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Resoconto dell'Assemblea

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XIX LEGISLATURA

Allegato A

Seduta di Venerdì 27 marzo 2026

ORGANIZZAZIONE DEI TEMPI DI ESAME: DDL 1704

Ddl n. 1704 – Disposizioni in materia di destinazione di proventi derivanti dalla vendita di prodotti

  Tempo complessivo: 15 ore e 40 minuti, di cui:

  • discussione sulle linee generali: 8 ore;

  • seguito dell'esame: 7 ore e 40 minuti.

Discussione generale Seguito dell'esame
Relatore 10 minuti 20 minuti
Governo 20 minuti 20 minuti
Richiami al Regolamento 10 minuti 10 minuti
Tempi tecnici 30 minuti
Interventi a titolo personale 1 ora e 22 minuti 53 minuti
(con il limite massimo di 11 minuti per il complesso degli interventi di ciascun deputato)
Gruppi 5 ore e 58 minuti 5 ore e 27 minuti
Fratelli d'Italia 43 minuti 45 minuti
Partito Democratico – Italia democratica e progressista 46 minuti 52 minuti
Lega – Salvini premier 36 minuti 35 minuti
Forza Italia – Berlusconi presidente – PPE 35 minuti 32 minuti
MoVimento 5 Stelle 41 minuti 42 minuti
Alleanza Verdi e Sinistra 32 minuti 26 minuti
Azione – Popolari Europeisti Riformatori – Renew Europe 32 minuti 26 minuti
Noi Moderati (Noi Con L'Italia, Coraggio Italia, Udc e Italia al Centro) – MAIE 31 minuti 22 minuti
Italia Viva – Il Centro – Renew Europe 31 minuti 24 minuti
Misto: 31 minuti 23 minuti
Minoranze Linguistiche 18 minuti 12 minuti
+Europa 13 minuti 11 minuti

COMUNICAZIONI

Missioni valevoli
nella seduta del 27 marzo 2026.

  Albano, Ascani, Bagnai, Barbagallo, Barelli, Battistoni, Bellucci, Benvenuto, Bicchielli, Bignami, Bonetti, Boschi, Braga, Brambilla, Calderone, Carloni, Casasco, Cavandoli, Cecchetti, Centemero, Cesa, Cirielli, Colosimo, Alessandro Colucci, Congedo, Sergio Costa, D'Alessio, D'Attis, Della Vedova, Donzelli, Ferrante, Ferro, Foti, Frassinetti, Freni, Gava, Gebhard, Gemmato, Giglio Vigna, Giorgetti, Guerini, Gusmeroli, Leo, Lollobrigida, Lupi, Maiorano, Mangialavori, Maschio, Meloni, Michelotti, Minardo, Molinari, Mollicone, Molteni, Morrone, Pagano, Pichetto Fratin, Prisco, Rampelli, Riccardo Ricciardi, Richetti, Rixi, Roccella, Romano, Rotelli, Scerra, Schullian, Siracusano, Sportiello, Tajani, Trancassini, Traversi, Tremonti, Vaccari, Varchi, Vinci, Zaratti, Zoffili, Zucconi.

Annunzio di proposte di legge.

  In data 26 marzo 2026 è stata presentata alla Presidenza la seguente proposta di legge d'iniziativa dei deputati:

   ORRICO ed altri: «Disposizioni per la promozione e la valorizzazione della tornanza e per la rigenerazione delle aree ad alto potenziale inespresso» (2856).

  Sarà stampata e distribuita.

Annunzio di proposte di
inchiesta parlamentare.

  In data 25 marzo 2026 è stata presentata alla Presidenza la seguente proposta di inchiesta parlamentare d'iniziativa dei deputati:

   ASCARI ed altri: «Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sulla vicenda giudiziaria relativa ai cosiddetti “mostri di Ponticelli”» (Doc. XXII, n. 48).

  Sarà stampata e distribuita.

Adesione di deputati a proposte di legge.

  La proposta di legge SCERRA ed altri: «Introduzione della valutazione dell'impatto dei progetti normativi sulla coesione territoriale» (2596) è stata successivamente sottoscritta dalla deputata Carmina.

Trasmissione dalla Corte dei conti.

  Il Presidente della Sezione del controllo sugli enti della Corte dei conti, con lettera in data 26 marzo 2026, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 7 della legge 21 marzo 1958, n. 259, la determinazione e la relazione riferite al risultato del controllo eseguito sulla gestione finanziaria dell'Area di ricerca scientifica e tecnologica di Trieste – Area Science Park, per l'esercizio 2024, cui sono allegati i documenti rimessi dall'ente ai sensi dell'articolo 4, primo comma, della citata legge n. 259 del 1958 (Doc. XV, n. 544).

  Questi documenti sono trasmessi alla V Commissione (Bilancio) e alla VII Commissione (Cultura).

  Il Presidente della Sezione del controllo sugli enti della Corte dei conti, con lettera in data 27 marzo 2026, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 7 della legge 21 marzo 1958, n. 259, la determinazione e la relazione riferite al risultato del controllo eseguito sulla gestione finanziaria dell'Aero Club d'Italia, per l'esercizio 2024, cui sono allegati i documenti rimessi dall'ente ai sensi dell'articolo 4, primo comma, della citata legge n. 259 del 1958 (Doc. XV, n. 545).

  Questi documenti sono trasmessi alla V Commissione (Bilancio), alla VII Commissione (Cultura) e alla IX Commissione (Trasporti).

  Il Presidente della Sezione di controllo per gli affari europei e internazionali della Corte dei conti, con lettera in data 12 marzo 2026, ha trasmesso la deliberazione n. 3/2026 del 12 febbraio-12 marzo 2026, con la quale la Sezione stessa ha approvato la relazione sulle opzioni semplificate di costo nella gestione dei fondi strutturali e di investimento europei.

  Questo documento è trasmesso alla V Commissione (Bilancio) e alla XIV Commissione (Politiche dell'Unione europea).

  Il Presidente del Collegio del controllo concomitante presso la Sezione centrale di controllo sulla gestione delle Amministrazioni dello Stato della Corte dei conti, con lettera in data 19 marzo 2026, ha trasmesso la deliberazione n. 7/2026 del 17 marzo 2026, con la quale il Collegio stesso ha approvato il quadro programmatico per il 2026.

