XIX LEGISLATURA
INTERPELLANZE URGENTI
Iniziative in merito all'offerta di servizi pubblici per la salute mentale relativi al periodo 2025-2030, anche alla luce delle recenti indicazioni dell'Organizzazione mondiale della sanità – 2-00972
A)
I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro della salute, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, per sapere – premesso che:
la salute mentale costituisce una componente essenziale del diritto alla salute tutelato dall'articolo 32 della Costituzione e richiede una rete pubblica capace di garantire prevenzione, diagnosi precoce, presa in carico, continuità assistenziale, riabilitazione e reinserimento sociale, senza discriminazioni territoriali o economiche;
la tutela della salute mentale non può essere limitata alla sola dimensione clinica e terapeutica, ma deve necessariamente comprendere le condizioni sociali, economiche, familiari, scolastiche e lavorative nelle quali le persone vivono; la precarietà economica, l'insicurezza occupazionale, i ritmi di lavoro insostenibili, il sovraccarico psicologico, le discriminazioni e le molestie rappresentano infatti fattori che possono incidere profondamente sul benessere psicologico e favorire l'insorgenza o l'aggravamento di disturbi mentali;
in occasione della Giornata mondiale della salute mentale del 10 ottobre 2026, l'Organizzazione mondiale della sanità ha richiamato la necessità di ascoltare le persone che vivono direttamente condizioni di sofferenza psichica e di coinvolgerle concretamente nella definizione delle politiche, nella progettazione dei servizi e nelle decisioni che riguardano la propria salute;
a riguardo, i dati più recenti restituiscono un quadro di crescente criticità dell'assistenza psichiatrica e psicologica pubblica: secondo il rapporto sulla salute mentale del Ministero della salute, riferito al 2024, sono state 845.516 le persone assistite dai servizi specialistici, mentre 258.999 persone sono entrate per la prima volta nella vita in contatto con tali servizi nel corso dell'anno; le prestazioni erogate dai servizi territoriali sono state circa 10 milioni; particolarmente significativo è il dato relativo alla domanda che grava sui pronto soccorso; nel 2024 si sono infatti registrati 636.113 ingressi in pronto soccorso per problemi psichiatrici, con un incremento del 10 per cento rispetto all'anno precedente;
particolarmente preoccupante è il quadro relativo ai giovani, alla neuropsichiatria infantile e alle persone in condizioni di maggiore vulnerabilità, per le quali un intervento tardivo può determinare conseguenze sociali e sanitarie molto più gravi e costose; la prevenzione e l'intervento precoce rappresentano, in questi ambiti, condizioni indispensabili per evitare che situazioni inizialmente affrontabili si trasformino in condizioni di cronicità e grave compromissione dell'autonomia personale;
a confermare la dimensione strutturale delle criticità interviene il rapporto 2026 della Società italiana di epidemiologia psichiatrica, elaborato sulla base dei dati 2024 del Sistema informativo per la salute mentale del Ministero della salute, che mette a confronto le 21 regioni e province autonome attraverso 14 indicatori relativi, tra l'altro, a posti letto, personale, ricoveri, trattamenti sanitari obbligatori e continuità assistenziale dopo le dimissioni;
dal rapporto emerge un Paese profondamente disomogeneo, nel quale le prime quattro posizioni dell'indice Siep sono occupate da province autonome e regioni del Nord-Est, mentre Sardegna, Molise e Abruzzo si collocano nelle ultime posizioni; tali divari sollevano una questione non più rinviabile circa l'effettiva esigibilità uniforme del diritto alla salute mentale e la capacità dello Stato di assicurare, sull'intero territorio nazionale, livelli essenziali di assistenza realmente omogenei, evitando che la qualità e la tempestività delle cure dipendano dalla regione nella quale si risiede;
