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Resoconto dell'Assemblea

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XIX LEGISLATURA

Allegato A

Seduta di Venerdì 18 ottobre 2024

COMUNICAZIONI

Missioni valevoli
nella seduta del 18 ottobre 2024.

  Albano, Ascani, Bagnai, Barbagallo, Barelli, Battistoni, Bellucci, Benvenuto, Bignami, Bitonci, Braga, Brambilla, Calderone, Carloni, Casasco, Cavandoli, Cesa, Cirielli, Colosimo, Alessandro Colucci, Comba, Della Vedova, Delmastro Delle Vedove, Donzelli, Faraone, Ferrante, Ferro, Fitto, Foti, Frassinetti, Freni, Gava, Gebhard, Gemmato, Giachetti, Giglio Vigna, Giorgetti, Gribaudo, Grippo, Guerini, Gusmeroli, Leo, Lollobrigida, Lomuti, Lucaselli, Lupi, Magi, Mangialavori, Maschio, Mazzi, Meloni, Minardo, Molinari, Molteni, Morrone, Mulè, Onori, Nazario Pagano, Pichetto Fratin, Polidori, Prisco, Rampelli, Richetti, Rixi, Roccella, Romano, Rotelli, Scerra, Schullian, Francesco Silvestri, Siracusano, Tajani, Trancassini, Tremonti, Vaccari, Varchi, Vinci, Zaratti, Zoffili, Zucconi.

Annunzio di proposte di legge.

  In data 17 ottobre 2024 sono state presentate alla Presidenza le seguenti proposte di legge d'iniziativa dei deputati:

   LUPI ed altri: «Istituzione della festa nazionale di San Francesco d'Assisi» (2097);

   ZINZI: «Introduzione dell'articolo 44-bis del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, e altre disposizioni in materia di criteri di priorità per l'esecuzione e di sospensione delle procedure di demolizione di immobili abusivi» (2098).

  Saranno stampate e distribuite.

Trasmissione dal Senato.

  In data 17 ottobre 2024 il Presidente del Senato ha trasmesso alla Presidenza i seguenti disegni di legge:

   S. 1230. – «Ratifica ed esecuzione dei seguenti atti internazionali: a) Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo in merito all'approntamento congiunto e/o al cofinanziamento di progetti nei Paesi destinatari della Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo, fatto a Monaco il 17 febbraio 2024; b) Accordo di garanzia (Progetto di ripristino emergenziale di centrali idroelettriche) tra il Governo dell'Ucraina, la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo e il Governo della Repubblica italiana, con Allegati, fatto a Monaco il 17 febbraio 2024; c) Accordo di supporto al progetto e cessione tra la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo e il Governo della Repubblica italiana, con riferimento al progetto di ripristino emergenziale delle centrali idroelettriche, con Allegati, fatto a Monaco il 17 febbraio 2024; d) Dichiarazione di adesione tra la Società per azioni “Ukrhydroenergo”, il Governo della Repubblica italiana e la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo concernente il progetto di ripristino emergenziale delle centrali idroelettriche, fatto a Monaco il 17 febbraio 2024» (approvato dal Senato) (2099);

   S. 1225. – «Ratifica ed esecuzione della Convenzione sull'istituzione dell'organizzazione governativa internazionale GCAP, fatta a Tokyo il 14 dicembre 2023» (approvato dal Senato) (2100);

   S. 1228. – «Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica Araba d'Egitto sul trasporto internazionale di merci per mezzo di veicoli trainati (rimorchi e semirimorchi) con l'uso di servizi di traghettamento marittimo, fatto a Il Cairo il 22 gennaio 2024» (approvato dal Senato) (2101);

   S. 1229. – «Ratifica ed esecuzione dell'Accordo di partenariato economico interinale tra il Ghana, da una parte, e la Comunità europea e i suoi Stati membri, dall'altra, fatto a Bruxelles il 28 luglio 2016» (approvato dal Senato) (2102).

  Saranno stampati e distribuiti.

Assegnazione di progetti di legge
a Commissioni in sede referente.

  A norma del comma 1 dell'articolo 72 del Regolamento, i seguenti progetti di legge sono assegnati, in sede referente, alle sottoindicate Commissioni permanenti:

   I Commissione (Affari costituzionali):

  TIRELLI ed altri: «Introduzione dell'articolo 17-quater della legge 5 febbraio 1992, n. 91, in materia di riconoscimento della cittadinanza di discendenti di italiani emigrati in caso di perdita della documentazione probatoria» (1422) Parere delle Commissioni II, III e V.

   II Commissione (Giustizia):

  CONGEDO e MATERA: «Modifica dell'articolo 144 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115, in materia di patrocinio a spese dello Stato nel processo in cui è parte un organo delle procedure di liquidazione giudiziale o di liquidazione controllata» (1955) Parere delle Commissioni I e V;

  LACARRA ed altri: «Modifiche agli articoli 106-bis e 130 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115, in materia di compenso del difensore nei casi di patrocinio a spese dello Stato» (1965) Parere delle Commissioni I e V;

  S. 778. – Senatori AMBROGIO ed altri: «Introduzione della fattispecie dello sciacallaggio tra le circostanze aggravanti previste dagli articoli 61 e 625 del codice penale e modifiche agli articoli 624 e 624-bis del medesimo codice» (approvata dal Senato) (2096) Parere delle Commissioni I e V.

   III Commissione (Affari esteri):

  S. 1230. – «Ratifica ed esecuzione dei seguenti atti internazionali: a) Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo in merito all'approntamento congiunto e/o al cofinanziamento di progetti nei Paesi destinatari della Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo, fatto a Monaco il 17 febbraio 2024; b) Accordo di garanzia (Progetto di ripristino emergenziale di centrali idroelettriche) tra il Governo dell'Ucraina, la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo e il Governo della Repubblica italiana, con Allegati, fatto a Monaco il 17 febbraio 2024; c) Accordo di supporto al progetto e cessione tra la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo e il Governo della Repubblica italiana, con riferimento al progetto di ripristino emergenziale delle centrali idroelettriche, con Allegati, fatto a Monaco il 17 febbraio 2024; d) Dichiarazione di adesione tra la Società per azioni “Ukrhydroenergo”, il Governo della Repubblica italiana e la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo concernente il progetto di ripristino emergenziale delle centrali idroelettriche, fatto a Monaco il 17 febbraio 2024» (approvato dal Senato) (2099) Parere delle Commissioni I, V, VI e XIV;

  S. 1225. – «Ratifica ed esecuzione della Convenzione sull'istituzione dell'organizzazione governativa internazionale GCAP, fatta a Tokyo il 14 dicembre 2023» (approvato dal Senato) (2100) Parere delle Commissioni I, II, IV, V, VI, X, XI e XIV;

  S. 1228. – «Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica Araba d'Egitto sul trasporto internazionale di merci per mezzo di veicoli trainati (rimorchi e semirimorchi) con l'uso di servizi di traghettamento marittimo, fatto a Il Cairo il 22 gennaio 2024» (approvato dal Senato) (2101) Parere delle Commissioni I, V, VI, IX, X e XIV.

Annunzio di sentenze
della Corte costituzionale.

