intesa con le regioni, le opportune iniziative di competenza, tese al rafforzamento strutturale dei servizi di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro delle aziende sanitarie locali, attraverso la definizione di standard, adeguati e congrui, uniformi a livello nazionale di personale, attività ispettiva e capacità operativa, al fine di garantire uniformità dei livelli di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro su tutto il territorio nazionale;

   21) ad incentivare, per quanto di competenza, l'adozione dei migliori strumenti della transizione digitale, delle nuove tecnologie e dell'intelligenza artificiale, vigilando sul corretto e responsabile utilizzo di tali sistemi, affinché venga rafforzata la prevenzione generale e speciale degli infortuni sul lavoro, nel pieno rispetto dei diritti dei lavoratori, della loro riservatezza e della loro sicurezza;

   22) ad adottare ogni iniziativa utile affinché le potenzialità delle innovazioni tecnologiche determinate dall'intelligenza artificiale possano essere messe a disposizione dei lavoratori, per la tutela della propria sicurezza e dei propri diritti nonché per il contrasto del lavoro irregolare, promuovendo altresì il ricorso alle potenzialità offerte dall'intelligenza artificiale nell'azione degli enti pubblici (Inps, Inali, Inl, aziende sanitarie locali, eccetera) preposti a garanzia della sicurezza e della regolarità dei rapporti di lavoro;

   23) a farsi promotore affinché a livello europeo venga definito un programma comunitario premiale per gli Stati che investono in formazione, prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro;

   24) ad adottare iniziative normative volte a rivedere profondamente la disciplina della patente a punti in edilizia, soprattutto a seguito della dilatazione a dismisura operata ai sensi del decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali 18 settembre 2024, n. 132, con particolare riguardo ai meccanismi di decurtazione dei crediti e alla credibilità del sistema di recupero dei crediti medesimi o alla previsione della clausola escludente dell'obbligo di possesso della patente in ragione dell'esistenza di capacità tecnico-finanziarie;

   25) a prevedere le opportune iniziative per addivenire alla progressiva estensione della copertura Inail per quelle categorie di lavoratori attualmente esclusi, quali i vigili del fuoco o le forze di polizia;

   26) ad individuare nuove tecniche di monitoraggio e aggiornamento, in sinergia con l'Inail, sui dati di rilievo per gli infortuni sui luoghi di lavoro, in particolare segnalando ed evidenziando i dati relativi ad infortuni e tecnopatie occorsi a lavoratori alle dipendenze di imprese in appalto e subappalto, come da ordine del giorno approvato dalla Camera l'11 luglio 2024, con l'obiettivo di raggiungere un rafforzamento delle tecniche e degli istituti di prevenzione e migliorare l'adeguatezza degli interventi correttivi rispetto alla tipologia di infortunio, assicurando la piena interoperabilità e la piena condivisione, tra l'Ispettorato nazionale del lavoro e l'Inail, delle banche dati rilevanti ai fini delle attività di controllo; in quest'ottica, la verifica periodica, come già succede per le attrezzature in allegato VII del decreto legislativo n. 81 del 2008, per le attrezzature a elevato rischio come i mezzi agricoli, è essenziale;

   27) ad adottare gli opportuni indirizzi affinché vengano analizzati i dati sulla sinistrosità sul lavoro e l'insorgenza di patologie correlate alla funzione lavorativa e l'eventuale correlazione con la diffusione di tipologie contrattuali diverse da quella dipendente a tempo indeterminato, sulla diffusione di una appropriata cultura della formazione e della prevenzione tra tali lavoratori;

   28) ad adottare tutte le necessarie iniziative, anche normative, atte a rafforzare la protezione dei rider e dei lavoratori che svolgono un lavoro mediante piattaforme digitali, introducendo una tutela effettiva della salute e della sicurezza sul lavoro a favore di tali lavoratori, coerente con le peculiarità dell'organizzazione algoritmica della prestazione; ad adottare iniziative per recepire altresì pienamente i principi contenuti nella normativa europea in materia di lavoro tramite piattaforme digitali, prevedendo una presunzione di subordinazione realmente efficace e non facilmente eludibile;

   29) ad adottare le iniziative di competenza volte a riconoscere espressamente il controllo algoritmico quale forma di esercizio del potere datoriale ai fini dell'applicazione delle tutele lavoristiche e prevenzionistiche e a garantire piena trasparenza e verificabilità dei sistemi automatizzati che incidono sull'accesso al lavoro, sulla determinazione dei compensi e sulla valutazione delle prestazioni, introducendo specifiche misure di prevenzione dei rischi derivanti dall'organizzazione algoritmica del lavoro, compreso il diritto alla disconnessione, la tutela contro ritmi e carichi di lavoro eccessivi e la protezione in caso di condizioni climatiche avverse;

   30) a garantire che la formazione in materia di salute e sicurezza sia adeguatamente retribuita nonché a destinare adeguate risorse all'Ispettorato nazionale del lavoro, all'Inail e agli altri organismi di vigilanza affinché possano esercitare un controllo effettivo sulle condizioni di lavoro nelle piattaforme digitali e assicurare il pieno rispetto della normativa in materia di salute e sicurezza.

   31) a potenziare ogni iniziativa utile per la diffusione, sensibilizzazione e promozione della cultura della sicurezza sul lavoro in riferimento ad ogni livello di istruzione e formazione, adottando iniziative di competenza volte a prevedere altresì il coinvolgimento, con apposite attività formative, delle classi docenti e l'introduzione di un insegnamento ad hoc, finanziando adeguatamente i percorsi formativi volti a tal fine; in quest'ottica il nuovo Accordo Stato-Regioni, se verrà efficacemente attuato, potrebbe avere un impatto positivo; per questo, è essenziale che i controlli siano indirizzati non al mero rispetto burocratico, ma all'effettiva attuazione dei requisiti di progettazione e verifica di efficacia previsti.
(6-00264) «Scotto, Carotenuto, Mari, Aiello, Sarracino, Fossi, Gribaudo, Laus, Tucci».


   La Camera,

   premesso che:

    1) secondo i dati dell'INAIL, nel primo quadrimestre del 2026 vi sono state 191 denunce di infortunio con esito mortale in occasioni di lavoro, mentre, nel medesimo periodo, le denunce di infortunio sul lavoro, pari a 137.272, sono aumentate del 5,2 per cento: dato che, lungi dal rappresentare un miglioramento strutturale, conferma il persistere di una grave criticità, tanto più che si tratta di rilevazioni provvisorie, soggette a successivo consolidamento: serie preoccupazioni, inoltre, si rappresentano a seguito dell'aumento delle denunce di malattie professionali, aumentate del 17,7 per cento e pari a 38.992, e degli infortuni tra gli studenti, pari a 36.728 nei primi quattro mesi del 2026, segnando un più 7,2 per cento rispetto al 2025;

    2) lo scorso 30 aprile 2026, in occasione delle celebrazioni della Festa del Lavoro presso la Piaggio di Pontedera, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha definito le morti sul lavoro «una piaga che non accenna a sanarsi» e «un tributo inaccettabile», ricordando come tra luoghi di lavoro e in itinere siano oltre mille le vite spezzate ogni anno e ribadendo come la sicurezza sui lavora resti «un impegno che non consente rinunce o distinguo»;

    3) il decreto-legge 31 ottobre 2025, n. 159, recante «Misure urgenti per la tutela della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro e in materia di protezione civile», pur avendo introdotto interventi in materia di prevenzione, vigilanza e apparato sanzionatorio, non si è dimostrato in grado di incidere strutturalmente sull'andamento infortunistico, come dimostrano i dati del primo quadrimestre 2026, che continuano a restituire un quadro di grave criticità;

    4) vista la trasversalità del problema della sicurezza del lavoro, tema per il quale il Governo finora ha prodotto esclusivamente misure spot, è quanto più necessario e urgente che si crei un dialogo tra i sindacati, le imprese, il Governo e il Parlamento: l'obiettivo deve essere quello di adottare soluzioni concrete per aumentare la sicurezza nei luoghi di lavoro, data l'ormai nota emergenza testimoniata dai tragici dati, dove solo da gennaio 2025 a ottobre 2025 (mese in cui è stato adattato il decreto-legge) sono morti 896 lavoratori, di questi oltre 120 sono del settore dell'edilizia;

    5) in occasione del 1° maggio 2026, il Governo ha varato il decreto-legge 30 aprile 2026, n. 62, recante disposizioni in materia di salario giusto, incentivi all'occupazione e contrasto del «caporalato digitale», un provvedimento che interviene con strumenti poco efficaci sullo sfruttamento dei lavoratori delle piattaforme e trascura il versante del caporalato in agricoltura, la cui drammatica attualità è tragicamente emersa con i fatti di Amendolara, in provincia di Cosenza, lo scorso 1° giugno, presso un distributore di carburante lungo la strada statale 106 Jonica, quando quattro braccianti agricoli sono stati rinchiusi in un minivan e arsi vivi, mentre un quinto lavoratore, di 35 anni, è riuscito a salvarsi riportando fratture e ustioni: per l'omicidio plurimo aggravato la Procura di Castrovillari ha disposto il fermo di due cittadini indicati come caporali;

    6) la vicenda mostra un controllo del territorio e una capacità operativa feroci da parte degli sfruttatori, con evidente pregiudizio per l'incolumità e la sicurezza pubblica, tanto più allarmante in considerazione della diffusione della piaga del caporalato, rendendo evidenti le carenze dell'azione dell'Esecutivo anche sotto tale versante;

    7) sulla lotta all'odioso fenomeno del caporalato, il Governo Renzi si è mosso con estrema decisione e incisività, con l'approvazione della legge 29 ottobre 2016, n. 199, la quale ha riscritto il reato di caporalato, introducendo una normativa organica che ricomprende tutti gli aspetti necessari a combattere lo sfruttamento dei lavoratori nel settore agricolo, il quale inevitabilmente si traduce in luoghi di lavoro privi di standard di sicurezza accettabili; impianto normativo che però richiede una attenta e diffusa applicazione;

    8) il nostro Paese, grazie alla suddetta legge, è dotato degli strumenti legislativi utili per combattere tale odioso fenomeno di sfruttamento degli agricoltori e il lavoro in nero: è dovere del Governo adottare una strategia – finanziaria e di coordinamento sui territori, tramite controlli capillari – affinché la legge 29 ottobre 2016, n. 199 sia applicata e rispettata;

