XIX LEGISLATURA
COMUNICAZIONI
Missioni valevoli
nella seduta del 12 giugno 2026.
Albano, Bagnai, Barbagallo, Barelli, Barzotti, Battistoni, Bellucci, Benvenuto, Bicchielli, Bignami, Billi, Bonetti, Boschi, Braga, Brambilla, Calderone, Cappellacci, Carloni, Casasco, Cavandoli, Cecchetti, Centemero, Cesa, Cirielli, Colosimo, Enrico Costa, Sergio Costa, D'Alessio, Donzelli, Ferrante, Ferro, Foti, Frassinetti, Freni, Gava, Gebhard, Gemmato, Giachetti, Giglio Vigna, Giorgetti, Gribaudo, Guerini, Gusmeroli, Leo, Lollobrigida, Lupi, Magi, Mangialavori, Maschio, Mazzi, Meloni, Michelotti, Minardo, Molinari, Mollicone, Molteni, Morrone, Mulè, Onori, Pagano, Pichetto Fratin, Porta, Prisco, Rampelli, Riccardo Ricciardi, Richetti, Rixi, Roccella, Romano, Rotelli, Scerra, Schullian, Siracusano, Sportiello, Tajani, Trancassini, Traversi, Tremonti, Vaccari, Varchi, Vinci, Zaratti, Zoffili, Zucconi.
Annunzio di proposte di legge.
In data 11 giugno 2026 sono state presentate alla Presidenza le seguenti proposte di legge d'iniziativa delle deputate:
MAFFIOLI: «Disposizioni concernenti la stipulazione di convenzioni tra i comuni e le istituzioni scolastiche per lo svolgimento di attività didattiche extracurricolari presso biblioteche e altri spazi pubblici di proprietà comunale» (2963);
ANDREUZZA: «Modifiche alla legge 28 febbraio 2020, n. 17, in materia di estensione delle aree cedibili a privati nella fascia lagunare di Sottomarina, nel comune di Chioggia, e di sospensione dei procedimenti di ingiunzione, di rilascio o di riscossione dei proventi relativi alle medesime» (2964).
Saranno stampate e distribuite.
Adesione di deputati a proposte di legge.
La proposta di legge L'ABBATE ed altri: «Modifiche agli articoli 183 e 214 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e altre disposizioni in materia di gestione dei rifiuti organici» (2519) è stata successivamente sottoscritta dal deputato Bruno.
Trasmissione dalla Corte dei conti.
Il Presidente della Sezione del controllo sugli enti della Corte dei conti, con lettera in data 12 giugno 2026, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 7 della legge 21 marzo 1958, n. 259, la determinazione e la relazione riferite al risultato del controllo eseguito sulla gestione finanziaria dell'Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico centro-settentrionale, per gli esercizi 2023 e 2024, cui sono allegati i documenti rimessi dall'ente ai sensi dell'articolo 4, primo comma, della citata legge n. 259 del 1958 (Doc. XV, n. 586).
Questi documenti sono trasmessi alla V Commissione (Bilancio) e alla IX Commissione (Trasporti).
Trasmissione dal Ministero
dell'economia e delle finanze.
Il Ministero dell'economia e delle finanze ha trasmesso un decreto ministeriale recante variazioni di bilancio tra capitoli dello stato di previsione del medesimo Ministero, autorizzate, in data 8 giugno 2026, ai sensi dell'articolo 23, comma 1, della legge 27 dicembre 2002, n. 289.
Questo decreto è trasmesso alla V Commissione (Bilancio).
Trasmissione dal Ministero della difesa.
Il Ministero della difesa ha trasmesso un decreto ministeriale recante variazioni di bilancio tra capitoli dello stato di previsione del medesimo Ministero, autorizzate, in data 28 maggio 2026, ai sensi dell'articolo 33, comma 4-quinquies, della legge 31 dicembre 2009, n. 196.
Questi decreti sono trasmessi alla IV Commissione (Difesa) e alla V Commissione (Bilancio).
Trasmissione dal Ministro dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste.
Il Ministro dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, con lettera in data 12 giugno 2026, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 3, comma 68, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, la relazione sullo stato della spesa, sull'efficacia nell'allocazione delle risorse e sul grado di efficienza dell'azione amministrativa svolta dal Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, riferita all'anno 2025 (Doc. CLXIV, n. 39).
Questa relazione è trasmessa alla I Commissione (Affari costituzionali), alla V Commissione (Bilancio) e alla XIII Commissione (Agricoltura).
Trasmissione dalla Commissione europea.
La Commissione europea, in data 8 giugno 2026, ha trasmesso il documento C(2026) 4051 final, recante la risposta della Commissione europea al documento della XIV Commissione (Politiche dell'Unione europea) (Doc. XVIII-bis, n. 89) in merito alla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo al monitoraggio e al controllo dei precursori di droghe e che abroga i regolamenti (CE) n. 273/2004 e (CE) n. 111/2005 (COM(2025) 747 final).
