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Politica economica e finanza pubblica
Commissione: V Bilancio
Politica economica e finanza pubblica
Benessere equo e sostenibile

Il Benessere Equo e Sostenibile (BES) è un insieme di indicatori che hanno lo scopo di valutare il progresso della società non solo dal punto di vista economico, ma anche sotto l'aspetto sociale e ambientale. Dal 2018 gli indicatori BES sono stati inclusi tra gli strumenti di programmazione e valutazione della politica economica nazionale. In un apposito Allegato al DEF sono riportati l'andamento nell'ultimo triennio degli indicatori, nonché le previsioni sull'evoluzione degli stessi nel periodo di riferimento, anche sulla base delle misure previste per il raggiungimento degli obiettivi di politica economica del quadro programmatico e dei contenuti dello schema del Programma nazionale di riforma. Il Ministero dell'economia e delle finanze presenta inoltre una Relazione annuale al Parlamento con la stima degli effetti dell'ultima manovra economica sull'andamento degli indicatori.

Il Rapporto Bes, pubblicato annualmente dall'ISTAT (BES 2020, marzo 2021), illustra un quadro integrato dei principali fenomeni economici, sociali e ambientali che caratterizzano il nostro Paese, attraverso l'analisi di un ampio set di indicatori suddivisi in 12 domini.

 
Il PIL e la misurazione del benessere
08/06/2021

Da oltre cinquant'anni è in atto in ambito internazionale un dibattito sul c.d. "superamento del PIL" come unico indicatore di misurazione del benessere, alimentato dalla consapevolezza che i parametri sui quali valutare il progresso di una società non possano essere esclusivamente di carattere economico, ma debbano tenere conto anche delle fondamentali dimensioni sociali e ambientali del benessere, corredate da misure di diseguaglianza e sostenibilità. Sono stati pertanto proposti indicatori di benessere, di sostenibilità ambientale, di qualità sociale e di parità tra i sessi, quali strumenti da tenere in considerazione nell'elaborazione, nell'adozione e nella valutazione delle politiche pubbliche, al fine di integrare l'uso degli indicatori macroeconomici, ritenuti non più sufficienti a misurare il grado di benessere di una comunità e a orientare, perciò, le politiche pubbliche.

In ambito internazionale si possono segnalare quelli utilizzati da istituzioni quali l'ONU, l'UE e l'OCSE. In ambito nazionale, da alcuni anni è stato avviato il progetto BES, tramite un'iniziativa congiunta del CNEL e dell'ISTAT, al fine di fornire un significativo contributo in questa direzione. Tale progetto è finalizzato all'individuazione delle misure più idonee a rappresentare il progresso del Paese e dei territori verso l'incremento del benessere dei cittadini. Esso considera 12 dimensioni (articolate in origine in 130 indicatori, attualmente sono 152), come ad esempio la salute, l'istruzione, l'ambiente, la qualità dei servizi.

Dal progetto scaturisce ogni anno dal 2013 un rapporto pubblicato dall'ISTAT, giunto alla sua ottava edizione con il "Rapporto BES 2020". Nel 2020 il set di indicatori è stato ampliato a 152 rispetto ai 130 delle scorse edizioni, con una profonda revisione che tiene conto delle trasformazioni che hanno caratterizzato la società italiana nell'ultimo decennio, incluse quelle legate al diffondersi della pandemia da COVID-19.

Nell'ultimo Rapporto si evidenzia come la pandemia abbia rappresentato una frenata, o addirittura un arretramento, in più di un settore. Gli indicatori del Bes nel 2020 hanno registrato impatti particolarmente violenti su alcuni progressi raggiunti in dieci anni sul fronte della salute, annullati in un solo anno. L'emergenza sanitaria ha avuto conseguenze pesanti su un mercato del lavoro già poco dinamico e segmentato e ha imposto una battuta di arresto nella partecipazione culturale. D'altro canto, dopo anni di declino, l'interesse dei cittadini per i temi civici e politici ha mostrato segnali di ripresa e la sensibilità per i cambiamenti climatici continua ad aumentare. La presenza delle donne nei luoghi decisionali ha fatto passi in avanti, sebbene lentamente. La criminalità è andata progressivamente riducendosi. Alcuni indicatori ambientali, come quelli che monitorano la gestione dei rifiuti, hanno mostrato un andamento favorevole.

