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Resoconto dell'Assemblea

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XVIII LEGISLATURA


Resoconto stenografico dell'Assemblea

Seduta n. 282 di lunedì 23 dicembre 2019

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE FABIO RAMPELLI

La seduta comincia alle 14,05.

PRESIDENTE. La seduta è aperta.

Invito la deputata segretaria a dare lettura del processo verbale della seduta precedente.

SILVANA ANDREINA COMAROLI , Segretaria, legge il processo verbale della seduta del 18 dicembre 2019.

PRESIDENTE. Se non vi sono osservazioni, il processo verbale si intende approvato.

(È approvato).

Missioni.

PRESIDENTE. Comunico che, ai sensi dell'articolo 46, comma 2, del Regolamento, i deputati Ascani, Azzolina, Battelli, Benvenuto, Boccia, Bonafede, Boschi, Brescia, Buffagni, Castelli, Cirielli, Colletti, Colucci, Davide Crippa, D'Incà, D'Uva, Dadone, De Micheli, Delmastro Delle Vedove, Delrio, Luigi Di Maio, Di Stefano, Ferraresi, Fioramonti, Gregorio Fontana, Fraccaro, Franceschini, Gallo, Gebhard, Gelmini, Giaccone, Giachetti, Guerini, Invernizzi, Iovino, L'Abbate, Liuni, Liuzzi, Lollobrigida, Lorefice, Losacco, Lupi, Maggioni, Mauri, Molinari, Morani, Morassut, Morelli, Orrico, Ruocco, Paolo Russo, Saltamartini, Scalfarotto, Schullian, Sisto, Spadafora, Speranza, Tasso, Tofalo, Vignaroli, Villarosa e Zoffili sono in missione a decorrere dalla seduta odierna.

I deputati in missione sono complessivamente settanta, come risulta dall'elenco depositato presso la Presidenza e che sarà pubblicato nell'allegato A al resoconto della seduta odierna (Ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicate nell'allegato A al resoconto della seduta odierna).

Preavviso di votazioni elettroniche (ore 14,08).

PRESIDENTE. Poiché nel corso della seduta potranno aver luogo votazioni mediante procedimento elettronico, decorrono da questo momento i termini di preavviso di cinque e venti minuti previsti dall'articolo 49, comma 5, del Regolamento.

Seguito della discussione del disegno di legge: S. 1586 - Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2020 e bilancio pluriennale per il triennio 2020-2022 (Approvato dal Senato)(A.C. 2305); Nota di variazioni al Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2020 e bilancio pluriennale per il triennio 2020-2022 (A.C. 2305/I).

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito della discussione del disegno di legge, già approvato dal Senato, n. 2305: Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2020 e bilancio pluriennale per il triennio 2020-2022 e relativa Nota di variazioni.

Ricordo che nella seduta di ieri il Governo ha posto la questione di fiducia sull'approvazione, senza emendamenti, subemendamenti e articoli aggiuntivi, all'articolo 1 del disegno di legge in esame nel testo della Commissione, identico a quello approvato dal Senato.

(Dichiarazioni di voto sulla questione di fiducia – Articolo 1 – A.C. 2305)

PRESIDENTE. Passiamo alle dichiarazioni di voto sulla questione di fiducia posta dal Governo sull'approvazione dell'articolo 1, dei rappresentanti dei gruppi e delle componenti politiche del gruppo Misto. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Bruno Tabacci. Ne ha facoltà.

BRUNO TABACCI (MISTO-CD-RI-+E). Grazie, Presidente. Rappresentanti del Governo, resta il disagio di questo voto di fiducia, che certifica il pasticcio istituzionale di un passaggio surrettizio verso un sistema parlamentare monocamerale. Certo si comprendono le ragioni della necessità di evitare l'esercizio provvisorio, rese però meno plausibili dalle contraddizioni e dalle incertezze della maggioranza parlamentare, che al Senato è stata dilaniata da particolarismi che purtroppo hanno tenuto banco e hanno fatto perdere tempo. Ci auguriamo tutti che da gennaio si cambi registro, in particolare se lo augurano coloro che hanno creduto nella bontà del cambio della maggioranza parlamentare, e io sono tra questi. Le polemiche sulla qualità della manovra di bilancio dovrebbero tenere conto delle condizioni in cui il Governo l'ha sviluppata, ma il Governo dovrebbe concentrarsi sulle ragioni della mancata crescita, della lunga crisi di questi anni, che è riassumibile nel valore della produttività come misura della crescita del valore aggiunto, dovuta al progresso tecnico, alla conoscenza e all'efficienza. Purtroppo siamo il fanalino di coda in Europa, e da almeno tre lustri, e se non ci concentriamo su questo dato non ne usciamo.

Sul piano della qualità della legislazione, le responsabilità parlamentari purtroppo sono trasversali e denotano nel tempo la crescente mancanza di attenzione alle esigenze di semplificazione e di riordino della legislazione vigente quanto ai parametri di omogeneità, chiarezza e proprietà di formulazione. Scarsa qualità della legislazione e crisi del parlamentarismo hanno alimentato la tentazione dell'antipolitica, sulla quale molti hanno giocato e così arriviamo al capolinea istituzionale. D'altronde, le opposizioni di oggi, ma anche quelli di ieri, sovente sostengono che il Governo non sarebbe legittimo perché non corrisponde al consenso popolare ipotizzato dai sondaggi - è quello che ha ipotizzato anche lei, Presidente, ieri - e questo rappresenta un'aperta negazione della funzione parlamentare, che ha nella funzione di Governo, come previsto dalla Costituzione, la sua caratteristica decisiva. Questo è il corto circuito istituzionale che si determina. Se è il Parlamento che non crede nella sua funzione, perché ci dovrebbe credere un elettorato smarrito e confuso? È il senso della sfida - ho concluso - politica che abbiamo di fronte: se non viene raccolta, anche una sola lettura camerale diventa superflua, ma così si chiude il Parlamento.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Alessandro Colucci. Ne ha facoltà.

ALESSANDRO COLUCCI (M-NI-USEI-C!-AC). Grazie, Presidente. Onorevoli colleghi, membri del Governo, noi voteremo contro la fiducia al Governo richiesta per la legge di bilancio. Lo facciamo perché disapproviamo l'atteggiamento che il Governo ha avuto rispetto all'iter della legge di bilancio, a cui facciamo una serie di rilievi; innanzitutto, un rilievo di tipo tecnico: ci sono state delle violazioni formali molto importanti. Io ricordo l'anno scorso, che in occasione della votazione sulla legge di bilancio ci furono dei rilievi molto importanti da parte della Corte costituzionale, li ha fatti all'inizio di quest'anno riferendosi a quella legge di bilancio con dichiarazioni molto forti, ovvero che per leggi future simili modalità dovranno essere abbandonate, altrimenti potranno non superare il vaglio di costituzionalità e le tempistiche addirittura, l'anno scorso, possiamo considerarle migliori di quanto hanno caratterizzato quest'anno la legge di bilancio (entrò il 10 dicembre al Senato e ne uscì il 23 dicembre con l'approvazione del Parlamento). Quindi violazioni tecniche e un rilievo tecnico che comporteranno il ricorso, da parte di numerosi colleghi, alla Corte costituzionale e vediamo molto difficile la possibilità che un iter di questo tipo possa avere il vaglio positivo da parte della Corte costituzionale.

Per quanto riguarda, invece, l'aspetto politico, consideriamo veramente grave il fatto che la legge di bilancio, che interessa l'intero Paese e che dovrebbe vedere il contributo da parte di maggioranza e minoranza, vede il totale disinteresse da parte del Governo nell'affrontare questo dibattito e questo confronto, che non ha visto un lavoro nelle Commissioni e purtroppo, per l'iter scelto, non vede il medesimo percorso all'interno del Parlamento. La cosa che colpisce ancora di più non è solo il disinteresse nei confronti della minoranza, ma anche della maggioranza, perché è talmente litigioso il rapporto all'interno delle forze politiche di Governo, che aprire il dibattito e il confronto evidentemente avrebbe creato un clima di tensione, che certamente avrebbe reso complicato il rapporto interno di una maggioranza che si regge sul nulla. Si regge sul nulla anche per quanto riguarda i contenuti di questa manovra e qui arrivo all'altro rilievo, che è quello di merito: prendo ad esempio uno dei passaggi che fanno parte della legge di bilancio, la cosiddetta plastic tax, nota come tassa sulla plastica, che dovrebbe, secondo il principio e la volontà del Governo, essere una politica ambientale. Svelo subito che è tutt'altro che ambientale: è contro l'ambiente, perché è molto semplice raccogliere informazioni su questo tema e sapere che un chilo di plastica riciclata costa 1,25 euro, che un chilo di plastica vergine - quindi plastica prodotta nuova - costa 80 centesimi: applicare 45 centesimi di imposta sulla plastica vuol dire - 80 centesimi più 45 centesimi - fare equiparare il costo della plastica vergine al costo della plastica riciclata di oggi. Quindi, per avere un complessivo annovero di costi che possa avvicinarsi il più possibile a quello attuale, tutti coloro che usano plastica riciclata si rivolgeranno a nuova plastica, e tutta la plastica utilizzata verrà stoccata. È tutt'altro che un'imposta che agevola le politiche ambientali, ma è proprio un meccanismo, un percorso che aggrava il peso della produzione di plastica e quindi che complica da un punto di vista ambientale.

Concludo Presidente, evidenziando che oltre a questa critica nel merito c'è il grosso problema di altre tasse che peseranno sulle famiglie e le imprese e poi passi indietro straordinari, come ad esempio il non voler rinnovare e prorogare la cedolare secca, che è un passo straordinario indietro, che aveva consentito l'emergere di molto nero sugli affitti nel nostro Paese.

PRESIDENTE. Concluda, per favore.

ALESSANDRO COLUCCI (M-NI-USEI-C!-AC). Concludo, quindi, riconfermando il voto contrario della nostra componente per tutte le ragioni, ma soprattutto per l'inaccettabile percorso che la legge di bilancio ha avuto nel Parlamento (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Noi con l'Italia-USEI-Cambiamo!-Alleanza di Centro).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Federico Fornaro. Ne ha facoltà. In questo momento non è in Aula. Allora passiamo oltre. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Luigi Marattin. Ne ha facoltà.

LUIGI MARATTIN (IV). Grazie, Presidente. Io dico la verità, non ho grande entusiasmo nel fare questa dichiarazione di voto, non certo perché non abbia dubbi sulla manovra - dopo se ho tempo ne parlo - ma perché credo che il dibattito politico fatto così non abbia alcun senso. Noi siamo da qualche giorno chiusi in quest'Aula e io rinnovo in quest'Aula quello che già il senatore Renzi ha detto al Senato, vale a dire il disappunto e le scuse da parte perlomeno nostra all'opposizione per essere arrivati a non discutere propriamente, come sarebbe dovuto essere, il disegno di legge di bilancio, così come è accaduto l'anno scorso. Ma se l'anno scorso pensavamo fosse una ferita al corretto funzionamento delle istituzioni non c'è alcun motivo per aver cambiato opinione quest'anno. Ciò nonostante, detto ciò che è una premessa importante, credo che il dibattito politico, che pur c'è stato in Commissione e in quest'Aula, fatto in questo modo, non abbia alcun senso. In questo Paese, cioè, da un po' di tempo siamo come chiusi in un acquario, una bolla se preferite…

FRANCESCO LOLLOBRIGIDA (FDI). E io sono il pesce palla!

LUIGI MARATTIN (IV). Non so che pesci siamo, ognuno sceglie il pesce che vuole essere, ma giochiamo dei ruoli totalmente, quasi ormai totalmente separati dalla realtà dei fatti che stiamo discutendo solo sulla base di quello che vogliamo far apparire o, peggio ancora, di quello che vogliamo far credere all'opinione pubblica.

La mia convinzione è che, se continuiamo in questo modo, al di là di maggioranza e opposizione, come dicevo precedentemente in un intervento in occasione del dibattito sulla riforma del MES, la politica diventerà irrilevante, cioè la politica sta già diventando quella cosa per cui, quando una discussione arriva lì, finisce in caciara. Quindi, meno discussioni arrivano alla politica, meglio è: per quello dico che la politica deve difendersi non dal primato della tecnocrazia ma deve difendersi da se stessa (Applausi dei deputati del gruppo Italia Viva) perché, se continuiamo così, sarà sempre più forte la tentazione di prendere le decisioni importanti da qualche altra parte, perché, quando arrivano qua dentro, finisce sempre tutto in caciara.

Volete qualche esempio della caciara? Io sento da qualche giorno l'opposizione continuare a ripetere che questa è una manovra che aggiunge 13 o 7, a seconda dei giorni pari o dispari, miliardi di tasse. Se si prende la relazione tecnica del disegno di legge di bilancio, si vede che le nuove tasse - poi ci sono quelle che calano ma quelle figuriamoci se l'opposizione le guarda - le nuove tasse inserite (sugar, plastic, Robin Tax, tabacchi e giochi) ammontano a 1 miliardo e 191 milioni di euro su una manovra complessiva che sta poco sotto i 32 miliardi di euro. Questo 1 miliardo e 191 milioni è ampiamente compensato dai 3 miliardi di riduzione delle tasse sul lavoro, il cosiddetto cuneo fiscale. Questo è stato spiegato in Commissione bilancio numeri alla mano e, cinque minuti dopo, l'opposizione ha ricominciato a dire che questa è una manovra che ha 13 miliardi di tasse in più. E la balla detta in questo modo e arrivata a qualche cittadino - che, bontà sua, ci ha ascoltato - chi ce la ridà indietro? Che vantaggi ha ottenuto?

L'opposizione ieri diceva che la spesa corrente è fuori controllo con questa manovra. Se voi guardate le variazioni nette complessive fra decreto-legge fiscale e legge di bilancio di questa manovra economica, la spesa corrente complessivamente, su un totale di diverse centinaia di miliardi, in questa manovra aumenta di poche centinaia di milioni. L'opposizione continua a dire che questa è una manovra che incrementa la pressione fiscale. Io non lo so, perché i conti sono ancora in corso sui decimali, può darsi che al terzo decimale vi sia un'approssimazione ma sostanzialmente la pressione fiscale con questa manovra rimane costante nel 2020 rispetto al 2019, cioè il 41,9 per cento, cioè 0,1 per cento in più di quello che era lo scorso anno, nel 2018, e che, con la legge di bilancio fatta da Lega e 5 Stelle nella scorsa manovra, è aumentata.

Ieri ho sentito un intervento di un esponente dell'opposizione che diceva che con l'unificazione di IMU e Tasi si fa una stangata sulla casa che è necessaria per i tagli ai comuni contenuti in questa manovra: e quella balla lì che, come diceva Bob Dylan, fluttuava nell'aria, chi ce la ridà indietro? Questa è una manovra che ai comuni incrementa il trasferimento di 100 milioni nel 2020, 200 nel 2021, 300 del 2022, 400 nell'anno seguente fino ad arrivare a 563 a regime.

Quindi, non solo non c'è alcun taglio ai comuni ma un incremento dei trasferimenti di spesa corrente, oltre agli incrementi di trasferimenti in conto capitale degli investimenti, ma la stangata IMU-Tasi è la semplice somma aritmetica di due imposte che già esistono. Ieri la collega diceva: l'aliquota base sarà 8,6. Sì, perché, quando sommi due aliquote base una del 7,6 e una dell'1, la somma fa 8,6: non c'è nessuna stangata e almeno la matematica in quest'Aula potremmo impararla (Applausi dei deputati del gruppo Italia Viva).

Sento continuamente il collega Garavaglia, che stimo e apprezzo, dire che le tasse aumentano perché sarebbe entrata in vigore a legislazione vigente un'estensione della flat tax per i lavoratori autonomi. È vero: era già finanziata, non c'era mai stato l'ok comunitario ma figuratevi se a questo livello del dibattito conta avere o no l'ok comunitario. C'era un'estensione da 65 mila a 100 mila euro di fatturato con una flat tax al 20 per cento e abbiamo ritenuto opportuno non farla entrare in vigore. Però, se si dice che è un aumento di tasse perché non entra in vigore una riduzione e non si usa lo stesso metro di giudizio per 23 miliardi e 100 milioni di aumenti IVA lasciati dal precedente Governo, si fa un buon servizio al dibattito pubblico o un cattivo servizio (Applausi dei deputati del gruppo Italia Viva)? Cioè, se il confronto è con quanto sarebbe successo in mancanza di questo disegno di legge di bilancio, perché si dice che ci sarebbe stato un miliardo in meno di tasse sugli autonomi e quindi, averlo tolto è un problema, ma non è un merito averne tolte 23 miliardi sui cittadini italiani di cui quattro messe dallo scorso Governo…

SILVANA ANDREINA COMAROLI (LEGA). E tutte le altre tu!

LUIGI MARATTIN (IV). Tutte le altre?

SILVANA ANDREINA COMAROLI (LEGA). Tu!

LUIGI MARATTIN (IV). Mie? Io non ne ho messa nessuna. Ho sentito, infine, ieri l'ex-sottosegretario Guidesi - spero di avere interpretato male - dire in quest'Aula: ma è possibile che ogni anno ci dobbiamo trovare a capire come far tornare i conti? Allora, non so esattamente che cosa volesse dire ma ho paura, anche perché ne sento parlare da un po' di esponenti della Lega di solito e ne vedo diversi anche lì seduti, che il far tornare i conti non sia inteso come una condizione normale di chiunque agisca con i bilanci, da una famiglia a uno Stato, ma come una sadica imposizione internazionale. Secondo qualcuno, cioè, quando ci si trova a gestire il denaro pubblico non necessariamente alla fine bisogna far tornare i conti come fa qualsiasi famiglia, perché in qualche modo c'è sempre un pozzo a cui attingere: che il pozzo si chiami deficit, che il pozzo si chiami chiedere in prestito ai mercati internazionali, che il pozzo si chiami in ultima analisi stampare moneta. Allora, mi chiedo: facciamo un buono o un cattivo servizio all'opinione pubblica se comunichiamo che, mentre la famiglia deve far tornare i conti, lo Stato può avere il privilegio di non doversi trovare a far tornare i conti perché c'è sempre qualcun altro che paga?

Allora voglio dirvi la verità, perlomeno quella che interpreto essere la verità su una manovra di 31 miliardi: una manovra che ne impiega 25 per lasciare le cose come stanno, 23 per eliminare le clausole IVA e 2 per le cosiddette politiche invariate (quindi lasciare le cose come stanno); quando su 30 miliardi, 25 miliardi li usi per quello, è evidente che questa manovra non può rispondere a tutti i bisogni del Paese che da venticinque anni ha problemi di crescita e che ha trascorso, dal 2008 al 2013, la peggiore crisi economica della sua storia.

Posso dire che quei 5-6 miliardi che avanzano sono, secondo me, ben spesi perché ci sono misure importanti sulla famiglia nel disegno di legge di bilancio. La maggior parte delle famiglie italiane dall'anno prossimo non pagherà gli asili nido (Applausi dei deputati del gruppo Italia Viva) e, dove non ci sono gli asili nido, ci sarà un piano per costruirli numeri alla mano. Non sono tra coloro che hanno esultato per i 3 miliardi di riduzione del cuneo fiscale, perché le imposte sul lavoro sono una bestia molto brutta: o ci metti sopra dai 10 miliardi in più o si rischia di non accorgersene; durante il Governo Renzi ci furono 22 miliardi annui per ridurre il cuneo fiscale e già allora si è fatto fatica ad accorgercene, figuriamoci 3. Ma visto che sono in un Parlamento in cui l'opposizione dice che le tasse sono aumentate…

PRESIDENTE. Concluda.

LUIGI MARATTIN (IV). … sono costretto a ricordare e a vantarmi anche io stesso di quei 3 miliardi di cuneo fiscale.

Chiudo, Presidente, la verità, secondo me, dichiarando ovviamente il voto di fiducia di Italia Viva sul disegno di legge di bilancio, è che, finché questo Paese non si libererà del macigno delle clausole di salvaguardia, non torneremo mai ad avere una politica economica che possa aggredire il futuro di questo Paese.

Noi un paio di idee su come iniziare il 2020, e dal punto di vista dello shock agli investimenti, e dal punto di vista di mettere mano finalmente al sistema fiscale anche per eliminare radicalmente queste clausole di salvaguardia, ce l'abbiamo e vogliamo sottoporle al dibattito pubblico…

PRESIDENTE. Concluda per favore.

LUIGI MARATTIN (IV). …ma se il dibattito pubblico e politico continua ad essere così, diventerà qualcosa di peggio di dannoso, la politica diventerà inutile e ho paura anch'io del vuoto politico come qualcuno recentemente in Senato ricordava (Applausi dei deputati del gruppo Italia Viva).

PRESIDENTE. Torniamo a questo punto a chiamare il deputato Federico Fornaro, che, non per sua responsabilità, quando è stato chiamato, non era presente in Aula. In realtà, avevamo erroneamente comunicato che sarebbe stato anticipato da un altro collega.

A lei la parola, deputato Fornaro.

FEDERICO FORNARO (LEU). Grazie, Presidente. Mi scuso per l'equivoco. Avevamo detto in tempi non sospetti che la legge di bilancio sarebbe stato il primo importante banco di prova del Governo nato in estate, e così è stato. Da questo punto di vista crediamo sia stato un banco di prova superato nelle difficoltà, difficoltà oggettive: un iceberg davanti a noi nel cammino erano i 23 miliardi di clausole di salvaguardia sull'IVA che dovevano e sono state disattivate.

Certamente non voglio nascondere, anche da parte nostra, una situazione non certamente positiva, riguardante il fatto che siamo sostanzialmente di fronte a una legge di bilancio che ha visto il suo vaglio al Senato e lo avrà in maniera ridotta alla Camera. Da questo punto di vista, non possiamo non evidenziare questo fatto e, ovviamente, invitare il Governo in una dialettica, che, pur facendo parte della maggioranza, non possiamo non sottolineare, una dialettica quindi tra Parlamento e Governo con riferimento al fatto che questo è un episodio che non deve più ripetersi, nel rispetto ovviamente dei ruoli.

Si poteva fare di più, ha detto qualcuno e questo, come dire, anche nei detti popolari, si può sempre fare di più, però crediamo si sia fatto molto e, soprattutto, occorra dire la verità in questa fase, e la democrazia parlamentare ha questo pregio: c'è un momento in cui le propagande, i talk-show, Facebook, i social media e quello che avviene lì dentro, in un misto di verità e falsità costruite spesso ad arte, alla fine si scontrano, invece, con la verità dell'Aula. La verità dell'Aula dice, come sottolineavo prima, che l'impegno fondamentale che questo Governo si era assunto di fronte al Paese è stato rispettato ed era non far scattare le clausole di salvaguardia. E accanto a questo sono state attivate misure che noi riteniamo importanti. Anche da questo punto di vista si poteva fare di più: certamente il taglio delle tasse sul lavoro, il cosiddetto cuneo fiscale, che nell'anno 2020 sarà di 3 miliardi e che nel 2021 arriverà a 5, poteva essere più alto e credo che occorra lavorare perché possa essere più alto, però è un segno di inversione di tendenza. È la prima volta che si interviene sul cuneo fiscale non dalla parte delle imprese soltanto, ma dalla parte dei lavoratori.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE ROBERTO FICO (ore 14,30)

FEDERICO FORNARO (LEU). E poi, guardate, l'abolizione da settembre della tassa più odiosa, per la quale noi in particolare, come Liberi e Uguali, durante la campagna elettorale ci siamo battuti e ci siamo impegnati nei confronti degli elettori, cioè l'abolizione del super ticket sanitario, è, da questo punto di vista, una battaglia vinta, una battaglia di giustizia, una battaglia di equità, che credo vada riconosciuta a questo Governo, sempre in un settore strategico come quello del Servizio sanitario nazionale. La sanità pubblica è per noi un pezzo fondamentale di un'idea di Stato, oltre che uno strumento fondamentale di welfare, di lotta alle disuguaglianze. Ebbene, i 2 miliardi in più di finanziamento del Servizio sanitario nazionale, la rimodulazione di oltre 2 miliardi di investimenti nell'edilizia sanitaria, 235 milioni per aumentare e migliorare la strumentazione dei medici di base per poter fare una prima diagnostica già in quella sede, in modo da scaricare gli ospedali e lavorare, quindi, nella riduzione delle liste d'attesa, sono segnali concreti, importanti, che parlano al Paese, parlano ai problemi quotidiani delle persone. Credo che, quindi, siano risultati importanti, ottenuti non soltanto dal Ministro Speranza, ma da parte di tutto il Governo.

Ma vorrei poi riflettere su un altro tema perché tutta la campagna, il dibattito che ha preceduto questa legge di bilancio e l'ha accompagnata, è stata tutta incentrata sulle tasse, con le accuse reciproche di aumento di tasse. Ma guardate io vorrei uscire da questo gioco, che io trovo sbagliato, che noi troviamo sbagliato. Il tema non è quello di demonizzare le tasse, l'idea che la tassa in sé sia un male. La tassa, nella storia economica e l'economia ce lo insegna, è uno strumento per redistribuire, è uno strumento per orientare, è lo strumento che ha lo Stato per dare segnali e per ridurre, come dicevo prima, disuguaglianze. E guardate, anche questa idea, che come un mantra si ripete dal centrodestra e che, ahinoi, anche all'interno del centrosinistra trova molti accoliti, per la quale il problema dell'Italia, il problema della difficoltà di crescita dell'Italia sia in qualche modo riconducibile soltanto ad un tema di alta tassazione, lo consideriamo sbagliato, e lo vogliamo dire in questa sede.

Più che il tema della tassazione e del livello di tassazione, a rallentare la crescita, a impedire la crescita, sono i 109 miliardi di evasione fiscale e contributiva (Applausi dei deputati del gruppo Liberi e Uguali), è quello che impedisce a questo Paese di liberare risorse per i consumi, per il welfare e per il sostegno alle imprese. Pensate per un attimo che cosa si potrebbe fare e che manovra si sarebbe potuta scrivere, da parte nostra o da parte di un altro Governo, se, invece che 109, fossero soltanto 50, cioè se avessimo potuto attivare più di 50 miliardi di risorse: sarebbe un altro Paese! Perché la verità è che, come si diceva una volta, i compiti a casa questo Paese li ha fatti: sull'avanzo primario, ad eccezione di un anno, su un arco di tempo molto lungo, siamo sempre stati in avanzo primario. Il problema, come tutti sappiamo, è il debito, è il costo del servizio del debito, ed è l'evasione quella che ci caratterizza in negativo rispetto al resto d'Europa. Quindi, il tema della lotta all'evasione dovrebbe essere un tema di tutti, non soltanto di una parte e, in qualche modo, invece, passa l'idea, continua a passare un'idea sbagliata che siano le tasse il problema di questo Paese. Poi è evidente che, se ci fosse una lotta all'evasione che riuscisse a recuperare quella dimensione di risorse, si potrebbe anche pagare meno tasse, questo è del tutto evidente.

Ma c'è l'altra questione, che noi crediamo e chiediamo che il Governo prenda nell'agenda del suo lavoro tra i primi posti, e si chiama lotta alle disuguaglianze: alle disuguaglianze economiche, alle disuguaglianze sociali. Questo è un Paese che è uscito drammaticamente ferito dalla crisi iniziata nel 2008, che in parti del Paese, per determinate categorie, non è ancora finita. O noi entriamo in questa dimensione, entriamo cioè in una dimensione per la quale la disuguaglianza è un baco, che non soltanto lavora dentro per distruggere il sistema economico nel lungo periodo, ma è un baco anche della democrazia, una democrazia che ha bisogno di una politica in grado di fare lotta vera alle disuguaglianze e ottenere dei risultati.

Noi crediamo che questo sia e debba essere uno dei punti fondamentali, così come chiediamo ovviamente che si possa, già dal mese di gennaio, iniziare ad affrontare alcuni dei nodi che avevamo nel programma di Governo, a cominciare - lo ricordo anche in questa sede - da una modifica radicale dei cosiddetti decreti Salvini sulla sicurezza.

Crediamo che si siano fatti anche altri cambi di passo importanti, e mi piace sottolinearlo anche alla presenza del Viceministro Misiani, che anche nelle scorse legislature su questi temi si era molto impegnato; il cambio di passo, che ha ricordato prima anche il collega Marattin, sugli enti locali: sostanzialmente si riesce nel triennio a cancellare il taglio sul decreto-legge n. 66 del 2014, che aveva posto i comuni in una situazione drammatica.

Ridare risorse ai comuni o riorientare e riavviare investimenti degli enti locali è un'operazione non soltanto giusta da un punto di vista di lotta alle disuguaglianze, perché alla fine i primi che incontrano e si scontrano con questi temi sono proprio i sindaci e gli amministratori locali, ma soprattutto anche per dare risorse fresche di investimenti sull'economia.

Quindi, in definitiva, crediamo che si sia fatto un buon lavoro; che si poteva ovviamente fare di più, ma i risultati raggiunti da questo testo e da questa legge di bilancio siano importanti.

Per questo annuncio convintamente il voto a favore del gruppo Liberi e Uguali alla fiducia (Applausi dei deputati del gruppo Liberi e Uguali).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto la deputata Gelmini. Ne ha facoltà.

MARIASTELLA GELMINI (FI). Presidente, siamo al 23 dicembre, ma non siamo qui per scambiarci gli auguri natalizi. Siamo qui perché una maggioranza che prometteva all'Italia un Governo diverso, rispettoso dei principi costituzionali e delle regole democratiche, ha deciso semplicemente di far transitare il provvedimento più importante dell'anno da questa Camera, da questa Assemblea legislativa, che è l'unica che rappresenta l'intero corpo elettorale. È un fatto gravissimo, Presidente, e lei lo sa bene, perché impedire alla Camera dei deputati di emendare, modificare, rivedere una manovra completamente sbagliata, è un atto contro la democrazia.

E voglio anche dirvi che tutto questo è avvenuto perché avete trascorso il mese di dicembre non in un confronto sano in Parlamento, nelle Commissioni, ma all'interno della vostra maggioranza, e vi siete accapigliati su come stritolare prima e meglio quello che resta del ceto medio, quello che resta delle imprese e delle partite IVA (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente), che verranno profondamente danneggiate da questa manovra. Dovevate essere il Governo di un nuovo umanesimo; per il momento avete demolito la democrazia parlamentare, avete ignorato gli appelli dei due Presidenti della Camera e del Senato, e probabilmente, ne sono certa, anche gli appelli del Presidente della Repubblica.

Complimenti, perché nessuno era arrivato a tanto: neanche il passato Governo, contro il quale il Partito Democratico fece ricorso alla Consulta (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente); ma in quel caso almeno tre passaggi la manovra li aveva fatti. Non ci sorprendiamo del MoVimento 5 Stelle, perché l'intendimento dei grillini è molto chiaro: abolire la democrazia rappresentativa, violentare la democrazia liberale. Questo è quello che hanno in animo di fare. Ma ogni anno di male in peggio: l'anno scorso tre letture, quest'anno due letture; se questa maggioranza dovesse continuare ad avere la maggioranza, il Governo del Paese, da due letture passeremmo ad una, immagino, o magari direttamente a votare la manovra sulla piattaforma Rousseau (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente). Magari con qualche contributo di grandi gruppi imprenditoriali o consulenze di qualche ministero compiacente. È la famosa evoluzione della democrazia digitale: una volta c'era chi, facendo il furbo, faceva ricorso al geometra giusto per un permesso edilizio, adesso magari bisogna avere una app giusta sulla Casaleggio Associati (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente).

E allora, Presidente, io le dico subito che noi non ci accontentiamo delle grida “onestà, onestà, onestà”: noi vogliamo un'informativa sui rapporti della Casaleggio Associati, sui clienti della Casaleggio Associati (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente)! Perché ciò che ci stupisce è poi il comportamento del Partito Democratico, di Italia Viva e il comportamento di LeU: ma come, non eravate i garanti della Costituzione, dei sinceri democratici, quelli che volevano scongiurare la deriva dei pieni poteri? E adesso come gliela spiegherete ai vostri amici delle “sardine”, questa tonnara della democrazia parlamentare (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente)? Che giustificazioni accamperete? Cosa gli racconterete, che eravate troppo impegnati a mettere o a far finta di togliere nuove tasse, a pianificare piani shock o a rilasciare interviste e propaganda sui giornali e sui media?

Vi siete riuniti sabato scorso in Consiglio dei ministri, 6, 7, 8 ore, e non siete riusciti ad approvare nemmeno un “milleproroghe” se non senza intese, salvo intese: nemmeno sulle proroghe trovate l'accordo in questa benedetta maggioranza (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente)!

Io vorrei chiedervi: cosa approvate, cosa fate in Consiglio dei ministri? Avete dato lezioni per anni di democrazia ai Governi di centrodestra, avete schierato i bambini, avete raccolto le firme, avete fatto cortei di protesta, girotondi; e adesso governate con il MoVimento 5 Stelle, che peraltro considerava fascista - cito testualmente - la posizione della fiducia su qualsiasi provvedimento, cosa che voi fate puntualmente, puntualmente ricorrere alla fiducia (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente).

Certo, nell'ultimo Consiglio dei ministri una novità c'è stata; vi devo dare atto, qualcosa di nuovo è avvenuto. Questa volta sembra che i ministri di Italia Viva si siano svegliati, e per un movimento che, appunto, fa leva sulla vitalità dei suoi appartenenti è un passo avanti: evidentemente nei precedenti Consigli dei ministri, i ministri di Italia Viva dormivano, perché hanno approvato tutti i provvedimenti, compresa questa manovra (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente). E allora vorrei chiedere per il suo tramite, Presidente, ai rappresentanti di Italia Viva: ma gliel'avete detto al vostro leader che “quota 100” non è cambiata di una virgola (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente)? Avete informato il compagno Renzi che il reddito di cittadinanza, che lui definiva un incentivo al lavoro nero, è rimasto tal quale? Lo avete informato che non c'è stata nessuna vittoria sulla sugar tax, la plastic tax, la Robin tax, perché ci sono tutte queste tasse, frutto della creatività fiscale di questo Governo (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente)?

E allora voglio dire che Renzi potrà pure continuare a fare la corte ai nostri deputati e senatori, ma sappia che questa sua finanziaria, questa sua manovra, questa sua legge di bilancio non avrà il voto di un solo deputato di Forza Italia (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente), perché noi siamo dei liberali veri! E lo dico a futura memoria, per essere ancora più chiara: se per caso si dovesse verificare una quanto mai auspicabile implosione di questa casa di carta, non venite a cercarci, perché non ci sarà un vero liberale, non ci sarà un vero democratico, non ci sarà un vero forzista disposto a venirvi in soccorso. Perché guardate, questa manovra nega la ricetta liberale, aumenta le tasse e aumenta il debito. È una manovra fallimentare, che non serve al Paese e di cui vi dovreste vergognare (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente).

Così come devo dire che siamo stati sorpresi dalle rivelazioni prenatalizie, perché Zingaretti ha definito il Presidente del Consiglio un esponente di sinistra. Ha detto: io l'ho sempre saputo, avevo la percezione che Conte fosse, in fondo in fondo, un uomo di sinistra. Ebbene, noi non l'avevamo capito, nel senso che ci eravamo fidati di lui, e Conte si era presentato come un rappresentante dei grillini; credo che come noi lo pensassero tutti gli italiani. Ma allora a me viene da chiedere a Conte, che purtroppo non è in quest'Aula, trattandosi solo della manovra: come ha fatto a governare per 15 mesi con la Lega? Non gliel'avevano detto che la Lega è un movimento di centrodestra (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente)? Cosa ci faceva lui, uomo di sinistra, alleato con la Lega? E allora vedete che ci sono seri problemi di percezione e ci sono balle non più sostenibili.

Io non ce la faccio più, Presidente, a vedere la coppia Conte-Gualtieri che invade tutti i TG televisivi raccontando di aver fatto il più grande taglio delle tasse della storia (Commenti dei deputati del gruppo Partito Democratico).

PRESIDENTE. Colleghi!

MARIASTELLA GELMINI (FI). Il più grande taglio delle tasse della storia per avere rinviato di un anno l'aumento dell'IVA. Ora, tutti sappiamo la differenza tra un mancato aumento e una riduzione delle tasse: noi non siamo davanti ad una riduzione delle tasse, ma ad un mancato aumento per un anno, perché tra un anno i 23 miliardi andranno trovati un'altra volta (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente). Quindi smettetela di dire che avete ridotto le tasse: non avete ridotto nulla, semmai avete abolito la prescrizione, avete utilizzato la lettera scarlatta della confisca per sproporzione nei confronti degli imprenditori (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente), avete licenziato in Consiglio dei ministri l'abuso delle intercettazioni.

E allora che cosa percepiranno, che cosa penseranno gli italiani di questa maggioranza? Che siete la solita sinistra: non cercate di mettervi un abito diverso, perché l'abito è quello della sinistra, la sinistra che dice che le tasse sono bellissime, e a questo avete aggiunto il detto dei 5 Stelle che anche le manette sono bellissime (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente), perché questa è una manovra tasse, manette e spesa pubblica (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente). Voi siete il Governo della crescita percepita, perché, nei fatti, la crescita l'avete registrata allo 0,2 per cento. Ecco perché vi dico che può darsi che oggi questo Governo incassi la fiducia di una maggioranza sgangherata, ma non avrete mai la nostra fiducia e, soprattutto, non avete più la fiducia del Paese. Prima andate a casa, meglio è (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente – Congratulazioni).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto la deputata Meloni. Ne ha facoltà. Colleghi, per favore. Prego.

GIORGIA MELONI (FDI). Grazie, Presidente. Il gruppo di Fratelli d'Italia annuncia il voto contrario alla fiducia a questo Governo sulla manovra e, oggettivamente, non potrebbe essere diversamente, non credo che ci fosse molta suspense sul voto di Fratelli d'Italia. Se il collega Marattin di Italia Viva fa la sua dichiarazione con scarso entusiasmo, si figuri il nostro.

Quando è stato fatto questo Governo, ci è stato spiegato, di fronte al fatto che per fare quel Governo si facevano delle capriole al cospetto delle quali gli artisti del circo di Moira Orfei sarebbero impalliditi, al cospetto del fatto che c'era qualche decina di migliaia di persone che manifestava qui fuori contro questo Governo, quando questo Governo è stato fatto, alle proteste nostre e di molti italiani, si è risposto: è la democrazia parlamentare, bellezza. Democrazia parlamentare significa che il Parlamento decide, democrazia parlamentare significa che il Parlamento è centrale. E, di grazia, posso chiedervi dov'è la democrazia parlamentare nel momento in cui il Parlamento non può discutere la legge di bilancio, che vi segnalo essere la prima prerogativa dei Parlamenti dalla fine delle monarchie assolute e, quindi, più o meno, dal XVII secolo (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia)? Perché, se al Parlamento gli togliete la legge di bilancio, vi comunico che la democrazia parlamentare non c'è e non c'è nemmeno il Parlamento.

E vorrei chiedere ai colleghi del PD, che lo scorso anno andarono a fare ricorso alla Consulta contro la contrazione dei tempi parlamentari: adesso non conta più il Parlamento? Adesso non conta più la Costituzione? Che quando si arriva al Governo, finalmente, Costituzione e Parlamento non ci servono e possiamo piegare le istituzioni al nostro piacimento, alle nostre necessità? Noi non la vediamo così. Pensiamo che sia una vergogna quello che è accaduto con questa manovra, con un Senato della Repubblica e un maxiemendamento sul quale è stata apposta la fiducia perché il Governo doveva emendare se stesso, con una Camera dei Deputati nella quale stiamo facendo, diciamoci la verità, colleghi, una pantomima, perché noi non abbiamo potuto dire nulla su questa legge di bilancio, e lo sapevano tutti dall'inizio.

Quindi, dispiace, anche perché, vede, probabilmente, se si fosse discussa questa manovra, qualche buona idea - lo dico ai colleghi del Governo - l'avevamo presentata. Fratelli d'Italia non ha avuto un atteggiamento ostruzionistico verso questa manovra, lo dimostra il fatto che abbiamo presentato la metà degli emendamenti che ha presentato il Partito Democratico, partito di maggioranza. Talmente buone proposte che, in alcuni casi, non si è proprio potuto dire di no: è - e lo rivendico, ne sono fiera - grazie a Fratelli d'Italia se oggi c'è un milione di euro in più sul fondo per gli orfani delle vittime di femminicidio (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia; è grazie a Fratelli d'Italia se, da domani, chi viene raggiunto da una bolletta pazza dovrà essere risarcito quando dimostra di non dovere quei soldi; è grazie a Fratelli d'Italia se le mamme che hanno delle patologie per le quali non possono allattare avranno un bonus per poter comprare il latte in polvere. È grazie a proposte di buonsenso che abbiamo fatto. E però ne avevamo fatte tante altre, che avrebbero difeso gli italiani, se fossero state approvate, dalla stangata che sta per abbattersi su di loro.

Perché, vede, l'altra cosa incredibile di questa manovra è che, quando è nato questo Governo, ci è stato spiegato che il Governo era necessario per il fatto che, se non si fosse fatto, sarebbero scattate le clausole di salvaguardia sull'IVA, le accise sui carburanti e compagnia e sarebbero aumentate le tasse. Quindi, uno si aspetta che, nel momento in cui questo Governo viene fatto, la manovra preveda non solo che non scattino le clausole di salvaguardia, che vengano abolite le clausole di salvaguardia, ma che le tasse non aumentino. È accaduto? No.

Parliamo delle clausole sulle accise sul carburante? Triplicate. Triplicate nel 2021, quadruplicate nel 2022, quintuplicate nel 2023. E sa che cosa significa quando le accise sul carburante aumentano così? Che aumenta il trasporto delle merci e, quindi, aumentano le merci per il consumatore (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia). Si chiama IVA mascherata. L'IVA mascherata: non te la faccio aumentare da una parte e te la metto dall'altra.

Esattamente come rappresentano un'IVA mascherata la tassa sulla plastica e la tassa sullo zucchero. Perché, Presidente, non ci prendiamo in giro, lo dice il Governo stesso quando calcola gli introiti della tassa sullo zucchero praticamente a consumo invariato. Lo sanno tutti che sono tasse che non correggono i comportamenti (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia), lo sanno tutti che servono semplicemente a dare una copertura sensata al fatto che alla gente gli aumenti la pressione fiscale. Perché, poi, voglio chiedere al collega Marattin che dice che noi diciamo un sacco di stupidaggini: collega Marattin, io non sono un genio della matematica, ma con la calcolatrice ci arrivo a un calcolo. 32 miliardi è il costo della manovra, giusto? Ci sono 16 miliardi in deficit, giusto? Ci sono 3,3 miliardi di recupero dall'evasione fiscale, lei dice che le tasse impegnano un miliardo di euro: le comunico che mancano 12 miliardi all'appello. Avete fatto 12 miliardi di tagli alla spesa pubblica e, allora, se ci spiegate quali sono, perché io non li prevedo, oppure mi sa che le tasse aumenteranno un tantinello nel 2020, nel 2021 e negli anni a seguire, perché questo dicono i saldi, perché questo dicono i numeri (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

Infatti, se ne sono inventate un po' tutte, no? I buoni pasto, le tasse sulle auto aziendali, sui tabacchi, la tassa sulla fortuna. La tassa sulla fortuna dovrebbe pagarla il Governo di miracolati che stanno al Governo, mentre la gente li vorrebbe a casa. Pagatela voi la tassa sulla fortuna (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia)! Il resto dei soldi, dicevamo, si prendono in deficit…colleghi, scusate, un po' meno, grazie.

PRESIDENTE. Colleghi.

GIORGIA MELONI (FDI). Lo so, lei è troppo preso dal mio intervento, grazie Presidente. Il resto dei soldi, dicevamo, 16 miliardi in deficit. Anche qui, intanto, corre sempre l'obbligo di ricordare che il deficit è nuovo debito, nuovo debito vuol dire nuovi interessi sul debito, quindi sempre gli italiani pagano, a stringere. Ma va bene, io non sono contraria al fatto che si possano spendere i soldi in deficit, però, vede, quando noi spendiamo i soldi in deficit, al netto di Di Maio che non l'ha capito - ricordo quando lo scorso anno diceva: ci hanno sempre detto che i soldi non c'erano e, invece, li abbiamo trovati -, insomma, quando spendiamo i soldi in deficit è come una cambiale: vuol dire che i soldi non ci sono e ti stai indebitando per farteli prestare. Si possono spendere i soldi in deficit, il punto è che, quando si spendono i soldi in deficit, si stanno indebitando i propri figli. Allora, sono soldi che si possono spendere, ma per qualcosa che rimanga ai nostri figli. Vuoi spendere i soldi in deficit? Va bene, ma ci devi fare infrastrutture, crescita, messa in sicurezza del territorio, qualcosa che rimanga per le generazioni a venire. Non si spendono 16 miliardi di soldi in deficit per pagare il reddito di cittadinanza ai brigatisti, agli spacciatori, ai nomadi e agli abusivi (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia), che è esattamente quello che fa questa manovra, perché vi siete dimenticati di dire che ci sono 10 miliardi di euro tra reddito di cittadinanza e marchette varie. Ci sono! Non spendi i soldi dei tuoi figli per fare cassa oggi, cassa elettorale. Cassa elettorale, perché, diciamocelo, noi abbiamo avuto il coraggio di dirlo dall'inizio, ma dopo un anno che questo reddito di cittadinanza non funziona, ce lo vogliamo dire o non ce lo vogliamo dire? Ce lo vogliamo dire che non è servito ad aiutare chi non poteva lavorare, ma chi non voleva lavorare onestamente nella maggior parte dei casi (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia)? Perché certo che siamo favorevoli ad aiutare chi non può lavorare, ma uno Stato giusto non mette sullo stesso livello dell'assistenzialismo chi può lavorare e chi non può farlo, perché finisce per discriminare il più debole. E questo è quello che c'è in questa manovra di bilancio.

Poi, ovviamente, terzo pilastro di questa manovra è la presunta lotta all'evasione fiscale. Vede, dico “presunta”, perché, ancora una volta, noi abbiamo uno Stato che finge di combattere l'evasione, ma, in realtà, fa caccia al gettito. Ancora una volta, noi abbiamo uno Stato che fa il debole con i forti e il forte con i deboli. Ancora una volta, noi abbiamo uno Stato che se la prende con gli scontrini dei bar, quando la vera evasione fiscale sta da tutt'altra parte e tutti fanno finta di niente. Vogliamo dircelo dove sta l'evasione fiscale? “Frodi carosello”, 28 miliardi di euro l'anno: non c'è niente in questa manovra; la vergogna delle multinazionali che sposano la sede legale fuori dai confini nazionali, quasi altri 30 miliardi di euro: non c'è niente. Vogliamo parlare della web tax al 3 per cento?

Ah, gli facciamo pagare il 3 per cento, che al primo ricorso, oltretutto, quella roba lì salta? L'ha fatta Fratelli d'Italia una proposta giusta su questo tema, era il principio dell'imposta di bollo: ti tasso sul numero degli accessi che hai (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia). Ma certo che non ci andiamo a pestare i piedi ai grandi colossi del web, no, lì stiamo zitti. Vogliamo parlare degli extracomunitari, dei cinesi, che aprono e chiudono centinaia di imprese senza versare un euro allo Stato italiano? Noi l'abbiamo fatta, anche qui, una proposta. Che ci vuole? Un deposito cauzionale per gli extracomunitari che vogliono aprire qui. Non devi pagare di più, ma voglio avere la garanzia che paghi. Ma è stato bocciata, perché c'è un caso in cui anche per la sinistra vale il prima gli italiani: quando si pagano le tasse, per tutto il resto gli italiani arrivano dopo (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

È certo che una manovra del genere, Presidente Fico, non poteva che essere fatta dal Governo più a sinistra della storia della Repubblica. Ormai avete tutti questa cosa fantastica e fantasiosa di dare alle leggi dei nomi: ecco, questa la potete chiamare “manovra bandiera rossa”, così potete anche giustificare la vergogna di 400 mila euro spesi per celebrare la nascita del Partito Comunista Italiano (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia). Una cosa scandalosa, fatta dalla stessa maggioranza che boccia la richiesta di Fratelli d'Italia di istituire un fondo per aiutare e risarcire le famiglie rispetto alle quali fosse dimostrato che sono stati indebitamente sottratti dai bambini, a Bibbiano come nel resto d'Italia (Prolungati applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia)! Di quello vi vergognate, di celebrare il centenario del Partito Comunista, invece, siete contenti. Beh, non è la nostra manovra, e noi non la voteremo. E facciamo un appello agli imprenditori, ai professionisti, ai lavoratori, a chi vuole lavorare e non vuole una paghetta di Stato: tenete duro, sta per arrivare un Governo che ridarà all'Italia la voglia di pensare in grande (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia - Congratulazioni)!

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Padoan. Ne ha facoltà.

PIETRO CARLO PADOAN (PD). Presidente, alla luce del dibattito, che si sta facendo animato, forse è utile partire da dove siamo partiti per arrivare a questa legge di bilancio. Una legge di bilancio costruita in tempi stretti e che ha ereditato un quadro del Governo precedente di semi-stagnazione dal punto di vista macroeconomico, con una fiducia deteriorata, con investimenti e consumi in caduta. Un quadro in cui lo spazio di bilancio è stato ulteriormente ridotto per finanziare le riforme bandiera del Governo giallo-verde. Tutto ciò in un contesto internazionale che rimaneva debole, anche a causa dell'instabilità e dell'incertezza sulle relazioni commerciali. In questo quadro la sfida per la legge di bilancio è stato quello di avviare un percorso di uscita dalla stagnazione mantenendo sostenibilità dei conti pubblici e porre le basi per una ripresa della crescita, e ciò in poche settimane. Questa legge di bilancio raccoglie questa sfida, avvia una transizione. Riguardo al nome di questa legge, io la chiamerei una legge che guarda in avanti (Commenti dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier).

Ricordo che cosa contiene, lo sappiamo tutti. Naturalmente la componente principale è la sterilizzazione dell'IVA per 23 miliardi, ma non ci dimentichiamo degli altri elementi qualificanti: riduzione del cuneo fiscale, risorse per le famiglie, per la sanità, per la scuola, interventi che dovranno essere rafforzati in futuro, è infatti nel lungo periodo che la loro efficacia sarà più percepibile. Ma allo stesso tempo si opera una riduzione e non un aumento delle tasse, al netto dell'IVA e dei risultati della lotta all'evasione. Permettetemi di fare una digressione sulla questione del dibattito sulle clausole di salvaguardia. Nel dibattito, stranamente, si è sempre considerato che gli aumenti dell'IVA fossero dati per scontati, quasi che non fosse un'operazione di bilancio di finanza pubblica quella di trovare 23 miliardi, cosa che evidentemente non è stata, e i benefici sono stati sottovalutati, quando non ignorati, con faciloneria. Ricordo che la riduzione degli aumenti dell'IVA, da una parte, protegge il potere d'acquisto dei cittadini…

PRESIDENTE. Non vorrei interromperla, deputato Padoan, mi dispiace, però… Colleghi, ognuno ha avuto la possibilità di intervenire nel silenzio dell'Aula, sta parlando il deputato Padoan, vostro collega, e dobbiamo rimanere in silenzio, per favore. Prego.

PIETRO CARLO PADOAN (PD). Grazie, Presidente. Ricordo che gli aumenti dell'IVA sono non solo a protezione del potere d'acquisto dei cittadini ma anche misura necessaria per la sostenibilità del quadro di finanza pubblica, e quindi portatori di benefici di credibilità presso istituzioni e mercati che si quantificano in termini di abbassamento del servizio del debito, di cui abbiamo molto bisogno. Nel guardare avanti, occorre riflettere sul fatto che uno spazio fiscale assorbito in gran parte della clausola di salvaguardia è nel lungo andare un meccanismo insostenibile, diventa elemento di fragilità e di aggiunta al debito. Una soluzione definitiva e credibile a clausole è possibile e necessaria; richiede una visione strategica e va inserita in un contesto di riforma fiscale a partire dall'IRPEF, riforma che sia basata sulla semplificazione, la progressività, la riduzione della pressione fiscale. Lo spread nelle ultime settimane si è stabilizzato su valori lievemente superiori a quelli di inizio legislatura, ma comunque più contenuti di quelli della passata estate. Ciò ha comportato complessivamente risparmi di alcuni miliardi. Questi risultati in termini di riduzione delle tasse e calo dei tassi - risultati ben tangibili - neanche loro vanno dati per scontati, devono essere rafforzati e consolidati. Si può e si deve fare di più. Sul fronte fiscale, bisogna andare avanti con le riforme e con il rafforzamento della lotta all'evasione; sul fronte dello spread, sappiamo che deve e può calare ancora, oggi è superiore a quello della Grecia. Tassi d'interesse negativi nella zona euro dureranno a lungo, questo significa una cosa molto semplice, che ulteriore diminuzione dello spread italiano dipendono da noi, ed è da noi necessario approfittare di questi spazi.

Per ottenere risultati e benefici significativi anche in termini di tasse è indispensabile una prospettiva di medio periodo, ci vuole crescita più sostenuta e sostenibile. Sappiamo che non ci sono scorciatoie, e lo ricordo a tutti quelli che le invocano continuamente per evitare di pensare a soluzioni ragionevoli. Stimolare la crescita richiede un'azione combinata dei diversi fattori. L'elenco delle riforme strutturali che servono al Paese per rafforzare l'efficienza e la produttività è noto. Metterei in cima alla lista il sistema formativo a tutti i livelli, punto su cui il Partito Democratico si è sempre impegnato. Occorre un uso efficiente dello spazio di bilancio, per sostenere gli investimenti pubblici e privati, che sono complementari, ambedue devono essere sostenuti. Gli investimenti privati richiedono agevolazioni per le innovazioni; quelli di Impresa 4.0 devono essere confermati e migliorati nel loro disegno. Occorrono condizioni di contorno, fiducia nella durata e nella trasparenza delle regole. Per gli investimenti pubblici, oltre a nuove e significative risorse, ben vengano misure che possono accelerare le procedure. Ma per sostenere gli investimenti occorre un quadro generale di riferimento che sia certo. Occorre dare contenuto alla nozione di Green Deal, alla nozione di economia circolare, e ciò richiede mutare gli incentivi, i comportamenti, i risultati. Occorre tener conto del nuovo quadro europeo delineato dalla Commissione, a cui l'Italia deve contribuire in modo fattivo e con una presenza continua sui temi, compreso quello della web tax, appena richiamata dalla collega Meloni. Occorre sfruttare le nuove opportunità sui mercati finanziari. Va accolta con favore l'emissione di green bond da parte del Tesoro, recentemente annunciata. La crescita, come è noto, è anche condizione essenziale per far calare il debito e, con esso, far calare gli interessi. A sua volta, il calo del debito allarga gli spazi per la crescita. Infine, Presidente, un'ultima considerazione, ultima ma non ultima: la crescita deve essere inclusiva. La crescita di un Paese migliora in qualità e dimensione se si riducono gli squilibri al suo interno, quelli sociali, territoriali, generazionali, quelli di genere. Gli interventi di politica economica ne devono tener conto sempre. Al Paese serve fiducia, la fiducia è indispensabile per utilizzare le risorse che già ci sono e per mobilitarne di nuove. Occorre più fiducia, e quindi, siccome questa manovra dà fiducia al Paese, avrà anche la fiducia del gruppo del Partito Democratico (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Borghi Claudio. Ne ha facoltà.

CLAUDIO BORGHI (LEGA). Grazie, signor Presidente, molto velocemente ricorderò i motivi per cui la Corte costituzionale l'anno scorso giudicò regolare la procedura per la stesura della legge di bilancio e nessuno dei tre si ripropone quest'anno, ahimè, perché ogni volta che c'è un conflitto fra poteri dello Stato e bisogna andare a chiedere l'opinione della Corte costituzionale è una sconfitta sinceramente per tutti e, quindi, credo che anche soltanto l'andare a chiedere alla Corte costituzionale di far risultare tutelati i diritti dei deputati di poter incidere nella legge più importante dell'attività parlamentare sia una sconfitta proprio in partenza.

Tuttavia, ricordiamoli questi motivi, ricordiamo che la Corte costituzionale, l'anno scorso, fece notare che la Camera aveva compiuto in modo assolutamente esaustivo la prima lettura, che il Senato aveva modificato con un maxiemendamento, possibile perché c'era un nuovo Regolamento del Senato e c'erano i motivi relativi all'Unione europea, bisognava aspettare il via libera, e, quindi, questi motivi cogenti, messi assieme, rendevano regolare la manovra. Di motivi relativi all'Unione europea qui non ce n'erano, perché sono tutti amici, ormai, si vogliono benissimo, di nuovi regolamenti non mi risulta che ne abbiamo e di prima lettura non ne abbiamo fatta. Quindi, in questo caso, nessuno dei tre argomenti è valido e, quindi, la legge è chiaramente incostituzionale (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier)! Chiaramente, e se ci fosse stato il professor Ceccanti ve lo avrebbe spiegato lui, come ci spiegava l'anno scorso che secondo lui lo era, ma, evidentemente, non lo era a sufficienza, invece, in questo caso lo è. Ma, lasciamo perdere, quella è una sconfitta, l'abbiamo ricordato tutti, è una sconfitta per la Commissione bilancio, è una sconfitta per tutti e, tutto sommato, lo hanno ricordato - devo dire - anche i deputati di maggioranza, quindi, c'è poco da aggiungere da questo lato.

Veniamo un po' a quei punti che, invece, sono stati costantemente ribaditi ogni volta che si parla di questa legge di bilancio. Cominciamo con le famose clausole di salvaguardia: “è un Governo nato per eliminare le clausole di salvaguardia”… “abbiamo eliminato le clausole di salvaguardia”… come si fa a eliminare le clausole di salvaguardia e come è stato fatto anche quest'anno? Ebbene, ricordando che diamine sono le clausole di salvaguardia: sono una presa in giro, le clausole di salvaguardia sono una finta, sono quella pantomima, le ennesime balle che si fanno nel rapporto con Bruxelles e con l'Europa dove gli si dice che l'anno prossimo faremo un deficit più basso rispetto a quest'anno e, quindi, per dirgli questa cosa diciamo che ci inventiamo le clausole di salvaguardia; sono una bugia, sono un teatro, chiamiamole come vogliamo, tant'è vero che l'anno scorso c'erano le clausole di salvaguardia per ottenere questo risultato e quest'anno il deficit è più alto e, quindi, è chiaramente, tutto, una presa in giro. Basta evitare di dire all'Europa che l'anno prossimo facciamo un deficit più basso, poverini, e cose di questo tipo e vedrete che le clausole di salvaguardia non esistono più, spariscono perché sono semplicemente un'orecchia fatta alla pagina per ricordare, per far vedere che l'anno prossimo il deficit scende. Ma serve far scendere il deficit? Il deficit deve sempre scendere? Scusate, ma questa è un'altra delle balle clamorose che dobbiamo tener presente quando parliamo della legge di bilancio; il deficit, al di là dei paragoni medicinali che sono stati fatti da autorevoli esponenti dell'attuale maggioranza, serve in determinati momenti e non serve in determinati altri. Se si cresce del 5 per cento non serve fare deficit, se si è in stagnazione costante serve eccome fare deficit.

Vorrei ricordare, perché qua sembra che il deficit sia una cosa che viene dal cielo, che è la normalità, cioè la normale condizione di uno Stato è fare deficit. La Francia, che io mi ricordi, non ha mai fatto pareggio di bilancio, almeno a memoria; che io ricordi, il Giappone non l'ha mai fatto e non mi risulta che siano alla fame oppure che siano tutti senza casa o senza dimora; negli Stati Uniti e in Inghilterra, che anche questi non sono esattamente gli ultimi due Paesi, non sono Paesi dell'Africa, bisognosi di aiuti e alla fame, mi ricordo che in sessant'anni, se non erro, il deficit non si è avuto in cinque volte, in sessant'anni, altrimenti ci sono stati dei deficit anche al 10 per cento.

Eppure, no, noi dobbiamo far vedere che l'anno prossimo facciamo meno deficit; ecco, cosa sono le clausole di salvaguardia, non dobbiamo soldi a qualcuno, non sono soldi che mancano, sono semplicemente una pantomima messa assieme per l'Unione europea.

Quest'anno la Francia fa il 3,1 di deficit, ciononostante ha la gente per strada che protesta; l'anno prossimo ha detto che farà il 2,2, esattamente lo stesso deficit che noi ci siamo impegnati a fare quest'anno, voglio vedere, lo ripeto, voglio vedere, lo lasciamo così, è agli atti, per chi si diverte a prendere nota. Voglio vedere l'anno prossimo cosa sarà il deficit della Francia, se sarà il 2,2, oppure, se, come io penso, sarà un po' di più. Mentre, invece, noi siamo qui a menare vanto di aver tolto le cause di salvaguardia, facendo che cosa? Più deficit rispetto al previsto. Volete togliere anche le clausole di salvaguardia per tutti gli altri anni? È una cosa molto semplice, prendete la tabellina che avete mandato a Bruxelles, tanto ormai ci sono tutti vostri amici, c'è Gentiloni (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier), non credo che sia chissà che cosa strana, e alzate il deficit per gli anni successivi. Gli dite: “Caro Gentiloni, basta con queste balle, via, il deficit per gli anni successivi è questo qui”, e vedete che le clausole di salvaguardia sono a zero. Cambia qualcosa, arrivano gli alieni? No, non succede proprio niente, lo ripeto, non succede proprio niente, perché, guarda caso, il debito e così via, quello che: “oh, Dio, ma non possiamo, perché abbiamo il debito”… è un'altra delle clamorose balle, io continuo sempre a dirlo. Ma, scusate, a me piacerebbe che ogni tanto qualcuno facesse questa piccola riflessione: i 3 mila miliardi di debito pubblico dell'eurozona sono in questo momento custoditi nelle banche centrali e segnatamente nell'Eurosistema, quindi, sotto la responsabilità della signora Lagarde, ma se la signora Lagarde, domani, senza dire niente a nessuno…

PRESIDENTE. Colleghi, colleghi…

CLAUDIO BORGHI (LEGA). Se domani la signora Lagarde, senza dir niente a nessuno, a nessuno di noi, con uno spruzzo di Chanel, perché è una donna molto raffinata, li cancella - nessuno lo sa eh -, schiaccia un bottone e cancella i 3 mila miliardi di debito che si è ricomprata, non lo dice, non lo dice in giro, secondo voi cambia qualcosa al mondo? Io vi assicuro che domani mattina sorge il sole, andiamo col cane, prendiamo il caffè e cose di questo tipo e il mondo non se ne accorge, perché quei miliardi sono stati ricomprati, non devono essere restituiti a qualcuno, non c'è qualche investitore, come, invece, può essere nei casi della Popolare di Bari o di qualche altra banca, che non rivede più i suoi soldi (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier); quelli sono stati ricomprati. Il signor Rossi aveva il titolo di Stato, l'ha venduto sul mercato, l'ha ricomprato la Banca centrale, in questo momento quel titolo è detenuto presso la Banca centrale e quindi non c'è nessun signor Rossi che deve riavere i suoi soldi, li ha già ricevuti, quelli possono essere tranquillamente cancellati, così come normalmente si fa con un bilancio consolidato. Quindi, è una bugia quella di dire: ah, il debito, se non c'è, se non c'è…

Ma, per quanto riguarda il debito, in questo momento siamo a tassi negativi; in teoria se uno dovesse andare avanti con i tassi negativi lo Stato dovrebbe farne di più per farsi dare più soldi. Non so se uno capisce l'assurdità del momento di cui stiamo parlando: più debito fai, dato che siamo a tassi negativi, più la gente ci dà soldi; immaginate un po' che problema deve essere il debito in questo momento. E, invece, sapete che cos'è? Sapete cos'è rimasto da questa legge di bilancio? Ebbene, da questa legge di bilancio sono rimaste cifre che sono nell'ordine del millesimo del PIL, perché se tutto lo sgravio fiscale sono i 3 miliardi del cuneo fiscale siamo poco sopra un millesimo del PIL e noi facciamo ripartire il Paese con un millesimo del PIL? Tenuto presente che, oltretutto, e lo ricordo anche a chi è intervenuto prima, a fronte di questo millesimo e poco più del PIL che viene dato, ce ne sono tre millesimi che vengono presi, perché ci sono le micro tasse e ci sono altre entrate, che vengono chiamate contrasto all'evasione o quello che vuoi, però sono entrate, quindi, sono soldi che vengono presi dai cittadini, - sperabilmente, nel caso dell'evasione fiscale, ma in ogni caso contabilmente quello sono - e dati allo Stato. Quindi, non c'è nessun tipo di crescita in questa manovra, anzi si spostano avanti le tasse, le facciamo partire da maggio, da ottobre, cose assolutamente penose e sapete che cos'è questa? Non è la legge di bilancio, è la vecchia “legge mancia” e tanto vale rifarla, almeno è un po' più dignitoso, prendiamo, togliamo tutti questi micro interventi da quella che dovrebbe essere la legge del bilancio dello Stato e rifacciamo la “legge mancia”, dove ogni deputato può fare qualcosa per il proprio collegio (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier). Ma altrimenti mi spiegate perché - e ne prendo uno, tanto per far capire dove siamo arrivati - nella legge di bilancio dello Stato troviamo 1,3 milioni per la Badia di Pattano di Vallo della Lucania? Io adoro sinceramente le dimore storiche e mi piacerebbe che ci fosse un intervento statale per tutelarle - ho concluso, Presidente - ma rendetevi conto che con questa, la Badia di Pattano, ci sono tante dimore storiche…

PRESIDENTE. Colleghi! Colleghi!

