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Resoconto dell'Assemblea

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XVII LEGISLATURA


Resoconto stenografico dell'Assemblea

Seduta n. 431 di mercoledì 20 maggio 2015

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PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SIMONE BALDELLI

  La seduta comincia alle 9,30.

  VALERIA VALENTE, Segretaria, legge il processo verbale della seduta di ieri.

  PRESIDENTE. Se non vi sono osservazioni, il processo verbale si intende approvato.
  (È approvato).

Missioni.

  PRESIDENTE. Comunico che, ai sensi dell'articolo 46, comma 2, del Regolamento, i deputati Alfreider, Bindi, Bonafede, Michele Bordo, Bratti, Caparini, Dambruoso, Damiano, De Menech, Dellai, Di Lello, Faraone, Fico, Galati, Giancarlo Giorgetti, Lauricella, Nicoletti, Pes, Portas, Rampelli, Sani, Scotto e Vignali sono in missione a decorrere dalla seduta odierna.
  I deputati in missione sono complessivamente novantaquattro, come risulta dall'elenco depositato presso la Presidenza e che sarà pubblicato nell’allegato A al resoconto della seduta odierna.

  Ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicate nell’allegato A al resoconto della seduta odierna.

Preavviso di votazioni elettroniche (ore 9,39).

  PRESIDENTE. Poiché nel corso della seduta potranno aver luogo votazioni mediante procedimento elettronico, decorrono da questo momento i termini di preavviso di cinque e venti minuti previsti dall'articolo 49, comma 5, del Regolamento.
  Per consentire il decorso del termine regolamentare di preavviso, sospendo la seduta.

  La seduta, sospesa alle 9,40, è ripresa alle 10,05.

Seguito della discussione del disegno di legge: Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti (A.C. 2994-A); e delle abbinate proposte di legge: Caparini ed altri; Antimo Cesaro ed altri; Cimbro ed altri; Vezzali ed altri; Carfagna; Coccia ed altri; Ascani ed altri; Centemero; Paglia ed altri; Iori ed altri; Di Benedetto ed altri; Chimienti ed altri (A.C. 416-1595-1835-2043-2045-2067-2291-2524-2630-2860-2875-2975).

  PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito della discussione del disegno di legge 2994-A: Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti; e delle abbinate proposte di legge: Caparini ed altri; Antimo Cesaro ed altri; Cimbro ed altri; Vezzali ed altri; Carfagna; Coccia ed altri; Ascani ed altri; Centemero; Paglia ed altri; Iori ed altri; Di Benedetto ed altri; Chimienti ed altri nn. 416, 1595, 1835, 2043, 2045, 2067, 2291, 2524, 2630, 2860, 2875 e 2975.
  Ricordo che nella seduta di ieri è stato da ultimo approvato l'emendamento 26.410 della Commissione.

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(Ripresa esame dell'articolo 26 – A.C. 2994-A)

  PRESIDENTE. Riprendiamo l'esame dell'articolo 26 (Vedi l'allegato A – A.C. 2994-A).
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Carocci. Ne ha facoltà.

  MARA CAROCCI. Presidente, siamo arrivati a uno degli ultimi voti e vorrei ribadire che questo disegno di legge, secondo noi, deve essere approvato perché soprattutto vuole riportare a livelli fisiologici – come ci sono in Europa – la precarietà degli insegnanti che c’è in Italia. Vogliamo finalmente ristabilire una situazione normale nelle scuole, in cui le supplenze verranno date soltanto quando è indispensabile, vale a dire su quei posti che non sono vacanti e disponibili, ma che sono liberi per malattia, per gravidanza, per comandi, per aspettative, come succede in tutta Europa.
  Vorrei rassicurare i docenti che attualmente stanno a supplenze, che queste supplenze non verranno a mancare: non verranno a mancare perché sono indispensabili per la scuola, mentre riusciremo a stabilizzare una grandissima quantità di precari – 100 mila nel primo anno e 60 mila nel successivo – mettendoli su quei posti che, fino ad ora, sono stati dati in supplenza, quando erano posti disponibili per l'assunzione in ruolo. Ritengo che questo sia uno dei punti più importanti di questo provvedimento, che va non solo incontro alle esigenze dei docenti precari, e quindi alle loro condizioni di vita, quindi al loro modo di fare scuola, di stare a scuola con serenità, ma soprattutto va incontro alle esigenze degli studenti, che hanno bisogno di un corpo docente stabile, di insegnanti motivati, che non debbano oltretutto completare il loro orario su due o tre scuole come succede attualmente, con una quantità di adempimenti veramente fortissima.
  Per questo io ritengo che questo disegno di legge risolva uno dei più grossi nodi della scuola italiana. Il fatto di avere istituito l'organico dell'autonomia, che mette circa 50 mila posti in più rispetto agli attuali, darà alle scuole la possibilità di attuare il loro piano dell'offerta formativa, con quegli strumenti che finora non hanno avuto, soprattutto con le risorse umane che finora non hanno avuto.
  Vorrei anche ricordare che 126 milioni vengono destinati, a partire dal prossimo anno, dall'anno finanziario 2016, al funzionamento delle scuole: anche questo rappresenta, finalmente, un'inversione di tendenza rispetto ai tagli che ci sono stati in passato. Per questo io ritengo che il disegno di legge debba essere approvato e mi auguro che ci sia, su questo, una forte condivisione all'interno dell'Aula, anche per i notevoli miglioramenti che sono stati apportati, sia nel lavoro di Commissione, che, infine, in quello dell'Aula.

  PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
  Avverto che è stata chiesta la votazione nominale mediante procedimento elettronico.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 26, nel testo emendato.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Lo Monte, Buttiglione, Di Lello, Zardini, Massa, Simoni, Biancofiore, Piepoli, Fauttilli, Bordo. Onorevole Fitzgerald Nissoli, provi a votare, la Presidenza ricambia il saluto. Non estragga la tessera, per carità... Sta arrivando il tecnico. Grimoldi, Cicchitto, Occhiuto, Mannino, Letta, Bragantini, il presidente Cicchitto non riesce a votare, Rizzetto, Pizzolante. All'onorevole Fitzgerald Nissoli è stato cambiato il dispositivo di voto, perfetto. Nesci, Spessotto, Piccolo.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Esame dell'articolo 27 – A.C. 2994-A)

  PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 27 (Vedi l'allegato A – A.C. 2994-A), al quale non sono state presentate proposte emendative.
  Se non vi sono interventi, passiamo ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 27.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Onorevole Fanucci, faccia un tentativo. Tartaglione, Buttiglione, Prestigiacomo, Pollastrini, Spadoni, Laforgia, Paola Bragantini, Bossa, Dadone, Pisano, Lattuca, Marzana.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Esame degli ordini del giorno – A.C. 2994-A)

  PRESIDENTE. Passiamo all'esame degli ordini del giorno presentati (Vedi l'allegato A – A.C. 2994-A).
  Avverto che è in distribuzione la nuova formulazione dell'ordine del giorno Roccella n. 9/2994-A/46.
  Avverto che la Presidenza non ritiene ammissibile l'ordine del giorno Vacca n. 9/2994-A/140, che, nel prevedere il ritiro del provvedimento in esame, si pone in contrasto con il disposto dell'articolo 88, comma 1, del Regolamento, che configura l'ordine del giorno come uno strumento volto a recare istruzioni al Governo in relazione alla legge in esame.

  LUIGI GALLO. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  LUIGI GALLO. Presidente, è tutto il Paese a chiedere il ritiro di questo vergognoso disegno di legge...

  PRESIDENTE. Onorevole Luigi Gallo, mi perdoni...

  LUIGI GALLO... non è possibile che non venga accolta una cosa che chiede il Paese (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle)...

  PRESIDENTE. Grazie, onorevole Luigi Gallo.
  Se non vi sono richieste di intervento per illustrare gli ordini del giorno, invito il rappresentante del Governo ad esprimere il parere. Prego, sottosegretario Faraone (Una voce dai banchi del gruppo del MoVimento 5 Stelle: Faraone, svegliati !).

  PRESIDENTE. State buoni, su ! Non siamo mica al mercato. Prego.

  DAVIDE FARAONE, Sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca. Presidente, sull'emendamento (Commenti dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle). ..intendevo dire ordine del giorno (Commenti dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle) ...un attimo soltanto, calma, calma...

  PRESIDENTE. Onorevole Faraone, ci pensa la Presidenza a calmare l'Aula. Lei dica i pareri.

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  DAVIDE FARAONE, Sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca. Presidente, il Governo esprime parere favorevole sull'ordine del giorno Dallai n. 9/2994-A/1, a condizione che sia riformulato.
  Il Governo esprime parere favorevole sull'ordine del giorno Labriola n. 9/2994-A/2...

  PRESIDENTE. Qual è la riformulazione dell'ordine del giorno Dallai n. 9/2994-A/1 ?

  DAVIDE FARAONE, Sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca. L'ordine del giorno Dallai n. 9/2994-A/1...

  PRESIDENTE. Sì, ci deve leggere la riformulazione.

  DAVIDE FARAONE, Sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca. Sì, Presidente: «ad adottare iniziative in merito alla diffusione di buone pratiche di educazione alimentare, incrementando lo sviluppo di progetti per la formazione degli alunni a comportamenti corretti dal punto di vista dell'alimentazione e della cultura della qualità delle scelte relative alla nutrizione».
  Il Governo esprime parere favorevole sull'ordine del giorno Labriola n. 9/2994-A/2.
  Il Governo esprime parere favorevole sull'ordine del giorno Carrescia n. 9/2994-A/3, a condizione che sia riformulato.

  PRESIDENTE. Quale riformulazione ?

  DAVIDE FARAONE, Sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca: «impegna il Governo a valutare la possibilità di tener conto della distribuzione dei posti per l'adeguamento...».

  PRESIDENTE. Lei ci deve dire la riformulazione, non ci deve rileggere tutto l'ordine del giorno.

  DAVIDE FARAONE, Sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca. Certo, Presidente...

  PRESIDENTE. Va bene. Prego.

  DAVIDE FARAONE, Sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca. Se sto leggendo la riformulazione sto leggendo la riformulazione, Presidente.
  Dunque, dicevo: «impegna il Governo a valutare la possibilità di tener conto della distribuzione dei posti per l'adeguamento dell'organico di diritto alle situazioni di fatto attivate nel corrente anno scolastico 2014/2015 nella distribuzione per l'anno scolastico 2015/2016 dei posti per l'organico dell'offerta formativa».
  Il Governo esprime parere favorevole sull'ordine del giorno Argentin n. 9/2994-A/4, a condizione che siano soppresse le lettere b), c), d) ed e) del dispositivo. Quindi, con riformulazione.
  Il Governo esprime parere favorevole sull'ordine del giorno Rizzetto n. 9/2994-A/5, a condizione che sia riformulato nel seguente modo: «a valutare l'opportunità e la possibilità, nei vincoli di finanza pubblica, di favorire provvedimenti atti a (...)».
  Il Governo esprime parere favorevole sull'ordine del giorno Marzano n. 9/2994-A/6, a condizione che il dispositivo sia riformulato nel seguente modo: «impegna il Governo a valutare la possibilità, in sede di attuazione della delega sulla formazione iniziale, di tener conto dei seguenti criteri (...)» per poi proseguire con il testo dell'ordine del giorno originario.
  Il Governo esprime parere favorevole sull'ordine del giorno Binetti n. 9/2994-A/7.
  Il Governo esprime parere contrario sull'ordine del giorno Venittelli n. 9/2994-A/8.
  Il Governo esprime parere favorevole sull'ordine del giorno Rigoni n. 9/2994-A/9.

  PRESIDENTE. Il parere sull'ordine del giorno Venittelli n. 9/2994-A/8 è contrario e non un invito al ritiro ?

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  DAVIDE FARAONE, Sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca. Sì, Presidente.
  Il Governo esprime parere favorevole sull'ordine del giorno Rostellato n. 9/2994-A/10, a condizione che sia riformulato nel seguente modo: «ad adottare un'iniziativa utile volta a promuovere progetti finalizzati ad assicurare la conoscenza del diritto del lavoro nelle scuole secondarie di secondo grado».
  Il Governo esprime parere favorevole sull'ordine del giorno Artini n. 9/2994-A/11, a condizione che sia riformulato nel seguente modo: «a valutare l'opportunità di adottare le opportune iniziative, anche a livello normativo, per rendere trasparenti le iniziative dei dirigenti scolastici per la ricerca dei finanziamenti pubblici e privati per l'attuazione del piano nazionale scuola digitale».
  Il Governo esprime parere contrario sull'ordine del giorno Bechis n. 9/2994-A/12. Sull'ordine del giorno Barbanti n. 9/2994-A/13 il parere è favorevole con la seguente riformulazione: «a valutare la possibilità di adottare le opportune iniziative per valorizzare, almeno negli istituti tecnici agrari e negli istituti professionali, alcune discipline che potrebbero facilitare l'inserimento dello studente nel mondo del lavoro».
  Il Governo esprime parere favorevole sull'ordine del giorno Baldassarre n. 9/2994-A/14 e parere contrario sull'ordine del giorno Mucci n. 9/2994-A/15. Sull'ordine del giorno Prodani n. 9/2994-A/16 il parere è favorevole con la seguente riformulazione: «a valutare gli effetti applicativi della disciplina citata in premessa, al fine di adottare le opportune iniziative in materia per coordinare le disposizioni del disegno di legge con il sistema di valutazione dei docenti, per ottenere il massimo rendimento mediante l'azione congiunta del dirigente scolastico, degli ispettori e del comitato di valutazione».
  Sull'ordine del giorno Segoni n. 9/2994-A/17 il parere è favorevole con la seguente riformulazione: «a promuovere e incrementare, già a partire dalla scuola primaria, le attività già in essere per la prevenzione del rischio ambientale, per permettere agli studenti di sviluppare un comportamento che li renda meno esposti al rischio idrogeologico, anche in collaborazione con la Protezione civile».
  Sull'ordine del giorno Turco n. 9/2994-A/18 il parere è favorevole con la seguente riformulazione: «a valutare la possibilità di adottare le opportune iniziative per la diffusione, sin dalla scuola primaria, dell'educazione alimentare, per permettere agli studenti di sviluppare un comportamento alimentare equilibrato».
  Il Governo esprime parere contrario sugli ordini del giorno Invernizzi n. 9/2994-A/19, Allasia n. 9/2994-A/20, Gianluca Pini n. 9/2994-A/21, Borghesi n. 9/2994-A/22, Marcolin n. 9/2994-A/23 e Attaguile n. 9/2994-A/24.
  Sull'ordine del giorno Molteni n. 9/2994-A/25 il parere è favorevole con la seguente riformulazione: «impegna il Governo a valutare la possibilità di favorire la conoscenza delle lingue straniere già a partire dalla scuola dell'infanzia».
  Il Governo esprime parere contrario sugli ordini del giorno Caparini n. 9/2994-A/26 e Grimoldi n. 9/2994-A/27.
  Sull'ordine del giorno Saltamartini n. 9/2994-A/28 il parere è favorevole se riformulato nel senso di sostituire le parole: «a risolvere» con le seguenti: «a valutare la possibilità di risolvere».
  Sull'ordine del giorno Fedriga n. 9/2994-A/29 il parere è favorevole se riformulato sostituendo le parole: «a rendere obbligatoria» con le seguenti: «a valutare la possibilità di prevedere».
  Sull'ordine del giorno Rondini n. 9/2994-A/30 il parere è favorevole se riformulato sostituendo le parole: «a rendere obbligatoria» con le seguenti: «a valutare la possibilità di prevedere».
  Il Governo esprime parere contrario sugli ordini del giorno Simonetti n. 9/2994-A/31, Guidesi n. 9/2994-A/32, Busin n. 9/2994-A/33 e Bossi n. 9/2994-A/34, mentre esprime parere favorevole sull'ordine del giorno Giancarlo Giorgetti n. 9/2994-A/35. Il Governo esprime parere contrario Pag. 6sull'ordine del giorno Marroni n. 9/2994-A/36 e parere favorevole sull'ordine del giorno Nastri n. 9/2994-A/37.
  Sull'ordine del giorno Sani n. 9/2994-A/38 il parere è favorevole con la seguente riformulazione: «a valutare l'opportunità, compatibilmente con gli ordinamenti vigenti e con il monte orari degli alunni, nonché con i vincoli di bilancio e le risorse disponibili».
  Sull'ordine del giorno Fiorio n. 9/2994-A/39 il parere è favorevole con la seguente riformulazione: «a valutare l'opportunità, compatibilmente con gli ordinamenti vigenti e con il monte orari degli alunni, nonché con i vincoli di bilancio e le risorse disponibili».
  Il Governo esprime parere favorevole sull'ordine del giorno Ascani n. 9/2994-A/40. Sull'ordine del giorno La Russa n. 9/2994-A/41 il parere è favorevole con la seguente riformulazione: «a valutare la possibilità, previa analisi delle esperienze già in essere, di assumere i provvedimenti».
  Sull'ordine del giorno Totaro n. 9/2994-A/42 il parere è favorevole con la seguente riformulazione: «a valutare la possibilità di promuovere l'educazione motoria già a partire dai servizi per l'infanzia e dalla scuola per l'infanzia».
  Sull'ordine del giorno Maietta n. 9/2994-A/43 il parere è favorevole con la seguente riformulazione: «impegna il Governo a valutare la possibilità di esternalizzare i servizi ausiliari, nonché di prevedere la possibile partecipazione ai percorsi di assunzione, nel rispetto delle qualifiche professionali richieste».
  Il Governo esprime parere contrario sull'ordine del giorno Taglialatela n. 9/2994-A/44. Sull'ordine del giorno Giorgia Meloni n. 9/2994-A/45 il parere è favorevole con la seguente riformulazione: sopprimere le lettere b) e c) e riformulare l'alinea nel senso di aggiungere, dopo la parola: «normative», le seguenti: «nel limite delle risorse finanziarie disponibili».
  Il Governo esprime parere favorevole sull'ordine del giorno Roccella n. 9/2994-A/46 (Nuova formulazione). Sull'ordine del giorno Cova n. 9/2994-A/47 il parere è favorevole con la seguente riformulazione: «a favorire una piena consapevolezza delle possibilità offerte dall'organico per il potenziamento, anche con riguardo all'attribuzione di incarichi di collaborazione con il dirigente scolastico ai docenti».
  Il Governo esprime parere favorevole sull'ordine del giorno Cirielli n. 9/2994-A/48, con la seguente riformulazione: «a dare tempestiva attuazione a quanto previsto all'articolo 16, comma 1, del disegno di legge».
  Il Governo esprime parere favorevole sull'ordine del giorno Pizzolante n. 9/2994-A/49, con la seguente riformulazione: «impegna il Governo a procedere al concorso nel più breve tempo possibile e a valorizzare in modo prioritario e sostanziale i titoli di abilitazione tramite TFA».
  Il Governo esprime parere contrario sugli ordini del giorno Polverini n. 9/2994-A/50, Fucci n. 9/2994-A/51, Palmizio n. 9/2994-A/52 e Vella n. 9/2994-A/53. Il Governo esprime parere favorevole sull'ordine del giorno Marotta n. 9/2994-A/54, con la seguente riformulazione: «a implementare un modello operativo di valutazione periodica dei dirigenti scolastici».
  Il Governo esprime parere favorevole sugli ordini del giorno Parisi n. 9/2994-A/55 e D'Alessandro n. 9/2994-A/56, mentre esprime parere favorevole sull'ordine del giorno Squeri n. 9/2994-A/57, con la seguente riformulazione: «a valutare l'opportunità, compatibilmente con le risorse disponibili, di adottare».
  Il Governo esprime parere contrario sull'ordine del giorno Latronico n. 9/2994-A/58, mentre esprime parere favorevole sull'ordine del giorno Faenzi n. 9/2994-A/59, con la seguente riformulazione: «a valutare, compatibilmente con le risorse disponibili, gli effetti applicativi». Il Governo esprime parere favorevole sull'ordine del giorno Occhiuto n. 9/2994-A/60, contrario sull'ordine del giorno Milanato n. 9/2994-A/61, mentre esprime parere favorevole sull'ordine del giorno Mottola n. 9/2994-A/62, con la seguente riformulazione: «a valutare l'opportunità, compatibilmente Pag. 7con gli ordinamenti vigenti, con il monte orario in essere e con le risorse disponibili, di adottare (...)».
  Il Governo esprime parere contrario sull'ordine del giorno Lainati n. 9/2994-A/63, favorevole sull'ordine del giorno Palese n. 9/2994-A/64, mentre esprime parere favorevole sull'ordine del giorno Catanoso Genoese n. 9/2994-A/65, con la seguente riformulazione: «a dare tempestiva attuazione a quanto già previsto nel disegno di legge all'articolo 10, comma 18, relativo all'assunzione degli idonei del concorso 2012».
  Il Governo esprime parere contrario sull'ordine del giorno Abrignani n. 9/2994-A/66, favorevole sull'ordine del giorno Centemero n. 9/2994-A/67, contrario sugli ordini del giorno Riccardo Gallo n. 9/2994-A/68 e Gelmini n. 9/2994-A/69 e favorevole sugli ordini del giorno Palmieri n. 9/2994-A/70 e Scuvera n. 9/2994-A/71.
  Il Governo esprime parere favorevole sull'ordine del giorno Mura n. 9/2994-A/72, purché il dispositivo sia riformulato nel senso di sostituire, nel primo capoverso, le parole: «a considerare» con le seguenti: «a valutare l'opportunità di considerare» e di sostituire, nel terzo capoverso, le parole: «a promuovere» con le seguenti: «a valutare l'opportunità di promuovere».
  Il Governo esprime parere favorevole sull'ordine del giorno Gebhard n. 9/2994-A/73, purché il dispositivo sia riformulato nel senso di sostituirlo con il seguente: «a garantire la completa attuazione ed efficacia della clausola di salvaguardia di cui all'articolo 27 del disegno di legge».
  Il Governo esprime parere favorevole sull'ordine del giorno Basso n. 9/2994-A/74, mentre esprime parere favorevole sull'ordine del giorno Vezzali n. 9/2994-A/75, purché il dispositivo sia riformulato nel senso di sostituirlo con il seguente: «a dare piena e tempestiva attuazione a quanto previsto all'articolo 2, comma 3, lettera g), in merito al potenziamento delle discipline motorie».
  Il Governo esprime parere favorevole sull'ordine del giorno D'Agostino n. 9/2994-A/76, purché il dispositivo sia riformulato nel senso di premettere le seguenti parole: «a valutare l'opportunità».
  Il Governo esprime parere contrario sugli ordini del giorno Antimo Cesaro n. 9/2994-A/77 e Pinna n. 9/2994-A/78, mentre esprime parere favorevole sull'ordine del giorno Falcone n. 9/2994-A/79, purché il dispositivo sia riformulato nel senso di premettere le seguenti parole: «a valutare l'opportunità» e di sostituire le parole: «a valutare gli effetti normativi in seguito all'aumento del» con le seguenti: «ad incrementare il».
  Il Governo esprime parere contrario sull'ordine del giorno Palazzotto n. 9/2994-A/80, mentre esprime parere favorevole sull'ordine del giorno Duranti n. 9/2994-A/81, purché il dispositivo sia riformulato nel senso di sostituirlo con il seguente: «a valutare la possibilità, compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica, di assicurare alle scuole risorse finanziarie aggiuntive finalizzate a contrastare il fenomeno della dispersione scolastica».

  PRESIDENTE. Prego i presentatori di ascoltare le riformulazioni, visto che siamo a metà dei pareri sugli ordini del giorno, perché poi ripeterli significa andare in difficoltà rispetto agli impegni della diretta televisiva.

  DAVIDE FARAONE, Sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca. Il Governo esprime parere favorevole sull'ordine del giorno Daniele Farina n. 9/2994-A/82, purché il dispositivo sia riformulato nel senso di sostituirlo con il seguente: «a valutare l'opportunità, compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica, di potenziare l'offerta formativa negli istituti penitenziari pubblici, anche visto quanto previsto all'articolo 5».
  Il Governo esprime parere favorevole sull'ordine del giorno Marcon n. 9/2994-A/83, purché il dispositivo sia riformulato nel senso di sostituirlo con il seguente: «ad incrementare, compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica, i finanziamenti dedicati alla missione dell'istruzione scolastica».Pag. 8
  Il Governo esprime parere favorevole sull'ordine del giorno Giancarlo Giordano n. 9/2994-A/84 a condizione che, nel dispositivo, il primo capoverso sia sostituito con il seguente: «ad assicurare tempestiva e piena attuazione al presente provvedimento» e che sia soppresso il terzo capoverso: «a valutare, in seguito a tale bilancio, l'opportunità di (...)».
  Il Governo esprime parere contrario sull'ordine del giorno Melilla n. 9/2994-A/85, mentre esprime parere favorevole sull'ordine del giorno Zaccagnini n. 9/2994-A/86.
  Il Governo esprime parere contrario sugli ordini del giorno Quaranta n. 9/2994-A/87 e Paglia n. 9/2994-A/88.
  Il Governo esprime parere favorevole sull'ordine del giorno Placido n. 9/2994-A/89 a condizione che il dispositivo sia riformulato nel seguente modo: «a valutare la possibilità, compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica, di predisporre (...)».
  Il Governo esprime parere contrario sull'ordine del giorno Sannicandro n. 9/2994-A/90.
  Il Governo esprime parere favorevole sull'ordine del giorno Pannarale n. 9/2994-A/91 a condizione che, nel dispositivo, il primo capoverso sia sostituito con il seguente: «a garantire a tutti il diritto allo studio quale strumento fondamentale per l'emancipazione culturale ed economica degli individui, anche attraverso le seguenti misure, compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica:» e sostituire il punto 1) con il seguente: «incrementando le risorse destinate alla missione istruzione scolastica».
  Il Governo esprime parere favorevole sull'ordine del giorno Ricciatti n. 9/2994-A/92, a condizione che sia riformulato, sostituendo nel dispositivo le parole «a predisporre» con le seguenti: « a valutare la possibilità, compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica, di predisporre».
  Il Governo esprime parere favorevole sull'ordine del giorno Costantino n. 9/2994-A/93, a condizione che sia riformulato sostituendo nel dispositivo, le parole «attraverso interventi normativi puntuali» con le seguenti: «attraverso tutte le iniziative adeguate».
  Il Governo esprime parere favorevole sull'ordine del giorno Airaudo n. 9/2994-A/94, a condizione che sia riformulato sostituendo nel dispositivo, le parole da: «a dare definitiva soluzione» fino a: «estendendo» con le seguenti: «a valutare l'opportunità e la possibilità, compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica, di estendere».
  Il Governo esprime parere favorevole sull'ordine del giorno Kronbichler n. 9/2994-A/95 a condizione che il dispositivo sia riformulato nel seguente modo: «a continuare ad assicurare il sostegno agli alunni con disabilità secondo la normativa vigente».
  Il Governo esprime parere favorevole sull'ordine del giorno Franco Bordo n. 9/2994-A/96 a condizione che il dispositivo sia riformulato nel seguente modo: «a mantenere gli impegni già assunti in seguito all'accoglimento dell'ordine del giorno n. 9/02385/002 (firmatari On. Giancarlo Giordano, Costantino, Fratoianni)».
  Il Governo esprime parere contrario sull'ordine del giorno Nicchi n. 9/2994-A/97, mentre esprime parere favorevole sull'ordine del giorno Scotto n. 9/2994-A/98.
  Il Governo esprime parere favorevole sull'ordine del giorno Piras n. 9/2994-A/99 a condizione che il dispositivo sia riformulato, aggiungendo, infine, le parole: «compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica».
  Il Governo esprime parere favorevole sull'ordine del giorno Pellegrino n. 9/2994-A/100.
  Il Governo esprime parere favorevole sull'ordine del giorno Zaratti n. 9/2994-A/101 a condizione che il dispositivo sia riformulato, aggiungendo, infine, le parole: «compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica».
  Il Governo esprime parere favorevole sull'ordine del giorno Fratoianni n. 9/2994-A/102 a condizione che il dispositivo sia riformulato nel seguente modo: «a valutare l'opportunità, compatibilmente Pag. 9con gli ordinamenti vigenti, con l'attuale monte orario, con i vincoli di finanza pubblica, di valorizzare l'insegnamento della filosofia».
  Un attimo soltanto, perché altri pareri non mi sono arrivati. Abbiamo bisogno di un attimo di pausa, Presidente.

  PRESIDENTE. Non avete il parere sugli altri ?

  DAVIDE FARAONE, Sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca. Stanno predisponendo gli altri pareri.

  PRESIDENTE. Non mi sembra un modo assolutamente lineare di procedere. Io sospendo per una questione... oppure cominciamo a votarli e poi diamo i pareri successivamente.

  DAVIDE FARAONE, Sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca. Ora sono arrivati gli ordini del giorno.

  PRESIDENTE. Ho capito, però ne sono arrivati due, ce ne sono ancora 55.
  Allora, per l'economia dei lavori, poiché abbiamo la diretta, sospendere adesso non mi sembra una cosa assolutamente utile, visto che abbiamo accumulato una certo ritardo, viste anche le riformulazioni che sono state date. Io procedo con l'esame degli ordini del giorno, poi quando arriveremo all'ordine del giorno Ferrara n. 9/2994-A/103, daremo i pareri anche sugli altri.
  Allora, chiedo ai presentatori se accettino la riformulazione dell'ordine del giorno Dallai n. 9/2994-A/1, con il parere favorevole del Governo, purché riformulato.
  Chiedo ai responsabili di Aula anche un po’ di collaborazione su questo.

  CINZIA MARIA FONTANA. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  CINZIA MARIA FONTANA. Grazie Presidente, accettiamo le riformulazioni degli ordini del giorno dei colleghi del gruppo del Partito Democratico e chiediamo di non mettere in votazione i nostri ordini del giorno.

  ROCCO PALESE. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  ROCCO PALESE. Grazie Presidente, noi accettiamo tutte le riformulazioni. Chiaramente non insistiamo per la votazione degli ordini del giorno con riformulazioni e pareri favorevoli. Per i pareri contrari, invece, ci riserviamo di insistere per la votazione e, ove ci fosse necessità, lo diremo volta per volta.

  BRUNO MOLEA. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  BRUNO MOLEA. Grazie Presidente, anche noi accettiamo tutte le riformulazioni e chiediamo di non mettere in votazione gli ordini del giorno dei deputati di Scelta Civica per l'Italia.

  PRESIDENTE. Avverto che gli ordini del giorno Venittelli n. 9/2994-A/8 e Gebhard n. 9/2994-A/73 sono stati ritirati.

  FABIO RAMPELLI. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  FABIO RAMPELLI. Grazie Presidente, noi accettiamo le riformulazioni di tutti gli emendamenti...

  PRESIDENTE. Ordini del giorno.

  FABIO RAMPELLI. Ordini del giorno, scusi. Noi accettiamo le riformulazioni di tutti gli ordini del giorno, a eccezione di quello a firma Giorgia Meloni. Stavo cercando adesso la numerazione, comunque non è difficile trovarla...

Pag. 10

  PRESIDENTE. Sì, è l'ordine del giorno Giorgia Meloni n. 9/2994-A/45.

  FABIO RAMPELLI. Perché l'eliminazione purtroppo di due commi, ovviamente, mortifica completamente il senso dell'ordine del giorno.

  PRESIDENTE. Sta bene.

  ROSANNA SCOPELLITI. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  ROSANNA SCOPELLITI. Grazie Presidente, anche noi accettiamo tutte le riformulazioni e i pareri favorevoli e chiediamo che non siano posti in votazione (Applausi dei deputati del gruppo Area Popolare (NCD-UDC)).

  PRESIDENTE. Onorevole Scopelliti, lei formalmente non è delegato d'Aula del suo gruppo, ma devo intendere che poi il suo gruppo in questo sia concorde.
  Prendo dunque atto che i presentatori accettano la riformulazione e non insistono per la votazione dell'ordine del giorno Dallai n. 9/2994-A/1 con il parere favorevole del Governo, purché riformulato.
  Prendo atto che la presentatrice non insiste per la votazione dell'ordine del giorno Labriola n. 9/2994-A/2, con il parere favorevole del Governo.
  Prendo dunque atto che i presentatori accettano la riformulazione e non insistono per la votazione dell'ordine del giorno Carrescia n. 9/2994-A/3 con il parere favorevole del Governo, purché riformulato.
  Prendo atto che la presentatrice accetta la riformulazione e non insiste per la votazione dell'ordine del giorno Argentin n. 9/2994-A/4, con il parere favorevole del Governo, purché riformulato.
  Prendo atto che il presentatore accetta la riformulazione e non insiste per la votazione dell'ordine del giorno Rizzetto n. 9/2994-A/5, con il parere favorevole del Governo, purché riformulato.
  Prendo dunque atto che i presentatori accettano la riformulazione e non insistono per la votazione dell'ordine del giorno Marzano n. 9/2994-A/6 con il parere favorevole del Governo, purché riformulato.
  Prendo atto che la presentatrice non insiste per la votazione dell'ordine del giorno Binetti n. 9/2994-A/7, con il parere favorevole del Governo.
  Ricordo che l'ordine del giorno Venittelli n. 9/2994-A/8 è stato ritirato.
  Prendo atto che il presentatore non insiste per la votazione dell'ordine del giorno Rigoni n. 9/2994-A/9, con il parere favorevole del Governo.
  Prendo atto che la presentatrice accetta la riformulazione e non insiste per la votazione dell'ordine del giorno Rostellato n. 9/2994-A/10, con il parere favorevole del Governo, purché riformulato.
  Prendo dunque atto che i presentatori accettano la riformulazione e non insistono per la votazione dell'ordine del giorno Artini n. 9/2994-A/11 con il parere favorevole del Governo, purché riformulato.
  Prendo atto che i presentatori insistono per la votazione dell'ordine del giorno Bechis n. 9/2994-A/12, con il parere contrario del Governo.
  Passiamo ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Bechis n. 9/2994-A/12, con il parere contrario del Governo.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Bolognesi... con la preghiera a questo punto di rimanere al posto, perché andremo avanti, si spera, un po’ spediti... ci siamo ? Turco, Iacono, Carbone, Lenzi, Fiano, Boccuzzi... ci siamo ?
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  430   
   Votanti  429   
   Astenuti    1   
   Maggioranza  215   Pag. 11
    Hanno votato
 123    
    Hanno votato
no  306).    

  Prendo dunque atto che i presentatori accettano la riformulazione e non insistono per la votazione dell'ordine del giorno Barbanti n. 9/2994-A/13 con il parere favorevole del Governo, purché riformulato.
  Prendo atto che i presentatori non insistono per la votazione dell'ordine del giorno Baldassarre n. 9/2994-A/14 con il parere favorevole del Governo.
  Prendo atto che i presentatori insistono per la votazione dell'ordine del giorno Mucci n. 9/2994-A/15, con il parere contrario del Governo.
  Passiamo ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Mucci n. 9/2994-A/15.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Lo Monte, Colaninno... onorevole Lo Monte, provi a votare ...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  428   
   Votanti  427   
   Astenuti    1   
   Maggioranza  214   
    Hanno votato
 123    
    Hanno votato
no  304).    

  (Il deputato Senaldi ha segnalato che non è riuscito ad esprimere voto contrario)

  Prendo dunque atto che i presentatori accettano la riformulazione e non insistono per la votazione dell'ordine del giorno Prodani n. 9/2994-A/16 con il parere favorevole del Governo, purché riformulato.
  Prendo dunque atto che i presentatori accettano la riformulazione e non insistono per la votazione dell'ordine del giorno Segoni n. 9/2994-A/17 con il parere favorevole del Governo, purché riformulato.
  Prendo dunque atto che i presentatori accettano la riformulazione e non insistono per la votazione dell'ordine del giorno Turco n. 9/2994-A/18 con il parere favorevole del Governo, purché riformulato.
  Prendo atto che i presentatori insistono per la votazione dell'ordine del giorno Invernizzi n. 9/2994-A/19, con il parere contrario del Governo.
  Passiamo ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Invernizzi n. 9/2994-A/19.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Piepoli, Colonnese.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  429   
   Votanti  386   
   Astenuti   43   
   Maggioranza  194   
    Hanno votato
  79    
    Hanno votato
no  307).    

  Prendo atto che i presentatori insistono per la votazione dell'ordine del giorno Allasia n. 9/2994-A/20, su cui il Governo ha espresso parere contrario.
  Passiamo ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Allasia n. 9/2994-A/20.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Dadone.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  418   
   Votanti  416   
   Astenuti  2   
   Maggioranza  209   Pag. 12
    Hanno votato
 120    
    Hanno votato
no  296).    

  (La deputata Nicchi ha segnalato che non è riuscita a votare; la deputata Di Salvo ha segnalato che non è riuscita ad esprimere voto contrario).

  Chiedo ai presentatori se insistano per la votazione dell'ordine del giorno Gianluca Pini n. 9/2994-A/21, su cui il Governo ha espresso parere contrario.

  GIANLUCA PINI. Grazie, Presidente. Onestamente non mi meraviglia il parere contrario a questo ordine del giorno da parte del Governo, perché alla fin fine smaschera quello che è l'obiettivo finale di questa riforma, che in certi punti, come si è visto dai voti espressi su alcuni singoli articoli del provvedimento, ci può anche trovare concordi (sull'introduzione di alcuni principi meritocratici e di valutazione soprattutto degli insegnanti). Però, bisogna tornare a monte su quello che deve essere l'obiettivo della formazione scolastica, appunto formazione. Lo Stato deve dare la possibilità, sia con gli istituti statali sia anche con quelli paritari, nel rispetto delle regole che si sono date da tempo, di fornire ai ragazzi, ai nostri figli una formazione culturale, una formazione scolastica, una preparazione anche per il mondo del lavoro.
  Quello che non può essere assolutamente accettabile e che, però, costantemente le cronache riportano è che l'abuso della posizione da parte degli insegnanti sfoci poi in una sorta di propaganda politica. Infatti, a tutti deve essere permesso fare politica, esprimere le proprie opinioni – è sancito non solo dalla Costituzione, ma anche dal buon senso e dalla civiltà del mondo occidentale – però non può essere minimamente accettabile che qualcuno all'interno della scuola, durante l'orario di lezione o comunque all'interno dell'istituto scolastico, svolga attività di propaganda politica. Questo non vuol dire limitare la possibilità di esprimere il proprio pensiero e il proprio orientamento politico; ma non certamente di indirizzare o di condizionare pesantemente gli alunni, che, nella stragrande maggioranza dei casi, sono minorenni e devono ancora formare una propria coscienza politica.
  Chiaramente il pressing, la pressione che può essere esercitata da un insegnante che esprime in maniera forzata, attraverso propaganda politica, nei confronti di un allievo, il proprio pensiero può essere anche in qualche modo pesantemente condizionante sia per l'andamento scolastico sia anche per il futuro pensiero politico dell'alunno.
  Quindi, io mi chiedo quale difficoltà ci sia, da parte del Governo, nell'adottare finalmente una norma di civiltà in questo Paese. Ognuno ha il diritto di esprimere il proprio pensiero, ma non può farlo all'interno di una scuola, perché la scuola è deputata a formare culturalmente, a formare per il mondo del lavoro, non a formare una classe dirigente politica, a quello ci penseranno altre strutture al di fuori di quei plessi scolastici.
  Quindi, chiedo cortesemente al collega Faraone di rivedere con il buon senso il parere su questo ordine del giorno.

  DAVIDE FARAONE, Sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  DAVIDE FARAONE, Sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca. Se l'onorevole Pini accetta una riformulazione, possiamo modificare il parere. Si renderà conto del fatto che comunque l'interpretazione di cosa sia propaganda politica e cosa non lo sia è abbastanza complicato. La riformulazione consiste a fermarci, nell'impegno al Governo, alle parole: «in generale nelle scuole», quindi togliendo le parole da: «scuole» in poi. Se va bene questa riformulazione possiamo accettare l'ordine del giorno.

  PRESIDENTE. Onorevole Pini, accetta la riformulazione ?

Pag. 13

  GIANLUCA PINI. Accetto la riformulazione e ringrazio per la sensibilità il collega Faraone.

  PRESIDENTE. Prendo atto che i presentatori insistono per la votazione dell'ordine del giorno Borghesi n. 9/2994-A/22, con il parere contrario del Governo. Passiamo ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Borghesi n. 9/2994-A/22.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Verini... Taricco... Paola Bragantini...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  440   
   Votanti  436   
   Astenuti    4   
   Maggioranza  219   
    Hanno votato
 127    
    Hanno votato
no  309).    

  Prendo atto che i presentatori insistono per la votazione dell'ordine del giorno Marcolin n. 9/2994-A/23, con il parere contrario del Governo. Passiamo ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Marcolin n. 9/2994-A/23.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Turco... Garavini... Patriarca...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  431   
   Votanti  427   
   Astenuti    4   
   Maggioranza  214   
    Hanno votato
 122    
    Hanno votato
no  305).    

  Prendo atto che i presentatori insistono per la votazione dell'ordine del giorno Attaguile n. 9/2994-A/24, con il parere contrario del Governo. Passiamo ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Attaguile n. 9/2994-A/24.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Bolognesi... Lo Monte... Vezzali... Sgambato... Albanella... Capelli... Ciprini...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  434   
   Votanti  432   
   Astenuti    2   
   Maggioranza  217   
    Hanno votato
 127    
    Hanno votato
no  305).    

  Prendo atto che i presentatori accettano la riformulazione e non insistono per la votazione dell'ordine del giorno Molteni n. 9/2994-A/25, su cui il Governo aveva espresso parere favorevole, purché riformulato.
  Prendo atto che i presentatori insistono per la votazione dell'ordine del giorno Caparini n. 9/2994-A/26, con il parere contrario del Governo. Passiamo ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Caparini n. 9/2994-A/26.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Colonnese... Ascani... Turco... Di Lello... Di Gioia...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

  Turco... Costantino... Rotta...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

  Prendo atto che i presentatori accettano la riformulazione e non insistono per la votazione degli ordini del giorno Saltamartini n. 9/2994-A/28, Fedriga n. 9/2994-A/29 e Rondini n. 9/2994-A/30, su cui il Governo aveva espresso parere favorevole, purché riformulati.
  Prendo atto che i presentatori insistono per la votazione dell'ordine del giorno Simonetti n. 9/2994-A/31, con il parere contrario del Governo. Passiamo ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Simonetti n. 9/2994-A/31.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

  Prendo atto che i presentatori insistono per la votazione dell'ordine del giorno Guidesi n. 9/2994-A/32, sul quale vi è il parere contrario del Governo.
  Passiamo, dunque, ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Guidesi n. 9/2994-A/32.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Colonnese, Lo Monte, Fraccaro, Vitelli, Bossa, Pilozzi.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  436   
   Votanti  433   
   Astenuti  3   
   Maggioranza  217   
    Hanno votato
 127    
    Hanno votato
no  306).    

  (Il deputato Capodicasa ha segnalato che non è riuscito ad esprimere voto contrario).

  Prendo atto che i presentatori insistono per la votazione dell'ordine del giorno Busin n. 9/2994-A/33, sul quale vi è il parere contrario del Governo.
  Passiamo, dunque, ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Busin n. 9/2994-A/33.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Colonnese.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  433   
   Votanti  431   
   Astenuti  2   
   Maggioranza  216   Pag. 15
    Hanno votato
 124    
    Hanno votato
no  307).    

  Prendo atto che i presentatori insistono per la votazione dell'ordine del giorno Bossi n. 9/2994-A/34, sul quale vi è il parere contrario del Governo.
  Passiamo, dunque, ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Bossi n. 9/2994-A/34.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Nicchi, Carloni.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  440   
   Votanti  391   
   Astenuti  49   
   Maggioranza  196   
    Hanno votato
  83    
    Hanno votato
no  308).    

  Prendo atto che i presentatori non insistono per la votazione dell'ordine del giorno Giancarlo Giorgetti n. 9/2994-A/35, sul quale vi è il parere favorevole del Governo.
  Chiedo al presentatore se insista per la votazione dell'ordine del giorno Marroni n. 9/2994-A/36, sul quale vi è il parere contrario del Governo. Prego, onorevole Marroni.

  UMBERTO MARRONI. Signor Presidente, pur con il parere contrario, auspico che questo ordine del giorno, per quanto riguarda una correzione della riforma circa la scelta monocratica del dirigente scolastico sul reclutamento dei docenti, possa essere modificato. Comunque, questo testo è stato assorbito anche dall'ordine del giorno Carocci n. 9/2994-A/109 e, quindi, lo ritiro.

  PRESIDENTE. Sta bene.
  Prendo atto che il presentatore non insiste per la votazione dell'ordine del giorno Nastri n. 9/2994-A/37, sul quale vi è il parere favorevole del Governo.
  Ricordo che i presentatori accettano la riformulazione e non insistono per la votazione dei successivi ordini del giorno Sani n. 9/2994-A/38 e Fiorio n. 9/2994-A/39, sui quali vi è il parere favorevole del Governo, purché riformulati.
  Prendo atto che il presentatore non insiste per la votazione dell'ordine del giorno Ascani n. 9/2994-A/40, sul quale vi è il parere favorevole del Governo.
  Ricordo che i presentatori accettano la riformulazione e non insistono per la votazione dei successivi ordini del giorno La Russa n. 9/2994-A/41, Totaro n. 9/2994-A/42 e Maietta n. 9/2994-A/43, sui quali vi è il parere favorevole del Governo, purché riformulati.
  Prendo atto che il presentatore insiste per la votazione dell'ordine del giorno Taglialatela n. 9/2994-A/44, sul quale vi è il parere contrario del Governo.
  Passiamo, dunque, ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Taglialatela n. 9/2994-A/44.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Costantino, Colonnese.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  443   
   Votanti  437   
   Astenuti  6   
   Maggioranza  219   
    Hanno votato
 128    
    Hanno votato
no  309).    

  Prendo atto che la presentatrice non accetta la riformulazione e insiste per la votazione dell'ordine del giorno Giorgia Meloni n. 9/2994-A/45.
  Passiamo, dunque, ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Giorgia Meloni n. 9/2994-A/45. Pag. 16
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Onorevole Colonnese, provi a votare con le dita. Taricco, Turco, Scuvera, Carrozza.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  443   
   Votanti  439   
   Astenuti  4   
   Maggioranza  220   
    Hanno votato
 128    
    Hanno votato
no  311).    

  Prendo atto che i presentatori non insistono per la votazione dell'ordine del giorno Roccella n. 9/2994-A/46 (Nuova formulazione), sul quale vi è il parere favorevole del Governo.
  Ricordo che i presentatori accettano la riformulazione e non insistono per la votazione dei successivi ordini del giorno Cova n. 9/2994-A/47, Cirielli n. 9/2994-A/48 e Pizzolante n. 9/2994-A/49, sui quali vi è il parere favorevole del Governo, purché riformulati.
  Prendo atto che la presentatrice insiste per la votazione dell'ordine del giorno Polverini n. 9/2994-A/50, sul quale vi è il parere contrario del Governo.
  Passiamo, dunque, ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Polverini n. 9/2994-A/50.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Adornato, Pellegrino...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  434   
   Votanti  432   
   Astenuti    2   
   Maggioranza  217   
    Hanno votato
 126    
    Hanno votato
no  306).    

  Prendo atto che i presentatori insistono per la votazione dell'ordine del giorno Fucci n. 9/2994-A/51, su cui il Governo ha espresso parere contrario.
  Passiamo ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Fucci n. 9/2994-A/51.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

PRESIDENZA DELLA PRESIDENTE LAURA BOLDRINI (ore 10,55)

  PRESIDENTE. Hanno votato tutti i colleghi ? Costantino, Lo Monte...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione:

   Presenti  438   
   Votanti  437   
   Astenuti    1   
   Maggioranza  219   
    Hanno votato  129    
    Hanno votato no   308.

  La Camera respinge (Vedi votazioni).

  Prendo atto che il presentatore insiste per la votazione dell'ordine del giorno Palmizio n. 9/2994-A/52, su cui il Governo ha espresso parere contrario.
  Passiamo ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Palmizio n. 9/2994-A/52.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Tancredi...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione:

   Presenti  442   
   Votanti  440   
   Astenuti    2   
   Maggioranza  221   
    Hanno votato   51    
    Hanno votato no   389.

  La Camera respinge (Vedi votazioni).

Pag. 17

  Prendo atto che il presentatore insiste per la votazione dell'ordine del giorno Vella n. 9/2994-A/53, su cui il Governo ha espresso parere contrario.
  Passiamo ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Vella n. 9/2994-A/53.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Brandolin, De Mita, Grillo...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione:

   Presenti  441   
   Votanti  439   
   Astenuti    2   
   Maggioranza  220   
    Hanno votato   38    
    Hanno votato no   401.

  La Camera respinge (Vedi votazioni).

  Adesso siamo all'emendamento Marotta n. 9/2994-A/54, ma ricordo che qui la riformulazione è già stata accolta, quindi, passiamo all'ordine del giorno Latronico n. 9/2994-A/58.
  Prendo atto che il presentatore insiste per la votazione dell'ordine del giorno Latronico n. 9/2994-A/58, su cui il Governo ha espresso parere contrario.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Latronico n. 9/2994-A/58.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Fossati...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione:

   Presenti  445   
   Votanti  435   
   Astenuti   10   
   Maggioranza  218   
    Hanno votato   99    
    Hanno votato no   336.

  La Camera respinge (Vedi votazioni).

  Prendo atto che la presentatrice insiste per la votazione dell'ordine del giorno Milanato n. 9/2994-A/61, su cui il Governo ha espresso parere contrario.
  Passiamo ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Milanato n. 9/2994-A/61.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Lo Monte, Bini...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione:

   Presenti  439   
   Votanti  364   
   Astenuti   75   
   Maggioranza  183   
    Hanno votato   51    
    Hanno votato no   313.

  La Camera respinge (Vedi votazioni).

  Ricordo che il presentatore dell'ordine del giorno Mottola n. 9/2994-A/62 ha accettato la riformulazione.
  Prendo atto che il presentatore insiste per la votazione dell'ordine del giorno Lainati n. 9/2994-A/63, sul quale vi è il parere contrario del Governo.
  Passiamo ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Lainati n. 9/2994-A/63.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Carra.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione:

   Presenti  442   
   Votanti  436   
   Astenuti    6   
   Maggioranza  219   
    Hanno votato  128    
    Hanno votato no   308.

  La Camera respinge (Vedi votazioni).

Pag. 18

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Abrignani n. 9/2994-A/66, sul quale vi è il parere contrario del Governo.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Palma, Fossati.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione:

   Presenti  445   
   Votanti  363   
   Astenuti   82   
   Maggioranza  182   
    Hanno votato   53    
    Hanno votato no   310.

  La Camera respinge (Vedi votazioni).

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Riccardo Gallo n. 9/2994-A/68, sul quale vi è il parere contrario del Governo.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Dall'Osso, Invernizzi, Pes.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione:

   Presenti  448   
   Votanti  434   
   Astenuti   14   
   Maggioranza  218   
    Hanno votato   73    
    Hanno votato no   361.

  La Camera respinge (Vedi votazioni).

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Gelmini n. 9/2994-A/69, sul quale vi è il parere contrario del Governo.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Dichiaro chiusa la votazione.

   Presenti  442   
   Votanti  438   
   Astenuti    4   
   Maggioranza  220   
    Hanno votato  132    
    Hanno votato no   306.

  La Camera respinge (Vedi votazioni).

  Prendo atto che i presentatori ritirano l'ordine del giorno Gebhard n. 9/2994-A/73, accettato dal Governo purché riformulato.
  Prendo atto che i presentatori accettano la riformulazione e non insistono per la votazione degli ordini del giorno Vezzali n. 9/2994-A/75 e D'Agostino n. 9/2994-A/76, accettati dal Governo purché riformulati.
  Prendo atto che i presentatori ritirano gli ordini del giorno Antimo Cesaro n. 9/2994-A/77 e Pinna n. 9/2994-A/78, sui quali vi è il parere contrario del Governo.
  Prendo atto che i presentatori accettano la riformulazione e non insistono per la votazione dell'ordine del giorno Falcone n. 9/2994-A/79, accettato dal Governo purché riformulato.
  Prendo atto che i presentatori insistono per la votazione dell'ordine del giorno Palazzotto n. 9/2994-A/80, sul quale vi è il parere contrario del Governo.
  Passiamo ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Palazzotto n. 9/2994-A/80.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Fanucci, Dall'Osso, Tancredi, Fregolent.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione:

   Presenti  447   
   Votanti  443   
   Astenuti    4   
   Maggioranza  222   
    Hanno votato  118    
    Hanno votato no   325.

  La Camera respinge (Vedi votazioni).

Pag. 19

  Prendo atto che i presentatori accettano la riformulazione e non insistono per la votazione degli ordini del giorno Duranti n. 9/2994-A/81, Daniele Farina n. 9/2994-A/82, Marcon n. 9/2994-A/83 e Giancarlo Giordano n. 9/2994-A/84, accettati dal Governo purché riformulati.
  Prendo atto che i presentatori insistono per la votazione dell'ordine del giorno Melilla n. 9/2994-A/85, sul quale vi è il parere contrario del Governo.
  Passiamo ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Melilla n. 9/2994-A/85.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Dall'Osso.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione:

   Presenti  447   
   Votanti  443   
   Astenuti    4   
   Maggioranza  222   
    Hanno votato   67    
    Hanno votato no   376.

  La Camera respinge (Vedi votazioni).

  Prendo atto che il presentatore non insiste per la votazione dell'ordine del giorno Zaccagnini n. 9/2994-A/86, accettato dal Governo.
  Prendo atto che il presentatore insiste per la votazione dell'ordine del giorno Quaranta n. 9/2994-A/87, su cui il Governo ha espresso parere contrario.
  Passiamo ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Quaranta n. 9/2994-A/87.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Lainati, Colonnese. Hanno votato tutti i colleghi ?
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione:

   Presenti  453   
   Votanti  450   
   Astenuti    3   
   Maggioranza  226   
    Hanno votato  133    
    Hanno votato no   317.

  La Camera respinge (Vedi votazioni).

  Prendo atto che il presentatore insiste per la votazione dell'ordine del giorno Paglia n. 9/2994-A/88, su cui il Governo ha espresso parere contrario.
  Passiamo ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Paglia n. 9/2994-A/88.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Adornato, Turco, Colonnese, Palese non riesce a votare, Frusone.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione:

   Presenti  453   
   Votanti  450   
   Astenuti    3   
   Maggioranza  226   
    Hanno votato  117    
    Hanno votato no   333.

  La Camera respinge (Vedi votazioni).

  Chiedo al presentatore se accetti la riformulazione dell'ordine del giorno Placido n. 9/2994-A/89, accettato dal Governo purché riformulato.

  ANTONIO PLACIDO. Signora Presidente, non accettiamo la riformulazione perché ci pare assai generico l'impegno del Governo, a fronte del fatto che questo è un settore nel quale i contratti sono bloccati da sei anni e il DEF 2015...

  PRESIDENTE. Deputato Placido, la devo interrompere, perché mi dicono gli uffici che il suo tempo è esaurito dunque non può fare l'intervento.Pag. 20
  Comunque, constato che non accetta la riformulazione e che insiste per la votazione del suo ordine del giorno.
  Passiamo ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Placido n. 9/2994-A/89.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Capelli, Fanucci, Simone Valente, Grillo, Molteni.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione:

   Presenti  452   
   Votanti  450   
   Astenuti    2   
   Maggioranza  226   
    Hanno votato  116    
    Hanno votato no   334.

  La Camera respinge (Vedi votazioni).

  Prendo atto che il presentatore insiste per la votazione dell'ordine del giorno Sannicandro n. 9/2994-A/90, su cui il Governo ha espresso parere contrario.
  Passiamo ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Sannicandro n. 9/2994-A/90.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Colonnese, Giachetti, Sgambato.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione:

   Presenti  451   
   Votanti  444   
   Astenuti    7   
   Maggioranza  223   
    Hanno votato   62    
    Hanno votato no   382.

  La Camera respinge (Vedi votazioni).

  Prendo atto che il presentatore accetta la riformulazione e non insiste per la votazione dell'ordine del giorno Pannarale n. 9/2994-A/91, accettato dal Governo, purché riformulato.
  Prendo atto, altresì, che il presentatore accetta la riformulazione e non insiste per la votazione dell'ordine del giorno Ricciatti n. 9/2994-A/92, accettato dal Governo, purché riformulato.
  Prendo atto che il presentatore non accetta la riformulazione e insiste per la votazione dell'ordine del giorno Costantino n. 9/2994-A/93, accettato dal Governo, purché riformulato.
  Passiamo ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Costantino n. 9/2994-A/93.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Marco Di Maio, Piepoli... Ha votato. Hanno votato tutti ?
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione:

   Presenti  454   
   Votanti  453   
   Astenuti    1   
   Maggioranza  227   
    Hanno votato  118    
    Hanno votato no   335.

  La Camera respinge (Vedi votazioni).

  Prendo atto che i presentatori non accettano la riformulazione e insistono per la votazione dell'ordine del giorno Airaudo n. 9/2994-A/94, accettato dal Governo purché riformulato.
  Passiamo ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Airaudo n. 9/2994-A/94.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Gandolfi, Vazio...
  Dichiaro chiusa la votazione.Pag. 21
  Comunico il risultato della votazione:

   Presenti  450   
   Votanti  447   
   Astenuti    3   
   Maggioranza  224   
    Hanno votato  129    
    Hanno votato no   318.

  La Camera respinge (Vedi votazioni).

  (Il deputato Vazio ha segnalato che non è riuscito ad esprimere voto contrario).

  Prendo atto che i presentatori non accettano la riformulazione e insistono per la votazione dell'ordine del giorno Kronbichler n. 9/2994-A/95, accettato dal Governo purché riformulato.
  Passiamo ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Kronbichler n. 9/2994-A/95, non accettato dal Governo.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Piepoli, Invernizzi...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione:

   Presenti  458   
   Votanti  457   
   Astenuti    1   
   Maggioranza  229   
    Hanno votato  139    
    Hanno votato no   318.

  La Camera respinge (Vedi votazioni).

  Prendo atto che i presentatori accettano la riformulazione e non insistono per la votazione dell'ordine del giorno Franco Bordo n. 9/2994-A/96, accettato dal Governo, purché riformulato.
  Prendo atto che i presentatori insistono per la votazione dell'ordine del giorno Nicchi n. 9/2994-A/97, su cui il Governo ha espresso parere contrario.
  Passiamo ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Nicchi n. 9/2994-A/97.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Massa, Tancredi, Gelmini...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione:

   Presenti  447   
   Votanti  445   
   Astenuti    2   
   Maggioranza  223   
    Hanno votato  115    
    Hanno votato no   330.

  La Camera respinge (Vedi votazioni).

  Prendo atto che i presentatori non insistono per la votazione dell'ordine del giorno Scotto n. 9/2994-A/98, su cui il Governo ha espresso parere favorevole.
  Prendo atto che i presentatori non accettano la riformulazione e insistono per la votazione dell'ordine del giorno Piras n. 9/2994-A/99, accettato dal Governo purché riformulato.
  Passiamo ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Piras n. 9/2994-A/99.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Paola Bragantini, Binetti...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione:

   Presenti  454   
   Votanti  446   
   Astenuti    8   
   Maggioranza  224   
    Hanno votato  127    
    Hanno votato no   319.

  La Camera respinge (Vedi votazioni).

  Prendo atto che i presentatori non insistono per la votazione dell'ordine del Pag. 22giorno Pellegrino n. 9/2994-A/100, su cui il Governo ha espresso parere favorevole.
  Prendo atto che i presentatori accettano la riformulazione e non insistono per la votazione dell'ordine del giorno Zaratti n. 9/2994-A/101, accettato dal Governo, purché riformulato.
  Prendo atto che i presentatori non accettano la riformulazione e insistono per la votazione dell'ordine del giorno Fratoianni n. 9/2994-A/102, accettato dal Governo purché riformulato.
  Passiamo ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Fratoianni n. 9/2994-A/102.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  D'Agostino...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione:

   Presenti  450   
   Votanti  448   
   Astenuti    2   
   Maggioranza  225   
   Hanno votato  119    
    Hanno votato no   329.

  La Camera respinge (Vedi votazioni).

  (La deputata Pellegrino ha segnalato che non è riuscita ad esprimere voto favorevole).

  Chiedo al sottosegretario Faraone se può cortesemente esprimere i pareri sui successivi ordini del giorno.

  DAVIDE FARAONE, Sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca. Presidente, siccome i pareri sono contrari solo su alcuni ordini del giorno, mentre tutti gli altri sono accolti come raccomandazione, chiederei, se è possibile, di indicare soltanto quelli su cui il parere è contrario.

  PRESIDENTE. Prego, mi indichi soltanto i pareri contrari.

  DAVIDE FARAONE, Sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca. Il parere è contrario sui seguenti ordini del giorno: Di Lello n. 9/2994-A/115, Pastorelli n. 9/2994-A/116, Rampelli n. 9/2994-A/119, Sgambato n. 9/2994-A/124, Cristian Iannuzzi n. 9/2994-A/134, Ribaudo n. 9/2994-A/139, Vacca n. 9/2994-A/140, Simone Valente n. 9/2994-A/145, Crippa n. 9/2994-A/146, Luigi Gallo n. 9/2994-A/148, Di Benedetto n. 9/2994-A/149, Taricco n. 9/2994-A/154 e Matarrelli n. 9/2994-A/155. Tutti gli altri ordini del giorno sono accolti come raccomandazione.

  PRESIDENTE. Dunque, colleghi, come avete sentito, tutti gli altri sono accolti come raccomandazione.
  Prendo atto che i presentatori insistono per la votazione dell'ordine del giorno Ferrara n. 9/2994-A/103.
  Passiamo ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Ferrara n. 9/2994-A/103.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Hanno votato tutti ? No... Busto, chi altro ? Ci siamo.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione:

   Presenti  423   
   Votanti  420   
   Astenuti    3   
   Maggioranza  211   
    Hanno votato  114    
    Hanno votato no   306.

  La Camera respinge (Vedi votazioni).

  Deputato Marazziti, non è previsto un intervento, mi può dire se accoglie la raccomandazione o insiste per la votazione sul suo ordine del giorno n. 9/2994-A/104 ?

  MARIO MARAZZITI. Mi scuso, accolgo la raccomandazione e ricordo che – non Pag. 23ho esaurito i nostri tempi – è un ordine del giorno che serve a combattere l'obesità come malattia sociale, rendendo meno disponibili i distributori automatici dentro gli istituti scolastici. So che il Governo si impegnerà a trovare i modi per incoraggiare gli istituti in tal senso.

  PRESIDENTE. Prendo, dunque, atto che accoglie la raccomandazione.
  Prendo atto che i presentatori non insistono per la votazione dell'ordine del giorno Beni n. 9/2994-A/105, accolto dal Governo come raccomandazione.

  CINZIA MARIA FONTANA. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  CINZIA MARIA FONTANA. Presidente, accogliamo tutte le proposte di raccomandazione.

  PRESIDENTE. Sta bene.
  Chiedo ai presentatori se insistano per la votazione dell'ordine del giorno Zolezzi n. 9/2994-A/113, accolto dal Governo come raccomandazione.

  ALBERTO ZOLEZZI. Presidente, preferisco che sia posto in votazione, chiedendo di leggerlo...

  PRESIDENTE. La ringrazio.
  Passiamo ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Zolezzi n. 9/2994-A/113.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Carfagna ha votato. Hanno votato tutti.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione:

   Presenti  431   
   Votanti  427   
   Astenuti    4   
   Maggioranza  214   
    Hanno votato  133    
    Hanno votato no   294.

  La Camera respinge (Vedi votazioni).

  (I deputati Rughetti e Magorno hanno segnalato che non sono riusciti ad esprimere voto contrario e il deputato Placido ha segnalato che non è riuscito ad esprimere voto favorevole).

  Chiedo ai presentatori se insistano per la votazione dell'ordine del giorno Di Lello n. 9/2994-A/115, non accettato dal Governo.

  MARCO DI LELLO. Presidente, posso parlare ?

  PRESIDENTE. No, deputato Di Lello. Mi dicono gli uffici che, purtroppo, non ha i tempi.

  DAVIDE FARAONE, Sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  DAVIDE FARAONE, Sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca. Presidente, il Governo accoglie l'ordine del giorno Di Lello n. 9/2994-A/115 come raccomandazione. Quindi, cambiamo il parere.

  PRESIDENTE. Sta bene. Prendo atto, dunque, che i presentatori non insistono per la votazione dell'ordine del giorno Di Lello n. 9/2994-A/115, accolto dal Governo come raccomandazione.
  Prendo atto che i presentatori insistono per la votazione dell'ordine del giorno Pastorelli n. 9/2994-A/116, non accettato dal Governo.
  Passiamo dunque ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Pastorelli n. 9/2994-A/116, non accettato dal Governo.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

Pag. 24

  Bolognesi, Piepoli, Sgambato. Allora, ci siamo ? Tutti hanno votato...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione:

   Presenti  430   
   Votanti  429   
   Astenuti    1   
   Maggioranza  215   
    Hanno votato  139    
    Hanno votato no   290.

  La Camera respinge (Vedi votazioni).

  (Il deputato Placido ha segnalato che non è riuscito ad esprimere voto favorevole)

  Prendo atto che i presentatori non insistono per la votazione dell'ordine del giorno Locatelli n. 9/2994-A/117, accolto dal Governo come raccomandazione.
  Deputato Rampelli, insiste per la votazione del suo ordine del giorno n. 9/2994-A/119, non accettato dal Governo ?

  FABIO RAMPELLI. Posso parlare, Presidente ?

  PRESIDENTE. Sì, deputato Rampelli, lei ha ancora i tempi. Prego.

  FABIO RAMPELLI. Presidente, proprio due secondi per dire ai colleghi che questo ordine del giorno, in buona sostanza, è una via d'uscita per dare un po’ di equità alla questione dei precari.
  In particolare, si fa riferimento alla possibilità dell'esame nel concorso pubblico del 2016, che verrà bandito nel 2015, per fare in modo che l'esame consista nell'espletamento di una prova orale sull'esperienza maturata nel corso del servizio prestato. Questo in analogia a quanto già previsto, in questo provvedimento, per l'immissione in ruolo dei dirigenti scolastici, dato che c’è una simmetria totale. Quindi, non capisco, sinceramente, il parere contrario del Governo, perché la stessa identica formulazione noi l'abbiamo ripresa dall'ex articolo 7-bis.
  Quindi, io invito il sottosegretario a essere più indulgente e almeno ad accogliere l'ordine del giorno come raccomandazione. Questo ordine del giorno lo aspettano decine di migliaia di persone.

  PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Rampelli n. 9/2994-A/119, non accettato dal Governo.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Colletti, Bolognesi, Raciti. Ha votato ? Oliaro, ha votato. Hanno votato tutti.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione:

   Presenti  438   
   Votanti  375   
   Astenuti   63   
   Maggioranza  188   
    Hanno votato   70    
    Hanno votato no   305.

  La Camera respinge (Vedi votazioni).

  Prendo atto che il presentatore non insiste per la votazione dell'ordine del giorno Crimì n. 9/2994-A/122, accolto dal Governo come raccomandazione.
  A questo punto dovremmo passare all'ordine del giorno Sgambato n. 9/2994-A/124, su cui il Governo aveva espresso parere contrario.

  DAVIDE FARAONE, Sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  DAVIDE FARAONE, Sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca. Presidente, accolgo anche questo ordine del giorno come raccomandazione.

  PRESIDENTE. Sta bene.
  Prendo atto, dunque, che i presentatori non insistono per la votazione dell'ordine del giorno Sgambato n. 9/2994-A/124, accolto dal Governo come raccomandazione.Pag. 25
  Deputato Gigli, insiste per la votazione del suo ordine del giorno n. 9/2994-A/125, accolto dal Governo come raccomandazione ?

  GIAN LUIGI GIGLI. Presidente, voglio dire che accettiamo anche la raccomandazione, ma consentitemi di dire che questo ero un problema reale, che riguarda il funzionamento dell'inizio dell'anno scolastico per alcuni istituti e pensare ad una raccomandazione non è il modo certamente per affrontare il problema. L'ordine del giorno avrebbe meritato qualcosa di estremamente più significativo.
  Io ritengo che il Governo potrebbe ancora ripensarci. Stiamo ponendo un problema che va affrontato per evitare che la migrazione, che ovviamente ci sarà, degli insegnanti dalla scuola paritaria a quella pubblica possa mettere in difficoltà l'inizio dell'anno scolastico nelle scuole paritarie e, conseguentemente, creare poi problemi anche a quelle statali.

  PRESIDENTE. Prendo atto che i presentatori non insistono per la votazione dei rispettivi ordini del giorno Sberna n. 9/2994-A/126, Piepoli n. 9/2994-A/127, Caruso n. 9/2994-A/128, Dellai n. 9/2994-A/129, Santerini n. 9/2994-A/130 e Fitzgerald Nissoli n. 9/2994-A/131, accolti dal Governo come raccomandazione.
  Prendo atto che il presentatore insiste per la votazione dell'ordine del giorno Cristian Iannuzzi n. 9/2994-A/134, non accettato dal Governo.
  Passiamo dunque ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Cristian Iannuzzi n. 9/2994-A/134, non accettato dal Governo.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Pilozzi, Raciti, Massa...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione:

   Presenti  440   
   Votanti  438   
   Astenuti    2   
   Maggioranza  220   
    Hanno votato  118    
    Hanno votato no   320.

  La Camera respinge (Vedi votazioni).

  (Il deputato Molea ha segnalato che non è riuscito ad esprimere voto contrario).

  Prendo atto che i presentatori non insistono per la votazione dell'ordine del giorno Scopelliti n. 9/2994-A/136, accolto dal Governo come raccomandazione.

  DAVIDE FARAONE, Sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  DAVIDE FARAONE, Sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca. Presidente, il Governo accoglie come raccomandazione l'ordine del giorno Ribaudo n. 9/2994-A/139.

  PRESIDENTE. L'ordine del giorno Vacca n. 9/2994-A/140 è inammissibile.
  Prendo atto che i presentatori insistono per la votazione dell'ordine del giorno Colletti n. 9/2994-A/141, accolto dal Governo come raccomandazione.
  Passiamo dunque ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Colletti n. 9/2994-A/141.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Grillo...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione:

   Presenti  433   
   Votanti  431   
   Astenuti    2   
   Maggioranza  216   
    Hanno votato  128    
    Hanno votato no   303.

