XIX LEGISLATURA
ORGANIZZAZIONE DEI TEMPI DI ESAME DEGLI ARGOMENTI
IN CALENDARIO
Ddl n. 2629 e abb. – Delega al Governo per la riforma dell'ordinamento forense
Tempo complessivo: 19 ore e 10 minuti, di cui:
• discussione sulle linee generali: 8 ore e 30 minuti;
• seguito dell'esame: 10 ore e 40 minuti.
| Discussione generale | Seguito dell'esame | |
| Relatori |
40 minuti
(complessivamente) |
40 minuti
(complessivamente) |
| Governo | 20 minuti | 20 minuti |
| Richiami al Regolamento | 10 minuti | 10 minuti |
| Tempi tecnici | 50 minuti | |
| Interventi a titolo personale | 1 ora e 22 minuti |
1 ora e 20 minuti
(con il limite massimo di 14 minuti per il complesso degli interventi di ciascun deputato) |
| Gruppi | 5 ore e 58 minuti | 7 ore e 20 minuti |
| Fratelli d'Italia | 42 minuti | 1 ora e 2 minuti |
| Partito Democratico – Italia democratica e progressista | 46 minuti | 1 ora e 12 minuti |
| Lega – Salvini premier | 36 minuti | 46 minuti |
| Forza Italia – Berlusconi presidente – PPE | 35 minuti | 43 minuti |
| MoVimento 5 Stelle | 41 minuti | 58 minuti |
| Alleanza Verdi e Sinistra | 32 minuti | 34 minuti |
| Azione – Popolari Europeisti Riformatori – Renew Europe | 32 minuti | 34 minuti |
| Noi Moderati (Noi Con L'Italia, Coraggio Italia, Udc e Italia al Centro) – MAIE | 31 minuti | 28 minuti |
| Italia Viva – Il Centro – Renew Europe | 32 minuti | 32 minuti |
| Misto: | 31 minuti | 31 minuti |
| Minoranze Linguistiche | 18 minuti | 17 minuti |
| +Europa | 13 minuti | 14 minuti |
Pdl n. 1208-2095-2220 – Disposizioni in materia di terapie digitali
Tempo complessivo: 15 ore e 40 minuti, di cui:
• discussione sulle linee generali: 8 ore;
• seguito dell'esame: 7 ore e 40 minuti.
| Discussione generale | Seguito dell'esame | |
| Relatore | 10 minuti | 20 minuti |
| Governo | 20 minuti | 20 minuti |
| Richiami al Regolamento | 10 minuti | 10 minuti |
| Tempi tecnici | 30 minuti | |
| Interventi a titolo personale | 1 ora e 22 minuti |
53 minuti
(con il limite massimo di 11 minuti per il complesso degli interventi di ciascun deputato) |
| Gruppi | 5 ore e 58 minuti | 5 ore e 27 minuti |
| Fratelli d'Italia | 48 minuti | 54 minuti |
| Partito Democratico – Italia democratica e progressista | 41 minuti | 41 minuti |
| Lega – Salvini premier | 39 minuti | 39 minuti |
| Forza Italia – Berlusconi presidente – PPE | 38 minuti | 37 minuti |
| MoVimento 5 Stelle | 37 minuti | 35 minuti |
| Alleanza Verdi e Sinistra | 31 minuti | 25 minuti |
| Azione – Popolari Europeisti Riformatori – Renew Europe | 31 minuti | 25 minuti |
| Noi Moderati (Noi Con L'Italia, Coraggio Italia, Udc e Italia al Centro) – MAIE | 31 minuti | 24 minuti |
| Italia Viva – Il Centro – Renew Europe | 31 minuti | 24 minuti |
| Misto: | 31 minuti | 23 minuti |
| Minoranze Linguistiche | 18 minuti | 12 minuti |
| +Europa | 13 minuti | 11 minuti |
Pdl cost. n. 2197 e abb. – Modifica all'articolo 24 della Costituzione in materia di tutela delle vittime di reato
Discussione sulle linee generali: 8 ore.
| Relatore | 10 minuti |
| Governo | 20 minuti |
| Richiami al Regolamento | 10 minuti |
| Interventi a titolo personale | 1 ora e 22 minuti |
| Gruppi | 5 ore e 58 minuti |
| Fratelli d'Italia | 48 minuti |
| Partito Democratico – Italia democratica e progressista | 41 minuti |
| Lega – Salvini premier | 39 minuti |
| Forza Italia – Berlusconi presidente – PPE | 38 minuti |
| MoVimento 5 Stelle | 37 minuti |
| Alleanza Verdi e Sinistra | 31 minuti |
| Azione – Popolari Europeisti Riformatori – Renew Europe | 31 minuti |
| Noi Moderati (Noi Con L'Italia, Coraggio Italia, Udc e Italia al Centro) – MAIE | 31 minuti |
| Italia Viva – Il Centro – Renew Europe | 31 minuti |
| Misto: | 31 minuti |
| Minoranze Linguistiche | 18 minuti |
| +Europa | 13 minuti |
Pdl n. 632 e abb. – Modifiche al codice di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, in materia di pubblicità delle sentenze di assoluzione o proscioglimento
Discussione sulle linee generali: 8 ore.
| Relatore | 10 minuti |
| Governo | 20 minuti |
| Richiami al Regolamento | 10 minuti |
| Interventi a titolo personale | 1 ora e 22 minuti |
| Gruppi | 5 ore e 58 minuti |
| Fratelli d'Italia | 48 minuti |
| Partito Democratico – Italia democratica e progressista | 41 minuti |
| Lega – Salvini premier | 39 minuti |
| Forza Italia – Berlusconi presidente – PPE | 38 minuti |
| MoVimento 5 Stelle | 37 minuti |
| Alleanza Verdi e Sinistra | 31 minuti |
| Azione – Popolari Europeisti Riformatori – Renew Europe | 31 minuti |
| Noi Moderati (Noi Con L'Italia, Coraggio Italia, Udc e Italia al Centro) – MAIE | 31 minuti |
| Italia Viva – Il Centro – Renew Europe | 31 minuti |
| Misto: | 31 minuti |
| Minoranze Linguistiche | 18 minuti |
| +Europa | 13 minuti |
Mozione n. 1-00569 – concernente la revisione integrale del Patto di stabilità e crescita e gli investimenti europei e nazionali in armamenti
Tempo complessivo, comprese le dichiarazioni di voto: 6 ore (*).
| Governo | 25 minuti |
| Richiami al Regolamento | 10 minuti |
| Tempi tecnici | 15 minuti |
| Interventi a titolo personale |
1 ora
(con il limite massimo di 7 minuti per il complesso degli interventi di ciascun deputato) |
| Gruppi | 4 ore e 10 minuti |
| Fratelli d'Italia | 48 minuti |
| Partito Democratico – Italia Democratica e Progressista | 35 minuti |
| Lega – Salvini Premier | 31 minuti |
| Forza Italia – Berlusconi Presidente – PPE | 30 minuti |
| MoVimento 5 Stelle | 28 minuti |
| Alleanza Verdi e Sinistra | 16 minuti |
| Azione-Popolari europeisti riformatori-Renew Europe | 16 minuti |
| Noi Moderati (Noi con l'Italia, Coraggio Italia, UDC e Italia al Centro)-MAIE- Centro popolare | 16 minuti |
| Italia Viva-il Centro-Renew Europe | 15 minuti |
| Misto: | 15 minuti |
| Minoranze Linguistiche | 9 minuti |
| +Europa | 6 minuti |
(*) Al tempo sopra indicato si aggiungono 5 minuti per l'illustrazione della mozione.
