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Resoconto dell'Assemblea

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XIX LEGISLATURA

Allegato A

Seduta di Venerdì 11 luglio 2025

COMUNICAZIONI

Missioni valevoli
nella seduta dell'11 luglio 2025.

  Albano, Bagnai, Barbagallo, Barelli, Battistoni, Bellucci, Benvenuto, Bignami, Bitonci, Bonetti, Boschi, Braga, Brambilla, Calderone, Carloni, Casasco, Cavandoli, Cecchetti, Centemero, Cesa, Cirielli, Colosimo, Alessandro Colucci, Sergio Costa, Deidda, Della Vedova, Delmastro Delle Vedove, Donzelli, Ferrante, Ferro, Foti, Frassinetti, Freni, Gava, Gebhard, Gemmato, Giachetti, Giglio Vigna, Giorgetti, Gribaudo, Guerini, Gusmeroli, Lacarra, Leo, Lollobrigida, Lupi, Maccari, Mangialavori, Mazzi, Meloni, Michelotti, Minardo, Molinari, Mollicone, Molteni, Morrone, Mulè, Osnato, Nazario Pagano, Pichetto Fratin, Prisco, Rampelli, Riccardo Ricciardi, Richetti, Rixi, Rizzetto, Roccella, Romano, Rotelli, Scerra, Schullian, Siracusano, Sportiello, Tajani, Trancassini, Traversi, Tremonti, Vaccari, Varchi, Vinci, Zaratti, Zoffili.

Annunzio di proposte di legge.

  In data 10 luglio 2025 sono state presentate alla Presidenza le seguenti proposte di legge d'iniziativa dei deputati:

   AIELLO: «Disposizioni e delega al Governo per la stabilizzazione dei lavoratori impiegati in lavori socialmente utili o in lavori di pubblica utilità e per l'integrazione della loro posizione assicurativa ai fini dell'erogazione del trattamento pensionistico» (2505);

   ROMEO ed altri: «Modifica all'articolo 5 della legge 11 gennaio 2018, n. 3, e altre disposizioni concernenti l'istituzione della figura professionale del chinesiologo nell'area delle professioni sociosanitarie» (2506);

   MAIORANO ed altri: «Concessione di una medaglia d'onore alla memoria dei militari italiani caduti o dispersi e ai reduci della campagna di Russia tra il 1941 e il 1943» (2507);

   RIZZETTO: «Istituzione della Giornata nazionale per il contrasto dell'inattività giovanile, al fine di promuovere l'inclusione sociale, formativa e lavorativa dei giovani che non frequentano la scuola né svolgono attività lavorative, di tirocinio o di apprendistato» (2508);

   LAUS: «Modifica all'articolo 51 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, in materia di esclusione dal reddito di lavoro dipendente delle prestazioni di servizi di ricarica elettrica dei mezzi di trasporto fornite dal datore di lavoro, nonché istituzione di un fondo per la realizzazione di impianti di ricarica presso i luoghi di lavoro» (2509);

   SARRACINO: «Disposizioni per lo sviluppo economico e sociale delle aree interne nonché delega al Governo per l'introduzione di sistemi di remunerazione dei servizi ecosistemici ambientali» (2510).

  Saranno stampate e distribuite.

Annunzio di disegni di legge.

  In data 10 luglio 2025 è stato presentato alla Presidenza il seguente disegno di legge:

  dal Ministro per la pubblica amministrazione:

   «Disposizioni in materia di sviluppo della carriera dirigenziale e della valutazione della performance del personale dirigenziale e non dirigenziale delle pubbliche amministrazioni» (2511).

  Sarà stampato e distribuito.

Annunzio di proposte
di inchiesta parlamentare.

  In data 10 luglio 2025 è stata presentata alla Presidenza la seguente proposta di inchiesta parlamentare d'iniziativa dei deputati:

   SARRACINO ed altri: «Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sulla morte di Mario Paciolla» (Doc. XXII, n. 45).

  Sarà stampata e distribuita.

Adesione di deputati a proposte di legge.

  La proposta di legge SERRACCHIANI: «Modifiche all'articolo 66 del codice dell'amministrazione digitale, di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, in materia di indicazione obbligatoria del gruppo sanguigno nella carta d'identità elettronica» (2356) è stata successivamente sottoscritta dai deputati Bonafè, Casu, Curti, Di Biase, Evi, Ferrari, Forattini, Ghio, Girelli, Lai, Malavasi, Manzi, Pandolfo, Peluffo, Prestipino, Quartapelle Procopio, Toni Ricciardi, Roggiani, Romeo e Andrea Rossi.

  La proposta di legge MOLLICONE ed altri: "Delega al Governo per la definizione di una strategia nazionale per il contrasto degli attacchi informatici a scopo di estorsione" (2366) è stata successivamente sottoscritta dal deputato Urzì.

  La proposta di legge MOLLICONE ed altri: «Istituzione del Museo del terrorismo in memoria delle vittime civili e dei caduti delle Forze di polizia» (2375) è stata successivamente sottoscritta dal deputato Urzì.

  La proposta di legge VARCHI ed altri: «Istituzione di nuclei investigativi speciali per le persone scomparse presso le prefetture-uffici territoriali del Governo» (2411) è stata successivamente sottoscritta dal deputato Urzì.

Assegnazione di progetti di legge
a Commissioni in sede referente.

