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CAMERA DEI DEPUTATI
Martedì 30 luglio 2019
230.
XVIII LEGISLATURA
BOLLETTINO
DELLE GIUNTE E DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI
Cultura, scienza e istruzione (VII)
COMUNICATO
Pag. 70

TESTO AGGIORNATO AL 31 LUGLIO 2019

SEDE REFERENTE

  Martedì 30 luglio 2019. — Presidenza del presidente Luigi GALLO. — Interviene il sottosegretario di Stato per i beni e le attività culturali Gianluca Vacca.

  La seduta comincia alle 10.45.

Sulla pubblicità dei lavori.

  Luigi GALLO, presidente, ricorda che è stato chiesto che la pubblicità dei lavori sia assicurata anche mediante gli impianti audiovisivi a circuito chiuso. Non essendovi obiezioni, ne dispone l'attivazione.

DL 59/2019: Misure urgenti in materia di personale delle fondazioni lirico-sinfoniche, di sostegno del settore del cinema e audiovisivo e finanziamento delle attività del Ministero per i beni e le attività culturali e per lo svolgimento della manifestazione UEFA Euro 2020.
C. 2019 Governo, approvato dal Senato.
(Seguito dell'esame e rinvio).

  La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato nella seduta del 29 luglio 2019.

  Luigi GALLO, presidente, avverte che sono state presentate circa 110 proposte emendative (vedi allegato), alcune delle quali presentano profili di criticità relativamente alla loro ammissibilità. In proposito, ricorda che, trattandosi di un decreto-legge, vige uno speciale regime di ammissibilità delle proposte emendative, che è stabilito dall'articolo 96-bis, comma 7, del Regolamento, ai sensi del quale non Pag. 71possono ritenersi ammissibili le proposte emendative che non siano strettamente attinenti alle materie oggetto dei decreti-legge. Precisa che tale criterio risulta più restrittivo di quello dettato, con riferimento agli ordinari progetti di legge, dall'articolo 89 del Regolamento, il quale attribuisce al Presidente la facoltà di dichiarare inammissibili gli emendamenti e gli articoli aggiuntivi che siano estranei all'oggetto del provvedimento. Ricorda, inoltre, che la lettera circolare del Presidente della Camera del 10 gennaio 1997 sull'istruttoria legislativa precisa che, ai fini del vaglio di ammissibilità delle proposte emendative, la materia deve essere valutata con riferimento «ai singoli oggetti e alla specifica problematica affrontata dall'intervento normativo». Fa presente che la necessità di rispettare rigorosamente tali criteri si impone ancor più a seguito della sentenza della Corte Costituzionale n. 22 del 2012 e di alcuni richiami del Presidente della Repubblica.
  Alla luce dei criteri richiamati, comunica che sono da considerarsi inammissibili le seguenti proposte emendative, che recano disposizioni non strettamente connesse o consequenziali a quelle contenute nel testo del decreto-legge: 1.65 Ascani che prevede forme di sostegno al reddito per lavoratori dello spettacolo inoccupati; 1.01 Aprea che prevede un fondo in favore di artisti e artigiani; 1.02 Aprea che proroga il termine per l'adeguamento degli statuti delle bande musicali e di altri enti; 1.03 Aprea che istituisce un fondo per la valorizzazione delle bande musicali; 1.04 Aprea che prevede norme in materia di bande musicali; 1.05 Mollicone che reca norme in materia di organizzazioni interne del MIBAC; 1.06 Mollicone che reca norme in materia di teatri; 1.07 Mollicone che prevede disposizioni fiscali di favore per alcune forme di spettacolo; 1.08 Ascani che prevede l'applicazione della CIG (Cassa integrazione guadagni) ai lavoratori dello spettacolo; 2.1 Aprea che istituisce il Comitato 150 anni di Roma Capitale; 2.3 Aprea che reca un'autorizzazione di spesa per la remunerazione del prestito eseguito da biblioteche e discoteche di Stato; 2..2 Aprea in materia di celebrazioni per i 700 anni dalla morte di Dante; 2.4 Ascani che reca un'autorizzazione di spesa per la remunerazione del prestito eseguito da biblioteche e discoteche di Stato; 3.01 Mollicone che istituisce presso il MISE un Consiglio degli operatori radiofonici; 3.02 Mollicone che obbliga le piattaforme radiofoniche a depositare un indirizzo IP informatico; 3.03 Palmieri che reca misure per il sostegno delle imprese del settore musicale; 3-bis.01 Di Giorgi che reca misure per il sostegno delle imprese del settore musicale; 4.2 Mollicone che reca misure in materia di individuazione delle aree per l'allestimento di attività di spettacolo viaggiante; 4-bis.01 Aprea che modifica l'articolo 6 del DL 78/2010, concernente riduzioni dei costi degli apparati amministrativi; 4-bis.02 Aprea che detta disposizioni in materia di Art Bonus; 4-bis.03 Aprea che prevede agevolazioni in favore delle imprese che assumono giovani artisti o artigiani o investono in arte e cultura; 5-bis.4 Deidda che prevede uno stanziamento in favore dell'Accademia di Belle Arti «Mario Sironi» di Sassari; 5-bis.01 Aprea che detta norme per realizzare il censimento e la mappatura dei depositi dei Musei; e 5-bis.02 Aprea che prevede la deducibilità a fini fiscali di spese per l'arte.