  Questo documento è trasmesso alla I Commissione (Affari costituzionali) e alla V Commissione (Bilancio).

Trasmissione dal Ministro per
i rapporti con il Parlamento.

  Il Ministro per i rapporti con il Parlamento, con lettera in data 18 marzo 2026, ha trasmesso la versione aggiornata, a seguito dell'approvazione definitiva della legge 30 dicembre 2025, n. 199, recante «Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2026 e bilancio pluriennale per il triennio 2026-2028», della nota tecnico-illustrativa prevista dall'articolo 21, comma 12-quater, della legge 31 dicembre 2009, n. 196.

  Questo documento è trasmesso alla V Commissione (Bilancio).

Trasmissione dal Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale.

  Il Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, con lettera in data 18 marzo 2026, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 3, comma 2, della legge 3 agosto 1985, n. 411, la relazione sull'attività svolta dalla società Dante Alighieri nell'anno 2025 e il suo bilancio consuntivo per la medesima annualità.

  Questa relazione è trasmessa alla III Commissione (Affari esteri) e alla VII Commissione (Cultura).

Trasmissione dal Ministro dell'ambiente
e della sicurezza energetica.

  Il Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica, con lettera in data 23 marzo 2026, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 15, comma 2, della legge 24 dicembre 2012, n. 234, la relazione concernente la procedura d'infrazione n. 2025/2207, avviata, ai sensi dell'articolo 258 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea, per violazione del diritto dell'Unione europea in relazione al non corretto recepimento della direttiva 2000/60/CE, che istituisce un quadro per l'azione comunitaria in materia di acque.

  Questa relazione è trasmessa alla VIII Commissione (Ambiente) e alla XIV Commissione (Politiche dell'Unione europea).

Trasmissione dal Ministero
dell'università e della ricerca.

  Il Ministero dell'università e della ricerca ha trasmesso un decreto ministeriale recante variazioni di bilancio tra capitoli dello stato di previsione del medesimo Ministero, autorizzate, in data 23 marzo 2026, ai sensi dell'articolo 23, comma 1, della legge 27 dicembre 2002, n. 289.

  Questo decreto è trasmesso alla V Commissione (Bilancio) e alla VII Commissione (Cultura).

Trasmissione dal Dipartimento per gli affari europei della Presidenza del Consiglio dei ministri.

  Il Dipartimento per gli affari europei della Presidenza del Consiglio dei ministri, con lettera in data 19 marzo 2026, ha trasmesso la seguente relazione concernente il seguito dato dal Governo agli indirizzi definiti dalle Camere in merito a progetti di atti dell'Unione europea o ad atti preordinati alla formulazione degli stessi:

   relazione, predisposta dal Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, concernente il seguito del documento della XIV Commissione (Politiche dell'Unione europea) della Camera (atto Camera Doc XVIII-bis, n. 85) in merito alla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (UE) 2018/848 per quanto riguarda determinate norme di produzione, etichettatura e certificazione e determinate norme relative agli scambi con i paesi terzi (COM(2025) 780 final).

  Questa relazione è trasmessa alla XIII Commissione (Agricoltura) e alla XIV Commissione (Politiche dell'Unione europea).

  Il Dipartimento per gli affari europei della Presidenza del Consiglio dei ministri, con lettera in data 19 marzo 2026, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 6, comma 2, secondo periodo, della legge 24 dicembre 2012, n. 234, un documento concernente la posizione del Governo nell'ambito della procedura di consultazione pubblica avviata dalla Commissione europea sul tema «Controllo dell'adeguatezza digitale – verifica dell'impatto cumulativo delle norme digitali dell'UE».

  Questo documento è trasmesso alla IX Commissione (Trasporti) e alla XIV Commissione (Politiche dell'Unione europea).

  Il Dipartimento per gli affari europei della Presidenza del Consiglio dei ministri, con lettera in data 23 marzo 2026, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 6, commi 4 e 5, della legge 24 dicembre 2012, n. 234, la relazione, predisposta dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali, in merito alla proposta di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alla mobilitazione del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione per i lavoratori espulsi dal lavoro a seguito di una domanda presentata dal Belgio – EGF/2025/008 BE/Liberty (COM(2026) 4 final), accompagnata dalla tabella di corrispondenza tra le disposizioni della proposta e le norme nazionali vigenti.

  Questa relazione è trasmessa alla XI Commissione (Lavoro).

  Il Dipartimento per gli affari europei della Presidenza del Consiglio dei ministri, con lettera in data 25 marzo 2026, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 6, commi 4 e 5, della legge 24 dicembre 2012, n. 234, la relazione, predisposta dal Ministero dell'economia e delle finanze, in merito alla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce il Fondo temporaneo per la decarbonizzazione (COM(2025) 990 final), accompagnata dalla tabella di corrispondenza tra le disposizioni della proposta e le norme nazionali vigenti.

  Questa relazione è trasmessa alla VIII Commissione (Ambiente) e alla XIV Commissione (Politiche dell'Unione europea).

Trasmissione dalla Commissione europea.

  La Commissione europea, in data 19 e 23 marzo 2026, ha trasmesso i seguenti documenti, che sono trasmessi alle sottoindicate Commissioni:

   documento C(2026) 1961 final, recante la risposta della Commissione europea al documento della XIII Commissione (Agricoltura) (Doc. XVIII, n. 30) in merito alla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (UE) n. 1308/2013 per quanto riguarda il programma di distribuzione di frutta, verdura e latte nelle scuole («programma dell'UE destinato alle scuole»), gli interventi settoriali, la creazione di un settore delle proteine, i requisiti per la canapa, la possibilità di norme di commercializzazione per i formaggi, le colture proteiche e le carni, l'applicazione di dazi addizionali all'importazione, le norme sulla sicurezza dell'approvvigionamento nelle situazioni di emergenza e di crisi grave e sulle cauzioni (COM(2025) 553 final) – alla XIII Commissione (Agricoltura) e alla XIV Commissione (Politiche dell'Unione europea);

   documento C(2026) 2008 final, recante la risposta della Commissione europea al documento della XIV Commissione (Politiche dell'Unione europea) (Doc. XVIII-bis, n. 79) in merito alla proposta di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la decisione (UE) 2015/1814 per quanto riguarda la riserva stabilizzatrice del mercato per i settori dell'edilizia e del trasporto stradale e ulteriori settori (COM(2025) 738 final) – alla VIII Commissione (Ambiente) e alla XIV Commissione (Politiche dell'Unione europea).

