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Resoconto dell'Assemblea

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XIX LEGISLATURA


Resoconto stenografico dell'Assemblea

Seduta n. 701 di giovedì 30 luglio 2026

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE FABIO RAMPELLI

La seduta comincia alle 10,35.

PRESIDENTE. La seduta è aperta.

Invito il deputato Segretario a dare lettura del processo verbale della seduta precedente.

ANTONIO D'ALESSIO, Segretario, legge il processo verbale della seduta di ieri.

PRESIDENTE. Se non vi sono osservazioni, il processo verbale si intende approvato.

(È approvato).

Missioni.

PRESIDENTE. Comunico che, ai sensi dell'articolo 46, comma 2, del Regolamento, i deputati in missione a decorrere dalla seduta odierna sono complessivamente 93, come risulta dall'elenco consultabile presso la Presidenza e che sarà pubblicato nell'allegato A al resoconto stenografico della seduta in corso (Ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicate nell'allegato A al resoconto della seduta odierna).

Preavviso di votazioni elettroniche (ore 10,39).

PRESIDENTE. Poiché nel corso della seduta potranno aver luogo votazioni mediante procedimento elettronico, decorrono da questo momento i termini di preavviso di 5 e 10 minuti previsti dall'articolo 49, comma 5, del Regolamento.

Sui lavori dell'Assemblea.

PRESIDENTE. Comunico che, all'esito dell'odierna riunione della Conferenza dei presidenti di gruppo di questa mattina, il seguito della discussione del decreto-legge in materia di interventi infrastrutturali e per l'attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza è rinviato alla seduta di lunedì 3 agosto, a partire dalle ore 14.

Del pari, in quella sede, è stato convenuto il rinvio alla prossima settimana del seguito della discussione congiunta del Conto consuntivo per l'anno 2025 e del progetto di bilancio della Camera per l'anno 2026. All'esito della Conferenza dei presidenti di gruppo, l'esame della domanda di autorizzazione al sequestro di corrispondenza nei confronti del deputato Andrea Delmastro Delle Vedove formulata dalla procura della Repubblica presso il tribunale di Roma, di cui al Doc. IV, n. 4-A, è rinviato ai fini di un ulteriore approfondimento da parte della Giunta per le autorizzazioni.

Sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, sull'ordine dei lavori, la deputata Boldrini. Ne ha facoltà.

LAURA BOLDRINI (PD-IDP). Grazie, signor Presidente. Intervengo sull'ordine dei lavori per chiedere al Ministro Tajani di venire a riferire su una situazione che sta degenerando. Mi riferisco, Presidente, alla Cisgiordania.

La Cisgiordania che è in fiamme, perché la violenza ha raggiunto livelli senza precedenti. Ogni giorno, dico ogni giorno, ci sono furti di terre, di case e di bestiame da parte dei coloni sostenuti dall'esercito israeliano. Terreni e proprietà palestinesi vengono dati alle fiamme, le abitazioni sono espropriate o abbattute ovunque in Cisgiordania e a Gerusalemme Est e, per ordine del Ministro della Difesa Israel Katz, altri campi profughi verranno assaltati dall'esercito israeliano, con l'obiettivo di espellere tutti i palestinesi che vi si sono rifugiati da anni. La conta dei morti non si arresta. Ogni giorno i palestinesi vengono uccisi da terroristi israeliani, che i TG della Rai definiscono vergognosamente “escursionisti”, come è accaduto nel recente caso dell'assalto al villaggio palestinese di Tell in Cisgiordania.

Nell'indifferenza generale, le associazioni palestinesi e le associazioni israeliane per la tutela dei diritti umani, a cominciare da B'Tselem, hanno lanciato un allarme disperato e hanno chiesto al mondo di intervenire, di intervenire prima che il Governo israeliano annetta l'intera Cisgiordania e che vengano fatte altre strage di palestinesi, dei veri e propri pogrom. E, nel frattempo, che cosa fa Benjamin Netanyahu, Presidente? Nel frattempo, Netanyahu legalizza gli insediamenti non autorizzati dalla stessa autorità israeliana, quindi fa un passo in avanti rispetto all'annessione. Netanyahu autorizza anche la realizzazione materiale della colonia E1. La colonia E1 taglia in due la Cisgiordania e isola Gerusalemme Est. E gli Stati Uniti di Donald Trump aprono i consolati nelle colonie illegali, legittimandole, quindi. E il Ministro Ben-Gvir, insieme ai coloni, vanno a pregare a Gerusalemme, nella Spianata delle Moschee, in spregio di quanto stabilito nell'accordo tra Israele e Giordania che regola l'accesso al sito.

Anche su questi ultimi e drammatici accadimenti non abbiamo sentito parole di condanna, di sdegno, tanto meno l'annuncio di azioni concrete da intraprendere né da parte del nostro Governo, né da parte dell'Unione europea. Quindi è in questo contesto così degenerato che si inserisce l'Alleanza Globale per l'Attuazione della Soluzione dei Due Stati, una conferenza che si è tenuta qui, a Roma - ma se ne sono accorti in pochi -, il 28 e il 29 luglio. Un'iniziativa, Presidente, che stride e che non prende atto della realtà, della realtà sul territorio, di quello che sta accadendo in Cisgiordania.

E tale iniziativa, che avrebbe pure un obiettivo del tutto condivisibile, risulta però incongruente, aria fritta, pura ipocrisia, se i Governi che vi hanno partecipato non riconoscono lo Stato di Palestina, e il Governo italiano non lo riconosce; se non impongono le sanzioni a Israele, e il Governo italiano non le impone; se questi Stati dell'Unione che vi hanno partecipato votano contro la sospensione dell'Accordo di associazione UE-Israele, e il Governo italiano vota contro; se non si vota a favore dello stop del commercio con le aziende che producono nei territori palestinesi illegalmente occupati, e il Governo italiano non vota a favore.

Dunque mancano i presupposti, mancano le azioni concrete. Presidente, dieci secondi. Mi rivolgo al Governo, se siete pronti, siete pronti a chiedere a Benjamin Netanyahu di ritirare tutte le colonie illegali in Cisgiordania e a Gerusalemme Est? Siete pronti a imporre le sanzioni al Governo israeliano? Siete pronti a votare per la sospensione dell'Accordo…

PRESIDENTE. Concluda.

LAURA BOLDRINI (PD-IDP). …di associazione UE-Israele? Siete pronti a votare a favore dello stop del commercio con le aziende che producono nei territori palestinesi occupati? E siete pronti a riconoscere lo Stato di Palestina? Allora, se siete pronti, fatelo. Se non siete pronti, non nominate mai più “due popoli, due Stati”, perché…

PRESIDENTE. La ringrazio.

LAURA BOLDRINI (PD-IDP). …il popolo palestinese merita rispetto (Applausi dei deputati dei gruppi Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista e Alleanza Verdi e Sinistra)!

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, sullo stesso argomento, sempre sull'ordine dei lavori, il deputato Grimaldi. Ne ha facoltà.

MARCO GRIMALDI (AVS). Grazie, Presidente. Siamo davvero esterrefatti, esterrefatti delle parole di Tajani che rompono un silenzio per dire una cosa, come al solito, fuori dal tempo, perché, davanti a quello che il mondo sta vedendo in Cisgiordania, per l'esattezza iniziamo a ridire i nomi con la verità: nei territori palestinesi occupati da Israele, perché questo è il punto (Applausi dei deputati del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra). Tajani dice: condanno i coloni. Ma siamo ancora lì, a una narrazione, forse, anni Settanta, anni Ottanta, come se i coloni oggi non fossero coperti dall'IDF, da un Governo.

Ma forse non vi è chiaro: qua avete, forse, il primo gruppo parlamentare che negli ultimi anni è riuscito a entrare, dopo il 7 ottobre, in quei territori palestinesi occupati e a vedere esattamente con i nostri occhi che cosa è successo dopo il 7 ottobre. La Cisgiordania è stata riempita di autostrade e di strade che vanno verso quelle colonie, di check-point che servono a dividere esattamente chi viaggerà in pochissimi minuti attraverso le terre di Abramo e chi, invece, subirà un'apartheid anche dei semafori. Siamo a un'occupazione che ormai è addirittura fatta di intelligenza artificiale, di check-point che ingegnerizzano i volti.

L'occupazione è talmente sistematica che i palestinesi sono addirittura incastrati dentro un meccanismo per cui non hanno più neanche le loro terre, in cui non hanno nemmeno l'acqua. Guardate, fatevelo un giro in Cisgiordania e capirete bene la differenza. Se vedrete sopra le case dei grandi container d'acqua, mentre dall'altra vedrete dei prati, capirete esattamente qual è il senso di questa occupazione. E allora vedere le immagini, vicino a Nablus, addirittura delle moschee incendiate dall'IDF, ma non vi fa orrore?

Ma voi che parlate sempre e solo del terrorismo da una parte, e confondete spesso la resistenza palestinese con il terrorismo, ma non vi vergognate a dire, così come ha detto Tajani, che riconoscerete lo Stato di Palestina solo quando lo Stato di Palestina esisterà?

Ma voi siete esattamente complici di questo colonialismo (Applausi dei deputati del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra), di questa pulizia etnica, e non avete nemmeno il coraggio di dirlo! Perché, guardate, qual è l'alternativa ai due popoli e ai due Stati? Quello che esiste già, uno Stato dal fiume al mare. È così, no? Vi fanno tanto orrore queste parole “dal fiume al mare”, perché le invocano i movimenti. Ma esattamente che cosa esiste dal fiume al mare, se non una grande Israele dove lo Stato di Palestina non è riconosciuto e dove i coloni, con dietro l'IDF, occupano tutto quello che c'è e che è rimasto?

Questo è apartheid, questa è esattamente una soluzione non finale. Vi dà fastidio usare questo termine, no? Una soluzione stabile di quello che pensa Israele di quel luogo. Devono stare ai loro diritti, alle loro regole, alla loro giurisprudenza, alla loro archeologia, al loro dominio addirittura culturale. Ecco, questo è inaccettabile. Noi vogliamo, in qualche modo, che il Governo si esponga; che dica che, per aprire un processo di pace, bisogna riconoscere lo Stato di Palestina.

Per fare una soluzione a due popoli e due Stati, i coloni devono ritornare in Israele e presto disoccupare una terra che non è loro né per natura, né per legge internazionale (Applausi dei deputati del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Pellegrini. Ne ha facoltà.

MARCO PELLEGRINI (M5S). Grazie, Presidente. Noi ci associamo, ovviamente, alla richiesta di informativa…

PRESIDENTE. Scusi, sempre sull'ordine lavori, sempre sullo stesso argomento?

MARCO PELLEGRINI (M5S). È lo stesso argomento, sì.

PRESIDENTE. Prego, prosegua. Perdoni l'interruzione.

MARCO PELLEGRINI (M5S). No, no, si immagini. Ci associamo per la semplice ragione che condividiamo, ovviamente, la richiesta, e ne abbiamo fatte di analoghe nei mesi scorsi e negli anni scorsi. Guardate, quello che sta succedendo in Cisgiordania è un'apocalisse sulla terra. Ogni giorno assistiamo a una sistematica pulizia etnica messa in atto dalle milizie armate. Noi continuiamo a chiamarli coloni, ma, in realtà, sono volgari ladri di terra, ormai organizzati in milizie.