la crisi della salute mentale presenta, inoltre, una dimensione sempre più rilevante nel mondo del lavoro, dove precarietà, instabilità occupazionale, bassi salari, intensificazione dei ritmi produttivi, iper-lavoro, carichi eccessivi, scarsa autonomia organizzativa, discriminazioni e molestie costituiscono fattori di rischio per il benessere psicologico dei lavoratori; secondo i dati Inapp pubblicati nel 2026, il carico psicologico ed emotivo del lavoro interessa il 57 per cento degli occupati;
il sovraccarico mentale ed emotivo, il mancato equilibrio tra vita privata e professionale, l'incertezza occupazionale e l'assenza di adeguati strumenti di tutela possono concorrere a determinare situazioni di ansia, depressione, esaurimento psicofisico e burnout; la precarietà, in particolare, non produce soltanto insicurezza economica, ma può compromettere la stabilità personale e familiare, alimentando condizioni di stress continuativo e di vulnerabilità psicologica;
in presenza di una domanda assistenziale crescente, si pone un problema evidente di capacità organizzativa e di adeguatezza delle risorse umane e professionali disponibili, con particolare riferimento alla presenza di psichiatri, psicologi, infermieri, educatori professionali, tecnici della riabilitazione psichiatrica e assistenti sociali;
con riguardo al Piano di azioni nazionale per la salute mentale 2025-2030, adottato con l'accordo in Conferenza unificata del 29 dicembre 2025, il Ministero della salute ha dichiarato che la legge di bilancio ha previsto risorse specifiche, pari a 80 milioni di euro per il 2026, 85 milioni per il 2027 e 90 milioni per il 2028, oltre a 30 milioni annui dal 2029, con una quota di 30 milioni annui destinata alle assunzioni di personale; tuttavia, proprio il rapporto Siep 2026 ha segnalato che i fondi previsti per la salute mentale non risultano ancora assegnati e la mancata o tardiva assegnazione delle risorse rischia di compromettere ulteriormente l'attuazione del Piano nazionale, rinviando interventi indispensabili per il potenziamento dei servizi territoriali, il reclutamento di personale e la riduzione delle disuguaglianze regionali –:
quali iniziative urgenti di competenza si intendano assumere per superare l'attuale insufficienza dell'offerta pubblica di salute mentale, garantendo che le risorse previste dal Piano di azioni nazionale per la salute mentale 2025-2030 siano immediatamente assegnate, incrementate e integralmente utilizzate, indicando tempi, criteri e modalità di riparto tra le regioni;
quali iniziative di competenza si intendano promuovere, per riconoscere e contrastare la crescente incidenza dei fattori lavorativi sul disagio psicologico, con particolare riferimento a precarietà, stress lavoro-correlato, burnout, iper-lavoro, carichi eccessivi, molestie e discriminazioni;
quali iniziative di competenza si intendano assumere per dare concreta attuazione alle indicazioni dell'Organizzazione mondiale della sanità, ribadite in occasione della Giornata mondiale della salute mentale del 10 ottobre 2026, in merito alla necessità di coinvolgere direttamente le persone con esperienza di disagio psichico nelle decisioni che riguardano la propria salute, garantendo la partecipazione effettiva delle associazioni degli utenti e dei familiari alla programmazione, all'organizzazione e alla valutazione dei servizi, nonché promuovendo un modello di assistenza fondato sulla centralità della persona, sulla prevenzione, sulla continuità delle cure e sul superamento dello stigma e delle discriminazioni.
(2-00972) «Di Lauro, Marianna Ricciardi, Quartini, Auriemma, Baldino, Alfonso Colucci, Penza, Ascari, Cafiero De Raho, D'Orso, Giuliano, Lomuti, Pellegrini, Perantoni, Carmina, Dell'Olio, Donno, Torto, Alifano, Raffa».