  La Corte costituzionale ha depositato in cancelleria le seguenti sentenze che, ai sensi dell'articolo 108, comma 1, del Regolamento, sono inviate alla II Commissione (Giustizia), nonché alla I Commissione (Affari costituzionali):

  Sentenza n. 163 del 23 settembre – 17 ottobre 2024 (Doc. VII, n. 382),

   con la quale:

    dichiara non fondate, nei sensi di cui in motivazione, le questioni di legittimità costituzionale dell'articolo 16, comma 4, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 (Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero), sollevate, in riferimento agli articoli 3, 24, secondo comma, e 27, secondo comma, della Costituzione, dal Tribunale ordinario di Firenze, prima sezione penale, in funzione di giudice dell'esecuzione;

  Sentenza n. 164 del 24 settembre – 17 ottobre 2024 (Doc. VII, n. 383),

   con la quale:

    dichiara non fondate, nei sensi di cui in motivazione, le questioni di legittimità costituzionale dell'articolo 133, comma 1-bis, del codice di procedura penale, come introdotto dall'articolo 7, comma 1, lettera d), del decreto legislativo 10 ottobre 2022, n. 150 (Attuazione della legge 27 settembre 2021, n. 134, recante delega al Governo per l'efficienza del processo penale, nonché in materia di giustizia riparativa e disposizioni per la celere definizione dei procedimenti giudiziari), sollevate, in riferimento agli articoli 24, 111 e 117, primo comma, della Costituzione, quest'ultimo in relazione all'articolo 6, paragrafo 3, lettera d), della Convenzione europea dei diritti dell'uomo, dal Tribunale ordinario di Venezia, sezione penale dibattimentale, in composizione monocratica.

  La Corte costituzionale ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 30, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, copia delle seguenti sentenze che, ai sensi dell'articolo 108, comma 1, del Regolamento, sono inviate alle sottoindicate Commissioni competenti per materia, nonché alla I Commissione (Affari costituzionali):

  in data 17 ottobre 2024, sentenza n. 162 del 24 settembre – 17 ottobre 2024 (Doc. VII, n. 381),

   con la quale:

    dichiara l'illegittimità costituzionale dell'articolo 14, comma 2-ter, del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159 (Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, nonché nuove disposizioni in materia di documentazione antimafia, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 13 agosto 2010, n. 136), limitatamente alle parole «se esso si è protratto per almeno due anni»:

  alla II Commissione ( Giustizia );

  in data 18 ottobre 2024, sentenza n. 165 del 24 settembre – 18 ottobre 2024 (Doc. VII, n. 384),

   con la quale:

    dichiara l'illegittimità costituzionale dell'articolo 2, comma 1, lettera c), della legge della Regione Puglia 10 novembre 2023, n. 27, recante «Modifiche alla legge regionale 7 novembre 2022, n. 28 (Norme in materia di incentivazione alla transizione energetica)», nella parte in cui – nel sostituire l'articolo 2, comma 4, della legge della Regione Puglia n. 28 del 2022 – prevede che «alle misure di compensazione territoriale di cui al presente articolo, limitate agli impianti e alle infrastrutture del gas che abbiano acquisito il titolo per la costruzione alla data di entrata in vigore delle presenti disposizioni e per i quali non siano state applicate misure compensative si aggiungono le misure di compensazione di cui al comma 1 dell'articolo 1 e con il procedimento di cui all'articolo 1»:

  alla X Commissione ( Attività produttive).

Trasmissione dal Ministro
dell'economia e delle finanze.

  Il Ministro dell'economia e delle finanze, con lettera in data 17 ottobre 2024, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 30-ter, comma 9, del decreto legislativo 13 agosto 2010, n. 141, la relazione sull'attività di prevenzione delle frodi nel settore del credito al consumo e dei pagamenti dilazionati o differiti, con specifico riferimento al furto di identità, riferita all'anno 2023 (Doc. LXXXII, n. 2).

  Questa relazione è trasmessa alla VI Commissione (Finanze).

Trasmissione dal Ministro della salute.

  Il Ministro della salute, con lettera in data 18 ottobre 2024, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 1, comma 1075, della legge 27 dicembre 2017, n. 205, dell'articolo 1, comma 105, della legge 30 dicembre 2018, n. 145, e dell'articolo 1, comma 25, della legge 27 dicembre 2019, n. 160, la relazione concernente lo stato di avanzamento degli interventi di competenza del Ministero della salute relativi al settore dell'edilizia sanitaria e al settore della ricerca finanziati con le risorse del fondo per gli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale del Paese, di cui all'articolo 1, comma 140, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, del fondo di cui all'articolo 1, comma 95, della legge 30 dicembre 2018, n. 145, e del fondo di cui all'articolo 1, comma 14, della legge 27 dicembre 2019, n. 160, aggiornata al mese di settembre 2024 (Doc. XL, n. 8).

  Questa relazione è trasmessa alla V Commissione (Bilancio) e alla XII Commissione (Affari sociali).

Trasmissione dal Dipartimento per gli affari europei della Presidenza del Consiglio dei ministri.

  Il Dipartimento per gli affari europei della Presidenza del Consiglio dei ministri, con lettera in data 15 ottobre 2024, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 6, comma 2, secondo periodo, della legge 24 dicembre 2012, n. 234, un documento concernente la posizione del Governo nell'ambito della procedura di consultazione pubblica avviata dalla Commissione europea: «Programma Europa digitale – valutazione intermedia».

  Questo documento è trasmesso alla IX Commissione (Trasporti), alla X Commissione (Attività produttive) e alla XIV Commissione (Politiche dell'Unione europea).

Annunzio di progetti
di atti dell'Unione europea.

  La Commissione europea, in data 17 ottobre 2024, ha trasmesso, in attuazione del Protocollo sul ruolo dei Parlamenti allegato al Trattato sull'Unione europea, la relazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio – Quarta relazione annuale sul controllo degli investimenti esteri diretti nell'Unione (COM(2024) 464 final), che è assegnata, ai sensi dell'articolo 127 del Regolamento, alla X Commissione (Attività produttive), con il parere della XIV Commissione (Politiche dell'Unione europea).

  Il Dipartimento per le politiche europee della Presidenza del Consiglio dei ministri, in data 17 ottobre 2024, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 6, commi 1 e 2, della legge 24 dicembre 2012, n. 234, progetti di atti dell'Unione europea, nonché atti preordinati alla formulazione degli stessi.

  Questi atti sono assegnati, ai sensi dell'articolo 127 del Regolamento, alle Commissioni competenti per materia, con il parere, se non già assegnati alla stessa in sede primaria, della XIV Commissione (Politiche dell'Unione europea).

Atti di controllo e di indirizzo.

  Gli atti di controllo e di indirizzo presentati sono pubblicati nell'Allegato B al resoconto della seduta odierna.

ERRATA CORRIGE

  Nell'Allegato A ai resoconti della seduta del 17 ottobre 2024, a pagina 4, seconda colonna, ottava riga, le parole: «e X» devono intendersi sostituite dalle seguenti: «, X e XIV».

  Nell'Allegato A ai resoconti della seduta del 16 ottobre 2024, nel testo riformulato della mozione n. 1-00316 (Nuova formulazione), alle pagine da 30 a 36, devono intendersi soppresse le premesse nn. 3, 9, 34 e 60, nonché, alle pagine da 36 a 37, gli impegni nn. 1, 2, 3, 4, 5, 10, 12, 13 e 18 del dispositivo.

