Camera dei deputati

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Resoconto dell'Assemblea

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XIX LEGISLATURA

Allegato A

Seduta di Giovedì 2 ottobre 2025

COMUNICAZIONI

Missioni valevoli
nella seduta del 2 ottobre 2025.

  Albano, Ascani, Bagnai, Barbagallo, Barelli, Battistoni, Bellucci, Benvenuto, Bicchielli, Bignami, Bitonci, Bonetti, Boschi, Braga, Brambilla, Calderone, Cappellacci, Carloni, Casasco, Cavandoli, Cecchetti, Centemero, Cesa, Cirielli, Colosimo, Alessandro Colucci, Sergio Costa, D'Alessio, Deidda, Delmastro Delle Vedove, Donzelli, Fassino, Ferrante, Ferro, Foti, Frassinetti, Freni, Gardini, Gava, Gebhard, Gemmato, Giachetti, Giglio Vigna, Giorgetti, Gribaudo, Grippo, Guerini, Gusmeroli, Leo, Lollobrigida, Lomuti, Lucaselli, Lupi, Maccari, Magi, Mangialavori, Maschio, Mazzi, Meloni, Michelotti, Minardo, Molinari, Mollicone, Molteni, Morrone, Mulè, Nordio, Orsini, Osnato, Nazario Pagano, Pichetto Fratin, Pietrella, Pizzimenti, Polidori, Prisco, Rampelli, Riccardo Ricciardi, Richetti, Rixi, Rizzetto, Roccella, Romano, Rotelli, Scerra, Schullian, Semenzato, Siracusano, Speranza, Sportiello, Stefani, Tajani, Trancassini, Traversi, Tremonti, Vaccari, Varchi, Vinci, Zanella, Zoffili, Zucconi.

Annunzio di proposte di legge.

  In data 1° ottobre 2025 sono state presentate alla Presidenza le seguenti proposte di legge d'iniziativa dei deputati:

   GIRELLI: «Disposizioni per agevolare l'accompagnamento delle persone malate da parte di familiari e amici nello svolgimento di attività diagnostiche e terapeutiche fuori del luogo di residenza» (2636);

   MATTEONI ed altri: «Disposizioni per l'istituzione di spazi adibiti all'allattamento dei neonati presso istituti e luoghi della cultura» (2637).

  Saranno stampate e distribuite.

Adesione di deputati a proposte di legge.

  La proposta di legge TORTO ed altri: «Istituzione di un fondo per il finanziamento di interventi per la sicurezza della viabilità nei piccoli comuni» (1484) è stata successivamente sottoscritta dal deputato Ferrara.

Assegnazione di progetti di legge
a Commissioni in sede referente.

  A norma del comma 1 dell'articolo 72 del Regolamento, i seguenti progetti di legge sono assegnati, in sede referente, alle sottoindicate Commissioni permanenti:

   I Commissione (Affari costituzionali):

  PROPOSTA DI LEGGE COSTITUZIONALE CASTIGLIONE: «Modifiche allo Statuto della Regione siciliana» (2176) Parere delle Commissioni II, III, V, VI, VIII, IX, X, XIII, XIV e della Commissione parlamentare per le questioni regionali.

   II Commissione (Giustizia):

  BIGNAMI ed altri: «Modifiche all'articolo 335 del codice di procedura penale in materia di iscrizione nel registro delle notizie di reato» (2485) Parere della I Commissione.

   VI Commissione (Finanze):

  DALLA CHIESA e DEBORAH BERGAMINI: «Modifiche al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, per la riduzione dell'aliquota dell'imposta sul valore aggiunto relativa ai prodotti per l'alimentazione degli animali da compagnia e alle prestazioni veterinarie e per l'esenzione dalla medesima imposta per i medicinali veterinari» (2515) Parere delle Commissioni I, V, XII, XIII e XIV.

   XI Commissione (Lavoro):

  BARZOTTI ed altri: «Istituzione di un fondo pensione pubblico di previdenza complementare» (2108) Parere delle Commissioni I, II, V, VI (ex articolo 73, comma 1-bis, del Regolamento, per gli aspetti attinenti alla materia tributaria), VII, VIII e X.

   XII Commissione (Affari sociali):

  MANES: «Istituzione della Giornata nazionale di sensibilizzazione sul tumore al seno metastatico e altre disposizioni per la prevenzione e la diagnosi precoce della malattia» (2546) Parere delle Commissioni I, II, V, VII e della Commissione parlamentare per le questioni regionali.

Trasmissione dal Dipartimento per gli affari europei della Presidenza del Consiglio dei ministri.

  Il Dipartimento per gli affari europei della Presidenza del Consiglio dei ministri, con lettera in data 1° ottobre 2025, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 6, commi 4 e 5, della legge 24 dicembre 2012, n. 234, la relazione, predisposta dall'Istituto nazionale di statistica (ISTAT), in merito alla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alle statistiche europee sulla pesca e sull'acquacoltura e che abroga i regolamenti (CE) n. 1921/2006, (CE) n. 762/2008, (CE) n. 216/2009, (CE) n. 217/2009 e (CE) n. 218/2009 (COM(2025) 435 final), accompagnata dalla tabella di corrispondenza tra le disposizioni della proposta e le norme nazionali vigenti.