  La Commissione europea, in data 25 marzo 2026, ha trasmesso il documento C(2026) 2103 final, recante la risposta della Commissione europea al documento della XIV Commissione (Politiche dell'Unione europea) (Doc. XVIII-bis, n. 69) in merito alla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (UE) n. 575/2013 relativo ai requisiti prudenziali per gli enti creditizi per quanto riguarda i requisiti per le esposizioni verso la cartolarizzazione (COM(2025) 825 final) e alla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (UE) 2017/2402 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2017, che stabilisce un quadro generale per la cartolarizzazione e instaura un quadro specifico per cartolarizzazioni semplici, trasparenti e standardizzate (COM(2025) 826 final).

  Questo documento è trasmesso alla VI Commissione (Finanze) e alla XIV Commissione (Politiche dell'Unione europea).

Annunzio di progetti di
atti dell'Unione europea.

  La Commissione europea, in data 25 e 26 marzo 2026, ha trasmesso, in attuazione del Protocollo sul ruolo dei Parlamenti allegato al Trattato sull'Unione europea, i seguenti progetti di atti dell'Unione stessa, nonché atti preordinati alla formulazione degli stessi, che sono assegnati alle sottoindicate Commissioni, con il parere della XIV Commissione (Politiche dell'Unione europea):

   Parere della Commissione a norma dell'articolo 294, paragrafo 7, lettera c), del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea sugli emendamenti del Parlamento europeo alla posizione del Consiglio regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (CE) n. 261/2004 che istituisce regole comuni in materia di compensazione ed assistenza ai passeggeri in caso di negato imbarco, di cancellazione del volo o di ritardo prolungato e il regolamento (CE) n. 2027/97 sulla responsabilità del vettore aereo in merito al trasporto aereo di passeggeri e dei loro bagagli (COM(2026) 129 final), che è assegnata in sede primaria alla IX Commissione (Trasporti);

   Proposta di decisione di esecuzione del Consiglio relativa alla messa a disposizione della Francia dell'assistenza finanziaria a norma del regolamento (UE) 2025/1106 (COM(2026) 145 final), che è assegnata in sede primaria alle Commissioni riunite IV (Difesa) e X (Attività produttive);

   Proposta di decisione di esecuzione del Consiglio relativa alla messa a disposizione della Cechia dell'assistenza finanziaria a norma del regolamento (UE) 2025/1106 (COM(2026) 146 final), che è assegnata in sede primaria alle Commissioni riunite IV (Difesa) e X (Attività produttive);

  Decisione di esecuzione della Commissione del 25.3.2026 relativa alla richiesta di registrazione dell'iniziativa dei cittadini europei dal titolo «Trasporti rapidi, comodi, a prezzi accessibili e soprattutto rispettosi del clima per tutti gli europei» a norma del regolamento (UE) 2019/788 del Parlamento europeo e del Consiglio (C(2026) 2014 final), che è assegnata in sede primaria alle Commissioni riunite VI (Finanze) e IX (Trasporti).

  Il Dipartimento per gli affari europei della Presidenza del Consiglio dei ministri, con lettere in data 24 e 26 marzo 2026, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 6, commi 1 e 2, della legge 24 dicembre 2012, n. 234, progetti di atti dell'Unione europea, nonché atti preordinati alla formulazione degli stessi.

  Questi atti sono assegnati, ai sensi dell'articolo 127 del Regolamento, alle Commissioni competenti per materia, con il parere, se non già assegnati alla stessa in sede primaria, della XIV Commissione (Politiche dell'Unione europea).

  Con le medesime comunicazioni, il Governo ha inoltre richiamato l'attenzione sui seguenti documenti, già trasmessi dalla Commissione europea e assegnati alle competenti Commissioni, ai sensi dell'articolo 127 del Regolamento:

   Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alla lotta contro il traffico di armi da fuoco e altri reati connessi alle armi da fuoco e che modifica la direttiva (UE) 2024/1260 del Parlamento europeo e del Consiglio (COM(2026) 102 final);

   Proposta modificata di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio relativa all'equivalenza delle ispezioni in campo delle colture di sementi effettuate in paesi terzi e all'equivalenza delle sementi prodotte in paesi terzi (codificazione) (COM(2026) 128 final);

   Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni – Verso un 28° regime per le società dell'UE (COM(2026) 320 final).

Annunzio di provvedimenti
concernenti amministrazioni locali.

  Il Ministero dell'interno, con lettera in data 24 marzo 2026, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 141, comma 6, del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, il decreto del Presidente della Repubblica di scioglimento del consiglio comunale di San Giorgio a Liri (Frosinone).

  Questa documentazione è depositata presso il Servizio per i Testi normativi a disposizione degli onorevoli deputati.

Trasmissione dalla Regione Valle d'Aosta.

  La Presidenza della Regione Valle d'Aosta, con lettera in data 16 marzo 2026, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 70, comma 4, della legge regionale 7 dicembre 1998, n. 54, la deliberazione della Giunta regionale di scioglimento del consiglio comunale di Pontboset.

  Questa documentazione è depositata presso il Servizio per i Testi normativi a disposizione degli onorevoli deputati.

Trasmissione dalla Regione
autonoma della Sardegna.

  La Regione autonoma della Sardegna, con lettere in data 17 marzo 2026, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 2, comma 5, della legge regionale 7 ottobre 2005, n. 13, i decreti del Presidente della Regione di scioglimento dei consigli comunali di Elmas e Palmas Arborea.

  Questa documentazione è depositata presso il Servizio per i Testi normativi a disposizione degli onorevoli deputati.

Trasmissione dal Garante del
contribuente per la Sardegna.