  A norma del comma 1 dell'articolo 72 del Regolamento, i seguenti progetti di legge sono assegnati, in sede referente, alle sottoindicate Commissioni permanenti:

   I Commissione (Affari costituzionali):

  BONETTI ed altri: «Disposizioni in materia di parità di genere e di partecipazione delle donne all'attività economica e professionale» (1818) Parere delle Commissioni V, VI, VII, VIII, X, XI (ex articolo 73, comma 1-bis, del Regolamento, relativamente alle disposizioni in materia previdenziale), XII, XIV e della Commissione parlamentare per le questioni regionali.

   VIII Commissione (Ambiente):

  L'ABBATE: «Disposizioni in materia di riutilizzazione delle acque reflue affinate, trasportate mediante mezzi mobili, per usi diversi da quello agricolo» (2435) Parere delle Commissioni I, V, XII, XIV e della Commissione parlamentare per le questioni regionali.

   IX Commissione (Trasporti):

  S. 1055. – ROTELLI ed altri: «Legge quadro in materia di interporti» (approvata dalla Camera e modificata dal Senato) (703-B) Parere delle Commissioni I, V e XIV.

   XII Commissione (Affari sociali):

  PRESTIPINO ed altri: «Modifiche al decreto legislativo 7 dicembre 2023, n. 218, in materia di disciplina dei prezzi dei farmaci veterinari e di impiego di medicinali per uso umano su animali non destinati alla produzione alimentare» (2314) Parere delle Commissioni I, V, X, XIII, XIV e della Commissione parlamentare per le questioni regionali.

Annunzio di petizioni.

  Mirko Antonio Spampinato, da Catania, e altri cittadini chiedono:

   la riforma degli strumenti di produzione normativa e interventi per la codificazione delle norme vigenti (1095) – alla I Commissione (Affari costituzionali);

   misure per l'incremento dell'efficienza e la razionalizzazione dei procedimenti giudiziari (1096) – alla II Commissione (Giustizia);

   la riforma del sistema penale e penitenziario per garantire la rieducazione dei condannati (1097) – alla II Commissione (Giustizia);

   un rafforzamento delle Forze dell'ordine, la semplificazione delle attività investigative e misure per la tutela delle indagini (1098) – alla I Commissione (Affari costituzionali);

   interventi per garantire l'indipendenza e l'imparzialità della magistratura e per introdurre la separazione delle carriere giudicante e requirente (1099) – alla II Commissione (Giustizia);

   il rafforzamento e la modernizzazione delle capacità operative delle Forze armate (1100) – alla IV Commissione (Difesa);

   la revisione degli organici e delle carriere del personale militare (1101) – alla IV Commissione (Difesa);

   misure per garantire il benessere del personale militare (1102) – alla IV Commissione (Difesa);

   la riforma della tassa sui rifiuti (1103) – alla VI Commissione (Finanze);

   l'istituzione del ruolo unico dei dirigenti militari delle Forze armate (1104) – alla IV Commissione (Difesa);

   l'istituzione di una piattaforma digitale gestita congiuntamente dalla Camera dei deputati e dal Senato della Repubblica per la presentazione delle petizioni (1105)alla Giunta per il Regolamento;

   l'istituzione di una piattaforma digitale per la partecipazione dei cittadini al procedimento legislativo di Camera e Senato (1106)alla I Commissione (Affari costituzionali);

   l'istituzione dell'onorificenza dell'«Ordine al merito della democrazia» per il riconoscimento del contributo dei cittadini alla legislazione attraverso gli strumenti di democrazia diretta (1107) – alla I Commissione (Affari costituzionali);

   modifiche alla normativa e alle prassi che regolano il comando e la mobilità del personale militare (1108) – alla IV Commissione (Difesa);

   che nelle scuole di ogni ordine e grado non sia insegnata solo la religione cattolica, ma anche le altre confessioni cristiane (1109)alla VII Commissione (Cultura);

   che i cappellani militari non siano solo di religione cattolica, ma anche delle altre confessioni che hanno stipulato intese con lo Stato (1110) – alla IV Commissione (Difesa);

  Francesco Pedone, da Bari, e altri cittadini chiedono che non sia approvato il progetto di legge Balboni ed altri recante modifiche al codice civile, al codice di procedura civile e al codice penale in materia di affidamento condiviso (atto Senato n. 832) (1111)alla II Commissione (Giustizia);

  Aniello Traino, da Neirone (Genova), e altri cittadini chiedono:

   una revisione delle norme che vietano l'uso del telefono cellulare durante l'orario scolastico (1112)alla VII Commissione (Cultura);

   l'introduzione di un premio in denaro per i cittadini che abbiano presentato petizioni ritenute meritevoli di attenzione ed esame parlamentare (1113)alla I Commissione (Affari costituzionali);

   modifiche alle regole che presiedono alla presentazione di petizioni online (1114)alla Giunta per il Regolamento;

   che i cittadini siano tenuti a indicare un titolo breve delle petizioni da loro presentate (1115)alla Giunta per il Regolamento;

  Cristian Marino, da Guidonia Montecelio (Roma), e altri cittadini chiedono il riconoscimento del ruolo di quadro per gli infermieri (1116)alla XI Commissione (Lavoro);

  Carmen Fortino, da Nocera Inferiore (Salerno), e altri cittadini chiedono il riconoscimento del diritto allo svolgimento della libera professione per i dipendenti pubblici con profilo sanitario che lavorano nel comparto enti locali (1117)alla XI Commissione (Lavoro);

