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Resoconto dell'Assemblea

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XIX LEGISLATURA

Allegato A

Seduta di Mercoledì 11 marzo 2026

COMUNICAZIONI

Missioni valevoli nella seduta
dell'11 marzo 2026.

  Albano, Ascani, Bagnai, Barbagallo, Barelli, Battistoni, Bellucci, Benvenuto, Bicchielli, Bignami, Bonetti, Boschi, Braga, Brambilla, Caiata, Calderone, Cappellacci, Carloni, Casasco, Cavandoli, Cecchetti, Centemero, Cesa, Cirielli, Colosimo, Alessandro Colucci, Sergio Costa, D'Alessio, Deidda, Della Vedova, Delmastro Delle Vedove, Donzelli, Ferrante, Ferro, Foti, Frassinetti, Freni, Gardini, Gava, Gebhard, Gemmato, Giachetti, Giglio Vigna, Giorgetti, Gribaudo, Grippo, Guerini, Gusmeroli, Leo, Lollobrigida, Lucaselli, Lupi, Magi, Mangialavori, Maschio, Mazzi, Meloni, Michelotti, Minardo, Molinari, Mollicone, Molteni, Morrone, Mulè, Nordio, Osnato, Pagano, Pellicini, Pichetto Fratin, Pietrella, Polidori, Prisco, Rampelli, Riccardo Ricciardi, Richetti, Rixi, Rizzetto, Roccella, Romano, Rotelli, Scerra, Schullian, Semenzato, Siracusano, Sportiello, Tajani, Trancassini, Traversi, Tremonti, Vinci, Zaratti, Zoffili, Zucconi.

(Alla ripresa pomeridiana della seduta).

  Albano, Ascani, Bagnai, Barbagallo, Barelli, Battistoni, Bellucci, Benvenuto, Bicchielli, Bignami, Bonetti, Boschi, Braga, Brambilla, Caiata, Calderone, Cappellacci, Carloni, Casasco, Cavandoli, Cecchetti, Centemero, Cesa, Cirielli, Colosimo, Alessandro Colucci, Sergio Costa, D'Alessio, Della Vedova, Delmastro Delle Vedove, Donzelli, Ferrante, Ferro, Foti, Frassinetti, Freni, Gava, Gebhard, Gemmato, Giachetti, Giglio Vigna, Giorgetti, Gribaudo, Grippo, Guerini, Gusmeroli, Leo, Lollobrigida, Lucaselli, Lupi, Maccari, Magi, Mangialavori, Maschio, Mazzi, Meloni, Michelotti, Minardo, Molinari, Mollicone, Molteni, Morrone, Mulè, Nordio, Osnato, Pagano, Pellicini, Pichetto Fratin, Pietrella, Polidori, Prisco, Rampelli, Riccardo Ricciardi, Richetti, Rixi, Rizzetto, Roccella, Romano, Rotelli, Scerra, Schullian, Semenzato, Siracusano, Sportiello, Tajani, Trancassini, Traversi, Tremonti, Vinci, Zaratti, Zoffili, Zucconi.

Annunzio di proposte di legge.

  In data 10 marzo 2026 è stata presentata alla Presidenza la seguente proposta di legge d'iniziativa della deputata:

   BRAMBILLA: «Modifiche al codice di procedura civile e altre disposizioni per il rafforzamento della tutela dei minori nei procedimenti di allontanamento dal nucleo familiare» (2838).

  Sarà stampata e distribuita.

Adesione di deputati
a proposte di legge.

  La proposta di legge ALMICI ed altri: «Benefìci in favore dei familiari superstiti delle donne vittime di femminicidio» (2603) è stata successivamente sottoscritta dai deputati Baldelli e Cannata.

  La proposta di legge CANGIANO ed altri: «Modifica al codice della normativa statale in tema di ordinamento e mercato del turismo, di cui al decreto legislativo 23 maggio 2011, n. 79, e altre disposizioni concernenti la disciplina dell'albergo nautico diffuso» (2687) è stata successivamente sottoscritta dal deputato Cannata.

Modifica del titolo di proposte di legge.

  La proposta di legge n. 2686, d'iniziativa dei deputati SERGIO COSTA ed altri, ha assunto il seguente titolo: «Disposizioni concernenti l'istituzione e la disciplina delle aree complementari per la conservazione della biodiversità nonché delega al Governo per l'introduzione di agevolazioni fiscali destinate alle attività di conservazione e monitoraggio ambientale delle medesime aree».

Assegnazione di progetti di legge
a Commissioni in sede referente.

  A norma del comma 1 dell'articolo 72 del Regolamento, i seguenti progetti di legge sono assegnati, in sede referente, alle sottoindicate Commissioni permanenti:

   I Commissione (Affari costituzionali):

  PROPOSTA DI LEGGE COSTITUZIONALE BARABOTTI ed altri: «Modifiche agli articoli 63, 84, 92 e 122 della Costituzione concernenti l'introduzione del requisito della cittadinanza italiana per nascita per l'assunzione degli incarichi di vertice dello Stato e delle regioni» (2738) Parere della Commissione parlamentare per le questioni regionali;

  MAGI: «Modifiche alla legge 5 febbraio 1992, n. 91, in materia di acquisto della cittadinanza» (2824) Parere delle Commissioni II, V e XIV;

  S. 1004. – Senatori ROMEO ed altri: «Disposizioni per il contrasto all'antisemitismo e per l'adozione della definizione operativa di antisemitismo» (approvata dal Senato) (2830) Parere delle Commissioni II, III, IV, V, VII, IX, XI e XIV.

   VI Commissione (Finanze):

  S. 1692. – Senatore RAPANI: «Modifiche alla legge 8 aprile 1983, n. 113, in materia di cessione di territori del demanio marittimo al comune di Praia a Mare» (approvata dal Senato) (2831) Parere delle Commissioni I, II, V, VIII e della Commissione parlamentare per le questioni regionali.

   Commissioni riunite VII (Cultura) e XI (Lavoro):

  IACONO ed altri: «Disposizioni concernenti la prestazione del servizio di assistenza per l'autonomia e la comunicazione personale degli studenti con disabilità e istituzione del ruolo nazionale degli assistenti per l'autonomia e la comunicazione» (2716) Parere delle Commissioni I, V, XII e della Commissione parlamentare per le questioni regionali.

Trasmissione dalla Corte dei conti.

  Il Presidente della Sezione del controllo sugli enti della Corte dei conti, con lettera in data 10 marzo 2026, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 7 della legge 21 marzo 1958, n. 259, la determinazione e la relazione riferite al risultato del controllo eseguito sulla gestione finanziaria dell'Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS), per l'esercizio 2024, cui sono allegati i documenti rimessi dall'ente ai sensi dell'articolo 4, primo comma, della citata legge n. 259 del 1958 (Doc. XV, n. 536).

  Questi documenti sono trasmessi alla V Commissione (Bilancio) e alla XI Commissione (Lavoro).

  Il Presidente della Sezione centrale di controllo sulla gestione delle Amministrazioni dello Stato della Corte dei conti, con lettera in data 10 marzo 2026, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 3, comma 6, della legge 14 gennaio 1994, n. 20, la deliberazione n. 38/2026 del 25 febbraio-5 marzo 2026, con la quale la Sezione stessa ha approvato il rapporto PNRR «Promozione rinnovabili per le comunità energetiche e l'autoconsumo».

  Questo documento è trasmesso alla V Commissione (Bilancio), alla VIII Commissione (Ambiente) e alla X Commissione (Attività produttive).

  Il Presidente della Sezione centrale di controllo sulla gestione delle Amministrazioni dello Stato della Corte dei conti, con lettera in data 10 marzo 2026, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 3, comma 6, della legge 14 gennaio 1994, n. 20, la deliberazione n. 39/2026 del 25 febbraio-5 marzo 2026, con la quale la Sezione stessa ha approvato il rapporto PNRR «Sicurezza sismica nei luoghi di culto, restauro del patrimonio culturale del FEC e Recovery Art».

  Questo documento è trasmesso alla V Commissione (Bilancio), alla VII Commissione (Cultura) e alla VIII Commissione (Ambiente).

  Il Presidente della Sezione centrale di controllo sulla gestione delle Amministrazioni dello Stato della Corte dei conti, con lettera in data 10 marzo 2026, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 3, comma 6, della legge 14 gennaio 1994, n. 20, la deliberazione n. 40/2026 del 24 febbraio-5 marzo 2026, con la quale la Sezione stessa ha approvato il rapporto PNRR «Potenziamento ed estensione tematica e territoriale dei centri di trasferimento tecnologico per segmenti di industria», ora ridenominato «Centri di trasferimento tecnologico».

  Questo documento è trasmesso alla V Commissione (Bilancio) e alla X Commissione (Attività produttive).

  Il Presidente della Sezione centrale di controllo sulla gestione delle Amministrazioni dello Stato della Corte dei conti, con lettera in data 10 marzo 2026, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 3, comma 6, della legge 14 gennaio 1994, n. 20, la deliberazione n. 41/2026 del 24 febbraio-5 marzo 2026, con la quale la Sezione stessa ha approvato il rapporto PNRR «Efficientamento degli edifici giudiziari», ora ridenominato «Riqualificazione di beni immobili pubblici parzialmente o interamente utilizzati per l'amministrazione della giustizia».

  Questo documento è trasmesso alla II Commissione (Giustizia) e alla V Commissione (Bilancio).

Annunzio di progetti
di atti dell'Unione europea.

  La Commissione europea, in data 10 marzo 2026, ha trasmesso, in attuazione del Protocollo sul ruolo dei Parlamenti allegato al Trattato sull'Unione europea, i seguenti progetti di atti dell'Unione stessa, nonché atti preordinati alla formulazione degli stessi, che sono assegnati alle sottoindicate Commissioni, con il parere della XIV Commissione (Politiche dell'Unione europea):

   Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni – Strategia sull'equità intergenerazionale (COM(2026) 110 final), che è assegnata in sede primaria alla I Commissione (Affari costituzionali);

   Proposta di decisione di esecuzione del Consiglio che modifica la decisione di esecuzione, del 13 luglio 2021, relativa all'approvazione della valutazione del piano per la ripresa e la resilienza dell'Italia (COM(2026) 114 final), corredata del relativo allegato (COM(2026) 114 final – Annex) e del relativo documento di lavoro dei servizi della Commissione – Controllo del clima e marcatura digitale del piano per la ripresa e la resilienza dell'Italia – Aggiornamento (SWD(2026) 74 final), che è assegnata in sede primaria alla V Commissione (Bilancio);

   Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio sul pacchetto Energia e cittadini (COM(2026) 115 final), che è assegnata in sede primaria alla X Commissione (Attività produttive);

   Relazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio sul finanziamento dell'efficienza energetica in Europa – Valutazione della spesa pubblica destinata all'efficienza energetica e alla prestazione energetica degli edifici (COM(2026) 118 final), che è assegnata in sede primaria alle Commissioni riunite VIII (Ambiente) e X (Attività produttive);

   Relazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo sulla preparazione del settore finanziario dell'UE (COM(2026) 119 final), che è assegnata in sede primaria alla VI Commissione (Finanze).

  Il Dipartimento per gli affari europei della Presidenza del Consiglio dei ministri, con lettera in data 10 marzo 2026, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 6, commi 1 e 2, della legge 24 dicembre 2012, n. 234, progetti di atti dell'Unione europea, nonché atti preordinati alla formulazione degli stessi.

  Questi atti sono assegnati, ai sensi dell'articolo 127 del Regolamento, alle Commissioni competenti per materia, con il parere, se non già assegnati alla stessa in sede primaria, della XIV Commissione (Politiche dell'Unione europea).

  Nell'ambito dei predetti atti, il Governo ha richiamato l'attenzione sulla proposta di regolamento del Consiglio che sospende i dazi della tariffa doganale comune di cui all'articolo 56, paragrafo 2, lettera c), del regolamento (UE) n. 952/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, recante apertura e modalità di gestione di contingenti tariffari autonomi per taluni concimi (COM(2026) 99 final), che è assegnata in sede primaria alla X Commissione (Attività produttive).

  Con la medesima comunicazione, il Governo ha inoltre richiamato l'attenzione sui seguenti documenti, già trasmessi dalla Commissione europea e assegnati alle competenti Commissioni, ai sensi dell'articolo 127 del Regolamento:

   Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni – Comunicazione sulle regioni orientali dell'UE al confine con la Russia, la Bielorussia e l'Ucraina – Regioni forti per un'Europa sicura (COM(2026) 82 final);

   Proposta di decisione del Consiglio relativa alla conclusione della Convenzione che istituisce una Commissione internazionale per le richieste di risarcimento a favore dell'Ucraina (COM(2026) 105 final).

Richiesta di parere parlamentare
su atti del Governo.

  Il Ministro per i rapporti con il Parlamento, con lettera in data 10 marzo 2026, ha trasmesso, ai sensi degli articoli 1 e 14 della legge 13 giugno 2025, n. 91, la richiesta di parere parlamentare sullo schema di decreto legislativo recante recepimento degli articoli 11, 12, 13 e 15 della direttiva (UE) 2024/1640 relativa ai meccanismi che gli Stati membri devono istituire per prevenire l'uso del sistema finanziario a fini di riciclaggio o finanziamento del terrorismo, che modifica la direttiva (UE) 2019/1937, e modifica e abroga la direttiva (UE) 2015/849 (385).

  Questa richiesta, in data 10 marzo 2026, è stata assegnata, ai sensi del comma 4 dell'articolo 143 del Regolamento, alle Commissioni riunite II (Giustizia) e VI (Finanze), nonché, ai sensi del comma 2 dell'articolo 126 del Regolamento, alla XIV Commissione (Politiche dell'Unione europea), che dovranno esprimere i prescritti pareri entro il 19 aprile 2026. È altresì assegnata, ai sensi del comma 2 dell'articolo 96-ter del Regolamento, alla V Commissione (Bilancio), che dovrà esprimere i propri rilievi sulle conseguenze di carattere finanziario entro il 30 marzo 2026.

Atti di controllo e di indirizzo.

  Gli atti di controllo e di indirizzo presentati sono pubblicati nell'Allegato B  al resoconto delle seduta odierna.

COMUNICAZIONI DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI IN VISTA DELLA RIUNIONE DEL CONSIGLIO EUROPEO DEL 19 E 20 MARZO 2026, NONCHÉ SUGLI SVILUPPI DELLA CRISI IN MEDIO ORIENTE

Risoluzioni

   La Camera,

   premesso che:

    1) l'ordine del giorno del Consiglio europeo del 19-20 marzo prevede i seguenti temi: Ucraina, Medio Oriente; Competitività e Mercato Interno; Prossimo Quadro Finanziario Pluriennale; Sicurezza e Difesa Europea; Migrazione;

    2) il conflitto in Iran sarà un elemento prioritario dei lavori di questo Consiglio europeo. Il coinvolgimento dei Paesi del Golfo, le ripercussioni in termini energetici, l'impatto dei flussi migratori sono solo alcuni degli aspetti che occorre seguire attentamente. Il Presidente del Consiglio ed il Governo sono fortemente mobilitati e seguono con estrema attenzione l'evolversi della situazione che presenta profili estremamente imprevedibili;

    3) i negoziati sulla pace ed il sostegno multidimensionale all'Ucraina restano una priorità dell'Europa ed il nostro Governo continua a svolgere un ruolo essenziale al servizio di questi obiettivi;

    4) i Capi di Stato e di Governo torneranno sulla situazione in Medio Oriente, per quanto riguarda gli sviluppi a Gaza e i seguiti del Piano di Pace, nel quadro della Risoluzione del Consiglio di Sicurezza 2803;

    5) Competitività e Mercato interno costituiranno un altro tema centrale di questo appuntamento, secondo l'obiettivo «One Europe, One Market». Questo punto è stato anticipato dal Ritiro dei leader dell'Unione europea del 12 febbraio scorso e dal vertice intergovernativo tra Italia e Germania del 26 gennaio scorso, che ha costituito un fattore decisivo nell'imprimere un'accelerazione al rilancio del dibattito sulla competitività europea. Il «Non Paper» adottato assieme alla Germania ha infatti fornito un contributo di particolare rilevanza alla preparazione del Ritiro dei leader così come l'incontro informale organizzato da Italia, Belgio e Germania con un'ampia maggioranza di Stati membri UE;

    6) i Capi di Stato e di Governo avranno uno scambio di opinioni sul prossimo quadro finanziario pluriennale anche in termini di impatto sulla competitività europea;

    7) il confronto in materia di sicurezza e difesa sarà centrato sull'evoluzione delle decisioni condivise negli ultimi mesi e sui progressi compiuti, un approfondimento sarà dedicato al lavoro della Commissione europea in materia di Strategia di Sicurezza;

    8) i Capi di Stato e di Governo torneranno sul tema «migrazione» secondo gli aggiornamenti che fornirà il Presidente della Commissione europea e in considerazione dei progressi compiuti grazie alla recente adozione delle proposte legislative, sull'anticipo di alcuni aspetti del Patto Migrazione e Asilo, sulla revisione del concetto di Paese terzo sicuro e sulla lista UE di Paesi di origine sicuri e nel negoziato sulla proposta sulla revisione del sistema dei rimpatri,

impegna il Governo a:

   1) lavorare con i principali partner europei, internazionali e regionali alla creazione delle condizioni necessarie per un ritorno della diplomazia per risolvere la crisi in Medio Oriente;

   2) continuare a condannare fermamente la violenta repressione delle proteste civili in Iran e la flagrante violazione dei diritti umani da parte del regime islamista; a condannare altresì il ruolo destabilizzante dell'Iran in tutta la regione, esprimendo il suo pieno sostegno al popolo iraniano nella sua lotta per la libertà;

   3) continuare a impegnarsi per favorire il rientro dalla regione di tutti i connazionali;

   4) sostenere, anche attraverso iniziative coordinate nell'ambito dell'Unione europea e in cooperazione tra gli Stati membri, i partner della regione del Golfo colpiti dagli inaccettabili attacchi portati dal regime iraniano, prevedendo, qualora tali aggressioni dovessero proseguire, anche forme aggiuntive di assistenza in materia di difesa, protezione delle infrastrutture critiche e supporto logistico, in piena coerenza con lo spirito e con gli impegni emersi nella videoconferenza tra i vertici europei e i leader dei Paesi del Medio Oriente del 9 marzo 2026;

   5) adottare misure volte a mitigare l'impatto economico della crisi, con particolare riguardo ai prezzi dell'energia e al sostegno alle imprese esportatrici;

   6) ribadire l'importanza di salvaguardare l'integrità e la sicurezza delle frontiere terrestri, aeree e marittime dell'Unione europea, e ad assicurare che esse siano efficacemente protette nel rispetto del diritto dell'Unione e del diritto internazionale; sostenere e valorizzare, in tutte le sedi europee e internazionali, il ruolo fondamentale delle operazioni marittime difensive Aspidese Atalanta, essenziali per la protezione delle rotte marittime critiche e per la prevenzione di interruzioni nelle catene di approvvigionamento vitali per l'Italia e per l'Unione europea; e a farsi promotore, in raccordo con le istituzioni europee e gli Stati membri, di un eventuale adattamento e rafforzamento di tali missioni, qualora la situazione sul terreno lo richiedesse, contribuendo così al miglioramento della sicurezza marittima e della stabilità regionale;

   7) contrastare tutte le forme di razzismo e antisemitismo all'interno dell'Unione europea e nella sua azione esterna, rafforzando le misure di prevenzione e di contrasto dei predetti fenomeni;

   8) lavorare per la piena realizzazione della Risoluzione 2803 del Consiglio di Sicurezza e dell'Accordo di pace in essa richiamato, continuando a seguire i lavori del Board of Peace da osservatori, contribuendo alla piena attuazione del cessate il fuoco a Gaza e al sostegno all'Autorità Palestinese;

   9) garantire ogni progresso diplomatico per il raggiungimento della pace in Ucraina, in continuo coordinamento con l'Unione europea, gli Stati Uniti, la Nato e i partner del G7; fornire il necessario sostegno multidimensionale al Paese e alla popolazione ucraina;