Iniziative di competenza in materia di trasporto pubblico da e per la regione Umbria – 2-00966
B)
I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, per sapere – premesso che:
la grave situazione dei treni umbri, da tempo denunciata dagli interpellanti, e che da tantissimi mesi sta mettendo a dura prova tutto il traffico pendolare dei cittadini di questa regione verso la Toscana e verso Roma, non solo non è affatto migliorata, ma ha registrato una nuova escalation fatta di ritardi, cancellazioni e sovraffollamenti ai danni di tutti gli utenti;
fermate cancellate, modifiche di orario, cancellazioni parziali e soppressioni di treni sono ormai all'ordine del giorno, mentre numerose sono le denunce, che continuano ad apparire anche sul web, di treni sardina con vagoni pieni, posti a sedere stracolmi, gente in piedi e l'impossibilità anche solo di raggiungere la toilette, con inaccettabili condizioni di viaggio a bordo di convogli non solo in overbooking, ma spesso in grave ritardo anche a causa dell'afflusso continuo di passeggeri;
in particolare, la fascia pomeridiana sulla direttrice Roma-Orte continua ad essere per migliaia di pendolari della Tuscia, un vero e proprio girone dantesco, con carrozze stipate fino all'inverosimile, corridoi intasati e persone ammassate in piedi, in quella che sempre più spesso è diventata una vera e propria prova di sopravvivenza;
il comitato pendolari Orte e il comitato pendolari Teverina hanno nuovamente sottolineato i paradossi e le inefficienze di una programmazione oraria che sembra pensata senza guardare le banchine delle stazioni: mentre, infatti, i treni che viaggiano verso nord, per Foligno e Firenze sono completamente saturi, il regionale 4530 per il capoluogo di provincia viaggia quasi vuoto, essendo stato instradato sulla cosiddetta «linea lenta», e accumulando con regolarità un ritardo strutturale che spinge i passeggeri ad evitarlo e a optare per convogli più veloci;
gli stessi comitati hanno proposto una soluzione a costo zero, proponendo di riportare il treno regionale 4530 sulla Direttissima (Dd), magari anticipando leggermente la partenza rispetto ai treni per Foligno e Firenze, per alleggerire la pressione sui convogli sovraffollati e restituire a Viterbo, capoluogo di provincia, un collegamento serale più rapido di ben 30-35 minuti;
i comitati hanno altresì ricordato anche il grave caos della tarda mattinata verso Roma: il regionale 4153, in partenza da Orte alle 12:16, da quando raccoglie i passeggeri del treno da Firenze (che da tempo interrompe la corsa ad Orte) presenta gravi problemi di affollamento, costringendo spesso la Polfer ad intervenire per sedare gli animi e consentire la ripartenza del convoglio, preso letteralmente d'assalto; e hanno chiesto di ripristinare la partenza da Roma Tiburtina alle 15:00 per il regionale 4104 (oggi spezzato con partenza solo da Orte alle 15:26), che aiuterebbe a fluidificare il gran flusso del primo pomeriggio;
tali richieste, a parere degli interpellanti, prevedono interventi di buonsenso per far sì che studenti, lavoratori e turisti possano esercitare il diritto elementare a viaggiare in sicurezza e, possibilmente, seduti;
la realizzazione di un sistema di Tpl efficiente è una delle strategie più importanti sia per ridurre le disuguaglianze fra la popolazione, rappresentate dalla distanza da servizi scolastici, lavorativi, sanitari, sia nell'ottica di diminuire la circolazione dei mezzi di trasporto privati e l'inquinamento atmosferico;
mentre in Europa si sperimenta il cosiddetto «biglietto climatico» con l'introduzione di abbonamenti mensili o annuali per il trasporto pubblico che siano economici e facili da usare, e offrire così una valida alternativa al trasporto privato, in Italia la situazione è non solo ogni giorno più critica, ma ha determinato il vero e proprio isolamento di regioni come quella Umbra, i cui cittadini non hanno ormai quasi più alternative all'utilizzazione del mezzo privato;
la mobilità costituisce, specie in tempi di crisi energetica e con il prezzo della benzina alle stelle, un vero e proprio moltiplicatore delle disuguaglianze economiche e territoriali già esistenti, costituendo, laddove inefficiente, uno svantaggio multidimensionale ai danni dei cittadini: il combinato disposto di difficoltà economiche, scarsità di alternative all'auto e distanza dai servizi essenziali in termini di tempo di accesso e, la sua sovrapposizione alla povertà energetica, finisce infatti per determinare una vulnerabilità specifica dei territori dove le alternative di mobilità al mezzo privato sono scarse o nulle –:
quali iniziative di competenza urgenti, anche in coordinamento con la regione Umbria, intenda adottare per porre rimedio alla grave situazione denunciata in premessa e per affrontare in modo radicale il nodo dei trasporti da e per la regione Umbria, anche valutando l'accoglimento delle proposte avanzate dai comitati;
quali iniziative urgenti, per quanto di competenza, intenda adottare per realizzare nel più breve tempo possibile un trasporto pubblico locale efficiente e di qualità su tutto il territorio nazionale, inclusa la regione Umbria, in grado di offrire, anche nelle aree interne e nelle periferie, un'alternativa credibile e funzionale all'uso del mezzo privato.