  Il Garante del contribuente per la Sardegna, con lettera in data 16 marzo 2026, ha trasmesso la relazione sullo stato dei rapporti tra fisco e contribuenti nel campo della politica fiscale in Sardegna, riferita all'anno 2025.

  Questa relazione è trasmessa alla VI Commissione (Finanze).

Trasmissione dal Garante del
contribuente per la Valle d'Aosta.

  Il Garante del contribuente per la Valle d'Aosta, con lettera pervenuta in data 17 marzo 2026, ha trasmesso la relazione sullo stato dei rapporti tra fisco e contribuenti nel campo della politica fiscale in Valle d'Aosta, riferita all'anno 2025.

  Questa relazione è trasmessa alla VI Commissione (Finanze).

Trasmissione dal Garante del
contribuente per l'Umbria.

  Il Garante del contribuente per l'Umbria, con lettera in data 25 marzo 2026, ha trasmesso la relazione sullo stato dei rapporti tra fisco e contribuenti nel campo della politica fiscale in Umbria, riferita all'anno 2025.

  Questa relazione è trasmessa alla VI Commissione (Finanze).

Comunicazione di nomine ministeriali.

  Il Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica, con lettera in data 11 marzo 2026, ha dato comunicazione, ai sensi dell'articolo 9 della legge 24 gennaio 1978, n. 14, della nomina del prefetto Stefano Laporta a commissario straordinario dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA), della dottoressa Maria Alessandra Gallone a presidente del medesimo Istituto e del dottor Francesco Rocco D'Emilio, del dottor Nicola Lugeri, del professor Stefano Masini e del dottor Emiliano Occhi a componenti del consiglio di amministrazione dell'Istituto stesso.

  Questa comunicazione è trasmessa alla VIII Commissione (Ambiente).

  La Presidenza del Consiglio dei ministri, con lettera in data 19 marzo 2026, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 19, comma 9, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, la comunicazione concernente il conferimento al dottor Fabio Italia, ai sensi del comma 4 del medesimo articolo 19, dell'incarico di funzione dirigenziale di livello generale di direttore della Direzione centrale per la programmazione e gli affari economici e finanziari, nell'ambito del Dipartimento dei vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile del Ministero dell'interno.

  Questa comunicazione è trasmessa alla I Commissione (Affari costituzionali).

  La Presidenza del Consiglio dei ministri, con lettere in data 18 e 20 marzo 2026, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 19, comma 9, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, le seguenti comunicazioni concernenti il conferimento, ai sensi dei commi 4 e 10 del medesimo articolo 19, di incarichi di funzione dirigenziale di livello generale nell'ambito del Ministero dell'economia e delle finanze:

   al dottor Marco Camilletti, l'incarico di direttore dell'Unità di missione per l'analisi e la valutazione della spesa, nell'ambito del Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato;

   al dottor Luigi Maria Disanto, l'incarico di direttore della Direzione III – Rapporti finanziari europei, nell'ambito del Dipartimento del tesoro;

   al dottor Pier Paolo Italia, l'incarico di ispettore generale capo dell'Ispettorato generale per la contabilità e la finanza pubblica, nell'ambito del Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato;

   alla dottoressa Sonia Caffù, l'incarico di consulenza, studio e ricerca, nell'ambito del Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato.

  Queste comunicazioni sono trasmesse alla I Commissione (Affari costituzionali) e alla V Commissione (Bilancio).

Atti di controllo e di indirizzo.

  Gli atti di controllo e di indirizzo presentati sono pubblicati nell'Allegato B al resoconto della seduta odierna.

INTERPELLANZE URGENTI

Elementi e intendimenti in merito all'utilizzo della base militare di Sigonella da parte degli Stati Uniti d'America – 2-00802

A)

   Il sottoscritto chiede di interpellare il Ministro della difesa, per sapere – premesso che:

   nel mese di marzo 2026, in varie sedi, tra cui le comunicazioni del 5 dei Ministri Crosetto e Tajani in Parlamento, e la comunicazione dell'11 della stessa Presidente del Consiglio dei ministri Giorgia Meloni, in vista del Consiglio europeo del 19-20 marzo, a fronte delle incalzanti richieste dei partiti di opposizione sulla posizione dell'Italia rispetto al conflitto in Iran, innescato da Israele e dagli Stati Uniti, il Governo ha dichiarato che il nostro Paese non è in guerra e non vi è alcun intendimento di prenderne parte;

   tale proposito, peraltro, è stato confermato anche dall'adesione dell'Italia alla linea comune degli Stati europei assunta nell'ambito del citato Consiglio, di rifiuto, almeno durante il contesto bellico, alle richieste del Presidente degli Stati Uniti di inviare presidi militari per consentire la riapertura dello stretto di Hormuz, uno dei passaggi più strategici al mondo, che in tempi di pace è attraversato da oltre 130 navi al giorno e che, a causa del conflitto, è diventato ufficialmente «zona di operazioni belliche»;

   inoltre, salvo la suddetta richiesta di navi militari nello stretto di Hormuz, il Ministro interpellato, sempre sollecitato dalle opposizioni, ha sottolineato che, a oggi, non è arrivata alcuna istanza di utilizzo delle basi Usa in Italia e che, nel caso fosse pervenuta al «nostro indirizzo», sarebbe tornato in Parlamento a riferirne;

   gli interpellanti avevano già segnalato prima delle comunicazioni del 5 marzo 2026 dei Ministri Crosetto e Tajani che nella base di Sigonella erano stati registrati nel mese di febbraio 2026 poco prima dell'attacco all'Iran, dei movimenti sospetti di velivoli militari statunitensi, certamente impegnati nella missione di guerra verso il Mediterraneo orientale;

   oggi si è qui a segnalare che giovedì 19 marzo 2026, sempre nella base di Sigonella, sono transitati cacciabombardieri F-15 Strike Eagle dell'U.S. Air force (codici di chiamata GSTDR43 e GR43) questa volta non in configurazione trasferimento («ferry») o addestramento («training»), ma proprio in assetto «tattico», ovvero da combattimento con armi e bombe montate. I tracciati radar registrati non risultano significativi perché si fermano a pochi chilometri dalla base, segno che evidentemente i velivoli hanno spento i transponder radar dopo il decollo;

