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Resoconto dell'Assemblea

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XIX LEGISLATURA


Resoconto stenografico dell'Assemblea

Seduta n. 588 di domenica 28 dicembre 2025

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE FABIO RAMPELLI

La seduta comincia alle 16,03.

PRESIDENTE. La seduta è aperta.

Invito il deputato Segretario a dare lettura del processo verbale della seduta precedente.

STEFANO VACCARI, Segretario, legge il processo verbale della seduta del 1° dicembre 2025.

PRESIDENTE. Se non vi sono osservazioni, il processo verbale si intende approvato.

(È approvato).

Missioni.

PRESIDENTE. Comunico che, ai sensi dell'articolo 46, comma 2, del Regolamento, i deputati in missione a decorrere dalla seduta odierna sono complessivamente 54, come risulta dall'elenco consultabile presso la Presidenza e che sarà pubblicato nell'allegato A al resoconto stenografico della seduta in corso (Ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicate nell'allegato A al resoconto della seduta odierna).

Annunzio della presentazione di un disegno di legge di conversione e sua assegnazione a Commissione in sede referente.

PRESIDENTE. Il Ministro per i Rapporti con il Parlamento, con lettera in data 27 dicembre 2025, ha presentato alla Presidenza il seguente disegno di legge, che è stato assegnato, ai sensi articolo 96-bis, comma 1, del Regolamento, in sede referente, alla I Commissione (Affari Costituzionali):

“Conversione in legge del decreto-legge 27 dicembre 2025, n. 196, recante disposizioni urgenti per le consultazioni elettorali e referendarie dell'anno 2026” (2751) – Parere della V Commissione e della Commissione parlamentare per le questioni regionali.

Il suddetto disegno di legge, ai fini dell'espressione del parere previsto dal comma 1 del predetto articolo 96-bis, è stato altresì assegnato al Comitato per la legislazione.

Sull'ordine dei lavori e per richiami al Regolamento.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, sull'ordine dei lavori, la deputata Sara Kelany. Ne ha facoltà.

SARA KELANY (FDI). Grazie, Presidente. Per il suo tramite, Presidente, oggi Fratelli d'Italia chiede un'informativa urgente al Ministro Piantedosi affinché venga a riferire su una faccenda che sta assumendo dei contorni sconcertanti. Ieri, come a tutti noto, Mohammad Hannoun è stato arrestato; architetto di origini giordane, trapiantato a Genova da decenni. Ecco, l'ufficio del GIP del tribunale di Genova ha disposto la misura cautelare della restrizione in carcere per lui e per altri 8 indagati. Si parla di reati gravissimi: si parla di terrorismo, si parla di eversione. Si dice - nell'ordinanza che dispone la misura cautelare - che questo soggetto sarebbe organico all'organizzazione terroristica Hamas e l'avrebbe finanziata, foraggiandola con milioni di euro.

Che cosa ci dice questa vicenda? Hannoun aveva fondato negli anni una serie di associazioni, a suo dire benefiche, che avrebbero dovuto raccogliere fondi per la popolazione civile palestinese e che, invece, in base alla prospettazione della procura, hanno drenato milioni di euro di fondi per finanziare le casse dei terroristi di Hamas.

I video agghiaccianti che abbiamo visto, con i cani della Guardia di finanza che fiutano sacchi di banconote nascosti all'interno di sgabuzzini valgono più di 1.000 parole (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia), sono la dimensione plastica della virulenza criminale di questa associazione. Ecco, adesso, Presidente, Fratelli d'Italia sono anni che segnala, con atti di sindacato ispettivo, per il tramite di conferenze stampa, con i dati alla mano, la pericolosità di questo soggetto che, dopo il 7 ottobre, ha aumentato - e di molto - la virulenza delle proprie dichiarazioni, giustificando il pogrom del 7 ottobre, definendo Hamas un movimento di resistenza e animando le piazze pro-Pal, in cui, peraltro, il multiforme universo della sinistra si è confuso con facinorosi, con violenti che hanno messo a ferro e fuoco le nostre piazze, i nostri snodi logistici, stazioni, treni, aeroporti, porti, autostrade; oltre ad aver issato striscioni e bandiere con dei messaggi antisemiti evidenti (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia), perché quando si solleva uno striscione in cui c'è scritto: “From the river to the sea, Palestine will be free” vuol dire annientamento dello Stato di Israele.

Ecco, Hannoun ha condiviso i palchi con eminentissimi personaggi, esponenti della sinistra, con la rapporteur dell'ONU, Francesca Albanese, con cui condivide peraltro, oltre a tante altre cose, la lettura che vorrebbe Hamas un movimento di resistenza. È stato osannato e coccolato, in questi ultimi anni, da esponenti del Partito Democratico, da esponenti di Alleanza Verdi e Sinistra, dai 5 Stelle. È stato invitato addirittura alla Camera dei deputati dalla deputata Ascari, che ha fatto con questo soggetto anche più missioni estere in compagnia di alcuni suoi compagni di partito. Deputata che ha perseverato anche dopo il 7 ottobre, invitando alla Camera, poco tempo fa, Sulaiman Hijazi, stretto collaboratore di Hannoun (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia), e che emerge avere un ruolo, non indagato, ma che emerge all'interno di queste intercettazioni. Un atteggiamento vergognoso che noi abbiamo stigmatizzato fortemente, di cui abbiamo chiesto conto, e rispetto al quale le sinistre si sono trincerate in un imbarazzante silenzio (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia); silenzio che perdura anche oggi, all'alba di questi fatti che sono accaduti ieri. Ecco, l'unica cosa che sono stati in grado di dire da ieri è: la destra non strumentalizzi. Ma che cosa c'è da strumentalizzare questo non si sa. Ripeto: noi abbiamo seguito questa vicenda da tempo.

Abbiamo denunciato non solo la pericolosità di Hannoun ma abbiamo chiesto a chi irresponsabilmente ne cavalcava le battaglie di smetterla, così come abbiamo chiesto di prendere le distanze da questo soggetto e da tutti coloro che, in nome della causa pro-Pal, hanno reso le piazze italiane degli inferni di cristallo. Prese di distanza, Presidente, che non sono mai arrivate e dovrebbero scusarsi con gli italiani tutti coloro che hanno blandito quest'uomo (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia) oltre evidentemente a dirsi, a dire a sé stessi, con franchezza, di non essere in grado di ricoprire dei ruoli istituzionali. Concludo, Presidente: oggi la procura con un quadro indiziario robusto chiede e ottiene la custodia cautelare. Oggi chiediamo dunque…

PRESIDENTE. Concluda.

SARA KELANY (FDI). … al Ministro dell'Interno di venire a riferire a questo Parlamento i contorni di questa indagine e di come questa possa ridondare sulla sicurezza dei cittadini perché, a differenza di altri che antepongono l'ideologia alla sicurezza, per Fratelli d'Italia la sicurezza degli italiani …

PRESIDENTE. La ringrazio.

SARA KELANY (FDI). …resta un bene imprescindibile (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, sempre sull'ordine dei lavori, il deputato Giachetti. Ne ha facoltà.

ROBERTO GIACHETTI (IV-C-RE). Sì, Presidente, la ringrazio. Anch'io vorrei unirmi alla richiesta della collega affinché venga il Ministro Piantedosi a riferire su, ovviamente, quello che è possibile riferire rispetto a una vicenda giudiziaria ed è del tutto evidente che ci saranno dei limiti nella ricostruzione.

Però, sicuramente, riguardo a quello che può riguardare le operazioni di polizia e anche le operazioni che garantiscono la sicurezza del nostro Paese non può che esserci da parte mia una condivisione nell'attesa che il Ministro venga a riferire. Così come, per quanto mi riguarda, credo che sia indubbia la mia posizione rispetto a quanto è avvenuto il 7 ottobre, la mia posizione rispetto ad Hamas, la mia posizione rispetto anche a questo soggetto, a questo Hannoun, che ricordiamo anche per aver attaccato pubblicamente Liliana Segre e per aver contribuito, insieme a tanti altri, a rendere un clima nel nostro Paese dal quale io francamente mi sento lontano. Però, vorrei ricordare all'onorevole Kelany, vorrei rivolgermi anche ai colleghi di Fratelli d'Italia e a tutti i colleghi presenti in Aula, che in questo Paese esiste uno Stato di diritto, che in questo Paese lo Stato di diritto non si applica quando conviene e si fa finta di dimenticare quando non conviene. Lo Stato di diritto in questo Paese ci dice che è in corso un'indagine, che, come spesso accade, le indagini non sono mai robuste o non robuste, sono delle indagini che hanno delle conseguenze nel corso delle indagini, che possono portare anche all'arresto, poi ci sono dei passaggi per vedere se gli arresti saranno confermati o meno. È chiaro che se si dovesse arrivare a una sentenza definitiva, nella quale tutte le accuse che vengono rivolte a questa persona e a tutti coloro che insieme a questa persona hanno collaborato, saremmo di fronte a una cosa indegna, una cosa orribile, una cosa che gioca sulla pelle di persone che hanno sofferto, un'associazione o delle associazioni che si propongono atti umanitari e, invece, finanziano il terrorismo. Se sarà confermato da una sentenza definitiva tutto questo ovviamente non potremo che esprimere giudizi così definitivi. Mi permetterei di ricordare alla collega Kelany e a tutti i colleghi che, di volta in volta, quando riguarda gli altri sono sempre pronti a utilizzare un'inchiesta come se fosse una sentenza definitiva che siamo nella Repubblica italiana, che esiste una Costituzione, che è in corso un'indagine ma che, fino a prova del contrario, ciascuno deve essere considerato come una persona non colpevole (Applausi di deputati dei gruppi Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista e Alleanza Verdi e Sinistra).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare sull'ordine dei lavori, immagino sullo stesso argomento, il deputato Scotto. Ne ha facoltà.

ARTURO SCOTTO (PD-IDP). Grazie, signor Presidente. Vede, a differenza dei colleghi della destra, per noi quando parla la magistratura e quando la magistratura decide di avviare un'indagine non si discute: vadano fino in fondo, vadano fino in fondo (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).

Se c'è qualcuno che ha deciso di utilizzare scientemente i soldi, il danaro degli italiani non per sostenere la solidarietà nei confronti di un popolo “genocidato”, ma per sostenere la causa di un'organizzazione terroristica, chi lo ha fatto ha tradito la questione palestinese (Applausi dei deputati dei gruppi Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista e Alleanza Verdi e Sinistra). Per noi deve essere chiaro. Detto questo, detto che per noi si deve andare avanti, vorrei ricordare sommessamente alla collega di Fratelli d'Italia che da questi banchi, dai banchi di tutta l'opposizione è sempre arrivata una condanna ferma ai fatti del 7 ottobre (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista). Non c'è una dichiarazione, una mozione parlamentare, un'intervista, un atto che dica l'opposto. Il sottoscritto è stato, insieme a Roberto Speranza, il primo parlamentare a visitare uno dei kibbutz colpiti il 7 ottobre da Hamas, a incontrare le famiglie degli ostaggi e a portare la nostra solidarietà, la solidarietà del Partito Democratico; dalle parti della destra sono arrivati molto ma molto dopo (La deputata Kelany: “Ma che dici!”). Perché per noi il terrorismo è un nemico della causa della prospettiva laica e democratica dei palestinesi. Vedete, proprio per queste ragioni, a me suona un po' singolare che dai banchi della destra e dal Governo, nel corso degli ultimi mesi, siano arrivate molte parole di condanna verso piazze piene di giovani - piene di giovani - a cui avete detto che esisteva solo un modello di sviluppo possibile, solo un modello di consumo possibile, che la guerra fosse parte della loro quotidianità e che dovevano accettarla così com'è. Quei giovani ci hanno dimostrato che il mondo non va bene così com'è, che bisogna cambiarlo e che quando un popolo, senza patria e senza potere, non ha nessuno che gli tenda una mano, nessuno che scelga la strada di riconoscerlo, quei ragazzi scendono in piazza e manifestano la loro rabbia. Sono manifestazioni per la legalità, perché difendevano il diritto internazionale rispetto a chi, invece, il diritto internazionale l'ha messo sotto i piedi (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista). Vedete dai banchi della destra, sono arrivate accuse a quelle piazze, ma mai una parola di condanna nei confronti dell'aggressione criminale di Benjamin Netanyahu che ha fatto 70.000 morti e ha distrutto il 90 per cento delle infrastrutture civili (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).

Allora, discutiamo con Piantedosi, discutiamo di come separare il grano dal loglio. Se ci sono quelli che inneggiano al 7 ottobre come atto della Resistenza, sono miei nemici sempre, ma lasciamo che la stragrande maggioranza dei cittadini italiani che vuole il riconoscimento dello Stato di Palestina e che ci sia una pace vera possa dire, fino in fondo, quello che pensa, senza nessuna riserva (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista e di deputati del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, sullo stesso argomento, il deputato Bonelli. Ne ha facoltà.

ANGELO BONELLI (AVS). Grazie, Presidente. Anche il gruppo di Alleanza Verdi e Sinistra è d'accordo affinché ci sia un'informativa del Ministro Piantedosi. Avremo modo di confrontarci, di capire, anche se ci troviamo di fronte a un'inchiesta giudiziaria di cui alcune parti, per evidenti motivi, non sarà possibile conoscere. Però, vorrei dire, con molta franchezza, per suo tramite, signor Presidente, all'onorevole Kelany e al gruppo di Fratelli d'Italia, che noi non abbiamo nulla di cui vergognarci. Noi non dobbiamo chiedere scusa a nessuno, noi rivendichiamo con forza l'aver appoggiato un sentimento popolare nel Paese contro uno sterminio, quello del popolo palestinese (Applausi dei deputati del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra e di deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista), quello di cui voi non volete mai parlare, quello di cui voi, sì, vi vergognate di parlare. Perché, vedete, in questi giorni, in queste settimane, l'occupazione illegale da parte dei coloni nella West Bank sta cementando, sì, con le betoniere, le sorgenti di acqua per non far bere acqua potabile al popolo dei palestinesi della West Bank.

Le case vengono demolite, gli ulivi vengono distrutti, quelle terre vengono distrutte; la vita di un palestinese, in quelle realtà, vale molto meno di un prodotto di un supermercato, come è accaduto ad Awdah Hathaleen, protagonista del film No Other Land: si è preso un colpo di pistola nel petto. È stato arrestato, quel colono, ha fatto un'ora di fermo di polizia ed è tornato libero. Perché la vita di un palestinese conta meno di un litro di latte. È uno schifo, è una vergogna.

Ecco, vedete, la differenza tra noi e - signor Presidente - chi sta da quell'altra parte dell'emiciclo, che usa queste vicende come un elemento di strumentalità, perché noi abbiamo sempre condannato l'atto terroristico del 7 ottobre, l'abbiamo sempre definito un atto nemico della causa e del futuro del popolo palestinese (Applausi dei deputati del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra e di deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista), e condanniamo il terrorismo perché lo riteniamo uno strumento che mina non solo la democrazia, ma un percorso di pace. Ora, di fronte a questo, noi chiediamo che la magistratura faccia chiarezza e, se ci sono responsabilità, siano ovviamente non solo accertate, ma siano portate di fronte ai tribunali della Repubblica italiana.

Però - sempre per suo tramite, onorevole Presidente - vorrei ricordare all'onorevole Kelany che se c'è qualcuno che ha finanziato Hamas - e questo sta agli atti anche delle inchieste in Israele, ma anche delle inchieste di giornali importanti, di emittenti importanti, come la CNN - questo si chiama Benjamin Netanyahu che, dal 2012 al 2018, ha dato ad Hamas 1.100.000.000 di dollari (Applausi dei deputati del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra). Lui non fa notizia, lui che ha massacrato il popolo palestinese utilizzando Hamas per demolire l'Autorità nazionale palestinese, attraverso una strategia pubblicamente dichiarata alla Knesset, il Parlamento israeliano, dove si è detto: finanziamo Hamas per demolire l'Autorità nazionale palestinese. Lui sì che i soldi li ha dati, un miliardo e 1.100.000.000 di dollari, in sei anni. Tutto ciò non fa scandalo. Perché non fa scandalo? Perché la strategia, oggi, della destra italiana è di fare un processo di rimozione storica, di ricostruzione di un falso storico, di rimuovere una tragedia, quella del popolo palestinese.

Ecco perché noi non rinneghiamo nulla. Noi rivendichiamo la battaglia di un popolo italiano per la difesa e il diritto alla vita del popolo palestinese, e chiediamo anche che la giustizia faccia rapidamente i suoi accertamenti. Ma da chi ha questo atteggiamento, di chi non ha avuto il coraggio di fermare il commercio di armi, di chi non ha avuto il coraggio di fermare gli accordi di cooperazione economica con uno Stato genocidario, di chi oggi, come il Governo di Israele, ha riconosciuto Somaliland, questo Stato indipendente all'interno della Somalia, con il preciso intento di deportare il popolo palestinese, da parte vostra c'è il silenzio più totale, un silenzio incredibile. Questo sì, inaccettabile, imbarazzante di fronte alla storia (Applausi dei deputati dei gruppi Alleanza Verdi e Sinistra e Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, sempre sull'ordine dei lavori, il deputato Riccardo Ricciardi. Ne ha facoltà.

RICCARDO RICCIARDI (M5S). Grazie, Presidente. Ci associamo anche noi alla richiesta di informativa del Ministro Piantedosi perché non abbiamo timore e non abbiamo alcuna paura di parlare anche di antisemitismo, perché non è il nostro capogruppo che vestiva con una svastica al braccio (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle e di deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista), ma è il vostro capogruppo di Fratelli d'Italia che si vestiva con una svastica al braccio. Perché noi abbiamo memoria e lo ricordiamo quando i giovani di destra portavano la kefiah, ma non in solidarietà al popolo palestinese, ma contro gli ebrei e contro Israele, perché le radici erano quelle (Commenti dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia). Ce lo ricordiamo bene quello che ascoltiamo nelle sedi giovanili di Fratelli d'Italia, dove si inneggia ai forni crematori (Commenti dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia). Ecco, l'antisemitismo non risiede qui, risiede e parte sempre da voi, nelle vostre origini (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle). Quindi, noi a testa alta parliamo dei fenomeni di antisemitismo.

E vedete, la cosa più squallida è che voi cercate con la notizia di questa inchiesta di pulirvi la coscienza (Commenti dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia), di cercare di minimizzare quella che è stata la vostra complicità e la vostra connivenza nei confronti di un genocidio. Ma questa cosa non la cancellerà un'inchiesta (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle), perché quel popolo che sfilava nelle piazze, che stigmatizzate come pro-Pal, era un popolo di donne, di uomini, di giovani soprattutto, che non voleva vedere lo schifo su cui il Governo italiano ha commerciato in armi, in relazioni commerciali, ha stretto la mano di chi ha finanziato veramente Hamas, come Netanyahu (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle), e che, oggi - notizia -, sta finanziando le costole dell'ISIS per indebolire Hamas. È sempre il solito giochino.

Quindi, se il vostro assunto poi è: per un'inchiesta bisogna condannare un intero movimento, perché in quel momento si condivideva una protesta, allora per un'inchiesta che tocca uno di voi per mafia e corruzione, e per migliaia di illeciti, vuol dire che tutti siete mafiosi e corrotti, e fate illeciti; allora, vuol dire che tutti i vostri partiti di maggioranza, quando arriva un'inchiesta, sono coinvolti in tutto questo malaffare. Noi siamo orgogliosi di aver partecipato a quelle piazze, siamo orgogliosi che una nostra deputata, come Stefania Ascari (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle), in tempi non sospetti, andava in Cisgiordania per vedere con i suoi occhi le ingiustizie che accadevano nei confronti di quel popolo e non si lasciava abbindolare (Proteste dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia – Il deputato Donzelli: “Parli solo di Hamas, vergogna!” - La deputata D'Orso: “Presidente!”) dalle vostre narrazioni, dei giornali che sono vostri complici, che hanno dimenticato quello che accadeva in Cisgiordania e a Gaza per anni. Ci sono stati deputati e deputate, come Stefania Ascari, che hanno fatto il loro lavoro e sono andati a vedere con i loro occhi il dramma e hanno titolo (Il deputato Donzelli: “Parli solo di Hamas!”)… Guardi, Presidente, però che addirittura un componente dell'Ufficio di Presidenza - per il suo tramite - non rispetti l'Aula (Commenti dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia) mi sembra quantomeno singolare. Quindi, per favore, la inviterei... grazie, se mi è permesso.

Quindi, lei vedeva con i suoi occhi, e adesso - ripeto - la cosa vergognosa è che cercate, tramite questa inchiesta dove immediatamente diventate giustizialisti… e su questo ha ragione il collega Giachetti. Cioè, ora, la notizia di reato non è più: “ah bisogna aspettare… la magistratura rossa, separiamo le carriere”. Questo è il vostro concetto di giustizia. No, non si può aspettare neanche l'inchiesta. Noi, se qualcuno ha lucrato in maniera vile sul grandissimo moto di solidarietà che c'è stato negli anni nei confronti della popolazione palestinese, siamo i primi a condannarlo, e sapete perché? Perché noi, nel nostro piccolo, ci abbiamo messo un milione di euro dei nostri stipendi (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle e di deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista), da restituire, per la più grande iniziativa umanitaria di questi tempi che è stata la Flotilla, e noi siamo orgogliosi. Quindi, se qualcuno ha lucrato su questo, siamo i primi a condannarlo. E no, non ci vergogniamo di fronte a nessuna discussione. Voi vi dovete vergognare (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle e di deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, sullo stesso argomento, la deputata Cavo. Ne ha facoltà.

ILARIA CAVO (NM(N-C-U-I)M-CP). Grazie, Presidente. Intervengo, Presidente, avendo ascoltato questo dibattito e ringraziando la collega di Fratelli d'Italia per l'intervento che ha fatto, puntuale e condivisibile, per una richiesta di informativa che anche noi sosteniamo, come gruppo di Noi Moderati.

Io credo che quello che abbiamo ascoltato non faccia che dimostrare che, anche in questo caso, si sia persa un'occasione. Io parlo da parlamentare, parlo da parlamentare genovese, dove l'inchiesta di cui stiamo parlando è maturata, dove c'è il cuore di quell'inchiesta. Ed i distinguo che abbiamo ascoltato oggi dall'opposizione: c'è chi dice che bisogna essere garantisti e aspettare la sentenza definitiva, in questo caso sì, forse, però mi sembra che ci sia sempre un garantismo a corrente alternata, e noi, se lo siamo, lo siamo sempre. Ma questo non ci porta, oggi, a non chiedere e a non aspettarci una presa di posizione unanime di condanna nei confronti delle accuse: sono accuse gravi, perché qui c'è in gioco il fatto che le donazioni che si pensavano, certo, per il popolo palestinese, su cui anche noi siamo intervenuti… Questo Governo è un Governo che ha portato avanti il processo di pace, questo Governo è un Governo che ha saputo anche dire che si è andati oltre a Netanyahu; ho ascoltato tutte le illazioni in quest'Aula, ma non ho ascoltato la presa di distanze.

C'è un silenzio assordante da parte dell'opposizione, da parte della sinistra, nei confronti di questa impostazione, di questa inchiesta, che riguarda tutti e che forse, oggi, poteva mettere un punto fermo. Si è persa un'occasione, Presidente, ma mi auguro che con l'informativa del Ministro Piantedosi molti punti vengano messi, vengano messi in maniera ferma. Sicuramente noi l'ascolteremo, sicuramente saremo parte attiva, sicuramente condanniamo quello a cui stiamo assistendo, perché non ci può essere che una sola parola: condanna. E purtroppo da questa parte dell'Aula oggi non l'abbiamo ascoltata (Applausi dei deputati dei gruppi Noi Moderati (Noi con l'Italia, Coraggio Italia, UDC e Italia al Centro)-MAIE-Centro Popolare e Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, sempre sull'ordine dei lavori, l'onorevole Donzelli. Ne ha facoltà.

Per cosa (Il deputato Fornaro: “Se è sullo stesso argomento non può!”)?

GIOVANNI DONZELLI (FDI). Non è lo stesso argomento, grazie.

PRESIDENTE. Adesso ce lo dirà lui, non so, se vogliamo sostituirci…

GIOVANNI DONZELLI (FDI). Chiedo un'informativa a Tajani su quanto è avvenuto e su questa vicenda, quindi non intervengo su quanto già chiesto dalla mia collega, perché mi sento perfettamente rappresentato, ma credo che sul tema debba (Proteste di deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista – Il deputato Casu: “Presidente, non si può! È lo stesso argomento, Presidente!”)

PRESIDENTE. Colleghi, ancora non ho capito qual è la richiesta del deputato Donzelli. Se consentite, se volete stare in silenzio, la ascoltiamo insieme (Proteste di deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista – Il deputato Fornaro: “Ma non lo ascoltiamo! Non lo possiamo ascoltare! Non può farlo! Non può farlo!” – Il deputato Casu: “È lo stesso partito, lo stesso Governo!”).

Colleghi, io fino adesso ho capito che il collega Donzelli intende chiedere un'informativa al Ministro Tajani. Adesso se gli facciamo (Proteste di deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista)… Lo ascoltiamo, se sarà sullo stesso argomento, glielo faremo presente.

Deputato Donzelli, prosegua e ci faccia capire. Se è sullo stesso argomento, non può prendere la parola perché ha già parlato la sua collega, Sara Kelany (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).

GIOVANNI DONZELLI (FDI). Presidente, non intervengo su quello che è il motivo per cui la collega Sara Kelany ha chiesto l'informativa al Ministro degli Interni. Io credo che sia necessario chiedere un'informativa al Ministro degli Esteri per come cambiano le relazioni internazionali in seguito al flusso di denari al nero, irregolare, che è girato dall'Italia verso Nazioni estere (Proteste di deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista – Il deputato Fornaro: “È lo stesso argomento, non mi faccio prendere in giro!”). Questo cambia le questioni internazionali e credo che sia doveroso da parte mia poter chiedere al Ministro Tajani spiegazioni in questo, nonostante i rumori che fanno dall'opposizione (Proteste di deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista - Il deputato Casu: “Volete mandare in esercizio provvisorio il bilancio dello Stato?”).

Se mi consente e se crea le condizioni, io proseguo sulla necessità e su quanto accaduto (Il deputato Casu: “Volete andare all'esercizio provvisorio?”).

Comprendo che per le opposizioni non ci sia necessità di democrazia e la possibilità per la maggioranza di esprimersi liberamente, ma se lei mi conferma che posso parlare (Proteste del deputato Casu), io intervengo grazie.

PRESIDENTE. Sta già parlando, però non si capisce bene quale sia il confine…

GIOVANNI DONZELLI (FDI). No, però non in queste condizioni, Presidente. Non in queste condizioni. Vorrei il rispetto dell'Aula.

PRESIDENTE. …tra le sue argomentazioni, se ci fa capire meglio…

GIOVANNI DONZELLI (FDI). Vorrei il rispetto dell'Aula. Non sono queste le condizioni in cui posso intervenire (Il deputato Casu: “Il rispetto dell'Aula? Ma non la sta rispettando lei, l'Aula!”).

PRESIDENTE. Deputato Casu! Deputato Casu! Prego, prosegua.

GIOVANNI DONZELLI (FDI). Grazie, Presidente. Capisco il nervosismo dei colleghi dell'opposizione, visto che Hannoun andava a spasso per tutta l'Europa con la parlamentare Ascari, e non solo in Europa, anche in campi in cui si esercitavano a quanto pare Hamas e si raccoglievano soldi (Proteste di deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista - Il deputato Fornaro: “È lo stesso argomento di prima, Presidente!”). Quindi, capisco il nervosismo dell'opposizione…

PRESIDENTE. Deputato Donzelli…

GIOVANNI DONZELLI (FDI). …capisco il nervosismo dell'opposizione, ma credo (Proteste di deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista)

PRESIDENTE. Colleghi! Dovete stare al vostro posto e in silenzio! Ci sono io che gestisco i lavori dell'Aula (La deputata Guerra: “Questo è il suo lavoro, Presidente!”).

Collega Donzelli, lei ci deve circostanziare la ragione della informativa e ci deve far capire se c'è una differenza o meno rispetto alle argomentazioni che sono state trattate dai colleghi deputati (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista), anche del suo gruppo, ma non solo del suo gruppo, perché il nostro Regolamento prevede l'impossibilità da parte di uno stesso gruppo di fare più di un intervento sullo stesso argomento. Prego.

GIOVANNI DONZELLI (FDI). Come le avevo già spiegato, Presidente, non ho alcun problema a confermarle che, siccome è emerso un flusso di denaro importante che dall'Italia è uscito all'estero in modo irregolare, credo che questo crei problemi internazionali e che abbia complicato anche alcune relazioni. E su questo credo debba venire a riferirci Tajani, su come per esempio la Nazione di Israele, su come altre Nazioni arabe che ci sono nel Golfo, moderate, hanno reagito a questa informazione, se si complicano o no i nostri rapporti; quanto anche la superficialità dell'opposizione, che questo Hannoun l'ha portato in Parlamento, rischia di complicare l'immagine dell'Italia nei rapporti internazionali (Proteste di deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista); quanto la superficialità, per esempio, della collega Boldrini, che si faceva fotografare (Proteste di deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista)

PRESIDENTE. Colleghi!

GIOVANNI DONZELLI (FDI). …nei locali di questo Parlamento con Hannoun complica a livello internazionale il lavoro eccezionale (Proteste di deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista)

PRESIDENTE. Colleghi!

GIOVANNI DONZELLI (FDI). …che ha fatto il Governo Meloni (Proteste del deputato Fornaro)

PRESIDENTE. No, deputato Fornaro! Porti pazienza. Di fatto, se non ho capito male…

GIOVANNI DONZELLI (FDI). …per portare la pace. Il Governo Meloni che, orgogliosamente, non è complice di genocidio, come urlano dalle opposizioni, ma è complice della pace!

PRESIDENTE. Deputato Donzelli (Proteste di deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista - Il deputato Fornaro: “Ma non facciamoci prendere in giro, Presidente, non è accettabile! Lei sta consentendo una violazione del Regolamento!”).

Guardi, deputato Fornaro, mi pare di capire che ci sia una richiesta di estensione dell'informativa, che era stata indirizzata al Ministro Piantedosi, al Ministro Tajani, per questioni parallele rispetto a quelle che sono state citate fin qui. Non mi pare che sia una roba che vada al di là. Se un collega vuole aggiungere la competenza di un Ministro a un altro Ministro e lo argomenta e lo circostanzia, io non credo che siamo al di fuori del perimetro del Regolamento (Il deputato Fornaro: “Siamo fuori dal Regolamento! Lei deve essere sopra le parti! Deve essere sopra le parti! Avete deciso di andare in esercizio provvisorio?”).

Se permettete - diciamo così - c'è una competenza del Presidente di turno ad assumere delle decisioni da questo punto di vista.

Concluda, deputato Donzelli.

GIOVANNI DONZELLI (FDI). Concludo, se le opposizioni, che stanno gridando in questo modo vergognoso, mancando di rispetto all'Aula (Proteste di deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista), avessero rispettato quest'Aula, stando più attenti a chi invitavano in Parlamento rispetto ad invitare Hannoun, oggi non avrebbero bisogno di urlare in questo modo.

Credo che l'Italia abbia una credibilità internazionale grazie al Governo Meloni (Commenti di deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista - Il deputato Fornaro: “Ma che dici?”), che mentre altri gridavano che era complice del genocidio, era complice della pace; che mentre altri facevano le scene, magari andavano nelle piazze con i pro-Pal (Proteste di deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista - Il deputato Grimaldi: “Vergognati!”) e magari inneggiavano a chi andava a occupare la sede de La Stampa, il Governo Meloni, grazie anche al Ministro Tajani, andava a difendere la credibilità di questa Nazione.

Quindi chiedo e confermo che il Ministro Tajani venga in quest'Aula a dirci quanto per colpa delle opposizioni e se si sono complicate le relazioni internazionali e se queste opposizioni, con la loro sciagurata irresponsabilità, hanno danneggiato (Il deputato Cuperlo: “Basta!”) il percorso di pace che ha portato avanti il Governo italiano per creare due popoli e due Stati, aiutando davvero il popolo palestinese e non altri, che invece stringevano accordi e andavano a braccetto con chi finanziava Hamas, danneggiando il popolo palestinese (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. Quindi, c'è una richiesta di informativa al Ministro Tajani.

Ha chiesto di parlare, per richiamo al Regolamento, il deputato Grimaldi. Ne ha facoltà.

MARCO GRIMALDI (AVS). Grazie, Presidente. Io stigmatizzo il suo comportamento, Presidente. È inaccettabile per più motivi e adesso proverò a ricordarglieli. Il primo, c'è una prassi che la Presidenza chiede di rispettare proprio per il senso delle istituzioni e il programma dei lavori e sa qual è? Quella di avvicinarci lì ai banchi della Camera, della Presidenza e chiedere l'informativa e dire qual è l'oggetto. E sa perché c'è questa prassi? Perché se non viene rispettata adesso, d'ora in poi - tra l'altro, era il secondo deputato dello stesso gruppo -, ognuno di noi, nelle prossime due ore, prenderà la parola su ordini dei lavori che non dichiareranno prima. Sa che cosa vuol dire? Che nelle prossime ore ognuno di noi chiederà un ordine dei lavori e voi andrete in esercizio provvisorio, ma non voi: porteremo il Paese all'esercizio provvisorio, perché lei non sa fare il Presidente della Camera (Applausi dei deputati dei gruppi Alleanza Verdi e Sinistra, Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista e MoVimento 5 Stelle)! Due, due, due Presidente! È un precedente molto grave quello. Perché allora sa che c'è?

Su questa vicenda, nei prossimi minuti, prenderemo la parola per chiedere anche a Nordio di dire la sua, per chiedere anche a Giorgia Meloni di dire la sua. Sono altri Ministri, o no? E, allora, se questa è la prassi, guardi che questa Camera diventa davvero difficile da governare. E lo dico dopo essere passato attraverso un'indignazione, un'umiliazione che è quella di aver convocato le Camere di sabato 27. Ma, guardate, ognuno di noi lavora di sabato e di domenica, benissimo, ci sono italiani che fanno turni molto più straordinari dei nostri, ma è indegno che una Camera si ritrovi negli ultimi giorni disponibili prima dell'esercizio provvisorio per discutere in poche ore la finanziaria e ci sia qualcuno che, invece di capire l'eccezionalità, quello che stanno facendo - e lo stanno facendo contro di noi, contro le istituzioni, contro il valore di questa democrazia -, cosa fa? Prende la parola tanto per insultare le opposizioni, tanto per continuare a fare una polemica inutile su fatti che, tra l'altro, noi abbiamo già stigmatizzato, su vicende su cui ci siamo già espressi.

Quindi questa vicenda e anche il suo atteggiamento sono ancora più gravi, perché non ha compreso cosa stava succedendo. E, invece di comprendere che ci sarebbe tutta la necessità del mondo di iniziare una legge finanziaria, lei ci ha fatto attaccare politicamente e l'ha fatto fare a freddo, quando l'Aula dovrebbe essere richiamata a un po' di dignità, quello che proveremo a fare con disciplina e onore nelle prossime ore. Ma sappia che chi non ha rispettato questa Camera è proprio lei e lei dovrebbe chiedere scusa, perché quello che è appena accaduto è molto, molto, grave (Applausi dei deputati dei gruppi Alleanza Verdi e Sinistra e Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).

PRESIDENTE. Faccio presente che delle persone che comunque hanno preso la parola questa mattina nessuno si è avvicinato ai banchi della Presidenza per preannunciare il suo intervento sull'ordine dei lavori (Commenti). Ha chiesto di parlare il deputato Fornaro. Ne ha facoltà.

FEDERICO FORNARO (PD-IDP). Sul Regolamento, signor Presidente.

PRESIDENTE. Prego, a lei la parola.

FEDERICO FORNARO (PD-IDP). Guardi, grande rispetto per il suo ruolo, per la sua persona, ma mi trovo in totale disaccordo. Vorrei che rimanga agli atti, che questo sia trasmesso al Presidente della Camera. È stato evidente che l'intervento, per il suo tramite, del collega Donzelli, era sullo stesso identico argomento. C'è un altro tema su cui, credo, siamo tutti d'accordo: quando si fanno queste informative si individua un Ministro, ma il concetto è che è chiamato il Governo. Allora, se il collega Donzelli si fosse fermato nel dire che riteneva opportuno che, oltre al Ministro Piantedosi, ci fosse un'informativa sullo stesso argomento anche del Ministro Tajani, non avrei avuto nulla a che ridire, ma ha argomentato sullo stesso tema; ha attaccato genericamente questi banchi, in specifico la collega Boldrini che non è neanche presente. Insomma, Presidente, lei non può rendersi complice di un attacco, a freddo, della maggioranza in una giornata come questa, in ore come queste.

Mi rivolgo, per il suo tramite, al Ministro Giorgetti: se avete deciso di andare all'esercizio provvisorio, abbiate almeno la decenza di dirlo (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista e di deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle). Vi segnalo che ci sono 240 ordini del giorno: fate i conti su cosa significa per 8 minuti. Adesso noi faremo interventi con richieste di informative per le prossime due ore e lei non potrà non concedercelo, visto che lo ha appena concesso a uno dei maggiori esponenti del gruppo a cui lei appartiene.

Allora, credo che, da questo punto di vista, non sia accettabile questo comportamento: è un comportamento irresponsabile da parte del partito di maggioranza relativa (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista). Questa non è l'uscita di un piccolo gruppo. Se è studiata a tavolino, mi chiedo cosa ci sia dietro, non rispetto a questa vicenda, su cui mi pare abbiamo risposto, e poi se qualcuno non ha capito o non ha ascoltato, non è responsabilità nostra. Ma è veramente inaccettabile.

Presidente, mi creda: quello che è stato fatto adesso è un precedente anche pericoloso da questo punto di vista. Io vorrei che sia stigmatizzato. Vorrei che, da questo punto di vista, ci sia con chiarezza la stigmatizzazione di un comportamento in una fase delicata della vita parlamentare come quella dell'approvazione della legge di bilancio. Ma dobbiamo caricarcele tutte noi le responsabilità per non arrivare all'esercizio provvisorio o dovrebbero essere loro, che sono il partito principale, ad assumersele in prima persona (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista e di deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle)? A tutto c'è un limite! C'è un limite al rispetto dei ruoli. Partire su una vicenda su cui c'è una responsabilità chiara del Governo nei ritardi con cui è stata approvata al Senato, basta leggere la rassegna stampa, e, come primo atto, si scarica, andando oltre, come chiaro ed evidente dal resoconto, una vicenda grave come quella che è successa… Credo che, da questo punto di vista, lei non doveva consentire questo, nell'interesse di questa Camera, nell'interesse delle istituzioni che - le ricordo - vanno sopra gli interessi dei singoli parlamentari e del singolo gruppo (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, per richiamo al Regolamento, la deputata D'Orso. Ne ha facoltà.

VALENTINA D'ORSO (M5S). Grazie, Presidente. Intervengo per un richiamo al Regolamento, articoli 8 e seguenti. Prendiamo atto che oggi si è creato un precedente, quello dello “spacchettamento” delle informative, perché di questo si tratta. Perché quando ci sono vicende così complesse… Ce ne sono state anche in passato e io ve ne ricordo una per tutte, quella del torturatore libico Almasri, allora noi avremmo dovuto fare tutto un giro di informative: perché partivamo con la Presidenza del Consiglio, poi c'erano i profili che riguardavano il Ministro Nordio, c'erano i profili che riguardavano il Ministro Piantedosi. Potevamo praticamente stare una giornata intera per chiamare tutti quelli che erano coinvolti al Governo circa quelle decisioni, ma non è stato fatto questo in passato. Da oggi, da questo momento in poi, è possibile. Abbiamo creato il precedente - non si è riunita una Giunta per il Regolamento, ma questa è prassi e me lo insegnate - dello “spacchettamento” delle informative. Quindi, prima cosa di cui prendiamo atto oggi; ci sentiremo liberi di farlo, perché dall'altra parte non sarete più liberi di rigettare una richiesta del genere (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle). E così è.

Poi prendo atto anche di un'altra cosa. Pure la modalità è agghiacciante per cui si è arrivati a questo precedente: perché il collega Donzelli non ha solamente detto della richiesta di informativa al Ministro Tajani, ma ha argomentato con le medesime argomentazioni che erano già state illustrate dalla collega, quindi hanno parlato per due volte sullo stesso argomento. Ebbene, questo è pure inaccettabile, ma non ci sconvolge, perché avete preso in giro quest'Aula. Ci avete preso in giro come fate con tutti coloro che sono fuori da quest'Aula, perché voi non fate altro che prendere in giro le persone che stanno fuori da quest'Aula, perché dite una cosa e fate esattamente il contrario di quello. Oggi abbiamo avuto la prova provata di quanto voi siete bravi a prendere in giro le persone qua dentro e lì fuori (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle). Ma noi non ci caschiamo.

Terza cosa. Collega Donzelli, se vuole conoscere i flussi finanziari, ha qui il Ministro Giorgetti. Siccome oggi la priorità della maggioranza, di Fratelli d'Italia, è quella di sviscerare tutti i profili della vicenda che riguarda Hannoun, benissimo, avete il Ministro Giorgetti; magari potrà qui, invece di parlare di legge di bilancio, intrattenerci sui flussi finanziari. Essendo il Ministro dell'Economia potrà benissimo alzarsi e intrattenerci su tutti i flussi finanziari che dall'associazione andavano verso la Palestina e quant'altro. Quindi possiamo sviscerare pure i profili finanziari con il Ministro Giorgetti, perché oggi certifichiamo che la priorità per il partito di maggioranza relativa in quest'Aula è quella di sviscerare, sotto tutti i punti di vista, questa vicenda. Ne prendiamo atto, siamo pronti a farlo, con buona pace della legge di bilancio (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Riccardo Ricciardi. Sul richiamo al Regolamento? No, su cosa? Prego.

RICCARDO RICCIARDI (M5S). Per associarmi alla richiesta di informativa del Ministro Tajani, no?

PRESIDENTE. Prima di sviluppare il suo ragionamento, mi faccia dire (Commenti di deputati dei gruppi Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista e MoVimento 5 Stelle)...

RICCARDO RICCIARDI (M5S). Prego, Presidente. Lei presiede. Scusate.

PRESIDENTE. Ci sono stati dei richiami al Regolamento. Quindi, prima che lei si associ e prosegua con i richiami all'ordine dei lavori, penso di dovere delle risposte, giusto? Altrimenti i richiami al Regolamento sono esercizio retorico, fine a se stesso.

Io ho dato la parola al collega Donzelli, che me l'ha chiesta alzando la mano, e l'ho fatto argomentare per capire se ci fosse una sovrapposizione o meno, soprattutto perché ha richiesto un'informativa al Ministro Tajani e non al Ministro Piantedosi. La tal circostanza imponeva al sottoscritto di ascoltare quali fossero le sue ragioni. Faccio anche presente - questa è la procedura che tutti i Vicepresidenti e il Presidente adottano e comunque io l'ho sempre adottata - che prima di togliere la parola, ascolto e cerco di capire se c'è un intervento pretestuoso o se c'è un intervento di merito. Tant'è, dopo aver ricordato al collega Donzelli che se avesse sviluppato nelle argomentazioni le stesse motivazioni degli altri interventi su richiesta di informativa gli avrei tolto la parola. Quando Donzelli si è sovrapposto alle argomentazioni degli altri, non ha concluso il suo intervento; l'ho invitato a concludere (Commenti dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle)… L'ho invitato a concludere. Guardate, potete consultare anche il cronometro e potrete verificare facilmente che il collega Donzelli non ha concluso il suo intervento, quindi quando si è capito (Commenti di deputati dei gruppi Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista e MoVimento 5 Stelle) … ferma restando la legittima richiesta, che è stata oltretutto vidimata, certificata anche dal ragionamento del deputato Fornaro, ossia che si poteva associare - perché è giusto farlo, è legittimo farlo - alla richiesta di informativa del Ministro Piantedosi quella del Ministro Tajani.

Quindi, questo era necessario farlo ed era pienamente legittimo da parte del deputato Donzelli richiederlo. Una volta che questo è stato fatto, entrando nel merito c'è stata una sovrapposizione: ho invitato il collega Donzelli a concludere e ha concluso, senza consumare i 5 minuti previsti dal Regolamento per la richiesta di informativa (Commenti dei deputati dei gruppi Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista e MoVimento 5 Stelle). Questo è quanto. Quindi, per dire che cosa? Che la circostanza narrata non costituisce affatto precedente, non c'è alcun precedente, perché io ho interrotto il collega Donzelli e l'ho invitato a concludere dopo aver ascoltato, diversamente da alcuni di voi che volevano che lo interdicessi precedentemente rispetto alle sue motivazioni; dopo averlo ascoltato, io l'ho pregato di concludere e il collega Donzelli ha concluso il suo intervento anticipatamente. Quindi, non si configura assolutamente alcun precedente da questo punto di vista.

Possiamo andare avanti con l'ordine del giorno? Oltretutto, penso che abbiate anche potuto constatare che sul richiamo al Regolamento ogni gruppo dell'opposizione che ha voluto ha potuto sviluppare le proprie argomentazioni e rispondere abbondantemente (Commenti dei deputati dei gruppi Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista e MoVimento 5 Stelle), anche oltre le previsioni del Regolamento stesso. Possiamo incardinare la discussione all'ordine del giorno rispetto al disegno di legge, già approvato dal Senato? No, ha chiesto di parlare il collega Riccardo Ricciardi. Ne ha facoltà.

RICCARDO RICCIARDI (M5S). Grazie, Presidente. Per associarmi alla richiesta di informativa di Donzelli al Ministro Tajani su come i flussi finanziari citati avrebbero compromesso e, in qualche modo, influenzato i rapporti dell'Italia. Associandomi a questa richiesta e rispetto al tema che parla di aiuti per la popolazione palestinese, noi vorremmo sapere anche dal Ministro Tajani, in questa informativa, perché ci sono decine di quintali di aiuti che devono entrare a Gaza che, nonostante la tregua, non stanno entrando. E, tra questi aiuti, ci sono quelli dell'associazione Music for Peace - a cui noi, ribadisco, abbiamo donato un milione di euro dei nostri stipendi per Gaza -, che sta cercando di trovare un canale tramite la Farnesina, sperando che Tajani, finalmente, faccia la procedura da Ministro a Ministro e parli con il Ministro israeliano dicendogli: signori, ma questi aiuti entrano o non entrano a Gaza (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle e di deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista)? Perché le risposte del Governo israeliano, in riunioni ufficiali in presenza di staff della Farnesina, sono che il Governo israeliano non fa entrare questi aiuti perché hanno troppo valore energetico per i bambini di Gaza, tra cui biscotti e dolci (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle e di deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista). Questo sta accadendo.

Quindi noi chiediamo che Tajani venga ad informarci sul motivo per cui questi aiuti sono bloccati, perché ribadiamo ancora una volta: noi vogliamo che quegli aiuti vadano alla popolazione palestinese e tutte le persone che si sono riversate nelle piazze, che hanno donato tempo e anche solo un euro per la popolazione palestinese, debbano andare a lenire le sofferenze di quel popolo martoriato. E se anche solo un euro è stato distratto per qualsiasi finalità, ma, oltretutto, per finalità terroristiche, questo è chiaramente da perseguire, giuridicamente e moralmente, e saremo i primi a farlo (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle e di deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).

Discussione del disegno di legge: S. 1689 - Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2026 e bilancio pluriennale per il triennio 2026-2028 (Approvato dal Senato) (A.C. 2750​). Nota di variazioni al bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2026 e bilancio pluriennale per il triennio 2026-2028 (A.C. 2750​/I) (ore 16,55).

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge, già approvato dal Senato, n. 2750: Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2026 e bilancio pluriennale per il triennio 2026-2028 e relativa Nota di variazioni (A.C. 2750​/I).

Avverto che lo schema recante la ripartizione dei tempi è pubblicato in calce al vigente calendario dei lavori dell'Assemblea (Vedi calendario).

(Discussione sulle linee generali - A.C. 2750​ e A.C. 2750​/I)

PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione sulle linee generali.

I presidenti dei gruppi parlamentari Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista e MoVimento 5 Stelle ne hanno chiesto l'ampliamento.

La V Commissione (Bilancio) si intende autorizzata a riferire oralmente.

Ha facoltà di intervenire il relatore, deputato Andrea Barabotti.

ANDREA BARABOTTI, Relatore. Grazie, Presidente. Annuncio il deposito della relazione sul disegno di legge di bilancio. È una relazione che i colleghi hanno avuto modo di apprezzare nel corso dei lavori della Commissione. Mi limiterò, a partire da questa relazione, a fare una serie di riflessioni.

Intanto, per valutare correttamente una manovra di bilancio non si possono isolare singole misure e singoli commi, è necessario sicuramente adottare un approccio di ampio respiro che tenga insieme contesto generale, continuità dell'azione di governo e direzione complessiva delle politiche economiche.

Questa legge di bilancio, difatti, non nasce dal nulla, ma si inserisce in un percorso avviato fin dall'inizio della legislatura fatto di tre manovre che consecutivamente hanno messo al centro le famiglie più fragili dal punto di vista economico.

Negli anni parliamo di 42 miliardi e mezzo di euro redistribuiti dal 2023: 8,1 miliardi nel 2023, 16,3 miliardi nel 2024 e circa 18 miliardi dal 2025. Risorse tornate nelle tasche di chi ne aveva più bisogno attraverso il taglio del cuneo fiscale e dell'Irpef, senza considerare altri interventi adottati in corso d'anno. È questa la cifra della nostra azione di governo. Questa manovra prosegue con coerenza su quella strada: continuiamo a sostenere le famiglie fragili, rafforzando misure di sostegno diretto e incentivando il lavoro. Penso alla Carta dedicata a te, potenziata con 500 milioni di euro annui in più per beni di prima necessità; penso ai rinnovi contrattuali con tassazione al 5 per cento, che coinvolgono 3,3 milioni di lavoratori; ai premi di produttività detassati all'1 per cento fino a 5.000 euro per circa 5 milioni di beneficiari e al lavoro notturno e festivo tassato al 15 per cento fino a 1.500 euro. È una scelta chiara: aiutare chi lavora, chi produce, chi tiene in piedi questo Paese.

Ma questa legge di bilancio compie anche un altro passo ulteriore e necessario per dare maggior sostegno al ceto medio, che rappresenta la spina dorsale del Paese, con la riduzione dell'Irpef dal 33 per cento sui redditi tra 28.000 e 50.000 euro garantiamo fino a 440 euro annui in più a 13,6 milioni di contribuenti. È così che rendiamo più equa e più giusta la redistribuzione della ricchezza in una fase di cambiamenti epocali e anche di disuguaglianze su cui dobbiamo lavorare.

Quest'azione, prudente ma lungimirante, sta producendo risultati concreti; i dati sul lavoro e sull'occupazione sono sotto gli occhi di tutti: tasso di occupazione record e disoccupazione ai minimi storici e giudizio dei mercati e delle agenzie di rating che è assolutamente confortante dopo tanti anni. E che dire poi del giudizio più importante, che è quello degli elettori, che vede un centrodestra che si rafforza e un'azione di governo apprezzata.

In uno scenario internazionale particolarmente complesso, segnato da conflitti, instabilità geopolitica e difficoltà di approvvigionamento energetico, l'Italia ha saputo costruire una spirale positiva di credibilità internazionale, di rinnovato ottimismo dei mercati, con un avanzo primario nel 2024 pari a 10 miliardi di euro, rendendoci l'unico Paese del G7 post COVID a tornare in positivo.

Questa credibilità si traduce anche in benefici concreti: oltre 20 miliardi di euro di risparmi sugli interessi del debito dal 2023 ad oggi, risorse che sono utilizzate per abbassare le tasse, sostenere famiglie e lavoro, seguendo il programma politico che abbiamo presentato agli elettori.

Il quadro complessivo è in netto miglioramento anche sul fronte dei conti pubblici: deficit al 2,8 per cento del PIL nel 2026 con una chiusura anticipata della procedura europea di infrazione un anno prima del previsto, un risultato che certifica la serietà del percorso intrapreso.

Per tutto questo è doveroso ringraziare il Governo, qua presente nella persona del Ministro dell'Economia e delle finanze, Giancarlo Giorgetti, che, come pochi altri, in questi anni è stato in grado di servire il proprio Paese. Un grazie anche al Senato della Repubblica che ha saputo migliorare il provvedimento con un lavoro puntuale che ha riportato al centro il confronto parlamentare e su questo lasciatemi dire un grazie particolare a un senatore che ha segnato in positivo il percorso di questa legge di bilancio, il senatore della Lega, Claudio Borghi. Ultimo ma non ultimo un ringraziamento ai leader del centrodestra perché questi risultati sono in primis il frutto della coesione politica di questa maggioranza e della responsabilità che tutti i leader della coalizione sanno dimostrare per garantire al Paese stabilità, unità e forza. Grazie Presidente, lascio la parola ai colleghi, che ringrazio, e al relatore Mascaretti.

PRESIDENTE. Ovviamente è autorizzato a consegnare la sua relazione.

Ha facoltà di intervenire il relatore, deputato Andrea Mascaretti.

ANDREA MASCARETTI, Relatore. Grazie, Presidente. Onorevoli colleghi, lasciatemi innanzitutto ringraziare tutto il Governo, a partire dal Presidente Giorgia Meloni, dal Ministro Giorgetti e dai Sottosegretari qui presenti - Savino, Albano e Mazzi - per il lavoro fatto e per aver dato stabilità e credibilità al nostro Paese anche con questa manovra. Un grande grazie va agli uffici della Commissione bilancio e a tutti gli uffici che, lontano dai riflettori, hanno lavorato con noi, facendo un lavoro incessante e prezioso anche in questi giorni di festa. Grazie a tutti i dipendenti e al personale della Camera dei deputati e ai colleghi che con noi hanno condiviso in queste ore il lavoro della Commissione bilancio.

Non essendoci il tempo per illustrare la mia relazione, chiedo al Presidente di depositarla, non prima però di aver fatto alcune premesse e citato alcuni interventi della manovra che si compone, come sappiamo, di due sezioni, 21 articoli e 973 commi. Per leggere questa manovra dobbiamo considerare quanto è successo negli anni precedenti. Qui parlano i numeri e parlano gli scenari e gli eventi nazionali e internazionali che hanno generato il contesto nel quale ci siamo trovati ad operare. Questo Governo ha iniziato a fine del 2022, come ci ricordiamo. È stato un periodo storico complicatissimo, con l'uscita dall'epoca del Covid, che è stata una grande tragedia internazionale anche per i conti pubblici degli Stati, che ha portato un'eredità pesantissima di indebitamento per i sostegni Covid e gli aiuti, ma anche per la gestione della parabola del bonus 110 per cento.

Nel 2022 cominciano i conflitti internazionali - la guerra in Ucraina e quelle in Medio Oriente - con grandi sofferenze e tanti morti, ma anche grandi tensioni sui mercati internazionali, a proposito dei costi dell'energia, del petrolio, della difesa, delle sanzioni e i problemi di riorganizzazione di tutto l'apparato produttivo per l'approvvigionamento di materie prime e la contrazione dell'export. Se queste sono le condizioni di partenza, i numeri ufficiali descrivono con chiarezza i risultati dell'azione di questo Governo. Sul mercato del lavoro l'Italia ha raggiunto livelli record di occupazione. Il tasso di occupazione complessivo è salito a 62,7 per cento: il valore più alto mai registrato. Parallelamente la disoccupazione si è ridotta fino a circa il 6 per cento: il minimo storico dal 2007. Particolarmente rilevante è il dato sull'occupazione femminile che ha superato il 54 per cento, toccando anche in questo caso un massimo storico. Questi risultati segnano una discontinuità rispetto al passato e hanno rafforzato la credibilità finanziaria dell'Italia. Infatti, lo spread, che nel 2022 aveva raggiunto i 251 punti base, ha toccato i 65 punti base a dicembre 2025. L'Italia ha inoltre registrato numerosi miglioramenti del giudizio delle principali agenzie di rating che hanno promosso ben 7 volte in un anno il nostro Paese. Anche i conti pubblici mostrano un chiaro percorso di rientro. Il deficit è in progressiva riduzione e probabilmente usciremo dalla procedura di infrazione anticipatamente. È un risultato storico per il nostro Paese e questo va detto. Uscirne vuol dire risparmiare interessi sul debito pubblico e presentarsi al confronto con la Commissione europea con una posizione più solida e autorevole.