    9) uno dei problemi legati alla scarsa sicurezza nei luoghi di lavori è indubbiamente la cronica carenza di personale dell'Ispettorato del lavoro, il cui organico risulta perdi più male distribuito sul territorio nazionale: è quanto più urgente che il Governo si impegni prontamente a potenziare in modo consistente e definitivo gli organici e degli enti preposti ai controlli in tema di rispetto delle misure di sicurezza e prevenzione degli infortuni sul lavoro, il quale favorirebbe, inoltre, una maggior cultura della sicurezza nei luoghi di lavoro. A maggio 2023, un emendamento presentato dal partito dei sottoscrittori al decreto lavoro (decreto-legge 4 maggio 2023, n. 48, convertito con modificazioni dalla legge 3 luglio 2023, n. 85), e approvato all'unanimità in commissione al Senato è stato bocciato dalla Commissione bilancio per il mancato invio della RT dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali. Ci si era proposti un obiettivo chiaro: mai più tragedie come quelle della giovane Luana D'Orazio. Anche la proposta di stanziamento di 200 milioni per l'acquisto di dispositivi di sicurezza è stato bocciato dal Governo, rendendo evidente che il tema della sicurezza sul lavoro rappresenti tutt'altro che una priorità per l'Esecutivo;

    10) non si può non rilevare come, nonostante i recenti, seppur modesti, incrementi della dotazione di personale dell'INL, il numero delle ispezioni effettuate dall'istituto continui a rimanere limitato, attestandosi intorno alle 6-7.000 unità annue e coinvolgendo mediamente meno di 10.000 lavoratori. Si tratta di dati del tutto marginali se rapportati alle oltre cinque milioni di imprese attive presenti nel Paese;

    11) il tema della sicurezza sul luogo del lavoro deve legarsi all'adozione anche di iniziative concrete che favoriscano la costante formazione dei datori di lavoro e dei lavoratori in materia di sicurezza, aumentando la consapevolezza sui possibili rischi;

    12) appare, inoltre, necessario provvedere a una riforma del sistema degli appalti pubblici e privati che tenga in forte considerazione i diritti e la sicurezza dei lavoratori, adottando misure volte a rivedere gli appalti cosiddetti «a cascata» al fine di salvaguardare il fondamentale interesse alla garanzia dell'incolumità degli addetti ai lavori, a prescindere da vicende aziendali e di aggiudicazione;

    13) è necessario tenere conto dell'allungamento dell'età lavorativa disposto dal Governo in palese contrasto con le promesse elettorali di superare la legge Fornero e riprendere e rafforzare il percorso intrapreso dai Governi Renzi e Gentiloni di individuazione di misure rivolte agli addetti dei lavori cosiddetti «usuranti» e «lavori con mansioni particolarmente pesanti e gravose», interrotto dai Governi successivi. Rimane infatti inesplorato il rapporto tra l'innalzamento dell'età lavorativa, l'aumento degli infortuni e l'insorgenza di malattie professionali, benché i dati mostrino che, nell'ultimo anno, le denunce di infortunio nella fascia di età compresa tra 55 e 69 anni siano cresciute del 3,6 per cento;

    14) al contrario la Relazione annuale sullo stato della salute e sicurezza nei luoghi lavoro depositata lo scorso 30 aprile non tiene nemmeno in considerazione il fenomeno del lavoro minorile, così come descritto da Unicef Italia nella recente relazione, secondo la quale 80 mila adolescenti tra i 15 ed i 17 anni lavorino nel nostro Paese, registrando un incremento rispetto agli anni precedenti;

    15) in questa prospettiva occorre disporre quanto prima l'estensione della copertura Inail anche alle categorie attualmente escluse, come le forze di polizia o i vigili del fuoco, i quali, pur compiendo mansioni altamente pericolose, non sono soggetti a tale doverosa tutela;

    16) alquanto necessaria, inoltre, deve essere l'introduzione di una normativa volta a garantire il patrocinio a spese dello Stato alle vittime di gravi infortuni sul lavoro e ai familiari in caso di decesso, quale minima forma di assunzione di responsabilità della Repubblica per aver fallito sul piano della prevenzione e/o repressione di condotte illecite:

    17) la salvaguardia del lavoratore passa necessariamente anche dalle tipologie contrattuali adottate: il diffuso fenomeno del cosiddetto «dumping contrattuale'», ossia la pratica sleale con la quale alcune aziende applicano contratti di lavoro (cosiddetti «contratti pirata») che, a parità di mansioni, riconoscono retribuzioni e tutele sensibilmente deteriori rispetto ai contratti comparativamente più rappresentativi, si traduce in una fattuale riduzione delle tutele;

    18) tale fenomeno è reso possibile dall'assenza di indicazione obbligatoria del codice unico del CCNL nei contratti individuali e negli adempimenti contributivi e dalla mancata interoperabilità delle banche dati pubbliche (INPS, INAIL, Ministero del lavoro e delle politiche sociali), che limita i controlli automatici sulla corrispondenza tra contratto dichiarato e quello effettivamente applicato;

    19) è necessario, pertanto, che il Governo si impegni a rafforzare la tracciabilità dei CCNL, con l'obiettivo di rafforzare la corretta applicazione dei contratti collettivi nazionali di lavoro (CCNL) stipulati dalle organizzazioni sindacali e datoriali comparativamente più rappresentative, al fine di prevenire e sanzionare il fenomeno del cosiddetto «dumping contrattuale»;

    20) per combattere le pratiche lesive dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori, occorre inoltre recepire gli accordi interconfederali tra i sindacati comparativamente più rappresentativi a livello nazionale e le organizzazioni datoriali più rappresentative in materia di misurazione e certificazione della rappresentanza delle organizzazioni sindacali e delle associazioni datoriali affinché assumano forza normativa erga omnes, attraverso il loro recepimento con legge dello Stato;

    21) per colmare questa lacuna normativa, è necessario prevedere espressamente che gli accordi interconfederali sottoscritti dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative in materia di rappresentanza sindacale contrattazione collettiva siano recepiti con legge, assicurando così la certezza del diritto, uniformità di applicazione e tutela effettiva dei diritti dei lavoratori;

    22) nella medesima prospettiva, appare necessario incentivare il welfare aziendale e l'applicazione di standard retributivi orari minimi coerenti e adeguati al costo della vita, ferma la necessità di non aumentare – e anzi ridurre – la pressione fiscale;

    23) anche la tutela dei diritti dei rider e dei lavoratori e di chi svolge un lavoro mediante piattaforme digitali deve essere una priorità per il Governo, considerando come in molti casi si tratta di lavoratori sottopagati, sfruttati e privi di adeguate tutele;

    24) l'introduzione di nuove tecnologie nel mondo del lavoro rappresenta una leva strategica imprescindibile per incrementare la competitività delle imprese, ottimizzare i processi produttivi e favorire rinnovazione di scomputo e di scala nel mercato globale: il Governo è chiamato quindi a promuovere incentivi per favorire l'uso di strumenti legati alla digitalizzazione e all'intelligenza artificiale all'interno delle imprese, affinché il nostro Paese possa essere investito – in positivo – delle più recenti innovazioni tecnologiche, ma sempre nel pieno rispetto dei diritti dei lavoratori, della loro privacy nonché della loro sicurezza;

    25) l'adozione di iniziative legislative appare urgente per far fronte al mutato contesto – non solo tecnologico ma anche – climatico: da oltre dieci giorni, nel nostro Paese, si sta assistendo a ondate di calore persistenti, con ben 22 città segnalate da cosiddetto «bollino rosso», con picchi localizzati fino ai 42° percepiti: l'emergenza climatica sta colpendo indistintamente l'Europa, dove l'Oms ha segnalato oltre 1.300 decessi legati al caldo in meno di una settimana;

    26) è necessario che il Governo disponga misure volte a tutelare la salute delle lavoratrici e dei lavoratori durante le ore più calde della giornata, specialmente per chi ha mansioni all'aria aperta e in assenza di strumenti di refrigerio: risulta urgente, quindi, adeguare gli orari di lavoro, affinché le lavoratrici e i lavoratori non siano esposti al sole durante i momenti più caldi della giornata, garantendo allo stesso tempo adeguati strumenti di integrazione salariale per i lavoratori che subiscono una riduzione dell'orario lavorativo a causa del caldo;

    27) l'articolo 4 della Costituzione, che riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro, stabilendo altresì come la Repubblica sia chiamata a promuovere le condizioni che rendano effettivo tale diritto, deve essere considerato un fondamentale diritto di libertà della persona umana che si estrinseca nella scelta e nel modo di esercizio dell'attività lavorativa;

    28) la scarsa sicurezza nei luoghi di lavoro, la quale causa inaccettabili morti di lavoratrici e lavoratori, rende di fatto tale articolo inattuale, andando così a ledere un diritto fondamentale della nostra Costituzione, che vede nel lavoro l'estrinsecazione della dignità delle persone,

impegna il Governo:

   1) a potenziare gli organici degli enti preposti ai controlli in tema di rispetto delle misure di sicurezza e prevenzione degli infortuni sul lavoro, nonché a rendere tali controlli organici e capillari su tutto il territorio nazionale, adottando tutte le iniziative di competenza volte a rafforzare le misure sanzionatorie per le imprese che si rendono responsabili di violazioni in tema di sicurezza, compresa in alcuni casi l'esclusione dagli appalti pubblici;

   2) ad adottare misure volte a promuovere la condivisione delle banche dati, ai fini delle attività di controllo, tra l'Ispettorato nazionale del lavoro e l'INAIL, previo il rispetto delle deposizioni relative alla protezione dei dati personali;

   3) a rafforzare le prerogative e gli strumenti di intervento dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (RLS), assicurando l'istituzione di sportelli territoriali per l'assistenza tecnica gratuita;

   4) a favorire, per quanto di competenza, l'instaurazione di un dialogo tra sindacati, le imprese, il Governo e il Parlamento affinché siano individuate e successivamente adottate misure concrete per aumentare la sicurezza nei posti di lavoro, con il presupposto che la sicurezza sui luoghi di lavoro è un tema trasversale;

   5) ad adottare iniziative normative volte a prevedere, nel primo provvedimento utile, misure volte a implementare la cultura della sicurezza nei luoghi di lavoro prevedendo cicli di formazione anche nelle scuole, nonché a introdurre l'obbligo di dotazione di dispositivi di blocco automatico di strumentazioni e macchinari pesanti e pericolosi in caso di contatto anomalo con le persone;

   6) a riconoscere e finanziare la formazione continua dei soggetti che operano nel campo della sicurezza sul lavoro, quale diritto indispensabile per ciascun lavoratore, nonché a verificare l'efficacia dei sistemi di accreditamento di chi svolge tale formazione;

