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Resoconto dell'Assemblea

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XIX LEGISLATURA

Allegato B

Seduta di Mercoledì 13 novembre 2024

ATTI DI CONTROLLO

PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

Interpellanza:


   Il sottoscritto chiede di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri, il Ministro per gli affari regionali e le autonomie, per sapere – premesso che:

   l'Assemblea regionale siciliana ha approvato, senza motivazione, il rinvio al mese di aprile del 2025 delle elezioni di secondo grado per la istituzione degli organi di città metropolitane e liberi consorzi già fissate con decreto del presidente della Regione per il giorno 15 dicembre 2024;

   l'ultima volta che si è potuto votare in Sicilia per gli organi di area vasta, a quel tempo denominate province regionale, è stato nel 2008, più di 16 anni fa. Da allora nella Regione Siciliana si è dato vita ad un rincorrersi di leggi, di decreti che indicono le elezioni di secondo livello, di rinvii che hanno toccato, con l'ultimo di alcuni giorni fa, quota 18;

   il 31 ottobre 2024 è stata pubblicata la sentenza n. 172 del 2024 della Corte costituzionale che, pronunciandosi su un ricorso in via incidentale presentato dal comune di Enna e accolto dal Tar, ha dichiarato la illegittimità costituzionale della nelle motivazioni della legge regionale che aveva previsto il diciassettesimo rinvio delle elezioni;

   nelle motivazioni della pronuncia della Corte si legge che: Valgono pertanto, anche rispetto all'articolo 1 della legge reg. Siciliana n. 6 del 2023, le considerazioni già svolte da questa Corte, secondo cui, frapponendo un perdurante ostacolo alla costituzione degli organi elettivi dei liberi consorzi comunali e delle città metropolitane e prorogando contestualmente il commissariamento delle funzioni dei Presidenti dei liberi consorzi, il legislatore siciliano è venuto meno al dovere, scaturente dagli articoli 5 e 114 Cost., di istituire gli enti di area vasta nel rispetto della loro autonomia, stanti la «natura costituzionalmente necessaria degli enti previsti dall'articolo 114 Cost., come “costitutivi della Repubblica”, ed il carattere autonomistico ad essi impresso dall'articolo 5 Cost.» (sentenza n. 136 del 2023, punto 3.6.1. del Considerato in diritto, e precedenti ivi citati);

   nella sentenza n. 133 del 2023, si dichiarava l'illegittimità costituzionale di una precedente legge regionale che aveva operato il rinvio delle elezioni di secondo grado e la Corte aveva invitato la Regione Siciliana a porre rimedio a tale situazione «attraverso il tempestivo svolgimento delle elezioni dei presidenti dei liberi consorzi comunali e dei consigli metropolitani, affinché anche in Sicilia gli enti intermedi siano istituiti e dotati dell'autonomia loro costituzionalmente garantita, e si ponga fine alla più volte prorogata gestione commissariale»;

   con specifico riferimento agli enti di area vasta, il legislatore nazionale ha esercitato le competenze legislative esclusive per il tramite della legge n. 56 del 2014 (cosiddetta legge Delrio) il cui articolo 1, comma 5, ha previsto che i princìpi in essa recati valessero «come princìpi di grande riforma economica e sociale per la disciplina di città e aree metropolitane da adottare dalla regione Sardegna, dalla Regione Siciliana e dalla regione Friuli-Venezia Giulia, in conformità ai rispettivi statuti»;

   allo stesso tempo, l'articolo 1, comma 145, della medesima legge, con una previsione di carattere più generale, ha stabilito che «Entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, le regioni a statuto speciale Friuli-Venezia Giulia e Sardegna e la Regione Siciliana adeguano i propri ordinamenti interni ai principi della medesima legge»;

   nel 2015, l'Ars aveva approvato una legge sui liberi consorzi e sulle città metropolitane in cui aveva previsto l'elezione diretta degli organi di governo. La legge fu impugnata dal Governo nazionale ma, prima della decisione della Corte costituzionale l'Assemblea regionale siciliana ha provveduto, con diverse norme, a modificarla per renderla conforme alla legge n. 56 del 2014. La Corte, pertanto, aveva dichiarato la cessazione della materia del contendere;

   a giudizio dell'interpellante la mancata regolarizzazione degli organi ha creato evidenti e gravi disfunzioni operative nei liberi consorzi e nelle città metropolitane nell'ambito della Regione Siciliana che hanno visibilmente compromesso i livelli essenziali delle prestazioni in settori chiave come l'istruzione, la tutela ambientale e dei beni culturali, il governo del territorio, la valorizzazione dei beni culturali, in cui gli enti di area vasta sono chiamati ad esercitare importanti funzioni –:

   se siano a conoscenza del rinvio al mese di aprile del 2025 delle elezioni di secondo grado per la istituzione degli organi di città metropolitane e liberi consorzi, in forza dell'approvazione di una nuova legge regionale;

   se, vista la mancata istituzione degli enti di area vasta in Sicilia e i tentativi di varare norme in difformità da quelle nazionali prevalenti, con il rischio di compromettere l'unità giuridica del Paese, non ritengano opportuno adottare iniziative per quanto di competenza, anche valutando i presupposti per l'attivazione dei poteri sostitutivi o dei poteri di cui agli articoli 126 e 127 della Costituzione e dello Statuto della Regione.
(2-00477) «Barbagallo».

Interrogazione a risposta scritta:


   SERGIO COSTA, ILARIA FONTANA, L'ABBATE, MORFINO e BARZOTTI. — Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica, al Ministro della salute. — Per sapere – premesso che:

   la Corte di giustizia europea in data 29 luglio 2024, ha di fatto confermato la sentenza della Corte d'appello di Milano che ha condannato l'ex industria chimica Caffaro al pagamento di 453 milioni di euro allo Stato italiano a titolo di risarcimento per il danno ambientale causato nei tre siti di interesse nazionale «Caffaro» di Brescia, Colleferro e Torviscosa dalle attività industriali delle società riconducibili al gruppo Snia;

   tale sentenza rappresenta uno dei primi importanti pronunciamenti in materia di risarcimento del danno ambientale in applicazione del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152. Le produzioni Caffaro sono state riconosciute come la causa di fenomeni di inquinamento molto gravi, che hanno messo a rischio interessi di estrema rilevanza pubblica;

   i territori interessati hanno, infatti, subito danni ambientali gravissimi e protratti nel tempo a causa della produzione di sostanze altamente tossiche, in particolare policlorobifenili (Pcb), le quali si sono depositate nei terreni e nelle falde acquifere, causando l'intossicazione delle popolazioni locali tanto da valere all'azienda l'epiteto di «fabbrica dei veleni»;