  Questa relazione è trasmessa alla XIII Commissione (Agricoltura) e alla XIV Commissione (Politiche dell'Unione europea).

Annunzio di progetti di atti
dell'Unione europea.

  La Commissione europea, in data 1° ottobre 2025, ha trasmesso, in attuazione del Protocollo sul ruolo dei Parlamenti allegato al Trattato sull'Unione europea, i seguenti progetti di atti dell'Unione stessa, nonché atti preordinati alla formulazione degli stessi, che sono assegnati alle sottoindicate Commissioni, con il parere della XIV Commissione (Politiche dell'Unione europea):

   Proposta di decisione di esecuzione del Consiglio che modifica la decisione di esecuzione (UE) 2024/1447 relativa all'approvazione della valutazione del piano per l'Ucraina (COM(2025) 537 final), che è assegnata in sede primaria alla III Commissione (Affari esteri);

   Relazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio – Relazione annuale al Parlamento europeo e al Consiglio sulle operazioni di aiuto umanitario finanziate nel 2024 (COM(2025) 562 final), corredata dei relativi allegati (COM(2025) 562 final – Annexes 1 to 3), che è assegnata in sede primaria alla III Commissione (Affari esteri);

   Proposta di decisione del Consiglio relativa alla posizione da adottare a nome dell'Unione riguardo alla decisione dei partecipanti all'intesa settoriale sui crediti all'esportazione per gli aeromobili civili in merito alla classificazione del rischio dei debitori nelle operazioni «de minimis» riguardanti aeromobili agricoli (COM(2025) 582 final), corredata del relativo allegato (COM(2025) 582 final – Annex), che è assegnata in sede primaria alla III Commissione (Affari esteri);

   Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo a norma dell'articolo 294, paragrafo 6, del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea riguardante la posizione del Consiglio in vista dell'adozione di un regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alle statistiche europee sulla popolazione e sulle abitazioni, recante modifica del regolamento (CE) n. 862/2007 e abrogazione dei regolamenti (CE) n. 763/2008 e (UE) n. 1260/2013 (COM(2025) 592 final), che è assegnata in sede primaria alla I Commissione (Affari costituzionali);

   Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo a norma dell'articolo 294, paragrafo 6, del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea riguardante la posizione del Consiglio in merito all'adozione di una direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio su determinate decisioni di ritiro della patente di guida (COM(2025) 626 final), che è assegnata in sede primaria alla IX Commissione (Trasporti);

   Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo a norma dell'articolo 294, paragrafo 6, del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea riguardante la posizione del Consiglio in merito all'adozione di una direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio concernente la patente di guida (COM(2025) 629 final), che è assegnata in sede primaria alla IX Commissione (Trasporti);

   Raccomandazione della Commissione del 30.9.2025 sull'aumento della disponibilità di conti di risparmio e investimento con trattamento fiscale semplificato e vantaggioso (C(2025) 800 final), che è assegnata in sede primaria alla VI Commissione (Finanze).

  Il Dipartimento per le politiche europee della Presidenza del Consiglio dei ministri, in data 1° ottobre 2025, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 6, commi 1 e 2, della legge 24 dicembre 2012, n. 234, progetti di atti dell'Unione europea, nonché atti preordinati alla formulazione degli stessi.
  Questi atti sono assegnati, ai sensi dell'articolo 127 del Regolamento, alle Commissioni competenti per materia, con il parere, se non già assegnati alla stessa in sede primaria, della XIV Commissione (Politiche dell'Unione europea).
  Con la predetta comunicazione, il Governo ha inoltre richiamato l'attenzione sulla Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce il programma «AgoraEU» per il periodo 2028-2034 e che abroga i regolamenti (UE) 2021/692 e (UE) 2021/818 (COM(2025) 550 final), già trasmessa dalla Commissione europea e assegnata alle competenti Commissioni, ai sensi dell'articolo 127 del Regolamento.

Trasmissione di documenti connessi
ad atti dell'Unione europea.

  Il Dipartimento per gli affari europei della Presidenza del Consiglio dei ministri, in data 1° ottobre 2025, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 4, commi 3 e 6, della legge 24 dicembre 2012, n. 234, relazioni predisposte dalla Rappresentanza permanente d'Italia presso l'Unione europea, riferite al periodo dal 16 al 30 settembre 2025.

  Questi documenti sono trasmessi alla XIV Commissione (Politiche dell'Unione europea) e alle Commissioni competenti per materia.

Trasmissione dall'Autorità
di regolazione dei trasporti.

  Il Presidente dell'Autorità di regolazione dei trasporti, con lettera in data 1° ottobre 2025, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 37, comma 5, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, la relazione sull'attività svolta dalla medesima Autorità, aggiornata al 30 giugno 2025 (Doc. CCXVI, n. 3).

  Questa relazione è trasmessa alla VIII Commissione (Ambiente) e alla IX Commissione (Trasporti).

Atti di controllo e di indirizzo.

  Gli atti di controllo e di indirizzo presentati sono pubblicati nell'Allegato B al resoconto della seduta odierna.