Sono tutti armati con armi di assalto, fucili mitragliatori, dotati di mezzi per scorrazzare in Cisgiordania per intimidire e minacciare tutti i giorni gli abitanti della Cisgiordania, a partire dai bambini (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle), perché a volte viene anche impedito ai bambini di andare a scuola. Le immagini possiamo vederle tutti noi, basta volerle guardare. Sono solo alcuni componenti, se non tutti, del Governo, come Tajani, che continua a negare quello che sta succedendo; continua a dire che mica tutti i coloni sono pericolosi, soltanto alcuni; oppure, mica tutti i ministri del Governo terrorista di Netanyahu sono pericolosi, ma solo Ben-Gvir (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

E lo dice solo dopo che Ben-Gvir aveva irriso e maltrattato i componenti dell'ultima Flotilla che volevano raggiungere Gaza.

Guardate, la complicità di fatto del Governo italiano nei confronti di questi terroristi fa veramente gelare il sangue. Noi ci dovremmo vergognare in eterno per l'atteggiamento complice che sta avendo il Governo italiano, che non fa nulla, tranne pigolare qualche parola ogni tanto; ma non fa nulla, non prende provvedimenti seri, non emette una sanzione, sia nei confronti dello Stato di Israele, del Governo di Israele, sia nei confronti dei singoli ministri e sia nei confronti delle associazioni, delle industrie che rendono possibile il genocidio. Guardate, il genocidio, in questa forma e in questa entità, è possibile soltanto perché c'è un coacervo di forze, anche economiche e anche statuali - ovviamente, mi riferisco a entità extra-israeliane -, che aiutano il Governo terrorista di Netanyahu e fanno sì che tutto quello che sta succedendo possa accadere con quella gravità. Allora, qual è la scelta che il Governo italiano vuole continuare a fare?

Pigolare ogni tanto una parola di condanna, tra l'altro flebile in maniera tale da non disturbare troppo i torturatori e gli assassini al Governo di Israele, oppure vuole far valere la propria storia nella diplomazia - nella storia della diplomazia - e far capire che così è inaccettabile e bisogna porre le basi per trovare una soluzione?

Non si ha il coraggio, da parte del Governo italiano, di dire una parola, quando vengono approvati nuovi insediamenti dei coloni e, tra l'altro, uno, che è stato approvato recentemente, taglia in due la Cisgiordania e fa capire che ormai l'idea che hanno è quella dell'annessione. L'hanno approvata con una mozione un anno fa, era luglio del 2025. Il Parlamento, la Knesset, ha approvato una mozione per l'annessione e tutto quello che sta succedendo negli ultimi mesi, le aggressioni continue, le provocazioni, gli omicidi in diretta. Ammazzano le persone mentre fanno le riprese con i telefonini sicuri della loro impunità, perché dietro a questi coloni assassini ci sono sempre uno o più soldati dell'IDF che li proteggono. Non c'è un solo caso di un colono che ha ammazzato impunemente anche dei bambini palestinesi in Cisgiordania che è stato non dico condannato ma nemmeno arrestato. Allora, se non volete veramente che la storia sia durissima con voi e vi additi come complici del genocidio dovete fare qualcosa (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

Seguito della discussione delle mozioni Zanella, Malavasi, Ilaria Fontana ed altri n. 1-00574, Boschi ed altri n. 1-00593, Ruffino ed altri n. 1-00594, Vietri, Zinzi, Bagnasco, Semenzato ed altri n. 1-00595 e Manes ed altri n. 1-00596 concernenti iniziative per la prevenzione degli effetti sulla salute derivanti dall'innalzamento delle temperature e per il contrasto al cambiamento climatico, con particolare riferimento alle aree urbane (ore 10,56).

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito della discussione delle mozioni Zanella, Malavasi, Ilaria Fontana ed altri n. 1-00574 (Nuova formulazione), Boschi ed altri n. 1-00593, Ruffino ed altri n. 1-00594, Vietri, Zinzi, Bagnasco, Semenzato ed altri n. 1-00595 e Manes ed altri n. 1-00596 concernenti iniziative per la prevenzione degli effetti sulla salute derivanti dall'innalzamento delle temperature e per il contrasto al cambiamento climatico, con particolare riferimento alle aree urbane (Vedi l'allegato A).

Ricordo che la discussione sulle linee generali ha avuto luogo nella seduta di lunedì 15 giugno 2026 e che, dopo la sua conclusione, sono state presentate una nuova formulazione della mozione Zanella, Malavasi, Ilaria Fontana ed altri n. 1-00574 e le mozioni Boschi ed altri n. 1-00593, Ruffino ed altri n. 1-00594, Vietri, Zinzi, Bagnasco, Semenzato ed altri n. 1-00595 e Manes ed altri n. 1-00596.

(Parere del Governo)

PRESIDENTE. Il rappresentante del Governo ha facoltà di intervenire esprimendo altresì il parere sulle mozioni all'ordine del giorno.

MARCELLO GEMMATO, Sottosegretario di Stato per la Salute. Grazie, Presidente. Il parere è favorevole su tutte le premesse della mozione Zanella, Malavasi, Ilaria Fontana ed altri n. 1-00574 (Nuova formulazione). Chiediamo l'espunzione delle premesse n. 14), n. 33) e n. 37).

Il parere del Governo è favorevole sugli impegni n. 1), n. 2) e n. 3); sull'impegno n. 4) il parere è favorevole con riformulazione: “a valutare l'opportunità di”. Sull'impegno n. 5) il parere è favorevole con la seguente riformulazione: “ad adottare iniziative di competenza volte al rafforzamento della medicina territoriale e dei servizi socio-sanitari di prossimità attraverso la piena attuazione degli standard previsti dal DM 77 per la medicina territoriale e dei servizi socio-sanitari di prossimità, per l'assistenza domiciliare e le reti di comunità, al fine di garantire la presa in carico delle persone fragili durante le ondate di calore e gli eventi climatici estremi”. Sugli impegni n. 6), n. 7), n. 8) e n. 9) il parere è favorevole, mentre sull'impegno n. 10) è contrario. Sull'impegno n. 11) il parere è favorevole con la seguente riformulazione: “favorire l'attuazione del Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici attraverso la definizione, da parte del Comitato dell'Osservatorio, di un cronoprogramma operativo accompagnato da una dotazione finanziaria dedicata e pluriennale, anche mediante l'utilizzo dei fondi europei disponibili, al fine di sostenere gli enti territoriali nella realizzazione degli interventi di adattamento climatico e di contrasto agli effetti delle ondate di calore”. Sugli impegni n. 12) e n. 13) il parere è favorevole, mentre sull'impegno n. 14) il parere è contrario. Sull'impegno n. 15) il parere favorevole; sull'impegno n. 16) il parere è favorevole con riformulazione, aggiungendo le parole: “settembre 2027” e il resto è tutto uguale. Sugli impegni n. 17), n. 18), n. 19), n. 20), n. 21) e n. 22) il parere è favorevole, mentre sull'impegno n. 23) il parere è contrario.

Presidente, poi passerei alla mozione Boschi ed altri n. 1-00593. Il parere è favorevole su tutte le premesse, tranne che sulle premesse n. 4), n. 5), n. 16) e n. 18), di cui chiediamo l'espunzione. Poi, per quanto riguarda gli impegni, il parere è favorevole sugli impegni n. 1), n. 2), n. 3), n. 4), n. 5), n. 6), n. 7) e n. 8), mentre sull'impegno n. 9) il parere è favorevole con riformulazione: “a valutare, compatibilmente con i vincoli di bilancio, l'opportunità di”. Sugli impegni n. 10), n. 11) e n. 12) il parere è favorevole, mentre sull'impegno n. 13) il parere è contrario. Sull'impegno n. 14) il parere è favorevole; sull' impegno n. 15) il parere è favorevole con riformulazione: “ a rafforzare ulteriormente l'impianto normativo di tutela in favore dei lavoratori esposti al rischio di calore in continuità con la previsione dell'articolo 6 del decreto-legge 26 giugno 2026, n. 107, e con il protocollo quadro di cui al decreto del Ministro del Lavoro e delle politiche sociali n. 95 del 9 luglio 2025, al fine di garantire l'omogeneità di applicazione delle misure di contenimento dei rischi, nonché l'erogazione di misure di integrazione salariale volte a fronteggiare eccezionali situazioni climatiche”. Infine, sull'impegno n. 16) il parere è favorevole con riformulazione, espungendo le parole da: “e una” fino alla fine del periodo.

Passiamo alla mozione Ruffino ed altri n. 1-00594. Il parere è favorevole su tutte le premesse. Relativamente agli impegni, il parere è favorevole sull'impegno n. 1) con la seguente riformulazione: “a valutare, compatibilmente con i vincoli di bilancio, l'opportunità di assumere (…)”. Sull'impegno n. 2) il parere è favorevole con riformulazione, anche qui: “a valutare, compatibilmente con i vincoli di bilancio, l'opportunità di (…)”. Sull'impegno n. 3) il parere è favorevole; sull'impegno n. 4) il parere è favorevole con riformulazione: “a valutare, compatibilmente con i vincoli di bilancio, l'opportunità di (…)”. Sull'impegno n. 5) il parere è favorevole con la seguente riformulazione: sostanzialmente nel corpo del testo rimuoviamo le parti fra parentesi che sono: “(rifacimento di dorsali e cabine primarie)” e: “(potenziamento delle cabine secondarie nei quartieri residenziali)”.

Sulla mozione Vietri, Zinzi, Bagnasco, Semenzato ed altri n. 1-00595 le premesse sono tutte accolte e il parere è favorevole su tutti impegni.

Infine, sulla mozione Manes ed altri n. 1-00596 il parere è favorevole su tutte le premesse. Sugli impegni n. 1), n. 2), n. 3) e n. 4) il parere è favorevole; anche sull'impegno n. 5) il parere è favorevole ma con riformulazione, perché introduciamo soltanto nel corpo del testo: “compatibilmente con i vincoli di bilancio”. Poi il parere è favorevole su tutti gli impegni dal n. 6) al n. 16), mentre sull'impegno n. 17) è favorevole con riformulazione: “a promuovere, in sinergia con gli enti territoriali e nell'ambito degli strumenti di pianificazione urbanistica vigenti, un ripensamento dell'organizzazione spaziale e infrastrutturale delle città e dei territori di pianura, così da accrescerne la resilienza agli impatti del cambiamento climatico, con particolare riferimento alle ondate di calore e del dissesto idraulico, in coerenza con gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell'Agenda 2030”.

(Dichiarazioni di voto)

PRESIDENTE. Passiamo alle dichiarazioni di voto. Ha chiesto di parlare il deputato Gianangelo Bof. Ne ha facoltà.

GIANANGELO BOF (MISTO-FNV-F). Presidente, onorevoli colleghi. Vede, fondamentalmente, il nostro voto sarà contrario su questa mozione, ma cercherò anche di spiegarlo. Allora, non si può ammettere che non vi siano dei cambiamenti climatici: i cambiamenti climatici, ovviamente, sono sotto gli occhi di tutti e la comunità scientifica ci dà ragione sul fatto che ci sono. Poi, sul fatto che questi possono essere di origine antropica o possono essere dei cicli naturali del nostro pianeta, dei cicli millenari del nostro pianeta… io ricordo che uno dei periodi più caldi che il nostro Paese ha vissuto - e questo lo dicono anche gli scienziati dai reperti archeologici - fu proprio il periodo dell'antica Roma, che fu uno dei periodi in cui il nostro pianeta era più caldo e, ahimè, allora non c'erano ancora le auto elettriche, non c'erano le industrie che inquinavano e non c'erano tutte queste cose.

Detto questo, ovviamente il fatto di distruggere economicamente e socialmente un continente, che, tra l'altro, è il continente che contribuisce per la minor parte al cambiamento climatico, è una follia tipicamente europea. È come se noi - parlando di medicina - avessimo un paziente al quale viene fatta una diagnosi e, per curare una malattia blanda, somministriamo un farmaco talmente forte che fa morire il paziente: cioè noi riusciamo a far morire il paziente, applicando una terapia che, in realtà, non risolve e non cura il male, ma fa morire il paziente. Questo è un po' il tema.