INTERPELLANZE URGENTI

Iniziative di competenza a sostegno della produzione e dei livelli occupazionali della società Giano 1264 e del distretto industriale fabrianese – 2-00452

A)

   I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro delle imprese e del made in Italy, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, per sapere – premesso che:

   la Fedrigoni S.p.A. è una società produttrice di carte speciali per imballaggio, grafica, editoria, belle arti, sicurezza, e dei materiali autoadesivi; attore globale nei materiali autoadesivi e leader europeo nelle carte speciali, con 6 mila dipendenti, 80 centri di produzione, taglio e distribuzione e più di 25 mila prodotti, a cui si aggiungono 10 mila carte realizzate in esclusiva per grandi marchi della moda e del lusso;

   la tradizione di Fedrigoni è radicata nella produzione e ha le sue origini nei maestri cartai di Verona sin dal 1888. Da allora, il gruppo si è dedicato alla trasformazione della carta, investendo in tecnologia e competenze;

   nel 2002 Fedrigoni ha acquistato dall'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato le Cartiere Miliani di Fabriano, nate alla fine del 1700 per iniziativa della famiglia Miliani;

   la carta Fabriano, con 760 anni di storia all'attivo, è parte del patrimonio culturale italiano, emblema del made in Italy, nei secoli è stata non solo commercializzata in tutto il mondo, ma ogni anno è scelta da milioni di studenti e artisti. Fabriano è la carta occidentale, dalle innovazioni dei suoi mastri cartai è nata nel XIII secolo la carta per come la conosciamo. La filigrana di Fabriano è candidata a essere patrimonio immateriale Unesco;

   le cartiere di Fabriano hanno ricevuto la Medaglia d'onore all'Esposizione industriale di Londra del 1851, la Medaglia d'oro all'Esposizione universale di Parigi del 1889, il Grand prix all'Esposizione internazionale di San Francisco nel 1915 e la Medaglia d'oro alla Fiera internazionale di Tripoli nel 1927. Fabriano vanta il primo archivio d'impresa in Italia (1964) e la raccolta di filigrane più importante al mondo. Dal 1984 Fabriano è sede del Museo della carta e della Filigrana. Nel solco della storia della carta, la città di Fabriano è divenuta nel 2013 Città Creativa Unesco per Crafts and Folk art;

   dopo la cessione delle Cartiere Miliani a Fedrigoni, nel 2004 nacque Fabriano Securities sulla base di un investimento nella ditta Mantegazza, specializzata in sistemi di sicurezza e anti-contraffazione;

   specializzate nella carta di qualità, carte speciali e d'arte, carte valore e carta moneta, con l'acquisizione nel 2018 del gruppo Fedrigoni da parte di Bain Capital, fondo finanziario americano, si è proceduto alla dismissione della produzione di carte valori e carta moneta. Attraverso Fabriano boutique, il gruppo Fedrigoni produce e commercializza tuttora prodotti di cartoleria fine venduti tramite 11 boutique monomarca di proprietà, in Italia e all'estero. Fabriano è il nome del Festival nazionale del disegno;

   nel luglio 2022 Bain Capital sigla un accordo con il fondo BC Partners per il controllo della proprietà di Fedrigoni Group e nel novembre dello stesso anno viene costituita la società Giano 1264 alla quale vengono assegnati lo stabilimento di Rocchetta a Fabriano e la produzione di carta per ufficio;

   nei giorni scorsi Fedrigoni Group, dopo alcune indiscrezioni di stampa comparse durante l'estate, ha annunciato di voler chiudere la società Giano 1264, operante a Fabriano e specializzata nella carta per ufficio: una decisione che comporterà l'esubero di 195 lavoratori attualmente impiegati negli stabilimenti di Fabriano e Rocchetta, ma che coinvolgerà anche un ampio indotto che comprende settori come il trasporto e la logistica;

   la chiusura è prevista al 31 dicembre 2024: dal primo gennaio 2015 andrà in liquidazione il ramo che, produce carta per ufficio e su cui i margini di profitto sono meno redditizi;

   Fedrigoni Group, pur avendo ammesso di aver tentato invano la vendita degli stabilimenti marchigiani e quindi della società Giano 1264, ha da ultimo precisato di voler di rimanere operativa nelle Marche, consolidando le proprie attività orientate alla produzione di carta da disegno per uso scolastico e artistico, e si dice impegnata a mitigare l'impatto delle sue scelte in termini di esuberi, ma a oggi non vi è alcuna garanzia né sugli investimenti per consolidare la presenza sul territorio, né rispetto alle misure rivolte a chi perde il lavoro;

   tale decisione, tra l'altro, mette a repentaglio un marchio storico e dalla proiezione internazionale, che rischia di non essere più associato alla produzione sul territorio che gli ha dato origine e nome, mortifica uno dei bacini più validi del saper fare italiano, che ha insegnato il modo di produrre la carta al mondo, e non tiene in nessun conto le difficoltà che il fabrianese ha vissuto con la chiusura Antonio Merloni nel 2009 (oggetto della dichiarazione di area di crisi complessa e di un programma di reindustrializzazione), il terremoto del 2016/2017, del cui cratere sismico la città di Fabriano fa parte, e le incertezze che riguardano il comparto degli elettrodomestici;

   Fabriano rappresenta una vertenza nazionale ed è necessario che il Ministero delle imprese e del made in Italy subentri nella vertenza, perché la chiusura di Giano 1264 rischia di provocare da qui a breve un effetto domino sugli altri stabilimenti di Pioraco e Castelraimondo in provincia di Macerata e di aggiungersi ad altre ventilate crisi territoriali –:

   se non ritengano di adottare iniziative di competenza in relazione alla vertenza riguardante la chiusura della società Giano 1264 per valutare soluzioni volte a mitigare l'impatto delle decisioni assunte sui lavoratori e l'indotto e a tutela della produzione e dei posti di lavoro e del territorio, attraverso soluzioni industriali finalizzate al mantenimento produttivo della linea, oggi in capo alla società Giano 1264, o anche attraverso la sua riqualificazione, utile a scongiurare l'effetto domino su altri stabilimenti;

   se non ritengano di adottare iniziative di competenza volte a far sì che simili scelte siano rinviate per un tempo congruo alla presentazione da parte del gruppo di proposte di investimento nei settori a maggiore redditività e nelle nuove produzioni che Fedrigoni Group sta sviluppando (packaging e carte adesive) e su cui ha realizzato negli anni acquisizioni di imprese a livello globale, trascurando gli investimenti nei siti marchigiani e in particolare fabrianesi;

   se, data la rilevanza nazionale della vertenza che il distretto industriale fabrianese rappresenta, non ritengano adottare iniziative di competenza, anche di carattere normativo, volte ad attivare strumenti di agevolazione che possano supportare il territorio, come in passato si è fatto per la crisi della Antonio Merloni e che ora potrebbe riguardare l'estensione della Zes unica a tutta l'area del cratere sismico del 2016/2017 o degli strumenti di decontribuzione previsti per il Mezzogiorno.
(2-00452) «Manzi, Curti, Boldrini, Mauri, Toni Ricciardi, Malavasi, Vaccari, Simiani, Ascani, Casu, Gribaudo, Laus, Marino, Fossi, Prestipino, Girelli, Scotto, Sarracino, D'Alfonso, Braga, Guerra».


