XIX LEGISLATURA
Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 680 di lunedì 22 giugno 2026
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SERGIO COSTA
La seduta comincia alle 12,25.
PRESIDENTE. La seduta è aperta.
Invito il deputato Segretario a dare lettura del processo verbale della seduta precedente.
FABRIZIO CECCHETTI, Segretario, legge il processo verbale della seduta del 19 giugno 2026.
PRESIDENTE. Se non vi sono osservazioni, il processo verbale si intende approvato.
(È approvato).
Missioni.
PRESIDENTE. Comunico che, ai sensi dell'articolo 46, comma 2, del Regolamento, i deputati in missione a decorrere dalla seduta odierna sono complessivamente 94, come risulta dall'elenco consultabile presso la Presidenza e che sarà pubblicato nell'allegato A al resoconto stenografico della seduta in corso (Ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicate nell'allegato A al resoconto della seduta odierna).
Seguito della discussione del disegno di legge: Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 7 maggio 2026, n. 66, recante disposizioni urgenti per il Piano Casa (A.C. 2920-A) (ore 12,26).
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito della discussione del disegno di legge n. 2920-A: Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 7 maggio 2026, n. 66, recante disposizioni urgenti per il Piano Casa.
Ricordo che nella seduta del 19 giugno il Governo ha posto la questione di fiducia sull'approvazione, senza emendamenti, subemendamenti e articoli aggiuntivi, dell'articolo unico del disegno di legge in esame, nel testo della Commissione.
Preavviso di votazioni elettroniche (ore 12,27).
PRESIDENTE. Poiché nel corso della seduta potranno aver luogo votazioni mediante procedimento elettronico, decorrono da questo momento i termini di preavviso di 5 e 10 minuti previsti dall'articolo 49, comma 5, del Regolamento.
Si riprende la discussione.
(Dichiarazioni di voto sulla questione di fiducia - Articolo unico - A.C. 2920-A)
PRESIDENTE. Passiamo alle dichiarazioni di voto sulla questione di fiducia dei rappresentanti dei gruppi e delle componenti politiche del gruppo Misto. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Ziello. Ne ha facoltà.
EDOARDO ZIELLO (MISTO-FNV-F). Grazie, Presidente. Innanzitutto, oggi è una bellissima giornata, perché sono arrivate da pochissime ore le dimissioni del Premier britannico, Starmer, in quanto ha completamente fallito sulle politiche sull'immigrazione e sull'energia, e questo per noi di Futuro Nazionale è un grande elemento di gioia, e consigliamo, tra l'altro, anche ad altri leader europei, come per esempio il Presidente della Repubblica francese, Macron, di seguire le orme dello stesso Starmer, perché insieme hanno di fatto costretto l'Unione europea e l'Italia stessa a buttarsi in quella folle guerra tra Ucraina e Russia che ci sta distruggendo ancora, purtroppo, l'economia (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Futuro Nazionale Vannacci-Free).
Ma entrando nel merito del provvedimento, questo momento di dichiarazione di voto sulla fiducia mi permette di fare un ragionamento politico sulla stessa, perché nelle ultime settimane abbiamo visto e letto tanti esponenti del centrodestra sprecare il proprio fiato con dichiarazioni roboanti contro il nostro leader, ovvero verso il generale Vannacci, e questi esponenti del centrodestra hanno dichiarato più volte che, per colpa di Vannacci e per colpa di Futuro Nazionale, la sinistra andrà al potere e tornerà a guidare la Nazione, in quanto noi, votando per sei volte contro la fiducia al Governo, abbiamo come intento quello di far cadere il centrodestra. Però questi esponenti partono da una premessa particolarmente sbagliata e comunque parziale, perché si dimenticano che all'inizio del nostro percorso, da un punto di vista parlamentare, Futuro Nazionale aveva votato due volte la fiducia a questo Governo. Ma di fronte a questa mano tesa da parte dello stesso generale, abbiamo ricevuto indifferenza, censura e derisione: un trittico che, ovviamente, ci ha spinto a capire che cosa? Evidentemente, se da parte nostra la fiducia era nelle mani del Presidente del Consiglio, da parte sua la sua fiducia nei nostri confronti non c'era e questo ci ha obbligato a prenderne atto e andare nella direzione che lei auspicava, ovvero votare contro la fiducia al Governo (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Futuro Nazionale Vannacci-Free).
Infatti, è evidente che la fiducia deve essere un rapporto sinallagmatico, esattamente come in un matrimonio: si fa un accordo, ovviamente di fede, e sulla base di quello, ovviamente, si instaura un legame basato, ovviamente, su questo rapporto fiduciario, che, evidentemente, da parte del Presidente del Consiglio non c'è mai stato nei nostri confronti. Quindi, è troppo facile adesso dire “vi state mettendo fuori dalla coalizione”. Premessa: nessuno di noi aveva chiesto di entrare nella coalizione di centrodestra (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Futuro Nazionale Vannacci-Free).
Questo, intanto, è un elemento che tutti devono prendere in considerazione come elemento oggettivo per la disamina della questione. E poi, Presidente - lo dico, per il suo tramite, agli esponenti del centrodestra che continuano a stracciarsi le vesti contro Vannacci -, non è che è colpa di una forza di destra, ma di destra vera, che non si è fatta addomesticare dalla von der Leyen, se questa inizia a ricordare alle forze politiche che hanno vinto le elezioni nel 2022 di mantenere gli impegni che avevano preso nei confronti del popolo italiano, sulla sicurezza ad esempio, sui rimpatri (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Futuro Nazionale Vannacci-Free), che non ci sono dal punto di vista numerico come lo intendiamo noi. Noi vogliamo una misura strutturale, complessa, che si chiama remigrazione, che fa arrabbiare, tra l'altro, alcune forze politiche del centrodestra.
Penso a Forza Italia, penso a un pezzo della Lega, che addirittura ha completamente perso in maniera assurda la trebisonda, che afferma pubblicamente che la remigrazione non va bene perché già la Lega, al Ministero dell'Interno, sta facendo, con il suo Sottosegretario, un grande lavoro con i rimpatri. Eppure, questi rimpatri non arrivano a quota 10.000 all'anno. Chi vogliono prendere in giro, signor Presidente (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Futuro Nazionale Vannacci-Free)? Ma chi vogliono prendere in giro? Perché, finché è la sinistra a dire, ovviamente, che i rimpatri non funzionano, le persone, ovviamente, la prendono con le giuste cautele, ma quando una forza di destra dice: guardate i dati del Viminale, guardate quei dati che certificano un certo fallimento nelle politiche di governo, perché dovrebbero essere politiche di governo dell'immigrazione, ma, considerando i numeri, qui non sta governando nessuno l'immigrazione.
La stiamo continuando a subire (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Futuro Nazionale Vannacci-Free), questa è la questione assurda. E a chi dice che gli sbarchi sono diminuiti, meno male, dopo 4 anni finalmente sono diminuiti gli sbarchi, ma il problema non sono gli sbarchi di adesso, sono tutti quegli immigrati irregolari - si parla di quasi mezzo milione - che continuano a bighellonare nelle nostre città e che continuano a causare problematiche di ordine pubblico e di degrado (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Futuro Nazionale Vannacci-Free), a cui migliaia di cittadini italiani, purtroppo, sono esposti.
Entrando nel Piano Casa, noi non contestiamo il provvedimento in sé, noi valutiamo favorevolmente il fatto che finalmente, dopo 4 anni, siano state messe delle risorse per programmare e potenziare le politiche abitative. Quando ho fatto l'assessore alla casa, era un mio cruccio chiedere continuamente risorse all'assessore al bilancio per ristrutturare e per realizzare nuovi alloggi di edilizia residenziale pubblica, perché per noi di Futuro Nazionale la casa è sacra; ma non soltanto la casa privata, anche la casa pubblica (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Futuro Nazionale Vannacci-Free), che è un diritto fondamentale, che deve essere garantito, e qui vengo alla questione politica, prioritariamente, in una situazione di scarsità di risorse - prioritariamente, lo dico piano, così forse si capisce meglio -, ai cittadini italiani (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Futuro Nazionale Vannacci-Free), signor Presidente.
La cosa che fa, però, rabbia è che il Ministro Salvini, che ha la delega all'edilizia residenziale pubblica, in questo Piano Casa ha messo le risorse - tra l'altro, ci fa arrabbiare il fatto di avere individuato un commissario (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Futuro Nazionale Vannacci-Free), perché, ogni volta che c'è un commissario, il MIT paga circa 400.000-250.000 euro per lo stesso commissario, che insomma è un po' un ossimoro.
Un commissario che deve dedicarsi alle politiche dell'abitare, con un lauto stipendio di questo tipo, è un po' uno schiaffo in faccia alla povertà, sul quale ci troverà sempre contrari, e lo diremo anche nel prosieguo del dibattito. E, signor Presidente, sul Fondo per la morosità incolpevole, anche lì, si dice che è un Fondo che serve per i furbetti, ma nessuno prende in considerazione il fatto che, se si è morosi incolpevoli, lo si è perché si è perso il posto di lavoro o sono intervenute delle condizioni oggettive che hanno impedito alla stessa persona che chiede il beneficio di rientrare all'interno di una busta paga adeguata per sostenere se stesso e la propria eventuale famiglia.
Quindi bisogna, da questo punto di vista, e concludo, aumentare le risorse non per lo stipendio del commissario, ma per aumentare la forza dello Stato nei confronti delle persone più in difficoltà (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Futuro Nazionale Vannacci-Free). Questo, per noi di Futuro Nazionale, è fondamentale, senza premiare i furbetti con criteri selettivi. Per tutti questi motivi, signor Presidente, annuncio, come sempre ormai, il voto contrario alla fiducia e poi, successivamente, vedremo nel dibattito quale sarà la nostra posizione (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Futuro Nazionale Vannacci-Free).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Semenzato. Ne ha facoltà.
MARTINA SEMENZATO (NM(N-C-U-I)M-CP). Grazie, Presidente. Rassereno il Sottosegretario che il mio intervento sarà sul Piano Casa. Quando si affronta il tema casa, si parla di un pilastro della nostra società; pilastro che, in quanto tale, non può essere un elemento fragile. È un tema che tocca da vicino la vita quotidiana delle famiglie: l'accesso alla casa, la sua sostenibilità economica e, non ultima, la qualità dell'abitare sono problemi che molti italiani, purtroppo, conoscono bene. Lo vediamo nelle grandi città, dove, in molti casi, i prezzi sono diventati non sostenibili per chi lavora e per chi studia.
Ma lo vediamo anche nei piccoli centri, dove il patrimonio pubblico e privato spesso si svuota o si degrada. E, infine, lo vediamo nelle difficoltà di tanti comuni che non hanno strumenti, né risorse per rispondere a una domanda abitativa che cambia velocemente. Allora, il provvedimento sul quale voteremo a breve la questione di fiducia nasce dalla consapevolezza che negli ultimi anni si è accumulato un ritardo strutturale nelle politiche abitative che non può più essere affrontato con strumenti ordinari o con interventi frammentati.
Si tratta di un decreto che rimette mano al patrimonio esistente con l'idea di usare ciò che già c'è, invece di continuare a consumare suolo, mettendo insieme pubblico e privato senza ideologie. Su questo, diciamolo francamente, si misura anche la differenza tra chi oggi governa e chi per anni si è limitato a descrivere i problemi. Per anni, infatti, si è discusso di emergenza abitativa come se fosse una condizione permanente, quasi inevitabile. Ma, se diventa permanente, allora non è più un'emergenza, è un fallimento. Per questo motivo, il Governo ha deciso di intervenire con il decreto Piano Casa.
Il recupero degli alloggi pubblici inutilizzati è forse la parte più concreta di questo intervento. Non stiamo parlando di nuove promesse, ma di recuperare ciò che già è stato costruito e che troppo spesso è rimasto fermo, inutilizzato, a volte abbandonato e sprecato. Allo stesso modo, la scelta di puntare sulla rigenerazione urbana va nella direzione giusta: non possiamo continuare a pensare che la crescita urbana significhi solo espansione. Le città si rigenerano prima di tutto riqualificando e valorizzando quello che hanno, non costruendo nuove periferie.
Ma veniamo a un tema a me particolarmente caro, il partenariato pubblico-privato. Anche qui serve un po' di realismo, Presidente: senza risorse private, senza capacità di investimento, molte di queste operazioni semplicemente non si fanno. Ma è altrettanto vero che il pubblico non può rinunciare alla regia. Il punto è quindi trovare l'equilibrio, non contrapporre due mondi che, se ben governati, invece, possono lavorare nella stessa direzione. In questo senso, il partenariato pubblico-privato non è una formula tecnica, ma è una scelta di metodo.
Significa riconoscere che la sfida abitativa richiede capacità amministrativa, ma anche capacità di investimento e di realizzazione, e significa soprattutto evitare due errori opposti: da un lato, la tentazione di scaricare tutto sul mercato e, dall'altro, quella di pensare che il pubblico possa sostituirsi integralmente alla capacità realizzativa del sistema Paese. Il mercato da solo non basta, ma nemmeno lo Stato da solo può fare tutto.
Serve una responsabilità condivisa e serve soprattutto che lo Stato faccia bene una cosa fondamentale: fissare le regole e farle rispettare. Infine, permettetemi di sottolineare un altro aspetto che per noi è centrale, la questione sociale.
Dietro ogni norma sull'edilizia ci sono delle persone, ci sono giovani che non riescono a lasciare la casa dei genitori, ci sono famiglie che spendono una parte dello stipendio per l'affitto, ci sono lavoratori che si spostano e non trovano soluzioni accessibili. Se perdiamo di vista questo, possiamo anche scrivere le leggi migliori del mondo, ma sbagliamo comunque il bersaglio. Questo provvedimento va nella direzione giusta perché prova a sbloccare situazioni ferme da anni, perché prova a mettere ordine, perché prova a dare una risposta a un bisogno reale e non teorico.
Un provvedimento che il gruppo di Noi Moderati ha contribuito a migliorare con una serie di emendamenti che guardano alle startup, alle microimprese, al co-working, al commercio di prossimità, all'artigianato urbano, ai servizi di quartiere, che potranno finalmente avvalersi di convenzioni a canone calmierato. Per queste ragioni, Presidente, a nome del gruppo Noi Moderati, annuncio il voto favorevole. È un voto di fiducia al Governo, ma anche e soprattutto a un'idea politica che non si limita a fotografare i problemi, ma finalmente, con concretezza e pragmatismo, prova a risolverli.
PRESIDENTE. Prima di dare la parola al successivo intervento, salutiamo le ragazze, i ragazzi e i responsabili del gruppo estivo parrocchia di Sant'Andrea di Paliano, in provincia di Frosinone, che assistono ai nostri lavori dalle tribune. Benvenuti a Montecitorio, grazie di essere qui (Applausi).
Ha chiesto di parlare l'onorevole Grimaldi. Ne ha facoltà.
MARCO GRIMALDI (AVS). Grazie, Presidente. Colleghe e colleghi, Sottosegretario, il vostro Piano si è, alla fine, rivelato per quello che è: un vero piano antisociale, una truffa antisociale. L'edilizia residenziale pubblica è una delle vere macchie nere di questo Paese: siamo al 2,9 per cento di case pubbliche su 100 ed è, di fatto, uno dei dati peggiori europei; la media europea è del 15 per cento. E voi che fate con questo provvedimento? Mettete, di fatto, in vendita quel pochissimo patrimonio pubblico senza alcun criterio limitativo.
Un po' come quelli che non hanno abbastanza pane e vendono i forni. Dopo avere annunciato di voler recuperare 60.000 alloggi, avete trovato solo qualche spicciolo. I ricavi, tra l'altro, di quel saccheggio, di quella dismissione degli immobili pubblici, li volete usare per ripianare il debito pubblico, senza alcun reinvestimento e senza alcun obbligo. Le risorse reali di questo Piano sono ridicole: sono i 970 milioni che erano già distribuiti su 4 anni, che erano già previsti nei fondi già stanziati con le leggi di bilancio 2024, 2025 e 2026, a proposito della truffa.
Ecco, basteranno, se va bene… lo dico per il Ministro Salvini, che dice: entro il prossimo anno avremo 60.000 abitazioni. Purtroppo non sa fare di matematica e si vede che non sa fare bene neanche il Ministro, visti i risultati. E le altre risorse dove arriveranno? Dove sono quei 100.000 alloggi e quei 10 miliardi annunciati? Nessuno sa davvero di che cosa si stia parlando, e intanto il dato è quello della realtà: ci sono 1.039.000 famiglie che sono in povertà assoluta e sono in affitto. Ci sono 100.000 persone, in questo momento, senza fissa dimora e più di 350.000 famiglie sono in graduatoria da anni, spesso addirittura da decenni.
Per questo la casa popolare ormai è diventata un miraggio, e nei 10 anni in cui voi vorreste disporre quei 100.000 alloggi ci saranno circa 400.000 famiglie sfrattate. Già, con questa media, se voi addirittura dite che accelererete gli sfratti, ci saranno 400.000 famiglie, appunto, che subiranno una sentenza di sfratto. Chi vive in affitto, cioè ormai un quarto delle famiglie italiane, è sempre più schiacciato: in 8 anni, i canoni sono passati da meno di 10 euro a più di 15 euro al metro quadro, facendo registrare, di fatto, un aumento di oltre il 52 per cento.
Ma non avete stanziato un solo euro per i fondi per il sostegno all'affitto, per la morosità incolpevole, azzerati, appunto, da anni. I vostri commissari straordinari, con stipendi d'oro, potranno bypassare, appunto, comuni e regioni, potranno derogare ai piani regolatori, calpestare gli standard urbanistici, persino i vincoli idrogeologici. E chi farà tutto questo? Dico, avranno costruito una nuova agenzia per la casa? No, la Simico. E uno direbbe, da legislatore, da amministratore, da sindaco: ma chi? L'azienda che doveva fare - e non li ha fatti bene - i lavori della Milano-Cortina?
E cosa c'entra la Milano-Cortina con il Piano Casa? Non c'è una riga di quello statuto che parli di case popolari, ed affidate a una società che, tra l'altro, è finita, perché vi avviso che le Olimpiadi ci sono già state, la predisposizione dei piani attuativi di questo Piano? Già solo questo dovrebbe gridare vendetta. E il social housing si basa sul sistema dei fondi gestito tramite Invimit, cioè orientato solo verso le fasce più solvibili del mercato, senza tetti ai profitti e senza controlli rigorosi sui prezzi.
E così trasformate l'edilizia sociale in un nuovo terreno di caccia per la rendita immobiliare, un po' come avete fatto sulle residenze universitarie, e regalate incentivi e semplificazioni selvagge per attrarre i fondi immobiliari privati, anche esteri. Ma quali alloggi sostenibili, prezzi accessibili o canoni calmierati? La promessa di alloggi a prezzi ridotti del 33 per cento rispetto al mercato è ridicola, è ridicola soprattutto nelle città ad alta tensione abitativa. In un Paese con 8 milioni di abitazioni sfitte voi usate l'emergenza per spalancare, di fatto, le porte ai fondi immobiliari speculativi.
E lo dite, ne andate pure orgogliosi e siete arrivati allo storno del 50 per cento delle risorse del Piano clima per le famiglie appunto vulnerabili; fondi tagliati alle case popolari e alle famiglie più povere, oppresse dal caro energia. Erano 1,3 miliardi. Se va bene, le famiglie assegnatarie finanziano il recupero di case popolari del Piano Casa; se va male, sostengono programmi di lobby immobiliare. In compenso, vi date da fare per accelerare gli sfratti. Allora parliamo di 40.000 famiglie sfrattate ogni anno, in gran parte buttate in strada con la forza pubblica e senza alcuna alternativa abitativa.
Allora, lo dico ai patrioti, ai neo-sovranisti: e dove esattamente le volete mettere queste famiglie? Dove andranno quelle 400.000 persone, sfrattate per lo più dalle case popolari? In strada? Nei dormitori? Ecco la bomba sociale che arriva. La vostra è una logica punitiva, anzi, persecutoria nei confronti di chi è in difficoltà. Prima gli avete tolto il reddito di cittadinanza, adesso gli togliete i fondi per la morosità incolpevole e per gli affitti, e questo è il risultato.
Delle leggi strutturali che servono non ne avete fatto nemmeno una: non una legge quadro sulle locazioni brevi, che stanno creando un mercato parallelo vorace e fuori dal controllo; non una normativa quadro sull'edilizia residenziale sociale. Il Ministro Salvini, in tre anni e mezzo, non ha fatto nulla per affrontare l'emergenza abitativa. Nel suo unico intervento normativo ha, di fatto, regolarizzato i sottotetti e i sottoscala abusivi. Come primo atto è riuscito a cancellare, appunto, il Fondo di sostegno agli affitti e noi abbiamo risposto colpo su colpo in Commissione, abbiamo respinto ovviamente le vostre offensive, ma voi avete, invece, respinto sistematicamente e ottusamente tutte le nostre proposte.
E lo farete ogni volta che, in qualche modo, si parla di redistribuzione. La verità è che da 2 anni in questo Paese si parla di casa solo grazie alle opposizioni. Avete bollato il nostro disegno come una proposta shock; l'unico fatto scioccante per voi è che qualcuno pensi ancora a vere politiche pubbliche. Voi date battaglia a queste iniziative perché difendete quella rendita immobiliare. Avete paura di una ricognizione seria degli immobili sfitti, che farebbe emergere le troppe situazioni irregolari o estreme.
Su 8 milioni di case sfitte, noi pensiamo che ce ne siano almeno 3 affittate in nero. Sono i sottotetti e i sottoscala, appunto, che Salvini ha condonato; sono i casi vergognosi come quello di cui vi parlo spesso, nella mia città, il caso del signor “ras delle soffitte”, Giorgio Molino, un signore che per decenni ha usato dei prestanome per affittare oltre 1.400 immobili a persone fragili in condizioni disumane. Questa è la speculazione edilizia, questa è l'evasione fiscale dei grandi proprietari che emergerebbe con chiarezza da qualsiasi ricognizione.
A voi sta bene un contesto immobiliare in cui l'unico attore rimasto è il mercato. Noi, invece, affermiamo che esiste un interesse pubblico e vogliamo difendere il diritto all'abitare e il diritto a vivere le nostre città, che non sono parchi giochi per i turisti. Se la casa è un diritto, allora la società andrebbe organizzata per garantirlo. Lasciare questo compito al mercato significa abbandonare i più deboli.
La prima cosa che lo Stato dovrebbe fare è demercificare la gran parte del comparto abitativo, ritrovare il suo ruolo regolativo di intervento diretto. Nella nostra proposta di legge indichiamo la strada: un grande piano strutturale di edilizia residenziale pubblica da 500.000 nuove case popolari a consumo di suolo zero.
Significa una riforma complessiva del settore. Serve recuperare gli immobili pubblici e privati, con fondi pubblici, vincolandoli per almeno 25 anni a un uso abitativo a canone ridotto; e proponiamo programmi nazionali per assistere chi subisce lo sfratto, promuovendo l'autocostruzione, l'autorecupero e la rigenerazione urbana governata dal pubblico, non dalla finanza immobiliare come fate voi.
Il Fondo nazionale per l'edilizia pubblica deve avere stanziamenti annuali stabili, pari almeno all'1 per cento delle spese statali e regionali, e deve essere finanziato anche dall'abolizione della cedolare secca sugli affitti brevi e sul libero mercato. Al contempo, proponiamo una cedolare secca ultra agevolata per chi affitta a canone concordato e a inquilini, appunto, con ISEE basso. Come? Semplicemente applicando l'IMU agli immobili invenduti delle grandi imprese ed esentandone, invece, l'edilizia residenziale pubblica. Vogliamo rafforzare l'Osservatorio, quell'Osservatorio nazionale della condizione abitativa fermo dal 1998 e vogliamo avviare un censimento per colpire speculazioni e fenomeni di caporalato abitativo, sempre più urgente in tutto il Paese.
Ecco una riforma vera, organica e strutturale delle politiche abitative. Invece il vostro decreto resta un intervento frammentario che strizza solo l'occhio alla finanza. Avremmo meritato una maggioranza capace di misurarsi in questo Parlamento con queste proposte: se la meriterebbero tante cittadine e cittadini schiacciati dal caro affitto e dal caro energia. E invece servirebbero politiche pubbliche, case e dignità. Insomma, servirebbero fatti, non sfratti, per questo voteremo “no” (Applausi dei deputati del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Ruffino. Ne ha facoltà.
DANIELA RUFFINO (AZ-PER-RE). Grazie, signor Presidente. Onorevoli colleghi, Governo, apro il mio intervento annunciando il voto contrario alla posizione della fiducia su questo provvedimento e cito immediatamente uno dei motivi che ci spingono a un voto contrario: la nomina dell'ennesimo commissario. E quindi, da un lato, questo “Parlamento 2”, questo sotto-Parlamento continua a essere sempre più numeroso e, dall'altro, il Governo continua ad abdicare a qualsiasi ruolo nella gestione di un progetto che sia un poco più grande che mettere insieme due alloggi.
Abbiamo lavorato tanto in Commissione, abbiamo presentato emendamenti di merito, abbiamo lavorato seriamente cercando puntualmente di presentare i gravi problemi che affliggono gli italiani. Purtroppo non abbiamo ricevuto risposte positive, però ci ha molto incuriositi l'atteggiamento della maggioranza, che ha presentato degli emendamenti, ne ha presentati parecchi e di merito, emendamenti che poi sono stati ritirati. Quindi significa che non c'è una grande condivisione neppure da parte della maggioranza su questo Piano Casa.
Io ho anche notato che gli emendamenti venivano ritirati non proprio con il sorriso stampato sulle labbra, ma in maniera abbastanza stizzita; forse perché qualcuno si rende conto che discutiamo su un tema che riguarda la vita di milioni di italiani. La casa non è un bene come gli altri, è il luogo della dignità, della sicurezza, della famiglia, del lavoro. È il presupposto dell'inclusione sociale e della coesione delle nostre comunità. Per questo il gruppo di Azione considera la questione abitativa una delle grandi emergenze nazionali del nostro tempo.
Negli ultimi anni, il costo degli affitti e delle abitazioni è cresciuto molto più rapidamente dei redditi. Giovani lavoratori, famiglie monoreddito, studenti, anziani soli, genitori separati e lavoratori essenziali non riescono più a trovare una casa a prezzi sostenibili nelle città dove studiano o lavorano. E di fronte a questa emergenza il Governo presenta un Piano Casa che individua alcuni obiettivi che possiamo dire essere condivisibili: recuperare il patrimonio pubblico inutilizzato - bene, molto bene -, favorire l'housing sociale - molto bene, abbiamo presentato alcuni emendamenti -, ampliare l'offerta di alloggi a prezzi calmierati - anche qui ci abbiamo lavorato - e contenere il consumo di nuovo suolo. Sono obiettivi che nessuno può contestare. Ma, purtroppo o per fortuna, la politica non si giudica dalle intenzioni, si giudica dalla capacità di trasformare gli obiettivi in risultati concreti: e qui iniziano ad emergere le nostre profonde perplessità.
La prima criticità riguarda le risorse. Il Governo annuncia 100.000 alloggi - giustamente, è un Piano casa, mica se ne fanno 10.000, ne servono tantissimi: 100.000 alloggi in dieci anni - e il recupero di 60.000 alloggi di edilizia residenziale pubblica oggi inutilizzati. Sessantamila alloggi oggi inutilizzati sono una follia. Questo ci fa pensare, signor Presidente, che quei 60.000 alloggi sono rimasti lì per un tempo immane e nessuno ha provveduto ad aprire la porta, a fare una valutazione degli interventi da farsi, e ad assegnarli alle famiglie che oggi sono senza casa e fanno veramente sacrifici tremendi.
Tuttavia, che succede? Succede che le risorse effettivamente disponibili sono assolutamente insufficienti rispetto agli obiettivi dichiarati. Molti esperti e operatori del settore hanno evidenziato come gli stanziamenti previsti consentano interventi di manutenzione e di recupero assai limitati, ma difficilmente possono sostenere una riqualificazione completa del patrimonio esistente.
E la domanda che rimane senza risposta è semplice: quali sono le coperture finanziarie che consentiranno di raggiungere i risultati annunciati?
La seconda criticità riguarda il ruolo attribuito agli investimenti privati. Nessuno mette in questione la necessità di coinvolgere il capitale privato: sarebbe irrealistico che il settore pubblico affrontasse da solo una sfida di questa portata. Ma il problema è un altro. Lo Stato non può limitarsi a sperare che il mercato risolva ciò che il mercato ha contribuito a creare. Se vengono concessi incentivi, agevolazioni e garanzie pubbliche o disponibilità di patrimonio pubblico, occorrono vincoli chiari e duraturi sui canoni e sui prezzi degli alloggi. Altrimenti qual è il rischio? È che le risorse pubbliche sostengano operazioni immobiliari senza produrre una reale accessibilità abitativa e questo è assai grave.
La terza criticità riguarda le diseguaglianze territoriali: su questo tema, Azione è molto sensibile. Le grandi aree metropolitane hanno certamente bisogno di incentivi urgenti, ma l'Italia non è fatta solo di metropoli. Esistono centinaia di comuni delle aree interne che vivono una situazione opposta: case vuote, patrimonio pubblico inutilizzato, spopolamento, invecchiamento della popolazione e progressiva perdita dei servizi.
Vogliamo dire che ci sarà qualche possibilità che si andrà ad incidere, che si andranno ad acquisire gli immobili e che finalmente anche quella fetta di popolazione avrà una risposta e potrà accedere a una casa? Guardate, assolutamente no, sono pronta a sottoscrivere che succederà una cosa, come esattamente è successo in questi anni: buio, buio pesto. E ammetto che tutto questo non fa arrabbiare soltanto noi ma fa arrabbiare, ovviamente, gli italiani, che hanno uguali diritti perché assolvono ai doveri.
Quindi manca assolutamente, a nostro parere, una politica abitativa che si colleghi alle politiche per lo sviluppo territoriale, per la mobilità, per i servizi pubblici e per la crescita economica locale.
La quarta criticità, dicevo, è il metodo. Un Piano casa serio dovrebbe partire da una domanda fondamentale: qual è il fabbisogno abitativo reale del Paese? Quante famiglie hanno bisogno di una casa? E qui pongo tante domande al Governo: magari potrebbe essere un importante momento di riflessione. Dove si concentra la domanda? Quali categorie sociali sono maggiormente in difficoltà, e perché? Quale sarà l'evoluzione demografica nei prossimi dieci-venti anni? Quale patrimonio abitativo pubblico e privato è oggi inutilizzato?
A queste domande il Piano non fornisce alcuna risposta sufficientemente credibile: manca un sistema nazionale di monitoraggio permanente, mancano indicatori pubblici e verificabili, mancano obiettivi territoriali misurabili e mancano anche degli strumenti che consentano al Parlamento e ai cittadini di verificare periodicamente l'efficacia delle misure adottate. In altre parole, manca una governance basata sui dati. Ma ci avete detto che, tutto sommato, non è neanche così importante. E senza dati, senza programmazione e senza monitoraggio noi pensiamo che ci sia un rischio, che è quello di procedere soltanto per annunci, senza la possibilità di correggere gli errori e valutare i risultati.
Guardate, sarebbe sufficiente - e concludo, signor Presidente - che si arrivasse ad intervenire sui famosi 60.000 alloggi, che si riuscisse in tempo breve ad intervenire sul patrimonio oggi a disposizione e che si desse la priorità, nell'assegnare gli alloggi, a chi ha veramente bisogno e che si ampliasse lo sguardo e si pensasse che questa nostra Italia è variegata, è grande e ha bisogni diversi a seconda di dove si vive. Questo sarebbe un grande passo, ma è un grande passo che non solo non tocca il Piano Casa, ma anche altri settori.
Io penso che noi dovremmo essere un bravo megafono nel riportare all'esterno queste criticità e nel raccontare anche ai cittadini che vivono le zone interne che hanno dei diritti e che devono pretendere che il Governo assolva a questi diritti e dia almeno una piccola risposta, perché sono sempre quei cittadini che hanno già perso tutto e che stanno perdendo anche questa opportunità (Applausi dei deputati del gruppo Azione-Popolari Europeisti Riformatori-Renew Europe).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Pellegrini. Ne ha facoltà.
MARCO PELLEGRINI (M5S). Grazie, Presidente. Il MoVimento 5 Stelle voterà in senso contrario alla fiducia a questo provvedimento per la semplice ed ottima ragione che questo decreto-legge non risolve in alcun modo il drammatico problema del disagio e della povertà abitativa, che riguarda centinaia di migliaia di famiglie italiane che vivono nella precarietà e nell'incertezza. Tanti italiani, purtroppo, non riescono a trovare casa perché questi salari bassissimi, a cui questa maggioranza e questo Governo li ha costretti e li ha condannati, impediscono a queste famiglie, a queste migliaia, anzi, milioni di italiani, di poter pagare un affitto di una casa trovata sul libero mercato.
Addirittura, sono poi impossibilitati a trovare case dello Stato, di edilizia residenziale pubblica o di edilizia sociale, perché sono pochissime e questo Piano, che avrebbe dovuto in ipotesi aumentarle, non lo farà, come mi accingo a spiegare. Un problema sociale così grande, che ha ricadute nefaste nella creazione e nello sviluppo dei nuclei familiari, e quindi nello sviluppo della nostra società, meritava, per la verità, un lavoro coraggioso e corale da parte del Parlamento; meritava una proposta che guardasse ai prossimi venti o trent'anni e che avesse e desse una prospettiva sociale ed economica a un pezzo importante del Paese, un pezzo che si trova, in questo momento, in grave difficoltà.
E invece questo Governo e questa maggioranza hanno imposto questo “decreto fuffa”, come al solito - perché seguono, ormai da 3 anni e mezzo, quasi 4, la corrente che ho definito “fuffismo” -, e hanno presentato l'ennesimo, inutile decreto-legge; l'ennesimo, ormai abbiamo davvero perso il conto. Qualche settimana fa, quindi dopo 3 anni e mezzo di legislatura, arriva in Parlamento questo fantomatico Piano Casa. Era stato più volte annunciato negli anni scorsi, ma evidentemente a chiacchiere, quindi né la maggioranza, né questo Governo avevano mai trovato il tempo di portare un provvedimento che ora ci dicono così importante, lo portano alla fine della legislatura e hanno continuato a fare la stucchevole propaganda che, devo dire, è l'unica cosa in cui sono bravi.
Ma, devo dire, il ritardo con il quale questo provvedimento arriva in Parlamento davvero, Presidente, è l'ultimo dei problemi, perché i problemi sono quelli insiti nel provvedimento stesso, perché è assolutamente inconsistente, visto che i fondi che sono stati previsti faranno il solletico a questo grave problema, senza lontanamente risolverlo. Evidentemente - e lo dicono i fatti, bisogna prenderne atto - per questo Governo non è prioritario contrastare il disagio abitativo.
Non è prioritario dare, da parte dello Stato, della collettività, una risposta ai milioni di italiani che si trovano in difficoltà; non è prioritario aiutare le famiglie che sono in povertà abitativa; non è prioritario aiutare chi è ai margini, chi è fragile. Questo decreto-legge è stato presentato dal Governo solo ed esclusivamente, a nostro parere, per bloccare definitivamente la proposta che il MoVimento 5 Stelle aveva portato in Aula, devo dire anche con grande fatica, perché ne abbiamo dovute subire di ogni tipo in questi ultimi mesi. Una proposta, la nostra, del MoVimento 5 Stelle, che era ed è organica e completa e che si prefiggeva, innanzitutto, di risolvere il problema per intero, cioè di colmare per intero quella che era la lacuna in termini di immobili, di case che mancano per soddisfare, appunto, le esigenze degli italiani. E lo voleva fare in modo sistematico e strutturale in un lasso di tempo congruo. Certo, noi non pretendevamo di farlo in 1, 2 o 10 anni. Ci sarebbe piaciuto deciderlo con l'intero Parlamento, visto che è un tema che, come dicevo prima, tocca milioni di italiani sulla carne viva, e quindi doveva essere l'intero Parlamento a decidere se un piano del genere sarebbe dovuto durare 20 anni, 25 anni, 30 anni, 15 anni, ma con le dotazioni economiche sufficienti a raggiungere gli obiettivi che questo Parlamento doveva decidere di dare e di darsi. Quindi, sostanzialmente la nostra proposta, quella del MoVimento 5 Stelle, era di aumentare l'offerta di alloggi di edilizia residenziale pubblica e sociale a canoni accessibili e da destinare alle fasce della popolazione economicamente, lo dicevo prima, più fragili e indifese, ma anche a coloro e alle tantissime famiglie che sono i nuovi poveri, questo specie nei centri abitati dove la pressione abitativa è più forte. Ormai ci sono famiglie in cui entrano due salari, due stipendi, che sono così bassi che non consentono loro di pagare un affitto normale e, contemporaneamente, di mettere insieme il pranzo con la cena. Sono obbligate, queste famiglie, ad andare spesso alla Caritas o alle associazioni che si prendono il compito di aiutare chi è in difficoltà, sostituendosi allo Stato, sostituendosi a questo Governo classista, che ha deciso, invece, di abbandonare una parte consistente della sua popolazione. E un altro obiettivo del nostro disegno di legge, della nostra proposta di legge, era quello di censire, perché, se non sappiamo qual è l'esatta consistenza del patrimonio residenziale pubblico inutilizzato o male utilizzato, ovviamente non si può partire con nessun nuovo programma.
E poi volevamo riqualificarlo ed efficientarlo facendo partecipare a questo sforzo anche i privati, ma sotto la regia del pubblico, ovviamente, perché solo il pubblico può stabilire quali siano le modalità di soddisfacimento delle esigenze dei cittadini, in ossequio al dettato costituzionale. Avevamo questa nostra proposta, lo dicevo, organica e, devo dire, questo Governo ha fatto di tutto per boicottarla: rallentamenti continui in Commissione, poi è arrivata in Aula, poi l'hanno rimandata in Commissione. Ma quale era il difetto della nostra proposta di legge, che, me lo faccia dire tra parentesi, Presidente, noi portiamo avanti dalla scorsa legislatura ed era una proposta di legge a mia prima firma, che avevo presentato al Senato? Questa presentata alla Camera, a prima firma Santillo, è ancora più organica e ancora più esaustiva di tutte le questioni, e non abbiamo potuto, nella scorsa legislatura, portarla a termine, purtroppo, per lo scoppio della pandemia.
E quindi tutte le energie dei gruppi parlamentari di maggioranza e del Governo stesso erano, ovviamente, utilizzate per cercare di salvare tutti gli italiani dalla pandemia, i lavoratori e le aziende, per uscire da quello che è stato un incubo, lo ricorderemo tutti noi.
Un incubo nel quale, tra l'altro, avevamo un'opposizione che era un'opposizione no-mask, no chiusure, no tutto: ci hanno messo i bastoni tra le ruote su tutto e questo costituirà una vergogna eterna a loro discapito.
Dicevo, Presidente, il dilettantismo e la superficialità con cui questo Governo e questa maggioranza stanno affrontando una questione che affligge oltre un milione e mezzo di famiglie: è un dato che cito, che ci ha fornito Nomisma e che dà l'esatta percezione dell'importanza che questo Governo non sta dando al tema.
Ripeto, questo Governo e questa maggioranza avevano la necessità di stoppare la nostra proposta di legge che noi eravamo pronti a discutere con tutti. Anzi, saremmo stati felici di avere il contributo delle altre forze di opposizione e, soprattutto, delle forze di maggioranza, ma ovviamente questo non c'è stato.
Tra l'altro, noi arriviamo a questo decreto-legge che è stato “appioppato” al Parlamento, ovviamente, secondo il solito schema: sono arrivati i pareri agli emendamenti, praticamente qualche giorno fa, a mezza mattinata, mercoledì, se non ricordo male, e facendo, al solito, le cose di fretta. Infatti, si aveva l'esigenza di arrivare in Aula per porre la fiducia e per poter poi fare le fotografie - di cui sono, come dire, ben pieni i mezzi di comunicazione - con le quali dire che il Governo aveva risolto un problema.
Invece, purtroppo, così non è. Ma c'è un motivo ben preciso per il quale questo Governo e questa maggioranza non si interessano di una parte significativa dei cittadini italiani. A questo Governo e a questa maggioranza interessa tutelare gli interessi delle banche, delle assicurazioni, dei produttori di armi e dei produttori energetici (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle); dei cittadini normali non gli importa niente ed è questo il motivo per cui c'è un ennesimo provvedimento che grida vergogna (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Annarita Patriarca. Ne ha facoltà.
ANNARITA PATRIARCA (FI-PPE). Grazie, Presidente. Presidente, Governo, onorevoli colleghi, ci troviamo di fronte ad un provvedimento che è uno dei tasselli cruciali per l'architettura sociale ed infrastrutturale del nostro Paese. Uno dei più importanti, possiamo dire, di questa legislatura che si sostanzia nella messa a disposizione di un totale di circa cinque miliardi destinati al recupero degli immobili dell'edilizia residenziale pubblica e nell'avvio di un procedimento nel quale sono previste norme estremamente semplificate ed agevolazioni per la realizzazione di piani di edilizia convenzionata e libera.
Si tratta di un Piano di grande respiro che affronta, in modo organico e strutturato, la sfida del disagio abitativo attraverso tre grandi macro direttrici: l'incremento dell'offerta di edilizia residenziale pubblica e convenzionata, il sostegno alla morosità incolpevole e l'attuazione di programmi infrastrutturali integrati.
È una riforma che ha un valore sussidiario e liberale. Non ci troviamo davanti a una mera elargizione assistenziale bensì a una visione strategica che fa leva sulla sinergia pubblico-privata come motore fondamentale di sviluppo.
L'attrazione prevalente di investimenti privati nei programmi di edilizia integrata ne è la dimostrazione plastica; lo Stato non si sostituisce al mercato, ma ne orienta le energie migliori per soddisfare i fabbisogni della cosiddetta fascia grigia ovvero di quei cittadini con ISEE troppo elevati per l'ERP, ma incapaci di accedere alle tariffe gonfiate del libero mercato.
Parliamo di risposte concrete a giovani, a giovani coppie, a separati, al personale scolastico, sanitario e delle Forze dell'ordine, lavoratori, sia pubblici che privati, fuori sede, che rappresentano l'ossatura dei nostri servizi essenziali.
A differenza di qualcuno che ha governato prima di noi, noi non facciamo provvedimenti demagogici che creano buchi di bilancio, ma cerchiamo di trovare soluzioni concrete ed equilibrate.
Sotto il profilo strettamente tecnico e urbanistico, desidero sottolineare il rigore con cui il testo persegue l'obiettivo del contenimento del consumo di suolo e della rigenerazione urbana.
Gli interventi previsti dal Piano si concentrano, prioritariamente, sul recupero, sulla manutenzione straordinaria, sulla demolizione e sulla ricostruzione del patrimonio edilizio esistente, coniugando l'efficienza energetica e l'adeguamento sismico con i target europei di decarbonizzazione.
Grazie anche all'azione di Forza Italia, questi piani sono stati estesi ad operatori nazionali affidabili, valorizzando il concorso del settore edilizio nazionale all'attuazione della legge; si è previsto che spazi commerciali, uffici e alberghi potranno contribuire a rendere sostenibili le operazioni private, attivate nell'ambito del Piano Casa, grazie all'esclusione del computo 70-30. Com'è noto, molti operatori considerano difficilmente realizzabile il 70 per cento di case a prezzi convenzionati; non riuscendo a modificare quella percentuale che, comunque, si dovrà, eventualmente, anche rivedere, si è cercato, in ogni modo, di aprire altri spazi di manovra in favore delle imprese edilizie nazionali.
Molte semplificazioni sono state estese anche ad operazioni di minore importo: è opportuno ricordare che il settore delle costruzioni si conferma come uno dei principali pilastri della domanda interna giungendo a rappresentare il 12 per cento del PIL. Decisivo, per la nostra economia, è anche il valore delle costruzioni; il settore immobiliare vale il 19,5 del PIL italiano, in linea con la media europea e rappresenta un comparto strutturale della nostra economia. Il 60 per cento del patrimonio delle famiglie italiane è investito in attività immobiliari: un dato che distingue il nostro Paese anche dagli altri Paesi europei. I mutui e i finanziamenti al settore rappresentano circa un terzo degli impieghi bancari; il gettito fiscale generato dal comparto, tra imposte sulle transazioni ed altre entrate, supera i 43 miliardi di euro all'anno, pari all'8 per cento del totale delle entrate fiscali. Nel 2025, sono state registrate circa 800.000 compravendite di edifici abitativi con un aumento del 6,4 per cento. Il volume delle transazioni residenziali ha raggiunto i 124 miliardi di euro mentre le erogazioni di mutui sono cresciute del 25 per cento rispetto all'anno precedente.
