XIX LEGISLATURA
COMUNICAZIONI
Missioni valevoli nella seduta
del 14 novembre 2025.
Albano, Ascani, Bagnai, Barbagallo, Barelli, Battistoni, Bellucci, Benvenuto, Bicchielli, Bignami, Bitonci, Bonetti, Boschi, Braga, Brambilla, Calderone, Cappellacci, Carloni, Casasco, Cavandoli, Centemero, Cesa, Cirielli, Colosimo, Alessandro Colucci, D'Alessio, Della Vedova, Delmastro Delle Vedove, Donzelli, Ferrante, Ferro, Foti, Frassinetti, Freni, Gava, Gebhard, Gemmato, Giachetti, Giglio Vigna, Giorgetti, Grippo, Guerini, Gusmeroli, Leo, Lollobrigida, Lupi, Magi, Mangialavori, Maschio, Mazzi, Meloni, Michelotti, Minardo, Molinari, Mollicone, Molteni, Morrone, Mulè, Nazario Pagano, Pichetto Fratin, Polidori, Prisco, Rampelli, Riccardo Ricciardi, Richetti, Rixi, Roccella, Romano, Rotelli, Scerra, Schullian, Siracusano, Speranza, Stefani, Tajani, Trancassini, Tremonti, Vaccari, Varchi, Vinci, Zaratti, Zoffili, Zucconi.
Annunzio di proposte di legge.
In data 13 novembre 2025 sono state presentate alla Presidenza le seguenti proposte di legge d'iniziativa dei deputati:
TIRELLI: «Disposizioni in materia di acquisto della cittadinanza da parte dei discendenti fino al secondo grado di cittadini italiani» (2698);
PELLEGRINI ed altri: «Istituzione in Foggia di una sezione distaccata della corte di appello di Bari, di una sezione distaccata della corte di appello di Bari in funzione di corte di assise di appello, di una sezione distaccata del tribunale per i minorenni di Bari e di una sezione distaccata della direzione distrettuale antimafia di Bari, nonché modifiche all'articolo 51 del codice di procedura penale, in materia di competenza degli uffici del pubblico ministero» (2699).
Saranno stampate e distribuite.
Annunzio di disegni di legge.
In data 13 novembre 2025 è stato presentato alla Presidenza il seguente disegno di legge:
dal Ministro della salute:
«Delega al Governo in materia di professioni sanitarie e disposizioni relative alla responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie» (2700).
Sarà stampato e distribuito.
Annunzio della pendenza di un procedimento penale ai fini di una deliberazione in materia d'insindacabilità.
In data 13 novembre 2025 è pervenuta alla Camera dei deputati un'ordinanza con cui il Tribunale di Brescia, I Sezione penale – ai sensi e per gli effetti dell'articolo 3, comma 4, della legge n. 140 del 2003 – ha sospeso un procedimento penale nei confronti di Vittorio Sgarbi, deputato all'epoca dei fatti (procedimento n. 10209/2019 RG Mod. 21 – n. 4168/2023 RG Mod. 16).
Nel trasmettere anche gli atti relativi al menzionato procedimento, il medesimo Tribunale ha chiesto alla Camera di deliberare se i fatti oggetto del giudizio concernano o meno opinioni espresse da un membro del Parlamento nell'esercizio delle sue funzioni, ai sensi dell'articolo 68, primo comma, della Costituzione.
Tali atti sono stati assegnati alla competente Giunta per le autorizzazioni. Copia dell'ordinanza di trasmissione da parte del Tribunale di Brescia sarà stampata e distribuita (Doc. IV-ter, n. 22).
Annunzio di progetti
di atti dell'Unione europea.
Il Dipartimento per le politiche europee della Presidenza del Consiglio dei ministri, in data 13 novembre 2025, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 6, commi 1 e 2, della legge 24 dicembre 2012, n. 234, progetti di atti dell'Unione europea, nonché atti preordinati alla formulazione degli stessi.
Questi atti sono assegnati, ai sensi dell'articolo 127 del Regolamento, alle Commissioni competenti per materia, con il parere, se non già assegnati alla stessa in sede primaria, della XIV Commissione (Politiche dell'Unione europea).