COMUNICAZIONI DEL GOVERNO SUI RECENTI SVILUPPI
DELLA SITUAZIONE NELLA STRISCIA DI GAZA

Risoluzioni

   La Camera,

   udite le comunicazioni del Governo,

   premesso che:

    1) l'Amministrazione degli Stati Uniti ha predisposto un piano di pace per il Vicino Oriente che ha trovato il consenso di molti Paesi Arabi, di Israele, dell'Autorità Nazionale Palestinese e della maggior parte delle nazioni europee,

impegna il Governo

1) a compiere ogni attività utile a sostenere e favorire l'iniziativa di pace messa in campo dagli USA, che oggi costituisce l'unica prospettiva realistica per porre fine ad un conflitto sanguinoso.
(6-00199) «Bignami, Molinari, Barelli, Lupi, Richetti, Marattin».


   La Camera,

   premesso che,

    1) richiamiamo le premesse e gli impegni delle mozioni n. 1-00432 dei 21 maggio scorso e n. 1-00465 del 17 luglio scorso:

    2) all'80a Assemblea generale delle Nazioni Unite, appena conclusasi, la questione palestinese è tornata al centro dell'attenzione mondiale, portando all'ufficializzazione del riconoscimento dello Stato di Palestina anche da parte di Francia, Regno Unito, Canada, Australia, Portogallo. Belgio e San Marino. Ad oggi, la Palestina è riconosciuta da oltre 150 paesi dei 193 membri delle Nazioni Unite;

    3) come ribadito dalla stragrande maggioranza dei leader, anche europei, intervenuti all'Assemblea Onu, il riconoscimento dello Stato di Palestina non è solo un atto di giustizia storica e dall'altissimo valore politico in questo momento, ma un passo fondamentale verso la realizzazione della soluzione a due Stati, che è la chiave per una pace duratura tra israeliani e palestinesi;

    4) la recente Conferenza di alto livello sulla soluzione a due Stati, convocata dalla Francia e dall'Arabia Saudita durante l'Assemblea Onu, con l'assenza significativa degli Stati Uniti, ha rappresentato un momento importante per continuare a chiedere con forza un cessate il fuoco immediato, un accesso umanitario sicuro e senza restrizioni a Gaza, la liberazione senza condizioni di tutti gli ostaggi ancora nelle mani di Hamas e la fine dell'occupazione e della violenza in Cisgiordania, nonché un forte impulso a rilanciare una soluzione diplomatica, perché la costruzione di una pace giusta in Medio Oriente non può essere più rinviata;

    5) il Governo israeliano ha recentemente approvato un ulteriore progetto di insediamento nei territori occupati palestinesi, denominato E1, che comprometterebbe la continuità territoriale della Cisgiordania, isolando Gerusalemme Est e rendendo di fatto impossibile la realizzazione di uno Stato palestinese contiguo. Vari esponenti del Governo israeliano hanno rilasciato dichiarazioni favorevoli all'annessione unilaterale della Cisgiordania, misura che viola il diritto internazionale e il principio di autodeterminazione del popolo palestinese e in data 23 luglio 2025 la Knesset ha approvato una mozione che invita il governo israeliano ad applicare la sovranità israeliana sulla Cisgiordania, inclusa la Valle del Giordano, segnando un ulteriore passo politico verso l'annessione. Esprimiamo la massima indignazione per le parole del Ministro israeliano delle Finanze, Bezalel Smotrich, secondo cui «Gaza è una miniera d'oro immobiliare» e sono «già avviati i negoziati con gli Usa per la spartizione»;

    6) richiamiamo quanto ribadito dal Presidente dell'Autorità Palestinese Abu Mazen, e condiviso da tutti i leader che hanno partecipato alla Conferenza, secondo cui «Hamas non avrà alcun ruolo nella governance palestinese. Consegni le sue armi all'Autorità Nazionale Palestinese. Chiediamo un cessate il fuoco immediato. Dobbiamo far arrivare gli aiuti a Gaza. Abbiamo bisogno del rilascio degli ostaggi»;

    7) la «Commissione internazionale indipendente delle Nazioni Unite d'inchiesta sul territorio palestinese occupato, compresa Gerusalemme Est e Israele», istituita nel 2021 con una risoluzione del Consiglio dei diritti umani, ha presentato lo scorso 16 settembre un rapporto, basato su indagini approfondite e analisi giuridiche delle violazioni commesse dalle autorità israeliane, in cui afferma che a Gaza è in corso un genocidio:

    8) dopo mesi di inazione, la Commissione europea ha presentato una proposta, pur parziale, di misure nei confronti di Israele che prevedono la sospensione di parti dell'Accordo di Associazione Ue-Israele riguardo alcune disposizioni commerciali, sanzioni personali contro i terroristi di Hamas, i ministri israeliani estremisti e i coloni violenti che agiscono in Cisgiordania;

    9) seguiamo con attenzione il negoziato di queste ore sull'iniziativa diplomatica degli Stati Uniti; al di là della valutazione dei singoli aspetti del piano, auspichiamo che si giunga al più presto a un accordo per porre fine alle atrocità e ai crimini commessi dal Governo israeliano a Gaza e in Cisgiordania;