Poi che sì servano degli interventi di mitigazione rispetto al fatto che questo fenomeno avanza, anche qui ci sono dei ragionamenti da fare, perché se pensiamo, ad esempio, che la riforestazione sia la soluzione a questo problema e andiamo ad uccidere le nostre imprese facendogli pagare gli ETS, perché poi con gli ETS andiamo a piantare gli alberi... Vorrei ricordare a tutti - per chiunque abbia un minimo di cognizione di quale sia stata l'evoluzione nel nostro Paese negli ultimi 50 anni - che, negli ultimi 50 anni, la superficie forestale è aumentata del 30 per cento nel nostro Paese. Quindi, se quella dovesse essere la causa, ahimè i numeri dicono esattamente il contrario, perché le foreste sono aumentate del 30 per cento negli ultimi 50 anni. Infatti, abbiamo tutta una serie di aree extraurbane che sono state abbandonate, c'è un afflusso sempre maggiore della popolazione verso le grandi città, c'è una concentrazione verso le grandi città e, quindi, se un ragionamento fosse da farsi sarebbe quello, magari, di cercare - attraverso gli investimenti, attraverso i servizi, attraverso la mobilità e attraverso la viabilità - di riuscire a fare in modo che le persone possano uscire dalle grandi città per riappropriarsi dei borghi, dei nostri centri storici e delle nostre frazioni, diminuendo la concentrazione sulle grandi città.

Questa è una politica da fare, ma è una politica che non implica di piantare alberi: è una politica che implica di fare investimenti su infrastrutture, sulla viabilità, sui trasporti, sul fatto di consentire alle persone che abitano anche fuori dalle grandi città di vivere in luoghi più vivibili e di decongestionare le dinamiche di residenzialità nelle grandi città. Quindi, questa è un po' la nostra posizione, che deve essere una posizione pragmatica, una posizione che si basa sulla realtà dei fatti, non su ideologie green (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Futuro Nazionale Vannacci-Free), su ideologie che distruggono l'economia, che mettono a repentaglio i bilanci delle nostre famiglie. E lo vediamo, lo abbiamo detto anche ieri: cioè noi finanziamo l'installazione di pannelli fotovoltaici, finanziamo le energie rinnovabili, però non lo facciamo con il bilancio dello Stato, lo facciamo scaricandolo sulle bollette dei cittadini. E i cittadini che non hanno l'impianto fotovoltaico devono pagare il 20 per cento dell'energia elettrica in più e le nostre imprese devono pagare l'energia elettrica il 20 per cento in più, anche quando non serve, per finanziare delle politiche che - come detto in premessa - hanno dubbia efficacia. E, fra virgolette, trattandosi proprio di Europa, quindi non del continente che dà il maggior contributo nell'inquinamento globale, non ha veramente un senso.

Applichiamo piuttosto delle politiche commerciali strette verso quei Paesi che inquinano di più e che poi esportano nel nostro Paese (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Futuro Nazionale Vannacci-Free). Perché non cominciamo a dire che Paesi come la Cina e l'India, che sono quelli che inquinano di più il nostro pianeta, devono avere - come si diceva una volta - dei dazi in ingresso verso l'Europa, perché sono loro a inquinare? No, noi andiamo a distruggere la nostra economia, andiamo a penalizzare i nostri cittadini, andiamo a scaricare in bolletta la follia delle politiche green e poi, fra virgolette, non otteniamo il benché minimo risultato. Quindi, quello che noi diciamo è che ci deve essere un approccio più pragmatico, un approccio che finalmente metta al centro l'essere umano, il cittadino, l'abitante, l'italiano, e che, attorno all'italiano e attorno al cittadino, vengano costruite delle politiche che vadano a mitigare quello che è l'impatto del cambiamento climatico.

Abbandoniamo però una volta per tutte quella follia green che, in realtà, non produce alcun effetto, né in termini economici - anzi, in termini economici produce dei danni - né men che meno per i cambiamenti climatici. A suffragio di quanto vi sto dicendo...

PRESIDENTE. Concluda.

GIANANGELO BOF (MISTO-FNV-F). ...voi vi ricorderete - e concludo con questo - che, durante il periodo del COVID, quando tutto era fermo, tutto era chiuso e nessuno inquinava, i dati sulle polveri sottili e i dati sull'inquinamento erano esattamente uguali ai dati precedenti a quel periodo (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Futuro Nazionale Vannacci-Free).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Gadda. Ne ha facoltà.

MARIA CHIARA GADDA (IV-CR). Grazie, Presidente. Sottosegretario Gemmato, fa caldo, non soltanto perché noi stessi lo percepiamo, camminando per le strade di Roma, ma perché ormai i dati ci dicono che la temperatura globale del mondo è aumentata di un grado e mezzo nel triennio 2023-2025 rispetto all'epoca preindustriale e che il 2025 è l'anno più caldo mai registrato. La stessa cosa l'avevamo detta nel 2024 e nel 2023 e, guardando i dati, questo è un trend ormai non più soltanto episodico, ma strutturale.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE GIORGIO MULE' (ore 11,10)

MARIA CHIARA GADDA (IV-CR). In quest'Aula, si sono sentite le cose più curiose. I colleghi di Futuro Nazionale hanno appena detto che questi cambiamenti climatici sono ciclici nella storia. Questo è vero, ma non possiamo non considerare gli effetti che l'uomo ha determinato in questa transizione, soprattutto poi nella capacità di reagire e di essere più resilienti rispetto a questo sistema. I cambiamenti climatici, le mutazioni e le ere geologiche ci sono sempre stati con i relativi mutamenti, ma oggi le nostre città, con i loro gradi di impermeabilizzazione, con scarsa resilienza e l'antropizzazione di tante aree che prima avevano un altro equilibrio con l'ecosistema, hanno aggravato e stanno aggravando le condizioni di vita di tante persone.

Quindi noi, come Italia Viva, non abbiamo mai assunto, quando eravamo al Governo e nemmeno oggi che siamo all'opposizione di questo Governo, posizioni ideologiche. Noi sappiamo che le posizioni ideologiche sono bandiere da sventolare che poi non portano risultati e abbiamo mostrato il nostro approccio critico, ad esempio, nei confronti di un Green Deal che non sempre ha accompagnato gli investimenti delle imprese e dei Paesi membri dell'Unione europea, ma è innegabile, però, che quei risultati e quegli obiettivi devono, invece, essere accompagnati. Allo stesso modo, quando eravamo al Governo, noi abbiamo messo in campo il Piano Italia sicura, che ha portato quegli investimenti che tanti comuni nel nostro Paese hanno messo in campo proprio per prevenire e adattarsi agli effetti dei cambiamenti climatici.

Un Paese che non è in grado di prevenire e di adattarsi ai cambiamenti climatici fa pagare il conto alle persone più fragili e alle persone in difficoltà. E, in effetti, questa mozione tratta un tema molto particolare, di cui si è discusso poco. Quando parliamo di effetti dei cambiamenti climatici, conosciamo benissimo, anche in legge di bilancio, i danni economici ai nostri sistemi agroalimentari e quanto costi la gestione delle emergenze, perché gli effetti dei cambiamenti climatici sono sempre più frequenti, sempre più violenti e l'inaridimento delle nostre città, delle nostre aree rurali e delle nostre campagne si alterna a grandinate e a fenomeni che poi portano a smottamenti e al dissesto idrogeologico, nelle aree di pianura così come in quelle di montagna. Il punto, però, che oggi noi trattiamo è molto sensibile e molto delicato e riguarda gli effetti dei cambiamenti climatici sulla salute delle persone, a partire dalle persone più fragili: gli anziani, le donne in gravidanza, le persone con disabilità e le persone povere. La povertà, infatti, è purtroppo aumentata in questi anni, la povertà assoluta e la povertà relativa, ma ci sono due milioni e mezzo di persone, due milioni e mezzo di famiglie che sono in uno stato di povertà energetica, quella povertà energetica che purtroppo questo Governo non ha saputo risolvere.

E la situazione di caldo terribile che c'è in queste ore voi stessi l'avete ammessa, non soltanto in questa mozione, ma anche aumentando le città con bollino rosso. Bollino rosso vuol dire stato di emergenza, vuol dire criticità anche per quelle persone che non hanno delle patologie pregresse che possano essere aggravate dal caldo e dalle condizioni che ci sono in queste ore. Sono aumentati i decessi legati al caldo, a partire da quelle grandi città come Milano e Roma che hanno un grado di impermeabilizzazione che rende la percezione del caldo più importante rispetto a quella delle aree rurali.

Si registrano, tra aree metropolitane e aree montane e periferiche del Paese, anche dieci gradi di differenza e questo, in un Paese come il nostro, che ha un abitato per oltre il 60 per cento costruito prima del 1976, anno in cui fecero la prima comparsa nella legislazione italiana le norme sulla riqualificazione energetica e antisismica, cosa dimostra? La situazione climatica e la mancanza di politiche urbane di prevenzione e di investimenti - che purtroppo latitano ancora; voi avete fatto un Piano casa che non ha preso in considerazione questo - aumenterà ulteriormente lo stato di malessere di quelle persone fragili, di quelle persone che sono in uno stato di povertà economica che già oggi fanno fatica a pagare le bollette e che, di certo, non possono permettersi nemmeno l'acquisto di un condizionatore e nemmeno di poterlo accendere, anche qualora lo dovessero avere in casa, perché i consumi energetici non sono compatibili con un bilancio familiare che per tante famiglie - quasi due milioni e mezzo - non consente di fare una scelta tra l'acquisto di generi alimentari e l'acquisto di farmaci, figuriamoci appunto difendersi dal caldo.

La maggior parte degli edifici - pensiamo anche all'edilizia popolare o ai tanti edifici pubblici, a partire dalle scuole - non è stata pensata, non è stata immaginata per queste temperature, per questa evoluzione dei cambiamenti climatici.

Quindi noi, come Italia Viva, vi chiediamo alcune cose molto semplici che vanno fatte e le vorremmo vedere nella prossima legge di bilancio: un modello di gestione, perché i dati sono importanti per capire le azioni da intraprendere; va rafforzato il sistema operativo nazionale di prevenzione degli effetti del caldo sulla salute; va aumentato il coordinamento tra le regioni perché esiste troppa difformità. Abbiamo rilevato tali difformità anche nella nostra mozione, che riguarda un'altra categoria di persone particolarmente esposte al rischio degli effetti dei cambiamenti climatici, delle ondate di calore. Sono i lavoratori che operano all'aperto: pensiamo ai lavoratori edili e a quelli del mondo dell'agricoltura. Esiste troppa difformità tra le ordinanze regionali che necessitano di un coordinamento nazionale. Quindi, nella nostra mozione, chiediamo un passo più deciso, più convinto per una norma quadro nazionale che riguardi i lavoratori particolarmente esposti a condizioni climatiche sfavorevoli.

Poi c'è il tema della salute, della sanità. Il Servizio sanitario nazionale di tipo universalistico sta mostrando tutte le criticità e anche voi le state registrando in queste ore, per gli effetti del caldo, per le tante fragilità. Siamo un Paese che invecchia: purtroppo, anche dal punto di vista della natalità e delle politiche per la famiglia, in questi quattro anni abbiamo visto molto poco. Nel mese di giugno, gli accessi ai pronto soccorso, quindi ai servizi di emergenza-urgenza - a quei luoghi dove le difficoltà del sistema sanitario si vedono in maniera più lampante e che vivono i cittadini sulla loro pelle - sono aumentati del 15 per cento.