   10) mantenere la pressione europea nei confronti della Russia, con gli strumenti in essere, per portare Mosca a sedere al tavolo negoziale e contribuire costruttivamente alla pace;

   11) ribadire che l'allargamento rimane una priorità geopolitica e strategica e a sottolineare che il processo deve essere equo e basato sul merito per tutti i candidati, accogliendo con favore i progressi già compiuti; a sottolineare l'importanza dell'allargamento dell'Unione europea ai Balcani occidentali come leva strategica per la stabilità, la sicurezza e la crescita economica nella regione;

   12) imprimere un'accelerazione decisiva al rilancio della competitività europea e del suo mercato interno, anche secondo le linee indicate nel «Non Paper» finalizzato con la Germania e il Belgio per conseguire misure concrete in termini di: semplificazione e contenimento della burocrazia europea; rafforzamento dell'industria europea, con rilancio di quella automobilistica, nel pieno rispetto del principio di neutralità tecnologica; attuazione di una politica commerciale basata su regole condivise e pari condizioni;

   13) affrontare con urgenza assieme alla Commissione europea la definizione di interventi per ridurre immediatamente i prezzi dell'energia, a partire dalla possibilità di una sospensione provvisoria dell'applicazione del sistema ETS alla generazione termoelettrica come primo obiettivo e da una sua revisione che adatti il suo funzionamento al mutato contesto europeo e internazionale e ne corregga gli aspetti che si sono rivelati dannosi per competitività del nostro sistema industriale;

   14) proteggere il mercato unico dal crescente impatto delle pratiche commerciali sleali di Paesi terzi, tra cui la persistente sovraccapacità produttiva, le sovvenzioni statali e le pratiche di dumping che distorcono i mercati globali e minano la competitività dell'industria europea; a sostenere gli sforzi della Commissione europea volti a rafforzare gli strumenti di difesa commerciale, con una risposta ferma e coordinata dell'Unione europea per garantire condizioni di parità, salvaguardare i settori strategici e mantenere elevati standard ambientali e sociali; a sottolineare inoltre la necessità di un monitoraggio rigoroso delle catene di approvvigionamento e di strumenti potenziati per contrastare la coercizione economica, promuovendo un commercio equo, sostenibile e basato su regole;

   15) garantire la sicurezza e la disponibilità delle materie prime critiche per sostenere la competitività e la resilienza dell'Unione europea e degli Stati membri, diversificando le fonti di approvvigionamento e riducendo la dipendenza dai fornitori esterni non affidabili;

   16) favorire i progressi condivisi in sede di Consiglio europeo in materia di sicurezza e difesa, secondo le Conclusioni di ottobre e dicembre e secondo le principali declinazioni legate alla competenza sovrana degli Stati membri e a favorire il reperimento delle necessarie capacità finanziarie, in grado di mobilizzare efficacemente anche quelle del settore privato, tenuto conto che la sicurezza e la difesa europea riguardano tutti i confini dell'Unione;

   17) monitorare i lavori della Commissione europea per la definizione della nuova Strategia di Sicurezza, assicurando il pieno coinvolgimento degli Stati membri e garantendo la piena complementarità con la NATO, evitando duplicazioni con i compiti di difesa collettiva previsti dal Trattato del Nord Atlantico;

   18) contribuire attivamente a promuovere una maggiore responsabilità dei Paesi europei nell'assicurare la sicurezza europea, intensificando gli investimenti e la prontezza nel settore della difesa, rafforzando la base tecnologica e industriale nazionale ed europea, colmando le lacune critiche in termini di capacità e sostenendo la mobilità militare, nel pieno rispetto delle competenze e delle politiche degli Stati membri, in piena complementarità con la NATO;

   19) ribadire l'importanza di combattere la disinformazione, la guerra ibrida e le ingerenze esterne come strumenti utilizzati da attori esterni per influenzare i processi democratici degli Stati membri, sensibilizzando in particolare le giovani generazioni e tenendo conto dei possibili rischi dei fenomeni di interferenza mediante l'utilizzo dell'intelligenza artificiale generativa;

   20) lavorare per arrivare alla definizione del prossimo quadro finanziario pluriennale che sia in grado di sostenere il rilancio della competitività e della difesa europea, senza penalizzare le politiche al servizio della convergenza e della stabilità del progetto europeo quali la politica agricola comune (PAC) e la politica di coesione. Garantire una modernizzazione e semplificazione della sua struttura che assicuri allo stesso tempo un ruolo forte degli Stati membri attraverso il Consiglio nella sua governance, tenendo in considerazione la condizione dell'Italia di Paese contributore netto e quindi la necessità di mantenimento di un giusto equilibrio tra contributi e ritorni;

   21) continuare a imprimere il necessario impulso sui dossier legati alla gestione del fenomeno migratorio, con particolare attenzione allo sviluppo della dimensione esterna; alla finalizzazione dei partenariati strategici con Paesi terzi e monitorando con attenzione l'impatto che la situazione in Iran potrà avere sui flussi migratori;

   22) a ribadire l'importanza del Piano Mattei come strumento strategico per rafforzare la cooperazione nel Mediterraneo, del Global Gateway e del nuovo Patto europeo per il Mediterraneo; a sostenere le iniziative conseguenti al fine di rafforzare le basi della crescita dei Paesi terzi coinvolti, con particolare riferimento al finanziamento delle infrastrutture nei settori dell'energia e dei trasporti e assicurando una regolamentazione idonea a stimolare l'ingresso di nuove imprese, investimenti e la crescita dell'occupazione.
(6-00242) «Mantovani , Giglio Vigna , Rossello , Carfagna , Ambrosi , Bagnai , De Monte , Colosimo , Candiani , Battilocchio , Di Maggio , Formentini , Polidori , Donzelli , Giordano , Pisano , Rotondi , Rachele Silvestri ».


   La Camera,

   premesso che:

    1) nei giorni 19 e 20 marzo si terrà il Consiglio europeo, in una fase storica caratterizzata da un rapido deterioramento del quadro internazionale e dalla presenza di numerosi focolai di conflitto ai confini dell'Unione europea, con rilevanti implicazioni per la sicurezza, la stabilità economica e la coesione politica del progetto europeo;

    2) l'attuale contesto geopolitico appare segnato dalla crisi dell'ordine internazionale emerso dopo la fine della guerra fredda e dal progressivo affermarsi di un sistema multipolare caratterizzato da competizione strategica tra grandi e medie potenze;

    3) in tale scenario, Russia, Cina e Stati Uniti perseguono strategie economiche, industriali e geopolitiche che incidono direttamente sulla capacità dell'Unione europea di mantenere autonomia strategica, sicurezza e competitività;

    4) la Federazione russa prosegue l'aggressione militare contro l'Ucraina, accompagnandola con una crescente mobilitazione militare e con attività di guerra ibrida nei confronti dell'Europa;

    5) a quattro anni dall'inizio dell'invasione russa, l'Unione europea è chiamata a confermare il proprio sostegno politico, economico e militare all'Ucraina, anche in considerazione dell'indebolimento del supporto statunitense;

    6) l'Unione europea ha già predisposto strumenti finanziari significativi per il sostegno a Kyiv, destinati al supporto del bilancio ucraino e al rafforzamento della capacità industriale e difensiva del Paese;

    7) il percorso di adesione dell'Ucraina all'Unione europea rappresenta un elemento strategico per la stabilità e la sicurezza del continente, ma incontra ancora resistenze politiche in alcuni Stati membri;

    8) le divisioni interne all'Unione e il permanere del principio dell'unanimità in ambiti decisionali cruciali rischiano di limitarne la capacità di azione politica e diplomatica sulla scena internazionale;

    9) il Consiglio europeo sarà chiamato ad affrontare anche il tema del rafforzamento della sicurezza e della difesa europea, in un contesto segnato dall'evoluzione delle minacce militari, dall'uso crescente di sistemi missilistici e di droni e dalla vulnerabilità delle infrastrutture critiche;

    10) in questo quadro, il rafforzamento delle capacità militari europee e della cooperazione nel settore della difesa rappresenta un passaggio essenziale per garantire la sicurezza dei cittadini europei e la credibilità internazionale dell'Unione;

    11) la crisi mediorientale ha conosciuto un'ulteriore escalation a seguito dell'azione militare condotta da Israele e dagli Stati Uniti contro obiettivi della Repubblica islamica dell'Iran, motivata anche dalle preoccupazioni relative al programma nucleare iraniano;

    12) la risposta militare iraniana e le tensioni che ne sono derivate nell'area del Golfo e del Medio Oriente hanno aumentato il rischio di un allargamento regionale del conflitto;

    13) le mobilitazioni popolari che negli ultimi anni hanno attraversato l'Iran, a partire dal movimento «Donna, Vita, Libertà», testimoniano resistenza nella società iraniana di una profonda domanda di libertà, diritti e democrazia, cui il regime ha risposto con una repressione violenta e sistematica, che nelle ultime settimane ha provocato migliaia di vittime tra oppositori politici e manifestanti;

    14) il conflitto sta producendo effetti immediati sulla sicurezza delle rotte energetiche e commerciali internazionali, in particolare in relazione alla rilevanza strategica dello Stretto di Hormuz, e minacciando il territorio europeo in particolare a Cipro;

    15) l'instabilità dell'area mediorientale comporta potenziali ripercussioni dirette per l'Europa e per l'Italia, sia sotto il profilo della sicurezza sia sotto quello economico ed energetico;

    16) l'aumento dei prezzi dell'energia e delle materie prime energetiche, già osservabile sui mercati internazionali, rischia di aggravare il costo dell'energia per famiglie e imprese e di incidere sulla competitività del sistema produttivo europeo;

    17) la crisi internazionale sta inoltre producendo effetti di crescente instabilità sui mercati finanziari e sull'economia globale, con possibili ripercussioni sul quadro macroeconomico europeo e nazionale;

    18) le politiche economiche e commerciali delle principali potenze globali, incluse misure protezionistiche e politiche industriali aggressive, pongono ulteriori sfide alla competitività dell'economia europea;

    19) in tale contesto, appare necessario rafforzare le politiche europee in materia di competitività industriale, innovazione tecnologica e autonomia strategica, anche alla luce delle indicazioni contenute nel rapporto «Il futuro della competitività europea» presentato da Mario Draghi;

    20) il prossimo quadro finanziario pluriennale dell'Unione europea per il periodo 2028-2034 rappresenterà uno strumento decisivo per sostenere investimenti comuni in settori strategici quali innovazione, infrastrutture, ricerca scientifica, energia e sicurezza;

    21) il bilancio europeo dovrà inoltre contribuire a rispondere a sfide sociali sempre più rilevanti per i cittadini europei, tra cui il costo dell'energia, l'accesso all'abitazione e la sostenibilità dei sistemi di welfare;

    22) il Consiglio europeo affronterà altresì il tema della gestione dei flussi migratori, che richiede un rafforzamento delle politiche europee comuni in materia di controllo delle frontiere, accoglienza e integrazione;

    23) l'evoluzione delle istituzioni europee verso un assetto più compiutamente federale e il superamento del meccanismo dell'unanimità rappresentano condizioni essenziali per consentire all'Europa di esercitare pienamente la propria sovranità politica e strategica nello scenario internazionale,

impegna il Governo:

   1) a promuovere in sede europea un rapido e deciso avanzamento del processo di integrazione dell'Unione verso un assetto realmente federale, che superi il meccanismo dell'unanimità in favore del principio maggioritario per garantire il funzionamento istituzionale europeo verso un modello di Stati Uniti d'Europa, con l'elezione diretta del Presidente della Commissione europea e il rafforzamento delle prerogative del Parlamento europeo;

   2) a sostenere, in coerenza con le reiterate raccomandazioni dell'ex Presidente del Consiglio Mario Draghi, l'introduzione di strumenti e competenze comuni in materia di politica economica e di bilancio, politica estera e di difesa, capacità industriali strategiche e sicurezza, al fine di rafforzare l'autonomia strategica dell'Europa, la sua capacità di decisione e di azione unitaria e la credibilità internazionale dell'Unione;

   3) a definire, in sede europea, una strategia volta al rafforzamento delle capacità militari dell'Unione europea in un'ottica integrata e di coordinamento, che sia in grado di evitare duplicazioni nei processi produttivi e possa garantire una più efficiente razionalizzazione delle spese militari, verso un sistema di difesa comune europeo;

   4) in questo quadro perseguire il rafforzamento del pilastro europeo della NATO credibile e interoperabile, mediante una sempre maggiore integrazione di capacità, pianificazione e catene di comando e controllo, sostenendo altresì gli atti e le iniziative necessarie al sostegno all'Ucraina, anche in relazione al quadro finanziario UE di 90 miliardi di euro per il 2026-2027, nonché a partecipare agli approfondimenti avviati da Francia e Germania sul rafforzamento della deterrenza nucleare, nel rispetto dei trattati vigenti;

   5) a adeguare, in coerenze con quanto al punto 2, e secondo un percorso programmato e verificabile, la spesa per la difesa e gli investimenti connessi (industria, ricerca e sviluppo, prontezza operativa, difesa aerea e antimissile, capacità anti-drone, protezione delle infrastrutture critiche), conseguentemente anche agli impegni assunti in ambito NATO, nonché a partecipare agli approfondimenti avviati da Francia e Germania sul rafforzamento della deterrenza nucleare, nel rispetto dei trattati vigenti;

   6) a inserire ogni eventuale cessione o messa a disposizione di sistemi italiani di difesa aerea, antimissilistica e anti-drone richiesti da Paesi terzi extra Ue in un chiaro quadro multilaterale e di missioni o dispositivi internazionali formalmente definiti, assicurando in ogni caso la priorità alla difesa del territorio nazionale e di quello dei Paesi UE, alla protezione dei contingenti già impegnati nelle aree di conflitto e alla continuità del sostegno europeo all'Ucraina;

   7) ad adoperarsi alla promozione di una posizione comune europea finalizzata ad una iniziativa diplomatica volta a favorire la de-escalation militare e alla ridefinizione di modalità e obiettivi dell'azione in Iran in chiave multilaterale e che metta in primo piano il pieno rispetto dei diritti umani, la transizione democratica, la fine della repressione ai danni dei civili e dei detenuti politici, la cessazione dell'opera di destabilizzazione della regione mediorientale messa in atto da decenni dal regime degli Ayatollah;

   8) a proseguire e rafforzare, anche attraverso la nomina di un inviato speciale, il sostegno politico, economico, umanitario e militare all'Ucraina, in coordinamento con l'UE e gli alleati, assicurando al contempo che tale sostegno sia accompagnato da una pianificazione strutturata della fase di stabilizzazione e ricostruzione, con particolare attenzione a energia, infrastrutture critiche, servizi essenziali e rafforzamento dello Stato di diritto;

   9) a sostenere con continuità e determinazione, in sede europea, il percorso di adesione dell'Ucraina all'Unione europea già nel 2027, contrastando iniziative o posizioni che ne ostacolino o ne rallentino l'avanzamento;

   10) a continuare a perseguire l'obiettivo della pace in Medioriente sulla base del principio «due popoli due stati»;

   11) a sollecitare, in sede europea l'attivazione di linee di indebitamento comune volto a finanziare interessi strategici e beni pubblici europei, come welfare, i sistemi sanitari e di istruzione, infrastrutture strategiche, mobilità e lo sviluppo delle nuove tecnologie;

   12) a elaborare un piano europeo volto a mitigare gli effetti dei dazi statunitensi, anche attraverso forme di sostegno alle imprese per favorire le esportazioni e l'apertura a nuovi mercati, tutelando le filiere che esportano verso quella regione, con particolare riferimento ai prodotti deperibili al momento impossibilitati a essere esportati;

   13) a operare in sede di Consiglio europeo affinché, per la durata della crisi in atto e sino al rientro di condizioni di normalità dei mercati energetici, sia sospesa l'operatività del sistema europeo di scambio delle quote di emissione (ETS), ovvero siano adottate misure equivalenti di salvaguardia, al fine di evitare ulteriori aggravi sui costi energetici e produttivi, con particolare riguardo alle imprese energivore e ai settori maggiormente esposti, preservando competitività, livelli occupazionali e continuità delle filiere industriali;

   14) a promuovere l'adozione di un sistema di gestione dei flussi migratori europei coordinato e condiviso tra tutti gli Stati membri, il quale deve mettere al centro l'azione di salvataggio dei migranti in mare e non aggravi in modo preponderante i paesi di prima accoglienza, in particolare prendendo atto che forme di delocalizzazione come il centro in Albania risultano del tutto fallimentari.
(6-00243) «Richetti , Boschi , Magi , Della Vedova , Marattin , Benzoni , Bonetti , Bonifazi , D'Alessio , Del Barba , Faraone , Gadda , Giachetti , Grippo , Madia , Onori , Pastorella , Rosato , Ruffino , Sottanelli ».


   La Camera

impegna il Governo:

   1) a sostenere, in coerenza con le reiterate raccomandazioni dell'ex Presidente del Consiglio Mario Draghi, l'introduzione di strumenti e competenze comuni in materia di politica economica e di bilancio, politica estera e di difesa, capacità industriali strategiche e sicurezza, al fine di rafforzare l'autonomia strategica dell'Europa, la sua capacità di decisione e di azione unitaria e la credibilità internazionale dell'Unione;

   2) a proseguire il rafforzamento del pilastro europeo in piena complementarità con la NATO credibile e interoperabile, mediante una sempre maggiore integrazione di capacità, pianificazione e catena di comando e controllo, sostenendo altresì altre iniziative necessarie al sostegno all'Ucraina;

   3) a adeguare, in coerenze con quanto al punto 2, e secondo un percorso programmato e verificabile, la spesa per la difesa e gli investimenti connessi (industria, ricerca e sviluppo, prontezza operativa, difesa aerea e antimissile, capacità anti-drone, protezione delle infrastrutture critiche), conseguentemente anche agli impegni assunti in ambito NATO;

   4) a valutare ogni eventuale richiesta di messa a disposizione di sistemi italiani di difesa aerea, antimissilistica, antidrone e di sorveglianza da parte di paesi partner extra UE, assicurando in ogni caso la priorità alla difesa del territorio nazionale e di quello dei paesi UE, alla protezione dei contingenti già impegnati nelle aree di crisi e alla continuità del sostegno all'Ucraina;

   5) a continuare ad adoperarsi alla promozione di una posizione comune europea finalizzata ad una iniziativa diplomatica volta a favorire la de-escalation militare e alla ridefinizione di modalità e obiettivi dell'azione in Iran in chiave multilaterale e che metta in primo piano il pieno rispetto dei diritti umani, la transizione democratica, la fine della repressione ai danni dei civili e dei detenuti politici, la cessazione dell'opera di destabilizzazione della regione mediorientale messa in atto da decenni dal regime degli Ayatollah;

   6) a proseguire e rafforzare, anche attraverso la nomina di un inviato speciale, il sostegno politico, economico, umanitario e militare all'Ucraina, in coordinamento con l'UE e gli alleati, assicurando al contempo che tale sostegno sia accompagnato da una pianificazione strutturata della fase di stabilizzazione e ricostruzione, con particolare attenzione a energia, infrastrutture critiche, servizi essenziali e rafforzamento dello Stato di diritto;

   7) a sostenere con continuità e determinazione, in sede europea, il percorso di adesione dell'Ucraina all'Unione europea, contrastando iniziative o posizioni che ne ostacolino o ne rallentino l'avanzamento;

   8) a continuare a perseguire l'obiettivo della pace in Medioriente sulla base del principio «due popoli due stati»;

   9) a continuare a lavorare in sede europea per mitigare gli effetti dei dazi statunitensi, anche attraverso forme di sostegno alle imprese per favorire le esportazioni e l'apertura a nuovi mercati, tutelando le filiere che esportano verso quella regione, con particolare riferimento ai prodotti deperibili al momento impossibilitati a essere esportati;

   10) a operare in sede di Consiglio europeo affinché, per la durata della crisi in atto e sino al rientro di condizioni di normalità dei mercati energetici, sia sospesa l'operatività del sistema europeo di scambio delle quote di emissione (ETS), ovvero siano adottate misure equivalenti di salvaguardia, al fine di evitare ulteriori aggravi sui costi energetici e produttivi, con particolare riguardo alle imprese energivore e ai settori maggiormente esposti, preservando competitività, livelli occupazionali e continuità delle filiere industriali.
(6-00243)(Testo modificato nel corso della seduta) «Richetti , Boschi , Magi , Della Vedova , Marattin , Benzoni , Bonetti , Bonifazi , D'Alessio , Del Barba , Faraone , Gadda , Giachetti , Grippo , Madia , Onori , Pastorella , Rosato , Ruffino , Sottanelli ».