Sul fronte della sanità, i dati sono altrettanto chiari. Un incremento significativo del Fondo sanitario nazionale con oltre 6 miliardi aggiuntivi in questa manovra che portano a un incremento totale di oltre 30 miliardi rispetto al 2019. È un incremento senza precedenti che testimonia una scelta politica netta a favore della sanità pubblica. Occupazione al massimo, disoccupazione in calo, più donne al lavoro, spread ridotto, rating migliorati, conti più solidi e sanità finanziata come non mai prima: sono i risultati concreti che dimostrano che una politica seria e responsabile produce effetti reali per il Paese. Questi sono i numeri sui quali si appoggia la manovra che ci accingiamo a votare. È una manovra prudente e responsabile che prevede importanti interventi per le famiglie, per i lavoratori e per le imprese.

Lasciatemene citare velocemente alcuni. Segnalo, in primo luogo, che i commi 3 e 4 dell'articolo 1 riducono dal 35 al 33 per cento la seconda aliquota Irpef, prevedendo un meccanismo diretto di sterilizzazione per il beneficio fiscale per i percettori di un reddito complessivo superiore ai 200.000 euro. I commi 5 e 6 incrementano di 500 milioni il Fondo per l'acquisto dei beni di prima necessità per ciascuno degli anni 2026 e 2027. Il comma 7 prevede che gli incrementi retributivi, corrisposti ai dipendenti del settore privato per l'anno 2026, in attuazione di nuovi contratti, siano sottoposti a un'imposta sostitutiva delle imposte sui redditi costituita da un'aliquota del 5 per cento.

I commi 10 e 12, per il periodo di imposta relativo all'anno 2026, introducono, limitatamente ai dipendenti del settore privato aventi un reddito da lavoro dipendente inferiore a 40.000 euro, un'imposta sostitutiva Irpef del 15 per cento. Il comma 14 incrementa da 8 a 10 euro il valore monetario non imponibile dei buoni pasto elettronici corrisposti dal datore di lavoro ai propri dipendenti. Il comma 15 estende anche all'anno 2026 il regime di agevolazione Irpef dei redditi dominicali e agrari dichiarati dai coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola. Il comma 17 limita a decorrere dall'anno 2026 l'applicazione della cedolare secca, relativa agli immobili per i quali sono stati stipulati contratti di locazione breve, esclusivamente a due immobili anziché ai quattro previsti. Il comma 22 proroga per tutto l'anno 2026 il regime fiscale più favorevole, previsto fino all'anno 2025, per gli interventi edilizi finalizzati al risparmio energetico, alle ristrutturazioni edilizie e al cosiddetto “Sismabonus”.

Grazie, Presidente. Finisco qui, chiedo il deposito della mia relazione sul disegno di legge di bilancio e lascio lo spazio all'altro relatore.

PRESIDENTE. È autorizzato al deposito.

Ha facoltà di intervenire il relatore, deputato Roberto Pella.

ROBERTO PELLA, Relatore. Grazie, Presidente Rampelli, Ministro Giorgetti. Io vorrei soffermarmi sul tema delle regioni, perché ringrazio il Ministro per aver ridotto di 100 milioni il concorso alla finanza pubblica delle regioni a statuto ordinario. Ringrazio per la cancellazione della restituzione delle anticipazioni di liquidità delle regioni con accollo anche del debito da parte dello Stato, così come anche per il recepimento dell'accordo, tra il Governo e la regione autonoma Sardegna, di 100 milioni a titolo di compensazione delle condizioni di insularità, a dimostrazione che questo Governo non guarda chi governa comuni e regioni, ma pensa all'interesse di tutti i cittadini.

Per il comparto dei comuni, a me molto caro, devo dire ancora una volta grazie al Ministro Giorgetti per aver incrementato quel Fondo di assistenza ai minori di 150 milioni che chi, come il Sottosegretario Savino che segue gli enti locali, sa quanto è un tema importante, fondamentale e richiesto. Risposte mai avute da nessun Governo e avute dal Governo di centrodestra. Così come ringrazio anche per la nuova modalità del calcolo del Fondo crediti di dubbia esigibilità: richiesta che da anni ANCI sta portando avanti con tanti sindaci. Lo dico in modo particolare ai banchi dell'opposizione che finalmente ha ricevuto risposta chiara e determinata da parte di questo Governo. Così come ringrazio anche per il rifinanziamento del Fondo speciale, pari a 200 milioni, per quelli che sono i livelli dei servizi, così come per la modifica della disciplina sugli enti in disavanzo di utilizzare l'avanzo che vincola quelli che sono i fondi di parte corrente. Anche questa è una scelta importante e doverosa soprattutto per i tanti comuni del Centro-Sud che sono in uno stato di dissesto. Ma, soprattutto, ancora una volta, la fuoriuscita dei comuni, soprattutto quello di Roma, quello della capitale, da quello che è il riparto della quota del Fondo di solidarietà. È un accordo raggiunto insieme al Sottosegretario Savino e sottoscritto proprio in ambito di Conferenza unificata e che - devo dire - non solo dà quelle risorse giuste e importanti alla città di Roma, ma soprattutto sprigiona quelle risorse per tutti quei comuni oggi importanti e fondamentali. Ancora una volta è stato questo Governo di centrodestra che ha messo mano a una norma che da tanti anni veniva richiesta da tutti i Governi. Il comune di Roma, che è governato da tanti anni dal centrosinistra, non ha mai avuto risposta, ma l'ha avuta oggi da questo Governo di centrodestra.

Poi sicuramente vi sono ancora i temi riguardanti la giustizia e la sicurezza. Sicuramente noi, come Forza Italia, abbiamo sempre posto quell'attenzione sulle maggiori risorse per le Forze armate, le Forze di polizia e quello che è l'ordinamento civile e militare e quello che è il Corpo dei Vigili del fuoco. Abbiamo provveduto anche a un'assunzione del contingente massimo di 2.000 agenti del Corpo della polizia penitenziaria, così come al potenziamento del personale del Corpo della Capitaneria di porto.

Soprattutto, ancora una volta, a dimostrazione che questo Governo non ce l'ha con la giustizia, ma anzi vuole aiutare la giustizia a dare quelle risposte importanti e doverose, con l'autorizzazione del Ministero della Giustizia per l'assunzione di 718 magistrati ordinari.

Insomma, come hanno detto i miei colleghi, che ringrazio, che hanno fatto i relatori insieme al sottoscritto, questa manovra vede una riduzione delle tasse dell'Irpef dal 35 per cento al 33 pari a 2,9 miliardi.

È una richiesta fortemente voluta da parte di Forza Italia e del nostro leader Antonio Tajani, a cui sicuramente contribuiamo con un abbattimento o, meglio, dando in tasca ai nostri cittadini 2,9 miliardi in più, ma soprattutto più soldi in busta paga, grazie all'abbattimento della tassazione dei premi produttività, quel rinnovo dei contratti straordinari. E, ancora una volta, grazie Ministro Giorgetti, perché si ricorda che, nel 2022, nella nostra prima manovra, quando ero relatore, fu proprio una delle proposte portate avanti con determinazione da parte del Presidente Berlusconi che conosceva e comprendeva quanto fosse importante per l'imprenditore investire, soprattutto per dare liquidità ai propri dipendenti. Poi, soprattutto 1,5 miliardi in più per le famiglie, cari colleghi; 630 a favore delle madri con più di due figli; 460 per la riformulazione del calcolo dell'ISEE della prima casa; e, come ha detto il collega Mascaretti, 500 sulla Social card. Soprattutto, più soldi anche all'industria: 1,3 milioni all'Industria 4.0; 200 milioni il rifinanziamento alla legge Sabatini e, soprattutto, 2,3 milioni come credito d'imposta nelle ZES principalmente situate in tante parti d'Italia, quelle che in qualche modo hanno necessità hanno aiuti, ma soprattutto vanno al Sud. Poi 6 miliardi in più per la sanità, per l'abbattimento delle liste d'attesa, per il tema della prevenzione. E grazie anche al Ministro Schillaci che, ancora una volta, ha voluto mettere quei fondi importanti sulla mia legge sull'obesità. Ringrazio ancora una volta questo Parlamento e il Senato per averla approvata a maggio dello scorso anno.

Poi, ancora una scelta importante per Forza Italia, quella della proroga della plastic tax e della sugar tax, che costa oltre 400 milioni.

Concludendo, Presidente, vorrei mettere in luce per quest'Aula alcuni dati che ci devono far comprendere quanto questo Paese sia credibile a livello internazionale e quanto sia credibile il Ministro Giorgetti soprattutto nei mercati economici internazionali che non guardano in faccia a nessuno, indipendentemente che uno sia di destra o di sinistra, che sia alto o basso o che rappresenti un Governo rispetto all'altro. Ebbene, vi voglio dire due dati che dovete ben comprendere, l'hanno detto i due colleghi: tutte le agenzie - Standard & Poor's, Moody's, Fitch - tutte hanno detto che è migliorato il rating. Ma vi voglio dire due dati: ebbene, quel 26 del mese di settembre, quando il centrodestra vince le elezioni attraverso un grande risultato di Giorgia Meloni - l'ha detto il collega Mascaretti - lo spread era a 236, oggi è 65, meno 72 per cento; l'indice della MIB, della Borsa italiana era 20.961, oggi 44.616, e concludo, Presidente, più 112 per cento. Ecco, credo che questi siano i risultati che dimostrano saggezza, consapevolezza, capacità, ma soprattutto concretezza di attuare delle scelte. È con questo spirito davvero che ringrazio questo Governo, ringrazio il Ministro Giorgetti e tutti per la forza, la capacità di avere un'Italia credibile, forte e sicuramente un'Italia riconosciuta a livello mondiale (Applausi dei deputati dei gruppi Forza Italia-Berlusconi Presidente-PPE, Fratelli d'Italia, Lega-Salvini Premier e Noi Moderati (Noi con l'Italia, Coraggio Italia, UDC e Italia al Centro)-MAIE-Centro Popolare).

Chiedo di essere autorizzato a depositare la mia relazione sul disegno di legge di bilancio.

PRESIDENTE. È autorizzato. Ha facoltà di intervenire il rappresentante del Governo, che rinuncia.

È iscritto a parlare il deputato Riccardo Ricciardi. Ne ha facoltà.

RICCARDO RICCIARDI (M5S). Grazie, Presidente. Una delle accuse che, in queste settimane, viene fatta a questa manovra di bilancio è quella, di fatto, di essere una manovra senza visioni, senza scelte. Io non entrerò nei numeri, perché tanto i numeri basta guardarli, basta fare una ricerca, basta vedere quanto sia la legge di bilancio, diciamo, più misera degli ultimi 10-12 anni, se non sbaglio. Noi abbiamo, però, il dovere di andare oltre quelle che apparentemente non sono scelte, ma sono, in realtà, scelte ben precise. Guardi, cerchiamo, Ministro, di andare oltre anche gli slogan e le facili critiche. Noi non diciamo che 4 anni fa questo Paese fosse perfetto e oggi è andato tutto a rotoli, però ci sono dati di fatto, cioè i dati di fatto sono: le liste d'attesa per gli esami in ospedale oggi sono più lunghe o sono più corte di 3-4 anni fa? Questa è una domanda. Il costo del carrello della spesa è aumentato, sì o no, fino al 25 per cento per i beni alimentari? Quando qualcuno di noi o una famiglia o qualsiasi persona ricerca una casa per andare in affitto o per comprarla, quando fa le ricerchine sui motori di ricerca, è vero che esclude automaticamente il cuore delle città, perché nei centri storici, oggi, rispetto a quattro anni fa, una famiglia, una famiglia media, non ci può andare? Questa cosa è vera? È peggiorata in questi quattro anni, sì o no? Poi, è vero o no che le piccole e medie imprese oggi, rispetto a quattro anni fa, fanno più fatica ad avere un credito bancario? Questa è un'altra domanda. È sempre vero o è peggiorato il fatto che i giovani, sempre di più, non vedano l'utilità addirittura di studiare, perché dicono: ma io, in questo Paese, con questa laurea, cosa ci faccio? Non che dieci anni fa ci fossero prospettive immaginifiche, ma oggi tutti i dati ci dicono che questa percezione è sempre peggiore e sempre più giovani vanno all'estero.

Vengo su un cavallo di battaglia della destra: è vero o no che la sicurezza reale e anche percepita nelle nostre strade è peggiorata rispetto a tre o quattro anni fa, sì o no? E non sono state fatte neanche delle misure per la percezione della sicurezza? Perché poi sappiamo che la sicurezza si basa anche sulla percezione. Bene, questi dati e queste cose sono oggettivi, non lo dice il MoVimento 5 Stelle e non lo dicono quei dati che vogliono andare contro il Governo, queste sono cose oggettive.

Ecco, noi vorremmo sapere: in questi quattro anni, è stata fatta una misura, una, per affrontare queste cose da questo Governo? Sì o no? In questa legge di bilancio assolutamente no (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle), non ne è stata fatta una. Non chiediamo la bacchetta magica per risolvere questo problema, ma almeno una cosa per dare un beneficio alla popolazione italiana su questi argomenti: non è stata fatta. Noi crediamo che non sia stata fatta, perché sbandierate i 25 miliardi per le imprese - come ha fatto la Presidente Meloni - e non se ne vede l'ombra; i treni ritardano, si dà la colpa ai chiodi; si fanno i Piani per la sicurezza, si pensa di mandare i 40 migranti in Albania, e manco ci si riesce e si pensa di risolvere il problema. Si sventola, per l'ennesima volta, un Piano casa e di questo Piano casa non c'è niente.

Vedete il problema qual è e che noi rileviamo e sottolineiamo? Che c'è solo un settore dove avete chiarissime le linee di investimento, chiarissime le prospettive, chiarissime le politiche per i giovani. Questo settore sono le armi (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle). Attenzione, non dico la difesa, perché io non ci sto all'inganno delle parole, di chiamarla difesa, come se dovessimo difenderci da un pericolo ventilato. Io parlo di armi, perché la difesa è una cosa, le armi sono altro. Oggi, c'è il Capo di Stato maggiore della difesa, Luciano Portolano, che su Il Sole 24 Ore, in un'intervista, illustra dettagliatamente un investimento che ammonta a circa una ventina di miliardi per i prossimi anni, punto per punto, di sistemi d'arma; abbiamo Crosetto che parla della leva militare obbligatoria. In questo sì che vediamo una visione, sì che vediamo una prospettiva. Le idee qui sono chiare, per tutto il resto è fumo, Ministro. Mi dispiace, ma è fumo. La cosa che fa veramente imbestialire è che voi avete sempre la roba della coperta corta, no? I soldi e la coperta corta, il superbonus.

Ministro, il superbonus Conte l'ha gestito quattro mesi, lei cinque anni (Applausi dei deputati dei gruppi MoVimento 5 Stelle e Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista), perché lei a gennaio del 2021 diventa Ministro dello Sviluppo economico. Quindi, Ministro, il superbonus era competenza sua, di Draghi e di Franco, non certo di Conte.

Comunque, i soldi non si trovano mai, poi improvvisamente si trovano. Questa manovra da 18 miliardi in una settimana è diventata di 22 miliardi. Si trovano i soldi e su cosa fate cassa? Sulle pensioni, sullo Stato sociale?

Oggi, oggi, ai giovani, perché questa norma è passata sotto silenzio… oggi ai giovani, con la norma del silenzio-assenso sulle loro pensioni, lo Stato ha definitivamente alzato bandiera bianca sullo stato previdenziale. Ha detto: noi non ce la facciamo più, cari giovani, mettete il vostro TFR nei fondi privati, perché penseranno loro alla vostra pensione. Questa norma passa sotto silenzio. Perché si parla di non scelte? Perché avete delegato la politica economica a quello che è il sovra-sistema del capitalismo finanziario. Voi che vi vantate di essere il Governo politico, che ha ricevuto il mandato dagli elettori, siete il più freddo dei governi tecnici (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle), che non fa scelte politiche e che interviene su dove fare cassa e lasciate che la politica economica la faccia il capitalismo finanziario. Quando noi sentiamo: ah, la Borsa di Milano, record di Piazza Affari! Piazza Affari: il 20 per cento delle aziende quotate in Borsa, le quotazioni fanno parte dei grandi fondi americani che stanno cannibalizzando la borsa di Milano. Allora, a me del record dei titoli della Borsa di Piazza Affari mi interessa il giusto, se poi quei soldi non cascano nelle tasche degli italiani, non cascano nelle tasche dei cittadini, ma vanno nelle sedi di BlackRock, di State Street e Vanguard (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle). Cosa ci faccio io con quei profitti?

E noi, quindi, pensiamo davvero che, per dare un'alternativa a questo Governo e per affrontare davvero le questioni che la politica deve affrontare, si debba rispondere fondamentalmente a due domande. Di fronte a questa finanza che la fa da padrone su tutto, a cui noi stiamo svendendo piano piano dei pezzi di Paese, che da Gaza all'Ucraina arriveranno i grandi finanzieri e mangeranno tutto quello che c'è da mangiare, la politica può mettere un argine a tutto questo? Può la politica far fronte a questo sistema che oramai è in tutto il mondo occidentale? Noi pensiamo di sì e lo può fare facendo una cosa: mettendo al centro il pubblico e dicendo che sull'energia, sulle infrastrutture, sulla scuola, sulla sanità, su tutto questo non si debba fare profitto, che il mercato faccia il mercato. Quindi, la prima domanda è sul pubblico e su come il pubblico deve rimanere padrone di questi asset strategici.

La seconda domanda è: possiamo invertire il piano inclinato che ci sta portando alla guerra? Perché, magari, come dicono in tanti, la prossima manovra…

PRESIDENTE. Concluda.

RICCARDO RICCIARDI (M5S). …sarà la manovra che elargirà mancette elettorale in vista delle elezioni; la prossima manovra sarà la manovra di guerra e questo a noi spaventa. Allora, il pubblico al centro e dire “no” a una manovra di guerra, a smantellare lo Stato sociale per andare ad alimentare solo il settore di una guerra che, purtroppo, ci state dando come ineluttabile per le future generazioni (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Andrea Tremaglia. Ne ha facoltà.

ANDREA TREMAGLIA (FDI). Grazie, Presidente. Anch'io comincio con i ringraziamenti, innanzitutto, ai relatori che hanno svolto un lavoro breve ma intenso, al Governo, al Ministro e ai Sottosegretari presenti, oggi, con noi, in Aula. Ci tengo anch'io ad aggiungermi ai ringraziamenti al personale e agli uffici che hanno, in questi giorni, svolto un lavoro, come sempre, impeccabile e complesso in un periodo di straordinari letteralmente. Quindi, un ringraziamento anche agli uffici e a tutto il personale che anche oggi ci permette di lavorare, in quest'Aula, di domenica, in mezzo alle festività.

Devo dire che l'intervento del collega Ricciardi offre diversi spunti, offre diversi appigli per il ragionamento. Ho preso qualche appunto, cerco di partire dalla fine, non voglio aprire un dibattito ovviamente ma credo che alcune precisazioni possano essere utili e giuste da fare, perché si richiamava l'eventualità che la prossima legge di bilancio, che sarà l'ultima di questa legislatura, sarà una legge di mancette elettorali. Io comprendo questo tipo di aspettativa, perché veniamo da una legislatura, la scorsa, la XVIII, in cui quasi tutte le manovre di bilancio sono state, di fatto, dei “mancettifici”. Ma questo non lo voglio attribuire alla buona o cattiva fede di un Governo o di quell'altro, ma lo voglio attribuire alla struttura e alla composizione del Parlamento nella scorsa legislatura. Se abbiamo avuto tre Governi differenti, con tre maggioranze differenti, in cinque anni, è naturale che ogni Governo di quella legislatura sostanzialmente avesse, diciamo, un orizzonte piuttosto labile come minimo; insomma, incerto. Quindi, ogni legge di bilancio poteva essere l'ultima prima di un'elezione, ogni legge di bilancio, di conseguenza, doveva essere l'occasione per portare a casa tutto quello che si riusciva a portare a casa, perché del domani non v'era certezza dal punto di vista politico e di maggioranza.

Io credo che, invece, l'esempio di questa legge di bilancio sia esattamente la dimostrazione, la prova di quanto sia importante la stabilità politica, di quanto sia importante avere una maggioranza di Governo salda e che, al netto delle legittime distinzioni tra le forze che la compongono e delle legittime discussioni tra le forze che la compongono, abbia, però, una comune visione. A me incuriosisce il fatto che, sostanzialmente, la critica maggiore che sentiamo in questi anni alla gestione dell'economia da parte di questa maggioranza sia che è prudente. Allora, avercene di problemi così! Se il problema fosse la prudenza, saremmo tutti felici.

La prudenza, innanzitutto - mi permetto di ricordarlo ai colleghi che ne sanno senz'altro più di me - in una situazione come quella in cui abbiamo preso l'Italia, dopo tre Governi con maggioranze politiche differenti, dopo uno scenario pandemico devastante da tutti i punti di vista, appena agli inizi di una guerra sul suolo europeo, come non se ne vedevano da decenni purtroppo, in uno scenario internazionale come minimo confuso e complesso, la prudenza non è una scelta; la prudenza è un obbligo. Perché - di nuovo - noi, qui, facciamo giustamente i conti con i desiderata dei partiti politici, con le idee dei partiti politici, ma siccome non stiamo usando i soldi del monopoli, ma stiamo usando i soldi degli italiani e, segnatamente, i soldi dei nostri figli e dei nostri nipoti - perché segnalo a tutti che l'indebitamento italiano è tale per cui, ovviamente, ogni anno dobbiamo ricorrere, in maniera cospicua, al debito e il debito non è quello che pagheremo soltanto noi, ma è quello che pagheranno le generazioni a venire - di nuovo, la prudenza non è una scelta, ma è un obbligo. Allora - di nuovo - mi stupisce il fatto che qualcuno, addirittura, ridicolizzi il richiamo che viene fatto spesso da questo lato dell'emiciclo alla fiducia che gli scenari, che i mercati, che i player internazionali attribuiscono al sistema Italia, perché - di nuovo - non devo insegnarlo io a nessuno, ma, se siamo uno Stato molto indebitato e il nostro debito costa molto, è evidente che ogni anno pagheremo di più; se il nostro debito costa di meno, ogni anno pagheremo di meno. Quindi, a me sembra assolutamente lapalissiano che l'atteggiamento di un Governo, in questo scenario contingente e nello scenario ereditato di lungo termine dalla nostra Nazione, debba essere di prudenza. Dopodiché, se c'è una cosa che si può dire è che questa manovra e questa maggioranza stanno dimostrando che visione e prudenza possono tranquillamente coesistere, perché non è vero che non c'è una visione. Poi, magari la visione dell'opposizione, delle opposizioni variegate sarà diversa dalla nostra visione, è legittimo, ci mancherebbe altro. Ma la nostra visione mi sembra che sia estremamente chiara ed estremamente coerente dal principio. Magari - ripeto - passa meno da bonus e passa meno da mancette, perché abbiamo in premessa la possibilità di governare 5 anni con una maggioranza solida e, quindi, si possono distribuire, con responsabilità e con prudenza, gli interventi lungo le cinque manovre di bilancio che vengono gestite da una legislatura.

Ma la scelta di unire responsabilità e visione significa semplicemente che cosa? Che, dall'inizio di questa legislatura, abbiamo investito per far pagare meno tasse agli italiani, abbiamo investito per sostenere il lavoro e abbiamo investito per sostenere i redditi più fragili in una congiuntura internazionale estremamente complessa.

Dall'inizio della legislatura - come veniva detto poco fa dal collega del MoVimento 5 Stelle, Riccardo Ricciardi - non sono fumo i miliardi di tasse in meno e non sono neanche mancette, perché sono interventi strutturali, ormai resi strutturali, sono interventi di lungo termine e qualunque maggioranza seguirà, nei prossimi anni, al Governo dell'Italia credo che dovrà e potrà ringraziare questa maggioranza per averli resi strutturali. Gli investimenti che sono stati fatti rispetto alla sostenibilità del debito sono investimenti con riguardo ai quali qualsiasi maggioranza che seguirà la nostra, di qualsiasi colore politico, dovrà solo ringraziare questa maggioranza. Al di là dei dati che vengono spesso ricordati - e quindi il deficit che resta sotto il 3 per cento, il rientro anticipato la prossima primavera dalla procedura di infrazione, il rapporto debito-PIL che si stabilizza e che poi si riduce dal 2027 -, in questi giorni leggevo un report interessante proprio sul debito pubblico dell'Ufficio parlamentare di bilancio, che ci segnala come - non so se sia un record storico, ma sicuramente è un record degli ultimi 10 anni - la sottoscrizione del debito pubblico italiano è, in larghissima parte ed in costante aumento, in mano a investitori non residenti. Il che, sotto certi aspetti, può aprire altre riflessioni rispetto al debito, ma questo significa che, evidentemente, il nostro debito è un debito appetibile dal punto di vista della fiducia che i mercati e gli investitori ritengono di dargli.

Ci sono, in questa manovra, nuovamente tasse in meno. Il fatto che ormai sia la terza manovra consecutiva in cui riusciamo ad abbassare in maniera consistente le tasse è per noi un grande orgoglio e, come dicevo, è un orgoglio che si tratti di una scelta non una tantum, ma di una scelta strutturale che consolida quel nuovo paradigma che dicevo, cioè: orizzonte di legislatura significa orizzonte serio, non provvedimenti spot, ma interventi di lungo respiro. Anche qui, a me spiace o piace, a seconda dei punti di vista, che siano i colleghi del MoVimento 5 Stelle a tirar fuori il superbonus, ma non era il Presidente Meloni che girava l'Italia durante le elezioni, spiegando che ci si poteva ricostruire casa gratuitamente, quindi le responsabilità mi sembrano abbastanza chiare.

Vado a conclusione, perché mi sono…

PRESIDENTE. Sì, concluda.

ANDREA TREMAGLIA (FDI). …dilungato sulle riflessioni rispetto ai mercati, ma credo che questo sia uno dei cuori, sia il cuore vero non solo di questa manovra, ma dell'azione del Governo di questi anni.

Come dicevo, responsabilità e visione non sono alternative: avremmo potuto promettere di tutto a tutti, ma abbiamo scelto di proseguire con coerenza con il sostegno a chi produce ricchezza e con il sostegno a chi lavora e investe in Italia. Credo che questa sia…

PRESIDENTE. Concluda.

ANDREA TREMAGLIA (FDI). …una manovra che conferma la serietà di questa maggioranza e la stabilità di questa maggioranza, malgrado i gufi (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. È iscritto a parlare la deputata Silvia Roggiani. Ne ha facoltà.

SILVIA ROGGIANI (PD-IDP). Grazie, Presidente. Ascoltare gli interventi che mi hanno preceduto e sentir dire, ancora una volta, alla quarta manovra Meloni, che è colpa dei partiti e dei Governi precedenti, se non facesse piangere, farebbe ridere. Al netto di questo, che anche oggi non ci avete risparmiato, siamo di fronte a una legge di bilancio che è una legge di bilancio totalmente senza ambizioni: senza ambizioni per l'Italia, senza ambizioni anche nel dare risposte alle persone. È la più piccola dal 2014, 18,7 miliardi, lievitata improvvisamente, anzi, improvvisamente no, perché avete presentato la legge di bilancio il 17 ottobre, poi ci sono state le audizioni all'inizio di novembre e tutti vi avevano detto che mancavano tantissime cose, tra cui la politica industriale. Avete fatto orecchie da mercante, salvo arrivare poi con un emendamento, trovando improvvisamente 3,5 miliardi: un altro unicum di questa legge di bilancio.

È una legge di bilancio che rimanda ad altri decreti che arriveranno, tra cui il decreto Bollette, perché qui non parlate di energia, neanche zero, non è neanche citata praticamente la parola e siamo il Paese che paga l'energia il 30 per cento in più di tutti gli altri Paesi. Non solo. Rimanda all'ennesimo decreto dove inserirete altri condoni, oltre a quelli già messi qui. E poi, il rimando alle spese militari, 23 miliardi, scritte nero su bianco sul DFP, che però qui ancora non ci sono.

È una legge di bilancio che ha grandissimi rimossi: il più grande è quello sui dazi. Giorgia Meloni aveva annunciato un piano da 24 miliardi, di cui si sono perse totalmente le tracce. È una legge di bilancio che ci ha raccontato, in maniera plastica, i litigi feroci dentro la vostra maggioranza. E qui quasi quasi mi viene da esprimere solidarietà al Ministro Giorgetti, attaccato pubblicamente dal leader del suo stesso partito. Insomma, non ci avete risparmiato alcun tipo di spettacolo, mentre eravate molto impegnati a piantare ognuno la propria bandierina.

Peccato che, mentre ciascuno è impegnato a piantare la propria bandierina, il Paese si trova in estrema difficoltà: abbiamo 5,8 milioni di persone povere, totalmente povere; 5 milioni di persone sono senza medico di base; quasi 6 milioni di persone rinunciano a curarsi. Per loro risposte, qui dentro, purtroppo, non ce ne sono. Non ce ne sono perché, anche sulla sanità, su cui poi ci saranno interventi specifici, vediamo che, nel 2028, si arriverà al 5,9 per cento della spesa sanitaria sul PIL, una delle più basse di sempre: cioè meno servizi, cioè meno diritti per le persone.

Non solo. Avete beffato i pensionati, a cui avevate promesso pensioni minime da 1.000 euro, e invece l'aumento per le pensioni minime è meno di 4 euro al mese. Avevate promesso a chi oggi fa più fatica, a chi negli anni ha pagato 25 miliardi di fiscal drag, di dare un po' di ossigeno con il taglio dell'Irpef, e invece parliamo dai 3 euro ai 37 euro al mese: questo vi sembra ossigeno? Insomma, tantissime promesse che, poi, non si sono tradotte in risposte per le persone. Penso, ad esempio, a un'altra grande bandiera. Prima la deputata Kelany ha detto che per voi la sicurezza è un bene imprescindibile. I sindaci - che prima il collega Pella citava nel suo intervento e che, comunque, vi ricordo, abbiamo oltre 2 miliardi di tagli fino al 2029 che ci portiamo dietro dalle manovre precedenti e che non avete sanato - vi hanno detto che non c'è un euro per la sicurezza. Non c'è un euro per la sicurezza. Fate tanta propaganda, ma, poi, come sempre, zero risposte. E mentre i soliti noti continuano a pagare, ci sono anche altri soliti noti, i soliti noti a cui abbonate le tasse: siamo alla quinta rottamazione, l'ennesima rottamazione insieme agli ennesimi condoni. E questo Governo, il Governo che ha raggiunto il record della pressione fiscale - siamo al 42,8 per cento - propone, invece, agli altri soliti noti una sfilza di nuove tasse: 2 euro sui pacchi, le accise sulle sigarette e altre tasse su alcune componenti dell'RC-auto. Insomma, tutta una serie di nuove tasse sempre per i soliti noti, perché qui a pagare sono sempre gli stessi e non sono mai i furbi di questo Paese.

Ma voglio concludere con numeri che raccontano cos'è per voi la politica, cos'è per voi oggi questa legge di bilancio che, come dicevo all'inizio, racconta moltissimo di quello che siete e di come intendete dare le risposte alle persone, e lo dico con i numeri. Uno dei temi più pressanti oggi per la vita delle persone è il tema della casa. Abbiamo sentito il Ministro Salvini annunciare il Piano casa più e più volte; a un certo punto si è anche fatto fare un'audizione in Commissione ambiente per poter annunciare l'ennesima volta il Piano casa: un Piano casa che doveva essere da 15 miliardi, quello più grande fatto dopo Fanfani. Quanti soldi ci sono in questa legge di bilancio per il Piano casa? Diciamocelo: 200 milioni nel 2026, annunciati 15 miliardi, presentati 200 milioni.

Non solo. Fondo sostegno affitti e morosità incolpevole, che voi avete cancellato con la prima legge di bilancio: erano 350 milioni per andare a sostenere le persone che facevano più fatica a pagare l'affitto, perché incolpevolmente magari o perché avevano perso il lavoro, non se lo potevano più permettere. L'avete cancellato e adesso lo avete rifinanziato.

Di quanto? Venti milioni nel 2026 e due milioni nel 2027. Due milioni nel 2027, lo ripeto innanzitutto a me stessa. E perché dico questi numeri? Perché, a fronte di questi numeri, invece, ci sono 136 milioni di euro - ripeto, 136 milioni di euro - che voi vi spartite con gli ordini del giorno. Una cosa indegna (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista)! Ordini del giorno approvati al Senato.

PRESIDENTE. Concluda.

SILVIA ROGGIANI (PD-IDP). Stiamo parlando di fondi per le singole associazioni, rotonde, strade di singoli comuni, restauro di fontane, orchestre jazz. Questi siete voi! Questi siete voi (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista e di deputati del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra), che vi spartite 136 milioni di euro e lasciate le persone che fanno più fatica, che non hanno la casa, che non hanno la sanità, sole! Non state onorando quest'Aula. Quest'Aula dovrebbe dare risposte, visione di futuro ed ascolto delle persone (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista e di deputati del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra).

PRESIDENTE. È iscritta a parlare la deputata Cavo. Ne ha facoltà.

ILARIA CAVO (NM(N-C-U-I)M-CP). Grazie, Presidente. Signor Ministro, signori del Governo e colleghi, è con senso di responsabilità che intervengo oggi in quest'Aula in questa discussione generale sulla legge di bilancio per il triennio 2026-2028.

Una manovra che, in un contesto economico internazionale ancora incerto segnato da una crescita globale che stenta a decollare, l'inflazione che non si è del tutto domata, le tensioni geopolitiche che incidono sui prezzi delle energie e sulle catene di approvvigionamento, rappresenta un atto di equilibrio e di visione per il futuro del Paese. Proprio in questo scenario, il Governo ha saputo presentare una legge di bilancio che coniuga rigorosa prudenza nei conti pubblici con interventi mirati e concreti a sostegno di famiglie, lavoratori, imprese e welfare. Questa legge di bilancio si inserisce nel solco di una politica economica che ha caratterizzato finora tutta la legislatura e ha consentito che, sotto il Governo Meloni, il rating dell'Italia fosse promosso da più agenzie. E poi ci sono i dati - li hanno ricordati i relatori nei loro interventi - il tasso di occupazione record, la disoccupazione ai minimi storici.

È una manovra che condividiamo. Che ci rappresenta come forza politica che ha sempre posto al centro la moderazione, il pragmatismo e la difesa dei ceti medi, delle famiglie e delle imprese, senza cedimenti a populismi o a ricette demagogiche. Parliamo di una legge che mobilita risorse per circa 22 miliardi di euro, con un occhio attento alla sostenibilità dei conti pubblici e all'equità sociale. Una manovra responsabile, sostenibile e prudente.

Il Ministro dell'Economia e delle finanze, Giancarlo Giorgetti - che ringrazio e ringraziamo per il lavoro che ha svolto, per ascoltare questi interventi oggi in Aula, per il lavoro di questi mesi -, ha più volte definito questa manovra come prudente e Noi Moderati rivendichiamo con forza questa definizione. C'è chi l'ha definita - condividiamo anche questo - la prudenza come obbligo. Prudenza non significa - vogliamo aggiungere noi - timidezza o immobilismo. Significa responsabilità, saggezza, capacità di scegliere e di decidere senza esporre il Paese a rischi inutili. Prudenza è evitare avventure fiscali che potrebbero condurci a procedure di infrazione europee con conseguenze gravissime sulla nostra credibilità internazionale e sulle tasche degli italiani.

Al di là delle critiche, spesso strumentali ed irresponsabili, provenienti dalle opposizioni - alcune le abbiamo riascoltate in quest'Aula, oggi - che dipingono questa manovra come eccessivamente austera o come un'occasione mancata, noi vediamo in questa prudenza, invece, la bussola giusta. Equilibrio tra crescita e stabilità, attenzione alle generazioni future, realismo di fronte a un mondo complesso. Evitare procedure di infrazione non è un dettaglio tecnico. È un dovere morale e politico verso i cittadini. E questa legge di bilancio lo rispetta pienamente mantenendo il deficit sotto controllo e destinando risorse dove servono davvero.

Permettetemi di entrare nel merito, adesso, di alcune delle scelte che caratterizzano questa manovra, i suoi veri punti di forza che la rendono non solo responsabile ma anche coraggiosa e lungimirante, che dimostrano la capacità del Governo di rispondere alle esigenze reali degli italiani.

Partiamo dal sostegno al potere d'acquisto dei lavoratori e delle famiglie con il taglio dell'Irpef (è la terza manovra, lo voglio ricordare anch'io, lo hanno già fatto alcuni colleghi prima di me, in cui riusciamo ad abbassare le tasse), una riduzione, in questa manovra di bilancio, dal 35 al 33 per cento per lo scaglione di reddito tra i 28.000 e i 50.000 euro, che vale fino a 440 euro all'anno e coinvolge circa 10 milioni di contribuenti, per un totale di 2,8 miliardi di euro di risorse già nel 2026.

Questo intervento non è isolato, si aggiunge alle misure adottate negli anni precedenti consolidando un sistema fiscale più progressivo, che aiuta concretamente i ceti medi e quelli più deboli, non certo i ricchi come qualcuno ha cercato di far credere con narrazioni distorte. Parliamo di milioni di italiani, dipendenti, famiglie monoreddito, professionisti, che vedranno aumentare il netto della loro busta paga con effetti positivi sui consumi e sulla crescita interna. È un segnale tangibile che lo Stato è al fianco di chi ogni giorno si alza presto per lavorare e sostenere il Paese.

A questo si affianca un pacchetto straordinario sul lavoro e sulla produttività, che riflette pienamente la nostra visione liberale e moderata. Pensiamo all'imposta sostitutiva al 5 per cento sugli aumenti salariali derivanti dai rinnovi contrattuali per redditi fino a 28.000 euro e al 15 per cento, fino a 1.500 euro, per le maggiorazioni sul lavoro straordinario, notturno e festivo. E poi la flat tax, ancora l'1 per cento sui premi di produttività fino a 5.000 euro nel 2026 e nel 2027.

Queste misure premiano il merito, incentivano la contrattazione collettiva, stimolano la crescita aziendale. Sono la risposta concreta a chi, come noi, crede che il futuro passi dal lavoro e dalla produttività, contro chi, invece, propone soluzioni stataliste (come il salario minimo e non appunto l'incentivo alla contrattazione) che rischiano invece di soffocare la negoziazione tra le parti sociali.

Una manovra concreta e pragmatica non poteva non guardare alle imprese. Su questo fronte, questa è la manovra che investe sulla competitività, 3,5 miliardi di euro per le imprese tra Transizione 4.0 e crediti d'imposta per la ZES unica.

La nuova Transizione 5.0, con un iper ammortamento, può arrivare fino al 220 per cento per investimenti in tecnologie digitali e interventi di riduzione dei consumi energetici coerenti con la transizione ecologica. Si rifinanziano la ZES unica e le zone logistiche semplificate con 2,4 miliardi di euro complessivi e la Nuova Sabatini con 200 milioni di euro nel 2026 e 450 milioni di euro nel 2027 per sostenere le piccole e medie imprese negli investimenti produttivi.

Queste sono tematiche che abbiamo affrontato, soprattutto nella nostra Commissione, la X Commissione, di cui sono vicepresidente, oggi, dando ovviamente un parere pienamente favorevole. Commissione che ha visto anche toccare altri argomenti, come gli investimenti ed iniziative che riguardano il settore turistico: pensiamo ai 50 milioni di euro di contributo a fondo perduto per gli investimenti privati nel settore del turismo, la disciplina del Fondo unico nazionale per il turismo, nonché la misura per il sostegno dei dipendenti del settore turistico.

Queste sono misure che credono nella crescita. Tutte queste che abbiamo elencato, quelle per le imprese, quelle per il turismo, quelle che sono state messe a disposizione del comparto produttivo. Sono misure che credono nella crescita, nell'innovazione, nel tessuto produttivo del Paese e contro chi pensa che lo Stato debba solo tassare senza investire.

Per la prima volta viene chiesto un contributo, equo e straordinario, al settore bancario e assicurativo che ha registrato profitti eccezionali negli ultimi anni. Non una punizione, ma un atto di giustizia redistributiva che permette di finanziare il welfare senza gravare sui cittadini ordinari.

Ma il vero cuore pulsante di questa legge di bilancio - quello che sta più a cuore - è il grande sostegno alle famiglie e anche alla natalità. Questa manovra destina oltre 1,6 miliardi di euro, nel solo 2026, a misure che promuovono la conciliazione tra vita e lavoro, che rendono più sostenibile la scelta di avere figli, che combattono il drammatico inverno demografico italiano. Pensiamo all'aumento del contributo per le madri lavoratrici da 40 a 60 euro mensili per redditi fino a 40.000 euro, esteso fino al compimento del decimo anno del secondo figlio e del diciottesimo anno per le famiglie con tre o più figli. Pensiamo anche alla decontribuzione totale (100 per cento fino a 8.000 euro annui) per i datori di lavoro che assumono madri disoccupate con almeno tre figli minori. All'estensione, poi, del congedo parentale fino al quattordicesimo anno di vita del bambino (e non più dodicesimo) e del congedo di malattia retribuito, da cinque a dieci giorni all'anno, per ciascun genitore (cinque giorni in più non sono pochi e possono fare la differenza). E poi pensiamo al rifinanziamento del Fondo per il reddito di libertà per le donne vittime di violenza, con contributi fino a 500 euro mensili, per un massimo di 12 mesi (anche questa una misura che abbiamo sempre sostenuto, che abbiamo sostenuto con convinzione anche quest'anno. Qui, a fianco a me, Martina Semenzato, che è Presidente della Commissione per il femminicidio e che ha grande attenzione per queste tematiche).

Queste misure non sono isolate. Si sommano a quelle degli anni precedenti, dall'assegno unico universale ai bonus per gli asili nido, creando finalmente un sistema organico di sostegno alla genitorialità.

È un messaggio forte: in Italia essere madre o padre non deve essere un ostacolo alla realizzazione professionale, ma un valore da proteggere e incentivare, la risposta concreta a un Paese che invecchia e che ha bisogno di fiducia nel futuro, creando appunto un ecosistema di sostegno che Noi Moderati ha sempre promosso. Il nostro contributo a questa legge di bilancio riteniamo sia stato distintivo. Abbiamo lavorato con un approccio costruttivo, moderato, responsabile per arricchire un testo già solido con il nostro contributo. La manovra è stata giustamente dibattuta, anche con posizioni ferme, ma sempre nel rispetto del dialogo istituzionale. Sul tema degli affitti brevi, Noi Moderati aveva manifestato da subito la necessità di trovare un equilibrio che rispettasse la proprietà privata e il diritto di valorizzare un bene immobile con l'esigenza di non snaturare le realtà urbane, in particolare i centri storici delle città più attrattive dal punto di vista turistico, e di preservare l'accessibilità degli alloggi.

Alla fine si è trovata una soluzione equilibrata e accettabile, con regole più stringenti, ma non punitive, che tutela il mercato turistico senza colpire i redditi medio-bassi e rappresenta un freno alla corsa al rialzo degli affitti altrimenti insostenibile per le famiglie. Una nostra battaglia storica è stata l'innalzamento del valore catastale della prima casa esclusa dall'ISEE per accedere ai bonus sociali. Chiedevamo 200.000 euro, siamo arrivati a 120.000 euro per i nuclei nelle grandi città. È un segnale importante per i piccoli proprietari delle metropoli, inclusa la mia Genova, dove il costo della vita è alto e la casa è spesso l'unico patrimonio familiare. Inoltre si modifica anche la scala di equivalenza ISEE, introducendo maggiorazioni per le famiglie con due o più figli, rendendo il sistema più equo.

Ma soprattutto vogliamo enfatizzare il nostro contributo sulla scuola, un pilastro del futuro del Paese. Abbiamo ottenuto misure che vanno oltre il semplice sostegno e che hanno ricevuto un plauso dal mondo delle paritarie; ho ricevuto tanti messaggi di ringraziamento, è stata notata questa misura. Innanzitutto la misura sui libri scolastici per le superiori, avevamo chiesto una detrazione fiscale: è arrivata sotto forma di contributo ai comuni con un fondo da 20 milioni di euro annui dal 2026 per le famiglie con ISEE sotto i 30.000 euro. L'importante è che il principio sia stato affermato e appunto questo Fondo sarà poi devoluto alle famiglie che rientreranno appunto nei parametri e che avranno più bisogno di sostegno. Il vero risultato però, per noi, è il “buono scuola”: un emendamento promosso con tenacia - lo hanno fatto per noi al Senato Mariastella Gelmini, che è stata prima firmataria di questo emendamento, insieme a Giusy Versace, le ringraziamo -, approvato l'articolo 105, comma 3-bis. Si tratta di un contributo fino a 1.500 euro per studente delle scuole paritarie secondarie di primo grado o del primo biennio delle superiori, destinato a famiglie con ISEE inferiore a 30.000 euro, con uno stanziamento di 20 milioni per il 2026.

Questo non è un semplice aiuto economico, è un riconoscimento concreto del principio di parità scolastica, della libertà di scelta educativa delle famiglie, della pluralità dell'offerta formativa che arricchisce il sistema pubblico. È una misura rivoluzionaria nella sua portata e per questo ringraziamo anche Mario Borghese, che è stato relatore per il nostro gruppo al Senato. A questo si aggiunge anche l'aumento complessivo dei fondi per le paritarie, non dimentichiamo l'incremento del Fondo per gli oratori che da 500.000 euro passa a 6,5 milioni di euro, una misura che Noi Moderati ha sostenuto, che vede ora un potenziamento significativo perché la cura dei giovani passa anche attraverso spazi di aggregazione sana, di educazione ai valori, di prevenzione del disagio giovanile. Sul fronte della salute registriamo chiaramente l'aumento del Fondo appunto destinato al sistema sanitario.

Non tutto sappiamo è stato soddisfatto. Penso alla formazione, avevamo chiesto uno sforzo in più per enti privati gestori di attività formative e per l'istruzione terziaria non universitaria. Sono impegni che continueremo a portare avanti, così come un punto su cui insisterò - presenterò un ordine del giorno - riguarda un'eccellenza italiana, quella che riteniamo essere un'eccellenza italiana: mi riferisco all'Istituto Italiano di Tecnologia di Genova, la città dove io vivo, risiedo, che conosco; una realtà riconosciuta a livello internazionale per la quale chiediamo che si possa pensare a, diciamo, riportare i finanziamenti ai livelli che erano negli anni passati. In conclusione, questa legge di bilancio è un passo avanti per un'Italia più equa, competitiva e familiare. Noi Moderati la sosteniamo con convinzione, perché riflette i nostri valori: prudenza, equità, sostegno al lavoro e alle famiglie. In uno scenario in cui a sfide avvincenti si intrecciano minacce inquietanti, in cui il crinale fra progresso e declino passa dall'innovazione e dalle nuove tecnologie, dal rischio di deindustrializzazione, dall'inverno demografico, dai nuovi equilibri politici ed economici mondiali, questa legge di bilancio rappresenta un punto fermo. Questo si può fare e sono passi da gigante quando le risorse sono stanziate proprio là dove servono.

Per tutti questi motivi, per questa impostazione che ho cercato di illustrare, ovviamente non posso che dichiarare la soddisfazione per questa manovra, sapendo che le leggi non si scrivono per i voti, ma per disegnare un Paese migliore (Applausi dei deputati del gruppo Noi Moderati (Noi con l'Italia, Coraggio Italia, UDC e Italia al Centro)-MAIE-Centro Popolare).

PRESIDENTE. È iscritta a parlare la deputata Grippo. Ne ha facoltà.

VALENTINA GRIPPO (AZ-PER-RE). Grazie, Presidente. Colleghe e colleghi, Ministro Giorgetti, c'è un motivo se la legge di bilancio è l'atto più politico che il Parlamento discute ogni anno e non solo perché si occupi di denaro pubblico o perché contenga proclami, ma perché contiene delle scelte. È il momento in cui il Governo rende visibile la propria idea di società, quali fragilità riconosce, quali priorità assume, quali diseguaglianze intende correggere e quali, invece, accetta di lasciare intatte. Per questo una manovra non può essere giudicata come una somma di misure eterogenee, ma va analizzata come un disegno complessivo. Oggi che discutiamo il quarto bilancio di questo Governo non c'è più l'alibi degli inizi, non possiamo più parlare di una fase frettolosa e transitoria, ma parliamo di un atto che consente di cogliere con chiarezza la filosofia di fondo di chi guida il Paese.

Va premesso che il contesto in cui questa manovra si colloca è tutt'altro che ordinario. Viviamo una fase segnata da instabilità geopolitica, da conflitti armati alle porte dell'Europa, da una competizione economica globale sempre più intensa, da una transizione energetica e tecnologica che ridisegna interi settori produttivi. In questo scenario, le leggi di bilancio non sono più soltanto strumenti di gestione ordinaria, sono atti di posizionamento strategico, non solo nazionali, ma anche internazionali. Dicono se un Paese è in grado di reggere l'urto del cambiamento o se si limita a subirlo. Di questo tornerò a parlare, ma intanto volevo anche unirmi un po' alle considerazioni di merito che qualche collega che mi ha preceduto ha fatto. Il racconto che ha accompagnato questa manovra è quello di una maggioranza compatta, pronta, con un testo definito già a metà ottobre; in realtà, noi abbiamo assistito a una scena del tutto diversa, ci arriva oggi un testo blindato alla Camera senza la possibilità di una vera discussione, dopo che al Senato c'è stata una discussione burrascosa, però di una burrasca non volta a cambiare l'impianto dal punto di vista politico, ma ad accogliere una misura o un'altra che interessava l'uno o l'altro, senza aiutare la visione strategica che il Governo voleva proporre.

Non è la prima volta che accade, non imputiamo questa cosa al Ministro Giorgetti, ma sicuramente la reiterazione di questa prassi incide sulla qualità democratica della decisione e sulla nostra capacità di supportare, aiutare e indirizzare il Governo nelle sue scelte di finanza pubblica. Detto questo, il giudizio sulla legge di bilancio non può neanche essere ideologico, non è nostra abitudine fare un'opposizione pregiudiziale e quindi ci sono alcune cose che le riconosciamo, Ministro Giorgetti. Sicuramente riconosciamo l'importanza della tenuta dei conti pubblici. In una fase storica segnata da forti tensioni economiche e finanziarie nel quadro internazionale che ho descritto, preservare l'equilibrio dei conti è un fatto rilevante, è ciò che consente all'Italia di mantenere credibilità, di ridurre il costo del debito, di restare pienamente dentro il perimetro europeo. È anche ciò che consente - e noi siamo fortemente convinti dell'importanza - di affrontare il tema della sicurezza comune e della difesa europea, senza sottrarre risorse ai capitoli fondamentali dello Stato sociale.

Qui però le nostre visioni si biforcano, perché poi una legge di bilancio non si giudica solo per ciò che evita, ma anche per ciò che sceglie. E qui noi vediamo i limiti di questa manovra perché la solidità dei conti è vero, non è secondo noi alternativa allo stato sociale, ne è la condizione; i conti non si tengono per il gusto dell'equilibrio, ma per rendere sostenibile nel tempo sanità, scuola, welfare, ricerca. Quando questo nesso è chiaro, la prudenza finanziaria diventa una scelta di responsabilità costituzionale, se no rischia di essere fine a sé stessa.

Allora, noi vediamo dei limiti in questa manovra. Intanto, vediamo dei limiti di visione strategica. È vero che le risorse sono limitate ma, proprio per questo, avrebbero richiesto scelte nette, orientate, leggibili; invece l'impianto appare frammentato, costruito per accumulo di misure, molte delle quali hanno un valore più simbolico che strutturale.

Un elemento positivo è sul fronte delle imprese. Il ritorno di Industria 4.0 nella sua impostazione originaria, come era stata introdotta dall'allora Ministro Calenda, con un'estensione temporale che consente finalmente alle imprese di programmare investimenti e aggiornare i processi produttivi: è una scelta che guarda alla produttività, all'innovazione, alla competitività del sistema e siamo contenti che sia stata recepita la nostra indicazione in questo senso. C'è stato un lavoro politico del gruppo di Azione, di Carlo Calenda, di Elena Bonetti, di Marco Lombardo, che ringrazio per aver combattuto e per aver portato a casa questo risultato, però manca un pezzo per quel che riguarda lo sguardo sulle imprese.

Se la politica industriale stabile è riconosciuta come leva di crescita, perché non si assume fino in fondo l'impatto macroeconomico dell'intera manovra? Perché non si valuta apertamente ciò che, nel resto dell'impianto, rischia di comprimere il PIL, anziché sostenerlo? Mi riferisco agli altri input che avevamo dato, che riguardano l'energia: è un tema che rimane scoperto da questo impianto. In un contesto internazionale in cui i costi energetici incidono direttamente sulla competitività e sulla coesione sociale, la manovra non offre una strategia strutturale su questo. Senza una politica energetica credibile, ogni politica industriale resta fragile.

Il secondo grande limite che vediamo è l'impatto generazionale. Questa manovra utilizza risorse rilevanti senza correggere le diseguaglianze tra generazioni. Noi avevamo suggerito varie modalità per rafforzare il patto intergenerazionale, purtroppo nessuna di queste sollecitazioni è stata raccolta. L'intervento sull'Irpef assorbe circa 3 miliardi di euro, ma produce benefici estremamente contenuti. Ad esempio, per alcuni lavoratori, per gli insegnanti a fine carriera, l'effetto stimato è di circa 10 euro al mese. È legittimo chiedersi se questo sia l'uso più equo ed efficace di risorse che riconosciamo essere scarse, ma, proprio per questo, ci aspettavamo maggiore coraggio nella scelta di dove spenderle. Nel frattempo, i giovani restano fuori dai principali strumenti di riequilibrio. L'ISEE non diventa una leva di emancipazione, ma continua a funzionare come una fotografia statica di diseguaglianze.

L'impatto complessivo della manovra è iniquo sul piano generazionale da tanti punti di vista. Noi, in quest'Aula, molte volte, anche in Commissione scuola, abbiamo parlato del tema dei fuori sede, che voglio richiamare perché è un tema emblematico: non si tratta di un'emergenza episodica, ma di una questione strutturale. In Italia non riusciamo a consentire ai nostri studenti di girare per la Nazione. Abbiamo parlato più volte delle fughe di cervelli, ma dobbiamo richiamare il fatto che, quando studiare lontano da casa diventa economicamente impossibile e il diritto allo studio si trasforma in privilegio, c'è qualcosa di disfunzionale che attraversa tutta l'ossatura della democrazia. Senza un piano serio su alloggi universitari, residenze, servizi e fiscalità degli affitti, l'ascensore sociale si blocca.

L'Italia era un Paese che sul diritto allo studio, sull'accessibilità alla scuola pubblica, era un esempio per moltissime altre nazioni. Purtroppo su questo, anno dopo anno, stiamo arretrando. Si pensi, ad esempio, ai libri di testo. Avevamo presentato un emendamento importante, a nostro avviso, che era però un atto dovuto per rendere vera la Costituzione, con la quale spesso ci riempiamo la bocca senza, poi, davvero pensare a che cosa contiene. L'articolo 34 della Costituzione impone alla Repubblica di rendere effettivo il diritto allo studio e dice che la scuola è gratuita. Eppure, quando noi abbiamo fatto un emendamento, trovando le risorse e spiegando come fare, per dare i libri di studio gratuiti a tutte le famiglie, questo emendamento è stato respinto, perché si è pensato che non fosse una priorità. A nostro avviso è, invece, una delle priorità più importanti insieme a un'altra. Da sempre, sono 4 anni che lo facciamo, non ci stancheremo di ripeterlo: scuola e sanità, educazione e salute delle persone. Su questo si definisce una democrazia, su questo si definiscono i diritti sociali delle persone.

La sanità è il vero banco di prova dello Stato sociale. Ci sono delle risorse aggiuntive che sono lontanissime da quelle che erano necessarie per garantire i servizi essenziali di salute dei cittadini e anche per garantire una qualità del lavoro dei tantissimi operatori sanitari, che chiamiamo “eroi” nei momenti di complicazione, ma che lasciamo costantemente da soli, poi, quando sono loro ad avere bisogno di essere supportati, retribuiti e messi nella condizione di lavorare dignitosamente. Serviva il coraggio delle riforme, di riforme strutturali, che non si è visto e, ripeto, siamo al quarto anno: non si può più dire che non c'è stato il tempo.

Le inefficienze territoriali producono una sanità sempre più diseguale, che lascia soli i cittadini. Gli interventi richiesti per riconoscere il lavoro del personale sanitario, a partire dalla copertura degli straordinari, non hanno trovato spazio, nonostante sia evidente che il sistema regge grazie a uno sforzo individuale non più sostenibile.

Quindi scuola, università e ricerca restano sottofinanziate, nonostante siano infrastrutture decisive per la crescita e per la sovranità democratica del Paese. In un contesto internazionale in cui la competizione si gioca sempre di più sulla conoscenza, rinunciare ad investire stabilmente in questi ambiti significa accettare un declino silenzioso. Lo stesso vale per l'informazione, che non è un settore come gli altri, ma un presidio essenziale della democrazia.