CLAUDIO BORGHI (LEGA). …ci sono tante dimore storiche, dicevo, che invece devono essere mandate avanti con i soldi del proprietario e in questo caso, invece, il proprietario della Badia di Pattano, che è privato - è l'ingegner Giuliani di Vallo della Lucania -, ha un suo santo in paradiso che invece di San Filadelfo, della chiesa, sarà San Francesco Castiello, senatore del MoVimento 5 Stelle, che riesce a far dare a un privato (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier) 1,3 milioni per la Badia di Pattano. Ma perché? Ma perché devono andare nel bilancio dello Stato queste cose? Togliamole, facciamo la vecchia “legge mancia” e vedrete che magari il bilancio dello Stato sarà un po' più serio rispetto ai millesimi - ripeto - del PIL.

PRESIDENTE. Concluda.

CLAUDIO BORGHI (LEGA). Signori, se quello che ci turba è non poter fare questo ed è la legge sull'equilibrio di bilancio che ci consente di fare deficit - come ci ha ricordato Giorgetti l'altra volta: però ci consente di fare deficit - vogliamo toglierlo questo equilibrio di bilancio, perché ogni volta si punta il dito: “L'avete votato voi! L'avete detto voi!”. Ebbene, togliamolo! Siete in maggioranza, fate mandare avanti la vostra legge, quella che ho tenuto sulla scrivania e mai è stata mandata avanti perché avevate paura. Dunque, togliamo la legge di bilancio, la legge sull'equilibrio di bilancio, e almeno togliamo un altro…

PRESIDENTE. Deputato Claudio Borghi, deve concludere adesso.

CLAUDIO BORGHI (LEGA). Va bene. Quindi, Presidente, spero veramente - e mi spiace - che questa sia l'ultima legge di bilancio fatta in questa maniera indegna e di sicuro, comunque, sarà l'ultima fatta da voi (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier - Congratulazioni).

PRESIDENTE. Colleghi!

Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Davide Crippa. Ne ha facoltà.

DAVIDE CRIPPA (M5S). Grazie, Presidente. Colleghi, in queste ultime settimane abbiamo assistito a una narrazione completamente distorta della manovra economica 2020, che ha raccontato di fatto su ogni media nazionale una finanziaria che non esiste, una manovra delle tasse. Voglio far presente a tutti che questa non è la manovra delle tasse ma la manovra che inizia a tagliare le tasse sui lavoratori, sulle famiglie e sulle piccole e medie imprese (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle). Impossibile non iniziare dalla vera e propria bomba sociale che siamo riusciti a scongiurare: stiamo parlando dei 23 miliardi di aumento IVA, che senza l'azione puntuale di questo Governo sarebbero puntualmente arrivati, con una sovrattassa di quasi 600 euro in media a famiglia all'anno.

Passiamo poi ai lavoratori. Finalmente ha inizio un taglio netto del cuneo fiscale, che sarà di 3 miliardi nel 2020 e di 5 miliardi a partire dal 2021. Tradotto concretamente questo significa che milioni di lavoratori con salari bassi e medi vedranno crescere le loro buste paga e sappiamo che questa liquidità troverà spazio in un rilancio della domanda interna che oggi sostanzialmente è una vera boccata di aria fresca per attività commerciali e artigianali.

Passando alla fiscalità per le imprese e le famiglie, voglio innanzitutto sottolineare che la pressione fiscale rimane invariata al 41,9 per cento del PIL, misura sostenibile grazie all'aumento delle imposte su cosa? Sul gioco d'azzardo, sulle banche, sulle piattaforme petrolifere. Grazie agli aumenti dedicati ai colossi economici siamo invece riusciti ad abbassare le tasse per tanti piccoli e medi imprenditori che tengono a galla questo Paese (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

Mi permetta, Presidente, di ricordare che sul tema delle risorse fossili in meno di due anni il MoVimento 5 Stelle al Governo ha ottenuto nell'ultimo decreto fiscale l'imposizione IVA e IMU per le piattaforme petrolifere, una battaglia storica per questo Paese (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle). In bilancio abbiamo ristretto l'esenzione del pagamento delle royalty solo a coloro i quali estraggono gas in piccole quantità e, quindi, tutti gli altri le pagheranno. Inoltre, abbiamo sbloccato l'aumento dei canoni di concessione per la coltivazione e lo stoccaggio di petrolio a terra e in mare e sbloccare l'aumento vuol dire di fatto aver aumentato di 25 volte i canoni per l'estrazione di gas e petrolio fossili (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

Abbiamo poi confermato tutto l'impianto di Industria 4.0 che ormai è diventata Impresa 4.0, perché super e iper ammortamento sono stati pensati per le piccole e medie imprese con la trasformazione in crediti di imposta, strumenti molto più fruibili ai fini fiscali. Rimane anche il credito di imposta per la formazione 4.0 dei dipendenti e ne introduciamo un altro per gli investimenti delle imprese in ricerca e sviluppo, innovazione tecnologica 4.0 e transizione ecologica. In più finanziamo sia la “nuova Sabatini”, che prevede un contributo per le imprese che investono in nuovi macchinari, sia l'aiuto alla crescita economica. Si era anche detto che questo Governo era contro le partite IVA. Ebbene, un'altra falsità. Il regime forfettario al 15 per cento fino a 65 mila euro di fatturato non viene toccato (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle). Era una promessa del MoVimento 5 Stelle ed è stata rispettata.

Con tutto l'impegno, quindi, come si può sostenere che stiamo aumentando le tasse? Per la plastic tax stiamo parlando di un'imposta di scopo da poche decine di milioni di euro complessivi a cui associamo un credito di imposta per favorire la transizione ecologica per le aziende interessate. Questa manovra redistribuisce le risorse dall'alto verso il basso e non aumenta la pressione fiscale complessiva e questa è una realtà oggettiva. Inoltre, non ho toccato, per mancanza di tempo, molti altri interventi importanti in materia fiscale, dall'abolizione del super ticket sanitario all'anticipo della deduzione al 100 per cento dell'IMU sui capannoni industriali. Tra le misure fiscali non dobbiamo dimenticare la conferma dell'ecobonus efficientamento energetico al 65 per cento, la conferma del bonus sulle ristrutturazioni edilizie e l'introduzione del bonus in facciata, con uno sgravio al 90 per cento degli investimenti sul recupero delle facciate dei nostri centri storici (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

Tutto questo ci porta a un altro aspetto centrale della manovra che abbiamo voluto chiamare “Green New Deal”. Con questo nuovo e ambizioso piano abbiamo previsto un investimento di 4,2 miliardi di euro per il periodo 2020-2023, di cui 450 milioni espressamente dedicati alla riduzione delle emissioni di gas a effetto serra. Ma non è tutto: abbiamo stabilizzato la cosiddetta “norma Fraccaro” per l'efficientamento dei comuni per cinque anni; abbiamo aggiunto per i comuni 9,1 miliardi dal 2021 al 2034 per progetti di rigenerazione urbana e contrasto alla marginalizzazione e al degrado sociale; abbiamo messo 853 milioni per le smart city; abbiamo messo 6,1 miliardi per le province dal 2020 al 2034 per la manutenzione delle nostre strade e messo per le regioni 2,4 miliardi per la messa in sicurezza di edifici, territori e per la viabilità e rigenerazione urbana.

Il MoVimento 5 Stelle è al Governo da ormai un anno e mezzo e lo voglio dire molto chiaramente: il primo anno lo abbiamo dedicato espressamente a risolvere le emergenze sociali più stringenti e sto parlando del precariato selvaggio, a cui abbiamo dato una prima spallata col “decreto dignità”, sto parlando della povertà più nera, che stiamo contrastando efficacemente con il reddito di cittadinanza, e sto parlando anche di chi ha lavorato per decenni per il nostro Paese e a causa di una riforma scellerata aveva visto la meritata pensione scivolare ancora più in là nel tempo. Da queste premesse, Presidente, per noi “quota 100” è una misura non solo di giustizia sociale ma anche di rilancio occupazionale per i giovani e abbiamo preteso che fosse mantenuta all'interno di questa norma (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

Per le famiglie ci sono importanti novità: un bonus per gli asili nido, che passa da 1.500 euro a 3.000 euro per chi ha ISEE inferiore a 25 mila euro, e da 1.500 passa a 2.500 per ISEE compresi tra i 25 mila euro e i 40 mila euro; abbiamo esteso il bonus bebè a tutte le famiglie e con ISEE inferiore a 7 mila euro il bonus bebè può arrivare fino a 1.920 euro; abbiamo messo 400 euro per ogni neonato alle madri che non possono allattare per i primi sei mesi di vita del bambino. Queste sono misure di rilancio veramente sociale (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

Nel capitolo delle famiglie - mi permetta, perché è stata anche una battaglia storica su questo punto per il MoVimento 5 Stelle, perché il precedente Governo nella compagine verde non diede risposta perché non voleva portarlo avanti - vorrei aggiungere un tema che mi sta molto a cuore. Come è noto da tempo, esiste un bonus sulle bollette dell'energia elettrica e gas ed è un bonus sociale che viene dato a quelle persone che non possono permettersi di pagare interamente le bollette e, quindi, viene dato un contributo. Peccato che da uno studio e da una ricerca avanzati dai consumatori oggi questo bonus è beneficiato soltanto dal 30 per cento degli aventi diritto, quindi sette persone su dieci potevano avere diritto e, invece fino ad oggi, rimanevano sottotraccia forse per vergogna, forse perché la domanda doveva passare per uno sportello comunale. Abbiamo inserito nel decreto fiscale l'automatismo di questo sistema (Applausi dei deputati dei gruppi MoVimento 5 Stelle e Partito Democratico), e quindi diventerà finalmente una misura che arriverà nelle case di 7,4 milioni di cittadini, e ovviamente anche questi sono numeri estremamente importanti: 7,4 milioni di cittadini potranno avere un bonus medio di 150 euro per quanto attiene alle bollette di energia elettrica e gas. Questi sono fatti, come fatti sono i fondi per le persone con disabilità. Abbiamo aumentato i fondi esistenti per la disabilità, abbiamo istituito un fondo per disabilità e non autosufficienza con 529 milioni nel prossimo triennio.

Sommando tutte le risorse, abbiamo dato un piano organico per la disabilità di 1,3 miliardi di euro. Infine, mi permetta, Presidente, vorrei toccare il tema della sicurezza, perché è un tema particolarmente delicato, sul quale lo scorso anno abbiamo sentito tantissima propaganda, ma abbiamo visto, purtroppo, pochi fatti. In un anno e mezzo il Governo del MoVimento 5 Stelle è riuscito a ottenere l'assunzione di 12 mila unità di persone delle forze dell'ordine, un elenco che non può che renderci orgogliosi: 4.538 carabinieri, 3.314 poliziotti, 1.900 membri della Guardia di finanza, 1.440 poliziotti penitenziari, a cui aggiungo 1.438 vigili del fuoco, di cui cinquecento solo in questa manovra.

E per gli stessi vigili del fuoco abbiamo inserito l'equiparazione progressiva del trattamento retributivo e previdenziale a quello delle forze di Polizia (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle). In definitiva, siamo davanti a una manovra intelligente, uno sforzo enorme per evitare la mannaia dell'IVA, un inizio di riduzione delle tasse sul lavoro, che significa finalmente la crescita di salari, un grande piano verde per l'ambiente e le nostre città e un forte sostegno, finalmente, alle famiglie, per completare la nostra idea di welfare socialmente inclusivo. Il MoVimento 5 Stelle, Presidente, voterà la fiducia su questo provvedimento (Applausi dei deputati dei gruppi MoVimento 5 Stelle e Partito Democratico).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Sgarbi. Ne ha facoltà per un minuto.

VITTORIO SGARBI (M-NI-USEI-C!-AC). Nel XVIII Canto dell'Inferno, Dante, vedendo una persona che sembrava parte di questo Governo, dice: “Giù nel fosso vidi gente attuffata in uno sterco che da li uman privadi parea mosso. E mentre ch'io là giù con l'occhio cerco, vidi un col capo sì di merda lordo, che non parëa s'era laico o cherco”. Vorrei con questo riferimento indicare come da questa manovra sia assente ogni riferimento alla bellezza, all'arte, alla cultura, e che quei tre miliardi che indurranno un deputato della forza 5 Stelle a non votare la manovra, perché ha minacciato di dimettersi, e quindi si dimette e fa un gesto, è il Ministro dell'Istruzione e comunque non può votare una legge, sono dentro questa norma, perché sono previsti 50 miliardi in quindici anni per incentivi per la diffusione di impianti eolici, cioè la distruzione del paesaggio e la mafia (Applausi di deputati dei gruppi Lega-Salvini Premier e Forza Italia-Berlusconi Presidente)!

Voi investite 50 miliardi per darli alla mafia, quello è il vero patto tra lo Stato e la mafia! E in quei 50 miliardi ce ne sarebbero 3 all'anno per darli alla cultura. Non passa per la testa di questo Governo, che non sa né chi è Dante né cos'è la bellezza, né che cos'è il paesaggio. Auguri Fioramonti, si dimetta, ma non faccia avere il suo voto a questo Governo di sterco (Applausi di deputati dei gruppi Lega-Salvini Premier e Forza Italia-Berlusconi Presidente)!

PRESIDENTE. Deputato Sgarbi, moderi il linguaggio.

Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Magi. Ne ha facoltà per un minuto.

RICCARDO MAGI (MISTO-CD-RI-+E). Grazie, Presidente. Siamo di fronte, colleghi, a una metamorfosi strutturale del nostro sistema istituzionale; non a un fatto episodico, ma all'annullamento definitivo del ruolo e del senso del Parlamento, il che non può essere considerato qualcosa che attiene al rapporto tra questo Governo e quella opposizione o un altro Governo e un'altra opposizione. Rispetto a questo spero che le forze politiche immediatamente inizino a riflettere a riforme costituzionali che ne prendano atto.

Per questi motivi, Presidente, pur avendo votato inizialmente la fiducia a questo Governo, non parteciperò al voto di fiducia e al voto finale su questa legge di bilancio, perché votare in queste condizioni non significherebbe esercitare la funzione parlamentare e le prerogative parlamentari e di rappresentanza dei cittadini, ma significherebbe, Presidente, contribuire a svilirle e ad annullarle definitivamente.

PRESIDENTE. Sono così esaurite le dichiarazioni di voto sulla questione di fiducia.

(Votazione della questione di fiducia – Articolo 1 - A.C. 2305)

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione sulla questione di fiducia.

Indico la votazione per appello nominale dell'articolo 1, sulla cui approvazione, senza emendamenti, subemendamenti e articoli aggiuntivi, il Governo ha posto la questione di fiducia.

Procediamo all'estrazione a sorte del nome del deputato dal quale comincerà la chiama.

(S egue il sorteggio) .

La chiama avrà inizio dalla deputata Alaimo.

Avverto che, come da prassi, al fine di garantire un ordinato svolgimento della votazione, la Presidenza accoglierà un numero di richieste di anticipazione del voto fino a un massimo del 3 per cento della consistenza numerica di ciascun gruppo.

Per agevolare le operazioni di voto, invito i deputati ad avvicinarsi al banco della Presidenza seguendo il proprio turno di votazione, che è evidenziato sul tabellone elettronico, evitando quindi di stazionare nell'emiciclo e di rendere così più difficoltosa l'espressione del voto.

Invito i deputati segretari a procedere alla chiama.

(Segue la chiama).

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE FABIO RAMPELLI (ore 15,35)

(Segue la chiama).

PRESIDENZA DELLA VICEPRESIDENTE MARIA ROSARIA CARFAGNA (ore 17)

(Segue la chiama).

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.

Comunico il risultato della votazione dell'articolo 1, sulla cui approvazione senza emendamenti, subemendamenti ed articoli aggiuntivi, il Governo ha posto la questione di fiducia:

Presenti: ……………..570

Votanti: ……………..566

Astenuti: ………………4

Maggioranza: ……….284

Hanno risposto : …….334

Hanno risposto no: ……232

La Camera approva (Applausi dei deputati dei gruppi MoVimento 5 Stelle, Partito Democratico, Italia Viva, Liberi e Uguali).

Si intendono così respinte tutte le proposte emendative riferite all'articolo 1.

Hanno risposto sì:

Acunzo Nicola

Adelizzi Cosimo

Aiello Davide

Aiello Piera

Alaimo Roberta

Alemanno Maria Soave

Amitrano Alessandro

Angiola Nunzio

Annibali Lucia

Anzaldi Michele

Aprile Nadia

Aresta Giovanni Luca

Ascani Anna

Ascari Stefania

Azzolina Lucia

Baldino Vittoria

Barbuto Elisabetta Maria

Baroni Massimo Enrico

Barzotti Valentina

Battelli Sergio

Bazoli Alfredo

Bella Marco

Benamati Gianluca

Berardini Fabio

Berlinghieri Marina

Bersani Pier Luigi

Berti Francesco

Bilotti Anna

Boccia Francesco

Boldrini Laura

Bologna Fabiola

Bonafede Alfonso

Bonomo Francesca

Bordo Michele

Borghi Enrico

Boschi Maria Elena

Braga Chiara

Brescia Giuseppe

Bruno Raffaele

Bruno Bossio Vincenza

Buffagni Stefano

Buompane Giuseppe

Buratti Umberto

Cabras Pino

Cadeddu Luciano

Campana Micaela

Cancelleri Azzurra Pia Maria

Cantini Laura

Cantone Carla

Cantone Luciano

Cappellani Santi

Carabetta Luca

Carbonaro Alessandra

Cardinale Daniela

Carè Nicola

Carelli Emilio

Carinelli Paola

Carnevali Elena

Casa Vittoria

Caso Andrea

Cassese Gianpaolo

Castelli Laura

Cataldi Roberto

Cattoi Maurizio

Ceccanti Stefano

Cecconi Andrea

Cenni Susanna

Chiazzese Giuseppe

Ciampi Lucia

Cillis Luciano

Cimino Rosalba

Ciprini Tiziana

Colaninno Matteo

Cominardi Claudio

Conte Federico

Corda Emanuela

Corneli Valentina

Costanzo Jessica

Crippa Davide

Critelli Francesco

Cubeddu Sebastiano

Currò Giovanni

Dadone Fabiana

Daga Federica

Dal Moro Gian Pietro

D'Alessandro Camillo

D'Ambrosio Giuseppe

D'Arrando Celeste

De Carlo Sabrina

De Filippo Vito

De Giorgi Rosalba

De Girolamo Carlo Ugo

De Lorenzis Diego

De Lorenzo Rina

De Luca Piero

De Maria Andrea

De Menech Roger

De Micheli Paola

De Toma Massimiliano

Deiana Paola

Del Barba Mauro

Del Basso De Caro Umberto

Del Grosso Daniele

Del Monaco Antonio

Del Re Emanuela Claudia

Del Sesto Margherita

Delrio Graziano

Di Giorgi Rosa Maria

Di Lauro Carmen

Di Maio Marco

Di Sarno Gianfranco

Di Stasio Iolanda

D'Incà Federico

D'Ippolito Giuseppe

Donno Leonardo

Dori Devis

D'Orso Valentina

D'Uva Francesco

Ehm Yana Chiara

Emiliozzi Mirella

Epifani Ettore Guglielmo

Fantinati Mattia

Faro Marialuisa

Fassina Stefano

Fassino Piero

Federico Antonio

Ferri Cosimo Maria

Fiano Emanuele

Ficara Paolo

Fioramonti Lorenzo

Flati Francesca

Fontana Ilaria

Forciniti Francesco

Fornaro Federico

Fraccaro Riccardo

Fragomeli Gian Mario

Frailis Andrea

Franceschini Dario

Frate Flora

Fratoianni Nicola

Fregolent Silvia

Frusone Luca

Fusacchia Alessandro

Gadda Maria Chiara

Gagnarli Chiara

Galizia Francesca

Gallinella Filippo

Gallo Luigi

Gariglio Davide

Giachetti Roberto

Giacomelli Antonello

Giarrizzo Andrea

Giordano Conny

Giorgis Andrea

Giuliano Carla

Giuliodori Paolo

Grande Marta

Gribaudo Chiara

Grillo Giulia

Grimaldi Nicola

Grippa Carmela

Guerini Lorenzo

Ianaro Angela

Incerti Antonella

Invidia Niccolò

Iorio Marianna

Iovino Luigi

L'Abbate Giuseppe

Lacarra Marco

Lapia Mara

Lattanzio Paolo

Lepri Stefano

Librandi Gianfranco

Licatini Caterina

Liuzzi Mirella

Lombardo Antonio

Longo Fausto

Lorefice Marialucia

Lorenzin Beatrice

Lorenzoni Gabriele

Losacco Alberto

Lotti Luca

Lovecchio Giorgio

Macina Anna

Madia Maria Anna

Maglione Pasquale

Manca Alberto

Manca Gavino

Mancini Claudio

Maniero Alvise

Manzo Teresa

Maraia Generoso

Marattin Luigi

Mariani Felice

Marino Bernardo

Martina Maurizio

Martinciglio Vita

Masi Angela

Mauri Matteo

Melicchio Alessandro

Melilli Fabio

Menga Rosa

Miceli Carmelo

Micillo Salvatore

Migliore Gennaro

Migliorino Luca

Minniti Marco

Misiti Carmelo Massimo

Morani Alessia

Moretto Sara

Morgoni Mario

Mura Romina

Muroni Rossella

Nappi Silvana

Nardi Martina

Navarra Pietro

Nesci Dalila

Nitti Michele

Nobili Luciano

Noja Lisa

Occhionero Giuseppina

Olgiati Riccardo

Orfini Matteo

Orlando Andrea

Orrico Anna Laura

Padoan Pietro Carlo

Pagani Alberto

Pagano Ubaldo

Paita Raffaella

Pallini Maria

Palmisano Valentina

Papiro Antonella

Parentela Paolo

Parisse Martina

Pastorino Luca

Paxia Maria Laura

Pellicani Nicola

Penna Leonardo Salvatore

Perantoni Mario

Perconti Filippo Giuseppe

Pezzopane Stefania

Piccoli Nardelli Flavia

Pignatone Dedalo Cosimo Gaetano

Pini Giuditta

Pizzetti Luciano

Pollastrini Barbara

Prestipino Patrizia

Provenza Nicola

Quartapelle Procopio Lia

Raciti Fausto

Raduzzi Raphael

Raffa Angela

Ricciardi Riccardo

Rizzo Gianluca

Rizzo Nervo Luca

Rizzone Marco

Romaniello Cristian

Romano Andrea

Romano Paolo Nicolò

Rosato Ettore

Rospi Gianluca

Rossi Andrea

Rossini Emanuela

Rossini Roberto

Rostan Michela

Rotta Alessia

Ruggiero Francesca Anna

Ruocco Carla

Russo Giovanni

Saitta Eugenio

Salafia Angela

Sapia Francesco

Sarli Doriana

Sarti Giulia

Scagliusi Emanuele

Scalfarotto Ivan

Scanu Lucia

Scerra Filippo

Schirò Angela

Scutellà Elisa

Segneri Enrica

Sensi Filippo

Serracchiani Debora

Serritella Davide

Siani Paolo

Sibilia Carlo

Silvestri Francesco

Silvestri Rachele

Siragusa Elisa

Sodano Michele

Soverini Serse

Spadafora Vincenzo

Spadoni Maria Edera

Speranza Roberto

Spessotto Arianna

Sportiello Gilda

Stumpo Nicola

Suriano Simona

Sut Luca

Tabacci Bruno

Tasso Antonio

Termini Guia

Terzoni Patrizia

Testamento Rosa Alba

Toccafondi Gabriele

Tofalo Angelo

Topo Raffaele

Torto Daniela

Trano Raffaele

Traversi Roberto

Tripiedi Davide

Tripodi Elisa

Troiano Francesca

Tucci Riccardo

Tuzi Manuel

Ungaro Massimo

Vacca Gianluca

Valente Simone

Vallascas Andrea

Varrica Adriano

Vazio Franco

Verini Walter

Vianello Giovanni

Vignaroli Stefano

Villani Virginia

Villarosa Alessio

Viscomi Antonio

Vitiello Catello

Volpi Leda

Zan Alessandro

Zanichelli Davide

Zardini Diego

Zennaro Antonio

Zolezzi Alberto

Hanno risposto no:

Acquaroli Francesco

Andreuzza Giorgia

Aprea Valentina

Badole Mirco

Bagnasco Roberto

Baldelli Simone

Baldini Maria Teresa

Baratto Raffaele

Barelli Paolo

Baroni Annalisa

Bartolozzi Giusi

Basini Giuseppe

Battilocchio Alessandro

Bazzaro Alex

Bellachioma Giuseppe Ercole

Bellucci Maria Teresa

Belotti Daniele

Benedetti Silvia

Benigni Stefano

Benvenuto Alessandro Manuel

Bianchi Matteo Luigi

Bignami Galeazzo

Billi Simone

Binelli Diego

Bisa Ingrid

Bitonci Massimo

Boldi Rossana

Bond Dario

Boniardi Fabio Massimo

Bordonali Simona

Borghi Claudio

Brunetta Renato

Bubisutti Aurelia

Bucalo Carmela

Butti Alessio

Caffaratto Gualtiero

Caiata Salvatore

Cannatelli Pasquale

Cantalamessa Gianluca

Caparvi Virginio

Capitanio Massimiliano

Cappellacci Ugo

Caretta Maria Cristina

Carfagna Maria Rosaria

Carrara Maurizio

Casciello Luigi

Casino Michele

Cassinelli Roberto

Castiello Giuseppina

Cattaneo Alessandro

Cattoi Vanessa

Cavandoli Laura

Centemero Giulio

Cestari Emanuele

Ciaburro Monica

Cirielli Edmondo

Colla Jari

Colmellere Angela

Colucci Alessandro

Comaroli Silvana Andreina

Comencini Vito

Cortelazzo Piergiorgio

Costa Enrico

Covolo Silvia

Crippa Andrea

Cristina Mirella

Cunial Sara

Dall'Osso Matteo

Dara Andrea

D'Attis Mauro

De Angelis Sara

De Carlo Luca

De Martini Guido

Deidda Salvatore

Delmastro Delle Vedove Andrea

D'Eramo Luigi

D'Ettore Felice Maurizio

Di Muro Flavio

Donina Giuseppe Cesare

Donzelli Giovanni

Durigon Claudio

Fasano Vincenzo

Fascina Marta Antonia

Ferrari Roberto Paolo

Fiorini Benedetta

Fitzgerald Nissoli Fucsia

Fogliani Ketty

Fontana Gregorio

Fontana Lorenzo

Formentini Paolo

Foscolo Sara

Foti Tommaso

Frassinetti Paola

Frassini Rebecca

Furgiuele Domenico

Gagliardi Manuela

Galantino Davide

Galli Dario

Garavaglia Massimo

Gastaldi Flavio

Gava Vannia

Gemmato Marcello

Gerardi Francesca

Giaccone Andrea

Giacometti Antonietta

Giacometto Carlo

Giannone Veronica

Giglio Vigna Alessandro

Giorgetti Giancarlo

Gobbato Claudia

Grimoldi Paolo

Guidesi Guido

Gusmeroli Alberto Luigi

Iezzi Igor Giancarlo

Labriola Vincenza

Latini Giorgia

Lazzarini Arianna

Legnaioli Donatella

Liuni Marzio

Lo Monte Carmelo

Locatelli Alessandra

Lolini Mario

Lollobrigida Francesco

Lorenzoni Eva

Loss Martina

Lucaselli Ylenja

Lucchini Elena

Lupi Maurizio

Maccanti Elena

Maggioni Marco

Mandelli Andrea

Mantovani Lucrezia Maria Benedetta

Manzato Franco

Marin Marco

Martino Antonio

Maschio Ciro

Maturi Filippo

Mazzetti Erica

Meloni Giorgia

Milanato Lorena

Molinari Riccardo

Mollicone Federico

Molteni Nicola

Montaruli Augusta

Morelli Alessandro

Moschioni Daniele

Mugnai Stefano

Mulè Giorgio

Murelli Elena

Musella Graziano

Napoli Osvaldo

Nevi Raffaele

Novelli Roberto

Orsini Andrea

Osnato Marco

Pagano Alessandro

Palmieri Antonio

Paolini Luca Rodolfo

Parolo Ugo

Patassini Tullio

Patelli Cristina

Paternoster Paolo

Pedrazzini Claudio

Pella Roberto

Pentangelo Antonio

Perego Di Cremnago Matteo

Pettazzi Lino

Picchi Guglielmo

Piccolo Tiziana

Pittalis Pietro

Polidori Catia

Polverini Renata

Porchietto Claudia

Potenti Manfredi

Prestigiacomo Stefania

Pretto Erik Umberto

Prisco Emanuele

Racchella Germano

Rampelli Fabio

Ravetto Laura

Ribolla Alberto

Ripani Elisabetta

Rixi Edoardo

Rizzetto Walter

Rossello Cristina

Rosso Roberto

Rotelli Mauro

Rotondi Gianfranco

Ruffino Daniela

Ruggieri Andrea

Russo Paolo

Saltamartini Barbara

Sarro Carlo

Sasso Rossano

Savino Elvira

Savino Sandra

Sibilia Cosimo

Silli Giorgio

Silvestroni Marco

Siracusano Matilde

Sisto Francesco Paolo

Sorte Alessandro

Sozzani Diego

Spena Maria

Squeri Luca

Stefani Alberto

Sutto Mauro

Tarantino Leonardo

Tartaglione Annaelsa

Tateo Anna Rita

Tiramani Paolo

Toccalini Luca

Tomasi Maura

Tombolato Giovanni Battista

Tondo Renzo

Tonelli Gianni

Trancassini Paolo

Turri Roberto

Valbusa Vania

Valentini Valentino

Vallotto Sergio

Varchi Maria Carolina

Versace Giuseppina

Vietina Simona

Viviani Lorenzo

Vizzini Gloria

Zanella Federica

Zanettin Pierantonio

Zangrillo Paolo

Zicchieri Francesco

Ziello Edoardo

Zucconi Riccardo

Si sono astenuti:

Gebhard Renate

Plangger Albrecht

Schullian Manfred

Sgarbi Vittorio

Sono in missione:

Businarolo Francesca

Colletti Andrea

Di Maio Luigi

Di Stefano Manlio

Dieni Federica

Ferraresi Vittorio

Gelmini Mariastella

Invernizzi Cristian

Marrocco Patrizia

Marzana Maria

Morassut Roberto

Zoffili Eugenio

Sospendiamo a questo punto brevemente la seduta al fine di consentire al Comitato dei nove di riunirsi per esaminare l'unico emendamento riferito agli articoli da 2 a 19.

La seduta è sospesa e riprenderà alle ore 17,25.

La seduta, sospesa alle 17,05, è ripresa alle 17,25.

PRESIDENZA DELLA VICEPRESIDENTE MARIA EDERA SPADONI (17,25)

PRESIDENTE. Colleghi, stiamo verificando se il Comitato dei nove è stato sconvocato. A questo punto sospendo brevemente la seduta per verificare questa cosa: sospendo per cinque minuti.

La seduta, sospesa alle 17,26, è ripresa alle 17,35.

PRESIDENTE. Riprendiamo il seguito della discussione del disegno di legge n. 2305.

Passiamo all'esame degli articoli da 2 a 19 del disegno di legge.

(Esame dell'articolo 2 - A.C. 2305)

PRESIDENTE. Passiamo dunque all'esame dell'articolo 2 (Vedi l'allegato A), al quale non sono state presentate proposte emendative.

Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Zucconi. Ne ha facoltà.

RICCARDO ZUCCONI (FDI). Grazie Presidente, per annunciare, a nome del gruppo di Fratelli d'Italia, il voto contrario all'articolo 2, grazie.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il collega Foti. Ne ha facoltà.

TOMMASO FOTI (FDI). Signora Presidente noi abbiamo attentamente valutato l'impostazione che è stata data al provvedimento in esame e dobbiamo dire che …

PRESIDENTE. Colleghi! Prego collega.

TOMMASO FOTI (FDI). Grazie. Avremmo di gran lunga preferito un confronto nel merito e non soltanto un confronto sulle virgole. In questo caso è mancato il merito e anche le virgole, perché come lei sa questa è stata una seduta blindata della Camera dei deputati; non ci è stato concesso di poter illustrare i nostri emendamenti, non ci è stato concesso di poter esprimere le nostre tesi in quest'Aula. Io penso che mai come questa volta si sia raggiunto un limite oltre il quale non si poteva e non si doveva andare. In questo senso, ritengo che l'espressione di voto su questo articolo sia del tutto superflua.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il collega Maschio. Ne ha facoltà.

CIRO MASCHIO (FDI). Grazie Presidente, questo Governo ha passato giorni, settimane intere a discutere a porte chiuse per mille volte, rimaneggiando continuamente le norme di questa legge di bilancio, ma al contrario ha tagliato, con una tempistica che è senza precedenti, i tempi di discussione in Aula e in Commissione. Di conseguenza, ci troviamo a tentare di intervenire solo molto parzialmente sull'articolato, sugli articoli dal 2 al 18 in questa fase e ritengo che, trovandomi d'accordo con quanto dichiarato dal collega onorevole Foti, non si possa acconsentire né a questo metodo né al merito di quanto viene proposto con questi rifinanziamenti e definanziamenti.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il collega Gemmato. Ne ha facoltà.

MARCELLO GEMMATO (FDI). Grazie Presidente. Presidente, chiederei, siccome abbiamo un momento di riflessione e di dibattito all'interno dell'Aula, se, per la prima fila, vi fosse la possibilità di parlare senza che passino colleghi davanti. Se vuol sensibilizzare l'Aula…

PRESIDENTE. Ha ragione collega, l'ho sensibilizzata più volte però ha ragione e chiedo ovviamente ai colleghi che si stanno avvicinando all'emiciclo di entrare dalla parte sinistra prego.

MARCELLO GEMMATO (FDI). Ecco, per l'appunto.

PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia!

MARCELLO GEMMATO (FDI). Sì, magari io le chiederò di recuperare perché diciamo sviluppare un ragionamento…

PRESIDENTE. Stiamo bloccando il timer, collega, prego.

MARCELLO GEMMATO (FDI). Perfetto, grazie. Però sviluppare un ragionamento con gente che passa e parla è difficile soprattutto se nell'articolazione di un provvedimento importante per la nazione non ci è stata data disponibilità e possibilità di parlare ed interloquire. Sostanzialmente, avrei voluto lasciare traccia, così come immagino tutto il gruppo di Fratelli d'Italia, dei rifinanziamenti per 2 milioni…

PRESIDENTE. Deve concludere, collega.

MARCELLO GEMMATO (FDI). …2 mila milioni di euro e i rifinanziamenti per 2.911 euro e dire che a noi di Fratelli d'Italia, per esempio, dei finanziamenti in tema di Polizia, di sicurezza, di protezione civile …

PRESIDENTE. Collega, deve concludere.

MARCELLO GEMMATO (FDI). … concludo, non ci va bene ma purtroppo ci limitiamo al minuto e tanto è.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il collega Deidda. Ne ha facoltà.

SALVATORE DEIDDA (FDI). Grazie, Presidente. Devo dire che devo dissentire un po' dal ragionamento che ha fatto il mio collega Zucconi anche perché forse lui ha avuto 7 minuti e 38 secondi in più per studiare questa finanziaria in confronto a noi. Però, devo dire che è curioso che gli emendamenti che ho presentato in Commissione Difesa bocciati, senza neanche una grande discussione, poi li ho trovati come ordini del giorno della maggioranza. Ecco penso che sia un comportamento un po' curioso, visto che prima sono stati dichiarati contrari e poi la maggioranza li fa propri presentandoli come ordini del giorno per poi vantarsi magari su Facebook e prendersene il merito.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Trancassini. Ne ha facoltà.

PAOLO TRANCASSINI (FDI). Grazie, Presidente. È veramente complicato riassumere in un minuto concetti importanti nella bolgia di quest'Aula, nella confusione e nel traffico a cui assistiamo noi della prima fila ma dispiace, più di tutto, dei cori che sono stati intonati dai colleghi del Partito Democratico che, invece, credo che dovrebbero essere contenti che, a dimostrazione della centralità del Parlamento, noi vogliamo restituire dignità alla discussione cercando in tutti i modi di affrontare i temi che non ci è stato permesso di affrontare. Ecco, Presidente, volevo soltanto - lo farò veramente in pochi secondi - sottolineare il fatto che contrariamente a quello che è stato detto anche in quest'Aula…

PRESIDENTE. Deve concludere.

PAOLO TRANCASSINI (FDI). …dal sottosegretario Crimi e dal Ministro D'Incà, non c'è una riga di quanto promesso in sede di approvazione del “decreto terremoto”; non c'è una sola riga di proroga di tutte le problematiche che sono rimaste appese con il precedente decreto (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, la collega Frassinetti. Ne ha facoltà.

PAOLA FRASSINETTI (FDI). Grazie, Presidente. Sul merito del provvedimento ci è impedita la discussione. Bisognerebbe avere avuto secondo il Regolamento ben trentacinque giorni di tempo per poter studiare il disegno di legge di bilancio che, invece, è arrivato come un fulmine la settimana scorsa nelle Commissioni comprimendo in maniera assurda i tempi. Ma questa non è una riflessione demagogica: è la verità. Tutti hanno potuto constatare come i tempi fossero veramente compressi: anche la Corte costituzionale si è espressa con criticità poi relativamente all'abitudine…

PRESIDENTE. Concluda.

PAOLA FRASSINETTI (FDI). …di mettere il maxi-emendamento all'attenzione quando c'è la legge di bilancio in calendario. Questa è la legge più importante: tempi tagliati, impossibilità di discutere anche soprattutto nelle Commissioni di merito dove il problema andava sviscerato e dove avremmo avuto bisogno di tempo per potere discutere.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, la collega Montaruli. Ne ha facoltà.

AUGUSTA MONTARULI (FDI). Grazie, Presidente. Nei rifinanziamenti leggo che è previsto nuovamente il finanziamento delle spese relative all'assistenza per l'autonomia e la comunicazione personale degli alunni con disabilità fisiche o sensoriali. In realtà, questo capitolo è stato finanziato nella scorsa legge di bilancio e ha avuto un saltum perché la legge ancor prima di bilancio era quella relativa all'anno 2015. Voglio soltanto ricordare al Parlamento come, in particolare per gli alunni con disabilità sensoriali, si attenda da tempo il riconoscimento della lingua dei segni, riconoscimento che permetterebbe una vera…

PRESIDENTE. Concluda.

AUGUSTA MONTARULI (FDI). …piena, completa autonomia dello studente. Quindi, auspico che con questo rifinanziamento si rifletta sulla necessità di effettuare tale riconoscimento attraverso l'approvazione della legge di cui Fratelli d'Italia ha chiesto la calendarizzazione già a gennaio.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, la collega Lucaselli. Ne ha facoltà.

YLENJA LUCASELLI (FDI). Presidente, noi abbiamo davvero avuto tempi più che compressi, direi sostanzialmente inesistenti. Lo dico non solo da parlamentare ma soprattutto da componente della Commissione Bilancio: c'è stato di fatto impedito di discutere nel merito così come i principi della democrazia avrebbero imposto. Quella che è la legge delle leggi, la legge che indica il cammino alla nostra nazione. E, quindi, oltre ovviamente la doglianza di non aver potuto discutere singolarmente gli emendamenti, le proposte che il gruppo di Fratelli d'Italia non ha mai fatto in maniera ostruzionistica - lo abbiamo sentito prima dalle parole del mio presidente - noi abbiamo presentato…

PRESIDENTE. Concluda.

YLENJA LUCASELLI…un gruppo di emendamenti che avrebbero potuto apportare dei miglioramenti. Questo non è stato fatto, vorremmo che anche in questo caso invece venisse data la possibilità di discutere nel merito.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il collega Prisco. Ne ha facoltà.

EMANUELE PRISCO (FDI). Grazie, Presidente. Di fatto il maxi-emendamento intervenuto al Senato, l'unica modifica corposa con cui, di fatto, la maggioranza ha emendato il lavoro del proprio Governo per intervenire sull'alleggerimento delle micro-tasse perché era sostanzialmente scoppiata una sorta di rivolta totale: non c'è una categoria in tutta la nazione che trovi giuste le tasse introdotte in questo disegno di legge di bilancio. Come lo si è fatto per sterilizzare le accise, l'aumento delle accise, lo si è fatto mascherando la sterilizzazione dell'IVA con l'introduzione di altre accise…

PRESIDENTE. Concluda.

EMANUELE PRISCO (FDI). …di fatto a carico sempre dei contribuenti – concludo, Presidente - incrementando il Fondo di entrata sulle accise dei carburanti e quindi sul costo della benzina…

PRESIDENTE. Collega, deve concludere.

EMANUELE PRISCO (FDI). …sul costo delle merci, sul costo delle imprese, e ciò diventerà un colpo mortale per tutta l'economia del Paese.

PRESIDENTE. Grazie. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il collega Mollicone. Ne ha facoltà.

FEDERICO MOLLICONE (FDI). Grazie, Presidente. Interveniamo, siamo costretti a intervenire a oltranza su ogni articolo, ora sull'articolo 2 con il quale sarà approvata la tabella 1, proprio per dimostrare che anche attraverso la lettura di queste tabelle, che sembrano semplici numeri, capiamo come la manovra non fa altro che investire poco in conto capitale, soltanto 3 miliardi per il 2020, 5 miliardi nel 2021 e 7 miliardi per il 2022. Mentre fa aumentare ovviamente le tasse e anche questo risulta dalle tabelle.

PRESIDENTE. Concluda.

FEDERICO MOLLICONE (FDI). Per quanto riguarda l'articolo 1 e gli 883 commi di questo articolo monstre sul quale avete imposto la nona fiducia, non possiamo che ribadire la nostra assoluta contrarietà, in particolare…

PRESIDENTE. Deve concludere.

FEDERICO MOLLICONE (FDI). …per i commi riguardanti la cultura e l'innovazione.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, la collega Bellucci. Ne ha facoltà.

MARIA TERESA BELLUCCI (FDI). Grazie, Presidente. Questo Governo dimostra di essere un Governo che educa con le tasse, educa punendo, non educa agli italiani incentivando e premiando: una vera dichiarazione di guerra per tutti quegli italiani che producono, per i commercianti, le partite IVA, i professionisti. Un Governo che non è capace di amare i suoi italiani ma che si vede che li odia e, odiandoli, li perseguita con tasse, mille tasse a volte assurde come la sugar tax o la plastic tax e che quindi non ama chi dovrebbe supportare e, come diceva Papa Wojtyla, per educare bisogna amare e, invece, si è armati…

PRESIDENTE. Concluda.

MARIA TERESA BELLUCCI (FDI). …dall'odio e dalle punizioni e noi, come Fratelli d'Italia, continueremo a batterci per uno Stato ed un Governo che deve amare. Vi aspetteremo alle elezioni per insegnarvi come si chiama il popolo italiano.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, la collega Varchi. Ne ha facoltà.

MARIA CAROLINA VARCHI (FDI). Grazie, Presidente. La mia sarà una dichiarazione a titolo personale e non di amore come quella della collega Bellucci che mi ha preceduto, ma di amarezza, perché ormai questo rimane, dopo la compressione inaudita dei tempi di discussione, di elaborazione e di ragionamento rispetto a questa finanziaria.

PRESIDENTE. Concluda.

MARIA CAROLINA VARCHI (FDI). Ormai resta soltanto una parola chiave, che è il cuore di questa finanziaria, tutta lacrime e sangue per gli italiani: la parola chiave di questa finanziaria è “tasse”, la cattiveria con cui ci si accanisce contro il ceto medio, le partite IVA, piccole e medie imprese, porterà il suo risultato certamente alle prossime elezioni e a nulla servirà cercare di posticiparle nel tentativo di salvare la poltrona.

PRESIDENTE. Deve concludere, collega.

MARIA CAROLINA VARCHI (FDI). Potremmo dire che un tempo si soccombeva rispetto alla ragion di Stato, oggi rispetto alla ragion della poltrona.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il collega Delmastro Delle Vedove. Ne ha facoltà.

ANDREA DELMASTRO DELLE VEDOVE (FDI). Grazie, Presidente. Il mio è un intervento a titolo personale. Evidentemente, non possiamo che censurare le modalità con cui questa maggioranza ha costruito faticosamente una manovra fatta con la benché minima ambizione, senza un'idea di futuro, senza un'idea di investimento, costellando di una spruzzatina di piccole tasse che quotidianamente affliggono i ceti produttivi nella vostra programmatica dichiarazione di guerra contro chi ancora si ostina a produrre in una nazione e non arrendersi al reddito di cittadinanza, e lo avete fatto come? Comprimendo i diritti della democrazia parlamentare, proprio voi che siete nati contro la volontà parlamentare, facendovi scudo della Costituzione, che oggi mortificate.

PRESIDENTE. Concluda.

ANDREA DELMASTRO DELLE VEDOVE (FDI). E allora evidentemente, a titolo personale, basta questo per dirvi che questa è una manovra…

PRESIDENTE. Deve concludere, collega.

ANDREA DELMASTRO DELLE VEDOVE (FDI). …che nasce nella maniera più ignobile e che non potrà avere il nostro voto.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il collega Osnato. Ne ha facoltà.

MARCO OSNATO (FDI). Grazie, Presidente. Nel breve intervento che svolgo a titolo personale, tenterò di trovare uno sforzo da parte di questa maggioranza rispetto al lavoro fatto sulla legge finanziaria. E devo dire, con molta fatica, l'unico sforzo che vedo è quello di una certa coerenza: una coerenza nella sciatteria. La stessa sciatteria che voi avete messo nel metodo, la mettete nel merito. Una manovra partita male dal punto di vista della condivisione, dal punto di vista della presentazione, dal punto di vista del rispetto delle normali regole democratiche, trova una coerenza nella sciatteria all'interno delle poste di questo bilancio. È chiaramente una ricerca ossessiva, da parte di ognuna delle forze di Governo, di avere una bandierina da piantare e da poter sventolare…

PRESIDENTE. Concluda.

MARCO OSNATO (FDI). …rispetto al proprio elettorato. Quelli che sicuramente hanno poco da sventolare, se non la loro amarezza e la loro tristezza, sono proprio gli italiani.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il collega Donzelli. Ne ha facoltà.

GIOVANNI DONZELLI (FDI). Grazie, Presidente. Purtroppo oggi non siamo qui a vedere blindato questo dibattito con l'impossibilità di presentare emendamenti ed entrare nello specifico dei singoli provvedimenti, non siamo costretti a vedere questo dibattito blindato per cercare di tappare la bocca all'opposizione, perché, se fosse così, in qualche modo l'avremmo compreso, ci siamo abituati e tanto non ci riuscite a tapparci la nostra bocca.

Il problema è che siete costretti a fare questo per tappare la bocca alla vostra maggioranza, perché siete consapevoli che, se si fossero aperti ai voti questa manovra e questo bilancio, sareste cascati ad ogni singola votazione, perché tra voi litigate su tutto, perché non c'è un solo punto di questa manovra finanziaria che vi trova d'accordo…

PRESIDENTE. Concluda, collega.

GIOVANNI DONZELLI (FDI). …e allora voi avete l'esigenza di blindarla per evitare di cadere e di portare questo Paese alle elezioni, che, invece, sarebbe l'unico modo naturale per dare stabilità all'Italia.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il collega Acquaroli. Ne ha facoltà.

FRANCESCO ACQUAROLI (FDI). Grazie, signor Presidente. Io volevo fare un passaggio rispetto a tutti quei temi che erano rimasti inevasi durante le discussioni sui provvedimenti inerenti alla ricostruzione del sisma che ha colpito l'Italia nell'anno 2016 e soprattutto il centro Italia. Sono temi importanti, tipo: la proroga del personale, le unità del personale sono fondamentali per mettere in campo le maggiori risorse per la ricostruzione e per evadere tutte le pratiche necessarie; la zona economica speciale ZES, che è fondamentale per ridare una speranza a tutte quelle attività economiche che oggi sono in difficoltà...

PRESIDENTE. Concluda.

FRANCESCO ACQUAROLI (FDI). Poi vorrei citare ancora la questione della conformità urbanistica, noi avevamo chiesto la conformità edilizia, e tutti quegli altri emendamenti che avevamo trattato erano rimasti inevasi.

In questa finanziaria di tutti questi temi non c'è assolutamente niente, signor Presidente. Non possiamo essere soddisfatti (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il collega Butti. Ne ha facoltà.

ALESSIO BUTTI (FDI). Grazie, Presidente. Io, a titolo personale, desidero esprimere anche il mio stupore circa la disattenzione che il Governo e anche molti colleghi in Aula stanno dimostrando nei confronti di questa parte della legge di bilancio, che oserei definire probabilmente la parte più importante della legge di bilancio, perché, vedete, colleghi, noi abbiamo appena votato la fiducia al Governo sull'articolo 1, questo articolo monstre, ma, alla fine, le tabelle, le vecchie tabelle che l'esperienza parlamentare ci ha insegnato, sono queste; è qui che si giocano i numeri e sui numeri si gioca, evidentemente, anche l'impostazione politica di un Governo e di una maggioranza…

PRESIDENTE. Concluda.

ALESSIO BUTTI (FDI). …e quindi si parla di rifinanziamenti, di definanziamenti, di riorganizzazione dei finanziamenti. Avremmo voluto e potuto contribuire ad un miglioramento delle tabelle e, quindi, della sezione seconda della legge di bilancio, ma non c'è stato di fatto consentito, un po' per protervia, un po' per supponenza, un po' per arroganza…

PRESIDENTE. Deve concludere, collega.

ALESSIO BUTTI (FDI). Concludo. …e anche per ignoranza, nel senso che si ignora l'importanza di questa fondamentale parte della legge di bilancio.

PRESIDENTE. Nessun'altro chiede di intervenire, passiamo quindi ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 2.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera approva (Vedi votazione n. 1).

(Esame dell'articolo 3 - A.C. 2305)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 3 (Vedi l'allegato A) e dell'unica proposta emendativa presentata.

Nessuno chiedendo di parlare, invito i relatori ad esprimere il parere. Sentiamo prima il relatore per la maggioranza e poi passiamo ai relatori di minoranza. Collega Pagano?

UBALDO PAGANO, Relatore per la maggioranza. Parere contrario.

PRESIDENTE. Collega Frassini?

REBECCA FRASSINI, Relatrice di minoranza. Parere favorevole.

PRESIDENTE. Collega Mandelli, dovrebbe dare il parere sull'emendamento Tab. 2.1 Locatelli.

ANDREA MANDELLI, Relatore di minoranza. Presidente, parere favorevole.

PRESIDENTE. Invito la relatrice di minoranza, deputata Lucaselli, ad esprimere il parere.

YLENJA LUCASELLI, Relatrice di minoranza. Presidente, questo è indubbiamente un emendamento che abbiamo apprezzato nella sua struttura, ne abbiamo apprezzato la proposizione. Ci sarebbe piaciuto avere da parte della collega Locatelli, e quindi di chi ha presentato l'emendamento, la possibilità di capirlo e di sentirlo dalla viva voce di chi ne ha redatto il testo.

Detto questo, però, il…

PRESIDENTE. Quindi il parere, collega, è favorevole, suppongo.

YLENJA LUCASELLI, Relatrice di minoranza. Io ho dieci minuti però, Presidente. Quindi intendo utilizzare i dieci minuti per spiegare il parere favorevole (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. Il parere favorevole. D'accordo, prego.

YLENJA LUCASELLI, Relatrice di minoranza. Dicevo, Presidente, che ci sarebbe piaciuto ascoltare le motivazioni che hanno portato alla presentazione di questo emendamento, che il gruppo di Fratelli d'Italia condivide nel merito, perché si tratta di un emendamento che richiede lo spostamento di somme a favore del Ministero dell'interno, e quindi a favore delle Forze di polizia. Questa è una battaglia che il gruppo di Fratelli d'Italia ha portato avanti da sempre, perché riteniamo che le forze dell'ordine debbano essere attenzionate rispetto alle necessità che hanno, soprattutto quando…

PRESIDENTE. Mi scusi, collega. Colleghi, vi chiedo di abbassare il tono della voce però. Colleghi! Prego, collega.

YLENJA LUCASELLI, Relatrice di minoranza. Grazie. Mi farà recuperare questi pochi secondi, Presidente.

Dicevo che noi siamo assolutamente favorevoli allo spostamento di somme a favore delle Forze di polizia, perché riteniamo che gli uomini e le donne che indossano la divisa tutti i giorni per proteggere noi, per proteggere la sicurezza di questo Stato, debbano ovviamente essere all'attenzione quotidiana; e quindi, quale momento migliore che la redazione della legge di bilancio per discutere di questi temi?

In Comitato dei nove abbiamo appena votato, e Fratelli d'Italia ha votato favorevolmente, così come in quest'Aula, questo emendamento. Ci dispiace che la spiegazione da parte del relatore e del Governo rispetto al parere contrario, che è stato espresso sul punto, sia stato espresso con una motivazione che secondo noi lascia un po' a desiderare. Lascia a desiderare perché c'è stato detto che questo sarà un tema affrontato nel futuro “milleproroghe” e mi pare di poter sottolineare a questo punto che in ogni provvedimento che siamo stati chiamati a discutere abbiamo ascoltato il Governo dirci che i temi come questo sarebbero stati affrontati successivamente. Questo ovviamente è un po' deprimente: siamo un po' stanchi di ascoltare il rinvio… Io, Presidente, ho proprio difficoltà a parlare, devo gridare. Non è normale.

PRESIDENTE. Ha ragione, collega. Colleghi! Prego.

YLENJA LUCASELLI, Relatrice di minoranza. Capisco l'agitazione per l'imminenza delle festività, ma sarebbero feste anche per noi, siamo qui a discutere serenamente. Se non vogliono ascoltare possono anche accomodarsi fuori (Commenti dei deputati del gruppo Partito Democratico). Ciò detto…

PRESIDENTE. Collega! Collega! Collega!

YLENJA LUCASELLI, Relatrice di minoranza. Detto questo, Presidente, dicevo… Mi farà ovviamente recuperare, perché io, insomma, i dieci minuti li vorrei utilizzare tutti, nel silenzio e con la possibilità di parlare e non dover gridare, perché non sono proprio abituata a gridare, non fa parte della mia indole, quindi… Dicevo, Presidente… Dicevo, Presidente, questi sono temi importantissimi, e quindi doversi sentir dire ogni volta che verranno affrontati successivamente, ovviamente non è il massimo. Soprattutto quando il relatore ci dice: sì, però in questa manovra ci siamo occupati dei Vigili del fuoco. Ben venga, il punto non è questo: questo emendamento si occupa delle Forze di polizia, si occupa di quegli uomini e quelle donne che quotidianamente sono per strada a difendere noi stessi, innanzitutto.

E allora, quando parliamo dello spostamento di somme da un fondo ad un altro, ci viene in mente anche un'altra questione. Vede, Presidente, questa manovra, e quindi l'impossibilità di discutere gli emendamenti, è stata determinata dall'incapacità di questo Governo di programmare lo studio, l'analisi e il dibattito sulla manovra di bilancio; questa incapacità si è poi riversata sull'impossibilità dei parlamentari di svolgere adeguatamente, in modo compiuto il proprio lavoro. Vede, il punto fondamentale è che quando si racconta che tutto questo viene fatto per evitare la tragedia dell'esercizio provvisorio, mi viene da dire che tutto sommato oggi è solo il 23 dicembre, e che il gruppo di Fratelli d'Italia sarebbe stato ben disponibile a rimanere in Aula, a tornare in Aula anche subito dopo queste festività per discutere di quelli che, secondo noi, sono temi assolutamente rilevanti, fondamentali, e che hanno la necessità di essere dibattuti e di essere discussi.

Secondo il tabellare, questo emendamento prevedeva lo spostamento di risorse, 7 miliardi che sarebbero serviti non solo ai nostri uomini, alle nostre Forze di polizia per adempiere in maniera più compiuta il loro lavoro, ma per dare loro la possibilità di lavorare meglio; e sappiamo da tutti i fatti di cronaca che mai come ora, mai come in questo momento storico diventa importante per le Forze di polizia avere innanzitutto gli strumenti necessari e utili per poter andare nelle nostre strade e compiere il loro dovere. E allora vedete qui la rilevanza assoluta di questo emendamento, da qui la necessità ovviamente di poterne discutere all'interno di quest'Aula: una possibilità che anche in questo caso ci è stata tolta.

Noi siamo assolutamente favorevoli a questo emendamento: lo abbiamo detto in Comitato dei nove e lo ribadiamo in quest'Aula, e lo facciamo nell'assoluta consapevolezza che questa manovra non ha affrontato moltissimi dei temi fondamentali per la crescita di questa nazione. Lo abbiamo detto in più modi, lo abbiamo detto in riferimento a tutto il pacchetto, dalle tasse all'applicazione di nuove e microtasse che sono nascoste all'interno dei tabellari. E però in questo caso specifico avremmo voluto, almeno in questo caso specifico avremmo voluto l'onestà intellettuale da parte di questo Governo di raccontare quella che è la storia, cioè di venire a dirci che anche in questo caso un tema fondamentale, come quello delle Forze dell'ordine, non poteva essere affrontato per la propria incapacità di gestire e di programmare i lavori di quest'Aula, e prima ancora dei lavori di quest'Aula, quello che è accaduto all'interno della Commissione.

Ovviamente non posso non far notare che in Ufficio di Presidenza, come ci aspettavamo e come abbiamo cercato ancora una volta di evitare, siamo stati sostanzialmente un po' compressi nel dibattito, tant'è che è solo grazie allo stimolo del gruppo di Fratelli d'Italia che siamo riusciti ad avere delle spiegazioni da parte del relatore e da parte del Governo sul parere negativo che è stato espresso. Un parere negativo che, ribadisco, per noi è assolutamente incomprensibile. Ci sono dei fondi che possono essere utilizzati, che sono quelli del reddito di cittadinanza, che pure potevano essere messi a disposizione delle Forze dell'ordine, considerato anche che è ormai assolutamente pacifico e palese che quella misura non ha dato i risultati che erano stati sbandierati all'inizio, e la possibilità di discutere questo emendamento di certo non avrebbe spostato quelli che sono i termini dell'approvazione e dell'iter di questa legge di bilancio.

I tempi c'erano, i tempi ci sono. Abbiamo ancora qualche giorno prima che si arrivi al 31, e quindi al pericolo dell'esercizio provvisorio. Riteniamo e ribadiamo con forza che secondo Fratelli d'Italia questi sono temi che non possono essere sottaciuti, che non possono essere sempre fanalino di coda rispetto alle nostre discussioni.

PRESIDENTE. Collega, non ha espresso il parere però. Favorevole? D'accordo.

Il Governo? Sottosegretario Misiani? Siamo all'emendamento Locatelli.

ANTONIO MISIANI, Sottosegretario di Stato per l'Economia e le finanze. Contrario.

PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento Tab. 2.1 Locatelli.

Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto la collega Locatelli. Ne ha facoltà.

ALESSANDRA LOCATELLI (LEGA). Grazie, Presidente, buonasera a tutti. Questo emendamento riguarda la parte seconda, è un emendamento tabellare ed è molto puntuale rispetto alla volontà di questo Governo di strutturare delle politiche antidroga efficaci e all'incapacità di questo Governo di volerle fare attuare, perché, ovviamente, non c'è nulla in questa manovra che vada nella direzione della protezione, della tutela, della prevenzione delle politiche antidroga, ma nemmeno del contrasto e della lotta alle politiche antidroga.

Con questo emendamento noi chiedevamo di mettere 21 milioni di euro a disposizione delle forze dell'ordine per la protezione, per la tutela e, soprattutto, per la lotta e il contrasto al traffico delle droghe. Nessuna volontà politica di discutere, ovviamente, su una manovra che è stata censurata, su una manovra che ha portato questo Parlamento a non poter discutere di nulla, né tantomeno di poter discutere della salute e di provvedimenti di buon senso.

Ringrazio i colleghi che hanno votato a favore di questo emendamento e guardo con speranza al futuro. Mi auguro che in futuro si potrà, invece, pensare a delle politiche mirate, perché oltre a quelle della prevenzione, che ovviamente fanno parte di quegli emendamenti che non abbiamo potuto discutere, perché non c'è stato il tempo e la volontà politica di questo Governo litigioso e incapace di portarle in Aula (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier), non abbiamo la possibilità nemmeno di discutere questo emendamento, che invece è arrivato in Aula, ma questo Governo non è in grado di capirne la rilevanza e l'importanza, e non ci dà neanche la possibilità di portare qualche risorsa in più nelle tasche delle forze dell'ordine, che ogni giorno combattono per le nostre strade per cercare di contrastare - lo vediamo su tutti i giornali, ormai - situazioni drammatiche che coinvolgono i nostri cittadini.

Inoltre c'è da tenere conto che non è stata messa alcuna risorsa neanche sulla prevenzione, su quella parte importante che riguarda la collaborazione con le comunità terapeutiche, le quali lanciano un grido d'aiuto e hanno fatto una conferenza stampa proprio pochi giorni fa qui, a Montecitorio, chiedendo a tutti un esame di coscienza, un impegno costante e determinato per porre fine a quella che è veramente una drammatica situazione che coinvolge sempre più giovani e sempre più persone deboli nel nostro Paese. Per la Lega non c'è tolleranza: la droga uccide, punto e basta (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier), e questo Governo non ci mette la faccia, non ci mette le risorse, non ci mette impegno e se ne frega altamente delle persone.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Zucconi. Ne ha facoltà.

RICCARDO ZUCCONI (FDI). Grazie, Presidente. Per dichiarare il voto favorevole all'emendamento Tab. 2.1 da parte del gruppo di Fratelli d'Italia.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il collega Foti. Ne ha facoltà.

TOMMASO FOTI (FDI). Signora Presidente, ovviamente, noi interveniamo sull'articolo per far presente che, ancora una volta, diceva prima la collega Locatelli, non sono state soddisfatte neppure le esigenze minimali in questa legge di bilancio, anche per quanto riguarda la lotta alla droga ma, più vastamente, pensiamo che, nell'insieme, l'esame della legge di bilancio mostri una povertà anche in altri settori. Ad esempio, negli investimenti nel settore delle infrastrutture, che è un settore che necessiterebbe di interventi immediati…

PRESIDENTE. Concluda.

TOMMASO FOTI (FDI). …che, invece, vengono posticipati solo in relazione ad una cattiva gestione dei finanziamenti, anche di tipo europeo. Quindi, signora Presidente, torno a ripetere che parlo sull'articolo; pensavo che prima si votasse l'emendamento, ma le debbo dire che, in ogni caso, anticipo….

PRESIDENTE. Collega, deve concludere.

TOMMASO FOTI (FDI). …la mia riserva totale come espressione di voto su questo articolo.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il collega Mandelli. Ne ha facoltà.

ANDREA MANDELLI (FI). Grazie, Presidente. Solo per dire che anche noi al Comitato dei nove abbiamo sostenuto questo emendamento, perché siamo convinti della grande importanza che riveste, però devo anche dire che il Governo ci ha assicurato che nel “Milleproroghe” queste richieste saranno prese in esame. Quindi noi confidiamo davvero che questo problema, che vogliamo sollevare qui con forza e che vogliamo, per questo, che rimanga agli atti, sia confermato come orientamento nel “Milleproroghe”, perché è un tema che da sempre sosteniamo e anche oggi abbiamo voluto fare la nostra parte.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Tab. 2.1 Locatelli, con il parere contrario del relatore per la maggioranza e del Governo e con il parere favorevole dei relatori di minoranza.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 2).

Passiamo alla votazione dell'articolo 3.

Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Zucconi. Ne ha facoltà.

RICCARDO ZUCCONI (FDI). Grazie, Presidente. Per dichiarare, a nome del gruppo di Fratelli d'Italia, il voto contrario a questo articolo, sottolineando, tra l'altro, i pesanti definanziamenti nel settore del sostegno alle imprese, per cui Fratelli d'Italia voterà contro.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il collega Foti. Ne ha facoltà.

TOMMASO FOTI (FDI). Presidente, ovviamente, come le avevo fatto notare, lei mi ha chiamato prima, ma non era questa la sede in cui avevo chiesto di intervenire. Purtuttavia, mi corre l'obbligo di far notare come questo articolo, che è un articolo importante della legge di bilancio, non coglie affatto le proposte di Fratelli d'Italia, volte a disegnare una serie di investimenti che possano effettivamente incidere positivamente, anche per quanto riguarda il prodotto interno lordo, come effetto volano. In questo caso, noi abbiamo, invece, una riproposizione di schemi che sono stati…

PRESIDENTE. Concluda.

TOMMASO FOTI (FDI). …più volte manipolati al Senato. Le faccio presente, signora Presidente, che questo articolo unico che noi abbiamo di fronte, in realtà, è un articolo unico, quello su cui è stata chiesta la fiducia…

PRESIDENTE. Deve concludere, collega.

TOMMASO FOTI (FDI). …come lei ben mi può insegnare, che in realtà è stato dichiarato di fatto inemendabile - appunto, attraverso il voto di fiducia - sicché sugli altri articoli evidentemente viene meno la possibilità di un effettivo dialogo.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il collega Maschio. Ne ha facoltà.

CIRO MASCHIO (FDI). Grazie, Presidente. La Sezione II che stiamo discutendo prevede rifinanziamenti per più un miliardo e cento e, quindi, si tratta di interventi consistenti. In particolare, è grave che non si possa discutere adeguatamente questa Sezione, se pensiamo che solo articolo 3 è composto da 18 commi relativi al Ministero dell'economia e delle finanze, quindi con interventi importanti sui quali la Camera è stata totalmente privata della possibilità di discutere. Questo è il segno del metodo e del merito che state utilizzando…

PRESIDENTE. Concluda.

