Si è conclusa oggi la visita di studio di una delegazione di parlamentari bosniaci alla Camera dei deputati, in attuazione del Protocollo di collaborazione parlamentare firmato proprio un anno fa dalla Presidente, Laura Boldrini, e dalla Presidenza tripartita della Camera dei Rappresentanti della Bosnia ed Erzegovina.
La deputata Tamara Blazina, in qualità di coordinatrice per la parte italiana delle attività di collaborazione tra le due assemblee, ha accolto e seguito la delegazione durante le due giornate di formazione.
La delegazione bosniaca era guidata da Predrag Kozul, Presidente della Commissione Bilancio e Finanze della Camera dei Rappresentanti bosniaca, nonché coordinatore per la parte bosniaca delle attività del Protocollo; ne facevano parte anche gli altri due Vicepresidenti della Commissione, Salko Sokolovic e Nerad Lalic, e un funzionario del Parlamento bosniaco. Nel corso delle due giornate, la delegazione ha incontrato il Presidente della Commissione Bilancio, Francesco Boccia, il Presidente della Commissione Finanze, Maurizio Bernardo, il senatore Francesco Scalia, Presidente della sezione di amicizia Italia-Europa Sudorientale dell'Unione interparlamentare, e alcuni funzionari della Camera. Al centro dei colloqui il tema delle procedure di bilancio e finanziarie anche in riferimento al quadro europeo.
Il Protocollo prevede, in particolare, il confronto sulle best practices, scambi di funzionari, e l'avvio di un dialogo rafforzato su temi di particolare rilievo per i due paesi, come quelli relativi all'Unione europea e alle questioni di sicurezza, anche al fine di giungere a posizioni convergenti nelle sedi parlamentari internazionali.
Nel caso specifico, il Protocollo è lo strumento attraverso il quale la Camera ha potuto fornire un supporto fattivo al Parlamento bosniaco nel cammino di avvicinamento e armonizzazione con la legislazione dell'Unione europea, confermando il sostegno convinto dell'Italia ai fini della positiva conclusione di tale processo. La Bosnia Erzegovina ha recentemente deciso di accelerare il processo di adesione all'Unione europea, presentando formalmente la propria candidatura all'ingresso nell'Unione.