XIX LEGISLATURA
TESTO AGGIORNATO AL 24 LUGLIO 2025
COMUNICAZIONI
Missioni valevoli
nella seduta del 23 luglio 2025.
Albano, Ascani, Bagnai, Baldino, Barbagallo, Barelli, Battistoni, Bellucci, Benvenuto, Bicchielli, Bignami, Bisa, Bitonci, Bonetti, Boschi, Braga, Brambilla, Calderone, Carloni, Casasco, Cavandoli, Centemero, Cesa, Cirielli, Colosimo, Alessandro Colucci, Sergio Costa, Deidda, Della Vedova, Delmastro Delle Vedove, Donzelli, Fassino, Ferrante, Ferro, Foti, Frassinetti, Freni, Gava, Gebhard, Gemmato, Giachetti, Giglio Vigna, Giorgetti, Gribaudo, Guerini, Gusmeroli, Lacarra, Leo, Lollobrigida, Lucaselli, Lupi, Magi, Mangialavori, Maschio, Mazzi, Meloni, Minardo, Molinari, Mollicone, Molteni, Morrone, Mulè, Nordio, Osnato, Nazario Pagano, Patriarca, Pellegrini, Pichetto Fratin, Pittalis, Prisco, Rampelli, Riccardo Ricciardi, Richetti, Rixi, Roccella, Romano, Rosato, Angelo Rossi, Rotelli, Scerra, Schullian, Semenzato, Siracusano, Sportiello, Stefani, Tajani, Trancassini, Tremonti, Vaccari, Varchi, Vinci, Zoffili, Zucconi.
(Alla ripresa pomeridiana della seduta).
Albano, Ascani, Bagnai, Baldino, Barbagallo, Barelli, Battistoni, Bellucci, Benvenuto, Bicchielli, Bignami, Bisa, Bitonci, Bonetti, Boschi, Braga, Brambilla, Calderone, Carloni, Casasco, Cavandoli, Centemero, Cesa, Cirielli, Colosimo, Alessandro Colucci, Sergio Costa, Deidda, Della Vedova, Delmastro Delle Vedove, Donzelli, Fassino, Ferrante, Ferro, Foti, Frassinetti, Freni, Gava, Gebhard, Gemmato, Giachetti, Giglio Vigna, Giorgetti, Gribaudo, Guerini, Gusmeroli, Lacarra, Leo, Lollobrigida, Longi, Lucaselli, Lupi, Magi, Mangialavori, Maschio, Mazzi, Meloni, Minardo, Molinari, Mollicone, Molteni, Morrone, Mulè, Nordio, Osnato, Nazario Pagano, Pellegrini, Pichetto Fratin, Pittalis, Prisco, Rampelli, Riccardo Ricciardi, Richetti, Rixi, Roccella, Romano, Rosato, Angelo Rossi, Scerra, Schullian, Siracusano, Sportiello, Stefani, Tajani, Trancassini, Tremonti, Vaccari, Varchi, Vinci, Zoffili, Zucconi.
Annunzio di proposte di legge.
In data 22 luglio 2025 sono state presentate alla Presidenza le seguenti proposte di legge d'iniziativa dei deputati:
GHIO ed altri: «Modifiche al codice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e altre disposizioni in materia di sicurezza, sviluppo e promozione della mobilità attiva» (2523);
ROSSELLO: «Modifiche al codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, e altre disposizioni concernenti la trasparenza e la legalità in materia di pianificazione urbanistica e trasformazione del territorio, nonché delega al Governo per l'istituzione del bilancio di sostenibilità urbana» (2524);
CHERCHI ed altri: «Modifica all'articolo 10 della legge 6 giugno 2025, n. 82, in materia di divieto di detenzione di animali di affezione alla catena» (2525).
Saranno stampate e distribuite.
Adesione di deputati a proposte di legge.
Le seguenti proposte di legge sono state successivamente sottoscritte dal deputato Cerreto:
CIOCCHETTI ed altri: «Disposizioni concernenti l'introduzione dell'obbligo di diagnosi autoptica nei casi di morte improvvisa in età infantile e giovanile e l'istituzione di una rete nazionale diagnostica, terapeutica e assistenziale per i familiari» (1807);
MOLLICONE ed altri: «Istituzione del Museo del terrorismo in memoria delle vittime civili e dei caduti delle Forze di polizia» (2375);
URZÌ e AMICH: «Modifiche agli articoli 12 e 22 della legge 24 gennaio 1979, n. 18, in materia di liste di minoranza linguistica collegate nelle elezioni dei membri del Parlamento europeo spettanti all'Italia» (2407);
VARCHI ed altri: «Istituzione di nuclei investigativi speciali per le persone scomparse presso le prefetture-uffici territoriali del Governo» (2411).
Trasmissione dal Senato.
In data 23 luglio 2025 il Presidente del Senato ha trasmesso alla Presidenza i seguenti disegni di legge:
S. 1553. – «Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 24 giugno 2025, n. 90, recante disposizioni urgenti in materia di università e ricerca, istruzione e salute» (approvato dal Senato) (2526);
S. 1561. – «Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 26 giugno 2025, n. 92, recante misure urgenti di sostegno ai comparti produttivi» (approvato dal Senato) (2527);
S. 1433. – «Introduzione del delitto di femminicidio e altri interventi normativi per il contrasto alla violenza nei confronti delle donne e per la tutela delle vittime» (approvato dal Senato) (2528);
S. 1353. – DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE: «Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare» (approvato, in prima deliberazione, dalla Camera e dal Senato) (1917-B).
Saranno stampati e distribuiti.
Assegnazione di disegno di legge
a Commissione in sede referente.
A norma del comma 1 dell'articolo 72 del Regolamento, il seguente disegno di legge è assegnato, in sede referente, alla sottoindicata Commissione permanente:
I Commissione (Affari costituzionali):
S. 1353. – DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE: «Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare» (approvato, in prima deliberazione, dalla Camera e dal Senato) (1917-B).
Trasmissione dal Ministro dell'interno.
Il Ministro dell'interno, con lettera in data 16 luglio 2025, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 146, comma 2, del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, la relazione sull'attività svolta dalle commissioni per la gestione straordinaria degli enti sciolti per infiltrazione e condizionamenti di tipo mafioso, riferita all'anno 2024 (Doc. LXXXVIII, n. 3).
Questa relazione è trasmessa alla I Commissione (Affari costituzionali).
Annunzio di progetti di atti
dell'Unione europea.
La Commissione europea, in data 22 luglio 2025, ha trasmesso, in attuazione del Protocollo sul ruolo dei Parlamenti allegato al Trattato sull'Unione europea, i seguenti progetti di atti dell'Unione stessa, nonché atti preordinati alla formulazione degli stessi, che sono assegnati alle sottoindicate Commissioni, con il parere, se non già assegnati alla stessa in sede primaria, della XIV Commissione (Politiche dell'Unione europea):
Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni – Valutazione a livello di UE dei piani nazionali per l'energia e il clima aggiornati definitivi – Conseguire gli obiettivi dell'Unione in materia di energia e clima per il 2030 (COM(2025) 274 final), corredata dal relativo allegato (COM(2025) 274 final – Annex), che è assegnata in sede primaria alle Commissioni riunite VIII (Ambiente) e X (Attività produttive);
Comunicazione della Commissione – Programma indicativo per il settore nucleare presentato, per parere, al Comitato economico e sociale europeo ai sensi dell'articolo 40 del trattato Euratom (COM(2025) 315 final), che è assegnata in sede alle Commissioni riunite VIII (Ambiente) e X (Attività produttive);
Proposta di decisione del Consiglio relativa alla posizione da adottare a nome dell'Unione europea in sede di Comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa in merito alla proroga del termine per l'adesione del Kazakhstan alla convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica, per quanto riguarda la cooperazione giudiziaria in materia penale, l'asilo e il non respingimento (COM(2025) 402 final), che è assegnata in sede primaria alla III Commissione (Affari esteri);
Proposta di decisione del Consiglio relativa alla posizione da adottare a nome dell'Unione europea in sede di Comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa in merito alla proroga del termine per l'adesione del Kazakhstan alla convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica, per quanto riguarda le istituzioni e l'amministrazione pubblica dell'Unione (COM(2025) 403 final), che è assegnata in sede primaria alla III Commissione (Affari esteri);
Relazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio sull'esercizio del potere di adottare atti delegati conferito alla Commissione a norma del regolamento (CE) n. 184/2005 relativo alle statistiche comunitarie inerenti alla bilancia dei pagamenti, agli scambi internazionali di servizi e agli investimenti diretti all'estero (COM(2025) 412 final), che è assegnata in sede primaria alla V Commissione (Bilancio);
Proposta di regolamento del Consiglio che stabilisce il quadro finanziario pluriennale per il periodo 2028-2034 (COM(2025) 571 final), corredata dal relativo allegato (COM(2025) 571 final – Annex), che è assegnata in sede primaria alle Commissioni riunite V (Bilancio) e XIV (Politiche dell'Unione europea);
Proposta di decisione del Consiglio relativa al sistema delle risorse proprie dell'Unione europea e che abroga la decisione (UE, Euratom) 2020/2053 (COM(2025) 574 final), corredata dal relativo allegato (COM(2025) 574 final – Annex), che è assegnata in sede primaria alle Commissioni riunite V (Bilancio) e XIV (Politiche dell'Unione europea).
Il Dipartimento per le politiche europee della Presidenza del Consiglio dei ministri, in data 22 luglio 2025, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 6, commi 1 e 2, della legge 24 dicembre 2012, n. 234, progetti di atti dell'Unione europea, nonché atti preordinati alla formulazione degli stessi.
Questi atti sono assegnati, ai sensi dell'articolo 127 del Regolamento, alle Commissioni competenti per materia, con il parere, se non già assegnati alla stessa in sede primaria, della XIV Commissione (Politiche dell'Unione europea).
Con la predetta comunicazione, il Governo ha inoltre richiamato l'attenzione sui seguenti documenti, già trasmessi dalla Commissione europea e assegnati alle competenti Commissioni, ai sensi dell'articolo 127 del Regolamento:
Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni – Scegliere l'Europa per le scienze della vita – Una strategia per rendere l'Unione europea il luogo più ambito al mondo per le scienze della vita entro il 2030 (COM(2025) 525 final);
Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni – Un bilancio dell'Unione europea dinamico per le priorità del futuro – Il quadro finanziario pluriennale 2028-2034 (COM(2025) 570 final).
Comunicazione di nomine ministeriali.
Il Ministro delle imprese e del made in Italy, con lettera in data 18 luglio 2025, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 2, comma 6, del decreto legislativo 9 gennaio 1999, n. 1, la comunicazione concernente la nomina di Sergio Schisani a presidente della società Invitalia – Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa Spa, nonché di Bernardo Mattarella ad amministratore delegato e di Claudia Colaiacomo, Stefania Pastore e Gianluca Vesentini a componenti del consiglio di amministrazione della medesima società.
Questa comunicazione è trasmessa alla X Commissione (Attività produttive).
Atti di controllo e di indirizzo.
Gli atti di controllo e di indirizzo presentati sono pubblicati nell'Allegato B al resoconto della seduta odierna.
TESTO UNIFICATO DELLE PROPOSTE DI LEGGE: ROMANO ED ALTRI; BAGNAI ED ALTRI: INTRODUZIONE DELL'ARTICOLO 1857-BIS DEL CODICE CIVILE E MODIFICA ALL'ARTICOLO 33 DEL CODICE DI CUI AL DECRETO LEGISLATIVO 6 SETTEMBRE 2005, N. 206, IN MATERIA DI OBBLIGO DI CONTRARRE E RECESSO DELLA BANCA NEI RAPPORTI DI CONTO CORRENTE (A.C. 1091-1240-A)
A.C. 1091-A – Parere della I Commissione
PARERE DELLA I COMMISSIONE SULLE PROPOSTE EMENDATIVE PRESENTATE
NULLA OSTA
sugli emendamenti contenuti nel fascicolo.
A.C. 1091-A – Parere della V Commissione
PARERE DELLA V COMMISSIONE SULLE PROPOSTE EMENDATIVE PRESENTATE
NULLA OSTA
sugli emendamenti contenuti nel fascicolo.
A.C. 1091-A – Articolo unico
ARTICOLO UNICO DEL TESTO UNIFICATO DELLA COMMISSIONE
Art. 1.
1. Nel libro IV, titolo III, capo XVII, sezione V, del codice civile, dopo l'articolo 1857 è aggiunto il seguente:
«Art. 1857-bis. – (Apertura e chiusura di un rapporto di conto corrente) – Fermo restando l'obbligo di osservare le disposizioni nazionali ed europee in materia di contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo, la banca non può in alcun caso esimersi dalla stipula di un contratto di conto corrente con chiunque lo richieda. La banca comunica l'eventuale diniego di stipula, derivante dall'osservanza delle norme antiriciclaggio e antiterrorismo, motivandolo per iscritto, entro dieci giorni dalla richiesta di apertura del conto corrente.
La banca non può recedere dal contratto di conto corrente a tempo determinato o indeterminato quando i saldi siano in attivo, se non per i motivi di cui al primo comma».
2. La lettera a) del comma 3 dell'articolo 33 del codice del consumo, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, è abrogata.
PROPOSTE EMENDATIVE
ART. 1.
Al comma 1, capoverso «Art. 1857-bis», primo comma, primo periodo, dopo le parole: e del finanziamento del terrorismo aggiungere le seguenti: e fatto salvo quanto diversamente stabilito nelle leggi speciali in materia di apertura e chiusura di un rapporto di conto corrente
1.3. Alifano, Gubitosa, Raffa.
Al comma 1, capoverso «Art. 1857-bis», primo comma, primo periodo, sostituire le parole: non può con le seguenti: e ogni altro prestatore di servizi di pagamento, come individuati dalle leggi speciali in materia, non possono
Conseguentemente, al medesimo comma, medesimo capoverso:
al medesimo comma, secondo periodo, sostituire le parole: comunica con le seguenti: e il prestatore di servizi di pagamento di cui al primo periodo comunicano;
al secondo comma, sostituire le parole: non può con le seguenti: e il prestatore di servizi di pagamento di cui al primo comma non possono.
1.4. Alifano, Gubitosa, Raffa.
Al comma 1, capoverso «Art. 1857-bis», primo comma, aggiungere, in fine, le parole: , eccetto i casi in cui tale comunicazione sia in contrasto con obiettivi di ordine pubblico o di pubblica sicurezza previsti dalla legge o ricorrano altri giustificati motivi ostativi in base alle disposizioni in materia di contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo
1.5. Raffa, Alifano, Gubitosa.
Al comma 1, capoverso «Art. 1857-bis», dopo il secondo comma, aggiungere i seguenti:
In caso di morte del correntista, il contratto di conto corrente bancario può essere estinto dagli eredi del defunto mediante espressa manifestazione di volontà in tal senso. Fatti salvi gli oneri periodici di verifica da parte della banca dell'esistenza in vita dei titolari dei rapporti contrattuali, previsti dalle leggi speciali in materia, acquisita la conoscenza di un rapporto bancario, gli eredi comunicano alla banca, al più presto, l'intervenuto decesso del correntista e le determinazioni in merito alla prosecuzione del rapporto. Gli eredi hanno il diritto di ricevere le informazioni sul rapporto bancario intrattenuto dal defunto.
Indipendentemente dalla comunicazione di cui al comma precedente, la banca che ha avuto altrimenti conoscenza della notizia dell'intervenuto decesso del correntista, comunica agli eredi, al più presto, ogni informazione in suo possesso sullo stato del rapporto e sui diritti degli eredi, tra cui le modalità di esercizio del diritto di recesso e degli atti dispositivi del conto corrente.
In ogni caso, la banca deve comportarsi secondo le regole della correttezza e della buona fede, anche nei confronti degli eredi. L'estinzione del conto corrente disposta automaticamente dalla banca in conseguenza del decesso e in violazione dell'obbligo di comunicazione di cui al comma precedente, e di quelli previsti dalle leggi speciali in materia, è inefficace nei confronti degli eredi.
1.6. Santillo, Alifano, Raffa, Gubitosa.
Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:
3. All'articolo 16 del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231, il comma 2-bis è sostituito dal seguente:
«3. Al fine di evitare ogni esclusione finanziaria di clienti legittimi, tutelare la concorrenza e la stabilità finanziaria, le procedure adottate ai sensi del presente articolo e le conseguenti prassi applicative dei soggetti obbligati sono sempre preordinate alla definizione, nel caso specifico, del profilo di rischio attribuibile a ogni cliente, sulla base di complessivi elementi di valutazione e di fattori di rischio di carattere soggettivo e oggettivo, e non possono, in alcun caso, prevedere esclusioni, in via preventiva e generalizzata, di categorie di soggetti dall'offerta di prodotti e servizi.»
1.7. Raffa, Alifano, Gubitosa.
A.C. 1091-A – Ordini del giorno
ORDINI DEL GIORNO
La Camera,
premesso che:
il testo unificato delle proposte di legge A.C. 1091 e A.C. 1240, predisposto nel corso dell'esame in sede referente in materia di obbligo di contrarre e recesso della banca nei rapporti di conto corrente, è composto di un unico articolo e reca disposizioni volte all'introduzione dell'obbligo in capo alla banca di stipulare contratti di conto corrente e del divieto di recedere dai contratti in essere in presenza di saldi attivi, salvo che per motivi legati all'osservanza delle norme in materia di antiriciclaggio e antiterrorismo;
nelle ipotesi di pendenza di un procedimento penale – per taluni titoli di reato – ovvero di un procedimento di prevenzione a carico del correntista, sovente gli istituti creditizi recedono dal rapporto di conto corrente, con immediata revoca degli affidi e relative segnalazioni nell'ambito del circuito interbancario e ciò sino al termine dei relativi procedimenti – termine, come noto non breve –, creando serie difficoltà di operatività bancaria, con le conseguenze nefaste che ne discendono per quanti operino proprio tramite quegli strumenti (imprenditori, artigiani, commercianti);
nei casi di pendenza di procedimenti penali o di procedimenti per l'applicazione di misure di prevenzione, è pertanto necessario escludere che tali circostanze determinino, da sole, il recesso della banca e, vieppiù, la modifica unilaterale delle condizioni di contratti di qualsiasi natura in essere, in considerazione del principio della presunzione di innocenza;
del pari, in presenza di provvedimenti assolutori, di merito e di rito, anche non definitivi, ove vi sia stato recesso unilaterale della banca dal contratto di conto corrente, ovvero analoghe modifiche di contratti ad esso accessori è opportuno che la banca, previa comunicazione dell'interessato, disponga l'immediata riattivazione,
impegna il Governo
ad accompagnare l'intervento recato dal provvedimento in esame, con iniziative volte a predisporre o comunque a favorire interventi normativi volti a scongiurare modifiche unilaterali dei contratti bancari determinati esclusivamente dalla pendenza di procedimenti penali o di prevenzione, al fine di tutelare, nel rispetto della presunzione di non colpevolezza, il regolare svolgimento di rapporti economici personali o d'impresa e favorendo, al contempo, in caso di pronunce assolutorie, anche non definitive, la rapida riattivazione dei relativi contratti bancari, ove cessati.
9/1091-A/1. Enrico Costa.
La Camera,
premesso che:
il testo unificato delle proposte di legge A.C. 1091 e A.C. 1240, predisposto nel corso dell'esame in sede referente in materia di obbligo di contrarre e recesso della banca nei rapporti di conto corrente, è composto di un unico articolo e reca disposizioni volte all'introduzione dell'obbligo in capo alla banca di stipulare contratti di conto corrente e del divieto di recedere dai contratti in essere in presenza di saldi attivi, salvo che per motivi legati all'osservanza delle norme in materia di antiriciclaggio e antiterrorismo;
nelle ipotesi di pendenza di un procedimento penale – per taluni titoli di reato – ovvero di un procedimento di prevenzione a carico del correntista, sovente gli istituti creditizi recedono dal rapporto di conto corrente, con immediata revoca degli affidi e relative segnalazioni nell'ambito del circuito interbancario e ciò sino al termine dei relativi procedimenti – termine, come noto non breve –, creando serie difficoltà di operatività bancaria, con le conseguenze nefaste che ne discendono per quanti operino proprio tramite quegli strumenti (imprenditori, artigiani, commercianti);
nei casi di pendenza di procedimenti penali o di procedimenti per l'applicazione di misure di prevenzione, è pertanto necessario escludere che tali circostanze determinino, da sole, il recesso della banca e, vieppiù, la modifica unilaterale delle condizioni di contratti di qualsiasi natura in essere, in considerazione del principio della presunzione di innocenza;
del pari, in presenza di provvedimenti assolutori, di merito e di rito, anche non definitivi, ove vi sia stato recesso unilaterale della banca dal contratto di conto corrente, ovvero analoghe modifiche di contratti ad esso accessori è opportuno che la banca, previa comunicazione dell'interessato, disponga l'immediata riattivazione,
impegna il Governo
ad approfondire l'esame di iniziative volte a predisporre o comunque a favorire interventi normativi volti a scongiurare modifiche unilaterali dei contratti bancari determinati esclusivamente dalla pendenza di procedimenti penali o di prevenzione, al fine di tutelare, nel rispetto della presunzione di non colpevolezza, il regolare svolgimento di rapporti economici personali o d'impresa e favorendo, al contempo, in caso di pronunce assolutorie, anche non definitive, la rapida riattivazione dei relativi contratti bancari, ove cessati.
9/1091-A/1. (Testo modificato nel corso della seduta)Enrico Costa.
La Camera,
premesso che:
ai sensi e per gli effetti del Testo unico bancario e del decreto legislativo 21 novembre 2007 n. 231 e successive modificazioni che hanno recepito le direttive antiriciclaggio, gli istituti di credito sono obbligati a sottoporre i loro clienti o i loro potenziali clienti alla «adeguata verifica», ovvero a verificare il merito creditizio dei consumatori che fanno richiesta di accesso al credito;
gli istituti di credito e gli altri enti di controllo, sottopongono il beneficiario (cliente o potenziale cliente) a una due diligence. Consultando le «policy Antiriciclaggio e Antiterrorismo» di numerosi istituti di credito di primario livello nazionale, si scopre come si avvisi la clientela che «Le Società del Gruppo, proporzionalmente alla dimensione e tipologia di business svolto, si dotano di procedure volte ad assicurare che tutti i nuovi clienti e, ove rilevante, gli amministratori, i titolari effettivi e altre persone collegate (legale rappresentante, delegato autorizzato, e altro), siano sottoposti a screening rispetto a un database contenente: le liste delle Sanzioni secondo i requisiti della normativa interna sulle Sanzioni Finanziarie; le liste PEPs fornite da un'organizzazione commerciale autorevole quale World Check; eventuali altre liste interne di volta in volta emanate dalla Capogruppo e/o dalle Società Controllate; una lista di notizie negative fornita da un'organizzazione commerciale autorevole quale World Check»;
sulla raccolta, la conservazione, il trattamento e l'attività di «schedatura» svolta da tali gestori privati di banche dati non vi è garanzia che siano rispondenti alla normativa vigente. Infatti l'attività di profilazione e dossieraggio che da anni viene svolta, ha grandissime ripercussioni sulla vita economica senza che sia accertato che dette attività non violino la normativa sul trattamento dei dati personali. Considerando inoltre che si tratta di database gestiti da privati senza alcuna garanzia di imparzialità, che svolgono un'attività basata sulla «fabbricazione» di veri e propri dossier che vengono «venduti» a banche, assicurazioni e azienda capaci di determinare il futuro economico e la reputazione commerciale dei soggetti schedati senza alcuna autorizzazione;
dal 2017 diverse Autorità garanti per la protezione dei dati personali quali quelle di Belgio, Italia e Regno Unito hanno attenzionato il fenomeno di raccolta dati della piattaforma e hanno aperto alcune istruttorie. Successivamente, in un incontro dell'aprile 2018, di uno dei gruppi di lavoro del Consiglio che riunisce i garanti della privacy europei, il nome di World-Check era finito nell'agenda di discussione,
impegna il Governo:
in linea con le finalità di tutela dei cittadini nel loro rapporto con gli istituti bancari perseguite dal provvedimento in esame, a valutare l'opportunità di accompagnare le misure ivi proposte con adeguate iniziative legislative volte a regolare la materia di «web reputation», e in particolare:
regolamentare la materia introducendo limiti all'uso di banche dati private volte ad ottenere informazioni reputazionali, che devono essere conformi alla normativa vigente in materia di trattamento dei dati personali attraverso apposita autorizzazione rilasciata dal soggetto ed ente giuridico competente, impedendo quindi che i suddetti dati non siano estratti da fonti pubbliche certificate;
regolamentare la materia, facendo in modo che le banche dati gestite da soggetti privati forniscano prova di aver raccolto i dati trattati nel rispetto della normativa sul trattamento dei dati personali mediante acquisizione di idonea autorizzazione, e che altresì diano prova del costante e continuo aggiornamento anche nel rispetto della normativa in ordine al diritto all'oblio esercitato.
9/1091-A/2. Gallo.
La Camera,
premesso che:
il provvedimento reca disposizioni volte all'introduzione dell'obbligo in capo alla banca di stipulare contratti di conto corrente e del divieto di recedere dai contratti in essere in presenza di saldi attivi, salvo che per motivi legati all'osservanza delle norme in materia di antiriciclaggio e antiterrorismo;
la disponibilità di un conto corrente bancario rappresenta uno strumento essenziale per l'inclusione finanziaria e sociale dei cittadini;
l'arbitrario recesso delle banche dai contratti di conto corrente può determinare gravi disagi, soprattutto in danno di soggetti economicamente vulnerabili, in assenza di adeguate motivazioni riconducibili a illeciti o violazioni normative;
il personale delle Forze dell'ordine e delle Forze armate è esposto a situazioni lavorative particolarmente gravose, che possono determinare condizioni di vulnerabilità economica e sovraindebitamento, anche per effetto di eventi oggettivi e non imputabili alla volontà del soggetto;
il Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza (di cui al decreto legislativo 12 gennaio 2019, n. 14) prevede strumenti per la gestione delle situazioni di sovraindebitamento, ma non sempre tiene conto delle specificità legate alla natura dell'indebitamento, né delle categorie sociali particolarmente esposte,
impegna il Governo
a garantire – attraverso ogni iniziativa di competenza – che l'obbligo per gli istituti bancari di stipulare contratti di conto corrente sia effettivo e che eventuali recessi siano consentiti esclusivamente per giustificati motivi riconducibili alla normativa in materia di antiriciclaggio e antiterrorismo – come previsto dal provvedimento in esame – o gravi inadempienze contrattuali, valutando altresì l'opportunità di introdurre ulteriori misure di tutela per i soggetti sovraindebitati appartenenti a categorie vulnerabili o di rilievo pubblico, al fine di promuovere percorsi di rientro sostenibili e compatibili con la dignità personale e professionale.
9/1091-A/3. Stefanazzi.
La Camera,
premesso che:
il provvedimento reca disposizioni volte all'introduzione dell'obbligo in capo alla banca di stipulare contratti di conto corrente e del divieto di recedere dai contratti in essere in presenza di saldi attivi, salvo che per motivi legati all'osservanza delle norme in materia di antiriciclaggio e antiterrorismo;
la disponibilità di un conto corrente bancario rappresenta uno strumento essenziale per l'inclusione finanziaria e sociale dei cittadini;
l'arbitrario recesso delle banche dai contratti di conto corrente può determinare gravi disagi, soprattutto in danno di soggetti economicamente vulnerabili, in assenza di adeguate motivazioni riconducibili a illeciti o violazioni normative;
il personale delle Forze dell'ordine e delle Forze armate è esposto a situazioni lavorative particolarmente gravose, che possono determinare condizioni di vulnerabilità economica e sovraindebitamento, anche per effetto di eventi oggettivi e non imputabili alla volontà del soggetto;
il Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza (di cui al decreto legislativo 12 gennaio 2019, n. 14) prevede strumenti per la gestione delle situazioni di sovraindebitamento, ma non sempre tiene conto delle specificità legate alla natura dell'indebitamento, né delle categorie sociali particolarmente esposte,
impegna il Governo
a valutare, nell'ambito delle proprie competenze, eventuali misure che possano agevolare l'accesso e la continuità dei servizi bancari, anche in favore di soggetti in condizione di particolare fragilità economica e sociale.
9/1091-A/3. (Testo modificato nel corso della seduta)Stefanazzi.
INTERROGAZIONI A RISPOSTA IMMEDIATA
Iniziative per il contrasto del fenomeno dello sfruttamento dei lavoratori nel settore del tessile e della moda – 3-02103
GRIMALDI, MARI, ZANELLA, BONELLI, BORRELLI, DORI, FRATOIANNI, GHIRRA, PICCOLOTTI e ZARATTI. — Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. — Per sapere – premesso che:
dopo le vicende di Armani, Valentino e Dior, in materia di sfruttamento del lavoro, ora anche per Loro Piana il tribunale di Milano ha disposto l'amministrazione giudiziaria per un anno nei confronti del brand di lusso;
il provvedimento arriva dopo un'indagine, che ha accertato come Loro Piana abbia esternalizzato la produzione dei capi di abbigliamento la cui realizzazione è avvenuta in contesti lavorativi di sfruttamento del lavoro, attraverso una catena di «subappalti non autorizzati» con una produzione esternalizzata a società, senza capacità produttiva, che a loro volta appaltano le lavorazioni a opifici cinesi clandestini;
le ditte in subappalto interessate si basano su evasione fiscale e contributiva, omissione dei costi relativi alla sicurezza, situazioni abitative degradanti per la manodopera irregolare e clandestina, turni di lavoro no stop, retribuzione sottosoglia rispetto ai minimi tabellari;
Loro Piana, a detta del giudice, avrebbe agevolato questo sistema di sfruttamento per ottenere l'abbattimento dei costi e la massimizzazione dei profitti;
condizioni di sfruttamento dei lavoratori emerse anche alla Z Production di Campi Bisenzio che produce borse per conto di Montblanc, posta sotto accusa per le condizioni lavorative dei dipendenti;
anche la Giorgio Armani operations spa, società di progettazione e produzione di abbigliamento e accessori del colosso della moda made in Italy, è stata posta in amministrazione giudiziaria per negligenze nel prevenire e arginare fenomeni di sfruttamento lavorativo nell'ambito del ciclo produttivo, esternalizzato e con commesse affidate a opifici cinesi;
un'inchiesta di Domani ha fatto emergere come il gruppo Kering, proprietario di Gucci, affidi tutta la produzione di pelletteria a 15 fornitori diretti. Tra questi, ci sono tre sue controllate toscane. I fornitori, a loro volta, subappaltano a piccoli artigiani. Su Max Mara fashion group si sono riscontrate irregolarità nelle condizioni di lavoro delle lavoratrici;
il settore del tessile, della moda e del lusso è attraversato da un sistematico ricorso al caporalato e a condizioni di sfruttamento dei lavoratori, inaccettabili;
non è più ammissibile restare spettatori rispetto ad una situazione di illegalità economica che avviene in migliaia di aziende che eludono sistematicamente e scientemente i controlli, operando al di fuori della legge e traendo il loro profitto da uno sfruttamento illimitato –:
quali iniziative urgenti e indifferibili intenda assumere per stroncare un sistema di produzione nel settore della moda composto da catene di appalti, che, per garantire il profitto, si basano sullo sfruttamento dei lavoratori con condizioni di lavoro non regolari, basse retribuzioni, contribuzioni non versate, inadempienza delle norme sulla sicurezza.
(3-02103)
Iniziative per il rispetto delle normative in materia di salute e sicurezza sul lavoro nonché del diritto di sciopero a favore dei lavoratori del comparto portuale, della logistica e dei trasporti coinvolti in attività connesse direttamente o indirettamente al settore bellico – 3-02104
CAROTENUTO, AIELLO, BARZOTTI e TUCCI. — Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. — Per sapere – premesso che:
l'aumento della produzione, del commercio e del trasporto delle armi, di cui si prevede un ulteriore incremento quale conseguenza diretta del piano «Rearm EU» e dell'aumento delle spese militari in ambito Nato, sta portando ad un crescente coinvolgimento dei lavoratori in attività connesse direttamente o indirettamente con il settore bellico, tramite operazioni di carico, scarico, movimentazione e transito di armamenti, destinati anche alle forze armate israeliane, impegnate in operazioni militari nella Striscia di Gaza, in assenza di specifiche misure di sicurezza, formazione e tutela sanitaria a garanzia dei lavoratori coinvolti;
in tale contesto, si stanno moltiplicando iniziative di agitazione sindacale dei lavoratori che decidono di non effettuare alcuna prestazione lavorativa che abbia un'attinenza diretta o indiretta con l'economia di guerra, in ogni settore – industriale, logistica, trasporto, ricerca, istruzione – costituendo tali attività un rischio per i lavoratori direttamente coinvolti e per la collettività, considerato che il transito avviene in aree civili, nonché ponendosi in contrasto con il principio costituzionale di ripudio della guerra come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali;
riferiscono, inoltre, alcuni lavoratori portuali che il passaggio di armamenti sarebbe classificato come materiale commerciale, con conseguenti criticità in termini di mancanza della documentazione delle bonifiche effettuate sui mezzi potenzialmente contaminati da agenti chimici, batteriologici e radioattivi, oltre alla presenza di materiale considerato «sensibile», senza però che sia indicato in alcun modo il grado di pericolosità di tale materiale;
da ultimo, la Commissione di garanzia dell'attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali, in occasione dello sciopero del 25 giugno 2025 all'aeroporto di Montichiari, avrebbe affermato che tali attività di movimentazione di materiale bellico rientrerebbero nel perimetro dei servizi pubblici essenziali, ritenendo che anche quelle di armi e missili destinati a Paesi terzi debba soggiacere alle regole di garanzia sullo sciopero previste per i servizi essenziali;
si ritiene che la volontà di non collaborazione manifestata dai lavoratori, anche a tutela della propria sicurezza, debba potersi manifestare anche attraverso il libero esercizio del diritto di sciopero e di ogni azione collettiva che si opponga alla guerra e alle politiche di riarmo –:
quali iniziative il Governo intenda intraprendere a favore dei lavoratori del comparto portuale, della logistica e dei trasporti coinvolti direttamente o indirettamente con il settore bellico, per assicurare che le operazioni di carico, scarico e movimentazione di armamenti avvengano nel pieno rispetto delle normative nazionali e europee in materia di salute e sicurezza sul lavoro e nel pieno rispetto e garanzia del diritto di sciopero.
(3-02104)
Chiarimenti in merito al piano di decarbonizzazione dell'ex Ilva di Taranto, con particolare riferimento all'individuazione delle risorse finanziarie e alla tutela dell'ambiente e degli attuali livelli occupazionali – 3-02105
PASTORINO. — Al Ministro delle imprese e del made in Italy. — Per sapere – premesso che:
lunedì 14 luglio 2025 è stata presentata la prima bozza del piano di decarbonizzazione dell'ex Ilva, un piano da mettere a punto in otto anni con la realizzazione dei nuovi impianti entro il 2033;
nel dettaglio il piano prevede la costruzione di tre forni elettrici presso il sito di Taranto, per una capacità produttiva complessiva di 6 milioni di tonnellate annue, e un forno elettrico presso lo stabilimento di Genova, con una capacità di circa 2 milioni di tonnellate annue. È prevista, inoltre, la realizzazione di fino a quattro impianti per il preridotto (dri) localizzati nello stabilimento di Taranto necessario ad alimentare i forni elettrici di Puglia e Liguria;
su più fronti sono emersi dubbi sul concreto intento ambientalista della proposta di decarbonizzazione e sulla reale sostenibilità dell'investimento; inoltre, i documenti ufficiali del suddetto piano non chiariscono né i livelli occupazionali e le eventuali ricollocazioni, né forniscono dati precisi sulle emissioni di anidride carbonica. Si parla, infatti, di cattura dell'anidride carbonica, ma i numeri mostrano che gran parte delle emissioni continuerà comunque a finire in atmosfera –:
se voglia chiarire come verrà finanziato e attuato il piano di decarbonizzazione dell'ex Ilva, specificando quali risorse verranno impiegate per la sua esecuzione, indicando come verranno garantiti gli attuali livelli occupazionali e tutelato l'ambiente.
(3-02105)
Ulteriori iniziative per il rilancio del settore siderurgico nazionale ed europeo, in un'ottica di decarbonizzazione e rafforzamento dell'autonomia strategica – 3-02106
BIGNAMI, ANTONIOZZI, GARDINI, MONTARULI, RUSPANDINI, CARAMANNA, COMBA, GIOVINE, MAERNA, MESSINA, PIETRELLA, SCHIANO DI VISCONTI, ZUCCONI, CONGEDO, IAIA, LA SALANDRA, MAIORANO, MATERA, AMORESE, DONZELLI, LA PORTA, MICHELOTTI e FABRIZIO ROSSI. — Al Ministro delle imprese e del made in Italy. — Per sapere – premesso che:
è di questi giorni la notizia che lo stabilimento dell'ex Ilva di Taranto è salvo. È stata, infatti, rilasciata l'autorizzazione integrata ambientale, passaggio necessario in attesa che venga approvato il piano di piena decarbonizzazione;
con l'esito positivo dell'autorizzazione integrata ambientale, l'ex Ilva potrà continuare a produrre 6 milioni di tonnellate di acciaio l'anno usando gli attuali tre altiforni, in attesa dei nuovi tre forni elettrici previsti, appunto, dal piano di decarbonizzazione;
l'attenzione del Ministero delle imprese e del made in Italy per l'acciaieria tarantina, con l'obiettivo di allineare la ripresa produttiva dello stabilimento pugliese al fabbisogno nazionale, si inserisce in un quadro di più ampio respiro per la tutela dell'industria siderurgica, senza perdere di vista la tutela dell'occupazione e il rilancio produttivo del comparto, pur nel rispetto della transizione ecologica;
la siderurgia è la spina dorsale dell'industria europea e italiana e senza un'industria forte l'Europa non può competere a livello globale. Difendere la capacità produttiva siderurgica italiana significa garantire l'autonomia strategica del continente;
in tale contesto si inseriscono, altresì, l'accordo di programma per il rilancio del polo siderurgico di Piombino, che potrà aspirare nuovamente a rappresentare un modello per l'Europa e un volano per lo sviluppo del territorio, e del sito produttivo Ast di Terni, che prevede investimenti per un totale di 557 milioni di euro da attuare entro il 2028, a cui si aggiungono misure di tutela ambientale, per contenere i costi energetici e mantenere gli attuali livelli occupazionali;
da tempo, il Ministro interrogato richiama l'esigenza di tutelare anche il settore siderurgico lungo il percorso della transizione verde, ritenendo «fondamentale, a corredo delle azioni già proposte dalla Commissione europea nel “Piano acciaio” del 19 marzo 2025, stimolare la domanda interna per rafforzare l'intera filiera siderurgica», sottolineando inoltre la necessità di intervenire sull'export del rottame ferroso, risorsa sempre più strategica nella transizione verso una siderurgia sostenibile;
in quest'ottica, sono stati annunciati «investimenti significativi per la realizzazione di impianti dri in Italia», per la produzione di preridotto a basse emissioni, nonché la necessità di agire sul fronte del costo dell'energia, al fine di tutelare la competitività del settore –:
quali ulteriori iniziative di competenza il Ministro interrogato intenda porre in essere al fine di garantire il rilancio del settore siderurgico nazionale, in un'ottica di decarbonizzazione e rafforzamento dell'autonomia strategica dell'industria siderurgica nazionale ed europea.