   tale evento assume un significato non trascurabile. Infatti, risulta ovvio che il solo fatto che in Sicilia transitino cacciabombardieri americani in assetto da guerra e non più solo droni da ricognizione, aerei spia e aerei da trasporto truppe e armamenti, rappresenta un preoccupante sviluppo del quadro geopolitico di riferimento. L'Italia in sostanza, fornendo agli Stati Uniti basi presenti sul suo territorio per predisporre potenzialmente attacchi all'Iran, si espone a un coinvolgimento diretto nel conflitto, con tutte le pregiudizievoli conseguenze per noi cittadini, in particolare per quelli dell'isola sicula;

   l'aggressione unilaterale all'Iran costituisce una grave violazione del diritto internazionale, in particolare dell'articolo 2, paragrafo 4, della Carta delle Nazioni Unite, che vieta la minaccia o l'uso della forza contro l'integrità territoriale o l'indipendenza politica di uno Stato e questa norma rappresenta un principio fondamentale del jus cogens;

   in virtù del richiamato articolo della Carta delle Nazioni Unite su cui si fonda l'azione della Nato che è nata e ha operato, almeno fino a oggi, come un'alleanza difensiva, non sarebbe possibile per l'Italia contribuire e appoggiare la missione israelo-statunitense a danno dell'Iran, senza violare il diritto internazionale;

   l'utilizzo autorizzato della base Sigonella e del Muos di Niscemi, per attività belliche od operazioni propedeutiche agli attacchi all'Iran, necessariamente sono da considerarsi, se confermati, una partecipazione sostanziale al conflitto e, quindi, una conseguente legittimazione di una politica di aggressione alla sovranità di un altro Paese –:

   se il Ministro interpellato non intenda chiarire quanto prima, anche in considerazione della promessa di riferire in Parlamento in caso di sviluppi, quali operazioni si stanno compiendo sul territorio nazionale, in particolare, tramite la base di Sigonella, quali quelle autorizzate e, se di natura di combattimento e se non intenda bloccare immediatamente l'uso della base, prima di far subire ai cittadini italiani gli effetti diretti, oltre che quelli indiretti che già subiscono, di una guerra ingiusta, considerata illegittima dal nostro Paese.
(2-00802) «Scerra, Lomuti, Perantoni, Pellegrini, Alifano, Quartini».


Chiarimenti in merito a un incontro avvenuto tra il Viceministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale e l'ambasciatore della Federazione Russa in Italia – 2-00798

B)

   I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri, il Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, per sapere – premesso che:

   secondo autorevoli fonti giornalistiche, nelle settimane scorse il Viceministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Edmondo Cirielli avrebbe incontrato a Roma l'ambasciatore della Federazione Russa in Italia, Aleksej Vladimirovič Paramonov, in un colloquio avvenuto lontano dalla sede istituzionale del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale e, secondo le stesse ricostruzioni, senza che ne fossero informati preventivamente né il Presidente del Consiglio dei ministri, né il Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale;

   le fonti riferiscono che l'iniziativa del Viceministro non sarebbe stata concordata con i vertici del Governo e che avrebbe generato irritazione interna, sfociata in un confronto diretto con il Presidente del Consiglio dei ministri;

   il Viceministro Cirielli ha smentito tali ricostruzioni, affermando che il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale era a conoscenza dell'incontro, che vi hanno partecipato due funzionari, di cui uno della Direzione generale per gli affari politici, e che sarebbe stata redatta una nota ufficiale; ha inoltre precisato che l'incontro del 3 febbraio 2026 rientrerebbe in una prassi diplomatica ordinaria, non essendo il primo colloquio con l'ambasciatore russo, e ha negato tensioni con il Presidente del Consiglio dei ministri e il Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale;

   successivamente, il Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, Antonio Tajani, intervenendo pubblicamente il 16 marzo 2026, ha definito «inutile» la polemica, precisando che il Viceministro aveva ricevuto un ambasciatore accreditato nell'ambito di normali relazioni diplomatiche, che l'incontro si è svolto «alla luce del sole» presso il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale e alla presenza di funzionari e che lo scopo era ribadire la posizione italiana di condanna dell'invasione russa dell'ucraina; Tajani ha confermato che la posizione del Governo resta coerente con il sostegno all'Ucraina e l'adesione al regime di sanzioni nei confronti della Russia;

   nonostante queste dichiarazioni, permangono divergenze tra le ricostruzioni giornalistiche e le spiegazioni governative su luogo, modalità e livello di conoscenza dell'incontro all'interno dell'Esecutivo;

   l'incontro è avvenuto in un contesto di estrema delicatezza delle relazioni internazionali, segnato dall'aggressione russa all'Ucraina e dal conseguente isolamento diplomatico della Russia stabilito dall'Unione europea e dai Paesi alleati; inoltre, lo stesso ambasciatore Paramonov ha rilasciato un'intervista in cui ha attaccato pubblicamente il Presidente del Consiglio dei ministri sulla linea politica italiana verso la Russia;

   la politica estera italiana è una delle principali espressioni della sovranità nazionale e richiede coordinamento e coerenza da parte dell'Esecutivo, sotto la guida del Presidente del Consiglio dei ministri e del Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale;

   in particolare, in una fase di conflitto armato in Europa, ogni interlocuzione con rappresentanti del Governo russo ha un significativo valore politico e diplomatico; incontri con membri del Governo italiano devono quindi avvenire nell'ambito di un indirizzo politico chiaro, condiviso e consapevole; le ricostruzioni contrastanti — da un lato giornalistiche che parlano di iniziativa non concordata, dall'altro le dichiarazioni del Viceministro e del Ministro interpellato che rivendicano la regolarità dell'incontro — rendono urgente un chiarimento formale davanti al Parlamento;

   la mancanza di una ricostruzione univoca rischia di creare l'impressione di una gestione confusa delle relazioni diplomatiche e di sollevare interrogativi sulla coerenza della politica estera italiana;

   ciò può incidere sull'immagine internazionale del Paese, che deve apparire chiaro e coerente agli alleati europei e atlantici;