Con la medesima comunicazione, il Governo ha inoltre richiamato l'attenzione sui seguenti documenti, già trasmessi dalla Commissione europea e assegnati alle competenti Commissioni, ai sensi dell'articolo 127 del Regolamento:
Proposta di regolamento del Consiglio che modifica il regolamento (UE) 2021/2283 recante apertura e modalità di gestione di contingenti tariffari autonomi dell'Unione per taluni prodotti agricoli e industriali (COM(2025) 659 final);
Proposta di regolamento del Consiglio che modifica il regolamento (UE) 2021/2278 recante sospensione dei dazi della tariffa doganale comune di cui all'articolo 56, paragrafo 2, lettera c), del regolamento (UE) n. 952/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio per taluni prodotti agricoli e industriali (COM(2025) 660 final);
Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio Strategia per l'IA applicata (COM(2025) 723 final).
Annunzio di provvedimenti
concernenti amministrazioni locali.
Il Ministero dell'interno, con lettere in data 12 e 13 novembre 2025, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 141, comma 6, del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, i decreti del Presidente della Repubblica di scioglimento dei consigli comunali di Albano Laziale (Roma), Camerata Nuova (Roma), Laurito (Salerno), Roccaforzata (Taranto), Saviano (Napoli) e Volongo (Cremona).
Questa documentazione è depositata presso il Servizio per i Testi normativi a disposizione degli onorevoli deputati.
Atti di controllo e di indirizzo.
Gli atti di controllo e di indirizzo presentati sono pubblicati nell'Allegato B al resoconto della seduta odierna.
INTERPELLANZE URGENTI
Chiarimenti e iniziative circa la decisione della Soprintendenza di Roma in merito all'abbattimento dei cipressi secolari presso il Mausoleo di Augusto – 2-00705
A)
I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro della cultura, il Ministro dell'università e della ricerca, per sapere – premesso che:
il 30 settembre 2025, con una decisione avventata e sconsiderata, si è proceduto all'abbattimento dei cipressi secolari e monumentali che insistevano intorno al Mausoleo di Augusto a Roma;
secondo quanto si apprende dalla Presidente del Primo Municipio, Lorenza Bonaccorsi, tale decisione sarebbe stata assunta dalla Soprintendenza di Roma – che non avrebbe neppure informato gli uffici amministrativi del centro storico – all'esito delle analisi del Cnr, dalle quali sarebbe emerso che gli alberi erano malati;
il taglio dei cipressi del Mausoleo di Augusto, la «corona di Augusto», è stato trattato come una mera incombenza burocratica; alberi secolari e monumentali giudicati malati e abbattuti senza alcun tentativo di curarli, destino comune a migliaia di pini mediterranei e alberature secolari, perfino all'interno delle ville storiche, la cui eliminazione sta alterando il paesaggio, il microclima e la stessa identità di Roma;
questa cattiva prassi rischia di danneggiare irreparabilmente non solo il paesaggio di una delle capitali europee più ricche di verde ma anche il suo patrimonio storico monumentale di cui in molti esempi è parte integrante; il tessuto urbano si sta pietrificando in perfetta controtendenza con le direttive europee sulla rinaturalizzazione facendo perdere le sue caratteristiche alberature anche lungo strade e viali, sostituite da alberi di nuova piantumazione destinati a seccarsi ben prima di diventare adulti a causa dell'inesistente manutenzione;
peraltro, il danno causato dall'abbattimento degli alberi non è solo di natura estetica: la corona di cipressi tagliati di netto da un giorno all'altro formava il cosiddetto «bosco sacro», un elemento costitutivo del Mausoleo di Augusto cui accenna persino il geografo, storico e filosofo greco Strabone nei suoi saggi, mentre l'architetto Antonio Muñoz lo progettava nel restauro e nella riqualificazione del Mausoleo nel 1938;
una simile decisione, in un'area storicamente stratificata e quindi delicata avrebbe dovuto essere attentamente ponderata e gestita dalle istituzioni capitoline con particolare attenzione e sensibilità, così come si sarebbero dovuti interpellare i migliori fitopatologi del mondo nel rispetto della storia di un monumento unico;
l'intervento ha interessato luoghi che rappresentano la memoria comune degli italiani e, a parere degli interpellanti, è inaccettabile che si sia dato seguito a un simile scempio senza prima ricercare soluzioni alternative e adottare tutte le opportune iniziative volte ad evitare una decisione estrema e irreversibile –:
se e quali immediate iniziative di competenza i Ministri interpellati intendano assumere per fare luce su quanto esposto in premessa e su quella che a giudizio degli interpellanti è una sostanziale secretazione delle analisi e delle soluzioni ipotizzate, in particolare, quali siano state le conclusioni del Cnr sullo stato di salute dei cipressi, alla base della decisione della Soprintendenza di Roma di procedere al loro immediato abbattimento.