(3-02106)
Prospettive per gli impianti ex Ilva del Nord Italia, con particolare riferimento alla tutela dei livelli produttivi e occupazionali degli stabilimenti siti a Genova Cornigliano, Novi Ligure e Racconigi – 3-02107
LUPI, CAVO, BICCHIELLI, BRAMBILLA, CARFAGNA, ALESSANDRO COLUCCI, PISANO, ROMANO, SEMENZATO e TIRELLI. — Al Ministro delle imprese e del made in Italy. — Per sapere – premesso che:
Acciaierie d'Italia s.p.a. è un'azienda partecipata dallo Stato attraverso Invitalia, che attualmente gestisce gli impianti siderurgici «ex Ilva»;
il decreto del Ministro interrogato del 20 febbraio 2024 ha ammesso Acciaierie d'Italia s.p.a. alla procedura di amministrazione straordinaria, ai sensi dell'articolo 2 del decreto-legge 23 dicembre 2003, n. 347, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 febbraio 2004, n. 39, nominando commissario straordinario l'ingegner Giancarlo Quaranta, affiancato dal 1° marzo del 2024 anche dal professor Giovanni Fiori e dal professor Davide Tabarelli;
il 17 aprile 2024, su istanza dei commissari straordinari di Acciaierie d'Italia s.p.a., il Ministro interrogato ha esteso la procedura di amministrazione straordinaria anche ad Acciaierie d'Italia holding s.p.a., per consentire ai commissari di gestire in modo unitario e coordinato tutte le attività del gruppo;
il 17 luglio 2025 il Ministero delle imprese e del made in Italy ha comunicato che «d'intesa con gli enti locali, ha convocato per giovedì 31 luglio, alle ore 16.00, l'incontro conclusivo per la definizione dell'accordo di programma interistituzionale per la piena decarbonizzazione dello stabilimento di Taranto»;
il 21 luglio 2025 i principali organi di stampa hanno diffuso la notizia che il Governo ha definito un piano di decarbonizzazione ambizioso per gli stabilimenti «ex Ilva», che punta a rilanciare la produzione attraverso la produzione di 8 milioni di tonnellate di acciaio l'anno, alimentata da quattro forni elettrici. Tre forni sarebbero realizzati presso lo stabilimento di Taranto, con una capacità complessiva di 6 milioni di tonnellate, e il quarto a Genova Cornigliano, con una capacità di 2 milioni di tonnellate all'anno –:
quali siano le possibili prospettive per gli impianti ex Ilva del Nord Italia e quali ulteriori iniziative intenda assumere per sostenere i livelli produttivi e occupazionali degli insediamenti industriali localizzati a Genova Cornigliano, Novi Ligure e Racconigi, nell'attesa di conoscere la strategia definitiva che riguarderà lo stabilimento di Taranto.
(3-02107)
Iniziative, anche di carattere normativo, volte a rafforzare la tutela del made in Italy nelle gare pubbliche, con particolare riguardo a settori strategici, alla luce del recente bando di gara per la fornitura di capi di vestiario destinati alla Polizia di Stato – 3-02108
CANDIANI, MOLINARI, ANDREUZZA, ANGELUCCI, BAGNAI, BARABOTTI, BENVENUTO, DAVIDE BERGAMINI, BILLI, BISA, BOF, BORDONALI, BOSSI, BRUZZONE, CAPARVI, CARLONI, CARRÀ, CATTOI, CAVANDOLI, CECCHETTI, CENTEMERO, COIN, COMAROLI, CRIPPA, DARA, DE BERTOLDI, DI MATTINA, FORMENTINI, FRASSINI, FURGIUELE, GIACCONE, GIAGONI, GIGLIO VIGNA, GUSMEROLI, IEZZI, LATINI, LAZZARINI, LOIZZO, MACCANTI, MARCHETTI, MATONE, MIELE, MONTEMAGNI, MORRONE, NISINI, OTTAVIANI, PANIZZUT, PIERRO, PIZZIMENTI, PRETTO, RAVETTO, SASSO, STEFANI, SUDANO, TOCCALINI, ZIELLO, ZINZI e ZOFFILI. — Al Ministro delle imprese e del made in Italy. — Per sapere – premesso che:
diverse sono le iniziative promosse dal Ministero delle imprese e del made in Italy per la tutela del made in Italy, tra cui il Piano Italia per il settore moda, che mira a sostenere gli investimenti, con circa 250 milioni di euro previsti nel 2025, per la transizione ecologica e digitale delle imprese del settore, oltre a interventi per la valorizzazione della filiera delle fibre tessili naturali e riciclate e per il consolidamento degli operatori lungo tutta la filiera, attraverso processi di integrazione verticale e orizzontale;
con procedura aperta telematica Asp n. 5428141, il Ministero dell'interno – Dipartimento della pubblica sicurezza ha indetto una gara per la fornitura di capi di vestiario destinati alla Polizia di Stato, articolata in più lotti, tra cui il n. 9, relativo alla produzione di 60.000 camicie bianche per divisa ordinaria;
in sede di chiarimenti è stato chiesto se il ciclo produttivo (tessitura, taglio e confezione) potesse svolgersi anche in Paesi extraeuropei, con riferimento a Egitto, Cina e Bangladesh;
l'amministrazione ha risposto affermativamente, richiamando una recente sentenza del Consiglio di Stato (sezione V, n. 3721 del 2 maggio 2025), che ammette la partecipazione alle gare bandite nell'Unione europea anche da parte di operatori con produzione extraeuropea, purché siano rispettate le condizioni del disciplinare;
risulta quindi possibile l'affidamento, tramite fondi pubblici, della produzione di uniformi delle forze dell'ordine italiane a soggetti operanti in Paesi terzi, dove i costi, gli standard ambientali, le condizioni di lavoro e le tutele sindacali non sono comparabili a quelli italiani;
tale scelta appare in contrasto con principi politici, economici e strategici, specie per forniture così simboliche come le divise delle forze di polizia, che dovrebbero riflettere anche l'identità produttiva nazionale;
si ritiene urgente un intervento normativo che rafforzi la tutela del made in Italy nelle gare pubbliche, specie nei settori sensibili, prevedendo clausole sociali, vincoli minimi di produzione nazionale o criteri premianti per le imprese operanti sul territorio italiano –:
quali iniziative di competenza, anche di carattere normativo, intenda adottare per rafforzare la tutela del made in Italy nelle gare pubbliche, specie per beni strategici come le divise della polizia, anche attraverso clausole sociali o requisiti minimi di produzione nazionale.
(3-02108)
Elementi ed iniziative di competenza in merito alla trattativa tra Exor e Tata motors per la cessione del gruppo Iveco, con particolare riferimento alle relative garanzie occupazionali e di investimento – 3-02109
BONETTI, BENZONI, D'ALESSIO, GRIPPO e SOTTANELLI. — Al Ministro delle imprese e del made in Italy. — Per sapere – premesso che:
il gruppo Iveco conta circa 36.000 dipendenti nel mondo, di cui quasi la metà in Italia nei vari stabilimenti di Suzzara, Brescia, Atessa, Torino, Foggia e Bolzano;
Iveco ha avviato un ambizioso piano di investimenti che prevede oltre 5,5 miliardi di euro tra il 2024 e il 2028 sull'innovazione tecnologica e sull'adattamento dei cambiamenti del mercato, in particolare nel settore della transizione energetica;
tuttavia, le recenti indiscrezioni non smentite su una possibile cessione del gruppo Iveco alla società indiana Tata motors hanno riaperto le preoccupazioni sul futuro degli stabilimenti e dei lavoratori, specialmente in assenza di garanzie nella vendita;
l'operazione sembra essere più vicina dopo lo scorporo di Iveco defence, il ramo che si occupava dei veicoli per la difesa e la protezione civile, che rappresentava l'ultimo ostacolo ad una cessione di Iveco ad una società estera;
in caso di avvicendamento nella proprietà, gli investimenti fin qui promessi potrebbero evidentemente essere messi in discussione dai nuovi vertici, con ripercussioni sul piano assunzionale e i livelli occupazionali;
a rendere questo scenario più preoccupante è il fatto che ancora una volta ad essere al centro della trattativa è un importante asset della filiera dell'automotive italiana, attestando il progressivo disimpegno dal nostro Paese del settore;
oltre ai timori dei lavoratori coinvolti e delle loro famiglie, vi è quello di tutto il sistema economico e produttivo locale e nazionale per le possibili ripercussioni di un ridimensionamento sui siti produttivi e, più in generale, di una riduzione della presenza di Iveco nel Paese –:
di quali informazioni disponga circa la trattativa tra Exor e Tata motors per la cessione del gruppo Iveco – ivi incluse le inerenti garanzie occupazionali e di investimento in Italia – e, in tal senso, quali iniziative di competenza intenda intraprendere per tutelare, in particolar modo, i lavoratori degli stabilimenti italiani del gruppo e tutta la filiera automotive nazionale.
(3-02109)
Iniziative per il rilancio del sistema industriale italiano – 3-02110
BOSCHI, GADDA, DEL BARBA, FARAONE, BONIFAZI e GIACHETTI. — Al Ministro delle imprese e del made in Italy. — Per sapere – premesso che:
dal 2023 la produzione industriale del Paese è sostanzialmente ferma: a fronte della lievissima flessione di aprile 2025, i dati più recenti mostrano un calo dello 0,7 per cento congiunturale e dello 0,9 per cento su base annua, con il settore dei trasporti, quello farmaceutico e quello chimico che registrano cali fino al 5,6 per cento;
solo dal 2023 al 2024 i tavoli presso l'unità di crisi del Ministero delle imprese e del made in Italy hanno visto il numero dei lavoratori coinvolti pressoché raddoppiato (da 58.026 a 105.974), certificando l'assenza di una strategia di politica industriale del Governo;
le stime più recenti confermano che i costi dell'energia elettrica e del gas sono destinati ad aumentare ulteriormente, aggravando i costi di produzione e la sostenibilità economica delle imprese anche in termini di competitività, tanto più alla luce dei dazi statunitensi e di quelli ulteriori annunciati dal Presidente Trump –:
quali iniziative di competenza intenda adottare per salvaguardare il sistema industriale italiano e garantire livelli di credito coerenti con l'alto potenziale delle imprese italiane.
(3-02110)
Iniziative normative urgenti volte a prevedere la necessaria autorizzazione del giudice per il sequestro di dispositivi telefonici ed informatici e per l'acquisizione dei relativi contenuti, alla luce di una recente sentenza della Corte di giustizia dell'Unione europea e degli orientamenti della Corte di cassazione – 3-02111
ENRICO COSTA. —Al Ministro della giustizia. — Per sapere – premesso che:
la sentenza Corte di giustizia dell'Unione europea (Grande Camera) del 4 ottobre 2024 (C-548/218/21) ha esaminato le condizioni necessarie per accedere ai dati conservati nel cellulare o in altri device dell'indagato, estendendo al trattamento dei dati personali conseguenti al sequestro le disposizioni della direttiva 2016/680 – recepita con il decreto legislativo n. 51 del 2018 – sulla protezione delle persone fisiche, con riguardo al trattamento dei dati personali da parte delle autorità a fini di prevenzione, indagine, accertamento e perseguimento di reati;
la decisione della Corte di giustizia dell'Unione europea si snoda attraverso l'analisi della nozione di «trattamento» dei dati, attribuendo una portata ampia, nel cui ambito rientra anche «un tentativo di accesso ai dati contenuti in un telefono cellulare, da parte dell'autorità di polizia ai fini di un'indagine in materia penale»;
la Corte precisa che per trattamento si intende «qualsiasi operazione o insieme di operazioni, compiute con o senza l'ausilio di processi automatizzati e applicate a dati personali o insieme di dati personali, come l'estrazione, la consultazione» o ancora «la diffusione o qualsiasi altra forma di messa a disposizione»;
fra i principi sanciti in materia di acquisizione di dati di carattere personale (la necessarietà del trattamento, la proporzionalità e il principio di «minimizzazione») la Corte di giustizia dell'Unione europea sancisce che per il trattamento dei dati è necessario che l'accesso «sia subordinato a un controllo preventivo effettuato da un giudice o da un organo amministrativo indipendente»;
la Corte di cassazione (sentenza n. 413 del 2025) ha escluso che il pubblico ministero possa considerarsi giudice o organo amministrativo indipendente, «per la sua natura di parte processuale»;
ciò nonostante, la procura di Roma ha diffuso delle linee guida per l'esecuzione dei sequestri di smartphone ed acquisizione dei contenuti, in forza delle quali non si ritiene necessaria l'autorizzazione del giudice. L'attuale assetto normativo domestico espone seriamente il nostro Paese al rischio di una procedura d'infrazione;
a ciò si aggiunga che i dati estratti dal sequestro di dispositivi, in assenza di vaglio giurisdizionale, sono posti a fondamento di richieste di custodia cautelare, ovvero di richieste di perquisizione, e sempre più spesso sono pubblicate letteralmente sui media, in violazione dell'articolo 114 del codice di procedura penale –:
se non ritenga necessario provvedere con urgenza, nelle more della modifica pendente in Parlamento, ad adeguare la normativa nazionale a quella Unione europea, quantomeno sotto il profilo dell'autorizzazione da parte del giudice in tema di sequestro di smartphone e di acquisizione dei dati, per scongiurare il rischio di procedure d'infrazione.
(3-02111)
Chiarimenti in relazione a recenti notizie di stampa sulla vicenda Almasri – 3-02112
GIANASSI, SERRACCHIANI, DI BIASE, LACARRA, SCARPA, GHIO, FERRARI, CASU e FORNARO. — Al Ministro della giustizia. — Per sapere – premesso che:
il sistema giustizia affronta gravissime criticità: le carceri sono al collasso, 43 detenuti e 3 operatori si sono tolti la vita dall'inizio del 2025; il sovraffollamento, la carenza di personale e il caldo terribile non potranno che rendere sempre più insopportabile la situazione di chi in carcere è detenuto, ma anche per chi ci lavora;
da quanto emerge ormai da tempo la situazione della giustizia di prossimità dei giudici di pace sta assumendo connotati di vera e propria emergenza, con l'inazione pressoché totale del Ministro interrogato;
malgrado questa situazione di evidente crisi del sistema il Ministro interrogato, durante un evento organizzato da Fratelli d'Italia, poco dopo la sconcertante dichiarazione sul sovraffollamento delle carceri che avrebbe contribuito a sventare i suicidi tra i detenuti, raggiunto dai giornalisti ha rilasciato dichiarazioni contenenti pesanti attacchi alla magistratura, ma non solo;
nei confronti del sostituto procuratore generale della Corte di cassazione Raffaele Piccirillo ha invocato «gli infermieri» e minacciato sanzioni da introdurre con – altre – riforme ad hoc, in relazione ad un'intervista in cui sono spiegati gli errori tecnici commessi dal Ministero della giustizia nella gestione del caso dell'assassino, torturatore, stupratore libico Almasri, scarcerato dal Governo italiano e riportato a casa con volo di Stato;
peraltro proprio nei giorni scorsi la stampa ha dato ampio risalto alla vicenda Almasri e sarebbe emerso che il Ministero della giustizia era a conoscenza dei fatti ben prima di quanto riferito dal Ministro interrogato in Parlamento, ossia dal 19 gennaio 2025. Sempre sui giornali è stato anche prospettato che il Ministero della giustizia, con il proprio consapevole comportamento, ha determinato la liberazione del criminale ricercato dalla Corte penale internazionale;
a distanza di mesi da quegli che gli interroganti ritengono osceni accadimenti, il Ministero risulta ancora omissivo ed evasivo;
il Ministro interrogato non ha ancora chiarito se fosse a conoscenza dell'intervento del capo di gabinetto prospettato dai giornali, nel qual caso il Ministro stesso sarebbe all'oscuro delle scelte che vengono adottate al Ministero della giustizia, oppure se era consapevole e in questo caso avrebbe mentito al Parlamento –:
se il Ministro interrogato, anche a seguito di quanto emerso sui giornali, voglia chiarire le ragioni per cui omise negli interventi in aula di dichiarare che il Ministero della giustizia era informato già dal 19 gennaio 2025 dell'arresto di Almasri e, conseguentemente, le motivazioni per cui il Ministero della giustizia ne ha determinato la liberazione.
(3-02112)
PROGETTO DI BILANCIO DELLA CAMERA DEI DEPUTATI PER L'ANNO FINANZIARIO 2025 (DOC. VIII, N. 6)
Doc. VIII, n. 6 – Ordini del giorno
ORDINI DEL GIORNO
La Camera,
premesso che:
l'Amministrazione della Camera dei deputati è chiamata a svolgere funzioni necessarie a rendere possibile l'ordinato svolgimento dei lavori dell'Istituzione parlamentare e dei suoi organi, nonché ad assicurare il supporto ai deputati;
dopo una lunga stagione di contrazione del numero dei dipendenti in servizio, in relazione al blocco dei concorsi, è stato avviato un importante processo di reclutamento che – a fronte dei pensionamenti intervenuti – ha consentito di iniziare un processo di rafforzamento dell'organico;
i concorsi sino ad ora svolti hanno consentito a tanti giovani di mettere le proprie competenze e i propri talenti al servizio dell'Istituzione rappresentativa;
l'esigenza di dotare l'Amministrazione di tutte le professionalità necessarie, tuttavia, non può ritenersi del tutto soddisfatta e, in questo senso, l'Ufficio di Presidenza ha già proceduto a definire un ulteriore cronoprogramma per lo svolgimento di ulteriori procedure in un contesto, peraltro, di solidità finanziaria come si desume dai documenti di bilancio al nostro esame;
per un ristretto numero di concorsi già svolti, peraltro, vi sono ancora graduatorie di idonei che potrebbero essere chiamati a prendere servizio, ove vi fossero esigenze delle professionalità in questione;
la scadenza delle predette graduatorie costituirebbe un danno per la Camera attesa la complessità e l'onerosità della gestione dei concorsi che comportano, soprattutto nelle prime fasi di svolgimento delle prove, uno sforzo organizzativo ed economico importante;
la validità delle graduatorie sarebbe inficiata anche nel caso in cui la chiamata in servizio si collocasse in un periodo molto lontano dallo svolgimento del concorso, in quanto gli idonei potrebbero attendere ad altre attività lavorative,
invita l'Ufficio di Presidenza
a valutare l'opportunità di attingere alle graduatorie ancora aperte e procedere alla tempestiva chiamata in servizio dei candidati idonei non vincitori, onde evitare la necessità di dover nuovamente bandire, nel breve periodo, concorsi per il reclutamento di personale appartenente alle professionalità per i quali le procedure di reclutamento si sono recentemente concluse.
9/Doc. VIII, n. 6/1. Maccanti.
La Camera,
premesso che:
nel 2026 ricorrono gli 80 anni dalla celebrazione del referendum istituzionale che ha segnato la nascita della Repubblica e l'estensione del voto politico alle donne;
il decreto legislativo luogotenenziale n. 23, emanato il 1° febbraio 1945, aveva riconosciuto il diritto di partecipazione al voto delle donne;
il decreto legislativo luogotenenziale del 10 marzo 1946, n. 74, che disciplina l'elezione dei deputati all'Assemblea Costituente, ha introdotto nell'ordinamento italiano il suffragio universale, consentendo il diritto di voto attivo e passivo a tutti i cittadini aventi la maggiore età e consentito la piena partecipazione delle donne alla vita politica del Paese;
si è così avviato un processo di progressiva, costante affermazione dei diritti di cittadinanza delle donne, sostenuto, sul piano legislativo, dalla approvazione di leggi che, in applicazione dei principi costituzionali di uguaglianza sostanziale e di parità nell'accesso agli uffici pubblici e alle cariche elettive, hanno profondamente cambiato la rappresentanza politica, i rapporti economici e sociali e il mondo del lavoro e delle professioni;
a fronte dei positivi cambiamenti intervenuti e dei progressi indubitabili nella condizione femminile si registrano alcuni segnali contraddittori: ad esempio, sul piano politico-istituzionale, nella XIX legislatura, la rappresentanza femminile è in calo rispetto alla precedente, dato che segna l'inversione di una tendenza costantemente registrata a partire dalla XIII legislatura; sul piano economico non solo permangono differenze nelle retribuzioni, ma il gender pay gap, secondo i dati ISTAT del 2025, è particolarmente marcato tra i laureati e tra le professioni a più alto valore aggiunto;
la celebrazione degli 80 anni dal riconoscimento del diritto politico del voto alle donne non può non essere accompagnata da un complesso organico di iniziative che ne promuovano il significativo valore politico e sociale;
il Comitato di vigilanza sull'attività di documentazione della Camera ha, tra i suoi compiti, quello di promuovere la documentazione parlamentare e il patrimonio culturale custodito dall'amministrazione nelle diverse strutture, tra cui la Biblioteca intitolata a Nilde Iotti, costituente e prima donna Presidente della Camera dei deputati;
il Comitato ha già promosso importanti iniziative rivolte al pubblico dedicate a temi politico-istituzionali che hanno coinvolto studiosi e intellettuali di diverse istituzioni nazionali ed europee;
la Camera ha stipulato accordi e convenzioni con soggetti ed enti di ricerca che possono offrire un solido e rigoroso supporto scientifico di analisi e di studio,
invita, per le rispettive competenze, l'Ufficio di Presidenza e il Collegio dei Questori
ad adottare le misure necessarie per garantire, nel corso del 2026, lo svolgimento su iniziativa del Comitato di vigilanza sull'attività di documentazione della Camera dei deputati, di un programma di attività per celebrare gli 80 anni del voto alle donne articolato su più iniziative, sia di carattere scientifico sia di divulgazione e di sensibilizzazione, da svolgere in collaborazione con il mondo scientifico e accademico, anche con il confronto con il territorio, con le scuole e le università.
9/Doc. VIII, n. 6/2. Ascani, Amorese, Carfagna, Cavo, Cecchetti, Giachetti, Piccolotti, Sportiello, Tassinari, Vaccari.
La Camera,
premesso che:
l'articolo 4, comma 5, della delibera dell'Ufficio di Presidenza n. 227/2012 prevede che il Gruppo Misto è tenuto ad assumere i dipendenti inseriti nell'elenco di cui all'allegato A alla medesima delibera, che non abbiano trovato collocazione presso gli altri Gruppi e che, per ciascuno di tali dipendenti, la Camera eroga al Gruppo Misto un contributo forfetario, pari a euro 55.000 su base annua, finalizzato alla copertura degli oneri complessivi derivanti dall'assunzione;
l'importo del suddetto contributo forfetario ha subito diverse modifiche nel tempo. Originariamente era stato fissato a 65.000 euro, con la delibera dell'Ufficio di Presidenza n. 33/2013 è stato aumentato a 85.000 euro e con la delibera n. 2/2018 nuovamente ridotto agli attuali 55.000. Quest'ultima delibera ha quindi ridotto le risorse disponibili per ciascuno dei predetti dipendenti di oltre un terzo;
la forte spinta inflazionistica che si è verificata dal 2018 ad oggi, in combinazione con la rigidità della suddetta provvista, ha messo in difficoltà economiche tante di queste persone, tutti lavoratori con un'anzianità di servizio presso i Gruppi della Camera di oltre trent'anni, che non hanno alcuno strumento per compensare la perdita del potere di acquisto dei loro stipendi registrata in questi anni, stipendi già ridotti sensibilmente per il taglio di cui sopra;
durante l'esame del progetto di bilancio della Camera dei deputati per l'anno finanziario 2024 sono stati accolti vari ordini del giorno con l'impegno di esaminare la situazione del personale in questione nell'ambito di una complessiva rivisitazione della disciplina dei dipendenti degli allegati A e B;
a un anno di distanza, tuttavia, tale rivisitazione non è ancora stata attuata, e il trascorrere del tempo, senza che sia stata individuata una soluzione, aggrava ulteriormente le difficoltà economiche del personale in questione,
invita, per le rispettive competenze, l'Ufficio di Presidenza e il Collegio dei Questori
a provvedere prima possibile alla suddetta rivisitazione della disciplina dei dipendenti degli allegati A e B.
9/Doc. VIII, n. 6/3. Schullian.
La Camera,
premesso che:
i computer fissi attualmente in uso alla Camera, considerando quelli a disposizione per i deputati, i collaboratori, i Gruppi e gli uffici amministrativi, si aggirerebbero in circa 1000 pc stand-alone con altrettante stampanti, oltre a quelle di rete;
questo sistema presenta notevoli costi e difficoltà di gestione dovuti, in buona sostanza: all'obsolescenza tecnica dei macchinari che vanno sostituiti a rotazione annualmente; a un consistente impegno di risorse e personale – in presenza – per la manutenzione dell'hardware e software; da una complessità operativa data dalla aggiunta nel tempo di funzionalità, in un sistema fisso a cui sono state apportate successive integrazioni;
un'opzione che potrebbe essere molto conveniente a livello economico e rendere più efficiente l'utilizzo dei dispositivi informatici, anche in relazione a eventuali richieste di assistenza da parte dell'utenza, sarebbe l'installazione di un sistema centralizzato. Numerosi sarebbero i vantaggi, sotto diversi aspetti: manutenzione e assistenza, possibile anche da remoto; sicurezza da potenziali intrusioni, meno esposizione ad attacchi di virus, e malware locali; semplificazione nel cambio di password e minore obsolescenza tecnica;
inoltre il costo di gestione, non quantificabile allo stato senza una analisi basata su status quo e necessità future, potrebbe essere però, stando a un calcolo astratto, inferiore all'attuale, con conseguenti risparmi per il bilancio di questa Amministrazione;
a fronte di un investimento iniziale seppur probabilmente significativo, comunque modulabile nel tempo; si otterrebbero però vantaggi permanenti, anche in considerazione dell'introduzione nei sistemi della Camera dell'uso dell'intelligenza artificiale, su cui il Comitato documentazione sta sviluppando progetti importanti a partire dall'attività emendativa, fino a quella della ricerca documentale,
invita il Collegio dei Questori
ad effettuare una valutazione tecnica ed economica della fattibilità di un passaggio – anche per gradi – dal sistema informatico attuale, basato su PC desktop in uso a ogni utente di questa comunità, a un sistema centralizzato basato su terminali, considerando per quest'ultimo l'economicità, aumento di efficienza e tutte le conseguenti semplificazioni di gestione anche nel medio-lungo periodo.
9/Doc. VIII, n. 6/4. Dell'Olio, Morfino.
La Camera,
premesso che:
la riduzione del numero dei componenti della Camera dei deputati da 630 agli attuali 400, disposta dalla legge costituzionale 19 ottobre 2020, n. 1 (pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 261 del 21 ottobre 2020) se, da un lato, ha comportato una diminuzione degli eletti, dall'altro, non ha portato alla riduzione del carico di lavoro in capo a ciascun Gruppo parlamentare;
il Regolamento della Camera dei deputati all'articolo 15, comma 3, prevede che: «Per l'esplicazione delle loro funzioni ai Gruppi parlamentari è assicurata la disponibilità di locali e attrezzature, secondo modalità stabilite dall'Ufficio di Presidenza, tenendo presenti le esigenze di base comuni ad ogni Gruppo e la consistenza numerica dei Gruppi stessi. È altresì assicurato annualmente a ciascun Gruppo un contributo finanziario a carico del bilancio della Camera, unico e onnicomprensivo, a copertura di tutte le spese di cui al comma 4, incluse quelle per il personale, secondo modalità stabilite dall'Ufficio di Presidenza. Il contributo è determinato avendo riguardo alla consistenza numerica di ciascun Gruppo. Le dotazioni e i contributi assegnati al Gruppo misto sono determinati avendo riguardo al numero e alla consistenza delle componenti politiche in esso costituite, in modo tale da poter essere ripartite fra le stesse in ragione delle esigenze di base comuni e della consistenza numerica di ciascuna componente»;
il Regolamento del Senato della Repubblica all'articolo 16, comma 1, sancisce che: «Ai Gruppi parlamentari è assicurata la disponibilità di locali, attrezzature e di un unico contributo annuale, a carico del bilancio del Senato, proporzionale alla loro consistenza numerica, per le finalità di cui al comma 2. Nell'ambito di tale contributo a ciascun Gruppo spetta comunque una dotazione minima di risorse finanziarie, tali da garantire il corretto funzionamento dei Gruppi medesimi, stabilita dal Consiglio di Presidenza tenuto conto delle esigenze di base comuni ai Gruppi»;
si denota immediatamente una differenza tra i due regolamenti, poiché mentre il Senato della Repubblica prevede una dotazione minima di base in aggiunta alla dotazione per singolo componente del Gruppo parlamentare, la Camera dei deputati prevede un contributo solamente in base al numero dei componenti del Gruppo parlamentare;
la riduzione dei parlamentari ha portato inevitabilmente alla formazione di Gruppi di modeste entità numerica facendo nascere così uno svantaggio significativo in termini di dotazione, con riflessi sull'organizzazione e sulla struttura del singolo Gruppo;
in considerazione del fatto che le dotazioni dei Gruppi parlamentari, come sancito dal regolamento, servono a «scopi istituzionali riferiti all'attività parlamentare e alle funzioni di studio, editoria e comunicazione a essa ricollegabili, nonché alle spese per il funzionamento degli organi e delle strutture dei Gruppi, ivi comprese quelle relative ai trattamenti economici»,
invita, per le rispettive competenze, l'Ufficio di Presidenza e il Collegio dei Questori
a valutare l'opportunità di stanziare per i Gruppi parlamentari una dotazione minima, in aggiunta alla dotazione per singolo componente del Gruppo, da destinare alle funzioni di studio, editoria e comunicazione ad esso ricollegabili, nonché alle spese per il funzionamento degli organi e delle strutture dei Gruppi, ivi comprese quelle relative ai trattamenti economici, al fine di uniformare i regolamenti dei due rami del Parlamento.
9/Doc. VIII, n. 6/5. Alessandro Colucci, Morfino.
La Camera,
premesso che:
la riduzione del numero dei componenti della Camera dei deputati da 630 agli attuali 400, disposta dalla legge costituzionale 19 ottobre 2020, n. 1 (pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 261 del 21 ottobre 2020) se, da un lato, ha comportato una diminuzione degli eletti, dall'altro, non ha portato alla riduzione del carico di lavoro in capo a ciascun Gruppo parlamentare;
il Regolamento della Camera dei deputati all'articolo 15, comma 3, prevede che: «Per l'esplicazione delle loro funzioni ai Gruppi parlamentari è assicurata la disponibilità di locali e attrezzature, secondo modalità stabilite dall'Ufficio di Presidenza, tenendo presenti le esigenze di base comuni ad ogni Gruppo e la consistenza numerica dei Gruppi stessi. È altresì assicurato annualmente a ciascun Gruppo un contributo finanziario a carico del bilancio della Camera, unico e onnicomprensivo, a copertura di tutte le spese di cui al comma 4, incluse quelle per il personale, secondo modalità stabilite dall'Ufficio di Presidenza. Il contributo è determinato avendo riguardo alla consistenza numerica di ciascun Gruppo. Le dotazioni e i contributi assegnati al Gruppo misto sono determinati avendo riguardo al numero e alla consistenza delle componenti politiche in esso costituite, in modo tale da poter essere ripartite fra le stesse in ragione delle esigenze di base comuni e della consistenza numerica di ciascuna componente»;
il Regolamento del Senato della Repubblica all'articolo 16, comma 1, sancisce che: «Ai Gruppi parlamentari è assicurata la disponibilità di locali, attrezzature e di un unico contributo annuale, a carico del bilancio del Senato, proporzionale alla loro consistenza numerica, per le finalità di cui al comma 2. Nell'ambito di tale contributo a ciascun Gruppo spetta comunque una dotazione minima di risorse finanziarie, tali da garantire il corretto funzionamento dei Gruppi medesimi, stabilita dal Consiglio di Presidenza tenuto conto delle esigenze di base comuni ai Gruppi»;
si denota immediatamente una differenza tra i due regolamenti, poiché mentre il Senato della Repubblica prevede una dotazione minima di base in aggiunta alla dotazione per singolo componente del Gruppo parlamentare, la Camera dei deputati prevede un contributo solamente in base al numero dei componenti del Gruppo parlamentare;
la riduzione dei parlamentari ha portato inevitabilmente alla formazione di Gruppi di modeste entità numerica facendo nascere così uno svantaggio significativo in termini di dotazione, con riflessi sull'organizzazione e sulla struttura del singolo Gruppo;
in considerazione del fatto che le dotazioni dei Gruppi parlamentari, come sancito dal regolamento, servono a «scopi istituzionali riferiti all'attività parlamentare e alle funzioni di studio, editoria e comunicazione a essa ricollegabili, nonché alle spese per il funzionamento degli organi e delle strutture dei Gruppi, ivi comprese quelle relative ai trattamenti economici»,
invita, per le rispettive competenze, l'Ufficio di Presidenza e il Collegio dei Questori
a valutare l'opportunità, in esito alle iniziative di competenza della Giunta per il Regolamento volte, tra l'altro, a modificare le disposizioni regolamentari sulla ripartizione del contributo in favore dei Gruppi, a rivedere la disciplina attuativa tenendo conto delle esigenze di funzionamento comuni a tutti i Gruppi, a prescindere dalla loro consistenza numerica.
9/Doc. VIII, n. 6/5. (Testo modificato nel corso della seduta)Alessandro Colucci, Morfino.
La Camera,
premesso che:
con deliberazione dell'Ufficio di Presidenza 26 marzo 2024, n. 83, la Camera dei deputati ha istituito la società in house CD-Servizi S.p.A. con la finalità di innalzare la qualità dei servizi resi in favore della Camera dei deputati medesima e di tendere al miglioramento delle condizioni di lavoro del personale addetto delle ditte appaltatrici esterne nell'erogazione di tali servizi;
la CD-Servizi S.p.A. ha avviato positivamente la propria attività e garantito il miglioramento delle condizioni di lavoro del personale addetto ai servizi, anche in termini di stabilità e di incremento del parametro orario;
si è conclusa la prima fase contrattuale tra la CD-Servizi S.p.A. e le organizzazioni sindacali che ha condotto all'adozione, a partire dal prossimo settembre, di alcune misure migliorative,
invita, per le rispettive competenze, l'Ufficio di Presidenza e il Collegio dei Questori
a formulare nei confronti della CD-Servizi S.p.A. un indirizzo affinché sia proseguito il percorso già intrapreso di miglioramento delle condizioni di lavoro dei dipendenti addetti anche attraverso l'adozione graduale di misure ulteriori, previo confronto con le organizzazioni sindacali in un quadro di sostenibilità finanziaria.
9/Doc. VIII, n. 6/6. Rampelli, Palombi, Maccanti.
La Camera,
premesso che:
con deliberazione dell'Ufficio di Presidenza 26 marzo 2024, n. 83, la Camera dei deputati ha istituito la società in house CD-Servizi S.p.A. con la finalità di innalzare la qualità dei servizi resi in favore della Camera dei deputati medesima e di tendere al miglioramento delle condizioni di lavoro del personale addetto delle ditte appaltatrici esterne nell'erogazione di tali servizi;
la CD-Servizi S.p.A. ha avviato positivamente la propria attività e garantito il miglioramento delle condizioni di lavoro del personale addetto ai servizi, anche in termini di stabilità e di incremento del parametro orario;
si è conclusa la prima fase contrattuale tra la CD-Servizi S.p.A. e le organizzazioni sindacali che ha condotto all'adozione, a partire dal prossimo settembre, di alcune misure migliorative,
invita, per le rispettive competenze, l'Ufficio di Presidenza e il Collegio dei Questori
a confermare gli indirizzi già formulati nei confronti di CD-Servizi-S.p.A. al fine di adottare misure di miglioramento delle condizioni di lavoro dei dipendenti previo confronto con le organizzazioni sindacali in un quadro di sostenibilità finanziaria valutando in particolar modo la possibilità di una estensione ulteriore del parametro orario e dei rapporti di lavoro a tempo pieno.
9/Doc. VIII, n. 6/6. (Testo modificato nel corso della seduta)Rampelli, Palombi, Maccanti.
La Camera,
premesso che:
la capillarità e la pluralità delle fonti di informazione a disposizione dell'utenza parlamentare rispondono all'esigenza di dotare la stessa degli strumenti di aggiornamento necessari per il migliore esercizio delle funzioni istituzionali;
lo sviluppo e la continua implementazione da parte della Camera dei deputati dei canali di informazione merita il più vivo apprezzamento;
il servizio di monitoraggio delle fonti di informazione reso in favore della Camera dei deputati garantisce ampia copertura informativa sulle tematiche di interesse nazionale;
l'esercizio del mandato elettorale necessita altresì di un costante aggiornamento in ordine alle questioni che interessano i territori,
invita i competenti organi di direzione politica
ad adottare ogni utile iniziativa affinché l'offerta delle fonti di informazione a disposizione dei deputati e dei Gruppi sia integrata contemplando un servizio di monitoraggio realizzato su base territoriale e modulato sulle circoscrizioni elettorali, nell'orizzonte della Legislatura anche attraverso il potenziamento e l'estensione del servizio di rassegna stampa attualmente in essere.
9/Doc. VIII, n. 6/7. Mulè, Trancassini, Benvenuto, Donzelli, Alessandro Colucci, Della Vedova, Benzoni, Furfaro, Maccanti, Paolo Emilio Russo.