    10) la Global Sumud Flotilla una delle più grandi e ambiziose missioni civili mai organizzate, pacifica e non violenta, che coinvolge delegazioni di attivisti e volontari di oltre 44 Paesi, con l'obiettivo di aprire un corridoio umanitario permanente, fornendo aiuti vitali alla popolazione palestinese deliberatamente affamata dall'assedio israeliano dopo aver subito le minacce del Governo israeliano e le accuse inaccettabili della nostra Presidente del Consiglio, essere stata oggetto di atti di pirateria internazionale su cui chiediamo che indaghi una commissione indipendente delle Nazioni Unite, è stata illegittimamente fermata in acque internazionali dall'esercito israeliano, che attua un blocco navale illegale di fronte alla Striscia di Gaza,

impegna il Governo:

   1) a riconoscere la Palestina quale Stato democratico e sovrano entro i confini del 1967 e con Gerusalemme quale capitale condivisa, che conviva in pace, sicurezza e prosperità accanto allo Stato di Israele, con la piena assunzione del reciproco impegno a garantire ai cittadini di vivere in sicurezza al riparo da ogni violenza e da atti di terrorismo, al fine di preservare nell'ambito del rilancio del Processo di Pace la prospettiva dei «due popoli, due Stati»;

   2) a sostenere, in tutte le sedi internazionali e multilaterali, a partire dal negoziato che si è aperto intorno alla proposta di tregua avanzata dagli USA, ogni iniziativa volta a esigere un immediato cessate il fuoco, la liberazione incondizionata degli ostaggi israeliani ancora nelle mani di Hamas, la protezione della popolazione civile di Gaza, la fine dell'occupazione illegale dei territori in Cisgiordania, la liberazione dei prigionieri palestinesi illegittimamente detenuti, il pieno afflusso di aiuti umanitari continui, rapidi, sicuri e senza restrizioni all'interno della Striscia, il pieno rispetto del diritto internazionale umanitario;

   3) a sostenere in sede europea l'adozione di sanzioni nei confronti del Governo israeliano per la sistematica violazione del diritto internazionale e del diritto internazionale umanitario e nei confronti dei coloni responsabili delle violenze in Cisgiordania, inclusa la sospensione dell'accordo di associazione EU-Israele, per le ripetute violazioni dell'articolo 2 del suddetto accordo da parte del Governo israeliano e la violazione delle fondamentali regole dello stato di diritto in atto, come denunciato dalle forze di opposizione israeliane;

   4) a promuovere l'embargo totale di armi da e verso Israele, e sospendere qualsiasi forma di cooperazione militare a partire dal Memorandum d'intesa tra il Governo italiano e il Governo dello Stato di Israele, inclusa la fornitura, l'acquisto e il trasferimento di armamenti e tecnologie, compresi quelli da e verso paesi terzi;

   5) a intraprendere tutte le azioni necessarie, in ambito nazionale e internazionale, per garantire piena protezione, il rispetto dei diritti e dell'incolumità degli attivisti della Global Sumud Flotilla; a lavorare affinché i corridoi via terra richiesti dalle organizzazioni umanitarie, come Music for peace, possano consentire agli aiuti di raggiungere Gaza in tempi certi e in piena integrità; ad attivarsi sul piano politico e diplomatico per l'apertura di un corridoio umanitario permanente che consenta il pieno afflusso di aiuti alla Striscia;

   6) a sostenere, in tutti i consessi europei ed internazionali, la legittimità della Corte Penale Internazionale e a dare piena attuazione ai suoi mandati di arresto, in linea con la normativa italiana di adeguamento allo Statuto di Roma e in virtù del previsto obbligo di cooperazione da parte degli Stati membri.
(6-00200) «Bonelli, Conte, Schlein, Fratoianni, Zanella, Riccardo Ricciardi, Braga, Provenzano».


   La Camera,

   udite le comunicazioni del Governo,

impegna il Governo:

   1) a lavorare perché il piano Blair per Gaza, condiviso dalla Casa Bianca e da molti Paesi arabi ed europei, sia accolto dalle parti con la costituzione di un'Autorità internazionale che gestisca transitoriamente Gaza liberando gli ostaggi, disarmando Hamas, esiliando i suoi leader, allontanando del tutto dal proprio territorio le forze armate israeliane e dando una concreta speranza agli abitanti della Striscia dopo anni di terrore;

   2) a lavorare per la completa attuazione degli accordi di Abramo promuovendo il massimo protagonismo, politico ed economico, dei paesi della Lega Araba;

   3) a lavorare per il pieno riconoscimento del diritto all'esistenza di Israele da parte di tutti i Paesi della regione e per il pieno riconoscimento dello Stato di Palestina da parte di Israele e di tutta la Comunità Internazionale secondo il principio «due popoli, due Stati»;

   4) a lavorare per porre al centro del dibattito di politica estera anche i teatri di guerra di cui si parla meno a cominciare dal massacro delle popolazioni cristiane in alcuni Paesi africani e delle popolazioni musulmane in Birmania;

   5) a garantire il rispetto dei diritti costituzionali dei cittadini italiani fermati in queste ore dalle autorità israeliane a seguito della missione Flottilla e a garantire il rispetto dei diritti costituzionali dei cittadini bloccati dalle manifestazioni di queste ore nelle stazioni e nelle piazze italiane.
(6-00201) «Boschi, Bonifazi, Del Barba, Faraone, Gadda, Giachetti, Della Vedova».