L'urgenza di realizzare grandi piani di edilizia abitativa emerge da questi dati e dall'evidenza che gli ultimi dati Istat confermano, ossia un'ulteriore accelerazione dei prezzi degli immobili abitativi.
L'Ipab è aumentato, nel 1° trimestre di quest'anno, dell'1 per cento rispetto al trimestre precedente e del 5,2 rispetto allo stesso periodo del 2025. È vero che quello che aumenta di valore sono soprattutto le abitazioni nuove, cioè quelle già in regola con le prescrizioni della direttiva “Case green”; tuttavia, crescono anche i valori degli immobili esistenti: più 4,8 per cento.
Ancora più preoccupanti sono i dati sulla crescita dei canoni di locazione: il mercato degli affitti è caratterizzato da canoni in costante crescita con un aumento medio nazionale che si attesta intorno al 4 per cento con picchi fino al 7 per cento nelle principali metropoli. I prezzi sono spinti da un'alta domanda e dalla diffusione degli affitti brevi a fini turistici. In 23 province italiane, quasi tutte collocate nel Nord del Paese, esiste un forte squilibrio tra domanda e offerta di lavoro; spesso, le posizioni disponibili non vengono coperte perché i lavoratori non riescono a trovare o sostenere, economicamente, un'abitazione nelle aree interessate. Le prospettive demografiche aggravano il quadro dell'offerta: entro il 2050, una famiglia su 3 sarà composta da una sola persona mentre le coppie con figli caleranno del 19 per cento e, quindi, saranno necessarie modifiche alla tipologia degli immobili da offrire sul mercato o nell'ambito dell'edilizia sociale e convenzionata. Mai come in questo momento era necessario intervenire ed intervenire in maniera organica e strutturale sul settore casa.
Per quanto riguarda il 1° pilastro del provvedimento, cioè il recupero degli immobili ERP inagibili, secondo i dati più aggiornati di Federcasa, gli alloggi inagibili sono 61.300 su un patrimonio complessivo di circa 800.000 abitazioni.
Per quanto concerne il 2° pilastro, per ricordarci i dati e analizzare i dati, perché questa è una valutazione oggettiva, in merito agli interventi di nuova edilizia ci troviamo di fronte a un quadro nel quale è preoccupante la presenza di una grande quantità di abitazioni non occupate. Inoltre, l'85 per cento delle case italiane è in classe energetica bassa il che si traduce in bollette elevate, immobili che perdono valore e una crescente esposizione alle nuove normative europee.
Questa è l'urgenza dell'intervento, questa è l'importanza dell'intervento e questa è l'assunzione di responsabilità con uno stanziamento così importante per far fronte ad una necessità strutturale e fondamentale del Paese. Tuttavia, non è l'unico intervento che ha messo in campo il Governo. A chi giudica insufficiente questo provvedimento a causa di un'incapacità, di una miopia politica tesa a trovare sempre elementi negativi, invece di comprendere e valorizzare anche gli aspetti positivi e le spinte che vengono date al sistema Paese, rispondiamo che il Piano casa è solo un tassello, un tassello importante, ma un tassello di un quadro più ampio di politiche abitative che questo Governo intende portare a compimento entro la fine della legislatura.
Il Governo sta intervenendo contemporaneamente su più fronti: sfratti per morosità attraverso provvedimenti per assicurare le proprietà e rendere più veloci gli sfratti in modo che una parte degli immobili sfitti torni sul mercato; la legge sulla rigenerazione urbana, uno strumento per regolare le trasformazioni urbanistiche e recuperare il patrimonio costruito, migliorandone qualità, efficienza energetica e idrica, sicurezza sismica e dotazione tecnologica; la riforma del codice dell'edilizia - la delega è in corso di discussione presso la Commissione ambiente - che è uno strumento per regolare le trasformazioni urbanistiche; il nuovo codice darà regole certe su tutto il territorio nazionale e provvedimenti veloci in materia di costruzione e ristrutturazione. Già con il Salva casa abbiamo tentato di favorire le ristrutturazioni e i cambi di destinazione d'uso, un intervento importante e lodevole, ma ancora insufficiente. L'intento del nuovo codice è di impedire il ripetersi di situazioni, come quella di Milano, dove le inchieste della magistratura hanno bloccato investimenti diretti per 6 miliardi sulla base di una diversa interpretazione tra permesso a costruire e SCIA. Ma sarà anche l'ambito dove daremo risposte a tutti quei cittadini che si trovano in un limbo. Le problematiche e le criticità dei territori, infatti, non possono essere risolte attraverso petizioni di principio, nascondendo la testa nella sabbia, ma con coraggio e con assunzione di responsabilità.
Quindi, il provvedimento che oggi analizziamo e che ci apprestiamo a votare avrà sicuramente la fiducia di Forza Italia ed è parte, abbiamo detto, di un quadro più ampio. Nei prossimi mesi, infatti, avremo la possibilità di verificare la bontà di tutte queste politiche messe in campo da questo Governo con la disponibilità, in corso d'opera, anche attraverso gli altri strumenti urbanistici, di correggere alcuni aspetti.
Quello che possiamo dire, però, con certezza assoluta in questo momento è che solo con il Governo Meloni, dopo decenni di inerzia, si è messo mano a una politica della casa strutturale, integrata e globale in grado di soddisfare le esigenze dei cittadini italiani (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente-PPE).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Centenaro. Ne ha facoltà.
GIULIO CENTENARO (LEGA). Grazie, Presidente. Onorevoli colleghi, il decreto sul Piano casa presentato dal Governo è il frutto di un lavoro condiviso, figlio di numerose riunioni con tutti i soggetti coinvolti dal Ministro Salvini, un lavoro condiviso con i principali portatori di interesse del settore che, sin dall'inizio del suo mandato come Ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, ha voluto coinvolgere proprio per costruire una strategia condivisa ed efficace.
È stata data priorità alla sinergia tra operatori pubblici e privati al fine di rilevare le esigenze e le priorità in materia di abitare, nonché di valutare le necessità di investimenti pubblici e privati in particolare per lo sviluppo dell'housing sociale.
Il Piano si propone di rilanciare le politiche abitative nazionali con un approccio integrato, inclusivo e sostenibile. Non si tratta evidentemente di costruire solo nuove case, ma di ripensare l'intero sistema: dalla gestione del patrimonio pubblico alla promozione di nuove forme di coabitazione, dalla rigenerazione urbana alla sostenibilità sociale ed economica dell'abitare. La sua innovazione, quindi, non risiede soltanto nell'allocazione di nuove risorse economiche, ma nella capacità di ripensare l'impianto organizzativo e gestionale che oggi accompagna l'offerta residenziale e sociale di edilizia pubblica.
In particolare, si prevede una riorganizzazione delle aziende che si occupano di casa, i famosi IACP, ossia Istituti autonomi delle case popolari, con l'obiettivo di renderli enti più autonomi, flessibili, efficienti ed efficaci. Tra le trasformazioni s'include l'apertura alla collaborazione con operatori qualificati privati, valorizzando competenze ed esperienze già radicate nei territori.
Il Piano promuove inoltre soluzioni abitative pensate per rispondere alle mutate esigenze sociali: cohousing, senior housing e housing intergenerazionale. Queste formule saranno integrate nei contesti urbani con particolare attenzione alle periferie, al fine di favorire inclusione e coesione sociale. Dal punto di vista finanziario, il Piano supera la logica della spesa pubblica fine a se stessa, proponendo un modello fondato sulla collaborazione virtuosa tra pubblico e privato. Le risorse statali in questo schema non sono e non possono essere l'unico motore dell'intervento, ma agiscono da leva per attrarre capitali privati che saranno fondamentali. La casa in questa visione torna ad essere un bene primario, un punto di partenza per la costruzione di progetti di vita e una leva fondamentale per lo sviluppo territoriale.
Per questi motivi dichiaro il voto favorevole del gruppo Lega Salvini Premier (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Simiani. Ne ha facoltà.
MARCO SIMIANI (PD-IDP). Grazie, signor Presidente. Oggi siamo chiamati qui a discutere non solo di un provvedimento tecnico, non solo di uno strumento utile all'emergenza abitativa. Signor Presidente, siamo qui a discutere di un provvedimento che tocca particolarmente la carne viva degli italiani. Proprio per questo noi voteremo contro la fiducia a questo Governo, perché questo Piano Casa di Piano Casa ha veramente poco. Proviamo anche a descriverlo, perché in questi giorni, in queste settimane di discussione in Commissione abbiamo provato con i nostri emendamenti a far capire che c'era bisogno di cambiare assolutamente strada, di non andare dritti verso un provvedimento vuoto che oggi ha pochissime risorse e anche quelle che, sostanzialmente, venivano paventate, come quei 1,2 miliardi che dovevano arrivare dai fondi non utilizzati del PNRR, di fatto, non sono arrivati. Quindi, oggi ci troviamo con risorse per 970 milioni e con queste risorse si dovrebbero ristrutturare circa 60.000 abitazioni. Non c'è nessun'altra cosa. Anzi, no, ci sono altre cose interessanti di cui mettere a conoscenza gli italiani e le italiane. In primo luogo, sono stati attivati strumenti per far sì che i beni, che dovranno essere alienati, non potranno essere utilizzati dai comuni: solo grazie a un emendamento fatto attraverso una pressione politica da parte della minoranza, oggi potranno decidere attraverso la Conferenza unificata Stato-regioni. Infatti il centrodestra voleva utilizzarli direttamente attraverso un fondo che doveva essere gestito solo da un commissario. Ora voi pensate che oggi noi abbiamo, qui, forze politiche che hanno fatto la propria battaglia politica per l'autonomia differenziata dove gli enti locali possono in questo caso governare i processi non solo democratici, ma anche di pianificazione territoriale, e loro cosa fanno? Accentrano il potere sul solo commissario (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista). Questo è veramente, assolutamente, indecente. Guardate, c'è un elemento in più: un commissario che oggi non solo potrà gestire tutta la governance, ma in questo caso potrà avere direttamente rapporto con tutto il sistema dei fondi privati per poter valorizzare questo immenso patrimonio pubblico.
Ora, guardate, non dite che noi siamo contro i fondi privati, perché questo è sbagliato, noi abbiamo fatto un lavoro enorme. INVIMIT, con il precedente amministratore delegato Giovanna Della Posta, aveva fatto un lavoro importante nel reperimento delle risorse anche private, ma con un ruolo predominante da parte del pubblico. C'era una società dello Stato, società SGR, che gestiva il processo economico e di valorizzazione dell'edilizia pubblica. Invece, voi cosa fate?
Date forza totalmente a un commissario che avrà direttamente un rapporto completo con i fondi privati. Questo credo che sia un errore. Su questo c'è stata veramente una deriva, perché oggi - lo dicono i dati di Nomisma - 1.500.000 famiglie hanno difficoltà a pagare l'affitto. Voi non avete messo neanche un euro sul Fondo affitti e avete messo solamente 22 milioni, in due anni, sul Fondo per la morosità incolpevole. Signori, sappiamo benissimo che ci sono 40.000 famiglie l'anno che hanno bisogno di quelle risorse. Il Governo Draghi, nell'ultima legge finanziaria, aveva messo 300 milioni. Erano pochi, ma 300 milioni li aveva messi. E voi cosa fate? Fate un Piano Casa in cui non tenete conto della parte più importante. Perché, vedete, c'è un aspetto: non è una questione che riguarda solo la casa, ci sono politiche dell'abitare che riguardano gli aspetti sociali, economici e lavorativi di una famiglia, i costi delle bollette e la mancanza di un efficientamento energetico. Ecco perché era importante investire lì e dare risposte lì, anche perché questa bomba sociale, che scoppierà fra qualche mese, sarà assolutamente allineata al vostro provvedimento sugli sfratti, che sarà l'ennesimo schiaffo agli italiani e alle italiane in questo Paese (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista). E questo non va bene.
Quando la collega Patriarca ci dice che il centrosinistra non guarda gli aspetti positivi di questo decreto, io vorrei sapere quali sono gli aspetti positivi di questo decreto, perché basta guardare il fascicolo degli ordini del giorno che discuteremo fra qualche minuto. Nell'ordine del giorno n. 51, voi avete inserito addirittura deroghe urbanistiche su vincoli paesaggistici. Addirittura avete detto che deve essere sempre concesso il cambio di destinazione d'uso. Secondo voi, si può portare un ordine del giorno del genere? È qualcosa di positivo? È l'ordine del giorno n. 96? Io vorrei sapere, poi, anche dalla Presidenza se questo sarà ammissibile. In questo momento, voi avete presentato un ordine del giorno in cui si dice che si danno 500.000 euro per una strada nella zona di Varese e 200.000 euro per una strada a Pozzonovo, in provincia di Padova. Ma cosa c'entra questa roba con la casa (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista)? Ce lo dovete dire cosa c'entra. Queste sono mance, e non va bene. Spero che questa cosa non sia ammessa. Ma potrei continuare.
Allora, non c'è niente di positivo in questo Piano Casa. La nostra azione, invece, è alternativa. Noi avevamo presentato la nostra proposta di legge, avevamo cercato di trovare soluzioni e c'era stata, anche in Commissione, la disponibilità a fare questo processo insieme, mettendo insieme le opposizioni; avevamo fatto anche un testo unico per poter ragionare su questo punto. Noi avevamo detto: più case popolari; recupero degli immobili vuoti; un fondo strutturale sugli affitti e per la morosità incolpevole; la possibilità di prevedere regole molto eque sugli sfratti; la possibilità di prevedere un controllo e una risposta sugli studentati e sulle locazioni, con cui, in questo caso, si poteva dare una mano ai giovani, alle ragazze e ai ragazzi su questo problema; la possibilità di coinvolgere veramente i comuni e le regioni. Voi avete avuto un voto contrario in Conferenza Stato-regioni, e solo per questo dovevate fermarvi e accettare la discussione in Commissione per poter fare un buon lavoro con le opposizioni e trovare soluzioni vere e anche positive.
Noi avevamo cercato anche di evidenziare un percorso che avevamo fatto anche nei Governi precedenti. Noi avevamo utilizzato uno strumento, che era il PINQuA. Perché non c'è solamente la casa, c'è anche lo spazio, ci sono anche i problemi che riguardano le politiche abitative, che riguardano l'aggregazione, che riguardano la rigenerazione urbana, che riguardano i non luoghi di questo Paese, che sono tantissimi, come le periferie. Proprio il PINQuA, che oggi ha dato la possibilità… non so se voi lo sapete, ma il PINQuA ha avuto un finanziamento di quasi un miliardo nel Governo Conte 2 e, poi, nel PNRR, di 2.800.000.000. Quella roba è andata tutta a segno e ha dato risposte concrete non solo con riferimento alla ristrutturazione delle case, ma anche a quello che sta intorno alla casa, soprattutto al luogo in cui uno vive.
Per queste ragioni noi voteremo contro, non solo perché questo provvedimento non risponde alle emergenze abitative di questo Paese, ma perché non riesce neanche a fotografare la realtà di questo Paese. Per questo motivo noi voteremo contro. E voteremo contro anche su un altro aspetto. Lo voglio dire, lo dico al Governo: voi siete alla 121a fiducia, ma quante ne volete fare ancora per portare avanti cose che non servono a questo Paese (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista)?
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Rotelli. Ne ha facoltà.
MAURO ROTELLI (FDI). Grazie, Presidente. Saluto il rappresentante del Governo, il Sottosegretario Iannone, i relatori che sono presenti, i colleghi di maggioranza e di opposizione, e il dottor Santoro. Credo di aver salutato praticamente tutti.
Rispetto alla dichiarazione di voto su questa fiducia, ritengo ci siano tante cose da sottolineare. In maniera particolare, io vorrei fare un passo indietro e ritornare al 30 aprile, quando, alla fine del Consiglio dei ministri, ci fu la conferenza stampa nella quale venne illustrato quello che era stato il provvedimento appena approvato e licenziato dal Consiglio dei ministri. Il Presidente del Consiglio raccontò di tre pilastri importanti su cui si basa e si baserà la politica del Governo nei prossimi anni per far fronte all'esigenza abitativa in questo Paese, in questa Nazione. Lo faceva citando il fatto che ci sono sicuramente delle fasce in difficoltà, ci sono delle fasce critiche, ma, purtroppo, c'è anche un'altra fascia che si è aggiunta a questa e a quelle che conoscevamo già in partenza: sono le persone, le famiglie, i single, come più volte citati, che sono troppo benestanti - fatemi passare questo termine - per poter accedere a determinati aiuti, ma che sono, invece, in realtà, in grossa difficoltà. Sono stati citati alcuni dati negli interventi che mi hanno preceduto, ma proprio per questo il Governo ha messo in piedi una struttura, un provvedimento che passa attraverso tre direttrici principali, che abbiamo poi approfondito nel nostro lavoro in Commissione ambiente e lavori pubblici della Camera.
Intanto, partiamo da questo importante recupero di patrimonio immobiliare. Un patrimonio immobiliare che, come sappiamo, ha un deficit molto importante, una mancanza pesante: oltre 60.000 alloggi non possono essere assegnati perché, praticamente, inagibili. Questa inagibilità doveva essere sanata in qualche maniera perché, Presidente, 60.000 alloggi, soprattutto nelle grandi città, nelle grandi aree urbane, diventano un'esigenza fondamentale. Per questo, il Governo stanzia la bellezza di 1,7 miliardi, a cui vanno sommati i 4,8 della rigenerazione urbana, che deve essere concordata con i comuni e con le regioni. Ricordo che alla presentazione erano presenti, collegati, il presidente della Conferenza delle regioni, il governatore Fedriga, ma anche il sindaco di Napoli, che è il presidente dell'Associazione nazionale dei comuni. Questo per sottolineare come è importante ed è tenuto in massima considerazione l'aiuto degli enti locali. A questo si aggiungono una nomina di un commissario nazionale, una serie di semplificazioni molto importanti e anche la possibilità, ancora più estesa, di riscattare l'alloggio.
Il secondo pilastro di questo intervento è la possibilità, che il Piano Casa del Governo Meloni dà, di riunire all'interno tutti gli strumenti di housing sociale nazionale ed europeo. Stiamo parlando di circa 3,6 miliardi di euro.
Saranno fondi gestiti da Invimit, fondi che verranno gestiti contemporaneamente con l'ok da parte dei comuni, delle regioni e delle autonomie.
Il terzo pilastro è una vera e propria innovazione, perché è la possibilità di poter coinvolgere degli investimenti privati per ottenere questi obiettivi. E soprattutto perché vengono coinvolti questi investimenti privati? Esattamente per quella fascia di popolazione che, come abbiamo detto, esce un po' fuori rispetto a quelle che sono le caratteristiche degli alloggi popolari. Sono degli investimenti importanti, a cui lo Stato assicura una velocità per quanto riguarda le procedure, dando la possibilità di poter investire a privati, facendo una squadra insieme al pubblico, per investimenti sopra al miliardo di euro.
Ai privati si chiede una cosa, si chiede di poter destinare il 70 per cento della produzione e della costruzione di alloggi a edilizia convenzionata. Cosa significa edilizia convenzionata? Significa che deve avere uno sconto almeno del 33 per cento rispetto a quello che è il prezzo di mercato. E quando diciamo “almeno”, quando il Governo, quando il Parlamento dice “almeno”, vuol dire che noi partiamo da questo per poter raggiungere il risultato migliore possibile, per poter mettere sul mercato, poi, alloggi numerosi, ma a prezzi calmierati.
Non lo ha citato nessuno, ma io penso che invece un passaggio vada assolutamente fatto. All'interno del provvedimento c'è anche un accordo con i notai per rendere tutto più economico, e da questo punto di vista io credo che sia opportuno da parte nostra ringraziare anche per la possibilità che questi professionisti hanno dato al Piano di poter procedere in questa direzione. E non è finita qua, perché durante queste giornate ho sentito citare, durante gli interventi, i lavori in Commissione in maniera un po' frettolosa, però mi piace ricordare, poiché siamo qui numerosi come esponenti della Commissione e ci sono anche i relatori, che abbiamo approfondito questo provvedimento in circa 20 ore di lavoro, Presidente.
Venti ore che spesso, magari, non vengono date a un provvedimento, ma questo era un provvedimento atteso e particolarmente importante, con all'incirca una cinquantina di audizioni, 46 in particolare, e sono state poco meno di 50 le proposte emendative approvate. Sono numeri che non raccontano un provvedimento blindato sul quale non si è discusso; sono numeri che raccontano un provvedimento sul quale si è lavorato e si è lavorato in maniera anche dura e giusta.
Tutto questo porta in maniera finale e definitiva a un progetto per 100.000 nuove case popolari e a prezzi calmierati. Centomila case popolari nei prossimi 10 anni che sono un obiettivo sicuramente, Presidente, sfidante - lo dico anche al rappresentante del Governo, che è qui presente -, ma un obiettivo che possiamo assolutamente raggiungere insieme. E lo sa perché penso che possa raggiungersi, e questo è il motivo per il quale il gruppo di Fratelli d'Italia voterà la fiducia a questo provvedimento? Perché questo è un Governo che si è dato dall'inizio degli obiettivi sfidanti, li ha puntati e li ha anche raccolti, perché li ha raggiunti.
Ricordo che è il Governo di nove rate da 12 miliardi del PNRR, è un Governo che ha fatto crollare il deficit dall'8 al 3 per cento e che oggi ha uno spread a 72 punti base, quando la verità è che la media dell'ultimo decennio è stata di 162 punti base. È un Governo che sta portando gli investimenti ai massimi storici di questa Nazione, dal 2 fino al 3,8 per cento del PIL. È anche il Governo - e lo ricordo a me stesso e ai colleghi di maggioranza, ma all'Aula in generale - che ha fatto registrare 1.200.000 lavoratori in più, di cui 550.000 sono precari in meno.
Per questo e con convinzione, il gruppo di Fratelli d'Italia voterà la fiducia posta dal Governo sul decreto Casa, perché governare riteniamo che significhi assumersi la responsabilità delle scelte, e noi abbiamo scelto di stare dalla parte delle famiglie, della proprietà diffusa e dell'Italia che chiede meno burocrazia e più certezze (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).
PRESIDENTE. Sono così esaurite le dichiarazioni di voto sulla questione di fiducia.
Poiché il vigente calendario dei lavori prevede che la votazione per appello nominale abbia luogo a partire dalle ore 14, sospendo la seduta fino a tale ora.
La seduta, sospesa alle 13,45, è ripresa alle 14,05.
(Votazione della questione di fiducia - Articolo unico - A.C. 2920-A)
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione sulla questione di fiducia.
Indico la votazione per appello nominale sull'articolo unico del disegno di legge di conversione del decreto-legge in esame, nel testo della Commissione, sul quale il Governo ha posto la questione di fiducia.
Ricordo che l'estrazione a sorte del nome del deputato dal quale la chiama avrà inizio è stata già effettuata dalla Presidenza nella seduta del 19 giugno. La chiama avrà quindi inizio dal deputato Pozzolo.
Invito i deputati Segretari a procedere alla prima chiama.
(Segue la chiama).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione sull'articolo unico del disegno di legge di conversione del decreto-legge in esame, nel testo della Commissione, sul quale il Governo ha posto la questione di fiducia:
Presenti: …………. 265
Votanti: ……………262
Astenuti: …………… 3
Maggioranza: ………132
Hanno risposto sì: …168
Hanno risposto no: … 94
La Camera approva.
Si intendono così precluse tutte le proposte emendative presentate.
Hanno risposto sì:
Albano Lucia
Almici Cristina
Ambrosi Alessia
Amich Enzo
Amorese Alessandro
Andreuzza Giorgia
Antoniozzi Alfredo
Arruzzolo Giovanni
Bagnasco Roberto
Baldelli Antonio
Barabotti Andrea
Battilocchio Alessandro
Battistoni Francesco
Bellomo Davide
Bellucci Maria Teresa
Benigni Stefano
Benvenuti Gostoli Stefano Maria
Benvenuto Alessandro Manuel
Bicchielli Pino
Bignami Galeazzo
Billi Simone
Bisa Ingrid
Boscaini Maria Paola
Bruzzone Francesco
Buonguerrieri Alice
Caiata Salvatore
Calovini Giangiacomo
Candiani Stefano
Cangiano Gerolamo
Cannata Giovanni Luca
Caramanna Gianluca
Caretta Maria Cristina
Carloni Mirco
Caroppo Andrea
Carra' Anastasio
Casasco Maurizio
Castiglione Giuseppe
Cattaneo Alessandro
Cavo Ilaria
Cecchetti Fabrizio
Centemero Giulio
Centenaro Giulio
Cerreto Marco
Cesa Lorenzo
Chiesa Paola Maria
Ciaburro Monica
Ciancitto Francesco Maria Salvatore
Ciocchetti Luciano
Colombo Beatriz
Colosimo Chiara
Colucci Alessandro
Comba Fabrizio
Congedo Saverio
Coppo Marcello
Cortelazzo Piergiorgio
Dalla Chiesa Rita
Dara Andrea
D'Attis Mauro
De Corato Riccardo
De Monte Isabella
De Palma Vito
Delmastro Delle Vedove Andrea
Di Giuseppe Andrea
Di Maggio Grazia
Di Mattina Salvatore Marcello
Dondi Daniela
Donzelli Giovanni
Fascina Marta Antonia
Ferrante Tullio
Formentini Paolo
Frassinetti Paola
Frassini Rebecca
Frijia Maria Grazia
Gabellone Antonio Maria
Gatta Giandiego
Gemmato Marcello
Giaccone Andrea
Giglio Vigna Alessandro
Giordano Antonio
Giorgianni Carmen Letizia
Giovine Silvio
Gori Irene
Iaia Dario
Iezzi Igor
Kelany Sara
La Salandra Giandonato
Lancellotta Elisabetta Christiana
Latini Giorgia
Lazzarini Arianna
Leo Maurizio
Loizzo Simona
Longi Eliana
Lovecchio Giorgio
Lucaselli Ylenja
Lupi Maurizio
Maccanti Elena
Maccari Carlo
Maerna Novo Umberto
Maffioli Manuela
Maiorano Giovanni
Malagola Lorenzo
Malaguti Mauro
Mantovani Lucrezia Maria Benedetta
Marchetti Riccardo Augusto
Marchetto Aliprandi Marina
Mascaretti Andrea
Maschio Ciro
Matera Mariangela
Matone Simonetta
Mattia Aldo
Maullu Stefano Giovanni
Mazzetti Erica
Mazzi Gianmarco
Michelotti Francesco
Miele Giovanna
Minardo Antonino
Molinari Riccardo
Mollicone Federico
Montaruli Augusta
Montemagni Elisa
Morgante Maddalena
Mura Francesco
Nevi Raffaele
Nisini Tiziana
Nordio Carlo
Ottaviani Nicola
Padovani Marco
Pagano Nazario
Palombi Alessandro
Panizzut Massimiliano
Patriarca Annarita
Pella Roberto
Perissa Marco
Pisano Calogero
Pittalis Pietro
Polidori Catia
Polo Barbara
Pretto Erik Umberto
Prisco Emanuele
Pulciani Paolo
Raimondo Carmine Fabio
Romano Francesco Saverio
Roscani Fabio
Rossello Cristina
Rossi Fabrizio
Rosso Matteo
Rotelli Mauro
Rotondi Gianfranco
Rubano Francesco Maria
Ruspandini Massimo
Russo Gaetana
Russo Paolo Emilio
Saccani Jotti Gloria
Sbardella Luca
Semenzato Martina
Sorte Alessandro
Squeri Luca
Tassinari Rosaria
Tenerini Chiara
Testa Guerino
Trancassini Paolo
Tremaglia Andrea
Urzi' Alessandro
Vietri Imma
Vinci Gianluca
Volpi Andrea
Zucconi Riccardo
Zurzolo Immacolata
Hanno risposto no:
Alifano Enrica
Amato Gaetano
Amendola Vincenzo
Bakkali Ouidad
Barbagallo Anthony Emanuele
Benzoni Fabrizio
Bergamini Davide
Berruto Mauro
Bof Gianangelo
Bonafe' Simona
Bonelli Angelo
Bonetti Elena
Bonifazi Francesco
Borrelli Francesco Emilio
Boschi Maria Elena
Braga Chiara
Bruno Raffaele
Cantone Luciano
Caramiello Alessandro
Care' Nicola
Carotenuto Dario
Caso Antonio
Casu Andrea
Cherchi Susanna
Ciani Paolo
Colucci Alfonso
Curti Augusto
D'Alessio Antonio
De Micheli Paola
Del Barba Mauro
Della Vedova Benedetto
Di Biase Michela
Donno Leonardo
Dori Devis
D'Orso Valentina
Fede Giorgio
Ferrara Antonio
Ferrari Sara
Fontana Ilaria
Forattini Antonella
Fornaro Federico
Furfaro Marco
Furgiuele Domenico
Gadda Maria Chiara
Ghio Valentina
Ghirra Francesca
Giachetti Roberto
Gianassi Federico
Giuliano Carla
Graziano Stefano
Grimaldi Marco
Guerra Maria Cecilia
Iaria Antonino
Lacarra Marco
Lai Silvio
Madia Maria Anna
Magi Riccardo
Malavasi Ilenia
Manzi Irene
Mari Francesco
Merola Virginio
Morfino Daniela
Orrico Anna Laura
Pandolfo Alberto
Pastorino Luca
Pavanelli Emma
Pellegrini Marco
Penza Pasqualino
Perantoni Mario
Pierro Attilio
Porta Fabio
Pozzolo Emanuele
Quartapelle Procopio Lia
Quartini Andrea
Ravetto Laura
Ricciardi Marianna
Romeo Nadia
Rosato Ettore
Rossi Andrea
Ruffino Daniela
Santillo Agostino
Scarpa Rachele
Scotto Arturo
Serracchiani Debora
Simiani Marco
Soumahoro Aboubakar
Stumpo Nicola
Torto Daniela
Tucci Riccardo
Vaccari Stefano
Viggiano Francesca
Zanella Luana
Zaratti Filiberto
Ziello Edoardo
Si sono astenuti:
Gebhard Renate
Manes Franco
Steger Dieter
Sono in missione:
Bagnai Alberto
Barelli Paolo
Barzotti Valentina
Bergamini Deborah
Brambilla Michela Vittoria
Calderone Tommaso Antonino
Cavandoli Laura
Cirielli Edmondo
Coin Dimitri
Costa Enrico
Deidda Salvatore
Fassino Piero
Ferro Wanda
Foti Tommaso
Freni Federico
Gardini Elisabetta
Gava Vannia
Giorgetti Giancarlo
Gribaudo Chiara
Guerini Lorenzo
Gusmeroli Alberto Luigi
Lollobrigida Francesco
Lomuti Arnaldo
Loperfido Emanuele
Mangialavori Giuseppe Tommaso Vincenzo
Meloni Giorgia
Molteni Nicola
Morrone Jacopo
Mule' Giorgio
Onori Federica
Osnato Marco
Pichetto Fratin Gilberto
Pietrella Fabio
Pizzimenti Graziano
Rampelli Fabio
Ricciardi Riccardo
Richetti Matteo
Rixi Edoardo
Roccella Eugenia
Scerra Filippo
Schullian Manfred
Siracusano Matilde
Speranza Roberto
Sportiello Gilda
Stefanazzi Claudio Michele
Tajani Antonio
Traversi Roberto
Tremonti Giulio
Varchi Maria Carolina
Zoffili Eugenio
PRESIDENTE. Sospendo brevemente la seduta al fine di consentire la predisposizione dell'elenco dei deputati in missione per la parte pomeridiana, il cui numero dovrà essere comunicato all'Aula alla ripresa della seduta. La seduta è, pertanto, sospesa e riprenderà alle 15,05.
La seduta, sospesa alle 14,52, è ripresa alle 15,05.
Missioni.
PRESIDENTE. Comunico che, ai sensi dell'articolo 46, comma 2, del Regolamento, i deputati in missione a decorrere dalla ripresa pomeridiana della seduta sono complessivamente 98, come risulta dall'elenco consultabile presso la Presidenza e che sarà pubblicato nell'allegato A al resoconto stenografico della seduta in corso.
Si riprende la discussione.
PRESIDENTE. Mi è stato comunicato che il Governo intende prendere la parola. Prego.
ANTONIO IANNONE, Sottosegretario di Stato per le Infrastrutture e i trasporti. Grazie, Presidente. Si richiede alla cortesia dell'Aula un'altra sospensione di 40 minuti (Proteste dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista) per venire in Aula con tutti i pareri sugli ordini del giorno.
PRESIDENTE. Grazie, Governo, Sottosegretario Iannone. Pertanto, su richiesta del Governo, la Presidenza sospende… Onorevole Fornaro? Prego, onorevole Fornaro. Ne ha facoltà. Interviene per un richiamo al Regolamento o sull'ordine dei lavori?
Sull'ordine dei lavori.
FEDERICO FORNARO (PD-IDP). Ordine dei lavori o Regolamento, scelga lei, perché vale per tutte e due. No, non è possibile! Non è accettabile, punto! Non è possibile! Noi stiamo rispettando tempi particolarmente stretti per la presentazione degli ordini del giorno, se gli uffici del Ministero non lavorano il sabato e la domenica non è un problema nostro. Non è un problema nostro. Io le chiedo formalmente di informare il Presidente della Camera perché si è passato il segno. Non c'è il collega Giachetti, che potrebbe testimoniarlo, visto che di solito questi interventi li fa lui. Nulla con il Sottosegretario, per l'amor di Dio! Ma non è possibile.
Abbiamo stabilito una modifica regolamentare che stringe i tempi dei gruppi e il Governo deve rispettare quei tempi, come li rispettano i gruppi, perché, di fondo, c'è un problema di rispetto del lavoro di tutti, a cominciare dai gruppi parlamentari (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).
PRESIDENTE. Prima ancora di dare la parola, nell'ordine, ai colleghi Gadda, Ruffino e Quartini, assicuro che ovviamente comunico immediatamente quanto rappresentato al Presidente Fontana. Come ho detto, ha chiesto di parlare la deputata Gadda. Ne ha facoltà.
MARIA CHIARA GADDA (IV-CR). Grazie, Presidente. Mi unisco alle parole del collega Fornaro perché tutti noi ci atteniamo alle regole e ci aspettiamo la stessa cosa dalla maggioranza. Peraltro, parliamo di meno di 100 ordini del giorno. Tutti noi abbiamo una consuetudine, con questo numero di ordini del giorno è un lavoro che il Governo poteva fare nemmeno nel fine settimana, poteva essere svolto questa mattina. Non si tratta nemmeno di emendamenti per i quali deve essere valutata una copertura. Quindi, anch'io, come gruppo di Italia Viva, chiedo a lei di poter sottolineare veementemente queste osservazioni al Presidente della Camera perché non è la prima volta.
Ci ritroviamo a votare l'ennesima fiducia a questo Governo, vedendo comunque ristretta la nostra possibilità di fare opposizione in modo costruttivo, perché peraltro, su un provvedimento così importante e così strategico per il Paese, come le politiche per la casa, non siamo nemmeno nelle condizioni di poter fare emendamenti. Quindi, per quanto ci riguarda, insomma, è un minimo sindacale poter rispettare le regole e i tempi che ci siamo dati perché anche noi lavoriamo, anche i nostri uffici lavorano; però, noi i tempi e i termini li abbiamo sempre rispettati, come da indicazioni e come concordato, peraltro, nelle Conferenze dei presidenti di gruppo che immancabilmente vengono fatte, e anche su questo non è la prima volta che i tempi che si concordano nelle Conferenze dei presidenti di gruppo non vengono rispettati.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Ruffino. Ne ha facoltà.
DANIELA RUFFINO (AZ-PER-RE). Grazie, signor Presidente. Mi unisco ai colleghi: quando ci viene richiesto di rispettare delle scadenze - cito ad esempio i subemendamenti - lavoriamo a spron battuto e lavorano i nostri gruppi, anche fino a tarda ora. Ora, effettivamente gli ordini del giorno non sono molti, di questi 80 almeno 15, li ho contati, sono della maggioranza, quindi, immagino non sia neanche così complicato dare un parere su questi ordini del giorno.
Gli ordini del giorno li ho scorsi per dare il nostro parere come gruppo e sinceramente non mi sembrano nulla di trascendentale. Io non so a che ora gli uffici preposti si sono messi a valutare gli emendamenti, riesce sempre più difficile accettare questa lungaggine in termini di tempo quando, ripeto, a noi viene chiesto tutt'altro, dalle convocazioni delle Commissioni alla presentazione degli emendamenti e a tutto il resto. Oggi siamo a lunedì, vero, però la fiducia ha scelto il Governo di metterla. Quindi, ci aspettiamo che ci siano i pareri nell'orario richiesto.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Quartini. Ne ha facoltà.
ANDREA QUARTINI (M5S). Grazie, Presidente. Anch'io mi associo alla richiesta del collega Fornaro. Avvisi il prima possibile il Presidente della Camera perché è oggettivamente una cosa imbarazzante. Che noi rispettiamo tutti i tempi in maniera regolare, come da Regolamento, e il Governo ogni volta arriva in Aula e chiede ulteriore tempo credo che sia assolutamente inaccettabile. È qualcosa - lo dico - di imbarazzante per l'Aula, perché viene meno il rispetto per il lavoro che i parlamentari stanno facendo. Quindi, questo prendere tempo è una cosa incredibile.
Già giovedì della scorsa settimana il Governo ha riformulato addirittura quattro mozioni, le ha trasformate in un ordine del giorno, cioè ha fatto una cosa che era inaccettabile proprio come presupposto rispetto al lavoro che questa Camera dovrebbe svolgere e di dignità del Parlamento. Non vorrei che, anche in questo caso, il Governo stia prendendo tempo per riformulare i nostri ordini del giorno, perché sarebbe veramente qualcosa di inaudito. Quindi, da questo punto di vista, sinceramente siamo molto preoccupati e credo sia un imbarazzo per questo Parlamento (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Zanella. Ne ha facoltà.
LUANA ZANELLA (AVS). Grazie, Presidente. Mi unisco alle richieste delle colleghe e dei colleghi. È una richiesta stravagante da parte del Governo, perché i tempi per dare risposta alle nostre proposte di ordine del giorno ci sono tutti. Insomma, ci siamo organizzati e organizzate in un certo modo e abbiamo rispettato i tempi. Oggi, ancora una volta, perché non è la prima volta… però, 40 minuti sono veramente tantissimi. Vuol dire che voi non avete ancora fatto niente oppure che dovete riformulare, come diceva giustamente il collega Quartini, com'è vostra prassi ormai consolidata, i nostri ordini del giorno. Anch'io mi appello, quindi, a lei e al Presidente Fontana, ovviamente, perché si dia corso a quello che abbiamo convenuto, altrimenti torniamo indietro tutti e tutte e facciamo come prima, che si possono presentare gli ordini del giorno fino quasi alla fine (Applausi dei deputati del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra).
PRESIDENTE. Ovviamente confermo che abbiamo già avvisato il Presidente Fontana.
Ha chiesto di parlare sull'ordine dei lavori, su altro argomento, la deputata D'Orso. Ne ha facoltà.
VALENTINA D'ORSO (M5S). Grazie, Presidente. Allora, io intervengo per chiedere, a nome del MoVimento 5 Stelle, un'informativa urgente al Governo per dare al Governo la possibilità di venire a chiedere scusa a tutti i cittadini e a tutte le cittadine italiane per avere ridotto l'Italia ad uno Stato canaglia. È notizia di ieri infatti - l'avrete letta tutti - che il tribunale penale di Tripoli ha condannato a 7 anni e 4 mesi il torturatore libico Almasri per avere violato i diritti dei detenuti. Quello che non ha fatto il nostro Paese per gravissima responsabilità del Governo Meloni lo ha fatto la Libia, che non è proprio la culla del diritto penale (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).
Oggi ci tocca pure leggere delle dichiarazioni di esponenti di Governo e maggioranza assolutamente imbarazzanti, perché provano a sfruttare la situazione e a riscrivere la storia. Ho letto, ad esempio, le dichiarazioni della collega Montaruli, che forse sono quelle che sono suonate un po' più stonate, se non ridicole. La collega sostiene: “Avevamo ragione noi, vedete. Almasri era da rimandare in patria, perché costituiva un pericolo per la sicurezza nazionale”.
Ora vorrei dire alla collega Montaruli, ma a tutti i colleghi e le colleghe di maggioranza, che Almasri non era pericoloso in Italia, dove era in stato di arresto in attesa della consegna alla Corte penale internazionale. Almasri era pericoloso in Libia, come ieri ha stabilito il tribunale penale di Tripoli (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle). Almasri, quindi, era pericoloso proprio là dove il Governo italiano, con lo stato di uomo libero e con un volo di Stato, lo ha riportato. Lì era pericoloso perché lì poteva continuare a fare le nefandezze nei confronti dei migranti che aveva sempre fatto. Ribadiamo, quindi, che cosa? Che Almasri, quando era in Italia, era già sottoposto a un mandato di cattura della Corte penale internazionale che è il massimo consesso della giustizia penale internazionale.
Quindi, era un dovere, un obbligo, anzi, non un dovere, un obbligo giuridico - ma prima ancora etico, morale e politico - dell'Italia consegnarlo alla Corte penale internazionale dopo averlo arrestato.
Allora, quello che ha spinto il Governo a compiere una scelta diversa, scellerata e vergognosa non è stata la lungimiranza, come oggi volete venderci, ma è stata la paura. Sì, il Governo ha avuto paura delle ritorsioni da parte della Libia. Di questo si tratta.
D'altronde, lo stiamo vedendo: non si tratta di una vicenda isolata, perché la paura guida il Governo Meloni nelle relazioni internazionali e nelle scelte. La paura è la cifra distintiva della postura dell'Italia nei confronti degli altri Stati. La paura ha determinato la sudditanza dell'Italia verso chi si dimostra più forte sullo scenario internazionale. E con la paura non si difende l'interesse nazionale, ma si danneggia l'autorevolezza dell'Italia e la si riduce a “Staterello” satellite, inconsistente e irrilevante che mendica attenzione e protezione.
Abbiamo detto tante volte che siete il Governo della paura, perché instillate nella popolazione paure che possano poi giustificare delle strette in termini di libertà con l'alibi di “più sicurezza”.
Io oggi, invece, dico un'altra cosa: voi siete il Governo che ha paura e che, contrariamente alla narrazione mainstream, siete per questo probabilmente il Governo più debole della storia del nostro Paese. E questo per l'Italia è un problema enorme.
Ora, a questo punto, solo una cosa potete fare per il bene degli italiani: lasciare il prima possibile il posto che ricoprite a chi paura non ne ha, a chi paura ha dimostrato di non averne, a chi fa davvero pesare la voce autorevole dell'Italia nei tavoli che contano (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, sul medesimo argomento, l'onorevole Gianassi. Ne ha facoltà.
FEDERICO GIANASSI (PD-IDP). Grazie, Presidente. Anche noi ci associamo alla richiesta di informativa urgente nei confronti del Governo rispetto all'incresciosa vicenda del caso Almasri, che si arricchisce di un'ulteriore pagina che è incredibilmente umiliante per il Governo italiano.
Almasri è un assassino e un torturatore libico che gestiva la prigione di Mitiga, nella quale quei crimini orrendi venivano commessi. Prontamente arrestato dalla DIGOS di Torino, è stato scarcerato per l'omissione reiterata nel tempo da parte del Ministro Nordio.
In questa vicenda il Governo si è macchiato di menzogne e reticenze clamorose. I fatti oggi sono noti soltanto perché vi è stata un'indagine del Tribunale dei ministri che ha smentito le ricostruzioni che il Governo per mesi ha alimentato. I fatti obiettivi sono che il Governo ha avuto paura di un tagliagole libico; ha subito il ricatto di un tagliagole libico. I fatti hanno dimostrato che il Ministro Nordio è scomparso per giorni per consentire la decorrenza dei termini di carcerazione e la liberazione di Almasri. Il Ministro Piantedosi ha emesso un provvedimento di espulsione, strumentalizzando le esigenze di sicurezza nazionale, perché Almasri non era pericoloso in Italia, ma in Libia.
Poi il Sottosegretario Mantovano ha messo a disposizione un volo di Stato per farlo fuggire rapidamente. Questo era il piano del Governo: non doveva essere consegnato alla Corte penale internazionale. Quando i fatti sono emersi, allora il Governo ha cambiato versione e ha ammesso che riteneva che vi fosse un pericolo per la sicurezza nazionale, cioè un tagliagole libico è in grado di esercitare un'azione così forte nei confronti di un Governo che si dimostra, al contrario delle parole roboanti che usa, estremamente debole in qualunque scenario globale.