  Ugo Riccardo Restivo, da Pistoia, e altri cittadini chiedono la modifica dell'insegnamento di alcune discipline negli istituti secondari di secondo grado e la riforma dell'esame di Stato conclusivo del secondo ciclo di istruzione (1118)alla VII Commissione (Cultura);

  Stefano Fuschetto, da Gallarate (Varese), chiede:

   l'abolizione della pratica della vivisezione (1119)alla XII Commissione (Affari sociali);

   l'innalzamento del limite di età per l'accesso alle Forze armate e di polizia (1120)alle Commissioni riunite I (Affari costituzionali) e IV (Difesa);

   l'abolizione dell'imposta sul valore aggiunto sull'acqua minerale (1121)alla VI Commissione (Finanze);

   l'esenzione dal pagamento delle creme solari per i pazienti affetti da melanoma (1122)alla XII Commissione (Affari sociali);

   il riconoscimento dell'idrosadenite suppurativa come malattia invalidante (1123)alla XII Commissione (Affari sociali);

   di estendere il periodo di astensione obbligatoria dal lavoro per maternità almeno fino ai primi sei mesi di vita del bambino (1124)alla XI Commissione (Lavoro);

   di portare a quindici anni il periodo di validità della carta di identità (1125)alla I Commissione (Affari costituzionali);

   di aumentare le spiagge libere dove sono ammessi i cani (1126)alla XII Commissione (Affari sociali);

   di eliminare le etichette dai capi di abbigliamento e di stampare le informazioni contenute nelle stesse direttamente all'interno dei capi (1127)alla X Commissione (Attività produttive);

  Mattia Butta Gonzales, da Praga, chiede che la pena massima per il reato di omicidio stradale sia portata all'ergastolo (1128)alla II Commissione (Giustizia);

  Antonio Uva, da Corigliano-Rossano (Cosenza), chiede modifiche alla normativa che prevede le dimissioni obbligatorie dalla carica di consigliere comunale in caso di nomina ad assessore (1129)alla I Commissione (Affari costituzionali);

  Antonio Sorrento, da Lecce, chiede lo slittamento al 15 settembre 2025 della rata in scadenza il 31 luglio 2025 della cosiddetta rottamazione quater per i contribuenti in regola con i pagamenti (1130)alla VI Commissione (Finanze).

Trasmissione dalla Corte dei conti.

  Il Presidente della Sezione del controllo sugli enti della Corte dei conti, con lettera in data 10 luglio 2025, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 7 della legge 21 marzo 1958, n. 259, la determinazione e la relazione riferite al risultato del controllo eseguito sulla gestione finanziaria dell'Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno centro-settentrionale, per l'esercizio 2023, cui sono allegati i documenti rimessi dall'ente ai sensi dell'articolo 4, primo comma, della citata legge n. 259 del 1958 (Doc. XV, n. 419).

  Questi documenti sono trasmessi alla V Commissione (Bilancio) e alla IX Commissione (Trasporti).

  Il Presidente della Sezione del controllo sugli enti della Corte dei conti, con lettera in data 11 luglio 2025, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 7 della legge 21 marzo 1958, n. 259, la determinazione e la relazione riferite al risultato del controllo eseguito sulla gestione finanziaria dell'Autorità di bacino distrettuale dell'Appennino settentrionale, per l'esercizio 2023, cui sono allegati i documenti rimessi dall'ente ai sensi dell'articolo 4, primo comma, della citata legge n. 259 del 1958 (Doc. XV, n. 420).

  Questi documenti sono trasmessi alla V Commissione (Bilancio) e alla VIII Commissione (Ambiente).

Trasmissione dal Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale.

  Il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale ha trasmesso decreti ministeriali recanti variazioni di bilancio tra capitoli dello stato di previsione del medesimo Ministero, autorizzate, nel periodo dal 21 gennaio al 20 giugno 2025, ai sensi dell'articolo 23, comma 1, della legge 27 dicembre 2002, n. 289, dell'articolo 3, comma 159, della legge 24 dicembre 2003, n. 350, e dell'articolo 33, comma 4-quinquies, della legge 31 dicembre 2009, n. 196.

  Questi decreti sono trasmessi alla III Commissione (Affari esteri) e alla V Commissione (Bilancio).

Annunzio di progetti di atti
dell'Unione europea.

  La Commissione europea, in data 10 luglio 2025, ha trasmesso, in attuazione del Protocollo sul ruolo dei Parlamenti allegato al Trattato sull'Unione europea, i seguenti progetti di atti dell'Unione stessa, nonché atti preordinati alla formulazione degli stessi, che sono assegnati alle sottoindicate Commissioni, con il parere, se non già assegnati alla stessa in sede primaria, della XIV Commissione (Politiche dell'Unione europea):

   Proposta di decisione del Consiglio relativa alla posizione da adottare a nome dell'Unione europea in sede di Consiglio di partenariato UE-Armenia (COM(2025) 333 final), corredata del relativo allegato (COM(2025) 333 final – Annex), che è assegnata in sede primaria alla III Commissione (Affari esteri);

   Proposta di decisione di esecuzione del Consiglio che modifica la decisione di esecuzione (UE) (ST 8091/22 INIT; ST 8091/22 ADD 1) del 4 maggio 2022, relativa all'approvazione della valutazione del piano per la ripresa e la resilienza della Bulgaria (COM(2025) 379 final), corredata del relativo allegato (COM(2025) 379 final – Annex), che è assegnata in sede primaria alla V Commissione (Bilancio);

   Proposta di decisione di esecuzione del Consiglio recante modifica della decisione di esecuzione 2013/805/UE che autorizza la Repubblica di Polonia ad introdurre misure di deroga all'articolo 26, paragrafo 1, lettera a), e all'articolo 168 della direttiva 2006/112/CE relativa al sistema comune d'imposta sul valore aggiunto (COM(2025) 383 final), che è assegnata in sede primaria alla VI Commissione (Finanze).