Quindi, vi chiediamo di rafforzare sicuramente il sistema sanitario nazionale, ma anche la presa in carico delle categorie maggiormente esposte al caldo in queste ore, quindi anziani, donne in gravidanza, persone con disabilità e persone che hanno patologie pregresse e che possono essere aggravate dal caldo, con una presa in carico territoriale, anche attraverso l'istituzione e l'organizzazione di équipe mobili di prossimità. Io credo che, in questo momento, le persone abbiano bisogno di vedere che esiste un'istituzione, uno Stato, che sia vicino ai loro bisogni più importanti. Poi, bisogna aggiornare i protocolli di sorveglianza sanitaria, perché bisogna iniziare a misurare gli effetti dei cambiamenti climatici che aggravano le patologie pregresse.

Un ultimo punto e mi avvio, Presidente, verso la conclusione: servono gli investimenti per le politiche urbane, perché chi vive in un centro storico, chi vive nelle aree centrali delle nostre città, dove magari ci sono i parchi, le aree fresche con l'aria condizionata, non vive le stesse condizioni di chi abita nelle periferie dove non sono stati pensati luoghi di aggregazione dotati di sistemi di raffrescamento.

Le nostre scuole hanno bisogno di un ripensamento e di investimenti: noi riproponiamo “Italia sicura”, “scuole belle”, “scuole sicure”, chiamatele come volete, ma iniziamo a investire in prevenzione degli effetti dei cambiamenti climatici e politiche di adattamento, a partire dalle persone più in difficoltà, dall'edilizia popolare e dagli edifici pubblici, dove ci sono i nostri ragazzi e i nostri anziani (Applausi dei deputati del gruppo Italia Viva-Casa Riformista).

PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'onorevole Semenzato. Ne ha facoltà.

MARTINA SEMENZATO (NM(N-C-U-I)M-CP). Grazie, Presidente. Sottosegretario, onorevoli colleghi, quando affrontiamo il tema dei cambiamenti climatici, abbiamo il dovere di liberarci di due tentazioni opposte: quella di chi riduce tutto a una battaglia ideologica e quella di chi pensa che basti dichiarare un'emergenza per aver già trovato la soluzione. Noi non condividiamo nessuna di queste impostazioni. Per noi governare significa assumersi la responsabilità, significa partire dai problemi reali e costruire risposte altrettanto reali.

Il cambiamento climatico oggi produce effetti che ormai sono evidenti e che incidono direttamente sulla salute pubblica, sull'organizzazione dei servizi sanitari, sulla sicurezza dei territori, sul lavoro e sulla vita quotidiana di milioni di cittadini. Questo è il punto. È su questo terreno che deve misurarsi la politica. La differenza tra chi governa e chi fa opposizione, infatti, è semplice: chi governa non può limitarsi a descrivere i problemi, ma deve trovare le risposte. Le risposte non si costruiscono con gli slogan, ma con la capacità amministrativa, con il coordinamento tra le istituzioni, con investimenti mirati e una programmazione che guardi oltre la prossima stagione estiva. È questa l'impostazione che condividiamo: prevenire costa meno che rincorrere le emergenze. Vale in sanità, vale nella Protezione civile, vale nella gestione del territorio.

Per questo riteniamo fondamentale rafforzare gli strumenti di monitoraggio, consolidare la rete della medicina territoriale, migliorare il sistema di allerta e soprattutto mettere le amministrazioni locali nelle condizioni di pianificare interventi efficaci. La resilienza di un Paese non si misura dopo una crisi, si costruisce prima. Consentitemi, su questo punto, una riflessione personale legata al territorio che rappresento. Sono stata eletta a Venezia, una città che più di molte altre ha conosciuto nel tempo la necessità di confrontarsi con la fragilità del territorio e con la complessità delle sfide ambientali. Venezia ci insegna una soluzione molto concreta: davanti ai grandi problemi, non bastano le dichiarazioni di principio, ma servono conoscenza, programmazione, investimenti e capacità di realizzare interventi complessi. La tutela di un territorio così particolare non può essere affidata all'emotività del momento, ma richiede una visione di lungo periodo e istituzioni capaci di assumersi la responsabilità e Venezia si è assunta la responsabilità: pensiamo al MOSE e all'Aquagranda. Proprio per questo, Venezia rappresenta un esempio importante e dimostra che la prevenzione e l'adattamento non sono parole astratte, ma scelte politiche che richiedono continuità, competenze e collaborazione tra livelli istituzionali.

C'è poi un altro elemento che merita di essere evidenziato: troppo spesso il dibattito pubblico riduce la questione climatica a un elenco di divieti o di obblighi. Noi pensiamo invece che la sostenibilità debba essere compatibile con la crescita, con la competitività del sistema produttivo e con la tutela del lavoro, perché, senza economia forte, non esiste nemmeno uno Stato capace di investire nella salute, nella prevenzione e nella sicurezza. È un principio che il centrodestra ha sempre rivendicato e che continua a guidare l'azione del Governo. Lo stesso vale per il tema del lavoro, proteggere chi opera nei cantieri, nei campi o nei servizi assistenziali durante le ondate di calore non significa aggiungere altra burocrazia, significa costruire regole chiare, applicabili e condivise che tutelino le persone senza paralizzare le attività produttive.

Questo è il pragmatismo che ci appartiene, così come condividiamo l'idea che la tutela della salute non possa essere affidata esclusivamente agli ospedali. Una sanità moderna investe sulla prevenzione, sulla presa in carico delle fragilità, su una presenza più capillare sul territorio, perché è lì che spesso si fa la differenza tra chi interviene in tempo e chi arriva troppo tardi. La mozione di maggioranza di cui sono firmataria va esattamente in questa direzione. Non promette ciò che non può mantenere, non rincorre facili semplificazioni, indica un percorso fondato sul coordinamento istituzionale, sulla responsabilità e sulla continuità dell'azione pubblica.

Ed è un percorso coerente con il lavoro che questa maggioranza e questo Governo stanno portando avanti fin dalla legislatura: affrontare le grandi questioni con serietà, senza cedere alla propaganda e senza inseguire il consenso immediato. Quindi, Presidente, a nome del gruppo Noi Moderati, annuncio che esprimeremo voto favorevole alla mozione di maggioranza. Lo faremo perché, Presidente, crediamo che il compito della politica non sia alimentare le paure, ma rafforzare la capacità dello Stato di proteggere i cittadini, e perché crediamo che la prevenzione, la programmazione e una pubblica amministrazione efficiente siano gli strumenti migliori per affrontare sfide complesse, senza rinunciare alla crescita, al lavoro e allo sviluppo del nostro straordinario Paese.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Zanella. Ne ha facoltà.

LUANA ZANELLA (AVS). Grazie, Presidente. Sottosegretario Gemmato, onorevoli colleghe e colleghi, cerchiamo di inquadrare il tema in un orizzonte almeno europeo, perché l'Europa è il continente che si riscalda più rapidamente al mondo, con temperature in aumento a una velocità doppia rispetto alla media globale. Un fenomeno che, secondo l'Organizzazione mondiale della sanità per l'Europa, rappresenta una minaccia crescente per la salute pubblica e la sicurezza sanitaria, con un impatto destinato a intensificarsi anno dopo anno.

I dati parlano chiaro: solo dai primi bilanci di questa estate, elaborati su cinque Paesi, emergono già quasi 10.000 decessi in eccesso, attribuibili al caldo: un numero destinato a salire, considerando che il bilancio completo della stagione non è stato ancora conteggiato. Solo negli ultimi 4 anni il caldo ha causato più di 200.000 morti e la mortalità correlata al caldo è aumentata del 30 per cento negli ultimi 20 anni. E la Commissione paneuropea per il clima e la salute ha dichiarato la crisi climatica “emergenza di salute pubblica”, che causa impatti diretti sulla vita e sulla tenuta dei servizi sanitari: 17 raccomandazioni per i Governi e, tra le misure richieste, ci sono lo stop immediato ai sussidi per i combustibili fossili, la riprogettazione in chiave resiliente di ospedali e il riconoscimento del clima come priorità assoluta per la sicurezza globale. La crisi climatica è infatti crisi ambientale, sanitaria, sociale ed economica e impone un salto di qualità di tutte le politiche, ma è anche, e soprattutto direi, una questione di giustizia, perché a pagare il prezzo più alto sono le persone, come è stato già ricordato, più fragili: le persone anziane, i bambini e le bambine, chi vive in quartieri più densamente popolati e non può permettersi case efficienti, cure tempestive, protezione dal caldo estremo (Applausi dei deputati del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra).

E l'Italia è nel cuore del Mediterraneo, una delle aree - basti pensare alla Sicilia in questi giorni - più vulnerabili al riscaldamento globale. Questo significa che il nostro Paese non può permettersi ulteriori ritardi (Applausi dei deputati del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra), negazionismi, rinvii, politiche di facciata. Ogni estate più calda, ogni ondata di calore, ogni alluvione, ogni incendio ci ricorda che la transizione ecologica è una necessità concreta (Applausi dei deputati del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra), una politica, quella sì, di sicurezza nazionale, una scelta di civiltà. I dati che richiamiamo in questa nostra mozione sono durissimi. Si stimano, in Italia, 4.597 morti attribuibili al caldo aggravato dalla crisi climatica. Milano e Roma risultano tra le città più colpite. Non sono numeri astratti, colleghi e colleghe, sono vite, famiglie, le nostre comunità.

Ondate di calore sempre più intense e prolungate, riduzioni delle precipitazioni e crescente aridità del suolo favoriscono, inoltre, la vulnerabilità agli incendi. Ma il caldo estremo uccide spesso in silenzio nelle abitazioni, negli ospedali, nelle RSA; aggrava malattie cardiache, respiratorie, renali, neurologiche e metaboliche; colpisce chi è già fragile e spesso non viene nemmeno registrato come causa determinante nei certificati di morte. Per questo chiediamo monitoraggi più seri, dati trasparenti e leggibili, sistemi di sorveglianza epidemiologica più centrati.

La crisi climatica pesa anche sulla salute mentale: ecco ansia, solastalgia, disturbi del sonno, stress post-traumatico dopo alluvioni (Applausi dei deputati del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra), incendi, ondate di calore non sono fragilità individuali da minimizzare. Sono segnali sociali di un mondo che cambia troppo rapidamente e di istituzioni che non sanno sapere e non sanno proteggere. Integrare la salute psicologica nei piani climatici significa riconoscere che la cura delle persone e la cura della terra, la cura del pianeta, sono la stessa politica.

E le città sono, oggi, la prima linea della crisi climatica: asfalto, cemento, suolo impermeabilizzato, pochi alberi e poca ombra trasformano i quartieri in cui viviamo in trappole di calore. Le isole di calore urbano non sono un destino naturale, sono il prodotto di scelte urbanistiche continue e, direi, sbagliate (Applausi dei deputati del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra), di anni di consumo di suolo, di espansione disordinata, di scarsa attenzione agli ecosistemi. E allora la risposta deve essere altrettanto chiara: più alberi, più suolo permeabile, più acqua, più biodiversità, più infrastrutture verdi e blu. Il verde non è un arredo. Il verde urbano non è un arredo, non è decoro (Applausi dei deputati del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra), non è un lusso per quartieri privilegiati. È infrastruttura sanitaria, climatica e sociale. Un albero, gli alberi abbassano la temperatura, assorbono inquinanti, trattengono acqua, proteggono il suolo, migliorano la qualità della vita (Applausi dei deputati del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra), favoriscono il benessere psicofisico. Una città verde è una città più sicura, più sana e più giusta. Per questo la forestazione urbana deve diventare una grande politica nazionale, finanziata, misurabile e controllabile.