COMUNICAZIONI
Missioni valevoli
nella seduta dell'8 maggio 2026.
Albano, Ascani, Bagnai, Barbagallo, Barelli, Battistoni, Bellucci, Benvenuto, Bicchielli, Bignami, Bonetti, Boschi, Braga, Brambilla, Calderone, Cappellacci, Carloni, Cavandoli, Cecchetti, Centemero, Cesa, Cirielli, Colosimo, Alessandro Colucci, Enrico Costa, Sergio Costa, D'Alessio, Della Vedova, Donzelli, Ferrante, Ferro, Formentini, Foti, Frassinetti, Freni, Gava, Gebhard, Gemmato, Giachetti, Giglio Vigna, Giorgetti, Guerini, Gusmeroli, Leo, Lollobrigida, Lupi, Magi, Mangialavori, Maschio, Mazzi, Meloni, Michelotti, Minardo, Molinari, Mollicone, Molteni, Morrone, Mulè, Orsini, Pagano, Pichetto Fratin, Prisco, Riccardo Ricciardi, Richetti, Rixi, Roccella, Romano, Rotelli, Scerra, Schullian, Siracusano, Tajani, Trancassini, Tremonti, Vaccari, Varchi, Vinci, Zoffili, Zucconi.
Annunzio di proposte di legge.
In data 7 maggio 2026 sono state presentate alla Presidenza le seguenti proposte di legge d'iniziativa dei deputati:
MARINO: «Disposizioni concernenti la copertura delle piante organiche delle amministrazioni dei comuni in stato di dissesto finanziario» (2921);
PAGANO: «Modifica all'articolo 6 del decreto-legge 10 gennaio 2006, n. 4, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 marzo 2006, n. 80, in materia di termini per l'accertamento dell'invalidità civile o della condizione di disabilità per i soggetti affetti da malattie neurodegenerative» (2922).
Saranno stampate e distribuite.
Annunzio di disegni di legge.
In data 7 maggio 2026 è stato presentato alla Presidenza il seguente disegno di legge:
dal Presidente del Consiglio dei ministri e dal Ministro delle infrastrutture e dei trasporti:
«Conversione in legge del decreto-legge 7 maggio 2026, n. 66, recante disposizioni urgenti per il Piano Casa» (2920).
Sarà stampato e distribuito.
Assegnazione di progetti di legge
a Commissioni in sede referente.
A norma del comma 1 dell'articolo 72 del Regolamento, i seguenti progetti di legge sono assegnati, in sede referente, alle sottoindicate Commissioni permanenti:
VIII Commissione (Ambiente):
L'ABBATE: «Istituzione di un fondo per il finanziamento di interventi volti a potenziare la raccolta, la rigenerazione e la tracciabilità degli oli vegetali esausti» (2845) Parere delle Commissioni I, V, X, XIV e della Commissione parlamentare per le questioni regionali.
XII Commissione (Affari sociali):
GADDA ed altri: «Disposizioni per l'inserimento di prestazioni relative alla sindrome genito-urinaria nell'ambito dei livelli essenziali di assistenza a carico del Servizio sanitario nazionale» (2354) Parere delle Commissioni I, V e della Commissione parlamentare per le questioni regionali;
ANDREA ROSSI ed altri: «Istituzione della Giornata nazionale contro la violenza sui minori» (2851) Parere delle Commissioni I, II, V, VII e della Commissione parlamentare per le questioni regionali.
Trasmissione dalla Presidenza
del Consiglio dei ministri.
La Presidenza del Consiglio dei ministri, con lettera in data 30 aprile 2026, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 2 del decreto-legge 15 marzo 2012, n. 21, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 maggio 2012, n. 56, concernente l'esercizio di poteri speciali inerenti agli attivi strategici nei settori dell'energia, dei trasporti e delle comunicazioni, l'estratto del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 28 aprile 2026, recante l'esercizio di poteri speciali, con prescrizioni, in relazione alla designazione, da parte di SOCAR Energy Holdings AG, di SOCAR Italia Srl quale acquirente diretta del capitale sociale di Italiana Petroli Spa e MIP Spa (procedimento n. 233/2026).
Questo documento è trasmesso alla X Commissione (Attività produttive).
Trasmissione dalla Corte dei conti.
Il Presidente della Sezione del controllo sugli enti della Corte dei conti, con lettera in data 6 maggio 2026, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 7 della legge 21 marzo 1958, n. 259, la determinazione e la relazione riferite al risultato del controllo eseguito sulla gestione finanziaria dell'Autorità di sistema portuale del Mare Ionio, per l'esercizio 2024, cui sono allegati i documenti rimessi dall'ente ai sensi dell'articolo 4, primo comma, della citata legge n. 259 del 1958 (Doc. XV, n. 559).
Questi documenti sono trasmessi alla V Commissione (Bilancio) e alla IX Commissione (Trasporti).
Il Presidente della Sezione del controllo sugli enti della Corte dei conti, con lettera in data 7 maggio 2026, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 7 della legge 21 marzo 1958, n. 259, la determinazione e la relazione riferite al risultato del controllo eseguito sulla gestione finanziaria dell'Ente nazionale di previdenza e assistenza a favore dei biologi (ENPAB), per l'esercizio 2024, cui sono allegati i documenti rimessi dall'ente ai sensi dell'articolo 4, primo comma, della citata legge n. 259 del 1958 (Doc. XV, n. 560).
Questi documenti sono trasmessi alla V Commissione (Bilancio) e alla XI Commissione (Lavoro).
Il Presidente della Sezione centrale di controllo sulla gestione delle Amministrazioni dello Stato della Corte dei conti, con lettera in data 8 maggio 2026, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 3, comma 6, della legge 14 gennaio 1994, n. 20, la deliberazione n. 46/2026 del 29 aprile-7 maggio 2026, con la quale la Sezione stessa ha approvato la relazione sullo «Stato di attuazione degli interventi di PNRR e PNC oggetto di controllo nel 2025».
Questo documento è trasmesso alla V Commissione (Bilancio).
Trasmissione dal Ministro
dell'economia e delle finanze.
Il Ministro dell'economia e delle finanze, con lettera in data 6 maggio 2026, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 38-septies, comma 3-bis, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, la relazione sul bilancio di genere, riferita all'esercizio finanziario 2024 (Doc. CCXX, n. 4).
Questa relazione è trasmessa alla V Commissione (Bilancio).
Trasmissione dal Ministro
per i rapporti con il Parlamento.