  La proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo all'abbandono graduale delle importazioni di gas naturale russo e al miglioramento del monitoraggio delle potenziali dipendenze energetiche e recante modifica del regolamento (UE) 2017/1938 (COM(2025) 828 final), già trasmessa dalla Commissione europea e assegnata, in data 8 luglio 2025, ai sensi dell'articolo 127 del Regolamento, alla X Commissione (Attività produttive), con il parere della XIV Commissione (Politiche dell'Unione europea), è altresì assegnata alla medesima XIV Commissione ai fini della verifica della conformità al principio di sussidiarietà; il termine di otto settimane per la verifica di conformità, ai sensi del Protocollo sull'applicazione dei princìpi di sussidiarietà e di proporzionalità allegato al Trattato sull'Unione europea, decorre dall'11 luglio 2025.

  Il Dipartimento per le politiche europee della Presidenza del Consiglio dei ministri, in data 10 luglio 2025, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 6, commi 1 e 2, della legge 24 dicembre 2012, n. 234, progetti di atti dell'Unione europea, nonché atti preordinati alla formulazione degli stessi.

  Questi atti sono assegnati, ai sensi dell'articolo 127 del Regolamento, alle Commissioni competenti per materia, con il parere, se non già assegnati alla stessa in sede primaria, della XIV Commissione (Politiche dell'Unione europea).

  Con la predetta comunicazione, il Governo ha inoltre richiamato l'attenzione sui seguenti documenti, già trasmessi dalla Commissione europea e assegnati alle competenti Commissioni, ai sensi dell'articolo 127 del Regolamento:

   Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni – Riesame dell'attuazione delle politiche ambientali 2025 – Attuazione delle politiche ambientali per la prosperità e la sicurezza (COM(2025) 420 final);

   Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica le direttive 2000/14/CE, 2011/65/UE, 2013/53/UE, 2014/29/UE, 2014/30/UE, 2014/31/UE, 2014/32/UE, 2014/33/UE, 2014/34/UE, 2014/35/UE, 2014/53/UE, 2014/68/UE e 2014/90/UE del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda la digitalizzazione e le specifiche comuni (COM(2025) 503 final);

   Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica i regolamenti (UE) n. 765/2008, (UE) 2016/424, (UE) 2016/425, (UE) 2016/426, (UE) 2023/1230, (UE) 2023/1542 e (UE) 2024/1781 per quanto riguarda la digitalizzazione e le specifiche comuni (COM(2025) 504 final).

Atti di controllo e di indirizzo.

  Gli atti di controllo e di indirizzo presentati sono pubblicati nell'Allegato B al resoconto della seduta odierna.

INTERPELLANZE URGENTI

Iniziative volte alla riduzione della pressione fiscale connessa all'effetto distorsivo del drenaggio fiscale – 2-00649

A)

   I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, il Ministro dell'economia e delle finanze, per sapere – premesso che:

   dalla presentazione del Rapporto sulla politica di bilancio 2025 dell'Ufficio parlamentare di bilancio (Upb) di recente pubblicazione emerge un preoccupante effetto distorsivo sul sistema fiscale italiano, conseguente alle scelte politiche erronee portate avanti in questi anni dall'Esecutivo in carica;

   la riforma fiscale 2025 con l'accorpamento dei primi due scaglioni Irpef e l'introduzione di nuove detrazioni decrescenti hanno infatti reso il sistema fiscale italiano più sensibile all'inflazione e quindi più esposto agli effetti del cosiddetto drenaggio fiscale;

   la stabilizzazione del taglio del cuneo fiscale, in assenza di misure di indicizzazione dei parametri fiscali, e l'accorpamento delle aliquote Irpef introdotti con la legge di bilancio hanno infatti rafforzato il fenomeno del cosiddetto «fiscal drag», ossia l'effetto per cui gli aumenti salariali, spesso legati solo all'inflazione, spingono i contribuenti verso scaglioni Irpef più alti o riducono le detrazioni, aumentando la pressione fiscale, soprattutto a svantaggio dei lavoratori dipendenti;