  La Camera respinge (Vedi votazioni).

Pag. 26

  Prendo atto che i presentatori non insistono per la votazione dei rispettivi ordini del giorno Pisano n. 9/2994-A/142, Brescia n. 9/2994-A/143 e Blazina n. 9/2994-A/144, accolti dal Governo come raccomandazione.
  Prendo atto che il presentatore insiste per la votazione dell'ordine del giorno Simone Valente n. 9/2994-A/145, non accettato dal Governo.
  Passiamo dunque ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno, Simone Valente n. 9/2994-A/145, non accettato dal Governo.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Massa, Malisani...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione:

   Presenti  428   
   Votanti  427   
   Astenuti    1   
   Maggioranza  214   
    Hanno votato  133    
    Hanno votato no   294.

  La Camera respinge (Vedi votazioni).

  Prendo atto che il presentatore insiste per la votazione dell'ordine del giorno Crippa n. 9/2994-A/146, non accettato dal Governo.
  Passiamo dunque ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Crippa n. 9/2994-A/146, non accettato dal Governo.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione:

   Presenti  426   
   Votanti  425   
   Astenuti    1   
   Maggioranza  213   
    Hanno votato  122    
    Hanno votato no   303.

  La Camera respinge (Vedi votazioni).

  Prendo atto che il presentatore non insiste per la votazione dell'ordine del giorno D'Uva n. 9/2994-A/147, accolto dal Governo come raccomandazione.
  Prendo atto che il presentatore insiste per la votazione dell'ordine del giorno Luigi Gallo n. 9/2994-A/148, sul quale vi è il parere contrario del Governo.
  Passiamo dunque ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Luigi Gallo n. 9/2994-A/148, con il parere contrario del Governo.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Arlotti, Vico, Paola Bragantini, Caruso, Malpezzi...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione:

   Presenti  433   
   Votanti  418   
   Astenuti   15   
   Maggioranza  210   
    Hanno votato  117    
    Hanno votato no   301.

  La Camera respinge (Vedi votazioni).

  Prendo atto che i presentatori insistono per la votazione dell'ordine del giorno Di Benedetto n. 9/2994-A/149, sul quale vi è il parere contrario del Governo.
  Passiamo dunque ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Di Benedetto n. 9/2994-A/149, con il parere contrario del Governo.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Carrescia, Turco, Magorno, Segoni...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione:

Pag. 27

   Presenti  433   
   Votanti  399   
   Astenuti   34   
   Maggioranza  200   
    Hanno votato   85    
    Hanno votato no   314.

  La Camera respinge (Vedi votazioni).

  (Il deputato Kronbichler ha segnalato che non è riuscito ad esprimere voto favorevole).

  Prendo atto che la presentatrice non insiste per la votazione dell'ordine del giorno Chimienti n. 9/2994-A/150, accolto dal Governo come raccomandazione.
  Prendo atto che la presentatrice non insiste per la votazione dell'ordine del giorno Grande n. 9/2994-A/151, accolto dal Governo come raccomandazione.
  Sull'ordine del giorno Taricco n. 9/2994-A/154 aveva chiesto di intervenire il sottosegretario. Prego.

  DAVIDE FARAONE, Sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca. Il Governo cambia il parere e accoglie come raccomandazione l'ordine del giorno Taricco n. 9/2994-A/154.

  PRESIDENTE. Prendo atto che il presentatore non insiste per la votazione dell'ordine del giorno Taricco n. 9/2994-A/154, accolto dal Governo come raccomandazione.
  Prendo atto che il presentatore insiste per la votazione dell'ordine del giorno Matarrelli n. 9/2994-A/155, sul quale vi è il parere contrario del Governo.
  Passiamo dunque ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Matarrelli n. 9/2994-A/155, con il parere contrario del Governo.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Tartaglione...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione:

   Presenti  440   
   Votanti  402   
   Astenuti   38   
   Maggioranza  202   
    Hanno votato   96    
    Hanno votato no   306.

  La Camera respinge (Vedi votazioni).

  È così esaurito l'esame degli ordini del giorno presentati, colleghi, ma, considerato che abbiamo terminato dopo le 11,30, la messa in onda diretta è stata differita di pochi minuti. Quindi, sospendo la seduta per cinque minuti, fino alle 11,40, e poi riprendiamo con le dichiarazioni di voto finale.

  La seduta, sospesa alle 11,35, è ripresa alle 11,40.

(Dichiarazioni di voto finale – A.C. 2994-A)

  PRESIDENTE. Passiamo alle dichiarazioni di voto finale.
  Ricordo che, come stabilito in Conferenza dei presidenti di gruppo, le dichiarazioni di voto finale dei rappresentanti dei gruppi e delle componenti politiche del gruppo Misto avranno luogo con ripresa televisiva diretta.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Di Lello. Ne ha facoltà.

  MARCO DI LELLO. Grazie, Presidente. I socialisti voteranno a favore di questo provvedimento per diverse buone ragioni: perché si torna ad investire nella scuola pubblica, 3 miliardi nel 2015, 7 miliardi nel triennio; oltre 100 mila assunti quest'anno, altri 60 mila nel triennio. Ma anche perché siamo convinti che autonomia e responsabilità siano due strumenti utili per costruire la «buona scuola». Nel 1990, il primo ad introdurre il concetto di autonomia nel comparto del sapere fu un Ministro socialista. Anche allora proteste di piazza, anche allora i socialisti dalla parte giusta. Oggi, dopo un quarto di secolo, nessuno tornerebbe più indietro, Pag. 28perciò siamo convinti che più potere ai dirigenti scolastici significhi anche meno alibi. Se una scuola non sarà all'altezza della missione affidatale almeno adesso sapremmo di chi è la colpa.
  Una buona legge, dunque, che rivendichiamo di aver contribuito a migliorare, perché è anche grazie ai socialisti che è garantita più collegialità nell'adozione del piano formazione. Ed è molto grazie ai socialisti che i 4 mila idonei del concorso del 2012 saranno assunti entro il 2016. Manca, ed è grave, una soluzione equa per i quasi 40 mila precari della seconda fascia di graduatoria di istituto. È previsto, invece, ed è sbagliato, il finanziamento indiretto delle scuole paritarie, sottraendo così 140 milioni di euro alla scuola pubblica, per dare 80 euro a famiglie con redditi alti e medio-alti. Due pecche cui provare a porre rimedio al Senato, dove mi auguro risolveremo anche i destini di centinaia di riservisti, docenti e dirigenti, che non possiamo ulteriormente penalizzare per le lungaggini dei TAR. Ma con questa legge torniamo ad investire, dopo anni di tagli del centrodestra sul futuro dell'Italia. Dopo gli anni della riforma Gelmini, ora la riforma scolastica non fa più il paio con tagli. Noi socialisti non possiamo che essere favorevoli (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Partito Socialista Italiano (PSI) – Liberali per l'Italia (PLI)).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto la deputata Gebhard. Ne ha facoltà.

  RENATE GEBHARD. Grazie, Presidente. I deputati delle minoranze linguistiche esprimono il proprio consenso a favore della riforma della scuola, perché ne condividono gli obiettivi principali e il modello di formazione che propone.
  Ritengo, altresì, importante che il Governo abbia accolto la mia proposta riferita all'articolo 8 del provvedimento, che è di salvaguardia ai provvedimenti che la provincia autonoma di Bolzano ha già adottato in materia di assunzioni del personale docente educativo, questo anche al fine di stabilizzare una quota di insegnanti precari. Clausola che si associa a quella più generale relativa alle prerogative e alle competenze delle province autonome e della regione Valle d'Aosta.
  Giudichiamo punto fondamentale della riforma il rafforzamento del collegamento tra scuola e lavoro, ad esempio con l'introduzione di una durata minima dei percorsi di alternanza, e la possibilità per le scuole di dotarsi di laboratori territoriali per l'occupazione. Il provvedimento recepisce, a nostro giudizio, i principi che hanno ispirato il sistema duale di alternanza scuola-lavoro presente nei nostri territori e che le autonomie hanno considerato un obiettivo strategico condiviso dalle categorie economiche. Un modello formativo e di apprendistato che è stato condiviso, in prima persona, dal Presidente del Consiglio, come modello da proporre in ambito nazionale, anche in considerazione del fatto che la provincia autonoma di Bolzano abbia il tasso di disoccupazione giovanile più basso d'Italia.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Baldassarre. Ne ha facoltà.

  MARCO BALDASSARRE. Grazie, Presidente. L'altro giorno nella discussione sulle linee generali, la deputata Coscia ha detto di essere contenta che il dibattito sia concentrato in questo periodo sulla scuola, peccato che questo avvenga proprio per il funerale della scuola italiana.
  Questo disegno di legge non piace. Ve l'hanno detto in tutti i modi, ve l'hanno detto i docenti, gli studenti, i genitori degli studenti e i presidi stessi. Ve l'hanno detto nelle piazze, ve lo stanno dicendo anche in questo momento proprio qui davanti, fuori da questo Palazzo. Vi hanno risposto anche con dei video di risposta a quello di Renzi, che era veramente antipatico.
  Siamo arrabbiati, Ministro, siamo arrabbiati perché abbiamo perso un'occasione. Avevamo l'occasione di risolvere una volta per tutte il problema del precariato nel mondo della scuola. Non ci sarebbero state controindicazioni. Invece, Pag. 29mentre l'altro giorno qualcuno si permetteva di dare la colpa alla scuola se la disoccupazione giovanile in questo momento è al 43 per cento, noi in questo momento stiamo andando proprio in quella direzione. Decine di migliaia di docenti sperano e continueranno a sperare in una chiamata che forse non arriverà mai. Stiamo parlando di docenti che, con passione, hanno insegnato a generazioni di studenti, che, per il solo fatto di avere espresso il loro disappunto verso questo disegno di legge, si sentono dare degli squadristi dal loro stesso Ministro. E glielo ricorderemo, Ministro, finché non prenderà quel microfono e chiederà loro scusa. E lo può fare anche in questo momento, perché alcuni di quei docenti sono proprio nelle tribune. Abbiate il coraggio almeno di guardarli in faccia, quando approverete questa porcata.
  Non ci piace la figura del dirigente scolastico con i nuovi poteri. Voi dite che in questo modo finalmente i docenti verranno assunti in chiamata per merito. Noi abbiamo l'impressione che in questo Paese, dove tutto funziona al contrario, la meritocrazia troppo spesso cede il passo alle raccomandazioni, ai rapporti di amicizia, al clientelismo o, peggio ancora, alle discriminazioni. Riteniamo che l'aumento dei poteri dei dirigenti scolastici scardini i principi della democrazia scolastica, fondata sul pluralismo e sulla libertà di insegnamento, ponendo i docenti in un rapporto di sudditanza.
  Voi state umiliando quei docenti che hanno il compito e l'onore di educare e formare i cittadini di domani, il futuro di questo Paese. Lei, Ministro, sarà ricordata come il Ministro dell'istruzione che ha dato il colpo di grazia definitivo alla scuola italiana. Sarà ricordata come il Ministro che ha trasformato la scuola italiana in un'azienda. Spero che al Senato riescano a bloccare questo disegno di legge. Infatti, se ancora non lo avete capito, questo provvedimento piace solo a una parte di questo Parlamento, in realtà neanche a tutti, visto che nei giorni scorsi abbiamo votato alcuni emendamenti della maggioranza stessa che potevano risolvere il problema del precariato. Fuori da questo Palazzo aspettano ancora la verità, che non avete il coraggio di dire. Non avete il coraggio di spiegare agli italiani e soprattutto agli studenti cosa contiene veramente questa legge, una legge che di buono ha solo il nome (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Alternativa Libera).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Rampelli. Ne ha facoltà.

  FABIO RAMPELLI. Grazie Presidente. Colleghi, noi voteremo contro questa legge. Dire che questa legge è catastrofica è da persone forse troppo schiette, ma non dirlo sarebbe da irresponsabili. È un po’ come quella frase bellissima di Eduardo De Filippo, che diceva che essere superstiziosi è da ignoranti, ma non esserlo porta male. Quindi Fratelli d'Italia-Alleanza Nazionale decide di parlare con chiarezza, come nel suo costume, e saremo schietti.
  La scuola italiana – l'abbiamo detto tante volte – è un vero e proprio bollettino di guerra, che si rinnova ogni giorno. Lei, Presidente del Consiglio, lei, Ministro Giannini, avreste dovuto combattere prioritariamente questa guerra. Oltre il 50 per cento delle scuole italiane insiste su aree sismiche e non conoscono la messa a norma. Oltre la metà degli edifici non ha palestre scolastiche. Sono 37 le morti bianche che abbiamo collezionato in vent'anni e l'Inail ci dice che 90 mila studenti ogni anno subiscono infortuni nell'orario di lezione. Sono 41 mila gli edifici senza certificazioni. Parliamo dell'agibilità statica, parliamo delle norme antincendio, parliamo delle barriere architettoniche, parliamo dell'amianto. Sono 4.400, invece, le richieste fatte pervenire dalle scuole e dai comuni direttamente alla Presidenza del Consiglio e a Renzi per interventi di riqualificazione, di ristrutturazione o per la costruzione urgente di nuove scuole.
  Le risposte sono state 400 e neanche tutte positive. Con 400 milioni di euro di contributi, di donazioni elargite dalle Pag. 30famiglie italiane per l'acquisto di beni di primissima necessità, non si capisce che fine facciano i soldi che, pure con grande sacrificio, gli italiani danno, con una delle pressioni fiscali più alte tra i Paesi occidentali. Ci si comprano cancellini, gessetti, carta, carta igienica, banchi, sedie. Ci si acquistano vernici per ritinteggiare i muri.
  Con questi numeri da brividi, voi non trovate niente di meglio da fare che aggiungere l'ennesima riforma a un pacchetto di riforme che si perde nella notte dei tempi, ovviamente non coprendola da un punto di vista finanziario. Questa è l'altra curiosità che, grazie a una certa complicità del circuito mediatico, non emerge, non viene in superficie. Dal 2008 al 2014 noi abbiamo diminuito del 20 per cento gli investimenti sull'offerta scolastica, in perfetta controtendenza rispetto alla media europea, che, invece, registra un più 3 per cento. Negli ultimi quindici anni abbiamo più che dimezzato il fondo per il funzionamento della scuola.
  Ma senza andare troppo indietro nel tempo, guardando alle responsabilità vostre, presenti, attuali – quella di Renzi, in prima battuta –, nel Documento economico finanziario, a cui improvvidamente avete scelto di collegare la riforma della scuola – le solite furbizie renziane –, il finanziamento alla scuola passa dal 3,7 per cento del prodotto interno lordo al 3,5 per cento, anche questo in perfetta controtendenza con l'Europa, che sta molto al di sopra del 5,5 per cento.
  Con questi numeri da brividi, lei, Presidente del Consiglio, assente da quest'Aula, ha preferito dare fondo alla sua vanagloria, fare una sorta di bischerata fiorentina, roba da far impallidire Ugo Tognazzi, Gastone Moschin, Philippe Noiret e le grandi figure che interpretavano in «Amici miei». Altra riforma senza soldi: la coperta è sempre corta, ma le cose da fare, paradossalmente, aumentano.
  Nel provvedimento in esame c’è questa trasformazione della figura del dirigente scolastico, che è stato uno scivolone a cui non avete saputo, voi colleghi della maggioranza, porre rimedio. Avete avuto l'illusione di poter aggiustare il tiro dopo esservi accorti, tardivamente, che si stava profilando un rischio davvero inaccettabile. Il dirigente scolastico oggi avrà il potere della chiamata diretta degli insegnanti neoassunti e lo potrà esercitare in barba a qualunque requisito di carattere oggettivo, che non è previsto in questo provvedimento, semplicemente attraverso una sorta di esame curricolare. Il curriculum professionale è condizione necessaria, ma del tutto insufficiente per stabilire la qualità di una persona, di un professionista, di un insegnante.
  Ci sono due elementi che sono collegati a questa anomala trasformazione della figura del preside. Il primo è l'introduzione del clientelismo, del nepotismo, del familismo all'interno della scuola. Difficilmente si può contestare il contrario. Infatti, risale a non più tardi di un anno fa una clamorosa inchiesta giornalistica, di cui hanno dato riscontro tutti i mass media, nessuno escluso, secondo la quale fior fiore di atenei istituivano corsi di laurea con un solo iscritto solo per dare, da parte dei baroni, una cattedra a un amico, a un parente o a un conoscente. È un rischio vero per l'Italia. Voi siete degli irresponsabili, perché spalancate la strada a questa possibilità. Hai voglia poi a metterci le toppe con i comitati, per cercare di edulcorare la questione e, quindi, condividere la responsabilità con altri insegnanti, altri genitori e studenti. Si passerebbe casomai dal concetto del clientelismo a quello della lottizzazione e della spartizione. Non cambierebbe di una virgola, sempre questione pessima avete varato.
  Al contrario, supponiamo che un dirigente scolastico riesca a fare selezione e a scegliere gli insegnanti migliori.
  Magari sarà ubicato in una zona migliore del Paese, all'interno di una grande città, in un quartiere bene e potrebbe capitare, casomai funzionasse questo meccanismo perverso, che vi possa essere una scuola o più scuole di serie A, mentre per i quartieri più disagiati noi avremmo meno risorse ed avremmo magari quegli insegnanti meno attrezzati – qualcuno li ha chiamati difettosi, io dico magari semplicemente Pag. 31meno esperti – alle prime armi, aumentando un divario sociale, culturale e territoriale inaccettabile e incostituzionale.
  Poi arriviamo alla vicenda assurda del cosiddetto piano assunzionale. Qui siamo veramente ai giochi pirotecnici, ai giochi di prestigio. Perché si chiama piano assunzionale ? È un piano licenziamenti, non è un piano assunzionale. Basta con le chiacchiere, basta con i funamboli, è un piano licenziamenti per la ragione elementare che le persone verranno stabilizzate, i famosi centomila, ma saranno cinquantamila perché la metà sarà di turnazione. Saranno 50 mila gli insegnanti che andranno in pensione e che saranno rimpiazzati. In questo penso che Renzi non avrà alcun merito. Ma, a fronte di questa stabilizzazione, che nulla ha a che vedere con un'assunzione – un'assunzione c’è quando un disoccupato trova lavoro – questa è solo una stabilizzazione; è certo invece che qualche decina di migliaia di insegnanti, per colpa vostra, perderanno il lavoro, andranno a spasso in maniera ingiusta perché – lo voglio dire in maniera semplice, visto che siamo in diretta televisiva – guardate che cosa accade, che cosa può accadere. Può accadere che una ragazza, Maria Pas, voleva fare l'insegnante ma non poteva fare un concorso pubblico perché lo Stato improvvisamente – di ministri bislacchi ne abbiamo avuti tanti – ha deciso di non fare più i concorsi, però aveva bisogno di Maria, perché, altrimenti, non avrebbe potuto aprire qualche migliaio di scuole, non avrebbe potuto soccorre e formare qualche decina di migliaia di studenti, di ragazzi. Lo Stato ha inventato i corsi abilitanti onerosi, li ha fatti frequentare e chi li ha organizzati ? Li hanno organizzati le università italiane e poi le prove di esame, dieci prove di esame. E chi ha giudicato questa signora Maria ? Docenti universitari, funzionari del Ministero. Non è forse un concorso ? E questa signora nel frattempo, dopo essere stata abilitata, ha insegnato per dieci-dodici anni, si è costituita una famiglia. Paradossalmente, portando un altro esempio parallelo, vi è una persona che ha fatto un concorso nel 1999, e non lo ha superato, a cui voi date il posto di lavoro, si crea davvero un'ingiustizia suprema. Questa persona magari ha aperto un'attività produttiva, non ha mai messo piede a scuola, non ha mai fatto una lezione e sarà assunto e chi ha fatto lezione da dodici anni potrebbe essere licenziato.
  Dunque, Presidente, Ministro, colleghi, questa riforma è terribile. Pensiamo che sia stato sbagliato ogni passaggio e ci auguriamo che il Senato sappia correggerla perché a noi non risulta che una scuola per essere tale debba essere «buona». La preferiamo semplicemente giusta.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto la deputata Santerini. Ne ha facoltà.

  MILENA SANTERINI. Grazie Presidente. Ogni riforma riflette il contesto in cui nasce. Si potrebbe pensare, con l'approvazione di questo disegno di legge, ad un ritorno del primato della politica come aveva tentato, ad esempio, il Governo dell'Ulivo rispetto alla burocrazia ministeriale di viale Trastevere. Qui potremmo vedere un primato della politica rispetto alla prassi di contrattazione con le forze sindacali. Ma accanto a un opportuno bilanciamento, è necessario un nuovo rapporto sia tra i tecnici della pubblica amministrazione e le sedi decisionali politiche e soprattutto una ripresa del dialogo tra le parti sociali senza ricatti corporativi o difesa solo dei garantiti. Il rapporto leader-singoli infatti non ci convince e nella scuola, come in ogni altro campo, il gruppo per l'Italia – Centro Democratico, mentre dichiara il suo voto favorevole, chiede ancora una volta di più di valorizzare le forme associative perché, se orientate al cambiamento e non ad interessi di parte, esprimono una cultura politica collettiva.
  Si è spesso parlato dell'inutilità e dell'impossibilità in Italia di riforme «macro», complessive, preferendo aggiustamenti e microinterventi. Grandi riforme Pag. 32sono state la scuola media unica, l'innalzamento dell'obbligo, la legge n. 62 di Berlinguer sulla parità scolastica, la rottura di un tabù che abbiamo visto teatralizzato e riproposto qui in aula anche in questi giorni.
  Non da oggi, in Italia, le riforme rischiano di adattare l'organizzazione dell'istruzione solo ai vincoli economici: «maestro prevalente», quando i docenti sono da tagliare, «curricolo arricchito», quando c’è un piano di assunzioni. Anche in questo caso, possiamo dire che non avevamo bisogno solo e semplicemente di un ampliamento dell'organico: anzi, diciamo che è, forse, tempo di rivedere il contratto dei docenti. Il vero rischio sono le riforme interrotte per l'avvicendamento politico o incompiute per insabbiamento. Il risultato è che molti stanno male scuola.
  Questo testo, in senso stretto, non è una riforma come quelle europee, che si pongono l'obiettivo di migliorare i risultati degli alunni soprattutto nel confronto internazionale, ma è una sintesi di approcci discussi da anni nel Paese. Un intervento molto pragmatico, ampiamente modificato in Commissione, su alcuni enormi problemi ereditati dal passato: la stabilizzazione del precariato e l'ampliamento dell'autonomia. Quando un peso è troppo grande, bisogna agire e spostarlo attraverso le leve. Se queste operazioni riusciranno e la situazione economica lo consentirà, sarà allora il momento, spero, di mettere al centro altri obiettivi qui affrontati, ma non compiutamente, aggredendo con maggiore coraggio e visione i punti di debolezza del sistema: perché la qualità per cui ci siamo battuti dipenderà da come utilizzeremo queste risorse.
  Autonomia e valutazione non sono idee liberiste conservatrici, ma linee guida necessarie nella società complessa, sono impulsi riformatori che possono produrre cambiamento, perché introducono flessibilità, vanno in direzione di un sistema di effettiva libertà di insegnamento, ma devono essere sottoposte a rendicontazione. Per questo l'autonomia che potenziamo qui dovrà ridurre, innanzitutto, le differenze tra gli istituti. In Campania, Sicilia e Sardegna, la percentuale dei diplomati è di nove punti sotto la media nazionale e venti sotto quella di Trentino, Lazio e Umbria. Per questo non dovremmo parlare di riforma della scuola, ma di riformare le scuole, molto diverse tra loro a seconda del grado, dell'indirizzo o della zona in cui si trovano.
  È centrale l'accoglienza dei neoarrivati, dare cittadinanza alle seconde generazioni che hanno cambiato il volto delle classi – Ahmed, Mei Babukar, Karen –, diffondere l'educazione alla cittadinanza interculturale come modo di vivere insieme tra diversi. A quando la legge sulla cittadinanza ai figli degli immigrati nati e cresciuti qui, che anche come demos, democrazia solidale, abbiamo chiesto ? E ancora: valorizzare bene la capacità di inclusione degli alunni disabili, che la scuola italiana ha sempre storicamente saputo mostrare.
  Insomma, l'autonomia senza standard qualitativi comuni sarebbe un ritorno indietro. I costi degli ignoranza sono troppo alti ed è ancora l'origine sociale che condiziona la riuscita. Siamo in fondo alle classifiche OCSE per competenze dei quindicenni. Qui noi abbiamo potenziato l'alternanza scuola-lavoro, che non può significare espulsione precoce, ma più studio applicato alla pratica. La dispersione non è una forma di disagio individuale che bisogna trattare come il bullismo: è una disfunzione strutturale del sistema scolastico italiano. L'obiettivo dell'Unione è ridurre la dispersione al 10 per cento entro il 2020: noi siamo, a seconda dei dati, al 17 o, addirittura, arriviamo al 30. Ecco una buona causa per cui lavorare nei prossimi anni, come abbiamo indicato anche nell'indagine conoscitiva della VII Commissione.
  La valutazione degli studenti, degli strabilianti e delle scuole è l'analisi dei punti di forza e di debolezza di un sistema. Per questo, gli slogan della piazza in questi giorni e, soprattutto, il boicottaggio dei test Invalsi non ci hanno convinto, anzi, ci hanno spinto a difendere le norme che stiamo approvando, credendo nella maturità degli insegnanti e degli studenti per Pag. 33gestire l'autonomia; investendo sulla capacità dei dirigenti di agire con correttezza nell'individuare i docenti: una misura di flessibilità utile, che non è affatto scandalosa, anzi, normale, perché rivede il meccanismo farraginoso della chiamata dei supplenti; investendo sugli insegnanti e sulla loro capacità di lavorare insieme: noi siamo stati tra quelli che hanno riprodotto più collegialità, perché la parola chiave del futuro è cooperazione, non competizione; iniziando a finanziare i bonus, ancora troppo pochi per gli insegnanti, anche se resta il nodo del Comitato di valutazione, allargato a famiglie e studenti, che andrebbe rivisto.
  E, allora – aggiungiamo –, diamo però anche giusto riconoscimento a questi dirigenti, anche nella riforma della pubblica amministrazione.
  Anche per la formazione degli insegnanti avremmo preferito un altro tipo di intervento, non standardizzata ma più cooperativa, più frutto di scambio, di comunità di pratiche, di esperienze tra i docenti stessi, invece di una carta elettronica che permette consumi culturali individuali.
   Riteniamo di aver perso un'occasione non riformando adeguatamente la formazione iniziale dei docenti della secondaria. La norma nasce già vecchia se lascia intatta la struttura universitaria e rimanda la specializzazione all'insegnamento solo dopo il concorso, perché è anacronistico prima sapere, poi fare. Raggiungeremo forse l'obiettivo di avere un serbatoio per le supplenze, ma, se resterà così, non di selezionare i docenti migliori.
  Le misure di autonomia sono necessarie nel pluralismo e vanno in direzione di una vera libertà di educazione, ma vanno accompagnate. In questa triste guerra dei precari che lo Stato stesso ha creato noi abbiamo difeso i laureati del tirocinio formativo attivo, TFA, i laureati in scienze della formazione primaria, gli idonei ai concorsi, entrata nell'insegnamento sancita dalla Costituzione, perché ? Per non tradire il patto formativo che lo Stato aveva fatto con loro. Non possiamo formare bene i giovani e poi rendere impossibile l'entrata nella scuola. Abbiamo chiesto che il massiccio inserimento di docenti precari, che stiamo facendo, garantisca oltre all'anzianità di servizio anche la qualità delle competenze, dato che anche nelle GAE non sono presenti tutte le competenze richieste nella scuola e, quindi, probabilmente, non sappiamo ancora per quanto tempo, si ricorrerà alle supplenze. A fronte di più flessibilità e migliore gestione delle supplenze brevi, potremmo perdere in continuità didattica e, se tutti potranno insegnare tutto, in molti casi, si potrebbe perdere la specializzazione e la mediazione pedagogico-didattica perché insegnare a un bambino di sei anni non è la stessa cosa che insegnare a un ragazzo di 16 e la mente adolescente ha caratteristiche diverse. Lo dico, pensando anche alla saccenza di intellettuali che esaltano le vette del patrimonio culturale, senza preoccuparsi del percorso per far giungere alla cima. I grandi educatori che hanno cambiato il mondo partono dal non sapere, come ci insegna Daniel Pennac, scrivendo il libro del somaro che era prima di incontrare un buon insegnante; e ce ne sono tanti buoni insegnanti.
  Non abbiamo condiviso la paura della privatizzazione della scuola se i cittadini contribuiranno con il 5 per mille.

  PRESIDENTE. Deve concludere.

  MILENA SANTERINI. Abbiamo chiesto, e ci è stato dato atto, di non sottrarre risorse al Terzo settore. Dovremo, quindi, in futuro, procedere a una riforma dei cicli basata sui bisogni formativi dei bambini e dei ragazzi, senza paura del taglio degli organici, prevedere un contenimento delle bocciature, anticamera della dispersione, finanziare un massiccio piano di formazione dei docenti. C’è ancora molto lavoro da fare ma concludo dicendo che se l'autonomia che oggi potenziamo non sarà usata per l'innovazione didattica, la scuola sarà percepita ancora più obsoleta e inutile dagli studenti. Non mettiamo in competizione storia, filosofia e letteratura, ma lavoriamo sull'interdisciplinarietà, il pensiero critico, il pensiero del web, l'umanesimo Pag. 34nella scienza, personalizziamo gli apprendimenti. C’è ancora molto lavoro da fare (Applausi dei deputati del gruppo Per l'Italia – Centro Democratico – Congratulazioni).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Simonetti. Ne ha facoltà.

  ROBERTO SIMONETTI. Grazie Presidente, signor Ministro, questo è un disegno di legge che avete chiamato la «buona scuola», un nome che voleva dare un tocco di poesia a una situazione, quella scolastica, che poi si è rivelata e manifestata, però, nella sua cruda realtà: una situazione certamente più esplosiva che politica. Siete partiti dal consueto libretto rosso, già mostrato in discussione sulle linee generali, forse ad imitare il condottiero Mao Tse-tung, un libretto, questo, in cui il Premier ha proposto le citazioni del suo pensiero di scuola da attuarsi attraverso questa che, voi chiamate riforma, ma che, di fatto, non lo è. Tanti titoli avete proposto, poche tesi, tante attese, poche concretezze, tante assunzioni promesse, questo sì, le promesse ci sono, 155 mila, ma neanche centomila quelle reali. Una riforma del mondo scolastico era ed è, sì, necessaria, una riforma però che avrebbe dovuto essere maggiormente condivisa, non compressa dalle solite esigenze temporali del Governo. Un Governo che ha schiacciato nuovamente le prerogative e il dibattito del Parlamento.
  Un Governo che, sì, è presente, e ringrazio il Ministro Giannini, alla quale ho già ricordato che il Ministro Alfano non è mai venuto a difendere i suoi provvedimenti. Lei, sì, è qui presente in Aula, ma totalmente silente ai nostri rilievi, alle nostre richieste: nessun confronto, nessuna risposta alle nostre domande e riflessioni, se non le asettiche parole di rito ed il laconico «parere contrario», come se tutto ruotasse solo sui social network, sui giornali. Avete trasformato questo Parlamento democratico in una dépendance della comunicazione virtuale: meglio un tweet che una risposta in Aula (Applausi dei deputati del gruppo Lega Nord e Autonomie – Lega dei Popoli – Noi con Salvini).
  A questo provvedimento è mancata una strutturalità forte, come per esempio dare finalmente vita alla regionalizzazione delle assunzioni. Si è voluto correre, sempre correre, e si è quindi persa per strada la detraibilità del 5 per mille alle istituzioni scolastiche. Non si è ragionato in modo completo sul capitolo delle stabilizzazioni e non si è risolta in pieno la necessità di dare finalmente una solida prospettiva economica alle scuole paritarie. È stata però mantenuta – quella sì, l'avete mantenuta – un'ampia delega al Governo, che potrà così modificare a suo piacimento il mondo della scuola nella sua splendida solitudine autoritaria tanto cara al Presidente Renzi, senza che nuovamente il Parlamento possa esprimersi in merito. Una riforma figlia del ginepraio che è la scuola statale, una riforma che purtroppo non dipana la matassa ingarbugliata di questa stratificazione. Mille sigle, mille realtà personali, mille situazioni che costituiscono questo ginepraio fondato sul precariato. Le SSIS, le graduatorie ad esaurimento, i tirocini formativi attivi, l'insegnante tecnico-pratico, le graduatorie di merito, le graduatorie di istituto, i percorsi abilitanti speciali, gli idonei ai vari concorsi: una situazione esplosiva, appunto, che solo la burocrazia borbonica di questo Paese, ormai in decadenza totale, poteva creare (Applausi dei deputati del gruppo Lega Nord e Autonomie – Lega dei Popoli – Noi con Salvini).
  Tante sigle un solo denominatore comune: il precariato. Vi sono 250 mila precari e ora ne assumerete forse 100 mila; molti, però, verranno discriminati, perché molti, a parità di titoli, per essere assunti a tempo indeterminato, dovranno vincere un concorso. I cugini verranno assunti perché sono nelle GAE e i cugini poveri dovranno fare il concorso e pagarsi pure i diritti di segreteria, di modo che così c’è anche il «pizzo di Stato» per poter confermare i propri diritti. Noi abbiamo proposto un reclutamento tramite il triplo canale a scorrimento, sulla base Pag. 35delle graduatorie degli istituti su base provinciale. La fretta – sempre la fretta – ha impedito il dialogo e non avete accettato la nostra proposta. La fretta produrrà contenziosi infiniti, così come è successo con la riforma Fornero. Ci risiamo. È il vostro metodo di legiferare, quello appunto di dedicarsi sostanzialmente alla quotidianità e non alla prospettiva di lungo respiro. Ci saranno numerosi ricorsi e le coperture non saranno sufficienti, così com’è stato con gli esodati della riforma Fornero. Volevate dare sostanza all'autonomia scolastica, Renzi però l'aveva pensata a sua immagine e somiglianza: dirigenti come podestà, intoccabili, inavvicinabili, a stretta dipendenza della burocrazia centrale e a scapito delle esigenze dei territori. Fortunatamente, la battaglia politica in Commissione fatta dalla Lega Nord e la piazza degli scioperi, ancora oggi presente fuori, hanno portato a miti consigli questo Governo, che ha dovuto cambiare prospettiva e cambiare radicalmente la posizione sul dirigente scolastico. Un'autonomia, quella del dirigente, che sosteniamo, ma all'interno del perimetro del piano dell'offerta formativa votato dal consiglio di istituto e redatto in collaborazione con le realtà locali, le realtà sociali e territoriali, gli enti locali, i sindaci, che poi, tra l'altro, sono coloro che pagano sul campo il funzionamento delle scuole, malgrado i tagli agli enti locali che voi state perpetuando da tre anni a questa parte (Applausi dei deputati del gruppo Lega Nord e Autonomie – Lega dei Popoli – Noi con Salvini).
  Un dirigente, quindi, con l'occhio rivolto verso il basso, verso la realtà, non verso l'alto della burocrazia ministeriale, come proponeva Renzi nel suo disegno di legge. Parzialmente bene sulle paritarie – dico parzialmente bene –, ma si poteva e si doveva fare di più. Sono pochi 400 euro di detrazione per le spese scolastiche. Qui il problema non è se c’è la privatizzazione del sistema scolastico, ma il tema vero è dare strumenti di scelta alle famiglie meno abbienti, perché le scuole paritarie nacquero quando lo Stato centrale non riusciva a dare delle risposte alle comunità, e i sindaci, le comunità e i territori si sono autofinanziati per dare delle prospettive alle loro nuove generazioni (Applausi dei deputati del gruppo Lega Nord e Autonomie – Lega dei Popoli – Noi con Salvini). Il vostro è un mondo al contrario, che taglia i diritti e le possibilità ai territori e dà più sostanza al centro.
  È questo il vero dibattito da fare, non quello stantio che ci ha dedicato tre ore questo Parlamento nella giornata di ieri. Su questo frangente, probabilmente, troviamo il limite della «buona scuola»: il presupposto storico e atavico della sinistra in cui il pubblico deve intervenire in modo massiccio nel mondo reale; il limite storico della sinistra, che continua purtroppo a permeare la produzione legislativa di questi periodi. Infatti, per voi del Partito Democratico gli assiomi sono sempre gli stessi: più Stato e meno libertà, più pubblico e meno privato. Ecco il limite dell'impianto di questa riforma, il limite di non aver voluto enfatizzare l'identità, i territori, ma di aver voluto nuovamente appiattire l'istruzione ad un pensiero unico, ad una visione nazionale, una prospettiva unitaria che mortifica le differenze, le peculiarità locali, la cui esaltazione invece sarebbe stata il vigoroso volano per la ripresa sia economica che morale delle comunità dei mille campanili. Se si fosse attuata una visione federale anche del mondo della scuola ciò avrebbe dato nuovo orgoglio a questo Paese, ormai ripiegato su se stesso, un Paese privo di una prospettiva di lungo periodo schiacciato dal peso del suo passato che, purtroppo, è sempre presente e purtroppo è sempre attuale.
  Signor Presidente, signor Ministro, questa legge, come ho già ricordato, l'avete chiamata la «buona scuola», un nome anche romantico. Guardi, per me bastava un nome anche più umile: io l'avrei chiamata la scuola normale. Però, bisognerebbe vivere in un Paese normale e l'Italia non è un Paese normale e pertanto la Lega Nord voterà contro questo provvedimento (Applausi dei deputati del gruppo della Lega Nord e Autonomie – Lega dei Popoli – Noi con Salvini – Congratulazioni).

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  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Molea. Ne ha facoltà.

  BRUNO MOLEA. Signora Presidente, signora Ministro, sottosegretari, colleghi, l'educazione e la scuola sono da sempre al centro delle politiche pubbliche. Una società è migliore se ci sono buoni cittadini e la scuola è il luogo in cui si formano e crescono insieme i ragazzi, che saranno i cittadini adulti di domani. Nella scuola si apprende e si costruiscono relazioni e si impara a vivere insieme. La qualità dell'apprendimento e delle relazioni nella scuola sono temi di grande importanza.
  La scuola è il luogo in cui si dà forma a progetti e speranze che i nostri figli aspirano a realizzare, così come lo è stato per noi. È il luogo dove la comunità si costruisce e dove si realizza il riscatto delle persone più deboli. L'educazione è perciò una vera priorità per questo Governo e la «buona scuola» ne è la testimonianza.
  Che l'istruzione sia la chiave dello sviluppo è fuori di dubbio, sviluppo inteso in primo luogo come sviluppo umano, come crescita e arricchimento della persona e, allo stesso modo, sviluppo inteso come benessere sociale ed economico, perché l'istruzione è un fattore di crescita in virtù dei suoi legami con altri fenomeni come quelli demografici, sociali e politici.
  Il diritto all'istruzione è senza dubbio una delle basi più solide sulla quale poggia la nostra Costituzione e la nostra società ed è un punto di riferimento imprescindibile. È noto, infatti, che ad un maggiore tasso di istruzione corrispondano maggiori possibilità di impiego nel mondo del lavoro, miglioramento della situazione sanitaria, emancipazione delle donne, calo della mortalità infantile.
  Tuttavia, troppi segnali ci dicono che la scuola, la nostra scuola, è vecchia e arretrata. Lo è rispetto a molti altri Paesi e alle stesse esigenze che il nostro Paese manifesta nei livelli delle conoscenze e delle competenze, nelle metodologie didattiche, nell'uso delle nuove tecnologie, nell'apertura al contesto internazionale, nella qualità, nella sicurezza e adeguatezza degli edifici e – occorre sottolinearlo – nel superamento delle discriminazioni sociali. Una scuola, in breve, poco equa e non al passo con gli standard europei.
  Il disegno di legge oggi all'esame di questa Assemblea prova a costruire un sistema di governance della scuola. L'obiettivo principale è quello di attuare il principio dell'autonomia: un'autonomia sancita nella nostra normativa tanti anni fa, a partire già dal 1997. Nel corso di tutti questi anni, ci sono state fasi positive che andavano nella direzione dell'autonomia ma anche molte difficoltà e momenti di blocco o addirittura sono stati fatti passi indietro. I problemi principali sono stati, da un lato, il permanere di una visione culturale centralistica e burocratica e, dall'altro, il problema delle risorse sia di personale che finanziarie.
  Con la conclusione del provvedimento in Aula si avvia una fase nuova con una forte spinta verso la piena attuazione dell'autonomia così come a lungo perseguita.
  Le scuole avranno un organico potenziato dal prossimo anno scolastico, attraverso un piano straordinario di assunzioni per coprire tutte le cattedre vacanti, per rispondere alle nuove esigenze didattiche, organizzative e progettuali, per potenziare l'offerta formativa, per fronteggiare la dispersione scolastica, per rendere la scuola più inclusiva, per eliminare il valzer delle supplenze dannose alla continuità della didattica. Le scuole, d'ora in poi, potranno indicare il loro fabbisogno di docenti e strumenti per attuare i Piani dell'offerta formativa. I Piani diventano triennali e saranno predisposti dai dirigenti scolastici, sentiti gli insegnanti, il consiglio di istituto e le realtà territoriali.
  L'iniziativa del Governo attraverso il disegno di legge di riforma ha messo così in moto due processi importanti. In primo luogo, ha chiesto e ottenuto la mobilitazione di risorse aggiuntive per la scuola, invertendo una tendenza consolidata alla sottrazione; ha stimolato, inoltre, un dibattito Pag. 37nazionale, affermando il presupposto che la scuola non è destinata all'immobilismo, ma può cambiare.
  Con il provvedimento in esame si avvia una fase nuova con una forte spinta verso la piena attuazione dell'autonomia così a lungo perseguita. Uno dei punti principali del disegno di legge che vorrei evidenziare riguarda la figura del dirigente scolastico al quale, nonostante alcune modifiche che ne limitano l'autorità, rispetto alla prima stesura dell'articolo, è stato conferito il potere di scelta dei docenti, di conferimento dei premi e la valutazione di merito degli insegnanti. Il dirigente scolastico potrà individuare fino al 10 per cento di docenti che lo coadiuvano nel supporto organizzativo e didattico dell'istituzione scolastica. Il dirigente continuerà ad assumere i docenti, attraverso albi territoriali di estensione sub-provinciale, ma non premierà i docenti meritevoli a proprio piacimento. Sarà il Comitato per la valutazione dei docenti che detterà i criteri per individuare gli insegnanti migliori sulla base di tre principali indicatori: la qualità dell'insegnamento e il contributo al miglioramento dell'istituzione scolastica; i risultati ottenuti dal docente o dal gruppo di docenti in relazione al potenziamento delle competenze degli alunni e dell'innovazione didattica e metodologica; le responsabilità assunte nel coordinamento organizzativo e didattico e nella formazione del personale.
  Il Comitato di valutazione sarà presieduto dal dirigente scolastico, ma sarà costituito da: due docenti dell'istituzione scolastica, due rappresentanti dei genitori per la scuola dell'infanzia e, per il primo ciclo di istruzione, un rappresentante degli studenti e un rappresentante dei genitori per il secondo ciclo di istruzione. Una novità assoluta per la scuola italiana in cui i docenti appena assunti e quelli da premiare dovranno avere il favore dei colleghi e delle famiglie e degli studenti.
  Per l'offerta formativa viene potenziato l'insegnamento di alcune materie quali «musica, arte, lingue, educazione motoria, educazione ambientale». In particolare l'educazione motoria non sarà più considerata solo una ora di svago, ma una straordinaria opportunità per formare il carattere e uno stile di vita. Oltre a un elemento che contribuisce alla salute dei nostri studenti.
  Il disegno di legge dà il via libera ad un piano straordinario di assunzioni per l'anno scolastico 2015/2016 per coprire le cattedre vacanti e creare l'organico dell'autonomia. Oltre 100 mila insegnanti saranno assunti a settembre 2015, ed in futuro si assumerà solo per concorso.
  Vorrei sottolineare come grazie all'assorbimento di un nostro emendamento e un conseguente emendamento della VII Commissione, utilizzando i docenti delle graduatorie ad esaurimento per le classi concorso di educazione fisica, musica e inglese, si riconosce una specifica formazione e il criterio necessario per l'insegnamento di queste discipline in un'età così importante per la formazione degli studenti.
  Questa parte del disegno di legge, insieme a quella sul dirigente scolastico, è stata la parte che ha suscitato le maggiori attenzioni ed anche i maggiori conflitti. Un lungo e faticoso lavoro in Commissione ha consentito lo sblocco della partita degli idonei all'ultimo concorso a cattedre: quello del 2012. Questi saranno assunti a partire dal primo settembre 2016.
  Altro tema peculiare è quello dell'alternanza scuola – lavoro che potrà realizzarsi anche all'estero per permettere ai nostri figli di sperimentarsi con culture differenti, differenti metodi di studio e di lavoro, imparare bene una lingua straniera.
  Arriva la Carta per l'aggiornamento e la formazione dei docenti, un voucher di 500 euro da utilizzare per l'aggiornamento professionale attraverso l'acquisto di libri, testi, strumenti digitali, iscrizione a corsi, l'ingresso a mostre ed eventi culturali. La formazione in servizio diventa obbligatoria e coerente con il Piano triennale dell'offerta formativa della scuola e con le priorità indicate dal Ministero.
  La cosiddetta «Buona scuola» dedica uno spazio anche alle scuole paritarie, estendendo la possibilità di detrazioni fiscale Pag. 38non solo per gli studenti delle scuole primarie ma anche a quelli delle superiori, monitorando però che queste ultime non si trasformino in veri e propri «diplomifici» dalla promozione facile e sicura contribuendo così ad abbassare il livello di istruzione di tanti studenti.
  Quando parliamo di «buona scuola» parliamo anche di edilizia scolastica. Verranno predisposte indagini diagnostiche dei solai degli edifici scolastici – sono stati stanziati 40 milioni di euro per questo, per l'anno 2015 –, tutto ciò per evitare che si possano verificare ancora crolli dei soffitti come in passato.
  È prevista la pubblicazione di un avviso pubblico per l'elaborazione di progetti per la realizzazione di scuole altamente innovative. Su questo tema il disegno di legge ribadisce la normativa precedente sui lavori di messa in sicurezza delle scuole e favorisce il monitoraggio per l'eventuale sblocco di precedenti finanziamenti. È, inoltre, prorogato il termine di utilizzo del Fondo per gli interventi di edilizia scolastica al 2018, che può essere alimentato anche dall'apporto di risorse finanziarie provenienti da esterni.

  PRESIDENTE. La invito a concludere.

  BRUNO MOLEA. Si tratta, quindi, di un provvedimento di grande respiro. Un serio e coraggioso tentativo di riforma del sistema istruzione a 360 gradi, che intende disciplinare l'autonomia delle istituzioni scolastiche, dotando le scuole delle risorse umane, materiali e finanziarie necessarie a realizzare le proprie scelte formative ed organizzative.
  Investire sulla scuola, sull'educazione, sul merito, significa investire sul futuro di tutti noi, soprattutto su quello delle nuove generazioni. Dobbiamo investire nell'istruzione e nella formazione per garantire che l'Europa formi insegnanti più qualificati, dia ai cittadini competenze attualmente richieste dal mercato del lavoro e mantenga l'istruzione accessibile al maggior numero possibile di persone.
  Si poteva fare di più ? Sicuramente. Forse una riforma non sarà mai perfetta, ma questo è sicuramente un tentativo lodevole e coraggioso. Per questo, il gruppo di Scelta Civica voterà a favore del provvedimento (Applausi dei deputati del gruppo Scelta Civica per l'Italia – Congratulazioni).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Giancarlo Giordano. Ne ha facoltà.

  GIANCARLO GIORDANO. Grazie, signora Presidente. Sinistra Ecologia Libertà è stato, dentro questa discussione, senza ingenuità, ben consapevole che le riforme di questo Governo hanno tutte lo stesso segno e la scuola non ha fatto eccezione, purtroppo: sono tutte riforme a sottrazione democratica, tenute insieme dall'idea di una società semplificata, dove decidono in pochi e dove la democrazia – e la complessità che la rappresenta e che la qualifica – è vissuta come un fastidio, come una perdita di tempo. Per questo avete ridotto questa discussione, che avrebbe meritato un dibattito di rango costituzionale, ad un mero «votificio» stanco. E per questo avete solo finto di aprire un dialogo con chi, fuori di qui e qui dentro, si oppone alla vostra controriforma.
  State dimostrando arroganza e presunzione, state riformando la scuola contro chi, tutti i giorni, la vive e la fa vivere (Applausi dei deputati del gruppo Sinistra Ecologia Libertà): insegnanti, studenti, famiglie, personale ATA, dimenticato completamente nel vostro provvedimento; financo gli stessi dirigenti scolastici protestano contro di voi, senza ascolto, anzi, trovano offese inaccettabili, come quelle che abbiamo ricordato in questi giorni – il Ministro li ha chiamati «squadristi» –, forse ancora maggiore è stata l'offesa di chi ha detto che sono incapaci di leggerla, la riforma, o addirittura di comprenderla.
  La scuola merita più rispetto, Ministro, merita molto più rispetto e merita più cura, dopo anni di tagli lineari che l'hanno resa fragile, debole e, quindi – come state facendo –, aggredibile e aggredita.
  Non avete trovato di meglio – lo dico, in particolar modo, ai colleghi del PD – Pag. 39che candidarvi a portare a termine le riforme della destra di questo Paese, le riforme Moratti e Gelmini.
  Noi, dal canto nostro, vi avevamo chiesto di dare razionalità a questo dibattito, di stralciare il piano assunzionale e di lasciare il tempo e il modo al Parlamento di ragionare su una riforma complessiva, che ha bisogno di un pensiero lungo e di un tempo adeguato.
  Ma abbiamo compreso subito, immediatamente, che avreste usato il piano assunzionale per ricattare il Parlamento e comprimere i tempi di discussione (Applausi dei deputati del gruppo Sinistra Ecologia Libertà).
  Dite, a proposito di questo piano, che entreranno più di 100 mila precari e che così sconfiggerete il precariato. Dite una bugia, che, ovviamente, contiene una mezza verità. I 100 mila entreranno, Ministro, ma quanti restano fuori dalla scuola italiana (Applausi dei deputati del gruppo Sinistra Ecologia Libertà) ? Quanti, di quelli che avete usato in questi anni per tenere aperte le classi, resteranno esclusi dal vostro piano ?
  C’è un'ingiustizia profonda nella scelta che avete compiuto e c’è un'ingiustizia profonda nel dare alle parole un senso che non hanno. Vi siete riempiti la bocca di autonomia, ma che autonomia può esserci in un sistema in cui un dirigente scolastico ha poteri valutativi, premiali e punitivi ? Di che autonomia parlate, se assoggettate il corpo docente direttamente a questi poteri (Applausi dei deputati del gruppo Sinistra Ecologia Libertà) ?
  Il ruolo che avete immaginato per il dirigente scolastico tradisce la vostra idea punitiva di valutazione. Di fatto – ve la dico in maniera un po’ cruda – state brutalizzando la libertà di insegnamento garantita dalla Costituzione (Applausi dei deputati del gruppo Sinistra Ecologia Libertà) e state introducendo una sorta di caporalato scolastico, in un mondo che dovrebbe, invece, conoscere la grazia e l'intelligenza per essere gestito. Nemmeno la destra, in questo Paese, aveva osato tanto. Nemmeno la destra aveva osato immaginare una scuola asservita ad una logica aziendale così stringente, ad un potere gerarchico così forte.
  Ma siete andati oltre e siete andati oltre in virtù di un patto di governo, possiamo dire di un patto di potere, a questo punto, vista la pressione della parte destra o, se volete, della destra del vostro bizzarro centrosinistra. Siete andati oltre concedendo, come dire, detrazioni e sostegno economico, diretto o indiretto che sia, alle scuole private. Cioè, noi, con la scuola pubblica ridotta al contributo volontario delle famiglie, nelle condizioni in cui è, ci permettiamo – anzi, vi permettete ! – il lusso di sostenere economicamente il settore privato e lo fate, come dire, con un arbitrio in più, cioè estendendo fino alle secondarie questo aiuto economico.
  È solo grazie a noi, a chi ha proposto un emendamento e si è battuto in Commissione contro quella follia che era l'articolo 17, il 5 per mille, che si è evitato che ancora una volta si introducessero, nel sistema della scuola pubblica statale, elementi di disparità e di disuguaglianza. Non è stata fortuna né un ravvedimento operoso (diciamo così): vi siete solo accorti – però solo in quel caso – che avevate scritto una sciocchezza (Applausi dei deputati del gruppo Sinistra Ecologia Libertà) !
  La vostra è una scuola-azienda, in cui merito fa rima con competizione e disuguaglianza. È una scuola di destra ed è – lo dico ai colleghi del PD – un tradimento. E, badate bene, è un tradimento che state compiendo non solo verso la scuola pubblica statale: voi state tradendo la vostra e la nostra storia con questo provvedimento (Applausi dei deputati del gruppo Sinistra Ecologia Libertà) e questo avrà un peso, qui e fuori di qui (Applausi dei deputati del gruppo Sinistra Ecologia Libertà – Congratulazioni).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Ferdinando Adornato. Ne ha facoltà.

  FERDINANDO ADORNATO. Grazie, signora Presidente. Per capire davvero l'importanza Pag. 40di questa riforma, contro la quale si sono dette e si dicono molte falsità, forse è utile cominciare con un flashback e con la macchina del tempo tornare al 1962.
  A diciassette anni dalla guerra, era un anno in cui l'Italia era affamata di futuro e un magnifico film di Dino Risi rappresentò benissimo questo sentimento e fece identificare milioni di italiani con quella lancia Aurelia B24, con la quale Vittorio Gassman tentava di sorpassare gli ostacoli della miseria e il senso di inferiorità che avevamo dopo la guerra.
  Sempre in quello stesso anno, il 1962, il genio della cultura italiana componeva Il cielo in una stanza, una canzone che avrebbe fatto poi innamorare intere generazioni di italiani; davvero, dopo l'inferno della guerra, il cielo sembrava più vicino. E nel dicembre del 1962 ci fu una grande svolta di futuro politico: primo Governo di centrosinistra, Presidente era allora un altro toscano, Amintore Fanfani, Ministro Gui, e unificazione della scuola media, la più grande rivoluzione sociale e democratica della storia del dopoguerra. Significò una sola cosa: scolarizzazione di massa. Vi ricordate come si diceva a quel tempo: anche l'operaio adesso può avere il figlio dottore. Ed era così.
  Ma oggi chiediamoci: è ancora così ? Ancora oggi il figlio dell'operaio ha le stesse pari opportunità del figlio di un cittadino della borghesia ? No, non è più così, non è più così. La scuola è tornata ad essere classista. I figli di chi sta meglio possono raggiungere in Italia o all'estero, pagando, motivi di eccellenza; i figli di chi invece sta peggio devono abituarsi a vivere in un oceano di dequalificazione degli studi (Applausi dei deputati del gruppo Area Popolare (NCD-UDC)). Dipende, dipende dall'insegnante che trovi. Devi scommettere di trovare dei buoni insegnanti – e, devo dire la verità, sono tanti –, però non è la struttura che garantisce il fatto che l'ascensore sociale funzioni.
  La verità – perché gli italiani devono capire questa cosa, altrimenti sentono solo propaganda e slogan – è che l'Italia non è riuscita a risolvere l'equazione: scuola di massa, scuola di qualità. La grande rivoluzione della scuola di massa non si è trasformata nella grande rivoluzione della scuola di qualità. La quantità non è diventata qualità e questo è grave, perché, siccome nella scuola c’è il futuro dell'Italia, se la scuola non ha qualità, il futuro dell'Italia non ha qualità. Ecco, allora, perché bisognava intervenire.
  I motivi per cui siamo arrivati a questa situazione sono tanti, non avrei il tempo di citarli, alcuni li cito: i postumi del Sessantotto, che giustamente, combattendo l'autoritarismo, ha finito per eliminare ogni senso di autorità dalla scuola; la TV come nuova educatrice, i social; la moltiplicazione degli stili di vita e dei desideri di ogni singolo ragazzo; la trasformazione dei saperi nella globalizzazione, e chi più ne ha più ne metta. Il fatto è che la scuola, invece, è rimasta ferma, mentre il mondo cambiava, e la scuola, rimanendo ferma, ha perso credibilità e autorità.
  Ci vuole dunque – questo è il punto, questo è l'obiettivo – una rivoluzione della qualità, che faccia diventare la scuola di massa una scuola di qualità (Applausi dei deputati del gruppo Area Popolare (NCD-UDC)). Ed è questo il motivo – ecco la presa di posizione politica da parte nostra – per cui non consideriamo questa una riforma condivisa; la consideriamo una nostra riforma, perché rompe con vecchie categorie della sinistra e si apre ad una impostazione liberale.
  Forse ha ragione il collega Giordano, forse avrebbe dovuto farla Forza Italia questa riforma e non si capisce davvero perché oggi, invece, voti contro (Applausi dei deputati del gruppo Area Popolare (NCD-UDC)).
  La verità è che siamo già in ritardo, questa riforma arriva tardi – meglio tardi che mai ! –, ma arriva tardi, perché la politica in questi ultimi vent'anni ha perso l'anima e ha perso anche la politica, e il sindacato, il sindacato della scuola, si è trasformato nella più grande concentrazione corporativa di interessi di questo Paese (Applausi dei deputati del gruppo Area Popolare (NCD-UDC)) ! E ha inventato la categoria dell'immobilismo militante, Pag. 41l'immobilismo militante ! In piazza contro Berlinguer, in piazza contro la Moratti, in piazza contro Renzi, non importa destra o sinistra ! Ma ci sarà qualcuno che ogni tanto dice una cosa buona o stiamo sempre in piazza a impedire che qualsiasi cosa cambi ?
  Ma chiediamoci la cosa più importante: come si introduce la qualità ?
  In qualsiasi ambito della vita umana, in qualsiasi struttura, in qualsiasi istituzione la qualità ha due parole chiave: la prima è responsabilità, la seconda è competizione e specializzazione. Responsabilità: come se la scrivessimo, questa parola, su una lavagna – voglio fare la caricatura anche io del Presidente del Consiglio – e sotto una freccia che indica merito, valore, talento, valutazione, le parole della qualità, le parole dell'eccellenza, le parole che possono trasformare il futuro di questo Paese !
  La burocrazia – che non è solo un male della scuola, ma è un male dell'Italia – cresce nell'anonimato, nella standardizzazione delle qualità, dei meriti, nell'egualitarismo finto, burocratico. La qualità, invece, cresce conoscendo nomi e cognomi di chi fa funzionare o meno le istituzioni: così si sa, si sapranno, i meriti di chi le fa funzionare e i demeriti di chi non le fa funzionare (Applausi dei deputati del gruppo Area Popolare (NCD-UDC)).
  Se non ci fossero, da oggi, nomi e cognomi dei dirigenti scolastici, resteremmo nell'egualitarismo burocratico, nella standardizzazione. Assumersi responsabilità: questa è la riforma, in una parola: assumersi responsabilità. La verità è che chi ha paura dei presunti presidi-Mussolini non ha fiducia negli insegnanti italiani, che sono bravissimi nella stragrande maggioranza e che non hanno paura di farsi scegliere, di farsi valutare dai genitori, dalle famiglie, dagli studenti, dai loro colleghi (Applausi dei deputati del gruppo Area Popolare (NCD-UDC)) !
  E perché mai dovrebbero avere paura ? E, contro l'immobilismo militante – verrà un giorno, diceva Fra Cristoforo – verrà, forse, un giorno in cui avverrà anche nella scuola quello che è avvenuto alla FIAT con la marcia dei 40 mila, che hanno rotto il fatto che l'Italia non potesse crescere e che ogni quadro dirigente dovesse avere paura di assumersi le proprie responsabilità.
  La seconda parola chiave, dicevo, è competizione. Questa è una riforma che, finalmente, dopo la legge Berlinguer, la n. 62 del 2000, lancia veramente l'autonomia scolastica. È un passo in avanti, non è ancora l'orizzonte finale raggiunto, ma è un grande passo in avanti. È l'autonomia che può determinare la responsabilità e la competenza.
  Noi sogniamo – lo diciamo qui con molta nettezza – la scuola libera, una scuola in un sistema nazionale dell'istruzione di scuole statali e private, cioè un sistema pubblico che è composto da scuole statali e scuole private. Sogniamo quell'autonomia, che finalmente dovrà essere anche totale autonomia finanziaria, in cui le scuole vanno in competizione, in emulazione, in una gara per il sapere, in una gara per l'eccellenza, per cui le famiglie sappiano quale istituto scegliere, come la Costituzione prevede, per mandare i propri figli a cercare futuro, e quale istituto, invece, non è in grado di garantire questa ricerca di futuro.
  Noi sogniamo questo sistema e questa riforma è un passo avanti. Siamo orgogliosi, noi deputati di Area Popolare, di avere favorito che la detrazione per chi manda i figli alle scuole paritarie si estendesse anche ai licei. Sappiamo che si tratta di pochi soldi, ma sappiamo anche che chi manda quei figli nelle scuole paritarie paga due volte le tasse: quando le paga come componente fiscale generale e quando paga la retta (Applausi dei deputati del gruppo Area Popolare (NCD-UDC)).
  E solo una vecchia sinistra ha paura della parola «privato», perché il privato non è solo profitto – e anche lì bisogna vedere se non aiuta la nazione –, ma il privato è anche il privato sociale. Conoscete questo concetto ? Conoscete famiglie, associazioni di volontariato, cooperative, che si danno da fare nell'ecologia, nell'arte, nella cultura e anche nella scuola, rimettendoci anche dei soldi ? Altro che favorire l'iniziativa privata ! E, in molti Pag. 42casi, alcune di queste scuole paritarie, soprattutto della maternità e dell'infanzia, sono nei luoghi del disagio, aiutano chi non può, e, se non lo aiutassero, le spese dello Stato si moltiplicherebbero all'infinito, ovviamente.
  Quindi, non è una questione di soldi. È importante il principio, neanche, ripeto, dei soldi, ma dell'unico grande sistema nazionale di istruzione: tutti a concorrere per il futuro dei nostri figli. Lo ripeto: siamo in ritardo, cominciamo tardi, ma cominciamo bene. Finalmente ci si muove, signora Presidente. E, allora, dico al Governo che questa non è una riforma condivisa da noi, ma è la nostra riforma, ma che è l'inizio.
  Abbiamo aperto il percorso, vediamo l'orizzonte, ma noi dobbiamo andare avanti, perché non basta avere scritto queste norme e questi codici di legge, se poi il corpo vivo della scuola, degli insegnanti, degli studenti e delle famiglie non capisce qual è l'orizzonte. L'orizzonte è ancora da raggiungere, ma, ripeto, finalmente ci si muove (Applausi dei deputati del gruppo Area Popolare (NCD-UDC) – Congratulazioni).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Palmieri. Ne ha facoltà.

  ANTONIO PALMIERI. Signora Presidente, membri del Governo, colleghe e colleghi, in questi giorni, in quest'Aula, fuori da quest'Aula, anche adesso dal presidente Adornato, abbiamo sentito dire che questa sarebbe una riforma liberale di centrodestra. Allora, se così è, perché noi votiamo contro ? Votiamo contro per il motivo che questa riforma non è una riforma, in realtà, non è nemmeno una riforma, è una riorganizzazione. Però sono due riforme. C’è la riforma delle slide e c’è la riforma dei testi che sono stati prodotti dal Governo e poi elaborati in Commissione e in quest'Aula.
  La riforma delle slide e la riforma dei testi puntavano nell'intenzione del Premier a colpire con un solo colpo due pubblici elettorali: il pubblico di centrodestra, proponendo parole d'ordine a noi care come il merito, il ruolo del dirigente scolastico, e il pubblico del centrosinistra, con il mantra della lotta alla precarietà e con le assunzioni di massa. In questo modo, il Premier pensava di avere mano l'asso pigliatutto per queste elezioni regionali e, appunto, di poter dare contemporaneamente un colpo doppio e decisivo per il proprio successo. Invece, le cose stanno andando un po’ diversamente, perché quello che è avvenuto fuori da quest'Aula, nelle piazze, nei media, ha colpito l'intenzione del Premier gli ha fatto fare marcia indietro su entrambi i fronti. Verrebbe da dire se avessimo voglia di scherzare su questo punto, che il Premier si è messo davanti della lavagna per evitare di finirci dietro dopo le elezioni del 31 maggio (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia – Il Popolo della Libertà – Berlusconi Presidente). Ma siccome la cosa è seria, il provvedimento è serio, noi abbiamo, comunque, lavorato meticolosamente in Commissione, prima, e poi in Aula (su questo voglio ringraziare l'onorevole Centemero per il lavoro fatto in Commissione insieme ai colleghi Lainati e Altieri), perché noi siamo un'opposizione, come io amo dire in Commissione, duttile e responsabile, cioè guardiamo il merito delle cose e, soprattutto, volevamo sfatare definitivamente quella visione caricaturale del nostro approccio alla scuola che abbiano subito per 15 anni ininterrottamente, sia con il Ministro Gelmini, sia con il Ministro Moratti. Una visione caricaturale in base alla quale a sinistra c'era chi voleva il bene della scuola e dal nostro lato c'era che odiava la scuola, ce l'aveva assolutamente con la scuola, specialmente la scuola chiamata erroneamente pubblica, ma in realtà statale, e la voleva colpire. Allora, noi adesso, per una singolare legge del contrappasso, vediamo che state subendo esattamente quello che abbiano subito noi. Non è un motivo di gioia per noi, perché ripropongono gli stessi stilemi, gli stessi riflessi condizionati che hanno impedito, hanno cercato di impedire, un reale cambiamento nella scuola. Tuttavia, noi abbiamo sempre portato avanti un Pag. 43tentativo umano, e perciò fallibile, ma non per questo meno determinato e determinante, di riqualificare la spesa pubblica nell'ambito della scuola e di modificare l'offerta formativa, perché semplicemente il mondo è cambiato e, quindi, bisognava cambiare la scuola.
  Allora, su questo provvedimento noi abbiamo ottenuto e abbiamo appoggiato i cambiamenti significativi, che vado rapidamente a elencare, anche perché alcuni di questi si innestavano nel nostro lavoro. Ad esempio, il potenziamento dell'alternanza scuola-lavoro voluto dal Ministro Moratti, il rilancio del progetto della scuola in carcere, il potenziamento della scuola digitale, anche questo frutto Moratti, Gelmini, Brunetta, il portale nazionale opendata, che prosegue l’opendata.gov voluto dalla persona che mi sta a fianco, temporaneamente alla mia sinistra, l'assunzione dei docenti idonei del concorso 2012, con la quale abbiamo parzialmente rimediato ad un'ingiustizia e voi avete scelto, lo dirò più avanti, di lasciare aperta una più grande giustizia che riguarda i docenti che hanno frequentato i corsi TFA e PAS. Abbiamo votato il potenziamento degli istituti tecnici superiori, cerniera tra mondo della scuola e mondo del lavoro, cerniera per recuperare i disoccupati adulti e, è già stato ricordato da chi mi ha preceduto, abbiamo votato convintamente provvedimenti di sussidiarietà fiscale, quali il bonus per la scuola e quella minidetrazione simbolica per i genitori che iscrivono i figli alle scuole paritarie, che non è il primo atto in questo direzione, ma il secondo.
  Infatti il Ministro Moratti nel 2003 stanziò 30 milioni per detrazioni a questo proposito, sennonché, l'anno dopo, le regioni rosse fecero ricorso alla Corte costituzionale e la norma venne cassata. Abbiamo impedito che ai danni del terzo settore, con la pasticciata norma del 5 per mille per le scuole, fosse recato un grave danno, a poche settimane dall'approvazione della legge di riforma del terzo settore.
  Insomma abbiamo dato e realizzato un contributo che ha del buono. Ma veniamo alla grande ingiustizia di questo provvedimento, il fatto che abbiate deciso di distinguere tra precari e precari, il fatto che abbiate deciso di non includere il piano di assunzione di docenti che hanno frequentato il tirocinio formativo attivo (TFA) e i percorsi di abilitazione speciale (PAS). L'avete fatto prima dicendo che questo voto era contrario per fare un dispetto al Ministro Gelmini. Poi vi siete resi conto della gravità di quanto avete detto e avete sostenuto che lo fate perché si entra nella scuola solo per concorso. Peccato che non sia così – lo sapete bene – perché anche il testo unico della scuola del 1994 prevede che il 50 per cento delle immissioni siano fatte per concorso, mentre le altre siano fatte attingendo alle graduatorie ad esaurimento, dentro le quali ci sono migliaia di docenti che hanno una semplice abilitazione e non hanno fatto alcun tipo di concorso. La nostra domanda è: perché avete fatto questa scelta ? Perché la scuola delle slide, cioè la scuola del merito che premia i giovani, che vuole svecchiare il corpo docente, decide di lasciare fuori migliaia di giovani che si sono impegnati economicamente e personalmente in un percorso abilitante al 120 per cento ?
  Da questo punto di vista, come ho detto, questa è la più grave lacuna che noi vediamo in questo provvedimento. Ce ne sono altre, che ricordo rapidamente. Manca una seria valutazione dei docenti di fatto, perché per noi il percorso ideale è valutazione interna, dati Invalsi e valutazione esterna. Per la pressione della piazza avete ridimensionato il ruolo dei presidi, che per noi invece sono il punto centrale e fondamentale per fare di ogni scuola, di ogni singola scuola, una comunità educante e funzionante. Vi siete dati un eccesso di deleghe in bianco. Siamo chiari, anche nei nostri progetti di riforma e nelle nostre leggi di riforma c'erano deleghe, ma mai così vaste e mai così indefinite. Infine, avete fatto l'ennesimo annuncio mirabolante dell'ennesimo osservatorio e piano per risolvere l'emergenza dell'edilizia scolastica.
  Per tutti questi motivi noi voteremo contro, ma, in chiusura, io vorrei fare un Pag. 44ringraziamento e un augurio. Il ringraziamento è ad ogni professore, ad ogni dirigente, ad ogni persona che lavora nella scuola come personale non docente e che considera il proprio, non un impiego, ma un lavoro, ovvero considera il proprio un compito educativo (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia – Il Popolo della Libertà – Berlusconi Presidente) che lo fa essere appassionato al destino di ciascuna ragazza e ragazzo con i quali entra in contatto. L'augurio va a 100 mila nuove persone che saranno assunte nelle prossime settimane. L'augurio è che, passata la legittima gioia per questo passaggio importante della loro vita personale, mantengano ogni giorno la tensione e l'attenzione ad instaurare un vero patto educativo con le ragazze e i ragazzi che saranno loro affidati (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia – Il Popolo della Libertà – Berlusconi Presidente).
  Parlo da genitore di un bimbo piccolo. Oggi noi viviamo in un tempo nel quale tutto congiura contro il tentativo educativo che ogni famiglia fa verso i propri figli. Tutto ! Allora, in questo contesto, la scuola ha, non solo il compito di fornire un'istruzione, cioè insegnare a fare delle cose, ma ha anche il compito di recuperare un'educazione dei bimbi e delle bimbe che sono affidati ogni giorno alle nostre scuole. Per fare questo occorre questo e anche un altro auspicio, ovvero che davvero le ragazze e i ragazzi incontrino in classe un maestro o una maestra, non nel senso di chi lavora nelle scuole elementari, ma nel senso di una persona che abbia trovato per sé il proprio compimento al desiderio della propria vita e perciò sia in grado di poterlo mostrare a loro e di potere suscitare dentro ognuno di loro lo stesso desiderio di una vita che sia davvero piena.
  Per questo – concludo, Presidente – noi vogliamo una scuola che sia forte e libera: forte della passione educativa di chi ne fa parte e libera dalla burocrazia, dall'ideologia, dalla competizione politica (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia – Il Popolo della Libertà – Berlusconi Presidente – Congratulazioni).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto la deputata Silvia Chimienti. Ne ha facoltà.