Il dibattito sulla misurazione del benessere degli individui e della società ha riscosso una crescente attenzione anche da parte delle istituzioni locali che, in collaborazione con l'Istat, hanno avviato progetti basati sul paradigma del Bes. A livello territoriale sono stati sviluppati  il « BES delle province », per la costruzione di indicatori territoriali per la governance di area vasta, e il progetto « UrBES », promosso dalla rete delle città metropolitane dell'Associazione nazionale dei comuni italiani insieme con l'ISTAT, che propone un sistema di indicatori del benessere per le città metropolitane e per alcuni comuni capoluogo.
 
Il BES nella programmazione economica
08/06/2021

L'Italia è il primo Paese che, collegando gli indicatori di benessere equo e sostenibile (BES) alla programmazione economica e di bilancio, attribuisce a essi un ruolo nell'attuazione e nel monitoraggio delle politiche pubbliche.

Gli indicatori di benessere equo e sostenibile sono stati infatti introdotti nell'ordinamento legislativo italiano come strumento di programmazione economica dall'articolo 14 della legge n. 163/2016, di riforma della legge di contabilità (legge n. 169 del 2009). Un Comitato per gli indicatori di benessere equo e sostenibile (BES) - presieduto dal Ministro dell'economia e delle finanze e composto dal Presidente dell'ISTAT, dal Governatore della Banca d'Italia, da due esperti della materia provenienti da università ed enti di ricerca - è stato incaricato di selezionare gli indicatori utili alla valutazione del benessere sulla base dell'esperienza maturata a livello nazionale e internazionale.

 Con la medesima legge di riforma sono inoltre stati introdotti i due nuovi commi 10-bis e 10-ter all'articolo 10 della legge di contabilità (legge n. 169 del 2009) che prevedono la redazione da parte del Ministro dell'economia e delle finanze, sulla base dei dati forniti dall'ISTAT, di due documenti:

  • un apposito Allegato al DEF, che riporta l'andamento nell'ultimo triennio degli indicatori, nonché le previsioni sull'evoluzione degli stessi nel periodo di riferimento, anche sulla base delle misure previste per il raggiungimento degli obiettivi di politica economica del quadro programmatico e dei contenuti dello schema del Programma nazionale di riforma della terza sezione del DEF. Il più recente allegato è stato pubblicato a maggio 2021: si segnala il capitolo in cui si analizza il PNRR presentato dall'Italia nella prospettiva degli indicatori BES
  • una Relazione, da presentare alle Camere per la trasmissione alle competenti Commissioni parlamentari entro il 15 febbraio di ciascun anno, sull'evoluzione dell'andamento degli indicatori del BES sulla base degli effetti determinati dalla legge di bilancio per il triennio in corso. La Relazione Bes 2021, la quarta dopo quelle del 20182019 e 2020, analizza l'evoluzione degli indicatori di Benessere Equo e Sostenibile sulla base degli effetti dell'ultima Legge di Bilancio.
 
Gli indicatori BES
08/06/2021

Con il decreto del MEF 16 ottobre 2017 sono stati individuati gli indicatori di benessere equo e sostenibile (BES) proposti dal Comitato a tale scopo istituito.

I 12 indicatori del BES sono i segenti.

Fonte: MEF

I dodici indicatori del BES sono stati selezionati tra i 152 indicatori contenuti nel "Rapporto BES" elaborato annualmente dall'ISTAT e afferiscono a 8 delle 12 dimensioni (domini) del benessere considerate di maggior rilievo: Salute, Istruzione e formazione, Lavoro e conciliazione tempi di vita, Benessere economico, Relazioni sociali, Politica e istituzioni, Sicurezza, Benessere soggettivo, Paesaggio e patrimonio culturale, Ambiente, Innovazione, Ricerca e creatività, Qualità dei servizi.

