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Resoconto dell'Assemblea

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XIX LEGISLATURA

Allegato B

Seduta di Lunedì 17 novembre 2025

ATTI DI CONTROLLO

PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

Interrogazione a risposta in Commissione:


   MAURI. — Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dell'interno. — Per sapere – premesso che:

   il corretto dimensionamento degli organici delle forze dell'ordine rappresenta un presupposto essenziale per garantire la sicurezza dei cittadini e la tenuta democratica delle istituzioni;

   da anni si registrano segnali di criticità legati al ricambio generazionale del personale, alla capacità operativa delle amministrazioni interessate e alla capacità delle scuole di polizia di formare un numero adeguato di allievi;

   appare dunque necessario disporre di informazioni complete e aggiornate, utili a valutare l'effettivo stato del comparto sicurezza e le politiche necessarie a garantirne l'efficienza –:

   quale sia la consistenza effettiva degli organici, per ciascuno degli anni dal 2008 all'ultimo anno disponibile, delle seguenti forze di polizia: a) Polizia di Stato; b) Arma dei Carabinieri; c) Guardia di Finanza; d) Polizia Penitenziaria, nonché per ciascuno degli anni dal 2008 a oggi, quanti siano stati gli ingressi e quante le uscite (con distinzione tra pensionamenti, dimissioni, altre motivazioni) per ciascuno dei corpi sopra elencati;

   a fronte della dotazione organica prevista per legge per ciascun corpo di polizia, quale risulti essere, anno per anno, lo scostamento numerico rispetto alla consistenza reale, indicando l'entità effettiva del sottorganico e quale sia la distribuzione del personale attualmente in servizio per classi d'età per ciascuna forza dell'ordine;

   quali siano le stime di uscita dei prossimi cinque anni, con indicazione dell'impatto previsto sulla disponibilità effettiva del personale e dell'eventuale programmazione di nuovi concorsi o procedure straordinarie di reclutamento, quanti allievi siano in grado realmente di formare le scuole di formazione dei vari corpi, nonché quali iniziative urgenti il Governo intenda adottare per colmare i vuoti d'organico, favorire il ricambio generazionale, garantire la stabilità operativa dei presidi territoriali e assicurare trasparenza e periodicità nella comunicazione pubblica dei dati relativi agli organici delle forze dell'ordine.
(5-04679)

Interrogazioni a risposta scritta:


   DORI. — Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale. — Per sapere – premesso che:

   come documentato da «Open» e da «Il Fatto quotidiano» la storia di Hager, una bambina italiana in Libia, è l'emblema di come l'Italia faccia fatica a difendere i propri cittadini;

   Hager ha 7 anni ed è stata sottratta a Federici Federica dall'ex marito libico Mohamed B.;

   dopo il matrimonio Mohamed mostra segni di crescente intransigenza religiosa e il 9 marzo 2022, sfruttando come scusa la malattia del padre, porta in Libia la figlia;

   a seguito di denuncia della Federici una corte libica ha ordinato la restituzione della bimba alla madre, ma Mohamed B., sul quale pende anche un mandato di cattura europeo e uno internazionale, protetto da un passaporto diplomatico, è introvabile;

   come riporta «Roma Today» il 29 gennaio 2025, in occasione del quinto compleanno della bambina, la giovane donna ha organizzato una festa in largo Monreale, a Borghesiana, il quartiere di Roma est in cui vive, per far conoscere a tutti la loro storia. Nei giorni successivi è stata ospitata nell'aula consigliare e ha raccontato – visibilmente commossa – il dolore che prova una madre a non poter abbracciare sua figlia;

   successivamente Federica è stata ricevuta dal Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Antonio Tajani, accompagnata dal vice presidente del Municipio VI, Andrea La Fortuna che così commentava a «Roma Today»: «Non appena ho conosciuto questa storia, mi sono attivato per aiutare la giovane mamma del nostro territorio perché penso che fare politica sia anche andare oltre i propri compiti e il Ministro ci ha assicurato tutto il sostegno possibile e si è già attivato presso le autorità e il ministro libico affinché mamma e figlia possano abbracciarsi di nuovo e questa storia abbia un lieto fine». Già nel pomeriggio di lunedì, la donna ha ricevuto notizie dalla Farnesina: «Mi ha telefonato il Ministro in persona. Sono rimasta piacevolmente colpita» ha concluso. All'appuntamento anche Luisa Regimenti, europarlamentare e presidente della rete europea delle donne;

   nel frattempo scoppia il caso Almasri e qualcuno dell'Aise prospetta a Federica, secondo quanto riportato da «Roma Today» che ciò e una grande opportunità di scambio, ma con il passare dei giorni, dopo aver incontrato anche Arianna Meloni, scrive una lettera alla Presidente del Consiglio;

   all'inizio dell'estate la donna partecipa a due riunioni, insieme al suo avvocato Roberto De Vita, con il Ministro degli esteri e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano;

   nonostante tutto a oggi di Hager e del suo papà non si ha più traccia. Nelle ultime settimane, la famiglia di Hager, le istituzioni, la società civile e le associazioni, hanno iniziato a organizzare appuntamenti per sensibilizzare la politica sulla vicenda –:

   quali canali istituzionali e diplomatici i Ministri interrogati, ognuno per quanto di competenza, intendono attivare urgentemente e con determinazione affinché la piccola Hager sia riportata in Italia.
(4-06364)


   PORTA, AMENDOLA, BOLDRINI, PROVENZANO e QUARTAPELLE PROCOPIO. — Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale. — Per sapere – premesso che:

   gli organi di stampa hanno riportato nei giorni scorsi la notizia dell'assegnazione di oltre 200 milioni di euro riconducibili al programma «Turismo delle Radici» a una pluralità di interventi di natura territoriale, tra cui stadi, palazzetti, piscine, cammini religiosi, parchi e infrastrutture sportive. Tali interventi, per caratteristiche e finalità, appaiono in molti casi distanti dagli obiettivi del programma, originariamente rivolto a favorire il ritorno nei borghi d'origine degli emigrati italiani e dei loro discendenti e a sostenere progetti culturali e di sviluppo locale coerenti con tale finalità;

   secondo le ricostruzioni giornalistiche, una quota molto rilevante dei fondi – circa 140 milioni di euro – risulterebbe concentrata in Puglia e Campania, regioni interessate da imminenti elezioni regionali. In particolare, verrebbero assegnati 37 milioni al comune di Brindisi per la realizzazione di un nuovo stadio e di un polo sportivo e 15 milioni al comune di Ginosa, a fronte di una richiesta iniziale di 4 milioni e in assenza, secondo le stesse fonti, di progetti cantierabili. Ulteriori 18 milioni sarebbero destinati al polo termale e sportivo di Santa Cesarea Terme;

