La Presidente della Camera dei deputati, Laura Boldrini, ricorda Giacomo Matteotti:
"Care colleghe, cari colleghi, oggi ricorre il novantunesimo anniversario dell'assassinio di Giacomo Matteotti.
Eletto deputato nel 1919, nel 1921 e nel 1924, rappresentante di un socialismo riformista, maturato a diretto contatto con le dure condizioni di vita dei lavoratori del Polesine, Giacomo Matteotti fu, soprattutto, un convinto ed inflessibile antifascista.
Ricordarne la figura in questa Aula è importante, non soltanto perché essa rappresenta il cuore della democrazia, ma anche perché la vicenda politica ed umana di Giacomo Matteotti è proprio a questo luogo indissolubilmente legata: fu qui, infatti, che il 30 maggio 1924, egli pronunciò un coraggioso atto d'accusa contro lo squadrismo fascista, denunciandone le illegalità e le sopraffazioni.
Rispetto ad una parte intimidita e disorientata del Paese, Matteotti diede voce alla ferma indignazione di quanti non intendevano rassegnarsi alla violenza e alla negazione dei diritti.
Aggredito e rapito da sicari fascisti, il suo cadavere fu ritrovato due mesi più tardi. Fu subito chiaro a molti che la brutale aggressione al deputato socialista fosse un attacco frontale all'Istituzione parlamentare, segno premonitore della totale demolizione delle libertà civili e politiche che avrebbe segnato, per un lungo periodo e in modo indelebile, la storia del nostro Paese.
"Uccidete me, ma l'idea che è in me non l'ucciderete mai": sono queste le parole che, secondo la testimonianza di uno dei suoi aguzzini, Giacomo Matteotti ebbe la forza di pronunciare prima di essere assassinato. E' proprio da queste parole che emergono la sua grandezza e dignità, la sua intransigenza morale, la ricchezza ideale del suo pensiero e, soprattutto, la nobiltà di un certo modo di fare politica. Di questa passione civile e ideale abbiamo, ancora oggi , molto bisogno. Ciò perché, se è vero che diverso è il contesto e diverse sono le questioni che dobbiamo affrontare nel nostro presente, è altrettanto vero che la nostra società è costantemente messa alla prova da nuove sfide: sul piano dei diritti, della solidarietà e della giustizia sociale innanzitutto.
Oggi, come allora, la politica deve potersi ispirare a un patrimonio di valori e di ideali forti che è necessario preservare, coltivare e tramandare alle giovani generazioni
Alla signora Francesca Laura Wronowska, nipote di Giacomo Matteotti, che oggi ci onora della sua presenza in questa Aula nelle Tribune, rivolgo un cordiale benvenuto e i sentimenti della solidarietà mia e di tutta la Camera dei deputati".