XIX LEGISLATURA
COMUNICAZIONI
Missioni valevoli nella seduta
del 15 gennaio 2026.
Albano, Ascani, Bagnai, Barbagallo, Barelli, Barzotti, Battistoni, Bellucci, Benvenuto, Bicchielli, Bignami, Bonetti, Boschi, Braga, Brambilla, Calderone, Caramanna, Carloni, Cavandoli, Cecchetti, Centemero, Cesa, Cirielli, Colosimo, D'Alessio, Delmastro Delle Vedove, Donzelli, Ferrante, Ferro, Foti, Frassinetti, Freni, Gardini, Gava, Gebhard, Gemmato, Giachetti, Giglio Vigna, Giorgetti, Gribaudo, Guerini, Gusmeroli, Iaria, Leo, Lollobrigida, Lucaselli, Lupi, Maccari, Magi, Mangialavori, Maschio, Mazzi, Meloni, Michelotti, Minardo, Molinari, Mollicone, Molteni, Morrone, Mulè, Nordio, Osnato, Nazario Pagano, Patriarca, Pichetto Fratin, Pietrella, Prisco, Rampelli, Riccardo Ricciardi, Richetti, Rixi, Rizzetto, Roccella, Romano, Rosato, Rotelli, Scerra, Schullian, Semenzato, Siracusano, Sportiello, Tajani, Trancassini, Tremonti, Urzì, Vaccari, Varchi, Vinci, Zaratti, Zoffili, Zucconi.
Assegnazione di progetto di legge
a Commissioni in sede referente.
A norma del comma 1 dell'articolo 72 del Regolamento, il seguente progetto di legge è assegnato, in sede referente, alle sottoindicate Commissioni permanenti:
Commissioni riunite VIII (Ambiente) e X (Attività produttive)
MOLINARI ed altri: «Modifiche agli articoli 20 del decreto legislativo 8 novembre 2021, n. 199, in materia di individuazione di superfici e aree idonee per l'installazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili, e 11 del decreto legislativo 25 novembre 2024, n. 190, in materia di sanzioni relative alla costruzione e all'esercizio dei medesimi impianti» (2675) Parere delle Commissioni I, II, V, VII, XIII, XIV e della Commissione parlamentare per le questioni regionali.
Trasmissione dal Ministro
dell'economia e delle finanze.
Il Ministro dell'economia e delle finanze, con lettera in data 14 gennaio 2026, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 4, comma 2, del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231, la relazione sull'attività di prevenzione del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo nonché del finanziamento della proliferazione delle armi di distruzione di massa, corredata del rapporto annuale sull'attività svolta dall'Unità di informazione finanziaria e della relazione della Banca d'Italia in merito ai mezzi finanziari e alle risorse attribuite alla medesima Unità, riferita all'anno 2024 (Doc. CLX, n. 4).
Questi documenti sono trasmessi alla II Commissione (Giustizia) e alla VI Commissione (Finanze).
Trasmissione dal Ministro della giustizia.
Il Ministro della giustizia, con lettera in data 14 gennaio 2026, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 19 della legge 30 giugno 2009, n. 85, la relazione sull'attività del laboratorio centrale per la banca dati nazionale del DNA, riferita all'anno 2025 (Doc. CLXI, n. 4).
Questa relazione è trasmessa alla I Commissione (Affari costituzionali) e alla II Commissione (Giustizia).
Il Ministro della giustizia, con lettera in data 14 gennaio 2026, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 1, secondo comma, della legge 17 maggio 1952, n. 629, il bilancio di previsione degli Archivi notarili per l'anno finanziario 2026 e per il triennio 2026-2028.
Questo documento è trasmesso alla II Commissione (Giustizia) e alla V Commissione (Bilancio).
Annunzio di progetti di atti dell'Unione europea.
La Commissione europea, in data 14 gennaio 2026, ha trasmesso, in attuazione del Protocollo sul ruolo dei Parlamenti allegato al Trattato sull'Unione europea, i seguenti progetti di atti dell'Unione stessa, nonché atti preordinati alla formulazione degli stessi, che sono assegnati alle sottoindicate Commissioni, con il parere, se non già assegnati alla stessa in sede primaria, della XIV Commissione (Politiche dell'Unione europea):
Relazione della Commissione al Consiglio sull'attuazione dell'agenda europea per il turismo 2030 (COM(2025) 763 final), che è assegnata in sede primaria alla X Commissione (Attività produttive);
Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio recante modifica del regolamento (UE) 2024/1252 (COM(2025) 946 final), che è assegnata in sede primaria alla X Commissione (Attività produttive). Questa proposta è altresì assegnata alla XIV Commissione (Politiche dell'Unione europea) ai fini della verifica della conformità al principio di sussidiarietà; il termine di otto settimane per la verifica di conformità, ai sensi del Protocollo sull'applicazione dei princìpi di sussidiarietà e di proporzionalità allegato al Trattato sull'Unione europea, decorre dal 15 gennaio 2026;
Proposta di raccomandazione del Consiglio sul nuovo Bauhaus europeo (COM(2025) 1027 final), che è assegnata in sede primaria alla VIII Commissione (Ambiente);
Proposta di decisione del Consiglio relativa alla posizione da adottare a nome dell'Unione europea in sede di comitato misto istituito a norma del protocollo dell'accordo relativo ai servizi internazionali occasionali di trasporto di viaggiatori effettuati con autobus (accordo Interbus) riguardante i servizi internazionali regolari e i servizi internazionali regolari specializzati di trasporto di viaggiatori effettuati con autobus in riferimento al progetto di decisione n. x/xxxx di tale comitato che adotta il suo regolamento interno (COM(2026) 5 final), corredata del relativo allegato (COM(2026) 5 final – Annex), che è assegnata in sede primaria alla III Commissione (Affari esteri).
Annunzio di provvedimenti
concernenti amministrazioni locali.
Il Ministero dell'interno, con lettere in data 5 e 13 gennaio 2026, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 141, comma 6, del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, i decreti del Presidente della Repubblica di scioglimento dei consigli comunali di Montecassiano (Macerata), Piandimeleto (Pesaro e Urbino), Pompei (Napoli), San Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno), Santa Marinella (Roma) e Sesto Fiorentino (Firenze).
Questa documentazione è depositata presso il Servizio per i Testi normativi a disposizione degli onorevoli deputati.
Comunicazione di nomine ministeriali.
La Presidenza del Consiglio dei ministri, con lettere in data 14 gennaio 2026, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 19, comma 9, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, le comunicazioni concernenti il conferimento, ai sensi del comma 4 del medesimo articolo 19, dei seguenti incarichi di funzione dirigenziale di livello generale:
al dottor Gianluca Cerracchio, l'incarico di direttore della Direzione generale della didattica e del personale delle istituzioni universitarie e delle istituzioni dell'alta formazione artistica, musicale e coreutica, nell'ambito del Ministero dell'università e della ricerca;
al dottor Vincenzo Di Felice, l'incarico di direttore della Direzione generale per la valutazione e la sicurezza della ricerca, nell'ambito del Ministero dell'università e della ricerca;
al dottor Emanuele Fidora, l'incarico di direttore della Direzione generale del personale, del bilancio, dei servizi strumentali e della comunicazione, nell'ambito del Ministero dell'università e della ricerca;
al dottor Gianluigi Consoli, l'incarico di direttore della Direzione generale dell'internazionalizzazione, nell'ambito del Ministero dell'università e della ricerca;
alla dottoressa Luisa Antonella De Paola, l'incarico di direttore della Direzione generale del diritto allo studio, nell'ambito del Ministero dell'università e della ricerca;
alla dottoressa Melissa Valentino, l'incarico di direttore della Direzione generale della ricerca per la programmazione dei finanziamenti e per l'innovazione tecnologica, nell'ambito del Ministero dell'università e della ricerca;
al dottor Giuseppe Silipo, l'incarico di direttore dell'Ufficio scolastico regionale per la Puglia, nell'ambito del Ministero dell'istruzione e del merito;
alla dottoressa Luciana Volta, l'incarico di direttore dell'Ufficio scolastico regionale per la Lombardia, nell'ambito del Ministero dell'istruzione e del merito;
alla dottoressa Monica Matano, l'incarico di direttore dell'Ufficio scolastico regionale per la Campania, nell'ambito del Ministero dell'istruzione e del merito;
al dottor Stefano Suraniti, l'incarico di direttore dell'Ufficio scolastico regionale per il Piemonte, nell'ambito del Ministero dell'istruzione e del merito;
al dottor Filippo Serra, l'incarico di direttore dell'Ufficio scolastico regionale per la Sicilia, nell'ambito del Ministero dell'istruzione e del merito;
alla dottoressa Daniela Beltrame, l'incarico di direttore dell'Ufficio scolastico regionale per il Friuli Venezia Giulia, nell'ambito del Ministero dell'istruzione e del merito;
al dottor Francesco Feliziani, l'incarico di direttore dell'Ufficio scolastico regionale per la Sardegna, nell'ambito del Ministero dell'istruzione e del merito;
al dottor Antimo Ponticiello, l'incarico di direttore dell'Ufficio scolastico regionale per la Liguria, nell'ambito del Ministero dell'istruzione e del merito.
Queste comunicazioni sono trasmesse alla I Commissione (Affari costituzionali) e alla VII Commissione (Cultura).
Atti di controllo e di indirizzo.
Gli atti di controllo e di indirizzo presentati sono pubblicati nell'Allegato B al resoconto della seduta odierna.