   La Camera,

   1) udite le comunicazioni del Presidente del Consiglio e preso atto dei drammatici sviluppi dei conflitti in atto in Iran e nel quadrante mediorientale, delle pesanti conseguenze economiche che ne stanno derivando sia a livello globale che a carico dei cittadini italiani, e contemporaneamente della completa assenza di una posizione del governo italiano al riguardo;

   2) tenuto conto che l'ordine del giorno del Consiglio Europeo al momento non è ancora ufficiale ed è in fase di definizione a seguito delle contingenze geopolitiche, ma sicuramente i Capi di Stato e di governo europei tratteranno tematiche fondamentali quali, oltre alla situazione del Medio Oriente, gli ultimi sviluppi della crisi internazionale in atto in Ucraina, i temi della dimensione esterna dell'Unione europea con la migrazione e la sicurezza e difesa, per poi occuparsi di aspetti più economici quali il prossimo quadro finanziario pluriennale, la competitività e il mercato unico,

impegna il Governo:

   1) a scegliere senza esitazioni e ambiguità, di fronte alle minacce globali e alle sfide continue rappresentate dall'amministrazione americana, l'interesse europeo, all'interno del quale si promuove e realizza il nostro interesse nazionale, collocando l'Italia sulla frontiera più avanzata dell'integrazione contro le spinte disgregatrici, le interferenze esterne e i ripiegamenti nazionalisti;

   2) a fronte del perdurante conflitto bellico russo-ucraino e preso atto dell'ormai consolidato posizionamento delle parti, a promuovere un inedito protagonismo dell'Unione europea nell'approccio alla risoluzione della crisi, per imprimere una concreta e reale svolta politico-diplomatica con una prospettiva multilaterale per l'immediato cessate il fuoco, affinché l'Europa possa tornare ad essere protagonista politica nella promozione e costruzione di un ordine internazionale fondato sulla pace, sul dialogo, sul rispetto dei diritti umani, sulla giustizia sociale, considerato il provato contesto geopolitico internazionale aggravato dalle continue violazioni del diritto internazionale;

   3) ad adottare le opportune iniziative nelle sedi unionali volte a promuovere un percorso di reale costruzione di una difesa europea, attraverso una governance democratica chiara del settore e investimenti comuni per il coordinamento e l'integrazione delle capacità industriali e dei comandi militari, all'interoperabilità dei sistemi di difesa verso un esercito comune europeo, assicurando al contempo che tale percorso non avvenga a detrimento delle priorità sociali di sviluppo e coesione, di condizionare tutte le spese e gli strumenti europei alla pianificazione, lo sviluppo, l'acquisizione e la gestione di capacità comuni per realizzare un'unione della difesa;

   4) a sostenere la realizzazione di corridoi umanitari sicuri e l'istituzione permanente di una missione europea di ricerca e salvataggio nel Mediterraneo, a promuovere la costruzione di un sistema comune, coordinato e solidale per la gestione strutturale del fenomeno migratorio che assicuri la tutela dei diritti umani, a garantire procedure e percorsi equi, sicuri e legali per migranti e richiedenti asilo, in particolare i minori, nonché a contrastare efficacemente il traffico di esseri umani, anche attraverso partenariati con i Paesi di origine e transito purché responsabili e trasparenti, evitando in ogni caso disumane, inefficaci e costose forme di esternalizzazione delle frontiere dell'UE, come gli hub di rimpatrio in paesi terzi;

   5) al fine di aumentare la competitività europea, a sostenere la trasformazione del programma Next generation EU in uno strumento permanente, da finanziare attraverso il bilancio europeo, con la conseguente istituzione di nuove fonti di entrate nella forma di risorse proprie dell'Unione europea e l'inclusione dell'emissione di debito comune europeo come strumento stabile, finalizzati a sostenere l'impegno comune per il rafforzamento degli investimenti nella produzione di «beni pubblici» europei considerati prioritari, quali la salute, l'istruzione, la ricerca, l'innovazione, la sicurezza e la transizione energetica, scongiurando al contempo l'ipotesi di un eventuale ricorso all'emissione di eurobond per finanziare le capacità di difesa europee, al fine di assicurare all'Unione europea un proprio spazio fiscale autonomo, capace di avviare una politica economica anti-ciclica;

   6) ad adottare iniziative di competenza volte a rafforzare con coraggio il bilancio dell'Unione e impedire la decurtazione delle risorse destinate alla politica di coesione; a sostenere la costituzione di una capacità fiscale comune e nuovi strumenti di imposizione fiscale propri, tali da consentire rapidi ed efficaci interventi anticiclici e dotare di risorse adeguate le politiche europee;

   7) a scongiurare il rischio che, nell'ambito delle interlocuzioni in corso sul riordino del Quadro finanziario pluriennale dell'Unione, le risorse a valere su un futuro Fondo unico europeo vengano distratte per altri flussi di spesa, tra cui la difesa, con grave pregiudizio per la politica agricola comune e la coesione territoriale;

   8) in un'ottica del rafforzamento dell'industria europea, in merito all'evoluzione del sistema EU ETS, a garantire nei tavoli europei, in coerenza con i requisiti previsti dalla Disciplina in materia di aiuti di Stato a favore del clima, dell'ambiente e dell'energia 2022 e con il principio DNSH («Do No Significant Harm») la previsione di condizioni e obblighi in termini di efficienza energetica, decarbonizzazione e investimenti in fonti rinnovabili, senza arretramenti sugli obiettivi già fissati;

   9) a condannare ogni azione militare unilaterale fuori dal quadro del diritto internazionale e dell'articolo 11 della Costituzione repubblicana;

   10) ad assumere, in ogni sede bilaterale e multilaterale, ogni iniziativa utile e urgente volta a fermare le azioni militari in corso, promuovendo con determinazione un cessate il fuoco immediato e un processo strutturato di de-escalation del conflitto, nel pieno rispetto del diritto internazionale e umanitario, favorendo la riapertura di canali diplomatici e il coinvolgimento delle organizzazioni internazionali competenti, al fine di pervenire a una soluzione politica e duratura della crisi, rilanciando in particolare il negoziato in corso a Ginevra, nella salvaguardia delle prerogative dell'AIEA a partire dal rispetto stringente degli impegni e dalle necessarie garanzie di trasparenza da parte dell'Iran;

   11) ad adoperarsi per la liberazione di tutti i prigionieri politici in Iran, a partire dalla premio Nobel Narges Mohammadi, nel rispetto dei diritti fondamentali della persona e a chiedere la sospensione immediata di ogni esecuzione capitale, quale misura imprescindibile di civiltà giuridica e di tutela dei diritti umani fondamentali, e a favorire una transizione pacifica e democratica nelle mani del popolo iraniano;

   12) a porre in essere tutte le misure diplomatiche e operative necessarie per garantire il rientro in sicurezza dei connazionali attualmente bloccati nelle aree interessate dalla crisi, assicurando assistenza consolare costante e adeguata;

   13) a non autorizzare l'utilizzo delle basi concesse in uso alle Forze armate americane presenti sul territorio italiano per attacchi militari contro l'Iran e, comunque, a non fornire alcun tipo di supporto militare ad una guerra che viola il diritto internazionale e che la comunità internazionale deve fermare prima che sia troppo tardi;

   14) ad adoperarsi, in cooperazione con i partner europei, nel quadro di solidarietà prevista dai Trattati, per la protezione e la sicurezza del suolo europeo, e a tutelare, nei Paesi dell'area con cui abbiamo relazioni consolidate e interessi strategici, la sicurezza dei nostri contingenti militari impegnati in missioni di pace e dei civili;

   15) a sostenere e supportare in sede europea la posizione del Governo spagnolo fermamente contraria alla guerra e in difesa del pieno rispetto del diritto internazionale, anche alla luce delle inaccettabili minacce commerciali da parte dell'amministrazione degli Stati Uniti d'America;

   16) ad assumere urgenti iniziative per mettere in sicurezza il Paese rispetto a eventuali shock energetici e inflazionistici, con particolare riferimento alla tutela dei redditi delle famiglie e del loro potere d'acquisto, al sostegno delle imprese e delle filiere maggiormente esposte, nonché alle misure volte a rafforzare le scorte strategiche e a calmierare i prezzi dei beni essenziali, prevenendo fenomeni speculativi e garantendo la stabilità economica e sociale;

   17) relativamente alla situazione della striscia di Gaza a riconoscere, sia in sede nazionale che a livello europeo, la Palestina quale Stato democratico e sovrano entro i confini del 1967 e con Gerusalemme quale capitale condivisa, che conviva in pace, sicurezza e prosperità accanto allo Stato di Israele, con la piena assunzione del reciproco impegno a garantire ai cittadini di vivere in sicurezza al riparo da ogni violenza e da atti di terrorismo, al fine di preservare nell'ambito del rilancio del Processo di Pace la prospettiva dei «due popoli, due Stati»;

   18) ad assumere in seno all'Unione europea, ogni iniziativa necessaria a porre fine all'occupazione illegale dei territori palestinesi, in conformità al diritto internazionale e alle risoluzioni delle Nazioni Unite, anche sostenendo in sede europea l'adozione di sanzioni nei confronti del Governo israeliano per la sistematica violazione del diritto internazionale e del diritto internazionale umanitario e nei confronti dei coloni responsabili delle violenze in Cisgiordania, inclusa la sospensione dell'accordo di associazione UE-Israele, in permanenza delle ripetute violazioni dell'articolo 2 del suddetto accordo da parte del Governo israeliano e della violazione delle fondamentali regole dello stato di diritto in atto, come denunciato dalle forze di opposizione israeliane;

   19) a farsi promotore in seno al Consiglio di predisporre uno strumento legislativo volto a vietare in modo esplicito qualsiasi rapporto economico e commerciale con gli insediamenti israeliani situati nel Territorio Palestinese Occupato (TPO), inclusa Gerusalemme Est, accompagnando tale misura con sanzioni economiche mirate, al fine di garantire il rispetto del diritto internazionale e promuovere politiche europee coerenti a sostegno della pace, della legalità e della tutela dei diritti delle popolazioni locali;

   20) a promuovere l'embargo totale di armi da e verso Israele, e sospendere qualsiasi forma di cooperazione militare a partire dal Memorandum d'intesa tra il Governo italiano e il Governo dello Stato di Israele, inclusa la fornitura, l'acquisto e il trasferimento di armamenti e tecnologie, compresi quelli da e verso paesi terzi, fino all'esito del processo di pace;

   21) a sostenere, in tutte le sedi internazionali e multilaterali, il pieno afflusso di aiuti umanitari continui, rapidi, sicuri e senza restrizioni all'interno della Striscia, il pieno rispetto del diritto internazionale e ad intraprendere tutte le azioni necessarie, in ambito nazionale e internazionale, per garantire che i corridoi via terra richiesti dalle organizzazioni umanitarie, come Music for peace, possano consentire agli aiuti di raggiungere Gaza in tempi certi e in piena integrità; ad attivarsi sul piano politico e diplomatico per l'apertura di un corridoio umanitario permanente che consenta il pieno afflusso di aiuti alla Striscia;

   22) a sostenere, in tutti i consessi europei e internazionali, la legittimità e l'operatività della Corte Penale Internazionale e della Corte Internazionale di Giustizia, e a dare piena attuazione ai loro pronunciamenti, in linea con il diritto internazionale e in virtù del previsto obbligo di cooperazione da parte degli Stati membri, deplorando ogni sanzione e condanna nei confronti dei membri delle Corti internazionali, come quella subita da ultimo dal giudice italiano Rosario Aitala;

   23) a non aderire, né a partecipare in qualunque forma al «Board of peace» o ai suoi lavori, scongiurando qualsiasi forma di contribuzione finanziaria, al fine di non legittimare un organismo internazionale non conforme ai principi fondamentali previsti dall'articolo 11 della Costituzione né a quelli del diritto internazionale, e non delegittimare il ruolo dell'Onu che va rafforzato e sostenuto.
(6-00244) «Riccardo Ricciardi , Conte , Francesco Silvestri , Lomuti , Pellegrini , Perantoni , Scerra , Bruno , Cantone , Alfonso Colucci , D'Orso , Torto , Alifano , Caso , Morfino , Iaria , Pavanelli , Carotenuto , Marianna Ricciardi , Caramiello , Auriemma , Ilaria Fontana , Quartini , Santillo ».


   La Camera,

   il prossimo Consiglio europeo del 19 e 20 marzo 2026 ha all'ordine del giorno i conflitti in Medio Oriente e in Ucraina, la sicurezza e la difesa europea, la competitività e il mercato unico ed il nuovo Quadro Finanziario Pluriennale;

   premesso che:

    1) l'attacco unilaterale coordinato di Israele e Stati Uniti contro l'Iran, iniziato il 28 febbraio 2026, mentre erano in corso i negoziati sul nucleare a Ginevra, in palese violazione del diritto internazionale, ha innescato una serie di ritorsioni iraniane che hanno esteso il conflitto a diversi Paesi del Golfo;

    2) l'invasione del Libano da parte di Israele mostra come lo scenario di guerra stia dilagando nella regione e può avere conseguenze incalcolabili, a partire dalla fragile tregua a Gaza e dai rischi per i nostri militari impegnati in missioni di pace nell'area;

    3) il regime teocratico di Khamenei ha rappresentato una delle tirannie più feroci e oscurantiste dell'epoca moderna, ha esportato il terrore finanziando e armando milizie in tutto il Medio Oriente, ha imposto una dittatura sanguinaria che ha sistematicamente soffocato nel sangue le aspirazioni di libertà del popolo iraniano, violandone i diritti umani, come tragicamente testimoniato anche dalla brutale ultima repressione di gennaio 2026 delle donne e dei giovani che chiedevano democrazia;

    4) la ferma condanna verso un regime liberticida non giustifica il ricorso ad azioni militari unilaterali che, violando il diritto internazionale e scavalcando ogni consesso multilaterale, rischiano di scatenare il caos nell'area e di legittimare la legge del più forte come unico regolatore dei rapporti tra Stati, dando l'ennesimo colpo a un ordine mondiale basato sulle regole;

    5) si è convinti che il regime teocratico dell'Iran non possa dotarsi di armi nucleari, ma il modo per impedirlo è sempre la via negoziale e diplomatica, che, pur complessa, resta l'unico strumento capace di disarmare le ambizioni nucleari del regime senza trascinare il Medio Oriente in un conflitto permanente, che metterebbe a rischio la stabilità globale. Non si può dimenticare che fu proprio la decisione unilaterale e sconsiderata di Donald Trump, durante il suo primo mandato, a far saltare l'accordo sul nucleare (Jcpoa) siglato nel 2015, distruggendo anni di faticosa mediazione diplomatica, che aveva anche visto il protagonismo dell'Unione europea;

    6) la destabilizzazione dell'area innescata dalla guerra illegale avviata da Stati Uniti e Israele ha ricadute gravi e imprevedibili sull'economia mondiale. L'escalation militare nel Golfo Persico e l'interruzione dei transiti attraverso lo stretto di Hormuz stanno già producendo effetti pesantissimi sui mercati energetici internazionali, con un fortissimo aumento delle quotazioni del petrolio e del gas. Se la crisi dovesse protrarsi, il rischio concreto è quello di una nuova, drammatica impennata dei prezzi del gas, dell'elettricità e dei carburanti, con conseguenze dirette su famiglie e imprese già provate da anni di instabilità energetica e inflazione;

    7) l'ampliamento del teatro di guerra ha esposto a un pericolo immediato decine di migliaia di nostri connazionali: solo nell'area del Golfo, infatti, risiedono e operano circa 70.000 cittadini italiani, una comunità vasta composta da lavoratori, tecnici, cooperanti e famiglie, a cui si sono aggiunti le migliaia in transito per motivi di viaggio, studio o lavoro. Questi connazionali risultano tuttora bloccati dalla paralisi dei trasporti aerei, intrappolati in un quadrante geografico diventato improvvisamente ostile, in attesa di corridoi sicuri per il rientro;

    8) dinanzi all'escalation che investe il Medio Oriente, l'immobilismo del Governo appare grave e ingiustificato, e si configura come una rinuncia all'esercizio pieno della nostra sovranità diplomatica e come una rottura rispetto alla tradizione di dialogo e autonomia che ha storicamente contraddistinto la politica estera italiana nella regione;

    9) a fronte delle posizioni espresse da diversi partner dell'Unione europea, che hanno formulato valutazioni critiche circa la natura e le conseguenze dell'intervento unilaterale promosso dall'amministrazione di Donald Trump, il Governo italiano non ha ancora reso nota una posizione chiara e autonoma;

    10) ci si associa alla solidarietà espressa dai vertici europei al Premier spagnolo Pedro Sanchez, che ha espresso una ferma condanna di tutte le violazioni del diritto internazionali subendo inaccettabili minacce di ritorsione da parte del Presidente Usa Donald Trump;

    11) la tragedia del popolo palestinese continua in forme drammatiche nonostante gli annunci di cessate il fuoco che sono stati ripetutamente violati attraverso bombardamenti, incursioni militari e operazioni terrestri che hanno ulteriormente aggravato le condizioni della popolazione civile nella Striscia di Gaza;

    12) la distruzione sistematica di infrastrutture civili, ospedali, scuole e reti idriche, insieme all'uso della fame, della sete, della privazione di cure mediche e dell'ostacolo alla distribuzione degli aiuti umanitari come strumenti di guerra, rappresenta una violazione grave e sistematica del diritto internazionale umanitario. Tale situazione è stata qualificata dalla Commissione d'inchiesta delle Nazioni Unite e dalla Corte internazionale di giustizia come plausibilmente configurabile come genocidio, rendendo ancora più urgente un intervento della comunità internazionale per fermare le violenze e garantire la protezione della popolazione civile;

    13) si esprime ferma condanna per le decisioni adottate dal Governo israeliano nel febbraio 2026, tra cui l'avvio di un processo sistematico di registrazione delle terre nella Cisgiordania occupata e misure volte ad ampliare il controllo amministrativo israeliano sul territorio, provvedimenti finalizzati a facilitare l'acquisizione delle terre da parte degli insediamenti israeliani e consolidare un'annessione de facto. Si ritiene che tali iniziative legislative e amministrative rappresentino passi concreti verso l'annessione della Cisgiordania, in aperta violazione del diritto internazionale e in contrasto con il parere della Corte internazionale di giustizia;

    14) la partecipazione italiana ed europea al cosiddetto «Board of Peace» è sbagliata e pericolosa, nei fatti rappresenta uno strumento politico volto ad aggirare il quadro multilaterale delle Nazioni Unite e a sostituire il diritto internazionale con una gestione geopolitica dei processi di pace basata sulla forza;

    15) è particolarmente grave l'assenza di una autonoma iniziativa diplomatica dell'Unione europea e la sua sostanziale subordinazione alla strategia statunitense nella regione, che contribuisce a marginalizzare il ruolo dell'Europa come attore di pace e di mediazione;

    16) si considera allarmante la prosecuzione della guerra in Ucraina e si ribadisce la condanna dell'aggressione russa. L'unica soluzione sostenibile e duratura può essere trovata solo attraverso una via diplomatica, un cessate il fuoco ed un processo negoziale multilaterale che garantisca sicurezza reciproca per le parti coinvolte;

    17) è gravemente inadeguato l'approccio dell'Unione europea, che in questi anni ha rinunciato a svolgere la propria funzione diplomatica, accentuando invece una postura militarista in contraddizione con il suo ruolo più proprio di attore di pace e rendendosi così oggi sostanzialmente irrilevante nella definizione delle iniziative volte a porre termine al conflitto;