I primi tre indicatori riguardano dimensioni monetarie. In particolare, il primo, Reddito medio aggiustato pro-capite, risponde alla necessità di selezionare una misura del benessere economico che tenga conto del reddito (monetario e in natura) effettivamente percepito dalle famiglie. Il secondo indicatore, Indice di diseguaglianza del reddito disponibile, introduce la dimensione distributiva delle risorse monetarie, per tenere conto del fatto che le variazioni del reddito medio possono ripartirsi inegualmente tra le persone e i gruppi sociali. Il terzo indicatore, Incidenza della povertà assoluta, affianca alle prime due misure basate sui redditi, una misura basata sui consumi, particolarmente importante per le politiche contro l'esclusione sociale.

I successivi indicatori allargano il campo all'analisi di dimensioni non monetarie del benessere. Per la salute sono stati scelti due indicatori: la Speranza di vita in buona salute alla nascita e l'Eccesso di peso. Per l'istruzione è stata selezionata l'Uscita precoce dal sistema di istruzione e formazione. Per la dimensione lavoro, gli indicatori scelti sono il Tasso di mancata partecipazione al lavoro e il Rapporto tra i tassi di occupazione delle donne con figli e senza figli. Per la sicurezza personale, si è definito un indicatore di Criminalità predatoria, partendo da tre indicatori elementari presenti nel Rapporto BES, ottenuto come somma delle vittime di furti in abitazione, rapine e borseggi espresso in rapporto alla popolazione. Per la dimensione rapporto tra cittadino e amministrazione pubblica, è monitorato l'Indice di efficienza della giustizia civile che misura la durata media delle cause civili.

Per la sostenibilità ambientale del benessere, sono stati individuati le Emissioni di CO2 e di altri gas clima alteranti e l'indice di Abusivismo edilizio, in attesa di poter adottare l'indicatore Consumo di suolo, quando i dati avranno una qualità adeguata.

 
La Relazione BES 2021
08/06/2021

La Relazione 2021, sulla base dei dati dell'Istat disponibili al 5 febbraio 2021, analizza l'andamento degli indicatori fino al 2019 e, sulla base del più recente quadro macroeconomico, fornisce la previsione per alcuni di essi nel periodo 2020-2023. Sono quindi descritte le misure introdotte dalla Legge di Bilancio 2021 riconducibili agli otto domini del benessere entro cui rientrano i dodici indicatori BES; due approfondimenti sono dedicati alle misure volte a ridurre le disparità territoriali e la disuguaglianza di genere, un focus descrive il raccordo tra il contenuto della legge di bilancio 2021 e il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

Nella sintesi dei principali risultati si evidenzia come l'adozione delle necessarie misure precauzionali per ridurre i rischi di trasmissione del virus abbia causato una contrazione dell'attività economica nazionale senza precedenti. Sulla base delle previsioni contenute nella Relazione si può tracciare un quadro di generale peggioramento nell'andamento degli indicatori BES con alcune significative eccezioni quali le emissioni di CO2 equivalente pro capite, gli indicatori di criminalità predatoria e, in misura minore, di efficienza della giustizia civile. Nel corso del 2019, prima dello scoppio della pandemia, tutti gli indicatori BES mostrano invece una performance positiva. I divari territoriali e di genere continuano ad essere rilevanti e in alcuni casi in aumento.

Per quanto riguarda il reddito disponibile lordo corretto pro capite nominale, primo indicatore del dominio ‘Benessere economico', nel corso del 2019 è proseguita la fase espansiva (+1,1 per cento) avviata nel 2014; tuttavia a causa della pandemia si stima un calo di 2,3 punti percentuali nel corso del 2020.

Nel 2019 la disuguaglianza del reddito disponibile dovrebbe lievemente ridursi rispetto all'anno precedente (-0,1 punti). La dinamica dell'indice di disuguaglianza del reddito disponibile nel periodo 2020-2023 risulterà inevitabilmente influenzata dall'impatto dello shock pandemico.