COMUNICAZIONI DEL MINISTRO DELLA DIFESA IN MATERIA DI PROROGA DELL'AUTORIZZAZIONE ALLA CESSIONE DI MEZZI, MATERIALI ED EQUIPAGGIAMENTI MILITARI IN FAVORE DELLE AUTORITÀ GOVERNATIVE DELL'UCRAINA
Risoluzioni
La Camera,
premesso che:
1) si rinnova la ferma condanna dell'aggressione russa all'Ucraina e il pieno sostegno dell'Unione europea, per tutto il tempo necessario, al diritto di autodifesa dell'Ucraina, in linea con l'articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite e il diritto internazionale, per la sua indipendenza, sovranità e integrità territoriale;
2) la guerra di invasione della Russia ha provocato e continua a provocare ingenti perdite umane, sofferenze, distruzioni. La Russia continua quotidianamente a colpire l'Ucraina anche con attacchi sistematici contro infrastrutture ed obiettivi civili, con un drammatico aggravamento della crisi umanitaria durante i mesi invernali;
3) il Presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha più volte espresso la disponibilità dell'Ucraina a una soluzione diplomatica del conflitto, mentre Vladimir Putin non ha mai fornito segnali credibili di una reale volontà di pace, a partire dal non aver mai accettato proposte di tregua e smesso di attaccare l'Ucraina;
4) la presentazione di una proposta americana per la pace tra Russia e Ucraina, lo scorso novembre, è stata discussa soltanto con la Russia, senza il coinvolgimento né di Kiev né dell'Ue, ed è stata accompagnata da forti pressioni per accettare una soluzione negoziale che rischiava di tradursi in una resa alle pretese dell'aggressore;
5) da allora, vi è stata un'accelerazione dei processi diplomatici in Europa, dopo anni di inerzia e di stallo, come si è visto a partire dal vertice di Berlino e, soprattutto, con il vertice di Parigi dei giorni scorsi che ha rappresentato un salto di qualità, anche attraverso l'offerta di adeguate garanzie di sicurezza all'Ucraina, per arrivare a una pace giusta e duratura, che è il primo desiderio degli ucraini e nostro interesse strategico, evitando il rischio che l'esito del negoziato finisca per rappresentare un ulteriore decisivo colpo all'ordine internazionale basato su regole, minacciando la sicurezza globale e in particolare dell'Europa;
6) l'Unione europea e i suoi Stati membri, insieme ai partner internazionali e agli alleati della Nato, continuano a fornire sostegno militare all'Ucraina per assisterla nell'esercizio del suo legittimo diritto all'autodifesa contro la guerra di aggressione della Russia, conformemente all'articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite;
7) l'Unione europea ha mostrato fin dall'inizio del conflitto, in un quadro multilaterale, un forte impegno e coesione nel sostegno e nella solidarietà alla popolazione e alle istituzioni ucraine, ma gli sforzi volti alla costruzione di una soluzione di pace sono rimasti marginali. Il contesto internazionale è oggi segnato da un impegno degli Stati Uniti d'America meno stabile e meno prevedibile, che rende ancora più urgente la necessità di un rafforzamento del ruolo politico, diplomatico e strategico dell'Unione europea, non lasciando ad altri attori le sorti del nostro continente;
8) l'Italia e l'Europa devono continuare a sostenere l'Ucraina, non solo sul piano umanitario, economico e militare come ha fatto finora, ma anche sul piano politico e diplomatico, per garantire una soluzione duratura al conflitto che tenga conto delle ragioni dell'aggredito e sostenere l'Ucraina nella sua aspirazione di integrazione europea e nello sforzo di ricostruzione, anche attraverso un utilizzo legalmente fondato e finanziariamente sostenibile dei beni russi congelati;
9) il raggiungimento di una pace giusta e duratura deve portare al perseguimento dei crimini di guerra, al ripristino del diritto internazionale, al pieno scambio dei prigionieri di guerra e al ritorno in sicurezza di tutti i civili ucraini rapiti e trasferiti illegalmente, in particolare i bambini;
10) il Parlamento italiano si è adoperato sin dallo scoppio della guerra, anche nel quadro della cooperazione europea ed internazionale, per assicurare sostegno e solidarietà al popolo ucraino e alle sue istituzioni, attivando, con le modalità più rapide e tempestive, tutte le azioni necessarie a fornire assistenza umanitaria, finanziaria, economica e di qualsiasi altra natura, anche militare, votando a larghissima maggioranza, le risoluzioni in materia, a partire dalla risoluzione 6-00207 del 1° marzo 2022 e approvando il decreto-legge 25 febbraio 2022, n. 14, convertito, con modificazioni, dalla legge 5 aprile 2022, n. 28, nella quale, grazie all'iniziativa del Partito Democratico, è stata introdotta la previsione che obbliga i Ministri della difesa e degli affari esteri e della cooperazione internazionale a riferire alle Camere, con cadenza trimestrale, sull'evoluzione della situazione in atto;
11) anche per questo, preoccupano le posizioni divergenti emerse tra le forze di maggioranza e in Consiglio dei ministri sul conflitto in Ucraina, che hanno pesato anche sulla presentazione di questo ultimo decreto, finendo per indebolire – in un momento delicatissimo degli sviluppi diplomatici – l'azione politica italiana nel contesto europeo,
impegna il Governo:
1) a sostenere con urgenza ogni iniziativa diplomatica e politica che garantisca un ruolo dell'Unione europea, in collaborazione con gli alleati, per il perseguimento di una pace giusta e sicura, che preservi i diritti del popolo ucraino a partire da quello alla propria autodeterminazione, l'ordine internazionale basato sulle regole e offra le necessarie garanzie di sicurezza per una soluzione duratura;
2) a continuare a garantire pieno sostegno e solidarietà al popolo e alle istituzioni ucraine, mediante tutte le forme di assistenza necessarie, anche al fine di assicurare quanto previsto dall'articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite, confermando gli impegni assunti dall'Italia nel quadro dell'azione multilaterale, a partire dall'Unione europea e dall'Alleanza Atlantica, rispetto alla grave, inammissibile ed ingiustificata aggressione russa dell'Ucraina;
3) a sostenere, altresì, la ripresa e la ricostruzione dell'Ucraina, nonché il percorso di adesione europea dell'Ucraina, quale investimento strategico nella stabilità, nella sicurezza e nella democrazia del continente europeo, favorendo le opportune necessarie riforme;
4) a proseguire l'azione fattiva e costante già svolta dall'Italia per il sostegno della popolazione ucraina in patria, nonché a implementare le misure di accoglienza adottate per le persone in fuga dalla crisi bellica, con particolare attenzione alle esigenze dei soggetti minori;
5) ad adoperarsi in sede europea e internazionale per promuovere azioni di solidarietà nei confronti dei cittadini russi perseguitati, arrestati o costretti a fuggire dal Paese, per aver protestato contro il regime e contro la guerra.
(6-00221) «Braga, Provenzano, Graziano, Amendola, Ascani, Carè, De Maria, Fassino, Porta, Quartapelle Procopio».
La Camera
impegna il Governo:
1) a continuare a garantire pieno sostegno e solidarietà al popolo e alle istituzioni ucraine, mediante tutte le forme di assistenza necessarie, anche al fine di assicurare quanto previsto dall'articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite, confermando gli impegni assunti dall'Italia nel quadro dell'azione multilaterale, a partire dall'Unione europea e dall'Alleanza Atlantica, rispetto alla grave, inammissibile ed ingiustificata aggressione russa dell'Ucraina;
2) a sostenere, altresì, la ripresa e la ricostruzione dell'Ucraina, nonché il percorso di adesione europea dell'Ucraina, quale investimento strategico nella stabilità, nella sicurezza e nella democrazia del continente europeo, favorendo le opportune necessarie riforme;
3) a proseguire l'azione fattiva e costante già svolta dall'Italia per il sostegno della popolazione ucraina in patria, nonché a implementare le misure di accoglienza adottate per le persone in fuga dalla crisi bellica, con particolare attenzione alle esigenze dei soggetti minori;
4) ad adoperarsi in sede europea e internazionale per promuovere azioni di solidarietà nei confronti dei cittadini russi perseguitati, arrestati o costretti a fuggire dal Paese, per aver protestato contro il regime e contro la guerra.
(6-00221)(Testo modificato nel corso della seduta) «Braga, Provenzano, Graziano, Amendola, Ascani, Carè, De Maria, Fassino, Porta, Quartapelle Procopio».