Questo documento è trasmesso alla II Commissione (Giustizia), alla XII Commissione (Affari sociali) e alla XIV Commissione (Politiche dell'Unione europea).
Annunzio di progetti di atti
dell'Unione europea.
La Commissione europea, in data 11 giugno 2026, ha trasmesso, in attuazione del Protocollo sul ruolo dei Parlamenti allegato al Trattato sull'Unione europea, i seguenti progetti di atti dell'Unione stessa, nonché atti preordinati alla formulazione degli stessi, che sono assegnati alle sottoindicate Commissioni, con il parere della XIV Commissione (Politiche dell'Unione europea):
Proposta di regolamento del Consiglio che modifica il regolamento (UE) 2026/249 del Consiglio che fissa, per il 2026, il 2027 e il 2028, le possibilità di pesca per alcuni stock ittici, applicabili nelle acque dell'Unione e, per i pescherecci dell'Unione, in determinate acque non dell'Unione (COM(2026) 245 final), corredata del relativo allegato (COM(2026) 245 final – Annex), che è assegnata in sede primaria alla XIII Commissione (Agricoltura);
Proposta di decisione del Consiglio relativa alla posizione da adottare a nome dell'Unione europea in sede di Comitato misto veterinario istituito dall'accordo tra la Comunità europea e la Confederazione svizzera sul commercio di prodotti agricoli per quanto riguarda la decisione n. 1/2026 relativa alla modifica delle appendici 1, 2, 3, 5, 6 e 10 dell'allegato 11 dell'accordo (COM(2026) 259 final), corredata del relativo allegato (COM(2026) 259 final – Annex), che è assegnata in sede primaria alla III Commissione (Affari esteri);
Proposta di decisione di esecuzione del Consiglio che autorizza il Belgio ad applicare sull'energia elettrica fornita direttamente alle navi ormeggiate in porto un'aliquota di imposta ridotta a norma dell'articolo 19 della direttiva 2003/96/CE (COM(2026) 275 final), che è assegnata in sede primaria alla VI Commissione (Finanze);
Relazione della Commissione sull'applicazione nel 2025 del regolamento (CE) 1049/2001 relativo all'accesso del pubblico ai documenti del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione (COM(2026) 276 final), corredata del relativo allegato (COM(2026) 276 final – Annex), che è assegnata in sede primaria alla XIV Commissione (Politiche dell'Unione europea).
Il Dipartimento per gli affari europei della Presidenza del Consiglio dei ministri, con lettera in data 11 giugno 2026, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 6, commi 1 e 2, della legge 24 dicembre 2012, n. 234, progetti di atti dell'Unione europea, nonché atti preordinati alla formulazione degli stessi.
Questi atti sono assegnati, ai sensi dell'articolo 127 del Regolamento, alle Commissioni competenti per materia, con il parere, se non già assegnati alla stessa in sede primaria, della XIV Commissione (Politiche dell'Unione europea).
Con la medesima comunicazione, il Governo ha inoltre richiamato l'attenzione sulla comunicazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio – Adeguamento tecnico del quadro finanziario pluriennale per il 2027 conformemente all'articolo 4 del regolamento (UE, Euratom) 2020/2093 del Consiglio che stabilisce il quadro finanziario pluriennale per il periodo 2021-2027 (COM(2026) 299 final), già trasmessa dalla Commissione europea e assegnata alle competenti Commissioni, ai sensi dell'articolo 127 del Regolamento.
Atti di controllo e di indirizzo.
Gli atti di controllo e di indirizzo presentati sono pubblicati nell'Allegato B al resoconto della seduta odierna.
