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Comunicati stampa

18/07/2014
Camera, precisazioni su articolo “Il Messaggero” in materia di pensioni
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L'articolo di Diodato Pirone "Camere. Le superpensioni pagate con mini contributi" pubblicato sul Messaggero di oggi rappresenta un esempio preoccupante di disinformazione. Nell'articolo si parla di cose che non si conoscono e si traggono conclusioni - del tutto prive di fondamento - in base ad una lettura del bilancio della Camera incompleta ed inadeguata. Nell'ordine:

1) i dipendenti della Camera pagano i contributi per le proprie pensioni nella stessa misura in cui li pagano tutti gli altri lavoratori pubblici; nel 2014 si prevede che ne versino 17,9 milioni di euro, ogni altra cifra è frutto di immaginazione; è quindi evidente che, contrariamente a quanto si vuole far intendere nell'articolo, i dipendenti della Camera non godono di alcun privilegio;

2) l'articolo sconta inoltre un equivoco di fondo: la Camera dei deputati (come del resto gli altri organi costituzionali), essendo contemporaneamente datore di lavoro ed erogatore di pensioni, non versa a sé stessa i contributi pensionistici per i propri lavoratori; tali contributi, se fossero effettivamente versati nelle percentuali previste per la generalità dei lavoratori pubblici, ammonterebbero a circa 54 milioni annui; ne deriva che il rapporto di uno a otto tra contributi versati e pensioni erogate individuati nell'articolo risulta del tutto errato;

3) i dipendenti della Camera in quiescenza percepiscono solo ed esclusivamente una pensione; non esistono pensioni integrative di alcun tipo; non esiste nessun "Fondo Integrativo" per le pensioni, del quale, del resto, non c'è traccia alcuna negli atti parlamentari.

In buona sostanza, che la spesa previdenziale incida in maniera assai consistente sul bilancio della Camera - diversamente da quanto accade in altri Parlamenti stranieri - è un dato di fatto incontestabile, da tempo all'attenzione degli organi politici e dell'Amministrazione della Camera. E' però necessario che le valutazioni e le proposte su una materia così delicata, che riguarda i diritti dei lavoratori, muova sempre da un esame obiettivo, completo e documentato della realtà, ciò che in questa circostanza non è avvenuto.

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