   7) a potenziare gli uffici dell'Ispettorato Nazionale del lavoro e, per quanto di competenza, delle procure della Repubblica, tramite risorse economiche e l'assunzione di ulteriore personale specializzato, al fine di rafforzare i controlli preventivi e rendere più rapide le indagini nei casi di incidenti sul lavora e per l'accertamento dei casi di malattie professionali;

   8) ad adottare misure volte ad assicurare il rispetto e il funzionamento della legge 29 ottobre 2016, n. 199, assicurando controlli capillari sul territorio e azioni di prevenzione volte a contrastare e sradicare il caporalato e la sua cultura dal Paese;

   9) ad adottare iniziative normative volte a una riforma del sistema degli appalti pubblici e privati che tenga in forte considerazione i diritti e la sicurezza dei lavoratori, adattando misure volte a rivedere gli appalti cosiddetti «a cascata»;

   10) ad adottare iniziative normative volte ad estendere, nel primo provvedimento utile, la copertura Inail anche alle categorie attualmente escluse, come vigili del fuoco e forze di polizia, nonché a estendere il patrocinio a spese dello Stato alle vittime di gravi infortuni sul lavoro e ai familiari in caso di decesso;

   11) a prevedere specifici stanziamenti volti a compensare il rischio e la gravosità delle prestazioni rese nei porti, in particolare compensando eventuali diminuzioni delle giornate lavorate dovute alle tensioni internazionali;

   12) a rafforzare i controlli sull'attuazione della vigente legislazione in materia di amianto e sulla bonifica dei siti;

   13) ad adottare misure di competenza volte a rafforzare la corretta applicazione dei contratti collettivi nazionali di lavoro (CCNL) stipulati dalle organizzazioni sindacali e datoriali comparativamente più rappresentative, a potenziare la trasparenza e la tracciabilità dei CCNL applicati, nonché a prevenire e sanzionare il fenomeno dell'applicazione, da parte delle aziende, di contratti collettivi sottoscritti da sindacati e associazioni datoriali minori e non rappresentativi, al fine di combattere il fenomeno del cosiddetto «dumping contrattuale»;

   14) a rendere obbligatorio l'indicazione del codice unico del CCNL nei contratti individuali e negli adempimenti contributivi, nonché a favorire l'interoperabilità delle banche dati pubbliche (INPS, INAIL, Ministero del lavoro e delle politiche sociali), al fine di favorire i controlli automatici sulla corrispondenza tra contratto dichiarato e quello effettivamente applicato;

   15) a sostenere e agevolare, per quanto di competenza, l'iter parlamentare affinché si prevenga alla approvazione della proposta di legge già depositata che prevede il recepimento degli accordi interconfederali sottoscritti dalle organizzazioni sindacali e datoriali comparativamente più rappresentative in materia di rappresentanza sindacale e contrattazione collettiva, affinché i contratti assumano efficacia erga omnes;

   16) a incentivare il welfare aziendale e, stante l'inconsistenza del cosiddetto salario giusto, ad adottare iniziative volte a introdurre standard retributivi orari minimi adeguati e coerenti al costo della vita e all'inflazione, ferma restando la necessità di ridurre la pressione fiscale e non introdurre nuove forme di imposizione, neanche indiretta;

   17) ad adottare iniziative normative volte a rafforzare la protezione dei diritti dei cosiddetti «riders» e di chi svolge un lavoro mediante piattaforme digitali, recependo i principi contenuti nella normativa europea in materia di lavoro tramite piattaforme digitali, prevedendo una presunzione di subordinazione realmente efficace e non facilmente eludibile;

   18) ad adottare iniziative volte a contrastare la precarizzazione del mercato del lavoro e l'allungamento dei tempi della somministrazione di lavoro;

   19) a promuovere incentivi per favorire l'uso di strumenti legati alla digitalizzazione e all'intelligenza artificiale all'interno delle imprese, affinché possano essere messe a disposizione dei lavoratori nuove tecnologie, sempre nel pieno rispetto dei loro diritti della loro privacy nonché della loro sicurezza;

   20) ad adottare iniziative di competenza volte ad adeguare gli orari di lavoro delle lavoratrici e dei lavoratori – specialmente per chi ha mansioni all'aria aperta – al fine di evitare la loro esposizione durante i momenti più caldi della giornata, garantendo allo stesso tempo adeguati strumenti di integrazione salariale per i lavoratori che subiscono una riduzione dell'orario lavorativo a causa del caldo;

   21) ad adottare iniziative normative volte a rivedere profondamente la disciplina della patente a punti, introdotta con il Decreto PNRR (decreto-legge n. 19 del 2024), modificando le premialità iniziali, il sistema di decurtazione dei punteggi e valutando di estenderla anche agli altri settori;

   22) a rafforzare i controlli relativi alle convenzioni per studenti impegnati in percorsi di formazione scuola lavoro.
(6-00265) «Boschi, Bonifazi, Del Barba, Faraone, Gadda, Giachetti, Madia».


   La Camera,

   premesso che:

    1) la tutela della vita, della salute e dell'incolumità dei lavoratori all'interno dei confini nazionali costituisce un presupposto imprescindibile per l'esercizio della sovranità economica, rappresentando il fondamento stesso dell'ordine sociale della Repubblica, la quale pone il lavoro a base del proprio impianto costituzionale;

    2) l'andamento infortunistico registrato dall'inizio della presente legislatura ad oggi delinea un quadro di perdurante e drammatica emergenza nazionale, certificato dai dati ufficiali e consolidati dell'INAIL;

    3) le denunce di infortunio complessive si sono stabilizzate su livelli intollerabili, superando stabilmente la quota di 590.000 casi su base annua (raggiungendo i 597.710 casi, con un incremento dell'1,4 per cento rispetto all'anno precedente), mentre i decessi in occasione di lavoro continuano a infrangere la barriera dei 1.000 casi l'anno, attestandosi a 1.093 casi mortali complessivi, traducendosi nella inaccettabile media quotidiana di circa tre cittadini che perdono la vita nell'esercizio del proprio dovere;

    4) si registra un'autentica ed epocale esplosione delle denunce di malattie professionali, che nell'ultimo bilancio consolidato hanno segnato il record recente di 98.463 casi, con un incremento a doppia cifra pari all'11,3 per cento;

    5) tale fenomeno rappresenta l'effetto diretto della gravissima crisi demografica italiana che provoca un progressivo innalzamento dell'età media della popolazione attiva, determinando l'assenza di soluzioni previdenziali idonee a sottrarre i lavoratori anziani alle mansioni maggiormente usuranti e l'aumento delle patologie a lunga latenza;

    6) le statistiche dell'Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro evidenziano una profonda faglia strutturale e una chiara correlazione legata all'impiego della manodopera straniera e alla gestione dei flussi migratori incontrollati;

    7) a fronte di infortuni stabili o in lieve calo per i lavoratori italiani (-0,5 per cento), si registra un incremento del 3,7 per cento delle denunce che coinvolgono lavoratori stranieri, con un indice di incidenza mortale che mostra una sproporzione inaccettabile, pari a circa 72,4 decessi per milione di occupati tra gli stranieri contro i 28,8 dei lavoratori italiani;

    8) tale drammatica vulnerabilità è causata dall'inserimento di manodopera straniera in contesti irregolari, spesso priva della necessaria formazione e delle competenze linguistiche basilari per comprendere la segnaletica, i protocolli e i piani di sicurezza;

    9) la proliferazione del fenomeno del caporalato si configura come una profonda patologia per la sicurezza pubblica e l'ordine sociale, degradando i luoghi di lavoro in sacche di totale anomia e illegalità dove i protocolli di prevenzione e le tutele giuslavoristiche vengono sistematicamente azzerati a favore del massimo profitto criminale, trovando una delle sue manifestazioni più allarmanti e criminogene nello sfruttamento efferato realizzato dagli stessi immigrati, spesso regolari o radicati sul territorio, ai danni di altri immigrati di recente ingresso o in condizione di vulnerabilità, i quali vengono assoggettati a turni massacranti, salari da fame e privazione totale di dispositivi di protezione, alimentando una spirale di insicurezza sociale, criminalità diffusa e controllo illegale del territorio che mina le basi della legalità statale;

    10) la presenza di queste reti criminali e l'impiego di manodopera totalmente clandestina, priva di qualsivoglia cognizione tecnica o linguistica, generano una drastica ricaduta sulla sicurezza dei cantieri, delle aziende agricole e della logistica, elevando l'indice di rischio per tutte le maestranze e inficiando l'efficacia dei controlli ispettivi, resi sterili dall'occultamento o dall'omertà forzata dei lavoratori ricattati;

    11) l'azione legislativa e regolamentare posta in essere dal Governo nel corso della legislatura si è rivelata totalmente insufficiente e fallimentare, essendosi incentrata quasi esclusivamente sull'introduzione del meccanismo iper-burocratico della cosiddetta «patente a crediti» nei cantieri edili in funzione della legge 56 del 2024 e sulle inadeguate risposte burocratiche del decreto-legge 30 aprile 2026, n. 62, il quale all'articolo 15 pretende di debellare lo sfruttamento e il caporalato digitale tramite l'imposizione dello SPID o CIE per i lavoratori delle piattaforme e sanzioni per la cessione degli account, scaricando fardelli telematici facilmente aggirabili sui soggetti deboli anziché colpire la radice del problema;

    12) tale strumento si configura come un mero recepimento di modelli sanzionatori formali di matrice nordeuropea che riducono la prevenzione ad un algoritmo di punteggi digitali ed esami ex post, gravando le micro, piccole e medie imprese di asfittici costi amministrativi e distogliendo liquidità dai reali investimenti in sicurezza materiale e benessere organizzativo;

    13) il Governo ha dimostrato quella che appare una sottomissione alle logiche globaliste e di mercato accettando la deregolamentazione dei contratti e la frammentazione delle filiere produttive attraverso il meccanismo del subappalto a cascata, che polverizza la figura del datore di lavoro, diluisce le responsabilità dei committenti e scarica sulle microaziende e sugli artigiani locali l'intero peso del rischio operativo, alimentando fenomeni di dumping sociale e compromettendo gli standard di sicurezza generali;

    14) lo Stato ha rinunciato alla propria prerogativa di controllo fisico del territorio, convertendo la vigilanza in una mera verifica documentale elettronica e lasciando i corpi ispettivi nazionali (Ispettorato Nazionale del Lavoro e ASL) in una condizione di carenza di organico e di mezzi tecnici necessari a svolgere controlli operativi sul campo;

