Si è conclusa a Montecitorio, dopo due giorni di intenso lavoro, la Conferenza dei Presidenti dei Parlamenti dell'Unione europea, organizzata da Camera e Senato.
Alla Conferenza hanno partecipato 41 Assemblee parlamentari, in rappresentanza dei Paesi membri e dei Paesi candidati dell'UE, nonché il Parlamento europeo.
La Conferenza ha chiuso l'attività svolta nel corso del Semestre parlamentare di Presidenza italiana dell'UE e si è concentrata sugli argomenti che avevano caratterizzato il Semestre: in particolare le misure per consentire all'Europa di ritrovare la strada della crescita e per rafforzare la salvaguardia dei diritti fondamentali.
I risultati della Conferenza sono considerati ampiamente soddisfacenti dai Presidenti della Camera, Laura Boldrini, e del Senato, Pietro Grasso, perché si è giunti a conclusioni della Presidenza di forte contenuto politico.
Sui temi economici si è convenuto che non basta fronteggiare le gravi conseguenze prodotte dalla crisi, specie sul piano sociale: servono risposte innovative alle debolezze strutturali dell'Europa per rilanciare una crescita durevole e sostenibile. Da qui il sostegno condiviso a politiche di modernizzazione dell'economia europea, puntando sull'innovazione e la competitività, in ogni caso salvaguardando il modello di economia sociale di mercato.
Un'attenzione particolare è stata dedicata alla salvaguardia dei diritti fondamentali, valore fondante dell'integrazione europea. Nelle conclusioni si sottolinea che le difficoltà derivanti dai conflitti e dalle tensioni internazionali ai confini dell'Europa, dalla criminalità internazionale e dalle minacce del terrorismo alimentano una richiesta di sicurezza da parte dei cittadini europei che deve essere soddisfatta senza pregiudicare lo standard unico di tutela delle libertà e dello Stato di diritto. Viene anche affermata la necessità di rafforzare ulteriormente la lotta al razzismo, alle discriminazioni basate sull'orientamento sessuale e nei confronti delle minoranze, ivi compresi i Rom, anche attraverso un puntuale monitoraggio del rispetto dei diritti fondamentali all'interno degli Stati membri dell'Unione europea. Si evidenzia inoltre l'esigenza di una maggiore solidarietà e condivisione delle responsabilità tra tutti gli Stati membri nella gestione del flussi migratori, tanto più in considerazione delle tragedie verificatesi proprio nei giorni scorsi nelle acque del Mediterraneo. Nelle conclusioni si sottolinea altresì l'esigenza di rafforzare le risorse per il salvataggio in mare.
Molto significative sono anche le conclusioni raggiunte sul ruolo centrale che i Parlamenti devono svolgere nella discussione dei Trattati internazionali, come il Tisa e il Ttip, che incidono direttamente sui diritti dei cittadini e sulle economie dei Paesi membri. Il coinvolgimento dei Parlamenti consentirà la massima trasparenza sui negoziati in corso e sui contenuti di questi Trattati.