XIX LEGISLATURA
ATTI DI INDIRIZZO
Risoluzione in Commissione:
La III Commissione,
premesso che:
il 28 luglio 2024 in Venezuela si sono svolte le elezioni presidenziali;
la campagna elettorale è stata particolarmente violenta e si sono registrate gravi forme d'intimidazione: in particolare, sono stati incarcerati oppositori del regime di Nicolas Maduro e la leader dell'opposizione Maria Corina Machado è stata esclusa dalla competizione elettorale. Inoltre, l'attività dei giornalisti stranieri presenti in Venezuela è stata severamente limitata;
Maduro è stato dichiarato vincitore delle elezioni il 29 luglio 2024 ancor prima che fossero disponibili i dati ufficiali;
i risultati non sono stati riconosciuti dall'opposizione;
le violazioni dei diritti umani in Venezuela hanno spinto un raggruppamento di 40 Stati guidati dall'Argentina, che protegge all'interno della propria ambasciata a Caracas degli oppositori politici, ad assumere un'iniziativa in seno alle Nazioni Unite per condannare il regime di Maduro;
recentemente, il 6 settembre 2024, trentuno ex capi di Stato e di Governo appartenenti al gruppo Iniciativa Democratica de Espana y las Americas (Idea) hanno inoltre accusato presso la Corte penale internazionale le forze armate bolivariane del Venezuela di essersi macchiate di crimini contro l'umanità;
il regime di Maduro è internazionalmente allineato a Cina, Russia ed Iran;
il 31 luglio 2024, in un comunicato, i Ministri degli esteri del G7 hanno dichiarato che «I rapporti di osservatori indipendenti nazionali e internazionali hanno sollevato serie preoccupazioni riguardo ai risultati annunciati delle elezioni presidenziali del Venezuela e al modo in cui il processo elettorale è stato condotto, in particolare per quanto riguarda le irregolarità e la mancanza di trasparenza nella tabulazione finale dei voti.»;
dopo che il 22 agosto 2024 il Tribunale supremo di giustizia venezuelano ha indicato in Maduro il vincitore delle elezioni, le opposizioni hanno manifestato contro tale decisione, peraltro non supportata da dati ufficiali. Il Governo di Caracas ha reagito con repressioni e arresti indiscriminati, che hanno colpito anche cittadini venezuelani con la doppia cittadinanza italiana;
il 2 settembre 2024, la procura del Venezuela ha chiesto l'arresto del candidato dell'opposizione, González Urrutia, accusandolo dei reati di «usurpazione di funzioni, falsificazione di documenti pubblici, istigazione a disobbedire alle leggi dello Stato, cospirazione, sabotaggio per danneggiare i sistemi ed associazione terroristica»;
González, in pericolo di vita, che ha rivendicato con forza la propria affermazione nelle elezioni presidenziali del 28 luglio 2024, ha quindi chiesto asilo politico alla Spagna ed è giunto, domenica 8 settembre 2024 a Madrid, assieme alla moglie;
ai cittadini italiani residenti in Venezuela incarcerati per presunti reati politici è di fatto negata l'assistenza da parte delle autorità consolari italiane, che non riescono neppure a visitarli,
impegna il Governo:
a confermare la linea di appoggio al popolo venezuelano, già adottata dal Governo italiano, contro la violenza del regime al potere a Caracas;
ad aderire ad ogni iniziativa assunta nei fori multilaterali di cui l'Italia è parte che sia finalizzata ad accrescere la pressione nei confronti del regime venezuelano di Nicolas Maduro, condannandone le violazioni dei diritti umani e la repressione delle opposizioni;
ad assumere le iniziative ritenute più opportune per sollecitare la liberazione dei detenuti politici aventi passaporto italiano e comunque ottenere l'autorizzazione necessaria alle nostre autorità consolari in Venezuela per visitarli ed assisterli.
(7-00253) «Formentini, Billi, Coin, Crippa».
ATTI DI CONTROLLO
PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
Interrogazioni a risposta orale:
SERRACCHIANI. — Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dell'interno. — Per sapere – premesso che:
quanto emerso dalla inchiesta giornalistica del quotidiano «La Repubblica» pubblicata in data 26 agosto 2024 in riferimento ai rapporti tra la fondazione Alleanza Nazionale, nel cui consiglio di amministrazione siedono figure che attualmente ricoprono importanti incarichi istituzionali e ambienti di estrema destra e no vax;
sulla base di quanto riportato nell'ambito di suddetto reportage giornalistico, la fondazione Alleanza Nazionale, avrebbe erogato importanti finanziamenti a soggetti ed associazioni appartenenti alla galassia dell'estremismo di destra e del radicalismo antiscientifico e no vax;
in particolare si fa riferimento al sostegno fornito all'associazione «Sereni, vittime del Covid» con una erogazione di importo pari a 25 mila euro, associazione dai cui esposti avrebbe preso il via una inchiesta poi archiviata nei confronti dell'ex Ministro della salute, Roberto Speranza, e dell'ex Presidente del Consiglio Giuseppe Conte sulla gestione della pandemia;
a giudizio dell'interrogante, la suddetta inchiesta e l'intero armamentario ideologico no vax sono stati sistematicamente utilizzati in maniera strumentale contro le opposizioni in questa legislatura;
quanto riportato dalla inchiesta giornalistica farebbe emergere elementi inquietanti circa lo stretto collegamento anche sulla base di rapporti economici tra il principale partito di Governo e ambienti estremisti di cui in premessa;
considerata la gravità della questione, occorre assicurare la massima trasparenza sui trasferimenti anche di danaro che sarebbero intercorsi tra fondazioni riconducibili al principale partito dell'attuale maggioranza che esprime il Presidente del Consiglio e ambiti di estrema destra e radicalismo no vax con il chiaro obiettivo, a giudizio dell'interrogante, di accentuare lo scontro con le forze di opposizione alimentando un pericolosissimo clima di odio –:
di quali elementi disponga il Governo circa i rischi per la sicurezza e l'ordine pubblico che possono derivare dai movimenti estremisti che risulterebbero – in base alle notizie di stampa sopra richiamate – finanziati dalla fondazione Alleanza Nazionale, e se non ritengano comunque di adottare iniziative di carattere normativo per assicurare la massima trasparenza dei finanziamenti ricevuti e concessi da fondazioni ed enti in vario modo riconducibili a partiti politici.