La Camera,
premesso che:
1) il decreto-legge 31 dicembre 2025, n. 201, recante «Disposizioni urgenti per la proroga dell'autorizzazione alla cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari in favore delle autorità governative dell'Ucraina, per il rinnovo dei permessi di soggiorno in possesso di cittadini ucraini, nonché per la sicurezza dei giornalisti freelance», dispone all'articolo 1, comma 1, la proroga fino al 31 dicembre 2026, previo atto di indirizzo delle Camere, per l'autorizzazione alla cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari, con priorità per quelli logistici, sanitari, ad uso civile e di protezione dagli attacchi aerei, missilistici, con droni e cibernetici, in favore delle autorità governative dell'Ucraina. Il decreto-legge n. 201 del 2025 rappresenta la quarta proroga della misura descritta;
2) l'articolo 2-bis del decreto-legge n. 14 del 2022 ha autorizzato, previo atto di indirizzo delle Camere, la cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari alle autorità governative ucraine, in deroga alla legge 9 luglio 1990, n. 185, e agli articoli 310 e 311 del Codice dell'ordinamento militare, di cui al decreto legislativo n. 66 del 2010 e alle connesse disposizioni attuative, che disciplinano la cessione di materiali di armamento e di materiali non di armamento;
3) in attuazione del citato articolo 2-bis, ad oggi, sono stati emanati dodici decreti interministeriali contenenti allegati, considerati «documenti classificati» e illustrati dal Governo in seno al Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica (Copasir), per un valore complessivo di oltre 3 miliardi di euro, come dichiarato in una recente intervista dal Capo di Stato Maggiore della difesa, Generale Portolano;
4) la proroga prevista dall'articolo 1, comma 1, del decreto-legge n. 201 del 2025, dunque, rappresenta la base giuridica necessaria all'ulteriore autorizzazione di cessioni di armamenti alle autorità ucraine;
5) preme sottolineare che la succitata legge n. 185 del 1990 prevede alcune fattispecie di divieto relative all'esportazione e al l'importazione di materiali di armamento, nonché i requisiti imprescindibili per operare nel settore disciplinandone nel dettaglio le modalità e le fasi autorizzative;
6) in particolare, essa vieta l'autorizzazione ad effettuare le movimentazioni di prodotti per la difesa quando queste contrastino con il principio della Costituzione italiana che ripudia la guerra come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali di cui all'articolo 11;
7) a quasi quattro anni dall'aggressione della Federazione russa nei confronti dell'Ucraina, il conflitto si è trasformato in una mera guerra di logoramento, avente come obiettivo principale i sistemi energetici, che prosegue all'ombra di iniziative diplomatiche per lo più inconsistenti. In concreto gli interventi a sostegno dell'Ucraina si sono quindi concretizzati in un mero e costante invio di armamenti;
8) l'Unione europea, che in questi quattro anni ha puntato tutto sulla scommessa militare a colpi di invii di armi, ha manifestato il suo completo disorientamento e la sua incapacità negoziale e diplomatica sul conflitto russo ucraino, mostrandosi divisa su molteplici fronti politici sui quali manca la coesione degli Stati membri, né appare tanto meno in condizione di esprimersi con una voce unitaria, essendo completamente stretta e disorientata tra la nuova dottrina statunitense e una Federazione Russa che ha portato la guerra ai confini dell'Europa;
9) durante una visita negli Stati Uniti, tenutasi il 28 dicembre 2025, il Presidente ucraino Zelensky ha discusso con il Presidente Trump un piano di pace più sintetico rispetto alle bozze precedenti, sul quale ha trovato in buona parte convergenze con il presidente americano. Ma alcuni punti, tra cui la questione territoriale e il destino della centrale nucleare di Zaporizhzhia, sono risultati pregiudiziali per una possibile accettazione da parte del Presidente russo Putin;
10) il 6 gennaio 2026 nella riunione della Coalizione dei volenterosi a Parigi si è stabilito che in caso di tregua fra Russia e Ucraina la Coalizione è pronta a dispiegare una forza militare per sostenere la ricostruzione delle forze armate ucraine e sostenere la deterrenza a partire da un sistema di monitoraggio del cessate il fuoco continuo e affidabile guidato dagli Stati Uniti. Al termine dell'incontro, su impulso principalmente di Francia e Regno Unito, si è fatto strada il progetto di una forza multinazionale da dislocare sul territorio a difesa dell'Ucraina, in aggiunta all'invio dei materiali d'armamento, all'addestramento dell'esercito ucraino sul territorio nazionale e alla fornitura di supporto logistico e di intelligence alla missione. Riguardo al progetto, la Presidente del Consiglio Meloni ha escluso, da parte del Governo, l'impiego di truppe italiane sul terreno, nulla specificando in merito agli ulteriori impegni assunti dalla Coalizione e semplicemente ribadendo una generica conferma del sostegno dell'Italia alla sicurezza dell'Ucraina,
impegna il Governo:
1) a interrompere immediatamente la fornitura di materiali d'armamento alle autorità governative ucraine, ferme restando le misure destinate agli aiuti umanitari;
2) a relazionare alle Camere i dettagli in merito alle spese sostenute per le cessioni di forniture militari, in particolare con riguardo: a) alla specifica della natura delle somme in entrata, a titolo di rimborso a valere sullo strumento europeo per la pace (European Peace Facility – EPF), derivanti dai decreti interministeriali che definiscono l'elenco dei mezzi, dei materiali e degli equipaggiamenti militari oggetto di cessione all'Ucraina, riassegnate integralmente sui pertinenti capitoli dello stato di previsione del Ministero della difesa; b) alle spese di trasporto del materiale oggetto di cessione a titolo gratuito alle autorità dell'Ucraina, indicando le risorse a legislazione vigente con le quali si provvede a tali spese al fine di confermarne la piena sostenibilità; c) in merito alla eventuale necessità di reintegro delle scorte dei materiali d'armamento e dei relativi costi da sostenere, nel rispetto del principio di trasparenza e del controllo parlamentare;
3) a voler interpretare l'articolo 1, comma 1, del decreto-legge 31 dicembre 2025, n. 201, nel senso che il Governo comunica preventivamente alle Aule parlamentari in merito a ciascuna autorizzazione relativa all'invio di armi, anche con riferimento al loro potenziale offensivo, procedendo alla declassificazione degli allegati contenenti la lista di armamenti inviati ed eventualmente da inviare e l'eventuale autorizzazione al loro utilizzo in territorio russo, al fine di garantire un ampio coinvolgimento delle Camere in merito;
4) a ottemperare regolarmente all'obbligo di riferire alle Camere, con cadenza almeno trimestrale, sull'evoluzione della situazione bellica in atto, disposto dal comma 3 dell'articolo 2-bis del decreto-legge 25 febbraio 2022, n. 14, convertito con modificazioni dalla legge 5 aprile 2022, n. 28;
5) a sostenere, a fronte dell'unico processo negoziale attualmente in corso, quello degli Stati Uniti, un rinnovato protagonismo dell'Unione europea nell'approccio alla risoluzione della crisi ucraina, per imprimere una concreta e reale svolta diplomatica con una prospettiva multilaterale per l'immediata cessazione delle operazioni belliche, in luogo della perdurante fornitura di materiali d'armamento alle autorità governative ucraine, e promuovere ogni iniziativa negoziale utile ad una totale de-escalation militare, coinvolgendo a tal fine le Nazioni Unite nell'ottica di un percorso di soluzione negoziale del conflitto;
6) a relazionare con urgenza alle Camere gli impegni assunti nell'ultima riunione della Coalizione dei Volenterosi, di cui in premessa, con particolare riferimento all'invio di materiali di armamento, al supporto militare, all'addestramento dei militari ucraini nonché in merito all'attività di intelligence;
7) ad adottare le opportune iniziative, anche di carattere normativo, volte alla diminuzione delle spese per i sistemi di armamento, che insistono sul bilancio dello Stato, al fine di non distrarre le risorse finanziarie necessarie per la spesa sanitaria, gli investimenti che promuovano la competitività, il sostegno alle filiere produttive e industriali, gli incentivi all'occupazione, l'istruzione, gli investimenti green e i beni pubblici;
8) a sostenere il costante invio di aiuti umanitari per la popolazione ucraina, nonché il rafforzamento delle misure di accoglienza adottate per le persone in fuga dalla crisi bellica, con particolare attenzione alle esigenze dei soggetti minori, anche al fine di assicurare la tutela dei diritti loro riconosciuti dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza e alle esigenze dei soggetti più fragili, tra cui donne, anziani e disabili;
9) ad adottare iniziative di carattere normativo volte ad introdurre una imposta straordinaria sui cosiddetti extraprofitti netti conseguiti dalle aziende del settore dell'industria della difesa a seguito del mutato contesto geopolitico internazionale aggravato dal protrarsi del conflitto in Ucraina.
(6-00222) «Lomuti, Francesco Silvestri, Pellegrini, Conte, Perantoni, Riccardo Ricciardi, Auriemma, Ilaria Fontana, Alifano, Quartini, Santillo».
La Camera,
udite le comunicazioni del Ministro della difesa Guido Crosetto, rese ai sensi dell'articolo 1 del decreto-legge 31 dicembre 2025 n. 201, recante «Disposizioni urgenti per la proroga dell'autorizzazione alla cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari in favore delle autorità governative dell'Ucraina, per il rinnovo dei permessi di soggiorno in possesso di cittadini ucraini, nonché per la sicurezza dei giornalisti freelance»,
premesso che:
1) il Parlamento, con atto di indirizzo approvato nel gennaio 2025, ha impegnato il Governo a continuare a sostenere le autorità governative dell'Ucraina, anche attraverso la cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari, nell'esercizio del diritto alla legittima difesa e per la protezione della popolazione civile, nel quadro degli impegni assunti dall'Italia in ambito NATO, Unione europea e nei consessi internazionali;
2) decreto-legge 29 dicembre 2025, adottato ai sensi degli articoli 77 e 87 della Costituzione, proroga fino al 31 dicembre 2026, previo atto di indirizzo delle Camere, l'autorizzazione alla cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari, con priorità per quelli logistici, sanitari, ad uso civile e di protezione dagli attacchi aerei, missilistici, con droni e cibernetici, in favore delle autorità governative dell'Ucraina, ai sensi dell'articolo 2-bis del decreto-legge 25 febbraio 2022, n. 14, convertito, con modificazioni, dalla legge 5 aprile 2022, n. 28;
3) tale proroga si colloca nel solco dei precedenti decreti-legge n. 14 e n. 185 del 2022, n. 200 del 2023 e n. 200 del 2024, tenendo conto dell'evoluzione del conflitto, delle condizioni della popolazione e delle infrastrutture civili nonché della possibilità di una soluzione diplomatica;
4) il conflitto di aggressione della Federazione russa contro l'Ucraina continua a rappresentare una grave minaccia alla sicurezza europea e internazionale, al rispetto del diritto internazionale e ai principi sanciti dalla Carta delle Nazioni Unite, con attacchi reiterati contro infrastrutture civili, energetiche, sanitarie e di trasporto;
5) il sostegno all'Ucraina è stato ribadito a più riprese in ambito NATO ed Unione europea, nella consapevolezza che la difesa della sovranità di Kiev costituisce un elemento essenziale per la stabilità del continente europeo e per la credibilità dell'ordine internazionale basato sulle regole del diritto;
6) parallelamente al sostegno militare e civile, il provvedimento prevede il rinnovo dei permessi di soggiorno per protezione speciale in favore dei cittadini ucraini già presenti sul territorio nazionale prima del 24 febbraio 2022, in coerenza con le decisioni assunte dall'Unione europea in materia di protezione temporanea;
7) il Governo italiano ha ribadito in tutte le sedi internazionali il sostegno all'Ucraina «per tutto il tempo necessario», affiancando all'assistenza militare e umanitaria un costante impegno diplomatico volto a favorire le condizioni politiche e strategiche che possano portare a compimento i negoziati in corso per una pace giusta, duratura e conforme al diritto internazionale;
8) la maggioranza parlamentare ha più volte sottolineato la necessità di coniugare il sostegno all'Ucraina con la tutela degli interessi nazionali, la salvaguardia delle risorse pubbliche e il pieno coinvolgimento dei Parlamento nelle decisioni di politica estera e di difesa,
impegna il Governo:
1) a continuare a sostenere l'Ucraina, in coordinamento con la NATO, l'Unione europea, i paesi G7, e gli alleati internazionali, attraverso un contributo coerente con gli impegni assunti e finalizzato alla difesa della popolazione, delle infrastrutture critiche ed in prospettiva alla sicurezza complessiva del continente europeo;
2) a proseguire l'azione diplomatica dell'Italia, lavorando per favorire le iniziative volte a un cessate il fuoco ed al compimento del processo negoziale in corso, che conduca a una pace giusta e duratura, fondata sul rispetto della sovranità dell'Ucraina nel decidere il proprio futuro;
3) a rafforzare il contributo italiano alle iniziative di resilienza energetica, di ricostruzione, sviluppo e stabilizzazione macro-finanziaria dell'Ucraina, in coordinamento con la piattaforma donatori G7, anche attraverso forme di cooperazione industriale e partenariati strategici, in un'ottica di sicurezza, cooperazione e crescita europea, e facilitando il coinvolgimento del nostro tessuto imprenditoriale, incluso nei programmi UE in corso di attuazione;
4) a garantire adeguata informazione nei confronti del Parlamento sull'attuazione del decreto e sugli sviluppi dei negoziati internazionali in corso, assicurando pieno rispetto delle prerogative parlamentari e trasparenza nei limiti imposti dalla necessaria tutela delle informazioni a carattere classificato;
5) a valorizzare il rafforzamento degli aiuti di carattere civile, sanitario, logistico e umanitario, rispondendo alle esigenze di protezione della popolazione e delle infrastrutture essenziali, in linea con le sensibilità espresse dal Parlamento nel suo complesso.