Il Ministro per i rapporti con il Parlamento, con lettera in data 7 maggio 2026, ha trasmesso la relazione sullo stato di avanzamento degli interventi per alloggi e residenze per studenti universitari oggetto di cofinanziamento, aggiornata al 28 gennaio 2026.
Questa relazione è trasmessa alla VII Commissione (Cultura).
Trasmissione dal Dipartimento per gli affari europei della Presidenza del Consiglio dei ministri.
Il Dipartimento per gli affari europei della Presidenza del Consiglio dei ministri, con lettera in data 7 maggio 2026, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 6, commi 4 e 5, della legge 24 dicembre 2012, n. 234, la relazione, predisposta dal Ministero della giustizia, in merito alla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alla lotta contro il traffico di armi da fuoco e altri reati connessi alle armi da fuoco e che modifica la direttiva (UE) 2024/1260 del Parlamento europeo e del Consiglio (COM(2026) 102 final), accompagnata dalla tabella di corrispondenza tra le disposizioni della proposta e le norme nazionali vigenti.
Questa relazione è trasmessa alla II Commissione (Giustizia) e alla XIV Commissione (Politiche dell'Unione europea).
Annunzio di progetti
di atti dell'Unione europea.
La Commissione europea, in data 7 maggio 2026, ha trasmesso, in attuazione del Protocollo sul ruolo dei Parlamenti allegato al Trattato sull'Unione europea, i seguenti progetti di atti dell'Unione stessa, nonché atti preordinati alla formulazione degli stessi, che sono assegnati alle sottoindicate Commissioni, con il parere della XIV Commissione (Politiche dell'Unione europea):
Proposta di decisione di esecuzione del Consiglio che modifica la decisione di esecuzione del 4 maggio 2022 relativa all'approvazione della valutazione del piano per la ripresa e la resilienza della Bulgaria (COM(2026) 187 final), corredata del relativo allegato (COM(2026) 187 final – Annex), che è assegnata in sede primaria alla V Commissione (Bilancio);
Proposta di decisione di esecuzione del Consiglio che autorizza la Svezia ad applicare aliquote di accisa ridotte al gasolio e alla benzina senza piombo utilizzati come carburante, ai sensi dell'articolo 19 della direttiva 2003/96/CE (COM(2026) 189 final), che è assegnata in sede primaria alla VI Commissione (Finanze).
Il Dipartimento per gli affari europei della Presidenza del Consiglio dei ministri, con lettera in data 7 maggio 2026, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 6, commi 1 e 2, della legge 24 dicembre 2012, n. 234, progetti di atti dell'Unione europea, nonché atti preordinati alla formulazione degli stessi.
Questi atti sono assegnati, ai sensi dell'articolo 127 del Regolamento, alle Commissioni competenti per materia, con il parere, se non già assegnati alla stessa in sede primaria, della XIV Commissione (Politiche dell'Unione europea).
Con la medesima comunicazione, il Governo ha inoltre richiamato l'attenzione sulla Proposta di decisione di esecuzione del Consiglio che stabilisce il rispetto soddisfacente delle condizioni per il versamento parziale della settima rata nell'ambito del piano per l'Ucraina dello strumento per l'Ucraina e modifica la decisione di esecuzione (UE) 2024/1447 (COM(2026) 185), già trasmessa dalla Commissione europea e assegnata alle competenti Commissioni, ai sensi dell'articolo 127 del Regolamento.
Trasmissione di documenti connessi
ad atti dell'Unione europea.
Il Dipartimento per gli affari europei della Presidenza del Consiglio dei ministri, in data 6 maggio 2026, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 4, commi 3 e 6, della legge 24 dicembre 2012, n. 234, relazioni predisposte dalla Rappresentanza permanente d'Italia presso l'Unione europea, riferite al periodo dal 16 al 30 aprile 2026.
Questi documenti sono trasmessi alla XIV Commissione (Politiche dell'Unione europea) e alle Commissioni competenti per materia.
Comunicazione dell'avvio
di procedure di infrazione.
Il Ministro per gli affari europei, il PNRR e le politiche di coesione, con lettera in data 30 aprile 2026, ha dato comunicazione, ai sensi dell'articolo 15, comma 1, della legge 24 dicembre 2012, n. 234, dell'avvio, ai sensi dell'articolo 258 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea, della procedura d'infrazione n. 2026/2038, notificata in data 29 aprile 2026, avviata per violazione del diritto dell'Unione europea in relazione al non corretto recepimento della direttiva (UE) 2020/2184 concernente la qualità delle acque destinate al consumo umano.
Questa comunicazione è trasmessa alla XII Commissione (Affari sociali) e alla XIV Commissione (Politiche dell'Unione europea).
Trasmissione dalla regione Veneto.
Il Presidente del Consiglio regionale del Veneto, con lettera in data 5 maggio 2026, ha trasmesso una risoluzione, approvata dal medesimo Consiglio il 28 aprile 2026, volta a chiedere che il Governo condanni le sistematiche violazioni dei diritti umani in Iran.
Questo documento è trasmesso alla III Commissione (Affari esteri).
Trasmissione dalla regione
Emilia-Romagna.
Il Presidente dell'Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna, con lettera pervenuta in data 6 maggio 2026, ha trasmesso, ai sensi della legge regionale 28 luglio 2008, n. 16, e della legge 24 dicembre 2012, n. 234, il testo di una risoluzione, approvata dalla medesima Assemblea legislativa il 10 giugno 2025, concernente indirizzi relativi alla partecipazione della Regione Emilia-Romagna alla fase ascendente e discendente del diritto dell'Unione europea (sessione europea 2025).
Questo documento è trasmesso alla XIV Commissione (Politiche dell'Unione europea).
Il Presidente dell'Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna, con lettera in data 6 maggio 2026, ha trasmesso, ai sensi della legge regionale 28 luglio 2008, n. 16, e della legge 24 dicembre 2012, n. 234, il testo di una risoluzione, approvata dalla medesima Assemblea legislativa il 28 aprile 2026, concernente indirizzi relativi alla partecipazione della Regione Emilia-Romagna alla fase ascendente e discendente del diritto dell'Unione europea (sessione europea 2026).
Questo documento è trasmesso alla XIV Commissione (Politiche dell'Unione europea).
Trasmissione dalla provincia
autonoma di Trento.
Il Presidente del Consiglio della Provincia autonoma di Trento, con lettera in data 7 maggio 2026, ha trasmesso, ai sensi della legge 24 dicembre 2012, n. 234, e della legge provinciale 16 febbraio 2015, n. 2, il testo di una risoluzione, approvata dal medesimo Consiglio il 14 aprile 2026, concernente il programma di lavoro della Commissione europea per il 2026 – È ora che l'Europa si renda indipendente (COM(2025) 870 final).
Questo documento è trasmesso alla XIV Commissione (Politiche dell'Unione europea).
Comunicazioni di nomine ministeriali.
La Presidenza del Consiglio dei ministri, con lettera in data 6 maggio 2026, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 19, comma 9, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, la comunicazione concernente il conferimento al dottor Ottavio Ricchi, ai sensi del comma 4 del medesimo articolo 19, dell'incarico di funzione dirigenziale di livello generale di direttore della Direzione I – Analisi e ricerca economico-finanziaria, nell'ambito del Dipartimento del tesoro del Ministero dell'economia e delle finanze.