Accanto alla forestazione serve, però, la scelta netta di consumo di suolo zero entro il 2030 (Applausi dei deputati del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra). Non possiamo continuare a cementificare e poi stupirci se le città si allagano, se il caldo diventa insopportabile, se la biodiversità scompare, se il territorio non assorbe più l'acqua. Fermare il consumo di suolo non è solo una battaglia ecologica, è una battaglia economica e sociale. Significa difendere l'agricoltura, il paesaggio, la sicurezza idrogeologica, la salute e il futuro.

Il Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici non può restare un documento fermo (Applausi dei deputati del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra). È stato approvato, ma deve essere finalmente attuato con risorse vere, tempi certi. E così vale per il Piano nazionale di ripristino della natura, quello che voi avete rifiutato a livello europeo e respinto con un voto contrario di Fratelli d'Italia.

Ma l'Europa ci indica una direzione precisa: bisogna ripristinare gli ecosistemi, aumentare il verde pubblico e rafforzare la copertura arborea e l'Italia deve essere protagonista. La crisi climatica aggrava incendi, siccità, perdita di biodiversità e la fragilità degli ecosistemi. Per questo servono prevenzione e gestione attiva del territorio, manutenzione, cura dei boschi, protezione delle aree più esposte (Applausi dei deputati del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra). Non possiamo intervenire dopo che il danno si è manifestato ed è già avvenuto; occorre una politica che prevenga, che protegga e che rigeneri.

In questa visione, vi è l'approccio One Health - a cui fate spesso riferimento voi, sì, in termini tutti ideologici -, per cui salute umana, salute animale e salute degli ecosistemi non sono capitoli separati, sono un'unica rete. Se degradiamo l'ambiente, mettiamo a rischio anche la nostra salute; se perdiamo biodiversità, aumentano i rischi sanitari (Applausi dei deputati del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra); se non proteggiamo gli animali, non stiamo costruendo una società davvero responsabile.

PRESIDENTE. Concluda.

LUANA ZANELLA (AVS). Chiudo. La transizione ecologica deve essere integrale, non selettiva. Invece voi proponete un DDL Caccia che per voi significa consegnare ai cacciatori il ruolo di bioregolatori. Un ossimoro evidente, perché lo Stato non può devolvere le proprie responsabilità rispetto al proprio patrimonio indisponibile, specie ai cacciatori che esercitano l'attività della caccia per scopi ludici e in regime di concessione.

PRESIDENTE. Concluda, per favore.

LUANA ZANELLA (AVS). La crisi climatica aumenta le disuguaglianze e noi, con la nostra mozione, diamo indicazione perché, invece, giustizia ambientale, giustizia climatica e giustizia sociale vadano avanti insieme verso una transizione ecologica degna di questo nome (Applausi dei deputati del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Ruffino. Ne ha facoltà.

DANIELA RUFFINO (AZ-PER-RE). Grazie, signor Presidente. Onorevoli colleghi e Governo, Azione ritiene che il cambiamento climatico rappresenti una delle più grandi sfide del nostro tempo e che il compito della politica sia quello di affrontarlo con serietà, competenza e responsabilità. Troppo spesso, invece, il dibattito si divide tra due estremi: da una parte, il negazionismo che continua a minimizzare dati ormai consolidati dalla comunità scientifica; dall'altra, a volte, un approccio troppo ideologico, che individua solo divieti e rinunce senza costruire soluzioni realmente praticabili. Azione non si riconosce in nessuna di queste due posizioni: noi scegliamo la strada del pragmatismo, della scienza e dell'innovazione.

Il cambiamento climatico è inequivocabilmente causato dall'attività umana. Molti degli effetti che osserviamo oggi continueranno a manifestarsi per decenni, anche qualora le emissioni venissero drasticamente ridotte. È un dato che non può essere ignorato. Questo significa una cosa molto semplice: dobbiamo certamente continuare a ridurre le emissioni ma, contemporaneamente, dobbiamo prepararci ad affrontare gli effetti che sono già in corso. Ed è proprio questo il valore aggiunto della nostra mozione.

Per troppo tempo, il dibattito si è concentrato quasi esclusivamente sulla mitigazione; noi diciamo che oggi serve, con la stessa determinazione, una politica nazionale di adattamento, perché il cambiamento climatico non è un problema del futuro ma è, purtroppo, il presente. Lo vediamo nelle alluvioni che hanno colpito l'Emilia-Romagna, la Toscana e il Piemonte, lo vediamo nella siccità che mette in crisi l'agricoltura, negli incendi boschivi sempre più frequenti, nello scioglimento dei ghiacciai alpini oppure nell'erosione delle nostre coste. Purtroppo, lo vediamo anche nelle città, dove le ondate di calore producono un numero crescente di decessi, soprattutto tra gli anziani e le persone più fragili. Per questo motivo, chiediamo che l'Italia investa con decisione nella resilienza del territorio.

Perché chiediamo questo? Perché lo abbiamo già detto tante volte: vogliamo rafforzare la manutenzione del reticolo idraulico e vogliamo che si realizzino gli invasi e i sistemi di accumulo delle acque, piuttosto che proteggere le aree costiere o mettere in sicurezza le infrastrutture. Rafforzare la Protezione civile è fondamentale. Tutto questo, però, significa programmare e non rincorrere continuamente le emergenze.

C'è poi un altro elemento che questa mozione affronta con particolare attenzione e che troppo spesso viene sottovalutato: il rapporto tra cambiamento climatico e salute. Azione è convinta che la salute debba diventare uno degli assi portanti delle politiche climatiche. L'ho detto prima: le temperature estreme aumentano la mortalità, cambiano la diffusione delle malattie infettive, mettono sotto pressione un sistema sanitario che è già carente, che è deficitario. Arrivano le patologie cardiovascolari e respiratorie, si creano delle condizioni di vulnerabilità sociale. Per questo, la nostra mozione richiama la Carta internazionale di Roma su salute e cambiamenti climatici e propone un approccio integrato, che considera insieme salute umana, salute animale e tutela degli ecosistemi. Non è una visione teorica: è un modo con cui ormai la comunità scientifica internazionale affronta questi problemi. Quindi, ribadiamo le nostre richieste, ossia rafforzare i sistemi di sorveglianza epidemiologica e poi che il servizio nazionale sia preparato ad affrontare le emergenze climatiche. Vogliamo - e lo diciamo con forza - che vengano protette le categorie più fragili e che le città siano ripensate anche in funzione della salute dei cittadini. Ciò vuol dire che il Governo dovrà incidere in questo senso anche sulla redazione dei nuovi piani regolatori.

La nostra è una visione moderna della prevenzione ed è sicuramente una visione che guarda al futuro. Però, ribadisco, tutto questo richiede delle risorse, ma chiede soprattutto scelte politiche forti. Continuare a spendere miliardi ogni volta che si verifica una calamità naturale non è più sostenibile ed è per questo che bisogna prevenire. Lo abbiamo detto tante volte, anche questo lo abbiamo ripetuto: investire in prevenzione costa meno che ricostruire ed è una scelta economicamente intelligente, oltre che moralmente doverosa.

Poi c'è il tema dell'energia. Anche su questo Azione ha una posizione chiara: per raggiungere la neutralità climatica, non bastano gli slogan. Servono le tecnologie, gli investimenti, le reti moderne, gli accumuli e la ricerca. Servono le fonti rinnovabili, ma serve assolutamente anche il coraggio di dire che un grande Paese industriale, come l'Italia, non può rinunciare, per pregiudizio ideologico, all'energia nucleare di nuova generazione e questo la nostra mozione lo afferma con chiarezza (Applausi dei deputati del gruppo Azione-Popolari Europeisti Riformatori-Renew Europe).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Ilaria Fontana. Ne ha facoltà.

ILARIA FONTANA (M5S). Grazie, Presidente. Oggi è l'Earth Overshoot Day e da oggi siamo in debito con la Terra. Quindi, è anche curioso che proprio oggi parliamo di clima.

Abbiamo vissuto il giugno più caldo di sempre, con circa 700 eventi meteorologici in Italia - se facciamo una media sono 23 al giorno -, e anche luglio - lo stiamo vivendo in queste ore - non è assolutamente da meno, eppure pensate che potrebbero essere i più freschi che noi vivremo da qui ai prossimi anni. Pensate che in Giappone, proprio pochissimi giorni fa, è stata coniata una nuova parola, perché nel loro linguaggio non c'era una parola che andava a descrivere le condizioni climatiche che il Giappone sta vivendo in questo momento e questa nuova parola significa, più o meno, “giornata dal caldo insopportabile”. Quindi, capiamo come anche il linguaggio cambia a seconda delle condizioni che la società vive e il clima sta diventando parte della nostra società, perché condiziona la nostra vita.

Abbiamo visto poi, in questi giorni, gli incendi che stanno colpendo la nostra Sicilia, la nostra Calabria, la Puglia, il Molise e anche la mia terra, la Ciociaria. Ci raccontano una storia di mancata prevenzione e di mancato governo del territorio: pensiamo che soltanto in Sicilia abbiamo perso 24.451 ettari di bosco. E mentre il Sud brucia e fa i conti con la siccità - si inizia a parlare di siccità non a luglio, ma già a gennaio -, il Nord lo vediamo flagellato da maxi-grandinate e da ondate di maltempo. Questa non è una tendenza che si ripete una tantum oppure una volta ogni tot mesi. No, purtroppo è questa la crisi climatica e la stiamo già vivendo e non può essere affrontata anche con tanta sciatteria, direi, e con tanto menefreghismo da parte del Governo, tanto da cancellare le parole “cambiamento climatico” dal loro vocabolario. Guardate, è tutto collegato ed è proprio durante le ondate di calore che emergono, anche con maggiore evidenza, i limiti dell'attuale modello produttivo, ambientale e sociale, anche di come fino adesso abbiamo pensato le nostre città.

C'è un aspetto che non possiamo assolutamente non considerare, cioè che il caldo non colpisce tutti allo stesso modo ed è un dato di fatto, perché esiste una profonda disuguaglianza di classe quando parliamo di clima. C'è infatti un aspetto a cui non possiamo non pensare: chi vive in quartieri pieni di alberi, con parchi e spazi verdi, beneficia ovviamente di temperature più miti, e c'è chi, invece, vive in aree molto più impermeabilizzate, tra asfalto e cemento, trasformando interi quartieri in isole di calore, tanto che poi letteralmente si soffoca. Quindi qui c'è la disuguaglianza di classe: chi ha maggiori disponibilità economiche ovviamente può permettersi abitazioni più efficienti e meglio isolate, ovviamente dal punto di vista termico, e può permettersi anche di accendere l'aria condizionata, perché, sì, è un lusso accendere l'aria condizionata e, guardate un po', anche pagare le bollette (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle) - adesso infatti sta diventando un lusso anche potersi permettere di pagare le bollette. Invece, poi, c'è chi dispone di meno risorse e vive spesso in edifici altamente energivori, con materiali di scarsa qualità, senza alberature e senza che ci siano quartieri pubblici adeguati, pagando sulla propria salute e ovviamente sulla propria qualità della vita, il prezzo più alto di questa crisi climatica.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE FABIO RAMPELLI (ore 11,50)

ILARIA FONTANA (M5S). Attenzione, però: tutto questo non è una colpa per chi non ce la fa, ma è un nostro dovere dare risposte soprattutto a chi non ce la fa e non a chi può permettersi di accendere l'aria condizionata, di vivere in quartieri con alberature e con case efficientate. L'adattamento climatico e la mitigazione, signori, non sono parolacce, assolutamente, e soprattutto non possono essere considerati temi secondari, perché sono investimenti per assicurare crescita e stabilità.