INTERPELLANZE URGENTI
Elementi e iniziative in ordine alle criticità derivanti dall'applicazione della disciplina sulla Zes unica – 2-00845
A)
I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri, il Ministro per gli affari europei, il PNRR e le politiche di coesione, per sapere – premesso che:
la recente riforma che ha istituito la Zes unica per il Mezzogiorno (decreto-legge n. 124 del 2023, convertito con modificazioni dalla legge n. 162 del 2023) ha accentrato la governance delle ex zone economiche speciali in una struttura di missione presso la Presidenza del Consiglio. Lo strumento cardine di tale assetto è l'autorizzazione unica, volta a garantire una semplificazione procedurale estrema per l'insediamento di attività produttive;
tuttavia, a giudizio dell'interrogante l'attuale applicazione di tale deroga sta determinando una pericolosa svalutazione degli strumenti urbanistici locali e delle garanzie poste a tutela del territorio;
l'impianto normativo attuale consente, attraverso il portale «impresainungiorno.gov.it», di attivare procedure semplificate che, di fatto, svuotano di potere l'ente locale (comune). Le criticità riscontrate sono le seguenti:
a) la violazione del testo unico dell'edilizia: ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica n. 380 del 2001, il rilascio di un titolo abilitativo è subordinato all'esistenza delle opere di urbanizzazione primaria (fognature, rete idrica, elettrica, strade). Il rilascio di permessi tramite autorizzazione unica in zone sprovviste di tali servizi non solo viola il testo unico, ma crea frammentazione industriale priva di logica infrastrutturale;
b) sostituzione del piano urbanistico comunale e consumo di suolo: l'autorizzazione unica ha il potere di agire in deroga o in sostituzione del piano urbanistico comunale. Ciò sta permettendo la trasformazione di lotti a destinazione agricola in lotti industriali «di fatto», bypassando la pianificazione strategica territoriale e incentivando un consumo di suolo indiscriminato;
c) il silenzio-assenso e la conferenza di servizi: la procedura prevede l'indizione di una conferenza di servizi. Qualora il comune non partecipi o non sia in grado di produrre un parere ostativo nei tempi ristrettissimi della procedura Zes, il parere di conformità al PRG viene considerato acquisito. Questo meccanismo espone il territorio a speculazioni edilizie laddove il comune, per carenza di personale o tempi burocratici, non riesca a intervenire;
d) assenza di oneri di urbanizzazione: la realizzazione di «micro-zone» industriali isolate scarica i costi futuri della gestione dei servizi sulla collettività, privando l'ente pubblico dei necessari standard urbanistici previsti dal decreto ministeriale n. 1444 del 1968;
l'articolo 49 del decreto del Presidente della Repubblica n. 380 del 2001 stabilisce chiaramente che gli interventi eseguiti in assenza di titolo o in contrasto con lo stesso, ovvero in violazione delle norme urbanistiche ed edilizie, comportano la decadenza dai benefìci fiscali. L'attuale prassi di autorizzare insediamenti in aree non idonee rischia di generare un imponente contenzioso tributario, laddove le agevolazioni fiscali previste per la Zes venissero applicate a strutture realizzate in violazione della conformità urbanistica sostanziale;
la ratio della Zes dovrebbe essere l'attrazione di investimenti strutturati e non la sanatoria di interventi speculativi su terreni agricoli;
l'accentramento decisionale verso la struttura di missione centrale non deve tradursi in una totale cecità rispetto alle peculiarità e ai vincoli idrogeologici e urbanistici locali;
l'articolo 9 della Costituzione tutela il paesaggio e l'ambiente, princìpi che appaiono da quanto esposto subordinati a una logica di mera semplificazione amministrativa –:
se il Governo sia a conoscenza del proliferare di autorizzazioni uniche rilasciate in aree totalmente prive di opere di urbanizzazione primaria, in palese contrasto, per gli interpellanti, con i requisiti minimi previsti dal decreto del Presidente della Repubblica n. 380 del 2001;
quali misure si intendano adottare per evitare che lo strumento della Zes diventi un «grimaldello» normativo per bypassare la destinazione agricola dei suoli prevista dai piani urbanistici comunali, evitando così il consumo di suolo incontrollato nel Mezzogiorno;
se non si ritenga necessario adottare iniziative normative per integrare la disciplina sulla Zes unica prevedendo l'obbligatorietà del parere favorevole espresso (e non tramite silenzio-assenso) del comune competente per quanto concerne la conformità urbanistica e la presenza di infrastrutture minime;
come si intenda garantire, per quanto di competenza, che la creazione di nuovi insediamenti produttivi sia vincolata a un piano infrastrutturale organico, onde evitare la nascita di «cattedrali nel deserto» prive di allacciamenti fognari, idrici ed elettrici, il cui onere di realizzazione rischierebbe di ricadere successivamente sulle casse comunali già dissestate;
se il Governo intenda monitorare i dati relativi al numero di terreni agricoli convertiti in aree industriali tramite il portale «Sud Zes» dall'entrata in vigore della riforma, per valutare l'impatto ambientale di tale deroga.
(2-00845) «Auriemma, Alifano, Quartini».