I fatti di questi giorni sono del tutto evidenti nella rottura con Donald Trump, su cui, commettendo un clamoroso errore politico, Giorgia Meloni aveva scommesso tutto.
Quando Almasri è stato riconsegnato in Libia, non era affatto al rischio di un processo politico. È stato ancora una volta il Governo a dircelo nei mesi successivi. Almasri esercitava ancora una volta molta forza in Libia ed era per questo che era stato rimandato lì: poiché esercitava forza in Libia, era pericoloso per gli interessi italiani. Successivamente, come succede spesso ai tagliagole, le vicende e le fortune di Almasri sono virate rapidamente; è decaduta la sua forza in Libia e si è attivato quindi un processo penale in Libia, che qualche mese prima era impensabile. E i tribunali libici - pensate un po', della Libia - sono arrivati a condannare Almasri ad alcuni anni di galera per violazione dei diritti umani.
L'Italia non è riuscita a consegnare - per volontà del Governo - Almasri alla Corte penale internazionale e nel frattempo la Libia lo ha condannato per violazione dei diritti umani.
Sostenere oggi che il Governo italiano era consapevole che un domani Almasri sarebbe caduto in disgrazia e sarebbe stato arrestato è una frottola clamorosa perché il Governo ci ha detto, nei mesi scorsi, che invece lo rimandava lì perché era forte e da lì era molto temuto. Insomma, è una vicenda davvero vergognosa che umilia le istituzioni repubblicane e umilia enormemente il Governo italiano che ancora una volta è apparso debolissimo dinanzi agli occhi del mondo.
Di fronte a questo ulteriore fatto chiediamo che il Governo venga in Aula a riferire. Sarebbe almeno la prima volta che lo fa con chiarezza - o almeno noi auspichiamo che sia così - perché ci ricordiamo, purtroppo, i tentativi da azzeccagarbugli del Ministro Nordio in quest'Aula, poi smentiti dai fatti successivi, o le argomentazioni assolutamente prive di credibilità che ha usato, sempre in quest'Aula, il Ministro Piantedosi.
Venga il Governo in Aula e venga a dire con chiarezza che ha avuto paura di un tagliagole e che la Libia - persino la Libia - lo ha messo agli arresti prima di quanto abbia voluto fare il Governo italiano.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare sul medesimo argomento l'onorevole Grimaldi. Ne ha facoltà.
MARCO GRIMALDI (AVS). Grazie, Presidente. Questa vicenda non può finire con un aereo di Stato che riporta un torturatore, uno stupratore di bambini, con la folla che lo attende e ringrazia il Paese per aver collaborato.
Questa vicenda non può finire così e non finirà così per Almasri, che dovrà farsi tanti anni di carcere nelle prigioni libiche. Già, è davvero incredibile; è incredibile questa storia dall'inizio, da quando, come gruppo parlamentare, abbiamo chiesto informative, abbiamo depositato, con i nostri deputati, diverse interrogazioni per comprendere come era iniziata questa vicenda. Già, perché questa vicenda nasce con un controllo di routine da parte della Polizia di Stato. La DIGOS appena vede la Red Notice arriva a fermare Almasri, che apparentemente era nel nostro Paese per vedere una partita di calcio.
Vedete, questa vicenda puzza; puzza dall'inizio, perché Nordio è venuto qui e ha mentito, prima di tutto ai parlamentari, e al Paese dicendo che aveva sbagliato probabilmente la Polizia di Stato. Ha scaricato successivamente sulle procure e ha detto che quell'arresto non era fatto con tutti i caratteri del diritto internazionale. Poi, non so se vi ricordate, nel confronto con l'onorevole Bonelli, è venuto qui in Aula prima ammettendo di non aver avuto il tempo di leggere in inglese quello che gli aveva detto la Corte penale internazionale, poi ci ha spiegato anche di non aver studiato a sufficienza il caso; e poi, smentendosi di nuovo, perché poi si è messo qui a fare l'avvocato di Almasri, ci ha spiegato che la Corte aveva sbagliato il perimetro di questa vicenda. Sì, forse la Corte non aveva fino in fondo analizzato quello che potrebbe essere, invece, un perimetro ben più grande, che parla di torture di guerra, di stupri, di omicidi, addirittura di fosse comuni.
Allora, non so se questo Governo abbia mentito dall'inizio e non abbia posto il segreto di Stato su una minaccia che probabilmente è arrivata, con quei tagliagole che hanno magari minacciato di prendere in ostaggio i nostri concittadini. Non lo sapremo mai finché non verranno desecretate, diciamo, queste rivelazioni.
Certo è che lo Stato ha fatto una figura miserabile e, oggi, Giorgia Meloni, davanti a quello che è successo con Almasri, dovrebbe fare una sola cosa: chiedere quello che hanno chiesto al capo di gabinetto di Nordio, cioè dire a Nordio che è bene che faccia le valigie, perché uno che mente davanti allo Stato, davanti alle istituzioni pubbliche e davanti al Parlamento è già da troppo tempo che rimane lì su quella poltrona (Applausi dei deputati del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra e di deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Grimaldi. Mi pare che non ci siano altri interventi; pertanto, sulla base dell'istanza del Governo, sospendo la seduta fino alle ore 15,55. La seduta è sospesa.
La seduta, sospesa alle 15,25, è ripresa alle 15,57.
Si riprende la discussione.
PRESIDENTE. Avverto che, consistendo il disegno di legge di un solo articolo, non si procederà alla votazione dell'articolo unico, ma, dopo l'esame degli ordini del giorno, si procederà direttamente alla votazione finale, a norma dell'articolo 87, comma 5, del Regolamento.
(Esame degli ordini del giorno - A.C. 2920-A)
PRESIDENTE. Passiamo all'esame degli ordini del giorno presentati (Vedi l'allegato A).
Avverto che l'ordine del giorno n. 9/2920-A/96 Candiani è stato ritirato dal presentatore.
Invito il rappresentante del Governo ad esprimere il parere sugli ordini del giorno presentati.
ANTONIO IANNONE, Sottosegretario di Stato per le Infrastrutture e i trasporti. Sull'ordine del giorno n. 9/2920-A/1 Curti il parere è contrario.
Sull'ordine del giorno n. 9/2920-A/2 Ferrari espunte le premesse, il parere è favorevole con riformulazione dell'impegno: “a valutare l'opportunità di promuovere, per quanto di competenza, nell'ambito dell'attuazione del Piano Casa e nel rispetto delle competenze delle regioni e degli enti locali, iniziative volte al riconoscimento delle donne vittime di violenza prese in carico dai servizi sociali territoriali o dai centri antiviolenza tra i soggetti in condizione di fragilità economica e disagio abitativo, favorendone l'accesso agli interventi di edilizia residenziale pubblica e sociale e alle eventuali quote di riserva previste per le categorie vulnerabili”.
Sull'ordine del giorno n. 9/2920-A/3 Simiani, espunta la seconda premessa, l'impegno è accolto come raccomandazione.
Sull'ordine del giorno n. 9/2920-A/4 Evi, espunte le premesse, accolto come raccomandazione il primo impegno; favorevole con riformulazione del secondo impegno…
PRESIDENTE. Mi scusi, Sottosegretario. Quindi, se riformulato, come lei indica, è accolto come raccomandazione nella sua interezza? Perché non si può fare: o è favorevole previa riformulazione o è riformulazione ai fini della raccomandazione. O l'uno o l'altro, non si possono mischiare in sostanza i due...
ANTONIO IANNONE, Sottosegretario di Stato per le Infrastrutture e i trasporti. Il parere è favorevole ai fini della raccomandazione.
PRESIDENTE. Allora, nel suo insieme, qualora riformulato, il parere è favorevole per la raccomandazione. Perfetto. Se cortesemente rilegge la riformulazione…
ANTONIO IANNONE, Sottosegretario di Stato per le Infrastrutture e i trasporti. Sì. “A valutare l'inserimento nella direttiva UE 2023/1791 e della direttiva UE 2024/1275 nel disegno di legge di delegazione europea 2026 in corso di predisposizione”.
Sull'ordine del giorno n. 9/2920-A/5 Amendola, espunte le premesse, l'impegno è accolto come raccomandazione.
Sull'ordine del giorno n. 9/2920-A/6 Provenzano, espunta la seconda premessa, l'impegno è accolto come raccomandazione.
Sull'ordine del giorno n. 9/2920-A/7 Pandolfo, espunte la seconda e le ultime due premesse, il parere è favorevole sugli impegni.
L'ordine del giorno n. 9/2920-A/8 Filippin è accolto come raccomandazione.
Sull'ordine del giorno n. 9/2920-A/9 Viggiano, espunte le premesse, l'impegno è accolto come raccomandazione.
Sull'ordine del giorno n. 9/2920-A/10 Merola, espunte le premesse, gli impegni sono accolti come raccomandazione.
Sugli ordini del giorno n. 9/2920-A/11 Iacono, n. 9/2920-A/12 Berruto e n. 9/2920-A/13 Manzi il parere è contrario.
Sull'ordine del giorno n. 9/2920-A/14 Graziano, espunte le premesse, il parere è favorevole con riformulazione dell'impegno: “a continuare a sostenere l'azione di governo sul tema degli alloggi militari, valutando l'eventuale adozione di ulteriori misure, anche di carattere normativo, per l'ampliamento della disponibilità degli alloggi di servizio, nonché, nel rispetto dei vincoli di finanza pubblica, l'introduzione di nuove forme di sostegno e di tutela economico-alloggiativa, a favore del personale militare”.
Sugli ordini del giorno n. 9/2920-A/15 Scotto e n. 9/2920-A/16 Ghio il parere è contrario.
Sull'ordine del giorno n. 9/2920-A/17 Almici il parere è favorevole con riformulazione: “a valutare l'opportunità di adottare iniziative volte a definire i tempi per la realizzazione della mappatura del patrimonio immobiliare disponibile per l'edilizia residenziale sociale”.
Sugli ordini del giorno n. 9/2920-A/18 Centemero e n. 9/2920-A/19 Gusmeroli il parere è favorevole.
Sull'ordine del giorno n. 9/2920-A/20 Soumahoro il parere è contrario.
Sull'ordine del giorno n. 9/2920-A/21 Frassini c'è un accantonamento, perché mi sta arrivando il parere.
Sull'ordine del giorno n. 9/2920-A/22 Braga, espunte le premesse, il parere è favorevole con riformulazione dell'impegno: “a valutare l'opportunità di prevedere (…)”.
Sull'ordine del giorno n. 9/2920-A/23 Toni Ricciardi il parere è contrario.
Sull'ordine del giorno n. 9/2920-A/24 Bakkali, espunte le premesse, il parere è favorevole con riformulazione dell'impegno: “a proseguire nell'importante azione di valorizzazione della residenzialità universitaria parte integrante delle politiche per il diritto allo studio”.
Sull'ordine del giorno n. 9/2920-A/25 Peluffo il parere è contrario.
L'ordine del giorno n. 9/2920-A/26 Malavasi, espunte le premesse, l'impegno è accolto come raccomandazione.
Sugli ordini del giorno n. 9/2920-A/27 Ciancitto, n. 9/2920-A/28 Ciocchetti e n. 9/2920-A/29 Giorgianni il parere è favorevole.
Sull'ordine del giorno n. 9/2920-A/30 Mascaretti, espunta la settima premessa, il parere è favorevole sull'impegno.
Sugli ordini del giorno n. 9/2920-A/31 Mattia e n. 9/2920-A/32 Pisano il parere è favorevole.
Sull'ordine del giorno n. 9/2920-A/33 Urzi' il parere è favorevole con riformulazione che premette all'impegno le parole seguenti: “ferma restando la specificità del regime normativo degli alloggi di servizio del Ministero della Difesa, (…)”.
Sull'ordine del giorno n. 9/2920-A/34 Roggiani il parere è contrario.
Sull'ordine del giorno n. 9/2920-A/35 Furfaro, espunte le premesse, il parere è favorevole con riformulazione che premette all'impegno le seguenti parole: “a valutare l'opportunità, nel rispetto dei vincoli di finanza pubblica, di accompagnare (…)”.
Sull'ordine del giorno n. 9/2920-A/36 Gianassi, espunte le premesse, il parere è favorevole con la medesima riformulazione dell'impegno dell'ordine del giorno n. 9/2920-A/24 Bakkali.
Sull'ordine del giorno n. 9/2920-A/37 Mauri, espunte le premesse, il parere è favorevole con riformulazione dell'impegno: “a valutare l'opportunità di affrontare il problema dell'emergenza abitativa, proseguendo nell'attuazione di iniziative per la rigenerazione di aree degradate”.
Sull'ordine del giorno n. 9/2920-A/38 Bonafe', il parere è favorevole con riformulazione che premette a ciascun impegno le parole: “a valutare l'opportunità di (…)”.
Sull'ordine del giorno n. 9/2920-A/39 Vaccari, espunte le premesse, il parere è favorevole con la seguente riformulazione: “a valutare l'opportunità, nel rispetto dei vincoli di finanza pubblica, (…)”.
Sugli ordini del giorno n. 9/2920-A/40 Grimaldi e n. 9/2920-A/41 Piccolotti il parere è contrario.
Sull'ordine del giorno n. 9/2920-A/42 Zanella, espunte le ultime quattro premesse, il parere è favorevole con riformulazione: “a valutare l'opportunità, nel rispetto dei vincoli di finanza pubblica, (…)”.
L'ordine del giorno n. 9/2920-A/43 Ghirra, espunte la seconda e la terza premessa, è accolto come raccomandazione.
Sugli ordini del giorno n. 9/2920-A/44 Mari, n. 9/2920-A/45 Borrelli, n. 9/2920-A/46 Fratoianni, n. 9/2920-A/47 Bonelli, n. 9/2920-A/48 Zaratti, n. 9/2920-A/49 Dori e n. 9/2920-A/50 Mazzetti, il parere è contrario.
Sull'ordine del giorno n. 9/2920-A/51 Patriarca, espunta l'ultima premessa, il parere è favorevole all'impegno.
L'ordine del giorno n. 9/2920-A/52 Pastorella è accolto come raccomandazione.
Sugli ordini del giorno n. 9/2920-A/53 Ruffino, n. 9/2920-A/54 Bonetti e n. 9/2920-A/55 D'Alessio, il parere è contrario.
L'ordine del giorno n. 9/2920-A/56 Benzoni, espunte le ultime tre premesse, l'impegno è accolto come raccomandazione.
L'ordine del giorno n. 9/2920-A/57 Grippo, espunte le ultime due premesse, è accolto come raccomandazione.
L'ordine del giorno n. 9/2920-A/58 Sottanelli, espunta l'ultima premessa, l'impegno è accolto come raccomandazione.
Sull'ordine del giorno n. 9/2920-A/59 Onori, il parere è contrario.
Sull'ordine del giorno n. 9/2920-A/60 Zinzi, il parere è favorevole.
Sull'ordine del giorno n. 9/2920-A/61 Andreuzza, il parere è favorevole con riformulazione che espunge le parole da “con lo scopo” fino alla fine dell'impegno.
Sull'ordine del giorno n. 9/2920-A/62 De Luca, il parere è contrario.
Sull'ordine del giorno n. 9/2920-A/63 Filini, il parere è favorevole.
L'ordine del giorno n. 9/2920-A/64 Orrico è accolto come raccomandazione.
Sugli ordini del giorno n. 9/2920-A/65 Torto e n. 9/2920-A/66 Alifano il parere è contrario.
Sull'ordine del giorno n. 9/2920-A/67 L'Abbate, espunte le premesse 4 e 7, gli impegni sono accolti come raccomandazione.
Sull'ordine del giorno n. 9/2920-A/68 D'Orso, espunte le premesse, il parere è favorevole con riformulazione che premette le parole “nel rispetto dei vincoli di finanza pubblica” al primo e al terzo impegno. Il parere è favorevole al secondo impegno.
Sull'ordine del giorno n. 9/2920-A/69 Pellegrini, il parere è contrario.
Sull'ordine del giorno n. 9/2920-A/70 Morfino, espunte le premesse 3 e 5, gli impegni sono accolti come raccomandazione.
Sull'ordine del giorno n. 9/2920-A/71 Ilaria Fontana, espunta la seconda premessa, gli impegni sono accolti come raccomandazione.
Sull'ordine del giorno n. 9/2920-A/72 Santillo, il parere è contrario.
Sull'ordine del giorno n. 9/2920-A/73 Iaria, espunte le ultime quattro premesse, l'impegno è accolto come raccomandazione.
Sull'ordine del giorno n. 9/2920-A/74 Caso, il parere è contrario, in quanto sono già all'esame del Governo ulteriori misure a favore delle popolazioni dei Campi Flegrei.
Sugli ordini del giorno n. 9/2920-A/75 Lomuti, n. 9/2920-A/76 Ziello, n. 9/2920-A/77 Ravetto, n. 9/2920-A/78 Furgiuele, n. 9/2920-A/79 Davide Bergamini, n. 9/2920-A/80 Bof e n. 9/2920-A/81 Pierro, il parere è contrario.
Sull'ordine del giorno n. 9/2920-A/82 Pozzolo, espunte le premesse, l'impegno è accolto come raccomandazione.
Sugli ordini del giorno n. 9/2920-A/83 Sasso e n. 9/2920-A/84 Faraone, il parere è contrario.
L'ordine del giorno n. 9/2920-A/85 Gadda è accolto come raccomandazione.
Sull'ordine del giorno n. 9/2920-A/86 Boschi il parere è contrario.
L'ordine del giorno n. 9/2920-A/87 Bonifazi è accolto come raccomandazione.
Sull'ordine del giorno n. 9/2920-A/88 Del Barba il parere è contrario.
Gli ordini del giorno n. 9/2920-A/89 Rossello e 9/2920-A/90 Sorte sono accolti come raccomandazione.
Sull'ordine del giorno n. 9/2920-A/91 Scarpa il parere è contrario.
Sull'ordine del giorno n. 9/2920-A/92 Montaruli il parere è favorevole con la seguente riformulazione: “a valutare l'opportunità di adottare ulteriori iniziative, nell'ambito dei provvedimenti di attuazione degli interventi recati dal provvedimento in esame, volte a prevedere criteri di priorità nell'ambito delle procedure di assegnazione degli alloggi realizzati, recuperati e valorizzati ai sensi del presente provvedimento, nonché di prevedere il diritto di prelazione in caso di riscatto dei suddetti immobili in favore del personale appartenente al Corpo di Polizia locale e dei loro familiari, nel rispetto della normativa vigente e della parità di trattamento tra diversi Corpi di Polizia locale”.
Sull'ordine del giorno n. 9/2920-A/93 Gribaudo, espunte le premesse, il parere è favorevole con riformulazione dell'impegno, che premetta le parole “nel rispetto dei vincoli di finanza pubblica”. Sugli ordini del giorno n. 9/2920-A/94 Buonguerrieri e n. 9/2920-A/95 Chiesa il parere è favorevole. Infine, l'ordine del giorno n. 9/2920-A/96 Candiani è stato ritirato.
PRESIDENTE. Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2920-A/1 Curti, su cui vi è il parere contrario del Governo. Ha chiesto di parlare l'onorevole Curti. Ne ha facoltà.
AUGUSTO CURTI (PD-IDP). Grazie, Presidente. Solo per dire che questo parere, ovviamente, non mi sorprende perché oramai non è una novità che, quando in quest'Aula parliamo di aree interne, per voi della maggioranza, per questo Governo, sembra sempre di discutere di un qualcosa che non vi riguarda. Invece, io credo che vi riguardi eccome. Ogni volta che parliamo delle aree interne viene quasi da pensare che consideriate quei territori come una realtà che sia separata da questo Paese. E lo dico perché, del resto, è in linea con la posizione del Ministro Foti, che ha dichiarato un po' di tempo fa che il fenomeno delle aree interne è un fenomeno irreversibile.
Una definizione che, tradotta in termini concreti, vuol dire affermare e dire a quelle comunità che il problema esiste, ma dovete arrangiarvi. E dico questo perché, con quest'ordine del giorno, chiediamo semplicemente di riservare una quota delle risorse stanziate per il Piano proprio per le aree interne. E perché proponiamo quest'ordine del giorno? Lo proponiamo perché è del tutto evidente che, per come è stato impostato e scritto questo decreto, i piccoli comuni e le zone periferiche non riusciranno a partecipare ai bandi per poter costruire l'edilizia residenziale nei loro territori, perché la maggior parte delle risorse verranno destinate ai grandi centri.
E quindi ci sembra un tema importante, invece, quello di andare a costruire e ad aiutare anche quelle comunità, andando a sostenere uno dei temi, ovviamente, che devono affrontare i sindaci di quelle comunità, che è, appunto, quello dell'edilizia residenziale. Quindi chiedo al Governo la possibilità di rivedere questo parere o di accantonarlo, perché voi potete - è legittimo anche, è un vostro diritto - bocciare quest'ordine del giorno; quello che non è legittimo, però, è l'ipocrisia che avete nei confronti di quei sindaci e di quelle comunità, perché voi siete quelli che, fuori da queste mura, fuori da quest'Aula, continuate a illuderli sul fatto che lavorerete per risolvere le loro questioni.
Lo vediamo con le iniziative che fate sullo spopolamento, che fate sulla carenza dei servizi, l'ultima protesta dei sindaci proprio qui, davanti a Montecitorio, ai quali, per l'ennesima volta, avete detto: vi daremo una mano. Ma poi, quando entrate dentro quest'Aula, puntualmente gli girate le spalle. Voi potete avere la posizione di non riconoscere il problema delle aree interne, ma noi non vi permettiamo di prendere in giro i sindaci di quelle comunità (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).
PRESIDENTE. Chiedo al Governo in ordine all'istanza di accantonamento. No, quindi resta il parere contrario. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2920-A/1 Curti, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge (Vedi votazione n. 1).
Passiamo all'ordine del giorno n. n. 9/2920-A/2 Ferrari. Accetta la riformulazione? Non accetta?
SARA FERRARI (PD-IDP). Presidente, chiedo di poter interloquire con il membro del Governo, chiedendo la possibilità di accantonare quest'ordine del giorno perché mi propone di espungere tutte le premesse, quando, in realtà, tranne le prime tre, le altre premesse sono una vera e propria premessa che semplicemente ricostruisce, tra l'altro, l'esito…
PRESIDENTE. È chiarissimo.
SARA FERRARI (PD-IDP). … del lavoro della Commissione bicamerale sul femminicidio e ogni forma di violenza di genere, che ha per 2 anni - ci sono qui colleghi e c'è anche la presidente della Commissione - lavorato sul problema della violenza economica e che ha riscontrato il fatto che uno dei problemi grossi delle donne vittime di violenza è la necessità di casa. Quindi…
PRESIDENTE. Mi scusi perché non può fare l'intervento.
SARA FERRARI (PD-IDP). E allora dico che non accolgo la proposta…
PRESIDENTE. Chiede l'accantonamento.
SARA FERRARI (PD-IDP). Chiedo l'accantonamento per questo motivo, perché la sua proposta non è coerente.
PRESIDENTE. Il Governo accetta la richiesta di accantonamento? No. Quindi è un parere contrario. La deputata Morfino sottoscrive. Quindi è un parere contrario. Esatto, questo volevo dirle; quindi, se vuole intervenire adesso, essendo un parere contrario, può intervenire. La deputata Zanella sottoscrive. Prego, deputata Ferrari.
SARA FERRARI (PD-IDP). Grazie, Presidente.
PRESIDENTE. Mi scusi il formalismo, ma sono obbligato.
SARA FERRARI (PD-IDP). Scusi lei. Non sono stata corretta io, evidentemente. Ovviamente, non posso che dirmi sconcertata da questo parere negativo su un accantonamento, quindi una richiesta di riflessione sulla coerenza di un lavoro collettivo fatto da tutte le forze politiche e da tutti i gruppi di questa Camera e anche del Senato, per 2 anni, sulla violenza economica. Quella relazione finale e corposa, frutto di indagine accurata di centinaia di audizioni di esperti ed esperte sul tema, ha rilevato come il bisogno abitativo sia uno dei temi principali che determinano una difficoltà e, al contrario, qualora risolto, una possibilità di uscita in sicurezza dalla violenza per donne che sono prese in carico dai servizi sociali, dai centri antiviolenza, dalle case rifugio, per accompagnare loro e i loro figli a un'uscita, ripeto, in sicurezza da situazioni di violenza, a riprendersi la propria vita in mano per poter ricominciare.
In tutto questo, nelle raccomandazioni finali della relazione, si raccomanda a questo Parlamento di legiferare e al Governo di intervenire con strumenti normativi, regolamentari e finanziari proprio per accompagnare queste rinascite, queste possibilità di presente e di futuro per le donne vittime di violenza e i loro figli. Io ritengo il “no” di oggi, “no” perfino all'ipotesi di rivalutare, di accantonare, la possibilità di considerare prioritari questi soggetti nell'assegnazione dell'edilizia popolare, una vittimizzazione secondaria, quella che si chiama violenza istituzionale.
Non voler riconoscere e voler rifiutare quello che, fortunatamente, qualche comune e qualche regione riesce a fare con la sua autonomia, cioè riconoscere questi come soggetti più fragili di altri.
In una congiuntura economica negativa, internazionale e nazionale, questi sono soggetti ancora più fragili degli altri.
E, in queste premesse, io andavo ricordando che voi stessi avete previsto come obiettivo di questo provvedimento - abbiamo detto, a nostro avviso, non sufficientemente riscontrato poi nelle misure messe in campo -, voi avete detto che le finalità di questo Piano Casa riguardano la soddisfazione, la risposta ai fabbisogni abitativi dei giovani, dei lavoratori fuori sede, delle giovani coppie, dei genitori separati. E allora, le donne vittime di violenza e i loro figli non fanno parte di queste categorie? Voi state rifiutando di considerare queste persone, che hanno già subito violenza una volta, come soggetti, come persone - loro e i loro figli - da aiutare per recuperare una dimensione di vita dignitosa e possibile. Sono sconcertata e mi chiedo con quale coerenza, poi, ancora, in Commissione femminicidio, insieme alle colleghe e ai colleghi, parleremo di come sollecitare questo Parlamento e il Governo a legiferare in questa direzione (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).
PRESIDENTE. Grazie, deputata Ferrari. Quindi, pongo in votazione... Ha chiesto di parlare l'onorevole Bonetti. Ne ha facoltà.
ELENA BONETTI (AZ-PER-RE). Grazie, Presidente. Intervengo, innanzitutto, per chiedere alla collega Ferrari se possiamo sottoscrivere, come gruppo, il suo ordine del giorno, per rafforzare anche la richiesta fatta dalla collega al Sottosegretario, ma anche per rivolgere un appello alle colleghe con le quali abbiamo unanimemente approvato e lavorato in Commissione femminicidio, ponendo in evidenza quanto il tema abitativo sia una delle criticità che, nell'ambito della violenza economica, ha un effetto particolarmente pervasivo nei confronti delle donne.
Io chiedo alla presidente Semenzato e, per suo tramite, Presidente, alle colleghe dell'Aula, di poter sostenere una richiesta per arrivare all'approvazione di un ordine del giorno che abbia una condivisione unanime, altrimenti, significa che questo Parlamento, implicitamente, sconfessa il lavoro che la Commissione femminicidio sta facendo (Applausi dei deputati del gruppo Azione-Popolari Europeisti Riformatori-Renew Europe e di deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).
PRESIDENTE. La deputata Pavanelli sottoscrive l'ordine del giorno, così come tutto il gruppo di Italia Viva.
Ha chiesto di parlare la deputata Zanella. Ne ha facoltà.
LUANA ZANELLA (AVS). Grazie, Presidente. Avevo chiesto anch'io, a nome del gruppo, di sottoscrivere, se è d'accordo la collega Ferrari, ma credo proprio di sì, il suo ordine del giorno.
Presidente, io sono molto sorpresa del giudizio che ha espresso il Governo. Secondo me, se fossi stata io al Governo, a fronte di questa proposta di ordine del giorno, avrei fatto una telefonata alla presidente della Commissione bicamerale sul femminicidio, visto che fa anche parte della maggioranza. Mi sembra veramente, politicamente, non soltanto contraddittorio, ma davvero molto, molto pesante che nemmeno un ordine del giorno di questa misura e con questo indirizzo, insomma, unanime... È un'offesa al lavoro della Commissione, se mi consente, Presidente. Facciamo a meno di fare tante audizioni, di fare tante relazioni, di lavorare, se il Governo non si degna nemmeno di interloquire con la presidente della Commissione, che fa parte di questa maggioranza (Applausi dei deputati del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra e di deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).
PRESIDENTE. Le deputate Madia e Carmina chiedono di sottoscrivere l'ordine del giorno, come anche la deputata Ghirra. Tutto il gruppo? Sottoscrive tutto il gruppo Partito Democratico e anche tutto il gruppo MoVimento 5 Stelle.
Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti. Il Governo non interviene.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2920-A/2 Ferrari, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge (Vedi votazione n. 2).
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2920-A/3 Simiani: accetta la riformulazione? No. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2920-A/3 Simiani, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge (Vedi votazione n. 3).
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2920-A/4 Evi: onorevole Evi, accetta la riformulazione ai fini della raccomandazione? No, e chiede di parlare. Prego.
ELEONORA EVI (PD-IDP). Grazie, Presidente. Voglio intervenire anche perché, in realtà, non era molto chiaro se dovessi accettare una raccomandazione o un parere favorevole con riformulazione. Ad ogni modo, tolgo dall'imbarazzo il Sottosegretario e respingo, rigetto, qualunque proposta perché ci tengo a che quest'ordine del giorno possa essere votato nella sua integrità.
Mi rivolgo anche alle colleghe e ai colleghi della maggioranza: siamo in procedura di infrazione per mancato recepimento di due direttive - la direttiva sull'efficienza energetica e la direttiva sulla prestazione energetica degli edifici - e non è accettabile che il Governo venga in Aula a dirci che si sistemeranno le cose, richiamando una futura, ennesima legge di delegazione europea. Francamente, è qualcosa di incredibile, anche perché - lo ricordo a me stessa e a tutti quanti - un recepimento è tale quando il decreto legislativo finisce in Gazzetta Ufficiale, e siamo ancora lontanissimi dall'avere questo.
Quindi, in un momento storico in cui stiamo votando un Piano casa che prevede, secondo i vostri impegni e, più che altro, forse, le vostre promesse e i vostri desideri, di cercare di costruire 100.000 alloggi e ristrutturarne 60.000, con risorse che, peraltro - lo abbiamo detto in tutti i modi anche nei lavori in Commissione -, spostate facendo il gioco delle tre carte, senza che si capisca bene quali saranno queste risorse nuove perché risorse nuove non ce ne sono, quindi con quelle che ci sono, voi ci state dicendo di voler ristrutturare o costruire alloggi senza, però, nessun preciso criterio che riguardi l'efficienza energetica e la costruzione di case che siano adeguate ai tempi che corrono.
Infatti, colleghe e colleghi, nel testo che avete formulato, e che è stato votato anche in Commissione, i riferimenti alla sostenibilità sono blandi, sono del tutto irrisori, assolutamente ridicoli. Quello che noi abbiamo cercato di fare con i nostri emendamenti, e che cerchiamo di fare anche adesso con quest'ordine del giorno, è di ancorare un Piano Casa, che vuole avere l'ambizione di risolvere i problemi delle persone, a dei criteri di progettazione e di costruzione adeguati al mondo che stiamo vivendo. Perché, pensare di continuare a dare case a canone sociale, in cui, però, la metà del reddito deve essere spesa in bollette, è un controsenso, è qualcosa che non sta in piedi, non ha veramente alcun senso. Ci tengo anche a dire che, già oggi, le bollette che vengono pagate sono una sorta di tassa occulta, che colpisce proprio le famiglie più fragili, proprio chi oggi è più in povertà energetica. Tutto questo viene, di fatto, dimenticato e spazzato via, e non ce n'è traccia in questo vostro Piano Casa.
Voi continuate con la narrazione distorta, fallace e bugiarda che l'efficienza energetica sia qualcosa per ricchi, un lusso o un'imposizione burocratica calata dall'alto. È esattamente l'opposto: è la mancata integrazione di questi criteri che rende così complicato per le famiglie, oggi, riuscire ad avere una casa e poter pagare le bollette. Questo è un controsenso. Un Piano Casa che oggi non si integra con gli obiettivi europei e con la direttiva Case green è qualcosa che nasce già morto, è qualcosa che condanna i cittadini e le cittadine a vivere in alloggi che sono obsoleti e costosi. E lo sappiamo, perché oggi sono proprio le case di edilizia residenziale pubblica quelle più energivore, quelle più inefficienti, delle vere case colabrodo.
Ecco, davanti a tutto questo, l'impegno che voi state mettendo è nullo, è ridicolo. L'efficienza energetica rimane un miraggio ed è, come dire, ancora una volta, necessario ribadire che la migliore energia è quella che non viene consumata.
Quindi, i nostri sforzi, in un mondo che diventa più energivoro, dovrebbero essere esattamente quelli di cercare di ridurre i nostri consumi energetici; invece, non mettere nessuna previsione, nessuna indicazione, nessun criterio serio all'interno di questo Piano Casa significa fare un grave, gravissimo, errore.
Voi continuate a fare la guerra all'Europa, ma la verità è che state facendo la guerra ai portafogli delle cittadine e dei cittadini italiani, condannandoli a vivere in case colabrodo che costano una fortuna per il riscaldamento e il raffrescamento.
Un vero Piano Casa, nel 2026, dovrebbe mettere l'efficienza energetica e la sostenibilità davvero al centro, non come fate voi con parole di circostanza e con riferimenti illusori, e non, appunto, continuando a trattare l'efficienza energetica come un optional fastidioso. Noi per questo motivo voteremo contro (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2920-A/4 Evi, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge (Vedi votazione n. 4).
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2920-A/5 Amendola. Onorevole Amendola, accoglie la riformulazione? Ok, perfetto. Prendo atto che l'onorevole Mattia sottoscrive.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2920-A/6 Provenzano. Provenzano, o chi per lui, accetta? No. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2920-A/6 Provenzano, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge (Vedi votazione n. 5).
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2920-A/7 Pandolfo. Onorevole Pandolfo, accetta la riformulazione? No. Ha chiesto di parlare l'onorevole Pandolfo. Ne ha facoltà.
ALBERTO PANDOLFO (PD-IDP). Grazie, Presidente. Non posso accettare la riformulazione proposta dal Sottosegretario perché elimina la premessa che evidenzia una delle più evidenti lacune che abbiamo portato in questo provvedimento, ossia il rapporto tra casa e lavoro nei distretti industriali del Paese. Un Paese che è in emergenza abitativa, un'emergenza che assilla milioni di famiglie italiane e che il mercato da solo non può risolvere. Proprio per questo ci sarebbe bisogno di un intervento più coraggioso - lo abbiamo detto - di investimenti nuovi e di edilizia residenziale pubblica rafforzata: invece, voi vi muovete riprogrammando risorse già esistenti, Sottosegretario, senza un vero cambio di azione sulle politiche abitative.
Detto questo, il Capo III affida al capitale privato la realizzazione di alloggi a canone o a prezzo calmierato e lo fa per quella fascia - cosiddetta grigia - di lavoratori e di famiglie che non rientrano nell'edilizia residenziale pubblica, ma per i quali il libero mercato resta evidentemente inaccessibile.
Non è di fatto una questione trascurabile perché il decreto individua espressamente, tra le aree di investimento, alcuni distretti industriali del nostro Paese. Di fatto, quindi, ciò dimostra che avete la percezione che il tema della casa non riguarda solo grandi metropoli, ma anche il cuore manifatturiero del Paese.
Il problema è come viene riconosciuto tutto ciò. Il meccanismo induce gli investitori privati e non ne fa un'azione pubblica vera e propria. Sappiamo, però, che nei distretti industriali del Mezzogiorno, laddove i salari sono più bassi e il mercato immobiliare è meno vivace, il capitale tende a non andare da solo. Quindi, c'è bisogno di un'azione pubblica specifica. È un problema che, di fatto, le imprese di quei territori conoscono benissimo: la difficoltà a reperire e trattenere lavoratori qualificati spesso dipende proprio dalla mancanza di alloggi accessibili nelle vicinanze dei siti produttivi. Poi, questo è un tema che si traduce in competitività e in coesione territoriale.
Insomma, con quest'ordine del giorno chiediamo di fare alcuni interventi: il primo è avere una regia pubblica che sia garante di un coordinamento tra il Ministero delle infrastrutture, il Mimit, le regioni e i comuni e non lasci tutto alla logica del rendimento atteso che, invece, è di natura puramente privatistica; poi, i canoni e i prezzi calmierati devono essere agganciati in modo esplicito alla contrattazione collettiva e di settore; infine, gli interventi del Piano Casa devono essere strettamente legati - e questa era anche la premessa che portava, poi, al terzo impegno - alla politica industriale, con riferimento agli accordi di sviluppo, ai contratti di sviluppo e alle aree di crisi industriale complessa.
Ecco, allora, che la casa non può essere scollegata dal lavoro: gli investimenti produttivi e l'offerta abitativa devono per forza camminare insieme. Chiediamo, poi, che il Governo riferisca anche sull'effettiva destinazione di quegli interventi, con particolare riguardo al Mezzogiorno.
Il rischio del terzo pilastro è, infatti, che vada a consolidare aree già forti del Paese lasciando, invece, indietro chi ne ha davvero più bisogno (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2920-A/7 Pandolfo, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge (Vedi votazione n. 6).
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2920-A/8 Filippin. Onorevole, accetta la raccomandazione? Accetta. Perfetto.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2920-A/9 Viggiano. Onorevole, accetta la riformulazione ai fini della raccomandazione? Non accetta. Ha chiesto di parlare l'onorevole Viggiano. Ne ha facoltà.
FRANCESCA VIGGIANO (PD-IDP). Grazie, signor Presidente. No, non l'accetto semplicemente perché, ovviamente, le politiche abitative non possono essere trattate a suon di raccomandazioni. Io immagino che in quest'Aula siano pochi - e, forse, nessuno - coloro i quali hanno vissuto direttamente l'esperienza di ricevere una procedura di sfratto. Non c'è bisogno, però, di avere l'ufficiale giudiziario dietro la porta per comprendere che l'emergenza abitativa è uno dei problemi principali che il nostro Paese vive in questo momento storico.
Io, nella mia professione di avvocato, ho conosciuto bene gli occhi di padri e madri di famiglia che si trovano davanti a quella prospettiva, quella di perdere la propria casa. Persone che non hanno scelto di essere morose e che non hanno deciso ovviamente di sottrarsi ai propri obblighi; persone che, fino a poco tempo prima, pagavano regolarmente il proprio affitto e che si sono ritrovate travolte dalla perdita del lavoro, da una malattia, da una separazione o semplicemente dall'impossibilità di far fronte all'aumento del costo della vita.
Dietro l'espressione tecnica di “morosità incolpevole” ci sono famiglie vere, ci sono bambini, ci sono lavoratrici e lavoratori, ci sono cittadini che chiedono una sola cosa: non essere lasciati da soli. L'emergenza abitativa non può essere affrontata contrapponendo artificiosamente inquilini e proprietari come se fossero interessi inconciliabili. Lo so che fa audience quando vediamo la casa che non riesce ad essere liberata nei tempi che il proprietario vorrebbe, ma non è lì la soluzione e non è lì, contrapponendo i due interessi, che si va a risolvere il problema dell'emergenza abitativa.
Molto spesso, infatti, da una parte, troviamo famiglie che non riescono proprio più a sostenere il costo dell'affitto e, dall'altra, troviamo altrettante famiglie che da quel canone di locazione ricavano una parte importante del proprio sostentamento.
Troppo spesso si immagina che, dietro ogni contratto di locazione, vi sia un grande proprietario immobiliare. La realtà, però, nella maggior parte dei casi, è ben diversa in quanto molti proprietari sono pensionati che integrano il proprio reddito, famiglie che hanno investito i risparmi di una vita nell'acquisto di un immobile, cittadini che con quel canone pagano un mutuo, affrontano le spese quotidiane e aiutano i propri figli. Quando lo Stato arretra, finiscono entrambe per essere lasciate sole.
È per questo che il diritto alla casa non può gravare sulle spalle dei proprietari in assenza dello Stato. Garantire un diritto fondamentale è responsabilità delle istituzioni e non può essere delegato ai singoli cittadini.
Le politiche abitative per questo Governo - mi duole riscontrarlo -, viste le premesse e viste le aspettative che si avevano nei confronti di questo Piano Casa, sono meramente una questione secondaria.
Si è pensato che il mercato potesse asservire ogni squilibrio e si è pensato che la domanda e l'offerta avrebbero trovato da sole un punto di equilibrio. Si è progressivamente rinunciato a una visione pubblica dell'abitare, ma la casa non è una merce come le altre: la casa è il luogo in cui si costruisce una famiglia, è il luogo in cui crescono i figli ed è il luogo in cui si custodiscono relazioni, sicurezza e dignità. Non esiste inclusione sociale senza una casa e non esiste sicurezza, neanche sociale, senza una casa. Non esiste piena cittadinanza senza una casa. Quando una famiglia perde l'abitazione, non perde soltanto quattro mura; perde stabilità, serenità e la possibilità di programmare il futuro. È per questo che la questione abitativa non riguarda soltanto l'urbanistica o il welfare, come invece emergerebbe da questo decreto-legge. Riguarda l'idea stessa di comunità che vogliamo costruire. I numeri ci dicono che siamo davanti a una vera emergenza nazionale e i dati da soli raccontano la distanza sempre più ampia tra bisogno abitativo reale e capacità dello Stato di offrire una risposta adeguata e, mentre cresce il numero delle famiglie che attendono una casa, aumentano i canoni di locazione, diminuisce l'offerta di alloggi accessibili e cresce il rischio di esclusione abitativa per giovani, lavoratori e nuclei familiari a reddito medio-basso.
Per questo noi giudichiamo - e non possiamo fare altrimenti - insufficiente il decreto in esame, perché arriva dopo anni di crescita del disagio abitativo e perché non affronta le cause strutturali del problema. Non offre una risposta proporzionata alla gravità della situazione e continua a mancare una strategia organica capace di aumentare realmente l'offerta di edilizia residenziale pubblica e sociale. La situazione assume contorni ancora più evidenti nei territori come il mio, il tarantino. All'ultimo bando comunale risultano circa 500 domande in graduatoria in attesa di assegnazione ERP e tra il comune e la provincia risultano censiti addirittura circa 12.000 alloggi privati sfitti. Solo nel 2025 sono stati emessi circa 300 provvedimenti di sfratto, prevalentemente riconducibili a situazioni di morosità incolpevole. Per molte famiglie il costo dell'affitto assorbe ormai oltre il 35 per cento del reddito disponibile. Ma Taranto non è un'eccezione: Taranto è il simbolo di una crisi che attraversa l'intero Paese, da Nord a Sud, ed è una crisi che richiede una risposta nazionale. Con quest'ordine del giorno l'obiettivo era chiedere al Governo di assumersi fino in fondo la responsabilità che gli compete.
Chiediamo più risorse per recuperare il patrimonio pubblico inutilizzato e interventi straordinari immediati nelle aree a maggiore tensione abitativa. Chiediamo anche che, nelle more dell'attuazione del Piano Casa, vengano reperiti e resi disponibili nuovi alloggi per le famiglie, che oggi non possono attendere i tempi della burocrazia. Uno sfratto si esegue mediamente in due o tre mesi e non c'è certamente il tempo per andare a costruire un nuovo alloggio, magari anche con consumo di suolo. Noi chiedevamo al Governo un impegno forte in questa direzione per reperire nuove soluzioni abitative e soprattutto per non lasciare sole le famiglie, ma devo prendere atto, purtroppo, che più di una raccomandazione questo Governo non è riuscito a fare. Quindi, vi chiedo un ripensamento e di votare favorevolmente su quest'ordine del giorno (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2920-A/9 Viggiano, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge (Vedi votazione n. 7).
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2920-A/10 Merola. Accetta la riformulazione? No.
Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2920-A/10 Merola, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge (Vedi votazione n. 8).
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2920-A/11 Iacono, sul quale il parere del Governo è contrario.
Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2920-A/11 Iacono, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge (Vedi votazione n. 9).
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2920-A/12 Berruto, sul quale il parere del Governo è contrario. Ha chiesto di parlare l'onorevole Berruto. Ne ha facoltà.