   in Irpinia, territorio in cui opera un consigliere del Ministro degli affari esteri, gli interventi ammonterebbero complessivamente a 69,5 milioni di euro: 26 milioni per la tratta ferroviaria Avellino-Rocchetta, 16,5 milioni per il progetto «Eco Smart Borghi Irpinia» e 27,5 milioni per il cosiddetto «Cammino di Guglielmo», per il quale la stampa segnala un costo unitario pari a circa 229.000 euro a chilometro;

   altri 20 milioni di euro risulterebbero destinati al Parco dei Monti Ausoni e del Lago di Fondi, diretto da un esponente con incarichi in ambito sportivo collegati al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale; ulteriori 20 milioni di euro riguarderebbero il waterfront di Fiumicino, anch'essi nel quadro dei finanziamenti connessi al «Turismo delle Radici»;

   ricostruzioni giornalistiche aggiuntive segnalano lo stanziamento di 20 milioni di euro dal medesimo programma a favore di Sport e Salute per interventi sul Campo Centrale del Foro Italico, mentre altre fonti parlano di 40 milioni complessivi destinati alla stessa finalità, indicando quindi una discrepanza che necessita di essere chiarita, tanto sotto il profilo contabile quanto sotto quello dell'aderenza alla normativa di riferimento;

   la missione dichiarata del progetto «Turismo delle Radici» è quella di attrarre emigrati e italo-discendenti nei territori d'origine, sostenendo processi di sviluppo culturale e sociale dei borghi e rafforzando i legami tra l'Italia e le sue comunità nel mondo. Numerosi interventi citati paiono mentre molti interventi citati appaiono, per natura e tempistica, di tenue aderenza rispetto a tale finalità;

   appare pertanto necessario verificare, con la massima trasparenza e tempestività, la coerenza degli interventi finanziati rispetto alle finalità del programma, le modalità con cui gli stessi sono stati approvati e la correttezza dell'impiego delle risorse allocate –:

   se i fatti esposti in premessa corrispondano al vero e, in caso affermativo, quale sia per ciascun intervento indicato: l'importo esatto assegnato; la fonte di finanziamento e il relativo capitolo di spesa; la base giuridica dell'assegnazione; lo stato progettuale e il cronoprogramma; specificando se le risorse provengano dal progetto «Turismo delle Radici» e con quali obiettivi operativi siano state motivate;

   se il Governo e il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale intendano assumere iniziative al fine di sospendere o rivedere gli interventi che risultassero non coerenti con le finalità del programma, in attesa della pubblicazione integrale delle istruttorie, delle valutazioni tecniche, dei pareri e delle graduatorie;

   se, per quanto di competenza, siano stati effettuati controlli o avviati procedimenti di verifica sulle modalità di assegnazione e sulla destinazione dei fondi.
(4-06366)

AGRICOLTURA, SOVRANITÀ ALIMENTARE E FORESTE

Interrogazioni a risposta in Commissione:


   VACCARI, FORATTINI, MARINO, ROMEO, ANDREA ROSSI e GNASSI. — Al Ministro dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste. — Per sapere – premesso che:

   la pesca dei molluschi bivalvi è affidata, sin dal 1995 a consorzi di gestione competenti nei compartimenti marittimi di riferimento, che hanno come compito quello di garantire, in questo particolare settore della pesca, il giusto equilibrio tra tutela della risorsa e del consumatore;

   l'attività dei consorzi di gestione dei molluschi bivalvi in Italia è regolamentata principalmente dal decreto ministeriale 12 gennaio 1995, n. 44, che ha introdotto le norme sulla costituzione dei consorzi tra imprese di pesca per la cattura dei molluschi bivalvi, stabilendo le basi per la gestione associata, dal decreto ministeriale 1° dicembre 1998, n. 515, che ha integrato e disciplinato ulteriormente l'attività dei consorzi, definendo le modalità operative e gestionali e dal decreto ministeriale 14 aprile 2005 che ha stabilito le modalità per il rinnovo dell'affidamento della gestione della pesca dei molluschi bivalvi ai consorzi già istituiti e riconosciuti;

   questi decreti, insieme alla normativa comunitaria e ai Piani di gestione nazionali, formano il quadro normativo che disciplina l'attività dei consorzi, con l'obiettivo di garantire una gestione razionale e sostenibile della risorsa;

   il 22 novembre 2023 è stato iscritto nella sezione del registro delle imprese di Roma il contratto di rete Organismo nazionale di programmazione dei consorzi di gestione nel settore dei molluschi bivalvi;

   con decreto direttoriale del 28 dicembre 2023, il Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste ha riconosciuto l'Organismo nazionale di programmazione dei consorzi di gestione per la gestione e il riequilibrio della risorsa molluschi bivalvi, al fine di raggiungere efficacemente gli obiettivi di corretta gestione dell'attività di prelievo della risorsa molluschi bivalvi demandata ai consorzi di gestione. Tale organismo è costituito come contratto di rete con soggettività giuridica. Lo stesso non contempla tutti i consorzi di gestione presenti in Italia, ma solo una parte di essi, escludendoli di fatto dai processi decisionali;

   il contratto di rete conferisce al presidente poteri generali di rappresentanza verso la pubblica amministrazione, configurando a giudizio dell'interrogante, un possibile abuso della forma privata per esercitare ruoli pubblici;

   i consorzi esclusi sono stati privati della partecipazione ai processi decisionali del Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, con danni economici e istituzionali documentabili, fra cui: esclusione dai tavoli tecnici e consultivi; perdita di rappresentanza nelle decisioni nazionali ed europee; decisioni unilaterali del Ministero, come l'aggiunta di un mese di fermo pesca per la Venus gallina senza consultazione; lesione del principio di autonomia consortile sancito dal decreto ministeriale n. 44 del 1995 e dal decreto ministeriale n. 515 del 1998;

   i consorzi non aderenti a quanto consta all'interrogante hanno mosso ripetute critiche verso l'Organismo nazionale di programmazione dei consorzi di gestione (Cogevo Italiani), all'attenzione delle istituzioni locali e nazionali, segnalando in particolare che il decreto direttoriale del 28 dicembre 2023 del Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste è viziato da: eccesso di potere e sviamento della funzione amministrativa; violazione del principio di legalità (articolo 97 della Costituzione); violazione dei decreti ministeriali n. 44 del 1995 e n. 515 del 1998; attribuzione impropria di funzioni pubbliche a soggetto privato; discriminazione sostanziale tra consorzi di pari natura;