   a Brescia, il sito colpito più pesantemente dal fenomeno in questione, si è creato il cosiddetto «Quadrilatero del Pcb», caratterizzato dall'ampio perimetro dell'area inquinata. Nelle immediate vicinanze dello stabilimento, sono state rilevate concentrazioni di Pcb oltre 10.000 volte la soglia consentita, fino a circa 10 chilometri dal sito, dove i valori arrivano ancora a 50 volte rispetto alla soglia;

   la magistratura ha già individuato uno schema di ripartizione della somma del risarcimento tra i tre siti, in base ai conteggi dei consulenti tecnici d'ufficio delle singole Arpa e, nel caso di Brescia, del progetto di bonifica Aecom che Greenthesis, vincitrice del bando di gara europeo, si appresta a realizzare dal 2025 in poi;

   tale suddivisione prevede che al sito di Brescia sia destinati 250 milioni di euro, 117 milioni sono stati chiesti per Torviscosa e 86 milioni per Colleferro. Dei 250 milioni destinati a Brescia, 137 milioni sono per la riparazione primaria e altri 110 milioni a garanzia della gestione degli impianti di pompaggio e trattamento delle acque sotterranee. Un aspetto dirimente questo, visto che la falda si è alzata di 10 metri in un anno e mezzo ed è salita a toccare i veleni;

   non sono, tuttavia, stati inclusi i danni collaterali alla salute, messi nero su bianco dallo studio Sentieri del 2019. Nel Sin Caffaro l'incidenza di malattie tumorali è del 13 per cento superiore alle città del Centro-Nord Italia ma non è ancora stato riconosciuto un nesso causa-effetto dal valore giuridico –:

   se il Governo intenda adottare iniziative volte a garantire adeguate risorse, anche attraverso l'utilizzo di quota parte delle eventuali risorse derivanti dal risarcimento, in favore degli enti locali che hanno subito gli effetti negativi del danno ambientale causato dall'attività dell'industria chimica;

   se il Governo intenda adottare iniziative di competenza dirette e tempestive a tutela della popolazione afflitta dall'aumento dell'incidenza di malattie tumorali nelle zone interessate, come conseguenza dell'inquinamento ambientale.
(4-03774)

AFFARI EUROPEI, SUD, POLITICHE DI COESIONE E PNRR

Interrogazione a risposta scritta:


   FRATOIANNI. — Al Ministro per gli affari europei, il Sud, le politiche di coesione e il PNRR. — Per sapere – premesso che:

   OpenPnrr è un progetto realizzato dalla Fondazione Openpolis per monitorare le fasi di realizzazione dei progetti finanziati tramite i fondi del PNRR;

   come si può leggere sullo stesso portale, OpenPnrr rappresenta ad oggi «l'unico strumento pubblico per chi voglia sapere come verranno spesi circa 200 miliardi di euro per circa 230 mila progetti entro il 2026»;

   per ogni progetto PNRR il portale indica una timeline delle scadenze da completare per trimestre, di anno in anno, fino al 2026, indica quali e quante spese sono state effettuate, i settori di investimento, eccetera così da restituire una visione d'insieme dei risultati da raggiungere in termini misurabili;

   dal monitoraggio dei progetti PNRR presenti nel portale OpenPnrr per i quali il soggetto attuatore è la città metropolitana di Palermo emerge che su 35 progetti, uno risulta da avviare, 7 vengono indicati come «in corso» e 27 risultano in ritardo;

   i 35 progetti sono relativi alla manutenzione straordinaria delle strade, interventi di forestazione, rimozione delle barriere fisiche, adeguamento sismico, efficientamento energetico, ristrutturazione, consolidamento e messa in sicurezza degli edifici scolastici, rigenerazione urbana, tutela e valorizzazione del verde urbano ed extraurbano, parco, infrastrutturazione stazioni ferroviarie per il trasporto urbano, riqualificazione complessi monumentali, immobili storici, realizzazione di un campus scolastico polivalente;

   ad avviso dell'interrogante il quadro complessivo restituito da OpenPnrr sui suddetti progetti è allarmante dal momento che, a due anni dalla scadenza, risultano in ritardo la stragrande maggioranza dei progetti che la città metropolitana di Palermo dovrebbe realizzare;

   per scongiurare il rischio di perdere i finanziamenti per la realizzazione di importanti opere per la città metropolitana di Palermo occorre, ad avviso dell'interrogante, un intervento deciso volto a comprendere i motivi di tali ritardi individuando le soluzioni adeguate per sopperire al ritardo sin qui accumulato –:

   se il Ministro interrogato intenda intervenire urgentemente per verificare l'entità dei ritardi segnalati dalla piattaforma OpenPnrr in relazione ai 35 progetti il cui soggetto attuatore è la città metropolitana di Palermo e se tali ritardi possano comportare il rischio della perdita dei relativi finanziamenti qualora non venisse rispettata la timeline e la chiusura lavori entro il 2026 e in tal caso quali soluzioni intenda promuovere, per quanto di competenza, affinché tali ritardi possano essere colmati.
(4-03779)

AGRICOLTURA, SOVRANITÀ ALIMENTARE E FORESTE

Interrogazione a risposta in Commissione:


   ANDREA ROSSI, MARINO, VACCARI, FORATTINI e ROMEO. — Al Ministro dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste. — Per sapere – premesso che:

   il Sistema informativo agricolo nazionale (Sian) costituisce uno strumento essenziale per il settore agricolo italiano, in quanto punto di riferimento e interfaccia primaria per la gestione delle pratiche amministrative obbligatorie e delle comunicazioni istituzionali da parte delle aziende agricole;

   il comparto vitivinicolo italiano, che rappresenta una delle principali eccellenze del made in Italy e una voce significativa per l'economia del Paese, si affida quotidianamente al Sistema informativo agricolo nazionale per operazioni strategiche e altamente regolamentate, come la registrazione delle fasi di vendemmia, imbottigliamento, commercializzazione e controllo delle pratiche enologiche, essenziali per la tracciabilità e la qualità dei prodotti;

   negli ultimi giorni, diversi operatori del comparto vitivinicolo segnalano alcuni malfunzionamenti del Sistema informativo agricolo nazionale, con particolare riferimento alla sezione dei registri vitivinicoli. Disservizi che impedirebbero alle aziende di completare nei tempi previsti la comunicazione obbligatoria dei dati al Ministero, con conseguenti ritardi che rischierebbero di tradursi in sanzioni amministrative per le aziende interessate;

   diverse aziende vitivinicole non sono state in grado di trasmettere correttamente i dati richiesti per rispettare le tempistiche di legge, con la conseguenza che numerose aziende sono ora in una condizione di incertezza operativa e a rischio di penalizzazioni;