  SILVIA CHIMIENTI. Grazie, Presidente. La morte della scuola pubblica italiana è una lenta agonia che dura da vent'anni, ma che inizia la sua fase terminale con la pubblicazione della «Buona scuola», il primo di una lunga serie di nauseanti spot. Con il passare dei mesi, la «Buona scuola» ha perso le poche note positive e ha assunto i contorni di una carneficina, una carneficina che cercate di nascondere riempiendovi la bocca da giorni con la parola «autonomia».
  Allora, una volta per tutte, sapete cos’è l'autonomia scolastica per questo Governo ? È l'onnipotenza del dirigente, che sceglierà indisturbato gli insegnanti, deciderà le materie da potenziare o da ridurre, stabilirà quali docenti premiare e quali cacciare dalla sua scuola. E sarà costretto a farsi procacciatore d'affari per reperire fondi privati.
  È la morte del merito, della continuità e della qualità della didattica per tutti gli studenti, che dal prossimo anno avranno a che fare con professori pedina e con insegnanti frustrati, che faranno i tappa buchi, le riserve dei loro colleghi di ruolo. È la fine della libertà di insegnamento. Per essere confermati, dopo tre anni, bisognerà ingraziarsi necessariamente il preside, altrimenti tanti saluti.
  L'Italia purtroppo, per causa vostra, risulta il Paese più corrotto d'Europa. In un Paese del genere quante pressioni subirà un preside che deve scegliere gli insegnanti da inserire nella sua scuola ? Voi state esportando il clientelismo della politica nella scuola, che era fino ad oggi l'unica oasi non corrotta (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).
  Almeno smettetela di prendere in giro i docenti, gli alunni e il Parlamento. Avete dato la possibilità al dirigente di decidere il piano dell'offerta formativa, ma non dategli la possibilità di scegliere le persone fisiche che andranno ad insegnare queste materie. Questa non è autonomia, questo è un modello verticistico e aziendale, che Pag. 45non può e non deve esistere nella scuola della nostra Costituzione e che, non a caso, è esistito solo in pieno periodo fascista (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).
  Siamo al paradosso, siamo al paradosso: un Governo di centrosinistra ha realizzato il sogno di Letizia Moratti, di Valentina Aprea e di Confindustria. E sapete cosa ci fa più rabbia ? Vedere il Parlamento commissariato dal vostro arrogante leader e vedere i deputati del PD ripetersi, come un mantra, che questa è una buona legge, per autoconvincersi a difendere un provvedimento che tutto è tranne che fondato su quei valori che i vostri elettori vorrebbero veder rappresentati da voi dentro questi palazzi (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).
  Noi tutti vorremmo sapere dov'era la chiamata diretta nel programma elettorale del PD del 2013. Dov'erano i superpoteri al dirigente scolastico ? Dov'era la condanna alla disoccupazione perenne per centinaia di migliaia di docenti ? Come vi siete permessi di distruggere la scuola pubblica su mandato di un Governo che non è mai stato eletto da nessuno (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle) ?
  Avete ingannato i vostri elettori, li avete presi in giro, fingendo di ascoltarli. Avete forzato ogni procedura democratica per approvare questo scempio. Allora, vorrei spiegare a tutti che idea originale abbia di ascolto e di dialogo con il Parlamento questo Governo, che aveva annunciato l'emanazione di un disegno di legge, non di un decreto dai tempi stretti – cito testualmente le parole del Premier – «proprio perché l'Esecutivo vuole dare un messaggio al Parlamento e coinvolgere le opposizioni, nello spirito delle dichiarazioni del Presidente della Repubblica». Ebbene, mentre noi discutevamo il provvedimento, il Governo ha deciso quante risorse investire e che quella cifra non poteva essere cambiata. Ci hanno detto: «Potete cambiare qualcosa nella forma, ma non nella sostanza». Dunque: niente modifiche al testo che prevedevano incrementi di risorse.
  E non solo. Hanno imposto la riduzione del numero delle possibili modifiche in Commissione: da 700 emendamenti presentati, potevamo discuterne solo 5 per ogni articolo.
  Eccolo il dialogo, eccolo l'ascolto, ecco la risposta a chi ci accusa di essere congelati. È il Governo che ha congelato il Parlamento: bocche cucite ed emendamenti contingentati, il tutto per consentire a Renzi di apporre l'ennesima bandierina su un settore vitale per il Paese che da domani sarà irrimediabilmente peggiore, proprio come il mondo del lavoro dopo il jobs act e quello dell'ambiente dopo lo «sblocca Italia» (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle). E così oggi siamo chiamati a votare su un mostro giuridico che riesce nell'impresa di dividere, di uccidere il merito, di discriminare e di gettare nel caos le scuole. Infatti anche il piano di assunzioni che voi fate è frutto di un errore madornale. Avete deciso di non partire dal fabbisogno delle singole scuole, di non chiedervi se agli alunni della scuola x servisse un docente di italiano, di matematica o di storia. No, voi siete partiti dalla finzione di esaurire con il paraocchi una sola categoria di precari e da lì non vi siete più mossi. A voi poco importa che questa categoria avesse degli evidenti squilibri tra i docenti, con un esubero ad esempio di insegnanti di materie letterarie e, invece, una gravissima carenza di personale delle aree scientifico-matematiche. A voi poco importa che in un'altra categoria, in un'altra graduatoria, la seconda fascia, invece gli insegnanti necessari alle scuole ci fossero e che le loro competenze fossero state già ampiamente testate. No: voi li lasciate a casa, voi gettate al vento le loro competenze, la loro passione, i loro soldi estorti dallo Stato per l'inutile abilitazione a cui li avete costretti (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle). Non vi è interessato, siete andati avanti così con l'arroganza che vi contraddistingue, salvo poi dovervi inventare qualcosa da far fare ad un insegnante di italiano che alla scuola x non servirà mai perché ce ne sono già cinque. Ecco perché lo costringerete a fare la riserva dei Pag. 46suoi colleghi o, nella migliore delle ipotesi, a insegnare materie per le quali non è abilitato. Quindi, avremo migliaia di insegnanti frustrati e 150 mila disoccupati: complimenti (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle) ! Un minimo di umiltà e di senso del pudore avrebbe imposto a chiunque di fermarsi un secondo a riflettere sulla portata eccezionale delle ondate di protesta ormai quotidiane: ci sono fuori docenti anche in questo momento in piazza Montecitorio e lo sciopero del 5 maggio. Invece nulla, nessun passo indietro perché questo Governo è allergico al dibattito così come lo è il suo Presidente del Consiglio che, in risposta ad una mobilitazione senza precedenti, registra un monologo di venti minuti con tanto di lavagna e gessetti, dicendo candidamente a tutto il mondo della scuola: non mi avete capito ? Ve lo rispiego. Se aveste davvero voluto dialogare, sareste partiti dalla nostra proposta di legge sulle assunzioni, scritta insieme a centinaia di docenti. Sareste partiti dalla LIP, la legge di iniziativa popolare che ha raccolto 100 mila firme nel 2006 e che chiedeva maggiori investimenti, interventi seri sull'edilizia scolastica e la fine delle classi-pollaio. Invece le avete buttate nel cestino. Avete promesso miliardi sull'edilizia scolastica mentre avete stanziato solo briciole. Non solo, gli alunni italiani continueranno a frequentare scuole piene di amianto che il PD proprio ieri non ha voluto inserire nell'elenco delle scuole da bonificare, come richiesto dal MoVimento 5 Stelle (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).
  Questo disegno di legge però è riuscito a compiere un bel miracolo. Ha riportato in piazza unitariamente l'intero mondo della scuola, e c'erano proprio tutti: chi verrà assunto, chi resterà fuori, chi è già da tempo docente di ruolo, chi è in pensione, genitori, alunni, presidi, studenti, universitari, tutti e tutti a chiedere una sola cosa, il ritiro immediato del disegno di legge (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle). Di fronte a questa storica mobilitazione unitaria cadono ad una ad una anche le strafottenti accuse del Governo: lo fanno solo per coltivare il loro orticello, hanno paura di essere valutati. Sono tutte menzogne e la scuola ai vostri ritocchini non ha creduto. La propaganda non ha funzionato perché ci sono di mezzo studenti, docenti, genitori, dotati di capacità critica che sanno leggere le norme e che si formano. Non è facile prenderli in giro, nemmeno per voi che avete fatto dello spot e della slide l'unica arma per addormentare il Paese (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle). Infatti il mondo della scuola è stanco, Presidente, stanco di lottare, stanco di subire decisioni dall'alto imposte da chi in classe non ci ha mai messo piede. Chi parla è un insegnante per cui oggi è il giorno più triste dall'inizio di questa legislatura.
  Allora, invito i rappresentanti del Partito Democratico a compiere un gesto, almeno uno, di rispetto e di dignità: al palazzo dei gruppi parlamentari, al terzo piano, c’è una sala intitolata a Enrico Berlinguer, domattina, in silenzio, rimuovete quella targa (Vivi applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle – Congratulazioni) !

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto la deputata Simona Malpezzi. Ne ha facoltà.
  Colleghi, per favore, consentite alla deputata Malpezzi di intervenire.

  SIMONA FLAVIA MALPEZZI. Grazie. Presidente, signora Ministra, membri del Governo, colleghi, noi potremmo dedicare tutto il nostro intervento ai segni positivi della buona scuola, lo potremmo dedicare alle centosessantamila assunzioni a tempo indeterminato, centomila subito e sessantamila a partire dal prossimo anno con concorso; lo potremmo dedicare ai tre miliardi di euro di investimento, cosa mai successa prima, gli altri, i governi precedenti, tagliavano, oggi, se lo sono dimenticato anche nei loro interventi; ai 200 milioni di euro che il disegno di legge della buona scuola mette per la valorizzazione dei docenti, perché non esistono solo gli scatti di anzianità, ma anche il merito che Pag. 47è una parola profondamente di sinistra. Lo potremmo dedicare ai 40 milioni di euro per la formazione che noi offriamo per gli insegnanti, perché il professionista deve pretendere di aggiornarsi e lo Stato deve mettere i propri insegnanti in condizione di farlo. Oppure potremmo parlare dei 381 milioni di euro all'anno per l'arricchimento culturale dei docenti. Noi ci fidiamo dei docenti, sceglieranno loro come spenderli; ci sono circa 500 euro all'anno in quella card che è descritta all'interno del disegno di legge.
  Oppure potremo soffermarci, e mi dispiace che qui lo si veda in maniera negativa, ai 4,5 miliardi di euro complessivi per l'edilizia scolastica. Non voglio addentrarmi in tutti quelli che sono gli interventi in edilizia, non voglio parlare solo delle scuole innovative, per cui verranno stanziati dei bandi che daranno lavoro anche a una serie di professionisti, ma voglio parlare di quel monitoraggio per tutti i controsoffitti di tutte le scuole d'Italia, perché la buona scuola è anche questo.
  Ma non mi voglio soffermare su questi aspetti della buona scuola, perché abbiamo deciso di raccontare altro, perché la buona scuola, quella che, giustamente, molti docenti rivendicano come già esistente, è un modello che al momento non esiste in tutta Italia, e noi vogliamo, invece, che la buona scuola sia per tutti, per tutti i nostri ragazzi e per farla dobbiamo far rivivere, dare gambe, a quella legge del 1999, la legge di Berlinguer, la legge di un Governo di centrosinistra che ha dato vita all'autonomia, purtroppo solo sulla carta, perché successivamente i fondi sono stati assolutamente tolti. Autonomia significa rendere le scuole libere di essere quello che vogliono essere, nel rispetto del territorio in cui vivono e per rispondere ai bisogni degli studenti e delle loro famiglie. In un sistema nazionale chiaro, le scuole non sono isole, sono autonome ma in un sistema nazionale che sia chiaro.
  Per fare la scuola dell'autonomia ci vogliono due cose: risorse umane e materiali e chi queste risorse le gestisce. Sulle prime già abbiamo detto: le centomila assunzioni; questo piano importantissimo darà alle scuole l'8 per cento di docenti in più. Ma sul secondo aspetto, quello della gestione, è importante ribadire come sarà la figura del dirigente scolastico. Nessuno di noi pensa ad uno sceriffo, gli slogan si sono ripetuti, noi non aumentiamo le prerogative del dirigente scolastico, noi potenziamo gli organi collegiali, abbiamo potenziato il valore stesso del consiglio di istituto che potrà votare il piano dell'offerta formativa. Significa che le famiglie e gli studenti potranno partecipare in maniera ancora più attiva alla scuola. Noi aiutiamo il dirigente scolastico a diventare leader educativo, colui che dirige, assumendosi, però, la responsabilità delle proprie scelte.
  Scelte che mirano tutte al buon funzionamento della scuola, scelte per le quali il dirigente verrà valutato da ispettori esterni. E le sue scelte, anche quelle dei docenti che arriveranno nella sua scuola perché il piano dell'offerta formativa possa davvero realizzarsi al meglio, saranno trasparenti, pubbliche. Il docente stesso potrà candidarsi in quella scuola che reputa più adatta alla propria formazione, perché il docente non è solo la disciplina che insegna ma è il frutto di tutte quelle competenze professionali trasversali che ha acquisito negli anni. I docenti vogliamo valorizzarli e non ci interessa ribadire ancora le cifre aggiuntive che questo disegno di legge mette a favore degli insegnanti. Lo diciamo chiaramente: gli stipendi degli insegnanti sono troppo bassi, il rinnovo del contratto va fatto al più presto (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).
  Moltissimi docenti sono scesi in piazza e noi davvero comprendiamo la loro sfiducia e comprendiamo la loro paura. Abbiamo il dovere di andare oltre le contestazioni e abbiamo il dovere di non fare muro contro muro; abbiamo il dovere di capirle. Gli insegnanti vengono da anni in cui si sono trovati a lavorare in condizioni di precarietà assolute, mai valorizzati. Ogni intervento che la politica dei Governi precedenti ha fatto sulla scuola è stato una sorta di mannaia, e noi sappiamo, Pag. 48come diceva Einstein, che è più facile spezzare un atomo che un pregiudizio. Questo pregiudizio nei confronti della «buona scuola» possiamo anche capirlo, ma sappiamo una cosa, e di questa ne siamo certi: gli insegnanti stanno sempre dalla parte degli studenti. Quale insegnante può essere contro la continuità didattica, che con la «buona scuola» finalmente si attua grazie a delle assunzioni ? Significa: basta a cambi in corso dell'anno di insegnanti; significa: basta supplenze; significa che l'anno scolastico inizia a settembre e tu sai quale organico avrai a disposizione (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).
  Quale insegnante può essere contrario alla materia scelta per i loro studenti ? La «buona scuola» lo fa, garantendo quel curricolo flessibile che da anni gli studenti ci chiedono. Ebbene, nella «buona scuola» il curricolo c’è ! Quale insegnante può criticare la possibilità del ritorno alle compresenze nella scuola primaria, quelle compresenze che i Governi di destra vedevano come gli ammortizzatori sociali per gli insegnanti ? Invece, ecco, rientrano gli specialisti, la «buona scuola» li reinserisce. Chi potrà dirsi contrario allo studio del bello, del nostro patrimonio artistico, culturale ? Chi potrà dirsi contrario alla diminuzione degli alunni per classe ? Lo facciamo: diamo la deroga ai dirigenti per poter ridurre il numero per classe all'interno delle scuole ! Chi può dirsi contrario alla continuità sul sostegno, che noi finalmente qui attuiamo ? Perché la nostra è una scuola inclusiva. Nessun insegnante può essere contrario. Questa è la «buona scuola», non quella che è stata raccontata fuori, non quella degli slogan ! La «buona scuola» è questa, forse di quei passaggi che non fanno notizia ma che cambiano profondamente quello che andranno a vivere i nostri ragazzi e i genitori, perché di una cosa siamo sicuri: la buona scuola, e la scuola in generale, non è di nessuna parte politica, è la scuola di tutti i cittadini. È la scuola di quei cittadini che non votano, perché sono i bambini, sono le bambine, sono le studentesse, sono gli studenti, quelli che non andranno a esprimere oggi, domani, tra due settimane il loro voto. Noi la facciamo per loro, perché loro sono quelli che rappresentano il nostro futuro. Noi del Partito Democratico sul futuro scommettiamo, e scommettiamo grazie alla «buona scuola» (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico – Congratulazioni).

  MASSIMILIANO FEDRIGA. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Deputato Fedriga, solo se è legato alla votazione, perché adesso siamo alla fine delle dichiarazioni di voto e stiamo per passare alla votazione. Quindi, se è legato alla votazione, sì, altrimenti no.

  MASSIMILIANO FEDRIGA. Signora Presidente, la sicurezza del Paese penso che venga prima della votazione. Oggi abbiamo...

  PRESIDENTE. No, deputato Fedriga, le sto dicendo che siamo sul provvedimento sulla scuola, poi le do la parola.

  MASSIMILIANO FEDRIGA. Presidente !

  PRESIDENTE. Poi le do la parola. Se è nel merito del provvedimento sì, altrimenti no, la prego. Lei conosce le regole. Lei conosce le regole !

  MASSIMILIANO FEDRIGA. Io conosco le regole e conosco anche ...

  PRESIDENTE. Bene, allora, la prego di attenersi alle regole. Se è nel merito del provvedimento, sull'ordine dei lavori di questo provvedimento...

  MASSIMILIANO FEDRIGA. Presidente, io le chiedo quella sensibilità istituzionale che ha dimostrato più volte per ...

  PRESIDENTE. No, deputato Fedriga, adesso siamo sul provvedimento.

Pag. 49

  MASSIMILIANO FEDRIGA. Presidente, stiamo parlando della sicurezza dei cittadini di questo Paese !

  PRESIDENTE. La ringrazio, devo procedere con il provvedimento.
  Sono così esaurite le dichiarazioni di voto finale.

(Correzioni di forma – A.C. 2994-A)

  PRESIDENTE. Colleghi, prima di passare alla votazione finale, conclusi come sapete gli interventi in dichiarazione di voto finale, la relatrice Coscia intende avanzare una proposta di correzione di forma ai sensi dell'articolo 90, comma 1, del Regolamento.

  MARIA COSCIA, Relatrice per la maggioranza. Signora Presidente, mi permetta di fare un ringraziamento, in primo luogo, a tutti gli Uffici che ci hanno supportato in questi giorni molto intensi di lavoro, a partire dagli uffici della VII Commissione, dell'Aula e delle altre Commissioni ed, in modo particolare della Commissione bilancio e anche dell'Ufficio dei rapporti con il Parlamento (Applausi dei deputati del gruppo dei Partito Democratico), che devo dire non solo ci hanno supportato con la loro altissima professionalità, ma sicuramente anche con una dedizione che era ben al di là dei loro compiti ordinari.
  Insieme a questo, mi permetta anche un ringraziamento particolare ai colleghi e alle colleghe, a tutti indistintamente, per il lavoro che abbiamo potuto fare in Commissione grazie alla loro competenza e passione al di là delle varie opinioni politiche che ci sono state. Mi permetta ancora, signora Presidente, di ringraziare il Governo perché si è posto in una posizione di ascolto e ha consentito un miglioramento notevole del testo che ci apprestiamo a votare.
  Infine, signora Presidente, mi permetta di ringraziare tutti i colleghi e le colleghe dell'Aula che ho visto seguire con attenzione, coinvolti forse mai come in queste giornate su un tema così importante e fondamentale per il nostro Paese, come appunto la scuola. Devo dire, coinvolti e con partecipazione: grazie veramente a tutti.
  Infine, come lei annunciava, devo chiedere di sottoporre all'Aula un testo per la correzione formale che abbiamo già esaminato nel Comitato dei nove. In modo particolare, all'articolo 9, comma 3-bis, dopo la parola: «rapporti» aggiungere le seguenti: «di coniugio» nel senso di comprendere i coniugi poiché abbiamo approvato un emendamento in questo senso. Insieme a questo, anche all'articolo 13, comma 4, alinea, dopo la parola: «dall’» aggiungere le seguenti: «inizio dell’».

  PRESIDENTE. Se non vi sono obiezioni, le correzioni di forma proposte dalla relatrice per la maggioranza Coscia si intendono approvate.
  (Così rimane stabilito).

(Coordinamento formale – A.C. 2994-A)

  PRESIDENTE. Se non vi sono obiezioni, la Presidenza si intende autorizzata al coordinamento formale del testo approvato.
  (Così rimane stabilito).

(Votazione finale ed approvazione – A.C. 2994-A)

  PRESIDENTE. Passiamo alla votazione finale.
  Indìco la votazione nominale finale, mediante procedimento elettronico, sul disegno di legge n. 2994-A, di cui si è testé concluso l'esame.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione – I deputati del gruppo di Sinistra Ecologia Libertà scandiscono le parole: Scuola pubblica).

Pag. 50

  Colleghi. Colleghi di SEL per favore. Chi deve votare ? Magorno, Ferranti, Mazziotti Di Celso. Hanno votato tutti ? Mi pare di sì.

  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione:
   «Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti» (2994-A):

   Presenti  454   
   Votanti  453   
   Astenuti    1   
   Maggioranza  227   
    Hanno votato  316    
    Hanno votato no  137.

  La Camera approva (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico – Applausi polemici dei deputati del gruppo di Sinistra Ecologia Libertà – I deputati del gruppo del MoVimento 5 Stelle scandiscono la parola: «Vergogna») – Vedi votazioni.

  (I deputati Amoddio e Calabrò hanno segnalato che non sono riusciti a esprimere voto contrario).

  Dichiaro assorbite le proposte di legge n. 416, 1595, 1835, 2043, 2045, 2067, 2291, 2524, 2630, 2860, 2875, 2975.

Sull'ordine dei lavori.

  MASSIMILIANO FEDRIGA. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  MASSIMILIANO FEDRIGA. Presidente, capisco l'insensibilità del Governo che lascia l'Aula insieme ai deputati, evidentemente interessa poco l'argomento che avevo anticipato e mi sorprende che il Governo e i colleghi vadano fuori dall'Aula, evidentemente il cibo è più importante della sicurezza dei cittadini di questo Paese (Applausi dei deputati del gruppo della Lega Nord e Autonomie – Lega dei Popoli – Noi con Salvini – Commenti dei deputati del gruppo del Partito Democratico) !

  PRESIDENTE. Colleghi, per favore ! Prego deputato Fedriga continui il suo intervento.

  MASSIMILIANO FEDRIGA. Presidente, a nome del gruppo della Lega le chiedo di fare presente al Governo che il Presidente del Consiglio dei ministri venga quest'oggi in Aula a riferire sulla presenza di terroristi sul territorio nazionale che arrivano tramite barconi dall'Africa del nord (Applausi dei deputati del gruppo della Lega Nord e Autonomie – Lega dei Popoli – Noi con Salvini). Presidente, voglio solo sottolineare che, purtroppo, da mesi denunciamo questo pericolo e abbiamo avuto un Ministro che, quando sono intervenuto precedentemente, rideva in questa Aula e ci dava degli sciacalli (Applausi dei deputati del gruppo Lega Nord e Autonomie – Lega dei Popoli – Noi con Salvini) !

  NICOLA MOLTENI. È una vergogna !

  MASSIMILIANO FEDRIGA. Presidente, le preannuncio che se il Presidente del Consiglio dei ministri non annulla gli impegni e non viene in Aula oggi a riferire e rispondere ai cittadini di questo Paese sulla presenza di terroristi in Italia, la Lega utilizzerà tutti i mezzi che ha disposizione (Commenti dei deputati dei gruppi Partito Democratico e Scelta Civica per l'Italia)...dopo vedremo se urlerete, dopo vedremo se farete i furbi !

  PRESIDENTE. Deputato Fedriga, abbiamo una Conferenza dei presidenti dei gruppi. Quindi, possiamo formalizzare questa sua richiesta anche in Capigruppo.

  MASSIMILIANO FEDRIGA. Presidente, Capigruppo o non Capigruppo bisogna rispondere alla sicurezza dei cittadini italiani. Basta con questa scusa degli odi Pag. 51(Applausi dei deputati del gruppo della Lega Nord e Autonomie – Lega dei Popoli – Noi con Salvini) !

  EMANUELE FIANO. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  EMANUELE FIANO. Presidente, l'argomento a cui fa riferimento...

  PRESIDENTE. Colleghi, per favore ! Se volete uscire, fatelo, però consentiteci di continuare con i nostri lavori. Prego, deputato Fiano.

  EMANUELE FIANO. Quello a cui ha fatto riferimento l'onorevole Fedriga, cioè l'arresto oggi di un cittadino marocchino nella città di Milano, considerato uno dei responsabili dell'attentato al Bardo a Tunisi, è un argomento serio che va trattato con serietà. Noi consideriamo un successo del provvedimento legislativo che questo Governo ha fatto approvare al Parlamento – il decreto antiterrorismo – se grazie a quel decreto e grazie alla collaborazione tra le strutture di Stato di Italia e Tunisia si sia potuto arrestare oggi sul nostro territorio un personaggio pericoloso, probabilmente responsabile di quell'attentato !
  Noi lavoriamo per rassicurare gli italiani, abbiamo dotato le forze dell'ordine e gli inquirenti di questo Paese di nuovi provvedimenti legislativi proprio per combattere il terrorismo di marca islamica, proprio per combattere le possibili infiltrazioni che arrivano dai Paesi che sono oggi sotto l'egida o nel mezzo di battaglie contro organizzazioni terroristiche islamiche. È proprio per i provvedimenti che abbiamo preso che si è potuto arrestare quel terrorista ! È proprio perché stiamo combattendo anche noi quel terrorismo che oggi c’è stato l'episodio di questo arresto !

  PRESIDENTE. Scusi deputato Fiano, se la interrompo. (Il deputato Rampelli espone una lavagna con la scritta: Bocciato). Togliete quella lavagna ! Onorevole Rampelli, non sono ammesse lavagne in questa Aula ! Tolga quella lavagna ! La passi all'assistente parlamentare ! Continui, deputato Fiano.

  EMANUELE FIANO. Grazie, Presidente. Non si può trasformare il successo di oggi, di un Paese che è riuscito a fermare un pericolo rappresentato da quel personaggio, che fuggiva da quell'attentato, che fuggiva dai gesti criminosi che aveva compiuto, in un ulteriore elemento di campagna elettorale. Noi siamo orgogliosi di quel provvedimento antiterrorismo che questo Parlamento ha approvato (Applausi dei deputati del gruppo del Partito Democratico).
  Questo Governo e non i Governi precedenti. E siamo orgogliosi – e lo continueremo a dire agli altri leader europei – che solo quello che stiamo proponendo noi all'Europa, di ripartire il carico di quello che sta succedendo nel nord Africa, solo quella è la soluzione per bloccare alla fonte il problema di cui stiamo parlando oggi. Voi volete inserire in quest'Aula la campagna elettorale; noi vogliamo risolvere il pericolo del terrorismo per i nostri cittadini. C’è una certa differenza (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico) !

  RENATO BRUNETTA. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  RENATO BRUNETTA. Signora Presidente, colleghi, la notizia che abbiamo appena letto sulle agenzie di stampa e sui giornali non ci può che rallegrare. Quando viene catturato un presunto terrorista, noi non possiamo che essere felici e di questo ringraziamo ovviamente le forze dell'ordine (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia – Il Popolo della Libertà – Berlusconi Presidente).
  Però, vede, accanto alla soddisfazione, dentro di me sento un moto di amarezza. Non sarà certamente con l'ipocrisia del Premier Renzi, che con un tweet pensa di risolvere una questione che ha coinvolto il Pag. 52Paese, questo Parlamento e la sua sicurezza... Quante volte in quest’ Aula, signora Presidente, abbiamo denunciato l'inerzia del Governo, l'inerzia del Ministero dell'interno circa l'immigrazione clandestina, circa le politiche migratorie. Quello che succedeva con «Mare nostrum», quello che sta succedendo con «Triton», il pericolo che sui barconi potessero arrivare dei terroristi e questo pericolo questa eventualità è stata sempre scartata, addirittura usando l'ironia: «cosa volete, che i terroristi arrivino sui barconi» ? Ora, dalle notizie frammentarie che noi abbiamo colto, pare che questo terrorista sia proprio arrivato sui barconi e pare che fosse già intestatario di un ordine di espulsione.
  Allora, io mi chiedo, chiedo a quest'Aula e chiedo a lei, signora Presidente, se noi non dobbiamo tutti ripensare, a partire dal Governo, a partire dal Presidente del Consiglio, di cambiare modo di affrontare questa tragedia dell'immigrazione clandestina, questa tragedia dell'immigrazione dolorosa che arriva sui barconi, pensando alla nostra sicurezza e pensando anche alle tragedie che avvengono in Africa.
  Per questa ragione, non possiamo tollerare i tweet del Presidente del Consiglio; non possiamo tollerare la sua ipocrisia; non possiamo tollerare il modo di fare propaganda anche in momenti in cui un Presidente del Consiglio dovrebbe fare autocritica e, assieme a lui, il suo Governo e il suo Ministro dell'interno (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia – Il Popolo della Libertà – Berlusconi Presidente).

  RICCARDO NUTI. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  RICCARDO NUTI. Dovete smetterla di litigare sulle vicende dell'immigrazione: questo teatrino deve finire ! Voi costantemente prendete in giro gli italiani facendo finta di litigare su un problema che non avete mai voluto risolvere, che non siete capaci di risolvere perché sugli immigrati avete guadagnato i vostri soldi (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle). Le inchieste, le condanne e gli arresti che ci sono stati fino ad adesso dimostrano che il vostro posto non è il Parlamento. Molti di voi sono finiti in carcere e, forse, tanti di voi andranno in carcere (Commenti dei deputati del gruppo Partito Democratico).
  Quello che è accaduto con l'inchiesta «Mafia capitale» è il simbolo di una destra e di una sinistra che hanno lucrato con i soldi pubblici dei cittadini su quelle che sono le vicende degli immigrati, che voi avete causato, non altri.
  Questo è un teatrino che deve finire ! Non potete continuare a prendere in giro gli italiani continuando a litigare su un problema che da anni dite di volere risolvere, su cui avete la soluzione, mentre, invece, continuate a finanziare le guerre civili che avvengono nei Paesi dai quali fuggono tutte queste persone.
  Per voi gli immigrati sono dei soldi, né più né meno. Oltre all'immigrazione siete sempre stati uniti, come si è visto nell'ultimo provvedimento sulla scuola. Destra e sinistra insieme, finta sinistra con finta destra. Il vostro posto è il carcere (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle – Commenti dei deputati del gruppo Partito Democratico) !

  PRESIDENTE. Deputato ! Si dovrebbe rivolgere con un po’ più di rispetto verso i colleghi di quest'Aula (Commenti dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

  STEFANO DAMBRUOSO. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  STEFANO DAMBRUOSO. Grazie, Presidente (Commenti dei deputati dei gruppi Partito Democratico e MoVimento 5 Stelle)...

  PRESIDENTE. Colleghi, per favore ! Colleghi, cerchiamo di lasciare parlare chi ha chiesto la parola. Per favore ! Il deputato Dambruoso ha chiesto di parlare (Commenti dei deputati del gruppo MoVimento Pag. 535 Stelle – Proteste dei deputati del gruppo Partito Democratico). Allora, non esasperiamo gli animi, per favore !
  Deputato Dambruoso, prego.

  STEFANO DAMBRUOSO. Presidente, voglio esprimere, sebbene in questo contesto, che chiaramente non aiuta alla credibilità delle istituzioni, che, invece, oggi hanno dato davvero una risposta importante. Voglio confermare che quello che è accaduto oggi a Milano è una risposta importante da parte delle nostre istituzioni (Applausi dei deputati del gruppo Scelta Civica per l'Italia). È già accaduto in altre due circostanze: fatti clamorosi, come quelli di Londra e di Madrid, hanno visto immediatamente la cooperazione che funziona... è chiaro che queste scene...

  PRESIDENTE. Allora, non sappiamo cosa stia succedendo. Qualcuno è corso fuori dall'Aula, inseguendo qualcun altro. Da qui è difficile capire chi è corso fuori e per fare cosa. Ci sono gli assistenti parlamentari (Commenti).

  STEFANO DAMBRUOSO. Presidente, io concluderò dicendo che questa operazione è stata fatta davvero grazie a quell'intervento e a quell'impulso di rafforzamento e di rassicurazione che le forze dell'ordine hanno avuto anche dall'emanazione di quel decreto. Quel decreto ha convinto ulteriormente sull'energia e sulle risorse che Servizi e Polizia hanno messo in questa operazione. È un'operazione che non nasce da un fatto di singola immigrazione con barcone. È un'operazione che nasce sin dal giorno dopo i fatti del Bardo ed è un'operazione che vede oggi, grazie alla professionalità di Polizia ed intelligence, la chiusura del cerchio.
  Quindi, davvero esprimo grande soddisfazione e io sono davvero felice di poter dire in Aula, che dovrebbe rappresentare il prestigio delle teste di questo Paese, grazie alla Polizia e grazie alle forze dell'ordine, che hanno fortunatamente portato a termine questa operazione che nulla ha a che fare con l'immigrazione (Applausi dei deputati del gruppo Scelta Civica per l'Italia).

  PRESIDENTE. Ci sono stati due colleghi che sono usciti da quest'Aula. Io non so, da qui, che cosa sia successo.

  MARCO MICCOLI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

  MAURIZIO LUPI. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Un secondo, presidente Lupi. Il deputato Miccoli mi chiede la parola sull'ordine dei lavori. Un secondo, presidente Lupi, perché l'intervento del deputato Miccoli è sull'ordine dei lavori; poi le darò subito la parola.
  Prego, deputato Miccoli.

  MARCO MICCOLI. Presidente, intervengo per denunciare un episodio grave, che è avvenuto poco fa in prossimità dei bagni. Il collega Marrocu si è recato, appunto, al bagno attraversando l'Aula ed è stato seguito da alcuni colleghi del MoVimento 5 Stelle, tra cui il collega Tofalo, e c’è stato un tentativo di aggressione da parte dei colleghi del MoVimento 5 Stelle verso il nostro collega (Commenti dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle). Tutto questo è intollerabile, dopo che ci hanno insultato ed offeso negli interventi e fuori dagli interventi !
  Quindi, le chiedo, Presidente, di verificare quello che è successo e di trarne le conseguenze al riguardo !

  PRESIDENTE. Va bene. Su questo verrà svolta un'istruttoria e verrà portata all'attenzione dell'Ufficio di Presidenza (Commenti dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle). Ci sarà un'istruttoria, colleghi (Commenti dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle) !

  DAVIDE CRIPPA. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Crippa. Darò la parola solo al deputato Crippa su questo punto, perché poi ci sono gli interventi (Commenti dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle)... Pag. 54no, un deputato per gruppo. Prendo atto che il deputato Crippa rinuncia ad intervenire.

  ANGELO TOFALO. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Immagino sull'ordine dei lavori, non per richiamo al Regolamento. Prego.

  ANGELO TOFALO. Presidente, facciamo un sunto veloce, visto che sono stato nominato. Mentre in quest'Aula un Parlamento sta mettendo a rogo i libri della cultura, altri fanno speculazione (Commenti dei deputati del gruppo Partito Democratico) su altre situazioni. Io sto qui da circa sette-otto minuti, ci sono le telecamere per fortuna in Parlamento e c'erano almeno quattro o cinque commessi con me, e io sono andato semplicemente a bere. Mi sono anche incrociato con quel collega che mi ha continuato ad ingiuriare dopo essere passato di qui e le stesse parole me le ha dette di lì, dopodiché è arrivato un collega, signor Miccoli, se ricordo bene, che, come un pazzo scatenato – è solito a queste cose – urlava da solo cose. Io e l'altro collega ci siamo parlati tranquillamente, c'erano più commessi testimoni, quindi invito il collega Miccoli a tornare sul pianeta Terra.

  PRESIDENTE. Va bene, come ho detto, su questo si aprirà un'istruttoria e l'Ufficio di Presidenza se ne dovrà occupare.

  DAVIDE CRIPPA. Chiedo di parlare per un richiamo al Regolamento.

  PRESIDENTE. A quale articolo ?

  DAVIDE CRIPPA. Presidente, all'articolo 8, sul ruolo della Presidenza nel buon andamento dei lavori. Io ritengo importante che in questa fase, viste le affermazioni assolutamente false del collega Miccoli...

  PRESIDENTE. No, su questo ho già detto, basta !

  DAVIDE CRIPPA. Mi faccia concludere. Io ho il diritto di poter fare un intervento per richiamo al Regolamento.

  PRESIDENTE. Su questo ho già detto. Ci sarà un'istruttoria, se ne occuperanno i questori e l'Ufficio di Presidenza.

  DAVIDE CRIPPA. Io devo fare un richiamo al Regolamento.

  PRESIDENTE. Su questo non le posso continuare a dare la parola, mi dispiace.

  DAVIDE CRIPPA. Non è possibile. Vergognati !

  PRESIDENTE. La richiamo all'ordine, deputato Crippa ! Ho già detto che non le davo la parola su questo !

  MAURIZIO LUPI. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  MAURIZIO LUPI. Grazie, signora Presidente, mi sembra che quanto stia accadendo dimostri che di quello che è successo il 18 marzo scorso e che ha visto ventiquattro morti e quarantacinque feriti nell'attentato al museo di Tunisi, cento turisti italiani coinvolti...

  PRESIDENTE. Mi scusi. Per favore, deputato Villarosa ! Deputato Rabino ! Deputato Rabino e deputato Villarosa, per favore ! Deputato Villarosa, può andare al suo posto, per favore ! Possiamo evitare che ci siano contatti fisici tra deputati ? Prego, deputato Lupi.

  MAURIZIO LUPI. Chiedo scusa anche ai colleghi del MoVimento 5 Stelle. Siccome avete introdotto, alcuni colleghi, un giusto confronto, riguardo a quello che è accaduto oggi, con l'arresto del presunto terrorista, credo che poi potremo ovviamente affrontare la questione, come ha detto la signora Presidente, in altra sede, però credo che l'Aula non sia proprietà di nessuno. Stiamo confrontandoci su un tema serio che è stato posto e parto dal Pag. 55mio intervento, ribadendo che quello che sta accadendo qui in Aula e le parole irresponsabili del collega del MoVimento 5 Stelle dimostrano che quello che è successo il 18 marzo scorso, un gravissimo attentato terroristico, che ha visto ventiquattro morti e quarantacinque feriti, quattro morti italiani, cento turisti italiani presi in ostaggio, interessa poco. Così come interessa poco quello che noi allora avevamo chiesto tutti all'unanimità, di fermare i terroristi, di catturare i colpevoli e di fare azioni che permettessero di prevenire e di evitare che la furia terroristica e ideologica potesse provocare in Italia, come nel mondo, altre vittime. Quello che è accaduto oggi è che uno di questi presunti terroristi è stato arrestato. Questo è il dato, questa è la notizia, e ricordo al collega del MoVimento 5 Stelle che le parole a volte sono più taglienti di qualsiasi arma e l'irresponsabilità di tanti pronunciamenti nella storia di questo Paese ha già prodotto danni enormi. Di cattivi maestri ne abbiamo piene le cronache di questa storia del Paese (Applausi dei deputati del gruppo Area Popolare (NCD-UDC)).
  Di parole irresponsabili pronunciate, che poi hanno fatto e armato altri, ne abbiamo già piene le storie e le cronache di questo Paese. Quindi, è un richiamo alla responsabilità di ognuno, perché ognuno possa lecitamente dire la propria opinione, fare le proprie battaglie, ma mai arrivare a quella irresponsabilità dei toni che sono stati usati.
  Concludendo il mio intervento, credo che oggi dobbiamo – perché il fatto è questo – congratularci con le forze dell'ordine, con la DIGOS, con tutti coloro che hanno, attraverso le indagini svolte, permesso di catturare un presunto terrorista e autore di quell'attentato gravissimo. Era quello che noi chiedevamo, era quello che volevamo e, anche qui – ha ragione il collega Fiano – il fatto che questo Parlamento, su proposta del Ministro dell'interno Alfano, su proposta del Governo, ma con la collaborazione di tutto il Parlamento, abbia approvato una legge antiterrorismo perché si evitassero e si prevenissero altre azioni di questo genere e che quella legge inizi a funzionare, dovrebbe vedere l'unanimità dei consensi, il plauso di tutti, e non, invece, una strumentalizzazione, comprensibile, ma che nulla c'entra con quello che è accaduto oggi.
  Altro tema e altro confronto – ne abbiamo più volte discusso insieme – è quello della prevenzione, del tema degli sbarchi, degli immigrati clandestini, della tragedia a cui stiamo assistendo. Ricordo che, giustamente, in un'altra occasione, in quest'Aula, il collega Brunetta aveva richiamato – e lo ha richiamato anche nel suo intervento di prima – il fatto che su questi temi dovrebbe esserci l'unanimità, non dei consensi, ma degli sforzi, perché si possa affrontare, da una parte, quella tragedia umana, ma, dall'altra, essere rigidissimi, durissimi, perché, attraverso l'affronto di quella tragedia umana, drammatica tragedia umana, non arrivino e non si infiltrino terroristi, che non si infiltrino persone che poi possano provocare ulteriori danni.
  Questo mi sembra che sia l'oggetto e il giudizio su quello che è accaduto, signora Presidente. Il resto appartiene alla responsabilità e al modo di fare politica di ognuno di noi, di cui ognuno si fa garante e per cui si fa giudicare, poi, dai cittadini e dagli elettori (Applausi dei deputati del gruppo Area Popolare (NCD-UDC)).

  ALFONSO BONAFEDE. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Deputato Bonafede, sull'episodio avvenuto fuori dall'Aula ho già dato la parola al suo collega Tofalo e a Miccoli. Non intendo riaprire una discussione su questo: ci sarà un'istruttoria, i questori se ne occuperanno e l'Ufficio di Presidenza dovrà poi valutare, sulla base di quanto tutti riporteranno, tutti coloro che sono parte in causa. Quindi, non intendo riaprire questa vicenda. Dunque, se il richiamo al Regolamento è su questa vicenda, fin da ora le dico che non le do la parola. Va bene ? Mi dica se è su questa vicenda, ossia su quanto accaduto fuori dall'Aula.

Pag. 56

  ALFONSO BONAFEDE. Grazie, Presidente. Il richiamo è agli articoli 8 e seguenti e riguarda, Presidente, la gestione dei lavori dell'Aula da parte della Presidenza. Ci sono momenti di chiarissima tensione all'interno dell'Aula. Chiaramente, dal mio punto di vista, il problema della tensione deriva dal fatto che un nostro deputato è stato aggredito all'esterno dell'Aula...

  PRESIDENTE. No, allora... Basta. Lo abbiamo già detto: su questo vi sarà un'istruttoria (Proteste dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).
  Ha chiesto di parlare il deputato Palazzotto sull'arresto del presunto terrorista. Prego.

  ALFONSO BONAFEDE. Non è possibile !

  PRESIDENTE. È possibile ! Ci sono delle regole: lì ci sarà un'istruttoria, quando l'istruttoria (Proteste dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle)... Sarà l'Ufficio di Presidenza a occuparsene. Prego, deputato Palazzotto.

  ERASMO PALAZZOTTO. Grazie, Presidente. Chiedo scusa ai colleghi del MoVimento 5 Stelle, ma la gravità del momento storico che si trova ad attraversare non solo il nostro Paese richiede un attimo di serietà (Commenti dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle)...

  ALFONSO BONAFEDE. Presidente ! Presidente ! Presidente (Commenti) !

  PRESIDENTE. Deputato, la richiamo all'ordine ! Lei deve far parlare anche gli altri ! È chiaro o no ? Deve consentire agli altri colleghi di parlare: questa è la democrazia (Proteste dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle) ! Dunque, abbia la compiacenza di consentire al deputato Palazzotto di parlare. Sulla questione le ho già risposto: ci sarà un'istruttoria, se ne occuperà chi di competenza. Basta (Una voce dai banchi del gruppo Scelta Civica per l'Italia: Sbattilo fuori ! Fuori ! Fuori ! !).

  ERASMO PALAZZOTTO. Torno a chiedere scusa ai colleghi del MoVimento 5 Stelle, ma sono sicuro che, per dirimere la vicenda in questione, ci saranno altri luoghi e altri momenti opportuni per fare chiarezza su quello che è accaduto.
  Vi pregherei di permetterci di poter affrontare una discussione – lo chiedo a tutti i colleghi – che richiede una serietà e un'attenzione particolari (Proteste del deputato Bonafede). Evidentemente questi appelli cadono nel vuoto. Signora Presidente ...

  PRESIDENTE. Deputato Tofalo, la richiamo all'ordine.

  ANGELO TOFALO. Io sto qua ! Io sto qua ! Ma questa è pazza !

  PRESIDENTE. Deputato Bonafede, la espello dall'Aula. La espello dall'Aula ! Deputato Tofalo, la espello dall'Aula (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico – Vive proteste dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle) !

  ANGELO TOFALO. Ma che dici (Una voce dai banchi del gruppo Scelta Civica per l'Italia: Fuori ! Fuori !) ?

  PRESIDENTE. Si allontani, si allontani. Lei non può esprimersi così nei confronti della Presidenza, lei offende questa istituzione, si allontani (Proteste dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).
  Allora, non si vogliono allontanare, sospendo la seduta.

  La seduta, sospesa alle 13,50, è ripresa alle 13,58.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SIMONE BALDELLI

  PRESIDENTE. A questo punto, sospendo la seduta, che riprenderà alle ore Pag. 5715 per lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata e, a partire dalle ore 16, per il seguito della discussione della proposta di legge in materia di delitti contro la pubblica amministrazione, previo esame e votazione della questione pregiudiziale di costituzionalità presentata.

  La seduta, sospesa alle 14, è ripresa alle 15.

PRESIDENZA DELLA VICEPRESIDENTE MARINA SERENI

Svolgimento di interrogazioni a risposta immediata.

  PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento di interrogazioni a risposta immediata, alle quali risponderanno il Ministro per le riforme costituzionali e i rapporti con il Parlamento, il Ministro dell'economia e delle finanze, il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e il Ministro della giustizia.

(Iniziative per il contrasto dei fenomeni delinquenziali nelle grandi città
– n. 3-01506)

  PRESIDENTE. Il deputato Bernardo ha facoltà di illustrare l'interrogazione Lupi ed altri n. 3-01506 (Vedi l'allegato A – Interrogazioni a risposta immediata), che ha sottoscritto in data odierna.

  MAURIZIO BERNARDO. Grazie, signora Presidente. Signor Ministro, l'argomento riguarda i temi della sicurezza, di quello che il Governo ha già fatto e ha intenzione di fare da qui al prossimo futuro, anche per quello che riguarda il disegno di legge in materia di sicurezza da parte del Ministro Alfano.
  Noi sappiamo – il Governo sa bene – quanto viene percepito dai nostri concittadini in materia di sicurezza e di tutela della loro sicurezza, soprattutto su alcuni reati che oggi vedono una dimensione diversa rispetto al passato nella loro tipologia in negativo. Penso ai furti in casa, alle rapine, a quello che, quindi, viene percepito oggi come uno dei mali che affliggono maggiormente le nostre società e le nostre città. Certamente, un altro degli aspetti su cui il Governo ha già attenzionato – sappiamo bene che il livello di guardia in termini di tutela e di risposta è molto alto – è quello dell'immigrazione.
  Allora, la richiesta è quella di capire ulteriormente, per i cittadini, quali siano le ultime mosse.

  PRESIDENTE. La Ministra per le riforme costituzionali e i rapporti con il Parlamento, Maria Elena Boschi, ha facoltà di rispondere.

  MARIA ELENA BOSCHI, Ministra per le riforme costituzionali e i rapporti con il Parlamento. Il Ministro Alfano non può essere presente oggi per rispondere direttamente al quesito posto e agli altri quesiti posti da altri onorevoli colleghi per concomitanti impegni istituzionali. Ovviamente le risposte che fornirò sono basate sugli elementi che il Ministero dell'interno ha fornito.
  Con riguardo specifico al quesito posto, intanto ringrazio ovviamente l'onorevole Bernardo perché pone l'attenzione su un tema che, chiaramente, è di massimo interesse e di massima attenzione per il Governo, che è quello della sicurezza dei cittadini, soprattutto nei grandi centri urbani e in generale non soltanto la tutela della sicurezza, ma anche la tutela del decoro urbano. Proprio in questa prospettiva, di recente è stato raggiunto, con la collaborazione anche di ANCI, uno schema di provvedimento normativo, di imminente presentazione, proprio in tema di sicurezza urbana, che dà, peraltro, piena attuazione, dopo la riforma del Titolo V del 2001, anche alla necessaria collaborazione e integrazione tra Stato, regioni ed enti locali proprio per tutelare la sicurezza dei cittadini e dei centri urbani. Anche se un raffronto dei dati 2013-2014 dà dei primi segnali positivi, Pag. 58perché c’è una flessione, una diminuzione del 7 per cento della delittuosità complessiva e del 13 per cento con specifico riguardo alle rapine.
  Tuttavia, sapendo che si tratta di un tema di massima attenzione, il provvedimento normativo individua delle soluzioni sia per quanto riguarda, appunto, il decoro urbano sia per quanto riguarda anche la necessità di trovare un punto di equilibrio tra libertà di manifestazione del pensiero in luoghi pubblici, quindi manifestazioni pubbliche, e ordine pubblico e sicurezza. I recenti fatti di Milano, purtroppo, hanno riportato all'attualità questi temi mai dimenticati, chiaramente.
  Dall'altro lato, c’è un impegno anche per quanto riguarda il tema dei furti in appartamento che è particolarmente sentito, ovviamente, dai cittadini. Anche da questo punto di vista, nel provvedimento normativo di prossima presentazione, come è già stato pubblicamente annunciato dal Governo, ci sarà un aumento delle pene anche per chi compie furti dentro gli appartamenti, proprio per cercare di prevenire, con un effetto deterrente, il compimento di questi reati e poi punire chi eventualmente li ponga in essere.

  PRESIDENTE. Il deputato Bernardo ha facoltà di replicare.

  MAURIZIO BERNARDO. Grazie, Presidente. Signor Ministro, apprezzo quello che lei ha detto, anche per conto del Ministro Alfano. Al di là delle battute ad effetto a cui qualcuno ci sta abituando, che, però, poco hanno ascolto, io mi auguro, ma ne sono anche convinto, da parte dei nostri concittadini poi ci sono le risposte serie.
  Io mi auguro, qualora tutti quanti ravvedessimo la necessità di arrivare anche ad un decreto per snellire il percorso procedurale, si possa prevedere anche il raddoppio delle pene per quello che riguarda i furti in casa e le rapine. Credo che questo sia un deterrente utile e necessario per dare ulteriore conforto ai nostri concittadini nel momento storico che stiamo vivendo e a dimostrazione del fatto che la sicurezza sia certamente una delle nostre bandiere principali come Governo.

(Elementi in merito all'affidamento di incarichi pubblici a persone asseritamente vicine al Ministro dell'interno – n. 3-01507)

  PRESIDENTE. Il deputato Colletti ha facoltà di illustrare l'interrogazione Toninelli ed altri n. 3-01507, concernente elementi in merito all'affidamento di incarichi pubblici a persone asseritamente vicine al Ministro dell'interno (Vedi l'allegato A – Interrogazioni a risposta immediata), di cui è cofirmatario, avendola sottoscritta in data odierna.

  ANDREA COLLETTI. Grazie Presidente, ovviamente mi rivolgo al Ministro Alfano per interposta persona del Ministro Boschi. Nelle scorse settimane è emersa da alcune inchieste, in primis quella de L'Espresso, l'esistenza di una serie di incarichi pubblici a persone molto vicine al Ministro Alfano, in particolare all'avvocato Andrea Gemma e alla moglie del Ministro Alfano stesso, avvocato Tiziana Miceli. Gemma ha una lunga storia di collaborazioni con i Governi di cui ha fatto parte il Ministro Alfano: un incarico come soggetto giuridico attuatore del Piano carceri all'interno del commissariato straordinario retto da Ionta; nominato nel CdA ENI dal Governo Renzi, ossia nella più grande società a partecipazione pubblica; ha ricevuto vari incarichi dall'Agenzia nazionale dei beni confiscati alla mafia, nonché curatore fallimentare di vari fallimenti. Oltretutto, la moglie del Ministro Alfano sembra aver ricevuto degli incarichi dalla Consap e degli incarichi da altri enti pubblici. Quindi, noi riteniamo inopportuno che un tale volume di incarichi sia affidato a persone a lei così strettamente legate. Questi intrecci sono pericolosi. Quindi, vorremmo avere una risposta dal Ministro Alfano, anche attraverso di lei, a questa nostra interrogazione.

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  PRESIDENTE. La Ministra per le riforme costituzionali e i rapporti con il Parlamento, Maria Elena Boschi, ha facoltà di rispondere.

  MARIA ELENA BOSCHI, Ministra per le riforme costituzionali e i rapporti con il Parlamento. Grazie Presidente, il quesito posto, come risulta dal testo presentato, si basa su informazioni ricavate da articoli di giornali e che, quindi, non hanno poi ritrovato un riscontro nei dati fattuali. A volte capita che i giornali riportino delle notizie che poi risultano essere non fondate, magari attraverso anche un accertamento giudiziale da cui derivano anche obblighi per i giornali di risarcimento danni, come è accaduto nei confronti del Ministro Alfano, quindi a favore del Ministro Alfano, proprio da parte di quella stessa testata giornalistica che, in qualche modo, con l'articolo ha costituito la base del quesito posto oggi dall'onorevole in questa sede.
  Per quanto riguarda l'avvocato Gemma, è stato selezionato a valle di una procedura che, sulla base delle direttive ministeriali, viene svolta sotto la guida del Ministero dell'economia e delle finanze, facendo affidamento anche su altre società di reclutamento operanti a livello internazionale, di primario livello, come Spencer Stuart e Korn Ferry. A valle di questa procedura di selezione tra più candidati, è stato individuato il nominativo dell'avvocato Gemma che, peraltro, è stato scelto sulla base dei propri requisiti professionali perché, come si può evincere anche dal sito del Consiglio dell'ordine degli avvocati di Roma, oltre a svolgere l'attività professionale da anni in un importante studio legale, è anche professore di istituzioni di diritto privato all'università di Roma Tre.
  Per quanto riguarda altri incarichi di consulenza, risalgono, quelli citati nell'interrogazione presentata, in particolare con riguardo ad Expo Spa, ad incarichi del Governo precedente e comunque a valle di una procedura pubblica, un bando addirittura di carattere europeo, in cui, oltre che allo studio di cui fa parte l'avvocato Gemma, sono stati affidati incarichi di consulenza ad altri importanti studi legali. Quindi, chiaramente non era rivolto solo all'avvocato Gemma.
  Con riguardo alla situazione dell'avvocato Miceli, invece, come ha già avuto modo di spiegare l'amministratore delegato di Consap Spa, non ci sono attività di consulenza con Consap Spa, ma attività legate ad attività defensionale per il Fondo di assistenza vittime della strada. In quell'ambito la convenzione che l'avvocato Miceli ha sottoscritto è la stessa che viene sottoscritta in tutto il territorio nazionale da tutti gli avvocati con riguardo ovviamente a quel tipo di attività giudiziale. E proprio perché si tratta di una convenzione volta ovviamente a favorire un risparmio di costi per il soggetto pubblico, si basa su un accordo che prevede una riduzione del 25 per cento degli onorari minimi stabiliti dai tariffari per gli avvocati. Quindi, sicuramente nella scelta dall'avvocato Miceli non c’è nessuna forma di maggior favore, anche da un punto di vista degli onorari percepiti.

  PRESIDENTE. Il deputato Colletti ha facoltà di replicare.

  ANDREA COLLETTI. Non sono assolutamente soddisfatto della risposta. D'altro canto questa procedura forse è la stessa che ha fatto nominare Fabrizio Landi, finanziatore di Renzi, come membro del CDA di Finmeccanica; Federico Lovadina, che lavorava nel suo stesso studio legale, Ministro Boschi, insieme all'attuale tesoriere del PD Bonifazi all'interno delle Ferrovie dello Stato. Più che di fronte a procedure noi siamo in un'ottica di familismo amorale, anzi ancora peggio forse. Siamo in presenza del più becero clientelismo tipico italiano. Oltretutto risulta strano, per quanto riguarda l'avvocato Miceli, che ella ha ricevuto cinque consulenze tra fine 2014 e inizio 2015 alla Consap. Quindi, su un totale di 240 mila avvocati in Italia, uno ha ricevuto ben cinque consulenze. È veramente una persona fortunata questa moglie di Alfano, devo ammetterlo. La stranezza riguarda poi anche lo stesso avvocato Gemma che Pag. 60ha avuto moltissime consulenze da parte di appalti pubblici. Oltretutto lo stesso Gemma è stato nominato, come giustamente ha detto lei, professore associato nell'ateneo di Roma Tre in una procedura, guarda caso, in cui era segretario un altro nome conosciuto dal Ministro Alfano, Renato Clarizia, che ha la stessa cattedra a Roma Tre e, guarda caso, l'unico, per quanto ci risulta a noi, che aveva fatto richiesta di diventare professore associato in quella cattedra a Roma Tre era lo stesso Gemma. A quanto pare queste cattedre non sono molto ricercate dai dottorati o dai futuri professori associati: forse non sono ricercate perché già sanno a chi dovranno andare. Insomma, Ministro, il vero problema qui è che queste consulenze, queste nomine di CDA vengono fatte sempre alla stessa maniera da anni e anni e anni e non cambia nulla. Basta essere un finanziatore di Renzi oppure un Ministro di Renzi o anche un amico, come giustamente lo è lei, che è stata nominata nel CDA di una partecipata al comune di Firenze ormai anni fa in Publiacqua, come lo è Carrai che sembrava pagasse la casa di Renzi a Firenze.

  PRESIDENTE. Grazie, onorevole Colletti.

(Iniziative per un'equilibrata distribuzione sul territorio delle strutture destinate all'accoglienza ed alla gestione dei flussi migratori, anche in relazione all'ubicazione di alcuni centri di accoglienza nel comune di Roma – n. 3-01508)

  PRESIDENTE. Iniziative per un'equilibrata ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-01508 concernente iniziative per un'equilibrata distribuzione sul territorio delle strutture destinate all'accoglienza ed alla gestione dei flussi migratori, anche in relazione all'ubicazione di alcuni centri di accoglienza nel comune di Roma (Vedi l'allegato A – Interrogazioni a risposta immediata).

  FABIO RAMPELLI. Grazie Presidente. Siamo alle solite: l'11 maggio c’è stato uno sgombero di un campo abusivo nel quartiere di Ponte Mammolo di Roma. Sono stati rasi al suolo degli edifici che addirittura erano stati costruiti clamorosamente nell'indifferenza generale in muratura. C'erano prevalentemente 400 migranti del nord Africa, solo alcuni dei quali richiedenti asilo, e comunque anche loro a dormire all'addiaccio. Dopo sette giorni dallo sgombero, parte dei rifugiati sono tornati e sostano nel piazzale antistante il luogo dell'ex-campo con grave disagio per i residenti ma anche per gli stessi immigrati. Situazione analoga e diversa si è manifestata al La Storta, che è un'altra zona di Roma, nel quartiere Casale San Nicola dove un'ex-scuola sta per essere trasformata in un centro di accoglienza, pur non avendone i requisiti (non c’è illuminazione, non c’è rete fognaria, non ci sono le norme igieniche fondamentali, non ci sono le condizioni per garantire la sicurezza) perché il quartiere è del tutto isolato e in totale ci sono circa 400 abitanti italiani per 100 emigrati che si dice dovranno essere ospitati da questa struttura.

  PRESIDENTE. Il Ministro per le riforme costituzionali e i rapporti con il Parlamento, Maria Elena Boschi, ha facoltà di rispondere.

  MARIA ELENA BOSCHI, Ministra per le riforme costituzionali e i rapporti con il Parlamento. Il quesito posto dall'onorevole Rampelli pone l'accento su alcune situazioni che riguardano tra l'altro l'accoglienza dei migranti che si trovano in situazioni di particolare vulnerabilità perché provenienti da zone di crisi e in attesa anche di riconoscimenti e di protezione internazionale, quindi sono soggetti che hanno particolari fragilità. Ovviamente l'attenzione da parte del Governo è cercare di favorire l'inserimento di questi soggetti migranti in luoghi che non soltanto possano tutelare gli stessi soggetti migranti ma che, in qualche modo, abbiano anche un contenuto impatto sociale Pag. 61rispetto ovviamente alla popolazione che accoglie i migranti oltre ovviamente a condizioni di sicurezza infrastrutturale. Proprio per questo, sempre con il coinvolgimento e la collaborazione delle autorità locali, si è sempre cercato di favorire una dislocazione ampia sul territorio nazionale e soprattutto di portare accoglienza ai migranti in piccoli centri urbani dove potesse essere favorita l'integrazione ovviamente cercando di favorire l'accoglienza di piccoli gruppi di migranti poi dislocati sul territorio.
  Lo stesso è avvenuto anche a Roma e, soprattutto, nella provincia di Roma, cercando, ovviamente, di favorire l'integrazione in comuni più piccoli, che hanno dato la disponibilità per accogliere migranti.
  Con riferimento nello specifico alla frazione de La Storta, è noto che, tuttora, sono in corso verifiche e accertamenti proprio per garantire che la struttura che dovrà accogliere i migranti sia completamente a norma sia per quanto riguarda l'antincendio, sia per quanto riguarda l'urbanizzazione primaria. Quindi, sicuramente si stanno facendo tutti i controlli per garantire la sicurezza e la salute di tutti, da chi viene accolto a chi vive nella zona.
  Con riguardo, poi, allo sgombero dell'11 maggio scorso di un insediamento abusivo, essendo stato programmato per tempo dal comune di Roma e dalla prefettura, ovviamente, sono state accolte le persone in centri di prima accoglienza da parte del comune di Roma e si esclude che si siano verificati i fatti riportati dall'onorevole interrogante circa l'occupazione della piazza antistante. L'occupazione che si è verificata parziale riguarda vicende diverse, pregresse e non ha nessun collegamento con lo sgombero che si è verificato l'11 maggio.

  PRESIDENTE. Il deputato Rampelli ha facoltà di replicare.

  FABIO RAMPELLI. Grazie Presidente. La ringrazio, Ministro Boschi, noi abbiamo notizie un po’ diverse, soprattutto relativamente a Ponte Mammolo, tuttavia, non siamo soddisfatti della sua risposta. Per quel che attiene Casale San Nicola, per esempio, penso che prima vadano fatte le verifiche sulla compatibilità e, poi, casomai, vengano iniziati i lavori di ristrutturazione di un fabbricato; invece, lì sta accadendo esattamente l'opposto.
  Oltretutto, per alcuni di questi aspetti, si stanno seguendo delle procedure un po’ bislacche e, comunque, al limite della legalità, anzi, secondo il mio giudizio, ben oltre la legalità: perché non si capisce per quale motivo ciò che un cittadino italiano può fare e deve obbligatoriamente fare in sei mesi, per un centro di accoglienza – con misure, ripeto, che non stanno da nessuna parte, perché la normativa non prevede corsie preferenziali – ci si debba impiegare quindici giorni o, addirittura, una settimana.
  Comunque, l'impressione è che la situazione sia fuori controllo, non soltanto a Roma. È fuori controllo, perché è l'approccio che è completamente sbagliato, come ci sta dicendo anche l'Europa. Infatti, le resistenze che l'Europa fa non credo siano perché, semplicemente, egoisticamente, non voglia accogliere coloro i quali avrebbero diritto, in forza delle convenzioni internazionali, alla protezione internazionale stessa: io penso che l'Europa non pensi proprio ad attuare il «modello Italia».
  Noi abbiamo decine di migliaia di immigrati che non si sa neanche bene dove stiano. Le domande di asilo politico che vengono evase dalle nostre autorità e dalle nostre istituzioni è pari alla metà rispetto agli immigrati che arrivano e, rispetto a questa metà che viene esaminata, soltanto una piccola parte ha esito positivo. Quindi, soltanto una piccola parte di questi 150 mila immigrati che sono arrivati – anzi, 170 mila – nell'ultimo anno potrebbero rimanere qui e, invece, ci rimangono tutti.

  PRESIDENTE. La invito a concludere.

  FABIO RAMPELLI. Quindi, la situazione è fuori controllo, evidentemente, anche perché, a nostro giudizio, si è alimentato Pag. 62un circuito collaterale che, ormai, è diventato una sorta di settore economico della nazione: per cui non ci si riesce a liberare, perché l'impostazione è stata sbagliata. E invece di andare a bloccare questo fenomeno e gestirlo nel Nord Africa, aiutando i Paesi del Terzo mondo, lo abbiamo praticamente fatto arrivare qui...

  PRESIDENTE. Grazie, onorevole Rampelli.

(Elementi ed iniziative in ordine ai trattamenti economici degli amministratori di società a partecipazione pubblica quotate o che emettono strumenti finanziari in mercati regolamentati – n. 3-01509)

  PRESIDENTE. Il deputato Guidesi ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-01509, concernente elementi ed iniziative in ordine ai trattamenti economici degli amministratori di società a partecipazione pubblica quotate o che emettono strumenti finanziari in mercati regolamentati (Vedi l'allegato A – Interrogazioni a risposta immediata).

  GUIDO GUIDESI. Grazie, Presidente. Signor Ministro, l'interrogazione fa riferimento all'opportunità di limitare gli stipendi dei manager pubblici, opportunità che noi avevamo sollecitato – atti parlamentari alla mano e ben visibili – nella scorsa legislatura, nella XVI legislatura. Da lì si sono succeduti principalmente due provvedimenti: uno, nella XVI legislatura, che è il provvedimento «salva Italia», che, in sostanza, limitava gli stipendi dei manager pubblici a circa 300 mila euro; e, poi, un vostro provvedimento, un vostro decreto-legge, quello relativo alla competitività, dove veniva inserita una norma che portava il limite a 240 mila euro dal 1o gennaio 2014, al lordo di contributi previdenziali (eccetera), benché dalla norma siano escluse le società quotate.

  PRESIDENTE. Deve concludere.

  GUIDO GUIDESI. Sono a chiederle: siccome l'amministratore Caio, da voi nominato in Poste, società pubblica al 100 per cento, dice di guadagnare un milione duecentomila euro, per cui cinque volte tanto, qual è il risparmio dovuto alla conseguenza di quel decreto...

  PRESIDENTE. Grazie...

  GUIDO GUIDESI. E se, e come, ha prodotto effetti la cosiddetta moral suasion...

  PRESIDENTE. Grazie onorevole Guidesi.
  Il Ministro dell'economia e delle finanze, Pier Carlo Padoan, ha facoltà di rispondere.

  PIER CARLO PADOAN, Ministro dell'economia e delle finanze. Grazie Presidente, come l'onorevole Guidesi ha appena ricordato, i regimi relativi alla retribuzione riguardano, da una parte, le società controllate non emittenti strumenti finanziari e, invece, quelle emittenti strumenti finanziari; i regimi sono diversi.
  Il primo regime riguarda 22 società: Invitalia, Anas, Arcus, CONI Servizi, Consap, Consip, ENAV, EUR, Invimit, Poligrafico, Luce, Lavoro, Mefop, RAI, RAM, Sogei, Sogesi, Sogin, Sose e Studiare sviluppo. A queste società si applica il limite retributivo di 240 mila euro al lordo anche per i dipendenti.
  Mentre, invece, per quanto riguarda le società emittenti strumenti finanziari, altri provvedimenti regolano quanto segue: in queste società il compenso per l'amministratore delegato e il presidente del consiglio di amministrazione non può essere stabilito e corrisposto in misura superiore al 75 per cento del trattamento economico determinato nel corso del mandato antecedente al rinnovo. Nelle società direttamente o indirettamente controllate dalle pubbliche amministrazioni che emettono titoli azionari quotati nei mercati regolamentati, in sede di rinnovo degli organi di amministrazione, è sottoposta all'approvazione dell'assemblea degli azionisti una Pag. 63proposta in materia di remunerazione degli amministratori con deleghe di dette società e delle loro controllate conforme ai criteri precedenti.
  Tali disposizioni si applicano limitatamente al primo rinnovo dei consigli di amministrazione successivo alla data di entrata in vigore della disposizione. Tali riduzioni sono state applicate, ex legge, a Poste Italiane, Ferrovie dello Stato e Cassa depositi e prestiti, nonché, a seguito di specifiche assemblee degli azionisti, anche a ENEL, ENI e Finmeccanica. La distinzione di trattamento fra società emittenti strumenti quotati e società non quotate è giustificata dal fatto che le prime ricorrono a investitori privati per il finanziamento delle proprie attività e che pertanto non possono trovarsi in posizione di svantaggio competitivo rispetto ad altri operatori di mercato. L'imposizione di limiti retributivi rigidi renderebbe difficile il reclutamento di manager in grado di gestire aziende caratterizzate da particolare complessità.
  In conclusione, ai sensi della citata normativa, tutte le società non quotate sottostanno al limite retributivo di 240 mila euro, ovvero a limiti inferiori, l'80 e il 50 per cento di tale ammontare, stabiliti dal decreto ministeriale n. 166 del 2013. Le altre società controllate dallo Stato ed emittenti strumenti finanziari quotati hanno ridotto, in occasione del loro ultimo rinnovo e in ottemperanza alle disposizioni che ho richiamato, il compenso agli amministratori con deleghe deliberate dai rispettivi consigli di amministrazione, almeno del 25 per cento rispetto a quelli definiti dal precedente mandato. Il risparmio di spesa non è stato quantificato e, in ogni caso, costituisce una riduzione dei costi della società e non un minore esborso per lo Stato.