   in assenza di spiegazioni puntuali, si rafforzerebbe l'idea di politica estera ambigua, caratterizzata da iniziative non coordinate e trasparenza insufficiente verso Parlamento e opinione pubblica;

   per queste ragioni, appare indispensabile che il Governo chiarisca le circostanze dell'incontro, le modalità di svolgimento e il livello di responsabilità all'interno dell'Esecutivo –:

   se il Governo, anche alla luce delle dichiarazioni rese dal Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Antonio Tajani, possa fornire una ricostruzione puntuale dell'incontro avvenuto tra il Viceministro Edmondo Cirielli e l'ambasciatore della Federazione Russa Aleksej Vladimirovič Paramonov, indicando con precisione la data, il luogo, le modalità di svolgimento e i principali temi trattati nel corso del colloquio;

   se e con quali modalità il Presidente del Consiglio dei ministri e il Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale siano stati informati dell'incontro e dei suoi contenuti;

   se il Governo ritenga che l'incontro con l'ambasciatore della Federazione Russa, pur rientrando nelle normali prassi diplomatiche, sia coerente con la linea politica ufficiale dell'Italia nei confronti della Russia e con gli impegni internazionali assunti nell'ambito dell'Unione europea e se intenda assumere iniziative di competenza volte a garantire una piena trasparenza parlamentare in merito a tali interlocuzioni future.
(2-00798) «Quartapelle Procopio, Amendola, Provenzano, Porta, Casu».


Stato di avanzamento e iniziative circa le criticità relative al progetto di variante della strada statale di San Vito di Cadore (Belluno) – 2-00801

C)

   Il sottoscritto chiede di interpellare il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, il Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica – per sapere – premesso che:

   con decreto-legge n. 50 del 24 aprile 2017 (articolo 61), convertito, con modificazioni dalla legge n. 96 del 21 giugno 2017 e modificato con il decreto milleproroghe del dicembre 2020, al fine di assicurare la tempestiva realizzazione del progetto sportivo delle finali di coppa del mondo e dei campionati mondiali di sci alpino, svoltisi a Cortina d'Ampezzo rispettivamente nel marzo 2020 e nel febbraio 2021, l'allora presidente di Anas s.p.a. Claudio Gemme (oggi amministratore delegato di Anas) veniva nominato commissario per l'individuazione, progettazione e tempestiva esecuzione delle opere connesse all'adeguamento della viabilità statale nella provincia di Belluno;

   in data 23 giugno 2017, il commissario ha trasmesso ai soggetti istituzionali un piano definitivo degli interventi di adeguamento della rete viaria statale, oggetto di successiva rimodulazione con dispositivo del 18 ottobre 2022;

   relativamente alla strada statale 51 di Alemagna, il piano prevedeva la realizzazione di complessivi n. 52 interventi di cui n. 3 varianti in nuova sede stradale per l'attraversamento dei centri abitati di Tai di Cadore, Valle di Cadore e San Vito di Cadore;

   alla data di cessazione dell'incarico da parte del Commissario straordinario, 31 dicembre 2022, per la variante di San Vito di Cadore (di seguito variante) non risultava ancora espletata la gara di appalto per esecuzione dei lavori, essendo la stessa stata indetta solo il 7 dicembre 2022 (Gazzetta Ufficiale 5a serie speciale – numero 143) e aggiudicata il 3 marzo 2023, ben oltre la scadenza del termine per il quale era fissato il collaudo tecnico delle opere, previsto per il 31 dicembre 2022, termine confermato nella relazione conclusiva del Commissario trasmessa al Parlamento il 5 maggio 2023;

   la determina Anas s.p.a. – soggetto attuatore dell'intervento – prot. 0163355 del 3 marzo 2023 di aggiudicazione dei lavori e servizi per l'attraversamento dell'abitato di San Vito di Cadore (Belluno), ha quale unico fondamento normativo il richiamato decreto-legge di cui sopra;

   il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri dell'8 settembre 2023, recante Piano complessivo delle opere da realizzare in funzione delle olimpiadi invernali Milano Cortina 2026, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale il 22 settembre 2023 non ha ricompreso la variante;

   la variante non rientra nell'elenco delle opere complementari in ambito stradale di cui all'articolo 2, comma 1, lettera b), del decreto-legge 5 febbraio 2024, n. 10, convertito con legge 27 marzo 2024, n. 42;

   il 10 novembre 2025 è stata data la notizia che la Sezione centrale di controllo sulla gestione delle amministrazioni dello Stato della Corte dei conti ha approvato, con delibera n. 68/2025/G del 30 ottobre 2025, la «Relazione sul fondo opere infrastrutturali per le Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026», che analizza l'impiego delle risorse per l'attuazione degli interventi stradali e ferroviari previsti e la verifica del rispetto delle tempistiche entro la data di inizio dei giochi;

   la su citata delibera riconosce che la variante stradale di San Vito di Cadore non è inserita «nel programma olimpico», prendendo altresì atto che, al 30 ottobre 2025, l'avanzamento dei lavori era pari al 45 per cento;

   la variante non è stata ultimata entro il termine dei lavori previsto dal contratto di appalto ex articolo 8 che recita: «Il limite temporale entro cui l'intervento dovrà essere fruibile all'esercizio è costituito dall'apertura delle Olimpiadi Invernali del 2026, prevista nel mese di febbraio di tale anno»;

   alla data di inaugurazione delle Olimpiadi, il 6 febbraio 2026, la variante versava in stato di totale abbandono, situazione che permaneva anche a conclusione delle Paralimpiadi;

   la penale giornaliera per il ritardo nell'ultimazione dell'opera – determinata in base all'articolo 8-b, comma 1, del contratto di appalto – è dell'uno per mille del valore del contratto, pari a euro 41.782.221,62 (al netto di Iva) dunque pari a euro 41.782;

   sulla base di quanto stabilito dall'ultimo periodo dell'articolo 8 del contratto d'appalto «[...] l'importo complessivo delle penali irrogate non potrà comunque superare il 10 per cento dell'importo dei lavori», con la conseguenza che al superamento di detta percentuale segue la risoluzione dello stesso contratto ai sensi dell'articolo 1456 «Clausola risolutiva espressa» del Codice civile, come richiamato dal medesimo articolo 8;