(3-01406)
QUARTINI, MARIANNA RICCIARDI, SPORTIELLO e DI LAURO. — Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dell'interno. — Per sapere – premesso che:
secondo quanto riportato dall'organo di informazione La Repubblica del 25 agosto 2024 la Fondazione Alleanza Nazionale, il cui consiglio di amministrazione composto da rilevanti figure istituzionali appartenenti al partito Fratelli d'Italia, ha elargito rilevanti e sconcertanti finanziamenti a soggetti o associazioni appartenenti all'area dell'estrema destra e agli ambienti «No Vax»;
«L'affaire della Fondazione di An — nel cui board, come ha raccontato Repubblica, sedeva mezzo Governo di oggi che finanzia i neo fascisti si allarga. In piena pandemia ha sostenuto un'associazione dell'area No vax, la Vicit Leo, che dietro aveva Fiore: condannato pochi mesi dopo l'aiuto arrivato dalla Fondazione per l'assalto alla Cgil. Ma nello stesso periodo la cassaforte legata a Fratelli d'Italia, partito della premier Giorgia Meloni, ha finanziato direttamente un esponente di Forza nuova, Leonardo Cabras, in qualità di responsabile legale di una sconosciuta associazione (Gli amici della patria). Associazione che però aveva base al civico 40 di via Giovanni Paisiello a Roma: la sede di Forza Nuova dal quale partivano le manifestazioni contro i vaccini e i decreti del Presidente del Consiglio dei ministri dei governi Conte e Draghi sulla pandemia e che era, ed è ancora oggi, di proprietà della stessa Fondazione An»;
oltre alla inaudita gravità dei finanziamenti elargiti a gruppi di estrema destra e riconducibili a pericolosi personaggi che hanno condotto gravissime aggressioni ad organismi rappresentativi dei lavoratori del nostro Paese, appare altresì gravissimo il riferito fatto secondo cui nel 2021 la Fondazione citata aveva sostenuto con 25 mila euro l'associazione legale «Sereni, vittime del Covid» dai quali esposti sarebbe poi partita l'indagine della procura di Bergamo contro l'allora Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e contro l'allora Ministro della salute Roberto Speranza, indagine poi archiviata dalla magistratura ma che è stata strumentalmente utilizzata a livello mediatico dalle destre in campagna elettorale e che, a giudizio degli interroganti, è attualmente utilizzata per cavalcare e giustificare l'istituzione della Commissione d'inchiesta sull'emergenza Covid, con il solo scopo di tentare di minacciare e colpire le opposizioni che oggi siedono in Parlamento;
ricorda che l'istituzione della Commissione d'inchiesta è stata giustificata proprio per dare «risposte» a quelle associazioni e sarebbe, a giudizio degli interroganti, vergognoso e indegno che gli stessi soggetti che ne chiedevano e proponevano l'istituzione al contempo finanziavano le denunce di quelle stesse associazioni, con il reale intento di colpire le diverse forze politiche che allora sedevano al Governo e che si assumevano tutte le responsabilità che l'emergenza pandemica richiedeva;
ci si augura che si faccia piena luce su questi finanziamenti e sulle ulteriori azioni che i diversi soggetti istituzionali politici hanno posto in essere con il solo scopo di colpire gli avversari politici e contestualmente nascondere artatamente le gravi carenze e inefficienze di quei territori in cui, durante la pandemia, si è verificato un numero di decessi e di contagi drammaticamente superiore che in altri territori –:
di quali elementi disponga il Governo circa i rischi per la sicurezza e l'ordine pubblico che possono derivare dai movimenti estremisti che risulterebbero – in base alle notizie di stampa sopra richiamate – finanziati dalla fondazione AN, e se non ritengano comunque di adottare iniziative di carattere normativo per assicurare la massima trasparenza dei finanziamenti ricevuti e concessi da fondazioni ed enti in vario modo riconducibili a partiti politici
(3-01407)
Interrogazione a risposta in Commissione:
RIZZETTO. — Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. — Per sapere – premesso che:
si è appreso dai mezzi di stampa che la nota testata giornalistica online Fanpage.it, appartenente al gruppo editoriale Ciaopeople Media Group, sembrerebbe applicare una contrattazione con trattamenti stipendiali e compensi gravemente inadeguati ai propri dipendenti e collaboratori, tra l'altro, a fronte di orari di lavoro estenuanti;
nello specifico, i giornalisti di Fanpage.it percepirebbero retribuzioni con decurtazioni di circa il 40 per cento rispetto alla media di settore. Al riguardo, da un'inchiesta giornalista emerge come Fanpage faccia ampio ricorso a personale a basso costo attraverso contratti precari come quelli di collaborazione (co.co.co) e con emolumenti particolarmente bassi per la categoria, nonostante i ritmi di lavoro serrati;
a quanto è dato sapere, alcuni anni fa, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (Fnsi), sindacato maggiormente rappresentativo sul piano nazionale della categoria dei giornalisti, non ha rinnovato gli accordi contrattuali, chiedendo a Fanpage di adeguare gli inquadramenti contrattuali al Contratto nazionale di lavoro giornalistico Fieg-Fnsi, in quanto contrattazione applicata nelle testate con pari rilevanza nazionale. Di contro, la Ciaopeople, insieme ad altri editori, si sarebbe rivolta ad altro interlocutore sindacale, la Figec-Cisal, per sottoscrivere un nuovo contratto che individua delle paghe inferiori alla media. Sul punto, a titolo di esempio, mentre un redattore ordinario di altri quotidiani percepisce 2.814 euro lordi al mese, ad un redattore di Fanpage vengono riconosciuti 1.628 euro. Allo stesso modo, per altre posizioni lavorative (caposervizio, caporedattore) si evince una disparità di circa il 40 per cento in meno rispetto al trattamento economico corrisposto dalle altre testate;
si ritiene, dunque, di dover accertare e approfondire tali fatti come denunciati dalla stampa, anche considerando il ruolo di Fanpage.it nell'informazione che, tra l'altro, in evidente contraddizione con le proprie condotte, ha più volte svolto inchieste sulle scarse retribuzioni applicate da altri datori di lavoro per mettere in evidenza la necessità di un salario minimo;
a ciò si aggiunge che la scelta di Fanpage di applicare retribuzioni inferiori ai propri lavoratori appare ancora più incomprensibile se si considera che non si tratta di un'azienda in difficoltà economica, ma al contrario ha registrato ricavi di 26,6 milioni di euro nel 2022, in aumento del 7 per cento –:
se siano a conoscenza dei fatti esposti in premessa;
se e quali iniziative, anche di carattere normativo, per quanto di competenza, intendano porre in essere affinché nel settore giornalistico siano tutelati i diritti dei lavoratori e, in particolare, siano applicati equi e congrui trattamenti economici.
(5-02783)
Interrogazione a risposta scritta:
PAVANELLI. — Al Presidente del Consiglio dei ministri. — Per sapere – premesso che:
com'è noto, in data 6 settembre 2024, il Ministro della cultura, Gennaro Sangiuliano, ha rassegnato le proprie dimissioni irrevocabili;
tale decisione sopravveniva a una querelle riguardante la presunta nomina dell'imprenditrice e influencer Maria Rosaria Boccia in qualità di «Consulente per i grandi eventi» del Ministero della cultura, poi smentita dallo stesso ex Ministro che invece ha ammesso di essere stato legato sentimentalmente alla stessa;
risulta ormai acclarato che la signora Boccia, in assenza di investitura ufficiale, ha partecipato e presenziato a diversi viaggi ed eventi istituzionali insieme all'ex Ministro Sangiuliano, alcuni dei quali destinati all'organizzazione del G7 della cultura a Positano;
inoltre, è molto probabile che la stessa Boccia abbia potuto ascoltare conversazioni riservate riguardanti interessi dello Stato e avere avuto accesso a segreti pubblicamente rilevanti, che avrebbero potuto porre dapprima il Ministro e oggi lo stesso Esecutivo in posizione di ricattabilità;
diversi articoli di stampa hanno paventato la possibilità che la signora Boccia avesse operato al fine di accedere a informazioni governative riservate. A sostegno di tale tesi, è stata notata l'esistenza di un profilo social «Politica e amori» che nel frattempo pubblicava post allusivi sull'ex Ministro Sangiuliano e che – secondo l'inchiesta giornalistica – sarebbero stati ispirati dalle informazioni tratte dalla signora Boccia. Molti dei follower di questo profilo erano legati a Stefano Bandecchi, sindaco di Terni, presidente della Ternana calcio, dell'università telematica Unicusano e del partito politico Alternativa Popolare;
in data 9 settembre 2024 si è appreso dell'avvio da parte della procura regionale della Corte dei conti per il Lazio di un'indagine sull'utilizzo di auto blu e l'accesso a informazioni riservate e, dunque, per un ipotizzabile danno erariale –:
se non ritenga di dover fare chiarezza sulla possibile fuga e sul rischio di divulgazione relativo a notizie e informazioni di Stato pubblicamente rilevanti che potrebbero recare nocumento al Paese;
se non ritenga di dovere accertare, per quanto di competenza, il coinvolgimento, oltre che della signora Boccia, di altri soggetti che a vario titolo potrebbero avere avuto accesso a informazioni riservate, con ciò acquisendo una posizione che avrebbe reso possibile l'esercizio di pressioni o ricatti sull'ex Ministro.