(2-00705) «Rampelli, Bignami, Candiani, Milani, Matone, Carfagna».
Chiarimenti in merito ai dati relativi allo spaccio di sostanze stupefacenti a Napoli e nei comuni della provincia e iniziative volte a prevenire e contrastare tale fenomeno – 2-00697
B)
I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro dell'interno, per sapere – premesso che:
dalla relazione depositata nell'ottobre 2025 dalla Direzione centrale per i servizi antidroga (Dcsa), basata, in particolare, sulle informazioni provenienti dalle attività delle forze di polizia in ambito nazionale, nonché da quelle sviluppate dagli esperti per la sicurezza dislocati nei principali Paesi di produzione e di transito degli stupefacenti, si conferma per l'anno 2024, la centralità del traffico di stupefacenti nelle strategie criminali organizzate e la preoccupante crescita di alcuni fenomeni delinquenziali connessi;
si rilevano criticità e debolezze in ordine ai luoghi di arrivo e transito, quali i porti, dinamiche di traffico basate, sempre più, sull'utilizzo di piattaforme digitali di comunicazione criptata fino ai minori livelli di spaccio, attuato attraverso siti di vendita online o canali dedicati di applicazioni telefoniche, fenomeno che necessita di essere affrontato anche a livello normativo e in termini di risorse umane, nonché economiche dedicate, per rafforzare le capacità di contrasto;
preme ai firmatari rappresentare la situazione di Napoli e della sua provincia:
dai dati ricavati dalla relazione del dipartimento della pubblica sicurezza, riferiti al 2024, ed elaborati in forma di indice da Il Sole 24 Ore, per quanto riguarda lo spaccio, Napoli risulterebbe in posizione elevata, a livello nazionale, per numero di denunce e reati, in aumento nel 2023 rispetto al 2022 e, per il 2024, con un incremento ancora più marcato;
la relazione della Dcsa evidenzia che la Campania è tra le tre aree geografiche più colpite dal fenomeno dello spaccio (insieme a Lazio e Sicilia) e dove si registra il maggior numero di quantitativi di crack sequestrati;
risulta altresì, per quanto riguarda le sostanze psicoattive – forma di compresse – che i sequestri più significativi di compresse sono stati eseguiti ad aprile 2025 nel porto di Napoli, con 87.000 dosi – si segnala, in proposito, che nel 2024 l'ingresso delle droghe sintetiche nel nostro Paese è avvenuto prevalentemente per via marittima;
Napoli (insieme a Roma) è stata la città più coinvolta per i casi di morti per overdose – dodici – in aumento rispetto al 2024;
negli ultimi anni la provincia di Napoli è stata teatro di numerose operazioni di polizia giudiziaria volte a smantellare reti criminali dedite al traffico e allo spaccio di stupefacenti, anche con modalità organizzate e ramificate;
operazioni analoghe hanno interessato anche modalità di consegna «a domicilio» della droga, segno di un'evoluzione del mercato illecito;
preme ai firmatari segnalare che, in particolare nel comune di Acerra, da anni ormai, si sta verificando un crescendo enorme delle piazze di spaccio e di ragazzini che smerciano sostanze stupefacenti quasi in ogni piazza, con ogni mezzo e a qualsiasi ora, di giorno e di notte, davanti agli occhi di tutti – un business che non dorme mai e che coinvolge soprattutto centinaia e centinaia di ragazzini che entrano nelle maglie della criminalità organizzata;
il fenomeno dello spaccio non riguarda più solo le «piazze» tradizionali ma anche modalità più diffuse, come la consegna a domicilio, vendite attraverso soggetti giovanissimi e incensurati;
l'infiltrazione della criminalità organizzata nel traffico di stupefacenti, con conseguente aggravante dell'attività camorristica, rappresenta un elemento che amplifica il danno sociale, economico e di ordine pubblico;
con particolare riguardo al comune di Acerra, alla periferia dell'agglomerato urbano di Napoli, esso sembra essere un punto geografico rilevante per tali attività illecite, richiedendo specifica attenzione locale e strategia integrata di contrasto;
le ripercussioni sul tessuto sociale – giovani, scuole, famiglie – sulla sicurezza del territorio e sulla percezione di legalità sono enormi e richiedono un'azione articolata che interessi il livello preventivo e, soprattutto, la presenza delle forze di polizia;