La percentuale di persone appartenenti a famiglie in condizioni di povertà assoluta nel 2019 si è ridotta dello 0,7 per cento (nel 2018 i poveri assoluti ammontavano a poco più di cinque milioni). Tuttavia, nonostante l'evidente miglioramento registrato nel 2019, l'incidenza della povertà assoluta rimane ben al di sopra dei livelli osservati negli anni che hanno preceduto le due crisi economico-finanziarie iniziate nel 2008. A causa degli effetti della pandemia anche la povertà assoluta dovrebbe peggiorare nel corso del 2020.

Il dominio ‘Salute' è monitorato da due indicatori: speranza di vita in buona salute alla nascita ed eccesso di peso. La dinamica dell'indicatore speranza di vita in buona salute alla nascita nel periodo di previsione 2020-2023 risulta profondamente influenzata dalla pandemia. Nel 2020 si prevede un calo senza precedenti dell'indicatore (-2,2 anni) a cui seguirà un graduale recupero nel triennio successivo (+1,8) tale da portare l'aspettativa di vita in buona salute alla nascita nel 2023 sui livelli del 2014. 

L'eccesso di peso ha mantenuto un andamento pressoché stabile tra il 2016 e il 2019. Tuttavia, in base alle indicazioni emerse dall'Indagine "Le giornate in casa durante il lockdown" condotta da ISTAT circa le modifiche negli stili di vita della popolazione durante la pandemia, si prospetta un peggioramento dell'indicatore per l'anno 2020.

Il dominio ‘Istruzione e formazione' è monitorato dall'indicatore uscita precoce dal sistema di istruzione e formazione. Dopo due anni consecutivi di lieve aumento della quota di persone di età compresa tra i 18 e i 24 anni che abbandonano prematuramente i percorsi di istruzione e formazione non avendo conseguito un diploma o una qualifica (abbandoni precoci), nel 2019 si è registrata un miglioramento dell'indicatore pari a 1 punto percentuale rispetto al 2018. Per l'anno 2020, e almeno parzialmente per il 2021, il disagio nel sistema scolastico generato dalle misure di sicurezza messe in atto per contenere la diffusione del Covid-19 potrebbe aver avuto un effetto peggiorativo sull'indicatore. In tale contesto devono essere considerate le rilevanti differenze regionali, già evidenti nel periodo pre-Covid.

Nel 2019, per il quinto anno consecutivo, il miglioramento del tasso di mancata partecipazione al lavoro, primo indicatore del dominio ‘Lavoro e conciliazione dei tempi di vita', è proseguito sia a livello aggregato (-0,8 punti percentuali) che di genere (-1,0 punti percentuali per le femmine e –0,7 punti percentuali per i maschi). Le previsioni per gli anni 2020-2023 indicano che la prolungata fase di miglioramento dell'indicatore, registrata a partire dal 2015, si interrompe a causa dell'ampia contrazione dell'attività economica prodotta dai necessari interventi di contenimento della pandemia.

Il rapporto tra tasso di occupazione delle donne 25-49 anni con figli in età prescolare e quello delle donne senza figli è in lieve miglioramento nel 2019 rispetto al 2018 (+0,5 punti percentuali). Questo incremento interrompe un trend di graduale peggioramento avviatosi nel 2015. L'indicatore potrebbe peggiorare nel 2020, in linea con il previsto lieve aumento del tasso di mancata partecipazione al lavoro delle donne, come evidenziato in precedenza.

L'indice di criminalità predatoria, che monitora il dominio ‘Sicurezza' ed è composto da tre sotto-indicatori (il numero di vittime di rapine, di furti in abitazione e di borseggi per 1.000 abitanti), in continuità con il trend decrescente iniziato nel 2015, ha fatto segnare nel 2019 un ulteriore miglioramento (-2,4 reati predatori ogni 1.000 abitanti). L'indicatore dovrebbe migliorare ulteriormente nel 2020 grazie alle misure di distanziamento sociale.