   è la stessa presidente dell'Ufficio parlamentare di bilancio, Lilia Cavallari, a lanciare l'allarme, sostenendo che: «con la progressività è aumentato anche l'effetto di drenaggio fiscale»: ne consegue che la misura del taglio al cuneo fiscale, originariamente pensato per sostenere i salari, rischia di trasformarsi in un aumento generalizzato delle tasse proprio a danno dei lavoratori dipendenti, tra cui operai e impiegati tra quelli maggiormente penalizzati;

   in assenza infatti dell'aggiornamento all'inflazione di scaglioni e detrazioni, anche un semplice adeguamento salariale al carovita può spingere il lavoratore in fasce di reddito più alte, con un conseguente aumento delle tasse;

   la curva delle aliquote in vigore dal 1° gennaio 2025, sostiene l'Upb «amplifica l'impatto di eventuali pressioni inflazionistiche» sul prelievo a carico dei lavoratori dipendenti, evidenziando come, se si vogliono sostenere i redditi bassi attraverso il sistema fiscale, sia opportuno «prestare particolare attenzione al disegno» degli strumenti utilizzati e «alle conseguenze che ne derivano»;

   la microsimulazione condotta dell'Upb in occasione del Rapporto 2025 mostra che, a parità di inflazione rispetto al 2022, i lavoratori dipendenti pagano oggi 370 milioni di euro in più di tasse, pari a un incremento del 13 per cento: simulando un'inflazione del 2 per cento, il drenaggio fiscale ammonta oggi a 3.262 milioni di euro, contro i 2.892 milioni che avrebbe prodotto il sistema Irpef del 2022. La differenza, 370 milioni in più, grava quasi esclusivamente su operai e impiegati. In particolare, secondo le stime dell'Ufficio parlamentare di bilancio, per gli operai, il fiscal drag passa da 800 a 942 milioni di euro, con un'incidenza che cresce dal 3,2 per cento al 5,5 per cento. Per gli impiegati, da 989 a 1.205 milioni, con un'incidenza che sale dall'1,7 per cento al 2,3 per cento;

   è di tutta evidenza il paradosso che emerge dalle simulazioni dell'Ufficio parlamentare di bilancio: proprio le categorie che avrebbero dovuto beneficiare maggiormente del taglio al cuneo fiscale sono oggi le più penalizzate dal nuovo fiscal drag. Per ogni impiegato, il drenaggio fiscale medio è passato da 116 a 141 euro (+25 euro), per ogni operaio da 67 a 79 euro (+12 euro);

   se per i conti pubblici l'effetto del fiscal drag si traduce in un vantaggio, per i lavoratori equivale al contrario a una perdita a secca in termini di potere d'acquisto: l'Ufficio parlamentare di bilancio avverte infatti che «l'intensificazione del prelievo fiscale derivante dall'interazione tra inflazione e progressività rischia di erodere in misura significativa gli incrementi nominali delle retribuzioni, con rilevanti conseguenze sulla loro dimensione reale» –:

   quali misure si intendano intraprendere, con l'urgenza richiesta del caso, per contrastare l'effetto distorsivo del fenomeno del drenaggio fiscale e ridurre il conseguente aumento della pressione fiscale, soprattutto per i lavoratori dipendenti, scongiurando il rischio di un progressivo ed inevitabile aumento generalizzato delle tasse proprio a danno dei redditi più bassi, con prevedibili effetti negativi sui consumi e la domanda interna.
(2-00649) «Carotenuto, Aiello, Barzotti, Tucci, Carmina, Donno, Dell'Olio, Torto, Alifano, Gubitosa, Raffa, Appendino, Cappelletti, Ferrara, Pavanelli, Caramiello, Cherchi, Fede, Iaria, Traversi».


Chiarimenti in merito al disimpegno del gruppo Leonardo rispetto al territorio campano e intendimenti relativi alla promozione di un tavolo istituzionale con l'azienda e le parti sociali – 2-00653

B)

   I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, il Ministro dell'economia e delle finanze, per sapere – premesso che:

   il gruppo Leonardo rappresenta uno dei principali operatori industriali a livello nazionale e internazionale nel settore dell'aerospazio, difesa e sicurezza, con una storica e strategica e importante presenza sul territorio campano che garantisce livelli occupazionali alti in aree fortemente depresse sotto i profili economici e occupazionali;

   i siti Leonardo localizzati nei comuni di Pomigliano d'Arco, Giugliano, Nola, Bacoli (Fusaro) e Napoli (via Bleriot) impiegano migliaia di lavoratori altamente qualificati e rappresentano un patrimonio produttivo e tecnologico irrinunciabile per l'intera filiera aerospaziale del Mezzogiorno;

   il settore aeronautico è cruciale per l'economia regionale e nazionale e garantisce occupazione qualificata, innovazione tecnologica, ricerca avanzata e attrazione di investimenti pubblici e privati. Inoltre, le sedi campane storiche del gruppo, nel tempo, sono diventanti centri economici e produttivi con una importante economia di indotto la quale fornisce sostegno a migliaia di famiglie;

   così come l'Aerotech campus, centro di ricerca e alta formazione in collaborazione con l'Università Federico II, presente presso il sito di Pomigliano d'Arco, in pochi anni è divenuto una realtà di ricerca e sviluppo importante per tutto il Sud Italia;

   in data 23 giugno 2025, nel corso del coordinamento dei delegati Fiom dei siti Leonardo in Campania, è emersa una diffusa e motivata preoccupazione in merito alla strategia aziendale, che segnala un progressivo disimpegno industriale dal territorio campano;

   le relazioni industriali tra Leonardo e le rappresentanze sindacali risultano da tempo gravemente deteriorate: importanti decisioni aziendali (come la cessione del ramo Wass a Fincantieri, la vendita del sito di via Bleriot o i trasferimenti di produzioni) sono state comunicate a posteriori o apprese a mezzo stampa;

   il sito di Napoli di via Bleriot, strategico per posizione logistica, è stato alienato, comportando un nuovo trasferimento del personale e la perdita di potenziali sviluppi nei settori cyber e spazio;