    15) è necessario interrompere ogni deriva legata all'assistenzialismo passivo e ai sussidi a pioggia, che allontanano i cittadini dal valore etico del lavoro e frammentano il mercato, riaffermando invece che la dignità e la sicurezza del lavoratore passano attraverso la responsabilità, il merito, la produzione di valore e la formazione di una solida coscienza civica fin dall'età scolastica;

    16) si riscontra una specifica e grave criticità sistemica legata alla proliferazione di ditte individuali e partite IVA aperte e condotte da cittadini stranieri, specialmente nel settore edile, le quali ricorrono frequentemente a manodopera straniera priva di formazione o competenza linguistica e operano nel totale spregio delle norme sull'uso dei dispositivi di protezione individuale e della cartellonistica;

    17) tale condotta non solo eleva drasticamente il rischio di incidenti nei grandi cantieri, mettendo a repentaglio l'incolumità di tutte le maestranze presenti, ma genera altresì una sleale concorrenza al ribasso a danno delle imprese regolari, venendo non di rado utilizzata come mero espediente strumentale da parte di organizzazioni e connazionali per favorire l'ingresso irregolare di nuovi stranieri e l'ottenimento fraudolento di permessi di soggiorno attraverso lo sfruttamento del lavoro;

    18) il caporalato agricolo o digitale prospera unicamente grazie al bacino di manodopera irregolare e ricattabile generato dalle sanatorie e dall'assenza di controlli all'ingresso dei confini dello Stato; finché il mercato interno è alimentato da un flusso costante di immigrazione clandestina, le sanzioni digitali sugli smartphone o i controlli telematici saranno aggirati, distruggendo il livello salariale dei lavoratori italiani e minando la sicurezza nazionale,

impegna il Governo:

   1) a riconsiderare l'impianto strategico e profondo delle politiche di prevenzione finora adottate, superando la logica burocratica, repressiva e sanzionatoria della patente a crediti e ponendo fine alla proliferazione dei subappalti a cascata, al fine di ripristinare la certezza e l'inderogabilità della responsabilità datoriale, la linearità della catena produttiva e strutturare un piano nazionale incentrato sul sostegno concreto alle imprese virtuose;

   2) ad adottare iniziative normative volte a disporre il vincolo di destinazione dell'avanzo finanziario di bilancio dell'INAIL, evitandone l'utilizzo per il ripianamento del debito pubblico, e convertendo tali risorse in finanziamenti straordinari rivolti esclusivamente alle PMI radicate sul territorio, finalizzati all'acquisto di macchinari ad alta automazione, al rinnovo degli impianti industriali obsoleti e all'aggiornamento tecnologico dei dispositivi di prevenzione;

   3) a garantire la presenza dello Stato sui luoghi di lavoro attraverso un piano straordinario di assunzioni e potenziamento delle piante organiche dell'Ispettorato Nazionale del Lavoro e dei servizi di prevenzione delle ASL finalizzato al reclutamento mirato di ispettori tecnici idonei a svolgere verifiche fisiche, improvvise e operative direttamente sul campo, configurando l'azione statale come affiancamento preventivo;

   4) a contrastare il dumping contrattuale esercitato tramite i «contratti pirata», promuovendo modelli contrattuali territoriali che premino il merito e la produttività reale;

   5) ad adottare iniziative volte a procedere alla progressiva abolizione dei sussidi passivi e assistenziali non legati a oggettive condizioni di disabilità o inabilità, convertendo tali risorse in politiche attive del lavoro volte a reinserire i soggetti idonei in percorsi lavorativi legali, sicuri e fondati sulla produzione di valore;

   6) ad adottare iniziative normative volte a finanziare incentivi e sgravi contributivi totali per l'occupazione dei giovani, attuando un drastico taglio del cuneo fiscale per le PMI e vincolando parte delle risorse liberate all'adeguamento dei sistemi di prevenzione, alla manutenzione straordinaria degli impianti e a percorsi formativi congiunti scuola-impresa focalizzati sull'addestramento pratico ai rischi specifici;

   7) ad adottare iniziative normative volte a istituire una forma di reddito produttivo di maternità, quale misura economica volta a conciliare famiglia e professione, contrastando il declino demografico che genera l'invecchiamento della forza lavoro e l'aumento delle patologie professionali connesse all'età;

   8) ad adottare iniziative di competenza concrete tese a sradicare strutturalmente le filiere criminali dello sfruttamento e del caporalato, ivi comprese le reti associative e i sodalizi parassitari attuati da cittadini immigrati nei confronti di propri connazionali, abbandonando l'inefficace logica del controllo digitale degli smartphone e concentrando l'azione governativa sull'unica reale soluzione percorribile: un fermo controllo del territorio basato sulla difesa intransigente dei confini nazionali, sul blocco assoluto dell'immigrazione clandestina, sul monitoraggio stringente dei flussi migratori e sull'esecuzione immediata dei rimpatri di coloro che si trovano sul territorio illegalmente, misura indispensabile per prosciugare alla fonte il bacino di manodopera irregolare e ricattabile che alimenta il caporalato, restituendo così legalità al mercato occupazionale, difendendo i livelli salariali interni e garantendo la sicurezza nazionale e l'incolumità dei lavoratori;

   9) a contrastare con fermezza l'immigrazione clandestina, il lavoro irregolare e i fenomeni di sfruttamento legati all'abuso dello strumento delle partite IVA da parte di cittadini stranieri, intensificando i controlli mirati nei settori ad alto rischio (edilizia, agricoltura, logistica);

   10) ad adottare iniziative normative volte a subordinare tassativamente l'accesso dei lavoratori stranieri e l'esercizio di attività autonome o dipendenti nei cantieri al superamento obbligatorio di un esame di idoneità linguistica in lingua italiana e alla preventiva partecipazione a corsi di formazione tecnica, incentrati sul riconoscimento degli strumenti di protezione, della sicurezza e della cartellonistica di cantiere, subordinando altresì l'accesso stesso al superamento di un esame finale volto a verificare l'effettivo apprendimento dei contenuti dei corsi medesimi, al fine di azzerare il divario infortunistico e sradicare le pratiche di concorrenza sleale e di favoreggiamento dell'immigrazione illegale.
(6-00266) «Davide Bergamini, Ravetto, Bof, Ziello, Pierro, Sasso, Pozzolo, Furgiuele».


   La Camera,

   premesso che:

    1) i più recenti dati statistici ufficiali diffusi dall'INAIL, relativi al monitoraggio dell'andamento infortunistico nel Paese nei primi mesi del 2026, evidenziano come, nel solo primo trimestre dell'anno in corso, le denunce complessive di infortunio abbiano già registrato una decisa tendenza all'aumento, trainate da una crescita diffusa sia degli infortuni in occasione di lavoro sia degli incidenti occorsi in itinere;

    2) l'indice di mortalità sul lavoro si mantiene su livelli intollerabili per un Paese civile, avendo la contabilità provvisoria dell'Istituto assicurativo registrato una media drammatica di quasi 70 incidenti mortali al mese nel primo trimestre del 2026, a dimostrazione dell'insufficienza strutturale delle misure di contrasto e di prevenzione finora adottate;

    3) si registra un fortissimo e generalizzato incremento delle denunce di malattia professionale protocollate dall'Istituto, le quali nel primo quadrimestre del 2026 hanno segnato un drammatico balzo in avanti rispetto al medesimo periodo dell'anno precedente, a conferma di una progressiva e preoccupante emersione delle patologie correlate ai nuovi e vecchi cicli di sfruttamento industriale e dei servizi;

    4) il quadro nazionale relativo all'efficacia e alla capillarità dei controlli sulla sicurezza nei luoghi di lavoro permane drammaticamente insufficiente, a causa di uno strutturale e cronico deficit negli organici del personale ispettivo operante sul territorio: a fine anno, la dotazione complessiva degli ispettori facenti capo all'Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL), all'INAIL e all'INPS si è attestata su livelli ampiamente inferiori rispetto all'obiettivo target di 7.800 unità originariamente fissato dai piani pluriennali di reclutamento;

    5) la carenza di organico assume contorni di assoluta emergenza con specifico riferimento alla figura dei Tecnici della prevenzione nell'ambiente e nei luoghi di lavoro (TPALL): a fronte di un tessuto produttivo frammentato in milioni di micro e piccole imprese, il numero di tecnici della prevenzione attivi sul territorio nazionale è stimato in appena 2.100 unità, determinando un rapporto medio insostenibile pari a un solo tecnico ogni 1.500 aziende e ogni 11.800 lavoratori attivi;

    6) le stime prodotte dai vertici della Commissione dell'Albo nazionale dei tecnici della prevenzione (FNO TSRM e PSTRP) evidenziano come, mantenendo inalterata l'attuale dotazione di TPALL, il tempo teorico necessario a garantire un singolo accesso ispettivo presso ciascuna azienda italiana supererebbe i 15 anni, vanificando di fatto qualsiasi funzione di deterrenza e prevenzione tempestiva degli illeciti;

    7) per ricondurre il sistema di vigilanza a una soglia minima di efficienza e sostenibilità operativa sul territorio, si registra una carenza strutturale di almeno 3.600 professionisti della prevenzione, mentre per un allineamento agli standard ottimali dei principali partner europei il fabbisogno incrementale stimato è di circa 5.900 unità;

    8) la pianificazione dei flussi assunzionali per il triennio in corso, pur prevedendo l'immissione di nuove risorse, sconta i ritardi accumulati nelle precedenti procedure concorsuali e l'elevato tasso di turn-over generato dai pensionamenti, lasciando l'organico effettivo esposto a una scopertura critica rispetto alle reali esigenze di monitoraggi o del sistema produttivo;

    9) i dati analitici consolidati relativi alle attività di vigilanza continuano a documentare una pervasività intollerabile dell'illegalità nei luoghi di lavoro: le ispezioni complessivamente eseguite registrano tassi di irregolarità stabili e superiori al 70 per cento, con l'emersione di decine di migliaia di posizioni lavorative irregolari o totalmente in nero e il contestuale recupero di somme miliardarie in termini di contributi previdenziali e premi assicurativi evasi;

    10) se si restringe il campo di osservazione alle sole ispezioni mirate alla verifica del rispetto delle norme sulla salute e sicurezza, l'indice di non conformità riscontrato dagli organi di vigilanza sale in modo allarmante oltre l'84 per cento dei casi esaminati, confermando una tendenza all'incremento delle violazioni sanzionate che impone un drastico cambio di strategia;

    11) la bassa probabilità statistica di subire un controllo ispettivo altera le dinamiche di mercato e genera una grave distorsione concorrenziale: le imprese che sistematicamente evadono gli obblighi di tutela della vita umana beneficiano di una illecita compressione dei costi operativi e dei tempi di esecuzione, attuando un vero e proprio dumping sociale ai danni delle aziende virtuose che scelgono di investire sulla sicurezza e sulla piena conformità normativa;