Questa comunicazione è trasmessa alla I Commissione (Affari costituzionali) e alla V Commissione (Bilancio).
La Presidenza del Consiglio dei ministri, con lettera in data 6 maggio 2026, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 19, comma 9, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, la comunicazione concernente il conferimento al dottor Marco Bucci, ai sensi dei commi 4 e 10 del medesimo articolo 19, dell'incarico di funzione dirigenziale di livello generale di consulenza, studio e ricerca, nell'ambito del Dipartimento delle finanze del Ministero dell'economia e delle finanze.
Questa comunicazione è trasmessa alla I Commissione (Affari costituzionali) e alla VI Commissione (Finanze).
Atti di controllo e di indirizzo.
Gli atti di controllo e di indirizzo presentati sono pubblicati nell'Allegato B al resoconto della seduta odierna.
INTERPELLANZE URGENTI
Chiarimenti e iniziative in ordine all'esercizio del diritto di sciopero nel settore della logistica e del trasporto merci – 2-00808
A)
I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, per sapere – premesso che:
la Commissione di garanzia sull'attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali ha adottato un orientamento interpretativo, richiamato nella delibera n. 26/88, che estende l'applicazione della legge n. 146 del 1990 all'intera filiera della logistica, del trasporto merci e delle spedizioni;
tale orientamento, come evidenziato dalle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative del settore, tra cui Cgil, Cisl e Uil, determinerebbe un significativo mutamento dell'ambito di applicazione della disciplina vigente, includendo in modo generalizzato attività che, fino ad oggi, non erano ricomprese nei servizi pubblici essenziali;
secondo le medesime organizzazioni, questa interpretazione risulterebbe in contrasto con la ratio originaria della legge n. 146 del 1990, che è quella di contemperare il diritto costituzionale di sciopero con la tutela dei diritti della persona costituzionalmente garantiti, senza comprimere in modo improprio l'esercizio del diritto stesso;
le sigle sindacali hanno inoltre evidenziato come tale scelta possa determinare rilevanti criticità sotto il profilo costituzionale, sistematico e applicativo, alterando un equilibrio consolidato in oltre trent'anni di prassi e giurisprudenza;
nel settore della logistica e del trasporto merci, che pure rappresenta un comparto strategico per l'economia nazionale, contribuendo in modo significativo alla formazione del prodotto interno lordo e risultando al centro di profonde trasformazioni organizzative e tecnologiche, con rilevanti ricadute in materia di condizioni di lavoro, appalti, legalità e correttezza contrattuale, le vertenze che hanno interessato il settore negli ultimi anni hanno spesso trovato soluzione attraverso strumenti negoziali e contrattuali, anche grazie al ricorso allo sciopero quale mezzo di tutela dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori;
una restrizione generalizzata di tale strumento rischierebbe di incidere negativamente sulla possibilità di contrastare fenomeni di irregolarità e dumping contrattuale;
appare inoltre rilevante il rischio che un'estensione non adeguatamente ponderata dell'ambito di applicazione della legge n. 146 del 1990 possa determinare effetti distorsivi, senza incidere sulle cause strutturali delle criticità del settore;
le stesse organizzazioni sindacali hanno infine richiesto un intervento del Parlamento e del Governo per avviare un confronto volto a verificare la coerenza dell'orientamento adottato con il quadro normativo vigente e con i principi costituzionali;
è di poche settimane fa la decisione del Comitato europeo dei diritti sociali (Ceds) – l'organismo che vigila sul rispetto della Carta sociale europea da parte degli Stati membri del Consiglio d'Europa, con la quale è stato – con la quale è stato condannato il nostro Paese per le eccessive limitazioni del diritto di sciopero previste dalla citata legge n. 146 del 1990, anche prima della sopra richiamata estensione al settore della logistica –:
alla luce di quanto esposto in premessa e dell'impatto sull'esercizio del diritto di sciopero nel settore della logistica e del trasporto merci, se il Governo non ritenga opportuno promuovere un confronto con le parti sociali e con la stessa Commissione per approfondire le criticità evidenziate;
se non si ritenga necessario adottare iniziative di carattere normativo, per quanto di competenza, volte a chiarire l'ambito di applicazione della legge n. 146 del 1990, garantendo il corretto equilibrio tra tutela dei diritti della persona e pieno esercizio del diritto di sciopero, anche alla luce della recente pronuncia del Ceds, e quali ulteriori iniziative di competenza si intendano intraprendere per affrontare in modo strutturale le criticità del settore, con particolare riferimento alla qualità del lavoro, alla legalità negli appalti e alla corretta applicazione dei contratti collettivi nazionali.
(2-00808) «Casu, Barbagallo, Sarracino, Scotto, Ghio».
Iniziative in merito al servizio sanitario della Regione Molise, anche con riguardo al mantenimento del regime commissariale – 2-00832
B)
I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro della salute, il Ministro dell'economia e delle finanze, per sapere – premesso che:
la regione Molise è sottoposta a commissariamento sanitario dal 2009, ossia da oltre sedici anni consecutivi, rappresentando uno dei casi più lunghi di gestione straordinaria della sanità regionale nell'intero panorama nazionale;
tale regime è stato originariamente introdotto per garantire il rientro dal disavanzo sanitario e il riequilibrio dei conti pubblici, ma nel corso del tempo ha prodotto una condizione di strutturale permanenza dell'emergenza, senza un effettivo ritorno alla gestione ordinaria regionale;
nonostante i ripetuti interventi normativi, i programmi operativi succedutisi negli anni e la presenza costante di strutture commissariali, i tavoli tecnici ministeriali continuano a rilevare criticità rilevanti e persistenti squilibri finanziari e organizzativi, senza un definitivo consolidamento del sistema sanitario regionale;
il sistema sanitario molisano risulta oggi caratterizzato da un progressivo depotenziamento della rete ospedaliera e territoriale, con riduzione di presidi, servizi e personale, in un contesto demografico già fragile e segnato da spopolamento delle aree interne;