   il sito di Giugliano, già oggetto di chiusura con il piano Oif 2022, è stato riconvertito in hub logistico, ma il progetto della fonderia è stato cancellato per mancata assegnazione di fondi pubblici, senza che Leonardo abbia compensato con risorse proprie;

   a Fusaro, gli investimenti legati al trasferimento delle attività da Giugliano hanno accumulato ritardi di oltre due anni, compromettendo le sinergie produttive previste;

   a Pomigliano d'Arco, circolano voci insistenti circa la rimozione della missione produttiva, con trasferimenti verso Nola, senza chiarezza sugli sviluppi futuri e sul destino degli investimenti pubblici (esempio progetto Nemesi);

   anche il sito di Nola, seppure operativo e prossimo alla saturazione con l'A220, risulta al centro di indiscrezioni circa una possibile integrazione nella joint venture con il fondo saudita Pif, ipotesi non condivisa con i sindacati e mai formalmente smentita dall'azienda;

   le organizzazioni sindacali nazionali hanno già dichiarato inaccettabile qualsiasi ipotesi di scorporo della business unit aerostrutture o di operazioni societarie che ne compromettano l'integrità;

   la riduzione della presenza produttiva di Leonardo in Campania rischia di avere effetti devastanti sul tessuto economico, sociale e occupazionale locale, compreso l'indotto di piccole e medie imprese del territorio;

   la cessione di asset industriali in aree del Mezzogiorno, specie da parte di gruppi a partecipazione pubblica, rappresenta una grave incoerenza rispetto alle politiche nazionali per il riequilibrio territoriale;

   non risulta attualmente attivata una strategia di interlocuzione forte e sistematica da parte del Governo volta a contrastare questo trend –:

   se siano a conoscenza del progressivo disimpegno del gruppo Leonardo sul territorio campano, come denunciato dalle rappresentanze sindacali, e quali ripercussioni siano state stimate sul piano occupazionale e industriale;

   se siano stati chiesti chiarimenti ufficiali all'azienda in merito al futuro degli stabilimenti di Pomigliano, Giugliano, Nola, Fusaro (Bacoli) e via Bleriot, alla cessione del ramo d'azienda Wass, alla presunta joint venture con il fondo saudita Pif;

   se il Governo abbia verificato, per quanto di competenza, la destinazione delle risorse ottenute da Leonardo attraverso la vendita di immobili acquisiti con fondi pubblici destinati allo sviluppo del Mezzogiorno;

   se intendano promuovere un tavolo istituzionale permanente con l'azienda e le parti sociali per monitorare l'attuazione degli impegni industriali di Leonardo e definire un piano produttivo che mantenga tutti i siti campani e i livelli occupazionali.
(2-00653) «Auriemma, Penza, Carotenuto, Caramiello, Amato, Ascari, Baldino, Bruno, Cantone, Caso, Alfonso Colucci, Di Lauro, D'Orso, Giuliano, L'Abbate, Morfino, Orrico, Pellegrini, Quartini, Marianna Ricciardi, Santillo, Sportiello».


Elementi in ordine alla vicenda dell'annullamento delle sanzioni a carico degli amministratori di Cattolica assicurazioni, nonché iniziative, anche normative, volte a rafforzare i poteri dell'Ivass e a garantire la piena operatività del Fondo di garanzia assicurativo dei rami vita – 2-00652

C)

   I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro delle imprese e del made in Italy, il Ministro dell'economia e delle finanze, per sapere – premesso che:

   l'Ivass (Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni) ha sanzionato a inizio 2023 l'ex consiglio di amministrazione di Cattolica assicurazioni per irregolarità nella gestione, per un totale di quasi 2 milioni di euro. Le sanzioni sono state irrogate al vecchio consiglio, inclusi i vertici come l'ex presidente Paolo Bedoni, cui è stata comminata una multa di 432 mila euro. Le sanzioni sono state pubblicate nel bollettino di vigilanza dell'Ivass del 31 gennaio 2023;

   l'Ivass ha riscontrato irregolarità nella gestione della compagnia e violazioni che riguardano il mancato rispetto di specifiche normative e procedure;

   le irregolarità riguardano il governo societario, la sostenibilità e le nomine, con particolare attenzione al rispetto delle normative e procedure. Sono state inoltre sanzionate l'incapacità dell'organo amministrativo di garantire la necessaria coerenza tra i rischi assunti dall'impresa e il suo fabbisogno di solvibilità globale, con effetti sull'adeguatezza anche prospettica dei fondi propri, nonché le carenze nell'analisi dei rischi riscontrate nella sottoscrizione e gestione di taluni investimenti e all'inefficacia delle funzioni di controllo che non ha consentito di individuare le criticità di governo e di gestione dei rischi;

   con sentenze n. 3004 e 3008 del 9 aprile 2025, n. 3106, 3107, 3108, 3109 e 3139 dell'11 aprile 2025, n. 3219 del 15 aprile 2025, n. 3400 e 3403 del 18 aprile 2025, la VI sezione del Consiglio di Stato ha accolto gli appelli presentati da diversi (non tutti) ex consiglieri di Cattolica per ottenere l'annullamento delle sanzioni ad personam comminate da Ivass;

   pur riconoscendo alcune disfunzioni nei processi decisionali interni di Cattolica, il Consiglio di Stato ha rilevato gravi carenze nell'impianto accusatorio dell'Ivass, smontando punto per punto numerosi addebiti. I giudici hanno stabilito che diverse valutazioni dell'Autorità si basavano su interpretazioni soggettive e non suffragate da prove adeguate;

   la pronuncia rafforza la tesi di coloro che hanno sollevato dubbi sulle modalità con cui è maturata la trasformazione di Cattolica da cooperativa a società per azioni e la successiva acquisizione da parte di Generali;