CIRO MASCHIO (FDI). …sull'atto formale più importante della nostra Camera, che è la legge di bilancio.

Non possiamo essere d'accordo né con questo atteggiamento né con il modo casuale e improvvisato con cui si calano all'ultimo momento interventi così importanti (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Gemmato. Ne ha facoltà.

MARCELLO GEMMATO (FDI). Presidente, evidentemente, con i nostri interventi stiamo cercando di dare una traccia dell'idea di Fratelli d'Italia rispetto appunto alla legge di bilancio. Diceva bene il collega Maschio: ci sono definanziamenti per quasi 3 miliardi di euro, rifinanziamenti per 2 miliardi di euro. Nell'articolo 3, composto da 18 articolati, si legge in maniera intellegibile una serie di provvedimenti che meriterebbero la nostra attenzione, perché nei numeri si legge anche l'azione politica di una maggioranza.

PRESIDENTE. Concluda, onorevole.

MARCELLO GEMMATO (FDI). Ecco, quest'azione politica l'avremmo voluta integrare con il nostro pensiero, l'avremmo voluta integrare con i nostri emendamenti, l'avremmo voluta integrare con quella che è la visione d'Italia e di Stato della destra sociale, nazionale e popolare che noi rappresentiamo. Purtroppo non ci è data possibilità, tanto è che restiamo qui comunque a dare un nostro contributo.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Deidda. Ne ha facoltà.

SALVATORE DEIDDA (FDI). Presidente, l'articolo 2, per esempio, in uno dei primi commi, parla praticamente dei rimborsi per le elezioni politiche e altri tipi di elezioni. Avrei voluto proporre in merito un emendamento per risparmiare, per esempio, visto che si parla di elezioni europee e rimborsi, separando quello che è il collegio Sardegna e Sicilia e finalmente dare il diritto di essere rappresentati in Europa…

PRESIDENTE. Concluda, onorevole.

SALVATORE DEIDDA (FDI). O, se si parla, per esempio, al comma 12, del massimo numero degli ufficiali della Guardia di Finanza ausiliari, forse avrei potuto proporre un emendamento per destinare qualcuno alla motorizzazione di Nuoro, che, per chi è distratto, è stata chiusa per mancanza di personale, nonostante da luglio il Ministero dei Trasporti fosse stato informato della mancanza.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Trancassini. Ne ha facoltà.

PAOLO TRANCASSINI (FDI). Presidente, lei ha chiesto di concludere, ai due colleghi che mi hanno preceduto, a 49 secondi. Allora, se è questo quello che deve accadere, noi ci adeguiamo.

PRESIDENTE. Collega, io ovviamente devo avvertire.

PAOLO TRANCASSINI (FDI). Presidente, le ho fatto vedere il telefono, le posso assicurare che lei ha fatto questo per due volte: ha invitato a concludere a 49 secondi. Dato che è molto attenta ai nostri secondi, mentre dovrebbe stare un po' più attenta all'ordine dei lavori, perché lei ha la responsabilità del silenzio e del rispetto dell'oratore (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia), faccia meno attenzione ai nostri secondi e faccia più attenzione ai colleghi che disturbano i nostri interventi. Chi non ha la fiducia nel Paese fa di tutto per non andare alle elezioni, questo lo abbiamo visto, è andato in scena nel recente passato, ma chi non ha la fiducia del Paese si sottrae al confronto. Vi siete sottratti al confronto non solo perché andavate di corsa e volevate sbrigarvi e andarvene a casa, ma vi siete sottratti al confronto perché sapete perfettamente che il confronto con questa opposizione vi vede sconfitti sui temi centrali del Paese, sui temi più importanti del Paese, come quelli di chi produce in questo Paese rispetto a quelli che invece sono i temi cavalcati da voi con il reddito di cittadinanza. Su questo vi lanciamo la sfida, e mi piacerebbe tornare a sentire in quest'Aula l'onorevole Fiano, l'onorevole Borghi. Mi dispiace che ieri urlavate e chiedevate il rispetto della Costituzione e oggi vi alzate andando a dire alla Presidenza di togliere la parola all'onorevole Lucaselli (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia). L'onorevole Borghi è andato dal Presidente a chiedere di contingentare il tempo all'onorevole Lucaselli: vergogna!

PRESIDENTE. Collega, in primo luogo, nessuno ha chiesto di togliere la parola. Quando io avverto, avverto che i tempi si stanno esaurendo, e nessun collega al momento è stato interrotto nella discussione. Se vuole controllare le tempistiche, ho anche dato qualche tempo in più ai suoi colleghi.

Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, la deputata Frassinetti. Ne ha facoltà.

PAOLA FRASSINETTI (FDI). Presidente, intervengo a titolo personale. I miei colleghi hanno già ben ribadito l'importanza di questo articolo 3, importanza nel merito, nella forma. Vi sono ben 18 commi - rendetevi conto -, che hanno una tempistica di discussione minima mentre, invece, sarebbe stato essenziale un confronto su un articolo così importante, anche per la ricaduta nel merito sugli articoli susseguenti. Il fatto che non possa essere discusso è molto grave. Penso pertanto che, come già dicevo prima, la strozzatura e l'inesistenza di questa discussione sia soprattutto ben visibile in questo articolo fondamentale.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, la collega Montaruli. Ne ha facoltà.

AUGUSTA MONTARULI (FDI). Presidente, il bilancio, in questa sezione, in particolare prevede lo stanziamento di 50 milioni, sia per il 2021 sia per il 2022, per il Fondo per il recepimento della normativa europea. Ebbene, voglio rinnovare in questa occasione il sollecito al Ministro competente per le politiche UE di venire a presentarci la prossima legge europea e la prossima legge di delegazione europea già indicando le ricadute economiche degli interventi legislativi di recepimento della normativa dell'Unione europea, per non trovarci poi alla fine, in bilancio, a vedere questi stanziamenti senza avere cognizione di quali voci di spesa in particolare e quali leggi in particolare che noi andiamo a recepire vengono ad esse collegate.

PRESIDENTE. Concluda.

AUGUSTA MONTARULI (FDI). Quindi auspico che il Governo, già nella prossima legge di delegazione europea, provveda in questo senso.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, la collega Lucaselli. Ne ha facoltà.

YLENJA LUCASELLI (FDI). Presidente, noi riteniamo che questo sia un articolo importante, perché quando si parla di tabellari sostanzialmente si parla di quello che ognuno di noi poi fa a casa, cioè i conti e le modalità di come questi soldi devono essere investiti, di come questi soldi devono essere spesi. E sarebbe stato davvero opportuno discuterne in maniera un po' più approfondita, non solo perché dietro l'indicazione dei numeri si nascondono poi delle leggi, si nasconde la storia che il Governo vuole raccontare a questo Paese, perché i numeri non sono soltanto numeri ma vanno ovviamente analizzati rispetto a quella che è l'idea di fondo, quindi a come gestire l'economia di questo Paese.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il collega Prisco. Ne ha facoltà.

EMANUELE PRISCO (FDI). Presidente, sono uscite in questi minuti alcune agenzie, un po' forse imbeccate dalla maggioranza… Sì, Fratelli d'Italia sta facendo ostruzionismo, lo ammettiamo. Sta facendo ostruzionismo rispetto a uno scempio che si è verificato in quest'Aula, non consentendo ai parlamentari di intervenire, ma per rappresentare anche l'esigenza di essere l'ultimo argine rispetto a una guerra permanente militante della sinistra e delle diverse facce della sinistra nei confronti delle imprese, delle piccole imprese, degli artigiani, dei commercianti, dei professionisti, di chiunque la mattina si sveglia per tentare di dare una speranza e un futuro a questo Paese (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia). Una manovra con più tasse, con meno detrazioni e quindi con meno soldi in tasca ai cittadini, lo dicono anche i dati di previsione sulla crescita economica. La crescita di previsione per l'Unione europea è dell'1,4 per cento…

PRESIDENTE. Concluda.

EMANUELE PRISCO (FDI). …per l'Italia è lo 0,4 per cento, la più bassa di tutta l'Unione Europea. Arrendetevi, se avete ancora un po' d'amore per l'Italia! Arrendetevi, perché l'Italia non si merita questo (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia – Commenti del gruppo Partito Democratico)!

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il collega Mollicone. Ne ha facoltà.

FEDERICO MOLLICONE (FDI). Presidente, l'articolo 3, nel primo comma, va ad approvare la tabella che ha diverse spese interessanti, e scopriamo, oltre a quella per gli enti locali e quelle già citate dai miei colleghi, ad esempio, che, per la cooperazione politica ed economica con i Paesi e le organizzazioni regionali dell'Asia e dell'America latina o dell'Africa subsahariana, che sarebbe anche strategico per la geopolitica italiana, spendiamo soltanto 3 milioni di euro. Ma al di là di questo, gli altri commi sono altresì interessanti, perché vanno ad aumentare il potere del Ragioniere dello Stato e dello stesso Ministro dell'economia attraverso una decretazione autonoma. E l'ultimo comma, il diciotto, autorizza il Ragioniere dello Stato - questo ha un valore ovviamente politico, derivato dal precedente Governo, che questo ha ereditato - a riassegnare allo Stato le risorse attribuite inizialmente al CONI: avete distrutto e reso dipendente della politica lo sport italiano.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, la collega Bellucci. Ne ha facoltà.

MARIA TERESA BELLUCCI (FDI). Grazie, Presidente. Una manovra deficit e tasse per finanziare il reddito di cittadinanza, che premia spacciatori, criminali, mafiosi e che, invece, punisce e discrimina i disabili e i minori in stato di difficoltà (Commenti dei deputati del gruppo Partito Democratico). Un Governo dell'ultrasinistra antidemocratica che alla proposta di Fratelli d'Italia di istituire un fondo per le vittime (Commenti dei deputati del gruppo Partito Democratico)… Presidente…

PRESIDENTE. Colleghi…

MARIA TERESA BELLUCCI (FDI). So che è molto difficile, per questo Governo, ascoltare la verità e, quindi, ascoltare che è un Governo dell'ultrasinistra antidemocratica che non ha accolto una proposta di Fratelli d'Italia di istituire un fondo per quelle vittime minori che sono state tolte dalle proprie famiglie. È uno Stato colpevole di avere tolto i più piccoli dai propri genitori e che non chiede scusa (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia) e che non lo fa né nella forma né nella sostanza, dando le giuste risorse.

PRESIDENTE. Concluda, onorevole.

MARIA TERESA BELLUCCI (FDI). È un Governo che prende in giro quei minori, che non istituisce la Commissione per i fatti di Forteto, che ancora non vede Bibbiano, fare giustizia nella misura in cui dà le giuste risorse e le giuste economie (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. Deve concludere, collega.

MARIA TERESA BELLUCCI (FDI). Noi volevamo questo, che ci fossero, in quei 16 miliardi…

PRESIDENTE. Grazie, collega Bellucci. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, la collega Varchi. Ne ha facoltà.

MARIA CAROLINA VARCHI (FDI). Presidente, io intervengo perché desidero portare all'attenzione dell'Aula la conferma di una denuncia che come parlamentare della città di Palermo, come parlamentare di Fratelli d'Italia da molto tempo conduco. A Palermo, amministrata dall'icona della sinistra italiana, Leoluca Orlando, c'è un problema di ordine pubblico e questo Governo è costretto a stanziare dei fondi per particolari esigenze di ordine pubblico per la città di Palermo, che non è più una città sicura, grazie alla politica dei porti aperti, grazie alla politica del sindaco Leoluca Orlando (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia), dove la notte si viene aggrediti per le vie del centro storico. Allora, amici, parlamentari di sinistra, tornate a casa e raccontate a tutti che Fratelli d'Italia aveva ragione, Palermo non è più una città sicura grazie al vostro sindaco Leoluca Orlando (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il collega Delmastro Delle Vedove. Ne ha facoltà.

ANDREA DELMASTRO DELLE VEDOVE (FDI). Presidente, intervengo per censurare una fiducia che è stata posta non già e non soltanto per non confrontarsi con le minoranze; ha ragione il collega Trancassini di Fratelli d'Italia quando dice che su tutti i temi centrali avete paura di confrontarvi con noi, ma ancor di più avete paura di dimostrare che siete dilaniati internamente, che vi è la tribalizzazione libica di questo Governo, che avete costruito una manovra, lanciandovi gli stracci giorno e notte. E in quest'Aula sarebbe emerso plasticamente che l'unico collante che vi tiene uniti in questo momento non è un'idea di Paese, ma il terrore e panico di andare alle urne, ma quel giorno presto o tardi arriverà e questa nazione avrà un Governo stabile che penserà a chi produce reddito e non a redistribuire, nei mille rivoli del reddito di cittadinanza, il reddito di coloro che, ancora, in Italia si ostinano a produrre ricchezza.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il collega Osnato. Ne ha facoltà.

MARCO OSNATO (FDI). Presidente, le urla talvolta belluine che abbiamo sentito quando qualche collega della minoranza mette di fronte alla realtà i colleghi della maggioranza sono, secondo me, la evidente rappresentazione dell'ancestrale odio per una parte della maggioranza, quella più afferente alla sinistra, rispetto alle idee diverse dalle sue. La tanto decantata democrazia e la dialettica parlamentare vengono meno quando qualcuno fa presente loro che forse gli manca un attimo di connessione con la realtà. Ancora più stupore fa però l'assoluta inconsistenza democratica o parlamentare dei colleghi dei 5 Stelle che si comportano esattamente come si comportavano un anno fa quando avevano una totale opposta maggioranza che li sosteneva insieme al Governo.

PRESIDENTE. Concluda, onorevole.

MARCO OSNATO (FDI). Io credo che però in tutto questo si rappresenti nell'articolo 3 un'evidente mancanza, anche lì, di dialettica parlamentare e democratica; c'è un totale differimento a organi burocratici di politiche finanziarie e economiche che non si sono potute discutere qui in quest'Aula e che, quindi, in modo ancora più grave, sono destinate a funzionari che non hanno una legittimazione popolare.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il collega Donzelli. Ne ha facoltà.

GIOVANNI DONZELLI (FDI). Presidente, sono stupito del fatto di non aver trovato in queste tabelle - cosa che pensavo di trovare, visto come si stavano comportando i componenti della maggioranza parlamentare - dei finanziamenti per la formazione ad hoc, per la formazione per i parlamentari che si iscrivono ai concorsi a loro insaputa (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia - Commenti dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle) e, quindi, devono riuscire in qualche modo a passare il concorso, quelli del MoVimento 5 Stelle, per provare a salvarsi la poltrona, perché altrimenti sanno che col voto popolare non avrebbero più la possibilità di arrivare a fine mese. Perché a questo punto noi abbiamo scoperto che c'è il terrore di lavorare, abbiamo scoperto che si partecipa ai concorsi dichiarando che lo si fa a propria insaputa, ma la Camera ha detto che è impossibile iscriversi a propria insaputa.

PRESIDENTE. Collega, dovrebbe attenersi all'articolo.

GIOVANNI DONZELLI (FDI). Quindi, avete anche mentito spudoratamente a quest'Aula.

PRESIDENTE. Collega, dovrebbe attenersi all'articolo 3.

GIOVANNI DONZELLI (FDI). Mi attengo, sono stupito del fatto che nella tabella non si siano anche messi dei fondi apposta per formare i deputati 5 Stelle a iscriversi correttamente e poi…

PRESIDENTE. Concluda, onorevole.

GIOVANNI DONZELLI (FDI). Mi avvio a concludere. Anche perché sanno che, oggi, quando in Ufficio di Presidenza Cirielli ha chiesto di escludere i parlamentari 5 Stelle è stato detto: “no, perché tanto non lo passerebbero mai il concorso” e, quindi, a questo punto, credo…

PRESIDENTE. Grazie collega. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il collega Acquaroli. Ne ha facoltà.

FRANCESCO ACQUAROLI (FDI). Presidente, questa manovra è stata presentata agli italiani come la manovra che dovrà recuperare, appunto dagli italiani, miliardi di evasione fiscale che, magari, c'è, ma non è sicuramente quella evasione che questo Governo e questa maggioranza si stanno appropinquando a trovare dagli italiani, perché, per l'ennesima volta, si cercherà di penalizzare la vita e la quotidianità delle piccole e medie imprese. L'anno scorso lo abbiamo fatto con la fatturazione elettronica che non ha visto ottenere i risultati che tanto erano stati sbandierati, quest'anno troverete altri sistemi per appesantire, nella quotidianità, la professionalità e il lavoro di tutte queste migliaia e migliaia di imprese che in Italia non riescono a trovare la capacità di esprimere la loro forza…

PRESIDENTE. Concluda, onorevole.

FRANCESCO ACQUAROLI (FDI). E saranno costrette, quindi, a dover mettere più risorse e in molti casi anche ad abbandonare la loro attività. Ecco, noi riteniamo che la discussione che ci è stata negata, di questa finanziaria e di questa manovra, in questa Camera, poteva essere utile a migliorare la loro posizione anche in questa manovra.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il collega Butti. Ne ha facoltà.

ALESSIO BUTTI (FDI). Presidente, questo articolo 3 è molto importante, perché attraverso l'articolo 3 avreste potuto, come è stato ricordato da qualche collega che mi ha preceduto, anche finanziare dei progetti, delle politiche sociali. Qualcuno ha parlato, ovviamente, della questione epocale della diffusione delle droghe e potremmo parlare anche di quella dell'alcol, soprattutto tra le giovani generazioni, ma la questione delle droghe per la destra politica, quindi, per Fratelli d'Italia, è una questione molto importante. Tuttavia, non avete potuto finanziare progetti organici perché siete divisi anche su questo. Infatti, Presidente, nei giorni scorsi l'onorevole Buffagni ha sfidato i colleghi del Parlamento, visto che si parla di diffusione delle droghe, a sottoporsi al test e allora, al collega Buffagni che ho visto poco fa in Aula, la sfida la lancio io: il gruppo di Fratelli d'Italia la segue, accetta di sfidarla a duello, ci dica dove, come e quando dovremmo sottoporci (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. Concluda, onorevole.

ALESSIO BUTTI (FDI). Ma anche i colleghi del suo gruppo e della sinistra dovranno sottoporsi a questi test (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

.PRESIDENTE. Nessun altro chiede di intervenire, quindi, passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 3.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera approva (Vedi votazione n. 3).

(Esame dell'articolo 4 - A.C. 2305)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 4 (Vedi l'allegato A), al quale non sono state presentate proposte emendative.

Ha chiesto di parlare per un richiamo al Regolamento il collega Maschio. Ne ha facoltà.

CIRO MASCHIO (FDI). Grazie, Presidente. Per richiamo al Regolamento perché il dossier, che tutti abbiamo utilizzato per approfondire il testo, dice che nella sezione 2 sono contabilizzati, agli effetti del decreto-legge n. 124 del 2019, che comporta maggiori spese per 3 miliardi e 167 milioni nel 2020, alcune tavole. Nelle tavole citate sono riportate le principali leggi di spesa oggetto di rifinanziamento, definanziamento o riprogrammazione suddivise per Ministero, come indicate negli appositi allegati contenuti nel deliberativo di ciascuno stato di previsione (Atto Camera n. 2305, tomo III).

Allora, Presidente, io voglio, nel citare gli articolati che abbiamo più volte trattato prima, avere a disposizione, per eventuali citazioni e confronti incrociati, il tomo III dell'Atto Camera n. 2305. Ebbene, in questo momento, nonostante con efficienza gli uffici abbiano cercato di reperirne copia, non ve n'è copia in Aula. Allora, io le chiedo in primis di voler risolvere questo primo problema, cioè di vedere se è a disposizione tutta la documentazione dell'Atto Camera che stiamo discutendo, e a tal fine le chiedo di disporre una sospensione breve dei lavori per una risposta e per avere a disposizione la documentazione, perché già capisco che sia grave dover discutere a tempi blindati e contingentati questo atto (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia)

PRESIDENTE. Collega, alla Presidenza risulta in distribuzione.

CIRO MASCHIO (FDI). …ma almeno dateci i documenti a disposizione per farlo.

PRESIDENTE. Allora, collega, alla Presidenza risulta in distribuzione. Questo ovviamente non era un richiamo al Regolamento ma sull'ordine dei lavori e, quindi, lei stava richiedendo un atto di cui aveva bisogno. Risulta al momento in distribuzione.

Ha chiesto di parlare il collega Foti. Ne ha facoltà.

TOMMASO FOTI (FDI). Scusi, Presidente, solo per chiarezza. Lei ha detto che non era richiamo al Regolamento ma ordine dei lavori. In realtà, è un richiamo al Regolamento, perché il fatto che un parlamentare abbia a disposizione tutto il materiale per poter decidere non è ordine dei lavori: questo fa parte dei lavori della Camera - mi scusi - e, quindi, al richiamo al Regolamento. Dato che i tempi sono diversi come lei sa, perché l'ordine dei lavori viene contabilizzato su quello dei gruppi e il richiamo al Regolamento viene contabilizzato nell'ambito dei tempi del Regolamento, questo è chiaramente un richiamo al Regolamento.

PRESIDENTE. È chiaro, collega.

A questo punto, dato che gli uffici stanno verificando, io sospendo brevemente la seduta per cinque minuti. Colleghi, calmi. Sospendo quindi la seduta, che riprenderà alle ore 18,45.

La seduta, sospesa alle 18,40, è ripresa alle 18,55.

PRESIDENTE. Sulla richiesta del collega Maschio, il riferimento contenuto alla pagina 469 del dossier del Servizio studi relativo alla legge di bilancio per il 2020 (schede di lettura) deve intendersi riferito alla Nota di variazioni Atto Camera 2305/I, che contiene il deliberativo di ciascuno stato di previsione.

Infatti, nel frontespizio del disegno di legge di bilancio C 2305 è espressamente indicato che per gli stati di previsione si veda la Nota di variazioni (stampato C 2305/I). Identica indicazione è contenuta alla pagina 447 del medesimo stampato.

Procederei, a questo punto, con l'articolo 4.

Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Zucconi. Ne ha facoltà.

RICCARDO ZUCCONI (FDI). Grazie, Presidente. Per dichiarare il voto contrario all'articolo 4 del gruppo di Fratelli d'Italia.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il collega Foti. Ne ha facoltà.

TOMMASO FOTI (FDI). Signora Presidente, Fratelli d'Italia prosegue in questa sua battaglia per denunciare la blindatura di un provvedimento che avremmo voluto aperto e arioso, avendo dimostrato con i fatti e non con le parole di non voler ricorrere ad alcuna pratica ostruzionistica, almeno in Commissione e anche qui in Aula, avendo presentato un numero minimo di emendamenti, ma questi emendamenti sono stati tutti respinti senza neppure delle motivazioni di merito.

A noi pare, quindi, che sia particolarmente grave questo atteggiamento della maggioranza, che si è dimostrata chiusa, sorda e - aggiungo - anche grigia, perché per quanto ci riguarda sicuramente la Camera dei deputati non ha potuto dare quel contributo positivo di idee e di proposte…

PRESIDENTE. Concluda.

TOMMASO FOTI (FDI). …che le sono proprie e che sicuramente non sarebbero venute meno solo che fosse stata investita compiutamente di questa sua missione.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il collega Maschio. Ne ha facoltà.

CIRO MASCHIO (FDI). Grazie Presidente, almeno aver capito che per “tomo terzo degli allegati” si intendeva la nota di variazione ci consente quanto meno di andare a confermare, verificando sui dati delle tabelle, quello che si intuisce o che si desume dai dossier. In particolare, gli articoli 3 e 4 che interessano il Ministero…

PRESIDENTE. Mi scusi collega: colleghi, per cortesia! Colleghi! Colleghi! Prego

CIRO MASCHIO (FDI). Grazie Presidente, dicevo: gli articoli 3 e 4, relativi al Ministero delle Finanze, sono quelli che prevedono le variazioni più significative dei rifinanziamenti, riprogrammazioni e definanziamenti e quindi è particolarmente fuori luogo non poter entrare più puntualmente nel merito di alcuni rifinanziamenti in particolar modo, che è evidente, anche da quanto accaduto poco fa, non siano oggetto di interesse da parte di una gran parte dei colleghi che evidentemente non erano andati a verificare se questi rifinanziamenti siano congrui, abbiano un senso e se vadano nel senso di quello che è stato chiesto anche dalle proposte di Fratelli d'Italia.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto a titolo personale il collega Gemmato. Ne ha facoltà.

MARCELLO GEMMATO (FDI). Grazie Presidente, mi spiace che questa agenzia di stampa o comunque nel percepito comune dell'Aula vi sia o si ascriva a Fratelli d'Italia un intento ostruzionistico: l'intervento dell'onorevole Maschio, il fatto che abbia, come dire, riscontrato un vulnus anche nei lavori pratici d'Aula ci racconta esattamente il contrario e Presidente, in qualità di massima espressione in questo momento della nostra Camera, non posso non farle notare come in questo momento, nella fase di discussione di un importantissimo provvedimento qual è il bilancio dello Stato, non vi siano Ministri presenti in Aula. Il Governo è rappresentato da autorevolissimi sottosegretari, però non vi sono Ministri. Questo, Presidente, attiene anche, voglio dire, alla sua funzione, il fatto - e concludo - di far rispettare l'autorevolezza di quest'Aula. Ripeto: in un momento fondamentale della vita della nazione, in cui si discute di bilancio, in cui almeno noi di Fratelli d'Italia - e concludo - cerchiamo di discutere di bilancio, non ci sono Ministri. Ne prendiamo atto (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. Colleghi vi chiedo la cortesia di non passare davanti al collega Deidda, per cortesia. Colleghi! Colleghi!

Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto a titolo personale il collega Deidda. Ne ha facoltà.

SALVATORE DEIDDA (FDI). Grazie Presidente, questo articolo 4 - per dire che abbiamo cercato di studiare i vari fascicoli - parla dell'area di crisi siderurgica, per recuperare delle somme che forse erano state revocate poi oggi riassegnate, nell'anno finanziario 2020. Mi mette in difficoltà, perché ovviamente io vorrei capire anche maggiormente e chiedo se ci può essere qualcuno che mi chiarisce quali sono le aree di crisi, se riguardano anche le aree di crisi del Sulcis e se son quelle, perché poi questo determina in me magari un dissenso da quella che può essere stata l'indicazione del collega Zucconi, che forse lui ha avuto un recupero per studiare questo fascicolo. Quindi, se ci potesse essere un chiarimento, determinerebbe anche un mio voto in dissenso, grazie.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto a titolo personale il collega Trancassini. Ne ha facoltà.

PAOLO TRANCASSINI (FDI). Grazie Presidente, dicevamo prima che chi non ha la fiducia del Paese non solo si sottrae al voto, ma si sottrae anche al confronto. Un esempio sono i 400.000 euro stanziati per commemorare e ricordare la nascita del Partito Comunista: sarebbe stato importante e interessante confrontarci anche con i colleghi del MoVimento 5 Stelle e con il Partito Democratico sulla urgenza di discutere di questo grande problema che ha la Nazione, cioè ricordare i 100 anni del Partito Comunista. Magari avremmo lanciato delle proposte, avremmo forse sollecitato la maggioranza a destinare quei soldi a qualcosa di più meritevole, ma soprattutto vi avremmo fatto notare - vi avremmo fatto notare, Presidente - che a settembre una risoluzione della Commissione europea equiparava il comunismo al nazismo (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia): a livello di Comunità Europea hanno capito esattamente che cos'è il comunismo, noi ancora oggi pensiamo di celebrarlo stanziando vergognosamente 400.000 euro dei fondi dei contribuenti, grazie.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto a titolo personale la collega Frassinetti. Ne ha facoltà.

PAOLA FRASSINETTI (FDI). Grazie Presidente, mi riallaccio, intervenendo a titolo personale, a quanto sostenuto dal collega Deidda, che giustamente ha rilevato questo accenno al settore siderurgico, settore in crisi, un settore che rappresenta la crisi dell'industria pesante italiana e la nostra economia da tempo, da sempre si è proprio misurata sulla salute della siderurgia. Quindi, ancora una volta, da questa legge di bilancio, non c'è nulla per la ripartenza economica della nazione, non c'è nulla per sostenere questa crescita, non ci sono investimenti sulle infrastrutture e tanto meno sull'industria. Quindi, questo articolo 4 rimane così una sorta di articolo astratto, che non ha poi una conseguenza concreta di investimenti che servirebbero a far crescere la nazione.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto a titolo personale la collega Montaruli. Ne ha facoltà.

AUGUSTA MONTARULI (FDI). Grazie Presidente, avrei voluto il Presidente Fico a presenziare durante questo mio intervento, perché so che lui ha tanto caro il tema dell'edilizia popolare e so che ci sono delle forze della sinistra che, almeno a parole, dichiarano questo. Eppure nella legge di bilancio, proprio in questa sezione, abbiamo come definanziamenti delle leggi cardine, che proprio affrontano il tema dell'edilizia. Io devo dire: l'emergenza abitativa diciamo tutti che è una vera e propria emergenza e poi, quando si tratta di stanziare i soldi vengono definanziati i capitoli di spesa. Emergenza abitativa: l'emergenza abitativa è o non è un problema per questa maggioranza? Lo dico soprattutto alle sinistre: è un problema solo mio e della destra? Va bene, sarà un problema solo nostro, però è sconcertante come a parole dichiarate di voler fronteggiare il problema dell'emergenza abitativa e poi non stanziate soldi per un Piano casa e togliete i fondi fondamentali per garantire il diritto alla casa alle fasce più deboli della popolazione (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto a titolo personale la collega Lucaselli. Ne ha facoltà.

YLENJA LUCASELLI (FDI). Grazie Presidente, dunque ci ritroviamo ancora una volta a dover affrontare temi che abbiamo cercato di ribadire in quest'Aula più volte in questi minuti e in queste poche ore, perché riteniamo che il dibattito su questi temi, soprattutto lì dove sembra che si stia trattando soltanto dei tabellari, ma i tabellari rappresentano la struttura portante della manovra di bilancio e allora riportiamo ancora una volta all'attenzione di quest'Aula l'importanza di quello di cui avremmo dovuto discutere e di cui questo Governo ci ha sostanzialmente impedito la discussione democratica. Noi abbiamo una convinzione e la convinzione è che si sarebbe potuto fare molto, si sarebbe dovuto fare di più e questo ancora una volta non è stato fatto, grazie.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto a titolo personale il collega Prisco. Ne ha facoltà.

EMANUELE PRISCO (FDI). Sì grazie Presidente, difficile iscrivere una tabella di bilancio sullo stato di previsione del Ministero dello Sviluppo economico, perché in questa manovra per lo sviluppo economico non c'è niente, non c'è una misura a favore delle imprese che sia concreta, non c'è una misura a favore di chi produce reddito e futuro per questa nazione, ci sono anzi misure per contrastare ogni giorno con burocrazia e tasse l'attività di chi vuole produrre e fare impresa e creare lavoro. Con questa manovra si colpisce l'industria della plastica, di cui l'Italia aveva il primato in Europa, regalandolo alla Francia, si colpisce con altre misure - abbiamo visto con che confusione - l'industria dell'acciaio, come nel caso dell'Ilva, per regalare il primato dell'acciaio in Europa alla Germania. Si fa tutto quello che va ai danni delle imprese italiane, tutto quello che va a favore delle imprese francesi e tedesche, grazie.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto a titolo personale il collega Mollicone. Ne ha facoltà.

FEDERICO MOLLICONE (FDI). Sì grazie, abbiamo qui un ennesimo articolo che va ad approvare una tabella, una tabella che ci dice che lo sbilancio nel 2022 rispetto alle entrate tributarie aumenterà e sul risparmio pubblico arriviamo al 2022 con un saldo negativo. Quindi c'è la dimostrazione per tabella della incapacità dell'amministrazione e del Governo di gestire la spesa pubblica. In realtà, poi, anche in riferimento all'aspetto siderurgico, si evoca una delle questioni irrisolte in maniera drammatica, che è quella dell'Ilva, che il Governo dimostra di non saper affrontare.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, la collega Bellucci. Ne ha facoltà.

MARIA TERESA BELLUCCI (FDI). Grazie, Presidente. Presidente, questo è un Governo che soltanto grazie a Fratelli d'Italia ha visto cancellare il vergognoso emendamento che voleva commercializzare la cannabis light, un emendamento che intendeva proporre la crescita dell'Italia attraverso l'incentivazione della droga: è aumentare una droga aumentare una sostanza stupefacente quale è la cannabis light. Se non ci fossimo stati noi, l'emendamento oggi sarebbe inserito nel disegno di legge di bilancio per il 2020. Ebbene la visione dell'Italia che noi abbiamo è di un'Italia diversa che affronta il drammatico problema della dipendenza in Italia. L'Italia è al terzo posto in Europa per l'utilizzo di cannabis; al quarto posto per l'utilizzo di cocaina. Nelle nostre piazze virtuali e reali girano 92 tipi di sostanze diverse…

PRESIDENTE. Concluda.

MARIA TERESA BELLUCCI (FDI). …e questo grazie a una cultura dell'ultra sinistra che dice che la droga non fa male e la liberizza continuamente nelle nostre piazze. Ma noi continueremo a dire no alla droga senza se e senza ma contro chi incentiva, invece, la morte e la dipendenza dalle sostanze.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, la collega Varchi. Ne ha facoltà.

MARIA CAROLINA VARCHI (FDI). Presidente, comprendo le difficoltà del Ministro Patuanelli nel recarsi oggi in Aula dopo aver ereditato dal suo collega di partito Di Maio un Ministero dello Sviluppo economico che, forse, dovrebbe cambiare nome perché noi siamo al sottosviluppo economico, forse addirittura al regresso, e le poche righe dell'articolo 4 del disegno di legge di bilancio dimostrano come al Paese manchi del tutto la prospettiva. Il MoVimento 5 Stelle, che ha teorizzato la decrescita felice come un mantra, non è nelle condizioni di guidare un Ministero nevralgico come questo. Lo dimostra, ripeto, la tabella che viene richiamata nell'articolo in esame. Mi sorprende, ovviamente, il silenzio imbarazzato della sinistra italiana, anzi dell'altra sinistra italiana rispetto al MoVimento 5 Stelle a fronte di tale previsione.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il collega Delmastro Delle Vedove. Ne ha facoltà.

ANDREA DELMASTRO DELLE VEDOVE (FDI). Grazie, Presidente. Mi rendo conto che ormai protesa alla cena dell'antivigilia è convinta che Fratelli d'Italia stia oggi ponendo in campo dell'ostruzionismo (Commenti). Assolutamente no…

PRESIDENTE. Colleghi…

ANDREA DELMASTRO DELLE VEDOVE (FDI). Vicceversa, Fratelli d'Italia, a fronte di una manovra che, evidentemente, non interessa questa sinistra belante in quest'Aula, che produce 16 miliardi di deficit che verrà scaricato sulle future generazioni, di una manovra che produce 6 miliardi di nuove tasse con le quali flagellerete le medie e piccole imprese, i commercianti, gli artigiani, i liberi professionisti - in una parola chi produce e chi voi odiate -, vuole dare voce alla indignazione di un popolo incredulo, che prima tartassate e flagellate e poi, con la posizione della fiducia, avete anche l'indecenza…

PRESIDENTE. Concluda.

ANDREA DELMASTRO DELLE VEDOVE (FDI). …di ritenere di poter imbavagliare. Fino a quando ci sarà Fratelli d'Italia in quest'Aula, chi lavora e chi si ostina a produrre ricchezza in questa nazione non verrà imbavagliato da chi come voi si arrende al declino (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il collega Osnato. Ne ha facoltà.

MARCO OSNATO (FDI). Grazie, Presidente. Vede poc'anzi nella pausa abbiamo percepito una certa volontà da parte di molti colleghi di tornare a casa e ci è parso abbastanza esotico se, come abbiamo detto oggi, molti che invocavano la rivoluzione oggi si accontentano del panettone. Detto questo però, voglio rassicurare che anche noi abbiamo una medesima aspirazione: anche noi vogliamo che molti di loro tornino a casa e vogliamo che lo facciano in modo definitivo però, cioè che si tolgano dai piedi da questo Parlamento e da questo Governo (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia). Noi crediamo che gli italiani non tollerino più una maggioranza e un Governo che calpesta le libertà individuali, di impresa, sociali di questa nazione, per cui siamo sicuri che, finito questo Natale, al quale tutti aspiriamo, finalmente anche gli italiani possano ritornare a vedere un lume di speranza.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, collega Donzelli. Ne ha facoltà.

GIOVANNI DONZELLI (FDI). Grazie, Presidente. Noi ci auguriamo che questa sia l'ultima occasione in cui il Governo abbia la possibilità di portare provvedimenti blindati in Aula non tanto perché ci fidiamo della parola di Fico che è venuto a dirci che è dispiaciuto e ha fatto la pantomima di essere turbato dalla mancanza di rispetto del Parlamento. Noi confidiamo che sia l'ultima volta perché confidiamo che presto si ridia la parola agli elettori e quelli che oggi rappresentano il Governo del PD, Cinque Stelle, Boldrini, Renzi e tutta questa accozzaglia incredibile, confrontandosi con gli elettori, possa solo schiantarsi con l'insuccesso elettorale. Nel frattempo, però, arrivano i danni. Avevate detto che facevate la manovra per dare stabilità all'Italia e perché il Governo precedente aveva fatto dei danni. Intanto la maggioranza di questo Governo…

PRESIDENTE. Concluda.

GIOVANNI DONZELLI (FDI). …è la stessa che faceva il Governo precedente. Non possiamo dimenticarcelo e siete riusciti pure a peggiorare la finanziaria dell'anno precedente.

PRESIDENTE. Deve concludere.

GIOVANNI DONZELLI (FDI). Chiediamo, quindi, al Governo, se possibile, di prendere atto e di andare a casa il prima possibile (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il collega Acquaroli. Ne ha facoltà.

FRANCESCO ACQUAROLI (FDI). Grazie, Presidente. Nella scorsa estate questo Governo nasce, utilizzando la giusta democrazia parlamentare, per disinnescare le clausole IVA. Poi, in nome della democrazia parlamentare, ci viene negata la possibilità di entrare nel merito della discussione del disegno di legge di bilancio, che è l'atto più importante a cui la Camera viene sottoposta ogni anno. Il Governo nasce per disinnescare le clausole IVA e lo fa con l'introduzione di altre tasse: la plastic tax, la sugar tax e l'introduzione delle accise sulla benzina. Facendo una veloce analisi di tali tasse, non sono altro che un aumento al produttore e al consumatore di prodotti che equivalgono esattamente al motivo per cui il Governo nasce, cioè disinnescare le clausole IVA. Questa è un'IVA nascosta…

PRESIDENTE. Collega, deve concludere.

FRANCESCO ACQUAROLI (FDI). …è un inganno prodotto agli italiani nel nome della democrazia parlamentare, ma che poi è una truffa nei confronti dei consumatori.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il collega Butti. Ne ha facoltà.

ALESSIO BUTTI (FDI). Grazie, Presidente. Anch'io ci tengo a rassicurare tutti i colleghi, pur con l'affetto del caso, che ben conoscete, che il gruppo di Fratelli d'Italia vorrebbe passare in altro modo e soprattutto in altro luogo l'antivigilia di Natale; ma se siamo qui ed interveniamo con dovizia di particolari sui singoli emendamenti, è perché, effettivamente, anche a proposito di questo articolo 4, che riguarda le tabelle del Ministero dello Sviluppo economico, abbiamo qualcosa da dire, abbiamo qualcosa da suggerire. Il Ministero dello Sviluppo economico è quello che si occupa delle politiche delle telecomunicazioni, dell'innovazione; allora noi dobbiamo ricordare che esiste un Comitato per la banda ultralarga che è guidato dal Ministro di turno e il precedente Comitato è durato circa un anno e qualche mese ed era guidato dal Ministro Di Maio …

PRESIDENTE. Concluda.

ALESSIO BUTTI (FDI). …ed è stato un vero autentico disastro. Il Paese ha bisogno di essere digitalizzato perché grazie alla digitalizzazione possiamo consentire…

PRESIDENTE. Deve concludere.

ALESSIO BUTTI (FDI). …la competitività del sistema industriale del Paese.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 4.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Colleghi, ho dichiarato aperta la votazione: c'è un problema tecnico (Commenti). Colleghi, gli uffici stanno controllando per cortesia la votazione è aperta…

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera approva (Vedi votazione n. 4).

PAOLO TRANCASSINI (FDI). Chiedo di parlare per un richiamo al Regolamento.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Su quale articolo?

PAOLO TRANCASSINI (FDI). Articolo 24, commi 7, 8 e 9, sul contingentamento dei tempi, Presidente. Approfitto del suo controllo per dichiarare, chiaramente, che Fratelli d'Italia non c'entra niente con il sabotaggio della precedente votazione.

PRESIDENTE. Collega…

PAOLO TRANCASSINI (FDI). Posso?

PRESIDENTE. Prego.

PAOLO TRANCASSINI (FDI). Grazie, Presidente. Abbiamo ascoltato, credo ieri, una accorata giustificazione del Presidente Fico sulla umiliazione subita dal Parlamento. Il Presidente ci ha quasi - per la verità molto poco a noi, ma probabilmente ai colleghi del MoVimento 5 Stelle e del PD - convinto che non potesse far nulla rispetto a questa vergogna che è andata in onda in questi giorni, e cioè il fatto che non abbiamo potuto discutere per nulla della finanziaria, che non abbiamo potuto votare nemmeno un emendamento, che non l'abbiamo fatto nemmeno in Commissione, che non abbiamo fatto non la terza, ma nemmeno la seconda lettura, e, soprattutto, che non abbiamo potuto nemmeno discutere della legge più importante dello Stato, cioè la finanziaria, in quest'Aula. Peccato che l'articolo 24, come lei saprà, assegna alla Conferenza dei capigruppo la decisione sui tempi e sui modi di votazione, ma assegna al Presidente, in questo caso al Presidente Fico, con il comma 9, di decidere in luogo di un mancato accordo, di una mancata maggioranza qualificata.

Ecco, allora io credo e voglio sperare che il Presidente Fico fosse in buona fede, oppure posso pensare che non lo era ieri, in buona fede, ma magari questa notte ha pensato che questa umiliazione il Parlamento non la meritasse, cioè voglio sperare in un ravvedimento del Presidente della Camera, anche a fronte magari di tutto quello che abbiamo detto qui, anche quello che hanno detto i colleghi della maggioranza, le dichiarazioni di voto, cioè è emersa un po' da parte di tutti - mi rifaccio anche agli interventi del gruppo di Italia Viva - la sofferenza di non poter discutere di questa importante manovra di bilancio. E allora, magari, il Presidente si sarà ravveduto, e quindi io faccio appello a lui per rivedere i tempi di contingentamento e, in subordine, Presidente, vorrei che i tempi di discussione a cui hanno rinunciato i colleghi della maggioranza venissero assegnati all'opposizione, perché altrimenti viene ulteriormente penalizzato il dibattito. Cioè, noi non solo diamo dei tempi ridotti in una discussione che non c'è stata, per emendamenti che non sono stati discussi, e rispetto a una legge che andava invece guardata per ben trentacinque giorni, come dice il nostro Regolamento, ma, nel momento in cui c'è una forza politica che rinuncia, diverse forze politiche che rinunciano ai tempi, noi questi tempi li prendiamo e li gettiamo nel cestino. Per cui io chiedo che la Presidenza voglia rivedere i tempi di contingentamento e, in subordine, che vengano riassegnati, ai sensi dell'articolo 24, commi 7, 8 e 9, alla opposizione, nel caso specifico a Fratelli d'Italia (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. Chiaro, collega. Chiaramente i tempi sono stati conformati tenendo conto della decisione, come lei anche ha specificato, assunta in sede di Conferenza dei presidenti di gruppo, di concludere prima della pausa natalizia. La Presidenza, chiaramente, sui tempi aggiuntivi, consentirà, secondo la prassi che abbiamo sempre portato avanti anche in altri provvedimenti.

TOMMASO FOTI (FDI). Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Collega Foti sull'articolo 5? Perché prima c'era il collega Zucconi sull'articolo 5.

TOMMASO FOTI (FDI). Per un richiamo al Regolamento, articolo 45, comma 1, che peraltro poi è 45 perché il comma 2 è stato abrogato, quindi anche nel nostro Regolamento rimane il comma 1, ma soltanto a futura memoria.

Le chiedevo, signora Presidente, dato che la possibilità dell'ampliamento dei tempi è riservata alla Presidenza, noi lo chiediamo sia sul titolo personale, sia come gruppo. L'onorevole Trancassini, ovviamente, l'ha chiesto a titolo personale, essendo intervenuto in tutte le discussioni a titolo personale, io lo chiedo per il gruppo di Fratelli d'Italia, ma, a dire il vero, una volta che si fa l'ampliamento dei tempi, viene applicato generalmente a tutti i gruppi, i quali poi possono decidere o meno di utilizzare i tempi stessi; ma sarebbe opportuno sapere in quale ordine di aumento dei tempi ella intende procedere, perché è vero che ci sono dei precedenti, ma, come ben ricordano i colleghi che non hanno poca esperienza parlamentare, in realtà, vi sono due tipi di aumento dei tempi: vi è un aumento dei tempi del 50 per cento e poi uno del 30 per cento. Ieri è stato applicato, nella discussione generale, un aumento del 30 per cento, oggi siamo in una fase diversa, perché siamo nella fase dell'esame, e per quanto riguarda l'esame del provvedimento, i precedenti dicono altri tipi di aumento rispetto a quelli applicati ieri. Ci sono dei precedenti: il precedente Casini, il precedente Fini, il precedente Bertinotti, se vuole glieli elenco tutti, perché le ho viste tutte le legislature e quindi li conosco. Quindi, faccio appello, per tramite suo, al Presidente della Camera per una decisione equa, ponderata e intelligente (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. Chiaro, collega. Ovviamente prendo atto della sua richiesta e riferirò al Presidente. Chiaramente queste richieste vengono fatte una volta che vengono esauriti i tempi, però prendo atto della vostra richiesta.

(Esame dell'articolo 5 - A.C. 2305)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 5 (Vedi l'allegato A), al quale non sono state presentate proposte emendative.

Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il collega Zucconi. Ne ha facoltà.

RICCARDO ZUCCONI (FDI). Grazie, Presidente. Per dichiarare, a nome del gruppo di Fratelli d'Italia, il voto contrario all'articolo 5.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il collega Foti. Ne ha facoltà.

TOMMASO FOTI (FDI). Presidente, come abbiamo già sottolineato in più occasioni, a noi pare che - e non è un gioco di parole - in questa legge di bilancio si sia persa una grande occasione per dare prova ai cittadini, agli italiani, della volontà vera di questo Parlamento di andare incontro alle loro esigenze e non contro le loro richieste. A me pare, soprattutto, di dover evidenziare due tipi di tassazione che vengono qui introdotte, anche se rinviate e posticipate al dopo elezioni del 26 gennaio, la cosiddetta plastic tax e la sugar tax. Sono due provvedimenti che, indubbiamente, vanno nella direzione di bloccare il sistema delle imprese, soprattutto in una regione come quella dell'Emilia-Romagna, che è notoriamente leader nel settore del packaging e che, al tempo stesso, era anche leader nel settore sanitario. Ebbene, io penso di poter dire, quindi, signora Presidente, che faccio appello a questa Camera affinché non voti questa legge di bilancio (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto la collega Bordonali. Ne ha facoltà.

SIMONA BORDONALI (LEGA). Grazie, Presidente. Per dichiarare il voto contrario della Lega.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il collega Maschio. Ne ha facoltà.

CIRO MASCHIO (FDI). Presidente, l'articolo 5 interviene in particolare sul Ministero del lavoro e delle politiche sociali; in una manovra che è orientata prevalentemente secondo la politica condizionata dal MoVimento 5 Stelle in particolare, su un approccio al mondo del lavoro che è assistenzialistico, che ha prodotto l'anomalia enorme del reddito di cittadinanza, che al suo interno ha fatto emerge un'infinità di contraddizioni che abbiamo più volte segnalato, tali per cui finisce spesso, il reddito di cittadinanza, a pregiudicati e a delinquenti, a soggetti che sicuramente non sono in condizioni meritevoli. Dall'altro lato non ci sono misure concrete di sostegno del lavoro: non si mettono le imprese nelle condizioni di produrre sviluppo e lavoro.

PRESIDENTE. Concluda.

CIRO MASCHIO (FDI). E allora sarebbe stato opportuno discutere anche sui rifinanziamenti, sui definanziamenti inseriti in questo articolo, perché sarebbe stato un modo per limitare i danni…

PRESIDENTE. Deve concludere, collega.

CIRO MASCHIO (FDI). …e recuperare almeno in parte il deficit di politica sul lavoro (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il collega Garavaglia. Ne ha facoltà.

MASSIMO GARAVAGLIA (LEGA). Presidente, questo articolo parla di lavoro, ma quello è il problema di questa manovra. Nel silenzio totale della maggioranza, da che questo Governo particolare si è insediato, abbiamo un fatto molto simpatico: il rendistato, cioè quanto paghiamo noi di titoli di Stato, rispetto alla Grecia è aumentato; cioè noi stiamo pagando molto di più i nostri titoli di Stato rispetto alla Grecia, proprio da quando questo Governo si è insediato. Ma perché? Perché purtroppo questa manovra e quello che state mettendo in campo, tra il PD che vuole mettere solo tasse e i 5 Stelle che queste tasse non solo le ha proposte, le vota, ma vuole anche inasprire di burocrazia, di controlli fiscali le aziende, l'effetto combinato di tutto questo è che si perde la fiducia.

PRESIDENTE. Concluda.

MASSIMO GARAVAGLIA (LEGA). I nostri imprenditori stanno perdendo la fiducia e non investono più. Questa è la più grossa vostra responsabilità (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier)!

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il collega Gemmato. Ne ha facoltà.

MARCELLO GEMMATO (FDI). Presidente, ci tengo a sottolineare che anche l'articolo 5, che come è stato ricordato poc'anzi parla di lavoro, di politiche sociali, diventa un campo delle occasioni perse. Parlare di occupazione, parlare di lavoro, parlare di tematiche sociali, soprattutto al Sud, soprattutto in quella parte d'Italia che oggi vede l'ignominia di una sperequazione enorme col Nord in termini appunto di percentuali di occupazione, sarebbe stato opportuno. Purtroppo così non è, e lo ascriviamo ad una delle gravi colpe che questa maggioranza in questo momento si assume nel non portare nell'Aula che è sovrana, e che dovrebbe rappresentare il popolo italiano, una tematica importante come quella dell'occupazione. Voglio ricordare a tutti quanti, a me stesso che si sta producendo un deficit ulteriore di 16,3 miliardi di euro,…

PRESIDENTE. Concluda.

MARCELLO GEMMATO (FDI). …e ho dubbi che questo nuovo deficit non produrrà occupazione, ma soltanto crisi e soltanto disavanzo nel nostro bilancio.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il collega Durigon. Ne ha facoltà.

CLAUDIO DURIGON (LEGA). Presidente, io credo che siamo di fronte davvero ad una legge di bilancio che non pone gli interessi dei lavoratori, gli interessi che in qualche modo servono e sono necessari in questo periodo storico. Abbiamo bisogno di investimenti: lo chiedo soprattutto al collega Buffagni, che vedo in qualche modo orientato sul telefonino invece di ascoltare l'opposizione, perché in qualche modo vuole far capire qual è la posizione…

PRESIDENTE. Collega…

CLAUDIO DURIGON (LEGA). …e in modo che davvero potete dare una risposta seria. Partiamo da un taglio del cuneo del lavoro che parte con 3 miliardi da luglio: è significativo che non ha un impatto in questo momento che serve oggi all'Italia e che serve oggi al mondo del lavoro. Quindi ecco che credo che davvero siamo di fronte ad una legge di bilancio che è cieca, è miope, e che con la sola facoltà di sedere in questa poltrona porta ancora oggi l'Italia ad avere una necessità diversa, una necessità diversa di espansione.

PRESIDENTE. Concluda.

CLAUDIO DURIGON (LEGA). Quindi davvero, Presidente, credo che forse oggi è il momento di poter cambiare qualche cosa.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il collega Deidda. Ne ha facoltà.

SALVATORE DEIDDA (FDI). Presidente, parlare di questo articolo 5 obiettivamente viene difficile, avendo avuto la manovra in tempi così ristretti.

E devo dire che se qualcuno si stupisce di quanto stiamo portando avanti come Fratelli d'Italia, sappia che per noi è altamente diseducativo, anche per i nostri giovani che sono in sezione, tornare a casa e dire che, in un Parlamento dove ci dovrebbe essere dibattito anche su posizioni contrastanti, invece dibattito non c'è, ma c'è semplicemente un muro contro muro; anzi, un muro che è quello di Fratelli d'Italia, dei militanti dei Fratelli d'Italia, contro un qualcosa che è silente e non accetta il confronto.

Concludo dando la mia solidarietà: oggi, parlando di lavoro, c'è stata la manifestazione dei lavoratori della Auchan (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia), che stanno avendo purtroppo una grave crisi a causa di un passaggio di proprietà che molto probabilmente li renderà disoccupati.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il collega Ziello. Ne ha facoltà.

EDOARDO ZIELLO (LEGA). Presidente, questo articolo 5 fa riferimento al comparto del Ministero del lavoro e delle politiche sociali; e mentre i rappresentanti del Governo qui presenti in Aula ridono e sghignazzano, non si rendono conto che con la loro proposta di legalizzare la cannabis light stavano per arrecare un danno enorme alla salute di milioni di italiani, che grazie alla Lega noi abbiamo bloccato (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier). Perché con noi non ci sarà mai lo Stato spacciatore, signor Presidente.

State veramente distruggendo questo Paese con questa manovra. La tassa sullo zucchero, la tassa sulla plastica; adesso addirittura chi vince il Superenalotto non è più fortunato con voi, ma diventa “sfigato”, perché deve pagare una tassa del 20 per cento: vi dovete veramente vergognare per questa concezione dello Stato (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier). Voi con questa manovra volete veramente svuotare l'Italia di tutta la sua importanza,…

PRESIDENTE. Concluda.

EDOARDO ZIELLO (LEGA). …e con il caso Ilva ancora aperto rischiate di mettere migliaia di famiglie fuori di casa senza lavoro. Vi dovete veramente vergognare!

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il collega Trancassini. Ne ha facoltà.

PAOLO TRANCASSINI (FDI). Presidente, questo articolo 5 sulle problematiche del mondo del lavoro e delle politiche appunto del lavoro ci avrebbe permesso, se ci fosse stato concesso dalla maggioranza, di confrontarci sul tema centrale della nostra nazione, cioè la difficoltà delle imprese, la difficoltà di fare azienda in Italia, la difficoltà, tutte le difficoltà che incontrano le partite IVA da molto tempo, ma soprattutto da quando vengono varate manovre finanziarie come quella di oggi. Vi avremmo raccontato un'Italia che non conoscete, che è l'Italia di chi tutte le mattine apre una serranda, accende un furgone e crede in un'azienda indipendentemente da quelli che sono gli ostacoli di uno Stato che non ha mai la capacità di essere complice rispetto a chi fa impresa, ma semplicemente un socio di maggioranza fannullone, perché non dà i servizi che deve dare, e quando entra nell'azienda è anche cattivo perché pretende di farla chiudere.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE FABIO RAMPELLI (ore 19,35)

PAOLO TRANCASSINI (FDI). Ecco, vi avremmo raccontato tutto questo, solo se voi ce lo aveste permesso, e vi avremmo anche dato dei consigli, come abbiamo fatto con i nostri emendamenti, perché le nostre aziende, e per la verità tutta la nazione, ha bisogno di semplificazione. È un tema centrale, un tema importante, un tema che abbiamo provato a cavalcare anche rispetto ad un'emergenza del nostro momento, che è il terremoto.

PRESIDENTE. Concluda, per favore.

PAOLO TRANCASSINI (FDI). Ma anche lì siete stati sordi rispetto a quello che è un tema centrale, anche del mondo del lavoro.

PRESIDENTE. Ha esaurito il suo tempo.

PAOLO TRANCASSINI (FDI). Mi scuso con il signor Presidente Rampelli per aver sforato di 2 secondi.

PRESIDENTE. Ventotto, per l'esattezza.

Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Sasso. Ne ha facoltà, per un minuto.

ROSSANO SASSO (LEGA). Presidente, in questa manovra finanziaria di questo Governo sempre più Governo degli sbarchi, delle tasse, e c'è mancato poco che diventasse famoso anche per gli spinelli (per fortuna siamo riusciti a sventare questo pericolo), si parla di lavoro ma non c'è traccia del lavoro per quanto riguarda il mondo della scuola. Ricordo che c'è un Ministro, che oggi però non è presente, che aveva promesso di dimettersi nel momento in cui non fossero arrivati 3 miliardi di euro alla ricerca, alla scuola, all'istruzione (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier). Dite che ne sono arrivati 2, ma dobbiamo vederli bene questi 2 miliardi a cosa sono destinati; il Ministro è ancora lì, alla faccia di tutti i precari che anche questa volta non lavoreranno, alla faccia di tutti i precari che non saranno stabilizzati, alla faccia di tutti i docenti illegittimamente trasferiti dalla legge della buona scuola di Renzi, che sono stati sbattuti a mille chilometri da casa, pur avendo diritto di restare vicini alle loro famiglie e ai loro affetti (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, la deputata Frassinetti. Ne ha facoltà.

PAOLA FRASSINETTI (FDI). Presidente, parliamo di lavoro, quindi un occhio ai rifinanziamenti va subito sul capitolo incentivi per le imprese-Fondo per l'occupazione.

Noi abbiamo ascoltato i parlamentari lombardi: hanno avuto vari incontri con gli imprenditori e gli imprenditori hanno, comunque, lanciato un grido d'allarme, perché non è arrivata la semplificazione da loro tanto agognata, non è arrivata la sburocratizzazione, chiedevano, per quanto riguarda il taglio del cuneo fiscale, un maggiore taglio. Tutto questo per poter dare una mano ai lavoratori, per poter assumere quei lavoratori che hanno, comunque, dimostrato, nel loro bacino, di avere delle competenze specifiche. Quindi, l'impresa è in crisi, ma non è che ce lo inventiamo, l'abbiamo constatato proprio con la tecnica dell'ascolto.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Furgiuele. Ne ha facoltà, per un minuto.

DOMENICO FURGIUELE (LEGA). Grazie, Presidente. Se vogliamo parlare di lavoro, questo articolo 5 è un altro articolo che rappresenta una manovra di bilancio delle retromarce. Quello che è stato fatto con la flat tax è emblematico: avevamo previsto, nella scorsa manovra di bilancio, la possibilità di estendere il regime dei minimi da 65 mila euro a 100 mila euro. Questo non è stato fatto, è stato cancellato. Quello che avevamo previsto noi ha prodotto 200 mila partite IVA in più che si sono iscritte, ha prodotto per 500 mila aziende con partite IVA, che fatturavano, lordo, fino a 65 mila euro, la possibilità di avere come introito nelle proprie casse rispetto agli anni precedenti 7 mila euro cadauna e, quindi, meno file anche dai commercialisti. Adesso, il Governo ha trattenuto soltanto il regime dei minimi fino ai 65 mila euro perché era un provvedimento di buonsenso, però ha messo dei paletti che sicuramente faranno tornare indietro gli imprenditori sulla scelta di quel regime e ritorneranno al regime ordinario.

PRESIDENTE. Concluda, grazie.

DOMENICO FURGIUELE (LEGA). Perderanno tempo, perderanno soldi e continueranno a fare le file dai commercialisti (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, la deputata Montaruli. Ne ha facoltà.

AUGUSTA MONTARULI (FDI). Grazie, Presidente. Qualche giorno fa, vedevo delle grafiche di Italia Viva a sostegno della famiglia e, poi, quando vedo i definanziamenti, ecco che vedo un taglio decisamente rilevante rispetto al fondo proprio per la famiglia. Allora, vedo una contraddizione in termini all'interno di questa maggioranza. Spero che riescano ad arrivare ad una conclusione, ad una sintesi del proprio agire politico, perché, se no, non ci si spiega come mai vediamo questi definanziamenti. Ebbene, Fratelli d'Italia risulta essere l'unica, poi, alla fine, forza politica all'interno di questo Parlamento che dice chiaramente che la famiglia è una e una sola e che questa famiglia bisogna sostenerla.

PRESIDENTE. Concluda.

AUGUSTA MONTARULI (FDI). Non si può sostenerla a parole, servono risorse. Chiediamo, quindi, che questa maggioranza faccia una serissima riflessione al suo interno per essere coerente con la grafica pubblicitaria che va spalmando anche sui social (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Moschioni. Ne ha facoltà.

DANIELE MOSCHIONI (LEGA). Grazie, Presidente. Visto che l'articolo 5 si riferisce alla politica del lavoro, io credo che per parlare di politiche del lavoro bisogna essere vicini prima alle imprese e, soprattutto, ai lavoratori. Allora, io mi chiedo con quale coraggio vengono stanziati 400 mila euro per la festa del PCI, per il centenario del PCI, e non vengono messi per ridurre il cuneo fiscale. Ridurre il cuneo fiscale: l'altra settimana, in Commissione lavoro, è stata osannata questa cosa; alla fine, arrivano 40 euro per dipendente. Io credo che, anche se pochi, 400 mila euro andavano bene gestiti in questo modo, ma la cosa più importante è essere vicino alle imprese. Ho già finito il tempo?

PRESIDENTE. La preavviso che ha dieci secondi.

DANIELE MOSCHIONI (LEGA). Bisogna essere vicino alle imprese, detassando le imprese. Questo Governo non ha voluto aumentare la detassazione al 15 per cento fino a 100 mila euro…

PRESIDENTE. Concluda.

DANIELE MOSCHIONI (LEGA). …ma l'ha fermata ai 60 mila euro che aveva messo il precedente Governo. Un consiglio che do a tutti noi: cerchiamo di uscire da questo Palazzo, stiamo vicino alle imprese, stiamo vicino ai lavoratori, perché solo stando vicino e concludo, sappiamo di cosa hanno bisogno (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, la deputata Lucaselli. Ne ha facoltà.

YLENJA LUCASELLI (FDI). Grazie, Presidente. Noi abbiamo iniziato a discutere su questi emendamenti da un po' nell'assoluta convinzione che non si potesse perdere questa ultima possibilità, questa ultima occasione di far partecipare l'Aula a una legge, quella di bilancio, che è una legge fondamentale per l'andamento dello Stato. Apprendiamo, siamo contenti che questo dibattito abbia un po' risvegliato alcuni animi, perché riteniamo assolutamente fondamentale che su alcuni temi ci sia un vero confronto, che ci sia una vera dialettica. E benché questa dialettica ci sia stata sostanzialmente sottratta nelle Commissioni competenti, nella Commissione bilancio, ma in tutte le altre Commissioni alle quali il Governo si è presentato con un pacchetto, sostanzialmente e definitivamente chiuso, rendendo quasi una farsa quello che è accaduto all'interno delle Commissioni…

PRESIDENTE. Grazie, concluda.

YLENJA LUCASELLI (FDI). …riteniamo che sia assolutamente importante oggi riprendere questi temi e discutere anche dei tabellari.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Giglio Vigna. Ne ha facoltà, per un minuto.

ALESSANDRO GIGLIO VIGNA (LEGA). Grazie, Presidente. Questo articolo 5 e, più in generale, questa manovra è la dimostrazione di come questo Governo è nemico dei lavoratori, nemico del lavoro e nemico delle imprese. La vostra è una deliberata strategia, perché voi odiate chi fa impresa (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier) e volete rendere la vita difficile a chi fa impresa, più difficile possibile. Volete avvantaggiare i gruppi stranieri, ma vi promettiamo che la nostra impresa italiana resisterà. Noi lanciamo un messaggio qui, dall'Aula di Montecitorio, oggi l'antivigilia di Natale, a tutti gli imprenditori italiani: resistete, resistete, resistete (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier)!

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Prisco. Ne ha facoltà.

EMANUELE PRISCO (FDI). Grazie, Presidente. Più che politiche del lavoro, le uniche misure che si trovano in questa manovra sono quelle per favorire il non lavoro, il reddito di cittadinanza, che non dà lavoro - si è visto, è dimostrato dai dati -, ma dà la paghetta elettorale a Di Maio e ai suoi elettori. Questo è il motivo. Se noi andiamo a vedere le tabelle allegate a questo provvedimento, troviamo, sugli interventi per le tantissime crisi industriali italiane, un taglio di 30 milioni su 38 presenti e previsti. Non si crea lavoro né si difende quello che c'è di lavoro. Se Fratelli d'Italia avesse potuto presentare degli emendamenti e discutere i propri emendamenti, avrebbe fatto la propria proposta semplice: diamo quelle risorse del reddito di cittadinanza per creare lavoro.

PRESIDENTE. Concluda.

EMANUELE PRISCO (FDI). Diciamo agli imprenditori che se investono sulle risorse umane, su quell'oro che sono i nostri giovani, sono gli italiani in Italia…

PRESIDENTE. Grazie.

EMANUELE PRISCO (FDI). …e pagano le tasse in Italia, pagano meno tasse. A questo dovrebbe servire una manovra per creare lavoro, futuro e speranza (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia)

PRESIDENTE. La ringrazio. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Maggioni. Ne ha facoltà.