  Federico MOLLICONE (FDI) preannuncia che presenterà ricorso avverso il giudizio di inammissibilità pronunciato sugli emendamenti a sua firma.

  Luigi GALLO, presidente, si riserva di valutare il ricorso non appena presentato e di rispondervi nella prossima seduta. Avverte che, pertanto, gli emendamenti del deputato Mollicone dichiarati inammissibili si intendono accantonati fino alla decisione sul ricorso. Dà quindi la parola alla relatrice e al Governo, per l'espressione del parere sugli emendamenti.

  Alessandra CARBONARO (M5S), relatrice, esprime parere contrario su tutti gli emendamenti presentati.

Pag. 72

  Il sottosegretario Gianluca VACCA esprime parere conforme a quello della relatrice.

  Federico MOLLICONE (FDI), intervenendo sul complesso degli emendamenti, constata l'indisponibilità della maggioranza ad un reale confronto sulle disposizioni del decreto-legge, resa evidente dall'espressione di un parere contrario su tutti gli emendamenti presentati dalle opposizioni. Pur conoscendo le dinamiche parlamentari e pur sapendo quindi che la chiusura delle forze politiche di maggioranza è l'atteggiamento più ovvio di fronte a un provvedimento che il Governo pretende «blindato», stigmatizza tale atteggiamento di chiusura, non ritenendolo giustificato di fronte a proposte oggettivamente migliorative di un testo.

  Valentina APREA (FI), premesso di non voler intralciare il percorso legislativo del decreto-legge, anche perché tentare di farlo sarebbe inutile, invita tutti i commissari a chiudere subito una discussione che non ha altro scopo oltre a quello di dare una veste formale ad un esame di fatto inesistente.

  Anna ASCANI (PD) concorda con gli interventi dei suoi colleghi a proposito della totale mancanza di significato del lavoro che verrà svolto oggi dalla Commissione sul decreto-legge. Si tratta di un modo di procedere che mortifica la Commissione e il Parlamento. Prende atto con rammarico dell'indisponibilità della maggioranza ad un lavoro condiviso e del suo rifiuto a valutare qualsivoglia contributo migliorativo.

  Federico MOLLICONE (FDI), intervenendo sul suo emendamento 1.25, precisa che si tratta del primo di una serie di emendamenti «tecnici» volti a migliorare un testo, quello dell'articolo 1, che, invece di risolvere il problema del precariato nel settore lirico-sinfonico, come si prefigge, lo aggrava.

  La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Mollicone 1.25 e Aprea 1.1.

  Federico MOLLICONE (FDI) illustra il suo emendamento 1.29, che interviene a tutela dei lavoratori assunti a tempo determinato.

  La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Mollicone 1.29, Aprea 1.2 e Ascani 1.60.

  Federico MOLLICONE (FDI) illustra il suo emendamento 1.28 che prevede la consultazione delle organizzazioni sindacali per la stipula dei contratti di lavoro a tempo determinato. Sottolinea, in generale, la gravità dell'assenza di confronto con le parti sociali e della totale indisponibilità a questo confronto da parte di alcune sovrintendenze, che gestiscono le fondazioni alla stregua di società private e senza rispetto per i lavoratori, cui viene preclusa ogni forma partecipativa attraverso le rappresentanze a ciò preposte, e che a volte pongono in essere condotte gravemente antisindacali.