    18) l'Europa ha interesse a costruire una pace duratura e sostenibile, che non può essere basata sulla militarizzazione, sul confronto tra blocchi o su approcci punitivi, ma richiede un quadro di sicurezza cooperativa ispirato all'Atto finale di Helsinki e radicato nel disarmo, nella trasparenza, nei meccanismi di prevenzione dei conflitti e nelle garanzie reciproche;

    19) il raggiungimento di una pace duratura e la ricostruzione di un ordine di sicurezza europeo cooperativo basato sulla coesistenza pacifica, sul controllo degli armamenti, sulla moderazione reciproca e sul disarmo nucleare è di diretto e vitale interesse per l'Europa, così come per il resto del mondo;

    20) dall'inizio della guerra, l'Unione europea e i suoi Stati membri hanno fornito all'Ucraina oltre 187 miliardi di Usd in aiuti finanziari, militari e umanitari e in assistenza ai rifugiati e che recentemente sono stati approvati ulteriori impegni di finanziamento dell'Unione europea attraverso un prestito di 90 miliardi di euro per la maggior parte finalizzato a spese militari;

    21) la fornitura di equipaggiamento militare non ha determinato migliori condizioni negoziali per l'Ucraina, ma ha invece reso più deboli le poche iniziative diplomatiche per porre fine alla guerra, determinando così una condizione peggiore per il popolo ucraino. L'accordo di pace deve prevedere la costruzione di garanzie di sicurezza effettive, ma queste non possono basarsi sul dispiegamento di contingenti militari Nato o di Paesi dell'Unione europea;

    22) occorre mettere in campo a livello europeo una riflessione profonda sull'attuale fase storica caratterizzata da una pluralità di crisi tra loro interconnesse – geopolitiche, economiche, sociali, climatiche e democratiche – che mettono in discussione la capacità dell'Unione europea di garantire pace, sicurezza, benessere e diritti fondamentali per tutti i suoi cittadini;

    23) in un contesto internazionale in cui si assiste all'abbandono del multilateralismo accompagnato dall'inevitabile e conseguente tentativo di smantellamento del diritto internazionale, servirebbe un'Unione europea forte e una classe dirigente europea autorevole;

    24) l'Europa resta oggi il luogo da cui costruire una prospettiva diversa di mondo, che sia capace di indicare una via d'uscita non scontata dalla fase di trasformazione epocale che si sta vivendo. Per fare questo è fondamentale lavorare per la costruzione di un'Europa rinnovata come progetto di pace, come spazio di democrazia rinnovata e più solida anche attraverso una profonda revisione dei Trattati, un'Europa più giusta e solidale, di progresso sociale e di dignità, come presidio di diritti e libertà non derogabili;

    25) l'Unione europea ha assunto invece una pericolosa postura bellicista «in uno scontro per un nuovo ordine mondiale basato sul potere», abbandonando quel ruolo di attore di pace e di paziente tessitore di relazioni multilaterali che le dovrebbe essere proprio. L'Unione dovrebbe costruire la propria autonomia strategica, definendo innanzitutto una propria e autonoma iniziativa politica nelle relazioni internazionali e costruendo un sistema di difesa europeo fondato sul principio della sicurezza collettiva, della prevenzione dei conflitti e del rispetto del diritto internazionale, sottoposto al controllo democratico del Parlamento europeo e dei Parlamenti nazionali e realizzato attraverso un progressivo coordinamento e la razionalizzazione della spesa militare nazionale ed una prospettiva autonoma rispetto alle alleanze militari esistenti;

    26) sono sbagliate e pericolose, le proposte contenute nella Comunicazione congiunta «Preserving peace – Defence Readiness Roadmap 2030» e l'intera impostazione del piano «Readiness 2030», che prospettano un enorme aumento della spesa militare nazionale senza alcun avanzamento verso un'autentica difesa comune europea;

    27) l'aumento vertiginoso della spesa militare corrisponde alla sottrazione di risorse pubbliche che dovrebbero servire ad affrontare sfide sociali urgenti, dalla crisi climatica alla povertà, dalla salute pubblica all'istruzione e alla ricerca. Si considera fondamentale concentrare le risorse sugli investimenti che migliorare la vita di tutte e tutti, a partire dai servizi pubblici essenziali, garantendo vera sicurezza e costruendo le condizioni per la pace necessaria;

    28) è necessario opporsi ad ogni ipotesi di ulteriore aumento della spesa militare. La pace e la sicurezza non si ottengono promuovendo una politica di scontro e di guerra, aumentando le spese militari, la militarizzazione dell'Unione europea e la sua trasformazione in un blocco militare, ma piuttosto attraverso la diplomazia, il dialogo e la soluzione politica dei conflitti e la costruzione di una sicurezza collettiva, nel rispetto dei princìpi della Carta delle Nazioni Unite e del diritto internazionale;

    29) la messa in discussione degli obiettivi di decarbonizzazione e più in generale delle politiche ambientali del Green Deal, rinunciando a un programma ambizioso per contrastare il cambiamento climatico per dirottare priorità e investimenti verso riarmo e difesa, rappresenta un grave atto di irresponsabilità che rischia di demolire decenni di tutela dell'ambiente e protezione della natura, con effetti immediati su aria, acqua, ecosistemi e salute pubblica, oltre a far indietreggiare l'Europa proprio nel momento in cui la transizione ecologica sia ridisegnando gli equilibri economici globali;

    30) l'Unione europea si trova ad affrontare una fase economica complessa segnata da rallentamento della crescita, crisi industriale in alcuni settori strategici, aumento delle disuguaglianze sociali e ritardi nell'attuazione della transizione ecologica;

    31) il dibattito sulla competitività europea non può tradursi in una deregolamentazione sociale e ambientale o in una corsa ai sussidi industriali privi di condizionalità sociali e climatiche;

    32) la revisione del Quadro finanziario pluriennale rappresenta un passaggio cruciale per orientare le priorità politiche dell'Unione europea nei prossimi anni, che dovrebbero essere indirizzate verso investimenti sociali, climatici e industriali sostenibili;

    33) è totalmente inadeguato l'impianto dell'attuale proposta della Commissione europea di Quadro finanziario pluriennale che non offre risposte alle emergenze sociali e climatiche, frammenta e riduce il Green Deal, incrementa spese militari e strumenti dual use, azzera il coinvolgimento dei territori nella programmazione e nella realizzazione degli obbiettivi e resta privo di una vera politica redistributiva europea;

    34) è invece necessaria una profonda ridefinizione della strategia economica e industriale dell'unione europea, che abbandoni definitivamente le politiche di austerità, liberando lo straordinario potenziale inespresso della domanda interna europea con politiche comuni più espansive, sul modello di NextGenEU:

     a) per finanziare investimenti pubblici e stimolare quelli privati su infrastrutture, conoscenza, salute e beni comuni;

     b) per mettere in campo politiche industriali non finalizzate all'economia di guerra, alla difesa, al riarmo, ma alla conversione ecologica, alla transizione digitale e all'innovazione tecnologica del nostro sistema produttivo;

     c) per aumentare i salari reali, anche al fine di rilanciare i consumi e la domanda aggregata;

    35) la crescente instabilità geopolitica internazionale, l'escalation militare in Medio Oriente e le tensioni nei principali corridoi energetici globali stanno contribuendo a una nuova fase di volatilità e aumento dei prezzi dell'energia, con effetti significativi sull'economia europea, sull'inflazione e sul potere d'acquisto delle famiglie, oltre che sulla competitività del sistema produttivo europeo;

    36) è pertanto necessario che l'Unione europea intervenga con strumenti straordinari per contenere l'impatto dei prezzi dell'energia, attraverso l'introduzione di un tetto europeo al prezzo del gas e di misure strutturali di riforma del mercato elettrico europeo, che consentano di disaccoppiare il prezzo dell'elettricità dal prezzo del gas, ridurre la speculazione nei mercati energetici e garantire prezzi più stabili e sostenibili per lavoratori e imprese;

    37) la guerra in Iran, il blocco dello Stretto di Hormuz e l'intervento militare Usa in Venezuela evidenziano la stretta relazione tra guerra e controllo dei giacimenti di petrolio e gas. In questo contesto liberarsi dalla dipendenza dagli idrocarburi rappresenta anche il perseguimento di una politica di pace;

    38) le politiche del Governo sono andate nella direzione di rafforzare la dipendenza dell'Italia dal gas – spostando la dipendenza dal gas russo a quello arabo e Usa che è diventato il primo esportatore di Gnl in Italia, bloccando contemporaneamente le installazioni di impianti da rinnovabili che nel 2025 sono diminuite del 27-30 per cento – determinando alti costi e continue spinte speculative, con un insostenibile caro energia a carico di famiglie, pensionati, lavoratori e lavoratrici e imprese;

    39) i naufragi e le morti di migranti nel mar Mediterraneo sono una tragedia epocale alla quale abbiamo la responsabilità di porre fine; si ricorda che il salvataggio in mare è un obbligo legale ai sensi del diritto internazionale, in particolare ai sensi dell'articolo 98 della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare, che richiede l'assistenza a qualsiasi persona in pericolo in mare; è necessaria una risposta permanente, solida ed efficace dell'Unione nelle operazioni di ricerca e salvataggio in mare, anche attraverso una missione dedicata dell'Unione europea, al fine di prevenire ulteriori perdite di vite umane tra i migranti che tentano di attraversare il mar Mediterraneo, l'esistenza di vie di accesso sicure e legali all'Unione europea è l'unica alternativa alla migrazione irregolare e deplora la mancanza di tali opportunità, anche per i richiedenti asilo e i rifugiati;

    40) desta profonda preoccupazione e ferma contrarietà la proposta di nuovo regolamento europeo sui rimpatri, il quale rappresenta un arretramento significativo nella tutela dei diritti fondamentali delle persone migranti e richiedenti asilo. La proposta rischia, infatti, di rafforzare un approccio esclusivamente securitario e repressivo alla gestione dei fenomeni migratori, privilegiando procedure accelerate di espulsione, ampliando le possibilità di detenzione amministrativa e favorendo accordi con Paesi terzi che non garantiscono adeguati standard di tutela dei diritti umani. Tale impostazione contrasta con i principi fondativi dell'Unione, con la Carta dei diritti fondamentali e con gli obblighi internazionali in materia di protezione dei rifugiati, essendo invece necessario promuovere politiche migratorie fondate sulla solidarietà, sulla responsabilità condivisa tra gli Stati membri e sul pieno rispetto della dignità e dei diritti delle persone, rafforzando canali legali e sicuri di ingresso e strumenti di inclusione sociale,

impegna il Governo:

   1) ad assumere, in ogni sede bilaterale e multilaterale, ogni iniziativa utile e urgente volta a fermare le azioni militari in corso, promuovendo con determinazione un cessate il fuoco immediato e un processo strutturato di de-escalation del conflitto, nel pieno rispetto del diritto internazionale e umanitario;

   2) ad adoperarsi per la liberazione di tutti i prigionieri politici in Iran, a partire dalla premio Nobel Narges Mohammadi, nel rispetto dei diritti fondamentali della persona e a chiedere la sospensione immediata di ogni esecuzione capitale, quale misura imprescindibile di civiltà giuridica e di tutela dei diritti umani fondamentali, e a favorire una transizione pacifica e democratica nelle mani del popolo iraniano;

   3) a porre in essere tutte le misure diplomatiche e operative necessarie per garantire il rientro in sicurezza dei connazionali attualmente bloccati nelle aree interessate dalla crisi, assicurando assistenza consolare costante e adeguata;

   4) a sostenere con fermezza il ritorno alla via negoziale, favorendo la riapertura di canali diplomatici e il coinvolgimento delle organizzazioni internazionali competenti, al fine di pervenire a una soluzione politica e duratura della crisi, rilanciando in particolare il negoziato in corso a Ginevra, nella salvaguardia delle prerogative dell'Aiea a partire dal rispetto stringente degli impegni e dalle necessarie garanzie di trasparenza da parte dell'Iran;

   5) a non autorizzare l'utilizzo delle basi concesse in uso alle forze armate americane presenti sul territorio italiano per attacchi militari contro l'Iran e, comunque, a non fornire alcun tipo di supporto militare ad una guerra che viola il diritto internazionale e che la comunità internazionale deve fermare prima che sia troppo tardi;

   6) ad adoperarsi, in cooperazione con i partner europei, nel quadro di solidarietà prevista dai Trattati, per la protezione e la sicurezza del suolo europeo, e a tutelare, nei Paesi dell'area con cui abbiamo relazioni consolidate e interessi strategici, la sicurezza dei nostri contingenti militari impegnati in missioni di pace e dei civili;

   7) a sostenere e supportare in sede europea la posizione del Governo spagnolo fermamente contraria alla guerra e in difesa del pieno rispetto del diritto internazionale, anche alla luce delle inaccettabili minacce commerciali da parte dell'Amministrazione degli Stati Uniti d'America;

   8) ad assumere urgenti iniziative per mettere in sicurezza il Paese rispetto a eventuali shock energetici e inflazionistici, con particolare riferimento alla tutela dei redditi delle famiglie e del loro potere d'acquisto, al sostegno delle imprese e delle filiere maggiormente esposte, nonché alle misure volte a rafforzare le scorte strategiche e a calmierare i prezzi dei beni essenziali, prevenendo fenomeni speculativi e garantendo la stabilità economica e sociale;

   9) ad adoperarsi per la sospensione dell'accordo di associazione UE-Israele per gravi violazioni dei diritti umani ai sensi del suo articolo 2 e al contempo chiedere la sospensione delle esportazioni di armi verso Israele, l'adozione di sanzioni contro i responsabili della violenza dei coloni e contro le attività di colonizzazione nei territori palestinesi occupati;

   10) a ritirare ogni forma di partecipazione italiana al cosiddetto «Board of peace» e lavorare affinché anche l'Unione europea non sostenga iniziative che aggirano il ruolo delle Nazioni Unite;

   11) a riconoscere lo Stato di Palestina nei confini del 1967 e sostenere una soluzione politica fondata sulla coesistenza nella libertà, nella pace e nella sicurezza dei due popoli;

   12) a costruire le condizioni per una più ampia e ambiziosa conferenza multilaterale per la pace in Ucraina e lavorare quindi attivamente per la fine della guerra in Ucraina attraverso un accordo di pace duraturo e globale che affronti le cause profonde del conflitto e che sia fondato sui principi dell'Atto finale di Helsinki e della Carta delle Nazioni Unite, compresi la sicurezza collettiva, la moderazione militare e gli impegni di disarmo;

   13) a lavorare affinché un auspicato accordo di pace tra Ucraina e Russia includa garanzie di sicurezza effettive, escludendo ogni dispiegamento di contingenti militari Nato o di Paesi Ue;

   14) a rigettare o rivedere profondamente le proposte e gli impegni connessi alla Comunicazione congiunta «Preserving peace – Defence Readiness roadmap 2030» ed opporsi ad ogni ulteriore aumento delle spese militari, promuovendo invece la necessaria strada per la creazione di una difesa comune europea attraverso un progressivo coordinamento e razionalizzazione della spesa militare ed una progressiva autonomia dalle alleanze militari esistenti;

   15) a difendere il concetto di autonomia strategica europea che, per essere tale, deve riaggiornare la propria valutazione sul rapporto con le alleanze militari esistenti, a partire dalla Nato;

   16) a chiedere alla Commissione europea di rivedere profondamente la proposta di Quadro finanziario pluriennale e di presentare un impianto radicalmente rivisto e ispirato al progresso sociale ed alla transizione ecologica;

   17) ad adoperarsi per trasformare il bilancio europeo in uno strumento quinquennale con una dotazione compresa tra il 2,5 per cento e il 5 per cento del Pil dell'Unione europea, finanziato anche da autentiche risorse proprie e da strumenti di debito comune europeo;

   18) a respingere ogni tentativo di rallentare la transizione ecologica e il raggiungimento degli obiettivi climatici dell'Unione europea, sfruttando pienamente le opportunità del Green Deal europeo, unica strada per vincere la sfida dell'innovazione e della competitività, capace di unire tutela ambientale e diritti sociali;

   19) coerentemente con tali obiettivi, a ridurre progressivamente e drasticamente le importazioni di gas sostituendole con energie rinnovabili di pari potenza installata per arrivare a realizzare un'autonomia e sovranità energetica e a non modificare il sistema Eu ETS, pilastro fondamentale del Green Deal, scelta che penalizzerebbe fortemente la crescita delle rinnovabili rendendole meno vantaggiose economicamente rispetto alle fossili, frenando la decarbonizzazione e la drastica riduzione del costo dell'energia;

   20) a sostenere l'adozione di un protocollo sociale progressivo che rafforzi il pilastro europeo dei diritti sociali, garantendo la prevalenza dei diritti sociali e della coesione territoriale sulle sole libertà economiche del mercato interno;

   21) a lavorare alla riduzione delle dipendenze energetiche, tecnologiche e industriali, privilegiando investimenti in transizione ecologica, cybersicurezza, protezione civile europea e resilienza climatica;

   22) a richiedere al Consiglio europeo di respingere la proposta sul regolamento «rimpatri» e rivedere il Patto sulla migrazione e l'asilo, cercando di costruire al suo posto un approccio più solidale alla gestione dei fenomeni migratori;

   23) a lavorare per la creazione di una missione UE di salvataggio nel Mediterraneo e per la chiusura immediata di tutti gli accordi sulla gestione integrata delle frontiere con Paesi terzi che non forniscono garanzie sufficienti sul rispetto dei diritti umani.
(6-00245) «Zanella , Fratoianni , Bonelli , Borrelli , Dori , Ghirra , Grimaldi , Mari , Piccolotti , Zaratti ».


