Care colleghe e cari colleghi,
rispondo alla lettera che in 53 mi avete inviato il 15 marzo e dico che sono rimasta colpita anch'io, come voi, dall'ampiezza della polemica sulla scarsa presenza di deputati in Aula, lunedì 13, in occasione della discussione generale sulla proposta di legge relativa al cosiddetto "testamento biologico".
C'è una distorsione ricorrente che porta ad identificare l'impegno dei parlamentari con la sola presenza in Aula. Si ignora così il lavoro nelle commissioni, nelle giunte, nei comitati, la presenza sul territorio o in dibattiti pubblici, le attività di gruppo o di partito.
Bisognerebbe che tutte e tutti ci adoperassimo di più per far conoscere la realtà del nostro operato, e mi auguro che i singoli deputati e i Gruppi parlamentari producano un maggiore sforzo in questa direzione.
Per quanto mi riguarda ritengo di averlo fatto fin dall'inizio della legislatura, fuori e dentro il palazzo. Ho sempre reagito - lo sapete bene - alle polemiche di chi voleva rappresentare i parlamentari come lavativi e assenteisti, come una casta arroccata nei propri privilegi. E l'ho fatto in un'epoca di populismo e demagogia imperante, nella quale si tende a fare di tutta l'erba un fascio, perché sono convinta che il Parlamento vada salvaguardato in quanto espressione più alta della democrazia.
L'ho fatto nelle domeniche di "Montecitorio a porte aperte" spiegando alle migliaia di cittadini in visita i vari aspetti dell'attività del parlamentare e il perché "fisiologico" dell'aula vuota in alcune circostanze.
L'ho fatto in dibattiti pubblici in tante località del Paese, richiamando l'attenzione su quei deputati che non "fanno notizia" ma lavorano in silenzio, con competenza, senza mai assurgere agli onori della cronaca.
L'ho fatto nelle scuole e nelle università, parlando senza remore dei vitalizi, criticando le scelte del lontano passato ma sottolineando quanto di positivo sia stato fatto negli ultimi anni.
L'ho fatto in ogni possibile occasione, mettendo in evidenza la quantità notevole di tagli e risparmi che insieme, in questa legislatura, abbiamo deciso a beneficio delle casse dello Stato e delle tasche dei cittadini.
L'ho fatto in tv più e più volte, l'ultima da Fabio Fazio domenica scorsa: anche lì ho ribadito che il Parlamento non può essere presentato all'opinione pubblica con toni macchiettistici che mirano a delegittimarne la funzione.
Permettetemi di notare, al riguardo, che non molti tra i rappresentanti istituzionali sono disposti a spendersi a tutela del Parlamento. Ricordo inoltre con qualche amarezza quanto sia stato difficile, in questa legislatura, trovare deputati disponibili a partecipare a confronti televisivi per illustrare le misure adottate dalla Camera in tema di rinnovamento e di tagli e risparmi.
Questo impegno mi ha visto e mi vedrà sempre in prima linea, per dovere di ruolo e ancor più per profonda convinzione personale. E anche quando mi è stato chiesto di commentare l'Aula semideserta in occasione della discussione generale sul "testamento biologico" ho avuto cura di sottolineare sia il dibattito lungo, attento e partecipato che aveva accompagnato il provvedimento in Commissione, sia la prassi consolidata per la quale le discussioni generali senza votazioni vedono presenti in Aula soltanto i parlamentari che devono prendere la parola e i rappresentanti del Governo.
Resto tuttavia dell'idea che - quando siano in discussione provvedimenti tanto importanti e delicati come quello sul "testamento biologico", sui quali alta è l'attenzione dei cittadini - la partecipazione dei deputati debba essere garantita anche durante la discussione generale. Le polemiche, pur non condivisibili, erano prevedibili. E se vogliamo evitare facili speculazioni sull'attività parlamentare a tutti è richiesto qualche sforzo in più.