E' con particolare dispiacere che vi faccio arrivare questa mia nota di solidarietà alla vigilia della vostra chiusura. Ogni voce che si spegne nel panorama dell'informazione italiana deve essere motivo di preoccupazione per lo stato di salute del nostro pluralismo. Ma il rammarico si fa più grande per il coinvolgimento personale che mi lega a "l'Unità": non dimentico - come vi avevo scritto a febbraio, in occasione dei vostri 90 anni - l'ospitalità ricevuta sulle colonne del giornale nei lunghi anni del mio lavoro con le Nazioni Unite, quando a farci incontrare era stata la vostra attenzione per i diritti umani e per le crisi dimenticate. Leggo in queste ore della determinazione con cui la redazione e tutti i lavoratori de "l'Unità" riaffermano la volontà di non accettare la chiusura come un destino definitivo e immodificabile. Sappiate che sono con voi. Spero anche io che al più presto si possano determinare le condizioni che vi consentano di tornare in edicola: come merita la vostra storia, come attendono i vostri lettori.