   La Camera,

   premesso che:

    1) il Consiglio europeo del 19 e 20 marzo 2026 discuterà di Ucraina, Medio Oriente, competitività e mercato unico, prossimo quadro finanziario pluriennale, difesa e sicurezza europee, migrazione e altri punti;

   IRAN

    2) l'attacco unilaterale coordinato di Israele e Stati Uniti contro l'Iran, iniziato il 28 febbraio 2026, mentre erano in corso i negoziati sul nucleare a Ginevra, in palese violazione del diritto internazionale, ha innescato una serie di ritorsioni iraniane che hanno esteso il conflitto a diversi paesi del Golfo. L'invasione del Libano da parte di Israele mostra come lo scenario di guerra stia dilagando nella regione, e può avere conseguenze incalcolabili, a partire dalla fragile tregua a Gaza e dai rischi per i nostri militari impegnati in missioni di pace nell'area;

    3) la ferma condanna verso un regime liberticida come quello iraniano non giustifica il ricorso ad azioni militari unilaterali che, violando il diritto internazionale e scavalcando ogni consesso multilaterale, rischiano di scatenare il caos nell'area e di legittimare la legge del più forte come unico regolatore dei rapporti tra Stati, dando l'ennesimo colpo a un ordine mondiale basato sulle regole;

    4) dinanzi all'escalation che investe il Medio Oriente, l'immobilismo del Governo appare grave e ingiustificato, e si configura come una rinuncia all'esercizio pieno della nostra sovranità diplomatica e come una rottura rispetto alla tradizione di dialogo e autonomia che ha storicamente contraddistinto la politica estera italiana nella regione. Infatti, a fronte delle posizioni espresse da diversi partner dell'Unione europea, che hanno formulato valutazioni critiche circa la natura e le conseguenze dell'intervento unilaterale promosso dall'amministrazione di Donald Trump, la Presidente del Consiglio non ha ancora reso nota una posizione chiara e autonoma di condanna, limitandosi a deboli dichiarazioni in occasioni di interviste televisive che, come di tutta evidenza, non hanno alcuna valenza ufficiale nelle sedi internazionali;

   MEDIO ORIENTE

    5) dopo più di due anni, malgrado la tregua, combattimenti e sofferenza continuano ad essere all'ordine del giorno nella Striscia di Gaza, mentre prosegue incontrastato un piano di annessione di fatto della Cisgiordania, inclusa Gerusalemme Est, con violenze quotidiane e l'espansione degli insediamenti illegali. Il pieno esercizio del diritto all'autodeterminazione del popolo palestinese non è più rinviabile e richiede scelte nette, anche da parte dell'Unione europea. L'Italia deve contribuire, insieme ai partner europei, a contrastare ogni forma di occupazione illegale e a sostenere una prospettiva di pace fondata sulla giustizia e sulla legalità internazionale;

    6) la risoluzione n. 2803 del 2025 prevede una forza di stabilizzazione internazionale incaricata di proteggere i civili, ritirare le armi detenute da Hamas e supervisionare l'addestramento di una forza di polizia palestinese. Tale proposta era stata avanzata dal Partito democratico già nella Mozione n. 1-00233 del 13 febbraio 2024, riteniamo necessario che il Governo valuti le condizioni di partecipazione a tale missione di peace-keeping su mandato delle Nazioni Unite, che deve vedere un ruolo centrale dei Paesi arabi protagonisti della fase di ricostruzione;

   UCRAINA

    7) dopo quattro anni dall'avvio dell'aggressione russa contro l'Ucraina, l'andamento dei colloqui di pace ad Abu Dhabi mostra una reale mancanza di volontà della Russia, che continua ad attaccare abitazioni ed infrastrutture civili senza sosta, di giungere ad una soluzione negoziale;

    8) l'Italia e l'Europa devono continuare a sostenere l'Ucraina, non solo sul piano umanitario, economico e militare come ha fatto finora, ma anche sul piano politico e diplomatico, per garantire una soluzione duratura al conflitto che tenga conto delle ragioni dell'aggredito e sostenere l'Ucraina nella sua aspirazione di integrazione europea e nello sforzo di ricostruzione. In questo quadro, è necessario che l'Italia cooperi con gli altri partners europei, per finalizzare in tempi brevi una proposta operativa legalmente fondata e finanziariamente sostenibile per l'utilizzo dei beni russi congelati in Europa;

   DIFESA ED AUTONOMIA STRATEGICA

    9) appare essenziale e non più rinviabile la creazione di una «vera unione di difesa», superando la mancanza di volontà politica degli Stati membri, tuttavia, analogamente gli investimenti in sicurezza devono accompagnarsi e non sostituirsi a quelli necessari a realizzare l'autonomia strategica in altri settori prioritari, a partire da quelli per la coesione e la protezione sociale, garantiti dai Fondi strutturali e di investimento dell'Unione europea;

    10) occorre, pertanto, lavorare per un maggiore coordinamento, condizionando tutti gli strumenti previsti a progetti di difesa comune insieme a più Stati membri in modo da favorire l'interoperabilità, il coordinamento tra i sistemi di difesa e il rafforzamento della capacità industriale comune, nella direzione avviata con lo strumento EDIP, anche con l'obiettivo di superare un sistema di acquisti dei paesi membri che, privo dell'obbligo di coordinamento, favorirebbe i sistemi produttivi al di fuori dell'Unione europea che al momento pesano circa l'80 per cento dell'approvvigionamento complessivo;

    11) l'amministrazione statunitense, tramite il Dipartimento della Difesa, ha formalmente espresso una netta opposizione all'ipotesi che l'Unione europea introduca clausole vincolanti di «Buy European» nella revisione delle norme sugli appalti per la difesa, attesa entro l'estate. In tale contesto, desta particolare preoccupazione l'atteggiamento della Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che ha espresso contrarietà rispetto a tali clausole stringenti, ennesima conferma della postura subalterna rispetto alle pressioni provenienti dagli Stati Uniti che indeboliscono l'autonomia decisionale europea;

   ENERGIA

    12) l'escalation militare nel Golfo Persico e il conseguente difficile transito attraverso lo stretto di Hormuz stanno producendo pesanti effetti sui mercati energetici internazionali, con un fortissimo aumento delle quotazioni del petrolio e del gas. Il protrarsi del blocco delle navi petroliere rischia di innalzare il prezzo del greggio stabilmente sopra i 100 dollari, e di generare conseguentemente fino a un punto di inflazione aggiuntivo nei prossimi dodici mesi, cancellando mezzo punto di crescita economica globale;

    13) nel nostro Paese, nel volgere di pochi giorni, il prezzo dei carburanti alla pompa è salito rapidamente raggiungendo quota 2 euro al litro in modalità self service. Il rincaro prolungato dei costi energetici avrebbe altresì ricadute dirette e pesanti sulle bollette di famiglie e imprese italiane, minando la competitività del sistema produttivo nazionale e il potere d'acquisto dei cittadini;

    14) le aperture del Governo alla proposta avanzata dal Partito democratico di applicare nell'attuale congiuntura il meccanismo della cosiddetta «accisa mobile», devono rapidamente concretizzarsi e restano, in ogni caso, solo un primo passo per tutelare le famiglie e le imprese italiane;

   DAZI

    15) la guerra e l'aumento drammatico dei prezzi del petrolio e del gas naturale si inseriscono in una situazione dei mercati internazionali già sotto grave stress. Le prospettive di crescita per il nostro Paese sono minacciate da numerosi fattori di rischio, fra i quali particolare rilevanza assume la vicenda dei dazi imposti dall'amministrazione statunitense;

    16) l'accordo al ribasso sui dazi tra Unione europea e Stati Uniti dell'agosto 2025, frutto del mancato sostegno ad una forte e decisa azione comune europea da parte di alcuni governi nazionali, in particolare quello italiano, aveva già provocato un duro colpo per le esportazioni italiane ed europee, riducendo crescita e occupazione. I dati consolidati relativi all'anno 2025, pubblicati dall'ISTAT il 29 gennaio 2026, hanno evidenziato un'inversione di tendenza, con una contrazione del surplus commerciale italiano verso gli USA, sceso dai 38,87 miliardi del 2024 ai 34,19 miliardi del 2025, ossia di circa 4,7 miliardi di euro nel breve volgere di un anno;

    17) la sentenza pronunciata il 20 febbraio scorso dalla Corte Suprema degli Stati Uniti che ha statuito l'illegittimità dei dazi «IEEPA» imposti dall'amministrazione Trump, ha ulteriormente aggravato il clima di incertezza sui mercati internazionali, a causa della reazione dell'Amministrazione Trump che ha introdotto dazi globali al 15 per cento, con effetto immediato, su quasi tutte le importazioni di merci e del vertiginoso incremento del contenzioso legale, con richiesta da parte delle imprese danneggiate della restituzione degli importi illegittimamente riscossi dall'amministrazione Usa;

   STATI UNITI D'EUROPA/COMPETITIVITÀ/QFP

    18) l'Unione europea si confronta, nella drammatica congiuntura internazionale, con l'esigenza della propria trasformazione, sia economica sia politica, e del rafforzamento della sua dimensione unitaria, rilanciando l'opzione federale come unica risposta credibile alle sfide globali; il livello di integrazione politica, economica e produttiva raggiunto non è infatti più sufficiente a proteggere le nostre conquiste sociali e la nostra sicurezza, né in grado di sostenere un'azione diplomatica comunitaria forte e coerente a tutela della pace e dello sviluppo;

    19) per sostenere il modello di sviluppo europeo, occorre proseguire sul percorso inaugurato con il NextGenerationEU, promuovendo investimenti congiunti per consolidare l'autonomia strategica e la competitività dell'economia europea, l'indipendenza energetica, la costruzione di catene europee del valore, il potenziamento della capacità industriale e una transizione ecologica e digitale giusta, con investimenti che giungano al 5 per cento del Pil UE annuo, come suggerito dal Rapporto Draghi; occorrono altresì un bilancio dell'Unione europea più ambizioso, governance economica flessibile, un mercato unico compiuto e pienamente integrato che semplifichi il quadro legislativo per le imprese e protegga il modello sociale europeo anche difendendo il «diritto a restare», rafforzando la coesione sociale e territoriale, come evidenziato dal Rapporto Letta, nonché l'armonizzazione fiscale, e prevedere fondi europei specifici per sostenere la conversione verde e digitale e la formazione dei lavoratori;

    20) è necessario rilanciare alcuni dei pilastri della visione condivisa di sviluppo: la coesione sociale e la lotta alle diseguaglianze, la cui crescita è la prima minaccia per la forza e la tenuta della democrazia, e rafforzare il Pilastro europeo dei diritti sociali, per mercati del lavoro equi e sistemi di protezione sociale inclusivi. E invece il prossimo bilancio europeo va nella direzione opposta: indebolisce la coesione territoriale, taglia le risorse e riduce lo spazio delle politiche sui territori;

    21) un'Unione europea realmente capace di agire in modo incisivo deve poter superare il vincolo dell'unanimità, che spesso paralizza le scelte comuni, non solo in materia di politica estera, difesa e sicurezza comune, ma anche nel settore relativo alla regolazione del mercato, così da garantire capacità decisionale e unità di intenti, superando la logica puramente intergovernativa. Occorre muoversi con impegno e determinazione, come sottolineato anche nel Manifesto presentato dalla delegazione del Partito Democratico al Parlamento europeo, per rilanciare il progetto comunitario verso gli Stati Uniti d'Europa;

    22) il nostro Paese deve essere in prima linea per rafforzare il processo di integrazione, sostenendo sforzi e impegni comuni a livello europeo nei settori chiave da un punto di vista politico, economico e sociale, per difendere e consolidare l'autonomia strategica dell'Unione; in tale prospettiva, diventa decisivo sostenere, se necessario, anche l'utilizzo dello strumento delle cooperazioni rafforzate, per avviare da subito progetti e azioni comuni con gli Stati membri che vogliono farlo, senza aspettare l'accordo di tutti;

   MIGRAZIONI

    23) le migrazioni rappresentano una sfida epocale che l'UE deve affrontare in un'ottica strutturale e non emergenziale. Al contrario, il nuovo approccio europeo al fenomeno migratorio e ai rimpatri, che dà sostanza a posizioni estremiste e propagandistiche, formalizzando l'esternalizzazione delle frontiere rischia di creare aree extra-UE dove concentrare migranti e di considerare sicuri Paesi che in realtà non offrono protezione sostanziale e sufficiente. Un maggiore coordinamento e convergenza a livello europeo nella gestione delle politiche migratorie è fondamentale, ma ciò deve avvenire nella piena garanzia dei diritti umani e nel rispetto degli accordi bilaterali; le modifiche alla normativa in materia di immigrazione e asilo frutto dell'accordo tra popolari ed estreme destre europee minacciano invece il diritto d'asilo in Europa e i valori su cui l'Unione è fondata. Il diritto d'asilo è un principio inviolabile che riguarda la situazione individuale di ogni persona: non può essere indebolito o aggirato attraverso scorciatoie normative o accordi opachi,

impegna il Governo:

   1) a scegliere senza esitazioni e ambiguità, di fronte alle minacce globali e alle sfide continue rappresentate dall'amministrazione americana, l'interesse europeo, all'interno del quale si promuove e realizza il nostro interesse nazionale, collocando l'Italia sulla frontiera più avanzata dell'integrazione contro le spinte disgregatrici, le interferenze esterne e i ripiegamenti nazionalisti;

  IRAN

   2) ad assumere, in ogni sede bilaterale e multilaterale, ogni iniziativa utile e urgente volta a fermare le azioni militari in corso, promuovendo con determinazione un cessate il fuoco immediato e un processo strutturato di de-escalation del conflitto, nel pieno rispetto del diritto internazionale e umanitario. Nonché ad adoperarsi per la liberazione di tutti i prigionieri politici in Iran, a chiedere la sospensione immediata di ogni esecuzione capitale e a favorire una transizione pacifica e democratica nelle mani del popolo iraniano;

   3) a sostenere con fermezza il ritorno alla via negoziale, favorendo la riapertura di canali diplomatici e il coinvolgimento delle organizzazioni internazionali competenti, al fine di pervenire a una soluzione politica e duratura della crisi, rilanciando in particolare il negoziato in corso a Ginevra, nella salvaguardia delle prerogative dell'AIEA a partire dal rispetto stringente degli impegni e dalle necessarie garanzie di trasparenza da parte dell'Iran;

   4) a non autorizzare l'utilizzo delle basi concesse in uso alle forze armate americane presenti sul territorio italiano per attacchi militari contro l'Iran e, comunque, a non fornire alcun tipo di supporto militare ad una guerra che viola il diritto internazionale e che la comunità internazionale deve fermare prima che sia troppo tardi;

   5) ad adoperarsi, in cooperazione con i partner europei, nel quadro di solidarietà prevista dai Trattati, per la protezione e la sicurezza del suolo europeo, e a tutelare, nei paesi dell'area con cui abbiamo relazioni consolidate e interessi strategici, la sicurezza dei nostri contingenti militari impegnati in missioni di pace e dei civili;

   6) a sostenere e supportare in sede europea la posizione del Governo spagnolo fermamente contraria alla guerra e in difesa del pieno rispetto del diritto internazionale, anche alla luce delle inaccettabili minacce commerciali da parte dell'Amministrazione degli Stati Uniti d'America;

  MEDIO ORIENTE

   7) a riconoscere, sia in sede nazionale che a livello europeo, la Palestina quale Stato democratico e sovrano entro i confini del 1967 e con Gerusalemme quale capitale condivisa, che conviva in pace, sicurezza e prosperità accanto allo Stato di Israele, con la piena assunzione del reciproco impegno a garantire ai cittadini di vivere in sicurezza al riparo da ogni violenza e da atti di terrorismo, al fine di preservare nell'ambito del rilancio del Processo di Pace la prospettiva dei «due popoli, due Stati»;

   8) ad assumere in seno all'Unione europea, ogni iniziativa necessaria a porre fine all'occupazione illegale dei territori palestinesi, in conformità al diritto internazionale e alle risoluzioni delle Nazioni Unite, anche sostenendo in sede europea l'adozione di sanzioni nei confronti del Governo israeliano per la sistematica violazione del diritto internazionale e del diritto internazionale umanitario e nei confronti dei coloni responsabili delle violenze in Cisgiordania, inclusa la sospensione dell'accordo di associazione EU-Israele;

   9) a promuovere l'embargo totale di armi da e verso Israele, e sospendere qualsiasi forma di cooperazione militare a partire dal Memorandum d'intesa tra il Governo italiano e il Governo dello Stato di Israele, inclusa la fornitura, l'acquisto e il trasferimento di armamenti e tecnologie, compresi quelli da e verso paesi terzi, fino all'esito del processo di pace;

   10) a farsi promotore in seno al Consiglio di predisporre uno strumento legislativo volto a vietare in modo esplicito qualsiasi rapporto economico e commerciale con gli insediamenti israeliani situati nel Territorio Palestinese Occupato (TPO), inclusa Gerusalemme Est, accompagnando tale misura con sanzioni economiche mirate, al fine di garantire il rispetto del diritto internazionale e promuovere politiche europee coerenti a sostegno della pace, della legalità e della tutela dei diritti delle popolazioni locali;

   11) a sostenere, in tutte le sedi internazionali e multilaterali, il pieno afflusso di aiuti umanitari continui, rapidi, sicuri e senza restrizioni all'interno della Striscia, il pieno rispetto del diritto internazionale ed ad intraprendere tutte le azioni necessarie, in ambito nazionale e internazionale, per garantire che i corridoi via terra richiesti dalle organizzazioni umanitarie, ivi incluso un corridoio umanitario dedicato che consenta agli studenti palestinesi ammessi presso università italiane di raggiungere l'Italia;

   12) a sostenere, in tutti i consessi europei ed internazionali, la legittimità e l'operatività della Corte Penale Internazionale e della Corte Internazionale di Giustizia, e a dare piena attuazione ai loro pronunciamenti, in linea con il diritto internazionale e in virtù del previsto obbligo di cooperazione da parte degli Stati membri;

  UCRAINA

   13) a ribadire la ferma condanna della grave, inammissibile e ingiustificata aggressione russa dell'ucraina e a continuare a garantire pieno sostegno e solidarietà al popolo e alle istituzioni ucraine, mediante tutte le forme di assistenza necessarie, nel rispetto di quanto previsto dall'articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite, anche attraverso un utilizzo legalmente fondato dei beni russi congelati, sostenendo con urgenza ogni iniziativa diplomatica e politica che garantisca un ruolo dell'Unione europea, in collaborazione con gli alleati, per il perseguimento di una pace giusta e sicura che preservi i diritti del popolo ucraino;

   14) a richiedere la liberazione e lo scambio dei prigionieri di guerra, il ritorno in sicurezza dei civili rapiti, in particolar modo i bambini e a richiedere l'avvio delle necessarie attività diplomatiche di assistenza nelle attività di ricerca e ricongiungimento familiare;

  DIFESA E AUTONOMIA STRATEGICA

   15) a collocare l'Italia da protagonista nella costruzione di una vera difesa comune europea e non di un riarmo degli eserciti nazionali privo di coordinamento, esprimendo la chiara volontà politica di andare avanti nel percorso di realizzazione di un'unione della difesa, anche partendo da forme di cooperazione rafforzata o integrazione differenziata tra Stati membri;

   16) a promuovere un percorso di reale costruzione di una difesa europea, attraverso una governance democratica chiara del settore e investimenti comuni necessari a realizzare l'autonomia strategica e colmare i deficit alla sicurezza europea, al coordinamento e all'integrazione della capacità industriali e dei comandi militari, anche introducendo clausole vincolanti sul «Buy european», all'interoperabilità dei sistemi di difesa verso un esercito comune europeo;

   17) a ribadire la ferma contrarietà all'utilizzo dei Fondi di coesione europei e del NextGenerationEU per il finanziamento e l'aumento delle spese militari e ad informare le competenti commissioni parlamentari in caso di utilizzo dei fondi europei, in particolare in relazione ai progetti di cui si richiede il finanziamento e l'andamento degli stessi, nonché in caso di utilizzo dello strumento Safe anche del rispetto delle clausole di preferenza europea;

  ENERGIA

   18) ad assumere urgenti iniziative per mettere in sicurezza il Paese rispetto a eventuali shock energetici e inflazionistici, con particolare riferimento alla tutela dei redditi delle famiglie e del loro potere d'acquisto;

   19) ad adottare iniziative di competenza volte ad avviare tempestivamente le procedure per ridurre le accise su benzina e diesel, restituendo a cittadini ed imprese l'extra gettito IVA che lo Stato sta incassando;

   20) a sostenere le iniziative in ambito UE finalizzate a diversificare ulteriormente i canali di approvvigionamento energetico e ad accelerare il raggiungimento degli obiettivi di transizione energetica e verde al fine di aumentare il grado di autonomia e ridurre la nostra dipendenza dalle fonti fossili, evitando di indebolire il sistema degli ETS;

   21) ad attivarsi in sede UE al fine di adottare misure comuni per separare il prezzo dell'energia elettrica da quello del gas, e ridurre per tale via i costi che gravano sul nostro sistema imprenditoriale e sulla bolletta elettrica delle famiglie;

  DAZI

   22) ad adottare ogni iniziativa utile, anche in sede europea, al fine di garantire la predisposizione di misure urgenti da destinare al sostegno dei settori produttivi maggiormente esposti agli effetti dell'introduzione dei dazi e colpiti dalla situazione di incertezza dei mercati mondiali e dal rallentamento del commercio internazionale, che preveda misure per favorire accesso al credito per le imprese, la previsione di ammortizzatori sociali, interventi per il sostegno all'internazionalizzazione e per evitare le delocalizzazioni, nonché misure volte a rafforzare le scorte strategiche e a calmierare i prezzi dei beni essenziali; in particolare a sostenere le imprese e le filiere maggiormente esposte e a prevedere un piano di ristori o di incentivi fiscali specifici per le PMI;

   23) a sostenere le iniziative in ambito UE finalizzate a mobilitare le risorse necessarie al rilancio della competitività e della coesione europea, prevedendo un Industrial Deal europeo con debito comune per finanziare un piano di investimenti comuni in beni pubblici europei;

   24) a sostenere, in accordo con gli altri Paesi UE, le iniziative volte alla restituzione alle imprese italiane ed europee delle somme illegittimamente riscosse dall'amministrazione Usa a causa dei dazi «IEEPA» imposti da Trump;

  STATI UNITI D'EUROPA

   25) ad adottare ogni iniziativa di competenza volta a sostenere il rilancio del progetto verso gli Stati Uniti d'Europa:

    a) promuovendo l'adozione di un bilancio europeo più forte, che preveda l'aumento del budget pluriennale europeo, per sostenere investimenti comunitari attraverso un grande piano europeo, sul modello del NextGenerationEU, da 750-800 miliardi annui – anche ricorrendo a debito comune e a nuove risorse proprie, da indirizzare verso l'innovazione, la competitività, la transizione verde, la coesione sociale e il rafforzamento del Pilastro europeo dei diritti sociali; nonché ribadendo l'urgenza di realizzare il mercato unico dei capitali, di affrontare il grande tema della riforma dell'armonizzazione fiscale tra i Paesi membri, e di costituire una capacità fiscale comune e nuove risorse proprie per interventi anticiclici efficaci e politiche europee più solide;

    b) contribuendo alla formazione di una vera politica estera che rilanci una forte diplomazia europea come strumento di pace, e all'avvio, nel rispetto dell'articolo 42 del Trattato di Lisbona, di progetti e accordi di cooperazione tra Stati Membri per promuovere una vera difesa comune europea tra gli Stati;

    c) favorendo il superamento del potere di veto, e una coerente riforma dei Trattati, come richiesto dal Parlamento europeo per abolire l'unanimità nel sistema decisionale dell'Unione europea, rafforzare il Parlamento europeo e procedere al completamento del mercato unico in tutti i settori dove è possibile farlo, per aumentare il peso e la competitività dell'Unione;

    d) rilanciando la pratica istituzionale delle cooperazioni rafforzate, per avviare da subito progetti e politiche comuni con gli Stati Membri che vogliono farlo;

  MIGRAZIONI

   26) a sostenere la realizzazione di corridoi umanitari sicuri e l'istituzione permanente di una missione europea di ricerca e salvataggio nel Mediterraneo, a promuovere la costruzione di un sistema comune, coordinato e solidale per la gestione strutturale del fenomeno migratorio che assicuri la tutela dei diritti umani, a garantire procedure e percorsi equi, sicuri e legali per migranti e richiedenti asilo, in particolare i minori, nonché a contrastare efficacemente il traffico di esseri umani, anche attraverso partenariati con i Paesi di origine e transito purché responsabili e trasparenti, evitando in ogni caso disumane, inefficaci e costose forme di esternalizzazione delle frontiere dell'UE, come gli hub di rimpatrio in paesi terzi.
(6-00246) «Braga , Provenzano , Amendola , Graziano , De Luca ».