Per questo, Ministro, dicevo in premessa che si tratta dell'atto più politico. Noi siamo stati ore ed ore a discutere in quest'Aula di formazione, di intelligenza artificiale, di sviluppo, ma, se poi non mettiamo le risorse per far sì che l'Italia sia competitiva dentro l'Europa e su scala globale su questi temi, tutte le norme che stiamo discutendo rimangono lettera morta.

Accanto a questi ambiti, vi è un settore che rappresenta in modo particolarmente chiaro la filosofia di questo bilancio, c'è il Sottosegretario Mazzi: la cultura, i libri, i beni architettonici, il teatro, il cinema, l'audiovisivo. Negli ultimi esercizi, le risorse destinate al comparto culturale sono state progressivamente ridotte o rese incerte. Io ho parlato più volte in quest'Aula della gravità sia di questi tagli che sono avvenuti in comparti dove effettivamente ci occupavamo del tempo libero delle persone, della propria possibilità di accedere alla cultura - anche questo, ricordo, diritto costituzionale -, ma, soprattutto, dei tagli a un comparto che sviluppa l'8 per cento del PIL del Paese, che è un comparto produttivo nel quale, quando si investe, il ritorno è veramente importante e sul quale non si vuole credere. Si pensi, per esempio, all'audiovisivo.

Mentre, con riferimento alle altre nazioni, gli Stati Uniti mettono i dazi, i Paesi arabi creano nuove Cinecittà, dalla Turchia e dalla Cina arrivano nuovi player sempre più forti, la Spagna si candida ad essere l'hub europeo dell'audiovisivo, noi, che da Cinecittà in poi siamo stati i primi ad avere una vera industria cinematografica, abbiamo completamente smesso di investire. Le stime parlano di una riduzione che può arrivare a circa 150 milioni nel 2026, con ulteriori ridimensionamenti negli anni successivi: la revisione dei crediti d'imposta, il taglio devastante del tax credit, e non parlo solo di tagli finanziari, ma anche di tutte quelle manovre - noi l'abbiamo detto a più riprese -, indicazioni ordinamentali che avrebbero potuto rendere efficace l'apertura delle finestre per le richieste dei finanziamenti. Parliamo di un comparto che impiega decine di migliaia di lavoratori, che è anche una carta per quel soft power, quell'attrattività internazionale del Paese, su cui noi abbiamo smesso di investire. Le associazioni di settore hanno segnalato il rischio concreto di una contrazione dell'occupazione e degli investimenti. Ma quando, per 4 bilanci consecutivi, un settore viene trattato come comprimibile, non siamo di fronte a una contingenza, ma a una scelta politica.

Ricordo il precedente Ministro, visto che se ne sono avvicendati taluni dentro quel Dicastero, che scriveva una lettera, nel dicembre del nostro primo bilancio, dicendo che tanto le risorse non gli servivano e le restituiva al Ministro per fare altro. Una Repubblica che investe poco e in modo instabile nella cultura indebolisce la propria capacità di futuro e, se lo sommiamo al disinvestimento sulla scuola e sulla sanità, non può che preoccuparci moltissimo.

Sul fronte delle famiglie - questo è l'ultimo tassello su cui voglio riflettere - la manovra si muove in continuità con misure introdotte nella scorsa legislatura che avevano un grande valore. L'allora Ministra Bonetti col Family Act aveva inserito una serie di interventi, dai congedi ai servizi educativi. Manca, però, quella visione - ci consenta, Ministro, di segnalarlo - integrata e questo forse anche a saldo zero sarebbe possibile con un lavoro di altra natura durante tutto l'anno. Si continuano a finanziare misure bandiera che producono effetti distorsivi.

Taccio poi su altre operazioni che ci vedono e mi vedono culturalmente in disaccordo, a partire dalla rottamazione che, come è evidente e come anche lei aveva detto in tempi non sospetti, mina la fedeltà fiscale. Così come si sceglie di destinare poche risorse per consentire a una platea ristretta di anticipare di poco l'uscita dal lavoro, quelle stesse risorse, invece, le avremmo potuto utilizzare per consentire ai giovani di entrarci in quel mondo del lavoro.

Signor Presidente e colleghi, questa manovra tiene i conti ma manca di visione strategica, evita alcuni rischi ma rinuncia a orientare il futuro. Non corregge le diseguaglianze, non affronta i nodi strutturali, non indica una direzione chiara per il Paese. Naturalmente, di questo non possiamo attribuire la responsabilità al Ministro Giorgetti, perché qui i conti devono tornare. Vengono recepiti alcuni input dai diversi Dicasteri, però è vero che si poteva cogliere l'occasione al quarto anno: non siamo così vicini dall'inizio della legislatura da non potercelo permettere e non siamo così vicini alla fine della legislatura per cui è necessario fare mance elettorali. Forse, questa era quella manovra dove era possibile avere coraggio e, purtroppo, questo coraggio non si ha. La Presidente del Consiglio sceglie di aggiustare piccole cose, raccontare grandi cose e non intervenire con una visione. Quindi, rimane la domanda finale.

Ovviamente noi parliamo da osservatori e parliamo da cronisti, perché non c'è stata data la possibilità di aiutarla. È nostra abitudine intervenire in Commissione bilancio e in Aula correggendo le storture e le cose che non ci piacciono e non facendo un'opposizione preconcetta e per questo la mia riflessione iniziale è stata sul metodo. Se ci fosse stata data la possibilità di fare una vera discussione nel merito, probabilmente avremmo provato a dare un contributo per correggere alcune di queste cose e provare a inserire queste priorità dentro la normativa. La domanda finale resta questa: Ministro, volete una legge di bilancio che galleggia in un mondo che corre o una legge di bilancio che sappia camminare e indicare la strada? Perché uno Stato non si misura dalla stabilità delle sue cifre, ma dalla giustizia e dalla lungimiranza delle sue scelte (Applausi dei deputati del gruppo Azione-Popolari Europeisti Riformatori-Renew Europe).

PRESIDENTE. Sospendo, a questo punto, la seduta per cinque minuti per pausa tecnica. Quindi, la seduta riprenderà alle 18,20.

La seduta, sospesa alle 18,15, è ripresa alle 18,20.

PRESIDENTE. È iscritta a parlare la deputata Vanessa Cattoi. Ne ha facoltà.

VANESSA CATTOI (LEGA). Grazie, Presidente. Ministro Giorgetti, Governo, colleghi, oggi ci ritroviamo qua a discutere la manovra finanziaria 2026-2028, una manovra che è stata dai più definita - soprattutto dai colleghi dell'opposizione - una piccola manovra. Ebbene, io vorrei ricordare ai colleghi dell'opposizione che, diversamente da quanto accadeva da decenni, è la prima volta che noi non facciamo una manovra correttiva e direi che questo è un punto fondamentale, perché in passato abbiamo visto come, con i Governi precedenti, si aumentavano le previsioni di prodotto interno lordo per avere dei margini per poter andare ad accontentare, attraverso qualche mancetta, qualche collega parlamentare piuttosto che per definire qualche piccola misura. Ebbene, noi questo non lo abbiamo fatto all'interno di questa manovra. È una manovra che parte da oltre 18,5 miliardi e che si conclude con poco meno di 22 miliardi di euro, però a questi dobbiamo aggiungere anche la rata del superbonus: 40 miliardi di euro lasciati in eredità - questa bellissima zavorra - dal Governo PD e 5 Stelle e non sicuramente per responsabilità del Ministro Giancarlo Giorgetti, che su questo tema - vorrei ricordarlo - ha avuto forse il coraggio di chiudere i rubinetti di un provvedimento che mai è costato così tanto e mai ha favorito così pochi cittadini italiani.

Ma vorrei andare nel merito di alcuni aspetti, perché una manovra così eterogenea richiede ovviamente di concentrarsi su alcuni aspetti e vorrei concentrarmi sull'aspetto della tassazione e, quindi, anche lì vorrei ricordare quello che ci è stato detto: questo Governo non ha ridotto le tasse ma le ha aumentate. Ebbene, vi ricordo che all'interno della manovra ritrovate, come è già stato detto anche dagli altri colleghi, la riduzione dell'aliquota Irpef dal 35 al 33 per cento per il ceto cosiddetto medio e, quindi, andiamo ad aiutare e a sostenere oltre 13,6 milioni di contribuenti che hanno un reddito che va dai 28.000 ai 50.000 euro (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier). Se questo per voi è aiutare i ricchi per noi non lo è assolutamente. Ricordo anche che, anziché concentrarvi solo su 18 righe di un paragrafo da parte della relazione Istat, sarebbe il caso, invece, di andare ad analizzare - e lo farò io per voi - cosa è stato fatto da questo Governo in favore soprattutto del fisco in questi ultimi anni.

Ebbene, noi con questo Governo, grazie soprattutto al Ministro Giancarlo Giorgetti, siamo riusciti complessivamente a distribuire, in favore delle famiglie, oltre 42,5 miliardi di euro per i redditi medio-bassi - ripeto: 42,5 miliardi di euro - e riporto i dati: 8,1 miliardi di euro nel 2023; 16,3 miliardi di euro nel 2024; 18 miliardi di euro nel 2025. Giusto per fare un esempio esplicativo, in modo che tutti possano comprendere, per una famiglia dove abbiamo un solo lavoratore con un reddito annuo di 25.000 euro l'incremento è stato di 569 euro per il 2023, di 1.035 euro per il 2024 e di 1.154 euro per il 2025. Si è reso strutturale il taglio del cuneo fiscale, soprattutto per i redditi medio-bassi, e si è intervenuti, in questa manovra, sostenendo soprattutto il ceto medio.

E ancora: non abbiamo ridotto le tasse. Ma come no? Abbiamo sostenuto i lavoratori, abbiamo ridotto le tasse a carico dei dipendenti per 1,2 miliardi di euro. E come lo abbiamo fatto? Abbiamo ridotto la tassazione al 5 per cento per gli incrementi retributivi; abbiamo ridotto l'imposta sostitutiva all'1 per cento sui premi produttività; abbiamo applicato una flat tax al 15 per cento sul lavoro notturno e sul lavoro festivo; abbiamo aumentato anche il valore dei buoni pasto.

Poi vorrei precisare e fare una puntualizzazione sulla questione del fiscal drag, soprattutto sulla pressione fiscale, perché anche questa mattina, in Commissione, abbiamo ascoltato la qualunque. Ebbene, sul fiscal drag - e non lo dice una parlamentare della Lega ma il rapporto della BCE e penso che questo sia un rapporto istituzionale (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier) e, quindi, degno di essere attenzionato da parte di tutti - il rapporto della BCE dice, citando le testuali parole, che in Italia non c'è stato nessun drenaggio fiscale. Quindi, lo ripeto: in Italia non c'è stato nessun drenaggio fiscale. E se questo non vi basta vi riporto anche - visto che i colleghi distrattamente non hanno studiato e non hanno letto durante le audizioni tutta la documentazione che ci è stata consegnata - che l'Ufficio parlamentare di bilancio durante l'audizione ha affermato che le riforme fiscali adottate da questo Governo, che ho poc'anzi menzionato, hanno permesso di compensare gli effetti del drenaggio fiscale e anche il giudizio della Banca d'Italia, sempre durante le audizioni, è stato analogo. Nella stessa audizione la Banca d'Italia - cito testualmente - ha dichiarato che “gli interventi disposti nel periodo 2022-2025 hanno più che compensato, nel complesso, l'impatto negativo esercitato sui redditi delle famiglie dal drenaggio fiscale” (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier). Questo non lo dice la Lega, questo lo dicono i documenti ufficiali, che vi invito a studiare, colleghi.

Poi, passiamo alla pressione fiscale e anche qui altro tema. Abbiamo sentito veramente la qualunque, una cosa veramente vergognosa, perché tutti dicono: è aumentata la pressione fiscale, avete aumentato le tasse. Colleghi, vi ricordo una cosa: quando aumenta la pressione fiscale, forse non è dovuto solo all'aumento della tassazione.

Anche qui, se non vi piace citare e ricordare la BCE, la Banca d'Italia e l'Ufficio parlamentare di bilancio, andiamo ancora ad un livello superiore e vi riporto quanto scritto all'interno dal presidente della Corte dei conti, anche lui audito durante l'audizione al Senato - e anche su di lui vi invito veramente ad andare a rileggere - perché se noi andiamo a ritrovare quanto riportato nella documentazione troviamo che il presidente della Corte dei conti ha dichiarato, in riferimento all'andamento sostenuto delle entrate (più 3,5 per cento), che il presente positivo andamento del mercato del lavoro ha permesso di avere il 3,5 per cento di aumento delle entrate. Quindi, non tasse, ma lavoro vero (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier), diversamente da voi che, invece, sostenete ancora che bisogna dare a tutti un sussidio come il reddito di cittadinanza che noi abbiamo abolito, perché riteniamo che la forza vera, il motore di questo Paese sia creare posti di lavoro. Questo è certificato anche dai dati che sono stati riportati dal Presidente della Corte dei conti.

E, ancora, continuo, sul tema della compliance, lo strumento che è stato utilizzato e che, di fatto, il contribuente può… cosa può fare spontaneamente? Può regolarizzare la sua posizione. Ebbene abbiamo avuto 4,5 miliardi di euro ricavati nel 2024. Anche qua, certificati dalla Corte dei conti. E, infine, l'evasione fiscale, noi, il Governo di centrodestra, voi che favorite l'evasione fiscale. Non è assolutamente vero, anche qua i documenti lo certificano: 26,3 miliardi di euro recuperati. Quindi, anche qua, noi siamo stati un Governo che ha ottenuto il risultato più alto di sempre, in termini di recupero dalla lotta all'evasione fiscale. Anche questo ci viene certificato all'interno della documentazione che è stata depositata durante le audizioni. Poi, vorrei ricordare, un altro tema molto importante, perché ho sentito i colleghi, che hanno detto che questo Governo, di fatto, non ha sostenuto molto le famiglie. Non è vero. Perché questo Governo, innanzitutto, ha dato, come propria priorità, il sostegno alla natalità. Anche in questa manovra stanziamo 3,6 miliardi di euro in più per sostenere le famiglie e per sostenere la natalità, tutelando anche la prima casa perché, infatti, l'abbiamo esclusa dal calcolo dell'Isee, andando finalmente a dare delle agevolazioni specifiche a dalle famiglie che erano, di fatto, precedentemente precluse da questo indicatore. Anche qua sosteniamo la natalità e sosteniamo le famiglie che decidono di mettere al mondo dei figli (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier).

Sul tema della sanità: anche qua ridistribuzione, ridistribuzione dei fondi. Abbiamo chiesto uno sforzo aggiuntivo da parte delle banche per 3,8 miliardi per andare a coprire soprattutto l'aumento degli investimenti della spesa sanitaria nazionale. Anche qua, come coordinatore dell'intergruppo parlamentare “Insieme per un impegno contro il cancro” è con orgoglio che riporto delle misure importanti che sono state inserite proprio in favore dei malati oncologici, grazie anche a questa manovra di bilancio. Beh, innanzitutto, a favore di tutti, abbiamo l'aumento delle assunzioni del nuovo personale sanitario, soprattutto oltre 1.000 medici e oltre 5.000 infermieri previsti con le coperture finanziarie adeguate; poi, sul fronte della prevenzione, in particolare, la manovra prevede un finanziamento di 238 milioni di euro. Abbiamo lavorato, siamo andati avanti sul tema della prevenzione nutrizionale-oncologica, anche qua, un tema che abbiamo affrontato tutti all'unanimità all'interno di quest'Aula e che è stato, di fatto, portato avanti con degli emendamenti puntuali da parte della Lega al Senato. Vede, Presidente, potrei soffermarmi su altri punti, ma concludo.

Concludo dicendo che, in uno scenario, in un contesto internazionale di crisi e di aleatorietà, dovuta al fatto che ci sono questi conflitti, che purtroppo…

PRESIDENTE. Concluda.

VANESSA CATTOI (LEGA). …sono, di fatto, la clava non solo per questo nostro Paese, ma un po' per tutti i Paesi dell'area-euro, ma non solo, governare significa assumersi delle responsabilità, soprattutto nei momenti difficili. Quindi, è per questo che mi piace ricordare Alcide De Gasperi, il quale diceva: “un politico guarda alle prossime elezioni, uno statista guarda alla prossima generazione”. Con orgoglio posso sostenere che questa manovra di bilancio guarda sicuramente al futuro dei nostri figli e al futuro delle generazioni che verranno (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier).

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il deputato Roberto Giachetti. Ne ha facoltà.

ROBERTO GIACHETTI (IV-C-RE). Ho fatto partire il cronometro, Presidente, perché cerco di raccogliere l'invito del collega Giorgetti, anzi del Ministro Giorgetti, a cercare di tirare fuori l'essenziale. La prima cosa essenziale è che mi sembra obiettivamente divertente, signor Ministro, sentire da parte di una collega della maggioranza esaltare il parere della Corte dei conti (Applausi di deputati dei gruppi MoVimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra), dopo l'approvazione della riforma che c'è stata al Senato l'altro giorno. Pensiamo se, poco poco, non ci fosse stata questa grande valutazione da parte della Corte dei conti, l'avremmo proprio chiusa e saremmo andati a capo. Ma, detto questo, mi consenta, signor Presidente, di esprimerle, anzi, signor Ministro, di esprimerle la mia solidarietà non solo quella, diciamo, umana e personale, che è figlia della nostra amicizia, che non ho nessuna intenzione di nascondere, ma anche quella politica, perché devo dirle che, dopo il teatrino che è stato messo in atto, oggi, da parte dei colleghi di Fratelli d'Italia, il suo percorso accidentato di questa manovra, che ogni giorno ha vissuto il rischio di andare a sbattere, è riuscito, almeno, ancora oggi, a schivare un altro colpo che hanno tentato di tirarle. Però, non vorrei essere nei suoi panni, perché mancano ancora 48 ore, signor Ministro, non voglio sapere cosa può accadere da qui al momento della fiducia. E, a proposito del teatrino di stamattina, mi consenta di consegnare, Presidente, anche a lei un regalo post natalizio, affidandole quel famoso proverbio che dice: “Dai nemici mi guardo io, dagli amici mi guardi Iddio”. Perché, diciamo, quello che è accaduto è la dimostrazione plastica che qualcosa evidentemente non funziona anche nella maggioranza.

Ciò detto, colleghe e colleghi, la legge di bilancio obiettivamente dovrebbe essere il momento più alto della politica, quello attraverso il quale la maggioranza ma soprattutto il Governo danno una visione, danno un'idea di quale paese, di quale Italia noi vorremmo. Ecco, ancora una volta, siamo davanti a una manovra che non racconta un futuro, ma si limita a certificare una stanca gestione dell'esistente.

E mi dispiace perché sono convinto che, all'interno di una maggioranza che, secondo me, ha parecchie mediocrità anche a livello governativo, sicuramente il Ministro Giorgetti le potenzialità per poter farci sognare qualcosa di diverso, per indicarci una prospettiva, diciamo, figlia dei nostri tempi, le potenzialità le avrebbe. Ma è del tutto evidente che non gli è stato consentito e, anzi, come ho detto, facendo una battuta, diciamo, è stato ogni giorno ostacolato e il risultato non può che essere quello di cui, comunque, inevitabilmente, deve intestarsi il risultato. Che questa sia una manovra senza né capo né coda e, soprattutto, senza grandi risultati non lo dicono le opposizioni, non lo dico io, ma lo dicono i numeri.

Ora ci sono i numeri che dà la collega Cattoi, ma poi ci sono i documenti ufficiali dello Stato, lo dice, persino, la relazione tecnica della Ragioneria generale, collega Cattoi, che dice che questa manovra non produce crescita. Cioè se togliamo l'impatto dovuto al PNRR, la crescita è sostanzialmente zero. Se l'Italia cresce dello zero virgola, qualcosa che non funziona c'è, ripeto, al netto del PNRR.

Allora, la domanda è semplice: a cosa serve una legge di bilancio che non fa crescere il Paese? Qui c'è tutto il tema del Parlamento, il Parlamento svuotato, guardate, mi ero segnato una serie di appunti, io penso che purtroppo, ogni anno, c'è un pezzetto in più in termini di deterioramento del valore del Parlamento e non c'è dubbio che la responsabilità principale ce l'ha il Governo e l'hanno avuta i Governi degli ultimi quindici, vent'anni. Ma io non sono neanche più disposto ad assolvere il Parlamento in questa responsabilità. Perché se il Governo ha questa responsabilità, ciascuno di noi vale per il passato, ma vale anche per il presente, probabilmente non si rende conto del valore che ha, del compito, della responsabilità che ci viene affidata dagli elettori. Non si può essere sempre sudditi o chini alle volontà del Governo. Se non c'è una reazione del Parlamento, questo sicuramente è un problema che non riguarda soltanto il Governo. D'altra parte, lo ha giustamente ricordato Matteo Renzi al Senato, siamo arrivati al paradosso per cui si dedica più tempo all'organizzazione di eventi collaterali che alla discussione della manovra economica. E una democrazia che svuota il confronto parlamentare è una democrazia che si indebolisce e non si rafforza. Nel merito c'è poi la narrazione del Governo che semplicemente non regge, collega e Ministro Giorgetti. Ci avete promesso meno tasse e, invece, ci troviamo aumenti del gettito delle accise sul gasolio per miliardi di euro, nuove entrate tra sigarette, assicurazioni, pacchi, intermediazione finanziaria, il raddoppio di una tassa, la Tobin tax, che per anni avete giurato di voler cancellare. Di che cosa parla, onorevole Cattoi? Queste sono realtà. Altro che destra del no-tax. Qui siamo alla destra del più tasse per tutti, con la pressione fiscale che sale, con i cittadini che pagano il conto al supermercato e non certo dei salotti, della propaganda. Questa non è una manovra liberale, è una manovra ragionieristica che fa cassa dove può, senza distinguere, senza una strategia, senza niente.

Ma il punto più grave, colleghi, non è quello che c'è, è soprattutto quello che manca.

Manca una politica seria sul lavoro, manca una visione sul lavoro giovanile, manca il coraggio di dire che l'emergenza italiana oggi non è ideologica, è demografica: quest'anno quasi 200.000 giovani lasciano l'Italia non perché odiano il loro Paese, ma perché qui non trovano opportunità, salari dignitosi, prospettive. Tutta l'opposizione aveva fatto una proposta chiara, una start tax, una detassazione vera per chi assume giovani e per chi rientra in Italia: avete scelto di ignorarla e, senza giovani, non c'è crescita, non c'è sicurezza, non c'è futuro per i conti pubblici.

C'è, poi, il capitolo della visione internazionale e industriale. Il mondo sta correndo sulle materie prime strategiche, sulle tecnologie per l'intelligenza artificiale, sui data center, sul quantum computing: Francia, Germania e Stati Uniti investono pianificando, proteggono le filiere. E noi cosa facciamo, Ministro? Rispondiamo con un emendamento simbolico sull'oro. Ora, un sovranismo di facciata è buono per i titoli, ma è del tutto inutile per lo sviluppo. Mentre il mondo parla di futuro, qui si discute di bandierine, e questo non è patriottismo economico, è semplicemente provincialismo politico.

Un altro dato che colpisce, e dovrebbe far riflettere un po' tutti, è la spesa per l'intelligence, che è triplicata in 10 anni, passando da 600 milioni a quasi 2 miliardi. Attenzione, che qui nessuno è contro la sicurezza nazionale, ma una politica seria si chiede sempre quali siano le priorità e se le risorse pubbliche producano, poi, dei risultati, perché, se aumentano le spese, ma diminuisce la capacità dello Stato di proteggere i cittadini, imprese e libertà, c'è qualcosa che non funziona. E c'è qualcosa che non funziona a proposito dei servizi - apro e chiudo il capitolo semplicemente citandolo - con la vicenda Paragon, signor Ministro, che ancora continua ad avere dei tratti molto inquietanti.

In conclusione - e come vede, Ministro, sto cercando di venire incontro ai suoi auspici -, questa legge di bilancio, per usare un'espressione che non è mia, ma che ritengo assolutamente efficace, è brutta e senz'anima. È una manovra senza crescita, senza riforme, senza giovani, senza visione industriale; una manovra che pensa più ai mercati finanziari che ai supermercati, più ai saldi di fine anno che al futuro del Paese.

Noi siamo contrari a questa manovra non per pregiudizio, ma per responsabilità e anche per dignità, perché l'Italia merita una politica economica che abbia coraggio, che investa sul lavoro, sull'innovazione e sui giovani. E continueremo, dentro e fuori da quest'Aula, a batterci perché ci sia un'Italia più dinamica, più giusta, più europea e non rassegnata alla mediocrità che, ancora una volta, ci proponete.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il deputato Grimaldi. Ne ha facoltà.

MARCO GRIMALDI (AVS). Grazie, Presidente. Ministro, tre anni fa, alla vostra prima finanziaria, ci aveva detto che era arrivato a pochi metri dal 31 dicembre perché era colpa delle elezioni anticipate. Quest'anno, ci faccia dire, lei è prudente in tutto, tranne che arrivare a qualche metro dall'esercizio provvisorio, e ci siete arrivati molto vicini anche qualche ora fa. Però, la verità è che quello che è successo prima succede dal 17 ottobre. Cioè, voi avete passato due mesi al Senato a prendervi a schiaffi: avete iniziato con la cedolare secca, senza però mai occuparvi un minuto di casa, mai di regolamentazione davvero del mercato degli affitti brevi, per finire sulla Fornero. Pazzesco, cioè sulla Fornero è successo l'incredibile: c'era una squadra che la voleva cambiare, ed era quella del suo partito - non so se lo ricorda -, che, invece, adesso gioca a difenderla, a tutti i costi; e quelli che la volevano lasciare così, adesso giocano a peggiorarla, se è possibile. Ecco, all'ultimo momento utile siete riusciti a dare, come al solito, il peggio, cioè depositando tutto e il contrario di tutto; tra l'altro, pratica più volte censurata dalla Corte costituzionale.

D'altra parte, il Ministro ci ha spiegato che il bicameralismo è finito, no? In pura coerenza con il premierato della Meloni, quello che sogna, così il Parlamento subisce quell'erosione della sua sovranità: la forma repubblicana sotto la pressione di forzature istituzionali tende a ricomporsi secondo un modello di potere nuovo. Intanto, ci si prepara tutti a un bel referendum contro i giudici e si vuole riscrivere la legge elettorale pensata solo per non perdere. Ecco, questo è un po' il manuale della nuova democratura: zittire il dissenso, piegare le istituzioni, blindare le urne.

Ma noi, come avete capito, resistiamo, mentre voi ci deliziate con le vostre liti e i vostri psicodrammi. Abbiamo assistito alle solite zampate tentate nel favore delle tenebre: il condono di berlusconiana memoria, l'indegno intervento sul riscatto delle lauree. Avete persino immaginato di utilizzare la manovra per approvare, senza discussione, una nuova versione dell'autonomia differenziata. Che altro sono, se non questo, i livelli essenziali delle prestazioni infilati nella legge di bilancio, ma senza risorse? Avete scelto di trasformare le differenze sociali in diritti diseguali. Al cuore della legge di bilancio è rimasta una scelta di fondo: il Governo ha riservato al Paese una manovra asfittica. Me lo dica lei se non è vero: la più povera dal 2014.

Il vostro mantra, appunto la prudenza nella gestione dei conti pubblici, è diventato il diktat, il diktat del nuovo Patto di stabilità, e avete scelto di non scegliere. Basta un esempio: il rapporto tra la spesa sanitaria e il PIL torna indietro al 2015, la pressione fiscale sfiora il 42,8 per cento del PIL, dati che non potete negare. Una manovra, di fatto, a saldo zero, guidata solo dalla riduzione del debito e da 25 miliardi di drenaggio fiscale sottratti ai lavoratori e alle lavoratrici, ma arriverò alla deputata Cattoi. Una legge che non governa l'economia, ma la registra, che segna il ritorno, di fatto, a una vecchia idea della destra italiana, cioè l'obbedienza agli Stati Uniti, e alla voglia, possiamo dirlo, di riarmarsi della Germania. Ecco, una manovra vincolata a quel patto negoziato nel 2024, frutto di quel compromesso con i cosiddetti Paesi frugali, impazienti di tornare al rigore, tranne che su una materia: quella degli investimenti nell'economia di guerra. E, ancora una volta, l'equilibrio dei conti deve prevalere su ogni altra priorità economica o sociale.

Davanti alla grave e persistente stagnazione economica in cui è scivolato il Paese negli ultimi due anni, avete deciso, di fatto, di non toccare nessuna disuguaglianza. Ministro Giorgetti, lei lo sa bene: la produzione italiana ha attraversato una contrazione tendenziale ininterrotta per 26 mesi, segnale di una crisi strutturale che travalica i normali cicli congiunturali; settori strategici, come l'automotive, hanno registrato flessioni dell'ordine del 30 per cento. Ecco, ce lo faccia dire così, continuiamo a mancare l'appuntamento con le politiche industriali che servono all'Italia: innovazione, digitalizzazione, transizione energetica ed ecologica. E se lo faccia dire dall'unico gruppo davvero ecologista di questo Parlamento: siamo davanti a un giudizio universale climatico, e voi avete scelto di non fare nulla sull'adattamento climatico, sulla decarbonizzazione, sulla protezione del territorio. E non è solo un ritardo - lo dico a tutti i colleghi e le colleghe -, è una scelta, è una rinuncia, ed è una rinuncia che pagherà caramente questo Paese e il nostro territorio.

Si dirà che il deficit scende sotto il 3 per cento. Peccato che la pressione fiscale è la più alta degli ultimi 10 anni e si comprime la spesa pubblica per la sanità, l'istruzione e le politiche industriali. La legge di bilancio rimuove la vera questione salariale: non riforma il fisco in senso progressivo, non rilancia gli investimenti pubblici. In un contesto di crescita debole, l'inflazione rallenta e il Governo sceglie di ritirare la spesa pubblica. Lo fa proprio quando sarebbe più necessaria per sostenere domanda e investimenti. Così, l'Italia rinuncia al ruolo di attore politico e si riduce a esecutore di un equilibrio contabile. È la fine di quella visione espansiva della politica fiscale inaugurata con il PNRR, e sappiamo che cosa significa: più la finanza diventa stabile e rigida, meno lo sarà la società; meno il bilancio investe e più l'economia si indebolisce, perché la stabilità senza sviluppo e senza giustizia sociale e ambientale non è un equilibrio, ma solo disuguaglianza. Serve giusto, forse, a qualche brindisi, qualche brindisi natalizio delle società di rating, dei mercati speculativi e dei poteri forti; un modello già obsoleto e bocciato da più di 10 anni di tragedie. Un mix oggi di rigore tedesco, che soffoca la spesa pubblica, e di fedeltà atlantica, che privilegia armamenti e gas liquido. Ecco, l'effetto si vede chiaramente nel sacrificio dei Ministeri.

Inizio a fare qualche elenco, visto che nessuno l'ha notato. Tagli per 7,5 miliardi di euro nel triennio. Tagli al MEF per 456 milioni di euro, 450 milioni di euro nel 2027, 1,3 miliardi di euro nel 2028. Il MIT è il Ministero più penalizzato. Nel 2026 le infrastrutture perdono 524 milioni di euro. Tanto Salvini gioca col ponte, mica fa il Ministro. Salvini! I treni, ciuff, ciuff! È il suo Ministero, non so se se lo ricorda ogni tanto. Il Ministero dell'Ambiente e della sicurezza energetica subisce riduzioni per 376 milioni di euro. Lo chiedo a quest'Aula, al Paese: vi ricordate chi è il Ministro? Io lo so, è piemontese e quindi lo conosco bene, ma non c'è un italiano che conosca il Ministro dell'Ambiente e della sicurezza energetica. Perché? Perché non fa politiche per l'ambiente, molto semplice. Tagli pesanti alla tutela e alla gestione delle risorse idriche, ai piani per il miglioramento della qualità dell'aria, alla diversificazione delle fonti energetiche, tanto che cosa gliene frega!

L'istruzione - udite - perde 141 milioni di euro. Significa tagli all'edilizia scolastica, agli interventi per la sicurezza delle scuole: Valditara pare abbia dato il suo consenso informato al Ministro Giorgetti. Contrazione di 120 milioni di euro per il Ministero delle Imprese e del made in Italy. Tanto - come dice lei, Ministro Giorgetti - il Governo non fa politiche industriali. Cioè, avete davvero la faccia come Urso e, forse anche per questo, avete deciso di non fare politiche industriali perché, forse così, qualche industria potrebbe reggere il colpo.

Il capitolo agricoltura perde 66 milioni di euro. Tagli che, tra l'altro, rischiano di ridurre le risorse per le filiere protette, controlli e programmi di sviluppo rurale. Anche qui, forse per non far danni, quest'anno non si è visto Lollobrigida, non so se l'avete notato. Quest'anno, dopo le figuracce dell'anno prima, l'hanno messo in cassa integrazione così anche lui fa meno danni.

Alla sanità pubblica sono sottratti 89 milioni di euro. Ovviamente perde risorse la cultura, la tutela e la valorizzazione dei beni culturali e il Fondo unico per il cinema e l'audiovisivo. La riduzione per la giustizia ammonta a circa 100 milioni di euro. L'università subisce invece una riduzione progressiva quasi di 27 milioni di euro nel 2026, 28 milioni di euro nel 2027 e 30 milioni di euro nel 2028. Ma la cosa più indegna - e arrivo alla risposta a Cattoi - è fare tutti questi tagli avendo più entrate solo dal drenaggio fiscale della classe lavoratrice italiana (Applausi dei deputati del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra).

Ed allora la spiego così. Solo per leggere - Banca d'Italia, Ufficio parlamentare di bilancio -, oh, fa morir dal ridere la sua Lega che difende la BCE e la prende come esempio, ma adesso gliela spiego io, Ministro Giorgetti. Cosa vi dice la Banca d'Italia e l'Ufficio parlamentare di bilancio? Che avete compensato - usa la parola “compensato” - il drenaggio fiscale di 25 miliardi di euro con il taglio al cuneo fiscale e all'Irpef. Cioè non vi hanno ridotto le tasse, il drenaggio fiscale è stato mangiato (Applausi dei deputati del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra), di fatto, col taglio. Basta! È una partita di giro. Avete preso in giro tutti, ma non avete preso in giro quelli che, alla fine, hanno perso la dodicesima e la tredicesima perché, nel frattempo, è arrivata l'inflazione. È questo che non avete compreso. Ma fatemi dire: questa vicenda travolge 24 milioni di italiani, tra questi 17 milioni di dipendenti. I salari italiani sono fermi da trent'anni.

Dal 1990 ad oggi, mentre negli altri Paesi europei le retribuzioni crescevano qui si sono contratte. Tra i Paesi del G20 (economie avanzate) l'Italia è quella che ha perso di più, l'8,7 per cento. Peggio di noi, nessuno mai. Nessuno mai! Nessun paragone né fra i grandi, né fra i più piccoli.

Il risultato è che più di un lavoratore su dieci è a rischio povertà. Da Milano a Roma, un operaio - decida lei - un'impiegata, un autista di pullman, non si può più permettere un affitto, una spesa dignitosa, una vita normale. Immaginatevi però cos'è il resto del Paese a quel punto. Immaginatevi a fare i commessi o a fare quelli - che ne so - dei servizi fiduciari o di chi lavora nei multiservizi. Ci sono 5 milioni di persone che non riescono a riscaldare casa, a fare una vacanza, a mangiare carne o proteine vegetali ogni due giorni, a fronteggiare un imprevisto, ad avere una connessione Internet. Cioè, questa è una tragedia e avete pure tagliato il reddito di cittadinanza.

Ma io dico, non è povertà, è esclusione. E mentre i salari crollano, i profitti delle imprese volano ma, soprattutto, quelle risorse - e lei lo sa bene - non vengono redistribuite, né in stipendi né in investimenti in innovazione e ricerca, ed è questo il dramma. Di fronte a tutto questo siete rimasti sordi, avete raccontato la favola che si potessero alzare i salari solo per via fiscale: come vi abbiamo appena detto, alla fine, avete pure mentito. Ma davvero la Ministra Calderone può dire che l'Italia del lavoro sta correndo? Ma andatelo a dire agli operai presi a pugni dai datori di lavori, ai cassieri licenziati con il test del carrello, ai lavoratori assunti con contratti poveri perché nessuna legge impedisce alle aziende di scegliere, à la carte, il proprio contratto collettivo. Chiedetelo ai lavoratori di Mondo Convenienza, a chi fabbrica mobili, a chi mette gli ovetti Kinder nelle scatole, a chi pulisce le scale delle nostre sale operatorie, delle nostre ASL. I salari reali stanno mostrando una ripresa, dice Giorgia Meloni. Sono l'unica cosa non indicizzata in questo Paese (Applausi dei deputati del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra). Per questo lo diciamo a tutti: serve uno sblocca stipendi!

Ecco, tutto questo è un insulto ai lavoratori e alle lavoratrici. La metà dei contratti è scaduto e il tempo medio di attesa per il rinnovo è di quasi due anni. Ecco, nella penisola dei famosi proliferano i contratti pirata e l'uso distorto dei contratti collettivi. Intanto, nessuna tassa di solidarietà per le grandi compagnie energetiche che hanno fatto extraprofitti e per quelle delle armi, nessuna progressività fiscale, nessun tentativo di correggere le disuguaglianze.

È una manovra di austerità - se ne faccia ragione - pensata per finanziare una corsa al riarmo pagata appunto dai lavoratori e dai pensionati. L'aumento - lo dico a tutti -, c'è un unico capitolo che aumenta, è quello dell'industria militare, della Difesa (Applausi dei deputati del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra), un miliardo di euro. Rappresenta l'adesione piena all'economia di guerra, per obbedire ai diktat di Trump e della NATO. In sintesi, questa è la manovra.

Una legge che si veste di stabilità per mascherare il taglio ai Ministeri, agli enti locali e ai servizi. Salari prosciugati e risorse pubbliche consegnate alle rendite di guerra e delle fossili, mentre 5,7 milioni di persone vivono in povertà assoluta. Ecco, la vostra difesa delle rendite e dei privilegi è ormai senza maschere e senza vergogna. Il disastro sociale per noi è davanti a tutti.

Avete addirittura tentato un affronto all'articolo 36 della nostra Carta costituzionale. Ci avete provato riesumando un emendamento già respinto dalla mobilitazione delle opposizioni e dalle organizzazioni sindacali, e anche questa volta - anche grazie a noi, anche grazie al nostro senatore Tino Magni che ringraziamo da qui - siete esplosi in aria insieme alle vostre contraddizioni. Ma ancora una volta vi siete mostrati per quello che siete, che vi spendete per tutelare chi ha costruito i propri profitti sullo sfruttamento. Quell'articolo del maxiemendamento - fortunatamente caduto - è la fotografia di ciò che siete: un Esecutivo che non solo non difende il lavoro, ma lo considera un ostacolo da contenere e un fastidio da disciplinare.

Avete deciso di scatenare una nuova guerra di classe e adesso ve ne dico un'altra. Avete scelto come bersaglio i lavoratori precoci e quelli impegnati in mansioni usuranti, chi ha iniziato a lavorare quando era ancora un ragazzo e chi dopo una vita di fatiche logoranti sta sperando in un'altra vita. Tagliate circa 40 milioni di euro, dal 2033, a tutte le pensioni usuranti; colpite chi ha versato almeno 12 mesi di contributi prima dei 19 anni; eliminate la possibilità di cumulare la previdenza complementare con quella pubblica per anticipare la pensione di vecchiaia. Sapete chi pagherà il prezzo? I conducenti dei mezzi pesanti, gli addetti alle linee di catena, chi lavora nelle miniere, nelle gallerie, nelle vetrerie. Lavoratori che sudano da quando sono ragazzini, poco più che bambini, lavoratori e lavoratrici che hanno accumulato decenni di contributi in contesti alienanti, tossici e pericolosi. A loro avete scelto di rendere più difficile il pensionamento anticipato, quando tutti sappiamo che l'età avanzata, in certi lavori, è la prima causa di infortuni mortali.

Sulla previdenza complementare avete smantellato lo scivolo verso la pensione costruito con i risparmi privati. Un saccheggio di TFR e fondi pensioni per tenere in piedi il bilancio pubblico. Ed intanto l'età per uscire dal lavoro continua a crescere per tutti i contribuenti. Volevate superare la Fornero, l'avete fatto, in peggio (Applausi dei deputati del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra).

Con il maxiemendamento riducete addirittura di 140 milioni di euro il Fondo per i farmaci innovativi. Sono quelle risorse essenziali per le terapie dei malati oncologici e delle persone affette da patologie gravi. Ancora un colpo alla sanità pubblica insieme a picconate alle pensioni, al trasporto pubblico, alla scuola e all'ambiente. I malati gravi e le fasce più fragili del Paese possono attendere.

Intanto la questione abitativa sta diventando un'emergenza drammatica. Di 2,2 milioni di famiglie in povertà assoluta, 1,3 milioni sono in affitto, oltre 40.000 le nuove sentenze di sfratto (l'80 per cento per morosità incolpevole), oltre 22.000 le esecuzioni con forza pubblica. Ecco, di fronte a tutto questo in voi scatta sempre lo stesso meccanismo, inasprire ancora la normativa contro l'occupazione degli immobili lasciati vuoti.

Avete fatto annunci roboanti, mentre vi attrezzavate ad azzerare tutti i fondi, per il contributo affitto e per il fondo destinato alla morosità incolpevole. Mentre legalizzavate sottoterra, sottoscala di 20 metri quadri, avete lasciato soli i comuni senza finanziamenti, senza un piano casa. Salvini? Lo ricordo, perché sarebbe anche Ministro di questo: Salvini “telefono casa”? Casa, parliamo di casa. La legge di bilancio non affronta in alcun modo la questione abitativa: sparita dalle slide del Governo e sparita anche dalla finanziaria.

Infine, fateci dire un'ultima cosa a proposito dei ricchi che vi votano, vi finanziano e vi sostengono. Lo 0,1 per cento dei ricchi italiani possiede il 9 per cento della ricchezza netta nazionale. Lo 0,1 dei contribuenti paga un'aliquota media del 36 per cento cioè inferiore all'aliquota media di tutti gli altri cittadini, che pagano il 46 per cento: il 99,9 per cento paga molto di più dello 0,1. Queste moderne disuguaglianze sono proprio una precisa scelta di classe. Come 100 anni fa, voi siete sempre gli stessi: siete quelli che custodite le rendite e noi forse saremmo gli stessi sognatori, sì, quelli che vogliono cambiare tutto. Vogliono cambiare tutto, perché questo miserabile mondo lo vogliamo trasformare.

Contro la svendita di diritti, di tutele, di welfare e contro l'economia di guerra, siamo qui per affermare il diritto all'abitare e offrire alle persone edilizia residenziale pubblica e affitti calmierati. Siamo contro un Governo antisociale, antisolidale, che trasforma lo Stato nel padrone più avido e lo fa, mentre ne usa la forza per reprimere chi denuncia e si oppone a tutto questo: la vostra violenza di Stato mostra quanto siete deboli. Tutto questo, però, finirà prima di quanto pensiate. C'è bisogno di una grande alleanza progressista ed ecologista. C'è un'altra Italia che vuole giustizia. Voi volete creare dei nemici pubblici per distogliere lo sguardo dalle condizioni reali del Paese. Noi risponderemo pacificamente, senza accettare provocazioni: lo faremo con ancora più democrazia, più solidarietà e più intelligenza (Applausi dei deputati del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra).

PRESIDENTE. È iscritta a parlare la deputata Carmina. Ne ha facoltà.

IDA CARMINA (M5S). Grazie, Presidente. Onorevoli colleghe e colleghi, la legge di bilancio non è un mero esercizio contabile, ma il momento più alto della politica di uno Stato, il principale atto politico di un Governo e di un Parlamento, l'atto in cui viene autorizzata e finanziata tutta l'attività di uno Stato e contiene l'indirizzo che si intende imprimere al sistema Paese, le risposte che si intendono dare ai cittadini, alle famiglie, alle imprese.

Questa finanziaria assume un rilievo particolare, perché è la quarta del Governo Meloni, un Governo che ha superato il giro di boa, e interviene a poco meno di un anno e mezzo dalla fine della legislatura. È perciò una legge finanziaria in cui è possibile già un primo consuntivo, senza alibi e vittimismi, delle scelte e delle misure - ancora ci chiediamo quali, per la verità - poste in essere in questi anni dal Governo Meloni e dei loro effetti e della loro efficacia. Francamente ci saremmo aspettati qualcosa di diverso da questa finanziaria, una manovra con una visione chiara, strutturale, sistematica, proiettata al futuro, che già anticipasse quello che s'intende fare domani, e affrontasse grandi temi (a partire dall'intelligenza artificiale, la politica salariale, grandi temi che sono in ballo di questi tempi), e che desse slancio a un'economia stagnante, non rassegnandosi alla mediocrità, ad un'Italia che, nel vostro sguardo, pare destinata al declino, a cui vi occupate solo di accompagnarla.

Ci siamo invece trovati dinanzi a una finanziaria misera (18 miliardi e mezzo circa iniziali), di minore importo da dieci anni a questa parte, meramente ragionieristica, di mero galleggiamento, a zero crescita, che opera paurosi tagli allo Stato sociale e drena risorse dai soliti noti (lavoratori dipendenti, pensionati), mentre è timidina con i forti, con quelli che hanno avuto altissimi profitti, come le banche e le assicurazioni, cui chiede solo un'anticipazione, che poi dovrà essere evidentemente restituita, magari al Governo successivo, alla prossima legislatura, per chi verrà dopo di noi - speriamo non voi. È una finanziaria che soprattutto non interviene sulle grandi multinazionali, come i giganti del web, che fanno enormi profitti e lasciano poco o niente in campo.

Tornando al consuntivo, la domanda da porsi è: dopo tre anni di Governo Meloni, l'Italia è migliorata o peggiorata? Le “grandi attese” che gli italiani avevano riposto nel Governo Meloni sono state rispettate? Per tutti vale la delusione di Marcello Veneziani, intellettuale di destra: “Da quando è al Governo la destra non è cambiato nulla nella nostra vita di italiani, di cittadini, di contribuenti e anche in quella di «intellettuali», di «patrioti» e di uomini «di destra». Tutto è rimasto come prima, nel bene, nel male, nella mediocrità generale e particolare”. Non serve neppure rifarsi alle agenzie di rating, chiaramente soddisfatte dai risultati ragionieristici della finanziaria, ma che non misurano la realtà della vita degli italiani. Non basta, per valutare, il giudizio dei mercati finanziari: bisogna andare tra la gente, nei mercati rionali, per vedere i pensionati italiani immiseriti, dopo una vita di lavoro, raccattare, tra i rifiuti, la verdura abbandonata nella speranza di cucinare una minestra, in un'Italia in cui il potersi nutrire di frutta e verdura è diventato un lusso.

Abbiamo il calo della produzione industriale ormai strutturale (32 mesi su 36), la perdita del potere d'acquisto è drammatica e gli interventi fiscali non bastano più. L'intervento - che è la misura simbolo di questa finanziaria - della riduzione dell'aliquota per il cosiddetto ceto medio dal 35 al 33 per cento è assolutamente insignificante, drena tanto, ma non significa nulla, non dà alcun beneficio alla vita delle persone, allo scaglione su cui viene drenata. L'intervento vale, per chi ha un reddito di 28.000 euro, 10 euro al mese e nella fascia massima 40 euro al mese: cosa volete che cambi per chi ha difficoltà ad arrivare a fine mese? Basta, infatti, che si abbia un problema di salute e non si sa più come fare, quando le liste d'attesa costringono le persone a rivolgersi ai privati e a pagare. Ci sono milioni di lavoratori che vivono a ridosso della soglia di povertà, 6 milioni guadagnano meno di mille euro al mese. Milioni di pensionati vivono in una condizione drammatica: 4 milioni e mezzo percepiscono meno di mille euro al mese e la pensione media è di 1.128 euro. Ancora, 6 milioni di cittadini ormai rinunciano alle cure, per cui potersi curare non è più un diritto, è diventato un lusso.

In questa situazione, che cosa fa la finanziaria? Che risposte vengono date? Questa manovra, in realtà, guarda solo ai dati contabili, a rientrare nei margini dal Patto di stabilità e a uscire il prima possibile dalla procedura di infrazione per deficit eccessivo e, fra l'altro, lei, Ministro, se ne vanta; dice: arriviamo sotto la soglia del 3 per cento quest'anno, arriveremo al 2,8 il prossimo anno, al 2,6 l'anno dopo. Nel frattempo gli italiani? Perché chiaramente ha dovuto fare delle scelte per arrivare a questo risultato e le scelte sono state tagli drammatici, che incidono nella carne viva degli italiani, e una tassazione che è già da record nel 2025 (42,8 per cento), ma è destinata ad aumentare. È soprattutto una tassazione regressiva. Anche il taglio della dell'aliquota, infatti, va a incidere maggiormente su chi guadagna di meno ed è quindi regressiva, contro i principi della Costituzione, che impongono un sistema federale fiscale improntato al principio di progressività, per cui chi è più ricco, contribuisce di più, ed è giusto che contribuisca di più con le proprie tasse.

E poi c'è una confusione di fondo da cui dobbiamo sgombrare il campo, perché la stabilità finanziaria non è un valore in sé, è un obiettivo che serve a raggiungere e a perseguire altri valori, altri obiettivi. Di per sé, a che serve, se poi non ci sono i margini per far star bene gli italiani? E qual è, in realtà, l'obiettivo, neanche nascosto, perché è dichiarato, è dichiarato nei documenti di programmazione? Uscire dal deficit per accedere alla clausola di salvaguardia e quindi poter ottemperare all'acquisto di 23 miliardi di armi in tre anni.

Quindi tutti questi sacrifici imposti agli italiani non sono per le future generazioni, a meno che non vediamo le future generazioni tutte con l'elmetto, con il fucile in braccio (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle), perché non va bene questa visione dell'Italia che voi avete. Noi vogliamo un'Italia diversa, in cui i giovani possano restare in Italia, abbiano salari adeguati in Italia e non debbano abbandonare questo Paese, perché sono loro il nostro futuro, sono loro la nostra ricchezza, non bombe, missili, aerei, F-35 pagati a sovrapprezzo dagli americani (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle)! Non è questo che vogliono gli italiani. E, guardate, non è una questione di demagogia, perché uno dei tre principali obiettivi di uno Stato è garantire la difesa dei confini, ma non a questo prezzo! Cosa si è disposti a sacrificare per questo? Ci sarebbero tante cose da dire, andare nel dettaglio di tante manovre. E guardate, fra l'altro, volevo anche fare un piccolo inciso: guardando la situazione complessiva, il fatto che noi abbiamo dato il nostro “sì” al ReArm EU con le procedure di indebitamento, chiaramente fa rivivere il fatto che invece la Germania, con uno spazio fiscale grandissimo, metta 1.000 miliardi in dieci anni. Non è un déjà vu questo? Non vi fa pensare a nulla? Mah, strano. E invece abbiamo questo Governo feroce con i deboli…

PRESIDENTE. Concluda.

IDA CARMINA (M5S). …che accarezza i potenti. Finisco. Ma la cosa più grave è quello che si fa nei confronti del Sud: definanziate tutte le misure per il Sud…

PRESIDENTE. Deve concludere.

IDA CARMINA (M5S). …definanziate 300 milioni di euro dal Fondo per lo sviluppo e la coesione e, soprattutto, imbrogliate con i LEP, perché non basta definirli, occorre finanziarli e voi invece cristallizzate solo le differenze, prendendo in giro i cittadini meridionali (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

PRESIDENTE. È iscritta a parlare la deputata Guerra. Ne ha facoltà.

MARIA CECILIA GUERRA (PD-IDP). Grazie, Presidente. La legge di bilancio è arrivata in Parlamento a metà ottobre per essere convulsamente chiusa al Senato solo pochi giorni fa. Prima di tutto vorrei spendere due parole sulla misura clou della manovra originaria: dice che si sono occupati dei ceti medi e di detassare gli incrementi contrattuali. Vediamo allora gli effetti di queste misure.

Prendiamo un tipico lavoratore del ceto medio, con un reddito fra 33.000 e 40.000 euro che, secondo le stime del MEF, nel 2026 avrà un incremento contrattuale di 750 euro medio. Cosa gli resta in tasca al netto delle imposte e degli interventi fiscali a favore del ceto medio di questa legge di bilancio? Gli restano 345 euro; 345 euro su 750, al netto dei vostri interventi. Perché in quell'intervallo di reddito tra 33.000 e 40.000 euro il fisco si porta via il 50 per cento di ogni aumento, senza contare le addizionali, un'aliquota del 50 per cento che è l'esito dei tanti interventi irrazionali a pezzi e pezze sull'IRPEF.

E allora, invece di cincischiarsi con abbassamenti di aliquote che regalano poche decine di euro a redditi medi e qualche centinaio di euro a quelli alti, altissimi, non sarebbe il caso di mettere mano davvero a un sistema fiscale così balordo? Per noi la regola base deve essere questa: a parità di reddito, si deve pagare pari imposta (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista). La regola seguita anche in questa legge di bilancio dal Governo è invece l'opposto, ossia che ogni corporazione, ogni gruppo di potenziali elettori deve avere la sua particolare agevolazione, il suo piccolo privilegio, un uso assolutamente discrezionale del fisco senza regole, senza principi e quindi senza equità.

Lo si è visto anche con le banche e le assicurazioni, sarebbe stata giusto e sarebbe un'imposta sugli extraprofitti e non solo sulle banche. E invece no, si è preferita una logica estorsiva: ho bisogno di “x miliardi”, decidi un po' tu come darmeli, ma me li devi dare. Però non facciamoci abbagliare: nessun Robin Hood, nessuna equità sociale, perché a banche e assicurazioni il piacere viene restituito con gli interessi, riconoscendo la piena portabilità a favore dei fondi aperti e piani previdenziali individuali che loro gestiscono delle posizioni previdenziali che fino ad oggi affluivano ai fondi contrattuali, senza alcuna attenzione al fatto che queste forme previdenziali chiedono al lavoratore commissioni fino a otto volte più elevate.

Vorrei ora esaminare invece il contributo fondamentale portato dalla maggioranza nel passaggio parlamentare: è stato duplice. Il primo va ricordato, perché è emerso chiaramente come prima norma, dopo quella sul saldo, ed è importantissima: la decisione che le riserve auree, che sono gestite, detenute dalla Banca d'Italia, iscritte nel suo bilancio, appartengono al popolo italiano. Oh, finalmente un poco di chiarezza; che li acquisti pure, le venda pure secondo la sua decisione, ma non sono sue. Povero Ministro Giorgetti, come poteva spiegare alla BCE l'assoluta necessità di questa importantissima decisione? In secondo luogo, due mesi di intenso dibattito per cercare di smontare, svuotare e cambiare le norme che il suo Governo, quel Governo della maggioranza, aveva scritto. Mi riferisco agli affitti brevi, alla compensazione tra crediti e debiti fiscali e contributivi, agli interessi sulla ennesima rottamazione e poi la pantomima sulle pensioni. E ancora lei, Ministro Giorgetti, ne è il protagonista. Secondo una prima interpretazione, sarebbe stata una manina sfuggita al suo controllo a introdurre nel primo maxi emendamento da lei presentato un insieme di tagli molto pesanti sulle pensioni: “Che gelida manina” (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).

Secondo un'altra fantasiosa interpretazione, i pesanti tagli proposti, da lei proposti, avrebbero dovuto essere considerati mere clausole di salvaguardia e cioè norme buttate lì provvisoriamente, con l'intenzione di cambiarle in un secondo momento, come se la materia pensionistica che coinvolge il futuro, le aspettative e i progetti delle persone non fosse materia che richiede particolare stabilità e chiarezza. Abbiamo assistito alle alte grida dei senatori della Lega contro l'introduzione di finestre d'uscita, come se non fosse stato proprio questo Governo a reintrodurle, dopo che la Fornero le aveva cancellate, perché sono un inganno: puoi chiedere una pensione, puoi andare in pensione, ma per un poco di mesi la pensione non la vedi. Questa è la finestra. E alla fine grande vittoria degli anti-Fornero: si andrà tutti, praticamente tutti in pensione tre mesi più tardi, un mese nel 2027 e due dal 2028. Non si potrà anticipare la pensione né con opzione donna, né con le quote da voi inventate, né sommando la pensione pubblica a quella integrativa. Questa ultima non è stata cancellata, Ministro, perché non aveva suscitato interesse, visto che ancora non avevate fatto il decreto attuativo, ma per recuperare soldi; ma non è stata cancellata del tutto, resta infatti la penalizzazione che era stata introdotta per finanziarla, l'aumento da 3 volte a 3,2 volte l'assegno sociale della soglia che dovrà essere raggiunta dalla pensione maturata per poter anticipare il pensionamento. Un'ulteriore penalizzazione che spesso ci si dimentica.