Al dominio ‘Politica e istituzioni' appartiene l'indice di efficienza della giustizia civile (la durata media dei processi civili): nel 2019, per il quinto anno consecutivo, si è registrato un miglioramento dell'indicatore (-1,8 per cento rispetto all'anno precedente), sebbene la riduzione sia stata la più contenuta tra quelle osservate a partire dal 2015. La durata media effettiva dei procedimenti civili calcolata su quelli conclusi nei primi nove mesi del 2020 è stata pari a 406 giorni, inferiore di 15 giorni rispetto a quella del 2019 anche grazie agli interventi posti in essere nel corso del 2020.

Le emissioni pro capite di CO2 e altri gas clima alteranti, indicatore del dominio ‘Ambiente', nel 2019 dopo quattro anni di sostanziale stabilità dovrebbero registrare un calo (-0,2 tonnellate di CO2 eq. pro capite) rispetto a quanto rilevato nel corso del 2018, portando l'indicatore al livello più basso da quando la serie è rilevata. Per quanto riguarda le previsioni, nel 2020 le emissioni pro capite si prevedono in calo a 6,4 tonnellate equivalenti. Nel corso del 2021 l'economia dovrebbe riprendere slancio, dando anche luogo ad una risalita dell'indicatore, il quale dovrebbe attestarsi intorno a 6,7 tonnellate pro capite, a causa del rimbalzo di emissioni del settore industriale e dei trasporti privati.

Infine, l'indice di abusivismo edilizio, del dominio ‘Paesaggio e patrimonio culturale', nel 2019 presenta un valore nazionale pari a 17,7 costruzioni abusive per cento costruzioni edificate legalmente. Si riscontra un andamento crescente dell'indice a partire dal 2008, anche a causa della crisi economico-finanziaria che ha colpito in misura rilevante il settore edilizio. Le misure contenute nella Legge di Bilancio 2021 in favore dell'uso sostenibile del suolo, per la rigenerazione urbana e la messa in sicurezza del territorio e degli edifici, nonché quelle per accelerare la realizzazione degli interventi da parte degli enti territoriali, anche a potenziamento dell'housing sociale, possono consolidare i miglioramenti dell'indice registrati nel biennio 2017- 2019.

 
L'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile
08/06/2021

A livello internazionale si ricorda che il 25 settembre 2015, l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato l'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile nella quale si delineano le direttrici delle attività per i successivi 15 anni. Gli obiettivi per lo sviluppo sostenibile (17 Sustainable Development Goals) che compongono l'Agenda 2030 rappresentano il piano di azione globale per sradicare la povertà, proteggere il pianeta e garantire la prosperità per tutti. A partire dal dicembre 2016 l'Istat ha reso disponibile la piattaforma informativa per gli indicatori SDGs, e la aggiorna con cadenza semestrale. Nel 2019 l'Istat ha prodotto il secondo Rapporto sugli SDGs: una descrizione accurata dei processi che hanno condotto alla scelta degli indicatori, una loro descrizione puntuale e una prima analisi delle tendenze temporali e delle interrelazioni esistenti tra i diversi fenomeni.

In risposta all'Agenda 2030, il 22 novembre 2016 la Commissione europea ha adottato una comunicazione dal titolo «Le prossime tappe per un futuro europeo sostenibile» che illustra ciò che l'UE sta facendo per contribuire all'Agenda 2030, evidenziando le principali politiche dell'UE per ciascuno dei 17 obiettivi di sviluppo sostenibile. Il 30 gennaio 2019 la Commissione ha pubblicato un documento di riflessione "Verso un'Europa sostenibile entro il 2030" nel quale si concentra sulle fondamentali basi strategiche su cui basare la transizione verso la sostenibilità, che comprendono il passaggio da un'economia lineare a un'economia circolare, la correzione degli squilibri nel nostro sistema alimentare, l'energia del futuro, gli edifici e la mobilità.

Il Parlamento europeo il 7 febbraio 2019 ha presentato il documento "Europe's approach to implementing the Sustainable Development Goals: good practices and the way forward", uno studio che esamina tutte le disposizioni adottate per l'implementazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs) e fornisce esempi di best practice e raccomandazioni per il raggiungimento degli obiettivi fissati dall'Agenda 2030 delle Nazioni Unite.

