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Comunicati stampa

27/10/2014
Intervento Boldrini su Riunione interparlamentare Commissioni competenti in materia di agricoltura, sviluppo e PMI
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"E' per me un onore e un piacere partecipare, portandovi il saluto della Camera dei deputati, alla sessione inaugurale di questa riunione che, nell'ambito della dimensione parlamentare del Semestre di Presidenza italiana dell'UE è dedicata ai temi dell'agricoltura, dello sviluppo industriale e delle piccole e medie imprese. Si tratta di temi che rivestono una particolare attualità nella fase di grave difficoltà economica e sociale che sta attraversando l'Europa.

La crisi esplosa nel 2008 si è progressivamente aggravata finendo per assumere in molti dei paesi membri le caratteristiche di una vera e propria recessione: cresce la disoccupazione, aumentano precarietà e povertà, le imprese lavorano molto al di sotto del loro potenziale e non si vede ancora una inversione di tendenza del ciclo economico.

Il rilancio dell'agricoltura e dell'industria, e soprattutto delle piccole e medie imprese, in una prospettiva di innovazione, di un diverso modello di sviluppo, che ponga l'accento sulla salvaguardia della compatibilità ambientale, dell'uso razionale delle risorse naturali, a cominciare dal suolo, e della sostenibilità sociale, può assumere una funzione decisiva per una crescita solida e duratura nel nostro Continente.

L'agricoltura non esaurisce la sua funzione esclusivamente in termini economici, in relazione al contributo assicurato alla formazione della ricchezza di ciascun Paese. L'agricoltura svolge un ruolo fondamentale anche nella tutela dei territori e per la conservazione e la valorizzazione di tradizioni, di conoscenze e di esperienze di vita.

In questo senso, è fondamentale che le politiche agricole europee non si limitino a preservare i redditi delle aziende agricole ma si propongano di promuovere anche le produzioni che identificano i territori e ne valorizzino tradizioni e metodi di lavoro.

Dobbiamo tutti lavorare, insieme alle Istituzioni europee, per incentivare un'agricoltura di qualità che eviti lo spreco alimentare e incoraggi il consumo consapevole, orientato a prodotti più sani e con un minore impatto ambientale.

Il sostegno all'agricoltura evita lo spopolamento delle campagne e costituisce un potente fattore di freno ai processi di urbanizzazione incontrollata che contraddistinguono tanti Paesi al di fuori dell'Europa. Processi che provocano, oltre a tensioni, a conflitti sociali e a difficoltà di governo tipici delle metropoli smisurate, anche l'abbandono di territori fertili e l'incuria del paesaggio, facendo così venir meno validi presidi di fronte alle minacce dei cambiamenti climatici.

L'agricoltura può avere anche una primaria valenza culturale oltre che economica, di salvaguardia di borghi e centri antichi che altrimenti registrerebbero un rapido spopolamento.

Quanto più l'Europa saprà valorizzare la connessione tra agricoltura e cultura (valga per tutti l'esempio dell'agriturismo), tanto più il settore agricolo potrà costituire una calamita in grado di attrarre quote crescenti di popolazione, e in particolare le più giovani generazioni.

E' bello, infatti, vedere i giovani trasferirsi in campagna e nei borghi medievali per impiantare le loro start up.

Il tema dell'Expo 2015 "Nutrire il pianeta. Energia per la vita" offre in questo senso una traccia che può essere utile anche nella prospettiva di una strategia comune a favore di una agricoltura che non intenda farsi relegare ad un ruolo marginale ma sappia porsi all'avanguardia del processo di riconversione delle economie europee.

Analoghe considerazioni valgono per quanto concerne le piccole e medie imprese che rappresentano in quasi tutti i paesi europei il tessuto connettivo del sistema produttivo.

Anche in questo caso, una coerente politica a sostegno delle piccole e medie imprese non può intendersi esclusivamente con riferimento a ragioni di carattere economico: le piccole e medie imprese hanno un più ridotto impatto ambientale; si integrano con più facilità nei territori; sono più legate alle vocazioni delle aree di riferimento e per lo più operano in comparti che consumano meno risorse ed energia.

Come l'agricoltura, anche le piccole e medie imprese, se adeguatamente incoraggiate e sostenute, possono a pieno titolo rivendicare un ruolo decisivo nel processo di cambiamento che i sistemi economici europei sono chiamati a realizzare per mantenere una posizione di rilievo negli scenari internazionali e preservare la competitività di fronte a una concorrenza sempre più agguerrita. La risposta a questa concorrenza non può essere la rincorsa alla riduzione dei costi dei fattori produttivi, e in particolare del costo del lavoro ai livelli delle economie emergenti. Piuttosto, l'Europa deve puntare su una economia di qualità ad alto valore aggiunto e a ridotto impatto ambientale.

Gli obiettivi che l'Unione europea si è data per quanto concerne il rinascimento industriale non si riveleranno velleitari se saranno perseguiti con coerenza, sulla base di una strategia organica che implica azioni coordinate con gli Stati membri.

In conclusione, non possiamo accettare l'idea che l'agricoltura e la piccola e media industria appartengano a un passato irrimediabilmente superato e che si tratti di settori che possono essere interamente affidati alle economie emergenti per occuparsi soltanto dei servizi. Le attività manifatturiere hanno da sempre rappresentato infatti l'architrave dello sviluppo economico dei popoli europei. Davanti a noi, dunque, una grande sfida: indirizzare e coniugare in modo sostenibile le nostre tradizioni e le nostre specifiche competenze con le opportunità che l'innovazione tecnologica offre e con l'esigenza di saper essere competitivi in un mercato sempre più globale".

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