(4-03394)
AFFARI REGIONALI E AUTONOMIE
Interrogazione a risposta in Commissione:
URZÌ. — Al Ministro per gli affari regionali e le autonomie. — Per sapere – premesso che:
in relazione al processo di riacquisizione degli standard dell'autonomia speciale del Trentino-Alto Adige, compromessi a causa della sovrapposizione delle competenze fra Stato, regione e province autonome, derivate dalla riforma costituzionale voluta dal Governo di centro-sinistra nel 2001, a parere dell'interrogante, la posizione dell'attuale Governo e della maggioranza politica di centro-destra è stata, dal primo momento, estremamente salda;
in occasione del discorso con cui si era presentata alle Camere per raccogliere la fiducia, intervenendo sull'autonomia speciale di cui gode la regione Trentino-Alto Adige, il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni aveva dichiarato: «tratteremo del ripristino degli standard di autonomia che nel 1992 hanno portato al rilascio della quietanza liberatoria Onu»;
un'istruttoria connessa, fra il resto, anche al ripristino delle competenze secondo gli standard del 1992, è già avviata su iniziativa del Ministero degli affari regionali –:
quali indicazioni, il Ministro interrogato intenda fornire sulle possibili tempistiche con le quali si possano prioritariamente garantire, grazie a un confronto politico ampio, nell'ambito degli iter già avviati, tempi certi per il ripristino delle competenze erose – a monte di adeguata valutazione – ma anche per il contestuale «adeguamento» dello Statuto – espressamente citato anche nell'accordo di programma della coalizione di governo della provincia autonoma di Bolzano – e, laddove convenuto in sede politica e parlamentare, l'ampliamento delle competenze dello Statuto della regione autonoma Trentino-Alto Adige e quindi delle province autonome di Trento e Bolzano.
(5-02788)
AGRICOLTURA, SOVRANITÀ ALIMENTARE E FORESTE
Interrogazione a risposta in Commissione:
BARBAGALLO. — Al Ministro dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, al Ministro per la protezione civile e le politiche del mare, al Ministro per gli affari europei, il Sud, le politiche di coesione e il PNRR. — Per sapere – premesso che:
da febbraio 2024 la Sicilia ha dichiarato lo stato di calamità naturale a causa della siccità, ancora in corso sull'isola;
le recenti piogge degli ultimi giorni non hanno avuto alcun effetto reale sui bacini dell'isola anche a causa delle elevate temperature. In tutto il Centro-Sud il deficit pluviometrico è di oltre il 40 per cento rispetto 2 rispetto all'anno precedente. E in gran parte tutto questo è addebitabile, non solo al cambiamento climatico, ma soprattutto alla fatiscenza delle infrastrutture idriche e al modello di governance non in grado di soddisfare le esigenze di sviluppo del Paese;
il 6 maggio 2024 il Consiglio dei ministri ha deliberato, su proposta del Ministro per la protezione civile e le politiche del mare Nello Musumeci, lo stato di emergenza nazionale per 12 mesi;
ci sarebbero i fondi dell'Unione europea – secondo quanto riportato da Il Fatto Quotidiano – ma l'Italia non ha attivato alcuna procedura per quanto riguarda la Sicilia al fine di attingere al Fondo di solidarietà europeo per i Paesi in difficoltà;
quanto si legge a parer dell'interrogante è molto grave anche perché, a fronte di fondi disponibili, non solo l'Italia non ha attivato alcuna richiesta per la Sicilia, ma lo dovrebbe fare entro 12 settimane. Sempre secondo quanto riportato dal quotidiano, al 6 agosto alla Commissione UE non risulta alcuna istanza per la Sicilia né dalla regione né dalla Protezione civile –:
alla luce dei fatti esposti quali iniziative i Ministri interrogati, per quanto di competenza, intendano adottare per accelerare la procedura e le ragioni per le quali non si è proceduto tempestivamente in tal senso.
(5-02789)
Interrogazione a risposta scritta:
ALMICI. — Al Ministro dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, al Ministro della salute. — Per sapere – premesso che:
è allarme lingua blu negli allevamenti italiani di pecore e di mucche con centinaia di focolai e migliaia di animali morti a causa della malattia che sta dilagando in Sardegna, Piemonte, Lombardia e Calabria ma anche in altre aree del Paese;
la lingua blu (blue tongue) è una malattia trasmessa ai ruminanti da un insetto, un moscerino del genere Culicoides, che, pur non colpendo l'essere umano e non infettando il latte e la carne, può portare alla morte dell'animale;
il diffondersi della malattia porta inevitabilmente al calo della produzione di latte e al blocco della movimentazione delle greggi e delle mandrie, con ingenti danni economici per le aziende;
Coldiretti ha lanciato un appello per chiedere l'avvio immediato di una campagna vaccinale per salvare le aziende e mettere in campo tutte le misure necessarie per tutelare la filiera zootecnica;
nel frattempo, alcune regioni hanno diffuso ordinanze con disposizione di sicurezza per limitare la corsa dei contagi, come nel caso della regione Lombardia che ha recentemente emesso specifiche disposizioni, con l'aggiornamento delle zone (Acv) cioè le aree a circolazione virale, e le misure di restrizione alla movimentazione degli animali;
per tutelare gli allevatori italiani occorrerebbe, altresì, effettuare controlli serrati sulle importazioni di ammali vivi dall'estero, poiché la lingua blu è arrivata nelle regioni settentrionali probabilmente dal Nord Europa, dove la malattia sta dilagando; così come importante potrebbe essere l'utilizzo delle stalle di sosta, oltre all'uso di repellenti per gli insetti;
secondo l'analisi Coldiretti su dati Istat, nel 2023 le importazioni in quantità di ovini e bovini vivi sono aumentate del 16 per cento –:
di quali informazioni dispongano i Ministri interrogati in merito ai dati relativi alla diffusione sul territorio nazionale della lingua blu;
se e quali iniziative di competenza intendano assumere per arginare l'epidemia e sostenere le aziende colpite, al fine di evitare ulteriori danni economici e salvaguardare il futuro della pastorizia italiana.