  PRESIDENTE. Il deputato Guidesi ha facoltà di replicare.

  GUIDO GUIDESI. Signor Ministro, ho ben chiara la differenza tra i limiti delle società che non emettono strumenti finanziari rispetto a quelle che emettono strumenti finanziari. Però, io le cito un passaggio della comunicazione che ha fatto il Presidente del Consiglio quando ha presentato il decreto che conteneva i nuovi limiti dove ha parlato di una moral suasion, tesa a indurre anche tali manager – per cui per coloro che erano manager nelle società che emettevano strumenti finanziari – ad un'autoriduzione dell'emolumento, sino a poter arrivare alla quota prevista per le altre società. Nel mentre, lo stesso Presidente del Consiglio, per cui anche il suo Ministero, nominate l'amministratore delegato Francesco Caio in Poste, 100 per cento società a capitale pubblico, il quale gode di una retribuzione di un milione duecentomila euro l'anno. Allora, siamo ovviamente insoddisfatti rispetto alla risposta, perché l'interpretazione che noi diamo della sua risposta è che la moral suasion del Presidente del Consiglio, evidentemente, non ha funzionato.
  Soprattutto, ad oggi, il suo Ministero non è in grado, o non ha ancora calcolato, quanto risparmio c’è stato, per le società o comunque per le misure conseguenti ai vostri provvedimenti, rispetto agli stipendi di questi manager. Capisce bene che, per un cittadino, il fatto di sentire un Presidente del Consiglio che dice «faremo una cosa» e vedere dei risultati che sono altri, in una situazione come quella che stiamo vivendo, non è una cosa certamente benevola.

(Intendimenti del Governo in materia di revisione della spesa pubblica – n. 3-01510)

  PRESIDENTE. Il deputato Tabacci ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-01510 concernente intendimenti del Governo in materia di revisione della spesa pubblica (Vedi l'allegato A – Interrogazioni a risposta immediata).

  BRUNO TABACCI. Signora Presidente, signor Ministro, l'azione riformatrice del Governo, incrociando la congiuntura favorevole (dollaro, petrolio e quantitative easing), Pag. 64può determinare un'inversione di tendenza dell'economia. I dati ISTAT del primo trimestre 2015 appaiono confortanti, ma la ripresa va consolidata. Sia per scongiurare l'aumento dell'IVA nel 2016 che per ridurre la pressione fiscale, è necessario cogliere l'obbiettivo della revisione qualificata della spesa, una storia che purtroppo è piena di insuccessi, anche dei Governi precedenti. Per superare lo schema dei tagli lineari, che, tra l'altro, non ha ridotto l'incremento del debito pubblico ed ha aumentato le disuguaglianze nel Paese, occorre radiografare in modo completo e profondo la struttura del bilancio dello Stato, ma serve un'azione politica molto decisa. L'impressione che abbiamo avuto – ed ho concluso – è che il Governo sembra aver avuto sul punto un calo di tensione, di attenzione. Quindi, la domanda è quella di conoscere le reali intenzioni del Governo e la necessità di esporre al Parlamento le linee guida che si intendono seguire, aggiornando gli importi di risparmio previsti e l'impatto sui conti pubblici.

  PRESIDENTE. Il Ministro dell'economia e delle finanze, Pier Carlo Padoan, ha facoltà di rispondere.

  PIER CARLO PADOAN, Ministro dell'economia e delle finanze. Grazie, Presidente. Vorrei ribadire che la riduzione della spesa pubblica resta al centro della strategia del Governo e, in particolare, le aree in cui si intende proseguire lo sforzo sono: gli enti locali, per i quali proseguirà il processo di efficientamento, già avviato nella legge di stabilità 2015, attraverso l'utilizzo dei costi e fabbisogni standard per le singole amministrazioni e la pubblicazione dei dati, delle performance e dei costi delle singole amministrazioni medesime; le partecipate locali, per le quali saranno attuati i piani di razionalizzazione degli enti locali attraverso interventi legislativi volti a migliorarne l'efficienza, con particolare attenzione ai settori del trasporto pubblico locale e della raccolta rifiuti; le amministrazioni centrali, per quali sarà svolta, tra l'altro, una revisione approfondita dei capitoli di spesa, verificandone puntualmente l'utilità; la riorganizzazione della strutture periferiche dello Stato, creando un nuovo modello di servizio più efficiente ed efficace.
  Un elemento importante sarà la razionalizzazione degli immobili utilizzati dalle amministrazioni, in attuazione del decreto-legge n. 66 del 2014. Sarà completato il processo di razionalizzazione delle stazioni appaltanti e delle centrali di acquisto, per gli acquisti della PA. Sarà data piena attuazione alla legge di delega fiscale, con particolare attenzione alla creazione di un sistema di tracciabilità telematica nelle transazioni commerciali, anche al fine di recuperare perdite di gettito, e alla razionalizzazione delle tax expenditures. Gli incentivi alle imprese subiranno una puntuale ricognizione per una successiva razionalizzazione. In continuità con le politiche di razionalizzazione della spesa e di efficientamento del sistema fiscale, il Governo si è impegnato ad effettuare interventi migliorativi dei saldi di bilancio, pari a 0,6 punti percentuali di PIL. Si conferma, quindi, la volontà di attuare il processo di revisione della spesa nelle aree di intervento delineate nel DEF dello scorso aprile, attraverso l'adozione di misure finalizzate a riqualificare la spesa pubblica salvaguardando quelle voci di spesa maggiormente trainanti per la crescita, come quelle relative agli investimenti pubblici a ricerca e sviluppo. Infine, le riforme istituzionali, tra cui la riforma del bilancio dello Stato, permetteranno la completa integrazione sia della spending review sia dell'analisi dell'agevolazione di bilancio nella sessione annuale di bilancio.

  PRESIDENTE. Il deputato Tabacci ha facoltà di replicare.

  BRUNO TABACCI. Presidente, ringrazio il Ministro per aver ribadito le intenzioni. Credo che, al di là di quello che sta contenuto nel DEF, forse occorrerà dedicare una seduta specifica, sul terreno parlamentare, per andare in profondità rispetto a questi elementi che lei ha qui ribadito: dagli enti locali alle partecipate Pag. 65locali, dalle amministrazioni centrali alla razionalizzazione degli immobili e alle stazioni appaltanti.
  Io penso che in Italia, se facciamo il confronto con gli altri paesi, probabilmente non spendiamo troppo, ma certo spendiamo malissimo, e questo, nel momento in cui la ripresa sembra annunciare una svolta, ha bisogno di essere consolidato con una politica di spesa virtuosa. Ciò richiede, ahimè, un lavoro certosino e approfondito, che non possiamo immaginare possa essere partorito da un ulteriore libro elaborato da qualche tecnico. C’è un problema grossissimo che ha un suo rilievo politico, perché su queste cose a parole sembrano essere tutti d'accordo, ma quando si entra nel merito si evidenziano resistenze profonde.
  Io penso che fare manutenzione in profondità vuol dire dedicarsi a queste cose in maniera molto seria e questa forse oggi è l'azione riformatrice più profonda, qualcosa che potremmo definire forse impercettibile, ma che ha bisogno di un lavoro di continuità che, mi auguro, debba essere ripreso anche con grande entusiasmo. Se noi sapremo fare ciò credo che avremo costruito una struttura del bilancio dello Stato che si presti poi ad adottare in profondità quelle misure che sono assolutamente necessarie per qualificare la spesa pubblica dello Stato.

(Iniziative volte alla realizzazione di un meccanismo di gestione dei crediti bancari deteriorati – n. 3-01511)

  PRESIDENTE. Il deputato Ginato ha facoltà di illustrare l'interrogazione Martella n. 3-01511, concernente iniziative volte alla realizzazione di un meccanismo di gestione dei crediti bancari deteriorati (Vedi l'allegato A – Interrogazioni a risposta immediata), di cui è cofirmatario.

  FEDERICO GINATO. Grazie, Presidente. In Italia si sta verificando un'importante ripresa economica che tutti i dati stanno suffragando. È una ripresa importante, e di questo dobbiamo dare il merito al Governo. Vi è però il tema di consolidare questa ripresa. Per consolidarla riteniamo sia importante rafforzare il finanziamento alle imprese. Su questo la Banca Centrale Europea ha avuto un ruolo importante e positivo – pensiamo al quantitative easing, alle LTRO. Tuttavia gli effetti non si sono ancora visti poiché le sofferenze che appesantiscono i bilanci delle banche ammontano a circa 180 miliardi di euro. Come facciamo a ridurre queste sofferenze per ridare credito alle imprese che sono state penalizzate da una restrizione del credito ? Sappiamo che al riguardo vi sono stati contatti con la Commissione europea e le chiediamo pertanto lo stato dell'arte.

  PRESIDENTE. Il Ministro dell'economia e delle finanze Padoan, ha facoltà di rispondere.

  PIER CARLO PADOAN, Ministro dell'economia e delle finanze. Come ricordava l'onorevole Ginato in questo istante le sofferenze del bilancio delle banche italiane sono andate crescendo a partire dal 2008, a seguito della grave recessione. Attualmente lo stock dei crediti deteriorati è circa un quinto degli impieghi, mentre le sofferenze lorde risultano pari al 9,8 per cento, secondo i più recenti dati.
  Non mi devo soffermare sugli effetti negativi che ciò ha sulla ripresa delle economie, sono stati ricordati dalle istituzioni internazionali e dall'Unione europea. Il Governo è cosciente di ciò e affrontare le sofferenze fa parte della strategia complessiva che io posso sicuramente definire di tipo strutturale del settore bancario. Al riguardo ricordo la precedente riforma della banche popolari. Ricordo anche le ragioni per le quali le transazioni dei crediti deteriorati sono state finora sporadiche rispetto ai casi di altri paesi. La difficoltà di valutare i crediti, che sono in larga parte nei confronti di piccole e medie imprese. Il fatto che un rilevante ammontare di crediti deteriorati è detenuto da banche di piccola dimensione. Il timore degli operatori e il grado di fiducia sulle aspettative, che peraltro si stanno Pag. 66rafforzando ultimamente. La durata delle procedure esecutive fallimentari, maggiore di quella media registrata nell'Unione europea. Da questo punto di vista è stata sollevata, anche nel corso dell'interrogazione, la questione se sia utile introdurre una bad bank e si fa riferimento a casi stranieri.
  Ricordo che il riferimento a casi di altri paesi soltanto limitatamente può essere di aiuto perché in molti casi l'introduzione di quella che si chiama una Bad Bank è stata effettuata nel contesto di sistemi bancari in dissesto: naturalmente, il caso italiano non è un caso di sistema bancario in dissesto, tutt'altro.
  Però, anche tenendo conto di questa importante avvertenza, confermo che tra le possibili iniziative allo studio da parte del Governo figura anche quella della costituzione di un veicolo per l'acquisto di sofferenze bancarie. Si tratterebbe, ove fosse introdotto, di uno schema volontario destinato solo a banche solventi, volto a facilitare la creazione di un mercato per le sofferenze. L'interlocuzione con la Commissione cui l'onorevole si riferiva, si sviluppa anche sulle caratteristiche che un intervento del genere dovrebbe possedere per dissipare ogni dubbio sulla possibile presenza di aiuti di Stato. Una specifica metodologia per il calcolo del prezzo a cui gli asset sarebbero acquisiti è in corso di definizione al fine della qualificazione come operazione di mercato che minimizzerebbe gli oneri a carico dello Stato. Aggiungo, infine, che proseguono gli approfondimenti riguardo a possibili interventi sulle procedure esecutive fallimentari al fine di consentire una accelerazione dei tempi di recupero e quindi facilitare più in generale il ritorno del credito a condizione di normalità.

  PRESIDENTE. Il deputato Taranto ha facoltà di replicare.

  LUIGI TARANTO. Signora Presidente, signor Ministro, manifesto soddisfazione per la risposta ricevuta. Ci sembra infatti che ne emerga anzitutto la conferma della consapevolezza dell'urgenza dell'intervento in materia di crediti deteriorati. Vale la pena di ricordare forse che negli scorsi giorni è intervenuto sul punto anche il Fondo monetario internazionale, mentre lo stesso programma nazionale di stabilità, ricordando le dimensioni quantitative del fenomeno, ha osservato come nonostante le buone prove di resilienza del nostro sistema bancario siano queste dimensioni a sollecitare la riflessione circa la messa in opera di strumenti utili alla costruzione di un mercato per la cessione dei crediti deteriorati.
  Da questo punto di vista, anche le recentissime raccomandazioni rivolte dal Consiglio europeo al nostro paese proprio in merito al programma nazionale di riforme e al programma di stabilità hanno ricordato l'impatto del ritardato sviluppo di un mercato dei crediti deteriorati del nostro paese. L'analisi è ampiamente condivisa e i capisaldi dell'intervento sono quelli ricordati dal signor ministro: la semplificazione e l'accelerazione procedurale per la gestione dei crediti deteriorati; la riduzione della frammentazione e dell'eterogeneità delle garanzie; ed ancora, aggiungo, probabilmente, anche una revisione di stampo europeo del tema della deducibilità delle perdite su crediti. Infine, la riflessione sulla società, sul veicolo specializzato, veicolo che possa agire proprio da costruttore di mercato e che possa contribuire alla trasparenza dei prezzi. Vale la pena di ricordare che simili veicoli in Europa, laddove costituiti, si sono rivelati capaci di intermediare all'incirca il 40 per cento dei mercati domestici dei crediti deteriorati.
  Per questa ragione, rinnovando la soddisfazione per la risposta, auspichiamo che queste indicazioni possano trovare la più celere traduzione operativa (Applausi dei deputati del gruppo del Partito Democratico).

(Problematiche riguardanti le autorizzazioni relative alla ricerca e all'estrazione di idrocarburi al largo delle coste dell'Abruzzo – n. 3-01512)

  PRESIDENTE. Il deputato Melilla ha facoltà di illustrare la sua interrogazione Pag. 67n. 3-01512, concernente le problematiche riguardanti le autorizzazioni relative alla ricerca e all'estrazione di idrocarburi al largo delle coste dell'Abruzzo (Vedi l'allegato A – Interrogazioni a risposta immediata).

  GIANNI MELILLA. Signora Presidente, signor Ministro, sabato 23 maggio in Abruzzo a Lanciano ci sarà una grande manifestazione e alcuni mesi fa a Pescara ci fu un'altra manifestazione a cui parteciparono 40 mila persone. Al centro di questa grande mobilitazione, che vede in prima fila la Chiesa, oltre che tutte le istituzioni a partire dalla Regione, è il rifiuto dei progetti di petrolizzazione del mare Adriatico. Voi avete ignorato quella volontà popolare di difendere il mare e l'economia blu e vi siete schierati dalla parte delle multinazionali straniere che vogliono realizzare decine di pozzi petroliferi a poche miglia dalla costa, da quella stessa costa in cui lo Stato ha istituito un parco nazionale per tutelare quelle bellezze paesaggistiche ed ambientali.
  I procedimenti autorizzativi sono in corso, vi chiedo cosa intende fare il Governo per impedire questi attentati all'ambiente e alla salute dei cittadini.

  PRESIDENTE. Il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, Gian Luca Galletti, ha facoltà di rispondere.

  GIAN LUCA GALLETTI, Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. Signora Presidente, lo sviluppo della ricerca e della coltivazione degli idrocarburi, sia in forma liquida che gassosa costituisce un elemento di valorizzazione delle risorse energetiche del Paese quando esso non confligga con la prioritaria tutela dell'ambiente. Nello specifico, la zona di mare del medio Adriatico antistante le coste dell'Abruzzo è da tempo oggetto dell'interesse di diversi progetti, come ricordava l'onorevole interrogante. Gli interroganti fanno riferimento ad una serie di istanze presentate anche da lungo tempo su alcune delle quali la Commissione tecnica VIA-VAS ha già espresso il proprio parere. Non risulta tuttavia ancora emanato il pertinente decreto interministeriale ambiente e beni culturali che ne attesta la compatibilità ambientale, ciò vuol dire che per ciascuna istanza è stato svolto il complesso procedimento istruttorio prima e valutativo a seguire che ha portato la Commissione VIA-VAS ad esprimere il parere di competenza con prescrizioni, laddove ritenute necessarie, sempre e comunque dopo aver proceduto alla valutazione di tutte le posizioni, anche contrarie, espresse dalle amministrazioni coinvolte e da chiunque vi abbia interesse nell'ambito di una ben precisa e ineludibile fase istruttoria.
  In parallelo, in un caso di rilievo, proprio per dissipare ogni preoccupazione su impatti ulteriori e ambientali anche potenziali, si è anche provveduto a richiedere un'autorizzazione integrata ambientale, l'AIA. Va ricordato che il rilascio di un titolo di concessione e di ricerca e coltivazione di idrocarburi in mare rimane nella competenza istituzionale del Ministero dello sviluppo economico. È un atto conclusivo di un ben preciso e regolamentato iter amministrativo nell'ambito del quale la VIA è solo una delle condizioni normativamente previste e presupposte. La funzione principale del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare è perseguire lo scopo di tutela ambientale attraverso la puntuale applicazione della normativa di settore, funzione che con i Ministeri e le strutture tecniche preposte continueranno a espletare applicando la normativa in materia di VIA, una valutazione di impatto ambientale molto rigorosa anche sul tema delle trivellazioni per la ricerca e la coltivazione degli idrocarburi prima di tutto orientata ad assicurare la massima sicurezza ambientale senza però precludere, ove siano prioritariamente attuate tutte le condizioni di sicurezza e le rigide prescrizioni previste, le prospettive di sviluppo. Ricordo infine che l'ultimo Consiglio dei ministri ha approvato in fase preliminare la direttiva europea che rende ancor più efficace, con una nuova autorità e ulteriori sanzioni, il Pag. 68sistema di sicurezza delle piattaforme in mare, su cui l'Italia è già all'avanguardia in quanto a tecnologie utilizzate ed efficienza di controlli.

  PRESIDENTE. Il deputato Melilla ha facoltà di replicare.

  GIANNI MELILLA. Signora Presidente, signor Ministro, non posso essere soddisfatto della sua risposta, il petrolio è il passato, il futuro energetico sono le fonti rinnovabili, l'acqua, il sole, il vento, il risparmio e l'efficientamento energetico. L'Abruzzo è la regione più verde d'Europa, ha il 40 per cento del proprio territorio tutelato, vi sono quattro parchi nazionali e trenta riserve statali e regionali. Intorno all'economia blu del mare in Abruzzo lavorano migliaia e migliaia di lavoratori, balneatori, ristoratori, albergatori, pescatori, armatori. Il principio della precauzione scientifica, essendo il mare Adriatico poco più di un largo, un mare chiuso, esposto a rischi notevoli in caso di incidenti, dovrebbe spingervi almeno a rimettere il limite delle 12 miglia all'interno delle quali non concedere autorizzazioni a pozzi, piattaforme e raffinerie galleggianti. I progetti Ombrina ed Elsa delle multinazionali del petrolio sono a meno di sei miglia dal Parco nazionale della costa teatina. Il Governo, mi dispiace dirlo, sta tradendo gli interessi del popolo abruzzese e delle regioni marittime italiane interessate da analoghi progetti, non si vuole tutelare il mare Adriatico.
  Non si può con una mano istituire il parco nazionale e con l'altra utilizzare progetti così rischiosi e impattanti per il mare, per la salute dei cittadini e – io dico – per l'economia marittima.
  Il 23 maggio, Sinistra Ecologia Libertà sarà con i cittadini che hanno a cuore l'ambiente e la salute pubblica nella grande manifestazione di Lanciano.
   Ieri il Parlamento ha approvato finalmente, dopo decenni di lotte, la legge che punirà i reati ambientali in modo adeguato, una grande vittoria del movimento ambientalista.
  Signor Ministro, noi vinceremo anche la battaglia per salvare il mare Adriatico e l'economia blu.

(Iniziative di competenza in relazione all'utilizzo di combustibili solidi secondari nello stabilimento della Italcementi Spa nel comune di Calusco d'Adda (Bergamo) – n. 3-01513)

  PRESIDENTE. La deputata Locatelli ha facoltà di illustrare per un minuto la sua interrogazione n. 3-01513, concernente iniziative di competenza in relazione all'utilizzo di combustibili solidi secondari nello stabilimento della Italcementi Spa nel comune di Calusco d'Adda (Bergamo) (Vedi l'allegato A – Interrogazioni a risposta immediata).

  PIA ELDA LOCATELLI. Grazie, signora Presidente. Signor Ministro, questa interrogazione mi è stata sollecitata localmente, in specifico modo in quanto cittadina di Calusco, ma di fatto interessa la situazione ambientale generale dell'isola bergamasca, perché nel raggio di pochi chilometri vi sono numerosi insediamenti – parlo di termovalorizzatori e cementifici – a Dalmine, Filago, Trezzo sull'Adda e Calusco d'Adda; però, nel merito specifico del cementificio, Italcementi, nell'ottobre scorso, ha presentato alla provincia di Bergamo un progetto per incrementarne da 30 mila a 110 mila tonnellate annue il quantitativo di combustibili CSS. Non solo: questo progetto prevede anche la diversificazione delle tipologie di rifiuti, compresi quelli costituiti da plastiche e gomme, coriandolo di matrice plastica e pneumatici. Non solo: il protocollo, sempre sottoscritto da Italcementi prevedeva tre anni fa un impegno a collegare ferroviariamente lo stabilimento e la stazione ferroviaria di Calusco.

  PRESIDENTE. Onorevole, deve concludere.

  PIA ELDA LOCATELLI. Sì, ora arrivo al quesito. Comunque, di questo collegamento non si è visto nulla.Pag. 69
  Nell'ottobre del 2013, il Governo ha assunto impegni precisi proprio sull'utilizzo del CSS e la domanda è: questi impegni, che danno luogo ad iniziative, si sono verificati ? È stato cioè verificato lo stato dei luoghi, il livello di inquinamento e la tracciabilità dei combustibili, i monitoraggi... ?

  PRESIDENTE. Grazie. Il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, Galletti, ha facoltà di rispondere.

  GIAN LUCA GALLETTI, Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. Grazie, signora Presidente. Con il decreto ministeriale n. 22 del 14 febbraio 2013 è stata dettata la disciplina della cessazione della qualifica di rifiuto di determinate tipologie di combustibili solidi secondari, i cosiddetti CSS. Questo provvedimento è una delle misure di attuazione della disciplina europea e prevede specifici criteri per la produzione e l'utilizzo del CSS, nonché la definizione dei valori limite per le sostanze inquinanti in esso contenute e per le emissioni in atmosfera.
  Con questa iniziativa, non si opera certamente una trasformazione dei cementifici in impianti di incenerimento; al contrario, si limita l'utilizzo del CSS combustibile ai soli cementifici che, nell'ambito dell'autorizzazione ambientale integrata, rispettino i valori limite di emissione e le condizioni di esercizio degli impianti di coincenerimento, cioè di recupero di energia dai rifiuti stessi.
  Pertanto, sia i cementifici, che gli impianti di coincenerimento operano alle medesime condizioni per quanto riguarda i valori limite di emissione degli inquinanti in atmosfera. Il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare non è titolare di procedimenti autorizzativi sull'utilizzo di CSS presso i cementifici, competenza invece rimessa in capo alle regioni e, nel caso dello stabilimento da lei citato, per delega alla competente provincia di Bergamo.
  L'impegno che il Ministero si è assunto con il decreto n. 22 è stato quello di istituire un comitato di vigilanza e controllo quale organo per monitorare la produzione, le caratteristiche e l'utilizzo del CSS combustibile, nonché in generale l'attuazione del regolamento per promuovere iniziative di divulgazione pubblica e sottoporre proposte integrative e correttive della disciplina tecnica.
  È imminente a questo proposito la formulazione del primo rapporto annuale del comitato, il quale ha realizzato il monitoraggio della produzione dell'utilizzo del CSS combustibile, acquisendo i dati dalle amministrazioni pubbliche competenti al rilascio dell'autorizzazione alla costruzione e all'esercizio degli impianti di produzione, tra i quali appunto l'Italcementi di Calusco d'Adda.
  E su questo stabilimento, fermo restando il fatto che la competenza dei controlli in materia ambientale e sulla salute pubblica è in capo alle ARPA e alle ASL competenti, il mio Ministero è chiaramente a disposizione per dare supporto necessario attraverso l'ISPRA, qualora richiesto.
  Più in generale, proprio grazie al lavoro del comitato, è possibile sin d'ora ritenere opportuno intervenire con iniziative chiarificatrici, volte, ad esempio, ad eliminare possibili discrasie applicative, distinguendo più chiaramente tra CDR combustibile di rifiuto, CSS rifiuto e CSS combustibile, anche mediante la realizzazione di un sito web per favorire l'interlocuzione con gli enti territoriali responsabili del rilascio dell'autorizzazione. L'obiettivo è portare a conoscenza del pubblico tutte le informazioni utili sulla produzione e l'utilizzo del CSS nella chiarezza e nella trasparenza.

  PRESIDENTE. La deputata Locatelli ha facoltà di replicare.

  PIA ELDA LOCATELLI. Grazie, Presidente. La ringrazio, signor Ministro, ma non posso dire di essere soddisfatta, sono in qualche modo soddisfatta a metà. Perché ? Intanto c'era stato un impegno del Governo – e qui c’è il precedente Ministro – che assumeva davvero degli impegni precisi, poi sono un po’ cambiate le situazioni, Pag. 70però gli impegni, dal mio punto di vista, rimangono impegni e, quindi, quando ci si impegna ad avviare, non solo a fare approfondimenti, ma anche a definire e controllare il quadro aggiornato, senza dire che tocca agli altri, a me parrebbe che questi impegni si debbano mantenere comunque. Tra gli impegni c'era quello – che per adesso pare che questo Ministero si sia impegnato ad avviare – di prevedere adeguati strumenti di informazione in relazione ai progettati utilizzi anche dei singoli cementifici, ma con l'obiettivo di tenere informata la popolazione, di far aumentare questa consapevolezza ambientale. Però, a me è parso che la sua risposta sia stata un rimandare ad altri enti questo lavoro di tutela dell'ambiente e di tutela della salute delle persone in qualsiasi posto del nostro Paese. Allora, posso dire che, mentre le riconosco che un po’ di lavoro si sta facendo, c’è in qualche modo una sorta di fuga dalle responsabilità precise che si erano assunte durante la discussione della mozione 1-00193, che aveva visto l'impegno del Governo, ma soprattutto l'impegno corale di tutto il Parlamento e di tutte le forze politiche, per diffondere questa consapevolezza e maturità ambientale.

(Problematiche riguardanti l'Istituto penale per minorenni di Quartucciu (Cagliari) – n. 3-01514)

  PRESIDENTE. L'onorevole Pinna ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-01514, concernente problematiche riguardanti l'Istituto penale per minorenni di Quartucciu (Cagliari) (Vedi l'allegato A – Interrogazioni a risposta immediata), per un minuto.

  PAOLA PINNA. Grazie, signora Presidente, signor Ministro, razionalità, economicità, efficienza ed efficacia sono principi ben lontani dalla realtà dell'Istituto penitenziario minorile di Quartucciu, che presenta problematiche gravi sia sociali che economiche. L'edificio, nato come carcere di massima sicurezza, è assolutamente inadatto ad offrire le condizioni migliori per accogliere i giovani condannati e per perseguire l'ideale costituzionale della rieducazione. Inoltre, la struttura e l'impianto dell'edificio, ormai datato, producono costi esorbitanti, più di mille euro al giorno per giovane detenuto, cifre inammissibili specialmente in tempi di spending review. Si chiede, pertanto, di effettuare dei controlli nella struttura in questione e di valutare la ridestinazione dello stabile alla detenzione di soggetti adulti, spostando l'istituto per minori in una sede più adatta, dove sia garantita ai ragazzi l'attuazione del percorso rieducativo all'interno del tessuto sociale.

  PRESIDENTE. Il Ministro della giustizia, Andrea Orlando, ha facoltà di rispondere.

  ANDREA ORLANDO, Ministro della giustizia. L'interrogazione mi consente di richiamare un fatto avvenuto proprio ieri, anzi l'altro ieri: in via definitiva il Consiglio dei Ministri ha definito il nuovo regolamento di organizzazione del Ministero, che prevede la rimodulazione delle funzioni del Dipartimento per la giustizia minorile, che assumerà la denominazione di Dipartimento minorile per le sanzioni di comunità. In questo quadro di trasformazione, l'ambizione che abbiamo è di recuperare l'elemento individuale del soggetto nell'azione di carattere trattamentale.
  Per quanto concerne lo specifico della funzionalità dell'istituto minorile di Quartucciu, che è peraltro oggetto da tempo di costante attenzione del Ministero, la competente articolazione ha riferito come, pure nel contesto di oggettivi limiti architettonici e di bilancio, l'istituto in questione assicuri, comunque, adeguati programmi di reinserimento sociale dei minori ristretti, peraltro in un numero abbastanza esiguo di presenti.
  In particolare, è stata evidenziata la validità del piano educativo trattamentale in atto attraverso la presenza di numerosi operatori professionali, nonché della quantità e varietà di progetti attivati all'interno Pag. 71della struttura. Sotto il profilo dell'economicità, rappresentato dall'onorevole interrogante, il dipartimento competente ha rilevato come il personale lì impiegato sia destinato, altresì, all'area penale esterna e che ulteriori voci di spesa sono state sottoposte già ad interventi di razionalizzazione per l'ottimale utilizzo della struttura.
  Il dipartimento minorile ha, altresì, riferito di aver valutato il trasferimento dell'istituto in diversa struttura, concludendo, tuttavia, che tale soluzione avrebbe finito per riproporre le criticità già rilevate. In particolare, l'utilizzazione di altra struttura del dipartimento sita in Sassari avrebbe collocato l'istituto in una distanza eccessiva dalla sede degli uffici giudiziari per minorenni, che, invece, è sita in Cagliari.
  Peraltro, la regione Sardegna non ha un fabbisogno dal punto di vista di posti regolamentari in carcere, poiché, sulla base anche, in parte, dell'attuazione del piano carceri, ha già una parte inutilizzata di queste strutture. Assicurando, comunque, che l'attenzione ai problemi segnalati sulla struttura di Quartucciu resterà costante, si segnala, infine, come proprio l'attuazione della riforma organizzativa del Ministero in atto potrà costituire la migliore occasione per verificare un'adeguata ottimizzazione delle risorse destinate agli istituti penali per i minori, ivi compreso quello di Quartucciu.

  PRESIDENTE. La deputata Pinna ha facoltà di replicare.

  PAOLA PINNA. Grazie, Ministro. Sono, diciamo, soddisfatta, nel senso che apprendo che è in corso questa riforma organizzativa, per cui mi sento comunque di contribuire con, magari, delle indicazioni raccolte anche da chi opera, dagli agenti di polizia penitenziaria, da personale vario, anche volontario. Solo che la situazione che mi hanno rappresentato non coincide proprio con quella che mi ha descritto lei.
  Quindi, vorrei puntualizzare tre principi che, secondo me, andrebbero valorizzati in particolare. Quindi, la rieducazione di questi ragazzi, anche utilizzando strutture che sono presenti nella città di Cagliari, magari inserendoli in un contesto cittadino che sarebbe anche disponibile ad accoglierli. Le strutture non mancano anche nel centro della città, creando, comunque, delle condizioni più favorevoli al reinserimento e alla costruzione di rapporti sociali positivi.
  Poi, vorrei segnalare anche il fatto che gli agenti di Polizia penitenziaria si sentono piuttosto frustrati ad operare in quelle condizioni, perché per loro è come avere a che fare con ragazzini, in effetti, e pensano che serva un approccio diverso. Quindi, si potrebbe, magari, nel caso di destinazione ad altra struttura più adatta, utilizzarli con detenuti adulti.

(Iniziative anche normative per razionalizzare e rendere più eque le procedure sanzionatorie degli illeciti urbanistici, con particolare riferimento alla demolizione dei manufatti abusivi – n. 3-01515)

  PRESIDENTE. Il deputato Russo ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-01515, concernente iniziative anche normative per razionalizzare e rendere più eque le procedure sanzionatorie degli illeciti urbanistici, con particolare riferimento alla demolizione dei manufatti abusivi (Vedi l'allegato A – Interrogazioni a risposta immediata).

  PAOLO RUSSO. Grazie, signora Presidente, signor Ministro, siamo al cospetto di una vicenda che ha indubbiamente un profilo di legalità, ma anche un aspetto di socialità ed equità, che va affrontata anche con interventi normativi. I cittadini della Campania, grazie a una norma della regione guidata dalla sinistra, poi dichiarata incostituzionale, non potettero accedere alle misure previste per la regolarizzazione di manufatti abusivi e piccole difformità.
  Una cosa è la ferma condanna di ogni illecito, altra è la vicenda che coinvolge decine di migliaia di famiglie campane, per Pag. 72le quali lo Stato pur dovrebbe poi occuparsi della realizzazione di alloggi di edilizia sociale. Qui, signor Ministro, non si tratta di concedere indulgenze, ma di ristabilire il sacrosanto principio dell'uguaglianza di tutti i cittadini rispetto alla legge, ed intanto evitare sperequazioni gravi, soprattutto a danno dei più poveri, dei meno abbienti, dei non assistiti dai grandi studi professionali con furbesche azioni dilatorie, cosa da cui deriva che i pochi abbattimenti, qualche decina, colpiscono prevalentemente non grandi speculatori. Insomma, le chiedo quali iniziative, anche di tipo normativo, il Governo intenda assumere per evitare che questa roulette russa degli abbattimenti continui in questo modo.

  PRESIDENTE. Il Ministro della giustizia, Orlando, ha facoltà di rispondere.

  ANDREA ORLANDO, Ministro della giustizia. Grazie, Presidente. Nel rispondere all'onorevole Russo, e agli altri interroganti, rilevo preliminarmente come il fenomeno dell'abusivismo edilizio va inquadrato, appunto, nel necessario bilanciamento di diversi interessi di rilievo costituzionale, implicando il coinvolgimento di esigenze di natura sociale, accanto alle necessarie attività di pianificazione del territorio e di tutela del patrimonio archeologico, urbanistico ed ambientale.
  Il problema in alcune realtà, come quella campana, assume, però, proporzioni allarmanti. Mi pare doveroso rilevare che la normativa vigente, a differenza di quanto riferito nell'interrogazione, non dota l'autorità giudiziaria di un potere eccezionale e derogatorio ai principi del riparto tra i poteri dello Stato. Infatti, il testo unico n. 380, del 2001, in materia di edilizia, prevede la repressione degli abusi e che la procedura amministrativa e quella penale operino in forma sinergica, ove la prima segue, si definisce, attraverso un cadenzato e compiuto procedimento amministrativo, e la seconda interviene qualora l'ordine di demolizione amministrativo non venga eseguito. Se rispettato, il sistema normativo evita ogni rischio di sovrapposizione o interferenze giurisdizionali nel campo amministrativo. Pertanto, la sanzione amministrativa della demolizione in sentenza ha natura meramente sussidiaria e conseguente all'inerzia o al ritardo nell'esecuzione da parte del potere amministrativo.
  Quanto alla realtà campana, riferisce la procura generale di Napoli che per assicurare procedure uniformi, in data 26 maggio 2008, è stato sottoscritto dalle procure del distretto un protocollo di intesa, ispirato al criterio cronologico dell'iscrizione delle procedure, calmierato dal riconoscimento di situazioni particolari e documentate quali, in via prioritaria, le richieste di autodemolizione e in ragione di ordine pubblico, sicurezza e conclamata emergenza. La procura generale di Napoli segnala, altresì, l'adozione da parte di alcuni uffici del distretto di ordini di servizio che tipizzano i criteri di priorità delle demolizioni. Le paventate interferenze con l'attività amministrativa, come precisato dalla predetta procura, devono ritenersi escluse, poiché la demolizione viene seguita soltanto una volta respinte dalle competenti autorità amministrative le eventuali richieste di condono o di concessione di permessi in sanatoria.
  In ogni caso, si assicura che l'attenzione del Governo al dibattito parlamentare sul tema, che si svilupperà nell'ambito delle iniziative in corso, sarà costante, specie con riguardo al tema fondamentale della determinazione dei criteri di priorità per l'esecuzione delle procedure di demolizione, cui il pubblico ministero si deve necessariamente attenere.

  PRESIDENTE. Il deputato Paolo Russo ha facoltà di replicare.

  PAOLO RUSSO. Grazie, signor Ministro, apprezzo il suo garbo, conosco la sua cortesia, ma non mi ha persuaso. Mi pare l'azione del Governo, in questo senso, incerta o balbettante, nessuna risposta definita ai cittadini della Campania per dare una risposta di giustizia vera. Chi ha sbagliato paghi ! Ma a Milano, come a Pag. 73Napoli. Soprattutto, si persegua la strada della comparazione degli interessi, oltre che quella della proporzione tra azione e reazione. Gli abusi commessi da un camorrista, oppure quelli perpetrati in nome del business e a danno dell'ambiente, non possono essere messi sullo stesso piano di quelli di un padre di famiglia spinto solo dalla necessità di dare un tetto ai propri cari e, magari, esso stesso caduto nella trappola di speculatori senza scrupoli. In assenza di interventi, si alimenterà soltanto una discriminazione che in Campania colpirà soprattutto i più deboli, gli indigenti. Sono soltanto loro coloro che pagheranno, a caro prezzo, lo scotto di un Governo sordo ad una domanda che è solo di equità. Perché non consentire di sanare in Campania i medesimi abusi che sono stati regolarizzati in ogni altra parte d'Italia e, soprattutto, perché non graduare le priorità degli abbattimenti ? La forza della legge non può non soggiacere alla forza del buonsenso e della ragionevolezza. Di questo passo, per abbattere tutti i manufatti abusivi occorreranno 300 anni, ma intanto saranno colpiti in pochi, i più deboli, gli indifesi, i meno furbi. Questo non è giusto, non è corretto, non è etico. Così lo Stato ci appare patrigno ed infingardo, forte con i deboli e debole con i criminali veri e, soprattutto, debole con i potenti.

  PRESIDENTE. È così esaurito lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata.
  Sospendo, a questo punto, la seduta che riprenderà alle ore 16,15, con il seguito della discussione del testo unificato delle proposte di legge recanti disposizioni in materia di delitti contro la pubblica amministrazione, di associazioni di tipo mafioso e di falso in bilancio.

  La seduta, sospesa alle 16,05, è ripresa alle 16,30.

PRESIDENZA DELLA PRESIDENTE LAURA BOLDRINI

Missioni.

  PRESIDENTE. Comunico che, ai sensi dell'articolo 46, comma 2, del Regolamento, i deputati Adornato, Angelino Alfano, Alfreider, Baretta, Biondelli, Bocci, Boccia, Michele Bordo, Borletti Dell'Acqua, Boschi, Bratti, Casero, Castiglione, Catania, Cicchitto, D'Alia, Dambruoso, Damiano, De Micheli, Dellai, Di Gioia, Di Lello, Epifani, Faraone, Fedriga, Ferranti, Fico, Fioroni, Gregorio Fontana, Fontanelli, Formisano, Giancarlo Giorgetti, Gitti, Gozi, Guerra, Lauricella, Losacco, Lupi, Manciulli, Meta, Migliore, Orlando, Pes, Pisicchio, Portas, Rampelli, Ravetto, Realacci, Domenico Rossi, Rughetti, Sanga, Sani, Scalfarotto, Schullian, Scotto, Tabacci, Vargiu, Velo, Vignali e Vito sono in missione a decorrere dalla ripresa pomeridiana della seduta.
  I deputati in missione sono complessivamente cento, come risulta dall'elenco depositato presso la Presidenza e che sarà pubblicato nell’allegato A al resoconto della seduta odierna.
  Colleghi, prima di passare al prossimo tema all'ordine del giorno, vorrei richiamare la vostra attenzione.

In ricordo di Massimo D'Antona (ore 16,32).

  PRESIDENTE. (Si leva in piedi e, con lei, l'intera Assemblea e i membri del Governo). Colleghe e colleghi, sedici anni fa, il 20 maggio 1999, qui a Roma, per strada, vicino alla sua abitazione, mentre si dirigeva al lavoro solo, cioè senza scorta, veniva barbaramente ucciso dalle nuove Brigate rosse Massimo D'Antona.
  Il professor D'Antona era innanzitutto una persona onesta e competente, un intellettuale al servizio delle istituzioni, con un forte legame anche con la vita delle organizzazioni sindacali. Nella sua uccisione era rappresentata la carica di odio e di violenza di chi, ormai fuori dalla storia e dalla vita reale del Paese, pensava che uccidendo una persona inerme e indifesa si potessero cancellare anche le sue idee, il suo impegno, le sue ricerche e, così, mettere in ginocchio anche le istituzioni democratiche.Pag. 74
  Il suo ricordo sta a testimoniare che non è così ed è un ricordo che vive nelle tante persone che ancora oggi si battono per la tutela della dignità e dei diritti di chi lavora e di chi offre con rettitudine ed onestà le sue competenze e l'intelligenza al servizio delle istituzioni e della cittadinanza.
  Conosceva bene Massimo D'Antona, anche perché le studiava con estrema serietà, le dinamiche nuove del mondo del lavoro ed era impegnato nella difficile opera di individuazione di soluzioni, in grado di bilanciare le tutele per chi lavora e ha lavorato una vita intera con le aspettative delle nuove generazioni. Il lavoratore, come affermava in un suo scritto, non è – cito – parte di un qualsiasi tipo di rapporto contrattuale, ma è una persona che sceglie il lavoro come programma di vita, che si aspetta dal lavoro l'identità, si aspetta il reddito, la sicurezza, cioè i fattori costitutivi della sua vita e della sua personalità. Questa è la straordinaria attualità del pensiero e del contributo di Massimo D'Antona, il contributo che ha dato alla cultura e alla società del nostro Paese.
  Per questo ricordarlo nell'anniversario della sua barbara uccisione non deve essere un omaggio rituale, ma un atto di grande impegno per contribuire a rendere sempre più forti la democrazia e le istituzioni italiane. Alla moglie ed ex collega deputata Olga e alla figlia Valentina rivolgiamo un pensiero commosso. Vi ringrazio (Generali applausi, cui si associano i membri del Governo).
  Ci sono altri colleghi che vogliono commemorare la figura di Massimo D'Antona.
  Ha chiesto di parlare il deputato Damiano. Ne ha facoltà.

  CESARE DAMIANO. Grazie, signora Presidente. La ringrazio anche per le parole che lei ha utilizzato per ricordare Massimo D'Antona. Sono passati sedici anni da quell'episodio. Era il 20 maggio, una data non casuale: è il giorno dell'approvazione dello Statuto dei lavoratori, che compie oggi quarantacinque anni. In quella data c’è stata la perfidia raffinata e c’è stato il cieco fanatismo di chi voleva uccidere.
  Massimo D'Antona è stato assassinato perché colpevole di volere un patto per l'occupazione e lo sviluppo. È vero – l'ho conosciuto –, era un uomo mite, riservato, colto, era uno studioso dalla parte dei lavoratori. Era un uomo come Guido Rossa, che era un lavoratore, ma stava anche lui dalla parte dei lavoratori perché faceva un mestiere semplice, il delegato di fabbrica.
  L'assassinio di Massimo D'Antona viene dopo undici anni di silenzio. Le nuove Brigate rosse colpiscono, tracciano una continuità nella scia di sangue. Prima Tarantelli nel 1985, poi Biagi nel 2002: un filo rosso contro uomini onesti, che conoscevano e studiavano il mondo del lavoro, che intendevano il lavoratore come persona e non come merce, che volevano regolare le relazioni, evitare i conflitti, dare certezze ai lavoratori, uccisi per le loro idee.
  Ricordare oggi non è un atto, come lei ha già detto, burocratico, è un ricordo umano e affettuoso, un ricordo di Massimo D'Antona. E c’è anche un monito: che non torni mai più una stagione di barbarie capace soltanto di uccidere e di portarci via i nostri buoni maestri (Applausi).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Matteo Dall'Osso. Ne ha facoltà.

  MATTEO DALL'OSSO. Grazie, Presidentessa. In occasione di questo tristissimo anniversario, nell'esprimere ancora oggi la più calorosa vicinanza ai familiari del professor D'Antona, è doveroso per ciascuno di noi rinnovare la ferma condanna ad ogni forma di violenza di qualsiasi matrice.
  La coesione sociale e lo spirito solidaristico, da stimolare sempre e comunque nel nostro Paese, non possono che avere come pilastro irrinunciabile il ripudio di ogni azione volta a destabilizzare le istituzioni, vieppiù quando tali azioni conducono alla perdita di vite umane. Il ricordo Pag. 75di oggi del professor D'Antona è l'occasione per ritrovarli, per rinnovare in quest'Aula la comune volontà di operare con spirito collaborativo, da parte di tutti, per il raggiungimento delle migliori condizioni di vita per tutti, tutti, tutti i cittadini (Applausi).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Brunetta. Ne ha facoltà.

  RENATO BRUNETTA. Massimo D'Antona il 20 maggio 1999. Ezio Tarantelli il 27 marzo 1985. Marco Biagi il 19 marzo 2002. Tre amici, tre colleghi, tre professori – Tarantelli di economia, gli altri due giuslavoristi –, tre servitori dello Stato, tre persone per bene.
  Una sola dolorosa domanda in questi due minuti che mi sono concessi: Cesare, ma che Paese è mai questo, che Paese è mai stato questo, in cui Massimo, Ezio e Marco, tre riformisti che volevano riformare il mercato del lavoro per renderlo più giusto, tre persone perbene, hanno trovato la morte per il fuoco assassino di terroristi in nome del popolo ? Provo, proviamo una vergogna, perché come Stato non siamo riusciti a difenderli, a difendervi. Ciao Massimo, Ezio e Marco. Che il vostro sacrificio ci aiuti a cambiare questo nostro amato e disgraziato Paese. E ricorderei Brodolini, da una parte sola, dalla parte dei lavoratori (Applausi).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Pizzolante. Ne ha facoltà.

  SERGIO PIZZOLANTE. Grazie Presidente, Massimo D'Antona è stato uno dei massimi studiosi italiani del diritto del lavoro. È stato ucciso come Tarantelli e Biagi. Sono stati colpiti perché l'ideologia di un comunismo cupo e violento voleva affermare il proprio primato, il dominio ideologico sullo studio, sulla scienza, sulle riforme al servizio dei lavoratori. D'Antona, come Tarantelli e Biagi, è stato sempre, per tutta la sua vita, al servizio del lavoro e dei lavoratori, ma era un impegno, certo appassionato, ma fattivo, razionale, concreto, teso a migliorare la vita dei lavoratori e il loro ruolo sociale, non certo l'utilizzo del lavoratore che diventa categoria della lotta di classe, strumento della folle ideologia della dittatura del proletariato.
  D'Antona, come Tarantelli e Biagi, era un riformista, un martire riformista. Per la sinistra estrema, il riformismo rappresentava la colpa peggiore, il pensiero da abbattere, da Bruno Buozzi in poi, con l'odio, il dileggio e con le armi. Ma ha perso: il pensiero, la scienza di D'Antona, Biagi e Tarantelli hanno sconfitto l'ideologia della morte (Applausi).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Ferrara. Ne ha facoltà.

  FRANCESCO detto CICCIO FERRARA. Grazie Presidente, l'omicidio D'Antona riaprì la stagione degli omicidi di matrice brigatista riaprendo quella strategia della lotta armata che sembrava ormai relegata a un passato che non sarebbe dovuto più tornare. All'omicidio D'Antona seguirà l'assassinio di Marco Biagi. Quegli attentati dimostrano che non bisogna mai abbassare la guardia sul fronte del terrorismo. Ribadiamo ancora una volta il diritto sacrosanto e inviolabile di ogni persona ad affermare il proprio punto di vista. La libertà di parola e di espressione in uno Stato democratico devono essere sempre e comunque garantite. Si può non condividere l'accordo sulle proposte di riforma del lavoro che il compianto Massimo D'Antona avanzava, ma questo dissenso andava praticato all'interno degli spazi che le democrazie ci offrono: nelle piazze, nei pubblici dibattiti, nei luoghi istituzionali e nei luoghi di lavoro, lì dove l'idea di quella riforma avrebbe prodotto effetti. Con quell'omicidio si è prodotto un grande e grave danno al mondo del lavoro e si è scelto scientemente di colpire tutti i soggetti che partecipavano alla definizione di un nuovo sistema di regole: dal Governo, ai sindacati, ai partiti politici. Il 20 maggio è anche l'anniversario dello Statuto dei lavoratori del 1970, una conquista di civiltà che segnò profondamente l'assetto dei rapporti sindacali e politici nel nostro Pag. 76Paese. E quello che accadde lo stesso giorno, ventinove anni dopo, ha offeso quella importante conquista.
  Oggi in quest'Aula possiamo solo dire che lavoreremo e vigileremo affinché la violenza che lo ha colpito non abbia a ripetersi e affermeremo sempre quei valori di libertà e democrazia che anche lui condivideva e praticava quotidianamente (Applausi).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Antimo Cesaro. Ne ha facoltà.

  ANTIMO CESARO. Il 20 maggio 1999 un commando terrorista uccideva a Roma Massimo D'Antona. Fu scelta, come è stato detto, una data simbolica: ventinove anni prima, proprio il 20 maggio, veniva approvato lo Statuto dei lavoratori. Studioso del diritto del lavoro, D'Antona credeva nella modernizzazione dello Stato e del welfare. Coniugava le doti di un uomo di scienza all'impegno civile e politico senza cercare per forza il consenso di tutti, se questo significa accettare compromessi al ribasso. Aveva a cuore il principio dell'effettività. Gli interessava, cioè, la sorte dei lavoratori in carne ed ossa, sono parole sue e non il lavoro astratto e massificato di cui parlano i testi, le leggi e i contratti. Considerava il sindacato elemento di trasformazione e innovazione, contrastando posizioni ideologiche tese alla mera conservazione dell'esistente. Massimo D'Antona fu professore nelle Università di Catania, di Roma e della Seconda Università degli studi di Napoli. Oggi io avrei l'onore di essere un suo collega. La mia università gli ha dedicato l'aula magna. Dello studioso mi piace ricordare il confronto costante con il dettato costituzionale che, a suo dire, impone coerenza tra i costi dello Stato sociale e le dinamiche della spesa pubblica, un argomento di straordinaria attualità. E ciò nella consapevolezza che la vera dottrina non è mai fine a se stessa ma deve concretizzarsi nella pratica dello scrivere delle norme con chiarezza e profondità di contenuto. Richiamo costante alla Costituzione, chiarezza delle norme e ricchezza di contenuti siano il miglior lascito a questa Assemblea del pensiero di Massimo D'Antona, uomo colto, fermo, mite (Applausi).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Rizzetto. Ne ha facoltà.

  WALTER RIZZETTO. Presidente, per noi diventa un onore, a questo punto e purtroppo, ricordare queste che sono delle vere e proprie vittime e martiri che, come ricordava in precedenza il presidente Brunetta, nel nome del popolo italiano, purtroppo, sono stati barbaramente assassinati. Il 20 maggio 1999 le Brigate Rosse, Presidente, colpiscono uno studioso raffinato che tendeva di fatto a modernizzare il rapporto tra lo Stato e il welfare, con una attualissima visione di pensiero. L'assassinio è stato un messaggio contro tutto quanto il professor D'Antona ha voluto rappresentare. D'Antona fu un intellettuale e tecnico prestato alla politica e si mise alla prova su temi complessi, specifici, specificati poi tra l'altro soprattutto nella privatizzazione piena del pubblico impiego, dedicandoci tra l'altro più di tre anni. Un uomo determinato, un uomo capace, di fatto un anticipatore di idee. In quel tempo nacque quindi l'idea di fondare il lavoro nelle pubbliche amministrazioni ed anche per questo, Presidente, il professor D'Antona fu assassinato il 20 maggio 1999 che, come giustamente ricordava prima e poc'anzi il presidente Damiano, corrisponde, quasi come fosse una tragica e curiosa casualità, all'istituzione e alla scrittura nel 1970 dello Statuto dei lavoratori.

  PRESIDENTE. Questo era l'ultimo intervento per ricordare il professor D'Antona.

Seguito della discussione della proposta di legge: S. 19-657-711-810-846-847-851-868 – D'iniziativa dei senatori: Grasso ed altri; Lumia ed altri; De Cristofaro ed altri; Lumia ed altri; Airola ed altri; Cappelletti ed altri; Giarrusso ed altri; Buccarella ed altri: Disposizioni in materia Pag. 77di delitti contro la pubblica amministrazione, di associazioni di tipo mafioso e di falso in bilancio (Approvata, in un testo unificato, dal Senato) (A.C. 3008) e delle abbinate proposte di legge: Ferranti ed altri; Realacci; Colletti ed altri; Colletti ed altri; Civati ed altri; Ferranti ed altri; Ferranti ed altri; Dorina Bianchi; Dorina Bianchi; Formisano (A.C. 330-675-1194-1205-1871-2164-2165-2771-2774-2777).

  PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito della discussione della proposta di legge, già approvata, in un testo unificato, dal Senato, n. 3008: D'iniziativa dei senatori: Grasso ed altri; Lumia ed altri; De Cristofaro ed altri; Lumia ed altri; Airola ed altri; Cappelletti ed altri; Giarrusso ed altri; Buccarella ed altri: Disposizioni in materia di delitti contro la pubblica amministrazione, di associazioni di tipo mafioso e di falso in bilancio; e delle abbinate proposte di legge: Ferranti ed altri; Realacci; Colletti ed altri; Colletti ed altri; Civati ed altri; Ferranti ed altri; Ferranti ed altri; Dorina Bianchi; Dorina Bianchi; Formisano nn. 330-675-1194-1205-1871-2164-2165-2771-2774-2777.

(Esame e votazione della questione pregiudiziale di costituzionalità – A.C 3008)

  PRESIDENTE. Passiamo alla discussione della questione pregiudiziale di costituzionalità presentata (Vedi l'allegato A – A.C. 3008).
  Avverto che, a norma del comma 3 dell'articolo 40 del Regolamento, la questione pregiudiziale di costituzionalità può essere illustrata per non più di dieci minuti da uno solo dei proponenti. Potrà altresì intervenire un deputato per ognuno degli altri gruppi per non più di cinque minuti.
  Illustra la questione pregiudiziale di costituzionalità Santelli ed altri n. 1 la deputata Jole Santelli.

  JOLE SANTELLI. Grazie Presidente. Signor sottosegretario, signora presidente della Commissione, colleghi, ci troviamo ad esaminare una questione pregiudiziale di costituzionalità ad una proposta che, di fatto, diciamolo con sincerità, come hanno detto i colleghi deputati del MoVimento 5 Stelle, è uno spot elettorale in toto. Quindi, la questione di costituzionalità di questa proposta, di fatto, non interesserà assolutamente a nessuno, perché qualcuno dovrà venderla nella prossima campagna elettorale. Ma c’è un problema. A dire che questa proposta è incostituzionale non è un gruppo politico, non è una povera parlamentare, ma è la stessa Corte costituzionale, che su queste norme (sto parlando nello specifico sulle norme sul falso in bilancio) si è già pronunciata. Si è pronunciata sulle norma attuali e vigenti e in tal modo ha di fatto anticipato il giudizio – colleghi so che non mi potrete dare ragione nel voto, ma almeno spero di indurvi alla curiosità di andare a guardare le carte – su quello che oggi il Governo scrive. Il Governo scrive, consapevole di scrivere qualcosa di errato. Ossia il Governo scrive sostanzialmente una norma in bianco, una norma che viola totalmente l'articolo 25 della Costituzione sulla determinatezza della pena e l'articolo 3 sull'uguaglianza dei cittadini. Che significa violare queste norme ? Significa che nessuno saprà quando commetterà questo reato, se lo commetterà; a decidere se lo commetterà o meno sarà la discrezionale decisione di un giudice, che, a suo discrezionale parere, lo sceglierà. Capisco che i temi giuridici interessano pochissimo, ma io vi leggo esclusivamente quello che dice la Corte costituzionale, poi voi andrete a rileggerlo, perché spesso ci date dotte lezioni in queste materie. La Corte costituzionale dice che il principio di determinatezza delle norme è violato non tanto quando è lasciato ampio margine di discrezionalità all'interprete, ma quando il legislatore consapevolmente o meno si astiene dall'operare la scelta relativa a tutto o a gran parte del tipo di disvalore dell'illecito, rimettendo tale scelta al giudice, che diviene in tal modo libero di scegliere significati tipici. Ora che fa il Governo infatti ? Scrive le norme sul falso Pag. 78in bilancio, le presenta con un testo prima inviato ai giornali, poi spifferato, poi raccontato. Inserisce delle soglie, nasce la polemica, toglie le soglie. Cosa fa in tutta questa vicenda ? Si piega sostanzialmente alla volontà, straccia la Costituzione, straccia i libri di diritto e dice; va bene; scriviamo in bianco la norma. Che cosa è successo ? È successo che, quando le vecchie norme sul falso in bilancio erano state scritte, molti giudici erano andati davanti alla Corte costituzionale, dicendo: il Parlamento ha votato una legge e ha messo delle soglie, ha scritto che, per esercitare le condizioni di punibilità, ci vogliono dei limiti, ha messo dei limiti ai magistrati.
  La Corte costituzionale ha risposto: ha fatto bene il Parlamento, è un dovere del legislatore quello di mettere dei limiti, è un dovere. Le soglie di punibilità contemplate nell'articolo 2621, riferito alla vecchia legge, integrano requisiti essenziali di tipicità del fatto; la conclusione non dovrebbe essere diversa qualora si trattasse di condizioni di punibilità. Nell'una o nell'altra prospettiva si tratta, comunque, di un evento che delimita l'area di intervento della sanzione prevista dalla norma incriminatrice e non già sottrae determinati fatti dall'ambito dell'applicazione di altra norma più in genere. Un elemento, dunque, che esprime una valutazione legislativa in termini di meritevolezza, ossia di bisogno di pena. Di fatto, cosa dice questa norma ? Questa norma si limita a dire che cosa è importante, cosa serve per integrare le norme sul falso in bilancio: fatti materiali che vengono riferiti come essenzialmente rilevanti. Peccato che è la stessa Corte costituzionale a dire che quando i fatti rilevanti sono essi stessi legati al disvalore dell'illecito, questa frase non vuol dire assolutamente nulla. Tradotto, perché non si dica diversamente, a voi che state raccontando di questa economia così veloce, a voi, del Governo, che spiegate come state attraendo gli investitori esteri in Italia, quando arriverà una società straniera in Italia e andrà dal proprio avvocato di fiducia internazionale e gli chiederà quali sono le norme che si applicano in Italia, l'avvocato dirà: non si sa, bisogna vedere quale città è, bisogna vedere quale giudice la tratta e bisogna vedere quale collegio è, speriamo che lei sia fortunato.

PRESIDENZA DELLA VICEPRESIDENTE MARINA SERENI (ore 16,50)

  JOLE SANTELLI. Aggiungo, per completare l'opera, che io mi ero illusa perché il Presidente del Consiglio aveva detto che la corruzione si combatte con la prevenzione, non con la repressione, non aumentando le pene, perché l'aumento delle pene è solo una finzione, ma è bastata una notizia, è bastato uno scandalo, Mafia capitale, ed ecco presentarsi il Presidente del Consiglio in sala stampa a presentare il suo disegno di legge con qualche trattino e aumento di pene da qui e da lì, che non serve assolutamente a nulla, lo ripeto, non serve assolutamente a nulla, sono pene che sono state aumentate esattamente un anno e mezzo fa, per andare a dire alla gente che abbiamo fatto qualcosa.
  La cosa più difficile, colleghi, e questo, sì, vi chiedo a voi che voterete di spiegarlo, è di spiegare perché, oggi, un imputato per corruzione non potrà accedere al patteggiamento se non darà il suo risarcimento, mentre potrà accedervi un imputato per furto o per rapina; perché il pubblico vale di più dell'interesse del privato, perché la persona vale di meno di tutto ciò che è Stato. Andatelo a dire ! Infatti, prima, ci hanno raccontato che fra poco arriveremo a schiaffare anche i reati contro il patrimonio, si eliminerà la sospensione condizionale, non va bene ? Va benissimo, discutiamo allora del sistema delle pene, ma, cari signori del Governo, abbiate il coraggio di discutere dei temi veri, non degli spot elettorali, ma dei temi veri. Volete discutere il sistema delle pene ? Siamo disponibili, quello a cui non siamo disponibili è a norme come queste che sono assolutamente lesive – e voi lo sapete benissimo, almeno chi di voi ha avuto l'ardire e il coraggio di leggere questo testo – della Costituzione italiana e di quei Pag. 79principi di cui di solito siete abituati a riempirvi la bocca (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia – Il Popolo della Libertà – Berlusconi Presidente).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Andrea Mazziotti Di Celso. Ne ha facoltà.

  ANDREA MAZZIOTTI DI CELSO. Grazie Presidente, noi speravamo che almeno su questo provvedimento non ci fosse il passaggio routinario della questione pregiudiziale, ci avevano risparmiato le altre opposizioni, non Forza Italia.
  Sono abbastanza stupefatto di quello che ho sentito, anche perché l'onorevole Santelli rappresenta e proviene da un partito che ha introdotto delle norme che, come ha giustamente ricordato, sono state ritenute costituzionali, ed è vero che contengono delle soglie. È verissimo. Quindi, si può sostenere che in quel caso si sono introdotte delle soglie di non punibilità – non sorprende, perché quelle norme non punivano nessuno, sostanzialmente –, però le ricordo che, così come le norme che si introducono oggi prevedono che i fatti materiali rilevati devono poi essere finalizzati ad ottenere un profitto concretamente in grado di determinare un errore, e quindi c’è una definizione abbastanza circostanziata che è stata usata mille volte in suoi altri argomenti di cosa significa «fatto rilevante», la stessa legge che lei ha appena citato, quella esistente, prevede, invece, che non si viene puniti se il falso in bilancio non determina una sensibile distorsione, alterazione, dei fatti rappresentati. Ora, mi dovrebbe spiegare come fa ad essere costituzionale una norma che condiziona la punibilità al fatto che ci sia una sensibile alterazione dei fatti e incostituzionale una che parla di fatti rilevanti. Non c’è una grande differenza; l'unica differenza è che in quella norma questo tipo di criterio veniva usato per assolvere, quindi andava bene secondo un'impostazione che tende a non punire questo tipo di fatti, mentre in questa norma il fatto rilevante diventa punitivo. Aggiungo che, al Senato, Forza Italia ha cercato di rendere questa norma ancora più confusa, includendoci pure le valutazioni, cosa, ancora una volta, abbastanza stupefacente, perché è evidente che le valutazioni sono molto più incerte dei fatti, dal punto di vista delle valutazioni da parte del giudice.
  Questo è il primo argomento, ma se andiamo avanti con gli altri argomenti che sono nella questione pregiudiziale, il secondo è che le pene sono sproporzionatamente lunghe. Questa cosa viene detta, ma magari si dovrebbe verificare il fatto che nei Paesi spesso richiamati da tutti – incluso da esponenti di Forza Italia – come Paesi dove il diritto è più avanzato, civile, preciso del nostro, le pene vanno dai dieci anni di Francia ed Inghilterra ai quindici degli Stati Uniti. Noi eravamo gli unici che stavano sotto. Si è cercato di adattarci e qui si sta dicendo che è incostituzionale. Poi si dice che sono incostituzionali le norme che condizionano la sospensione condizionale della pena e il patteggiamento alla restituzione del maltolto o del profitto. Anche qui, i profili di costituzionalità che si verrebbero a violare introducendo un principio logico, cioè che se si aiuta ad evitare le conseguenze nel reato e si restituisce quello che si è rubato – direi che si restituisce fin troppo poco, perché ci sono anche i danni, che non sono neanche considerati –, non si capisce qual è il parametro costituzionale che viene violato.
  Poi viene contestato, infine, il fatto che sia prevista un'attenuante per chi aiuta a individuare gli altri responsabili e a recuperare, ancora una volta, i proventi del reato. Anche lì, il principio costituzionale che impedisce di premiare chi sostanzialmente si pente o comunque collabora successivamente è abbastanza misterioso, perché siamo pieni, nel nostro diritto penale, di tutte queste norme.
  Riassumendo: ci è stato detto che è incostituzionale punire con dieci anni di reclusione un corrotto, come si fa in tutto il resto d'Europa, almeno; che è incostituzionale stabilire che un fatto concreto rilevante costituisca falso in bilancio, mentre un fatto non sensibile va bene per Pag. 80assolvere; ci è stato detto che è sbagliato cercare di recuperare il profitto dei reati e individuare i responsabili.
  Io credo che questi principi, questo tipo di regole, possano essere incostituzionali in presenza di un diritto costituzionale a corrompere e a essere corrotti. Siccome quel diritto al momento non c’è ancora, Scelta Civica voterà contro (Applausi dei deputati del gruppo Scelta Civica per l'Italia).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Colletti. Ne ha facoltà.

  ANDREA COLLETTI. Grazie, Presidente. Il MoVimento 5 Stelle voterà contro questa pregiudiziale di costituzionalità. In effetti, le norme che ci apprestiamo a votare più tardi possono provocare dei danni all'ordinamento, ma non in ciò che viene definito in questa pregiudiziale.
  Invero, le norme più pericolose o, per meglio dire, le norme più ampie per l'interprete sono quelle relative al falso in bilancio e, più precisamente, all'articolo 10, ovvero ai fatti di lieve entità e alla non punibilità per particolare tenuità. Quindi, già discernere tra le due fattispecie, ma ad ogni modo ciò che ci risulta più pericoloso e già ci è stato fatto notare da più parti, anche se non è anticostituzionale, è la previsione, non rilevata dalla collega Santelli, in cui si va ad interpretare la lieve entità in base alla natura e alle dimensioni della società. Ciò che qui rileva è che non viene esplicitata che cosa si intenda per «natura», ovvero vi è una divisione tra tipi di società ? O vi è una divisione tra chi sono i veri proprietari delle società ? Il sostantivo «natura» a cosa si riferisce ? In questo caso è evidente l'indeterminatezza della norma.
  Ancora più irrazionale risulta essere la fattispecie relativa alle dimensioni della società, secondo cui dovremmo interpretare che, posto un 2 per cento, anzi mettiamo il caso di un 10 per cento di falso in bilancio, in caso di piccola società sarebbe sanzionabile, in caso di grande società o società di grandi dimensioni quel 10 per cento di falso in bilancio non sarebbe sanzionabile. È un peccato che la pregiudiziale di costituzionalità non faccia rientrare questa evidente problematica all'interno delle sue critiche.
  Sul problema dell'inasprimento delle pene, premesso che la corruzione non si combatte, come vorrebbe questa legge, solo con l'inasprimento delle pene, ma si combatte con differenti comportamenti, si combatte con la prevenzione e non solo con la sanzione, sebbene non irrazionale, come già aveva anticipato, durante la discussione generale il collega Sannicandro, vi sono alcuni aumenti che fanno piuttosto ridere, e anche giustamente. All'articolo 314 del codice penale la pena da 4 a 10 anni viene aumentata con la pena da 4 a 10 anni e 6 mesi. Spero che il collega Sannicandro ci esponga i suoi dubbi anche in questa sede e non solo nella sede intima della discussione generale, ma soprattutto, giustamente, viene riequilibrata in aumento la pena per la corruzione per induzione, viene però ravvicinata alla concussione per costrizione. Infatti, quest'ultima ha una pena da 6 a 12 anni, mentre la concussione per induzione assume, con la proposta di legge, da 6 a 10 anni e 6 mesi. Ora, la pena minima risulta identica, quando, in realtà, già il legislatore dell'epoca intendeva differenziare maggiormente le pene relative alle due fattispecie spacchettate della concussione. Qui, il vero problema che ci dovremmo porre in sede di emendamenti è che all'epoca lo spacchettamento fu sbagliato, come già affermò all'epoca l'attuale sottosegretario Cosimo Maria Ferri, che allora era segretario di Magistratura Democratica, una corrente di magistrati presente anche all'interno del CSM. Quindi è proprio con quegli emendamenti che noi andremo a cercare di modificare la norma per dargli un'interpretazione più costituzionalmente orientata, giacché così com’è non è incostituzionale, ma è vieppiù inutile, purtroppo (Applausi dei deputati del gruppo del MoVimento 5 Stelle).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Rossomando. Ne ha facoltà.