(6-00223) «Chiesa, Zoffili, Saccani Jotti, Carfagna, Ciaburro, Formentini, Comba, Carrà, Orsini, Loperfido, Billi, Mulè, Malaguti, Cecchetti, Deborah Bergamini, Padovani, Coin, Fascina, Polo, Crippa, Marrocco, Vinci, Giglio Vigna, Minardo, Calovini, Bignami, Caiata, Di Giuseppe, Gruppioni, Maullu, Mura, Tremonti».
La Camera,
udite le Comunicazioni del Ministro della difesa ai sensi dell'articolo 1 del decreto-legge 31 dicembre 2025, n. 201,
premesso che:
1) il decreto-legge 31 dicembre 2025, n. 201, recante «Disposizioni urgenti per la proroga dell'autorizzazione alla cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari in favore delle autorità governative dell'Ucraina», per il rinnovo dei permessi di soggiorno in possesso di cittadini ucraini, nonché per la sicurezza dei giornalisti freelance, dispone all'articolo 1 la proroga fino al 31 dicembre 2026, previo atto di indirizzo delle Camere, dell'autorizzazione alla cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari, con priorità per quelli logistici, sanitari, ad uso civile e di protezione dagli attacchi aerei, missilistici, con droni e cibernetici, in favore delle autorità governative dell'Ucraina, di cui all'articolo 2-bis del decreto-legge 25 febbraio 2022, n. 14, convertito, con modificazioni, dalla legge 5 aprile 2022, n. 28, nei termini e con le modalità stabilite;
2) l'articolo 2-bis del decreto-legge n. 14 del 2022 ha autorizzato, previo atto di indirizzo delle Camere, la cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari alle autorità governative ucraine, in deroga alla legge 9 luglio 1990, n. 185, e agli articoli 310 e 311 del codice dell'ordinamento militare, di cui al decreto legislativo n. 66 del 2010 e alle connesse disposizioni attuative, che disciplinano la cessione di materiali di armamento;
3) l'autorizzazione alla cessione, originariamente prevista fino al 31 dicembre 2022, e stata già prorogata, da ultimo, fino al 31 dicembre 2025, dal decreto-legge 27 dicembre 2024, n. 200 (convertito, senza modificazioni, dalla legge 31 gennaio 2025, n. 7);
4) il 25 novembre 2025 il Ministro della difesa è stato audito dal Copasir in riferimento ai contenuti del dodicesimo decreto relativo agli aiuti militari a Kiev, che contiene l'elenco dei materiali inviati. Anche questa volta, a differenza di altri Paesi che hanno operate cessioni di armamenti all'Ucraina ben maggiori di quelli dell'Italia, l'elenco è stato secretato «in quanto documento classificato», precludendo all'intero Parlamento l'esercizio delle sue prerogative e privando i cittadini italiani del loro diritto a conoscere la reale entità e tipologia dei mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari ceduti all'Ucraina;
5) la fornitura di equipaggiamento militare all'Ucraina e il sostegno incondizionato al suo sforzo bellico sono stati considerati, dal nostro Paese e dell'Unione europea, come i soli strumenti in grado di costringere la Russia al negoziato e a determinare le migliori condizioni di questo, senza porre in essere iniziative volte a individuare condizioni concrete e realistiche in cui tale negoziato potesse avere luogo;
6) è stato sin qui gravemente inadeguato l'approccio dell'Italia e dell'Unione europea, che in questi anni hanno rinunciato a svolgere la propria funzione diplomatica, accentuando invece una postura militarista, in aperta contraddizione con un ruolo più proprio di attore di pace, con l'evidente rischio, di fronte al piano di pace e alle iniziative statunitense – le quale si muovono al di fuori del diritto internazionale e delle necessarie pratiche multilaterali, attraverso una pratica di imposizione unilaterale che nel merito risulta funzionale agli interessi geopolitici ed economici degli Stati Uniti – di essere sostanzialmente irrilevanti nella definizione delle iniziative volte a porre termine al conflitto;
7) l'Italia e l'Europa hanno interesse a costruire una pace duratura e sostenibile, che non può essere basata sulla militarizzazione, sul confronto muscolare tra blocchi contrapposti, né tantomeno su condotte geopolitiche punitive, ma richiede un quadro di sicurezza cooperativa ispirato all'Atto finale di Helsinki e radicato nel disarmo, nella trasparenza, nei meccanismi di prevenzione dei conflitti e nelle garanzie reciproche;
8) la fine del conflitto e una pace equa per l'Ucraina possono essere raggiunti solo nel pieno ripristino e nel rispetto del diritto internazionale e delle necessarie pratiche multilaterali;
9) il diritto internazionale è ormai quotidianamente messo in discussione da coloro che per primi dovrebbero dargli esecuzione. Indebolire fino a svilire il diritto internazionale e pericoloso: così facendo, ogni Stato si sentirebbe libero di decidere quali leggi seguire e quali ignorare, basandosi solo sui propri interessi nazionali e dalla moralità delle sue leadership, come rivendicato dal Presidente Trump. In questo scenario – come d'altronde sta già accadendo – il dialogo verrebbe sostituito dalla forza, la diplomazia dall'arbitrio, la cooperazione dalla sfiducia;
10) l'azione militare degli Stati Uniti in Venezuela e la manifesta volontà di trasformare lo stesso Venezuela in un protettorato per il controllo delle risorse petrolifere che detiene, obiettivo confermato dalla assoluta indifferenza verso l'apertura di un reale processo democratico e, quindi, della restituzione della piena sovranità al popolo venezuelano, le costanti minacce di ulteriori interventi militari nei confronti della Colombia, Messico e Cuba, il dichiarato proposito di annessione con qualunque mezzo, compreso quello militare, della Groenlandia, nella totale indifferenza della sua appartenenza a uno Stato aderente alla Nato e, quindi, alleato degli Stati Uniti, oltre che membro dell'Unione europea, il ritiro degli Stati Uniti da ben 66 organizzazioni internazionali, di cui circa la metà legate alle Nazioni Unite, la guerra commerciale instaurata con i dazi accompagnata dalla tentativo di imposizione di accordi economici unilaterali anche verso Paesi storicamente alleati stanno delineando uno sconvolgimento degli scenari geopolitici e delle relazioni internazionali;
11) in questo nuovo contesto internazionale, in cui si assiste all'abbandono del multilateralismo accompagnato dall'inevitabile e conseguente tentativo di smantellamento del diritto internazionale, il Governo italiano, a parere dei firmatari del presente atto di indirizzo, ha scelto l'acquiescenza, se non l'aperto consenso, alle politiche dell'Amministrazione Trump, mostrando inoltre un'apparente riserva e dissenso sulle iniziative di alcuni partners europei e della Nato in particolare sull'Ucraina;
12) riserve, distinguo e dissensi che appaiono solo diretti a superare i contrasti interni alla maggioranza di Governo e concedere una qualche visibilità alle posizioni della Lega, non ponendo comunque in discussione l'acquiescenza e il consenso alle politiche dell'Amministrazione Trump e l'adesione allo spirito di fervore bellico, così definito da Papa Leone, con il sostegno alle proposte contenute nella comunicazione congiunta «Preserving peace – Defence readiness roadmap 2030» e all'intera impostazione del piano «Readiness 2030», che prospettano un enorme aumento della spesa militare nazionale senza alcun avanzamento verso una solida e comune difesa europea e sottraendo risorse alla crisi ambientale e sociale, nonché con il consenso nel proseguire il ricorso all'European Peace Facilty per la fornitura di equipaggiamenti all'Ucraina;
13) infatti le politiche di riarmo dei singoli Stati europei – le quali peraltro prevedono ingenti acquisti di armamenti dagli Stati Uniti, come anche recentemente vantato dal Presidente Trump – non contraddicono, anzi appaiono funzionali, alle analisi e alle strategie contenute nel National security strategy 2025 dell'Amministrazione statunitense, le quali impongono un modello di ordine mondiale basato sul confronto sistemico permanente e sulla subordinazione militare ed economica degli alleati e dell'Europa in particolare, prefigurando un ruolo ancillare dell'Unione europea nei confronti della proiezione strategica USA;
14) in questo nuovo contesto internazionale la fine del conflitto e una pace equa per l'Ucraina non potranno essere assicurate attendendo un eventuale accordo tra U.S.A. e Federazione russa, che rischia di essere funzionale solo agli interessi geopolitici ed economici degli Stati Uniti e della Federazione russa, limitando il ruolo dell'Europa o di alcuni Paesi di questa ad una presenza militare di garanzia, qualora accettata dai contraenti, proseguendo nel frattempo la cessione di armamenti all'Ucraina;