(2-00966) «Ascani, Casu».
Intendimenti circa le risorse da destinare al settore olivicolo e iniziative per rafforzare i controlli e la tracciabilità della filiera – 2-00952
C)
I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, per sapere – premesso che:
il settore dell'olio d'oliva attraversa una fase di grave difficoltà, con prezzi alla produzione in forte calo, giacenze in aumento e costi produttivi ancora elevati;
dopo i livelli eccezionali del biennio 2023-2024, le quotazioni dell'extravergine italiano sono scese dagli ultimi mesi del 2025, con un'accelerazione nel 2026, e in alcune aree produttive il calo supera il 50 per cento;
secondo il documento presentato dall'Italia al Consiglio Agrifish del 28 settembre 2026, le giacenze nazionali a luglio 2026 erano pari a circa 233 mila tonnellate, contro circa 162 mila di luglio 2025 (oltre il 40 per cento in più), mentre a livello europeo le giacenze di fine campagna 2025/26 sono stimate in circa 420 mila tonnellate e secondo le organizzazioni di categoria le quotazioni sono scese al di sotto dei costi di produzione;
la filiera olivicola italiana vale circa 3 miliardi di euro, conta circa 619 mila imprese e oltre 4.200 frantoi e garantisce circa 50 milioni di giornate lavorative; nella campagna 2024/2025 la produzione nazionale è scesa a circa 250 mila tonnellate, il 24 per cento in meno rispetto all'anno precedente, mentre nello stesso periodo le importazioni di olio vergine ed extravergine sono cresciute in misura rilevante;
la nuova campagna olearia 2026/27 sta per iniziare in un mercato con ingenti quantitativi invenduti e le organizzazioni della filiera segnalano il rischio che i frantoi, con i depositi ancora pieni, non siano in grado di ritirare e lavorare le olive;
il settore dell'olio di oliva in altri Paesi produttori, come la Spagna, è fortemente concentrato nelle mani di pochi soggetti, con le prime cinque aziende olearie che fatturano oltre 6 miliardi di euro, con il rischio di disequilibri tra produzione e commercio. Oppure può essere scosso da forti perturbazioni economico-finanziarie, come il crack finanziario da 200 milioni di euro dell'azienda tunisina Bioliva, con ripercussioni significative sui flussi di export: nei primi dieci mesi del 2025 le importazioni italiane di olio d'oliva dalla Tunisia sono aumentate di circa il 40 per cento su base annua;
nel corso del Consiglio Agrifish del 28 settembre 2026 il Ministro dell'agricoltura italiano ha chiesto l'attivazione della riserva agricola dell'Unione europea per finanziare misure eccezionali contro le perturbazioni del mercato;
il Commissario Hansen ha risposto, secondo quanto riportato dalle agenzie, che i fondi della riserva per l'anno in corso sono esauriti, che la questione potrà essere valutata per la prossima stagione e che occorrono dati concreti forniti dagli Stati membri per quantificare i danni;
nella stessa giornata, nel punto stampa, il Ministro dell'agricoltura italiano ha richiamato l'ipotesi di rivedere i contingenti di importazione a dazio zero, tra cui quello per la Tunisia, e il regime di perfezionamento attivo; il Commissario ha riferito che tale ipotesi non è stata menzionata in sede di Consiglio;
le organizzazioni agricole hanno indicato nel rafforzamento dei controlli sull'origine e sulla genuinità degli oli commercializzati una delle richieste più urgenti, segnalando il rischio che oli di provenienza estera venduti a prezzi molto bassi vengano miscelati o commercializzati come extravergine;
il settore dell'olio d'oliva, così come ampiamente riportato nella recente «Relazione sul patrimonio agroalimentare: frodi economiche mercato e tutela del consumato» dalla Commissione ecomafie, così come evidenziato anche dal contributo delle associazioni di categoria, si conferma tra i settori maggiormente esposti a fenomeni di illecito nel panorama agroalimentare nazionale ed europeo;
per il settore olivicolo emerge pertanto la necessità:
di evitare che i contingenti a dazio agevolato si attivino durante la raccolta nazionale;
di escludere i prodotti agricoli e alimentari dal criterio dell'origine doganale fondato sull'ultima trasformazione sostanziale;
di rendere più uniformi i controlli doganali nei punti di ingresso dell'Unione;
di assicurare l'interoperabilità tra Sian, banche dati doganali e Traces, in modo da seguire ogni partita di olio dall'ingresso nell'Unione fino al confezionamento;
di programmare campionamenti e analisi coordinati tra Icqrf, Agenzia delle dogane e autorità sanitarie territoriali, sulla genuinità, sulla classificazione merceologica e sui residui di fitofarmaci, con particolare attenzione agli oli venduti a prezzi anomali;
di garantire la piena attuazione in Italia della direttiva Ue 2019/633, recepito in Italia con il decreto legislativo n. 198 del 2021, che all'articolo 3 impone di considerare i costi di produzione nella determinazione dei prezzi, delegando a Ismea la determinazione periodica di detti costi di produzione;
di garantire al consumatore informazioni chiare e verificabili sull'origine dell'olio;
di rafforzare il panel test integrandolo con metodi strumentali;
le misure di mercato (ammasso privato, misure eccezionali per turbative di mercato) e la riserva agricola sono disciplinate dal diritto dell'Unione e la loro attivazione compete alla Commissione europea, previa documentazione degli Stati membri;
la politica commerciale è di competenza esclusiva dell'Unione; gli aiuti nazionali al settore devono rispettare la disciplina europea sugli aiuti di Stato in agricoltura, mentre i controlli, la tracciabilità e la vigilanza sulla filiera restano in larga parte nella disponibilità delle amministrazioni nazionali –:
se intenda promuovere iniziative in sede europea affinché sia avviato l'ammasso privato previsto dall'organizzazione comune dei mercati;
quali risorse nazionali intenda destinare alla campagna 2026/27, nel rispetto della disciplina sugli aiuti di Stato, e se intenda valutare, per quanto di competenza, stato di crisi e moratoria bancaria;
quali iniziative di competenza intenda assumere, e con quali tempi, per rafforzare la tracciabilità e i controlli in vista della campagna 2026/27.
(2-00952) «Bonafè, Lacarra, Forattini, Vaccari, Marino, Andrea Rossi, Romeo, Pandolfo, Ghio, Curti, Manzi, De Luca, Toni Ricciardi, Graziano, Mancini, Prestipino, Stefanazzi, Ascani, Simiani, Viggiano».
Chiarimenti e iniziative di competenza in relazione alla gestione delle procedure e delle risorse statali, nell'ambito degli interventi di ricostruzione successivi agli eventi sismici del 2016 in Italia centrale – 2-00973
D)
I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri, il Ministro dell'interno, il Ministro per la protezione civile e le politiche del mare, il Ministro dell'economia e delle finanze, il Ministro dell'università e della ricerca, per sapere – premesso che:
la ricostruzione dei territori dell'Italia centrale devastati dagli eventi sismici del 2016 costituisce una responsabilità primaria dello Stato, chiamato a garantire la corretta destinazione delle risorse pubbliche, la regolarità delle procedure e la continuità dei lavori, a tutela delle comunità terremotate e delle famiglie che, a dieci anni dal sisma, attendono ancora di rientrare nelle proprie abitazioni;
il 22 ottobre 2026, nell'operazione «Ricostruzione», la Guardia di finanza di Ancona, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia, ha eseguito otto misure cautelari e sequestri preventivi per oltre 57 milioni di euro. L'indagine, che coinvolge 51 persone, riguarda presunte frodi sui contributi post-sisma, infiltrazioni criminali nei subappalti, false fatturazioni per circa 8 milioni di euro e ipotesi corruttive negli affidamenti della regione Marche, dell'Ente regionale il diritto allo studio (Erdis) e dell'Università di Camerino, per commesse stimate dalla stampa in circa 350 milioni di euro;