   le decisioni prese a livello nazionale dall'organismo riconosciuto dal Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste rischiano pertanto di non tener conto delle diverse realtà territoriali e le loro problematiche, generando disparità nella gestione della risorsa molluschi bivalvi lungo le coste italiane –:

   se non ritenga opportuno, al fine di ripristinare una rappresentanza pluralistica e paritaria di tutti i consorzi riconosciuti, assumere iniziative di competenza al fine di revocare il decreto direttoriale del 28 dicembre 2023 del Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste e di sospendere ogni riconoscimento amministrativo connesso all'Organismo nazionale di programmazione dei consorzi di gestione nel settore dei molluschi bivalvi;

   se non ritenga opportuno, al fine di rendere rappresentativi tutti i consorzi presenti in Italia, adottare iniziative normative, volte a una valutazione delle disposizioni in materia di consorzi di gestione molluschi bivalvi, così da adeguare la normativa nazionale alle nuove caratteristiche del settore.
(5-04678)


   FORATTINI, MARINO, ROMEO, ANDREA ROSSI e VACCARI. — Al Ministro dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste. — Per sapere – premesso che:

   con un'ordinanza datata 12 novembre 2025, la sesta sezione del Consiglio di Stato ha preso una decisione che potrebbe cambiare definitivamente le sorti della cannabis light in Italia. I giudici amministrativi hanno, infatti, sospeso il proprio giudizio e deciso di rivolgersi direttamente alla Corte di giustizia dell'Unione europea, attraverso un rinvio pregiudiziale;

   il Consiglio di Stato ha rinviato alla Corte di giustizia dell'Unione europea la decisione sulla compatibilità con il diritto comunitario del divieto italiano di commercializzazione delle infiorescenze di canapa. Saranno dunque i giudici di Lussemburgo a porre fine al lungo periodo di incertezza innescato dall'approvazione dell'articolo 18 del decreto sicurezza (decreto-legge n. 48 del 2025, convertito con modificazioni dalla legge n. 80 del 2025);

   un altro importante intervento a favore della filiera canapicola, un comparto in sensibile e costante crescita che occupa circa 15 mila persone e genera un fatturato annuo di 500 milioni di euro, che coinvolge un numero significativo di giovani imprenditori agricoli e contribuisce concretamente a contrastare lo spopolamento delle aree interne e delle zone rurali;

   per le aziende e i negozi, ciò significa una prospettiva concreta di certezza giuridica e protezione della catena di approvvigionamento, in conformità con le norme europee. La tutela della filiera della canapa è una questione di coerenza e di competitività, che riguarda non solo gli agricoltori, ma anche il futuro dell'agricoltura sostenibile italiana ed europea;

   il Tavolo di filiera canapa, istituito dal Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste nel 2020 (decreto ministeriale protocollo 9385830), con il compito di elaborare un documento condiviso in grado di fornire la base per un Piano di settore per la canapa, necessario per una regolamentazione ed un rilancio del settore, si è riunito una sola volta il 4 febbraio 2021 –:

   se non ritenga opportuno, in attesa della pronuncia della Corte di giustizia Ue, riattivare con urgenza il Tavolo tecnico ministeriale come passo fondamentale per superare l'attuale incertezza e definire un quadro normativo chiaro e stabile, indispensabile per sbloccare il potenziale economico e ambientale della canapa industriale.
(5-04680)


   FORATTINI, MARINO, ROMEO, ANDREA ROSSI e VACCARI. — Al Ministro dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste. — Per sapere – premesso che:

   tra le novità che emergono dal rapporto 2025 del Crea sull'andamento del mercato fondiario emerge che l'interesse dei fondi di investimento e il nuovo business dell'energia verde (biogas e agrivoltaico) stanno spingendo i prezzi dei terreni agricoli in Italia;

   i dati nascondono differenze enormi tra le diverse aree del Paese. La differenza di valore è dovuta non solo alla maggiore presenza al Nord di terreni in aree pianeggianti e irrigue, ma anche al più elevato tasso di urbanizzazione e al relativo consumo di suolo che riduce l'offerta dei terreni spesso non sufficiente a soddisfare la domanda;

   nelle aree interne e montane prevale l'offerta di terreni da parte di agricoltori anziani e aziende in difficoltà economiche che spesso non trova riscontro sul mercato. Un tema chiave risulta infatti quello della difficoltà dell'accesso alla terra per i giovani agricoltori;

   sempre secondo il rapporto Crea la principale tendenza degli ultimi anni è l'aumento del ricorso all'affitto di fronte alla volatilità del mercato e alle difficoltà di accesso alla terra con valori scollegati dal rendimento;

   stando ai dati Eurostat, in Italia, solo il 9,3 per cento del totale di chi possiede un'azienda agricola ha meno di 40 anni, a livello Ue si arriva circa al 12 per cento, con l'età media degli agricoltori ancora intorno ai 57 anni. Dal 2000 a oggi, il calo strutturale è stato generalizzato per tutta l'agricoltura, ma sono stati proprio i giovani, negli ultimi 10 anni, ad attivare nuovi trend;

   lo schema di disegno di legge recante: «Misure di consolidamento e sviluppo del settore agricolo» non ancora pubblicato e non ancora assegnato alle competenti commissioni parlamentari prevede interventi di ricambio generazionale e per l'accesso al capitale fondiario;

   servono misure per rendere attrattivo il lavoro agricolo e sostenere i giovani con politiche dedicate: accesso alla terra e al credito, formazione, innovazione e ricerca, giusto reddito, servizi e infrastrutture nelle aree interne;

   serve una cooperazione rafforzata tra autorità nazionali, regionali e locali onde diffondere informazioni sugli strumenti di sostegno per i giovani agricoltori;

   servono misure di sostegno per gli investimenti a favore dell'agricoltura intelligente, così da migliorare l'accesso dei giovani agricoltori ai progressi tecnologici –:

   quali iniziative normative intenda adottare per promuovere politiche nazionali attive, per agevolare l'accesso dei giovani agricoltori alla terra, ai finanziamenti, allo sviluppo di nuovi modelli di business, compresi strumenti di marketing e vendita, alla formazione e la raccolta di dati e informazioni;

   quali iniziative di competenza intenda assumere per destinare risorse volte a sostenere le aziende agricole di piccole dimensioni e quelle a conduzione familiare, per garantire il reddito degli agricoltori di fronte ai rischi climatici, sanitari ed economici, per rafforzare la resilienza delle aziende agricole, per introdurre nuovi strumenti di gestione dei rischi e consolidare quelli esistenti.
(5-04683)