PROPOSTA DI LEGGE: ASCANI ED ALTRI: MODIFICA ALLA LEGGE 4 APRILE 1956, N. 212, E ALTRE DISPOSIZIONI PER PREVENIRE L'ALTERAZIONE O LA MANIPOLAZIONE DELLE CAMPAGNE ELETTORALI E REFERENDARIE ATTRAVERSO LA DIFFUSIONE DI CONTENUTI INGANNEVOLI PRODOTTI MEDIANTE SISTEMI DI INTELLIGENZA ARTIFICIALE (A.C. 2212-A)*

(*) La I Commissione permanente (Affari costituzionali) ha deliberato di riferire in senso contrario sulla proposta di legge. La proposta di legge si intende respinta nel suo complesso a seguito dell'approvazione dell'emendamento 1.100, soppressivo dell'articolo 1, dell'emendamento 2.100, soppressivo dell'articolo 2 e, nella parte consequenziale, degli articoli 4 e 5, nonché a seguito della reiezione del mantenimento dell'articolo 3 in relazione agli identici emendamenti da votare (3.100 e 3.500) e del respingimento dell'articolo aggiuntivo 3.02.

A.C. 2212-A – Parere della V Commissione

PARERE DELLA V COMMISSIONE SUL TESTO DEL PROVVEDIMENTO E SULLE PROPOSTE EMENDATIVE PRESENTATE

  Sul testo del provvedimento in oggetto:

PARERE FAVOREVOLE

  Con le seguenti condizioni, volte a garantire il rispetto dell'articolo 81 della Costituzione:

  All'articolo 2, comma 1, sopprimere i capoversi Art. 9-quinquies. Art. 9-sexies e Art. 9-septies.

  Conseguentemente:

  all'articolo 4, sopprimere le lettere b), c) e d);

  all'articolo 5, sopprimere le parole da: Fermo restando a: della presente legge.

  Sopprimere l'articolo 3.

  Sugli emendamenti trasmessi dall'Assemblea:

PARERE CONTRARIO

  sulla proposta emendativa 3.02, in quanto suscettibile di determinare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica privi di idonea qualificazione e copertura;

NULLA OSTA

  sulle restanti proposte emendative.

A.C. 2212-A – Articolo 1

ARTICOLO 1 DELLA PROPOSTA DI LEGGE

Art. 1.
(Finalità e princìpi generali)

  1. Al fine di garantire il libero e consapevole esercizio del diritto di voto da parte degli elettori, la veridicità delle informazioni rese nel corso di campagne elettorali o referendarie, la corretta creazione e diffusione di contenuti concernenti le elezioni o i referendum e l'elettorato passivo nonché di prevenire qualunque forma di alterazione di dati atta a influenzare o manipolare attraverso false rappresentazioni o false contestualizzazioni lo svolgimento delle campagne elettorali e referendarie o ad alterarne il risultato, la presente legge reca disposizioni volte a contrastare l'uso ingannevole o manipolativo dei sistemi di intelligenza artificiale nella propaganda politica relativa alle consultazioni elettorali e referendarie, nel rispetto dei diritti fondamentali e delle libertà sancite dalla Costituzione, del diritto dell'Unione europea e dei princìpi di trasparenza, proporzionalità, sicurezza, protezione dei dati personali, riservatezza, accuratezza, non discriminazione e parità di genere.
  2. L'utilizzo di sistemi di intelligenza artificiale nella propaganda politica relativa alle consultazioni elettorali e referendarie non deve pregiudicare lo svolgimento con metodo democratico della vita istituzionale e politica del Paese.
  3. La presente legge è adottata in conformità al regolamento (UE) 2024/900 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 marzo 2024.

PROPOSTE EMENDATIVE

ART. 1.
(Finalità e princìpi generali)

  Sopprimerlo.
1.100. Urzì, Iezzi, Gentile, Alessandro Colucci.

(Approvato)

  Al comma 3, aggiungere, in fine, le parole:, al regolamento (UE) 2024/1689 (AI Act), del regolamento (UE) 2022/2065 (Digital Services Act), al regolamento (UE) 2016/679 (GDPR) e alla legge 23 settembre 2025, n. 132.
1.101. Ascani, Bonafè, Cuperlo, Fornaro, Mauri, Casu.

A.C. 2212-A – Articolo 2

ARTICOLO 2 DELLA PROPOSTA DI LEGGE

Art. 2.
(Modifiche alla legge 4 aprile 1956, n. 212)

  1. Alla legge 4 aprile 1956, n. 212, sono aggiunti, in fine, i seguenti articoli:

   «Art. 9-bis.1. Dalla data di indizione delle elezioni o delle consultazioni referendarie, sono vietate la creazione e la diffusione con ogni mezzo di contenuti ingannevoli o manipolati rivolti agli elettori, generati in tutto o in parte con sistemi di intelligenza artificiale (IA), riguardanti gli eletti, i candidati impegnati nelle competizioni elettorali, i partiti e i movimenti politici nonché quelli atti a influenzare o manipolare attraverso false rappresentazioni o false contestualizzazioni lo svolgimento delle campagne elettorali e referendarie o ad alterarne il risultato.
   2. Il divieto di cui al comma 1 si applica alla propaganda politica relativa alle consultazioni elettorali per le elezioni dei membri del Parlamento europeo spettanti all'Italia, del Senato della Repubblica, della Camera dei deputati, dei consigli comunali, provinciali e regionali e degli organi monocratici previsti dalla legislazione vigente. Il divieto si applica altresì alle consultazioni referendarie.
   Art. 9-ter.1. Ai fini di cui agli articoli da 9-bis a 9-novies si applicano le seguenti definizioni:

   a) propaganda politica: le attività finalizzate alla preparazione, cessione, pubblicazione o diffusione, con qualsiasi mezzo, di un messaggio a favore o per conto di un attore politico o che sia inteso a influenzare l'esito di un'elezione o un referendum;

   b) campagna elettorale: il periodo antecedente le elezioni in cui si svolgono le attività di propaganda elettorale e che va dalla data di convocazione dei comizi elettorali o di indizione del referendum alla chiusura delle operazioni di voto;

   c) contenuti generati con sistemi di IA: tutti i contenuti, compresi testi, video, immagini e voci, che sono creati, generati o sintetizzati, in tutto o in parte, con sistemi basati sull'IA, ivi compresi gli algoritmi di apprendimento automatizzato e le reti neurali artificiali;

   d) contenuti audio o video ingannevoli o manipolati generati con sistemi di IA: qualunque immagine, audio o video che è il prodotto di IA o di sistemi di apprendimento del linguaggio, inclusi quelli basati su tecniche di apprendimento del linguaggio profondo, che riproducono contenuti manipolati, tali da veicolare al fruitore false dichiarazioni, rappresentazioni e contestualizzazioni ingannevolmente attribuibili agli eletti, ai candidati impegnati nelle competizioni elettorali, ai partiti e ai movimenti politici, che:

    1) fonde, combina, sostituisce o sovrappone un contenuto a un'immagine, a un audio o a un video, riferiti agli eletti, ai candidati impegnati nelle competizioni elettorali, ai partiti e ai movimenti politici, che continua ad essere ragionevolmente percepibile come autentico, senza che tale fusione, combinazione, sostituzione o sovrapposizione sia immediatamente o facilmente percepibile;

    2) genera un'immagine, un audio o un video, attribuibile agli eletti, ai candidati impegnati nelle competizioni elettorali, ai partiti e ai movimenti politici, che può essere ragionevolmente percepita come autentica, senza che la sua inautenticità sia riconoscibile in base alla qualità dell'immagine, dell'audio o del video o in base alla provenienza del canale di distribuzione attraverso la quale l'immagine, l'audio o il video sono diffusi;

   e) sistemi di IA: sistemi automatizzati progettati per funzionare con livelli di autonomia variabili e che possono presentare adattabilità dopo la diffusione e che, per obiettivi espliciti o impliciti, deducono dall'input che ricevono come generare output quali previsioni, contenuti, raccomandazioni o decisioni che possono influenzare ambienti fisici o virtuali;

   f) modelli di IA: modelli che, anche laddove sono addestrati con grandi quantità di dati, utilizzando l'auto-supervisione su larga scala, sono caratterizzati da una generalità significativa e sono in grado di svolgere con competenza un'ampia gamma di compiti distinti, indipendentemente dalle modalità con cui i modelli sono immessi sul mercato, e che possono essere integrati in una varietà di sistemi o applicazioni a valle, a eccezione dei modelli di IA che sono utilizzati per attività di ricerca, sviluppo o prototipazione prima di essere immessi sul mercato;

   g) servizio di media audiovisivo: un servizio, come definito dagli articoli 56 e 57 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea, il cui obiettivo principale o di una sua sezione distinguibile è la fornitura di programmi al grande pubblico, sotto la responsabilità editoriale di un fornitore di servizi di media, al fine di informare, intrattenere o istruire, attraverso reti di comunicazioni elettroniche, in radiodiffusione o a richiesta;

   h) servizio di piattaforma per la condivisione di video: un servizio, come definito dagli articoli 56 e 57 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea, il cui obiettivo principale, di una sua sezione distinguibile o di una sua funzionalità essenziale è la fornitura di programmi o video generati dagli utenti destinati al grande pubblico, per i quali il fornitore della piattaforma per la condivisione di video non ha responsabilità editoriale, al fine di informare, intrattenere o istruire attraverso reti di comunicazioni elettroniche ai sensi dell'articolo 2, lettera a), della direttiva 2002/21/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 7 marzo 2002, e la cui organizzazione è determinata dal fornitore della piattaforma per la condivisione di video, anche con mezzi automatici o algoritmi, in particolare mediante visualizzazione, attribuzione di tag e sequenziamento;

   i) video generato dall'utente: una serie di immagini animate, con o senza audio, che costituiscono un singolo elemento, indipendentemente dalla sua durata, creato da un utente e caricato su una piattaforma per la condivisione di video dal medesimo o da un qualunque altro utente;

   l) gestore del sito internet: il prestatore di servizi della società dell'informazione che, nella rete internet, cura la gestione dei contenuti di un sito;

   m) piattaforma online: un servizio di memorizzazione di informazioni che, su richiesta di un destinatario del servizio, memorizza e diffonde informazioni al pubblico, tranne qualora tale attività sia una funzione minore e puramente accessoria di un altro servizio o una funzionalità minore del servizio principale e, per ragioni oggettive e tecniche, non possa essere utilizzata senza tale altro servizio e a condizione che l'integrazione di tale funzione o funzionalità nell'altro servizio non sia un mezzo per eludere l'applicabilità delle disposizioni normative in materia;

   n) motore di ricerca online: un servizio intermediario che consente all'utente di formulare domande al fine di effettuare ricerche in tutti i siti web o in tutti i siti web in una lingua particolare, sulla base di un'interrogazione su qualsiasi tema sotto forma di parola chiave, richiesta vocale, frase o altro input, che restituisce i risultati in qualsiasi formato in cui possono essere trovate le informazioni relative al contenuto richiesto.

   Art. 9-quater. – 1. Tutti i contenuti di cui all'articolo 9-bis, comma 1, generati in tutto o in parte con sistemi di IA, devono essere immediatamente e chiaramente identificati come tali e resi riconoscibili agli utenti attraverso sistemi di etichettatura e filigrana elettronica, secondo standard internazionalmente riconosciuti, aperti e interoperabili.
   2. I soggetti responsabili della pubblicazione e della diffusione con ogni mezzo dei contenuti generati in tutto o in parte con sistemi di IA forniscono un'etichettatura e un avviso visibili, all'inizio e alla fine del contenuto, facilmente comprensibili agli utenti, che indicano che il contenuto è stato generato, in tutto o in parte, con un sistema di IA, secondo standard internazionalmente riconosciuti, aperti e interoperabili.
   Art. 9-quinquies. – 1. L'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (AGCOM) vigila sulla corretta applicazione delle disposizioni degli articoli da 9-bis a 9-novies.
   2. In caso di inottemperanza agli obblighi prescritti dagli articoli da 9-bis a 9-novies, l'AGCOM applica la sanzione di cui all'articolo 1, comma 31, primo periodo, della legge 31 luglio 1997, n. 249, in base ai princìpi di proporzionalità, adeguatezza e rispetto del contraddittorio.
   3. Le somme corrisposte a titolo di sanzioni amministrative per le violazioni previste dal presente articolo sono versate all'entrata del bilancio dello Stato e, in parte, sono destinate all'AGCOM per la copertura degli oneri derivanti dai compiti alla stessa attribuiti dalla presente legge. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze è stabilita la quota delle somme di cui al primo periodo che è destinata all'AGCOM.
   4. Le sanzioni amministrative previste dal presente articolo si applicano anche se il fatto costituisce reato e indipendentemente dall'avvio di un'azione penale.
   Art. 9-sexies. – 1. L'AGCOM, tenuto conto della gravità del fatto e delle conseguenze che ne sono derivate nonché della durata della condotta illecita e dell'eventuale reiterazione della violazione, nel rispetto dei princìpi di proporzionalità e adeguatezza, decide se applicare le sanzioni accessorie previste dal presente articolo.
   2. L'AGCOM, con proprio provvedimento, può ordinare ai prestatori dei servizi di cui all'articolo 9-ter, compresi i prestatori di accesso alla rete, di disabilitare l'accesso ai contenuti illeciti di cui alla presente legge, mediante il blocco della risoluzione Domain Name System (DNS) dei nomi di dominio e il blocco dell'instradamento del traffico di rete verso gli indirizzi di protocollo internet (IP) univocamente destinati ad attività illecite.
   3. Con il provvedimento di cui al comma 2, l'AGCOM ordina anche il blocco di ogni altro futuro nome di dominio, sottodominio o indirizzo IP, a chiunque riconducibili, comprese le variazioni del nome o della semplice declinazione o estensione, che consenta l'accesso ai medesimi contenuti illeciti e a contenuti della stessa natura.
   4. Con il provvedimento di cui al comma 2, l'AGCOM, con finalità ripristinatoria, ordina l'adozione di misure addizionali di comunicazione al pubblico della falsità dei contenuti veicolati.
   Art. 9-septies. – 1. Chiunque, nell'ambito delle fattispecie di cui all'articolo 9-bis, sia vittima di forme di alterazione, manipolazione, aggressione, molestia, ricatto, ingiuria, denigrazione, diffamazione, furto d'identità o trattamento illecito di dati personali, attraverso la diffusione di contenuti ingannevoli o manipolati generati in tutto o in parte da sistemi di IA, può presentare al titolare del trattamento o al gestore del sito internet o della piattaforma digitale un'istanza per l'oscuramento, la rimozione o il blocco dei contenuti specifici rientranti nelle condotte previste dalla presente legge, previa conservazione dei dati originali, anche qualora tali condotte, da identificare espressamente tramite relativo Uniform resource locator (URL), non integrino le fattispecie previste dall'articolo 167 del codice in materia di protezione dei dati personali, di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, nonché dal regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016, ovvero da altre norme che disciplinano fattispecie incriminatrici. Ai fini della presentazione dell'istanza di cui al primo periodo, il titolare del trattamento e il gestore del sito internet o della piattaforma digitale predispongono meccanismi gratuiti, di facile uso e facilmente fruibili, conformi ai criteri stabiliti dall'AGCOM con proprio regolamento.
   2. L'istanza di cui al comma 1 è presentata contestualmente all'AGCOM. Alla richiesta deve essere allegata la documentazione necessaria, tra cui l'elenco dei nomi di dominio e degli indirizzi IP attraverso i quali sono resi disponibili i contenuti oggetto dell'istanza. L'AGCOM, ove riscontri che nelle ventiquattro ore successive al ricevimento dell'istanza il titolare del trattamento ovvero il gestore del sito internet o della piattaforma digitale non ha provveduto a oscurare, rimuovere o bloccare i contenuti specifici oggetto dell'istanza, provvede ai sensi del comma 3. I soggetti destinatari dell'istanza sono tenuti a dare esecuzione al provvedimento dell'AGCOM in modo tempestivo e comunque non oltre il termine massimo di trenta minuti dalla comunicazione.
   3. Con provvedimento cautelare adottato con procedimento abbreviato senza contraddittorio, l'AGCOM ordina ai prestatori dei servizi di cui all'articolo 9-ter, compresi i prestatori di servizi di accesso alla rete, di disabilitare l'accesso ai contenuti diffusi abusivamente di cui al comma 1 del presente articolo mediante blocco dei nomi di dominio e degli indirizzi IP ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 9-sexies. Al soggetto destinatario del provvedimento sono garantiti gli strumenti effettivi di reclamo.
   4. La procedura di cui al comma 2 si applica anche nelle ipotesi in cui non sia possibile identificare il soggetto titolare del trattamento ovvero il gestore del sito internet o della piattaforma digitale.
   5. Dell'oscuramento, rimozione o blocco dei contenuti oggetto dell'istanza di cui al comma 1 è data comunicazione al soggetto interessato.
   Art. 9-octies. – 1. Il divieto di cui all'articolo 9-bis non si applica:

   a) alle trasmissioni radio o televisive, incluse quelle via cavo e satellitari, e ai programmi, alle produzioni e ai servizi in streaming che trasmettono audio o video ingannevoli o manipolati prodotti dall'IA a scopo didattico e informativo o di satira politica, sempre che la trasmissione, il programma o la produzione dichiari espressamente e in modo chiaramente comprensibile in ogni momento che vi sono dubbi sull'autenticità del contenuto che si trasmette o sul fatto che gli audio o i video possono essere stati generati con sistemi di IA e possono quindi essere quindi materialmente ingannevoli;

   b) ai giornali, alle riviste e agli altri periodici, incluse le pubblicazioni in internet o per via elettronica, che quotidianamente pubblicano notizie e commenti di interesse generale, anche tramite audio o video generati con sistemi di IA e con contenuti ingannevoli o manipolati, sempre che la pubblicazione dichiari espressamente e in modo chiaramente comprensibile in ogni momento che vi sono dubbi sull'autenticità del contenuto che si pubblica o sul fatto che gli audio o i video possono essere stati generati con sistemi di IA e possono quindi essere materialmente ingannevoli.