MAURO BERRUTO (PD-IDP). Presidente, grazie. Intervengo brevemente. Ovviamente, nessuna sorpresa per il parere contrario secco su quest'ordine del giorno, perché a questo Governo il mondo dell'università proprio non piace, sembra davvero essere un problema. Sarà per l'affinità intellettuale con il vostro ex amico e mentore Donald Trump, che proprio all'inizio della sua amministrazione ha messo nel mirino il finanziamento alle più prestigiose università del mondo e voi sembrate, almeno su questo, ancora in quella scia. I casi e gli esempi che si possono fare sono tanti, ovviamente partendo, anche nel caso italiano, dal sottofinanziamento, denunciato a più riprese dal mondo dell'università, fino al grande inganno del semestre filtro per l'accesso a medicina, che ha generato soltanto caos, sovraffollamento, difficoltà logistiche e disparità sociale. Abbiamo appena terminato in Commissione una maratona sul disegno che riguarderà ricercatori e docenti universitari, che arriverà presto in Aula.
Soprattutto non vi piacciono gli studenti universitari, vi danno proprio fastidio. Avete impedito loro di votare all'ultimo referendum e adesso respingete - lo ripeto - con un “no” secco un ordine del giorno che - leggo - richiede “l'adozione di ulteriori iniziative normative volte a prevedere un piano organico nazionale per lo student housing pubblico, fondato sul recupero e sulla riconversione del patrimonio immobiliare pubblico inutilizzato o sottoutilizzato, con priorità alla destinazione a studenti fuori sede a canone sostenibile”. Cioè, molto semplicemente vi chiedevamo di riflettere sulla possibilità di ottimizzare un patrimonio di infrastrutture pubbliche non utilizzate, quindi che rappresentano anche un costo per le comunità che le ospitano, per trasformarle in luoghi che permettano a un numero maggiore di studenti e di studentesse di accedere all'università pubblica, anche fuori sede, a canone sostenibile.
Non è che io debba aggiungere altro, né tenterò di mendicare un accantonamento o un cambiamento di parere. Ripeto: siete coerenti con un mondo che vi dà fastidio, con un mondo che cercate di ostacolare in tutte le maniere, che è quello dell'università. Evidentemente, otterrete l'effetto evidente di continuare, invece, a favorire un flusso, sì, verso l'esterno, cioè di studenti e studentesse che lasciano questo Paese per andare a studiare in altre università in Europa (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).
PRESIDENTE. Prendo atto che l'onorevole Amato sottoscrive l'ordine del giorno.
Se nessun altro chiede di intervenire, lo pongo in votazione. Intanto, Amato sottoscrive l'ordine del giorno in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2920-A/12 Berruto, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge (Vedi votazione n. 10).
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2920-A/13 Manzi, sul quale il parere del Governo è contrario. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2920-A/13 Manzi, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge (Vedi votazione n. 11).
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2920-A/14 Graziano. Onorevole Graziano, accetta la riformulazione? Non l'accetta e chiede di parlare. Ne ha facoltà.
STEFANO GRAZIANO (PD-IDP). Posso risentire la riformulazione, Presidente?
PRESIDENTE. Sì, chiedo al Governo se cortesemente ce la restituisce. È l'ordine del giorno n. 9/2920-A/14 Graziano.
ANTONIO IANNONE, Sottosegretario di Stato per le Infrastrutture e i trasporti. Allora, come dicevo, espunte le premesse, il parere è favorevole con la seguente riformulazione dell'impegno: “a continuare a sostenere l'azione di Governo sul tema degli alloggi militari, valutando l'eventuale adozione di ulteriori misure, anche di carattere normativo, per l'ampliamento della disponibilità degli alloggi di servizio, nonché, nel rispetto dei vincoli di finanza pubblica, l'introduzione di nuove forme di sostegno e di tutela economico-alloggiativa a favore del personale militare”.
PRESIDENTE. Onorevole Graziano, accoglie la riformulazione? Prego.
STEFANO GRAZIANO (PD-IDP). No, Presidente, non accetto la riformulazione, soprattutto perché il Sottosegretario probabilmente non sa che non c'è alcuna misura di sostegno in questo momento a favore degli alloggi militari. Questa maggioranza, che si vuole mettere la cosiddetta stelletta di quelli che sono a sostegno degli alloggi militari e dei militari in generale, in realtà, fa tutto tranne che fare qualcosa per gli operatori del settore della difesa.
E questa è un'altra dimostrazione molto evidente che, in realtà, non c'è alcuna volontà in questa direzione, mentre noi avevamo dato la possibilità di sostenere quella che poteva essere una politica degli alloggi, perché oggi è una delle prime problematiche che hanno coloro i quali stanno nelle Forze armate; e invece ancora una volta questa maggioranza se ne frega altamente (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2920-A/14 Graziano, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge (Vedi votazione n. 12).
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2920-A/15 Scotto, sul quale il parere del Governo è contrario. Ha chiesto di parlare l'onorevole Ciani. Ne ha facoltà.
PAOLO CIANI (PD-IDP). Grazie, Presidente. Quest'ordine del giorno tratta un argomento molto importante, a mio modo di vedere, quello di alcuni lavoratori che, anche per un tema abitativo, finiscono in filiere gravi, in filiere di sfruttamento; il famoso caporalato che, purtroppo, riguarda molti lavoratori nel nostro Paese. Talvolta i fatti di cronaca drammatici ce ne restituiscono alcune immagini, alcune fotografie. Abbiamo tutti ancora davanti agli occhi la vicenda che è accaduta ad Amendolara: quelle persone arse vive in una macchina, uccise da alcuni caporali. Ma le cronache ci hanno raccontato anche di 400 operai indiani vittime di caporalato a Milano, che lavoravano per un'azienda americana.
Ecco, purtroppo, il tema del caporalato colpisce tanti e tanti lavoratori nel nostro Paese, ancora troppi. E proprio per questo, anche per questo alcuni fondi del PNRR erano stati destinati al superamento di alcuni... Qualcuno li definisce “non luoghi”, io li definisco “ghetti”, dove tanti lavoratori vivono in condizioni miserabili, in condizioni tragiche. E sono luoghi, Presidente, purtroppo, non più sconosciuti. Parliamo di luoghi come Borgo Mezzanone, San Ferdinando, luoghi che in tanti conoscono e fanno finta di non conoscere, dove le persone vivono senz'acqua, senza servizi igienici, in baracche per grandi periodi dell'anno, alcuni ormai da anni.
Ecco, questi soldi messi dal PNRR per superare questi luoghi non sono stati utilizzati e questa è una prima vergogna. È una cosa grave che l'Italia non abbia utilizzato questi soldi; e con quest'ordine del giorno noi ponevamo nuovamente l'attenzione su questo tipo di emergenza abitativa. Perché, vede, Presidente, il dubbio che sorge guardando queste cose è che ci si voglia abituare allo sfruttamento di alcuni lavoratori, ci si voglia abituare a una sorta di apartheid che colpisce alcune persone nel nostro Paese che sappiamo lavorare nei campi, che sappiamo essere sfruttate, che sappiamo vivere nei ghetti e, nonostante abbiamo i soldi per superare quelle situazioni, non lo facciamo.
Questo per noi è molto grave: non accetteremo che si giustifichi un'apartheid in Italia. Quando eravamo ragazzi conoscevamo e abbiamo lottato, a distanza, contro l'apartheid in Sudafrica. Di certo non accetteremo che si crei una situazione analoga qui (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2920-A/15 Scotto, con il parere contrario del Governo.
I deputati Pellegrini e Ciani sottoscrivono.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge (Vedi votazione n. 13).
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2920-A/16 Ghio.
Ha chiesto di parlare la deputata Valentina Ghio. Ne ha facoltà.
VALENTINA GHIO (PD-IDP). Grazie, Presidente. Con il parere contrario che avete dato a quest'ordine del giorno voi certificate che con il Piano Casa del Governo non intendete rafforzare il ruolo dei comuni e delle amministrazioni locali, nella gestione dell'emergenza casa. Peraltro, non assegnate nemmeno risorse adeguate agli enti locali per il disagio abitativo; del resto, abbiamo avuto in questi istanti, a mezzo stampa, una notizia che mette il bollino anche sulla considerazione, scarsa, sul ruolo del Parlamento, a maggior ragione, su un tema così importante.
La stampa ci informa che avete nominato il commissario straordinario per il Piano Casa, supportato dalla società Infrastrutture Milano Cortina Spa; avete nominato il commissario straordinario prima che il Parlamento… che la Camera (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista) arrivasse alla votazione finale del provvedimento.
Ma vi sembra un comportamento corretto e rispettoso delle prerogative parlamentari? Ma cosa stiamo parlando a fare in quest'Aula, se, a mezzo stampa, riceviamo la notizia della nomina del commissario per il Piano Casa; peraltro, anche con un compenso che va in deroga alla norma esistente del 2011 che prevede un tetto di 100.000 euro. Il compenso è oltre quattro volte tanto… Capisco che la povertà sia un tema che non appassiona; e anche l'impossibilità di avere una casa per le persone, che credo invece meriterebbe rispetto (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista). Sapete quanto arriverà, invece, per chi sarà il fortunato destinatario del contributo per morosità incolpevole? Dico “fortunato” perché sarà solo riservato ai morosi del sistema ERP e non a tutti gli altri. Se va bene, se saranno fortunati i destinatari, sarà un compenso una tantum, di 500 euro, considerando quanti sono che ne hanno diritto. Sì, avete capito bene: 500 euro di fronte a un'indennità oltre quattro volte tanto ciò che è consentito dalla legge, che supera 400.000 euro. Se questo è il modo di affrontare l'emergenza casa degli italiani e delle italiane credo davvero ci sia da vergognarsi profondamente (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).
Vedete, il diritto alla casa non è una voce di bilancio, ma è un diritto strettamente collegato alla dignità della persona, alla coesione sociale, alla qualità della vita delle nostre comunità. E chi meglio dei sindaci e degli amministratori locali conosce il disagio abitativo delle comunità di ogni giorno? Di fronte a questa emergenza, da un decreto che è stato preannunciato come la panacea nonché la madre delle soluzioni del problema casa, dell'emergenza casa, ci aspettavamo investimenti strutturali, risorse consistenti, una strategia nazionale per il diritto all'abitare.
La contrarietà all'ordine del giorno certifica quello che già si era visto in Commissione, ovvero che non state affrontando le cause profonde dell'emergenza abitativa. In larga misura riprogrammate misure già esistenti, presentandole come un cambio di passo, rimettendo in essere risorse già esistenti. Del resto, il fatto che, in questi anni, abbiate prima azzerato e, poi, solo parzialmente rimpinguato il Fondo affitti, qualche sospetto ce lo aveva già fatto venire; ma chi conosce questa realtà sono, innanzitutto, i comuni e voi avete negato, con il no all'ordine del giorno, il loro coinvolgimento. Sono i sindaci e gli amministratori locali che gestiscono le graduatorie, che affrontano le emergenze sociali, che intercettano i bisogni, che cercano, ogni giorno, soluzioni concrete.
Per questo è incomprensibile continuare a chiedere a loro di gestire i problemi sempre più complessi senza garantire risorse adeguate, senza coinvolgerli realmente nelle scelte. E infatti le critiche sono state tante, addirittura vi è stato il profondo dissenso delle regioni nei confronti di questo provvedimento. Noi pensiamo che una materia così delicata e fondante della cittadinanza di questo Paese, come quella della casa, non abbia bisogno di una nuova scorciatoia commissariale. Ha bisogno di cooperazione istituzionale, di programmazione, di responsabilità condivise e, in generale, è davvero poca cosa quello che mettete su questo Piano Casa. Non rifinanzia in modo adeguato gli strumenti di sostegno alle famiglie, non affronta il tema degli affitti brevi in città, non si pone minimamente il tema degli alloggi per chi studia.
La casa non può essere esclusivamente affidata alle dinamiche del mercato. Voi state facendo questo: abdicare al ruolo pubblico e affidare la gestione della casa alle dinamiche del mercato e a interventi occasionali. Non è così che funziona. Non funziona così, abbandonando i comuni, abbandonando i cittadini e le cittadine che rivendicano il diritto alla casa come il diritto di cittadinanza che, con questo provvedimento, ancora una volta, state negando (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Iaria. Ne ha facoltà.
ANTONINO IARIA (M5S). Intervengo per sottoscrivere e per fare una piccola annotazione sul nuovo commissario per il Piano Casa, che sul Piano Casa scrive testuali parole: “La parte debole, o comunque ancora da verificare è l'attuazione”. Sto parlando di Felice Squitieri. “Una politica dell'abitare diventa strutturale solo quando produce continuità: conoscenza reale del patrimonio, procedure gestibili, tempi credibili, qualità progettuale, controllo pubblico sugli esiti (…). C'è poi il nodo istituzionale (…)”. Il Piano Casa deve integrare “il ruolo delle regioni e dei comuni”. Tutte le critiche che noi abbiamo fatto al Piano Casa. Questo è stato scelto come commissario per il Piano Casa. Diciamo che 400k fanno anche un po' cambiare opinione rispetto ai problemi del Piano Casa. Devo dire che, forse, anch'io avrei cambiato opinione, con 400k. Però il problema è che c'è un commissario per questo Piano Casa che è la più grande agenzia immobiliare creata da questo Governo e quindi, secondo me, non è giusto dargli uno stipendio fisso, ma dovrebbe andare a provvigioni, come si fa in tutte le agenzie immobiliari tra l'altro anche contrattando, perché questo Piano Casa non è altro che mettere, in un enorme sito “immobiliare.gov”, tutti gli immobili dei comuni e degli enti pubblici a un prezzo leggermente diverso da quello per cui vanno a bando.
Quindi si crea un enorme elenco di immobili, che poi potranno essere comprati. Chi li comprerà, secondo voi? Chi è che ha tutti questi soldi a disposizione subito per comprare tutta una serie di immobili pubblici, con un prezzo sicuramente calmierato rispetto a quello per cui sono andati a bando? Magari un grande, bel fondo internazionale immobiliare. E, quindi, a questo punto, cosa succederà? Noi ci vendiamo parte del nostro patrimonio, arriverà questo fondo che compra questi immobili e poi il commissario avrà la deroga per cambiare i piani regolatori e le destinazioni d'uso. E qui si chiude il cerchio. Quindi un enorme affare immobiliare. Per questo insisto che bisogna togliere lo stipendio fissato al commissario e dargli uno stipendio solo a provvigioni (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2920-A/16 Ghio, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge (Vedi votazione n. 14).
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2920-A/17 Almici. Onorevole, accoglie la riformulazione? Almici o chi per lei, accetta la riformulazione? Sì, perfetto.
Sugli ordini del giorno n. 9/2920-A/18 Centemero e n. 9/2920-A/19 Gusmeroli, il parere è favorevole.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2920-A/20 Soumahoro, sul quale il parere del Governo è contrario. Ha chiesto di parlare l'onorevole Soumahoro. Ne ha facoltà.
ABOUBAKAR SOUMAHORO (MISTO). Grazie, Presidente. Presidente, non riesco davvero a immaginare il parere contrario del Governo su quest'ordine del giorno. Quest'ordine del giorno, Presidente, nasce da una realtà, che è la realtà degli insediamenti dei braccianti in giro per il nostro Paese, perché in quei luoghi di sospensione della vita umana ho visto con i miei occhi corpi carbonizzati. Ho visto il corpo carbonizzato di Mohamed Ben Ali, nel 2020, nell'insediamento dei braccianti di Borgo Mezzanone; come del resto, vi è stato il corpo carbonizzato di Ivan, un altro bracciante; come del resto, viveva una vita di sospensione, di cancellazione, Soumaila Sacko, che venne fucilato nella Piana di Gioia Tauro, nel 2018. Presidente, in quegli stessi luoghi, insieme ai colleghi, in modo trasversale, della Commissione d'inchiesta sulle condizioni di lavoro nel nostro Paese, ci siamo recati proprio nell'insediamento di Borgo Mezzanone, dove i colleghi, indipendentemente dal colore politico, hanno potuto constatare, vedere coi propri occhi - ascoltare con l'orecchio del cuore, direi in questo caso -, ascoltare il dramma che i braccianti da troppi anni vivono nel nostro Paese, perché sono stati ghettizzati, sono stati separati dal resto del corpo del nostro Paese, per vivere in quei tuguri, come vivevano nei tuguri i braccianti del Novecento. Proprio da questa Camera dei deputati, un'altra Commissione d'inchiesta fece una ricerca sulle condizioni di lavoro dei braccianti nel nostro Paese, parliamo degli inizi del 1900. Oggi, dopo tanti anni, nel 2026, viviamo le medesime condizioni. All'epoca erano i compagni di Giuseppe Di Vittorio, ma oggi le condizioni non sono cambiate. Ieri si chiamavano Giuseppe, oggi si chiamano Ivan; ieri si chiamavano Gennaro, oggi si chiamano Mohamed; ieri si chiamavano Paola, oggi si chiamano Kadija; ieri si chiamavano Emanuel, oggi si chiamano Chaouki. Le condizioni sono le medesime. In un altro contesto, avremmo parlato di apartheid di Stato, perché tutti sappiamo dove vivono quei braccianti; perché quei braccianti raccolgono la frutta e la verdura nel nostro Paese, quella frutta e verdura che finisce nei mercati, nei supermercati, nei quartieri, nei rioni del nostro Paese.
Puntualmente, consumiamo quel cibo, quel cibo eticamente marcio, senza minimamente essere capaci di dare, dal punto di vista dell'iniziativa politica, una condizione abitativa a quei braccianti. In altri contesti avremmo parlato di apartheid di Stato. Quindi l'apartheid vuol dire separare, separare vuol dire ghettizzare, ghettizzare vuol dire cancellare, cancellare vuol dire alienare! Cheikh Anta Diop avrebbe parlato di sradicamento. Non è solo culturale, è sociale, è economico, è lavorativo, è materiale, oltre che immateriale. Quest'ordine del giorno chiedeva al Governo una soluzione. Probabilmente, la tentazione delle ruspe non è mai stata politicamente sradicata, quando, in realtà, non vi è bisogno di ruspe; vi è bisogno di una ruspa capace di rimuovere quegli ostacoli che impediscono lo sviluppo della dignità umana, come prevede l'articolo 3 della nostra Carta costituzionale.
Questo è quanto oggi occorre fare e questo Parlamento dovrebbe assumere questa iniziativa nel nome della dignità del lavoro, nel nome della dignità dell'essere umano, nel nome della dignità della nostra Carta costituzionale, che prevede, all'articolo 1, che il nostro Paese, l'Italia, si fonda sul lavoro.
Questo è quello che oggi quest'ordine del giorno chiedeva. E quindi la tentazione di alienare, la tentazione di sradicare, la tentazione di cancellare, la tentazione di ghettizzare, la tentazione di costruire su quelle macerie, su quelle vite carbonizzate, la merce elettorale capace di portare avanti una propaganda che non fa bene alla dignità, alla democrazia, alla Carta costituzionale, alla sostanza materiale della nostra Carta costituzionale! Questo è quanto chiede quest'ordine del giorno.
Quindi, vale a dire: o si è complici perché c'è un tornaconto elettorale e politico nel vedere quei corpi carbonizzati, come io ho avuto modo di vedere i corpi di dodici braccianti sull'asfalto, nel foggiano - ero lì insieme al procuratore di Foggia, nessun altro era lì presente -, nel sangue, corpi di giovani! Allora, se facciamo politica per cambiare le condizioni materiali e immateriali delle persone, vuol dire che la politica deve portare al miglioramento delle condizioni umane, materiali e immateriali delle persone. Ma se facciamo politica perché da quella condizione materiale e immateriale vi è la capacità di procurarsi un tornaconto politico-elettorale, non capace di rimuovere quegli ostacoli, vuol dire che si è complici.
Per questo motivo chiedo a quest'Aula, in libertà di coscienza, di scegliere da che parte sta: o si è dalla parte dei caporali o si è dalla parte della nostra Carta, o si è dalla parte dell'apartheid o si è dalla parte della dignità umana, o si è dalla parte dell'alienazione o si è dalla parte di ciò che ci unisce, la vita umana. Per questo motivo chiedo di mettere al voto l'ordine del giorno. È una vergogna (Applausi di deputati dei gruppi Misto, Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista, MoVimento 5 Stelle e di Italia Viva-Casa Riformista).
PRESIDENTE. Chiedono di sottoscrivere gli onorevoli Quartini, Pellegrini, Aiello, Simiani, Cherchi. Poi, se c'è qualcun altro, viene qui sotto, perché magari sfugge. Abbiate pazienza un attimo. Chiedono di sottoscrivere l'onorevole Penza, l'onorevole D'Orso e l'onorevole Del Barba, che deve intervenire… sottoscrive tutto il gruppo del MoVimento 5 Stelle, ho capito bene o no? Sì, ok.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Del Barba. Ne ha facoltà.
MAURO DEL BARBA (IV-CR). Grazie, Presidente. Anzitutto, chiedo anche io all'onorevole Soumahoro la possibilità di sottoscrivere il suo ordine del giorno. E poi vorrei intervenire perché credo che vada ulteriormente stigmatizzato il “no” a un ordine del giorno come questo, che chiedeva e offriva al Governo l'opportunità di riconoscere un problema, di riconoscere degli invisibili, di dimostrare la propria volontà non solo di affrontare il tema della casa in quanto diritto che dovremmo impegnarci a salvaguardare per ciascun cittadino, ma di affrontare anche, attraverso esso, un tema molto più scottante e che dovrebbe far vergognare lo Stato: quello del caporalato, sul quale ci siamo sempre impegnati anche noi.
Tuttavia, l'ordine del giorno del collega Soumahoro non solo mette il dito nella piaga di molte lacune di questo provvedimento, ma ci indica come il provvedimento stesso non abbia individuato nessun target: ne sono la dimostrazione i tanti ordini del giorno che hanno trovato un diniego. Ma, proseguendo sulla scia dei lavoratori, come sono i braccianti sfruttati dai caporali, il tema è che questo provvedimento non affronta la questione dei lavoratori in generale.
Pensiamo, ad esempio, agli stagionali. Il nostro Paese, che fortunatamente è preso d'assalto dai turisti, vede sempre più località turistiche con i prezzi delle case e degli affitti che salgono e, soprattutto nel caso del turismo stagionale, i lavoratori costretti a vivere in tuguri, in camere affollate. Questo non è solo un problema per la dignità di quei lavoratori; questo, a lungo andare, diventa un problema per l'attrattività turistica di quelle località che, anche per come sono trattati in termini di alloggio, ma purtroppo anche in termini di stipendio, i lavoratori del turismo, soffrono sempre di più nella ricerca di personale qualificato.
Ecco che allora, aprendo il punto di vista che ci ha offerto il collega Soumahoro, scopriamo che anche sugli stagionali non è stato fatto nulla.
Ma, se apriamo ancora di più l'angolo di lettura, vediamo che per tutta la montagna, in questo provvedimento, non è stato fatto nulla. Il tema dell'abitare in montagna è molto diverso dal tema dell'abitare in città, soprattutto per quanto riguarda un altro tema che qui non è affrontato e risolto, quello degli affitti brevi, sul quale voi avete già fatto numerosi pasticci in passato, andando a tassarli indiscriminatamente anche nei luoghi della montagna e delle aree interne, dove, al contrario, la possibilità di ristrutturare e affittare, anche tramite gli affitti brevi, potrebbe essere quell'unica fonte di ossigeno per far ripartire quelle zone.
Bene, allora il collega Soumahoro ci offre un'occasione per riflettere. Non solo per la scarsa umanità che avete dimostrato nel “no” a quest'ordine del giorno, ma perché, dietro al tema dei braccianti, si apre, purtroppo, il vuoto che il vostro provvedimento reca relativamente al tema dei lavoratori in genere e al tema delle aree più povere e delle aree interne in particolare (Applausi dei deputati del gruppo Italia Viva-Casa Riformista).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Guerra. Ne ha facoltà.
MARIA CECILIA GUERRA (PD-IDP). Grazie, Presidente. Intervengo anch'io su quest'ordine del giorno perché, come quello di Scotto precedentemente, pone un tema così rilevante che è impossibile stare zitti; è impossibile stare zitti di fronte a un'inadempienza così forte da parte del nostro Governo, di fronte a un finanziamento, quello del PNRR, che finalmente cominciava a dare attuazione a una legge che quest'anno compie 10 anni, cioè la legge sul caporalato. Metteva l'indice e l'attenzione proprio sulla necessità di smantellare i ghetti a cielo aperto dove sono costretti ad abitare, lo sappiamo tutti, li conosciamo tutti, tantissimi lavoratori, per lo più immigrati, e prevedeva 200 milioni. Non sono pochi per la costruzione di abitazioni dignitose.
Vorrei citare, in quest'Aula, un termine che è nelle nostre leggi e si chiama sfruttamento. Costringere i lavoratori a vivere in abitazioni inadeguate è uno degli indicatori che, secondo le nostre norme del codice penale, individuano il reato di sfruttamento. Allora, io posso anche capire, nella logica assurda con cui funziona quest'Aula, che ci sia stato un parere contrario all'ordine del giorno proposto dall'onorevole Scotto, perché c'era un'aperta critica alla mancanza di attività nel mettere a terra quei soldi da parte di questo Governo.
Ma l'ordine del giorno Soumahoro non fa questo, perché è un ordine del giorno propositivo, che sollecita un'adempienza assolutamente necessaria; chiede semplicemente di prendere un impegno che è dovuto per legge. Allora, io credo che sia veramente arrivato il punto di sottolineare questo assurdo: c'è un Governo che dà un parere contrario a un ordine del giorno che semplicemente sollecita a operare nel rispetto di una legge di questo Stato. È una cosa molto grave e, per questo, sono intervenuta a sottolinearlo (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Borrelli. Ne ha facoltà.
FRANCESCO EMILIO BORRELLI (AVS). Grazie, Presidente. Volevo ricordare a quest'Aula del Parlamento che con la Commissione ecomafie nel 2024 - voglio ricordarlo perché il presidente della Commissione ecomafie è un esponente della maggioranza - siamo andati a seguire direttamente un caso mostruoso. Lo vorrei ricordare perché, in quell'occasione, prendemmo tutti, in modo trasversale, un impegno, e poi gli impegni si dovrebbero sostanziare in atti quantomeno di indirizzo. È il caso di un bracciante a cui, a Latina, una macchina tranciò il braccio mentre lavorava.
Per non avere fastidi, il responsabile di questa struttura, in cui erano ammassati tutti questi braccianti indiani, lo prese e lo mise in una macchina; mise, dentro una cassetta della frutta, il braccio, lo portò sotto casa e lo lasciò fuori casa della moglie per non avere problemi. Fummo tutti indignati. Andammo a visitare i posti dove li tenevano in condizioni ignobili, loro e anche agli animali, perché tenevano anche dei cani in modo indegno. Ebbene, ci incontrammo con la procura di Latina, abbiamo fatto una serie di interventi, abbiamo fatto una Commissione, abbiamo redatto un verbale in cui eravamo unanimi nel dire che non si poteva andare in quella direzione.
Allora, vorrei capire per quale ragione viene respinto un ordine del giorno di questo tipo. Se noi riteniamo che il caporalato sia una vergogna indegna e disumana, non possiamo, quando arriviamo poi nell'Aula, votare in modo difforme da quella che è la nostra idea, altrimenti siamo dei grandissimi ipocriti (Applausi dei deputati del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra). E non dobbiamo andare a fare visite di circostanza alle famiglie, a fare le interviste, a far vedere che abbiamo anche noi un cuore, perché il caporalato lo si combatte anche sostanzialmente facendo leggi durissime nei confronti di questi esseri infami (Applausi dei deputati del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Stefanazzi. Ne ha facoltà.
CLAUDIO MICHELE STEFANAZZI (PD-IDP). Grazie, Presidente. Quando qualche mese fa mi sono recato per l'ennesima volta a Borgo Mezzanone, un operatore, un mediatore culturale senegalese mi ha spiegato, ancora una volta, come potremmo affrontare e come potremmo dare alle centinaia di ragazzi che popolano quell'orrore che si chiama Borgo Mezzanone la possibilità di riscattarsi, spiegandomi che queste persone vengono da realtà territoriali che non sono molto differenti dal disastro, dalla segregazione, dalla privazione e dalla sporcizia in cui vivono a Borgo Mezzanone. Quindi, l'unico modo per consentire a questi ragazzi di comprendere che c'è una differenza, che c'è la possibilità di immaginare un futuro migliore per loro e per le proprie famiglie, è quello di dare loro degli alloggi dignitosi.
Presidente, è stato detto che il PNRR aveva delle somme a disposizione ed è vero. In particolare, aveva 54 milioni per i comuni di Manfredonia e Foggia, proprio per il superamento di quella vergogna nazionale e statale che è Borgo Mezzanone. Sa, però, perché non sono stati utilizzati quei soldi, signor Presidente? Perché nessuno che appartenga allo Stato entra più a Borgo Mezzanone, perché entrare a Borgo Mezzanone vuol dire correre dei rischi (Commenti del deputato La Salandra)…
PRESIDENTE. Collega, per favore.
CLAUDIO MICHELE STEFANAZZI (PD-IDP). …e vuol dire creare delle condizioni di sicurezza che non sono più garantite dallo Stato.
Allora, noi abbiamo, in questi ultimi 2 anni, provato disperatamente a spiegare al Ministro Piantedosi che, se si vuole superare la vergogna di Borgo Mezzanone e degli altri ghetti dove vivono da anni ragazzi e ragazze senza documenti, era necessario individuare una sorta di corridoi umanitari che consentissero a queste persone, a questi ragazzi e a queste ragazze, di avere la possibilità di essere tirati fuori da questi ghetti. Finché non si farà questo, finché non si capirà che la Bossi-Fini rende impossibile qualsiasi intervento di superamento delle condizioni inumane in cui questi ragazzi versano, finché non sarà compreso che lo Stato deve farsi carico di risolvere, una volta per tutte, una situazione di precarietà che lo Stato con la Bossi-Fini ha creato, credo che discutere di soldi e discutere di finanziamenti sia assolutamente inutile (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale… Ha chiesto di parlare l'onorevole Alifano. Ne ha facoltà. Però, alzi la mano prima, la prego.
ENRICA ALIFANO (M5S). Chiedo scusa, Presidente, ma quest'ordine del giorno è troppo importante. Del resto, sembra veramente strano che il Governo dia un parere contrario secco, perché che cosa si chiede? Si chiede che vengano superati insediamenti abusivi, che vengano superate le baraccopoli e che vengano superati i container, il sistema di far alloggiare decine di persone in container. Si chiede finalmente di guardare in faccia una fetta di popolazione che produce, che è sul territorio dello Stato italiano, che lavora e vive spesso e volentieri in condizioni di disagio abitativo estremo.
Allora, io penso che bisogna ripensarci, perché si tratta di dare dignità a questi lavoratori. Sinceramente spero che possa mutare parere il Governo, in quanto non si riesce a capire perché ci sia stata questa presa di posizione così contraria (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Pellegrini. Ne ha facoltà.
MARCO PELLEGRINI (M5S). Grazie, Presidente. Ribadisco anch'io la posizione appena espressa dalla collega: davvero non si capisce il parere contrario del Governo.
Tra l'altro, noi avevamo a disposizione - l'Italia aveva a disposizione, grazie alla Missione 5 del PNRR - ben 200 milioni per superare le baraccopoli, i ghetti, gli slum, chiamiamoli come vogliamo. Di questi 200 milioni ne sono stati spesi pochissimi. Tra l'altro, oltre la metà, cioè 103 milioni, era prevista proprio per la provincia di Foggia e 54 milioni per Borgo Mezzanone, per il cosiddetto ghetto Pista. Circa 2 anni fa, anzi, esattamente 2 anni fa, il Governo aveva nominato il commissario e il commissario in questi 2 anni non ha fatto niente, non ha speso un centesimo di quei 54 milioni che erano a disposizione per eliminare tutte le baracche in cui vivono, veramente come non umani, i braccianti agricoli immigrati che coltivano la terra e, quindi, raccolgono ciò che poi tutti noi mangiamo.
Io dico che, se davvero continua il Governo a esprimere un parere negativo, allora il quadro è chiaro: è stato nominato un commissario per far fallire quella misura e il Governo continua su questa strada. Io spero che il Governo voglia ripensarci (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2920-A/20 Soumahoro, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge (Vedi votazione n. 15).
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2920-A/21 Frassini e chiedo al Governo se è pronto. Prego, allora. Ricordo che era accantonato.
ANTONIO IANNONE, Sottosegretario di Stato per le Infrastrutture e i trasporti. Presidente, grazie. Sull'ordine del giorno n. 9/2920-A/21 Frassini il parere è favorevole con la seguente riformulazione: “nell'ambito della definizione delle risorse di cui all'articolo 2, comma 6, a valutare l'opportunità, in collaborazione con l'ANCI, di destinare specifiche risorse alla realizzazione di un programma di edilizia residenziale sociale relativo ad alloggi ubicati nei comuni ad alta tensione abitativa, da realizzare con il coinvolgimento da parte degli enti locali e dei soggetti privati, al fine di fornire una risposta ai fabbisogni abitativi dei giovani, dei lavoratori fuori sede, delle giovani coppie e dei genitori separati”.
PRESIDENTE. Dunque, chiedo alla collega Frassini se accetta la riformulazione. L'accetta e, quindi, andiamo avanti.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2920-A/22 Braga. Accetta la riformulazione? Non l'accetta. Ha chiesto di parlare l'onorevole Simiani. Ne ha facoltà.
MARCO SIMIANI (PD-IDP). Grazie, Presidente. Intervengo su quest'ordine del giorno perché, di fatto, quest'ordine del giorno mette in campo un dato politico, perché è chiaro che il centrodestra ha abbandonato, una volta per tutte, l'idea di portare avanti l'autonomia differenziata.
Vedete, in questo provvedimento, la nascita del commissario di fatto accentra tutta una serie di funzioni, compresa anche quella delle alienazioni, cioè di fatto il provvedimento, che è entrato in Commissione, determinava una specie di fondo, dove tutte le alienazioni di proprietà dei comuni e delle regioni andavano in questo fondo e poi venivano utilizzate per il debito. Pensate voi qual è oggi l'idea che la Lega e, comunque, anche altri partiti che hanno portato avanti l'idea dell'autonomia differenziata, oggi si trovano di fronte: questo cambio totale di paradigma dove, di fatto, si va a centralizzare tutte le risorse che dovrebbero essere, invece, dei comuni o delle società dei vari gestori.
La battaglia che ha fatto l'opposizione - devo dire le opposizioni tutte - è stata quella di dire “no”. Perché dire “no”? Perché comunque c'era stato un voto contrario della Conferenza Stato-regioni e dell'ANCI che dicevano chiaramente “no” al fatto che queste risorse fossero date direttamente a questo fondo. Allora, cos'è successo? Attraverso questa battaglia è stato votato un emendamento che, di fatto, riporta tutto alla Conferenza unificata e sarà poi lei a decidere.
Attraverso quest'ordine del giorno, infatti, noi - per suo tramite, Presidente, lo dico al Sottosegretario - abbiamo cercato di indicare una strada che, secondo noi, è quella più corretta, cioè quella che, di fatto, rispetta intanto una legge che è una legge importante, perché l'ha voluta fortemente un uomo importante come Carlo Azeglio Ciampi. Questa è la legge del 24 dicembre del 1993, la n. 560. Una legge in cui davano autonomia vera ai comuni e alle regioni. Su questo si basava quel rapporto che, di fatto, c'è fra chi oggi ha un bisogno... Io credo che tutti i colleghi, nelle varie dichiarazioni, che hanno fatto in queste ore, di vicinanza alle povere persone che oggi hanno bisogno e alle varie povertà estreme che hanno bisogno di una casa, hanno espresso il bisogno del cittadino e della cittadina di avere rapporto con il comune come prima interfaccia e non il commissario che è stato nominato - e non lo avete fatto neanche “ghiacciare” il provvedimento - dal Governo.
Capite che oggi questa vostra scelta è una scelta assurda? È inutile che voi - io lo dico ancora, suo tramite, al Sottosegretario - date un parere favorevole prima alla casa agli italiani o al mutuo tricolore o a qualsiasi altra cosa. Anzi, guardate, al vostro hanno detto “no” e a Fratelli d'Italia “sì”. Credo che questo sia un problema ancora della maggioranza che non avete risolto.
Vi posso dire che non è quello il modo di poter assumere un problema così importante. Ci vuole autorevolezza, ci vuole capacità di governo e cultura di governo che riguarda soprattutto il merito dei bisogni dei cittadini e delle cittadine che sono lì, che aspettano e che vanno a bussare al sindaco e non al commissario. Al sindaco vanno a bussare! In questo momento - lo vedremo anche nel dibattito politico che porterà poi alla campagna elettorale - voi dovete rispondere a tutte quelle persone a cui avete detto che le autonomie dei territori valevano.
Oggi tutto questo è stato, da parte vostra, lasciato alle spalle. Ecco perché è importante votare quest'ordine del giorno, perché non solo rispecchia quei principi di autonomia dei territori, ma dà una certezza chiara: sono i sindaci che oggi devono avere un ruolo importante nel rapporto con i cittadini e le cittadine (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Bonelli. Ne ha facoltà.
ANGELO BONELLI (AVS). Grazie, signor Presidente. Ovviamente intervengo per dichiarare il mio voto favorevole all'ordine del giorno della collega Chiara Braga.
A me duole intervenire per dover far presente a quest'Aula, come già alcuni colleghi hanno fatto, che stamattina il Ministro Salvini, con una puntualità incredibile ad orologeria - magari facesse la stessa cosa per far viaggiare puntuali i treni di questo Paese -, ha nominato come commissario per la casa, ai sensi dell'articolo 3, che stiamo per convertire in legge, l'architetto Felice Squitieri che, tra le sue caratteristiche, ha quella di essere stato il coordinatore romano della Lega e il responsabile energia della Lega. Uno stipendio di 655.000 euro in un anno e mezzo!
Allora, noi stiamo parlando di un Piano che dovrebbe dare delle risposte ai cittadini e alle cittadine su una grande emergenza. Questo Piano sta diventando uno strumento per la lottizzazione dei “trombati” della politica o di chi oggi pensa che, attraverso i canali della politica, possa trovare una soluzione (Applausi dei deputati del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra). È uno stipendio incredibile! È vero che tutto è regolare, tutto è formale, perché il decreto ovviamente oggi è legge, ma c'è anche un problema di rispetto del Parlamento.
Questo è l'atteggiamento di questa destra, perché il Parlamento avrebbe potuto anche cambiare quella norma in sede di conversione. Invece, il Ministro Salvini, con una puntualità ad orologeria incredibile, piazza uomini da tutte le sue parti, come ha fatto con l'avvocato Saccomanno, commissario della Lega in Calabria, con la società Stretto di Messina Spa. Stanno facendo così: demoliscono il senso anche di credibilità dello Stato, facendo in questo modo. Quindi, 655.000 euro in un anno e mezzo, perché sei vicino alla Lega. Non hanno avuto il pudore nemmeno di aspettare la conversione in legge di questo decreto.
Ecco, questa è la Lega di Salvini e questo è lo strumento con cui oggi affrontano il tema dell'emergenza casa, non per i cittadini, ma - poi ne parleremo - anche per la speculazione che sta dietro questo provvedimento (Applausi dei deputati del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Santillo. Ne ha facoltà.
AGOSTINO SANTILLO (M5S). Presidente, grazie. Chiedo ovviamente alla collega Braga e al gruppo del PD di sottoscrivere questo importante ordine del giorno, che in realtà tocca veramente delle corde molto strane. Perché se quello i proventi di un'alienazione di un bene, di un'alienazione di un alloggio pubblico non sono destinati - come propone la collega Braga - prevalentemente al recupero e alla manutenzione, riqualificazione, rigenerazione e all'incremento del patrimonio di edilizia residenziale pubblica e sociale, allora uno si dovrebbe chiedere: a che cosa devono essere destinati? Cioè a cosa? A comprare le armi a livello comunale (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle)? A che cosa?
E poi c'è una zona molto d'ombra che ancora dobbiamo fare emergere e iniziamo adesso. Nel corso della conversione in legge alla Camera, quando abbiamo votato gli emendamenti, caro Presidente, la maggioranza, attraverso il relatore, ha presentato una serie di emendamenti che hanno stravolto l'impianto a tre fondamenta, a tre pilastri lo chiamano loro, ovviamente andando sempre verso l'alienazione. Bene, c'è un emendamento che prevede l'apertura di un fondo patrimoniale, che è alimentato all'inizio con 5 milioni nel 2026 e 5 milioni nel 2027, ma in questo fondo vanno a finire 1,2 miliardi del Piano nazionale di ripresa e resilienza destinati all'efficienza ferroviaria. Cioè riusciamo a capire? Sono 1,2 miliardi del PNRR che Salvini non riesce a spendere entro il 30 giugno 2026, destinati all'efficienza ferroviaria, e che - puff! - sono messi dentro un fondo patrimoniale che addirittura arriverà ad essere gestito da Cassa depositi e prestiti. Ma veramente state facendo il gioco delle tre carte. Poi dicono che spendono i soldi del Piano nazionale di ripresa e resilienza. In realtà non stanno spendendo un bel niente. Allora la domanda è: quanti altri di questi conti si stanno inventando questi, pur di dire che spendono i soldi del Piano nazionale di ripresa e resilienza? Non oso immaginarlo.
E vengo anche poi alla questione del commissario dedicato al pilastro dell'edilizia integrata. Vede, in realtà il collega Bonelli è stato anche piuttosto buono, perché il Ministro Salvini lo ha indicato il 29 maggio del 2026. Nemmeno era stato pubblicato in Gazzetta il decreto-legge del Piano casa e lui già aveva individuato l'architetto Felice Squitieri a commissario straordinario per la ricognizione dei fabbricati e i programmi di interventi. Ma la cosa mostruosa è che questo commissario, nell'anno 2027, percepirà come compensi 413.571 euro, il solo commissario; il subcommissario, 248.000; commissario, subcommissario e tutta la struttura, nel 2027, percepiranno compensi per 980.000 euro. Un milione di euro, va bene?
Nel frattempo, lo stesso Piano casa prevede per il Fondo inquilini morosi incolpevoli solo due milioni di euro per il 2027. Presidente, due milioni di euro. Sono più di 30.000 i nuclei familiari che ogni anno vengono sfrattati per morosità incolpevole, che perdono il lavoro oppure finiscono, ahimè, in malattia. A loro, a queste 30.000 e passa unità abitative, due milioni di euro; alla struttura commissariale, un milione di euro. Io direi che è francamente indecoroso, vergognoso (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).
Che poi un commissario guadagni all'anno praticamente il triplo di voi parlamentari, il triplo di voi guadagna, ma come si fa? Ma un po' di dignità nei confronti di chi non riesce a fare la spesa ogni giorno e ci ascolterà. Ma che cosa può mai valere un commissario per prendere 413.000 euro all'anno di compenso? Abbiamo sbagliato tutti qua: dovevamo fare i commissari, non i parlamentari. Ma veramente allucinante.
Allora, in realtà - è questa poi la storia e concludo - basta fare un po' di carrierismo politico nella Lega per arrivare ad avere dei compensi che veramente anche i più grandi e migliori laureati e docenti universitari si dimenticano (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Mancini. Ne ha facoltà.
CLAUDIO MANCINI (PD-IDP). Grazie, Presidente. Per suo tramite, nel sottoscrivere quest'ordine del giorno, vorrei lanciare un appello agli amministratori, agli imprenditori e ai professionisti che nelle prossime settimane verranno avvicinati per mettere in attuazione il Piano Casa: quello di non farsi abbindolare, che nulla di quanto è scritto e si sta discutendo avverrà entro la fine della legislatura, e che dopo ci saranno problemi. Quindi, a tutti quelli che saranno chiamati in causa: state alla larga da questo provvedimento (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2920-A/22 Braga, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge (Vedi votazione n. 16).
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2920-A/23 Toni Ricciardi, sul quale il parere del Governo è contrario. Ha chiesto di parlare l'onorevole Toni Ricciardi. Ne ha facoltà.
TONI RICCIARDI (PD-IDP). Grazie, Presidente. A dire il vero vorrei rivolgermi alle tante ragazze e ai tanti ragazzi che stanno svolgendo l'esame di Stato, a tutti quei ragazzi e a quelle ragazze che si stanno per laureare, a tutti quei ragazzi e a quelle ragazze che stanno per conseguire un dottorato di ricerca e che si stanno interrogando su quale sarà il loro futuro destino e su che cosa andare a fare da grandi. Quante volte capita a tutte e tutti noi, con un figlio, con un nipote, con un amico, con un conoscente o, nei tanti giri che facciamo per i territori, di chiedere ai ragazzi che si avvicinano: “ma tu da grande cosa vuoi fare?” Ecco, care ragazze e cari ragazzi, da grandi dovete auspicare e sognare di fare i commissari e i subcommissari (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).