La Camera,
premesso che:
con deliberazione dell'Ufficio di Presidenza n. 83 del 26 marzo 2024, recante «Disciplina della società in house CD-Servizi S.p.A.», è stata istituita la CD-Servizi S.p.A., società in house partecipata integralmente dalla Camera dei deputati;
in pari data, con delibera n. 86 e n. 84, sono stati approvati dall'Ufficio di Presidenza della Camera dei deputati lo Statuto della società e il Regolamento sul controllo analogo sulla società da parte della Camera;
la CD-Servizi S.p.A., è una società interamente partecipata dalla Camera dei deputati ed opera secondo il modello dell'in house providing, conformandosi ai princìpi previsti dall'ordinamento dell'Unione europea, dal Regolamento di amministrazione e contabilità e, per quanto non diversamente stabilito da quest'ultimo, dall'ordinamento nazionale e secondo le disposizioni di cui alla deliberazione istitutiva dell'Ufficio di Presidenza della Camera dei deputati;
la CD-Servizi S.p.A. ha per oggetto attività di autoproduzione di beni e/o servizi strettamente connesse al funzionamento operativo del Socio unico, non direttamente strumentali all'esercizio delle funzioni parlamentari, da eseguire in via esclusiva presso le sedi della Camera dei deputati, relative all'erogazione dei diversi servizi;
da diversi anni la Camera dei deputati si avvale dei servizi forniti dalla ditta «L'Operosa S.p.A.» per il supporto operativo all'Istituzione, impiegando attualmente novantotto unità lavorative; così come fin dal 2011 si avvale della società «La Telefonica S.r.l.» che garantisce servizi di assistenza in presidio per la telefonia e il reparto di audio-video contando su un contingente di dieci unità lavorative; mentre diverse altre società operano al servizio della Camera dei deputati per fornire assistenza in diversi ambiti;
nella seduta dell'Assemblea del 25 luglio 2024, in sede di esame del bilancio interno della Camera dei deputati, è stato approvato l'ordine del giorno Perissa n. 12, come riformulato, con il quale si invitava, per le rispettive competenze, l'Ufficio di Presidenza e il Collegio dei Questori a valutare la possibilità, dopo la fase di avvio delle attività della società in house, di ampliare l'ambito delle attività da affidare alla società medesima sulla base dell'oggetto sociale e delle prestazioni che possono essere da questa svolte a partire dalle attività svolte dalla Telefonica s.r.l. e da L'Operosa s.p.a. in favore della Camera dei deputati;
il contratto della ditta «L'Operosa S.p.A.» è in scadenza il prossimo 30 novembre 2025,
invita, per le rispettive competenze, l'Ufficio di Presidenza e il Collegio dei Questori
a valutare la possibilità, nel rispetto dell'oggetto sociale individuato dallo statuto della CD-Servizi S.p.A. e delle prestazioni che possono essere da questa svolte, di ampliare l'ambito delle attività da affidare alla società medesima, a partire da quelle richiamate in premessa, adottando altresì gli atti di competenza volti all'assunzione, da parte della società medesima, del personale attualmente addetto alle citate attività.
9/Doc. VIII, n. 6/8. Rampelli, Perissa.
La Camera,
premesso che:
con deliberazione dell'Ufficio di Presidenza n. 83 del 26 marzo 2024, recante «Disciplina della società in house CD-Servizi S.p.A.», è stata istituita la CD-Servizi S.p.A., società in house partecipata integralmente dalla Camera dei deputati;
in pari data, con delibera n. 86 e n. 84, sono stati approvati dall'Ufficio di Presidenza della Camera dei deputati lo Statuto della società e il Regolamento sul controllo analogo sulla società da parte della Camera;
la CD-Servizi S.p.A., è una società interamente partecipata dalla Camera dei deputati ed opera secondo il modello dell'in house providing, conformandosi ai princìpi previsti dall'ordinamento dell'Unione europea, dal Regolamento di amministrazione e contabilità e, per quanto non diversamente stabilito da quest'ultimo, dall'ordinamento nazionale e secondo le disposizioni di cui alla deliberazione istitutiva dell'Ufficio di Presidenza della Camera dei deputati;
la CD-Servizi S.p.A. ha per oggetto attività di autoproduzione di beni e/o servizi strettamente connesse al funzionamento operativo del Socio unico, non direttamente strumentali all'esercizio delle funzioni parlamentari, da eseguire in via esclusiva presso le sedi della Camera dei deputati, relative all'erogazione dei diversi servizi;
da diversi anni la Camera dei deputati si avvale dei servizi forniti dalla ditta «L'Operosa S.p.A.» per il supporto operativo all'Istituzione, impiegando attualmente novantotto unità lavorative; così come fin dal 2011 si avvale della società «La Telefonica S.r.l.» che garantisce servizi di assistenza in presidio per la telefonia e il reparto di audio-video contando su un contingente di dieci unità lavorative; mentre diverse altre società operano al servizio della Camera dei deputati per fornire assistenza in diversi ambiti;
nella seduta dell'Assemblea del 25 luglio 2024, in sede di esame del bilancio interno della Camera dei deputati, è stato approvato l'ordine del giorno Perissa n. 12, come riformulato, con il quale si invitava, per le rispettive competenze, l'Ufficio di Presidenza e il Collegio dei Questori a valutare la possibilità, dopo la fase di avvio delle attività della società in house, di ampliare l'ambito delle attività da affidare alla società medesima sulla base dell'oggetto sociale e delle prestazioni che possono essere da questa svolte a partire dalle attività svolte dalla Telefonica s.r.l. e da L'Operosa s.p.a. in favore della Camera dei deputati;
il contratto della ditta «L'Operosa S.p.A.» è in scadenza il prossimo 30 novembre 2025,
invita, per le rispettive competenze, l'Ufficio di Presidenza e il Collegio dei Questori
a valutare la possibilità, nel rispetto dell'oggetto sociale individuato dallo statuto della CD-Servizi S.p.A. e delle prestazioni che possono essere da questa svolte, di ampliare l'ambito delle attività da affidare alla società medesima, a partire da quelle richiamate in premessa, adottando altresì gli atti di competenza volti all'assunzione, da parte della società medesima, del personale attualmente addetto alle citate attività, anche al fine di favorire un progressivo aumento del parametro orario e del tempo pieno dei lavoratori.
9/Doc. VIII, n. 6/8. (Testo modificato nel corso della seduta)Rampelli, Perissa.
La Camera,
premesso che:
l'intelligenza artificiale rappresenta una delle tecnologie più promettenti in tutti i settori della società avente il potenziale non solo di migliorare la vita delle persone, ma anche di ottimizzare la produttività in ambito lavorativo;
la mitigazione dei rischi connessa con lo sviluppo di tale tecnologia richiede un controllo e un'organizzazione orientata alla salvaguardia dei valori e dei principi che sono alla base delle società democratiche;
l'uso dell'intelligenza artificiale, se adeguatamente governata, può rappresentare un valido strumento anche per supportare il lavoro parlamentare, dal punto di vista sia dello sviluppo delle attività di documentazione a supporto degli organi e dei singoli parlamentari, sia della promozione della trasparenza e conoscibilità del lavoro del Parlamento;
La Camera dei deputati ha presentato i primi tre prototipi basati sull'intelligenza artificiale generativa sviluppati a seguito della manifestazione d'interesse promossa dal Comitato di vigilanza sull'attività di documentazione. L'iniziativa, avviata nel febbraio 2024, mira a valorizzare l'uso dell'IA come strumento innovativo a supporto dei lavori parlamentari, della trasparenza istituzionale e del dialogo con i cittadini. I prototipi selezionati sono stati valutati sotto il profilo funzionale, architetturale e di sicurezza da focus group tecnico-scientifici;
i tre modelli presentati sono: NORMA, assistente virtuale per l'analisi della produzione legislativa; MSE, sistema di scrittura assistita per emendamenti parlamentari; DEPUCHAT, chatbot per facilitare l'accesso dei cittadini alle attività dei deputati;
i tre modelli consentiranno a deputate e deputati di essere accompagnati, con maggiore facilità, nella fase di costruzione e preparazione degli emendamenti, accedendo a fonti interne della Camera;
la Camera dei deputati rappresenta, nel panorama delle amministrazioni parlamentari, una delle esperienze più avanzate di utilizzo delle tecnologie digitali a supporto del lavoro dell'istituzione attraverso l'integrazione nei diversi processi di lavoro delle soluzioni più innovative,
invita, per le rispettive competenze, l'Ufficio di Presidenza e il Collegio dei deputati Questori
a stanziare per i Gruppi parlamentari un contributo aggiuntivo finalizzato a supportare e a migliorare l'esperienza formativa del personale nell'applicazione delle tecnologie di intelligenza artificiale, in particolare di quella generativa, a partire da quelle indicate in premessa, anche al fine di promuovere un livello sempre più alto di trasparenza e di conoscenza dell'attività svolta dai deputati, dagli organi parlamentari e dall'istituzione nel suo complesso e di contribuire, in tal modo, a rafforzare il rapporto con i cittadini e la partecipazione democratica.
9/Doc. VIII, n. 6/9. Vaccari, De Maria.
La Camera,
premesso che:
l'intelligenza artificiale rappresenta una delle tecnologie più promettenti in tutti i settori della società avente il potenziale non solo di migliorare la vita delle persone, ma anche di ottimizzare la produttività in ambito lavorativo;
la mitigazione dei rischi connessa con lo sviluppo di tale tecnologia richiede un controllo e un'organizzazione orientata alla salvaguardia dei valori e dei principi che sono alla base delle società democratiche;
l'uso dell'intelligenza artificiale, se adeguatamente governata, può rappresentare un valido strumento anche per supportare il lavoro parlamentare, dal punto di vista sia dello sviluppo delle attività di documentazione a supporto degli organi e dei singoli parlamentari, sia della promozione della trasparenza e conoscibilità del lavoro del Parlamento;
La Camera dei deputati ha presentato i primi tre prototipi basati sull'intelligenza artificiale generativa sviluppati a seguito della manifestazione d'interesse promossa dal Comitato di vigilanza sull'attività di documentazione. L'iniziativa, avviata nel febbraio 2024, mira a valorizzare l'uso dell'IA come strumento innovativo a supporto dei lavori parlamentari, della trasparenza istituzionale e del dialogo con i cittadini. I prototipi selezionati sono stati valutati sotto il profilo funzionale, architetturale e di sicurezza da focus group tecnico-scientifici;
i tre modelli presentati sono: NORMA, assistente virtuale per l'analisi della produzione legislativa; MSE, sistema di scrittura assistita per emendamenti parlamentari; DEPUCHAT, chatbot per facilitare l'accesso dei cittadini alle attività dei deputati;
i tre modelli consentiranno a deputate e deputati di essere accompagnati, con maggiore facilità, nella fase di costruzione e preparazione degli emendamenti, accedendo a fonti interne della Camera;
la Camera dei deputati rappresenta, nel panorama delle amministrazioni parlamentari, una delle esperienze più avanzate di utilizzo delle tecnologie digitali a supporto del lavoro dell'istituzione attraverso l'integrazione nei diversi processi di lavoro delle soluzioni più innovative,
invita, per le rispettive competenze, l'Ufficio di Presidenza e il Collegio dei deputati Questori
ad assumere iniziative volte a favorire la formazione professionale dei dipendenti dei Gruppi parlamentari nell'utilizzo di tecnologie che facciano uso di intelligenza artificiale, anche di tipo generativo.
9/Doc. VIII, n. 6/9. (Testo modificato nel corso della seduta)Vaccari, De Maria.
La Camera,
premesso che:
l'articolo 15, comma 3, del Regolamento della Camera prevede che, per l'esplicazione delle loro funzioni, ai Gruppi parlamentari è assicurato annualmente un contributo finanziario a carico del bilancio della Camera,
invita, per le rispettive competenze, l'Ufficio di Presidenza e il Collegio dei Questori
ad individuare idonee soluzioni relative al personale dei gruppi parlamentari al fine di garantire e tutelarne i livelli occupazionali e retributivi.
9/Doc. VIII, n. 6/10. De Maria, Vaccari.
La Camera,
premesso che:
l'articolo 15, comma 3, del Regolamento della Camera prevede che, per l'esplicazione delle loro funzioni, ai Gruppi parlamentari è assicurato annualmente un contributo finanziario a carico del bilancio della Camera,
invita, per le rispettive competenze, l'Ufficio di Presidenza e il Collegio dei Questori
a provvedere prima possibile alla suddetta rivisitazione della disciplina dei dipendenti degli allegati A e B.
9/Doc. VIII, n. 6/10. (Testo modificato nel corso della seduta)De Maria, Vaccari.
La Camera,
premesso che:
l'articolo 15, comma 3, del Regolamento della Camera prevede che, per l'esplicazione delle loro funzioni, ai Gruppi parlamentari è assicurato annualmente un contributo finanziario a carico del bilancio della Camera,
invita, per le rispettive competenze, l'Ufficio di Presidenza e il Collegio dei Questori
a valutare l'adozione di provvedimenti che garantiscano ai dipendenti dei Gruppi parlamentari la tutela del potere d'acquisto dei loro stipendi, adeguando le previsioni di cui all'articolo 4 commi 3 ,4 e 5 della delibera dell'Ufficio di Presidenza n. 227 del 2012 e successive modificazioni.
9/Doc. VIII, n. 6/11. Vaccari, De Maria.
La Camera,
premesso che:
l'articolo 15, comma 3, del Regolamento della Camera prevede che, per l'esplicazione delle loro funzioni, ai Gruppi parlamentari è assicurato annualmente un contributo finanziario a carico del bilancio della Camera,
invita, per le rispettive competenze, l'Ufficio di Presidenza e il Collegio dei Questori
a provvedere prima possibile alla suddetta rivisitazione della disciplina dei dipendenti degli allegati A e B.
9/Doc. VIII, n. 6/11. (Testo modificato nel corso della seduta)Vaccari, De Maria.
La Camera,
premesso che:
l'articolo 15, comma 3, del Regolamento della Camera prevede che, per l'esplicazione delle loro funzioni, ai Gruppi parlamentari è assicurato annualmente un contributo finanziario a carico del bilancio della Camera,
invita, per le rispettive competenze, l'Ufficio di Presidenza e il Collegio dei Questori
a valutare l'opportunità di disporre un incremento del contributo ai Gruppi parlamentari finalizzato all'assegnazione di buoni pasto a favore delle figure professionali che abbiano in essere un contratto di lavoro presso i Gruppi parlamentari e in ogni caso garantire a tutto il personale dei Gruppi la possibilità di accedere al servizio bar dipendenti di Montecitorio a prescindere dai titoli di accesso presso la Camera dei deputati.
9/Doc. VIII, n. 6/12. De Maria, Vaccari.
La Camera,
premesso che:
l'articolo 15, comma 3, del Regolamento della Camera prevede che, per l'esplicazione delle loro funzioni, ai Gruppi parlamentari è assicurato annualmente un contributo finanziario a carico del bilancio della Camera,
invita, per le rispettive competenze, l'Ufficio di Presidenza e il Collegio dei Questori
a valutare l'opportunità di avviare un'istruttoria che, sulla base dell'esperienza maturata nel primo anno di nuova modalità di gestione del servizio di ristorazione, consenta agli organi di direzione politica una rivisitazione generale della disciplina di accesso alle strutture di ristorazione e, quindi, anche ai Palazzi della Camera, prendendo in considerazione in tale ambito la possibilità di introdurre misure ampliative per quanto concerne il personale dei Gruppi parlamentari.
9/Doc. VIII, n. 6/12. (Testo modificato nel corso della seduta)De Maria, Vaccari.
La Camera,
invita, per le rispettive competenze, l'Ufficio di Presidenza e il Collegio dei Questori
a rendere accessibile a tutte le figure professionali che abbiano in essere un contratto di lavoro o collaborazione a qualunque titolo presso i Gruppi parlamentari un adeguato servizio mensa anche attraverso l'individuazione di nuovi spazi al servizio dedicati.
9/Doc. VIII, n. 6/13. De Maria, Vaccari.
La Camera,
invita, per le rispettive competenze, l'Ufficio di Presidenza e il Collegio dei Questori
a valutare l'opportunità di avviare un'istruttoria che, sulla base dell'esperienza maturata nel primo anno di nuova modalità di gestione del servizio di ristorazione, consenta agli organi di direzione politica una rivisitazione generale della disciplina di accesso alle strutture di ristorazione e, quindi, anche ai Palazzi della Camera, prendendo in considerazione in tale ambito la possibilità di introdurre misure ampliative per quanto concerne il personale dei Gruppi parlamentari, anche attraverso l'individuazione di nuovi spazi.
9/Doc. VIII, n. 6/13. (Testo modificato nel corso della seduta)De Maria, Vaccari.
La Camera,
premesso che:
la società CD Servizi S.P.A., costituita ai sensi della deliberazione dell'Ufficio di Presidenza, interamente partecipata dalla Camera dei deputati, opera secondo il modello dell'in house providing;
con la deliberazione dell'Ufficio di Presidenza della Camera dei deputati n. 99 del 30 luglio 2024 è stato determinato l'affidamento alla Società, a decorrere dal 1° settembre 2024 e fino al 31 dicembre 2028, definendone altresì i relativi corrispettivi, dei seguenti servizi da eseguirsi in via esclusiva presso le sedi della Camera dei deputati:
a) pulizia, igienizzazione, disinfestazione e derattizzazione, comprensivi della manutenzione dell'arredo verde, della gestione delle aree di parcheggio e della gestione del servizio di guardaroba;
b) facchinaggio, ad eccezione di quelli connessi alle attività di verifica dei dati elettorali;
c) supporto esecutivo alla gestione operativa nei seguenti ambiti: i) trascrizione ed immissione dati; ii) indicizzazione atti; iii) alimentazione banche dati; iv) ricezione di primo livello delle comunicazioni;
d) ristorazione;
nel corso dell'ultima riunione dell'Ufficio di Presidenza sono stati forniti ai membri dell'Ufficio di Presidenza medesimo alcuni dati relativi all'andamento delle attività e dei flussi finanziari della CD Servizi Spa;
l'analisi svolta dall'Ufficio di Presidenza non è risultata comunque idonea a risolvere le criticità relative ai costi di manodopera, agli oneri connessi al modello organizzativo; ai costi di funzionamento, ai costi per forniture,
invita, per le rispettive competenze, l'Ufficio di Presidenza e il Collegio dei Questori
al fine di fornire a tutti deputati le necessarie informazioni, a presentare, congiuntamente al bilancio consuntivo della Camera dei deputati, il bilancio periodico di verifica della CD Servizi S.P.A. relativo alle entrate e alle spese della Società, distinte secondo la loro natura e provenienza, con riguardo alla gestione complessiva, sia a quella dei singoli servizi, con particolare riguardo all'assetto organizzativo e all'inquadramento contrattuale del personale e al relativo costo;
9/Doc. VIII, n. 6/14. Vaccari, De Maria.
La Camera,
premesso che:
l'attuale sala conferenze stampa di Montecitorio risulta inadeguata a ospitare alcuni eventi programmati per capienza, per collocazione, per disposizione e per strumentazione multimediale;
una sala conferenze stampa in un ambiente più adeguato, ampio e meglio attrezzato migliorerebbe la qualità del lavoro dei parlamentari, del personale e degli operatori, e renderebbe un servizio migliore a chiunque voglia assistere, in presenza o da remoto,
invita, per le rispettive competenze, l'Ufficio di Presidenza e il Collegio dei Questori
a valutare una diversa collocazione della sala conferenze stampa, con adeguata capienza, disposizione e strumentazione multimediale e comunque a ripristinare l'utilizzo della stessa nei giorni di lunedì e venerdì.
9/Doc. VIII, n. 6/15. Vaccari, De Maria.
La Camera,
premesso che:
l'attuale sala conferenze stampa di Montecitorio risulta inadeguata a ospitare alcuni eventi programmati per capienza, per collocazione, per disposizione e per strumentazione multimediale;
una sala conferenze stampa in un ambiente più adeguato, ampio e meglio attrezzato migliorerebbe la qualità del lavoro dei parlamentari, del personale e degli operatori, e renderebbe un servizio migliore a chiunque voglia assistere, in presenza o da remoto,
invita, per le rispettive competenze, l'Ufficio di Presidenza e il Collegio dei Questori
a continuare l'istruttoria volta all'individuazione di una nuova Sala delle conferenze stampa e parallelamente dotare l'Aula dei Gruppi e la Sala del Mappamondo delle dotazioni necessarie all'organizzazione di conferenze stampa e di dotare di nuove attrezzature l'attuale Sala delle conferenze stampa. Con riferimento al ripristino dell'utilizzo della Sala delle conferenze stampa nei giorni di lunedì e venerdì, avviare un'istruttoria per una rivisitazione della disciplina.
9/Doc. VIII, n. 6/15. (Testo modificato nel corso della seduta)Vaccari, De Maria.
La Camera,
premesso che:
il decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77, cosiddetto «decreto rilancio», allo scopo di favorire il decongestionamento del traffico delle aree urbane, ha previsto, per le imprese e le pubbliche amministrazioni con più di 100 dipendenti, misure finalizzate a ridurre il ricorso al mezzo di trasporto privato individuale, prevedendo l'obbligo di adottare annualmente il P.S.C.L. – Piano di spostamento casa lavoro, la nomina di un Mobility manager con funzioni di supporto professionale continuativo alle attività di decisione, pianificazione, programmazione, gestione e promozione di soluzioni ottimali di mobilità sostenibile;
il tema della mobilità sostenibile e del suo impatto per ridurre la congestione e il traffico cittadino, limitando per gli spostamenti quotidiani il ricorso a veicoli privati inquinanti, assume una rilevanza strategica all'interno delle aree centrali della Capitale;
le funzioni di Mobility manager per la Camera dei deputati sono state conseguentemente attribuite al Consigliere Capo responsabile del Servizio per la sicurezza, con l'intento di tenere conto delle specificità delle attività di supporto alla funzione parlamentare e che abbia riguardo alle esigenze dei deputati e di tutti i lavoratori che operano presso le sedi della Camera;
lo scorso 23 aprile 2025 l'Ufficio di Presidenza ha approvato, tra le altre, una modifica al Regolamento interno dei Servizi e del personale che riguardo alle competenze del Servizio sicurezza (articolo 32, nuova lettera m)) dispone che tale Servizio cura: «il piano della mobilità, compresa la gestione delle aree di sosta nella disponibilità della Camera»;
la Camera ha già avviato la somministrazione di specifici questionari al personale per consentire una prima analisi degli spostamenti dei dipendenti, al fine di individuare il bacino di utenza, favorire ed implementare specifiche misure di incentivo alla mobilità sostenibile;
nei ruoli della Camera, a partire dal 2021, sono entrati circa 360 unità di personale di nuovo ordinamento e a breve sarà assunto nuovo personale e nuovi bandi di reclutamento stanno per essere deliberati dall'Ufficio di Presidenza,
invita, per le rispettive competenze, l'Ufficio di Presidenza ed il Collegio dei deputati Questori:
a portare a termine la somministrazione del questionario ai dipendenti ai fini della predisposizione del Piano di spostamenti casa/lavoro, nell'ambito delle predette funzioni di Mobility manager, che tenga conto delle specificità delle attività di supporto alla funzione parlamentare e che abbia riguardo alle esigenze dei deputati, delle e dei dipendenti, anche di nuovo ordinamento, di tutte le lavoratrici e i lavoratori inseriti nell'ambito della nuova società in house, delle e dei dipendenti dei Gruppi parlamentari e delle e dei collaboratori delle deputate e dei deputati che operano stabilmente presso le sedi della Camera;
a prevedere la presentazione di una relazione annuale al Collegio dei Questori sullo stato di attuazione del piano degli spostamenti, anche ai fini della redazione del piano della mobilità inserito tra i compiti del Servizio sicurezza dalle ultime modifiche regolamentari dei servizi e della valutazione dei suoi effetti sul miglioramento in termini di eco-sostenibilità e mobilità sostenibile;
a prevedere specifiche misure di incentivo alla mobilità sostenibile, anche mediante compartecipazione da parte del datore di lavoro all'acquisto in convenzione o al rimborso parziale o totale degli abbonamenti annuali per il trasporto pubblico destinati alle e ai dipendenti e a tutte le lavoratrici e i lavoratori che a diverso titolo stabilmente operano presso le sedi della Camera, come misura incentivante del ricorso al trasporto pubblico collettivo negli spostamenti quotidiani, data l'ubicazione delle sedi della Camera, raggiungibili preferibilmente con i mezzi di trasporto pubblico.
9/Doc. VIII, n. 6/16. Casu.
La Camera,
premesso che:
gli ultimi concorsi per il reclutamento di collaboratori tecnici nei reparti Rete Telefonica, Centrale Telefonica e Servizi Radiotelevisivi si sono svolti tra il 2004 e il 2006; l'ultimo concorso per collaboratori tecnici addetti al Centro Riproduzione Documenti risale, invece, al 1992;
l'organico dei suddetti reparti si è ridotto di oltre la metà rispetto al 2010 ed è destinato a contrarsi ulteriormente nei prossimi anni, con la collocazione a riposo dei dipendenti in servizio;
nel corso dell'estate saranno completati i progetti di aggiornamento del sistema microfonico e della centrale telefonica, che implicano l'introduzione di nuove tecnologie e funzionalità più avanzate;
nei prossimi anni si prevede la prosecuzione del processo di ammodernamento degli impianti audiovisivi dell'Aula, che investirà anche la catena video;
con riguardo al Centro Riproduzione Documenti, l'evoluzione tecnologica del settore si riflette sulle modalità di funzionamento e i linguaggi impiegati dai sistemi di stampa acquisiti mediante procedura di gara e in uso presso il CRD;
l'ammodernamento tecnologico degli impianti audiovisivi, telefonici e dei sistemi di stampa richiedono, per un loro più efficace utilizzo, l'aggiornamento delle competenze dei reparti responsabili della loro gestione e della loro manutenzione,
invita, per le rispettive competenze, l'Ufficio di Presidenza e il Collegio dei Questori
ad avviare le procedure di reclutamento di collaboratori tecnici da assegnare ai reparti della Rete Telefonica, della Centrale Telefonica, dei Servizi Radiotelevisivi e del Centro Riproduzione Documenti, così da garantire la continuità dei servizi da essi erogati e l'aggiornamento delle competenze necessarie ad un impiego ottimale delle nuove tecnologie introdotte dai progetti di ammodernamento in corso e attesi.
9/Doc. VIII, n. 6/17. Della Vedova.
La Camera,
premesso che:
sotto la Presidenza della Camera dei deputati della scorsa legislatura è stata tenacemente portata avanti la riforma del trattamento previdenziale dei deputati, meglio noto come assegno vitalizio, nell'intento di avvicinare la loro determinazione a quella prevista per cittadini, mitigando così una condizione di ingiustificato privilegio;
tale intento, come noto, ha condotto l'allora Ufficio di Presidenza ad approvare la deliberazione n. 14 del 2018, con cui è stata disposta la rideterminazione, secondo il metodo di calcolo contributivo, della misura degli assegni vitalizi, diretti e di reversibilità, e delle quote di assegno vitalizio dei trattamenti previdenziali pro rata, diretti e di reversibilità, relativi agli anni di mandato svolti fino al 31 dicembre 2011. A decorrere dal 1° gennaio 2019 è stato, conseguentemente, rideterminato l'importo degli assegni, con un intervento che, in prima applicazione, ha interessato circa 2.100 trattamenti previdenziali;
al fine di rendere maggiormente equa la predetta rideterminazione, l'articolo 1, commi da 7 a 7-octies, della deliberazione n. 14 del 2018, e successive modificazioni, ha anche previsto che l'Ufficio di Presidenza, su proposta del Collegio dei Questori, possa incrementare, su domanda degli interessati, l'importo dell'assegno vitalizio rideterminato ai sensi della deliberazione stessa, al sussistere di determinati presupposti;
tra i presupposti che legittimano un incremento, rilevano solo quelli tipizzati dalla citata deliberazione (articolo 1, comma 7) afferenti a un particolare stato di salute o a una specifica condizione reddituale del titolare o dei familiari, tutti comunque da comprovare con relativa documentazione, e sottoposti all'accertamento e alla valutazione dell'Ufficio di Presidenza;
la nuova disciplina dei vitalizi vigente alla Camera, risulta dunque motivo di orgoglio per questo ramo del Parlamento nonché un importante traguardo di civiltà che ha scardinato un sistema definito di «casta» nel quale risultava marcatamente contrapposta la condizione dei rappresentanti politici con il resto della cittadinanza, soprattutto a seguito delle rigide riforme al sistema pensionistico degli ultimi decenni;
la Camera con questa deliberazione, oltre a far risparmiare allo Stato 40 milioni di euro annui, ha attenuato dunque un inevitabile risentimento sociale verso una classe politica che soprattutto a partire dal 2011 ha richiesto ai cittadini importanti sacrifici e non solo sotto il profilo previdenziale, senza limitare in alcun modo la propria condizione;
al Senato, sotto la direzione della Presidenza di centrodestra, si sta assistendo a un deprecabile smantellamento dell'impianto della deliberazione del 16 ottobre che ha sancito, al pari della Camera, il taglio di questo odioso privilegio;
la restaurazione del vecchio sistema dei vitalizi oltre a far perdere risorse pubbliche, compromette il tentativo di avvicinare le Istituzioni ai cittadini, in un periodo storico in cui risulta tangibile la crisi della rappresentanza politica, come dimostra il significativo dato dell'astensionismo nelle ultime competizioni elettorali;
la soppressione del taglio dei vitalizi rappresenterebbe un segnale assolutamente negativo in un Paese i cui cittadini stanno ancora subendo gli effetti devastanti di una pandemia e quelli collegati a un conflitto in corso in Ucraina che non accenna a placarsi e che comporta conseguenze tangibili nella vita economica delle persone;
il 16 luglio 2025 il Collegio di Appello della Camera dei deputati ha esaminato l'appello relativo a una sentenza di primo grado riferita al taglio ai vitalizi, confermando l'impianto complessivo della delibera n. 14 del 2018; l'attuale situazione complessiva riguardante il ricalcolo dei vitalizi e le relative misure di mitigazione rimane quindi invariata;
anche alla luce di detta sentenza,
invita, per le rispettive competenze, l'Ufficio di Presidenza e il Collegio dei Questori
ad assumere una posizione ferma rispetto al mantenimento della deliberazione n. 14 del 2018, promuovendo ogni iniziativa e misura di spettanza al fine di contrastare ogni tentativo demolitorio.
9/Doc. VIII, n. 6/18. Riccardo Ricciardi, Auriemma, Ilaria Fontana, Alifano, Quartini, Santillo, Morfino.
La Camera,
invita, per le rispettive competenze, l'Ufficio di Presidenza e il Collegio dei Questori
ad assumere una posizione ferma rispetto al mantenimento della deliberazione n. 14 del 2018, promuovendo ogni iniziativa e misura di spettanza al fine di contrastare ogni tentativo demolitorio.
9/Doc. VIII, n. 6/18. (Testo modificato nel corso della seduta)Riccardo Ricciardi, Auriemma, Ilaria Fontana, Alifano, Quartini, Santillo, Morfino.
La Camera,
premesso che:
la determinazione dell'indennità e della diaria spettanti ai membri del Parlamento è disciplinata dalla legge 31 ottobre 1965, n. 1261. L'articolo 1, infatti, stabilisce che l'indennità spettante ai membri del Parlamento a norma dell'articolo 69 della Costituzione per garantire il libero svolgimento del mandato, è costituita da quote mensili comprensive anche del rimborso di spese di segreteria e di rappresentanza. La disposizione assegna poi agli Uffici di Presidenza delle due Camere la competenza a determinare l'ammontare di dette quote in misura tale che non superino il dodicesimo del trattamento complessivo massimo annuo lordo dei magistrati con funzioni di presidente di Sezione della Corte di cassazione ed equiparate;
in merito all'adeguamento dell'indennità al citato parametro, dal 2006 sono state approvate delle delibere biennali dall'Ufficio di Presidenza della Camera e del Senato che hanno previsto la non applicazione dell'aggiornamento in questione. Tale scelta, che sicuramente ha consentito importanti risparmi a bilancio statale, è tuttavia lasciata alla discrezionalità politica, che può «legittimamente» procedere all'adeguamento, con rilevanti conseguenze economiche per le casse pubbliche. Infatti, lo sblocco dell'adeguamento, ad oggi, potrebbe portare a un'integrazione dell'indennità parlamentare di circa 6.000 euro;
il contesto sociale ed economico in cui ci troviamo, caratterizzato dagli effetti recessivi di una pandemia e da un conflitto ucraino-russo, responsabile di un drammatico aumento dei costi dell'energia e delle materie prime, ha comportato per i cittadini sacrifici e ristrettezze significative;
i rappresentati dei cittadini hanno il dovere di testimoniare al Paese, soprattutto in questo periodo storico di recessione economica, il loro impegno al contenimento dei costi della politica, assumendo ogni misura volta a questo fine, anche in riferimento all'indennità parlamentare;
una delle prime misure da intraprendere è quella di rendere il «blocco» all'adeguamento dell'indennità di mandato con la retribuzione spettante ai magistrati con funzioni di Presidente di sezione della Corte di Cassazione, strutturale permanente, sottraendolo in tal modo alla scelta discrezionale dei componenti del Collegio e degli Uffici di Presidenza, che può mutare nel tempo,
invita, per le rispettive competenze, l'Ufficio di Presidenza e il Collegio dei Questori
a non procedere, in nessun caso, all'adeguamento periodico degli importi delle indennità parlamentari, se non per una loro riduzione.
9/Doc. VIII, n. 6/19. Torto, Morfino.
La Camera,
premesso che:
nei Palazzi di Montecitorio erano presenti nelle aree comuni, le colonnine erogatrici dell'acqua che, oltre a rappresentare un beneficio per i lavoratori e i deputati, limitavano in maniera significativa l'uso complessivo della plastica;
sono entrate in vigore in Italia le nuove regole relative alla vendita di plastica monouso, che vietano l'utilizzo di alcuni prodotti usa e getta di uso comune con la finalità di ridurre l'inquinamento da plastica, particolarmente diffuso nei mari e negli oceani;
si segnala però che dalla fine della scorsa legislatura le suddette colonnine sono state messe fuori uso per sopravvenuti problemi di natura sanitaria che però necessitano di una risoluzione per poter ripristinare il servizio;
l'inquinamento da plastica costituisce una minaccia crescente per i nostri oceani ed ecosistemi e nell'ambito del Programma delle Nazioni Unite per l'ambiente (United Nations Environment Programme – UNEP) nel 2022 è stato istituito l'INC (comitato intergovernativo di negoziazione), con l'obiettivo di creare uno strumento internazionale giuridicamente vincolante volto a contrastare l'inquinamento da plastica, anche nell'ambiente marino;
dal 5 al 14 agosto 2025 a Ginevra si terrà la quinta sessione del Comitato intergovernativo di negoziazione, nell'ambito della quale si auspica che verranno individuate le soluzioni per creare un quadro normativo che possa allineare tutti gli attori economici agli obiettivi del trattato, stabilendo obiettivi armonizzati lungo l'intera catena del valore della plastica e assicurando che le aziende siano responsabili della valutazione e della divulgazione dei rischi e delle opportunità legati alla plastica;
il lavoro del Comitato intergovernativo è un passo cruciale verso la costruzione di un futuro più pulito e sostenibile per il nostro Pianeta, con la consapevolezza che la tutela dell'ambiente marino e terrestre dall'inquinamento da plastica è una responsabilità collettiva,
invita, per le rispettive competenze, l'Ufficio di Presidenza e il Collegio dei Questori
a risolvere i problemi collegati alla sospensione dell'uso delle colonnine di acqua, implementando in maniera adeguata i punti di erogazione al fine di ripristinare il servizio.
9/Doc. VIII, n. 6/20. Ilaria Fontana, Morfino.
La Camera,
premesso che:
con la legge europea sul clima, che costituisce uno degli assi portanti del Green Deal europeo, le Istituzioni UE e gli Stati membri si sono impegnati ad adottare le misure necessarie a raggiungere la neutralità climatica entro il 2050, con un obiettivo intermedio di riduzione netta delle emissioni inquinanti del 55 per cento entro il 2030;
l'impennata dei prezzi dell'energia elettrica alla quale stiamo assistendo ormai da svariati mesi è legata soprattutto all'andamento del costo del gas su scala Internazionale;
come noto, il nostro Paese è dipendente dalle importazioni di gas dall'estero per soddisfare il proprio fabbisogno energetico e il gas in arrivo dalla Russia rappresenta un elemento centrale del sistema di approvvigionamento;
tra i principali paesi europei il nostro è quello più esposto al rincaro di questa commodity dal momento che ha un mix energetico che privilegia tale fonte e che, per oltre la metà, viene utilizzata per la generazione elettrica;
il conflitto in Ucraina ha, poi, ulteriormente acuito l'instabilità per il settore energetico e alterato in modo significativo le forniture di gas naturale del futuro prossimo;
la domanda riferibile alle Pubbliche amministrazioni ammonta a 4,5 TWh, a cui si aggiungono 6 TWh di illuminazione pubblica. Un livello di fabbisogno che rappresenta circa il 3,5-4 per cento della richiesta elettrica nazionale;
una fornitura di energia 100 per cento rinnovabile acquistata tramite PPA, ovvero contratti di lungo periodo, significherebbe non solo contenere gli aumenti delle bollette energetiche e salvaguardare i conti delle Istituzioni e delle amministrazioni pubbliche, ma altresì ridurre le spese per le importazioni, la dipendenza dai Paesi produttori di combustibili fossili e la concorrenza sul mercato di altri Paesi nonché, infine, contribuirebbe a fornire un esempio virtuoso nel raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione nazionali ed europei;
gli ambiziosi target europei e nazionali in tema di energie rinnovabili, inoltre, possono essere raggiunti solo attraverso un deciso sostegno allo sviluppo della domanda di energia verde, in cui pertanto risulta cruciale il ruolo svolto dalla pubblica amministrazione tramite, ad esempio, il soddisfacimento dei propri volumi di domanda elettrica attuali e prospettici da energia prodotta da fonti pulite;
in questo quadro la Camera dalla scorsa legislatura ha intrapreso un percorso di razionalizzazione delle spese che deve puntare anche al potenziamento dell'utilizzo delle fonti rinnovabili per l'approvvigionamento energetico;
invita, per le rispettive competenze, l'Ufficio di Presidenza e il Collegio dei Questori
ad acquistare energia elettrica 100 per cento certificata rinnovabile attraverso accordi commerciali di lungo periodo, nell'ottica di accelerare il processo di transizione ecologica, di favorire il raggiungimento degli obiettivi al 2030 stabiliti a livello comunitario nonché di ridurre le emissioni di gas serra derivanti dallo svolgimento delle proprie attività.