Iniziative volte a garantire la sicurezza e la regolarità del trasporto ferroviario, alla luce delle criticità emerse negli ultimi mesi, anche attraverso la realizzazione degli interventi previsti dal PNRR – 2-00454)

B)

   I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, per sapere – premesso che:

   la rete ferroviaria italiana si estende per circa 19.672 chilometri, sviluppandosi per tutta la penisola e insistendo anche sul territorio insulare di Sicilia e Sardegna. La suddivisione della rete tra i 23 gestori dell'infrastruttura ferroviaria risulta altamente disomogenea: l'87 per cento della stessa è in capo al gestore della rete ferroviaria nazionale, Rfi, mentre il restante 13 per cento è gestito da gestori regionali;

   il trasporto ferroviario sta vivendo una fase di profondo mutamento, grazie ad ingenti investimenti. Grazie all'attività svolta durante il Governo Conte II, l'Italia è difatti la prima beneficiaria, in valore assoluto, dei due principali strumenti del Next Generation EU: il Dispositivo per la ripresa e resilienza (Rrf) e il Pacchetto di assistenza alla ripresa per la coesione e i territori d'Europa (React-EU). Il solo Rrf garantisce risorse per 191,5 miliardi di euro, da impiegare nel periodo 2021-2026;

   il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti è responsabile di interventi finanziati dal Next Generation EU pari a circa 39,83 miliardi di euro, di cui 1,103 miliardi riferibili al capitolo REPowerEU. Alla luce della rimodulazione, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti è responsabile del raggiungimento, entro il 2026, di 66 tra milestone e target del Pnrr, di cui 56 relativi agli investimenti e 10 alle riforme. Parliamo ancora in via generale di: avvio di una molteplicità di interventi sia a carattere nazionale sia a carattere regionale di nuove linee, implementazione sistema di sicurezza Ertms, sviluppo massivo dell'apparato centrale a calcolatore multistazione Accm, elettrificazioni e interventi di sistema;

   la messa a terra di questa ingente mole di investimenti sta creando non pochi problemi in termini di coordinamento tra attori e istituzioni, ma anche in termini di trasparenza sugli stati di avanzamento, obiettivi raggiunti, obiettivi mancati, nuovo timing degli obiettivi mancati;

   la cronaca recente in tema di trasporto ferroviario purtroppo non si è concentrata sui profili succitati, bensì sui numerosi problemi che rientrano nell'alveo della sicurezza ferroviaria e vanno dai giornalieri disservizi alla circolazione fino, purtroppo, a eventi tragici che hanno coinvolto lavoratori del settore;

   in data 14 ottobre 2024, al Nord Italia, più precisamente a Milano, a causa di un guasto alla stazione di Milano Certosa, si è assistito a una cascata di rallentamenti, ritardi e disagi, tanto per la circolazione dei treni locali verso il Piemonte e le stazioni ad ovest del capoluogo lombardo, quanto per l'Alta velocità;

   la prima settimana di ottobre 2024 invece è stata la volta del gravissimo guasto della stazione Termini, avvenuto il 2 ottobre 2024 a Roma, in cui una centralina ha isolato l'intera rete elettrica delle stazioni ferroviarie di Roma Termini e Roma Tiburtina con effetti sulla circolazione fino a tarda serata: un tassello in ferro piantato per errore colpisce un cavo che finisce nella centralina che controlla la sala operativa della stazione Termini;

   nei mesi estivi, per citare solo alcuni eventi particolarmente rilevanti, la molteplicità di guasti ha messo duramente in crisi non solo la dorsale ad alta velocità Torino-Salerno (in particolare lungo la direttissima Firenze-Roma), ma tutte le dorsali principali come quello occorso a Firenze Rovezzano nella mattina del 19 luglio 2024, che ha messo in crisi per tutta la giornata l'intero sistema dell'Ata velocità nazionale ed il traffico regionale toscano;

   l'incidente ferroviario occorso a un treno merci il 9 luglio 2024 avvenuto presso la stazione di Centola-Palinuro-Marina di Camerota (sulla linea Paola-Salerno);

   l'incidente ferroviario occorso ad un treno merci avvenuto l'11 luglio 2024 a Parma (sulla linea Milano-Bologna);

   l'inconveniente al treno merci tra San Donà di Piave e Roncade (lungo la linea Trieste-Venezia) avvenuto il 18 luglio 2024 adibito al trasporto di auto, in cui lo «spezzamento» del treno ha generato anche la perdita di alcune auto lungo la linea ferroviaria;

   l'inconveniente tecnico grave occorso al Frecciarossa 8811 presso la stazione di Montemarciano (Ancona) avvenuto il 18 luglio 2024;

   la stessa Art, Autorità di regolamentazione dei trasporti, nella sua relazione al Parlamento del 18 settembre 2024, ha rilevato che ogni anno si contano circa «diecimila interruzioni di linea riguardanti il trasporto ferroviario di persone e di merci e che la durata delle interruzioni si allunga in termini di ore: nel primo semestre del 2024 si sono prolungate per ben ventidue mila e novecento ore» per cui la stessa Autorità chiede, prontamente, un «cambio di rotta» gestionale e industriale di Ferrovie dello Stato per garantire competitività e vivibilità al Paese;

   la maggioranza parlamentare, pare essersi resa conto dei problemi riguardanti l'attività del Ministero dei trasporti e delle infrastrutture nonché dell'attuale performance della gestione di rete ferroviaria italiana. Problemi che ogni giorno affliggono il sistema ferroviario, difatti, con riferimento a una votazione importante la maggioranza esortava i propri parlamentari a recarsi a Roma con largo anticipo scrivendo: «Poiché i mezzi di trasporto spesso registrano ritardi rispetto agli orari di arrivo a Roma previsti, occorre organizzare il viaggio in modo di essere presenti alla Camera con largo anticipo» –:

   se il Ministro interpellato non ritenga urgente provvedere alla produzione di un report trimestrale sui progetti che ritiene attualmente più a rischio di mancato raggiungimento dell'obiettivo 2026 e, conseguentemente, quali iniziative di competenza intenda porre o stia ponendo in essere per centrare l'obiettivo;

   quali iniziative di competenza intenda adottare al fine di gestire la drammatica situazione legata alla sicurezza dei trasporti ferroviari, alla luce dei numerosi problemi emersi con preoccupante regolarità nei mesi estivi e che stanno drammaticamente portando il Paese nel caos nel corso dell'autunno;

   se non ritenga necessario promuovere un tavolo di coordinamento con la protezione civile e i sindaci dei principali snodi ferroviari nonché con le altre amministrazioni interessate per provvedere a un piano d'azione per la gestione di questi avvenimenti.
(2-00454) «Iaria, Cantone, Fede, Traversi, Aiello, Barzotti, Carotenuto, Tucci, Ascari, D'Orso, Giuliano, Baldino, Lomuti, Pellegrini, Carmina, Donno, Dell'Olio, Torto, Fenu, Raffa».


Chiarimenti in merito ai maggiori costi previsti per il raddoppio ferroviario tra Mantova e Cremona, in considerazione della presenza di un progetto di autostrada regionale sulla medesima tratta – 2-00457

C)

   I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, il Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica, per sapere – premesso che:

   è in corso di realizzazione il lotto 1 del raddoppio della linea Codogno-Cremona-Mantova, mentre si è concluso nel giugno 2024 il procedimento di dibattito pubblico per la tratta Codogno-Cremona-Piadena;

   la nota del 23 dicembre 2020, con cui la società Stradivaria S.p.a. inviava le proprie osservazioni al Ministero dell'ambiente nell'ambito del procedimento di V.I.A. sul progetto definitivo del raddoppio della tratta Piadena-Mantova, 1a fase funzionale del raddoppio della linea ferroviaria Codogno-Cremona-Mantova, e nella quale si faceva rilevare che la progettazione definitiva del raddoppio ferroviario in questione, non teneva conto della progettazione preliminare dell'autostrada regionale Cremona-Mantova, e che pertanto si rendeva necessario adeguare detta progettazione al fine di compatibilizzare le due infrastrutture, riservandosi in caso contrario di richiedere la rivalsa per i maggiori costi sostenuti;

   in seguito a tale osservazione, il Ministero dell'ambiente ha chiesto a Rfi di integrare la progettazione dell'opera ferroviaria per tenere conto della presenza del suddetto progetto autostradale;

   l'impatto e il consumo di suolo di quest'opera ferroviaria, e le conseguenti problematiche emerse a livello locale nella parte relativa alla ricucitura della viabilità conseguente alla chiusura dei passaggi a livello, dipendono in buona misura dal fatto che la progettazione, nel tratto da Cremona a Mantova, ha dovuto tener conto della presenza in adiacenza del progetto dell'autostrada regionale Cremona-Mantova;

   ciò ha condizionato pesantemente lo sviluppo del progetto di raddoppio ferroviario, allungandone i tempi, facendone lievitare i costi e costringendo a realizzare manufatti molto più impattanti per poter sovrappassare contemporaneamente entrambe le infrastrutture –:

   a quanto ammontino i maggiori costi previsti per il progetto di raddoppio ferroviario della tratta Mantova-Cremona, derivanti dalla presenza del progetto autostradale, e se questi costi verranno poi addebitati al concessionario privato in project financing dell'autostrada regionale Cremona-Mantova e, in subordine, a Regione Lombardia in qualità di concedente della concessione autostradale.
(2-00457) «Barzotti, Auriemma».


Elementi in relazione alla procedura di vendita dell'azienda di servizi dell'aeroporto di Catania, anche al fine di evitare criticità nella gestione dello stesso scalo – 2-00460

D)

   I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, il Ministro delle imprese e del made in Italy, per sapere – premesso che:

   con decreto del presidente della Regione Siciliana n. 21 Serv. 1°/SG dell'11 gennaio 2023, pervenuto il 12 gennaio 2023, protocollo camerale n. 693, il dott. Antonino Belcuore, dirigente dell'amministrazione regionale a tempo indeterminato, è stato nominato Commissario straordinario della Camera di commercio industria, artigianato e agricoltura del Sud Est Sicilia in attuazione della deliberazione della Giunta regionale n. 25 del 9 gennaio 2023, con l'incarico di rinnovare gli organi della Camera di commercio;

   con determinazione n. 1 del 24 aprile 2024 del Commissario straordinario con i poteri del presidente, avente per oggetto «Avvio delle procedure per il rinnovo del Consiglio della Camera di commercio del Sud Est Sicilia 2024 – 2029 ai sensi dell'articolo 12 della legge n. 580 del 1993 e del decreto ministeriale 4 agosto 2011, n. 156», sono state avviate le procedure di rinnovo;

   tuttavia la suddetta determina è stata poco dopo soggetta a revoca – determinazione n. 2 del 29 maggio 2024 – ai sensi dell'articolo 21-quinquies della legge 7 agosto 1990 n. 241, ossia di una norma di autotutela adottabile in caso di sopravvenuti motivi di pubblico interesse ovvero nel caso di mutamento della situazione di fatto non prevedibile al momento dell'adozione del provvedimento; tali fattispecie non risultano ben motivate e individuate nelle premesse della determina n. 2, giustificate da «problematiche segnalate da alcune delle Associazioni di Categoria, interessate alle procedure di rinnovo,» che, per il Commissario, andrebbero a costituirsi come sopravvenuti motivi di pubblico interesse «e come tali risultano determinanti per l'intera platea di soggetti coinvolti, suggerendone la revoca espressamente prevista dall'articolo 21-quinquies della legge 7 agosto 1990, n. 241, per giungere alla fissazione di un nuovo termine di conclusione del procedimento» che, al momento non risulta essere stato fissato;

   la Camera di commercio del Sud Est Sicilia controlla con una maggioranza del 61,2 per cento la società di gestione degli aeroporti di Catania e di Comiso, la Sac Spa, ed ha conferito incarico, dal maggio 2022, così come da mandato ricevuto dai soci e da successiva pubblica gara, alla Banca Mediobanca per procedere alla vendita della maggioranza delle quote detenute nella citata Sac Spa;

   tuttavia, ad oggi, non è stato ancora pubblicato il bando di gara dopo oltre due anni dall'autorizzazione data dalla giunta camerale per le condizioni di gara necessarie per la vendita della maggioranza delle quote di Sac Spa;

   in particolare, la Camera di commercio del Sud Est Sicilia aveva stabilito un miliardo di euro come base d'asta, la gara a rilancio libero, l'inefficacia dal punto di vista delle quote di capitale, di eventuali aumenti del capitale stesso non votati all'unanimità, ma soprattutto aveva indicato, in 60 giorni, il tempo necessario per la vendita delle quote;

   la situazione appare molto confusa e si rincorrono voci sul fatto che tale ritardo sia motivato da interessi che vorrebbero far scendere il prezzo di vendita, indicato a suo tempo dal socio di maggioranza, e poterne indirizzare il percorso di privatizzazione su soggetti ben precisi;

   si tratta di voci gravi a cui rifiutiamo di credere, ma ci preoccupa che, guarda caso, a partire dal maggio 2023, all'improvviso, lo standing ed i servizi del sistema aeroportuale di Catania e Comiso hanno manifestato un repentino e brusco deterioramento difficile da spiegare in considerazione del fatto che fino a pochi mesi prima era una realtà in crescita e, anche se con margini di miglioramento, con buoni bilanci;

   appare singolare il fatto che nel momento chiave di una privatizzazione miliardaria, si sia scatenata una bufera sul prodotto in vendita, nel silenzio dei soci pubblici;

   da ultimo gli stessi soci pubblici assistono inerti anche all'aumento spropositato dei prezzi dei parcheggi, lievitati in pochissimo tempo del 20 per cento e del 30 per cento, con punte del 50 per cento per la sosta breve; uno studio recente condotto da ParkVia, piattaforma online che consente di prenotare servizi in più di 2.000 parcheggi aeroportuali in Europa, ha confermato le criticità della qualità dei servizi dell'aeroporto di Catania collocandolo al 13° posto su 33 scali esaminati; per lo studio citato, l'aeroporto di Catania presenta diverse criticità, dal wi-fi gratuito che manca completamente, ai lunghi tempi di accesso agli imbarchi, con conseguenti giudizi negativi, alle contestazioni sul livello di correttezza delle gare;

   inoltre la Sac è stata interessata anche da un richiamo dell'Anac a seguito della segnalazione di presunte irregolarità nella procedura di gara indetta il 23 gennaio 2023 per l'affidamento per la durata di 36 mesi del servizio di manutenzione ordinaria di riqualifica della segnaletica airside e landside dello scalo per un importo complessivo di 1.050.000 aggiudicata il 19 aprile 2023;

   ad avviso dell'interrogante viene spontaneo chiedersi se vi sia un legame tra i ritardi riscontrati nel mancato rinnovo degli organi della Camera di commercio Sud Est Sicilia e quelli connessi alla pubblicazione del bando di gara per la vendita delle quote di Sac Spa, poiché il controllo della Camera di commercio del Sud Est Sicilia, attraverso un commissario politico, potrebbe consentire una modifica delle regole di vendita, a valle di un declassamento dei servizi e dello standing dell'aeroporto di Catania;

   è necessario sapere quali siano le motivazioni che, a distanza di oltre 2 anni, determinano lo stallo nella pubblicazione del bando di gara per procedere alla vendita della maggioranza delle quote della Sac Spa, nonostante l'autorizzazione data dal socio di maggioranza che ha dettato anche le condizioni di gara necessarie per la vendita;

   è necessario altresì comprendere se le motivazioni poste a base della revoca della determina n. 1, recante rinnovo degli organi della Camera di commercio Sud Est Sicilia, siano pienamente rispondenti alle prescrizioni dettate dall'articolo 21-quinquies della legge 7 agosto 1990, n. 241, e, nello specifico, sapere quali siano le problematiche che costituiscono sopravvenuti motivi di pubblico interesse tali da attivare il procedimento di revoca –:

   di quali elementi dispongano in ordine alle vicende esposte in premessa, in particolare in relazione alle criticità che esse determinano sulla piena operatività dell'aeroporto di Catania.
(2-00460) «Barbagallo, Casu».