  Michele NITTI (M5S), pur comprendendo la logica inclusiva del deputato Mollicone, evidenza che il provvedimento non esclude a priori la consultazione dei sindacati, il cui avviso viene richiesto in diversi passaggi normativi.

  Federico MOLLICONE (FDI), rispondendo al deputato Nitti, osserva che, allora, a maggior ragione, il suo emendamento, non ponendosi in posizione antitetica allo spirito del provvedimento, potrebbe essere accolto.

  La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Mollicone 1.28 e Aprea 1.3.

  Federico MOLLICONE (FDI) illustra il suo emendamento 1.27, volto anch'esso ad assicurare un maggiore coinvolgimento dei lavoratori e teso in sostanza ad abbassare la tensione tra le parti sociali nel settore delle Fondazioni lirico-sinfoniche. Sottolinea che non c’è motivo di non prevedere, tra l'altro, che eventuali esuberi in una realtà siano assorbiti da un'altra, mediante Pag. 73trasferimento dei lavoratori, come in altri settori professionali. Ciò eviterebbe la dispersione di professionalità altamente qualificate, che a sua volta costringe poi alla esternalizzazione di servizi, con conseguenti costi a carico degli enti lirici.

  La Commissione respinge l'emendamento Mollicone 1.27.

  Federico MOLLICONE (FDI), intervenendo sul suo emendamento 1.30, chiarisce che esso prevede la riduzione a ventiquattro mesi della durata massima dei contratti a tempo determinato, in ossequio alla normativa dell'Unione europea su questa materia, che espressamente fissa il tetto massimo dei contratti a due anni. Sottolinea che questa misura, come le altre, esacerba, anziché risolvere, il problema del precariato. Chiede quindi al Governo chiarimenti in relazione alla scelta di stabilire una durata massima di 36 mesi, in contrasto con le direttive europee, esprimendo l'avviso che si tratti di una scelta priva di base, frutto di una stima approssimativa.

  Il sottosegretario Gianluca VACCA chiarisce che la durata massima dei contratti a tempo determinato è stata oggetto di attenta riflessione già al Senato. Il testo iniziale del provvedimento inizialmente fissava tale durata in 48 mesi, che sono poi stati ridotti a 36 nel corso dell'esame al Senato, a seguito di un confronto con le Fondazioni in relazione all'effettiva esigenza. Aggiunge che la scelta di fare riferimento ad una durata di 36 mesi ha il suo fondamento nel diritto del lavoro, che prevede una durata massima di ventiquattro mesi per il lavoro privato e di trentasei mesi per il lavoro nel settore pubblico, al quale le fondazioni possono essere attratte per molti versi.

  Federico MOLLICONE (FDI) controbatte che le fondazioni, essendo al momento enti di diritto privato, dovrebbero essere trattate come tali, almeno fino a quando – quel che personalmente auspica e riterrebbe necessario – non saranno trasformate a tutti gli effetti in enti di diritto pubblico.

  La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Mollicone 1.30 e Aprea 1.4.

  Federico MOLLICONE (FDI) illustra il suo emendamento 1.31, precisando che lo stesso intende rafforzare le garanzie dei lavoratori che, a suo avviso, non vengono tutelati dal decreto in esame, rispetto al quale, ciononostante, viene esclusa ogni possibilità di intervento migliorativo da parte dei parlamentari. Ritiene che il Governo si sia deciso a intervenire in materia di fondazioni lirico-sinfoniche solo perché costrettovi da una sentenza della Corte di giustizia dell'Unione europea, mentre avrebbe dovuto prendere l'iniziativa autonomamente. Il risultato è che, invece di proporre misure strutturali e interventi organici, il Governo si limita ad adottare una norma «tampone» che non risolve i problemi di fondo. Richiama quindi i commissari alla dignità del loro ruolo e a dichiarare pubblicamente quello che molti dicono solo in via riservata: ovvero che era giusto e necessario un confronto con il Parlamento per individuare misure adeguate a riformare il settore nel suo complesso e con un orizzonte più ampio. Di fatto il Governo in carica – che si dice «del cambiamento» – sta facendo quel che tutti i Governi precedenti hanno fatto: assecondare l’élite che di fatto spadroneggia nel mondo dell'opera.