Poi ci sono stati gli emendamenti notturni, alcuni molto gravi su cui ci diletteremo nei prossimi tempi. Ne voglio citare qui uno solo: l'emendamento con cui, per la terza volta, al Senato, si è cercato di impedire ai lavoratori che vincono in giudizio una causa per essere stati pagati con salari indecenti, non compatibili con l'articolo 36 della Costituzione, di vedersi riconosciuto il dovuto. Una norma probabilmente incostituzionale, ma sicuramente non ammissibile in una legge di bilancio. Ma, come la vicenda di poco fa dimostra, le Presidenze e Vicepresidenze delle Camere non brillano per rispetto delle regole. Le prime due volte, ci ha salvato la mobilitazione delle parti sociali e delle opposizioni, questa volta è dovuto intervenire il Presidente della Repubblica. Aspettiamo la prossima? Io penso che su questi temi non si debba scherzare e che i lavoratori e le lavoratrici non abbiano bisogno di un po' di taglio di cuneo fiscale pagato con le loro stesse imposte attraverso il fiscal drag, ma abbiano bisogno di rispetto delle regole, di difesa della contrattazione contro i contratti pirati, di un salario minimo: tutte cose che voi continuate a rifiutare (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista), mentre gli emendamenti per parare gli imprenditori che non fanno cose corrette sono il vostro forte (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il deputato Gusmeroli. Ne ha facoltà.

ALBERTO LUIGI GUSMEROLI (LEGA). Grazie, Presidente. Onorevoli colleghe e colleghi, signor Ministro, ci sono tre cose importanti in questa manovra, ma la cifra più gigantesca, non contabilizzata nella manovra e non contabilizzabile, è la credibilità economica di questo Paese (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier) e la credibilità economica si misura in due modi: lo spread e il rating. Non vedevamo cifre di spread nei confronti della Germania da molti e molti anni; non avevamo un miglioramento così del rating da molti, molti, anni. E guardate che la credibilità economica è un dato essenziale in un Paese che ha 3.000 miliardi di debito pubblico. In una situazione difficilissima dove ci sono cambiamenti mondiali simili alla rivoluzione industriale, c'è in atto la rivoluzione dell'intelligenza artificiale, c'è in atto la transizione ecologica ed energetica che deve essere sostenibile economicamente e socialmente - ma spesso l'Europa dimentica proprio la sostenibilità economica e sociale - e ci sono due guerre, malgrado ciò, una credibilità economica riacquistata dal nostro Paese, che aiuta tutta la popolazione.

Perché guardate che, quando nel 2012-2013 c'è stato il Governo Monti, noi abbiamo avuto in quei due anni - quando si parla di manovre restrittive, bisogna avere molta, molta, attenzione con i numeri -: il PIL reale cumulato del Governo Monti era meno 4 per cento; la domanda interna meno 7 per cento; i consumi finali nazionali meno 6 per cento; gli investimenti fissi lordi meno 12 per cento e i consumi delle famiglie residenti cumulati meno 6,5 per cento. Con il Governo Meloni e il centrodestra: PIL reale cumulato più 1,7; domanda interna più 3,3; consumi finali nazionali più 1,3; investimenti fissi più 10,7; i consumi delle famiglie residenti cumulati più 1 per cento.

Allora, in quegli anni (2012-2013) chi ha avuto più problemi per la mancanza di credibilità economica? Le famiglie fragili. E ricordiamocelo che quando si parla di questa manovra il valore più importante è quello che non è stato contabilizzato: la credibilità economica (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier).

Poi altri due interventi: gli incentivi alla crescita, il ritorno dell'iperammortamento e superammortamento. Chi è a contatto con la realtà sa cosa vuol dire investire in beni strumentali nei prossimi tre anni e recuperare il 180 per cento minimo, il 220 per cento. Stiamo parlando di piccole e medie imprese, artigiani, commercianti, chi fatica e i loro dipendenti. Parliamo di milioni di persone che hanno un'agevolazione molto forte e quando si finanziano gli investimenti si fanno lavorare le imprese, sia quelle che producono i macchinari, sia quelle che riciclano i vecchi macchinari. Questa era la seconda cosa importante della manovra.

La terza cosa importante è che non bisogna dimenticare le famiglie che hanno avuto delle difficoltà. Non può essere una colpa dichiarare le imposte e non riuscire a pagarle. Allora, tutta questa avversione da gente che ha votato tutte le rottamazioni precedenti e che, invece, qua viene a dire, in Parlamento, contro l'unica rottamazione - l'unica rottamazione - che va ad agevolare chi ha dichiarato e non è riuscito a pagare.

Allora è importante questa manovra - torno alla credibilità economica - perché? Perché fa correre chi è in grado di correre, ma, allo stesso tempo, non dimentica e recupera chi è rimasto indietro (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier). Questo è il vero senso della politica, che dovremmo ricordarci tutti, ogni giorno, non dimenticando il contatto con la realtà.

La Lega, con convinzione, sostiene il Ministro, sostiene il Governo e sostiene questa manovra (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier).

PRESIDENTE. È iscritta a parlare la deputata Patty L'Abbate. Ne ha facoltà.

PATTY L'ABBATE (M5S). Grazie, Presidente. Non vorrei ripetere tutti i dati che sono stati già detti precedentemente. Insomma, annoierei, però voglio fare una riflessione. Questa manovra volta le spalle a tutti gli italiani, soprattutto a quelli che hanno veramente bisogno. Perché dico questo? Perché c'è un'Italia che voi non vedete e voglio un po' mostrarvela: l'Italia che è fatta da tutti quei lavoratori che hanno lavorato per 40 anni, hanno fatto magari dei turni, hanno fatto turni nelle fabbriche, forse vicino a dei forni, hanno fatto turni in ospedali, nei cantieri. Sono lavori anche pesanti. Quindi che cosa aspettano? Aspettano la pensione, è questo che stanno aspettando. Poi ci sono anche quegli anziani che quando vanno lì ad aprire il cassettino della posta, ahimè, vengono fuori le bollette da pagare e magari hanno anche quella vergogna di chiedere al figlio un supporto perché non ce la fanno a pagarle. Magari c'è anche la vedova che abbassa la temperatura dei radiatori (quindi li mette più freddi), perché la corrente costa. Questa è un'Italia che voi non vedete, perché, altrimenti, avrei visto in questa manovra qualcosa veramente a supporto dei cittadini. Ma abbiamo queste pensioni che non arrivano. Anzi, con questa manovra gli state dicendo: aspetta, aspetta ancora, perché l'età pensionabile è aumentata, perché per le donne non c'è più nessuna via di chance. Siamo arrivati ad avere un'età pensionabile elevatissima.

E poi, quando si renderanno conto anche… Ma voi avete detto loro su cosa li state mettendo i loro sacrifici? Lo vedranno, perché lo vedranno. Sappiamo che, a livello comunicativo, magari si nasconde bene, però vedranno che, in tre anni, abbiamo 23 miliardi di spese militari, li abbiamo destinati a questo. Allora, tutti quelli che sono stati i loro sacrifici, quello che hanno risparmiato e hanno messo da parte per avere questa pensione per vivere serenamente, a cosa sono stati posti? A qualcosa che, sicuramente, non migliorerà la loro vita e nemmeno la vita dei loro figli, perché quello che vedranno, magari nei loro nipoti, è che li vedranno con la valigia, perché stanno andando fuori, stanno andando all'estero a lavorare, perché non ci sono soldi per la ricerca, non ci sono soldi per poterli mantenere qui, sul loro territorio.

Questa è la manovra che voi state portando avanti: noi diciamo che è assurda; io la chiamo anche una “non manovra”.

Poi c'è un'altra cosa che avete fatto, pazzesca: avete anche diminuito quelli che sono gli incentivi per i disabili. Anche qui, voglio che voi visualizziate un attimo che cosa significa per una famiglia seguire un bambino che ha delle problematiche: ha bisogno di tante necessità e, a volte, anche il genitore non può andare al lavoro perché ha bisogno di seguirlo e hanno chiesto sostegno. Stiamo andando veramente indietro. È un andare indietro su tutto. Anche le piccole e medie imprese che vediamo che si chiudono, i contratti che sono a termine e poi questa sicurezza, sicuramente un vostro cavallo di battaglia. Ma come si fa ad avere delle città sicure quando abbiamo ancora dei salari bassissimi, che non aumentano? Signori, quando, purtroppo, fra pensionati e persone che lavorano non si arriva a fine mese, è un po' difficile continuare ad avere sicurezza nelle nostre città. Non si gioca con la vita dei cittadini: è quello che diciamo quando parliamo di cittadini.

Poi passiamo alle imprese e allora uno dirà: va bene made in Italy, quindi questa manovra per le imprese ha tanto, ha messo su tanto. Ma guardate che anche le imprese che stanno bene hanno paura di quello che state facendo, perché non le ascoltate. Io non so se Transizione 5.0 questa volta funzionerà, ma l'anno scorso non ha funzionato e le imprese mi hanno detto chiaramente: ma noi non li presentiamo nemmeno i progetti, tanto è un disastro anche riuscire a prendere quei soldi.

Poi ci sono i vuoti normativi - anche quelli -, perché noi parliamo di fare questa transizione ecologica, digitale ed energetica, ma per fare questo è necessario creare delle norme per agevolare un tessuto di piccole e medie imprese che si stanno muovendo in quella direzione, ma non ci sono le norme adatte. E qui io ricordo che ho fatto come minimo forse una ventina di emendamenti su queste cose, ma nulla, assolutamente non c'è nulla. Ne leggerò un altro domani, anche come ordine del giorno. Il punto è che queste imprese fanno l'economia reale, non la finanza, appunto, di cui si parlava prima: fanno l'economia reale del Paese ed è quella che dovevate incentivare in questa legge di bilancio.

PRESIDENTE. Concluda.

PATTY L'ABBATE (M5S). Chiudo con una frase. Noi, quindi, non possiamo essere assolutamente contenti di quello che fate. Siamo dalla parte dei cittadini, siamo dalla parte delle famiglie e delle imprese e siamo dalla parte di quell'Italia che ha gli occhi aperti. In questa notte triste, viva l'Italia, l'Italia che resiste (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il deputato Silvio Lai. Ne ha facoltà.

SILVIO LAI (PD-IDP). Grazie, Presidente. Colleghe e colleghi, rappresentanti del Governo, negli ultimi mesi abbiamo assistito a un paradosso evidente: mentre la propaganda del Governo racconta un'Italia che corre, è felice ed è di successo anche all'estero, i dati ufficiali e la vita quotidiana delle famiglie raccontano ben altro. Raccontano stipendi che valgono meno - lo dice l'Istat: 10,8 per cento di potere di acquisto in meno perso in cinque anni -, servizi pubblici più deboli e territori lasciati soli. È una distanza crescente tra quella che è la narrazione che questo Governo e la sua maggioranza fanno e la realtà dei numeri e dei fatti.

È dentro questa distanza che va letta questa legge di bilancio, non con il racconto separato o distinto, come se non fosse un insieme collegato alla realtà vera del Paese. Questa manovra la presentate come una manovra prudente, tecnica, inevitabile. Parlate addirittura di credibilità economica, come se lo spread fosse tutto, ma in realtà è solo la capacità di restituire il debito. Per il resto, non vuol dire che questo incide sulla vita delle persone e sulla vita degli italiani, ma è il contrario. Io credo che vada chiamata col suo nome: questa è una manovra amministrativa, una roba da condominio. Gestisce l'esistente, è rinunciataria, perché evita le scelte vere. Non è vero che mancano soltanto i soldi. Intanto, manca una direzione chiara per affrontare i problemi strutturali del Paese e lo dimostra un fatto politico evidente: questa manovra è stata riscritta in corsa per una parte rilevante del suo contenuto. Questo non accade quando c'è una visione condivisa, ma accade, invece, quando la maggioranza è divisa e non c'è fiducia nemmeno nelle scelte economiche di fondo, tanto è vero che si è arrivati persino a domandare al Ministro Giorgetti se valutava sue possibili dimissioni. Mica uno scherzo!

Mentre il testo cambiava, il Parlamento e la Commissione bilancio e persino la stessa maggioranza venivano ridotti a un passaggio formale, mai reale e mai sostanziale. Questo non è normale né sano in una democrazia parlamentare, salvo che non si voglia svuotarla, come dimostrano le ormai 134 fiducie - un record che non ha assolutamente precedenti nel passato - poste in questa legislatura. Neanche con i Governi tecnici succedeva!

Il problema più grande non è il metodo, ma io direi che è il merito, perché questa manovra rinuncia a costruire politiche pubbliche forti e rinuncia a investire dove servirebbe uno Stato più presente: sanità, servizi sociali e coesione sociale. Partiamo dal primo punto: il portafoglio delle famiglie. Voi togliete il 2 per cento della seconda aliquota e confermate il taglio del cuneo fiscale, però lo pagate con un prelievo alle famiglie, perché basta che il reddito familiare sia di 40.000 euro per togliere totalmente le detrazioni per scuola, sport e salute. Questo è il vostro regalo, la vostra riduzione delle tasse. Significa scaricare sulle famiglie, su quelle, sì, del ceto medio, su quelle che hanno figli, su quelle che devono curarsi e far crescere i ragazzi. Questo è il danno che voi fate.

Parliamo della sanità, il diritto fondamentale per eccellenza. Il Governo parla di aumenti del Fondo sanitario. È vero, c'è stato un aumento. Il problema, però, non è solo quanto è l'aumento, ma quanto è in proporzione, dato che nel 2028 diventerà meno del 6 per cento contro il 7 per cento di tutti i Paesi OCSE. Ma è anche come si spende, perché voi centralizzate la maggior parte degli interventi di questo aumento, perché non sono date alle regioni queste risorse, e dell'aumento previsto solo il 30 per cento è destinato al personale sanitario. Sapete qual è? Medici, infermieri, operatori, quelli che ogni giorno tengono in piedi il Servizio sanitario nazionale, ma contro questo 30 per cento c'è un bel 34 per cento dell'aumento che va a finire ai privati: farmaci, acquisti, privato accreditato, con una quota superiore a quella destinata al personale pubblico. Questo dato dice molto di più di tante dichiarazioni. Volete dire a parole che investite sul Servizio sanitario, ma in realtà non investite sul capitale umano del Servizio sanitario e consolidate un modello che sposta pezzi crescenti di assistenza verso altri lidi, verso lidi privati. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: organici insufficienti, turni insostenibili, liste d'attesa sempre più lunghe, perché i soldi che mettete li sprecate. Oggi quasi 6 milioni di italiani rinunciano alle cure per motivi economici o perché i tempi di attesa sono incompatibili con i bisogni di salute. Quindi, diciamolo con chiarezza: una sanità pubblica che investe meno sul personale e più sul privato non è neutra; è una sanità che diventa selettiva e non rafforza il servizio pubblico, perché chi può permetterselo paga, chi non può aspetta o rinuncia, e così si rompe il principio di universalità su cui si fonda il nostro sistema sanitario.

Ma gli effetti di questa manovra non si fermano qui e arrivano diritti nei territori. Per esempio, nel triennio - perché bisogna contare anche quello che paghiamo quest'anno delle decisioni prese lo scorso anno - sono 3 i miliardi di euro sottratti ai comuni. Non è un dato tecnico, ma significa meno mense scolastiche o mense scolastiche più care, asili nido più costosi, trasporti locali peggiori. È così che lo Stato arretra senza dirlo, scaricando i costi sui bilanci delle famiglie sotto forma di forme indirette di tassazione e, mentre si chiede responsabilità ai cittadini, i numeri raccontano quell'altra verità di cui ho parlato all'inizio. E così si parla di rigore, ma questa manovra aumenta il prelievo fiscale, perché a queste tasse indirette si aggiungono 600 milioni di euro in più dalle accise dei carburanti, dall'aumento delle sigarette, da tutto quello che la Meloni diceva che non avrebbe voluto mai aumentare e che chiedeva ai Governi precedenti di cancellare. Altro che Paese che corre, qui siamo davanti a famiglie che fanno più fatica di prima, con meno servizi e più spese. È per questo che questa manovra non è neutra: decide chi deve stringere la cinghia e chi può permettersi di non farlo.

C'è poi un altro punto che smonta la propaganda di queste settimane: la sicurezza. Parlate di ordine e di fermezza, ma nella manovra mancano gli investimenti: carceri sovraffollate, Polizia penitenziaria sotto organico, giustizia che resta lenta, zero risorse nuove per i comuni sciolti per mafia, per gli amministratori minacciati, per la valorizzazione dei beni confiscati. È così che arretra la lotta alla mafia sul terreno civile e istituzionale. Poi rilanciate sul gioco d'azzardo. Altro che istituzioni responsabili! Questa non è una manovra tecnica, è una manovra che dice che tipo di Paese vogliamo essere e si capisce benissimo che tipo di Paese voi pensate dobbiamo essere (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il deputato Alberto Bagnai. Ne ha facoltà.

ALBERTO BAGNAI (LEGA). Grazie, Presidente. Confesso a lei, Presidente, e al signor Ministro, che sono entrato in Aula piuttosto preoccupato, perché da due o tre mesi sto sentendo parlare di austerità e io, da insegnante di politica economica, leggo nelle riviste scientifiche che di solito l'austerità condanna inesorabilmente i Governi che la praticano. Sono andato a vedere, insomma, due numeri e così mi sono relativamente rassicurato. Voglio ricordare che nel primo triennio Monti-Letta il PIL italiano scese del 5 per cento e nel primo triennio Meloni è cresciuto del 2 per cento; voglio ricordare che quando avveniva quel disastro la Germania cresceva del 3 per cento; voglio ricordare che adesso che abbiamo questa performance, tutto sommato non disprezzabile, la Germania, purtroppo per lei e, ahimè, anche per noi, perché altrimenti saremmo cresciuti di più, è in recessione e ha perso l'1 per cento. Voglio anche ricordare a chi ci accusa che quelli che ci accusano di fare austerità hanno sostenuto il Governo che dimezzò gli investimenti pubblici, portando gli investimenti pubblici netti in territorio negativo per ben 11 anni, distruggendo cumulativamente oltre 110 miliardi di euro di infrastrutture, mentre questo Governo ha investimenti pubblici netti e una performance decisamente diversa avendone messi su circa 70 miliardi.

Quindi, mi ero rassicurato. Poi, sono venuto qui in Aula e da rassicurato sono uscito - direi uscirò - divertito.

Infatti, lei concorderà con me che è abbastanza divertente sentirsi dire da quelli che avevano abolito la povertà con il 2,4 per cento di deficit che noi stiamo facendo austerità con il 3 per cento di deficit, soprattutto considerando che il loro 2,4 a consuntivo diventò 1,5 e, quindi, fu la seconda manovra più restrittiva dal 1988 ad oggi. Ma vengono a dire che noi facciamo l'austerità.

Effettivamente, se avessi letto certi discorsi nel freddo stenografico, sarei preoccupato, ma, invece, avendoli ascoltati, vedendo il nervosismo con cui la sinistra ci fornisce, come dire, questi fattoidi, queste falsificazioni della realtà, sono molto rasserenato. Mi sembra abbastanza chiaro che anche loro si rendono conto di un fatto: il loro ciclo politico è finito. Lo hanno fatto finire sostanzialmente loro, essendo passivi esecutori di indirizzi politici contrari agli interessi del Paese e il Paese glielo sta rendendo. Questo Governo, invece, non avendo, come dire, un'adesione bovina e supina al contesto, in particolare quello europeo, ma sapendone conoscere le criticità e sapendole interpretare, sta riuscendo a guidare il Paese con credibilità e autorevolezza, ed è questo che gli garantisce la sua stabilità, nonostante tutti i pettegolezzi dei giornali eccetera eccetera, e gli garantirà una lunga vita, che andrà oltre questa legislatura. Quindi, mi limito semplicemente a ringraziarla, per il tramite del Presidente, per il lavoro che sta facendo e non le sottraggo altro tempo perché il suo tempo è prezioso. Grazie, Presidente. Grazie, Ministro (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier).

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il deputato Arnaldo Lomuti. Ne ha facoltà.

ARNALDO LOMUTI (M5S). Grazie, Presidente. Cercherò di intervenire, diciamo, calmo, non nervoso, per non urtare la suscettibilità del collega Bagnai. Però, con molta calma, devo rilevare che, dagli interventi dei colleghi di maggioranza, ma anche da quello che abbiamo sentito dagli esponenti del Governo in questi giorni, sembrerebbe che, con questa discussione, ha quasi ragione Bagnai, stiamo facendo perdere tempo al Ministro, perché questa discussione è inutile, visto che le cose nel nostro Paese vanno alla grande. Non c'è nessun problema, siete stati veramente dei draghi, no?

Il problema, Presidente, è che forse qualcuno deve spiegare agli italiani che, dalla parte dell'opposizione o dalla parte della maggioranza e del Governo, qualcuno sta mentendo. Scusate, qui si dice che non c'è austerità; ma sono tre manovre, e questa è la quarta che è nel segno dell'austerità, tranne, guarda caso, ultimamente, nelle ultime manovre, per le armi, per le quali non c'è più austerità. Si sfora il Patto di stabilità per le armi, perché dobbiamo prendere i soldi del SAFE, quei 15 miliardi, sui quali gli italiani andranno a indebitarsi ancora di più per i prossimi anni.

Parliamo poi dell'inflazione. Io me lo ricordo il discorso della Presidente Meloni, qui, in quest'Aula, dopo aver firmato, aver giurato dal Presidente della Repubblica, venire qui e parlare delle lotte, dei contrasti, la prima era all'inflazione. Ora, quando è arrivata la Meloni, l'“underdog”, non ce ne siamo accorti, l'inflazione era all'11 per cento, ma oggi ce ne accorgiamo della sua presenza, perché l'inflazione è salita al 18 per cento.

La politica industriale, ne vogliamo parlare? Crisi del tessile, crisi del legno, crisi della carta, crisi della stampa, crisi della siderurgia, crisi dell'alimentare, crisi dell'automotive, inventiamoci un'altra crisi. Ma glielo dite voi agli operai di Stellantis a quelli dell'indotto, della PMC, della Tiberina che, in queste ore, stanno dimostrando, stanno presidiando davanti alle loro fabbriche perché rischiano il licenziamento, alcuni sono stati licenziati, andate voi a dire che va tutto bene? Ci volete mandare un presidente di regione che, pur di avere un posto al sole alle prossime politiche, è disposto a tutto, si fa ingoiare tutto, dall'autonomia differenziata al deposito unico nazionale delle scorie radioattive?

E passiamo alla pressione fiscale: oggi l'80 per cento dell'Irpef è coperto dai dipendenti e dai pensionati. Sulle pensioni caliamo un velo pietoso. Io ricordo che c'era un Ministro che diceva: nel caso avesse vinto il centrodestra, spernacchiatemi se poi non togliamo la legge Fornero. Ora non c'è bisogno di spernacchiare Salvini, ci pensa da solo. Il problema però resta ed è anche grave, Presidente.

Sulla povertà, oggi contiamo 5,7 milioni di cittadini in povertà assoluta, ai quali si aggiungono 8 milioni in povertà relativa, e diventano così circa 15 milioni di cittadini italiani che vivono in uno stato di povertà.

Sulla sicurezza - il cavallo di battaglia di questo Governo - è evidente che qualcuno ha confuso la parola sicurezza con quella di repressione. Siamo partiti alla grande con la normativa sui rave party, prendendo spunto da un fatto di cronaca per poi arrivare al decreto Sicurezza, che tutto fa tranne che aumentare la sicurezza, ed oggi ciò è tangibile, si tocca con mano l'insicurezza nelle nostre città. E questo perché? Perché non ci sono soldi. È sempre colpa di quelli di prima, è colpa di quelli del superbonus, ma eravate qui, Lega, Fratelli d'Italia, Forza Italia, tutti a dire quant'era buono il superbonus, che doveva continuare, doveva essere rifinanziato, ce le ricordiamo certe cose.

Sui flussi migratori: lotta agli scafisti, vedi il caso Almasri. Sbarchi illegali, vedi l'Albania: oltre ad andare contro il diritto internazionale, ci costa oltre un miliardo. Tutti soldi buttati, tutti soldi buttati a mare e gli sbarchi sono più che aumentati.

Sulla sanità, anche qui, mi ricordo che c'era chi diceva: diminuiremo le liste d'attesa. Oggi le liste d'attesa sono aumentate. È un comparto che viene sempre, da quando si è instaurato il Governo Meloni, definanziato, ed oggi abbiamo oltre 6 milioni di cittadini italiani che rinunciano alle cure. Presidente, dove sta tutto l'inghippo? Nel fatto che noi oggi dobbiamo spendere sempre più in armi, e perché dobbiamo fare questo? Perché dobbiamo far credere agli italiani la favoletta…

PRESIDENTE. Concluda.

ARNALDO LOMUTI (M5S). … che esiste un nemico - mi appresto a concludere, Presidente, la ringrazio per avermi avvisato -, che esiste un nemico immaginario che, qualche tempo fa, lottava con le pale e oggi, invece, deve invadere tutta l'Europa. Noi non ci stiamo a questo. Voi pretendete che gli italiani debbano credere alle vostre fandonie, voi pretendete che gli italiani debbano obbedire alle vostre…

PRESIDENTE. Concluda.

ARNALDO LOMUTI (M5S). …sudditanze - Presidente, chiudo -, e devo dire che oltre a far credere, oltre a far obbedire, sul fatto di combattere ci state lavorando seriamente (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il deputato Andrea Casu. Ne ha facoltà.

ANDREA CASU (PD-IDP). Grazie, Presidente. Onorevoli colleghe, onorevoli colleghi, rappresentanti del Governo, la democrazia parlamentare significa che il Parlamento decide. La democrazia parlamentare significa che il Parlamento è centrale. E di grazia, posso chiedervi dov'è la democrazia parlamentare nel momento in cui il Parlamento non può discutere la legge di bilancio, che vi segnalo essere la prima prerogativa dei Parlamenti dalla fine delle monarchie assolute e, quindi, più o meno dal XVII secolo? Perché se al Parlamento togliete la legge di bilancio, vi comunico che la democrazia parlamentare non c'è e non c'è nemmeno il Parlamento.

Non sono mie queste parole, sono di Giorgia Meloni. Chissà che sensazione proverà nel risentirle ancora una volta in quest'Aula per denunciare la sua ennesima giravolta.

Vedete, usare le vostre stesse parole può servire a spiegarvi meglio la gravità delle scelte che state compiendo, e la prima riguarda proprio i tempi e i modi con cui la stiamo discutendo questa manovra: in poche ore, di corsa, e stavolta non siamo nemmeno di fronte alla terza lettura, come ha giustamente ricordato la nostra capogruppo Braga.

Questo record negativo è tutto di Giorgia Meloni, degli scontri interni alla sua maggioranza. Siamo oltre il monocameralismo alternato, siamo alla mortificazione della Camera dei deputati, chiamata oggi a ritardare ulteriormente i propri lavori di mera ratifica per una doppia richiesta di informativa al Governo dello stesso primo partito della maggioranza, invocata solo per spostare l'attenzione da una manovra di cui, evidentemente, non volete parlare e di cui non volete che si parli.

Come hanno spiegato benissimo già gli onorevoli Roggiani, Guerra e Lai, questa manovra è sbagliata fin dalle fondamenta, perché come tutte le iniziative di questo Governo è forte con i deboli e debole con i forti. Lo ha denunciato frontalmente la nostra segretaria Elly Schlein: l'incoerenza del Governo Meloni è ormai conclamata e, probabilmente, il voltafaccia più intollerabile è quello sulle pensioni.

Dopo mille annunci e sbandate, non avete avuto il coraggio di intaccare gli extraprofitti bancari ed energetici, ma avete deciso di tassare i sacrifici di chi ha lavorato una vita, facendo cassa sulle pensioni, aumentando l'età pensionabile. Altro che abolizione della Fornero. Io non so spernacchiare, quindi non posso farlo nei confronti del Vicepresidente Salvini, come aveva chiesto. Ma posso assicurarvi che le “spernacchie” che state destinando al 96 per cento dei lavoratori costretti ad andare in pensione più tardi stanno arrivando forti e chiare fuori da quest'Aula (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista). E non sono le sole. Pensate allo scorrimento delle graduatorie degli idonei e, tra loro, quelli della sicurezza e quelli di cui parlava sempre Giorgia Meloni in questo tweet; alle migliaia di ragazze e ragazzi che avete prima illuso e poi abbandonato, anche nelle Forze dell'ordine, di cui vi riempite la bocca tutto l'anno, ma che dimenticate proprio nella manovra di bilancio. Penso alla graduatoria dei vice ispettori e agli allievi agenti, che possono rendere davvero più sicure le nostre strade. Altro che soldi pubblici buttati nei monumenti allo spreco che avete costruito in Albania.

Siete riusciti anche ad aumentare le accise del carburante. Sì, quelle stesse accise del video di Giorgia Meloni che alla pompa aveva promesso di abolire e, al tempo stesso, scegliete di colpire direttamente consumatori e lavoratori con il nuovo, assurdo contributo nazionale di 2 euro nella consegna dei pacchi. Non la riforma delle dogane, la politica comunitaria delle barriere tariffarie per orientare i grandi flussi. Una scelta nazionale, un costo in più che graverà sulla nostra logistica, che deve già affrontare il rincaro del diesel. Questo non colpirà i colossi, colpirà le persone - magari chi solo, grazie ad un piccolo pacchetto, ha potuto comprare un regalo di Natale ai propri cari e per cui anche 2 euro di costo in più l'anno prossimo possono fare la differenza - e colpirà solo chi spedisce e riceve in Italia, con ripercussioni inevitabili sulla filiera e sui lavoratori di un settore strategico fondamentale.

Ma torniamo all'aumento delle accise. Qui vediamo la giravolta nella giravolta. La promessa, sottoscritta il 20 marzo con sindacati e imprese, era perlomeno di usare queste risorse, l'aumento del diesel, per coprire le spese del rinnovo del contratto di 110.000 lavoratori del trasporto pubblico locale. E, anche qui, la promessa tradita nella promessa tradita: del vincolo diretto non c'è traccia e l'accordo sottoscritto rischia di saltare nei prossimi mesi. E fa niente se ad invocare l'aumento delle risorse per il TPL non siamo solo noi, ma la Conferenza delle regioni, tutti i sindacati, tutte le imprese; se il rapporto Pendolaria di Legambiente evidenzia oltre 2,5 milioni di pendolari che affrontano ogni giorno difficoltà crescenti. Non solo non mettete gli 800 milioni di euro in più per l'adeguamento del fondo per l'aumento dell'inflazione, ma tagliate sulla mobilità sostenibile e sulle metropolitane non mettete nemmeno i 120 milioni di euro in più dell'anno scorso. Sono questi i tagli che fanno più male alla vita delle persone. I tagli nei trasporti, come negli altri servizi essenziali, nella sanità, nella scuola, per non parlare dei tagli al cinema e nella cultura, il vuoto cosmico nelle politiche della casa, il voltafaccia completo sulla sicurezza.

Non vi nascondete dietro le cifre assolute, dietro lo spread o le agenzie di rating, guardiamo negli occhi gli italiani: parliamo di diritti, perché è questo quello che state tagliando. Perché non mettere più risorse, lasciarle invariate quando aumentano i costi e i problemi perché non si ha il coraggio di prendere le risorse dove ci sono, significa ridurre le opportunità di chi è già più debole. E nei trasporti lo fate per una ragione cinica: per scaricare, ancora una volta, sui sindaci e sugli enti locali la logica conseguenza di questa assurda scelta (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista), che porterà nei territori al taglio di chilometri di servizi, all'aumento dei costi dei biglietti. Una doppia sciagura che vorrete cavalcare contro le amministrazioni delle grandi città nella prossima campagna elettorale.

Mentre, in Spagna, Pedro Sanchez presenta, da gennaio dell'anno prossimo, un abbonamento mensile al trasporto pubblico a 60 euro, e 30 euro per gli under 26, il Governo italiano affonda il trasporto pubblico locale e non alza un dito per limitare il record dei prezzi dei biglietti che, anche durante queste feste, sta rendendo impossibile a tantissimi studenti e lavoratori di tornare a casa. Ma noi abbiamo un Ministro, il Ministro Salvini, che si occupa di tutto, tranne che della crisi dei trasporti, si dichiara orgoglioso di questa situazione, nega i ritardi e i problemi che dovrebbe risolvere.

Se non volete ascoltare il grido di dolore dei pendolari, accendete perlomeno la TV e guardate la serie Sicilia Express di Ficarra e Picone: forse, almeno loro riusciranno a spiegarvi la condizione che vive in Italia chi, per lavoro o per studio, deve viaggiare e la distanza che avverte verso una politica che sente non solo come disinteressata, ma, addirittura, ostile a risolvere i problemi che affronta ogni giorno.

Volete farci parlare di altro anche oggi, ci avete provato, ogni giorno ve la prendete con un nuovo nemico. Ma nelle case degli italiani, alla fine della giornata, quando si spegne la TV, si accende la realtà e tutti ci scontriamo con i prezzi dei beni alimentari aumentati del 25 per cento negli ultimi quattro anni, con le liste d'attesa e costi insostenibili, che portano 6 milioni di persone a rinunciare a curarsi…

PRESIDENTE. Concluda.

ANDREA CASU (PD-IDP). …con i trasporti che peggiorano, con il caro bollette che esplode, il caro vita alle stelle, con gli stipendi più bassi d'Europa. Voi non ve ne occupate perché ve l'ha spiegato Arianna Meloni: la vostra priorità per il 2026 è cambiare la legge elettorale. Degli italiani avete già smesso di occuparvi e adesso il vostro unico obiettivo è muovere le leve del potere e vincere le prossime elezioni. Ma noi vi fermeremo (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il deputato Francesco Silvestri. Ne ha facoltà.

FRANCESCO SILVESTRI (M5S). Grazie, Presidente. Ministro, pochi giorni fa ho incontrato un imprenditore romano, un imprenditore che da settant'anni ha una sartoria, una grande sartoria a Roma, ha aperto nel 1955. Ci ho parlato e mi ha detto: guarda, Francesco, sono aumentate le tasse, sono aumentate le bollette, non ce la faccio più, è aumentato l'affitto. Tra tre giorni chiude, dopo settant'anni. Mi ha detto: Amazon paga il 2 per cento; se evade 3 miliardi, il Governo gli abbuona 2,5 miliardi; io pago il 70 per cento di tasse e, se ho una virgola fuori posto, mi fanno un sedere così, per cui dove vuoi che vada? Chiude. Cosa rispondo io a questa persona? Ho un Ministro davanti: che cosa gli rispondo? Nulla.

Con quei soldi, che potevamo prendere da Amazon, noi al Governo potevamo abbassare al 9 per cento l'IVA alle botteghe storiche, ad esempio, che sono l'identità del nostro Paese; potevamo finanziare i giovani, che dovranno sostituire quelle arti e quei mestieri per i quali siamo apprezzati in tutto il mondo, tranne che in Italia. Ma i giovani, le imprese, le botteghe storiche possono aspettare, come possono aspettare i 10.000 ragazzi che, magari, potevano essere assunti dalle nostre Forze di polizia, per compensare quel buco di personale che manca e che le nostre città stanno soffrendo. Ci sono, invece, da fare altri investimenti; c'è da fare un ponte e, quindi, anche quei giovani, anche la sicurezza, anche la Polizia possono aspettare.

Sette milioni e mezzo di persone hanno a che fare con la disabilità: 7,5 milioni di persone, Ministro. Nel 2026, è stato previsto che in un giorno si aprirà una gara con un «click day», in cui 50.000 persone su 7,5 milioni avranno garantito un diritto; per le altre, per tutto il 2026, ci sarà la sospensione dei diritti alla disabilità. Anche la disabilità può aspettare, perché gli avete garantito che nel 2027 vedranno non so quali risorse.

Ciò che non può aspettare, però, sicuramente, è un nuovo decreto sulle armi. Lei, domani mattina, ha un appuntamento, ha un Consiglio dei Ministri, dovrà firmare un altro documento con cui invierete, nel segreto di Stato, unico Paese in Europa, altre armi in Ucraina, per far massacrare gli ucraini, che avrebbero bisogno della vostra diplomazia e, invece, gli continuate ad inviare armi. Quindi, può aspettare tutto in questo Paese, tranne che le risorse che date per l'industria delle armi (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle), e questa è una cosa che noi, come MoVimento 5 Stelle, non possiamo tollerare.

L'attesa deve finire. Io mi auguro che, nel prossimo anno, con tutte le proposte che il MoVimento 5 Stelle ha messo in campo in questa legislatura, insieme alle opposizioni, noi potremo sostituire, stare dall'altra parte di questi banchi e mettere in pratica quelle cose che voi dicevate e che, invece, rimandate continuamente di anno in anno. Perché gli unici a godere della vostra manovra sono i grandi gruppi di speculazione, è Amazon, è l'industria delle armi, che vedono sempre firmati i vostri decreti a loro favore e per cui nel Ministero dell'Economia, mentre prima c'era sempre la narrazione di una “manina”, non c'è nemmeno più bisogno della “manina” al MEF, perché ogni cosa che va a loro favore e passa sulla sua scrivania viene puntualmente firmata (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

PRESIDENTE. È iscritta a parlare la deputata Malavasi. Ne ha facoltà.

ILENIA MALAVASI (PD-IDP). Grazie, Presidente. Intervengo in Aula, con profondo senso di responsabilità. Quando si parla di legge di bilancio, penso che stia a tutti noi cercare di portare un proprio contributo. Lo faccio con rispetto verso un Paese che credo sia stato letteralmente umiliato da scelte economiche e sociali di un Governo sempre più diviso.

La legge di bilancio, che questa maggioranza infatti si appresta ad approvare, non è semplicemente una manovra sbagliata: è una manovra pericolosa, ingiusta, profondamente regressiva.

È una legge di bilancio che certifica il fallimento politico di un Governo che aveva promesso di cambiare tutto. E dopo tre anni, oltre a non aver cambiato niente, ha scelto di colpire sempre gli stessi: i più poveri, i fragili, chi vive del proprio lavoro, chi non ha voce, né protezioni. Avete dimostrato ancora una volta che siete tutto tranne che patrioti e underdog, siete quelli che proteggono i più forti e puniscono chi non arriva alla fine del mese. Questa legge di bilancio racconta l'idea di un'Italia che non condividiamo, lo diciamo chiaramente, e che consideriamo profondamente sbagliata. Un'Italia in cui i diritti sociali vengono trattati come un costo da comprimere, come una fragilità e la fragilità risulta un problema privato, personale, le disuguaglianze sembrano un destino inevitabile.

Siamo alla quarta legge di bilancio di questa legislatura e gli alibi sono finiti. Non si può più dire che non c'è tempo, che la situazione è difficile, che la colpa è di chi c'era prima. Sono passati oltre tre anni, tutto ciò che leggiamo in questo testo porta una sola firma: la vostra e della vostra responsabilità politica pesante che certifica la distanza abissale tra le promesse elettorali che avete fatto e la realtà delle scelte che avete compiuto, tra voi e il Paese reale.

Non è semplicemente una distanza tra annunci e realtà, è una rottura profonda di un patto di fiducia con il Paese. Anche sulla sanità avete tradito la fiducia degli italiani. Secondo i dati dell'Istat, oltre 6 milioni di persone hanno rinunciato a curarsi almeno una volta nell'ultimo anno per ragioni economiche o per le liste di attesa. E ricordo, a tal proposito, che i decreti elettorali che avete fatto prima delle elezioni europee sono stati un fallimento e le liste non stanno diminuendo. Parliamo di 6 milioni di persone, non un numero astratto, non una percentuale, non un numero freddo: 6 milioni di cittadini che lo Stato non sta garantendo, a cui non sta garantendo un diritto sancito dalla Costituzione.

E questa legge di bilancio non fa altro che portare la spesa sanitaria in rapporto al PIL sotto i livelli pre-pandemia. Nel 2019 la spesa sanitaria pubblica era pari al 6,6 per cento del PIL. Con questa manovra continua una traiettoria decrescente, un sottofinanziamento costante che nei prossimi anni rischia di portarci ancora più in basso, sotto la soglia del 6 per cento, lontanissima da quella media europea del 7 per cento a cui tutti i Paesi ambiscono. Certo, questo significa portare meno risorse per ospedali, territori, medicina di prossimità, personale, ma non basta, avete fatto di peggio: in questa manovra avete tagliato 140 milioni di euro dal Fondo per i farmaci innovativi. Tagliare i farmaci innovativi significa colpire direttamente i pazienti oncologici, le persone affette da malattie rare, da malattie gravi, le loro famiglie; significa rallentare l'accesso alle cure più avanzate, condannare chi soffre a percorsi più lunghi e più dolorosi. È una scelta che non può essere giustificata né tecnicamente, né moralmente. È una scelta grave che racconta meglio di mille slogan la vostra scala di valori, racconta meglio di mille parole chi siete.

E mentre tagliate sui farmaci non investite nemmeno sul personale sanitario: medici, infermieri, operatori continuano a lavorare in condizioni insostenibili e il tetto alla spesa per il personale resta ancora ancorato a parametri vecchi di almeno vent'anni. Le poche assunzioni che avete previsto non serviranno ad affrontare i problemi cronici della nostra sanità: le liste di attesa si allungano, i pronto soccorso esplodono, la sanità territoriale resta una promessa sulla carta. Questo non significa rafforzare il Servizio sanitario nazionale, significa letteralmente condannarlo e portarlo verso il collasso. Al personale dipendente avete assegnato 450 milioni, senza specificare, tra l'altro, quante saranno le assunzioni e su quali professioni, mentre avete contestualmente destinato 900 milioni alle aziende private.

Mi sembra che questa differenza dica veramente chi siete e dove state portando il sistema sanitario nazionale (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista). Avete fatto una scelta, è una grande scelta di irresponsabilità sfasciare il sistema sanitario nazionale in un Paese che poteva vantare di avere uno dei migliori sistemi sanitari. Perché la privatizzazione vuol dire questo: le famiglie nell'ultimo anno hanno speso 41,3 miliardi di euro per curarsi. È certo, ormai siamo davanti a un sistema duale: chi può paga, chi non può aspetta, sperando che non sia così urgente.

E, accanto alla sanità, il grande assente di questa manovra è il sociale. Non c'è nulla di strutturale per le persone con disabilità, per le persone non autosufficienti, per le persone che hanno necessità di servizi sociali nei territori. Ci sono 3 milioni di persone che vivono una condizione di disabilità grave o gravissima nel nostro Paese e in questa legge di bilancio non troviamo una strategia, non troviamo risorse adeguate e, tanto meno, una visione.

Cari colleghi, care colleghe, siamo preoccupati perché qui c'è una scelta precisa politica. È la scelta di un Governo che chiede sacrifici sempre agli stessi e non ha il coraggio di investire nel futuro. È una manovra che tiene insieme una maggioranza divisa, facendo pagare il prezzo ai cittadini. Non possiamo accettarla. Non possiamo accettare un'Italia in cui la sanità viene definanziata, in cui le pensioni diventano un bancomat, in cui il sociale viene relegato ai margini. Non possiamo…

PRESIDENTE. Concluda.

ILENIA MALAVASI (PD-IDP). …accettare un Paese in cui la fragilità viene punita e le rendite e i privilegi protetti. Queste sono le nostre priorità e voteremo contro questa finanziaria, perché siamo decisamente dall'altra parte. Siamo dalla parte dei lavoratori, dei pensionati, delle donne, dei giovani…

PRESIDENTE. La ringrazio...

ILENIA MALAVASI (PD-IDP). … delle persone con disabilità e dei loro cari e di chi non arriva alla fine del mese. E per questo continueremo a batterci, perché la politica deve avere il coraggio di fare della giustizia sociale la bussola principale del Paese (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il deputato Arturo Scotto. Ne ha facoltà.

ARTURO SCOTTO (PD-IDP). Grazie, signor Presidente. Caro Ministro, questa manovra arriva al capolinea dopo un'odissea che ha rischiato di portare il Paese all'esercizio provvisorio. Non sono tanto convinto che riuscirete per l'ennesima volta - ne abbiamo avuto un antipasto oggi - a sfoderare il proverbiale vittimismo di cui siete professionisti, costruendo nemici immaginari; ne elenco alcuni, alcuni dei vostri must di questi anni: magistratura, Banca d'Italia, Commissione europea, Presidente della Repubblica, Corte dei conti, i comunisti, che vi fanno tanto saltellare, o, per stare alla cronaca recente, i pro-Pal. Questa volta avete fatto tutto da soli. La verità è che siete divisi dall'inizio alla fine di questa manovra. Vi siete divisi anche dentro la Lega, perché lei, signor Ministro, è stato messo in minoranza nel suo partito. Dopo una traversata così, dovrebbe prenderne atto e rinunciare al suo incarico (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).

Vede, la cifra è la debolezza strutturale di una manovra costruita sulla rinuncia. Alla fine di tutta questa storia - non sono dati nostri - la crescita sarà zero. Avete accettato l'austerità come parola d'ordine, dopo aver abbaiato per anni contro i salotti buoni della finanza. Mi pare del tutto evidente che non soltanto vi siete accomodati, ma vi siete proprio sdraiati.

Vede, alcune delle cose più gravi di questa manovra sono state largamente annunciate. Io ne cito due, soprattutto quello che non siete riusciti a fare piuttosto che quello che avete fatto, benché avete tradito la promessa più grande, quella sulle pensioni, perché, come era del tutto evidente, avete scelto di aumentare le pensioni di 3 mesi rispetto all'aspettativa di vita. Avevamo letto almeno 250 interviste di esponenti della Lega che se la prendevano, nell'ordine, con il presidente dell'INPS, con il direttore dell'INPS e, qualche volta, persino con l'algoritmo. Alla fine quell'algoritmo è entrato nella manovra finanziaria. Dovreste chiedere almeno scusa (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).

Poi ci sono le cose che siamo riusciti a bloccare, due. La prima: lo scandalo del riscatto della laurea.

È un'umiliazione nei confronti di chi aveva messo tanti sogni, e soprattutto tanti soldi, per poter recuperare quegli anni impiegati nello studio. Avete provato a scipparglieli e ve li abbiamo bloccati. Così come le finestre, così come la cosa clamorosa di prendersela con i più deboli e i più fragili, i precoci e gli usuranti che non si capisce che cosa vi abbiano fatto.

Poi il colpo di mano, signor Presidente: il tentativo di intervenire sui salari. Quella operazione dell'emendamento Pogliese, il più grande condono nei confronti di datori di lavoro che, per sentenze della magistratura, avevano sfruttato i lavoratori, era una vigliaccata nei confronti delle persone più deboli di questo Paese. Noi diciamo da anni “salario minimo”, voi invece solleticate gli istinti più bestiali degli sfruttatori (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista). Questa è la differenza!

Poi c'è l'ultima differenza, è stato detto. È una manovra che non mette in campo nessuna misura anticiclica, tranne una, che è diventata l'ossessione di qualche Ministro, del discorso pubblico e delle classi dirigenti europee: l'economia di guerra. Io non so questo dove vi porti. Vi cito Papa Leone, il discorso che ha fatto appena pochi giorni fa, il 26 dicembre. Lui parte da un dato, che è un dato inequivocabile, ossia quello del SIPRI (l'Osservatorio di Stoccolma). Nel corso del 2024, sono stati impiegati più 2.718 miliardi per armi, più 9,4 per cento rispetto all'anno precedente.

Signor Presidente, vi saluto con le parole del Pontefice: “Scandaloso che si consideri una colpa il fatto che non ci si prepari abbastanza alla guerra”. La nostra preoccupazione è che questa corsa agli armamenti vi faccia perdere il punto di vista principale che dovrebbe essere quello che anima qualsiasi Governo: provare a difendere il welfare e non a difendere le industrie che producono molto spesso morte e non difesa (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il deputato Mauro D'Attis. Ne ha facoltà.

MAURO D'ATTIS (FI-PPE). Grazie, Presidente. Affidandomi ovviamente al concetto “gli ultimi saranno i primi”, cercherò di essere quanto più sintetico possibile e soprattutto di concentrarmi su alcuni spunti o punti chiave di questa manovra. Ne sono state dette tante dai colleghi dell'opposizione. Vi sono anche molti spunti importanti dei colleghi della maggioranza. Però, il dato da evidenziare di questa manovra è quello di rappresentare una delle manovre di bilancio con la caratteristica di maggiore responsabilità degli ultimi anni, forse degli ultimi decenni. Per la verità, è un'abitudine di questo Governo da quando abbiamo vinto le elezioni nel 2022, perché con i risparmi degli oneri sul debito pubblico, che si va via via riducendo, siamo arrivati a circa 17 miliardi in 5 anni, cioè abbiamo fatto risparmiare alle famiglie italiane e alle imprese italiane circa 17 miliardi in 5 anni.

Allora, se al centrosinistra questa manovra di 22 miliardi sembra essere poca cosa, consiglio di aggiungere a quei 22 miliardi questi 17 miliardi e, allora, forse, si raggiungono cifre più importanti, perché 17 miliardi è come se avessimo fatto un'altra manovra in questi anni. L'enorme debito pubblico è ereditato e gli interessi sull'enorme debito pubblico sono ereditati; pensate che di questa eredità di debito pubblico 40 miliardi annui sono quelli ereditati soltanto per gli irragionevoli bonus 110 per cento targati MoVimento 5 Stelle. È una costante di queste manovre e di questa manovra, quella della tenuta dei conti pubblici. Che cosa comporta? È bene che gli italiani lo sappiano: comporta che se hai un bilancio fatto bene, con i conti pubblici in ordine, anche il tuo Paese diventa più credibile rispetto agli altri Paesi nel mondo. I dati del rating, che sono gli indici che decidono se l'economia e le finanze di uno Stato stanno messi bene o stanno messi male, ci dicono che l'Italia è un Paese che sta bene e molto meglio soprattutto degli anni passati. Il tasso medio di finanziamento alle imprese, a proposito di austerità - cosa che non è vera - è sceso e, quindi, le imprese pagano meno sui capitali necessari alla loro crescita. Il tasso sui mutui per chi compra la casa è sceso, il tasso medio sui prestiti è sceso. Sono aumentati gli investimenti all'estero, degli export dei prodotti italiani verso l'estero e sono aumentati - pensate - gli investimenti esteri in Italia. Sono aumentati anche gli acquisti dei titoli di Stato italiani: significa che c'è affidabilità del Paese. E poi un altro dato sulle politiche volte a sostenere il ceto medio produttivo. Si dice che guardiamo ai ricchi e agli straricchi: no! A proposito di inflazione, la cosiddetta inflazione del carrello della spesa, che è quello che interessa agli italiani, oggi è stabilmente sotto il 2 per cento, mentre prima del 2022 era all'8 per cento. Quindi, l'inflazione, quella che ci interessa, quella delle famiglie che fanno la spesa, è diminuita negli ultimi tre anni. Un'inflazione bassa, ovviamente, significa salvaguardare il potere d'acquisto dei salari e degli stipendi degli italiani. Le retribuzioni contrattuali sono cresciute, si sono ridotte le imposte sul lavoro. Con questa legge, infatti, è operativa la riforma dell'Irpef: adesso abbiamo tre aliquote: 23, 33 e 45 per cento. Si è revisionato anche l'ISEE a favore delle famiglie più deboli, dei nuclei più deboli, per favorire la spesa sociale. È salita concretamente anche la spesa per la sanità…

PRESIDENTE. Concluda.

MAURO D'ATTIS (FI-PPE). …nei prossimi anni e 6,5 miliardi - Presidente, concludo - per le misure in favore delle imprese, con i sostegni mirati alla Transizione 4.0, 5.0, le ZES, le assicurazioni, gli strumenti finanziari per le imprese. Le imprese sono quelle che danno il lavoro. Per questo riteniamo che le ultime leggi di bilancio siano state leggi di bilancio idonee…

PRESIDENTE. La ringrazio.

MAURO D'ATTIS (FI-PPE). …per il nostro Paese, e che questa in particolare sia una legge di bilancio che abbiamo sostenuto sin dall'inizio e sosteniamo fino alla fine, anche alla Camera, dopo che è stata approvata al Senato (Applausi dei deputati dei gruppi Forza Italia-Berlusconi Presidente-PPE e Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. Non vi sono altri iscritti a parlare e pertanto dichiaro chiusa la discussione sulle linee generali (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

(Repliche - A.C. 2750​ e A.C. 2750​/I)

PRESIDENTE. Prendo atto che i relatori deputati Barabotti, Mascaretti e Pella e il rappresentante del Governo rinunziano alle repliche.

(Esame degli articoli - A.C. 2750​)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame degli articoli del disegno di legge e delle proposte emendative presentate (Vedi l'allegato A).

(Posizione della questione di fiducia - Articolo 1 - A.C. 2750​)

PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire il Ministro per i Rapporti con il Parlamento, senatore Luca Ciriani. Ne ha facoltà.

LUCA CIRIANI, Ministro per i Rapporti con il Parlamento. Grazie, Presidente. Onorevoli deputati, a nome del Governo e autorizzato dal Consiglio dei Ministri, pongo la questione di fiducia sull'approvazione senza emendamenti, subemendamenti e articoli aggiuntivi, dell'articolo 1 del disegno di legge n. 2750​: “Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2026 e bilancio pluriennale per il triennio 2026-2028”, nel testo della Commissione, identico a quello approvato dal Senato della Repubblica (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

Sui lavori dell'Assemblea.

PRESIDENTE. Secondo quanto convenuto nella riunione della Conferenza dei Presidenti di gruppo dello scorso 10 dicembre, in relazione a quanto disposto dall'articolo 116, comma 3, del Regolamento e in base all'effettivo orario di posizione della questione di fiducia, la votazione per appello nominale sulla questione di fiducia avrà luogo nella seduta di domani, lunedì 29 dicembre, a partire dalle ore 20,20, previe dichiarazioni di voto a partire dalle ore 18,40.

A partire dalle ore 22, con prosecuzione notturna, si passerà alle ulteriori fasi di esame del provvedimento sino alla votazione finale, da svolgere entro le ore 13 di martedì 30 dicembre, previe dichiarazioni di voto finale con ripresa televisiva diretta degli interventi dei rappresentanti dei gruppi e delle componenti politiche del gruppo Misto, a partire dalle ore 11.

Estraggo a sorte il nominativo del deputato dal quale avrà inizio la chiama.

(Segue sorteggio).

La chiama avrà inizio dalla deputata Siracusano.

Cessazione dal mandato parlamentare del deputato Massimo Bitonci.

PRESIDENTE. Comunico che, con lettera pervenuta il 22 dicembre 2025, che sarà pubblicata in calce al resoconto stenografico della seduta odierna, il deputato Massimo Bitonci ha rassegnato alla Presidenza le proprie dimissioni da deputato in ragione della nomina a componente della giunta regionale del Veneto.

Do quindi per letta tale lettera, con la quale l'onorevole Massimo Bitonci motiva la scelta di rassegnare le dimissioni e ringrazia il Presidente della Camera, l'Ufficio di Presidenza, i colleghi di tutti i gruppi parlamentari, nonché tutti i funzionari e il personale della Camera dei deputati per il lavoro svolto con professionalità e dedizione. Il confronto vissuto in quest'Aula ha rappresentato un'importante occasione di crescita umana e politica.

L'onorevole Bitonci conclude la sua lettera, rivolgendo un ringraziamento particolare ai cittadini che lo hanno sostenuto e che ha avuto l'onore di rappresentare. A loro va il suo rispetto più profondo e l'impegno a continuare ad operare, in altre forme, con la stessa passione e attenzione al bene comune, restando sempre legato a questa istituzione e al dialogo con il Parlamento (Applausi dei deputati dei gruppi Fratelli d'Italia e Lega-Salvini Premier).

Trattandosi di un caso di incompatibilità previsto dalla legge, la Camera prende atto, a norma dell'articolo 17-bis, comma 2, del Regolamento, di questa comunicazione e della conseguente cessazione del deputato Massimo Bitonci dal mandato parlamentare.

Interventi di fine seduta.

PRESIDENTE. Passiamo agli interventi di fine seduta.

Ha chiesto di parlare la deputata Ilenia Malavasi. Ne ha facoltà, per due minuti.