    12) a fronte di tale drammatica carenza di presidi e tutele, l'analisi dei flussi economico-finanziari dell'INAIL evidenzia un'anomalia di fondo nei meccanismi di contabilità pubblica: la gestione di pura competenza dell'Istituto genera costantemente un consistente avanzo finanziario annuo (pari a oltre 2,6 miliardi di euro), il quale alimenta un avanzo di cassa complessivo cumulato nel tempo e depositato presso la Tesoreria dello Stato che oscilla tra i 40 e i 44 miliardi di euro;

    13) la permanenza di un simile e immenso «tesoretto» finanziario, di fatto vincolato nei conti dello Stato per esigenze di saldi di finanza pubblica, si pone in stridente contraddizione con la missione istituzionale originaria dell'INAIL: il medesimo Consiglio di indirizzo e vigilanza (Civ) dell'Istituto ha formalmente censurato tale accumulo come un'incongruenza strutturale, ribadendo che il valore di un ente previsionale e assicurativo pubblico si misura sulla sua capacità di convertire prontamente le risorse in prevenzione attiva, interventi di messa in sicurezza, ricerca sulle tecnopatie e integrale tutela dei lavoratori assicurati;

    14) i bilanci storici dell'INAIL dimostrano come la quota di risorse effettivamente ed espressamente destinata in via diretta ai piani di prevenzione aziendale rimanga confinata a una frazione marginale, stimata intorno ad appena il 5 per cento del potenziale finanziario teoricamente mobilitabile dall'ente;

    15) l'evoluzione dei modelli organizzativi e delle filiere produttive ha fatto emergere nuove, insidiose forme di precarizzazione e vulnerabilità: ai fenomeni storici di sfruttamento e caporalato, ormai radicati non più solo nelle aree agricole meridionali ma capillarmente diffusi nei distretti industriali del Centro-Nord e nei nodi logistici avanzati, nella moda e nella grande distribuzione, si sommano i rischi associati all'economia delle piattaforme digitali (lavoro dei rider e dei driver), caratterizzati da una forte subordinazione alle pressioni degli algoritmi aziendali e dall'esposizione continuativa a condizioni meteo-climatiche estreme, in assenza di idonei dispositivi di protezione e di protocolli di tutela della salute;

    16) l'eccessiva frammentazione dei cicli produttivi si configura come un moltiplicatore epidemiologico dei fattori di rischio, specialmente laddove si registri l'abuso sistematico dell'istituto del subappalto e, in particolare, dei subappalti a cascata, unitamente alla persistenza nei bandi pubblici del criterio di aggiudicazione al massimo ribasso, meccanismi che storicamente determinano la deresponsabilizzazione dei committenti, la polverizzazione delle competenze e una contrazione patologica delle risorse dedicate ai piani di sicurezza non soggetti a ribasso;

    17) al contrario, nel quadro degli appalti pubblici e delle concessioni l'interesse pubblico richiede che l'esecuzione delle prestazioni sia assicurata nel pieno rispetto della normativa in materia di salute e sicurezza dei lavoratori. A tal fine, risulta fondamentale l'introduzione nei bandi di gara di criteri premiali basati sulla valorizzazione del comportamento storico delle imprese in materia di sicurezza, nonché degli operatori che dimostrino elevati standard organizzativi e l'assenza di violazioni gravi o reiterate, mentre appare necessario prevedere adeguate conseguenze nei confronti dei soggetti responsabili di accertate e ripetute inosservanze delle disposizioni vigenti in materia;

    18) l'introduzione nei processi industriali e gestionali delle tecnologie abilitanti e dei sistemi di Intelligenza Artificiale generativa (IA generativa) offre prospettive inedite ed estremamente efficaci per innalzare i livelli di sicurezza, potendo supportare le imprese nella modellazione predittiva dei rischi specifici di stabilimento, nella personalizzazione dinamica della formazione dei lavoratori, nell'integrazione di sistemi di sensoristica e visione computazionale per la prevenzione degli atti insicuri e nella drastica riduzione dell'errore umano nelle procedure critiche;

    19) la Commissione parlamentare di inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia, sullo sfruttamento e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, istituita presso il Senato della Repubblica, ha formalizzato un quadro strutturato di raccomandazioni e linee-guida denominate «Decalogo per la prevenzione degli incidenti sui luoghi di lavoro», tese a promuovere la reingegnerizzazione della governance della sicurezza e la diffusione di modelli organizzativi partecipati in cui la sicurezza sia considerata un fattore intrinseco e non formale della produzione,

impegna il Governo:

   1) ad adottare con urgenza iniziative normative volte a ridefinire e potenziare il piano di reclutamento straordinario del personale ispettivo del lavoro e dei tecnici della prevenzione (TPALL), stabilendo un cronoprogramma vincolante di assunzioni idoneo a colmare l'attuale gap organico, e a formalizzare la costituzione strutturale di nuclei ispettivi congiunti e permanenti (coinvolgendo INL, INAIL, INPS e i Servizi di prevenzione delle ASL) operanti prioritariamente nei comparti produttivi a più alta intensità infortunistica, quali l'edilizia civile e infrastrutturale, il settore primario e i poli della logistica e del trasporto merci;

   2) a varare, d'intesa con le parti sociali, un Piano straordinario pluriennale di ispezioni e vigilanza mirata, articolato per specifici macro-settori e comprensivo dei nuovi contesti dell'economia digitale, dei servizi e delle piattaforme di delivery, definendo criteri di selezione delle imprese da sottoporre a controllo che integrino sia indicatori statistici di rischio settoriale, sia la dimensione aziendale e l'anzianità di iscrizione alle camere di commercio, prevedendo altresì l'introduzione di un meccanismo di aggravamento progressivo delle sanzioni amministrative, civili e delle misure interdittive nei confronti delle aziende che manifestino profili di recidiva nell'inosservanza dei precetti di sicurezza;

   3) ad adottare iniziative volte a promuovere una revisione delle norme contabili e dei vincoli di finanza pubblica che gravano sui flussi economico-finanziari dell'INAIL, attivando specifici tavoli tecnici volti a sbloccare e svincolare una quota strutturale e significativa dell'avanzo di cassa complessivo accumulato dall'Istituto, al fine esclusivo di costituire un Fondo Straordinario Nazionale per la Prevenzione e la Formazione, destinato al finanziamento diretto di investimenti in tecnologie per la sicurezza, all'abbattimento dei premi assicurativi per le imprese a zero infortuni, e al potenziamento dei piani formativi territoriali, garantendo l'assenza di nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio generale dello Stato;

   4) ad assumere iniziative di carattere normativo volte a riformare profondamente la disciplina dei contratti pubblici e dei contratti tra privati, superando in via ordinaria e generalizzata l'applicazione del criterio del massimo ribasso nell'affidamento dei servizi e delle forniture, privilegiando l'applicazione di criteri rigorosi di valutazione dell'offerta economicamente più vantaggiosa che attribuiscano un peso ponderale decisivo e premiante alle aziende in possesso di certificazioni internazionali di gestione della sicurezza, bassi indici di gravità infortunistica e piani formativi certificati superiori agli obblighi di legge;

   5) a introdurre iniziative normative volte a definire una regolamentazione estremamente rigorosa e restrittiva del sistema dei subappalti a cascata, stabilendo il principio della responsabilità solidale piena e l'obbligo di applicazione del medesimo contratto collettivo nazionale di lavoro (CCNL) del contraente principale, a parità di mansioni, lungo tutta la filiera;

   6) ad adottare e sostenere le opportune iniziative, anche normative, volte a rafforzare – nell'ambito delle procedure di affidamento di appalti pubblici, concessioni e benefici economici pubblici – la valorizzazione del comportamento storico delle imprese in materia di salute e sicurezza sul lavoro, attraverso sistemi di qualificazione, premialità e rating basati sul rispetto della normativa vigente, sulla regolarità contributiva e sull'assenza di violazioni gravi o reiterate, prevedendo altresì meccanismi di esclusione dalle procedure di affidamento o di limitazione dell'accesso a benefici pubblici nei confronti degli operatori economici destinatari di accertamenti definitivi per gravi e ripetute violazioni della normativa in materia di salute e sicurezza sul lavoro;

   7) ad assumere iniziative, anche normative, volte ad attivare linee di finanziamento agevolato e specifici crediti d'imposta destinati a sostenere, in particolare all'interno delle micro e piccole imprese, l'acquisizione e l'implementazione di tecnologie basate sull'Intelligenza Artificiale generativa applicate alla sicurezza sul lavoro e alla valutazione predittiva dei rischi di reparto, e a recepire formalmente, anche mediante appositi atti di indirizzo e linee guida operative, i contenuti programmatici e metodologici del «Decalogo per la prevenzione degli incidenti sui luoghi di lavoro» elaborato dalla Commissione parlamentare d'inchiesta del Senato in collaborazione con il Politecnico di Milano, promuovendone l'adozione nei tavoli di concertazione territoriale e aziendale.
(6-00267) «Pastorella, D'Alessio, Richetti, Bonetti, Benzoni, Grippo, Sottanelli, Onori, Rosato, Ruffino».