9/Doc. VIII, n. 6/21. Pavanelli, Morfino.
La Camera,
premesso che:
il Regolamento della Camera dei deputati agli articoli 59 e 60 disciplina le possibili sanzioni da comminare ai deputati, nell'eventualità in cui assumano condotte sconvenienti o che possano turbare la libertà delle discussioni o l'ordine della seduta, o nei casi più gravi, impedirne la prosecuzione;
l'articolo 60, in particolare, regolamenta le fattispecie più gravi, sancendo l'opportunità che il Presidente della Camera possa proporre all'Ufficio di Presidenza, «se un deputato fa appello alla violenza, o provoca tumulti, o trascorre a minacce o a vie di fatto verso qualsiasi collega o membro del Governo, o usa espressioni ingiuriose nei confronti delle istituzioni o del Capo dello Stato», la censura con interdizione di partecipare ai lavori parlamentari per un periodo da due a quindici giorni di seduta;
nel corso di questa legislatura, come noto, si sono verificati diversi episodi rilevanti rispetto alle fattispecie astratte descritte nei citati articoli, che hanno visto impegnare in qualità di organi preposti ex articolo 60, su richiesta del Presidente, il Collegio dei Questori e l'Ufficio di Presidenza, in un'istruttoria finalizzata alla comminazione, mediante delibere, di sanzioni per diversi comportamenti;
le condotte «sanzionabili» e «sanzionate» assunte dai deputati, in questi mesi, riportate nei resoconti stenografici, presentano gradi di gravità differenti; dalle più lievi che si sono tradotte in parole sconvenienti pronunciate verso i colleghi, fino alle più gravi, come quella del 12 giugno 2025, culminata con veri e propri scontri fisici. Condotta, quest'ultima che meriterebbe probabilmente sanzioni decisamente superiori a quelle prescritte nel Regolamento, anche di natura pecuniaria;
l'analisi delle varie condotte a cui assegnare eque sanzioni nei limiti minimi e massimi stabiliti dal Regolamento, da parte del Collegio e dell'Ufficio di Presidenza, è un'attività ovviamente discrezionale, non basata su specifici parametri, che di conseguenza può portare a iniquità e a situazioni di incoerenza, determinate anche dai rapporti di forza nell'ambito della dinamica politica;
nelle more di un'auspicabile modifica al Regolamento, in cui vengano introdotte anche sanzioni pecuniarie per condotte molto gravi, per ovviare al rischio appena descritto, che può influire sul clima generale e turbare una serena dialettica tra le forze di maggioranza e opposizione, sarebbe opportuno definire dei criteri che, in base alla natura e alla gravità del comportamento, indichino in modo più puntuale la sanzione da applicare. In questo modo si sottrarrebbe alla discrezionalità e al rischio di arbitrarietà, un'attività valutativa che dovrebbe, al contrario, essere più neutrale e oggettiva possibile,
invita, nell'ambito delle rispettive competenze, l'Ufficio di Presidenza e il Collegio dei Questori
ad emanare una delibera che definisca dei criteri di applicazione delle sanzioni previste all'articolo 60, affinché queste siano determinate ex ante, sulla base dell'effettiva gravità e nocività delle condotte poste in essere dai deputati all'interno di questa Istituzione, prevedendo la sanzione massima per i deputati che fanno appello alla violenza.
9/Doc. VIII, n. 6/22. Donno, Torto, Morfino.
La Camera,
premesso che:
il food waste rappresenta un fenomeno globale che riguarda l'utilizzo inefficiente delle risorse destinate all'alimentazione. Nel momento in cui si parla di spreco alimentare si intende cibo prodotto e non consumato, o perduto lungo l'intero ciclo di produzione e distribuzione: sotto questo cappello rientra dunque sia lo spreco di materie prime o di semilavorati che vengono scartati, che di prodotti commestibili che non vengono consumati;
lo spreco alimentare non costituisce solo un problema etico, ma anche economico ed ecologico, che vede implicati diversi settori, a partire dal primario per arrivare al terziario. A tal proposito, si ricorda che nell'ambito dell'Agenda 2030 delle dell'ONU sono stati fissati 2 obbiettivi. Uno Zero Hunger ovvero l'eliminazione della fame attraverso il raggiungimento della sicurezza alimentare, il miglioramento della nutrizione e la promozione dell'agricoltura sostenibile. L'altro collegato agli SDG (Sustainable Development Goals) per riuscire a garantire cibo adeguato (per qualità e sicurezza) a tutti, anche mediante la lotta allo spreco;
in quest'ottica e visione, anche la Camera dei deputati potrebbe avere un ruolo, adottando iniziative virtuose, il cui significato simbolico favorirebbe una sensibilizzazione sul tema nella società civile;
quotidianamente la Camera dei deputati nelle sue mense e nel suo ristorante serve per la comunità interna una certa quantità di cibo, molto del quale però avanza perché in quantità superiore a quello consumato. In passato questo cibo veniva conferito ad enti benefici come la «Caritas», ma la nuova normativa sulla donazione alimentare richiede standard più rigorosi sugli imballaggi e sulla conservazione, e per ragioni di assunzioni di responsabilità sui rischi collegati, tale consuetudine si è interrotta;
tuttavia ad oggi, ci sono Associazione ed Onlus senza scopo di lucro che combattono lo spreco alimentare, incoraggiando la solidarietà, che recuperano il cibo in eccedenza con imballaggi a norma di legge per consegnarlo a mense caritatevoli,
invita, nell'ambito delle rispettive competenze, l'Ufficio di Presidenza e il Collegio dei Questori
a promuovere accordi con associazioni indicate in premessa, al fine di combattere lo spreco alimentare e permettere un utilizzo del cibo avanzato nelle mense e nel ristorante della Camera a fine giornata per scopi caritatevoli.
9/Doc. VIII, n. 6/23. Caramiello, Morfino.
La Camera,
premesso che:
la Camera dei deputati ospita ogni anno una varietà di iniziative ed eventi di carattere culturale e artistico, durante i quali le Sale di Palazzo Montecitorio, del complesso di Vicolo Valdina e del Palazzo del Seminario diventano sede di convegni e mostre aperte al pubblico, alle quali si può accedere gratuitamente;
sempre nello spirito di creare un canale di comunicazione nuovo tra istituzioni parlamentari e cittadini, la Camera promuove altresì concerti di bande militari e organizza concerti di musica classica, recital teatrali e letterari, convegni e conferenze su temi culturali, presentazioni di libri e altre iniziative;
per le finalità sociali perseguite, tra gli eventi di carattere culturale svoltisi nel corso di quest'anno presso Montecitorio, si segnalano, in particolare, la proiezione del documentario «Qui è altrove – Buchi nella realtà» – che ha portato all'attenzione del pubblico e delle Istituzioni l'esperienza unica del progetto teatrale in carcere, mettendo in luce il ruolo svolto dall'arte come strumento di trasformazione e rinascita per i detenuti – o ancora la proiezione del cortometraggio «Siamo a'mmare» e del film «Desirè», storie di rinascita e riscatto sociale, attraverso la cultura;
il teatro, così come il cinema svolge, in tutte le sue forme ed espressioni, fin dalle origini, una preziosa funzione sociale, che si accompagna a quella artistica. Nella complessiva dimensione del «teatro» si colloca anche il teatro sociale, quale pratica teatrale in cui équipe di artisti, professionisti di teatro e di promozione del benessere delle persone operano in maniera interdisciplinare con gruppi e comunità di cittadini – spesso svantaggiati – e realizzano percorsi teatrali, performance e progetti con finalità culturali, civili, artistiche e di benessere psico-sociale;
in particolare, stando all'ampia letteratura scientifica, in ambito sociologico e medico, l'uso del teatro come mezzo di relazione, espressività e inclusione produce risultati tangibili e inaspettati, spesso più di interventi «dall'alto» privi della necessaria empatia, competenza e adattabilità in contesti sempre differenti e non omologabili;
l'impatto positivo di tali manifestazioni artistiche diventa ancora più tangibile nel contesto carcerario: quando le persone recluse frequentano attività creative, ed in particolare laboratori teatrali, il tasso di recidiva – che si attesta a livello nazionale al 65 per cento – scende al 6 per cento, come confermato anche dall'ampia letteratura disponibile sul tema;
con l'accoglimento dell'ordine del giorno 9/Doc. VIII, n. 4/42 Bruno, Caso presentato al bilancio interno 2024, è stato dato parzialmente seguito all'impegno di valorizzazione del teatro sociale, ma molto rimane ancora da fare affinché le Istituzioni si facciano promotrici di iniziative di natura artistica e culturale in cui si racconti la storia di successo del teatro come strumento di rinascita e riscatto sociale,
invita, per le rispettive competenze, il Collegio dei Questori e l'Ufficio di Presidenza
a proseguire e ampliare il percorso intrapreso nell'ambito delle attività culturali ospitate regolarmente dalla Camera dei deputati, promuovendo ulteriori iniziative – all'interno di Montecitorio e auspicabilmente d'intesa con il Senato, anche mediante la stipula di appositi protocolli di intesa – volte a sostenere l'organizzazione di eventi per valorizzare le attività del teatro sociale e le esperienze virtuose svolte dai loro operatori, con particolare riferimento alle dimensioni della disabilità e marginalità, al fine di sensibilizzare le Istituzioni e il pubblico sui tali temi e dare al contempo visibilità agli ultimi;
con particolare riferimento ai giovani e a un loro coinvolgimento attivo nei temi di cui in premessa, a valutare nell'ambito delle proposte per gli studenti e le scuole organizzate dalla Camera dei deputati, l'adozione di apposite iniziative per sensibilizzare le giovani generazioni allo strumento dell'educazione e delle diversità culturali veicolate attraverso il teatro, anche in funzione preventiva in ambito pedagogico.
9/Doc. VIII, n. 6/24. Bruno, Caso, Mollicone, Morfino.
La Camera,
premesso che:
la Camera dei deputati ospita ogni anno una varietà di iniziative ed eventi di carattere culturale e artistico, durante i quali le Sale di Palazzo Montecitorio, del complesso di Vicolo Valdina e del Palazzo del Seminario diventano sede di convegni e mostre aperte al pubblico, alle quali si può accedere gratuitamente;
sempre nello spirito di creare un canale di comunicazione nuovo tra istituzioni parlamentari e cittadini, la Camera promuove altresì concerti di bande militari e organizza concerti di musica classica, recital teatrali e letterari, convegni e conferenze su temi culturali, presentazioni di libri e altre iniziative;
per le finalità sociali perseguite, tra gli eventi di carattere culturale svoltisi nel corso di quest'anno presso Montecitorio, si segnalano, in particolare, la proiezione del documentario «Qui è altrove – Buchi nella realtà» – che ha portato all'attenzione del pubblico e delle Istituzioni l'esperienza unica del progetto teatrale in carcere, mettendo in luce il ruolo svolto dall'arte come strumento di trasformazione e rinascita per i detenuti – o ancora la proiezione del cortometraggio «Siamo a'mmare» e del film «Desirè», storie di rinascita e riscatto sociale, attraverso la cultura;
il teatro, così come il cinema svolge, in tutte le sue forme ed espressioni, fin dalle origini, una preziosa funzione sociale, che si accompagna a quella artistica. Nella complessiva dimensione del «teatro» si colloca anche il teatro sociale, quale pratica teatrale in cui équipe di artisti, professionisti di teatro e di promozione del benessere delle persone operano in maniera interdisciplinare con gruppi e comunità di cittadini – spesso svantaggiati – e realizzano percorsi teatrali, performance e progetti con finalità culturali, civili, artistiche e di benessere psico-sociale;
in particolare, stando all'ampia letteratura scientifica, in ambito sociologico e medico, l'uso del teatro come mezzo di relazione, espressività e inclusione produce risultati tangibili e inaspettati, spesso più di interventi «dall'alto» privi della necessaria empatia, competenza e adattabilità in contesti sempre differenti e non omologabili;
l'impatto positivo di tali manifestazioni artistiche diventa ancora più tangibile nel contesto carcerario: quando le persone recluse frequentano attività creative, ed in particolare laboratori teatrali, il tasso di recidiva – che si attesta a livello nazionale al 65 per cento – scende al 6 per cento, come confermato anche dall'ampia letteratura disponibile sul tema;
con l'accoglimento dell'ordine del giorno 9/Doc. VIII, n. 4/42 Bruno, Caso presentato al bilancio interno 2024, è stato dato parzialmente seguito all'impegno di valorizzazione del teatro sociale, ma molto rimane ancora da fare affinché le Istituzioni si facciano promotrici di iniziative di natura artistica e culturale in cui si racconti la storia di successo del teatro come strumento di rinascita e riscatto sociale,
invita, per le rispettive competenze, il Collegio dei Questori e l'Ufficio di Presidenza
a proseguire e ampliare il percorso intrapreso nell'ambito delle attività culturali ospitate regolarmente dalla Camera dei deputati, promuovendo ulteriori iniziative – all'interno di Montecitorio e auspicabilmente d'intesa con il Senato, anche mediante la stipula di appositi protocolli di intesa – volte a sostenere l'organizzazione di eventi per valorizzare le attività del teatro sociale e le esperienze virtuose svolte dai loro operatori, con particolare riferimento alle dimensioni della disabilità e marginalità, al fine di sensibilizzare le Istituzioni e il pubblico sui tali temi e dare al contempo visibilità agli ultimi;
a valutare con riferimento alle predette iniziative culturali l'opportunità di garantire, in collaborazione con il Ministero dell'istruzione e del merito, la massima presenza di studenti al fine di sensibilizzare le giovani generazioni al rispetto delle diversità, della disabilità e della marginalità.
9/Doc. VIII, n. 6/24. (Testo modificato nel corso della seduta)Bruno, Caso, Mollicone, Morfino.
La Camera,
premesso che:
nella scorsa legislatura, il 25 settembre 2018 sotto la Presidenza Fico è stato firmato un protocollo d'intesa fra la Camera dei deputati, il Ministero dell'istruzione, dell'Università e della ricerca e il Ministero della giustizia per l'avvio di un ciclo di incontri negli istituti penitenziari minorili;
l'obiettivo dell'iniziativa era quello di diffondere tra i giovanissimi, in particolare quelli che per motivi di vario genere hanno avuto problemi con la giustizia, i valori e i princìpi della democrazia rappresentativa e della Costituzione attraverso momenti di confronto negli istituti penitenziari minorili e nelle scuole con esponenti delle istituzioni quali un Presidente o un Vice Presidente della Camera dei deputati, un Presidente di Commissione o altri deputati;
il protocollo in questione attivato per l'anno 2018/2019 a causa dell'emergenza pandemica non è stato rinnovato per gli anni a seguire. Oggi però che la situazione lo permette, trattandosi di un'iniziativa di indubbio valore civile, per cui l'avvicinamento di ragazzi difficili alla legalità rappresenta un momento prezioso nel loro percorso rieducativo, sarebbe molto importante rinnovare quel protocollo,
invita, per le rispettive competenze, l'Ufficio di Presidenza e il Collegio dei Questori
a promuovere il rinnovo del Protocollo descritto in premessa, interloquendo con i Ministri dell'istruzione e del merito e della giustizia per definire i termini di un nuovo Accordo.
9/Doc. VIII, n. 6/25. D'Orso, Morfino.
La Camera,
premesso che:
nel corso della scorsa e della attuale legislatura è stata riconosciuta la possibilità per le deputate di poter allattare non solo nei Palazzi di Montecitorio, ma anche in Aula;
il riconoscimento di tale facoltà all'interno di un'istituzione come la Camera dei deputati, assume un significato molto importante in merito al rispetto della libertà di scelta di chi rientrando a lavoro non sia costretta a scegliere di interrompere l'allattamento;
affinché tale significato sia compiuto, almeno all'interno della Camera dei deputati, si ritiene che tale facoltà debba essere riconosciuta a chi lavori o acceda all'interno dell'Amministrazione, dei Gruppi nonché a chi collabora con deputati e deputate nella loro azione parlamentare;
sarebbe quindi importante riconoscere la possibilità di allattare ovunque si desideri farlo, e adibire una sala nei Palazzi della Camera accessibile a dipendenti e ospiti, attrezzata per la cura dei bambini e delle bambine, riconoscendo a chi vi acceda l'opportunità di dedicare il tempo necessario al nutrimento e all'accudimento del neonato;
l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) raccomanda l'allattamento al seno in maniera esclusiva fino al compimento del sesto mese di vita del bambino, aggiungendo inoltre, che la percentuale di neonati allattati al seno scende drasticamente tra il terzo e il sesto mese di vita;
la Camera dei deputati dovrebbe rappresentare, unitamente a una efficace azione parlamentare, un modello e una spinta per tutte le realtà lavorative presenti nel Paese,
invita, per le rispettive competenze, l'Ufficio di Presidenza e il Collegio dei Questori
a valutare soluzioni per garantire la possibilità di allattare in tutti gli spazi della Camera e a ricercare spazi da adibire allo scopo esposto in premessa.
9/Doc. VIII, n. 6/26. Sportiello, Morfino.
La Camera,
premesso che:
nell'ultimo decennio è in atto nell'Unione europea un processo di transizione energetica che va di pari passo con la transizione verso un'economia circolare in cui si riduce progressivamente la quantità di sprechi di capitale naturale, materia ed energia impiegate nei processi produttivi, con una riduzione dei livelli di emissioni di biossido di carbonio e gas climalteranti;
l'economia lineare, al contrario, si basa su un modello che prevede la produzione di un bene, il suo utilizzo e abbandono, comportando un elevato spreco di risorse con un forte impatto ambientale;
ridurre e contrastare il consumo di materia prima come la carta è un'azione positiva per contribuire agli obiettivi di riduzione dell'inquinamento e del risparmio di risorse preziose, e sostituire la carta ottenuta da materie prime vergini con carta riciclata è anche consigliabile per un'amministrazione che tende ad essere sostenibile;
alla Camera dei deputati continua ad essere ingente la spesa per la stampa degli atti e della documentazione parlamentare, nonostante la possibilità di evitare di stampare contenuti che potrebbero essere letti in formato digitale, contribuendo così a tutelare e salvaguardare l'ambiente,
invita, per le rispettive competenze, il Collegio dei Questori e l'Ufficio di Presidenza:
ad introdurre iniziative volte a ridurre il consumo e lo spreco di carta all'interno della Camera dei deputati, come l'utilizzo di carta riciclata ove possibile;
ad introdurre iniziative volte a promuovere un utilizzo di carta più responsabile, riducendo le copie cartacee e facilitando l'uso di documenti in formato digitale;
ad implementare gli acquisti verdi Green Public Procurement (GPP) con l'utilizzo dei criteri ambientali minimi (CAM) sempre allo scopo di virare verso un'amministrazione a basso impatto di carbonio.
9/Doc. VIII, n. 6/27. L'Abbate, Morfino.
La Camera,
premesso che:
l'articolo 222 del decreto legislativo n. 152 del 2006 prevede che la pubblica amministrazione organizzi sistemi adeguati di raccolta differenziata secondo criteri che privilegino l'efficacia, l'efficienza e l'economicità del servizio, nonché il coordinamento con la gestione di altri rifiuti;
allo stato attuale, presso le diverse strutture della Camera dei deputati, non sono sempre rinvenibili gruppi di contenitori idonei a garantire a una corretta ed efficace raccolta differenziata dei rifiuti prodotti,
invita, per le rispettive competenze, l'Ufficio di Presidenza e il Collegio dei Questori:
a prevedere opportuni capitoli di spesa nel bilancio della Camera dei deputati al fine di rafforzare le attività di raccolta differenziata e di recupero dei rifiuti prodotti, anche tramite la predisposizione di gruppi di contenitori all'uopo preposti in tutte le strutture della Camera dei deputati;
a promuovere azioni di informazione e sensibilizzazione per indurre il personale della Camera e dei Gruppi parlamentari, i deputati ed i visitatori a conferire correttamente i rifiuti in modo da garantire elevate percentuali di raccolta differenziata;
a monitorare i rifiuti raccolti e a rendere pubblica sul portale della Camera la percentuale di raccolta differenziata ottenuta.
9/Doc. VIII, n. 6/28. Pavanelli, Morfino.
La Camera,
premesso che:
i trasporti urbani per mezzo di veicoli a motore privati, producono una serie di criticità relative al sovraffollamento delle strade e delle aree pubbliche, al peggioramento della qualità dell'aria;
le patologie respiratorie, specie nei minori residenti nelle grandi città, sono in costante aumento proprio per l'esposizione ai principali agenti inquinanti;
il decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77, cosiddetto «decreto rilancio», allo scopo di favorire il decongestionamento del traffico delle aree urbane, ha previsto, per le imprese e le pubbliche amministrazioni con più di 100 dipendenti, misure finalizzate alla riduzione del ricorso al mezzo di trasporto pubblico privato individuale. Tra le previsioni: l'obbligo di adottare annualmente il PSCL – piano spostamenti casa lavoro, la nomina di un mobility manager con funzioni di supporto professionale continuativo alle attività di decisioni, pianificazione, programmazione, gestione e promozione di soluzioni ottimali di mobilità sostenibile;
a maggio 2021 sono state adottate le disposizioni attuative della norma citata, tra cui le attribuzioni e i compiti del mobility manager sia aziendale sia di area;
i palazzi della Camera dei deputati, rappresentano la sede di lavoro per migliaia di persone ogni giorno;
negli ultimi anni sono aumentati esponenzialmente i lavoratori che hanno fatto una scelta di mobilità necessariamente intermodale, favorendo l'uso dei mezzi pubblici e dei mezzi quali monopattini, biciclette e altri mezzi di mobilità economicamente e ambientalmente più sostenibile, come alternativa all'uso dell'automobile privata, anche alla luce delle scelte di mobilità assunte dal comune di Roma e che influenzano le scelte di mobilità di coloro che devono recarsi al centro di Roma ogni giorno;
lo scorso 23 aprile 2025 l'Ufficio di Presidenza ha approvato, tra le altre, una modifica al Regolamento interno dei Servizi e del Personale che riguardo alle competenze del Servizio Sicurezza (articolo 32, nuova lettera m)) dispone che tale Servizio cura: «il piano della mobilità, compresa la gestione delle aree di sosta nella disponibilità della Camera»;
la Camera ha già avviato la somministrazione di specifici questionari al personale per consentire una prima analisi degli spostamenti dei dipendenti, al fine di individuare il bacino di utenza, favorire ed implementare specifiche misure di incentivo alla mobilità sostenibile;
nei ruoli della Camera, a partire dal 2021, sono entrati circa 360 unità di personale di nuovo ordinamento e a breve sarà assunto nuovo personale e nuovi bandi di reclutamento stanno per essere deliberati dall'Ufficio di Presidenza;
le funzioni di mobility manager per la Camera dei deputati sono state attribuite al Consigliere responsabile del Servizio per la sicurezza, con l'intento di tenere conto delle specificità delle attività di supporto alla funzione parlamentare e che abbia riguardo alle esigenze dei deputati e di tutti i lavoratori che operano presso le sedi della Camera;
con l'incremento della modalità di spostamento con mezzi a propulsione muscolare o parzialmente elettrica, risultano ancora insufficienti gli spazi adibiti a parcheggio nonché a supporto di questa tipologia di mobilità (spogliatoi, armadietti custoditi ed altro),
invita, per le rispettive competenze, l'Ufficio di Presidenza ed il Collegio dei Questori
a portare a termine la somministrazione del questionario ai dipendenti ai fini della predisposizione del Piano di spostamenti casa/lavoro, nell'ambito delle predette funzioni di Mobility manager, che tenga conto delle specificità delle attività di supporto alla funzione parlamentare e che abbia riguardo alle esigenze dei deputati, delle e dei dipendenti, anche di nuovo ordinamento, di tutte le lavoratrici e i lavoratori inseriti nell'ambito della nuova società in house, delle e dei dipendenti dei gruppi parlamentari e delle e dei collaboratori delle deputate e dei deputati che operano stabilmente presso le sedi della Camera;
a prevedere la presentazione di una relazione annuale al Collegio dei Questori sullo stato di attuazione del piano degli spostamenti e dei suoi effetti sul miglioramento in termini di sostenibilità.
9/Doc. VIII, n. 6/29. Iaria, Sergio Costa, Fede, Morfino.
La Camera,
premesso che:
i terminali hardware presenti nelle aree comuni di palazzo Montecitorio risultano talvolta difficilmente accessibili ai deputati;
nel dettaglio, a più riprese è stata notata l'impossibilità di accedere celermente ai servizi online attraverso il dispositivo mobile personale, anche al fine di consentire la celere attività di stampa di materiale destinato a essere utilizzato nelle sedute di Assemblea o Commissione,
invita, per le rispettive competenze, l'Ufficio di Presidenza e il Collegio dei Questori
a valutare l'opportunità di implementare l'accessibilità, anche favorendo l'immediata connettività con i dispositivi mobili personali dei deputati, ai terminali hardware (quali computer e stampanti) predisposti a uso comune dei deputati.
9/Doc. VIII, n. 6/30. Pavanelli, Morfino.
La Camera,
premesso che:
i terminali hardware presenti nelle aree comuni di palazzo Montecitorio risultano talvolta difficilmente accessibili ai deputati;
nel dettaglio, a più riprese è stata notata l'impossibilità di accedere celermente ai servizi online attraverso il dispositivo mobile personale, anche al fine di consentire la celere attività di stampa di materiale destinato a essere utilizzato nelle sedute di Assemblea o Commissione,
invita, per le rispettive competenze, l'Ufficio di Presidenza e il Collegio dei Questori
a valutare l'opportunità di un'estensione del perimetro di copertura per la connettività dei dispositivi mobili personali dei deputati alle stampanti installate nelle aree comuni.
9/Doc. VIII, n. 6/30. (Testo modificato nel corso della seduta)Pavanelli, Morfino.
La Camera,
premesso che:
l'Amministrazione per lo svolgimento di alcuni servizi di supporto operativo (assistenza nei palazzi), si avvale di società appaltate quali l'Operosa;
i dipendenti dell'Operosa si trovano dunque quotidianamente a svolgere i compiti loro assegnati all'interno dei Palazzi della Camera, indossando una divisa che, stando a quanto riferito, risulta la medesima sia nella stagione invernale, sia nella stagione estiva. Inoltre, non essendo previsto per loro l'uso dello spogliatoio e, dunque la possibilità di cambiarsi, sono costretti a vestire da casa la tenuta da lavoro. Circostanza che nella stagione estiva risulta particolarmente disagevole durante il tragitto, data la fattura di queste divise, indicate soprattutto per i mesi freddi;
considerato che questa Istituzione si è sempre posta a tutela dei lavoratori, favorendo il benessere di tutti, anche di quelli non dipendenti dalla sua amministrazione ma stabilmente presenti nei Palazzi,
invita, per le rispettive competenze, l'Ufficio di Presidenza e il Collegio dei Questori
a valutare iniziative di competenza volte a trovare delle soluzioni per consentire anche ai lavoratori delle società appaltate l'uso degli spogliatoi, individuando, ove possibile, ulteriori locali adatti a questo scopo e a prevedere, per le future gare d'appalto, clausole contrattuali che impongano alle società appaltatrici di garantire ai dipendenti collocati nei Palazzi della Camera, un abbigliamento adeguato per le diverse stagioni dell'anno.
9/Doc. VIII, n. 6/31. Alifano, Morfino.
La Camera,
premesso che:
lo scenario mondiale è attualmente sconvolto da un numero elevato di conflitti armati, che stanno minando significativamente la pace e la stabilità globale. In particolare, le reiterate e inaccettabili violazioni del diritto internazionale umanitario da parte di Israele nei confronti della popolazione civile palestinese rappresentano tutti i connotati di un genocidio;
la situazione umanitaria nella Striscia di Gaza ha drammaticamente oltrepassato ogni limite: la fame sistematica e organizzata usata come arma di guerra, una barbarie disumana che viola il diritto internazionale e distrugge i civili innocenti, a sette anni dalla storica Risoluzione 2417 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, approvata all'unanimità nel maggio 2018, per condannare l'uso della fame come arma di guerra e garantire l'accesso umanitario nelle zone di conflitto;
l'articolo 11 della Costituzione sancisce il ripudio della guerra da parte dell'Italia come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali;
nel 1981 l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha istituito la Giornata internazionale della pace con la risoluzione A/RES/36/67, al fine di rafforzare la volontà di pace tra popoli e Paesi. Dal 2001, con la Risoluzione A/RES/55/282, le celebrazioni per la pace sono state fissate il 21 settembre di ogni anno, ed è stato convenuto che questa sarebbe stata la giornata in cui sospendere tutte le ostilità e la violenza nel mondo. Quest'ultima risoluzione invita tutti gli Stati membri, le Organizzazioni del sistema delle Nazioni Unite, le Organizzazioni regionali e non governative, i singoli individui, a celebrare l'evento in maniera appropriata, attraverso l'educazione, la consapevolezza e la condivisione dei valori della pace e la cooperazione attiva a tutti i livelli della vita sociale;
la Camera dei deputati aderisce a campagne di sensibilizzazione su vari temi anche tramite l'illuminazione della propria sede istituzionale,
invita, per le rispettive competenze, l'Ufficio di Presidenza e il Collegio dei Questori
a predisporre le opportune iniziative volte ad illuminare la facciata di Palazzo Montecitorio con i colori della bandiera della pace il 21 settembre di ogni anno in occasione della Giornata internazionale della pace, al fine di sensibilizzare i cittadini alla cultura della pace.
9/Doc. VIII, n. 6/32. Francesco Silvestri, Morfino.
La Camera,
premesso che:
stiamo assistendo a una mobilitazione senza precedenti di risorse finanziarie per l'aumento delle spese militari a livello nazionale dei singoli Stati membri dovuta alla svolta bellicista dell'Unione europea con l'approvazione del Piano di riarmo «ReArm Europe/Readiness 2030»;
in tale contesto è fondamentale tornare a perseguire i principi di pace, libertà e democrazia, principi fondanti dell'Unione europea e considerato l'articolo 11 della Costituzione che sancisce il ripudio della guerra;
il 5 marzo di ogni anno si celebra la Giornata Internazionale di Sensibilizzazione al Disarmo e alla Non Proliferazione, istituita il 7 dicembre del 2022 con la Risoluzione A/RES/77/51 dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite. In particolare la citata risoluzione invita tutti gli Stati membri, le organizzazioni del sistema delle Nazioni Unite, la società civile, il mondo accademico, i media e i singoli individui a lavorare sul tema con mezzi educativi e attività di sensibilizzazione del pubblico, al fine di promuovere una maggiore consapevolezza e comprensione delle questioni relative al disarmo, in particolare rivolgendosi ai giovani;
la riduzione globale degli armamenti e il disarmo sono essenziali per promuovere la pace, la sicurezza e l'ordine internazionale, temi al centro del dibattito alle Nazioni Unite fin dalla loro istituzione e come sottolineato dal Segretario Generale dell'Onu, Antonio Guterres, in occasione della scorsa ricorrenza del 5 marzo fondamentali per il futuro dell'umanità che «dipende dagli investimenti nella macchina della pace, non in quella della guerra»;
invita, per le rispettive competenze, l'Ufficio di Presidenza ed il Collegio dei Questori
a prevedere, in occasione della ricorrenza della Giornata Internazionale di Sensibilizzazione al Disarmo e alla Non Proliferazione, iniziative e manifestazioni organizzate dalla Camera dei deputati rivolte alle scuole di ogni ordine e grado volte a promuovere una maggiore consapevolezza e comprensione delle questioni relative al disarmo.
9/Doc. VIII, n. 6/33. Pellegrini, Morfino.
La Camera,
premesso che:
l'uguaglianza di genere, oltre ad essere un diritto fondamentale, tutelato a livello costituzionale, rappresenta un principio cardine dell'Unione europea, nonché un principio chiave di tutti i diritti;
l'uguaglianza di genere è altresì uno degli obiettivi dell'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile per garantire equità e sviluppo sociale ed economico: in particolare l'obiettivo 5 dell'Agenda 2030 è relativo al raggiungimento dell'uguaglianza di genere e dell'empowerment delle donne mentre l'obiettivo 16 ambisce a costruire istituzioni responsabili ed efficaci a tutti i livelli;
i progressi verso la realizzazione di una effettiva uguaglianza di genere sono lenti e profondi divari persistono ancora nel mondo del lavoro e a livello di retribuzioni, assistenza e pensioni, nelle posizioni dirigenziali e nella partecipazione alla vita politica e istituzionale;
durante le ultime elezioni politiche le candidate componevano il 44,3 per cento del totale, valore conforme alle quote definite dalla legge elettorale che prevede che nessun genere risulti rappresentato oltre il 60 per cento; tuttavia, le donne elette sono in tutto 200 sul totale di 600 seggi elettivi del parlamento nella XIX legislatura, con una percentuale del 33 per cento; con il 33 per cento la quota delle donne elette è scesa sensibilmente per la prima volta dalla XIII legislatura, con una riduzione di 3 punti percentuali proprio alla Camera dei deputati;
dalla XIII legislatura (tra il 1996 e il 2001) fino alla XVIII (dal 2018 al 2022) si è registrato un andamento in crescita, passando nella Camera dall'11,13 per cento al 35,71 per cento e nel Senato dall'8 per cento al 34,69 per cento;
a partire dal 2020, il Parlamento europeo organizza ogni anno la settimana dell'uguaglianza di genere, una occasione per fare il punto sui risultati conseguiti e individuare nuove misure per promuovere i diritti delle donne e delle ragazze e garantire l'uguaglianza di genere,
invita, per le rispettive competenze, il Collegio dei Questori e l'Ufficio di Presidenza
a promuovere, in occasione della Settimana europea dell'uguaglianza di genere, nell'ambito degli eventi di promozione delle attività culturali ospitate regolarmente dalla Camera dei deputati, iniziative volte a promuovere il dibattito e l'approfondimento sui temi legati all'uguaglianza di genere e ai diritti delle donne in tutti gli ambiti della vita sociale, economica e politica.
9/Doc. VIII, n. 6/34. Sportiello, Morfino.
La Camera,
premesso che:
la discriminazione basate sull'orientamento sessuale e identità di genere è l'insieme dei pregiudizi e/o comportamenti che inducono all'esclusione, alla condanna, alla negazione dei diritti, finanche alla violenza, nei confronti di tutti coloro che non sono riconducibili al modello stereotipato dominante in tema di sessualità e genere;
la lotta contro ogni forma di intolleranza e discriminazione nei confronti delle persone LGBTIQ+, rappresenta una priorità in materia di tutela e promozione dei diritti umani per ogni istituzione nazionale e internazionale;
con la risoluzione del Parlamento europeo del 26 aprile 2007, è stata istituita la Giornata internazionale contro l'omofobia, che ricade ogni anno il 17 maggio, con l'intento di informare e sensibilizzare sul tema della lotta contro le discriminazioni e del contrasto ad ogni forma di violenza:
la Giornata commemora la scelta storica dell'Organizzazione mondiale della sanità di rimuovere l'omosessualità dall'elenco delle malattie mentali, ponendo così fine a una classificazione insensata e segnando l'inizio di un cambiamento culturale e sociale sulla strada dell'uguaglianza e della pari dignità dei cittadini;
la Giornata, in piena sintonia con i principi fondamentali e i valori della Costituzione italiana, che all'articolo 3 afferma che «Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali (...)», costituisce un'importante occasione di riflessione per le istituzioni e per il Paese intero;
la strategia per l'uguaglianza LGBTIQ+ 2020-2025 rappresenta un passo significativo nell'impegno dell'Unione europea per garantire i diritti e l'uguaglianza di tutte le persone, indipendentemente dal loro orientamento sessuale, identità di genere o caratteristiche sessuali; tale strategia si basa su una consultazione approfondita con le parti interessate, inclusi i membri della comunità LGBTIQ+, le organizzazioni della società civile e gli esperti;
in coerenza con la Strategia europea e le convenzioni internazionali e la Costituzione italiana, la Strategia nazionale LGBTIQ+ 2020-2025 costituisce lo strumento per rafforzare la tutela dei diritti delle persone LGBTIQ+ e promuovere la parità di trattamento e la non discriminazione nell'ottica della piena inclusione di tutte le persone;
in occasione dell'ultima ricorrenza, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha rilasciato la seguente dichiarazione: «Trentacinque anni fa l'Organizzazione mondiale della sanità decise di rimuovere l'omosessualità dall'elenco delle malattie mentali, ponendo così fine a una classificazione insensata e segnando l'inizio di un cambiamento culturale e sociale sulla strada della pari dignità dei cittadini. I dati più recenti dell'Agenzia dell'Unione europea per i diritti fondamentali ci ricordano tuttavia che il cammino da percorrere contro le discriminazioni è ancora lungo. Troppe persone sono ancora vittime di episodi di bullismo a causa del proprio orientamento sessuale, di violenze, spesso consumate nel silenzio degli ambienti familiari, vivono nel timore di poter essere se stessi. Contrastare ogni forma di emarginazione è un dovere sancito dalla Costituzione, rafforzato dagli impegni assunti dall'Italia a livello internazionale. Un principio che deve vivere nella realtà quotidiana, patrimonio comune che deve vedere il coinvolgimento attivo, consapevole e responsabile di ciascuno. Il tema della Giornata odierna – il potere delle comunità – richiama al valore del vivere insieme, con rispetto. Una comunità inclusiva sa di dover proteggere le differenze per costruire una società più giusta e più coesa, ampliando così la libertà di tutti»,
invita, per le rispettive competenze, il Collegio dei Questori e l'Ufficio di Presidenza
a promuovere, in occasione della settimana in cui ricorre la data del 17 maggio, nell'ambito degli eventi di promozione delle attività culturali ospitate regolarmente dalla Camera dei deputati, iniziative di sensibilizzazione e formazione volte a promuovere il dibattito e l'approfondimento sui temi legati al contrasto verso ogni forma di discriminazione e violenza basata sull'orientamento sessuale e sull'identità di genere.
9/Doc. VIII, n. 6/35. Sportiello, Morfino.