secondo stime provenienti da analisi sindacali e di settore, entro il 2030 si prevede una riduzione significativa del personale sanitario in servizio, con circa il 30 per cento dei medici e il 25 per cento degli infermieri prossimi al pensionamento, in assenza di un piano strutturale di ricambio generazionale adeguato;
il nuovo Programma operativo sanitario 2026-2028 predisposto dalla struttura commissariale per la prosecuzione del piano di rientro prevede ulteriori interventi di riorganizzazione del sistema sanitario regionale che, secondo informazioni pubbliche non smentite, includerebbero: la trasformazione dell'ospedale «San Francesco Caracciolo» di Agnone in ospedale di comunità; il ridimensionamento funzionale dell'ospedale di Isernia; la riduzione delle postazioni di continuità assistenziale e delle guardie mediche, già fortemente ridotte negli anni precedenti, la chiusura di una delle tre emodinamiche, oltre a quella di un punto nascita;
tali scelte si collocano in un territorio caratterizzato da forte fragilità infrastrutturale, con collegamenti viari e di trasporti insufficienti, tempi di percorrenza elevati verso i principali presidi ospedalieri e oggettive difficoltà di accesso ai servizi sanitari, soprattutto nelle aree interne montane;
gli eventi calamitosi e le avverse condizioni meteorologiche che hanno interessato nei giorni scorsi il territorio nazionale e, in particolare, la regione Molise, hanno ulteriormente evidenziato le condizioni di significativa fragilità del territorio regionale, caratterizzato da gravi carenze infrastrutturali, sia viarie che ferroviarie, e da diffuse vulnerabilità idrogeologiche che espongono ampie aree al rischio di isolamento; tali criticità determinano ricadute dirette anche sulla capacità di accesso della popolazione ai servizi essenziali, inclusi quelli sanitari, aggravando le difficoltà già presenti nei collegamenti verso i presidi ospedalieri e territoriali;
la riduzione dei presidi sanitari in un contesto simile determina, di fatto, un aggravamento delle disuguaglianze territoriali nell'accesso alle cure, in contrasto con il principio di universalità del Servizio sanitario nazionale;
il commissariamento, concepito come misura temporanea e straordinaria, si è invece consolidato nel tempo come modello permanente di governance sanitaria sostitutiva, senza una chiara prospettiva di superamento;
la giurisprudenza amministrativa ha più volte chiarito che il disavanzo sanitario resta imputato alla regione anche in regime commissariale, evidenziando quindi che la gestione straordinaria non comporta né l'azzeramento della responsabilità regionale né una reale soluzione strutturale del problema finanziario;
il recente impianto normativo nazionale ha inoltre rafforzato il legame tra erogazione di risorse aggiuntive e piena attuazione dei Programmi operativi, subordinando quindi il finanziamento a vincoli stringenti di conformità alle indicazioni dei Ministeri affiancanti;
tale meccanismo rischia di ridurre ulteriormente la capacità programmatoria delle istituzioni regionali, rendendo di fatto la sanità molisana un sistema rigidamente condizionato da decisioni esterne e poco adattabile ai bisogni reali del territorio;
dopo oltre sedici anni di commissariamento non risulta ancora conseguito un pieno equilibrio economico-finanziario né un rafforzamento stabile dell'offerta sanitaria regionale;
al contrario, si è assistito a una progressiva contrazione della rete ospedaliera, alla riduzione delle specialistiche territoriali e a una crescente difficoltà nel garantire servizi essenziali in tempi adeguati;
il rischio concreto è quello di un ulteriore arretramento del diritto alla salute nelle aree interne del Molise, con particolare riferimento ai territori più distanti dai grandi centri ospedalieri;
il depotenziamento della rete dell'emergenza-urgenza e della continuità assistenziale, in assenza di adeguate misure compensative, può determinare un incremento dei tempi di intervento e una riduzione della capacità di risposta del sistema sanitario in situazioni critiche;
la carenza di personale sanitario rappresenta ormai una criticità strutturale, aggravata da condizioni lavorative difficili, da limitate prospettive di carriera e da una scarsa attrattività del sistema sanitario regionale –:
se il Governo ritenga ancora sostenibile, sotto il profilo istituzionale, sanitario ed economico, il mantenimento del commissariamento della sanità molisana dopo oltre sedici anni, e quali indicatori oggettivi di risultato intenda utilizzare per giustificarne la prosecuzione, alla luce del persistente disavanzo e del progressivo depotenziamento dei servizi sanitari territoriali;
se il Governo confermi i contenuti del Programma operativo sanitario 2026-2028, con particolare riferimento al declassamento dell'ospedale di Agnone, al ridimensionamento dell'ospedale di Isernia e alla riduzione delle postazioni di continuità assistenziale, e se ritenga tali scelte compatibili con la piena garanzia dei livelli essenziali di assistenza in un territorio caratterizzato da elevata fragilità infrastrutturale e geografica;
se non si ritenga necessario promuovere con urgenza, per quanto di competenza, la sospensione o la revisione delle misure di riorganizzazione previste dal Programma operativo 2026-2028, al fine di avviare un confronto istituzionale pieno e trasparente con regione, enti locali e parti sociali, finalizzato a una revisione complessiva del modello sanitario regionale che tenga conto delle specificità territoriali del Molise;
quali iniziative strutturali e straordinarie di competenza, anche normative, il Governo intenda adottare per garantire il diritto alla salute dei cittadini molisani, anche attraverso:
un piano di rafforzamento immediato del personale sanitario e di contrasto alla carenza di medici e infermieri;
l'introduzione di strumenti di incentivazione economica e professionale per rendere attrattivo il servizio sanitario regionale;
la revisione dei parametri organizzativi nazionali applicati alle aree interne, con particolare riferimento all'adeguatezza del decreto ministeriale n. 70 del 2015 rispetto a territori geograficamente svantaggiati;
la definizione di un cronoprogramma chiaro e vincolante per il superamento del commissariamento sanitario, oggi privo di una prospettiva temporale definita nonostante la sua eccezionale durata ultradecennale.
(2-00832) «Malavasi, Braga».