Perché, guardi, Presidente, è straordinario: mi verrebbe da citare un calciatore moderno, ma, in suo onore, ne cito un altro. Nemmeno stessimo assumendo per un anno e mezzo Diego Armando Maradona: 660.000 euro per un anno e mezzo di lavoro. Allora, vorrei capire se questo commissario debba ridisegnare la Cappella Sistina o rifare, visto che siamo in periodo di mondiali, il gol del secolo. Guardi, Presidente, poiché mi sento ispirato dalla sua visione, ho tanto tanto la sensazione che più che la mano de Dios, ci sia in mezzo la manina di qualcun altro che ha avuto la capacità straordinaria, tra commissario e subcommissario, di stanziare oltre un milione di euro per - udite udite - 18 mesi di lavoro. Due persone, per oltre 18 mesi di lavoro, non salveranno vite umane, non faranno interventi a cuore aperto, non regaleranno emozioni alle persone, ma non faranno altro che tentare di spendere i soldi che indegnamente una politica clientelare gli ha assegnato.
Vergognatevi (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).
PRESIDENTE. Oggi è l'anniversario della mano de Dios, oggi proprio. Scusate (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista)!
Se nessun altro chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2920-A/23 Toni Ricciardi, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge (Vedi votazione n. 17).
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2920-A/24 Bakkali: deputata Manzi, accoglie la riformulazione?
IRENE MANZI (PD-IDP). Potrei chiedere al Sottosegretario di riascoltare la riformulazione?
PRESIDENTE. Prego, rappresentante del Governo. È un parere favorevole, con riformulazione…
ANTONIO IANNONE, Sottosegretario di Stato per le Infrastrutture e i trasporti. Sì, Presidente. Espunte le premesse, il parere è favorevole con la seguente riformulazione dell'impegno: “a proseguire nell'importante azione di valorizzazione della residenzialità universitaria, parte integrante delle politiche per il diritto allo studio”.
PRESIDENTE. Dunque, accetta, onorevole Manzi? No, e chiede di parlare. Ne ha facoltà.
IRENE MANZI (PD-IDP). Grazie, Presidente. Non possiamo accettare la riformulazione per due ordini di motivi. In primo luogo, perché elimina le premesse che costituiscono una parte integrante delle motivazioni che sono alla base di quest'ordine del giorno, proprio su un tema importante - sul quale è intervenuto anche il collega Berruto - come quello delle residenze universitarie e il ruolo centrale che queste svolgono in una politica di welfare studentesco e di sostegno, anche nei confronti degli studenti universitari.
Né tanto meno possiamo accettare la riformulazione proprio perché si fa riferimento al fatto di “proseguire”. Proseguire cosa, in realtà? Una politica che non è stata né particolarmente brillante né efficace su questo tema. Proprio oggi la collega Scarpa ha annunciato la presentazione di un'interrogazione sul tema centrale delle residenze universitarie e sul sostanziale fallimento dell'attuazione della politica, tra l'altro derivante dal PNRR, che è stata totalmente riformulata da parte del Governo proprio in merito a questo tema; un tema urgente di equità, sostanzialmente, e di diritto allo studio; di equità nei confronti degli studenti più fragili e più meritevoli di un alloggio universitario e, fondamentalmente, di lesione del principio del diritto allo studio.
Basta vedere i dati che sono stati diffusi in queste ore da una ricerca indipendente, che fa riferimento, tra l'altro, ai costi di quelle residenze universitarie, costi che gravano sugli studenti, che sono totalmente sproporzionati e che non consentiranno in alcun modo di attuare un principio di reale e pieno esercizio del diritto allo studio da parte degli studenti. Proprio per questo non possiamo accettare la riformulazione e chiediamo che l'ordine del giorno venga messo ai voti (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2920-A/24 Bakkali, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge (Vedi votazione n. 18).
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2920-A/25 Peluffo. Se nessuno chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2920-A/25 Peluffo, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge (Vedi votazione n. 19).
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2920-A/26 Malavasi: accetta la riformulazione ai fini della raccomandazione? No, prego.
ILENIA MALAVASI (PD-IDP). Grazie, Presidente. È vero che una raccomandazione non si nega a nessuno, ma mi sembra davvero uno svilimento di un ordine del giorno che pone un tema cruciale per il nostro Paese. Parliamo del Piano Casa e del diritto di abitare come un diritto fondamentale della persona e come anche una condizione essenziale per garantire coesione sociale, inclusione, sviluppo equilibrato dei territori e ne parliamo in quest'ordine del giorno rispetto alla popolazione anziana.
Oggi, nel nostro Paese, abbiamo circa 16 milioni di persone che sono over 65 e nel 2050 circa un terzo della nostra popolazione avrà più di 65 anni - parliamo del 35 per cento dei cittadini italiani - e già oggi abbiamo una condizione di fragilità sociale ed economica in un contesto demografico frammentato. L'ISTAT nel rapporto annuale ha ricordato come il 37,1 per cento delle famiglie è composto da un unico componente, il 46,5 per cento degli anziani vive da solo e uno su cinque nelle grandi città metropolitane vive isolato, in solitudine, evidenziando quindi una fragilità sociale, economica e demografica con una fragilità - devo dire - anche abitativa. Pochi giorni fa è uscito un rapporto di Caritas che racconta come il disagio abitativo sia crescente: quasi il 35 per cento delle persone che Caritas prende in carico e che accompagna con la sua rete di servizi preziosa è in condizione di vulnerabilità abitativa.
Allora, di fronte a questi dati che esprimono un'urgenza, un'emergenza nel nostro Paese, non abbiamo trovato, all'interno di questo decreto-legge, una gestione strutturale di tale situazione. Crediamo che manchi completamente una reale strategia per rafforzare l'offerta abitativa sociale, per garantire ai nostri anziani una qualità dell'abitare da cui dipenda una qualità della vita dignitosa, per garantire un protagonismo per i nostri anziani, per contrastare l'esclusione sociale e accompagnare le solitudini, che sono un dramma emergente. Ancora troppo spesso, il tema degli anziani viene visto quasi esclusivamente sotto il profilo sanitario e assistenziale, in realtà sottovalutando le situazioni, perché vivere in solitudine aumenta anche il rischio sanitario, i bisogni e la risposta ai bisogni anche sanitari e socio-assistenziali.
L'unica volta in cui, in questo mandato, abbiamo sentito parlare di politiche per gli anziani è stata in occasione della riforma per la non autosufficienza, con la legge n. 33 del 2023 - che è stata poi attuata con un decreto successivo che ne ha, in realtà, svalorizzato gli obiettivi -, ma anche in quel caso ne abbiamo parlato senza metterci le risorse adeguate e, soprattutto, senza tenere al centro della nostra discussione l'anziano come attore della nostra comunità, con tutte le sue necessità abitative. In realtà, la maggior parte delle persone anziane vive in case di proprietà che non sono assolutamente adeguate, con spazi troppo grandi e una fatica anche nel poterli gestire, con costi degli immobili troppo rilevanti e con insufficiente capacità reddituale per potersi permettere quelle abitazioni che non rispondono oggi ai bisogni dei nostri anziani.
Io credo che abbiamo perso un'occasione in questo Piano casa per affrontare il tema dell'invecchiamento della popolazione. Io credo, invece, che sia il tempo per una nuova concezione dell'abitare, che non è semplicemente una casa: non parlo semplicemente di muri, ma di una filosofia nuova, di nuove politiche dell'abitare che vedano la casa come un luogo di relazioni, come il cuore di servizi, dove provare ad accompagnare la domiciliarità, la realizzazione di alloggi assistiti, di nuove forme di domiciliarità, ma anche con un'integrazione tra le politiche dell'abitare e le politiche sociali, con una coabitazione solidale, con sperimentazioni di cohousing, anche intergenerazionale, con soluzioni abitative integrate che possono dialogare con i servizi sociosanitari territoriali. Abbiamo un'urgenza nel nostro Paese, Presidente, quella di provare a favorire l'autonomia delle persone, anche anziane, affinché la non autosufficienza possa essere accompagnata e supportata nel contrastare le solitudini, le fragilità e l'isolamento sociale.
Di fronte a questi dati drammatici, devo dire, per l'urgenza che pongono a tutti noi, abbiamo visto un grande silenzio, un Governo assente, che ha continuato a raccontare e a propagandare un Piano casa che non ha portato nessuna attenzione a quelle politiche che richiedono una rigenerazione urbana, il recupero di un patrimonio pubblico inutilizzato, la diffusione di modelli innovativi, di alloggi assistiti, di coabitazione sociale e intergenerazionale, e un'integrazione nuova tra gli interventi abitativi e i servizi territoriali. Noi crediamo che non ci sia più tempo, non possiamo più aspettare per immaginare una nuova rigenerazione urbana che metta al centro - come se fosse un modello a chilometro 0 - un modello abitativo che sappia supportare i bisogni nuovi per le nostre persone anziane e per l'invecchiamento della popolazione, che è un tema urgentissimo di cui dobbiamo farci carico.
Per questo motivo, penso che non sia giusto raccomandare, non c'è niente da raccomandare. Dobbiamo agire, affrontare, guardare in faccia la realtà di un tema drammatico e urgente come quello dell'invecchiamento della popolazione, con nuovi bisogni, ma anche nuovi pensieri - dell'abitare, delle aree verdi, della mobilità sostenibile -, affinché ogni persona possa avere non tanto una casa, ma un progetto di vita autonomo e indipendente, senza lasciare indietro nessuno. Il rischio, di fronte al disinteresse, è che avremo anziani sempre più soli, ma anche sempre più poveri, sempre più isolati e senza quelle reti sociali e quella protezione sociale di cui abbiamo bisogno.
Per questo motivo, non posso accontentarmi di una raccomandazione, perché la vita delle persone è preziosa, i nostri anziani sono un patrimonio di esperienze e di competenze, e vanno sostenuti anche nel loro percorso, diciamo, di invecchiamento attivo, che è una bellissima parola, ma che va riempita di contenuti, di opportunità e di risorse. Per questo motivo chiedo di mettere ai voti l'ordine del giorno così com'è, affinché rimanga traccia del silenzio assordante di questo Governo (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).
PRESIDENTE. I deputati Ciani e Quartini chiedono di sottoscrivere l'ordine del giorno.
Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2920-A/26 Malavasi, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge (Vedi votazione n. 20).
Sugli ordini del giorno n. 9/2920-A/27 Ciancitto, n. 9/2920-A/28 Ciocchetti e n. 9/2920-A/29 Giorgianni, parere favorevole.
Come è stato già comunicato per le vie brevi ai gruppi, sospendiamo per dieci minuti la seduta, che riprenderà alle ore 18,15. La seduta è sospesa.
La seduta, sospesa alle 18,04, è ripresa alle 18,18.
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Avverto che l'ordine del giorno n. 9/2920-A/50 Mazzetti è stato ritirato dalla presentatrice.
Ricordo che, prima della sospensione della seduta, è stato da ultimo respinto l'ordine del giorno n. 9/2920-A/26 Malavasi.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2920-A/30 Mascaretti. Onorevole accoglie la riformulazione? Perfetto.
Sugli ordini del giorno n. 9/2920-A/31 Mattia e n. 9/2920-A/32 Pisano il parere è favorevole.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2920-A/33 Urzì. Onorevole Urzì, o chi per lui, accoglie la riformulazione? Collega Urzì. Accetta? Grazie.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2920-A/34 Roggiani sul quale il parere del Governo è contrario. Ha chiesto di parlare la deputata Roggiani. Ne ha facoltà.
SILVIA ROGGIANI (PD-IDP). Grazie, Presidente. Guardi, sono molto, molto stupita da questo parere contrario su un tema che, in quest'Aula, abbiamo affrontato più volte, ma soprattutto che le città vivono e hanno vissuto in questi anni, in cui il mondo della cooperazione ha realizzato complessivamente 980.000 alloggi - stiamo parlando di quasi un milione di alloggi - che hanno aiutato moltissimo per avere case accessibili in tutte le grandi città e non solo.
La cooperazione ha una storia ormai centenaria e ha dato un contributo importantissimo al tema della casa e di una casa accessibile per tutte e per tutti, della casa per lavoratrici e lavoratori, esattamente le sfide che oggi noi dobbiamo affrontare. Allora, qui io voglio dirle due cose. La prima, per suo tramite, al collega Lupi, che non so se è qua in Aula, ma che l'altro giorno dichiarava che la cooperazione dovrebbe avere un ruolo importantissimo nel Piano Casa, perché la cooperazione è un asse portante non solo dal punto di vista valoriale, ma anche un asse portante della soluzione di un tema come quello della casa, che vede moltissime città oggi arrovellarsi.
Seconda cosa, sempre per suo tramite, vorrei dire al Governo - che giovedì scorso avrebbe dovuto approvare il Piano per l'economia sociale, nel quale è presente anche il tema della casa - che state decidendo deliberatamente di escludere un mondo importantissimo e mi domando se lo state escludendo solo ed esclusivamente per ideologia o qual è, invece, il punto, perché francamente il mondo della cooperazione ha sempre avuto un ruolo importantissimo.
Allora, come la mettiamo poi con il Piano per l'economia sociale che state approvando? Come la mettiamo con le tantissime dichiarazioni che sono state fatte da esponenti della vostra maggioranza? Come la mettiamo quando andate a incontri di Confcooperative e Legacoop, ad ascoltare tutto il settore della cooperazione? Beh, io francamente chiedo al Governo di ripensarci e accantonare quest'ordine del giorno, perché il parere contrario non si può sentire, se non pensando che state facendo una scelta totalmente ideologica, ma allora bene a saperlo (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).
PRESIDENTE. Quindi, sulla richiesta di accantonamento? No, il Governo si è espresso e, quindi, rimane il parere contrario.
Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2920-A/34 Roggiani, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge (Vedi votazione n. 21).
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2920-A/35 Furfaro: onorevole Furfaro accoglie la riformulazione? Prego, onorevole.
MARCO FURFARO (PD-IDP). Grazie, Presidente. No, non accetto la riformulazione. Penso sia moralmente, politicamente e concretamente inaccettabile che il Governo chieda di mettere e inserire “l'opportunità di valutare” se finanziare un fondo che serve alle persone che non arrivano a fine mese, cioè a quelli che si definiscono “morosi incolpevoli”. Sono coloro che non riescono a pagare l'affitto non perché vanno a sperperare i propri soldi in ristoranti stellati o nel calcioscommesse, ma perché magari la propria pensione non basta più, perché è morto un coniuge, perché il caro prezzi e così alto da spolpare i propri redditi e i propri stipendi.
Guardate, io sono alla prima legislatura. Sono entrato qua dentro e vi ho sentito gridare così tante volte “prima gli italiani!” e che avreste aiutato gli italiani più poveri, che ci sanguinavano le orecchie. Poi, entrati qua, abbiamo fatto la legge di bilancio e una delle vostre prime mosse è stata quella di definanziare completamente il Fondo affitti, 330 milioni di euro, che magari andava a giovani coppie o a persone con un basso reddito perché potessero pagare l'affitto in un'Italia che vanta 13 milioni di persone a rischio esclusione sociale o a rischio povertà, in cui ci sono 6 milioni di poveri assoluti: gente che non riesce a pagarsi le cure, che non arriva a fine mese e che non riesce ad assicurarsi un tetto sopra la testa. E non solo avete eliminato il Fondo affitti, ma anche il Fondo contro la morosità incolpevole, definanziandolo completamente. Un Fondo di 50 milioni di euro. Il tutto per finanziare condoni e condoni fiscali per oltre un miliardo di euro. Perché non era “prima gli italiani”: voi li odiate gli italiani, e in particolare odiati i poveri italiani. Ogni volta c'è la scusa dei giornalisti liberi, dei magistrati, della comunità LGBTQ, ma in realtà odiate i più poveri, odiate quelli più fragili.
E guardate, il fatto che siate qua a premere bottoni e non ve ne freghi assolutamente niente, è forse perché sono numeri dell'Istat, no? Anestetizzano i numeri, disumanizzano. Però ci sono anche le vite e spesso le tragedie, perché ogni giorno in questo Paese ci sono circa 160 sfratti: tre sfratti su quattro avvengono per morosità incolpevole, cioè per persone che non riescono più a pagare l'affitto, e non per colpa loro. Le tragedie sono quella di Gino Secco, 78 anni, che da 40 anni aveva la “Trattoria da Gino”. Non voleva andarsene dalla propria trattoria e quando è arrivato l'ufficiale giudiziario ha detto: “da qui non me ne vado vivo”, e si è ucciso. Quella di Letterio Buonomo, 71 anni, di Sesto San Giovanni. Faceva il portiere in un condominio, viveva con la pensione minima, sempre quella che avevate promesso di alzare. Ha sentito bussare l'ufficiale giudiziario, ha fatto quattro passi avanti e si è buttato dal sesto piano. Sul tavolo aveva lasciato un biglietto con scritto “non ce la faccio più”. Quella di Ciro Abbazia, 40 anni, maestro pasticciere di Caivano. Pensate, quando è arrivata l'ufficiale giudiziaria le ha chiesto anche se voleva un caffè e le ha fatto un caffè. Poi si è scusato, le ha detto che doveva andare in bagno, ma in realtà è andato in camera sua e, purtroppo, si è ucciso.
Potrei continuare, per decenza mi fermo qua, perché ogni sfratto eseguito in questo Paese è, purtroppo, una sconfitta dello Stato. In quella sconfitta, però, ci sono anche tanti demeriti vostri. Ci sono le colpe di un Governo che ha completamente definanziato quel Fondo, il Fondo affitti, e messo qualche briciola nel Fondo contro la morosità incolpevole, spiegandoci oggi che non si può rifinanziare, sebbene sia di soli 50 milioni di euro, mentre si mettono 13 miliardi per il ponte sullo Stretto, si mettono decine di milioni di euro sui centri in Albania e si arma questo Paese, decidendo di portare il PIL in armi al 5 per cento, ma non ci sono 50 milioni di euro per i poveri italiani. Ecco, la battaglia per un Paese più giusto dovrebbe passare esattamente da qua. Ed è davvero disarmante che non abbiate nemmeno la decenza di alzare un dito, di provare un po' di rimorso e di vergogna per numeri inquietanti che ci parlano ogni giorno di 170.000 famiglie italiane a rischio sfratto. Non sono centri sociali che occupano, non sono persone che occupano per divertimento, sono persone che diventano occupanti abusivi perché non ce la fanno più perché sono poveri, perché sono famiglie fragili.
Mentre ora premerete quel bottone, ricordatevi di tutte le stupidaggini che avete detto in campagna elettorale e che avete tradito ogni giorno, come tradite ogni giorno la parola “patria” nel definirvi “patrioti”. Perché chi si definisce “patriota” in questo Paese, dovrebbe innanzitutto sapere che i patrioti in questo Paese hanno lasciato la libertà per la libertà di altri loro concittadini. Voi, invece, lasciate che vengano sfrattati sul ciglio di una strada, nella loro fragilità e, purtroppo, anche con il rischio potenziale e concreto di tragedie come quelle avvenute a Ciro, a Gino e a Lettiero (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).
PRESIDENTE. I deputati Quartini, Marianna Ricciardi e Tucci sottoscrivono.
Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2920-A/35 Furfaro, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge (Vedi votazione n. 22).
Passiamo all'ordine del giorno n. 2920-A/36 Gianassi. Accetta la riformulazione? No.
Ha chiesto di parlare il deputato Federico Gianassi. Ne ha facoltà.
FEDERICO GIANASSI (PD-IDP). Grazie, Presidente. No, non accetto la riformulazione e faccio una dichiarazione di voto.
Il Governo non è interessato ai temi che stanno a cuore agli italiani. Quando si tratta di affrontare tematiche che toccano la vita degli italiani, si gira dall'altra parte; si ostina a non intervenire in materia di lavoro con stipendi troppo bassi rispetto all'inflazione così aggressiva; non si occupa di sanità e per gli italiani è sempre più difficile curarsi; non si occupa di trasporto pubblico locale perché lascia soli presidenti di regione e sindaci, negando un diritto fondamentale della democrazia, quello al libero spostamento delle persone.
Non si occupa, nemmeno, di casa; lo fa tardi, quando ormai il Governo è sul viale del tramonto e non solo per ragioni temporali della legislatura, con un provvedimento che è, sostanzialmente, bandiera, ma è sprovvisto di quelle risorse che servono ad affrontare, con determinazione e radicalità, il problema. Il diritto all'abitare è diritto sacrosanto degli italiani ed è costantemente negato. Nel provvedimento non ci sono risorse sufficienti. Ci sono le risorse sufficienti solo per i commissari voluti dal Governo e dal Ministro; c'è il commissariamento dei sindaci che, invece, dovrebbero essere sostenuti.
Anche laddove ci sono misure che hanno, invece, una ragion d'essere, come quella su cui ho costruito questa proposta di modificazione, come il fondo per sostenere gli studenti fuori sede, il provvedimento si limita a enunciare un principio. Prevedere un fondo di 8 milioni e mezzo di euro per contribuire alle spese che sostengono gli studenti universitari fuori sede è, certamente, un principio di buonsenso, ma non è sufficiente. Sono oltre 400.000 quelli che non raggiungono un ISEE di 20.000 euro; plausibilmente, sono 150.000-160.000… Ciò vuol dire che questo provvedimento può contribuire, per 50 euro l'anno, a uno studente universitario che, in media, in una grande città italiana, spende tra le 600 e le 700 euro al mese per pagarsi una camera in affitto.
È, dunque, un provvedimento che non può bastare. Noi chiediamo di renderlo strutturale e di potenziarlo. Rispetto a questo, il rifiuto del Governo di assecondare questo impegno indica che, ancora una volta, rispetto alle esigenze in questo caso degli studenti universitari del nostro Paese, il Governo è distantissimo. Al Governo interessa portare a casa la legge elettorale, perché con quella attuale perde. È interessato a fare una riforma dell'ordinamento giudiziario, a maggioranza, e ha perso perché gli italiani si sono potuti esprimere. Al Governo interessa solo il potere per il potere. Ciò che sta a cuore agli italiani non interessa al Governo, non interessa, certamente, al Ministro Salvini che, lo ripeto, dopo 4 anni di latitanza, porta un provvedimento che non risponde alle esigenze degli italiani.
Per questo, continuiamo a chiedere un cambio di rotta che, immagino, non ci sarà, anche in relazione a questo atto che vi chiediamo di votare (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2920-A/36 Gianassi, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge (Vedi votazione n. 23).
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2920-A/37 Mauri. Accetta la riformulazione? No.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Paolo Ciani. Ne ha facoltà.
PAOLO CIANI (PD-IDP). Grazie, Presidente. Non accettiamo, perché, in quest'ordine del giorno, chiediamo una cosa semplice, ma che riteniamo molto importante: promuovere interventi per la rigenerazione delle aree degradate attraverso progetti di miglioramento della qualità del decoro urbano, in parte, quello che si sta realizzando, in giro per l'Italia, anche grazie ai fondi del PNRR, con i PINQuA; ne ho contezza per alcuni degli interventi realizzati qui a Roma. La risposta, a questa nostra richiesta, è invece negativa.
Vede, Presidente, diverse cose che stiamo notando - le ha notate il collega Gianassi, intervenendo questa mattina, le hanno notate anche gli altri colleghi che hanno presentato alcuni ordini del giorno - e che riguardano questo Piano Casa - che poteva essere una grande opportunità -, in realtà, non solo non ci convincono, ma ci preoccupano molto: il tema del Commissario - non solo per quanto guadagnerà, ma anche per l'accentramento del potere -, la compressione del ruolo dei comuni e il rischio di vendita del patrimonio pubblico, indebolendo la capacità di avere abitazioni per i piani di edilizia residenziale pubblica.
Poi, c'è un altro spettro, quello dei fondi immobiliari su cui punta, molto, questo Piano: investitori privati che avranno un grande ruolo. Sa perché lo dico, Presidente? In questi giorni, qui a Roma, sta accadendo una cosa molto grave, una cosa drammatica: un fondo immobiliare sta sfrattando una donna di 100 anni, nonché una sua vicina di casa di 91 anni. Non erano nemmeno morose, stavano lì da oltre 40 anni e hanno sempre pagato, ma questo fondo immobiliare ha acquistato quell'immobile e ha deciso di farci altro e loro, alla loro età, sono sfrattate. Una cosa assurda. Ecco, se questo deve essere il destino anche delle case popolari, credo che noi dobbiamo fare molta attenzione, che voi dobbiate fare molta attenzione, soprattutto chi tra voi si dice ancora attento alle problematiche delle persone più in difficoltà nella nostra società (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2920-A/37 Mauri, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge (Vedi votazione n. 24).
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2920-A/38 Bonafe': accetta la riformulazione?
SIMONA BONAFE' (PD-IDP). Presidente, posso sentire la riformulazione, per cortesia?
PRESIDENTE. Governo, per cortesia, ordine del giorno n. 9/2920-A/38 Bonafe'.
ANTONIO IANNONE, Sottosegretario di Stato per le Infrastrutture e i trasporti. Subito, Presidente. Allora, il parere è favorevole con riformulazione che premette a ciascun impegno le parole: “a valutare l'opportunità di”.
PRESIDENTE. La deputata Bonafe' accetta la riformulazione.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2920-A/39 Vaccari. Accetta la riformulazione? Sì.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2920-A/40 Grimaldi.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Marco Grimaldi. Ne ha facoltà.
MARCO GRIMALDI (AVS). Grazie, Presidente. È un vero peccato che, alla fine, Matteo Salvini non sia ancora arrivato qui in Aula; aveva preannunciato il suo arrivo per una mezz'ora, 45 minuti, in Commissione e, poi, non l'abbiamo più visto.
Eppure sarebbe stato davvero utile confrontarci sulle sue linee, in questi anni, perché poi il tempo passa. Governate da quasi quattro anni e di casa ve ne siete occupati - riassumendo - per cancellare il Fondo morosità incolpevole, per togliere il sostegno agli affitti e per fare l'unica norma vera che avete fatto sulla casa, quella dei sottoscala e dei sottotetti. Forse, anche per quello, avete paura di fare una ricognizione vera degli 8 milioni di case sfitte. Sono tante, certo, molte sono seconde case, molte case di villeggiatura, eppure ce ne sono migliaia e migliaia. Noi crediamo che qualche milione, invece, siano affittate in nero e sono proprio quei sottoscala, quei sottotetti di cui vi parlavo.
Poi, c'è un altro dato cioè che voi siete ossessionati dallo sfrattare le persone, come se ci fosse un'alternativa, come se gli sfratti non venissero eseguiti in questo Paese. Ci sono 40.000 sfratti l'anno. Facciamo finta che voi abbiate ragione, cioè che con le vostre politiche renderete ancora più facile altri sfratti: esattamente quelle 200.000 persone dove finiranno, se le avete sfrattate anche dalle case popolari? Azzerando il Fondo per la morosità incolpevole, dove finiranno quelle famiglie? Nei dormitori? Lungo le strade delle nostre città?
Allora, la verità è che questo decreto Casa è una bomba sociale, perché se l'unica cosa che dovreste fare è rimettere in sicurezza il patrimonio pubblico e lo vendete pure e non lo vendete, tra l'altro, per fare nuova edilizia pubblica, ma per ripianare i debiti, allora non avete capito nulla. Voi potete pure rincorrere il nostro campo, come avete fatto sui salari, come fate sulla casa… già perché le uniche proposte sulla casa sono quelle delle opposizioni. Ma pensate così di ritornare a essere credibili? È così che Salvini e la Lega pensano di fermare il crollo? Ma occupatevi della vita reale degli italiani. E la vita reale ci dice che ci sono 1 milione e 49.000 famiglie che sono in affitto e che sono povere e ci sono 350.000 italiani che hanno il diritto alla casa popolare e non ce l'hanno.
È inutile che Salvini dica che entro un anno faranno 60.000 abitazioni, ma dove? Ma con che soldi? Ma io sfido Salvini: ci vediamo il prossimo anno e vediamo quante case popolari ha fatto. Ha dichiarato 60.000. È una vergogna! Siete una destra antisociale: della casa non ve ne frega niente e sapete perché? L'avete lasciata al libero mercato, al dio mercato e alla fine questa destra qui è sempre la solita destra che riceve sempre e solo le indicazioni dal mercato. Il mercato, però, non fa tutto; anzi il mercato è quello che ha creato proprio questi squilibri che vediamo ogni giorno in questo Paese (Applausi dei deputati dei gruppi Alleanza Verdi e Sinistra e Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2920-A/40 Grimaldi, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge (Vedi votazione n. 25).
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2920-A/41 Piccolotti, sul quale il parere del Governo è contrario. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2920-A/41 Piccolotti, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge (Vedi votazione n. 26).
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2920-A/42 Zanella. Onorevole, accetta la riformulazione? Ha chiesto di parlare l'onorevole Zanella. Ne ha facoltà.
LUANA ZANELLA (AVS). Grazie, Presidente. No, non posso accettare la riformulazione, perché sarebbe stravolgere il contenuto e il senso stesso dell'ordine del giorno. Perché non la posso accettare? Le ragioni le ha espresse in maniera molto, molto chiara il collega Grimaldi proprio adesso.
Voglio far notare che nel 2022 il Fondo contributivo per l'affitto e il Fondo per la morosità incolpevole erano finanziati rispettivamente con 320 milioni di euro e 50 milioni di euro. Ebbene, con 4 vostre leggi di bilancio, i fondi praticamente sono stati azzerati. Allora cercate di porre rimedio con questo articolo 4 che si propone di costituire un Fondo per sostenere gli inquilini morosi della residenza pubblica, un Fondo di soli 22 milioni per il 2026 e, guardate, addirittura di 2 milioni nel 2027. Ecco, cosa significa questo? Significa che i morosi dei privati vedranno le loro disponibilità diminuite di quella percentuale che, invece, andrà ai morosi incolpevoli dell'edilizia residenziale pubblica. Quindi, cos'è questo? È il gioco delle tre carte: si toglie di là, si aggiunge di là, ma la somma rimane sempre quella.
Ebbene, il senso e l'obiettivo di quest'ordine del giorno era di impegnarvi a ritornare sulle considerazioni che voi stessi avete avanzato in teoria e in più di un'occasione, per ritornare almeno a quanto previsto nel 2022, cioè 320 milioni e 50 milioni (Applausi dei deputati del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra).
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2920-A/42 Zanella, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge (Vedi votazione n. 27).
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2920-A/43 Ghirra. Onorevole Ghirra, accetta la riformulazione ai fini della raccomandazione?
FRANCESCA GHIRRA (AVS). Grazie, Presidente. Io ringrazio il Sottosegretario per quest'apertura che effettivamente c'è stata rispetto all'ordine del giorno che abbiamo presentato, visto che in nessun articolo si parla di affitti sostenibili in questo provvedimento. Tuttavia per noi una raccomandazione è troppo poco, visto che, in fondo, vi chiediamo di fare quello che prevede la normativa vigente.
Noi siamo profondamente delusi, signor Sottosegretario, perché l'unico Piano Casa che è stato approvato finora è quello che ha sanato abusi, rendendo abitabili alloggi che al momento non lo erano e dopo tanti annunci e rinvii, anche delle nostre proposte, ci aspettavamo da Salvini qualcosa di più, anche perché la Presidente aveva annunciato 100.000 alloggi in 10 anni e investimenti fino a 10 miliardi di euro. Di fatto, a oggi, non è chiaro invece quanti alloggi intendiate realizzare con questi 970 milioni di euro previsti dal vostro Piano Casa che, peraltro, vengono sottratti da progetti di rigenerazione urbana. Quanti saranno quindi questi alloggi? Sessantamila? Non credo. Non credo neanche 30.000.
Eppure, come ricordava il collega Grimaldi, ci sono 1 milione e 39.000 famiglie in Italia che vivono in affitto e si trovano sotto la soglia di povertà, cioè utilizzano gran parte delle loro risorse per pagare gli affitti e voi qualche 1° maggio fa, insieme a uno dei tanti decreti Lavoro che avete approvato, oltre ad abolire il reddito di cittadinanza, avete abolito il Fondo per la morosità incolpevole e quello per il sostegno all'affitto. Eppure sono 400.000 le famiglie che sono a rischio sfratto, ma non perché non vogliono pagare l'affitto o perché spendono le proprie risorse in altro, ma semplicemente perché gli stipendi non sono adeguati al costo della vita, nonostante voi non vogliate procedere e abbiate imbrogliato ancora gli italiani con il salario giusto.
Trecentocinquantamila persone sono in attesa di un alloggio popolare e 100.000 sono senza fissa dimora. E voi cosa fate? Fate questo Piano che è una grandissima truffa coinvolgendo i privati e trasformando le politiche abitative in un nuovo programma di speculazione che favorirà la rendita immobiliare. Noi non siamo assolutamente d'accordo così come troviamo scandaloso che, ancor prima che questo provvedimento sia stato approvato, Salvini abbia nominato un commissario straordinario che guadagnerà più di quanto è stato stanziato, di fatto, per le morosità incolpevoli (Applausi dei deputati del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra): 650.000 euro per 18 mesi a cui si sommeranno le risorse stanziate per il subcommissario, arrivando a quasi 1 milione di euro in un anno e mezzo. È una vergogna di cui solo voi potevate macchiarvi!
Allora è incomprensibile perché non abbiate accolto favorevolmente, non come raccomandazione, quest'ordine del giorno, che chiedeva di garantire che i canoni di locazione a prezzo accessibile, per i programmi di edilizia residenziale sociale, convenzionata e integrata, siano definiti da accordi integrativi dei sindacati di inquilini con i soggetti attuatori e proprietari, e che tali accordi tengano conto dell'apporto delle risorse pubbliche che verranno investite, anche articolando i canoni di locazione in relazione alla diversa capacità economica degli aventi diritto. Io confido che il Governo possa fare tesoro dei nostri suggerimenti, perché le politiche per la casa che pensate di portare avanti sono tutt'altro che a favore di chi avrebbe bisogno di avere un tetto sopra la testa per avere una vita qualitativamente dignitosa e, invece, andranno ancora una volta a favorire quei privati che già dispongono di risorse immobiliari ed economiche e che voi continuate a favorire (Applausi dei deputati del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra).
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2920-A/43 Ghirra, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge (Vedi votazione n. 28).
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2920-A/44 Mari. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2920-A/44 Mari, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge (Vedi votazione n. 29).
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2920-A/45 Borrelli. Ha chiesto di parlare l'onorevole Borrelli. Ne ha facoltà.
FRANCESCO EMILIO BORRELLI (AVS). Grazie, Presidente. Il parere contrario del Governo e della maggioranza a quest'ordine del giorno appare quantomeno strano per un motivo molto semplice. Come al solito, noi di AVS cerchiamo di darvi una mano nell'interesse del Paese e nell'interesse di un problema serio che sono le persone che necessitano di un'abitazione popolare e della possibilità di avere un alloggio. Molto spesso la dignità delle famiglie parte proprio da questo. Molto spesso l'abbrutimento sociale parte proprio nel degrado in cui si trovano diversi quartieri e diverse realtà, spesso di edilizia popolare, abbandonati per anni, depredati e trasformati in luoghi anche mostruosi.
Ebbene, noi avevamo proposto di realizzare un osservatorio per il monitoraggio degli effetti urbani, territoriali e sociali degli interventi relativi al Piano Casa previsti dal decreto-legge. Quindi, vi abbiamo dato un suggerimento e uno strumento. Mica abbiamo detto che dovevamo venirci noi di AVS! Abbiamo proposto, per capirci, la rappresentanza ovviamente dei Ministri competenti, della Conferenza delle regioni - sarebbe surreale non avere le regioni -, dell'ANCI, delle città metropolitane, degli enti gestori dell'edilizia residenziale pubblica e delle organizzazioni sindacali degli inquilini.
Il motivo di un “no” a questo indirizzo, che ci sembrava non solo ragionevole, ma quasi ovvio… Se veramente si volesse fare un'opera nell'interesse collettivo e in una visione strategica, sarebbe necessario avere la presenza di tutti gli enti preposti. E chi più dei comuni, delle regioni, delle città metropolitane e degli enti gestori, spesso per i comuni e per le regioni, può dare un valido contributo? Lo dico per capire questi interventi, visto che abbiamo scelto di fare per l'ennesima volta un super commissario con una cifra iperbolica, onestamente, che è uno schiaffo alla miseria.
Parliamo di persone che in alcuni casi non possono permettersi di pagare una pigione neanche di edilizia popolare e noi gli facciamo ovviamente da contraltare con la presenza di uno che guadagna da solo un milione di euro, che è quanto basterebbe, casomai, ad affittare un intero quartiere per un anno. Questo, anche dal punto di vista plastico ed estetico, ci fa capire il metro di una visione completamente opposta. Noi proponiamo la partecipazione e la ragionevolezza, voi proponete un super commissario superpagato.
Poi cosa dovrebbe fare? Dovrebbe verificare la realizzazione degli interventi, ma chi controlla sono gli enti preposti, che sono i comuni, le regioni, le città metropolitane e gli enti che eventualmente hanno questa gestione.
Per fare questi interventi ci vorrà del tempo e soprattutto - ha ragione il collega Grimaldi - è impossibile che in un anno si possano fare tutti questi alloggi. Non si riesce a fare un piano serio di minime ristrutturazioni, alcune volte complicatissime, perché in alcuni casi per decenni non ci sono stati interventi degli enti pubblici in edifici. Non solo abbiamo case sfitte, ma abbiamo molte realtà di edilizia popolare che, purtroppo, sono abbandonate a sé stesse, perché gli interventi non sono finanziabili o ci vorrebbero cifre astronomiche. Per farlo c'è bisogno di una collaborazione e di un coordinamento. Questo non lo vediamo in questa legge. Soprattutto, non vediamo una prospettiva e vediamo prevalentemente propaganda, ma la propaganda non ci aiuterà a risolvere un problema molto serio.
Il nostro obiettivo dovrebbe essere cercare di trovare la soluzione per il numero più alto possibile di persone che non possono permettersi di avere un alloggio e aiutare chi è, purtroppo, vittima di morosità incolpevole. Poi, ovviamente, noi dobbiamo colpire gli eventuali imbroglioni e coloro che occupano abusivamente le abitazioni, perché non hanno alcun titolo o addirittura sono loro stessi benestanti. Ci sono tantissimi casi che sono segnalati. Stranamente, quando hai possibilità economica, lo sfratto è più lento. Sapete perché? Non perché c'è “una corsia preferenziale”, ma perché ti puoi permettere di avere un buon avvocato. Questo permette di rallentare, molto spesso, l'intervento da parte delle autorità preposte.
Pensate - concludo il mio intervento - che addirittura ci sono stati dei casi in cui dei boss di camorra avevano ricostruito, all'interno di aree pubbliche residenziali e popolari, appartamenti sfarzosi, ma avevano scelto di rimanere lì dentro. Non è stato fatto quasi mai nulla per cacciarli via, se non, per fortuna, quando c'è stato poi l'intervento della magistratura. Allora, quelle sono appropriazioni indebite, quelle sono persone che vanno cacciate, ma onestamente l'accanimento nei confronti dei più deboli non fa onore a questo Parlamento e, soprattutto, non risolve un problema storico del nostro Paese (Applausi dei deputati del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra).
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2920-A/45 Borrelli, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge (Vedi votazione n. 30).
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2920-A/46 Fratoianni. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2920-A/46 Fratoianni, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge (Vedi votazione n. 31).
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2920-A/47 Bonelli. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2920-A/47 Bonelli, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge (Vedi votazione n. 32).
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2920-A/48 Zaratti. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2920-A/48 Zaratti, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge (Vedi votazione n. 33).
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2920-A/49 Dori. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2920-A/49 Dori, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge (Vedi votazione n. 34).
Posto che l'ordine del giorno n. 9/2920-A/50 Mazzetti è stato ritirato, passiamo all'ordine del giorno n. 9/2920-A/51 Patriarca. Onorevole, accoglie la riformulazione? Va bene.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2920-A/52 Pastorella. Onorevole, accoglie la raccomandazione? Va bene.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2920-A/53 Ruffino, sul quale il parere del Governo è contrario. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2920-A/53 Ruffino, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge (Vedi votazione n. 35).
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2920-A/54 Bonetti. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2920-A/54 Bonetti, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge (Vedi votazione n. 36).
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2920-A/55 D'Alessio. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2920-A/55 D'Alessio, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge (Vedi votazione n. 37).
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2920-A/56 Benzoni. Onorevole, accoglie la riformulazione? Va bene.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2920-A/57 Grippo. Onorevole, accoglie la riformulazione? Va bene.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2920-A/58 Sottanelli. Onorevole, accoglie la riformulazione? Va bene.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2920-A/59 Onori, sul quale il parere del Governo è contrario. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2920-A/59 Onori, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge (Vedi votazione n. 38).
Sull'ordine del giorno n. 9/2920-A/60 Zinzi, il parere del Governo è favorevole.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2920-A/61 Andreuzza. Onorevole Andreuzza, accoglie la riformulazione? Sì.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2920-A/62 De Luca, sul quale il parere del Governo è contrario. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2920-A/62 De Luca, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge (Vedi votazione n. 39).
Sull'ordine del giorno n. 9/2920-A/63 Filini, il parere del Governo è favorevole.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2920-A/64 Orrico. Onorevole Orrico, accetta la raccomandazione? Sì.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2920-A/65 Torto, sul quale il parere del Governo è contrario. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2920-A/65 Torto, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge (Vedi votazione n. 40).
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2920-A/66 Alifano, sul quale il parere del Governo è contrario. Ha chiesto di parlare l'onorevole Alifano. Ne ha facoltà.
ENRICA ALIFANO (M5S). Ancora una volta è stata dimenticata una fetta della popolazione, quella che vive nelle aree interne del nostro Paese, circa 13 milioni di cittadini; ma non poteva essere diversamente. Voglio ancora ricordare a quest'Aula che la strategia per le aree interne è stata definanziata da questo Governo: 725 milioni in meno, che pure erano stati stanziati ed erano previsti dal PNRR. Quindi, noi continuiamo a parlare dello spopolamento delle aree interne in quest'Aula, però nessun progresso è stato fatto dall'inizio di questa legislatura.
Oggi si parla di alloggi, di Piano Casa, e il pensiero corre anche alle aree interne e ai tanti borghi che costellano la nostra penisola, fatti di storia e di bellezza; borghi che vanno spopolandosi e che hanno un patrimonio edilizio unico al mondo che però va deteriorandosi, proprio in virtù dello spopolamento, di giorno in giorno.
Sono tra 5.000 e 6.000 i borghi italiani abbandonati o a rischio desertificazione. Borghi dimenticati, che però rappresentano dei testimoni silenti di un passato spesso glorioso. E all'abbandono di questi insediamenti segue anche l'abbandono dei territori e del suolo; alla fragilità demografica si accompagna anche la fragilità del territorio.
I dati ISPRA, Presidente, evidenziano che il livello di rischio di frane, alluvioni ed erosione costiera è circa il doppio per i comuni siti nelle aree interne rispetto agli altri comuni italiani. Allora per tante motivazioni, per tante ragioni occorre invertire una tendenza, un trend. Mi rendo conto che è difficilissimo, ma noi siamo qui proprio per cercare di dare un futuro migliore al nostro Paese, e dobbiamo contrastare il declino demografico di queste vaste aree del nostro Paese. E come farlo? Innanzitutto - l'abbiamo ripetuto più volte, in varie occasioni - dobbiamo garantire i servizi alla popolazione che lì è residente, quindi scuole, ospedali e soprattutto trasporti. E, oltre ai servizi, bisogna pensare anche alle opportunità lavorative, per far sì che soprattutto le giovani generazioni possano risiedere lì, stabilirsi nelle aree remote, decidendo quindi di non emigrare nei grossi centri.
La settimana scorsa - spero che qualcuno lo rammenti in quest'Aula - abbiamo presentato un emendamento che riproponeva il tema del lavoro agile. Un emendamento di buonsenso, un tema sentito, bocciato dalla maggioranza. E ora noi che siamo sensibili al ripopolamento e rispetto al fatto di arrestare il declino demografico delle aree interne pensiamo, anche in questa occasione, a incentivare la residenza nei nostri meravigliosi borghi. E come? Qui veniamo al tema del nostro ODG.
Proponiamo di promuovere il recupero edilizio e la manutenzione straordinaria del patrimonio abitativo lì esistente, che spesso ha un grande valore storico e architettonico, e dovremmo evitare di abbandonarlo al degrado e all'incuria.
Si tratta, Presidente, di proteggere la nostra storia, le tracce del nostro Paese e le nostre tradizioni, e riscoprire i territori interni che sono una miniera che non è stata ancora valorizzata. E si tratta, ancora, di rispondere a quella fetta di popolazione che vive lì, in quelle realtà territoriali che sono lontane dai grandi centri, e che spesso viene chiamata - suo malgrado perché spesso non ha la possibilità di rispondere all'enorme sforzo economico che la manutenzione di tante abitazioni richiede - a custodire e a valorizzare dimore vetuste.