Inoltre, guardate, sottovalutare queste misure fa anche aumentare il debito degli Stati, quindi poi inevitabilmente diventerà un problema economico e, finché non si capisce questo, si può continuare con la sciatteria e il menefreghismo, come si sente in quest'Aula dal vociare. Questa è quindi la risposta che stanno dando questo Governo e questa maggioranza. Il caldo colpisce chi lavora nei campi, nei cantieri, sulle strade, nella raccolta dei rifiuti, nella logistica, chi consegna merci, chi garantisce la sicurezza e i servizi essenziali all'aperto. Poi, colpisce chi, purtroppo, non può scegliere di fermarsi nelle ore più calde, perché la crisi climatica è una questione di diritti, di diritti del lavoro, di salute, di giustizia sociale, di sanità pubblica e la notizia di due operai morti a Latina, in meno di 24 ore, davvero non è una fatalità, perché significa gestire il rischio, mettendo la vita come bene sacrificabile, e questo non è accettabile.

Il cambiamento climatico uccide lentamente nelle case e nelle RSA, aggravando patologie cardiovascolari, metaboliche, respiratorie, e poi colpisce anche la salute mentale. Non può essere un tabù e dobbiamo iniziare a parlarne, perché se ne parla pochissimo e forse anche per niente. Il caldo intenso può incidere sull'umore, aggravare condizioni di fragilità psicologica e aumentare anche il disagio delle persone che già convivono con problemi di salute mentale. Poi, a questo si aggiunge l'ansia climatica e ne sono colpiti la maggior parte dei nostri ragazzi e delle nostre ragazze, perché, quando cambiamo l'ambiente, il lavoro, i mezzi di sussistenza e la coesione sociale di un territorio, a essere colpita è anche la salute mentale collettiva. La responsabilità è di tutte e tutti noi.

È esattamente questo il senso della mozione unitaria a prima firma della collega Zanella, che ringrazio, con un lavoro unitario con la collega Malavasi e con la collega Di Lauro. Il MoVimento 5 Stelle, nelle settimane scorse, ha chiesto anche un'informativa al Governo, che ovviamente è rimasta inattesa e inascoltata. Affrontare il caldo estremo non significa però - e anche qui dobbiamo sfatare un mito - gestire un'emergenza, anzi, è esattamente il contrario, perché significa costruire città e comunità più sicure e resilienti, significa costruire sistemi che non solo vanno a reggere l'emergenza, ma sono preparati ad affrontarla, anche perché stiamo vivendo una crisi climatica. L'emergenza ormai è superata. Siamo in una condizione, purtroppo, di normalità: è una crisi climatica in atto. Questo significa anche creare degli strumenti strutturali che vadano a prevedere dei sistemi di allerta precoce, misure specifiche per proteggere le persone più vulnerabili e un coordinamento tra sanità, sicurezza sul lavoro, servizi sociali, politiche abitative e, sì, anche e soprattutto la pianificazione urbana.

E in tutto questo, questa maggioranza si presenta in quest'Aula con una mozione che è del tutto propagandistica, perché avete avuto 4 anni di tempo, 4 anni di tempo per agire, e vi presentate oggi con questa mozione che è carta straccia (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle), perché non c'è un impegno che il Governo poteva fare da 4 anni a questa parte. Come fate a presentarvi con questa mozione, che davvero è assurda, anche perché probabilmente siete stati troppo impegnati a togliere risorse per i territori per la vostra maledetta corsa agli armamenti, senza capire che ogni euro che mettete sulle armi lo togliete a queste cose (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle). Sapete quante emissioni di anidride carbonica sono state generate nelle prime due settimane del conflitto in Iran? Cinque milioni di tonnellate, cinque milioni: se sommate, purtroppo, a tutti i conflitti in corso, immaginate il risultato spaventoso che abbiamo.

Voi, però, siete corresponsabili di questo, perché scegliete di alimentare la corsa al riarmo con l'obiettivo assurdo del 5 per cento del PIL in spese di difesa e sicurezza. Per favore, non chiamatela sicurezza nazionale, perché la vera sicurezza non si costruisce accumulando armi, anche perché chi sceglie il riarmo come priorità sta tradendo il futuro dei giovani e dell'intero Paese. Mentre voi vi occupate delle vostre bandierine politiche, il Paese arretra: il gasolio, come vediamo, sfiora i 2,20 euro al litro. Vi presentate con misure che non chiamerei neanche tampone, perché non esistono assolutamente. Per non parlare del fatto che restiamo ostaggi delle importazioni energetiche, sulle rinnovabili accumuliamo e continuiamo ad accumulare ritardi imbarazzanti. Altro che sicurezza, state rendendo l'Italia ogni giorno più fragile.

Davvero basta, basta con il finto pragmatismo. Veramente, non virate il discorso sulla questione ideologica, perché sapete cos'è ideologico? Negare il cambiamento climatico. Ideologico è portare in queste Aule uno scempio come il disegno di legge sulla caccia. E voi pensate anche di farlo per la biodiversità, ma di cosa parliamo (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle)? La Presidente Meloni parla di difendere l'Italia. Non c'è nulla di patriottico nel negare la realtà…

PRESIDENTE. Concluda.

ILARIA FONTANA (M5S). …e non c'è nulla di conservatore nel consumare veramente il territorio. Io non posso e non voglio rassegnarmi: toccherà a noi restituire all'Italia una politica che abbia il coraggio di guardare al futuro, perché questo significa governare cioè proteggere e curare le persone, l'ambiente e intere comunità e voi, anche su questo, avete completamente fallito (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle e di deputati del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Roberto Bagnasco. Ne ha facoltà.

ROBERTO BAGNASCO (FI-PPE). Grazie, Presidente. Presidente, onorevole Sottosegretario, cercherò di essere leggermente più ottimista rispetto al tragico intervento di chi mi ha preceduto, che vede tutto nero e certamente lascia alla nostra umanità ben poche prospettive.

Noi la vediamo in maniera certamente diversa, più serena, più equilibrata, più attenta alla realtà della situazione. Colleghi, Forza Italia voterà convintamente, invece, a favore della mozione di maggioranza, perché affronta un tema serio, ovviamente, con il rigore che merita, e non con interventi di tipo demagogico e, se mi consentite e se me lo consente anche la mia collega, solamente qualunquista. Quando parliamo degli effetti dei cambiamenti climatici sulla salute pubblica, non possiamo permetterci né sottovalutazioni, ovviamente, né tantomeno le strumentalizzazioni. La posta in gioco è troppo alta per essere ridotta a bandiera di parte. Le ondate di calore colpiscono innanzitutto le persone più fragili, gli anziani, i malati cronici, chi vive in condizioni di maggiore vulnerabilità. Dietro ogni dato statistico ci sono persone, famiglie e vite umane, ed è questo che deve guidare l'azione della politica. Non la propaganda - ripeto, non la propaganda -, ma solo ed esclusivamente la responsabilità (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente-PPE).

Questa mozione ha il merito di riconoscere il lavoro che il Governo Meloni sta portando avanti. Parte non dall'idea che tutto debba essere rifatto da capo, ma dalla volontà di rafforzare strumenti già esistenti: il sistema di allerta, la medicina territoriale, la prevenzione sanitaria, il coordinamento tra Stato, regioni ed enti locali, la tutela dei lavoratori e la resilienza nelle nostre città. È qui, in questo approccio, che si misura la differenza tra chi insegue visibilità politica e chi, invece, cerca soluzioni concrete. L'ambiente e la salute non appartengono a una parte politica: sono beni comuni che richiedono equilibrio, competenza e una visione di lungo periodo. Per questo crediamo che sia necessario continuare a investire nella prevenzione, nella ricerca, nella protezione del territorio e nella capacità delle nostre comunità di affrontare fenomeni climatici sempre più intensi, senza cedere a letture ideologiche che spesso dividono, anziché unire.

La politica è credibile, quando sa trasformare le preoccupazioni legittime dei cittadini in azioni efficaci, non quando rincorre slogan, e questa mozione va esattamente in questa direzione: valorizza ciò che è stato fatto, indica come migliorarlo e rafforza un percorso avviato dal Governo.

Per queste ragioni, il gruppo di Forza Italia esprime convintamente voto favorevole (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente-PPE).

PRESIDENTE. Prima di dare la parola alla deputata Simona Loizzo, chiedo al Sottosegretario Gemmato di dirci come intenda proporre di riformulare una mozione…

MARCELLO GEMMATO, Sottosegretario di Stato per la Salute. Sì, grazie, Presidente.

PRESIDENTE. …o, comunque, come intenda cambiare il parere. Prego.

MARCELLO GEMMATO, Sottosegretario di Stato per la Salute. Sì, grazie, Presidente. Per quanto riguarda la mozione Boschi ed altri n. 1-00593, sull'impegno n. 16), il parere da favorevole con riformulazione passa a favorevole secco.

PRESIDENTE. Molto bene, quindi, possiamo proseguire con le dichiarazioni di voto.

Ha chiesto di parlare la deputata Loizzo. Ne ha facoltà.

SIMONA LOIZZO (LEGA). Grazie, Presidente. Nell'annunciare il nostro voto favorevole alla mozione per iniziative concernenti la prevenzione degli effetti sulla salute derivanti dall'innalzamento delle temperature e per il contrasto al cambiamento climatico, annunciamo che depositeremo la nostra dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. È autorizzata. Ha chiesto di parlare il deputato Paolo Ciani. Ne ha facoltà.

PAOLO CIANI (PD-IDP). Grazie, Presidente. Presidente, rappresentanti del Governo, colleghe e colleghi, ci sono provvedimenti che provano a rispondere a una situazione contingente e voti che misurano una visione. Questo per noi appartiene a questa seconda categoria, perché la mozione che abbiamo sottoscritto e che discutiamo oggi non chiede soltanto di organizzare meglio la risposta sanitaria alle ondate di calore, chiede alla politica italiana di essere capace di leggere il presente senza lenti del passato e di dare risposte adeguate: il presente, non il futuro. Per anni, infatti, alcuni hanno raccontato la crisi climatica come una minaccia remota, una questione di ghiacciai e di orsi polari, materia per documentari e vertici internazionali. Ma mentre la si raccontava così, la crisi climatica entrava nei pronto soccorso, nei cantieri, nelle scuole, nelle case degli anziani soli; entrava, cioè, nella vita delle persone comuni che siamo chiamati a rappresentare.

Ricordo come ieri l'estate del 2003 in Francia e lo shock di 14.000 morti in eccesso, tra loro moltissimi anziani. E i numeri di queste settimane non concedono alibi. L'Organizzazione mondiale della sanità ha contato circa 1.300 morti in una sola settimana di ondata di calore in Europa e gli studi pubblicati ci consegnano dati di cui nessuno parla: migliaia di decessi attribuibili al caldo. Non voglio entrare nella polemica dei numeri, perché anche un solo morto è troppo, ma lo scorso anno circa 4.500 persone sono morte in Italia per condizioni legate al caldo. Se un'epidemia avesse ucciso tante persone, avremmo avuto edizioni straordinarie e Commissioni d'inchiesta. Il caldo, invece, uccide in silenzio, dentro le case e scompare spesso dalle statistiche: aggrava una cardiopatia, spegne un anziano fragile e un malato cronico e nessuno lo mette a verbale.

Il caldo estremo è un fattore di rischio clinico: scompensa il cuore e i reni, altera l'azione di farmaci di uso quotidiano - diuretici, antipertensivi, psicofarmaci - e trasforma in poche ore una fragilità in un'emergenza. Per questo la mozione chiede di monitorare sistematicamente decessi, ricoveri e malori legati alle ondate di calore, perché ciò che non viene misurato non viene governato.