   Ivass in questi anni è intervenuto più volte sulla gestione di Cattolica, che ha visto negli anni crollare il valore delle sue azioni a causa di una gestione ritenuta non corretta, che oggi dovrebbe ritenersi meramente presunta. Nel 2020 ha imposto un aumento di capitale molto significativo, in rapporto alla capitalizzazione della compagnia. Generali è entrata operativamente nel gruppo Cattolica fino ad assumerne il controllo e procedere al suo delisting nell'agosto 2022. Consob ha determinato il corrispettivo per il delisting a 6,75 euro;

   poiché non tutti gli ex consiglieri avevano impugnato la sanzione Ivass si è determinata una situazione in cui gli ex amministratori che hanno desistito dal proporre ricorso al Consiglio di Stato si trovano oggi nella condizione di dover pagare (alcuni sembra abbiano già pagato la sanzione) con conseguenze anche in ordine alla possibilità di assumere altri incarichi, mentre altri che hanno visto l'annullamento della sanzione nei loro confronti sono oggi del tutto riabilitati;

   va tenuto conto dell'effetto che l'annullamento delle sanzioni può comportare tra i molteplici ex piccoli soci di Cattolica presso i quali risulta rafforzata l'idea che forse non esisteva mala gestio della compagnia e quindi l'idea di aver subito un doppio danno economico;

   con la legge di bilancio per il 2024, è stato istituito il Fondo di garanzia assicurativo dei rami vita, disciplinato dagli articoli 274-bis e seguenti del Codice delle assicurazioni private. Il Fondo – di natura privatistica – prevede un rimborso fino a 100.000 euro per ciascun avente diritto in caso di liquidazione coatta di imprese assicurative;

   le direttive dell'Unione europea 2025/1 e 2025/2, il cui recepimento è atteso entro il gennaio 2027, modificando la direttiva Solvency II, istituiscono un quadro per il risanamento e la risoluzione delle imprese assicurative, al fine di rafforzare la capacità degli Stati membri di intervenire con maggiore tempestività e rigore in situazioni di crisi, promuovendo una vigilanza più efficace anche in ambito transfrontaliero –:

   di quali ulteriori elementi disponga il Governo rispetto alla vicenda relativa all'annullamento delle sanzioni a carico degli amministratori di Cattolica illustrata in premessa e alla situazione di incertezza venutasi a creare nel gruppo dopo la sua incorporazione in Generali e il successivo delisting;

   se non ritenga opportuno assumere iniziative di carattere normativo volte a rafforzare i poteri di controllo e delle competenze proprie in ambito assicurativo dell'Ivass, eventualmente anticipando l'operatività delle direttive dell'Unione europea 2025/1 e 2025/2;

   se non ritenga opportuno assumere iniziative volte ad assicurare la piena operatività del Fondo di garanzia assicurativo dei rami vita, previsto dalla legge di bilancio per il 2024.
(2-00652) «Boscaini, Battilocchio».


Chiarimenti e iniziative in ordine ad eventuali accordi di cybersicurezza conclusi dal Governo con soggetti pubblici o privati israeliani – 2-00654

D)

   I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri, per sapere – premesso che:

   il 9 marzo 2023 il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha incontrato a Roma la Presidente del Consiglio dei ministri Giorgia Meloni. A margine del suddetto incontro è stata espressa la volontà da entrambi le parti di rafforzare le relazioni economiche e tecnologiche, in particolare nel campo diplomatico-militare e della cybersicurezza;

   il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 30 aprile 2025, in attuazione dell'articolo 14, comma 1, della legge n. 90 del 2024 individua Israele come Paese terzo nel perimetro delle tecnologie ammesse, accanto a quelle europee e Nato, aprendo così al coinvolgimento di soggetti con legami strutturali con gli apparati d'intelligence israeliani;

   è noto che Israele sia tra i leader globali nello sviluppo e nell'export di tecnologie di sorveglianza e intrusione informatica, come dimostrato dal caso Pegasus, software spia usato da Governi per monitorare attivisti e giornalisti prodotto dal gruppo Nso con stretti legami con la sicurezza nazionale israeliana;

   il 7 marzo 2023 è stato firmato un memorandum tra la fondazione italiana Med-Or e l'Institute for national security studies (Inss) israeliano, diretto da un ex consulente della difesa israeliana, consolidando la cooperazione su temi legati alla sicurezza strategica e alle tecnologie critiche; sempre nel marzo 2023 si è dimesso Roberto Baldoni, direttore dell'Agenzia per la cybersicurezza nazionale (Acn), figura centrale nella redazione della strategia nazionale 2022-2026, sostituito pochi giorni dopo da un funzionario del Viminale;

   secondo ricostruzioni giornalistiche, le sue dimissioni sarebbero collegate al mancato assenso all'accordo con Israele;