È necessaria un'attenzione da parte dello Stato anche a questa questione, perché senza un intervento pubblico i nostri borghi e questi bellissimi palazzi saranno condannati inesorabilmente all'abbandono (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Caramiello. Ne ha facoltà.
ALESSANDRO CARAMIELLO (M5S). Grazie, Presidente. In quest'Aula abbiamo parlato più volte in merito alla questione delle aree interne, dei borghi e dei piccoli comuni che si stanno spopolando sempre di più. Infatti, il 12 novembre 2024 votammo all'unanimità in quest'Aula proprio una mozione sulle aree interne. Però, purtroppo, questo Governo poi non ha dato seguito a quegli impegni, tant'è che presentammo una nuova mozione, quindi come opposizione, tra l'altro poi bocciata da questo Governo e da quest'Aula.
Purtroppo, abbiamo ricordato più volte lo spopolamento di questi bellissimi territori, nei quali c'è una grandissima vivibilità.
Con il Piano strategico nazionale delle aree interne - obiettivo 4 - questo Governo voleva accompagnare ad una morte lenta e inesorabile, come un'eutanasia, questi piccoli borghi e questi comuni. Ma l'anno scorso, ad agosto, a Benevento, la CEI intervenne in un convegno, tant'è che, dopo la veemente protesta anche della CEI, il Ministro Foti stralciò l'obiettivo 4 del Piano strategico nazionale delle aree interne. Ma fu un atto soltanto formale, perché poi a livello sostanziale non è stato fatto nulla fino ad oggi per evitare la desertificazione delle aree interne.
Questo è un ordine del giorno di buonsenso, che sicuramente boccerete, come avete bocciato tutto il resto. Però, ai cittadini deve essere chiaro che voi non state facendo nulla per i 13 milioni di cittadini che vivono nelle aree interne e che, purtroppo, sono costretti sempre a emigrare, perché non create quelle opportunità politiche affinché i cittadini che nascono in quei territori possano continuare a viverci.
Quindi, io vi chiedo veramente di votare favorevolmente rispetto a quest'ordine del giorno, perché quello che sta succedendo nelle aree interne, questa continua emigrazione e questo continuo spopolamento, va fermato, affinché i giovani e chi nasce in quei territori possano scegliere di rimanere e non siano costretti ad emigrare.
Quindi, io vi chiedo veramente di votare favorevolmente e di cercare di bloccare questa desertificazione. Ci sono tante possibilità e opportunità: come diceva la collega Alifano, anche il coworking e lo smart working, nonché il fatto di verificare tutte le abitazioni. Infatti, sono stati effettuati diversi censimenti, soprattutto nelle aree meridionali, in Abruzzo e in Campania, e ci sono tantissime abitazioni vuote che andrebbero restaurate, ristrutturate e messe a disposizione dei cittadini. Quindi, è un ordine del giorno di buonsenso. Le aree interne vanno tutelate, vanno salvaguardate: è un lavoro collettivo che va fatto affinché si blocchi questa continua emigrazione verso la fascia costiera e verso le altre aree.
Non dobbiamo permettere né consentire che le aree interne muoiano perché dimenticate dalla politica. I sindaci di quei piccoli comuni sono degli eroi che stanno cercando di mantenere vive quelle comunità, ma la filiera istituzionale - a livello comunale, regionale, nazionale, ma anche a livello europeo - deve mettere in campo una politica per aiutare quei piccoli comuni (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole D'Alfonso. Ne ha facoltà.
LUCIANO D'ALFONSO (PD-IDP). Grazie, Presidente. Intervengo per dare valore ulteriore a questa iniziativa dei colleghi Alifano ed altri poiché in Italia c'è una questione riguardante le aree interne, i piccoli comuni e le terre alte di questo Paese, che troppe volte scommette solo sui convegni e ha difficoltà a fare uscire dai convegni le tematiche che stanno facendo soffrire progetti e programmi di vita quanto a qualità e quantità.
Abbiamo cominciato negli anni Novanta ad occuparci di strategie di coesione - c'era Fabrizio Barca al Dipartimento della coesione - per cercare di portare più Europa, giusta e adeguata in Italia, coniugando il principio di competizione con quello di coesione. Chi ha bisogno di coesione e di risorse all'altezza per fare in modo che ci siano pari opportunità tra le grandi città che hanno la fortuna della costa, della realtà pianeggiante, dei flussi e delle reti rispetto ai piccoli comuni dell'entroterra, la montagna, le terre alte? E di lì si passò alla cosiddetta Strategia nazionale per le aree interne. Ma servono risorse, facilità procedurali. Nel 2004, il MEF concepì anche piani di semplificazione fiscale e convenienza fiscale per fare in modo che i progetti di vita nelle aree interne non diminuissero e non ci fosse spopolamento.
PRESIDENTE. Colleghi, per favore, altrimenti non si sente.
LUCIANO D'ALFONSO (PD-IDP). L'attenzione su questi temi consentirebbe alla nostra attività normativa di non farla a caso. Allora le risorse, sia quelle nazionali che delle regioni, attendono di essere collocate: nel Sud noi abbiamo 40 miliardi di euro destinati alla coesione e allo sviluppo concepito per dare opportunità pari a tutti…
PRESIDENTE. Colleghi, per favore…
LUCIANO D'ALFONSO (PD-IDP). … ma serve consapevolezza. Cogliamo questa occasione per fare in modo che non diminuiscano i diritti quanto ai trasporti, allo spostamento, alla mobilità nelle aree interne, all'accesso all'istruzione e alla cura. Questo richiede una scelta di campo. E, nella notte dei tempi, a partire da quel secolo facilmente collocato alle nostre spalle, quando si parlava di priorità, di cultura della priorità, si stabiliva cosa vale di più, cosa si fa prima e cosa vale di meno. Su questi temi delle aree interne dobbiamo ritrovare una rettitudine, altrimenti si rischia di far passare che tutto sia uguale a niente, e non è così. Le risorse attendono di essere collocate se ci sono idee, poi progetti, poi programmi, poi procedure, ma la consapevolezza è l'infrastruttura necessaria. Quest'ordine del giorno serve a stabilire consapevolezza. Buon lavoro, colleghi (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).
PRESIDENTE. Gli onorevoli Perantoni e Orrico sottoscrivono l'ordine del giorno.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Toni Ricciardi. Ne ha facoltà.
TONI RICCIARDI (PD-IDP). Grazie, Presidente. Se le colleghe e i colleghi mi autorizzano, sottoscriverei anch'io l'ordine del giorno. Io mi riallaccio alle sagge parole del collega D'Alfonso: voi siete il Governo che ha ampliato le aree SNAI e abbiamo discusso tante volte della questione, ragionando su un fatto: perché abbiamo vissuto una difficoltà nelle aree SNAI? Perché, probabilmente, l'idea positiva applicata o data in applicazione semplicemente in mano ai sindaci ha determinato una scadenza, anche politica, da parte dei sindaci, perché un sindaco che fa parte di un progetto SNAI dovrà pensare anche alla sua prossima e successiva campagna elettorale. E, allora, si vive la fatica della condivisione, della sussidiarietà, del costruire una risposta collettiva a un problema collettivo, che è quello delle aree interne e dello spopolamento. E ancora, come ci ricordava D'Alfonso - probabilmente è così, collega -, per molto tempo e forse ancora oggi, noi abbiamo delegato più alla convegnistica che all'azione concreta, l'azione nelle aree interne.
E, allora, noi ci saremmo aspettati, cari colleghi e care colleghe, che ci fosse una visione che, ad esempio, spingesse all'housing sociale. Nei piccoli comuni e nei piccoli paesi abbiamo un sacco di unità immobiliari vuote: i sindaci si inventano la compravendita a un euro, ma non porta risultati. Perché, Presidente? Perché si assiste anche a giovani coppie, che hanno voglia di metter su famiglia e di prendere casa, che molte volte lasciano un paese, piuttosto che un altro, perché la qualità dell'unità immobiliare, dell'unità abitativa messa a loro disposizione non è adeguata. E, allora, quale strumento migliore se non quello di garantire la qualità della vita? Perché c'è questa narrazione quasi forzata e poetica, per cui basta la montagna e l'aria fresca e, allora, si vive bene, ma non è così. La qualità della vita di coloro che vivono nelle aree interne è data da molte caratteristiche e, tra le tante caratteristiche, indubbiamente c'è quella di immaginare una soluzione abitativa insieme agli altri assi della Strategia nazionale per le aree interne, che sono i servizi, il welfare, i trasporti e la mobilità, che significa poter garantire a queste persone di vivere nei luoghi dell'entroterra, da Nord a Sud. Perché, Presidente, è bene che ne assumiamo consapevolezza tutte e tutti: questo non è un problema esclusivamente meridionale, perché ci sono province che si somigliano molto di più essendo province dell'Appennino o delle pendici delle Alpi o dell'entroterra da Nord a Sud che province contigue, nello stesso spazio territoriale meridiano. Allora, da questo punto di vista, non immaginare con solerzia un intervento che possa riqualificare questo patrimonio e attrarre umanità in questi luoghi, credo che sia un gravissimo errore, ma, probabilmente, questo accade perché ci si è preoccupati di più di come piazzare unità di personale politico, piuttosto che preoccuparsi di affrontare seriamente il problema.
Ora, io non voglio citare i Piani casa del passato, perché abuserei del tempo, della pazienza e, soprattutto, farei un torto a una stagione politica che non c'è più, e che magari ci fosse, a tratti, di nuovo, oggi. Ma, se in passato questo Paese è stato in grado di preoccuparsi e di avere come prioritario il problema della casa, caro Presidente - e chiudo -, credo che questo Governo, con questo provvedimento, per l'ennesima volta, sia stato bravissimo negli annunci, ma completamente insufficiente nei risultati e nelle misure adottate (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).
PRESIDENTE. Sottoscrive l'onorevole Gribaudo.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Quartini. Ne ha facoltà.
ANDREA QUARTINI (M5S). Grazie, Presidente. Mi riallaccio all'ultimo intervento del collega Toni Ricciardi per dire che, oggettivamente, sono stati fatti degli annunci enormi e straordinari nel raccontare, nel narrare un Piano casa straordinario e assolutamente rivoluzionario. In realtà, di rivoluzionario c'è veramente poco: gli ultimi sono lasciati ultimi, di fatto, ponendo ancora questo Governo in un'ottica assolutamente classista.
Ricordo che caporalato e disagio abitativo sono due facce della stessa medaglia ed è stato bocciato un ordine del giorno che andava nella direzione di togliere dalle baracche i lavoratori raccoglitori della frutta che noi mangiamo nelle varie aree di questo Paese e queste baraccopoli sono una vergogna assoluta. Avete deciso di bocciare un altro ordine del giorno che andava nella direzione del cohousing intergenerazionale o il silver cohousing stesso, che è un sistema per rallentare il percorso verso la non autosufficienza.
Sul contributo affitti e sulla morosità incolpevole, siamo passati da 350 milioni, nel 2022, a zero euro nelle finanziarie precedenti; 2 milioni di euro quest'anno. Sì, lasciamo perdere gli stipendi d'oro che sono una cosa incredibile, una forma clientelare, assolutamente inaccettabile. Si arriva in fondo all'ipotesi di finanziare le aree interne e dite di “no” anche alle aree interne. Ragazzi, non capisco questo furore contro la possibilità di far sviluppare o di mantenere queste aree che sono completamente lasciate a loro stesse; sono spopolate, non hanno servizi, non hanno ospedali, non hanno medici, non hanno infrastrutture, non hanno le poste, non hanno le banche, non hanno niente. E cercate, anche in questo modo, di bocciare un ordine del giorno che vorrebbe dare dei contributi, o, comunque, dare delle possibilità anche alle aree interne.
Io voglio ricordare che questo spopolamento, probabilmente, in parte è anche alla base del nostro dissesto idrogeologico: cioè, non ci stiamo per niente preoccupando di fare prevenzione rispetto alle alluvioni e alle alterazioni climatiche, lasciando indietro le aree interne. Evidentemente il consenso di queste aree interne non vi interessa. Vi interessa il consenso facile delle aree più popolate dove si raggiunge più facilmente anche una narrazione tossica. E su questo chiaramente non ci troverete mai dalla vostra parte (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Del Barba. Ne ha facoltà.
MAURO DEL BARBA (IV-CR). Grazie, Presidente. Già in occasione dell'ordine del giorno del collega Soumahoro ho avuto modo di sottolineare come ci sia un collegamento tra le omissioni di questo decreto, che, nel suo caso, riguardavano i braccianti, il tema del caporalato e le omissioni che, via via, possiamo vedere allargandoci fino arrivare al tema delle aree interne.
Ora il collega Quartini faceva esattamente il percorso inverso, ma siamo sempre lì. Vede, il problema non sta tanto nel parere del Governo… probabilmente il parere del Governo non poteva che essere negativo, se voleva rimanere coerente con il nulla di questo decreto; e lo dico veramente con rammarico perché arrivare a un Piano Casa che non ha una strategia e, di fronte a questa totale assenza di strategia, dover negare pareri ovvi a certi ordini del giorno credo sia soprattutto una delusione per i colleghi della maggioranza.
Eppure, avete avuto l'opportunità: le audizioni si sono aperte - lo ricordo bene - con un'associazione del lecchese, che vi ha spiegato come si può affrontare l'emergenza abitativa con fondi dei comuni, con un'organizzazione locale che serve a creare fiducia. Guardate che alcune volte non servono tanti soldi, ma serve capire com'è la realtà e, soprattutto, capire che in Italia ci sono realtà differenti tra loro; ve lo hanno detto anche le organizzazioni dei costruttori, cioè loro stessi vi hanno detto: guardate, che così com'è strutturato, può funzionare forse a Milano e a Roma, ma non funzionerà nel resto del Paese. E magari funzionasse a Milano e a Roma; vorrebbe dire che, al posto di un Piano Casa, avete fatto almeno un provvedimento sulla rigenerazione urbana. Servirebbe anche quello, ma non fate nemmeno quello perché, in quel caso, dovreste mettere mano alle norme sull'edilizia e affrontare il tema per quello che è. Bene, questa vicenda delle aree interne è la dimostrazione, è la prova provata che questo Piano Casa non è nient'altro che una foglia di fico, un provvedimento tardivo per cercare di far credere agli italiani che una promessa estiva della Presidente del Consiglio viene mantenuta. In realtà, ahinoi, mi tocca prendere atto di quello che un collega diceva: purtroppo, questo provvedimento non vedrà nulla prima della fine della legislatura e metterà nei guai chi dovesse crederci anche dopo la fine della legislatura.
PRESIDENTE. Il gruppo MoVimento 5 Stelle e l'onorevole Del Barba sottoscrivono. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2920-A/66 Alifano, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge (Vedi votazione n. 41).
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2920-A/67 L'Abbate. Accetta la riformulazione? Sì, perfetto.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2920-A/68 D'Orso. Accetta la riformulazione? Grazie.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2920-A/69 Pellegrini. Ha chiesto di parlare l'onorevole Pellegrini. Ne ha facoltà.
MARCO PELLEGRINI (M5S). Grazie, Presidente. Lo stiamo dicendo da tanto tempo: negli ultimi anni è notevolmente aumentata la platea dei soggetti che non riescono ad accedere all'abitazione con le proprie risorse; e tra questi ci sono le famiglie a basso reddito, gli anziani, le giovani coppie, le famiglie monoparentali, quelle con un solo reddito. Ma ciononostante - visto che è ormai un fatto acclarato e si trascina da troppi anni - il sistema abitativo italiano continua a registrare forti carenze. E questo provvedimento, purtroppo, come abbiamo già detto, non ne risolverà nemmeno una, è solo fuffa: è per far vedere che si mantiene una promessa elettorale. Invece, i dati dimostreranno presto che questo non è vero.
Noi però riteniamo necessario e importante, oltre ai provvedimenti che giudichiamo organici e sistemici che risolverebbero i problemi degli italiani, intervenire anche dal punto di vista costituzionale. Attualmente la Costituzione italiana, a differenza di quelle di Belgio, Portogallo, Spagna e Svezia, non riconosce espressamente il diritto all'abitazione, anche se ci sono poi pronunce della Corte costituzionale che, sostanzialmente, lo hanno riconosciuto. Cito testualmente: è “indubbiamente doveroso da parte della collettività intera impedire che delle persone possano rimanere prive di abitazione”.
Guardi, Presidente, questo concetto del diritto all'abitazione è presente sia, per esempio, nella Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, all'articolo 25, sia in tanti provvedimenti o pronunce in ambito europeo. Mi riferisco, per esempio, all'articolo 31 della Carta sociale europea, oppure alla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea o alla Carta europea degli alloggi, che è quella che è stata approvata circa 20 anni fa, il 26 aprile 2026; così come la risoluzione del Parlamento europeo sugli alloggi e la politica regionale; così come, da ultimo, la risoluzione del Parlamento europeo sull'accesso a un alloggio dignitoso.
Tutto questo discorso per sottolineare come, probabilmente, sia giunto il momento di introdurre nella nostra Costituzione questa previsione, quindi introdurre in maniera specifica il diritto all'abitazione come il punto di partenza di un radicale mutamento di approccio rispetto alle tradizionali politiche abitative che finora, purtroppo, non hanno dato i risultati sperati. E quindi noi siamo convinti che questa sia una posizione che potrà dare ottimi risultati.
Abbiamo presentato, a mia prima firma, un disegno di legge di modifica costituzionale proprio per introdurre nella nostra Costituzione il diritto all'abitazione e abbiamo presentato quest'ordine del giorno che invitava il Governo ad aiutarci in questa battaglia, in questa prospettiva, ovviamente facendo salve le prerogative del Parlamento. Il Governo ha inteso dare parere negativo a quest'ordine del giorno e ha confermato, ancora una volta, che non gli interessa risolvere il problema della casa degli italiani (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).
PRESIDENTE. Sottoscrive tutto il gruppo MoVimento 5 Stelle. Ha chiesto di parlare l'onorevole Carotenuto. Ne ha facoltà.
DARIO CAROTENUTO (M5S). Sì, per sottoscrivere e poi per sottolineare un dato: in Italia gli italiani, le famiglie che vivono nell'edilizia popolare sono addirittura sotto il 5 per cento. Il gap con l'Europa è abissale. Ora, a fronte di questo dato, che è assolutamente inaccettabile, abbiamo visto uno sforzo da parte di questo Governo di andare nella direzione giusta, ma poi non ci mettete un euro, non risolvete niente così. Allora è, come al solito, solo propaganda quella che fate, nel migliore dei casi.
Le politiche sociali sono state devastanti, stanno creando una povertà incredibile. Ci sono tante persone - lo raccontava prima un collega - che sono veramente disperate e arrivano a gesti come addirittura il suicidio, quando arrivano per pignorare la casa. E a fronte di questo, francamente, questo decreto, tra l'altro sempre con la solita fiducia, non rappresenta davvero niente, neanche una lavata di faccia (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Ferrara. Ne ha facoltà. Non vuole intervenire più? Ah, va bene. Quindi se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2920-A/69 Pellegrini, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge (Vedi votazione n. 42).
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2920-A/70 Morfino, accolto come raccomandazione, espunte le premesse 3 e 5. Accetta? Perfetto.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2920-A/71 Ilaria Fontana, accolto come raccomandazione, espunta la seconda premessa. Accetta? Onorevole Ferrara, prego. Non accetta e vuole intervenire. Ne ha facoltà.
ANTONIO FERRARA (M5S). Presidente, colleghi, intervengo sull'ordine del giorno n. 9/2920-A/71 Ilaria Fontana, che pone una questione semplice: se il Governo Meloni vuole davvero parlare di Piano Casa, allora deve garantire che la risposta dell'emergenza abitativa non diventi l'ennesima occasione per consumare nuovo suolo pubblico, perché la casa e il suolo sono due temi separati, ma sono due facce della stessa politica pubblica. Da una parte, ci sono le famiglie che aspettano un'abitazione, dall'altra, c'è un Paese che continua a perdere terreno fertile, spazi verdi, aree impermeabili, sicurezza idrogeologica e qualità urbana.
Il provvedimento richiama il contenimento del suolo pubblico, ma lo fa troppo spesso come principio generale, non come vincolo operativo stringente. E noi sappiamo che, quando un principio non diventa una regola, rischia di restare una bella frase, magari buona per una relazione illustrativa, ma inutile per fermare il cemento. Con quest'ordine del giorno chiediamo tre impegni chiari: uno, criteri normativi uniformi; due, pieno allineamento con l'obiettivo dell'azzeramento di consumo netto del suolo entro il 2030; tre, partecipazione reale dei comuni.
I dati Ispra sono chiari: in Italia continuiamo a consumare circa 20 ettari di suolo al giorno ogni giorno, mentre esistono 310 chilometri quadrati di edifici non utilizzati e degradati, sui quali si può convogliare la domanda edilizia e la rigenerazione urbana. Quindi, la domanda è semplice: perché consumare nuovo suolo se abbiamo già un patrimonio degradato da recuperare? E qui arriviamo al cuore politico del provvedimento. Giorgia Meloni si vanta di un Piano Casa come se avesse risolto l'abitazione e il sistema nazionale.
La Presidente del Consiglio lo presenta come una svolta, la maggioranza lo accompagna con il solito coro: storico, epocale, mai visto prima. Ormai ogni provvedimento di questo Governo è storico; peccato che, quando si leggono i numeri, questa storia resta scenografia. Il Governo parla di 100.000 alloggi in dieci anni. Bene, facciamo un esperimento, anzi, facciamo un regalo alla propaganda della Presidente Meloni.
Immaginiamo che il Governo riesca davvero a fare tutto quello che promette: nessun ritardo, nessun decreto attuativo disperso nei cassetti, nessun commissario che aspetti altri commissari, nessuna conferenza stampa al posto dei cantieri. Immaginiamo che - miracolo meloniano - domani mattina tutti i 100.000 alloggi sono pronti. Non tra dieci anni, domani. Tutti disponibili, tutti assegnabili. Ebbene, anche in questo film di fantascienza istituzionale resterebbero fuori oltre 550.000 famiglie. Questo è il punto che Giorgia Meloni non può coprire con uno slogan.
Il Piano Casa sarebbe insufficiente persino se funzionasse. Non è solo un problema di tempi, il problema è più grave. Anche nella versione migliore, questo Piano risponde a una famiglia su sei. E alle altre cinque che cosa dice il Presidente Meloni? Abbiate pazienza, aspettate il prossimo DPCM e intanto vi mando una cartolina dal ponte sullo Stretto? Perché questo non è un Piano Casa, è un piano d'attesa. Questa maggioranza ragiona come se l'Italia restasse immobile: nessun povero, nessun nuovo sfratto, nessun affitto, nessun salario insufficiente.
Questo prova che questa legge fotografa un male presente, non futuro, e quindi ci si aspetta un futuro che non arriva. E intanto, però, il Governo trova i soldi per le urgenze. Li trova quando vuole il ponte sullo Stretto, l'urgenza si trova. Per le spese militari l'urgenza si trova. Ma, quando si parla di case, di affitti, di famiglie in graduatoria, di morosità incolpevole, sfratti e tutela del suolo, l'urgenza diventa improvvisamente educata e paziente: aspettate dieci anni.
E allora la domanda è semplice: Presidente Meloni, se i miliardi si trovano per i simboli della vostra propaganda, cosa dite oggi alle oltre 550.000 famiglie che resterebbero fuori anche se il suo Piano Casa funzionasse al 100 per cento? E non veniteci a raccontare la favola di 10 miliardi, come se lo Stato avesse messo 10 miliardi freschi sul tavolo. Qui dentro c'è tanta riprogrammazione: fondi già previsti nel PNRR, capitali privati da attrarre, strumenti finanziari e speranze travestite da coperture.
È il solito gioco delle tre carte: si cambia l'etichetta, si sposta il capitolo, si fa una conferenza stampa e poi si dice agli italiani che è arrivato il Piano Casa. Ma una famiglia sotto sfratto non vive in un'etichetta di bilancio; vive, o non vive, in una casa. Per anni questo Governo ha lasciato scoperto il tema degli affitti e della morosità incolpevole; ha lasciato sole le famiglie che magari hanno perso il lavoro o hanno visto il canone aumentare, mentre lo stipendio restava fermo. Poi arriva il Piano Casa, e cosa manca? Manca proprio una risposta vera al caro affitti e alla morosità incolpevole.
È come presentarsi a spegnere un incendio con il dépliant dell'estintore. La casa non è una brochure per il Presidente del Consiglio, è il pezzo di libertà di una persona. E mentre il Governo si affida ai privati, ai fondi e alle premialità, noi diciamo una cosa semplice: il diritto dell'abitare, come ha detto anche il mio collega Iaria, non può dipendere dalla convenienza dell'investitore. Se un intervento non rende abbastanza, il privato se ne va. Se un intervento è complicato, non va avanti se non vede il profitto, mentre la famiglia in graduatoria rimane in attesa.
E aggiungiamo un'altra cosa: la rigenerazione urbana non può essere una parola elegante per giustificare nuovo cemento. Rigenerare significa recuperare ciò che è degradato, riusare ciò che è vuoto, restituire vita ai quartieri senza consumare altro suolo; altrimenti non è rigenerazione, è cementificazione con un vestito nuovo. Presidente, colleghi, questo Governo lo chiama Piano Casa, ma è un intervento realizzato integralmente lasciando fuori la maggioranza di chi la casa la aspetta.
Siamo davanti a una propaganda travestita da Piano Casa. Le famiglie non vivono nei suoi annunci e i territori non si salvano con i suoi slogan. Il diritto all'abitare non si racconta da Palazzo Chigi, ma si restituisce nei quartieri, nelle periferie delle città, recuperando il patrimonio abbandonato e non consumando altro suolo.
Allora, diciamolo chiaramente: ci si fa fotografare con le chiavi in mano e, poi, oltre mezzo milione resta fuori da quella porta. E, intanto, il Paese continua a perdere suolo ogni giorno. Se un Piano Casa lascia fuori la maggioranza di chi la casa l'aspetta e non mette vincoli seri contro il consumo di suolo, allora non è un Piano Casa, ma è l'ennesimo spot con il citofono e con un po' di cemento in più (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Anthony Emanuele Barbagallo. Ne ha facoltà.
ANTHONY EMANUELE BARBAGALLO (PD-IDP). Grazie, Presidente. Se la collega Ilaria Fontana non ha nulla in contrario, vorrei sottoscrivere l'ordine del giorno n. 9/2920-A/71 perché centra una delle questioni che abbiamo fatto emergere sin dall'inizio nella trattazione del testo: il provvedimento non finanzia la riqualificazione degli alloggi esistenti. E diciamo che il titolo potrebbe essere benissimo “alloggi vuoti e famiglie in attesa”.
Paradossalmente, alloggi vuoti e famiglie in attesa nella parte e nelle aree del Paese dove è più alta la disoccupazione ed è più basso il reddito. Insomma, la parte del Paese più fragile è quella che ha meno alloggi disponibili. Il Mezzogiorno prima degli altri e, tra le regioni del Mezzogiorno, in base ai nostri dati, quelli della Sicilia sono veramente drammatici.
In base ai dati in nostro possesso, il 15,10 per cento del patrimonio edilizio disponibile si trova in Sicilia, un patrimonio disponibile e inadeguato che meriterebbe riqualificazione e potrebbe essere messo immediatamente a disposizione. La sola riqualificazione di quella parte di patrimonio esistente garantirebbe quasi il 40 per cento delle domande disponibili; quindi, insomma, nel tempo che viviamo è paradossale che, anziché pensare a non consumare più suolo e a riqualificare gli immobili esistenti, il Governo si concentri, invece, su una norma spot.
Bisognava ripartire da questo tipo di esigenza. Di fronte anche a questa inadeguatezza, noi ci appelliamo all'Aula per evidenziare un ulteriore aspetto, ossia la circostanza che, sostanzialmente, i comuni vengono lasciati soli a gestire patrimoni vetusti, a gestire graduatorie che non vengono mai esitate e a gestire, in prima linea, le famiglie maggiormente in difficoltà in un tempo, invece, in cui servono francamente risposte (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2920-A/71 Ilaria Fontana, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge (Vedi votazione n. 43).
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2920-A/72 Santillo.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Agostino Santillo. Ne ha facoltà.
AGOSTINO SANTILLO (M5S). Grazie, Presidente. Abbiamo ascoltato i numeri della sconfitta politica di questo provvedimento perché, a fronte di 650.000 famiglie in lista di attesa, il Governo risponde con tre pilastri di cui il primo dovrebbe soddisfare la richiesta di 60.000 alloggi di edilizia residenziale pubblica e sociale; e poi 100.000 alloggi con il secondo pilastro di housing sociale.
La domanda è: anziché andare avanti con l'edilizia integrata, governata da un super commissario, da un commissario super commissario, un Superman dei commissari, non si potrebbe andare ad intercettare quella disponibilità del patrimonio immobiliare privato che Nomisma valuta in 4 milioni e mezzo di alloggi che sono vuoti o sottoutilizzati?
Quindi, noi avevamo pensato di interessare e coinvolgere il patrimonio immobiliare privato. Si danno 25.000 euro di contributi fino a un massimo del 30 per cento della spesa per quel proprietario che vuole ristrutturare la propria casa ma non ha disponibilità economica a sufficienza, però è vincolato poi, per 12 anni, ad un affitto convenzionato, per darlo a chi magari ha un ISEE molto basso.
Dove trovare i soldi? Ve lo diciamo noi. Perché vi siete ostinati con il Ponte sullo Stretto che non si farà mai. A questo punto, se noi dovessimo dare gli oneri al consorzio Eurolink, rimarrebbero almeno altri 13 miliardi di euro. Bene, 650.000 è la richiesta: 60.000 li realizzate con l'edilizia residenziale pubblica e sociale, 100.000 con l'housing sociale; rimarrebbero fuori 490.000 richieste che sono, abbondantemente, coperte da 4 milioni e mezzo di immobili del patrimonio immobiliare privato che ci sono, secondo quanto ci dice Nomisma; 25.000 euro per 490.000 alloggi sono poco più di 12,2-12,3 miliardi e resterebbero anche i fondi, per un decennio, per coprire il Fondo inquilini morosi incolpevoli e il Fondo di garanzia per la locazione.
Soprattutto, cari colleghi, questi cantieri - 490.000 cantieri - sarebbero interessati da 1 o 2 operai: quindi, avremmo veramente 500.000-700.000 operai. Numeri reali e non numeri al lotto come fa Salvini con il ponte sullo Stretto (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2920-A/72 Santillo, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge (Vedi votazione n. 44).
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2920-A/73 Iaria. Accetta? No.
Ha chiesto di parlare il deputato Antonino Iaria. Ne ha facoltà.
ANTONINO IARIA (M5S). No, non accetto. Qui, bisogna fare un po' di chiarezza perché si tratta del gioco delle tre carte, anzi dei 3 miliardi. Infatti, questi soldi, che sono scritti in questo Piano Casa, in un caso vengono tolti ai comuni: mi riferisco ai 4,8 miliardi di euro dei fondi per la rigenerazione urbana che avevano i comuni, e che vengono tolti e ridati agli stessi comuni, ma con la gestione da parte di un commissario, il famoso commissario di prima. Quindi, voi prevedete questo meccanismo, per fare cosa? Per dire che date i soldi ai comuni, ma glieli togliete: non possono decidere più nulla e glieli ridate in questa forma.
Altro aspetto interessante: si parla del Piano Casa e uno penserebbe a un piano per l'edilizia popolare. Voi date 970 milioni, in quattro anni, per l'edilizia popolare, l'ERP. Quindi, praticamente, non date quasi nulla alle varie gestioni delle case popolari e delle società che gestiscono le case popolari per poter fare quella manutenzione e per rendere questi alloggi assegnabili. Ma lo fate perché? Perché le case popolari non sono appetibili nel mercato edilizio, nel mercato della speculazione edilizia immobiliare.
Il tema fondamentale è l'assenza di regole. Nel mio ordine del giorno ho messo una piccola provocazione che non è nemmeno una provocazione, ma è un'idea. Infatti, effettivamente, uno dei problemi che si hanno nel gestire gli immobili dei comuni che non si riescono a trasformare è la loro destinazione urbanistica con i vincoli a una percentuale alta di servizi per l'interesse pubblico. Servizi per interesse pubblico vuol dire studentati con canone agevolato, per studenti a basso reddito; vuol dire case di cura o RSA per anziani con tanti posti convenzionati per persone a basso reddito; vuol dire spazi per la collettività, e spazi sociali; vuol dire alloggi di emergenza abitativa.
Poi, cos'è che, però, non dite in questo Piano Casa? Non date la percentuale di quanto dovrebbe essere la quantità di metri quadri da destinare a questi servizi. Dite che bisogna destinarla, ma non dite quanto e, qui, sta l'inghippo. Infatti, se voi andate in deroga e non dite le quantità, uno può comprare un immobile che, a Torino, è all'asta da tanto tempo perché ha questi vincoli urbanistici; lo può comprare, gli cambia la destinazione d'uso, stabilendo che il 10 per cento va all'edilizia convenzionata e il 90 per cento va all'edilizia di mercato, ossia all'edilizia da comprare con i prezzi di mercato.
Ma voi create anche un'altra stortura, che dovete spiegare agli imprenditori nel campo dell'edilizia: perché permettete che alcuni fondi, alcuni speculatori, alcune persone legate alla possibilità di investire tutto e subito in tutte le parti d'Italia possono avere una via agevolata nell'investire negli immobili delle varie città e, invece, magari gli stessi imprenditori dell'edilizia che lavorano nella stessa città hanno tutta una serie di vincoli e quindi possono, anzi devono, pagare di più l'immobile, devono pagare di più il costo dell'operazione e vendere anche a un costo superiore e, quindi, uscire da questo mercato? E poi cosa create anche? Create un impoverimento dei bilanci comunali, perché questi immobili, che stanno nel patrimonio dei comuni, valgono dei soldi che noi mettiamo, come amministratori pubblici, nelle voci di bilancio e poi cerchiamo di alienare e anche di arrivare veramente ad avere dei soldi che poi vengono usati per la collettività. Facendo questo meccanismo con cui fate questo enorme elenco gestito da un commissario voi create veramente un'asta al ribasso di questi immobili, un'asta al ribasso che va a impoverire il bilancio dei comuni stessi.
Quindi, capite come funziona questo Piano Casa? Questo Piano Casa non fa praticamente nulla per la casa, non dà nessun vincolo di destinazione per dare dei servizi a chi di una casa ha bisogno e ha bisogno di servizi, impoverisce i bilanci dei comuni e va ad arricchire un enorme giro di agenzie immobiliari che sicuramente sarà appetibile, ma non avrà nessun risultato e vantaggio economico per i cittadini, per lo Stato e per i comuni stessi (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2920-A/73 Iaria, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge (Vedi votazione n. 45).
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2920-A/74 Caso sul quale il parere del Governo è contrario. Ha chiesto di parlare l'onorevole Caso. Ne ha facoltà.
ANTONIO CASO (M5S). Grazie, Presidente. Il Governo, con il Sottosegretario, ha giustificato il parere contrario su quest'ordine del giorno, dicendo che sono all'esame del Governo ulteriori misure a favore della popolazione dei Campi Flegrei. Bene, mi fa piacere apprenderlo, però mi permetto di ricordare un attimo al Governo dove bisogna intervenire con urgenza, così magari questa volta non vi sbagliate. Innanzitutto, ci sono delle famiglie che, in modo assurdo rispetto ad altre famiglie che sono state sfollate semplicemente perché sono state sfollate dopo marzo 2025, non possono accedere ad alcuna misura, né il contributo per l'autonoma sistemazione né i contributi per intervenire sull'edificato. Insomma, lo Stato ha creato, all'interno dello stesso comune, dei terremotati di serie A e dei terremotati di serie B.
C'è poi la necessità di agire sui finanziamenti che intervengono sui fabbricati che sono sismicamente vulnerabili. Le vostre misure prevedono una copertura del 50 per cento dei costi: non è sufficiente e sicuramente si creerà un meccanismo che lascerà indietro diverse famiglie. Quindi, potremmo arrivare a parlare di un fallimento totale della misura. È necessario incrementare la copertura e noi diciamo fino al 100 per cento, anzi noi vi suggeriamo proprio un'altra misura, che è quella del super sismabonus.
Vi è poi il caso degli edifici che sono stati sgomberati. Su questi non si può ignorare che a Pozzuoli la metà delle domande per accedere ai finanziamenti è stata bocciata. È necessario adottare una legislazione speciale per poter recuperare il maggior numero degli interventi. Non vi chiediamo nulla di straordinario se non applicare le stesse leggi e le stesse norme che sono state applicate nel Centro Italia, non creando discriminazioni.
Abbiamo poi altri comuni che rientrano nell'area rossa del rischio vulcanico, sono tenuti fuori da quella del rischio bradisismico e, però, ne subiscono comunque le conseguenze. Parlo di comuni come quello di Quarto, ma soprattutto del comune di Monte di Procida che, proprio con le ultime scosse, ha subito comunque delle conseguenze: deve, per esempio, attivare il centro operativo di Protezione civile, ha necessità di uomini, ha necessità di avere le stesse misure che, se non proprio uguali, siano almeno simili a quelle degli altri comuni.
Ma vengo a quest'ordine del giorno che, sì, tratta dei Campi Flegrei, ma nello specifico va su un altro tema: riguarda un quartiere di Pozzuoli, un quartiere che si chiama Monterusciello. È un quartiere dove vivono circa 20.000 persone, circa un quarto della popolazione cittadina. Perché ne sto parlando qui? Perché è un tema nazionale? Perché la particolarità di questo quartiere è che non è nato come una normale espansione urbanistica, ma è un quartiere che ha realizzato lo Stato, che ha realizzato interamente lo Stato creando circa 4.300 abitazioni più o meno 40 anni fa, in risposta ad un'altra crisi bradisismica, quella del 1983 e del 1984. Ebbene, lo Stato intervenne con un'apposita legge speciale. Quindi, una notizia: a differenza di quello che dice Musumeci, non è la prima volta che lo Stato interviene - così come ci fu una crisi 40 anni fa c'è una crisi anche ora e chiudo la parentesi.
Però, abbiamo che per la costruzione di questo quartiere si è fatto ampio ricorso a prefabbricati pesanti che, in realtà, molto presto - figuriamoci ora, dopo 40 anni - hanno mostrato gravi segni di decadimento, gravi segni di degrado vero e proprio. Infatti, ci troviamo delle strutture - ricordo: sono 4.300 alloggi - che hanno un degrado totale sulle facciate, ma anche sulle coperture. Quindi, ci sono infiltrazioni d'acqua all'interno delle abitazioni, c'è muffa che ricopre gran parte delle pareti, abbiamo degli impianti obsoleti e c'è perfino un ammaloramento proprio dei ferri di armatura degli edifici. Insomma, sono degli appartamenti che non offrono sicuramente una dignità abitativa.
Ebbene, nel 1996 lo Stato cedette questo patrimonio al comune di Pozzuoli riconoscendo, però, già all'epoca, l'esistenza di deficienze costruttive e la necessità di continuare a intervenire. Su alcuni di questi lotti di abitazioni, il comune di Pozzuoli ha avviato alcuni progetti di riqualificazione, anche utilizzando i fondi del PNRR. Però, tutti, tutti possiamo facilmente immaginare che un comune, con le proprie sole forze, non possa manutenere, non possa intervenire su un patrimonio di 4.300 alloggi che, come ricordo, ha fatto lo Stato, anche perché in alcuni casi, molto probabilmente, la soluzione sarebbe abbattere e ricostruire.
Allora, quello che stiamo chiedendo al Governo è semplice: c'è un quartiere creato dallo Stato in una situazione di emergenza. È inevitabile che, per rendere quel quartiere e quegli alloggi veramente vivibili, debba intervenire nuovamente lo Stato, soprattutto ora che siamo davanti a una nuova crisi bradisismica, perché qui - vede, Sottosegretario - non parliamo soltanto di edifici, parliamo della storia di migliaia di famiglie che, dopo essere state costrette ad abbandonare le proprie case, hanno ricostruito a Monterusciello la propria vita, i propri legami e la propria comunità. Si tratta famiglie che, però, dovrebbero - anzi devono - avere una dignità abitativa che ora non hanno. Difatti, stanno nascendo e sono nati, anche di recente, dei comitati che stanno chiedendo questo, che stanno alzando la voce, perché chiedono semplicemente dignità e la chiedono a voi, perché - ripeto - un comune da solo non può farcela, anche con l'aiuto della regione, ma serve lo Stato. Così come è stato 40 anni fa, serve nuovamente l'intervento dello Stato.
Chiudo, Presidente: quindi quello che chiediamo con quest'ordine del giorno, a cui avete dato parere negativo, ma il mio auspicio è che poi si ragioni meglio, che il Governo riesca a capire la necessità di intervenire, è un piano organico di riqualificazione, di messa in sicurezza e di efficientamento di questo patrimonio, da costruire, ovviamente, insieme al comune di Pozzuoli e insieme alla regione Campania (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2920-A/74 Caso, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge (Vedi votazione n. 46).
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2920-A/75 Lomuti. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2920-A/75 Lomuti, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge (Vedi votazione n. 47).
Colleghi, secondo le intese intercorse, sospendo a questo punto l'esame del provvedimento, che riprenderà alle ore 21. La seduta è dunque sospesa.
La seduta, sospesa alle 20, è ripresa alle 21,05.
PRESIDENZA DELLA VICEPRESIDENTE ANNA ASCANI
Missioni.
PRESIDENTE. Comunico che, ai sensi dell'articolo 46, comma 2, del Regolamento, i deputati in missione a decorrere dalla ripresa notturna della seduta sono complessivamente 100, come risulta dall'elenco consultabile presso la Presidenza e che sarà pubblicato nell'allegato A al resoconto stenografico della seduta in corso.
Si riprende la discussione.
(Ripresa esame degli ordini del giorno - A.C. 2920-A)
PRESIDENTE. Avverto che l'ordine del giorno n. 9/2920-A/88 Del Barba è stato ritirato dal presentatore.
Ricordo che, prima della sospensione della seduta, è stato da ultimo respinto l'ordine del giorno n. 9/2920-A/75 Lomuti.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2920-A/76 Ziello, sul quale il parere del Governo è contrario.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Ziello. Ne ha facoltà.
EDOARDO ZIELLO (MISTO-FNV-F). Grazie, Presidente. Noi di Futuro Nazionale abbiamo presentato una serie di ordini del giorno e, in particolare, questo chiede al Ministro Salvini di emanare, nel più breve tempo possibile, delle linee guida in grado di determinare dei criteri per tutte le regioni, al fine di garantire una premialità ai cittadini italiani che aspettano da anni l'assegnazione di una casa popolare.
Ci stupisce profondamente un parere contrario da parte del Ministro Salvini su questo impegno. Quindi, di fatto, la Lega, di fronte alla richiesta di Futuro Nazionale di inserire dei criteri di premialità per i cittadini italiani nelle graduatorie per le case popolari, si esprime in forma contraria. Questa è un'ulteriore dimostrazione di incoerenza politica di un partito che, a parole, dice di essere dalla parte degli italiani (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Futuro Nazionale Vannacci-Free), ma, nei fatti, è assolutamente un partito che ostacola iniziative di premialità nei confronti dei nostri connazionali.
Però, da questo punto di vista, mi viene in mente una serie di attività che la Lega ha fatto e, in particolare, una serie di scelte che ha portato avanti sulla selezione di alcuni candidati alle ultime elezioni comunali, per esempio, nel comune di Vigevano, dove la Lega ha presentato alcuni candidati di fede islamica che, addirittura, hanno fatto dei volantini in arabo, nei quali inneggiavano ad Allah. Se si collega questo fatto politico al parere contrario che ha dato Salvini a quest'ordine del giorno, si capisce che ormai la Lega sta passando dalla parte della sinistra, ovvero un partito filo-immigrazionista, ed evidentemente si è completamente slavato (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Futuro Nazionale Vannacci-Free).
Quindi, è sulla base di questa incoerenza politica che vince la sinistra (Commenti di deputati dei gruppi Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista e MoVimento 5 Stelle), non se un partito di destra, come Futuro Nazionale, dice: rimanete coerenti con i vostri valori, rimanete coerenti con i vostri principi, mantenete fede alla promessa che avete fatto nei confronti degli italiani. E se qualcuno invece tradisce queste promesse, crea un grandissimo malcontento nei confronti della popolazione. La popolazione non ha l'anello al naso e non crede ai banner privi di contenuto che vengono diffusi dalla Lega sui social, con i quali la Lega prova ad attaccare più volte Vannacci, non riuscendoci, perché ogni volta che pubblica un banner contro Vannacci ha un effetto boomerang da questo punto di vista e si condanna a decrescere sempre di più (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Futuro Nazionale Vannacci-Free).