Intendimenti relativi alla realizzazione di un nuovo Cpr a Castel Volturno (Caserta), con particolare riferimento all'impatto sociale e ambientale sul territorio – 2-00823
C)
I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro dell'interno, il Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica, il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, per sapere – premesso che:
il decreto-legge 10 marzo 2023, n. 124, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 162 del 2023 ha disposto il potenziamento della rete dei Centri di permanenza per i rimpatri (C.p.r.) prevedendo l'adozione di un piano straordinario finalizzato alla realizzazione di un numero idoneo di strutture, almeno una in ogni regione, dichiarate di diritto quali opere destinate alla difesa e alla sicurezza nazionale;
nel dare seguito alle sopracitate misure, la centrale di committenza Invitalia, per conto del Ministero dell'interno, ha recentemente pubblicato un bando di gara dal valore complessivo di 43.313.942 euro per la realizzazione di un nuovo C.p.r. nel comune di Castel Volturno (Caserta), comprensivo di progetto di fattibilità tecnica-economica, progettazione esecutiva, coordinamento della sicurezza in fase di progettazione ed esecuzione;
l'area individuata, in località «Parco umido La Piana», per un'estensione di circa 63 ettari a sud-ovest del centro storico e a breve distanza dalla strada statale 7-quater Domitiana, rappresenta un sito di eccezionale pregio naturalistico;
si tratta di una «zona umida particolarmente protetta nell'ambito della direttiva Habitat», gestita dal Reparto Carabinieri per la biodiversità, di indubbia rilevanza sotto il profilo ecologico e idrogeologico, fondamentale per le rotte migratorie dell'avifauna e per la tutela della biodiversità, destinata ad essere cementificata in deroga alla normativa urbanistica e paesaggistica e senza che risulti conclusa la procedura compatibilità ambientale (Via);
da notizie di stampa si apprende che l'iter decisionale che ha condotto alla scelta di Castel Volturno sia stato connotato dalla totale assenza di informazione nei confronti della cittadinanza e dell'amministrazione locale, in spregio ai basilari principi di partecipazione e di leale collaborazione tra i livelli istituzionali;
tale circostanza è tanto più grave se si consideri che Castel Volturno è un territorio che da decenni affronta sfide sociali, demografiche e urbanistiche di estrema complessità. L'insediamento di una struttura destinata alla detenzione amministrativa di 120 persone, in un contesto già segnato da fenomeni di marginalità e fragilità sociale, non farebbe che esacerbare le tensioni territoriali, compromettendo definitivamente le prospettive di rilancio turistico del litorale domizio e di tutela e valorizzazione del territorio;
si aggiunga che il «Secondo rapporto di monitoraggio del tavolo asilo e immigrazione» evidenzia il fallimento e l'inefficienza operativa del modello dei C.p.r.: nel 2024, meno della metà dei posti teoricamente disponibili nei C.p.r. italiani è risultata effettivamente utilizzabile a causa di inagibilità strutturali, nonostante l'ingente impiego di risorse pubbliche. Inoltre, l'efficacia dei rimpatri è paradossalmente diminuita all'aumentare dei tempi di trattenimento: tra il 2011 e il 2024, la quota media di rimpatri eseguiti tramite detenzione si è attestata su un marginale 9,9 per cento;
i dati disponibili mostrano che la decisione di ampliare la rete dei C.p.r. sia del tutto ingiustificata e che sarebbe semmai urgente un aggiornamento e una rivisitazione complessiva del sopracitato piano volta ad escludere la realizzazione di nuove strutture di detenzione amministrativa, tenuto altresì conto che quelle esistenti presentano condizioni di inagibilità, inadeguatezza degli ambienti, carenze igienico-sanitarie e insufficienza dei servizi essenziali;
a giudizio degli interpellanti tali strutture continuano a configurarsi come «spazi di sospensione dei diritti», caratterizzati da condizioni di vita degradanti e da una sistematica compressione della dignità umana, senza peraltro assolvere alla funzione per cui sono state istituite;
la realizzazione del centro a Castel Volturno appare, dunque, un investimento antieconomico e irragionevole, che sacrifica un ecosistema protetto per finanziare un modello detentivo fallimentare, sottraendo risorse preziose che dovrebbero essere destinate all'integrazione, alla sicurezza sociale e allo sviluppo economico del territorio e del litorale in chiave ambientalmente e socialmente sostenibile, come sottolineato anche dalle autorità ecclesiali locali, dalle associazioni del terzo settore e dai rappresentanti politici del territorio che, unitamente al presidente della regione, hanno espresso netta contrarietà all'opera –:
se il Governo non intenda procedere all'immediata sospensione della procedura di gara di cui in premessa e alla revisione della scelta del sito, alla luce dell'incompatibilità dell'opera con i vincoli paesaggistici e ambientali che interessano il «Parco umido La Piana»;
se sia stata effettuata una valutazione preventiva in merito all'impatto che tale struttura avrà sull'ordine pubblico e sulla stabilità sociale di un territorio già vulnerabile, e se il Ministro dell'interno non ritenga prioritario potenziare i presidi di legalità a tutela della sicurezza di tutti i residenti, potenziando gli organici delle forze di polizia e i servizi di prevenzione e di controllo del territorio, anziché gravare l'area di nuove servitù detentive;
se non intenda chiarire quali siano le ragioni che hanno portato ad escludere il coinvolgimento preventivo degli enti territoriali interessati e della comunità locale in una decisione di tale impatto sociale e ambientale;
se il Governo disponga di dati che giustifichino una spesa di oltre 43 milioni di euro per una struttura di 120 posti a fronte del palese fallimento dei C.p.r. nel garantire l'effettività dei rimpatri;
se non si ritenga necessario e urgente avviare un cambio di paradigma nelle politiche migratorie, superando il modello dei C.p.r. a favore di alternative non detentive, investendo le medesime risorse nel rilancio economico dei territori ospitanti, in percorsi di integrazione e in una gestione dei flussi migratori basata sul rispetto dei diritti fondamentali e della dignità delle persone.
(2-00823) «Santillo, Alfonso Colucci, Alifano».
Chiarimenti e iniziative di competenza urgenti in merito al trasferimento alle regioni delle risorse afferenti al Fondo non autosufficienza e al Fondo disabilità – 2-00828
D)
I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro per le disabilità, il Ministro dell'economia e delle finanze, per sapere – premesso che:
fonti di stampa e denunce delle principali associazioni di categoria (tra cui Fish e Fand) segnalano un gravissimo e ingiustificato stallo nel trasferimento delle risorse afferenti al Fondo nazionale per le non autosufficienze (Fna) e al Fondo per le disabilità, con particolare riferimento alle annualità correnti; tale blocco amministrativo sta determinando l'impossibilità per le regioni di erogare i Livelli essenziali di prestazioni sociali (Leps), traducendosi nella sospensione dei piani di assistenza domiciliare, dei contributi per i «caregiver» familiari e dei progetti di vita indipendente;
più in particolare, nonostante sia stata raggiunta l'intesa in sede di Conferenza Stato-regioni il 18 marzo 2026, si registra un blocco nell'effettiva erogazione delle risorse con riguardo al Piano nazionale per la non autosufficienza (Pna) relativo al triennio 2025-2027 che dispone di una dotazione finanziaria complessiva di circa 3 miliardi di euro (982 milioni per il 2025, 934 milioni per il 2026 e oltre un miliardo per il 2027);
la suesposta criticità sarebbe riconducibile al meccanismo di anticipazione e le risorse, in parte correlate ai fondi strutturali europei (Fse+), non sarebbero ancora pervenute nelle casse dello Stato italiano; pertanto, l'assenza di un'anticipazione di cassa da parte del Ministero dell'economia e delle finanze sta determinando una paralisi amministrativa nelle regioni, le quali, in assenza di certezza contabile, non possono procedere all'impegno delle somme per le nuove annualità;
tale situazione configura una palese violazione dei Livelli essenziali di prestazioni sociali (Leps), poiché esclude «ex lege» i nuovi aventi diritto che presentano i medesimi requisiti clinici e sociali dei soggetti già assistiti, crea una disparità di trattamento ingiustificata, vulnerando l'articolo 3 della Costituzione e interrompe la continuità dei progetti di vita indipendente e dell'assistenza domiciliare;
la giurisprudenza amministrativa, da ultimo il Consiglio di Stato con la sentenza n. 1607 del 2011, ha più volte ribadito come il diritto all'assistenza per la disabilità grave è un diritto soggettivo che non può essere condizionato dalle risorse e, pertanto, una volta accertato il bisogno, la prestazione deve essere garantita;
la Rete caregiver e disabilità Italia ha promosso un'azione di sindacato ispettivo-contabile attraverso sette esposti alle procure regionali della Corte dei conti e alla procura generale centrale e i diversi fascicoli aperti mirano a verificare se vi siano un danno erariale per il mancato finanziamento dell'assistenza domiciliare e della vita indipendente che obbliga spesso al ricovero in strutture sanitarie o residenziali (istituzionalizzazione), i cui costi per la collettività sono sensibilmente superiori a quelli del supporto domestico;
la condizione di incertezza finanziaria sopra descritta colpisce la fascia più vulnerabile della popolazione, privando migliaia di cittadini con disabilità grave e gravissima dei sostegni vitali necessari alla quotidianità, in palese contrasto con i princìpi di solidarietà sociale di cui agli articoli 2, 3 e 38 della Costituzione;
il decreto legislativo, n. 62 del 2024, attuativo della delega in materia di disabilità, impone una semplificazione dei processi e una garanzia di continuità assistenziale che risulta, ad oggi, totalmente disattesa nei fatti a causa di lungaggini burocratiche nel riparto dei fondi –:
quali siano le cause tecniche e amministrative che determinano, alla data odierna, il mancato trasferimento delle risorse destinate alle regioni per il Fondo non autosufficienze e il Fondo disabilità;
se il Governo non ritenga necessario adottare iniziative di competenza, anche normative, volte a istituire una procedura d'urgenza che automatizzi i trasferimenti finanziari per le prestazioni sociali inderogabili, onde evitare che l'inefficienza burocratica pregiudichi i diritti fondamentali dei cittadini e come intenda garantire che i ritardi accumulati non comportino la perdita dei fondi o la riduzione dei servizi per le annualità successive.