CULTURA

Interrogazione a risposta orale:


   ZARATTI. — Al Ministro della cultura, al Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica. — Per sapere – premesso che:

   il mausoleo di Lucio Munazio Planco situato nel Parco regionale della Riviera di Ulisse nel comune di Gaeta (Latina) (di seguito mausoleo) è, ai sensi del decreto legislativo n. 42 del 2004, bene culturale vincolato, nonché bene paesaggistico, con obblighi rigorosi di tutela integrale e conservazione;

   il mausoleo è inserito all'interno della Zsc/Zps IT6040022 «Costa rocciosa tra Sperlonga e Gaeta», appartenente alla Rete Natura 2000;

   attualmente sono in corso lavori di riqualificazione e adeguamento degli accessi al mausoleo, promossi dalla Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Frosinone e Latina, volti a migliorare la fruibilità e conservazione del sito;

   il progetto di «Messa in sicurezza, restauro conservativo e adeguamento degli accessi e dei percorsi» del Mausoleo, finanziato dal PNRR – «Programma Caput Mundi», è stato approvato, mediante conferenza di servizi decisoria di sensi della legge n. 241 del 1990, con determinazione dirigenziale n. 407 del 15 aprile 2024 del comune di Gaeta;

   il progetto approvato prevede opere di restauro conservativo del monumento, interventi di illuminotecnica per valorizzare l'antiquarium e il mausoleo stesso, la sistemazione esterna con percorsi senza barriere architettoniche e area di sosta lastricata in basalto, la messa a dimora di essenze arboree e arbustive autoctone, nonché la realizzazione di due blocchi prefabbricati rivestiti in lastre di gres, destinati a servizi igienici mimetizzati all'interno del pianoro;

   parte delle opere, in particolare rampe, scalinata e piazzole in cemento armato, hanno suscitato aspre contestazioni da parte della comunità locale, consiglieri comunali ed esperti, per il loro impatto paesaggistico rispetto al sito storico, definito come area vincolata e di elevato pregio ambientale;

   nello specifico sono state realizzate una lunga rampa in cemento armato di oltre venti metri addossata al basamento originale del mausoleo, una scalinata scenografica in cemento armato, una piazzola con muri di cemento di circa due metri d'altezza e i prefabbricati destinati a servizi igienici che deturpano la zona e ne occludono la visuale più significativa del monumento, «una colata di cemento» che altera il contesto paesaggistico e storico del monumento nonché il valore ambientale dell'area;

   il 19 ottobre 2025, alcuni consiglieri comunali di Gaeta hanno inviato un esposto alla procura generale della Repubblica, al comando Carabinieri per la tutela del patrimonio culturale e al Ministero della cultura per segnalare l'intervento ritenuto invasivo;

   secondo quanto si apprende da organi di stampa, lo stesso sovrintendente Alessandro Betori avrebbe affermato pubblicamente che alcune aggiunte sono estranee al monumento e non saranno mai esteticamente gradevoli e neutre, ammettendo la natura invasiva dell'opera;

   il progetto è soggetto alla rigorosa ottemperanza di tutte le norme, prescrizioni e pareri vincolanti emessi dalle diverse amministrazioni competenti, tra cui la Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio e l'ente Parco regionale della Riviera di Ulisse, con obblighi di monitoraggio e controllo tecnico;

   l'ente Parco Riviera di Ulisse e la regione Lazio – Direzione regionale Ambiente-Area protezione e gestione della biodiversità, non avrebbero inviato, nei termini previsti dalla normativa, il parere di competenza alla conferenza di servizi, venendo così meno al proprio compito istituzionale –:

   quali iniziative di competenza si intendano assumere per verificare la piena conformità dei lavori, relativi all'intervento sul mausoleo, alle disposizioni normative in materia di tutela dei beni culturali, di tutela paesaggistica, archeologica ed ambientale;

   se gli interventi siano realizzati in ottemperanza alle prescrizioni e ai controlli svolti durante l'esecuzione delle opere e quali iniziative di competenza si intendano assumere per evitare danni irreparabili al patrimonio culturale, ambientale e paesaggistico;

   se sia prevista una revisione del progetto alla luce delle contestazioni emerse e quali misure di trasparenza e partecipazione pubblica siano state o possano essere attivate per assicurare un dialogo costruttivo con la comunità locale e con gli enti territoriali.
(3-02324)

GIUSTIZIA

Interrogazioni a risposta orale:


   MARIANNA RICCIARDI. — Al Ministro della giustizia, al Ministro dell'interno. — Per sapere – premesso che:

   il fenomeno del borseggio è in preoccupante aumento in molte città italiane, in particolare nei principali centri urbani e turistici quali Roma, Milano, Napoli, Firenze e Venezia, con effetti diretti sulla percezione della sicurezza, sul decoro urbano e sull'attrattività turistica;

   la riforma del processo penale introdotta con il decreto legislativo 10 ottobre 2022, n. 150 (cosiddetta riforma Cartabia) ha incluso tra i reati procedibili a querela anche il furto semplice e altre fattispecie contro il patrimonio, riducendo pertanto la possibilità di esercizio dell'azione penale d'ufficio in numerosi casi di borseggio, anche in presenza di gravi indizi o precedenti specifici;

   con decreto-legge 11 aprile 2025, n. 48, recante «Misure urgenti in materia di sicurezza pubblica, tutela del territorio e contrasto ai reati predatori», sono state introdotte alcune disposizioni specificamente rivolte al contrasto del borseggio, tra cui il divieto di accesso a stazioni ferroviarie, metropolitane, porti e aeroporti per soggetti già condannati o denunciati per reati contro il patrimonio o la persona commessi in tali luoghi; l'obbligo per il giudice, nei casi di condanna con sospensione condizionale della pena, di disporre la misura interdittiva dell'accesso;

   tali misure, seppur orientate alla dissuasione, a parere dell'interrogante rischiano di avere un impatto limitato sull'effettivo contrasto al borseggio, poiché non affrontano in modo strutturale né la questione della procedibilità del reato, né la carenza di risorse investigative e giudiziarie dedicate;