   durante il servizio «Frana Olimpica» andato in onda nella trasmissione Rai «Report» del 7 dicembre 2025, sono state acquisite le dichiarazioni del professor ingegnere Carlo Gregoretti, del Dipartimento territorio e sistemi agro-forestali – Tesaf – dell'università degli studi di Padova che ha ricordato il rischio idrogeologico che interessa, all'attualità, l'abitato di San Vito di Cadore e l'area «tombotto» della strada statale 51 in corrispondenza della quale è stato costruito il ponte della realizzanda variante;

   l'attualità del rischio idrogeologico dell'area è stata sollevata nei precedenti atti di sindacato ispettivo n. 3/01393, n. 5/04025, n. 3/02101 e n. 3/02348;

   la variante, il cui collaudo era previsto 3 anni e 3 mesi fa, sta cancellando i prati che contornano tutta la parte bassa del paese di San Vito, protetti da vincoli speciali (prati stabili) di altissimo pregio naturalistico e ambientale e il relativo habitat con evidente danno ambientale derivante dai lavori fin qui eseguiti e dalla discarica sorta in zona lago, che raccoglie i detriti derivanti dagli scavi –:

   se i Ministri interpellati risultino a conoscenza dei fatti esposti in premessa;

   se allo stato attuale risultino in corso lavori nel cantiere della variante;

   se l'importo complessivo delle penali per i ritardi nell'ultimazione dell'opera abbia superato il 10 per cento dell'importo dei lavori e nel caso se non si ritenga risolto il contratto d'appalto;

   quali iniziative di competenza si intendano assumere nei confronti di Anas s.p.a., anche in considerazione dell'eventuale danno erariale connesso all'avvio di un'opera i cui obiettivi risultano ripetutamente e totalmente disattesi nel corso del tempo, nonché del danno ambientale derivante dalla cancellazione dei beni naturalistici e paesaggistici ivi presenti nel territorio.
(2-00801) «Zanella».


Chiarimenti e iniziative di competenza in merito alle criticità relative al progetto della passerella ciclopedonale sul fiume Adda tra Maccastorna e Crotta d'Adda (Lodi) – 2-00803

D)

   I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, il Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica, per sapere – premesso che:

   nell'ambito del progetto «Ciclovia turistica nazionale Vento – tratta lombarda» è stata realizzata una passerella ciclopedonale sul fiume Adda tra i comuni di Maccastorna (Lodi) e Crotta d'Adda (Cremona), intervento finanziato con risorse pubbliche regionali per circa 4 milioni di euro e affidato dall'Agenzia interregionale per il fiume Po (Aipo), quale stazione appaltante;

   l'opera rientra nel più ampio programma infrastrutturale della Ciclovia turistica nazionale Vento, finalizzato allo sviluppo della mobilità sostenibile lungo l'asse del fiume Po, e rappresenta un investimento pubblico di rilievo per il territorio;

   secondo quanto riportato da organi di stampa locale e regionale, in data 14 febbraio 2026 si è verificato un primo cedimento strutturale della passerella durante la fase di collaudo; nei giorni immediatamente successivi, in data 16 e 19 febbraio 2026, si sarebbero verificati ulteriori crolli e distacchi di porzioni del manufatto, con conseguente messa in sicurezza dell'area e inibizione dell'accesso;

   la reiterazione di cedimenti in un arco temporale estremamente ristretto, con riferimento a un'opera di recente realizzazione e non ancora entrata in esercizio, appare circostanza di oggettiva gravità sia sotto il profilo della sicurezza pubblica sia sotto quello della corretta gestione delle risorse finanziarie;

   il primo cedimento si sarebbe verificato proprio nella fase di collaudo, momento deputato alla verifica della conformità strutturale e della sicurezza dell'infrastruttura, sollevando interrogativi in merito all'effettività dei controlli tecnici svolti, alla validazione del progetto esecutivo e alla vigilanza esercitata in corso d'opera;

   l'eventuale inutilizzabilità dell'opera, integralmente finanziata con fondi pubblici, potrebbe configurare un danno erariale consistente nella perdita della funzione per la quale le risorse sono state impiegate, nonché un possibile aggravio di spesa qualora si rendessero necessari interventi di demolizione, ricostruzione o adeguamento strutturale;

   ai sensi del decreto legislativo n. 36 del 2023 (Codice dei contratti pubblici), la stazione appaltante è tenuta non solo alla regolarità formale della procedura di gara, ma anche a un controllo sostanziale e continuo sull'esecuzione dell'opera, attraverso il Responsabile unico del procedimento (Rup), la direzione lavori e il collaudo tecnico-amministrativo;

   nel caso di specie, occorre verificare se siano state adeguatamente valutate le condizioni idrauliche e morfologiche del sito fluviale, nonché se eventuali varianti progettuali abbiano inciso su elementi strutturali rilevanti ai fini della stabilità del manufatto –:

   se i Ministri interrogati siano a conoscenza dei fatti sopra esposti e quali informazioni ufficiali abbiano acquisito in merito alle cause dei ripetuti cedimenti della passerella ciclopedonale sul fiume Adda tra Maccastorna e Crotta d'Adda;

   quali iniziative urgenti intendano adottare, per quanto di competenza, al fine di garantire la piena sicurezza dell'area;

   quali iniziative di competenza di carattere ispettivo intenda assumere anche in relazione all'operato della stazione appaltante e sui controlli effettuati in fase di progettazione, esecuzione e collaudo;

   quali iniziative per quanto di competenza si intendano adottare per tutelare l'interesse erariale, anche al fine di evitare ulteriori oneri a carico della finanza pubblica e assicurare il recupero di eventuali somme indebitamente spese;

   quali iniziative di competenza strutturali si intendano promuovere per rafforzare i controlli sulle opere pubbliche finanziate con fondi statali o regionali, affinché episodi analoghi non si ripetano, compromettendo la fiducia dei cittadini nella corretta gestione delle risorse collettive.
(2-00803) «Barzotti, Ferrara, Alifano, Quartini».