15) è necessario e urgente, al contrario, che l'Italia e l'Unione europea assumano l'onere di un'iniziativa diplomatica che promuova un processo di pace articolato con una conferenza multilaterale, nel rispetto del diritto internazionale. La conferenza dovrebbe proporre un piano di pace che coinvolga gli organismi internazionali multilaterali, a cui siano anche affidate le modalità e le forme di un mandato diretto a garantire il rispetto degli accordi;
16) un processo di pace che aiuti e sostenga l'Ucraina nella crisi in cui l'ha precipitata il conflitto, oltre al tributo di morti e feriti. La sua popolazione è passata da 52 milioni nel 1993 a 44 milioni nel 2021, precipitando a circa 36 milioni dopo l'invasione; e si stima che possa scendere a 25 milioni entro il 2051;
17) a causa del continuo declino demografico l'età mediana della popolazione e salita oltre i 44 anni, con un evidente sbilanciamento nella piramide della popolazione. Questa struttura irregolare che presenta pochissimi giovani, soprattutto nella fascia fra i 18 e i 25 anni e in quella inferiore ai 5 anni, ha influito nettamente sulle scelte militari perseguite dalla dirigenza ucraina sin dall'inizio del conflitto. La coscrizione obbligatoria era stata inizialmente imposta per la fascia di popolazione fra i 27 e i 60 anni, salvo poi venire leggermente abbassata a 25 anni nel 2024. Il logoramento di oltre tre anni di combattimenti ad alta intensità ha prodotto fra i soldati un numero impressionante di abbandono del servizio. Secondo i dati ufficiali dell'Ufficio del Procuratore generale dell'Ucraina, resi noti il 14 ottobre 2025, dall'inizio dell'invasione (febbraio 2022) a settembre 2025, sono stati aperti quasi 290.000 procedimenti penali per reati legati all'abbandono del servizio;
18) vi è, poi, un'eredità molto pesante con la quale faranno i conti gli ucraini che oggi sono giovanissimi: quella sul loro benessere psicofisico. Lo confermano i dati aggiornati dello studio Ukraine adolescent mental health study, portato avanti in due scuole delle zone di Donetsk and Kirovograd fino dall'invasione russa della Crimea del 2014, con rilevazioni nel 2016-2017 e poi nel 2023-2024 su quasi 5.500 ragazzi residenti in Ucraina nel momento delle due invasioni, con un'età media, durante le indagini, di 13,7 anni, compresa tra 11 e 17 anni. Rispetto a ragazzi della stessa età non esposti direttamente alla guerra, i giovani ucraini sono molto più colpiti da disturbo da stress post traumatico (16 per cento versus 1 per cento) e da depressione (10 per cento versus 3 per cento) e tentano più spesso il suicidio (10 per cento versus 4 per cento). Inoltre, i giovani che stanno subendo la guerra iniziata nel 2022, che coinvolge indirettamente tutto il Paese, riportano sintomi più gravi rispetto a quelli in prima linea nel 2014, e le ragazze sono più colpite dei ragazzi;
19) per la popolazione civile ucraina, il 2025 e stato un anno di sofferenze continue. Gli attacchi russi con missili e droni si sono intensificati, prendendo di mira sistematicamente le infrastrutture energetiche del Paese. L'obiettivo di Mosca è quello di privare la popolazione di elettricità e riscaldamento durante l'inverno, mettendo sotto pressione il Governo di Kyiv e fiaccando il morale della resistenza. A dicembre, alla vigilia di Natale, la Russia ha lanciato un attacco con 635 droni e 38 missili contro l'Ucraina, colpendo ben tredici regioni e lasciando completamente senza elettricità interi centri abitati. I blackout programmati sono ormai divenuti parte della quotidianità. A Kyiv molti quartieri rimangono senza luce per più di dieci ore consecutive, senza riscaldamento e spesso senza acqua;
20) secondo l'Istituto americano per lo studio della guerra (Isw), il 2025 è stato l'anno in cui l'esercito russo ha occupato la più ampia porzione di territorio all'Ucraina dal 2022: ha conquistato 5.600 chilometri quadrati di territorio, più che nel 2024 e nel 2023 messi insieme. Un territorio pari allo 0,94 per cento della superficie totale dell'Ucraina. Alla fine di dicembre 2025, Mosca controllava totalmente o parzialmente il 19,4 per cento del territorio ucraino. Circa il 7 per cento, compresa la Crimea e alcune zone del Donbass, era già sotto il controllo russo prima dell'invasione. Nella regione di Kharkiv, pero, l'esercito della Federazione russa ha perso 125 chilometri e 55 in quella di Dnipropetrovsk: queste riconquiste ucraine sono le più importanti dal giugno 2023;
21) anche i cittadini russi stanno pagando un alto prezzo di sangue al conflitto causato dall'invasione; inoltre, secondo i dati raccolti da Ovd-Info, ci sono 1.798 prigionieri politici, perseguitati perché contrari all'invasione dell'Ucraina. Sono decine le organizzazioni non governative indipendenti e gli organi di stampa presi di mira negli ultimi anni nel contesto di una vasta campagna volta a reprimere il dissenso, al fine di smantellare la società civile in Russia e impedire a organismi di monitoraggio e partner internazionali di offrire sostegno o solidarietà. Questi provvedimenti fanno parte di un modello sistematico attraverso il quale le autorità russe ricorrono a pratiche autoritarie per mettere a tacere il dissenso, ostacolare l'assunzione di responsabilità e consolidare il potere;
22) il 10 e 11 luglio 2025 l'Italia ha ospitato, in collaborazione con le autorità ucraine, la Quarta Conferenza sulla ripresa dell'Ucraina, in cui sono stati assunti impegni per oltre 10 miliardi di euro, ed è stato posto l'accento sull'importanza della collaborazione a tutti i livelli, Stati, società civili, forze della cultura e dell'economia per aiutare il popolo ucraino a impostare il processo di ripresa e di ricostruzione del Paese. È essenziale concentrare tutti gli sforzi sulla ricostruzione e sulla rinascita socioeconomica dell'Ucraina piuttosto che sull'invio di nuove anni;
23) un'ulteriore proroga della fornitura di mezzi e materiali di armamento all'esercito ucraino appare scelta inopportuna che rischia di indebolire quella auspicabile posizione di supporto negoziale e diplomatico che l'Italia e l'Unione europea nel suo complesso dovrebbero e potrebbero avere. Appare, inoltre, oggi ancora più rilevante, alla luce delle novità e delle limitazioni sui tipi di mezzi, materiali ed equipaggiamenti da inviare contenuti in questo decreto, a differenza di quelli precedenti, che l'elenco sia secretato e che l'intero Parlamento e l'opinione pubblica non possa conoscerne il contenuto,
impegna il Governo:
1) a interrompere la cessione di mezzi e materiali d'armamento in favore delle autorità governative dell'Ucraina e ad incrementare l'invio dei mezzi, materiali ed equipaggiamenti logistici, sanitari, ad uso civile, anche a tutela delle infrastrutture civili ed energetiche;
2) a sollevare in sede di Consiglio europeo la necessità di interrompere il ricorso all'European peace facility;
3) a lavorare attivamente in sede dell'Unione europea e in ogni consesso internazionale per raggiungere un immediato cessate il fuoco tra Russia e Ucraina e per costruire un accordo di pace duraturo ed equo, fondato sui principi dell'Atto finale di Helsinki e della Carta delle Nazioni Unite, compresi la sicurezza collettiva, la moderazione militare e gli impegni di disarmo;
4) a coinvolgere le Camere sugli sviluppi della guerra in Ucraina, secondo le modalità di cui al comma 3 dell'articolo 2-bis del decreto-legge 25 febbraio 2022, n. 14, a trasmettere al Parlamento una informazione trasparente e completa delle forniture militari cedute in favore delle autorità governative dell'Ucraina, come peraltro avviene in molti Paesi dell'Unione europea, in cui le informazioni su mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari ceduti in favore dell'Ucraina sono rese pubbliche;
5) a rafforzare il sostegno umanitario della popolazione ucraina in loco, nonché il rafforzamento delle misure di accoglienza adottate per le persone in fuga dalla crisi bellica, con particolare attenzione alle esigenze dei soggetti minori, anche al fine di assicurare la tutela dei diritti loro riconosciuti dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza e alle esigenze dei soggetti più fragili, tra cui donne, anziani e disabili;
6) a promuovere all'interno delle istituzioni dell'Unione europea l'istituzione di un corpo civile di pace europeo, che riunisca le competenze degli attori istituzionali e non istituzionali in materia di prevenzione dei conflitti, risoluzione e riconciliazione pacifica dei conflitti;
7) ad adoperarsi in sede dell'Unione europea e in ogni consesso internazionale in favore dei cittadini russi critici verso la guerra in Ucraina, che hanno subito procedimenti giudiziari arbitrari, lunghe pene, varie forme di violenza e altre forme di ritorsione.
(6-00224) «Zanella, Fratoianni, Bonelli, Borrelli, Dori, Ghirra, Grimaldi, Mari, Piccolotti, Zaratti».