  Marco MARIN (FI), dopo aver premesso di condividere gli emendamenti del deputato Mollicone, rileva che il compito della Commissione dovrebbe essere quello di contribuire a migliorare una proposta normativa, accogliendo le proposte emendative di buon senso, al di là delle differenti appartenenze politiche di chi le presenta. Non comprende, quindi, la posizione del Governo e della maggioranza, che si ostinano in quest'atteggiamento di chiusura che li induce a dire di dire di no a qualunque intervento migliorativo solo in quanto proveniente dalle opposizioni. A Pag. 74suo avviso, un provvedimento come quello in esame dovrebbe spingere tutti a spogliarsi della propria maglia politica per far convergere gli sforzi su misure che aiutino i lavoratori delle fondazioni lirico-sinfoniche.

  La Commissione respinge l'emendamento Mollicone 1.31.

  Federico MOLLICONE (FDI) illustra il suo emendamento 1.32, che vuole tutelare i diritti dei lavoratori precari anche nell'ambito dell'indotto del settore delle fondazioni lirico-sinfoniche.

  La Commissione respinge l'emendamento Mollicone 1.32.

  Federico MOLLICONE (FDI) illustra il suo emendamento 1.33, che non intende modificare il provvedimento in senso strutturale, ma offre – come gli altri emendamenti a sua firma – proposte intese a fornire maggiori tutele ai lavoratori del settore lirico-sinfonico. Invita quindi i colleghi della maggioranza a prendere in considerazione la possibilità di approvare l'emendamento, senza piegarsi alle logiche di partito.

  La Commissione respinge l'emendamento Mollicone 1.33.

  Federico MOLLICONE (FDI), intervenendo sul suo emendamento 1.34, specifica che lo stesso è volto a tutelare i lavoratori stagionali che, spesso con straordinarie professionalità e capacità, svolgono mestieri difficili, che si pongono a metà strada tra l'artigianale e l'artistico. Si tratta di maestranze che dovrebbero essere tutelate con la pienezza di tutele che si riserva ai dipendenti pubblici. Sottolinea, del resto, che il rappresentante del Governo ha di fatto riconosciuto la natura pubblica delle fondazioni lirico-sinfoniche.

  Il sottosegretario Gianluca VACCA nega di aver parlato di natura pubblica delle fondazioni lirico-sinfoniche.

  Federico MOLLICONE (FDI) replica che tanto il ragionamento del Governo, quanto l'impianto del provvedimento, a cominciare dalla scelta di fissare in 36 mesi la durata dei contratti a tempo determinato, si basano sul presupposto che le fondazioni sono in sostanza organismi di diritto pubblico. Esorta il Governo a prenderne atto e a presentare finalmente un provvedimento organico di riforma del settore basato su questo presupposto fin qui denegato, ma che di fatto ispira tutte le scelte.

  La Commissione respinge l'emendamento Mollicone 1.34.

  Federico MOLLICONE (FDI), intervenendo sul suo emendamento 1.35, chiarisce che lo stesso è ispirato a una logica di coerenza: se gli stagionali devono essere esclusi dalle tutele, allora dovrebbero essere esclusi anche i lavoratori impiegati per Festival e specifiche stagioni.

  La Commissione respinge l'emendamento Mollicone 1.35.

  Federico MOLLICONE (FDI), dopo aver precisato che anche l'emendamento 1.26 è finalizzato alla maggiore tutela dei lavoratori, rivolge un nuovo appello alla maggioranza affinché abbia un ripensamento su una misura che è in favore dei lavoratori e contro un approccio solo burocratico e ministeriale alle questioni del comparto, che andrebbe compreso in una logica più politica.

  La Commissione respinge l'emendamento Mollicone 1.26.

  Federico MOLLICONE (FDI) illustra il suo emendamento 1.37, che tende ad ampliare i casi in cui è previsto un risarcimento del danno in favore dei lavoratori.

  La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Mollicone 1.37 e Aprea 1.5.

Pag. 75

  Federico MOLLICONE (FDI) illustra il suo emendamento 1.36 e ne raccomanda l'approvazione.

  La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Mollicone 1.36, Aprea 1.6, Ascani 1.61, Aprea 1.7 e 1.8, Mollicone 1.38 e 1.40.