   La Camera,

   udite le comunicazioni del Governo,

   premesso che:

    1) il conflitto nella Striscia di Gaza, riesploso con intensità dal 7 ottobre 2023 a seguito degli attacchi terroristici di Hamas contro inermi cittadini israeliani, con un bilancio di 1.400 morti, tra civili e militari, oltre a 251 ostaggi deportati verso la Striscia di Gaza, ha innescato una spirale di violenza che ha provocato migliaia di vittime civili, stupri, torture e trattamenti inumani e degradanti, distruzione diffusa e un drammatico scenario umanitario a Gaza e, al contempo, ha determinato una condizione di perenne insicurezza e minaccia nella popolazione israeliana;

    2) gli attacchi terroristici di Hamas contro civili e militari israeliani, il continuo utilizzo della popolazione di Gaza come scudo umano, la persecuzione di ogni forma di dissenso interno, la sommaria esecuzione di chiunque sia sospettato di collaborare con Israele e le razzie degli aiuti umanitari diretti alla popolazione civile, sono tutti aspetti che hanno confermato ancora una volta la natura oppressiva e violenta di quel movimento, che mantiene in ostaggio non solo cittadini israeliani, ma lo stesso popolo gazawi;

    3) nel corso della Conferenza delle Nazioni Unite del 29 luglio 2025, la Lega Araba, composta da 22 membri tra i quali figurano anche Qatar, Egitto e Arabia Saudita, ha appoggiato una dichiarazione congiunta il cui scopo è quello di giungere ad una pacificazione nella regione, alla costituzione di uno Stato palestinese sovrano ed indipendente e alla condanna di Hamas per gli attacchi del 7 ottobre 2023, costituendo la base per un protagonismo costruttivo dei Paesi arabi moderati, nel sostegno alla transizione della Striscia di Gaza e nel rilancio del processo politico;

    4) per la prima volta in assoluto, i Paesi della Lega Araba, oltre a condannare inequivocabilmente il brutale attacco di Hamas del 7 ottobre 2023 nei confronti di Israele, hanno lanciato un appello affinché Hamas ceda le armi e rinunci al potere nella Striscia di Gaza, liberando gli ostaggi ancora vivi e restituendo i corpi di quelli uccisi. L'appello della Lega Araba afferma testualmente: «Condanniamo gli attacchi commessi da Hamas contro i civili il 7 ottobre 2023. Nel contesto della fine della guerra a Gaza. Hamas deve cessare di governare il territorio e consegnare le armi all'Autorità Palestinese, con l'impegno e il sostegno della comunità internazionale. La governance, l'applicazione della legge e la sicurezza in tutto il territorio palestinese devono essere di esclusiva competenza dell'Autorità Nazionale Palestinese, con un adeguato sostegno internazionale»;

    5) il Governo italiano ha sempre condannato le responsabilità di Hamas nell'innesco del conflitto e ha riconosciuto il diritto di Israele di difendersi e di reagire agli attacchi terroristici, pur evidenziando – come sottolineato dal Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni davanti all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite – che la reazione israeliana non avrebbe dovuto tradursi in violazioni del diritto internazionale umanitario. Le operazioni militari, per estensione e modalità, hanno oltrepassato il principio di proporzionalità;

    6) il piano di pace americano, che riprende in molte parti quello proposto dai Paesi arabi, e che ha già trovato l'assenso di Israele, dell'Autorità Nazionale Palestinese e di molti Paesi della regione, oltre che dei nostri Partner europei, è la prima vera possibilità concreta per mettere fine alle sofferenze dei due popoli. Su questo occorre dunque mettere da parte le divisioni e i pregiudizi; è necessario profondere ogni sforzo per sostenerlo. Auspichiamo che Hamas si pronunci positivamente al più presto, ponendo così fine all'immane tragedia cominciata esattamente due anni fa. In caso di rifiuto il dramma del popolo palestinese potrebbe aggravarsi ulteriormente;

    7) il Governo italiano, in coerenza con la sua storica posizione, ha condannato le violazioni del diritto internazionale umanitario durante gli attacchi nella Striscia e ha espresso contrarietà a qualsiasi ipotesi di annessione, totale o parziale, di Gaza o della Cisgiordania, cosi come all'espansione degli insediamenti ebraici in Cisgiordania, ritenendoli un ostacolo concreto al processo di pace. La sicurezza di Israele e le legittime aspirazioni del popolo palestinese possono essere garantite solo attraverso il negoziato, e non con azioni unilaterali che rischiano di aggravare tensioni e instabilità nella regione;

    8) la situazione umanitaria nella Striscia di Gaza resta molto critica, con una popolazione civile stremata dalle operazioni militari, dall'ancora troppo lenta e insufficiente distribuzione dei rifornimenti e dalla carenza di beni essenziali; per tale ragione il Ministro degli Esteri Antonio Tajani ha intensificato i contatti diplomatici con Israele, con l'Autorità Nazionale Palestinese e con i principali partner regionali, come Egitto, Giordania e Qatar, per facilitare il passaggio e la distribuzione degli aiuti;