La Camera,
premesso che:
1) l'aggressione della Federazione Russa ai danni dell'Ucraina, in spregio a tutte le norme di diritto internazionale, si avvicina al suo quarto tragico anniversario e dal 2022 ha provocato enormi sofferenze umane, danni materiali e morali, oltre a porre una grave ipoteca sulla sicurezza del continente europeo e sull'ordine internazionale fondato sul diritto;
2) giova ricordare che tale aggressione si pone in contrasto con l'articolo 2, paragrafo 4, della Carta delle Nazioni Unite, che la risposta dell'Ucraina rientra a pieno titolo nelle tutele previste dall'articolo 51 della Carta ONU, che riconosce il diritto all'autodifesa individuale e collettiva, nonché che il Cremlino ha per lungo tempo dimostrato il suo disprezzo per la sovranità nazionale altrui e per i principi internazionali ormai consolidati come quello della «non ingerenza negli affari interni», come testimoniato anche dai reiterati tentativi di influenzare processi elettorali e dinamiche politiche interne in diversi Paesi europei, in violazione della Dichiarazione sulle relazioni amichevoli tra gli Stati adottata con la risoluzione n. 2625 (XXV) dell'Assemblea generale dell'ONU;
3) il sostegno all'Ucraina, lungi dall'essere un tentativo di escalation del conflitto, riafferma la coerenza dell'Unione europea come comunità politica fondata sullo Stato di diritto, sulla democrazia liberale e sul rispetto dell'ordine internazionale;
4) grazie al sostegno determinato della comunità internazionale, dell'Unione europea, dell'Alleanza Atlantica e dell'Italia, il governo di Kyiv ha potuto resistere all'offensiva russa, che in quasi quattro anni non ha raggiunto i propri obiettivi, dimostrando come la politica di sostegno a favore dell'Ucraina rappresenti l'unico strumento credibile per giungere ad una pace giusta basata sul rispetto del diritto internazionale e sulla piena sovranità di Kyiv entro i confini internazionalmente riconosciuti;
5) dall'inizio del conflitto, l'Unione europea ha fornito a Kyiv circa 193 miliardi di euro in aiuti finanziari, militari e umanitari, oltre all'accoglienza dei rifugiati, mettendo inoltre a disposizione i proventi derivanti dagli asset russi congelati, per un valore complessivo di circa 210 miliardi di euro, a testimonianza del ruolo centrale dell'Unione europea come soggetto politico e solidale;
6) il totale degli aiuti italiani diretti in favore dell'Ucraina (che si aggiungono ai contributi attraverso il bilancio UE di cui l'Italia è terzo contributore), secondo quanto riportato dal Kiel Institut for the World Economy attraverso lo Ukraine Support Tracker, sarebbe pari a 2,6 miliardi di euro, ossia lo 0,14 per cento del Pil, per una spesa pro capite di 25-30 euro, ben al di sotto della cifra corrisposta da altri Paesi europei, come ad esempio la Germania (17,7 miliardi di euro, pari a 210 euro pro capite), il Regno Unito (9,1 miliardi di euro, pari a 135 euro pro capite) o la Danimarca (8,4 miliardi di euro, pari a 1.400 euro pro capite). Si tratta dunque di cifre che contraddicono parte della propaganda che vorrebbe presentare il sostegno alla libertà ucraina un peso sulle finanze pubbliche e un problema per la tenuta del welfare state;
7) si accoglie favorevolmente la decisione presa durante l'ultimo Consiglio europeo del dicembre 2025 che ha deciso di ricorrere al debito comune per garantire un flusso stabile di aiuti a Kyiv pari a 90 miliardi di euro, scelta che rappresenta un passo significativo verso una capacità fiscale dell'Unione e una più compiuta integrazione politica in materia di sicurezza e difesa;
8) la guerra in Ucraina dimostra l'urgenza di dotare l'Unione europea di una vera politica estera, di sicurezza e di difesa comune, superando la frammentazione intergovernativa e rafforzando l'autonomia strategica europea in coerenza con il quadro dell'Alleanza Atlantica;
9) in ambito NATO, il programma denominato PURL (Prioritized Ukraine Requirements List) è lo strumento attraverso cui la linea comune degli alleati trova la sua forza, consolidando il legame transatlantico,
impegna il Governo:
1) a ribadire con fermezza, in tutte le sedi internazionali e in particolare all'interno delle istituzioni dell'Unione europea, il sostegno dell'Italia all'indipendenza, alla sovranità e all'integrità territoriale dell'Ucraina, al diritto internazionale e alla condanna senza ambiguità dell'aggressione e dell'invasione operate dalla Federazione russa;
2) a promuovere attivamente, anche in considerazione dei vincoli di bilancio, in sede europea una decisione comune e giuridicamente fondata sull'utilizzo degli asset russi congelati, affinché tali risorse possano essere destinate in modo stabile al sostegno militare, umanitario e alla ricostruzione dell'Ucraina, nel rispetto del diritto internazionale;
3) a sostenere ogni iniziativa diplomatica volta alla risoluzione del conflitto, a condizione che essa garantisca la piena sovranità e integrità territoriale dell'Ucraina e si inserisca nel quadro di una responsabilità politica europea per la sicurezza del continente;
4) ad aderire al programma PURL, allo scopo di rafforzare la strategia di supporto della NATO all'Ucraina, nel contempo consolidando il ruolo dell'Italia nei futuri meccanismi decisionali e finanziari legati all'andamento del conflitto, nonché rafforzando un posizionamento strategico dell'Italia in vista di una ridefinizione degli equilibri euro-atlantici;
5) a valutare, non opponendosi pregiudizialmente e d'intesa con i partner dell'Unione europea e dell'Alleanza Atlantica, nel quadro di un mandato internazionale, la partecipazione italiana a future iniziative di stabilizzazione e missioni di monitoraggio o mantenimento della pace in Ucraina, da attuarsi al termine delle ostilità per garantire il rispetto degli accordi e la sicurezza dei confini;
6) a potenziare, in stretto coordinamento con l'Unione europea e con i partner europei, la protezione delle infrastrutture critiche e la resilienza democratica, agendo contro le campagne di disinformazione e le ingerenze promosse da autorità russe o ad esse collegate, nonché da ogni altro attore che agisca per indebolire i processi democratici e l'autonomia strategica dell'Europa.
(6-00225) «Magi, Della Vedova».
La Camera
impegna il Governo:
1) a ribadire con fermezza, in tutte le sedi internazionali e in particolare all'interno delle istituzioni dell'Unione europea, il sostegno dell'Italia all'Ucraina al diritto internazionale e alla condanna senza ambiguità dell'aggressione e dell'invasione operate dalla Federazione russa;
2) a ricercare attivamente, anche tenendo conto dei vincoli di bilancio, in sede europea una decisione comune e giuridicamente fondata sul possibile utilizzo degli asset russi congelati, affinché tali risorse possano essere destinate in modo stabile al sostegno militare, umanitario e alla ricostruzione dell'Ucraina, nel rispetto del diritto internazionale;
3) a sostenere ogni iniziativa diplomatica volta alla risoluzione del conflitto, a condizione che essa garantisca la piena sovranità dell'Ucraina e si inserisca nel quadro di una responsabilità politica europea per la sicurezza del continente;
4) a sostenere, d'intesa con i partner dell'Unione europea e dell'Alleanza Atlantica, la definizione di credibili garanzie di sicurezza per l'Ucraina;
5) alla protezione delle infrastrutture critiche difendendosi dalle campagne di disinformazione e dalle ingerenze promosse da attori ostili che agiscano per indebolire i processi democratici e l'autonomia strategica dell'Europa.
(6-00225)(Testo modificato nel corso della seduta) «Magi, Della Vedova».