   le vittime del borseggio sono spesso turisti o non residenti, i quali, in caso di recupero dei documenti sottratti, tendono a non sporgere denuncia oppure incontrano difficoltà nel seguire l'iter giudiziario, anche a causa di complessità burocratiche e lungaggini procedurali, con la conseguenza che l'effetto deterrente si ottiene sulla vittima e non sul colpevole;

   la previsione di divieti di accesso a luoghi pubblici appare difficilmente applicabile nei contesti metropolitani, dove l'identificazione preventiva dei soggetti risulta complessa e poco efficace in assenza di controlli capillari e continui;

   le condotte di borseggio sono spesso poste in essere da soggetti appartenenti a gruppi organizzati, che operano in modo seriale e coordinato, e che facilmente eludono divieti puramente amministrativi;

   numerose segnalazioni provenienti da amministrazioni locali, forze dell'ordine e associazioni dei commercianti evidenziano l'insufficienza degli strumenti di prevenzione e di repressione disponibili, anche in ragione della difficoltà di rendere pienamente operative, in modo sistematico, le misure interdittive previste dal decreto-legge n. 48 del 2025 –:

   se il Governo intenda avviare un monitoraggio puntuale, sistematico e trasparente sugli effetti concreti del decreto-legge n. 48 del 2025 in relazione alla riduzione degli episodi di borseggio nei principali nodi del trasporto pubblico e nei centri urbani ad alta affluenza;

   se il Governo non ritenga opportuno valutare l'adozione di iniziative di carattere normativo volte al ripristino della procedibilità d'ufficio per il reato di furto con destrezza (borseggio), anche in assenza di querela della persona offesa, al fine di consentire una repressione più tempestiva ed efficace del fenomeno;

   se siano allo studio ulteriori iniziative normative o amministrative per rafforzare l'azione delle forze dell'ordine nella prevenzione e repressione dei borseggi, compresa l'istituzione di nuclei specializzati nelle aree più colpite, la dotazione di dispositivi portatili per il riconoscimento contestuale al fermo e l'apertura di sportelli di pubblica sicurezza in prossimità dei mezzi pubblici ove sia possibile sporgere denuncia in modo più agevole e immediato;

   se sia nella disponibilità del Governo una stima aggiornata del numero di episodi giornalieri di borseggio e dell'andamento complessivo del fenomeno, con particolare riferimento ai principali centri urbani;

   se i Ministri interrogati siano a conoscenza dell'attuale dotazione di personale di vigilanza privata operante nel trasporto pubblico, impiegato per il contenimento del fenomeno del borseggio.
(3-02322)


   BAKKALI. — Al Ministro della giustizia. — Per sapere – premesso che:

   l'efficienza del sistema della giustizia è una questione essenziale per i cittadini, oltre che per lo stesso sviluppo del nostro Paese;

   per questo appaiono molto preoccupanti i dati che evidenziano sempre maggiori carenze di personale presso le procure della Repubblica;

   infatti, su tutto il territorio nazionale si registra da tempo una sempre maggiore carenza del personale amministrativo negli uffici giudiziari, che, oltre a non consentire la concreta attuazione degli obiettivi posti in essere dalle istituzioni nazionali e internazionali, sta mettendo a repentaglio le attività quotidiane delle procure della Repubblica;

   ad esempio, appare di particolare gravità la scopertura che si sta registrando nel personale della procura della Repubblica presso il tribunale di Ravenna;

   risulta, infatti, all'interrogante, che la pianta organica della citata procura prevede 38 unità di personale amministrativo, ma al 30 giugno 2025 la percentuale di scopertura è pari al 32 per cento, che aumenta sino al 40 per cento se si considera che due unità, in teoria impiegate nella procura, svolgono le loro mansioni altrove;

   risulta ancora all'interrogante che a gennaio 2026 due unità di personale andranno in pensione, portando la percentuale di scopertura al 46 per cento. Se poi, come possibile, anche altre figure professionali venissero distaccate dalla procura, come richiesto, la citata percentuale salirebbe a quasi il 60 per cento;

   si tratta di dati che se confermati non potrebbero che essere molto preoccupanti, facendo temere che la stessa azione della procura potrebbe essere compromessa, o comunque fortemente limitata, dalla sempre maggiore carenza di personale;

   si tratta, come detto, solo di un esempio tra molti di una riduzione del personale amministrativo che fa temere pesanti ricadute su tutto il sistema della giustizia –:

   quali iniziative di competenza intenda intraprendere il Ministro interrogato per rimediare alla generale grave carenza di personale che affligge sempre di più le nostre procure.
(3-02323)

Interrogazione a risposta scritta:


   DORI e GRIMALDI. — Al Ministro della giustizia, al Ministro della salute. — Per sapere – premesso che:

   non si ferma l'onda lunga dei suicidi in carcere, dall'inizio dell'anno ad oggi hanno raggiunto quota 69, l'ennesimo suicidio è avvenuto a Pavia nel carcere di Torre del gallo, dove un detenuto nordafricano di 30 anni si è impiccato nel locale docce: il corpo è stato trovato dagli agenti della polizia penitenziaria. Quando sono arrivati i soccorsi del 118 non c'era più niente da fare: il detenuto era già morto e il medico non ha potuto far altro che constatare il decesso;

   è stata aperta un'inchiesta per capire le cause del suicidio: è il quindicesimo che avviene nel carcere di Pavia a partire dal 2021;

   è un interminabile supplizio, si rischia di sfiorare il tremendo primato dell'anno scorso, quando si tolsero la vita 91 detenuti, un numero mai visto prima;

   immediate le reazioni dei sindacati, che rappresentano gli agenti penitenziari: «I problemi del mondo carcerario sono ancora irrisolti» dice Americo Fimiani, segretario della Fp Cgil. «Suicidi come questo sono la conseguenza di una situazione mai davvero affrontata dalla politica, nonostante le ripetute visite degli esponenti politici nelle carceri italiane»;

   sul punto è intervenuto anche Gennarino De Fazio, segretario generale della Uilpa: «Si tratta dell'ennesimo caso che certifica un'emergenza che va avanti da troppo tempo – afferma il sindacalista – e che da troppo tempo rimane inaffrontata. Nelle carceri italiane spesso le condizioni sono indignitose con 63.500 detenuti presenti a fronte di 46.500 posti disponibili: si tratta di un esubero da circa 17 mila posti. Nel frattempo, la carenza di agenti penitenziari ammonta a 20mila unità: l'effetto è che i carichi di lavoro e la durata dei turni di servizio sono spesso al di sotto dei limiti di dignità e legittimità. Il tutto nella sostanziale indifferenza del governo»;