  Federico MOLLICONE (FDI) illustra il suo emendamento 1.39 e ne raccomanda l'approvazione.

  La Commissione respinge l'emendamento Mollicone 1.39.

  Federico MOLLICONE (FDI), intervenendo sull'emendamento Frassinetti 1.41, di cui è cofirmatario, specifica che esso valorizza il ruolo delle organizzazioni sindacali nelle procedure assunzionali e invita i colleghi ad approvarlo, votando in autonomia, come singoli deputati che pensano con la propria testa, e non come soggetti pregiudizialmente schierati.

  La Commissione respinge l'emendamento Frassinetti 1.41.

  Federico MOLLICONE (FDI), illustrando il suo emendamento 1.42, riferisce che le organizzazioni sindacali si sono dichiarate contrarie all'impostazione del decreto-legge, che in effetti deve essere stato concepito da qualche consulente tecnico del ministro che non ha tenuto in alcun conto le istanze dei lavoratori, il che conferma che quelli spesi per le consulenze sono spesso soldi buttati.

  La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Mollicone 1.42, Aprea 1.9, 1.10 e 1.11 e Ascani 1.62.

  Luigi GALLO, presidente, riferendosi all'ultimo intervento del deputato Mollicone, osserva che non è opportuno chiamare in causa gli uffici del Ministero, anche perché la responsabilità politica è posta in capo al ministro, che ha avallato l'atto.

  Federico MOLLICONE (FDI) osserva che funzionari e burocrati – i cosiddetti i tecnici – sono pagati con soldi pubblici e dovrebbero stare al loro posto, astenersi dall'imporre la loro personale visione politica e, in quanto dipendenti dello Stato, sottostare alla vigilanza e al controllo politico, specialmente quando ricevono stipendi molto alti.

  Alessandro FUSACCHIA (MISTO-+E-CD) invita il deputato Mollicone a non scagliarsi contro i tecnici con affermazioni irragionevoli che non possono essere passate sotto silenzio. Rileva che i tecnici hanno precise responsabilità e compiti: devono trovare i mezzi e le soluzioni per raggiungere gli obiettivi della politica. Spetta però ai politici sia dare indirizzi concreti e indicare obiettivi realistici e raggiungibili, sia valutare se le soluzioni proposte dai tecnici sono idonee e funzionali agli obiettivi. Se qualcosa non funziona, la colpa va imputata ai politici, che a volte non sono in grado per il proprio limite di capire le proposte tecniche, e non – e salvi i casi patologici che sempre sono possibili – a chi adopera la propria capacità e professionalità per individuare lo strumento con cui attuare un indirizzo politico.

  Federico MOLLICONE (FDI) risponde al deputato Fusacchia dichiarando il proprio rispetto per le capacità dei tecnici che svolgono la loro funzione nel rispetto del loro ruolo e precisando che con il suo intervento intendeva stigmatizzare la mancanza di capacità cognitiva di quei politici che non hanno una visione d'insieme delle questioni, cioè una visione politica, e che non sono in grado di valutare se le soluzioni proposte dai tecnici sono adeguate. Quindi, intervenendo sul suo emendamento 1.43, rimarca che gli amministratori delle fondazioni lirico-sinfoniche avrebbero il dovere di gestire nel modo migliore le loro risorse, programmando gli allestimenti in base alla loro qualità e attrattività, e dovrebbero evitare di mettere in cartellone opere dal taglio eccessivamente contemporaneo, che non fanno Pag. 76cassa e sprecano risorse, provocando poi quei dissesti finanziari che vengono pagati alla fine con soluzioni come il taglio dei contributi per i lavoratori. Auspica quindi una maggiore valorizzazione della lirica italiana tradizionale, di cui è nota l'eccellenza. Evidenzia infine che quello in esame è un emendamento bandiera, la cui approvazione dimostrerebbe che i deputati della Commissione cultura non fanno parte di un gregge, ma hanno capacità di discernimento.

  La Commissione respinge l'emendamento Mollicone 1.43.

  Federico MOLLICONE (FDI) illustra il suo emendamento 1.44, che va nella stessa direzione dei precedenti.

  La Commissione respinge l'emendamento Mollicone 1.44.