La Camera,
premesso che:
1) a quasi quattro anni dall'aggressione militare su vasta scala da parte della Federazione Russa contro l'Ucraina, il sostegno politico, militare, finanziario e umanitario dei Paesi europei nei confronti dell'Ucraina si è rivelato determinante tanto per sventare la presa di Kyiv e la sostituzione del governo democratico ucraino con un regime fantoccio, quanto per contenere l'avanzata del truppe russe, che oggi occupano meno del 20 per cento del territorio dell'Ucraina e ne occupavamo già circa il 7 per cento prima del 22 febbraio 2024;
2) secondo le analisi del Kiel Institute (Ukraine Support Tracker), dall'inizio della guerra all'ottobre 2025 (ultimo dato disponibile) i Paesi europei hanno impegnato complessivamente 276 miliardi di euro per aiuti all'Ucraina, due volte e mezzo quanto impegnato dagli Stati Uniti; in questo quadro, l'impegno italiano è stato pari a 2,68 miliardi per aiuti bilaterali (finanziari, umanitari e militari) e a 10,37 miliardi attraverso il bilancio dell'Ue; l'Italia è al 28° posto nel ranking dei paesi donatori per aiuti bilaterali in rapporto al Pil;
3) nel dicembre 2025 il Consiglio europeo ha raggiunto un accordo per un nuovo pacchetto di aiuti pari a circa 90 miliardi di euro per il periodo 2026-2027, attraverso l'emissione di debito comune, con una assunzione diretta e condivisa di responsabilità rispetto alla difesa dell'Ucraina;
4) in tale contesto, il Governo italiano con il decreto-legge 31 dicembre 2025, n. 201 ha disposto la proroga fino al 31 dicembre 2026 dell'autorizzazione alla cessione dimezzi, materiali ed equipaggiamenti militari alle autorità ucraine, confermando la continuità formale dell'impegno nazionale nel quadro delle decisioni assunte in sede europea e internazionale;
5) nel 2025, sempre secondo le stime del Kiel Institute, l'Italia è stata il solo grande Paese europeo, insieme alla Spagna, a ridurre gli aiuti militari all'Ucraina rispetto alla media del (periodo 2022-2024, a fronte di un impegno più che raddoppiato da parte della Germania, della Francia e del Regno Unito per compensare il totale disimpegno americano;
6) a novembre 2025 l'amministrazione statunitense guidata da Donald Trump ha promosso una proposta di accordo articolata in 28 punti per la cessazione del conflitto tra Russia e Ucraina, che, nell'impostazione e nei contenuti, recepiva in larga misura le richieste dalla Federazione russa, ivi compresa la cessione dei territori del Donbas formalmente annessi, ma non occupati militarmente, a danni della libertà e sovranità dell'Ucraina, della sua integrità territoriale e del rispetto del diritto internazionale;
7) a fronte di tale iniziativa, l'Unione europea è intervenuta, in un contesto reso particolarmente difficile dalle convergenti pressioni russo-americane, per ripristinare le condizioni minime per una pace giusta e duratura, a partire dal rafforzamento della posizione negoziale ucraina attraverso aiuti sufficienti a proseguire la resistenza militare e dall'opposizione al riconoscimento di un premio all'aggressione russa;
8) nel contempo, i cosiddetti «Paesi volenterosi» hanno assunto ulteriori impegni per assicurare direttamente garanzie di sicurezza di medio e lungo periodo all'Ucraina, dopo l'eventuale cessate il fuoco;
9) qualunque ipotesi di tregua o accordo di pace che non garantisca la piena sovranità, l'integrità territoriale e la sicurezza dell'Ucraina, supportata da garanzie internazionali certe ed esigibili, rischia di tradursi in una mera sospensione del conflitto e di incentivare ulteriori azioni aggressive da parte della Federazione russa, come dimostrato con il Memorandum di Budapest del 1994 e con gli accordi di Minsk del 2014-2015;
10) le continue operazioni di guerra ibrida, interferenze politiche e azioni di destabilizzazione ad opera della Federazione russa nei confronti di Paesi membri dell'Unione europea o candidati all'adesione confermano la natura sistematica e strutturale della minaccia alla sicurezza europea, come evidenziato nel non paper presentato dal Ministro della difesa italiano Guido Crosetto e nei costanti richiami del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella,
impegna il Governo:
1) a garantire nel 2026 uno stanziamento di risorse adeguato, concreto e coerente con le capacità economiche e finanziarie del Paese per il sostegno militare, finanziario e umanitario all'Ucraina, in linea con gli impegni assunti dall'Italia in sede europea e internazionale e con le necessità conseguenti alla fine degli aiuti statunitensi;
2) a sostenere la resistenza militare dell'Ucraina come condizione indispensabile per il rafforzamento della sua posizione negoziale e per rispondere all'aggressione russa, che rappresenta una sfida diretta all'ordine internazionale fondato sul diritto e alla sicurezza dell'Europa nel suo complesso;
3) a partecipare alle iniziative di cooperazione politica e militare promosse dai cosiddetti «Paesi volenterosi», contribuendo al rafforzamento del coordinamento europeo in materia di sostegno all'Ucraina, di sviluppo della capacità industriale per la difesa e di definizione di garanzie di sicurezza credibili e di medio-lungo periodo;
4) a promuovere un'architettura di sicurezza sui confini orientali dell'Unione, di fronte alle ricorrenti minacce della Russia verso altri Stati membri, fondata sul principio della solidarietà e responsabilità europea;
5) a supportare una reazione coordinata in sede europea alle azioni di guerra ibrida da parte della Federazione Russa, relative al sistema informativo, ai processi elettorali e al funzionamento delle istituzioni democratiche, nonché alla compromissione dei servizi d'interesse pubblico e delle infrastrutture critiche, attraverso l'istituzione di un vero e proprio scudo democratico per l'Europa, quale quello proposto dalla Commissione Ue.
(6-00226) «Richetti, Bonetti, Rosato, Onori, Benzoni, D'Alessio, Grippo, Sottanelli, Pastorella, Ruffino».
La Camera
impegna il Governo:
1) a continuare a sostenere nel 2026 uno stanziamento di risorse adeguato, concreto e coerente con le capacità economiche e finanziarie del Paese per il sostegno militare, finanziario e umanitario all'Ucraina, in linea con gli impegni assunti dall'Italia in sede europea e internazionale;
2) a sostenere la resistenza militare dell'Ucraina come condizione indispensabile per il rafforzamento della sua posizione negoziale e per rispondere all'aggressione russa, che rappresenta una sfida diretta all'ordine internazionale fondato sul diritto e alla sicurezza dell'Europa nel suo complesso;
3) a partecipare alle iniziative promosse dai cosiddetti «Paesi volenterosi», contribuendo al rafforzamento del coordinamento europeo in materia di sostegno all'Ucraina, di sviluppo della capacità industriale per la difesa e di definizione di garanzie di sicurezza credibili e di medio-lungo periodo;
4) a promuovere un'architettura di sicurezza sui confini dell'Unione, di fronte alle ricorrenti minacce della Russia verso altri Stati membri, fondata sul principio della solidarietà e responsabilità europea;
5) a difendersi in sede europea dalle azioni di guerra ibrida da parte della Federazione Russa, relative al sistema informativo, ai processi elettorali e al funzionamento delle istituzioni democratiche, nonché alla compromissione dei servizi d'interesse pubblico e delle infrastrutture critiche, anche attraverso iniziative in discussione presso la Commissione europea.
(6-00226)(Testo modificato nel corso della seduta) «Richetti, Bonetti, Rosato, Onori, Benzoni, D'Alessio, Grippo, Sottanelli, Pastorella, Ruffino».
La Camera,
premesso che:
1) il perdurare dell'aggressione russa all'Ucraina continua a destabilizzare l'ordine internazionale e compromettere sempre più la sicurezza e l'incolumità dei cittadini ucraini, oltre che dei popoli europei, alimentando tensioni geopolitiche e mettendo a serio rischio la stabilità e la pace del continente europeo e del sistema internazionale nel suo complesso;
2) il diritto fondamentale dell'Ucraina a difendersi dall'aggressione armata rimane pienamente legittimo ai sensi del diritto internazionale e deve essere tutelato e sostenuto, con l'obiettivo di ristabilire condizioni di pace giusta e duratura, nel pieno rispetto del principio del ripudio della guerra quale mezzo di risoluzione delle controversie internazionali;
3) l'Unione europea, in coerenza con tali valori, ha reiteratamente condannato l'aggressione russa e la persistente intensificazione degli attacchi contro la popolazione civile e le infrastrutture critiche ucraine, confermando e rafforzando nel tempo un sostegno politico, finanziario, economico, umanitario e militare senza precedenti;
4) il 18 dicembre 2025, il Consiglio europeo ha convenuto di fornire a favore dell'Ucraina un ulteriore prestito di 90 miliardi di euro per gli anni 2026 e 2027, con l'impegno dell'UE a chiedere il rimborso solo nel caso in cui la Federazione Russa adempia alle obbligazioni di riparazione dei danni causati dalla guerra. Fino ad allora, i beni della Russia rimarranno congelati e l'UE si riserva il diritto di utilizzarli per rimborsare il prestito, in conformità del diritto dell'UE e internazionale;
5) l'Italia ha da sempre espresso una netta condanna dell'aggressione russa nei confronti dell'Ucraina, evidenziando un impegno risoluto verso la solidarietà con il popolo e le istituzioni ucraine, operando in stretta collaborazione con gli alleati europei e della NATO per fronteggiare con prontezza e determinazione sia la crisi militare sia quella umanitaria derivante dall'aggressione;
6) gli Stati Uniti d'America, durante l'amministrazione del Presidente Joe Biden, si sono fortemente spesi per la causa ucraina deliberando, a più riprese, ingenti pacchetti di aiuti militari, economici e umanitari, dimostrando un coerente e incisivo impegno nella difesa della sovranità nazionale e nella condanna dell'aggressione russa. Tale approccio deciso ha rafforzato l'unità degli alleati della NATO e dell'Unione Europea, consolidando una linea comune di opposizione alla Russia;
7) il Presidente americano Donald Trump, ha dichiarato fin dall'inizio del proprio mandato la volontà di rivedere l'impegno americano nel sostegno all'Ucraina, criticando l'entità degli aiuti militari e finanziari forniti a Kiev e sollevando la necessità di un maggiore contributo europeo e, dunque, italiano;
8) il Presidente Trump ha inoltre assunto un ruolo diretto e centrale nel processo negoziale tra le parti in conflitto, al fine di giungere a una rapida cessazione delle ostilità. Gli incontri bilaterali e multilaterali svoltisi nel 2025, tuttavia, non hanno ancora prodotto progressi sostanziali verso un accordo di pace;
9) l'intensificarsi del conflitto in Ucraina ha portato a gravi conseguenze umanitarie, Secondo i dati dell'ONU più di 14 mila civili sono stati uccisi dall'inizio della guerra. Tale numero include vittime di attacchi diretti su infrastrutture civili, con l'intensificarsi dell'impiego sistematico e su larga scala di droni e missili a lungo raggio contro aree urbane densamente popolate e infrastrutture essenziali;