Pag. 81

  ANNA ROSSOMANDO. Grazie, Presidente. Ministro, rappresentanti del Governo, colleghi, affrontare la questione di costituzionalità, la pregiudiziale sotto il profilo della ragionevolezza e della determinatezza è in questa sede, in questa occasione, molto stimolante e suggestivo, perché ci consente, nel respingerla, di affrontare un tema: quello dell'autonomia e dello spazio della politica, della valutazione politica.
  Perché tutte le volte che si invoca il limite della ragionevolezza come il limite di legalità, il controllo di legalità certamente non è soltanto il controllo di natura penale ma anche di legalità del giudice delle leggi. Ecco noi pensiamo che questo provvedimento non soltanto sia assolutamente nei limiti della ragionevolezza, ma è un provvedimento in cui si esercita finalmente quella autonomia, quella discrezionalità della politica che ha un solo controllo che è quello dei cittadini e del voto dei cittadini. Entrerò nel merito rivendicando le scelte che sono state fatte, affrontando prima il tema della ragionevolezza. Allora intanto si è detto, si è sottolineato che questo provvedimento sarebbe irragionevole e anche, tra virgolette, «sbagliato», perché riterrebbe di affrontare il grande tema, il grande problema della corruzione solo con l'innalzamento dell'entità delle pene.
  Questo non corrisponde a verità, non è la parte più importante del provvedimento; stiamo parlando comunque di aumenti di pene assolutamente ragionevoli e che hanno un ancoraggio nel giudizio, nella scelta del legislatore di dare una grande disvalore, che è unanimemente avvertito, ai reati di corruzione che non sono più soltanto reati che colpiscono l'imparzialità della pubblica amministrazione, ma sono una sorta di reato pluri-offensivo con un grande danno economico alla collettività, alla libertà del mercato, allo sviluppo del Paese.
  Si è detto anche irragionevolezza con riferimento alla subordinazione dell'ammissione a patteggiamento e la restituzione del maltolto soltanto al corrotto; infatti, il corrotto è il recettore, diciamo così, ciò che noi abbiamo chiamato un po’ prosaicamente «giù le mani dal malloppo». Qui c’è una ragione assolutamente ragionevole, cioè l'interesse collettivo a recuperare le risorse pubbliche e ciò che alle risorse pubbliche è stato levato.
  Si è detto questo con riferimento alla subordinazione della sospensione condizionale per i condannati con riferimento al pagamento del maltolto (tra l'altro, molti i casi nel nostro ordinamento) ed, infine, anche sull'attenuante per chi collabora.
  Ecco, qui entra in campo proprio quello che ci viene addebitato, cioè l'aver fatto una serie di scelte proprio guardando non soltanto all'innalzamento delle pene ma, per esempio, a quell'efficacia preventiva e dissuasiva, che nasce da cosa ? Nasce da quello che la storia delle inchieste giudiziarie di questi ultimi anni ci insegna, che è esattamente al profitto di quel tipo di reato per la tipologia di quelle condotte, per la tipologia degli autori di quelle condotte che è giusto poter mirare e guardare.
  Vengo alla questione della determinatezza con riferimento al falso in bilancio. Voglio dire che noi del Partito Democratico siamo molto soddisfatti e orgogliosi di avere reintrodotto il reato di falso in bilancio; è un reato che era stato dolosamente sottratto all'ordinamento, l'abbiamo introdotto in modo articolato, graduato e con una puntuale descrizione della fattispecie. In particolar modo, voglio dire che la sentenza citata dalla collega Santelli in realtà – dettaglio non trascurabile – ci dà ragione per il suo tracciato, anche perché conclude dichiarando non fondata l'eccezione che era stata proposta con riferimento a un caso molto simile; in particolar modo, ci indica un metodo, cioè che la determinatezza va stabilita in relazione a tutta la descrizione della fattispecie di reato e con riferimento a questo noi siamo assolutamente tranquilli: fatti materiali rilevanti con riferimento al dolo specifico e al fatto concretamente idoneo a indurre in errore.
  Concludo, Presidente e colleghi, questo provvedimento ha molte parti molto importanti; Pag. 82per esempio, quelle che danno più poteri e concretizzano le funzioni dell'Anac. Noi abbiamo fatto tesoro dalla storia delle inchiesta del nostro Paese che hanno gettato una bruttissima luce e hanno danneggiato la nostra economia e stiamo facendo un'azione sistematica, unitaria e coerente di un complessivo programma per combattere questo fenomeno (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Sannicandro. Ne ha facoltà.

  ARCANGELO SANNICANDRO. Signora Presidente, egregi colleghi, noi voteremo contro la pregiudiziale di costituzionalità per un motivo molto semplice, ossia che non ravvisiamo gli estremi della violazione di qualche norma della Carta costituzionale. Ciononostante, qualche riflessione critica va pure fatta.
  Questa è una proposta di legge che consta di 12 articoli e che disciplina vari istituti, non soltanto quelli citati dalla collega Santelli, ma anche la sospensione condizionale della pena, l'allargamento della concussione all'incaricato di pubblico servizio, la funzione della riparazione pecuniaria, il patteggiamento, gli ulteriori poteri attribuiti all'Autorità nazionale anticorruzione, oltre a reintrodurre il falso in bilancio.
  Ora, è evidente che non sono norme che possono essere sospettate di incostituzionalità; se ne può criticare il contenuto, ma non si può arrivare ad una censura di incostituzionalità. Ciononostante, però, colgo l'occasione per dire subito che qualche perplessità ce l'ho, perché, quando si affida all'aumento delle pene – ma non è qui il momento di discutere del merito – la lotta alla corruzione, con un aumento del 50 per cento del minimo edittale, allora qualche perplessità, anche sotto il profilo costituzionale, sorge, perché non dimentichiamo che non più tardi di due anni fa la Corte costituzionale, con due sentenze ben precise del 2012, ha proprio stabilito che ci vuole una certa ragionevolezza e che non si possono aumentare le pene soltanto perché nasce uno scandalo e non si possono inventare dei reati soltanto perché un reato, già previsto, lo vogliamo meglio propagandare con un'altra dicitura.
  Ora, con quelle sentenze, si stabilisce che la pena deve essere meditata, deve essere ragionevole e non deve essere inutile, come in questo caso si fa. È stato ricordato dal collega Colletti che la pena massima edittale per il peculato passa da dieci anni a dieci anni e sei mesi: non c’è concusso che si preoccuperà di questo aumento di pena: è una norma praticamente inutile. Ma – ripeto – quello che più mi ha colpito è aumentare le pene normalmente del 50 per cento: laddove sono previsti due anni, diventano quattro anni e così praticamente per quasi tutti i reati.
  Ora, non sarà incostituzionale, ma certo è che lambisce quelle sentenze della Corte che non dicono che bisogna procedere con tanta superficialità se non c’è un fondato motivo. D'altra parte, c’è anche la giurisprudenza europea che è molto severa e rigorosa in tal senso. Io non vorrei che fossimo sanzionati un'altra volta per reati di questo tipo.
  Voglio fare anche un altro esempio di irragionevolezza – non lo dico io, ma lo hanno detto le autorità e i giuristi auditi – : noi puniamo l'associazione di stampo mafioso con una pena superiore all'omicidio, non il delitto commesso dal mafioso, ma il semplice fatto di associarsi in un'associazione di tipo mafioso. È prevista una pena superiore a quella dell'omicidio e questo i giuristi auditi hanno ritenuto sia irrazionale.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Molteni, che non è in Aula e quindi si intende che vi abbia rinunziato. Ha chiesto di parlare il deputato Bernardo. Ne ha facoltà.

  MAURIZIO BERNARDO. Signora Presidente, signori rappresentanti del Governo, intervengo per esprimere voto contrario sulla pregiudiziale e per sottolineare alcuni aspetti. In materia di giustizia questo Pag. 83Governo e questa maggioranza hanno intrapreso un percorso direi chiaro, non inseguendo le mode e non andando ad effetti e a sensazioni scandalistiche che possiamo mettere in risalto a volte attraverso la lettura dei giornali.
  Ma credo che per quello che riguarda i delitti contro la pubblica amministrazione, quello che significa poi generare e che ci porta all'associazione di stampo mafioso, siano questi i segnali di cui il nostro Paese ha bisogno per avere quello slancio necessario.
  Qualcuno prima citava, da un'altra prospettiva, quello che il sistema Paese potrebbe avere in termini di attrazione e di competitività sul profilo economico-finanziario.
  Io credo che la risposta venga anche da questo provvedimento, anche nei confronti di coloro che lavorano in maniera trasparente nel quotidiano all'interno delle amministrazioni locali, delle amministrazioni pubbliche; quel rispetto che il cittadino deve riconoscere, quindi, a coloro che lo fanno con spirito di servizio, ma, allo stesso tempo, con quella giusta severità che viene richiamata in questo testo e che, credo e crediamo, sia importante, mettendo in risalto anche alcuni degli aspetti e degli istituti che vengono richiamati e l'aumento di pene a cui facevano riferimento anche i colleghi da esperienze diverse.
  Perché, vedete, quello che abbiamo letto e leggiamo sui giornali nel quotidiano non ci porta a legiferare, ma a dare delle risposte chiare e precise ai nostri concittadini: vale a dire che lo Stato c’è, c’è sotto diversi profili ed è in grado di dare delle risposte che non siano soltanto considerate dei deterrenti, aumentando anche le pene.
  Voi sapete bene che, anche come Area Popolare, c’è comunque un atteggiamento garantista anche in materia – per quello che riguarda l'istituto della prescrizione abbiamo sottolineato più volte quale sia la nostra posizione – ma, allo stesso tempo, siamo rigorosi nei confronti di coloro che colpiscono la cosa pubblica, la cosa di ognuno di noi all'interno del proprio territorio.
  Dicevo anche che innova alcuni istituti. Penso per un momento anche al patteggiamento, alle risposte di tipo pecuniario, all'attenzione che c’è dal punto di vista dell'inasprimento delle pene anche nei confronti di coloro che vivono all'interno degli enti locali, quelli che vengono ricordati come i cosiddetti «colletti bianchi»; quel rapporto di lavoro che noi pensiamo debba cessare tra pubblica amministrazione e lavoratore che, di fatto, viene colpito e viene ritrovato a commettere un reato.
  Parliamo anche di un potenziamento, di un rafforzamento dell'Autorità anticorruzione. Con questo provvedimento non solo andiamo a dare delle risposte – di provvedimenti in materia di giustizia ne sono stati adottati diversi, non è, quindi uno spot che si fa – ma è, in particolare, una risposta che noi dobbiamo al nostro Paese in maniera chiara e rigorosa.

  PRESIDENTE. Sono così esauriti gli interventi sulla questione pregiudiziale.
  Passiamo ai voti. Prego i colleghi di prendere posto.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sulla questione pregiudiziale di costituzionalità Santelli ed altri n. 1.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Bolognesi, Ravetto, Spadoni, Cancelleri...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione:

   Presenti  367   
   Votanti  365   
   Astenuti    2   
   Maggioranza  183   
    Hanno votato   23    
    Hanno votato no  342    

  La Camera respinge (Vedi votazioni).

Pag. 84

  Essendo stata testé respinta la questione pregiudiziale di costituzionalità Santelli ed altri n. 1, passiamo al seguito della discussione del provvedimento in esame.
  Ricordo che nella seduta del 14 maggio 2015 si è conclusa la discussione sulle linee generali e i relatori e il rappresentante del Governo hanno rinunciato ad intervenire in sede di replica.

(Esame degli articoli – A.C. 3008)

  PRESIDENTE. Passiamo all'esame degli articoli della proposta di legge e degli emendamenti presentati.
  Le Commissioni I (Affari costituzionali) e V (Bilancio) hanno espresso i prescritti pareri (Vedi l'allegato A – A.C. 3008), che sono in distribuzione.
  Avverto che la Presidenza non ritiene ammissibili, ai sensi dell'articolo 89, comma 1, del Regolamento, le seguenti proposte emendative, già dichiarate inammissibili in sede referente: Molteni 2.01, 2.02, 2.03, 2.04, 2.05, 2.06 e 2.07, che prevedono l'inapplicabilità del patteggiamento e/o della sospensione condizionale della pena in relazione ad alcune fattispecie di reato; Molteni 8.01, in materia di DASPO per le manifestazioni pubbliche; Colletti 8.052, limitatamente al capoverso 8-bis, che reca modifiche alla legge 7 agosto 1990, n. 241, in materia di trasparenza degli atti amministrativi.
  Avverto, altresì, che la Presidenza non ritiene ammissibile, ai sensi degli articoli 86, comma 1, e 89, comma 1, del Regolamento, l'articolo premissivo Santelli 01.051, non previamente presentato in Commissione e relativo alle modalità di conferimento degli incarichi di direttore generale, di direttore amministrativo e sanitario delle aziende e degli enti del Servizio sanitario nazionale, in quanto del tutto estraneo rispetto al contenuto del provvedimento in esame.
  Avverto, infine, che l'emendamento Santelli 1.9 è stato ritirato dalla presentatrice fuori dalla seduta.

  ANDREA COLLETTI. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  ANDREA COLLETTI. Grazie, Presidente. È solo una questione sull'inammissibilità del mio emendamento. L'inammissibilità era stata già stata dichiarata in sede di esame dell'emendamento in Commissione giustizia: era un'inammissibilità totale, perché adesso ho unito gli emendamenti. Già allora avevo ritenuto che fosse sbagliata l'idea alla base dell'inammissibilità. Questo perché, in verità, la trasparenza, soprattutto degli atti amministrativi, è uno dei modi migliori per prevenire la corruzione, e, se davvero, come vorrebbe questa proposta di legge, bisogna sanzionare e prevenire la corruzione, si può sanzionare la corruzione solo se si riesce a scoprire gli eventi corruttivi, giacché solo una piccola parte degli eventi corruttivi e dei reati contro la pubblica amministrazione vengono scoperti, è proprio lì il problema vero.
  Si aumenta la sanzione, ma, in realtà, si dovrebbero aumentare le percentuali di scoperta di questi reati. Senza un aumento di quelle percentuali di scoperta, la sanzione è vieppiù inutile. Questo mio emendamento andava a incidere proprio relativamente alla trasparenza delle decisioni della pubblica amministrazione. Infatti, più è trasparente un'amministrazione, più vi è un controllo diffuso da parte di tutti i cittadini, meno si verificano reati contro la pubblica amministrazione. Quindi, vi è un'evidente connessione tra il mio emendamento e la ratio sottesa alla proposta di legge, ed è per questo che richiedo alla Presidenza di rivedere il suo intendimento in merito all'inammissibilità di questo emendamento.

  PRESIDENTE. Onorevole Colletti, noi abbiamo esaminato gli emendamenti. In questo caso, nel suo caso, come in altri del collega Molteni, abbiamo ritenuto, invece, di confermare l'inammissibilità, che era già stata, peraltro, definita nella sede della Commissione.

Pag. 85

(Esame dell'articolo 1 – A.C. 3008)

  PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 1 e delle proposte emendative ad esso presentate (Vedi l'allegato A – A.C. 3008).
  Ha chiesto di parlare sul complesso delle proposte emendative l'onorevole Santelli. Ne ha facoltà.

  JOLE SANTELLI. Grazie, Presidente. Noi, come abbiamo detto già in sede di discussione sulle linee generali, riteniamo, in parte, questa proposta di legge un passo indietro rispetto a quanto già il Parlamento aveva fatto la scorsa legislatura sulla lotta alla corruzione.
  Nel senso che la lotta alla corruzione dovrebbe essere, in primo luogo, un'attività di prevenzione. L'aumento esclusivo delle pene, almeno per quanto riguarda gran parte di questo provvedimento, finisce per essere esclusivamente una manifestazione, quasi, di resa del legislatore e d'incapacità di reazione di tipo diverso. Ovviamente a queste parole devono corrispondere anche dei fatti. I fatti corrispondono, per quanto ci riguarda, ad alcuni miglioramenti o aiuti, che abbiamo apportato a quelle riforme che già avevamo effettuato nella scorsa legislatura. Devo dire che ho apprezzato molto ciò che il presidente Cantone ha detto e lo ribadisco. Spesso noi italiani sbagliamo anche nei termini; c’è una legge della scorsa legislatura che viene chiamata comunemente «legge Severino», parla di un articolo, è la legge sulla trasparenza della pubblica amministrazione e io la chiamo legge Brunetta-Alfano, perché era del Governo Berlusconi, ed era la legge che metteva il cittadino nelle condizioni di conoscere cosa fa la pubblica amministrazione. Il presidente Cantone, pochi giorni fa, in Commissione giustizia, davanti ai commissari della Commissione giustizia, ha detto che quella legge costituisce oggi lo statuto dei cittadini di maggiore avanguardia per tutte le legislazioni europee. Onestamente credo sia un grande merito per questo Parlamento e pensavo che si potesse andare su questa strada. Noi siamo andati su questa strada. In che senso ? Abbiamo presentato alcuni emendamenti in merito ai punti focali dove si annida, di fatto, la corruzione. Possiamo modificare già da subito in delega (saremmo disponibili a dare la delega al Governo per le modifiche) la legge sugli appalti. Lo sappiamo dove si annida, di solito, la corruzione. Possiamo unificare le stazioni appaltanti, lo possiamo fare oggi. Noi vi abbiamo presentato le proposte emendative, voi dite che siete disponibili. Abbiamo presentato un emendamento che prevede una delega, quindi dando fiducia al Governo, per prevedere tutto quello che possono contenere le variazioni di opera, là sappiamo che si annida la corruzione. Abbiamo presentato un emendamento che prevede, per le stazioni appaltanti, quindi di fatto per gli enti, la tracciabilità dei pagamenti e sappiamo che lì si annida spesso la corruzione. Chi viene pagato prima e chi viene pagato dopo e perché un funzionario pubblico paga prima uno, poi un altro ? Lì si annida la corruzione. Vogliamo combatterla ? Combattiamola in questo modo. Avevamo anche presentato un emendamento, che ci è stato dichiarato inammissibile, che toglieva alla politica – spesso lo diciamo, ma probabilmente non vogliamo farlo – la possibilità di nominare i dirigenti sanitari. Colleghi del PD, vedete, delle cose si dicono e delle cose si fanno. Io le accetto le lezioni di moralità; quando però si vota in una città, capoluogo di provincia, e, nella stessa città, il presidente della regione Calabria mi nomina come direttore sanitario dell'ASL di quella città il padre di un candidato della lista del PD, allora io quel nome glielo dico politicamente come si chiama. Voi lo immaginate, io glielo dico come si chiama. Non dirò i nomi, però bisognerà togliergliela o meno ad una determinata politica la possibilità di fare delle cose. Non è perché è del PD che la cosa si può fare, credo. O il fatto che sia del PD lo esonera dalla responsabilità morale ? Penso di no. Vogliamo andare oltre ?
  Vogliamo andare oltre ? Ci sono vari emendamenti in questo testo che hanno Pag. 86funzione preventiva. Ci sono emendamenti che hanno la funzione di rafforzare i poteri dell'Autorità nazionale anticorruzione. La chiamiamo Autorità nazionale anticorruzione ? La volevamo chiamare prima Civit, chiamiamola come vogliamo: non mi interessano i tweet, non mi interessano le formule, non mi interessano gli slogan ! La volete veramente combattere la corruzione o dobbiamo fare soltanto una sceneggiata ? Questo è il punto. Se la vogliamo combattere, perché corruzione significa che ciascuno di noi, che dice di essere un parlamentare e dice di essere politico, oggi si vergogna di dire di essere un politico, perché viene considerato un delinquente, solo perché è un politico, ebbene io non voglio essere considerata così, io voglio che le persone siano persone perbene, perché voglio essere considerata una persona perbene. E chi non lo è fa male anche a me, ai tanti come me e ai tanti come voi.
  Quindi voglio una buona politica, come voglio una buona amministrazione. E in questo momento l'amministrazione italiana non va bene. Non va bene per niente. Forse ci vorrebbe anche un ritorno alla politica su alcune cose, perché la firma politica servirebbe tanto a mettere in ordine tante cose. Abbiamo sbagliato in molte cose. In molte scelte abbiamo ceduto troppo, troppo a chi non aveva responsabilità, a chi non aveva responsabilità verso i cittadini e oggi ci troviamo a pagare tutto ciò.
  Per concludere, quindi, le proposte emendative che noi presentiamo sono un «no» a questo progetto di legge, sono un «no» a questa risposta, perché non è la risposta giusta. Il Parlamento non si divide tra chi lotta contro la corruzione e chi non lo fa. Il Parlamento si divide tra chi vuole utilizzare il tema della corruzione come tema politico e di scontro – e questo succede dal 1992 ed è ridicolo che rischiamo di rivedere un altro 1992 – e chi invece decide, forse, che è arrivato il momento di rendere questo Paese un Paese civile.

  PRESIDENTE. Nessun altro chiedendo di parlare sull'articolo 1 e sulle proposte emendative ad esso presentate, invito i relatori ed il rappresentante del Governo ad esprimere il parere della Commissione. Il parere del relatore per la maggioranza, onorevole Ermini ?

  DAVID ERMINI, Relatore per la maggioranza. Signora Presidente, invito al ritiro o parere contrario su tutte le proposte emendative all'articolo 1.

  PRESIDENTE. Onorevole Santelli, li devo leggere ?

  JOLE SANTELLI, Relatrice di minoranza. Li ho davanti. Presidente.

  PRESIDENTE. Mi scusi, non ho letto che, nel frattempo, lei ha ritirato i suoi emendamenti 5.10, 5.11 e 5.12.

  JOLE SANTELLI, Relatrice di minoranza. Il parere è sostanzialmente favorevole sulle nostre proposte emendative e contrario sulle altre proposte emendative.

  PRESIDENTE. Onorevole Colletti, ha anche lei un parere riassuntivo oppure vuole esprimerli uno per uno ?

  ANDREA COLLETTI, Relatore di minoranza. Presidente, un parere riassuntivo in realtà no, a parte il parere il favorevole sulle proposte emendative del MoVimento 5 Stelle. Per le altre, ovviamente, il parere è diversificato in base al merito.
  Esprimo parere contrario sull'articolo premissivo Santelli 01.050 e sugli emendamenti Santelli 1.28 e 1.29. Esprimo parere favorevole sugli emendamenti Molteni 1.4 e Sarti 1.52, mentre il parere è contrario sugli emendamenti Santelli 1.33, 1.34 e 1.35. Mi rimetto all'Aula sull'emendamento Molteni 1.5, mentre esprimo parere contrario sugli emendamenti Santelli 1.36 e 1.37. Mi rimetto all'Aula sull'emendamento Molteni 1.6. Parere contrario sull'emendamento Santelli 1.38, mentre mi rimetto all'Aula sull'emendamento Molteni 1.7.Pag. 87
  Esprimo parere favorevole sull'emendamento Molteni 1.8 e parere contrario sull'emendamento Santelli 1.39, a pagina 12.
  Esprimo parere contrario sull'emendamento Sannicandro 1.3 e parere favorevole sull'emendamento Turco 1.56.

  PRESIDENTE. Scusi, l'emendamento Sannicandro 1.3 è stato ritirato.

  ANDREA COLLETTI, Relatore di minoranza. Esprimo parere contrario sull'emendamento Molteni 1.10 e mi rimetto all'Aula sull'emendamento Turco 1.57.

  PRESIDENTE. Sull'emendamento Colletti 1.58 il parere si intende favorevole.

  ANDREA COLLETTI, Relatore di minoranza. Sì, Presidente.

  PRESIDENTE. Passiamo agli articoli aggiuntivi. Sugli articoli aggiuntivi a prima firma Colletti il parere si intende favorevole.

  ANDREA COLLETTI, Relatore di minoranza. Si, Presidente. Esprimo altresì parere favorevole sull'articolo aggiuntivo Caparini 1.01.

  PRESIDENTE. Il Governo ?

  ANDREA ORLANDO, Ministro della giustizia. Grazie, Presidente. Io ne approfitto per motivare la condivisione la posizione del relatore di maggioranza e per richiamare anche l'Aula a una valutazione.
  Devo salutare positivamente il fatto che il MoVimento 5 Stelle presenti una serie di emendamenti, perché lo interpreto come un'apertura di credito nei confronti del Governo. Mi spiego. Veniamo da una fase nella quale si diceva che la politica, che la maggioranza non voleva affrontare il tema dell'anticorruzione. Abbiamo assistito a una lunga discussione sugli ecoreati nella quale si diceva, invece, che il provvedimento, giustamente, non andava toccato perché questo avrebbe in qualche modo pregiudicato la possibilità di approvare quel provvedimento poi al Senato.
  Credo che evidentemente il precedente degli ecoreati faccia ritenere al MoVimento 5 Stelle che il Governo vuole fare sul serio, in qualche modo lo riconosce implicitamente, presentando questi emendamenti. Sono io, però, a dire in questo caso: non abusate di eccesso di fiducia nei confronti del Governo, perché il passaggio al Senato presenta sempre un certo grado di insidie. E per questo io chiedo che ci sia un ritiro degli emendamenti per lasciare questo testo così come è stato, con fatica, definito in un confronto parlamentare che ha visto un giudizio articolato, ma non frontalmente contrario anche del MoVimento 5 Stelle.
  Faccio questa valutazione perché credo davvero ci sia urgenza di dare una risposta rispetto a un tema che non è quello di definire una nuova normativa anticorruzione. È singolare il fatto che da sponde diverse si faccia lo stesso rilievo, sponde anche assai distanti tra di loro, cioè che questo provvedimento non affronta il tema della prevenzione. Ma questo provvedimento non voleva affrontare il tema della prevenzione. Infatti, noi abbiamo una legge che sul fronte della prevenzione, se fatta funzionare, è un'ottima legge, così come riconosciuto a suo tempo dal Consiglio superiore della magistratura, da gran parte dell'opinione pubblica e anche dalle forze che oggi ci rimproverano che non ci sono norme sulla prevenzione.
  Abbiamo fatto una scelta, che è quella, invece, di intervenire su alcuni punti critici che venivano segnalati da soggetti internazionali e che sono stati affrontati e risolti, alcuni prima ancora di questa norma, ricordo il tema dell'autoriciclaggio. È stato affrontato il tema del falso in bilancio. Io difendo l'impianto di quella norma perché naturalmente restituisce il carattere di reato di pericolo a quella fattispecie di incriminazione, ma distingue tra fattispecie e fattispecie e tiene conto anche delle caratteristiche proprie del soggetto che compie eventualmente l'illecito. Abbiamo esteso la responsabilità all'incaricato di pubblico servizio. Io considero che questa sia una novità molto importante Pag. 88che è stata forse eccessivamente sottovalutata anche dai commentatori rispetto a questo provvedimento.
  E poi – sì – abbiamo inasprito le pene. Intanto, non si può risolvere, come ho cercato di spiegare, l'intervento a questo. Ma anche su questo non si è trattato di interventi meramente propagandistici o di spot. Lo dico perché noi abbiamo affrontato i punti che erano stati segnalati come critici già al tempo della discussione della legge Severino. Mi riferisco all'incongruità della pena prevista per la corruzione propria, che già all'epoca fu segnalata come un'anomalia nel contesto europeo.
  È stato ricordato come noi ci siamo attestati sostanzialmente sui massimi edittali previsti dagli altri ordinamenti in Europa e, di conseguenza, questo ha comportato una rimodulazione complessiva del sistema delle pene e dei reati contro la pubblica amministrazione, mantenendo, però, un'impostazione che considero importante, cioè non quella, come qualcuno ci propone, di non utilizzare i riti alternativi per questo tipo di reati, ma di utilizzarli ancora di più, proprio per l'evoluzione dei fenomeni corruttivi. Infatti, noi ci troviamo sempre più spesso, rispetto alle reti, di fronte a fenomeni nei quali la collaborazione di chi è stato partecipe è assolutamente fondamentale.
  Quindi, il patteggiamento va difeso anche in quest'ambito, ma non è ammissibile che con il patteggiamento chi riconosce la propria responsabilità in qualche modo, con le peculiarità del patteggiamento, poi non sconti neppure un giorno di reclusione per un reato tanto grave. Conferma questo indirizzo di ricerca in qualche modo di strumenti che incentivino alla collaborazione la norma che prevede la collaborazione e che in qualche modo sancisce un fatto, cioè il riconoscimento della sempre maggiore sovrapponibilità tra le reti corruttive e le organizzazioni di carattere criminale mafioso. Sono sempre più fenomeni che si assomigliano. In questo senso, questa legge è la risposta che credo è stata attesa dai critici della legge Severino. Infatti, io lo dico: noi non siamo stati in una situazione nella quale per molto tempo non c’è stata una normativa o non si è intervenuti. Noi abbiamo la legge che è del 2012, ma già all'epoca si manifestarono perplessità che oggi vengono affrontate e risolte, credo congruamente.
  Allora, se questo è, oltre ad esprimere il parere contrario, non nel merito soltanto, come poi faremo puntualmente, ma complessivamente dal punto di vista politico, difendiamo questa elaborazione che è stata fatta dal Senato e consentiamo al Parlamento di dare una risposta che colmi i vuoti che in qualche modo erano rimasti inevasi dalla legge Severino. Lo dico perché, probabilmente, le fibrillazioni che si determinano sempre nelle strutture complesse, come pure in quella della magistratura, in questo momento possono aver generato anche valutazioni che poi, come ho visto, sono state corrette. Credo, però, debba fare testo soprattutto chi in qualche modo nel corso di questi anni si è occupato di questi temi. Non mi riferisco soltanto al presidente dell'Autorità anticorruzione, ma mi riferisco a un magistrato che si è occupato di reati contro la pubblica amministrazione e di reati di carattere economico con qualche risultato. E mi riferisco a Francesco Greco, che è stato audito in Commissione.
  Ecco, io mi attesterei sulle loro valutazioni che credo ci possano consentire di dire che non stiamo facendo un'operazione di carattere propagandistico e che stiamo dando alla magistratura uno strumento per intervenire su un fenomeno che è grave e non può in alcun modo essere sottovalutato. E non credo che sarà quell'elemento di ulteriore precisazione su quella singola fattispecie del reato che alcune forze reclamano che ci darà la qualità necessaria ad affrontare questo tema. La qualità io credo ce la dia in questo momento dare una risposta in modo tempestivo ed efficace, così come da molte parti dell'opinione pubblica è stato richiesto (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).

  PRESIDENTE. Quindi, Ministro, il parere è contrario su tutti gli emendamenti, Pag. 89conformemente a quello espresso dal relatore per la maggioranza. Passiamo alla votazione dell'articolo premissivo Santelli 01.050. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Santelli, che, però, non può parlare in quanto è intervenuta sul complesso degli emendamenti.

  ANDREA COLLETTI, Relatore di minoranza. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  ANDREA COLLETTI, Relatore di minoranza. Grazie Presidente, noi siamo sempre abbastanza contrari a delegare o a dare norme di delegazione al Governo e questo ovviamente perché, essendo opposizione, non ci fidiamo assolutamente di questo Governo. È pur vero che alcune specifiche date da questa norma di delega possono essere corrette e possiamo anche trovare una certa condivisione. Cionondimeno, non possiamo dare parere favorevole, proprio per il suo carattere intimo di delega, e, pertanto, vorrei modificare il mio parere da contrario ad astenuto e, quindi, mi rimetto all'Aula.
  Dopo di questo, vorrei anche riferire al Ministro che, premesso che sono molto contento che sia qui oggi a discutere di questa proposta di legge e che spero in realtà in questa interlocuzione, che purtroppo non si è avuta in Commissione giacché abbiamo votato gli emendamenti in un'ora scarsa con nessun intervento da parte del Governo e nessuno da parte del relatore, spero nella sua presenza anche più tardi proprio perché serve un dibattito, una discussione su alcune fattispecie penali che noi vorremmo inserire o modificare, un dibattito che si basi non sul politico ma sul tecnico perché, quando si parla di norme penali, dobbiamo sempre andare ad identificare queste norme penali come un risultato politico perché queste norme penali vanno interpretate, serve un interprete per sanzionare certi comportamenti e quindi anche la tecnica legislativa è fondamentale soprattutto in campo penale.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Sannicandro. Ne ha facoltà.

  ARCANGELO SANNICANDRO. Grazie Presidente, questo articolo premissivo richiama la nostra attenzione su una serie di provvedimenti che dovrebbero essere assunti per prevenire la corruzione. Signor Ministro, non potrà negare che l'articolo 1 del Capo 1 della proposta di legge attiene alle modalità con cui colpire i concussi, i corrotti cioè si riferisce a reati consumati. Ma di reati consumati ne abbiamo tanti, di previsione di fattispecie dalle parti nostre. Quello che manca – non lo dico soltanto io – quello che manca è un'adeguata azione per la prevenzione della corruzione e vorrei dire alla collega Santelli che noi voteremo a favore di questo articolo premissivo. Però, guardi, è una proposta emendativa che sostanzialmente riassume tutte le iniziative anche legislative e amministrative che nel corso degli anni da Tangentopoli in poi sono state assunte o proposte. Per cui molto spesso non sono le norme che difettano ma è semmai la gestione di quelle norme da parte della pubblica amministrazione e dei soggetti interessati. Faccio un esempio pratico. Rileggo soltanto alcuni passaggi del suo articolo premissivo: «razionalizzazione del quadro normativo nelle materie degli appalti pubblici e delle concessioni al fine di conseguire un maggiore livello di certezza del diritto e di semplificazione dei procedimenti». Se mal non ricordo, ad esempio, in quest'aula abbiamo deliberato la proroga ad libitum a trattativa privata di alcune concessioni per dirne una, mentre la normativa presuppone che si vada a gara ma questa materia degli appalti pubblici è la materia sulla quale il Parlamento fu immediatamente impegnato per approvare la famosa legge Merloni e poi la seconda legge, la terza Merloni, la quarta Merloni con tutti i regolamenti connessi. Ovviamente non hanno sufficientemente funzionato. Bisogna chiedersi per quale ragione oppure, non so per dirne una, bisogna che il Governo si adoperi per un forte contenimento delle variazioni progettuali Pag. 90in corso d'opera anche attraverso una valorizzazione della fase progettuale degli appalti pubblici ed una più forte responsabilizzazione dei progettisti e dei direttori dei lavori. Questo è già scritto sostanzialmente nella legislazione attuale in materia di lavori pubblici e allora come mai – bisogna interrogarsi – la corruzione dilaga proprio in questo settore ? E potrei, ripeto, continuare a leggere la sua proposta emendativa che è corposa e che riassume tutte le problematiche che sono state individuate che rappresentano punti critici per la prevenzione. Allora questo articolo premissivo ha questo pregio ma è una proposta che sostanzialmente capovolge la proposta di legge del Governo. Pertanto siamo imbarazzati nel senso che l'accogliamo proprio come una cartina di tornasole di quello che si potrebbe fare e che il Governo non fa. Purtroppo la situazione è questa, mentre l'articolo 1, come le ho già detto prima, non fa altro che aumentare semplicemente le pene al di là di altre norme che, pure importanti, ci sono.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Ferraresi. Ne ha facoltà.

  VITTORIO FERRARESI. Caro Ministro, approvatevi questa proposta di legge anticorruzione entro le elezioni regionali, portate a casa questo ennesimo spot ma non veniteci a raccontare che questa proposta di legge sia efficace o sia assolutamente non emendabile perché noi non ci crediamo.
  Andatelo a raccontare ai giornalisti e ai vostri elettori, che magari ogni tanto vi credono. Ci faccia il piacere, perché mentirebbe in prima battuta a se stesso perché lei lo sa benissimo che questa legge è assolutamente uno stravolgimento del disegno di legge Grasso che è stato due anni al Senato e che si poteva fare tanto meglio soprattutto sulla prevenzione e tanto meglio soprattutto sulle parole usate. Perché, vede Ministro, in Commissione hanno ridicolizzato le parole usate dal Governo su questo testo. Il professor Padovani ha usato addirittura la parola «giocolieri», se vogliamo fare i giocolieri usando e tirando in aria le palle, possiamo farlo, ma non è il ruolo del legislatore. Quindi non ce lo venga a raccontare, visto che un disegno di legge che passa e viene chiuso in prima lettura alla Camera, credo che neanche in questa legislatura sia stato mai visto. Non veniteci a raccontare delle balle Ministro.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Molteni. Ne ha facoltà.

  NICOLA MOLTENI. Io ho ascoltato attentamente le parole del Ministro e ovviamente ringrazio. Non è la prima volta che ringrazio il Ministro Orlando di venire in aula e di non assistere come semplice spettatore ai dibattiti, ma di intervenire, motivare, giustificare e probabilmente anche portare degli elementi utili e interessanti al dibattito e al miglioramento. Ed è proprio per questo, perché leggo spesso e volentieri nel comportamento del Ministro Orlando una disponibilità di confronto e una disponibilità di miglioramento su un testo, che non è un cattivo testo. Questo non è un cattivo testo. Io credo che, come spesso si è dimostrato, la Camera dei Deputati ha migliorato e ha corretto testi precedentemente emanati dal Senato, che presentavano delle parti che potevano essere migliorate. Questo è un dibattito su un tema importante e sentito dal Paese, un tema rispetto al quale i cittadini sono pronti a giudicare non solo il Governo ma tutta la politica italiana: è il tema dell'anticorruzione che costa 60 miliardi di euro al nostro Paese. È un tema rispetto al quale i cittadini vogliono che la politica decida. Voi avete impiegato due anni a dipanare i problemi, soprattutto i problemi politici all'interno del Governo, all'interno della maggioranza, all'interno dello stesso Partito Democratico. Forse non tutti i problemi sono stati risolti, vedi ad esempio il tema della prescrizione. Per cui io do un consiglio da parte di una forza politica che non farà ostruzionismo che non si opporrà all'approvazione di questo decreto, che ha presentato degli emendamenti per migliorare questo decreto Pag. 91stesso, proprio perché il Paese sta spettando una risposta certa, sta aspettando una risposta chiara, ma non sta aspettando una risposta qualunque. Sta aspettando la miglior risposta politica possibile, che in questo momento la politica può dare. Quindi io mi auguro che la presenza e la partecipazione del Ministro non si traduca semplicemente in una non disponibilità nel valutare alcuni emendamenti, a mio avviso, di buon senso che sono stati presentati. Ovviamente la corruzione non viene risolta e non viene sconfitta semplicemente aumentando le pene, ma l'aumento delle pene in alcuni casi anche particolarmente consistenti è un fatto estremamente positivo. La Lega lo dice e infatti noi in alcuni casi presentiamo degli emendamenti per aumentare ulteriormente le pene. Però attenzione – ed è il motivo per cui noi voteremo favorevolmente all'emendamento Santelli – la corruzione non la si batte unicamente aumentando le pene. La corruzione la si batte in tanti altri modi, che avremo poi occasione di dire, ad esempio nel codice degli appalti. La corruzione la si batte anche dando poteri, poteri all'ANAC, che sta dimostrando un ruolo certamente importante nel panorama di gestione dei fenomeni corruttivi presenti nel nostro Paese. Faccio però delle considerazioni al Governo, al Ministro Orlando e al Partito Democratico: la corruzione la si sconfigge con l'aumento delle pene, ma la si sconfigge con la certezza della pena Ministro. Il Partito Democratico in questi due anni ha violentato il codice penale. Il codice penale va usato con cura. La corruzione non la si sconfigge con le depenalizzazioni. Ministro, la corruzione non la si sconfigge con i decreti svuota carceri. Ministro, la corruzione non la si sconfigge con la liberazione anticipata speciale con 75 giorni di sconto anche a chi commette reati di corruzione.
  Potremo andare d'accordo solo nel momento in cui rispetto a questi temi, rispetto ai quali c’è una responsabilità politica del Partito Democratico che ha garantito impunità anche ai corrotti, il Partito Democratico si assume la responsabilità di queste norme e dà la disponibilità di fare un passo indietro. Quindi, la Lega sulla lotta alla corruzione e sull'anticorruzione farà la propria parte, l'abbiamo fatta sulla legge Severino, una legge profondamente imperfetta, però era il primo segnale che la politica dava di disponibilità e di responsabilità. La corruzione non si combatte introducendo reati, cito due reati: il traffico di influenze illecite – che è uno di quei 157 reati che voi avete inserito nella norma relativa alla non punibilità per particolare tenuità del fatto – oppure la corruzione tra privati, sulla corruzione tra privati state facendo i furbi, Ministro. C'era una proposta da parte del collega Pini per rendere la corruzione tra privati, che sino ad oggi è rimasta sostanzialmente inapplicata, un reato serio...

  PRESIDENTE. Deve concludere.

  NICOLA MOLTENI. Un reato profondamente applicabile. Quindi la Lega fa la sua parte, la Lega darà il proprio contributo costruttivo per dare un segnale importante al Paese, ci aspettiamo un segnale importante anche da parte del Governo e da parte del Partito Democratico (Applausi dei deputati del gruppo Lega Nord e Autonomie – Lega dei Popoli – Noi con Salvini).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Massa. Ne ha facoltà.

  FEDERICO MASSA. Grazie Presidente, intervengo un secondo per dire che forse bisognerebbe riflettere un po’ meglio sull'intervento del Ministro. Ora, la discussione mi pare nasca con un vizio di confusione e, probabilmente, anche di attenzione al testo della legge. Questo non risolve tutto, sicuramente non è possibile pensare di inserire in questo provvedimento la delega per la riforma del codice degli appalti che è al Senato e che riguarda il recepimento delle direttive comunitarie. Non è che in questa sede, oggi, si deve dare l'impressione che qualcuno pensi che non si debba affrontare questo Pag. 92problema, volevo che fosse chiaro a tutti che questo problema, in queste ore, in questo momento, è all'attenzione dell'esame, nella sede propria, di recepimento delle direttive comunitarie per la riforma del codice dei contratti.
  Mi sembra veramente singolare che chi si lamenta della genericità delle deleghe pensi di delegare una materia di questo tipo, con un testo di questo tipo, inserito in una proposta di legge come questa.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Occhiuto. Ne ha facoltà.

  ROBERTO OCCHIUTO. Grazie Presidente, intervengo su questo articolo premissivo a prima firma dell'onorevole Santelli, ma lo faccio perché credo si debba rifiutare l'idea di far diventare questo testo di legge il discrimine fra quelli che vogliono la lotta alla corruzione e quelli che non vogliono la lotta alla corruzione. La lotta alla corruzione la vogliamo tutti, perché la lotta alla corruzione è necessaria, intanto, per rendere più solide le nostre aziende, più efficace il mercato e perché è intollerabile che miliardi e miliardi di euro, si quantificano in 60, in 70, vengano sottratti all'economia dalla corruzione.
  Quindi tutti vogliamo che ci siano provvedimenti capaci di arginare i fenomeni corruttivi. Qual è il punto ? Che vorremmo dei provvedimenti efficaci, che non vorremmo provvedimenti utili soltanto a fare uno spot prima delle regionali. Allora perché questo articolo premissivo ? Questo articolo premissivo vuole indicare il nostro modo di intendere la lotta alla corruzione. La lotta alla corruzione si fa, soprattutto, semplificando le procedure burocratiche, rendendo più trasparente l'amministrazione, controllando le procedure amministrative, perché ci sono amministrazioni dove, a causa della farraginosità delle procedure amministrative, spesso, si insinuano fenomeni corruttivi anche solo per farsi pagare una fattura dall'ente, a causa dell'opacità dei controlli sulle procedure.
  Ecco, per noi, la lotta alla corruzione si fa attraverso la semplificazione, attraverso la trasparenza. Certo, se è necessario anche aumentando le pene, ma prima di aumentare le pene cercando di dare certezza alle pene. Qui abbiamo un sistema, invece, incapace di perseguire i corrotti e si vuol dire ai cittadini che ci si lava la coscienza facendo un provvedimento che aumenta le pene, ma che non risolverà il problema.
  Con questo articolo premissivo chiediamo semplicemente alla maggioranza e al Governo di adeguare la nostra legislazione a quella europea, in ordine alla razionalizzazione del quadro normativo nella materia degli appalti pubblici e alla tracciabilità e alla trasparenza degli appalti. Ma che c’è di così eretico ? Che c’è di così strano, nel chiedere e nel volere che si faccia effettivamente in questo modo la lotta alla corruzione ? Questo, per quanto ci riguarda, è un articolo premissivo manifesto. Sappiamo che c’è un provvedimento in Senato che si sta occupando di questo, ma questo articolo premissivo descrive il nostro modo di intendere una politica che voglia davvero arginare questo fenomeno e non offrire soltanto uno spot ai cittadini in campagna elettorale, facendo un provvedimento che forse sarà celebrato sui giornali da qualche media per qualche giorno ma che non risolverà affatto i problemi della corruzione nel nostro Paese (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia – Il Popolo della Libertà – Berlusconi Presidente).

  PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo premissivo Santelli 01.050, con il parere contrario della Commissione e del Governo, il parere favorevole della relatrice di minoranza di Forza Italia e con il relatore di minoranza del MoVimento 5 Stelle che si rimette all'Assemblea.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Paola Boldrini.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

Pag. 93

   (Presenti  363   
   Votanti  309   
   Astenuti   54   
   Maggioranza  155   
    Hanno votato
  50    
    Hanno votato
no  259).    

  (La deputata Pellegrino ha segnalato che non è riuscita ad esprimere voto favorevole. La deputata Cardinale ha segnalato che non è riuscita ad esprimere voto contrario).

  Avverto che l'emendamento Colletti 1.19 è stato ritirato dal presentatore.
  Passiamo all'emendamento Santelli 1.28. Se nessuno chiede di intervenire, passiamo ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Santelli 1.28, con il parere contrario della Commissione, del Governo e del relatore di minoranza del MoVimento 5 Stelle e il parere favorevole della relatrice di minoranza di Forza Italia.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Cova.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  365   
   Votanti  348   
   Astenuti   17   
   Maggioranza  175   
    Hanno votato
  21    
    Hanno votato
no  327).    

  (La deputata Cardinale ha segnalato che non è riuscita ad esprimere voto contrario).

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Santelli 1.29, con il parere contrario della Commissione, del Governo e del relatore di minoranza del MoVimento 5 Stelle e il parere favorevole della relatrice di minoranza di Forza Italia.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Cancelleri, Malpezzi, Caruso, Lavagno.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  365   
   Votanti  364   
   Astenuti    1   
   Maggioranza  183   
    Hanno votato
  23    
    Hanno votato
no  341).    

  (La deputata Cardinale ha segnalato che non è riuscita ad esprimere voto contrario).

  Passiamo all'emendamento Molteni 1.4. La relatrice Santelli non ha espresso il parere su questo emendamento. Relatrice, il parere ?

  JOLE SANTELLI, Relatrice di minoranza. Il parere è contrario, Presidente.

  PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Molteni 1.4, con il parere contrario della Commissione, del Governo e della relatrice di minoranza di Forza Italia e il parere favorevole del relatore di minoranza del MoVimento 5 Stelle.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Abrignani, Stella Bianchi, Pilozzi, Quartapelle Procopio, Sorial, Boccuzzi.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti e votanti  371   
   Maggioranza  186   
    Hanno votato
  67    
    Hanno votato
no  304).    

  (La deputata Cardinale ha segnalato che non è riuscita ad esprimere voto contrario).Pag. 94
  Passiamo alla votazione dell'emendamento Sarti 1.52. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Colletti. Ne ha facoltà.

  ANDREA COLLETTI. Con questo emendamento intendiamo modificare la norma al 32-quater del codice penale, relativa all'incapacità di contrattare con la pubblica amministrazione. In un emendamento successivo, invece, cercheremo di modificare la stessa norma all'articolo 32-quinquies, relativa all'estinzione del rapporto di lavoro e di impiego nei casi di condanna. Questo perché, forse qualcuno, sicuramente il ministro, si ricorderà, intorno al 5 giugno 2014, è passato quasi un anno, proprio il Presidente del Consiglio dei ministri, Matteo Renzi, in uno dei suoi tanti tweet con cui ci inonda, scrisse che non intendeva più concedere sconti a nessuno: il punto centrale è garantire che chi viene condannato non torni più ad occuparsi della cosa pubblica con un meccanismo di Daspo, personalmente, un politico che viene indagato per corruzione, poi le cose sono cambiate a quanto pare, lo indagherei per alto tradimento, perché chi prende le tangenti tradisce il mandato, l'onore sul quale aveva giurato.
  Ebbene, con questo emendamento, signor ministro, proprio sulla scorta delle dichiarazioni su cui facevamo davvero affidamento del suo Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, intendiamo cambiare questa norma mettendo un Daspo per i corruttori, ovvero che coloro che non sono pubblici ufficiali che vengono però indagati e condannati per casi di corruzione per reati contro la pubblica amministrazione e che purtroppo, magari dopo qualche anno, possono continuare a ricontrattare con la pubblica amministrazione. D'altro canto non sono di oggi le notizie di indagini, patteggiamenti di soggetti che gravitavano intorno a tangentopoli e, dopo dieci – quindici anni, le cose sono rimaste sempre le stesse.
  Signor ministro, gradirei allora da lei una spiegazione, perché se le parole del Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, erano abbastanza chiare e visto che lei ha chiarito che questo provvedimento non è stato fatto per marketing politico prima delle elezioni regionali – mi permetto di dubitarne, giacché la dichiarazione del relatore di maggioranza Ermini era che bisogna votarlo entro il 31 maggio, data in cui si svolgono le elezioni regionali e amministrative – per una questione di serietà all'interno di questa Aula, dovrebbe dirci che è contrario al cosiddetto Daspo per i corruttori e andare quindi contro i falsa desiderata del Capo del Governo. Ora, ci dovrebbe spiegare la sua posizione, giacché adesso ne ha la legittima opportunità, perché altrimenti non è comprensibile se non come una posizione semplicemente di comodo: votate questa legge, tanto chi si vede si vede; nel 2012 abbiamo detto finalmente la legge Severino, adesso diremo nel 2015 diremo finalmente la legge Orlando.
  Quindi, adesso, vista l'opportunità della sua presenza e visto che prima ha già dato un suo parere abbastanza esaustivo sulla posizione generale rispetto al provvedimento, mi aspetto in questo caso almeno un suo intervento per chiarirci quale sia la sua e la posizione del suo Ministero.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Sarti. Ne ha facoltà.

  GIULIA SARTI. Grazie, Presidente. In questo emendamento abbiamo voluto inserire anche l'articolo 361 del codice penale per fare una riflessione. Questo reato, l'omessa o ritardata denuncia di reato all'autorità giudiziaria da parte del pubblico ufficiale, viene punito oggi con una semplice pena pecuniaria che va da 30 a 516 euro e al massimo con una reclusione di un anno se si tratta di ufficiale di polizia giudiziaria.
  Ebbene, questo è assurdo, ed è assurdo che non siano previste nemmeno pene accessorie. In questo Paese noi abbiamo una marea di casi in cui esponenti politici, che sono pubblici ufficiali, incontrano esponenti delle cosche e della criminalità organizzata, mafiosi o chi per loro, e, a fronte di questi incontri, non vanno mai a Pag. 95denunciare all'autorità giudiziaria quello che vengono a sapere da questi incontri. Siccome non promettono nulla, e lo sanno che non devono promettere nulla perché altrimenti scattano poi le indagini dei pubblici ministeri, abbiamo tantissimi casi di persone che possono tranquillamente incontrare e parlare con i boss, anche più volte, e non vengono mai condannati o indagati.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto la deputata Santelli. Ne ha facoltà.

  JOLE SANTELLI. Presidente, noi voteremo contro questo emendamento perché oggettivamente c’è una differenza fra il privato e il pubblico: colui il quale esercita una funzione pubblica la esercita in nome dello Stato ed ha ovviamente un dovere in più.
  Oggettivamente l'emendamento presentato dai colleghi del MoVimento 5 Stelle ha una sua ratio, si comprende qual è la logica che segue. Quello che, invece, io onestamente non riesco a comprendere è la logica che segue il provvedimento del Governo, e cioè che senso hanno le lettere a) e b) di questo articolo 1 ? Che senso ha aumentare di un anno le pene accessorie dopo un anno e mezzo trascorso dalla legge n. 190 ? Sono inadeguate ? Abbiamo avuto il tempo di verificare che le norme previste dalla n. 190 erano inadeguate ?
  Un anno e mezzo non è certo un tempo sufficiente, quindi cosa abbiamo fatto ? Abbiamo preso alcune norme e le abbiamo superate ? Signor Ministro, io non credo che il Parlamento si basi e prenda sotto dettatura le leggi da parte di alcuni magistrati, seppure molti esperti; quindi, non mi basta, non mi è sufficiente che alcuni magistrati molto esperti, come il procuratore Greco, ci dicano che siamo stati bravi a fare i compiti a casa.
  Credo che il Parlamento assuma da sé le proprie decisioni. Oggi questa maggioranza, il PD, proprio il partito del Presidente del Consiglio, si è rifiutata, per esempio, di toccare una delle materie principali, ovvero la corruzione in ordine agli appalti pubblici e, soprattutto, la tracciabilità dei pagamenti per quanto riguarda gli enti pubblici, cosa ancora più rilevante.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Ferraresi. Ne ha facoltà.

  VITTORIO FERRARESI. Signor Presidente, noi siamo per la presunzione di innocenza ma un condannato per corruzione dovrebbe essere escluso dal giro per sempre. Daspo ai politici che tradiscono la fiducia dei cittadini. Lo afferma il Premier Matteo Renzi durante il suo intervento per la campagna elettorale del Partito Democratico al Piccolo Teatro di via Rovello a Milano. Bene, allora Ministro, in questo caso se voi votate contro tutti questi emendamenti non è che siete «chiacchiere e distintivo», siete solo chiacchiere.

  PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Sarti 1.52, con il parere contrario della Commissione, del Governo e della relatrice di minoranza del gruppo Forza Italia e con il parere favorevole del relatore di minoranza del gruppo MoVimento 5 Stelle.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Malpezzi, Spadoni, Mura, Battaglia...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti e votanti  365   
   Maggioranza  183   
    Hanno votato
  65    
    Hanno votato
no  300).    

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Santelli 1.33, con il parere contrario della Commissione, del Governo e del relatore di minoranza per il MoVimento 5 Pag. 96Stelle e con il parere favorevole della relatrice di minoranza per il gruppo di Forza Italia.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Ravetto, Tidei, Parisi...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti e votanti  364   
   Maggioranza  183   
    Hanno votato
  26    
    Hanno votato
no  338).    

  Passiamo alla votazione dell'emendamento Colletti 1.53.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Colletti. Ne ha facoltà.

  ANDREA COLLETTI. Presidente, mentre prima ci rivolgevamo ai corruttori, ora ci rivolgiamo ai corrotti, ovvero a politici, amministratori o dipendenti pubblici infedeli. Anche verso di loro prevediamo quello che impropriamente, dal Presidente del Consiglio attuale, era stato definito il Daspo per i corrotti.
  Ora, Ministro, lei ci dovrebbe spiegare e dovrebbe conoscere quante persone aspirano a diventare servitori dello Stato o di enti pubblici per servire il proprio Paese in Italia e quanti di questi in realtà sono bloccati da dipendenti pubblici infedeli che sono stati condannati a una pena magari di un anno e due mesi di reclusione per corruzione o per concussione.
   Ora, questo emendamento va a favore di tutti coloro che aspirano a servire lo Stato, uno Stato ovviamente onesto, uno Stato che si presuppone onesto e che dovrebbe tendere all'onestà di tutti i suoi dipendenti, di tutti i suoi amministratori e di tutti i suoi politici.
  Vede, Ministro, lei ha iniziato bene, parlando in quest'Aula, però sta continuando nel suo silenzio, sulla stessa stregua del silenzio che vi è stato in Commissione durante la discussione di questi emendamenti.
  Ora, io sono convinto, Ministro, che lei avrà un'opinione su questo emendamento e – guardi – noi non stiamo discutendo questi emendamenti essenzialmente per fare ostruzionismo, non ne abbiamo alcun interesse. Vogliamo, però, rendere in quest'Aula un vero e sereno dibattito su questioni precise, su intendimenti precisi su questioni delle quali la politica dovrebbe tener conto, perché quest'Aula senza dibattito in realtà è inutile.
  Allora, Ministro, io la invito sinceramente ad intervenire e a spiegarci qui perché è contrario a questo emendamento, non in generale a livello politico, o al provvedimento in sé e per sé considerato, ma questo emendamento, all'emendamento 1.53 a mia firma, che prevede che i dipendenti pubblici che vengono condannati per un reato contro la pubblica amministrazione vengano semplicemente licenziati di diritto. Io aspetto, tanto so già che ce ne saranno altri e spero davvero nell'ottica di collaborazione e di cooperazione tra opposizione, maggioranza e Governo. Noi siamo qui per cooperare, cooperare però per il bene pubblico, Ministro.

  PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Colletti 1.53, con il parere contrario della Commissione, del Governo e della relatrice di minoranza di Forza Italia e con il parere favorevole del relatore di minoranza del MoVimento 5 Stelle.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Marzano, Giuditta Pini, Carloni...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  349   
   Votanti  331   
   Astenuti   18   
   Maggioranza  166   
    Hanno votato
  66    
    Hanno votato
no  265).    

Pag. 97

  (La deputata Bruno Bossio ha segnalato che non è riuscita ad esprimere voto contrario).

  Passiamo alla votazione dell'emendamento Colletti 1.54.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Colletti. Ne ha facoltà.

  ANDREA COLLETTI. Presidente, forse effettivamente con l'emendamento precedente eravamo un po’ troppo giustizialisti, lo ammetto. Pretendere che un dipendente pubblico condannato per un reato contro la pubblica amministrazione perda il proprio lavoro, in effetti – posso convenire con lei – mi sembra un pochino troppo, signor Ministro.
  Allora, ci mettiamo magari una pezza: mentre la norma, che voi in realtà già prevedete, abbassa la condanna da tre a due anni, noi l'abbassiamo ad una via di mezzo, se non la condanna sic et simpliciter, prevediamo una condanna superiore a un anno. Ora converrà con me che una condanna superiore a un anno non è poca cosa, soprattutto per un reato contro la pubblica amministrazione. Spero che convenga con me, perché dal suo silenzio, in realtà, non posso desumere nulla o almeno nulla di buono, signor Ministro.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Mazziotti Di Celso. Ne ha facoltà.

  ANDREA MAZZIOTTI DI CELSO. Grazie Presidente, io non ho fatto in tempo a intervenire prima, ma il tema è lo stesso. Vorrei dire questo in via generale su questo provvedimento: ci sono una serie di disposizioni che possono essere migliorate e su questo non c’è dubbio. Noi l'abbiamo ricevuto dal Senato e, come Scelta Civica, abbiamo indubbiamente delle osservazioni. Le avremmo poste, ma pensiamo, dopo l'esperienza di questi due anni di attesa dell'arrivo del provvedimento dal Senato, che valga la pena adesso di chiudere e introdurre norme che vanno bene o che sono perfette dal nostro punto di vista e magari lasciare qualcosa su cui intervenire.
  Rispondo all'onorevole Colletti: io sono totalmente d'accordo con lui sul principio. Dal nostro punto di vista, un dipendente pubblico che viene condannato per un reato contro la pubblica amministrazione, indipendentemente dalla pena, deve andare incontro allo stesso destino cui va incontro un dipendente privato che magari prende soldi da un fornitore o che dia una mazzetta per motivi strettamente personali o che rubi qualcosa, cioè deve andare a casa subito. C’è una soluzione molto semplice: intervenire quando parleremo di pubblico impiego, nell'ambito della riforma della pubblica amministrazione. Lì presenteremo degli emendamenti in quel senso. Oggi votiamo contro questo emendamento, come contro molti altri che magari possono anche essere condivisibili, perché per noi costituisce un valore approvare questo provvedimento rapidamente.
  Rispondo anche ai vari esponenti di Forza Italia che hanno parlato. Noi sappiamo perfettamente come e con quale entusiasmo, fretta e dinamismo la cosa sia stata seguita al Senato, per portare avanti questo provvedimento. Sappiamo che siamo stati bloccati per due anni e non vogliamo ripetere l'esperienza. La riforma degli appalti, come è stato detto, è in un provvedimento specifico per attuare le direttive europee e buttare dentro una norma tanto per dire che sono norme preventive, basta farlo al Senato, magari velocemente. Adesso vedremo quanto ci vorrà ad uscire dal Senato con la riforma degli appalti. Pertanto, una volta che si è riusciti faticosamente a uscire da un dibattito che è abbastanza simile ad una palude al Senato e si è arrivati con delle norme buone qui, noi voteremo a favore di questo provvedimento e l'onorevole Colletti può stare sicuro che, quando parleremo, nel provvedimento sulla PA, del rapporto di lavoro del dipendente pubblico, saremo i primi a sostenere norme che prevedano la cessazione immediata del rapporto di lavoro nel caso di condanna per reati contro la PA (Applausi dei deputati del gruppo Scelta Civica per l'Italia).

Pag. 98

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto la deputata Santelli. Ne ha facoltà.

  JOLE SANTELLI. Abbiamo scoperto, quindi, dall'onorevole Mazziotti che siamo noi quelli sfortunati. Al Senato c’è democrazia, si discute, i gruppi parlamentari possono parlare e decidere. È la Camera quella che dal Senato deve prendere per forza, perché evidentemente lì la maggioranza non può e non ha i numeri per varare una legge come questa, per esempio, in una settimana, senza neanche discuterla, perché con la forza di una maggioranza granitica e con l'impegno di una Conferenza dei presidenti di gruppo che ci dà lavoro fino a mezzanotte: ragazzi andate, la legge è sbagliata, la legge forse poteva essere migliore, sicuramente c'erano tante altre cose... Onorevole Mazziotti, la politica è anche responsabilità. Lei ha la responsabilità di essere maggioranza. Non può dire che c’è una buona norma, che potrebbe essere questa, io la voterei, ma non la voto, perché poi altrimenti faccio a meno di altre che potrebbero essere approvate. Lei potrebbe mandarlo al Senato, al Senato lei ha una maggioranza ? Perché, se non ce l'ha, allora questo Governo si dovrebbe dimettere. Questo Governo ha una maggioranza al Senato, voi avete ampia maggioranza sia qui che al Senato. Se volete delle norme, votatele, migliorate questa legge e fate una legge che vada bene a tutti.
  Se, poi, la vostra fretta è soltanto per fare un tweet e dire: «riforma dei reati contro la pubblica amministrazione, più carcere per tutti, fatto !», perché siamo alle elezioni regionali, è un'altra vicenda. Questa è comunicazione, non c'entra niente con governare il Paese.

  PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Colletti 1.54, con il parere contrario della Commissione, del Governo e della relatrice di minoranza di Forza Italia e con il parere favorevole del relatore di minoranza del MoVimento 5 Stelle.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Galperti, Sanna, Latronico...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  361   
   Votanti  339   
   Astenuti   22   
   Maggioranza  170   
    Hanno votato
  67    
    Hanno votato
no  272).    

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Santelli 1.34, con il parere contrario della Commissione, del Governo e del relatore di minoranza del MoVimento 5 Stelle e con il parere favorevole della relatrice di minoranza di Forza Italia.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Ciprini, Fantinati...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  359   
   Votanti  357   
   Astenuti    2   
   Maggioranza  179   
    Hanno votato
  27    
    Hanno votato
no  330).    

  (Le deputate Giovanna Sanna e Terzoni hanno segnalato che non sono riuscite ad esprimere voto contrario).

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Santelli 1.35, con il parere contrario della Commissione, del Governo e del relatore di minoranza del MoVimento 5 Stelle e con il parere favorevole della relatrice di minoranza di Forza Italia.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

Pag. 99

  Marchi, Villecco Calipari, Palma, Mazzoli, Tidei...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti e votanti  367   
   Maggioranza  184   
    Hanno votato
  26    
    Hanno votato
no  341).    

  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Molteni 1.5, con il parere contrario della Commissione, del Governo e della relatrice di minoranza di Forza Italia e sul quale il relatore di minoranza del MoVimento 5 Stelle si è rimesso all'Aula.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Sarti, Capelli, Palese...
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti  367   
   Votanti  320   
   Astenuti   47   
   Maggioranza  161   
    Hanno votato
  14    
    Hanno votato
no  306).    

  Passiamo alla votazione dell'emendamento Colletti 1.21.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Colletti. Ne ha facoltà.

  ANDREA COLLETTI. Grazie, Presidente. Con questo emendamento, nell'ottica dell'inasprimento sanzionatorio dei reati contro la pubblica amministrazione, vorremmo andare ad incidere sulla pena in riferimento al peculato mediante profitto dell'errore altrui, all'articolo 316. Perché questo ? Perché, in realtà, se, da una parte, il peculato semplice viene punito con la reclusione da quattro a dieci anni, attualmente, e con questa norma proditoriamente viene aumentato a dieci anni e sei mesi, in realtà vi è una sperequazione, per così dire, in riferimento ad altre fattispecie normative, in specie a questa fattispecie specifica del peculato mediante errore altrui.
  È ovvio che, quando andiamo a sanzionare maggiormente una condotta, allo stesso modo dovremmo sanzionare una medesima condotta, che, però, è delineata secondo una cosiddetta attenuante, che, in questo caso, è l'errore altrui.
  Ora, non vediamo perché andiamo a modificare sempre l'articolo 314 e, invece, non andiamo a modificare l'articolo 316, che ormai è dal 1990 che non viene modificato (mentre l'articolo 314 è stato modificato anche con la benedetta legge Severino). Quindi, se andiamo ad inasprire le pene, a questo punto, inaspriamole verso tutti, altrimenti si rischierebbe davvero, anche se non lo credo, in una ottica di moral suasion della Corte costituzionale, una sorta di irrazionalità rispetto all'inasprimento sanzionatorio di alcuni reati rispetto ad altri. È per questo che invito tutta l'Aula a votare favorevolmente.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Sannicandro. Ne ha facoltà.

  ARCANGELO SANNICANDRO. Egregia Presidente, intervengo solo per convenire con il collega Colletti che c’è una disarmonia nell'indicazione delle pene. Ho già detto in precedenza che, talvolta, si esagera, per cui si aumentano nel minimo – badate che è la cosa più importante – del 50 per cento, talvolta, nel massimo, di 6 mesi su 10 anni. La cosa è veramente paradossale. Poi, giustamente, lui rileva che c’è una disarmonia con tutte le altre fattispecie che, gradualmente, possono essere o di maggiore allarme sociale o di minore allarme sociale. Chiariamo subito che noi ci stiamo attestando su un testo soltanto per una sorta di riduzione del danno, perché vogliamo credere che ci sia una sorta di logica negli aumenti delle pene che sono state predisposte e, quindi, abbiamo veramente il timore di aggravare questo pasticcio.

Pag. 100

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Morani. Ne ha facoltà.

  ALESSIA MORANI. Grazie, Presidente. Intervengo solo per riportare l'attenzione dell'Aula su questo provvedimento, che è un provvedimento serissimo, importante, che fa giustizia nei confronti di un'opinione pubblica che è, giustamente, scandalizzata rispetto ad alcuni eventi che in questi mesi, purtroppo, sono venuti alle cronache e lo dico con estrema convinzione. Questo provvedimento è stato lungamente discusso in Senato e diverse forze politiche ci hanno attribuito la lunghezza della discussione. Oggi, invece, ci viene richiesto di allungare ulteriormente, attraverso una fase emendativa, che francamente faccio fatica a comprendere, i tempi dell'approvazione definitiva del provvedimento. Questo è un provvedimento che nelle audizioni in Commissione giustizia è stato salutato favorevolmente – credo – dai massimi esperti di corruzione, vorrei citare il dottor Greco e il dottor Cantone per tutti, senza far torto agli altri.
  Quindi, il fatto che il gruppo del Partito Democratico voti contro le modifiche che sono stata proposte credo che sia un modo per approvare, finalmente, e in via definitiva, un provvedimento che stiamo aspettando da troppo, troppo, tempo.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Sarti. Ne ha facoltà.

  GIULIA SARTI. Grazie, Presidente. Il motivo per cui stiamo aspettando un vera legge anticorruzione da troppo tempo, è che questo Governo, per un anno, ha tenuto fermo il disegno di legge anticorruzione in Senato. I nostri senatori stavano già lavorando ad un testo migliore di questo ed erano già in una fase avanzata (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle). Il problema è che poi arriva questo Governo, blocca tutto, perché vuole metterci la bandierina presentando il suo disegno di legge, svuotando di contenuto il disegno di legge Grasso originale, svuotando di contenuto il lavoro dei nostri senatori. Ed oggi è per questo che noi stiamo continuando a presentare emendamenti migliorativi, non per i motivi legati soltanto alla prevenzione della corruzione, ma anche perché in tema di repressione noi avevamo delle proposte: il DASPO per i corrotti, l'agente provocatore, e tante altre cose che sono frutto di questi emendamenti. Allora il punto vero è che qui si sta giocando di ipocrisia e non dobbiamo cadere nel giochino di dire «i massimi esperti di anticorruzione hanno detto che questo è un testo buono», perché allora possiamo citare le critiche del CSM proprio dell'altro giorno a questo testo e possiamo citare migliaia di altri esempi per capire che cosa poteva essere fatto di buono in questo disegno di legge anticorruzione (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

  PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Colletti 1.21, con il parere contrario della Commissione, del Governo, della relatrice di minoranza di Forza Italia e con il parere favorevole del relatore di minoranza del MoVimento 5 Stelle.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Bolognesi, Vico... ci siamo ?
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti e votanti  346   
   Maggioranza  174   
    Hanno votato
  60    
    Hanno votato
no  286).    

  Passiamo alla votazione dell'emendamento Colletti 1.22.
  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Colletti. Ne ha facoltà.

  ANDREA COLLETTI. Grazie Presidente. Ho ascoltato con piacere l'intervento della collega del Partito Democratico Pag. 101Morani in precedenza e ho desunto anche le vere motivazioni. Infatti ella ha parlato di un provvedimento che serviva per dare una risposta all'opinione pubblica. È qui che si capisce la mera finalità di questo provvedimento: una risposta all'opinione pubblica. Quindi, non si tratta di un provvedimento utile alla prevenzione, sanzione e repressione dei fenomeni di malcostume di politici o pubblici amministratori o pubblici dipendenti, bensì di una mera risposta, di un'operazione di marketing.
  Tornando a quest'altro emendamento, noi vorremo andare ad aumentare le pene per la malversazione ai danni dello Stato, malversazione che si applica, in realtà, non solo per quanto riguarda lo Stato nazionale, bensì, in base anche a delle modifiche, in riferimento a finanziamenti che vengono presi, per così dire, grazie ai fondi dell'Unione europea. Ne abbiamo un esempio specifico, purtroppo, anche in quest'Aula di finanziamenti dell'Unione europea che poi vengono utilizzati in altro modo. Ce l'abbiamo con il deputato del Partito Democratico Genovese, il quale è stato, ed è attualmente ancora, indagato dalla procura di Messina, e che è stato addirittura arrestato dalla stessa procura di Messina e, quindi, ha dovuto lasciare quest'Aula per il carcere.
  Ebbene, questo reato crea notevoli danni. Ma non crea notevoli danni solo alle casse dello Stato, crea notevoli danni sapete a chi ? Sa a chi, signor Ministro ? A tutte quelle imprese e a tutti quei liberi professionisti e artigiani che vorrebbero concorrere per accedere a questi finanziamenti e che, a causa di queste persone disoneste, non possono concorrere. Ovvero attuano una vera e propria concorrenza sleale nei confronti degli onesti. È questo in sostanza: è una concorrenza sleale dei disonesti nei confronti degli onesti.
  Allora mi sembra una base minima di giudizio, quella di aumentare la pena attuale «da sei mesi a quattro anni» – che è abbastanza bassa, a dire il vero, perché possiamo passare a parlare di cifre molto alte, anche per svariati milioni di euro – con una pena «da due a sei anni».
  Anche perché, sia come ha detto il collega Sannicandro, sia come ho detto io in precedenza, noi dovremmo andare a rilivellare tutto il sistema sanzionatorio penale dei reati contro la pubblica amministrazione. È un intimo errore questo di prendere a riferimento solo alcune fattispecie, perché possono essere maggiormente impattanti dal punto di vista comunicativo o mediatico.
  Un vero legislatore non dovrebbe interessarsi meramente dell'effetto mediatico delle proprie scelte, perché fare un provvedimento che è mediaticamente spendibile, ma sostanzialmente inutile, in realtà è quasi peggio di fare un provvedimento sbagliato. Infatti, se il provvedimento è sbagliato, tutti sanno che il provvedimento è sbagliato ed è errato e possiamo migliorarlo. Quando un provvedimento è inutile e spacciato per buono, tutto questo non si può fare. Allora, signor Ministro, io continuo a richiederle un'opinione per ciascuna di queste proposte emendative, sperando in una sua cortese risposta (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Sannicandro. Ne ha facoltà.