MOZIONI SCERRA, DE LUCA, GRIMALDI, MADIA ED ALTRI N. 1-00569, COMAROLI, LUCASELLI, PELLA, ROMANO ED ALTRI N. 1-00575 E BONETTI ED ALTRI N. 1-00586 CONCERNENTI LA REVISIONE INTEGRALE DEL PATTO DI STABILITÀ E CRESCITA E GLI INVESTIMENTI EUROPEI E NAZIONALI IN ARMAMENTI

Mozioni

   La Camera,

   premesso che:

    1) il 30 aprile 2024 è entrato ufficialmente in vigore il nuovo Patto di stabilità e crescita (Psc) dell'Unione europea, che introduce una governance economica basata su aggiustamenti di bilancio specifici per ciascun Paese. Tale riforma è stata il frutto di un negoziato in cui il Governo italiano ha espresso il proprio consenso e ha sottoscritto i testi definitivi, accettando un quadro regolatorio che impone vincoli stringenti sulla spesa netta e percorsi di rientro forzato del debito;

    2) l'Italia si trova attualmente nel cosiddetto «braccio correttivo» del Patto, essendo oggetto di una procedura d'infrazione per disavanzo eccessivo a causa di un deficit che ha raggiunto circa il 7 per cento del Pil, ben oltre la soglia prevista del 3 per cento;

    3) nonostante la recente sottoscrizione del nuovo quadro di governance, il Presidente del Consiglio dei ministri e il Ministro dell'economia e delle finanze hanno recentemente invocato, in sedi istituzionali, una sospensione temporanea delle medesime regole per fronteggiare gli effetti della crisi in Medio Oriente;

    4) tale richiesta di sospensione generalizzata appare in palese contraddizione con la linea politica seguita dal Governo in sede europea solo pochi mesi prima, configurando un atteggiamento di incoerenza;

    5) le autorità europee, per voce della Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e del Commissario Valdis Dombrovskis, hanno chiaramente ribadito che non sussistono attualmente le condizioni, ovvero una grave recessione economica nell'eurozona, per l'attivazione della clausola di salvaguardia generale, sottolineando che le misure nazionali devono rimanere temporanee e mirate;

    6) Eurostat ha stimato per il 2025 un quadro macroeconomico preoccupante, con un deficit complessivo dell'Italia al 3,1 per cento del Pil. Il debito è salito al 137,1 per cento del Pil nel 2025, rispetto al 134,7 per cento del 2024. Resta il secondo debito rispetto al Pil nell'Unione europea alle spalle della Grecia, che si attesta in calo al 146,1 per cento del Pil;

    7) secondo il Documento di finanza pubblica, la stima di crescita del Pil si attesta allo 0,6 per cento sia per il 2026 che per il 2027, in calo rispetto all'obiettivo dello 0,7 per cento che il Governo aveva fissato a settembre 2025;

    8) i succitati dati confermano l'incapacità di uscire formalmente dalla procedura d'infrazione entro la primavera del 2026 precludendo al Governo la possibilità di invocare clausole di flessibilità per le spese militari. Tale scenario, come anticipato dal Ministro dell'economia e delle finanze il 9 aprile 2026 al Senato, comporterebbe il ricorso ad uno scostamento di bilancio destinato al solo finanziamento di spese militari, anziché alla sanità o al sostegno sociale;

    9) i dati riportati confermano la fallimentare politica economica dell'Esecutivo certificata da tre anni di crollo della produzione industriale, da una crescita pari a zero che impedisce di fatto un consolidamento fiscale, da famiglie in grave difficoltà per il caro vita e la perdita di potere d'acquisto;

    10) il Paese attraversa una fase di profonda sofferenza sociale, con 5,7 milioni di persone in povertà assoluta, 5,8 milioni di cittadini che rinunciano alle cure e una povertà energetica ai massimi storici, in un contesto di produzione industriale in calo da tre anni;

    11) l'attuale struttura del Patto, avallata dal Governo, rischia di trasformarsi in una gabbia contabile che limita la capacità di intervento pubblico, mentre altri partner europei con maggiori margini fiscali possono utilizzare gli aiuti di Stato per proteggere la propria competitività industriale;

    12) in tale contesto preme evidenziare che la comunicazione «Accelerate EU» adottata il 22 aprile 2026 dalla Commissione europea si inserisce nel quadro delle iniziative volte a fronteggiare la recente volatilità dei prezzi energetici, delineando al contempo una strategia di medio-lungo periodo finalizzata a rafforzare la sicurezza, la resilienza e la competitività del sistema energetico dell'Unione;

    13) l'architettura degli strumenti finanziari europei, pur articolata e significativa, presenta ancora limiti in termini di capacità di mobilitare in modo rapido e su larga scala investimenti aggiuntivi nei settori strategici della transizione energetica, nonché di garantire un adeguato coordinamento tra interventi emergenziali e strumenti strutturali;

    14) inoltre, anche alla luce dell'esperienza maturata con gli strumenti straordinari adottati dall'Unione europea per fronteggiare crisi sistemiche, emerge l'esigenza di valutare il rafforzamento e l'eventuale evoluzione del quadro finanziario europeo, anche mediante l'introduzione di un eventuale strumento europeo dedicato nel settore energetico, che, se adeguatamente coordinato con i programmi esistenti e con il processo di definizione del prossimo quadro finanziario dell'Unione europea per il periodo 2028-2034, sia in grado di colmare i gap di investimento e rafforzare la resilienza del sistema energetico unionale, sostenendo al contempo cittadini e imprese maggiormente esposti agli effetti della volatilità dei prezzi,

impegna il Governo:

1) ad adottare iniziative urgenti in sede di Unione europea volte a promuovere una revisione integrale del patto di stabilità che abbia come obiettivo quello di sostenere una crescita inclusiva e sostenibile, senza ricorrere a politiche di austerità, preservando la qualità e il livello di spesa pubblica; a tal fine, a sostenere un piano di investimenti comuni sul modello di NextGenerationEU da 750-800 miliardi annui, anche ricorrendo a debito comune, finalizzato alla crescita economica, nonché a promuovere azioni volte a realizzare lo scorporo dal calcolo degli indicatori sul deficit per gli investimenti nazionali destinati ad interventi di carattere economico sociale a sostegno delle famiglie e imprese, evitando pesanti tagli allo Stato sociale e sostenendo una crescita inclusiva e sostenibile di medio e lungo termine;

2) ad adoperarsi, altresì, per la revisione delle regole fiscali comprese nel Patto di stabilità e crescita, al fine di adattarle alle nuove sfide che l'Unione europea e i suoi Stati membri sono chiamati ad affrontare, nonché a perseguire politiche di bilancio sostenibili, prevedendo percorsi di rientro dal debito più realistici che tengano conto delle specificità degli Stati membri e del loro quadro macroeconomico complessivo;

3) a promuovere iniziative volte a porre le basi di una riforma sul tema della creazione di un'adeguata capacità fiscale dell'Unione, che riveste un'importanza centrale per il processo di integrazione europea ed è strumento essenziale di governance economica in quanto strettamente complementare alla disciplina di bilancio per gli Stati, in particolare chiedendo che le politiche economiche nazionali siano sostenute e integrate da efficaci politiche europee, uniche in grado di far fronte a gravi shock (simmetrici o asimmetrici) o farsi carico della produzione di beni pubblici di interesse generale;

4) ad adottare iniziative in sede europea volte ad adattare alcuni elementi di successo dell'esperienza del Dispositivo di ripresa e resilienza alla nuova architettura della politica di bilancio europea, trasformando il programma NextGenerationEU in uno strumento permanente, da finanziare attraverso il bilancio europeo con la conseguente istituzione di nuove fonti di entrate nella forma di risorse proprie dell'Unione europea e l'inclusione dell'emissione di debito comune europeo come strumento stabile, finalizzati a sostenere l'impegno comune per il rafforzamento degli investimenti nella produzione di «beni pubblici» che consentano di rispondere al meglio alle esigenze concordate a livello europeo, come ricerca, innovazione, sicurezza e transizione energetica, al fine di assicurare all'Unione europea un proprio spazio fiscale autonomo, capace di avviare una politica economica anti-ciclica, che la sottragga a quelli che i firmatari del presente atto di indirizzo giudicano «ricatti» dei contributi nazionali;

5) a fronte dell'evoluzione dell'attuale scenario energetico, anche nell'ambito dell'attuazione della comunicazione «Accelerate EU» della Commissione europea del 22 aprile 2026, ad avviare con urgenza un confronto costruttivo per l'istituzione, nel rispetto dell'attuale quadro finanziario pluriennale e in coerenza con il processo di definizione del prossimo quadro finanziario dell'Unione europea per il periodo 2028-2034, con gli obiettivi di REPowerEU e la riorganizzazione degli strumenti finanziari esistenti, di un Energy recovery fund quale strumento volto a garantire una maggiore autonomia sul fronte energetico, attraverso l'attivazione di strategie di diversificazione degli approvvigionamenti energetici, la mobilitazione di risorse e il sostegno alla bancabilità e scalabilità degli investimenti nelle energie rinnovabili, anche mediante strumenti di de-risking e contratti a lungo termine, il rafforzamento delle infrastrutture di rete e dei sistemi di accumulo, quali elementi essenziali per la flessibilità del sistema e per l'integrazione delle fonti rinnovabili, nonché la promozione di piani di acquisto comuni e condivisi, al fine di contrastare la crisi attuale, prevenire future criticità e sostenere cittadini e imprese maggiormente esposti al caro energia, assicurando altresì la salvaguardia e la qualificazione dei livelli occupazionali, anche attraverso misure di riconversione industriale e riqualificazione professionale connesse ai processi di transizione energetica;

6) a garantire che un eventuale scostamento di bilancio sia esclusivamente indirizzato al contrasto della povertà assoluta, al sostegno per la sanità pubblica e per famiglie e imprese colpite dalla crisi energetica, escludendo che le risorse disponibili siano assorbite da impegni di spesa militare;

7) a riconsiderare urgentemente gli impegni assunti in sede Nato in materia di spese per la difesa considerato l'impatto strutturale sulla finanza pubblica di fatto insostenibile alla luce dei dati Istat di cui in premessa;

8) a promuovere una politica di difesa comune europea attraverso la pianificazione, l'acquisizione e la gestione di capacità condivise, al fine di efficientare le risorse già previste e sfruttando le economie di scala;

9) ad adottare iniziative nelle competenti sedi europei al fine di rivedere l'indicatore della spesa primaria netta, basato sulla spesa nominale, per tenere adeguatamente conto degli effetti dell'inflazione sulla dinamica della spesa netta, al fine di consentire una più corretta approssimazione del saldo primario depurato delle componenti cicliche e, conseguentemente, evitare che errori di previsione dell'inflazione producano valutazioni distorte dell'aggiustamento fiscale richiesto agli Stati membri;

10) a promuovere in sede europea una proroga degli eurobond emessi per finanziare il Pnrr, al fine di evitare una compressione del bilancio e, conseguentemente, delle risorse destinate agli investimenti, in particolare quelli destinati ai territori;

11) a salvaguardare la finalità propria dei fondi di coesione europei scongiurando che siano destinati a scopi diversi rispetto a quelli riferiti alla riduzione dei divari territoriali.
(1-00569)(Nuova formulazione) «Scerra, De Luca, Grimaldi, Madia, Riccardo Ricciardi, Braga, Zanella, Boschi, Auriemma, Guerra, Ilaria Fontana, Alifano, Quartini, Santillo, Bruno, Cantone, Francesco Silvestri».