   Baldoni ha successivamente dichiarato che dal momento in cui si adottano tecnologie critiche da un altro Paese, si mette in discussione la sovranità digitale nazionale, aggiungendo che se i soggetti terzi coinvolti nella gestione delle infrastrutture critiche non sono pienamente affidabili, si compromette l'intero sistema di sicurezza nazionale. Nella stessa intervista, ha sottolineato l'urgenza di selezionare algoritmi resistenti ad attacchi quantistici e rafforzare l'autonomia tecnologica europea, avvertendo che la dipendenza tecnologica si trasforma in perdita di sovranità e autonomia strategica;

   alla luce di quanto descritto, l'Italia avrebbe di fatto aperto spazi di accesso sensibili a soggetti e imprese riconducibili all'apparato di difesa israeliano, il che risulta ancor più critico se si considera il contesto politico e giuridico internazionale che riguarda lo Stato di Israele e la sua attuale dirigenza;

   a giudizio degli interpellanti la prosecuzione di tali accordi solleva seri interrogativi sul piano della trasparenza, della tutela dei dati sensibili e della coerenza costituzionale, nonché dell'opportunità politica dato il momento storico –:

   se il Governo abbia effettivamente concluso accordi di cybersicurezza che prevedano il coinvolgimento diretto di soggetti pubblici o privati israeliani e, in tal caso, quali ambiti delle infrastrutture critiche italiane essi riguardino;

   se non ritenga, alla luce dei noti rischi di ingerenze estere e dei precedenti casi di sorveglianza illecita associati a tecnologie israeliane, di sospendere o rivedere tali intese, salvaguardando l'integrità e la sovranità delle reti digitali nazionali;

   se siano state condotte valutazioni tecniche, giuridiche e di impatto strategico in merito alle collaborazioni in atto o previste, e se intenda fornire ogni utile elemento al Parlamento sui contenuti, i rischi e le misure di controllo connesse a queste scelte;

   se il Governo intenda rendere noto il contenuto degli accordi stipulati durante la visita a Roma del Primo Ministro israeliano Netanyahu in riguardo ai temi della cybersicurezza, cyber defence e cyber intelligence, così da permettere al Parlamento di esercitare il suo diritto di valutare l'opportunità politica e strategica di mantenete tali accordi;

   quali Ministeri siano direttamente coinvolti nell'acquisto di prodotti di cyber security, cyber intelligence e cyber defence.
(2-00654) «Lomuti, Ferrara, Quartini».


Chiarimenti in relazione alla mancata impugnazione dinnanzi alla Corte costituzionale di norme della legge di bilancio della Regione Siciliana – 2-00655

E)

   I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri, il Ministro per gli affari regionali e le autonomie, il Ministro dell'economia e delle finanze, per sapere – premesso che:

   c'è forte preoccupazione per quanto sta emergendo in Sicilia;

   intercettazioni e notizie pubblicate dagli organi di stampa non fanno altro che confermare ciò che, da più fronti, si sta denunciando da tempo;

   il meccanismo che ruota attorno alle cosiddette «finanziarie bancomat» risulta ormai evidente a tutti quanto sia opaco e distorto;

   le risorse pubbliche vengono sistematicamente erogate ad associazioni a giudizio degli interpellanti più o meno discutibili, senza criteri trasparenti, con l'unico obiettivo di costruire consenso;

   attualmente è in corso un'inchiesta per corruzione che vede indagati, tra gli altri, il presidente dell'Assemblea regionale siciliana e i suoi collaboratori insieme all'assessora regionale al turismo;

   a marzo 2025, si apprende a mezzo stampa che le «norme mancia» sono finite sotto la lente del Ministero dell'economia;

   nella lettera inviata dal suddetto Ministero alla Regione Siciliana si chiedeva di fare chiarezza sui contributi, assegnati nell'ultima legge di stabilità approvata dall'Assemblea regionale siciliana alla fine del 2024;

   nella medesima lettera si precisa che è il dipartimento Affari regionali, a decidere se proporre l'impugnativa davanti alla Corte costituzionale delle cosiddette «norme mancia» inserite nel collegato all'ultima legge di stabilità regionale;

   sotto la lente del Ministro per gli affari regionali e le autonomie sono finiti 22 articoli. Norme che individuano il beneficiario, la denominazione dell'intervento e il relativo importo assegnato senza specificare i criteri ai quali sono ispirate le scelte operate e le relative modalità di attuazione, e senza che sia previsto il ricorso ad alcun bando;

   il vulnus, su cui il Ministero richiedeva approfondimenti, riguardava la «discrezionalità» e i criteri con cui l'Assemblea regionale siciliana ha assegnato i fondi;

   ad avviso degli interpellanti è opportuno che siano adottate tutte le necessarie iniziative nei confronti della Regione Siciliana per scongiurare il ripetersi di questo sistema di assegnazione di risorse –:

   quali siano le ragioni per cui il Ministero per gli affari regionali e le autonomie, nonostante la nota di criticità e quello che agli interpellanti appare un'evidente violazione dei criteri di trasparenza per le assegnazioni delle risorse pubbliche, non abbia impugnato la norma che autorizza questi trasferimenti di spesa.
(2-00655) «Barbagallo, Iacono, Marino, Provenzano, Porta, Ferrari, Serracchiani, Simiani, Berruto, Bakkali, Morassut, Ghio, Roggiani, Scotto, Peluffo, Guerra, Evi, Di Sanzo, Pandolfo, Fossi, Gianassi».