  ARCANGELO SANNICANDRO. Grazie Presidente. Veramente mi ha preceduto il collega Colletti. Volevo, appunto, fare notare al Ministro, affinché lo annoti, che la collega che ci ha proceduto del Partito Democratico ha confessato qual è la ratio di questa normativa: la stiamo facendo perché bisogna assecondare il ventre del Paese, le campagne scandalistiche e così discorrendo. E, in effetti, ne usciamo mortificati, perché – ripeto – la funzione più delicata, che è quella del legislatore penale, è piegata ad esigenze di così bassa lega.
  Scusate non vorrei fare nessun paragone. Quindi, signor Ministro, spero ci risparmieremo ulteriori esaltazioni e che procederemo velocemente ad archiviare questo provvedimento che stiamo esaminando.

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  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Santelli. Ne ha facoltà.

  JOLE SANTELLI. Grazie, Presidente. Credo che su questo tema, come in realtà su tanti altri temi in materia penale, la prassi è quella di rispondere ad ogni emergenza con aumenti di pena, forse utilizzando la materia penale a iosa. Questo è stato uno dei drammi di questo Paese.
  La collega Morani parlava di un'opinione pubblica scandalizzata. È vero, è chiaro davanti ad alcuni scandali. Io ricordo Expo, le grandi opere. La scorsa legislatura era il periodo delle convenzioni con la DNA e pensavamo di poter risolvere il problema con la mafia. Mettiamo dei paletti e poi ci accorgiamo che ancora non sono bastevoli. E quindi cosa facciamo ? Il Governo e qualsiasi Ministro – in questo momento c’è lei, Ministro Orlando – devono dare una risposta e la risposta più facile, che le viene data anche dai sui uffici, è di alzare qualche pena. La tragedia è che la risposta penale non serve. A volte non solo non è sufficiente, ma è anche la risposta sbagliata.
  Quello di cui ci dobbiamo accorgere – quello che io sto dicendo dal 1992 – è che stiamo provando e abbiamo cambiato le norme sulla pubblica amministrazione dal 1992 e ancora nelle classifiche l'Italia è fra i Paesi più corrotti. Cambiamo strada o non cambiamo strada ? L'avevamo cambiata la strada. Adesso abbiamo ripreso la strada vecchia, abbiamo ripreso la strada degli aumenti delle pene. Questo è il problema.
  Ministro Orlando, che per combattere la corruzione serve la prevenzione e non gli aumenti di pena non l'ho detto io, non lo dice Sannicandro o non lo dicono oggi altri gruppi in quest'Aula. Lo ha detto lei, Ministro Orlando, lo ha detto il suo Presidente del Consiglio che era sbagliato intervenire con qualche aumento di pena. E oggi ? Lo so, collega Morani, poi i magistrati ci hanno detto che siamo bravi. Mi spiace, ma il PD ha questa forma di sudditanza verso la magistratura. Collega Ferranti, noi siamo i legislatori, noi rispondiamo ai cittadini. Il presidente dell'anticorruzione, che è presidente dell'anticorruzione da qualche mese, ha detto che abbiamo uno statuto molto buono: questo ci ha detto. Dopodiché, alcuni magistrati ci hanno dato dei consigli, ma coloro i quali audiamo ci danno dei consigli, non ci giudicano. Noi siamo il Parlamento, noi siamo giudicati dai cittadini, noi rispondiamo ai cittadini: si chiama politica.

  ANDREA ORLANDO, Ministro della giustizia. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  ANDREA ORLANDO, Ministro della giustizia. Non mi illudo di spostare molto la discussione, perché mi pare che ci si trovi di fronte a una sorta di dialogo tra sordi. Però io vorrei richiamare esattamente i fatti.
  Noi non abbiamo proceduto all'approvazione di questo provvedimento all'indomani di qualche fatto di particolare gravità. Abbiamo proposto di modificare questo provvedimento, che era stato elaborato nell'agosto dello scorso anno. Abbiamo deciso di modificarla su alcuni punti specifici, nel caso concreto l'aumento delle pene per la corruzione e il tema riguardante la possibilità per consentire che con il patteggiamento non ci fosse un'irrogazione della pena che non prevedesse la reclusione.
  Tutto il resto è elaborazione precedente. Ed è elaborazione precedente non fatta sulla base dell'invocazione dell'opinione pubblica, ma di tutti i consessi internazionali che valutano l'adeguatezza delle norme di repressione penale in tema di corruzione, che ci segnalavano tre cose.
  La prima è l'assenza nel nostro ordinamento del tema dell'autoriciclaggio, risolta con il provvedimento sul rientro dei capitali. La seconda è l'assenza di una normativa di favore per chi collabora, che è contenuta all'interno di questo provvedimento. La terza è la sostanziale depenalizzazione o, comunque, il forte svuotamento Pag. 103del reato di falso in bilancio. Ora, io capisco che si difenda la scelta che a suo tempo fu fatta di svuotare il falso in bilancio. Ci si consenta di non essere d'accordo con quella scelta e di rivendicare che questa non è una scelta che si fa semplicemente per inasprire le pene o inseguire l'opinione pubblica, ma per tener conto di tutti gli organismi tecnici internazionali che spiegano che il falso in bilancio è lo strumento attraverso il quale si fa la provvista in nero per fare la corruzione. Chi si occupa tanto del tema della concorrenza e della trasparenza del mercato, di questo tema ne dovrebbe tenere adeguatamente conto. Quindi, lo dico perché, se si va a riprendere gli atti, ci si rende conto che nella sostanza questo è un testo di legge realizzato con emendamenti presentati su un testo unificato che era presente al Senato. Ma, prima di quegli emendamenti, il Governo, due mesi dopo il suo insediamento, quindi quando alcune vicende di carattere generale legate alla corruzione non si erano manifestate o almeno non tutte, presentò un disegno di legge sulla criminalità economica ed organizzata, che poi venne rimodulato e trasformato nell'agosto dello scorso anno, che aveva esattamente questi obiettivi: cercare di tener conto delle indicazioni dei consessi internazionali che valutano l'adeguatezza delle norme repressive contro la corruzione. In quell'occasione, ci fu anche una riflessione se reintervenire nuovamente sul fronte della prevenzione e, invece, si valutò che sul fronte della prevenzione erano sufficienti le norme che tutti insieme abbiamo votato in questo Parlamento e che dovevano semplicemente essere attuate. Ridico le cose che ho detto prima perché ho sentito rifare gli stessi interventi e, allora, ogni cinque, sei interventi che dicono le stesse cose, io reintervengo e ridico le stesse cose che ho detto prima, così faccio un po’ di sconto (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico). Credo, però, che sia utile ripristinare i termini della questione.
  Concludo su una cosa: perché io non rispondo alla valutazione sul singolo emendamento, onorevole Colletti ? Lei l'ha capito benissimo, è troppo intelligente. So che queste domande sono più di simpatica provocazione. Perché ho spiegato come faticosamente al Senato si sia trovato un punto di equilibrio; come faticosamente si sia lavorato per tener conto anche di opinioni diverse presenti in quel consesso; e cosa consiglio caldamente a questo ramo del Parlamento se si vuole arrivare ad un'approvazione di una legge in tempi ragionevoli, non per inseguire l'opinione pubblica, ma per arrivare in tempi ragionevoli a questa approvazione. E mi fa piacere che voi oggi vi poniate il problema di non inseguire l'opinione pubblica: è una novità anche questa. L'obiettivo che noi ci siamo posti è quello di arrivare appunto all'approvazione in tempi ragionevoli e vi dico con molta franchezza che un ulteriore passaggio al Senato non garantirebbe questo obiettivo, vista la fatica che abbiamo fatto nei passaggi in Commissione. Si tratta di una Commissione dove, come sapete, i numeri della maggioranza sono molto risicati e dove anche dentro la maggioranza si sono manifestate molte posizioni diverse. Quello che i giornali hanno scritto, quello che trasparentemente abbiamo riferito e riferiamo a quest'Aula, non ci consente di garantire che il ritorno al Senato comporterà una rapida approvazione della legge. Chi propone gli emendamenti, si faccia carico anche di questo aspetto perché non se ne può far carico soltanto quando si parla di ecoreati, disinteressandosene oggi, magari dopo aver detto per molti mesi che era urgente l'approvazione di una legge sul tema della corruzione (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Colletti. Ne ha facoltà.

  ANDREA COLLETTI. Presidente, innanzitutto ringrazio il Ministro della risposta, anche se avrei sperato in una risposta più nel merito di alcune questioni piuttosto che una risposta generica, giacché le mie domande e gli emendamenti precedenti erano abbastanza precisi. Posso Pag. 104capire, però, che purtroppo non posso pretendere troppo in realtà in questo consesso.
  Ma in realtà ciò che è interessante è quando lei, Ministro, ha fatto riferimento al cosiddetto punto di equilibrio e quindi quel compromesso al ribasso che ha dovuto tenere tra la maggioranza del PD, i cosiddetti renziani e non renziani, la minoranza del PD che è anche abbastanza forte all'interno della Commissione giustizia, Forza Italia e Alleanza Popolare (Alfano, il Viceministro Costa e quant'altro) perché il problema vero è proprio questo. Signor Ministro, lei sa benissimo che qualora avessimo voluto fare una seria normativa contro la corruzione lei avrebbe trovato sicuramente i nostri voti sia in Commissione sia in Aula. E glielo avevamo già detto nel nostro incontro che facemmo un anno fa, un anno e mezzo fa. Il fatto di non essere stati disponibili a migliorare la norma, anzi a svuotare il disegno di legge Grasso come avete fatto con il Governo e con la vostra maggioranza è un problema vostro interno e della vostra maggioranza. Di sicuro non è un problema che potete addossare all'opposizione che anzi si era messa a disposizione per fare norme molto più stringenti. Vorrei ricordare, signor Ministro, che è stato il suo Governo a bloccare nel giugno del 2014 l'approvazione in Senato del disegno di legge Grasso che era molto migliore di questa proposta di legge svuotata che ci è arrivata alla Camera. Quindi la colpa di questa attesa in realtà è tutta addossabile alla sua maggioranza, Ministro, e al suo Governo. Di sicuro non alle opposizioni e le assicuro che, se lei volesse modificare questa norma, migliorarla attraverso alcuni nostri emendamenti, troverebbe da parte nostra le porte spalancate in Senato per fare una legge seria. Ma è tutto lì il punto: fare una legge seria, fare una legge finalmente utile, che presuppone pensarla, rifletterci e non farla, guarda caso, la settimana prima delle regionali. Perché è ovvio che qualora dovessimo decidere di farla per forza prima del 31 maggio ciò apparirebbe una manovra di marketing politico fatta solo prima della campagna elettorale, signor Ministro. Quindi lei lo sa meglio di me qual è la vera situazione e qual è il vero gioco che si instaura dentro e dietro questo disegno di legge, dentro e dietro questa norma. E il gioco – ci hanno spiegato chiaramente, ce l'ha spiegato la maggioranza sia il PD sia Alleanza Popolare – sta nell'affossamento e ancora nell'arretramento ancora peggiore rispetto al compromesso al ribasso che fu fatto alla Camera della proposta di legge sulla prescrizione. D'altro canto c’è stata la sua intervista qualche giorno fa che ha già prefigurato questo arretramento sulla prescrizione. Quindi la colpa essenzialmente è vostra, signor Ministro, sua e della sua maggioranza. Non addossi all'opposizione colpe che non ha (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Tabacci. Ne ha facoltà.

  BRUNO TABACCI. Signor Presidente, Ministro Orlando, io invece desidero darle atto della discussione complicata che c’è stata al Senato al centro della quale c'era il tema del falso in bilancio. Personalmente ho sempre pensato che per iniziare a porre rimedio ai guasti legislativi di questi ultimi lustri sarebbe stato meglio mettere mano alla prescrizione, anziché aumentare le pene, e questo non c'entra nulla con l'idea di assecondare l'opinione pubblica o di lisciare il pelo per il verso giusto che magari qualcuno si aspetta. Io però mi auguro e in questo senso il richiamo che lei fa all'urgenza c’è tutto e non è un fatto elettorale, è un fatto politico, che ci sia un messaggio che si rivolge al Paese che vada in controtendenza rispetto a quello che è avvenuto in questi anni e, come tale, deve essere trasmesso. L'intervento sul falso in bilancio era assolutamente essenziale e fu un errore pesantissimo a suo tempo averlo svuotato e oggi il richiamo che viene dalla collega relatrice della minoranza mi pare un po’ sui generis, un po’ strumentale. Si accusa lei di voler fare un'operazione strumentale ma quando fu fatta l'operazione Pag. 105sul falso in bilancio non c'era nulla, era molto preciso quello che si voleva fare, è un obiettivo puntuale che si rivolgeva ad un pezzo del Paese.
  Infatti quello che preoccupa è la connessione stretta che esiste tra falso in bilancio, economia sommersa, creazione di risorse finanziarie in nero e fenomeni di corruzione. C’è una connessione molto stretta tra questi fatti. Qual è la conseguenza conclusiva di questo ? È che il Paese Italia, l'economia italiana ha una scarsa credibilità nel contesto internazionale. Il problema della trasparenza è connesso a questa credibilità. Se noi vogliamo diventare un Paese appetibile per investimenti esteri dobbiamo porre mano al tema della trasparenza. Questo del falso in bilancio diciamo che era in qualche modo una pregiudiziale. Quindi le do atto del lavoro svolto.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Ferraresi. Ne ha facoltà.

  VITTORIO FERRARESI. Ministro le faccio una proposta: visto che la legge sui reati ambientali si è chiusa alla quarta lettura parlamentare – qui siamo alla seconda – e c'erano pressoché gli stessi problemi di maggioranza che ci sono in questa legge ovvero Forza Italia e il Nuovo Centro Destra che si opponevano, ma è stata accettata alla fine, oggi ci prendiamo tutti l'impegno di modificare questa legge armonizzando anche le norme penali. Infatti, non si può alzare le pene su alcuni reati come la corruzione e non pensare a quei reati minori, che però sono prodromici molte volte alla corruzione. Armonizziamo, rendiamo il reato di falso in bilancio più specifico e definito, mettiamo l'agente corruttore che peraltro con un ordine del giorno è stato approvato al Senato con il parere favorevole del Governo. Prendiamo questo impegno e per le prime settimane di giugno chiudiamo una norma anticorruzione efficace tutti insieme con i nostri e i vostri voti. Cosa risponde ?

  PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Colletti 1.22, sul quale ricordo il parere contrario di Commissione, Governo e relatrice di Forza Italia e il parere favorevole del relatore MoVimento 5 Stelle.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Forza colleghi, prendete posto, Malpezzi, Basso, Bolognesi, Fanucci. Bolognesi a posto, Basso anche. Di qua tutti hanno votato. Ci siamo. Richetti.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti e votanti  348   
   Maggioranza  175   
    Hanno votato
  63    
    Hanno votato
no  285).    

  Secondo le intese intercorse, al fine di consentire alle Commissioni bilancio e lavoro di procedere allo svolgimento dell'audizione – c’è ancora un voto colleghi non ve ne andate – del Ministero dell'economia sulle iniziative conseguenti alla sentenza della Corte costituzionale n. 70 del 2015, previsto per le ore 19, interrompiamo a questo punto l'esame del provvedimento che riprenderà nella seduta di domani.

Inserimento all'ordine del giorno di una proposta di legge (ore 19,05).

  PRESIDENTE. A seguito delle intese intercorse in sede di Conferenza dei presidenti di gruppo propongo di inserire all'ordine del giorno della seduta odierna dopo la discussione sulle linee generali della proposta di legge n. 1335-A recante disposizioni in materia di azione di classe, la discussione sulle linee generali della proposta di legge n. 2741-A, recante disposizioni concernenti i militari italiani, ai quali è stata irrogata la pena capitale Pag. 106durante la prima guerra mondiale. Ricordo che ai sensi dell'articolo 27, comma 2, del Regolamento l'Assemblea può discutere o deliberare su materie non iscritte all'ordine del giorno previa deliberazione con votazione palese mediante procedimento elettronico con registrazione dei nomi e a maggioranza dei tre quarti dei votanti.
  Pongo, dunque, in votazione con voto nominale la proposta di inserire all'ordine del giorno della seduta odierna dopo la discussione sulle linee generali della proposta di legge n. 1335-A, recante disposizioni in materia di azione di classe, la discussione sulle linee generali della proposta di legge n. 2741-A.
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico sulla proposta di inserire all'ordine del giorno della seduta odierna dopo la discussione sulle linee generali della proposta di legge n. 1335-A, recante disposizioni in materia di azione di classe, la discussione sulle linee generali della proposta di legge n. 2741-A.
  Dichiaro aperta la votazione.
  (Segue la votazione).

  Rubinato. Ci sono altri che non riescono a votare ? No.
  Dichiaro chiusa la votazione.
  Comunico il risultato della votazione:

   Presenti  343   
   Votanti  342   
   Astenuti    1   
   Maggioranza dei tre quarti
   dei votanti  255   
    Hanno votato  340    
    Hanno votato no   2    

  La Camera approva (Vedi votazioni).

  Ora i colleghi che non intendono assistere alla discussione sulle linee generali possono anche lasciare l'Aula, il più silenziosamente possibile.

Discussione della proposta di legge: Bonafede ed altri: Disposizioni in materia di azione di classe (A.C. 1335-A); e dell'abbinata proposta di legge Gitti ed altri (A.C. 3017) (ore 19,10).

  PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione della proposta di legge n. 1335-A: Bonafede ed altri: Disposizioni in materia di azione di classe; e dell'abbinata proposta di legge Gitti ed altri n. 3017.
  Avverto che lo schema recante la ripartizione dei tempi per la discussione sulle linee generali è pubblicato in calce al resoconto stenografico della seduta del 19 maggio 2015.

(Discussione sulle linee generali – A.C. 1335-A)

  PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione sulle linee generali.
  Avverto che il presidente del gruppo parlamentare MoVimento 5 Stelle ne ha chiesto l'ampliamento senza limitazioni nelle iscrizioni a parlare, ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento.
  Avverto, altresì, che la II Commissione (giustizia) si intende autorizzata a riferire oralmente.
  Colleghi, un po’ di silenzio. Ha facoltà di intervenire il relatore, deputato Alfonso Bonafede.
  Abbassiamo il tono della voce, per favore, così sentiamo il relatore.

  ALFONSO BONAFEDE, Relatore. Presidente, il provvedimento all'esame dell'Assemblea è diretto a conferire maggiore efficacia all'azione di classe, sulla base dell'esperienza acquisita nei primi anni dell'applicazione dell'istituto previsto dall'articolo 140-bis del codice del consumo. È importante per me sottolineare all'Aula, fin dall'inizio, che il grande passo che viene portato avanti da questa proposta di legge deriva proprio dal fare tesoro dell'esperienza positiva, ma soprattutto negativa dell'azione di classe di questi anni, relativa alla dimensione del codice del Pag. 107consumo. Proprio facendo tesoro di quella esperienza, si cerca di incardinare l'azione di classe nel codice di procedura civile italiano come strumento generale e, quindi, non solo più limitato alla dimensione del consumatore, ma ampliato e reso fruibile da ogni cittadino italiano. Ogni cittadino, ovviamente, che insieme ad altri cittadini sia stato leso nei suoi diritti o, comunque, abbia delle ragioni da far valere, vedremo con che modalità, nel caso in cui ci sia una condizione lesiva di una pluralità di cittadini.
  Dunque, la vera e propria rivoluzione che arriva nel codice di procedura civile con l'azione di classe consiste innanzitutto nella possibilità dei cittadini di unirsi per far valere i loro diritti, creando così un vero e proprio equilibrio tra i cosiddetti poteri forti che hanno, ovviamente, una forza maggiore all'interno di un'aula di tribunale e i cittadini, che unendosi, possono riequilibrare quel dislivello che è ovvio che ci sia ogni volta in cui c’è un inadempimento cagionato da un soggetto economicamente molto forte nei confronti di ciascun cittadino. Dobbiamo pensare al fatto che da ora in poi i cittadini potranno unirsi non solo per far valere le loro ragioni in relazione a inadempimenti contrattuali o, comunque, rispetto a fatti illeciti di piccola portata, prendiamo il caso...

  PRESIDENTE. Mi scusi onorevole Bonafede. Colleghi, per favore abbassate il tono della voce, non siamo tanti ma c’è un gran rumore ! Prego, continui deputato Bonafede.

  ALFONSO BONAFEDE, Relatore. Grazie, Presidente. Prendiamo il caso tipico di cittadini automobilisti bloccati in autostrada a causa di un inadempimento della società che gestisce le autostrade, i quali adesso potranno unirsi. Si tratta ovviamente di un inadempimento che cagiona un danno di piccola portata, ma pensiamo a casi, per esempio, relativi a disastri ambientali, di fronte ai quali i cittadini ora avranno la possibilità di difendersi grazie a questa azione di classe.
  Ma la rivoluzione che viene portata avanti con questa proposta di legge non attiene soltanto al diritto sostanziale ma anche al processo civile e al funzionamento del processo civile.
  Ciò per il semplice fatto che, finalmente, dopo due anni in cui sono stati portati avanti interventi che tendevano a svuotare i tribunali, anche dei diritti dei cittadini, di azioni, anche fondate da parte dei cittadini – per esempio, i casi di cittadini che vogliono divorziare consensualmente dandogli la possibilità di rivolgersi al sindaco per procedere ad un divorzio cosiddetto semplificato, – qui, invece, si fa un salto in avanti enorme, dicendo che adesso, per tante cause – pensiamo, per esempio, alle tante cause pendenti tra singoli cittadini e le banche – i cittadini potranno unirsi tutti insieme. Quindi, centinaia di cause potranno d'ora in poi diventare anche una causa o poche cause, il che comporta anche uno snellimento del numero di contenziosi all'interno del tribunale.
  Ribadisco, però, che ciò non è dovuto al fatto che i cittadini non possono accedere al tribunale o all'invito dello Stato, del Governo, ai cittadini di liberare le aule dei tribunali: qui si dice ai cittadini che se in cento stanno facendo cento cause adesso possono unirsi e, quindi, trasformare quelle cento cause in una, il che, è evidente, comporta uno snellimento del contenzioso notevole dovuto a un intervento di carattere strutturale.
  Passo adesso alla spiegazione dell'articolato del provvedimento, dicendo che, rispetto alla proposta iniziale, ci sono state delle innovazioni. Dovute a che cosa ? La proposta iniziale prevedeva, sulla falsariga di quella che era stata l'azione di classe del consumatore fino a questo momento, la possibilità per i cittadini di rivolgersi a un tribunale, poi il tribunale faceva iniziare una fase, che è quella di valutazione dell'ammissibilità dell'azione di classe, e, a quel punto, tutti gli altri cittadini interessati potevano aderire per sostenere le ragioni dell'attore o degli attori principali. Si arrivava così alla fine del procedimento con una sentenza che valutava in base ai Pag. 108diritti che erano stati fatti valere all'interno di quel giudizio. In fase emendativa, a seguito delle audizioni e a seguito del contributo che è stato dato dalle altre forze politiche, è stata valutata la possibilità – in audizione questa possibilità era emersa con il contributo che avevano dato le associazioni dei consumatori –, per i cittadini interessati, di intervenire anche in una fase successiva alla sentenza.
  Dunque, la struttura che oggi abbiamo con questa proposta di legge è una struttura in cui, per un'azione di classe, fin dall'inizio, è data la possibilità a tutti gli interessati di aderire e di partecipare al processo, ma, dopo la sentenza, è data un'ulteriore possibilità, a coloro che per le ragioni più varie non avevano aderito all'inizio, di aderire successivamente alla sentenza.
  Viene comunque sollecitata una partecipazione dei cittadini, perché coloro che aderiscono sin dall'inizio hanno dei poteri processuali maggiori che andremo ad individuare nella spiegazione dell'articolato.
  Partiamo con la spiegazione dell'articolo 840-bis, che praticamente definisce il campo di applicazione dell'azione di classe. Da chi è esperibile questa azione ? È esperibile da coloro che vogliono far valere diritti individuali omogenei. Si tratta di una categoria che piano piano è stata arricchita da contributi giurisprudenziali, ed è una categoria che non ha dato grandi problemi, più che altro i problemi sono derivati dai vari paletti che sussistevano nell'attuale normativa vigente, quella relativa ai consumatori. Dunque, i diritti individuali omogenei possono essere fatti valere da ciascun componente della classe nonché dalle associazioni e dai comitati. Questo è un punto fondamentale, cioè da adesso viene data la possibilità al cittadino non solo di agire mediante l'azione di classe, ma viene data anche alle associazioni e ai comitati che all'interno del loro statuto abbiano come scopo la tutela di quel diritto che si vuol far valere con la class action. Questo è fondamentale, perché fino ad ora, addirittura, le associazioni dovevano entrare nel giudizio tramite l'azione di un solo cittadino e quindi in qualche modo gli veniva negata la legittimazione. In questo modo abbiamo invece una legittimazione proprio per quella parte importante di società che risiede nelle associazioni e nei comitati.
  L'azione è esperibile a tutela di tutte le situazioni soggettive, quindi non soltanto per i consumatori o una particolare categoria, ma per qualsiasi diritto che sia stato leso dalla condotta plurioffensiva e può essere fatta valere per accertare la responsabilità della parte convenuta oppure per chiedere la condanna al risarcimento del danno. C’è anche la possibilità, come previsto dall'articolo 840-sexiesdecies, di agire mediante un'azione inibitoria, quindi mentre c’è l'azione già in corso, quella lesiva, la class action darà la possibilità di intervenire immediatamente per chiedere ad un giudice per far cessare la condotta lesiva.
  Chi sono i destinatari dell'azione di classe ? Sono le imprese, sono gli enti gestori di servizi pubblici o di pubblica utilità. Anche questa è una parte molto importante, perché uno dei paletti che ha reso difficile l'applicazione della class action era proprio relativo all'impossibilità di far valere le proprie ragioni nei confronti di gestori pubblici, invece, d'ora in poi, anche gli enti che gestiscono il servizio pubblico possono subire un'azione di classe. Approfitto per dire una cosa importante: nel momento in cui un'impresa o un ente gestore del servizio pubblico sa di essere passibile di una class action avrà interesse a svolgere la propria attività con un livello di qualità superiore. La compagnia che gestisce le autostrade, prima di bloccare le autostrade, d'ora in poi, ci penserà dieci, venti, trenta volte, perché mentre sinora si ritrovava con una causa limitatissima che poteva essere esperita soltanto sostanzialmente da singoli cittadini, perché l'azione di classe era imbrigliata da una serie di paletti e cavilli legali, adesso, invece, quella stessa società saprà che in caso di inadempimento potrebbe subire un'azione di classe che potrebbe avere un impatto fortissimo per le sue casse. Quindi da ora in poi tutti coloro che svolgono un'attività rivolta ad una pluralità Pag. 109di utenti avranno l'interesse, saranno costretti a svolgere la propria attività con uno standard di qualità molto elevato, pena eventualmente l'azione di classe.
  Ora, se viene presentata un'azione di classe, il diritto all'azione individuale presenta i limiti che poi vengono indicati all'articolo 840-undecies. Non è ammesso l'intervento del terzo. È chiaro che si cerca di avere un'azione snella, che non venga caricata da interventi di terzi soggetti in itinere.
  Sono sempre possibili, anche durante lo svolgimento della procedura, transazioni tra le parti e gli aderenti all'azione, quindi non si dimentica mai l'importanza, di fronte ad un'azione di classe, di arrivare anche ad una transazione che sia satisfattiva degli interessi di tutti, ma, ciò che è importante dire è che se gli attori, quindi coloro che portano avanti l'azione di classe, arrivano ad una transazione, gli aderenti non rimangono fuori ma a quel punto, in mancanza degli attori, hanno la possibilità di riassumere la causa.
  Questo è molto importante perché la società convenuta, il grosso istituto bancario, non potrà liquidare il singolo attore o la pluralità di attori per tagliare fuori gli aderenti, perché gli aderenti avranno il potere di intervenire nella causa e portarla avanti.
  L'articolo 840-ter disciplina la proposizione della domanda e il giudizio di ammissibilità del tribunale, che deve giungere entro trenta giorni dalla prima udienza. Quindi, dopo che abbiamo la prima udienza, il giudice deve dare un giudizio di ammissibilità. È stato stabilito in fase emendativa di individuare la competenza della sezione specializzata in materia di impresa, chiaramente questa decisione ha i pro e i contro. Da un lato è vero che l'azione di classe è un'azione che è al servizio dei cittadini e non delle imprese e, quindi, sarebbe più giustificata la competenza del giudice ordinario. Dall'altro lato, è vero che il numero limitato di tribunali delle imprese e comunque il fatto che spesso le azioni di classe per legge sono rivolte alle imprese favorisce la scelta della competenza del tribunale delle imprese che, essendo tra l'altro in numero limitato, avrà la possibilità di avere anche degli orientamenti un po’ più omogenei.
  In ogni caso questa è una decisione che potrà essere anche oggetto di riflessione nel percorso che verrà fatto in Aula della proposta di legge. Dunque, dicevo, quando l'azione di classe è inammissibile ? Secondo l'articolo 840-ter è inammissibile se manifestamente infondata; in questo caso ovviamente l'attore può riproporre l'azione di classe in presenza di circostanze diverse o nuove ragioni di fatto o di diritto. È inammissibile se è carente il requisito dell'omogeneità dei diritti, se l'attore versa in conflitto di interessi nei confronti del convenuto. Ad esempio, la banca che applica interessi anatocistici potrebbe avere interesse a farsi un'azione di classe che in qualche modo limiti i danni, ecco, in questo caso l'azione è inammissibile. Poi, se proposta da associazioni o comitati non adeguatamente rappresentativi degli interessi fatti valere.
  È molto importante dire che la rappresentatività viene valutata dal giudice soltanto nel caso di azione portata avanti da associazioni o comitati, se invece c’è un singolo cittadino che vuol fare causa – questo è un ulteriore elemento di differenza rispetto all'azione di classe che avevamo fino ad ora – se un singolo cittadino vuol farsi carico di un'azione di classe, un singolo cittadino che sia stato leso dalla condotta pluri-offensiva della parte convenuta, lo può fare dando la possibilità a tutti gli altri cittadini che siano stati lesi di aderire a quella azione.
  L'ordinanza può essere reclamabile alla Corte d'appello che decide entro 40 giorni ed è pure ricorribile in Cassazione, alcuni emendamenti volevano invece che non fosse ricorribile invece, alla fine, abbiamo ritenuto, nella formulazione votata dalla Commissione, che sia giusto dare la possibilità di un reclamo ma anche di un ricorso in Cassazione.
  L'articolo 840-quater disciplina, invece, l'ipotesi della pluralità di azioni. Ci possano essere tante azioni di classe di fronte al medesimo tribunale e allora vengono riunite o, se le domande sono presentate...

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  PRESIDENTE. La prego di concludere.

  ALFONSO BONAFEDE, Relatore. Quanto tempo ho ancora ?

  PRESIDENTE. Un minuto e mezzo.

  ALFONSO BONAFEDE, Relatore. Sì Presidente, mi avvio alla conclusione. Se le domande sono presentate dinanzi a giudici diversi, prevale la competenza dell'autorità giudiziaria ove sia stato pubblicato on line il primo atto di citazione. Allora, sempre a livello di approccio generale della norma, ricordo che in fase emendativa è stata accolta la richiesta da parte di altre forze politiche di rendere telematica tutta la procedura. Questo è un passo in avanti fondamentale, che è stato da me accolto e quindi poi votato dalla Commissione con favore.
  Voglio aggiungere semplicemente, Presidente – poi il resto della relazione relativa ai singoli articoli verrà depositato – che noi oggi, discutendo l'azione di classe in quest'Aula, stiamo compiendo un passo in avanti per la giustizia italiana, che è di fondamentale importanza, che è rivoluzionario rispetto a come è stata concepita la giustizia italiana sino a questo momento, che ci riporta a un livello di democrazia moderna più vicina agli altri Paesi dove la class action svolge già una funzione molto importante. Concludo dicendo che, successivamente alla sentenza, quando quindi tutto è accertato, si apre con questa proposta di legge una fase, che fino ad ora non era prevista dall'ordinamento processuale italiano, che è la fase in cui gli aderenti, sostanzialmente attraverso una sorta di procedura, quella che fino ad ora abbiamo visto come procedura fallimentare, tramite un rappresentante comune, fanno valere i diritti che sono stati già accertati in causa nel giudizio di cognizione, quindi che ha portato alla sentenza.
  Un'ultima notazione Presidente: uno dei poteri degli aderenti della prima ora è quello di poter impugnare la sentenza di rigetto, qualora gli attori non decidano di esercitare il diritto di impugnazione. Questo è fondamentale perché – ripeto – con questa proposta di legge si dà la possibilità di aderire prima o dopo la sentenza, ma in qualche modo si premia chi fin dall'inizio ha deciso di aderire e partecipare ad un momento importante, che è quello dell'accertamento del diritto di una moltitudine di cittadini (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).
  Chiedo che la Presidenza autorizzi la pubblicazione in calce al resoconto della seduta odierna del testo integrale della mia relazione (La Presidenza lo consente, sulla base dei criteri costantemente seguiti).

  PRESIDENTE. Prendo atto che il rappresentante del Governo si riserva di intervenire nel prosieguo della discussione.
  È iscritto a parlare il deputato Giuseppe Guerini. Ne ha facoltà.

  GIUSEPPE GUERINI. Grazie Presidente, Viceministro Costa, colleghi, ripercorrerò brevemente gli aspetti fondamentali delle proposte che ci troviamo questa sera a discutere, vista anche l'analitica relazione che è appena stata fatta dal relatore, onorevole Bonafede. Poi mi limiterò a tre annotazione che ritengo di rilievo politico rispetto a questa proposta.
  La proposta di legge n. 1335, che poi è stata in qualche modo abbinata alla proposta n. 3017, innova la disciplina dell'azione di classe a tutela degli interessi dei consumatori ed utenti, che oggi veniva prevista dall'articolo 140-bis del decreto legislativo n. 206 del 2005, il cosiddetto codice del consumo. Vi è stata in sostanza l'introduzione, finalmente, nel nostro ordinamento della class action derivante dall'esperienza del diritto anglosassone e, quindi, riportata nel nostro ordinamento con la nomenclatura di azione di classe. La proposta, che è oggi all'esame di quest'Aula, è finalizzata evidentemente a potenziare lo strumento dell'azione di classe ampliandone il campo di applicazione sia dal punto di vista soggettivo, che, come veniva ricordato, attualmente è limitato alla tutela dei diritti dei consumatori e degli utenti, sia anche dal punto di vista delle situazioni giuridiche che effettivamente possono essere fatte valere in giudizio, Pag. 111e anche dal grado di tutela che se ne può conseguire.
  Il provvedimento innesta la disciplina dell'azione di classe nel codice di procedura civile, spostandola, quindi, dal codice del consumo, e configura una procedura che, sostanzialmente, potremmo definire trifasica: vi è una prima decisione sull'ammissibilità dell'azione, poi una decisione nel merito dell'azione vera e propria e, infine, una fase di liquidazione delle somme che sono dovute ad attori ed aderenti.
  In linea generale e in linea di prospettiva, di filosofia, in qualche modo, del diritto, viene confermata la disciplina attualmente vigente dell'adesione dei titolari di diritti omogenei nella fase in cui si apre la procedura; sistema che, mutuando un'espressione, anche in questo caso, dal diritto anglosassone, viene identificato come sistema di opt-in, in virtù del quale la sentenza spiega effetti esclusivamente nei confronti di coloro che hanno posto in essere condotte processuali attive e di adesione al processo.
  Però, nello stesso tempo, viene anche aggiunta una facoltà, che, invece, in qualche modo, è configurabile come una sorta di opt-out, di aderire all'azione anche dopo la sentenza che accoglie l'azione di classe e stabilisce quali sono i presupposti oggettivi per l'inserimento nella classe medesima. Infine, la proposta ridisegna anche la disciplina del compenso per i rappresentanti della classe, per gli avvocati difensori, in caso di accoglimento della domanda, riconoscendo una sorta di compenso, che viene definito, nel testo, un compenso premiale.
  Infine, si fa un largo ricorso, come veniva anche prima ricordato brevemente, alle nuove tecnologie telematiche di informazione e comunicazione, atteso che i passaggi fondamentali della procedura, l'atto di citazione, l'ordinanza che decide dell'ammissibilità, la sentenza che accoglie l'azione e che apre la procedura, sono pubblicati su un portale dei servizi telematici del Ministero della giustizia.
  Quindi, in linea molto sintetica e molto meno analitica di quanto fatto per i singoli articoli dal relatore che mi ha preceduto, questa è la nuova disciplina che andiamo a configurare. Quindi, atteso che questa è la prospettiva e il panorama che ci troviamo di fronte, mi limito a tre osservazioni, la prima delle quali è relativa alla potenzialità dello strumento.
  La trasposizione dal codice del consumo al codice di procedura civile implica, già di per sé, il fatto che la direzione verso la quale tutti auspichiamo di andare e ci siamo sforzati di andare è quella dell'ampliamento e del potenziamento di questo strumento. Dopodiché, visti anche i primi commenti che si sono avuti da parte di organi di stampa e anche da parte di rappresentanze, mondi che rappresentano associazioni di imprenditori, mi limito semplicemente a dire che non vi è alcun intento, come mi è capitato di leggere, di dotare l'ordinamento italiano di uno strumento che sia potenzialmente aggressivo per le imprese.
  Senza voler fare troppa filosofia, basti ricordare che l'azione di classe, la class action, nasce nell'ordinamento anglosassone, nasce negli Stati Uniti, diciamo, tempio del capitalismo liberale, soprattutto come modalità per la tutela e per la valorizzazione delle imprese sane, e per mettere, invece, nell'angolo chi fraudolentemente cerca di stare sul mercato non per meriti propri, ma con atteggiamenti scorretti. Quindi, credo che non solo non sia uno strumento minimamente aggressivo per le imprese, ma, anzi, nella più pura tradizione del liberalismo, sia uno strumento che tutela, fa emergere e fa stare sul mercato solo le aziende sane, e penalizza, invece, quelle che mettono in atto comportamenti e atteggiamenti scorretti.
  Il secondo punto sul quale vorrei brevemente focalizzarmi è quello di una sorta di matrimonio virtuoso che è stato operato dalla proposta di legge, visto l'abbinamento, in qualche modo, che è stato fatto fra i sistemi, che prima ricordavo, dell’opt-in e dell’opt-out. Noi dobbiamo partire, comunque, dal presupposto che i principi generali del nostro ordinamento, l'articolo 24 della nostra Costituzione, sostanzialmente delimitavano in maniera Pag. 112molto precisa il campo di applicazione di un eventuale ampliamento di un sistema di adesione.
  Ricordo che non si tratta solo dei principi cardine del nostro ordinamento e della nostra Costituzione, ma anche dei principi generali su cui si basa l'ordinamento dell'Unione europea, il diritto comunitario. Ricordo, a questo proposito, una raccomandazione della Commissione dell'11 giugno 2013, laddove si stabilisce che la parte ricorrente dovrebbe essere costituita sulla base del consenso espresso delle persone fisiche o giuridiche che pretendono di aver subito un pregiudizio, principio dell'adesione o opt-in. Qualunque eccezione a tale principio ex lege, o previsto mediante provvedimento del giudice, dovrebbe essere debitamente giustificata da motivi di buona amministrazione della giustizia. Io credo che nel lavoro in Commissione e nell'incontro tra le diverse proposte, questo provvedimento che questa sera è all'esame di quest'Aula, abbia realizzato un compromesso al rialzo, finalmente, un compromesso virtuoso tra un impianto che doveva necessariamente rispettare i principi che ho appena citato, quindi coerentemente stabiliti nella Costituzione e nell'ordinamento comunitario, con anche, però, una modalità di adesione, in seguito alla sentenza, che consenta un allargamento della platea, un potenziamento. Quindi, si tratta di una sorta di compromesso virtuoso tra opt-in e opt-out che realizza un'efficacia incomparabilmente più alta di questo strumento di cui, auspicabilmente, verrà arricchito il nostro ordinamento processual-civilistico. Quindi, rimanendo nel più assoluto e rigoroso rispetto dei principi del nostro ordinamento, è stata trovata questa soluzione, peraltro un po’ sulla falsariga di quanto stato stabilito nell'ordinamento francese, secondo me con alcuni profili migliorativi. Già l'anno scorso la Francia si è dotata di una legge che è, in qualche modo, una sorta di introduzione dell'azione di classe nell'ordinamento transalpino, la Loi Hamon. Le disposizioni della legge francese sono fondate comunque su un sistema di opt-in, ma il consumatore ha la facoltà di aderire anche successivamente, nel momento in cui il tribunale ha deciso sulla responsabilità dell'impresa.
  Il terza aspetto che volevo sottolineare è il compromesso virtuoso che, a mio avviso, ma credo ad avviso di tutta la Commissione, è stato realizzato tra il sistema di opt-in e il sistema di opt-out. Io credo si sia realizzato un altro compromesso virtuoso nel lavoro di Commissione che è stato quello tra il relatore, il proponente di questo provvedimento, cioè il MoVimento 5 Stelle, e il Partito Democratico e la maggioranza che sostiene questo Governo. Ora, lungi da me fare richiami o lodi a un clima di concordia tra maggioranza e opposizione, anzi tutt'altro, io sono un convinto assertore dell’adversary system, quindi credo che si realizzi la migliore efficienza ed efficacia, anche nei lavori politici, nel lavoro quotidiano di quest'Aula, quando ci si confronta anche in maniera molto aspra e quando si presentano opinioni, tesi che sono assolutamente contrapposte, perché proprio nello scontro e nel confronto di queste tesi così diverse spesso nascono le soluzioni migliori e più adeguate. Quindi, ripeto, non c’è nessun tipo di intento di fare richiami alla concordia generale o al fatto di dover essere in accordo, o sterili richiami al fatto di dover lavorare insieme, maggioranza opposizione. Io sono fermamente convinto che la maggioranza deve fare il suo mestiere, così come l'opposizione deve assolutamente fare il suo, con tutta la forza e l'energia che ci deve mettere. Dopodiché, mi ha fatto particolarmente piacere assistere e partecipare ai lavori in Commissione, nei tavoli ristretti, negli incontri con rappresentanti del Ministero, e vedere da parte del MoVimento 5 Stelle una sorta di capacità di moderazione nel comprendere – uso e cito parole che ho sentito in questi incontri – che si stava introducendo uno strumento molto rilevante per il nostro ordinamento, anche in qualche modo dirompente e di rottura e, quindi, ascoltare spesso il relatore richiamarci all'esigenza di procedere in maniera intelligente e moderata, tenendo presente qual era il Pag. 113contesto di partenza, senza addirittura introdurre troppa radicalità nella propria azione.
  Quindi, indipendentemente dal merito e dalla contrapposizione tra maggioranza e opposizione, credo che questo possa essere di aiuto nel comprendere che quando finalmente anche chi sta all'opposizione si trova a dovere gestire una partita e una proposta di legge come proponente e, quindi, nel ruolo che solitamente è in capo alla maggioranza, spesso il tentativo di mediazione non è sempre una modalità di comportamento che punta al compromesso al ribasso, ma in alcuni casi – o meglio quasi sempre – si tratta invece di cercare di mettere d'accordo istanze contrapposte, tenendo presente che l'obiettivo finale è quello di portare a casa un provvedimento che garantisca la migliore efficacia possibile.
  Quindi – ripeto – pur senza volere proporre nessun appello e nessun inno alla concordia, ritengo che sia stato molto utile per me, ma anche credo per i colleghi del MoVimento 5 Stelle, verificare che, nell'introdurre e nel portare avanti una proposta di legge di questo tipo, è stato sensato ed è stato intelligente abbandonare i toni più radicali per concentrarsi invece sulle proposte che avevano l'opportunità di raggiungere il maggior consenso possibile, non perché si rinunciasse alle proprie idee o si cercasse un compromesso poco confortante, ma perché è questo, purtroppo, il lavoro che tocca fare a chi intende mettere d'accordo posizioni contrastanti.
  Quindi, all'esito e alla fine di tutta questa operazione, consegniamo a quest'Aula un provvedimento che è davvero in grado di portare risultati, pur inserendosi in una cornice e in un quadro completamente rispettoso dei principi nel nostro ordinamento e pur avendo evitato proposte più radicali e più dirompenti che probabilmente sarebbero state difficilmente metabolizzate dal nostro ordinamento. Credo che presentiamo a quest'Aula, per l'approvazione in questa Camera, un provvedimento che possa segnare davvero un punto di svolta e possa fornire non solo ai consumatori, ma a tutti i cittadini italiani, una modalità per vedere riconosciuti i propri diritti. Si tratta quindi di un miglioramento, di fatto, dell'accesso alla giustizia, senza essere punitivi nei confronti di nessuno, ma con l'unico intento di aumentare e migliorare l'accesso alla giustizia in questo Paese (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).

  PRESIDENTE. È iscritto a parlare il deputato Colletti. Ne ha facoltà.

  ANDREA COLLETTI. Grazie Presidente. Finalmente vede la luce una proposta di legge che noi del MoVimento 5 Stelle volevamo portare avanti da molto tempo, tant’è vero che l'abbiamo presentata nel luglio 2013 e ne avevamo già chiesto una prima calendarizzazione già nel dicembre 2013. Dico finalmente perché, a quanto sembra, a giugno voteremo almeno come prima lettura, qui alla Camera, la proposta sull'azione di classe, meglio conosciuta come class action.
Dal mio punto di vista personale, come operatore del diritto e come avvocato che tutelava anche delle associazioni di consumatori, è una proposta molto positiva, soprattutto rispetto alla vecchia proposta, fatta, se non sbaglio, dall'allora Ministro Brunetta, che in realtà si è dimostrata in tutti questi anni deleteria per i diritti dei consumatori. Tant’è vero che le pronunce sono state rarissime.
  Finalmente, con questa proposta, si tutelano coloro che hanno meno diritti, ovvero gli stessi consumatori. Meno diritti rispetto a diatribe e procedure che li vedono contrapposti ad aziende spesso molto grandi, molto importanti e molto potenti e che fanno riferimento, quali ad esempio nel campo delle telecomunicazioni, a questioni che riguardano in verità poche decine di euro e che però, sommate per tutta una serie di milioni di clienti, fanno capire quanto in realtà alcune imprese guadagnino su una moltitudine di persone per cifre, per così dire, irrisorie.
  Dico brevemente, in riferimento a questa proposta di legge, che proporrò in Aula poche e puntuali proposte emendative, al Pag. 114fine giusto di migliorare questa proposta, soprattutto in alcune parti. Ciò che mi preoccupa, almeno in un'ottica d'interpretazione della proposta, è se la cosiddetta azione di classe possa essere esperita anche contro la pubblica amministrazione.
  E qui faccio riferimento, ad esempio, a casi conosciuti di cause contro il Ministero della sanità in merito alle emotrasfusioni che hanno poi portato centinaia di persone a subire danni a causa dell'HIV, dell'epatite C e dell'epatite B, ovvero anche alle ultime indicazioni date anche da alcuni tribunali amministrativi regionali e dal Consiglio di Stato riguardanti nostri concittadini dell'Esercito che, di ritorno da missioni all'estero, hanno avuto problemi oncologici a causa dell'esposizione all'uranio impoverito. E, quindi, ritengo in questo caso, come anche in casi un pochino più residuali – ad esempio, danni provocati da enti locali –, che sia possibile esperire questa azione anche contro la pubblica amministrazione e contro le sue ramificazioni territoriali.
  Ci sono altri due punti su cui vorrei presentare emendamenti che spero vedano una condivisione da parte di tutte le forze politiche. Il primo riguarda il costo dell'azione di classe. Infatti, attualmente, giustamente devolvendole alla sezione specializzata in materia di imprese, che ha una valenza territoriale molto definita, giacché saranno presenti, anche con il nuovo disegno di legge sul processo civile, attualmente in discussione alla Camera, uno per ogni regione, però coloro che vorranno aderire e coloro che vorranno iniziare un'azione di classe si troveranno a dover pagare un contributo unificato doppio rispetto a un'azione normale esperita davanti a un tribunale di merito.
  Il vero problema è che teoricamente, nel silenzio della norma, anche coloro che dovranno aderire dovranno pagare il medesimo doppio contributo allo Stato. Dal mio punto di vista, considerato anche che negli ultimi anni lo Stato ha ingiustamente aumentato a dismisura il costo del contributo unificato, che è semplicemente una tassa per poter richiedere giustizia davanti al tribunale, almeno per le azioni di classe, che intendono tutelare una molteplicità di consumatori, tale contributo unificato debba essere abbassato rispetto al normale, anche perché, in realtà, è lo Stato che ne guadagna, giacché riuniamo molte azioni e molte procedure giurisdizionali in una sola. Quindi, vi è un ovvio guadagno anche in base al ruolo dei vari giudici e dei vari tribunali.
  Un terzo punto fa riferimento, invece, a quelli che negli ordinamenti di common law vengono normalmente definiti i cosiddetti danni punitivi, ovvero una condanna al risarcimento ulteriore rispetto, ad esempio, alla restituzione in debito, al risarcimento integrale che ha subito il danneggiato, che è una vera e propria sanzione, quasi una sanzione penale, rispetto a un comportamento fraudolento da parte di imprese. Questo si basa soprattutto sul problema che da una parte abbiamo consumatori che possono non conoscere bene i loro diritti e dall'altra parte abbiamo grandi imprese: una sorta di asimmetria informativa e di asimmetria economica che pende sempre dalla parte dei più forti.
  E proprio per migliorare e per abbassare questa asimmetria informativa e rendere più certi anche i diritti dei più deboli, in questo caso i consumatori, che nel codice del consumo sono la parte contrattualmente più debole, ritengo necessario inserire una novità, almeno nel nostro ordinamento, anche solo per quanto riguarda l'azione di classe, cioè quella dei danni punitivi. La previsione di questi danni punitivi in questa azione di classe potrebbe servire anche per verificare l'andamento degli stessi nell'interpretazione della legge da parte dei giudici e, quindi, eventualmente, dopo magari qualche anno di verifica, si potrebbe implementarli nel nostro codice di procedura civile integralmente per tutta una serie di procedimenti giurisdizionali.
  Sarebbe una novità. So anche che sarebbe una novità notevole per un ordinamento, quale è quello nostro, che si rifà ovviamente a tutta una tradizione diversa da quelli di common law. Però è stato dimostrato che questa novità, almeno negli Stati Uniti, ha molto funzionato. Basti Pag. 115ricordare i risarcimenti dovuti dalle varie compagnie del tabacco a coloro che si sono ammalati di tumore al polmone, ad esempio, poiché le stesse compagnie non avevano riferito agli stessi i danni che poteva provocare il fumo.
  Con questi emendamenti, quindi, ritengo che questa azione di classe potrà ricevere il plauso di tutta l'Aula e avere anche una veloce approvazione al Senato.

  PRESIDENTE. È iscritto a parlare il deputato Buttiglione. Ne ha facoltà.

  ROCCO BUTTIGLIONE. Grazie signora Presidente, un'iniziativa opportuna, i miei complimenti ai colleghi pentastellati che l'hanno voluta e l'hanno portata, speriamo ormai verso la sua conclusione. Nella storia nostra italiana ci sono numerosi precedenti. Credo ci siano stati otto o nove tra progetti e disegni di legge presentati nel passato perché l'esigenza è stata avvertita e in alcuni momenti è stata avvertita con una forza particolare, davanti ad alcune vicende scandalose. Penso, per dirne soltanto una, alla vicenda dei bond argentini. Quando una banca o alcune banche vendono ai loro clienti dei bond che non avrebbero dovuto essere offerti sul mercato perché non disponevano di tutti gli elementi a garanzia del compratore e avrebbero casomai solo potuto essere oggetto di transazione over the counter; quando delle banche fanno questo e risulta che questi titoli poi sono titoli marci, il singolo individuo si trova in qualche modo disarmato per l'enorme differenza di potere tra la banca ed il singolo che ha comprato questi titoli, ma anche per le incertezze legislative. Infatti, bisogna ricordare che la class action negli Stati Uniti nasce sulla base del principio della equity rule. La equity rule è qualcosa che viene riconosciuto come dovuto sulla base di un comune principio di decenza, di una comune valutazione equitativa, anche se non è possibile dedurlo rigidamente e rigorosamente dalle regole della legge. Nel caso dello scandalo dei bond argentini, che ci fu anche negli Stati Uniti, negli Stati Uniti ragionarono più o meno così: non è possibile offrire un titolo di credito nello stesso modo ad uno speculatore, che si suppone sappia tutto in materia, e a una vedova, la quale si suppone non ne sappia nulla. C’è una ragione equitativa la quale dice che in questo caso c’è stato un abuso di diritto: si è fatto un uso spropositato e sbagliato di una posizione di favore garantita dall'ordinamento giuridico. Questa storia dell’equity rule poi in Gran Bretagna si è spenta. Credo che a partire dal 1850 non ci siano stati più casi di equity rule in Gran Bretagna; invece, negli Stati Uniti è continuata e nel 1941 per la prima volta in letteratura si è segnalata l'opportunità di rafforzare la equity rule e anche qui in casi analoghi, cioè all'interno delle società per azioni per difendere i piccoli azionisti contro possibili malversazioni dei grandi azionisti, al di là anche di quanto formalmente contenuto nella legge. Poi ha avuto uno sviluppo straordinario, a partire dalla metà degli anni Sessanta, quando il movimento dei diritti civili ne ha fatto una propria bandiera. E qui si è trasposto in un altro ambito: non più solo nell'ambito economico, ma anche nell'ambito civile, generando numerosi problemi. Infatti, anche negli Stati Uniti poi è ritornata gradualmente verso l'ambito della protezione dei diritti economici.
  Ma, venendo al nostro testo, mi sembra un testo buono, un testo equilibrato. Si è fatto un grande lavoro nel passaggio dal Senato alla Camera, che ha molto migliorato il testo, rendendolo più preciso e determinato e anche sopprimendo molte disposizioni inutili o potenzialmente pericolose. Rilevo molto opportuna l'aggiunta che la Camera ha fatto all'articolo 1, secondo comma, quando dice che «sono fatte salve le disposizioni in materia di ricorso per l'efficienza delle amministrazioni e dei concessionari di servizi pubblici».
  Negli Stati Uniti infatti molti problemi della class action sono derivati proprio dalla sua estensione all'ambito dei servizi pubblici e dell'efficienza delle amministrazioni. Qui la politicizzazione della class action e la possibilità di utilizzare la class action come uno strumento improprio di Pag. 116lotta politica diventa molto rilevante. È anche rilevante il fatto che – posso sbagliare ma mi sembra di rilevare – qui c’è un'altra cosa che non c’è, che non si dice ed è bene che non vi sia e non si dica ed è il tema dei danni punitivi. I danni punitivi sono – è stato già detto – delle dichiarazione di danno che vanno al di là del danno effettivo subito perché vogliono punire quello che gli americani chiamano malice, l'uso fraudolento di una posizione di vantaggio abusando anche di una posizione di vantaggio giuridico. Questo tuttavia si presta facilmente ad essere strumentalizzato perché non esiste un criterio definito per stabilire il loro importo quantitativo e perché generano la tendenza a creare artificialmente l'occasione di azioni giudiziarie al fine di guadagnare su tali azioni. Questo risulta dal combinato disposto negli Stati Uniti tra il tema dei danni punitivi, da un lato, e il tema della retribuzione dell'avvocato. Vedo che saggiamente anche qui la Commissione, rinnovando l'articolo – non cito l'articolo della proposta di legge – 840-novies sulle spese del procedimento, ha provveduto a determinare questo in una misura ragionevole e questo evita che si crei la tendenza a fare causa in modo pretestuoso, riduce la probabilità che si faccia causa in modo pretestuoso eliminando un rischio grave per le imprese che possono trovarsi costrette ad una serie di azioni legali indebite. È molto importante anche la sottolineatura dei requisiti che devono essere realizzati tra coloro che intraprendono la class action per evitare che chi è nemico di una determinata impresa metta insieme anche soggetti eterogenei i quali tuttavia tutti assieme creano un'occasione di un procedimento che ha la finalità di mettere in luce le magagne dell'azienda indipendentemente dagli effettivi interessi dei soggetti. Il provvedimento naturalmente è sempre perfettibile ma mi sembra che si sia lavorato bene, avendo di mira la tutela degli interessi del più debole ma anche evitare che sotto il pretesto di questa tutela nascessero per il sistema produttivo degli ostacoli, dei costi aggiuntivi e ingiustificabili. Vedremo in fase emendativa se in questa Camera sono possibili miglioramenti ma mi pare di capire che il Governo è preoccupato di evitare che il provvedimento venga insabbiato e su questo bisognerà fare una riflessione magari rinunciando a miglioramenti che potrebbero però rimandarlo di nuovo al Senato, complicare il procedimento legislativo e alla fine forse farci correre il rischio di non aver nessun provvedimento. Su questo sarà importante anche quello che il Ministro e il Viceministro che assistono ai nostri lavori ci sapranno dire o ci faranno capire. Grazie e credo che vi sia motivo di congratularsi con i colleghi che hanno fatto questo lavoro.

  PRESIDENTE. È iscritto a parlare il deputato Sannicandro. Ne ha facoltà.

  ARCANGELO SANNICANDRO. Il nostro ordinamento giuridico processuale civile risente ovviamente del diritto civile, del diritto sostanziale laddove è in evidenza il diritto dell'individuo. Di conseguenza le sentenze, com’è noto, fanno stato soltanto tra le parti.
  Sono principi che risalgono alla notte dei tempi. Il nostro sistema non contemplava dunque azioni di questa natura, cioè azioni collettive per il risarcimento dei danni prodotti da soggetti con attività lesive plurioffensive. In un sistema capitalistico avanzato è evidente che la disuguaglianza di potere, che si traduce, ad esempio, in disuguaglianza di capacità contrattuale tra le multinazionali ed un cittadino, è enorme ed è cresciuta notevolmente da quando il capitalismo si è sviluppato addirittura a livello globale. Allora, è evidente che la lesione di un diritto economico individuale da parte di un artigiano rispetto ad un consumatore è una «partita» che si può risolvere agevolmente con gli strumenti messi a disposizione dal codice di procedura civile, ma se una multinazionale produce un prodotto che danneggia milioni o migliaia di persone è evidente che lo strumento processuale che noi abbiamo a disposizione non si presta al bisogno. Quindi, come è stato Pag. 117detto, è evidente che cercare di inserire nel nostro ordinamento giuridico un'azione collettiva di tale natura è un allargamento della democrazia, è un rafforzamento della democrazia: nella società capitalistica data è indispensabile che questo strumento ci sia.
  Ora, facendo un attimo un passo indietro, nel nostro ordinamento al massimo era prevista l'azione molteplice con pluralità di soggetti ovvero quando le cause vengono riunite ci si trova di fronte al cosiddetto simultaneo processo costituito da tanti processi unificati che rispondono tuttavia ad una logica sempre individuale per cui i vari soggetti che agiscono possono raggiungere nel giudizio esiti anche diversi: potrebbero addirittura taluni vincere la causa e altri perderla; in questo caso, invece, siamo in una dimensione più ampia. Orbene, si è tentato già nel passato di colmare questa lacuna: molti disegni di legge sono stati addirittura approvati alla Camera ma si sono poi fermati al Senato e, anche quando sono riusciti a diventare legge, ad esempio con l'approvazione del Codice dei consumatori, la partita si è «giocata» a livello giudiziario e la si è persa a livello giudiziario perché a mio avviso la cultura di cui parlavo è la cultura alla quale sono stati educati generazioni di giudici che hanno cercato di frenare sempre l'efficacia di questa azione giudiziaria collettiva. Ora, con questa proposta di legge si tenta ulteriormente di affrancarla da una certa cultura e di tentare ulteriormente di progredire nella cultura e nella prassi. È noto che appena, credo, tre tribunali si sono espressi favorevolmente, e non certo con immediatezza. Perché, oltre che per le lungaggini normali dei processi, non si è arrivati a delle sentenze sollecite nonostante che le norme approntate tale sollecitudine auspicavano ? Proprio perché quella cultura faceva da freno. È noto che addirittura si è ricorso ad espedienti di carattere formale per fermare le azioni collettive di classe. Ora, in questa fase l'intervento più importante che compiamo è innanzitutto l'abrogazione della norma del Codice del consumo che renderà questa azione esperibile non più soltanto dai consumatori ma anche e soprattutto da qualsiasi cittadino
  Ora, gli esempi che si sono già verificati con successo sono, ad esempio, quelli delle vacanze rovinate, di agenzie che vendono pacchetti che alla fine si rivelano fasulli. Ora, è evidente che queste agenzie, queste multinazionali delle vacanze, molto spesso, sono anche all'estero, per cui mettere sulle spalle del singolo l'onere di convenire in giudizio questi colossi, anche economici, diventa veramente difficile; con l'azione collettiva, invece, innanzitutto, si elimina quel pregiudizio per cui molte volte il giudice è portato a dire: ma, fai causa addirittura per 100 euro o per 50 euro ? Ma messi insieme voi capite che si tratta, molto spesso, di milioni di euro. Ricordo di una banca – almeno le cronache così raccontavano – che aveva inserito nella contabilità dei conti correnti una voce per cui su ogni conto corrente veniva presa la somma di appena 20 euro. Nessun cittadino farebbe causa per 20 euro e, soprattutto, se la facesse gli potrebbe capitare, come è successo ultimamente in Cassazione, che ottiene il rigetto della domanda perché viene ritenuto, come dire, indecoroso arrivare a tanto. Però, 20 euro per ogni conto corrente, moltiplicati per le migliaia e migliaia di conti correnti che quella banca aveva, voi capite a quali somme si arriva.
  Perciò, è inutile entrare nel dettaglio, lo faremo quando arriveremo, anche perché si tratta di fatti tecnici, ad esaminare le singole norme; questa in esame è una proposta di legge che cerca di approntare migliori difese per cittadini che altrimenti sarebbero alla mercé di colossi economici. Finora, questo tipo di azione non ha avuto largo successo, ma con le norme modificate che noi andremo ad approvare c’è da pensare che certamente questa azione collettiva potrà avere un esito migliore.
  Mi rendo conto che questa azione non nasce nel solco, nel ventre della nostra cultura giuridica, nasce nel mondo anglosassone e nasce anche con altre modalità. Per esempio, nel mondo anglosassone non ha soltanto la funzione di una restituzione, Pag. 118di un risarcimento del danno collettivo, ma anche di una deterrenza. Serve per approntare una deterrenza, perché in quel mondo è previsto anche il cosiddetto risarcimento punitivo, cioè una sanzione economica esemplare che dovrebbe indurre le imprese, i soggetti economici che detengono il potere e che producono il prodotto o il servizio ad essere più cauti. Questo, in questa proposta di legge, non l'ho trovato e quindi questo è un limite che in ogni caso spero che in sede di emendamenti possa essere superato.

  PRESIDENTE. È iscritta a parlare la deputata Sandra Savino. Ne ha facoltà.

  SANDRA SAVINO. Signora Presidente, onorevoli colleghi, Governo, le azioni di classe sono un istituto giuridico mutuato dal mondo anglosassone e rappresentano, senza ombra di dubbio, la nuova frontiera della tutela degli interessi legittimi dei cittadini nei confronti sia delle aziende private sia delle pubbliche amministrazioni, con particolare riferimento ai soggetti che gestiscono servizi pubblici. C’è comunque da sottolineare che soprattutto nelle azioni collettive nei confronti di imprese private si contrappongono esigenze e legittimi interessi in conflitto. Se da un lato, infatti, è giusto tutelare con forza gli interessi dei cittadini consumatori, è anche vero che tali forme di tutela devono rispondere a un criterio di ragionevolezza, nel senso che le azioni collettive non devono essere mai temerarie né spingersi ad azioni di sapore ricattatorio al solo fine di ottenere risarcimenti non chiaramente dovuti, altrimenti si rischia di danneggiare inutilmente il sistema delle imprese che rappresenta il fulcro della nostra economia.
  Per tali ragioni, le modalità pratiche delle azioni di classe vanno disciplinate in modo da non penalizzare l'attività delle imprese corrette e da non scoraggiare soprattutto gli investimenti nelle nostre attività produttive. In concreto, sarebbe controproducente, ai fini delle nostre già problematiche possibilità di sviluppo, introdurre norme inutilmente vessatorie nei confronti del sistema delle imprese private. Le azioni di classe sono uno strumento molto utile per la tutela degli interessi legittimi dei privati cittadini, ma deve essere maneggiato con molta cura, per evitare che si riveli controproducente sul piano economico generale. Il provvedimento al nostro esame, così com’è uscito dalla Commissione giustizia, sempre rispondere a queste caratteristiche di equilibrio e ragionevolezza.
  Va a questo proposito ricordato che in Italia siamo, non da oggi, di fronte ad un insufficiente volume di investimenti produttivi, sia di processo sia di prodotto, il che ha determinato il declino della produttività e soprattutto della competitività delle nostre produzioni sui mercati, sia interno sia internazionale. Questo perché non c’è nel nostro Paese un ambiente favorevole alle imprese. Le aziende sono vincolate da un'infinità di lacci e lacciuoli, come al suo tempo denunciato da Guido Carli, e la situazione da allora non è affatto migliorata, anzi, è sostanzialmente peggiorata. Le imprese che operano in Italia sono oberate da pesantissimi oneri fiscali e contributivi, soffrono dell'inaccettabile lentezza della giustizia civile ed amministrativa, e soffrono ancora di più della lentezza e della farraginosità della pubblica amministrazione.
  Per cui, le nuove norme in materia di class action non devono rappresentare agli occhi dei potenziali investitori, sia italiani che esteri, un ulteriore elemento disincentivante. Ritengo che questo pericolo potrà essere evitato, data la buona fattura tecnica del testo al nostro esame, e dato che si è raggiunto un buon punto di equilibrio tra gli interessi dei cittadini consumatori e quello del mondo produttivo.
  Dobbiamo anche far tesoro dell'esperienza di chi ci ha proceduto su questa strada. Mi riferisco in particolare agli Stati Uniti, dove, accanto ad alcuni clamorosi successi delle associazioni dei consumatori nei confronti di gravi scorrettezze compiute da grandi imprese nei confronti dei cittadini consumatori appunto, c’è stato anche il proliferare di class action temerarie e scarsamente fondate. Considerazioni Pag. 119del tutto diverse vanno fatte, invece, in materia di ricorsi collettivi contro l'inefficienza delle amministrazioni pubbliche e dei concessionari dei servizi pubblici, che rappresentano uno strumento sacrosanto per la tutela degli interessi dei cittadini, come il diffuso malfunzionamento delle amministrazioni pubbliche e la spesso inefficiente erogazione di servizi pubblici. Su questo tema voglio ricordare l'impegno decisivo dell'allora Ministro per la pubblica amministrazione e innovazione, Brunetta, per l'introduzione delle norme vigenti in materia. In questo campo sarebbe auspicabile un ulteriore potenziamento della tutela per i cittadini nei confronti dei perduranti malfunzionamenti di amministrazioni pubbliche e di aziende concessionarie di pubblici servizi.
  Tutto ciò premesso, va sottolineato che la proposta di legge al nostro esame, inserita nel calendario dell'Aula in conto opposizione, ha subito profonde modifiche nel corso dell'esame in Commissione giustizia, con l'approvazione di emendamenti che hanno quasi completamente riscritto il testo iniziale. La ratio della proposta è quella di rendere più agevole le azioni di classe attraversano varie modifiche delle normative vigenti inserite nel codice del consumo, in particolare all'articolo 140-bis. Elementi principali della proposta sono: lo spostamento della disciplina dell'azione di classe dal codice del consumo al codice di procedura civile, in modo da consentire l'accesso all'azione a tutti coloro che, pur non essendo consumatori o utenti, avanzino pretese risarcitorie anche modeste causate da illeciti plurioffensivi, in modo da superare la tipizzazione delle situazioni tutelabili; l'introduzione di facilitazioni economiche e l'utilizzo dell'azione collettiva. Ad esempio, in caso di inammissibilità dell'azione si prevede che della condanna alle spese devono farsi carico non solo i promotori ma anche gli aderenti, in parti uguali. Lo stesso avviene per gli adempimenti pubblicitari in caso di ammissibilità delle domande. Inoltre, definizione più puntuale della procedura, che viene sostanzialmente agevolata e, in ultimo, innovazione della disciplina del compenso dei difensori in caso di accoglimento della domanda, riconoscendo loro la cosiddetta «quota lite». Come si vede, abbiamo di fronte una proposta di legge che favorisce significativamente le azioni collettive. A tale riguardo, c’è anche da ricordare che la Commissione europea, nel giugno 2013, con la comunicazione COM (2013) 401 invitava gli Stati membri a dotarsi di sistemi nazionali di ricorso collettivo, definendo una serie di principi comuni non vincolanti, tra i quali voglio sottolineare i seguenti. La Commissione raccomanda garanzie processuali solide che assicurino l'assenza di incentivi all'uso abusivo dei sistemi di ricorso collettivo.
  Gli Stati membri dovrebbero vietare il riconoscimento di onorari in percentuale all'importo recuperato nella causa che richiamino di incentivare gli abusi, inoltre i soggetti che rappresentano i ricorrenti non devono avere scopo di lucro. Infine, un altro mezzo per evitare l'abuso del contenzioso è vietare il riconoscimento di risarcimenti detti punitivi.
  A noi sembra che il provvedimento al nostro esame risponda sostanzialmente alle indicazioni, sia pure non vincolanti, dell'Unione europea sia per quanto riguarda l'opportunità che gli Stati membri si dotino di sistemi nazionali di ricorso collettivo, a questo risponde senza dubbio lo spostamento dal codice del consumo al codice di procedura civile e la maggiore articolazione della normativa, sia per quanto riguarda la necessità di evitare un uso strumentale delle azioni collettive.
  Per queste ragioni e perché abbiamo particolarmente a cuore gli interessi legittimi dei cittadini consideriamo favorevolmente il provvedimento in esame.