Elementi ed iniziative di prevenzione in relazione a potenziali rischi di disinformazione di matrice russa in Italia alla luce di notizie di indagini provenienti dagli Stati Uniti – 2-00444

E)

   I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri, per sapere – premesso che:

   l'Fbi, indagando sull'operazione di manipolazione dei servizi russi negli Stati Uniti per le elezioni presidenziali del 2024, ha scoperto una serie di documenti interni all'amministrazione russa che rivelano una massiccia campagna di disinformazione e influenza, finalizzata a manipolare l'opinione pubblica e influenzare gli eventi politici globali;

   l'operazione ha coinvolto circa 2.800 individui tra politici, uomini d'affari, giornalisti e influencer in 81 Paesi;

   l'operazione russa negli Stati Uniti è affiancata da un'altra, parallela in Europa, coinvolgendo personalità di spicco, anche in Italia, Francia e Germania;

   la Russia non è nuova alla conduzione di campagne ibride ai danni dell'Italia, come denunciato anche nella Relazione annuale 2023 sulla politica dell'informazione per la sicurezza –:

   se il Governo sia in possesso di informazioni riguardo alla partecipazione e all'influenza di attori russi in Italia tramite l'operazione denunciata dall'Fbi e se abbia intenzione di mettere in atto misure e strategie per prevenire future campagne di disinformazione e influenze esterne sul territorio nazionale.
(2-00444) «Quartapelle Procopio, Braga».


Iniziative di competenza volte a garantire ai cittadini la continuità nell'erogazione di acqua potabile, alla luce di recenti disservizi segnalati nella città di Roma – 2-00455

F)

   I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica, per sapere – premesso che:

   è ormai quasi un anno che in una vasta zona di Roma, che comprende numerosi edifici siti presso il V e il VII Municipio, e in precedenza anche edifici del I Municipio, la popolazione subisce un continuo disservizio idrico, con la mancanza d'acqua in diverse ore della giornata; una situazione a macchia di leopardo che sta interessando progressivamente anche altri quartieri della città;

   gli abitanti delle zone coinvolte sono esasperati e denunciano una situazione ormai non più sostenibile poiché talvolta l'interruzione d'acqua si protrae anche per 48 ore e le famiglie con bambini piccoli, anziani, disabili non possono svolgere per diverse ore le attività basilari come lavarsi, bere, cucinare o lavare gli indumenti; il danno notevole riguarda peraltro anche le attività commerciali e ricettive del territorio che non possono mantenere livelli igienico-sanitari dei servizi che offrono all'utenza;

   «Il problema è nato due anni fa, ma prima era solo di notte», ricordano gli abitanti del quartiere Appio Latino a Fanpage.it «Nel tempo è andato peggiorando e abbiamo riscontrato una perdita di pressione sempre più forte. Lo scorso maggio ha cominciato ad andare via sempre più volte nel corso della giornata. Negli ultimi tempi siamo privi d'acqua tutto il giorno». «Acea ha scaricato la responsabilità su noi cittadini. Ci ha suggerito di installare degli impianti di sollevamento a spese dei singoli cittadini». Ogni ditta, racconta chi abita nel quartiere, propone costi diversi che variano dai 15 ai 40 mila euro;

   ci sono stati diversi esposti e gli organi politici e istituzionali municipali e consiliari hanno effettuato segnalazioni e accessi agli atti ad Ato 2, il servizio idrico di Roma e provincia, cercando di sollecitare un pronto ripristino del servizio ma senza ottenere alcun riscontro risolutivo;

   il direttore di Acea Ato 2, come riferito a Fanpage, afferma che: «Negli anni, i gestori, come anche Acea, hanno garantito livelli di pressione anche più alti del minimo contrattuale per facilitare ogni utenza. Questo è sempre meno possibile perché, sempre più in questi anni, i gestori hanno l'obbligo di ridurre i prelievi d'acqua dall'ambiente, di preservare la risorsa idrica. In alcuni casi, dove gli impianti interni non riescono a funzionare bene con le nuove condizioni, bisogna adeguarli come succede in tutti gli altri settori. Da parte nostra ci siamo già attivati per supportare gli amministratori di condominio, anche se gli impianti interni non sono di nostra competenza»;

   in merito al problema, RomaToday aveva interpellato anche il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, il quale ha riferito che Acea ritiene che «sulla base delle richieste di Arera e anche per il buon senso dovuto alle politiche ambientali e antispreco, sta lavorando per ridurre la dispersione e superare l'eccesso di pressione. E quindi la sta dosando tenendosi un po' sopra, ma non troppo, la pressione raccomandata, poiché è una buona pratica ambientale. Ci sono situazioni, come quelle verificatesi, in cui palazzi molto alti, magari senza autoclave e con un sistema cosiddetto “up-down” (l'acqua non va dal pianterreno gradualmente su, ma prima va all'ultimo piano e poi scende di nuovo), subiscono dei disagi a causa di impianti vecchi e inadeguati, di conseguenza si manifestano le criticità registrate»;

   dopo numerose pressioni da parte dei cittadini e dopo diversi incontri tra le rappresentanze istituzionali del municipio e Acea sembrerebbe dunque confermato che il problema sia causato dalla riduzione della pressione dell'acqua da parte del gestore idrico che, vista la supposta inadeguatezza per vetustà degli impianti interni degli edifici, spingerebbe quindi affinché il problema sia risolto dai cittadini costretti a modificare i propri impianti e a sostenerne le spese;

   i cittadini ritengono però inaccettabili le motivazioni fornite da Acea, illogiche nella misura in cui nulla è stato modificato negli impianti dei palazzi fin dagli anni '40 e poiché l'intermittenza del disservizio sarebbe incompatibile con un problema strutturale dell'impianto; i cittadini ritengono ingiusto farsi carico della risoluzione onerosa della vicenda anche alla luce di ritenute e diffuse inadempienze contrattuali, laddove, ad esempio, viene disatteso un punto essenziale del regolamento di servizio nella parte in cui il gestore deve fornire una pressione di almeno 0,5 bar al solaio dell'ultimo piano dei palazzi e non già dal piano più basso come ritiene Acea;

   in queste ultime ore emergerebbe la paradossale ipotesi che a provocare i disservizi potrebbero essere degli abusi tecnici portati avanti in alcuni condomini che «aspirerebbero» via l'acqua dai palazzi circostanti: a sostenerlo sarebbe stato un ingegnere di Acea, nel corso della commissione capitolina trasparenza che si è svolta il 2 ottobre 2024;

   c'è un continuo rimpallo di giustificazioni e responsabilità, e se la questione, che va avanti oramai da oltre un anno, con un aggravamento insostenibile negli ultimi mesi, non riesce ad essere risolta a livello comunale, è necessario un urgente intervento risolutivo del Governo per assicurare ai cittadini l'acqua potabile e sicura, quale diritto umano essenziale al pieno godimento della vita e di tutti i diritti umani –:

   se sia a conoscenza dei fatti descritti in premessa e quali iniziative di competenza, in raccordo con gli enti competenti, intenda porre in essere, con l'urgenza necessaria, affinché sia garantito a tutti i cittadini di Roma il diritto all'acqua potabile e sicura ed ai servizi igienici, quale diritto umano essenziale al pieno godimento della vita e di tutti i diritti umani, come sancito dalla risoluzione delle Nazioni Unite del 26 luglio 2010.
(2-00455) «Francesco Silvestri, Ilaria Fontana, L'Abbate, Morfino, Santillo, Quartini, Di Lauro, Marianna Ricciardi, Sportiello, Appendino, Cappelletti, Ferrara, Pavanelli, Alifano, Auriemma, Alfonso Colucci, Penza, Bruno, Scerra, Scutellà».