   oltre ai 69 suicidi altri 117 i decessi dietro le sbarre finora sono avvenuti per «altre cause» (malattie, overdose, omicidi o circostanze da chiarire). Un quadro preoccupante che smentisce purtroppo chi, come il Ministro della giustizia Carlo Nordio, sostiene non vi sia una «stretta correlazione» tra le morti per mano propria dei reclusi e il sovraffollamento delle strutture;

   senza dubbio, le problematiche legate al fenomeno dei suicidi e dell'autolesionismo sono diverse e complesse – solitudine, depressione, fragilità, mancanza di speranze e prospettive per il domani, innanzitutto – ma è innegabile che laddove le condizioni di vita sono esasperate dalla mancanza di spazi, dall'afa o dal gelo che si patiscono nelle stagioni estreme in ambienti e strutture spesso fatiscenti, e da una convivenza spesso impossibile (ci sono celle per tre detenuti dove stanno addirittura in nove), si determinano conseguenze spesso devastanti sulla salute psichica dei ristretti, soprattutto dei più fragili, che diventano anche facile preda di angherie, minacce e ricatti dei più prepotenti. Resta il fatto che l'indice di suicidi ufficialmente accertati in Italia è il più alto del continente;

   a fronte di questi drammatici numeri appaiono a giudizio dell'interrogante alquanto inopportune e fuori luogo le parole del Ministro della giustizia nella sua lectio magistralis sulle condizioni degli istituti penitenziari quando afferma: «suicidi in carcere? Non sono legati al sovraffollamento, che anzi li frena perché è una forma di controllo» –:

   quali iniziative urgenti di competenza i Ministri interrogati intendano prendere per contrastare efficacemente i suicidi in carcere adottando misure strutturali, organizzative e sanitarie, come il potenziamento del supporto psicologico e psichiatrico con uno screening psico-sociale all'ingresso in carcere e monitoraggio costante dei detenuti a rischio;

   se non si ritenga di adottare misure atte al miglioramento delle condizioni di vita in carcere garantendo ai detenuti il diritto al lavoro, allo studio, alla socialità e all'affettività, rafforzando anche il ruolo degli Uepe (Uffici esecuzione penale esterna).
(4-06363)

INTERNO

Interrogazione a risposta scritta:


   DAVIDE BERGAMINI. — Al Ministro dell'interno. — Per sapere – premesso che:

   un gruppo di dieci migranti dovrebbe arrivare a Monticelli, piccola frazione di Mesola (Ferrara), per l'apertura di un nuovo centro di accoglienza straordinario per migranti (Cas);

   la comunità ha espresso a gran voce, sostenuta anche dalla prima cittadina, la sua contrarietà, dettata da paure e perplessità anche in termini di sicurezza;

   la difficoltà nell'accogliere altri richiedenti asilo nel suddetto territorio emerge soprattutto dal fatto che si tratterebbe di un significativo peso sociale ed economico per un piccolo comune come Monticelli di circa 900 abitanti e già in carenza di servizi essenziali;

   ad avviso dell'interrogante è necessario che l'attivazione di tali strutture sia programmata valutando le concrete possibilità e condizioni di accoglienza dei comuni destinatari, informando adeguatamente e preventivamente i sindaci;

   oltretutto, la decisione risulta essere anche in contrasto con le direttive ministeriali, che sconsigliano l'apertura di tali centri in piccole località –:

   se il Ministro interrogato ritenga che siano stati rispettati i criteri per l'assegnazione e se vi siano i presupposti per avanzare un supplemento di istruttoria sulla effettiva capacità del comune di Monticelli di ospitare un nuovo centro di accoglienza straordinario per migranti.
(4-06368)

LAVORO E POLITICHE SOCIALI

Interrogazione a risposta in Commissione:


   SCOTTO. — Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. — Per sapere – premesso che:

   il settore nautico nella provincia di Massa-Carrara sta vivendo oggi come non mai una dinamica contraddittoria: da un lato registra ancora numeri decisamente robusti e segnali positivi nei segmenti top, dall'altro si osservano fragilità e segnali di debolezza, soprattutto nei segmenti di medie e piccole dimensioni e nella componentistica;

   questo contesto, oltre a mettere in ginocchio l'intera filiera, ha inevitabili ricadute negative sul mercato del lavoro che rischiano di sfociare in situazioni di totale illegalità nella filiera degli appalti e dei subappalti;

   già in passato la Cgil ha denunciato situazioni di sfruttamento lavorativo, in seguito alle quali il Pissl dell'Asl si era attivato e aveva comminato numerose sanzioni, con tassi di incidenza superiori al 100 per cento, ciò significa che tutte le aziende ispezionate hanno subito sanzioni;

   inoltre, si registrano esposizioni di centinaia di migliaia di euro nei confronti degli istituti previdenziali per insolvenza nei pagamenti da parte di aziende, nella maggior parte dei casi società a responsabilità limitata che aprono e chiudono con una velocità sospetta, scaricando sulla collettività i costi dei mancati pagamenti;

   in queste settimane si stanno recando presso gli uffici della Cgil decine di lavoratori, prevalentemente stranieri che, seppur spaventati delle possibili ripercussioni, raccontano di aver dovuto accettare condizioni di lavoro totalmente ingiuste;

   sono colpiti da questo fenomeno i giovani stranieri fuggiti dalla fame e dalla povertà dei Paesi di origine, migranti che si sono indebitati per poter raggiungere l'Italia, e che una volta arrivati in Toscana hanno dovuto accettare condizioni di lavoro inique e degradanti per ripagare i debiti contratti con gli intermediari e per riuscire a mantenere le famiglie rimaste nel Paese di origine;

   questi risultano contrattualizzati come resinatori o come apprendisti e dopo pochi mesi hanno iniziato a subire le pressioni e minacce del datore di lavoro, che pretendeva e talvolta otteneva la restituzione di parte dello stipendio;

   dalle denunce pervenute ai sindacati e pubblicate dalla stampa nazionale emerge che i lavoratori hanno subito, quotidianamente, minacce di licenziamento. Il tutto in assenza di formazione, di scarsa sicurezza, con l'obbligo di pagarsi le divise di lavoro, niente ferie e niente permessi e continue pressioni per svolgere il lavoro più velocemente;

   risulta che in questi cantieri non sia permesso neppure denunciare l'infortunio sul lavoro o assentarsi in caso di malattia e che a ogni ordinaria rivendicazione ha fatto seguito una reazione minacciosa, nonostante lavorino in committenza per i grandi player della nautica;

   dopo averli ascoltati e sostenuti la Cgil di Massa Carrara ha denunciato il tutto alla polizia giudiziaria, chiedendo di aprire un'indagine per verificare la sussistenza o meno del reato di sfruttamento lavorativo –:

   se sia a conoscenza dei fatti denunciati e quali iniziative – per quanto di competenza – intenda intraprendere al fine di tutelare i lavoratori del comparto;

   se non ritenga di dover aprire immediatamente un tavolo di confronto per verificare le condizioni lavorative nel settore nautico nel territorio di Massa Carrara e più in generale nel Paese, al fine di trovare ogni correttivo utile a tutelare i lavoratori di un settore fondamentale per l'economia del nostro Paese.
(5-04681)