   incertezze e ritardi che si stanno verificando in un momento particolarmente delicato per il settore vitivinicolo, coincidente con il periodo della vendemmia, con le attività di imbottigliamento, con le difficili condizioni di mercato e le crescenti pressioni concorrenziali; momenti cruciali per le cantine italiane che necessitano di strumenti operativi affidabili per rispettare gli standard produttivi e normativi richiesti a livello nazionale ed europeo;

   questi problemi tecnici, se non risolti con tempestività, potrebbero comportare un danno economico e d'immagine per le aziende italiane, già esposte a competizioni internazionali e attese a rispondere a normative rigorose in tema di tracciabilità, qualità del prodotto e adempimenti fiscali e sanitari;

   la situazione ha sollevato preoccupazione tra gli agricoltori e i produttori, che richiedono una risposta rapida ed efficace per superare le criticità e garantire la piena operatività del sistema, a tutela della loro capacità di competere e della reputazione del settore –:

   quali interventi urgenti intenda adottare per garantire l'efficienza e la piena operatività dei registri vitivinicoli e degli altri servizi digitali indispensabili per il settore;

   se non ritenga necessario e urgente convocare un tavolo di confronto con la partecipazione del Ministero, di Agea e di tutti i principali attori della filiera agricola, per individuare e implementare soluzioni concrete e immediate che consentano alle aziende vitivinicole di procedere con le attività di imbottigliamento e commercializzazione senza ulteriori ritardi;

   se il Ministro interrogato stia valutando iniziative volte all'introduzione di misure compensative o agevolazioni temporanee a favore delle aziende colpite da questi malfunzionamenti, al fine di evitare che esse incorrano in sanzioni o subiscano penalizzazioni economiche a causa dei ritardi nella trasmissione dei dati dovuti all'inefficienza del sistema.
(5-03119)

DIFESA

Interrogazione a risposta scritta:


   PENZA. — Al Ministro della difesa, al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, al Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica. — Per sapere – premesso che:

   in data 24 ottobre 2024 sul «Quotidiano di Puglia» e sul giornale on line «Tarantobuonasera», sono, apparsi articoli con il quale un sindacato della Marina Militare ha chiesto ai vertici militari di monitorare l'aria nel porto industriale di Taranto dove sono presenti alcuni uffici della Capitaneria di Porto, in considerazione del fatto che ad una esplicita richiesta l'Arpa regionale ha risposto che nella zona «non ci sono stazioni di monitoraggio dell'aria» e che «le campagne di monitoraggio sono svolte esclusivamente nell'ambito di accordi con amministrazioni comunali o Autorità pubbliche»;

   la questione è stata per anni all'attenzione delle rappresentanze militari a tutti i livelli (il vecchio sistema di rappresentatività dei militari), soprattutto perché, ad oggi, l'immobile rientra a pieno nell'area S.i.n. (Sito di interesse nazionale);

   il 15 ottobre 2024 il Ministro Urso si è recato a Taranto al fine di riaccendere un altro altoforno e quindi con il fisiologico/potenziale aumento di produzione e inquinamento dell'aria –:

   quali siano gli intendimenti dei Ministri interrogati circa il posizionamento di centraline dell'aria sul comprensorio militare della Guardia costiera di Taranto sito nel porto industriale;

   se nelle more del posizionamento delle centraline intendano lasciare sul posto solo il personale strettamente necessario per il funzionamento dell'attività portuale.
(4-03781)

ECONOMIA E FINANZE

Interrogazione a risposta scritta:


   UBALDO PAGANO. — Al Ministro dell'economia e delle finanze, al Ministro del lavoro e delle politiche sociali, al Ministro delle imprese e del made in Italy. — Per sapere – premesso che:

   l'8 novembre 2024, l'amministratore delegato di Leonardo S.p.A., Roberto Cingolani, ha annunciato a mezzo stampa l'intenzione di «elaborare una trasformazione industriale che include un riposizionamento della struttura dei costi, una riconfigurazione delle piattaforme, una ristrutturazione della supply chain e rianalisi delle opportunità di business» con riferimento alla divisione aerostrutture;

   tale annuncio, dunque, preluderebbe a un'operazione di scorporo e cessione del ramo d'azienda della suddetta divisione, che interesserebbe in particolare gli stabilimenti di Grottaglie, Foggia, Pomigliano D'Arco e Nola;

   la divisione aerostrutture è in sofferenza finanziaria soprattutto a causa della crisi del colosso americano Boeing, con cui intrattiene un forte rapporto di committenza. Particolarmente critica è la situazione dello stabilimento di Grottaglie, in cui le attività sono quasi interamente legate alle commesse provenienti da Boeing;

   per il sito grottagliese, Leonardo S.p.A. ha già avanzato la richiesta di proroga di tredici settimane della cassa integrazione ordinaria per 931 dipendenti «fino al 16 febbraio 2025», una «sospensione dal lavoro a zero ore» proprio a causa del «protrarsi della contrazione dei volumi produttivi, con conseguente riduzione delle ore di lavoro»;

   il 13 novembre 2024 era previsto un incontro tra i vertici di Leonardo e le organizzazioni sindacali per fare il punto sulla situazione occupazionale dello stabilimento tarantino ma i sindacati hanno annunciato che non vi avrebbero partecipato proprio per le incertezze derivanti dalle dichiarazioni di Cingolani in merito alla richiamata «trasformazione industriale» della divisione aerostrutture;

   il disimpegno di Leonardo sullo stabilimento di Grottaglie rappresenterebbe un ulteriore fronte di crisi in un territorio già fortemente falcidiato da crisi industriali e disoccupazione, anche a causa della incerta situazione dell'ex Ilva –:

   se intendano, per quanto di competenza, fornire esaustivi chiarimenti circa le intenzioni dei vertici di Leonardo con riguardo al futuro della divisione aerostrutture e, in particolare, dello stabilimento di Grottaglie;

   se e quali iniziative intendano intraprendere per migliorare la grave situazione occupazionale del suddetto sito;

   se intendano chiarire quali iniziative saranno adottate per evitare, in caso di scorporo e cessione della divisione aerostrutture, ripercussioni sui lavoratori attualmente impiegati nella divisione.
(4-03775)

FAMIGLIA, NATALITÀ E PARI OPPORTUNITÀ

Interrogazione a risposta in Commissione:


   GHIO, FERRARI, FORATTINI e MANZI. — Al Ministro per la famiglia, la natalità e le pari opportunità, al Ministro dell'università e della ricerca. — Per sapere – premesso che:

   nel nostro Paese continua la lunga serie di molestie maschili ai danni delle donne, che vanno ad incrementare la cultura patriarcale di sopraffazione e violenza che, come evidenziato dai dati drammatici, nei casi più gravi sfociano in situazioni senza ritorno;

   da notizie a mezzo stampa si apprende del caso di un professore associato della Facoltà di architettura dell'Università di Genova, indagato per aver usato l'intelligenza artificiale per rubare le foto social di almeno sei studentesse e trasformarle in materiale pornografico poi condiviso su una chat di Telegram;

   l'indagine è partita dopo l'esposto del Rettore dell'Università, il docente indagato è stato sospeso subito dall'incarico ed è stata avviata una indagine attraverso gli strumenti della Polizia postale;

   a seguito dell'episodio ci sono stati mobilitazioni e confronti fra gli studenti dell'Ateneo che hanno evidenziato come il problema è più articolato e, come in altri contesti formativi e lavorativi, si inserisce in un contesto asimmetrico di potere;

   il Comitato pari opportunità dell'Università ha presentato un progetto per l'attivazione di uno sportello antiviolenza in Ateneo, frutto di un lavoro approfondito e specializzato e che prevede il coinvolgimento diretto dei centri antiviolenza presenti sul territorio;

   il progetto pare sia stato accantonato per procedere con l'attivazione di un punto di ascolto a partire dal prossimo anno –:

   se il Governo sia a conoscenza del gravissimo episodio di molestie accaduto all'Università di Genova, che si affianca a quanto accaduto anche in altri atenei italiani, e quali iniziative di competenza abbia messo in campo per monitorare e contrastare il fenomeno, se non ritenga, per quanto di competenza, favorire l'iter delle iniziative parlamentari volte ad introdurre azioni di contrasto alle molestie aggravate da situazioni di asimmetria nella distribuzione del potere;

   se il Governo non ritenga assolutamente necessario ed urgente sostenere anche con fondi specifici e con il coinvolgimento dei centri antiviolenza, ideatori del metodo di accoglienza e detentori di un sapere frutto della consolidata esperienza, l'avvio di uno sportello antiviolenza presso le Università italiane;

   se, dato che non si tratta di una questione episodica ma strutturale in diversi Atenei, il Governo non ritenga di sostenere, per quanto di competenza, l'attivazione di percorsi di educazione affettiva per gli studenti e di formazione degli operatori nelle Università italiane.
(5-03123)

IMPRESE E MADE IN ITALY

Interrogazione a risposta orale:


   GHIRRA e GRIMALDI. — Al Ministro delle imprese e del made in Italy, al Ministro del lavoro e delle politiche sociali, al Ministro dell'economia e delle finanze, al Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica. — Per sapere – premesso che:

   Versalis è la società chimica del Gruppo Eni impegnata nei settori della petrolchimica e che opera a livello nazionale e internazionale nei settori della chimica di base e degli intermedi, delle materie plastiche, delle gomme e della chimica da fonti rinnovabili;

   a ottobre 2024 l'Eni ha anticipato il piano di trasformazione e decarbonizzazione di Versalis, che si concluderà nel 2029, e che prevede investimenti di circa 2 miliardi di euro per i prossimi 5 anni in funzione dell'obiettivo di ridurre le emissioni di CO2 di circa 1 milione di tonnellate, pari a circa il 40 per cento delle attuali emissioni di Versalis in Italia, ma anche la chiusura degli impianti di cracking a Brindisi e a Priolo e del polietilene a Ragusa;

   è ovviamente forte l'incertezza dei lavoratori e delle organizzazioni sindacali del comparto chimico, per le scelte contenute nel piano strategico di Eni Versalis;

   le scelte di politica industriale del Governo e gli effetti delle strategie di Eni-Versalis rischiano di compromettere la produzione dell'intera filiera della chimica di base in Italia, e questo produce una inevitabile e giustificata preoccupazione per il mantenimento occupazionale dei lavoratori diretti e dell'indotto;

   in realtà l'unica chiusura prevista è quella dello stabilimento di Ragusa, programmata per il 31 dicembre 2024. Gli impianti di etilene di Priolo continueranno a funzionare almeno per un altro anno, producendo la materia prima necessaria a poter mantenere operativo anche lo stabilimento di Ragusa, così come lo stabilimento di Brindisi continuerà a produrre etilene per alimentare il suo impianto di polimeri;

   la chiusura per riconversione degli impianti Eni Versalis ha portato in piazza a Ragusa il 12 novembre 2024, i sindacati della chimica ed energia (Filctem, Femca, Uiltec) che hanno proclamato uno sciopero generale dei lavoratori e dell'indotto, ribadendo che la decisione di Eni di chiudere lo stabilimento siciliano rappresenta non solo un danno per i lavoratori diretti e indiretti, ma anche un pesante danno al territorio e un tradimento della storia industriale che ha dato impulso all'intera economia ragusana;

   come hanno ribadito con forza i sindacati, «la “riconversione” di un impianto non può generare disoccupazione» –:

   se non si intenda intervenire, per quanto di competenza, al fine di considerare un piano alternativo alla chiusura di stabilimenti di cui in premessa, e comunque un piano graduale di riqualificazione, a cominciare dagli stabilimenti di Ragusa, in grado di garantire i livelli occupazionali, diretti e indiretti, e l'economia, per una riconversione capace di preservare i posti di lavoro e l'identità industriale dei relativi territori.
(3-01559)

Interrogazione a risposta in Commissione:


   AMENDOLA e SARRACINO. — Al Ministro delle imprese e del made in Italy, al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. — Per sapere – premesso che:

   in data 14 febbraio 2024 l'interrogante aveva depositato un altro atto di sindacato ispettivo, 5-02002 in merito alla vertenza Callmat a cui ad oggi non è ancora pervenuta risposta;

   con quella interrogazione si chiedeva quali iniziative il Governo intendesse assumere al fine di convocare un tavolo nazionale per la suddetta vertenza e individuare soluzioni industriali che preservino i livelli occupazionali della Callmat, richiamando Tim alle proprie responsabilità, garantendo gli attuali livelli di committenza per l'azienda lucana;

   Callmat è un call center che occupa attualmente oltre 400 unità lavorative;

   suddetta azienda, dopo la riduzione della commessa da parte di Tim, ha annunciato 129 esuberi a breve con la prospettiva di altri 100 ulteriori esuberi;

   si tratta di numeri rilevantissimi e la monocommessa pone non pochi problemi di prospettiva e di tenuta della realtà materana;

   occorre tempestivamente intervenire anche in relazione alle altre vertenze che la riduzione delle commesse Tim sta comportando per altre realtà sul territorio nazionale;

   in data 27 novembre 2024 è prevista una riunione per realtà analoga con la regione Calabria in ragione del ridimensionamento della commessa Tim di cui in premessa a cui sarebbe necessario che si unisse anche la vertenza lucana –:

   se il Governo intenda convocare per il 27 novembre 2024 anche la regione Basilicata e la Callmat al fine di salvaguardare i livelli occupazionali di Callmat, scongiurando i licenziamenti, tutelando la professionalità dei lavoratori e procedendo ad una verifica di nuove prospettive industriali diversificando le commesse.
(5-03121)