Iniziative di competenza volte al contrasto della diffusione della peste suina africana, anche attraverso la dichiarazione dello stato di emergenza nazionale e l'adozione di un piano pandemico veterinario, nonché a sostegno della filiera suinicola – 2-00447

G)

   I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro della salute, il Ministro dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste per sapere – premesso che:

   la peste suina africana (Psa) è una malattia virale infettiva che colpisce i suini domestici e quelli selvatici;

   la malattia ha conseguenze gravi sulla redditività delle imprese a causa dalla drastica riduzione della produzione imputabile al tasso di mortalità che può raggiungere il 100 per cento per gli animali infetti, del blocco dell'export e difficoltà nelle movimentazioni, oltre a fenomeni speculativi;

   nel gennaio 2022 l'Istituto zooprofilattico sperimentale dell'Umbria e Marche (Izsum) ha confermato il primo caso di Psa in Italia continentale, in provincia di Alessandria, e successivamente in Lazio, Campania e Calabria;

   desta particolare preoccupazione l'evolversi della situazione in Lombardia, regione che produce circa il 50 per cento di suini nazionali e dove si trovano circa il 50 per cento dei focolai. Dopo i primi riscontri di positività alla Psa nel 2023 in provincia di Pavia, nel 2024 la regione è stata coinvolta da un'altra epidemia di Psa, che da luglio a settembre ha interessato 20 allevamenti ubicati nelle province di Pavia, Milano e Lodi e ha subito l'abbattimento di circa 70.000 suini;

   le attività di gestione sanitaria dei focolai e di sorveglianza rafforzata negli allevamenti suinicoli e nel settore del selvatico affidate ai dipartimenti veterinari delle regioni determinano un importante impegno di risorse umane ed economiche;

   l'individuazione di focolai determina restrizioni e dinamiche di protezione territoriale che hanno impatti diretti e indiretti sugli allevamenti;

   attualmente, in Lombardia, sono presenti nelle zone soggette a restrizioni circa 500.000 suini, la cui movimentazione verso il macello e verso altri allevamenti è soggetta a pesanti misure di carattere sanitario che determinano importanti risvolti economici;

   la scarsità di macelli/trasformatori designati sta creando forti spinte speculative dovute ad un doppio fenomeno: da un lato, le strutture non hanno una richiesta così elevata di carne prodotta in zona soggetta a restrizioni e, dall'altro, gli allevamenti a ciclo chiuso continuano a produrre suini con il rischio di sovraffollamento;

   l'avanzamento dei contagi verso ulteriori zone ad alta vocazione per la produzione suinicola rende necessario un cambio radicale delle politiche di contenimento della fauna selvatica – significativo vettore di contagio – che fino ad ora hanno mostrato palesi limiti;

   per arginare ed eradicare le epizoozie animali occorrono piani pandemici che considerino ogni aspetto dell'azione di sanità pubblica veterinaria;

   non è ragionevole, ad esempio, che per incenerire carcasse di suini infetti si debbano spostare le carcasse virulente in altre regioni per mancanza di inceneritori accessibili nei pressi della maggiore concentrazione di allevamenti;

   nelle regioni a maggior vocazione zootecnica si registra, inoltre, una forte carenza di organico nei servizi veterinari e ritardi nel pagamento degli straordinari;

   la Psa è una minaccia concreta ed attuale per un settore che conta un fatturato aggregato di 15 miliardi di euro, 2.1 miliardi di export e impiega 100.000 addetti, nonché vanta diversi marchi di eccellenza e a denominazione;

   gli ultimi contributi alle aziende suinicole a ristoro dei danni subiti a causa della Psa sono stati disposti dal Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste con il decreto ministeriale n. 707009 del 29 dicembre 2023 e coprono le perdite subite fino al 30 novembre del 2023;

   risulta non più procrastinabile prevedere misure più efficaci di contenimento del virus sul territorio nazionale, nonché a sostenere la filiera e i suoi impiegati, prevedendo, ad esempio, la cassa integrazione straordinaria in via automatica per i lavoratori delle aziende colpite dalla Psa, la moratoria dei mutui accesi per l'esercizio d'impresa, nonché indennizzi per le perdite economiche derivanti dall'abbattimento degli animali e dal blocco delle movimentazioni dei suinetti –:

   se il Governo intenda dichiarare lo stato di emergenza nazionale per gestire in maniera univoca la Psa anche con il supporto logistico della infrastruttura della protezione civile;

   se il Governo intenda adottare iniziative volte a intensificare il contenimento della specie cinghiale, nonché se intenda approfondire le dinamiche di contagio, così da comprendere quali siano le cause del manifestarsi estivo dei focolai;

   se il Governo, vista la recrudescenza nella diffusione di zoonosi gravi come Psa o lingua blu, intenda adottare iniziative volte a predisporre un piano pandemico veterinario per superare le gestioni commissariali e avere modelli stabili di prevenzione, gestione e campagne vaccinali;

   se il Governo intenda adottare iniziative volte a supportare in termini di risorse umane ed economiche regioni e servizi veterinari, al fine di rendere sostenibili le attività di gestione e sorveglianza della Psa;

   se il Governo intenda adottare iniziative volte a prevedere strumenti per indennizzare i danni subiti dalle aziende successivamente al 1° dicembre 2023;

   se il Governo intenda adottare iniziative volte a promuovere sgravi fiscali e contributivi per le aziende della filiera zootecnica colpite da Psa, con particolare riferimento a quelle ricadenti da mesi in zone soggette a restrizione;

   se il Governo intenda adottare iniziative volte a prevedere la Cassa integrazione straordinaria in via automatica per i lavoratori delle aziende colpite dalla Psa;

   se il Governo intenda adottare iniziative normative volte a prevedere la moratoria dei mutui, senza il vincolo del calo del fatturato 2023 del 20 per cento rispetto al fatturato 2022, così da non peggiorare il rapporto creditizio aziendale come «forborne»;

   se il Governo intenda emanare linee guida e check list che indichino con precisione alle aziende opere e interventi da realizzare per omogeneizzare e semplificare eventuali controlli;

   se il Governo, in raccordo con le regioni e le organizzazioni di rappresentanza, intenda organizzare piani strutturati di biosicurezza così da scongiurare il rischio di allargamento dei focolai nelle zone dove non si è ancora riscontrata la presenza di Psa;

   se il Governo intenda adottare iniziative volte a stanziare risorse per le regioni, con priorità per quelle con focolai attivi, al fine di incentivare la realizzazione di centri di sosta e di lavorazione delle carcasse di selvaggina così da ridurre al minimo le possibilità di contatto tra le diverse metapopolazioni;

   se il Governo, considerata la gravità della situazione, intenda adottare iniziative volte a vietare temporaneamente gli allevamenti ad utilizzo domestico;

   se il Governo intenda regolamentare e incentivare l'applicazione dei Piani regionali di interventi urgenti (Priu) nelle aree parco regionali, nonché destinare alle regioni risorse necessarie alla riduzione del numero di cinghiali, chiarendo definitivamente la mancata necessità della valutazione d'incidenza per l'esercizio delle attività di selecontrollo come previsto dal decreto-legge n. 63 del 2024;

   se il Governo intenda adottare iniziative, anche di carattere normativo, volte a semplificare l'attività di macellazione nelle zone soggette a restrizione e in quelle limitrofe, e attivarsi per comprimere l'onda speculativa che sta travolgendo il settore.
(2-00447) «Gadda, Faraone».