  Luigi GALLO, presidente, considerato che alle ore 13.30 è prevista una seduta delle Commissioni riunite I e VII e che l'esame degli emendamenti procede a rilento, propone di riunire immediatamente l'ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, per decidere come organizzare la prosecuzione dei lavori sul decreto-legge. Preso quindi atto che i rappresentanti dei gruppi presenti concordano, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.

  La seduta termina alle 13.10.

UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI

  Martedì 30 luglio 2019.

  L'ufficio di presidenza si è riunito dalle 13.10 alle 13.25.

SEDE REFERENTE

  Martedì 30 luglio 2019. — Presidenza del presidente Luigi GALLO. — Interviene il sottosegretario di Stato per i beni e le attività culturali Gianluca Vacca.

  La seduta comincia alle 19.20.

DL 59/2019: Misure urgenti in materia di personale delle fondazioni lirico-sinfoniche, di sostegno del settore del cinema e audiovisivo e finanziamento delle attività del Ministero per i beni e le attività culturali e per lo svolgimento della manifestazione UEFA Euro 2020.
C. 2019 Governo, approvato dal Senato.
(Seguito dell'esame e rinvio).

  La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato nella seduta antimeridiana.

  Luigi GALLO, presidente, avverte che l'ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, riunitosi la mattina ha concordato sulla seguente organizzazione dei lavori: questa sera la Commissione proseguirà le attività fino, se necessario, alle ore 24. L'esame riprenderà domani alle ore 14, per l'esame dei pareri trasmessi dalle Commissioni competenti in sede consultiva, e si concluderà in ogni caso – con la votazione del conferimento del mandato alla relatrice – non oltre le ore 15 di domani, in modo da rispettare la programmazione dell'Aula, che prevede la discussione sulle linee generali domani stesso.
  Comunica quindi che i colleghi Mollicone e Deidda hanno chiesto il riesame dei giudizi di inammissibilità espressi nell'odierna seduta antimeridiana con riferimento ai loro emendamenti 1.05, 1.06, 1.07, 3.01, 3.02, 4.2, 5-bis.4.
  Avverte quindi che, a seguito di ulteriore valutazione, da parte della presidenza, rimangono confermati i giudizi già espressi nella seduta antimeridiana.
  Ricorda di aver già richiamato il sistema di norme che disciplina il vaglio di ammissibilità delle proposte emendative riferite ai decreti-legge, evidenziando che si tratta di un regime più severo e restrittivo di quello applicato agli emendamenti Pag. 77riferiti a disegni di legge ordinari. Ha già ricordato, inoltre, che tale più severo regime ha il suo fondamento non solo in atti interni della Camera dei deputati, ma anche in una sentenza della Corte Costituzionale (la n. 22 del 2012) e in richiami del Presidente della Repubblica. Aggiunge che – quando la Camera esamina un decreto già modificato dal Senato – il perimetro delle materie oggetto del decreto-legge è rappresentato dal testo trasmesso dal Senato.
  Ciò premesso, chiarisce che i predetti emendamenti sono stati dichiarati inammissibili perché riguardano materie non strettamente attinenti alle materie oggetto del decreto-legge, laddove la «stretta attinenza» è il criterio espressamente stabilito dall'articolo 96-bis, comma 7, del Regolamento. Infatti, l'articolo aggiuntivo 1.05 reca norme in materia di organizzazione interna del MIBAC; l'articolo aggiuntivo 1.06 a sua volta introduce nell'ordinamento una elencazione delle «categorie teatrali»; l'articolo aggiuntivo 1.07 che prevede disposizioni fiscali di favore per alcune forme di spettacolo; l'articolo aggiuntivo 3.01 istituisce presso il MISE un Consiglio degli operatori radiofonici; l'articolo aggiuntivo 3.02 obbliga le piattaforme radiofoniche a depositare un indirizzo IP informatico; l'emendamento 4.2 reca disposizioni in materia di individuazione delle aree comunali da adibire all'allestimento di attività di spettacolo viaggiante; l'emendamento 5-bis.4 prevede uno stanziamento per consentire all'Accademia di Belle Arti «Mario Sironi» di Sassari di aprire una sede distaccata a Cagliari. Sottolinea, riguardo all'ultimo emendamento, che esso riguarda un'Accademia individuata, sottoposta alla vigilanza del MIUR e non è finalizzato a superare una situazione di difficoltà gestionale, mentre l'articolo 5-bis riguarda una categoria di accademie, tratta di accademie non statali e si prefigge di contribuire al ripianamento delle situazioni di dissesto gestionale di tali accademie.
  Avverte, quindi, che la Commissione riprende l'esame degli emendamenti.