MARCO MAGGIONI (LEGA). Grazie, Presidente. Intervengo anch'io su questo articolo in analisi di quest'Aula. Credo che per parlare di lavoro bisogna o sarebbe opportuno, almeno, nella vita aver un po' lavorato (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier). Evidentemente, nella maggioranza c'è un problema di fondo e il problema di fondo si vede chiaramente nell'impostazione di questa legge di bilancio: una legge di bilancio distante rispetto al mondo delle imprese, una legge di bilancio che non ha una visione di futuro, che non crea competitività, che non crea quelle condizioni fondamentali perché questo Paese possa crescere e possa dare un futuro ai nostri figli. Quindi, io credo che questo articolo faccia il pari con il bavaglio che è stato messo all'opposizione, vietandoci di analizzare fino in fondo questo importantissimo e fondamentale provvedimento, l'ennesima vergogna di questa maggioranza (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Mollicone. Ne ha facoltà.

FEDERICO MOLLICONE (FDI). Grazie, Presidente. Questo è un articolo fondamentale, che evidenzia due tematiche: la prima, quella riportata dalla Tabella n. 4, che riguarda anche gli oneri del debito pubblico.

Noi dobbiamo ricordare che questa manovra è stata denunciata dalla Commissione europea, che rivede al ribasso le stime di crescita dell'Italia: nel 2020, il PIL dovrebbe salire dello 0,4 per cento rispetto allo 0,7 stimato a luglio; resta invariata la previsione del più 0,1 per il 2019; nel 2019, il rapporto tra debito pubblico e PIL dovrebbe salire al 136,2 per cento, e nel 2020 al 136,8 per cento, mentre il deficit si dovrebbe attestare al 2,2 del PIL nel 2019 e al 2,3 nel 2020, quindi è una manovra che va ad aumentare il deficit.

PRESIDENTE. Concluda.

FEDERICO MOLLICONE (FDI). La seconda parte, altrettanto importante, riguarda anche la capacità di decretazione del Ministero dell'Economia - ancora una volta commissariate il Parlamento - rispetto proprio alle politiche attive sul lavoro. E quali politiche attive avete fatto voi sul lavoro? Quelle del reddito di cittadinanza!

PRESIDENTE. Avverto che i tempi per gli interventi a titolo personale sono esauriti. Essendone stata fatta richiesta, la Presidenza concederà per gli interventi a titolo personale un tempo aggiuntivo pari a un terzo di quello originariamente previsto.

Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Liuni. Ne ha facoltà.

MARZIO LIUNI (LEGA). Grazie, Presidente. Una manovra povera di proposte per il mondo agricolo, mondo agricolo già fortemente penalizzato da questo Governo, ricordiamo la tassa sullo zucchero e sulla plastica, tasse che chiaramente ricadranno sugli agricoltori. Mondo agricolo che avrebbe bisogno di proposte importanti per modernizzarsi, ma mondo agricolo che invece viene usato per provare a rendere legale la cannabis. L'agricoltura italiana ha bisogno di protezione, protezione del made in Italy, non ha bisogno di droghe di Stato. La Lega sarà… Non mi segue nessuno… va beh. Comunque, la Lega sarà vigile su questa cosa, non vi permetteremo mai di legalizzare la cannabis (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier)!

PRESIDENTE. Eravamo tutti attenti. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, la deputata Bellucci. Ne ha facoltà.

MARIA TERESA BELLUCCI (FDI). Grazie, Presidente. Vede, noi avremmo voluto aiutare questo Governo, irresponsabile e pasticcione, che ha passato i giorni dal 5 novembre a discutere e a litigare per arrivare a una legge di bilancio che è una ridotta, una ridotta e che riduce purtroppo gli italiani ai minimi termini. E in questi giorni tanti impegni sono stati traditi, per esempio quelli verso il mondo del Terzo settore, del volontariato, dell'associazionismo, quello che voi attenzionate soltanto se sta sopra una nave in mezzo al Mediterraneo, e invece tutto il resto, quello che sta in Africa, quello che porta aiuti, quello che ci mette cuore e anima per dare sostegno ai milioni di africani che versano in difficoltà, lo ignorate. Per giorni vi hanno chiesto di vedere attribuiti quei 29 miliardi che avevate stanziato lo scorso anno, invece non avete fatto niente. È il primo, il primo Governo nella storia d'Italia che ha lasciato non assegnati quei 29 miliardi di euro!

PRESIDENTE. Concluda.

MARIA TERESA BELLUCCI (FDI). Lì avete lasciati lì, e avete lasciati soli i milioni di italiani che…

PRESIDENTE. Grazie. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Sorte. Ne ha facoltà.

ALESSANDRO SORTE (M-NI-USEI-C!-AC). Signor Presidente, questa manovra finanziaria non ha provvedimenti per la crescita economica: non c'è il taglio dell'IRAP alle imprese, il taglio del cuneo fiscale è minimale, vengono tenuti tutti i provvedimenti più assistenziali, come il reddito di cittadinanza. Allora dico che, siccome Buffagni ha proposto il test antidroga a tutti i deputati - sfida accettata -, ma se lui è convinto che questa manovra finanziaria porti alla crescita, lanciamo la sfida per un alcooltest (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Noi con l'Italia-USEI-Cambiamo!-Alleanza di Centro).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, la deputata Varchi. Ne ha facoltà, per un minuto.

MARIA CAROLINA VARCHI (FDI). Presidente, il mio intervento sarà davvero breve, non solo per il tempo a mia disposizione, ma perché poco c'è da dire sulle politiche per il lavoro da parte di questo Governo, visto che non si è creato nuovo lavoro, non vengono salvati posti di lavoro a rischio, le grandi vertenze sono assolutamente irrisolte e non si vede la luce in fondo al tunnel. Quindi, francamente non si comprende cosa vi sia nella mente di chi occupa oggi il Ministero del Lavoro, mi vien da dire abusivamente, come del resto reputo abusivo l'intero Governo, e quindi anche il Ministro del Lavoro. Ma mi auguro che questo Governo vada presto a casa e finalmente si possa attuare una politica seria di sviluppo anche sotto il profilo del lavoro, perché se non si diminuisce la pressione sul costo del lavoro è difficile che possano aumentare i posti di lavoro in Italia, salvo magari qualche fortunato vincitore dei concorsi qui alla Camera.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Patassini. Ne ha facoltà.

TULLIO PATASSINI (LEGA). Presidente, non c'è lavoro senza impresa, e questo Governo e questo bilancio hanno mortificato l'attività dell'impresa. In particolare, è tipico delle politiche del Partito Democratico distruggere il mondo imprenditoriale (Commenti). Io penso alle Marche, dove il 60 per cento dei comuni ricade in un'area di crisi complessa. Questa è una vergogna, perché avete mortificato l'attività e l'imprenditoria marchigiana. Vi ricordo l'area di crisi complessa del “bianco”, l'area di crisi complessa della Val Vibrata e della Valle del Tronto, l'area di crisi complessa del calzaturiero. Abbiamo aperto un'area di crisi durante il Governo Lega, e se non la dotiamo di risorse, se non la dotate di risorse sarà una scatola vuota.

PRESIDENTE. Concluda.

TULLIO PATASSINI (LEGA). Da ultimo, pensate ancora una volta alle politiche economiche a favore dei terremotati, perché è importante sostenere le imprese del territorio.

PRESIDENTE. La ringrazio, ha esaurito il suo tempo.

TULLIO PATASSINI (LEGA). E non fate come avete fatto, che scippate i soldi (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier)

PRESIDENTE. La ringrazio. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Delmastro Delle Vedove. Ne ha facoltà.

ANDREA DELMASTRO DELLE VEDOVE (FDI). Grazie, Presidente. Intervengo a titolo personale perché voglio togliermi la soddisfazione di dichiarare la mia indignazione nei confronti di questa maggioranza, che in queste ore, in questi giorni, aggiunge spudoratezza a spudoratezza a questa manovra e parla di lavoro, questo sconosciuto, per coloro che si arrendono al reddito di cittadinanza. In verità, lo potevamo dire fino a ieri che è lo sconosciuto, perché hanno avuto l'incontro con il mondo del lavoro, e lo hanno avuto nel momento in cui la Camera ha bandito un concorso per consiglieri parlamentari, a cui hanno aderito a banchi di sardine i deputati del 5 Stelle, in maniera indecorosa, immorale, impudica, indecente, ignobile, oscena, miserrima, infima, perché sono entrati qua dentro urlando “Onestà! Onestà!” e praticano quotidianamente la disonestà ai danni di quei giovani che noi di Fratelli d'Italia salutiamo e che si stanno preparando onestamente (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia - Commenti dei deputati dei gruppi MoVimento 5 Stelle, Partito Democratico e Italia Viva)!

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Cantalamessa. Ne ha facoltà.

GIANLUCA CANTALAMESSA (LEGA). Grazie, Presidente. Domani sera è la vigilia di Natale, e tutte le persone che sono qui dentro sono persone fortunate, perché hanno la possibilità di festeggiarlo, il Natale. Domani, solo nella regione Campania, ci sono 42 tavoli di crisi aperti, con 7.500 persone che rischiano di perdere un lavoro. E perdono questo lavoro perché questo Governo non ha una politica del lavoro (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier). Questo Governo si preoccupa dei poteri forti e dell'assistenzialismo, perché non ha punti di contatto, se non l'attaccamento alla poltrona. Tasse e manette. La settimana scorsa, col decreto fiscale, abbiamo messo le manette, questa settimana stiamo mettendo le tasse.

PRESIDENTE. Concluda.

GIANLUCA CANTALAMESSA (LEGA). Questo è un Governo che si è riempito la bocca dicendo che ha bloccato le clausole di salvaguardia IVA di 23 miliardi. Ebbene, di questi 23 miliardi, 14 li pagheranno i nostri figli, perché sono in deficit, e 9 miliardi li pagheranno i lavoratori italiani con nuove imposizioni (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Osnato. Ne ha facoltà.

MARCO OSNATO (FDI). Grazie, Presidente. Beh, vede, qui si parla di politiche del lavoro, non credo, però, che in una nazione come la nostra, per fare politiche del lavoro, basti spostare 7 o 8 milioni da una parte all'altra, in una posta piuttosto che in un'altra. Credo che le politiche del lavoro si facciano con provvedimenti che sicuramente non sono rappresentativi di un odio verso il mondo che appunto produce lavoro, ovvero l'impresa, verso le partite IVA, verso gli artigiani, verso tutti coloro che in questo Paese hanno costruito un tessuto sociale che permette all'Italia di essere un Paese con una delle più alte patrimonialità private e con una delle più alte propensione al risparmio. Lo dico perché evidentemente l'articolo 4 del “decreto fiscale”, l'articolo 39 del “decreto fiscale”, la plastic tax, la sugar tax, la tassazione sulle auto aziendali, tutto quello che ha contraddistinto questa manovra finanziaria, sicuramente non rappresentano un incentivo al lavoro, ma rappresentano esclusivamente un modo per mortificare ulteriormente il sistema produttivo della nostra nazione.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Stefani. Ne ha facoltà.

ALBERTO STEFANI (LEGA). Grazie, Presidente. In quest'Aula, oltre ai deputati, vi sono tanti rappresentanti degli enti locali che, sul tema del lavoro, hanno diritto maggiormente di intervenire a titolo personale.

E voi, con questa manovra, invece di aiutare gli uffici sociali negli inserimenti lavorativi scaricate sui sindaci la vergognosa responsabilità di pignorare i conti correnti dei cittadini (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier); e penso di parlare a nome di tanti altri colleghi sindaci quando dico che non toccheremo un euro dei nostri cittadini, finché questo Governo non garantirà il minimo vitale per gli enti locali.

Cari colleghi di Governo, noi, a differenza di qualcuno di voi, per le urne ci siamo passati e per le urne abbiamo vinto. Invece di pensare di toccare i conti correnti dei nostri concittadini, pensate a fare i conti con le vostre cabine elettorali, perché forse è ora che gli italiani possano avere il diritto di decidere chi governa questo Paese (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Donzelli. Ne ha facoltà.

GIOVANNI DONZELLI (FDI). Presidente, solo oggi, a Matera: prende il reddito di cittadinanza, ma spaccia, arrestato; solo oggi, a Ossola: va a comprare droga con i soldi del reddito di cittadinanza, picchia la fidanzata e l'abbandona a Milano; giovedì 19: reddito di cittadinanza anche agli Spada e ai De Silvio; qualche settimana fa, a Siracusa, Paolo Nastasi riceveva il reddito di cittadinanza, andandolo a prendere con la Porsche, e spacciava; qualche mese fa, Federica Saraceni, terrorista delle Brigate rosse, condannata a 21 anni per l'omicidio D'Antona, con il reddito di cittadinanza; in Sicilia, i criminali “spaccaossa” ricevevano il reddito di cittadinanza…potremmo continuare così per ore, purtroppo ho solo un minuto.

PRESIDENTE. Concluda, onorevole.

GIOVANNI DONZELLI (FDI). Trovare i soldi per produrre lavoro non era difficile; trovare i soldi per aiutare chi produce lavoro era facilissimo: bastava togliere il reddito di cittadinanza a criminali, brigatisti, spacciatori, nomadi e a chi picchia le proprie donne per poter avere i soldi necessari. Avete fatto una scelta politica: tenere il reddito di cittadinanza e abbandonare chi cerca lavoro (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, la deputata Andreuzza. Ne ha facoltà.

GIORGIA ANDREUZZA (LEGA). Presidente, intervengo anch'io a titolo personale sull'articolo 5, perché qui il Governo si deve prendere una grande responsabilità nei confronti dei lavoratori, quei lavoratori di cui si è dimenticato e che ha abbandonato, e lo si vede dai tavoli di crisi che sono in corso. Ma dirò di più: la responsabilità più grande sarà che voi creerete nuovi tavoli di crisi, anziché risolverli. Non è questo il vostro compito, quello di creare nuovi tavoli di crisi: vi voglio vedere quando andrete a questi tavoli a spiegare ai lavoratori che rimarranno a casa a fronte della tassa sulla plastica, a fronte della tassa sullo zucchero, a fronte di tutte queste misure scellerate che state adottando. Ma prima o poi ci sarà la resa dei conti e saranno proprio i lavoratori a dare il loro giudizio e su questo siamo certi che vi manderanno a casa (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Acquaroli. Ne ha facoltà.

FRANCESCO ACQUAROLI (FDI). Presidente, abbiamo sentito parlare in questi anni di una forza politica che ambiva alla decrescita felice; io credo che questa finanziaria sia un po' la testimonianza più grande di come quel progetto, quell'obiettivo politico, sia perseguito e sia ormai alla portata di questa forza politica. Di fatto, con il reddito di cittadinanza – cosa che Fratelli d'Italia aveva denunciato l'anno scorso e poi i fatti ci hanno tristemente dato ragione - si sta sostenendo chi il lavoro non lo cerca, ma chi vuole vivere in sostanza sulle spalle dello Stato.

PRESIDENTE. Concluda, onorevole.

FRANCESCO ACQUAROLI (FDI). Con quelle risorse invece non si aiuta chi il lavoro lo cerca, chi il lavoro lo offre, chi il lavoro lo produce, chi è in difficoltà nella competitività del sistema globale e chi in tutte queste difficoltà che ci sono e che si stanno affrontando a causa della burocrazia, a causa della difficoltà di accesso al credito…

PRESIDENTE. Deve concludere, onorevole.

FRANCESCO ACQUAROLI (FDI). A causa di una esasperata competitività…

PRESIDENTE. La ringrazio, deputato Acquaroli.

Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Tonelli. Ne ha facoltà, per un minuto.

GIANNI TONELLI (LEGA). Grazie mille, Presidente. Volevo soltanto mostrare il mio sdegno per quello che ho patito in questa analisi della legge di bilancio. Sono stato scippato della possibilità di mostrare una fortissima componente del partito dell'anti-polizia nelle anime di questo Governo e mi dispiace moltissimo, perché erano stati preparati numerosi emendamenti che si sarebbero dovuti discutere proprio al fine di far apparire in maniera chiara alla comunità del Paese che a loro non interessa nulla; lo ripeto, a loro non interessa nulla, come non interessa nulla al sindaco di Montefiore Conca che, per festeggiare il Natale, ha coperto con un sacco sporco la targa dedicata a Filippo Raciti che il precedente sindaco Valli Cipriani della Lega gli aveva dedicato.

Se ci fosse stata una targa con Antonio Gramsci o il monumento alla sardella questo non sarebbe accaduto (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Butti. Ne ha facoltà.

ALESSIO BUTTI (FDI). Presidente, qui si parla di politiche del lavoro e di politiche sociali, due temi nei quali questo Governo e questa maggioranza non brillano in modo particolare, perché la disoccupazione non tende a scendere, anzi avremo delle sorprese molto negative nelle prossime settimane e nei prossimi mesi…Presidente, posso continuare?

PRESIDENTE. Prosegua.

ALESSIO BUTTI (FDI). Come dicevo, avremo delle sorprese assai negative e amare anche per quanto riguarda il tasso di disoccupazione nel prossimo anno, che deriva proprio dall'incapacità, dall'insipienza dimostrata dal Ministro dello sviluppo economico nei mesi precedenti nella gestione dei tavoli delle crisi; ma si parla, ovviamente, anche di politiche sociali e quando si parla di politiche sociali si parla di prevenzione rispetto alle dipendenze, rispetto alla dipendenza da uso di sostanze stupefacenti e di alcol. Ecco, su tutto ciò, in questa manovra leggiamo assai poco.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Bellachioma. Ne ha facoltà.

GIUSEPPE ERCOLE BELLACHIOMA (LEGA). Presidente, parliamo di lavoro e avete varato una legge di bilancio che con un colpo solo ha dato uno schiaffo al mondo delle imprese e ha spaventato il popolo italiano. Voi non vi rendete conto di quello che sarà l'impatto di questa manovra finanziaria sui consumi, sulla produzione e sull'occupazione. Tra l'altro, ci avete aggiunto anche la ciliegina sulla torta e cioè l'inasprimento delle pene fiscali per i reati tributari. Questo accade quando al Governo ci sono comunisti e giustizialisti (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier), e comunque mi permetto di chiudere con un consiglio agli amici del MoVimento 5 Stelle: il Parlamento è un luogo sacro, non è un ufficio di collocamento (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier)!

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Rizzetto. Ne ha facoltà.

WALTER RIZZETTO (FDI). Presidente, a titolo personale, ricordo in primis a me stesso che questo provvedimento ha poco a che fare con il lavoro; non c'è nulla rispetto al lavoro, anzi, ci sono misure che non andranno ad agevolare evidentemente il lavoro stesso. I poveri, Presidente, resteranno sempre più poveri, i ricchi, grazie a questa manovra, diventeranno sempre più ricchi, i pensionati non avranno nulla, se non il morire di fame. Stiamo plasticamente, Presidente, da destra, realizzando il vostro peggior incubo: la destra che sta nelle piazze con i lavoratori, la destra che ascolta i sindacati, la destra che sta al fianco delle fabbriche occupate, assieme a padri e madri che stanno perdendo il lavoro (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia) perché questa maggioranza, Presidente, ha fatto una scelta di campo. La vostra scelta di campo è stata ed è quella di mettervi a fianco alle multinazionali che delocalizzano e che pagano il 3 per cento di tasse in qualche paradiso fiscale, non accanto agli operai, non accanto ai lavoratori che in questi mesi e in questi anni perderanno, anche, purtroppo, a causa di questo pessimo Esecutivo, il lavoro e la famiglia (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Bianchi. Ne ha facoltà.

MATTEO LUIGI BIANCHI (LEGA). Presidente, stiamo parlando di lavoro e di imprese, ma credo che in questo momento di inizio delle feste natalizie un pensiero doveroso vada a tutti quei lavoratori che sono vittime di crisi aziendali che questo Governo non è riuscito a gestire (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier). Anzi, questo Governo ha acuito le crisi aziendali, una su tutte quella dell'ex Ilva. In questa manovra finanziaria non si è invertito un paradigma e, purtroppo, continuiamo a vedere tasse e burocrazia, e non c'è attenzione nei confronti di quella che è l'ossatura del mondo produttivo del nostro Paese; non c'è attenzione alla piccola e media impresa, anzi, c'è quasi uno stendere un tappeto rosso alle multinazionali, a tutti coloro che vanno verso un sistema di globalizzazione deregolamentato e che magari guarda di buon occhio a un'invasione della Cina nel nostro Paese (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Boniardi. Ne ha facoltà.

FABIO MASSIMO BONIARDI (LEGA). Presidente, cosa dire di questa legge di bilancio? Io sono un piccolo imprenditore e devo dire che sorrido quando ci viene detto che non aumentiamo le tasse. Rappresento quello che è il 95 per cento della spina dorsale economica del nostro Paese e questo posso capirlo da una becera sinistra che ce l'ha sempre avuta col mondo imprenditoriale che è la locomotiva del nostro Paese.

Però, sono rimasto scioccato - e qui lo dico da amministratore locale - che in questa legge di bilancio sia stata reintrodotta l'IMU sulle case popolari, che è una cosa che non sta né in cielo né in terra (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier). Stiamo andando, in un momento come questo di difficoltà, a colpire le fasce più deboli e, soprattutto, andiamo a colpire quello che è il bene più prezioso anche per le fasce più deboli, che è la casa. Vergognatevi (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier)!

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, la deputata Vanessa Cattoi. Ne ha facoltà.

VANESSA CATTOI (LEGA). Grazie, Presidente. Il mio intervento è sull'articolo 5, appunto in questione. Ebbene, più che di stato di previsione del Ministero del Lavoro qui dovremmo rinominarlo il prossimo anno come il “Ministero degli inoccupati” (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier), Presidente, perché questa manovra di bilancio andrà a creare un danno sociale così forte e così incisivo che ci obbligherà anche a rinominare il Ministero stesso, perché se è vero sì che questa manovra di bilancio graverà soprattutto sulle microimprese, sulla parte produttiva del nostro Paese, allora noi ci chiediamo se al Governo lo hanno capito che il lavoro viene prodotto non dallo Stato ma grazie agli imprenditori e grazie a coloro che tutti i giorni hanno il coraggio di investire in questo sistema Paese. E grazie a questo Governo cosa ricevono? Ricevono schiaffi, ricevono tasse, ricevono manette. Ma questo soprattutto non è un danno tanto per i lavoratori di oggi ma è soprattutto un danno nei confronti dei nostri figli, perché qui si sta rubando il futuro dei nostri figli…

PRESIDENTE. Concluda.

VANESSA CATTOI (LEGA). …perché togliere il lavoro oggi significa non garantire ai nostri figli un futuro domani (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier).

PRESIDENTE. Grazie.

Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Centemero. Ne ha facoltà.

GIULIO CENTEMERO (LEGA). Grazie, signor Presidente. L'articolo in questione fa riferimento a una tabella che è lunga più di 400 pagine. Ecco, per tornare al Natale, per tornare al cenone, queste sono 400 pagine di ricette molto, molto vecchie (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier). Il mondo va avanti, si parla tanto di slogan, si parla di blockchain, si parla di Green New Deal, ma alla fine non si sfrutta, per esempio, l'economia green per creare nuovi posti di lavoro, non si educano i lavoratori ai nuovi lavori, a quelli del futuro, ma si punta ancora sull'assistenzialismo per quanto riguarda gli ammortizzatori sociali, senza capire che in questo modo, finito l'ammortizzatore, il lavoratore si troverà di nuovo in difficoltà.

PRESIDENTE. Concluda.

GIULIO CENTEMERO (LEGA). Insomma, “passata la festa, gabbato lo santo”.

Io mi auguro che questa situazione cambi, perché con questa legge e anche con il modo con cui il Governo si è comportato sulla Popolare di Bari sta dimostrando di essere un Governo del Cinquecento (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier)

PRESIDENTE. Grazie.

Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Capitanio. Ne ha facoltà.

MASSIMILIANO CAPITANIO (LEGA). Grazie, Presidente. Sarebbe utile capire, a titolo personale, se quando parliamo di politiche del lavoro il Governo intenda le consulenze che la Casaleggio Associati ha fatto per dettare il piano per l'innovazione al Ministro Pisano (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier) oppure se si intendano i lavori che sta svolgendo la Cina per controllare i nostri sistemi di telecomunicazioni su cui il Copasir ha lanciato l'allarme ma su cui il Ministro Patuanelli ha voluto gettare acqua sul fuoco.

Vede, Presidente, questo è un Governo che anche nel settore delle telecomunicazioni ha dimenticato le imprese, incapace di spendere 1,3 miliardi per i voucher, incapace di sbloccare il Fondo per l'intelligenza artificiale e la blockchain che avevamo introdotto noi…

PRESIDENTE. Concluda.

MASSIMILIANO CAPITANIO (LEGA). …incapace perfino di realizzare il piano dell'innovazione dettato dalla Casaleggio Associati (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier).

PRESIDENTE. Grazie.

Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, la deputata Eva Lorenzoni. Ne ha facoltà.

EVA LORENZONI (LEGA). Grazie, Presidente. Nell'articolo 5 si parla di lavoro e di variazioni compensative. Questa legge di bilancio rappresenta, purtroppo, un'altra occasione persa al fine di risolvere un'annosa questione. Parlo della necessità di equiparare le diverse tipologie di part-time per quanto attiene ai contributi pensionistici. Si tratterebbe di mettere a disposizione una cifra veramente esigua per sanare una situazione di grave svantaggio per le lavoratrici in part-time ciclico e mentre ne parliamo stiamo perdendo tempo e denaro perché l'INPS sta perdendo tutte le cause. La Commissione lavoro è d'accordo all'unanimità e senza distinzioni di colore politico su questo tema. Quindi, vi prego di ascoltarci. Abbiate l'umiltà di ascoltarci su questo tema (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Donina. Ne ha facoltà per un minuto.

GIUSEPPE CESARE DONINA (LEGA). Grazie Presidente. A titolo personale e anch'io sull'articolo 5 che riguarda il lavoro. Ovviamente, da dizionario - semplice, semplice - “il lavoro è l'impiego di un'energia per raggiungere uno scopo determinato” e lì ci sarebbe già da aprire un capitolo, perché mi piacerebbe capire questo Governo che energia ha messo per partorire una legge di bilancio di questo tipo e lì ci sarebbero già grossi dubbi (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier).

Ma per raggiungere quale scopo determinato? Qual è lo scopo determinato che questo Governo vuole? Lo scopo determinato è quello di costruire dei parchi gioco sul territorio dell'Ilva? Oppure è quello di far chiudere o svendere l'Alitalia? Qual è lo scopo determinato di questo Governo? Lo ricordava il collega Capitanio: è quello di dare incarichi alla Casaleggio Associati e agli amici di Grillo.

PRESIDENTE. Concluda.

GIUSEPPE CESARE DONINA (LEGA). È questo lo scopo? Concludo brevemente dicendo che è una valutazione e una comunicazione che do al Governo, che quando una nazione tenta di…

PRESIDENTE. Ha esaurito il suo tempo. Deve concludere.

GIUSEPPE CESARE DONINA (LEGA). …tassare tutto per raggiungere la prosperità è come se un uomo si mettesse in un secchio e cercasse da solo di alzarsi per il manico (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, la deputata Colmellere. Ne ha facoltà.

ANGELA COLMELLERE (LEGA). Presidente, circa questa manovra mi viene da sottolineare che questa manovra fa perdere la fiducia e fa sì che in questo Paese non si investa più e questo preoccupa e preoccupa moltissimo perché queste scelte portano alla decrescita felice, non una crescita, anzi una decrescita infelice. Se le aziende chiudono e i dipendenti perdono il lavoro i colleghi dovranno così spiegarci chi terrà in piedi il sistema economico italiano. Questo lo vorremmo davvero sapere (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Billi. Ne ha facoltà.

SIMONE BILLI (LEGA). Presidente, sono profondamente indignato (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier) per questa manovra finanziaria che tradisce le aspettative dei lavoratori e delle attività produttive italiane. Il lavoro, cari colleghi, e i posti di lavoro si creano con nuove infrastrutture, con un sistema bancario forte, con il sostegno alla ricerca tecnologica. Ribadisco, se ce ne volesse ancora, che ci vuole l'abbattimento delle tasse, la nostra flat tax, e non le tasse sulla plastica, non le tasse sulle auto aziendali, non le tasse sulla benzina. Inoltre, sono profondamente indignato per le manette che voi volete stringere ai polsi di chi le tasse non ce la fa a pagarle (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier).

Con questa manovra finanziaria voi, colleghi del 5 Stelle, avete dimostrato di essere incapaci…

PRESIDENTE. Concluda.

SIMONE BILLI (LEGA). …di andare oltre la demagogia. Solo improvvisazione, solo incapacità…

PRESIDENTE. La ringrazio.

Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Manzato. Ne ha facoltà.

FRANCO MANZATO (LEGA). Grazie, Presidente. Io voglio intervenire a sostegno di un comparto che è quello dei pescatori, che è molto caro al nostro movimento perché sono gli ultimi sempre nel momento in cui si prendono decisioni finanziarie e fiscali di aiuto soprattutto nelle politiche del lavoro. Faccio riferimento soprattutto alla cosiddetta cassa integrazione in deroga per i pescatori. Sono 25 mila che l'anno scorso si sono presentati, grazie anche al nostro aiuto, davanti al Ministero del Lavoro, al Ministro Di Maio, e non hanno ricevuto risposta, probabilmente perché 25 mila non erano sufficienti per fare una politica di consenso di basso livello, come è abitudine di un certo tipo di movimento che si affaccia sui balconi per dire che la povertà è finita e…

PRESIDENTE. Concluda.

FRANCO MANZATO (LEGA). …dopo accorgersi che magari invece siamo ancora in mezzo a una strada e siamo a rincorrere le politiche sull'Ilva e sull'Alitalia che stanno perdendo (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier)

PRESIDENTE. Grazie.

Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Zicchieri. Ne ha facoltà.

FRANCESCO ZICCHIERI (LEGA). Grazie, Presidente. Intanto, mentre questo Governo ha cercato di mettere in tutti i modi il bavaglio a quest'Aula, io voglio ribadire con forza che in termini di lavoro questo Governo ha prodotto solamente tasse, manette, burocrazia e assistenzialismo.

Il peggior assistenzialismo che questo Paese potesse dare, invece, in termini di lavoro e di economia a coloro che, come gli eroi che hanno ancora oggi la partita IVA aperta, producono ancora per questo Paese, nonostante questo Governo e il Presidente Conte che si genuflette agli ordini di Bruxelles, Strasburgo e Berlino, dimenticando invece che qui c'è un Paese che produce e che non si arrende, non va via in silenzio nella notte come questo Governo fa, ma che con forza ha ancora la dignità e l'ardore di sperare.

In termini di lavoro avete fallito, in termini di manovra non avete dato speranza a questo Paese. Avete ostruito tutte quelle che sono le certezze che noi in un anno abbiamo dato e avete eseguito il progetto dei “no” dei 5 Stelle che bloccano il Paese. Ma non c'è solamente questo Governo, c'è un'Italia che non si arrende…

PRESIDENTE. Concluda.

FRANCESCO ZICCHIERI (LEGA). …e sono quegli eroi che ancora oggi mantengono alto il Paese e che presto sperano che noi arriveremo al Governo…

PRESIDENTE. Grazie, ha esaurito il suo tempo.

Avverto, a questo punto, che sono esauriti i tempi previsti dal contingentamento per gli interventi a titolo personale. Pertanto pongo in votazione…

TOMMASO FOTI (FDI). Chiedo di parlare per un richiamo al Regolamento.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

TOMMASO FOTI (FDI). Mi scusi, Presidente. Nell'intervento precedente, ai sensi dell'articolo 45, comma 1, avevo citato anche, penso giustamente, dei precedenti. Avevo richiesto un ampliamento dei tempi sugli interventi a titolo personale che fosse, come è stata tradizione del passato, durante l'esame della finanziaria, non durante la discussione generale, di poter avere il doppio ampliamento dei tempi. Ci è stato comunicato dalla Presidenza un aumento dei tempi pari al 30 per cento e, ovviamente, il tempo per interventi a titolo personale è fatalmente esaurito, e siamo soltanto all'articolo 5.

Quindi, la richiesta è quella di poter avere un tempo sul titolo personale che possa consentire anche il dissenso rispetto ai gruppi; anche se non è ovviamente una richiesta che va nella direzione di un 50 per cento, però almeno replicare il 30 per cento di prima, tenendo presente che in passato i due step erano 50 per cento in prima battuta e 30 per cento in seconda battuta rispetto ai tempi. Noi chiederemmo di poter comunque ampliare leggermente i tempi del titolo personale.

PRESIDENTE. C'è qualcun altro che aveva chiesto di parlare? Il deputato Sasso. Prego, a lei la parola. Per richiamo al Regolamento, sempre?

ROSSANO SASSO (LEGA). Sull'ordine dei lavori, Presidente, per denunciare all'Aula un atto di una gravità inaudita e vi spiego cosa (Commenti dei deputati dei gruppi MoVimento 5 Stelle, Partito Democratico e Italia Viva). L'ex Ministro per il Sud del MoVimento 5 Stelle, Barbara Lezzi, ha pubblicamente denunciato l'attuale Ministro dell'Agricoltura, Teresa Bellanova, per aver distratto dei fondi stanziati dal precedente Governo per la xylella, per il dramma della xylella pugliese…

PRESIDENTE. Non è argomento…

ROSSANO SASSO (LEGA). …al suo segretario particolare (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier - Commenti dei deputati dei gruppi MoVimento 5 Stelle, Partito Democratico e Italia Viva)

PRESIDENTE. Non è argomento pertinente.

ROSSANO SASSO (LEGA). …al presidente del GAL…

PRESIDENTE. La ringrazio.

ROSSANO SASSO (LEGA). Non è normale, Presidente!

PRESIDENTE. In ordine, invece, al richiamo al Regolamento fatto dal deputato Foti, comunico che il Presidente Fico ci ha fatto sapere che sta valutando questa richiesta, e quindi ci darà in tempi rapidi una risposta; del resto (commenti dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier), l'articolato comunque… deputato Ziello, la faccio parlare, però non credo che le cose cambieranno, perché il Regolamento è il Regolamento.

EDOARDO ZIELLO (LEGA). Ho capito, ma il Regolamento, Presidente, articoli 41 e 43, dice che il deputato intanto sull'ordine dei lavori ha la priorità massima rispetto alla discussione, primo. Quindi, lei non doveva interrompere il deputato Sasso, doveva farlo finire di parlare, visto che stava portando all'attenzione dell'Aula un argomento molto importante, primo punto. Secondo, signor Presidente, visto che il deputato Sasso ha parlato per circa un minuto, mi auguro che lei faccia recuperare i quattro minuti per i quali lei lo ha interrotto (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier).

PRESIDENTE. Deputato Ziello, la ringrazio per queste sue sollecitazioni. Le faccio presente che, quando si parla, bisogna comunque attenersi all'argomento all'ordine del giorno e quello sollevato dal deputato Sasso, come lei può constatare, non aveva alcuna attinenza. Quindi, in questi casi si avvisa la Presidenza e adesso siamo in attesa appunto che il Presidente Fico, che ne ha facoltà, ci fornisca indicazioni in merito alla proposta avanzata dal deputato Foti (Applausi dei deputati dei gruppi Partito Democratico, Italia Viva e Liberi e Uguali).

Non è che possa aprire un dibattito su questo, perché non è consentito. C'è un richiamo al Regolamento, c'è un richiamo all'ordine dei lavori; se pertinenti, volentieri do la parola, altrimenti poi la devo togliere, vi avviso. Richiamo al Regolamento da parte di chi? Ci sono tre mani alzate dai banchi della Lega Nord. Chi è che ha chiesto e vuole fare questo richiamo? La deputata Gerardi. Sull'ordine dei lavori o richiamo al Regolamento?

FRANCESCA GERARDI (LEGA). Sull'ordine dei lavori, Presidente.

PRESIDENTE. Prego.

FRANCESCA GERARDI (LEGA). Continuo quello che stava dicendo il mio collega (Commenti dei deputati dei gruppi MoVimento 5 Stelle e Partito Democratico) e continuiamo a denunciare quello che è uno schifo…

PRESIDENTE. Guardi, non è un gioco.

FRANCESCA GERARDI (LEGA). …perché questo sapete fare! È una vergogna, siete indecenti (Commenti dei deputati dei gruppi MoVimento 5 Stelle e Partito Democratico)! E poi la cosa bella è che vi fate la guerra da soli. Vergognatevi, vergognatevi! Quello che è accaduto è un fatto grave, ci auguriamo che la magistratura faccia luce su questo. Siete vergognosi (Proteste dei deputati dei gruppi MoVimento 5 Stelle e Partito Democratico)!

PRESIDENTE. Guardi, tanto per essere chiari, perché le carte ci aiutano, c'è un parere della Giunta per il Regolamento al riguardo che dice che gli interventi incidentali, ai sensi dell'articolo 41, comma 1, del Regolamento, sono in linea generale ammissibili soltanto quando i richiami al Regolamento o per l'ordine dei lavori vertano in modo diretto e univoco sullo svolgimento e sulle modalità della discussione o della deliberazione o comunque del passaggio procedurale nel quale, al momento in cui vengono proposti, sia impegnata l'Assemblea o la Commissione.

EDOARDO ZIELLO (LEGA). Appunto, si parla di lavori!

PRESIDENTE. Spero che si possa procedere, in attesa della risposta del Presidente Fico sulla richiesta di ampliamento dei tempi, alla votazione dell'articolo 5. Collega deputato Molinari, vuole parlare? Su che cosa?

RICCARDO MOLINARI (LEGA). Sull'ordine dei lavori, Presidente.

PRESIDENTE. Prego, a lei la parola.

RICCARDO MOLINARI (LEGA). Vorrei semplicemente porre l'attenzione sulla gravità del fatto, cioè è uscita una notizia tale per cui un ex Ministro, membro di maggioranza, accusa un attuale Ministro non di aver fatto una scelta politica sbagliata, ma di avere distratto fondi, che è l'accusa di un reato, di avere distratto fondi per destinarli al GAL (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier), lasciando presupporre che ci sia un interesse personale, perché il presidente del GAL sarebbe il segretario del Ministro (Deputati del gruppo Lega-Salvini Premier scandiscono: “Onestà! Onestà!”). Allora, non so se questo sia vero, mi auguro che non lo sia, ma è evidente che attiene alla discussione che stiamo facendo, perché stiamo discutendo della legge di bilancio. Quindi, vorremmo chiarezza, prima di votare il provvedimento vorremmo che il Ministro Bellanova venisse in Aula a spiegarci di cosa si sta parlando (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier), perché il fatto, come lei capisce, attiene alla legge di bilancio, ed è di una gravità enorme. Quindi, la prego di chiedere al Governo di mandare in Aula il Ministro Bellanova a spiegarci di che cosa si tratta e perché sono state fatte queste accuse. Grazie, Presidente (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier).

PRESIDENTE. Intanto grazie a lei, perché i suoi argomenti sono ovviamente soggettivamente convincenti o non convincenti, però lei ha fatto tecnicamente un richiamo sull'ordine dei lavori e ha chiesto che il Ministro in causa possa venire qui a riferire.

Ha chiesto la parola il deputato Lollobrigida. Ne ha facoltà.

FRANCESCO LOLLOBRIGIDA (FDI). Intervengo brevemente sull'ordine dei lavori per sostenere la richiesta del collega Molinari che, di fronte a un fatto così grave, venga in Aula la Ministra Bellanova a relazionare sull'accadimento, perché è evidente che incide sulla manovra quello che è stato appena detto. Quindi, auspichiamo che ci sia da parte della Presidenza una risposta rapida su questo, ovviamente sentito il Governo (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. La ringrazio, ovviamente riferisco al Presidente della Camera, che informerà il Governo, che comunque ci sta già ascoltando, il Governo è comunque qui presente. Quindi, questa richiesta, che è stata avanzata prima dal deputato Molinari e poi dal deputato Lollobrigida, sarà valutata e avremo una risposta nel giro di qualche minuto. Il deputato Bignami ha chiesto la parola, su cosa?

GALEAZZO BIGNAMI (FDI). Grazie, Presidente. In relazione alla richiesta formulata dal collega Foti ai sensi dell'articolo 41 del Regolamento, chiediamo che ci sia una sospensione in attesa dell'esito della valutazione del Presidente Fico, perché è evidente che, nel momento in cui il Presidente dovesse ritenere ammissibile la richiesta, se avessimo compresso il dibattito in ordine agli articoli che affrontiamo nelle more della risposta del Presidente Fico, si realizzerebbe un'illegittima compressione dei tempi nella trattazione dell'articolato stesso.

PRESIDENTE. Intanto, non abbiamo bisogno di procedere alla sospensione.

Avverto che la Presidenza, in via eccezionale, consente un ampliamento dei tempi per gli interventi a titolo personale fino alla metà di quelli originariamente previsti dal contingentamento, computando i tempi aggiuntivi già concessi. Pertanto, possiamo proseguire con la lista che avevamo. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Lolini. Ne ha facoltà.

MARIO LOLINI (LEGA). Grazie, Presidente. È un fatto anche grave, per quanto riguarda il lavoro e per quanto riguarda gli artigiani e i commercianti: è sparita la cedolare secca. La cosiddetta cedolare secca dava un contributo agli artigiani e ai commercianti e certamente questo è un fatto grave, gravissimo per il loro lavoro, perché ciò permetterebbe un aumento degli affitti intorno al 48 per cento. Noi chiediamo che quanto meno venga rivista, perché, se si parla di lavoro, bisogna aiutarlo il lavoro e aiutare gli artigiani e i commercianti (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Caparvi. Ne ha facoltà.

VIRGINIO CAPARVI (LEGA). Grazie, Presidente. Abbassare le tasse per creare lavoro. Invece, questo Governo di tasse ne crea di nuove, ad esempio, la tassa sulla fortuna, che è la stessa fortuna a cui si appellano spesso persone disperate, malate, disoccupate in qualche caso. Due casi di cronaca su tutti, nelle ultime 24 ore. Un proprietario di sala slot è morto quest'oggi; il rapinatore probabilmente è un frequentatore del locale. Ieri la procura di Perugia indaga un consigliere comunale dei 5 Stelle per rapina ad una sala slot, probabilmente anch'egli frequentatore del locale. Piuttosto che tassare la fortuna, che spesso è sinonimo di disperazione, un Governo serio parla di abbassamento delle tasse, di taglio del costo del lavoro, e si occupa veramente delle persone più fragili (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier). Un Governo serio parla agli italiani e governa per gli italiani. Ma questo Governo non è un Governo serio e non è un Governo che meritano gli italiani (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Silli. Ne ha facoltà.

GIORGIO SILLI (M-NI-USEI-C!-AC). Grazie, Presidente. Lavoro, lavoro, lavoro. Quando si parla di lavoro, non si può far altro che parlare di imprese: sono le imprese che danno il lavoro. Di fronte a una finanziaria di questo tipo, che odia la libera impresa, odia le partite IVA, odia tutti coloro che creano posti di lavoro, non si può assolutamente tacere. Avevamo presentato alcuni emendamenti, riguardo all'abbattimento delle accise per i costi energetici nel manifatturiero tessile e non solo, manifatturiero italiano che subisce un dumping sleale dai Paesi dell'est Europa. Ci avete tappato la bocca. Ci avete impedito di aiutare le imprese a creare lavoro. Non dimentichiamoci che, proprio in questi giorni, si paga l'anticipo dell'IVA. L'anticipo dell'IVA! Uno Stato ladro, che pretende le tasse, prima ancora che tu abbia guadagnato qualcosa! E ancora siamo qua a discutere del perché è stata messa la fiducia! Vergognatevi! Voi odiate gli imprenditori (Misto-Noi con l'Italia-USEI-Cambiamo!-Alleanza di Centro).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Claudio Borghi. Ne ha facoltà.

CLAUDIO BORGHI (LEGA). Grazie, Presidente. Allora, fatto salvo che oggettivamente quanto emerso lascia perplessi, perché il segretario personale del Ministro Bellanova, Cosimo Durante - così diamo anche un nome - presidente del GAL, pare che abbia ricevuto 50 milioni, che il nostro Governo, quello in cui eravamo assieme, aveva deciso di assegnare alla Xylella. E, invece, 50 milioni pare che siano spostati al GAL, dove è presidente il signor Cosimo Durante. Quindi, la cosa, secondo me, un minimo di attenzione la meriterebbe. Ma lo dico per voi. Lo dico per voi, perché, bene o male, quelli erano soldi che sapete bene erano stati presi con una certa qual difficoltà all'interno della manovra di bilancio dell'anno scorso. Quindi, se invece adesso…

PRESIDENTE. La ringrazio. Concluda.

CLAUDIO BORGHI (LEGA). …magari senza che uno se ne accorga, son stati distratti questi soldi, io penso che sia molto utile saperlo. Ed è una cosa che riguarda in pieno l'argomento del lavoro.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Gusmeroli. Ne ha facoltà.

ALBERTO LUIGI GUSMEROLI (LEGA). Grazie, Presidente. I renziani in Italia Viva e quelli rimasti come palo nel PD ci hanno detto per anni dell'importanza dell'industria 4.0. Si dà il caso che sette giorni fa, nel maxi-emendamento, abbiano abolito l'iper ammortamento e il super-ammortamento e l'abbiano sostituito con un credito d'imposta. E non veniteci a dire che è la stessa cosa! Non veniteci a dire che è la stessa cosa, perché il super ammortamento aveva il beneficio INPS e, quindi, c'era una fortissima riduzione dell'INPS, fino al 25 per cento, cosa che non c'è nel credito d'imposta. Ma, attenzione, il diavolo fa le pentole, ma non fa i coperchi, per cui al Senato hanno messo che il credito d'imposta si può solo compensare. Benissimo, solo che nel collegato fiscale, alla Camera, questa compensazione è stata rinviata a dopo le dichiarazioni dei redditi. Quindi, prima bisogna pagare e poi bisogna ottenere (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Paternoster. Ne ha facoltà.

PAOLO PATERNOSTER (LEGA). Grazie, Presidente. Io consiglio al Governo, signor Presidente, di cancellare questo articolo 5. Infatti, un Governo che crea un fallimento totale sull'Ilva, rischiando di lasciare a casa 10 mila persone, più altri 10 mila dell'indotto, non può parlare di lavoro. Un Governo che inserisce la plastic tax, creando un gravissimo danno alla nostra economia, mettendo a rischio oltre 40 mila dipendenti in tutta Italia in un settore strategico, non può parlare di politiche del lavoro. Un Governo che introduce la tassa sullo zucchero, mettendo a rischio migliaia e migliaia di lavoratori in tutta Italia, da Bolzano alla Sicilia, cercando invece di fare tasse al sud, che non porteranno nessun gettito, non è un Governo degno di parlare di economia (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Sutto. Ne ha facoltà.

MAURO SUTTO (LEGA). Grazie, Presidente. Sempre sull'ordine dei lavori, parliamo di lavoro e della sugar tax. L'industria delle bevande analcoliche, rappresentata da Assobibe - e lo dice chiaramente – è una tassa che aumenterà del 28 per cento in media la pressione fiscale su alcune bevande. Ci sono in ballo 5 mila posti di lavoro a rischio. E questi – ricordatevelo, cari colleghi - non sono di serie B. Sveglia (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier)! Lo slittamento non basta. Non cambia una situazione che è già insostenibile. Ha determinato, purtroppo, uno stop degli investimenti. L'80 per cento delle piccole e medie imprese del settore rischia di passare da un utile a una perdita, con un risultato operativo di sicuro negativo. Rimane una nuova tassa su chi produce e su chi crea lavoro, basata su presupposti sbagliati, perché purtroppo sono slegati dalla realtà. Ascoltate le associazioni di categoria. Vi diranno cose buone e vi diranno cose giuste. Svegliatevi! Se pensate di far chiudere le imprese e far vivere le persone con il reddito di cittadinanza, avete sbagliato di grosso. Sveglia (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier)!

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Pretto. Ne ha facoltà.

ERIK UMBERTO PRETTO (LEGA). Grazie, Presidente. A livello personale devo certamente esprimere la mia forte preoccupazione, non soltanto perché questo Parlamento è stato di fatto espropriato della possibilità di discutere veramente questa legge di bilancio, ma soprattutto per la demagogia di cui è intrisa questa legge di bilancio. Mi riferisco in modo particolare alla plastic tax. Io arrivo da una provincia, quella di Vicenza, in cui l'economia più importante, oltre a quella metalmeccanica, è quella legata alla plastica. A Vicenza si compra, si lavora e si produce plastica e gomma. Vengo in modo particolare da un distretto, quello di Schio, che è famoso a livello internazionale per l'industria del packaging, un distretto in cui gli industriali si sono messi d'accordo qualche giorno fa per fare un blocco della produzione, per protestare contro questa nuova idea che ha avuto il Governo, un Governo che evidentemente non ha ascoltato i nostri imprenditori e le nostre aziende. Allora, io credo che, per rilanciare il Paese veramente…

PRESIDENTE. Concluda, onorevole.

ERIK UMBERTO PRETTO (LEGA). …serva attenzione nei confronti delle aziende e che l'inquinamento non si combatte con nuove tasse, ma sicuramente con incentivi (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier).

PRESIDENTE. La ringrazio. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, la deputata Covolo. Ne ha facoltà.

SILVIA COVOLO (LEGA). Grazie, Presidente. Anch'io ritengo che con questa legge di bilancio, che è arrivata blindatissima alla Camera, sia stata sottratta al dibattito e al confronto parlamentare e democratico una materia di fondamentale importanza come il lavoro.

Avevo già avuto modo di denunciare come, con il decreto fiscale il Governo, attraverso la decretazione d'urgenza, si sia appropriato di materie che erano riservate al confronto parlamentare e che avrebbero dovuto essere trattate in questa manovra. È stata anticipata, con il decreto fiscale, la legge di bilancio, sono state stanziate risorse per salvare alcune aziende anziché altre; è stata salvaguardata la posizione di 11.000 dipendenti di Alitalia; ma tutti gli altri tavoli di crisi che rimangono aperti? Chi pensa a quei lavoratori e a quei dipendenti? Per noi tutto il lavoro ha pari dignità, da quello dei professionisti ...

PRESIDENTE. Concluda.

SILVIA COVOLO (LEGA). …a quello degli imprenditori, a quello dei dipendenti. Ecco, io ritengo (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier)

PRESIDENTE. La ringrazio. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Belotti. Ne ha facoltà.

DANIELE BELOTTI (LEGA). Allora, c'è un Ministro che ha avuto il coraggio di dichiarare che la plastic tax e la sugar tax sono una misura di civiltà, che aiuta a ridurre i consumi dannosi e contribuiranno a migliorare la qualità della vita di tutti. Glielo vada a dire, caro ministro Fioramonti, ai dipendenti della Sanpellegrino oppure della Coca Cola, che rischiano il posto di lavoro (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier). Vaglielo a dire a quelle famiglie che resteranno a piedi, se migliorerà la qualità della loro vita, caro mio. Cerchiamo, cercate di farvi meno canne e più chinotti (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier)!

PRESIDENTE. Deputato Belotti, la invito, per le prossime volte che prenderà la parola, a tenere un linguaggio più consono all'Aula.

Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto a titolo personale il deputato Gastaldi. Ne ha facoltà.

FLAVIO GASTALDI (LEGA). Grazie Presidente, intervengo a titolo personale per denunciare una manovra senza obiettivi…

PRESIDENTE. Colleghi deputati, cortesemente, dobbiamo fare silenzio per ascoltare gli interventi e mi riferisco in particolare ai deputati che sono qui alla mia destra, che giustamente stanno cercando di svolgere il loro lavoro, la loro azione di contrasto al provvedimento legittimamente, quindi cerchiamo di ascoltare il deputato Gastaldi, grazie (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier).

FLAVIO GASTALDI (LEGA). Grazie Presidente, denunciare una manovra senza obiettivi, senza direzione, che ha come unico obiettivo il mantenimento della vostra poltrona e non mandarci ad elezioni. E visto che nell'articolo 5 si parla di lavoro, io penso, come già spiegato bene al deputato Gusmeroli, alle partite IVA, massacrate, che vedranno dall'oggi al domani, per le imprese artigiane, eliminato il superammortamento: trasformato in un credito di imposta, ha come unico effetto la riduzione del beneficio fiscale fino al 60 per cento. Questo per andare dietro ai vostri litigi sulla plastic tax e sulla sugar tax, posticipate di qualche mese, ma che sempre tasse restano. E per rimanere in tema di lavoro, porto la mia solidarietà anche ai lavoratori Auchan oggi in presidio a Cuneo per l'acquisizione da parte di Conad, ma anche all'Alpitel e alla Mahle. Siate dalla parte di chi lavora, di chi produce, di chi crea ricchezza. Il mondo assistenzialista lasciatelo perdere, perché non fa parte della nostra cultura, grazie (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier).

PRESIDENTE. Grazie a lei. Ci siamo dilungati un po' su questo intervento perché si stava valutando la richiesta di una pausa, che comunque potremmo convenire di effettuare fino alle ore 21, ma andando comunque alla votazione dell'articolo 5, quindi insomma considerate questa necessità: concludiamo l'articolo 5, facciamo una pausa fino alle ore 21, come più o meno è stato proposto.

Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto a titolo personale la deputata Gobbato. Ne ha facoltà.

CLAUDIA GOBBATO (LEGA). Grazie Presidente, l'articolo 5 parla di lavoro, ma voi, con questa manovra, umiliate intere categorie di lavoratori e le loro famiglie, che non meritano le vessazioni da parte di questo Governo. Questa è la manovra delle tasse, come quelle assurde sulla plastica e sullo zucchero, la manovra della burocrazia, una manovra che non dà alcun margine di crescita, che mette a repentaglio il nostro futuro, il futuro delle imprese e il futuro di questo Paese, una manovra costruita mettendo il bavaglio alle opposizioni, alla diciassettesima fiducia sulla legge che è la legge più importante dell'anno. Quindi, l'augurio migliore che posso fare agli italiani per questo nuovo anno è quello di potersi finalmente liberare di questo disastroso Governo, di poter tornare al più presto alle urne e avere finalmente un Governo che pensi davvero seriamente a questo Paese (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier).

PRESIDENTE. Allora, io procederei alla votazione dell'articolo 5, poi pausa fino alle ore 21 e poi si riprende. Se facciamo l'ultimo intervento, allora non si può fare la sospensione. Mettetevi d'accordo tra voi.

Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto a titolo personale il deputato Colla. Ne ha facoltà.

JARI COLLA (LEGA). Grazie Presidente, sono tornati gli eredi del Partito comunista al Governo e subito la Camera viene esautorata dei suoi diritti. Siamo passati dall'“uno vale uno” a “in Parlamento non conta più nessuno”, ma state tranquilli che su questo, almeno su questo ci rivedremo davanti alla Corte costituzionale (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier). Questa è una manovra che non aiuta la crescita, che non aiuta lo sviluppo, che non crea lavoro, che toglie soldi alle imprese per darli alle celebrazioni del Partito comunista, un partito cancellato dalla storia (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier), che ci porterà sotto l'albero solamente nuove tasse e più burocrazia e il risultato finale sarà solo uno: più poveri e più reddito di cittadinanza per tutti. Se volevate portare il Paese in recessione, avete sicuramente raggiunto il vostro obiettivo, grazie (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier).

PRESIDENTE. Grazie a lei. Avverto che sono esauriti anche gli ulteriori tempi aggiuntivi concessi dalla Presidenza per gli interventi a titolo personale. A partire quindi da questo momento, non sarà più consentito lo svolgimento di interventi a tale titolo.

Passiamo dunque ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 5.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione – Proteste dei deputati del gruppo Lega- Salvini Premier).

Che succede? Non capisco quale sia il problema. Se qualcuno viene qui e con educazione me lo segnala forse posso intervenire. Buratti? Rizzone? Caso? (Deputati del gruppo Lega-Salvini Premier gridano: Chiudi!”)

Deputati, dovete stare tranquilli, dovete stare tranquilli, stiamo procedendo alla votazione esattamente come abbiamo fatto per milioni di volte, aspettando che i deputati prendano la loro postazione. Non capisco quale sia questa agitazione (Commenti dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier). Possiamo verificare cortesemente le luci accese senza il deputato… I deputati che si sono allontanati dalla loro postazione devono ricomparire urgentemente altrimenti sospendo la votazione. Non è possibile, la votazione è sospesa (Deputati del gruppo Lega-Salvini Premier scandiscono “Fantasmi, fantasmi! Vergogna, vergogna!”).

Allora, se riprendiamo cortesemente posto, come già accaduto altre volte, la votazione è stata sospesa, la possiamo riaprire.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 5.

Dichiaro aperta la votazione

(Segue la votazione) .

(Deputati del gruppo Lega-Salvini Premier scandiscono “Vergogna! Vergogna!”).

I deputati che votano devono restare nella loro postazione cortesemente, onde evitare che si possa revocare la votazione. Si vota e si rimane in postazione.

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera approva (Vedi votazione n. 5).

A questo punto, siccome abbiamo fatto un po' più tardi del previsto, la seduta viene sospesa fino alle ore 21,05. Sospendo la seduta.

La seduta, sospesa alle 20,50, è ripresa alle 21,10.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE ROBERTO FICO

Missioni.

PRESIDENTE. Comunico che, ai sensi dell'articolo 46, comma 2, del Regolamento, i deputati Ascani, Azzolina, Battelli, Benvenuto, Boccia, Bonafede, Boschi, Brescia, Buffagni, Castelli, Cirielli, Colucci, Davide Crippa, D'Incà, D'Uva, Dadone, De Micheli, Delmastro Delle Vedove, Delrio, Fioramonti, Gregorio Fontana, Fraccaro, Franceschini, Gallo, Gebhard, Giaccone, Giachetti, Guerini, Iovino, L'Abbate, Liuni, Liuzzi, Lollobrigida, Lorefice, Losacco, Lupi, Maggioni, Mauri, Molinari, Morani, Morelli, Orrico, Rizzo, Ruocco, Paolo Russo, Saltamartini, Scalfarotto, Schullian, Sisto, Spadafora, Speranza, Tasso, Tofalo, Vignaroli e Villarosa sono in missione a decorrere dalla ripresa notturna della seduta.

I deputati in missione sono complessivamente sessantanove, come risulta dall'elenco depositato presso la Presidenza e che sarà pubblicato nell'allegato A al resoconto della seduta odierna.

Si riprende la discussione del disegno di legge n. 2305.

PRESIDENTE. Riprendiamo il seguito della discussione del disegno di legge n. 2305.

(Esame dell'articolo 6 - A.C. 2305)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 6 (Vedi l'allegato A), al quale non sono state presentate proposte emendative.

Passiamo dunque ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 6.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera approva (Vedi votazione n. 6).

(Esame dell'articolo 7 - A.C. 2305)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 7 (Vedi l'allegato A), al quale non sono state presentate proposte emendative.

Passiamo dunque ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 7.

Dichiaro aperta la votazione… ritiro l'indizione della votazione… ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Deidda. Ne ha facoltà.

Colleghi… colleghi, per favore.

SALVATORE DEIDDA (FDI). Grazie, Presidente. Su questo articolo 7, dove parla dello stato di previsione del Ministero degli affari esteri, a me viene la curiosità di sapere qual è il programma di questa maggioranza sulla politica estera, perché, come abbiamo posto nel precedente Governo, anche in questo non capiamo quali siano le decisioni. Oggi il Ministro Di Maio è in Libano, ma vorremmo capire qual è la sua posizione sul Medioriente, così come vorremmo capire la sua posizione sulla Libia. Leggiamo notizie dove le nostre Forze armate vanno in Libia anche in una mobilitazione forse mai vista, in questo periodo o negli ultimi anni, con i Corpi speciali mobilitati. Per questo ci viene un dubbio su questo articolo e la contrarietà su questo articolo, dove non c'è chiarezza, non c'è chiarezza sugli obiettivi, dove non c'è chiarezza su quelli che sono, ripeto, i programmi futuri. Ripeto: la politica estera è forse uno degli argomenti che qualificano un Governo, allora vorremmo capire che posizione ha il Ministro degli esteri su quella che è la grande crisi che c'è nell'est europeo; vorremmo capire se lui ha la stessa posizione nell'aprire un'ambasciata o no a Damasco, in Siria; vorremmo capire anche qual è la posizione nei confronti della Russia e di quello che sta succedendo fra Russia, Cina, America e i Paesi emergenti.

Qui si parla - ritorno indietro un attimo - di apertura, mantenimento e acquisto delle sedi diplomatiche e consolari: a me interessa sapere se noi apriremo la sede a Damasco, in una Siria che sta riscoprendo la cristianità, in un Paese dilaniato dalla guerra, dalla quale, forse, sta faticosamente uscendo. Ma ricordo anche che, quando abbiamo finanziato la missione in Libano dei nostri soldati, io avevo fatto un appello al Governo per chiedere specificatamente che questa missione venisse accompagnata non solo dai nostri militari, che si comportano egregiamente e che vengono sinceramente apprezzati dai Governi e dalle politiche. Quindi, mi auguro che, dopo questa legge di bilancio, ci sia un informativa del Ministro Di Maio.

PRESIDENTE. Deputato Maschio, prego.

CIRO MASCHIO (FDI). Grazie, Presidente. Intervengo telegraficamente sul precedente articolo, che è stato posto rapidamente in votazione e riguardava la giustizia. Sulla giustizia è stata annunciata una rivoluzione, è stata annunciata una riforma del processo civile e del processo penale. Ad oggi non se ne è vista traccia, anche perché il Governo sta ancora litigando su come farla. Sono stati annunciate grandi risorse, ad oggi non ci sono stanziamenti e, quindi, sinceramente, ritengo che, sia sulla politica estera che sulla giustizia, questa sezione 2 sia totalmente insufficiente.

PRESIDENTE. Deputato Maschio, è finito il tempo per gli interventi a titolo personale, viene attribuito al gruppo ed è uno per gruppo, quindi, sull'articolo. Quindi, la devo interrompere.

CIRO MASCHIO (FDI). Mi riservo di intervenire successivamente.

PRESIDENTE. Se non ci sono altri interventi, passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 7.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera approva (Vedi votazione n. 7).

(Esame dell'articolo 8 - A.C. 2305)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 8 (Vedi l'allegato A), al quale non sono state presentate proposte emendative.

Passiamo dunque ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 8.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera approva (Vedi votazione n. 8).

(Esame dell'articolo 9 - A.C. 2305)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 9 (Vedi l'allegato A), al quale non sono state presentate proposte emendative.

Passiamo dunque ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 9.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera approva (Vedi votazione n. 9).

(Esame dell'articolo 10 - A.C. 2305)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 10 (Vedi l'allegato A), al quale non sono state presentate proposte emendative.

Passiamo dunque ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 10.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera approva (Vedi votazione n. 10).

(Esame dell'articolo 11 - A.C. 2305)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 11 (Vedi l'allegato A), al quale non sono state presentate proposte emendative.

Passiamo dunque ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 11.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera approva (Vedi votazione n. 11).

(Esame dell'articolo 12 - A.C. 2305)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 12 (Vedi l'allegato A), al quale non sono state presentate proposte emendative.

Passiamo dunque ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 12.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera approva (Vedi votazione n. 12).

(Esame dell'articolo 13 - A.C. 2305)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 13 (Vedi l'allegato A), al quale non sono state presentate proposte emendative.

Passiamo dunque ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 13.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera approva (Vedi votazione n. 13).

(Esame dell'articolo 14 - A.C. 2305)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 14 (Vedi l'allegato A), al quale non sono state presentate proposte emendative.

Ha chiesto di parlare per dichiarazioni di voto il deputato Zucconi. Ne ha facoltà.

RICCARDO ZUCCONI (FDI). Presidente, l'articolo 14 reca lo stato di previsione del Ministero per i Beni e le attività culturali, e poi aggiunge inopinatamente “per il turismo”. Intervengo per segnalare che il gruppo di Fratelli d'Italia voterà contro anche questo articolo, ma in particolar modo contro questo articolo perché il turismo, in questa manovra di bilancio, non c'è, non esiste, è ignorato, è assente, è discriminato, danneggiato, rimosso, e con esso anche le imprese e i lavoratori del turismo. È una pessima partenza per il Ministro interessato! Più tasse, più crisi, meno turismo: questa è una delle password di questa manovra di bilancio (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 14.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera approva (Vedi votazione n. 14).

(Esame dell'articolo 15 - A.C. 2305)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 15 (Vedi l'allegato A), al quale non sono state presentate proposte emendative.

Passiamo dunque ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 15.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera approva (Vedi votazione n. 15).

(Esame dell'articolo 16 - A.C. 2305)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 16 (Vedi l'allegato A), al quale non sono state presentate proposte emendative.

Passiamo dunque ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 16.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera approva (Vedi votazione n. 16).

(Esame dell'articolo 17 - A.C. 2305)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 17 (Vedi l'allegato A), al quale non sono state presentate proposte emendative.

Passiamo dunque ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 17.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera approva (Vedi votazione n. 17).

(Esame dell'articolo 18 - A.C. 2305)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo...(Vedi l'allegato A), al quale non sono state presentate proposte emendative.

Passiamo dunque ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 18.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera approva (Vedi votazione n. 18).

(Esame dell'articolo 19 - A.C. 2305)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 19 (Vedi l'allegato A), al quale non sono state presentate proposte emendative.

Passiamo dunque ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 19.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera approva (Vedi votazione n. 19).

(Esame degli ordini del giorno - A.C. 2305)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame degli ordini del giorno presentati (Vedi l'allegato A).

Avverto che è in distribuzione la versione corretta dell'ordine del giorno n. 9/2305/66 Giannone.

