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La Convenzione di Istanbul contro la violenza sulle donne
informazioni aggiornate a martedì, 14 novembre 2017

Con la legge 27 giugno 2013, n. 77 il Parlamento ha autorizzato la ratifica della Convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica, fatta ad Istanbul l'11 maggio 2011.

La Convenzione di Istanbul contro la violenza sulle donne

La Convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica, fatta ad Istanbul l'11 maggio 2011, è il primo strumento internazionale giuridicamente vincolante volto a creare un quadro normativo completo a tutela delle donne contro qualsiasi forma di violenza. La Convenzione interviene specificamente anche nell'ambito della violenza domestica, che non colpisce solo le donne, ma anche altri soggetti, ad esempio bambini ed anziani, ai quali altrettanto si applicano le medesime norme di tutela.

La Convenzione è in vigore dal 1° agosto 2014, essendo stata soddisfatta la condizione del raggiungimento della ratifica da parte di almeno 10 Stati, tra i quali 8 membri del CdE.

Ad oggi gli Stati firmatari sono 44, oltre all'Unione europea, e le ratifiche 27 (Albania, Andorra, Austria, Belgio, Bosnia e Erzegovina, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Georgia, Germania, Italia, Malta, Monaco, Montenegro, Norvegia, Olanda, Polonia, Portogallo, Romania, San Marino, Serbia, Slovenia, Spagna, Svezia, Turchia e Cipro, che ha depositato il proprio strumento di ratifica il 10 novembre 2017).

L'Italia aveva sottoscritto la Convenzione il 27 settembre 2012, dopo l'approvazione da parte delle Camere (v. seduta del Senato del 20 settembre 2012 e della Camera dei deputati del 2 settembre 2012) di mozioni e di ordini del giorno volti a tale fine: dopo l'autorizzazione parlamentare alla ratifica (legge 77/2013), il nostro paese ha proceduto al deposito del relativo strumento in data 10 settembre 2013.

Il Consiglio d'Europa aveva intrapreso una serie di iniziative per contrastare la violenza contro le donne già a partire dall'inizio degli anni '90. La prima strategia globale per la prevenzione della violenza e la protezione delle vittime risale al 2002, quando fu approvata una Raccomandazione – Rec(2002)5 – che invita gli Stati membri ad adottare una serie di misure fra le quali quelle di rivedere le proprie politiche nazionali, di garantire la protezione delle vittime e di elaborare piani d'azione mirati alla loro difesa, nonché alla prevenzione di tali crimini. L'applicazione di questa Raccomandazione è regolarmente osservata attraverso cicli di monitoraggio, l'ultimo dei quali risale al 2010, subito dopo l'istituzione della Commissione ad hoc (Ad Hoc Committee on Preventing and Combating Violence against Women and Domestic Violence - CAHVIO) per la stesura della Convenzione oggi in esame, divenuta nota con il nome di "Convenzione di Istanbul". Il terzo round di monitoraggio mostrava la volontà di tutti i paesi membri del CdE di stabilire standard vincolanti in tutte le aree oggetto della Raccomandazione.
Alla Raccomandazione Rec(2002)5 aveva fatto seguito una importante campagna lanciata in tutta Europa dalla Task Force del CdE per combattere la violenza contro le donne, compresa la violenza domestica, le cui risultanze sono contenute nel Rapporto di Fine Attività (EG-TFV (2008) 6). Il Rapporto raccomanda proprio l'adozione di una convenzione, nell'ambito della tutela dei diritti umani, per prevenire e combattere la violenza sulle donne (la cui stesura è stata elaborata, come si diceva, dalla CAHVIO).

La Convenzione (art. 3) precisa che la violenza contro le donne è una violazione dei diritti umani ed è una forma di discriminazione contro le donne.  Il testo si incardina su pilastri costituiti da protezione, prevenzione e perseguimento dei responsabili; adozione di politiche integrate che coinvolgano tutti i livelli di governo in ogni Paese, insieme alle Organizzazioni non governative; meccanismo di monitoraggio.

L'articolo 66 della Convenzione prevede, infatti, l'istituzione di un Gruppo di esperti indipendenti (cittadini di Paesi parte della Convenzione) avente il compito di monitorarne l'attuazione, denominato GREVIO - Group of experts on Action against Violence against Women and Domestic Violence. Il GREVIO ha il compito di vigilare e valutare, attraverso rapporti periodici forniti dagli Stati, le misure adottate dalle parti contraenti ai fini dell'applicazione della Convenzione medesima. Il 19 novembre 2014, il Comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa ha approvato con la risoluzione CM/Res(2014)43, il regolamento procedurale del GREVIO, che si è riunito per la prima volta a Strasburgo il 21-23 settembre 2015 dopo che, il 4 maggio precedente, ne erano state elette le componenti, tra le quali l'italiana Simona Lanzoni.

L'altro organismo coinvolto nelle procedure di monitoraggio è il Comitato delle Parti - Committee of the Parties, composto dai rappresentanti degli Stati parte della Convenzione, che ha il potere di adottare raccomandazioni specifiche all Stato interessato, elaborate sulla base dei report e delle conclusioni del GREVIO.

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