secondo la Tgr Marche, e altri organi informazione locali e nazionali, alla Rest edile, riconducibile all'imprenditore Enrico Crucianelli, sarebbero riferibili 780 cantieri privati complessivamente acquisiti e 40 pubblici. Il Commissario straordinario ha riferito di circa 400 interventi ancora aperti. Gli inquirenti hanno prospettato una capacità tecnico-organizzativa insufficiente dell'impresa rispetto al volume degli incarichi assunti, nonché il ricorso sistematico ai subappalti, anche in favore di operatori controindicati ai fini della prevenzione antimafia;
un distinto filone investigativo ipotizza un «comitato d'affari» volto a condizionare gare e finanziamenti mediante relazioni privilegiate con apparati istituzionali. Secondo le ricostruzioni investigative pubblicate, Fabio Pistarelli, capo di gabinetto del presidente della regione Marche Francesco Acquaroli dal 2020 al dicembre 2025, avrebbe utilizzato l'incarico per influenzare procedimenti amministrativi e ottenere informazioni riservate;
l'indagine riguarderebbe anche l'acquisto dell'ex convento delle Monachette di Macerata da parte o dell'Erdis e l'affidamento dei lavori per realizzarvi uno studentato. Secondo le contestazioni della procura riportate dalla stampa, tali procedimenti sarebbero interessati, a vario titolo, da ipotesi di corruzione e turbativa d'asta, con presunte intermediazioni illecite volte a condizionare l'acquisizione e l'aggiudicazione. Nelle conversazioni riferite dai giornali, un indagato avrebbe evocato il passaggio dal finanziamento della ricostruzione privata a quello pubblico;
l'ordinanza speciale n. 68 del 21 dicembre 2023 ha previsto un contributo commissariale di 3.951.011,47 euro, che la Struttura ha dichiarato destinato esclusivamente ai lavori di miglioramento sismico. La richiesta dell'Erdis risulta acquisita il 18 dicembre e l'intesa in cabina di coordinamento raggiunta il 20 dicembre. Il decreto Mur n. 1488 del 6 novembre 2023, richiamato per motivare l'urgenza dell'acquisto, è stato pubblicato sul sito ministeriale il 9 novembre 2023 e nella Gazzetta Ufficiale il 5 gennaio 2024. Resta da chiarire il termine applicabile all'acquisizione e la relativa decorrenza;
in una nota del 26 ottobre 2026, il Commissario straordinario ha confermato che Pistarelli aveva propiziato un incontro istituzionale sulle Monachette, precisando che l'interlocuzione avrebbe riguardato informazioni pubbliche;
in data 23 ottobre 2026 Acquaroli avrebbe dichiarato di aver manifestato a Pistarelli criticità nell'esercizio delle funzioni e di aver ricevuto segnalazioni su vicende amministrative regionali, affidate, a suo dire, alla «vigilanza del segretario generale della Regione» senza riscontri, prima di chiederne le dimissioni. Secondo quanto riportato dalla stampa, gli investigatori starebbero inoltre esaminando una possibile fuga di notizie sull'indagine e un eventuale collegamento con l'allontanamento di Pistarelli dall'incarico;
l'articolo 30 del decreto-legge n. 189 del 2016 assoggetta ai presìdi di prevenzione antimafia anche l'affidamento e l'esecuzione dei contratti privati sostenuti da contributi pubblici. Il comma 8 prevede la registrazione nell'Anagrafe antimafia degli esecutori dei dati relativi a contratti, subappalti e subcontratti. Il comunicato del Ministero dell'interno, sul protocollo del 27 giugno 2025, ha annunciato l'interoperabilità dei dati Ge.di.si., la mappatura dei cantieri e una cabina di regia interistituzionale;
il comma 14 del medesimo articolo 30 – come integrato dall'articolo 18, comma 5, lettera a), del decreto-legge n. 144 del 2026, convertito dalla legge n. 174 del 2026 – contempla, al ricorrere dei presupposti normativamente stabiliti, la cancellazione dall'Anagrafe per significative o persistenti carenze esecutive, su proposta del Commissario straordinario e secondo criteri da stabilire con ordinanza. Il Commissario ha riferito di aver ricevuto lamentele per ritardi nei lavori e proteste per retribuzioni non corrisposte;