   La Camera,

   premesso che:

    1) la riforma della governance economica europea è entrata in vigore il 30 aprile 2024 con la pubblicazione di tre atti legislativi: il regolamento (UE) n. 1263/2024 (cosiddetto «braccio preventivo»), il regolamento (UE) n. 1264/2024 (cosiddetto «braccio correttivo») e la direttiva (UE) n. 2024/1265;

    2) tale nuova disciplina del coordinamento delle politiche di bilancio europee prevede una programmazione pluriennale delle politiche fiscali e di bilancio, vincolate all'andamento dell'indicatore della spesa primaria netta finanziata a livello nazionale, e un monitoraggio annuale sull'andamento del suddetto indicatore;

    3) la programmazione pluriennale avviene mediante l'adozione di un Piano strutturale nazionale di bilancio a medio termine che ciascuno Stato membro presenta alle istituzioni europee per definire la politica di bilancio e le politiche fiscali, individuando le riforme e gli investimenti da adottare in un arco temporale coerente con la durata della legislatura nell'attuazione della politica economica nazionale;

    4) come già emerso dal documento di finanza pubblica 2026, approvato dal Parlamento il 30 aprile 2026, il Governo ha provveduto a dare sostanziale esecuzione agli impegni presi nel Piano strutturale di bilancio a medio termine per l'Italia per il periodo 2025-2029 e ha proseguito il percorso di risanamento della finanza pubblica, senza però trascurare gli interventi necessari a soddisfare le priorità di politica economica nazionale;

    5) considerando i margini di tolleranza conteggiati nel conto di controllo, il livello di spesa primaria netta risulta, per gli anni di consuntivo, compatibile con il percorso indicato nel Piano strutturale di bilancio e previsto nelle raccomandazioni del Consiglio del gennaio 2025 e gli andamenti a legislazione vigente per il 2026 mostrano che, allo stato, il tasso di crescita dell'aggregato di spesa netta è coerente con quanto previsto nel Piano;

    6) tuttavia, l'evoluzione del quadro macroeconomico e della finanza pubblica nel prossimo triennio appare strettamente legata agli sviluppi delle tensioni geopolitiche globali e alla drastica riduzione dell'offerta di materie prime energetiche, che hanno fortemente influenzato il cambiamento del contesto economico internazionale;

    7) di fronte a uno shock di tale rilievo, il Governo ha fermamente portato avanti una politica economica volta a sostenere i redditi disponibili delle famiglie e la liquidità delle imprese, contrastando le pressioni inflazionistiche connesse – in particolare – all'eccezionale incremento dei prezzi dei prodotti energetici attraverso misure neutrali dal punto di vista della finanza pubblica e atte a coniugare la sostenibilità del debito nel medio e lungo termine con il sostegno all'attività economica e agli investimenti;

    8) la progressiva riduzione del deficit è stata realizzata senza ricorrere a manovre restrittive, attraverso una gestione prudente e responsabile della finanza pubblica, un costante monitoraggio della spesa e buoni risultati ottenuti sul fronte delle entrate: interventi fiscali mirati alla riduzione del carico sui redditi medio-bassi, aiuti contro l'aumento dei prezzi energetici e misure a sostegno delle famiglie con figli dimostrano un impiego attento delle risorse che, nel rispetto del percorso di rientro, ha rafforzato la fiducia dei mercati finanziari e dei partner europei, contribuendo alla stabilità del costo del debito e a condizioni di finanziamento favorevoli per l'economia nazionale;

    9) la tendenza al miglioramento dei saldi strutturali nel 2025 è confermata anche nel 2026 e negli anni seguenti: nel 2026 il miglioramento del saldo primario strutturale sarebbe più sostenuto (pari a circa 0,7 punti percentuali del prodotto interno lordo), mentre l'avanzo primario strutturale è atteso salire a circa l'1,0 per cento del prodotto interno lordo; nell'intero periodo di previsione 2026-2029, la correzione media del saldo primario strutturale risulta sostanzialmente allineata a quella programmata nel Piano (pari a 0,5 punti percentuali);

    10) nel confermare una politica economica nazionale seria e coerente con la traiettoria di aggiustamento dei saldi strutturali di bilancio nel rispetto dei limiti massimi di crescita della spesa netta, parimenti occorre considerare anche l'eventualità di un sensibile peggioramento del quadro economico legato all'attuale situazione di instabilità internazionale e di altrettanto inevitabili conseguenze negative sui conti pubblici derivanti da ulteriori interventi futuri, che rendono, quindi, necessaria l'attivazione di adeguate misure di flessibilità finalizzate a dare efficaci risposte nell'ipotesi di un aggravamento di tale congiuntura economica;

    11) i rischi al ribasso sullo scenario di crescita risultano, infatti, molteplici e interconnessi: sul fronte energetico e geopolitico, il perdurare della chiusura dello Stretto di Hormuz potrebbe produrre effetti più intensi e persistenti rispetto allo scenario di riferimento, con rialzi prolungati dei prezzi dei combustibili fossili, dei fertilizzanti e di altre materie prime, nonché possibili vincoli all'offerta nei Paesi esportatori;

    12) più in generale, l'eventuale protrarsi delle tensioni geopolitiche, anche solo nel breve periodo, determinerebbe impatti macroeconomici attraverso canali distinti che potrebbero reciprocamente amplificarsi: dal punto di vista inflazionistico, i prezzi delle materie prime energetiche stabilmente elevati eroderebbero il potere d'acquisto delle famiglie, comprimendo i consumi reali e deprimendo la domanda aggregata; il deterioramento del quadro economico peserebbe sulla fiducia di imprese e consumatori, nonché sulle condizioni di concessione del credito, frenando investimenti e spesa prima ancora che lo shock si materializzi pienamente;

    13) le pressioni inflazionistiche, peraltro, e la correlata perdita di potere d'acquisto delle famiglie potrebbero realizzarsi nel tempo anche nel caso di un allentamento delle tensioni internazionali e di normalizzazione dei prezzi delle materie prime e dei prodotti intermedi;

    14) a tal ragione, già in sede parlamentare, proprio al termine dell'esame del documento di finanza pubblica 2026, la Camera dei deputati e il Senato della Repubblica hanno approvato, infatti, rispettivamente gli atti di indirizzo n. 6-00249 e n. 6-00221, con i quali la maggioranza ha impegnato il Governo a intraprendere ogni più opportuna azione per tutelare le necessità del tessuto economico nazionale ed europeo, sfruttando le flessibilità del quadro di governance economica europea al fine di soddisfare le misure in materia di sicurezza economica ed energetica generate dalla crisi internazionale;

    15) peraltro, come risulta dall'approvazione anche delle precedenti mozioni n. 1-00195 e n. 1-00288, sin dalla fase negoziale in sede europea prodromica alla definizione della nuova governance europea, la maggioranza ha sempre sostenuto l'azione del Governo nel porre ogni iniziativa «volta a mantenere un equilibrio e un contemperamento tra le diverse finalità delle regole fiscali in modo da coniugare la sostenibilità dei conti e il mantenimento di un profilo di crescita duraturo e inclusivo garantendo adeguati margini di flessibilità per l'adozione di interventi tesi alla stabilizzazione del ciclo economico», sottolineando altresì l'importanza «di garantire un maggior grado di titolarità nazionale delle regole di bilancio», sempre nel rispetto degli impegni assunti in sede parlamentare;

    16) il nuovo quadro di governance economica europea ha così previsto la possibilità per gli Stati membri di ricorrere alla flessibilità qualora circostanze eccezionali al di fuori del controllo di uno Stato membro abbiano un notevole impatto sulle sue finanze pubbliche, salvaguardando nel contempo la sostenibilità di bilancio a medio termine;

    17) in particolare, gli articoli 25 e 26 del citato regolamento (UE) n. 1263/2024 prevedono la possibilità per gli Stati membri di deviare dal percorso della spesa netta stabilito dal Consiglio, in caso di grave congiuntura negativa nella zona euro o nell'Unione nel suo complesso (cosiddetta «clausola di salvaguardia generale») o, nel caso in cui circostanze eccezionali al di fuori del controllo dello Stato membro abbiano rilevanti ripercussioni sulle sue finanze pubbliche, a condizione che tale deviazione non comprometta la sostenibilità di bilancio nel medio termine (cosiddetta «clausola di salvaguardia nazionale»);

    18) pertanto, a fronte della profonda incertezza che caratterizza il contesto internazionale aggravato dal conflitto in Medio Oriente, risulta fondamentale e necessario agire tempestivamente, ricorrendo a strumenti di flessibilità adeguati, nell'ottica di fronteggiare gli effetti di tale situazione eccezionale e di grave instabilità finanziaria;

    19) in tale ottica si inserisce la lettera del Presidente del Consiglio dei ministri Giorgia Meloni al Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, nella quale si ribadisce che «L'Italia ritiene necessario estendere temporaneamente il campo di applicazione della national escape clause già prevista per le spese di difesa anche agli investimenti e alle misure straordinarie necessarie per fronteggiare la crisi energetica, senza modificarne i limiti massimi di scostamento già previsti»;

    20) come sottolineato nella citata lettera, due guerre, in Ucraina e in Iran, «stanno già producendo effetti pesantissimi e spesso asimmetrici sui prezzi dell'energia, sui costi per famiglie e imprese, sulla competitività del nostro sistema produttivo e sul potere d'acquisto dei cittadini»;

    21) il mutato contesto geopolitico richiede, a tutela degli interessi nazionali e della sicurezza economico-finanziaria del Paese, un rinnovato impegno nel rafforzamento del mercato dei capitali; in tale prospettiva, il 4 dicembre 2025 la Commissione europea ha pubblicato una serie di proposte legislative volte a favorire l'integrazione dei mercati finanziari dell'Unione europea (market integration and supervision package), nell'ambito del più ampio progetto di Unione dei risparmi e degli investimenti;

    22) tale proposta mira a rafforzare e sostenere la crescita e la competitività dell'Unione europea tramite il completamento di un mercato unico dei capitali, obiettivo reso ancor più rilevante dall'attuale contesto geopolitico e dalla stringente necessità di garantire la sicurezza economico-finanziaria del Paese nei confronti di possibili shock esogeni;

    23) alcune delle misure contemplate dal pacchetto, in particolare quelle relative al trasferimento di funzioni di vigilanza diretta ad autorità europee su infrastrutture di mercato aventi carattere transfrontaliero significativo, sono suscettibili di incidere sugli assetti di supervisione nazionali per infrastrutture di rilevanza strategica ai fini del finanziamento del debito pubblico e della stabilità finanziaria del Paese,

impegna il Governo:

1) a proseguire l'azione in sede europea al fine di ricorrere temporaneamente alla flessibilità del quadro di governance economica europea, per assicurare l'adozione di ulteriori misure in materia di sicurezza economica ed energetica rese necessarie dalla crisi internazionale e garantire il finanziamento di interventi proporzionati e mirati ad attenuare l'impatto sui settori più colpiti, in particolare agricoltura, pesca, trasporti e industrie ad alta intensità energetica;