(4-03398)
AMBIENTE E SICUREZZA ENERGETICA
Interrogazione a risposta orale:
ZARATTI e BONELLI. — Al Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica, al Ministro dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste. — Per sapere – premesso che:
l'8 agosto 2024 con delibera di Giunta n. 509 la regione Abruzzo ha approvato il calendario venatorio e l'abbattimento di 469 cervi, in due aree dell'aquilano, a partire dal 14 ottobre 2024 e fino al 15 marzo 2025. Allegato alla delibera, è presente un disciplinare che contiene anche un vero e proprio tariffario: 50 euro per i piccoli minori di 12 mesi (si potrà sparare anche ai cuccioli), 100 euro per le femmine giovani e adulte, 150 euro per i maschi giovani e 250 euro per i maschi adulti;
i cacciatori assegnatari dei capi da uccidere dovranno versare un contributo economico all'Ambito territoriale di caccia (Atc) di riferimento, che può arrivare fino a 600 euro per un maschio adulto se il cacciatore non è residente in Abruzzo. Si rammenta che ai sensi dell'articolo 1 della legge 11 febbraio 1992, n. 157, la fauna selvatica è patrimonio indisponibile dello Stato e pertanto il contributo per ogni cervo ucciso non può essere attribuito agli Act;
secondo l'Ispra, l'Istituto superiore per la ricerca e la protezione ambientale, la cosiddetta caccia di selezione ai cervi è autorizzata solo in presenza di una densità superiore di 2 capi ogni chilometro quadrato. Nei comprensori dell'aquilano dove la regione ha autorizzato la caccia alla specie, il valore massimo raggiunge i 2,58 capi per chilometro quadrato, di pochissimo superiore al valore di soglia;
ingiustificata appare la motivazione addotta dei danni prodotti dalle incursioni notturne dei cervi nelle aree agricole, visto che esistono altri metodi per arginarne le incursioni come dissuasori olfattivi e altri dispositivi, apposite recinzioni e altro, senza arrivare all'abbattimento di un animale tanto amato come il cervo, simbolo, assieme all'orso marsicano, della regione dei parchi;
a giudizio dell'interrogante la regione è gravemente inadempiente in relazione all'obbligatorio piano di monitoraggio del proprio piano faunistico venatorio approvato nel 2020. Una raccolta di dati cui l'Abruzzo si era auto-vincolata nell'ambito della procedura di Valutazione ambientale strategica indispensabile per l'attuazione del Piano stesso negli anni, caccia al cervo compresa;
il Piano faunistico venatorio è stato assoggettato a suo tempo a due procedure valutative diverse, rispondenti a due direttive comunitarie, la Valutazione di incidenza (VIncA) e la Valutazione ambientale strategica (Vas). Tale valutazione ha lo scopo precipuo di assicurare la gestione adattativa dei processi pianificatori nel tempo, cambiando sulla base dei valori che assumono gli indicatori di variabili ambientali che il piano stesso individua;
non a caso il parere motivato DPC002/2020 di conclusione favorevole alla Vas del Piano faunistico-venatorio così disponeva: «di dare esecuzione ai sensi dell'articolo 18 del decreto legislativo n. 152 del 2006 sue modifiche e integrazioni, successivamente all'approvazione definitiva del Piano Faunistico Venatorio Regionale, alle attività previste di monitoraggio, verifiche e controlli della fase attuativa»;
sebbene il decreto legislativo n. 152 del 2006 obblighi alla tempestiva pubblicazione periodica dei risultati di tali monitoraggi sul sito web istituzionale, dalla consultazione del sito della regione non c'è traccia di alcun documento in tal senso, né tali dati sono riportati nella relazione tecnica allegata alla delibera adottata dalla Giunta regionale, questione che pone non pochi dubbi riguardo alla legittimità dell'atto amministrativo;
la citata delibera, ad avviso dell'interrogante, rende quindi necessario valutare l'adozione di azioni, anche in via giurisdizionale, al fine di garantire il rispetto della normativa posta a tutela della fauna selvatica su tutto il territorio nazionale, con particolare riguardo alle specie cacciabili e ai periodi di attività venatoria, disciplinati dall'articolo 18 della legge n. 157 del 1992 –:
se i Ministri interrogati non ritengano, anche in considerazione delle questioni poste in premessa, di adottare tutte le iniziative di competenza a fronte della delibera citata in premessa e in considerazione della necessità che sia inibito qualsiasi prelievo venatorio nelle aree ricadenti all'interno dei parchi e delle riserve naturali come quelle oggetto della stessa delibera, che, ad avviso dell'interrogante, si pone in contrasto con l'articolo 22, comma 6, della legge 6 dicembre 1991, n. 394 e con l'articolo 18 della legge n. 157 del 1992.
(3-01408)
Interrogazione a risposta in Commissione:
PRESTIPINO e EVI. — Al Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica, al Ministro dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste. — Per sapere – premesso che:
in data 8 agosto 2024 la Giunta della regione Abruzzo ha approvato il «Calendario venatorio regionale stagione 2024-2025 per l'esercizio del prelievo in forma selettiva del cervo e del relativo piano di abbattimento distinto per sesso e classi di età»;
secondo quanto sostenuto dalla Giunta, la misura si sarebbe resa necessaria per i danni causati alle colture e per il rischio di incidenti stradali;
tale calendario prevede l'abbattimento, dal 14 ottobre 2024 fino al 15 marzo 2025, nei 2 comprensori regionali ricompresi nei territori degli Ambiti territoriali di caccia Avezzano, Sulmona, Subequano, L'Aquila e Barisciano, di 469 cervi da parte dei cosiddetti «selecontrollori», ovvero cacciatori con specifiche qualifiche e titoli che consentono loro di praticare questa particolare attività venatoria;
secondo le notizie diffuse dal WWF Abruzzo, i cacciatori assegnatari dei capi da uccidere dovranno pagare un «premio», con tariffe che variano in base all'età e al sesso degli animali abbattuti e alla provenienza del cacciatore: si va dai 50 euro per i piccoli fino a 12 mesi, fino a 250 euro per i maschi adulti e se il cacciatore non è residente in Abruzzo, i premi arrivano fino a 600 euro per un maschio adulto;
secondo quanto si apprende da notizie di stampa, tali provanti non sarebbero destinati però alle comunità locali, agli agricoltori o alle aree protette, ma agli Ambiti territoriali di caccia (Atc);
la decisione di uccidere i cervi ha sollevato da subito durissime critiche da parte non solo dei movimenti ambientalisti, ma anche da quei territori che hanno costruito la propria immagine identitaria sulla presenza dei cervi, facendone motivo di promozione turistica;
il cervo è, infatti, un animale simbolo dell'Abruzzo, sia per i cittadini, sia per i turisti e il loro abbattimento rischia, tra le altre cose, di creare una grave danno d'immagine e quindi economico;
a parere dell'interrogante si sarebbero potute intraprendere altre strade, non cruente e preventive, per evitare l'abbattimento di questi esseri senzienti e garantire, al contempo, un equilibrio compatibile con le altre componenti biologiche ed antropiche del territorio;
si citano, ad esempio, diverse misure che si sarebbero potute adottare quali la fornitura agli imprenditori di recinzioni, repellenti, dissuasori o la creazione di infrastrutture stradali adeguate per limitare il rischio di impatto con gli autoveicoli;
si ricorda che l'articolo 9 della Costituzione, come novellato dalla legge costituzionale 11 febbraio 2022, n. 1, prevede quanto segue: «La legge dello Stato disciplina i modi e le forme di tutela degli animali», ovvero il riconoscimento della tutela degli animali quale valore primario del nostro ordinamento –:
se, per quanto di competenza, ritengano che siano state valutate tutte le possibili soluzioni alternative all'abbattimento dei cervi.
(5-02784)
Interrogazione a risposta scritta:
SERGIO COSTA, L'ABBATE, LOMUTI, ILARIA FONTANA, MORFINO, IARIA, FEDE e CANTONE. — Al Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica, al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. — Per sapere – premesso che:
tra le conseguenze, più gravi dei cambiamenti climatici si registra il drammatico problema della siccità e della scarsità delle risorse idriche, fenomeno che interessa in particolar modo le regioni del Sud Italia;
l'istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra), sulla base delle risultanze trasmesse dagli osservatori distrettuali, monitora costantemente la situazione, classificando i territori in base allo scenario di severità idrica;
in base ai dati Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale si registra una «severità alta» in Sicilia ed una «severità media» in tutte le altre regioni meridionali (distretto Sardegna e distretto Appennino Meridionale) e nelle regioni del centro (distretto Appennino Centrale);
secondo i dati elaborati da The European House-Ambrosetti, con quasi 300 euro ad abitante, l'Italia è il primo Paese in Europa per perdite economiche dovute al cambiamento climatico, una cifra aumentata di 5 volte (+490 per cento) dal 2015 ad oggi; i settori economici che subiscono il maggiore impatto dalla scarsità d'acqua sono quello agricolo e idroelettrico;
secondo quanto riportato da notizie di stampa, la situazione appare particolarmente critica in Basilicata, dove i cittadini lamentano frequenti sospensioni nell'erogazione dell'acqua e gli agricoltori sono danneggiati dalla siccità; in assenza di piogge l'erogazione dell'acqua potrebbe ridursi drasticamente a partire dal 10 ottobre 2024;
ad aggravare il quadro è lo stato disastroso della rete idrica lucana, che perde il 65-70 per cento dell'acqua immessa, nonostante negli anni siano state impiegate risorse pari a 1,1 miliardo di euro dal 2003 al 2010 e altri 400 milioni di euro dal 2010 al 2024; gran parte di quelli utilizzati tra il 2003 3 il 2010 sono finiti nella Società di Progettazione di Acquedotto Lucano poi chiusa nel 2010;
la consistente perdita di acqua rappresenta anche un irrazionale dispendio energetico e di soldi, considerato che viene gestita e potabilizzata anche l'acqua dispersa dalla rete idrica, per un importo stimato di circa 4 milioni di euro annui sprecati;
una parte della crisi idrica legata ai problemi infrastrutturali deriverebbe dall'incapacità, in almeno 20 anni, del management di Acquedotto Lucano di ricostruire la rete colabrodo ereditata da Acquedotto Pugliese;
nonostante la gestione fallimentare sembra che la società Acquedotto Lucano per il 2024 abbia assegnato un premio di risultato per gli obiettivi raggiunti nel 2023 «nella misura massima di 6 mila euro per quanto concerne i dirigenti e del 10 per cento della retribuzione annuale in godimento per quanto concerne i direttori di Area.» –:
se i Ministri interrogati siano a conoscenza della totale inadeguatezza delle infrastrutture della rete idrica lucana e quali misure intendano adottare per garantire un livello di efficienza accettabile, indicando le risorse necessarie e fornendo al Parlamento una relazione dettagliata sugli interventi che si intendano realizzare, comprensiva del cronoprogramma dei tempi di realizzazione.