ferme restando la presunzione d'innocenza e l'autonomia dell'autorità giudiziaria, le circostanze descritte richiedono una distinta verifica sull'efficacia della vigilanza amministrativa, sulla regolarità dei procedimenti di spesa e sulle eventuali interferenze nei processi decisionali pubblici –:
se, in relazione a quanto esposto in premessa e anche in considerazione di quanto risulterebbe aver dichiarato Acquaroli, non intendano valutare, per quanto di competenza, la sussistenza dei presupposti per l'attivazione di iniziative di carattere ispettivo, anche tramite i servizi ispettivi di finanza pubblica, circa possibili impatti economici che abbiano interessato procedimenti finanziati dallo Stato;
per quali ragioni siano stati disposti il contributo commissariale alle Monachette e il ricorso ai poteri speciali, quali atti istruttori abbiano giustificato la celerità del procedimento, quale termine per l'acquisto fosse applicabile e da quale data decorresse, considerate le diverse date di pubblicazione del decreto Mur n. 1488 del 2023, e quali verifiche il Governo intenda promuovere, per quanto di competenza, sulla regolarità delle procedure, sul coordinamento delle fonti di finanziamento, sulla trasparenza delle interlocuzioni istituzionali, anche al fine di fugare dubbi circa eventuali indebiti condizionamenti;
quali dati fossero disponibili nell'Anagrafe antimafia e negli altri sistemi informativi circa la concentrazione dei cantieri, la filiera dei subappalti e le criticità esecutive, quali anomalie siano state rilevate e con quali conseguenze; quando siano divenute operative le funzionalità previste dal protocollo del 2025, con quali soggetti abilitati all'accesso, report prodotti e attività effettivamente svolte dalla cabina di regia; quali criteri applicativi dell'articolo 30, comma 14, siano stati definiti dopo la sua introduzione, se siano state avanzate proposte di cancellazione dall'Anagrafe e, nel caso, con quali esiti;
quali iniziative di competenza il Governo intenda adottare per rafforzare nell'ambito del processo di ricostruzione i presìdi antimafia, prevenire indebite interferenze nell'esercizio delle funzioni pubbliche, assicurare la continuità dei lavori e i pagamenti legittimamente dovuti, tutelando i lavoratori, le imprese estranee alle contestazioni e le famiglie tuttora fuori dalle proprie abitazioni.
(2-00973) «Braga, Curti, Manzi».
Chiarimenti e iniziative di competenza in ordine alle procedure consolari attivate da Flavio, Eduardo e Carlos Bolsonaro presso l'Ambasciata d'Italia a Brasilia – 2-00971
E)
I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, il Ministro dell'interno, il Ministro della giustizia, per sapere – premesso che:
il 25 novembre 2022, rispondendo all'interpellanza urgente dell'interpellante, il Governo riferiva che nel 2020 Flavio ed Eduardo Bolsonaro, figli dell'allora presidente brasiliano Jair Bolsonaro, hanno chiesto di accedere alla lista d'attesa della cancelleria consolare dell'Ambasciata d'Italia a Brasilia, per ottenere il riconoscimento della cittadinanza iure sanguinis, presentando prova della residenza a Brasilia;
l'8 novembre 2022, nove giorni dopo la sconfitta elettorale del padre, Flavio ed Eduardo si sono recati presso l'Ambasciata per sollecitare la propria pratica;
il 13 giugno 2025, rispondendo all'interpellanza n. 2-00631 dell'interpellante, il Governo confermava che Flavio, Eduardo e Carlos Bolsonaro hanno concluso con esito positivo il procedimento avviato, ottenendo la cittadinanza italiana: Flavio ed Eduardo nel 2023, Carlos nel 2024;
la data di presentazione della domanda di Carlos non è mai stata comunicata; nonostante siano previsti 730 giorni per concludere l'iter presso numerose sedi consolari in Brasile le attese superano da anni il decennio, come rilevato anche dal tribunale di Firenze, sentenza n. 66 del 2024, costringendo molti richiedenti a rivolgersi all'autorità giudiziaria;
dall'agosto 2018 l'ambasciata a Brasilia ha sospeso le convocazioni per il riconoscimento della cittadinanza, continuando a ricevere soltanto richieste d'iscrizione alla lista d'attesa;