Elementi ed iniziative di competenza in merito alla tutela del patrimonio arboreo urbano, con particolare riferimento agli abbattimenti di pini nella città di Roma – 2-00781

E)

   I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica, il Ministro della cultura, per sapere – premesso che:

   la tutela del patrimonio arboreo nazionale dei nostri centri urbani assume rilievo primario non soltanto sotto il profilo ambientale, ma anche paesaggistico, culturale e sanitario, configurandosi come bene di interesse pubblico di valore inestimabile, meritevole di protezione ai sensi dell'articolo 9 della Costituzione e della normativa vigente in materia di beni culturali;

   le pinete storiche e gli esemplari di Pinus pinea (pino domestico), specie emblematica dell'area mediterranea, costituiscono un elemento identitario del paesaggio italiano, nonché un patrimonio storico ed ecosistemico di straordinaria rilevanza, qualificabile quale monumento vivente e presidio essenziale di salute pubblica;

   in particolare, nella città di Roma, il cui centro storico è riconosciuto dall'Unesco quale patrimonio dell'umanità, le alberature storiche concorrono in modo determinante alla definizione del valore universale del sito, rappresentandone un tratto distintivo e iconico, consacrato nella tradizione artistica e letteraria nazionale e internazionale;

   a parere dell'interpellante, negli ultimi anni si è assistito, nelle realtà urbane italiane e in maniera massiccia nella città di Roma, ad abbattimenti sistematici di alberi, non solo nelle pinete e riserve, come Castel Fusano e Castel Porziano, ma anche nei parchi, nelle vie urbane e nelle ville storiche, dove negli ultimi quattro anni nei 15 Municipi sono state abbattute oltre 50.000 unità, con un grave impatto ambientale, paesaggistico, climatico e sanitario;

   tali abbattimenti vengono spesso giustificati con generici riferimenti al cambiamento climatico ingenerando un eccessivo ricorso a deroghe emergenziali, mentre numerose evidenze tecniche e scientifiche dimostrano che il deperimento è attribuibile a precise responsabilità umane, quali l'incuria e le terapie negate, la mancata applicazione di tecniche conservative, i danni meccanici agli apparati radicali causati da scavi, lavori stradali, rifacimenti di marciapiedi, sottoservizi e alle branche da potature eseguite in violazione delle buone pratiche e delle delibere comunali vigenti;

   la perdita di decine di migliaia di alberi comporta un cambiamento microclimatico e un surriscaldamento, oltre alla riduzione significativa della capacità di assorbimento della CO2 e delle polveri sottili, della produzione di ossigeno, della mitigazione delle isole di calore urbane e della tutela della biodiversità e di interi habitat;

   in numerosi contesti urbani, risultano frequentemente assenti o inefficaci adeguati controlli preventivi e successivi sugli scavi, sui lavori stradali e sugli interventi infrastrutturali effettuati in prossimità delle alberature, così come non appare sistematica l'applicazione di linee guida e buone pratiche tecniche per il consolidamento, la cura e la conservazione dei grandi alberi e dei filari storici;

   non sempre, peraltro, risulta pienamente garantito il rispetto delle normative vigenti in materia di tutela della nidificazione dell'avifauna e di protezione della fauna nei boschi urbani e nelle aree protette;

   e ancora, la sostituzione di esemplari adulti di pino con giovani alberi di specie diverse o con piante di modeste dimensioni non assicura la continuità dei medesimi servizi ecosistemici né preserva l'assetto storico-paesaggistico consolidato; mentre, con riferimento alla diffusione della cocciniglia del pino, pur essendo state adottate linee guida e decreti ministeriali, tali strumenti non sembrano accompagnati da efficaci meccanismi sanzionatori, da controlli sistematici e da adeguate forme di trasparenza sugli interventi effettuati, nonostante l'affidamento delle attività a soggetti qualificati; infine, non risulta pienamente operativo un censimento arboreo nazionale aggiornato né un bilancio arboreo complessivo che contabilizzi in modo attendibile la perdita di copertura arborea, le compensazioni effettivamente realizzate e il consumo di suolo connesso agli abbattimenti;

   la tutela del patrimonio arboreo urbano non è soltanto una questione ambientale, ma anche culturale, educativa e identitaria, che richiede politiche pubbliche coerenti e una valorizzazione consapevole del verde come diritto e bene comune –:

   accertata la veridicità dei fatti esposti in premessa, se i Ministri interpellati non ritengano che l'abbattimento massiccio di alberi, in particolare di Pinus pinea nella città di Roma e in altri contesti urbani italiani, non possa configurare un'emergenza ambientale, paesaggistica e culturale di rilievo nazionale, anche in relazione agli obblighi derivanti dall'articolo 9 della Costituzione, dal Codice dei beni culturali e dalla Carta di Firenze;

   quali controlli di competenza siano attualmente esercitati sul rispetto delle normative vigenti in materia di tutela del verde urbano, nidificazione dell'avifauna, protezione della fauna, boschi monumentali e giardini storici, nonché sul ricorso sistematico a procedure emergenziali;

   se esista un censimento arboreo nazionale aggiornato e un bilancio arboreo effettivo, comprensivo del numero degli abbattimenti, dei reimpianti realmente effettuati, del consumo di suolo e della perdita di servizi ecosistemici, e quali iniziative di competenza intendano assumere per garantire obblighi di rendicontazione e piena trasparenza pubblica sui dati relativi alla gestione del patrimonio arboreo, ivi compresi gli interventi fitosanitari effettuati e i relativi esiti;

   se intendano adottare iniziative, anche di carattere normativo, volte a promuovere e rendere vincolanti tecniche conservative e trattamenti fitosanitari per la salvaguardia dei grandi alberi e dei pini storici, prevedendo che l'abbattimento costituisca misura residuale e consentita esclusivamente in presenza di comprovate ragioni di pubblica incolumità, accertate mediante valutazione tecnica indipendente da parte di soggetti terzi qualificati;

   se non ritengano necessario adottare iniziative volte a rafforzare in modo strutturale la tutela del pino domestico (Pinus pinea), riconoscendolo formalmente quale monumento vivente e bene culturale identitario del paesaggio mediterraneo.
(2-00781) «Rampelli, Bignami, Milani».