Chiarimenti sulla distribuzione dei consultori familiari sul territorio nazionale, nonché sul personale impiegato, sui servizi effettivamente garantiti e sui fondi assegnati e spesi da ciascuno centro – 2-00456

H)

   I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro della salute, per sapere – premesso che:

   i consultori familiari sono stati istituiti dalla legge 29 luglio 1975, n. 405, una delle leggi italiane che più contraddistingue il livello di civiltà del nostro sistema sanitario e socio-sanitario che, quasi incredibilmente, era riuscito ben oltre quaranta anni fa a istituire dei presìdi territoriali di assistenza e di sostegno ai nuclei familiari e a presidio della salute sessuale e riproduttiva; i consultori sono servizi sociosanitari integrati di base, pubblici e laici, con competenze multidisciplinari;

   quattordici anni fa, nel lontano 2010, il Ministero della salute aveva pubblicato il rapporto sull'organizzazione e attività dei consultori familiari pubblici in Italia, fornendo a distanza di trentacinque anni una fotografia delle caratteristiche strutturali e organizzative e delle attività dei consultori familiari a livello nazionale e regionale; il quadro emerso da quel rapporto aveva evidenziato che nel 43 per cento delle regioni mancano atti formali relativi al coordinamento o all'integrazione tra il consultorio familiare e altri servizi e che la presenza di un budget vincolato per l'attività dei consultori è prevista nelle aziende sanitarie locali (Asl) solo di sei regioni;

   nel 2019, l'Istituto superiore di sanità (Iss) ha poi pubblicato i risultati dell'indagine condotta su 1.800 consultori italiani, tra il mese di novembre 2018 e il mese di luglio 2019;

   da tale indagine è emerso che nel nostro Paese ci sono troppo pochi consultori familiari rispetto ai bisogni della popolazione (1 consultorio ogni 35.000 abitanti sebbene siano raccomandati nel numero di 1 ogni 20.000 abitanti);

   per quanto riguarda le figure professionali, il ginecologo, l'ostetrica, lo psicologo e l'assistente sociale sono quelle più rappresentate nei consultori, con una grande variabilità in termini di organico tra le regioni. Infatti, prendendo a indicatore il numero medio di ore lavorative settimanali per 20.000 abitanti previste per le diverse figure professionali per rispondere al mandato istituzionale, solo cinque regioni del Nord raggiungono lo standard atteso per la figura dell'ostetrica, due regioni per il ginecologo, sei regioni per lo psicologo e nessuna per l'assistente sociale, che al Sud registra un numero medio di ore settimanali (14) che è quasi il doppio rispetto al centro (8 ore) e al nord (9 ore);

   ad oggi, l'unica seria e attendibile mappatura dei consultori è quella risultante dalla predetta indagine del 2019 fatta dall'Iss;

   sul sito del Ministero della salute è rinvenibile una mappa che sembrerebbe essere in tempo reale laddove intenderebbe censire «i consultori attivi» in ciascun territorio; tuttavia sulla fotografia in tempo reale della mappa si esprimono diversi dubbi poiché, ad esempio, alla data del 14 ottobre 2024 la mappa dei consultori risulterebbe «aggiornata al 21 aprile 2023»;

   inoltre, è la stessa pagina del Ministero della salute che per approfondire rinvia alla predetta indagine sui consultori familiari condotta dall'Iss nel 2019;

   inoltre, ad un sommario riscontro tra alcuni consultori indicati nella mappa come «attivi» e quelli realmente attivi sul territorio emergerebbero diffuse incongruenze come più volte segnalato anche dalle associazioni e dai coordinamenti di donne e cittadini nati a presidio e difesa dei consultori;

   dalle predette segnalazioni, più in particolare, emergerebbe che molti consultori indicati come attivi nella mappa del Ministero della salute non sarebbero in realtà attivi ovvero non lo sarebbero per tutti i servizi che ciascun consultorio dovrebbe erogare; molto spesso questi consultori sono attivi solo parzialmente o intermittenza a causa della carenza di organico, senza considerare poi la confusione con consultori privati o fai da te o con non ben identificati «centri per la famiglia» che come noto non hanno la stessa natura giuridica pubblica del consultorio familiare ex legge n. 405 del 1975;

   numerosi osservatori, considerata questa persistente carenza di dati, hanno attivato ricerche proprie: la Cgil, ad esempio, ha elaborato un proprio rapporto su dati 2021 rilevando, tra le diverse cose, un generale sottodimensionamento del personale talché solo in pochissime regioni vengono garantite le ore necessarie e mai per tutte le figure professionali dell'équipe: per i ginecologi si passa da 22,4 ore in Emilia-Romagna a 5,4 ore nella provincia autonoma di Bolzano, per le ostetriche si passa da 80 ore nella provincia autonoma di Trento a 12,4 ore in Liguria, per gli psicologi si passa da 31,2 ore in Lombardia a 1,9 ore in Piemonte, per gli assistenti sociali si passa da 29,8 ore in Basilicata a 0 ore in Valle d'Aosta;

   per garantire il rispetto degli standard indicati per l'équipe consultoriale è necessario incrementare gli organici di: +33 per cento per i ginecologi, +31 per cento per le ostetriche, +6 per cento per gli psicologi, +63 per cento per gli assistenti sociali;

   dal rapporto della Cgil emerge che in 14 regioni esistono linee guida per alcune delle attività svolte dai consultori, 13 regioni effettuano una programmazione periodica degli obiettivi ma solo 4 (Emilia-Romagna, Toscana, Veneto e Sicilia) redigono annualmente una relazione consuntiva degli obiettivi raggiunti; in 11 regioni tutte le prestazioni consultoriali vengono erogate gratuitamente. In 8 sono gratuite solo le prestazioni che rientrano in alcuni ambiti assistenziali come, ad esempio, il percorso nascita. Alcune regioni prevedono un ticket per accedere alle prestazioni; solo 6 regioni dispongono di fondi dedicati ad attività consultoriali;

   anche alla luce dei continui interventi normativi di questo Governo proprio sui consultori, è incredibile per gli interpellanti che non vi siano dati aggiornati sul numero dei consultori realmente attivi, sulla loro denominazione e localizzazione, sui servizi e le prestazioni garantite, sui tempi di apertura degli stessi, sugli organici presenti e sulla presenza di personale non obiettore, sui fondi assegnati e spesi per ciascuno di essi –:

   se possa fornire, nel più breve tempo possibile, una mappatura di tutti i consultori familiari presenti nel territorio nazionale, evidenziando quali siano i consultori realmente attivi e quelli non attivi, quale sia la loro denominazione e localizzazione, quali siano i servizi e le prestazioni garantite, nonché ogni chiarimento utile sui tempi di apertura degli stessi, sugli organici presenti (evidenziando il personale obiettore e non obiettore per ciascuna professionalità), sui fondi assegnati e spesi per ciascuno di essi.
(2-00456) «Sportiello, Quartini, Marianna Ricciardi, Di Lauro, Francesco Silvestri».