10) nei primi giorni del 2026 il conflitto in Ucraina è proseguito senza interruzioni, con il ripetersi di attacchi russi condotti mediante droni e missili a lungo raggio contro la capitale Kiev e altri centri urbani e infrastrutture civili, in particolare nel settore energetico, aggravando ulteriormente le condizioni di vita della popolazione nel pieno del periodo invernale;
11) il 6 gennaio si è tenuto a il cosiddetto «Vertice dei Volenterosi», alla presenza di 35 paesi fra cui l'Italia – rappresentata dalla Presidente del Consiglio – le cui conclusioni hanno introdotto una azione di stabilizzazione garantita direttamente da una forza multinazionale dei Volenterosi che Londra e Parigi intendono guidare, con un «impegno americano a sostenere tale forza in caso di attacco» russo, di rigenerazione delle forme armate ucraine e di fornire «misure di rassicurazione in aria, in mare, sulla terraferma» con «garanzie politicamente e giuridicamente vincolanti» di salvaguardia dell'Ucraina;
12) in occasione del medesimo vertice, gli Stati Uniti d'America hanno garantito «un sistema di monitoraggio del cessate il fuoco continuo e affidabile, guidato dagli USA con la partecipazione internazionale», e ciò implicherà «l'uso di capacità militari, supporto di intelligence e logistico, iniziative diplomatiche e l'adozione di ulteriori sanzioni»;
13) a fronte dei predetti progressi decisivi, in tale occasione la Presidente del Consiglio si è limitata a sottolineare come il governo non ritenga di dover assicurare la presenza dell'Italia al dispiegamento sul terreno di una forza militare multinazionale dedicata alla ricostruzione delle forze armate ucraine e al rafforzamento della deterrenza, a differenza di altri Paesi, demandando di fatto agli altri partner della coalizione e agli Stati Uniti il fondamentale ruolo di fornire garanzie di sicurezza all'Ucraina;
14) i Paesi firmatari della dichiarazione di Parigi si sono comunque impegnati a finanziare l'esercito ucraino, a continuare le forniture di armi e a fornire assistenza finanziaria al governo di Kiev, avviando inoltre un partenariato a lungo termine con la base industriale e tecnologica della difesa ucraina;
15) il 9 gennaio scorso, il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha proposto che l'Unione europea riprenda un dialogo diretto con la Federazione Russa, sottolineando che un ruolo europeo più attivo nelle trattative può contribuire in modo più efficace al raggiungimento di una soluzione negoziata. In questa prospettiva ha auspicato, finalmente, come più volte richiesto dal nostro gruppo politico, la nomina di un inviato speciale UE incaricato di mantenere e coordinare il dialogo con la Russia e con le parti interessate, al fine di favorire il cessate il fuoco e la ripresa di un percorso negoziale, nel pieno coinvolgimento dell'Ucraina e nel rispetto della sua sovranità e integrità territoriale;
16) in questo percorso di dialogo e di piena riattivazione dei canali diplomatici, l'Italia deve sollecitare l'Unione europea ad adottare ogni iniziativa utile a garantire la restituzione dei minori ucraini illegalmente sottratti alle loro famiglie dall'esercito russo;
17) alla luce del quadro internazionale e della ferma condanna da parte dell'Italia dell'aggressione russa sull'Ucraina, appare del tutto incomprensibile la partecipazione della Presidente del Consiglio Meloni, insieme ai leader dei partiti di estrema destra europei, al videomessaggio a sostegno dell'impegno del Presidente ungherese Viktor Orbàn per il raggiungimento della pace in Ucraina, soprattutto alla luce delle posizioni più volte affermate da quest'ultimo a supporto delle illegittime pretese avanzate dalla Federazione russa in Ucraina;
18) il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nei suoi interventi pubblici ha più volte ribadito l'impegno dell'Italia nella costruzione di un ordine internazionale fondato sulla cooperazione, sul rispetto del diritto internazionale e sulla tutela delle popolazioni civili, sottolineando che la comunità internazionale è chiamata a sostenere con determinazione la ripresa e la ricostruzione dell'Ucraina nel rispetto della dignità dei popoli;
19) in tale contesto, il conflitto richiederà la pronta elaborazione e attivazione di un piano organico di intervento per la ricostruzione o rigenerazione delle infrastrutture strategiche, di ospedali e scuole, nonché il rilancio dei poli produttivi e delle attività economiche, quali pilastri fondamentali per garantire la ripresa e lo sviluppo economico nonché garantire la piena libertà di autodeterminazione del popolo offeso attraverso la creazione di opportunità economiche concrete e la fruizione dei servizi essenziali;
20) l'Italia deve mantenersi ferma nel fornire il proprio sostegno al popolo ucraino, anche e, soprattutto, a beneficio della sicurezza dell'intero continente, in quanto l'assenza di un sostegno in tale fase – anche alla luce del nuovo corso impresso dall'amministrazione statunitense – significherebbe condannare l'Ucraina alla capitolazione, con inevitabili conseguenze sul piano della sicurezza europea;
21) a parere dei firmatari del presente atto di indirizzo all'interno della maggioranza di governo si registrano, attorno a tale ultimo punto, dissensi e impuntature che rischiano di inficiare il ruolo, l'immagine e il peso negoziale del nostro Paese in un momento di estrema delicatezza e di crisi, con la ferma opposizione di taluni esponenti parlamentari e non – oltre che di dirigenti – della Lega-Salvini Premier rispetto alla conferma dell'impegno italiano in Ucraina,
impegna il Governo:
1) a confermare all'Ucraina ogni supporto politico, economico, umanitario, diplomatico e militare, operando anche in sede europea per sostenere la nomina di un inviato speciale dell'Unione europea con un mandato finalizzato al dialogo, al cessate il fuoco e alla ripresa di un processo negoziale condiviso, nel pieno rispetto della sovranità e dell'integrità territoriale dell'Ucraina, al fine di contribuire al ripristino della stabilità e della sicurezza della regione e del continente, promuovendo, al contempo, ogni iniziativa utile a garantire il ritorno alle proprie famiglie dei minori ucraini rapiti dall'esercito russo;
2) ad operare attivamente per la cessazione immediata delle ostilità, vagliando attraverso ogni canale diplomatico e internazionale la possibilità di accedere ai negoziati per un cessate il fuoco duraturo nonché a monitorare l'osservanza di tale eventuale accordo;
3) a confermare l'invio di ogni supporto logistico e approvvigionamento militare necessario a sostenere la difesa del popolo ucraino, nel quadro di un'azione unitaria a livello europeo alla quale l'Italia non può e non deve sottrarsi e sulla scorta delle conclusioni del vertice di Parigi del 6 gennaio 2026;
4) a intensificare gli sforzi per fornire assistenza diretta alla popolazione civile colpita dal conflitto, espandendo i programmi di aiuto umanitario per includere cibo, alloggio, cure mediche e supporto psicologico, particolarmente durante i mesi invernali e in aree prossime alla linea del fronte;
5) ad adottare una strategia di politica estera e di difesa certa, univoca e coerente con la storica posizione dell'Italia, che trova nell'europeismo e nell'atlantismo i pilastri fondamentali per la sicurezza, la pace e il progresso dell'Italia e del mondo e che vede nell'unione Europea e nella NATO due istituzioni cruciali, che promuovono e difendono valori democratici, cooperazione e un ordine internazionale basato sullo stato di diritto e sulle regole di civile convivenza al fine di garantire un ruolo da protagonista all'Italia in Europa e nel mondo;
6) a consolidare e rafforzare il sostegno all'azione dell'Unione europea e della NATO rispetto alla crisi ucraina, garantendo ogni sostegno utile alla sicurezza e alla stabilità del Vecchio continente, perseguendo una strategia di normalizzazione delle tensioni geopolitiche nel preminente interesse dei civili e del Paese e ribadendo come l'integrazione europea e il legame con il mondo atlantico siano interconnessi e indispensabili per la sicurezza, la democrazia e la promozione della pace, soprattutto in questi tempi di crisi;
7) ad attivarsi tempestivamente nella programmazione degli aiuti – in particolare sul fronte energetico – e della ricostruzione post-bellica dell'Ucraina, con particolare riferimento alle infrastrutture strategiche;
8) a favorire qualsiasi iniziativa amministrativa affinché siano agevolati e semplificati gli adempimenti per il rilascio del permesso di soggiorno per la protezione temporanea dei cittadini ucraini in Italia, tramite il coordinamento con le autorità degli enti locali incaricate di tali adempimenti.
(6-00227) «Boschi, Gadda, Del Barba, Faraone, Bonifazi, Giachetti».
La Camera
impegna il Governo:
1) a confermare all'Ucraina ogni supporto politico, economico, umanitario, diplomatico e militare, valutando anche la possibilità di nomina – in sede europea – di un inviato speciale;
2) ad operare attivamente per la cessazione immediata delle ostilità, vagliando attraverso ogni canale diplomatico e internazionale la possibilità di accedere ai negoziati per un cessate il fuoco duraturo nonché a monitorare l'osservanza di tale eventuale accordo;
3) a confermare l'invio di ogni supporto logistico e approvvigionamento militare necessario a sostenere la difesa del popolo ucraino, nel quadro di un'azione unitaria a livello europeo;
4) a intensificare gli sforzi per fornire assistenza diretta alla popolazione civile colpita dal conflitto, espandendo i programmi di aiuto umanitario per includere cibo, alloggio, cure mediche e supporto psicologico, particolarmente durante i mesi invernali e in aree prossime alla linea del fronte;
5) ad adottare una strategia di politica estera e di difesa certa, univoca e coerente con la storica posizione dell'Italia, che trova nell'europeismo e nell'atlantismo i pilastri fondamentali per la sicurezza, la pace e il progresso dell'Italia e del mondo e che vede nell'unione Europea e nella NATO due istituzioni cruciali, che promuovono e difendono valori democratici, cooperazione e un ordine internazionale basato sullo stato di diritto e sulle regole di civile convivenza al fine di garantire un ruolo da protagonista all'Italia in Europa e nel mondo;
6) a consolidare e rafforzare il sostegno all'azione dell'Unione europea e della NATO rispetto alla crisi ucraina, garantendo ogni sostegno utile alla sicurezza e alla stabilità del Vecchio continente, perseguendo una strategia di normalizzazione delle tensioni geopolitiche nel preminente interesse dei civili e del Paese e ribadendo come l'integrazione europea e il legame con il mondo atlantico siano interconnessi e indispensabili per la sicurezza, la democrazia e la promozione della pace, soprattutto in questi tempi di crisi;
7) ad attivarsi tempestivamente nella programmazione degli aiuti – in particolare sul fronte energetico – e della ricostruzione post-bellica dell'Ucraina, con particolare riferimento alle infrastrutture strategiche;
8) a favorire qualsiasi iniziativa amministrativa affinché siano agevolati e semplificati gli adempimenti per il rilascio del permesso di soggiorno per la protezione temporanea dei cittadini ucraini in Italia, tramite il coordinamento con le autorità degli enti locali incaricate di tali adempimenti.
(6-00227)(Testo modificato nel corso della seduta) «Boschi, Gadda, Del Barba, Faraone, Bonifazi, Giachetti».