Però, vede Presidente, noi avevamo inserito anche un ragionamento politico ben preciso, perché ormai, nel nostro Paese, abbiamo un'incidenza della popolazione straniera all'interno delle graduatorie per le case popolari pari all'8,5 per cento. Il problema è che nei primi posti in graduatoria, per colpa di Salvini che non emana delle linee guida - perché le ultime sono del 2008 -, circa il 50 per cento delle prime assegnazioni va a favore di stranieri. Secondo noi di Futuro Nazionale, questa è una situazione indecorosa, soprattutto se è permessa da un Ministro che dovrebbe essere di centrodestra e che, quindi, dovrebbe fare delle politiche alternative alla sinistra. Invece, evidentemente, al Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti si segue esattamente la stessa linea politica che porterebbe avanti una Schlein qualunque che può andare a guidare un Ministero così importante (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Futuro Nazionale Vannacci-Free – Commenti di deputati dei gruppi Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista e MoVimento 5 Stelle).
Quindi, lo dico ai partiti di centrodestra: guardatevi da certi alleati perché, se si espone la vostra coalizione a dei rischi da un punto di vista di sconfitta elettorale, non lo si deve a Vannacci, che porta avanti dei principi seri, coerenti, basati, tra l'altro, sulla meritocrazia, ma il problema deriva da quei partiti che prendono in giro gli italiani. Quindi, non guardate Vannacci come un problema, guardatelo come un'opportunità (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Futuro Nazionale Vannacci-Free) che, magari, potrebbe essere in grado di sostituire qualche carenza di qualche Ministro che, evidentemente, sta fallendo da un punto di vista politico.
E vado avanti. Per noi, per il nostro partito, le case popolari rappresentano una priorità, perché non sono soltanto degli strumenti, come leggiamo nel Piano casa, da un punto di vista ragionieristico, dove si incrociano dati, da un punto di vista numerico, con elementi di edilizia e, quindi, di ingegneria o di architettura. Per noi la casa popolare rappresenta il cuore pulsante di un Paese che guarda alle persone maggiormente in difficoltà (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Futuro Nazionale Vannacci-Free), dove, specialmente in una situazione come quella attuale, caratterizzata da un caro energia sempre più elevato a causa di quella folle guerra portata avanti da Netanyahu e da Trump ai danni dell'Iran, avremo sempre maggiori nostri connazionali che chiederanno l'accesso alle graduatorie pubbliche per una casa popolare. E se a livello nazionale, però, non si mettono dei criteri in grado di garantire questi primi posti ai cittadini italiani, continueremo a creare le condizioni per innescare una bomba sociale.
Lo dico veramente ai partiti come Fratelli d'Italia: fate qualcosa per far rinsavire Salvini (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Futuro Nazionale Vannacci-Free), perché altrimenti, poi, la responsabilità di questa bomba sociale ricadrà, purtroppo, anche su di voi. Signor Presidente, per questi motivi noi, naturalmente, voteremo favorevolmente a quest'ordine del giorno, stupendoci ancora di più dell'incoerenza del Ministro Salvini, che ha dato questo parere contrario (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Futuro Nazionale Vannacci-Free).
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2920-A/76 Ziello, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge (Vedi votazione n. 48).
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2920-A/77 Ravetto, sul quale il parere del Governo è contrario.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Ravetto. Ne ha facoltà.
LAURA RAVETTO (MISTO-FNV-F). Grazie, Presidente. Purtroppo, spesso, quando i Ministri, i Ministeri, i Governi non riescono a far le cose, nominano o una commissione o un commissario e, purtroppo, è il caso di questo decreto. Cioè, incredibilmente, in questo decreto, all'articolo 3, si dice: poiché io, Ministero non sono in grado di fare una mappatura degli edifici pubblici che possono essere trasformati in edilizia a disposizione dei cittadini, nomino un commissario. E questa, secondo noi, è una cosa gravissima, è una resa politica, è la resa dello Stato centrale alla burocrazia amministrativa.
Purtroppo non ci stupisce, perché è in linea con quanto lo stesso Ministero, il Ministro Salvini ha detto durante un question time in cui noi di Futuro Nazionale avevamo chiesto al Ministro di emanare finalmente delle linee guida - che sta nel potere del Ministero emanare - che dessero dei criteri di premialità ai cittadini italiani da generazioni, per avere le case popolari. E purtroppo il Ministro si è nascosto, anche in quel caso, dietro un: ma io non posso niente, decidono le regioni. E anche questa è una resa ed è anche un po' una bugia. Perché, come tutti sappiamo, le linee guida per l'assegnazione spettano al Ministero, il quale deve trasferirle alle regioni.
Questa cosa non è stata fatta - come ha spiegato il collega Ziello - da anni e allora, a quel punto, di fronte a questa nostra osservazione, il Ministro di nuovo si è nascosto. Dietro a chi? Alla Corte, alla Corte Costituzionale dicendo: eh, ma noi abbiamo provato a fare qualcosa per evitare che, come è oggi, l'8,9 per cento di popolazione straniera o neocomunitaria abbia, di fatto, un'assegnazione tra il 40 e il 50 per cento di case popolari; eh, ma non abbiamo potuto, perché la Corte costituzionale ci ha detto che il criterio di residenza non era, per esempio, un criterio utilizzabile. Ma anche questa è una bugia, perché la Corte, così come ha escluso che il criterio di residenza possa essere un limite all'accesso, non ha escluso, però, che possano essere introdotti dei criteri legati alla residenza, come la continuità fiscale o la continuità lavorativa, per premiare appunto coloro (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Futuro Nazionale Vannacci-Free), come i cittadini italiani, che naturalmente contribuiscono in maniera lineare e continuativa al nostro Stato sociale.
E, ripeto, lo rifà oggi. Dice: io non sono in grado di fare questa cosa, facciamola fare a un commissario e lo fa dimostrando di non avere fiducia nei suoi stessi collaboratori al Ministero, nelle sue stesse strutture. Perché già oggi esistono, all'interno del Ministero, delle strutture specifiche - penso alla dirigenza generale per l'edilizia statale e le politiche abitative, così come la stessa Agenzia del demanio - che già oggi sono in grado di dirci quali immobili pubblici dovrebbero e potrebbero essere convertiti. Abbiamo le banche dati per farlo. Per esempio, noi a Milano sappiamo benissimo che ci sono circa 20.000 edifici pubblici che dovrebbero essere risanati e messi a disposizione di edilizia popolare: quindi perché spendere per un ruolo commissariale, quando avresti già la possibilità, da subito, di utilizzare le strutture che hai e le persone che hai? E perché farlo facendolo pagare agli italiani? Perché la cosa incredibile è che, secondo quanto abbiamo avuto come informazione - e speriamo di essere smentiti -, questo commissario guadagnerà, nei prossimi due anni, uno stipendio di poco meno di 500.000 euro (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Futuro Nazionale Vannacci-Free) e avrà un subcommissario che guadagnerà poco meno di 300.000 euro.
Allora - e mi rivolgo ai colleghi della maggioranza - dire oggi ai cittadini italiani che non solo non avranno una casa popolare perché gli passano davanti gli stranieri, ma che addirittura, per continuare a portare avanti questo sistema, paghiamo pure un commissario con i loro soldi pubblici (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Futuro Nazionale Vannacci-Free), ecco noi di Futuro Nazionale lo riteniamo incredibile. Perché dico che andremo avanti con questo sistema? Perché questo decreto, oltre a essere una resa politica, è anche un'occasione mancata, l'occasione di dire almeno qui che avremmo e che avreste introdotto dei criteri di premialità. Cioè posso capire se mi dite “facciamo il commissario perché noi non siamo in grado”, ma almeno introducete qua un principio per cui i cittadini italiani verranno favoriti nelle future assegnazioni (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Futuro Nazionale Vannacci-Free)! Altrimenti ci state dicendo che le risorse che state stanziando, pari a parecchi soldi - perché comunque sono parecchi soldi nei prossimi tre anni -, andranno di nuovo tutte a favore dei soliti noti! Allora ditelo che, in realtà, ci accusate perché noi diciamo, giustamente, che vorremmo rendere la vita difficile agli immigrati e levargli ogni bonus, ma voi - cavoli! - così state veramente facendo in modo di dire a tutti quanti: venite in Italia, perché noi investiamo miliardi di euro per le vostre case (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Futuro Nazionale Vannacci-Free). Noi questo non lo possiamo accettare.
Anche da un punto di vista pratico poi - non prendiamoci in giro -, secondo i report che sono allegati del Ministero, per fare questa mappatura, questo commissario ci metterà 24 mesi. Ora, questo magari sarà anche il Governo più longevo della storia della Repubblica, ma tra 24 mesi non ci sarà più: sembra un po' una presa in giro, no? È come dire: non sono in grado, lo faccio fare ad altri e dico che lo farà tra due anni, così almeno, se non facesse niente, non è colpa mia.
Quindi, per tutte queste ragioni, noi abbiamo chiesto con quest'ordine del giorno perlomeno di avere la decenza di non nominare un commissario, prendervi le vostre responsabilità, utilizzare le strutture del Ministero e, mettendo insieme tutte le banche dati, fare il minimo indispensabile, cioè farvi da soli la mappatura (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Futuro Nazionale Vannacci-Free).
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2920-A/77 Ravetto, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge (Vedi votazione n. 49).
Passiamo all'ordine del giorno Furgiuele n. 9/2920-A/78 sul quale il parere è contrario. Chiede di intervenire l'onorevole Furgiuele, prego.
DOMENICO FURGIUELE (MISTO-FNV-F). Grazie, Presidente. Intervengo per stigmatizzare il parere contrario del Governo, un parere che, a mio modesto avviso, ad avviso di Futuro Nazionale, è per il Governo un'ulteriore occasione mancata di affrontare due temi fondamentali: quello principale della crisi abitativa delle famiglie italiane e quello del crollo demografico della nostra Nazione.
Con quest'ordine del giorno non si voleva stravolgere questo provvedimento, non si voleva parlare o prendere impegni irrinunciabili, ma semplicemente si voleva affiancare alle politiche dell'edilizia sociale un concetto, una domanda: chi vogliamo sostenere veramente? Per Futuro Nazionale la risposta è molto semplice: innanzitutto gli italiani (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Futuro Nazionale Vannacci-Free). E lo diciamo senza remore, senza ipocrisia: uno Stato degno di tale nome, un Governo forte mette al centro prima i suoi cittadini, mette al centro le giovani coppie, le famiglie italiane che si impegnano, che lavorano, che pagano le tasse da generazioni, che mettono al mondo dei figli e che dunque danno continuità a quella che è la comunità nazionale.
Quest'ordine del giorno portava avanti un concetto molto semplice, un impegno, un credito agevolato per l'acquisto della prima casa per le famiglie italiane (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Futuro Nazionale Vannacci-Free) e tutto ciò poggiato su un principio: più figli fai, più lo Stato ti deve stare vicino. E non veniteci a parlare di soldi, non veniteci a parlare di mancanza di risorse, perché se è vero come è vero quello che ha appena detto la mia collega Ravetto, ci sono circa 800.000 euro (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Futuro Nazionale Vannacci-Free) che verranno spesi tra commissario e subcommissario, un vero e proprio ossimoro. Si tratta di una contraddizione che fa il paio con la nomina anche di colui che dovrebbe andare a fare introiti per quanto riguarda la vendita dei beni che sono di proprietà degli organi regionali, degli organi comunali: vengono venduti beni attraverso legislazione territoriale il cui ricavato dovrebbe poi essere introitato dallo Stato; un vero vulnus che sicuramente verrà impugnato da qualche regione, magari anche di centrodestra.
Ma ritornando al tema, noi crediamo che ogni figlio in più sia ricchezza per la comunità (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Futuro Nazionale Vannacci-Free). Ogni famiglia serena, perché è proprietaria di una casa, perché ha avuto accesso sereno alla proprietà di un bene pubblico come una casa popolare, sia un investimento per il futuro della nostra Nazione. Non possiamo continuare a parlare di natalità, di sostegno alle famiglie, di rigenerazione e di rilancio demografico se poi ci troviamo di fronte ai “no” di questo Governo.
C'è poi l'altro dato ancora più grave, che è quello dell'accesso alle graduatorie per le case popolari. Era venuto ed è venuto il momento di ristabilire dei criteri di premialità che vadano ad agevolare le famiglie italiane (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Futuro Nazionale Vannacci-Free), che tengano conto della presenza di figli, che tengano conto del radicamento sul territorio, del contributo dato da generazioni alla comunità. Quando si prova a fare questo tipo di ragionamento, quando si prova a porre in essere un principio semplice, cioè quello che per noi è normale che una famiglia italiana con figli abbia la priorità, il concetto che per noi è normale che uno Stato si preoccupi della crisi demografica, ebbene quando parliamo di tutto ciò, ci scontriamo con il muro di gomma ideologico di una certa sinistra che sta intossicando anche un certo centrodestra (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Futuro Nazionale Vannacci-Free - Commenti di deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista), perché, a un certo punto, tutti ci siamo convinti del fatto che gli italiani non fanno figli e allora glieli facciamo fare agli immigrati. Signor Presidente, no grazie (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Futuro Nazionale Vannacci-Free).
L'evidenza è sotto gli occhi di tutti. Ci sono famiglie italiane che si impegnano, mettono al mondo dei figli, lavorano, pagano le tasse e non si possono permettere neanche un alloggio popolare perché non hanno i requisiti. Ci sono famiglie italiane che non mettono al mondo figli, perché non possono permettersi una casa (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Futuro Nazionale Vannacci-Free). E, allora, noi diciamo una cosa molto semplice: nelle politiche pubbliche, prima vengono le famiglie italiane (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Futuro Nazionale Vannacci-Free). Non è discriminazione, ma è una scelta politica. La scelta politica che noi auspicheremmo per un Governo che pone al centro prima gli italiani.
Per queste ragioni, non accettiamo il parere contrario del Governo. Futuro Nazionale ha un'idea chiara: nelle politiche abitative, prima gli italiani (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Futuro Nazionale Vannacci-Free); nelle classifiche di attribuzione delle case pubbliche, prima le famiglie italiane. Prima il futuro del nostro popolo nelle scelte della politica (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Futuro Nazionale Vannacci-Free).
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2920-A/78 Furgiuele, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge (Vedi votazione n. 50).
Passiamo all'ordine del giorno Davide Bergamini n. 9/2920-A/79 sul quale vi è un parere contrario. Ha chiesto di parlare l'onorevole Davide Bergamini.
DAVIDE BERGAMINI (MISTO-FNV-F). Grazie, Presidente. Con profonda amarezza riceviamo questo parere contrario a quest'ordine del giorno. Ora spiegherò anche il motivo, perché ci sembrava un ordine del giorno molto semplice, molto facile da condividere.
È un ordine del giorno che introduce una facoltà per gli inquilini che ricevono una casa popolare e noi, come Futuro Nazionale, siamo sicuramente propensi a un Piano casa che voglia consegnare a una famiglia italiana la possibilità di avere un tetto, di avere un'abitazione. Quello che, però, non capiamo è per quale motivo il Governo dia un parere contrario su un ordine del giorno che prevede esclusivamente la facoltà per una coppia, per un cittadino, dopo tanti anni che paga un canone di affitto all'interno di un alloggio popolare, di poter esercitare un riscatto. E questa è una cosa che sinceramente non riusciamo a capire.
Ci sembrava una cosa molto semplice da condividere, un ordine del giorno sicuramente di buon senso, perché darebbe al Governo la possibilità di mettere in vendita abitazioni, stabilendo un periodo temporale di 10-15 anni, vissuti da una persona all'interno della casa, per poter esercitare il riscatto. Questo perché, come Futuro Nazionale, crediamo che la casa per una famiglia significhi dignità. Dignità della persona. Però, anche con il parere contrario su quest'ordine del giorno, si vuole dimostrare che non c'è l'intenzione di voler far progredire un nucleo familiare. Magari si parte con difficoltà, da giovani, all'interno di un edificio popolare. Dopo qualche anno immagino che queste due persone possano avere un figlio, che possano avere un lavoro in modo continuativo e che possa venir voglia a questo nucleo familiare di acquisire la casa, quella casa in cui hanno già vissuto dieci anni, dove hanno condiviso dei ricordi e hanno condiviso dei momenti. Pertanto, a nostro avviso, ci deve essere la possibilità di effettuare il riscatto dell'abitazione.
Questo perché? Perché ciò permetterebbe anche al Governo di dare un ciclo nuovo alle abitazioni, quindi di poter investire, permettere alle aziende di poter investire in nuove abitazioni, riuscire a rifornire queste nuove case popolari rendendole case più moderne e, allo stesso tempo, permettere a chi ha vissuto all'interno di quella casa di esercitare il riscatto (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Futuro Nazionale Vannacci-Free).
PRESIDENTE. Grazie, onorevole. Ordine del giorno n. 9/2920-A/79 Davide Bergamini…
DAVIDE BERGAMINI (MISTO-FNV-F). Quello che…
PRESIDENTE. Pensavo avesse finito, scusi collega…
DAVIDE BERGAMINI (MISTO-FNV-F). No…
PRESIDENTE. Era l'eloquio che mi aveva portato a pensare che avesse finito. Prego.
DAVIDE BERGAMINI (MISTO-FNV-F). Grazie, Presidente. Quello che non capiamo è perché ci debba essere questa politica dell'assistenzialismo continuo nel fare in modo che una persona resti un inquilino per sempre.
Questo crediamo che non sia parte della nostra storia, perché comunque la storia italiana insegna che ci sono state milioni di famiglie che hanno investito i loro risparmi, dopo tanti anni, all'interno della propria abitazione per costruire la propria casa e creare il loro nucleo familiare. Credevamo che questo fosse un ordine del giorno di buonsenso che potesse essere sicuramente condiviso dal Governo, anche a fronte del fatto di ciò che hanno detto i miei colleghi in precedenza, ossia che spesso questo iter avviene proprio per quelle famiglie di italiani che costruiscono una casa, che magari vorrebbero lasciare la casa che hanno abitato per tanti anni ai propri figli, un domani, quando magari loro non siano più in grado di vivere in quella casa o per anzianità vengano a mancare.
Quindi, crediamo che questo sia un ordine del giorno che possa sicuramente trovare un riscontro positivo e chiediamo, anche all'interno di quest'Aula, ai colleghi parlamentari, di poter favorire con un voto favorevole quest'ordine del giorno, perché si tratta di un ordine del giorno che non va a favore di Futuro Nazionale, ma va a favore di quelle migliaia di famiglie italiane che vorrebbero avere questa possibilità. Per questo chiediamo a tutta l'Aula di poter valutare favorevolmente quest'ordine del giorno (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Futuro Nazionale Vannacci-Free).
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2920-A/79 Davide Bergamini, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge (Vedi votazione n. 51).
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2920-A/80 Bof.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Gianangelo Bof. Ne ha facoltà.
GIANANGELO BOF (MISTO-FNV-F). Presidente, colleghi, per commentare quest'ordine del giorno e per commentare il parere contrario del Governo a questo ordine del giorno, prendo spunto da alcune frasi che ho sentito e che sono state riportate anche dalla stampa, da parte del governatore del Friuli-Venezia Giulia, Fedriga, il quale faceva notare come un conto sono le promesse e un conto sono i fatti. E io l'ho letto con attenzione, perché parlava con cognizione di causa di quello che sta facendo il partito di cui lui fa parte.
E ve lo spiego. Noi abbiamo fatto annunci roboanti sul fatto che con il Salva Casa avremmo introdotto delle normative più semplici che avrebbero consentito ai cittadini e alle nostre imprese di intervenire in maniera più veloce e più rapida nella ristrutturazione delle loro abitazioni e nella creazione delle loro abitazioni. Ebbene, questo decreto dimostra chiaramente che non è vero, perché si prevedono con il commissario delle deroghe che consentono la demoricostruzione con delle SCIA. Pertanto, se io necessito di deroghe con questo provvedimento, vuol dire che quello che ho fatto sul Salva Casa non funziona, perché per lo Stato, per gli interventi dello Stato, chiedo delle deroghe. Quindi, i cittadini e le nostre imprese si arrangino, tanto poi lo Stato interviene con il commissario che sovrascrive le stesse regole che noi non abbiamo saputo scrivere (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Futuro Nazionale Vannacci-Free)! Che sovrascrive le regole che noi stessi non abbiamo saputo scrivere!
Ma poi parliamo di cosa? Parliamo dei commissari. Noi siamo quelli che abbiamo detto: “l'autonomia ai territori, l'autonomia alle nostre regioni, l'autonomia ai nostri comuni, via ai nostri sindaci”. È giusto: padroni a casa nostra (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Futuro Nazionale Vannacci-Free), bene! E noi, però, introduciamo in questo decreto un commissario che sovrascrive i piani regolatori dei nostri comuni (Commenti della deputata Gribaudo), che sovrascrive gli strumenti di pianificazione delle nostre regioni e, in barba a tutti, può fare quello che vuole: in barba ai territori, in barba alle regioni, in barba ai comuni. Quindi, se questa è autonomia, questo decreto dimostra chiaramente che non la si vuole (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Futuro Nazionale Vannacci-Free), perché si vuole scrivere sopra a quelle che sono le volontà dei territori, l'identità dei territori, la pianificazione dei territori. E questo, secondo me, è un errore grave.
Dopodiché dico un'altra cosa. A volte servirebbe un po' di dialogo anche all'interno del Governo, proprio sollecitato da quei territori che questo Governo non vuole ascoltare, sollecitato da un comune limitrofo. Mi riferisco al mio comune di Vittorio Veneto che è governato dal PD e non è governato dalla Lega, ma è governato bene. Noi avevamo il V Corpo d'armata: ci sono circa una quarantina di alloggi completamente funzionali, che sono in proprietà al Ministero della Difesa e che giacciono - da quando è stato chiuso il V Corpo d'armata, circa 5 o 6 anni fa, su per giù - vuoti, inutilizzati e completamente funzionali. Quindi, almeno si dialoghi all'interno del Consiglio dei Ministri, per riuscire a mettere a disposizione degli italiani quegli immobili che stanno diventando obsoleti, perché sono inutilizzati e vuoti (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Futuro Nazionale Vannacci-Free). Sono risorse che abbiamo a disposizione: utilizziamole, parlatevi tra Ministri, utilizzate quantomeno quello che già abbiamo. Immobili che giacciono vuoti - giacciono vuoti -, solo che le procedure per avere accesso al Ministero della Difesa sono talmente complicate che si preferisce lasciare degli appartamenti funzionali vuoti, piuttosto che darli in disponibilità ai cittadini.
Ma poi ragioniamo in ordine di priorità: noi abbiamo delle persone che non hanno abitazione. Abbiamo delle famiglie che hanno dei problemi per poter avere un luogo, per poter avere un tetto sopra la testa. Però di cosa ci preoccupiamo - e l'ho visto anche nell'accoglimento parziale di un ordine del giorno proprio oggi qui? Accogliamo la normativa europea sulle case green, cioè tutti sappiamo che le case green funzionano fintantoché ci sono gli incentivi dello Stato, perché, ahimè, costruire le case green costa di più che costruire delle case normali, recuperare il patrimonio edilizio esistente. Ahimè, se io recupero un fabbricato che è di 60 anni fa, è difficile adeguarlo a quelle politiche, ma se io ho la priorità di dare una casa sulla testa ai miei cittadini, anche se non è proprio casa green, intanto sistemo l'alloggio e do un tetto sopra la testa ai miei cittadini italiani (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Futuro Nazionale Vannacci-Free): prima un tetto sopra la testa e poi vediamo se si può fare anche green. No, qui si dà la priorità al fatto che sia ecocompatibile. Quindi, ci professiamo tanto contro la follia delle politiche green, però poi le introduciamo nello stesso decreto, le introduciamo qui.
Allora, voi capite che c'è qualcuno che dice che c'è una differenza fra ciò che si promette agli italiani e ciò che poi si riesce a dare agli italiani. Ebbene, chi ha parlato lo ha fatto con cognizione di causa, perché noi la sfera per il futuro non ce l'abbiamo, ma l'impegno ce lo metteremo al massimo per mantenere le promesse che facciamo agli italiani. Ma chi ha parlato lo ha fatto perché era conscio, consapevole, sapeva di ciò che parlava, delle promesse che hanno fatto agli italiani e che non sono stati in grado di mantenere, perché sulla semplificazione in quel provvedimento, il famoso Salva Casa, mi sono sgolato per riuscire a far capire che si poteva semplificare di più, che si poteva andare incontro maggiormente ai cittadini, ma sono stato completamente inascoltato, perché ovviamente l'esperienza che viene dai territori e l'esperienza che viene dall'amministrazione locale non conta nulla, non conta nulla - cosa conta?
Dunque, abbiamo fatto la montagna che ha partorito un topolino. Cos'è che abbiamo fatto? Abbiamo consentito di fare gli alloggi da 30 metri quadri e sfido chiunque di poter fare una famiglia e avere dei figli in un alloggio di 30 metri quadri (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Futuro Nazionale Vannacci-Free). Queste sono le politiche abitative che noi vogliamo per il nostro Paese (Commenti di deputati dei gruppi Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista e MoVimento 5 Stelle)? Un Paese di B&B, un Paese di affittacamere? Non un Paese dove possono vivere famiglie e crescere comunità che fanno grande il nostro Paese? No, un grande parco giochi per i turisti che vengono a visitare il nostro Paese e riuscire a mettere a disposizione gli immobili per coloro che vengono nel nostro Paese e poi non vivono nella comunità.
E non me ne vogliano i colleghi: nulla contro il turismo; il turismo è importante per il nostro Paese, però i turisti, che vengono a vedere il nostro Paese, vengono a vedere le bellezze che il nostro Paese ha costruito con la storia e con la cultura del nostro popolo, che ha costruito le grandi bellezze e le grandi opere d'arte che ha il nostro territorio, ma senza quella comunità - senza quella comunità! - noi non consegneremo nessun futuro al nostro Paese. Noi non costruiremo l'immagine futura del nostro Paese. Chi verrà a visitare…
PRESIDENTE. Concluda.
GIANANGELO BOF (MISTO-FNV-F). …il nostro Paese non visiterà la cultura del nostro Paese.
Per tutti questi motivi, dico che forse il Governo dovrebbe ascoltarci un po' di più (Commenti di deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista), perché l'Italia deve essere degli italiani e chi da tutto il mondo viene in Italia viene per visitare l'Italia degli italiani…
PRESIDENTE. Grazie.
GIANANGELO BOF (MISTO-FNV-F). …e questo è ciò che noi dobbiamo offrire del nostro Paese (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Futuro Nazionale Vannacci-Free).
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2920-A/80 Bof, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge (Vedi votazione n. 52).
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2920-A/81 Pierro, su cui vi è il parere contrario del Governo. Ha chiesto di parlare l'onorevole Pierro. Ne ha facoltà.
ATTILIO PIERRO (MISTO-FNV-F). Grazie, Presidente. Colleghi deputati, stiamo discutendo un provvedimento che interviene su un tema fondamentale, il diritto alla casa.
Quando si parla di casa, immaginiamo semplicemente dei mattoni, cemento o procedure amministrative. Una casa, invece, per gli italiani significa poter crescere i figli senza vivere nell'incertezza, affrontare una separazione senza perdere ogni punto di riferimento, avere un luogo sicuro nel quale costruire il proprio futuro. Eppure oggi tante famiglie si trovano davanti alla stessa difficoltà: affitti che aumentano, alloggi che mancano, graduatorie che spesso non valorizzano adeguatamente il radicamento sul territorio, gli anni di contribuzione e il legame con la comunità nazionale. La politica della casa è la base su cui poggia una comunità. Quando quella base è solida, le famiglie riescono a progettare; quando manca, anche il lavoro, gli affetti e il futuro diventano più precari.
Per questo motivo, riteniamo che il dibattito non possa limitarsi agli aspetti tecnici o finanziari del provvedimento. Occorre affrontare una questione politica fondamentale: chi deve essere tutelato per primo quando le risorse pubbliche sono limitate? Per noi di Futuro Nazionale la risposta è chiara: gli italiani devono avere la priorità (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Futuro Nazionale Vannacci-Free). Le case popolari vengono costruite e finanziate attraverso le tasse pagate dai cittadini italiani e, quindi, è ragionevole che coloro che hanno contribuito per anni al mantenimento dello Stato e dei servizi pubblici abbiano un criterio di premialità che riconosca questo legame con il territorio nazionale. Si tratta semplicemente di stabilire un principio di giustizia sociale. Noi riteniamo che questa debba essere la strada giusta da percorrere, perché la giustizia sociale riconosce chi ha contribuito per il nostro Paese.
Per questo abbiamo presentato ordini del giorno che vanno nella direzione di introdurre criteri di premialità più efficaci e più giusti, capaci di riconoscere il contributo dato dagli italiani al sistema Paese. La casa popolare oggi rischia di diventare uno strumento indistinto che ignora ogni differenza di situazione. È opportuno cambiare rotta, affinché la casa popolare diventi un sostegno prioritario a chi appartiene alla comunità nazionale, a chi lavora, paga le tasse e contribuisce alla crescita dell'Italia.
Un secondo aspetto che vogliamo evidenziare riguarda la gestione delle risorse pubbliche. Nel provvedimento si attribuisce un ruolo centrale a Invimit SGR nella gestione del cosiddetto Fondo Housing Coesione. Il Governo sostiene che questa scelta garantirebbe maggiore efficienza. Noi abbiamo una visione diversa: quando si parla di edilizia sociale e di politiche abitative, lo Stato rappresenta il principale responsabile della programmazione e della gestione delle risorse. Affidare la cabina di regia a una società di gestione del risparmio significa introdurre una logica finanziaria in un settore che dovrebbe essere guidato esclusivamente da finalità sociali (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Futuro Nazionale Vannacci-Free). Noi crediamo che ogni euro destinato all'edilizia popolare debba trasformarsi nel maggior numero possibile di alloggi, di servizi e di opportunità per le famiglie in difficoltà. Per questo riteniamo che il ruolo centrale debba essere affidato ai Ministeri competenti, alle regioni, ai comuni, agli enti pubblici che operano nel settore dell'edilizia residenziale pubblica, IACP e ATER. Pertanto, la casa è un diritto sociale e quando si parla di diritti sociali lo Stato deve essere protagonista e non semplice spettatore.
C'è poi un tema di trasparenza. Una gestione pubblica diretta garantisce un controllo democratico più forte e una maggiore responsabilità verso i cittadini. I cittadini devono sapere come vengono utilizzate le risorse pubbliche, quali sono i criteri di assegnazione e quali sono gli obiettivi perseguiti. Noi vogliamo uno Stato che costruisca, programmi, controlli e risponda direttamente delle proprie scelte. Il nostro obiettivo è chiaro: mettere al centro le famiglie italiane, difendere il diritto alla casa dei cittadini e garantire che le graduatorie dell'edilizia popolare riconoscano concretamente il principio della priorità nazionale (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Futuro Nazionale Vannacci-Free). Questa è la battaglia che portiamo avanti oggi, una battaglia di buonsenso. Noi non chiediamo privilegi ma dignità, perché la casa non è solo cemento, è la radice della nostra identità.
Il nostro impegno è netto: la forza dell'Italia deve nascere dal sostegno alle famiglie, affinché il sostegno alle famiglie sia la vera forza dell'Italia. Pertanto, noi di Futuro Nazionale votiamo favorevolmente su questo ordine del giorno, perché prima gli italiani dovrebbero venire sempre, non solo in campagna elettorale (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Futuro Nazionale Vannacci-Free).
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2920-A/81 Pierro, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge (Vedi votazione n. 53).
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2920-A/82 Pozzolo, accolto come raccomandazione, se riformulato. Deputato Pozzolo, accoglie la riformulazione? Non la accoglie e chiede di parlare. Ne ha facoltà.
EMANUELE POZZOLO (MISTO-FNV-F). Grazie, signor Presidente, grazie membri del Governo. Onorevoli …
PRESIDENTE. Collega, mi scusi, siccome è la terza volta che lo sento, se usa “signor”, dica “signora Presidente”, altrimenti va bene “Presidente” (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista). L'ho sentito anche da altri suoi…
EMANUELE POZZOLO (MISTO-FNV-F). Grazie, signor Presidente…
PRESIDENTE. Grazie, collega deputata Pozzolo (Applausi). Prosegua.
EMANUELE POZZOLO (MISTO-FNV-F). Grazie. Se si diverte, signor Presidente, ci divertiamo tutte e due.
PRESIDENTE. Mi diverto quanto lei.
EMANUELE POZZOLO (MISTO-FNV-F). Io ho usato il termine istituzionale, lei deve rispettare un deputato che usa i termini istituzionali!
PRESIDENTE. Collega, la richiamo all'ordine.
EMANUELE POZZOLO (MISTO-FNV-F). Non può permettersi!
PRESIDENTE. La richiamo all'ordine, collega Pozzolo!
EMANUELE POZZOLO (MISTO-FNV-F). Non può permettersi!
PRESIDENTE. La richiamo all'ordine!
EMANUELE POZZOLO (MISTO-FNV-F). Io richiamo all'ordine lei!
PRESIDENTE. La richiamo all'ordine per la seconda volta, collega Pozzolo!
EMANUELE POZZOLO (MISTO-FNV-F). Non può permettersi!
PRESIDENTE. Prosegua il suo intervento e non si permetta mai più di rivolgersi così alla Presidenza, che le ha chiesto una cortesia, collega Pozzolo (Applausi dei deputati dei gruppi Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista, MoVimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra).
EMANUELE POZZOLO (MISTO-FNV-F). Si ripassi il lessico…
PRESIDENTE. Prego.
EMANUELE POZZOLO (MISTO-FNV-F). Si ripassi il lessico istituzionale.
PRESIDENTE. Prego, collega Pozzolo. Non si rivolga in questo modo alla Presidenza, altrimenti la devo far uscire dall'Aula. Prosegua.
EMANUELE POZZOLO (MISTO-FNV-F). Signori colleghi… Signori colleghi, al plurale va meglio, probabilmente… Bene, signori colleghi, ciò che discutevamo oggi, cioè il Piano Casa - e sono convinto che saranno d'accordo anche quelli che hanno l'LGBTQ plus o “plas” su questa cosa qui che sto per dire (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Futuro Nazionale Vannacci-Free - Commenti dei deputati dei gruppi Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista e MoVimento 5 Stelle) -, questo tema forse avrebbe meritato, lo dico agli amici, molti amici della maggioranza e del centrodestra (Commenti dei deputati dei gruppi Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista e MoVimento 5 Stelle)… imparate ad ascoltare quando gli altri parlano!
PRESIDENTE. Colleghi, però adesso dovete fare silenzio, sta parlando il collega Pozzolo.
EMANUELE POZZOLO (MISTO-FNV-F). Dicevo, forse avrebbe meritato un approccio più parlamentare e meno governativo. Cosa voglio dire? Forse su questo provvedimento si sarebbe potuto non porre la fiducia; si sarebbe potuto, per una volta, far fare a quest'Aula il suo iter parlamentare, si sarebbe potuto chiedere ai gruppi, ascoltare i parlamentari, i deputati, provare ad ascoltare per una volta, su un tema che riguarda davvero tutti, cioè la casa, anche qualche proposta emendativa, perché magari, putacaso, un deputato su 400 poteva avere un'idea anche migliore di quella del Governo. Non si è potuto fare neanche questa volta perché, con la posizione della fiducia, sono caduti tutti gli emendamenti. E quindi cosa fanno i deputati? I deputati provano umilmente a proporre degli ordini del giorno, ordini del giorno che, quasi sempre, vengono respinti.
Il mio, devo dire, è stato accolto parzialmente come raccomandazione. Mi dispiace che sia stato accolto soltanto come raccomandazione. Non mi piace, non va bene a Futuro Nazionale, perché questo ordine del giorno trattava di una cosa molto semplice e molto concreta, cioè i morosi, le morosità di coloro i quali non hanno i soldi per pagare, molto spesso, la cosiddetta morosità incolpevole. Il tema che noi proponevamo era molto semplice, molto facile da capire, molto concreto. Era: siamo sicuri che sia stata ben definita questa morosità? Secondo noi no. Perché c'è il rischio che, nella indefinitezza del provvedimento, comune per comune, si rischi di avere delle attenzioni o dei criteri completamente diversi, dove delle volte rischiamo - lo dico soprattutto ai colleghi amici del centrodestra - che vengano favorite persone che non pagano, non perché non hanno i soldi, ma perché fanno i furbi (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Futuro Nazionale Vannacci-Free).
È questo che noi volevamo dire con questo ordine del giorno, che non è stato accolto. O meglio, è stato accolto come un consiglio, una pacca sulla spalla. Ma vedete, gli italiani non hanno più bisogno di pacche sulle spalle; soprattutto quelli che sono in difficoltà, delle pacche sulle spalle del Governo, del Parlamento o della politica non se ne fanno proprio più nulla. E invece stiamo andando avanti, purtroppo, a pacche sulle spalle.
E dalla pacca sulla spalla arrivo, invece, a cose più alte: arrivo a Machiavelli… a Donzelli, scusate, non a Machiavelli (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Futuro Nazionale Vannacci-Free - Commenti di deputati del gruppo Fratelli d'Italia). Stamattina ho letto un'intervista di Donzelli che ha detto che qualcuno, riferendosi - mi è parso di capire che fosse stato chiaro - a Futuro Nazionale-, che noi saremmo dei trasformisti. Dei trasformisti? Richiamo ancora una volta il dizionario, ma Donzelli sa che cosa vuol dire “trasformista”? Si rende conto di che cosa dice Giovanni Donzelli, quando parla agli altri di trasformismo? Ma chi è il trasformista? Uno che nel 2022 predica una cosa e che, per 4 anni al Governo, non la fa mai? Chi è il trasformista (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Futuro Nazionale Vannacci-Free - Commenti di deputati del gruppo Fratelli d'Italia)?
Chiedetelo agli italiani che non hanno più i soldi per pagare le bollette! Altro che Machiavelli, altro che Donzelli! I trasformisti certo non stanno in Futuro Nazionale! Non è Roberto Vannacci! Non siamo noi! Guardatevi allo specchio a volte, e poi torneremo a essere una coalizione. Unita, magari (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Futuro Nazionale Vannacci-Free)
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2920-A/82 Pozzolo, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge (Vedi votazione n. 54).
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2920-A/83 Sasso. Ha chiesto di parlare il collega Sasso. Ne ha facoltà.
ROSSANO SASSO (MISTO-FNV-F). Grazie, Presidente. Quando sono quasi le 22 di questo lunedì 22 giugno, noi qui staremmo parlando di diritto alla casa e alla dignità, e, sinceramente, non mi piace l'atteggiamento di quella parte del Parlamento che non fa altro che ridere quando noi diciamo “prima gli italiani”. Ma non mi piace neanche quest'altra parte che ho alla mia sinistra, che è indifferente alle nostre richieste, perché concludo l'intervento che comprende il pacchetto di ordini del giorno di Futuro Nazionale con molto rammarico.
Quando ero Sottosegretario all'Istruzione, normalmente, quando giudicavamo il parere (Commenti dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista)… Presidente, li lasci parlare, li lasci parlare, perché più parlano, più gli italiani si rendono conto. Li lasci parlare, li lasci parlare (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Futuro Nazionale Vannacci-Free). Tranquilli che ne ho per voi; tranquilli, adesso arrivo. Sempre, Presidente, per suo tramite ovviamente, stavo dicendo che, quando ero Sottosegretario e c'era la riunione di maggioranza per decidere il parere favorevole o meno sugli ordini del giorno, di solito si ascoltavano varie sensibilità. Nel caso di questo provvedimento, è evidente che alcuni partiti del centrodestra sbiadito, smunto, pavido, timoroso e post-ideologico hanno pensato bene di abbandonare lo slogan “prima gli italiani” (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Futuro Nazionale Vannacci-Free - Commenti di deputati dei gruppi Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista e MoVimento 5 Stelle).
Però, Presidente, per suo tramite, lo dico agli amici e ai colleghi di Fratelli d'Italia, che dovrebbero rappresentare un minimo, un minimo di destra - anche se mi rendo conto che, ormai, pure loro vengono tirati giù, vengono tirati a fondo -, ma è possibile che né il capogruppo, né qualche altro responsabile di partito abbia detto: ragazzi, attenzione, perché negli ordini del giorno di Futuro Nazionale ci sono scritte esattamente le cose che noi diciamo da una vita (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Futuro Nazionale Vannacci-Free)? Ma come è possibile avere ricevuto su un mero atto, su una mera impegnativa - anche perché, con la fiducia, ovviamente gli emendamenti decadono -, che Fratelli d'Italia abbia detto di no a “prima gli italiani”, ma prima ad Abdul, prima a Mohamed nell'assegnazione delle case popolari (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Futuro Nazionale Vannacci-Free)? Nelle nostre case popolari, sui citofoni, non abbiamo più Giuseppe, non abbiamo più Maria, non abbiamo più Francesco. Abbiamo Omar (Commenti dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista), abbiamo Mohamed, abbiamo Abdul. E questo, cari colleghi della sinistra (Proteste della deputata Bakkali)…
PRESIDENTE. Collega Bakkali, la richiamo all'ordine!
ROSSANO SASSO (MISTO-FNV-F). …se permettete, a noi di Futuro nazionale non va giù (Proteste della deputata Bakkali)!
PRESIDENTE. Collega Bakkali!
ROSSANO SASSO (MISTO-FNV-F). Fatevene una ragione (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Futuro Nazionale Vannacci-Free), è una questione di differenze. Soltanto che, in questo momento, purtroppo, Presidente (Commenti dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista)… Presidente, li lasci lamentare, tanto i filo-islamisti e gli amici dei musulmani sappiamo dove siedono. Il problema è che, da quell'altra parte, non si ribellano (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Futuro Nazionale Vannacci-Free - Commenti dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista) e, infatti, votano contro il nostro ordine del giorno.
Perché, vede Presidente, a che serve un miliardo e 200 milioni di euro se, quando sono le 21,52, le coppie italiane, che non hanno una casa, non possono pianificare un futuro? È perché quelle poche risorse che, in tre anni, verranno distribuite, verranno puntualmente fregate da chi non ha diritto perché non è italiano (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Futuro Nazionale Vannacci-Free). Anche perché cosa chiedevamo noi, nei nostri ordini del giorno? Ad esempio, di rivedere i criteri di assegnazione e, per il Ministro del partito post-ideologico, purtroppo questa non è più una priorità.
Ma io mi meraviglio che Fratelli d'Italia non voglia rivedere, ad esempio, la storicità della presenza sul territorio, la stabilità del contratto di lavoro, gli anni di contribuzione previdenziale e fiscale. Ma non sia mai che Fratelli d'Italia la pensa come il PD, dove ci sono le risorse (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Futuro Nazionale Vannacci-Free), dove dovremmo adeguarci ai loro stili di vita? Svegliatevi, colleghi, fate ancora in tempo. Almeno con l'ultimo ordine del giorno, date un segnale, perché altrimenti domani dovrete spiegare ai vostri militanti e ai vostri elettori che anche per voi, purtroppo, “prima gli italiani” è diventato soltanto uno slogan.
Oppure l'ordine del giorno del collega Furgiuele: per chi è di destra - non vi riguarda -, per chi è di destra, l'idea del mutuo sociale ci ha caratterizzato da quando eravamo ragazzi (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Futuro Nazionale Vannacci-Free). Oggi si chiama mutuo tricolore (Commenti di deputati del gruppo Fratelli d'Italia). Come fate a votare contro? Votate con libertà di coscienza, tanto Donzelli non vi vede (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Futuro Nazionale Vannacci-Free - Commenti di deputati del gruppo Fratelli d'Italia). Tanto Donzelli, che dice che Calenda è una persona seria, non vi dirà nulla se voterete favorevolmente. Se davvero volete un centrodestra unito (Commenti di deputati del gruppo Fratelli d'Italia), se volete davvero un centrodestra e un polo sovranista, non rincorrete i partiti post-ideologici, non rincorrete i filo-islamisti, gli amici dei musulmani, non rincorrete Abdul e Mohamed, date una mano a Giuseppe e Maria. Sono soldi degli italiani (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Futuro Nazionale Vannacci-Free).
