Dichiarazione della Presidente della Camera dei deputati, Laura Boldrini:
"Un'Europa più sociale. E' di importanza decisiva la richiesta che oggi il Presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, ha posto al centro del suo discorso sullo stato dell'Unione, ricordando che "il livello di disoccupazione resta ancora troppo alto" e che "rimangono disuguaglianze e ingiustizie sociali".
E' la stessa richiesta che esattamente un anno fa, il 14 settembre del 2015, venne lanciata da Montecitorio con la Dichiarazione "Più integrazione europea: la strada da percorrere", sottoscritta dai Presidenti delle Camere basse di 4 dei Paesi fondatori dell'Unione: Italia, Germania, Francia e Lussemburgo. Avevamo chiaro già allora che le politiche di austerità - adottate senza alcun riguardo al loro impatto sociale - stavano sgretolando la fiducia nelle istituzioni europee e creando il terreno più favorevole all'esplodere dei populismi e dei nazionalismi. L'inversione di rotta è oggi più che mai necessaria, ed a reclamarla c'è un numero sempre più ampio di Parlamenti: le firme di Presidenti sotto la Dichiarazione in un anno sono arrivate a 15, in rappresentanza di 13 Paesi. Oltre ai sottoscrittori iniziali, anche Austria, Belgio, Cipro, Grecia, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Slovenia, Spagna.
La decisione della Gran Bretagna di uscire dall'Unione è stata senz'altro un passaggio preoccupante, ma quel trauma può anche diventare l'occasione per una nuova Europa più vicina ai suoi cittadini, per il rilancio del progetto federale di Altiero Spinelli: "la federazione non come un bell'ideale cui rendere omaggio per occuparsi poi d'altro - aveva scritto nella sua autobiografia - ma come un obiettivo per la cui realizzazione agire ora, nella nostra attuale generazione. Non un invito a sognare, ma un invito a operare". Di questa lucidità politica c'è bisogno oggi".