La Camera,
premesso che:
la violenza di genere indica tutte quelle forme di violenza, da quella psicologica e fisica a quella sessuale, dagli atti persecutori del cosiddetto stalking allo stupro, fino al femminicidio, che riguardano un vasto numero di persone, comprese quelle discriminate in base al sesso;
la normativa contro la violenza di genere persegue tre obiettivi principali: prevenire i reati, punire i colpevoli, proteggere le vittime. Con l'introduzione nel 2009 del reato di atti persecutori-stalking, fino alla legge sulle «Disposizioni urgenti in materia di sicurezza e per il contrasto della violenza di genere», risultano infatti rafforzati la tutela giudiziaria e il sostegno alle vittime;
la normativa, aggiornata con la legge n. 69 del 2019 in materia di tutela delle vittime di violenza domestica e di genere, rientra interamente nel quadro delineato dalla Convenzione di Istanbul (2011), primo strumento internazionale giuridicamente vincolante «sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne e la violenza domestica»;
sono stati inoltre messi in campo molteplici interventi per contrastare quella che è divenuta una vera piaga sociale. Infatti sono state stanziate a livello nazionale le risorse per finanziare un Piano d'azione antiviolenza e la rete di case-rifugio, per la formazione sulle tecniche di ascolto e approccio alle vittime, per la valutazione del rischio e individuazione delle misure di protezione, nonché un inasprimento della disciplina penale;
anche sui territori le prefetture promuovono, dove emergono i bisogni e le esigenze, iniziative di informazione e sensibilizzazione per combattere sul nascere la violenza di genere: formazione nelle scuole, corsi di formazione per gli operatori delle strutture sociosanitarie, per migliorare la prima accoglienza, forme di collaborazione con gli enti locali e le associazioni per potenziare il sostegno alle vittime, task force e gruppi di lavoro per pianificare le iniziative e divulgare le best practice, creazione di sportelli di ascolto;
la Camera dei deputati lo scorso anno è stata diretta spettatrice di una vicenda molto dolorosa che ha riguardato la sua comunità, quella di una donna che svolgeva la sua funzione di ufficiale di pubblica sicurezza per la nostra istituzione, uccisa da un suo collega con inaudita violenza;
la vicenda ha scosso gli animi di tutti, facendo nascere nella coscienza comune la domanda se in qualche modo questa tragedia poteva essere evitata e cioè se all'interno di questa istituzione, da modello per l'esterno, si possano adottare misure specifiche per prevenire situazioni di questo tipo e quindi contrastare la violenza di genere;
tra i possibili interventi, si potrebbe prevedere l'istituzione nei locali della Camera di uno sportello che offra assistenza e sostegno, magari fornita da associazioni di volontariato attive sul problema, a chi viva in una condizione di vessazione o sia vittima di atti di discriminazione e di violenza di genere di natura psicologica, fisica, economica, domestica, intra ed extrafamiliare;
la promozione di questo sportello oltre ad aiutare le possibili vittime all'interno di questa istituzione, può servire anche come modello da replicare nelle altre pubbliche amministrazioni e nelle realtà aziendale, al fine di favorire in maniera ferma e corale il contrasto a uno dei fenomeni purtroppo più in crescita nella nostra società, stando alle cronache giudiziarie, quale la violenza di genere,
invita, per le rispettive competenze, l'Ufficio di Presidenza ed il Collegio dei Questori
a valutare l'opportunità di istituire negli spazi della Camera dei deputati, uno sportello anti-violenza di genere, aperto al pubblico, attraverso il supporto di associazioni specializzate su questa tematica.
9/Doc. VIII, n. 6/36. Ascari, Morfino.
La Camera,
premesso che:
la violenza di genere indica tutte quelle forme di violenza, da quella psicologica e fisica a quella sessuale, dagli atti persecutori del cosiddetto stalking allo stupro, fino al femminicidio, che riguardano un vasto numero di persone, comprese quelle discriminate in base al sesso;
la normativa contro la violenza di genere persegue tre obiettivi principali: prevenire i reati, punire i colpevoli, proteggere le vittime. Con l'introduzione nel 2009 del reato di atti persecutori-stalking, fino alla legge sulle «Disposizioni urgenti in materia di sicurezza e per il contrasto della violenza di genere», risultano infatti rafforzati la tutela giudiziaria e il sostegno alle vittime;
la normativa, aggiornata con la legge n. 69 del 2019 in materia di tutela delle vittime di violenza domestica e di genere, rientra interamente nel quadro delineato dalla Convenzione di Istanbul (2011), primo strumento internazionale giuridicamente vincolante «sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne e la violenza domestica»;
sono stati inoltre messi in campo molteplici interventi per contrastare quella che è divenuta una vera piaga sociale. Infatti sono state stanziate a livello nazionale le risorse per finanziare un Piano d'azione antiviolenza e la rete di case-rifugio, per la formazione sulle tecniche di ascolto e approccio alle vittime, per la valutazione del rischio e individuazione delle misure di protezione, nonché un inasprimento della disciplina penale;
anche sui territori le prefetture promuovono, dove emergono i bisogni e le esigenze, iniziative di informazione e sensibilizzazione per combattere sul nascere la violenza di genere: formazione nelle scuole, corsi di formazione per gli operatori delle strutture sociosanitarie, per migliorare la prima accoglienza, forme di collaborazione con gli enti locali e le associazioni per potenziare il sostegno alle vittime, task force e gruppi di lavoro per pianificare le iniziative e divulgare le best practice, creazione di sportelli di ascolto;
la Camera dei deputati lo scorso anno è stata diretta spettatrice di una vicenda molto dolorosa che ha riguardato la sua comunità, quella di una donna che svolgeva la sua funzione di ufficiale di pubblica sicurezza per la nostra istituzione, uccisa da un suo collega con inaudita violenza;
la vicenda ha scosso gli animi di tutti, facendo nascere nella coscienza comune la domanda se in qualche modo questa tragedia poteva essere evitata e cioè se all'interno di questa istituzione, da modello per l'esterno, si possano adottare misure specifiche per prevenire situazioni di questo tipo e quindi contrastare la violenza di genere;
tra i possibili interventi, si potrebbe prevedere l'istituzione nei locali della Camera di uno sportello che offra assistenza e sostegno, magari fornita da associazioni di volontariato attive sul problema, a chi viva in una condizione di vessazione o sia vittima di atti di discriminazione e di violenza di genere di natura psicologica, fisica, economica, domestica, intra ed extrafamiliare;
la promozione di questo sportello oltre ad aiutare le possibili vittime all'interno di questa istituzione, può servire anche come modello da replicare nelle altre pubbliche amministrazioni e nelle realtà aziendale, al fine di favorire in maniera ferma e corale il contrasto a uno dei fenomeni purtroppo più in crescita nella nostra società, stando alle cronache giudiziarie, quale la violenza di genere,
invita, per le rispettive competenze, l'Ufficio di Presidenza ed il Collegio dei Questori
a svolgere una verifica sulla fattibilità della iniziativa illustrata nell'ordine del giorno sia in ordine alla normativa vigente in materia, sia sotto il profilo dell'accesso nelle sedi della Camera dei deputati di soggetti esterni.
9/Doc. VIII, n. 6/36. (Testo modificato nel corso della seduta)Ascari, Morfino.
La Camera,
premesso che:
la manovra di Heimlich è una tecnica di primo soccorso per rimuovere un'ostruzione delle vie aeree. Questa costituisce un'efficace misura per gestire e tentare di risolvere in modo rapido molti casi di soffocamento, specie considerando che l'attesa per l'arrivo dei soccorsi può rivelarsi fatale, pertanto solo un intervento tempestivo di chi sia in grado di praticare correttamente la manovra può consentire la risoluzione dell'ostruzione;
si tratta, in particolare, di una manovra salvavita che può e deve essere praticata anche da persone senza preparazione sanitaria, in attesa dell'arrivo dei soccorsi sanitari;
la suddetta manovra grazie a piccoli corsi che sono tenuti, anche gratuitamente, da numerose associazioni che si avvalgono di personale sanitario specializzato, è oggi insegnata al personale impiegato all'interno delle scuole, di molte istituzioni pubbliche o private dove è presente la mensa e/o dove si consumano alimenti e bevande, coinvolgendo alunni, utenti, personale amministrativo e docenti;
tra i possibili interventi, si potrebbe prevedere la promozione e la frequentazione periodica di corsi di disostruzione delle vie respiratorie anche al personale addetto della Camera, che coinvolga obbligatoriamente tutto il personale che somministra alimenti e bevande, ma – in via facoltativa – anche Deputati e personale amministrativo, ivi inclusi i collaboratori, al fine di garantire la corretta e piena conoscenza di tale tecnica di sicurezza salvavita;
si badi che la promozione di un simile corso di formazione è già stato in passato organizzato nell'altro ramo del Parlamento, a riprova della consapevolezza dell'importanza di adeguare il livello di conoscenza di tutti a quanto raccomandato nelle linee guida del Ministero della salute in materia di prevenzione e trattamento del soffocamento a tavola;
invita, nell'ambito delle rispettive competenze, l'Ufficio di Presidenza ed il Collegio dei Questori
a valutare l'opportunità di organizzare dei corsi di formazione teorico-pratica in materia di disostruzione delle vie respiratorie per tutto il personale impiegato all'interno degli uffici della Camera, che sia rivolto in primis a tutto il personale che somministra alimenti e bevande, ed anche ai deputati e al personale amministrativo, ivi inclusi i collaboratori, al fine di garantire la corretta e piena conoscenza di tale tecnica di sicurezza salvavita.
9/Doc. VIII, n. 6/37. Giuliano, Morfino.
La Camera,
premesso che:
il prossimo 2 agosto 2025 ricorre il quarantacinquesimo anniversario della strage di Bologna, che causò la morte di 85 persone e provocò immani sofferenze tra i familiari e gli amici, nella città di Bologna come nel resto del Paese, marcando un segno indelebile nella coscienza civile del nostro popolo;
la strage di Bologna era certamente iscritta in una strategia che mirava a destabilizzare le istituzioni e rappresenta il simbolo della disumanità del terrorismo, dell'attacco sferrato al cuore della democrazia italiana e della risposta, ferma e solidale, che la società e lo Stato seppero dare agli eversori assassini;
la sua matrice neofascista è stata accertata dalle conclusioni giudiziarie cui si è approdati nel corso di questi anni e che hanno portato alla condanna definitiva dei due terroristi Valerio Fioravanti e Francesca Mambro, neofascisti appartenenti ai NAR, riconosciuti definitivamente colpevoli, assieme a Luigi Ciavardini e Gilberto Cavallini – terroristi finanziati da Licio Gelli e coperti dai servizi segreti. Il cosiddetto «quinto uomo» è stato Paolo Bellini, altro personaggio importante per la realizzazione del piano terroristico, per il quale solo qualche giorno fa la Cassazione ha confermato la condanna all'ergastolo per concorso in strage;
come ha ricordato il Capo dello Stato, il Presidente Mattarella, in occasione della commemorazione tenuta lo scorso anno, il 2 agosto 1980 ha lasciato un segno indelebile «nella identità della Repubblica e nella coscienza del popolo italiano. La memoria non è soltanto un dovere ma è l'espressione consapevole di quella cittadinanza espressa nei valori costituzionali che la violenza terroristica voleva colpire e abbattere»,
invita, per le rispettive competenze, l'Ufficio di Presidenza ed il Collegio dei Questori
a valutare l'opportunità di organizzare durante la giornata e nei giorni precedenti, iniziative di vario genere, tra cui mostre fotografiche, incontri e dibattiti, per commemorare la strage del 2 agosto e mantenere viva la memoria, promuovendo la cultura della legalità e della pace.
9/Doc. VIII, n. 6/38. Giuliano, Ascari, Morfino.
La Camera,
premesso che:
la promozione di un livello sempre maggiore di trasparenza e di conoscenza delle attività istituzionali concorre a garantire le funzioni fondamentali di una politica sana orientata al bene comune nonché a rafforzare, tramite il rapporto con i cittadini, la partecipazione democratica;
in quest'ottica, una effettiva regolamentazione a livello nazionale delle lobby e dei portatori di interesse può contribuire a consolidare significativamente la massima conoscibilità dei processi decisionali inerenti all'attività dei decisori pubblici;
regolamentare l'attività di rappresentanza di interessi particolari risponde a una duplice esigenza: da un lato, orientare la formazione della decisione del Legislatore alla tutela della concorrenza, conformandola ai princìpi di pubblicità, trasparenza e partecipazione democratica e migliorando la qualità della regolazione; dall'altro, fornire un efficace strumento per la prevenzione e la lotta alla corruzione e per evitare e combattere i conflitti di interesse e il traffico illecito di influenze, assicurando il diritto-dovere, costituzionalmente garantito, della partecipazione della società civile ai processi decisionali;
per rispondere a tale esigenza di trasparenza istituzionale, la Camera dei deputati ha approvato nel 2016 uno specifico regolamento sui rappresentanti di interessi e il relativo codice di condotta, cui ha fatto seguito la deliberazione dell'Ufficio di Presidenza dell'8 febbraio 2017, recante «Disciplina dell'attività di rappresentanza di interessi nelle sedi della Camera dei deputati», istitutiva del relativo «Registro», al quale sono tenuti ad iscriversi i soggetti che intendano svolgere attività di rappresentanza di interessi nelle sedi della Camera;
tale Registro, nonostante le condivisibili finalità, ha mostrato numerosi limiti nel disciplinare in maniera effettiva l'attività di relazione istituzionale svolta nei confronti dei membri della Camera dei deputati nelle sue sedi, a causa della parzialità delle informazioni rese disponibili, così come dei dati comunicati sull'attività e sui soggetti che la pongono in essere, facendo emergere la necessità di regole più stringenti e di una struttura di controllo più condivisibile;
il rapporto 2025 sullo Stato di diritto in Italia, di recente pubblicazione, ha contestato al nostro Paese l'assenza di progressi su alcune delle raccomandazioni chiave espresse l'anno passato, in particolare sulle norme per regolare il conflitto d'interesse e le lobby, compresa l'istituzione del registro nazionale,
invita, per le rispettive competenze, il Collegio dei Questori e l'Ufficio di Presidenza
a promuovere, nelle more dell'approvazione di una legislazione nazionale regolatrice dell'attività di relazioni istituzionali per la rappresentanza di interessi, una riforma dell'attuale regolamento sui rappresentanti di interessi e del relativo codice di condotta adottato dalla Camera dei deputati, al fine di garantire, attraverso controlli più mirati, stringenti ed effettivi sulle informazioni fornite, la massima conoscibilità dei processi decisionali inerenti all'attività dei decisori pubblici, nonché il più alto livello di trasparenza e partecipazione alle decisioni pubbliche, con l'obiettivo di addivenire quanto prima ad una disciplina nazionale della materia.
9/Doc. VIII, n. 6/39. Francesco Silvestri, Alfonso Colucci, Baldino, Auriemma, Penza, Morfino.
La Camera,
premesso che:
la violenza di genere indica tutte quelle forme di violenza, da quella psicologica e fisica a quella sessuale, dagli atti persecutori del cosiddetto stalking allo stupro, fino al femminicidio, che riguardano un vasto numero di persone, comprese quelle discriminate in base al sesso;
in quest'ultimo anno sono stati diversi i casi di cronaca di femminicidio che hanno colpito il nostro Paese da Nord a Sud, senza distinzione di latitudine, lasciando spazio a riflessioni sempre più profonde sulle cause che generano questo fenomeno criminale;
l'altro elemento che è emerso in questi mesi, soprattutto dopo l'ultimo terribile caso di femminicidio ad Afragola, e che è stato sottolineato da parte dell'Autorità garante per l'infanzia e l'adolescenza, riguarda l'età degli autori di questi crimini, riconducibili a una fascia generazionale sempre più giovane;
anche Save the Children nel 2024 ha pubblicato un rapporto: «Le ragazze stanno bene? Indagine sulla violenza di genere onlife in adolescenza» interrogandosi in particolare su come vengono vissute le relazioni sentimentali nell'adolescenza. Dai dati raccolti, in collaborazione con Ipsos, è emerso che il 30 per cento degli adolescenti sostiene che la gelosia è un segno di amore. Il 17 per cento delle ragazze e dei ragazzi, tra i 14 e i 18 anni, pensa possa succedere che in una relazione intima scappi uno schiaffo ogni tanto. Inoltre il 65 per cento delle ragazze e ragazzi, che tra gli intervistati che avevano già avuto una relazione, dichiara di aver subìto dal partner almeno un comportamento di controllo, come la richiesta di non accettare contatti da qualcuno/a sui social (42 per cento); di non uscire più con delle persone (40 per cento); di poter controllare i propri profili sui social (39 per cento); di non vestirsi in un determinato modo (32 per cento); fino al sentirsi dire, in un momento di difficoltà, che il partner avrebbe commesso un gesto estremo facendosi del male (25 per cento);
il quadro attuale suggerisce, dunque, la necessità e l'urgenza di porre con più forza attenzione su un fenomeno che è prima di tutto culturale, sensibilizzando e coinvolgendo giovani e giovanissimi e promuovendo un dibattito costruttivo su una tematica che inevitabilmente è, e deve essere, al centro del loro processo di maturazione. Tutto il Sistema Paese, dalle scuole ad ogni Istituzione pubblica, non solo con funzioni pedagogiche, dovrebbe essere coinvolta in questa attività di educazione e rieducazione dei ragazzi, se si vuole correggere realmente quella distorsione nelle relazioni uomo-donna che sta condizionando inevitabilmente i rapporti nella società civile;
la Camera dei deputati, soprattutto dalla scorsa legislatura ha voluto, attraverso moltissime iniziative, diffondere all'esterno dei suoi palazzi, messaggi positivi, contribuendo a livello culturale a una crescita della società civile dove la violenza, non solo quella di genere, ma in tutte le sue forme non trovi più cittadinanza nel nostro Paese,
invita, nell'ambito delle rispettive competenze, l'Ufficio di Presidenza ed il Collegio dei Questori
a valutare l'opportunità di promuovere iniziative che coinvolgano le scuole, in particolare quelle secondarie, volte a sensibilizzare sul tema del femminicidio, ma soprattutto che stimolino una riflessione su una corretta relazione uomo/donna.
9/Doc. VIII, n. 6/40. Morfino.
La Camera,
premesso che:
la Camera dei deputati, oltre ad essere la sede di uno dei due rami del Parlamento, custodisce un rilevantissimo patrimonio artistico, architettonico, storico e documentale, frutto di secoli di storia istituzionale e civile;
il complesso edilizio di Palazzo Montecitorio e delle altre sedi collegate (Palazzo San Macuto, Palazzo Theodoli-Bianchelli, Complesso di Vicolo Valdina, Palazzo dei Gruppi parlamentari e altro) comprende beni di interesse artistico e culturale tutelati ai sensi del Codice dei beni culturali e del paesaggio (decreto legislativo n. 42 del 2004), tra cui opere d'arte, arredi storici, decorazioni murali, tappezzerie, librerie, carte geografiche, documenti e archivi di alto valore storico e culturale;
molte delle opere presenti – tra cui affreschi, dipinti, sculture, stucchi, vetrate artistiche e manufatti lignei – sono opera di importanti artisti italiani, come Ernesto Basile, Aristide Sartorio, Giovanni Grassi, Domenico Bruschi e altri;
alcuni ambienti monumentali, come la Sala della Lupa, la Sala Aldo Moro, la Sala del Mappamondo e la stessa Aula parlamentare, costituiscono un unicum architettonico, artistico e simbolico del patrimonio nazionale;
la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale della Camera è un dovere non solo nei confronti della memoria storica e identitaria della Repubblica, ma anche nell'ottica dell'accessibilità pubblica e della trasparenza democratica;
l'articolo 9 della Costituzione impone alla Repubblica di tutelare «il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione», principio che deve trovare concreta applicazione anche negli organi costituzionali;
la tutela dei beni culturali comporta non solo la loro conservazione materiale, ma anche attività costanti di catalogazione, studio, manutenzione preventiva, restauro e gestione;
risulterebbe auspicabile un aggiornamento periodico del censimento, della digitalizzazione e della valorizzazione multimediale del patrimonio artistico della Camera, in collaborazione con il Ministero della cultura, l'Istituto centrale per il catalogo e la documentazione (Iccd) e altre istituzioni specialistiche;
sarebbe opportuno prevedere anche l'adozione di un Piano pluriennale di manutenzione programmata per prevenire fenomeni di degrado dovuti all'uso continuativo, all'inquinamento o alla vetustà dei materiali;
l'apertura alla cittadinanza, mediante visite guidate, mostre tematiche e attività divulgative, rappresenta un'importante forma di valorizzazione e condivisione del patrimonio storico, artistico e culturale della Repubblica;
in molte sedi parlamentari europee esistono strutture permanenti di tutela e valorizzazione del patrimonio, dotate di personale tecnico-scientifico, archivi digitali, piani conservativi aggiornati e una costante attività editoriale e divulgativa;
l'elevato interesse di alcune delle opere custodite all'interno delle sedi della Camera dei deputati ne rende auspicabile una possibile fruizione anche in altre sedi pubbliche,
invita, per le rispettive competenze, l'Ufficio di Presidenza e il Collegio dei Questori:
a promuovere una ricognizione completa, aggiornata e digitalizzata del patrimonio artistico, architettonico e documentale custodito nelle sedi della Camera dei deputati, in collaborazione con il Ministero della cultura, gli istituti centrali competenti ed eventuali altre istituzioni specialistiche, prevedendo l'apposizione, in prossimità di ogni opera esposta, di un supporto esplicativo con le principali informazioni relative alla stessa;
ad adottare un Piano triennale di manutenzione e tutela conservativa, comprendente:
interventi programmati di restauro e pulitura;
controllo microclimatico degli ambienti di particolare pregio;
misure preventive contro l'usura, l'umidità e l'inquinamento;
adeguamento degli impianti tecnici compatibilmente con la tutela architettonica;
a valutare l'istituzione di un «Servizio per il patrimonio culturale della Camera dei deputati», composto da esperti in storia dell'arte, archivistica, restauro e catalogazione, con compiti di studio e valorizzazione permanente del patrimonio storico, artistico e culturale;
a rafforzare le già presenti attività di valorizzazione culturale, attraverso:
mostre tematiche temporanee, anche con cataloghi digitali;
pubblicazioni scientifiche e divulgative sui beni e sulla storia dell'istituzione;
ampliamento delle visite guidate tematiche e percorsi museali all'interno dei palazzi;
collaborazione con scuole, università e istituzioni culturali;
esposizione delle opere di maggior prestigio anche in siti esterni alla Camera dei deputati, previa adeguata valutazione di fattibilità con gli organismi competenti;
a garantire il rispetto e l'applicazione delle norme di tutela previste dal Codice dei beni culturali, anche nelle attività di ristrutturazione, ampliamento o riallestimento degli spazi;
a favorire la trasparenza e l'accessibilità pubblica del patrimonio, mediante la creazione di una piattaforma digitale dedicata consultabile dai cittadini, contenente immagini, schede descrittive e approfondimenti storici delle opere e degli ambienti più significativi;
a favorire in modo sistematico la trasparenza, l'accessibilità e la fruizione pubblica del patrimonio storico, artistico e culturale custodito nelle sedi della Camera dei deputati, attraverso la progettazione e l'attivazione di una piattaforma digitale dedicata – integrata nel sito della Camera dei deputati –, strutturata secondo criteri di accessibilità, inclusività e aggiornamento continuo, che consenta ai cittadini, studiosi, scuole e istituzioni culturali di:
esplorare in modalità interattiva i principali ambienti monumentali e le opere d'arte più significative mediante visite virtuali immersive – avvalendosi di idonee tecnologie informatiche – corredate da spiegazioni testuali e audio in più lingue;
consultare schede descrittive e critiche delle opere, complete di dati storici, stilistici e tecnici, nonché riferimenti bibliografici e documenti d'archivio digitalizzati;
accedere a percorsi tematici (storici, artistici, istituzionali) progettati in collaborazione con esperti del settore e mirati anche alla didattica scolastica e universitaria;
favorire l'inclusione digitale e culturale, prevedendo l'utilizzo di strumenti adeguati per ipovedenti, sottotitoli e traduzioni LIS per i contenuti video;
promuovere la partecipazione civica e il senso di appartenenza alla storia repubblicana, facendo emergere il valore della sede parlamentare non solo come luogo istituzionale, ma come parte integrante del patrimonio culturale della Nazione.
9/Doc. VIII, n. 6/41. Sergio Costa, Mollicone, Morfino.
La Camera,
premesso che:
le modalità di accesso presso il Palazzo Montecitorio – ancorché motivate da esigenze di sicurezza – risultano particolarmente gravose per i collaboratori dei parlamentari provvisti di badge erogato dalla Camera dei deputati;
a questi ultimi, in particolare, è precluso – in assenza di apposita richiesta formulata alle competenti strutture di controllo di sicurezza – l'ingresso dal civico 24 di Piazza del Parlamento;
parimenti, gli stessi non possono accedere ai corridoi attigui all'area antistante le vie di accesso all'Assemblea, né – conseguentemente – ai diversi servizi ivi ubicati (ad es. Poste, Agenzie varie etc.);
tali limitazioni talvolta rendono inutilmente gravosa l'attività di collaborazione prestata dal professionista, che si trova sovente impossibilitato a raggiungere il deputato per la consegna di materiale cartaceo o altro materiale utile per l'attività parlamentare;
tale compressione del diritto di accesso e di circolazione nelle aree interne appare vieppiù sproporzionata all'esito della consistente riduzione del numero complessivo dei deputati eletti a seguito dell'approvazione della Legge costituzionale 19 ottobre 2020, n. 1, che ha determinato una naturale riduzione anche del numero di personale assunto e autorizzato a circolare nelle aree interne della Camera,
invita, per le rispettive competenze, l'Ufficio di Presidenza e il Collegio dei Questori
a valutare l'opportunità di eliminare talune ingiustificate regole che prevedono la limitazione di movimento per i collaboratori dotati di apposito badge emesso dalla Camera dei deputati.
9/Doc. VIII, n. 6/42. Pavanelli, Morfino.
La Camera,
premesso che:
la legge 5 marzo 2024, n. 22, ha previsto l'istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sulla gestione dell'emergenza sanitaria causata dalla diffusione epidemica del virus SARS-CoV-2 e sulle misure adottate per prevenire e affrontare l'emergenza epidemiologica;
gli ambiti, gli atti e i fatti nonché le determinazioni che la Commissione si propone di indagare escludono gli enti territoriali, in particolare le regioni: scelta non solo irragionevolmente limitativa rispetto all'indagine, ma non pertinente rispetto alle competenze assegnategli dall'ordinamento costituzionale. Questo vale tanto per l'indagine sulle misure adottate per la gestione dell'emergenza sanitaria che per il Piano nazionale di preparazione e risposta ad una pandemia influenzale (sommariamente ed erroneamente definito nella legge richiamata «Piano pandemico») cui si affiancano gli omologhi Piani regionali;
sin dal dibattito parlamentare riferito alla legge istitutiva è stato rilevato, da più parti, l'intento meramente strumentale dell'Organo, da cui si sono intenzionalmente escluse le regioni, di indagine sui Governi precedenti, attraverso teoremi politici precostituiti. Si è, in altri termini, travisato un fondamentale istituto previsto dalla nostra Carta Costituzionale – una Commissione Parlamentare d'inchiesta – utilizzandolo finalisticamente come palese mezzo di contesa politica, arrecando danno alla ricerca della verità fattuale, peraltro riferita ad un momento drammatico della storia della nostra Repubblica;
tali rilievi sono stati puntualmente confermati, sotto il profilo concreto, nell'ambito dei lavori della Commissione medesima, sin dalle prime attività programmatorie: totalmente prive di ragionevolezza logica, scientifica, cronologica, funzionale e geografica;
del resto, da un articolo di stampa del 17 ottobre 2024 (Covid, il presidente di FdI: «La Commissione è un circo», Il Fatto Quotidiano, pagine 1-4) risulterebbe che il suo Presidente, Senatore Marco Lisei, l'avrebbe definita – tra l'altro – «un circo», «Un circo con un grande tendone». Risulterebbe, inoltre, che egli avrebbe sostenuto: «Siamo continuamente in diretta video e tutto il mondo dei no-vax ci segue con morbosità ed attenzione. Quindi possiamo fare ben poco». «C'ho le telecamere accese in ogni istante, appena le spengo un secondo mi ritrovo tutti che mi insultano sui social». E ancora: «Poi io devo stare attendo a come mi muovo perché il tema del Covid è sensibile ai piani alti»;
è evidente che tali parole – ed il disegno politico ad esse sotteso –, puntualmente confermate nell'ambito dei lavori della Commissione minano, nelle fondamenta, la legittimità formale e sostanziale di detta Commissione Parlamentare di inchiesta ed è pertanto, opportuno quantomeno a ridurre significativamente le spese per il suo funzionamento;
l'articolo 7, della legge 5 marzo 2024, n. 22, dispone al comma 6 che le spese per il funzionamento della Commissione siano stabilite nel limite massimo di 100.000 euro per l'anno 2023 e di 300.000 euro per ciascuno degli anni successivi e sono poste per metà a carico del bilancio interno del Senato della Repubblica e per metà a carico del bilancio interno della Camera dei deputati. I Presidenti del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati, con determinazione adottata d'intesa tra loro, possono autorizzare annualmente un incremento della spesa di cui al primo periodo, comunque in misura non superiore al 20 per cento, a seguito di richiesta formulata dal presidente della Commissione per motivate esigenze connesse allo svolgimento dell'inchiesta;
la Camera dei deputati si è dotata del Regolamento sugli obblighi di pubblicità e trasparenza relativi all'organizzazione e all'attività amministrativa dell'Amministrazione;
l'articolo 2 di detto Regolamento dispone che «L'Amministrazione ispira la propria azione in conformità al principio di trasparenza intesa come pubblicità e conoscibilità dei dati, informazioni e documenti concernenti l'attività amministrativa e l'organizzazione della stessa»;
il principio di trasparenza, dunque, deve caratterizzare anche una Commissione Parlamentare di Inchiesta, tanto più se istituita con palesi finalità politiche,
invita, per le rispettive competenze, l'Ufficio di Presidenza e il Collegio dei Questori
a valutare la possibilità, assumendo le opportune intese con il Senato della Repubblica, di individuare le modalità della più ampia trasparenza delle spese connesse al funzionamento della Commissione Parlamentare di inchiesta sulla gestione dell'emergenza sanitaria causata dalla diffusione epidemica del virus SARS-CoV-2 e sulle misure adottate per prevenire e affrontare l'emergenza epidemiologica, vigilando sulla corretta applicazione dell'articolo 7 della legge 5 marzo 2024, n. 22.
9/Doc. VIII, n. 6/43. Alfonso Colucci, Morfino.
La Camera,
premesso che:
la deliberazione dell'Ufficio di Presidenza del 4 ottobre 2022, n. 184, «Disciplina dei collaboratori dei deputati e modifiche alla deliberazione dell'Ufficio di Presidenza 30 gennaio 2012, n. 185», ha disciplinato, a decorrere dal 13 ottobre 2022, la materia dei collaboratori dei deputati introducendo la possibilità, per i deputati stessi, di farsi assistere da collaboratori scelti tra personale esterno all'Amministrazione della Camera dei deputati, mediante la sottoscrizione di contratti individuati tra quelli di diritto comune, tra cui il rapporto di lavoro di tipo subordinato e il rapporto di collaborazione coordinata e continuativa;
nelle premesse della deliberazione è enunciato che «l'Amministrazione della Camera provveda al pagamento del trattamento economico spettante al collaboratore, gestendo anche gli adempimenti fiscali e previdenziali connessi al rapporto di lavoro o di collaborazione instaurato»;
tale principio viene ribadito con chiarezza in diverse disposizioni della deliberazione:
l'articolo 3, comma 1, dispone che, nell'ambito del conferimento dell'incarico al collaboratore individuato, il deputato «delega l'Amministrazione stessa per i conseguenti adempimenti fiscali e previdenziali»;
l'articolo 3, comma 5, prevede che «l'Amministrazione assume gli oneri amministrativi e finanziari, per conto del deputato»;
l'articolo 4, comma 1, dispone che «L'Amministrazione della Camera provvede al pagamento diretto del trattamento economico dei collaboratori, nonché all'assolvimento dei relativi oneri fiscali e previdenziali, secondo le indicazioni di ciascun deputato, a tal fine avvalendosi di apposite dotazioni di spesa previste dal bilancio della Camera»;
l'articolo 4, comma 4, sancisce che «Ferma restando la titolarità del rapporto di lavoro tra le parti contraenti, la responsabilità della Camera è limitata all'erogazione del trattamento economico, in base al contratto stipulato tra il deputato e il collaboratore, nonché all'assolvimento degli oneri fiscali e previdenziali»;
l'articolo 4, comma 2, dispone che «La retribuzione dei collaboratori ha luogo avvalendosi del rimborso delle spese per l'esercizio del mandato di cui alla deliberazione dell'Ufficio di Presidenza 30 gennaio 2012, n. 185» e che, a tal fine, ciascun deputato può optare per una delle ipotesi indicate dal medesimo comma, relative all'impiego a tempo pieno o parziale;
dalle menzionate ipotesi si evince con chiarezza il principio secondo cui la quota costituita dal rimborso delle spese per l'esercizio del mandato decurtata al deputato è da intendersi quale retribuzione netta mensile da corrispondere al collaboratore;
sin dall'entrata in vigore della suddetta disciplina, l'Amministrazione della Camera ha provveduto parzialmente all'assolvimento degli oneri fiscali, escludendo dal novero degli oneri a suo carico le addizionali regionali e comunali all'IRPEF che, difatti, hanno gravato sulla retribuzione netta corrisposta ai collaboratori;
oltre a comportare una decurtazione della retribuzione netta dei collaboratori, tali modalità applicative si pongono in contrasto sia con le disposizioni che prevedono inequivocabilmente la responsabilità dell'Amministrazione della Camera al pieno assolvimento degli oneri fiscali, sia col principio testé richiamato, nella misura in cui all'assolvimento di parte degli oneri fiscali (addizionali regionali e comunali all'IRPEF) si è provveduto avvalendosi di una parte della quota costituita dal rimborso delle spese per l'esercizio del mandato decurtata al deputato;
l'articolo 7, comma 1, della delibera dispone che «Il Collegio dei deputati Questori sovrintende all'attuazione della presente deliberazione e delibera in merito alle questioni connesse all'applicazione delle relative disposizioni»,
invita, per le rispettive competenze, l'Ufficio di Presidenza e il Collegio dei Questori
a garantire la corretta applicazione della «Disciplina dei collaboratori dei deputati e modifiche alla deliberazione dell'Ufficio di Presidenza 30 gennaio 2012, n. 185», invitando l'Amministrazione della Camera a provvedere, avvalendosi di apposite dotazioni di spesa previste dal bilancio della Camera, al pieno assolvimento degli oneri fiscali derivanti dai rapporti di lavoro di tipo subordinato e dai rapporti di collaborazione coordinata e continuativa instaurati tra i deputati e i collaboratori ai sensi della richiamata deliberazione, ivi comprese le addizionali regionali e comunali all'IRPEF.
9/Doc. VIII, n. 6/44. Simiani, Marino.
La Camera,
premesso che:
il Palazzo di Montecitorio, costituisce un bene di eccezionale valore storico, culturale e politico, simbolo delle istituzioni democratiche repubblicane e patrimonio architettonico della nazione;
le istituzioni parlamentari hanno il dovere di favorire la conoscenza e la comprensione, da parte dei cittadini, del ruolo e del funzionamento delle assemblee rappresentative, al fine di rafforzare la partecipazione democratica e il senso civico;
le visite guidate al Palazzo di Montecitorio rappresentano un canale privilegiato per consentire ai cittadini e, in particolare, agli studenti delle scuole di ogni ordine e grado, di entrare in contatto diretto con i luoghi in cui si svolge l'attività legislativa, comprendere le procedure parlamentari e apprezzare la dimensione storica, artistica e simbolica della sede;
la domanda di partecipazione a tali visite, come evidenziato dal costante incremento delle richieste registrato negli ultimi anni, risulta largamente superiore alla capacità di accoglienza attualmente offerta dall'Amministrazione, rendendo necessario aumentare la disponibilità temporale e la frequenza delle visite per soddisfare una platea più ampia di cittadini interessati e per ridurre i tempi di attesa, soprattutto per le scuole;
il progetto di bilancio per l'esercizio finanziario 2025 (Doc. VIII, n. 6) prevede, tra gli obiettivi amministrativi, l'azione F.3 – Organizzare le iniziative di formazione civica, di apertura delle sedi al pubblico e le altre iniziative di rilievo culturale ed istituzionale che si tengono nelle sedi della Camera, con una dotazione pari a euro 250.000 annui, finalizzata proprio a sostenere la partecipazione dei cittadini e delle scuole attraverso visite guidate, mostre ed eventi,
invita, per le rispettive competenze, l'Ufficio di Presidenza e il Collegio dei Questori
ad incrementare le finestre temporali e la frequenza delle visite guidate al Palazzo di Montecitorio, con particolare attenzione alla partecipazione delle scuole, dei giovani e dei cittadini, al fine di ampliare le occasioni di conoscenza diretta del funzionamento delle istituzioni rappresentative e valorizzare la funzione educativa, culturale e storica della Camera dei deputati.
9/Doc. VIII, n. 6/45. Gadda.
La Camera,
premesso che:
il corretto funzionamento delle attività parlamentari presuppone, accanto all'esercizio delle funzioni in Aula e nelle Commissioni, anche un'adeguata attività di preparazione e coordinamento da parte dei Gruppi parlamentari, che si realizza principalmente attraverso riunioni, incontri e confronti interni;
tali attività sono elemento essenziale per assicurare la piena espressione del pluralismo politico e la partecipazione paritaria di tutti i deputati, a prescindere dalla dimensione numerica dei Gruppi di appartenenza;
i Gruppi parlamentari di maggiore consistenza dispongono, presso le sedi della Camera, di sale dedicate per le proprie attività interne, mentre i Gruppi più piccoli incontrano frequentemente difficoltà a reperire una sala disponibile, soprattutto nelle giornate di seduta e in occasione di eventi concomitanti, con conseguente disagio organizzativo e limitazioni nella possibilità di esercitare in condizioni di parità le loro prerogative parlamentari;
il progetto di bilancio per l'esercizio 2025 (Doc. VIII, n. 6) prevede, nell'ambito del programma amministrativo F – Organizzazione e funzionamento delle attività istituzionali, un'azione specifica volta a garantire il necessario supporto logistico e organizzativo all'attività dei Gruppi e dei deputati;
appare opportuno a tal riguardo che venga individuato, nell'ambito delle sale disponibili, almeno un locale da destinare stabilmente a uso dei Gruppi parlamentari, da prenotare secondo criteri di trasparenza e rotazione,
invita, per le rispettive competenze, l'Ufficio di Presidenza e il Collegio dei Questori
a riservare stabilmente una sala delle sedi della Camera, opportunamente attrezzata, all'uso di tutti i Gruppi parlamentari, rendendola accessibile secondo modalità trasparenti e programmabili, così da assicurare condizioni organizzative e logistiche adeguate per lo svolgimento delle loro attività e garantire la piena attuazione del principio di parità di trattamento tra tutte le componenti dell'Assemblea.