O, come ancora - e mi riferisco all'ordine del giorno (Commenti di deputati dei gruppi Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista e MoVimento 5 Stelle)… Presidente, li lasci lamentare, più si lamentano, più noi siamo fieri e orgogliosi, a testa alta, nelle piazze e nelle strade (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Futuro Nazionale Vannacci-Free). Ma di che stiamo parlando? Andatevi a fare un giro nelle case popolari, poi vediamo gli italiani cosa pensano di voi (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Futuro Nazionale Vannacci-Free), - quei pochi rimasti nelle case popolari! Di sicuro, Abdul e Mohamed vi batteranno le mani, perché grazie a voi (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Futuro Nazionale Vannacci-Free) stanno avendo tutto: sono gli italiani che non hanno più nulla grazie alla sinistra e grazie ad un centrodestra sbiadito, timoroso, anche un po' fluido e pavido (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Futuro Nazionale Vannacci-Free).
O come dimenticare l'ordine del giorno del collega Bof? L'ordine del giorno che, se approvato, svincolava l'edilizia popolare dai gravami burocratici e finanziari green, che provocano un incremento dei costi di realizzazione.
Per finire, Presidente, l'ordine del giorno (Commenti Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista)… per finire, l'ordine del giorno che reca la mia firma, che voleva adottare dei criteri volti a favorire, nelle procedure di affidamento dei lavori, dei meccanismi di premialità per le imprese che utilizzano materiali da costruzioni derivanti da filiere produttive interamente nazionali, al fine di garantire la sovranità industriale. Capisco che, a sinistra, questo discorso non interessi, ma ai tanti amici del centrodestra, che poi vanno alle riunioni delle organizzazioni di categoria, di Confindustria, di tutte le varie organizzazioni, chiedo: cosa direte quando noi spiegheremo che avete votato contro anche questo ordine del giorno?
Allora, Presidente o Presidenta, come preferisce…
PRESIDENTE. Presidente è italiano, prego. Visto che rivendica l'italiano, va bene Presidente.
ROSSANO SASSO (MISTO-FNV-F). Presidente, secondo autorevoli colleghi del suo partito, anche “Presidenta” è italiano. Al netto di questo e del fatto che lei abbia irriso un collega e questa non è una cosa piacevole, Presidente…
PRESIDENTE. Collega, io non ho irriso…
ROSSANO SASSO (MISTO-FNV-F). …perché lei ha gli strumenti…
PRESIDENTE. No, no, adesso la interrompo, perché c'è una cosa che lei non può permettersi di fare. Io ho chiesto la cortesia al collega, se utilizza una certa espressione - che non è necessario utilizzare, ossia “signor” -, di declinarla come l'italiano prevede: essendo io, qui, una donna e, quindi, “signora”, altrimenti, dire solo “Presidente”. Siccome il collega ha insistito, io semplicemente gli ho fatto notare che essere chiamati col genere che non è il proprio potrebbe non essere piacevole. Non lo era per lui, non lo è per me, quindi vi chiedo di chiamarmi “Presidente”. Non capisco quale sia il problema, collega Sasso.
Ora, concluda il suo intervento. Io non ho irriso nessuno. Mai mi permetterei di irridere il collega Pozzolo né nessun altro. Chiedo a voi di fare la stessa cosa, altrimenti è la stessa cosa che fate (Applausi dei deputati dei gruppi Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista, MoVimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra) voi con me, chiamandomi “signor Presidente”, va bene? Grazie, collega.
Concluda.
ROSSANO SASSO (MISTO-FNV-F). Presidente, chiedo di recuperare il tempo…
PRESIDENTE. Certo.
ROSSANO SASSO (MISTO-FNV-F). …e le dico grazie, perché lei dimostra di pensarla come noi (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Futuro Nazionale Vannacci-Free), visto che vieta il genere neutro…
PRESIDENTE. Io qui non la penso in nessun modo. Faccio la Presidente.
ROSSANO SASSO (MISTO-FNV-F). Sono d'accordo. Allora mi consenta di concludere questo intervento… È bello parlare con lei, Presidente, è bello perché emergono vari aspetti, varie caratteristiche.
Per concludere, termino il mio intervento, ovviamente, dicendo che il colore che uscirà su quello schermo, condannerà, alla storia dell'assegnazione delle case popolari, tutto il Parlamento. Allora, quella parte lì, sappiamo che fine fa: in mano ad Omar, in mano ad Abdul, in mano a Mohamed (Proteste della deputata Bakkali)…
PRESIDENTE. Concluda.
ROSSANO SASSO (MISTO-FNV-F). Io mi auguro che da questa parte (Proteste di deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista)…
PRESIDENTE. Collega…
ROSSANO SASSO (MISTO-FNV-F). …mi auguro…
PRESIDENTE. Concluda.
ROSSANO SASSO (MISTO-FNV-F). Presidente, cosa c'è? Perché non interviene (Proteste della deputata Bakkali, che abbandona l'Aula)?
PRESIDENTE. Deve concludere. Le ho dato un minuto in più, prego.
ROSSANO SASSO (MISTO-FNV-F). Sto concludendo.
PRESIDENTE. Concluda.
ROSSANO SASSO (MISTO-FNV-F). Presidente, non è che quando parla qualcuno di Futuro Nazionale sono ammessi anche gli insulti…
PRESIDENTE. È la seconda volta che le do i tempi. Concluda.
ROSSANO SASSO (MISTO-FNV-F). Presidente, io non posso parlare, se vengo interrotto. E lei mi deve tutelare come qualsiasi parlamentare di quest'Aula…
PRESIDENTE. Io l'ho tutelata, dandole un minuto in più. Lei deve concludere.
ROSSANO SASSO (MISTO-FNV-F). Concludo, dicendo che mi auguro, da questo lato del Parlamento, che ci siano dei simboli verdi a tutela (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Futuro Nazionale Vannacci-Free)…
PRESIDENTE. Bene.
Ha chiesto di parlare il deputato Cuperlo. Ne ha facoltà.
GIANNI CUPERLO (PD-IDP). Grazie, Presidente. Io ho ascoltato con grande attenzione la successione degli otto interventi dei rappresentanti in quest'Aula di Futuro Nazionale e credo che si sia esercitata, questa sera, una vera e propria violenza politica nel linguaggio, nei contenuti, nelle cose che sono state dette e pronunciate in quest'Aula (Applausi dei deputati dei gruppi Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista, MoVimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra).
Abbiamo ascoltato interventi che hanno rivendicato, come un elogio, un approccio di tipo razzista alle categorie con le quali si è fondata e costruita la democrazia repubblicana in questo Paese. Questa credo sia un'offesa al Parlamento che, ovviamente, non può mettere in discussione il diritto alla parola - ci mancherebbe altro - di questi colleghi, legittimamente eletti, seppure in altre formazioni politiche, ma certo la violenza che si è consumata dal punto di vista del linguaggio e dei contenuti è qualcosa che ferisce, nel momento in cui, tra poche ore, in quest'Aula, il Presidente della Repubblica celebrerà l'80° anniversario della nostra Repubblica dal punto di vista di una data particolarmente simbolica.
Presidente, uno degli articoli più citati, più noti, che per molti costituzionalisti è il vero capolavoro della Costituzione italiana, è l'articolo 3. L'articolo 3 si compone di due commi: il primo è un capolavoro e sancisce l'uguaglianza di tutti i cittadini, senza distinzione di sesso, religione, etnia. Ma, secondo i costituzionalisti, il vero capolavoro della Costituzione repubblicana è il secondo comma dell'articolo 3, lì dove è scritto che è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli che, di fatto, impediscono l'esercizio di quell'uguaglianza (Applausi dei deputati dei gruppi Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista, MoVimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra). L'articolo 3 fu il parto di un socialista illuminato, che si chiamava Lelio Basso, e di un giurista raffinatissimo, che si chiamava Massimo Severo Giannini, e quell'inciso del secondo comma, di fatto, fu l'opera della più giovane donna costituente, Teresa Mattei (Applausi dei deputati dei gruppi Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista, MoVimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra) - aveva 25 anni, comunista.
I Padri e le Madri costituenti hanno scritto quell'articolo, pensando che il compito della Repubblica, che il compito del Parlamento fosse di agire nel senso della giustizia, del diritto, dello Stato di diritto, dell'uguaglianza dei cittadini. Le parole che sono risuonate in quest'Aula questa sera sono la negazione di quell'articolo e di quel secondo comma e sono un'offesa gravissima a questo Parlamento, con un'aggiunta ossia le ripetute citazioni, che alcuni colleghi di Futuro Nazionale hanno fatto, a nomi di cittadini oggi italiani, eppure di origine straniera - nomi che non sono quelli che loro hanno citato: Mario, Giuseppe, Maria.
Tra questi nomi, per esempio, c'è un nome che ai miei banchi, ai nostri banchi è particolarmente caro, quel nome è Ouidad (Applausi dei deputati dei gruppi Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista, MoVimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra e di deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente-PPE e del deputato Del Barba - I deputati dei gruppi Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista, MoVimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra si levano in piedi). Siede qui, due file sotto la mia. Ad un certo punto - e forse dovremmo capirlo, colleghe e colleghi anche della maggioranza -, ad un certo punto, Ouidad non ha più sopportato e non ha più tollerato il razzismo che si levava dai banchi lassù in alto, da quegli scranni. Ha preso la sua borsa ed è uscita da quest'Aula (Applausi dei deputati dei gruppi Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista, MoVimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra e di deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente-PPE e del deputato Del Barba). E l'uscita questa sera di Ouidad da quest'Aula è una sconfitta di questo Parlamento. E chi si è assunto la responsabilità di offendere e di violare la dignità di una giovane donna, che ha una storia impegnata alle sue spalle, si è assunto una responsabilità che non è solamente politica e culturale, ma è una responsabilità morale (Prolungati applausi dei deputati dei gruppi Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista, MoVimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra). Voi questa sera avete dimostrato l'immoralità delle posizioni che sostenete e che argomentate dentro l'Aula della Repubblica, dentro l'Aula della Camera dei deputati.
Allora, Presidente, mi faccia concludere con una nota che non vuole essere di leggerezza - ma, certo, forse, di ironia? -, ma siamo in un clima sportivo, segnato dall'avvenimento più importante dell'anno: i Mondiali di calcio. Ad esempio, mi ha colpito che in una delle prime partite di questo campionato mondiale - non mi ricordo la squadra di appartenenza -, un giocatore ha segnato due gol e, stretto dall'abbraccio dei suoi compagni, non ha esultato. Non ha esultato, perché suo padre appartiene allo Stato dell'altra nazionale che scendeva in campo. Esiste anche nel mondo dello sport - Mauro Berruto è sotto di me - un codice deontologico, uno stile, un garbo. Persino i calciatori, quando cambiano squadra e segnano un gol, non esultano per rispetto della squadra che hanno abbandonato. Ho sentito oggi, in quest'Aula, risuonare accuse, inveire contro esponenti di un partito politico, di una forza politica nella quale gli esponenti di Futuro Nazionale militavano fino all'altro giorno: non c'è nemmeno lo stile, il garbo dei calciatori e dello sport (Applausi dei deputati dei gruppi Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista, MoVimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra e di deputati dei gruppi Forza Italia-Berlusconi Presidente-PPE, Noi Moderati (Noi con l'Italia, Coraggio Italia, UDC e Italia al Centro)-MAIE-Centro Popolare e Italia Viva-Casa Riformista).
Ma forse questo è anche il frutto di una certa dose di confusione. Sì, di confusione. Vede - e chiudo davvero -, in quel capolavoro di Luigi Comencini, che si intitola Tutti a casa, si descrive la situazione drammatica dell'Italia dopo l'8 settembre e quel gigante di Alberto Sordi, che interpreta la parte del tenente Alberto Innocenzi, nel disordine, nel caos totale dell'8 settembre, con uno Stato allo sbando, prende il telefono da campo, chiama il colonnello e la battuta passata alla storia è: signor colonnello, è successo qualcosa di incredibile, i tedeschi si sono alleati con gli americani. Era una commedia all'italiana, certo, ma era anche la satira più violenta, più terribile verso il disastro che si era appena consumato. C'è una confusione negli esponenti di Futuro Nazionale che sono usciti dalla coalizione che li aveva legittimamente eletti e oggi si scagliano anche contro una parte di quella coalizione.
Allora, soltanto per ristabilire un principio di correttezza e anche di verità e anche per rivendicare l'appartenenza nostra a questo campo, i valori, i principi e le convinzioni che abbiamo, tramite lei, io chiudo rivolgendo un appello agli esponenti di Futuro Nazionale: se non altro per correttezza, per lealtà, per onestà, per pudore, per buonsenso, attaccate noi, perché gli avversari vostri siamo e saremo sempre noi (Prolungati applausi dei deputati dei gruppi Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista, MoVimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra e di deputati del gruppo Italia Viva-Casa Riformista).
PRESIDENTE. Aveva chiesto la collega Ravetto di intervenire? No, ha rinunciato.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Soumahoro. Collega Soumahoro, lei ha un minuto.
ABOUBAKAR SOUMAHORO (MISTO). Grazie, signora Presidente. Presidente, in quest'Aula, come capita a molti di noi anche durante le attività in Commissione, di interloquire…
PRESIDENTE. Collega, ha 30 secondi.
ABOUBAKAR SOUMAHORO (MISTO). …con il collega di… cosa?
PRESIDENTE. Ha solo 30 secondi.
ABOUBAKAR SOUMAHORO (MISTO). Allora, 30 secondi. Vorrei in qualche modo invitare chi cerca di tracciare quella parola che veniva ad accompagnare l'apartheid, la macchia nera. La macchia nera, in Italia, è quella macchia che partecipò alla liberazione dell'Italia. Avevano il nome Giuseppe e si chiamavano Mohamed. Ad unirli era l'unità, era il patriottismo. Non il patriottismo di chiusura, ma sono quelli che oggi, insieme ai loro figli, ci permettono, con le tasse che pagano, di stare in quest'Aula.
Presidente, libertà di parola non vuol dire istituzionalizzare il razzismo ed è quello che sta capitando in quest'Aula: è una vergogna (Applausi dei deputati dei gruppi Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista, MoVimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra e Italia Viva-Casa Riformista).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Bagnasco. Ne ha facoltà.
ROBERTO BAGNASCO (FI-PPE). Grazie, Presidente. Molto brevemente voglio solo dire all'onorevole Cuperlo che lo ringraziamo per le sue belle parole, ma non abbiamo bisogno di difensori d'ufficio (Commenti dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2920-A/83 Sasso, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge (Vedi votazione n. 55).
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2920-A/84 Faraone sul quale il parere del Governo è contrario. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2920-A/84 Faraone, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge (Vedi votazione n. 56).
L'ordine del giorno n. 9/2920-A/85 Gadda è accolto come raccomandazione. Va bene.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2920-A/86 Boschi, sul quale il parere del Governo è contrario. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2920-A/86 Boschi, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge (Vedi votazione n. 57).
L'ordine del giorno n. 9/2920-A/87 Bonifazi è accolto come raccomandazione. Va bene.
L'ordine del giorno n. 9/2920-A/88 Del Barba è stato ritirato.
L'ordine del giorno n. 9/2920-A/89 Rossello è accolto come raccomandazione. Va bene? Sì.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2920-A/90 Sorte. Ha chiesto di intervenire il Governo.
ANTONIO IANNONE, Sottosegretario di Stato per le Infrastrutture e i trasporti. Sull'ordine del giorno n. 9/2920-A/90 Sorte, io avevo dato un parere di accoglimento come raccomandazione. Da ulteriore approfondimento, vorrei trasformare il parere in un parere favorevole con riformulazione che leggo: “a valutare l'opportunità di adottare le opportune iniziative normative volte a nominare un commissario straordinario, d'intesa con la regione Lombardia e il comune di Milano, che contribuisca, nell'ambito delle competenze che gli verranno attribuite, a rilanciare il settore dell'edilizia privata nel territorio della città di Milano”.
PRESIDENTE. Onorevole, accoglie la riformulazione? Va bene.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2920-A/91 Scarpa, sul quale il parere del Governo è contrario. Ha chiesto di parlare la collega Scarpa. Ne ha facoltà.
RACHELE SCARPA (PD-IDP). Grazie, Presidente. Io ho presentato questo ordine del giorno, perché trovo che questo Piano Casa dia molti strumenti e un set quasi astronomico di agevolazioni ai grandi nomi della costruzione del settore immobiliare - commissario, subcommissario, la deroga di qua e l'agevolazione di là - e molti pochi strumenti e molte poche tutele a chi poi, invece, in quelle case ci deve effettivamente abitare. Ho voluto, in quest'ordine del giorno, riportare quanto è successo qualche giorno fa a Treviso, nella mia città, in tre condomini di via Pisa, perché penso che questa storia sia un efficace riassunto, una buona anteprima, una specie di trailer di quello che rischia di succedere, se si continua a legiferare sulla casa trattandola più come un asset immobiliare che come un diritto fondamentale e se, parallelamente, non si costruiscono le adeguate tutele per chi poi quelle case le abita.
Vado a riassumere per essere veloce. In via Pisa, a Treviso, sono stati coinvolti da una misura di sfratto 51 nuclei abitativi con minori, anziani e persone fragili che sono finiti per strada non per morosità - colpevole o incolpevole non importa -, ma per un'operazione finanziaria e immobiliare. Non parliamo, dunque, di famiglie che non avevano pagato e non pagavano da tempo l'affitto. A noi risulta che tutte le famiglie di questi complessi abitativi fossero assolutamente in regola. È accaduto che è mutata la struttura dei rapporti. I contratti di sublocazione di quegli immobili erano fatti tramite delle società intermediarie e non direttamente con la proprietà e, quindi, nel momento in cui è venuto meno il rapporto principale tra proprietà e società intermediaria, sono venute meno anche le sublocazioni. Il risultato è che delle persone, che vivevano regolarmente in quegli appartamenti, si sono trovate senza un titolo opponibile alla nuova proprietà. Sono state sostanzialmente buttate fuori di casa e vengono trattate come il problema, pur non essendo loro ad aver creato il problema.
Ora, in città, la questione sta suscitando molta discussione. Viene derubricata a una questione da privati, quando è evidente che non si può ignorare l'impatto sociale di quanto sta avvenendo; quando è evidente che Treviso, così come in tutta Italia, non ha un mercato degli affitti in grado di assorbire l'emergenza e la bomba sociale che si è creata - bomba sociale, peraltro, mi permetto di dire, annunciata, perché più di un anno fa, insieme all'onorevole Grimaldi, avevamo presentato un'interrogazione parlamentare proprio su questo, preannunciando che sarebbe successo esattamente questo. E di conseguenza, adesso, ci troviamo a chiedere di fare un intervento che mi sembra costruttivo, con costi molto ridotti, e inevitabilmente relegato, però, a un ordine del giorno, che chiedo al Sottosegretario di rivalutare, perché stiamo parlando di vere persone e di una situazione che credo, potenzialmente, si replicherà ancora di più; ancora di più con questo Piano.
Abbiamo proposto, dunque, un ordine del giorno. L'ordine del giorno propone che si costruiscano gli strumenti per evitare che le operazioni finanziarie, le cartolarizzazioni e le cessioni di crediti o le vendite in blocco di immobili producano automaticamente emergenza sociale. Come si fa? Con più trasparenza sulla catena proprietaria, con una ricognizione preventiva dei nuclei residenti, nel momento in cui ci sono queste grandi operazioni di acquisto e con un maggiore coinvolgimento degli attori istituzionali e territoriali, facendo i piani sociali, magari, prima che avvengano i rilasci collettivi, con un principio semplice a guidare questo ordine del giorno che è il seguente: chi compie grandi operazioni economiche su immobili abitati deve assumersi anche la responsabilità sociale degli effetti che produce.
A questo e a questi contenuti il Governo sta dando un parere nettamente contrario. E allora io chiedo: come pensiamo di difendere queste persone di fronte a una speculazione in atto? Con un Piano Casa che svende ulteriormente il patrimonio immobiliare che, anzi, fa grossi regali a questi grandi nomi del real estate, che non vedono l'ora di costruire massicciamente appartamenti, fintamente calmierati nelle nostre città, che poi rimangono di fatto inaccessibili alle persone? Intendiamo fare tutto questo mentre, nel frattempo, incrementiamo e rendiamo più semplici gli sfratti e mentre la strategia complessiva evidentemente sull'edilizia pubblica continua a non esistere?
Se questo è l'indirizzo, Sottosegretario, non penso che questo si possa chiamare Piano Casa. Penso che dovreste chiamarlo: “Piano Mattone” o “Piano Speculazione”, perché la parola “casa” implica che ci sia qualcuno che la abiti, che la faccia vivere e che ci stia dentro e che la renda viva. Qui, le persone, anche a partire dal parere contrario a questo ordine del giorno, mi sembra che ce le stiamo dimenticando.
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2920-A/91 Scarpa, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge (Vedi votazione n. 58).
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2920-A/92 Montaruli, su cui vi è il parere favorevole con riformulazione. Onorevole, accoglie la riformulazione? Sì, va bene.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/2920-A/93 Gribaudo, su cui vi è il parere favorevole con riformulazione: non va bene. Ha chiesto di parlare l'onorevole Gribaudo. Ne ha facoltà.
Ah, ha rotto il microfono. Collega, può usare quello della collega accanto, se vuole.
CHIARA GRIBAUDO (PD-IDP). Presidente, evidentemente è anche un chiaro segnale di come… devo dire, sono in Parlamento da qualche anno, ma stasera credo che si sia toccato il punto più basso della discussione parlamentare, mai sentita in quest'Aula (Applausi dei deputati dei gruppi Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista e MoVimento 5 Stelle - Commenti dei deputati del gruppo Misto-Futuro Nazionale Vannacci-Free). Abbiamo addirittura sdoganato il razzismo in quest'Aula: un conto sono i comizi fuori da qui, al “Bar Sport”, dove volete. Questa è l'Aula del Parlamento italiano.
E ricordo al deputato Sasso che Maria e Mohamed, per il tramite della signora Presidente… Sì, ricordo che Mohamed va già a scuola con Maria. Smettiamola almeno qui di fare questo dibattito surreale fuori dalla storia, perché è veramente inaccettabile. È veramente inaccettabile (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista). Colleghi, almeno qui, per favore, una decenza, poi avrete tutti gli spazi fuori da qui, Ma non qui.
Quando affrontiamo dei decreti, sarebbe dignitoso provare a stare nel merito. Provo a tornare al merito, perché francamente, di nuovo, su quest'ordine del giorno non posso accettarlo, esponente del Governo, perché avete cancellato totalmente le premesse - a proposito di come viene svilito continuamente questo Parlamento con gli atti di fiducia e non solo. E, in questo caso, nelle premesse erano descritti banalmente solamente i fatti. E i fatti sono molto semplici: il contrasto al caporalato - sì, torno su un tema delicato -, il contrasto al caporalato non si fa soltanto con le norme penali o con annunci o magari con interviste roboanti; si fa anche garantendo condizioni abitative che sono un pezzo di quel lavoro dignitoso che andrebbe costruito e valorizzato, proprio di quei lavoratori che ci permettono, magari, di mangiare le cose buone, le cose sane e quant'altro.
Allora io intervengo, perché laddove ci sono, invece, le baraccopoli, i ghetti o gli insediamenti informali, in effetti sì, prosperano più facilmente lo sfruttamento, il ricatto e l'illegalità. E per questo il PNRR aveva stanziato 200 milioni di euro per provare a superare queste situazioni e realizzare alloggi dignitosi per i lavoratori agricoli; risorse che quindi non dovevano essere trovate, c'erano già. Eppure, purtroppo, com'è noto, non solo se ne sono spese una parte minima ma, mentre oggi questo Governo nominava l'ennesimo commissario, è caduto nel silenzio il fatto che ci sono stati più commissari su questa emergenza, perché evidentemente non si è stati in grado di affrontarla come doveva essere affrontato questo argomento.
Noi chiedevamo semplicemente di prendere atto di un problema reale e di utilizzare il Piano Casa anche come strumento di contrasto al caporalato, valorizzando le risorse disponibili e le esperienze positive che sono nate nei territori da Nord a Sud del Paese, perché, appunto, le baraccopoli non sono solo un problema abitativo: sono il simbolo del fallimento dello Stato e dello sfruttamento che alimenta il lavoro e l'incapacità di fare una giusta e adeguata accoglienza. Ogni volta c'è un'indignazione, quando c'è una tragedia: penso a quella di Satnam Singh su tutti. Diciamo che non deve accadere mai più; poi però, quando c'è l'occasione di utilizzare delle risorse stanziate, il nostro Paese perde un'occasione.
E dico “il nostro Paese” perde un'occasione, perché è lo Stato nel suo complesso che fallisce, ma chi governa ha una responsabilità in più. Quella responsabilità è mancata ed è anche per questo che non posso che respingere questa riformulazione, perché cancellare le premesse non cancella né le baraccopoli, né i vostri disastri, né il caporalato e, soprattutto, le responsabilità di chi non è riuscito a usare quelle risorse disponibili per risolvere questa piaga. E quei responsabili - vi do una notizia -, dopo quattro anni, siete voi (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/2920-A/93 Gribaudo, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge (Vedi votazione n. 59).
Sugli ordini del giorno n. 9/2920-A/94 Buonguerrieri e n. 9/2920-A/95 Chiesa il parere è favorevole.
È così esaurito l'esame degli ordini del giorno presentati.
Sui lavori dell'Assemblea.
PRESIDENTE. Secondo le intese intercorse tra i gruppi, lo svolgimento delle dichiarazioni di voto finale e del voto finale avrà luogo nella seduta di domani, a partire dalle ore 9,30.
Modifica nella composizione della Giunta per il Regolamento.
PRESIDENTE. Comunico che il Presidente della Camera ha chiamato il deputato Andrea Casu a far parte della Giunta per il Regolamento, ai sensi dell'articolo 16, comma 1, del Regolamento, in sostituzione del deputato Mauro Del Barba, dimissionario.
Interventi di fine seduta.
PRESIDENTE. Passiamo agli interventi di fine seduta. Ha chiesto di parlare il deputato Pella. Ne ha facoltà. Colleghi, vi prego di uscire, se dovete uscire, in silenzio, altrimenti di stare in silenzio in Aula.
Prego, collega Pella.
ROBERTO PELLA (FI-PPE). Grazie, Presidente Ascani.
Adele, 14 anni, che si stava allenando, sarebbe certamente diventata una campionessa; Mirela, 41 anni, grande appassionata di ciclismo; Joele, 11 anni, studente che andava in bicicletta in compagnia dei fratelli. Sono i nomi di coloro che, nei giorni scorsi, hanno perso la vita in bicicletta. Prima di loro molti altri, come i campioni Michele Scarponi e Davide Rebellin o le giovani promesse Sara Piffer, Matteo Lorenzi e Giovanni Iannelli, che in bici ci andavano per lavoro.
Dal 1° gennaio 2026, cari colleghi, sono 94 i ciclisti morti - 80 uomini e 14 donne - e diverse migliaia gli incidenti fortunatamente di lieve entità. Il ciclismo è una grande passione, ma anche una grande responsabilità. E, da deputato della Repubblica, penso che si debba e si possa fare assolutamente qualcosa per salvare queste persone, che non solo sono ciclisti, ma anche nostri figli, padri, mogli, mariti, amici o colleghi (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente-PPE), e che debbono avere il diritto di tornare a casa e di vivere quando escono sulla strada.
La prima cosa è lanciare un messaggio agli automobilisti: un ciclista che non rispetta le quattro ruote vi farà perdere un minuto; un quattro ruote che non rispetta un ciclista, semplicemente lo uccide. Rallentate. Il rispetto sulla strada non è una cortesia, è una responsabilità. Iniziamo, per favore, ad adottare alcune semplici regole: non guardiamo il telefonino, moderiamo la velocità, rispettiamo le distanze.
Ma serve soprattutto, Presidente, una legge. Io l'ho presentata, condivisa con le autorità civili, comunali, con i campioni del mondo di ciclismo e le scorte tecniche; una proposta che tutela i ciclisti e che prevede puntuali norme, ma soprattutto un grande lavoro di prevenzione attraverso formazione e cultura della sicurezza. Chiedo il supporto di questo Parlamento per portare avanti questa battaglia di civiltà e di sensibilità, per un Paese come il nostro che deve tornare a respirare la serenità di una passeggiata in bicicletta o di un allenamento in un contesto sicuro, affinché si azzeri il numero delle famiglie che si trovano a piangere un proprio caro.
Lo chiedo, in modo particolare rivolgendomi a lei e al Ministro Matteo Salvini, da sempre molto attento e disponibile alle questioni legate alla sicurezza sulle strade, affinché si possa accelerare l'approvazione della mia proposta di legge, che tutte le forze parlamentari, sia di maggioranza che di opposizione, hanno firmato e sostenuto, e a cui va il mio più sincero “grazie”. Dobbiamo creare le condizioni perché nessuno, signor Presidente...
PRESIDENTE. Concluda.
ROBERTO PELLA (FI-PPE). ...mai in questo Parlamento debba ritrovarsi a pronunciare un intervento triste, tragico come quello che ho appena concluso.
La politica può fare grandi cose. Ora vi chiedo di dare questa dimostrazione al Paese (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente-PPE).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Iaria. Ne ha facoltà.
ANTONINO IARIA (M5S). Sì, grazie, Presidente. A Chambéry si è riunita una commissione intergovernativa per parlare di TAV, ma quello che è venuto fuori è molto interessante: il TAV sta aumentando i costi a dismisura. Sta così aumentando i costi che il commissario Mathieu Grosch ha detto che forse la fine dell'opera potrebbe essere il 2045 e che l'Europa e gli Stati membri non saranno in grado di coprire tutti i costi di quest'opera inutile.
Io dico questo perché forse è ora di dire che si può fermare quest'opera, in particolare per un tratto che non è ancora partito: il tratto da Orbassano ad Avigliana, che costa tre miliardi di euro, ma ci sono solo 800 milioni di euro stanziati. Devasterà un'intera valle e terrà i cantieri aperti per anni, senza la possibilità che quest'opera si concluda.
All'epoca eravamo noi l'unica forza politica a voler bloccare quest'opera. Adesso, visti i dati e vista anche l'impossibilità di finirla, forse è ora che anche gli altri partiti del campo largo alzino la voce e dicano “no” a quest'opera inutile e allo spreco di queste risorse. Infatti, anche i sindaci della città metropolitana di Torino lo dicono e sono di tutte le forze politiche.
Usiamo questi soldi per infrastrutture che servono, per il trasporto pubblico locale, e smettiamola di sprecare soldi per un investimento che finirà forse nel 2045, triplicando i costi iniziali (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).
Proposta di trasferimento a Commissione in sede legislativa di una proposta di legge.
PRESIDENTE. Comunico che sarà iscritta all'ordine del giorno della seduta di martedì 23 giugno 2026 l'assegnazione, in sede legislativa, della seguente proposta di legge, della quale le sottoindicate Commissioni, cui era stata assegnata in sede referente, hanno chiesto, con le prescritte condizioni, il trasferimento alla sede legislativa, che proporrò alla Camera a norma del comma 6 dell'articolo 92 del Regolamento: alle Commissioni riunite VII (Cultura) e XII (Affari sociali): Matteoni ed altri: “Disposizioni per l'istituzione di spazi adibiti all'allattamento dei neonati presso istituti e luoghi della cultura” (2637).
Ordine del giorno della prossima seduta.
PRESIDENTE. Comunico l'ordine del giorno della prossima seduta.
Martedì 23 giugno 2026 - Ore 9,30:
1. Seguito della discussione del disegno di legge (per le dichiarazioni di voto finale e per la votazione finale):
Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 7 maggio 2026, n. 66, recante disposizioni urgenti per il Piano Casa. (C. 2920-A)
Relatori: IAIA, MAZZETTI e MONTEMAGNI.
2. Assegnazione a Commissioni in sede legislativa della proposta di legge n. 2637 .
3. Deliberazione in merito alla proposta di elevazione di un conflitto di attribuzione innanzi alla Corte costituzionale nei confronti della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Palermo, nonché del Giudice per le indagini preliminari presso il medesimo Tribunale.
4. Seguito della discussione delle mozioni Scerra, De Luca, Grimaldi, Madia ed altri n. 1-00569, Comaroli, Lucaselli, Pella, Romano ed altri n. 1-00575 e Bonetti ed altri n. 1-00586 concernenti la revisione integrale del Patto di stabilità e crescita e gli investimenti europei e nazionali in armamenti .
5. Seguito della discussione delle mozioni Boschi ed altri n. 1-00572 e Benzoni ed altri n. 1-00579 in materia di riduzione del costo dell'energia e politiche a sostegno della crescita .
6. Seguito della discussione delle mozioni Richetti ed altri n. 1-00582 e Della Vedova ed altri n. 1-00585 in materia di superamento del diritto di veto nelle decisioni delle istituzioni dell'Unione europea .
7. Seguito della discussione della mozione Zanella ed altri n. 1-00574 concernente iniziative per la prevenzione degli effetti sulla salute derivanti dall'innalzamento delle temperature e per il contrasto al cambiamento climatico, con particolare riferimento alle aree urbane .
8. Seguito della discussione della proposta di legge:
COLOSIMO ed altri: Misure per la protezione e l'assistenza dei minorenni e degli adulti di riferimento nei contesti di criminalità organizzata ("Liberi di scegliere"). (C. 2696-A)
Relatrice: VARCHI.
9. Seguito della discussione del disegno di legge:
S. 1518- Revisione delle modalità di accesso, valutazione e reclutamento del personale ricercatore e docente universitario (Approvato dal Senato). (C. 2735)
Relatore: CANGIANO.
La seduta termina alle 22,30.
SEGNALAZIONI RELATIVE ALLE VOTAZIONI EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA
Nel corso della seduta sono pervenute le seguenti segnalazioni in ordine a votazioni qualificate effettuate mediante procedimento elettronico (vedi Elenchi seguenti):
nelle votazioni nn. 6 e 9 la deputata De Micheli ha segnalato che non è riuscita ad esprimere voto favorevole;
nelle votazioni nn. 9 e 10 la deputata Montaruli ha segnalato che non è riuscita ad esprimere voto contrario;
nella votazione n. 12 il deputato Lacarra ha segnalato che non è riuscito ad esprimere voto favorevole;
nelle votazioni nn. 21 e 22 il deputato Maullu ha segnalato che non è riuscito ad esprimere voto contrario;
nella votazione n. 27 il deputato De Corato ha segnalato che non è riuscito ad esprimere voto contrario;
nella votazione n. 38 il deputato Penza ha segnalato che non è riuscito ad esprimere voto favorevole;
nella votazione n. 44 i deputati Amich e Longi hanno segnalato che non sono riusciti ad esprimere voto contrario.
VOTAZIONI QUALIFICATE EFFETTUATE MEDIANTE PROCEDIMENTO ELETTRONICO
| INDICE ELENCO N. 1 DI 5 (VOTAZIONI DAL N. 1 AL N. 13) | ||||||||||
| Votazione | O G G E T T O | Risultato | Esito | |||||||
| Num | Tipo | Pres | Vot | Ast | Magg | Fav | Contr | Miss | ||
| 1 | Nominale | DDL 2920 - ODG 9/2920/1 | 237 | 235 | 2 | 118 | 87 | 148 | 79 | Resp. |
| 2 | Nominale | ODG 9/2920/2 | 244 | 242 | 2 | 122 | 95 | 147 | 77 | Resp. |
| 3 | Nominale | ODG 9/2920/3 | 241 | 239 | 2 | 120 | 90 | 149 | 77 | Resp. |
| 4 | Nominale | ODG 9/2920/4 | 245 | 243 | 2 | 122 | 93 | 150 | 77 | Resp. |
| 5 | Nominale | ODG 9/2920/6 | 244 | 240 | 4 | 121 | 93 | 147 | 77 | Resp. |
| 6 | Nominale | ODG 9/2920/7 | 243 | 239 | 4 | 120 | 92 | 147 | 76 | Resp. |
| 7 | Nominale | ODG 9/2920/9 | 248 | 243 | 5 | 122 | 94 | 149 | 75 | Resp. |
| 8 | Nominale | ODG 9/2920/10 | 244 | 240 | 4 | 121 | 94 | 146 | 75 | Resp. |
| 9 | Nominale | ODG 9/2920/11 | 245 | 242 | 3 | 122 | 92 | 150 | 75 | Resp. |
| 10 | Nominale | ODG 9/2920/12 | 242 | 239 | 3 | 120 | 90 | 149 | 75 | Resp. |
| 11 | Nominale | ODG 9/2920/13 | 247 | 244 | 3 | 123 | 94 | 150 | 75 | Resp. |
| 12 | Nominale | ODG 9/2920/14 | 246 | 242 | 4 | 122 | 93 | 149 | 75 | Resp. |
| 13 | Nominale | ODG 9/2920/15 | 246 | 242 | 4 | 122 | 95 | 147 | 75 | Resp. |
F = Voto favorevole (in votazione palese). - C = Voto contrario (in votazione palese). - V = Partecipazione al voto (in votazione segreta). - A = Astensione. - M = Deputato in missione. - T = Presidente di turno. - P = Partecipazione a votazione in cui é mancato il numero legale. - X = Non in carica.
Le votazioni annullate sono riportate senza alcun simbolo. Ogni singolo elenco contiene fino a 13 votazioni. Agli elenchi é premesso un indice che riporta il numero, il tipo, l'oggetto, il risultato e l'esito di ogni singola votazione.
| INDICE ELENCO N. 2 DI 5 (VOTAZIONI DAL N. 14 AL N. 26) | ||||||||||
| Votazione | O G G E T T O | Risultato | Esito | |||||||
| Num | Tipo | Pres | Vot | Ast | Magg | Fav | Contr | Miss | ||
| 14 | Nominale | ODG 9/2920/16 | 248 | 244 | 4 | 123 | 96 | 148 | 75 | Resp. |
| 15 | Nominale | ODG 9/2920/20 | 246 | 246 | 0 | 124 | 100 | 146 | 74 | Resp. |
| 16 | Nominale | ODG 9/2920/22 | 256 | 253 | 3 | 127 | 100 | 153 | 74 | Resp. |
| 17 | Nominale | ODG 9/2920/23 | 253 | 251 | 2 | 126 | 97 | 154 | 74 | Resp. |
| 18 | Nominale | ODG 9/2920/24 | 254 | 251 | 3 | 126 | 98 | 153 | 74 | Resp. |
| 19 | Nominale | ODG 9/2920/25 | 251 | 247 | 4 | 124 | 96 | 151 | 74 | Resp. |
| 20 | Nominale | ODG 9/2920/26 | 251 | 247 | 4 | 124 | 97 | 150 | 73 | Resp. |
| 21 | Nominale | ODG 9/2920/34 | 237 | 234 | 3 | 118 | 91 | 143 | 73 | Resp. |
| 22 | Nominale | ODG 9/2920/35 | 253 | 250 | 3 | 126 | 100 | 150 | 72 | Resp. |
| 23 | Nominale | ODG 9/2920/36 | 255 | 251 | 4 | 126 | 100 | 151 | 72 | Resp. |
| 24 | Nominale | ODG 9/2920/37 | 256 | 252 | 4 | 127 | 100 | 152 | 72 | Resp. |
| 25 | Nominale | ODG 9/2920/40 | 253 | 252 | 1 | 127 | 100 | 152 | 72 | Resp. |
| 26 | Nominale | ODG 9/2920/41 | 253 | 245 | 8 | 123 | 93 | 152 | 72 | Resp. |
| INDICE ELENCO N. 3 DI 5 (VOTAZIONI DAL N. 27 AL N. 39) | ||||||||||
| Votazione | O G G E T T O | Risultato | Esito | |||||||
| Num | Tipo | Pres | Vot | Ast | Magg | Fav | Contr | Miss | ||
| 27 | Nominale | ODG 9/2920/42 | 258 | 256 | 2 | 129 | 101 | 155 | 72 | Resp. |
| 28 | Nominale | ODG 9/2920/43 | 258 | 246 | 12 | 124 | 90 | 156 | 71 | Resp. |
| 29 | Nominale | ODG 9/2920/44 | 255 | 252 | 3 | 127 | 92 | 160 | 71 | Resp. |
| 30 | Nominale | ODG 9/2920/45 | 256 | 255 | 1 | 128 | 100 | 155 | 71 | Resp. |
| 31 | Nominale | ODG 9/2920/46 | 256 | 255 | 1 | 128 | 99 | 156 | 71 | Resp. |
| 32 | Nominale | ODG 9/2920/47 | 255 | 254 | 1 | 128 | 101 | 153 | 71 | Resp. |
| 33 | Nominale | ODG 9/2920/48 | 258 | 257 | 1 | 129 | 101 | 156 | 71 | Resp. |
| 34 | Nominale | ODG 9/2920/49 | 255 | 254 | 1 | 128 | 99 | 155 | 71 | Resp. |
| 35 | Nominale | ODG 9/2920/53 | 253 | 250 | 3 | 126 | 100 | 150 | 71 | Resp. |
| 36 | Nominale | ODG 9/2920/54 | 255 | 253 | 2 | 127 | 101 | 152 | 71 | Resp. |
| 37 | Nominale | ODG 9/2920/55 | 257 | 256 | 1 | 129 | 105 | 151 | 71 | Resp. |
| 38 | Nominale | ODG 9/2920/59 | 258 | 198 | 60 | 100 | 44 | 154 | 71 | Resp. |
| 39 | Nominale | ODG 9/2920/62 | 259 | 255 | 4 | 128 | 101 | 154 | 71 | Resp. |
| INDICE ELENCO N. 4 DI 5 (VOTAZIONI DAL N. 40 AL N. 52) | ||||||||||
| Votazione | O G G E T T O | Risultato | Esito | |||||||
| Num | Tipo | Pres | Vot | Ast | Magg | Fav | Contr | Miss | ||
| 40 | Nominale | ODG 9/2920/65 | 261 | 257 | 4 | 129 | 103 | 154 | 71 | Resp. |
| 41 | Nominale | ODG 9/2920/66 | 242 | 240 | 2 | 121 | 95 | 145 | 71 | Resp. |
| 42 | Nominale | ODG 9/2920/69 | 245 | 242 | 3 | 122 | 94 | 148 | 71 | Resp. |
| 43 | Nominale | ODG 9/2920/71 | 246 | 243 | 3 | 122 | 96 | 147 | 70 | Resp. |
| 44 | Nominale | ODG 9/2920/72 | 242 | 239 | 3 | 120 | 93 | 146 | 70 | Resp. |
| 45 | Nominale | ODG 9/2920/73 | 243 | 240 | 3 | 121 | 95 | 145 | 70 | Resp. |
| 46 | Nominale | ODG 9/2920/74 | 235 | 234 | 1 | 118 | 90 | 144 | 70 | Resp. |
| 47 | Nominale | ODG 9/2920/75 | 233 | 231 | 2 | 116 | 90 | 141 | 70 | Resp. |
| 48 | Nominale | ODG 9/2920/76 | 205 | 204 | 1 | 103 | 8 | 196 | 83 | Resp. |
| 49 | Nominale | ODG 9/2920/77 | 210 | 210 | 0 | 106 | 9 | 201 | 82 | Resp. |
| 50 | Nominale | ODG 9/2920/78 | 209 | 209 | 0 | 105 | 8 | 201 | 82 | Resp. |
| 51 | Nominale | ODG 9/2920/79 | 209 | 209 | 0 | 105 | 8 | 201 | 82 | Resp. |
| 52 | Nominale | ODG 9/2920/80 | 212 | 212 | 0 | 107 | 8 | 204 | 82 | Resp. |
| INDICE ELENCO N. 5 DI 5 (VOTAZIONI DAL N. 53 AL N. 59) | ||||||||||
| Votazione | O G G E T T O | Risultato | Esito | |||||||
| Num | Tipo | Pres | Vot | Ast | Magg | Fav | Contr | Miss | ||
| 53 | Nominale | ODG 9/2920/81 | 212 | 212 | 0 | 107 | 8 | 204 | 82 | Resp. |
| 54 | Nominale | ODG 9/2920/82 | 208 | 208 | 0 | 105 | 8 | 200 | 82 | Resp. |
| 55 | Nominale | ODG 9/2920/83 | 204 | 204 | 0 | 103 | 8 | 196 | 82 | Resp. |
| 56 | Nominale | ODG 9/2920/84 | 204 | 201 | 3 | 101 | 66 | 135 | 82 | Resp. |
| 57 | Nominale | ODG 9/2920/86 | 205 | 202 | 3 | 102 | 66 | 136 | 82 | Resp. |
| 58 | Nominale | ODG 9/2920/91 | 198 | 198 | 0 | 100 | 63 | 135 | 82 | Resp. |
| 59 | Nominale | ODG 9/2920/93 | 194 | 194 | 0 | 98 | 64 | 130 | 82 | Resp. |