  PRESIDENTE. Non vi sono altri iscritti a parlare e pertanto dichiaro chiusa la discussione sulle linee generali.

(Repliche del relatore e del Governo – A.C. 1335-A)

  PRESIDENTE. Ha facoltà di replicare, onorevole Bonafede.

Pag. 120

  ALFONSO BONAFEDE, Relatore. Presidente, faccio solo una precisazione a seguito dell'intervento del collega Buttiglione relativa alla possibilità di modificare su qualche punto la proposta. Poiché non siamo in seconda lettura, quindi non vi è alcuna esigenza particolare, la proposta è senza dubbio migliorabile, almeno potenzialmente, verranno poi valutate le proposte e gli emendamenti delle altre forze politiche.

  PRESIDENTE. Prendo atto che il rappresentante del Governo non intende replicare.
  Il seguito del dibattito è rinviato ad altra seduta.

Discussione della proposta di legge: Scanu ed altri: Disposizioni concernenti i militari italiani ai quali è stata irrogata la pena capitale durante la prima Guerra mondiale (A.C. 2741-A); e dell'abbinata proposta di legge: Basilio ed altri (A.C. 3035) (ore 20,15).

  PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione della proposta di legge n. 2741-A: Disposizioni concernenti i militari italiani ai quali è stata irrogata la pena capitale durante la prima Guerra mondiale; e dell'abbinata proposta di legge n. 3035.
  Avverto che lo schema recante la ripartizione dei tempi per la discussione sulle linee generali è in distribuzione è sarà pubblicato in calce al resoconto stenografico della seduta odierna.

(Discussione sulle linee generali – A.C. 2741-A)

  PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione sulle linee generali.
  Avverto, che la IV Commissione (Difesa) si intende autorizzata a riferire oralmente.
  Ha facoltà di intervenire il relatore, deputato Giorgio Zanin.

  GIORGIO ZANIN, Relatore. Presidente, è veramente un piacere questa sera provare a mettere in fila alcuni degli aspetti che ci hanno portato, con il lavoro di questi mesi, a questa proposta di legge.
  Vorrei cominciare ricordando che c’è un piccolo cippo di pietra con una targa di ottone e quattro nomi con il tricolore poco dietro al cimitero di un piccolo borgo della Carnia, Cercivento in provincia di Udine a pochi passi dall'Austria. È un monumento singolare, perché è stato dedicato a quattro persone, formalmente disonorevoli, soldati che si rivoltarono contro il capo della loro compagnia, la 109 alpina, e contro l'ordine di un assalto frontale al nemico austriaco. Per questo in 80 vennero mandati davanti ad un tribunale straordinario di guerra e processati con l'accusa di rivolta in presenza del nemico, nell'unica sala sufficiente ampia da contenerli: la chiesa del paese.
  In una notte tra il 30 giugno e il 1o luglio del 1916 quattro di loro furono condannati a morte perché reputati i capi della rivolta. Sono il caporalmaggiore Silvio Gaetano Ortis di venticinque anni, di Paluzza, il paese confinante, i caporali Basilio Matiz di ventidue anni di Timau e Giovanni Battista Coradazzi, ventisette anni, di Forni di Sopra, e il soldato Angelo Massaro, ventotto anni, di Maniago. La vicenda è passata alla storia come la decimazione di Cercivento.
  Ho voluto aprire i nostri lavori su questa proposta di legge a partire da questa breve testimonianza perché questo tema con tutta evidenza richiede una rilettura dei fatti storici ed è quello che ci siamo proposti esattamente con questa proposta di legge. Una storia lontana che vede al centro oltre un migliaio di fucilati a livello nazionale per reati contro la disciplina e non contro la persona. Nel dopoguerra sostanzialmente questi fucilati vennero dimenticati e l'opera di rimozione è evidentemente un vulnus che, non solo qui in Italia, ma in altri paesi nel mondo intero si è cercato in qualche misura di smuovere.
  Penso che questa proposta di legge sia in primo luogo dunque un grande contributo Pag. 121che il nostro Parlamento può portare nell'anno del centenario perché è un'azione evidentemente che si mette alla pari, e anzi per certi aspetti oso pensare che sia un passo avanti, rispetto alle azioni che per esempio gli Stati come la Nuova Zelanda nel 2000 oppure il Canada nel 2002 e la Gran Bretagna nel 2006 e con un percorso direi decennale la Francia hanno consegnato alla storia, cioè un percorso di rivisitazione che oggi stiamo cercando di portare all'attenzione dell'intero Paese.
  Ecco, di che cosa stiamo parlando dunque ? Stiamo parlando di sentenze che hanno comminato queste fucilazioni sulla base di un reato – riporto dalla relazione che introduce la proposta di legge –, di grave entità politica per cui la pena deve servire quasi soltanto di controspinta e non ha che carattere e valore di intimidazione, che astrae dalla personalità del reo per acquistare un significato sociale.
  Ho letto un brano di una sentenza di fucilazione, tratto proprio dalla relazione. Dunque stiamo parlando di atti che, alla luce del tempo, avevano un significato e che noi oggi cerchiamo di riscrivere con un'ottica molto qualificata e importante. Lo rendo noto a quanti non ne avessero ancora preso atto che nel merito il 4 novembre dell'anno passato furono oltre 90 gli storici che nel nostro Paese hanno scritto alle massime autorità, al Presidente della Repubblica, al Ministro della difesa, per invocare questo ripensamento e, non più tardi dell'inizio del mese di maggio, lo stesso Presidente Mattarella, con un suo intervento molto qualificato, riportato anche dalla stampa nazionale nell'ambito del convegno a Rovereto, si è permesso di esprimere delle opinioni decisamente molto significative che ritengo importante ribadire qui in questa sede.
  Ecco il ripensamento, dice, è un atto che nasce dagli studi storici per esempio di Alberto Monticone e di Enzo Forcella, che furono tra i primi a scandagliare alla fine degli anni Sessanta già questa vicenda dei fucilati e si tratta di un passo importante, dice sempre e ricorda il Presidente Mattarella, per ritrovare un filo doloroso e accantonato della nostra storia.
  Sappiamo che è arduo guardare agli eventi del passato con le lenti del presente. Ecco, un Paese dalle solide radici come l'Italia non deve avere il timore di guardare anche alle pagine più buie e controverse della propria storia recente, ricordare e capire non vuol dire necessariamente assolvere o giustificare. La memoria di quei mille e più italiani uccisi dai plotoni di esecuzione interpella oggi la nostra coscienza di uomini liberi e il nostro senso di umanità.
  Lo scopo di questa proposta di legge è proprio quello di parlare della riabilitazione, e lo in un modo significativo e qualificato perché al momento attuale la legislazione non permette che a fare istanza di riabilitazione sia altri che l'interessato, dietro controprova peraltro di buona condotta, cosa che evidentemente è resa impraticabile per i fucilati. Dunque, solo la riabilitazione militare permette di riacquisire lo status di onore militare perduto a seguito della condanna.
  Si capisca dunque la motivazione fondamentale della proposta di legge che gioca le sue carte su un terreno molto importante, rispettoso del ruolo della magistratura al punto tale da prescrivere una procedura assolutamente qualificata in questa direzione, cioè qualificata nel senso di un mantenimento assoluto dell'autonomia. Infatti, il compito previsto dalla legge è quello innanzitutto, con un avvio d'ufficio da parte del procuratore generale militare, di riaprire i casi che sono assegnati con questo stesso procedimento di legge e inviarli per una loro rivisitazione al Tribunale militare di sorveglianza per una richiesta di riabilitazione che dunque farà capo non a questa stessa legge ma alla capacità della magistratura di rivisitare questi stessi atti di imputazione sulla falsariga di quanto predisposto dall'articolo 1.
  Di che cosa stiamo parlando, dunque ? Di una procedura che con questo Parlamento vogliamo iscrivere, che ha un valore molto importante, e cioè salvaguardare l'autonomia del giudizio e, tuttavia, imprimere Pag. 122un orientamento molto chiaro e molto delimitato, per quanto ci riguarda, come Parlamento.
  Questo è quanto prevede l'articolo 1 con i suoi commi e, soprattutto, poi all'articolo 2 il provvedimento prescrive atti molto significativi in ordine alla trasparenza, perché questa riabilitazione, con tutta evidenza, è orientata a sancire non soltanto delle restituzioni di onore, ma anche a restituire al nostro Paese un profilo diverso da quanto il Paese stesso ha consegnato alla memoria viva delle famiglie e dei caduti nell'ambito del primo conflitto mondiale. Dunque, la trasparenza prevista all'articolo 2 è iscritta con numerosi punti. Il primo anzitutto è l'inserimento di questi fucilati, che fossero riabilitati, nell'albo d'oro per l'onoranza dei caduti; il secondo dato di trasparenza è offerto grazie anche al percorso che abbiamo svolto in audizione presso la Commissione difesa, un percorso che viene consegnato alla comunicazione esplicita nei rispettivi comuni di residenza dei deceduti, perché questo atto di riabilitazione venga evidentemente pubblicato all'albo comunale. In terza istanza, abbiamo un coinvolgimento pieno ed esplicito, dunque, nel pieno disegno della legge, in ordine a questa trasparenza, con un coinvolgimento attorno al profilo di riabilitazione delle scuole superiori di tutto il Paese, affinché partecipino e concorrano alla scritta cerimoniale che verrà affissa con una targa presso il Vittoriano e presso i sacrari di tutta Italia. Credo che questo sia, come dire, un atto particolarmente significativo da parte del provvedimento che prendiamo in esame. E infine, quarto punto di trasparenza, ritengo importante sottolineare che si vuole elaborare questo percorso anche con un'apertura degli archivi della difesa e dell'Arma dei carabinieri per le questioni in oggetto, per offrire la garanzia della massima trasparenza agli studiosi.
  Ecco, allora, con questo atto, noi pensiamo di aver compiuto, in particolare con il lavoro in Commissione, un percorso veramente qualificato, congiunto. In particolare, mi permetto di ringraziare evidentemente i colleghi di tutti i gruppi politici e parlamentari che hanno espresso una vicinanza a questo provvedimento a prima firma Scanu, ma anche la proposta della collega Basilio si è affiancata ed è stato motivo per tutti di convergenza in maniera piuttosto esplicita e forte. Qual è lo scopo evidentemente di questo orizzonte condiviso a livello politico ? Quello di considerare questa proposta di legge, come avevo annunciato sin dalle prime battute, come una sorta di vero valore aggiunto che offriamo al nostro Paese nell'anno del centenario, come Parlamento, in ordine, in primo luogo, ad un ripensamento del valore della pena di morte, in una stagione in cui la pena di morte è usata anche mediaticamente da forze eversive su scala planetaria – penso all'uso che la morte ha su scala mediatica da parte dei terroristi – e ad additare, invece, il fatto che la pena di morte è una consegna di civiltà che noi vogliamo rigorosamente lasciare alle spalle, ma soprattutto, con questo riconoscimento a livello pubblico, che più volte, ripetutamente, anche in Commissione ho definito una sorta di giubileo civile, poiché si tratta per noi e per il nostro Parlamento, per il nostro Paese, di fare ammenda, di chiedere scusa, di riconoscere gli errori svolti nel nostro passato.
  Ed infine, mi si permetterà: credo che questo tema di una riabilitazione per gli atti della disobbedienza costituisca indubbiamente anche un'iscrizione molto importante nell'ethos pubblico e nell'ethos civile del valore del perdono. Il tema del perdono, con la richiesta, proprio come dicevo poc'anzi, della targa da affiggere al Vittoriano, è indubbiamente un tema molto delicato.
  Penso che la civiltà giuridica possa, con questo atto, compiere un vero passo in avanti, soprattutto pensando, appunto, alla virtù che qui vogliamo additare. Credo che, in conclusione, questo provvedimento possa rappresentare, come si è già visto nel voto preliminare che ne ha permesso l'iscrizione stessa all'ordine del giorno, un passaggio importante e qualificante. Il 24 maggio è alle porte: il fatto che questo Pag. 123Parlamento permetta o conceda al Paese questo spazio e questa attenzione di ripensamento della memoria, vogliamo dedicarlo a tutti coloro che ingiustamente hanno perso l'onore, e a cui noi vogliamo, evidentemente, che questo onore sia riconsegnato, e siamo orgogliosi e contenti di poterlo fare come Parlamento italiano (Applausi).

  PRESIDENTE. Prendo atto che il rappresentante del Governo rinunzia a intervenire.
  È iscritto a parlare il deputato Carlo Galli. Ne ha facoltà.

  CARLO GALLI. Signora Presidente, onorevoli colleghi, come sappiamo, la Costituzione, all'articolo 11, afferma che l'Italia ripudia la guerra. Ora, ripudiare significa allontanare da sé, facendogli fare un passo indietro, qualche cosa che ci è appartenuto, qualche cosa che era nostro diritto esercitare. Conosciamo bene i motivi per cui quell'articolo è stato redatto in quel modo: perché la guerra ha fatto parte, inevitabilmente, della storia d'Italia.
  Chi ha scritto quell'articolo aveva in mente primariamente quella che noi definiamo la seconda Guerra mondiale. Noi, oggi, stiamo applicando quell'articolo a un passaggio particolarmente doloroso della prima Guerra mondiale; guerra che ha fatto parte costitutiva della costruzione della nostra identità nazionale, nel male, naturalmente, nel dolore infinito, nella sofferenza indicibile di quattro anni di tensione, quattro anni di sangue, quattro anni di violenza. Nella Prima Guerra mondiale lo Stato moderno ha raggiunto il massimo della propria capacità di comando sopra le popolazioni, ha raggiunto l'apice della propria capacità di spingere gli uomini a vivere e a morire, della propria capacità di inquadrare, irreggimentare, motivare i cittadini verso un fine politico che a quei cittadini sfuggiva.
  Una prova di forza che si è rivoltata contro lo Stato stesso, il quale, dopo la prima Guerra mondiale, ha cambiato profondamente la propria natura, diventando uno Stato ora democratico, ora totalitario, a seconda delle circostanze, e uscendone in qualche modo sfigurato. In quella immane sofferenza, da cui è nato il XX secolo con le sue caratteristiche peculiari, ciò di cui questa proposta di legge si occupa raggiunge veramente il diapason. Qui siamo davanti a una violenza di Stato che non consiste nello spingere le masse nazionalizzate alla guerra verso il nemico esterno.
  Qui siamo davanti ad una violenza comminata dallo stesso Stato nei confronti dei propri concittadini; comminata, ed è un'aggravante, secondo norme giuridicamente valide dal punto di vista della loro legalità formale. Una violenza esercitata dallo Stato stesso verso i propri concittadini a scopo intimidatorio, come avete sentito; a scopo non di giustizia, ma di propaganda.
  Una delle forme attraverso le quali veniva realizzata la nazionalizzazione delle masse, l'irreggimentazione del popolo era, oltre alla propaganda recitata, la propaganda detta, la propaganda scritta, questa sorta di propaganda armata, realizzata in forme pseudo-legali dalla stessa autorità dello Stato. Essere uccisi dalle pallottole austriache, ed essere uccise dalle pallottole italiane, è per certi versi la stessa cosa. Ma, sotto un profilo specifico, essere uccisi dalle pallottole di un plotone d'esecuzione italiano è molto peggio. Molto peggio, perché vuol dire che in quella bufera, in quella tragedia, che è stata la Prima Guerra mondiale, si perdeva, come infatti è successo, la capacità di distinguere il giusto dall'ingiusto, l'amico dal nemico. Il che vuol dire che in quella violenza collettiva era stata perduta la ragione. Ora noi, attraverso queste proposte di legge facciamo sì che la politica si riappropri del proprio primato, della propria capacità di governare e di dirigere le cose umane, le cose della nostra Repubblica, in questo caso, attraverso un atto supremamente politico, come è l'atto che si compie in quest'Aula, l'atto della legislazione ad opera dei rappresentanti del popolo sovrano.
  Noi, oggi, ripudiamo non la guerra in generale, non solo la guerra in generale, Pag. 124ripudiamo quella guerra all'interno della guerra, che è stata il sistema della messa a morte pseudo-legale dei soldati italiani per motivi disciplinari a scopi intimidatori. L'Italia, in questo modo, mentre allontana da sé questa parte di quella guerra, si riappropria della sua storia, è in grado, in questo modo, di riconoscersi, rifiutando quella pagina specifica, con minore difficoltà, nel proprio passato. Noi oggi facciamo un'operazione politica – sottolineo – perché attraverso la nostra forza politica, la forza del potere legislativo, modifichiamo le norme del codice militare di pace, del codice penale, per quanto riguarda l'ammissibilità del procedimento di riabilitazione. Non interveniamo, ovviamente, sui casi specifici, perché non vogliamo interferire con l'ordine giudiziario e la sua capacità di decidere caso per caso, e facciamo un'operazione altamente politica, in questo caso altamente simbolica, perché nel momento in cui non scegliamo di perdonare queste persone fucilate, ma le vogliamo riabilitare, ci rendiamo conto, dimostriamo e dichiariamo che di perdono, semmai, ha bisogno lo Stato italiano e non questi suoi sventurati cittadini. Dico questo perché le forme della riabilitazione dei soldati fucilati per motivi disciplinari sono piuttosto complicate. Nel mondo anglofono si è perseguita la linea del perdono, cioè si è dato per scontato che esistesse una colpa, che esistesse un reato, che viene perdonato oggi per ieri. Noi abbia scelto un'altra via, quella della riapertura dei casi, dei singoli casi giudiziari. Questo – ripeto – ha un valore politico estremamente alto, perché significa che non ci mettiamo al di sopra di questi cittadini, ci mettiamo quanto meno alla pari e vogliamo dare ad essi, una volta tanto, veramente giustizia, non per grazia, ma perché a loro è dovuto, restituendogli l'onore.
  Non sarà semplice, ma non sarà nemmeno difficilissimo. La ovvia concomitanza di questo nostro atto legislativo con il centenario dell'entrata dell'Italia nella Prima Guerra mondiale è il motivo contingente che ci fa essere qui con tanta urgenza. La nostra capacità di riconciliare noi stessi con la nostra storia passa, in modo assolutamente inequivocabile, attraverso la nostra capacità di conciliare questi nostri cittadini che ci chiedono giustizia, con la nostra idea di politica che è evidentemente assai lontana da quella autoritaria, spietata, irrispettosa dei diritti del cittadino prima ancora che dell'uomo, che informò quella pagina tragica, che noi oggi vogliamo voltare definitivamente (Applausi dei deputati dei gruppi Partito Democratico e Sinistra Ecologia Libertà).

  PRESIDENTE. È iscritta a parlare la deputata Basilio. Ne ha facoltà.

  TATIANA BASILIO. Grazie Presidente. Vorrei aprire questo dibattito, ringraziando innanzitutto la Commissione difesa per la condivisione totale ed assoluta che c’è stata nei confronti di queste due proposte di legge a prima firma Scanu e Basilio. Inoltre vorrei dire che in questo momento sono onorata di essere la voce in Parlamento, dopo cento anni circa, di molti giovani morti, molti giovani giustiziati ingiustamente.
  È un momento di unità. Queste due proposte di legge saranno un momento di unità, di unità in tutti i sensi, senza colore e senza i partiti che noi rappresentiamo, perché in questo momento dobbiamo semplicemente e unicamente riabilitare la memoria di questi ragazzi che morirono per la libertà, per la libertà di cui noi tutti adesso possiamo godere.
  Libertà che poi, purtroppo, ha portato in un secondo conflitto mondiale, perché la memoria non ci ha assistiti. Infatti questa proposta di legge deve assumere un notevole significato simbolico, in occasione del centenario dell'ingresso dell'Italia nella Prima Guerra mondiale, un tragico avvenimento di portata storica, per dimensioni e drammaticità. I popoli europei e gli altri Stati coinvolti si fronteggiarono in una guerra di logoramento, protrattasi per ben quattro anni, dal 1914 al 1918, che vide impegnati tanti giovani, troppi giovani connazionali, che furono obbligati a combattere contro loro coetanei di altre nazioni.Pag. 125
  Alcune cifre consegnate alla storia rendono fedeltà al sacrificio compiuto dai nostri soldati: 1 milione e 240 mila morti, di cui circa 651 mila militari e circa 589 mila civili, pari al 3,48 per cento dell'intera popolazione italiana dell'epoca. Oltre ai caduti, il primo conflitto mondiale lasciò sul campo un numero incalcolabile di mutilati, disadattati, orfani, vedove che rappresentano ancora oggi, Presidente, una ferita aperta nella nostra società italiana, nonostante siamo nel 2015 e non più nel 1915-1918.
  Anche sul piano culturale la Prima Guerra mondiale può essere considerata l'incubatrice dei totalitarismi del Novecento con l'avvento al potere delle grandi dittature che contribuiranno successivamente a dare vita al secondo conflitto mondiale. Le tragiche conseguenze arrecate dalla Prima Guerra mondiale, sia in termini di caduti in battaglia che rispetto ai successivi scenari di destabilizzazione geopolitica, non possono licenziare tale evento, come pure ha cercato di fare negli ultimi anni una parte della storiografia ufficiale, come il compimento dell'epopea risorgimentale italiana.
  Il Risorgimento, infatti, come periodo storico di unificazione nazionale può ritenersi ufficialmente concluso con la proclamazione del Regno d'Italia del 1861 e quindi ben cinquant'anni prima dell'ingresso dell'Italia nella Prima Guerra mondiale, le cui motivazioni politiche risultano del tutto estranee rispetto ai sentimenti del patriottismo risorgimentale. Non è questa la sede per rinverdire lo scontro culturale e politico tra i neutralisti e gli interventisti, ma certo l'Italia si trovò in guerra contro il suo interesse generale e contro le stesse alleanze che fino a quel momento avevano caratterizzato le relazioni internazionali del Regno d'Italia. La ferita profonda fu avere marginalizzato il Parlamento, dove c'era una solida maggioranza neutralista, ed avere con un colpo di mano, tramite il Patto di Londra, rovesciato le alleanze internazionali e portato il Paese in un sanguinoso conflitto, che ne avrebbe segnato per decenni, purtroppo in negativo, la sua storia.
  Memori di questa ferita, i padri costituenti, una volta terminata l'epoca fascista, vollero scrivere l'articolo 78 della nostra Costituzione, attribuendo al Parlamento, al bicameralismo, l'onere di proclamare lo stato di guerra. Non a caso proprio in quest'Aula, durante il recente dibattito sulle riforme costituzionali, siamo stati tra coloro che hanno segnato i pericoli collegati al combinato disposto della legge elettorale, che trasforma, tramite il premio, appunto, una minoranza elettorale in una maggioranza parlamentare capace, pur essendo minoranza in questo Paese, perché così di fatto sarà, di portare da sola il nostro Paese in una guerra, in qualsiasi guerra.
  Anche per questo riteniamo utile questa nostra discussione. Solo un Paese che non ha memoria del suo passato può rischiare di ripetere gli stessi errori. E non mi stancherò mai di ricordare che dagli errori del passato bisogna imparare per non commetterli nuovamente.
  La Prima Guerra mondiale fu una tragedia di dimensioni enormi, voluta da pochi, ma combattuta, contro la loro volontà, da molti. Furono le masse rurali, in particolare, ma non solo quelle del sud, a versare il sangue migliore nelle trincee dell'Italia del nord orientale. Quasi tutti i soldati immaginavano di andare alla guerra come l'avevano vista rappresentata nei quadri storici, nelle litografie popolari, pensando che sarebbero andati all'assalto con accompagnamento di bandiere e fanfare. Invece, la guerra di trincea, la guerra di logoramento rappresentò un fatto inedito per loro e inaspettato, un fatto che non avrebbero mai immaginato di dover combattere, un momento di sangue per questi giovani ragazzi. In trincea si moriva come mosche, non solo durante gli assalti, ma anche per le malattie, il freddo e la disciplina in quei momenti – sì, certo – vacillava.
  Il pugno di ferro del generale Cadorna, in una guerra ogni giorno più insensata e crudele, divenne così la regola con la quale si provava ad arginare il crescente dissenso al massacro, l'inutile strage. L'inutile strage, come ebbe modo di definirla il Pag. 126Papa dell'epoca, era verificata come tale, ogni giorno, sul campo di battaglia dove sovente, da un lato, avevi il nemico con le mitragliatrici, che stava lì aspettandoti per ucciderti, e dietro, purtroppo, il plotone dei carabinieri, per impedire la ritirata degli stessi nostri militari.
  Sarebbe bello che nelle nostre scuole e nelle televisioni venissero proiettati i film di quella tragedia, di quell'epoca. Tra i più toccanti dobbiamo ricordare in quest'Aula «Uomini contro» del registra Francesco Rosi, che fu girato nel 1970 e che, come ricorda lo stesso autore, subì un ostracismo, tanto che il regista venne denunciato per vilipendio all'esercito. Il film, quindi, venne boicottato, tanto da dover essere ritirato dalle sale cinematografiche.
  Presidente, finalmente è in un diverso clima che oggi discutiamo questa proposta di legge con grande onore in quest'Aula del Parlamento italiano dopo quasi cento anni dall'entrata in guerra dell'Italia. È una proposta coraggiosa, perché apre una pagina tra le più rimosse e scabrose della nostra storia italiana. Con questa legge proviamo a restituire l'onore militare e a ricomprendere nella nostra comunità nazionale quelle centinaia di giovani che pagarono con la loro vita il folle tentativo di mantenere la disciplina militare attraverso esecuzioni sommarie e decimazioni.
  È una traccia che lo stesso comitato tecnico-scientifico per la promozione di iniziative di studio e ricerca sul tema del fattore umano nella Prima Guerra mondiale, insediato nello scorso novembre, ha voluto segnalarci attraverso la sua prima istruttoria, riferendo al Ministro della difesa Pinotti le conclusioni del lavoro svolto al termine di un trimestre di attività. «Riconosciute l'ampiezza e la profondità della dimensione umana del primo conflitto mondiale nei suoi molteplici aspetti» – si legge in una nota del Ministero della difesa – «il comitato ha proceduto a una ricognizione delle iniziative già programmate nell'ambito del Dicastero nel quadro delle attività celebrative promosse dal comitato interministeriale costituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri e coordinato dal presidente Franco Marini. Nel riferire al Ministro le indicazioni emerse dalla ricognizione istruttoria, il comitato ha condiviso l'opportunità che il Ministero sostenga, nell'ambito delle sue competenze, ogni iniziativa capace di alimentare una matura e rinnovata memoria condivisa delle passioni e delle sofferenze che segnarono la partecipazione a quell'evento di milioni di uomini e di donne appartenenti a tutte le componenti della comunità nazionale».
  Nel comunicato stampa del Ministero si legge, inoltre: Il Ministro Pinotti, che aveva seguito l'attività del comitato nel corso dello svolgimento dei suoi lavori, ha condiviso le indicazioni emerse e ha assicurato l'impegno del Dicastero nella direzione indicata.
  Più specificamente, ha auspicato che in questo spirito la comunità degli storici possa offrire il suo contributo per l'approfondimento dei temi emersi: dall'esperienza della trincea e dell'arditismo, alle specialità e ai reparti di eccellenza; dal disciplinamento, alla repressione dei comportamenti derivati, fino alle condanne alla pena capitale connesse con il corso dei combattimenti o con azioni contro la popolazione civile; dagli episodi di eroismo, alla renitenza e alla diserzione”. Tutti i deputati che hanno sottoscritto le due proposte di legge, oggi riportate in questo testo unificato, hanno condiviso lo spirito e la lettera delle considerazioni del Ministro della difesa e la necessità ad oggi di affrontare anche le parti più controverse della Grande Guerra. Nell'approssimarsi dei cento anni dell'ingresso dell'Italia in quel tragico conflitto, infatti, è compito della Repubblica, quindi è compito nostro, che ripudia la guerra come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali e come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli, celebrare nel miglior modo possibile questi giovani italiani che vi persero la vita, restituendo a coloro a cui impropriamente furono sottratti l'onore e il riconoscimento che essi stessi meritano. Nessuna memoria nazionale condivisa, infatti, può prescindere dalla necessaria ricostruzione e dal dovuto riconoscimento di errori e di orrori che in Pag. 127quel teatro vennero commessi nei confronti degli stessi coscritti. In particolare, il ricorso alle esecuzioni sommarie e alla decimazione sono stati individuati come atti ignobili e ripugnanti, contrari ai principi di umanità e alla stessa etica militare. Restituire onore, dignità e memoria ai soldati uccisi per fucilazione o decimazione rappresenta un atto di giustizia per il passato e un monito per il futuro affinché episodi del genere non debbano mai più ripetersi.
  È per tali ragioni che la presente proposta di legge presenta la massima pubblicazione dei lavori del comitato tecnico-scientifico per la promozione di iniziative e di studi di ricerca sul tema del fattore umano, il coinvolgimento degli istituti scolastici, nonché la procedura per la riabilitazione di militari condannati a morte nel corso della Prima Guerra mondiale per i reati di assenza dal servizio, ossia diserzione, e per i reati in servizio come lo sbandamento e i fatti di disobbedienza, ancorché collettiva, ad eccezione, ovviamente – e questo teniamo a sottolinearlo –, di coloro che vennero condannati alla pena capitale per avere volontariamente trasferito al nemico informazioni coperte dal segreto militare che, all'epoca, potevano comunque precludere il buon andamento e lo svolgimento delle azioni della truppa sul fronte nazionale.
  Di grande rilievo, inoltre, è la parte che prevede la piena fruibilità degli archivi storici delle Forze armate e dell'Arma dei carabinieri per tutti gli atti, le relazioni e i rapporti legati alle operazioni belliche, alla gestione della disciplina militare, nonché alla repressione degli atti di indisciplina o di supposta diserzione. Speriamo vivamente che questa ancora parziale apertura degli archivi storici militari serva a rimuovere i vincoli di segretezza e di non fruibilità su notizie e su fatti che il popolo italiano ha il diritto di conoscere, soprattutto dopo cento anni. Per questo, vorrei cogliere l'occasione per sollecitare il Governo e la Presidente della Camera a calendarizzare al più presto la proposta di legge del nostro collega in Commissione difesa, Paolo Bolognesi, che verte proprio a rimuovere la segretezza degli archivi. Quindi, a distanza di cento anni dalla partecipazione dell'Italia alla Prima guerra mondiale, riteniamo, infine, che siano ormai maturi i tempi per restituire la dovuta dignità, l'onore e la riabilitazione ai tanti nostri soldati che hanno donato la vita durante il conflitto, affinché le future generazioni possano da tali sacrifici umani trarre insegnamento e costruire una società fondata sulla pace tra i popoli, perché il mai più ad una guerra rimanga come un fatto distintivo indelebile nella coscienza di tutti noi (Applausi).

  PRESIDENTE. È iscritto a parlare il deputato Buttiglione. Ne ha facoltà.

  ROCCO BUTTIGLIONE. Signora Presidente, onorevoli colleghi, molte cose sono state dette e io cercherò di contenere i tempi del mio intervento perché siamo tutti stanchi. Un'osservazione: la questione più controversa mi sembra sia quella dell'autonoma valutazione del tribunale militare di sorveglianza. Se leggiamo la storiografia, vediamo come ci siano molte tipologie differenti. Tipologie le quali sono riconducibili alla viltà di fronte al nemico che mette in pericolo la sicurezza dei propri compagni. Questa è una tipologia che in tutti gli eserciti del mondo porta alla condanna e porta alla pena di morte, spesso per iniziativa degli stessi compagni che si sentono abbandonati e traditi.
  Ma questa è una tipologia relativamente rara negli atti che noi abbiamo davanti. Abbiamo molte tipologie le quali sono tipologie di indiscriminata violenza, le decimazioni, uomini sorteggiati a caso e fucilati e perché ? Più colpevoli dei colleghi, colpevoli come i colleghi. Qual è la ratio, la ragione ma ancora i soldati uccisi spesso anche senza processo per una parola, per aver rifiutato collettivamente di andare ad un assalto che si sapeva già dal principio essere disperato, se noi insistiamo nel fare delle differenze allora forse dovremmo indicare al capo 4 dell'articolo primo, con una formula da approfondire, i comportamenti tali da mettere in pericolo la sicurezza e la vita dei Pag. 128colleghi più che semplicemente dal trasferimento di informazioni. Ma mi domando se questo sia opportuno, se la formula del perdono scelta da altri Paesi non sia forse migliore o se non dobbiamo trasferirla al nostro interno estendendo questa riabilitazione a tutti. Perché vedete la prima Guerra mondiale è il πρωτoν ψευδoς (proton pseudos), il primo crimine da cui deriva la tragedia dell'Europa e dell'Occidente. Lo ha detto molto bene Benedetto Croce che allora per la verità era dall'altra parte, era quasi fascista. Credo che sia nella prefazione del 1916 al suo libro sul materialismo storico quando diceva che questa guerra, la guerra che era allora in corso, era la guerra del materialismo storico, è la guerra nella quale si consuma una concezione trascendente della vita, in cui gli uomini imparano che la vita dell'uomo non ha un valore dato da Dio ma la vita dell'uomo ha il valore che gli diamo noi e noi diamo valore alla vita dell'amico e non a quella del nemico. È la guerra della volontà di potenza e diciannove secoli di cristianesimo sono stati in qualche modo annullati, diciannove secoli di una predicazione volta ad instillare l'odio del sangue è stata annullata. Non è una guerra come le altre, come quelle del Risorgimento. Nelle guerre del Risorgimento muore qualche migliaio di persone e si mobilitano qualche centinaio di migliaia di soldati al massimo. Qui è un'intera popolazione, tutti maschi giovani, tutti maschi abili a portare le armi vengono portati al fronte e gli si insegna a morire e ad uccidere. Questo avrà conseguenze dirompenti. Anche la rivoluzione bolscevica è impensabile senza questa enorme violenza non solo in Italia ma anche in molti altri Paesi, in tutti i Paesi che hanno fatto guerra. In fondo cosa dirà Lenin ? Se bisogna fare la guerra tanto vale che facciamo la guerra degli oppressi contro gli oppressori e, invece, di fare la guerra degli oppressi di una nazione contro gli oppressi di un'altra nazione, ambedue al servizio degli oppressori della propria nazione. È una visione semplificata, una visione sbagliata, non mancava di un minimo di ragionevolezza. Da questo punto di vista, non so, penso che dovremmo tutti riflettere un attimo su quale sia la formula più adeguata perché anche chi era colpevole tuttavia oggi, a distanza di tanto tempo, merita forse – mi permetto di avanzare queste ipotesi – merita conciliazione e perdono senza venir meno alle regole dell'onore militare ma qui non è in questione l'onore militare, il non è di rendere l'onore militare. In molti casi questo onore militare era stato perduto per comportamenti incompatibili con l'onore militare, non in tutti ma in alcuni sì. Il problema è di restituire la dignità umana, che è più importante del valor militare, a persone le quali sono state sbattute in una situazione che non potevano capire e che, anche a capirla, poteva risultare ugualmente criminosa, travolti in un processo in cui sono stati considerati non come soggetti ma come oggetti della storia, in cui in qualche modo si è tentato di dimostrare che ciò che è umano nell'uomo non è ciò che è più profondo ma ciò che è più superficiale e che basta mettere addosso ad un uomo una divisa, basta inquadrarlo, basta minacciarlo, basta intimidirlo perché quest'uomo sia capace di fare qualunque cosa. Certo non ci furono gli orrori sistematici verso i civili che verranno con la Seconda guerra mondiale ma in nuce c’è già: tutto è subordinato all'idea della potenza della nazione, anche la scienza. Mai la scienza era stata impiegata in tale massiccia misura per produrre armi per distruggere vite umane. Anche l'onore, anche la verità, la propaganda più falsa e più vergognosa volta a trasformare in nemico in un non essere umano.
  E allora forse è il caso oggi di riflettere con un sentimento di pietà umana e di umana comprensione anche su quelli che non possono pretendere l'onore militare, ma certamente hanno diritto al riconoscimento della dignità umana, confrontando le loro colpe con le colpe di quelli che li hanno mandati a morire, con le colpe di una classe dirigente. E lasciatemi dire un'ultima cosa anche su quella classe dirigente: erano così più cattivi di noi ? Siamo tanto moralmente migliori di loro ? Pag. 129No, non lo credo proprio confrontandomi con la generazione dei miei genitori, quelli che hanno fatto la Seconda guerra mondiale: erano peggiori di noi ? No, vivevano in un mondo nel quale erano convinti che per salvare il nostro diritto alla vita dovevano occupare le serre di altri popoli, dovevano assoggettare altri popoli, perché era un mondo in cui ogni nazione pensava di dover occupare le terre da cui venivano le materie per la sua industria e le terre di sbocco per prodotti della sua industria. L'Europa ci ha salvati da questo, l'Europa, il principio ognuno produca, compri le materie prime dove vuole, le trasformi con il suo lavoro, le esporti dove vuole e siamo cresciuti tutti, siamo cresciuti insieme. La competizione militare è diventata competizione economica, invece di vedere chi faceva le corazzate migliori abbiamo visto chi faceva le automobili migliori, le lavastoviglie migliori, offriva beni e servizi migliori. Così siamo cresciuti, e noi che eravamo i più poveri, più degli altri. De Gasperi che ha introdotto il cammino di questa pace è un uomo la cui grandezza noi non valutiamo ancora a sufficienza perché non capiamo che la pace non è naturale, naturale è la guerra, la pace è il risultato di coraggio, di sforzo, di intelligenza, la pace è qualcosa di fragile. Sento spesso parlare oggi di questa Europa, che facciamo con questa Europa, usciamo dall'Europa, datemi di nuovo un mondo diviso in blocchi commerciali chiusi e nell'arco di cinquant'anni la guerra torna possibile in Europa. Allora, ricordando quello che è accaduto, onorando la sofferenza di tutti credo che stiamo prendendo una giusta iniziativa, vediamo di calibrarla nel modo migliore perché essa sia davvero un segnale di riconciliazione per tutti.

  PRESIDENTE. È iscritta a parlare la deputata Duranti. Ne ha facoltà.

  DONATELLA DURANTI. Grazie signora Presidente, io vorrei cominciare con alcuni ringraziamenti. Intanto ringrazio il relatore, il collega Zanin per il lavoro importante che ha fatto nella Commissione difesa, ringrazio i colleghi Scanu e Basilio i primi firmatari di queste due proposte di legge abbinate che oggi ci consentono – dopo un lavoro importante che abbiamo fatto nella Commissione difesa, un lavoro di grande condivisione – di essere qui a discutere di una legge che davvero penso sia una legge importante per il nostro Paese, per la storia del nostro Paese. Poi voglio esprimere anche soddisfazione perché tutti i gruppi parlamentari oggi, insieme alla Presidente Boldrini, hanno deciso di calendarizzare – così come avevamo auspicato in Commissione difesa –, quindi di arrivare all'approvazione di questa legge entro il 24 maggio. Penso che abbiamo fatto un buon lavoro, lo abbiamo fatto nell'anno del centenario della Prima guerra mondiale, un momento in cui abbiamo riflettuto sul dovere morale, sul dovere storico che abbiamo come rappresentanti della Repubblica italiana. Abbiamo il dovere morale e storico di ricordare quello che è accaduto, quello che è accaduto durante il primo conflitto mondiale durante la più grande, orrenda carneficina che la storia ricordi che coinvolse 28 Paesi, quasi tutti i continenti e determinò milioni di morti tra i soldati di tutti i Paesi e milioni di mutilati. I caduti militari italiani furono oltre 650 mila e tra questi i 1.000 soldati che morirono a seguito di fucilazioni per sentenze emanate da tribunali militari, perlopiù emesse in maniera sommaria in 24-48 ore.
  Ancora, per fucilazioni costituenti esecuzioni sommarie da parte di ufficiali in caso di flagranza di reato; per fucilazioni con il metodo della decimazione, un'orrenda pratica utilizzata solo dal nostro esercito.
  Voglio ricordare che quella guerra utilizzò per la prima volta anche armi terribili, utilizzò i gas chimici, i lanciafiamme, i carri armati – è stato ricordato – in una guerra di trincea terribile, logorante. Io, a questo proposito, voglio ricordare quali erano le condizioni di vita dei nostri soldati nelle trincea, lo voglio ricordare con le loro parole, parole scritte su lettere che loro mandavano dal fronte: «Vi sono truppe allo scoperto, sotto il tiro del cannone nemico, con 15 gradi sotto zero e Pag. 130si vuole che avanzino. Muoiono gelati a centinaia e ciò è ignorato dal Paese. Gli ufficiali più arditi hanno crisi di pianto di fronte alla vanità degli sforzi, davanti all'impossibile. Sull'Isonzo si muore a torrenti umani e nulla finora si è raggiunto».
  Ancora, un'altra lettera, altre parole terribili: «Sono ritornato dalla più dura prova che abbia mai sopportato, quattro giorni e quattro notti, 96 ore, le ultime due immerse nel fango ghiacciato, sotto un terribile bombardamento, senz'altro riparo che la strettezza della trincea che sembra persino troppo ampia. I tedeschi non attaccavano, naturalmente, sarebbe stato troppo stupido, era molto più conveniente effettuare una bella esercitazione a fuoco su di noi. Risultato: sono arrivato là con 175 uomini, sono ritornato con 34, parecchi dei quali quasi impazziti». Questa era la condizione che vivevano e dentro la quale morivano i soldati italiani nello svolgimento del loro dovere.
  E poi, appunto, vi erano coloro i quali furono fucilati per aver commesso alcuni reati, li voglio ricordare: disobbedienza, rivolta, ammutinamento, insubordinazione, sbandamento, ribellione agli ordini. Noi con questa proposta di legge vogliamo riabilitare quei militari, i militari italiani che nel corso della prima guerra mondiale, appunto, hanno riportato condanna alla pena capitale per questi reati che vi ho citato; reati previsti nel primo libro della prima parte del codice penale del regio decreto del 28 novembre 1869. Noi pensiamo che avessero il diritto di disertare, il diritto di abbandonare, il diritto di ribellarsi agli ordini, il diritto di ribellarsi a coloro i quali, appunto, li consideravano vigliacchi e traditori e, invece, li utilizzavano come carne da cannone.
  Però, credo che ci vengano in aiuto di nuovo le loro parole, per far comprendere, fino in fondo, soprattutto alle nuove generazioni – perché questa proposta di legge è dedicata al riconoscimento alla memoria di questi soldati, alla necessità che noi abbiamo sentito di restituire loro onore e dignità, ma è dedicata anche alle nuove generazioni – che cos'erano le fucilazioni eseguite dagli ufficiali che avevano l'autorità per farlo, che cos'erano le decimazioni e che cos'erano i processi sommari. «Nel marzo del 1916 – racconta un soldato – il mio comandante di divisione al quale riferivo per telefono le ragioni per cui un'operazione ordinatami non poteva riuscire, si sarebbe avuto un macello, osservò che di carne da macello da darmi ne aveva quanta poteva abbisognarmene. Risposi che facevo il colonnello – scusate era un ufficiale, non un soldato – non il macellaio; si interruppe il telefono. Un ordine scritto mi ordinò l'onerosa operazione». «Tutte le volte che c'era un attacco arrivavano i carabinieri, entravano nelle nostre trincee, i loro ufficiali li facevano mettere in fila dietro di noi e noi sapevamo che quando sarebbe stata l'ora avrebbero sparato addosso a chiunque si fosse attardato nei camminamenti invece di andare all'assalto». Questo succedeva spesso, c'erano dei soldati, ce n'erano sempre che avevano paura di uscire fuori dalla trincea quando le mitragliatrici austriache sparavano all'impazzata contro di noi. Allora i carabinieri li prendevano e li fucilavano.
  A volte era l'ufficiale che li ammazzava a rivoltellate. Ancora, che cos'era la decimazione ? Che cos’è stata la decimazione ? Ancora un fatto le voglio raccontare: un giorno ci hanno messo tutti in riga perché hanno detto che ci facevano la decimazione, per via che molti erano disfattisti. Soldati – ha gridato il colonnello – sarete fucilati uno ogni dieci, se non dite i nomi di quei vigliacchi che fanno i disfattisti, mettendo in grave pericolo la patria. E subito hanno incominciato a contare: fuori uno ogni dieci. Però, neanche un soldato ha fatto la spia e, alla fine, non hanno fucilato nessuno, lo avevano fatto solo per dare un avvertimento. Ma, a guardare, disfattisti eravamo tutti, perché in trincea si sentivano solo lamentele, bestemmie contro il Governo e contro i comandi, ostie continue contro la guerra e quelli che l'avevano voluta.
  Di questo parliamo, quando diciamo che abbiamo il dovere di restituire dignità a questi soldati. Parliamo delle decimazioni avvenute anche nei confronti di chi Pag. 131non aveva partecipato a operazioni di guerra. E voglio leggere ancora un altro passaggio: ma il fatto più atroce è un altro – anche questa è un'altra lettera –: presso un reggimento di fanteria, avviene un'insurrezione. Si tirano dei colpi di fucile, si grida non vogliamo andare in trincea. Il colonnello ordina un'inchiesta, ma i colpevoli non sono scoperti. Allora comanda che siano estratti a sorte dieci uomini; e siano fucilati. Sennonché, i fatti erano avvenuti il 28 del mese, e il giudizio era pronunciato il 30. Il 29 del mese erano arrivati i complementi – gli ufficiali di complemento –, inviati a colmare i vuoti prodotti dalle battaglie già sostenute: 30 uomini per ciascuna compagnia. Si domanda al colonnello: dobbiamo imbussolare anche i nomi dei complementi (imbussolarli per poi tirarli fuori e scegliere chi doveva essere ammazzato) ? Essi non possono aver preso parte al tumulto del 28: sono arrivati il 29. Il colonnello risponde: imbussolate tutti i nomi. Così avviene che, su dieci uomini da fucilare, due degli estratti sono complementi arrivati il 29. All'ora della fucilazione la scena è feroce. Uno dei due complementi, entrambi di classi anziane, è svenuto. Ma l'altro, bendato, cerca col viso da che parte sia il comandante del reggimento, chiamando a gran voce: Signor colonnello ! Signor colonnello ! Si fa un silenzio di tomba. Il colonnello deve rispondere. Risponde: Che c’è figliuolo ? Signor colonnello – grida l'uomo bendato –, io sono della classe del ’75, sono padre di famiglia. Il giorno 28 non c'ero. In nome di Dio ! Figliuolo, risponde paterno il colonnello, io non posso cercare tutti quelli che c'erano e che non c'erano. La nostra giustizia fa quello che può. Se tu sei innocente, Dio te ne terrà conto. Confida in Dio.
  Allora noi pensiamo che questa Repubblica, la Repubblica italiana che ripudia la guerra, deve riconoscere gli errori e gli orrori – come è stato già detto – del suo passato, per continuare ad imparare, per mantenere viva la memoria, per ricordare a tutti, soprattutto alle nuove generazioni, che senza la pace non è possibile esercitare alcun altro diritto, che la pace è un diritto individuale ed è un diritto dei popoli. Dobbiamo avere il coraggio di guardare alla nostra storia, che definì eroi coloro i quali eroi non sono stati e che hanno partecipato ad una macelleria e ad una carneficina che non vorremmo mai vedere, che vorremmo cancellare dalla storia. Allora voglio finire così, signora Presidente, voglio ricordare le parole di uno che per noi non fu un eroe, che fu un macellaio. Lo dico dalle note del generale Luigi Cadorna: per attacco brillante si calcola quanti uomini la mitragliatrice può abbattere e si lancia all'attacco un numero di uomini superiore: qualcuno giungerà alla mitragliatrice. Le sole munizioni che non mi mancano sono gli uomini. Il superiore ha il sacro potere di passare immediatamente per le armi i recalcitranti ed i vigliacchi. Questa cosa qui determinò la possibilità di fucilare sul luogo i soldati italiani che chiedevano disperatamente di non rispondere ad ordini assurdi. Alla fine, l'ultima nota dell'eroe Cadorna: chi tenti ignominiosamente di arrendersi o di retrocedere, sarà raggiunto prima che si infami dalla giustizia sommaria del piombo delle linee retrostanti e da quella dei carabinieri incaricati di vigilare alle spalle delle truppe, sempre quando non sia freddato da quello dell'ufficiale.
  La nostra storia, la storia di questa Repubblica, deve provare, ricordando i nomi, uno per uno, di quei soldati, di quei figli del popolo italiano che in quelle trincee trovarono la morte per mano del nemico, ma anche, ignomigniosamente da parte di eroi come Luigi Cadorna, da parte delle truppe amiche, da parte di ufficiali che avrebbero dovuto avere il compito di salvare loro la vita, di difenderli. Il nostro Paese deve cancellare questa pagina e, soprattutto, deve scrivere sui libri di storia, perché le nuove generazioni lo sappiano, che è anche in nome di quegli uomini morti durante la Prima guerra mondiale che noi dobbiamo fare di tutto affinché l'articolo 11 della nostra Costituzione, quello che prevede il ripudio della guerra, sia continuamente tenuto al centro anche dell'agenda politica di questo Parlamento, di questo Governo, perché non ci Pag. 132possiamo più permettere che l'umanità soffra quello che ha sofferto nelle due guerre mondiali e nei tanti conflitti armati che vedono coinvolte popolazioni intere nel mondo e che fanno dire a Papa Francesco che ci troviamo nella terza guerra mondiale, anche se fatta a pezzetti. Noi anche in memoria di questi uomini e della loro dignità dobbiamo fare di tutto affinché pagine così orrende non si abbiano a ripetere (Applausi).

  PRESIDENTE. Non vi sono altri iscritti a parlare e pertanto dichiaro chiusa la discussione sulle linee generali.

(Repliche del relatore e del Governo – A.C. 2741-A)

  PRESIDENTE. Prendo atto che il relatore ed il rappresentante del Governo non intendono replicare.
  Il seguito del dibattito è rinviato ad altra seduta.

Calendario dei lavori dell'Assemblea per il mese di giugno 2015 e aggiornamento del programma (ore 21,20).

Testo sostituito con errata corrige volante   PRESIDENTE. Comunico che, a seguito della riunione odierna della Conferenza dei presidenti di gruppo, si è convenuto di inserire tra gli argomenti previsti nella settimana in corso, dopo il seguito dell'esame della proposta di legge n. 3008 ed abbinate – Disposizioni in materia di delitti contro la pubblica amministrazione, di associazioni di tipo mafioso e di falso in bilancio (Approvato dal Senato), il seguito dell'esame della proposta di legge n. 2741 ed abbinata – Disposizioni concernenti i militari italiani ai quali è stata irrogata la pena capitale durante la prima Guerra mondiale ed il seguito dell'esame della proposta di legge n. 1335 – Modifiche al codice di procedura civile e abrogazione dell'articolo 140-bis del codice del consumo, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, in materia di azione di classe.
  Nella giornata di domani, giovedì 21 maggio, alle ore 9,30, avrà altresì luogo un'informativa urgente del Governo sul rischio di infiltrazioni terroristiche connesse ai flussi migratori, in relazione all'arresto di un cittadino marocchino in provincia di Milano.
  È stato inoltre predisposto, ai sensi dell'articolo 24, comma 2, del regolamento, il seguente calendario dei lavori per il mese di giugno 2015:
  Mercoledì 3 giugno (antimeridiana)
PRESIDENTE. Comunico che, a seguito della riunione odierna della Conferenza dei presidenti di gruppo, si è convenuto di inserire tra gli argomenti previsti nella settimana in corso, dopo il seguito dell'esame della proposta di legge n. 3008 ed abbinate – Disposizioni in materia di delitti contro la pubblica amministrazione, di associazioni di tipo mafioso e di falso in bilancio (Approvato dal Senato), il seguito dell'esame della proposta di legge n. 2741 ed abbinata – Disposizioni concernenti i militari italiani ai quali è stata irrogata la pena capitale durante la prima Guerra mondiale ed il seguito dell'esame della proposta di legge n. 1335 – Modifiche al codice di procedura civile e abrogazione dell'articolo 140-bis del codice del consumo, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, in materia di azione di classe.
  Nella giornata di domani, giovedì 21 maggio, alle ore 9,30, avrà altresì luogo un'informativa urgente del Governo sul rischio di infiltrazioni terroristiche connesse ai flussi migratori, in relazione all'arresto di un cittadino marocchino in provincia di Milano.
  È stato inoltre predisposto, ai sensi dell'articolo 24, comma 2, del regolamento, il seguente calendario dei lavori per il mese di giugno 2015:

  Mercoledì 3 giugno (antimeridiana)

Testo sostituito con errata corrige volante   Discussione sulle linee generali delle proposte di legge:
   n. 1460 ed abbinati – Ratifica ed esecuzione della Convenzione relativa all'assistenza giudiziaria in materia penale tra gli Stati membri dell'Unione europea, fatta a Bruxelles il 29 maggio 2000, e delega al Governo per la sua attuazione;
   n. 1092-B – Istituzione del ’Premio biennale di ricerca Giuseppe Di Vagno’ e disposizioni per il potenziamento della biblioteca e dell'archivio storico della Fondazione Di Vagno, per la conservazione della memoria del deputato socialista assassinato il 25 settembre 1921 (Approvata dalla Camera e modificata dal Senato).
  Discussione sulle linee generali delle proposte di legge:
   n. 1460 ed abbinati – Ratifica ed esecuzione della Convenzione relativa all'assistenza giudiziaria in materia penale tra gli Stati membri dell'Unione europea, fatta a Bruxelles il 29 maggio 2000, e delega al Governo per la sua attuazione;
   n. 1092-B – Istituzione del ’Premio biennale di ricerca Giuseppe Di Vagno’ e disposizioni per il potenziamento della biblioteca e dell'archivio storico della Fondazione Di Vagno, per la conservazione della memoria del deputato socialista assassinato il 25 settembre 1921 (Approvata dalla Camera e modificata dal Senato).

Testo sostituito con errata corrige volante   Discussione sulle linee generali delle mozioni Palese n. 1-00838, Matarrese ed altri n. 1-00800, Duranti ed altri n. 1-00863, Pastorelli ed altri n. 1-00864 e Fauttilli ed altri n. 1-00865 concernenti interventi urgenti in relazione all'emergenza fitosanitaria, causata dal batterio Xylella fastidiosa, che ha colpito gli alberi di ulivo in Puglia.
  Mercoledì 3 (ore 16, con eventuale prosecuzione notturna) e giovedì 4 giugno (antimeridiana e pomeridiana, con eventuale prosecuzione notturna e nella giornata di venerdì 5 giugno) (con votazioni)

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  Discussione sulle linee generali delle mozioni Palese n. 1-00838, Matarrese ed altri n. 1-00800, Duranti ed altri n. 1-00863, Pastorelli ed altri n. 1-00864 e Fauttilli ed altri n. 1-00865 concernenti interventi urgenti in relazione all'emergenza fitosanitaria, causata dal batterio Xylella fastidiosa, che ha colpito gli alberi di ulivo in Puglia.

  Mercoledì 3 (ore 16, con eventuale prosecuzione notturna) e giovedì 4 giugno (antimeridiana e pomeridiana, con eventuale prosecuzione notturna e nella giornata di venerdì 5 giugno) (con votazioni)

Pag. 133

Testo sostituito con errata corrige volante   Seguito dell'esame delle proposte di legge:
   n. 1460 ed abbinati – Ratifica ed esecuzione della Convenzione relativa all'assistenza giudiziaria in materia penale tra gli Stati membri dell'Unione europea, fatta a Bruxelles il 29 maggio 2000, e delega al Governo per la sua attuazione;
   n. 1335 ed abbinata – Modifiche al codice di procedura civile e abrogazione dell'articolo 140-bis del codice del consumo, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, in materia di azione di classe.
  Seguito dell'esame delle proposte di legge:
   n. 1460 ed abbinati – Ratifica ed esecuzione della Convenzione relativa all'assistenza giudiziaria in materia penale tra gli Stati membri dell'Unione europea, fatta a Bruxelles il 29 maggio 2000, e delega al Governo per la sua attuazione;
   n. 1335 ed abbinata – Modifiche al codice di procedura civile e abrogazione dell'articolo 140-bis del codice del consumo, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, in materia di azione di classe.

Testo sostituito con errata corrige volante   Seguito dell'esame delle mozioni Capelli, Piras, Vargiu ed altri n. 1-00697, Nicola Bianchi ed altri n. 1-00850, Nizzi ed altri n. 1-00851, Mura ed altri n. 1-00854, Piso ed altri n. 1-00855 e Rampelli ed altri n. 1-00858 e della risoluzione Pili, Saltamartini ed altri n. 6-00137 concernenti interventi a favore della Sardegna.   Seguito dell'esame delle mozioni Capelli, Piras, Vargiu ed altri n. 1-00697, Nicola Bianchi ed altri n. 1-00850, Nizzi ed altri n. 1-00851, Mura ed altri n. 1-00854, Piso ed altri n. 1-00855 e Rampelli ed altri n. 1-00858 e della risoluzione Pili, Saltamartini ed altri n. 6-00137 concernenti interventi a favore della Sardegna.

Testo sostituito con errata corrige volante   Seguito dell'esame della proposta di legge n. 1092-B – Istituzione del ’Premio biennale di ricerca Giuseppe Di Vagno’ e disposizioni per il potenziamento della biblioteca e dell'archivio storico della Fondazione Di Vagno, per la conservazione della memoria del deputato socialista assassinato il 25 settembre 1921 (Approvata dalla Camera e modificata dal Senato).   Seguito dell'esame della proposta di legge n. 1092-B – Istituzione del ’Premio biennale di ricerca Giuseppe Di Vagno’ e disposizioni per il potenziamento della biblioteca e dell'archivio storico della Fondazione Di Vagno, per la conservazione della memoria del deputato socialista assassinato il 25 settembre 1921 (Approvata dalla Camera e modificata dal Senato).

Testo sostituito con errata corrige volante   Seguito dell'esame delle mozioni Palese n. 1-00838, Matarrese ed altri n. 1-00800, Duranti ed altri n. 1-00863, Pastorelli ed altri n. 1-00864 e Fauttilli ed altri n. 1-00865 concernenti interventi urgenti in relazione all'emergenza fitosanitaria, causata dal batterio Xylella fastidiosa, che ha colpito gli alberi di ulivo in Puglia.
  Lunedì 8 giugno (antimeridiana e pomeridiana con eventuale prosecuzione notturna)
  Seguito dell'esame delle mozioni Palese n. 1-00838, Matarrese ed altri n. 1-00800, Duranti ed altri n. 1-00863, Pastorelli ed altri n. 1-00864 e Fauttilli ed altri n. 1-00865 concernenti interventi urgenti in relazione all'emergenza fitosanitaria, causata dal batterio Xylella fastidiosa, che ha colpito gli alberi di ulivo in Puglia.

  Lunedì 8 giugno (antimeridiana e pomeridiana con eventuale prosecuzione notturna)

Testo sostituito con errata corrige volante   Discussione sulle linee generali dei progetti di legge:
   disegno di legge n. 3104 – Conversione in legge del decreto-legge 5 maggio 2015, n. 51, recante disposizioni urgenti in materia di rilancio dei settori agricoli in crisi, di sostegno alle imprese agricole colpite da eventi di carattere eccezionale e di razionalizzazione delle strutture ministeriali (da inviare al Senato – scadenza: 5 luglio 2015);
   disegno di legge n. 2977 – Disposizioni per l'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea – Legge europea 2014 (ove concluso dalla Commissione);
   proposta di legge n. 1512 ed abbinate – Modifiche al codice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285.
  Discussione sulle linee generali dei progetti di legge:
   disegno di legge n. 3104 – Conversione in legge del decreto-legge 5 maggio 2015, n. 51, recante disposizioni urgenti in materia di rilancio dei settori agricoli in crisi, di sostegno alle imprese agricole colpite da eventi di carattere eccezionale e di razionalizzazione delle strutture ministeriali (da inviare al Senato – scadenza: 5 luglio 2015);
   disegno di legge n. 2977 – Disposizioni per l'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea – Legge europea 2014 (ove concluso dalla Commissione);
   proposta di legge n. 1512 ed abbinate – Modifiche al codice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285.

Testo sostituito con errata corrige volante   Discussione sulle linee generali delle mozioni:   Discussione sulle linee generali delle mozioni:

Testo sostituito con errata corrige volante   Scotto ed altri n. 1-00719 concernente iniziative in materia di trascrizione dei matrimoni contratti all'estero tra persone dello stesso sesso;   Scotto ed altri n. 1-00719 concernente iniziative in materia di trascrizione dei matrimoni contratti all'estero tra persone dello stesso sesso;

Testo sostituito con errata corrige volante   Lupi concernente l'utilizzo del denaro contante (in corso di presentazione).
  Martedì 9, mercoledì 10 e giovedì 11 giugno (antimeridiana e pomeridiana, con eventuale prosecuzione notturna e nella giornata di venerdì 12 giugno) (con votazioni)
  Lupi concernente l'utilizzo del denaro contante (in corso di presentazione).

  Martedì 9, mercoledì 10 e giovedì 11 giugno (antimeridiana e pomeridiana, con eventuale prosecuzione notturna e nella giornata di venerdì 12 giugno) (con votazioni)

Testo sostituito con errata corrige volante   Seguito dell'esame dei progetti di legge:
   disegno di legge n. 3104 – Conversione in legge del decreto-legge 5 maggio 2015, n. 51, recante disposizioni urgenti in materia di rilancio dei settori agricoli in crisi, di sostegno alle imprese agricole colpite da eventi di carattere eccezionale e di razionalizzazione delle strutture ministeriali (da inviare al Senato – scadenza: 5 luglio 2015);
   disegno di legge n. 2977 – Disposizioni per l'adempimento degli obblighi Pag. 134derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea – Legge europea 2014 (ove concluso dalla Commissione);
   proposta di legge n. 1512 ed abbinate – Modifiche al codice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285.
  Seguito dell'esame dei progetti di legge:
   disegno di legge n. 3104 – Conversione in legge del decreto-legge 5 maggio 2015, n. 51, recante disposizioni urgenti in materia di rilancio dei settori agricoli in crisi, di sostegno alle imprese agricole colpite da eventi di carattere eccezionale e di razionalizzazione delle strutture ministeriali (da inviare al Senato – scadenza: 5 luglio 2015);
   disegno di legge n. 2977 – Disposizioni per l'adempimento degli obblighi Pag. 134derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea – Legge europea 2014 (ove concluso dalla Commissione);
   proposta di legge n. 1512 ed abbinate – Modifiche al codice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285.

Testo sostituito con errata corrige volante   Seguito dell'esame delle mozioni:   Seguito dell'esame delle mozioni:

Testo sostituito con errata corrige volante   Scotto ed altri n. 1-00719 concernente iniziative in materia di trascrizione dei matrimoni contratti all'estero tra persone dello stesso sesso;   Scotto ed altri n. 1-00719 concernente iniziative in materia di trascrizione dei matrimoni contratti all'estero tra persone dello stesso sesso;

Testo sostituito con errata corrige volante   Lupi concernente l'utilizzo del denaro contante (in corso di presentazione).
  Nel corso della settimana potrà avere luogo il seguito dell'esame di argomenti previsti nella settimana precedente e non conclusi.
  Lupi concernente l'utilizzo del denaro contante (in corso di presentazione).

  Nel corso della settimana potrà avere luogo il seguito dell'esame di argomenti previsti nella settimana precedente e non conclusi.

Testo sostituito con errata corrige volante   Giovedì 11 giugno, pomeridiana, sarà convocato il Parlamento in seduta comune per l'elezione di due giudici della Corte costituzionale.   Giovedì 11 giugno, pomeridiana, sarà convocato il Parlamento in seduta comune per l'elezione di due giudici della Corte costituzionale.

Testo sostituito con errata corrige volante   Lunedì 15 giugno (antimeridiana e pomeridiana con eventuale prosecuzione notturna)   Lunedì 15 giugno (antimeridiana e pomeridiana con eventuale prosecuzione notturna)

Testo sostituito con errata corrige volante   Discussione sulle linee generali della proposta di legge n. 784 ed abbinate – Disposizioni in materia di accesso del figlio adottato non riconosciuto alla nascita alle informazioni sulle proprie origini e sulla propria identità.   Discussione sulle linee generali della proposta di legge n. 784 ed abbinate – Disposizioni in materia di accesso del figlio adottato non riconosciuto alla nascita alle informazioni sulle proprie origini e sulla propria identità.

Testo sostituito con errata corrige volante   Discussione sulle linee generali della proposta di inchiesta parlamentare Doc. XXII, n. 38 – Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sulla gestione del sistema di accoglienza e di identificazione ed espulsione nonché sui costi del fenomeno immigratorio (ove concluso dalla Commissione).   Discussione sulle linee generali della proposta di inchiesta parlamentare Doc. XXII, n. 38 – Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sulla gestione del sistema di accoglienza e di identificazione ed espulsione nonché sui costi del fenomeno immigratorio (ove concluso dalla Commissione).

Testo sostituito con errata corrige volante   Discussione sulle linee generali della Relazione del Comitato Schengen sulle azioni adottate per la gestione dei flussi migratori e sull'impiego di lavoratori immigrati in Italia, nel periodo ottobre 2013-aprile 2015 (Doc. XVI-bis, n. 3)   Discussione sulle linee generali della Relazione del Comitato Schengen sulle azioni adottate per la gestione dei flussi migratori e sull'impiego di lavoratori immigrati in Italia, nel periodo ottobre 2013-aprile 2015 (Doc. XVI-bis, n. 3)

Testo sostituito con errata corrige volante   Discussione sulle linee generali delle mozioni:   Discussione sulle linee generali delle mozioni:

Testo sostituito con errata corrige volante   Grillo ed altri n. 1-00767 concernente iniziative di competenza in merito al personale del Servizio sanitario nazionale, al fine di assicurare i livelli essenziali di assistenza;   Grillo ed altri n. 1-00767 concernente iniziative di competenza in merito al personale del Servizio sanitario nazionale, al fine di assicurare i livelli essenziali di assistenza;

Testo sostituito con errata corrige volante   Dambruoso e Mazziotti di Celso n. 1-00771 in materia di interventi per la prevenzione e il contrasto della minaccia terroristica di matrice jihadista.
  Martedì 16, mercoledì 17 e giovedì 18 giugno (antimeridiana e pomeridiana, con eventuale prosecuzione notturna e nella giornata di venerdì 19 giugno) (con votazioni)
  Dambruoso e Mazziotti di Celso n. 1-00771 in materia di interventi per la prevenzione e il contrasto della minaccia terroristica di matrice jihadista.

  Martedì 16, mercoledì 17 e giovedì 18 giugno (antimeridiana e pomeridiana, con eventuale prosecuzione notturna e nella giornata di venerdì 19 giugno) (con votazioni)

Testo sostituito con errata corrige volante   Seguito dell'esame della proposta di legge n. 784 ed abbinate – Disposizioni in materia di accesso del figlio adottato non riconosciuto alla nascita alle informazioni sulle proprie origini e sulla propria identità.   Seguito dell'esame della proposta di legge n. 784 ed abbinate – Disposizioni in materia di accesso del figlio adottato non riconosciuto alla nascita alle informazioni sulle proprie origini e sulla propria identità.

Testo sostituito con errata corrige volante   Seguito dell'esame della proposta di inchiesta parlamentare Doc. XXII, n. 38 – Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sulla gestione del sistema di accoglienza e di identificazione ed espulsione nonché sui costi del fenomeno immigratorio (ove concluso dalla Commissione).   Seguito dell'esame della proposta di inchiesta parlamentare Doc. XXII, n. 38 – Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sulla gestione del sistema di accoglienza e di identificazione ed espulsione nonché sui costi del fenomeno immigratorio (ove concluso dalla Commissione).

Testo sostituito con errata corrige volante   Seguito dell'esame della Relazione del Comitato Schengen sulle azioni adottate per la gestione dei flussi migratori e sull'impiego di lavoratori immigrati in Italia, nel periodo ottobre 2013-aprile 2015 (Doc. XVI-bis, n. 3).   Seguito dell'esame della Relazione del Comitato Schengen sulle azioni adottate per la gestione dei flussi migratori e sull'impiego di lavoratori immigrati in Italia, nel periodo ottobre 2013-aprile 2015 (Doc. XVI-bis, n. 3).

Testo sostituito con errata corrige volante   Seguito dell'esame delle mozioni:
   Grillo ed altri n. 1-00767 concernente iniziative di competenza in merito al Pag. 135personale del Servizio sanitario nazionale, al fine di assicurare i livelli essenziali di assistenza;
  Seguito dell'esame delle mozioni:
   Grillo ed altri n. 1-00767 concernente iniziative di competenza in merito al Pag. 135personale del Servizio sanitario nazionale, al fine di assicurare i livelli essenziali di assistenza;

Testo sostituito con errata corrige volante   Dambruoso e Mazziotti di Celso n. 1-00771 in materia di interventi per la prevenzione e il contrasto della minaccia terroristica di matrice jihadista.   Dambruoso e Mazziotti di Celso n. 1-00771 in materia di interventi per la prevenzione e il contrasto della minaccia terroristica di matrice jihadista.

Testo sostituito con errata corrige volante   Giovedì 18 giugno avrà luogo l'esame e la votazione della questione pregiudiziale riferita al disegno di legge n. 3098 – Deleghe al Governo in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche (collegato alla manovra di finanza pubblica) (Approvato dal Senato – ove concluso dalla Commissione)
  Nel corso della settimana potrà avere luogo il seguito dell'esame di argomenti previsti nella settimana precedente e non conclusi.

  Lunedì 22 giugno (antimeridiana e pomeridiana con eventuale prosecuzione notturna)
  Giovedì 18 giugno avrà luogo l'esame e la votazione della questione pregiudiziale riferita al disegno di legge n. 3098 – Deleghe al Governo in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche (collegato alla manovra di finanza pubblica) (Approvato dal Senato – ove concluso dalla Commissione)

  Nel corso della settimana potrà avere luogo il seguito dell'esame di argomenti previsti nella settimana precedente e non conclusi.