C'è una seconda verità che questa mozione ha il merito di chiarire: il caldo non è democratico. Infatti, chi ha risorse compra la frescura, una casa efficiente, un condizionatore, una vacanza. Invece, chi non le ha, resta: resta l'anziana sola al quinto piano senza ascensore, resta il rider che quest'estate, davanti alla stazione Termini, consegnava con oltre 50 gradi misurati al suolo o l'altro rider, di cui parlavamo ieri, costretto a consegnare durante un'alluvione per meno di 4 euro lordi a corsa. Chi è pagato a cottimo infatti, se si ferma, rinuncia al salario e le ordinanze senza controlli restano lettera morta.

La crisi climatica è un moltiplicatore di disuguaglianze. Per questo una politica seria sul clima è una politica di giustizia sociale e per questo la mozione chiede di estendere il sistema operativo nazionale di prevenzione e previsione degli effetti del caldo sulla salute a tutte le città sopra i 100.000 abitanti: piani di allerta costruiti con le regioni, cure primarie rafforzate, controlli mirati su anziani, malati cronici, lavoratori esposti e donne in gravidanza, perché il caldo estremo aumenta perfino i parti pretermine. Dietro queste parole ci sono strumenti precisi: le anagrafi delle fragilità, attraverso le quali i medici di famiglia e i servizi sociali individuano prima, nome per nome, chi rischia di più, il codice calore nei pronto soccorso e l'assistenza domiciliare potenziata nei mesi in cui le corsie si svuotano di personale e si riempiono di pazienti.

C'è poi una ferita che non si vede nelle corsie, quella psicologica: l'eco-ansia dei più giovani, i traumi dopo un'alluvione, l'aggravarsi delle patologie psichiatriche nelle settimane roventi. Sbaglieremmo a liquidarla, come fa qualcuno, come una fragilità di moda: è la reazione umana di chi guarda il futuro e lo trova incerto. Per questo, chiediamo che la tutela psicologica e psicosociale entri stabilmente nei piani di prevenzione e gestione degli effetti climatici. La salute non è soltanto assenza di malattia acuta.

Poi servono città diverse; le nostre città sono state disegnate per un clima che non esiste più: troppo cemento, troppo asfalto e troppo poco verde. Ecco perché la nostra mozione chiede un programma nazionale di adattamento climatico urbano con una cabina di regia, tempi e risorse certe, infrastrutture verdi e blu, riforestazione urbana, consumo di suolo zero entro il 2030, l'approvazione e il finanziamento del Piano nazionale di ripristino della natura. Piantare un albero in una piazza assolata non è arredo urbano. Alla lettera, è un atto di sanità pubblica e l'approccio One Health ce lo conferma: salute umana, animale e degli ecosistemi sono una cosa sola. La pandemia ce lo ha insegnato a un prezzo che non dovremmo dimenticare.

Il clima che cambia, del resto, sta già ridisegnando la geografia delle malattie: i casi di West Nile e di Dengue autoctona registrati in Italia impongono una sorveglianza sanitaria che corra più veloce delle zanzare che le trasmettono. A chi ancora ripete che tutto questo sia ideologia - e lo abbiamo sentito anche oggi in quest'Aula - rispondo: guardate il mondo.

La Cina, che nessuno accuserà di ambientalismo romantico, installa da sola più della metà del fotovoltaico del pianeta e domina le filiere delle batterie e dell'auto elettrica, perché ha capito che la transizione è la corsa industriale del secolo. Gli Stati Uniti hanno scelto di nuovo il passato, uscendo dall'Accordo di Parigi. In questo contesto, l'Europa deve decidere se guidare o guardare e c'è l'Italia, il Paese del sole, che importa energia fossile e tratta la transizione ecologica come un fastidio. Forse, Presidente, il fastidio che provano anche i nostri colleghi ad ascoltare certe parole, mentre chiacchierano come se niente fosse (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista). Ma qui, Presidente, c'è una considerazione amara: per anni una parte della politica italiana…

PRESIDENTE. Onorevole Ciani, la interrompo, interrompiamo ovviamente anche il tempo, in modo tale che i colleghi, dall'una e dall'altra parte, che le sono sia a fianco che di fronte, decidano se mettersi in buon ordine, al loro posto, oppure se uscire dall'Aula e conversare in piena libertà, con l'unica prescrizione di non restare qui a disturbare chi svolge il proprio lavoro. Aspetti.

Prego, prosegua.

PAOLO CIANI (PD-IDP). Grazie, Presidente. Dicevo che c'è una considerazione amara, perché per anni una parte della politica italiana ha risposto a questo tema con il sarcasmo nel migliore dei casi. Hanno deriso i ragazzi che scioperavano il venerdì per il clima, li hanno chiamati “gretini” e hanno detto loro, con paternalismo, di tornare a scuola a fare lezione. Ebbene, la lezione ce l'hanno data loro (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista), ogni anno, con il loro impegno, perché ogni dato che ho citato finora dice che loro avevano pienamente ragione.

Le battute però intanto non mancano mai: poche settimane fa, mentre si contavano le vittime dell'ondata di calore, il Presidente del Senato dichiarava: ci abitueremo al clima caraibico, non vuol dire che moriremo. Lo dico con tutto il rispetto dovuto alla seconda carica dello Stato: di caldo si muore e muore prima chi un condizionatore non può permetterselo (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista). Adattarsi, quello sì, si può e si deve fare, ma l'adattamento vero non è rassegnazione: è progettazione, investimento, protezione, costa risorse e impone scelte.

Noi crediamo in un'altra idea di cambiamento. Dal 2022, la nostra Costituzione, all'articolo 9, impegna la Repubblica a tutelare “l'ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell'interesse delle future generazioni”. Non è una petizione di principio, è un mandato. Papa Francesco, nella Laudato si', ci ha consegnato tre parole che valgono un programma di Governo: “tutto è connesso”. La qualità dell'aria è connessa alla salute dei bambini, il cemento alle ondate di calore, la solitudine degli anziani alla capacità di un territorio di proteggerli, le disuguaglianze alla tenuta stessa della nostra democrazia.

La politica, quando è all'altezza del proprio compito, non insegue l'emergenza, la anticipa e la governa; non aspetta la prossima estate torrida o il prossimo bollettino drammatico per agitarsi e commuoversi e poi dimenticare. Ogni euro investito in prevenzione ne fa risparmiare molti in ricoveri e accessi d'urgenza. Prendersi cura del clima è un modo concreto di difendere il Servizio sanitario nazionale. Per questo il nostro “sì” è un “sì” convinto…

PRESIDENTE. Concluda.

PAOLO CIANI (PD-IDP). …è la scelta della prevenzione contro la rassegnazione, della cura contro l'abbandono e della giustizia sociale contro l'indifferenza. Per queste ragioni, Presidente, per gli anziani soli di oggi, per i ragazzi che avete deriso e avevano ragione e per l'Italia che verrà, dichiaro con convinzione il nostro voto favorevole alla mozione unitaria che abbiamo sottoscritto (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Ciocchetti. Ne ha facoltà.

LUCIANO CIOCCHETTI (FDI). Grazie, Presidente. Consegnerò il mio intervento per intero, voglio solo fare due brevissime riflessioni. L'Italia, a differenza di quello che è stato raccontato in molti interventi dell'opposizione, ha approvato il Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici nel dicembre del 2023. Peccato che prima non era mai stato approvato dai Governi precedenti (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

Il Piano rappresenta il principale strumento nazionale per ridurre la vulnerabilità di città, infrastrutture, risorse idriche, agricoltura e territorio agli effetti del cambiamento climatico. È stato approvato il Piano nazionale della prevenzione 2026-2031 in Conferenza Stato-regioni nel maggio del 2026. Inserisce, per la prima volta nella storia del nostro Paese in modo esplicito, il rapporto tra ambiente, cambiamenti climatici e salute tra gli assi strategici della prevenzione, rafforza l'approccio One Health e prevede sistemi di monitoraggio, prevenzione e protezione dagli effetti di caldo estremo, inquinamento ed eventi climatici avversi. Non interventi episodici, ma programmazione sanitaria nazionale, rafforzamento del Sistema nazionale di allerta caldo, bollettini e monitoraggio sanitario da parte del Ministero della Salute; il Piano nazionale per la prevenzione degli effetti del caldo sulla salute, con il coinvolgimento delle ASL, dei comuni e delle regioni per la tutela dei soggetti fragili; l'istituzione del numero verde 1500 e campagne informative; e poi il progetto INAIL-CNR di prevenzione per i lavoratori esposti a temperature estreme, nonché linee guida per l'edilizia, l'agricoltura e i lavori all'aperto grazie alla piattaforma con le regioni che stanno adottando ordinanze per proteggere i lavoratori più esposti.

E voglio ricordare anche che, è vero, bisogna mettere più alberi, bisogna fare foreste urbane, soprattutto nelle grandi città, a differenza di quello che fa il sindaco Gualtieri a Roma, che fa le piazze senza neppure un albero (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia). Voteremo a favore, chiaramente, della mozione della maggioranza e degli atti a cui il Governo ha dato parere favorevole con riferimento agli altri provvedimenti (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. Sono così esaurite le dichiarazioni di voto.

(Votazioni)

PRESIDENTE. Passiamo dunque ai voti.

Come da prassi, le mozioni saranno poste in votazione per le parti non assorbite e non precluse dalle votazioni precedenti.

Per quanto riguarda le votazioni per parti separate, faccio presente che i presentatori delle mozioni - ove necessario - hanno prestato il consenso previsto.

Passiamo alla votazione della mozione Zanella, Malavasi, Ilaria Fontana ed altri n. 1-00574 (Nuova formulazione).

Avverto che i presentatori hanno accettato unicamente la riformulazione relativa al 5° capoverso del dispositivo e che i presentatori e il gruppo Azione hanno chiesto la votazione per parti separate.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sulla mozione Zanella, Malavasi, Ilaria Fontana ed altri n. 1-00574 (Nuova formulazione), come riformulata, ad eccezione dei capoversi 14°, 33° e 37° della premessa, e dei capoversi 4°, 10°, 11°, 14°, 16° e 23° del dispositivo, con il parere favorevole del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera approva (Vedi votazione n. 1).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sui capoversi 14°, 33° e 37° della premessa e i capoversi 4°, 10°, 11°, 14° e 16° del dispositivo della mozione Zanella, Malavasi, Ilaria Fontana ed altri n. 1-00574 (Nuova formulazione), con il parere contrario del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 2).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul capoverso 23° del dispositivo della mozione Zanella, Malavasi, Ilaria Fontana ed altri n. 1-00574 (Nuova formulazione), con il parere contrario del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 3).

Passiamo alla votazione della mozione Boschi ed altri n. 1-00593.

Avverto che i presentatori hanno accettato le riformulazioni proposte dal Governo e che i presentatori e il gruppo MoVimento 5 Stelle hanno chiesto la votazione per parti separate.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul dispositivo della mozione Boschi ed altri n. 1-00593, come riformulata, ad eccezione dei capoversi 13° e 14° del dispositivo, con il parere favorevole del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera approva (Vedi votazione n. 4).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul 13° capoverso del dispositivo della mozione Boschi ed altri n. 1-00593, con il parere contrario del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 5).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul 14° capoverso del dispositivo della mozione Boschi ed altri n. 1-00593, con il parere favorevole del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera approva (Vedi votazione n. 6).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sulla premessa della mozione Boschi ed altri n. 1-00593, ad eccezione dei capoversi 4°, 5°, 16° e 18°, con il parere favorevole del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera approva (Vedi votazione n. 7).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sui capoversi 4°, 5°, 16° e 18° della premessa della mozione Boschi ed altri n. 1-00593, con il parere contrario del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 8).

Passiamo alla votazione della mozione Ruffino ed altri n. 1-00594.