(4-03396)
CULTURA
Interrogazione a risposta scritta:
VIETRI. — Al Ministro della cultura. — Per sapere – premesso che:
come si apprende da fonti di stampa, l'evento tra i più noti del Sud Italia, il Giffoni film festival, sarebbe diventato un affare di famiglia con consulenze e affidamenti confermati a parenti e amici;
in particolare, scorrendo le determine del 2024 sugli incarichi, le collaborazioni e le consulenze che ruotano attorno alla rassegna, a ottenere il «posto» messo a gara sarebbero i soliti noti, tutti della famiglia «Gubitosi», lo stesso che ha ideato e fondato il festival cinematografico per bambini e ragazzi;
la moglie di Claudio Gubitosi, Alfonsina Novellino, è presidente dell'associazione Aura, «costola sociale» del Giffoni, che si occupa dal 2004 di sviluppare e sostenere le iniziative del festival, realizzando progetti mirati in diversi settori no-profit e che solo quest'anno, sempre secondo fonti di stampa, ha percepito circa 40 mila euro, grazie a un affidamento diretto da parte dell'ente autonomo Giffoni Experience;
e ancora, direttore generale della manifestazione cinematografica è il figlio del fondatore, Jacopo Gubitosi, responsabile, altresì, della Giffoni Innovation, un polo creativo di innovazione, nato per guidare e favorire la trasformazione culturale e digitale in Italia e all'estero: nel 2022 l'hub ha ottenuto 350 mila euro tramite affidamento diretto e senza preventiva gara per il progetto artistico «Next Generation 2022»; mentre nel 2021 le risorse assegnategli sono state 363 mila euro;
anche alla nuora di Claudio Gubitosi, Elena Scisci, è stato affidato per il 2024 l'incarico professionale straordinario di «consulente artistico» per la realizzazione della 54esima edizione del Festival con l'affidamento diretto dall'importo di poco più di 13 mila euro;
tra le determine c'è, poi, anche quella dell'ente autonomo Giffoni Experience, l'associazione che organizza il festival per mezzo dei finanziamenti pubblici e che anche quest'anno ha affidato l'incarico di direttore artistico, per 138 mila euro, al suo ideatore, Claudio Gubitosi;
l'ombra di un conflitto di interessi aleggerebbe anche sul rapporto tra il direttore artistico e l'ente che lo nomina: ad esempio, nel 2024 i tre figli del consigliere e membro dell'ente, Luigi Notarfrancesco, sono stati destinatari di incarichi e, in particolare, ad Antonio è stato affidato il ruolo di consulente aziendale e responsabile rendicontativo per il totale di 24 mila euro; mentre a Luigi è stato assegnato l'incarico di consulente artistico, per un importo di circa 11 mila euro, e a Stefano quello di responsabile delle sale cinematografiche, addetto alle proiezioni dei film e alla logistica, nonché alla consulenza tecnica per le anteprime cinematografiche per 9 mila euro;
a febbraio, e oggi ne comprendiamo meglio le motivazioni, proprio Claudio Gubitosi aveva rivolto un appello al Governo all'indomani della notizia di un presunto taglio ai fondi per la cultura, per «comunicare il rischio che stiamo correndo. Non vorrei usare il termine annullamento per il nostro evento, ma al tempo stesso non esiste la possibilità di realizzare un'edizione ridotta di Giffoni o di rimandarlo»;
come chiarito dal Ministero della cultura però, non c'è stato nessun taglio ai fondi pubblici, ma una più equa ripartizione delle risorse pubbliche: «Nel 2023 il contributo al Giffoni Film Festival è stato di 950 mila euro su uno stanziamento complessivo di 7 milioni di euro. Questo stanziamento generale è rimasto invariato nel 2024. Al GFF, quindi, nel 2023 è andato il 13,57 per cento dell'intero ammontare delle risorse destinate a tutti i festival, rassegne e premi cinematografici italiani. Accogliendo anche la proposta di molti altri promotori si è pensato di mettere nel bando annuale un tetto di 400 mila euro per giungere a una ripartizione con un maggior numero di beneficiari» –:
se e quali iniziative di competenza il Ministro interrogato intenda assumere per fare chiarezza sui fatti esposti in premessa e, in particolare, quale sia stato il preventivo dei costi, con l'elenco dettagliato dei costi complessivi del progetto, unitamente al relativo piano finanziario, come da documentazione richiesta per la concessione di contributi, per l'anno 2024, per la realizzazione del Giffoni Film Festival.
(4-03391)
DIFESA
Interrogazione a risposta scritta:
ASCARI. — Al Ministro della difesa. — Per sapere – premesso che:
in data 24 agosto 2024, il quotidiano Il Fatto, ha pubblicato un articolo dal titolo «Criticano Calderone: 4 sindacati militari nei guai»;
nell'articolo si sostiene che la Ministra Calderone, irritata dalle critiche rivolte al suo piano del contrasto al caporalato da parte di quattro associazioni professionali a carattere sindacale tra i militari (APCSM) — Sim CC, Usic, Unarma e Usmia — tutte riferite all'Arma dei Carabinieri, abbia sollecitato una linea d'azione rigida da parte del Comando generale dell'Arma e dello Stato Maggiore della Difesa nei confronti di queste sigle sindacali, ipotizzando persino la revoca dell'accreditamento o la cancellazione dall'albo di tali associazioni riconosciute, lasciando così privi di tutela quasi 30.000 carabinieri iscritti a questi sindacati;
tale azione potrebbe arrecare danni irreparabili e rischia di deteriorare ulteriormente i rapporti tra gli Stati Maggiori, il Comando generale dell'Arma dei Carabinieri e tutte le sigle sindacali rappresentative, influenzando negativamente l'intero comparto militare –:
se il Ministro sia a conoscenza delle problematiche segnalate e quali misure di competenza intenda adottare per ridurre le tensioni in corso, al fine di evitare contenziosi che potrebbero ripercuotersi sul personale dell'Arma dei Carabinieri;
se non ritenga opportuno assumere iniziative, anche di carattere normativo, meno restrittive e più flessibili, volte a revocare le disposizioni in materia di attività Apcsm che non risultino eccessivamente punitive e autoritarie nei confronti della stessa;
se il Ministro intenda fare luce sulla circolare M_DA0D32CC REG 2024 0140497 del 14 giugno 2024 di SMD-UGAG in ottemperanza alle disposizioni che riguardano, ad esempio, le guarentigie sindacali o per ultimo le visite delle Apcsm presso le strutture, che, a giudizio dell'interrogante, andrebbero in contrasto con quanto disposto dall'articolo 1477-bis del decreto legislativo n. 192 del 2023, in quanto tutto ricondurrebbe ai soli dirigenti di livello nazionale o periferico aereale non inferiore a quello regionale e di fatti escludendo le cariche sottostanti ma regolarmente elette e previste dallo statuto di ogni associazione.