  Lunedì 22 giugno (antimeridiana e pomeridiana con eventuale prosecuzione notturna)

Testo sostituito con errata corrige volante   Discussione sulle linee generali dei progetti di legge:
   disegno di legge n. 3098 – Deleghe al Governo in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche (collegato alla manovra di finanza pubblica) (Approvato dal Senato – ove concluso dalla Commissione);
   proposta di legge n. 9 e abbinate – Modifiche alla legge 5 febbraio 1992, n. 91, recante nuove norme sulla cittadinanza;
   proposta di legge n. 925-B – Modifiche alla legge 8 febbraio 1948, n. 47, al codice penale, al codice di procedura penale e al codice di procedura civile in materia di diffamazione, di diffamazione con il mezzo della stampa o con altro mezzo di diffusione, di ingiuria e di condanna del querelante nonché di segreto professionale. Ulteriori disposizioni a tutela del soggetto diffamato (Approvata dalla Camera e modificata dal Senato).
  Discussione sulle linee generali dei progetti di legge:
   disegno di legge n. 3098 – Deleghe al Governo in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche (collegato alla manovra di finanza pubblica) (Approvato dal Senato – ove concluso dalla Commissione);
   proposta di legge n. 9 e abbinate – Modifiche alla legge 5 febbraio 1992, n. 91, recante nuove norme sulla cittadinanza;
   proposta di legge n. 925-B – Modifiche alla legge 8 febbraio 1948, n. 47, al codice penale, al codice di procedura penale e al codice di procedura civile in materia di diffamazione, di diffamazione con il mezzo della stampa o con altro mezzo di diffusione, di ingiuria e di condanna del querelante nonché di segreto professionale. Ulteriori disposizioni a tutela del soggetto diffamato (Approvata dalla Camera e modificata dal Senato).

Testo sostituito con errata corrige volante   Discussione sulle linee generali delle mozioni:   Discussione sulle linee generali delle mozioni:

Testo sostituito con errata corrige volante   Businarolo ed altri n. 1-00783 concernente iniziative in ordine alla trasparenza delle procedure di nomina dei membri dei consigli di amministrazione delle società partecipate dallo Stato e da altri soggetti pubblici;   Businarolo ed altri n. 1-00783 concernente iniziative in ordine alla trasparenza delle procedure di nomina dei membri dei consigli di amministrazione delle società partecipate dallo Stato e da altri soggetti pubblici;

Testo sostituito con errata corrige volante   Rampelli ed altri n. 1-00591 concernente iniziative volte alla revoca delle sanzioni dell'Unione europea contro la Federazione russa e al raggiungimento di una soluzione politico-diplomatica della crisi ucraina.   Rampelli ed altri n. 1-00591 concernente iniziative volte alla revoca delle sanzioni dell'Unione europea contro la Federazione russa e al raggiungimento di una soluzione politico-diplomatica della crisi ucraina.

Testo sostituito con errata corrige volante   Discussione sulle linee generali della proposta di inchiesta parlamentare Doc. XXII, n. 9 – Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sui casi di morte e di gravi malattie che hanno colpito il personale italiano impiegato in missioni militari all'estero, nei poligoni di tiro e nei siti di deposito di munizioni, in relazione all'esposizione a particolari fattori chimici, tossici e radiologici dal possibile effetto patogeno, con particolare attenzione agli effetti dell'utilizzo di proiettili all'uranio impoverito e della dispersione nell'ambiente di nanoparticelle di minerali pesanti prodotte dalle esplosioni di materiale bellico e a eventuali interazioni.
  Martedì 23, mercoledì 24 e giovedì 25 giugno (antimeridiana e pomeridiana, con eventuale prosecuzione notturna e nella giornata di venerdì 26 giugno) (con votazioni)
  Discussione sulle linee generali della proposta di inchiesta parlamentare Doc. XXII, n. 9 – Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sui casi di morte e di gravi malattie che hanno colpito il personale italiano impiegato in missioni militari all'estero, nei poligoni di tiro e nei siti di deposito di munizioni, in relazione all'esposizione a particolari fattori chimici, tossici e radiologici dal possibile effetto patogeno, con particolare attenzione agli effetti dell'utilizzo di proiettili all'uranio impoverito e della dispersione nell'ambiente di nanoparticelle di minerali pesanti prodotte dalle esplosioni di materiale bellico e a eventuali interazioni.

  Martedì 23, mercoledì 24 e giovedì 25 giugno (antimeridiana e pomeridiana, con eventuale prosecuzione notturna e nella giornata di venerdì 26 giugno) (con votazioni)

Testo sostituito con errata corrige volante   Seguito dell'esame dei progetti di legge:
   disegno di legge n. 3098 – Deleghe al Governo in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche (collegato alla manovra di finanza pubblica) (Approvato dal Senato – ove concluso dalla Commissione) (previa votazione della questione pregiudiziale preannunciata in Capigruppo);Pag. 136
   proposta di legge n. 275-A/R ed abbinate – Disposizioni in materia di conflitti di interessi;
   proposta di legge n. 9 ed abbinate – Modifiche alla legge 5 febbraio 1992, n. 91, recante nuove norme sulla cittadinanza;
   proposta di legge n. 925-B – Modifiche alla legge 8 febbraio 1948, n. 47, al codice penale, al codice di procedura penale e al codice di procedura civile in materia di diffamazione, di diffamazione con il mezzo della stampa o con altro mezzo di diffusione, di ingiuria e di condanna del querelante nonché di segreto professionale. Ulteriori disposizioni a tutela del soggetto diffamato (Approvata dalla Camera e modificata dal Senato).
  Seguito dell'esame dei progetti di legge:
   disegno di legge n. 3098 – Deleghe al Governo in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche (collegato alla manovra di finanza pubblica) (Approvato dal Senato – ove concluso dalla Commissione);Pag. 136
   proposta di legge n. 275-A/R ed abbinate – Disposizioni in materia di conflitti di interessi;
   proposta di legge n. 9 ed abbinate – Modifiche alla legge 5 febbraio 1992, n. 91, recante nuove norme sulla cittadinanza;
   proposta di legge n. 925-B – Modifiche alla legge 8 febbraio 1948, n. 47, al codice penale, al codice di procedura penale e al codice di procedura civile in materia di diffamazione, di diffamazione con il mezzo della stampa o con altro mezzo di diffusione, di ingiuria e di condanna del querelante nonché di segreto professionale. Ulteriori disposizioni a tutela del soggetto diffamato (Approvata dalla Camera e modificata dal Senato).

Testo sostituito con errata corrige volante   Seguito dell'esame delle mozioni:   Seguito dell'esame delle mozioni:

Testo sostituito con errata corrige volante   Businarolo ed altri n. 1-00783 concernente iniziative in ordine alla trasparenza delle procedure di nomina dei membri dei consigli di amministrazione delle società partecipate dallo Stato e da altri soggetti pubblici;   Businarolo ed altri n. 1-00783 concernente iniziative in ordine alla trasparenza delle procedure di nomina dei membri dei consigli di amministrazione delle società partecipate dallo Stato e da altri soggetti pubblici;

Testo sostituito con errata corrige volante   Rampelli ed altri n. 1-00591 concernente iniziative volte alla revoca delle sanzioni dell'Unione europea contro la Federazione russa e al raggiungimento di una soluzione politico-diplomatica della crisi ucraina.
  Nel corso della settimana potrà avere luogo il seguito dell'esame di argomenti previsti nella settimana precedente e non conclusi.
  Rampelli ed altri n. 1-00591 concernente iniziative volte alla revoca delle sanzioni dell'Unione europea contro la Federazione russa e al raggiungimento di una soluzione politico-diplomatica della crisi ucraina.

  Nel corso della settimana potrà avere luogo il seguito dell'esame di argomenti previsti nella settimana precedente e non conclusi.

Testo sostituito con errata corrige volante   Lo svolgimento di interrogazioni a risposta immediata (question time) avrà luogo il mercoledì (dalle ore 15). Nella settimana 1-5 giugno non avrà luogo.   Lo svolgimento di interrogazioni a risposta immediata (question time) avrà luogo il mercoledì (dalle ore 15). Nella settimana 1-5 giugno non avrà luogo.

Testo sostituito con errata corrige volante   Lo svolgimento di interpellanze urgenti avrà luogo, di norma, il venerdì (dalle ore 9). Il termine per la loro presentazione nella prima settimana del mese è fissato alle ore 12 di mercoledì 3 giugno.
  Il martedì, di norma, tra le 9 e le 11, avrà luogo lo svolgimento di interpellanze e di interrogazioni.
  Il Presidente si riserva di inserire nel calendario l'esame di ulteriori progetti di legge di ratifica licenziati dalle Commissioni e di documenti licenziati dalla Giunta per le autorizzazioni.
  L'organizzazione dei tempi per la discussione degli argomenti iscritti nel calendario sarà pubblicata in calce al resoconto stenografico della seduta odierna.
  Per quanto riguarda la discussione dei progetti di legge n. 1460, n. 2977, n. 3098, n. 9 ed abb. e n. 925-B, nonché del Doc. XXII, n. 38 l'eventuale organizzazione dei tempi sarà valutata sulla base del testo che verrà licenziato dalle Commissioni di merito.
  L'organizzazione dei tempi per la discussione della mozione sull'utilizzo del denaro contante sarà pubblicata a seguito della sua presentazione.
  Il programma si intende conseguentemente aggiornato.
  Lo svolgimento di interpellanze urgenti avrà luogo, di norma, il venerdì (dalle ore 9). Il termine per la loro presentazione nella prima settimana del mese è fissato alle ore 12 di mercoledì 3 giugno.
  Il martedì, di norma, tra le 9 e le 11, avrà luogo lo svolgimento di interpellanze e di interrogazioni.
  Il Presidente si riserva di inserire nel calendario l'esame di ulteriori progetti di legge di ratifica licenziati dalle Commissioni e di documenti licenziati dalla Giunta per le autorizzazioni.
  L'organizzazione dei tempi per la discussione degli argomenti iscritti nel calendario sarà pubblicata in calce al resoconto stenografico della seduta odierna.
  Per quanto riguarda la discussione dei progetti di legge n. 1460, n. 2977, n. 3098, n. 9 ed abb. e n. 925-B, nonché del Doc. XXII, n. 38 l'eventuale organizzazione dei tempi sarà valutata sulla base del testo che verrà licenziato dalle Commissioni di merito.
  L'organizzazione dei tempi per la discussione della mozione sull'utilizzo del denaro contante sarà pubblicata a seguito della sua presentazione.
  Il programma si intende conseguentemente aggiornato.

Approvazione in Commissione

  PRESIDENTE. Comunico che, nella seduta di oggi mercoledì 20 maggio 2015, le Commissioni riunite I (Affari costituzionali) e VIII (Ambiente) hanno approvato, in sede legislativa, la seguente proposta di legge: Matteo Bragantini ed altri: «Modifiche all'articolo 17 del codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, in materia di contratti segretati o che esigono particolari misure di sicurezza» (219), con il seguente nuovo titolo: «Modifiche all'articolo 17 del codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, e ulteriori disposizioni in materia di contratti segretati o che esigono particolari misure di sicurezza» (219).

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Modifica nella composizione della Commissione parlamentare per l'infanzia e l'adolescenza.

  PRESIDENTE. Comunico che il Presidente del Senato ha chiamato a far parte della Commissione parlamentare per l'infanzia e l'adolescenza la senatrice Donatella Albano, in sostituzione della senatrice Stefania Giannini, componente del Governo.

Sull'ordine dei lavori e per la risposta a strumenti del sindacato ispettivo (ore 21,25).

  VITTORIO FERRARESI. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  VITTORIO FERRARESI. Grazie, Presidente. Prendo la parola per ricordare il terremoto che ha scosso la mia terra, con epicentro proprio Finale Emilia, il 20 maggio 2012. A tre anni dal sisma, quel terremoto ha visto quasi 20 mila famiglie sfollate, 45 mila persone coinvolte, 14 mila edifici residenziali inagibili, 13 mila attività economiche danneggiate e 27 morti. Ma non voglio limitarmi a questa esposizione di dati, ma dare dati attuali sulla ricostruzione del post sisma, considerando che è stato colpito un territorio non solo con delle vittime, ma, soprattutto, un tessuto economico in piena crisi economica.
  Su 14 mila edifici danneggiati dal sisma, ora sono 7.369 le pratiche presentate, 5.066 quelle a cui sono stati dati l'autorizzazione e il contributo e 1.962 già accettate; oltre 5 mila prenotate. Delle 33 mila abitazioni singole colpite dal sisma, ne sono tornate agibili 15.800 e 25 mila cittadini sono tornati a casa. Quindi, la metà di quelle ritornate agibili.
  Su sei miliardi messi a disposizione dallo Stato, ne è stato erogato uno. L'assessore di Concordia ci dice che, se in oltre due anni e mezzo sono riusciti a completare così pochi lavori sulle case in classe E, si chiede se riusciranno a smaltire le 273 prenotazioni entro il termine del 31 dicembre 2015.
  Per quanto riguarda le imprese, ad aprile di quest'anno i progetti saldati ammontavano a 327, a fronte di 2.305 domande, pari a nemmeno il 15 per cento, che, tradotto, significa circa cento domande liquidate all'anno: 1.500 le domande ancora da presentare, che chissà che fine faranno. Per quanto riguarda i beni pubblici, il numero degli immobili danneggiati è 2.101.
  La ricostruzione, quindi, non decolla; se ne sono accorte le associazioni, il Comitato professionisti Bassa Modenese, che reputano questa burocrazia inaccettabile. Anche Rete Imprese Italia dice che le banche non recepiscono tutta la normativa, per esempio, del «milleproroghe», che aveva recepito la proroga di un anno, anche se ne chiedevano cinque. Rate che, quindi, diventano insostenibili per le imprese, perché lasciano invariate le scadenze finali delle stesse.
  Le bollette elettriche dei MAP non sono state condonate da parte della regione, che non ha deciso di pagarle tramite i fondi già stanziati. Sulle case in classe A, non è stato recepito l'ordine del giorno del MoVimento 5 Stelle, approvato a Roma, per far sì che potessero essere risarcite anche queste. Mutui su case inagibili: molto probabilmente, a fine 2015, ripeteremo la solita solfa e le nostre battaglie che abbiamo fatto qui, in Parlamento, per rinviarli. E l'IMU: dal 30 giugno, chi ha la casa ancora inagibile dal terremoto, dovrà pagare il 50 per cento dell'IMU, dopo un pasticcio, ovviamente di questa maggioranza e di questo Governo...

  PRESIDENTE. Deve concludere.

  VITTORIO FERRARESI... che non ha – sto concludendo – ovviamente prorogato, come noi volevamo, i tempi. E poi vi è la questione delle zone franche urbane, richieste da tutti gli operatori, che sono state praticamente promesse in questi due anni a non finire, ma su cui ancora non c’è stata alcuna risposta. Le chiedono i Pag. 138commercianti, le chiedono tutti. Questa è la situazione del terremoto in Emilia dopo tre anni (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

  PRESIDENTE. Ha chiesto la parola sullo stesso tema l'onorevole Paola Boldrini. Ne ha facoltà.

  PAOLA BOLDRINI. Signora Presidente, onorevoli colleghi, anche io oggi voglio ricordare l'evento che si è verificato il 20 maggio: sono tre anni da quando la terra, l'Emilia, è tremata. La prima volta il 20 maggio, la seconda il 29 maggio. Il pensiero corre subito, ovviamente, alle vittime che sono purtroppo morte in quel sisma e alle loro famiglie. Grazie, però, anche alla responsabilità dei sindaci dei comuni colpiti e degli uffici tecnici, insieme a tutta la protezione civile, che in quei giorni hanno comunque instancabilmente aiutato i cittadini per la verifica di tutti gli edifici, per capire se erano agibili per potere rientrare nelle loro case, e successivamente anche per accompagnarli nel grande percorso della ricostruzione.
  I numeri, che sono stati già detti dall'onorevole Ferraresi e che sono comunque tutti presenti sul sito della regione Emilia-Romagna, fanno capire quanto sia stato grande questo sisma. È stato grande, però dobbiamo anche comprendere che, per la prima volta, la regione Emilia-Romagna si è trovata di fronte a una nuova stagione di percorso di ricostruzione dopo il sisma.
  Infatti, per la prima volta con la gestione diretta della regione, tramite il commissario delegato alla ricostruzione, l'attuale presidente Bonaccini, si stanno portando avanti tutte queste pratiche: si è raggiunto il 60 per cento della ricostruzione delle abitazioni e delle imprese; un miliardo e 770 mila euro di contributi concessi; 9.439 pratiche attive lavorate presso comuni e regione; un miliardo e 89 mila euro di contributi per la ricostruzione delle abitazioni; 682 milioni di euro per le imprese e 2070 richieste accettate. È vero, 15.800 abitazioni sono state ripristinate, a confronto di quelle che erano state rese inagibili, però, abbiamo dato assistenza a tanti cittadini e per questo devo ringraziare davvero gli uffici che si sono prestati per poter dare anche un'assistenza a quelli che ancora adesso non sono nella loro abitazione. Tutto questo è stato fatto con trasparenza, che era la precondizione del lavoro, anche per dire che comunque non si è mai abbassata la guardia, per i controlli nella difesa della legalità e nello snellimento della burocrazia che andrà avanti ancora.
  Alla fine io aggiungo che questa esperienza dell'Emilia Romagna diventerà comunque una proposta di legge in Commissione ambiente, perché diventi uno strumento utile da utilizzare per tutte le calamità naturali. Insomma l'Emilia che ha tremato, si è subito data da fare per riprendersi più forte di prima.

  PATRIZIA TERZONI. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Ho concesso qualche secondo in più ai suoi colleghi che mi avevano avvisato, però adesso torniamo ai due minuti per favore.

  PATRIZIA TERZONI. Signora Presidente, poche ore fa c’è stato un nuovo annuncio della multinazionale Whirlpool che alcuni mesi fa ha acquisito la Indesit Company. Ai già 1.350 esuberi oggi ne ha aggiunti altri 710, arrivando a quota di 2060 esuberi; 2060 esuberi su 6700 dipendenti significa un terzo, signora Presidente, dei dipendenti. Ma Renzi e il Ministro Guidi che cosa stanno facendo su questa crisi industriale ? Il Governo non può continuare a guardare, spalleggiando ogni mossa di Whirlpool, serve un'opposizioni totale a questo piano e non i soliti tweet a cui Renzi ci ha abituato fin da quando si è insediato questo Governo. Ricordo, di nuovo, le parole proprio del Presidente Renzi, a luglio 2014, «io stesso ho parlato con gli americani, un'operazione fantastica». Ma ricordo anche la parole dell'attuale presidente della regione Marche, Spacca, fino a ieri del PD, oggi ricandidato con NCD e Forza Italia, unite in Marche 2020, «ho incontrato gli americani, Pag. 139questa acquisizione soddisfa tutti, con loro avremo una strategia di lungo periodo». Cito queste frasi, perché la responsabilità non è imputabile solo alla Whirlpool, lei si fa i suoi interessi, giusti o sbagliati che siano. La responsabilità è anche di questi personaggi, signora Presidente, Renzi e Spacca, e di tutti i loro partiti, PD, NCD e Forza Italia, che hanno permesso di svendere il nostro Paese ed ora non sono in grado di riparare ai loro errori. Ci sono interrogazioni ferme alla Camera su questo argomento ormai da mesi, se non da anni, e quindi sollecito qui la risposta specialmente all'ultima interrogazione che ho depositato sull'Indesit e inoltre chiedo, tramite lei, di avere un'informativa urgente del Ministro Guidi qui in Aula, proprio su questo caso, dato che anche lei ha dichiarato che così non si può andare avanti, ma nello stesso tempo non sta facendo nulla per interrompere tutto ciò (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

  ALFONSO BONAFEDE. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  ALFONSO BONAFEDE. Grazie, Presidente. Nella seduta odierna sono stato espulso dall'Aula. Pensavo, Presidente, che si trattasse di un evidente errore di persona constatato da tutti all'interno dell'Aula, perché la Presidente Boldrini si è rivolta verso il mio collega Tofalo, chiamandolo Bonafede. Nonostante ciò, quando nel pomeriggio stavo per rientrare in Aula mi è stato detto che, invece, ero stato proprio espulso dall'Aula. Successivamente, sono stato autorizzato a rientrare perché come relatore del provvedimento sull'azione di classe la Presidente Boldrini ha ritenuto di autorizzarmi e di concedermi la possibilità di rientrare.
  Quindi presumo che addirittura potrebbe essere comminata una sospensione nei miei confronti, a seguito di un'espulsione che, quindi, è stata in qualche modo confermata dalla Presidente Boldrini, nonostante l'evidenza dei fatti dimostrasse che si trattasse proprio di un errore di persona.
  Per questo, Presidente, io oggi mi ritrovo nell'Aula per concessione e autorizzazione della Presidente Boldrini ma, poiché ritengo fermamente che la presenza e l'intervento di ogni deputato della Repubblica qui dentro siano un diritto di ogni cittadino italiano e non una concessione della Presidente, io chiedo che i video e tutto ciò che in via documentale attiene alla mia espulsione di oggi siano acquisiti dall'Ufficio di Presidenza per valutare le ragioni della mia espulsione.

  PRESIDENTE. Onorevole Bonafede, la Presidenza prende nota di questa sua richiesta.

  GIOVANNI MARIO SALVINO BURTONE. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  GIOVANNI MARIO SALVINO BURTONE. Presidente, prendo la parola per sollecitare il Governo a rispondere ad una mia interrogazione, che riguarda i lavoratori in crisi dell'azienda Myrmex di Catania. Sono lavoratori disperati in cassa integrazione. Stanno scioperando e sono saliti sui tetti con grave pericolo per la loro vita e con i problemi che hanno le loro famiglie.
  Io sollecito una risposta, anche se sono consapevole che le difficoltà dell'azienda sono i frutti avvelenati delle scelte sbagliate dei precedenti governi Berlusconi e Lombardo. Ma è il nostro Governo che deve fronteggiare questa crisi. Domani ci sarà un incontro in prefettura e mi auguro che la trattativa possa essere avviata e che si possa realizzare un confronto in sede nazionale presso il Ministero dello sviluppo economico, perché si dia una risposta a lavoratori in grande difficoltà, in una realtà, quale quella della Sicilia, che ha già tantissimi problemi di natura economica e sociale.

  MASSIMILIANO BERNINI. Chiedo di parlare.

Pag. 140

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  MASSIMILIANO BERNINI. Signora Presidente, mentre nelle Aule parlamentari si discuteva quello che per noi è lo sciagurato disegno di legge sulla scuola, mentre si votava – si è votato quest'oggi –, tutti gli insegnanti della scuola pubblica si vedevano recapitare nella casella di posta elettronica istituzionale – ovvero quella utilizzata per le comunicazioni tra scuola e insegnanti o tra gli insegnanti stessi – una lettera firmata da Matteo Renzi, nella quale il Premier, che è anche segretario del Partito Democratico, declara i successi del Governo e i benefici appunto del provvedimento sulla scuola. Insomma i soliti slogan politici, utilizzando uno strumento istituzionale.
  Riteniamo, Presidente, questa iniziativa una grave violazione della privacy, visto che il Presidente del Consiglio ha avuto libero accesso all'indirizzario di tutti i docenti italiani, nonché della par condicio, dato che ci troviamo in piena campagna elettorale. Ritengo, Presidente, che il Presidente del Consiglio, il segretario del Partito Democratico, ovvero Matteo Renzi, si debba scusare con tutti gli insegnanti e con tutti i membri di quest'Aula, poiché nessuno di noi si sarebbe mai sognato di utilizzare uno strumento istituzionale come la mail dei docenti per farsi campagna elettorale e per fare propaganda. Ovviamente noi ci riserviamo, a parte questa denuncia, di procedere anche attraverso le opportune vie legali.

Ordine del giorno della seduta di domani.

  PRESIDENTE. Comunico l'ordine del giorno della seduta di domani.

  Giovedì 21 maggio 2015, alle 9,30:

  1. – Informativa urgente del Governo sul rischio di infiltrazioni terroristiche connesse ai flussi migratori, in relazione all'arresto di un cittadino marocchino in provincia di Milano.

  2. – Seguito della discussione della proposta di legge:
   S. 19-657-711-810-846-847-851-868 – D'INIZIATIVA DEI SENATORI: GRASSO ed altri; LUMIA ed altri; DE CRISTOFARO ed altri; LUMIA ed altri; AIROLA ed altri; CAPPELLETTI ed altri; GIARRUSSO ed altri; BUCCARELLA ed altri: Disposizioni in materia di delitti contro la pubblica amministrazione, di associazioni di tipo mafioso e di falso in bilancio (Approvata, in un testo unificato, dal Senato) (C. 3008).
   e delle abbinate proposte di legge: FERRANTI ed altri; REALACCI; COLLETTI ed altri; COLLETTI ed altri; CIVATI ed altri; FERRANTI ed altri; FERRANTI ed altri; DORINA BIANCHI; DORINA BIANCHI; FORMISANO (C. 330-675-1194-1205-1871-2164-2165-2771-2774-2777).
  — Relatori: Ermini, per la maggioranza; Colletti e Santelli, di minoranza.

  3. – Seguito della discussione della proposta di legge:
   SCANU ed altri: Disposizioni concernenti i militari italiani ai quali è stata irrogata la pena capitale durante la prima Guerra mondiale (C. 2741-A).
   e dell'abbinata proposta di legge: BASILIO ed altri (C. 3035).
  — Relatore: Zanin.

  4. – Seguito della discussione della proposta di legge:
   BONAFEDE ed altri: Disposizioni in materia di azione di classe (C. 1335-A).
   e dell'abbinata proposta di legge: GITTI ed altri (C. 3017).
  — Relatore: Bonafede.

  La seduta termina alle 21,40.

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TESTO INTEGRALE DELLA RELAZIONE DEL DEPUTATO ALFONSO BONAFEDE IN SEDE DI DISCUSSIONE SULLE LINEE GENERALI DELLA PROPOSTA DI LEGGE N. 1335-A ED ABBINATA

  ALFONSO BONAFEDE, Relatore. Il provvedimento all'esame dell'Assemblea è diretto a conferire maggiore efficacia all'azione di classe sulla base dell'esperienza acquisita nei primi anni dell'applicazione dell'istituto previsto dall'articolo 140-bis del codice del consumo.
  La Commissione è partita dall'esame della proposta di legge n. 1335 presentata da me insieme ai colleghi del gruppo Movimento 5 Stelle, alla quale è stata poi abbinata la proposta di legge n. 3017 presentata dal deputato Gitti.
  Nel corso dell'esame in sede referente si è effettuata una approfondita indagine conoscitiva nella quale sono stati sentiti in ordine cronologico: Vincenzo Vigoriti, ordinario di diritto privato comparato presso l'Università degli studi di Firenze, Mariacarla Giorgetti, professoressa di diritto processuale civile presso l'Università degli studi di Bergamo, Angelo Danilo De Santis, professore di diritto processuale civile presso l'Università degli studi Roma Tre, Laura Salvaneschi, professoressa di diritto processuale civile presso l'Università degli studi di Milano, i rappresentanti del Consiglio nazionale dei consumatori e degli utenti (CNCU), Giuseppe Conte, ordinario di diritto privato presso l'Università degli studi di Firenze e Andrea Giussani, ordinario di diritto processuale civile presso l'Università degli studi di Urbino Carlo Bo.
  Nel corso della fase emendativa la proposta di legge C. 1335, adottata come testo base, è stato modificato mantenendo, tuttavia, il suo impianto sostanziale.
  Come ho già accennato, l'esigenza di modificare la normativa vigente è nata dalla constatazione che l'azione di classe non ha risposto alle aspettative per le quali è stata introdotta nell'ordinamento nel 2007 (il 1o gennaio 2010 è entrata in vigore la legge).
  Le ragioni che hanno giustificato l'introduzione dell'azione di classe sono molteplici. Con la diffusione della contrattazione di massa, ma non solo, si sono moltiplicate le ipotesi in cui un determinato danno derivante da una medesima condotta può finire con il riverberarsi su una molteplicità di persone, conferendo loro posizioni omogenee che possono essere oggetto di uno stesso procedimento e che, in virtù del loro numero e delle loro caratteristiche, possono essere meglio tutelate ove trattate unitariamente – poiché gli aderenti assumono la veste di parte unicamente in senso sostanziale e non processuale – piuttosto che nell'ambito di un litisconsorzio giudiziale.
  Inoltre, agire in forma aggregata – con il meccanismo dell'adesione – comporta un sicuro abbattimento dei costi di accesso alla giustizia, in particolar modo non avendo gli aderenti costi di rappresentanza tecnica, e garantisce un più facile accesso alla giustizia anche per quei diritti che si concretano in pretese risarcitorie di modesta entità, le «small claim» della tradizione giuridica anglosassone. Invero, questo strumento non soddisferebbe solo «finalità di efficienza ed economia processuale ma risulterebbe anche utile a far emergere il contenzioso latente, di modico valore».
  In tal modo, l'agevolazione nell'accesso alla tutela giurisdizionale per tutti coloro che hanno subito un pregiudizio di modico valore e che vogliono adeguatamente organizzarsi in una forma partecipativa costituisce senz'altro un passo decisivo e oggi indispensabile verso una tutela effettiva ed efficace dell'accesso alla giustizia.
  Diversamente, laddove il singolo cittadino che ha subito un pregiudizio di modesta entità debba agire individualmente per tutelare il suo diritto, si troverebbe paralizzato a fronte degli sproporzionati costi di accesso alla giustizia. Tale situazione, inoltre, degenererebbe in tutti quei casi in cui vi è una «micro» lesione dei diritti o degli interessi di una moltitudine di soggetti che, dissuasi dai costi eccessivi di un procedimento ordinario, finirebbero per rinunciare alla tutela delle Pag. 142proprie posizioni giuridiche, il che svelerebbe una lampante incapacità da parte dell'ordinamento italiano di fornire risposte adeguate a tali legittime istanze.
  L'azione di classe, invece, permette di riunire le istanze di una molteplicità di soggetti veicolando le loro richieste nell'ambito di uno stesso rimedio, con evidenti benefici in termini di abbattimento dei costi e di potenziamento degli strumenti di tutela e di economia processuale. A ciò si aggiunga una funzione non secondaria che ha caratterizzato la genesi di questo istituto nell'ordinamento statunitense: l'effetto di deterrenza che l'utilizzo di tale strumento può esercitare sulle imprese rispetto al compimento di illeciti e all'esercizio di pratiche scorrette, con un ulteriore stimolo per queste ultime al miglioramento degli standard dei propri prodotti e servizi.
  Le modifiche alla normativa vigente sono volte a dare forza all'azione di classe. Forza che in realtà non l'azione di classe finora non ha avuto.
  In particolare, il testo in esame mira a potenziare lo strumento dell'azione di classe allargandone il campo d'applicazione tanto dal punto di vista soggettivo, attualmente circoscritto alla tutela dei diritti di consumatori e utenti, quanto dal punto di vista oggettivo, ovverosia delle situazioni giuridiche che possono essere fatte valere in giudizio e del tipo di tutela che si può ottenere.
  A tal fine, la proposta: a) sposta la disciplina dell'azione di classe dal codice del consumo al codice di procedura civile; b) delinea tre distinte fasi della procedura: decisione sull'ammissibilità dell'azione; decisione sul merito dell'azione; liquidazione delle somme dovute agli aderenti; c) conferma la disciplina attuale, che prevede l'adesione dei portatori di diritti omogenei nella fase iniziale della procedura (sistema opt-in, in base al quale la sentenza produce effetti esclusivamente nei confronti di coloro che hanno posto in essere una condotta processuale attiva di adesione al processo); aggiunge però la possibilità di aderire all'azione anche a seguito della sentenza che accoglie l'azione di classe e che indica i presupposti oggettivi per l'inserimento nella classe; d) innova la disciplina del compenso per i rappresentanti della classe ed i difensori, in caso di accoglimento della domanda, riconoscendo loro la c.d. quota lite; e) prevede un ampio ricorso alle tecnologie dell'informazione e della comunicazione. In particolare, i passaggi essenziali della procedura (atto di citazione, ordinanza che decide dell'ammissibilità, sentenza che accoglie l'azione e apre la procedura di adesione) devono essere pubblicati su un apposito portale dei servizi telematici del Ministero della giustizia.
  L'articolo 1 inserisce nel codice di procedura civile, nel libro dedicato ai procedimenti speciali, un nuovo titolo, dedicato all'azione di classe (artt. 840-bis – 840-sexiesdecies). In particolare, l'articolo 840-bis c.p.c. definisce il campo d'applicazione dell'azione eliminando – data la nuova collocazione della disciplina – ogni riferimento a consumatori e utenti. L'azione sarà sempre esperibile in relazione a «diritti individuali omogenei» (ma non ad «interessi collettivi»), da ciascun componente della classe, nonché dalle associazioni o comitati che hanno come scopo la tutela dei suddetti diritti, ma viene superata la stretta indicazione delle fattispecie soggettive contenuta nel codice del consumo (che consente oggi l'azione in caso di danni derivanti dalla violazione di diritti contrattuali o di diritti comunque spettanti al consumatore finale del prodotto o all'utente del servizio, da comportamenti anticoncorrenziali o da pratiche commerciali scorrette). L'azione è infatti esperibile a tutela delle situazioni soggettive maturate a fronte di condotte lesive, per l'accertamento della responsabilità e la condanna al risarcimento del danno (la tutela inibitoria è disciplinata invece dall'articolo 840-sexiesdecies, al quale si rinvia). La proposta delinea, infine, i destinatari dell'azione di classe, individuandoli in imprese ed enti gestori di servizi pubblici o di pubblica utilità e facendo salve le procedure di ricorso per l'efficienza delle amministrazioni e dei concessionari di servizi pubblici. Se viene presentata Pag. 143un'azione di classe: il diritto all'azione individuale presenta i limiti indicati dal successivo articolo 840-undecies c.p.c.; non è ammesso l'intervento di terzo; sono sempre possibili, anche durante lo svolgimento della procedura, transazioni tra le parti e gli aderenti all'azione. Il provvedimento, in merito, stabilisce che la rinuncia al diritto fatto valere in giudizio o la transazione conclusa tra le parti non pregiudica i diritti di quanto abbiano aderito all'azione nella fase iniziale; questi ultimi, anche se le parti venissero meno, hanno infatti la possibilità di riassumere la causa entro un termine assegnato dal tribunale. Se non lo faranno, il tribunale dichiarerà l'estinzione del procedimento e i soggetti aderenti potranno eventualmente agire a titolo individuale.
  L'articolo 840-ter c.p.c. disciplina la proposizione della domanda e il giudizio di ammissibilità del tribunale, che deve giungere entro 30 giorni dalla prima udienza. In primo luogo, il giudice competente a conoscere l'azione di classe è individuato nella sezione specializzata in materia di impresa del tribunale. Analogamente a quanto oggi previsto dal Codice del Consumo, l'atto di citazione deve essere notificato anche al pubblico ministero, che deciderà se intervenire nel giudizio di ammissibilità. Per garantire idonea pubblicità alla procedura, l'atto di citazione dovrà inoltre essere pubblicato su un apposito portale del Ministero della giustizia. La decisione sull'ammissibilità dell'azione assume la forma dell'ordinanza. L'azione sarà dichiarata inammissibile – e la relativa ordinanza sarà pubblica, al pari della citazione originaria – se: manifestamente infondata. In questo caso l'attore può riproporre l'azione di classe in presenza di circostanze diverse o nuove ragioni di fatto o di diritto; carente del requisito dell'omogeneità dei diritti; l'attore versa in conflitto di interessi nei confronti del convenuto; proposta da associazioni o comitati non adeguatamente rappresentativi degli interessi fatti valere. L'ordinanza di inammissibilità è reclamabile in Corte d'appello, che decide entro 40 giorni, e poi ricorribile in Cassazione. Se in sede di impugnazione l'azione di classe viene ammessa, il procedimento prosegue dinanzi alla sezione del tribunale originariamente adita. Il reclamo e il ricorso avverso le ordinanze ammissive non sospendono il procedimento davanti al tribunale.
  L'articolo 840-quater c.p.c. disciplina la concorrenza tra azioni di classe aventi il medesimo oggetto, prevedendo che quelle proposte dinanzi alla stessa autorità giudiziaria debbano essere riunite; se le domande sono presentate dinanzi a giudici diversi, prevale la competenza dell'autorità giudiziaria ove sia stato pubblicato on line il primo atto di citazione, con conseguente cancellazione dal ruolo della causa successivamente proposta. La decisione nel merito sull'azione di classe preclude la possibilità di proporre, in relazione ai medesimi fatti, altre azioni di classe, a meno che non intendano far valere diritti che non potevano essere fatti valere in precedenza.
  Gli articoli 840-quinquies e 840-sexies c.p.c. disciplinano il procedimento per l'adesione all'azione di classe, che può avvenire in due distinti momenti: nella fase immediatamente successiva all'ordinanza che ammette l'azione. In questo caso, è lo stesso tribunale, nell'ordinanza di ammissibilità, a fissare un termine per l'adesione ed a definire i caratteri dei diritti individuali omogenei che consentono l'inserimento nella classe. Coloro che aderiscono in questa fase, pur non assumendo la qualità di parte, possono ricevere tutte le informazioni dalla cancelleria e possono, al venir meno delle parti, riassumere il procedimento; nella fase successiva alla sentenza che definisce il giudizio. Il tribunale, infatti, con la sentenza che accoglie l'azione provvede in ordine alle domande risarcitorie e restitutorie proposte dall'attore ed accerta la responsabilità del convenuto; al tempo stesso, però, definisce i caratteri dei diritti individuali omogenei che consentono l'inserimento nella classe, individua la documentazione che dovrà essere prodotta dagli aderenti (anche da coloro che hanno aderito in precedenza) e assegna un termine Pag. 144non superiore a 180 giorni per l'adesione. Con la sentenza vengono inoltre nominati un giudice delegato, per gestire la procedura di adesione, e un rappresentante comune degli aderenti (che deve avere i requisiti per la nomina a curatore e può essere anche l'avvocato dell'attore). Viene inoltre fissato un importo che dovrà essere versato da ciascun aderente a titolo di fondo spese.
  Le modalità di adesione sono indicate dal successivo articolo 840-septies c.p.c. che delinea una procedura prevalentemente informatizzata che non richiede l'assistenza del difensore.
  La disposizione indica la documentazione e le informazioni da produrre, tra le quali si segnala in particolare la possibilità di produrre, attraverso l'allegazione al fascicolo informatico, dichiarazioni di terzi.
  La fase successiva dell'azione di classe, nella quale il giudice delegato accoglie le domande di adesione e condanna il convenuto al pagamento delle somme dovute agli aderenti è disciplinata dall'articolo 840-octies c.p.c. La disposizione prevede che, a seguito della presentazione delle domande di adesione, il convenuto abbia la possibilità di prendere posizione su ciascuna domanda (i fatti dedotti dall'aderente e non specificatamente constati dal convenuto nei termini si hanno per non contestati); successivamente, il rappresentante comune degli aderenti predispone un programma nel quale indica, per ciascun aderente, l'importo che il convenuto dovrà liquidare, chiedendo eventualmente al tribunale la nomina di esperti. Il giudice delegato decide quindi con decreto succintamente motivato sull'accoglimento, anche parziale, delle domande di adesione e condanna il convenuto al pagamento. All'articolo 840-octies, secondo comma, occorre precisare quale sia il termine di riferimento per la predisposizione del progetto dei diritti individuali omogenei, dal momento che al primo comma, cui viene fatto rinvio, sono citati due termini. Inoltre, la condanna del convenuto dovrebbe essere a titolo di risarcimento «e» di restituzione (e non «o» di restituzione). Andrebbe precisato all'ultimo comma se le spese legali non liquidate all'aderente debbano essere liquidate direttamente al difensore. Il provvedimento del giudice è titolo esecutivo Se il convenuto provvede spontaneamente al pagamento, versa le somme dovute in un conto corrente intestato alla procedura; spetterà al giudice ordinare il pagamento delle somme sulla base del piano di riparto predisposto dal rappresentante comune (articolo 840-duodecies c.p.c.). Occorrerebbe indicare un termine massimo per il deposito del piano di riparto e l'oggetto del ricorso che può essere proposto dal rappresentante comune, dal debitore e dall'avvocato. Se il convenuto non adempie, anche la procedura di esecuzione forzata può essere forma collettiva attraverso il rappresentante comune (ai sensi dell'articolo 840-terdecies c.p.c.).
  La procedura di adesione all'azione si chiude quando tutte le pretese sono soddisfatte, ovvero quando non è più possibile conseguire un ragionevole soddisfacimento, anche tenuto conto dei costi della procedura (articolo 840-quinquiesdecies c.p.c.). In tal caso, gli aderenti riacquistano il libero esercizio delle azioni verso il debitore per la parte dei loro crediti non soddisfatta. L'articolo 840-novies c.p.c. disciplina il compenso che, a seguito del decreto del giudice delegato, il convenuto deve corrispondere al rappresentante comune degli aderenti e ai difensori dell'attore, in quanto il compenso è una percentuale dell'importo complessivo che il convenuto dovrà pagare, calcolata in base al numero dei componenti la classe e in misura progressiva, secondo alcuni scaglioni. L'autorità giudiziaria può correggere gli automatismi derivanti dall'applicazione degli scaglioni in presenza di alcuni presupposti.
  Gli articoli 840-decies e 840-undecies c.p.c. disciplinano le impugnazioni, rispettivamente, della sentenza che accoglie o rigetta l'azione di classe e del decreto che liquida le somme dovute agli aderenti all'azione. Nel primo caso, la proposta di legge consente agli aderenti all'azione di promuovere impugnazione della sentenza nell'inerzia delle parti; nel secondo caso, Pag. 145l'impugnazione assume le forme dell'opposizione, che non sospende però l'esecuzione del decreto. L'aderente può proporre l'azione individuale a condizione che la domanda di adesione sia stata revocata prima che il decreto diventi definitivo.
  L'articolo 840-quaterdecies disciplina gli accordi transattivi, prevedendo che fino alla decisione nel merito della controversia, il tribunale può formulare una proposta di conciliazione alle parti. Se la proposta è accolta, viene comunicata a coloro che abbiano già aderito all'azione attraverso il portale telematico; che dopo la sentenza che accoglie l'azione, il rappresentante comune possa stipulare analogo accordo transattivo, comunicato agli aderenti. In questo caso spetta al giudice delegato valutare gli interessi degli aderenti ed eventualmente autorizzare il rappresentante comune a procedere alla transazione.
  Infine, in chiusura del titolo del codice di procedura civile dedicato all'azione di classe, l'articolo 840-sexiesdecies c.p.c. disciplina l'azione inibitoria collettiva, con la quale «chiunque abbia interesse» può chiedere al giudice di ordinare a imprese o enti gestori di servizi di pubblica utilità, la cessazione di un comportamento lesivo di un interesse giuridicamente rilevante imputabile a una pluralità di individui o enti. La disposizione, che supera l'azione inibitoria attualmente prevista dal codice del consumo (i cui articoli 139 e 140 vengono conseguentemente abrogati), incardina la competenza presso le sezioni specializzate per l'impresa e consente l'adesione all'azione collettiva nelle forme del precedente articolo 840- quinquies (v. sopra). Il procedimento civile seguirà poi le forme ordinarie. Il giudice può ordinare alla parte soccombente: la cessazione della condotta; l'adozione delle misure più opportune per eliminare gli effetti della condotta; previa istanza di parte, il pagamento di una penale in caso di ritardo nell'adempimento della sentenza (in base all'articolo 614-bis c.p.c.); di dare diffusione al provvedimento, mediante utilizzo dei mezzi di comunicazione ritenuti più appropriati.
  L'articolo 2 interviene sulle disposizioni di attuazione del codice di procedura civile introducendovi un apposito titolo – peraltro formato dal solo articolo 196-bis – dedicato all'azione di classe. La disposizione disciplina le comunicazioni che devono essere effettuate dalla cancelleria della sezione specializzata e le attività che devono essere svolte dal portale dei servizi telematici del Ministero della giustizia.
  L'articolo 3 modifica il Testo Unico in materia di documentazione amministrativa, per applicare le norme penali ivi previste anche alle attestazioni false rese nell'ambito della procedura di adesione all'azione di classe.
  L'articolo 4 contiene la clausola di invarianza finanziaria.
  L'articolo 5 della proposta dispone in ordine all'entrata in vigore della legge, che viene posticipata di 6 mesi rispetto alla pubblicazione in Gazzetta, per consentire al Ministero della giustizia di adeguare i sistemi informativi al compimento delle attività processuali richieste dalla riforma. Una specifica norma transitoria è dettata per i procedimenti che saranno già in corso al momento dell'entrata in vigore, ai quali continueranno ad applicarsi le previsioni degli articoli da 139 a 140-bis del Codice del consumo. L'articolo 6 abroga la disciplina dell'azione di classe attualmente contenuta nell'articolo 140-bis del codice del consumo, unitamente alle procedure per la tutela inibitoria collettiva previste dagli articoli 139 e 140 dello stesso Codice.

Pag. 146

ORGANIZZAZIONE DEI TEMPI DI ESAME DELLA PROPOSTA DI LEGGE N. 2741 ED ABB.

Pdl n. 2741 ed abb. – Militari italiani ai quali è stata irrogata la pena capitale durante la Prima guerra mondiale

Tempo complessivo: 11 ore, di cui:
• discussione generale: 7 ore;
• seguito dell'esame: 4 ore.

Discussione generale Seguito dell'esame
Relatore 20 minuti 10 minuti
Governo 20 minuti 10 minuti
Richiami al Regolamento 10 minuti 5 minuti
Tempi tecnici 10 minuti
Interventi a titolo personale 1 ora e 8 minuti (con il limite massimo di 15 minuti per ciascun deputato) 39 minuti (con il limite massimo di 5 minuti per il complesso degli interventi di ciascun deputato)
Gruppi 5 ore e 2 minuti 2 ore e 46 minuti
 Partito Democratico 32 minuti 48 minuti
 MoVimento 5 Stelle 30 minuti 21 minuti
 Forza Italia – Popolo della Libertà – Berlusconi Presidente 30 minuti 18 minuti
 Area Popolare (NCD - UDC) 30 minuti 13 minuti
 Sinistra Ecologia Libertà 30 minuti 12 minuti
 Scelta civica per l'Italia 30 minuti 12 minuti
 Lega Nord e Autonomie – Lega dei Popoli – Noi con Salvini 30 minuti 11 minuti
 Per l'Italia – Centro Democratico 30 minuti 10 minuti
 Fratelli d'Italia – Alleanza Nazionale 30 minuti 10 minuti
 Misto: 30 minuti 11 minuti
  Alternativa Libera 12 minuti 4 minuti
  Minoranze Linguistiche 7 minuti 3 minuti
  Partito Socialista Italiano (PSI) – Liberali per l'Italia (PLI) 6 minuti 2 minuti
  MAIE – Movimento Associativo italiani all'estero – Alleanza per l'Italia (API) 5 minuti 2 minuti
Pag. 147

ORGANIZZAZIONE DEI TEMPI DI ESAME DEGLI ARGOMENTI IN CALENDARIO

Pdl n. 1092-B – Istituzione del “Premio Giuseppe Di Vagno”

Tempo complessivo: 11 ore, di cui:
• discussione generale: 7 ore;
• seguito dell'esame: 4 ore.

Discussione generale Seguito dell'esame
Relatore 20 minuti 10 minuti
Governo 20 minuti 10 minuti
Richiami al Regolamento 10 minuti 5 minuti
Tempi tecnici 10 minuti
Interventi a titolo personale 1 ora e 8 minuti (con il limite massimo di 15 minuti per ciascun deputato) 39 minuti (con il limite massimo di 5 minuti per il complesso degli interventi di ciascun deputato)
Gruppi 5 ore e 2 minuti 2 ore e 46 minuti
 Partito Democratico 32 minuti 48 minuti
 MoVimento 5 Stelle 30 minuti 21 minuti
 Forza Italia – Popolo della Libertà – Berlusconi Presidente 30 minuti 18 minuti
 Area Popolare (NCD - UDC) 30 minuti 13 minuti
 Sinistra Ecologia Libertà 30 minuti 12 minuti
 Scelta civica per l'Italia 30 minuti 12 minuti
 Lega Nord e Autonomie – Lega dei Popoli – Noi con Salvini 30 minuti 11 minuti
 Per l'Italia – Centro Democratico 30 minuti 10 minuti
 Fratelli d'Italia – Alleanza Nazionale 30 minuti 10 minuti
 Misto: 30 minuti 11 minuti
  Alternativa Libera 12 minuti 4 minuti
  Minoranze Linguistiche 7 minuti 3 minuti
  Partito Socialista Italiano (PSI) – Liberali per l'Italia (PLI) 6 minuti 2 minuti
  MAIE – Movimento Associativo italiani all'estero – Alleanza per l'Italia (API) 5 minuti 2 minuti
Pag. 148

Mozione n. 1-00838 e abb. – Interventi urgenti in relazione all'emergenza fitosanitaria, causata dal batterio Xylella fastidiosa

Tempo complessivo, comprese le dichiarazioni di voto: 6 ore (*).

Governo 25 minuti
Richiami al Regolamento 10 minuti
Tempi tecnici 5 minuti
Interventi a titolo personale 1 ora (con il limite massimo di 7 minuti per il complesso degli interventi di ciascun deputato)
Gruppi 4 ore e 20 minuti
 Partito Democratico 1 ora e 16 minuti
 MoVimento 5 Stelle 32 minuti
 Forza Italia – Popolo della Libertà – Berlusconi Presidente 28 minuti
 Area Popolare (NCD - UDC) 20 minuti
 Sinistra Ecologia Libertà 19 minuti
 Scelta civica per l'Italia 19 minuti
 Lega Nord e Autonomie – Lega dei Popoli – Noi con Salvini 17 minuti
 Per l'Italia – Centro Democratico 16 minuti
 Fratelli d'Italia – Alleanza Nazionale 15 minuti
 Misto: 18 minuti
  Alternativa Libera 7 minuti
  Minoranze Linguistiche 4 minuti
  Partito Socialista Italiano (PSI) – Liberali per l'Italia (PLI) 4 minuti
  MAIE – Movimento Associativo italiani all'estero – Alleanza per l'Italia (API) 3 minuti

(*) Al tempo sopra indicato si aggiungono 5 minuti per l'illustrazione di ciascuna mozione.

Pdl n. 1335 e abb. – In materia di azione di classe

Seguito dell'esame: 9 ore e 30 minuti.

Relatore 20 minuti
Governo 20 minuti Pag. 149
Richiami al Regolamento 10 minuti
Tempi tecnici 1 ora
Interventi a titolo personale 1 ora e 27 minuti (con il limite massimo di 11 minuti per il complesso degli interventi di ciascun deputato)
Gruppi 6 ore e 13 minuti
 Partito Democratico 1 ora e 49 minuti
 MoVimento 5 Stelle 46 minuti
 Forza Italia – Popolo della Libertà – Berlusconi Presidente 40 minuti
 Area Popolare (NCD - UDC) 29 minuti
 Sinistra Ecologia Libertà 27 minuti
 Scelta civica per l'Italia 27 minuti
 Lega Nord e Autonomie – Lega dei Popoli – Noi con Salvini 24 minuti
 Per l'Italia – Centro Democratico 23 minuti
 Fratelli d'Italia – Alleanza Nazionale 22 minuti
 Misto: 26 minuti
  Alternativa Libera 11 minuti
  Minoranze Linguistiche 6 minuti
  Partito Socialista Italiano (PSI) – Liberali per l'Italia (PLI) 5 minuti
  MAIE – Movimento Associativo italiani all'estero – Alleanza per l'Italia (API) 4 minuti

Mozione n. 1-00697 e abb. – Interventi a favore della Sardegna

Tempo complessivo, comprese le dichiarazioni di voto: 6 ore (*).

Governo 25 minuti
Richiami al Regolamento 10 minuti
Tempi tecnici 5 minuti
Interventi a titolo personale 1 ora (con il limite massimo di 7 minuti per il complesso degli interventi di ciascun deputato)
Gruppi 4 ore e 20 minuti
 Partito Democratico 1 ora e 16 minuti Pag. 150
 MoVimento 5 Stelle 32 minuti
 Forza Italia – Popolo della Libertà – Berlusconi Presidente 28 minuti
 Area Popolare (NCD - UDC) 20 minuti
 Sinistra Ecologia Libertà 19 minuti
 Scelta civica per l'Italia 19 minuti
 Lega Nord e Autonomie – Lega dei Popoli – Noi con Salvini 17 minuti
 Per l'Italia – Centro Democratico 16 minuti
 Fratelli d'Italia – Alleanza Nazionale 15 minuti
 Misto: 18 minuti
  Alternativa Libera 7 minuti
  Minoranze Linguistiche 4 minuti
  Partito Socialista Italiano (PSI) – Liberali per l'Italia (PLI) 4 minuti
  MAIE – Movimento Associativo italiani all'estero – Alleanza per l'Italia (API) 3 minuti

(*) I tempi sono stati in parte utilizzati nelle sedute dell'11 e del 12 maggio 2015.

Pdl n. 1512 e abb. – Modifiche al codice della strada

Tempo complessivo: 15 ore, di cui:
• discussione generale: 7 ore;
• seguito dell'esame: 8 ore.

Discussione generale Seguito dell'esame
Relatore 20 minuti 20 minuti
Governo 20 minuti 20 minuti
Richiami al Regolamento 10 minuti 10 minuti
Tempi tecnici 1 ora
Interventi a titolo personale 1 ora e 8 minuti (con il limite massimo di 15 minuti per ciascun deputato) 1 ora e 10 minuti (con il limite massimo di 8 minuti per il complesso degli interventi di ciascun deputato)
Gruppi 5 ore e 2 minuti 5 ore
 Partito Democratico 32 minuti 1 ora e 29 minuti Pag. 151
 MoVimento 5 Stelle 30 minuti 37 minuti
 Forza Italia – Popolo della Libertà – Berlusconi Presidente 30 minuti 32 minuti
 Area Popolare (NCD - UDC) 30 minuti 23 minuti
 Sinistra Ecologia Libertà 30 minuti 21 minuti
 Scelta civica per l'Italia 30 minuti 21 minuti
 Lega Nord e Autonomie – Lega dei Popoli – Noi con Salvini 30 minuti 20 minuti
 Per l'Italia – Centro Democratico 30 minuti 19 minuti
 Fratelli d'Italia – Alleanza Nazionale 30 minuti 17 minuti
 Misto: 30 minuti 21 minuti
  Alternativa Libera 12 minuti 9 minuti
  Minoranze Linguistiche 7 minuti 5 minuti
  Partito Socialista Italiano (PSI) – Liberali per l'Italia (PLI) 6 minuti 4 minuti
  MAIE – Movimento Associativo italiani all'estero – Alleanza per l'Italia (API) 5 minuti 3 minuti

Mozione n. 1-00719 – Trascrizione dei matrimoni contratti all'estero tra persone dello stesso sesso

Tempo complessivo, comprese le dichiarazioni di voto: 6 ore (*).

Governo 25 minuti
Richiami al Regolamento 10 minuti
Tempi tecnici 5 minuti
Interventi a titolo personale 1 ora (con il limite massimo di 7 minuti per il complesso degli interventi di ciascun deputato)
Gruppi 4 ore e 20 minuti
 Partito Democratico 1 ora e 16 minuti
 MoVimento 5 Stelle 32 minuti
 Forza Italia – Popolo della Libertà – Berlusconi Presidente 28 minuti
 Area Popolare (NCD - UDC) 20 minuti
 Sinistra Ecologia Libertà 19 minuti Pag. 152
 Scelta civica per l'Italia 19 minuti
 Lega Nord e Autonomie – Lega dei Popoli – Noi con Salvini 17 minuti
 Per l'Italia – Centro Democratico 16 minuti
 Fratelli d'Italia – Alleanza Nazionale 15 minuti
 Misto: 18 minuti
  Alternativa Libera 7 minuti
  Minoranze Linguistiche 4 minuti
  Partito Socialista Italiano (PSI) – Liberali per l'Italia (PLI) 4 minuti
  MAIE – Movimento Associativo italiani all'estero – Alleanza per l'Italia (API) 3 minuti

(*) Al tempo sopra indicato si aggiungono 5 minuti per l'illustrazione della mozione.

Pdl n. 784 e abb. – Accesso del figlio adottato non riconosciuto alla nascita alle informazioni sulle proprie origini
Discussione generale: 7 ore.

Relatore 20 minuti
Governo 20 minuti
Richiami al Regolamento 10 minuti
Interventi a titolo personale 1 ora e 8 minuti (con il limite massimo di 15 minuti per ciascun deputato)
Gruppi 5 ore e 2 minuti
 Partito Democratico 32 minuti
 MoVimento 5 Stelle 30 minuti
 Forza Italia – Popolo della Libertà – Berlusconi Presidente 30 minuti
 Area Popolare (NCD - UDC) 30 minuti
 Sinistra Ecologia Libertà 30 minuti
 Scelta civica per l'Italia 30 minuti
 Lega Nord e Autonomie – Lega dei Popoli – Noi con Salvini 30 minuti
 Per l'Italia – Centro Democratico 30 minuti
 Fratelli d'Italia – Alleanza Nazionale 30 minuti
 Misto: 30 minuti
  Alternativa Libera 12 minuti Pag. 153
  Minoranze Linguistiche 7 minuti
  Partito Socialista Italiano (PSI) – Liberali per l'Italia (PLI) 6 minuti
  MAIE – Movimento Associativo italiani all'estero – Alleanza per l'Italia (API) 5 minuti

Doc. XVI-bis, n. 3 – Relazione del Comitato Schengen sulle azioni adottate per la gestione dei flussi migratori e sull'impiego dei lavoratori immigrati in Italia

Tempo complessivo, comprese le dichiarazioni di voto: 3 ore.

Relatore 15 minuti
Governo 15 minuti
Richiami al Regolamento 5 minuti
Tempi tecnici 5 minuti
Interventi a titolo personale 26 minuti (con il limite massimo di 3 minuti per il complesso degli interventi di ciascun deputato)
Gruppi 1 ora e 54 minuti
 Partito Democratico 34 minuti
 MoVimento 5 Stelle 14 minuti
 Forza Italia – Popolo della Libertà – Berlusconi Presidente 12 minuti
 Area Popolare (NCD - UDC) 9 minuti
 Sinistra Ecologia Libertà 8 minuti
 Scelta civica per l'Italia 8 minuti
 Lega Nord e Autonomie – Lega dei Popoli – Noi con Salvini 7 minuti
 Per l'Italia – Centro Democratico 7 minuti
 Fratelli d'Italia – Alleanza Nazionale 7 minuti
 Misto: 8 minuti
  Alternativa Libera 2 minuti
  Minoranze Linguistiche 2 minuti
  Partito Socialista Italiano (PSI) – Liberali per l'Italia (PLI) 2 minuti
  MAIE – Movimento Associativo italiani all'estero – Alleanza per
  l'Italia (API)
2 minuti
Pag. 154

Mozione n. 1-00767 – Iniziative in merito al personale del Servizio Sanitario Nazionale, al fine di assicurare i livelli essenziali di assistenza

Tempo complessivo, comprese le dichiarazioni di voto: 6 ore (*).

Governo 25 minuti
Richiami al Regolamento 10 minuti
Tempi tecnici 5 minuti
Interventi a titolo personale 1 ora (con il limite massimo di 7 minuti per il complesso degli interventi di ciascun deputato)
Gruppi 4 ore e 20 minuti
 Partito Democratico 1 ora e 16 minuti
 MoVimento 5 Stelle 32 minuti
 Forza Italia – Popolo della Libertà – Berlusconi Presidente 28 minuti
 Area Popolare (NCD - UDC) 20 minuti
 Sinistra Ecologia Libertà 19 minuti
 Scelta civica per l'Italia 19 minuti
 Lega Nord e Autonomie – Lega dei Popoli – Noi con Salvini 17 minuti
 Per l'Italia – Centro Democratico 16 minuti
 Fratelli d'Italia – Alleanza Nazionale 15 minuti
 Misto: 18 minuti
  Alternativa Libera 7 minuti
  Minoranze Linguistiche 4 minuti
  Partito Socialista Italiano (PSI) – Liberali per l'Italia (PLI) 4 minuti
  MAIE – Movimento Associativo italiani all'estero – Alleanza per l'Italia (API) 3 minuti

(*) Al tempo sopra indicato si aggiungono 5 minuti per l'illustrazione della mozione.

Mozione n. 1-00771 – Prevenzione e contrasto della minaccia terroristica di matrice jihadista

Tempo complessivo, comprese le dichiarazioni di voto: 6 ore (*).

Governo 25 minuti
Richiami al Regolamento 10 minuti Pag. 155
Tempi tecnici 5 minuti
Interventi a titolo personale 1 ora (con il limite massimo di 7 minuti per il complesso degli interventi di ciascun deputato)
Gruppi 4 ore e 20 minuti
 Partito Democratico 1 ora e 16 minuti
 MoVimento 5 Stelle 32 minuti
 Forza Italia – Popolo della Libertà – Berlusconi Presidente 28 minuti
 Area Popolare (NCD - UDC) 20 minuti
 Sinistra Ecologia Libertà 19 minuti
 Scelta civica per l'Italia 19 minuti
 Lega Nord e Autonomie – Lega dei Popoli – Noi con Salvini 17 minuti
 Per l'Italia – Centro Democratico 16 minuti
 Fratelli d'Italia – Alleanza Nazionale 15 minuti
 Misto: 18 minuti
  Alternativa Libera 7 minuti
  Minoranze Linguistiche 4 minuti
  Partito Socialista Italiano (PSI) – Liberali per l'Italia (PLI) 4 minuti
  MAIE – Movimento Associativo italiani all'estero – Alleanza per l'Italia (API) 3 minuti

(*) Al tempo sopra indicato si aggiungono 5 minuti per l'illustrazione della mozione.

Mozione n. 1-00783 – Trasparenza delle procedure di nomina dei membri dei consigli di amministrazione delle società partecipate

Tempo complessivo, comprese le dichiarazioni di voto: 6 ore (*).

Governo 25 minuti
Richiami al Regolamento 10 minuti
Tempi tecnici 5 minuti
Interventi a titolo personale 1 ora (con il limite massimo di 7 minuti per il complesso degli interventi di ciascun deputato) Pag. 156
Gruppi 4 ore e 20 minuti
 Partito Democratico 1 ora e 16 minuti
 MoVimento 5 Stelle 32 minuti
 Forza Italia – Popolo della Libertà – Berlusconi Presidente 28 minuti
 Area Popolare (NCD - UDC) 20 minuti
 Sinistra Ecologia Libertà 19 minuti
 Scelta civica per l'Italia 19 minuti
 Lega Nord e Autonomie – Lega dei Popoli – Noi con Salvini 17 minuti
 Per l'Italia – Centro Democratico 16 minuti
 Fratelli d'Italia – Alleanza Nazionale 15 minuti
 Misto: 18 minuti
  Alternativa Libera 7 minuti
  Minoranze Linguistiche 4 minuti
  Partito Socialista Italiano (PSI)
  – Liberali per l'Italia (PLI)
4 minuti
  MAIE – Movimento Associativo italiani all'estero – Alleanza per l'Italia (API) 3 minuti

(*) Al tempo sopra indicato si aggiungono 5 minuti per l'illustrazione della mozione.

Mozione n. 1-00591– Revoca delle sanzioni dell'Unione europea contro la Federazione russa e raggiungimento di una soluzione politico-diplomatica della crisi ucraina

Tempo complessivo, comprese le dichiarazioni di voto: 6 ore (*).

Governo 25 minuti
Richiami al Regolamento 10 minuti
Tempi tecnici 5 minuti
Interventi a titolo personale 1 ora (con il limite massimo di 7 minuti per il complesso degli interventi di ciascun deputato)
Gruppi 4 ore e 20 minuti
 Partito Democratico 1 ora e 16 minuti
 MoVimento 5 Stelle 32 minuti
 Forza Italia – Popolo della Libertà – Berlusconi Presidente 28 minuti Pag. 157
 Area Popolare (NCD - UDC) 20 minuti
 Sinistra Ecologia Libertà 19 minuti
 Scelta civica per l'Italia 19 minuti
 Lega Nord e Autonomie – Lega dei Popoli – Noi con Salvini 17 minuti
 Per l'Italia – Centro Democratico 16 minuti
 Fratelli d'Italia – Alleanza Nazionale 15 minuti
 Misto: 18 minuti
  Alternativa Libera 7 minuti
  Minoranze Linguistiche 4 minuti
  Partito Socialista Italiano (PSI) – Liberali per l'Italia (PLI) 4 minuti
  MAIE – Movimento Associativo italiani all'estero – Alleanza per l'Italia (API) 3 minuti

(*) Al tempo sopra indicato si aggiungono 5 minuti per l'illustrazione della mozione.

Doc. XXII, n. 9 – Istituzione di una Commissione di inchiesta sugli effetti dell'utilizzo di proiettili all'uranio impoverito

Discussione generale: 7 ore.

Relatore 15 minuti
Governo 15 minuti
Richiami al Regolamento 10 minuti
Interventi a titolo personale 1 ora e 10 minuti (con il limite massimo di 15 minuti per il complesso degli interventi di ciascun deputato)
Gruppi 5 ore e 10 minuti
 Partito Democratico 36 minuti
 MoVimento 5 Stelle 32 minuti
 Forza Italia – Popolo della Libertà – Berlusconi Presidente 31 minuti
 Area Popolare (NCD - UDC) 31 minuti
 Sinistra Ecologia Libertà 30 minuti
 Scelta civica per l'Italia 30 minuti Pag. 158
 Lega Nord e Autonomie – Lega dei Popoli – Noi con Salvini 30 minuti
 Per l'Italia – Centro Democratico 30 minuti
 Fratelli d'Italia – Alleanza Nazionale 30 minuti
 Misto: 30 minuti
  Alternativa Libera 12 minuti
  Minoranze Linguistiche 7 minuti
  Partito Socialista Italiano (PSI) – Liberali per l'Italia (PLI) 6 minuti
  MAIE – Movimento Associativo italiani all'estero – Alleanza per l'Italia (API) 5 minuti

Pdl n. 275-A/R e abb. – Conflitti di interessi

Seguito dell'esame: 14 ore (*).

Relatore 30 minuti
Governo 30 minuti
Richiami al Regolamento 10 minuti
Tempi tecnici 1 ora e 20 minuti
Interventi a titolo personale 2 ore e 10 minuti (con il limite massimo di 16 minuti per il complesso degli interventi di ciascun deputato)
Gruppi 9 ore e 20 minuti
 Partito Democratico 2 ore e 46 minuti
 MoVimento 5 Stelle 1 ora e 9 minuti
 Forza Italia – Popolo della Libertà – Berlusconi Presidente 1 ora
 Area Popolare (NCD - UDC) 43 minuti
 Sinistra Ecologia Libertà 40 minuti
 Scelta civica per l'Italia 40 minuti
 Lega Nord e Autonomie – Lega dei Popoli – Noi con Salvini 36 minuti
 Per l'Italia – Centro Democratico 35 minuti
 Fratelli d'Italia – Alleanza Nazionale 32 minuti Pag. 159
 Misto: 39 minuti
  Alternativa Libera 16 minuti
  Minoranze Linguistiche 9 minuti
  Partito Socialista Italiano (PSI) – Liberali per l'Italia (PLI) 8 minuti
  MAIE – Movimento Associativo italiani all'estero – Alleanza per l'Italia (API) 6 minuti

(*) I tempi sono stati in parte utilizzati nella seduta dell'11 dicembre 2014.

VOTAZIONI QUALIFICATE EFFETTUATE MEDIANTE PROCEDIMENTO ELETTRONICO

INDICE ELENCO N. 1 DI 6 (VOTAZIONI DAL N. 1 AL N. 13)
Votazione O G G E T T O Risultato Esito
Num Tipo Pres Vot Ast Magg Fav Contr Miss
1 Nom. Ddl 2994-A e abb. – articolo 26 366 365 1 183 265 100 74 Appr.
2 Nom. articolo 27 387 387 194 277 110 74 Appr.
3 Nom. odg 9/2994-A/12 430 429 1 215 123 306 71 Resp.
4 Nom. odg 9/2994-A/15 428 427 1 214 123 304 69 Resp.
5 Nom. odg 9/2994-A/19 429 386 43 194 79 307 69 Resp.
6 Nom. odg 9/2994-A/20 418 416 2 209 120 296 69 Resp.
7 Nom. odg 9/2994-A/22 440 436 4 219 127 309 69 Resp.
8 Nom. odg 9/2994-A/23 431 427 4 214 122 305 69 Resp.
9 Nom. odg 9/2994-A/24 434 432 2 217 127 305 69 Resp.
10 Nom. odg 9/2994-A/26 444 442 2 222 50 392 68 Resp.
11 Nom. odg 9/2994-A/27 438 436 2 219 50 386 68 Resp.
12 Nom. odg 9/2994-A/31 430 402 28 202 95 307 68 Resp.
13 Nom. odg 9/2994-A/32 436 433 3 217 127 306 68 Resp.

F = Voto favorevole (in votazione palese). – C = Voto contrario (in votazione palese). – V = Partecipazione al voto (in votazione segreta). – A = Astensione. – M = Deputato in missione. – T = Presidente di turno. – P = Partecipazione a votazione in cui è mancato il numero legale. – X = Non in carica.
Le votazioni annullate sono riportate senza alcun simbolo. Ogni singolo elenco contiene fino a 13 votazioni. Agli elenchi è premesso un indice che riporta il numero, il tipo, l'oggetto, il risultato e l'esito di ogni singola votazione.

INDICE ELENCO N. 2 DI 6 (VOTAZIONI DAL N. 14 AL N. 26)
Votazione O G G E T T O Risultato Esito
Num Tipo Pres Vot Ast Magg Fav Contr Miss
14 Nom. odg 9/2994-A/33 433 431 2 216 124 307 68 Resp.
15 Nom. odg 9/2994-A/34 440 391 49 196 83 308 68 Resp.
16 Nom. odg 9/2994-A/44 443 437 6 219 128 309 68 Resp.
17 Nom. odg 9/2994-A/45 443 439 4 220 128 311 68 Resp.
18 Nom. odg 9/2994-A/50 434 432 2 217 126 306 68 Resp.
19 Nom. odg 9/2994-A/51 438 437 1 219 129 308 69 Resp.
20 Nom. odg 9/2994-A/52 442 440 2 221 51 389 69 Resp.
21 Nom. odg 9/2994-A/53 441 439 2 220 38 401 68 Resp.
22 Nom. odg 9/2994-A/58 445 435 10 218 99 336 68 Resp.
23 Nom. odg 9/2994-A/61 439 364 75 183 51 313 68 Resp.
24 Nom. odg