nel complesso, ad avviso dei firmatari, si è molto assottigliato il confine tra chi consuma e chi spaccia, accanto ai meccanismi strutturati della criminalità organizzata, si rileva un incremento di un livello più «territoriale», ben più visibile, anche dai cittadini, perché si svolge nelle piazze, alla «luce del sole» e contribuisce all'aumento dell'insicurezza, si assiste a un cambiamento decisivo a causa dell'introduzione sul mercato di nuove sostanze sempre più sofisticate e pericolose, dell'abbassamento dell'età di consumatori, del policonsumo associato al consumo di alcool, della modificazione delle forme distributive;
nonostante l'importante lavoro e la professionalità delle forze dell'ordine, impegnate su più fronti ma con un esiguo numero di mezzi e personale, aumenta il clima di insicurezza con le famiglie che si stanno organizzando in comitati per accendere i riflettori su una problematica che non vede l'amministrazione comunale troppo attenta, con il corpo di polizia locale prioritariamente utilizzato per i controlli delle violazioni al codice della strada anziché per quelli di sicurezza urbana –:
a fronte di quanto evidenziato in premessa, al fine di garantire un controllo capillare del territorio e una maggiore presenza delle forze di polizia, se possa confermare i dati pubblicati che indicano un aumento della criminalità legata allo spaccio di sostanze stupefacenti e, nel caso, quali misure e azioni intenda adottare per una strategia di contrasto;
se non intenda rafforzare i presìdi di sicurezza, con riguardo ai commissariati e al personale assegnato, nelle zone indicate;
se, per quanto di competenza e in collaborazione con i comuni, non si intenda coinvolgere più proficuamente le forze di polizia locale nella strategia di vigilanza e tutela della sicurezza urbana con riguardo ai fatti e ai reati esposti.
(2-00697) «Auriemma, Penza, Alifano».
Iniziative urgenti in merito alle criticità del sistema penitenziario, con particolare riguardo alla casa circondariale «Torre del Gallo» di Pavia – 2-00712
C)
I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro della giustizia, per sapere – premesso che:
il sistema penitenziario italiano vive ormai da anni una crisi profonda, che non può più essere considerata episodica o emergenziale, ma rappresenta un fenomeno strutturale e sistemico;
le carceri del nostro Paese soffrono una carenza cronica di risorse umane, sanitarie e amministrative, a cui si sommano difficoltà infrastrutturali, organizzative e gestionali che ne compromettono la stessa funzione costituzionale;
l'articolo 27 della Costituzione afferma che le pene devono tendere alla rieducazione del condannato, e che nessun trattamento contrario al senso di umanità può essere inflitto. Tuttavia, la realtà quotidiana degli istituti penitenziari italiani appare sempre più lontana da questi principi: il sovraffollamento, la carenza di personale e l'assenza di adeguate misure di assistenza sanitaria e psicologica hanno generato un sistema al collasso, dove il disagio si traduce spesso in disperazione e violenza;
i dati forniti dalle principali associazioni che monitorano la condizione carceraria fotografano una situazione drammatica: il 2024 ha segnato il numero più alto di suicidi in carcere della storia repubblicana, e i primi mesi del 2025 mostrano un andamento analogo. Decine di persone si sono tolte la vita dietro le sbarre, molte delle quali affette da fragilità psichiche e prive di un adeguato supporto sanitario;
la salute mentale in carcere è diventata un'emergenza nell'emergenza. Dopo la chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari, la gestione dei detenuti con disturbi mentali è ricaduta sulle carceri ordinarie, che però non dispongono di strutture, personale né strumenti idonei per affrontare situazioni così complesse;
manca un presidio psichiatrico continuativo, mancano psicologi e operatori adeguatamente formati, mentre gli agenti di polizia penitenziaria sono lasciati soli a fronteggiare crisi e gesti estremi senza alcuna preparazione specifica;
parallelamente, la crisi del personale penitenziario non riguarda solo la componente di sicurezza, ma anche quella amministrativa e contabile;
l'Associazione nazionale dei funzionari contabili del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria ha recentemente denunciato la drammatica condizione in cui versa questa categoria: organici ridotti all'osso, carichi di lavoro triplicati, ritardi nella gestione delle mercedi e delle pratiche economiche dei detenuti, disfunzioni informatiche e mancanza di riconoscimenti professionali;
il personale contabile è un presidio di legalità e trasparenza, ma viene spesso dimenticato. Le carenze di organico, unite ai limiti dei sistemi informatici compromettono la regolare gestione economica degli istituti, alimentando tensioni e ritardi che si riverberano su tutto il sistema;