Chiarimenti e iniziative in merito alle vicende giudiziarie relative alla strage nazifascista del 10 agosto 1944 a piazzale Loreto a Milano – 2-00846
B)
I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri, il Ministro della difesa, per sapere – premesso che:
la vicenda del cosiddetto «armadio della vergogna», rinvenuto nel 1994 presso gli uffici della magistratura militare, ha portato alla luce centinaia di fascicoli relativi a crimini di guerra nazifascisti rimasti per decenni sottratti all'ordinario esercizio dell'azione penale;
tra tali fascicoli figurava anche quello relativo alla strage di piazzale Loreto del 10 agosto 1944, nella quale furono fucilati quindici antifascisti per ordine delle autorità di occupazione naziste;
successive ricostruzioni istituzionali hanno evidenziato come tali fascicoli siano stati trattenuti per decenni presso uffici della giustizia militare anziché essere trasmessi alle procure competenti per la prosecuzione delle indagini e dei procedimenti;
a seguito del rinvenimento del fascicolo e della riapertura delle indagini fu celebrato il processo nei confronti di Theodor Saevecke, conclusosi con sentenza di condanna all'ergastolo pronunciata dal Tribunale militare di Torino;
alcuni familiari delle vittime promossero successivamente azioni giudiziarie volte a ottenere l'equa riparazione prevista dalla legge n. 89 del 2001, lamentando l'eccezionale ritardo con cui era stato possibile giungere all'accertamento giudiziario delle responsabilità;
all'esito dei relativi giudizi lo Stato, per il tramite dell'Avvocatura dello Stato, ha intrapreso o proseguito azioni finalizzate al recupero di somme nei confronti dei medesimi familiari;
pur nel pieno rispetto delle decisioni dell'autorità giudiziaria, appare difficile non rilevare come la posizione dei ricorrenti sia strettamente connessa a una delle pagine più controverse della storia repubblicana, caratterizzata dall'occultamento per decenni di documentazione relativa a gravissimi crimini di guerra;
l'iniziativa di recupero delle somme nei confronti dei familiari delle vittime rischia di apparire in contrasto con il dovere di memoria, di verità e di vicinanza che le istituzioni della Repubblica hanno costantemente affermato nei confronti delle vittime delle stragi nazifasciste e dei loro congiunti –:
se il Ministro interrogato sia a conoscenza della vicenda esposta in premessa;
quale sia l'ammontare complessivo delle somme richieste ai familiari delle vittime della strage di piazzale Loreto e a quale titolo esse vengano richieste;
se il Governo non ritenga opportuno, per quanto di competenza e nel rispetto dell'autonomia dell'Avvocatura dello Stato, adottare iniziative volte a rinunciare alle azioni di recupero tuttora pendenti ovvero a favorire una definizione della vicenda ispirata a criteri di equità e di riconoscimento del particolare rilievo storico e morale della posizione dei familiari delle vittime.
(2-00846) «Quartapelle Procopio, Andrea Rossi, Manzi, D'Alfonso, Lai, Viggiano, Simiani, Pandolfo, Amendola, Orfini, Tabacci, Fassino, Peluffo, Ghio, Scotto, De Luca, Malavasi, Stefanazzi, Graziano, Toni Ricciardi, Guerra, Di Biase, Forattini, Roggiani».
Iniziative di competenza per rafforzare la governance dell'Ispra – 2-00856
C)
I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica, per sapere – premesso che:
Ispra rappresenta un presidio tecnico-scientifico fondamentale per la tutela ambientale e, ai sensi della legge n. 132 del 2016, svolge funzioni essenziali di monitoraggio, valutazione, controllo, ispezione, gestione dell'informazione ambientale e coordinamento del Sistema nazionale a rete per la protezione dell'ambiente (Snpa), costituendo un punto di riferimento per amministrazioni pubbliche, operatori economici e decisori istituzionali;
nel corso degli anni l'Istituto ha consolidato autorevolezza e credibilità, anche a livello internazionale, grazie alla competenza del personale e alla natura indipendente e tecnico-scientifica delle proprie funzioni;
tuttavia, l'istituto versa oggi in una situazione di forte criticità organizzativa e finanziaria, aggravata nel corso della passata gestione dalla riduzione del contributo ordinario, dall'impossibilità di programmare nuove assunzioni e stabilizzazioni nel triennio 2026-2028, nonché dalla persistente vacanza di posizioni dirigenziali apicali in dipartimenti strategici, con evidenti ricadute sulla capacità operativa dell'ente;
in tale contesto, la governance dell'istituto assume un rilievo decisivo ai fini della tutela della sua autonomia scientifica, dell'imparzialità del suo operato, della libertà della ricerca e della credibilità delle attività di controllo e supporto tecnico alle politiche pubbliche;
la recente nomina alla presidenza di una figura proveniente da precedenti incarichi politici fiduciari, unitamente alle notizie apparse sugli organi di stampa relative alla prossima nomina del nuovo direttore generale – individuato, secondo tali indiscrezioni, nell'attuale capo della segreteria del Sottosegretario di Stato del Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica Claudio Barbaro – alimentano diffuse preoccupazioni circa l'equilibrio complessivo della governance dell'Istituto, la sua terzietà e la percezione di imparzialità dell'azione amministrativa, anche in considerazione della diffusione del nominativo prima della conclusione delle procedure formali di selezione;
la scelta del direttore generale costituisce un passaggio cruciale per garantire il corretto funzionamento, l'autorevolezza scientifica e la piena indipendenza dell'istituto, anche considerando che, a giudizio degli interpellanti, la sovrapposizione tra incarichi di staff politici e ruoli apicali in organismi tecnico-scientifici rischia di comprometterne la terzietà, incidendo negativamente sulla percezione pubblica e sulla fiducia dei cittadini nella capacità dell'ente di svolgere il proprio ruolo istituzionale –:
quali iniziative di competenza il Ministro interpellato intenda adottare per rafforzare la governance dell'Ispra, tutelandone l'autonomia scientifica e la piena fiducia da parte della comunità scientifica e dell'opinione pubblica;
quali iniziative intenda adottare, per quanto di competenza, affinché la nomina del direttore generale di Ispra avvenga attraverso procedure di selezione trasparenti e comparative, improntate a criteri tali da assicurare la scelta di una figura qualificata, dotata di adeguata competenza tecnico-scientifica, comprovata esperienza gestionale e piena indipendenza, escludendo qualsiasi possibile condizionamento politico, al fine di salvaguardare la terzietà dell'Istituto, la libertà della ricerca e l'autonomia della comunità scientifica operante al suo interno e garantire il perseguimento delle finalità istituzionali dell'ente.