(4-03392)
ECONOMIA E FINANZE
Interrogazione a risposta in Commissione:
UBALDO PAGANO. — Al Ministro dell'economia e delle finanze. — Per sapere – premesso che:
in data 15 novembre 2023, rispondendo a un'interrogazione a risposta immediata in VI commissione (Finanze), il Ministero dell'economia e delle finanze ha fornito i dati relativi:
all'ammontare delle detrazioni maturate per gli anni 2020 e 2021 per il cosiddetto «Superbonus» e per il cosiddetto «Bonus facciate», specificando che i dati relativi al 2022 sarebbero stati disponibili nei primi mesi del 2024;
alle detrazioni che sono state cedute o fruite come sconto in fattura, rilevate dalle comunicazioni inviate all'Agenzia delle entrate ai sensi dell'articolo 121 del decreto-legge n. 34 del 2020, distinte per anno di sostenimento della spesa e tra superbonus e altre tipologie di bonus;
all'ammontare dei crediti utilizzati in compensazione tramite modello F24, specificando altresì l'importo delle rate fruite nel 2023 e l'ammontare delle rate residue;
nella medesima occasione, il Ministero ha inoltre affermato che «non è possibile determinare “la quota di crediti ancora classificati come incagliati” in quanto l'Agenzia delle entrate non è a conoscenza delle motivazioni per cui un certo credito non venga ceduto a terzi; in altre parole, non è noto se il soggetto detenga il credito per scelta consapevole, oppure perché non possa utilizzarlo in compensazione tramite modello F24 o non trovi altri soggetti disponibili ad acquistarlo» –:
se intenda, per quanto di competenza, fornire un aggiornamento puntuale dei dati più recenti con riferimento all'ammontare complessivo dei crediti d'imposta utilizzati in compensazione sul totale dei crediti maturati e l'ammontare dei crediti d'imposta scaduti in relazione al cosiddetto «Superbonus» e al cosiddetto «Bonus facciate».
(5-02787)
GIUSTIZIA
Interrogazioni a risposta scritta:
ASCARI. — Al Ministro della giustizia, al Ministro dell'interno. — Per sapere – premesso che:
Moussa Sangare, attualmente arrestato per l'omicidio di Sharon Verzeni, aveva confessato il crimine e precedentemente era stato denunciato per ben tre volte da sua madre e sua sorella per maltrattamenti e violenza domestica, l'ultima delle quali avvenuta a maggio 2024;
le denunce presentate dalla famiglia di Sangare comprendevano anche minacce di morte rivolte alla sorella, con l'uso di un coltello, evidenziando un grave e reiterato comportamento pericoloso;
nella casa occupata in cui viveva Moussa Sangare, i carabinieri hanno rinvenuto e sequestrato un cartone-sagoma con sembianze umane, utilizzato come tiro al bersaglio di coltelli, segnale evidente di un atteggiamento gravemente disturbato;
nonostante i chiari e ripetuti segnali di pericolosità sociale, Sangare è rimasto libero di muoversi, lasciando la sua famiglia priva di un'adeguata protezione da parte delle istituzioni;
questo ennesimo tragico evento dimostra un fallimento del sistema di prevenzione della violenza domestica e della protezione delle vittime, nonché una grave omissione nella gestione di un soggetto potenzialmente pericoloso –:
di quali elementi dispongano sui fatti sopra esposti e se risulti, per quanto di competenza, quali siano stati i motivi per i quali non sia intervenuta l'adozione di misure preventive nei confronti di Moussa Sangare, nonostante le numerose denunce e gli evidenti segnali di pericolosità sociale;
se i Ministri interrogati intendano adottare iniziative di competenza, anche a carattere normativo, volte a una revisione delle procedure di gestione delle denunce di violenza domestica, affinché episodi simili non si ripetano e venga garantita una maggiore protezione alle persone vulnerabili, nonché a realizzare un intervento tempestivo nei confronti di soggetti pericolosi.
(4-03388)
ASCARI. — Al Ministro della giustizia. — Per sapere – premesso che:
in data 29 agosto 2024, Saddiki, un cittadino marocchino di 54 anni detenuto presso il carcere di Reggio Emilia, è stato trovato morto nella sua cella, apparentemente a seguito di suicidio per impiccagione. La versione ufficiale fornita dalle autorità carcerarie sostiene che Saddiki si sia tolto la vita utilizzando una maglietta, legata alle grate della finestra della cella. Tuttavia, tale ricostruzione è fortemente contestata dai familiari del defunto, i quali ritengono improbabile che una persona della sua statura (circa 1.90-2 metri) possa aver eseguito tale gesto in quel modo;
nei giorni precedenti alla sua morte, Saddiki aveva comunicato ai familiari di essere sereno e di contare i giorni che lo separavano dal ritorno in libertà, previsto tra Natale e Capodanno, seppure in regime di arresti domiciliari;
la famiglia ha espresso dubbi sull'ipotesi del suicidio, chiedendo che la Procura faccia piena luce sui fatti, anche mediante l'acquisizione e la valutazione delle registrazioni della videosorveglianza interna al carcere –:
se il Ministro interrogato sia a conoscenza dei fatti sopra esposti e di quali informazioni disponga in merito alla morte di Saddiki nel carcere di Reggio Emilia;
se siano state disposte indagini interne o ispezioni per verificare la correttezza delle procedure seguite dagli agenti penitenziari al momento del ritrovamento del corpo;
se risulti che l'Istituto carcerario abbia trasmesso alle autorità competenti le registrazioni delle telecamere di videosorveglianza interne al carcere;
quali iniziative di competenza anche di carattere normativo intenda adottare il Ministro interrogato per assicurare che da episodi del genere scaturiscano tutti gli approfondimenti necessari e che le famiglie delle persone detenute abbiano piena fiducia nella trasparenza e nella giustizia del sistema carcerario.
(4-03389)
INFRASTRUTTURE E TRASPORTI
Interrogazione a risposta scritta:
ALMICI. — Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. — Per sapere – premesso che:
all'indomani del Tavolo di lavoro sulla SP19 Corda Molle convocato il 9 settembre 2024 in provincia di Brescia, è notizia che l'entrata in vigore del pedaggio sulla direttissima potrebbe essere inevitabile;
come si apprende da fonti di stampa, infatti, i tecnici del Ministero interrogato, presenti all'incontro, per quanto di loro competenza, hanno evidenziato le criticità, anche legate alle tempistiche, di poter mettere direttamente in campo azioni tali per cui, una volta terminati i lavori sulla SP19 Corda Molle da parte della concessionaria, si possano prevedere forme di gratuità;
sulla vicenda sono intervenuti il presidente della provincia, insieme ai sindaci presenti in rappresentanza dei territori e dei rappresentanti delle associazioni di categoria, fortemente preoccupati per i danni che l'entrata in vigore del pedaggiamento della Corda Molle potrà recare al traffico interno e intercomunale;
Autovia Padana ha prospettato la possibilità di introdurre iniziative volte alla definizione di scontistiche e forme di abbonamento, la cui fattibilità verrà valutata a novembre 2024, cioè quando Autovia Padana avrà concluso l'analisi dei dati di traffico rilevati dai dieci portali installati sulla Corda Molle;
secondo il sindaco di Montirone, Filippo Spagnoli, «dobbiamo tentare il tutto per tutto. Ci rivedremo con Autovia Padana a novembre, dopo che sarà stato fatto uno studio sul flusso del traffico, e proveremo a fare una sintesi alla luce del dato reale su quanti mezzi percorrono ogni giorno la Corda Molle. In assenza di dati, non possiamo fare nulla. Bisogna però trovare un'alternativa condivisa e utile. C'è anche da tenere conto della revisione delle nuove concessioni, che secondo i tecnici del Ministero non arriverà prima del 2026. Questo comporta una sorta di “tappo” su tutto il 2025»;
come più volte ribadito, la Corda Molle rappresenta un'importante via di comunicazione per i circa 15 mila veicoli che la percorrono ogni giorno; una sorta di raccordo anulare, pensato dalla provincia di Brescia negli anni Sessanta, che ha permesso finora di spostarsi gratuitamente lungo 40 chilometri tra Concesio-Travagliato-Montichiari, senza essere costretti ad attraversare la città;
tutti i comuni coinvolti sono concordi nel ritenere l'infrastruttura un'opera necessaria per deviare il traffico quotidiano dai centri abitati con il paradosso che l'introduzione di un eventuale pedaggio avrebbe l'effetto contrario di spostare il traffico, anche pesante, su strade provinciali e comunali, con danni e impatti anche ambientali significativi –:
quali iniziative di competenza il Ministro interrogato intenda assumere per valutare ogni possibile forma promozionale sulle tariffe autostradali oggetto di concessione, previa individuazione delle necessarie coperture economiche.