9/Doc. VIII, n. 6/46. Del Barba.
La Camera,
premesso che:
con deliberazione adottata il 4 ottobre 2022, n. 184, l'Ufficio di Presidenza della Camera dei deputati ha approvato una delibera recante Disciplina dei collaboratori dei deputati e modifiche alla deliberazione dell'Ufficio di Presidenza 30 gennaio 2012, n. 185;
la delibera del 4 ottobre 2022 prevede, in particolare, che i deputati possano essere assistiti, per le attività connesse all'esercizio del proprio mandato, da collaboratori scelti tra personale esterno all'Amministrazione della Camera dei deputati, esclusivamente per lo svolgimento di compiti di segreteria, di studio e ricerca, oppure di predisposizione di atti e documenti connessi all'esercizio del mandato parlamentare;
la delibera prevede altresì che il rapporto di lavoro tra il deputato e il collaboratore può essere di tipo subordinato, autonomo professionale ovvero di collaborazione coordinata e continuativa, che ha carattere fiduciario e intercorre esclusivamente e direttamente tra deputato e collaboratore, senza dare luogo ad alcun rapporto di impiego o di servizio con l'Amministrazione della Camera;
ai sensi della delibera, l'Amministrazione della Camera provvede al pagamento diretto del trattamento economico dei collaboratori, nonché all'assolvimento dei relativi oneri fiscali e previdenziali, avvalendosi di apposite dotazioni di spesa previste dal bilancio della Camera nonché di fondi tratti dal rimborso delle spese per l'esercizio del mandato di cui alla deliberazione dell'Ufficio di Presidenza 30 gennaio 2012, n. 185;
ciascun deputato può avvalersi di collaboratori a tempo pieno o parziale, optando per una serie di fasce retributive espressamente disciplinate dalla delibera dal 4 ottobre 2022;
qualora un deputato decida di non avvalersi di alcun collaboratore, il rimborso delle spese per l'esercizio del mandato viene percepito interamente, fermi restando gli obblighi di rendicontazione di cui alla deliberazione dell'Ufficio di Presidenza 30 gennaio 2012, n. 185;
la regolamentazione adottata colma la lacuna normativa esistente sino alla XVIII legislatura, ma resta lontana da quella adottata dai Parlamenti dei principali ordinamenti europei e dal Parlamento europeo, presso i quali esiste un fondo specifico e vincolato, adeguatamente finanziato;
nel corso della seduta n. 333 di giovedì 25 luglio 2024, in occasione dell'esame in Assemblea del Doc. VIII, n. 4, recante il Progetto di Bilancio per l'anno finanziario 2024, la Camera ha accolto numerosi ordini del giorno;
in particolare, nell'accogliere gli identici ordini del giorno n. 9/Doc. VIII, n. 4/9 Squeri, n. 9/Doc. VIII, n. 4/18 Pastorino e n. 9/Doc. VIII, n. 4/30 Magi e Della Vedova, la Camera dei deputati si è impegnata, tra l'altro, ad integrare la scheda personale dei deputati con l'indicazione dei nominativi dei collaboratori accreditati per ciascun deputato, con facoltà di indicare la mail istituzionale di contatto e il curriculum vitae di ciascun collaboratore, nonché ad individuare una postazione informatica dedicata e autonoma rispetto a quella del deputato, compatibilmente con la verifica degli oneri connessi al reperimento di ulteriori spazi e di ulteriori dotazioni informatiche, e ad approfondire il tema della posizione economica dei collaboratori dei deputati e delle relative misure finanziarie secondo linee di sostenibilità e semplificazione;
nell'accogliere gli identici ordini del giorno n. 9/Doc. VIII, n. 4/17 Pastorino e n. 9/Doc. VIII, n. 4/59 Magi e Della Vedova, la Camera dei deputati si è impegnata a rimettere al Comitato per la Sicurezza la valutazione in ordine ad una rivisitazione della disciplina interna idonea a riconoscere ai collaboratori libertà di accesso e movimento presso tutte le sedi della Camera, contemperando l'esigenza di supporto funzionale, connessa al ruolo dei collaboratori, rispetto all'esercizio del mandato parlamentare nell'ambito di una complessiva analisi volta anche a una semplificazione e razionalizzazione dei tipi di accesso;
nell'accogliere l'ordine del giorno n. 9/Doc. VIII, n. 4/19 Pastorino, la Camera dei deputati si è impegnata a compilare una raccolta ordinata delle disposizioni relative alla disciplina dei collaboratori parlamentari;
ad oggi, a quanto consta, non è stato dato alcun seguito agli impegni derivanti dall'accoglimento degli ordini del giorno richiamati,
invita, per le rispettive competenze, l'Ufficio di Presidenza e il Collegio dei Questori
sentite le associazioni maggiormente rappresentative dei collaboratori parlamentari, ad adottare entro tre mesi dall'approvazione del bilancio interno della Camera dei deputati per l'anno finanziario 2025 tutte le misure idonee a dare seguito agli impegni derivanti dall'accoglimento degli ordini del giorno richiamati in premessa.
9/Doc. VIII, n. 6/47. Pastorino.
La Camera,
premesso che:
con deliberazione adottata il 4 ottobre 2022, n. 184, l'Ufficio di Presidenza della Camera dei deputati ha approvato una delibera recante Disciplina dei collaboratori dei deputati e modifiche alla deliberazione dell'Ufficio di Presidenza 30 gennaio 2012, n. 185;
la delibera del 4 ottobre 2022 prevede, in particolare, che i deputati possano essere assistiti, per le attività connesse all'esercizio del proprio mandato, da collaboratori scelti tra personale esterno all'Amministrazione della Camera dei deputati, esclusivamente per lo svolgimento di compiti di segreteria, di studio e ricerca, oppure di predisposizione di atti e documenti connessi all'esercizio del mandato parlamentare;
la delibera prevede altresì che il rapporto di lavoro tra il deputato e il collaboratore può essere di tipo subordinato, autonomo professionale ovvero di collaborazione coordinata e continuativa, che ha carattere fiduciario e intercorre esclusivamente e direttamente tra deputato e collaboratore, senza dare luogo ad alcun rapporto di impiego o di servizio con l'Amministrazione della Camera;
ai sensi della delibera, l'Amministrazione della Camera provvede al pagamento diretto del trattamento economico dei collaboratori, nonché all'assolvimento dei relativi oneri fiscali e previdenziali, avvalendosi di apposite dotazioni di spesa previste dal bilancio della Camera nonché di fondi tratti dal rimborso delle spese per l'esercizio del mandato di cui alla deliberazione dell'Ufficio di Presidenza 30 gennaio 2012, n. 185;
ciascun deputato può avvalersi di collaboratori a tempo pieno o parziale, optando per una serie di fasce retributive espressamente disciplinate dalla delibera dal 4 ottobre 2022;
qualora un deputato decida di non avvalersi di alcun collaboratore, il rimborso delle spese per l'esercizio del mandato viene percepito interamente, fermi restando gli obblighi di rendicontazione di cui alla deliberazione dell'Ufficio di Presidenza 30 gennaio 2012, n. 185;
la regolamentazione adottata colma la lacuna normativa esistente sino alla XVIII legislatura, ma resta lontana da quella adottata dai Parlamenti dei principali ordinamenti europei e dal Parlamento europeo, presso i quali esiste un fondo specifico e vincolato, adeguatamente finanziato;
nel corso della seduta n. 333 di giovedì 25 luglio 2024, in occasione dell'esame in Assemblea del Doc. VIII, n. 4, recante il Progetto di Bilancio per l'anno finanziario 2024, la Camera ha accolto numerosi ordini del giorno;
in particolare, nell'accogliere gli identici ordini del giorno n. 9/Doc. VIII, n. 4/9 Squeri, n. 9/Doc. VIII, n. 4/18 Pastorino e n. 9/Doc. VIII, n. 4/30 Magi e Della Vedova, la Camera dei deputati si è impegnata, tra l'altro, ad integrare la scheda personale dei deputati con l'indicazione dei nominativi dei collaboratori accreditati per ciascun deputato, con facoltà di indicare la mail istituzionale di contatto e il curriculum vitae di ciascun collaboratore, nonché ad individuare una postazione informatica dedicata e autonoma rispetto a quella del deputato, compatibilmente con la verifica degli oneri connessi al reperimento di ulteriori spazi e di ulteriori dotazioni informatiche, e ad approfondire il tema della posizione economica dei collaboratori dei deputati e delle relative misure finanziarie secondo linee di sostenibilità e semplificazione;
nell'accogliere gli identici ordini del giorno n. 9/Doc. VIII, n. 4/17 Pastorino e n. 9/Doc. VIII, n. 4/59 Magi e Della Vedova, la Camera dei deputati si è impegnata a rimettere al Comitato per la Sicurezza la valutazione in ordine ad una rivisitazione della disciplina interna idonea a riconoscere ai collaboratori libertà di accesso e movimento presso tutte le sedi della Camera, contemperando l'esigenza di supporto funzionale, connessa al ruolo dei collaboratori, rispetto all'esercizio del mandato parlamentare nell'ambito di una complessiva analisi volta anche a una semplificazione e razionalizzazione dei tipi di accesso;
nell'accogliere l'ordine del giorno n. 9/Doc. VIII, n. 4/19 Pastorino, la Camera dei deputati si è impegnata a compilare una raccolta ordinata delle disposizioni relative alla disciplina dei collaboratori parlamentari;
ad oggi, a quanto consta, non è stato dato alcun seguito agli impegni derivanti dall'accoglimento degli ordini del giorno richiamati,
invita, per le rispettive competenze, l'Ufficio di Presidenza e il Collegio dei Questori:
ferme restando le esigenze di trasparenza, tutela dei diritti personali e valorizzazione della professionalità dei collaboratori:
ad adottare misure per l'integrazione della scheda personale di ciascun deputato con l'indicazione dei nominativi dei collaboratori accreditati e per l'individuazione di una postazione informatica dedicata e autonoma rispetto a quella del deputato, compatibilmente con la verifica della disponibilità degli spazi;
a proseguire nell'approfondimento della posizione economica dei collaboratori dei deputati e delle relative misure finanziarie secondo linee di sostenibilità e semplificazione, nel senso di avviare un'istruttoria sulla materia all'esito del monitoraggio sugli effetti derivanti dall'applicazione della nuova disciplina introdotta ad inizio della legislatura;
con riferimento al regime di circolazione dei collaboratori, a rimettere al Comitato per la Sicurezza la valutazione in ordine ad una rivisitazione della disciplina per meglio contemperare l'esigenza di supporto funzionale, connessa al ruolo dei collaboratori rispetto all'esercizio del mandato parlamentare nell'ambito di una complessiva analisi volta anche a una semplificazione e razionalizzazione del tipo di accesso.
9/Doc. VIII, n. 6/47. (Testo modificato nel corso della seduta)Pastorino.
La Camera,
premesso che:
la deliberazione dell'Ufficio di Presidenza del 4 ottobre 2022, n. 184, «Disciplina dei collaboratori dei deputati e modifiche alla deliberazione dell'Ufficio di Presidenza 30 gennaio 2012, n. 185», ha disciplinato, a decorrere dal 13 ottobre 2022, la materia dei collaboratori dei deputati introducendo la possibilità, per i deputati stessi, di farsi assistere da collaboratori scelti tra personale esterno all'Amministrazione della Camera dei deputati, mediante la sottoscrizione di contratti individuati tra quelli di diritto comune, tra cui il rapporto di lavoro di tipo subordinato e il rapporto di collaborazione coordinata e continuativa;
nelle premesse della deliberazione è enunciato che «l'Amministrazione della Camera provveda al pagamento del trattamento economico spettante al collaboratore, gestendo anche gli adempimenti fiscali e previdenziali connessi al rapporto di lavoro o di collaborazione instaurato»;
tale principio viene ribadito con chiarezza in diverse disposizioni della deliberazione:
l'articolo 3, comma 1, dispone che, nell'ambito del conferimento dell'incarico al collaboratore individuato, il deputato «delega l'Amministrazione stessa per i conseguenti adempimenti fiscali e previdenziali»;
l'articolo 3, comma 5, prevede che «l'Amministrazione assume gli oneri amministrativi e finanziari, per conto del deputato»;
l'articolo 4, comma 1, dispone che «L'Amministrazione della Camera provvede al pagamento diretto del trattamento economico dei collaboratori, nonché all'assolvimento dei relativi oneri fiscali e previdenziali, secondo le indicazioni di ciascun deputato, a tal fine avvalendosi di apposite dotazioni di spesa previste dal bilancio della Camera»;
l'articolo 4, comma 4, sancisce che «Ferma restando la titolarità del rapporto di lavoro tra le parti contraenti, la responsabilità della Camera è limitata all'erogazione del trattamento economico, in base al contratto stipulato tra il deputato e il collaboratore, nonché all'assolvimento degli oneri fiscali e previdenziali»;
l'articolo 4, comma 2, dispone che «La retribuzione dei collaboratori ha luogo avvalendosi del rimborso delle spese per l'esercizio del mandato di cui alla deliberazione dell'Ufficio di Presidenza 30 gennaio 2012, n. 185» e che, a tal fine, ciascun deputato può optare per una delle ipotesi indicate dal medesimo comma, relative all'impiego a tempo pieno o parziale;
dalle menzionate ipotesi si evince con chiarezza il principio secondo cui la quota costituita dal rimborso delle spese per l'esercizio del mandato decurtata al deputato è da intendersi quale retribuzione netta mensile da corrispondere al collaboratore;
sin dall'entrata in vigore della suddetta disciplina, l'Amministrazione della Camera ha provveduto parzialmente all'assolvimento degli oneri fiscali, escludendo dal novero degli oneri a suo carico le addizionali regionali e comunali all'IRPEF che, difatti, hanno gravato sulla retribuzione netta corrisposta ai collaboratori;
oltre a comportare una decurtazione della retribuzione netta dei collaboratori, tali modalità applicative si pongono in contrasto sia con le disposizioni che prevedono inequivocabilmente la responsabilità dell'Amministrazione della Camera al pieno assolvimento degli oneri fiscali, sia col principio testé richiamato, nella misura in cui all'assolvimento di parte degli oneri fiscali (addizionali regionali e comunali all'IRPEF) si è provveduto avvalendosi di una parte della quota costituita dal rimborso delle spese per l'esercizio del mandato decurtata al deputato;
l'articolo 7, comma 1, della delibera dispone che «Il Collegio dei deputati Questori sovrintende all'attuazione della presente deliberazione e delibera in merito alle questioni connesse all'applicazione delle relative disposizioni»,
invita, per le rispettive competenze, l'Ufficio di Presidenza e il Collegio dei Questori
a garantire la corretta applicazione della «Disciplina dei collaboratori dei deputati e modifiche alla deliberazione dell'Ufficio di Presidenza 30 gennaio 2012, n. 185», invitando l'Amministrazione della Camera a provvedere, avvalendosi di apposite dotazioni di spesa previste dal bilancio della Camera, al pieno assolvimento degli oneri fiscali derivanti dai rapporti di lavoro di tipo subordinato e dai rapporti di collaborazione coordinata e continuativa instaurati tra i deputati e i collaboratori ai sensi della richiamata deliberazione, ivi comprese le addizionali regionali e comunali all'IRPEF.
9/Doc. VIII, n. 6/48. Pastorino.
La Camera,
premesso che:
con deliberazione adottata il 4 ottobre 2022, n. 184, l'Ufficio di Presidenza della Camera dei deputati ha approvato una delibera recante Disciplina dei collaboratori dei deputati e modifiche alla deliberazione dell'Ufficio di Presidenza 30 gennaio 2012, n. 185;
la delibera del 4 ottobre 2022 prevede, in particolare, che i deputati possano essere assistiti, per le attività connesse all'esercizio del proprio mandato, da collaboratori scelti tra personale esterno all'Amministrazione della Camera dei deputati, esclusivamente per lo svolgimento di compiti di segreteria, di studio e ricerca, oppure di predisposizione di atti e documenti connessi all'esercizio del mandato parlamentare;
la delibera prevede altresì che il rapporto di lavoro tra il deputato e il collaboratore può essere di tipo subordinato, autonomo professionale ovvero di collaborazione coordinata e continuativa, che ha carattere fiduciario e intercorre esclusivamente e direttamente tra deputato e collaboratore, senza dare luogo ad alcun rapporto di impiego o di servizio con l'Amministrazione della Camera;
ai sensi della delibera, l'Amministrazione della Camera provvede al pagamento diretto del trattamento economico dei collaboratori, nonché all'assolvimento dei relativi oneri fiscali e previdenziali, avvalendosi di apposite dotazioni di spesa previste dal bilancio della Camera nonché di fondi tratti dal rimborso delle spese per l'esercizio del mandato di cui alla deliberazione dell'Ufficio di Presidenza 30 gennaio 2012, n. 185;
ciascun deputato può avvalersi di collaboratori a tempo pieno o parziale, optando per una serie di fasce retributive espressamente disciplinate dalla delibera dal 4 ottobre 2022;
qualora un deputato decida di non avvalersi di alcun collaboratore, il rimborso delle spese per l'esercizio del mandato viene percepito interamente, fermi restando gli obblighi di rendicontazione di cui alla deliberazione dell'Ufficio di Presidenza 30 gennaio 2012, n. 185;
la regolamentazione adottata colma la lacuna normativa esistente sino alla XVIII legislatura, ma resta lontana da quella adottata dai Parlamenti dei principali ordinamenti europei e dal Parlamento europeo, presso i quali esiste un fondo specifico e vincolato, adeguatamente finanziato,
la riduzione del numero dei parlamentari impone che siano implementati gli strumenti di supporto e lo staff dei collaboratori a disposizione di ciascun parlamentare;
dal confronto con le principali democrazie europee e col Parlamento europeo, appare distante la disponibilità di risorse messe a disposizione per tale funzione dalla Camera;
in Francia per i collaboratori dei parlamentari il Parlamento destina 10.581 euro al mese, in Germania 22.436, in Gran Bretagna 17.248, il Parlamento Europeo 25.442,
invita, per le rispettive competenze, l'Ufficio di Presidenza e il Collegio dei Questori
e comunque nel rispetto del diritto alla riservatezza, ad adottare tutte le iniziative idonee finalizzate a:
integrare la scheda personale on-line di ciascun deputato con l'indicazione dei nominativi dei collaboratori accreditati per ciascun deputato, con facoltà di indicare la mail istituzionale di contatto e il curriculum vitae di ciascun collaboratore;
istituire, sul modello vigente presso il Parlamento europeo, un fondo vincolato e adeguatamente finanziato per la retribuzione dei collaboratori parlamentari, in modo tale che non vi siano legami tra le retribuzioni stesse e i rimborsi erogati ai deputati;
prevedere per il collaboratore accreditato una disciplina interna idonea a garantire: la libertà di accesso e movimento presso tutte le sedi della Camera in una misura almeno pari a quella riconosciuta agli iscritti nel Registro dei rappresentati di interesse in forza della Deliberazione dell'Ufficio di Presidenza dell'8 febbraio 2017; la disponibilità di una postazione informatica dedicata e autonoma rispetto a quella di cui beneficia il deputato con cui si collabora.
9/Doc. VIII, n. 6/49. Pastorino.
La Camera,
premesso che:
con deliberazione adottata il 4 ottobre 2022, n. 184, l'Ufficio di Presidenza della Camera dei deputati ha approvato una delibera recante Disciplina dei collaboratori dei deputati e modifiche alla deliberazione dell'Ufficio di Presidenza 30 gennaio 2012, n. 185;
la delibera del 4 ottobre 2022 prevede, in particolare, che i deputati possano essere assistiti, per le attività connesse all'esercizio del proprio mandato, da collaboratori scelti tra personale esterno all'Amministrazione della Camera dei deputati, esclusivamente per lo svolgimento di compiti di segreteria, di studio e ricerca, oppure di predisposizione di atti e documenti connessi all'esercizio del mandato parlamentare;
la delibera prevede altresì che il rapporto di lavoro tra il deputato e il collaboratore può essere di tipo subordinato, autonomo professionale ovvero di collaborazione coordinata e continuativa, che ha carattere fiduciario e intercorre esclusivamente e direttamente tra deputato e collaboratore, senza dare luogo ad alcun rapporto di impiego o di servizio con l'Amministrazione della Camera;
ai sensi della delibera, l'Amministrazione della Camera provvede al pagamento diretto del trattamento economico dei collaboratori, nonché all'assolvimento dei relativi oneri fiscali e previdenziali, avvalendosi di apposite dotazioni di spesa previste dal bilancio della Camera nonché di fondi tratti dal rimborso delle spese per l'esercizio del mandato di cui alla deliberazione dell'Ufficio di Presidenza 30 gennaio 2012, n. 185;
ciascun deputato può avvalersi di collaboratori a tempo pieno o parziale, optando per una serie di fasce retributive espressamente disciplinate dalla delibera dal 4 ottobre 2022;
qualora un deputato decida di non avvalersi di alcun collaboratore, il rimborso delle spese per l'esercizio del mandato viene percepito interamente, fermi restando gli obblighi di rendicontazione di cui alla deliberazione dell'Ufficio di Presidenza 30 gennaio 2012, n. 185;
la regolamentazione adottata colma la lacuna normativa esistente sino alla XVIII legislatura, ma resta lontana da quella adottata dai Parlamenti dei principali ordinamenti europei e dal Parlamento europeo, presso i quali esiste un fondo specifico e vincolato, adeguatamente finanziato,
la riduzione del numero dei parlamentari impone che siano implementati gli strumenti di supporto e lo staff dei collaboratori a disposizione di ciascun parlamentare;
dal confronto con le principali democrazie europee e col Parlamento europeo, appare distante la disponibilità di risorse messe a disposizione per tale funzione dalla Camera;
in Francia per i collaboratori dei parlamentari il Parlamento destina 10.581 euro al mese, in Germania 22.436, in Gran Bretagna 17.248, il Parlamento Europeo 25.442,
invita, per le rispettive competenze, l'Ufficio di Presidenza e il Collegio dei Questori
ferme restando le esigenze di trasparenza, tutela dei diritti personali e valorizzazione della professionalità dei collaboratori:
ad adottare misure per l'integrazione della scheda personale di ciascun deputato con l'indicazione dei nominativi dei collaboratori accreditati e per l'individuazione di una postazione informatica dedicata e autonoma rispetto a quella del deputato, compatibilmente con la verifica della disponibilità degli spazi;
a proseguire nell'approfondimento della posizione economica dei collaboratori dei deputati e delle relative misure finanziarie secondo linee di sostenibilità e semplificazione, nel senso di avviare un'istruttoria sulla materia all'esito del monitoraggio sugli effetti derivanti dall'applicazione della nuova disciplina introdotta ad inizio della legislatura;
con riferimento al regime di circolazione dei collaboratori, a rimettere al Comitato per la Sicurezza la valutazione in ordine ad una rivisitazione della disciplina per meglio contemperare l'esigenza di supporto funzionale, connessa al ruolo dei collaboratori rispetto all'esercizio del mandato parlamentare nell'ambito di una complessiva analisi volta anche a una semplificazione e razionalizzazione del tipo di accesso.
9/Doc. VIII, n. 6/49. (Testo modificato nel corso della seduta)Pastorino.
La Camera,
premesso che:
con deliberazione dell'Ufficio di Presidenza n. 219 del 2017, la Camera dei deputati ha recepito l'Accordo che istituisce il Ruolo unico dei dipendenti del Parlamento;
in tale quadro, il meccanismo di adeguamento automatico delle retribuzioni rappresenta un presidio fondamentale dell'autonomia, dell'indipendenza e dell'imparzialità di tutti i dipendenti ed è volto ad assicurare parità di trattamento tra i dipendenti di Camera e Senato;
nei confronti dei dipendenti della Camera la piena applicazione di tale meccanismo è stata ed è rallentata da ragioni addotte di equilibrio contabile;
considerato che un corretto e ordinario svolgimento delle relazioni sindacali non può che fondarsi sull'impegno a non alterare gli istituti fondamentali relativi alla determinazione del trattamento economico dei dipendenti di questo ramo del Parlamento rispetto all'altro ramo, entrambi iscritti nel medesimo Ruolo unico istituito dall'accordo sopra citato,
invita, per le rispettive competenze, l'Ufficio di Presidenza e il Collegio dei Questori
a garantire le risorse finanziarie necessarie per adempiere agli obblighi derivanti dal meccanismo di adeguamento retributivo previsto dall'Accordo istitutivo del Ruolo unico dei dipendenti del Parlamento.
9/Doc. VIII, n. 6/50. Pastorino.
La Camera,
premesso che:
è sempre più diffuso lo sviluppo di iniziative culturali come mostre ed esposizioni presso i palazzi istituzionali di Camera e Senato;
il 15 luglio 2024 la Presidenza della Camera ha siglato un'intesa con l'Opera di Roma volta alla promozione della cultura e diffusione dell'arte musicale, anche attraverso eventi e iniziative,
invita, per le rispettive competenze, l'Ufficio di Presidenza e il Collegio dei Questori
a promuovere le celebrazioni per i 100 anni del conto deposito dei prestiti museali presso la Camera dei deputati, anche promuovendo una mostra temporanea, consolidando il progetto del Museo della Camera dei deputati (MUCAD) nonché a istituire nuovi percorsi espositivi, quali il portico di Vicolo Valdina, anche tramite dei distanziatori; il Corridoio dei Busti di Palazzo Montecitorio; la Galleria dei Presidenti, anche tramite l'acquisto di strutture di allestimento e teche;
a rafforzare la comunicazione delle mostre ospitate dalla Camera dei deputati anche tramite un rafforzamento della collaborazione col Ministero della cultura, inserendone la pubblicità nel sistema di Musei Italiani, e con Roma Capitale, nonché a valorizzare il ruolo dello spettacolo dal vivo.
9/Doc. VIII, n. 6/51. Mollicone.
La Camera,
premesso che:
è sempre più diffuso lo sviluppo di iniziative culturali come mostre ed esposizioni presso i palazzi istituzionali di Camera e Senato;
il 15 luglio 2024 la Presidenza della Camera ha siglato un'intesa con l'Opera di Roma volta alla promozione della cultura e diffusione dell'arte musicale, anche attraverso eventi e iniziative,
invita, per le rispettive competenze, l'Ufficio di Presidenza e il Collegio dei Questori
a promuovere le celebrazioni per i 100 anni del conto deposito dei prestiti museali presso la Camera dei deputati, anche attraverso mostre temporanee che consentano l'esposizione delle predette opere nelle sedi della Camera in concomitanza di iniziative di apertura ai cittadini e di anniversari istituzionali;
a rafforzare la comunicazione delle mostre ospitate dalla Camera dei deputati anche tramite un rafforzamento della collaborazione col Ministero della cultura, inserendone la pubblicità nel sistema di Musei Italiani, e con Roma Capitale, nonché a valorizzare il ruolo dello spettacolo dal vivo.
9/Doc. VIII, n. 6/51. (Testo modificato nel corso della seduta)Mollicone.
La Camera,
premesso che:
la deliberazione dell'Ufficio di Presidenza del 4 ottobre 2022, n. 184, «Disciplina dei collaboratori dei deputati e modifiche alla deliberazione dell'Ufficio di Presidenza 30 gennaio 2012, n. 185», ha disciplinato, a decorrere dal 13 ottobre 2022, la materia dei collaboratori dei deputati introducendo la possibilità, per i deputati stessi, di farsi assistere da collaboratori scelti tra personale esterno all'Amministrazione della Camera dei deputati, mediante la sottoscrizione di contratti individuati tra quelli di diritto comune, tra cui il rapporto di lavoro di tipo subordinato e il rapporto di collaborazione coordinata e continuativa;
nelle premesse della deliberazione è enunciato che «l'Amministrazione della Camera provveda al pagamento del trattamento economico spettante al collaboratore, gestendo anche gli adempimenti fiscali e previdenziali connessi al rapporto di lavoro o di collaborazione instaurato»;
tale principio viene ribadito con chiarezza in diverse disposizioni della deliberazione:
l'articolo 3, comma 1, dispone che, nell'ambito del conferimento dell'incarico al collaboratore individuato, il deputato «delega l'Amministrazione stessa per i conseguenti adempimenti fiscali e previdenziali»;
l'articolo 3, comma 5, prevede che «l'Amministrazione assume gli oneri amministrativi e finanziari, per conto del deputato»;
l'articolo 4, comma 1, dispone che «L'Amministrazione della Camera provvede al pagamento diretto del trattamento economico dei collaboratori, nonché all'assolvimento dei relativi oneri fiscali e previdenziali, secondo le indicazioni di ciascun deputato, a tal fine avvalendosi di apposite dotazioni di spesa previste dal bilancio della Camera»;
l'articolo 4, comma 4, sancisce che «Ferma restando la titolarità del rapporto di lavoro tra le parti contraenti, la responsabilità della Camera è limitata all'erogazione del trattamento economico, in base al contratto stipulato tra il deputato e il collaboratore, nonché all'assolvimento degli oneri fiscali e previdenziali»;
l'articolo 4, comma 2, dispone che «La retribuzione dei collaboratori ha luogo avvalendosi del rimborso delle spese per l'esercizio del mandato di cui alla deliberazione dell'Ufficio di Presidenza 30 gennaio 2012, n. 185» e che, a tal fine, ciascun deputato può optare per una delle ipotesi indicate dal medesimo comma, relative all'impiego a tempo pieno o parziale;
dalle menzionate ipotesi si evince con chiarezza il principio secondo cui la quota costituita dal rimborso delle spese per l'esercizio del mandato decurtata al deputato è da intendersi quale retribuzione netta mensile da corrispondere al collaboratore;
sin dall'entrata in vigore della suddetta disciplina, l'Amministrazione della Camera ha provveduto parzialmente all'assolvimento degli oneri fiscali, escludendo dal novero degli oneri a suo carico le addizionali regionali e comunali all'IRPEF che, difatti, hanno gravato sulla retribuzione netta corrisposta ai collaboratori;
oltre a comportare una decurtazione della retribuzione netta dei collaboratori, tali modalità applicative si pongono in contrasto sia con le disposizioni che prevedono inequivocabilmente la responsabilità dell'Amministrazione della Camera al pieno assolvimento degli oneri fiscali, sia col principio testé richiamato, nella misura in cui all'assolvimento di parte degli oneri fiscali (addizionali regionali e comunali all'IRPEF) si è provveduto avvalendosi di una parte della quota costituita dal rimborso delle spese per l'esercizio del mandato decurtata al deputato;
l'articolo 7, comma 1, della delibera dispone che «Il Collegio dei deputati Questori sovrintende all'attuazione della presente deliberazione e delibera in merito alle questioni connesse all'applicazione delle relative disposizioni»,
invita, per le rispettive competenze, l'Ufficio di Presidenza e il Collegio dei Questori
a garantire la corretta applicazione della «Disciplina dei collaboratori dei deputati e modifiche alla deliberazione dell'Ufficio di Presidenza 30 gennaio 2012, n. 185», invitando l'Amministrazione della Camera a provvedere, avvalendosi di apposite dotazioni di spesa previste dal bilancio della Camera, al pieno assolvimento degli oneri fiscali derivanti dai rapporti di lavoro di tipo subordinato e dai rapporti di collaborazione coordinata e continuativa instaurati tra i deputati e i collaboratori ai sensi della richiamata deliberazione, ivi comprese le addizionali regionali e comunali all'IRPEF.
9/Doc. VIII, n. 6/52. Ubaldo Pagano.
La Camera,
premesso che:
la deliberazione dell'Ufficio di Presidenza del 4 ottobre 2022, n. 184, «Disciplina dei collaboratori dei deputati e modifiche alla deliberazione dell'Ufficio di Presidenza 30 gennaio 2012, n. 185», ha disciplinato, a decorrere dal 13 ottobre 2022, la materia dei collaboratori dei deputati introducendo la possibilità, per i deputati stessi, di farsi assistere da collaboratori scelti tra personale esterno all'Amministrazione della Camera dei deputati, mediante la sottoscrizione di contratti individuati tra quelli di diritto comune, tra cui il rapporto di lavoro di tipo subordinato e il rapporto di collaborazione coordinata e continuativa;
nelle premesse della deliberazione è enunciato che «l'Amministrazione della Camera provveda al pagamento del trattamento economico spettante al collaboratore, gestendo anche gli adempimenti fiscali e previdenziali connessi al rapporto di lavoro o di collaborazione instaurato»;
tale principio viene ribadito con chiarezza in diverse disposizioni della deliberazione:
l'articolo 3, comma 1, dispone che, nell'ambito del conferimento dell'incarico al collaboratore individuato, il deputato «delega l'Amministrazione stessa per i conseguenti adempimenti fiscali e previdenziali»;
l'articolo 3, comma 5, prevede che «l'Amministrazione assume gli oneri amministrativi e finanziari, per conto del deputato»;
l'articolo 4, comma 1, dispone che «L'Amministrazione della Camera provvede al pagamento diretto del trattamento economico dei collaboratori, nonché all'assolvimento dei relativi oneri fiscali e previdenziali, secondo le indicazioni di ciascun deputato, a tal fine avvalendosi di apposite dotazioni di spesa previste dal bilancio della Camera»;
l'articolo 4, comma 4, sancisce che «Ferma restando la titolarità del rapporto di lavoro tra le parti contraenti, la responsabilità della Camera è limitata all'erogazione del trattamento economico, in base al contratto stipulato tra il deputato e il collaboratore, nonché all'assolvimento degli oneri fiscali e previdenziali»;
l'articolo 4, comma 2, dispone che «La retribuzione dei collaboratori ha luogo avvalendosi del rimborso delle spese per l'esercizio del mandato di cui alla deliberazione dell'Ufficio di Presidenza 30 gennaio 2012, n. 185» e che, a tal fine, ciascun deputato può optare per una delle ipotesi indicate dal medesimo comma, relative all'impiego a tempo pieno o parziale;
dalle menzionate ipotesi si evince con chiarezza il principio secondo cui la quota costituita dal rimborso delle spese per l'esercizio del mandato decurtata al deputato è da intendersi quale retribuzione netta mensile da corrispondere al collaboratore;
sin dall'entrata in vigore della suddetta disciplina, l'Amministrazione della Camera ha provveduto parzialmente all'assolvimento degli oneri fiscali, escludendo dal novero degli oneri a suo carico le addizionali regionali e comunali all'IRPEF che, difatti, hanno gravato sulla retribuzione netta corrisposta ai collaboratori;
oltre a comportare una decurtazione della retribuzione netta dei collaboratori, tali modalità applicative si pongono in contrasto sia con le disposizioni che prevedono inequivocabilmente la responsabilità dell'Amministrazione della Camera al pieno assolvimento degli oneri fiscali, sia col principio testé richiamato, nella misura in cui all'assolvimento di parte degli oneri fiscali (addizionali regionali e comunali all'IRPEF) si è provveduto avvalendosi di una parte della quota costituita dal rimborso delle spese per l'esercizio del mandato decurtata al deputato;
l'articolo 7, comma 1, della delibera dispone che «Il Collegio dei deputati Questori sovrintende all'attuazione della presente deliberazione e delibera in merito alle questioni connesse all'applicazione delle relative disposizioni»,
invita, per le rispettive competenze, l'Ufficio di Presidenza e il Collegio dei Questori,
a garantire la corretta applicazione della «Disciplina dei collaboratori dei deputati e modifiche alla deliberazione dell'Ufficio di Presidenza 30 gennaio 2012, n. 185», invitando l'Amministrazione della Camera a provvedere, avvalendosi di apposite dotazioni di spesa previste dal bilancio della Camera, al pieno assolvimento degli oneri fiscali derivanti dai rapporti di lavoro di tipo subordinato e dai rapporti di collaborazione coordinata e continuativa instaurati tra i deputati e i collaboratori ai sensi della richiamata deliberazione, ivi comprese le addizionali regionali e comunali all'IRPEF.
9/Doc. VIII, n. 6/53. Quartapelle Procopio.
La Camera,
premesso che:
per lo svolgimento delle loro funzioni, ai Gruppi parlamentari, oltre alla disponibilità di locali e attrezzature, è assicurato, come previsto dall'articolo 15, comma 3, del Regolamento, un contributo finanziario annuale a carico del bilancio della Camera, determinato avendo riguardo alla consistenza numerica di ciascun Gruppo;
in base all'articolo 1 della deliberazione dell'Ufficio di Presidenza n. 227 del 21 dicembre 2012, come modificato dalla deliberazione dell'Ufficio di Presidenza n. 33 del 9 luglio 2013, tale contributo è ripartito secondo i seguenti criteri:
a) lo 0,35 per cento è attribuito in misura fissa al Gruppo Misto;
b) la restante quota è ripartita tra tutti i Gruppi parlamentari, ivi incluso il Gruppo Misto, in proporzione alla rispettiva consistenza numerica;
il criterio di ripartizione quasi esclusivo in proporzione alla rispettiva consistenza numerica non considera la necessità di assicurare ad ogni Gruppo in modo uguale la copertura di alcuni costi fissi, i quali devono comunque essere sostenuti prescindendo dalla consistenza numerica del Gruppo e, quindi, dalla organizzazione della propria struttura;
il Collegio dei Questori nella seduta dell'Assemblea del 25 luglio 2024, accoglieva con riformulazione l'ordine del giorno 9/Doc. VIII, n. 4/53, con il quale si invitava, per le rispettive competenze, l'Ufficio di Presidenza e il Collegio dei Questori a valutare l'opportunità di modificare le attuali disposizioni sulla ripartizione del contributo finanziario annuale a favore dei Gruppi, anche attraverso la proposta delle modifiche regolamentari che si rendessero necessarie, prevedendo che una quota del contributo unico e onnicomprensivo annuale a carico del bilancio della Camera sia attribuita in misura fissa a tutti i Gruppi e che la restante quota venga ripartita in proporzione alla rispettiva consistenza numerica;
identici ordini del giorno erano stati accolti anche nella scorsa legislatura nelle sedute dell'Assemblea in occasione dell'esame del bilancio di previsione 2019, 2020 e 2021;
è in corso una attività della Giunta per il Regolamento relativa al terzo procedimento di modifica del Regolamento,
invita, per le rispettive competenze, l'Ufficio di Presidenza e il Collegio dei Questori
a valutare l'opportunità di modificare le vigenti disposizioni adottate dall'Ufficio di Presidenza sulla ripartizione del contributo unico e onnicomprensivo a carico del bilancio della Camera in favore dei gruppi, al fine di prevedere che le stesse, ferme restando le iniziative di competenza della Giunta per il Regolamento volte a riformare l'articolo 15, consentano l'attribuzione di una quota non marginale del citato contributo in misura fissa a tutti i gruppi, al fine di soddisfare le esigenze minime comuni, e la restante quota in proporzione alla rispettiva consistenza numerica.