(2-00856) «Braga, Simiani, Curti, Evi, Ferrari».
Intendimenti e iniziative diplomatiche in merito all'embargo da parte degli Stati Uniti d'America nei confronti della Repubblica di Cuba – 2-00855
D)
I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, per sapere – premesso che:
l'embargo economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti d'America nei confronti della Repubblica di Cuba perdura da oltre sessant'anni e costituisce una misura unilaterale che incide in modo significativo sulle condizioni economiche e sociali della popolazione civile dell'isola;
il suo ulteriore inasprimento nel corso dell'Amministrazione del Presidente Donald Trump ha comportato restrizioni aggiuntive in materia di transazioni finanziarie, commercio internazionale, approvvigionamento di beni e tecnologie, con ricadute rilevanti sull'accesso a medicinali, dispositivi medici e beni di prima necessità;
l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha reiteratamente approvato, con ampissima maggioranza, risoluzioni che sollecitano la cessazione dell'embargo, ritenendolo contrario ai princìpi del diritto internazionale, della cooperazione multilaterale e della non ingerenza;
numerosi organismi internazionali e organizzazioni umanitarie hanno evidenziato come le misure restrittive producano effetti diretti sulla popolazione civile, incidendo in modo particolare sulle fasce più vulnerabili e contribuendo a una crisi economico-sociale che assume caratteri di crescente gravità;
nelle ultime settimane, le dichiarazioni provenienti da esponenti dell'Amministrazione statunitense, l'inasprimento delle misure di pressione nei confronti dell'isola e il crescente livello di tensione nell'area caraibica hanno alimentato preoccupazioni circa il rischio di ulteriori azioni ostili nei confronti della Repubblica di Cuba;
le autorità cubane hanno pubblicamente manifestato allarme per il deterioramento delle relazioni bilaterali con gli Stati Uniti e per le possibili conseguenze che un'ulteriore escalation politica, economica o militare potrebbe determinare sulla stabilità regionale e sulle condizioni di vita della popolazione;
in un contesto internazionale già segnato da instabilità geopolitiche e tensioni economiche, la cooperazione internazionale, il dialogo diplomatico e la solidarietà tra i popoli rappresentano strumenti essenziali per prevenire l'aggravarsi di situazioni di sofferenza collettiva e per scongiurare il rischio di nuovi conflitti;
la politica estera dell'Italia dovrebbe essere improntata alla difesa del diritto internazionale, al sostegno del multilateralismo e al rifiuto di misure unilaterali coercitive suscettibili di produrre effetti umanitari sproporzionati;
la Costituzione italiana, all'articolo 11, impegna il nostro Paese a favorire le organizzazioni internazionali volte ad assicurare la pace e la giustizia fra le Nazioni;
l'Italia, quale Stato membro dell'Unione europea, è chiamata a concorrere alla definizione di una posizione comune coerente con i princìpi di tutela dei diritti fondamentali, di promozione dello sviluppo sostenibile e di prevenzione dei conflitti;
il Movimento 5 Stelle, in coerenza con il proprio impegno politico e con le istanze provenienti dal mondo dell'associazionismo e della cooperazione internazionale, sostiene un approccio fondato su dialogo, diplomazia e solidarietà concreta, ritenendo che misure di pressione economica generalizzata non debbano tradursi in un aggravamento delle condizioni di vita delle popolazioni civili;
il rispetto della sovranità degli Stati, della non ingerenza negli affari interni e della soluzione pacifica delle controversie costituisce un principio fondamentale dell'ordinamento internazionale e della Carta delle Nazioni Unite –:
se il Governo intenda assumere una posizione pubblica, chiara e inequivocabile di contrarietà al mantenimento e all'eventuale ulteriore inasprimento dell'embargo nei confronti della Repubblica di Cuba;
se il Ministro interrogato intenda promuovere, in sede europea e multilaterale, iniziative diplomatiche volte a favorire il superamento delle misure restrittive che incidono sulle condizioni umanitarie dell'isola;
se il Governo intenda attivarsi per rafforzare o coordinare, anche in ambito europeo, un piano straordinario di cooperazione e assistenza umanitaria a favore della popolazione cubana, con particolare attenzione ai settori sanitario e alimentare;
quali iniziative immediate il Governo intenda adottare affinché l'azione dell'Italia sia coerente con i princìpi di tutela dei diritti umani, di rispetto del diritto internazionale e di sostegno alle popolazioni civili colpite da misure restrittive di carattere unilaterale;
se il Governo, anche alla luce delle recenti tensioni nell'area caraibica e delle dichiarazioni che hanno alimentato preoccupazioni circa possibili ulteriori azioni ostili nei confronti della Repubblica di Cuba, intenda promuovere iniziative diplomatiche volte a scongiurare ogni escalation a tutelare la pace e la stabilità regionale e a favorire il rispetto della sovranità degli Stati e della risoluzione pacifica delle controversie in conformità ai principi della Carta delle Nazioni Unite.