Interrogazioni a risposta scritta:


   PAVANELLI. — Al Ministro delle imprese e del made in Italy, al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. — Per sapere – premesso che:

   la crisi attraversata dal settore dell'automotive non ha risparmiato la Sigit di San Giustino che ha deciso di attivare – per un periodo ad oggi indeterminato – la cassa integrazione a zero ore per i 45 dipendenti impegnati nelle attività legate alla gomma e alla plastica dello stabilimento;

   in risposta a tale improvvisa e unilaterale decisione, le organizzazioni sindacali hanno proclamato lo stato di agitazione con attivazione di un'assemblea permanente dei dipendenti almeno fino al prossimo incontro sindacale previsto per il 15 novembre 2024;

   a destare forti preoccupazioni sulle sorti del sito produttivo contribuisce la scelta operata nei mesi scorsi dall'azienda di trasferire numerosi macchinari e stampi produttivi al fine di sostenere altre realtà aziendali;

   la Sigit S.p.A. rappresenta una realtà industriale fondamentale per l'economia interna del territorio umbro –:

   se siano a conoscenza dei reali motivi che si pongono alla base dell'improvvisa decisione della Sigit S.p.A. di attivare la cassa integrazione per 45 lavoratori dello stabilimento di San Giustino e quali iniziative urgenti intendano porre in essere per garantire la continuità operativa e occupazionale del sito produttivo;

   se non intendano avviare un tavolo di lavoro interistituzionale con l'obiettivo di affrontare l'impatto sulle aziende italiane della crisi mondiale che investe il settore dell'automotive.
(4-03776)


   GRIMALDI e GHIRRA. — Al Ministro delle imprese e del made in Italy, al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. — Per sapere – premesso che:

   nel 2020 cinquecento operai di Mirafiori con ridotte capacità lavorative, con un'età media di 57-58 anni e afflitti da problemi di salute e dall'usura delle articolazioni a causa del lavoro ripetitivo della catena di montaggio in fabbrica, erano stati inviati al reparto destinato alla produzione di dispositivi anti-Covid e per un anno e mezzo hanno lavorato alla produzione di mascherine;

   nel 2020, infatti, nei giorni più bui della pandemia, Stellantis e l'allora commissario straordinario per l'emergenza COVID-19 avevano siglato un patto per il quale Stellantis aveva ottenuto una commessa pubblica da 240 milioni di euro circa per produrre 27 milioni di mascherine al giorno da destinare alle scuole italiane;

   il contratto si è poi concluso a fine 2021 a causa di alcuni lotti risultati, secondo il Ministero della salute, non conformi;

   quella commessa aveva comunque garantito a cinquecento operai con ridotte capacità fisiche di continuare ad avere un lavoro e uno stipendio pieno;

   di questi operai la metà è uscita dal gruppo, tra pensionamenti e adesioni agli incentivi all'esodo volontario mentre l'altra metà è andata in cassa integrazione, prima straordinaria, poi in solidarietà;

   per questi 250 lavoratori in attesa di una ricollocazione la cassa integrazione è terminata e al momento non si intravedono soluzioni certe né per il loro futuro lavorativo né nell'individuazione di politiche di sostegno al reddito;

   il ricorso massiccio degli ultimi anni allo strumento della cassa integrazione a Mirafiori ha esaurito il monte ore di ammortizzatori sociali a disposizione e il nuovo fermo produttivo delle «Carrozzerie», di un mese, da dicembre fino all'Epifania, non agevola certo il ricollocamento di questi lavoratori;

   il 2025 si annuncia complicato per tutti i lavoratori dello stabilimento di Mirafiori e dunque, diventa indispensabile, ad avviso degli interroganti, che il Governo convochi l'azienda per discutere tutte le misure da adottare per sostenere il reddito dei lavoratori a partire dall'estensione dei contratti di solidarietà, laddove è possibile, fino all'arrivo in linea della 500 ibrida, previsto per novembre 2025, che dovrebbe garantire occupazione e rilancio dei volumi produttivi;

   per i lavoratori dell'ex reparto mascherine occorre individuare immediatamente almeno una proroga degli ammortizzatori sociali e, in prospettiva, una soluzione di impiego adeguata –:

   se intendano convocare urgentemente Stellantis e le organizzazioni sindacali per individuare opportune soluzioni che garantiscano ai circa 250 operai ex addetti alla produzione di mascherine una soluzione di impiego adeguata e, per garantire loro, nell'immediato, misure di sostegno al reddito, a partire dalla proroga degli ammortizzatori sociali e dall'estensione dei contratti di solidarietà almeno fino a quando l'arrivo in linea di nuovi modelli non consentiranno di occupare nuovamente questi operai.
(4-03780)

INFRASTRUTTURE E TRASPORTI

Interrogazioni a risposta in Commissione:


   IARIA. — Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. — Per sapere – premesso che:

   la chiusura del ponte di Bassignana sulla strada provinciale 78 ha generato significativi disagi per i pendolari e gli studenti che quotidianamente si spostano verso Valenza dai comuni limitrofi, creando un impatto negativo sulla mobilità e sull'accesso ai servizi educativi e lavorativi;

   il percorso alternativo attualmente in uso, che prevede il passaggio attraverso la provinciale 82 e la statale 492, comporta un notevole allungamento dei tempi di percorrenza, aggravato da problematiche di traffico, specialmente nelle ore di punta;

   diverse aziende, tra cui Bulgari e Tca, hanno adottato misure temporanee per mitigare i disagi per i propri dipendenti, come l'aumento dei servizi di navetta e l'offerta di buoni benzina, evidenziando la necessità di interventi strutturali per garantire una mobilità sostenibile e adeguata;

   i sindaci dei comuni interessati hanno richiesto soluzioni immediate e fondi aggiuntivi per potenziare il trasporto pubblico e il servizio scuolabus, evidenziando l'urgenza di affrontare la situazione;

   attualmente, né la provincia di Alessandria né la regione Piemonte, attraverso l'agenzia della mobilità piemontese che gestisce il trasporto pubblico regionale, hanno fornito le risorse necessarie per garantire i servizi richiesti più volte dai sindaci dei territori colpiti dalla chiusura del ponte;

   è fondamentale individuare una soluzione definitiva per il ripristino della circolazione sul ponte di Bassignana, con tempi e modalità di attuazione chiari, al fine di garantire l'efficienza della rete viaria provinciale;

   il presidente della provincia ha reso noto di aver chiesto al Ministero lo stanziamento di risorse per l'opera in questione –:

   se e come intenda intervenire, a fronte delle richieste del Presidente della provincia e per quanto di competenza, affinché vengano stanziate risorse adeguate per il ripristino della circolazione sul ponte di Bassignana e per l'ampliamento del trasporto pubblico e del servizio scuolabus, come richiesto dai sindaci dei comuni colpiti, garantendo così una risposta tempestiva ed efficace alle esigenze di mobilità dei cittadini e degli studenti della provincia di Alessandria.
(5-03118)