ILENIA MALAVASI (PD-IDP). Era l'alba del 28 dicembre 1943, quando i sette fratelli Cervi vennero accompagnati al poligono di tiro di Reggio Emilia e vennero uccisi dai fascisti. Erano sette fratelli, sette vite, sette persone che avevano in comune una grande determinazione nel difendere sempre la libertà e che ebbero sempre il coraggio di non girarsi mai dall'altra parte. Gelindo, Antenore, Aldo, Ferdinando, Agostino, Ovidio ed Ettore insieme al compagno Quarto Camurri vennero uccisi senza regolare processo per rappresaglia, come monito, come avvertimento, come vendetta per l'uccisione di un fascista avvenuta il giorno prima.

Era una famiglia di mezzadri, cattolici, democratici, antifascisti. E, in un'epoca di arretratezza economica, culturale e sociale, avevano investito in cultura e in conoscenza. Avevano studiato agronomia, acquistato il primo trattore della zona, un mappamondo, avevano una biblioteca popolare. Avevano trasformato una terra difficile in un modello di efficienza e di innovazione, sempre aperti al cambiamento.

La loro vicenda non appartiene certamente al passato, ma è un manifesto di modernità e costituisce la radice stessa della nostra Costituzione.

Penso che sia giusto oggi ricordarli in quest'Aula perché fare memoria dei fratelli Cervi e di Quarto Camurri significa rinnovare il nostro impegno in un momento storico difficile come quello che stiamo vivendo nel difendere quei valori di libertà, uguaglianza e democrazia che nemmeno la violenza fascista è riuscita a cancellare.

“Voi ci uccidete” - disse Gelindo…

PRESIDENTE. Concluda.

ILENIA MALAVASI (PD-IDP). …davanti a quel muro - “ma noi non moriremo mai”. Ed è esattamente così: dopo 82 anni, la loro memoria e il loro insegnamento sono ben solidi e lo stesso futuro che loro hanno sognato e per cui hanno dato la vita è oggi il futuro che noi abbiamo il dovere e la responsabilità di promuovere e di difendere.

Oggi ricordarli è un atto antifascista. Viva, dunque, i fratelli Cervi, viva l'Italia nata dalla lotta partigiana e viva la nostra Costituzione (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista)!

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Federico Fornaro. Ne ha facoltà, per due minuti.

FEDERICO FORNARO (PD-IDP). Grazie, signor Presidente. Domani saranno 100 anni dalla morte di Anna Kuliscioff, una donna che visse una vita avventurosa, d'altri tempi, che la vide risiedere da esule in numerosi Paesi europei e anche essere reclusa nelle carceri francesi e italiane perché considerata una pericolosa sovversiva.

Era nata in Crimea, a Sinferopoli, il 9 gennaio del 1854. Si iscrisse, prima donna in assoluto, nel 1871 al Dipartimento di scienze esatte del Politecnico di Zurigo, in Svizzera. Processata in Russia per attività contraria all'autorità degli zar dei Romanov, fuggì nuovamente in Svizzera, dove nel 1877 incontrò Andrea Costa.

Dopo la fine della sua relazione con Costa, primo parlamentare socialista, nel luglio del 1885 Anna divenne la libera compagna di un altro nume tutelare del socialismo italiano, il milanese Filippo Turati. Divenne così la dottora dei poveri per il suo impegno a favore delle classi popolari, e anche la signora del socialismo italiano, per un'intensa attività giornalistica e saggistica che contribuì a dare un respiro internazionale al dibattito della sinistra italiana.

Esercitò a Milano la professione di medica, spiegando ai critici dell'epoca che, se esistevano le contadine e i contadini, dovevano esserci anche le mediche e i medici. Nonostante la tubercolosi e l'artrite contratte durante la permanenza in carcere a Firenze per 13 mesi tra il 1878 e il 1879, che l'afflissero per tutta l'esistenza, la Kuliscioff assommò alla sua attività a domicilio nei quartieri più poveri e degradati della città anche quella di propagandista del verbo socialista, contribuendo a fondare, nel 1889, insieme a Costantino Lazzari e a Turati, la Lega socialista milanese.

Ma vorrei ricordare - e concludo, signor Presidente - soprattutto il suo straordinario impegno a favore dell'emancipazione femminile. Scrisse, nel 1890, Il monopolio dell'uomo, incentrato sulla necessità di una reale e piena parità dentro e fuori la famiglia. Per lei, l'emancipazione femminile passava attraverso il suffragio universale, perché grazie al voto le donne avrebbero potuto conquistare l'indipendenza (Applausi) e, soprattutto, partecipare…

PRESIDENTE. Concluda.

FEDERICO FORNARO (PD-IDP). …a pieno titolo alla vita politica e dare il contributo alle istituzioni democratiche.

Mi piace ricordare un ultimo gesto. Due giorni dopo avvenne il funerale. Fu un funerale funestato da un bruttissimo episodio, con i fascisti che andarono contro il carro funebre e strapparono i fiori. Nonostante quello, fu seguita da un'enorme massa di persone, di popolari. Anche la vedova di Giacomo Matteotti, Velia Titta, avrebbe partecipato al dolore della sua scomparsa: per il mio morto e per me depongo fiori sulla tomba di Anna Kuliscioff (Applausi).

Ordine del giorno della prossima seduta.

PRESIDENTE. Comunico l'ordine del giorno della prossima seduta.

Lunedì 29 dicembre 2025 - Ore 18,40:

1. Seguito della discussione del disegno di legge:

S. 1689 - Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2026 e bilancio pluriennale per il triennio 2026-2028 (Approvato dal Senato). (C. 2750​)

Nota di variazioni al Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2026 e bilancio pluriennale per il triennio 2026-2028. (C. 2750​/I)

Relatori: BARABOTTI, MASCARETTI, PELLA.

La seduta termina alle 20,30.

TESTI DEGLI INTERVENTI DI CUI È STATA AUTORIZZATA LA PUBBLICAZIONE IN CALCE AL RESOCONTO STENOGRAFICO DELLA SEDUTA ODIERNA: ANDREA BARABOTTI, ANDREA MASCARETTI E ROBERTO PELLA (A.C. 2750​ E A.C. 2750​/I)

ANDREA BARABOTTI, Relatore. (Relazione – A.C. 2750​ e A.C. 2750​/I). Faccio presente che nella mia relazione mi concentrerò sui contenuti della prima sezione del disegno di legge di bilancio riferiti in particolare alle misure in materia di lavoro, pensioni, sanità, imprese e sostegno agli investimenti, agricoltura, infrastrutture e lavori pubblici, trasporti e comunicazioni.

Per quanto riguarda le misure in materia di lavoro e in materia pensionistica, segnalo innanzitutto che i commi da 153 a 155 prevedono il riconoscimento di un esonero parziale dalla quota dei contributi di previdenza sociale a carico dei datori di lavoro, per un periodo massimo di ventiquattro mesi, con riferimento ad assunzioni nell'anno 2026, mediante contratti di lavoro dipendente a tempo indeterminato per profili non dirigenziali e con riferimento ad omologhe trasformazioni, nel medesimo anno 2026, di contratti di lavoro dipendente da tempo determinato a tempo indeterminato, nell'ambito di un limite di spesa pari a 154 milioni di euro per l'anno 2026, 400 milioni per l'anno 2027 e 271 milioni per l'anno 2028.

Il comma 158, modificato dal Senato, è volto a sopprimere la disposizione attualmente vigente che prevede la sospensione di un mese dell'erogazione dell'Assegno di Inclusione, sia in caso di primo rinnovo per periodi ulteriori di dodici mesi (dopo un periodo continuativo di fruizione non superiore a diciotto mesi), sia al termine di ogni periodo di rinnovo di dodici mesi. Si prevede la riduzione del 50 per cento dell'importo della prima mensilità di rinnovo rispetto al beneficio mensile dell'Assegno di Inclusione.

Il comma 159 precisa che le norme sul riconoscimento di un contributo straordinario aggiuntivo dell'Assegno di Inclusione, che è stato previsto in via eccezionale per l'anno 2025 al fine di garantire una continuità nella copertura di tale beneficio ai nuclei familiari interessati a fronte del mese di sospensione previsto dalla normativa vigente dopo un periodo di fruizione non superiore a diciotto mesi, laddove siano stati ammessi, previa presentazione della domanda, all'ulteriore periodo di 12 mensilità, si applicano ai nuclei familiari per i quali il diciottesimo mese di percezione del beneficio dell'assegno di inclusione, prima della sospensione, ricade nel mese di novembre 2025.

I commi 162 e 163 recano disposizioni in materia di regime della cosiddetta APE sociale. In particolare, il comma 162 prevede di applicare fino al 31 dicembre 2026 le disposizioni in materia di APE sociale in favore dei soggetti che ne abbiano i requisiti. Inoltre, si dispone l'applicazione delle disposizioni che semplificano la procedura per l'accesso all'APE sociale, di cui al secondo e terzo periodo dell'articolo 1, comma 165, della legge n. 205 del 2017, anche con riferimento ai soggetti che verranno a trovarsi nelle condizioni ivi indicate nel corso del 2026, incrementando la relativa autorizzazione di spesa di 170 milioni di euro per l'anno 2026, di 320 milioni di euro per l'anno 2027, di 315 milioni di euro per l'anno 2028, di 270 milioni di euro per l'anno 2029, di 121 milioni di euro per l'anno 2030 e di 28 milioni di euro per l'anno 2031. Ai sensi del comma 163, il predetto beneficio non è cumulabile con i redditi di lavoro dipendente o autonomo, ad eccezione di quelli derivanti da lavoro autonomo occasionale, nel limite di 5.000 euro lordi annui.

I commi da 164 a 174 prorogano alcune misure di sostegno al reddito, ponendo i relativi oneri a carico del Fondo sociale per occupazione e formazione. Tali interventi concernono l'indennità per i lavoratori della pesca e dei call-center, l'integrazione al reddito per i dipendenti ex-ILVA, il trattamento straordinario di integrazione salariale per le imprese che operano in aree di crisi industriale complessa, o che cessano l'attività, o coinvolte da processi di riorganizzazione o di crisi aziendale, o che stipulano contratti di solidarietà, nonché per le imprese di interesse strategico nazionale. La disposizione prevede altresì la proroga di talune convenzioni per l'impiego di lavoratori socialmente utili.

Il comma 175, introdotto dal Senato, incrementa i limiti complessivi di spesa previsti per gli anni 2027 e 2028 in relazione ai benefici contemplati dalla disciplina volta ad incentivare i processi di aggregazione delle imprese e la tutela occupazionale dei settori coinvolti.

Il comma 176, anch'esso introdotto dal Senato, modifica le modalità di erogazione della liquidazione anticipata della Nuova assicurazione sociale per l'impiego (NASpI) che può essere richiesta dal beneficiario come incentivo all'autoimprenditorialità. La disposizione in commento prevede che l'erogazione della prestazione non avvenga più in un'unica soluzione, come attualmente previsto, ma in due rate.

I commi 177 e 178 prevedono l'istituzione di un tavolo tecnico, presso il Ministero dell'economia e delle finanze, per adottare le misure necessarie per tutelare i dipendenti civili italiani delle basi militari statunitensi nel nostro Paese, in caso di blocco amministrativo del Governo degli Stati Uniti.

Sempre con riferimento agli interventi di sostegno al reddito, segnalo che il comma 787, introdotto dal Senato, prevede la possibilità di concedere, in continuità fino al 31 dicembre 2026, l'indennità, già riconosciuta in continuità dalla normativa vigente fino al 31 dicembre 2024, a taluni lavoratori delle aree di crisi industriale complessa della Sicilia, qualora tali lavoratori abbiano presentato nel corso del 2020 la relativa richiesta.

Il comma 840, introdotto dal Senato, modifica la disciplina in materia di requisiti di accesso all'indennità di discontinuità in favore dei lavoratori del settore dello spettacolo, innalzando, in primo luogo, da 30.000 a 35.000 euro il tetto massimo di reddito dichiarato al di sotto del quale è possibile avere accesso al beneficio e prevedendo, in secondo luogo, un regime derogatorio per i lavoratori del cinema e dell'audiovisivo, più favorevole in termini di numero minimo di giornate di contribuzione richieste.

Per quanto attiene agli interventi in materia di previdenza, segnalo che il comma 179 pone a regime, dal 2026, l'incremento delle maggiorazioni sociali per pensionati in condizioni di disagio che si trovano nelle condizioni reddituali richieste per beneficiarne, già previsto, con importi inferiori, limitatamente al 2025.

Il comma 180 dispone, a seguito delle modifiche approvate dal Senato, un incremento, con decorrenza dal 1° gennaio 2028, dei requisiti per il trattamento pensionistico del personale delle Forze armate, delle Forze di polizia a ordinamento civile e militare e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco. L'incremento è stabilito nella misura di un mese per l'anno 2028, di un ulteriore mese per l'anno 2029 e di un ulteriore mese a decorrere dall'anno 2030 e si aggiunge alle misure di elevamento generale dei requisiti per l'accesso al trattamento pensionistico stabilite dai successivi commi da 185 a 193 e 197. Il comma 181, anch'esso inserito dal Senato, demanda a un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri l'individuazione di specifiche professionalità per le quali, in ragione della specificità del peculiare impiego, l'incremento di cui al comma 180 non trovi applicazione o trovi applicazione in misura parziale.

I commi da 185 a 193 e 197 intervengono in materia di incremento dei requisiti anagrafici e contributivi di accesso al pensionamento ai fini dell'adeguamento agli incrementi della speranza di vita, stabilito ogni due anni, in relazione all'evoluzione della speranza di vita, con apposito decreto direttoriale del Ministero dell'economia e delle finanze. In particolare, si prevede la riduzione del prossimo incremento dei requisiti anagrafici e contributivi per l'accesso al pensionamento, che decorrerà dal 2027, stabilendo che esso si applicherà nella misura di un solo mese limitatamente al 2027, mentre troverà piena applicazione dal 1° gennaio 2028. Sono esclusi dall'incremento i lavoratori che svolgono attività gravose o particolarmente faticose e pesanti.

Il comma 194 estende l'ambito di applicabilità dell'incentivo per la prosecuzione dell'attività lavorativa da parte di lavoratori dipendenti, pubblici e privati, rientranti in alcune fattispecie di conseguimento dei requisiti per il trattamento pensionistico anticipato. L'incentivo consiste nella corresponsione al lavoratore della quota di contribuzione pensionistica a suo carico, con conseguente esclusione del versamento e dell'accredito sia di tale quota contributiva sia di quella omologa a carico del datore di lavoro. La disposizione prevede che l'ampliamento della possibilità riguardi i soggetti che, nell'anno 2026, abbiano maturato il diritto al pensionamento anticipato in base all'anzianità contributiva richiesta in via generale per il riconoscimento del medesimo trattamento anticipato a prescindere dall'età anagrafica.

Il comma 195, introdotto dal Senato, abroga la previsione che, dal 1° gennaio 2025, riconosce ai soggetti con riferimento ai quali il primo accredito contributivo decorre dal 1° gennaio 1996, la possibilità di computare anche il valore teorico di una o più prestazioni di rendita di forme pensionistiche di previdenza complementare, unitamente all'ammontare mensile della prima rata di pensione di base, al fine del raggiungimento dell'importo soglia mensile dell'assegno sociale stabilito dalla normativa vigente per l'accesso alla pensione di vecchiaia o anticipata con il sistema contributivo integrale, in caso di opzione per la prestazione in forma di rendita.

Il comma 196, parimenti introdotto dal Senato, demanda ad apposito decreto ministeriale l'aggiornamento delle tabelle contenenti le tariffe che il datore di lavoro o il lavoratore devono versare all'INPS al fine di costituire una rendita vitalizia in caso di contributi pensionistici non versati dal datore di lavoro o dal committente e prescritti.

Il comma 198 prevede l'anticipo di tre mesi per la liquidazione del TFS o TFR per i dipendenti pubblici che maturano i requisiti di accesso al pensionamento dal 1° gennaio 2027.

I commi 199 e 200 prevedono la possibilità per i fondi pensione di investire, anche in via indiretta, in strumenti finanziari emessi da società ed enti operanti prevalentemente nella elaborazione o realizzazione di progetti relativi a settori infrastrutturali turistici, culturali, ambientali, idrici, stradali, ferroviari, portuali, aeroportuali, sanitari, immobiliari pubblici non residenziali, delle telecomunicazioni, incluse quelle digitali, e della produzione e trasporto di energia.

I commi 201 e 202 prevedono, dal 1° luglio 2026, l'innalzamento del limite annuo di deducibilità dalle imposte sui redditi per i contributi versati alle forme di previdenza complementare, l'introduzione della possibilità di tipologie di rendita diverse dalla rendita vitalizia con differenti regimi tributari e l'aumento del limite dell'importo liquidabile in forma di capitale. Viene soppressa la clausola secondo la quale il diritto del lavoratore ai versamenti alla nuova forma pensionistica complementare da lui prescelta, nell'ambito della possibilità di trasferimento della posizione individuale da una forma complementare all'altra, spetta nei limiti e secondo le modalità posti dai contratti o accordi collettivi di lavoro.

Ai sensi dei commi 204 e 205, dal 1° luglio 2026, si prevede l'adesione automatica alla previdenza complementare dei lavoratori del settore privato di prima assunzione, qualora non esprimano la propria scelta entro 60 giorni dall'assunzione. I lavoratori non di prima assunzione che avevano in essere l'adesione ad una forma pensionistica complementare entro il medesimo termine devono indicare a quale forma pensionistica complementare destinare il proprio TFR. In assenza, si applica il suddetto meccanismo di adesione automatica,

Il comma 203 prevede l'obbligo di versare al Fondo INPS le quote di TFR non destinate alla previdenza complementare anche per i datori di lavoro che raggiungono i 50 dipendenti negli anni successivi a quello di inizio attività, ad esclusione, per gli anni 2026 e 2027, dei datori di lavoro per i quali la media annuale sia inferiore a sessanta lavoratori dipendenti. Dal 2032, la disciplina si applica ai datori di lavoro che impiegano almeno 40 dipendenti.

Segnalo anche che i commi 295 e 296 elevano il limite massimo delle sanzioni amministrative previste nei confronti di chi viola la disciplina relativa alle forme pensionistiche complementari.

Il comma 206 reca novelle all'articolo 1, comma 219, della legge di bilancio per l'anno 2025, posticipando dal 2026 al 2027 l'attuazione della misura dell'esonero contributivo parziale a favore delle lavoratrici, dipendenti e autonome, madri di due o più figli. Il comma 207 prevede, nelle more dell'attuazione della predetta disciplina, il riconoscimento, per il 2026, alle lavoratrici madri dipendenti o autonome con due figli - e sino al compimento del decimo anno di età - aventi un reddito da lavoro non superiore a 40.000 euro annui, di una somma di 60 euro mensili per ogni mese o frazione di mese di vigenza del rapporto di lavoro o dell'attività di lavoro autonomo. La medesima misura di integrazione del reddito è riconosciuta anche alle lavoratrici madri, dipendenti e autonome, con più di due figli, per ogni mese o frazione di mese di vigenza del rapporto di lavoro o dell'attività di lavoro autonomo, titolari di reddito da lavoro non superiore a 40.000 euro su base annua, a condizione che il reddito da lavoro non consegua da attività di lavoro dipendente a tempo indeterminato e, in ogni caso, per ogni mese o frazione di mese di vigenza del rapporto di lavoro o dell'attività di lavoro autonomo non coincidenti con quelli di vigenza di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato.

Il comma 208 modifica la soglia di cui all'articolo 5, comma 2, quarto periodo, del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri n. 159 del 2013, relativa all'indicatore della situazione patrimoniale ai fini ISEE per l'accesso a specifiche prestazioni. In particolare, il valore limite dell'abitazione di proprietà esente dal computo dell'indicatore della situazione patrimoniale viene elevato da 52.500 a 91.500 euro, incrementati a 120.000 euro nel caso di nuclei familiari residenti nelle Città metropolitane. Il suddetto valore limite viene incrementato nella misura di 2.500 euro per ogni figlio convivente successivo al primo. Vengono rideterminate le maggiorazioni ai parametri della scala di equivalenza del nucleo familiare, in relazione al numero dei figli.

Il comma 209, inserito dal Senato, reca integrazioni alla disciplina della modalità precompilata della dichiarazione sostitutiva unica (DSU) relativa alla determinazione dell'ISEE, precompilazione che, come nella disciplina già vigente, è a cura dell'INPS.

Sempre con riferimento alla definizione del calcolo dell'ISEE, ricordo che i commi da 32 a 34, inseriti dal Senato, demandano a un decreto ministeriale la determinazione di nuovi criteri di computo delle componenti del patrimonio mobiliare costituite dalle giacenze, anche all'estero, in valute o in criptovalute o da rimesse in denaro all'estero, anche attraverso sistemi di money transfer o di invio all'estero di denaro contante non accompagnato.

I commi da 210 a 213 prevedono il riconoscimento di un esonero totale dal versamento dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro in favore dei datori di lavoro privati che, a decorrere dal 1° gennaio 2026, assumono donne, madri di almeno tre figli di età minore di diciotto anni, prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi; tale esonero è riconosciuto nel limite massimo di importo di 8.000 euro annui e per la durata di 24 mesi; la durata dell'esonero è di 12 mesi dalla data di assunzione, se l'assunzione è a tempo determinato, e di 18 mesi, se il relativo contratto è trasformato da tempo determinato a tempo indeterminato. Tali benefici contributivi, che non si applicano ai rapporti di lavoro domestico e ai rapporti di apprendistato e non sono cumulabili con altri esoneri o riduzioni delle aliquote di finanziamento previsti dalla normativa vigente, sono riconosciuti entro determinati limiti di spesa per gli anni dal 2026 al 2034 e a decorrere dal 2035. È previsto che l'INPS effettui il monitoraggio delle minori entrate contributive da ciò derivanti e non consideri ulteriori domande di accesso ai benefici medesimi qualora, anche in via prospettica, risulti raggiunto il limite di spesa previsto.

Il comma 214 riconosce, a decorrere dal 1° gennaio 2026, la priorità nella trasformazione del contratto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale, orizzontale o verticale, o di rimodulazione della percentuale di lavoro in caso di contratto a tempo parziale, che determina una riduzione dell'orario di lavoro di almeno quaranta punti percentuali, alla lavoratrice o al lavoratore, con almeno tre figli conviventi, fino al compimento del decimo anno di età del figlio più piccolo o senza limiti di età nel caso di figli disabili. In relazione alla fattispecie di cui al comma 214, i commi da 215 a 218 prevedono, a talune condizioni, un esonero contributivo temporaneo per i datori di lavoro privati che, su base consensuale, attuino la predetta trasformazione o rimodulazione. Il beneficio è subordinato, tra le altre condizioni, al mantenimento, da parte del datore di lavoro, del livello complessivo del monte orario di lavoro e al rispetto dei limiti di spesa complessiva di cui al comma 218. Il comma 216 demanda a un decreto ministeriale, emanato secondo la procedura e il termine previsti dal medesimo comma, la definizione delle disposizioni attuative dell'esonero.

Il comma 219 estende l'ambito di applicazione dei congedi parentali dei lavoratori dipendenti; l'ampliamento concerne l'applicabilità anche con riferimento ai figli di età compresa tra i 12 e i 14 anni e, in caso di adozione, nazionale o internazionale, o di affidamento, con riferimento ai minori fino al quattordicesimo anno di ingresso nella famiglia, anziché fino al dodicesimo anno.

Il successivo comma 220 modifica la disciplina dei congedi dei lavoratori dipendenti per malattia dei figli di età superiore a tre anni, elevando da cinque a dieci giorni lavorativi all'anno il limite di tali congedi fruibili da ciascun genitore, ed estende l'applicabilità dell'istituto con riferimento ai minori di età compresa tra 8 e 14 anni.

Il comma 221 prevede la possibilità di prolungare il contratto di lavoro della lavoratrice o del lavoratore assunti a tempo determinato, anche in somministrazione, al fine di sostituire le lavoratrici in congedo di maternità o parentale ai sensi del decreto legislativo n. 151 del 2001, per un ulteriore periodo di affiancamento della lavoratrice sostituita non superiore al primo anno di età del bambino.

I commi 222 e 223 istituiscono un Fondo per le attività socio-educative a favore dei minori, con una dotazione pari a 60 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2026, destinato al finanziamento di iniziative dei comuni volte al potenziamento dei centri estivi, dei servizi socioeducativi territoriali e dei centri con funzione educativa e ricreativa.

Il comma 224, introdotto al Senato, autorizza una spesa massima di 550.000 euro per il 2026 e di 700.000 euro per il 2027, per la realizzazione, anche mediante ricorso a progetti di partenariato pubblico-privato, di progetti volti alla realizzazione di comunità estive per bambini e per anziani, anche mediante la rigenerazione di edifici dismessi.

Il comma 227, modificato dal Senato, istituisce, nello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, il Fondo per il finanziamento delle iniziative legislative a sostegno del ruolo di cura e di assistenza del caregiver familiare, con una dotazione di 1,15 milioni di euro per l'anno 2026 e di 207 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2027.

Il comma 228 dispone un incremento del Fondo per le politiche relative ai diritti e alle pari opportunità, per specifiche finalità in materia di Piano strategico nazionale contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica, nonché per il potenziamento dei centri antiviolenza e delle case-rifugio. Il comma 849, introdotto dal Senato, incrementa di ulteriori 2 milioni di euro la dotazione del medesimo Fondo per ciascuno degli anni 2026 e 2027 al fine di assicurare la tutela dalla violenza di genere e la prevenzione della stessa e specificamente per recuperare gli uomini autori di violenza.

I commi 229 e 230, rispettivamente, modificato e introdotto nel corso dell'esame al Senato, dispongono un incremento delle risorse del Fondo per le politiche relative ai diritti e alle pari opportunità per finanziare interventi a favore delle donne vittime di violenza.

I commi 231 e 232, introdotti nel corso dell'esame al Senato, istituiscono un nuovo fondo con una dotazione di 6 milioni di euro per ciascuno degli anni 2026 e 2027 al fine di permettere alle donne vittime di violenza di genere di accedere a tutti i servizi e le agevolazioni altrimenti fruibili solo dietro presentazione del proprio indicatore ISEE.

Il comma 233, introdotto nel corso dell'esame al Senato, istituisce nello stato di previsione del Ministero dell'interno un fondo da ripartire tra i comuni, con una dotazione di 7 milioni di euro annui per ciascuno degli anni 2026 e 2027, per l'erogazione di contributi in favore delle scuole secondarie di primo e secondo grado, al fine di incentivare e sostenere in tutto il territorio nazionale attività educative in materia di contrasto della violenza contro le donne nonché di pari opportunità, diritto all'integrità fisica e rispetto reciproco, finalizzate allo sviluppo della consapevolezza affettiva. Per un'analoga misura, contenuta nel comma 883 rinvio a quanto evidenziato dall'onorevole Pella.

Il comma 234 prevede l'istituzione di un fondo nello stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti destinato a misure di sostegno abitativo ai genitori separati o divorziati, non assegnatari dell'abitazione familiare di proprietà e con figli a carico; il contributo può essere riconosciuto fino al compimento del ventunesimo anno di età da parte del figlio. Il comma 235 demanda ad un decreto ministeriale la definizione dei criteri e delle modalità per l'attribuzione dei contributi a valere sul fondo medesimo.

Il comma 236 incrementa di 4 milioni di euro per l'anno 2026 e di 9,2 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2027 le risorse da destinare all'attuazione del Piano nazionale d'azione contro la tratta e il grave sfruttamento degli esseri umani.

Segnalo, inoltre, che i commi da 759 a 761, introdotti dal Senato, istituiscono un fondo rotativo per sostenere i conduttori in condizione di morosità incolpevole e ne disciplinano il funzionamento

Il comma 767 - anch'esso inserito dal Senato - dispone un incremento, a decorrere dall'anno 2026, nella misura di 30 milioni di euro per l'anno 2026 e di 27 milioni di euro annui a decorrere dal 2027, della dotazione del Fondo di sostegno per le famiglie delle vittime di gravi infortuni sul lavoro, al fine della rideterminazione delle prestazioni una tantum, a carico del medesimo Fondo, in favore dei familiari superstiti.

I commi 860 e 862 - anch'essi inseriti dal Senato - prevedono, mediante norme di interpretazione autentica e con decorrenza dal 1° luglio 2022, che l'ambito di applicazione di due misure di esonero contributivo previste dalla legge di bilancio per il 2021 in favore dei datori di lavoro privati, si applichino anche ai datori privati che, nel tempo di applicazione delle misure – e ferma restando la suddetta data di decorrenza -, svolgevano attività rientranti nei codici ATECO relativi a broker di assicurazioni; agenti di assicurazioni; sub-agenti di assicurazioni; produttori, procacciatori ed altri intermediari delle assicurazioni. La prima delle due misure di esonero interessate dall'intervento normativo in esame concerneva le nuove assunzioni a tempo indeterminato e le trasformazioni dei contratti di lavoro a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato, relative a lavoratori con meno di 30 anni di età ed effettuate nel biennio 2021-2022, mentre la seconda misura prevedeva un esonero contributivo, per il periodo 2021-2024, in favore dei datori di lavoro del settore privato operanti nelle regioni del Mezzogiorno.

Per quanto concerne altre misure in materia di lavoro pubblico e facoltà assunzionali, segnalo in primo luogo che il comma 237, per il periodo di imposta relativo all'anno 2026, introduce, per i dipendenti pubblici non rientranti nel personale dirigenziale e aventi un determinato requisito di reddito, un'imposta sostitutiva dell'IRPEF e delle relative addizionali regionali e comunali, con riferimento al trattamento economico accessorio, ivi comprese le indennità di natura fissa e continuativa, fino a un limite massimo del relativo imponibile pari a 800 euro. L'aliquota dell'imposta sostitutiva è pari a 15 punti percentuali ed il riconoscimento dell'agevolazione fiscale è subordinato alla condizione che il reddito da lavoro dipendente del soggetto non sia superiore a 50.000 euro. È escluso dall'ambito del regime sostitutivo il personale delle Forze di polizia a ordinamento civile e militare e delle Forze armate che benefici del regime tributario agevolato di cui all'articolo 45, comma 2, del decreto legislativo n. 95 del 2017.

Il comma 239 prevede che, a decorrere dall'anno 2026, al fine di realizzare la progressiva armonizzazione dei trattamenti accessori delle amministrazioni centrali, una quota del fondo destinato all'incremento delle risorse per la determinazione, da parte della contrattazione collettiva integrativa, del trattamento economico accessorio del personale anche dirigenziale dei Ministeri e della Presidenza del Consiglio dei ministri sia attribuita alle amministrazioni interessate, al fine dell'incremento dei relativi fondi, nella misura specificamente indicata.

Con particolare riguardo alle disposizioni che intervengono per prevedere assunzioni e rafforzamento della pubbliche amministrazioni e delle autorità indipendenti, segnalo i commi 248 e 249, inseriti durante l'esame da parte del Senato, per rafforzare le attività preventive e di controllo dell'amministrazione economico-finanziaria, in particolare prevedendo che le convenzioni tra Ministro dell'economia e delle finanze e agenzie fiscali definiscano obiettivi e indicatori per misurarne la produttività, incrementando dal 2026 le risorse per l'incentivazione del relativo personale di un'ulteriore quota non superiore al 60 per cento delle risorse assegnate per le medesime finalità con i decreti riferiti all'anno 2025, nonché prevedendo che il 25 per cento delle predette risorse aggiuntive attribuite alle agenzie fiscali incrementino le risorse variabili dei fondi destinati al trattamento accessorio del personale, anche dirigenziale, e delle posizioni organizzative istituite dalle agenzie fiscali, in deroga al limite sul trattamento accessorio.

Il comma 249, sempre in deroga al limite sul trattamento accessorio, a decorrere dal 2026 incrementa le risorse destinate al lavoro straordinario del personale dell'Agenzia delle entrate e dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli, rispettivamente fino a 5 milioni e 3 milioni di euro annui lordi.

Il comma 253 autorizza l'Agenzia nazionale per la meteorologia e la climatologia «ItaliaMeteo» a prorogare, fino al 31 dicembre 2026, i comandi del personale proveniente da amministrazioni pubbliche, in essere alla data del 30 settembre 2025, nonché a prorogare, fino al medesimo termine, i contratti di lavoro flessibili in corso. Il comma 254 riconosce inoltre un'indennità di amministrazione al personale della medesima Agenzia «ItaliaMeteo», nelle misure spettanti al personale del Ministero dell'università e della ricerca appartenenti alle corrispondenti aree del comparto funzioni centrali.

Segnalo altresì che i commi da 297 a 301, inseriti dal Senato, introducono disposizioni volte al rafforzamento della capacità amministrativa del Comitato d'indirizzo per la meteorologia e la climatologia e dell'Agenzia nazionale per la meteorologia e climatologia «ItaliaMeteo».

Il comma 255 stabilisce che la CONSOB possa avvalersi delle infrastrutture informatiche e dei sistemi informativi della società SOGEI SpA attraverso specifica convenzione, per migliorare l'efficacia dell'attività di vigilanza e favorire la digitalizzazione dei servizi e dei processi.

I commi 256 e 257, introdotti al Senato, prevedono che le misure relative ai benefici di natura assistenziale e sociale - ivi incluse quelle in materia di previdenza complementare, anche in assenza di trattamento di fine rapporto, e di welfare integrativo - stabilite, esclusivamente per il personale dipendente, dalla contrattazione integrativa o da analoghi accordi, possono applicarsi anche al Presidente e ai componenti di alcune Autorità.

Il comma 258, anch'esso derivante da un emendamento approvato al Senato, modifica i criteri per la determinazione delle contribuzioni versate alla CONSOB dai soggetti da essa vigilati.

Ai sensi del comma 259, aggiunto nel corso dell'esame parlamentare, si modifica la pianta organica dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato, incrementandola di 16 unità nella carriera direttiva, con corrispondente soppressione dei contingenti di 10 e 6 unità di personale di cui la medesima Autorità può avvalersi in posizione di comando. Il comma 260, anch'esso aggiunto nel corso dell'esame al Senato, prevede che tali assunzioni possano essere effettuate, tramite concorso pubblico, previo accertamento della sussistenza delle occorrenti risorse derivanti dal contributo agli oneri di funzionamento dell'Autorità.

Il comma 261 incrementa l'importo massimo dell'indennità sostitutiva della retribuzione di risultato dei dirigenti di seconda fascia del Ministero dell'economia e delle finanze, da definirsi con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, rendendola poi stabile e non transitoria in attesa di specifica disposizione contrattuale.

Il comma 262, introdotto dal Senato, autorizza la Presidenza del Consiglio dei ministri ad assumere, a tempo indeterminato, 20 unità di personale, già reclutate a tempo determinato, per il potenziamento e lo sviluppo dei compiti della Scuola nazionale dell'amministrazione.

Il comma 263, introdotto al Senato, prevede che il Ministero della cultura possa attribuire un incarico dirigenziale di livello generale e uno di livello non generale, derogando il limite percentuale entro cui è consentito il conferimento di incarichi dirigenziali a personale esterno alla pubblica amministrazione.

Il comma 264, inserito nel corso dell'esame in sede referente presso il Senato, autorizza il Ministero dell'economia e delle finanze a conferire un incarico dirigenziale di livello generale e cinque incarichi dirigenziali di livello non generale a professionisti esterni, in deroga ai limiti percentuali stabiliti dalla normativa vigente, a valere sulle risorse finanziarie disponibili. Si prevede, altresì, di autorizzare il medesimo Ministero ad assumere con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, in aggiunta alle vigenti facoltà assunzionali, 10 funzionari, al fine di potenziare lo svolgimento delle attività relative all'innovazione e alla valorizzazione degli asset pubblici. Infine, il medesimo comma prevede l'istituzione presso il Dipartimento delle finanze di una posizione dirigenziale di livello generale per lo svolgimento di compiti di consulenza, studio e ricerca, con corrispondente incremento della dotazione organica della dirigenza di prima fascia e contestuale soppressione di due posizioni dirigenziali di livello non generale equivalenti sotto il profilo finanziario.

Il comma 265, inserito nel corso dell'esame parlamentare, eleva da quattro a cinque il numero dei rappresentanti del Ministero dell'economia e delle finanze nella Commissione per la redazione della Relazione sull'economia non osservata e sull'evasione fiscale e contributiva.

Il comma 268, introdotto nel corso dell'esame al Senato, prevede la facoltà di autorizzare i dipendenti del Ministero dell'economia e delle finanze a fare parte degli organi di amministrazione e di controllo di società partecipate, anche indirettamente, dallo Stato, stabilendo altresì che i compensi che tali dipendenti percepiscono nell'esercizio di tale incarico siano corrisposti direttamente dalle società partecipate al Ministero dell'economia, che successivamente provvede al riparto di tali compensi nel rispetto delle disposizioni vigenti.

Il comma 269, anch'esso inserito dal Senato, aumenta di una unità la dotazione organica dei dirigenti di prima fascia dell'Agenzia delle dogane.

Il comma 270 consente all'ISTAT di incrementare le risorse finanziarie, a valere sul proprio bilancio, destinate alla corresponsione dell'indennità per oneri specifici dei profili di ricercatore e tecnologo a decorrere dall'anno 2026.

Il comma 271 disciplina la composizione numerica del Comitato nazionale per la bioetica e del Comitato nazionale per la biosicurezza, le biotecnologie e le scienze della vita, nonché la durata del mandato dei relativi componenti. Il comma 272 demanda a un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri la disciplina delle finalità, dei compiti, del funzionamento e della composizione dei due organismi, stabilendo la corresponsione di un gettone di presenza per i rispettivi presidenti e componenti.

I commi da 273 a 275 introducono modifiche al sistema di finanziamento dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni.

I commi 276 e 277, inseriti dal Senato, intervengono sulla disciplina del personale dell'Autorità garante per l'infanzia e l'adolescenza, prevedendo il conferimento degli incarichi dirigenziali e il ricorso al personale di altre amministrazioni pubbliche nonché la possibilità, per il titolare dell'Autorità, di avvalersi di un consigliere e di esperti.

Osservo che il comma 281, anch'esso introdotto dal Senato, istituisce presso il Ministero dell'economia e delle finanze un comitato di esperti con funzioni consultive, nominati tra i rappresentanti degli enti di rappresentanza dei diversi soggetti operanti nell'ambito dell'economia sociale.

Il comma 282, parimenti inserito durante l'esame parlamentare, prevede l'adeguamento dei fondi destinati al trattamento accessorio per il personale dell'Agenzia per le erogazioni in agricoltura (AGEA), assunto in sostituzione delle cessazioni di dipendenti provenienti dalla società Sistema informativo nazionale per lo sviluppo dell'agricoltura (SIN). Tale modifica ha l'obiettivo di garantire il medesimo valore pro-capite riferito all'anno 2024, nel limite delle risorse trasferite da SIN S.p.A. ad AGEA.

Il comma 283, introdotto dal Senato, dispone la riorganizzazione del Dipartimento della funzione pubblica, prevedendo l'istituzione di un posto di funzione dirigenziale di livello generale, nonché l'assegnazione temporanea di tale unità sino alla riorganizzazione anzidetta. Il comma 284, inserito nel corso dell'esame al Senato, attribuisce alla Presidenza del Consiglio dei ministri il compito di provvedere, nell'ambito della sua autonomia, alla riorganizzazione del Dipartimento per le politiche in favore delle persone con disabilità prevedendo l'istituzione di un ulteriore ufficio dirigenziale di livello generale, articolato in due nuovi servizi dirigenziali di livello non generale, con conseguente incremento della dotazione organica della medesima Presidenza, allo scopo di assicurare le attività di cui al comma 714, relativo al monitoraggio del raggiungimento dei livelli essenziali delle prestazioni in materia di istruzione, nonché quelle di cui al comma 227, che, come già segnalato, istituisce il Fondo per le iniziative legislative a sostegno del ruolo di cura e di assistenza del caregiver familiare. Il medesimo comma 284 specifica che i relativi posti sono coperti anche in deroga ai limiti percentuali di cui all'articolo 9-bis, comma 3, del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 303, e che il menzionato Dipartimento è, altresì, autorizzato ad avvalersi di ulteriori cinque unità di personale di prestito proveniente dal comparto Funzioni centrali, sezione Ministeri, area dei funzionari, anche in aggiunta al contingente di cui all'articolo 9, comma 5, primo periodo, del citato decreto legislativo.

Il comma 285 reca misure organizzative per la funzionalità della Segreteria tecnica per le politiche in materia di disabilità.

I commi 286 e 287, introdotti dal Senato, pongono norme specifiche in materia di incarichi dirigenziali presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali. Si prevede la possibilità del conferimento, nel corso dell'anno 2026, a soggetti non appartenenti a ruoli dirigenziali pubblici di due incarichi di livello dirigenziale non generale, per la durata massima di tre anni non rinnovabili, oltre i limiti percentuali previsti per il conferimento di incarichi dirigenziali a tale categoria di soggetti. Tale deroga è ammessa nel rispetto dei limiti delle facoltà assunzionali vigenti e a valere sulle risorse finanziarie disponibili. Si richiama inoltre la norma che consente ai dirigenti ai quali non sia affidata la titolarità di uffici dirigenziali lo svolgimento, su richiesta degli organi di vertice delle amministrazioni che ne abbiano interesse, di funzioni ispettive, di consulenza, studio e ricerca o di altri incarichi specifici previsti dall'ordinamento.

Il comma 288, anch'esso introdotto dal Senato, quantifica gli oneri derivanti dai commi 283 e 284 e provvede all'occorrente copertura finanziaria.

I commi 289 e 290, introdotti al Senato, aumentano dal 5 per cento al 10 per cento il limite dei posti disponibili da assegnare a collaboratori assunti con contratto a tempo determinato, nell'ambito del contingente complessivo di personale degli uffici di diretta collaborazione del Ministero della giustizia.

Il comma 291 introduce una deroga ai limiti di spesa imposti alle pubbliche amministrazioni per l'acquisto, il noleggio, la manutenzione e l'utilizzo di autovetture, nonché per i servizi di taxi e di autonoleggio con conducente, per i mezzi utilizzati per i servizi strumentali all'esercizio della funzione giurisdizionale per il triennio 2026-2028. A tal fine, al comma 292, è autorizzata una spesa di 500.000 euro per ciascuno degli anni dal 2026, 2027 e 2028.

I commi da 326 a 332 introdotti dal Senato, autorizzano il Ministro delle imprese e del made in Italy a reclutare 40 unità di personale dell'area delle elevate professionalità.

Tra le altre disposizioni in materia di potenziamento delle amministrazioni pubbliche e di assunzioni, segnalo che il comma 757 istituisce, tra l'altro, un fondo destinato al potenziamento delle finalità istituzionali delle amministrazioni dello Stato, nello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, con una dotazione di 98,9 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2028.

Il comma 758, introdotto dal Senato, determina in 32.030.899 euro a decorrere dal 2026 la dotazione del fondo per corrispondere i compensi per lavoro straordinario, in relazione a eccezionali e indilazionabili esigenze di servizio, nelle Amministrazioni dello Stato.

Per quanto riguarda le misure in materia di sanità, segnalo innanzitutto il comma 333, che prevede l'incremento del livello del finanziamento del fabbisogno sanitario nazionale standard cui concorre lo Stato in misura pari a 2.382,2 milioni di euro per l'anno 2026, 2.631 milioni di euro per l'anno 2027 e 2.633,1 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2028.

Il comma 334 destina una quota dell'importo di cui al comma 333, pari a 100 milioni di euro per l'anno 2026, 98 milioni di euro per l'anno 2027 e 83,1 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2028, al finanziamento delle spese per Alzheimer e altre patologie di demenza senile.

Il comma 335 autorizza le regioni, nelle more dell'assegnazione del finanziamento sanitario per l'emersione di lavoratori irregolari, ad iscrivere nel bilancio dell'esercizio di riferimento l'ultimo valore annuale assegnato in esercizi precedenti, fermi restando i successivi conguagli a seguito della assegnazione definitiva.

Il comma 337, al fine di rafforzare il monitoraggio sulle risorse destinate a specifiche finalità assistenziali, demanda a un decreto del Ministro della salute, da adottarsi entro il 31 marzo 2026, il compito di individuare le disposizioni normative per le quali si procede al riparto delle risorse nell'ambito della proposta complessiva di riparto delle disponibilità finanziarie del Servizio sanitario nazionale, ferma restando la verifica dell'utilizzo delle risorse per specifiche finalità assistenziali a cui sono destinate risorse ricomprese nel fabbisogno sanitario.

Il comma 338 destina una quota delle risorse incrementali di cui al comma 333, a seguito delle modifiche introdotte nel corso dell'esame al Senato, pari a 188,2 milioni di euro per l'anno 2026 e 60 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2029, all'incremento delle disponibilità per il perseguimento degli obiettivi sanitari di carattere prioritario e di rilievo nazionale.

Il comma 339, inserito nel corso dell'esame al Senato, modifica l'articolo 27, comma 5-ter, del decreto legislativo n. 68 del 2011, prevedendo che le cinque regioni di riferimento per la determinazione dei fabbisogni sanitari standard regionali anche per il 2025 e il 2026 siano le stesse indicate per la determinazione dei fabbisogni sanitari standard regionali per l'anno 2024.

Il comma 340, al fine di potenziare le misure in materia di prevenzione collettiva e sanità pubblica, destina una quota del fabbisogno sanitario standard, pari a 238 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2026, a specifici interventi volti a potenziare le misure di prevenzione collettiva e di sanità pubblica.

Il comma 341 destina, inoltre, per l'anno 2026, all'ulteriore potenziamento delle misure di prevenzione un importo aggiuntivo rispetto a quello previsto al comma 340, pari a 247 milioni di euro, a valere sulle risorse di cui all'articolo 1, comma 275, della legge di bilancio 2025 per 127 milioni di euro, e a valere sul fabbisogno sanitario standard di cui al comma 333 per 120 milioni di euro.

Al comma 342, in aggiunta a quanto previsto dal comma 340, si autorizza la spesa di 1 milione di euro annui a decorrere dall'anno 2026 finalizzata alla realizzazione, da parte del Ministero della salute, di apposite campagne di comunicazione istituzionale in materia di prevenzione.

Il comma 343 precisa che i criteri di riparto degli importi di cui al comma 340 sono definiti in sede di riparto del complessivo fabbisogno sanitario standard dell'anno di riferimento.

I commi da 344 a 347 stabiliscono la destinazione di una quota del fabbisogno sanitario nazionale standard, pari a 80 milioni di euro per il 2026, 85 milioni di euro per il 2027, 90 milioni di euro per il 2028 e 30 milioni di euro annui a decorrere dal 2029, per la realizzazione degli obiettivi e delle azioni strategiche definiti nel Piano di azioni nazionale per la salute mentale 2025-2030. Nel triennio 2026-2028, una quota pari al 30 per cento di tali risorse è indirizzata all'implementazione delle azioni di prevenzione previste nel citato Piano.

Rilevo che il comma 348 prevede un incremento di 10 milioni di euro annui, a decorrere dal 2026, della quota destinata al funzionamento degli Istituti zooprofilattici sperimentali nell'ambito del Fondo sanitario nazionale, al fine di garantire le risorse necessarie a far fronte alle maggiori spese derivanti dall'aumento del costo dei servizi nonché dalle ricorrenti emergenze sanitarie nei settori della sicurezza alimentare, della sanità animale e dell'igiene zootecnica.

Il comma 349 dispone l'aumento della spesa annuale destinata all'aggiornamento delle tariffe massime per la remunerazione delle prestazioni di assistenza ospedaliera per acuti erogate in regime di ricovero ordinario e diurno.

Il comma 350 prevede che una quota del fabbisogno sanitario nazionale standard, pari a 100 milioni di euro per l'anno 2026 e 183 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2027, sia vincolata per assicurare al Servizio sanitario nazionale le risorse necessarie all'aggiornamento delle tariffe massime per la remunerazione delle prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale e di assistenza protesica.

I commi 351 da 356 dispongono che i servizi resi dalle farmacie a norma del decreto legislativo n. 153 del 2009 siano stabilmente integrati nel Servizio sanitario nazionale. Pertanto le farmacie pubbliche e private operanti in convenzione con il Servizio sanitario nazionale sono riconosciute come strutture eroganti prestazioni sanitarie e socio-sanitarie ai sensi del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 12 gennaio 2017. Per le finalità di cui al comma 351 è vincolata, nell'ambito del fabbisogno sanitario standard, una quota pari a 50 milioni di euro annui a decorrere dal 2026, al cui riparto si provvede in sede di riparto complessivo del citato fabbisogno nell'anno di riferimento. Il comma 353 stabilisce che la remunerazione dei servizi di cui al comma 351 viene definita dalle regioni e province autonome nell'ambito degli Accordi integrativi regionali, all'esito delle negoziazioni con le organizzazioni di categoria maggiormente rappresentative delle farmacie. In base al comma 354, alle regioni e alle province autonome viene attribuito il compito di rendicontare al Ministero della salute, entro il 30 giugno di ogni anno, l'utilizzo delle risorse ed i volumi di attività erogati nel corso dell'anno precedente, anche ai fini della verifica degli impatti economici ed organizzativi dei servizi resi dalle farmacie. Il comma 355 reca poi alcune modifiche puntuali all'articolo 8 del decreto legislativo n. 502 del 1992, dirette ad agganciare alle risorse vincolate del fabbisogno sanitario standard di cui al comma 352 il limite di spesa da stabilire per la remunerazione di determinati servizi. Il comma 356 demanda poi a un decreto ministeriale la disciplina delle modifiche alle procedure delle prescrizioni mediche dematerializzate nell'ambito del Sistema tessera sanitaria, nonché delle relative erogazioni.

I commi da 357 a 360 prevedono un incremento delle risorse per l'elevamento, da parte dei contratti collettivi nazionali di lavoro, della misura di alcune indennità, relative alle seguenti categorie di personale sanitario e socio-sanitario, dipendente dagli enti e aziende del Servizio sanitario nazionale: medici e medici veterinari, infermieri, dirigenti sanitari inquadrati nei profili diversi da quelli di medico e medico veterinario, personale appartenente alle professioni sanitarie della riabilitazione, della prevenzione, tecnico-sanitarie e di ostetrica e alla professione di assistente sociale, nonché operatori socio-sanitari.

Il comma 361 eleva, per l'anno 2026, i limiti di spesa lorda per la remunerazione secondo particolari maggiorazioni, ammesse in via transitoria, delle prestazioni aggiuntive dei dirigenti medici e del personale sanitario del comparto sanità, dipendenti dagli enti e aziende del Servizio sanitario nazionale.

Il comma 362 prevede, nel limite complessivo di 450 milioni di euro annui, decorrenti dall'anno 2026, la possibilità di assunzioni a tempo indeterminato di personale sanitario, da parte degli enti e aziende del Servizio sanitario nazionale, in deroga ai limiti di spesa vigenti per il personale del Servizio sanitario regionale; lo stanziamento in esame concerne anche le regioni a statuto speciale. Il comma 363 provvede alla copertura finanziaria del predetto stanziamento ponendo i relativi oneri in parte a carico del finanziamento complessivo del fabbisogno sanitario nazionale standard e in parte a valere sulla quota del medesimo finanziamento complessivo destinata alla realizzazione degli obiettivi di carattere prioritario e di rilievo nazionale.

Il comma 364 prevede che le regioni possano elevare, rispetto al limite già vigente, l'importo della spesa per il personale del Servizio sanitario regionale, nella misura massima di incremento pari al 3 per cento dell'incremento del fondo sanitario regionale rispetto all'esercizio precedente.

Il comma 365 amplia, nella misura di un anno, i termini temporali di riferimento per le procedure di stabilizzazione di personale dirigenziale e non dirigenziale sanitario, socio-sanitario, amministrativo, tecnico e professionale da parte di enti o aziende del Servizio sanitario nazionale.

Il comma 366 prevede che le regioni possano incrementare in via sperimentale, in ciascuno degli anni 2026-2029, l'ammontare della componente variabile dei fondi per la retribuzione delle condizioni di lavoro e dei fondi per la retribuzione di risultato della dirigenza dell'area sanità nonché dei fondi inerenti alla premialità e alle condizioni di lavoro del personale del comparto sanità, all'esclusivo fine dell'impiego delle relative risorse aggiuntive, da parte della contrattazione integrativa, per il riconoscimento di emolumenti accessori ai medici, agli infermieri, agli assistenti infermieri e agli operatori sociosanitari, dipendenti dalle aziende e dagli enti del Servizio sanitario nazionale, assegnati ai servizi di pronto soccorso.

Il comma 367 incrementa di 20 milioni di euro annui, a decorrere dal 2026, le risorse da destinarsi in via prioritaria all'assunzione di personale per il potenziamento delle reti di cure palliative.

Il comma 369 interviene sulla normativa vigente al fine di definire le finalità del fondo per i farmaci innovativi, stabilendo che alle risorse di tale Fondo accedono, dal 1° gennaio 2026, tutte le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, in deroga alle disposizioni legislative che stabiliscono per le autonomie speciali il concorso regionale e provinciale al finanziamento sanitario corrente. Il comma 370 precisa che la disposizione di cui al comma 369 è approvata ai sensi e per gli effetti dell'articolo 104 del Testo unico delle leggi costituzionali concernenti lo statuto speciale per il Trentino-Alto Adige. Il successivo comma 388, aggiunto nel corso dell'esame al Senato, prevede la riduzione del medesimo fondo in misura pari a 140 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2026.

Il comma 371 prevede l'assegnazione in via transitoria, anche per gli anni 2025 e 2026, delle quote premiali accantonate a valere sul finanziamento del Servizio sanitario nazionale a favore delle regioni che abbiano introdotto misure idonee a garantire l'equilibrio di bilancio, tenendo anche conto dei criteri di riequilibrio indicati dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome.

Il comma 373 dispone la destinazione all'INPS di una somma pari a 200.000 euro annui, a decorrere dall'anno 2026, per l'adeguamento della piattaforma informatica, la semplificazione delle procedure di accesso e il potenziamento del supporto agli utenti in relazione al cosiddetto bonus psicologo. Il comma 374 stabilisce, a decorrere dal 2026, il trasferimento all'INPS delle risorse volte al finanziamento di tale bonus, mentre il comma 375 prevede che agli oneri derivanti dal comma 373 si provvede nell'ambito delle risorse già destinate a normativa vigente al bonus psicologo.

Segnalo anche che il successivo comma 863, inserito dal Senato, istituisce, nello stato di previsione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, il Fondo per il benessere psicologico destinato a interventi in favore dei lavoratori e degli studenti, con una dotazione pari a 1 milione di euro per ciascuno degli anni 2026 e 2027.

Il comma 376 prevede che l'AIFA, con cadenza annuale e comunque entro e non oltre il 30 novembre dell'anno precedente a quello di riferimento, provveda alla revisione e all'aggiornamento del Prontuario farmaceutico nazionale dei medicinali erogabili a carico del Servizio sanitario nazionale, ai fini del perseguimento di obiettivi di razionalizzazione della spesa farmaceutica. Ai sensi del comma 377, tale revisione è effettuata sulla base dei criteri di efficacia clinica, sicurezza, appropriatezza d'uso, facilità di accesso al farmaco per l'assistito, costo-beneficio ed economicità complessiva per il Servizio sanitario nazionale. Il comma 378 prevede che i provvedimenti di revisione, adottati con determina AIFA, hanno efficacia dal 1° gennaio dell'anno di riferimento. Il comma 379 attribuisce all'AIFA la facoltà di prevedere, per i medicinali esclusi dal Prontuario, misure transitorie volte a garantire la continuità terapeutica dei pazienti già in trattamento, stabilendone modalità e durata.

I commi da 381 a 385 prevedono, inoltre, l'implementazione delle procedure per la generazione del buono dematerializzato per l'erogazione dei prodotti senza glutine a carico del Servizio sanitario nazionale.

I commi da 386 a 395 intervengono a modificare diverse disposizioni relative al settore farmaceutico. In particolare, il comma 386 incrementa, a decorrere dall'anno 2026, il tetto della spesa farmaceutica per acquisti diretti dello 0,30 per cento e il tetto della spesa farmaceutica convenzionata dello 0,05 per cento. Il comma 387 precisa che resta fermo il valore percentuale del tetto per acquisti diretti di gas medicinali pari allo 0,2 per cento.

Il comma 389 stabilisce che, a decorrere dall'anno 2026, non si applicano le disposizioni relative al cosiddetto payback, di cui al quarto e quinto periodo dell'articolo 11, comma 6, del decreto-legge n. 78 del 2010, esclusivamente con riferimento alla quota dovuta dalle aziende farmaceutiche in favore delle regioni. Ai relativi oneri, pari a 166 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2026, si provvede a valere sulle risorse incrementali del finanziamento del fabbisogno sanitario nazionale stabilite dall'articolo 1, comma 275, della legge di bilancio per il 2025.