Avverto che gli ordini del giorno n. 9/2305/23 Zardini, n. 9/2305/67 Plangger e n. 9/2305/142 Morelli sono stati ritirati dai presentatori.

Avverto, inoltre, che la Presidenza non ritiene ammissibili, ai sensi dell'articolo 89, comma 1, del Regolamento, in quanto estranei rispetto al contenuto del provvedimento, i seguenti ordini del giorno: n. 9/2305/3 Frate, n. 9/2305/63 Nitti, n. 9/2305/135 Maccanti, n. 9/2305/189 Cestari, n. 9/2305/202 Di Sarno, n. 9/2305/206 Scutellà, n. 9/2305/213 Elisa Tripodi, n. 9/2305/216 Barzotti, n. 9/2305/218 Penna e n. 9/2305/238 Valente.

Avverto infine che l'ordine del giorno n. 9/2305/37 Rotelli deve intendersi a prima firma Mantovani, che l'ordine del giorno n. 9/2305/355 Bazoli deve intendersi a firma Orlando e che l'ordine del giorno n. 9/2305/361 Orlando deve intendersi a prima firma Bazoli e sottoscritto anche dal deputato Orlando.

Ha chiesto di intervenire per illustrare l'ordine del giorno n. 9/2305/398 la deputata Simona Vietina. Ne ha facoltà.

SIMONA VIETINA (FI). Presidente, onorevoli colleghi, questo ordine del giorno vuole essere un impegno ad adottare strumenti concreti a sostegno e rilancio del territorio montano, e in particolare di quelle aree a rischio di desertificazione per quanto riguarda i servizi fondamentali, il trasporto pubblico, il sistema distributivo commerciale e la disponibilità di asili nido.

PRESIDENTE. Colleghi! Mi scusi, mi scusi. Colleghi, per favore!

SIMONA VIETINA (FI). Il territorio montano rappresenta il 75 per cento del territorio nazionale, ma vi abita soltanto il 15 per cento della popolazione. È un territorio bellissimo, ricco di potenzialità, ma si sta spopolando perché è più difficile e più costoso vivere in montagna. E per contrastare lo spopolamento non servono proclami: tutte le forze politiche sono interessate a contrastare lo spopolamento, ma poi, in pratica, non viene fatto niente da nessuno. Lo spopolamento si contrasta con l'opportunità, con il lavoro, con i servizi, come il trasporto pubblico, come gli asili nido. È quasi inutile dare gli asili nido gratuiti, se, poi, i piccoli comuni non sono in grado di offrire il servizio.

Per salvare la montagna è, quindi, necessario istituire zone franche, è necessaria una seria rete infrastrutturale, necessaria a migliori e maggiori servizi di trasporto: proprio, quello che è previsto in questo ordine del giorno. Non serve assistenzialismo a pioggia, ma una seria programmazione che contrasti uno spopolamento che grava anche sulle città a valle, che sono sempre più congestionate e colpite da catastrofi naturali proprio perché i flussi d'acqua della montagna non sono più regolati a seguito proprio dello spopolamento. Quindi, vi chiedo di approvare questo ordine del giorno per stare meglio tutti.

PRESIDENTE. Il deputato Gusmeroli ha facoltà di illustrare il suo ordine del giorno.

ALBERTO LUIGI GUSMEROLI (LEGA). Onorevole Presidente, onorevoli colleghe e colleghi, io credo che il fatto che il Parlamento non sia potuto intervenire sia al Senato che alla Camera ha, di fatto, non solo espropriato la minoranza, ma ha espropriato i diritti di imprese, piccole imprese, artigiani, commercianti e professionisti. Voi, nel maxiemendamento al Senato, avete d'un colpo abolito superammortamento e iperammortamento. Cosa vuol dire? Vuol dire che gli investimenti che fanno le aziende, le piccole e medie imprese, gli artigiani e i commercianti, praticamente, si vedono tagliato il beneficio fiscale. Ho sentito, quando ho audito il Ministro Gualtieri, ha detto: è uguale. No, non è uguale, perché l'ammortamento del 130 per cento non è paragonabile a un credito d'imposta del 6 per cento; tra l'altro, un 6 per cento che viene diviso su cinque anni, quindi l'1,2 per cento all'anno. Ma, come dicevo prima in un intervento personale, nel maxiemendamento al Senato non avete tenuto in considerazione quello che è stato fatto nel collegato fiscale alla Camera e, quindi, all'articolo 3 voi avete rinviato tutte le compensazioni fiscali a dieci giorni dopo la presentazione della dichiarazione dei redditi. Questo cosa comporta? Comporta sostanzialmente che le imprese, gli artigiani e i commercianti faranno gli investimenti nel 2020, pagheranno le tasse come se gli investimenti non li avessero fatti e, solo dopo la presentazione della dichiarazione dei redditi, potranno utilizzare questo credito d'imposta ridottissimo. Ed è ridotto, perché? Perché il superammortamento e l'iperammortamento incidevano anche sulla base imponibile INPS; e la base imponibile INPS è una parte molto ampia della tassazione, perché la tassazione va dal 23 per cento sino a oltre il 43 per cento, ma a questo si somma l'IRAP e si somma anche l'INPS. Quindi, una vera cattiveria, addirittura una carognata nei confronti di imprese, piccole e medie imprese, artigiani, commercianti e professionisti che non se ne sono ancora accorti e non hanno potuto dire niente, come non ha potuto dire niente questo Parlamento. Una cosa non grave, gravissima. Perché? Perché questo è un Paese che non cresce, è un Paese che cresce al di sotto della media europea e ha bisogno di investimenti pubblici, come ha bisogno di investimenti privati.

E voi, tagliando l'iperammortamento e il superammortamento, date non solo uno schiaffo, voi uccidete un sistema economico che è peculiare rispetto a tutta l'Europa. Vergognatevi veramente! Allora, voi non approvate questo ordine del giorno, che deve tradursi in un cambio legislativo: ridare a piccole e medie imprese, artigiani, commercianti e professionisti quello che gli state togliendo oggi. Ma visto che c'è il Presidente Fico, io mi appello anche a lui. Perché? Perché qui loro hanno tassato tutto il settore della plastica. Ebbene, diamo anche noi il buon esempio, visto che nella manovra non avete messo nulla per la sensibilizzazione sul corretto uso delle materie prime. E, allora, sostituiamo quei bicchieri di plastica e cominciamo a usare le borracce (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier), borracce come queste che hanno previsto gli studenti del liceo Fermi della mia città, Arona. Loro sono più avanti di questo Parlamento (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Donina. Ne ha facoltà.

GIUSEPPE CESARE DONINA (LEGA). Grazie, Presidente. Intervengo su questo ordine del giorno, perché, nella manovra di bilancio del 2019, il vecchio Governo, all'articolo 1, comma 1049 della legge del 30 dicembre 2018, aveva modificato l'articolo 80, comma 8, del codice della strada, estendendo la possibilità di effettuare la revisione in officine private anche ai mezzi a pieno carico di massa superiore alle 3,5 tonnellate. Tra l'altro, il comma 1050 della medesima legge, la n. 145 del 2018, attribuiva al Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti - che voglio ricordare al collega Crippa dei 5 Stelle, anche ai tempi era di un Ministro pentastellato - il compito di dare attuazione alle modifiche sopra esposte. Il Ministero delle Infrastrutture avrebbe dovuto adottare i provvedimenti attuativi richiamati entro il 31 gennaio 2019. Chiaramente, la mancata adozione da parte del Ministero dei provvedimenti attuativi ha finito per vanificare l'innovazione legislativa fortemente voluta, perché si parla, appunto, di esternalizzazione delle revisioni dei mezzi pesanti. È un po' quello che vorrei ricordare a questo Governo: è dall'inizio dell'anno scorso che noi continuiamo – continuiamo – su ogni decreto possibile a inserire questa norma. Era già passata in legge di bilancio, il Ministero, il MIT, avrebbe dovuto fare i decreti attuativi per poter andare in quella direzione e, ovviamente, non è stato fatto.

Voglio ricordare a quest'Aula, però, che si sta parlando di un tema e di un settore molto importante. Ricordo a quest'Aula che si sta parlando degli autotrasportatori, del mondo dell'autotrasporto, che è fatto di persone che si alzano alle 3 al mattino per andare a fare lunghi viaggi, di aziende di autotrasporto che sono in difficoltà, in concorrenza sleale costante con le ditte dell'Est Europa. E noi sul piatto cosa mettiamo? Mettiamo l'irrigidimento di queste norme, mettiamo l'impossibilità di circolare con questi mezzi nei Paesi esteri. Noi abbiamo dei tempi d'attesa per le revisioni, nel nostro Paese, in alcune motorizzazioni, che vanno dagli otto mesi, fino ad alcune motorizzazioni del Sud Italia e nelle isole, soprattutto in Sardegna, che arrivano fino a 20-24 mesi. Noi viviamo in un Paese dove il Governo non è in grado di garantire il servizio per questi autotrasportatori; quindi, se non siete in grado di gestirlo e se non siete in grado di garantire certi servizi, l'unico passaggio è quello dell'esternalizzazione, per essere un Paese moderno e per il rispetto, innanzitutto, dei lavoratori dell'autotrasporto, secondariamente per una questione anche di sicurezza stradale.

Noi in questo Paese, che è il Paese delle deroghe - è il Paese dei commissari e delle deroghe, il nostro -, e con queste deroghe deroghiamo, addirittura, a due anni i mezzi prima di una revisione. Significa che, per due anni, ci prendiamo - vi prendete - la responsabilità di far circolare un mezzo che non dovrebbe circolare. Questo ordine del giorno, secondo me, va proprio in quella direzione. Quindi, io auspico davvero e vorrei impegnare il Governo ad emanare i conseguenti provvedimenti amministrativi necessari al fine di inserire anche i rimorchi e i semirimorchi fra i mezzi di cui è possibile effettuare la revisione presso le officine private autorizzate, sperando davvero di dare attuazione a quel decreto che aveva fatto il passato Governo - come diceva l'onorevole Crippa, quello sbagliato -, invece questo è da un anno che lo attendiamo, che dovrebbe essere quello giusto. Mi auspico che in questa legge di bilancio venga approvato (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier).

PRESIDENTE. La deputata Covolo ha facoltà di illustrare il suo ordine del giorno.

SILVIA COVOLO (LEGA). Grazie, Presidente. Questa manovra economica interviene pesantemente sulla fiscalità locale, con la nuova IMU, con il nuovo sistema di riscossione per i comuni e con il nuovo prelievo per i rifiuti, sulla base di una delibera ARERA, la n. 443 del 31 ottobre scorso. L'articolo 53-bis del decreto-legge “fiscale” ha fissato al 30 aprile 2020 il termine entro cui i comuni dovrebbero deliberare le nuove tariffe Tari sulla base del criterio medio ordinario e quindi non sulla quantità di rifiuti effettivamente prodotta, come in precedenza, e dovrebbero rivedere il proprio sistema tariffario sulla base di costi efficienti. Questo iter è molto complesso, prevede l'intervento del gestore oltre che dell'ente territorialmente competente all'organizzazione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica, quindi stiamo parlando dei consigli di bacino che operano all'interno degli ambiti definiti con legge regionale, e questo piano tariffario sarebbe soggetto all'approvazione di ARERA. Allora, ci rendiamo conto che i comuni stanno deliberando i propri bilanci, e quindi i propri sistemi tariffari, entro il 31 dicembre di quest'anno, e sarebbero costretti poi a rivedere piani e tariffe qualora ARERA modificasse il piano economico-finanziario entro il 30 aprile del 2020? Questo sta ingenerando una grandissima confusione, e già con gli ordini del giorno al “decreto fiscale” avevamo chiesto al Governo di differire il termine di adeguamento di questo nuovo sistema tariffario al 30 aprile del 2021, utilizzando quindi il 2020 come anno di transizione. A nome di tutti i comuni coinvolti e facendo propri anche degli emendamenti di ANCI alla legge di bilancio, ribadiamo questa richiesta: invochiamo che il Governo conceda un ulteriore anno per rivedere il sistema tariffario della Tari per gli enti locali (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier).

PRESIDENTE. La deputata Cavandoli ha facoltà di illustrare il suo ordine del giorno.

LAURA CAVANDOLI (LEGA). Grazie, Presidente. Il mio ordine del giorno riguarda gli interventi sulle infrastrutture. L'articolo 1, comma 891, della legge di bilancio del 2019 prevedeva un fondo di 250 milioni di euro per la messa in sicurezza dei ponti sul Po, del bacino del Po, ma anche per la sostituzione di questi. Questo fondo è stato voluto dalla Lega con un suo emendamento, e dopo molte insistenze siamo riusciti ad avere l'approvazione, proprio la scorsa settimana, della graduatoria. Mi riferisco al ponte di Casalmaggiore. Il ponte di Casalmaggiore, fra Colorno e Casalmaggiore, è il primo in questa graduatoria a dover essere sostituito, però il Governo ha deciso di non finanziare la sostituzione di questa infrastruttura, bensì ha deciso di finanziare solamente la progettazione. Di fatto, erano stati previsti circa 65 milioni di euro per la sua realizzazione, invece ne sono arrivati solamente un milione e mezzo. Le giustificazioni sono state varie, fra cui il passaggio ad ANAS della strada su cui insiste questo ponte. Ora il passaggio ad ANAS della strada Asolana è stato approvato dalle Commissioni parlamentari competenti fin dal luglio 2019, e non è ancora stato attuato. Il ponte serve perché - è stato chiuso per due anni e ha una vita limitata, che sarà al massimo di dieci anni - è un'infrastruttura strategica essenziale che coinvolge tre grandi province e le due maggiori regione per il PIL, Lombardia ed Emilia-Romagna, quindi è un'infrastruttura che vorrei che questo Governo dichiarasse essenziale e la finanziasse. Le scuse che ci sono state poste anche durante un question time della Lega sono state che ci penserà ANAS. Ecco, su questo sappiamo benissimo che ANAS non ha i soldi per contribuire a realizzare questa infrastruttura, anche perché la maggioranza, col “decreto sisma”, ha pensato bene di togliere qualche centinaia di milioni di euro proprio per poter permettere alle concessionarie autostradali dell'Autostrada dei Parchi di poter non aumentare il canone del pedaggio.

Pertanto, chiedo a questo Governo di finanziare quest'opera; il passaggio ad ANAS non è incompatibile con il comma 891 della legge di bilancio dello scorso anno. Credo che questa richiesta, che coinvolge, ripeto, molti cittadini che devono vivere in questa zona, debba essere accolta (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier).

PRESIDENTE. Il deputato Furgiuele ha facoltà di illustrare il suo ordine del giorno.

DOMENICO FURGIUELE (LEGA). Presidente, l'ordine del giorno che ho inteso sottoporre al Governo è uno dei tanti, forse intollerabilmente troppi, impegni che in modo bipartisan sono stati presi nei decenni che hanno caratterizzato i lavori parlamentari, e tutti i volti alla necessità, sempre impellente, di porre rimedio ed intervento urgente sull'ammodernamento della famigerata strada della morte, la 106 Jonica calabrese. Una strada che è di valenza anche europea, perché è contrassegnata dalla sigla E90; una strada che ha bisogno di interventi urgenti, soprattutto per i tratti che ricadono sul territorio calabrese, dei tratti che sono percorsi da utenti che ogni giorno quasi fanno una scommessa con la sorte. La statale 106, che è di competenza dell'ANAS, si estende per 491 chilometri, ripercorre, partendo da Reggio Calabria e arrivando fino a Taranto, la Calabria, la Basilicata e parte della Puglia, ed è una direttrice di interesse strategico nazionale. Eppure, secondo un censimento dell'ANCE, questa strada è tra le 28 opere che sono bloccate da questo Governo. Un blocco che è inaccettabile, un blocco che è avvilente, soprattutto per il fatto che non ricadono risorse su quei territori, che significano non soltanto sviluppo, occupazione, la possibilità di rendere fruibile il turismo e di sviluppare il turismo grazie a delle reti di comunicazione più veloci; non soltanto di poter dare onore e onorabilità a quel comparto agroalimentare, che è un fiore all'occhiello del nostro territorio, del territorio calabrese, come il territorio della Sibaritide, ma soprattutto questi investimenti sarebbero utili per portare sicurezza. Ogni anno il bollettino dei morti e degli incidenti è veramente drammatico. Ogni anno decine e decine sono le famiglie che vengono dilaniate da questi incidenti, ed è a queste famiglie che, soprattutto in questo momento di santità e di festa del Natale, va il nostro pensiero. L'intervento su questa strada sarebbe fondamentale per portare sicurezza, ma soprattutto per portare credibilità a quella parte della Calabria Jonica sulla quale nessuno vuole investire se ovviamente non ci sono le strade, se non ci sono le vie di collegamento, perché quella parte di Calabria viene abbandonata, quella parte di Calabria non ha una strada degna di un Paese civile, una strada capace di onorare la sua storia, una strada capace di valorizzare quelle risorse di cui tutti si riempiono la bocca ma che non potranno mai essere valorizzate se rimangono le migliaia di problemi che concernono la 106. Signor Presidente, quest'ordine del giorno che io ho presentato vuole impegnare il Governo semplicemente a liberare le risorse, a liberare le progettualità che riguardano quella strada. Lo dobbiamo fare subito, lo dobbiamo fare nel minore tempo possibile (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier).

PRESIDENTE. Il deputato Bianchi Matteo Luigi ha facoltà di illustrare il suo ordine del giorno.

MATTEO LUIGI BIANCHI (LEGA). Presidente, l'ordine del giorno che vorrei illustrare sottolinea un tema specifico delle aree di confine, nella fattispecie nelle aree pedemontane che confinano con la Confederazione elvetica. Che cosa sta succedendo in queste zone? Sta succedendo che le aziende che rimangono e che fortunatamente riescono ancora a essere parte attiva del nostro tessuto economico e sociale vanno a formare e ad assumere personale e lo vanno a formare - soprattutto personale giovane -, e lo stesso, poi, una volta formato, purtroppo è attratto da stipendi ben più alti, ben più allettanti della Confederazione elvetica, del vicino Canton Ticino e a volte anche dell'area metropolitana di Milano, creando una sorta di spopolamento di professionalità nelle nostre aziende e creando anche problemi ai nostri amici svizzeri con un sovraffollamento del fenomeno del “frontalierato”. Tempo fa, parecchi esponenti politici del nostro territorio hanno chiesto che per le zone pedemontane venissero sviluppate delle ZES, delle zone economiche speciali, per tentare di colmare questo tipo di problema e non solo. Ci è stato detto che le ZES non sono compatibili con il diritto dell'Unione europea, perché sono considerate aiuti di Stato; ebbene, questo ordine del giorno, che tra l'altro è sostenuto anche nei suoi principi da associazioni di categoria, quali Confartigianato, chiede che per i lavoratori nelle zone di confine venga sviluppato un regime fiscale incentivante, affinché non ci sia aggravio sulle imprese, ma ci possa essere un netto nella busta paga dei lavoratori più importante, in modo da far sì che lo stipendio possa avvicinarsi appunto agli stipendi del Canton Ticino, così, appunto, da evitare quel fenomeno migratorio di professionalità così importante per il nostro tessuto produttivo del territorio pedemontano.

Quindi, l'invito che si fa in questo ordine del giorno e che ci auguriamo, appunto, che il Governo possa accettare, è di trovare le risorse necessarie per sviluppare questo regime fiscale incentivante per i lavoratori nelle zone di confine, in maniera da poter far sì che le nostre zone possano essere ancora competitive e soprattutto attrattive per tutte le professionalità che servono per far crescere il nostro Paese (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Capitanio. Ne ha facoltà.

MASSIMILIANO CAPITANIO (LEGA). Presidente, nell'illustrare questo ordine del giorno che chiederà, spero non invano, quell'attenzione al territorio che ci avete negato, respingendo i nostri emendamenti e impedendoci di mettere mano a una finanziaria che piegherà il Paese sotto il peso delle vostre tasse, non posso non denunciare, in premessa, l'ennesima umiliazione a cui PD, MoVimento 5 Stelle e comprimari vari hanno sottoposto i nostri comuni. In queste ore, sono stati pubblicati gli importi del Fondo di solidarietà comunale 2020 e, Presidente, tramite la sua persona, volevo ringraziare il Governo, a nome del comune di Monza, derubato di 337 mila euro, di Concorezzo, privato di altri 65 mila euro, di Vimercate, unica città della Lombardia a guida MoVimento 5 Stelle, che passa da 2 milioni e 35 mila euro a 1,9 milioni, del piccolo comune di Correzzana, 3 mila abitanti, dove tagliare anche solo 18 mila euro può mettere a rischio servizi fondamentali per i cittadini.

Il Governo che ha cancellato autonomie e flat tax deruba i nostri comuni e questo furto fa male alla nostra Lombardia e ai suoi 54 miliardi di residuo fiscale, ma anche agli 11 mila euro che ogni cittadino brianzolo ogni anno regala per mantenere il Paese, tutto questo mentre le regioni stanno aspettando il saldo del 20 per cento del Fondo nazionale trasporti, la parte di contribuzione statale relativa agli ultimi quattro mesi del 2019. Alla Lombardia spettano ancora 165 milioni di euro, soldi che i lombardi, per l'ennesima volta, hanno anticipato con la propria cassa per sopperire all'incompetenza del Governo PD-MoVimento 5 Stelle che punisce la Lombardia che muove il 23 per cento dei passeggeri a livello nazionale, ma ottiene risorse solo per il 17.

Vengo allora all'ordine del giorno; la Brianza attende da troppi anni un collegamento sostenibile con la città di Milano. La Lega di Governo aveva portato, lo scorso anno, 900 milioni per il prolungamento della linea 5 della metropolitana fino a Monza; quest'anno avevamo chiesto un piccolo contributo di soli 2 milioni di euro per portare la metrotranvia fino alla Brianza est, da Cologno Nord a Vimercate; comuni e regioni, come sempre, faranno la loro parte, ma questo Governo, che ama tanto parlare di ambientalismo e mobilità sostenibile, ancora una volta, si è dimenticato della Brianza; non si è dimenticato della Torino a 5 Stelle a cui andranno 828 milioni per la seconda linea della metropolitana, un regalo per tenersi stretto un sindaco sempre più in difficoltà.

Il Governo, dunque, si impegna a trovare il minimo delle risorse che si merita l'efficiente Brianza e che si meritano i cittadini del vimercatese; ve ne siete dimenticati nel bilancio, non riuscirete a sottrarvi ai vostri doveri nei prossimi provvedimenti (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier).

PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire la deputata Bordonali. Ne ha facoltà.

SIMONA BORDONALI (LEGA). Presidente, il Parlamento europeo ha approvato, il 19 settembre 2019, una risoluzione sull'importanza della memoria europea e per il futuro dell'Europa. Recito alcuni passi di questa risoluzione che afferma che, sebbene i crimini del regime nazista siano stati giudicati e puniti attraverso i processi di Norimberga - aggiungo “giustamente” -, vi è ancora un'urgente necessità di sensibilizzare, effettuare valutazioni morali e condurre indagini giudiziarie in relazione ai crimini dello stalinismo e di altre dittature. Ed ancora, nella risoluzione, si condannano tutte le manifestazioni e la diffusione di ideologie totalitarie come il nazismo e lo stalinismo all'interno dell'Unione.

Ecco, Presidente, questa risoluzione che la Lega ha votato favorevolmente e che anche noi condividiamo pienamente è una risoluzione che va contro gli estremismi, estremismi di destra ed estremismi di sinistra.

Nonostante questo, apprendiamo che in questa legge di bilancio, all'articolo 1, commi 405 e 406, c'è una previsione relativa ad alcuni finanziamenti, ovvero 400 mila euro, per le celebrazioni del centesimo anniversario della fondazione del Partito Comunista Italiano. Direi che è una vergogna che vengano dati soldi per le celebrazioni di un partito (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier) che anche una risoluzione europea vuole giustamente cancellare. Ritengo che sia vergognoso anche per un altro motivo: si costituisce un precedente che veramente ritengo assurdo…

PRESIDENTE. Deputato Fiano, per favore.

SIMONA BORDONALI (LEGA). E, qui, mi appello anche ai colleghi del 5 Stelle, ai colleghi del 5 Stelle che sono per i tagli dei costi della politica: si è votato, ovviamente e giustamente, contro il finanziamento pubblico dei partiti e anche i cittadini si sono espressi in un referendum; ecco, nonostante questo, noi andiamo a concedere un finanziamento per le celebrazioni dell'anniversario di un partito politico. È un precedente che ritengo sia inopportuno che venga creato.

Tra l'altro, Presidente, all'interno del bilancio c'è la necessità di dare risorse importanti a tante associazioni, a tanti gruppi che si occupano di volontariato, che si occupano di disabilità e faccio riferimento a uno in particolare, all'associazione FISH, a cui già sono state riconosciute delle risorse, ma sarebbe opportuno che alla Federazione italiana per il superamento dell'handicap Onlus venissero riconosciuti questi ulteriori 400 mila euro.

Ecco, questo chiediamo nel nostro ordine del giorno che ci auguriamo venga totalmente approvato e, quindi, non con modifiche, non come risoluzione, ma approvato come ordine del giorno e che venga messo in pratica il più presto possibile.

Ci sono delle priorità e le priorità non sono sicuramente il Partito Comunista Italiano ma la Federazione italiana per il superamento dell'handicap Onlus, FISH, alla quale questi 400 mila euro sarebbero sicuramente maggiormente utili (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier).

PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire il deputato Ferrari. Ne ha facoltà.

ROBERTO PAOLO FERRARI (LEGA). Presidente, mi perdonerà, la ringrazio della parola, ma le chiedo di potermi rivolgere a qualcuno che sta più in alto; visto il periodo, devo rivolgermi al carissimo Gesù Bambino, perché in quest'Aula si possa essere ascoltati e si possa trattare della materia per cui siamo stati qui inviati dai cittadini, cioè per parlare della legge fondamentale del bilancio che questa Camera invece non ha potuto trattare, non ha potuto toccare palla. È una letterina che probabilmente arriverà molto rapidamente, molto velocemente, anche alla Corte costituzionale, perché se ci siamo votati, come dicevo, a Gesù Bambino per potere essere ascoltati, banalmente torniamo in terra e vedremo se anche la Corte vorrà sentire questa voce e dar seguito a quelli che erano gli auspici che la stessa ha esplicitato nella sua ordinanza n. 17 del 2019.

Vengo all'ordine del giorno. L'ordine del giorno, che auspico il Governo voglia approvare, interviene su una materia che è quella delle spese per la difesa; spese per la difesa che il nostro Paese si è impegnato anni fa, all'interno dell'organizzazione atlantica, della NATO, a far crescere in maniera organica verso il 2 per cento del PIL. È un impegno che, come abbiamo già saputo e sentito dire dalle vive parole del Ministro Guerini, non sarà possibile rispettare entro il termine che ci si era dati, cioè il 2024. Un impegno che, però, il Ministro si è dato durante le audizioni presso le Commissioni difesa di Camera e Senato è quello di andare in propensione verso la media europea di investimenti nel settore della difesa, che è l'1,58 per cento. Ecco, nella legge di bilancio di quest'anno naturalmente non vi è traccia di questo trend che il Ministro della Difesa si era impegnato a perseguire. Dunque, proprio in quello spirito natalizio che ho cercato di evidenziare all'inizio, vogliamo con questo ordine del giorno cercare di dare una mano al Governo e, quindi, impegnare l'orientamento del Governo, dell'Esecutivo, affinché gli investimenti nel settore della difesa possano essere incrementati nel prossimo triennio al fine di onorare le parole che lo stesso Ministro e, quindi, il Governo ha espresso nelle Commissioni riunite di questo Parlamento.

È un impegno, quello nell'investimento nel settore della difesa, che ha un fattore di ritorno anche in termini occupazionali. Si tratta, infatti, di aziende che appunto si trovano nel territorio nazionale, si trovano dispiegate da nord a sud, che hanno un elevato valore di tecnologia e, soprattutto, che hanno un ritorno rispetto a quelle che sono le risorse investite di quattro volte per euro speso e questi sono dati che ci vengono confermati da tutti i soggetti che analizzano il settore.

Si tratta, naturalmente, di investimenti che potrebbero essere un volano del PIL, oltre a essere necessari per mantenere in organico e a livelli di eccellenza le nostre Forze armate che sono impegnate in contesti internazionali a garanzia della pace (non dimentichiamocelo). Però, per poter essere impegnati, appunto, a livello internazionale a garanzia della pace i nostri uomini devono essere dotati dei necessari strumenti e lo strumento fondamentale è quello dell'investimento.

Ecco perché auspico davvero che il Governo accolga questo ordine del giorno proprio come un regalo che noi facciamo al Governo e tutto il Parlamento fa ai nostri uomini e donne delle Forze armate.

PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire il deputato Basini. Ne ha facoltà.

GIUSEPPE BASINI (LEGA). Presidente, onorevoli colleghi, la legge di bilancio al comma 241 prevede l'istituzione nel prossimo futuro di un'agenzia nazionale per la ricerca al fine di coordinare l'attività dei vari enti di ricerca.

PRESIDENTE. Deputato Rizzetto, deputato Rizzetto.

GIUSEPPE BASINI (LEGA). Non sarebbe una cattiva idea in sé: è che non solo non risolve il problema ma lo aggrava. Infatti, una riforma generale degli enti di ricerca, che hanno, per effetto delle loro differenti nascite storiche, delle strutture assai diverse e dei regolamenti diversi che rendono difficile spesso anche la loro partecipazione a consorzi comuni, non pone però rimedio a questo problema e crea unicamente una struttura al di sopra di loro, con probabile aggravio burocratico.

Vedete, questo ordine del giorno meriterebbe di essere un emendamento, cioè immediatamente operativo.

Però, non è uno svantaggio in questo caso perché, siccome non è esattamente definita questa agenzia futura, può darsi che nella memoria storica del Parlamento resti traccia di questo ordine del giorno, se approvato, sì che possa rimediare in parte ai guasti che farebbe questa ipotesi.

Ma il fatto principale non è quello di una struttura in più. Il fatto principale è quello che la legge prevede negli organi un'assoluta predominanza di scienziati di nomina governativa, cioè politica. Vedete, colleghi, il migliore degli enti italiani, che è senza dubbio, per considerazioni di tutto il mondo, l'Istituto nazionale di fisica nucleare, ha una struttura di un direttivo di una trentina di persone, di cui ben ventisette sono direttori di sezione di laboratori votati dai loro ricercatori, cioè è una struttura dal basso di scienziati che determina il vertice. In questo caso avremmo una struttura in cui ben cinque su otto sono di nomina politica e gli altri di nomina di enti che non sono direttamente gestori di ricerca scientifica. Cosa si rischia in questa maniera? In primo luogo, che la ricerca diventi alla lunga un fatto politico; in secondo luogo, siccome comunque gli scienziati devono parlare col potere pubblico perché hanno bisogno di far passare idee e di avere finanziamenti, se abbiamo che coloro che vanno a parlare col Governo sono nominati dal Governo stesso si crea un corto circuito. Vedete, colleghi, alla lunga un tipo di riforma di questo tipo può produrre un tipo di scienziato che in Italia non c'è mai stato e io li chiamo “scienziati di corte” (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier), cioè scienziati che per fare la loro carriera devono, non a viso aperto occuparsi di politica, ma parlare molto di politica della ricerca coi politici; sarebbe un gravissimo errore.

Guardate, un vanto del nostro Paese - ed è sia della Repubblica che dell'ex Regno d'Italia - è stato che scienziati di corte non ne abbiamo avuti. Io vi ricordo solamente il caso di Enrico Fermi, che a 28 anni vinse una cattedra in fisica teorica battendo un collega più anziano di lui di sei anni e molto bravo anch'egli il quale, nonostante sia stato battuto, era il figlio di un filosofo, fondatore della Treccani e Ministro, Giovanni Gentile (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier).

PRESIDENTE. Il deputato Lolini ha facoltà di illustrare il suo ordine del giorno.

MARIO LOLINI (LEGA). Grazie, Presidente. È facile parlare di sussidi ambientalmente dannosi, i famosi SAD. Il Ministro dell'Ambiente Costa, nella prima versione abbozzata dal “decreto clima”, aveva annunciato una loro progressiva eliminazione a colpi di tagli annui del 10 per cento. I SAD valgono, in totale, 19 miliardi, secondo come sono stati calcolati dal catalogo dei sussidi ambientali realizzato dal Ministero dell'Ambiente, e l'ipotesi iniziale era quindi di tagliare di circa 2 miliardi all'anno. Questa ipotesi è tramontata quando Costa ha scoperto che il suo decreto non avrebbe avuto coperture e ora, in coordinamento con il MEF, si sta lavorando di cesello su una revisione molto più contenuta, per due ordini di problemi: il primo è di tipo politico, nel senso che se in tutti questi anni di caccia alle risorse nessuno le ha recuperate tagliando i SAD un motivo ci deve essere e il motivo è che rimuovere queste agevolazioni vorrebbe dire essenzialmente aumentare le tasse, le accise sui carburanti e, in particolare, le accise sul diesel, che da solo vale 5 miliardi, un quarto del totale, più basse rispetto alla benzina, le agevolazioni fiscali per gli autotrasportatori, le esenzioni per agricoltura e pesca e sconti per alcune categorie di famiglie. Ma c'è poi un altro problema che è di ordine tecnico. Infatti, i SAD non sono facili da catalogare e, ad esempio, sono considerati dannosi per l'ambiente gli aiuti al reimpianto nelle zone colpite da Xylella in Puglia. Non esiste, a livello internazionale, una definizione unanime e spesso basta una piccola modifica al disegno della norma per trasformare un SAD in SAF, che sarebbe il sussidio ambientalmente favorevole.

È inoltre sbagliato pensare a questo catalogo dei sussidi come un bacino da cui prelevare denaro, perché l'aumento della pressione fiscale porta inevitabilmente a ridurre i consumi o cambiare gli input produttivi, riducendo il gettito previsto. Si dirà che questo è proprio l'obiettivo dell'eliminazione dei sussidi, ma non è detto che l'effetto finale sull'ambiente sia positivo. Le agevolazioni per le industrie energivore, cioè per le imprese che necessitano di un forte consumo di energia elettrica, sono state introdotte per evitare la delocalizzazione di aziende esposte alla concorrenza internazionale. Se il Governo decidesse di aumentare il costo dell'energia, che in Italia è di per se stesso elevato, queste aziende potrebbero spostarsi all'estero, con il duplice effetto che le emissioni di gas serra sarebbero identiche o anche peggiori, se la delocalizzazione avvenisse in Paesi dove gli standard sono inferiori a quelli europei, e il nostro tessuto manifatturiero si impoverirebbe. Il risultato sarebbe che il mondo sarebbe più inquinato e l'Italia molto più povera.

Noi chiediamo di ampliare alle associazioni agricole e della pesca la rappresentanza in commissione per lo studio delle proposte sulla riduzione dei SAD. Certamente non troveremo soddisfazione in questo, mi auguro di no, mi auguro di sbagliare, ma certamente sarebbe un colpo mortale definitivo per l'agricoltura e per la nostra pesca (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier).

PRESIDENTE. Il deputato Parolo ha facoltà di illustrare il suo ordine del giorno.

UGO PAROLO (LEGA). Grazie, signor Presidente. Questo è un ordine del giorno che mi onoro di avere firmato per primo, ma in realtà rappresenta il lavoro che è stato svolto da tanti colleghi deputati e senatori che partecipano e che aderiscono all'intergruppo per lo sviluppo per la montagna, e quindi vorrei innanzitutto ringraziarli, perché è frutto di un lavoro che è stato fatto insieme, ed è un lavoro trasversale. Mi risulta, peraltro, che tanti colleghi, altri colleghi, che rappresentano sostanzialmente in modo trasversale quasi tutti i gruppi politici, abbiano chiesto di aggiungere la firma.

Con questo ordine del giorno abbiamo cercato di rappresentare le istanze che avremmo voluto tramutare in emendamenti, ma che, come sappiamo bene, non è stato possibile presentare, di fatto. L'ordine del giorno interviene per declinare meglio misure che in realtà sono già previste all'interno della legge di bilancio, ma che, così come presentate, rischierebbero di escludere il 50 per cento del territorio del nostro Paese dai benefici che sono declinati nella legge, perché non è precisato in nessun modo che i vari bandi e le varie misure che dovranno essere attuate poi con i decreti attuativi possano tenere conto della peculiarità che, di fatto, è rappresentata dalle aree interne del nostro Paese e dalle zone di montagna. Con queste misure, che sono, ripeto, già declinate all'interno della legge di bilancio e che riprendono in gran parte misure che erano già state previste dal precedente Governo e in alcuni casi sono state migliorate ed implementate anche nella dotazione, non si fa mai riferimento a questi territori, che, ripeto, sono importantissimi e che rappresentano, se non dal punto di vista demografico, certamente dal punto di vista geografico, sicuramente la maggioranza del Paese.

E allora c'è la necessità di declinare meglio, di precisare che queste misure finanziarie possano poi, di fatto, essere utilizzate anche per questi territori e per questi cittadini. Mi riferisco ai commi 14 e 15, che prevedono importanti finanziamenti per le amministrazioni centrali per il raggiungimento di obiettivi di qualità ambientale. Noi chiederemmo che nei bandi si preveda specificatamente anche una finalità precisa per i territori montani e per le aree interne. Mi riferisco all'articolo 38, dove sono previsti investimenti per la messa in sicurezza di edifici e del territorio, e vorremmo che nei bandi venissero precisate riserve per i territori montani e per le aree interne.

Mi riferisco, infine, agli articoli 42 e 43, che declinano misure di rigenerazione urbana e che facilmente - si può immaginare - verranno utilizzate soprattutto per le grandi aree urbane, per le grandi metropoli; quando si parla di rigenerazione urbana, si parla soprattutto di quello, ma non capiamo perché debbano essere esclusi, per esempio, il recupero dei centri storici dei territori montani e delle aree interne che sono oggetto di desertificazione dal punto di vista della popolazione; quindi c'è la necessità di declinare i bandi, anche in questo caso, con delle riserve specifiche. Se questo non verrà fatto, è facile immaginare quale sarà la soluzione finale, ovvero che questi territori non saranno in grado di ottemperare alle richieste che verranno precisate in sede di bandi, in sede di declinazione attuativa di queste misure, e resteranno inevitabilmente esclusi (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier).

PRESIDENTE. Il deputato Pagano ha facoltà di illustrare il suo ordine del giorno.

ALESSANDRO PAGANO (LEGA). Grazie, Presidente. In queste ore viaggiare da e per la Sicilia costa circa 500 euro a tratta, i voli sono regolarmente in overbooking non soltanto in questa stagione e sono soltanto due le compagnie che servono la Sicilia; i costi sono i più alti in assoluto in Europa. Allora, di fronte a un disagio di questo genere, che è clamoroso, esiste la possibilità concreta di poter intervenire: si chiama continuità territoriale e non è un termine giornalistico, signor Presidente; non è una cosa che è stata inventata così, per dare suggestioni concrete a un dato di fatto. No, è uno strumento vero, operativo, voluto dalla Comunità europea per garantire servizi essenziali di trasporto - ripeto, servizi essenziali - a cittadini che vivono in regioni svantaggiate o disagiate.

Orbene, la Comunità europea non concede la continuità territoriale perché dice sostanzialmente che la Sicilia non è proprio così tanto lontana, è soltanto di 3,5 chilometri la distanza che la separa dal continente. Vai a spiegarglielo, però, che i treni e i servizi essenziali si fermano sostanzialmente a Salerno e che gli ultimi investimenti in tal senso sono stati fatti 45 anni fa. Vagli a spiegare che forse un ponte, da questo punto di vista, è una chimera che tanti agognano, ma che evidentemente non appartiene all'accordo dell'Unione europea, a maggior ragione in un contesto che dice che viaggiano da e per la Sicilia 18 milioni di persone l'anno, quindi, si dice: non siete isolati.

Allora, qui il problema è serissimo, cioè bisogna intervenire concretamente nei confronti dell'Unione europea, che deve dare la deroga, perché è l'unica, visto che siamo all'interno di un contesto di questo genere, che può autorizzare rispetto a una modifica così come ho appena spiegato. Recentemente, precisamente dieci giorni fa, al Senato la maggioranza ha fatto approvare un emendamento che sostanzialmente dice: diamo soldi affinché si possa realizzare la continuità territoriale. Sono vent'anni che leggiamo e ascoltiamo situazioni di questo genere, che non producono nulla; sono effetti annuncio che vengono sventolati, emendamenti che non producono nessun tipo di risultato, come è noto, visti i dati statistici che prima ho citato, e che quindi non producono nulla per il semplice motivo che a decidere è solo ed esclusivamente la Commissione preposta in Europa.

Ma per fare questo significa che il Ministero delle infrastrutture deve andare a trattare con l'Unione europea, cosa che regolarmente non accade mai e non è mai accaduta. Allora, ecco l'impegno del Governo che si chiede, signor Presidente, che è quello di fare anche delle norme, se si vuole che consentano concretamente una trattativa con l'Unione europea affinché venga concessa la deroga, affinché la Sicilia, che vive realmente una situazione di disagio, possa uscire da questo dramma, che vede in questo momento il costo dei biglietti più alti d'Europa pur essendo sostanzialmente ad appena 700 chilometri dalla capitale d'Italia. Penso che sia un impegno di buonsenso che dovrebbe coinvolgere l'intero Parlamento (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier).

PRESIDENTE. Il deputato Giglio Vigna ha facoltà di illustrare il suo ordine del giorno.

ALESSANDRO GIGLIO VIGNA (LEGA). Grazie, Presidente. Nel mio intervento precedente parlavo di quanto questo Governo non faccia nulla, non abbia fatto nulla per le nostre imprese. Questo ordine del giorno, che porta la mia firma, che mi vede come primo firmatario, cerca almeno in parte, in piccolissima parte, di correggere questa grave e terribile tendenza di questo Governo, che odia le imprese e odia gli imprenditori.

Riteniamo importante questo ordine del giorno e entro nel tecnico. L'articolo 20 del decreto-legge n. 179 del 2012 prevede la detrazione delle somme investite nelle imprese start-up innovative per soggetti Irpef e la deduzione per soggetti IRES. Nella manovra di bilancio dello scorso anno, grazie alla Lega, nell'articolo 1, comma 218, era previsto l'incremento dal 30 al 40 per cento della detrazione o della deduzione. In base all'articolo 108, paragrafo 3, del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea tale disposizione è condizionata dall'autorizzazione della Commissione europea, autorizzazione che oggi non è ancora stata data. Ancora una volta, quindi, l'Europa ostacola il nostro Paese e cerca di ostacolare chi, nel nostro Paese, vuole fare impresa; ostacola i giovani che hanno voglia di diventare imprenditori.

Quest'ordine del giorno impegna il Governo ad adottare iniziative, anche normative, al fine di trovare soluzioni alternative: troviamole queste soluzioni alternative, Governo, troviamole, per favore! Troviamole, perché la nascita di nuove imprese è solo positiva per il Paese. È solo positiva per il Paese la nascita di start up italiane. L'Europa non la vuole, il Paese ne ha fortemente bisogno. Per una volta prendete una posizione e difendete chi vuole fare impresa (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier).

PRESIDENTE. Il deputato Rixi ha facoltà di illustrare il suo ordine del giorno.

EDOARDO RIXI (LEGA). Grazie, Presidente. Io vorrei con il mio ordine del giorno risottoporre a quest'Aula un problema, quello che abbiamo nei confronti delle opere pubbliche e delle opere infrastrutturali. In particolare prendo ad esempio la Gronda di Genova, infrastruttura fortemente voluta a parole da una grandissima parte di quest'Aula, ma che fino ad oggi non ha trovato una risposta da parte del Governo.

Abbiamo vissuto un anno in cui il precedente Governo, nel quale ero viceministro, ha portato avanti un'analisi costi-benefici che si è conclusa il 24 agosto, prima dell'insediamento di questo Governo. La stampa ha più volte riportato sia le iniziative del Ministro De Micheli, sia le affermazioni anche del Premier Conte, che dicevano: si parte velocemente con la Gronda.

Siamo arrivati a Natale e tre giorni fa sappiamo dal Ministro De Micheli, in visita a Genova, che c'è una nuova analisi costi-benefici e siamo assolutamente preoccupati di quello che sta avvenendo nel milleproroghe, soprattutto perché oggi sono fermi 15 miliardi di investimenti privati sulle manutenzioni e sulle nuove infrastrutture. Abbiamo il principale porto del Paese, dove passa quasi il 50 per cento del traffico extra-UE delle nostre importazioni ed esportazioni, che è rimasto isolato per più di una settimana, con la chiusura delle varie tratte autostradali dalla A6 alla A26 e le limitazioni di traffico sulla A7. Abbiamo una situazione da Terzo mondo, nella quale il Governo continua a non esprimersi e a prendere tempo. Credo che ciò non sia tollerabile. Chiediamo al Parlamento di prendere il nostro ordine del giorno in esame e di dire finalmente una parola, quella che o questa Gronda la fa Autostrade, oppure il Governo tiri fuori da questa finanziaria 4 miliardi 200 mila euro per iniziare l'opera già nel 2020, visto che doveva iniziare alla fine del 2019 ma ad oggi di cantieri non se ne vede traccia.

Stiamo parlando di un settore, quello edile, che è sostanzialmente fermo nel Paese, con fallimenti che ormai sono quotidiani. Questo vale per le opere autostradali, stradali, ma anche ferroviarie, visto che in questa finanziaria il Governo ha deciso di togliere liquidità ad Anas Ferrovie, spostando cantieri dal 2020 al 2021, fino al 2026, diminuendo le opere pubbliche e, quindi, non sbloccando fondi e cantieri, ma anzi riducendoli. Su questo vorrei dire anche del grave disagio che viene dato a tutto il settore della logistica, con l'incremento dell'IRES di 3,5 punti sui concessionari. Ma, certo, loro sono ricchi!

Però non si capisce perché vengono tolti anche 50 milioni di euro all'autotrasporto e, contemporaneamente, viene diminuito il ferrobonus, rendendo inefficiente il nostro trasporto ferroviario e viene azzerato per il 2020 - udite, udite - il marebonus, che consentiva di drenare traffico dalle nostre strade e diminuire le emissioni, così assecondando quei principi a voi così cari della Commissione europea.

Bene, siamo in una situazione paradossale, dove si parla di migliorare le nostre infrastrutture e il nostro traffico e, invece, si fanno chiudere le aziende.

Addirittura abbiamo Confetra, che per la prima volta si esprime dicendo che sono a rischio 100 mila posti di lavoro nel settore logistico. Eppure, il settore logistico italiano è uno dei pochi settori in crescita, visto che il traffico che stiamo drenando ai porti del nord Europa negli ultimi cinque anni è aumentato in maniera considerevole.

Quindi, non si capisce perché si vuole colpire le infrastrutture del Paese e contemporaneamente la nostra catena logistica, se non per fare un ulteriore regalo a quei Paesi, a quella Francia e a quella Germania (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier), che cercano di fare una concorrenza al sistema logistico italiano, che ha dimostrato capacità e inventiva, anche in un Paese dove purtroppo le infrastrutture sono spesso mal gestite e non finanziate dal Governo (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier).

PRESIDENTE. La deputata Valbusa ha facoltà di illustrare il suo ordine del giorno.

VANIA VALBUSA (LEGA). Grazie, Presidente. Con lo sblocca-cantieri di aprile è stato approvato l'ordine del giorno, a prima firma onorevole Cavandoli, che valutava l'opportunità di includere nell'elenco delle opere, per le quali vengono nominati i commissari straordinari, anche il corridoio plurimodale Tirreno-Brennero. Abbiamo ripresentato questo ordine del giorno, perché innanzitutto volevamo capire e sapere qual è l'importanza che dà questo Governo a questa opera infrastrutturale, importantissima per i territori di tre regioni: la regione Emilia-Romagna, la regione Veneto, la regione Lombardia, territori che hanno un'economia particolarmente frizzante.

Il progetto dell'autostrada Tirreno-Brennero prevede la realizzazione di un corridoio autostradale da Fontevivo (Parma) a Nogarole Rocca (Verona), per una lunghezza di 85 chilometri. Sono previste due carreggiate, Presidente, ciascuna costituita da due corsie, oltre ovviamente a quella di emergenza; sette autostazioni (Parma nord, Casalasco Viadanese, Cremona, Gazoldo, Goito in provincia di Mantova, Lago di Garda, Verona ovest in provincia di Verona); quattro aree di servizio e due interconnessioni con l'autostrada A1 e con la A22.

Questo raccordo autostradale interessa gli ambiti territoriali delle regioni Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto, come dicevo prima, Presidente, per una spesa totale prevista di 2,7 miliardi, di cui chilometri 17,5 in Emilia-Romagna, chilometri 52 in Lombardia e 15,5 chilometri in Veneto. Dopo il via libera al progetto esecutivo da parte del Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, sono iniziati i lavori per realizzare il primo lotto della Ti-Bre.

Sulla realizzazione della bretella fra l'autostrada A15 e A22 si discute da almeno quarant'anni, Presidente. Sul secondo lotto, finanziato solo per il breve tragitto iniziale e sospeso da troppi anni, esiste una serie di criticità, per l'attraversamento delle zone protette della campagna parmense. Un nuovo collegamento autostradale, che scavalchi il Po, collegando Parma con Mantova e Verona e, quindi, i porti importantissimi del Tirreno con il Brennero, non può, Presidente, rimanere secondario, ma è assolutamente indispensabile e prioritario, per il rilancio economico ed industriale delle regioni interessate dal corridoio.

Come dicevo prima, Presidente, già nel corso dei lavori di conversione in legge dello sblocca-cantieri, il Governo Lega-5 Stelle ha accolto un nostro ordine del giorno, che lo impegnava ad includere nelle opere, per le quali vengono nominati i commissari straordinari, anche il corridoio plurimodale Tirreno-Brennero, facendo ricorso all'utilizzo di procedure acceleratorie.

Ad oggi tale nomina non è ancora avvenuta e, soprattutto, non sono state stanziate le risorse necessarie per la progettazione e la realizzazione del secondo e del terzo lotto della Ti-Bre.

Proprio perché tale infrastruttura riveste un'importanza strategica e prioritaria non solo per le realtà produttive di tre regioni, ma anche per lo sviluppo infrastrutturale, economico e industriale del Paese, chiediamo un impegno concreto da parte del Governo e che quindi adotti tutte le opportune iniziative necessarie per il completamento del corridoio plurimodale Tirreno-Brennero, raccordo autostradale A15 Fontevivo (Parma), A22 Nogarole Rocca (Verona), cosiddetto Ti-Bre, e procedere nei tempi più brevi possibili all'inserimento di tale corridoio nell'elenco delle infrastrutture strategiche e alla nomina del relativo commissario. Grazie Presidente (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier).

PRESIDENTE. Il deputato Paternoster ha facoltà di illustrare il suo ordine del giorno.

PAOLO PATERNOSTER (LEGA). Grazie, Presidente. Non bastavano le tasse che questo Governo ha previsto, ne abbiamo parlato prima: tassa sulla plastica, tassa sullo zucchero e tanti altri balzelli come il ritardo nel pagamento del rimborso del 730; tutti provvedimenti che sono contenuti nel decreto fiscale, quell'orribile provvedimento che è stato votato alla Camera qualche settimana fa.

Ora la maggioranza di questo Governo si appresta anche a tassare l'intassabile. Sapete bene - e se non lo sapete ve lo dico io - che in Italia c'è un mercato fiorente di rivenditori di cartine, di cartine per farsi le sigarette, non gli spinelli come vorrebbero quelli del Partito Democratico; le sigarette, tabacco che costa poco, tutti mezzi che costano poco e sono usati soprattutto dalle classi più deboli, dai cittadini che magari non vogliono e non possono spendere 5, 6 o 7 euro per prendersi un pacchetto di sigarette. Ebbene, questo mercato fiorente è fatto di centinaia e centinaia di aziende in Italia, tutte italiane, migliaia di addetti, tutti italiani, che lavorano in questo settore. Ora è messo a gravissimo rischio da un provvedimento, secondo noi vergognoso, da parte di questo Governo.

Ebbene, ci saranno tassazioni di 36 decimillesimi di euro per ogni cartina, per ogni cartina che i cittadini consumeranno. Per ogni cartina, cartina arrotolata e tabacco; quindi un provvedimento che sembra che non sia pesante, ma in realtà metterà in ginocchio un comparto molto importante della nostra economia. Farà raddoppiare – ribadisco: raddoppiare - il prezzo di questi prodotti, non produrrà chiaramente nessun gettito (anche se gli uffici del Governo hanno stabilito che produrrà un gettito di circa 30 milioni di euro ogni anno), senz'altro favorirà il contrabbando, creerà disoccupazione - poi magari quelli che staranno a casa vivranno di reddito di cittadinanza come vuole il MoVimento 5 Stelle - e, quindi, un sacco di desertificazione delle nostre aziende. La stessa di desertificazione che state creando nel Sud Italia, con quei provvedimenti assurdi, ingiustificati, senza motivo, vergognosi come l'eliminazione dello scudo penale per quanto riguarda l'Ilva di Taranto.

Se voi volete la desertificazione del nostro comparto industriale, se voi volete la decrescita felice, questo è quello che noi non vogliamo, è quello che noi cercheremo di combattere da qui e per sempre.

Con questo ordine del giorno, signor Presidente, cerchiamo e pretendiamo che venga monitorato già nell'immediato il gettito di questo assurdo provvedimento e ne chiediamo l'immediata abrogazione quando sarà verificato - e non abbiamo dubbi che sarà così - che questo provvedimento non porta alcun gettito, grazie (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier).

PRESIDENTE. La deputata Lazzarini ha facoltà di illustrare il suo ordine del giorno.

ARIANNA LAZZARINI (LEGA). Grazie, Presidente. Onorevoli colleghi, chiedo veramente l'attenzione su questo mio ordine del giorno, che si rifà a un emendamento di buonsenso, bocciato da questa maggioranza e che vuole riassegnare ai comuni sotto i 20 mila abitanti i famosi 400 milioni di contributi utili per la messa in sicurezza delle scuole, strade ed edifici pubblici.

E grazie a Matteo Salvini, con la Lega al Governo, queste risorse erano infatti state inserite nella manovra dello scorso anno, per dare una mano concreta a favore dei piccoli comuni, dando così la possibilità di sistemare, in maniera facile, senza i soliti vincoli burocratici che ammazzano l'attività amministrativa, diretta e più veloce nell'assegnazione ed esecuzione di lavori, tante e tante opere, avviare conseguentemente nuovi cantieri e creare altresì nuovi posti di lavoro. Si è data quindi la possibilità, a noi sindaci di piccole realtà, nella maggior parte dei casi sempre in affanno, di ridare contemporaneamente risposte certe e tangibili ai nostri cittadini, risolvendo nell'immediato problematiche legate alla viabilità o alla sicurezza dei nostri territori. E non è cosa da poco, sapete. Considerate, cari colleghi, che il primo riferimento per un cittadino e per qualsiasi - ripeto: qualsiasi - problema o situazione, è proprio il sindaco. Il sindaco è ormai diventato il triage di un pronto soccorso e per noi sindaci, che nonostante le difficoltà odierne mettiamo passione, determinazione, quotidianamente la nostra faccia e con tante, tante responsabilità, sapere che questi 400 milioni di euro assegnati dall'ex Ministro dell'Interno Salvini non siano stati inseriti anche nella manovra 2020 e forse - dico forse - ripristinati dal 2024 è stato uno schiaffo. Avere di fatto ridotto e unificato - ed è bene spiegarlo a chi ci segue, ai tanti cittadini e ai tanti sindaci di piccoli comuni - gli stanziamenti del precedente Governo, che erano appunto 400 milioni del Ministro dell'Interno per la messa in sicurezza delle strade, edifici pubblici e scuole, più i 500 milioni di euro del “decreto crescita” per l'efficientamento energetico, con un unico finanziamento aumentato di 100 milioni di euro, ma allargandolo a tutti i comuni, ai comuni piccoli rimarranno quindi solo le briciole. Senza contare che comunque, cari colleghi, questi finanziamenti non saranno previsti dal 2020, ma dal 2021. Faccio appello quindi a questo Governo di non diventare il nemico giurato anche dei piccoli comuni, perché anche queste piccole realtà rappresentano l'anima del nostro Paese. Avete respinto tutti i nostri emendamenti, di una manovra blindatissima arrivata l'antivigilia di Natale. Dateci almeno la possibilità di migliorarla e di migliorarvi, senza ulteriormente affossare la nostra economia e la nostra dignità territoriale, perché, se questa è l'annunciata rivoluzione ad hoc per i comuni, siamo veramente su una strada sbagliata. Chiedo quindi di ripristinare i 400 milioni per le tante comunità che aspettano risposte e per i tanti sindaci che quotidianamente lavorano per dare il massimo impegno nel loro operato, grazie (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier).

PRESIDENTE. Il deputato Formentini ha facoltà di illustrare il suo ordine del giorno.

PAOLO FORMENTINI (LEGA). Grazie, Presidente. Sappiamo che non è chic, non è di moda parlare della persecuzione religiosa dei cristiani, ma 300 milioni sono i cristiani perseguitati nel mondo, in 20 Paesi, dal Niger al Burkina Faso, all'Iraq, dove i cristiani, che erano un milione e mezzo nel 2001, sono oggi ridotti a soli 150.000, sino al Pakistan, all'Indonesia, alla Corea del Nord, dove 50.000 sono i cristiani detenuti nei campi di lavoro. Un cristiano su 7 viene perseguitato per la propria fede, più di 4.100 sono i cristiani uccisi per la propria fede nel solo 2018. Quella cristiana è la minoranza più oppressa al mondo. Per questo chiediamo con forza che sia accolto il nostro ordine del giorno, un ordine del giorno volto a potenziare quel fondo per i cristiani creato - novità assoluta - con un emendamento della Lega al bilancio 2018. Non siamo sordi all'urlo di dolore che arriva in quest'Aula da comunità sofferenti. Fra poche ore sarà la vigilia di Natale: non scordiamoci della libertà religiosa negata, tra le più gravi violazioni dei diritti umani. Per un'Europa che non rinneghi le proprie radici giudaico-cristiane, per un Occidente che non rinneghi la cristianità. Non lasciamo sole le minoranze cristiane oggetto di persecuzione, diamo un segnale forte delle nostre istituzioni, del Governo, un segnale a chi non potrà nemmeno celebrare liberamente la messa di Natale, grazie (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier).

PRESIDENTE. Il deputato Tonelli ha facoltà di illustrare il suo ordine del giorno.

GIANNI TONELLI (LEGA). Grazie mille, Presidente. Io volevo un attimo tentare di spiegare l'importanza dell'ordine del giorno che riguarda un argomento, l'apparato della sicurezza e le forze di polizia e i meccanismi interni di progressione di carriera, che non è un modo per appagare le frustrazioni dei singoli operatori ma un modo per dare efficienza al sistema e, quindi, poter servire in maniera adeguata una comunità, selezionando quelli che sono i quadri, le persone che, con il proprio impegno, con le attività quotidiane, con un'attività di auto-studio, cercano di migliorare se stessi. E, purtroppo, questo è un problema che, da quarant'anni, non trova soluzione. Nel precedente Governo, noi abbiamo tentato di stanziare fondi affinché definitivamente si potesse riuscire a risolvere il problema che crea continuamente malcontento e ricorsi in avanti. Abbiamo avuto una riforma del 1995 perché erano state sbagliate tutte le applicazioni delle precedenti normative; poi nel 2000; poi la riforma non era stata applicata; poi vi sono state sentenze del Consiglio di Stato che alla fine avevano imposto all'amministrazione di rimettere mano e finalmente avevamo tentato di risolvere. Purtroppo quelli che sono atteggiamenti interni alle varie amministrazioni soprattutto di vertice non hanno consentito di arrivare ad alcunché. L'impegno che chiediamo al Governo è proprio questo ossia che nei prossimi tre anni possa stanziare le risorse necessarie ma soprattutto dare gli input necessari alle varie amministrazioni affinché gli obiettivi che vengono posti dalla Camera in questa sede vengano rispettati (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier).

PRESIDENTE. Con calma, stavamo discutendo su una dichiarazione di voto inerente all'Aula. Se nessun altro chiede di intervenire per illustrare gli ordini del giorno, invito il rappresentante del Governo ad esprimere i pareri. Perfetto, sottosegretario, prego, diamo i pareri.

ANTONIO MISIANI, Sottosegretario di Stato per l'Economia e le finanze. Presidente, il Governo è orientato ad esprimere parere favorevole su quasi tutti gli ordini del giorno a condizione che l'impegno nei confronti del Governo sia “a valutare l'opportunità di”, come è previsto in gran parte degli ordini del giorno. Noi condizioneremo il nostro accoglimento a tale formulazione.

Esprimiamo però parere negativo nei confronti di alcuni ordini del giorno che elenco.

PRESIDENTE. Prego.

ANTONIO MISIANI, Sottosegretario di Stato per l'Economia e le finanze. Ordine del giorno n. 9/2305/36 Rampelli parere contrario; n. 9/2305/43 Lucaselli….

PRESIDENTE. Con calma… con calma… con calma… allora, ordine del giorno n. 9/2305/36 Rampelli parere contrario. Il prossimo…

ANTONIO MISIANI, Sottosegretario di Stato per l'Economia e le finanze. Ordine del giorno n. 9/2305/43 Lucaselli.

PRESIDENTE. Parere?

ANTONIO MISIANI, Sottosegretario di Stato per l'Economia e le finanze. Contrario, sto elencando i contrari.

PRESIDENTE. Sì, perfetto, poi?

ANTONIO MISIANI, Sottosegretario di Stato per l'Economia e le finanze. Ordine del giorno n. 9/2305/47 Frassinetti; n. 9/2305/48 Luca De Carlo; n. 9/2305/52 Delmastro Delle Vedove; n. 9/2305/74 Morrone; n. 9/2305/80 Sasso; n. 9/2305/82 Patelli; n. 9/2305/89 Covolo; n. 9/2305/90 Gusmeroli; n. 9/2305/102 Di Muro…

PRESIDENTE. Sempre parere contrario. Grazie, senza commenti, per favore.

ANTONIO MISIANI, Sottosegretario di Stato per l'Economia e le finanze. Ordine del giorno n. 9/2305/103 D'Eramo; n. 9/2305/104 Bianchi; n. 9/2305/126 Sutto; n. 9/2305/132 Marchetti; n. 9/2305/188 Frassini; n. 9/2305/368 Costa.

FELICE MAURIZIO D'ETTORE (FI). Ti pareva… la prescrizione…

PRESIDENTE. D'Ettore, non guardo ma riconosco la voce.

ANTONIO MISIANI, Sottosegretario di Stato per l'Economia e le finanze. Anche l'ordine del giorno n. 9/2305/369 Sarro, Presidente. Sull'ordine del giorno n. 9/2305/376 Bond, invece, abbiamo una proposta di riformulazione: chiederemmo di eliminare gli ultimi tre punti delle premesse e il primo impegno; mentre il parere sarebbe favorevole sul resto sempre con “ a valutare l'opportunità di”.

Parere contrario sugli ordini del giorno n. 9/2305/388 Giacomoni; n. 9/2305/405 Baratto; e n. 9/2305/425 Prestigiacomo.

Su tutto il resto, invece, ribadisco la disponibilità del Governo all'accoglimento con la riformulazione: impegna il Governo “a valutare l'opportunità di”.

PRESIDENTE. Perfetto, sono stati dati i pareri. Sospendiamo, a questo punto, la seduta per riunire la Conferenza dei presidenti di gruppo, che è immediatamente convocata presso la Sala dei ministri. La seduta è sospesa.

La seduta, sospesa alle 22,55, è ripresa alle 23,25.

PRESIDENTE. La seduta è ripresa. Colleghi, è stata avanzata, in sede di Conferenza dei presidenti di gruppo, la proposta che la seduta prosegua ininterrottamente sino alla votazione finale del disegno di legge in esame. Sulla richiesta avanzata di deliberare la seduta continuata nei termini indicati, ai sensi dell'articolo 41, comma 1, del Regolamento, ove ne sia fatta richiesta, darò la parola ad un deputato contro e a un deputato a favore per non più di cinque minuti ciascuno.

Chi chiede di parlare contro? Prego, deputato Lollobrigida.

FRANCESCO LOLLOBRIGIDA (FDI). Presidente, ma la proposta della seduta fiume viene da lei o dalla maggioranza?

PRESIDENTE. Viene dalla maggioranza.

FRANCESCO LOLLOBRIGIDA (FDI). Non abbiamo sentito ancora l'intervento per proporla.

PRESIDENTE. È stata fatta in Conferenza dei capigruppo.

FRANCESCO LOLLOBRIGIDA (FDI). Ecco, allora voglio esplicitare, come abbiamo detto, che se la maggioranza propone la seduta fiume, noi voteremo contro, per eventualmente proseguire i lavori fino al 31 dicembre (Commenti).

PRESIDENTE. Colleghi! Colleghi! Colleghi! Chi chiede di parlare a favore? Se nessuno chiede di intervenire, passiamo ai voti.

Pongo in votazione, mediante procedimento elettronico senza registrazione di nomi, la proposta che la seduta prosegua ininterrottamente fino alla votazione finale del disegno di legge in esame.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera approva per 135 voti di differenza.

Essendo stata approvata la proposta di seduta fiume nei termini sopra indicati, la seduta stessa proseguirà ininterrottamente fino alla votazione finale. La Presidenza, secondo la prassi, si riserva di stabilire sospensioni di natura tecnica ritenute necessarie. Ricordo che, una volta deliberata la seduta continuata, sono da ritenere inammissibili richieste volte a determinare con voto dell'Assemblea sospensioni a vario titolo nella seduta stessa. La seduta proseguirà con la votazione degli ordini del giorno, seguiranno le dichiarazioni di voto finale e la votazione finale.