(4-03397)
INTERNO
Interrogazione a risposta scritta:
ASCARI. — Al Ministro dell'interno, al Ministro della giustizia. — Per sapere – premesso che:
recentemente, Piera Aiello, testimone di giustizia e parlamentare nella XVIII legislatura, ha denunciato pubblicamente che il Governo in carica avrebbe adottato un atteggiamento di disinteresse nei confronti dei collaboratori di giustizia e dei testimoni di giustizia, dichiarando che «il Governo ha deciso che non vuole più collaboratori di giustizia»;
i fatti e gli orientamenti alla base di tale affermazione, se confermati, potrebbero pregiudicare gravemente il funzionamento del sistema giudiziario e la lotta contro la criminalità organizzata, che in Italia si avvale storicamente delle testimonianze di collaboratori di giustizia per ottenere condanne significative nei confronti dei membri delle organizzazioni mafiose;
i collaboratori di giustizia sono una risorsa fondamentale per le inchieste contro la mafia, poiché forniscono informazioni dall'interno delle organizzazioni criminali che altrimenti sarebbero difficilmente accessibili alle forze dell'ordine e alla magistratura;
un eventuale cambio di rotta nella gestione dei collaboratori di giustizia potrebbe comportare una minore efficacia nella lotta contro le mafie, mettendo a rischio anche la sicurezza di coloro che hanno deciso di collaborare con la giustizia, spesso a rischio della propria vita e di quella dei propri familiari;
la situazione descritta da Piera Aiello solleva preoccupazioni riguardo all'effettiva tutela e protezione garantita dallo Stato ai collaboratori e ai testimoni di giustizia, e potrebbe rappresentare una violazione dei diritti di queste persone;
lei stessa si sarebbe vista privare da parte del Servizio centrale di protezione della possibilità di avere il rinnovo del medico di base, sulla base della giustificazione, tra l'altro errata, che la medesima non sarebbe più sottoposta a misure tutorie;
tale motivazione non corrisponderebbe al vero dal momento che la testimone di giustizia Piera Aiello è sotto scorta dal 30 luglio 1991;
il mancato rinnovo del medico di base costringerebbe Piera Aiello nell'impossibilità di curarsi, non potendo dichiarare il domicilio, altrimenti disvelerebbe dove abita e metterebbe in serio pericolo la sua persona e la sua famiglia –:
se i Ministri interrogati siano conoscenza delle dichiarazioni rilasciate da Piera Aiello e se le stesse corrispondano al vero e come si possa intervenire per non arrecarle ulteriore pregiudizio;
quali iniziative di competenza, anche di carattere normativo, i Ministri interrogati intendano adottare per garantire e rafforzare la piena tutela e protezione dei collaboratori e dei testimoni di giustizia, assicurando che la loro collaborazione continui a essere considerata un pilastro fondamentale alla lotta contro la criminalità organizzata;
se i Ministri interrogati abbiano effettivamente modificato la propria politica riguardante i collaboratori di giustizia, e in caso affermativo, quali siano i motivi di tale decisione e quali alternative siano state previste per mantenere l'efficacia dell'azione dello Stato contro le organizzazioni mafiose;
quali iniziative, anche di carattere normativo, intendano adottare per rafforzare il sistema di protezione dei collaboratori di giustizia e garantire loro un trattamento adeguato, rispettoso dei diritti umani e della loro sicurezza personale.
(4-03393)
ISTRUZIONE E MERITO
Interrogazione a risposta in Commissione:
CARMINA, CASO, ORRICO, AMATO, AIELLO, CANTONE, D'ORSO, MORFINO e SCERRA. — Al Ministro dell'istruzione e del merito, al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, al Ministro per la protezione civile e le politiche del mare. — Per sapere – premesso che:
tra le conseguenze più gravi dei cambiamenti climatici si registra il drammatico problema della siccità e della scarsità delle risorse idriche, fenomeno che interessa in particolar modo le regioni del Sud Italia;
in base ai dati Ispra la situazione in Sicilia è di «severità alta» e la regione siciliana ha chiesto e ottenuto la dichiarazione di stato di emergenza nazionale;
nel 2023 il Governo ha varato un decreto-legge (n. 39 del 14 aprile 2023, recante «Disposizioni urgenti per il contrasto della scarsità idrica e per il potenziamento e l'adeguamento delle infrastrutture idriche», attraverso il quale è stata istituita un'apposita cabina di regia, a cui sono state attribuite specifiche funzioni ed attività;
purtroppo, ad avviso dell'interrogante, le misure adottate dal Governo si sono rivelate assolutamente inefficaci e la situazione, a oltre un anno dal varo del provvedimento, appare di gran lunga peggiorata;
in una drammatica riunione presso la prefettura di Agrigento il 14 agosto 2024 il capo della protezione civile, ing. Cocina, ha comunicato ai sindaci che l'emergenza idrica nell'Agrigentino potrebbe ulteriormente intensificarsi nelle prossime settimane e che ci sono alcuni paesi in cui, in assenza di interventi concreti, nell'arco dei prossimi due mesi si rischia di rimanere letteralmente senz'acqua;
si tratta dei centri serviti dalla diga Castello, ovvero: San Biagio Platani, Sant'Angelo Muxaro, Santa Elisabetta, Raffadali, Joppolo Giancaxio, Favara, Aragona, Comitini e l'area Nord di Agrigento (Giardina Gallotti, Montaperto, Fontanelle, San Michele, zona industriale). A rischio anche i comuni del Fanaco: Casteltermini e San Giovanni Gemini;
si apprende, anche da notizie di stampa, che, a fronte di questa drammatica situazione, secondo quanto disposto dalla direttiva emanata dal dipartimento regionale di protezione civile e dalla prefettura di Agrigento, al fine di scongiurare l'emergenza sanitaria, appare necessario reperire cento litri di acqua al secondo da immettere subito nella rete idrica; risulterebbe che venti litri sarebbero stati già trovati, ne mancherebbero dunque 80; ,
il sindaco di Agrigento non avrebbe fornito, a giudizio dell'interrogante, nessuna precisa indicazione sulla quantità di litri d'acqua al secondo recuperato per essere immessi nella rete idrica e garantire il diritto all'acqua e la salute dei cittadini;
nell'imminenza dell'inizio del nuovo anno scolastico nella regione Sicilia, l'assenza di indicazioni o rassicurazioni rende la situazione ancora più drammatica, anche in considerazione delle persistenti temperature elevate –:
quali urgenti iniziative di competenza i ministri interrogati intendano adottare per assicurare adeguate condizioni igienico sanitarie negli istituti scolastici della Sicilia al fine di salvaguardare e garantire la salute e la continuità del diritto allo studio per tutti gli alunni e gli studenti siciliani, in particolar modo della provincia di Agrigento, che sconta la crisi idrica più drammatica.