Il comma 391, come modificato nel corso dell'esame al Senato, inserisce un nuovo comma 225-bis all'articolo 1 della legge 30 dicembre 2023, n. 213, stabilendo che per tutti i medicinali oggetto di transito dal regime di classificazione A-PHT alla classe A ai sensi del comma 224, il cui prezzo di vendita al netto dell'imposta sul valore aggiunto sia superiore a euro 100, le quote di remunerazione di cui al precedente comma 225 della citata legge n. 213 del 2023 si applicano in misura corrispondente a quelle previste per i medicinali aventi un prezzo al pubblico, al netto dell'IVA, pari a euro 100.

Il comma 392 prevede che alla scadenza del brevetto sul principio attivo di un medicinale biotecnologico e in assenza dell'avvio di una concomitante procedura di contrattazione del prezzo relativa ad un medicinale biosimilare o terapeuticamente assimilabile, l'Agenzia italiana del farmaco, oltre a poter avviare una nuova procedura di contrattazione del prezzo con il titolare dell'autorizzazione in commercio del medesimo medicinale biotecnologico, può in alternativa ricevere la proposta da parte del titolare dell'autorizzazione di un prezzo di rimborso da parte del Servizio sanitario nazionale con uno sconto di almeno il 20 per cento rispetto a quello previgente.

Il comma 393 novella l'articolo 1, comma 324, della legge n. 207 del 2024 precisando che le percentuali di spettanza sul prezzo di vendita al pubblico si riferiscono ai farmaci di fascia A erogati attraverso il canale dell'assistenza convenzionata, ovvero tramite le farmacie aperte al pubblico, con oneri a carico del Servizio sanitario nazionale.

Il comma 394 proroga dal 31 dicembre 2025 al 31 dicembre 2028 la possibilità per l'AIFA di avvalersi, ai fini del monitoraggio complessivo della spesa farmaceutica per acquisti diretti, dei dati presenti nel Nuovo sistema informativo sanitario.

Il comma 395 prevede che, dal 1° gennaio 2026, venga meno la possibilità per le aziende farmaceutiche di sospendere la riduzione del 5 per cento del prezzo al pubblico dei medicinali rimborsati dal Servizio Sanitario Nazionale, ove prevista.

Il comma 396, inserito dal Senato, introduce una disciplina specifica per le procedure di acquisto, da parte di soggetti pubblici, dei farmaci non biologici per i quali sia scaduta la tutela da brevetto o da certificato di protezione complementare e per i quali sussistano sul mercato i relativi farmaci equivalenti.

I commi 397 e 398 incrementano da 20 a 70 milioni di euro annui il limite massimo di finanziamento previsto, nell'ambito della quota delle risorse finanziarie vincolate alla realizzazione degli obiettivi di carattere prioritario e di rilievo nazionale per il Servizio sanitario nazionale, in favore dell'Ospedale pediatrico Bambino Gesù.

Il comma 399 innalza, a decorrere dall'anno 2026, il tetto nazionale per la spesa dei dispositivi medici al 4,6 per cento. La disposizione precisa altresì che restano ferme le procedure per la determinazione dei tetti regionali previsti.

Il comma 400 incrementa il limite di spesa regionale per l'acquisto di prestazioni sanitarie da soggetti privati accreditati per l'assistenza specialistica ambulatoriale e per l'assistenza ospedaliera nella misura di 1 punto percentuale a decorrere dall'anno 2026. Il limite è pari quindi al valore della medesima spesa regionale, risultante a consuntivo nell'anno 2011, incrementato di 6,5 punti percentuali.

Il comma 401 sostituisce la clausola generale di rispetto dell'equilibrio economico e finanziario del Servizio sanitario nazionale con il richiamo della disciplina relativa sia a tale obbligo di equilibrio sia alle relative misure per la salvaguardia del medesimo equilibrio.

I commi da 402 a 404 prevedono l'avvio in via sperimentale per l'anno 2026 di una specifica progettualità rivolta agli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico (IRCSS) pubblici e agli ospedali di rilievo nazionale e di alta specializzazione, al fine di promuovere modelli innovativi di gestione clinico-organizzativa nonché di potenziare la qualità dell'assistenza erogata dagli ospedali.

Il comma 405 prevede la spesa di 985.222 euro per il 2026 e di 793.000 euro annui a decorrere dal 2027, nell'ambito della convenzione tra il Ministero dell'economia e delle finanze e la società SOGEI Spa, per la realizzazione di infrastrutture in grado di assicurare la traduzione e lo scambio transfrontaliero, tramite il Sistema tessera sanitaria, di ricette elettroniche, del profilo sanitario sintetico, dei documenti clinici originali, delle schede di dimissione ospedaliera e dei referti di laboratorio e di diagnostica per immagini. Il comma 406 dispone che agli oneri derivanti da tale spesa si provvede tramite l'utilizzo delle risorse destinate al perseguimento degli obiettivi sanitari di carattere prioritario e di rilievo nazionale.

I commi da 407 a 409 prevedono che, con decorrenza dall'anno 2026, i contributi finanziari annui dell'Italia al Centro internazionale per le ricerche sul cancro e all'Organizzazione mondiale della sanità animale siano determinati sulla base della richiesta degli organismi direttivi degli stessi, conformemente agli atti adottati secondo le disposizioni dei rispettivi ordinamenti e degli obblighi internazionali assunti dall'Italia in merito, e, in ogni caso, tenuto conto della disponibilità sul pertinente capitolo di bilancio.

Il comma 410 assegna all'Agenas, in qualità di Agenzia nazionale per la sanità digitale, la somma di 20 milioni di euro per l'anno 2026 per il potenziamento dei servizi di telemedicina mediante l'implementazione delle procedure finalizzate a fornire ai professionisti sanitari dispositivi medici per il monitoraggio dei pazienti e per lo sviluppo omogeneo dei percorsi di telemedicina. Il comma 411 stabilisce che l'individuazione dei suddetti dispositivi medici e professionisti sanitari è effettuata con un decreto del Ministro della salute, proposto da Agenas, sentito il Ministro dell'economia e delle finanze e d'intesa con la Conferenza Stato-Regioni. Il comma 412 dispone che agli oneri derivanti dal comma 410 si provvede tramite l'utilizzo delle risorse destinate al perseguimento degli obiettivi sanitari di carattere prioritario e di rilievo nazionale.

I commi da 413 a 416 disciplinano l'accertamento e la riscossione del contributo dello 0,75 per cento del fatturato per le vendite al Servizio sanitario nazionale dovuto dalle aziende fornitrici di dispositivi medici. In caso di mancata o errata dichiarazione da parte delle aziende, il Ministero della salute può notificare un avviso di accertamento entro il quinto anno successivo, determinando il contributo dovuto. Il comma 414 prevede, inoltre, la possibilità di regolarizzazione spontanea senza sanzioni, prima che sia stato notificato l'avviso di accertamento. Il comma 415 dispone, invece, l'applicazione di una sanzione del 30 per cento, ridotta al 10 per cento se il pagamento avviene entro 60 giorni. Ai sensi del comma 416, l'avviso costituisce titolo esecutivo e, in caso di mancato pagamento, le somme sono iscritte a ruolo per il recupero coattivo.

I commi 417 e 418 in relazione all'articolo 15, comma 2, della legge n. 53 del 2022 e all'articolo 28, comma 1, del decreto legislativo n. 137 del 2022, specificano che, riguardo al versamento, da parte delle aziende che producono o commercializzano dispositivi medici, di una quota non superiore allo 0,75 per cento del fatturato, al netto dell'IVA, derivante dalla vendita al Servizio sanitario nazionale dei dispositivi medici e delle grandi apparecchiature, l'espressione “vendita al Servizio sanitario nazionale” si intende riferita alla sola vendita diretta al Servizio sanitario nazionale. Viene altresì specificato che sono escluse dall'obbligo di versamento del contributo, le aziende il cui fatturato derivante dalla vendita diretta al Servizio sanitario nazionale sia inferiore, per l'anno di riferimento, a euro 50.000, incluse quelle che producono o commercializzano dispositivi medico-diagnostici in vitro.

Il comma 420, al fine di assicurare l'assistenza dei bambini affetti da malattia oncologica, dispone l'incremento delle risorse del Fondo di cui all'articolo 1, comma 338, della legge 27 dicembre 2017, n. 205, per un ammontare pari a 2 milioni di euro annui per il triennio 2026-2028.

Il comma 421 dispone che alle persone affette da forme di epilessia farmacoresistente, certificata dal medico competente per le epilessie in coerenza con le linee guida nazionali ed internazionali, venga riconosciuta la necessità di sostegno elevato o molto elevato, ai sensi dell'articolo 3, commi 1 e 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104.

Il comma 422, con un'integrazione al comma 369 della legge di bilancio 2025, dispone che la quota pari all'1,5 per cento delle risorse del Fondo per le dipendenze patologiche, istituito dal comma 367 della medesima legge, trasferita annualmente, con decreto del Ministro della salute, al Dipartimento nazionale per le politiche antidroga della Presidenza del Consiglio dei ministri, sia destinata oltre che, come attualmente previsto, alla realizzazione di attività di analisi e monitoraggio del fenomeno delle dipendenze patologiche da parte dell'Osservatorio nazionale permanente sull'andamento del fenomeno delle tossicodipendenze, anche allo sviluppo di programmi di formazione degli operatori socio sanitari, di linee di indirizzo, di progetti a valenza nazionale in materia di prevenzione, reinserimento, valutazione, raccolta ed elaborazione dati.

Il comma 423 prevede l'istituzione, con decreto del Ministro della salute, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, di un tavolo tecnico per l'analisi e l'efficientamento dei consumi energetici delle strutture sanitarie pubbliche.

Il comma 425 prevede l'integrazione del sistema di indicatori di performance dei servizi sanitari regionali con un monitoraggio permanente dell'equilibrio tra i livelli e le variazioni di finanziamento del Servizio sanitario nazionale e l'evoluzione dei livelli di servizio erogati, in coerenza con i criteri di riparto vigenti e con i fabbisogni standard.

Il comma 426, aggiunto nel corso dell'esame al Senato, prevede che le regioni che non rispettano i parametri individuati nel Nuovo Sistema di Garanzia siano sottoposte ad audit da parte del Comitato LEA, al fine di definire gli interventi necessari al raggiungimento, entro e non oltre i due anni, da parte della regione inadempiente, della soglia di garanzia minima nella macro-area interessata o nei singoli indicatori del NSG utilizzati per il relativo monitoraggio. Restano ferme le procedure ordinarie di verifica degli adempimenti regionali per l'erogazione del finanziamento integrativo del Servizio sanitario nazionale.

Per quanto attiene alle ulteriori disposizioni in materia di salute, segnalo che il comma 786, inserito dal Senato, autorizza la spesa di un milione di euro annui a decorrere dal 2026, per il finanziamento di un programma di prevenzione dell'HIV, finalizzato ad ampliare l'accesso alla profilassi pre-esposizione. Viene demandata ad un decreto del Ministro della salute, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, previa intesa in sede di Conferenza Stato-Regioni, da adottare entro il 31 marzo 2026, la definizione dei criteri e delle modalità di riparto alle regioni della somma indicata.

Il comma 791, inserito dal Senato, prevede la possibilità per i medici specializzandi e i laureati in medicina e chirurgia partecipanti al corso di formazione specifica in medicina generale di svolgere per conto dell'INPS, al di fuori dell'orario dedicato alla formazione specialistica e nel rispetto degli obblighi formativi previsti dal piano di studi, mediante incarichi libero-professionali, visite fiscali volte all'accertamento delle assenze per malattia, esclusivamente in caso di carenza di medici fiscali.

Il comma 795, anch'esso inserito dal Senato, dispone l'incremento di 2 milioni di euro annui per ciascuno degli anni 2026 e 2027 della dotazione del Fondo per la prevenzione e la cura dell'obesità di cui all'articolo 1, comma 377, della legge 30 dicembre 2024, n. 207.

Il comma 797, parimenti inserito nel corso dell'esame parlamentare, istituisce nello stato di previsione del Ministero della salute un fondo, con una dotazione di 1 milione di euro per ciascuno degli anni dal 2026 al 2028, finalizzato al finanziamento di futuri interventi normativi in materia di prevenzione, formazione, informazione e cura della celiachia.

Il comma 843, inserito durante l'esame al Senato, istituisce presso il Ministero della salute il Fondo per il sostegno alla mobilità pediatrica, con una dotazione di 0,5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2026 e 2027. Le risorse del Fondo sono destinate a sostenere economicamente i genitori per gli spostamenti e le altre spese di degenza e trattamento dei propri figli di età inferiore ai 21 anni in un centro ospedaliero fuori dalla provincia di residenza.

Il comma 850, anch'esso introdotto dal Senato, assegna per ciascuno degli anni 2026 e 2027 un contributo di 300.000 euro all'Istituto Superiore di sanità al fine di garantire l'attività del progetto Sentieri, Studio epidemiologico nazionale dei territori degli insediamenti esposti a rischio da inquinamento.

I commi da 867 a 869, inseriti nel corso dell'esame al Senato, autorizzano una spesa di 100.000 euro per ciascuno degli anni 2026 e 2027 per la raccolta dei dati relativi alle misure di contenzione meccanica presso le strutture sanitarie afferenti ai dipartimenti di salute mentale.

Il comma 870, anch'esso inserito nel corso dal Senato, stabilisce che il contributo per l'acquisto delle apparecchiature e la gestione del programma scientifico, pari a 4 milioni di euro annui previsto dal decreto-legge n. 25 del 2025, è destinato per intero al Consorzio Collezione nazionale di composti chimici e centro screening (CNCCS), in merito alla promozione e all'innovazione della ricerca oncologica avanzata.

Il comma 871, inserito dal Senato, abroga il comma 382 e sostituisce il comma 383 dell'articolo 1 della legge di bilancio per il 2025, modificando le disposizioni relative al Piano di rientro sanitario della regione Molise. In particolare, viene prevista l'adozione, entro il 28 febbraio 2026, del Programma Operativo 2026-2028 di prosecuzione del suddetto Piano di rientro e del piano finalizzato a coprire il disavanzo sanitario residuo entro il 31 dicembre 2027. Inoltre, viene subordinata l'assegnazione delle risorse previste in favore della regione Molise dal comma 381 della citata legge di bilancio per il 2025 alla valutazione positiva del suddetto Programma operativo e alla verifica del rispetto e dell'attuazione di quanto programmato dalla struttura commissariale, da parte dei ministeri affiancanti e dei competenti tavoli tecnici. Viene disposto, infine, che restano ferme le ordinarie procedure di copertura degli eventuali disavanzi successivi al 2023. Analogamente, il comma 951 reca disposizioni volte ad accelerare la definizione del Piano operativo di prosecuzione del piano di rientro per il periodo 2026-2028 della regione Abruzzo.

Il comma 940 - inserito dal Senato - prevede che i medici veterinari specialisti ambulatoriali, titolari di incarico convenzionale a tempo indeterminato con enti e aziende del Servizio sanitario nazionale per almeno 38 ore a settimana, possano essere inquadrati nei ruoli dirigenziali, a domanda e previo giudizio di idoneità.

I commi da 941 a 943, introdotti nel corso dell'esame parlamentare, recano disposizioni in materia di dimissioni sanitarie protette.

I commi 944 e 945, inseriti dal Senato, estendono agli infermieri dipendenti dalle strutture sanitarie e socio-sanitarie private accreditate il regime di imposta sostitutiva dell'IRPEF già previsto per i compensi per lavoro straordinario erogati agli infermieri dipendenti dalle aziende e dagli enti del Servizio sanitario nazionale.

I commi 952 e 953 istituiscono un fondo presso il Ministero della salute, con una dotazione pari a 500.000 euro per ciascuno degli anni 2026 e 2027, che costituisce limite di spesa, al fine di consentire la sperimentazione, l'organizzazione e l'implementazione di nuovi screening neonatali.

I commi da 954 a 956 autorizzano la spesa di 2 milioni di euro per ciascuno degli anni 2026 e 2027 per la realizzazione di un programma di screening per le patologie legate all'inquinamento ambientale, con l'obiettivo di individuare precocemente potenziali malattie causate da esposizioni a sostanze inquinanti e di valutare interventi di prevenzione, con particolare riferimento ai siti di interesse nazionale per le bonifiche.

Per quanto attiene alle ulteriori disposizioni finalizzate alla tutela delle persone con disabilità, segnalo che i commi da 744 a 746, inseriti nel corso dell'esame al Senato, incrementano di 300.000 euro per l'anno 2026 il contributo in favore della FISH, già Federazione italiana per il superamento dell'handicap, oggi Federazione italiana per i diritti delle persone con disabilità e famiglie. Alla citata Federazione viene poi concesso un contributo di 600.000 euro per ciascuno degli anni 2026 e 2027.

I commi da 872 a 874, ugualmente inseriti nel corso dell'esame da parte del Senato, istituiscono un Fondo con dotazione pari a 1 milione di euro, per ciascuno degli anni dal 2026 al 2027, presso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, al fine di sostenere la mobilità per le persone con disabilità.

I commi da 927 a 931, anch'essi inseriti dal Senato, dispongono la concessione di alcuni contributi a favore di enti e associazioni operanti nel settore della disabilità.

Per quanto attiene alle misure volte a sostenere la crescita economica e gli investimenti, segnalo in primo luogo che i commi da 427 a 436, modificati nel corso dell'esame al Senato, ripropongono la disciplina della maggiorazione dell'ammortamento, ai fini IRES ed IRPEF, per investimenti in beni strumentali nuovi funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese, secondo il modello “Industria 4.0”, effettuati dalle imprese dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028. Gli elenchi dei beni materiali e immateriali agevolabili – a seguito di una modifica introdotta dal Senato - sono aggiornati e riportati, rispettivamente, agli Allegati IV e V della presente legge.

Segnalo altresì che il comma 770, inserito nell'ambito dell'esame parlamentare, prevede la creazione di un Fondo nello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze con una dotazione pari a 1,3 miliardi di euro per l'anno 2026, finalizzato ad incrementare le risorse a disposizione per il credito d'imposta a favore delle imprese per gli investimenti effettuati secondo il modello “Industria 4.0”.

Il comma 437, introdotto nel corso dell'esame in Senato, innalza da 1.000 a 5.000 euro il limite dell'importo unitario delle operazioni superato il quale i soggetti non obbligati alla fatturazione – quali commercianti al dettaglio, prestatori di servizi di trasporto di persone, gestori di locali di somministrazione di cibi e bevande - e le agenzie di viaggio e di turismo devono effettuare una comunicazione all'Agenzia delle entrate relativamente alle singole operazioni per le quali i pagamenti ricevuti per l'acquisto di beni e di prestazioni di servizi legati al turismo da parte di soggetti stranieri che abbiano residenza fuori del territorio dello Stato sono effettuati in contanti.

Segnalo inoltre i commi da 438 a 443, modificati nel corso dell'esame in Senato, che estendono agli anni 2026, 2027 e 2028 il credito d'imposta nella Zona economica speciale unica con riferimento ad investimenti realizzati dal 1° gennaio 2026 al 15 novembre 2028, precisando che le agevolazioni si applicano anche nei territori delle regioni Marche e Umbria, ora inclusi nella medesima zona economica speciale. Il limite di spesa per il riconoscimento di tale credito d'imposta è fissato nel limite di 2,3 miliardi di euro per il 2026, 1 miliardo di euro per il 2027 e 750 milioni di euro per il 2028. Il comma 439, in particolare, pone in capo agli operatori economici interessati specifici obblighi di comunicazione all'Agenzia delle entrate circa le spese ammissibili.

I commi da 444 a 447 estendono per gli anni 2026, 2027 e 2028 il credito d'imposta per le imprese che operano o si insediano nelle Zone logistiche semplificate (ZLS) nel limite di spesa di 100 milioni di euro all'anno.

I commi da 448 a 452, aggiunti nel corso dell'esame presso l'altro ramo del Parlamento, introducono un contributo aggiuntivo sotto forma di credito d'imposta per gli investimenti realizzati entro il 15 novembre 2025 nella ZES unica Mezzogiorno, riconoscendo per il 2026 un'integrazione pari a circa il 14,6 per cento dell'importo già richiesto con dichiarazione integrativa inviata tra il 18 novembre e il 2 dicembre 2025, a condizione che l'impresa non abbia fruito del credito di imposta Transizione 5.0 per almeno uno degli investimenti indicati.

Il comma 453, inserito dal Senato, istituisce delle Zone franche doganali intercluse nelle aree portuali e retroportuali, nelle piattaforme logistiche nonché negli agglomerati industriali situati nei comuni compresi nelle zone LAZ3, LAZ4 e nella zona contigua del Basso Lazio denominata LAZ5-LAZ6-LAZ7 indicate nella Carta degli aiuti a finalità regionale per l'Italia per il periodo dal 2022-2027.

Il comma 468 rifinanzia l'autorizzazione di spesa relativa alla cosiddetta “Nuova Sabatini”, concernente gli investimenti in beni strumentali da parte di micro, piccole e medie imprese, prevedendo uno stanziamento pari a 200 milioni di euro per l'anno 2026 e a 450 milioni di euro per l'anno 2027.

Segnalo poi che il comma 469 modifica le norme dettate dalla precedente legge di bilancio per il 2025 in tema di agevolazioni finanziarie a sostegno degli investimenti privati al fine di sostenere lo sviluppo dell'offerta turistica sul territorio nazionale, demandando la definizione di criteri, condizioni e modalità per la concessione di tali agevolazioni ad un decreto interministeriale.

Il comma 470 autorizza la spesa di 50 milioni di euro per ciascuno degli anni 2026-2028 per la concessione di contributi a fondo perduto per gli investimenti privati nel settore turistico, di cui l'1 per cento è destinato alla gestione degli interventi. Le risorse sono destinate al sostegno e allo sviluppo della filiera, demandando la definizione di criteri, condizioni e modalità per la concessione di tali agevolazioni ad un decreto interministeriale, da adottarsi entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della legge in esame.

Il comma 471 rifinanzia in misura pari a 250 milioni di euro per l'anno 2027, 50 milioni di euro per l'anno 2028 e 250 milioni di euro per l'anno 2029 lo strumento agevolativo dei contratti di sviluppo.

Il comma 472, introdotto nel corso dell'esame parlamentare, modifica la disciplina del Fondo unico nazionale per il turismo, sia di parte corrente sia di conto capitale, istituito dalla legge di bilancio 2022 nello stato di previsione del Ministero del turismo.

I commi da 801 a 805, inseriti nel corso dell'esame presso l'altro ramo del Parlamento, disciplinano il riconoscimento di un incentivo economico, nel limite di spesa di 35 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2026 al 2028, in favore di chi produce acciaio inossidabile “verde”.

I commi da 807 a 811 disciplinano il riconoscimento, da parte del Ministero del turismo, della qualifica di “Destinazione turistica di qualità” ai comuni, alle unioni dei comuni, alle isole minori e alle reti appositamente istituite dai comuni con una popolazione complessiva non superiore a 30.000 unità.

I commi 925 e 926, inseriti dal Senato, prorogano il credito di imposta previsto dalla legge di bilancio 2020 per le attività di design e ideazione estetica per il periodo d'imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2025, in misura pari al 10 per cento della relativa base di calcolo nel limite massimo annuale di 2 milioni di euro. Il credito d'imposta è riconosciuto nel limite complessivo di spesa di 60 milioni di euro per l'anno 2026.

I commi da 962 a 965 introducono benefici finanziari sotto forma di credito d'imposta per le cd. imprese energivore, entro il limite di spesa di 10 milioni di euro per l'anno 2026.

Il comma 969, introdotto dal Senato, prevede l'istituzione nello stato di previsione del Ministero del turismo di un Fondo volto a sostenere l'operatività del portale nazionale del turismo «Tourism Digital Hub - TDH», con una dotazione di 4,2 milioni di euro per l'anno 2026 e di 3,5 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2027.

Con riferimento al settore specifico dell'agricoltura, segnalo, innanzitutto, il comma 156, introdotto al Senato, che pone a regime dal 2026 la disciplina transitoria relativa al lavoro occasionale in agricoltura, attualmente prevista sino al 2025, nonché il comma 157, anch'esso introdotto al Senato, che modifica la disciplina vigente in materia di contratti di rete in agricoltura prevedendo che i contraenti possano cedere la propria quota alle altre parti del contratto.

Il comma 419 amplia le competenze del Commissario straordinario per l'attuazione e il coordinamento delle misure di contenimento e contrasto della diffusione della pesta suina africana, attribuendo allo stesso Commissario il compito di definire i criteri di ripartizione delle somme destinate alle regioni per gli interventi di contenimento del numero dei cinghiali.

I commi da 454 a 459, modificati a seguito dell'esame da parte del Senato, riconoscono un credito di imposta alle imprese operanti nel settore della produzione primaria di prodotti agricoli e nel settore della pesca e dell'acquacoltura che effettuano investimenti in beni materiali e immateriali strumentali.

I commi da 460 a 466 prevedono la rimodulazione e l'estensione al 2026 del credito d'imposta per gli investimenti effettuati dalle imprese del settore della produzione primaria di prodotti agricoli e della pesca e dell'acquacoltura situate nella ZES Unica, di cui al comma 1 dell'articolo 16-bis del decreto-legge 19 settembre 2023, n. 124.

Il comma 788, introdotto dal Senato, apporta alcune modifiche all'articolo 16 della legge 11 febbraio 1992, n. 157, introducendo nuove disposizioni in materia di regolamentazione delle aziende faunistico-venatorie e consentendo, in particolare, l'istituzione di queste ultime in forma di impresa e assoggettando le stesse a tassa di concessione regionale.

I commi 799 e 800, introdotti dal Senato, prorogano dal 31 dicembre 2025 al 31 dicembre 2026 il termine entro il quale, nelle more dell'adozione di una disciplina organica da parte dell'Unione europea, continua ad adottarsi la disciplina transitoria per l'autorizzazione all'emissione deliberata nell'ambiente di organismi prodotti con tecniche di editing genomico mediante mutagenesi sito-diretta o di cisgenesi presso siti sperimentali autorizzati. Si prevede altresì che l'ubicazione e la dimensione dei suddetti siti costituiscano informazioni riservate. È incrementato di 1 milione di euro per il 2026 il finanziamento al Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria (CREA) per svolgere tali attività di ricerca.

I commi 875 e 876, al fine di sostenere forme di allevamento più sostenibili, istituiscono nello stato di previsione del Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste un Fondo per la conversione a metodi di allevamento cage-free, senza uso di gabbie, con una dotazione pari a 500.00 euro per l'anno 2026 e a 1 milione di euro per l'anno 2027.

Il comma 877, inserito nel corso dell'esame parlamentare, incrementa la dotazione finanziaria per gli interventi a sostegno della creazione e del consolidamento dei distretti del cibo per le annualità 2026 e 2027.

Il comma 947 prevede, quindi, l'introduzione di misure per un più efficiente funzionamento dell'Organismo di composizione delle situazioni debitorie connesse al prelievo supplementare nel settore del latte e dei prodotti lattiero-caseari.

I commi 960 e 961 prevedono, infine, il rafforzamento della struttura del Commissario straordinario nazionale per l'adozione di interventi connessi alla diffusione della specie granchio blu.

Passando ad illustrare le principali misure concernenti le infrastrutture e i trasporti, nel segnalare che sono stati previsti finanziamenti per numerosi interventi in tale ambito, rilevo innanzitutto che il comma 473 autorizza a favore della società ANAS S.p.A. la spesa di 90 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2026 da destinare alle attività di monitoraggio, sorveglianza, gestione, vigilanza, infomobilità e manutenzione delle strade inserite nella rete di interesse nazionale.

Il comma 475, introdotto nel corso dell'esame presso il Senato, assegna alla provincia di Potenza un contributo straordinario di 1.210.000 euro per il 2026 al fine di realizzare una serie di interventi sulla viabilità e sulla linea ferroviaria.

Il comma 476, introdotto nel corso dell'esame presso il Senato, attribuisce al Commissario straordinario per la linea ferroviaria adriatica le funzioni necessarie per il completamento della progettazione, l'affidamento e la realizzazione della “Piattaforma logistica di Valle Ufita”.

Il comma 477, introdotto nel corso dell'esame presso il Senato, reca l'autorizzazione al Commissario straordinario per la Linea 2 della metropolitana di Torino ad aprire una contabilità speciale per la gestione e liquidazione delle spese relative al supporto tecnico e al compenso del medesimo Commissario.

Il comma 478, introdotto nel corso dell'esame presso il Senato, reca un'autorizzazione di spesa a favore della società RAM S.p.a. di 1 milione di euro per il 2026 e 2 milioni di euro per il 2027 per l'attuazione di ulteriori interventi in materia di mobilità e sviluppo e digitalizzazione dei sistemi di trasporto e logistica.

Il comma 479 prevede disposizioni finalizzate a garantire l'equilibrio economico finanziario della concessione e la realizzazione, entro i tempi e con le modalità previste, delle opere di messa in sicurezza e di ammodernamento del sistema idrico del Peschiera.

Il comma 480, introdotto dal Senato, autorizza la spesa complessiva di 270 milioni di euro ripartita in 30 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2032 al 2040, al fine di consentire la realizzazione dell'intervento "Collegamento stradale Cisterna-Valmontone e relative opere connesse”, prevedendo l'adozione di un decreto ministeriale per la predisposizione di un cronoprogramma procedurale e finanziario e disponendo in ordine alla revoca delle risorse in caso di mancato rispetto del cronoprogramma o di mancata alimentazione dei sistemi informativi della Ragioneria generale dello Stato.

I commi da 481 a 484, introdotti nel corso dell'esame parlamentare, prevedono l'esenzione dal pagamento dell'addizionale comunale sui diritti d'imbarco negli aeroporti di Rimini, Forlì e Parma a decorrere dal 1° gennaio 2026.

Il comma 485, inserito nel corso dell'esame al Senato, autorizza la spesa di 200 milioni di euro per l'anno 2026 e di 150 milioni di euro per l'anno 2027 per interventi normativi in materia di mobilità.

Il comma 486, introdotto nel corso dell'esame presso l'altro ramo del Parlamento, autorizza la spesa di 5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2026 e 2027 al fine di consentire al gestore dell'infrastruttura ferroviaria di assicurare, in caso di incidente, l'accessibilità in sicurezza alle gallerie in esercizio di lunghezza superiore ai mille metri, nelle more del completamento degli interventi per il miglioramento dei relativi livelli di sicurezza.

I commi da 487 a 494, introdotti dal Senato, recano disposizioni in materia di definizione e applicazione dei prezzari relativi ai prodotti, alle attrezzature e alle lavorazioni degli appalti pubblici di lavori, demandando ad appositi decreti ministeriali la definizione del prezzario nazionale per gli appalti di lavori e la composizione dell'Osservatorio per il monitoraggio dei prezzari delle opere pubbliche, istituito dal comma 488 presso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. In particolare, il comma 490 prevede che per gli appalti pubblici di lavori, ivi compresi quelli affidati a contraente generale, nonché agli accordi quadro, aggiudicati sulla base della disciplina applicabile prima dell'efficacia del Codice, nonché sulla base di offerte, con termine finale di presentazione entro il 30 giugno 2023, lo stato di avanzamento dei lavori afferente alle lavorazioni eseguite o annotate nel libretto delle misure dal 1° gennaio 2026 fino alla data di fine lavori è adottato applicando i prezzari regionali o, ove applicabili a legislazione vigente, i prezzari speciali. Il comma 491 reca invece modifiche alla disciplina introdotta per fronteggiare gli aumenti eccezionali dei prezzi negli appalti pubblici di lavori, nonché negli accordi quadro di lavori delle società del gruppo Ferrovie dello Stato e dell'ANAS S.p.A. Il comma 493 prevede l'obbligo per la stazione appaltante, nel caso in cui le somme complessivamente disponibili per la revisione prezzi, come determinate ai sensi del comma precedente, risultano utilizzate o impegnate in una percentuale pari o superiore all'80 per cento, di attivare in tempo utile le procedure per il reintegro delle somme.

Segnalo altresì che l'articolo 1, comma 624, introdotto nel corso dei lavori parlamentari, al fine di assicurare il conseguimento degli obiettivi del PNRR, modifica la disciplina delle penali e premi di accelerazione.

Ricordo, altresì, che i commi 772 e 773, introdotti al Senato, recano l'istituzione di un fondo nello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, finalizzato all'attuazione di misure per gli enti locali e alla realizzazione di interventi in materia economica, sociale e socio-sanitaria assistenziale, di infrastrutture, di sport e di cultura nonché alla realizzazione di investimenti in materia di infrastrutture, di mobilità e di riqualificazione ambientale, con una dotazione pari a 68,7 milioni di euro per l'anno 2026 e di 67,75 milioni per l'anno 2027. Le relative risorse sono assegnate con decreti ministeriali, sulla base delle finalità indicate con uno o più atti di indirizzo da parte delle Camere.

I commi 783 e 784, ugualmente introdotti dal Senato, modificano la disciplina del Piano Casa Italia e della normativa sulle linee guida per la sperimentazione di modelli innovativi di edilizia residenziale pubblica e di edilizia sociale, che istituisce anche un fondo per il contrasto al disagio abitativo.

Il comma 790, anch'esso inserito dal Senato, modifica la disciplina che ha istituito un fondo per l'anno 2025, avente una dotazione di 100 milioni di euro, per il riconoscimento di contributi, relativi ad alcune tipologie di interventi edilizi per la riqualificazione energetica e strutturale, in favore delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale (ONLUS) iscritte alla relativa anagrafe, nonché delle organizzazioni di volontariato e delle associazioni di promozione sociale, interessate dal processo di trasmigrazione dai relativi registri speciali al Registro unico nazionale del Terzo settore. Le novelle in esame riformulano i riferimenti per la definizione dell'ambito dei soggetti, facendo esplicita menzione, oltre che delle citate ONLUS, di tutti gli enti del Terzo settore iscritti nel suddetto Registro, introducono la previsione della gestione del fondo da parte di una società in house e ridefiniscono l'ambito delle determinazioni già demandate a un decreto ministeriale.

I commi 970 e 971, introdotti nel corso dei lavori parlamentari, introducono nuove disposizioni per il finanziamento dell'aeroporto di Pescara.

Con riferimento agli interventi nel settore delle comunicazioni, segnalo che il comma 738, inserito nel corso dell'esame al Senato, adegua il testo dell'articolo 1, comma 483, della legge di bilancio per il 2025 alle più recenti rimodulazioni del PNRR relative al Piano Italia a 1 Giga.

I successivi commi 739 e 740, ugualmente inseriti dal Senato, affidano l'attuazione dell'investimento 7 della Missione 1, Componente 2 del PNRR, relativo al "Fondo Nazionale per la connettività" all'Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo di impresa-Invitalia e provvedono a far fronte ai relativi oneri, pari a circa 733 milioni di euro, a valere sui fondi del PNRR.

Faccio presente, infine, che i commi 857 e 858, introdotti nel corso dell'esame presso il Senato, modificano la disciplina del servizio postale universale, tra l'altro escludendo, dal 1° maggio 2026, la posta prioritaria, la quale passa a regime autorizzatorio. Si ridefinisce in modo più flessibile la rete dei punti di accesso, anche con punti di soggetti terzi, ma mantenendo ferma la responsabilità del fornitore. Si stabilisce altresì che il recapito degli invii universali abbia luogo entro il quinto giorno lavorativo. Si prevede, infine, che il servizio universale sia affidato a Poste italiane SpA fino al 31 dicembre 2036 con verifiche quinquennali e sanzioni rafforzate in caso di violazioni.

ANDREA MASCARETTI, Relatore. (Relazione – A.C. 2750​ e A.C. 2750​/I). L'Assemblea avvia oggi l'esame del disegno di legge recante il bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2026 e il bilancio pluriennale per il triennio 2026-2028 e della relativa Nota di variazioni, approvati dal Senato della Repubblica nella seduta dello scorso 23 dicembre.

Ricordo che la Commissione Bilancio ne ha svolto l'esame in sede referente nelle giornate del 27 e 28 dicembre.

Su un piano generale, ricordo che il disegno di legge risulta suddiviso, secondo quanto prescritto dalla legge di contabilità e finanza pubblica, in due sezioni. La prima sezione individua il quadro di riferimento finanziario e provvede alla regolazione annuale delle grandezze previste dalla legislazione vigente al fine di adeguarne l'andamento agli obiettivi programmatici di finanza pubblica stabiliti dai documenti di programmazione, in coerenza con l'ordinamento dell'Unione europea, recando in particolare norme in materia di entrata e di spesa che determinano effetti finanziari nel periodo di programmazione. La seconda sezione, invece, reca le previsioni di entrata e di spesa a legislazione vigente, elaborate sulla base dei parametri economici indicati nei documenti di programmazione e delle proposte di rimodulazione da introdurre alle condizioni e nei limiti previsti dalla normativa contabile, apportando a tali previsioni le variazioni determinate dalla prima sezione del disegno di legge.

Rammento che il disegno di legge di bilancio presentato dal Governo al Senato si componeva di 154 articoli, che includono anche le disposizioni recanti l'approvazione dello stato di previsione dell'entrata, degli stati di previsione della spesa, distinti per ministeri, del totale generale della spesa e del quadro generale riassuntivo, oltre a disposizioni diverse e alle disposizioni riferite all'entrata in vigore della legge di bilancio.

A seguito dell'approvazione da parte dell'Assemblea del Senato dell'emendamento 1.9000 del Governo, le disposizioni contenute nella prima sezione del provvedimento, come risultanti dall'esame in sede referente, sono state accorpate in un unico articolo, suddiviso in 973 commi, mentre le disposizioni riferite alla seconda sezione sono ora contenute negli articoli da 2 a 21.

Per quanto attiene all'impatto complessivo della manovra di bilancio, rammento che in linea con quanto indicato dalla risoluzione n. 7-00329, approvata dalla Commissione Bilancio della Camera dei deputati il 18 settembre 2025, e dalla identica risoluzione n. 7-00028, approvata dalla Commissione Bilancio del Senato della Repubblica il 17 settembre 2025 e successivamente approvata dall'Assemblea dell'altro ramo del Parlamento il 24 settembre scorso, gli obiettivi programmatici di finanza pubblica, nelle more della riforma della normativa contabile alla luce della nuova disciplina relativa alla governance economica dell'Unione europea, sono stati fissati dal Documento programmatico di finanza pubblica 2025, presentato in luogo della Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza 2025. In particolare, ai fini della definizione dei livelli massimi del saldo netto da finanziare, in termini di competenza e di cassa, e del ricorso al mercato finanziario nell'ambito del disegno di legge di bilancio, le citate risoluzioni approvate dalle Camere hanno richiesto che questi siano fissati in coerenza con il tasso di crescita della spesa netta delle amministrazioni pubbliche indicato nel predetto Documento.

Come specificato anche nella relazione tecnica, in attesa della riforma della normativa contabile, il disegno di legge di bilancio per il 2026 è stato predisposto tenendo in considerazione la struttura e i contenuti previsti dall'assetto normativo e contabile vigente, dando conto della coerenza del valore programmatico del saldo netto da finanziare con gli obiettivi programmatici.

In tale contesto, ricordo che i risultati differenziali del bilancio dello Stato sono individuati dall'articolo 1, comma 1, del disegno di legge. In particolare, il saldo netto da finanziare, come risultante dalle modifiche apportate dal Senato, si attesta a circa 154,3 miliardi di euro nell'anno 2026, 137,9 miliardi di euro nell'anno 2027 e 91,9 miliardi di euro nell'anno 2028, con un incremento rispetto agli andamenti tendenziali pari a circa 4,1 miliardi di euro nell'anno 2026, 5,1 miliardi di euro nell'anno 2027 e 7 miliardi di euro nell'anno 2028.

Nel complesso, secondo i dati riportati nella Nota di variazioni relativa al disegno di legge di bilancio 2026-2028, le modifiche introdotte nel corso dell'esame presso l'altro ramo del Parlamento hanno determinato un generale miglioramento dei saldi. In particolare, il saldo netto da finanziare registra, in termini di competenza, una riduzione pari a circa 519 milioni di euro nell'anno 2026, 580 milioni di euro nell'anno 2027 e 163 milioni di euro nell'anno 2028. Allo stesso modo, il ricorso al mercato si riduce, in termini di competenza, di circa 518 milioni di euro nell'anno 2026, 581 milioni di euro nell'anno 2027 e 163 milioni di euro nell'anno 2028, mentre il risparmio pubblico, in termini di competenza, registra un miglioramento di circa 3.664 milioni di euro nell'anno 2026, 2.081 milioni di euro nell'anno 2027 e 430 milioni di euro nell'anno 2028.

Nel raffronto occorre considerare che nella relazione tecnica al disegno di legge di bilancio si considerava anche il concorso agli obiettivi programmatici di finanza pubblica per il triennio 2026-2028 degli effetti finanziari positivi derivanti dall'ultima proposta di rimodulazione del PNRR, pari a un minore saldo netto da finanziarie di 493 milioni di euro nel 2026 e 467 milioni di euro nel 2027 e a minore fabbisogno e indebitamento netto di 5.070,4 milioni di euro nel 2026, 718 milioni di euro nel 2027 e 439,8 milioni di euro nel 2028. In esito alla rimodulazione del PNRR approvata dal Consiglio dell'Unione europea il 27 novembre scorso, i commi 741 e 742 dell'articolo 1 disciplinano le modalità di realizzazione dei conseguenti adempimenti amministrativi e contabili e prevedono che le disponibilità dei conti correnti di tesoreria istituiti per l'attuazione del Piano ai sensi dell'articolo 1, comma 1038, della legge n. 178 del 2020, siano versate all'entrata del bilancio dello Stato in misura pari a 5.943 milioni di euro per l'anno 2026, a 1 miliardo di euro per l'anno 2027 e a 159 milioni di euro per l'anno 2028 e restano acquisite all'erario. Sono altresì versati all'entrata del bilancio dello Stato, ai sensi del comma 743, anche 50 milioni di euro nel 2026, acquisiti all'erario: si tratta di risorse attualmente giacenti in un conto di tesoreria di Invitalia, connesse alla componente in essere della misura definanziata “Acquisto bus elettrici”. Per effetto di tali previsioni, si registrano effetti positivi di pari importo in termini di minore saldo netto da finanziare, con effetti migliorativi in termini di minore indebitamento netto per 4.783 milioni di euro nel 2026, 727 milioni di euro nel 2027 e 81 milioni nel 2028. Rispetto alle previsioni iniziali, in termini di indebitamento si osservano effetti peggiorativi nel 2026, pari a 287 milioni di euro, e nel 2028, pari a 358 milioni di euro, mentre nel 2027 si registra un miglioramento di 9 milioni di euro. Si registrano, inoltre, un minore fabbisogno pari a 5.695 milioni di euro nell'anno 2026 e 1.257 milioni di euro nell'anno 2027 e un maggiore fabbisogno di un milione di euro nell'anno 2028, determinando rispetto alle previsioni iniziali un minore fabbisogno per 625 milioni nell'anno 2026 e 539 milioni nell'anno 2027 e un maggiore fabbisogno per 441 milioni nell'anno 2028.

Sempre sulla base dei dati contenuti nella Nota di variazioni, le disposizioni della prima sezione implicano nel complesso per il 2026 maggiori entrate in termini di competenza pari a circa 10,53 miliardi di euro, in aumento di circa 8,06 miliardi di euro rispetto al dato iniziale, pari a circa 2,47 miliardi di euro, e maggiori spese finali per circa 9,14 miliardi di euro, in aumento di circa 1,19 miliardi di euro rispetto al dato iniziale di manovra, pari a circa 7,95 miliardi di euro. La seconda sezione comporta invece maggiori spese finali per circa 5,5 miliardi di euro, a fronte della riduzione di 859 milioni di euro prevista dal disegno di legge presentato dal Governo. Nel complesso, quindi, le maggiori spese finali ammontano a circa 14,64 miliardi di euro.

Per quanto attiene alle previsioni di competenza per l'anno 2027, per effetto delle modifiche introdotte dal Senato della Repubblica, le maggiori entrate, integralmente ascrivibili alle disposizioni della prima sezione, ammontano a circa 3,69 miliardi di euro, con un incremento di circa 1,48 miliardi di euro rispetto alle previsioni iniziali. Sul fronte della spesa, la prima sezione determina maggiori spese finali pari a circa 5,7 miliardi di euro, con una riduzione di 96 milioni di euro rispetto al testo iniziale del provvedimento, mentre la seconda sezione comporta maggiori spese finali pari a circa 3,11 miliardi di euro, con un incremento di 996 milioni di euro rispetto al testo iniziale del provvedimento. Nel complesso, quindi, le maggiori spese finali ammontano a circa 8,81 miliardi di euro.

Con riferimento, infine, alle previsioni di competenza per l'anno 2028, la manovra determina maggiori entrate, integralmente ascrivibili alle disposizioni della prima sezione del disegno di legge, pari a circa 494 milioni di euro, a fronte della riduzione di 40 milioni di euro prevista dal disegno di legge presentato dal Governo. Per quanto attiene alla spesa, le disposizioni della prima sezione determinano maggiori spese finali pari a circa 2,79 miliardi di euro, con una riduzione di 686 milioni di euro derivante dalle modifiche introdotte dall'altro ramo del Parlamento. La seconda sezione determina, invece, maggiori spese finali per circa 4,68 miliardi di euro, con un incremento di circa 1,06 miliardi di euro ascrivibile alle modifiche introdotte dal Senato. Nel complesso, quindi, le maggiori spese finali ammontano a circa 7,47 miliardi di euro.

Passando quindi all'illustrazione del contenuto del provvedimento, faccio presente che nella mia relazione mi soffermerò sui contenuti della prima sezione riferiti in particolare alle principali misure in materia di entrate, risparmio e sostegno dei redditi, alle più significative misure di carattere generale volte all'efficientamento della spesa e alle principali misure in materia di cultura, istruzione e università, mentre le restanti disposizioni saranno illustrate dagli altri relatori.

Per quanto riguarda i più significativi interventi in materia fiscale segnalo in primo luogo che i commi 3 e 4 dell'articolo 1 riducono dal 35 al 33 per cento la seconda aliquota dell'IRPEF, prevedendo un meccanismo diretto a sterilizzare il beneficio fiscale per i percettori di un reddito complessivo superiore a 200.000 euro.

Segnalo anche i commi 649 e 650, che estendono fino all'anno 2028 la possibilità per le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano di determinare aliquote differenziate dell'addizionale regionale all'imposta sul reddito delle persone fisiche sulla base degli scaglioni di reddito previsti dall'articolo 11, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, vigenti fino alla data di entrata in vigore della legge di bilancio 2025. Inoltre, a seguito delle modifiche introdotte, si proroga fino al 2028 la possibilità di determinare, in termini analoghi, aliquote differenziate anche per l'addizionale comunale all'imposta sul reddito delle persone fisiche. Si dispone inoltre che, sia per le regioni sia per i comuni, nel caso di mancata approvazione entro i termini fissati dalla vigente normativa della delibera di determinazione degli scaglioni e delle aliquote sopra indicate si continueranno ad applicare le aliquote vigenti nell'anno precedente a quello di riferimento.

I commi 5 e 6 incrementano di 500 milioni di euro il Fondo per l'acquisto dei beni di prima necessità per ciascuno degli anni 2026 e 2027.

Il comma 7 prevede che gli incrementi retributivi corrisposti ai dipendenti del settore privato nell'anno 2026, in attuazione di nuovi contratti collettivi di lavoro, sottoscritti negli anni 2024, 2025 e 2026, siano sottoposti ad un'imposta sostitutiva delle imposte sui redditi, costituita da un'aliquota del 5 per cento, limitatamente ai casi in cui il complessivo reddito da lavoro dipendente del soggetto non sia superiore, nell'anno 2025 a 33.000 euro. In particolare, segnalo che durante l'iter al Senato è stato previsto l'incremento del predetto limite da 28.000 a 33.000 euro ed è stata estesa l'applicazione della disciplina agevolativa ai contratti sottoscritti nel corso dell'anno 2024.

I commi 8 e 9 modificano in via transitoria la disciplina, applicabile ai lavoratori dipendenti privati, dell'imposta sostitutiva dell'IRPEF e delle relative addizionali regionali e comunali, concernente alcuni emolumenti retributivi, costituiti da premi di risultato e da forme di partecipazione agli utili d'impresa. Le modifiche prevedono, per gli anni 2026 e 2027: la riduzione dell'aliquota dell'imposta sostitutiva a un punto percentuale e l'elevamento del limite annuo dell'imponibile ammesso al regime tributario in oggetto a 5.000 euro lordi.

I commi da 10 e 12, per il periodo di imposta relativo all'anno 2026, introducono, limitatamente ai dipendenti del settore privato, aventi un reddito da lavoro dipendente inferiore a 40.000 euro, con esclusione delle attività di cui al successivo comma 18, un'imposta sostitutiva dell'IRPEF e delle relative addizionali regionali e comunali, parti al 15 per cento, con riferimento a maggiorazioni e indennità per lavoro notturno, lavoro festivo, lavoro nei giorni di riposo settimanali e indennità e altri emolumenti inerenti al lavoro a turni, fino a un limite massimo del relativo imponibile pari a 1.500 euro.

Il comma 13, inserito dal Senato, estende all'anno 2026 una norma transitoria, già prevista per l'anno 2025, che prevede, per i dividendi corrisposti nel relativo anno ai lavoratori dipendenti e derivanti dalle azioni attribuite dalle aziende in sostituzione di premi di risultato, il computo nella base imponibile delle imposte sui redditi nella misura pari al 50 per cento, ad esclusione della quota di tali dividendi eccedente il limite di 1.500 euro, per la quale resta ferma l'inclusione integrale nell'imponibile.

Il comma 14 incrementa da 8 a 10 euro il valore monetario non imponibile dei “buoni pasto” elettronici corrisposti dal datore di lavoro ai propri dipendenti.

Il comma 15 estende anche all'anno 2026, il regime di agevolazione IRPEF dei redditi dominicali e agrari dichiarati da coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola, già previsto, con alcune limitazioni, per gli anni 2024 e 2025.

Il comma 17, ampiamente modificato nel corso dell'esame in Senato, limita, a decorrere dall'anno 2026, l'applicazione del regime della cedolare secca relativa agli immobili per i quali sono stipulati contratti di locazione breve esclusivamente a due immobili, anziché ai quattro previsti dalla normativa vigente, disponendo pertanto che dal terzo immobile l'attività di locazione si presume svolta in forma imprenditoriale.

I commi da 18 a 21 confermano per il periodo dal 1° gennaio al 30 settembre 2026 il riconoscimento del trattamento integrativo speciale, pari al 15 per cento delle retribuzioni lorde, per prestazioni di lavoro straordinario effettuate nei giorni festivi o per lavoro notturno dei dipendenti del settore turistico, ricettivo e termale con redditi inferiori a 40.000 euro.

Il comma 22 proroga per tutto l'anno 2026 il regime fiscale più favorevole, previsto fino all'anno 2025 dalla legge di bilancio 2025, con riferimento agli interventi edilizi finalizzati al risparmio energetico, rientranti nel cosiddetto ecobonus, agli interventi di ristrutturazione edilizia, e a quelli in materia antisismica, rientranti nel cosiddetto sismabonus. Viene inoltre prorogato per l'anno 2026, alle medesime condizioni dell'anno 2025, il cosiddetto bonus mobili.

Il comma 24 incrementa la dotazione delle risorse destinate alla liquidazione della quota del cinque per mille dell'imposta sul reddito delle persone fisiche a decorrere dal 2026, portandola da 525 a 610 milioni di euro annui.

I commi 25 e 26 elevano da 200.000 a 300.000 euro l'importo dell'imposta sostitutiva sui redditi prodotti all'estero realizzati da persone fisiche che trasferiscono la propria residenza fiscale in Italia successivamente alla data di entrata in vigore della norma in esame. La norma eleva inoltre da 25.000 euro a 50.000 euro l'importo ridotto dell'imposta sostitutiva sui redditi prodotti all'estero realizzati dai familiari per i quali il soggetto principale ha fatto richiesta.

Il comma 27 estende all'anno 2026 la modifica introdotta dalla legge di bilancio 2025 che ha elevato da 30.000 euro a 35.000 euro la soglia di reddito da lavoro dipendente o redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente superata la quale è precluso l'accesso al regime forfetario.

Il comma 28 esclude dall'incremento al 33 per cento dell'aliquota dell'imposta sostitutiva sulle plusvalenze e sui proventi derivanti dalla detenzione di criptoattività, le plusvalenze e gli altri proventi derivanti da operazioni di detenzione, cessione o impiego di token di moneta elettronica denominati in euro. Per tali prodotti l'aliquota dell'imposta resta al 26 per cento.

I commi da 29 a 31, introdotti dal Senato, dispongono un aumento dell'aliquota della cosiddetta Tobin Tax sia con riferimento al trasferimento della proprietà di azioni e altri strumenti partecipativi, per il quale l'aliquota passa dallo 0,2 allo 0,4 per cento, sia con riferimento alle negoziazioni ad alta frequenza relative agli strumenti finanziari, per le quali l'aliquota passa dallo 0,02 allo 0,04 per cento.

I commi da 35 a 40 ripropongono il regime fiscale temporaneo di “assegnazione agevolata” di beni ai soci. Più precisamente, le società commerciali che assegnano o cedono beni immobili o mobili registrati non strumentali ai soci entro il 30 settembre 2026 versano in due rate un'imposta sostitutiva pari all'8 per cento, ovvero pari al 10,5 per cento se la società non è operativa, sulla differenza tra valore normale e costo fiscalmente riconosciuto dei medesimi beni. Il medesimo regime si applica alle società che hanno per oggetto esclusivo o principale la gestione di beni immobili o mobili registrati non strumentali e che si trasformano in società semplici entro il medesimo termine del 30 settembre 2026. Il costo fiscalmente riconosciuto delle azioni o quote possedute dai soci delle società trasformate deve essere aumentato della differenza assoggettata a imposta sostitutiva. Nei confronti dei soci assegnatari non opera la presunzione di distribuzione prioritaria dell'utile e delle riserve di utili.

Il comma 41, invece, ripropone, per le imprese individuali, la facoltà di estromissione dal proprio patrimonio dei beni immobili strumentali, includendovi anche i beni posseduti al 30 settembre 2025, a condizione che l'esclusione sia realizzata tra il 1° gennaio 2026 e il 31 maggio 2026.

I commi 42 e 43, modificati dal Senato, modificano la disciplina della tassazione, ai fini IRES, delle plusvalenze realizzate su beni strumentali, applicabili a decorrere dal periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2025. Nello specifico, la possibilità di rateizzare la tassazione delle plusvalenze patrimoniali in cinque quote annuali viene mantenuta solo per alcune plusvalenze.

I commi 44 e 45 dispongono la riapertura dei termini per l'affrancamento straordinario delle riserve in sospensione di imposta, esistenti nel bilancio chiuso al 31 dicembre 2024, attraverso il versamento di un'imposta sostitutiva nella misura del 10 per cento.

I commi da 46 a 50, modificati dal Senato, stabiliscono che, a decorrere dal periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2025, i dividendi provenienti da società o enti residenti o localizzati nell'Unione europea o in uno Stato dello spazio economico europeo con cui l'Italia abbia stipulato un accordo che assicuri un effettivo scambio di informazioni, percepiti da banche, intermediari finanziari ed imprese di assicurazione italiane non concorrono a formare la base imponibile IRAP nella misura del 95 per cento del loro ammontare a determinate condizioni. Per i precedenti periodi di imposta, si riconosce la possibilità di presentare istanza di rimborso dell'IRAP riferita all'eccedenza rispetto al 5 per cento dei dividendi che hanno concorso a formare il rispettivo valore della produzione netta, purché alla data del 1° gennaio 2026 sia ancora in corso il termine decadenziale di 48 mesi. Si riconosce altresì la possibilità di utilizzare il relativo credito in compensazione per il versamento del contributo straordinario previsto dai successivi commi da 68 a 73.

I commi da 51 a 55, modificati dal Senato, intervengono sulla disciplina dei dividendi e delle plusvalenze percepiti dagli imprenditori e dalle società, di cui al testo unico delle imposte sui redditi. Più precisamente, si limita l'accesso al cosiddetto “regime di esclusione”, del 41,86 per cento per i soggetti IRPEF e del 95 per cento per i soggetti IRES, ai dividendi derivanti da partecipazioni detenute, direttamente o indirettamente tramite società controllate, in misura non inferiore al 5 per cento ovvero di importo non inferiore a 500.000 euro. Il medesimo requisito dimensionale trova applicazione anche con riguardo alle plusvalenze derivanti da partecipazioni in “regime di esenzione o PEX”, del 41,86 per cento per i soggetti IRPEF e del 95 per cento per i soggetti IRES. Inoltre, anche per l'applicazione della ritenuta alla fonte a titolo di imposta, pari all'1,20 per cento, sui dividendi corrisposti a società o enti non residenti soggetti all'imposta sui redditi in Stati membri dell'Unione europea o aderenti all'accordo sullo Spazio economico europeo, ivi residenti, è necessario che le relative partecipazioni siano detenute, direttamente o indirettamente tramite società controllate, in misura non inferiore al 5 per cento ovvero di importo non inferiore a 500.000 euro.

