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Comunicati stampa

15/09/2015
“Ricordo di Arrigo Boldrini a 100 anni dalla nascita” - Intervento della Presidente della Camera dei deputati Laura Boldrini
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"Saluto il Presidente emerito della Repubblica Giorgio Napolitano, il Presidente del Senato Pietro Grasso, il Presidente dell'Anpi Carlo Smuraglia e il professor Alberto De Bernardi, che interverranno nel corso di questo incontro.

Do il benvenuto alla Camera dei deputati alle autorità, a tutti i presenti e in particolare alle partigiane e ai partigiani che sono qui con noi.

Ho ancora ben impresso nella mente il ricordo della bella giornata del 16 Aprile scorso, quando numerosi esponenti della Resistenza accolsero l'invito che insieme al Presidente Grasso e alle associazioni partigiane avevamo rivolto loro, a festeggiare il settantesimo anniversario della Liberazione, alla presenza del Capo dello Stato.

Abbiamo voluto che i partigiani fossero presenti dentro l'aula di Montecitorio, seduti sui banchi dei deputati, accolti da noi non come ospiti ma come padroni di casa.

Si, padroni di casa. Perché se il Parlamento esiste ed è il cuore della Repubblica democratica lo dobbiamo proprio a loro.

Ed è anche per questo, Presidente Smuraglia, anche per la memoria di quella intensa giornata che abbiamo vissuto insieme qui alla Camera, che ho condiviso la protesta sua e dell'Anpi contro lo svolgimento di manifestazioni neofasciste in Lombardia.

E ho condiviso e raccolto, qualche tempo fa, un altro vostro appello: quello per la desecretazione dei documenti sulle stragi nazifasciste in Italia che erano stati nascosti per decenni nel cosiddetto "armadio della vergogna".

Ebbene, mi fa veramente piacere annunciare che abbiamo ricevuto le prime risposte dalle autorità che avevo interpellato e che molto presto saremo in grado di rendere pubblici migliaia di fascicoli fino ad oggi coperti da segreto.

Oggi, a cento anni dalla nascita, ricordiamo Arrigo Boldrini, che della lotta di Liberazione dal nazifascismo è stato uno dei protagonisti principali.

Nel 1943, dopo l'8 settembre, Boldrini fece la scelta della lotta partigiana e si iscrisse al Partito Comunista, di cui diventò un esponente di primo piano.

Esercitò la sua funzione di comandante partigiano con una particolare attenzione a mantenere sempre stretto il legame con la popolazione e a coinvolgere, nelle forme possibili, i contadini, gli operai, i giovani intellettuali delle zone in cui si combatteva.

Altri parleranno più nel dettaglio dell'esperienza di Boldrini come capo della Resistenza.

Io vorrei aggiungere qualcosa sul suo impegno come parlamentare. Egli fu membro dell'Assemblea Costituente, deputato dalla I alla VI legislatura e poi senatore dalla VII all'XI, quando lui stesso chiese al suo partito di non essere più candidato. Fu quindi in Parlamento dal 1945 al 1994. Vice presidente della Camera dal 1968 al 1976. Una lunga esperienza istituzionale che lo ha visto impegnato soprattutto sulle politiche della Difesa e delle forze armate. Ma, come sappiamo bene, il lavoro di un parlamentare - lo ripeto costantemente alle persone che vengono a visitare Montecitorio - non si esaurisce nelle aule o negli uffici di Camera e Senato. E' stato e sempre più è essenziale il rapporto con il territorio e con i cittadini. E questa esigenza Boldrini l'ha sempre tenuta ben presente, nei tanti incontri che ha avuto nella sua Ravenna e in tutto il Paese.

Ma c'è stato un momento davvero drammatico della storia italiana in cui Boldrini è stato chiamato ad una intensa presenza fuori dalle aule parlamentari. Quando sotto l'offensiva del terrorismo, negli anni Settanta, c'era il concreto pericolo che settori operai o giovanili potessero cadere nella trappola di chi presentava quei gruppi di assassini come eroi romantici votati ad una causa rivoluzionaria.

E non a caso, strumentalmente, i terroristi cercavano di proporre una simbologia - fino al nome Brigate Rosse - che pretendeva di istituire un legame tra le loro azioni e la lotta partigiana.

Allora Boldrini, Presidente dell'Anpi, capì che era essenziale stringere il rapporto con la popolazione per fare chiarezza. Andò nelle scuole, nelle fabbriche, nelle città a dire che uccidere vigliaccamente i servitori dello Stato - un poliziotto, un magistrato, un professore universitario o un operaio, come Guido Rossa - non aveva nulla a che vedere con la Resistenza, con quel moto popolare, generoso, unitario che portò l'Italia a conquistare la libertà e la democrazia.

Con la fine della seconda guerra mondiale e con la sconfitta del nazifascismo, si sono aperte le porte alla vita democratica in Italia e negli altri paesi che avevano conosciuto le sofferenze della dittatura. E si è avviato il cammino della nuova Europa che nasceva dalle macerie della Seconda Guerra mondiale, un'Europa unita, pacifica, solidale.

L'unificazione europea ha fatto molti passi avanti e si è dimostrato il più grande progetto politico degli ultimi decenni. Ma oggi si trova di fronte a un bivio : o si procede con coraggio e determinazione lungo la strada indicata tanto tempo fa da Altiero Spinelli e dai padri fondatori, la strada che ci porta agli Stati Uniti d'Europa, o ci sarà un ritorno a logiche nazionalistiche e di esclusione sociale che sarebbero in totale contrasto con i valori fondativi dell'Unione Europea e del tutto inefficaci a rispondere alle sfide della globalizzazione che abbiamo davanti: le grandi migrazioni, il cambiamento climatico, le tematiche energetiche. Nessun Paese europeo medio o

piccolo può farcela da solo: i nostri Stati-nazione, di fronte ai giganti globali, non possono competere.

Lo abbiamo ribadito proprio ieri, qui alla Camera, firmando una dichiarazione comune sulla necessità di una maggiore integrazione politica europea insieme ai Presidenti del parlamento tedesco, francese e del Lussemburgo.

Sono proprio quei valori di libertà, di solidarietà e di accoglienza, che hanno permesso all'Europa unita di nascere e di progredire.

E quei valori sono il frutto migliore della Resistenza e dell'impegno di quanti, come Arrigo Boldrini, ne furono protagonisti.

Anche per questo, oggi, lo ricordiamo, e a lui rendiamo omaggio per il contributo prezioso che ha dato alla vita e al progresso dell'Italia democratica".

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