Interrogazioni a risposta scritta:


   GRIMALDI. — Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. — Per sapere – premesso che:

   la Filcams Cgil di Siena ha denunciato pubblicamente che, attraverso il test «del carrello» a opera del cosiddetto «cliente invisibile», impersonato da un ispettore interno all'azienda della grande distribuzione Pam Panorama, che avrebbe simulato il furto di alcuni prodotti per verificare la soglia di attenzione di un cassiere, il dipendente sessantaduenne sarebbe stato licenziato;

   il dipendente, residente a Poggibonsi, impiegato nel centro commerciale Porta di Siena, non avrebbe superato la prova con l'ispettore fintosi cliente, che avrebbe nascosto la merce simulando di fatto un furto di alcuni cosmetici e piccoli prodotti, per saggiare la prontezza del lavoratore;

   la Filcams Cgil di Siena ha dichiarato immediatamente lo stato di agitazione del personale della Provincia, definendo il licenziamento un atto disumano, nei confronti di un dipendente, delegato sindacale che tra cinque anni sarebbe andato in pensione, tenuto conto che già in precedenza il lavoratore era stato sottoposto al test, superandolo;

   a detta del sindacato, si tratta di un atto vessatorio di controllo dei dipendenti e di eliminazione dei soggetti considerati «scomodi», dunque di una evidente provocazione;

   il sindacato contesta inoltre che il fatto che il controllo avrebbe dovuto causare un semplice richiamo, mentre non può legittimare il licenziamento;

   l'azienda, secondo il sindacato, avrebbe intrapreso una strada punitiva con le lavoratrici e i lavoratori, che denunciano un clima interno sempre più teso, segnato da richiami frequenti e spesso pretestuosi, nonché da una gestione aziendale percepita come conflittuale e poco attenta al benessere di chi lavora;

   con tutta evidenza, il licenziamento appare una sanzione sproporzionata attraverso l'applicazione di un meccanismo mirato a cogliere in fallo il dipendente, per poi arrivare al provvedimento disciplinare;

   la sanzione inflitta, ovvero il licenziamento, non può non apparire sproporzionata rispetto a quanto contestato;

   secondo lo Statuto dei lavoratori, il controllo del corretto adempimento della prestazione lavorativa non può essere delegato a soggetti esterni e non identificati, ma deve essere esercitato dal datore di lavoro o da collaboratori chiaramente riconoscibili come tali;

   la giurisprudenza consolidata afferma che i controlli possono essere effettuati soltanto qualora il datore di lavoro sospetti illeciti o comportamenti fraudolenti, fonti di danno per il datore stesso, quali per esempio l'uso improprio dei permessi della legge 104;

   non possono invece essere effettuati per verificare il corretto adempimento dell'obbligazione contrattuale e dunque per valutare la qualità del lavoro quotidiano –:

   se non ritenga grave il ripetersi, da parte delle aziende, di atti vessatori e forme di controllo che hanno il fine di colpire i lavoratori e in particolare i delegati sindacali;

   se, in riferimento al licenziamento del delegato sindacale dell'azienda Pam Panorama presso il centro commerciale Porta di Siena, non intenda assumere tempestive iniziative di competenza, anche di carattere ispettivo, nei confronti dell'azienda, finalizzate da una parte al ritiro del licenziamento e dall'altra a impedire che continuino, da parte dell'azienda, controlli e atti vessatori nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori, come denunciato dal sindacato.
(4-06365)


   FRATOIANNI. — Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. — Per sapere – premesso che:

   mercoledì 29 ottobre 2025, mentre stava lavorando e a causa dell'esplosione dello pneumatico di una ruspa, l'operaio metalmeccanico Salvatore Parlato, dipendente sessantaquattrenne della Bertocci Montaggi di Montegemoli (Piombino), viene gravemente ferito;

   trasportato presso l'ospedale Le Scotte di Siena, Parlato muore dopo dieci giorni di agonia. Di lui, del suo nome e dell'incidente, si viene a sapere solo dopo la morte, avvenuta il 7 novembre 2025 e confermata poi da una nota delle organizzazioni sindacali confederali, informati in merito soltanto domenica 9 novembre e che, per l'11 novembre, hanno dunque proclamato un'ora di sciopero (l'ultima di ogni turno) in tutti i luoghi di lavoro della provincia di Livorno;

   annunciando per lunedì 17 novembre una fiaccolata, il segretario provinciale della Cgil, Gianfranco Francese, nella conferenza stampa di giovedì 13 novembre ha denunciato che, nonostante siano passati quindici giorni dall'incidente e una settimana dal decesso, né l'azienda né gli organi competenti hanno fornito informazioni e dettagli sulla dinamica dell'infortunio letale;

   da quanto si apprende sulla stampa locale, il 29 ottobre, a seguito dell'incidente, si sono presentati nel piazzale della Bertocci i tecnici del servizio di prevenzione e sicurezza degli ambienti di lavoro dell'Azienda sanitaria locale; con loro, a supporto, i Carabinieri. La relazione degli ispettori dell'Azienda sanitaria locale sarà parte integrante del fascicolo penale;

   nella Bertocci Montaggi non vi è Rappresentanza sindacale unitaria, lamentano le organizzazioni sindacali confederali che, al contempo, nella conferenza stampa hanno ribadito: un vuoto informativo come quello che si sta verificando è del tutto inedito, non ha precedenti;

