"Signor Presidente della Repubblica,
desidero ringraziarLa dell'opportunità che ci ha offerto ricevendoci in udienza presso il Quirinale in occasione della Conferenza dei Presidenti dei Parlamenti dell'Unione europea, l'appuntamento più importante della cooperazione interparlamentare a livello europeo, che si svolge quest'anno in Italia.
Il Suo gesto costituisce un importante segno di attenzione per il ruolo delle Assemblee parlamentari da parte di chi, come Lei, a lungo ha operato nel Parlamento italiano con prestigiosi incarichi.
Noi siamo convinti che i Parlamenti siano organismi vitali, la cui funzione è garantire uno spazio adeguato per il confronto sulle tematiche che interessano la generalità dei cittadini.
Quanto più i Parlamenti sono aperti e trasparenti, tanto più i cittadini sono in grado di apprezzarne il ruolo centrale per la democrazia.
Le scelte fondamentali per i cittadini europei non possono prescindere da un ampio dibattito pubblico che i Parlamenti, per la loro stessa natura, possono e debbono contribuire ad alimentare.
Significativo, a questo proposito, è il caso di alcuni trattati internazionali in corso di negoziazione da parte dell'Unione europea, i cui contenuti non sono demandabili alla sola discrezionalità degli esecutivi.
Il ruolo dei Parlamenti è particolarmente importante nell'attuale fase che sta vivendo l'Europa, alla luce della complessità degli scenari e della portata delle novità che si presentano.
I temi all'ordine del giorno della Conferenza sono stati scelti, oltre che per valorizzare il lavoro svolto nell'ambito della dimensione parlamentare del Semestre di Presidenza italiana dell'Unione europea, anche sotto l'incalzare delle emergenze che si pongono nell'attuale fase del processo di integrazione.
Si profilano i primi segnali di timida ripresa dopo una lunga crisi economico-finanziaria che in molti dei nostri Paesi ha prodotto conseguenze gravissime sul piano sociale.
In particolare, se non si affronterà con efficacia e molto rapidamente il problema delle disuguaglianze che sono aumentate in seguito alla crisi, vi è il rischio concreto che il disagio dei cittadini si trasformi in una sempre più diffusa disaffezione nei confronti delle istituzioni nazionali ed europee.
Questo è un rischio che non può essere sottovalutato perché, alimentando la demagogia e il populismo, potrebbero essere messi a repentaglio la legittimità e il consenso per i sistemi democratici oltre che per il progetto di integrazione europea.
Le disuguaglianze e una troppo iniqua distribuzione della ricchezza, oltre che eticamente inaccettabili, sono un ostacolo oggettivo alla crescita economica.
Non favorire la mobilità sociale e non dare prospettive reali alle giovani generazioni impoverisce la società e indebolisce anche il tessuto democratico.
L'Europa è quindi chiamata a valutare quali strategie debba adottare non soltanto per superare l'attuale ciclo, ma anche per ritrovare la via di uno sviluppo basato sull'innovazione, la sostenibilità e il rafforzamento della sua capacità competitiva.
Allo stesso tempo, l'Europa subisce l'impatto di crescenti tensioni internazionali, della instabilità di molti dei Paesi ai suoi confini, della minaccia del terrorismo e della criminalità internazionale, del ripetersi di tragedie che causano la morte in mare di migliaia di persone in cerca di protezione.
A questo proposito voglio ricordare che abbiamo aperto i lavori della Conferenza questa mattina con un minuto di silenzio in memoria delle vittime dell' immane tragedia - come ha già avuto modo di sottolineare anche lei, Signor Presidente -avvenuta nelle acque del mar Mediterraneo.
I temi sopra richiamati sollecitano l'Unione europea a interrogarsi sulle iniziative da assumere per preservare il valore unico della esperienza europea in materia di salvaguardia dei diritti fondamentali, della dignità della persona e dello Stato di diritto, aggiornando le regole esistenti e garantendo, allo stesso tempo, le esigenze della sicurezza e la tutela della sfera giuridica delle persone e della democrazia.
Si pone, inoltre, la necessità di principi condivisi per la gestione della sfera digitale che contemperino le prospettive di sviluppo del mercato con un'adeguata protezione degli utenti più vulnerabili.
La cooperazione interparlamentare può essere un potente strumento per lo scambio di esperienze e una discussione franca e aperta sulle posizioni e le istanze emerse in ciascun Paese.
Sappiamo bene che Lei, signor Presidente, ha a cuore l'avanzamento del processo di integrazione europea: i vantaggi dell'Europa saranno tanto più consistenti ed evidenti quanto più l'Unione europea saprà dimostrare di essere in grado di rispondere concretamente alle aspettative dei cittadini".