(2-00855) «Ascari, Francesco Silvestri, Carotenuto, Di Lauro, Riccardo Ricciardi, Quartini, Marianna Ricciardi, Sportiello, Cafiero De Raho, D'Orso, Giuliano, Perantoni, Lomuti, Pellegrini, Auriemma, Baldino, Alfonso Colucci, Penza, Aiello, Tucci».
Chiarimenti in merito alle attività di ricerca su tecnologie nucleari con applicabilità militare finanziate dallo Stato – 2-00857
E)
I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica, il Ministro della difesa, per sapere – premesso che:
la legge delega sul nucleare (approvata alla Camera e in discussione al Senato) riguarda il programma nazionale per la produzione di energia elettrica da fonte nucleare nel nostro Paese e conferisce al Governo un anno di tempo per adottare decreti legislativi volti a reintrodurre l'energia atomica nel mix energetico nazionale, ponendo le basi per la costruzione di reattori di ultima generazione e centrali a fusione;
nell'intervista al Corriere della Sera del 5 giugno 2026, rispondendo alla denuncia di Avs secondo cui la legge delega sul nucleare non esclude l'uso del nucleare a fini militari, il Ministro dell'ambiente ha dichiarato: «Abbiamo escluso categoricamente la “diversione” di materiale, impianti e tecnologie per produrre armi nucleari. Poi ci sono ricerche che possono essere collegate alla difesa, ma non in un'ottica offensiva»;
tale dichiarazione conferma la denuncia di Avs, dato che il Ministro ammette esplicitamente che esistono o sono previste ricerche «collegate alla difesa» nell'ambito della cornice normativa del nucleare civile, introducendo la distinzione «non in ottica offensiva» che è giuridicamente inesistente nel diritto internazionale della non proliferazione e del tutto estranea all'oggetto della legge delega, che riguarda esclusivamente la produzione di energia elettrica da fonte nucleare civile;
l'Italia ratificando il Trattato di non proliferazione delle armi nucleari (Tnp), in vigore dal 5 marzo 1970, come Stato non nucleare è vincolata in modo assoluto al rispetto dell'articolo 2: «Ogni Stato militarmente non nucleare che è parte del Trattato si impegna a non ricevere da chiunque armi nucleari o altri congegni esplosivi nucleari né il controllo su tali armi o congegni esplosivi, direttamente o indirettamente; a non fabbricare né altrimenti acquisire armi nucleari o altri congegni esplosivi nucleari; e a non ricercare né ricevere assistenza per la fabbricazione di armi nucleari o di altri congegni esplosivi nucleari»;
il Tnp non comprende alcune distinzioni tra uso «offensivo» e uso «non offensivo» del nucleare militare. L'articolo 2 vieta semplicemente la fabbricazione, l'acquisizione e la ricerca finalizzata alle armi nucleari. Non esiste nel diritto internazionale della non proliferazione una categoria di ricerca nucleare militare «difensiva» che sia consentita agli Stati non nucleari;
il Ceo di Fincantieri, Pierroberto Folgiero, ha dichiarato pubblicamente al Corriere della Sera (7 giugno 2026): «Studiamo il nucleare a mare da tempo. Collaboriamo con la Marina Militare nell'ambito del progetto Minerva e con attori come Ansaldo Nucleare e Newcleo»;
il programma Minerva (Marinizzazione di impianto nucleare per l'energia a bordo di vascelli armati) è un progetto concreto: nel 2023 la Direzione degli armamenti navali del Ministero della difesa ha pubblicato un bando da 2,1 milioni di euro per studiare l'integrazione di un reattore nucleare di nuova generazione su navi militari di prima linea;
Folgiero ha confermato che Fincantieri lavora su reattori alimentati a plutonio, con l'obiettivo di installare propulsione nucleare su incrociatori, fregate e portaerei. Fonti militari hanno indicato il 2026 come inizio degli studi esecutivi per una portaerei a propulsione nucleare italiana;
Fincantieri è un'azienda controllata de facto dallo Stato italiano (Cassa Depositi e Prestiti detiene il 71,6 per cento del capitale tramite Fondo strategico). Le ricerche di cui parla il Ministro come eventualità futura, sono, di fatto, in corso e già finanziate con fondi pubblici e avviate dalla Marina Militare italiana;
sul piano tecnico-militare, la distinzione affermata dal Ministro è priva di fondamento poiché un reattore nucleare su una nave da guerra è per definizione un sistema a duplice uso: fornisce propulsione e alimentazione energetica a sistemi d'arma, sensori e sistemi missilistici. Non è dunque possibile separare la componente «energetica» da quella «offensiva». Inoltre, il materiale fissile (uranio arricchito, plutonio) impiegato nei reattori navali militari ha caratteristiche tecnologiche sovrapponibili a quelle richieste per la fabbricazione di armi nucleari. La gestione e il possesso di tale materiale rientrano nell'Accordo di salvaguardia con l'Aiea previste dall'articolo 3 del Tnp –:
se risultino a conoscenza dell'esistenza di attività di ricerca su tecnologie nucleari con applicabilità militare condotte direttamente da Ministeri, agenzie pubbliche (Enea, Asi, Cnr) o enti della difesa;
se il Ministero della difesa o sue articolazioni (Direzione armamenti navali, Teledife, centri di ricerca interforze) abbiano in corso programmi di ricerca su reattori nucleari o tecnologie dual-use;
se esistano programmi di ricerca universitari o di centri di ricerca finanziati dallo Stato che rientrano in tale categoria;
se Fincantieri, Leonardo, Ansaldo Nucleare, Newcleo e altri soggetti, nell'ambito di rapporti contrattuali o collaborazioni con il Governo, stiano svolgendo attività riconducibili a quanto il Ministro dell'ambiente definisce «ricerche collegate alla difesa»;
se il Governo intenda rendere noti gli elenchi di tutte le attività di ricerca su tecnologie nucleari con applicabilità militare attualmente in corso, sia condotte direttamente dall'amministrazione pubblica, sia realizzate da enti pubblici (Enea, Cnr, università), sia da aziende a controllo pubblico o nell'ambito di contratti/collaborazioni con il Governo (Fincantieri, Leonardo, Ansaldo Nucleare, ecc.);
se il Governo intenda chiarire la natura, l'avanzamento, i finanziamenti e i soggetti coinvolti nel programma Minerva della Direzione armamenti navali del Ministero della difesa, e specificare il ruolo di Fincantieri, Ansaldo Nucleare e Newcleo in tale programma;
se non intenda chiarire in che modo le attività di ricerca «collegate alla difesa» citate dal Ministro dell'ambiente siano compatibili con gli obblighi dell'Italia ai sensi dell'articolo 2 del Tnp, che vieta la ricerca finalizzata alla fabbricazione di armi nucleari, specificando quale sia il fondamento nel diritto internazionale o del diritto interno, per tale distinzione nell'ambito della disciplina della non proliferazione nucleare;
se non si ritenga necessario presentare alle Camere, con la massima tempestività, una relazione dettagliata su tutte le attività di ricerca nucleare con possibili applicazioni militari, comprensiva della valutazione di conformità con il Tnp e dell'Accordo di salvaguardia con l'Aiea.
(2-00857) «Bonelli, Borrelli, Dori, Fratoianni, Ghirra, Grimaldi, Mari, Piccolotti, Zanella, Zaratti».
Elementi e intendimenti in ordine all'iter e ai costi del progetto del Ponte sullo Stretto di Messina, anche alla luce della normativa europea – 2-00813
F)
I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, il Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica, per sapere – premesso che:
la Corte dei conti il 17 novembre 2025 non aveva ammesso al visto e alla registrazione il decreto del 1° agosto 2025, n. 190, del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti recante «Disposizioni urgenti per la realizzazione del collegamento stabile tra la Sicilia e la Calabria» in quanto, tra l'altro, l'Amministrazione sembra non aver fornito «una prova certa e rigorosa dell'avvenuto rispetto del contenimento dell'aumento di prezzo entro il limite del 50 per cento del valore del contratto iniziale, richiesto dal citato articolo 72 della direttiva 2004/18/CE, richiamato dall'articolo 4 del decreto-legge n. 35 del 2023» rilevando che ci sarebbero gli estremi per l'indizione di una nuova procedura di gara secondo le condizioni indicate dalla lettera e) dell'articolo 72 della direttiva 2014/24/UE, la quale impone il ricorso ad una nuova procedura di gara quando la modifica contrattuale, a prescindere dal suo valore, sia sostanziale ai sensi del paragrafo 4;
la Corte dei conti inoltre ha ritenuto che «la possibilità riconosciuta alla concessionaria dall'ordinamento (articolo 2, comma 8, lettera c), del decreto-legge n. 35 del 2023; articolo 1, comma 275, della legge di bilancio per il 2024; articolo 16-bis del testo consolidato della convenzione di concessione, come modificata dal III Atto aggiuntivo alla Convenzione) di reperire ulteriori finanziamenti sia sul mercato interno che sui mercati internazionali, appare allo stato assolutamente ipotetica. Infatti, la raccolta sul mercato di tali ulteriori risorse, essendo l'opera già interamente finanziata, risulterebbero non necessarie alla realizzazione della medesima opera, apparendo oggi una mera ipotesi priva non solo di necessità ma, altresì, di qualsiasi legittimazione»;
a prescindere dai rilievi della Corte dei conti, nonché di quelli espressi da Anac, come riportato dalla stampa nazionale, appare evidente che i costi dell'opera siano passati dai quasi 5 miliardi di euro del 2001 (delibera Cipe n. 121 del 2001) ai 6,3 miliardi di euro stimati dalla Corte dei conti nel 2011, fino agli 8,5 miliardi di euro dell'anno seguente e, infine, ai 13,5 miliardi di euro attuali;