nel novembre 2022 le convocazioni riguardavano quelle del 2018; appare necessario verificare se i Bolsonaro siano stati convocati nel rispetto dell'ordine cronologico della lista d'attesa o abbiano beneficiato di un trattamento preferenziale rispetto agli altri richiedenti;
con decreto-legge n. 36 del 2025, convertito, con modificazioni, della legge n. 74 del 2025, il Governo ha fortemente ristretto il riconoscimento della cittadinanza iure sanguinis: così numerosi discendenti di italiani non potranno più ottenerla, mentre i figli di Bolsonaro, condannato in Brasile per il tentato colpo di Stato, l'hanno ottenuta in tempi rapidi;
il senatore Flavio Bolsonaro, candidato sconfitto alle elezioni presidenziali del 25 ottobre 2026, e oggetto di due inchieste della polizia federale sotto la supervisione del Supremo tribunal federal: la prima, affidata ad Alexandre de Moraes, riguarda ipotesi di riciclaggio connesse a società di scommesse e piattaforme di pagamento riconducibili all'avvocato Willer Tomaz, compreso il possibile accesso ai conti di una società offshore; la seconda, affidata ad André Mendonça, riguarda il finanziamento del film «Dark Horse» da parte di Daniel Vorcaro, ex controllore del Banco-Master, per evasione valutaria, organizzazione criminale, riciclaggio e corruzione;
precedentemente Flavio Bolsonaro era stato accusato dalla procura di Rio de Janeiro di peculato, organizzazione criminale e riciclaggio; il procedimento s'è arrestato dopo che il Superior tribunal federal ha annullato le prove raccolte, senza giudizio nel merito;
il 16 giugno 2026 la prima sezione del Supremo tribunal federal ha condannato all'unanimità Eduardo Bolsonaro a 4 anni e 2 mesi per coazione nel corso del processo, per aver tentato d'interferire nel processo sul tentato colpo di Stato;
la condanna è divenuta definitiva il 31 ottobre 2026 e il 7 ottobre 2026 Alexandre de Moraes ha disposto l'arresto con cancellazione di tutti i passaporti brasiliani; il caso dell'ex deputata Zambelli, che dopo la condanna in Brasile ha dichiarato di sentirsi «intoccabile» grazie al passaporto italiano, dimostra il rischio che la cittadinanza italiana sia utilizzata per sottrarsi alla giustizia del proprio Paese –:
se non ritengano di fornire ogni elemento necessario a chiarire quando Flavio, Eduardo e Carlos Bolsonaro abbiano chiesto l'iscrizione nella lista d'attesa dell'Ambasciata d'Italia a Brasilia, in quali date siano stati convocati, quando abbiano presentato la documentazione richiesta per il riconoscimento e in quali date abbiano ottenuto la cittadinanza;
quando l'Ambasciata abbia ripreso le convocazioni dopo la sospensione dell'agosto 2018, quanti richiedenti iscritti nella lista d'attesa in data anteriore fossero, in quel momento, ancora in attesa di convocazione;
se per i tre richiedenti sia stata disposta una convocazione prioritaria o in deroga all'ordine cronologico e, in caso affermativo, sulla base di quale criterio e da chi sia stata autorizzata presso l'Ambasciata;
se non ritengano di avviare verifiche ispettive di competenza in ordine alla regolarità delle procedure seguite per i figli di Bolsonaro, a garanzia della parità di trattamento tra tutti i richiedenti, fornendo al Parlamento gli elementi concernenti i relativi esiti;
se a Eduardo e Flavio Bolsonaro sia stato rilasciato un passaporto italiano, da quale autorità e in quale data, e se risultino iscritti all'Aire;
se siano a conoscenza delle inchieste in corso in Brasile nei confronti di Flavio Bolsonaro;
quali iniziative di competenza, anche di carattere normativo, intendano assumere al fine di scongiurare il rischio che la cittadinanza italiana possa diventare di fatto uno strumento per sottrarsi alla giustizia a livello internazionale;
se non ritengano di valutare, per quanto di competenza, la sussistenza dei presupposti per il ritiro dei passaporti ai figli di Bolsonaro.
(2-00971) «Bonelli, Zanella».