C'era la richiesta di un'integrazione sui pareri del Governo. Prego, sottosegretario.

ANTONIO MISIANI, Sottosegretario di Stato per l'Economia e le finanze. Grazie, Presidente. Volevo modificare il parere all'ordine del giorno n. 9/2305/8 Schullian, a pagina 7, dove proponevamo una riformulazione di tutto il dispositivo, che vado a leggere: “impegna il Governo a considerare gli effetti applicativi delle disposizioni in premessa al fine di valutare l'adozione di opportune iniziative, anche normative, volte a chiarire che esse non incidono sull'autonomia finanziaria delle regioni a statuto speciale e delle province autonome di Trento e di Bolzano, che provvedono al finanziamento del fabbisogno complessivo del Servizio sanitario nazionale sul loro territorio senza alcun apporto a carico del bilancio dello Stato, nel rispetto della richiamata giurisprudenza costituzionale”. Ora, siccome l'ordine del giorno n. 9/2305/126 Sutto ha contenuto analogo, nelle premesse, all'ordine del giorno n. 9/2305/8 Schullian, proponevo ai proponenti dell'ordine del giorno n. 9/2305/126 Sutto di dare parere favorevole al loro ordine del giorno però sostituendo il loro dispositivo con il dispositivo così riformulato dell'ordine del giorno n. 9/2305/8 Schullian. Quindi, si riformula il dispositivo dell'ordine del giorno n. 9/2305/8 Schullian e, se i proponenti dell'ordine del giorno n. 9/2305/126 Sutto accettano di prendere quel dispositivo, parere favorevole anche all'ordine del giorno n. 9/2305/126 Sutto. Poi, ultima modifica, ordine del giorno n. 9/2305/47, a pagina 38, dell'onorevole Frassinetti, ci sarebbe un accoglimento, quindi un cambiamento del parere, con la seguente riformulazione: “impegna il Governo a valutare l'opportunità di adottare ulteriori iniziative normative (…)”, eccetera eccetera. Quindi, se l'onorevole Frassinetti è d'accordo con questa riformulazione, il parere è favorevole.

PRESIDENTE. Sull'ordine del giorno n. 9/2305/425 Prestigiacomo il parere era contrario?

ANTONIO MISIANI, Sottosegretario di Stato per l'Economia e le finanze. Allora, la disponibilità è a modificare in senso favorevole il parere, purché nel dispositivo venga espunta la parola “preoccupanti”. Quindi, il dispositivo rimarrebbe analogo, ma con l'eliminazione della parola “preoccupanti”.

PRESIDENTE. Ordine del giorno n. 9/2305/1 Sensi, accetta? Ordini del giorno n. 9/2305/2 Cenni e Giachetti, accetta?

L'ordine del giorno Frate n. 9/2305/3 è inammissibile. Ordine del giorno n. 9/2305/4 Enrico Borghi, accetta?

EMANUELE FIANO (PD). Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

EMANUELE FIANO (PD). I pareri del Governo sugli ordini del giorno presentati dal gruppo del Partito Democratico sono tutti accettati.

SILVIA FREGOLENT (IV). Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

SILVIA FREGOLENT (IV). Anche per Italia Viva, i pareri con le riformulazioni proposte dal Governo per noi vanno bene.

FEDERICO FORNARO (LEU). Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

FEDERICO FORNARO (LEU). Grazie, signor Presidente, le riformulazioni proposte nei pareri del Governo sugli ordini del giorno con primi firmatari deputate e deputati del gruppo di Liberi e Uguali sono accolte.

ANTONIO FEDERICO (M5S). Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ANTONIO FEDERICO (M5S). Presidente, anche per il gruppo del MoVimento 5 Stelle sono accolte tutte quante le proposte del Governo.

PRESIDENTE. Deputato Tasso? Va bene. Deputato Vizzini? Va bene. Silli? Va bene. Quindi, andiamo avanti, Magi? Va bene.

Passiamo a Rampelli. Deputato Rampelli lo mettiamo ai voti? Bene, passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2305/36 Rampelli, con il parere contrario del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 20).

Mantovani e Rotelli? Va bene. Foti? Chiede il voto? Favorevole…

Caiata? Prego.

SALVATORE CAIATA (FDI). Presidente, grazie. Io, per suo tramite, vorrei chiedere al Governo…

PRESIDENTE. Deve chiedere il voto, però. Chiede di votarlo?

SALVATORE CAIATA (FDI). Vorrei chiedere al Governo di rivedere o di accantonare questo emendamento e di poter accoglierlo…

PRESIDENTE. Ordine del giorno.

SALVATORE CAIATA (FDI). Sì, mi perdoni. Vorrei chiedere al Governo di poter accogliere questo ordine del giorno senza alcuna limitazione, perché, vede, mi permetta di illustrarlo brevemente…

PRESIDENTE. No, non è possibile. Quindi, se non accetta il parere favorevole con riformulazione e, quindi, la riformulazione, mi deve dire se lo vuole porre in votazione o meno.

SALVATORE CAIATA (FDI). Va bene, allora, lo accetto.

PRESIDENTE. Colleghi, colleghi, per favore, senza applausi, senza commentare, andiamo avanti tranquillamente. Butti? Va bene. Meloni? Va bene. Bignami? Va bene.

Lucaselli, con parere contrario. Lo pongo in votazione? Ecco, perfetto, passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2305/43 Lucaselli, con il parere contrario del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 21).

Ordine del giorno n. 9/2305/44 Prisco? Va bene. Ordine del giorno n. 9/2305/45 Montaruli? Va bene. Ordine del giorno n. 9/2305/46 Gemmato? Va bene. Ordine del giorno n. 9/2305/47 Frassinetti? Va bene. Ordine del giorno n. 9/2305/48 Luca De Carlo, con parere contrario?

LUCA DE CARLO (FDI). Presidente, mi dispiace interrompere questo clima idilliaco pre sonno, pre vigilia, pre sonno…

PRESIDENTE. Sono sveglissimo.

LUCA DE CARLO (FDI). Lei sì, magari qualcun altro un po' meno. Volevo puntare un po' i fari rispetto al tema dell'industria agroalimentare e dell'agricoltura italiana colpita già dalla questione relativa ai dazi imposti dagli Stati Uniti su alcuni nostri prodotti, dalle sanzioni e dagli effetti delle sanzioni alla Russia, dalla nostra atavica incapacità di contrastare il fenomeno dell'Italian sounding, che ormai conta decine di miliardi, dalle politiche europee, che ormai discriminano i nostri prodotti anche con l'ultima trovata, quella relativa all'etichetta semaforo, che noi abbiamo già cercato di contrastare in quest'Aula con una mozione a prima firma Muroni, seconda firma di Fratelli d'Italia, che di fatto si opponeva a questa forma tutta europea, tutta nord europea, di discriminazione dei prodotti sulla base del contenuto in grassi, senza tener conto dell'equilibrio e del bilanciamento della dieta. Tanto più che la nostra dieta mediterranea è patrimonio dell'UNESCO ma, guarda caso, poi viene tacciata di insalubrità quando invece si appongono certe etichette come quella a semaforo.

Ma anche a monte di questi ragionamenti c'è la fuga sulla discussione riguardo a CETA e Mercosur, che questo Parlamento ha evitato accuratamente di portare in Aula, probabilmente perché le visioni all'interno della maggioranza non sono comuni nemmeno su questo, ma a questo ci siamo quasi abituati in questi anni. Anche a monte, sull'agricoltura manca, oggi, una politica seria di programmazione. Si pensi semplicemente alla gestione della fauna selvatica, da quella più prossima a certe realtà, come la gestione del cinghiale o del lupo, o quella dell'orso che ancora oggi giacciono assolutamente nei cassetti della Conferenza Stato-regioni e che per non turbare l'equilibrio del Governo non vengono poi discusse.

C'è tutta la grande partita relativa alle calamità naturali, alla Xylella, che per i ritardi di un governatore, quello della Puglia, in qualche maniera la vediamo arrivare a fino al nord delle province e della regione Puglia, proprio per l'inerzia del governatore nel contrastarla. Ricordo le frasi sull'Olocausto secondo cui abbattere gli alberi sarebbe stato quasi paragonabile all'Olocausto; vedete, ci sono altri temi, come la sburocratizzazione che stiamo approvando in Commissione agricoltura, ma non ci riusciamo perché quello che era nato come un provvedimento trasversale, oggi invece è abortito e ha visto ritirare la nostra firma, perché non vengono accolte quelle che sono le nostre istanze. Quindi, quella che nasceva come una cosa bipartisan, oggi diventa una cosa assolutamente della maggioranza. Infatti la sburocratizzazione è uno di quei temi che più interessano gli agricoltori. Io ho girato con la Commissione agricoltura, ma anche con i miei colleghi sui territori, e non ho mai sentito da Nord a Sud, in Sicilia e in Sardegna, sentire parlare di contributi o quant'altro. La prima cosa che mi chiedevano tutti gli agricoltori e i contadini era quella di poter lavorare, di occuparsi di lavorare la terra e non quella di passare carte tutto il giorno (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia). Invece, ci troviamo in tante aree, soprattutto in quelle rurali, con la burocrazia che aumenta. Penso e cito il caso che conosco di più, quello della mia area, del Cadore, del Comelico, per cui si vedono apposti dei vincoli da parte - sono contento che sia in Aula il Ministro Franceschini - del funzionario del Ministero dei beni culturali che sono, di fatto, quasi una ritorsione, quasi una vendetta nei confronti di quei territori che hanno deciso di voler continuare a investire, sia in tema agricolo, sia in tema soprattutto turistico, nelle nostre aree. Quindi, sono temi, questi, all'ordine del giorno e caldi, oggi, che in questa manovra non trovano assolutamente soddisfazione, perché, vedete, se la politica abdica davanti ai funzionari, davanti ai burocrati, noi potremo fare le migliori leggi del mondo, però se l'applicazione la lasciamo poi a chi non conosce i territorio e soprattutto non è eletto dal popolo, i risultati che si vedono sono sotto gli occhi di tutti (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2305/48 Luca De Carlo, con il parere contrario del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 22).

Ordine del giorno n. 9/2305/49 Donzelli, favorevole.

Ordine del giorno n. 9/2305/50 Mollicone, va bene.

Ordine del giorno n. 9/2305/51 Galantino.

Ha chiesto di parlare il deputato Galantino. Ne ha facoltà.

DAVIDE GALANTINO (FDI). Presidente, non accetto la riformulazione e faccio la dichiarazione di voto.

Prima di presentare questo ordine del giorno avevo tentato invano di incidere in maniera costruttiva su questa manovra finanziaria, come abbiamo fatto tutti noi deputati di Fratelli d'Italia. Nonostante siamo una forza di opposizione, nei tempi ristretti che abbiamo avuto, abbiamo lavorato con tutta la buona volontà per migliorare la legge pensando sempre al benessere dei cittadini italiani. Però, non avendo avuto nessuno spazio di manovra nella legge più importante dell'anno, ho presentato questo ordine del giorno, che è pensato per le famiglie in difficoltà perché ha lo scopo di introdurre in via sperimentale per l'anno d'imposta 2020 un'agevolazione di natura fiscale, un'agevolazione che già esiste ed è indirizzata a chi può permettersi di ristrutturare, per esempio la propria abitazione. Dunque, parliamo di interventi di riqualificazione in termini di sicurezza, salubrità, igiene e decoro della propria casa.

Però, non tutte le famiglie italiane possono sostenere questo tipo di spese che sarebbero invece necessarie per la realizzazione di lavori di manutenzione, nonostante tali spese siano già detraibili. Immaginiamo la stanza dei più piccoli, con l'intonaco cadente. Allora, perché il papà di quei piccoli deve avere meno diritti rispetto ad altri più benestanti? Perché quel papà non deve poter avere le stesse agevolazioni fiscali di chi può permettersi addirittura di rifare l'appartamento nuovo e godere del 50 per cento dei risparmi (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia)? È ovvio che coloro che non sono economicamente in grado di affidarsi a un'impresa per la riqualificazione della propria abitazione, nella maggioranza dei casi scelgono i lavori in economia, il cosiddetto “fai da te”, realizzando in proprio lavori di manutenzione ordinaria e di riparazione senza dover ricorrere necessariamente a imprese o ad artigiani specializzati; proprio per questo non possiamo fare discriminazione nei confronti di chi non può permettersi di assumere un'azienda di professionisti.

Molte famiglie italiane sono in difficoltà e se il Governo prendesse seriamente questo impegno, anziché come semplice valutazione, i componenti dei nuclei familiari potranno fare i lavori in economia usufruendo di una detrazione dell'imposta sulle spese documentate. L'introduzione della detrazione potrebbe comportare anche un rafforzamento del comparto delle rivendite al dettaglio, con nuove aperture, rinnovamenti o ampliamenti di esercizi preesistenti e la possibilità di nuove assunzioni. Poniamo, quindi, un freno alle numerose chiusure di negozi avvenute negli ultimi anni.

Auspico, quindi, che questo ordine del giorno venga votato favorevolmente da questa Assemblea, perché in questo modo andiamo a tutelare le tante persone che sono in difficoltà economica e credo sia opportuno dare un segnale forte e coerente per dimostrare che la politica si fa dando risposte concrete alle persone più deboli (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2305/51 Galantino, con il parere contrario da parte del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 23).

Ordine del giorno n. 9/2305/52 Delmastro Delle Vedove, con parere contrario.

Ha chiesto di parlare il deputato Delmastro Delle Vedove. Ne ha facoltà.

ANDREA DELMASTRO DELLE VEDOVE (FDI). Presidente, la ringrazio. Con questo ordine del giorno Fratelli d'Italia, pur avendo ricevuto tardivamente la legge di bilancio, si è impegnata e ha cercato di interloquire con questa maggioranza.

Avete contingentato i tempi, avete posto la fiducia e questa sera, con un ulteriore atto di tracotanza numerica, che avete solo più in quest'Aula, avete imposto la seduta fiume e noi abbiamo tentato, nonostante tutto, di continuare a collaborare con questa maggioranza parlandovi di fattori che per voi sono veramente incredibili, quali il mondo del lavoro e il mondo di quelle imprese che a volte falliscono anche a prescindere dalla titanica volontà dei legali rappresentanti di mantenere in piedi un'impresa in Italia.

E, allora, con questo ordine del giorno Fratelli d'Italia chiedeva che non venissero escluse dalla definizione agevolata di cui al decreto-legge 23 ottobre 2018, n. 119 - “decreto rottamazione-ter” - anche le sanzioni amministrative in materia di lavoro che molto spesso, quando colpiscono aziende dichiarate fallite o comunque all'interno di procedure concorsuali, si ribaltano sul datore di lavoro - il legale rappresentante - che viene perseguitato a vita. Cioè, ha già perso l'azienda, è già fallito, è già in procedura concorsuale ma non basta ancora a questo Stato: dobbiamo inseguirlo a vita, ponendo sulla sua persona e su tutti i suoi beni una solidarietà infinita per la quale non potrà mai più uscirne.

Allora, vi chiedevamo semplicemente di immaginare che per tutte le sanzioni amministrative fino al 31 dicembre 2019 in tale materia si potesse estendere la definizione agevolata del “decreto rottamazione-ter” e, invece, viceversa, neanche come ordine del giorno avete voluto accettare questa richiesta, semplicemente perché siete distanti dal mondo delle imprese, perché per voi gli imprenditori rimangono dei prenditori, perché per voi l'imprenditore, dopo che avete inginocchiato la sua azienda, dovete inginocchiare anche lui perseguitandolo a vita.

Ovviamente vi chiedo di poterlo mettere ai voti nella speranza di un attimo di resipiscenza di quelle forze che compongono una delle tante tribù libiche di questo Governo e che mane e sera si rappresentano come forze vicino all'impresa, nella speranza che lo siano non solo nei talk show televisivi ma anche in quest'Aula quando si tratta di assumere provvedimenti concreti. Diversamente sapremo che anche le sedicenti forze filoproduttive di questa maggioranza hanno piegato il capo al declino del reddito di cittadinanza, all'arresa al declino e alla teoria della decrescita, che per noi, a differenza vostra, è sempre e comunque infelice (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2305/52 Delmastro Delle Vedove, con il parere contrario del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 24).

Ordine del giorno n. 9/2305/53 Osnato: accetta la riformulazione?

MARCO OSNATO (FDI). No, non accetto e faccio dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Prego.

MARCO OSNATO (FDI). Grazie, Presidente. Sicuramente, come si sosteneva poc'anzi, non abbiamo ritenuto di venir meno alla nostra volontà di partecipare all'elaborazione di una legge di bilancio che non ci vedeva per niente favorevoli, che non ci vedeva per niente convinti, che non ci vedeva sicuramente convinti che le nostre istanze, le istanze che avevamo raccolto dal territorio, fossero ricomprese in essa. E allora, nonostante in tutti questi giorni non siamo stati ascoltati e abbiamo visto ridurre di molto le nostre prerogative di parlamentari e le nostre prerogative di eletti dal popolo, abbiamo ritenuto di contribuire anche con gli ordini del giorno. E anche qui, purtroppo, Presidente, non abbiamo avuto grandissimo spazio di ascolto, non abbiamo avuto grandissima attenzione e abbiamo avuto o pareri negativi o riformulazioni anche su quelle proposte, magari un po' più tecniche, che però stanno a significare una volontà di diminuire quelle incombenze che quotidianamente verrebbero addossate ai nostri contribuenti, quindi ai nostri cittadini, quindi alle nostre imprese, quindi a tutto quello che in questa nazione cerca di mantenere questo livello di occupazione e di sviluppo in modo sensibile; insomma, tutti quegli adempimenti che non fanno altro che aumentare le difficoltà e soprattutto i costi, perché ho sentito molto spesso la maggioranza dire che non ci sono nuove tasse in questa manovra.

Noi abbiamo dimostrato che le tasse nuove ci sono, ci sono eccome, e, soprattutto, ci sono queste tasse occulte che sono l'aumento di costi dovuti all'adempimento e alla burocrazia. C'è anche una volontà evidente di compulsare anche le libertà imprenditoriali dei territori. Il mio collega De Carlo ha citato prima il caso emblematico della provincia di Belluno, dove c'è un imprenditore privato che vuole investire soldi suoi in un'opera che sia di sviluppo turistico, un impianto importante che collegherebbe anche due province, che darebbe sviluppo a una realtà di montagna che rischia lo spopolamento.

La provincia di Belluno, storicamente, secondo le classifiche del Sole 24 Ore, se non era prima, arrivava seconda o terza; oggi è cinquantunesima e uno degli indici è proprio quello dello spopolamento che la porta a essere così indietro in classifica. E allora, se noi non diamo l'opportunità affinché queste zone decentrate, bellissime, stupende, ma di difficile sviluppo, possano almeno auto svilupparsi, e, anzi, lo Stato si pone come tiranno nei confronti di coloro che vogliono dare uno sviluppo a queste terre, allora non so come pensiamo di aiutare le province italiane. E allora, caro Presidente, con questo ordine del giorno noi siamo solamente a chiedere che parte di questi orpelli, di questi lacciuoli, come si dice ormai abitualmente, vengano limitati, vengano tolti, si vada incontro a una sburocratizzazione vera, a una vicinanza ai cittadini, a un rapporto diverso tra cittadino e fisco, perché uno dei problemi principali - e su questo si aprirebbe un discorso lunghissimo in tema anche di lotta all'evasione -, una delle criticità principali che abbiamo riscontrato nell'analisi sia del decreto fiscale che della legge di bilancio è proprio questa, la difficoltà che il contribuente trova nel poter rispondere positivamente alle previsioni di normative riguardo al fisco.

Se noi non diamo la possibilità di essere chiari, di essere diretti, di essere espliciti nei confronti delle richieste dello Stato, sicuramente non facciamo il bene dei nostri cittadini e non facciamo il bene della nostra nazione (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2305/53 Osnato, con il parere contrario del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 25).

Ordini del giorno n. 9/2305/54 Varchi va bene, n. 9/2305/55 Maschio va bene, n. 9/2305/56 Caretta va bene, n. 9/2305/57 Silvestroni va bene, n. 9/2305/58 Ferro va bene, n. 9/2305/59 Bellucci va bene… colleghi!

Ha chiesto di parlare sull'ordine del giorno n. 9/2305/59 la deputata Bellucci. Ne ha facoltà.

MARIA TERESA BELLUCCI (FDI). Grazie, Presidente. Intendo mettere a votazione questo ordine del giorno nella misura in cui mi chiedo, prima di tutto chiedo a me stessa e poi chiedo al Governo, cosa debba continuare a valutare rispetto all'istituzione di un fondo nazionale di lotta alla droga. Eppure il Governo rispetto alle dipendenze ne ha fatto una bandiera; ha utilizzato strumentalmente la logica dell'applicazione delle tasse sui tabacchi e anche sul gioco d'azzardo dicendo che voleva difendere la salute degli italiani proprio contro le dipendenze patologiche. Eppure nemmeno un euro è stato stanziato in questa legge di bilancio per un fondo nazionale di lotta alla dipendenza che si occupasse di prevenzione, di cura, trattamento e reinserimento sociale delle persone dipendenti, lasciando così abbandonati i servizi pubblici e anche le comunità terapeutiche, che devono continuamente prestare aiuto in solitudine.

Eppure il Governo li dovrebbe conoscere bene i dati della relazione al Parlamento sullo stato delle tossicodipendenze in Italia, una vera emergenza sociale: più del 25 per cento dei nostri giovani fa utilizzo di sostanze stupefacenti, c'è un aumento notevole di eroina e di cocaina sintetica tra i quindicenni e i sedicenni, muore ogni 26 ore una persona per overdose nella nostra Italia, un milione e mezzo dei nostri ragazzi ha un uso problematico di alcol, 700 mila ragazzi utilizzano il gioco d'azzardo in modo problematico, c'è un'avanzata delle nuove dipendenze da Internet e da social, con hikikomori, con il vamping, cose che dovreste conoscere bene. Eppure rispetto a tutto questo vi riempite la bocca, promuovendo la tassa sullo zucchero sempre in nome della difesa della salute degli italiani.

È vergognoso che voi prendiate così in giro gli italiani, perché questa si chiama caccia al gettito; fare in modo di spennare gli italiani fino all'ultimo euro soltanto per riempire il reddito di cittadinanza (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia), oppure milioni di euro, centinaia di migliaia di euro, magari per celebrare il Partito Comunista Italiano, lasciando invece sola la salute degli italiani. E allora queste cose mi permetto di dirvele in questo poco, residuale tempo che ci avete lasciato; lo so che brucia, lo so che in questo momento vi agitate, che cercate di ostacolare il dialogo. D'altronde siete il Governo antidemocratico dell'ultrasinistra, tutta tasse e deficit, che riducono, però, la salute pubblica ai minimi termini.

E allora su questo è proprio inaccettabile che dobbiate continuare a valutare; l'unica cosa che dovreste valutare è quella di lasciare quelle sedie dove siete incollati da troppo tempo per restituire la parola agli italiani, che invece vogliono risposte chiare, serie e coerenti, quelle che ormai voi non conoscete da troppo tempo, uniti in questo amore quasi incosciente e quasi irresponsabile tra un PD e un MoVimento 5 Stelle che ha dimenticato l'amore per il proprio popolo e la difesa dell'interesse nazionale. Quindi, a questo punto, vi chiedo sì di metterlo in votazione e di dimostrare la vostra coerenza oppure la vostra incoerenza e il vostro fallimento e tradimento del popolo italiano.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Mancini. Ne ha facoltà.

CLAUDIO MANCINI (PD). Grazie, Presidente. Intervengo perché per la seconda volta in Aula questa sera è stato fatto riferimento al Partito Comunista Italiano in maniera denigratoria (Commenti dei deputati dei gruppi Lega-Salvini Premier e Fratelli d'Italia). In particolare…

PRESIDENTE. Colleghi, colleghi! Colleghi, colleghi! Deputato Mancini, siamo in dichiarazione di voto sull'ordine del giorno.

CLAUDIO MANCINI (PD). Esattamente, faccio la dichiarazione di voto sull'ordine del giorno partendo dall'argomento utilizzato dalla collega, che fa seguito già a una collega della Lega che ha avuto l'ardire di accostare il Partito Comunista Italiano al nazismo (Commenti dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier).

PRESIDENTE. Colleghi, facciamo concludere, è una dichiarazione di voto anche questa.

CLAUDIO MANCINI (PD). Presidente…

PRESIDENTE. Colleghi!

CLAUDIO MANCINI (PD). Non sono aduso a farmi intimidire, quindi, se lei ci tutela, bene…

PRESIDENTE. Mancini…

CLAUDIO MANCINI (PD). …altrimenti facciamo da soli.

PRESIDENTE. Mancini, continui il suo intervento.

CLAUDIO MANCINI (PD). Allora richiami chi interrompe.

PRESIDENTE. Continui il suo intervento. Colleghi, facciamo terminare l'intervento in dichiarazione di voto.

CLAUDIO MANCINI (PD). Presidente, i comunisti italiani hanno combattuto il nazismo (Commenti di deputati del gruppo Fratelli d'Italia)…

PRESIDENTE. Colleghi! Deidda! Deidda!

CLAUDIO MANCINI….hanno partecipato alla Resistenza.

PRESIDENTE. Deputato Deidda…deputato Deidda! Colleghi…colleghi, deputato Fiano, deputata Cantone, colleghi…

CLAUDIO MANCINI (PD). Presidente, confido che lei mi lasci parlare e mi dia il tempo per argomentare, perché, su questo ordine n. 9/2305/59 Bellucci, dichiaro il mio voto contrario.

PRESIDENTE. Colleghi, ma che sono queste urla? Andiamo avanti in dichiarazione di voto (Proteste del deputato Sasso). Sasso! Sasso! Sasso, la richiamo all'ordine! Prego.

CLAUDIO MANCINI (PD). Presidente, quando è (Proteste del deputato Sasso)

PRESIDENTE. Sasso! Sasso, le faccio un primo richiamo formale. Sasso, per favore!

CLAUDIO MANCINI (PD). Presidente…(Commenti del deputato Deidda)

PRESIDENTE. Deidda! Deidda! Ma che modo è questo di interloquire. Deidda! Deidda!

CLAUDIO MANCINI (PD). Grazie, Presidente. Quando è morto il segretario dei Comunisti italiani, il capo della destra italiana, Giorgio Almirante, rese onore a Enrico Berlinguer, con un atto di conciliazione nazionale, che ancora dovrebbe insegnarci qualcosa.

PRESIDENTE. Colleghi!

CLAUDIO MANCINI (PD). Allora, che non si riconosca che il Partito Comunista Italiano ha partecipato alla Resistenza, ha contribuito alla ricostruzione, alla scrittura della Costituzione (Commenti dei deputati dei gruppi Lega-Salvini Premier e Fratelli d'Italia)

PRESIDENTE. Colleghi! Colleghi, colleghi! Ognuno interviene in dichiarazioni di voto come vuole.

CLAUDIO MANCINI (PD). Ha combattuto, e tanti operai di cui voi siete figli del nord, lo hanno votato quel partito.

PRESIDENTE. Mancini si rivolga a me.

CLAUDIO MANCINI (PD). Prego, Presidente, mi rivolgo a lei e, per suo conto, per suo tramite, ai colleghi della Lega, che non sanno la storia e non conoscono la storia di questo Paese. Accostare la storia e la cultura del Partito Comunista italiano al nazismo e allo stalinismo è un errore verso queste istituzioni e verso il Paese che noi non accettiamo (Applausi dei deputati dei gruppi Partito Democratico e MoVimento 5 Stelle).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Mulè. Ne ha facoltà.

GIORGIO MULE' (FI). Scusi, Presidente, ma avendo sottoscritto questo ordine del giorno, ho ascoltato l'intervento del collega. La collega Bellucci ha illustrato un ordine del giorno che parla di droga, parla di stupefacenti. Ha citato il Partito Comunista. Ora capisco che qualcuno disse che la religione è l'oppio dei popoli e, allora, magari si è sentito chiamato in causa, ma parliamo di droga, collega: quella era un'altra cosa (Applausi dei deputati dei gruppi Forza Italia-Berlusconi Presidente e Lega-Salvini Premier). È un'altra cosa, questa è una cosa seria, è una cosa di oggi, non di cento anni fa. Era un argomento retorico, usato durante una discussione. Non guardate il dito, guardate la luna, che è bianca, come la cocaina, come tante di quelle sostanze che fanno male!

PRESIDENTE. Colleghi!

GIORGIO MULE' (FI). Parlate di questo, non parlate del comunismo! Parlate dei ragazzi, parlate della conferenza nazionale sulle droghe.

PRESIDENTE. Deputata Pini!

GIORGIO MULE' (FI). L'oppio che invece ammorba i cervelli delle persone, grazie a Dio, ce lo siamo lasciati alle spalle (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente) e non ne vogliamo parlare proprio più. Parliamo dei problemi dei ragazzi di oggi: interrogatevi su quello che non state facendo. Soltanto per non scrivere due paroline: “A valutare l'opportunità di”. Ma di cosa volete valutare l'opportunità? Vi si sta dicendo soltanto: adottate ulteriori iniziative. È un invito garbato, corretto, che va nella direzione non di dividere, e qui ci accapigliamo sulla storia del Partito Comunista? Ma vi rendete conto? Mentre là fuori vi è stato detto, con numeri alla mano precisi e scientifici, che c'è una situazione terribile? Allora, il Governo riveda il parere: che ci vuole? Non vi si chiede denaro, non vi si chiede una posizione politica; vi si chiede di andare incontro a quello che là fuori tutti ci dicono di affrontare con serietà (Applausi dei deputati dei gruppi Forza Italia-Berlusconi Presidente e Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto la deputata Meloni. Ne ha facoltà.

GIORGIA MELONI (FDI). Presidente, molto velocemente, avendo ascoltato il collega e anche quello che diceva l'ultimo intervento, credo che valga la pena di fare un paio di precisazioni.

In primo luogo, io non intendo entrare nella storia adesso. Insomma, l'orario non lo consente. Diciamo che correrebbe l'obbligo di ricordare al collega quello che qualcuno ha fatto nella giornata odierna.

PRESIDENTE. Colleghi!

GIORGIA MELONI (FDI). Che, per esempio, il Parlamento europeo - visto che si dicono tanto europeisti - ha appena approvato una mozione, nella quale accomuna tutti i totalitarismi e condanna anche il comunismo. Potrei arrivare al Partito Comunista Italiano e ricordare fatti che non vengono spesso ricordati nella nostra storia nazionale. Per esempio, che quando le truppe comuniste del maresciallo Tito entrarono a Trieste (Applausi dei deputati dei gruppi Fratelli d'Italia, Lega-Salvini Premier e Forza Italia-Berlusconi Presidente), Palmiro Togliatti fece affiggere un manifesto per dire ai triestini che dovevano accogliere quelle truppe come liberatrici. Nei quaranta giorni dell'occupazione di Trieste sparirono 17 mila italiani! Nessuno sa che fine abbiano fatto. Stiamo ancora aspettando che il Partito Comunista chieda scusa per aver fatto affiggere quei manifesti. Ma non è un dibattito sulla storia che voglio fare. Quello che voglio dire in questo intervento - perché non voglio fare un dibattito sulla storia - è che francamente mi dispiace tantissimo che, dopo una giornata in cui abbiamo parlato di centinaia di problemi degli italiani, a fronte dei quali al PD non è fregato assolutamente nulla, come si cita il comunismo, si alzano per difendere il comunismo (Applausi dei deputati dei gruppi Fratelli d'Italia, Lega-Salvini Premier e Forza Italia-Berlusconi Presidente)! Non i ragazzi che muoiono per colpa della droga, ma il comunismo! E questo li qualifica.

Noi non stiamo parlando del comunismo. Ci stiamo chiedendo se abbia un senso che la manovra spenda 400 mila euro per finanziare le celebrazioni del comunismo, perché anche gli altri partiti hanno le loro celebrazioni, ma non gliele paga lo Stato italiano. E, collega, la prossima volta che parla di Giorgio Almirante, non lo usate strumentalmente! Stiamo ancora aspettando che voi comprendiate quella pacificazione che cercò di portare avanti, con quel gesto di andare al funerale di Berlinguer! Però ve ne riempite la bocca quando vi serve e, quando si tratta di intitolargli una strada, votate ancora contro (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. Deputato Fassino, prego. Colleghi, per favore.

PIERO FASSINO (PD). Signor Presidente, mi rivolgo all'onorevole Meloni e ai colleghi di Fratelli d'Italia. Non voglio assolutamente imbarcarmi a quest'ora in una discussione sulla storia. Voglio invece dire un'altra cosa. Voi sostenete giustamente e legittimamente degli emendamenti che avete presentato. Quello, su cui vorrei rifletteste, è il tono e gli argomenti con cui voi li sostenete, perché voi chiedete a questa maggioranza di accogliere i vostri emendamenti, insultandola dalla mattina alla sera (Commenti dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia). Allora, lei non può, onorevole Meloni, fare un intervento, come ha fatto nel pomeriggio di oggi e come ha fatto anche adesso, con un tono che è veementemente di aggressione, di insulti e di attacco e poi dire: e perché non ci accogliete l'emendamento? Perché le due cose non stanno insieme. Le due cose non stanno insieme. Chiaro? Se lei vuole interlocuzione…

PRESIDENTE. Però, dobbiamo ritornare all'ordine del giorno, per favore, perché capisco, però così non si può…

PIERO FASSINO (PD). Ho finito, Presidente: l'interlocuzione richiede anche un metodo.

PRESIDENTE. Deputato Baldelli, sempre sull'ordine del giorno in dichiarazione di voto. Prego.

SIMONE BALDELLI (FI). Presidente, io per un richiamo al Regolamento, il lapsus sarà anche freudiano, ma il collega Fassino, per tre o quattro volte, ha pronunciato la parola emendamenti. Vorrei ricordare al collega Fassino che non sono emendamenti, perché avete messo la fiducia in questo ramo del Parlamento (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente), per cui, al netto della Tabella, non si è votato neanche un emendamento, neanche della maggioranza. Questi, purtroppo, sono gli ordini del giorno ed è l'unica discussione che ci viene concessa.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2305/59 Bellucci, con parere contrario del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 26).

Ordine del giorno n. 9/2305/60 Baldini? Va bene. Ordine del giorno n. 9/2305/61 Zucconi? Prego, Zucconi.

RICCARDO ZUCCONI (FDI). Grazie signor Presidente, per dirle che non accetto questa riformulazione, perché dietro questa riformulazione, come spesso accade, c'è una volontà di non fare niente, di non operare nel senso giusto. Ora questo ordine del giorno…

PRESIDENTE. Zucconi, mi scusi se l'interrompo, perché è un parere favorevole, perché la riformulazione “a valutare di” è già inserita nel suo ordine del giorno.

RICCARDO ZUCCONI (FDI). Posso proseguire per spiegarlo? Era riformulato, era riformulato con “a valutare l'opportunità di”, io non accetto questa riformulazione.

PRESIDENTE. È nel suo testo dell'ordine del giorno già “a valutare di”, quindi non c'è riformulazione. Allora io posso consentire di avere parere favorevole e quindi lo pongo anche in votazione oppure andiamo avanti, però non può fare la dichiarazione di voto.

RICCARDO ZUCCONI (FDI). Perfetto, allora accetto per forza.

PRESIDENTE. Perfetto. Ordine del giorno n. 9/2305/62 Rizzetto? Prego.

WALTER RIZZETTO (FDI). Grazie Presidente, no, se posso, se il collega Silvestroni mi lascia intervenire…

PRESIDENTE. Deputato Silvestroni! Deputato Silvestroni! Prego Rizzetto.

WALTER RIZZETTO (FDI). Presidente mi dispiace. No, non accetto Presidente la riformulazione e vorrei fare la dichiarazione di voto. Non accetto la riformulazione su di un tema, secondo noi, secondo noi, secondo me importante e vado a citare. Questo probabilmente sarà uno degli ultimi interventi di quest'anno qui alla Camera Deputati e vorrei un minimo di attenzione, perché vorrei andare a citare dei nomi, non sono tutti questi nomi, Presidente, e questi nomi sono: Dario Ambiamonte, sono Giorgio Grammatico, sono Pinuccio Lavinia, sono Stefano Colasanti, sono Matteo Gastaldo, sono Antonio Candido, sono Marco Triches, che sono i Vigili del fuoco che quest'anno sono morti incollati alla loro divisa e sono morti da servitori dello Stato e penso che tutta l'Aula della Camera dei deputati, per l'ennesima volta, debba rendere loro giustizia e valore rispetto a dei servitori dello Stato che tutti i giorni, per pochi euro, rischiano, assieme a tutte le altre Forze dell'ordine, della propria vita, della vita dei propri familiari, proprio perché sono attaccati al lavoro che fanno, sono attaccati alle istituzioni e sono persone che i deputati della Repubblica dovrebbero avere come faro e a cui dovremmo pensare almeno, Presidente, a loro e alle loro famiglie almeno una volta al giorno (Generali applausi - l'Assemblea e i membri del Governo si levano in piedi).

Detto questo, Presidente, l'azione, per quanto riguarda i Vigili del fuoco, l'azione incisiva di Fratelli d'Italia, ma non soltanto di Fratelli d'Italia in questi tempi, di questi mesi, è stata forte, abbiamo trattato molto spesso il tema dei Vigili del fuoco, siamo scesi sempre con loro in piazza. Assieme al collega Prisco, che voglio ringraziare, abbiamo sottolineato dei passaggi che anche in questa legislatura sono stati fatti, siamo stati d'accordo evidentemente con i concorsi, per quanto riguarda la Pubblica amministrazione, siamo stati d'accordo, sottosegretario e Governo, rispetto allo scorrimento delle graduatorie, perché è giusto scorrere le graduatorie in seno alla Pubblica amministrazione, siamo stati assolutamente d'accordo e al loro fianco in piazza quando chiedevano a gran voce la cosiddetta equiparazione alle altre Forze dell'ordine. Evidentemente qualcosa è stato fatto, e devo dire che su questo è stato fatto un lavoro corale da tutto il Parlamento, perché su quella piazza c'eravamo tutti e c'era anche Fratelli d'Italia.

Penso altrettanto e penso altresì che però ci sia ancora spazio per le assunzioni e per le stabilizzazioni dei Vigili del fuoco, se pensiamo che in Europa c'è un Vigile del fuoco ogni 1.000 abitanti e in Italia c'è un Vigile del fuoco ogni 16.000 abitanti e questo, Presidente Fico e colleghi, ritengo sia un ordine del giorno da non modificare, da votare così, perché all'interno di questo bacino ci sono anche persone che sono i cosiddetti discontinui, che sono i cosiddetti precari dei Vigili del fuoco; ce ne sono molti in Italia, assieme a coloro che - lo rinnovo - hanno diritto di entrare nel corpo, ebbene anche loro, considerato che c'è tra l'altro una sentenza, sottosegretario, della Commissione europea, che sulla base delle buste paga, del codice INPS, dell'anzianità di servizio, va di fatto ad obbligare l'ordinamento italiano, che deve essere sottoposto evidentemente a revisione per renderlo conforme - e questo lo dice la Commissione europea, tra l'altro mettendoci in procedura di infrazione - allo standard dell'Unione Europea, rispetto proprio alla stabilizzazione degli stessi. C'è posto immagino per tutti. E allora Presidente, considerato che questo, per quanto mi riguarda e per quanto ci riguarda, è un ordine del giorno troppo importante perché sia così quasi modificato, diciamo soltanto una cosa: diciamo che il Governo oggi, come detto prima dalla presidente Meloni, è stato silente su tutto, non su quanto appena ascoltato, ma abbiamo notato anche noi che siete stati silenti su centinaia, migliaia di proposte emendative prima in Commissione e poi qui, di ordini del giorno in Aula alla Camera, rispetto alla piccola e media impresa, rispetto al lavoro, rispetto alla sicurezza, alla famiglia, alle pensioni. Abbiamo notato però che ci sono molte altre marchette, permettetemelo, in questa legge di stabilità, non ultimo - e lo vado a ricordare senza riaccendere la polemica - quanto contestavano prima i colleghi della sinistra che, voglio dire, è stato semplicemente, collega, spostato su di un fondo quei 200.000 euro all'anno per il 2020 e 2021, quindi fondamentalmente, rispetto ad un regime …

PRESIDENTE. Concluda.

WALTER RIZZETTO….non dovrebbe neanche più essere nominato, quel fondo c'è ed esiste. Allora io non voglio che questo ordine del giorno sia modificato, perché quando ci guarderete in faccia troverete un partito, troverete un movimento, troverete che Fratelli d'Italia sta sempre e solo da una parte: dalla parte delle nostre Forze dell'ordine, dalla parte dei nostri Vigili del fuoco. E lo rinnovo: a questo punto io voglio mettere in votazione quest'ordine del giorno e vediamo chi può dirsi contrario allo stesso (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. Prego, Giachetti.

ROBERTO GIACHETTI (IV). Sì Presidente, gli effetti delle sedute fiume non sono sempre positivi. Le vorrei segnalare e vorrei segnalare all'intero Governo, che si è alzato in piedi ed ha applaudito, che la differenza tra la formulazione dell'ordine del giorno e la riformulazione del Viceministro è che l'ordine del giorno dice “impegna il Governo a valutare l'adozione” e prosegue. Presumo che la riformulazione del Governo è “a valutare l'opportunità di adottare”. Voi pensate che, dopo che ci siamo alzati in piedi tutti ad applaudire, noi votiamo contro un ordine del giorno che dice “a valutare la possibilità”? Tutto qui.

PRESIDENTE. Misiani, il Governo che voleva già intervenire? Ho fatto finire il giro dei deputati.

ANTONIO MISIANI, Sottosegretario di Stato per l'Economia e le finanze. Volevo intervenire, signor Presidente, per dire esattamente questo: poiché la formulazione originaria è un invito a valutare, noi non abbiamo nessun problema ad accoglierlo nella formulazione originaria, anche perché - e lo vorrei ricordare - questa legge di bilancio ha fatto tantissimo per i Vigili del fuoco di questo Paese (Applausi dei deputati dei gruppi MoVimento 5 Stelle, Partito Democratico, Italia Viva e Liberi e Uguali): abbiamo messo 165 milioni di euro a regime, cosa che nessun Governo prima aveva fatto, e quindi nessuno in quest'Aula può dare lezioni a noi e a questo Governo sui Vigili del fuoco.

PRESIDENTE. Colleghi! Colleghi! Colleghi! Rizzetto, il parere è favorevole, il parere quindi è favorevole, quindi andiamo avanti.

Ordine del giorno 9/2305/64 Bucalo?

Ordine del giorno 9/2305/65 Cirielli?

Ordine del giorno 9/2305/66 Giannone? Prego Giannone.

VERONICA GIANNONE (MISTO). Grazie Presidente, non accetto la riformulazione e vorrei …

PRESIDENTE. Colleghi, non riesco a sentire! Prego.

VERONICA GIANNONE (MISTO). Non accetto la riformulazione e vorrei fare la dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Prego.

VERONICA GIANNONE (MISTO). Questo ordine del giorno è un impegno che, a dir la verità, non sarebbe neanche da proporre, visto che per 455 aspiranti allievi di polizia idonei che hanno partecipato al concorso 2017, superandolo con voti al di sopra del 9, si è già espresso il TAR dichiarando di ammettere con riserva gli stessi al primo corso di formazione utile. Inoltre, il Consiglio di Stato ha dato ragione ai ragazzi e alle ragazze in sede giurisdizionale. Pertanto non vi sono proprio motivi per i quali discutere se e quando far partire gli stessi al corso di formazione. La riformulazione, inoltre, che dice “a valutare l'opportunità di”, in realtà è un po' una presa in giro nei riguardi di questi ragazzi e di queste ragazze, considerato che comunque, alla fine dei conti, non cambia nulla nell'impegno; anzi tecnicamente il Governo dovrebbe far valere i diritti di questi ragazzi, di questi allievi, ottemperando ai dispositivi giuridici emessi anche in secondo ed ultimo grado della giustizia amministrativa. Pertanto, chiedo di porre in votazione l'ordine del giorno a mia prima firma con la speranza che tutti i colleghi che in questi mesi sono stati accanto a questi allievi idonei e che hanno vinto questo concorso votino a favore dell'ordine del giorno in esame.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Prisco. Ne ha facoltà.

EMANUELE PRISCO (FDI). Grazie, Presidente. Per annunciare anche il voto favorevole di Fratelli d'Italia. In realtà, lo stesso e medesimo argomento è ricompreso in un successivo nostro ordine del giorno sul quale, invece, il parere è favorevole e che mira di fatto non tanto e non solo a risolvere la questione che è stata giustamente proposta dalla collega, cioè la modificazione in atto con un provvedimento legislativo delle regole di un concorso in cui vi sono state manifeste ingiustizie. In realtà, il nostro ordine del giorno parte da un presupposto ben più profondo: la necessità di dotare le questure, quindi le città, di più agenti di polizia non tra due anni ma oggi. Quindi, da un lato, vi è la questione dello scorrimento delle graduatorie militari che non sono state scorse sul medesimo concorso; dall'altro, per quella parte delle graduatorie civili in cui sono stati modificati i requisiti per l'accesso a chi non aveva compiuto i ventisei anni, voglio ricordare a quest'Aula che vi sono ordinanze cautelari sia del TAR sia del Consiglio di Stato che ammettono questi 455 candidati, seppure in via cautelare, al corso di formazione. Quindi, vi è la possibilità di raccogliere l'urgenza presente nelle nostre città di maggiore sicurezza e di dotare la polizia di Stato di ulteriori 455 unita. Non si capisce perché ad oggi non si è dato seguito alle sentenze e alle ordinanze di TAR e Consiglio di Stato che su questo punto parlano chiaro. C'è la possibilità di dare alle questure, al termine di corsi di formazione, già da oggi 455 agenti, oltre ai 1.800 già previsti, e quindi di garantire più sicurezza agli italiani e alle nostre città. Lo si faccia e si metta fine a questa brutta pagina che va a rovinare anche l'immagine della polizia di Stato che, invece, rappresenta uno dei momenti e degli orgogli più alti della nostra nazione (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. Mandelli, prego.

ANDREA MANDELLI (FI). Presidente, anche io per annunciare il voto favorevole di Forza Italia…

PRESIDENTE. Colleghi, ma che cosa sono queste risate? Da lì? Prego.

ANDREA MANDELLI (FI). È Natale, Presidente.

FELICE MAURIZIO D'ETTORE (FI). Si sono accorti che sono democristiani e non comunisti!

PRESIDENTE. D'Ettore, non c'è bisogno.

ANDREA MANDELLI (FI). Stavo dicendo, Presidente, per annunciare il voto favorevole di Forza Italia, che il tema della sicurezza è un tema a cui ovviamente teniamo molto; è una questione su cui ci siamo sempre impegnati e, quindi, a nome del gruppo di Forza Italia, voteremo favorevolmente sull'ordine del giorno in esame.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2305/66 Giannone, con parere contrario del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 27).

Ordine del giorno n. 9/2305/68 Rossini; n. 9/2305/69 Gagliardi, accetta la riformulazione, Gagliardi?

MANUELA GAGLIARDI (M-NI-USEI-C!-AC). Era già “a valutare l'opportunità di”.

PRESIDENTE. Va bene, perfetto, quindi è come se non ci fosse la riformulazione ma parere favorevole.

Ordine del giorno n. 9/2305/70 Comaroli; n. 9/2305/71 Sorte; n. 9/2305/72 Benigni; n. 9/2305/73 Stumpo.

Ordine del giorno n. 9/2305/74 Morrone. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Potenti. Ne ha facoltà.

MANFREDI POTENTI (LEGA). La ringrazio, Presidente. Buona vigilia di Natale, anzitutto visto che è passata mezzanotte. Anche l'ordine del giorno n. 9/2305/74 Morrone intende fare giustizia del lavoro dei servitori dello Stato che anche in queste ore e anche nelle prossime ore, nella notte di Natale, saranno al loro posto di lavoro nelle carceri. Mi fa piacere che sia presente il signor Ministro della Giustizia, perché con quest'ordine del giorno chiedevamo semplicemente ciò che parrebbe essere per tutti una cosa normale: l'utilizzo di uno strumento difensivo in quei luoghi ove le aggressioni agli uomini dello Stato sembrano completamente inevitabili e indefesse. Siamo di fronte al sistematico aumento di aggressioni da parte dei detenuti nei confronti degli agenti della polizia penitenziaria senza che questi ultimi possano a volte reagire o, peggio, come nelle situazioni accadute - faccio il nome del carcere di San Gimignano - con successive indagini a carico di agenti che sono stati anche sospesi dal servizio. Noi chiediamo, quindi, una cosa che ribadiamo essere per noi nel giusto, cioè di dotare gli agenti della Polizia penitenziaria dello strumento Taser, una sperimentazione che è già stata fatta positivamente da parte di altri corpi di polizia. Nelle scorse ore abbiamo votato un articolo del testo del disegno di legge di bilancio, l'articolo 6, con cui dimostrate di andare in direzione completamente opposta a quella della tutela dei servitori dello Stato, a quella della difesa delle vittime, a quella della considerazione per l'ordine che lo Stato dovrebbe garantire in una società e in una comunità: voi avete ordinato al Ragioniere generale dello Stato di distogliere delle risorse finanziarie e destinarle al mantenimento per l'assistenza e la rieducazione dei detenuti e internati, per gli interventi e gli investimenti finalizzati al miglioramento delle condizioni detentive e delle attività trattamentali. Sempre nelle stesse ore, signor Ministro - glielo segnalo perché possa prenderne nota ed eventualmente informarsi di quanto sta accadendo - i provveditorati regionali sono in corso di richiesta nei confronti di tutte le strutture carcerarie d'Italia, in ottemperanza alla nota del capo dipartimento n. 155910 del 17 aprile 2019, per richiedere il pagamento agli agenti penitenziari degli oneri per gli alloggi di servizio. Le chiediamo, quindi, di intervenire e nel farlo, accogliendo questo ordine del giorno, sarebbe veramente un primo segnale, nel giorno precedente il Natale, per dimostrare che questo Governo per una volta intende guardare verso la legalità e i suoi servitori (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2305/74 Morrone, con parere contrario del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 28).

Ordine del giorno n. 9/2305/75 Caparvi? Ordine del giorno n. 9/2305/76 Fogliani? Ordine del giorno n. 9/2305/77 Grimoldi? Ordine del giorno n. 9/2305/78 Vanessa Cattoi? Ordine del giorno n. 9/2305/79 Stefani?

Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2305/80 Sasso. Prego, deputato Sasso.

ROSSANO SASSO (LEGA). Grazie, Presidente…

PRESIDENTE. Avverto che il gruppo Lega ha esaurito il tempo previsto dal contingentamento per il seguito dell'esame (Commenti). Essendone stata fatta richiesta, la Presidenza concederà a tale gruppo un tempo aggiuntivo, pari ad un terzo di quello originariamente previsto.

Prego, Sasso.

ROSSANO SASSO (LEGA). Presidente, solo pochi minuti. In questi giorni, migliaia di insegnanti pugliesi, calabresi, campani, molisani, siciliani e sardi, migliaia di insegnanti meridionali stanno tornando a casa per festeggiare il santo Natale con i propri cari. Purtroppo, però, il 7 di gennaio dovranno tornare a migliaia di chilometri dalle loro abitazioni perché, ingiustamente ed illegittimamente, non lo dico io, lo dicono sentenze di tribunale, saranno costretti a tornare al lavoro lontano dalla loro casa. Questo a causa - e lo ripeterò fino allo sfinimento - della legge n. 107 del 2015, tristemente nota come “buona scuola”, che, dal 2015 ad oggi, ha purtroppo trasferito - in maniera illegittima, lo ribadisco! - tantissimi lavoratori, soprattutto meridionali.

Questo ordine del giorno, considerando che in manovra finanziaria non c'è un euro per riportare a casa questi lavoratori, così come non c'è l'ombra del Ministro Fioramonti, siete tanti… a proposito, se si è dimesso, gradiremmo saperlo, perché io stasera neanche questa volta l'ho beccato. Si è dimesso? Vi risulta? No, chiedo scusa…

PRESIDENTE. Sasso, senza… andiamo avanti…

ROSSANO SASSO (LEGA). Chiedo scusa, forse lo scopriremo nelle prossime ore. E comunque sono solidale col Ministro Fioramonti, perché è l'unico che in questo Governo, se dovesse realmente dimettersi, potrebbe andare a testa alta perché ha mantenuto la promessa, visto che i 3 miliardi di euro non li ha avuti assolutamente.

Quindi questo ordine del giorno serviva, in qualche modo, a sanare questa ingiustizia, anche perché tra i banchi del Governo non ci sono soltanto i colpevoli, protagonisti della legge sulla “buona scuola”, ma c'è una parte che la “buona scuola” la contestò all'epoca, insieme alla Lega, cioè il MoVimento 5 Stelle. Quindi, chiedevo semplicemente la cortesia di dare un segnale di speranza agli insegnanti del Sud, che il 7 di gennaio dovranno tornare, pur avendo diritto a stare almeno nelle loro regioni di residenza. Un ordine del giorno con cui si chiedeva alla maggioranza - MoVimento 5 Stelle, PD, LeU e Italia Viva - di dare appunto un segnale, per cui chiedo veramente al Governo di riflettere, perché, se esprimerà parere contrario, vorrà dire che avrà gusto, anche sadico, nel punire questi insegnanti, che in questi giorni… e sappiate che molti ci stanno guardando anche a quest'ora, guardate, c'è poco da scherzare, perché la legge n. 107 del 2015 vi ha fatto perdere tutte le elezioni che ci sono state dopo. Perché il mondo della scuola, signor Presidente - e per suo tramite lo ricordo agli amici, colleghi del PD, e soprattutto a quelli di Italia Viva di Renzi - si ricorderà anche della bocciatura di questo ordine del giorno.

Per cui, se avete un minimo di amor proprio, date parere favorevole, cercate di sanare questa ingiustizia che è stata già codificata nei dispositivi di numerosissime sentenze, soprattutto dei ricorsi patrocinati dalla Lega in Puglia, con cui siamo riusciti a sconfiggere quel maledetto algoritmo. Quindi, signor Presidente, chiedo che venga votato questo ordine del giorno (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier).

PRESIDENTE. Passiamo dunque ai voti… Bucalo? Prego.

CARMELA BUCALO (FDI). Grazie, Presidente. Voglio sottoscrivere questo ordine del giorno e dire che il collega Sasso parlava di questo famoso algoritmo, un algoritmo che ha rovinato centinaia di docenti e le loro famiglie, che li ha allontanati chilometri dalla loro famiglia; un algoritmo che è stato anche dichiarato anticostituzionale dal TAR Lazio. Finalmente abbiamo la possibilità di dare giustizia a queste tantissime famiglie, che non possono ritornare ai loro cari e ritornare nella propria terra. Quindi chiedo anch'io di dare un parere positivo a questo ordine del giorno (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2305/80 Sasso, con il parere contrario del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 29).

Ordine del giorno n. 9/2305/81 Racchella? Ordine del giorno n. 9/2305/82 Patelli con parere contrario… prego, Patelli.

CRISTINA PATELLI (LEGA). Grazie, Presidente. Poniamo, con questo ordine del giorno, all'attenzione del Governo le numerosissime criticità nella gestione dei fondi FUS, dovuti al prevalere della parte soggettiva della valutazione delle commissioni esaminatrici, a scapito della qualità della proposta e degli artisti. Da nord a sud, le fondazioni che dirigono i grandi teatri italiani, presidi di arte e di cultura, sono al collasso. Porto ad esempio il Teatro Regio di Torino, per il quale si prospetta una chiusura di bilancio in perdita di 2,7 milioni di euro e la causa centrale è il pesante taglio di 1,2 milioni di euro da parte del Ministero. Regionalizzare il FUS, mantenendo un ufficio centralizzato, consentirebbe più attenzione e più sensibilità per capire la rilevanza che un'esperienza artistica può avere in quella zona. Per questi motivi, chiedo al Governo di rivedere il parere (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier).

PRESIDENTE. Se non ci sono altri interventi, passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2305/82 Patelli, con il parere contrario del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 30).

Ordini del giorno n. 9/2305/83 Pretto; n. 9/2305/84 Latini; n. 9/2305/85 Bubisutti; n. 9/2305/86 Basini; n. 9/2305/87 Colmellere; n. 9/2305/88 Centemero; n. 9/2305/89 Covolo, parere contrario. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto la deputata Covolo. Ne ha facoltà.

SILVIA COVOLO (LEGA). Presidente, signor Ministro, mi rammarica molto questo parere contrario. Ci avevamo già provato con il decreto-legge “fiscale” con l'ordine del giorno n. 236 a prima firma del collega Baratto. I comuni sono enti virtuosi e hanno premura di approvare i bilanci di previsione entro il 31 dicembre, e conseguentemente di deliberare le tariffe anche della Tari; non possono attendere il 30 aprile, in attesa che venga definito questo criterio medio ordinario di ARERA, che non abbiamo ancora compreso bene che cosa sia. Qualora il comune decidesse di approvare ora le tariffe, dovrebbe deliberarle o in base ai piani dello scorso anno, ovvero porle già in aumento, perché sappiamo che al costo del servizio da parte dell'ente si aggiungerà quello del gestore e questo comporterà un aumento dei costi per gli utenti e per i cittadini. Vi chiediamo una proroga di un anno per l'adozione di questo nuovo criterio. Riflettiamoci e diamo il tempo ai comuni di adeguare le loro tariffe a questo nuovo sistema voluto da ARERA.

ANTONIO MISIANI, Sottosegretario di Stato per l'Economia e le finanze. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ANTONIO MISIANI, Sottosegretario di Stato per l'Economia e le finanze. Se la proponente è d'accordo, potremmo cambiare il parere in favorevole con “valutare l'opportunità di”.

PRESIDENTE. Accetta? Perfetto, accetta. Andiamo avanti (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier).

Ordine del giorno n. 9/2305/90 Gusmeroli, parere contrario.

Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2305/90 Gusmeroli, con il parere contrario del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 31).

Ordini del giorno n. 9/2305/91 Alessandro Pagano; n. 9/2305/92 Paternoster; n. 9/2305/93 Giglio Vigna; n. 9/2305/94 Patassini; n. 9/2305/95 Andreuzza; n. 9/2305/96 Saltamartini; n. 9/2305/97 Piastra; n. 9/2305/98 Binelli; n. 9/2305/99 Galli; n. 9/2305/100 Pettazzi; n. 9/2305/101 Guidesi; n. 9/2305/102 Di Muro, parere contrario. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Di Muro. Ne ha facoltà.

FLAVIO DI MURO (LEGA). Presidente, a me spiace molto del parere contrario del Governo su questo ordine del giorno; cerco di essere molto sintetico. Con questo ordine del giorno si chiede di rivedere il sistema fiscale per i pensionati frontalieri, ovvero per quelle persone residenti in Italia che hanno lavorato anni e anni nel Principato di Monaco o in Francia. È grave il parere contrario, perché non si chiede con questo ordine del giorno specificatamente, puntualmente quanto mettere e come mettere le risorse per rivedere il sistema fiscale. È grave perché avete dato parere favorevole, con l'impegno ad aprire un tavolo, a valutare l'opportunità, a 400 ordini del giorno, mentre su questo siete stati trancianti: non ve ne volete occupare. È grave perché i fondi ci sono per la riduzione del carico fiscale e prevedete nella legge di bilancio, con successivi provvedimenti legislativi, di andare ad indicare dove andare a ridurre; stiamo quindi parlando di una vera e propria discriminazione tra lavoratori e pensionati “di serie A” e “di serie B”.

È grave anche perché avete trovato le risorse per i lavoratori rimpatriati: quindi, questo Governo preferisce dare i soldi a quelli che stanno all'estero e che tornano in Italia, e non a quelli che stanno decidendo, in questi giorni, di lasciare l'Italia per andare nel comune a fianco, magari in Francia, per pagare meno tasse e vivere più serenamente. Quindi, uno dovrebbe trasferirsi da Ventimiglia a Mentone, prendere i soldi e ritornare da Mentone a Ventimiglia l'anno dopo: questo è il ragionamento che fate ai nostri lavoratori e ai pensionati, che l'unica colpa che hanno è vivere in una zona di confine. E mi spiace perché in campagna elettorale tutti i partiti politici di maggioranza chiedono i voti ai lavoratori e ai pensionati frontalieri, e poi qui c'è la prova del nove: quando c'è da votare un testo così semplice, un impegno così semplice, ci si tira indietro, o, peggio, si vota contro (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier).

PRESIDENTE. Deputato Mulè, prego.

GIORGIO MULE' (FI). Grazie, Presidente. Chiedo di sottoscrivere l'ordine del giorno. Le ragioni sono state già spiegate: è un problema che si trascina e sul quale non è necessario un intervento radicale da parte del Governo; si tratta soltanto di prendere a cuore una situazione che in questo momento è potenzialmente – già lo è – devastante per centinaia di nostri connazionali, che sono abbandonati di fatto al loro destino. Per cui ci vuole davvero poco, in una sessione di bilancio, mortificata nei tempi e nei modi, come sappiamo, a usare un atteggiamento di apertura nei confronti di lavoratori che più degli altri sono penalizzati, non avendo alcuna colpa da espiare. Quindi, invito davvero il Governo ad usare il buon senso e a rivedere il parere.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Alessandro Pagano. Ne ha facoltà.

ALESSANDRO PAGANO (LEGA). Presidente, ordine del giorno n. 9/2305/91. Avevamo spiegato all'Aula che tecnicamente qualsiasi emendamento…

PRESIDENTE. Questo è l'ordine del giorno n. 9/2305/102 Di Muro.

ALESSANDRO PAGANO (LEGA). È l'ordine del giorno n. 9/2305/102 Di Muro, allora? No, ritiro, ritiro.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Parolo. Ne ha facoltà.

UGO PAROLO (LEGA). Presidente, era per sottoscrivere l'ordine del giorno.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2305/102 Di Muro, con il parere contrario del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 32).

Ordine del giorno n. 9/2305/103 D'Eramo, con parere contrario. Lo pongo in votazione?

Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2305/103 D'Eramo, con il parere contrario del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 33).

Ordine del giorno n. 9/2305/104 Bianchi, parere contrario. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Bianchi. Ne ha facoltà.

MATTEO LUIGI BIANCHI (LEGA). Grazie, Presidente. Sono molto sorpreso della posizione del Governo su questo ordine del giorno, che rigetta di fatto la mia proposta: non la ritiene inammissibile, ma proprio esprime un parere contrario, prendendo una posizione politica. Contrario a quanto (Proteste dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier)

Presidente, mi perdoni, ma dai banchi dell'opposizione fanno delle foto, e, come sappiamo dal Regolamento, non è consentito.

PRESIDENTE. Colleghi, ribadisco, non ho visto, però è vietato fare le foto in Aula, lo sapete benissimo.

MATTEO LUIGI BIANCHI (LEGA). Grazie, Presidente, mi scusi. Dicevo che sono sorpreso, incredulo della posizione del Governo nei confronti di questo ordine del giorno. Chiedevo attenzione per un territorio, il territorio della fascia pedemontana, che è un contributore netto di questo Stato: solamente la regione Lombardia ha un residuo fiscale di 54 miliardi di euro, la provincia di Varese, mal contati, avrà circa 3 miliardi di euro di residuo fiscale. È stato detto nel passato “no” alle zone economiche speciali nei nostri territori, chiediamo adesso di sviluppare un regime incentivante per i lavoratori nelle aree di confine: ci è stato detto di no tramite questa presa di posizione del Governo. Oltretutto non dite solo di no al sottoscritto, ma dite di no anche ad alcune associazioni di categoria, come Confartigianato, che hanno sviluppato degli studi per sostenere questo tipo di proposta e per sostenere questo tipo di esigenza.

Sono imbarazzato a tornare sul territorio da dove provengo e credo che siano imbarazzati anche parlamentari non del mio gruppo politico, non del mio partito, a rendere conto ai cittadini e alle imprese del nostro territorio rispetto alla posizione che il Governo sta tenendo. Credo che, per sottolineare, appunto, la bontà del mio intervento e dell'ordine del giorno che ho sviluppato, ci sia da sottolineare anche come il territorio della fascia pedemontana abbia, secondo gli indici Istat, anche un costo della vita superiore ad altri territori della Penisola. Possiamo, tramite questa presa di posizione sottolineata nell'ordine del giorno, cercare di distendere anche i rapporti con la Confederazione elvetica, cercando di andare a marginalizzare un po' la pressione del frontalierato nei confronti del Canton Ticino.

Quindi, io mi permetto di suggerire al Governo di cambiare la propria opinione su questo ordine del giorno da parere negativo a parere favorevole o, quantomeno, di valutare una riformulazione con la classica frase “valutare l'opportunità di”. Oppure, signori, non lamentiamoci se dalle nostre parti qualcuno sogna di diventare il ventisettesimo cantone della Confederazione elvetica (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier).

PRESIDENTE. Onorevole Ferrari? Prego.

ROBERTO PAOLO FERRARI (LEGA). Grazie, Presidente non so se il collega Bianchi abbia convinto il Governo; ha convinto me, quindi chiedo al collega di poter sottoscrivere l'ordine del giorno.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2305/104 Bianchi, con il parere contrario del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 34).