2) a proseguire le interlocuzioni a livello europeo, in linea con gli impegni già assunti in sede di approvazione dei precedenti atti di indirizzo nei due rami del Parlamento italiano e con il contenuto della lettera della Presidente del Consiglio dei ministri alla Presidente della Commissione europea, assumendo le opportune iniziative volte a ottenere, in via prioritaria, il riconoscimento dell'eccezionalità della situazione determinata dalla crisi in corso attraverso l'attivazione della clausola di salvaguardia nazionale, estendendone l'ambito di applicazione al settore energetico in analogia con quanto già previsto per la difesa, al fine di acquisire il necessario spazio di bilancio per il finanziamento degli interventi volti a tutelare le esigenze del tessuto economico nazionale ed europeo, nonché a valutare, nell'ipotesi di un ulteriore aggravamento della congiuntura economica a livello dell'area euro, il ricorso agli strumenti di flessibilità più ampi previsti dal quadro di governance europeo, ivi inclusa l'eventuale attivazione della clausola di salvaguardia generale;

3) a confermare il proprio sostegno agli obiettivi di integrazione, crescita e competitività dei mercati dei capitali europei, continuando a lavorare in sede europea per una soluzione ambiziosa ed equilibrata che rafforzi l'integrazione dei mercati e la convergenza della vigilanza di pari passo con un assetto fondato su condizioni operative e meccanismi di gestione delle crisi adeguati e un coinvolgimento strutturato delle autorità nazionali competenti, garantendo al contempo le specificità e l'assetto di vigilanza di Mts, quale mercato all'ingrosso del debito pubblico italiano, in ragione della sua rilevanza per il funzionamento del mercato dei titoli di Stato, per la politica di finanziamento del debito pubblico e per la sicurezza economica e finanziaria nazionale.
(1-00575) «Comaroli, Lucaselli, Pella, Romano, Cattoi, Cannata, Cannizzaro, Frassini, Giorgianni, D'Attis, Ottaviani, Mascaretti, Mangialavori, Rampelli, Angelo Rossi, Trancassini, Tremaglia».


   La Camera,

   premesso che:

    1) con il Pacchetto di primavera del Semestre europeo 2026, la Commissione europea ha autorizzato l'ampliamento concordato dell'ambito di applicazione della clausola nazionale di salvaguardia per la difesa, così da includervi le misure adottate per ridurre la dipendenza dai combustibili fossili importati e contribuire alla sicurezza e resilienza energetica degli stati membri, entro un massimale annuo dello 0,3 per cento del Pil e un massimale cumulato dello 0,6 per cento del Pil per il triennio 2026-2028;

    2) sono ammissibili, in questo quadro, le spese finalizzate ad accelerare i processi di elettrificazione, gli investimenti in reti e stoccaggio di energia pulita, le misure per il risparmio e l'efficienza energetica. Il tetto complessivo dell'1,5 per cento del Pil per la difesa e i vincoli di sostenibilità fiscale rimangono integralmente in vigore;

    3) la raccomandazione proposta dalla Commissione al Consiglio sulle politiche economiche, sociali, occupazionali, strutturali e di bilancio dell'Italia del 3 giugno 2026 conferma che il Paese continua a presentare squilibri macroeconomici in primo luogo per l'elevato debito pubblico (137,1 per cento del Pil nel 2025, atteso al 139,2 per cento nel 2027) e la debole crescita della produttività;

    4) le Previsioni di primavera 2026 della Commissione europea proiettano per l'Italia una crescita del Pil reale dello 0,5 per cento nel 2026 e dello 0,6 per cento nel 2027, contro una media Ue dell'1,1 per cento e dell'1,4 per cento. Spagna (+2,4 per cento), Grecia (+1,8 per cento), Polonia (+3,5 per cento) e anche la Francia (+0,8 per cento) cresceranno nel 2026 ben al di sopra dell'Italia. Il differenziale negativo riflette vulnerabilità strutturali – mancata concorrenza, inefficienza della PA, bassa formazione del capitale umano – e non la severità della politica di bilancio;

    5) la Commissione raccomanda, tra le altre cose, all'Italia di: mantenere la spesa netta nel percorso correttivo; potenziare la spesa e prontezza in materia di difesa; favorire la crescita dimensionale e l'aggregazione delle imprese; incentivare l'innovazione e la commercializzazione dei prodotti della ricerca; migliorare l'efficienza della pubblica amministrazione;

    6) in materia di energia, il Consiglio raccomanda altresì che siano superate le restrizioni alla concorrenza e che «le misure adottate per attenuare l'impatto dell'aumento dei prezzi dell'energia siano temporanee, mirino a proteggere le famiglie vulnerabili o a rispondere alle esigenze delle imprese ad alta intensità energetica, preservino gli incentivi al risparmio energetico e che il loro costo di bilancio sia compatibile con gli impegni presi nell'ambito del quadro di bilancio dell'Ue»;

    7) la risposta italiana all'emergenza energetica non può essere l'estensione dei sussidi ai consumi – misura giudicata inefficiente dalla stessa Commissione – ma riforme strutturali del mercato elettrico;

    8) il dato del 2,01 per cento del Pil per la difesa comunicato alla Nato nel 2025 è stato conseguito mediante riclassificazione contabile di voci di spesa, mentre la spesa effettiva è rimasta intorno all'1,5 per cento del Pil; come è riportato nelle Raccomandazioni del 3 giugno «nel 2025 la spesa totale delle amministrazioni pubbliche per la difesa in Italia è stata pari all'1,3 per cento del Pil e nel 2026 si attesterà all'1,2 per cento del Pil»;

    9) l'incremento delle spese per la difesa deliberato nell'ambito del «Defence investment plan», adottato al vertice Nato de L'Aja il 25 giugno 2025, fissa l'obiettivo del 5 per cento del Pil per la difesa entro il 2035 suddiviso tra il 3,5 per cento del Pil annuo per i requisiti fondamentali della difesa e per raggiungere gli obiettivi di capacità della Nato e l'1,5 per cento del Pil annuo per proteggere le infrastrutture critiche, difendere le reti, garantire la preparazione e la resilienza civile, innovare e rafforzare la base industriale della difesa;

    10) il Governo ha sin qui escluso di procedere all'attivazione della clausola di salvaguardia prevista dal Patto di stabilità, di cui la Commissione ha autorizzato l'utilizzo per le spese della difesa e, dopo avere avanzato la richiesta, autorizzata dall'Ecofin, di 14,9 miliardi di euro dai fondi del programma di assistenza finanziaria Safe, al momento non sembra intenzionata a procedere neppure su questa linea di finanziamento;

    11) il Ministro della difesa ha ripetutamente ammesso che l'Italia oggi non sarebbe in grado di difendersi da un'aggressione esterna; il congelamento a tempo indefinito dell'aumento delle spese per la difesa non è scelta di prudenza fiscale: è un'inadempienza rispetto agli impegni assunti in sede Nato e un atto di irresponsabilità rispetto alle esigenze imprescindibili della sicurezza nazionale;

    12) il rilancio della competitività europea proposto da Mario Draghi nel Rapporto sulla competitività e in altri interventi pubblici, come quello per la concessione della laurea honoris causa all'Università di Lovanio, non implica semplicemente un ampliamento della capacità fiscale dell'Unione e il ricorso a forme di debito comune, ma una profonda riforma federale del rapporto tra gli Stati membri e le istituzioni comuni;

    13) dove l'Europa si è federata – commercio, mercato unico, politica monetaria – funziona; dove non lo ha fatto – difesa, politica industriale, affari esteri – non funziona, non soddisfa né le aspettative, né gli interessi dei cittadini europei e crea paradossali reazioni sovraniste e anti-europee;

    14) non va, infine, dimenticato come l'Ue stia affrontando ormai da decenni una crisi demografica che porterà entro fine secolo a un ulteriore abbassamento della popolazione di oltre l'11 per cento, e di quasi un quarto in Italia. Sono, infatti, ormai cinquant'anni che il tasso di fecondità europeo si è arenato ben al di sotto del tasso di sostituzione di 2,1 nati per donna in età fertile; intanto il tasso di fecondità nel 2025 ha toccato in Italia il minimo storico di 1,14 figli,

impegna il Governo:

1) in materia di energia, a dare attuazione all'estensione della clausola di salvaguardia nazionale alle spese per la resilienza energetica in modo coerente con le indicazioni della Commissione europea, che dovrà in ogni caso autorizzarne l'utilizzo;

2) in materia di difesa:

  a) a presentare al Parlamento, entro sessanta giorni, un piano organico e trasparente per il raggiungimento degli obiettivi Nato, specificando tempi, modalità di incremento degli stanziamenti e strumenti di finanziamento;

  b) ad attivare senza ulteriore ritardo la clausola nazionale di salvaguardia ex articolo 26 del regolamento (Ue) 2024/1263 per le spese di difesa, al fine di consentire un incremento reale e non meramente contabile degli stanziamenti;

  c) ad attivare la linea di finanziamento, già autorizzata dall'Ecofin, di 14,9 miliardi di euro dai fondi del programma di assistenza finanziaria Safe per investimenti nella base industriale e tecnologica della difesa nazionale ed europea;

3) in materia di governance politica ed economica europea:

  a) a promuovere una maggiore capacità fiscale dell'Unione e un adeguamento del Psc finalizzato a razionalizzare le spese dei singoli Stati membri nei settori ceduti al livello comunitario;

  b) a sostenere la centralità europea delle politiche necessarie a contenere gli effetti di una difficile transizione demografica, a potenziare la natalità e ad affrontare la riforma dei sistemi di welfare;

  c) a sostenere il completamento del mercato unico dei servizi, delle telecomunicazioni, dell'energia e dei mercati finanziari, rimuovendo le frammentazioni normative che limitano la crescita dimensionale delle imprese europee e la capacità dell'Unione stessa di competere a livello globale;

  d) a promuovere, nell'ambito delle iniziative europee per la competitività, il rafforzamento degli investimenti comuni nella formazione del capitale umano, con particolare attenzione alle competenze scientifiche, tecnologiche e digitali, alla mobilità degli studenti e dei ricercatori, al sostegno dell'istruzione terziaria e tecnico-professionale e alla riduzione del divario tra formazione e mercato del lavoro, al fine di contrastare la fuga dei talenti e accrescere la produttività e la capacità innovativa dell'Unione europea.
(1-00586) «Bonetti, Richetti, Rosato, Onori, Benzoni, D'Alessio, Grippo, Sottanelli, Pastorella, Ruffino».