In Italia, il principale strumento di attuazione dell'Agenda 2030 è costituito dalla Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile-SNSvS, approvata dal Comitato interministeriale per la programmazione economica (CIPE) il 22 dicembre 2017, nella quale sono definite le linee direttrici delle politiche economiche, sociali e ambientali finalizzate a raggiungere gli SDGs entro il 2030. La Strategia, che deve essere aggiornata dal Governo con cadenza almeno triennale, contiene una serie di scelte strategiche e obiettivi nazionali articolati all'interno di cinque aree speculari a quelle degli SGDs (Persone, Pianeta, Pace, Prosperità, Partnership), cui è associato un elenco preliminare di strumenti di attuazione individuati nel processo di consultazione istituzionale.

Sul piano parlamentare, il monitoraggio del processo d'attuazione dell'Agenda globale, che investe le competenze di attori internazionali, nazionali e locali, fortemente sollecitato dagli organismi delle Nazioni Unite e dall'Unione interparlamentare, ha portato la Commissione Affari esteri della Camera dei deputati a deliberare all'unanimità lo svolgimento di un'indagine conoscitiva sull'azione internazionale dell'Italia per l'attuazione dell'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile: l'efficacia del quadro normativo nazionale e del sistema italiano di cooperazione. Al fine di proseguire le attività istruttorie connesse alla citata indagine conoscitiva, in seno alla medesima Commissione è stato istituto un apposito Comitato permanente per l'attuazione dell'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile.

Un'ulteriore indagine conoscitiva, avente ad oggetto le politiche dell'Unione europea per l'attuazione dell'Agenza 2030 per lo sviluppo sostenibile, è stata deliberata di recente (10 dicembre 2019, tutt'ora in corso) dalla Commissione Politiche dell'Unione europea della Camera dei deputati.

Per ulteriori approfondimenti sull'Agenda 2030 si rinvia al Dossier della Camera dei deputati "L'agenda globale per lo sviluppo sostenibile".

 
Un esercizio sperimentale: il BES nel DEF 2017
08/06/2021

In attesa della selezione finale degli indicatori da parte del Comitato, il Governo ha scelto di anticipare in via sperimentale l'inserimento di un primo gruppo di indicatori nel processo di bilancio. Nel DEF 2017 si è dunque condotto un primo esercizio sperimentale su un sottoinsieme di quattro indicatori di benessere equo e sostenibile selezionati dal Comitato stesso, costituiti dai seguenti:

  • il reddito medio disponibile aggiustato pro capite, dato dal rapporto tra il reddito disponibile delle famiglie aggiustato (vale a dire inclusivo del valore dei servizi in natura forniti dalle istituzioni pubbliche e senza fini di lucro) e il numero totale di persone residenti;
  • un indice di disuguaglianza del reddito, dato dal rapporto tra il reddito equivalente totale percepito dal venti per cento della popolazione con più alto reddito e quello percepito dal venti per cento della popolazione con più basso reddito. Una riduzione di tale rapporto indica pertanto una maggiore equità nella distribuzione delle risorse;
  • il tasso di mancata partecipazione al lavoro, corrispondente al rapporto tra il totale di disoccupati e le forze di lavoro potenziali tra i 15 e i 74 anni e la forza lavoro effettiva e potenziale. Rispetto al tasso di disoccupazione tale indicatore consente di tener conto anche del fenomeno dello scoraggiamento;
  • l'indicatore delle emissioni di CO2 e di altri gas clima alteranti, . già considerato dalla strategia Europa 2020, che traccia l'andamento della qualità dell'ambiente e il relativo impatto delle politiche.

Per ciascuno dei quattro indicatori, oltre ai dati di consuntivo dell'ultimo triennio, viene fornito in una tabella uno scenario a politiche vigenti (tendenziale) e uno scenario che inglobi le politiche introdotte nel DEF (programmatico):

In generale, come espone la tabella, gli indicatori mostrano un miglioramento nell'orizzonte previsivo, mantenendo il trend dell'ultimo triennio.