I commi da 56 a 58, modificati al Senato, dispongono, in deroga al regime di deducibilità integrale, per il periodo d'imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2025 e per i successivi 3 che le perdite attese su crediti verso la clientela rilevate in bilancio, secondo il cosiddetto “ECL model” di cui all'IFRS 9, sono deducibili ai fini dell'IRES e - a seguito della modifica introdotta - dell'IRAP, per gli intermediari finanziari in cinque quote costanti, a partire dall'esercizio in cui la perdita è iscritta a conto economico. Si dispone, inoltre, che le attività per imposte anticipate, cosiddette “DTA”, iscritte in bilancio, a fronte del differimento della deducibilità di tali componenti di reddito, non possono essere trasformate in credito d'imposta, né concorrono a formare la base imponibile del canone DTA che gli intermediari finanziari sono tenuti a pagare, con cadenza annuale, al fine di avvalersi di tale regime di trasformazione delle DTA in credito d'imposta.

I commi da 59 a 64, inseriti dal Senato, intervengono sulla disciplina dell'imposta sui premi assicurativi. Viene introdotta, in particolare, una disposizione interpretativa secondo cui fra le assicurazioni per altri rischi inerenti al veicolo o al natante, soggette all'aliquota del 12,5 per cento, non sono comprese le assicurazioni relative al rischio infortunio conducente o all'assistente stradale, se il premio è indicato in modo separato e distinto rispetto a quello per la responsabilità civile automobilistica. Inoltre, è dettata una disciplina valida per i contratti stipulati o rinnovati a decorrere dal 1° gennaio 2026 che assoggetta alla misura del 12,5 per cento le assicurazioni relative al rischio di assistenza stradale e al rischio di infortunio conducente, a prescindere dalla distinta indicazione nel contratto.

I commi da 65 a 67, inseriti nel corso dell'esame presso l'altro ramo del Parlamento, consentono ai soggetti che non adottano i principi contabili internazionali, negli esercizi 2025 e 2026, di valutare i titoli non destinati a permanere durevolmente nel loro patrimonio in base al loro valore di iscrizione in bilancio, con l'obbligo, in tal caso, di destinare una riserva indisponibile di utili. Per le imprese di assicurazione e di riassicurazione che non utilizzano i principi contabili internazionali, l'IVASS è chiamato a definire, con proprio regolamento, le modalità attuative e applicative di tale facoltà.

I commi da 68 a 73, novellati nel corso dell'esame in Senato, disciplinano un contributo straordinario sui margini di interesse delle banche operanti nel territorio dello Stato. A seguito delle modifiche introdotte alla disciplina relativa alla tassazione dei cosiddetti “extraprofitti”, è introdotto fino all'esercizio in corso al 31 dicembre 2028 un contributo straordinario sulla riserva anziché un'imposta sostitutiva per l'affrancamento, come nel testo originario del disegno di legge, a tasso agevolato, sull'entità della riserva al termine dell'esercizio in corso al 31 dicembre 2025 e al termine dell'esercizio successivo. In tali casi l'aliquota dell'imposta è ridotta rispetto all'aliquota sopra indicate, rispettivamente al 27,5 e al 33 per cento, e non è previsto il pagamento degli interessi.

I commi 74 e 75, come modificati nel corso dell'esame al Senato, dispongono l'incremento di due punti percentuali delle aliquote IRAP per banche e società finanziarie e per le imprese di assicurazione per i periodi d'imposta 2026, 2027 e 2028. Sono esclusi da tale incremento i soggetti di cui all'articolo 6, commi 2, 3, 4 e 9, del decreto legislativo n. 446 del 1997.

I commi da 76 a 81, modificati dal Senato, dispongono che, nella determinazione delle basi imponibili IRES ed IRAP, degli intermediari finanziari la quota di taluni componenti negativi di reddito connessi alle DTA deducibili nel periodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2027 sia parzialmente differita, in quote costanti, al periodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2027 ed al successivo.

I commi da 82 a 101 recano la disciplina relativa alla cosiddetta “rottamazione” dei debiti risultanti dai singoli carichi affidati agli agenti della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023. In tale ambito i commi 83 e 84, modificati dal Senato, disciplinano le modalità di pagamento delle somme dovute, consentendo il pagamento in un'unica soluzione o in 54 rate bimestrali di pari importo. In caso di pagamento rateale sono dovuti, a decorrere dal 1° agosto 2026, interessi al tasso del 3 per cento annuo.

Segnalo altresì che il comma 102 riconosce a regioni ed enti locali la facoltà di prevedere direttamente tipologie di definizione agevolata in attuazione dell'autonomia di cui gli enti stessi godono nella gestione dei propri tributi, nel rispetto dell'equilibrio dei rispettivi bilanci. Il comma 103 prevede che tale facoltà riguarda anche i casi in cui siano già in corso procedure di accertamento o controversie attribuite alla giurisdizione tributaria in cui è parte il medesimo ente, mentre il comma 104 disciplina i casi in cui la legge statale preveda forme di definizione agevolata. I commi 105, 106 e 107 fissano le condizioni che le regioni e gli enti locali devono rispettare nell'introdurre misure di definizione agevolata. Il comma 108 disciplina l'efficacia dei regolamenti degli enti locali relativi alla definizione agevolata. Il comma 109 estende la facoltà di regioni ed enti locali di adottare forme di definizione agevolata anche alle entrate di natura patrimoniale. Il comma 110 abroga l'articolo 13 della legge finanziaria 2003 limitatamente alla facoltà prevista per le regioni e gli enti locali di adottare leggi e provvedimenti relativi alla definizione agevolata dei propri tributi.

Nel contesto delle misure per la riforma dell'amministrazione fiscale previste dal PNRR, i commi da 111 a 115, modificati dal Senato, inseriscono nuove procedure per contrastare l'inadempimento degli obblighi di dichiarazione, comunicazione e versamento dell'IVA e per estendere la ritenuta d'acconto ai contribuenti esercenti attività di impresa. In base a una nuova liquidazione automatizzata, le dichiarazioni IVA presentate senza i quadri necessari a liquidare le imposte dovute sono equiparate a omesse dichiarazioni. L'ambito di applicazione della ritenuta a titolo d'acconto viene estesa ai contribuenti esercenti attività di impresa, con una ritenuta pari allo 0,5 per cento per l'anno 2028 e dell'1 per cento a decorrere dall'anno 2029.

Il comma 116, modificato nel corso dell'esame presso il Senato della Repubblica, limita la possibilità di utilizzare la compensazione orizzontale cosiddetta “esterna”, ovvero tra imposte di natura diversa, per i contribuenti che abbiano iscrizioni a ruolo relative a imposte erariali per importi superiori a 50.000 euro, anziché 100.000 euro come previsto a legislazione vigente.

Sempre nel quadro dell'implementazione delle misure per la riforma dell'amministrazione fiscale previste dal PNRR, i commi 117 e 118 intervengono sulla disciplina della fatturazione elettronica e della trasmissione telematica delle fatture o dei relativi dati, permettendo all'agente della riscossione di avvalersi dei dati relativi alla somma dei corrispettivi delle fatture emesse nel semestre precedente dai debitori iscritti a ruolo, in modo da migliorare l'efficacia dei pignoramenti presso terzi.

Per quanto attiene alla disciplina delle accise, segnalo che i commi da 119 a 124, modificati dal Senato, prevedono un aumento progressivo negli anni 2026-2028 dell'importo minimo fisso delle accise su sigarette, sigaretti e tabacco trinciato, mentre l'aliquota di base applicata al prezzo di vendita al pubblico viene progressivamente incrementata per i sigaretti e il tabacco trinciato e ridotto per le sigarette. Vengono anche modificate le modalità di calcolo dell'onere fiscale minimo sulle sigarette. Inoltre, si rideterminano i coefficienti per il calcolo dell'accisa sui prodotti a tabacco riscaldato, nonché per l'imposta di consumo sulle sigarette elettroniche, con o senza nicotina. È quindi introdotta una nuova disciplina per le nicotine pouches, che include il divieto di vendita a distanza, obblighi di tracciabilità delle spedizioni, limiti di nicotina per involucro, avvertenze sanitarie e obblighi di sicurezza sulle chiusure a tutela dei bambini. Infine, sono modificati i termini per il pagamento dell'accisa sui tabacchi lavorati e sull'imposta di consumo per i prodotti succedanei dei prodotti da fumo.

Il comma 125 differisce l'entrata in vigore della plastic tax e della sugar tax al 1° gennaio 2027.

I commi da 126 a128, introdotti nel corso dell'esame presso l'altro ramo del Parlamento, istituiscono un contributo, pari a 2 euro, per le spese amministrative doganali a carico delle spedizioni in arrivo da Paesi non appartenenti all'Unione europea dal valore dichiarato non superiore a 150 euro.

Il comma 129, modificato dal Senato, al fine di eliminare sussidi ambientalmente dannosi, parifica le aliquote dell'accisa sulla benzina e sul gasolio impiegato come carburante, portandole entrambe a 672,90 euro per 1.000 litri. Conseguentemente, si sopprime il meccanismo di avvicinamento graduale istituito con l'articolo 3 del decreto legislativo n. 43 del 2025. Sono esclusi dall'aumento dell'accisa i carburanti utilizzati a scopi agricoli e industriali ed è mantenuto il vigente regime di agevolazione, con accisa ridotta, per i biocarburanti. Le maggiori entrate, al netto di quanto spettante alle regioni a statuto speciale, sono destinate al Fondo per l'attuazione della delega fiscale.

Il comma 130, modificato nel corso dell'esame in Senato, introduce delle innovazioni con riguardo ai limiti di deducibilità delle svalutazioni dei titoli obbligazionari. Nello specifico, per i soggetti OIC, le svalutazioni delle obbligazioni che non costituiscono immobilizzazioni finanziarie sono deducibili nei limiti della media aritmetica dei prezzi rilevati nell'ultimo semestre, per i titoli negoziati in mercati regolamentati ovvero applicando al valore fiscalmente riconosciuto l'eventuale decremento desunto dall'andamento complessivo del mercato telematico delle obbligazioni italiano dell'ultimo semestre, per gli altri titoli non quotati. Con riferimento ai titoli obbligazionari che costituiscono immobilizzazioni finanziarie, invece, si introduce un criterio analogo a quello previsto per i titoli del circolante, prevendo che le svalutazioni di tali titoli siano deducibili nei limiti dell'andamento del mercato telematico delle obbligazioni registrato negli ultimi sei mesi. Tale disposizione trova applicazione anche per i soggetti IAS/IFRS con riferimento ai titoli obbligazionari che non sono detenuti per scopi di negoziazione. In tale ultimo caso le minusvalenze assumono rilievo fiscale se imputate a conto economico.

I commi 131 e 132, modificati dal Senato, introducono, in via sperimentale per il 2026, disposizioni concernenti il regime fiscale della rivendita delle azioni proprie, la deduzione di oneri connessi a piani di stock option e la deduzione del costo dei marchi d'impresa, dell'avviamento e delle attività immateriali a vita utile indefinita. Le suddette operazioni dovranno essere indicate in un apposito prospetto della dichiarazione dei redditi.

Il comma 133 introduce, quindi, una deduzione forfetaria degli interessi passivi per gli intermediari finanziari che si applica, con alcune eccezioni, per i periodi d'imposta dal 2026 al 2029 per un importo crescente dal 96 al 99 per cento. Dal periodo d'imposta 2030 tali soggetti riprendono a dedurre integralmente gli interessi passivi. Il comma 134 conferma le vigenti regole di deducibilità degli interessi passivi per i soggetti partecipanti al consolidato nazionale. Il comma 135, introdotto dal Senato, stabilisce che per le banche e gli altri enti e società finanziari, gli interessi passivi concorrono alla formazione del valore della produzione netta nella misura di cui al comma 132. Il comma 136 disciplina il versamento degli acconti in modo da generare per ciascun periodo d'imposta effetti solo sui versamenti a saldo.

Il comma 137, introdotto dal Senato, esclude l'applicazione dell'addizionale IRPEF del 10 per cento sugli emolumenti variabili eccedenti il triplo della parte fissa della retribuzione dei manager del settore finanziario, a condizione che il soggetto che eroga le remunerazioni versi una somma, corrispondente a un ammontare pari ad almeno il doppio dell'addizionale dovuta, in favore di enti del terzo settore, diversi dai soggetti che direttamente o indirettamente controllano i suddetti erogatori delle remunerazioni, ne sono controllati o sono controllati dallo stesso soggetto.

I commi 138 e 139 modificano il criterio di determinazione della base imponibile IVA delle cessioni di beni e delle prestazioni di servizi effettuate in corrispettivo di altre cessioni di beni o prestazioni di servizi, o per estinguere precedenti obbligazioni, al fine di prevedere che la base imponibile sia calcolata sulla base dei costi sostenuti dal cedente o prestatore.

I commi da 140 a 142, introdotti durante l'esame presso il Senato della Repubblica, aboliscono l'esenzione dal pagamento della ritenuta sulle provvigioni inerenti a rapporti di commissione, di agenzia, di mediazione, di rappresentanza di commercio e di procacciamento di affari attualmente applicabile in favore di agenzie di viaggio e turismo, agenti, raccomandatari e mediatori marittimi e aerei, nonché agenti e commissionari di imprese petrolifere per le prestazioni ad esse rese direttamente.

Il comma 143 dispone che ai proventi derivanti dalle operazioni di gestione della liquidità depositata sul conto di Tesoreria e ai proventi derivanti dall'emissione dei titoli di Stato corrisposti al Dipartimento del Tesoro del Ministero dell'economia e delle finanze non si applicano né le ritenute sugli interessi e sui redditi di capitale, né l'imposta sostitutiva sui redditi dei titoli obbligazionari.

Il comma 144, introdotto nel corso dell'esame presso l'altro ramo del Parlamento, aumenta l'aliquota dell'imposta sostitutiva per la rideterminazione del costo fiscale delle partecipazioni, dal 18 al 21 per cento.

I commi 145 e 146, inseriti dal Senato, introducono un'esenzione dall'imposta di bollo su particolari categorie di contratti di credito stipulati a decorrere dal 20 novembre 2026.

I commi da 147 a 150, introdotti dal Senato, intervengono sulla disciplina del nuovo ordinamento della giustizia tributaria, da un lato, modificando il regime transitorio per la cessazione dalle funzioni dei giudici tributari che operano presso le Corti di giustizia tributaria di primo e secondo grado per limiti di età e, dall'altro, modificando il trattamento economico dei componenti del Consiglio di presidenza della giustizia tributaria.

I commi 151 e 152, inseriti nel corso dell'esame in Senato, introducono un nuovo gioco a totalizzatore, denominato Win for Italia Team.

Segnalo, inoltre, che il comma 771 introduce un acconto, pari all'85 per cento del contributo dovuto per l'anno precedente, sul contributo sui premi delle assicurazioni dei veicoli e dei natanti.

Il comma 859, introdotto nel corso dell'esame al Senato, diminuisce l'accisa sulla birra per gli anni 2026-2027 a 2,98 euro per ettolitro e per grado Plato.

I commi da 853 a 856, inseriti nel corso dell'esame presso l'altro ramo del Parlamento, recano disposizioni di interpretazione autentica in relazione all'esenzione IMU sugli immobili posseduti ed utilizzati dagli enti non commerciali per lo svolgimento, con modalità non commerciali, di attività assistenziali e delle attività sanitarie, nonché di attività didattiche.

Ricordo, inoltre, che il comma 2, inserito dal Senato, reca una norma interpretativa dell'articolo 4, comma 2, del Testo unico delle norme di legge in materia valutaria volta a specificare che le riserve auree gestite e detenute dalla Banca d'Italia, come iscritte nel bilancio di quest'ultima, appartengono al Popolo italiano, ferma restando l'applicazione delle pertinenti disposizioni del Trattato istitutivi dell'Unione europea.

Segnalo, infine, che i commi da 762 a 765 riaprono infine il termine del procedimento relativo all'utilizzo del Fondo indennizzo risparmiatori (FIR), consentendo a chi aveva presentato domanda entro il 18 giugno 2020, ma l'aveva vista respinta, anche parzialmente, per carenze documentali e procedurali, di ripresentarla alla Commissione tecnica, secondo requisiti e procedure già vigenti.

Per quanto attiene al concorso delle amministrazioni centrali dello Stato al raggiungimento degli obiettivi programmatici di finanza pubblica, indicati nel Documento programmatico di finanza pubblica 2025, il comma 715 prevede la riduzione delle dotazioni di parte corrente, di competenza e di cassa, relative alle missioni e ai programmi di spesa dei Ministeri per gli anni 2026, 2027 e a decorrere dall'anno 2028 nella misura indicata per le missioni e i programmi di ciascun Ministero dall'Allegato XI. Le disposizioni prevedono che le riduzioni di spesa dei Ministeri possano essere rimodulate, anche tra programmi diversi nell'ambito dei singoli stati di previsione, su proposta dei Ministri competenti, con decreto del Ministero dell'economia e delle finanze. Per le medesime finalità, la Presidenza del Consiglio dei ministri è tenuta a versare all'entrata del bilancio dello Stato la somma di 50 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2026.

Il comma 716 dispone una riprogrammazione degli stanziamenti di spesa in conto capitale di alcune missioni e programmi di spesa degli stati di previsione dei Ministeri, riducendone le dotazioni di competenza e di cassa per gli anni 2026, 2027 e 2028 e incrementandole nei medesimi importi per il successivo triennio 2029, 2030 e 2031.

Il comma 717 - come modificato dal Senato - in seguito agli esiti del monitoraggio finanziario previsto dalla normativa vigente, riduce il limite di spesa per il riconoscimento del trattamento pensionistico anticipato con requisiti contributivi ridotti ai lavoratori cosiddetti precoci.

Il comma 718 - inserito dal Senato - riduce, nella misura di 40 milioni di euro annui, a decorrere dal 2033, l'autorizzazione di spesa finalizzata all'accesso al pensionamento sulla base di specifici requisiti per i lavoratori addetti a lavorazioni particolarmente faticose e pesanti.

Il comma 719 abroga l'articolo 49-bis del decreto-legge 30 aprile 2019, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 giugno 2019, n. 58, che prevede un esonero contributivo per imprese che dispongono erogazioni liberali a favore di istituzioni scolastiche di istruzione secondaria di secondo grado tecnica o professionale per il potenziamento di laboratori e ambienti di apprendimento innovativi e assumono a tempo indeterminato giovani diplomati, a conclusione del ciclo scolastico, nelle medesime istituzioni scolastiche.

Il comma 720 prevede, in conseguenza del consolidamento delle procedure relative alla dichiarazione dei redditi precompilata, la riduzione delle risorse destinate annualmente a remunerare l'attività dei centri autorizzati di assistenza fiscale, per un importo di 21,6 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2026.

Il comma 721, modificato dal Senato, dispone il versamento all'entrata del bilancio di somme del Fondo per lo sviluppo e la coesione iscritte in conto residui nello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per un importo di 1.532 milioni per il 2026 e di 1.000 milioni per il 2027, di cui 50 milioni del 2026 relativi a risorse non impegnate del Programma operativo complementare al Programma operativo nazionale (PON) Governance e capacità istituzionale 2014-2020. Il comma 733 dispone, inoltre, la riduzione complessiva di 500 milioni di euro per il triennio 2026-2028 delle risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione del ciclo di programmazione 2021-2027.

Sempre con riferimento alle risorse dedicate alle politiche di coesione, il comma 750, fissa un ammontare massimo annuale di trasferimenti di cassa che posso essere effettuati a valere sulle risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione, a favore dell'apposita contabilità del Fondo di rotazione per l'attuazione delle politiche comunitarie, su cui transitano le risorse del medesimo Fondo ai fini dell'erogazione delle risorse medesime. I successivi commi 751 e 752 recano una procedura per la ricognizione dei profili finanziari annuali di cassa, relativi alle assegnazioni del Fondo per lo sviluppo e la coesione del ciclo 2014-2020 e precedenti, al fine di renderli coerenti con i limiti di cassa stabiliti al comma 750. In particolare, il comma 753 prevede che, entro il 30 giugno 2026, il Dipartimento per le politiche di coesione della Presidenza del Consiglio dei ministri e la Ragioneria generale dello Stato procedono alla ricognizione dei profili finanziari annuali di cassa, relativi alle assegnazioni del Fondo per lo sviluppo e la coesione, di tutti i cicli di programmazione, all'esito del quale il CIPESS definisce l'imputazione annuale di cassa alle assegnazioni del Fondo per lo sviluppo e la coesione di ciascun ciclo. Il comma 754 riconduce al rispetto del vincolo della cassa di cui al comma 750 anche la procedura amministrativa di riprogrammazione dei cronoprogrammi degli Accordi di coesione. In questo contesto il comma 755 autorizza la spesa di 2 milioni di euro per l'anno 2026 e di 3 milioni di euro annui per ciascuno degli anni 2027 e 2028 per l'adeguamento dei sistemi informatici della Ragioneria generale dello Stato, per le attività di monitoraggio della politica di coesione e degli investimenti pubblici.

Per quanto attiene alle altre misure finalizzate a garantire il raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica, il comma 722 dispone la riduzione, in misura pari a 245,5 milioni di euro per l'anno 2026, del fondo di parte corrente destinato alla compensazione degli eventuali scostamenti dal percorso della spesa netta indicato nel Piano strutturale di bilancio di medio termine 2025-2029. Il medesimo fondo è peraltro rifinanziato di 770 milioni di euro per l'anno 2029 dal successivo comma 757.

Il comma 723 prevede che le pubbliche amministrazioni, con riferimento ai propri dipendenti, possano chiedere all'INPS l'accertamento della permanenza dei requisiti sanitari del dipendente o del diverso soggetto per il quale il dipendente usufruisca dei permessi retribuiti di cui all'articolo 33, commi 2, 3 e 6, della legge n. 104 del 1992. Il comma 724 prevede che le pubbliche amministrazioni inseriscano nelle denunce mensili inerenti ai dati di natura retributiva e contributiva dei propri lavoratori le informazioni relative al permesso o congedo fruito - nell'ambito degli istituti concernenti situazioni di necessità di sostegno elevato o molto elevato o i congedi parentali - e al relativo soggetto per il quale sia riconosciuto il medesimo permesso o congedo.

Il comma 725 prevede che le amministrazioni pubbliche, per procedere al pagamento dei compensi dei liberi professionisti per l'attività professionale svolta, devono acquisire da questi ultimi la certificazione attestante il regolare adempimento degli obblighi fiscali e contributivi.

I commi da 726 a 730, modificati nel corso dell'esame presso l'altro ramo del Parlamento, prevedono la corresponsione di un corrispettivo per le attività svolte dal Corpo della Guardia di finanza, dalla Polizia di Stato, dall'Arma dei carabinieri, dal Corpo nazionale dei vigili del fuoco e dal Corpo delle Capitanerie di porto - Guardia Costiera in caso e dal di interventi di ricerca o soccorso o salvataggio, a carico di colui che ha determinato l'evento per il quale è stato effettuato l'intervento, qualora l'evento sia imputabile a dolo o colpa grave, ovvero in caso di richiesta di intervento immotivata o ingiustificata.

I commi 731 e 732 prevedono che l'atto unilaterale di rinuncia abdicativa della proprietà immobiliare, da cui consegua l'acquisto a titolo originario della proprietà a carico dello Stato sia nulla se alla rinuncia non sia allegata la documentazione attestante la conformità del bene alla normativa vigente, comprese quella in materia urbanistica, ambientale e sismica. Le disposizioni si applicano anche nelle regioni a statuto speciale e alle province autonome di Trento e di Bolzano, compatibilmente con i rispettivi statuti speciali e norme di attuazione.

Il comma 735, introdotto dal Senato, prevede una riduzione, pari a 10 milioni di euro per l'anno 2026, delle entrate versate a titolo di canone di abbonamento alle radioaudizioni e destinate alla RAI, cui la società dovrà far fronte con misure di razionalizzazione dei costi di funzionamento e di gestione.

Il comma 736, introdotto dal Senato, delimita temporalmente agli anni 2025 e 2026 l'obbligo, posto in capo all'Automobile Club d'Italia dalla legge di bilancio per il 2025, di versare annualmente a favore dell'entrata del bilancio dello Stato la somma di 50 milioni di euro, quale contributo al raggiungimento degli obiettivi programmatici di finanza pubblica.

I commi da 747 a 749 introducono, inoltre, l'obbligo per ciascun Ministero di effettuare la valutazione di una politica pubblica di propria competenza, nell'ambito del proprio Piano di analisi e valutazione della spesa (PAVS), entro il 30 giugno 2026 in modo da consentire la redazione di un documento unico annuale, il Piano di monitoraggio e valutazione della spesa, previsto da una delle riforme del Piano strutturale di bilancio. In tale contesto, il comma 749 assegna alla Ragioneria generale dello Stato il compito di coordinare e monitorare le attività e fornire il necessario supporto ai ministeri.

Il comma 785 prevede l'istituzione di un fondo destinato a far fronte agli effetti finanziari derivanti da contenziosi nazionali ed europei, con una dotazione di 2,2 miliardi di euro per l'anno 2026.

I commi da 878 a 881 recano, infine, disposizioni volte a riordinare alcune previsioni relative al sistema delle garanzie pubbliche. In particolare, il comma 878 rialloca risorse residue non impegnate del Fondo di garanzia PMI – affluite al Fondo tramite il cosiddetto decreto “Sostegni-bis” – destinandole alla garanzia su portafogli di finanziamenti. Il comma 879 interviene sulla cosiddetta “Garanzia Archimede” di SACE, prevedendo che la percentuale effettiva della garanzia sia graduata da SACE in modo proporzionalmente crescente in funzione del grado di addizionalità dell'intervento, secondo una metodologia allegata al Piano annuale delle attività e al Sistema dei limiti di rischio. Il comma 880 introduce obblighi di trasparenza informativa periodica verso il Ministero dell'economia e delle finanze per i gestori delle garanzie pubbliche. Il comma 881 interviene, infine, sul Fondo prima casa, prevedendo che esso operi entro un tetto massimo e fissando le modalità di determinazione di tale limite operativo. Per il 2026 il limite massimo degli impegni è fissato a 43.000 milioni di euro.

Per quanto riguarda gli interventi nel settore dell'istruzione, faccio presente in primo luogo che il comma 515 stabilisce l'obbligo - e non più la semplice facoltà - per il dirigente scolastico di effettuare, salvo motivate esigenze di natura didattica, le sostituzioni dei docenti su posto comune delle scuole secondarie di primo e secondo grado assenti per supplenze temporanee fino a dieci giorni, utilizzando personale dell'organico dell'autonomia. Viene inoltre precisato che per le sostituzioni dei docenti su posti di sostegno e degli insegnanti di scuola primaria, il dirigente scolastico mantiene la facoltà, e non l'obbligo, di ricorrere al personale dell'organico dell'autonomia per la copertura delle stesse supplenze brevi. Il comma 516 interviene sul sistema di monitoraggio delle assenze del personale scolastico. In particolare, si prevede che il monitoraggio da trimestrale diventi quadrimestrale e si amplia e si dettaglia maggiormente l'oggetto del monitoraggio stesso. Il comma 517, modificato dal Senato, stabilisce che gli eventuali risparmi di spesa derivanti dall'applicazione delle disposizioni contenute nel comma 515 sono destinati all'incremento del Fondo per il miglioramento dell'offerta formativa, in misura non superiore al dieci per cento del Fondo stesso.

Il comma 518, introdotto dal Senato, istituisce, nello stato di previsione del Ministero dell'interno, un fondo da ripartire tra i comuni per l'erogazione di contributi da destinare direttamente ai nuclei familiari con ISEE non superiore ai 30.000 euro per il sostenimento delle spese per l'acquisto di libri scolastici, anche digitali, destinati alla scuola secondaria di secondo grado.

Il comma 519, anch'esso introdotto dal Senato, prevede che il Ministero dell'istruzione e del merito riconosca, nel limite di spesa di 20 milioni di euro per l'anno 2026, un contributo fino a 1.500 euro agli studenti frequentanti una scuola paritaria secondaria di primo grado o il primo biennio di una scuola paritaria di secondo grado, appartenenti a famiglie con reddito ISEE non superiore a euro 30.000.

Il comma 520 stabilisce che l'organico dell'autonomia non sia più definito su base pluriennale, ma annualmente, con decreto ministeriale. È comunque consentita, all'interno del decreto annuale, una programmazione pluriennale di massima per i due anni successivi. Il comma 521 elimina il riferimento al carattere “triennale” dell'organico dell'autonomia nella norma che consente che con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri possano essere rimodulate le riduzioni riferite al personale docente dell'organico. Il comma 522 stabilisce l'obbligo di acquisire il parere della Conferenza unificata per l'adozione del decreto di definizione dell'organico e prevede la possibilità di non effettuare la rilevazione e il monitoraggio del numero di classi e del numero di posti dell'organico dell'autonomia ove la riduzione dell'organico prevista avvenga con esclusivo riferimento alla dotazione organica dei posti del potenziamento dell'offerta formativa.

Il comma 523 precisa che il numero complessivo delle classi attivate negli istituti tecnici può essere definito anche nell'ambito del decreto annuale di determinazione dell'organico di cui sopra.

Il comma 524 stabilisce che, a decorrere dall'anno scolastico 2026/2027, la consistenza complessiva delle dotazioni organiche del personale ATA sia determinata annualmente, e non più con cadenza triennale.

Il comma 525 garantisce che il personale docente impiegato, ai sensi della normativa vigente, in gradi di istruzione inferiori mantenga il trattamento economico del grado di istruzione di appartenenza.

Il comma 526, introdotto dal Senato, chiarisce che, limitatamente all'anno scolastico 2025/2026, sono fatte salve le procedure e le operazioni di mobilità, utilizzazione e assegnazione provvisoria del personale docente, educativo, amministrativo, tecnico o ausiliario delle istituzioni scolastiche e educative statali.

Il comma 527 dispone che le immissioni in ruolo dalla graduatoria del concorso per dirigenti scolastici bandito ai sensi del decreto del Ministro dell'istruzione n. 194 del 2022 sono effettuate fino al suo esaurimento. Inoltre, si esclude la reintegrazione in occasione della procedura assunzionale o concorsuale successiva dei posti rimasti da una graduatoria concorsuale esaurita e aggiunti alla graduatoria del concorso per dirigenti scolastici indetto con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca n. 1259 del 2017. Il comma 528 stabilisce che le graduatorie regionali del concorso bandito con il decreto n. 2788 del 2023, ai sensi del regolamento di cui al citato decreto del Ministro dell'istruzione n. 194 del 2022, sono integrate con gli idonei utilmente iscritti nelle medesime graduatorie.

Per quanto attiene alle altre disposizioni connesse al settore dell'istruzione, segnalo che il comma 368, introdotto dal Senato, istituisce un fondo nello stato di previsione del Ministero dell'istruzione e del merito, con una dotazione pari a 100.000 euro, per gli anni 2026 e 2027, per il finanziamento di corsi sperimentali in materia di primo soccorso rivolti agli studenti maggiorenni delle scuole di secondo grado e agli insegnanti di scienze motorie e sportive delle scuole secondarie di primo e secondo grado.

I commi da 813 a 816, introdotti dal Senato, autorizzano la spesa di 2 milioni di euro per l'anno 2026 per la realizzazione e l'estensione del progetto “Educare al rispetto – Sport e salute”, in collaborazione con Sport e salute Spa, al fine di prevenire e contrastare i fenomeni del bullismo, del cyberbullismo e della violenza di genere nelle scuole secondarie di primo grado, attraverso programmi educativi basati sull'attività sportiva.

Il comma 817, anch'esso introdotto dal Senato, incrementa il Fondo permanente per il contrasto al fenomeno del cyberbullismo per un importo pari a 2 milioni di euro a decorrere dall'anno 2026.

Il comma 842 concede all'Associazione degli editori indipendenti un contributo di 100.000 euro per ciascuno degli anni 2026 e 2027 per la realizzazione di progetti di educazione alla lettura, in ambito didattico ed extra-didattico, in particolare nelle aree territoriali e nei contesti sociali più svantaggiati.

Il comma 883, inserito nel corso dell'esame presso l'altro ramo del Parlamento, autorizza la spesa di 2 milioni di euro per ciascuno degli anni 2026 е 2027, a favore dell'INDIRE, al fine di potenziare i percorsi formativi e didattici in materia di educazione al rispetto, alle relazioni e al contrasto a ogni forma di violenza di genere.

Per un'analoga misura, prevista dal comma 233, rinvio alla relazione dell'onorevole Barabotti.

Per quanto attiene al settore dell'università e della ricerca, segnalo in primo luogo che i commi da 305 a 315, introdotti nel corso dell'esame al Senato, prevedono norme in materia di reclutamento del personale con qualifica di ricercatore. In particolare, il comma 305 autorizza le università statali e non statali legalmente riconosciute e gli enti pubblici di ricerca ad assumere, rispettivamente, ricercatori universitari a tempo determinato e ricercatori e tecnologi a tempo indeterminato, tramite procedure di selezione riservate, in misura non superiore al cinquanta per cento, ai ricercatori universitari e al personale ricercatore e tecnologo reclutati nell'ambito di progetti finanziati dal PNRR. Le assunzioni autorizzate per le università statali e non statali, disciplinate rispettivamente dai commi da 306 a 309 e dai commi 310 e 311, sono riservate a ricercatori con contratti a tempo determinato di tipo A in scadenza entro il 31 dicembre 2026, e prevedono un cofinanziamento statale pari al 50 per cento. A tal fine sono incrementate le risorse a valere, rispettivamente, sul Fondo per il finanziamento ordinario delle università e sul contributo pubblico in favore delle università non statali legalmente riconosciute.

Il comma 529 stabilisce inoltre che un Piano triennale della ricerca, aggiornabile annualmente, definisca i finanziamenti destinati alla ricerca di base e applicata delle università, degli enti pubblici di ricerca vigilati dal Ministero dell'università e della ricerca, delle istituzioni AFAM afferenti al medesimo Ministero, nonché delle imprese e dei soggetti non profit, previsti da disposizioni legislative e iscritti nello stato di previsione del medesimo Ministero. Dal piano sono escluse le misure finanziate con le risorse del PNRR, dei Fondi europei delle politiche di coesione e relativi programmi complementari, del Fondo per lo sviluppo e la coesione, nonché gli interventi a valere sul Piano nazionale complementare. Il comma 530 prevede che il Piano sia approvato con decreto del Ministro dell'università e della ricerca, entro il 31 gennaio del primo anno del triennio di riferimento. Entro il 30 aprile di ogni anno del triennio sono adottati i bandi competitivi previsti per l'assegnazione delle risorse programmate. Il comma 531 dispone che, nell'ambito dei piani di analisi e valutazione della spesa di cui ai commi da 747 a 749 del provvedimento in esame, il Ministero dell'università e della ricerca può includere la valutazione degli effetti delle agevolazioni e dei contributi definiti nel Piano triennale della ricerca. Il comma 532 istituisce quindi, nello stato di previsione del Ministero dell'università e della ricerca, il Fondo per la programmazione della ricerca (FPR) nel quale confluiscono, a decorrere dall'esercizio finanziario 2026, le risorse finanziarie afferenti al Fondo integrativo speciale per la ricerca, al Fondo per la ricerca in campo economico e sociale, al Fondo italiano per la scienza, al Fondo italiano per le scienze applicate e al Fondo per gli investimenti nella ricerca scientifica e tecnologica. Il comma 533 incrementa il Fondo per la programmazione della ricerca di 150 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2026, da destinare al finanziamento di Progetti di rilevante interesse nazionale (PRIN).

Per quanto attiene alle altre disposizioni in materia di università, segnalo in primo luogo che i commi 499-500, introdotti durante l'esame al Senato, rifinanziano, in misura pari a 5 milioni di euro per l'anno 2026, il Fondo sport per studenti universitari, destinato all'erogazione di borse di studio universitario per alti meriti sportivi.

Il comma 534, introdotto al Senato, rifinanzia di 300.000 euro per l'anno 2026 la spesa da destinare all'università degli studi di Roma “Tor Vergata” per potenziare la capacità del sistema nazionale degli studi riguardanti la letteratura e la lingua italiana in prospettiva interdisciplinare ed europea mediante una ricerca con indirizzo letterario sul tema del romanzo di formazione italiano, che prevede anche l'acquisizione di materiale documentale.

Il comma 535 rifinanzia di 3 milioni di euro, per il 2026, il Fondo per l'Erasmus italiano, finalizzato all'erogazione di borse di studio in favore degli studenti iscritti ai corsi di laurea o di laurea magistrale che partecipano a programmi di mobilità sulla base di convenzioni stipulate tra le istituzioni universitarie interessate.

I commi 536 e 537, inseriti dal Senato, istituiscono, nello stato di previsione del Ministero dell'università e della ricerca, un Fondo per la promozione del dialogo con una dotazione di 150.000 euro per il solo anno 2026. Il Fondo è destinato a favorire il dialogo interculturale tra studenti e docenti universitari, anche in relazione ai diversi punti di vista culturali, politici e religiosi, nell'ambito della promozione della cultura del confronto, del rispetto e della reciproca tolleranza, nonché a contrastare forme di contrapposizione, intolleranza ed espressioni d'odio, ivi comprese quelle qualificabili come forme di antisemitismo.

I commi da 884 a 893 consentono al Ministero dell'università e della ricerca di affidare a Cassa depositi e prestiti S.p.A., in qualità di Istituto nazionale di promozione, l'attuazione dell'investimento 5 “Fondo per gli alloggi destinati agli studenti” della Missione 4, Componente 1, del PNRR, per l'importo di 599 milioni di euro, sulla base di apposita convenzione che può prevedere il coinvolgimento di società controllate dalla stessa Cassa depositi e prestiti S.p.A. È prevista l'erogazione di contributi a fondo perduto per la realizzazione di nuovi posti letto in alloggi o residenze per studenti, nella misura massima di 20.000 euro per ciascun nuovo posto letto. L'accesso ai contributi è subordinato, tra l'altro, alla fissazione di canoni di locazione inferiori ai prezzi di mercato locali di almeno il 15 per cento, alla riserva del 30 per cento dei posti letto a favore di studenti capaci e meritevoli ancorché privi di mezzi e al divieto di finanziare posti letto già utilizzati a tale scopo alla data di pubblicazione dell'avviso per l'assegnazione dei contributi a fondo perduto.

Il comma 894 destina l'importo di euro 56.434.065 al finanziamento di infrastrutture strategiche di ricerca e di iniziative progettuali riguardanti, in particolare, le tecnologie quantistiche, l'high performance computing (HPC) e l'intelligenza artificiale, al fine di potenziare macro-filiere strategiche per la ricerca localizzate nelle regioni del Mezzogiorno, in linea con le politiche di investimento e di riforma attuate dal PNRR, nell'ambito dell'accordo per la coesione da definire tra il Ministro per gli affari europei, il Sud, le politiche di coesione e il PNRR e il Ministro dell'università e della ricerca, sentito il Ministro dell'economia e delle finanze, relativamente alle risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione, periodo di programmazione 2021-2027, già imputate programmaticamente al Ministero dell'università e della ricerca con la delibera del CIPESS n. 77/2024 del 29 novembre 2024.

Il comma 895 destina un contributo pari a 300.000 euro per l'anno 2026 al fine di sostenere le attività del Siracusa International Institute for Criminal Justice and Human Rights.

Il comma 896 attribuisce al Consiglio nazionale delle ricerche un contributo straordinario di 1,5 milioni di euro per il 2026 e di 1,5 milioni di euro per il 2027, al fine di garantire lo sviluppo del sistema della ricerca italiano e la continuità lavorativa del personale precario in possesso di determinati requisiti di servizio.

Il comma 948 prevede che, al fine di migliorare l'efficienza, la rapidità e l'economicità dei processi di acquisto per le amministrazioni e gli enti di ricerca vigilati del Ministero dell'università e della ricerca, la società Consip S.p.A. realizza, anche mediante la creazione di apposite sezioni nell'ambito dei propri sistemi informatici di e-procurement, una specifica infrastruttura tecnica da destinare in via esclusiva alla gestione degli acquisti di beni, servizi e lavori direttamente funzionali alle attività ed ai programmi di ricerca scientifica, della quale le università e gli enti di ricerca possono avvalersi, ferme restando le facoltà e le possibilità di acquisto autonomo previste a normativa vigente. Per i predetti scopi, con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministro dell'università e della ricerca, sono disciplinate le modalità con cui la Consip S.p.A. svolge le funzioni di centrale di committenza per il settore della ricerca scientifica in ambito nazionale.

Il comma 972 attribuisce un contributo, a incremento della quota base del Fondo di funzionamento ordinario, in misura pari, rispettivamente, a 1 milione di euro a decorrere dall'anno 2026 all'Istituto universitario di studi superiori (I.U.S.S.) di Pavia e alla Scuola IMT (Istituzioni, mercati, tecnologie) Alti Studi di Lucca.

Per quanto riguarda, infine, le disposizioni relative all'individuazione dei livelli essenziali delle prestazioni nella materia dell'istruzione, contenute nei commi da 712 a 714, rinvio alla relazione che sarà svolta dall'onorevole Pella.

Per quanto attiene agli interventi in materia di cultura e sport, faccio presente in primo luogo che i commi da 538 a 549, come modificati dal Senato, istituiscono un bonus elettronico denominato «Bonus valore cultura», finalizzato all'acquisto di materiali e prodotti culturali, riconosciuto ai giovani che, a partire dall'anno 2026, hanno conseguito, non oltre l'anno di compimento del diciannovesimo anno di età, il diploma finale presso istituti di istruzione secondaria superiore o equiparati. Tale strumento, dal primo gennaio 2027, sostituirà la «Carta della cultura giovani» e la «Carta del merito».

Il comma 550, introdotto durante l'esame al Senato, autorizza la spesa di 4 milioni di euro per l'anno 2026 per la realizzazione del programma di interventi nella città di Matera designata «Capitale Mediterranea della cultura e del dialogo 2026».

I commi 551 e 552 istituiscono nello stato di previsione del Ministero della cultura il Fondo nazionale per il federalismo museale, con una dotazione di 5 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2026, quale strumento di sostegno strutturale ai musei e ai luoghi della cultura non statali.

Il comma 554 interviene con diverse novelle sulla legge n. 220 del 2016, dedicata al cinema e all'audiovisivo. In particolare, le modifiche introdotte prevedono, in primo luogo, la riduzione della dotazione del Fondo del cinema e dell'audiovisivo che, a seguito delle modifiche introdotte dal Senato, passa da 700 milioni di euro annui a 610 milioni di euro annui per l'anno 2026 e a 500 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2027. Si prevede, inoltre, l'introduzione di un sistema di monitoraggio trimestrale sulle spese sostenute per tutte le tipologie di sostegno previste dalla citata legge, nonché si dispone la sottoposizione di tutte le tipologie di credito di imposta ai limiti massimi di risorse previsti per tali strumenti ai sensi del decreto di riparto. Si prevede, altresì, l'eliminazione dei vincoli di spesa minimi e massimi previsti per le risorse destinate ai contributi selettivi, alle attività e alle iniziative di promozione cinematografica e audiovisiva e ai piani per il potenziamento del circuito delle sale cinematografiche e polifunzionali e per la digitalizzazione del patrimonio cinematografico e audiovisivo.

Il comma 734 incrementa, in misura pari a 60 milioni di euro per l'anno 2026, le disponibilità del Fondo unico per il pluralismo e l'innovazione digitale dell'informazione e dell'editoria, da destinare alle finalità di competenza della Presidenza del Consiglio dei ministri.

Il comma 822, introdotto durante l'esame parlamentare, istituisce, nello stato di previsione del Ministero della cultura, il Fondo cultura terapeutica e cura sociale allo scopo di favorire la fruizione delle arti dello spettacolo e del patrimonio culturale, quali strumenti terapeutici, per fornire sollievo alle persone con disabilità o in situazioni di marginalità sociale.

I commi da 825 a 827, introdotti dal Senato, prevedono l'istituzione di un Fondo con una dotazione di 1,5 milioni di euro annui a decorrere dal 2026 per il finanziamento di interventi per lo sviluppo, il rafforzamento e il rilancio della competitività, nonché per la promozione del sistema musicale italiano.

Con specifico riferimento al settore sportivo, segnalo che i commi 225 e 226, introdotti dal Senato, istituiscono un fondo, con una dotazione di 2 milioni di euro per l'anno 2027, destinato a contribuire alle spese di iscrizione e frequenza per i giovani di età inferiore ai 18 anni e con indicatore ISEE inferiore a 20.000 euro presso associazioni sportive dilettantistiche.

I commi 266 e 267, introdotti dal Senato, in considerazione delle esigenze connesse alla competizione sportiva internazionale «America's cup», assegnano alla Direzione marittima di Napoli un ulteriore contributo, pari a 2.068.000 per l'anno 2026 e a 998.000 per l'anno 2027 per avviare un piano straordinario di interventi infrastrutturali da realizzarsi presso gli uffici, da essa stessa individuati, rientranti nell'ambito della propria giurisdizione.

Il comma 737, introdotto dal Senato, incrementa di 30 milioni annui, per il 2026, e di 40 milioni annui, a decorrere dal 2027, il livello di finanziamento minimo garantito agli organismi del movimento sportivo nazionale. Le citate risorse aggiuntive sono in particolare attribuite, per una somma pari a 30 milioni annui aggiuntivi a decorrere dal 2026, a Sport e salute Spa, e per una somma pari a 10 milioni annui aggiuntivi a decorrere dal 2027, al CONI.

Il comma 766, introdotto dal Senato, incrementa di un importo massimo di 60 milioni di euro, per l'anno 2026, le risorse attribuite al Commissario straordinario per l'indirizzo, il coordinamento e l'attuazione delle attività e degli interventi necessari all'organizzazione e allo svolgimento dei XIV Giochi paralimpici invernali «Milano-Cortina 2026» e destinate a far fronte alle esigenze di carattere logistico necessarie allo svolgimento delle competizioni sportive olimpiche e paralimpiche.

Il comma 793 contiene misure finalizzate alla stabilizzazione dei rapporti di lavoro degli atleti paraolimpici del Gruppo sportivo della Difesa.

Il comma 844 autorizza un contributo annuo di 100.000 euro per il 2026 e per il 2027 in favore dell'associazione alpinistica Alpenverein Südtirol (AVS).

Il comma 845, introdotto al Senato, autorizza la spesa di 200.000 euro per ciascuno degli anni 2026 e 2027 in favore del Comune di Trento per finanziare progetti che utilizzano lo sport come strumento educativo e di prevenzione del disagio sociale e psicofisico.

Segnalo, infine, che il comma 553, i commi 823, 824 e 882, i commi da 897 a 906, nonché i commi 912 e 914, introdotti nel corso dell'esame presso il Senato della Repubblica, prevedono finanziamenti a diversi enti e istituzioni culturali e di ricerca e per l'organizzazione di iniziative celebrative.

ROBERTO PELLA, Relatore. (Relazione – A.C. 2750​ e A.C. 2750​/I). Faccio preliminarmente presente che nel corso della mia relazione illustrerò le principali disposizioni del disegno di legge di bilancio relative alla finanza degli enti territoriali, alle misure di tipo carattere emergenziale, all'ambiente e alle politiche in materia di giustizia, sicurezza, difesa e affari esteri.

Per quanto attiene alle misure relative alle regioni e agli enti locali, faccio presente in primo luogo che i commi da 635 a 637 disciplinano la riduzione del concorso alla finanza pubblica previsto per le regioni a statuto ordinario, con diverse modalità. In particolare, i commi 635 e 636 riducono di 100 milioni, per l'anno 2026, il contributo alla finanza pubblica previsto dalla legge di bilancio 2025 per gli anni dal 2025 al 2029, riducendo il contributo di ciascun ente nella misura indicata nella Tabella I allegata al provvedimento. Il comma 637 prevede la possibilità per le regioni a statuto ordinario di rinunciare, per il 2026, alle risorse erogate dallo Stato alle regioni, previste dalla legge n. 145 del 2018 e destinate agli investimenti per la realizzazione di opere pubbliche per la messa in sicurezza degli edifici e del territorio, pari a 259,5 milioni di euro per l'anno 2026. A fronte della rinuncia, si prevede la riduzione dei contributi alla finanza pubblica previsti, rispettivamente, dalla legge di bilancio 2024 per l'anno 2026 e dalla legge di bilancio 2025 per gli anni dal 2027 al 2029.

I commi da 638 a 644 stabiliscono, a decorrere dal 1° gennaio 2026, la cancellazione del debito nei confronti dello Stato relativo alle anticipazioni di liquidità delle regioni concesse per il pagamento dei debiti ai quali le regioni non sono state in grado di far fronte per carenza di liquidità. Si prevede, inoltre, il trasferimento a carico dello Stato del debito contratto dalle regioni con Cassa depositi e prestiti S.p.A. per l'estinzione delle anticipazioni di liquidità erogate ai fini dell'estinzione dei debiti contratti fino al 31 dicembre 2005 per il risanamento strutturale dei servizi sanitari regionali. Tali operazioni di cancellazione e trasferimento del debito non trovano applicazione in mancanza della richiesta alle regioni da parte della Conferenza delle regioni e province autonome, di cui al comma 642, di limitare l'utilizzo dell'avanzo di amministrazione negli anni dal 2026 al 2051, nonché in caso di mancato invio al Ministero dell'economia e delle finanze entro il 28 febbraio 2026 delle conseguenti delibere dei Consigli regionali con le quali le regioni si impegnano in tal senso. Si dispone, a compensazione degli effetti finanziari negativi derivanti dalle anzidette operazioni, che le regioni versino all'entrata del bilancio dello Stato, entro il 30 giugno di ogni anno dal 2026 al 2051, gli importi previsti dall'allegato VII, pari complessivamente agli oneri non più sostenuti.

Il comma 645 prevede la costituzione di un tavolo tecnico, senza oneri a carico della finanza pubblica, per la definizione delle modalità con cui determinati comuni con popolazione superiore a 20.000 abitanti in disavanzo di amministrazione possono beneficiare delle previsioni normative relative alla cancellazione della restituzione delle anticipazioni di liquidità.

I commi da 646 a 648 contengono modifiche al decreto legislativo n. 118 del 2011 e al testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo n. 267 del 2000, inerenti all'approvazione e alla trasmissione alla Banca dati unitaria delle amministrazioni pubbliche (BDAP) del bilancio consolidato delle regioni e degli enti locali nonché all'adozione dei provvedimenti di variazione del bilancio regionale.

Il comma 651, introdotto nel corso dell'esame al Senato, riforma la disciplina relativa all'erogazione di un contributo complessivamente pari a 20 milioni di euro annui alle regioni a statuto ordinario, nelle more dell'individuazione dei LEP e dell'attuazione del federalismo regionale, per il ripiano del disavanzo di amministrazione accertato al 31 dicembre 2021.

I commi da 652 a 656, introdotti nel corso dell'esame in sede referente, recepiscono l'accordo del 5 dicembre 2025 tra lo Stato e la regione Sardegna. In particolare, il comma 652 prevede che è attribuito alla regione l'importo di 100 milioni di euro per ciascuno degli anni 2026 e 2027 a titolo di compensazione degli svantaggi strutturali derivanti dalla condizione di insularità. Il comma 653 stabilisce che siano definiti da apposito tavolo tecnico, entro il 31 luglio 2026, i criteri per la quantificazione a regime delle compensazioni delle misure agevolative di natura tributaria operate a valere sul capitolo 1200 del bilancio dello Stato, in cui sono iscritte entrate concernenti le imposte sul patrimonio e sul reddito, di cui la regione riceve una compartecipazione. Il comma 654 autorizza l'assunzione di personale con contratto a tempo determinato e nel limite di spesa di 32 milioni di euro nel triennio 2026-2028, da parte della regione Sardegna e dell'Agenzia FoReSTAS, al fine di garantire i servizi di controllo del territorio e lotta agli incendi boschivi. Si stabilisce, al comma 655, che le assunzioni di personale da parte della regione Sardegna nel triennio 2026-2028 possano essere effettuate sulla base del turn over al 125 per cento delle cessazioni dal servizio verificatesi nell'anno precedente e al 100 per cento a decorrere dal 2029. Il comma 656 prevede l'impegno della regione Sardegna ad adottare, con legge, autonome misure di contenimento della spesa del personale per tutto il sistema dell'Amministrazione pubblica della Sardegna, che siano coerenti col principio di sostenibilità finanziaria ed assicurino il rispetto pluriennale degli equilibri di bilancio.

Il comma 657, in attuazione di quanto stabilito dal comma 907 della legge di bilancio 2025 e dall'intesa del 12 dicembre 2025 tra il Governo e le Autonomie speciali, determina le compensazioni dovute alle suddette autonomie in relazione alla perdita di gettito conseguente agli interventi in materia fiscale adottati dalla legge di bilancio 2025, in complessivi 100 milioni di euro per ciascuno degli anni 2026 e 2027 e 50 milioni di euro per il 2028. Il comma 658, in relazione alle misure fiscali contenute nella legge di bilancio 2026, dispone che Governo e Autonomie speciali promuovano un'intesa, entro il 30 aprile 2026, ai sensi dall'articolo 23 della legge n. 111 del 2023, al fine di concordare gli eventuali conseguenti ristori con la regione o provincia autonoma interessata.

I commi 659 e 661 stabiliscono che entro il 31 marzo 2026 con decreto del Ministero dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministero dell'interno, su proposta della Commissione per l'armonizzazione contabile degli enti territoriali, siano apportate delle modifiche alla disciplina per gli enti locali afferente alle modalità di calcolo del Fondo crediti di dubbia esigibilità. Nello specifico, il comma 659 introduce la possibilità di una diversa determinazione dell'ammontare dell'accantonamento del Fondo per gli enti locali, con decorrenza dal bilancio di previsione 2027-2029, con estensione ai bilanci 2028-2030 e 2029-2031. Il comma 661 prevede altresì che, con decreto del Ministero dell'economia e delle finanze, siano riviste le modalità di trasmissione alla Banca dati delle amministrazioni pubbliche - BDAP delle informazioni relative ai residui risultanti dal rendiconto di gestione, ai fini dell'acquisizione di tali dati al quinto livello della struttura del piano dei conti integrato e permetterne il monitoraggio.

Il comma 660, introdotto nel corso dell'esame al Senato, dispone la modifica dell'allegato 4/2, del decreto legislativo n. 118 del 2011, al paragrafo 5.4.9 concernente il mantenimento nel Fondo pluriennale vincolato delle risorse accantonate destinate al finanziamento di spese non impegnate per lavori pubblici. La modifica introdotta disciplina tale possibilità di mantenimento anche per i contratti sotto soglia.

Il comma 662 prevede, poi, l'introduzione della possibilità, che diviene obbligo a determinate condizioni, per gli enti locali di affidare la riscossione coattiva delle entrate tributarie e patrimoniali proprie alla AMCO - Asset management company S.p.A.

Il comma 663, con una modifica al testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, prevede che l'ente locale in dissesto ridetermina il proprio risultato di amministrazione al 31 dicembre dell'esercizio precedente l'ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato, al netto della massa passiva e della massa attiva trasferita all'Organismo straordinario di liquidazione, comprensivo del fondo anticipazioni di liquidità. Si consente, in particolare, di ripianare in dieci anni, a quote costanti, l'eventuale disavanzo di amministrazione risultante da tale rideterminazione.

Il comma 664, integrando la disciplina delle quote vincolate accantonate, vincolate e destinate dell'avanzo di amministrazione, contenuta nei commi 897 e 898 dell'articolo 1 della legge n. 145 del 2018, consente agli enti locali in disavanzo che rispettano il piano di rientro approvato per il recupero del disavanzo, di utilizzare, nell'esercizio in corso, e dopo l'approvazione del rendiconto dell'esercizio precedente, l'avanzo vincolato di parte corrente formatosi nell'esercizio precedente, in deroga ai limiti previsti dalla legge. Il recupero del disavanzo in conformità al piano di rientro è attestato con parere dei revisori dei conti sulla variazione al bilancio di previsione.

Il comma 665, inserito nel corso dell'esame presso l'altro ramo del Parlamento, modifica l'articolo 248 del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, al fine di contenere la misura del tasso di interesse sui crediti che residuano dalla gestione commissariale dei comuni dissestati, fissandola al tasso legale pro tempore vigente.