9/Doc. VIII, n. 6/54. Zanella, Zaratti, Grimaldi, Mari.
La Camera,
premesso che:
per lo svolgimento delle loro funzioni, ai Gruppi parlamentari, oltre alla disponibilità di locali e attrezzature, è assicurato, come previsto dall'articolo 15, comma 3, del Regolamento, un contributo finanziario annuale a carico del bilancio della Camera, determinato avendo riguardo alla consistenza numerica di ciascun Gruppo;
in base all'articolo 1 della deliberazione dell'Ufficio di Presidenza n. 227 del 21 dicembre 2012, come modificato dalla deliberazione dell'Ufficio di Presidenza n. 33 del 9 luglio 2013, tale contributo è ripartito secondo i seguenti criteri:
a) lo 0,35 per cento è attribuito in misura fissa al Gruppo Misto;
b) la restante quota è ripartita tra tutti i Gruppi parlamentari, ivi incluso il Gruppo Misto, in proporzione alla rispettiva consistenza numerica;
il criterio di ripartizione quasi esclusivo in proporzione alla rispettiva consistenza numerica non considera la necessità di assicurare ad ogni Gruppo in modo uguale la copertura di alcuni costi fissi, i quali devono comunque essere sostenuti prescindendo dalla consistenza numerica del Gruppo e, quindi, dalla organizzazione della propria struttura;
il Collegio dei Questori nella seduta dell'Assemblea del 25 luglio 2024, accoglieva con riformulazione l'ordine del giorno 9/Doc. VIII, n. 4/53, con il quale si invitava, per le rispettive competenze, l'Ufficio di Presidenza e il Collegio dei Questori a valutare l'opportunità di modificare le attuali disposizioni sulla ripartizione del contributo finanziario annuale a favore dei Gruppi, anche attraverso la proposta delle modifiche regolamentari che si rendessero necessarie, prevedendo che una quota del contributo unico e onnicomprensivo annuale a carico del bilancio della Camera sia attribuita in misura fissa a tutti i Gruppi e che la restante quota venga ripartita in proporzione alla rispettiva consistenza numerica;
identici ordini del giorno erano stati accolti anche nella scorsa legislatura nelle sedute dell'Assemblea in occasione dell'esame del bilancio di previsione 2019, 2020 e 2021;
è in corso una attività della Giunta per il Regolamento relativa al terzo procedimento di modifica del Regolamento,
invita, per le rispettive competenze, l'Ufficio di Presidenza e il Collegio dei Questori
a valutare l'opportunità, in esito alle iniziative di competenza della Giunta per il Regolamento volte, tra l'altro, a modificare le disposizioni regolamentari sulla ripartizione del contributo in favore dei Gruppi, a rivedere la disciplina attuativa tenendo conto delle esigenze di funzionamento comuni a tutti i Gruppi, a prescindere dalla loro consistenza numerica.
9/Doc. VIII, n. 6/54. (Testo modificato nel corso della seduta)Zanella, Zaratti, Grimaldi, Mari.
La Camera,
premesso che:
il decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77, cosiddetto «Decreto Rilancio», allo scopo di favorire il decongestionamento del traffico delle aree urbane, ha previsto, per le imprese e le pubbliche amministrazioni con più di 100 dipendenti, misure finalizzate a ridurre il ricorso al mezzo di trasporto privato individuale, prevedendo l'obbligo di adottare annualmente il P.S.C.L. – Piano di spostamento casa/lavoro, la nomina di un Mobility manager con funzioni di supporto professionale continuativo alle attività di decisione, pianificazione, programmazione, gestione e promozione di soluzioni ottimali di mobilità sostenibile;
la Camera ha già avviato la somministrazione di uno specifico questionario al personale per consentire una prima analisi degli spostamenti dei dipendenti;
a partire dal 2021, grazie ad un ampio piano di reclutamento sono riprese le assunzioni, che hanno innalzato notevolmente il numero dei nuovi dipendenti cui il predetto questionario dovrebbe essere somministrato, per individuare il bacino di utenza, favorire forme di mobilità sostenibile e implementare specifiche misure che la realizzino;
il Collegio dei Questori nella seduta dell'Assemblea del 25 luglio 2024, in occasione dell'esame del bilancio di previsione 2024, accoglieva l'ordine del giorno 9/Doc. VIII, n. 4/56 e l'identico nel dispositivo ordine del giorno 9/Doc. VIII, n. 4/31 nel senso che: «continuerà ad essere somministrato al personale di futura attuazione il questionario volto alla raccolta di dati ed elementi conoscitivi utili al monitoraggio sull'utilizzo di mezzi di spostamento casa lavoro e all'adozione di progetti relativi alla mobilità; sarà valutata l'adozione di un progetto complessivo sulla mobilità sostenibile, le cui misure attuative saranno oggetto di informativa periodica al Collegio dei Questori»,
invita, per le rispettive competenze, l'Ufficio di Presidenza e il Collegio dei Questori,
a portare a termine la somministrazione del questionario ai dipendenti ai fini della predisposizione del Piano di spostamenti casa/lavoro, nell'ambito delle funzioni di Mobility manager già attribuite al consigliere responsabile del servizio per la sicurezza, che tenga conto delle specificità delle attività di supporto alla funzione parlamentare e che abbia riguardo alle esigenze dei deputati, dei dipendenti, anche di nuovo ordinamento, nonché dei dipendenti dei gruppi e di tutti i lavoratori inseriti nell'ambito della nuova Società In House, che operano stabilmente presso le sedi della Camera;
a prevedere la presentazione di una relazione annuale al Collegio dei Questori sullo stato di attuazione del piano degli spostamenti e dei suoi effetti sul miglioramento in termini di eco-sostenibilità e mobilità sostenibile.
9/Doc. VIII, n. 6/55. Zaratti.
La Camera,
premesso che:
lo scorso anno, ricorrendo il centenario dell'assassinio di Giacomo Matteotti, nella seduta dell'Assemblea del 24 aprile 2024 il presentatore del presente ordine del giorno intervenne in Aula per dare comunicazione della proposta, avanzata al Presidente della Camera dalla Presidente del Gruppo Alleanza Verdi e Sinistra, di non assegnare ad alcun gruppo il posto n. 14 dell'emiciclo, dove il 30 maggio del 1924 Giacomo Matteotti, durante la discussione della convalida della elezione dei deputati, denunciò i brogli e le violenze fasciste che caratterizzarono le elezioni del 6 aprile 1924, difendendo il ruolo e la funzione del Parlamento;
il presentatore del presente ordine del giorno, sempre nel suo intervento e a nome del gruppo di appartenenza, avanzò anche la proposta della applicazione sullo scranno di una piccola targa che potesse anche recare parti di quel discorso del 30 maggio 1924;
alle richieste si associarono diversi gruppi parlamentari;
nella cerimonia a Montecitorio dedicata a Giacomo Matteotti, svolta giovedì 30 maggio 2024 alla presenza del Presidente della Repubblica, il Presidente della Camera annunciò che lo scranno, n. 14, dove era stata collocata una targa celebrativa, non sarebbe più stato assegnato ad alcun deputato a perenne ricordo del suo sacrificio;
ad oggi sullo scranno n. 14 vi è solo una etichetta che riporta il nome di Giacomo Matteotti, come quella posta sui posti assegnati alle deputate e ai deputati;
al fine di rendere compiutamente omaggio alla figura di Giacomo Matteotti e al suo coraggio nel difendere il Parlamento dall'assalto fascista alla democrazia, si ritiene necessario riprendere la proposta, largamente condivisa, di collocare sullo scranno 14 una targa che ricordi lo stesso e il suo discorso del 30 maggio del 1924 da lì pronunciato,
invita, per le rispettive competenze, l'Ufficio di Presidenza e il Collegio dei Questori
a valutare l'opportunità di collocare sullo scranno n. 14 dell'emiciclo della Camera dei deputati una targa che ricordi la figura di Giacomo Matteotti e il discorso dallo stesso pronunciato il 30 maggio del 1924.
9/Doc. VIII, n. 6/56. Dori, Zanella, Zaratti, Bonelli, Borrelli, Fratoianni, Ghirra, Grimaldi, Mari, Piccolotti.
La Camera,
premesso che:
il 25 luglio 2024 veniva approvato, con riformulazione, in sede di discussione del Bilancio della Camera dei deputati, l'ordine del giorno n. 9/Doc. VIII, n. 4/58 a prima firma del deputato Francesco Mari. L'ordine del giorno invitava, per le rispettive competenze, l'Ufficio di Presidenza e il Collegio dei Questori ad intervenire sulla situazione dei dipendenti dei gruppi parlamentari inclusi nell'elenco dell'allegato A;
la delibera dell'Ufficio di Presidenza n. 227 del 2012 e ancora di più la successiva delibera dell'Ufficio di Presidenza della Camera dei deputati n. 2 del 26 aprile 2018 hanno modificato la disciplina per l'utilizzo degli Allegati A da parte dei gruppi parlamentari, passando da un sistema incentivante proprio delle delibera originale – la n. 79 del 1993 – ad uno disincentivante (multe per i gruppi che non assumano) che però ha finito per produrre da un lato il fenomeno dei «non optati» e dall'altro, per i cosiddetti optati, una non chiara rispondenza dei gruppi alle disposizioni dell'articolo 4, comma 4, che assicura ai dipendenti assunti, una retribuzione annua lorda pari almeno alla retribuzione annuale lorda in godimento alla data del 1° settembre 2012;
ricordando come il personale «non optato» e assunto obbligatoriamente dal Gruppo Misto che presta comunque il proprio lavoro e la propria professionalità presso gli uffici di presidenza, quelli di deputati titolari d'incarico e presso il Gruppo Misto e le sue componenti, si trova in una condizione di particolare difficoltà a causa del taglio della provvista destinata al Gruppo Misto per la loro assunzione passata dagli 85 mila euro annui (costo azienda) del 2018 agli attuali 55 mila euro (costo azienda) senza possibilità alcuna di poter tutelare il potere d'acquisto dei propri stipendi dall'aumento del costo della vita;
ricordando inoltre come per il personale optato, la retribuzione annua lorda pari almeno alla retribuzione annuale lorda in godimento alla data del 1° settembre 2012, riguarda stipendi di 13 anni fa, che non tengono conto delle progressioni di carriera, dell'anzianità di servizio, costringendo spesso questi lavoratori e lavoratrici a tornare, come in un gioco dell'oca, ad ogni nuova legislatura, alla casella stipendiale del 1° settembre 2012,
invita, per le rispettive competenze, l'Ufficio di Presidenza e il Collegio dei Questori
a valutare l'adozione di strumenti e/o provvedimenti che consentano ai dipendenti di allegato A nel suo complesso – una tutela del potere d'acquisto dei loro stipendi, adeguando all'avvenuto aumento del costo della vita la previsione di cui all'articolo 4, commi 3, 4 e 5, della delibera dell'Ufficio di Presidenza n. 227 del 2012 e successive modificazioni.
9/Doc. VIII, n. 6/57. Mari.
La Camera,
premesso che:
il 25 luglio 2024 veniva approvato, con riformulazione, in sede di discussione del Bilancio della Camera dei deputati, l'ordine del giorno n. 9/Doc. VIII, n. 4/58 a prima firma del deputato Francesco Mari. L'ordine del giorno invitava, per le rispettive competenze, l'Ufficio di Presidenza e il Collegio dei Questori ad intervenire sulla situazione dei dipendenti dei gruppi parlamentari inclusi nell'elenco dell'allegato A;
la delibera dell'Ufficio di Presidenza n. 227 del 2012 e ancora di più la successiva delibera dell'Ufficio di Presidenza della Camera dei deputati n. 2 del 26 aprile 2018 hanno modificato la disciplina per l'utilizzo degli Allegati A da parte dei gruppi parlamentari, passando da un sistema incentivante proprio delle delibera originale – la n. 79 del 1993 – ad uno disincentivante (multe per i gruppi che non assumano) che però ha finito per produrre da un lato il fenomeno dei «non optati» e dall'altro, per i cosiddetti optati, una non chiara rispondenza dei gruppi alle disposizioni dell'articolo 4, comma 4, che assicura ai dipendenti assunti, una retribuzione annua lorda pari almeno alla retribuzione annuale lorda in godimento alla data del 1° settembre 2012;
ricordando come il personale «non optato» e assunto obbligatoriamente dal Gruppo Misto che presta comunque il proprio lavoro e la propria professionalità presso gli uffici di presidenza, quelli di deputati titolari d'incarico e presso il Gruppo Misto e le sue componenti, si trova in una condizione di particolare difficoltà a causa del taglio della provvista destinata al Gruppo Misto per la loro assunzione passata dagli 85 mila euro annui (costo azienda) del 2018 agli attuali 55 mila euro (costo azienda) senza possibilità alcuna di poter tutelare il potere d'acquisto dei propri stipendi dall'aumento del costo della vita;
ricordando inoltre come per il personale optato, la retribuzione annua lorda pari almeno alla retribuzione annuale lorda in godimento alla data del 1° settembre 2012, riguarda stipendi di 13 anni fa, che non tengono conto delle progressioni di carriera, dell'anzianità di servizio, costringendo spesso questi lavoratori e lavoratrici a tornare, come in un gioco dell'oca, ad ogni nuova legislatura, alla casella stipendiale del 1° settembre 2012,
invita, per le rispettive competenze, l'Ufficio di Presidenza e il Collegio dei Questori
a provvedere prima possibile alla suddetta rivisitazione della disciplina dei dipendenti degli allegati A e B.
9/Doc. VIII, n. 6/57. (Testo modificato nel corso della seduta)Mari.
La Camera,
premesso che:
dal recesso nel 2015 da parte della Camera dei deputati del contratto di locazione di Palazzo Marini, il quale ospitava anche la mensa a cui accedevano i dipendenti dei gruppi parlamentari, questi ultimi hanno sempre più incontrato nel corso degli anni impedimenti all'accesso dei servizi di ristorazione della Camera dei deputati;
ad oggi l'accesso alla mensa di Palazzo Montecitorio da parte dei dipendenti dei gruppi è fortemente contingentato e limitato ad alcune fasce orarie, che molti di loro non possono neppure accedere al cosiddetto bar dei dipendenti per il quale è necessario almeno il tesserino permanente di accesso esteso a Palazzo Montecitorio e che la mensa di Palazzo Valdina, aperta anche ai collaboratori dei deputati, consiste in ristretti spazi del tutto inadeguati a soddisfare la reale esigenza;
tale situazione priva di fatto molti dipendenti dei gruppi della possibilità di usufruire non solo di un servizio mensa, ma anche in alternativa di un punto ristoro;
l'articolo 15, comma 3, prevede che ai gruppi parlamentari è assicurato annualmente un contributo finanziario a carico del bilancio della Camera;
tale contributo determinato nel 2013 in euro 31.500.000 non è stato sino ad oggi oggetto di incrementi almeno parzialmente rivalutativi, ma è stato ridotto nel tempo e ammonta nel 2025 a euro 30.870.000,
invita, per le rispettive competenze, l'Ufficio di Presidenza e il Collegio dei Questori
a valutare l'opportunità di disporre un incremento del contributo finanziario annuale ai gruppi parlamentari finalizzata all'assegnazione di buoni pasto ai propri dipendenti.
9/Doc. VIII, n. 6/58. Mari, Zaratti, Zanella.
La Camera,
premesso che:
dal recesso nel 2015 da parte della Camera dei deputati del contratto di locazione di Palazzo Marini, il quale ospitava anche la mensa a cui accedevano i dipendenti dei gruppi parlamentari, questi ultimi hanno sempre più incontrato nel corso degli anni impedimenti all'accesso dei servizi di ristorazione della Camera dei deputati;
ad oggi l'accesso alla mensa di Palazzo Montecitorio da parte dei dipendenti dei gruppi è fortemente contingentato e limitato ad alcune fasce orarie, che molti di loro non possono neppure accedere al cosiddetto bar dei dipendenti per il quale è necessario almeno il tesserino permanente di accesso esteso a Palazzo Montecitorio e che la mensa di Palazzo Valdina, aperta anche ai collaboratori dei deputati, consiste in ristretti spazi del tutto inadeguati a soddisfare la reale esigenza;
tale situazione priva di fatto molti dipendenti dei gruppi della possibilità di usufruire non solo di un servizio mensa, ma anche in alternativa di un punto ristoro;
l'articolo 15, comma 3, prevede che ai gruppi parlamentari è assicurato annualmente un contributo finanziario a carico del bilancio della Camera;
tale contributo determinato nel 2013 in euro 31.500.000 non è stato sino ad oggi oggetto di incrementi almeno parzialmente rivalutativi, ma è stato ridotto nel tempo e ammonta nel 2025 a euro 30.870.000,
invita, per le rispettive competenze, l'Ufficio di Presidenza e il Collegio dei Questori
a valutare l'opportunità di avviare un'istruttoria che, sulla base dell'esperienza maturata nel primo anno di nuova modalità di gestione del servizio di ristorazione, consenta agli organi di direzione politica una rivisitazione generale della disciplina di accesso alle strutture di ristorazione e, quindi, anche ai Palazzi della Camera, prendendo in considerazione in tale ambito la possibilità di introdurre misure ampliative per quanto concerne il personale dei Gruppi parlamentari.
9/Doc. VIII, n. 6/58. (Testo modificato nel corso della seduta)Mari, Zaratti, Zanella.
La Camera,
premesso che:
nel corso della legislatura si sono riscontrate grandi difficoltà in merito alla prenotazione delle sale per eventi da parte dei gruppi parlamentari o dei singoli deputati, a causa di una comprensibile limitazione del numero di giorni che intercorrono tra la prenotazione della sala e la data dell'evento;
in particolare, molto spesso, pur chiamando l'Ufficio preposto all'ora esatta dell'apertura, le sale prenotabili a partire da quel giorno risultano già prenotate,
invita, per le rispettive competenze, l'Ufficio di Presidenza e il Collegio dei Questori
a valutare l'introduzione di un sistema di prenotazione delle sale, simile a quello inaugurato da poco per la prenotazione della sala stampa, introducendo un meccanismo automatico di limitazione mensile per gruppo parlamentare, in proporzione della consistenza numerica, tale da garantire una disponibilità mensile minima per ciascun gruppo.
9/Doc. VIII, n. 6/59. Zanella, Zaratti, Grimaldi, Mari.
La Camera,
premesso che:
la deliberazione dell'Ufficio di Presidenza del 4 ottobre 2022, n. 184, «Disciplina dei collaboratori dei deputati e modifiche alla deliberazione dell'Ufficio di Presidenza 30 gennaio 2012, n. 185», ha disciplinato, a decorrere dal 13 ottobre 2022, la materia dei collaboratori dei deputati introducendo la possibilità, per i deputati stessi, di farsi assistere da collaboratori scelti tra personale esterno all'Amministrazione della Camera dei deputati, mediante la sottoscrizione di contratti individuati tra quelli di diritto comune, tra cui il rapporto di lavoro di tipo subordinato e il rapporto di collaborazione coordinata e continuativa;
nelle premesse della deliberazione è enunciato che «l'Amministrazione della Camera provveda al pagamento del trattamento economico spettante al collaboratore, gestendo anche gli adempimenti fiscali e previdenziali connessi al rapporto di lavoro o di collaborazione instaurato»;
tale principio viene ribadito con chiarezza in diverse disposizioni della deliberazione:
l'articolo 3, comma 1, dispone che, nell'ambito del conferimento dell'incarico al collaboratore individuato, il deputato «delega l'Amministrazione stessa per i conseguenti adempimenti fiscali e previdenziali»;
l'articolo 3, comma 5, prevede che «l'Amministrazione assume gli oneri amministrativi e finanziari, per conto del deputato»;
l'articolo 4, comma 1, dispone che «L'Amministrazione della Camera provvede al pagamento diretto del trattamento economico dei collaboratori, nonché all'assolvimento dei relativi oneri fiscali e previdenziali, secondo le indicazioni di ciascun deputato, a tal fine avvalendosi di apposite dotazioni di spesa previste dal bilancio della Camera»;
l'articolo 4, comma 4, sancisce che «Ferma restando la titolarità del rapporto di lavoro tra le parti contraenti, la responsabilità della Camera è limitata all'erogazione del trattamento economico, in base al contratto stipulato tra il deputato e il collaboratore, nonché all'assolvimento degli oneri fiscali e previdenziali»;
l'articolo 4, comma 2, dispone che «La retribuzione dei collaboratori ha luogo avvalendosi del rimborso delle spese per l'esercizio del mandato di cui alla deliberazione dell'Ufficio di Presidenza 30 gennaio 2012, n. 185» e che, a tal fine, ciascun deputato può optare per una delle ipotesi indicate dal medesimo comma, relative all'impiego a tempo pieno o parziale;
dalle menzionate ipotesi si evince con chiarezza il principio secondo cui la quota costituita dal rimborso delle spese per l'esercizio del mandato decurtata al deputato è da intendersi quale retribuzione netta mensile da corrispondere al collaboratore;
sin dall'entrata in vigore della suddetta disciplina, l'Amministrazione della Camera ha provveduto parzialmente all'assolvimento degli oneri fiscali, escludendo dal novero degli oneri a suo carico le addizionali regionali e comunali all'Irpef che, difatti, hanno gravato sulla retribuzione netta corrisposta ai collaboratori;
oltre a comportare una decurtazione della retribuzione netta dei collaboratori, tali modalità applicative si pongono in contrasto sia con le disposizioni che prevedono inequivocabilmente la responsabilità dell'Amministrazione della Camera al pieno assolvimento degli oneri fiscali, sia col principio testé richiamato, nella misura in cui all'assolvimento di parte degli oneri fiscali (addizionali regionali e comunali all'Irpef) si è provveduto avvalendosi di una parte della quota costituita dal rimborso delle spese per l'esercizio del mandato decurtata al deputato;
l'articolo 7, comma 1, della delibera dispone che «Il Collegio dei deputati Questori sovrintende all'attuazione della presente deliberazione e delibera in merito alle questioni connesse all'applicazione delle relative disposizioni»,
invita, per le rispettive competenze, l'Ufficio di Presidenza e il Collegio dei Questori
a garantire la corretta applicazione della «Disciplina dei collaboratori dei deputati e modifiche alla deliberazione dell'Ufficio di Presidenza 30 gennaio 2012, n. 185», invitando l'Amministrazione della Camera a provvedere, avvalendosi di apposite dotazioni di spesa previste dal bilancio della Camera, al pieno assolvimento degli oneri fiscali derivanti dai rapporti di lavoro di tipo subordinato e dai rapporti di collaborazione coordinata e continuativa instaurati tra i deputati e i collaboratori ai sensi della richiamata deliberazione, ivi comprese le addizionali regionali e comunali all'Irpef.
9/Doc. VIII, n. 6/60. Zaratti.
La Camera,
premesso che:
con deliberazione adottata il 4 ottobre 2022, n. 184, l'Ufficio di Presidenza della Camera dei deputati ha approvato una delibera recante «Disciplina dei collaboratori dei deputati e modifiche alla deliberazione dell'Ufficio di Presidenza 30 gennaio 2012, n. 185»;
la delibera del 4 ottobre 2022 prevede, in particolare, che i deputati possano essere assistiti, per le attività connesse all'esercizio del proprio mandato, da collaboratori scelti tra personale esterno all'Amministrazione della Camera dei deputati, esclusivamente per lo svolgimento di compiti di segreteria, di studio e ricerca, oppure di predisposizione di atti e documenti connessi all'esercizio del mandato parlamentare;
la delibera prevede altresì che il rapporto di lavoro tra il deputato e il collaboratore può essere di tipo subordinato, autonomo professionale ovvero di collaborazione coordinata e continuativa, che ha carattere fiduciario e intercorre esclusivamente e direttamente tra deputato e collaboratore, senza dare luogo ad alcun rapporto di impiego o di servizio con l'Amministrazione della Camera;
ai sensi della delibera, l'Amministrazione della Camera provvede al pagamento diretto del trattamento economico dei collaboratori, nonché all'assolvimento dei relativi oneri fiscali e previdenziali, avvalendosi di apposite dotazioni di spesa previste dal bilancio della Camera nonché di fondi tratti dal rimborso delle spese per l'esercizio del mandato di cui alla deliberazione dell'Ufficio di Presidenza 30 gennaio 2012, n. 185;
ciascun deputato può avvalersi di collaboratori a tempo pieno o parziale, optando per una serie di fasce retributive espressamente disciplinate dalla delibera dal 4 ottobre 2022;
qualora un deputato decida di non avvalersi di alcun collaboratore, il rimborso delle spese per l'esercizio del mandato viene percepito interamente, fermi restando gli obblighi di rendicontazione di cui alla deliberazione dell'Ufficio di Presidenza 30 gennaio 2012, n. 185;
la regolamentazione adottata colma la lacuna normativa esistente sino alla XVIII legislatura, ma resta lontana da quella adottata dai Parlamenti dei principali ordinamenti europei e dal Parlamento europeo, presso i quali esiste un fondo specifico e vincolato, adeguatamente finanziato;
la riduzione del numero dei parlamentari impone che siano implementati gli strumenti di supporto e lo staff dei collaboratori a disposizione di ciascun parlamentare;
dal confronto con le principali democrazie europee e col Parlamento europeo, appare distante la disponibilità di risorse messe a disposizione per tale funzione dalla Camera;
in Francia per i collaboratori dei parlamentari il Parlamento destina 10.581 euro al mese, in Germania 22.436, in Gran Bretagna 17.248, il Parlamento europeo 25.442,
invita, per le rispettive competenze, l'Ufficio di Presidenza e il Collegio dei Questori,
e comunque nel rispetto del diritto alla riservatezza, ad adottare tutte le iniziative idonee finalizzate a:
integrare la scheda personale on-line di ciascun deputato con l'indicazione dei nominativi dei collaboratori accreditati per ciascun deputato, con facoltà di indicare la mail istituzionale di contatto;
istituire, sul modello vigente presso il Parlamento europeo, un fondo vincolato e adeguatamente finanziato per la retribuzione dei collaboratori parlamentari, in modo tale che non vi siano legami tra le retribuzioni stesse e i rimborsi erogati ai deputati;
prevedere per il collaboratore accreditato una disciplina interna idonea a garantire: la libertà di accesso e movimento presso tutte le sedi della Camera in una misura almeno pari a quella riconosciuta agli iscritti nel Registro dei rappresentati di interesse in forza della deliberazione dell'Ufficio di Presidenza dell'8 febbraio 2017; la disponibilità di una postazione informatica dedicata e autonoma rispetto a quella di cui beneficia il deputato con cui si collabora.
9/Doc. VIII, n. 6/61. Zaratti.
La Camera,
premesso che:
con deliberazione adottata il 4 ottobre 2022, n. 184, l'Ufficio di Presidenza della Camera dei deputati ha approvato una delibera recante «Disciplina dei collaboratori dei deputati e modifiche alla deliberazione dell'Ufficio di Presidenza 30 gennaio 2012, n. 185»;
la delibera del 4 ottobre 2022 prevede, in particolare, che i deputati possano essere assistiti, per le attività connesse all'esercizio del proprio mandato, da collaboratori scelti tra personale esterno all'Amministrazione della Camera dei deputati, esclusivamente per lo svolgimento di compiti di segreteria, di studio e ricerca, oppure di predisposizione di atti e documenti connessi all'esercizio del mandato parlamentare;
la delibera prevede altresì che il rapporto di lavoro tra il deputato e il collaboratore può essere di tipo subordinato, autonomo professionale ovvero di collaborazione coordinata e continuativa, che ha carattere fiduciario e intercorre esclusivamente e direttamente tra deputato e collaboratore, senza dare luogo ad alcun rapporto di impiego o di servizio con l'Amministrazione della Camera;
ai sensi della delibera, l'Amministrazione della Camera provvede al pagamento diretto del trattamento economico dei collaboratori, nonché all'assolvimento dei relativi oneri fiscali e previdenziali, avvalendosi di apposite dotazioni di spesa previste dal bilancio della Camera nonché di fondi tratti dal rimborso delle spese per l'esercizio del mandato di cui alla deliberazione dell'Ufficio di Presidenza 30 gennaio 2012, n. 185;
ciascun deputato può avvalersi di collaboratori a tempo pieno o parziale, optando per una serie di fasce retributive espressamente disciplinate dalla delibera dal 4 ottobre 2022;
qualora un deputato decida di non avvalersi di alcun collaboratore, il rimborso delle spese per l'esercizio del mandato viene percepito interamente, fermi restando gli obblighi di rendicontazione di cui alla deliberazione dell'Ufficio di Presidenza 30 gennaio 2012, n. 185;
la regolamentazione adottata colma la lacuna normativa esistente sino alla XVIII legislatura, ma resta lontana da quella adottata dai Parlamenti dei principali ordinamenti europei e dal Parlamento europeo, presso i quali esiste un fondo specifico e vincolato, adeguatamente finanziato;
la riduzione del numero dei parlamentari impone che siano implementati gli strumenti di supporto e lo staff dei collaboratori a disposizione di ciascun parlamentare;
dal confronto con le principali democrazie europee e col Parlamento europeo, appare distante la disponibilità di risorse messe a disposizione per tale funzione dalla Camera;
in Francia per i collaboratori dei parlamentari il Parlamento destina 10.581 euro al mese, in Germania 22.436, in Gran Bretagna 17.248, il Parlamento europeo 25.442,
invita, per le rispettive competenze, l'Ufficio di Presidenza e il Collegio dei Questori,
ferme restando le esigenze di trasparenza, tutela dei diritti personali e valorizzazione della professionalità dei collaboratori:
ad adottare misure per l'integrazione della scheda personale di ciascun deputato con l'indicazione dei nominativi dei collaboratori accreditati e per l'individuazione di una postazione informatica dedicata e autonoma rispetto a quella del deputato, compatibilmente con la verifica della disponibilità degli spazi;
a proseguire nell'approfondimento della posizione economica dei collaboratori dei deputati e delle relative misure finanziarie secondo linee di sostenibilità e semplificazione, nel senso di avviare un'istruttoria sulla materia all'esito del monitoraggio sugli effetti derivanti dall'applicazione della nuova disciplina introdotta ad inizio della legislatura;
con riferimento al regime di circolazione dei collaboratori, a rimettere al Comitato per la Sicurezza la valutazione in ordine ad una rivisitazione della disciplina per meglio contemperare l'esigenza di supporto funzionale, connessa al ruolo dei collaboratori rispetto all'esercizio del mandato parlamentare nell'ambito di una complessiva analisi volta anche a una semplificazione e razionalizzazione del tipo di accesso.
9/Doc. VIII, n. 6/61. (Testo modificato nel corso della seduta)Zaratti.
La Camera,
premesso che:
ai parlamentari è attualmente garantita una rassegna stampa quotidiana a carattere nazionale;
in seguito a una recente deliberazione del Comitato per la comunicazione, è stata avanzata la proposta di affiancare a tale rassegna un ulteriore servizio di rassegna stampa su base territoriale;
risulta sempre più rilevante, ai fini del pieno e consapevole esercizio del mandato parlamentare, l'accesso a fonti di informazione di carattere europeo e internazionale,
invita, per le rispettive competenze, l'Ufficio di Presidenza e il Collegio dei Questori
ad attivarsi, in collaborazione con la società incaricata del servizio di monitoraggio delle fonti informative per la Camera e il Senato, affinché sia reso disponibile ai deputati un servizio di rassegna stampa internazionale e/o di accesso adeguato e rapido alle principali testate e fonti giornalistiche di rilievo a livello globale.
9/Doc. VIII, n. 6/62. Della Vedova.
La Camera,
premesso che:
la deliberazione dell'Ufficio di Presidenza del 4 ottobre 2022, n. 184, «Disciplina dei collaboratori dei deputati e modifiche alla deliberazione dell'Ufficio di Presidenza 30 gennaio 2012, n. 185», ha disciplinato, a decorrere dal 13 ottobre 2022, la materia dei collaboratori dei deputati introducendo la possibilità, per i deputati stessi, di farsi assistere da collaboratori scelti tra personale esterno all'Amministrazione della Camera dei deputati, mediante la sottoscrizione di contratti individuati tra quelli di diritto comune, tra cui il rapporto di lavoro di tipo subordinato e il rapporto di collaborazione coordinata e continuativa;
nelle premesse della deliberazione è enunciato che «l'Amministrazione della Camera provveda al pagamento del trattamento economico spettante al collaboratore, gestendo anche gli adempimenti fiscali e previdenziali connessi al rapporto di lavoro o di collaborazione instaurato»;
tale principio viene ribadito con chiarezza in diverse disposizioni della deliberazione:
l'articolo 3, comma 1, dispone che, nell'ambito del conferimento dell'incarico al collaboratore individuato, il deputato «delega l'Amministrazione stessa per i conseguenti adempimenti fiscali e previdenziali»;
l'articolo 3, comma 5, prevede che «l'Amministrazione assume gli oneri amministrativi e finanziari, per conto del deputato»;
l'articolo 4, comma 1, dispone che «L'Amministrazione della Camera provvede al pagamento diretto del trattamento economico dei collaboratori, nonché all'assolvimento dei relativi oneri fiscali e previdenziali, secondo le indicazioni di ciascun deputato, a tal fine avvalendosi di apposite dotazioni di spesa previste dal bilancio della Camera»;
l'articolo 4, comma 4, sancisce che «Ferma restando la titolarità del rapporto di lavoro tra le parti contraenti, la responsabilità della Camera è limitata all'erogazione del trattamento economico, in base al contratto stipulato tra il deputato e il collaboratore, nonché all'assolvimento degli oneri fiscali e previdenziali»;
l'articolo 4, comma 2, dispone che «La retribuzione dei collaboratori ha luogo avvalendosi del rimborso delle spese per l'esercizio del mandato di cui alla deliberazione dell'Ufficio di Presidenza 30 gennaio 2012, n. 185» e che, a tal fine, ciascun deputato può optare per una delle ipotesi indicate dal medesimo comma, relative all'impiego a tempo pieno o parziale;
dalle menzionate ipotesi si evince con chiarezza il principio secondo cui la quota costituita dal rimborso delle spese per l'esercizio del mandato decurtata al deputato è da intendersi quale retribuzione netta mensile da corrispondere al collaboratore;
sin dall'entrata in vigore della suddetta disciplina, l'Amministrazione della Camera ha provveduto parzialmente all'assolvimento degli oneri fiscali, escludendo dal novero degli oneri a suo carico le addizionali regionali e comunali all'Irpef che, difatti, hanno gravato sulla retribuzione netta corrisposta ai collaboratori;
oltre a comportare una decurtazione della retribuzione netta dei collaboratori, tali modalità applicative si pongono in contrasto sia con le disposizioni che prevedono inequivocabilmente la responsabilità dell'Amministrazione della Camera al pieno assolvimento degli oneri fiscali, sia col principio testé richiamato, nella misura in cui all'assolvimento di parte degli oneri fiscali (addizionali regionali e comunali all'Irpef) si è provveduto avvalendosi di una parte della quota costituita dal rimborso delle spese per l'esercizio del mandato decurtata al deputato;
l'articolo 7, comma 1, della delibera dispone che «Il Collegio dei deputati Questori sovrintende all'attuazione della presente deliberazione e delibera in merito alle questioni connesse all'applicazione delle relative disposizioni»,
invita, per le rispettive competenze, l'Ufficio di Presidenza e il Collegio dei Questori
a garantire la corretta applicazione della «Disciplina dei collaboratori dei deputati e modifiche alla deliberazione dell'Ufficio di Presidenza 30 gennaio 2012, n. 185», invitando l'Amministrazione della Camera a provvedere, avvalendosi di apposite dotazioni di spesa previste dal bilancio della Camera, al pieno assolvimento degli oneri fiscali derivanti dai rapporti di lavoro di tipo subordinato e dai rapporti di collaborazione coordinata e continuativa instaurati tra i deputati e i collaboratori ai sensi della richiamata deliberazione, ivi comprese le addizionali regionali e comunali all'Irpef.
9/Doc. VIII, n. 6/63. Onori, Pastorella.
La Camera,
premesso che:
il ristorante della Camera è riservato a parlamentari, in carica e non in carica, ai consiglieri parlamentari, ai giornalisti parlamentari, nonché ai relativi ospiti che il parlamentare intende portare con sé;
periodicamente, l'ondata anti-casta alimenta indignazione nell'opinione pubblica per i prezzi ridotti dei pasti consumati, seppure trattasi di fake news, stante l'equiparazione degli stessi ai costi normali;
il Collegio dei Questori è già intervenuto in risposta agli attacchi demagogici riducendo il contributo dell'amministrazione per singolo pasto e, più in generale, la spesa per ristorazione attraverso un accordo con Coldiretti per portare in tavola prodotti a chilometro zero;
la trasparenza è strumento fondamentale per contrastare le ondate di demagogia ed il fenomeno dell'anti-casta;
sarebbe dunque oltremodo conveniente che il deputato potesse avere il dettaglio di spesa delle consumazioni, con specifica delle voci dei piatti consumati, così da poter essere esente da qualunque attacco pretestuoso e populistico,
invita, per le rispettive competenze, l'Ufficio di Presidenza e il Collegio dei Questori
a valutare l'opportunità di prevedere sulle consumazioni dei pasti presso il ristorante e la bouvette della Camera un unico rendiconto mensile con dettaglio delle voci consumate.
9/Doc. VIII, n. 6/65. Cavandoli.