    9) l'Italia è stata tra i primi Paesi al mondo ad attivarsi con programmi umanitari strutturati a sostegno della popolazione palestinese di Gaza, a partire dall'invio della nave Vulcano, attrezzata a garantire assistenza sanitaria in loco. L'iniziativa «Food for Gaza», varata con l'obiettivo di garantire forniture di beni di prima necessità e assistenza diretta alla popolazione civile, si è rivelata uno dei pochissimi strumenti efficaci per far pervenire alla popolazione bisognosa una quantità significativa di aiuti. Ciò ha comportato ovviamente una costante interlocuzione fra la Farnesina e i governi di Israele, Egitto, Giordania e Autorità Palestinese, oltre alle Agenzie del Polo onusiano a Roma. Ci siamo distinti come primo Paese non musulmano e primo Paese occidentale per numero di cittadini palestinesi accolti, in particolare bambini che necessitavano di cure mediche urgenti e studenti che potranno ora riprendere gli studi universitari nei nostri atenei. Investire nella loro formazione equivale a investire nel futuro dello Stato palestinese. Da ultimo lunedì 29 settembre abbiamo accolto altri 15 bambini con i loro 65 familiari, giunti a Roma, Lecce, Pisa e Verona con voli dell'Aeronautica militare. Inoltre il 1° ottobre è arrivato in Italia un ulteriore gruppo di 72 palestinesi, tra casi umanitari, studenti e ricongiungimenti familiari;

    10) nel discorso sullo Stato dell'Unione del 10 settembre 2025, la Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha annunciato l'intenzione di proporre un pacchetto di misure volte a sospendere parte degli accordi commerciali con Israele e di sanzioni mirate contro alcuni esponenti governativi e altre figure responsabili di politiche estremiste o violente in Cisgiordania. L'Italia ha sottolineato la necessità che qualsiasi eventuale misura economica adottata sia a carico degli effettivi responsabili di comportamenti violenti o irresponsabili e non danneggi indiscriminatamente la società civile israeliana o pregiudichi il dialogo, talvolta anche critico, sempre mantenuto con Israele;

    11) La «Global Sumud Flotilla» salpata alla volta delle coste di Gaza, si propone come portatrice di aiuti alla popolazione stremata. L'Italia non può che condividere l'obiettivo di far arrivare quanti più possibili aiuti umanitari alla popolazione palestinese della Striscia. In questo spirito il Governo ha avviato un'interlocuzione operativa con la CEI, il Patriarcato latino di Gerusalemme e con le Autorità israeliane e cipriote, per una consegna rapida e sicura degli aiuti. Nonostante i ripetuti appelli dello stesso Presidente della Repubblica e del Governo, i responsabili della Flotilla hanno rifiutato la proposta;

    12) nel corso di un'interlocuzione fra i responsabili delle diplomazie italiana e israeliana, lo Stato ebraico su richiesta italiana ha assunto l'impegno a non espletare azioni che mettano in pericolo l'incolumità fisica degli attivisti presenti sulle imbarcazioni della Flotilla:

    13) ogni prospettiva di pace e stabilità nella regione non può prescindere da garanzie concrete e durature di sicurezza per lo Stato d'Israele, che impongano il disarmo e lo smantellamento delle capacità militari di Hamas e di altri gruppi terroristici, la prevenzione di ogni forma di riarmo e la predisposizione di meccanismi internazionali di monitoraggio e verifica, al fine di assicurare la protezione delle comunità civili israeliane e la tutela del loro diritto a vivere senza la costante minaccia del terrorismo;

    14) contestualmente al protrarsi del conflitto si è registrata, anche in Europa e in Italia, una recrudescenza di gravi episodi di antisemitismo e di istigazione all'odio verso persone e comunità ebraiche: si tratta di atti in forte contraddizione con i principi sui quali si fondano le nostre società europee, cristiane e occidentali, con la Costituzione italiana e con gli obblighi internazionali dell'Italia;

    15) il Parlamento italiano esprime vicinanza e solidarietà per l'impegno profuso dalle nostre Forze dell'ordine nel garantire la sicurezza e l'ordinato svolgimento delle manifestazioni in corso,

impegna il Governo:

   1) a sostenere con determinazione, insieme ai partner europei, arabi (in particolare Egitto, Giordania, Arabia Saudita e Qatar) e internazionali, il Piano di pace dell'Amministrazione Trump volto a conseguire la de-escalation, un cessate il fuoco duraturo, la liberazione degli ostaggi, il pieno ripristino dell'accesso umanitario e soprattutto una prospettiva di pace e stabilità nell'intera regione; anche per tornare allo spirito degli Accordi di Abramo nei quali un'Autorità Nazionale Palestinese riformata e credibile deve essere coinvolta;

   2) ad attivarsi per riconoscere lo Stato palestinese a condizione che Hamas liberi tutti gli ostaggi e rinunci a ogni presenza politica e militare a Gaza e in Cisgiordania;