   IARIA. — Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. — Per sapere – premesso che:

   il «Progetto condiviso di sviluppo del territorio piemontese per valorizzare le opportunità legate alla linea AV/AC terzo valico dei Giovi» prevede la realizzazione di infrastrutture strategiche per migliorare la connettività e il potenziale economico della regione Piemonte, attraverso la costruzione di opere viarie e difese spondali;

   il secondo lotto funzionale del progetto comprende specificamente la realizzazione del tratto di viabilità tra Spinetta Marengo e la Via Stortigliona, nonché le difese spondali già previste nello studio di fattibilità tecnica economica redatto dallo studio Ethos engineering s.r.l.;

   il primo lotto del progetto, relativo alla costruzione del secondo Ponte sul Bormida, ha già visto la realizzazione dello studio di fattibilità tecnico economica con un importo complessivo di circa euro 57.800.000, mentre per il secondo lotto è disponibile la progettazione definitiva da aggiornare al 2024;

   il secondo lotto funzionale include opere stradali, la rotatoria in corrispondenza della strada Stortigliona e il collegamento con la strada statale n. 10, oltre alle difese spondali necessarie per la protezione della sponda destra del fiume Bormida;

   è previsto l'avvio del procedimento per la valutazione dello studio di fattibilità del primo lotto e della progettazione definitiva del secondo lotto, attraverso la convocazione di una conferenza dei servizi che coinvolgerà tutti gli enti interessati, tra cui regione Piemonte, Aipo, provincia di Alessandria, Arpa Piemonte e Amag spa;

   l'amministrazione ha manifestato l'intenzione di proseguire nella ricerca di soluzioni adeguate per il reperimento delle risorse necessarie all'attuazione del progetto condiviso, anche attraverso interlocuzioni con Rete ferroviaria italiana – R.f.i. s.p.a. per la ricerca di ulteriori fonti di finanziamento –:

   se intenda, per quanto di competenza, fornire chiarimenti in merito alle tempistiche e alle modalità di attuazione delle opere previste nel secondo lotto funzionale del progetto, nonché di illustrare le strategie adottate per garantire il reperimento delle risorse finanziarie necessarie e il coinvolgimento degli enti competenti nella conferenza dei servizi, al fine di assicurare un'efficace realizzazione delle infrastrutture programmate.
(5-03120)

Interrogazioni a risposta scritta:


   PASTORINO. — Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. — Per sapere – premesso che:

   venerdì 8 novembre 2024, il treno Frecciargento 8556 Roma-Genova è partito dalla stazione della Capitale con un anticipo di ben 50 minuti, lasciando a terra numerosi passeggeri. Come riportato dalla stampa, testimoniato dai viaggiatori coinvolti e confermato dalla stessa Trenitalia, il treno sarebbe dovuto partire alle ore 16 e 20 dalla stazione Termini ha anticipato la partenza alle ore 15 e 30. La ragione risiederebbe in una scelta della compagnia;

   secondo il personale di Trenitalia, la decisione di anticipare la partenza è stata necessaria per garantire la puntualità. Il motivo della scelta risiede nell'impraticabilità della linea ad alta velocità nel tratto Roma-Firenze a causa di lavori in corso, che avrebbe costretto gli addetti a modificare il percorso del treno sulla vecchia linea, utilizzando l'unico slot disponibile;

   quindi per evitare il problema si è anticipata la partenza. Se non ci fosse il danno grave all'utenza verrebbe da sorridere ma la situazione dei trasporti nazionali, specialmente dei collegamenti con la Liguria, è tragica. Raggiungere Genova sta diventando molto complesso, i biglietti aerei sono inaccessibili ai più e i treni ormai completamente inaffidabili. L'8 novembre 2024 i viaggiatori erano increduli e arrabbiati, nonostante siano abituati, loro malgrado, a imprevisti, lavori, scioperi e ritardi, mai si sarebbero aspettati una situazione simile: cinquanta minuti di anticipo;

   la stampa l'ha definita «gestione creativa di Trenitalia» ma la realtà è che si è trattato di un inaccettabile disservizio, di cui sarà necessario rispondere individuando la responsabilità, che si inserisce in un contesto di ritardi, cancellazioni e mancata garanzia di collegamenti –:

   quali ulteriori informazioni intenda fornire con riferimento ai fatti esposti in premessa e quali azioni di competenza voglia porre in essere per evitare che un tale disservizio possa riproporsi nel prossimo futuro.
(4-03777)


   PENZA. — Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. — Per sapere – premesso che:

   secondo quanto riferisce l'associazione senza scopo di lucro Federcasa, il nostro Paese è interessato da una significativa problematica legata al cosiddetto social housing. In particolare, si evince che la richiesta di alloggi risulta decisamente sproporzionata rispetto all'esigua offerta di mercato;

   quanto esposto è tornato all'attenzione pubblica a seguito delle recenti proteste del mondo studentesco contro l'elevato caro fitti, ma riveste, in realtà, una portata di gran lunga più ampia;

   il fenomeno non è circoscritto a una singola classe sociale o professionale, bensì trova ampia diffusione a livello nazionale. Secondo i dati forniti dall'Ocse nel 2023, ad oggi si registrano circa 650.000 domande che risultano prive di assegnazione, con un alloggi pubblici pari al 3,8 per cento del totale degli immobili disponibili;

   in alcune circostanze, si manifesta anche un fenomeno inverso: in vari comuni italiani si registra una gestione inadeguata delle risorse disponibili, con moltissimi alloggi rimasti sfitti. In altri casi, si rileva una carenza di risorse necessarie e sufficienti per la ristrutturazione degli stessi;

   alla luce di quanto esposto, l'interrogante riporta anche un caso specifico riguardante l'isola d'Ischia e in particolare il comune di Forio. Secondo quanto l'interrogante apprende da un consigliere comunale della suddetta amministrazione, in data 19 agosto 2024, l'Agenzia campana per l'edilizia residenziale (ACER) ha inviato una comunicazione Pec all'ente ischitano riferendo della disponibilità di un alloggio pronto per l'assegnazione in via Baiola, Monterone (codice alloggio 3180001035);

   tuttavia, l'interrogante è stato notiziato che, in data 22 ottobre 2024, gli uffici competenti del dipartimento di Napoli risultano ancora in attesa della comunicazione del nominativo dell'avente diritto all'assegnazione dell'alloggio in questione;

   come evidenziato dalla graduatoria definitiva degli idonei all'assegnazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica (Erp), redatta in conformità al regolamento regionale n. 11/2019, articolo 11, nel territorio di Forio d'Ischia risultano attualmente ventotto domande ammesse, che attendono uno degli immobili messi a disposizione dall'Acer –:

   se il Ministro in interrogato sia a conoscenza dei fatti esposti e se intenda adottare iniziative specifiche per risolvere la problematica delle lunghe attese che si riscontrano nell'assegnazione degli alloggi pubblici;

   quali siano le modalità attraverso cui il Ministro interrogato intenda incrementare l'offerta di alloggi pubblici, con l'obiettivo di risolvere le succitate criticità.
(4-03782)