La Camera,
premesso che:
il ristorante della Camera è riservato a parlamentari, in carica e non in carica, ai consiglieri parlamentari, ai giornalisti parlamentari, nonché ai relativi ospiti che il parlamentare intende portare con sé;
periodicamente, l'ondata anti-casta alimenta indignazione nell'opinione pubblica per i prezzi ridotti dei pasti consumati, seppure trattasi di fake news, stante l'equiparazione degli stessi ai costi normali;
il Collegio dei Questori è già intervenuto in risposta agli attacchi demagogici riducendo il contributo dell'amministrazione per singolo pasto e, più in generale, la spesa per ristorazione attraverso un accordo con Coldiretti per portare in tavola prodotti a chilometro zero;
la trasparenza è strumento fondamentale per contrastare le ondate di demagogia ed il fenomeno dell'anti-casta;
sarebbe dunque oltremodo conveniente che il deputato potesse avere il dettaglio di spesa delle consumazioni, con specifica delle voci dei piatti consumati, così da poter essere esente da qualunque attacco pretestuoso e populistico,
invita, per le rispettive competenze, l'Ufficio di Presidenza e il Collegio dei Questori
a valutare l'opportunità di adottare iniziative idonee a mettere a disposizione di ciascun deputato il dettaglio delle spese per consumazioni effettuate nelle strutture di ristorazione della Camera.
9/Doc. VIII, n. 6/65. (Testo modificato nel corso della seduta)Cavandoli.
La Camera,
premesso che:
la PEC, o Posta Elettronica Certificata, è uno strumento digitale che, rispetto alla posta elettronica tradizionale, garantisce valore legale e certezza delle comunicazioni, equiparandole alla raccomandata con ricevuta di ritorno;
l'importanza della PEC rispetto alla mail tradizionale, dunque, risiede nel fatto che l'invio e/o la ricezione di un messaggio di posta certificata è legalmente valido e fornendo prove di invio, ricezione e contenuto, certifica l'integrità e l'inalterabilità dei messaggi inviati e ricevuti;
molto spesso i deputati, nell'espletamento della propria attività istituzionale, necessitano di inviare documenti a enti pubblici o di esercitare il diritto di accesso civico agli atti della pubblica amministrazione;
invita, per le rispettive competenze, l'Ufficio di Presidenza e il Collegio dei Questori
a valutare l'opportunità di conferire ad ogni deputato un indirizzo di posta elettronica certificata.
9/Doc. VIII, n. 6/66. Cavandoli, Gusmeroli, Centemero, Sottanelli, De Bertoldi, Del Barba.
La Camera,
premesso che:
nell'ambito dell'azione amministrativa della Camera dei deputati assume una particolare rilevanza un processo di recupero ed efficientamento degli spazi, che ne assicuri un più idoneo utilizzo;
in relazione a tale processo appare prioritaria l'esigenza di garantire a ciascun deputato, anche in considerazione della riduzione del loro numero, un proprio ufficio, in cui svolgere le attività connesse all'esercizio del mandato parlamentare;
si potrebbe altresì valutare una migliore distribuzione delle postazioni di lavoro, in particolare cercando di alleggerire la pressione su Palazzo San Macuto, che peraltro ospita i consulenti delle Commissioni Bicamerali e di Inchiesta, i quali per poter svolgere nel miglior modo possibile le loro funzioni necessiterebbero di spazi consoni agli impieghi loro richiesti;
per le finalità sopra indicate potrebbe essere utile, in primo luogo, rivedere la destinazione degli spazi del Complesso di Vicolo Valdina, tenendo conto, tra l'altro, degli ulteriori uffici di cui i deputati titolari di incarico istituzionale dispongono negli altri Palazzi,
invita, per le rispettive competenze, l'Ufficio di Presidenza e il Collegio dei Questori
ad adottare ogni utile iniziativa volta a rivedere e ottimizzare l'utilizzo degli spazi disponibili, al fine di rispondere alle esigenze evidenziate in premessa.
9/Doc. VIII, n. 6/67. Pretto.
La Camera,
premesso che:
il cosiddetto «Allegato B» – elenco che racchiude professionalità a supporto dei Gruppi parlamentari – è stato oggetto, dalla sua nascita ad oggi, di ripetuti interventi da parte dell'Ufficio di Presidenza e del Collegio dei Questori nel corso delle diverse legislature;
la delibera n. 2/2018 del 26 aprile 2018 ha previsto, tra l'altro, la cessazione dell'elenco di cui all'Allegato B a decorrere dal 23 marzo 2028, trascurando il considerevole lavoro di supporto legislativo che i nominativi in esso contenuto da anni svolgono per i gruppi parlamentari e tralasciando il problema per molti di loro di ritrovarsi ancora lontani dall'età pensionabile e difficilmente ricollocabili in altri ambiti lavorativi;
proprio in virtù di tali criticità, l'Ufficio di Presidenza ed il Collegio dei Questori dell'attuale legislatura ha accolto, il 2 agosto 2023, l'Odg n. 9/Doc. VIII, n. 2/008 in merito alla possibilità di «adottare iniziative volte a valorizzare le competenze professionali acquisite dai soggetti iscritti all'Allegato B della delibera dell'Ufficio di Presidenza n. 227 del 2012 e a consolidarne la continuità occupazionale», e il 25 luglio 2024 l'odg n. 9/Doc. VIII, n. 4/013, in merito all'opportunità di «adottare adeguate iniziative volte a consolidare le competenze professionali dei soggetti iscritti nell'Allegato B, nell'ambito di una complessiva rivisitazione della disciplina dei dipendenti degli Allegati A e B»,
invita, per le rispettive competenze, l'Ufficio di Presidenza e il Collegio dei Questori
ad adottare le dovute iniziative per dare seguito agli impegni già assunti di cui in premessa.
9/Doc. VIII, n. 6/68. Cavandoli, Vinci, Bof, Caretta, Del Barba.
La Camera,
premesso che:
il cosiddetto «Allegato B» – elenco che racchiude professionalità a supporto dei Gruppi parlamentari – è stato oggetto, dalla sua nascita ad oggi, di ripetuti interventi da parte dell'Ufficio di Presidenza e del Collegio dei Questori nel corso delle diverse legislature;
la delibera n. 2/2018 del 26 aprile 2018 ha previsto, tra l'altro, la cessazione dell'elenco di cui all'Allegato B a decorrere dal 23 marzo 2028, trascurando il considerevole lavoro di supporto legislativo che i nominativi in esso contenuto da anni svolgono per i gruppi parlamentari e tralasciando il problema per molti di loro di ritrovarsi ancora lontani dall'età pensionabile e difficilmente ricollocabili in altri ambiti lavorativi;
proprio in virtù di tali criticità, l'Ufficio di Presidenza ed il Collegio dei Questori dell'attuale legislatura ha accolto, il 2 agosto 2023, l'Odg n. 9/Doc. VIII, n. 2/008 in merito alla possibilità di «adottare iniziative volte a valorizzare le competenze professionali acquisite dai soggetti iscritti all'Allegato B della delibera dell'Ufficio di Presidenza n. 227 del 2012 e a consolidarne la continuità occupazionale», e il 25 luglio 2024 l'odg n. 9/Doc. VIII, n. 4/013, in merito all'opportunità di «adottare adeguate iniziative volte a consolidare le competenze professionali dei soggetti iscritti nell'Allegato B, nell'ambito di una complessiva rivisitazione della disciplina dei dipendenti degli Allegati A e B»,
invita, per le rispettive competenze, l'Ufficio di Presidenza e il Collegio dei Questori
a provvedere prima possibile alla suddetta rivisitazione della disciplina dei dipendenti degli allegati A e B.
9/Doc. VIII, n. 6/68. (Testo modificato nel corso della seduta)Cavandoli, Vinci, Bof, Caretta, Del Barba.
La Camera,
premesso che:
ai sensi del Regolamento della Camera dei deputati, i Questori sovrintendono alle spese della Camera e predispongono il progetto di bilancio e il conto consuntivo;
il progetto di bilancio della Camera dei deputati per l'anno finanziario 2025, Doc. VIII, n. 6, è stato deliberato dall'Ufficio di Presidenza nelle riunioni dell'11 dicembre 2024 e dell'8 luglio 2025;
la tutela dell'ambiente e la progressiva eliminazione della plastica, in particolare quella monouso, sono obiettivi prioritari assunti a livello nazionale, europeo e globale;
la direttiva (UE) 2019/904 del Parlamento europeo e del Consiglio, recepita in Italia con il decreto legislativo 8 novembre 2021, n. 196, ha introdotto il divieto di commercializzazione di numerosi articoli in plastica monouso e ha promosso l'adozione di alternative ecologicamente sostenibili;
già con un ordine del giorno approvato nell'ambito del progetto di bilancio della Camera per l'anno 2018, è stato avviato dall'anno successivo un percorso significativo verso la riduzione della plastica, che ha comportato l'eliminazione delle bottiglie in PET nei locali della Camera, l'installazione di erogatori di acqua potabile collegati alla rete idrica e la fornitura di acqua in vetro durante le riunioni istituzionali;
permane tuttavia un utilizzo diffuso di plastica monouso in diversi contesti, tra cui i servizi interni di bar, buvette, mense, ristorazione e distributori automatici;
la Camera dei deputati può e deve continuare a costituire un esempio virtuoso di sostenibilità ambientale, promuovendo la progressiva eliminazione della plastica anche nei servizi affidati a soggetti esterni;
i capitolati d'appalto rappresentano uno strumento fondamentale per orientare le aziende fornitrici verso pratiche più sostenibili, nel rispetto dei criteri ambientali minimi (CAM) fissati dalla normativa vigente;
invita, per le rispettive competenze, l'Ufficio di Presidenza e il Collegio dei Questori
a proseguire e completare il percorso avviato nel 2019, promuovendo ogni misura utile per giungere all'eliminazione totale dell'uso di plastica da tutti i locali della Camera dei deputati, con particolare riferimento a:
bottiglie, contenitori e imballaggi in plastica presenti nei bar, buvette, mense, ristorazione e distributori automatici;
posate, piatti, bicchieri e ogni altro oggetto in plastica monouso utilizzato nei suddetti servizi;
nonché a disporre che nei relativi capitolati d'appalto per l'affidamento di servizi interni o concessioni, siano espressamente indicati obblighi chiari e vincolanti in materia di riduzione e sostituzione della plastica, affinché tutte le aziende appaltatrici o affidatarie siano tenute a conformarsi alle nuove disposizioni, mediante l'utilizzo di materiali alternativi compostabili, biodegradabili o riutilizzabili, nel rispetto della normativa vigente e dei CAM.
9/Doc. VIII, n. 6/69. Urzì.
La Camera,
premesso che:
lo spreco alimentare, oltre ad essere eticamente inaccettabile, determina rilevanti impatti sia sotto il profilo sociale ed economico, sia sotto quello ambientale;
per tali ragioni, la lotta allo spreco alimentare rappresenta una priorità riconosciuta a livello nazionale e internazionale, in coerenza con l'Agenda 2030 dell'ONU, che prevede di «dimezzare lo spreco alimentare pro capite globale al dettaglio e al consumo entro il 2030, nonché di ridurre le perdite alimentari lungo la catena di produzione e di approvvigionamento», e con la normativa nazionale di cui alla legge 19 agosto 2016, n. 166, che contiene disposizioni per la limitazione degli sprechi alimentari;
gli alimenti freschi non consumati nelle mense possono essere destinati a persone in difficoltà, attraverso la collaborazione con enti del terzo settore, associazioni di volontariato e organizzazioni caritative, garantendo la sicurezza alimentare e la tracciabilità dei prodotti donati;
la mensa della Camera dei deputati produce, quotidianamente, eccedenze alimentari che dovrebbero essere destinate a fini solidali,
invita, per le rispettive competenze, l'Ufficio di Presidenza e il Collegio dei Questori
ad adottare le opportune iniziative per garantire che le eccedenze alimentari fresche e non consumate della mensa della Camera siano donate a enti e associazioni caritative, attraverso appositi protocolli d'intesa, nel rispetto delle normative vigenti in materia di sicurezza e igiene alimentare.
9/Doc. VIII, n. 6/70. Rizzetto.
La Camera,
premesso che:
con deliberazione adottata il 4 ottobre 2022, n. 184, l'Ufficio di Presidenza della Camera dei deputati ha approvato una delibera recante «Disciplina dei collaboratori dei deputati e modifiche alla deliberazione dell'Ufficio di Presidenza 30 gennaio 2012, n. 185»;
la delibera del 4 ottobre 2022 prevede, in particolare, che i deputati possano essere assistiti, per le attività connesse all'esercizio del proprio mandato, da collaboratori scelti tra personale esterno all'Amministrazione della Camera dei deputati, esclusivamente per lo svolgimento di compiti di segreteria, di studio e ricerca, oppure di predisposizione di atti e documenti connessi all'esercizio del mandato parlamentare;
la delibera prevede altresì che il rapporto di lavoro tra il deputato e il collaboratore può essere di tipo subordinato, autonomo professionale ovvero di collaborazione coordinata e continuativa, che ha carattere fiduciario e intercorre esclusivamente e direttamente tra deputato e collaboratore, senza dare luogo ad alcun rapporto di impiego o di servizio con l'Amministrazione della Camera;
ai sensi della delibera, l'Amministrazione della Camera provvede al pagamento diretto del trattamento economico dei collaboratori, nonché all'assolvimento dei relativi oneri fiscali e previdenziali, avvalendosi di apposite dotazioni di spesa previste dal bilancio della Camera nonché di fondi tratti dal rimborso delle spese per l'esercizio del mandato di cui alla deliberazione dell'Ufficio di Presidenza 30 gennaio 2012, n. 185;
ciascun deputato può avvalersi di collaboratori a tempo pieno o parziale, optando per una serie di fasce retributive espressamente disciplinate dalla delibera dal 4 ottobre 2022;
qualora un deputato decida di non avvalersi di alcun collaboratore, il rimborso delle spese per l'esercizio del mandato viene percepito interamente, fermi restando gli obblighi di rendicontazione di cui alla deliberazione dell'Ufficio di Presidenza 30 gennaio 2012, n. 185;
la regolamentazione adottata colma la lacuna normativa esistente sino alla XVIII legislatura, ma resta lontana da quella adottata dai Parlamenti dei principali ordinamenti europei e dal Parlamento europeo, presso i quali esiste un fondo specifico e vincolato, adeguatamente finanziato,
la riduzione del numero dei parlamentari impone che siano implementati gli strumenti di supporto e lo staff dei collaboratori a disposizione di ciascun parlamentare;
dal confronto con le principali democrazie europee e col Parlamento europeo, appare distante la disponibilità di risorse messe a disposizione per tale funzione dalla Camera;
in Francia per i collaboratori dei parlamentari il Parlamento destina 10.581 euro al mese, in Germania 22.436, in Gran Bretagna 17.248, il Parlamento europeo 25.442,
invita, per le rispettive competenze, l'Ufficio di Presidenza e il Collegio dei Questori
e comunque nel rispetto del diritto alla riservatezza, ad adottare tutte le iniziative idonee finalizzate a:
a) integrare la scheda personale on-line di ciascun deputato con l'indicazione dei nominativi dei collaboratori accreditati per ciascun deputato, con facoltà di indicare la mail istituzionale di contatto e il curriculum vitae di ciascun collaboratore;
b) istituire, sul modello vigente presso il Parlamento europeo, un fondo vincolato e adeguatamente finanziato per la retribuzione dei collaboratori parlamentari, in modo tale che non vi siano legami tra le retribuzioni stesse e i rimborsi erogati ai deputati;
c) prevedere per il collaboratore accreditato una disciplina interna idonea a garantire:
1) la libertà di accesso e movimento presso tutte le sedi della Camera in una misura almeno pari a quella riconosciuta agli iscritti nel Registro dei rappresentati di interesse in forza della deliberazione dell'Ufficio di Presidenza dell'8 febbraio 2017;
2) la disponibilità di una postazione informatica dedicata e autonoma rispetto a quella di cui beneficia il deputato con cui si collabora.
9/Doc. VIII, n. 6/71. Magi.
La Camera,
premesso che:
con deliberazione adottata il 4 ottobre 2022, n. 184, l'Ufficio di Presidenza della Camera dei deputati ha approvato una delibera recante «Disciplina dei collaboratori dei deputati e modifiche alla deliberazione dell'Ufficio di Presidenza 30 gennaio 2012, n. 185»;
la delibera del 4 ottobre 2022 prevede, in particolare, che i deputati possano essere assistiti, per le attività connesse all'esercizio del proprio mandato, da collaboratori scelti tra personale esterno all'Amministrazione della Camera dei deputati, esclusivamente per lo svolgimento di compiti di segreteria, di studio e ricerca, oppure di predisposizione di atti e documenti connessi all'esercizio del mandato parlamentare;
la delibera prevede altresì che il rapporto di lavoro tra il deputato e il collaboratore può essere di tipo subordinato, autonomo professionale ovvero di collaborazione coordinata e continuativa, che ha carattere fiduciario e intercorre esclusivamente e direttamente tra deputato e collaboratore, senza dare luogo ad alcun rapporto di impiego o di servizio con l'Amministrazione della Camera;
ai sensi della delibera, l'Amministrazione della Camera provvede al pagamento diretto del trattamento economico dei collaboratori, nonché all'assolvimento dei relativi oneri fiscali e previdenziali, avvalendosi di apposite dotazioni di spesa previste dal bilancio della Camera nonché di fondi tratti dal rimborso delle spese per l'esercizio del mandato di cui alla deliberazione dell'Ufficio di Presidenza 30 gennaio 2012, n. 185;
ciascun deputato può avvalersi di collaboratori a tempo pieno o parziale, optando per una serie di fasce retributive espressamente disciplinate dalla delibera dal 4 ottobre 2022;
qualora un deputato decida di non avvalersi di alcun collaboratore, il rimborso delle spese per l'esercizio del mandato viene percepito interamente, fermi restando gli obblighi di rendicontazione di cui alla deliberazione dell'Ufficio di Presidenza 30 gennaio 2012, n. 185;
la regolamentazione adottata colma la lacuna normativa esistente sino alla XVIII legislatura, ma resta lontana da quella adottata dai Parlamenti dei principali ordinamenti europei e dal Parlamento europeo, presso i quali esiste un fondo specifico e vincolato, adeguatamente finanziato,
la riduzione del numero dei parlamentari impone che siano implementati gli strumenti di supporto e lo staff dei collaboratori a disposizione di ciascun parlamentare;
dal confronto con le principali democrazie europee e col Parlamento europeo, appare distante la disponibilità di risorse messe a disposizione per tale funzione dalla Camera;
in Francia per i collaboratori dei parlamentari il Parlamento destina 10.581 euro al mese, in Germania 22.436, in Gran Bretagna 17.248, il Parlamento europeo 25.442,
invita, per le rispettive competenze, l'Ufficio di Presidenza e il Collegio dei Questori
ferme restando le esigenze di trasparenza, tutela dei diritti personali e valorizzazione della professionalità dei collaboratori:
ad adottare misure per l'integrazione della scheda personale di ciascun deputato con l'indicazione dei nominativi dei collaboratori accreditati e per l'individuazione di una postazione informatica dedicata e autonoma rispetto a quella del deputato, compatibilmente con la verifica della disponibilità degli spazi;
a proseguire nell'approfondimento della posizione economica dei collaboratori dei deputati e delle relative misure finanziarie secondo linee di sostenibilità e semplificazione, nel senso di avviare un'istruttoria sulla materia all'esito del monitoraggio sugli effetti derivanti dall'applicazione della nuova disciplina introdotta ad inizio della legislatura;
con riferimento al regime di circolazione dei collaboratori, a rimettere al Comitato per la Sicurezza la valutazione in ordine ad una rivisitazione della disciplina per meglio contemperare l'esigenza di supporto funzionale, connessa al ruolo dei collaboratori rispetto all'esercizio del mandato parlamentare nell'ambito di una complessiva analisi volta anche a una semplificazione e razionalizzazione del tipo di accesso.
9/Doc. VIII, n. 6/71. (Testo modificato nel corso della seduta)Magi.
La Camera,
premesso che:
la deliberazione dell'Ufficio di Presidenza del 4 ottobre 2022, n. 184, «Disciplina dei collaboratori dei deputati e modifiche alla deliberazione dell'Ufficio di Presidenza 30 gennaio 2012, n. 185», ha disciplinato, a decorrere dal 13 ottobre 2022, la materia dei collaboratori dei deputati introducendo la possibilità, per i deputati stessi, di farsi assistere da collaboratori scelti tra personale esterno all'Amministrazione della Camera dei deputati, mediante la sottoscrizione di contratti individuati tra quelli di diritto comune, tra cui il rapporto di lavoro di tipo subordinato e il rapporto di collaborazione coordinata e continuativa;
nelle premesse della deliberazione è enunciato che «l'Amministrazione della Camera provveda al pagamento del trattamento economico spettante al collaboratore, gestendo anche gli adempimenti fiscali e previdenziali connessi al rapporto di lavoro o di collaborazione instaurato»;
tale principio viene ribadito con chiarezza in diverse disposizioni della deliberazione:
l'articolo 3, comma 1, dispone che, nell'ambito del conferimento dell'incarico al collaboratore individuato, il deputato «delega l'Amministrazione stessa per i conseguenti adempimenti fiscali e previdenziali»;
l'articolo 3, comma 5, prevede che «l'Amministrazione assume gli oneri amministrativi e finanziari, per conto del deputato»;
l'articolo 4, comma 1, dispone che «L'Amministrazione della Camera provvede al pagamento diretto del trattamento economico dei collaboratori, nonché all'assolvimento dei relativi oneri fiscali e previdenziali, secondo le indicazioni di ciascun deputato, a tal fine avvalendosi di apposite dotazioni di spesa previste dal bilancio della Camera»;
l'articolo 4, comma 4, sancisce che «Ferma restando la titolarità del rapporto di lavoro tra le parti contraenti, la responsabilità della Camera è limitata all'erogazione del trattamento economico, in base al contratto stipulato tra il deputato e il collaboratore, nonché all'assolvimento degli oneri fiscali e previdenziali»;
l'articolo 4, comma 2, dispone che «La retribuzione dei collaboratori ha luogo avvalendosi del rimborso delle spese per l'esercizio del mandato di cui alla deliberazione dell'Ufficio di Presidenza 30 gennaio 2012, n. 185» e che, a tal fine, ciascun deputato può optare per una delle ipotesi indicate dal medesimo comma, relative all'impiego a tempo pieno o parziale;
dalle menzionate ipotesi si evince con chiarezza il principio secondo cui la quota costituita dal rimborso delle spese per l'esercizio del mandato decurtata al deputato è da intendersi quale retribuzione netta mensile da corrispondere al collaboratore;
sin dall'entrata in vigore della suddetta disciplina, l'Amministrazione della Camera ha provveduto parzialmente all'assolvimento degli oneri fiscali, escludendo dal novero degli oneri a suo carico le addizionali regionali e comunali all'Irpef che, difatti, hanno gravato sulla retribuzione netta corrisposta ai collaboratori;
oltre a comportare una decurtazione della retribuzione netta dei collaboratori, tali modalità applicative si pongono in contrasto sia con le disposizioni che prevedono inequivocabilmente la responsabilità dell'Amministrazione della Camera al pieno assolvimento degli oneri fiscali, sia col principio testé richiamato, nella misura in cui all'assolvimento di parte degli oneri fiscali (addizionali regionali e comunali all'Irpef) si è provveduto avvalendosi di una parte della quota costituita dal rimborso delle spese per l'esercizio del mandato decurtata al deputato;
l'articolo 7, comma 1, della delibera dispone che «Il Collegio dei deputati Questori sovrintende all'attuazione della presente deliberazione e delibera in merito alle questioni connesse all'applicazione delle relative disposizioni»,
invita, per le rispettive competenze, l'Ufficio di Presidenza e il Collegio dei Questori
a garantire la corretta applicazione della «Disciplina dei collaboratori dei deputati e modifiche alla deliberazione dell'Ufficio di Presidenza 30 gennaio 2012, n. 185», invitando l'Amministrazione della Camera a provvedere, avvalendosi di apposite dotazioni di spesa previste dal bilancio della Camera, al pieno assolvimento degli oneri fiscali derivanti dai rapporti di lavoro di tipo subordinato e dai rapporti di collaborazione coordinata e continuativa instaurati tra i deputati e i collaboratori ai sensi della richiamata deliberazione, ivi comprese le addizionali regionali e comunali all'Irpef.
9/Doc. VIII, n. 6/72. Magi.
La Camera,
premesso che:
nell'ambito della più generale evoluzione delle politiche di bilancio verso criteri di maggiore equità, efficacia e trasparenza, e nel rispetto dell'articolo 38-septies della Legge di contabilità e finanza pubblica 31 dicembre 2009, n. 196, il bilancio di genere rappresenta uno strumento consolidato per valutare l'impatto delle decisioni di allocazione delle risorse finanziarie sulla condizione di donne e uomini, attivando meccanismi tesi a evidenziare pratiche potenzialmente discriminatorie e promuovendo una maggiore trasparenza della pubblica amministrazione;
a livello locale e nell'ambito delle pratiche di performance management di alcune amministrazioni pubbliche sono state avviate sperimentazioni e pratiche strutturate di bilancio di genere, mentre a livello nazionale l'applicazione dei princìpi di genere alla redazione del bilancio è un'attuazione relativamente recente. In entrambi i casi, il bilancio di genere ha costituito la base informativa per la promozione della parità di genere nelle politiche pubbliche;
la redazione del bilancio di genere da parte delle amministrazioni pubbliche rappresenta, pertanto, non solo un obbligo, ma anche una buona prassi da estendere alle istituzioni della rappresentanza democratica, a partire dal Parlamento. In tale ambito, la Camera dei deputati, quale organo costituzionale di indirizzo e controllo, è chiamata a svolgere un ruolo esemplare nella promozione della trasparenza e della rappresentatività nella gestione delle risorse pubbliche,
invita l'Ufficio di Presidenza e il Collegio dei Questori, per le rispettive competenze
a predisporre, già a partire dal rendiconto relativo all'esercizio finanziario 2025, un bilancio di genere della Camera dei deputati, articolato in sezioni dedicate all'analisi disaggregata per genere delle spese di personale, della formazione e di accesso ai servizi, evidenziando i divari di genere esistenti nell'ambito del personale, definendo strumenti metodologici adeguati e promuovendo tale iniziativa come buona prassi istituzionale.
9/Doc. VIII, n. 6/73. Ruffino, Bonetti.
La Camera,
premesso che:
nell'ambito della più generale evoluzione delle politiche di bilancio verso criteri di maggiore equità, efficacia e trasparenza, e nel rispetto dell'articolo 38-septies della Legge di contabilità e finanza pubblica 31 dicembre 2009, n. 196, il bilancio di genere rappresenta uno strumento consolidato per valutare l'impatto delle decisioni di allocazione delle risorse finanziarie sulla condizione di donne e uomini, attivando meccanismi tesi a evidenziare pratiche potenzialmente discriminatorie e promuovendo una maggiore trasparenza della pubblica amministrazione;
a livello locale e nell'ambito delle pratiche di performance management di alcune amministrazioni pubbliche sono state avviate sperimentazioni e pratiche strutturate di bilancio di genere, mentre a livello nazionale l'applicazione dei princìpi di genere alla redazione del bilancio è un'attuazione relativamente recente. In entrambi i casi, il bilancio di genere ha costituito la base informativa per la promozione della parità di genere nelle politiche pubbliche;
la redazione del bilancio di genere da parte delle amministrazioni pubbliche rappresenta, pertanto, non solo un obbligo, ma anche una buona prassi da estendere alle istituzioni della rappresentanza democratica, a partire dal Parlamento. In tale ambito, la Camera dei deputati, quale organo costituzionale di indirizzo e controllo, è chiamata a svolgere un ruolo esemplare nella promozione della trasparenza e della rappresentatività nella gestione delle risorse pubbliche,
invita l'Ufficio di Presidenza e il Collegio dei Questori, per le rispettive competenze
ad assumere tutte le iniziative utili per l'individuazione, la rilevazione, la valorizzazione e la piena pubblicità di indici e misure che, in rapporto all'attività amministrativa della Camera dei deputati, risultino significativi ai fini della valutazione della parità di genere.
9/Doc. VIII, n. 6/73. (Testo modificato nel corso della seduta)Ruffino, Bonetti.
La Camera,
premesso che:
con deliberazione adottata il 4 ottobre 2022, n. 184, l'Ufficio di Presidenza della Camera dei deputati ha approvato una delibera recante Disciplina dei collaboratori dei deputati e modifiche alla deliberazione dell'Ufficio di Presidenza 30 gennaio 2012, n. 185;
la delibera del 4 ottobre 2022 prevede, in particolare, che i deputati possano essere assistiti, per le attività connesse all'esercizio del proprio mandato, da collaboratori scelti tra personale esterno all'Amministrazione della Camera dei deputati, esclusivamente per lo svolgimento di compiti di segreteria, di studio e ricerca, oppure di predisposizione di atti e documenti connessi all'esercizio del mandato parlamentare;
la delibera prevede altresì che il rapporto di lavoro tra il deputato e il collaboratore può essere di tipo subordinato, autonomo professionale ovvero di collaborazione coordinata e continuativa, che ha carattere fiduciario e intercorre esclusivamente e direttamente tra deputato e collaboratore, senza dare luogo ad alcun rapporto di impiego o di servizio con l'Amministrazione della Camera;
ai sensi della delibera, l'Amministrazione della Camera provvede al pagamento diretto del trattamento economico dei collaboratori, nonché all'assolvimento dei relativi oneri fiscali e previdenziali, avvalendosi di apposite dotazioni di spesa previste dal bilancio della Camera nonché di fondi tratti dal rimborso delle spese per l'esercizio del mandato di cui alla deliberazione dell'Ufficio di Presidenza 30 gennaio 2012, n. 185;
ciascun deputato può avvalersi di collaboratori a tempo pieno o parziale, optando per una serie di fasce retributive espressamente disciplinate dalla delibera dal 4 ottobre 2022;
qualora un deputato decida di non avvalersi di alcun collaboratore, il rimborso delle spese per l'esercizio del mandato viene percepito interamente, fermi restando gli obblighi di rendicontazione di cui alla deliberazione dell'Ufficio di Presidenza 30 gennaio 2012, n. 185;
la regolamentazione adottata colma la lacuna normativa esistente sino alla XVIII legislatura, ma resta lontana da quella adottata dai Parlamenti dei principali ordinamenti europei e dal Parlamento europeo, presso i quali esiste un fondo specifico e vincolato, adeguatamente finanziato,
la riduzione del numero dei parlamentari impone che siano implementati gli strumenti di supporto e lo staff dei collaboratori a disposizione di ciascun parlamentare;
dal confronto con le principali democrazie europee e col Parlamento europeo, appare distante la disponibilità di risorse messe a disposizione per tale funzione dalla Camera;
in Francia per i collaboratori dei parlamentari il Parlamento destina 10.581 euro al mese, in Germania 22.436, in Gran Bretagna 17.248, il Parlamento europeo 25.442,
invita, per le rispettive competenze, l'Ufficio di Presidenza e il Collegio dei Questori
e comunque nel rispetto del diritto alla riservatezza, ad adottare tutte le iniziative idonee finalizzate a:
integrare la scheda personale on-line di ciascun deputato con l'indicazione dei nominativi dei collaboratori accreditati per ciascun deputato, con facoltà di indicare la mail istituzionale di contatto e il curriculum vitae di ciascun collaboratore;
istituire, sul modello vigente presso il Parlamento europeo, un fondo vincolato e adeguatamente finanziato per la retribuzione dei collaboratori parlamentari, in modo tale che non vi siano legami tra le retribuzioni stesse e i rimborsi erogati ai deputati;
prevedere per il collaboratore accreditato una disciplina interna idonea a garantire la libertà di accesso e movimento presso tutte le sedi della Camera in una misura almeno pari a quella riconosciuta agli iscritti nel Registro dei rappresentati di interesse in forza della deliberazione dell'Ufficio di Presidenza dell'8 febbraio 2017.
9/Doc. VIII, n. 6/74. Pastorella, Onori.
La Camera,
premesso che:
con deliberazione adottata il 4 ottobre 2022, n. 184, l'Ufficio di Presidenza della Camera dei deputati ha approvato una delibera recante Disciplina dei collaboratori dei deputati e modifiche alla deliberazione dell'Ufficio di Presidenza 30 gennaio 2012, n. 185;
la delibera del 4 ottobre 2022 prevede, in particolare, che i deputati possano essere assistiti, per le attività connesse all'esercizio del proprio mandato, da collaboratori scelti tra personale esterno all'Amministrazione della Camera dei deputati, esclusivamente per lo svolgimento di compiti di segreteria, di studio e ricerca, oppure di predisposizione di atti e documenti connessi all'esercizio del mandato parlamentare;
la delibera prevede altresì che il rapporto di lavoro tra il deputato e il collaboratore può essere di tipo subordinato, autonomo professionale ovvero di collaborazione coordinata e continuativa, che ha carattere fiduciario e intercorre esclusivamente e direttamente tra deputato e collaboratore, senza dare luogo ad alcun rapporto di impiego o di servizio con l'Amministrazione della Camera;
ai sensi della delibera, l'Amministrazione della Camera provvede al pagamento diretto del trattamento economico dei collaboratori, nonché all'assolvimento dei relativi oneri fiscali e previdenziali, avvalendosi di apposite dotazioni di spesa previste dal bilancio della Camera nonché di fondi tratti dal rimborso delle spese per l'esercizio del mandato di cui alla deliberazione dell'Ufficio di Presidenza 30 gennaio 2012, n. 185;
ciascun deputato può avvalersi di collaboratori a tempo pieno o parziale, optando per una serie di fasce retributive espressamente disciplinate dalla delibera dal 4 ottobre 2022;
qualora un deputato decida di non avvalersi di alcun collaboratore, il rimborso delle spese per l'esercizio del mandato viene percepito interamente, fermi restando gli obblighi di rendicontazione di cui alla deliberazione dell'Ufficio di Presidenza 30 gennaio 2012, n. 185;
la regolamentazione adottata colma la lacuna normativa esistente sino alla XVIII legislatura, ma resta lontana da quella adottata dai Parlamenti dei principali ordinamenti europei e dal Parlamento europeo, presso i quali esiste un fondo specifico e vincolato, adeguatamente finanziato,
la riduzione del numero dei parlamentari impone che siano implementati gli strumenti di supporto e lo staff dei collaboratori a disposizione di ciascun parlamentare;
dal confronto con le principali democrazie europee e col Parlamento europeo, appare distante la disponibilità di risorse messe a disposizione per tale funzione dalla Camera;
in Francia per i collaboratori dei parlamentari il Parlamento destina 10.581 euro al mese, in Germania 22.436, in Gran Bretagna 17.248, il Parlamento europeo 25.442,
invita, per le rispettive competenze, l'Ufficio di Presidenza e il Collegio dei Questori
ferme restando le esigenze di trasparenza, tutela dei diritti personali e valorizzazione della professionalità dei collaboratori:
ad adottare misure per l'integrazione della scheda personale di ciascun deputato con l'indicazione dei nominativi dei collaboratori accreditati e per l'individuazione di una postazione informatica dedicata e autonoma rispetto a quella del deputato, compatibilmente con la verifica della disponibilità degli spazi;
a proseguire nell'approfondimento della posizione economica dei collaboratori dei deputati e delle relative misure finanziarie secondo linee di sostenibilità e semplificazione, nel senso di avviare un'istruttoria sulla materia all'esito del monitoraggio sugli effetti derivanti dall'applicazione della nuova disciplina introdotta ad inizio della legislatura;
con riferimento al regime di circolazione dei collaboratori, a rimettere al Comitato per la Sicurezza la valutazione in ordine ad una rivisitazione della disciplina per meglio contemperare l'esigenza di supporto funzionale, connessa al ruolo dei collaboratori rispetto all'esercizio del mandato parlamentare nell'ambito di una complessiva analisi volta anche a una semplificazione e razionalizzazione del tipo di accesso.
9/Doc. VIII, n. 6/74. (Testo modificato nel corso della seduta)Pastorella, Onori.
La Camera,
premesso che:
con deliberazione dell'Ufficio di Presidenza 26 marzo 2024, n. 83, la Camera dei deputati ha istituito la società in house CD-Servizi S.p.A. con la finalità di innalzare la qualità dei servizi resi in favore della Camera dei deputati medesima e di migliorare le condizioni di lavoro del personale addetto rispetto a quello delle ditte appaltatrici esterne nell'erogazione di tali servizi;
la CD-Servizi S.p.A. ha avviato positivamente la propria attività, consapevole di dover proseguire questa tendenza garantendo un ulteriore miglioramento delle condizioni di lavoro del personale addetto ai servizi, anche in termini di stabilità, di incremento del parametro orario e di conseguente miglioramento delle retribuzioni;
si è conclusa la prima fase contrattuale tra la CD-Servizi S.p.A. e le organizzazioni sindacali che ha condotto all'adozione, a partire dal prossimo settembre, di diverse misure migliorative,
invita i competenti organi di direzione politica
a formulare nei confronti della CD-Servizi S.p.A. un indirizzo affinché sia proseguito il percorso già intrapreso di miglioramento delle condizioni di lavoro dei dipendenti addetti, di una loro valorizzazione e responsabilizzazione con l'adozione graduale di misure ulteriori, anche previo confronto con le organizzazioni sindacali.
9/Doc. VIII, n. 6/75. Rampelli.
La Camera,
premesso che:
con deliberazione dell'Ufficio di Presidenza 26 marzo 2024, n. 83, la Camera dei deputati ha istituito la società in house CD-Servizi S.p.A. con la finalità di innalzare la qualità dei servizi resi in favore della Camera dei deputati medesima e di migliorare le condizioni di lavoro del personale addetto rispetto a quello delle ditte appaltatrici esterne nell'erogazione di tali servizi;
la CD-Servizi S.p.A. ha avviato positivamente la propria attività, consapevole di dover proseguire questa tendenza garantendo un ulteriore miglioramento delle condizioni di lavoro del personale addetto ai servizi, anche in termini di stabilità, di incremento del parametro orario e di conseguente miglioramento delle retribuzioni;
si è conclusa la prima fase contrattuale tra la CD-Servizi S.p.A. e le organizzazioni sindacali che ha condotto all'adozione, a partire dal prossimo settembre, di diverse misure migliorative,
invita i competenti organi di direzione politica
a confermare gli indirizzi già formulati nei confronti di CD-Servizi S.p.A. al fine di adottare misure di miglioramento delle condizioni di lavoro dei dipendenti previo confronto con le organizzazioni sindacali in un quadro di sostenibilità finanziaria valutando in particolar modo la possibilità di una estensione ulteriore del parametro orario e dei rapporti di lavoro a tempo pieno.
9/Doc. VIII, n. 6/75. (Testo modificato nel corso della seduta)Rampelli.