Il comma 666, intervenendo sulla disciplina del cosiddetto “federalismo demaniale”, prevede la non applicazione, a partire dal 1° gennaio 2026, della disposizione che prevede la riduzione delle risorse spettanti a qualsiasi titolo alle regioni e agli enti locali che hanno acquisito in proprietà, a titolo gratuito, beni immobili dello Stato utilizzati a titolo oneroso, in misura pari alla riduzione delle entrate erariali conseguente al trasferimento dei beni medesimi.

I commi da 667 a 671 disciplinano il trasferimento dell'area del comprensorio denominato «Falconera-Palangon» del comune di Caorle al patrimonio disponibile del comune medesimo.

Il comma 672 prevede che l'aumento del limite massimo di ricorso ad anticipazioni di tesoreria da tre a cinque dodicesimi delle entrate correnti, da parte degli enti locali - già previsto a legislazione vigente per il periodo 2020-2025 – sia esteso fino al 2028. La finalità della disposizione è quella di agevolare il rispetto dei tempi di pagamento nelle transazioni commerciali da parte degli enti locali.

Il comma 673 incrementa di 150 milioni per il 2026 la dotazione del fondo per l'assistenza ai minori, istituito dalla legge di bilancio per il 2025.

Il comma 674 prevede che, ai fini della progressiva armonizzazione dei trattamenti economici accessori del personale dei comuni, è istituito, nello stato di previsione del Ministero dell'interno, un fondo con una dotazione pari a 50 milioni di euro per l'anno 2027 e a 100 milioni euro annui a decorrere dall'anno 2028 da destinare, nell'ambito della contrattazione collettiva nazionale del comparto Funzioni locali per il triennio 2025-2027, all'incremento del trattamento accessorio, anche fisso e ricorrente, del personale non dirigenziale dei predetti enti.

Il comma 675, introdotto dal Senato, è volto ad autorizzare il Ministro dell'economia e delle finanze ad apportare le opportune variazioni di bilancio, in termini di competenza e di cassa, tra i capitoli dello stato di previsione del Ministero dell'interno su cui sono iscritte le risorse relative ai due Fondi per il finanziamento delle funzioni fondamentali delle province e delle città metropolitane, istituiti dai commi 783 e 784 dell'articolo 1 della legge n. 178 del 2020.

Il comma 676, introdotto dal Senato, abroga il divieto posto in capo alle province delle regioni a statuto ordinario di contrarre mutui per spese non rientranti nelle funzioni concernenti la gestione dell'edilizia scolastica, la costruzione e gestione delle strade provinciali e la regolazione della circolazione stradale ad esse inerente, nonché la tutela e valorizzazione dell'ambiente, per gli aspetti di competenza, e di effettuare spese per relazioni pubbliche, convegni, mostre, pubblicità e di rappresentanza.

Il comma 677, introdotto dal Senato, proroga dal 30 aprile al 31 luglio, per l'anno 2026, il termine entro il quale i comuni possono approvare i piani finanziari del servizio di gestione dei rifiuti urbani, le tariffe e i regolamenti della TARI e della tariffa corrispettiva.

Il comma 678, introdotto nel corso dell'esame presso il Senato, estende all'anno 2026 alcune misure specifiche previste per gli anni 2023, 2024 e 2025 in favore degli enti locali correlate con le esigenze poste dalle difficoltà determinate dall'emergenza dovuta all'aumento dei costi energetici.

Il comma 679, anch'esso introdotto dal Senato, proroga dall'anno 2027 all'anno 2028 l'applicazione della disposizione volta a consentire l'utilizzo libero delle economie da mutuo da parte di enti locali, specificando che la disciplina si applica anche alle operazioni di sospensione della quota capitale di mutui e di altre forme di prestito.

Il comma 680, inserito nel corso dell'esame presso l'altro ramo del Parlamento, prevede l'incremento delle risorse del Fondo di solidarietà comunale, per 15,1 milioni circa per il 2026, 5,1 milioni circa per il 2027, 0,3 milioni circa per il 2028 e 0,1 milioni circa a decorrere dal 2029. Tale incremento è destinato, ai sensi del comma 681, a incrementare di 110.000 euro annui a decorrere dal 2026 la quota ristorativa del Fondo, per esigenze di correzione derivanti dall'aggiornamento dell'elenco dei comuni che beneficiano dell'esenzione dall'IMU dei terreni, e a incrementare la quota ordinaria del Fondo, in misura pari a 15 milioni di euro per l'anno 2026, a 5 milioni di euro per l'anno 2027 e a 200.000 euro per l'anno 2028, per compensare in parte gli effetti derivati dall'esclusione di Roma Capitale dalle modalità di riparto della quota storica e perequativa del Fondo. La lettera c) del predetto comma 681 dispone, infatti, l'esclusione, a decorrere dall'anno 2026, del comune di Roma Capitale dall'applicazione delle modalità di riparto della quota storica e di quella perequativa del Fondo di solidarietà comunale, basata sulla differenza tra i fabbisogni standard di ciascun comune e la relativa capacità fiscale, e la definizione di importi fissi di contribuzione a carico di Roma Capitale verso il Fondo di solidarietà comunale. La fuoriuscita del comune di Roma Capitale dalle ordinarie modalità di riparto comporterebbe nel triennio 2026-2028 una diminuzione delle risorse a disposizione del Fondo per la perequazione “orizzontale”, in quanto il comune di Roma verserebbe un contributo fisso, pari a 79,6 milioni per il 2026, 69,6 milioni per il 2027 e 57,6 milioni annui a decorrere dal 2028, inferiore al contributo che dovrebbe versare a legislazione vigente. Tale effetto viene parzialmente compensato con il citato incremento della quota statale nel Fondo disposto alla lettera b). A decorrere dal 2029, la relazione tecnica rileva un complessivo aumento delle risorse a disposizione degli altri comuni per il riparto delle risorse storiche e perequative, di circa 23 milioni nel 2029 e circa 34 milioni a decorrere dal 2030, in quanto il versamento fisso, in misura pari a 57,6 milioni annui, a carico del comune di Roma Capitale verso il Fondo di solidarietà sarebbe superiore a quanto richiesto in applicazione delle vigenti modalità di riparto.

Il comma 682, inserito nel corso dell'esame presso il Senato, modifica la normativa in materia di estinzione anticipata dei prestiti obbligazionari da parte degli enti locali, prevedendo che essa possa essere finanziata anche mediante la quota libera dell'avanzo di amministrazione dell'esercizio precedente.

I commi 683 e 684 dispongono la possibilità, già prevista nell'anno 2025, di aumentare l'imposta di soggiorno, per i comuni presso i quali può essere istituita, anche nell'anno 2026. Analoga possibilità, con i medesimi limiti d'importo, è prevista con riferimento ai contributi di soggiorno istituiti da Roma Capitale e dal comune di Venezia. Il 30 per cento del maggior gettito è destinato al Fondo unico per l'inclusione delle persone con disabilità, per le finalità relative ai servizi di assistenza all'autonomia e alla comunicazione per gli alunni con disabilità e al fondo per l'assistenza ai minori di cui all'articolo 1, comma 759, della legge n. 207 del 2024.

I commi 685 e 686, modificati dal Senato, intervengono sulle disposizioni della legge di bilancio 2025, che prevedono l'attribuzione di una anticipazione di risorse nel 2025 e nel 2026 ai piccoli comuni in situazione di dissesto finanziario, per i quali l'organismo straordinario di liquidazione non abbia ancora approvato il rendiconto della gestione liquidatoria alla data del 1° gennaio 2025. Le modifiche apportate dal comma 685 sono volte ad aumentare da 25 a 50 milioni di euro l'importo massimo dell'anticipazione prevista per l'anno 2026 dall'articolo 1, comma 775, della legge n. 207 del 2024 e ad ampliare la platea dei comuni che possono beneficiare dell'anticipazione, stabilendo che essa possa essere attribuita ai comuni con popolazione fino a 20.000 abitanti, che soddisfino le medesime condizioni previste dall'attuale normativa per i comuni fino a 1.000 abitanti. La nuova formulazione ribadisce inoltre che le somme anticipate sono destinate all'incremento della massa attiva della gestione liquidatoria per il pagamento dei debiti ammessi, nei limiti dell'anticipazione erogata. Al Senato è stato inoltre introdotto il comma 686, volto a novellare l'articolo 1, comma 777, della legge di bilancio 2025, che disciplina la restituzione dell'anticipazione, secondo un piano di ammortamento fissato in un numero di annualità variabile a seconda dell'incidenza pro capite dell'anticipazione stessa, in luogo del piano decennale previsto dalla normativa vigente. I risparmi derivanti dalla rimodulazione del rimborso delle anticipazioni concesse nel 2025 vengono vincolati al ripiano anticipato del disavanzo di amministrazione o ad integrazione della massa attiva dell'Organismo straordinario di liquidazione.

Il comma 687, inserito nel corso dell'esame presso l'altro ramo del Parlamento, interviene sul Fondo per i contenziosi connessi a sentenze esecutive relative a calamità o cedimenti, dedicato a erogare contributi ai comuni condannati a erogare risarcimenti conseguenti a calamità naturali o a cedimenti strutturali verificatisi entro il 25 giugno 2016. In particolare, si prevede che le somme conservate sul Fondo in conto residui per gli anni 2023 e 2024 siano versate all'entrata del bilancio dello Stato e siano riassegnate al Fondo per il 2026. Tali risorse sono destinate ad erogare contributi, nel 2026, ai comuni per le richieste di risarcimento che essi non abbiano soddisfatto per le annualità 2023 e 2024. Inoltre, si prevede la riduzione della soglia di spesa minima necessaria per poter richiedere il contributo, stabilendo che i comuni possano richiedere contributi qualora l'ammontare complessivo dei risarcimenti – cumulando sia quelli 2023 che quelli 2024 – sia superiore al 40 per cento della “spesa corrente sostenuta”, in luogo della soglia del 50 per cento prevista dalla normativa vigente. Si modifica altresì il metodo di calcolo della soglia, prevedendo che la “spesa corrente sostenuta” si calcoli come media degli ultimi due rendiconti approvati, in luogo dei tre rendiconti previsti attualmente. I comuni devono comunicare l'entità delle spese relative agli anni 2023 e 2024 entro il 31 marzo 2026 con le modalità telematiche che saranno definite dal Ministero dell'interno.

Il comma 688, introdotto dal Senato, detta disposizioni in tema di amministrazione dei beni civici frazionali, mentre il comma 689, anch'esso introdotto dal Senato, dispone la sospensione fino al 31 dicembre 2028 dell'applicazione delle disposizioni che prevedono il blocco dei trasferimenti erariali dovuti dal Ministero dell'interno agli enti locali, nel caso in cui l'ente non abbia rispettato i termini per l'adozione di determinati adempimenti contabili.

Il comma 690, introdotto nel corso dell'esame presso il Senato, reca una deroga all'articolo 14 del testo unico delle società a partecipazione pubblica, disponendo che le province possano trasferire risorse finanziarie alle loro società in house che siano in fase di chiusura in esito al trasferimento di funzioni dalle province ad altri enti. Le risorse trasferite non devono superare le somme strettamente necessarie a pagare i debiti delle società in house che si sono verificati a causa del prolungamento temporale delle procedure di trasferimento delle funzioni delle province stesse agli enti subentranti, allo scopo ultimo di procedere alla chiusura delle società stesse.

Nel corso dell'esame presso il Senato è stato anche introdotto il comma 691 volto a prevedere che gli incarichi di segretario comunale di cui all'articolo 18-quater del decreto-legge 9 agosto 2024, n. 113, convertito con modificazioni dalla legge 7 ottobre 2024, n. 143, possono essere conferiti, fermo restando il rispetto delle modalità ivi previste, per ulteriori dodici mesi.

Sempre in materia di segretari comunali, nel corso dell'esame presso l'altro ramo del Parlamento è stato introdotto il comma 833, con il quale si prevede che, in deroga alla disciplina in materia di iscrizione all'Albo dei segretari comunali e provinciali, il Ministero dell'interno, in relazione al concorso pubblico, per esami, per l'ammissione di 441 borsisti al corso-concorso selettivo di formazione per il conseguimento dell'abilitazione richiesta ai fini dell'iscrizione di 340 segretari comunali nella fascia iniziale dell'Albo nazionale dei segretari comunali e provinciali, indetto con decreto del Capo Dipartimento per gli Affari interni e territoriali del 18 novembre 2024, è autorizzato ad iscrivere al predetto Albo, in aggiunta a quelli previsti dal bando, anche i borsisti non vincitori che abbiano conseguito il punteggio minimo di idoneità al termine del citato corso-concorso selettivo di formazione.

Il comma 695, introdotto dal Senato, consente agli enti locali di avvalersi, senza oneri a loro carico, della Fondazione Gazzetta Amministrativa, in occasione di eventi straordinari ed in attuazione del PNRR.

Con riferimento alle spese di personale degli enti locali, ricordo che il comma 238, introdotto al Senato, prevede la possibilità per gli enti locali, al fine di armonizzare il trattamento accessorio del personale dipendente, di incrementare il Fondo risorse decentrate destinato al personale in servizio, in deroga al limite massimo del trattamento accessorio previsto dalla normativa vigente, indicando, in sede di rilevazione dei dati del Conto annuale, la maggiore spesa sostenuta – prevedendo, nello specifico, che i comuni possano trasferire alle Unioni dei comuni, alle comunità montane e alle comunità isolane o di arcipelago a cui aderiscono una quota dell'incremento delle risorse affluite alla componente stabile dei propri fondi, con la contestuale riduzione permanente di pari importo di tale componente certificata dall'organo di revisione.

I commi da 696 a 714 disciplinano i livelli essenziali delle prestazioni in attuazione dell'articolo 13, comma 2, del decreto legislativo n. 68 del 2011, sulla base delle macroaree previste dall'articolo 14, comma 1, del medesimo decreto legislativo.

In particolare, il comma 697, per quanto attiene alla materia della sanità, fa salvi i livelli essenziali di assistenza previsti dall'articolo 1, comma 7, del decreto legislativo n. 507 del 1992 e la relativa disciplina attuativa, recata dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 12 gennaio 2017, per la quale continuano a trovare applicazione le procedure di aggiornamento già previste dalla disciplina vigente.

I commi da 698 a 705 stabiliscono i livelli essenziali delle prestazioni nella materia dell'assistenza, al fine della successiva definizione, mediante criteri di federalismo fiscale, del sistema di finanziamento degli interventi delle regioni a statuto ordinario in materia. Più specificamente, la definizione dei livelli essenziali di cui ai commi da 699 a 705 non concerne l'ambito dell'assistenza all'autonomia e alla comunicazione personale in favore degli alunni e studenti con disabilità, oggetto dei successivi commi da 706 a 711. I commi 699 e 700 prevedono, con decorrenza dall'anno 2027, l'istituzione di un sistema di garanzia dei livelli essenziali delle prestazioni di assistenza nel settore sociale (LEPS): a tale sistema, da attuare in ciascun ambito territoriale sociale (ATS), è connesso il livello di spesa necessario a garantire progressivamente, a partire dall'anno 2027, i medesimi livelli essenziali delle prestazioni, definiti nel citato comma 700. Al fine di assicurare i livelli essenziali delle prestazioni relativi alla costituzione di un'équipe multidisciplinare nell'ambito degli ATS reca un incremento delle risorse finanziarie già stabilite a legislazione vigente pari a 200 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2027.

I commi 706 e 707 stabiliscono che il livello essenziale delle prestazioni (LEP) in materia di assistenza all'autonomia e alla comunicazione personale per gli alunni e gli studenti con disabilità debba garantire, in attuazione del principio di inclusività, un supporto adeguato, permanente e personalizzato. In particolare, si prevede che costituiscono contenuto del LEP, quali sue componenti fondamentali, il numero di ore di assistenza all'autonomia e alla comunicazione personale, e l'impiego di personale in possesso del profilo professionale specificamente destinato all'assistenza per l'autonomia e per la comunicazione personale degli alunni con disabilità, nonché il rispetto di determinati standard qualitativi.

Il comma 708 prevede che entro il 31 dicembre 2027 sia alimentato il registro nazionale per la ricognizione del fabbisogno territoriale aggregato delle ore prestate dagli assistenti all'autonomia e alla comunicazione e degli utenti assistiti. A questo fine, un decreto delle amministrazioni competenti definirà i criteri tecnici e le modalità necessarie all'accesso, alla condivisione e all'utilizzo dei dati, nonché le specifiche tipologie di informazioni utili alla rilevazione e quantificazione del fabbisogno di assistenza a livello territoriale.

Il comma 709 introduce una disposizione transitoria per gli anni 2026 e 2027, con cui, in attesa della piena operatività del registro nazionale, viene individuato uno specifico obiettivo di servizio volto a garantire, presso gli enti territoriali dove risulti più carente, l'attivazione e il potenziamento delle attività di assistenza all'autonomia e alla comunicazione.

Il comma 710 rinvia a un decreto delle amministrazioni competenti la ripartizione delle risorse del Fondo unico per l'inclusione delle persone con disabilità, mentre il comma 711 stabilisce che all'attuazione dei commi da 706 a 710 si provveda a valere sulle risorse del Fondo unico per l'inclusione delle persone con disabilità, finalizzate al potenziamento dei servizi di assistenza all'autonomia e alla comunicazione per gli alunni con disabilità della scuola dell'infanzia, della scuola primaria e della scuola secondaria di primo e secondo grado, sulle risorse del Fondo speciale per l'equità del livello dei servizi e sulle risorse assicurate dalle amministrazioni regionali e locali nell'ambito dei rispettivi bilanci.

Per quanto attiene ai livelli essenziali delle prestazioni in materia di istruzione, il comma 712 fa rinvio alla disciplina dei livelli essenziali delle prestazioni contenuta nell'articolo 7 del decreto legislativo n. 68 del 2011, che individua i criteri per la concessione delle borse di studio agli studenti delle università e delle istituzioni AFAM. A tal fine, il comma 713 incrementa il fondo integrativo statale per la concessione di borse di studio in misura pari a 250 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2026. Il comma 714 demanda la definizione delle modalità di monitoraggio del raggiungimento dei livelli essenziali delle prestazioni di cui al comma 712 a un decreto del Ministro dell'università e della ricerca, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze e con l'Autorità politica delegata per gli affari regionali e le autonomie, previo parere della Commissione tecnica per i fabbisogni standard, previa intesa in sede di Conferenza unificata.

Segnalo, altresì, che il comma 830, introdotto nel corso dell'esame al Senato, stabilisce che, nelle more dell'adeguamento della metodologia di determinazione dell'indicatore di virtuosità sulla base del quale viene distribuito alle regioni a statuto ordinario il 10 per cento dei trasferimenti erariali assegnati per il cosiddetto “federalismo amministrativo”, a decorrere dal 2027 i parametri relativi al surplus di spesa considerati nell'indicatore sono valutati con riferimento al conseguimento dell'equilibrio di bilancio, come definito dall'articolo 1, comma 785, legge n. 207 del 2024.

I commi 831 e 832, anch'essi inseriti nel corso dell'esame da parte dell'altro ramo del Parlamento, modificano le norme del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali e del decreto legislativo n. 118 del 2011 che disciplinano l'utilizzo della quota libera dell'avanzo di amministrazione, al fine di consentire un maggiore ambito di autonomia decisionale degli enti locali e delle regioni ponendo sul medesimo livello di priorità gli impieghi: per gli investimenti, per le spese correnti a carattere non permanente e per l'estinzione anticipata di prestiti.

Il comma 834, introdotto dal Senato, è volto a definire le procedure per la contabilizzazione dei contributi attribuiti alle province e alle città metropolitane per il finanziamento delle funzioni fondamentali e delle risorse relative al concorso alla finanza pubblica a carico dei medesimi enti.

I commi da 835 a 839, anch'essi introdotti dal Senato, recano disposizioni volte a definire le modalità attraverso le quali il Ministero dell'interno, a decorrere dal 2026, provvede al recupero di somme dovute dagli enti locali a titolo di concorso alla finanza pubblica per gli anni 2024-2028 ovvero a titolo di contributi assegnati per far fronte all'emergenza epidemiologica da COVID-19, risultanti in eccedenza a seguito del conguaglio finale a consuntivo.

Il comma 851, introdotto nel corso dell'esame presso il Senato della Repubblica, destina 300.000 euro per l'anno 2026 ad iniziative per il contrasto all'antisemitismo da parte dei comuni con popolazione superiore a 80.000 abitanti.

In relazione alle misure connesse alle emergenze, segnalo in primo luogo che i commi da 555 a 558, modificati dal Senato, istituiscono nello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze un fondo con una dotazione di 350 milioni di euro per l'anno 2026 al fine di ridurre l'esposizione a situazioni di rischio che interessano il territorio nazionale connesse a eventi imprevedibili tali da richiedere l'introduzione di misure specifiche. Le modalità di assegnazione delle risorse saranno definite con decreto del Ministro della protezione civile e le politiche del mare, su proposta del Capo del Dipartimento Casa Italia della Presidenza del Consiglio dei ministri, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze.

I commi da 559 a 562 prevedono interventi in favore del comune de L'Aquila e altri comuni del cratere sismico 2009.

I commi da 563 a 568 recano disposizioni riguardanti gli eventi sismici che hanno colpito l'Emilia-Romagna nel 2012, prevedendo, in particolare, che per il completamento degli interventi si dia applicazione alla legge quadro in materia di ricostruzione post-calamità di cui alla legge n. 40 del 2025. In questo contesto, si stabilisce che il Commissario delegato, presidente della regione Emilia-Romagna, presenti una relazione al termine dello stato di emergenza e, a decorrere dal 1° gennaio 2026, sia dichiarato lo stato di ricostruzione di rilievo nazionale, per una durata di due anni. Conseguentemente, si disciplina la nomina del Commissario straordinario alla ricostruzione, che succede all'attuale Commissario delegato per l'emergenza, autorizzando la spesa necessaria alla costituzione della struttura di supporto al Commissario straordinario e al finanziamento degli interventi di assistenza tecnica, assistenza alla popolazione, degli interventi sostitutivi per gli eventi sismici e del contributo di autonoma sistemazione. Ai sensi del comma 568, al finanziamento degli interventi si provvede a valere sulle risorse del Fondo destinato al finanziamento degli interventi di ricostruzione e delle esigenze connesse alla stessa, di cui all'articolo 1, comma 644, della legge di bilancio per il 2025. Il comma 569, infine, proroga dal 31 dicembre 2025 al 31 dicembre 2026 la possibilità di utilizzare i finanziamenti agevolati in favore di imprese agricole e agroindustriali colpite dal sisma del 2012 nelle regioni Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto.

I commi da 570 a 573 prevedono la proroga fino al 31 dicembre 2026 della gestione straordinaria connessa alla ricostruzione successiva agli eventi sismici che hanno interessato le regioni del Centro Italia negli anni 2016 e 2017, recando le conseguenti disposizioni di carattere finanziario e amministrativo. Il comma 574 estende dal 31 dicembre 2025 al 31 dicembre 2026 la sospensione dei termini di pagamento per le utenze del servizio idrico integrato, di energia elettrica e gas localizzate nella “zona rossa” dei comuni interessati dagli eventi sismici nel 2016 e nel 2017. Il comma 575 estende dal 31 dicembre 2025 al 31 dicembre 2026 la sospensione dei termini di pagamento per i titolari di utenze del servizio idrico integrato, di energia elettrica e gas relative a case di abitazione, studi professionali o aziende localizzati nei comuni interessati dagli eventi sismici del 2016 e del 2017 e dichiarati inagibili entro il 30 aprile 2021. Il comma 576 differisce di un ulteriore anno, per tutto il 2026, il pagamento delle rate dei mutui concessi dalla Cassa depositi e prestiti S.p.A. ai comuni interessati dai medesimi eventi sismici del 2016 e 2017, senza l'applicazione di sanzioni o interessi. Il comma 577 sospende di un altro anno, fino al 31 dicembre 2026, il pagamento delle rate dei mutui, dei finanziamenti e dei relativi interessi, nonché, tra gli altri, il pagamento di canoni per immobili dichiarati inagibili o di alcuni beni mobili strumentali, per le attività economiche e produttive e per i soggetti privati per quanto concerne i mutui relativi alla prima casa di abitazione, inagibile o distrutta localizzati nei comuni colpiti dagli eventi sismici del 2016 e i comuni della “zona rossa” istituita da apposite ordinanze dei sindaci. Il comma 578 sospende per un altro anno, e senza oneri aggiuntivi per i beneficiari, il pagamento delle rate dei mutui o finanziamenti in scadenza entro il 31 dicembre 2026, qualora i singoli istituti bancari o gli intermediari finanziari non abbiano informato, secondo i criteri prescritti, i beneficiari di tali mutui o finanziamenti della possibilità di chiedere la sospensione delle rate in scadenza. Il comma 579 dispone che lo Stato concorre agli oneri derivanti dai commi 577 e 578 concernenti, tra gli altri, la sospensione delle rate dei mutui, nel limite di spesa di 1,5 milioni di euro per l'anno 2026. Il comma 580 proroga le norme che disciplinano le esenzioni dei redditi da fabbricati, ubicati nei comuni interessati dagli eventi sismici nell'Italia centrale del 2016 e 2017, del reddito imponibile ai fini IRPEF e IRES, nonché le esenzioni, per i medesimi fabbricati, dall'IMU e dalla TASI. I commi 581 e 582 prorogano di un anno, dal 31 dicembre 2025 al 31 dicembre 2026, alcuni termini previsti per la gestione delle macerie, dei rifiuti da costruzione e demolizione e dei materiali da scavo nei territori colpiti dagli eventi sismici iniziati il 24 agosto 2016 in Italia centrale. Il comma 583 dell'articolo 1 dispone il riparto delle somme operato dal Commissario del Governo per la ricostruzione dei territori colpiti dal sisma nel 2016 delle regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria. Il comma 584 estende all'anno 2026 la disposizione transitoria, già stabilita per l'anno 2019 e per gli anni dal 2021 al 2025, che esclude, nel limite di spesa di 2 milioni di euro per ciascun anno, dal computo dell'indicatore della situazione patrimoniale, valido al fine della determinazione dell'ISEE del nucleo familiare, gli immobili di proprietà distrutti o non agibili in seguito a calamità naturali. Il comma 585 detta disposizioni necessarie a compensare la perdita del gettito TARI in favore dei comuni interessati dagli eventi sismici del 2016 e 2017. Il comma 586 detta disposizioni per la proroga o il rinnovo fino al 31 dicembre 2026 dei contratti di lavoro a tempo determinato stipulati con il personale in servizio presso gli Uffici speciali per la ricostruzione e presso gli altri enti compresi nel cratere del sisma del 2016. Il comma 587 proroga fino al 31 dicembre 2026 la concessione del contributo per il disagio abitativo finalizzato alla ricostruzione, previsto nei territori delle regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria interessati dagli eventi sismici verificatisi a far data dal 24 agosto 2016. Per tali fini è autorizzata la spesa nel limite di 82 milioni di euro per l'anno 2026. Il comma 588 detta disposizioni finanziarie volte ad assicurare lo sviluppo, l'implementazione, la manutenzione e la funzionalità delle piattaforme informatiche di titolarità del Commissario straordinario del Governo per la riparazione, la ricostruzione, l'assistenza alla popolazione e la ripresa economica dei territori compiti dal sisma del 2016. Il comma 589 proroga le misure di supporto a favore del Commissario per la ricostruzione post-sisma 2016, per lo svolgimento dei procedimenti di attuazione degli investimenti previsti dal Piano Nazionale Complementare nei territori colpiti dagli eventi sismici del 2009 in Abruzzo e del 2016-2017 in Italia centrale, per una spesa complessiva per l'anno 2026 pari a 3,4 milioni di euro. Il comma 590 prevede la proroga dello stato d'emergenza deliberato a seguito del sisma 2016. Il comma 591 prevede l'applicazione anche per l'anno 2026 di alcune esenzioni fiscali e contributive disposte a favore delle imprese ubicate all'interno della Zona franca istituita nei comuni del Centro Italia colpiti dal sisma del 2016 che abbiano subito una riduzione di fatturato in conseguenza del sisma. Le esenzioni sono previste entro un limite di spesa di 11,7 milioni di euro. Anche ai benefici concessi per l'annualità 2026 si applicano la normativa dell'Unione europea sugli aiuti de minimis e le disposizioni relative alle agevolazioni fiscali e contributive in favore di micro e piccole imprese localizzate nelle Zone Franche Urbane delle regioni dell'Obiettivo «Convergenza».

I commi da 592 a 594 prevedono la cessazione dei contributi per autonoma sistemazione per i comuni colpiti dagli eventi sismici che hanno interessato le Marche e l'Umbria negli anni 2022 e 2023, nonché, a far data dalla cessazione del contributo e fino al 31 dicembre 2026, il riconoscimento di un contributo per il disagio abitativo finalizzato alla ricostruzione. Il comma 595 riconosce anche per l'anno 2026 l'esenzione dall'imposta municipale propria, già prevista fino al 31 dicembre 2025, per i fabbricati ad uso abitativo, ubicati nelle regioni Marche e Umbria, interessati dagli eventi sismici che hanno colpito entrambi i territori rispettivamente nel 2022 e nel 2023.

I commi 596 e 597 prevedono la proroga del termine per la gestione straordinaria, finalizzata all'attuazione delle misure per gli eventi sismici del 2016 e 2017, nonché lo stanziamento necessario alle attività relative all'assistenza alla popolazione a seguito della cessazione dello stato di emergenza.

I commi 598 e 599 prevedono disposizioni finalizzate ad assicurare le attività di assistenza alla popolazione compita dagli eccezionali eventi verificatisi nel territorio dell'isola di Ischia a partire dal 26 novembre 2022, nonché per assicurare la continuità nello smaltimento dei rifiuti solidi urbani.

Il comma 600 proroga al 31 dicembre 2026 i termini di durata dell'incarico dei Commissari straordinari per la ricostruzione nei territori dei comuni della provincia di Campobasso colpiti dagli eventi sismici occorsi a far data dal 16 agosto 2018 e nei territori dei comuni della città metropolitana di Catania colpiti dall'evento sismico del 26 dicembre 2018, nonché i termini delle relative gestioni straordinarie, strutture commissariali e del relativo personale, e i termini per le assunzioni, in deroga ai vincoli di contenimento della spesa di personale, da parte della città metropolitana di Catania, autorizzando una spesa di 2,82 milioni di euro per l'anno 2026. Il comma 601 consente, inoltre, alla città metropolitana di Catania la proroga o il rinnovo fino al 31 dicembre 2026 dei contratti di lavoro del personale, limitatamente all'annualità 2026, in deroga ai limiti temporali previsti e del divieto di rinnovo per i contratti di lavoro delle pubbliche amministrazioni previsti dalla normativa vigente. Il comma 602 provvede a rifinanziare il Fondo per la ricostruzione, istituito per i suddetti eventi sismici, per 800.000 euro per l'anno 2026, per la stipula di convenzioni sottoscritte dal Commissario alla ricostruzione nei territori dei comuni della provincia di Campobasso. Il comma 603 proroga fino 31 dicembre 2026, il riconoscimento, con riferimento ai comuni della città metropolitana di Catania colpiti dal sisma del 2018, del contributo per il disagio abitativo finalizzato alla ricostruzione, autorizzando a tale fine una spesa di 1,3 milioni di euro per l'anno 2026.

I commi da 604 a 607 recano proroghe volte ad assicurare il proseguimento e l'accelerazione dei processi di ricostruzione a seguito degli eventi alluvionali verificatisi, a far data dal 1° maggio 2023, nei territori delle regioni Emilia-Romagna, Toscana e Marche, nonché, nei mesi di settembre e ottobre 2024, nei territori della regione Emilia-Romagna. Il comma 606, introdotto dal Senato, integra la disciplina della struttura di supporto al Commissario, al fine di modificare le modalità per il conferimento di un numero massimo di due incarichi di livello dirigenziale non generale. Il comma 607, introdotto dal Senato, consente al Commissario di destinare una quota delle risorse disponibili nella contabilità speciale ad esso intestata per interventi di ricostruzione privata, entro il limite massimo di 400 milioni di euro, all'attuazione di interventi urgenti di ricostruzione pubblica individuati sulla base di indirizzi adottati dal Commissario medesimo entro il 30 aprile 2026, d'intesa con i presidenti delle regioni Emilia-Romagna, Marche e Toscana e sentita la Cabina di coordinamento. Viene altresì stabilito che il Commissario assicuri il monitoraggio trimestrale delle concessioni dei contributi di ricostruzione privata, dandone anche comunicazione nel proprio sito internet istituzionale.

I commi 608 e 609 recano una serie di modifiche alla disciplina del Commissario straordinario nazionale per l'adozione di interventi urgenti connessi al fenomeno della scarsità idrica I commi 610 e 611, introdotti dal Senato, rinnovano, anche per gli anni 2026 e 2027, l'autorizzazione di spesa di 150.000 euro annui disposta, per gli anni 2024 e 2025, per la copertura degli oneri derivanti dai compensi degli esperti o consulenti di cui può avvalersi il Dipartimento per la programmazione e il coordinamento della politica economica della Presidenza del Consiglio dei ministri per l'esercizio delle funzioni di segreteria tecnica della Cabina di regia per la crisi idrica.

Il comma 612 prevede un rifinanziamento in misura pari a 10 milioni di euro per l'anno 2026 del fondo per la ricostruzione delle aree colpite dagli eventi sismici della regione Molise e dell'Area Etnea.

Il comma 613 prevede l'incremento di un importo pari a 100 milioni di euro, per ciascuno degli anni 2026 e 2027, dell'autorizzazione di spesa prevista per soddisfare le esigenze delle popolazioni colpite dal sisma del 6 aprile 2009 nella regione Abruzzo.

Il comma 614 prevede un'autorizzazione di spesa di 20 milioni di euro per l'anno 2026 e di 30 milioni di euro per l'anno 2027 per il finanziamento degli interventi conseguenti agli eventi calamitosi verificatisi nell'isola di Ischia nel 2017 e nel 2022.

Il comma 615 autorizza una spesa di 20 milioni di euro per l'anno 2026, di 90 milioni di euro per l'anno 2027 e di 220 milioni di euro per l'anno 2028 finalizzata alla realizzazione di interventi di ricostruzione privata nei territori interessati dagli eventi sismici nelle regioni Marche e Umbria negli anni 2022 e 2023.

I commi da 616 a 618, integralmente riformulati nel corso dell'esame parlamentare, autorizzano i Commissari straordinari e gli Uffici speciali per la ricostruzione, competenti per diversi eventi sismici verificatisi a far data dal 1° aprile 2009, ad incrementare il contributo per la ricostruzione privata, nei limiti delle risorse indicate nell'allegato VI al presente disegno di legge. L'incremento del contributo è concedibile per le istanze presentate fino al 31 dicembre 2024 e si applica alle opere non completate interessate dall'esercizio dell'opzione per la cessione del credito o per lo sconto in fattura per la fruizione della detrazione del 110 per cento. Per tali finalità è autorizzata la spesa massima di 251,71 milioni di euro per l'anno 2027 e di 152,11 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2028 al 2036. Si prevede che il Capo del Dipartimento Casa Italia presso la Presidenza del Consiglio dei ministri provveda al riparto delle somme stanziate tra i Commissari e gli Uffici per la ricostruzione interessati.

Il comma 619, introdotto al Senato, permette di utilizzare per il finanziamento degli interventi di ricostruzione e delle esigenze connesse alla stessa, anche il rifinanziamento dei Fondi per la ricostruzione e per le spese di funzionamento delle strutture commissariali istituiti dalla legge quadro in materia di ricostruzione post-calamità di cui alla legge n. 40 del 2025. È altresì modificata la disciplina per la ripartizione del Fondo destinato al finanziamento degli interventi di ricostruzione e delle esigenze connesse alla stessa, di cui all'articolo 1, comma 644, della legge di bilancio per il 2025.

Il comma 620, introdotto nel corso dell'esame parlamentare, modifica la disciplina relativa alla legge quadro in materia di ricostruzione post-calamità, anche al fine di coordinarla con le previsioni di cui all'articolo 1, commi da 644 a 646, della legge di bilancio per il 2025.

Il comma 621, anch'esso introdotto nel corso dell'esame parlamentare, reca una disposizione in materia di ricostruzione a seguito degli eventi sismici in Abruzzo, mentre i commi 625, 626 e 627, ugualmente introdotti dal Senato, prevedono che, al fine di assicurare le professionalità necessarie alla ricostruzione, le regioni, gli enti locali, ivi comprese le unioni dei comuni ricompresi nei territori dei comuni di cui agli allegati 1, 2 e 2-bis del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 dicembre 2016, n. 229, nonché gli Enti parco nazionali autorizzati alle assunzioni di personale a tempo determinato ai sensi dell'articolo 3, comma 1, ultimo periodo, del medesimo decreto-legge n. 189 del 2016, in coerenza con il piano triennale dei fabbisogni di cui all'articolo 6 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, possono assumere a tempo indeterminato, nei limiti dei risparmi derivanti dalle cessazioni dal servizio del personale assunto a tempo indeterminato da ciascun ente, il personale non dirigenziale non di ruolo, reclutato a tempo determinato con procedure concorsuali o selettive e in servizio presso gli Uffici speciali per la ricostruzione o presso i suddetti enti alla data di entrata in vigore della legge in esame, e che abbia maturato almeno tre anni di servizio anche in posizioni contrattuali diverse.

Il comma 628, introdotto dal Senato, proroga al 31 dicembre 2026 i lavori del tavolo tecnico, presso il Ministero dell'economia e delle finanze, per la verifica dell'attuazione della disciplina che dispone il rimborso delle imposte per i soggetti colpiti dal sisma del 13 e 16 dicembre 1990, che ha interessato le province di Catania, Ragusa e Siracusa.

I commi 629 e 630, introdotti nel corso dei lavori parlamentari, modificano, in più punti, la disciplina applicabile, ai sensi degli articoli 9-ter e 9-quater del decreto-legge n. 76 del 2024, al Commissario straordinario per l'attuazione degli interventi pubblici nell'area dei Campi Flegrei.

Il comma 631 destina al Fondo regionale di protezione civile risorse pari a 40 milioni di euro per il 2026, a 60 milioni ciascuno degli anni 2027 e 2028 e a 40 milioni annui a decorrere dal 2029.

Il comma 632 reca uno stanziamento di 50 milioni di euro annui per ciascuno degli anni 2027 e 2028, al fine di far fronte ai danni occorsi al patrimonio privato e alle attività economiche e produttive in relazione agli eventi per i quali sia stato dichiarato lo stato di emergenza nazionale.

Il comma 633 destina 2,35 milioni per l'anno 2026 al fondo per l'adeguamento in termini tecnologici e di sicurezza del sistema di allarme pubblico IT-alert.

Per quanto attiene a ulteriori disposizioni in materia di tutela dell'ambiente e dell'ecosistema, segnalo in primo luogo che i commi da 774 a 782, modificati dal Senato, disciplinano la gestione contabile, nonché l'assegnazione alle amministrazioni responsabili degli interventi, delle risorse destinate all'attuazione del Piano sociale per il clima con riferimento tanto a quelle provenienti dal Fondo sociale per il clima previsto dall'Unione europea quanto ai cofinanziamenti nazionali. Sono altresì previsti specifici obblighi in capo alle amministrazioni per l'attuazione del medesimo Piano e individuati i possibili utilizzi delle risorse delle relative. La modifica introdotta dal Senato riguarda solamente il comma 781 ed è volta a precisare che le amministrazioni centrali titolari delle misure e degli investimenti del Piano sono tenute anche a destinare le risorse recuperate a ulteriori progetti inclusi nelle finalità, stabilite a livello europeo, del Fondo sociale per il clima.

Con riferimento alle ulteriori disposizioni, segnalo che il comma 622 inserito nel corso dell'esame parlamentare, posticipa di sei mesi i termini i termini per l'adozione di misure necessarie a garantire che le acque destinate al consumo umano soddisfino i valori di parametro di cui all'allegato I, Parte B, del decreto legislativo n. 18 del 2023 per quel che riguarda esclusivamente il parametro della “somma di 4 PFAS”.

Il comma 634 aggiunge la promozione delle politiche della dimensione subacquea alle finalità del Fondo per un'economia e una crescita blu sostenibili, incrementando la dotazione del medesimo fondo da 5 a 10 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2026.

I commi da 692 a 694, introdotti dal Senato, prevedono l'istituzione del Parco nazionale "Costa dei Trabocchi", mentre i commi da 864 a 866, anch'essi introdotti dal Senato, autorizzano l'Ente Parco Nazionale Gran Paradiso ad assumere sei unità di personale in misura corrispondente alle cessazioni del personale di ruolo dell'Ente Parco avvenute nell'anno 2025.

Il comma 789, anch'esso introdotto dal Senato, modifica il novero dei soggetti tenuti all'iscrizione al Registro elettronico nazionale per la tracciabilità dei rifiuti (RENTRI), escludendo alcuni consorzi, sistemi di gestione o produttori di rifiuti.

Il comma 968, parimenti introdotto dal Senato, al fine di sostenere gli interventi volti alla riduzione degli impatti antropici sui corsi d'acqua nelle regioni del Friuli-Venezia Giulia e del Veneto nonché per potenziare le reti del servizio idrico integrato, autorizza la spesa di 10 milioni di euro annui per ciascuno degli anni 2026 e 2027 in favore del gestore del servizio idrico Livenza Tagliamento Acque S.p.A.

Con riferimento agli interventi in materia di giustizia, sicurezza e difesa, ricordo in primo luogo che il comma 182, inserito dal Senato, incrementa nella misura di 20 milioni di euro annui per l'anno 2026, 40 milioni di euro per ciascuno degli anni 2027, 2028 e 2029 e di 30 milioni annui a decorrere dall'anno 2030 il fondo destinato all'adozione di provvedimenti normativi volti alla progressiva perequazione del regime previdenziale del personale delle Forze armate, delle Forze di polizia a ordinamento civile e militare e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco.

Rilevo che i commi 183 e 184, anch'essi inseriti dal Senato, recano un'autorizzazione di spesa pari a 10 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2026 al 2029 per la stipulazione di polizze assicurative per la tutela legale e la copertura della responsabilità civile verso terzi del personale delle Forze armate, delle Forze di polizia a ordinamento civile e militare e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco.

I commi da 240 a 246 autorizzano l'assunzione straordinaria di un contingente massimo di 2.000 unità di agenti del Corpo di Polizia penitenziaria e prevede la possibilità per il Ministero della giustizia di disporre il trattenimento in servizio di un contingente massimo di 150 unità di personale del medesimo Corpo.

Il comma 247, introdotto al Senato, reca disposizioni in materia di edilizia penitenziaria relative agli interventi di competenza del Commissario straordinario per l'edilizia penitenziaria. In particolare, il Commissario straordinario, d'intesa con la provincia autonoma di Bolzano, è tenuto a porre in essere gli atti necessari per realizzare la nuova casa circondariale di Bolzano, nell'ambito del cosiddetto «Piano carceri». Al medesimo Commissario è attribuita la competenza in materia di interventi sulle strutture detentive di Forlì Lotto 2, Brescia Verziano, Bologna, Milano Bollate, Milano Opera, Milano San Vittore (raggi II e IV) e Roma Rebibbia, prima rientranti nella competenza del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.

I commi 250, 251 e 252 potenziano il personale del Corpo delle Capitanerie di Porto aumentando la dotazione organica complessiva dei marescialli e autorizzando il reclutamento, per concorso, di volontari in servizio permanente.

Il comma 293, introdotto dal Senato, apporta modifiche all'articolo 16-bis del decreto-legge n. 80 del 2021 in materia di stabilizzazione del personale dell'Ufficio del processo assunto presso il Ministero della giustizia e nell'ambito della giustizia amministrativa.

Il comma 294, anch'esso introdotto dal Senato, prevede che siano utilizzabili sino al 31 dicembre 2026 le facoltà assunzionali dell'amministrazione giudiziaria relative al personale da assegnare al tribunale di Roma e all'ufficio del giudice di pace di Roma per l'attuazione del Protocollo Italia-Albania.

Il comma 302 reca un'autorizzazione al Ministero della giustizia per l'assunzione, nel biennio 2026-2027, di 718 magistrati ordinari vincitori di concorsi già banditi.

Il comma 304 annulla la riduzione degli oneri riferiti alle consistenze dei volontari di truppa per il Corpo delle capitanerie di porto, che la legge di bilancio dello scorso anno aveva previsto a decorrere dal 2026.

Il comma 316 autorizza la spesa di 114,24 milioni per il 2026, per incrementare i servizi di tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica, di prevenzione del terrorismo, nonché del soccorso pubblico. Tale incremento è volto anche a far fronte alle straordinarie esigenze connesse allo svolgimento dei Giochi olimpici e paralimpici «Milano-Cortina 2026».

Il comma 317, al fine di assicurare l'attuazione del Patto europeo sulla migrazione e l'asilo, autorizza ad utilizzare prestatori di lavoro con contratto a termine da parte della Commissione nazionale per il diritto di asilo e delle Commissioni territoriali per il riconoscimento della protezione internazionale. L'autorizzazione è disposta in deroga ai limiti di spesa previsti dalla normativa vigente e prevede una soglia di spesa di 14,61 milioni per l'anno 2026.

Il comma 495 autorizza la spesa di 4,7 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2026 per rafforzare e stabilizzare il contingente del personale dell'Arma dei Carabinieri in servizio di sorveglianza e scorta presso le Sedi estere.

Il comma 280, al fine di proteggere gli interessi fondamentali della sicurezza nazionale e potenziare l'industria della difesa nel settore della produzione e del commercio di armamenti e sistemi d'arma, prevede che il Ministro della difesa, di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, individui, con proprio decreto e nel rispetto delle risorse previste dalla normativa vigente, le attività, le aree, le opere e i progetti infrastrutturali destinati alla realizzazione, all'ampliamento, alla riconversione, alla gestione e allo sviluppo delle capacità industriali della difesa, riconosciuti come strategici per la difesa nazionale.

Il comma 792 prevede che i concorsi per le assunzioni del personale dell'area degli assistenti dell'amministrazione civile dell'interno, di cui all'articolo 5 del decreto-legge n. 25 del 2025, saranno organizzati in via prioritaria ed esclusiva dal Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei ministri, che si avvale della Commissione per l'attuazione del Progetto di Riqualificazione delle Pubbliche Amministrazioni-RIPAM.

Il comma 794 istituisce un fondo nello stato di previsione del Ministero della difesa, con una dotazione iniziale di 2 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2026, per l'adozione dei provvedimenti normativi in materia di revisione della struttura organizzativa e ordinativa del Servizio sanitario militare.

I commi 820 e 821 autorizzano un contributo di 100.000 euro in favore dell'Agenzia industrie difesa per la promozione e il sostegno della ricerca e dello sviluppo nel settore delle tecnologie emergenti applicate alla difesa nazionale e modificano l'articolo 48 del Codice dell'ordinamento militare attribuendo alla stessa Agenzia l'ulteriore scopo di svolgere e promuovere attività di ricerca, sperimentazione e sviluppo in materia di tecnologie emergenti per la difesa nazionale.

Il comma 828 finanzia il proseguimento, da parte del Ministero della difesa, delle attività di distruzione delle armi chimiche e di manutenzione dei relativi impianti, in conformità agli accordi internazionali sottoscritti dall'Italia, autorizzando a tal fine la spesa di 850.000 euro per l'anno 2026 e 900.000 euro per ciascuno degli anni dal 2027 al 2030.

Il comma 841, introdotto dal Senato, istituisce nello stato di previsione del Ministero della giustizia un fondo di euro 500.000 annui a decorrere dal 2026. Tali risorse dovranno essere ripartite tra soggetti operanti nel settore della giustizia e della legalità che promuovono la realizzazione di programmi, corsi formativi, materiali divulgativi ed eventi finalizzati al contrasto della criminalità organizzata.

Il comma 847, introdotto dal Senato, stanzia 1 milione di euro per ciascuno degli anni 2026 e 2027 da destinare alla copertura dei costi di custodia derivanti dal sequestro e dalla confisca di animali impiegati nei combattimenti tra animali, nonché di animali affetti da problematiche comportamentali, affidati a strutture, gestite o affiancate da enti del terzo settore, specializzate nel recupero comportamentale. Il comma 848 demanda a un decreto del Ministero del lavoro la definizione delle modalità di attuazione del comma 847.

I commi da 915 a 921 prevedono il riconoscimento di una elargizione, nel limite di spesa di 10 milioni di euro per l'anno 2026, a favore dei superstiti delle vittime civili decedute a causa di atti criminosi di matrice politica commessi ai danni di cittadini italiani, compiuti sul territorio nazionale negli anni dal 1970 al 1979, prevedendone la concessione, anche in assenza di sentenza, ancorché non definitiva, che ne attesti la predetta matrice, e, a determinate condizioni, previa domanda da presentare, a pena di decadenza, entro il termine di quattro mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge di bilancio. Si specifica altresì che, qualora dall'accoglimento delle domande, secondo l'ordine cronologico, dovesse emergere, anche in via prospettica, il superamento del limite di spesa previsto non sono prese in considerazione ulteriori domande per l'accesso al beneficio.

I commi da 922 a 924 modificano la disciplina dell'assegno sostitutivo dell'accompagnatore militare prevedendone la concessione, a domanda, per dodici mensilità in favore di taluni grandi invalidi di guerra. È altresì prevista la concessione del medesimo assegno anche ai grandi invalidi per servizio affetti dalle medesime invalidità, nonché ai pensionati di guerra e per servizio militare affetti da invalidità che siano insigniti di medaglia d'oro al valor militare.

Per quanto attiene, invece, agli interventi in materia di affari esteri e cooperazione internazionale, segnalo in primo luogo che il comma 496, introdotto presso l'esame in Senato, incrementa di 35 unità la dotazione organica del primo grado della carriera diplomatica per gli anni 2026, 2027 e 2028, autorizzando il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale a bandire i relativi bandi di concorso e autorizzando la spesa di euro 555.867 per l'anno 2026, di euro 3.891.069 per l'anno 2027, di euro 7.226.271 per l'anno 2028 e di euro 10.005.605 annui a decorrere dall'anno 2029. Per lo svolgimento delle procedure di reclutamento viene autorizzata l'ulteriore spesa di 400.000 euro annui.

Il comma 497 autorizza la spesa di 14 milioni di euro per l'anno 2026 per lo svolgimento delle votazioni per il rinnovo dei Comitati degli italiani all'estero e del Consiglio generale degli italiani all'estero.

Il comma 498, integrato durante l'esame parlamentare, istituisce nello stato di previsione del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale un fondo con una dotazione finanziaria di 35 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2026 per iniziative di promozione in campo economico e culturale svolte dal medesimo Ministero. Una quota di tale Fondo, fino a 6 milioni di euro per l'anno 2026, è destinata alla valorizzazione dei profili internazionali della celebrazione dei 2.500 anni della città di Napoli e per la realizzazione di attività di promozione della città e del suo territorio.

Il comma 501, introdotto dal Senato, concede un contributo di 300.000 euro per ciascuno degli anni 2026 e 2027 all'Osservatorio Sud Est Europa della Fondazione Luigi Einaudi.

Il comma 502, anch'esso introdotto dal Senato, concede un contributo di 200.000 euro per ciascuno degli anni 2026 e 2027 alla Fondazione Med-Or, per lo svolgimento di ricerche, studi e pubblicazioni sull'attività di influenza russa in Europa e in Nord Africa.

Il comma 503 prevede l'incremento di 100 milioni di euro per l'anno 2026 della dotazione finanziaria della "Sezione venture capital e investimenti partecipativi" nell'ambito del cosiddetto Fondo 394, mentre il successivo comma 504 prevede il sostegno al Fondo per la promozione degli scambi ed all'internazionalizzazione delle imprese, per ulteriori 100 milioni di euro annui per il triennio 2026-2028.

I commi da 505 a 510 istituiscono un fondo destinato all'erogazione di un contributo a dono, pari a 50 milioni di euro per l'anno 2026, a beneficio del governo ucraino. L'intervento è finalizzato a favorire la ripresa economica e il rafforzamento delle infrastrutture e dei settori strategici dell'Ucraina ed è vincolato all'acquisto di beni e servizi forniti da imprese italiane.

I commi 511 e 512, introdotti durante l'esame presso il Senato, finanziano per gli anni 2026 e 2027 interventi in favore degli italiani all'estero e per la promozione della lingua e della cultura italiana all'estero.

I commi 513 e 514, anch'essi inseriti nel corso dell'esame parlamentare, modificano la procedura per l'acquisto della cittadinanza italiana per il minore straniero o apolide, il cui padre o la cui madre sono cittadini per nascita, esentando le dichiarazioni rese dai genitori nell'ambito di tale procedimento dal pagamento del contributo di importo pari a 250 euro.

I commi 768 e 769, parimenti introdotti durante l'esame parlamentare, estendono all'anno 2026 la misura introdotta con l'articolo 10, commi da 5 a 10, del decreto-legge n. 89 del 2024, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 120 del 2024, che autorizza la Cassa Depositi e Prestiti a concedere finanziamenti sotto qualsiasi forma, a valere sulle risorse della cosiddetta gestione separata, nel limite massimo di 500 milioni di euro per l'anno 2025, a favore di imprese stabilmente operative nel Continente africano per la realizzazione di interventi in specifici settori e in coerenza con le finalità del Piano Mattei di cui all'articolo 1 del decreto-legge 15 novembre 2023, n. 161, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 gennaio 2024, n. 2.

Per quanto riguarda la seconda sezione del disegno di legge di bilancio, ricordo che l'articolo 2 reca l'approvazione dello stato di previsione dell'entrata, mentre gli articoli dal 3 al 17 recano l'approvazione degli stati di previsione della spesa dei Ministeri. Gli articoli 18, 19 e 20 recano il totale generale della spesa, i quadri generali riassuntivi e alcune disposizioni di carattere prevalentemente contabile di diverso tenore. L'articolo 21 reca, infine, l'indicazione dell'entrata in vigore della legge di bilancio.

LETTERA DEL DEPUTATO MASSIMO BITONCI DI DIMISSIONI DAL MANDATO PARLAMENTARE

MASSIMO BITONCI. “Onorevole Presidente,

ai sensi dell'articolo 66 della Costituzione, delle disposizioni regolamentari vigenti e della normativa in materia di incompatibilità, rassegno formalmente le mie dimissioni dalla carica di Deputato della Repubblica, a seguito della mia nomina ad Assessore della Regione del Veneto.

Si tratta di una scelta dovuta sotto il profilo istituzionale, che compio nel pieno rispetto della legge e delle funzioni pubbliche, ma anche di una decisione profondamente coerente con il mio percorso politico e con il legame che mi unisce al territorio che rappresento. Ho sempre concepito l'impegno politico come uno strumento concreto per dare risposte ai cittadini e per contribuire allo sviluppo delle comunità locali; oggi ritengo che questo impegno possa esprimersi in modo ancora più diretto ed efficace nell'ambito dell'amministrazione regionale.

Nel corso del mandato parlamentare ho avuto l'onore di rappresentare il Veneto in quest'Aula, portando le istanze di una terra laboriosa, dinamica e ricca di competenze, e partecipando ai lavori parlamentari con spirito di servizio e senso di responsabilità.

Ritengo che il senso delle istituzioni richieda scelte chiare, trasparenti e orientate esclusivamente all'interesse generale. In questa prospettiva, ho ritenuto doveroso optare per l'incarico assunto presso la Regione del Veneto, al quale intendo dedicare il massimo impegno, consapevole delle sfide che attendono il nostro territorio: dal sociale alla sanità, dallo sviluppo economico all'innovazione, dalla sicurezza alla qualità della vita delle nostre comunità.

Le dimissioni dal mandato parlamentare non rappresentano un disimpegno, ma una diversa assunzione di responsabilità. Continuerò ad operare al servizio del Veneto e dei suoi cittadini, con la stessa determinazione e lo stesso radicamento territoriale che hanno caratterizzato la mia attività parlamentare, mantenendo un rapporto leale e costruttivo con le istituzioni nazionali.

Desidero ringraziare il Presidente, l'Ufficio di Presidenza, i colleghi di tutti i gruppi parlamentari, nonché i funzionari e il personale della Camera dei deputati per il lavoro svolto con professionalità e dedizione. Il confronto vissuto in quest'Aula ha rappresentato un'importante occasione di crescita umana e politica.

Un ringraziamento particolare va ai cittadini che mi hanno sostenuto e che ho avuto l'onore di rappresentare. A loro va il mio rispetto più profondo e l'impegno a continuare a operare, in altre forme, con la stessa passione e attenzione al bene comune, restando sempre legato a questa Istituzione e al dialogo con il Parlamento.

Confidando che la Camera voglia prendere atto delle presenti dimissioni, porgo, Signor Presidente, i miei più cordiali saluti”.