Il Segretario del Pd continua a confondere regole parlamentari e scelte politiche, scaricando sulla Presidenza della Camera responsabilità che appartengono invece ai gruppi politici e a chi li guida. Non c'era infatti alcuna ragione regolamentare per giudicare inammissibili le mozioni sulla Banca d'Italia, a partire da quella presentata dal Movimento Cinque Stelle. Per un motivo chiarissimo: se nella procedura di nomina del Governatore c'è un ruolo del Governo - e indubbiamente c'è, secondo la legge 262 del 2005 - allora c'è un diritto del Parlamento ad esercitare il suo potere di indirizzo. Come dimostrano in modo univoco i precedenti, non solo alla Camera ma anche al Senato, dove peraltro analoga mozione sulla materia è stata considerata ammissibile senza obiezioni. Non si può chiedere alla Presidente della Camera di impedire alle opposizioni di esprimersi. La Presidente giudica solo e soltanto della legittimità dal punto di vista regolamentare. Le valutazioni di opportunità politica spettano invece ai gruppi. A ciascuno dunque le sue responsabilità.