   Massimo Braccini, segretario provinciale della Fiom, ha denunciato inoltre che l'operazione che stava compiendo Parlato era troppo pericolosa, nonché faticosa, per un operaio di 64 anni -:

   quali iniziative intenda intraprendere, per quanto di competenza e in attesa che la giustizia accerti le eventuali responsabilità, affinché sia chiarito urgentemente per quale motivo né l'azienda, né gli organi competenti – pur nel rispetto degli accertamenti giudiziari – abbiano sin qui fornito notizie in merito al drammatico accaduto, negando così il basilare diritto all'informazione dei sindacati, delle istituzioni locali, oltre che, più in generale, dell'opinione pubblica.
(4-06367)

SALUTE

Interrogazione a risposta in Commissione:


   EVI, FURFARO, MALAVASI e GIRELLI. — Al Ministro della salute, al Ministro dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste. — Per sapere – premesso che:

   il decreto legislativo 27 settembre 2010, n. 181, che dà attuazione alla direttiva 2007/43/CE stabilisce norme minime per la protezione di polli allevati per la produzione di carne, identificando obblighi relativi al benessere animale, igiene e tracciabilità, dall'allevamento fino alla vendita;

   nel 2017, circa trenta Ong europee per la protezione degli animali hanno formulato una richiesta unificata per migliorare gli standard di allevamento e macellazione nella filiera dei polli da carne a livello commerciale, lo European chicken commitment (Ecc);

   l'Ecc rappresenta lo standard minimo di riferimento per l'allevamento dei polli in Europa e prevede l'introduzione – da parte delle aziende che sottoscrivono l'impegno – di una serie di requisiti di benessere animale nelle proprie filiere di polli da carne; tra i requisiti previsti dall'Ecc, rientrano l'utilizzo di genetiche a più lento accrescimento, minori densità per metro quadrato, l'adozione di metodi di macellazione più efficienti;

   la carne di pollo è spesso consigliata come parte di una dieta equilibrata, tuttavia, un report recentemente pubblicato dall'associazione Essere Animali, ha rilevato la presenza di una miopatia tipica delle fibre muscolari della carne di pollo (il cosiddetto white striping) nei petti di pollo a marchio di alcuni dei principali supermercati italiani;

   il white striping è una conseguenza dell'uso di razze a rapido accrescimento che presenta in forma di strisce bianche dovute al mancato apporto di sangue nei tessuti: in assenza delle giuste quantità di ossigeno e nutrienti, alcune fibre muscolari si deteriorano e muoiono, venendo gradualmente sostituite da accumuli di grasso e tessuto cicatriziale;

   il report ha evidenziato che il 90 per cento delle confezioni di petto di pollo esaminate e in vendita nei principali supermercati italiani, in particolare presso Coop, Conad ed Esselunga, presenta segni evidenti della malattia del white striping;

   in Europa più di 380 aziende hanno sottoscritto l'Ecc, tuttavia vi è un numero ridotto di gruppi italiani che vi hanno aderito; adottare i criteri dell'Ecc, consentirebbe di affrontare in modo efficace il tema del benessere dei polli negli allevamenti che riforniscono le loro filiere a marchio, a partire dall'adozione di razze a crescita più lenta-:

   se e quali iniziative si intendano intraprendere per migliorare le condizioni di allevamento dei polli in Italia, adottando misure volte a incentivare la filiera italiana ad adottare gli standard previsti dall'Ecc;

   come si intenda promuovere la qualità e la sicurezza delle carni avicole destinate al consumo umano in un'ottica di tutela della salute pubblica, di competitività del settore e di benessere animale.
(5-04682)

Interrogazione a risposta scritta:


   BALDINO. — Al Ministro della salute, al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. — Per sapere – premesso che:

   Sabina Radu, 40 anni, affetta da Sla dal 2019, vive a Taurianova immobilizzata e comunicante tramite puntatore oculare;

   la stessa è pienamente in grado di intendere e volere, come formalmente accertato dal giudice tutelare del tribunale di Palmi;

   convive con il marito Sergio Carrozza, caregiver principale, a sua volta affetto da gravi patologie oncologiche;

   la signora Radu da luglio vive con circa 900 euro mensili derivanti da indennità di accompagnamento e invalidità e ad oggi fa fronte al regolare pagamento di due badanti anche grazie a raccolta fondi;

   risulterebbe sospesa la prestazione Home care premium erogata da Inps, con necessità di urgente ripristino e ricalcolo in base al nuovo Isee avendo aggravato la sospensione un quadro economico già critico, con rischi immediati per la continuità assistenziale;

   l'assistenza socio-sanitaria attuale (circa 230 ore/mese) risulterebbe gravemente insufficiente rispetto ai bisogno assistenziale;

   sarebbero stati prospettati ricoveri in struttura, in contrasto con la volontà della signora che intende rimanere presso la propria abitazione;

   il comune di Taurianova ha richiesto la nomina di un amministratore di sostegno, principalmente per il rischio di futura impossibilità del coniuge ad assisterla con continuità;

   il giudice tutelare, dopo audizione domiciliare, ha riconosciuto: la piena capacità decisionale e volontà della signora Radu; l'assenza di necessità di ospedalizzazione, se non strettamente necessaria; la nomina dell'amministratore di sostegno limitata alla cura della persona e solo in assenza del coniuge, senza interferenza sulla gestione patrimoniale;

   la signora ha recentemente reso pubblica una drammatica richiesta di eutanasia, motivata non da sofferenza fisica ma dalla mancanza di adeguato sostegno domiciliare da parte dello Stato –:

   se il Governo sia a conoscenza del caso e quali iniziative urgenti di competenza intenda assumere per garantire la continuità assistenziale domiciliare della signora Radu adeguata al suo reale fabbisogno;

   se intenda attivarsi affinché Inps provveda immediatamente al ripristino della Home care premium con ricalcolo aggiornato;

   se non ritenga opportuno assumere iniziative di competenza in ordine alla verifica di eventuali interruzioni o ritardi ingiustificati lungo la filiera assistenziale.
(4-06362)

Ritiro di un documento del sindacato ispettivo.

  Il seguente documento è stato ritirato dal presentatore: interrogazione a risposta in Commissione Scotto n. 5-04623 del 3 novembre 2025.

Trasformazione di documenti del sindacato ispettivo.

  I seguenti documenti sono stati così trasformati su richiesta dei presentatori:

   interrogazione a risposta in Commissione Marianna Ricciardi n. 5-04112 del 17 giugno 2025 in interrogazione a risposta orale n. 3-02322;

   interrogazione a risposta in Commissione Bakkali n. 5-04485 del 2 ottobre 2025 in interrogazione a risposta orale n. 3-02323.