   Art. 9-novies.1. Chiunque, al fine di alterare il libero svolgimento delle campagne elettorali o referendarie o di manipolarne il risultato, cede, pubblica o altrimenti diffonde contenuti ingannevoli o manipolati generati in tutto o in parte con sistemi di IA è punito con la reclusione da uno a quattro anni».

PROPOSTE EMENDATIVE

ART. 2.
(Modifiche alla legge 4 aprile 1956, n. 212)

  Sopprimerlo.

  Conseguentemente, sopprimere gli articoli 4 e 5.
2.100. Urzì, Iezzi, Gentile, Alessandro Colucci.

(Approvato)

  Al comma 1, sostituire il capoverso Art. 9-ter con il seguente:

   «Art. 9-ter. Ai fini di cui agli articoli da 9-bis a 9-novies si applicano le definizioni di cui al regolamento (UE) 2024/1689 (AI Act), al regolamento (UE) 2022/2065 (Digital Services Act) e alla legge 23 settembre 2025, n. 132.»
2.101. Ascani, Bonafè, Cuperlo, Fornaro, Mauri, Casu.

  Al comma 1, capoverso Art. 9-quater, comma 1, sopprimere le parole da: attraverso sistemi di etichettatura fino alla fine del comma.
2.102. Ascani, Bonafè, Cuperlo, Fornaro, Mauri, Casu.

  Al comma 1, dopo il capoverso Art. 9-quater, aggiungere il seguente:

   Art. 9-quater.1. – 1. Durante il periodo di campagna elettorale o referendaria, ovvero successivamente all'annuncio delle elezioni, i prestatori di servizi di piattaforma online e i motori di ricerca online rendono disponibili all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (AGCOM), previa richiesta, informazioni generali sui principali criteri di funzionamento dei sistemi algoritmici utilizzati per la selezione, la priorizzazione o l'amplificazione dei contenuti di propaganda politica, inclusi i parametri di amplificazione non organica.
   2. Le informazioni di cui al comma 1 non comprendono il codice sorgente né segreti commerciali e sono fornite nel rispetto del diritto dell'Unione europea e della normativa in materia di protezione dei dati personali, del regolamento (UE) 2022/2065 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 ottobre 2022, e del regolamento (UE) 2024/900 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 marzo 2024.
2.6. Onori.

  Al comma 1, sopprimere i capoversi Art. 9-quinquies, Art. 9-sexies e Art. 9-septies.

  Conseguentemente:

   all'articolo 4, comma 1, sopprimere le lettere b), c) e d);

   all'articolo 5, comma 1, primo periodo, sopprimere le parole da: Fermo restando a della presente legge.
2.500. (da votare ai sensi dell'articolo 86, comma 4-bis, del Regolamento).

  Al comma 1, capoverso Art. 9-sexies, sopprimere il comma 3.

  Conseguentemente, al medesimo comma, capoverso «Art. 9-septies», comma 3, sostituire le parole: ai sensi dei commi 2 e 3 con le seguenti: ai sensi del comma 2.
2.103. Ascani, Bonafè, Cuperlo, Fornaro, Mauri, Casu.

  Al comma 1, sopprimere il capoverso Art. 9-novies.
2.104. Ascani, Bonafè, Cuperlo, Fornaro, Mauri, Casu.

  Al comma 1, capoverso Art. 9-novies, comma 1, sostituire le parole da: al fine di alterare fino a: manipolarne il risultato con le seguenti: con l'intenzione concreta e consapevole di incidere in modo significativo sulla formazione della volontà degli elettori o di manipolare il risultato delle consultazioni elettorali o referendarie.
2.7. Onori.

  Al comma 1, capoverso Art. 9-novies, aggiungere, in fine, i seguenti commi:

  2. La pena di cui al comma 1 è aumentata da un terzo alla metà se il fatto è commesso mediante l'impiego di sistemi automatizzati, reti di account non autentici, bot, botfarm o altre modalità di diffusione coordinata e sistematica dei contenuti, anche attraverso l'uso di algoritmi di amplificazione o profilazione degli utenti.
  3. La pena è altresì aumentata se il fatto è commesso con il finanziamento, il coordinamento o il supporto di Stati esteri, di soggetti pubblici o privati stabiliti in Paesi terzi ovvero di organizzazioni o entità a essi riconducibili.
2.9. Onori.

A.C. 2212-A – Articolo 3* 

ARTICOLO 3 DELLA PROPOSTA DI LEGGE

Art. 3.
(Autorità di controllo per l'attuazione degli obblighi derivanti dal regolamento (UE) 2024/900 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 marzo 2024)

  1. Al fine di garantire l'effettività dei diritti e l'efficacia degli obblighi stabiliti dal regolamento (UE) 2024/900 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 marzo 2024, anche con riguardo alle misure volte a contrastare la diffusione di contenuti ingannevoli generati dall'IA nella propaganda politica relativa alle consultazioni elettorali, veicolati da piattaforme online o da altri prestatori di servizi intermediari, l'AGCOM è designata quale autorità competente a vigilare sull'osservanza degli obblighi di cui agli articoli da 7 a 17 e 21 del regolamento (UE) 2024/900 da parte dei prestatori di servizi intermediari definiti ai sensi del regolamento (UE) 2022/2065 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 ottobre 2022, e dei prestatori di servizi di pubblicità politica. In quanto coordinatore dei servizi digitali designato ai sensi dell'articolo 15 del decreto-legge 15 settembre 2023, n. 123, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 novembre 2023, n. 159, l'AGCOM è altresì competente per il coordinamento a livello nazionale dei prestatori di servizi intermediari di cui al regolamento (UE) 2022/2065.
  2. Il Garante per la protezione dei dati personali è designato quale autorità di controllo competente a monitorare l'applicazione degli articoli 18 e 19 del regolamento (UE) 2024/900 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 marzo 2024, esercitando a tale scopo i poteri di cui all'articolo 58 del regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016. Nell'esercizio delle funzioni attribuite ai sensi del presente comma, ai fini dell'attuazione degli articoli 18 e 19 del regolamento (UE) 2024/900, il Garante per la protezione dei dati personali svolge le attività di coordinamento disciplinate dal capo VII del regolamento (UE) 2016/679.

PROPOSTE EMENDATIVE

ART. 3.
(Autorità di controllo per l'attuazione degli obblighi derivanti dal regolamento (UE) 2024/900 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 marzo 2024)

  Sopprimerlo.
*3.100. Urzì, Iezzi, Gentile, Alessandro Colucci.
*3.500. (da votare ai sensi dell'articolo 86, comma 4-bis, del Regolamento).

  Dopo l'articolo 3, aggiungere il seguente:

Art. 3-bis.
(Tutela dell'integrità delle campagne elettorali e contrasto all'uso manipolativo dei sistemi di intelligenza artificiale)

  1. Al fine di tutelare i processi democratici, il libero dibattito pubblico e l'integrità informativa della Repubblica da interferenze, manipolazioni e operazioni di disinformazione, con particolare riferimento ai rischi derivanti dall'impiego di sistemi di intelligenza artificiale, è istituita una struttura indipendente e collegiale per il monitoraggio delle interferenze informative e delle campagne di manipolazione del consenso.
  2. La struttura di cui al comma 1 svolge, in particolare, i seguenti compiti:

   a) analizzare e monitorare fenomeni di diffusione coordinata di contenuti informativi artificialmente generati o manipolati, idonei ad alterare in modo significativo il dibattito pubblico in periodo elettorale o referendario;

   b) individuare e segnalare campagne di interferenza informativa, anche riconducibili a soggetti esteri, che facciano uso di sistemi di intelligenza artificiale in violazione della normativa vigente in materia di propaganda elettorale e comunicazione politica, incluse le disposizioni della presente legge;

   c) elaborare analisi tecniche e valutazioni di rischio sull'impatto dei sistemi di intelligenza artificiale sul corretto svolgimento dei processi democratici;

   d) fornire supporto tecnico-analitico alle autorità competenti, incluse l'AGCOM, l'Agenzia per la cybersicurezza nazionale (ACN) e l'autorità giudiziaria, nonché le informazioni rilevanti ai fini dell'esercizio delle rispettive funzioni;

   e) assicurare forme di trasparenza istituzionale mediante la pubblicazione di relazioni periodiche da presentare alle Camere, nel rispetto delle esigenze di sicurezza nazionale e della protezione delle fonti;

   f) promuovere programmi di alfabetizzazione civica digitale, anche in collaborazione con gli istituti scolastici, e progetti di formazione della pubblica amministrazione in collaborazione con i media e società civile.

  3. La struttura opera senza poteri di rimozione o limitazione diretta dei contenuti, nel pieno rispetto degli articoli 21 e 49 della Costituzione e della normativa vigente e svolge funzioni di analisi, prevenzione, allerta e coordinamento istituzionale. È altresì escluso dall'attività della struttura qualsiasi giudizio sul contenuto ideologico, politico o culturale delle opinioni, nonché ogni attività riconducibile al controllo editoriale.
  4. La struttura di cui al presente articolo opera in raccordo con il Dipartimento delle informazioni per la sicurezza (DIS) della Presidenza del Consiglio dei ministri, l'Agenzia per la cybersicurezza nazionale (ACN), l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (AGCOM) e le altre amministrazioni competenti, anche al fine di evitare duplicazioni e garantire un approccio integrato alla sicurezza cognitiva e informativa, nonché in coordinamento con le istituzioni dell'Unione europea e con organismi analoghi degli Stati membri.
  5. La struttura è composta da esperti nell'analisi dei processi di disinformazione, aventi formazione tecnica e giuridica, nominati con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge. I componenti della struttura, per tutta la durata dell'incarico e nei tre anni successivi alla sua cessazione, non possono ricoprire incarichi elettivi, di governo o in partiti o movimenti politici, né intrattenere rapporti professionali, economici o di consulenza con soggetti pubblici o privati operanti nei settori dell'informazione, delle piattaforme digitali o della comunicazione politica, ove tali rapporti possano determinare conflitti di interesse.
  6. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono definiti i requisiti professionali dei componenti della struttura, l'ammontare del compenso per le attività svolte, le modalità di funzionamento della struttura, il rapporto con le istituzioni e i criteri per la redazione delle relazioni di cui al comma 2, lettera e).
3.02. Onori.

A.C. 2212-A – Articolo 4* 

ARTICOLO 4 DELLA PROPOSTA DI LEGGE

Art. 4.
(Disposizioni attuative)

  1. L'AGCOM, con uno o più regolamenti, da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, in base a princìpi di proporzionalità, adeguatezza e rispetto del contraddittorio, definisce:

   a) le modalità di attuazione delle disposizioni di cui ai commi 1 e 2 dell'articolo 9-quater della legge 4 aprile 1956, n. 212, introdotto dall'articolo 2 della presente legge;

   b) le modalità applicative delle sanzioni di cui all'articolo 9-quinquies, comma 2, della legge 4 aprile 1956, n. 212, introdotto dall'articolo 2 della presente legge;

   c) i criteri per la presentazione dell'istanza di cui all'articolo 9-septies della legge 4 aprile 1956, n. 212, introdotto dall'articolo 2 della presente legge;

   d) la procedura per l'adozione del provvedimento di cui all'articolo 9-septies, comma 3, della legge 4 aprile 1956, n. 212, introdotto dall'articolo 2 della presente legge, assicurandone la necessaria tempestività e garantendo strumenti di reclamo al soggetto destinatario del provvedimento;

   e) gli ulteriori strumenti di segnalazione e rimozione dei contenuti pubblicati e diffusi in violazione della presente legge.

A.C. 2212-A – Articolo 5* 

ARTICOLO 5 DELLA PROPOSTA DI LEGGE

Art. 5.
(Clausola di invarianza finanziaria)

  1. Fermo restando quanto stabilito dall'articolo 9-quinquies, comma 3, della legge 4 aprile 1956, n. 212, introdotto dall'articolo 2 della presente legge, dall'attuazione delle disposizioni di cui alla presente legge non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Le amministrazioni interessate provvedono alla loro attuazione nell'ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.

INTERROGAZIONI A RISPOSTA IMMEDIATA

Iniziative di competenza per contrastare il fenomeno di evasione dell'obbligo assicurativo per la responsabilità civile auto – 3-02546

   PASTORELLA, SOTTANELLI, BENZONI, D'ALESSIO, GRIPPO, ROSATO e RUFFINO. — Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. — Per sapere – premesso che:

   l'articolo 193 del codice della strada sancisce che tutti i veicoli a motore debbano essere coperti da un'assicurazione per la responsabilità civile auto per poter circolare;

   secondo i dati diffusi da Ania nella pubblicazione «L'Assicurazione italiana 2024-2025», nel 2024 in Italia circa il 6,1 per cento dei veicoli circolanti (2,9 milioni) risultava privo di copertura: un dato in aumento del 3,6 per cento rispetto al totale dei veicoli del 2023;

   permangono forti differenze territoriali: a fronte di una media nazionale del 6,1 per cento, l'incidenza arriva all'8,1 al Sud, al 6,3 al Centro e al 4,9 al Nord. Si rilevano, inoltre, significativi picchi locali, tra gli altri: Valle d'Aosta 11,3 per cento, Milano 7,2, Torino 6,7, Trento 6,5, Lazio 8,4 e Roma 9,4, Calabria 10,5, Sicilia 8,8, Campania 10,6; a Napoli circa il 14. In termini assoluti, tuttavia, il fenomeno sembra peggiorare in particolare al Nord, dove in due anni si contano oltre 300 mila veicoli non assicurati in aggiunta ai 900 mila veicoli del 2022;

   nel confronto europeo, l'Italia risulta tra i Paesi con più alta evasione dell'obbligo assicurativo, più di tre volte superiore alla media dell'Unione europea dell'1,8 per cento. Si segnalano esperienze estere efficaci come quella dell'Irlanda, dove l'introduzione dell'Imid-Irish motor insurance database ha contribuito a quasi dimezzare l'incidenza dei veicoli non assicurati (dall'8,3 per cento nel 2022 al 4,2 per cento nel 2024), mentre in Paesi come Germania, Danimarca, Finlandia e Norvegia l'evasione è praticamente nulla;

   a fronte di questi dati preoccupanti, ad oggi non è ancora operativo il controllo da remoto dei veicoli privi di copertura – attuabile tramite lettura delle targhe grazie a dispositivi telematici a distanza – previsto dal decreto-legge n. 1 del 2012, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 27 del 2012, poiché mancano i provvedimenti attuativi che definiscono caratteristiche tecniche e modalità di utilizzo dei sistemi di rilevazione;

   la presenza su strada di veicoli non assicurati non solo aggrava i rischi per gli utenti, ma genera oneri sul Fondo di garanzia per le vittime della strada e incide sulla leale concorrenza tra assicurati e non assicurati –:

   quali iniziative, per quanto di competenza, intenda adottare per contrastare il grave fenomeno di evasione dell'obbligo assicurativo – allineando l'Italia alla media di Paesi più virtuosi – e, a tal fine, per dare piena attuazione alle disposizioni previste dal decreto-legge n. 1 del 2012 in materia di accertamento da remoto della copertura assicurativa attraverso dispositivi telematici a distanza.
(3-02546)


Iniziative di competenza volte a garantire la sicurezza e l'incolumità degli operatori del trasporto pubblico locale – 3-02547

   PASTORINO. – Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. – Per sapere – premesso che:

   il trasporto pubblico locale e regionale riveste un ruolo essenziale nell'assicurare l'esercizio del diritto costituzionale alla mobilità e nel garantire la coesione sociale e territoriale. Tuttavia, da tempo si assiste a una preoccupante recrudescenza di episodi di violenza, aggressioni fisiche e minacce verbali ai danni del personale viaggiante, degli autisti di autobus e tram, nonché degli addetti alla verifica dei titoli di viaggio e al front-line nelle stazioni e nei depositi. Criticità che ledono dignità e sicurezza dei lavoratori e compromettono gravemente la continuità del servizio pubblico e la qualità dell'offerta ai cittadini;

   nonostante la sottoscrizione del Protocollo per la promozione della sicurezza nel settore del trasporto pubblico locale e l'istituzione di specifici gruppi di lavoro incaricati di monitorare il fenomeno e proporre soluzioni normative, l'attuazione di tali intenti risulta a tutt'oggi parziale e insufficiente;

   sebbene nel marzo 2025 siano state formalizzate proposte normative volte a contrastare le aggressioni attraverso misure preventive e interventi immediati, il percorso legislativo appare segnato da eccessiva lentezza e scarsa determinazione;

   a gennaio 2026 rispondendo all'interrogazione a risposta immediata in Assemblea n. 3-02433 sul medesimo tema, il Ministro interrogato ha dichiarato che: «altre norme verranno inserite nel “decreto sicurezza” a cui stiamo lavorando. Quindi, nessuna zona grigia, nessuna tolleranza per chi mette a rischio la tranquillità dei cittadini, sia lavoratori che passeggeri». Tuttavia, proprio dal decreto-legge 24 febbraio 2026, n. 23, emerge con gravità l'esclusione sistematica dei lavoratori del trasporto pubblico locale dalle nuove tutele. Mentre il provvedimento introduce aggravanti specifiche e strumenti operativi a favore del comparto ferroviario e del personale di Fs security, nulla è stato previsto per gli autoferrotranvieri, determinando ad avviso dell'interrogante un'irragionevole disparità di trattamento tra operatori che svolgono il medesimo servizio pubblico e sono esposti ad analoghi livelli di rischio;

   le sollecitazioni dei sindacati vengono ignorate e, mancando una cornice normativa, continuano a rimanere parzialmente attuati fondamentali obiettivi, fra cui: potenziamento della videosorveglianza integrata, installazione di sistemi di allerta rapida e protezione delle cabine di guida –:

   se, spiegando le ragioni tecnico-giuridiche che hanno portato alla mancata previsione all'interno del decreto-legge n. 23 del 2026 di misure specifiche a tutela degli operatori del trasporto pubblico locale, intenda chiarire quali ulteriori iniziative di carattere normativo il Governo intenda adottare al fine di estendere a suddetto personale le medesime imprescindibili tutele previste per il settore ferroviario, includendo aggravanti specifiche, procedibilità d'ufficio e il potenziamento delle dotazioni tecnologiche di bordo.
(3-02547)


Iniziative di competenza volte a chiarire la disciplina relativa all'omologazione degli autovelox – 3-02548

   BOSCHI, GADDA, DEL BARBA, FARAONE, BONIFAZI e GIACHETTI. — Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. — Per sapere – premesso che:

   secondo dati resi noti dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti nell'ambito del censimento dei dispositivi di rilevazione automatica della velocità (cosiddetti autovelox) attivi sul territorio nazionale, dei circa 11.000 dispositivi installati solo 1.000 sarebbero omologati, mentre la maggior parte risulterebbero approvati o registrati, nonostante un consolidato orientamento giurisprudenziale consideri l'omologazione condizione di validità delle sanzioni per eccesso di velocità;

   alcune prefetture, come quella di Napoli, hanno già sospeso i decreti autorizzativi dei controlli con gli autovelox, in attesa di chiarimenti sul quadro normativo relativo all'omologazione degli apparecchi e al fine di non incorrere in inutili aggravi di spesa derivanti dall'avvio di procedimenti viziati da detta mancata omologazione, oltre che per evitare di incorrere in eventuali responsabilità erariali derivanti dall'uso di dispositivi illegittimi;

   la grave situazione di incertezza che riguarda gli autovelox rischia di compromettere la sicurezza stradale e la proliferazione del contenzioso, traducendosi altresì in un aggravio di costi e in un pregiudizio al buon andamento che deve caratterizzare l'organizzazione e l'azione degli enti territoriali e della pubblica amministrazione nel suo complesso –:

   quali iniziative urgenti di competenza il Ministro interrogato intenda adottare per chiarire definitivamente la disciplina relativa all'omologazione degli autovelox e superare la grave situazione di incertezza in cui versano gli enti territoriali da mesi in materia.
(3-02548)