indipendentemente dalla compatibilità delle modifiche apportate al contratto nel 2010 e nel 2011, prima del 29 luglio 2011, con le regole dell'Ue in vigore all'epoca, le norme dell'Ue attualmente in vigore – e a cui occorre fare riferimento – indicano che l'aumento di prezzo massimo autorizzato è pari al 50 per cento del valore dell'appalto originario, ossia il valore risultante al momento dell'aggiudicazione;
non è quindi chiaro come l'aumento dei prezzi permetta il rispetto di quanto imposto all'articolo 72, paragrafo 1, lettera c), della direttiva 2014/24/UE che impone un aumento inferiore al «50 per cento del valore del contratto iniziale» a meno di non dover bandire una nuova gara; pertanto è fondamentale capire in che modo tutte le varianti intervenute, con conseguente aumento dei costi dell'opera, siano state computate ovvero escluse dal calcolo del valore del «contratto iniziale»;
giova sottolineare che l'articolo 72 della direttiva 2014/24/UE si applica alle modifiche dei contratti «durante il periodo di validità» e, nel caso di specie, il contratto di lavori concluso nel 2006 dovrebbe essere considerato ancora in corso di validità, ai sensi del diritto nazionale, in quanto non risolto giuridicamente dal decreto-legge n. 179 del 2012 convertito con modificazioni dalla legge n. 221 del 2012; questa interpretazione deriverebbe dall'articolo 4, comma 3, del decreto-legge n. 35 del 2023, convertito con modificazioni dalla legge n. 58 del 2023, ai sensi del quale: «la società concessionaria e il contraente generale nonché gli altri soggetti affidatari dei servizi connessi alla realizzazione dell'opera possono, mediante la stipula di atti aggiuntivi ai contratti caducati ai sensi dell'articolo 34-decies, comma 3, secondo periodo, del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, manifestare la volontà che ciascun contratto riprenda a produrre i propri effetti (...)» subordinatamente alla delibera di approvazione del progetto definitivo e alle ulteriori condizioni previste dalla norma; tuttavia la norma non interviene in modo chiaro sul periodo transitorio e nulla viene detto in relazione agli indennizzi a seguito della caducazione dei contratti;
con nota stampa del 1° aprile 2026 il presidente dell'Associazione dei magistrati della Corte dei conti, Donato Centrone, ha chiarito che «la Corte dei conti non è contraria al progetto, come non è contraria a nessun atto che viene sottoposto al suo esame», ma che si limita ad espletare «in aderenza all'articolo 100 della Costituzione, un controllo di legittimità»;
secondo quanto riportato dalla stampa, i costi del personale della società del Ponte sono aumentati a 11.8 milioni di euro, una cifra decisamente elevata per un'opera che rischia di non vedere la luce –:
in che modo il rilancio dell'iter di progettazione e costruzione di un collegamento stabile tra la Sicilia e la Calabria («ponte sullo Stretto di Messina») possa riprendere l'iter autorizzativo senza un nuovo bando di gara;
quali siano le motivazioni che rendono possibile l'opera alla luce di quanto argomentato con riferimento all'articolo 72 dalla direttiva europea 2014/24/UE in relazione a: valore del contratto originario e valutazione dell'impatto economico delle modifiche (articolo 72, paragrafo 1, lettera c), della direttiva 2014/24/UE);
quali garanzie siano state predisposte affinché la scissione temporale prevista dalla procedura di aggiornamento dei prezzi tra il momento della modifica della clausola di aggiornamento dei prezzi e quello della contrattualizzazione delle varianti di adeguamento dei progetti non comporti modifiche successive che potrebbero implicare un surrettizio aggiramento della direttiva 2014/24/UE, in violazione dell'articolo 72, paragrafo 1, lettera c), punto iii), ultimo periodo, della stessa;
se il Governo intenda fornire al Parlamento un quadro esauriente del costo complessivo stimato dell'opera, a partire dalla sua stima iniziale, provvedendo in particolare a quantificare il costo aggiuntivo di ogni singola variante intervenuta;
se il Governo intenda fornire immediatamente al Parlamento elementi in merito all'interlocuzione in corso con l'Unione europea, fornendo informazioni dettagliate sui rilievi e le richieste di informazioni della Commissione europea nonché le conseguenti controdeduzioni presentate dalle autorità italiane alla Commissione europea;
se il Governo, alla luce delle numerose ed evidenti criticità emerse in questi anni di continui annunci e rinvii, non intenda valutare seriamente l'opzione realisticamente più percorribile, ossia quella del potenziamento ed efficientamento del collegamento dinamico tra Messina e Reggio Calabria.
(2-00813) «Santillo, Morfino, Ilaria Fontana, L'Abbate, Sergio Costa, Aiello, Baldino, Cantone, Carmina, D'Orso, Orrico, Raffa, Scerra, Tucci, Fede, Traversi, Iaria, Caramiello, Cherchi, Bruno».