ISTRUZIONE E MERITO

Interrogazione a risposta scritta:


   MANZI. — Al Ministro dell'istruzione e del merito. — Per sapere – premesso che:

   come si apprende da alcuni articoli pubblicati sulle testate online che si occupano di scuola, le graduatorie di merito del concorso per titoli ed esami di cui al decreto ministeriale 26 ottobre 2023, n. 206 (concorso cosiddetto «Pnrr 1») presentano una incongruità: in particolare, alcuni candidati – pur avendo superato le prove con voti molto alti – non compaiono in graduatoria;

   gli uffici dell'amministrazione scolastica regionale, secondo quanto riferito dai candidati, non danno alcuna risposta alle legittime richieste di chiarimento;

   in questo modo, appare impossibile verificare la trasparenza e la correttezza del lavoro effettuato dalla commissione di concorso in modo che si possa, con cognizione di causa, decidere se proporre o meno ricorso avverso l'esclusione dalla graduatoria;

   a parere dell'interrogante la mancata risposta alle domande legittime dei docenti mina il principio di trasparenza effettiva che dovrebbe consentire a tutti i partecipanti che hanno superato le prove e per i quali siano stati valutati i titoli, di conoscere il proprio punteggio;

   l'istanza di accesso agli atti non risolverebbe il vulnus poiché in questa particolare fattispecie ci troviamo di fronte a casi di candidati che hanno superato le prove e non di candidati che contestano la valutazione della prova –:

   come si intenda intervenire per garantire l'effettiva trasparenza degli atti della pubblica amministrazione e consentire a tutti i docenti del suddetto concorso che hanno superato le prove di conoscere il loro punteggio finale.
(4-03783)

LAVORO E POLITICHE SOCIALI

Interrogazioni a risposta in Commissione:


   MATERA, CONGEDO e TESTA. — Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali, al Ministro dell'economia e delle finanze, al Ministro della giustizia. — Per sapere – premesso che:

   secondo quanto risulta dalla relazione illustrativa, la Cassa nazionale di previdenza e assistenza dei ragionieri e periti commerciali, ha deliberato nelle scorse settimane, una serie di modifiche al proprio statuto, le cui revisioni prevedono una nuova denominazione, al fine di includere anche quegli esperti contabili che dal 2016, sono tenuti ad iscriversi al medesimo ente;

   fra le modifiche più rilevanti, si evidenzia la volontà di rendere la nuova figura del presidente, indipendente e più rappresentativa, che diventerebbe pertanto soggetto a sé stante rispetto al Cda in quanto eletto direttamente dai delegati, ed inoltre a differenza di come avviene attualmente, (ovvero che l'elezione del presidente spetta al Cda composto da 11 consiglieri), all'interno delle proposte correttive, vi sarebbe l'intenzione di eleggere il presidente dall'assemblea dei delegati, in tutto 157, attraverso il voto segreto;

   secondo il presidente Pagliuca, l'elezione diretta da parte dell'assemblea aumenterebbe la democraticità, in quanto con l'attuale meccanismo, le liste dei candidati sono spesso frutto di accordi, mentre con le nuove regole la medesima figura (che resterà in carica quattro anni e potrà essere eletto per un massimo di due mandati) sarebbe invece espressione direttamente dell'assemblea;

   tra i cambiamenti allo studio del Cnpr, ci sarebbe inoltre anche quello di elevare da 11 a 12 i componenti del Cda, la cui carica potrà essere per quattro esercizi, con un rinnovo di tre mandati consecutivi;

   prevista anche l'eliminazione dei rappresentanti dei Ministeri del lavoro e delle politiche sociali e della giustizia, rispettivamente: tra i membri del Cda e del collegio sindacale, poiché a giudizio del presidente Pagliuca, se il Ministero del lavoro riveste un ruolo di vigilanza ai sensi della legge febbraio 1963, n. 160, esso non può essere rappresentato all'interno dello stesso Cda, che invece rappresenta un organo decisionale;

   a giudizio degli interroganti, le suesposte osservazioni destano sconcerto e preoccupazione, in relazione alle profonde e radicali modifiche statutarie che il Cnpr intenderebbe introdurre, la cui volontà appare indirizzata su una serie di novità soprattutto riferite alla composizione degli organi collegiali, la cui necessità di modificare lo statuto appare, a parere degli interroganti, non necessaria;

   se da un lato, lo scopo di tali modifiche, secondo quanto sostiene Pagliuca, è quello di rendere la figura del presidente indipendente dal Cda, dall'altro invece a giudizio degli interroganti, tali revisioni appaiono rivoluzionarie e non condivisibili, considerato che la stessa immagine del presidente, passa dall'essere primus inter pares, nominato dal Cda al suo interno, a organo a sé stante, eletto direttamente dal comitato dei delegati, con voto segreto;

   desta altresì perplessità l'ulteriore modifica statutaria che il Cnpr intenderebbe introdurre, che a parere degli interroganti evidenzia più il desiderio di consolidare la figura al vertice da parte del presidente in carica, (già al suo terzo mandato) che una volontà riformatrice di modernizzare l'ente, considerato che l'articolo 29, comma 8, prevede una norma transitoria, secondo la quale per il solo presidente, il computo dei mandati parte successivamente all'entrata in vigore della norma, consentendogli pertanto di rimanere teoricamente per altri tre mandati a capo dell'ente –:

   quali valutazioni di competenza i Ministri interrogati intendano esprimere con riferimento a quanto esposto in premessa;

   se condividano, per quanto di competenza, la volontà da parte della Cassa nazionale di previdenza e assistenza dei ragionieri e periti commerciali di introdurre le modifiche statutarie in premessa riportate;

   in caso negativo, quali iniziative di competenza urgenti e necessarie intendano prevedere affinché sia sospesa la decisione del consiglio di amministrazione dell'Ente, le cui intenzioni, rappresentano a giudizio degli interroganti un pericolo per i princìpi democratici e un'equa rappresentanza.
(5-03117)


   MORASSUT, SCOTTO, SARRACINO, FOSSI, GRIBAUDO e LAUS. — Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. — Per sapere – premesso che:

   Gsa, Gruppo servizi associati, è una società fondata nel 1997 specializzata nel campo della security e della facility offrendo servizi di guardiania, portierato e vigilanza antincendio;

   conta circa 6.000 dipendenti, ha sede legale a Roma e direzione generale a Tavagnacco (Udine) e dal 2021 il 70 per cento è controllato dai Fondi di Investimento Alternativo, Eurizon ITEя ed Eurizon ITEя ELTIF attraverso Eurizon (Gruppo Intesa San Paolo);

   lavora su commesse importanti e molto remunerative tra le stazioni appaltanti figura Autostrade per l'Italia, il Traforo del Monte Bianco, la A24 e A25 (Gran Sasso), Grandi Stazioni (Roma Termini e Tiburtina, Firenze Santa Maria Novella, Palermo, Bari), Fincantieri, le ATS di Sardegna, Toscana, Lombardia e Friuli, la Rai e diversi enti pubblici;

   il Ccnl che Gsa applica nella stragrande maggioranza delle proprie commesse è quello stipulato tra Anisa e la Confsal Vigili del Fuoco: un Ccnl ad avviso degli interroganti davvero pirata, considerando che contempla esclusivamente lo sciopero virtuale, riconosce il lavoro straordinario solo dopo la 173ª ora mensile, su un nastro orario di 24 ore individua una turnazione da 12 ore al giorno per 20 giorni consecutivi e 10 giorni di riposo, non è prevista alcuna maggiorazione per il lavoro notturno, l'ultimo rinnovo è avvenuto il 10 febbraio del 2022 dopo una vacanza contrattuale di 9 anni riconoscendo un aumento a regime pari a 36 euro al livello F, dove sono inquadrati la maggior parte dei lavoratori, con una paga oraria lorda inferiore ai 7 euro;

   numerosi lavoratori che hanno deciso di denunciare le loro condizioni di lavoro e retributive chiedendo a Gsa l'applicazione del Ccnl che le organizzazioni sindacali sottoscrivono con Angaf per l'intero settore delle guardie ai fuochi (servizi integrativi antincendio), un Ccnl di tutto rispetto con salari dignitosi: a parità di livello di inquadramento tra questo contratto e quello che applica Gsa ci sono 387 euro di differenza sul minimo tabellare senza contare il cosiddetto effetto trascinamento su Tfr, straordinario, e altro;

   nelle more del raggiungimento di questo obiettivo le organizzazioni sindacali hanno realizzato a livello nazionale alcuni accordi per migliorare le condizioni di lavoro e retributive di questi lavoratori che per garantirsi uno stipendio di 1.200/1.400 euro devono rendersi disponibili per non meno di 17 turni al mese ovviamente da 12 ore;

   i sindacati oltre a proclamare uno sciopero nazionale di due ore per il 7 ottobre 2024 hanno rappresentato anche alle stazioni appaltanti queste condizioni davvero pessime ma anche oggi nessun risultato –:

   quali iniziative di competenza intenda adottare al fine di tutelare i diritti dei lavoratori della Gsa e garantire la corretta applicazione del Ccnl.
(5-03122)

SALUTE

Interrogazione a risposta scritta:


   PATRIARCA. — Al Ministro della salute. — Per sapere – premesso che:

   la malattia di Alzheimer è la forma più comune di demenza degenerativa, si tratta infatti di una grave patologia che deteriora progressivamente le cellule nervose, minando le persone della memoria, dell'indipendenza, delle capacità relazionali e, in ultima analisi, della vita stessa;

   l'Oms stima che l'Alzheimer e le altre demenze rappresentino la settima causa di morte nel mondo: i casi di demenza sono più di 55 milioni e la forma più comune è la malattia di Alzheimer. In Italia, secondo le stime più recenti dell'Osservatorio demenze dell'Istituto superiore di sanità (Iss), circa 1.200.000 persone soffrono di demenza (di cui il 50-60 per cento sono malati di Alzheimer, circa 600.000 persone) e quasi 900.000 con disturbo neurocognitivo minore;

   in Italia, già nel 2014 è stato approvato dalla Conferenza unificata tra il Governo e le regioni il Piano nazionale demenze contenente indicazioni per promuovere e migliorare gli interventi nel campo delle demenze per le terapie e per il sostegno e l'accompagnamento del malato e dei familiari lungo tutto il percorso di cura. Successivamente, con la legge di bilancio 2021 è stato istituito il Fondo per l'Alzheimer e demenze, una delle iniziative di maggior impatto sul tema delle patologie neurodegenerative, con una dotazione pari a 5 milioni di euro l'anno per il 2021, 2022 e 2023, da utilizzare per finanziare le linee di azione previste dalle regioni/PA in applicazione del Piano nazionale delle demenze. La legge di bilancio 2024 ha poi rifinanziato il Fondo con 4,9 milioni di euro per l'anno corrente, e 15 milioni per ciascuno degli anni 2025 e 2026;

   l'istituzione dell'Intergruppo parlamentare Alzheimer neuroscienze, che vede unite tutte le forze politiche insieme alla comunità scientifica e associativa, rappresenta un importante segnale di attenzione politica e di impegno a garantire una gestione più efficace del paziente;

   nonostante l'impegno del nostro Paese a livello nazionale e internazionale testimoniato anche dalle Joint Actions (JAs), contenute nel Programma per l'azione dell'Unione europea nel campo della salute per il periodo 2021-2027 (EU4Health) che ha individuato, tra le aree prioritarie, la prevenzione e la diagnosi precoce delle malattie neurologiche, resta ancora molto da poter fare per soprattutto in riferimento alla diagnosi e all'accesso alle cure nelle fasi più precoci della malattia;

   grazie alla ricerca e al progresso della scienza infatti, promettenti terapie innovative che rallentano in modo rilevante il decadimento cognitivo causato dell'Alzheimer sono all'orizzonte e possono rappresentare una straordinaria opportunità per milioni di pazienti fino ad oggi senza nessuna alternativa terapeutica disponibile, come sottolinea anche la comunità scientifica. Oggi tali terapie sono state approvate dalle autorità regolatorie degli Stati Uniti, Regno Unito, Giappone, Emirati Arabi Uniti, Israele, dimostrando un valore terapeutico per molti pazienti e per le loro famiglie, mentre a livello europeo ancora si attende la conclusione della valutazione propedeutica a dare avvio all'approvazione a livello nazionale –:

   se e quali iniziative di competenza il Ministro intenda intraprendere per garantire ai pazienti italiani affetti da Alzheimer le cure e le terapie più avanzate e innovative, così da poter assicurare il massimo beneficio possibile per il trattamento precoce della malattia, riducendo il rischio per i pazienti di passare allo stadio successivo del morbo.
(4-03778)

Apposizione di una firma ad una interrogazione.

  L'interrogazione a risposta immediata in Assemblea Foti n. 3-01557, pubblicata nell'allegato B ai resoconti della seduta del 12 novembre 2024, deve intendersi sottoscritta anche dal deputato Vinci.