   3) a incrementare il sostegno in ogni foro internazionale alla prospettiva dei due Stati che convivano in pace e sicurezza, continuando il sostegno al programma di riforme dell'Autorità Nazionale Palestinese per rafforzarne le capacità di governo;

   4) ad attivarsi presso le competenti sedi internazionali affinché si arrivi al riconoscimento da parte delle autorità palestinesi della sovranità dello Stato d'Israele e del suo diritto di esistere in sicurezza entro i confini concordati e individuati in sede di trattativa tra le parti e con il consenso della comunità internazionale. Il riconoscimento reciproco fra Israele e il nuovo Stato Palestinese, con l'affermazione esplicita del diritto di Israele all'esistenza, e la cessazione da entrambe le parti di ogni forma di educazione all'odio e alla violenza, sono le condizioni per un vero accordo di pace, e quindi per regolari e amichevoli rapporti diplomatici con lo Stato di Palestina;

   5) a proseguire le iniziative umanitarie italiane, anche attraverso il coordinamento con Paesi terzi e organizzazioni internazionali, al fine di continuare ad alleviare le sofferenze della popolazione civile di Gaza e di garantire che gli aiuti non finiscano nelle mani di Hamas:

   6) a sostenere in ambito europeo un approccio equilibrato affinché sia evitata l'adozione di misure sanzionatorie generalizzate ai danni della popolazione israeliana, che comprende diversi milioni di arabi e drusi, valutando d'intesa con gli altri Stati membri l'opportunità di varare eventuali provvedimenti individuali, anche di natura economica;

   7) tutelare i villaggi cristiani della Cisgiordania e i luoghi di culto a Gaza perché le comunità cristiane rappresentano un elemento di equilibrio, di dialogo e di stabilità in tutto il Medio Oriente;

   8) ad operare in tutte le sedi competenti affinché ogni intesa sul cessate il fuoco e sui futuri programmi di ricostruzione a Gaza sia vincolata alla demilitarizzazione della Striscia;

   9) a continuare a lavorare perché la stabilizzazione della regione sia favorita anche dalla realizzazione del corridoio infrastrutturale IMEC, che farà dei territori oggi in conflitto uno snodo essenziale per i commerci fra l'Indopacifico e l'Europa, secondo un percorso sicuro che porterà benessere a tutte le popolazioni interessate;

   10) a proseguire nelle azioni volte a garantire il rapido e sicuro rientro degli attivisti a bordo della «Global Sumud Flotilla»;

   11) a rafforzare, in Italia e in sede europea, il contrasto all'antisemitismo e all'istigazione all'odio antiebraico, anche online, promuovendo adeguate misure di prevenzione e repressione, nonché di tutela dei luoghi sensibili e di promozione di iniziative educative e culturali.
(6-00202) «Calovini, Billi, Orsini, Carfagna».


   La Camera,

   premesso che:

    1) la spirale di violenza scaturita dall'attacco terroristico di Hamas del 7 ottobre 2023, che ha causato un tributo incalcolabile di vite innocenti, ha raggiunto livelli inaccettabili. Le opinioni pubbliche occidentali chiedono da tempo un impegno più incisivo per un cessate il fuoco che garantisca la protezione dei civili palestinesi e la liberazione degli ostaggi ancora nelle mani di Hamas, e per l'avvio di un processo di pace che possa dare corpo alla prospettiva dei «due popoli due stati»;

    2) la perdurante offensiva a Gaza da parte dell'esercito di Tel Aviv che, come sottolineato dalla stessa Presidente del Consiglio Giorgia Meloni durante l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, sebbene sia stata una reazione ad un'aggressione, essa «deve sempre rispettare il principio di proporzionalità. E Israele ha superato quel limite, con una guerra su larga scala che sta coinvolgendo oltre misura la popolazione civile palestinese. Ed è su questo limite che lo Stato ebraico ha finito per infrangere le norme umanitarie, causando una strage tra i civili»;

    3) il sostegno pubblico all'iniziativa della Global Sumud Flotilla testimonia la reazione dell'opinione pubblica italiana e occidentale a quello che può essere definito un percepito immobilismo dei governi nazionali, anche a causa dell'impossibilità negli scorsi mesi di aprire corridoi umanitari sicuri, internazionalmente controllati sotto l'egida dell'ONU e permanenti a sollievo della popolazione civile di Gaza;

    4) l'iniziativa in venti punti del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump per la soluzione della guerra in corso, accettata dal Governo di Tel Aviv e dai principali player internazionali compresa l'Unione europea, è un passo avanti significativo che deve essere accolta con favore;

    5) sebbene esistano diversi punti di incertezza rispetto al più prossimo futuro, è di tutta evidenza che l'iniziativa statunitense debba essere considerata un punto di partenza importante per garantire la sicurezza di Israele e la nascita di uno Stato di Palestina indipendente;

    6) negli ultimi mesi, la posizione dei governo Netanyahu si è caratterizzata per l'esclusione di qualsiasi compromesso rispetto una Palestina indipendente ribadito non soltanto dal Primo Ministro ma anche da diversi membri estremisti dei suo Gabinetto, questi ultimi non a caso contrari al Piano;