(2-00828) «Sportiello, Marianna Ricciardi, Quartini, Di Lauro».
Dati e iniziative urgenti in ordine alla consistenza degli organici delle forze dell'ordine e alla programmazione di nuovi concorsi – 2-00826
E)
I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro dell'interno, il Ministro della difesa, il Ministro dell'economia e delle finanze, il Ministro della giustizia, per sapere – premesso che:
il corretto dimensionamento degli organici delle forze dell'ordine rappresenta un presupposto essenziale per garantire la sicurezza dei cittadini e la tenuta democratica delle istituzioni;
da anni si registrano segnali di criticità legati al ricambio generazionale del personale, alla capacità operativa delle amministrazioni interessate e alla capacità delle scuole di polizia di formare un numero adeguato di allievi;
appare dunque necessario disporre di informazioni complete e aggiornate, utili a valutare l'effettivo stato del comparto sicurezza e le politiche necessarie a garantirne l'efficienza –:
quale sia la consistenza effettiva degli organici, ripartito per ogni provincia italiana, per ciascuno degli anni dal 2008 all'ultimo anno disponibile, delle seguenti forze di polizia: a) Polizia di Stato; b) Arma dei carabinieri; c) Guardia di finanza; d) Polizia penitenziaria, nonché per ciascuno degli anni dal 2008 ad oggi, quanti siano stati gli ingressi e quante le uscite (con distinzione tra pensionamenti, dimissioni, altre motivazioni) per ciascuno dei corpi sopra elencati;
a fronte della dotazione organica – ripartita per ogni provincia italiana – prevista per legge per ciascun corpo di polizia, quale risulti essere, anno per anno, lo scostamento numerico rispetto alla consistenza reale, indicando l'entità effettiva del sottorganico e quale sia la distribuzione del personale attualmente in servizio per classi d'età per ciascuna forza dell'ordine;
quali siano le stime di uscita dei prossimi cinque anni, con indicazione dell'impatto previsto sulla disponibilità effettiva del personale e dell'eventuale programmazione di nuovi concorsi o procedure straordinarie di reclutamento, quanti allievi siano in grado realmente di formare le scuole di formazione dei vari Corpi, nonché quali iniziative urgenti il Governo intenda adottare per colmare i vuoti d'organico a livello di ogni singola provincia italiana, favorire il ricambio generazionale, garantire la stabilità operativa dei presidi territoriali e assicurare trasparenza e periodicità nella comunicazione pubblica dei dati relativi agli organici delle forze dell'ordine.
(2-00826) «Roggiani, Casu, Mauri».
Iniziative di competenza volte a verificare l'idoneità sanitaria e ambientale delle strutture del liceo Camillo Golgi di Broni (Pavia) – 2-00829
F)
I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro dell'istruzione e del merito, il Ministro della salute, il Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica, il Ministro per la protezione civile e le politiche del mare, per sapere – premesso che:
in data 23 marzo 2026, presso il liceo «Camillo Golgi» di Broni (Pavia), durante attività didattica ordinaria, si verificava una significativa dispersione di polveri a seguito di lavorazioni demolitorie invasive nel vano ascensore, in presenza di circa 500 studenti e personale scolastico;
gli accertamenti tecnici di Ats Lombardia hanno evidenziato la presenza di amianto nei materiali oggetto di lavorazione, e analisi indipendenti dello Sportello amianto nazionale, su polveri rinvenute in ambienti adiacenti alle aule hanno confermato la presenza di fibre di amianto, determinando una condizione di non esclusione dell'esposizione al momento dell'evento;
l'edificio scolastico è ricompreso nel Sito di interesse nazionale (Sin) di Broni – ex Fibronit, caratterizzato da presenza documentata di amianto, sul sito pende un finanziamento del Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica di 3 milioni di euro per la bonifica/demolizione ma risulta utilizzato continuativamente come sede scolastica;
le lavorazioni risulterebbero essere state eseguite in assenza di preventiva verifica puntuale del rischio amianto e senza adeguate misure di confinamento;
tale circostanza, se confermata, evidenzia una grave inadeguatezza nella catena di controllo e gestione del rischio, con particolare riferimento alla provincia di Pavia quale ente proprietario e responsabile dell'immobile;
nonostante la disponibilità, negli ultimi anni, di ingenti risorse pubbliche destinate alla sicurezza e alla ricostruzione degli edifici scolastici (decreto «Buona Scuola», bandi Inail, Pnrr), non risulta essere stata attuata una strategia risolutiva di sostituzione dell'edificio;
la presenza anche solo potenziale di amianto in ambienti frequentati da minori impone l'applicazione del principio di precauzione e l'adozione di misure idonee a escludere ogni rischio residuo;
allo stato attuale lo Sportello amianto nazionale ha presentato denuncia querela alla procura di Pavia con un circostanziato atto per l'accertamento delle responsabilità in capo a tutti gli enti pubblici coinvolti a vario titolo;
la permanenza degli studenti nell'edificio, in assenza di una bonifica integrale o di una sostituzione della struttura, non consente di escludere in modo certo il rischio di esposizione;
in tale contesto, l'eventuale attivazione del Dipartimento della protezione civile, anche mediante l'allestimento di strutture temporanee alternative idonee allo svolgimento dell'attività didattica rappresenterebbe una misura coerente con la tutela immediata della salute pubblica –:
se i Ministri interpellati non ritengano necessario adottare iniziative di competenza volte a verificare con urgenza, in via formale e vincolante, idoneità sanitaria e ambientale del liceo «Camillo Golgi» di Broni ad ospitare attività scolastiche, e, in caso di mancata piena garanzia di sicurezza, disporre la sospensione dell'utilizzo dell'edificio e l'attivazione di misure straordinarie, anche tramite il coinvolgimento della Protezione civile e l'adozione di soluzioni temporanee alternative, nelle more della bonifica integrale o della ricostruzione della struttura.