(5-02785)
Interrogazione a risposta scritta:
MARINO, MANZI, PORTA e IACONO. — Al Ministro dell'istruzione e del merito. — Per sapere – premesso che:
la scuola ha il compito di prevenire e contrastare dispersione scolastica e abbandoni, favorendo il raggiungimento di quelle competenze che rendono possibile una piena consapevolezza personale e l'acquisizione di validi strumenti per costruire il proprio progetto di vita, innanzitutto attraverso il lavoro;
per la suddetta finalità, l'istituzione scolastica necessita di personale idoneo e preparato rivestendo, esso, un ruolo cruciale, nell'accompagnamento dei giovani nella crescita scolastica e formativa;
a quanto consta agli interroganti risultano nella Regione Siciliana disponibili solo 60 posti per le immissioni in ruolo nella classe di concorso ADSS (sostegno psicofisico) a fronte dei 153 del precedente anno scolastico;
tali già esigui posti risulterebbero assegnati agli aspiranti inseriti nelle Graduatorie ad esaurimento e nelle graduatorie provinciali delle supplenze (Gps);
le assunzioni da graduatorie provinciali delle supplenze come da normativa risultano essere una procedura straordinaria che non può assolutamente precedere le graduatorie di merito degli idonei 2020;
la graduatoria degli idonei 2020 è al momento l'unica graduatoria esistente in Sicilia e l'unica idonea a sopperire le carenze del personale docente che investono e preoccupano gli istituti scolastici che con difficoltà sempre più grandi si trovano a fronteggiarle;
da quanto si apprende da fonti giornalistiche, dai provvedimenti pubblicati dagli uffici scolastici provinciali (Palermo, Agrigento, Caltanissetta, eccetera) le assunzioni degli idonei in detta graduatoria sono state congelate e di fatto sospese e risulta che tale sospensione sia dovuta al fatto di consentire l'assunzione in via privilegiata a coloro che sono inseriti nelle graduatorie provinciali delle supplenze e che sono risultati, ovvero risulteranno, essere vincitori di concorsi banditi con i fondi del PNRR;
tale decisione, a giudizio degli interroganti, non rispetta il principio del merito che dovrebbe assicurare prima l'assunzione degli aspiranti inseriti nelle graduatorie di merito già esistenti e solo dopo quella di altri aspiranti;
essa comporterà, necessariamente, una pioggia di ricorsi avverso i provvedimenti del Ministero che danneggiano gli aspiranti inseriti nelle graduatorie di merito 2020;
occorre attivarsi al fine di salvaguardare la giusta aspettativa di coloro che, a seguito della partecipazione ad un concorso pubblico, siano risultati essere idonei all'assunzione –:
quali iniziative di competenza il Ministro interrogato intenda assumere in relazione a quanto esposto in premessa al fine di salvaguardare le aspettative di coloro che, a seguito della partecipazione ad un concorso pubblico, siano risultati idonei all'assunzione.
(4-03390)
LAVORO E POLITICHE SOCIALI
Interrogazione a risposta in Commissione:
SOUMAHORO. — Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali, al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. — Per sapere – premesso che:
all'alba dell'11 settembre 2024, Tounkara Karamoko, lavoratore di 28 anni originario del Mali è morto a causa di un terribile incidente avvenuto a pochi chilometri dal Borgo Mezzanone, investito da un auto pirata;
Karamoko insieme a un altro lavoratore viaggiava a bordo di uno scooter. Il mezzo è stato trovato poco distante abbandonato sul ciglio della strada. Presumibilmente si stavano spostando per raggiungere qualche fondo agricolo –:
se non intendano i Ministri interrogati adottare iniziative di competenza finalizzate all'istituzione di un servizio di trasporto pubblico dei braccianti agricoli nelle zone rurali più esposte al fenomeno del caporalato e al lavoro agricolo nei campi.
(5-02786)
SALUTE
Interrogazione a risposta scritta:
BENZONI. — Al Ministro della salute, al Ministro dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste. — Per sapere – premesso che:
la cosiddetta «Blue Tongue» è una malattia infettiva non contagiosa dei ruminanti, trasmessa da insetti vettori ematofagi (culicoidi), del quale si conoscono 27 diversi sierotipi. La prima ondata epidemica segnalata in Italia risale all'inizio degli anni duemila: negli anni ci sono stati altri periodi di diffusione del virus in territori più o meno circoscritti;
il virus colpisce prevalentemente le pecore con sintomi piuttosto gravi come febbre, edema alla testa e congestione delle mucose della bocca. Nei casi più gravi la lingua, ingrossata e cianotica, tende a uscire dalla bocca (da qui il nome Blue Tongue). L'infezione può causare nelle femmine incinte anche malformazioni del feto e aborti, e nei casi più gravi può portare alla morte degli animali. Nei bovini, sia domestici che selvatici, l'infezione dura più a lungo e ha sintomi meno gravi rispetto agli ovini. La permanenza prolungata del virus nel corpo dei bovini, tuttavia, è un rischio per la diffusione della Blue Tongue e per questo motivo le aziende sanitarie locali impongono alcune misure restrittive: la più efficace è la limitazione agli spostamenti degli animali compresi in un raggio di 20 chilometri da un focolaio accertato. Questa malattia, pur colpendo con le conseguenze più gravi le pecore, non risparmia neppure altri ruminanti, compresi alpaca, cammelli e lama;
nelle ultime settimane la circolazione di alcuni ceppi è stata confermata in Sardegna, Piemonte, Liguria, Lombardia, Emilia-Romagna e Calabria: in alcuni casi i focolai clinici sono particolarmente gravi ed è stato rilevato, per la prima volta in Italia peninsulare, il sierotipo BTV8. In Sardegna, nel giro di pochissimi giorni, come evidenziato dall'ultimo report pubblicato dall'istituto zooprofilattico sperimentale, i focolai di Blue Tongue sono quasi raddoppiati passando da 360 a 666. In Sardegna la malattia è ormai considerata endemica e sono state individuate cinque sottospecie del virus, alcuni delle quali causano le forme più gravi e mortali della malattia. In Lombardia, invece, è stato segnalato un focolaio in provincia di Lecco il quale sta provocando la morte di quasi un animale al giorno mentre il Piemonte, vede centinaia di animali malati e morti e già 140 focolai. Nella regione Calabria, il 6 settembre 2024 i sindaci del crotonese hanno dichiarato richiesto lo stato di emergenza poiché anche in quel territorio l'epidemia sta devastando gli allevamenti;
la profilassi indiretta attraverso la vaccinazione degli animali delle specie sensibili ha lo scopo non solo di proteggere gli animali dall'infezione, ma anche di ridurre o prevenire la fase viremica riducendo di fatto la circolazione virale. Tuttavia, il vaccino per il ceppo che si sta al momento maggiormente diffondendo, al momento è già quasi introvabile;
la situazione è simile in altri Paesi europei. Belgio, Lussemburgo, Francia, Germania stanno adottando misure di prevenzione e di protezione di vario tipo;
oltre alla necessaria tutela e salvaguardia del benessere e della vita degli animali stessi, i danni e le conseguenze che si riverberano sulle aziende e sugli allevatori sono di non poco peso sul fronte economico –:
se, per quanto di competenza, stiano mettendo in atto forme di cooperazione con gli altri Stati membri e con la Commissione europea ai fini sia dell'elaborazione di una strategia coordinata – su tutti i livelli, sia nazionali che sovranazionali – di contenimento della malattia attraverso le vaccinazioni sia di scongiurare distorsioni della concorrenza per i nostri allevatori;
se stiano valutando, per quanto di competenza, l'adozione di un adeguato regime di aiuti a sostegno delle aziende non solo per le campagne vaccinali ma anche per fronteggiare i danni diretti e indiretti subiti.
(4-03395)
Apposizione di una firma ad una risoluzione.
La risoluzione in Commissione Maccanti e altri n. 7-00151, pubblicata nell'allegato B ai resoconti della seduta del 28 settembre 2023, deve intendersi sottoscritta anche dal deputato Gusmeroli.
Apposizione di una firma ad una interrogazione.
L'interrogazione a risposta scritta Prestipino e Manzi n. 4-03384, pubblicata nell'allegato B ai resoconti della seduta dell'11 settembre 2024, deve intendersi sottoscritta anche dalla deputata Gribaudo.
ERRATA CORRIGE
Interrogazione a risposta in Commissione Serracchiani e Porta n. 5-02776 pubblicata nell'Allegato B ai resoconti della Seduta n. 344 dell'11 settembre 2024. Alla pagina 9691, prima colonna, alla riga trentaduesima deve leggersi: «nuovo Segretario Generale, per garantire una figura», e non come stampato.