  Federico MOLLICONE (FDI), intervenendo sull'ordine dei lavori, preannuncia che da questo momento interverrà solo sugli emendamenti che ritiene più rappresentativi della posizione del suo gruppo sul provvedimento.

  La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Mollicone 1.46 e 1.45, Aprea 1.12, 1.13, 1.14 e 1.15, Mollicone 1.47, 1.48 e 1.49.

  Federico MOLLICONE (FDI), illustrando il suo emendamento 1.50, specifica che esso è finalizzato a prevedere l'inserimento del personale in esubero in una graduatoria nazionale, come è giusto che sia dal momento che, a suo avviso, come ha già avuto modo di dire, le fondazioni lirico-sinfoniche sono di fatto enti pubblici. Ne raccomanda quindi l'approvazione.

  La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Mollicone 1.50, Aprea 1.16, Mollicone 1.52 e 1.51, Aprea 1.17 e 1.18, Ascani 1.63 e Aprea 1.19.

  Federico MOLLICONE (FDI), con riferimento al suo emendamento 1.53, fa presente che esso interviene sullo stesso punto del testo sul quale la Commissione affari costituzionali, nel parere espresso oggi, ha formulato riserve.

  La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Mollicone 1.53 e 1.54, Ascani 1.64, Aprea 1.20, 1.21 e 1.22 e Mollicone 1.55 e 1.56.

  Federico MOLLICONE (FDI) illustra il suo emendamento 1.57 e ne raccomanda l'approvazione.

  La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli identici emendamenti Aprea 1.23 e Mollicone 1.57 e gli emendamenti Mollicone 1.58 e 1.59, Ascani 3.4 e Di Giorgi 3.5.

  Federico MOLLICONE (FDI), illustrando l'emendamento a sua prima firma Pag. 783.1, ne evidenzia l'importanza per il suo gruppo, sottolineando che con esso si prevede un sostegno alla promozione della musica italiana con misure premiali e non coercitive.

  La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Mollicone 3.1, Ascani 3.6, Di Giorgi 3.7, Palmieri 3.2 e 3.3 e Mollicone 3-bis.1.

  Federico MOLLICONE (FDI), intervenendo sull'emendamento a sua prima firma 3-bis.2, evidenzia l'importanza di introdurre un credito di imposta per le start up, in linea con quanto già proposto nelle passate legislature.

  La Commissione, con distinte votazioni, respinge l'emendamento Mollicone 3-bis.2, gli identici emendamenti Aprea 4.1 e Ascani 4.3 e l'emendamento Aprea 4-bis.1; quindi, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Rossi 5.6, Aprea 5.1 e 5.2, gli identici emendamenti Ascani 5.7 e Aprea 5.3, Aprea 5.4 e 5.5, Frassinetti 5-bis. 1, 5-bis.2 e 5-bis.3.

  Luigi GALLO, presidente, essendo terminato l'esame degli emendamenti e nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame alla seduta già convocata per le 14 di domani.

  La seduta termina alle 20.10.

AVVERTENZA

  I seguenti punti all'ordine del giorno non sono stati trattati:

SEDE CONSULTIVA

Ratifica ed esecuzione della Convenzione del Consiglio d'Europa su un approccio integrato in materia di sicurezza fisica, sicurezza pubblica e assistenza alle partite di calcio ed altri eventi sportivi, fatta a Saint-Denis il 3 luglio 2016
C. 1850 Governo.
Norme in materia di disposizione del proprio corpo e dei tessuti post mortem a fini di studio, di formazione e di ricerca scientifica
C. 1806, approvato dal Senato.

RISOLUZIONI

7-00050 Toccafondi e 7-00193 Aprea: Sul potenziamento dell'azione di valutazione del sistema INVALSI.

ATTI DEL GOVERNO

Schema di decreto ministeriale per il riparto del Fondo ordinario per gli enti e le istituzioni di ricerca per l'anno 2019.
Atto n. 100.

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