la recente disposizione amministrativa del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria del 9 ottobre 2025, in materia di indennità per la dirigenza penitenziaria, avrebbe previsto la sospensione della corresponsione dell'indennità di funzione per le dirigenti in congedo di maternità obbligatorio;
una previsione che desta fortissime perplessità giuridiche e che, se confermata, apparirebbe in contrasto con i principi costituzionali di eguaglianza e tutela della maternità nonché con la consolidata giurisprudenza costituzionale e sovranazionale in materia di parità di genere e di non discriminazione nel lavoro;
questo insieme di criticità — sanitarie, psicologiche, amministrative, strutturali e di tutela del personale — compone un quadro di fragilità che investe l'intera amministrazione penitenziaria;
è evidente che non bastano interventi episodici: serve un piano straordinario, interministeriale e coordinato, che coinvolga il Ministero della giustizia, quello della salute e quello dell'economia, insieme alle regioni, per restituire funzionalità, dignità e sicurezza al sistema penitenziario;
in questo scenario nazionale, il caso della casa circondariale «Torre del Gallo» di Pavia rappresenta un paradigma delle contraddizioni e delle disfunzioni del sistema;
struttura pavese ospita circa 770 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di 500 posti, con un tasso di sovraffollamento del 140 per cento;
il personale di polizia penitenziaria è sotto organico di oltre 60 unità, mentre il presidio sanitario interno è ridotto a poche figure — due o tre psichiatri, tre psicologi e un numero limitatissimo di medici — senza una presenza continuativa;
le procedure di emergenza psichiatrica sono lente e frammentarie; l'Ats di Pavia non assicura copertura stabile, costringendo a trasferimenti quotidiani verso l'ospedale esterno anche per cure ordinarie, con aggravio di costi e di rischi per la sicurezza;
le carenze non si limitano all'aspetto sanitario: il personale amministrativo è allo stremo, le strutture edilizie necessitano di urgenti interventi di manutenzione, e i fondi originariamente destinati alla riqualificazione risultano dirottati altrove;
i progetti trattamentali e di reinserimento, fondamentali per dare senso alla detenzione, sono bloccati per mancanza di personale e risorse;
a ciò si aggiunge la gestione difficoltosa dei detenuti con gravi disturbi psichici, che dovrebbero essere accolti in strutture terapeutiche e non in carceri ordinarie, dove l'assenza di competenze specialistiche espone tutti — detenuti e operatori — a rischi altissimi;
tre suicidi in un solo mese all'interno della struttura pavese sono la misura della disperazione che pervade l'istituto e la dimostrazione di un sistema che non riesce più a garantire né sicurezza umanità;
un'ulteriore criticità riguarda infine il tema del trattamento penitenziario e delle opportunità reinserimento sociale e lavorativo delle persone detenute;
in tale ambito, il Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria ha da tempo promosso, in collaborazione con gli enti locali e con il mondo del terzo settore, protocolli e convenzioni finalizzati allo svolgimento di attività di pubblica utilità e di inclusione attiva, in attuazione degli articoli 20, 20-ter e 21 dell'ordinamento penitenziario. Tra queste esperienze si segnalano anche tre distinti protocolli predisposti presso la Casa circondariale «Torre del Gallo» di Pavia, riguardanti progetti culturali, di pubblica utilità e di cura degli animali, pienamente coerenti con le finalità rieducative e sociali del trattamento penitenziario. Tuttavia, nonostante la predisposizione dei testi e la disponibilità degli enti coinvolti, tali protocolli risulterebbero ancora fermi alla fase di sottoscrizione per cause non note, con la conseguente sospensione di iniziative già pronte per essere avviate –:
quali iniziative urgenti intenda adottare per affrontare la grave crisi strutturale, sanitaria e amministrativa che investe il sistema penitenziario italiano e, in particolare, la casa circondariale «Torre del Gallo» di Pavia, nonché per chiarire le cause del ritardo nella sottoscrizione dei protocolli di reinserimento predisposti presso lo stesso istituto e definire tempi certi per la loro attivazione.
(2-00712) «Barzotti, D'Orso, Aiello, Appendino, Ascari, Cafiero De Raho, Cappelletti, Caramiello, Carotenuto, Cherchi, Fede, Ferrara, Ilaria Fontana, Giuliano, Iaria, L'Abbate, Lomuti, Morfino, Pavanelli, Perantoni».