(2-00829) «Barzotti, Aiello, Carotenuto, Tucci, Amato, Caso, Orrico, Di Lauro, Quartini, Marianna Ricciardi, Sportiello, Bruno, Cantone, Scerra, Fede, Iaria, Carmina, Donno, Dell'Olio, Torto».
Iniziative di competenza in relazione all'organico degli uffici del giudice di pace di Caserta – 2-00830
G)
I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro della giustizia, per sapere – premesso che:
da ormai un lungo lasso di tempo si protraggono disfunzioni dell'ufficio del giudice di pace di Caserta, cosa che comporta la lesione degli stessi diritti dei cittadini e la compressione del ruolo dell'avvocatura;
e, infatti, sono in servizio solo 4 unità del personale di cancelleria sulle 14 previste in pianta organica;
in particolare è stata trasferita dal mese di gennaio del 2026 la cancelliera già assegnata ai ruoli di due giudici di pace, determinando il blocco dei rispettivi ruoli di udienza. E, infatti, le udienze non vengono calendarizzate e i giudici sono nell'impossibilità di trattare le cause;
inoltre, l'ufficio del ruolo generale è affidato ad una sola unità di cancelleria e opera con un ritardo che cagiona pesanti arretrati. Allo stato attuale non risultano ancora lavorate le iscrizioni a ruolo del mese di gennaio 2026;
cosa ancora più grave, le sentenze sono pubblicate con ritardi di anche un anno, fatto che mina la stessa certezza dei rapporti giuridici e la stessa effettività della tutela giurisdizionale;
in data 17 luglio 2025, la presidente del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, dottoressa Casella e la presidente del Coa, avvocato Del Vecchio, inviavano missiva al Capo del dipartimento organizzazione giudiziaria presso il Ministero della giustizia, dottoressa Di Domenico, al Direttore generale del personale e della formazione, dottoressa Gandini e al presidente della corte di appello di Napoli, denunciando la conclamata insufficienza del personale amministrativo;
infatti, l'ufficio del giudice di pace di Caserta è sprovvisto della figura del funzionario responsabile e degli ausiliari, nonché presenta una scopertura del 75 per cento dei cancellieri esperti e del 66 per cento degli operatori giudiziari;
in data 4 dicembre 2025 veniva inviata una nuova missiva agli stessi destinatari della precedente del 17 luglio, di analogo contenuto;
si lamenta, dunque, che nulla ad ora è stato fatto, nonostante le pesanti criticità dell'ufficio in questione –:
se il Ministro interpellato risulti a conoscenza dei fatti in premessa;
quali iniziative di competenza voglia il Ministro interpellato adottare per assicurare il funzionamento dell'ufficio del giudice di pace di Caserta, garantendo con la massima celerità la copertura dei posti amministrativi stabiliti in organico, scongiurando la paralisi definitiva di un importante ufficio giudiziario.
(2-00830) «Alifano, D'Orso, Ascari, Cafiero De Raho, Giuliano, Gubitosa, Raffa, Auriemma, Baldino, Alfonso Colucci, Penza, Ilaria Fontana, L'Abbate, Morfino, Santillo, Appendino, Cappelletti, Ferrara, Pavanelli, Francesco Silvestri».
Chiarimenti in merito alla relazione sui motivi imperativi di rilevante interesse pubblico (Iropi) inerente alla realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina – 2-00831
H)
I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri, il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, il Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica, per sapere – premesso che:
l'iter di approvazione del progetto definitivo del Collegamento stabile tra la Sicilia e la Calabria, integrato dalla relazione del progettista attestante la rispondenza al progetto preliminare approvato con delibera Cipe 66/2003 e alle eventuali prescrizioni dettate in sede di approvazione dello stesso, secondo quanto disposto dall'articolo 3 del decreto-legge 31 marzo 2023, n. 53 convertito con modificazioni dalla legge 26 maggio 2023, n. 58, è stato sottoposto alla procedura di Valutazione di impatto ambientale (di seguito Via), integrata con la procedura di Valutazione di incidenza ambientale (VIncA) da parte del Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica;
la Commissione tecnica Via-Vas (di seguito Ctvia) del Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica a seguito delle attività di analisi e valutazione della documentazione tecnica pervenuta ha concluso i suoi lavori, esprimendo il parere n. 19 del 13 novembre 2024 di compatibilità ambientale (di seguito parere) positivo riguardo Via e negativo riguardo la VIncA di livello appropriato (Livello II) relativamente a tre siti della Rete europea Natura 2000 che ospitano habitat e/o specie prioritari (ZPS ITA030042 / Monti Peloritani, Dorsale Curcuraci, Antennamare e Area Marina Stretto), ZPS IT9350300 / Costa Viola e ZSC IT9350172 / Fondali da Punta Pezzo a Capo dell'Armi);
detto parere è subordinato all'ottemperanza di 62 condizioni ambientali, la prima delle quali dispone che il proponente deve espletare quanto previsto in applicazione dell'articolo 6 paragrafo 4 della direttiva 93/42/CEE (direttiva Habitat) e dall'articolo 5, commi 9 e 10, del decreto del Presidente della Repubblica n. 357 del 1997, secondo il percorso metodologico delineato dalla comunicazione della commissione valutazione di piani e progetti in relazione ai siti Natura 2000 – Guida metodologica alle disposizioni dell'articolo 6, paragrafi 3 e 4, della direttiva Habitat 92/43/CEE (2021/C437/01) e dalle Linee guida nazionali per la valutazione di incidenza (VIncA) – direttiva 92/43/CEE «Habitat» articolo 6, paragrafi 3 e 4 (Gazzetta Ufficiale n. 303 del 28 dicembre 2019);
il 9 aprile 2025, il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, con propria deliberazione, approvava la relazione Iropi (Imperative reasons of overriding public interest) del 4 aprile 2025, ai fini della trasmissione, per tramite del Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica, per informazione, unitamente all'ulteriore documentazione prevista, alla Commissione europea ai sensi dell'articolo 6, paragrafo 4 della direttiva 92/43/CEE riguardo alla procedura VIncA relativa al progetto definitivo del Collegamento stabile tra la Sicilia e la Calabria (cosiddetto Ponte sullo stretto di Messina) –:
se il Governo intenda fornire tutti i necessari elementi in merito alla redazione della su richiamata relazione Iropi, specificando quale struttura amministrativa del Ministero delle infrastrutture e trasporti abbia istruito e redatto la relazione, quale sia il responsabile del procedimento amministrativo, sulla base di quali valutazioni tecniche, fornite anche eventualmente da altre Amministrazioni competenti, siano stati formulati i presupposti e le valutazioni conclusive relativi ai motivi imperativi di rilevante interesse pubblico, quali elementi di analisi siano stati assunti per valutare le soluzioni delle alternative progettuali, chi abbia firmato la relazione e quale struttura amministrativa ha trasmesso la relazione alla Presidenza del Consiglio dei ministri per la sua approvazione.
(2-00831) «Bonelli, Zanella, Zaratti, Dori».