    7) sebbene nei giorni scorsi il Presidente Trump abbia espresso la sua totale contrarietà ad ogni tipo di annessione della Cisgiordania da parte del Governo Netanyahu, all'interno del Piano non viene fatto alcun accenno alla West Bank;

    8) l'Italia ha da sempre ribadito il suo totale sostegno alla soluzione «due Popoli, due Stati», così come l'adesione con forza ai principi di diritto internazionale che devono sempre guidare le relazioni internazionali, nonché agli organismi multilaterali, quali l'ONU, che dovranno avere un ruolo fondamentale nella costruzione della futura pace;

    9) la costruzione di uno Stato palestinese indipendente non può prescindere da un forte sostegno internazionale alle forze palestinesi moderate e alle necessarie riforme nella ANP, né dal coinvolgimento attivo degli Stati arabi della regione. Questi ultimi, infatti, rappresentano l'unico attore in grado di garantire un equilibrio stabile e di offrire credibili garanzie per i futuri assetti politici e di sicurezza dell'area;

    10) l'Italia da sempre ha goduto del rispetto degli Stati arabi e più in generale di quelli del vicino Oriente proprio per la sua posizione equilibrata sul dossier Israelo-Palestinese votata al dialogo e alla ricerca di una soluzione pacifica che riconoscesse i diritti di Israele a vivere in pace e in sicurezza e quelli del popolo palestinese, il quale ha anch'esso diritto a vedersi riconosciuto un'entità statuale e la possibilità di autodeterminarsi così come stabilito da numerose risoluzioni ONU,

impegna il Governo:

   1) a garantire il massimo sostegno possibile alle proposte di pace, a partire dal piano presentato dal Presidente USA Donald Trump, garantendo la disponibilità a migliorare l'accordo al fine di giungere ad una pace definitiva e duratura nell'area;

   2) ad operare affinché l'Unione europea compia in queste ore ogni sforzo possibile per spronare quei Paesi, Turchia e paesi arabi innanzitutto, che possono agire nei confronti di Hamas affinché accetti il Piano;

   3) a ribadire il sostegno alla soluzione «due Popoli, due Stati» che rappresenta l'unica garanzia per la pace tramite la nascita di uno Stato Palestinese indipendente, libero dalla minaccia del terrorismo di Hamas. A tal fine va esclusa qualsiasi possibilità di riconoscimento di eventuali annessioni in Cisgiordania o ulteriori espansioni delle colonie nella West Bank;

   4) a tentare di inserire nei negoziati una chiara posizione non ritrattabile da parte dell'Amministrazione USA e del Governo israeliano circa lo status futuro della Cisgiordania;

   5) a farsi promotore in sede UE e ONU dell'apertura di corridoi umanitari sicuri, permanenti e monitorati dalle Nazioni Unite nel territorio della Striscia di Gaza affinché gli aiuti possano raggiungere i civili senza ostacoli e nel pieno rispetto del diritto internazionale umanitario;

   6) ad esprimere la disponibilità dell'Italia, in coordinamento con la UE, a partecipare alla Gaza International Transitional Authority sotto egida ONU, nonché a rendersi disponibile a partecipare con personale, mezzi e materiali al percorso di ricostruzione della Striscia di Gaza;

   7) ad informare prontamente e periodicamente il Parlamento riguardo ogni sviluppo in merito alla situazione in Medio Oriente.
(6-00203) «Magi, Della Vedova».


   La Camera,

impegna il Governo:

   1) a garantire il massimo sostegno possibile alle proposte di pace, a partire dal piano presentato dal Presidente USA Donald Trump, garantendo la disponibilità a migliorare l'accordo al fine di giungere ad una pace definitiva e duratura nell'area;

   2) ad operare affinché l'Unione europea compia in queste ore ogni sforzo possibile per spronare quei Paesi, Turchia e paesi arabi innanzitutto, che possono agire nei confronti di Hamas affinché accetti il Piano;

   3) a ribadire il sostegno alla soluzione «due Popoli, due Stati» che rappresenta l'unica garanzia per la pace tramite la nascita di uno Stato Palestinese indipendente, libero dalla minaccia del terrorismo di Hamas. A tal fine va esclusa qualsiasi possibilità di riconoscimento di eventuali annessioni in Cisgiordania o ulteriori espansioni delle colonie nella West Bank;

   4) a farsi promotore in sede UE e ONU dell'apertura di corridoi umanitari sicuri, permanenti e monitorati dalle Nazioni Unite nel territorio della Striscia di Gaza affinché gli aiuti possano raggiungere i civili senza ostacoli e nel pieno rispetto del diritto internazionale umanitario;

   5) ad esprimere la disponibilità dell'Italia, in coordinamento con la UE, a partecipare alla Gaza International Transitional Authority sotto egida ONU, nonché a rendersi disponibile a partecipare con personale, mezzi e materiali al percorso di ricostruzione della Striscia di Gaza;

   6) ad informare prontamente e periodicamente il Parlamento riguardo ogni sviluppo in merito alla situazione in Medio Oriente.
(6-00203)(Testo modificato nel corso della seduta) «Magi, Della Vedova».