Ulteriori iniziative in ambito sanitario, al fine di garantire una sanità più moderna ed efficiente e di aumentare l'attrattività del Servizio sanitario nazionale per il personale medico, infermieristico e socio-sanitario – 3-02549

   BIGNAMI, ANTONIOZZI, GARDINI, MAULLU, MONTARULI, RUSPANDINI, VIETRI, CIANCITTO, CIOCCHETTI, GABELLONE, LANCELLOTTA, MACCARI, MORGANTE, ROSSO e SCHIFONE. — Al Ministro della salute. — Per sapere – premesso che:

   sin dal suo insediamento, il Ministro interrogato ha avviato un'importante riforma organica del Servizio sanitario nazionale, pensata per la prima volta in una visione unica tra medicina territoriale e ospedaliera; una riforma che punta a integrare ospedali d'eccellenza e medicina territoriale per una sanità più moderna e accessibile a tutti;

   in particolare, l'agenda sanitaria del Governo Meloni ha dovuto affrontare le vecchie e nuove sfide dettate dai cambiamenti demografici, epidemiologici e tecnologici avvenuti in questi anni: dai nuovi bisogni di salute legati all'invecchiamento della popolazione e quindi al conseguente aumento di patologie croniche che drenano le risorse in maniera molto significativa; all'attenzione rivolta al tema della salute mentale; dalla consapevolezza di rendere il sistema pubblico più attrattivo per medici e infermieri, affrontando la carenza di personale; alla digitalizzazione della sanità in un'ottica di sostenibilità;

   in questo scenario, il Governo ha dettato un cambio di paradigma nella gestione dei temi sanitari: non più solo un servizio sanitario che investe nelle cure, ma soprattutto una politica sanitaria impegnata nella prevenzione;

   altro punto di forza: l'integrazione tra territorio e ospedali. Il territorio è, infatti, quello che ha avuto maggiori problemi durante il periodo pandemico, motivo per cui i fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza sono stati indirizzati principalmente per rafforzare la medicina territoriale e potenziare le strutture del territorio;

   questa visione, però, necessita di essere integrata con una rete di ospedali di eccellenza, perché il Servizio sanitario nazionale deve garantire eccellenza a tutti gli italiani, indipendentemente da dove vivono;

   non meno importante, la necessità che il Servizio sanitario nazionale torni ad essere attrattivo, non solo per i medici, ma anche per gli infermieri e per il personale socio-sanitario;

   altra leva strategica di trasformazione dell'intero sistema, capace di produrre salute e sostenibilità, è la digitalizzazione della sanità, intesa non solo in termini di infrastruttura tecnologica, ma anche di governance delle tecnologie –:

   se e quali ulteriori iniziative di competenza il Ministro interrogato intenda assumere per affrontare le sfide presenti e future in materia sanitaria, per garantire una sanità più moderna e più vicina alle esigenze di tutti i cittadini.
(3-02549)


Iniziative urgenti per garantire la sicurezza degli approvvigionamenti energetici e per contenere l'impatto dei rincari su famiglie e imprese, alla luce dell'attuale situazione internazionale – 3-02550

   SIMIANI, BRAGA, CURTI, EVI, FERRARI, GHIO, FORNARO e CASU. – Al Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica. – Per sapere – premesso che:

   l'azione militare unilaterale di Usa e Israele, in violazione del diritto internazionale, e le ritorsioni indiscriminate del regime iraniano stanno creando ulteriori, gravi, tensioni internazionali e instabilità geopolitica con nuovi effetti sul mercato dell'energia e, in particolare, sul prezzo dei carburanti;

   ci si trova di fronte ad un vero e proprio «shock energetico» e nelle ultime settimane si registrano aumenti rapidi e significativi dei prezzi alla pompa: secondo diverse rilevazioni e notizie di stampa, in molti distributori il prezzo della benzina ha già raggiunto o superato la soglia dei due euro al litro. Le stesse organizzazioni dei gestori hanno segnalato incrementi particolarmente elevati, sollevando il timore che possano verificarsi anche fenomeni speculativi lungo la filiera;

   questa dinamica si inserisce in un contesto già complesso per famiglie e imprese. L'aumento dei carburanti incide, infatti, direttamente sui costi di trasporto, sulla logistica e, più in generale, sull'andamento dei prezzi al consumo, contribuendo a una nuova fiammata inflazionistica. Ne deriva un impatto immediato sul potere d'acquisto dei cittadini, già eroso da anni di inflazione e politiche di bassi salari, e sulla competitività del sistema produttivo, con effetti particolarmente pesanti, ad esempio, su settori come la pesca e l'agricoltura, fortemente esposti all'aumento dei costi dei carburanti;

   in questo scenario, appare evidente la necessità di misure tempestive e concrete per garantire un adeguato livello di sicurezza degli approvvigionamenti energetici e, al tempo stesso, contenere l'impatto dei rincari sui consumatori;

   l'attivazione immediata di controlli lungo le filiere e del meccanismo delle cosiddette «accise mobili», come ha subito proposto il Partito democratico, consentirebbe di attenuare gli effetti degli aumenti dei prezzi dei carburanti attraverso una riduzione temporanea della componente fiscale, anche alla luce del maggiore gettito Iva che deriva automaticamente dall'incremento dei prezzi alla pompa;

   in questo contesto, la sicurezza degli approvvigionamenti energetici rappresenta una priorità strategica per il Paese e, in tale prospettiva, appare sempre più necessario rafforzare una strategia strutturale che punti a ridurre la dipendenza dalle fonti fossili importate, accelerando lo sviluppo delle fonti rinnovabili, dei sistemi di accumulo, delle reti elettriche, dei processi di elettrificazione dei consumi e l'efficientamento energetico degli edifici –:

   quali iniziative urgenti il Governo intenda adottare per garantire la sicurezza degli approvvigionamenti energetici, nell'immediato e in prospettiva di medio e lungo termine, e per contenere l'impatto dei rincari dell'energia su famiglie e imprese.
(3-02550)


Iniziative di competenza in relazione all'attuale contesto geopolitico, al fine di prevedere interventi di riduzione delle accise sui carburanti e degli oneri sulle bollette – 3-02551

   ANDREUZZA, MOLINARI, ANGELUCCI, BAGNAI, BARABOTTI, BENVENUTO, BILLI, BISA, BOF, BORDONALI, BOSSI, BRUZZONE, CANDIANI, CAPARVI, CARLONI, CARRÀ, CATTOI, CAVANDOLI, CECCHETTI, CENTEMERO, COIN, COMAROLI, CRIPPA, DARA, DE BERTOLDI, DI MATTINA, FORMENTINI, FRASSINI, FURGIUELE, GIACCONE, GIAGONI, GIGLIO VIGNA, GUSMEROLI, IEZZI, LATINI, LAZZARINI, LOIZZO, MACCANTI, MARCHETTI, MATONE, MIELE, MONTEMAGNI, MORRONE, NISINI, OTTAVIANI, PANIZZUT, PIZZIMENTI, PRETTO, RAVETTO, SUDANO, TOCCALINI, ZINZI e ZOFFILI. – Al Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica. – Per sapere – premesso che:

   la perdurante instabilità geopolitica internazionale, aggravata dai conflitti in corso e dalle tensioni nelle principali aree di approvvigionamento energetico, continua a produrre effetti rilevanti sui mercati globali dell'energia;

   in particolare, le tensioni che interessano il Medio Oriente, il conflitto russo-ucraino e le criticità nelle rotte commerciali marittime strategiche stanno incidendo sulla disponibilità e sui costi delle materie prime energetiche, contribuendo a determinare una forte volatilità dei prezzi dei carburanti e della componente energetica per famiglie e imprese. Tale situazione sta producendo un significativo incremento dei prezzi;

   l'ordinamento italiano prevede strumenti normativi finalizzati a contenere gli effetti di aumenti eccezionali dei prezzi dei carburanti, in particolare quelli previsti dall'articolo 1, commi 290 e 291, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, che consentono al Governo di intervenire mediante la riduzione temporanea delle aliquote di accisa sui carburanti;

   tali strumenti sono stati concepiti proprio per consentire un intervento rapido in presenza di rilevanti aumenti dei prezzi dei prodotti energetici, con l'obiettivo di mitigare l'impatto economico su famiglie e imprese;

   va considerato che nell'attuale contesto energetico appare necessario garantire l'effettiva operatività di tali meccanismi di salvaguardia, prevedendo interventi di riduzione del costo delle accise almeno fino al 30 settembre 2026 –:

   se il Ministro interrogato abbia attivato o intenda attivare, per quanto di competenza, in caso di aumenti significativi dei prezzi dei prodotti energetici utilizzati come carburanti per i trasporti o combustibili per il riscaldamento civile, i meccanismi previsti dalla legislazione vigente di sconto ovvero azzeramento delle accise sui carburanti e quali ulteriori interventi di contenimento degli oneri sulle bollette per consumatori e imprese.
(3-02551)


Effetti derivanti dalle interruzioni delle forniture di gas naturale liquefatto da parte del Qatar, con particolare riferimento agli ulteriori aggravi economici e alla sicurezza energetica dell'Italia – 3-02552

   PAVANELLI, CAPPELLETTI, APPENDINO e FERRARA. — Al Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica. — Per sapere – premesso che:

   nell'ambito della strategia europea di diversificazione delle forniture energetiche, a seguito della crisi determinata dall'invasione russa dell'Ucraina, l'Italia ha progressivamente aumentato il ricorso al gas naturale liquefatto, anche attraverso importazioni provenienti da Paesi esportatori extraeuropei;

   dati e analisi pubblicati da osservatori del settore energetico e ripresi da organi di informazione specializzati evidenziano come l'attuale contesto di tensione geopolitica determina un aumento rilevante dei prezzi del gas naturale liquefatto destinato ai mercati europei, con effetti diretti sul costo dell'energia in Italia e, conseguentemente, sulle bollette energetiche di famiglie e imprese, già fortemente esposte negli ultimi anni alla volatilità dei mercati energetici internazionali;

   secondo quanto riportato da Bloomberg, il Ministro dell'energia del Qatar, Saad al-Kaabi, ha dichiarato al Financial Times che la guerra in Medio Oriente potrebbe «far crollare le economie mondiali», incidendo sulla crescita, sulla sicurezza degli approvvigionamenti e sui prezzi energetici a causa dell'esistenza di pochi sostituti immediati per i volumi di gas naturale liquefatto richiesti. Per lo stesso Ministro anche se il conflitto terminasse immediatamente, il Qatar impiegherebbe «settimane o mesi» per normalizzare le consegne, dopo l'interruzione della produzione di gas naturale liquefatto nell'impianto di Ras Laffan e a Mesaieed a seguito degli attacchi militari;

   l'Italia è tra i mercati europei maggiormente esposti all'interruzione dell'approvvigionamento di gas naturale liquefatto del Qatar. Solo nel 2025, il nostro Paese è stato il principale destinatario europeo del gas naturale liquefatto qatariota con 4,8 milioni di tonnellate, anche con assorbimento di volumi superiori a quelli contrattualizzati lo scorso anno;

   la politica di questo Governo è da anni orientata a consolidare un modello basato sul gas naturale quale vettore di sicurezza energetica, così perpetuando la dipendenza del nostro Paese dalle oscillazioni dei mercati e rallentando la piena attuazione di strategie di decarbonizzazione fondate su investimenti strutturali in innovazione tecnologica, efficientamento energetico, elettrificazione dei consumi e sviluppo delle fonti rinnovabili –:

   se disponga di valutazioni aggiornate, anche sulla base di proprie analisi, in merito ai possibili effetti per il mercato italiano delle attuali interruzioni delle forniture di gas naturale liquefatto da parte del Qatar e sui rischi di un aumento dei costi di approvvigionamento, anche in considerazione della crescente competizione per l'acquisizione di carichi alternativi di gas naturale liquefatto sul mercato spot globale, con conseguenti ulteriori aggravi economici per il sistema nonché per la sicurezza energetica del Paese.
(3-02552)


Ulteriori iniziative a livello nazionale ed europeo per fronteggiare le conseguenze di breve periodo dell'aumento del costo dell'energia e per raggiungere nel lungo periodo l'indipendenza energetica – 3-02553

   LUPI, BRAMBILLA, CARFAGNA, CAVO, ALESSANDRO COLUCCI, ROMANO, SEMENZATO e TIRELLI. — Al Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica. — Per sapere – premesso che:

   la guerra fra Stati Uniti d'America, Israele e Iran, allargato ad altri attori della regione, tra i quali Arabia Saudita, Emirati, Qatar, Bahrein, Kuwait, Oman, Libano e Cipro, ha provocato un aumento rilevante dei prezzi dell'energia;

   nel corso della prima settimana di ostilità, il petrolio Wti ha superato il valore di 93 dollari al barile, pari a un rialzo del 36 per cento, con un'accelerazione che non si registrava dal 1983;

   si rendono necessarie ulteriori misure per fronteggiare le dinamiche speculative sui prezzi dell'energia, soprattutto a causa del perdurare della crisi in corrispondenza dello Stretto di Hormuz;

   il 4 marzo 2026 il Ministro interrogato ha dichiarato: «Siamo il Paese che ha lo stoccaggio più alto d'Europa, abbiamo fonti di approvvigionamento diversificate, quindi possiamo dire che non c'è una situazione di estrema gravità sui quantitativi di risorsa, soprattutto sul gas»;

   martedì 10 marzo 2026 è stata convocata d'urgenza una riunione del G7 energia, a margine della Seconda conferenza internazionale sul nucleare civile in programma vicino a Parigi, alla Seine musicale di Boulogne-Billancourt;

   i conflitti degli ultimi anni sottopongono l'Italia ad aumenti repentini del costo dell'energia, che rendono necessario il raggiungimento dell'indipendenza energetica, secondo un percorso di lungo periodo che possa diversificare il mix energetico di produzione e approvvigionamento;

   il Governo è impegnato sin dal suo insediamento nella diversificazione delle fonti, anche con riferimento alla riattivazione del programma di produzione di energia nucleare;

   l'Unione europea ha deciso di adottare nel 2023 il regolamento 2023/435 con cui è entrato in vigore il piano RepowerEu, con l'obiettivo di ridurre la sua dipendenza dai combustibili fossili russi e accelerare la transizione verde, attraverso il risparmio di energia, gli investimenti nelle energie rinnovabili e la diversificazione dell'approvvigionamento energetico –:

   quali ulteriori iniziative intenda promuovere a livello nazionale e in sede europea, per fronteggiare le conseguenze di breve periodo dell'aumento del costo dell'energia e raggiungere nel lungo periodo l'indipendenza energetica dell'Italia.
(3-02553)


Iniziative di competenza per superare le incertezze normative e gli ostacoli burocratici che rallentano lo sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili – 3-02554

   ZARATTI. — Al Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica. — Per sapere – premesso che:

   in Italia le rinnovabili, cruciali per il presente e il futuro del Paese e per la sua indipendenza energetica, continuano ad essere sempre più schiacciate da ritardi, ostacoli burocratici e freni imposti dai Ministeri competenti. Un'allerta preoccupante vista la situazione geopolitica attuale in Medioriente e i conflitti degli ultimi anni, che hanno fatto salire alle stelle il prezzo dell'energia, dimostrando tutta la fragilità di un sistema energetico dipendente dalle fonti fossili;

   secondo il nuovo report di Legambiente «Scacco matto alle rinnovabili», presentato recentemente alla Fiera di Rimini Key – The energy transition Expo, a gennaio 2026 su 1.781 progetti a fonti rinnovabili attualmente in fase di valutazione di impatto ambientale, ben 1.234, pari al 69,3 per cento del totale, sono in attesa della conclusione dell'istruttoria tecnica da parte della Commissione Via Pnrr-Pniecc, con 17 progetti che attendono risposta da prima del 2021;

   in stallo risultano anche 160 progetti ancora in attesa della determina da parte della Presidenza del Consiglio dei ministri, ben 45 in più del 2025, mentre sono 88 i progetti bloccati dalle istituzioni relative ai beni culturali nazionali e regionali, di cui 80 dal Ministero della cultura;

   in tale contesto, preoccupa il calo del numero di progetti relativi a nuovi impianti a fonti rinnovabili avviati alla valutazione: dopo due anni di boom (609 nuovi progetti sottoposti a valutazione di impatto ambientale nel 2023 e 603 nel 2024), nel 2025 le nuove istanze di valutazione di impatto ambientale avviate registrano un crollo drastico del 75,3 per cento rispetto al 2024, attestandosi a 149, indicativo di una perdita di fiducia da parte degli operatori del settore, dovuta ad un quadro normativo instabile, caratterizzato da frequenti modifiche e percepito come inefficace, se non addirittura controproducente, per lo sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili e la pianificazione degli investimenti;

   nell'ambito delle competenze del Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica opera la Commissione tecnica Pnrr-Pniec, istituita ai fini di un esame accelerato e qualificato dei procedimenti di valutazione di impatto ambientale relativi ai progetti Pniec e Pnrr e a ulteriori ambiti specifici strategici, che, sulla base di quanto riportato nel report delle attività della Commissione di ottobre 2025, l'ultimo ad oggi pubblicato, opera in condizioni di sotto-organico con ripercussioni sulla capacità di gestione dei procedimenti –:

   quali iniziative il Ministro interrogato intenda assumere, per quanto di competenza, per superare le incertezze normative e i ritardi burocratici, ristabilendo la fiducia degli operatori del settore nei confronti di un sistema che rischia di essere bloccato, con ingenti perdite a livello di investimenti, filiere produttive e infrastrutture energetiche.
(3-02554)


Ulteriori iniziative per implementare la produzione di gas nazionale e la connessa misura del « Gas release », al fine di rafforzare la sicurezza degli approvvigionamenti e calmierare i prezzi finali ai consumatori – 3-02555

   SQUERI, CASASCO, DAVIDE BERGAMINI e PIERRO. — Al Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica. — Per sapere – premesso che:

   gli eventi geopolitici di questi giorni rendono ancora più evidente quanto la rete di trasporto del gas, assieme a rigassificatori e stoccaggi, oltre che a un'accresciuta produzione nazionale, sia strategica per l'indipendenza energetica del nostro Paese, al quale occorrono circa 63 miliardi di metri cubi per soddisfare i propri consumi civili e industriali;

   dopo la crisi ucraina si è posta la necessità di diversificare i punti d'ingresso e costituire una base produttiva nazionale in questo settore. Oggi l'Italia può contare su 10 punti di ingresso, cinque terrestri e cinque marini. Quanto agli stoccaggi si chiuderà l'inverno con un 40-50 per cento di riempimento, una media più alta di quella europea;

   il Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica sta altresì operando per rinsaldare il ruolo dell'Italia come hub energetico nel Mediterraneo, in coerenza con il «Piano Mattei per l'Africa», promuovendo a tal fine forme di partenariato estese al settore del gas – e delle infrastrutture energetiche in generale – anche attraverso strumenti di cooperazione sia pubblica, sia pubblico-privata;

   dopo 20 anni di calo nel 2025 la produzione gasiera nazionale è salita da 2,9 miliardi di metri cubi a 3,3 miliardi di metri cubi (erano 12 miliardi di metri cubi nel 2005), grazie al superamento del Piano per la transizione energetica sostenibile delle aree idonee voluto dal Governo Meloni;

   in questi mesi il Ministero ha lavorato sulla disciplina del cosiddetto «Gas release», adottando misure per rimuovere gli ostacoli burocratici e ottimizzare l'attuazione della misura, con particolare riferimento al fronte dei prezzi e del sostegno alle imprese –:

   in considerazione delle rilevanti tensioni sui prezzi del gas che si stanno verificando in questi giorni, quali ulteriori iniziative si intendano adottare per implementare la produzione di gas nazionale e la connessa misura del «Gas release», al fine di rafforzare la sicurezza degli approvvigionamenti e calmierare i prezzi finali ai consumatori.
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