Bordonali? Dal n. 9/2305/105 Maggioni al n. 9/2305/120? Dal n. 9/2305/121 Picchi al n. 9/2305/125 Locatelli? Ordine del giorno n. 9/2305/126 Sutto: favorevole con riformulazione, quindi, è accettato. Ordini del giorno n. 9/2305/127 Ziello, n. 9/2305/128 Potenti e n. 9/2305/129 Paolini? Dal n. 9/2305/130 Cantalamessa al n. 9/2305/131 Tiramani? Ordine del giorno n. 9/2305/131 Tiramani. È favorevole. Prego.

PAOLO TIRAMANI (LEGA). Con riformulazione.

PRESIDENTE. Con riformulazione, certo.

PAOLO TIRAMANI (LEGA). Non accetto la riformulazione, Presidente, le spiego perché e approfitto della presenza del Ministro Bonafede. Questo è un ordine del giorno che prevedeva - e sarebbe stato più utile poter fare un emendamento, se avessimo potuto discutere della legge di bilancio - la riscossione dei crediti generati dall'attività giudiziaria, che non sono cifre di poco conto, dato che i crediti derivanti da sentenze passate in giudicato ammontano a oltre 4 miliardi e mezzo di euro; 4 miliardi e mezzo di euro che sarebbero stati utili ai tribunali, ma anche ad avere maggiore personale.

Mi permetta una battuta, Ministro Bonafede. Questa mancanza ai danni della giustizia, come direbbe lei, è un furto colposo a danno di quelle centinaia di cancellieri, magistrati, giudici che servirebbero a incrementare il personale e l'efficienza dei nostri tribunali: così non è. Io mi chiedo perché, invece di inneggiare alle manette continuamente, non fate una riforma efficiente della riscossione dei crediti che possa alimentare l'efficienza consequenziale dei tribunali. Quindi, chiedo un voto favorevole dell'ordine del giorno de plano (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier).

PRESIDENTE. Misiani?

ANTONIO MISIANI, Sottosegretario di Stato per l'Economia e le finanze. Va bene, perché c'è scritto nel testo “valutare la possibilità”, che possiamo considerare sinonimo di “opportunità”. Parere favorevole.

PRESIDENTE. Quindi, ordine del giorno n. 9/2305/131 Tiramani diventa con parere favorevole. Va bene.

Ordine del giorno n. 9/2305/132 Marchetti, parere contrario.

Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2305/132 Marchetti.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 35).

Dall'ordine del giorno n. 9/2305/133 Bisa all'ordine del giorno n. 9/2305/144 Bordonali?

Ordini del giorno n. 9/2305/145 Bellachioma, n. 9/2305/146 Caffaratto e n. 9/2305/147 Liuni?

Deputato Viviani, prego.

LORENZO VIVIANI (LEGA). Grazie, Presidente. Solo per chiedere al Governo, dato che qui si parla della proroga del bonus verde, che è all'interno del “Milleproroghe”, non capisco come si possa valutare l'opportunità di, se è proprio il Governo che l'ha inserito nel prossimo provvedimento.

PRESIDENTE. Misiani, prego.

ANTONIO MISIANI, Sottosegretario di Stato per l'Economia e le finanze. Cambiamo il parere: favorevole.

PRESIDENTE. Quindi, ordine del giorno n. 9/2605/147 Liuni, parere favorevole, e così dall'ordine del giorno n. 9/2305/148 Minardo all'ordine del giorno n. 9/2305/168 Gava. Ordine del giorno n. 9/2305/166 Giaccone. Prego, deputato Giaccone.

ANDREA GIACCONE (LEGA). Grazie, Presidente. Non accetto la riformulazione. Sostanzialmente, qui parliamo di una pluridecennale vicenda: quella dei rimborsi dei contributi previdenziali delle aziende alluvionate nel sud Piemonte del 1994. Allora il legislatore è intervenuto su questo tema in due differenti leggi di bilancio: nel 2018 e nel 2019. Nel 2018 sono stati stanziati 5 milioni di euro, subordinati chiaramente all'emanazione di un decreto attuativo entro 90 giorni per definire le modalità e i criteri. Poi, sostanzialmente, il decreto non è stato emanato perché c'era un dubbio riguardo al conflitto sulla normativa europea riguardo agli aiuti di Stato; quindi siamo intervenuti con un emendamento in bilancio lo scorso anno, quindi, del 2018 a valere sul 2019, chiarendo che i contributi non potevano essere superiori ai limiti imposti dalla normativa europea de minimis, eccetera, eccetera, e avevamo dato un nuovo tempo per emanare il decreto attuativo. A tutt'oggi il decreto non è stato ancora emanato (lo dico senza vena polemica); ci rendiamo conto che tanti decreti languono e aspettano l'emanazione quando sono scaduti i termini. Questa è comunque una sconfitta della politica, perché non si capisce che cosa legiferiamo a fare se poi i decreti non vengono emanati. Per questo motivo, mi sembra insufficiente la formulazione “a valutare l'opportunità di” emanare un decreto, quando già il legislatore aveva dato le istruzioni perché il decreto venisse emanato.

PRESIDENTE. Misiani, prego.

ANTONIO MISIANI, Sottosegretario di Stato per l'Economia e le finanze. Favorevole.

PRESIDENTE. Quindi, ordine del giorno n. 9/2305/166 Giaccone, parere favorevole. Ordini del giorno n. 9/2305/167 Dara e n. 9/2305/168 Gava: va bene. Ordini del giorno da n. 9/2305/169 Valbusa a n. 9/2305/187 Tateo: va bene. Ordine del giorno n. 9/2305/188 Frassini, parere contrario: è riformulato? Quindi va bene. Ordine del giorno n. 9/2305/190 Tomasi: va bene. Però, Misiani, mi può confermare la riformulazione dell'ordine del giorno n. 9/2305/188 Frassini, perché io ho ancora parere contrario.

ANTONIO MISIANI, Sottosegretario di Stato per l'Economia e le finanze. Presidente, “valutare la possibilità di”, quindi vale coerentemente con quello che ho detto prima: lo possiamo accettare così com'è.

PRESIDENTE. Va bene, perfetto. Ordine del giorno n. 9/2305/192 Lollobrigida: va bene. Ordine del giorno n. 9/2305/193 Acquaroli: va bene. Poi, ordine del giorno n. 9/2305/336 Fusacchia, c'è il parere favorevole: va bene. Ordine del giorno n. 9/2305/364 Deidda, è con parere favorevole.

SALVATORE DEIDDA (FDI). Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

SALVATORE DEIDDA (FDI). Presidente, solo per segnalare che il mio ordine del giorno è già con “a valutare la possibilità di”…

PRESIDENTE. Quindi, è parere favorevole, perfetto. Ordini del giorno Trancassini n. 9/2305/365, Ciaburro n. 9/2305/366 e Nevi n. 9/2305/367: va bene. Ordine del giorno Costa n. 9/2305/368, c'è parere contrario. Prego.

ENRICO COSTA (FI). Presidente, manca una settimana all'entrata in vigore dello stop alla prescrizione e questa è l'ultima occasione che questo Parlamento ha per dare un segnale al Governo, per dare un segnale al Governo che possa essere recepito nel “Milleproroghe”, che è stato approvato salvo intese. Noi auspichiamo che nell'ambito di quelle intese, previo un segnale di questo Parlamento, possa rientrare anche la proroga di un anno di questo provvedimento. Cosa chiediamo con questo ordine del giorno? Chiediamo semplicemente che il Governo promuova un'attività di monitoraggio nelle corti d'appello per capire le ragioni della prescrizione e per capire gli effetti della “riforma Orlando” approvata nel 2017. Questo chiediamo, Ministro Bonafede, perché lei, prima di approvare il suo stop alla prescrizione, non ha mai - dico: mai! - avviato un monitoraggio sugli effetti della “riforma Orlando”, riforma che io personalmente non ho votato, ma che ritengo, di fronte al suo stop lineare, comunque il male minore. C'è da rispettare l'articolo 27 della Costituzione, la presunzione di innocenza; l'articolo 111, la ragionevole durata del processo. Con la sua riforma, Ministro Bonafede, le vere sentenze saranno i titoli dei giornali, saranno le conferenze stampa degli inquirenti, saranno i filmati che verranno trasmessi nella fase genetica dell'indagine, perché a sentenza definitiva non si andrà più (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente). Abbiamo letto che il Partito Democratico intende presentare una proposta di legge, e questa proposta di legge di fatto avrebbe ad oggetto la cancellazione della “riforma Bonafede”.

Ma mi chiedo, e chiedo al Partito Democratico: semplifichiamo le cose, approviamo quest'ordine del giorno, diamo un segnale al Ministro che venga recepito nel “Milleproroghe”, altrimenti non sarete credibili (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente). Avete prima comunicato all'esterno che avreste preteso un rinvio della riforma, previo poi avviare le procedure, nelle more di questo rinvio, di una riforma acceleratoria del processo. Non l'avete ottenuta, avete fatto un passo indietro e avete detto: va beh, lasciamo stare il rinvio, pretendiamo un disegno di legge con la firma del Ministro Bonafede che acceleri i processi. Questo non c'è stato. Un passo indietro ulteriore: presenteremo una proposta di legge. Ma fino ad adesso è solo annunciata, perché oggi siamo al 23 dicembre e non c'è neanche la proposta di legge del Partito Democratico. Allora mi chiedo e vi chiedo: questo codice penale, lo vogliamo fare a brandelli (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente)? Guardate, io l'ho acquistato, ho voluto acquistare una delle ultime copie del codice penale prima che il codice penale del nostro Paese venga fatto a brandelli dalla “riforma Bonafede”. Io le dico, signor Ministro: ascolti la voce di questo Parlamento. Lei si fa forza di un provvedimento che non è da emanare ma è soltanto da rendere efficace, perché c'è già, ma ascolti la voce di questo Parlamento, perché questo Parlamento, per la sua grandissima parte, non condivide questo percorso. C'è una parte, la parte del Partito Democratico, che si accuccia ai suoi piedi solo ed esclusivamente per evitare che scoppi il Governo, ma l'ho già detto in altre occasioni: per non far scoppiare il Governo temo che rischi di scoppiare il codice penale e il diritto penale del nostro Paese (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente e di deputati del gruppo Lega-Salvini Premier).

PRESIDENTE. Deputata Rossello, prego.

CRISTINA ROSSELLO (FI). Presidente, vogliamo cogliere questo momento per combattere fino in fondo, quanto ci è possibile, una battaglia di civiltà contro il processo a vita, perché il diritto è una manifestazione di civiltà. Noi vogliamo un diritto penale liberale, che preveda un'azione esercitabile entro precise e definite condizioni, che la regolino a favore dell'individuo e non contro di lui. Non accettiamo un potere pubblico smisurato che veda il cittadino solo e costretto a difendersi illimitatamente, come un suddito soccombente. E con noi ci sono secoli di storia di civiltà giuridica, di conquiste di libertà e di pari dignità processuale della persona, dall'assolutismo alla codificazione del diritto. Fermare il processo a vita non è solo un dovere di avvocati, signor Ministro - ringraziamo l'onorevole Costa per il suo tenace combattimento -, ma l'esercizio della libertà di un Parlamento, capace di essere legislatore e non servitore di altri poteri, che non possono e non devono albergare in questa sede. Noi vi chiediamo di spingere il vostro ruolo al di là di una maggioranza di Parlamento e di Governo, e capire che quello che sta passando in questo momento non è degno di una storia democratica del nostro Paese, che vi ha consegnato, attraverso questa storia giuridica, un traguardo, quello di un'alta civiltà. È per questo, signor Ministro Bonafede, e collega Bonafede, che le chiediamo di considerare e di aiutare il Governo a interpretare correttamente quest'ordine del giorno (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente).

PRESIDENTE. Deputato Ruggieri, prego.

ANDREA RUGGIERI (FI). Presidente, io farò meno accademia di chi mi ha preceduto. Voglio solo lasciare agli atti alcune cose scontate, non per tutti evidentemente, ma scontate, cioè che tra i diritti degli italiani, Ministro Bonafede, ci sarebbe persino quello di avere un processo minimamente celere, e che la prescrizione non è la palla in tribuna calciata dai colpevoli come afferma qualche Ministro, la cui istruzione, quella sì, forse si è prescritta. La prescrizione è una sanzione per l'inerzia di chi esercita l'azione penale, cioè il magistrato, l'unica figura in Italia ad avere pieni poteri, lui sì, senza nemmeno avere l'umiltà di chiederli al popolo italiano (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente).

Voglio lasciare agli atti che, oggi, mentre parliamo, nel 70 per cento dei casi le poche prescrizioni, perché sono poche, che si consumano in Italia, si consumano quando il processo è ancora alle indagini preliminari, quando la palla, insomma, per chi non si intende di aule di giustizia, per fortuna, è solo nelle mani del pubblico ministero, non in quella degli avvocati e dei furbetti che hanno i soldi per pagarseli. È soltanto responsabilità dei pubblici ministeri se oggi i processi in Italia si prescrivono. Voglio lasciare agli atti che, Ministro, lei oggi ha ancora l'ultima opportunità per riflettere e fermare quello che altrimenti sarà un danno arrecato al popolo italiano.

Fermare la prescrizione dopo il primo grado, concretamente, non significa altro che mandare un colpevole di un reato molti anni più tardi in carcere, lasciare un innocente sotto processo ingiustamente per diversi anni in più e, infine, regalare alle vittime del reato, oltre al danno patito, la beffa di dover attendere molti anni in più un risarcimento che è loro dovuto (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente).

Ministro, lei oggi sta barattando sostanzialmente, in cambio di un titoletto da telegiornale del tipo: “abbiamo abolito l'impunità”, il diritto sancito dalla Costituzione degli italiani che, oggi, condanniamo, una volta di più e senza nemmeno una discussione parlamentare, a pagare il 50 per cento di tasse, senza nemmeno avere in cambio il diritto a una giustizia veloce; eppure, è strano perché il suo capo, Beppe Grillo, la prescrizione la usa eccome e volentieri (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente), l'ultima volta ad aprile di quest'anno; poteva, dopo essersi beccato una condanna in primo e secondo grado a 4 mesi di reclusione, attendere serenamente il giudizio della Cassazione, rimettersi alla magistratura italiana, attendere serenamente questo giudizio, rinunciando alla prescrizione, eppure non l'ha fatto, perché è bellissimo fare gli inflessibili sulla pubblica piazza, ma solo, solo con le vite degli altri (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente).

Io non so, in quest'Aula, a quante persone sembrano pochi 18 anni per concludere un processo per corruzione o 21 per terminarne uno per concussione; a me non sembrano francamente pochi affatto, ma più che a me, che conta poco, non sembrano affatto così alla nostra Costituzione che per me non è per niente la più bella del mondo e, anzi, è urgentemente da cambiare, però, finché c'è, si rispetta e, a oggi, sostanzialmente, la nostra Costituzione prevede che i processi debbano avere una giusta durata e non una durata eterna e che la giustizia sia amministrata in nome del popolo. Voi, oggi, vi accingete a sancire che la si debba amministrare contro il popolo italiano che peraltro dissanguate a colpi di tasse, ma lasciamo perdere. Io vorrei soltanto cercare di farvi riflettere, in genere il clima natalizio magari aiuta, sul fatto che fare giustizia è l'opposto di giustiziare, pensateci, perché siete ancora in tempo per fermare una legge vergognosa. Detto ciò, non voglio fare drammi e concludo, Presidente. Prima o poi si voterà e le elezioni, piaccia o no, le vinceremo noi, allora insieme a un drastico taglio delle tasse e della burocrazia (Commenti dei deputati del gruppo Partito Democratico)

Va bene, questo lo vedremo e se volete favorire il fatto che si verifichi se è vero o falso sapete che cosa dovete fare. Insieme al taglio delle tasse a favore di chi nasce povero, ma non vuole restare tale tutta la vita e a favore di chi è cittadino con un minimo di ambizione in questo Paese, ma non suddito, il primo atto del nuovo Governo io spero voglia essere un decreto che cancellerà questa vergogna che il 1° gennaio del 2020 entra in vigore. Lo chiameremo decreto “spazza cazzate” e allora torneremo una nazione civile (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente e di deputati del gruppo Lega-Salvini Premier).

PRESIDENTE. Deputato Ruggieri, moderi, il linguaggio per favore in quest'Aula. Deputata Siracusano, prego.

MATILDE SIRACUSANO (FI). Presidente, Ministro, la cosa grave non è il parere negativo su questo ordine del giorno, la cosa grave è che ci sia stata l'esigenza di presentare questo ordine del giorno, perché il Ministro Bonafede aveva assicurato che l'entrata in vigore della riforma della prescrizione sarebbe stata subordinata alla riforma del processo penale, di cui però, Ministro, non abbiamo letto neanche la bozza, quindi, questo rinvio doveva essere un automatismo obbligatorio. Voi state scandalizzando tutto il mondo giuridico; Ministro, persino i magistrati che avete invitato in Commissione in audizione hanno stroncato la riforma della prescrizione, sostenendo che è un istituto di civiltà giuridica (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente) che non può essere cancellato!

E nonostante alcuni colleghi del MoVimento 5 Stelle ogni tanto utilizzino qualche dichiarazione di qualche magistrato, proponendocela come rivelazione di verità assoluta, Ministro, ricordo a lei e ai colleghi del MoVimento 5 Stelle che noi non siamo dipendenti né esecutori di una parte di magistratura, noi siamo dipendenti dei cittadini e abbiamo l'obbligo sacro di lavorare per tutelare e difendere le garanzie costituzionali dei cittadini (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente).

PRESIDENTE. Deputata Bartolozzi, prego.

GIUSI BARTOLOZZI (FI). Presidente, il Ministro allargava le braccia e faceva bene ad allargarle, perché io non smetterò mai di ripetere le stesse cose. Ministro, lei sorride, in televisione la sento parlare continuativamente di prescrizione e di quello che vuol dire, ma senza contraddittorio, Ministro, senza nessuno che le dica che le cose che dice sono grandi sciocchezze e io ho il coraggio di dirle, oggi, perché così è, che sono tante le sciocchezze che lei in questa materia vende al popolo italiano (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente). E, allora, cominciamo: il collega Costa diceva che la prescrizione incide correttamente su diritti costituzionalmente tutelati, il 27, la presunzione di innocenza, non quella di colpevolezza, non il lapsus del Premier Conte, il 111, la ragionevole durata del processo, l'articolo 24, il diritto di difesa, il 27 terzo comma, e se ne dimentica sempre uno, perché, Ministro, laddove lei prevede la sospensione sine die dei termini di prescrizione dopo la sentenza di primo grado, di fatto, azzera la differenza che il nostro sistema prevede per esempio tra reati e contravvenzioni o tra reati con una minore importanza e reati di più grande allarme sociale che hanno termini di prescrizione diversi. Invece, lei che fa? La ferma e pone sullo stesso piano reati che hanno un minor allarme sociale rispetto a quelli che… no, è così, è inutile che scuote la testa, perché da giurista lo dovrebbe sapere. Se lei sospende, di fatto, azzera.

E per giustificare quello che lei compie cosa dice lei sempre in televisione? Cittadini, state tranquilli, colleghi, state tranquilli, perché la riforma entrerà in vigore solamente nel 2024, fra quattro anni. Sciocchezza più grande non si è mai sentita ed è sconcertante apprenderla dal Guardasigilli, sentirla dal Guardasigilli, perché in tutti quei casi in cui ci sarà un quadro indiziario che convincerà un PM ad andare avanti e io lo dico da GIP, da ex GIP, che il processo durerà pochissimo. Noi i primi effetti di questa riforma che lei farà entrare in vigore il 1° gennaio li avremo ad aprile, a marzo, in un caso di flagranza, in caso di una misura che il PM ritiene supportata da indizi che, poi, magari non si dimostreranno tali, lei i primi effetti di questa riforma li avrà a marzo e ad aprile, quindi, la smetta di dire la sciocchezza che gli effetti si vedranno fra quattro anni, nel 2024 (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente), perché così non è, Ministro…

PRESIDENTE. Si rivolga a me, Bartolozzi.

GIUSI BARTOLOZZI (FI). Così non è. Allora, passiamo a un'altra sciocchezza. Grandi riforme, grandi piani assunzionali; ebbene, lei vende e continua a spacciare un'altra bugia: 600 magistrati, prenderemo 600 magistrati in più, dimenticando di dire che sono 600 magistrati nel triennio e dimenticando di dire che lei non ha postato neanche le somme nella legge dell'anno scorso per assumere quelli del concorso 2017 che ancora aspettano (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente). Lei scuote la testa, ma, Ministro, io la inviterei a fare un confronto aperto, come questo che stiamo facendo, in una televisione o una radio; interloquiamo. Come quando le ho chiesto, in Commissione giustizia, di rispondere a delle osservazioni. Presidente, per il suo tramite, mi rivolgo al Ministro: non si sfugge, non si dicono bugie in materia di giustizia. Quindi, abbia l'onestà intellettuale di dire che lei questa riforma la vuole, la vuole così com'è. E, soprattutto, i colleghi del Partito Democratico, i colleghi del Partito Democratico, a cominciare dall'ex Ministro, dicano e si assumano la responsabilità di dire che questa porcheria loro la stanno portando a casa pur di rimanere al Governo (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente) perché io ricordo, Presidente, per il suo tramite il collega Franco Vazio che urlava da opposizione contro la prescrizione, dicendo che era una porcheria e da presidente facente funzione di Commissione l'ha difesa. E allora, Ministro, un sussulto di orgoglio…

PRESIDENTE. Si avvii a conclusione.

GIUSI BARTOLOZZI (FI). Concludo, Presidente. Siamo ancora in tempo per fermarla, siamo ancora in tempo. Io spero prima o poi di potermi confrontare non con i suoi ausiliari ma con lei sui temi della giustizia. Non si vendono nel campo della giustizia bugie. È facile propalare mezze verità, è facile. Si possono, però, tutte correggere. Laddove lei fosse pronto, sono pronta anch'io ad un confronto (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente).

PRESIDENTE. Deputata Varchi, prego.

MARIA CAROLINA VARCHI (FDI). Grazie, Presidente. È una serata fortunata perché affrontiamo questo argomento alla presenza del Ministro Bonafede, che saluto e rassicuro sul fatto che non lo userò come punching ball perché lo vedo già infortunato e non vorrei infierire. Mi unisco a questa sorta di operazione verità che stiamo conducendo perché più di questo non si può fare visto che parliamo di un ordine del giorno che non ha la forza, quand'anche fosse approvato, di modificare una norma già approvata che dispiegherà la sua efficacia dal 1° gennaio 2020.

Però, è bene concentrarci su un dato di fatto e il dato di fatto è l'impegno che questo ordine del giorno chiede al Governo, ossia disporre un'attività ispettiva presso le corti d'appello per monitorare le cause delle prescrizioni nonché la tipologia dei reati oggetto di prescrizione. Perché è importante affrontare questo aspetto? Perché nei giorni scorsi in tanti abbiamo ascoltato esponenti della maggioranza tuonare contro i potenti che la fanno franca a causa della prescrizione. Allora, noi molto umilmente abbiamo chiesto alla maggioranza, che da molti mesi ormai ha sviscerato il tema della prescrizione e, quindi, dovrebbe conoscerne ogni singolo aspetto: “Ebbene, volete dirci questi potenti di cui parlate per quali reati sono processati e, quindi, quale tipologia di reato va più frequentemente in prescrizione?” e francamente davamo per scontato che la maggioranza e il Ministero, guidato dall'onorevole Bonafede sia nel primo Governo Conte sia nel secondo Governo Conte, avessero svolto questo approfondimento ma, ahinoi, ci siamo dovuti ricredere e infatti qualche giorno fa tutti i commissari della Commissione giustizia hanno ricevuto queste due paginette, due paginette in cui il Ministero dice nell'ordine: “Per quanto riguarda il dato sulla incidenza della prescrizione nelle diverse fasi invio il prospetto allegato” con “abbondanti” sei righe di statistiche. Ve le riassumo per comodità, sebbene sia difficile fare ancora più sintesi di quella che ha fatto il Ministero: la prescrizione matura per la maggior parte dei casi in fasi processuali in cui la signoria assoluta del fascicolo ce l'ha l'ufficio della procura perché è la fase delle indagini preliminari (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia). Molti arrivano già prescritti al dibattimento e molto pochi si prescrivono in corte d'appello. Quindi, la “riforma Bonafede” è una riforma che certamente non rientra tra le priorità secondo le statistiche che lo stesso Ministero ha diffuso. Ma andiamo avanti, perché adesso c'è la parte più divertente che dimostra il livello di approfondimento che è stato fatto su questa riforma. In ordine alla possibilità di predisporre un prospetto che ordini i singoli reati per frequenza di estinzione per prescrizione, ossia rispondere alla nostra domanda e dire questi potenti di cui parlate per quali reati sono processati, il Ministero risponde: “Per la richiesta, dati i tempi ristretti, non ha ancora permesso la ricognizione e il reperimento di un simile dato”. Quindi, avete messo nero su bianco di aver approvato una riforma senza sapere ciò di cui parlavate, perché la riforma è approvata, entra in vigore il 1° gennaio e voi avete scritto che ancora oggi non sapete di cosa parlate.

E, allora, io non so se dopo molti mesi di dibattito in queste Aule e nei salotti televisivi da parte del Ministro Bonafede vi sia più dolo o più colpa nel perseverare in questo comportamento, ma questo probabilmente ce lo spiegherà lui, ammesso e non concesso che abbia capito la differenza (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire la deputata Annibali. Prego, ne ha facoltà.

LUCIA ANNIBALI (IV). Grazie, Presidente. Italia Viva sceglie di votare a favore su questo ordine del giorno (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente e di deputati del gruppo Lega-Salvini Premier). In fondo, questo ordine del giorno parla innanzitutto di quelli che sono gli interventi e le iniziative contenuti nella legge di bilancio in materia di giustizia e, quindi, dà atto anche di passi in avanti e di iniziative messe in campo dal Ministro e, quindi, dal Governo attraverso la legge di bilancio in questa materia. Inoltre, pone in evidenza quelle che sono le patologie dell'amministrazione della giustizia e chiede, quindi, che si possano fare interventi per il potenziamento e l'ottimizzazione dell'amministrazione della giustizia attraverso soluzioni adeguate e pone anche il tema della prescrizione.

Il tema della prescrizione io ritengo e noi pensiamo che non debba e non possa ritenersi concluso e accantonato ma che meriti, invece, un'ulteriore e seria riflessione. Questo ordine del giorno chiede che, in generale, la giustizia venga raccontata e affrontata con concretezza e nella verità. E, allora, qui io vorrei inserire anche un intervento a titolo personale perché io ritengo che la giustizia debba assolutamente essere rappresentata con verità soprattutto a vantaggio delle vittime che stanno dentro il proprio processo (Applausi dei deputati dei gruppi Italia Viva e Forza Italia-Berlusconi Presidente e di deputati del gruppo Lega-Salvini Premier), perché è importante che non si creino in loro aspettative che non sono possibili da realizzare in sede di giustizia perché non è possibile. Quello di cui noi dobbiamo occuparci è fare in modo che le vittime possano emanciparsi da quello che è successo loro e, quindi, io credo che una rappresentazione sganciata dalle ideologie aderenti alla verità non possa che andare a vantaggio di loro stesse e della prosecuzione sana rispetto a un dolore.

Quindi, ritengo che la riflessione sulla riforma della prescrizione, che io non penso - e anche questo è un intervento anche a titolo personale - vada a vantaggio delle vittime, credo che meriti un ulteriore approfondimento. Quindi, come Italia Viva, noi vogliamo offrire come forza di maggioranza il nostro ulteriore approfondimento e la nostra posizione e vogliamo contribuire, in quanto siamo in maggioranza appunto, a questo istituto per poter dare il nostro contributo.

Quindi, voteremo a favore su questo ordine del giorno non perché vogliamo cogliere un'intenzione strumentale. Noi non pensiamo che questo sia strumentale e noi siamo assolutamente convinti del merito e quando il merito è giusto credo che debba essere, con coraggio e anche con onestà intellettuale, apprezzato e quindi sostenuto. Per cui, dichiaro il voto favorevole di Italia Viva (Applausi dei deputati dei gruppi Italia Viva, Lega-Salvini Premier e Forza Italia-Berlusconi Presidente).

PRESIDENTE. Deputato D'Ettore, prego.

FELICE MAURIZIO D'ETTORE (FI). Presidente, l'intervento della collega Annibali ha con sensibilità e ragionevolezza colto il senso di questo ordine del giorno, che sono certo che il Ministro e il Governo potranno ancora apprezzare.

Il senso dell'ordine del giorno - e questa è anche una misura di spesa - è di svolgere quel monitoraggio che, in base ai dati che sono stati forniti in Commissione giustizia, non è ancora aggiornato e, quindi, c'è un quadro anche di fatto che può essere utile nella valutazione di quello che può essere un monitoraggio più approfondito.

Io credo che il Ministro abbia la sensibilità perché lo conosco e, al di là degli attacchi che subisce, so che è una persona che, nonostante qualche scivolata su qualche tema che può capitare in una televisione o può capitare in un dibattito serrato, conosce bene ed è consapevole che il decorso del tempo è un presupposto fondamentale ed è alla base nell'ordinamento di tante altre norme, pur in mancanza di una norma costituzionale che lo preveda.

Sono certo pure che conosce l'orientamento della Corte costituzionale in materia, la quale è chiara nel dire che il decorso del tempo fa scemare l'allarme sociale e che il diritto all'oblio del soggetto sottoposto a un procedimento è un diritto che, in qualche modo, si rafforza col decorso del tempo, ancor più se si tratta di reati meno gravi.

Quindi, sono consapevole che il Ministro… e, quindi, a me non piace fare attacchi strumentali, inutili, che non servono a niente quando stiamo a ragionare su un tema che è legato in questa riforma. Capisco quale era l'intento del Governo, ma in questo momento mancano dati, manca una serie di approfondimenti, e arrivare a una riforma complessiva del processo penale, e quindi affrontare il tema in maniera ragionevole, ordinata, penso che sia del tutto una scelta di buonsenso.

Credo - c'è qui anche il Ministro Di Maio, mi rivolgo complessivamente al Governo e non esclusivamente al Ministro della Giustizia - che questa sensibilità, che è stata così ben rappresentata dalla collega Annibali, non sia solo un dare ragione alla minoranza e a un ordine del giorno. È una valutazione ragionevole, complessiva che possiamo fare, e quindi credo che ci possa essere anche un supplemento di riflessione su questo.

Sono certo che il Ministro Bonafede non voleva, nel proporre la riforma, fare quello che poi è accaduto; è stato attaccato dagli avvocati, da tutti, ormai è diventato quasi un divertimento nazionale. A volte si presta con una certa facilità anche ad alcuni attacchi strumentali, però ritengo che il tema sia così importante che non possa essere ridotto a una mera competizione di parte. Non deve esserci nessuna strumentalità e, ripeto, l'intervento della collega Annibali lo ha ben inquadrato, dall'alto anche di una sua diversa sensibilità in merito.

Credo che qui dobbiamo fare una riflessione da parte di tutti, ci sono colleghi di grandissima sensibilità giuridica sia nei 5 Stelle che nel Partito Democratico. Il Governo credo che in questo momento possa - e mi rivolgo in particolare al Ministro Di Maio, che è la figura politica più importante in questo momento presente qui, in Aula, non me ne vogliano gli altri, c'è anche il Ministro Franceschini - fare una valutazione che non parta da una divisione sulla questione, ma che tenga conto della necessità di questa riforma, di questo approfondimento.

Facciamolo, nessuno esce sconfitto o vittorioso; è semplicemente un ordine del giorno che ci impegna a fare quello che probabilmente andrà fatto per evitare l'entrata in vigore di una riforma in via immediata che parte dalla prescrizione in mancanza dell'altro pezzo.

Ricordo bene l'intervento del Ministro lo scorso anno in merito che diceva che non poteva non esserci questo collegamento, lo dava come un criterio di piena ragionevolezza anche sotto il profilo costituzionale.

Allora, se questa riflessione può essere fatta dal Governo, penso che ci siano anche tutti gli esponenti del Governo, la parte politica, che possano valutare in senso positivo questo ordine del giorno e cambiare parere con questo spirito.

Se poi c'è bisogno anche di riformularlo da un punto di vista tecnico, penso che da Costa, da questo punto di vista, non ci siano problemi. L'importante è prendere questo impegno da parte del Governo in maniera ragionevole, ascoltando l'Aula per far sì che in tempi brevi si rinvii in qualche modo l'entrata in vigore di questa parte che riguarda la prescrizione. Penso che, su questo, ci possa essere questo supplemento di riflessione (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente).

PRESIDENTE. Deputato Basini, prego.

GIUSEPPE BASINI (LEGA). Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, onorevole Ministro, perché dobbiamo introdurre nel nostro ordinamento la possibilità, anche solo in via ipotetica, che un innocente, accusato ingiustamente per una serie di coincidenze negative - un parere sbagliato della procura, un cattivo esito del primo grado di giudizio - possa trovarsi nella condizione di innocente incolpato per tutta la vita, senza vedere mai un processo d'appello che lo sciolga da questa situazione? Anche se solo in via ipotetica, perché dobbiamo introdurre questo nel nostro ordinamento…

PRESIDENTE. Deputato De Carlo, è proprio un atteggiamento sgradevole, glielo dico, non mi interessa dell'ora. È un atteggiamento sgradevole, e quindi non ci si comporta così. Andiamo avanti.

GIUSEPPE BASINI (LEGA). …perché dobbiamo introdurre nel nostro ordinamento questa possibilità? Perché, signor Ministro, perché (Applausi dei deputati dei gruppi Lega-Salvini Premier e Fratelli d'Italia)?

PRESIDENTE. Deputato Paolini, prego.

LUCA RODOLFO PAOLINI (LEGA). Grazie, Presidente. Questa vostra impuntatura sulla prescrizione vede una piccola vittoria del Ministro Bonafede, ma piccola, e tre grandi sconfitti. Il primo sconfitto ha un nome: è l'ex Ministro della Giustizia Orlando; è il PD, perché una riforma della prescrizione il Ministro Orlando l'aveva già fatta il 14 giugno 2017; una riforma che magari non è perfetta, ma era senz'altro più ragionevole e più culturalmente evoluta di questa, che è brutale. Il secondo sconfitto è la giustizia, perché la giustizia si riforma non certo partendo dalla fine. Voi la riformate scaricando sul cittadino presunto innocente-imputato tutto un sistema di manchevolezze di sistema che, non sapendo o non volendo neppure cominciare ad affrontare, scaricate sull'imputato: intanto togliamo la possibilità a questo di chiudere, poi lo teniamo a bagnomaria 1, 2, 3, 5, 10, 12 anni - perché queste sono le realtà - e poi vedremo. Il terzo sconfitto, naturalmente, è il popolo italiano, perché il popolo italiano, fatto per Costituzione da presunti innocenti, viene immediatamente trasformato in buonissima parte in presunti colpevoli.

E perché? Perché, per una concezione ideologica che vede al tempo stesso il cittadino oggetto e non soggetto del diritto penale; l'imputato come oggetto, carne da cannone, e non come un cittadino presunto innocente con tutti i suoi diritti; lo tenete potenzialmente a bagnomaria sine die e questo sulla base di un presupposto falso, cioè che così gli avvocati fanno ricorso in appello e quindi i processi durano tanto; se quindi noi togliamo la prescrizione, questo non accadrà.

Peccato che i dati non sono aggiornati, perché l'onorevole Costa ha chiesto, prima di decidere, dati aggiornati e i dati che troviamo sono aggiornati al 2014, cioè un'era fa; ebbene, quando voi dite che è colpa degli avvocati, che non a caso sono tutti inferociti con questa riforma e non per spirito di casta, dimenticate che il 50 per cento delle prescrizioni avviene in istruttoria, vale a dire in una fase in cui gli avvocati non mettono becco, anzi, né gli avvocati né gli imputati, perché non sanno ancora cosa sta succedendo. Noi possiamo anche capire che per il Ministro Bonafede sia una questione ormai personale e possiamo anche comprendere ciò con molta, molta, molta fatica, ma il PD, che è un partito che ha una sua tradizione culturale, ha dato origine a molte riforme della giustizia, non capiamo come faccia a non approvare almeno questo modestissimo ordine del giorno, che è poco, ma sarebbe un minimo segno di resipiscenza su una questione che ha destato l'unanime dissenso.

Infatti, a parte qualche influente magistrato, bravissimo per tante cose, che tutti lodiamo ma che su questo punto sbaglia decisamente, la gran parte della dottrina e anche della magistratura non è affatto convinta che aumentare la prescrizione serva a qualche cosa: non serve a nulla! Magari - magari, magari - bastasse aumentare la prescrizione per risolvere i problemi. Ma la vostra scorrettezza è che ancora una volta - già lo avevate fatto con il decreto Orlando, un articolo con 95 commi approvato mettendo la fiducia - avete fatto la stessa cosa. Almeno su questo ordine del giorno siate un minimo attenti a quella che è un'istanza che non viene solo dalla Lega o da altri gruppi, ma viene dal popolo italiano, dalla dottrina e dall'avvocatura. Quindi invito il PD, come mi pare ha detto poco fa la collega di Italia Viva, a votare sì a questo ordine del giorno. Date un piccolo segno di resipiscenza: fateci questo regalo di Natale (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier).

PRESIDENTE. Deputato Vazio, prego.

FRANCO VAZIO (PD). Presidente, innanzitutto a me fa piacere che forze dell'opposizione riconoscano comunque che nella legge di stabilità vi sia uno sforzo importante a favore della giustizia. Non lo dico io, non lo dice il Partito Democratico, ma è scritto nero su bianco nell'ordine del giorno che ha presentato l'onorevole Costa. Si dice: il disegno di legge di bilancio 2020 contiene disposizioni che mirano nel complesso al miglioramento dell'efficienza dell'amministrazione giudiziaria, anche con riguardo al personale. E poi si snocciolano tutta una serie di dati importanti che riguardano l'aumento di personale nelle cancellerie, i giudici e così via. Quindi, partiamo da una considerazione che questo doveva essere l'oggetto dell'ordine del giorno e arrivo alla fine del mio ragionamento e che poi svilupperò: noi non voteremo un ordine del giorno strumentale (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico), provocatoriamente presentato e che mira a dividere la maggioranza su un tema fondamentale - fondamentale - ma che non si può affrontare e che non deve essere affrontato attraverso un ordine del giorno presentato nell'ambito della legge di bilancio. Vedete, colleghi e Presidente, il tema della prescrizione l'abbiamo sviluppato in Commissione giustizia, interseca principi costituzionali importanti, l'articolo 111, quindi la ragionevole durata del processo, il che non significa fare un processo in una settimana. Ci sono Paesi che li fanno in una settimana, ma noi non vogliamo fare i processi in una settimana; vogliamo fare dei processi con tutte le garanzie per la difesa e per l'imputato. E allora le dico, Presidente, che la riforma alla quale stiamo lavorando, quella riforma a cui non ha lavorato la Lega e che però ha votato, la riforma della prescrizione (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico), caro collega Paolini, perché almeno bisogna ricordarsi della propria storia e della propria attività di qualche settimana orsono. Voi l'avete votata la prescrizione, noi no; voi invece l'avete votata convintamente, non so per quale ragione (Commenti dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier).

PRESIDENTE. Colleghi!

FRANCO VAZIO (PD). Ma vedete, colleghi, la riforma alla quale stiamo lavorando, in effetti, al proprio interno ha misure importanti, che mirano a velocizzare i procedimenti, che mettono la difesa in garanzia e in condizione di poter assistere gli imputati e che, ragionevolmente, dovrebbe accorciare i tempi del processo. Noi abbiamo la nostra opinione e conserviamo la nostra opinione, perché secondo noi in questo contesto dobbiamo ancora ragionare di alcune questioni importanti, questioni delle quali ha anche parlato, proprio pochi giorni fa, il procuratore generale della Corte di Cassazione Salvi. Egli ci ha detto e ha ripetuto preoccupazioni che erano le nostre, cioè il tema delle assoluzioni, cioè delle sentenze di primo grado che vedono coinvolti gli assolti e che quindi avrebbero il problema di un'abrogazione e di una prescrizione che secondo il procuratore generale sarebbe incomprensibile; così come ha affrontato il tema delle vittime del reato, che sarebbero pregiudicate da un processo particolarmente lungo, così come, eventualmente, anche affrontare il tema della prescrizione di fase. Sono questioni che devono essere affrontate in maniera serena, costruttiva nell'ambito della maggioranza e allora, Presidente, le dico - e annuncio a quest'Aula, per chi non lo sa - che il Partito Democratico ha presentato una proposta di legge sul tema della prescrizione e che andremo a presentare anche agli organi di stampa. Noi però le discussioni non le facciamo nei talkshow televisivi, non le facciamo al di fuori di quest'Aula; le facciamo all'interno del Parlamento, le facciamo all'interno della maggioranza, perché a noi stanno a cuore i diritti della giustizia…(Commenti della deputata Bartolozzi).

FRANCO VAZIO…. i diritti degli imputati e il diritto delle vittime, e sotto questo profilo c'è chi ha comportamenti incoerenti; c'è chi, come il Partito Democratico, su questo tema ha votato la riforma del Ministro Orlando nella passata legislatura, che continua a sostenere ancora oggi che quella riforma è una buona riforma, che la riforma del processo di cui stiamo discutendo con il Ministro Bonafede è una buona riforma, ma che però – e arrivo alla conclusione, Presidente - bisogna lavorare ancora, ci si deve impegnare ancora, non in maniera provocatoria, non in maniera strumentale. Per questo noi voteremo convintamente contro questo ordine del giorno (Applausi dei deputati dei gruppi Partito Democratico e MoVimento 5 Stelle).

PRESIDENTE. Deputato Perantoni, prego.

MARIO PERANTONI (M5S). Grazie Presidente, colleghi, si è creata un'atmosfera quasi di cupio dissolvi attorno a questo istituto e alla riforma della prescrizione. Io nel 999 dopo Cristo non c'ero tutti “mille e non più mille”, no? Però c'ero nel 1999, quando tutti temevano l'avvento del Millennium Bug, cioè il primo gennaio del 2000 sarebbe successo un disastro ed è questa l'atmosfera che mi pare l'opposizione sta cercando di proporre ed inculcare, non solo in quest'Aula, ma soprattutto all'esterno, dicendo che dal primo gennaio succederà un disastro. E fa questo artatamente, mischiando i piani di quello che è un problema sostanziale da quello che è un problema processuale e cioè cosa voglio dire (Commenti della deputata Bartolozzi)?

PRESIDENTE. Bartolozzi!

MARIO PERANTONI (M5S). Voglio dire che l'istituto della prescrizione è un istituto che interviene sul reato…

PRESIDENTE. Bartolozzi, c'è un intervento in corso, non può interloquire in questo modo. Vada avanti.

MARIO PERANTONI (M5S). …che interviene sul reato e fa dichiarare il reato estinto e ha dei riflessi anche di carattere processuale, cioè nel concreto svolgersi del processo. Ma mischiare questi due aspetti, anche se noi sappiamo che sono due aspetti connessi, non è esattamente corretto perché si può intervenire sia sull'aspetto sostanziale e si può intervenire sull'aspetto procedurale. Noi siamo intervenuti sull'aspetto sostanziale del problema della prescrizione e come maggioranza stiamo lavorando sull'aspetto processuale. La riforma del processo penale: la riforma del processo penale era all'ordine, è un punto del contratto di governo con la Lega. Questo tema è stato affrontato, è stato sviluppato (Commenti della deputata Varchi)

PRESIDENTE. Varchi!

MARIO PERANTONI….e con la precedente la maggioranza di Governo si era arrivati a proporre diverse bozze di riforma del processo penale, tanto è vero che nell'ultimo Consiglio dei Ministri…

PRESIDENTE. Varchi! Non è possibile!

MARIO PERANTONI….nell'ultimo Consiglio dei Ministri di luglio si era arrivati a una approvazione salvo intese. Dopodiché è successo quello che è successo…

PRESIDENTE. Varchi! Per favore!

MARIO PERANTONI….e abbiamo ripreso il discorso della riforma del processo penale con la nuova maggioranza, con nuove parti politiche che hanno diverse sensibilità rispetto a quelle che aveva il nostro precedente partner di Governo, chiamiamolo così. Quindi, è ovvio che dal mese di settembre al mese di dicembre, per toccare un tema così sensibile qual è quello della riforma del processo penale, non si è fatto materialmente in tempo, ma si sta lavorando e si sta lavorando sodo (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle), perché noi sappiamo quello che sta facendo il Ministro e quello che sta facendo il PD, sta facendo LEU, sta facendo anche Italia Viva, che sta partecipando ai tavoli e sta portando il suo contributo, un contributo certamente critico, ma è un contributo essenziale. Perché è un contributo essenziale? Perché noi stiamo parlando del fondamento del patto sociale. Il patto sociale sta in questo: sta nel fatto che i cittadini hanno delegato al Governo, al Paese e al Governo la gestione della forza, la gestione dei contrasti. E allora se noi (Proteste dei deputati dei gruppi Lega-Salvini Premier e Fratelli d'Italia)

PRESIDENTE. Colleghi! Colleghi!

MARIO PERANTONI (M5S)....interveniamo in punti così sensibili, non possiamo…

PRESIDENTE. Colleghi! Deputata Varchi! Deputata Varchi!

MARIO PERANTONI (M5S).... non possiamo fare le riforme in dieci minuti (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle)

PRESIDENTE. Deputata Varchi, dobbiamo continuare gli interventi, interverrà il suo gruppo.

MARIO PERANTONI (M5S)....abbiamo la necessità di confrontarci perché abbiamo la necessità di recepire tutte quelle che sono le istanze che provengono per difendere i cittadini e per far sì anche che quel patto sociale venga rispettato, perché il patto sociale che cosa ci dice? Ci dice che i cittadini cedono la loro forza, il loro diritto di difendersi allo Stato, purché lo Stato li difenda. E allora se noi, come Stato, rinunciamo a dare giustizia ai cittadini (Proteste dei deputati dei gruppi Lega-Salvini Premier e Fratelli d'Italia)

PRESIDENTE. Deputata Varchi, sta facendo la dichiarazione di voto, non posso interromperlo sulla sua dichiarazione. Prego. Colleghi! Colleghi! Colleghi! Concluda, mancano quaranta secondi.

MARIO PERANTONI (M5S)....se noi rinunciamo a dare giustizia ai cittadini è il fallimento del patto sociale e questo noi non ce lo possiamo permettere, grazie Presidente (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Maschio. Ne ha facoltà.

CIRO MASCHIO (FDI). Grazie Presidente, sulla giustizia è stata annunciata dal Ministro Bonafede una rivoluzione, ha usato più volte questa parola. Sono state annunciate con frasi roboanti le imminenti riforme del processo penale e del processo civile e sono stati annunciati stanziamenti straordinari per rendere più efficiente la giustizia. Ad oggi non si vede traccia della riforma penale e di quella civile, anche perché state ancora litigando quotidianamente al vostro interno, perché non potete essere d'accordo su molte cose e, per quanto riguarda gli stanziamenti economici, abbiamo visto anche oggi, discutendo sulle tabelle della sezione 2 del disegno di legge di bilancio, che ci sono interventi che sono di poco superiori al minimo sindacale rispetto ai Governi e alle leggi di bilancio precedenti. Quindi, a fronte di grandi annunci, non c'è di concreto quasi nulla di più e nulla di nuovo. Nel frattempo sappiamo che la lentezza della giustizia costa all'Italia circa un punto di PIL all'anno e, quindi, non servirebbe qualche decina di milioni di euro in più ma servirebbe almeno un miliardo di euro in più per intervenire efficacemente e mettere la giustizia nelle condizioni e con le risorse sufficienti per rendere realmente più veloci i processi e più veloce l'amministrazione della giustizia. E allora, di fronte a così poco, l'unica cosa a cui ci si appiglia è la prescrizione che purtroppo è l'unica certezza che ci attende a partire dal 1° gennaio 2020, l'entrata in vigore della riforma della prescrizione. Allora, rispondendo anche al vicepresidente della Commissione Giustizia, Vazio, vorrei che ci ricordassimo alcune cose. È stato obiettato che non si può trattare di un tema così delicato a mezzo di un ordine del giorno …

PRESIDENTE. Misiani, Misiani, Misiani, per favore! Prego.

CIRO MASCHIO (FDI). È stato obiettato che non si può trattare un tema così delicato a mezzo di un ordine del giorno e allora vorrei ricordare che, pochi giorni fa, è stata bocciata in Aula la proposta di introdurre l'urgenza per trattare, prima della scadenza di fine anno, il progetto di legge del collega Costa e, quindi, se non volevate parlarne oggi a mezzo di un ordine del giorno, avete avuto un'occasione molto più chiara pochi giorni fa che noi abbiamo sostenuto. In secondo luogo, ci si dimentica che ci si trova in queste condizioni perché, nel corso della discussione del disegno di legge sulla trasparenza e la corruzione, con un blitz a mezzo di un emendamento, fu introdotta la proposta sulla prescrizione e a proposito di chi si lamenta insinuando che qualcuno vada a parlarne nei talk show, vorrei ricordare che, mentre noi eravamo in Commissioni congiunte, Giustizia e Affari costituzionali, a trattare e a subire le continue sospensioni dei lavori, il Ministro ha annunciato di aver assunto la decisione sulla prescrizione a mezzo diretta Facebook, vicepresidente Fazio, quindi non incolpi gli altri di difetti che semmai sono all'interno del suo Governo (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia). Ebbene, su questi temi sarebbe opportuno intervenire in modo più serio e approfondito e non a mezzo di blitz e di forzature continue ed anche per questo noi da tempo lo avevamo proposto. E, quindi, per concludere ritengo che l'ordine del giorno in esame sia di buonsenso, che vada approvato e non si deve aver paura anche di ritornare sui propri passi se unanimemente da tutto il mondo della giustizia italiana, da tutta l'avvocatura, da emeriti presidenti della Cassazione è arrivato un appello chiaro a non sfasciare questo istituto sostanziale di civiltà giuridica del nostro Paese in assenza di una riforma organica di cui ad oggi non si vede la minima traccia. Quindi, anch'io annuncio il mio voto favorevole e rivolgo un ultimo appello al Ministro e al Governo.

PRESIDENTE. Concluda.

CIRO MASCHIO (FDI). Se fino ad oggi si può ritenere che il MoVimento 5 Stelle stia sfasciando alcuni istituti dello Stato di diritto, ebbene la Lega ha sbagliato sicuramente a fidarsi un anno fa, quando il Ministro prometteva che l'entrata in vigore dal 1° gennaio 2020…

PRESIDENTE. Deve concludere.

CIRO MASCHIO (FDI). …avrebbe già coinciso con la riforma del processo penale e oggi, citando - concludo - il Ministro, se c'è il dolo del Ministro nella votazione sulla riforma della prescrizione, si presume quantomeno la colpa del PD che non sta fermando questo scempio (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Orlando. Ne ha facoltà.

ANDREA ORLANDO (PD). Signor Presidente, accetterei le lezioni di garantismo costituzionale da molti colleghi del centrodestra se non fossi stato presente al dibattito sui decreti sicurezza e sulla legittima difesa (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico). Sono lieto e devo dire che meglio e più di me il Presidente della Repubblica ha detto su questo, con la sua lettera, parole inequivocabili perché il rispetto dei diritti umani e il garantismo non ammettono eccezioni né deroghe.

Sono lieto della resipiscenza rispetto alla riforma di cui io fui promotore da Ministro della Giustizia. Sono lieto, ma questa resipiscenza fa nascere un punto interrogativo attorno agli interventi che si sono succeduti perché le stesse persone che hanno tuonato contro la riforma del Ministro Bonafede dissero esattamente le stesse cose sulla riforma che io avevo presentato. Allora in qualche modo ci sarebbe da pensare che queste persone siano in malafede o abbiano torto. Io penso più che abbiano torto. Abbiano torto solo perché propongono uno strumento sbagliato, perché nel merito sono convinto che sia vero un dato: si è determinato un pasticcio.

GIUSI BARTOLOZZI (FI). E allora rimedia!

ANDREA ORLANDO (PD). Noi abbiamo una interruzione della prescrizione che di per sé non è un'eresia: in molti ordinamenti si interrompe la prescrizione con il primo grado di giudizio.

PRESIDENTE. Colleghi, colleghi… senza commentare: c'è un intervento in corso.

ANDREA ORLANDO (PD). Ma in quegli ordinamenti esistono tempi certi in ordine allo svolgimento del processo (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico). Noi riteniamo che questo pasticcio si rimedi rafforzando gli strumenti che complessivamente vanno nella direzione giusta contenuta nel disegno di legge preparato dal Ministro Bonafede ma che non sono risolutivi.

GIUSI BARTOLOZZI (FI). E questo è il secondo dato.

PRESIDENTE. No, Bartolozzi, basta. No, non si può commentare, non si può commentare ogni frase di un intervento. Quindi, per favore…

ANDREA ORLANDO (PD). Non sono risolutivi e per questo noi come garanzia per il futuro abbiamo proposto un disegno di legge che, seppur con alcune modifiche, ripristina in prospettiva la prescrizione così come è attualmente. È un disegno di legge anomalo perché noi speriamo di non doverlo approvare mai, nel senso che speriamo che, nel corso della discussione sul disegno di legge sul processo penale, si trovi quell'elemento di riequilibrio che fino ad oggi non è emerso.

Perché credo che sbaglino i colleghi o, meglio, siano in malafede? Perché quest'ordine del giorno serve soltanto a una cosa: a far dimenticare… collega Paolini, stasera deve festeggiare anche lei perché anche lei ha votato questa prescrizione così come è stata proposta dal Ministro Bonafede e l'ha votata – dice – fidandosi, ma in Parlamento non si vota fidandosi: si costituiscono sul campo delle garanzie così come abbiamo fatto noi presentando il disegno di legge (Commenti del deputato Durigon).

PRESIDENTE. Durigon, per favore.

ANDREA ORLANDO (PD). Questo ordine del giorno serve a far dimenticare che una parte del centrodestra ha votato questa norma e una parte non l'ha votata e, siccome c'è un'esigenza di ricomposizione politica del centrodestra, si presenta questo ordine del giorno. E mi sorprende che una parte della maggioranza non colga l'inganno che c'è nell'ordine del giorno (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico). Noi vogliamo correggere un ordine del giorno sull'ammissibilità del quale, anche se io non sono il presidente della Commissione bilancio, ho fortissimi dubbi. Ma veramente poteva approvarsi un ordine del giorno in sessione di bilancio che posticipava l'entrata in vigore di una norma processuale? Ne ho fortissimi dubbi, ma mi rimetto alla saggezza del presidente Borghi che l'ha ammessa e della Presidenza della Camera (Commenti dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier). Mi limito…

CLAUDIO BORGHI (LEGA). Io non c'entro! Lo dica…

ANDREA ORLANDO (PD). Non lo so..

PRESIDENTE. Deputato Borghi!

ANDREA ORLANDO (PD). Mi è stato detto così, se non è così, io mi scuso.

PRESIDENTE. Si avvii a conclusione.

ANDREA ORLANDO (PD). Se allora è, invece, il Presidente Fico, mi rivolgo al Presidente Fico. Quello che voglio dire è questo: la via maestra oggi è aprire un percorso sulla riforma del processo penale. Se in quella sede troveremo i contrappesi rispetto all'interruzione della prescrizione, non ci sarà bisogno di ripristinare lo status quo; se quei contrappesi non si troveranno, io credo che lo status quo sia il male minore rispetto allo sbilanciamento che si determina con una prescrizione così determinata e l'assenza di strumenti processuali.

Questa è la posizione del Partito Democratico, cioè di una forza politica che non è garantista a giorni alterni…

PRESIDENTE. Deve concludere.

ANDREA ORLANDO (PD). …e che non usa il garantismo come uno strumento di campagna elettorale o quando riguarda soltanto persone che hanno un determinato status sociale o una determinata provenienza etnica. Per noi il garantismo è una cosa seria e per questo non si sostiene con un emendamento (Commenti dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier)… me l'avete data voi la patente di garantista stasera, perché avete esaltato la mia riforma della prescrizione…

PRESIDENTE. Deputato Orlando, deve concludere. Ha terminato il tempo.

ANDREA ORLANDO (PD). …e, quindi, io con questa patente vi dico che questo ordine del giorno non è null'altro che un tentativo propagandistico che noi vogliamo respingere (Applausi dei deputati dei gruppi Partito Democratico e MoVimento 5 Stelle).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Baldelli. Ne ha facoltà.

SIMONE BALDELLI (FI). Sono rimasto in parte assordato, Presidente, dallo stridore delle unghie sugli specchi del collega Orlando (Applausi dei gruppi Forza Italia-Berlusconi Presidente e Lega-Salvini Premier), perché - se posso permettermi - se i colleghi della Lega hanno sbagliato a fidarsi del MoVimento 5 Stelle, a fronte di una promessa tra alleati che quella norma, una volta entrata in vigore e votata, dopo un anno sarebbe stata inserita in una riforma complessiva, figuriamoci quanto sbagliate voi, di fronte a questa norma che entra in vigore fra quattro o cinque giorni, di fronte a una proposta di legge che non avete neanche ancora presentato (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente - Commenti dei deputati del gruppo Partito Democratico).

PRESIDENTE. Senza commentare, senza commentare…

SIMONE BALDELLI (FI). Attenzione: è lo stesso genere di errore. L'ordine del giorno non è ingannevole, è un'occasione, tra l'altro è uno strumento assolutamente proprio perché impegna il Governo a fare una cosa; non è stringente come una norma, perché avete impedito che si potesse calendarizzare e votare quella norma prima della data di oggi, e lo avete fatto con un voto per risolvere il vostro problema di tenuta interna della maggioranza (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente), non l'avete fatto per una questione di principio. E se volete vi spiego anche perché.

Piccola postilla, non al collega dei 5 Stelle, che blaterava qualcosa sulla forza, sembrava un po' Guerre stellari, “che la forza sia con te” (Applausi dei deputati dei gruppi Forza Italia-Berlusconi Presidente, Lega-Salvini Premier e Fratelli d'Italia); ma al collega Vazio una cosa voglio dirla: non c'è un ordine del giorno ingannevole, c'è semplicemente il porre una questione in maniera politica. Non è un modo per spaccare la maggioranza, la maggioranza su questo, se guardate bene, è già spaccata, perché Italia Viva ha detto che questo ordine del giorno lo vota, e lo vota facendo cosa? Facendo un'operazione di semplice coerenza e di merito.

Mi permetto di ricordare al collega ed amico Orlando e ai colleghi del PD qualche frase: “riteniamo inaccettabile l'entrata in vigore della norma sulla prescrizione senza garanzie sulla durata dei processi”, non Enrico Costa, non Giusi Bartolozzi, non Molinari, non Meloni, ma Nicola Zingaretti, 3 dicembre 2019; “diciamo al Ministro Bonafede che per noi è inaccettabile l'entrata in vigore della riforma della prescrizione senza garanzie certe e cogenti di un'abbreviazione dei tempi dei processi”, Walter Verini; “riteniamo utile rinviare l'entrata in vigore della prescrizione riformata dal precedente Governo”, Michele Bordo; “chiediamo di rinviare l'entrata in vigore in attesa della riforma organica del processo”, Alfredo Bazoli; “per noi la riforma della prescrizione che va bene è la riforma Orlando”, Franco Vazio. Serve aggiungere altro (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente)?

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Sisto… dopo, sull'altro ordine del giorno. Adesso ha chiesto di parlare il deputato Sgarbi. Ne ha facoltà.

VITTORIO SGARBI (M-NI-USEI-C!-AC). È la seconda volta, Presidente Fico, che un osservatore distaccato, che ha fatto molte legislature, sono in questo Parlamento dal 1992, vede una singolare forma di tradimento della logica e delle posizioni, in nome di quello che, nei fatti, è un voto di scambio. La posizione indicata dal Ministro Orlando e da Vazio è una posizione che discute lo strumento: l'ordine del giorno rispetto all'emendamento, che non è concesso. Lei sa che questa Camera violata non può discutere la finanziaria, non può discutere, quindi l'ordine del giorno è l'ultimo strumento, l'amico D'Ettore lo ha detto. Allora, il problema è: o il pensiero ha una consistenza o è un pensiero labile. Da quelle stesse parti da cui è arrivato il discorso di Vazio, io ho sentito Giachetti dire: “dal momento che sono contrario alla riforma sulla riduzione dei parlamentari, la voto, e appena l'ho votata raccolgo le firme per contrastarla.” Ora, io non so se uno che ci ascolta pensa che c'è un impazzimento generale, cioè tu hai un'idea e fai esattamente il contrario e lo dichiari? Così l'amico Fassino. Allora, quello che stanno dicendo gli amici della destra che stanno a sinistra, insomma non so dove stiano in questa posizione, è qualcosa che contraddice un dato di fondo, come tre votazioni contro la riduzione puramente propagandistica e inutile, perché perdono voti ogni giorno, dei Cinquestelle: riduciamo, riduciamo, riduciamo, e per tre volte hanno votato contro. Poi qui, per stare al Governo, hanno venduto il Parlamento al Governo, hanno venduto la loro libertà e il loro pensiero per un voto di scambio (Applausi dei deputati dei gruppi Misto-Noi con l'Italia-USEI, Lega-Salvini Premier e Forza Italia-Berlusconi Presidente). È questo il voto di scambio, è questa una posizione intollerabile.

Quando tu senti Baldelli che cita Vazio dell'altro ieri, o che cita Orlando, e che dice noi siamo… dopodiché. senti che questi devono votare per paura di andare a casa. Ma non abbiate paura! Prima vi liberate dei Cinquestelle, prima vi levate dalla peste. È la peste! Liberate la vostra anima, liberate il vostro cervello, non siete schiavi del pensiero di Di Maio, semmai ne ha avuto uno (Applausi dei deputati dei gruppi Misto-Noi con l'Italia-USEI, Lega-Salvini Premier, Forza Italia-Berlusconi Presidente e Fratelli d'Italia)!

PRESIDENTE. Deputato Sgarbi, per favore…

VITTORIO SGARBI (M-NI-USEI-C!-AC). … due allora! Due! Due!

PRESIDENTE. Deputato Sgarbi…

VITTORIO SGARBI (M-NI-USEI-C!-AC). Allora dico: è abbastanza inquietante che un liberale, un comunista, un socialista… appare coerente la persona più, come dire, improbabile del mondo, che è Renzi. Renzi sappiamo tutti che non è propriamente affidabile in quello che dice, ma dice: “io quello pensavo e oggi voto non con la destra, voto con me stesso, con le mie idee”. E questi, invece, hanno adesso le idee del Governo in cui sono. Ma il Parlamento non è il Governo. I poteri sono separati! Il Parlamento vota in nome della libertà di coscienza di ogni parlamentare (Applausi dei deputati dei gruppi Misto-Noi con l'Italia-USEI, Lega-Salvini Premier, Forza Italia-Berlusconi Presidente e Fratelli d'Italia). Proviamo a votare col voto segreto e vediamo dove va a finire questa prescrizione ridicola! E si parla di malafede, l'unico in malafede è Bonafede, perché Bonafede, come voi sapete, persona gentile e delicata, nella sua proposta di riforma prevedeva la durata massima di sei anni per i processi. Fai fatica ad arrivare al primo grado in sei anni! Allora, se quella è la sua volontà, lo dica, mettiamo che devono durare sei anni e la prescrizione finisce.

Ma quando i nostri amici, che scrivono che è un testo bellissimo, dico a Vazio, con l'unico strumento che gli rimane, residuo, per la libertà di idee che sono anche le loro, scrive: “è noto come l'entrata in vigore differita della riforma trovava la propria ratio nella necessità di elaborare una più complessiva riforma della giustizia, in grado di affrontare…”, ma vi risulta che ci sia? Allora cosa c'è di più idiota… ma quando mai si è vista al mondo una legge che entra in vigore sei mesi dopo? È un'invenzione surrealista, è una cosa per i comici, è fatta perché è talmente mal fatta, la legge, che dici: speriamo nel frattempo di trovare il tempo di sistemarla. Non l'hanno trovato, non si può applicare, è anticostituzionale quel 1° gennaio, è una follia (Applausi dei deputati dei gruppi Misto-Noi con l'Italia-USEI, Lega-Salvini Premier e Forza Italia-Berlusconi Presidente), contro la coscienza libera di chi ha un pensiero e si vende a un Governo! Questa è la cosa più inquietante.

Per cui, io da osservatore di un Parlamento, nel 1992, pieno di corrotti, trovo quei corrotti onesti rispetto a questi corrotti di pensiero, che non hanno un'idea e pensano di imporla a un gruppo che si impaurisce e che, se non ci fosse Renzi, voterebbe per loro solo per non andare a casa: vergognatevi (Applausi dei deputati dei gruppi Misto-Noi con l'Italia-USEI, Lega-Salvini Premier e Forza Italia-Berlusconi Presidente)!

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Molteni. Ne ha facoltà.

NICOLA MOLTENI (LEGA). Grazie, Presidente. Alcune considerazioni che credo siano utili per il dibattito. Innanzitutto, al collega e amico Andrea Orlando dico che noi rivendichiamo con orgoglio il decreto-legge “sicurezza 1”, il decreto-legge “sicurezza 2” e la legge della legittima difesa (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier). La rivendico con orgoglio, e oggi non c'è una pronuncia della Corte costituzionale che ne abbia messo assolutamente in discussione la bontà e l'efficacia; anzi, c'è una sentenza della Cassazione della settimana scorsa che sul grave turbamento legittima e avvalora la bontà del dettato normativo che abbiamo approvato. Sono strumenti di democrazia e di civiltà e di sicurezza, e ne andiamo fieri ed orgogliosi, e ad oggi non li avete ancora toccati, e se proverete a toccarli il Parlamento e il Paese ve ne chiederanno ovviamente conto (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier).