L'indicatore relativo al reddito medio disponibile segue, nell'ultimo triennio, gli andamenti macroeconomici. Il DEF evidenzia, però, una funzione stabilizzatrice delle politiche pubbliche italiane in quanto l'indicatore subisce la crisi meno del PIL pro capite, ed attribuisce tale dinamica ad alcuni interventi, quali quelli volti a ridurre la pressione fiscale e aumentare il reddito disponibile. Tale evoluzione prosegue negli anni 2017-2020, sia per il tendenziale che per il programmatico, confermando gli effetti positivi in termini di benessere delle misure adottate anche nel medio termine, quale ad esempio il piano di lotta alla povertà.

L'elevato livello di diseguaglianza che caratterizza l'economia italiana è confermato dai dati iscritti nella tabella che tuttavia mostrano una riduzione negli anni più recenti. Il calo per il periodo 2014-2017 è influenzato, secondo il DEF, dal miglioramento del mercato del lavoro e dalle diverse misure fiscali che sono state adottate, tra le quali le misure degli 80 euro, la cd. quattordicesima per i pensionati, l'aumento delle detrazioni per i redditi da lavoro e pensione, le nuove misure di contrasto alla povertà, l'abrogazione della IMU-TASI sulle abitazioni principali e la revisione della tassazione dei redditi finanziari. Per gli anni 2017-2020, nel quadro tendenziale sono considerati gli effetti delle misure già adottate. Sono anche considerati gli aumenti di occupazione previsti nel quadro macroeconomico tendenziale, che contribuiscono a un leggero miglioramento dell'indicatore. L'effetto complessivo è una contenuta ma costante tendenza alla riduzione della disuguaglianza. Nello scenario programmatico, sono invece indicati gli obiettivi che il Governo intende realizzare intervenendo nel prossimo triennio sulla struttura del prelievo fiscale e contributivo.

Quanto poi al terzo indicatoreil tasso di mancata partecipazione al lavoro, questo appare in riduzione lungo l'intero orizzonte previsivo, segno - osserva il DEF - che le misure a sostegno del sistema produttivo e gli incentivi per l'occupazione hanno avuto effetti positivi. In particolare, il dettaglio per genere evidenzia come l'inclusione delle donne nel mercato del lavoro stia migliorando. Nello scenario programmatico, si prevede un rafforzamento di queste tendenze positive, grazie ad una maggiore partecipazione al lavoro di fasce potenziali di lavoratori che rientrano nel mercato incoraggiati dal miglioramento del contesto occupazionale e accompagnati dalle misure di politica attiva. Tuttora, oltre un quinto della popolazione di riferimento non ha un lavoro pur essendo disponibile ad entrare nel mercato. Nello scenario programmatico, come nel tendenziale, si prevede continuino i miglioramenti a seguito di una maggiore partecipazione al lavoro di fasce potenziali di lavoratori che rientrano nel mercato incoraggiati dal miglioramento del contesto occupazionale e accompagnati dalle politiche attive implementate.

In relazione al quarto indicatore, quello "ambientale", la tabella mostra che nel 2016 ogni abitante ‘ha generato' in media 7,4 tonnellate di CO2 equivalenti. Le emissioni rimangono sostanzialmente stabili nel periodo considerato, pur in presenza di una ripresa del ciclo produttivo ed industriale, evidenziando – secondo il DEF - un progressivo processo di decarbonizzazione del sistema economico, frutto –rileva il DEF - delle misure che hanno portato alla rapida crescita della produzione di energia da fonti rinnovabili, delle detrazioni fiscali al 65 per cento degli interventi di riqualificazione energetica degli immobili privati (Ecobonus) e, più in generale, delle numerose azioni volte a migliorare l'efficienza energetica. Nello scenario programmatico, dal 2017, le emissioni sono previste ridursi ulteriormente grazie ad alcune misure tra cui il DEF segnala la proroga ed il potenziamento dell'Ecobonus, le norme sui requisiti minimi degli edifici, nonché la realizzazione di una infrastruttura per i combustibili alternativi che incoraggerà il processo di diffusione dei carburanti a più basso contenuto emissivo.