Dopodiché credo che debbano essere fatte alcune considerazioni. È vero che è un ordine del giorno, è vero che è il 24 dicembre, è vero che sono le 2 e mezza di notte; però non è vero, e io credo che non si possa ridurre un dibattito nell'Aula parlamentare dicendo che la discussione sulla prescrizione, che è uno degli istituti giuridici più importanti, sia semplicemente un tentativo di propaganda politica. Questa è democrazia (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier), il Parlamento fino a prova contraria è il luogo della democrazia, e io credo che il dibattito vada legittimato. Ed è la democrazia, è un momento di confronto, visto che sino ad oggi ci si è confrontati su questo tema in televisione o in altri palazzi, ma non nei luoghi consentiti; e da questo voto, indipendentemente da come andrà, uscirà un dato politico serio: che la maggioranza di Governo, su un tema centrale che è il tema della giustizia, si spacca e si divide, e io credo che delle considerazioni da questo punto di vista debbano essere fatte.

La Lega ha votato, la Lega ha votato l'emendamento all'interno del decreto-legge “spazza corrotti” per bloccare la prescrizione dopo la sentenza di primo grado. L'abbiamo fatto non su una promessa: io non ero in Consiglio dei ministri, ma non su una promessa o su una semplice dichiarazione di intenti che si sarebbe provveduto a fare una riforma seria, organica, strutturale della giustizia, e in modo particolare della giustizia penale; ma lo si è fatto su un impegno serio e vincolante che all'interno del Consiglio dei ministri venne preso, proprio perché c'era la necessità e c'era l'ambizione da parte di quel Governo di fare una riforma che servisse per dare una risposta seria e importante alla giustizia del nostro Paese (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier). E noi ci abbiamo provato, caro Alfonso Bonafede, ci abbiamo provato, e abbiamo cercato di incentrare il tema della riforma della giustizia su una parola: la parola “certezza”, l'espressione “certezza della pena”.

Noi siamo stati all'opposizione. Voi oggi governate - l'amico Bonafede, Di Maio, il MoVimento 5 Stelle - governate col Partito Democratico. Noi siamo stati… Ministro era Andrea Orlando. Noi stiamo stati, Lega e 5 Stelle, siamo stati cinque anni all'opposizione, e per cinque anni abbiamo contestato al Partito Democratico gli “svuota carceri”, gli indulti mascherati, le tenuità del fatto, e oggi voi con loro ci governate: segno che sul tema della giustizia evidentemente e probabilmente trovare un punto di caduta serio e condivisibile diventa difficile. Tant'è che i fatti oggi dimostrano che anche sul tema della prescrizione c'è una difficoltà politica da parte di questo Governo di trovare la quadratura.

Certezza della pena, certezza delle garanzie funzionali, certezza sull'autonomia e l'indipendenza della magistratura. Io non ho mai usato una parola di denigrazione nei confronti di un magistrato, ma nel momento in cui un magistrato decide di scendere in politica, e quindi perde terzietà e imparzialità, evidentemente non può tornare a fare quello che faceva prima (Applausi dei deputati dei gruppi Lega-Salvini Premier e Forza Italia-Berlusconi Presidente), per un senso di responsabilità nei confronti della magistratura e per un senso di rispetto nei confronti di un organo importante qual è quello.

E quindi ci abbiamo provato, non l'abbiamo fatta; ma a differenza di quello che sta accadendo oggi, noi, sulla riforma, anzi sulla mancata riforma della giustizia, per coerenza, noi abbiamo fatto cadere il Governo (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier - Commenti dei deputati dei gruppi MoVimento 5 Stelle e Partito Democratico), perché per coerenza, nel momento in cui la riforma non è stata fatta, abbiamo anteposto il bisogno del Paese, abbiamo anteposto il bisogno della giustizia all'amore alla poltrona: quell'amore della poltrona che oggi voi dimostrate il 24 dicembre, il giorno prima di Natale. Noi siamo quindi orgogliosi di quello che abbiamo fatto, io non so se voi siete altrettanto orgogliosi di come state gestendo un tema importante e centrale per il bene del nostro Paese, che è il tema della giustizia degli italiani (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Migliore. Ne ha facoltà.

GENNARO MIGLIORE (IV). Signor Presidente, certo, sentire la Lega dire che ha fatto cadere il Governo su questo tema fa un po' sorridere, visto che probabilmente avevano sbagliato bar quando hanno deciso quale dovesse essere quella decisione (Commenti dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier). Io vorrei stare al merito di questo ordine del giorno, perché ritengo…

PRESIDENTE. Colleghi!

GENNARO MIGLIORE (IV). …innanzitutto dopo l'intervento di molti colleghi, in particolare della mia collega Lucia Annibali, che sul merito ci siano state sufficienti delucidazioni anche per il Ministro Bonafede e non solo per tutta l'Aula. Vorrei parlare, però, di una questione fondativa di questo Governo, anche per rispondere a chi, all'interno di quest'Aula, e che ha guidato il Ministero di cui ho avuto l'onore di essere sottosegretario, sostiene che questa sia una trappola.

Noi abbiamo avuto pazienza fino al 24 dicembre. Italia Viva ha contribuito alla nascita di questo Governo, e ha posto come condizione, fin dal primo momento, la modifica di questa norma. Vede, signor Presidente, lo dico a lei per rivolgermi rispettosamente al Ministro della giustizia: non è possibile immaginare un percorso di Governo fatto solo di bandiere e di vessilli; questa non è - quella della prescrizione che si interrompe - una bandiera che garantisce al vento della giustizia, ma è piuttosto una triste idea di giustizialismo. Amministrare la giustizia è il contrario di somministrare giustizialismo, in un Paese già logorato da campagne d'odio che hanno caratterizzato, esattamente come veniva detto prima, anche attraverso dei dispositivi normativi, questo Paese già piegato da quelle che sono delle tendenze che noi vogliamo respingere.

La giustizia si afferma attraverso il principio sacrosanto dell'affermazione della Costituzione e noi avevamo già votato, esprimendo un parere di astensione, su un tema analogo, sullo stesso tema, proprio per l'impegno che c'era stato da parte del Governo di discutere approfonditamente di un'inversione di tendenza su quella riforma, per mantenere una disciplina di maggioranza, e l'abbiamo mantenuto fino ad oggi. Oggi scopriamo che il Partito Democratico ha presentato una proposta di legge, legittimamente, ma a questo punto siamo noi quelli che dividono la maggioranza? Siamo noi quelli che non stanno al tavolo della discussione per proporre una riforma condivisa? Io penso che questo sia il tema sul quale noi dobbiamo ragionare senza infingimenti. Non facciamo discussioni da talk show. Abbiamo scelto quest'Aula per esprimere con grande coerenza quello che per noi è un principio irrinunciabile: non si può avere un ergastolo processuale (Applausi dei deputati del gruppo Italia Viva); non si può immaginare che una persona, magari assolta, venga sottoposta alla sospensione del giudizio senza che vi sia un termine. Noi riteniamo che il bene supremo della nostra Costituzione sia quello scritto nell'articolo 27, nell'articolo 111, nell'articolo 24 e nell'articolo 3.

Concludo. Noi abbiamo ben chiaro che cosa significa oggi votare a favore di un ordine del giorno di questo genere; spero che ce l'abbia anche ben chiaro tutta la maggioranza, che su questo punto ha costruito anche le ragioni dell'esistenza di questo Governo, che noi stiamo proseguendo una questione che, per quanto ci riguarda, attiene alla dignità della proposta politica. Non abbiamo alcuna intenzione di piegare la nostra dignità politica ad un interesse, né dell'opposizione, né di quello che potrebbe apparire semplicemente uno scambio di favori all'interno della maggioranza.

Per noi quello che conta è quello che c'è qui fuori, perché qui fuori le persone non possono avere una giustizia ingiusta e se ci sarà, come io auspico, un provvedimento che terrà unita la maggioranza sulla ragionevole e certa durata del processo, noi ci saremo; altrimenti, noi saremo con coloro i quali questa riforma la cambieranno (Applausi dei deputati del gruppo Italia Viva e di deputati dei gruppi Lega-Salvini Premier, Forza Italia-Berlusconi Presidente e Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Conte. Ne ha facoltà.

FEDERICO CONTE (LEU). Grazie, Presidente. Intervengo tardi in questo dibattito che pure mi sta molto a cuore e che, ovviamente, ho seguito con interesse dal primo momento, perché avevo pensato del tutto inutile un'ulteriore espressione di pensiero su questo tema e mi preoccupava di ripetere argomentazioni già svolte nella scorsa occasione, quando il deputato Costa chiese di calendarizzare con urgenza la sua proposta di legge. In definitiva, mi pareva ancora una volta che l'onorevole Costa avesse posto una questione giusta per finalità ingiuste e il dibattito mi ha confermato questa convinzione. Mi ha confermato anche l'inutilità del dibattito che è susseguito e ho sperato a lungo che si tacitasse velocemente, essendone evidenti i tratti di strumentalità interni ed esterni: interni all'opposizione per finalità, evidentemente, di ricompattamento; esterni rispetto alla maggioranza per finalità strumentali di rottura del patto o, spero, di tentativo di rottura del patto che sorregge il Governo. Però mi hanno fatto avvertire l'esigenza di un mio personale contributo alla discussione a quest'ora tarda gli interventi degli onorevoli Sgarbi, Molteni e Migliore.

Quello che pone il problema più alto dal punto di vista del dibattito parlamentare è l'onorevole Sgarbi, che richiama la distinzione del ruolo del Parlamento rispetto al Governo e invoca, con orgoglio, il principio della libertà di coscienza del Parlamento. Lo fa con la sua efficacia suggestiva solita, della logica dei contrari e delle contraddizioni, però c'è un dato che secondo me si pone in contraddizione rispetto al voto che il PD ha annunciato e io annuncio per Liberi e Uguali, cioè contrario all'ordine del giorno di Costa, in quanto esso è assolutamente coerente con il voto di fiducia che abbiamo espresso nella giornata di ieri, il 23 dicembre, al Governo. Votando contro l'ordine del giorno Costa, noi ribadiamo, a poche ore di distanza, la fiducia nel Governo, cioè la fiducia che le forze che sorreggono il Governo e il Governo trovino rispetto a un problema di tipo giuridico, di tipo legislativo, che si è andato determinando per la successione, per l'avvicendamento di due diverse maggioranze politiche, cioè quella che sorreggeva il Governo che ha licenziato questa norma e quella che sorregge il Governo che questa norma deve rimettere in equilibrio; ribadiamo, quindi, la fiducia che il Parlamento il Governo trovino una soluzione. Non vedo contraddizioni né, tantomeno, un voto per scambiare la permanenza in Parlamento con la riforma della prescrizione: vedo un voto per cambiare la prescrizione da parte di questo Parlamento.

E che questo sia opportuno ce lo dice l'intervento dell'onorevole Molteni, che, orgogliosamente, rivendica, con argomenti qualificati, il merito politico dell'azione del Governo che egli stesso ha interpretato e che è stato sorretto anche dal MoVimento 5 Stelle. Egli dice al Ministro Bonafede: come fai tu, come puoi pensare tu di trovare assonanze con le sinistre, visto che con noi hai pensato di licenziare - come poi è stato fatto - la riforma dell'ordinamento penitenziario voluta dal Ministro Orlando? Che con noi hai pensato di votare il “decreto sicurezza 1” e il “decreto sicurezza 2”? Che cosa dice, sostanzialmente, Molteni? Tu non la puoi pensare come loro, la pensi come noi, noi la pensiamo come te. Quindi, che fa? Contraddice se stesso.

È lì, onorevole Sgarbi, la principale contraddizione della discussione: che Molteni, che oggi pone il problema della prescrizione alla maggioranza che sorregge il Governo, quella norma l'ha votata e ne rivendica la coerenza di impianto ideologico con il MoVimento 5 Stelle, confessando, cioè, sostanzialmente, la natura essenzialmente provocatoria dell'ordine del giorno di oggi, la natura provocatoria finalizzata a far esplodere una contraddizione, che però egli interpreta politicamente e, per quello che vorrà, interpreterà politicamente il Ministro Bonafede, se non si aprirà una discussione con questa parte del Parlamento, che su quella norma andrà a costruire una riforma.

Che questo ordine del giorno abbia determinato ab esterno un effetto dirompente, lo testimonia l'intervento dell'onorevole Migliore, al quale va sempre la mia personale amicizia e stima, che oggi, però, confessa sostanzialmente l'intenzione di dichiarare, a poche ore dal voto di fiducia espresso, la prospettiva di una fiducia che può venire meno. Realizza, cioè, la dichiarazione di Migliore l'obiettivo voluto da chi ha proposto l'ordine del giorno: aprire una discussione all'interno del Governo su un argomento che però…

PRESIDENTE. Concluda, Conte.

FEDERICO CONTE (LEU). …questa parte della maggioranza che sorregge il Governo non ha abdicato, perché lo ha fatto e lo ha detto meglio di me Orlando prima, c'è già una proposta di legge del Partito Democratico, molto più modestamente una mia proposta di legge, che rappresentano quello che la precedente maggioranza non ha organizzato…

PRESIDENTE. Conte, deve concludere.

FEDERICO CONTE (LEU). …e, cioè, una caduta parlamentare, onorevole Sgarbi, un ritorno in quest'Aula della discussione su un istituto giuridico così importante (Applausi dei deputati del gruppo Liberi e Uguali).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Cassinelli. Ne ha facoltà.

ROBERTO CASSINELLI (FI). Grazie, Presidente. L'entrata in vigore della riforma, signor Ministro, che stasera vedo un po' claudicante non solo fisicamente, come da più parti osservato, è la soppressione di fatto di una prescrizione ormai vicina. Dal 1° gennaio troverà applicazione la nuova disciplina dello “spazza corrotti”, che dispone la sospensione della prescrizione dopo la sentenza di primo grado. La questione sta riecheggiando con forza nelle Aule parlamentari: lo scorso 3 dicembre, la Camera, in un'atmosfera di palpabile tensione, ha respinto la richiesta d'urgenza del progetto di legge dell'onorevole Costa di Forza Italia tesa a mettere in calendario, prima della fine dell'anno, un progetto per abrogare o almeno modificare la riforma. La partita, ad ogni modo, non è chiusa e già si profila un possibile conflitto di attribuzione di fronte alla Corte costituzionale promosso dai deputati di Forza Italia. Anche fuori delle istituzioni il dibattito è acceso e si stanno susseguendo una serie di iniziative nel mondo accademico e professionale: ricordo, da ultimo, la maratona oratoria, per la verità, sulla prescrizione organizzata, promossa dall'Unione delle camere penali dal 2 al 7 dicembre a Roma di fronte alla Cassazione. C'è da scommettere che il confronto proseguirà serrato anche nelle prossime settimane, ben oltre il fatidico 1° gennaio, non senza ragione. Questa modifica della prescrizione, almeno decontestualizzata da una più ampia riforma organica, non ha senso. È chiaro che se il problema è assicurare i colpevoli alla giustizia, nonostante le lungaggini del processo o delle indagini, la soluzione migliore non è autorizzarne la durata infinita, così avallando inerzie e dilazioni, anche patologiche, ma renderlo più rapido, ponendo termini stringenti, presidiati da sanzioni processuali, quali preclusioni, decadenze, fino alle estinzioni e i disciplinare per tutti i soggetti coinvolti.

In questa prospettiva, la scure della prescrizione è un fondamentale elemento acceleratorio e il suo venir meno, più che una cura, suona come il certificato della malattia cronica della giustizia italiana. Muovere il processo al di fuori del flusso del tempo, poi, danneggia tutti, come hanno già detto più volte i colleghi questa sera: la vittima e tutta la collettività che hanno interesse ad un pronto accertamento delle responsabilità e alla punizione del reato, l'innocente, già danneggiato dal solo fatto di essere sottoposto al procedimento e per il quale ogni giorno in più alla gogna è un supplizio intollerabile o lo stesso colpevole che ha diritto di vedere definita in breve la sua vicenda, scontando la sanzione per poi reinserirsi nella società.

La battaglia per la prescrizione merita senz'altro di essere combattuta non solo di per sé, ma anche in una logica di più generale contrasto ad una preoccupante parabola di irrazionalismo e disinvoltura nell'impiego delle norme penali. Lo Stato di diritto non può mai smarrire la stella polare che è la garanzia della libertà del cittadino contro l'aggressione dell'autorità. In questa logica, il diritto penale, che rappresenta la massima forma di minaccia del potere alla sfera delle libertà individuali, non può non essere liberale, non può non essere circoscritto nelle forme della stretta ragionevolezza e professionalità, non può non incarnare le ragioni delle leggi che prevalgono sulla passione degli uomini. Allo stesso modo, il processo deve restare il luogo dell'accertamento dei fatti e delle responsabilità individuali, non diventare il mezzo o il palcoscenico attraverso cui lo Stato regola i conflitti sociali, governa i flussi di consenso o veicola disegni di moralizzazione pubblica. L'auspicio è che la riforma della prescrizione sia modificata in profondità o accompagnata da misure di sistema che riescono a ricondurre l'impatto entro soglie accettabili. Fra le strade percorribili c'è senz'altro quella del referendum abrogativo in base all'articolo 75 della Costituzione. La richiesta potrebbe essere presentata da 500 mila elettori, ma anche da cinque consigli regionali, come è avvenuto per il referendum sul maggioritario.

PRESIDENTE. Si avvii a conclusione.

ROBERTO CASSINELLI (FI). È vero che lo strumento referendario potrebbe solo eliminare chirurgicamente in negativo la nuova disciplina, non stabilire in positivo una nuova, e neppure far rivivere la vecchia, ma certo è un rimedio che vale la pena di tentare, in attesa di un intervento del legislatore, per sollecitarlo, e tenere viva l'attenzione su un tema di civiltà prima ancora che giuridico (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Sisto. Però lei aveva detto che sarebbe intervenuto sul prossimo ordine del giorno.

FRANCESCO PAOLO SISTO (FI). Presidente, per disposizione del gruppo interviene il collega Nevi sull'altro ordine del giorno, quindi io intervengo su questo, se non le spiace.

PRESIDENTE. Prego.

FRANCESCO PAOLO SISTO (FI). Presidente, ho ascoltato con grandissima attenzione il dibattito, e mi spiace che si stia raffreddando su un tema così importante. L'ipocrisia parlamentare che si respira è imbarazzante, asfissiante, addirittura insopportabile (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente). Insopportabile, perché qui non interessa ingannare, qui c'è una norma costituzionale, l'articolo 111, che ha una struttura chiarissima: contraddittorio, parità, giudice terzo, ragionevole durata. E sapete qual è l'espressione? “La legge ne assicura la ragionevole durata”. È la legge che assicura la ragionevole durata. Questa “deforma Bonafede” ci assicura l'eternità del processo, non la ragionevole durata! Siamo di fronte allo stravolgimento di una norma costituzionale, questa è la realtà, cari amici del Partito Democratico, che oggi vi ammantate di una coerenza inesistente. Inesistente! Lanciavate i coltelli su questo tema, e oggi, per la ragion politica, che cosa fate? Cambiate idea costituzionale, mutate il vento della coerenza con l'articolo 111. Per che cosa? Noi abbiamo combattuto la “riforma Orlando”, certo, e la combattiamo, ma oggi ci troviamo inspiegabilmente il peggio del peggio. Ci troviamo addirittura una cosa peggio della “riforma Orlando”, uno dei Ministri più delicati da comprendere nel suo giustizialismo folle della scorsa legislatura (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente). Un giustizialismo folle, che ha perseguito negli scorsi cinque anni e che oggi sembra addirittura migliore del peggio del peggio, perché, cari colleghi e illustre Presidente, quello a cui noi stiamo assistendo è uno spettacolo che la Corte costituzionale giustizierà in 34 nanosecondi. Trentaquattro nanosecondi! Lo voglio dire con la chiarezza che non deve ammettere infingimenti, con chiarezza: siamo di fronte, Presidente, ad una scelta assolutamente inspiegabile, un ordine del giorno che non vuole mettere in crisi la maggioranza ma vuole mettere in crisi un Parlamento ipocrita, vuole mettere in crisi chi vuole contrabbandare delle cose inesistenti (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente). Noi ci batteremo sempre e costantemente con tutti coloro che vorranno fare i parlamentari con la P maiuscola e che vorranno rispettare la Costituzione, e non acquietarsi supinamente, ipocritamente, a delle regole che non hanno nessuna paternità e nessuna parentela con i principi costituzionali! Presidente, rapidamente esprimo un altro pensiero, molto semplice: ma davvero noi possiamo pensare che si possa rendere il processo eterno, senza dare dei tempi certi alla giustizia?

Cioè, questo è un inganno, la vera truffa: avere fissato un termine entro il quale riformare il processo e far entrare il blocco della prescrizione senza averlo riformato. Questo è un artificio e un raggiro vero nei confronti dei cittadini italiani, e noi abbiamo l'obbligo - l'obbligo! - di votare quest'ordine del giorno, non per mettere in crisi il Governo - e i colleghi di Italia Viva l'hanno ben compreso -, ma per ristabilire il rispetto dei principi costituzionali, proprio per riportare il Parlamento, svegliarlo, ed evitare che queste coccarde, questi balconi inutili del MoVimento 5 Stelle, queste passerelle senza senso che durano ventiquattro ore abbiano termine.

Illustri giuristi dal Partito Democratico, che siedono anche lì, professor Giorgis, illustri giuristi, che sono tutori nelle aule anche universitarie della Costituzione: svegliatevi (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente)! Svegliatevi, e dateci la possibilità di ripristinare la fisiologia costituzionale. Mi consentirà, Presidente, di chiudere questo intervento con una battuta, che non vuole essere irridente, ma vuole essere la sintesi clorofilliana di quello a cui stiamo assistendo in questo momento: io mi auguro che questa riforma non consacri il brocardo “meglio dolo che male accompagnato” (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Cubeddu. Ne ha facoltà.

SEBASTIANO CUBEDDU (M5S). Presidente, solo per dire: ma chi l'ha detto che interrompere i termini di prescrizione pregiudica la giusta durata del processo? Chi l'ha detto? Ma chi l'ha detto (Commenti)? La verità è che la prescrizione decorre perché ci sono tecniche defensionali dilatorie e impugnazioni strumentali. La storia italiana e la politica italiana è piena di processi che sono stati interrotti per prescrizione. Mi sento dire che la riforma, interrompere dopo il primo grado la prescrizione, incide negativamente. Io dico, al contrario, che evitare impugnazioni strumentali o tecniche defensionali dilatorie per far decorrere la prescrizione addirittura avrà un successo deflattivo nei confronti dei procedimenti, perché non ci saranno più avvocati che impugneranno al solo scopo di far decorrere la prescrizione. Noi abbiamo avuto esempi in Italia, abbiamo avuto Berlusconi, che ha subito venticinque processi, in dieci dei quali è risultato condannato, ma l'ha fatta franca sei volte per prescrizione (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle – Commenti dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente). Sei volte per prescrizione! Allora, quando l'onorevole Baldelli fa ironia sul MoVimento 5 Stelle, se la può risparmiare, perché lui conosce bene qual è il problema della prescrizione in Italia, rispetto al quale noi stiamo tentando di trovare una soluzione che assicuri nel contempo la giustizia al popolo italiano e la giusta durata dei processi (Commenti della deputata Bartolozzi), perché il Ministro Bonafede ha sempre detto che alla riforma della prescrizione si accompagna una riforma della procedura e delle procedure per assicurare la giusta durata del processo (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Tondo. Ne ha facoltà.

RENZO TONDO (M-NI-USEI-C!-AC). Presidente, molto brevemente. C'è un elemento di grande tristezza, per quanto mi riguarda, nel dibattito di questa sera, e l'elemento di tristezza è la posizione del Partito Democratico, un partito che a ogni piè sospinto dichiara di essere il partito dei diritti e oggi, per la ragion di Stato, accetta di confiscare il diritto naturale di una persona ad avere giustizia accettando la proposta del Ministro Bonafede. Questo è un elemento di grande malinconia, perché non è possibile che un partito che a ogni piè sospinto dichiara di essere appunto per i diritti delle persone oggi è dalla parte contraria. Quando l'ex Ministro Orlando dice “noi non siamo giustizialisti o garantisti a giorni alterni”, dice la verità: non lo siete mai (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Noi con l'Italia-USEI-Cambiamo!-Alleanza di Centro e di deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato D'Attis. Ne ha facoltà.

MAURO D'ATTIS (FI). Presidente, ho sentito nominare il Presidente Berlusconi da un collega, qui in alto, del MoVimento 5 Stelle, parlando di prescrizione, la prescrizione che l'avrebbe salvato. Ma per caso, è la stessa prescrizione con la quale la corte d'appello di Torino ha dichiarato prescritto il reato per il quale Beppe Grillo era stato condannato a 4 mesi di reclusione senza condizionale (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente)? È la stessa prescrizione, no? Perché l'ipocrisia sta assumendo dei toni quasi inaspettati. Presidente, mi rivolgo a lei ovviamente perché tramite lei mi devo rivolgere agli altri, ma lei nel MoVimento 5 Stelle c'è anche cresciuto e questo MoVimento 5 Stelle l'ha cresciuto, ecco, forse, sarebbe il momento di assumere finalmente un atteggiamento rispettoso, non lei ovviamente, ma il MoVimento 5 Stelle, anche dell'istituzione nella quale ci si trova a parlare e a operare. Simili dichiarazioni offendono l'intelligenza non di Francesco Paolo Sisto, che la materia la conosce, ma anche di chi la materia non la conosce, ma conosce la vita e sa stare al mondo (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Rixi. Ne ha facoltà, per un minuto.

EDOARDO RIXI (LEGA). Presidente, solo per dire che la coerenza non è negli interventi di quest'Aula; io speravo che sul tema della giustizia si potesse arrivare a una convergenza a livello parlamentare e che non fosse una materia esclusiva di Governo. Tendenzialmente, in una democrazia è così e le regole si condividono, per cui non vedevo nulla di incredibile nel votare un ordine del giorno, però, vorrei dire al compagno Cubeddu che, allora, se la pensa in quella maniera, non dovrebbe impugnare il suo collegio elettorale, visto che l'ha perso e quindi dovrebbe andarsene a casa (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier – Commenti dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle), perché, poi, quando si dicono delle cose bisognerebbe essere coerenti e seguire quelle cose. Io quando ho detto che con la condanna mi sarei dimesso, mi sono dimesso, per cui da questo punto di vista chiedo veramente che un argomento delicato come quello della giustizia non sia appannaggio di una maggioranza, perché vorrei ricordare agli amici del MoVimento 5 Stelle che i cittadini non hanno dato il potere a questo Governo, i cittadini hanno votato un Parlamento per avere delle regole che assicurino che la giustizia sia uguale per tutti e, purtroppo, in questo Paese c'è la sensazione, ogni tanto, che la giustizia non sia uguale per tutti (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier).

PRESIDENTE. Se non ci sono altri interventi, passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2305/368 Costa, con il parere contrario del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 36) (Applausi dei deputati dei gruppi MoVimento 5 Stelle e Partito Democratico).

Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2305/369 Sarro.

Ha chiesto di parlare il deputato Nevi. Ne ha facoltà.

RAFFAELE NEVI (FI). Presidente…

PRESIDENTE. Colleghi, per favore…

RAFFAELE NEVI (FI). Il brusio è giustificato, perché per la prima volta alla Camera dei deputati la maggioranza si è spaccata, e si è spaccata su un tema (Commenti)

PRESIDENTE. Colleghi, colleghi… non c'è da commentare…

RAFFAELE NEVI (FI). Anche perché è un fatto oggettivo, non è che sto dicendo cose particolarmente sofisticate; è un fatto oggettivo che oggi la maggioranza si è spaccata e noi siamo felici di aver contribuito a far svolgere alla Camera dei deputati almeno questo dibattito, visto che ci è stato precluso di discutere di tutto il resto della manovra. Abbiamo fatto un dibattito lungo, ampio e approfondito che speriamo, almeno, ci conduca, entro breve, all'atto vero, cioè alla discussione e all'approvazione del disegno di legge Costa che abbiamo prodotto, che abbiamo portato all'attenzione dell'Aula e su cui il centrosinistra ha votato abbastanza compattamente per rinviarlo e per evitare…

PRESIDENTE. Nevi, vada all'ordine del giorno, abbiamo commentato abbastanza ciò che è successo nell'ordine del giorno precedente. Andiamo all'ordine del giorno.

RAFFAELE NEVI (FI). Ma l'ordine del giorno è sulla stessa materia, Presidente, quindi sto intervenendo.

PRESIDENTE. Andiamo più al contenuto dell'ordine del giorno, siccome c'è stato il dibattito prima sui contenuti.

RAFFAELE NEVI (FI). Il contenuto è simile al precedente e chiede di rinviare l'entrata in vigore della norma, per cercare in tutti i modi di tornare al punto in cui era stata concepita, e cioè una norma inserita nell'ambito di una complessiva riforma della giustizia. Ecco, voglio dire una cosa agli amici di Italia Viva. Oggi è stato facile distinguersi, perché si trattava di un ordine del giorno; fra dieci, quindici o venti giorni sarà più complicato distinguersi sulla votazione della norma che metteremo in discussione, perché prima o poi andrà in discussione e lì vedremo veramente se fate sul serio. Noi saremo sempre qui, a cercare di fare in modo che la Repubblica italiana non abbia una norma allucinante che, come abbiamo detto in più occasioni durante il dibattito, introduce un elemento allucinante che, praticamente, rende i processi a vita e, quindi, speriamo vivamente che quello che è successo oggi aumenti anche i voti rispetto alla presa di posizione del Partito Democratico che, dalle dichiarazioni che ha fatto, appunto, aspettiamo al varco (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente).

PRESIDENTE. Se non ci sono altri interventi, passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2305/369 Sarro, con il parere contrario del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge(Vedi votazione n. 37).

Ordine del giorno n. 9/2305/370 Paolo Russo? Ordine del giorno n. 9/2305/371 Mulè? Ordine del giorno n. 9/2305/372 Della Frera? Ordine del giorno n. 9/2305/373 Carfagna? Ordine del giorno n. 9/2305/374 Baroni? Ordine del giorno n. 9/2305/375 Cortellazzo? Ordine del giorno n. 9/2305/376 Bond? Ordine del giorno n. 9/2305/377 Squeri? Ordine del giorno n. 9/2305/378 Fasano? Ordine del giorno n. 9/2305/379 Cassinelli? Ordine del giorno n. 9/2305/380 Baldelli? Prego.

SIMONE BALDELLI (FI). Presidente, brevissimamente, siccome questo riprende una risoluzione votata all'unanimità dalla Commissione trasporti, io accolgo la riformulazione, però chiedo che venga posto in votazione.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2305/380 Baldelli, nel testo riformulato, con il parere favorevole del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera approva (Vedi votazione n. 38).

Ordini del giorno n. 9/2305/381 Pittalis, n. 9/2305/382 D'Ettore, n. 9/2305/383 Porchietto, n. 9/2305/384 Palmieri, n. 9/2305/385 Fitzgerald Nissoli, andiamo avanti.

Ordini del giorno n. 9/2305/386 Battilocchio e n. 9/2305/387 Saccani.

Ordine del giorno n. 9/2305/388 Giacomoni, parere contrario. Lo pongo in votazione?

Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2305/388 Giacomoni, con il parere contrario del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 39).

Ordini del giorno n. 9/2305/389 Pettarin, n. 9/2305/390 Pella, n. 9/2305/391 Casciello, n. 9/2305/392 Aprea, n. 9/2305/393 Brunetta, n. 9/2305/394 Marin, n. 9/2305/395 Mandelli, n. 9/2305/396 Gelmini, n. 9/2305/397 Elvira Savino, n. 9/2305/398 Vietina, n. 9/2305/399 D'Attis, n. 9/2305/400 Cristina, n. 9/2305/401 Cappellacci, n. 9/2305/402 Cannizzaro, n. 9/2305/403 Polidori, n. 9/2305/404 Milanato.

Ordine del giorno n. 9/2305/405 Baratto, parere contrario.

Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2305/405 Baratto, con il parere contrario del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 40).

Ordini del giorno n. 9/2305/406 Ruffino, n. 9/2305/407 Perego Di Cremnago, n. 9/2305/408 Bartolozzi, n. 9/2305/409 Calabria, n. 9/2305/410 Novelli, n. 9/2305/411 Napoli, n. 9/2305/412 Tartaglione, n. 9/2305/413 Marrocco, n. 9/2305/414 Sozzani, n. 9/2305/415 Mugnai, n. 9/2305/416 Casino, n. 9/2305/417 Bagnasco, n. 9/2305/418 Sandra Savino, n. 9/2305/419 Versace, n. 9/2305/420 Pentangelo, n. 9/2305/421 Mazzetti, n. 9/2305/422 Labriola, n. 9/2305/423 Siracusano e n. 9/2305/424 Giacometto.

Ordine del giorno n. 9/2305/425 Prestigiacomo, su cui c'è la riformulazione; l'accetta.

Ordini del giorno n. 9/2305/426 Barelli, n. 9/2305/427 Cattaneo, n. 9/2305/428 Scoma, n. 9/2305/429 Rosso, n. 9/2305/430 Zanella, n. 9/2305/431 Spena, n. 9/2305/432 Zangrillo, n. 9/2305/433 Germanà e n. 9/2305/434 Fiorini.

Ordine del giorno n. 9/2305/435 Sisto. Prego.

FRANCESCO PAOLO SISTO (FI). Per dichiarazione di voto rapidissima. Si tratta di un ordine del giorno in favore della Lega del Filo d'Oro ed è sottoscritto, oltre che da me, dalla collega Bellucci, dal collega D'Attis, dalla collega Galizia, dalla collega Lucaselli, dal collega Miceli, dal collega Mulè oltre che Novelli, Versace e Cassinelli.

Questo gruppo di parlamentari allorquando si è trattato, Presidente, di difendere i più deboli e di tutelare i meno fortunati, come questo ordine del giorno vorrebbe fare, non ha avuto difficoltà ad abbattere provenienze, ad abbattere bandiere e a incontrarsi su un terreno che è quello della convergenza valoriale - fatemelo dire - e quello che nelle Aule quotidianamente è diversità è diventato identità e forza, anche a mezzo di un brano musicale che è soltanto la testimonianza di questo grande spirito di unità che nel Parlamento ci deve essere e che sono convinto ci sarà.

Chiedo il voto su questo ordine del giorno per sancire la possibilità che quando bisogna tutelare i più deboli non ci sono appartenenze ed è possibile votare tutti compatti (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Rizzetto. Ne ha facoltà. Senza commenti. C'è un flash o qualcosa, per favore…

WALTER RIZZETTO (FDI). Semplicemente per sottoscrivere, Presidente, anche…

PRESIDENTE. Deputato Plangger, per favore.

WALTER RIZZETTO (FDI). Plangger, hai la luce accesa sul…

PRESIDENTE. Deputato Plangger, per favore. Prego, deputato Rizzetto.

WALTER RIZZETTO (FDI). Intervengo per sottoscrivere anche a nome del gruppo.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Montaruli. Ne ha facoltà.

AUGUSTA MONTARULI (FDI). Anch'io per ribadire l'adesione a questo ordine del giorno, nell'auspicio che venga approvata la legge sulla LIS tattile che permette ai sordociechi di comunicare tra di loro.

PRESIDENTE. Lei accetta la riformulazione, deputato Sisto? Perfetto.

Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2305/435 Sisto, nel testo riformulato, con il parere favorevole del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera approva (Vedi votazione n. 41) (Applausi).

Ordini del giorno n. 9/2305/436 Claudio Borghi, n. 9/2305/437 Ruggeri e n. 9/2305/438 Zanettin.

È così esaurito l'esame degli ordini del giorno presentati.

(Dichiarazioni di voto finale - A.C. 2305)

PRESIDENTE. Passiamo alle dichiarazioni di voto finale.

Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Fusacchia. Ne ha facoltà.

ALESSANDRO FUSACCHIA (MISTO-CD-RI-+E). Presidente, alle 3 del mattino della vigilia di Natale dichiaro il mio voto sulla legge di bilancio, ma è chiaro che così non possiamo più andare avanti. Questa Camera è stata ridotta a luogo di ratifica come se fossimo davanti a un accordo internazionale con un piccolo Stato del Pacifico e non alla legge più importante che ogni anno dobbiamo approvare. Questa manovra di bilancio ha il merito di aver messo in sicurezza i conti del Paese ma non facciamo molto più che manutenzione. Questa maggioranza e tutti noi, cari colleghi, stiamo drammaticamente mancando di coraggio. Nel frattempo, però, il Paese là fuori ha sempre più paura perché cresce la povertà, crescono le disuguaglianze, il nostro sistema produttivo rimane poco sostenibile da un punto di vista ambientale, assistiamo all'impoverimento e alla precarizzazione del lavoro e permane una disuguaglianza di genere fuori dal tempo. E poi c'è la grande questione generazionale e i giovani che restano hanno un futuro piccolo. Chi può - e mi viene da dire anche chi non può - ormai come riesce scappa.

Questa legge di bilancio era una prima occasione per dare una sterzata vera, un vero segnale di discontinuità ma non sono sicuro che l'abbiamo colto e di certo non l'abbiamo colto qui alla Camera. Anche per questo, Presidente, insieme ad altri colleghi abbiamo presentato alcune proposte che volevano essere emendamenti alla legge di bilancio ma che abbiamo tradotto in un ordine del giorno, proposte che presenteremo da gennaio fuori da quest'Aula, da Palermo a Milano come proposte di legge con cui vogliamo indicare delle strade per affrontare le grandi sfide che abbiamo davanti. Sono proposte chiare e che vanno alla radice: un congedo di paternità lungo tre mesi, una riforma fiscale che valorizzi chi investe in sostenibilità e recuperi risorse per la conversione ecologica, una garanzia contributiva per chi non potrà avere una pensione dignitosa a causa dei bassi salari o della discontinuità lavorativa involontaria, un fondo nazionale per la valorizzazione della bellezza, attivando percorsi di rigenerazione urbana e l'istituzione di un'eredità universale che attribuisca ad ogni diciottenne un capitale di cittadinanza per investire sulla propria autonomia e sul proprio futuro. L'accoglimento di questo ordine del giorno che abbiamo presentato da parte del Governo è un buon segnale. Il 2020 sarà un anno decisivo: non siamo solo alla vigilia di Natale, nemmeno solo alla vigilia di un anno; siamo ad un cambio di decennio e ne mancano dieci per arrivare a quel 2030 di cui tutti quanti parliamo ogni giorno. Ecco, vorrei, alla vigilia di Natale del 2019, che ci ricordassimo che ci restano solo dieci anni, ci restano solo dieci anni per fare quello che dobbiamo fare e convertire l'Italia.

Proviamo a far sì - e chiudo, Presidente - che quest'anno che sta per iniziare sia un anno di svolta e che la prossima legge di bilancio non sia ancora una volta una legge difensiva, ma la legge con cui mettiamo a sistema le misure che trasformano l'Italia profondamente. Abbiamo un anno di tempo: noi ci saremo, ma non ci saremo più per chi avrà meno coraggio di questo.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Tasso. Ne ha facoltà.

ANTONIO TASSO (MISTO-MAIE). Grazie, Presidente, e buongiorno a tutti in quest'Aula. In una famosa trasmissione televisiva del 1985, si chiamava Quelli della notte, del mio conterraneo Renzo Arbore, il musicista Massimo Catalano, che era uno dei tanti protagonisti, divenne famoso - lo era già perché era un famoso jazzista - e citato per le sue umoristiche affermazioni lapalissiane, definite appunto “catalanate”, con cui concludeva i suoi interventi. Meglio essere belli, ricchi e in salute piuttosto che brutti, poveri e malati.

Certo, allora, in riferimento all'odierna Assemblea, sarebbe stato meglio dibattere di un provvedimento perfetto, dirimente e che accontenti tutti piuttosto che un provvedimento migliorabile, interlocutorio e che sollevi qualche perplessità. Il realismo, però, è sempre necessario in dosi massicce e ci dice che nel caso di questa legge di bilancio la normalità del risultato deve essere accolta con sollievo, perché, a mio parere, lo scorso settembre non era affatto scontata l'idea di riuscire a scrivere un provvedimento fondamentale come la legge di bilancio, cuore dell'attività legislativa del Parlamento, che potesse assolvere alle funzioni previste dall'articolo 81 della nostra Costituzione.

Quindi, con un Governo appena insediato, che, pronti, via, ha dovuto presentare la Nota di aggiornamento al DEF e poi scrivere la legge di bilancio in condizioni oggettivamente difficili e ovviamente in salita, considerando gli ormai ultra famigerati 23 miliardi occorrenti per evitare un aumento dell'IVA, che avrebbe avuto un peso negativo sulle famiglie di circa 600 euro annui, dicevo, con un Governo appena insediato, essere ottimisti aveva molto di esercizio fideistico. In ogni caso, lo scorso anno la legge di bilancio fu approvata fra Natale e Capodanno con una maggioranza diversa e un diverso Governo tra varie tribolazioni. In conclusione, è questa una legge innovativa, rivoluzionaria, coraggiosa? Certo che no, ma, date le premesse accennate, questa finanziaria può essere una base per cominciare a costruire dal prossimo anno e far partire quelle iniziative riformatrici che diano risposte su salute, lavoro, occupazione e industria.

Pertanto, Presidente, la componente MAIE voterà favorevolmente a questa legge di bilancio e mi prendo la libertà di augurare a lei e a tutti i presenti buon Natale, felici festività e che il prossimo anno sia foriero di soddisfazioni per tutti (Applausi dei deputati del gruppo Misto-MAIE-Movimento Associativo Italiani all'Estero).

PRESIDENTE. Deputato Tasso, la ringrazio e ricambio gli auguri a lei, a tutta l'Assemblea e al Governo qui presente.

Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Lupi. Ne ha facoltà.

MAURIZIO LUPI (M-NI-USEI-C!-AC). Grazie, signor Presidente. Diciamo subito che voteremo “no” a questa legge di bilancio, e voteremo “no” non perché non siamo convinti e d'accordo sul fatto che questa legge di bilancio almeno su un elemento abbia visto tutti, maggioranza e opposizione, concordi, e cioè il bloccare l'aumento dell'IVA. Questa legge di bilancio evita l'aumento dell'IVA, e questo devo dire che è un elemento condivisibile, ma voteremo “no” perché una legge di bilancio si deve ispirare essenzialmente ad un elemento, ad un principio cardine, che è quello di aiutare a guardare al futuro, al futuro dell'anno prossimo, al futuro del triennio che la legge di bilancio affronta, mettendo al centro lo sviluppo, il welfare, un welfare che sia corretto e l'attenzione ad un macigno che ci portiamo dietro…

PRESIDENTE. Deputato Buffagni! Deputato Buffagni, per favore, silenzio.

MAURIZIO LUPI (M-NI-USEI-C!-AC). …un macigno che ci portiamo dietro che si chiama debito pubblico, che prima o poi dovremo avere il coraggio di affrontare e che nessuna legge di bilancio fino ad oggi ha avuto il coraggio di affrontare, lo ha ricordato nel suo intervento il collega Tondo. Voteremo “no” perché questa legge di bilancio non crea le condizioni perché nei prossimi anni ci sia lo sviluppo. Lo sviluppo - è molto semplice - si basa su alcuni cardini fondamentali: il primo, liberare risorse. Per liberare risorse, bisogna abbassare le tasse, abbassare le tasse sulle imprese, bisogna abbassare le tasse sul lavoro, bisogna liberare le energie che possono venire dalla società civile, si chiama meno burocrazia.

Bisogna, e lo abbiamo visto prima - sembrava un dibattito fuori tema, ma era un dibattito nel tema -, che uno Stato civile, uno Stato che vuole garantire il futuro, il proprio futuro, deve garantire la certezza del diritto, sia dal punto di vista dei procedimenti civili sia dal punto di vista dei procedimenti penali. E, infine, uno Stato che vuole guardare al proprio futuro, una legge di bilancio che vuole porre le condizioni per il futuro nei prossimi tre anni deve garantire un welfare più efficiente. Questo non accade, e non accade perché - vogliamo fare un esempio molto concreto - per esempio, in nome di un'idea di Stato etico, si introducono nuove tasse, che sembrano tasse buone, tasse che vogliono educare, ma che alla fine hanno un unico risultato, che è quello di bloccare lo sviluppo. La sugar tax e la plastic tax sono esattamente questo, e, per farlo comprendere, voglio fare due esempi molto semplici. Uno è di enorme attualità, si chiama delocalizzazione. Lo sviluppo lo danno le imprese: se le imprese si delocalizzano non chissà dove, ma in Europa, vuol dire che qui non si produce lavoro e lo si produce da altre parti. L'amministratore delegato di Coca-Cola, di uno degli stabilimenti che produce Coca-Cola dice: perché devo continuare a produrre qui in Italia, se in un'altra nazione dell'Europa pago di meno? Il Governo - c'è qui il Ministro Di Maio - ha combattuto molto, ha lavorato molto, quando lui era Ministro dello Sviluppo economico, per esempio per impedire la delocalizzazione di Whirlpool, ha discusso a lungo. Voi sapete che Whirlpool - a chi non lo sa glielo spieghiamo in maniera molto semplice - produce elettrodomestici. Gli elettrodomestici devono essere imballati e, per essere imballati, hanno bisogno di una roba che si chiama plastica che li avvolga. Bene, se oggi, da un giorno all'altro, il costo di questo processo aumenterà di 45 centesimi al chilo, dopo che la plastica costa 0,95, ma in Polonia, per esempio, questo non accade - e la Polonia è in Europa, non è fuori dall'Europa -, Whirlpool dove produrrà le proprie lavatrici? Dove metterà il proprio processo produttivo, in Italia o in Polonia, che è in Europa? È evidente che il risultato sarà quello non dello sviluppo, ma della delocalizzazione. Meno lavoro e, a questo punto, più costi. Quali saranno i costi? Provate a pensarci: quant'è l'introito che si mette sulla sugar tax e sulla plastic tax? Se andranno in cassa integrazione dei lavoratori, chi li pagherà? Su quali conti andranno quelle risorse per i lavoratori che saranno messi in cassa integrazione perché un intero comparto, quello della plastica, dovrà ovviamente non reggere più la concorrenza e non sarà più in grado di stare sul mercato?

Ricorda tanto quella odiosa tassa messa sulla nautica: allora il problema erano i ricchi, ovviamente, bisognava far piangere i ricchi; oggi il problema è l'ambiente, e quindi bisogna far piangere tutti quelli che - al di là che poi, magari, lo fanno rispettando l'ambiente - per esempio producono plastica. Vi ricordate che cosa accadde su quell'odiosa tassa sulla nautica? Che un settore di eccellenza, che era quello della nautica italiana, venne messo in ginocchio a tal punto che quell'introito che era previsto nella legge di bilancio, 250 milioni, non produsse assolutamente nulla. La nautica andò in ginocchio, divennero attrattivi i porti della Francia e i porti della Croazia e un intero settore di eccellenza chiuse. Solo dopo un intervento di nuovo del Governo, oggi abbiamo una nautica che è in grado di competere.

Debito pubblico: il debito pubblico non diminuisce, aumenta di nuovo, altri 16 miliardi, in nome ovviamente del lavoro, in nome dell'occupazione, degli SU, in nome di tutte le cose belle e buone che si possono fare. Ma prima o poi, vogliamo ridurlo questo debito pubblico? E come si fa a ridurre il debito pubblico? Lo Stato deve fare un passo indietro, bisogna avere il coraggio di far fare allo Stato un passo indietro e questo non accade, signor Presidente, e non accade semplicemente perché, mentre ci riempiamo la bocca di diminuzione del debito pubblico, questo Governo inizia a parlare di invasione e invadenza dello Stato in tutti i settori. Nazionalizzazione: mettiamo soldi nell'Ilva per nazionalizzare, mettiamo un miliardo e 400 milioni in Alitalia per nazionalizzarla e seguire le indicazioni della senatrice Lupo del MoVimento 5 Stelle, mettiamo e parliamo di nazionalizzazione delle concessioni autostradali, cioè uno Stato che, anziché ritirarsi, diventa invadente, anziché dare l'indirizzo ed esercitare il controllo, inizia ad essere sempre più espansivo, dimostrando meno efficienza, più burocrazia e più costi che poi pagano i cittadini. Questa è la ragione per cui poi le tasse non si possono diminuire. Infine - e concludo signor Presidente - un altro elemento concreto che fa capire il nostro voto contrario è quello dell'abolizione della cedolare secca, per esempio sul commercio e sugli artigiani. Ci si riempie la bocca - e concludo veramente - della riqualificazione delle periferie e non ci si accorge che un negozio che spegne la propria luce non è solo un'attività in meno, ma è una presenza, in quella periferia, di controllo e di vivacità di una società. Far pagare, non far agevolare, togliere l'agevolazione della cedolare secca vuol dire non permettere, non incentivare che quel negozio, quel piccolo artigiano che è nelle periferie delle nostre città, non solo possa continuare a fare la propria attività, ma possa essere un segno di presenza, di vitalità, in un tessuto delle nostre grandi città fondamentale. Questa è la ragione, signor Presidente, perché convintamente voteremo no (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Noi con l'Italia-USEI-Cambiamo!-Alleanza di Centro e di deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Pastorino. Ne ha facoltà.

LUCA PASTORINO (LEU). Grazie signor Presidente, io occuperò meno del tempo che mi è concesso, in quanto sono le tre e un quarto, insomma. Però tenevo a precisare alcune questioni: anche a noi, anche a me è dispiaciuto non poter affrontare alcuni temi nella legge di bilancio, quindi non avere la seconda lettura alla Camera, però ricordo a chi in questi giorni si è fatto letteralmente esplodere su questo tema che questo è un Governo nato da pochi mesi. Stasera il collega Molteni ha detto che il Governo precedente sarebbe caduto sulla giustizia. Io credo che sia caduto per non fare questa legge di bilancio, lo dico sinceramente, l'ho sempre detto e lo ribadisco anche stasera. E ricordo anche, a chi sempre ha poca memoria, la manovra del 2019, non per giustificare quello che è successo quest'anno, ma la manovra del 2019 è stata approvata alla Camera l'8 dicembre e in quel tempo io e il collega Fassino eravamo in Commissione bilancio e possiamo testimoniare il fatto che non toccammo praticamente palla, come si dice, quindi insomma non producemmo gli effetti desiderati; poi arrivò al Senato e venne presentato un maxiemendamento, licenziato il 23 dicembre: allora quello sì che conteneva diciamo le norme quelle più importanti, quelle sul reddito di cittadinanza e su “quota 100” e noi l'approvammo in quest'Aula il 30 dicembre, senza di nuovo ritoccare palla. Lo dico perché la scusa dell'infrazione europea c'era, ma c'era soprattutto anche una mancanza di accordo politico su certi temi. Lo dico soprattutto perché auspico che la prossima legge di bilancio possa essere magari pensata e predisposta con largo anticipo, con politiche economiche in grado di poter essere osservate e valutate da tutti e quindi conoscere un iter normale. Ho sentito anche tante cose inesatte nel corso del dibattito, ne cito una per citarne tante: una collega della Lega, in discussione generale, ha puntato il dito anche sul fatto che l'unificazione IMU-TASI avrebbe prodotto chissà quali aumenti di tasse.

Ricordo alla collega della Lega che, in Commissione finanze, di cui faccio parte, la prima proposta di unificazione IMU-TASI era stata presentata dal collega Gusmeroli, ma questo solo per la cronaca, perché si dicono tante cose, mi sembra un po' di tornare alla discussione sul MES, che tu entravi in un bar e la gente parlava del MES come se fosse la partita di calcio della sera precedente e nessuno sapeva nulla, così come sulla plastic tax, che noi sosteniamo dal punto di vista dell'idea, no, del concetto, del percorso della riduzione della plastica. Forse all'inizio c'è stato un intervento un po' maldestro, un po' troppo ampio, che però è stato diciamo ripristinato, ridimensionato e oggi - lo dico perché magari qualcuno che ha letto male il testo non lo sa - parliamo di un'imposta sul consumo di manufatti in plastica sul singolo impiego - si chiama maxi, questo è il termine - ad esclusione dei manufatti compostabili dei dispositivi medici e dei maxi adibiti a contenere e a proteggere medicinali e in più è stato anche inserito un 10 per cento di credito d'imposta per adeguamenti tecnologici per la produzione di materiali compostabili. Questa è la plastic tax che risuona in quest'Aula, insieme alla sugar tax, da giorni a questa parte, proprio per capire di cosa stiamo parlando, perché altrimenti non ci spieghiamo. Poi è stato citato dal collega Lupi anche l'esempio della Coca Cola: mi spiace dirlo, ma la Coca Cola, dove c'è la sugar tax o la plastic tax non è che ha smesso di produrre, lo fa in Francia, lo fa in Gran Bretagna, lo fa in Nuova Zelanda, insomma, voglio dire, è chiaro che questo Governo - e io sono di quest'idea - chiaramente valuterà, monitorerà anche diciamo gli effetti delle misure che sono state presentate, perché questo è anche il nostro compito, di verificare le misure che vengono introdotte. Cito alcuni interventi che secondo me vale la pena citare: cito gli interventi sui comuni, che sono stati tanti. Ringrazio anche perché finalmente è stato ripristinato il ristoro del minor gettito a seguito dell'introduzione della TASI, che è una cosa che il Viceministro Castelli annuisce, perché sa che lo chiedevo in minoranza più e più volte, è stato incrementato il fondo di solidarietà comunale. La questione delle sterilizzazioni delle clausole IVA viene derubricata come una cosetta, ma invece è una cosa assolutamente importante, l'intervento sul cuneo fiscale anche, il fatto che appunto venga mantenuto quota 100, opzione donna, l'APE social, il reddito minimo sono tutti successi di un Governo che, ripeto, ha lavorato in poco tempo. Segnalo anche l'introduzione del fondo disabilità e non autosufficienza, che segnano un elemento di discontinuità importante, così come discontinuità, tanto per rinfrescare l'idea a qualcuno che magari si dimentica, secondo me il fatto che è prevista l'indicizzazione del 100 per cento anche sulle pensioni, anche per importi pari a 4 volte il trattamento minimo dell'INPS è un primo passo, che introduce diciamo un elemento di discontinuità contro la legge di bilancio dell'anno scorso, che aveva eliminato queste indicizzazioni, quindi sono state tagliate le pensioni dal Governo precedente. Ok? Quindi questo, voglio dire, segna comunque un'inversione di tendenza, che mi faceva piacere segnalare. È stato citato dal Viceministro Misiani come questo Governo, primo fra tutti, abbia impiegato tante risorse per la valorizzazione dei Vigili del Fuoco, una battaglia che abbiamo condiviso già in Commissione finanze, in sede di discussione del decreto fiscale, con delle polemiche inutili, che poi hanno trovato diciamo un esito molto positivo all'interno del testo, così come lo scorrimento delle graduatorie del 2016 e assunzioni. Ho tenuto per ultimo la sanità non perché sia l'ultima, ma perché penso che siano stati molto importanti e decisivi anche gli interventi in questo settore, poi non se ne parla, ma l'altro giorno è stato approvato il rinnovo contrattuale per i dirigenti medici, che è una cosa che non veniva fatta da tanti, tanti anni. Il superticket abolito da ottobre è un altro grande risultato. Mi soffermo sull'edilizia sanitaria, perché questi due miliardi per l'ammodernamento dedicati appunto all'edilizia sanitaria sono anche questi un segno di forte discontinuità e ve lo dice uno che viene dalla Liguria: la Liguria è una regione che è amministrata da cinque anni dal centrodestra, non da cinque giorni, e a cinque mesi dalle elezioni ci sono dei pazienti oncologici del San Martino di Genova, che è la più grande struttura della Liguria, che devono prendersi un autobus per andare a farsi curare a Savona, in un altro ospedale. Si dirà che quelli di prima, di cinque anni prima, come è stato detto dall'assessore Viale, sono quelli che hanno sbagliato la programmazione. Beh, insomma, io credo che in cinque anni ci possa essere il tempo per pianificare le risorse e diciamo ridistribuire anche il giusto peso alle strutture sanitarie del nostro territorio. Questo fa la legge di bilancio. Poteva fare di più? Probabilmente sì, potevamo aver avuto ancora più tempo, ma credo che sia un buon risultato e quindi, con gli auguri di Natale, annuncio il voto favorevole del gruppo di LEU, grazie (Applausi dei deputati del gruppo Liberi e Uguali).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto la deputata Boschi. Ne ha facoltà.

MARIA ELENA BOSCHI (IV). Grazie Presidente. Onorevoli colleghi, lo scorso anno più volte mi sono alzata dai banchi dell'opposizione criticando aspramente il Governo Lega-MoVimento 5 Stelle per la gestione parlamentare della legge di bilancio. Quest'anno sarebbe semplice cercare degli alibi, dicendo delle cose vere e oggettive, cioè questo Governo ha giurato il 5 di settembre, quindi ha dovuto lavorare in tempi stretti, in condizioni di urgenza, direi quasi di emergenza e sicuramente ci sono delle differenze sostanziali nella gestione di quest'anno della legge di bilancio rispetto all'anno precedente. Quantomeno il Governo non ha presentato una nuova legge di bilancio il 22 dicembre, cambiando i saldi a differenza di quello che ha fatto il Governo l'anno scorso. Ciò nonostante, come forze di maggioranza che sostengono il Governo ci assumiamo insieme al Governo la responsabilità di una gestione che non possiamo ritenere del tutto soddisfacente perché sappiamo che la Camera ha dovuto esaminare il testo in modo molto rapido senza avere la possibilità di apportare delle modifiche. Speriamo ovviamente che non succeda nuovamente in futuro e tuttavia sentiamo di poter respingere al mittente le critiche provenienti dai banchi della Lega perché l'anno scorso al Governo si sono resi protagonisti di una gestione ancora meno efficiente, per così dire rispettosa delle prerogative parlamentari della legge di bilancio.

Lo scorso anno più volte ho criticato la legge di bilancio come una legge di bilancio fantasma, una legge di bilancio che non c'era realmente nella discussione avuta alla Camera perché, come hanno ammesso gli stessi colleghi della Lega durante la discussione in Commissione Bilancio quest'anno, l'anno scorso la legge di bilancio è stata completamente cambiata: ci ricordiamo che il deficit è passato dal 2,4 per cento della proposta iniziale presentata dal Governo al 2 per cento soltanto un mese dopo, perché la legge di bilancio lo scorso anno è stata scritta di fatto a Bruxelles con buona pace dei sovranisti. Allora quest'anno c'è già una prima novità importante: la legge di bilancio è stata scritta dal Governo italiano, è stata scritta e votata dal Parlamento in Italia (Applausi dei deputati del gruppo Italia Viva). Il Governo ha un merito ulteriore: grazie all'azione di questo Governo il nostro Paese ha riacquistato credibilità a livello internazionale. L'anno scorso eravamo considerati il problema in Europa, l'anello debole, gli osservati speciali non soltanto nella Comunità europea ma anche nella comunità atlantica. Quest'anno non è più così: forse non siamo la soluzione del problema ma di sicuro non siamo più il problema (Applausi dei deputati del gruppo Italia Viva). Abbiamo riacquistato credibilità, abbiamo riacquistato considerazione e credo che questo sia già un risultato importante di questi primi mesi di attività del nostro Governo.

Sappiamo benissimo, Presidente, che il 2019 non è stato un anno bellissimo; eppure, sappiamo che avrebbe potuto essere catastrofico senza le scelte coraggiose compiute ad agosto, perché oggi ci saremmo potuti trovare in una situazione in cui sostanzialmente non ci sarebbe stato ancora un Governo insediato dopo la campagna elettorale, in cui probabilmente saremmo stati prossimi all'esercizio provvisorio con il Paese in recessione e il 1° gennaio sarebbe aumentata l'IVA; probabilmente avremmo vissuto la legislatura più breve della storia. E, invece, grazie alla serietà e al senso di responsabilità che le forze politiche di maggioranza hanno assunto ad agosto, oggi abbiamo evitato l'aumento dell'IVA, oggi abbiamo un Paese che ha la possibilità di crescere il prossimo anno ancora non quanto vorremmo ma sicuramente ci sono dei segnali incoraggianti, di fiducia per il prossimo anno. Già questo dà la misura della grossa differenza di questo Governo rispetto a quello Lega-MoVimento 5 Stelle e dà la misura dell'impegno delle donne e degli uomini di Italia Viva che, con visione e con coraggio, hanno sostenuto la nascita di questo Governo e continuano a sostenere questo Governo (Applausi dei deputati del gruppo Italia Viva). Abbiamo assunto un impegno ad agosto, cioè evitare che aumentasse l'IVA ed evitare che le famiglie italiane pagassero in media 700 euro in più all'anno di tasse, e abbiamo mantenuto l'impegno, sterilizzando oltre 23 miliardi di clausole di salvaguardia per il prossimo anno. Certo il disegno di legge di bilancio di quest'anno non è stata annunciato con promesse roboanti: sicuramente abbiamo fatto previsioni più prudenti sul PIL del prossimo anno ma che saremo in grado di mantenere a differenza di quelle dell'anno precedente; abbiamo usato parole di prudenza, parole di verità. Il balcone di Palazzo Chigi per fortuna è rimasto chiuso quest'anno (Applausi dei deputati del gruppo Italia Viva) e abbiamo visto che è cambiato lo stile in questo Governo come il Presidente del Consiglio ha detto fin dalla presentazione del programma di Governo qui, in Parlamento. Abbiamo cambiato stile: è vero in questo anno tante cose sono cambiate, piccole o grandi. Mi ricordo quando venivo nella precedente legislatura come Ministro per i Rapporti con il Parlamento a porre la questione di fiducia in quest'Aula e venivo interrotta dalle urla e a volte anche dagli insulti dei colleghi dell'opposizione, molti facevano parte del MoVimento 5 Stelle, e che oggi ovviamente con tutt'altra civiltà accoglie il Ministro D'Incà e io credo che sia un segnale positivo, che sia un segnale buono che ci possa essere un tono diverso, uno stile diverso in quest'Aula.

Ecco sono altrettanto contenta che ci sia uno stile diverso quando si affrontano questioni delicate per il Paese. Fino a due anni fa ogni volta che si è stati costretti a intervenire per salvare delle banche in difficoltà, magari senza mettere nemmeno un centesimo di soldi pubblici, si è scatenata una gogna mediatica, una caccia all'uomo, o alla donna, sui social. Adesso è diverso si interviene giustamente per salvare banche in difficoltà, lo si fa magari mettendo 900 milioni di risorse pubbliche e questo senza cercare alibi verso capri espiatori (Applausi dei deputati del gruppo Italia Viva) con grande civiltà, con grande serietà e senso di responsabilità, come è giusto che sia: anche questo secondo me è positivo.

Abbiamo cambiato maggioranza a Palazzo Chigi, abbiamo cambiato stile in quest'Aula: adesso la priorità però è cambiare passo all'economia del nostro Paese. Credo che il disegno di legge di bilancio vada nella giusta direzione. Ci sono misure importanti che ci portano come gruppo di Italia Viva a votare convintamente a favore del disegno di legge di bilancio. Sicuramente ci sono misure importanti per il settore dell'agricoltura, dall'innovazione, all'estensione di Industria 4.0 anche all'agricoltura, al sostegno all'imprenditoria femminile in agricoltura. Ci sono oltre 600 milioni in più destinati al sostegno delle nostre famiglie, delle famiglie italiane. Come Italia Viva abbiamo presentato emendamenti che sono stati votati e condivisi, di sostegno alle persone con disabilità, anche a quelle scuole paritarie che accolgono bambini e ragazzi, bambine e ragazze con disabilità: misure giuste che vanno nella giusta direzione. Ci sono anche delle cose che ci convincono meno nel disegno di legge di bilancio: lo abbiamo detto fin dal primo giorno. Sicuramente c'è stato un lavoro importante all'interno del Governo con la maggioranza per trovare soluzioni. Siamo contenti che si sia arrivati a soluzioni per quanto riguardava la norma sulle auto aziendali; sono stati fatti grandi passi in avanti sulla sugar e plastic tax perché sappiamo che la sugar tax è stata rinviata ad ottobre, la plastic tax a luglio con una riduzione di oltre l'80 per cento rispetto alle previsioni iniziali. Speriamo che i prossimi mesi servano per cancellare del tutto sugar tax e plastic tax che ancora non ci convincono e lo diciamo con grande serenità e con grande fermezza. Noi non abbiamo fatto la battaglia per cancellare sugar tax e plastic tax per fare un favore alle multinazionali come ha sostenuto qualcuno (Applausi dei deputati del gruppo Italia Viva). Noi abbiamo fatto questa battaglia a difesa dei lavoratori italiani, delle aziende italiane, dei prodotti italiani: dalle arance della Sicilia alla barbabietola da zucchero in Veneto alle nostre aziende in Emilia-Romagna. È una battaglia che abbiamo fatto per i nostri cittadini e per le nostre aziende. Allora questa è la migliore legge di bilancio possibile? Forse no, però è sicuramente migliore rispetto alla legge di bilancio dello scorso anno. Adesso ci attendono alcuni giorni di riposo, forse di tregua (possiamo definirli così) ma alla ripresa, a gennaio, abbiamo bisogno di ripartire con ancora più convinzione, con ancora più entusiasmo perché è necessario acce