Avverto che i presentatori hanno accettato le riformulazioni proposte dal Governo e, pertanto, il parere deve intendersi favorevole alla mozione nella sua interezza.

Avverto, altresì, che i gruppi Alleanza Verdi e Sinistra, Partito Democratico e MoVimento 5 Stelle hanno chiesto la votazione per parti separate.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sulla mozione Ruffino ed altri n. 1-00594, come riformulata, ad eccezione del 5° capoverso del dispositivo, con il parere favorevole del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera approva (Vedi votazione n. 9).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul 5° capoverso del dispositivo della mozione Ruffino ed altri n. 1-00594, come riformulato, con il parere favorevole del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera approva (Vedi votazione n. 10).

Passiamo alla votazione della mozione Vietri, Zinzi, Bagnasco, Semenzato ed altri n. 1-00595.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sulla mozione Vietri, Zinzi, Bagnasco, Semenzato ed altri n. 1-00595, con il parere favorevole del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera approva (Vedi votazione n. 11).

Passiamo alla votazione della mozione Manes ed altri n. 1-00596.

Avverto che i presentatori hanno accettato le riformulazioni proposte dal Governo e, pertanto, il parere deve intendersi favorevole alla mozione nella sua interezza.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sulla mozione Manes ed altri n. 1-00596, come riformulata, con il parere favorevole del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera approva (Vedi votazione n. 12).

Inversione dell'ordine del giorno.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Cerreto. Ne ha facoltà.

MARCO CERRETO (FDI). Grazie, Presidente. Chiedo un'inversione dell'ordine del giorno odierno, chiedendo di passare all'esame del punto n. 8 ovvero il collegato agricolo alla finanziaria.

PRESIDENTE. Sulla richiesta di inversione dell'ordine del giorno dei nostri lavori, al fine di passare direttamente al punto n. 8 all'ordine del giorno, recante il seguito dell'esame del disegno di legge in materia di agricoltura, potrà intervenire, ai sensi articolo 41, comma 1, del Regolamento, un deputato contro e uno a favore, per non più di cinque minuti ciascuno.

Chi vuole parlare contro? Nessuno. Chi vuole parlare a favore? Posto che non è proprio una cosa ordinaria, comunque noi siamo qui in attesa che voi finiate la vostra consultazione, quindi non c'è bisogno di arrabbiarsi (Commenti dei deputati Casu, Fornaro e Grimaldi). Guardi che non c'era nessuna polemica, siccome il deputato Grimaldi ha avuto un gesto di stizza, io invece stavo semplicemente aspettando che voi ci indicaste chi volesse parlare contro, molto semplicemente.

Ha chiesto di parlare contro il deputato Fornaro. Ne ha facoltà.

FEDERICO FORNARO (PD-IDP). Grazie, Presidente. Intervengo per esprimere la contrarietà, perché non c'è ragione per la quale bisogna fare questa inversione.

Sarebbe anche d'uopo, quando si fanno queste richieste, che le si motivasse. C'è una Capigruppo, viene stabilito un calendario. Segnalo - neanche troppo sommessamente - che gli altri punti all'ordine del giorno sono quasi tutti in capo all'opposizione, a cominciare dalla proposta di legge concernente l'istituzione della Giornata in memoria di Enzo Tortora, che ormai ha mesi di rinvii. Insomma, ci vorrebbe anche un po' più di tatto da questo punto di vista.

Nella sostanza, non c'è ragione o, meglio, l'unica ragione è di tipo propagandistico: sappiamo benissimo che alle 13,30 è prevista la fine dei lavori dell'Aula, non completeremo questo provvedimento, quindi non se ne capisce la ragione. È un atto di ulteriore arroganza della maggioranza: avete i numeri, per l'amor di Dio, però a questo punto, se può riferire al Presidente della Camera Fontana, evitiamo anche di fare le Capigruppo, se poi si continua, di forzatura in forzatura, dopo le brutte figure, perché quella che avete fatto ieri almeno catalogatela sotto l'albero delle brutte figure (Applausi dei deputati dei gruppi Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista, MoVimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra). Io non ricordo a memoria un decreto che venga spostato, perché c'è ancora un contenzioso, una discussione con l'Unione europea. Magari bisogna scriverli meglio, magari queste cose vanno fatte prima.

Va bene, volete andare avanti così? Andiamo avanti così, però almeno non chiedeteci di dare l'assenso a una scelta di questo genere, che - ripeto - segnala solo in questo momento un'arroganza, mi limito a dire, di carattere propagandistico (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).

PRESIDENTE. Chi chiede di parlare a favore? Allora, essendo giunte alla Presidenza altre richieste di poter svolgere ulteriori interventi, ai sensi dell'articolo 45 del Regolamento, darò la parola a un deputato per gruppo che lo richiedesse.

Ha chiesto di parlare il deputato Grimaldi.

MARCO GRIMALDI (AVS). Grazie, Presidente. Ci stavamo consultando per evitare di intervenire tutti, ma visto che anche lei mi è sembrato agitato, vorrei solo ricordare a lei e a quest'Aula che noi, in teoria, dovremmo finire un decreto oggi. Anzi, forse avremmo dovuto finirlo ieri, Presidente, e oggi arrivare finalmente al voto su Delmastro, ma di questo parleremo fra poco. Ricordo che non parleremo di un decreto, Presidente, perché qualcuno scrive i decreti male su vicende molto delicate, che riguardano milioni di italiani, che vorrebbero continuare ad andare negli intercity, milioni di lavoratori che, giustamente, sono molto preoccupati del futuro di quella gara. Siamo riusciti a fare un disastro davanti a tutti, di cui forse non vogliamo parlare, perché abbiamo tutti la paura che finisca male. E, come vede, quest'Aula non è stata nemmeno sfiorata da questa polemica. Le opposizioni - non so se abbia notato - ieri non erano sui banchi con i cartelli. Hanno visto l'ennesimo pasticcio di un Ministro che non fa mai il Ministro dei Trasporti e, quando fa il Ministro dei Trasporti, fa solo disastri! Disastri (Applausi dei deputati del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra)! E vorrebbe pure andare all'Interno: ma per carità di Dio!

Allora, lo dico sommessamente: ci sono altri provvedimenti prima del collegato agricoltura e voi, ancora, con la stessa arroganza delle scorse ore, ci volete far credere che questa sia l'unica soluzione possibile, quando, nella prossima settimana, tra l'altro avremo due decreti, come minimo ci piomberà una vicenda che, se non la chiudiamo oggi, dovremmo inserirla - lo spero bene, lo dico già, Presidente - ai primi punti dell'ordine del giorno della prossima settimana. Mica vorrete scappare sotto l'ombrellone con le chat per non darle alla magistratura per fare il proprio dovere? Cosa avete da nascondere? Continuiamo a chiedervelo: cosa avete da nascondere?

E in tutto questo, che cosa fate? Ci portate qua Lollobrigida per fare uno show, perché lo ha annunciato da settimane in ogni convegno. È questo il punto? Utilizzate la Camera come se fosse un palcoscenico, perché sapete benissimo che questo provvedimento non lo inizieremo oggi e non voteremo neppure un emendamento. No! Lo esamineremo la prossima settimana. Come se nella prossima settimana non dovessimo parlare di scostamento, non dovessimo esaminare il bilancio della Camera, esaminare due decreti, occuparci di cinema. Ma vi rendete conto dell'arroganza che avete e che non ha mai limiti (Applausi dei deputati del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra)? E non ha mai limiti neanche verso la vostra dignità e la dignità di noi parlamentari!

Presidente, è inutile che si arrabbi con l'opposizione, se ogni tanto ci consultiamo per essere rispettosi di questo ruolo e di quest'Aula. Gli unici che non hanno rispetto di quest'Aula siete sempre e solo voi (Applausi dei deputati del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra)!

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Del Barba. Ne ha facoltà.

MAURO DEL BARBA (IV-CR). Grazie, Presidente. Anche noi ravvisiamo un comportamento supponente, non solo per una questione di logica, di bon ton, che richiederebbe che, laddove si sacrificano provvedimenti dovuti all'opposizione, ci fosse almeno un dialogo, soprattutto laddove si è appena celebrata la Capigruppo, quindi anche con una mancanza di rispetto degli organismi preposti a stabilire il nostro calendario, ma anche per una questione di intelligenza politica, non solo di bon ton politico, ma di intelligenza politica. State infatti utilizzando il Parlamento come la foglia di fico per tutte le contraddizioni, le fragilità, le incompetenze della maggioranza e del Governo.

Lo avete fatto in questi giorni parlando di SAFE: a un certo punto, nel ping pong imbarazzato tra Ministri, parlamentari, forze diverse della maggioranza, vi siete rifugiati nella frase “il Parlamento deciderà”, perché per voi il Parlamento è proprio questo, una foglia di fico dietro cui provare a nascondere - ma sono così grandi che è imbarazzante - le vostre contraddizioni e le vostre incapacità. Ecco, oggi lo fate a danno dei provvedimenti che erano riservati alle opposizioni, lo fate con una grammatica che non si addice a questa istituzione, lo fate con una supponenza e un'arroganza che sono quelle che vi hanno portato a fondo, laddove abbiamo discusso di legge elettorale, e che vi stanno portando a fondo nel governare questo Paese.

Non pensiate, in questo modo, di andare sotto gli ombrelloni più tranquilli. Andate sotto gli ombrelloni avendo messo talmente tanta polvere sotto il tappeto che, al ritorno, sarete voi a inciamparvi (Applausi dei deputati del gruppo Italia Viva-Casa Riformista).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Richetti. Ne ha facoltà.

MATTEO RICHETTI (AZ-PER-RE). Presidente, non scomodo le categorie dell'arroganza, della supponenza, mi bastano le relazioni, il Regolamento del Parlamento e il rapporto tra maggioranza e opposizione.

Noi abbiamo appena terminato una Conferenza dei capigruppo in cui ci siamo detti: andiamo in Aula e proseguiamo il calendario dei lavori. Prima di questo punto - lo ricordava il collega Fornaro e adesso lo ricordava il collega Del Barba -, ce ne sono altri. Faccio presente che il nostro gruppo, il 15 giugno, ha proposto a quest'Aula la discussione generale su una mozione che è nel limbo e che riguarda il superamento del diritto di veto nell'Unione europea: non si farà, perché, con un atto di forza, imponete la discussione che interessa a voi. Non si farà in agosto, non si farà prima della pausa estiva e concluderemo una cosa cominciata da calendario un mese e mezzo fa, forse, tra tre o quattro mesi. Il punto è se il Parlamento è un servizio a domanda individuale della maggioranza o vive di un dibattito tra i gruppi parlamentari (Applausi dei deputati del gruppo Azione-Popolari Europeisti Riformatori-Renew Europe e di deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).

Faccio presente, tra l'altro, che non tutti i gruppi sono rappresentati nelle Commissioni. Preparare, per non parlare a vanvera - lusso che vorremmo continuare a concederci - durante il dibattito parlamentare, vuol dire sapere di cosa si discute, non con cinque minuti di anticipo, ma istruire emendamenti, ordini del giorno, decidere come gruppo che posizione tenere. Non ve ne frega veramente più nulla di un comportamento parlamentare che serva il Paese con responsabilità e consapevolezza? Se non interessa a voi, consentite anche a un piccolo gruppo di preparare le discussioni oppure è tutto da considerarsi ai fini di teatro, cinema, social e qualche video da proporre su discussioni che non arrivano a conclusione?

Ora, penso che si stiano accumulando le questioni sulle quali state tirando la corda. Abbiamo in sospeso un decreto PNRR, in cui, in corso di discussione, vi accorgete dei limiti che ci sono! Non esaminiamo un punto delicato, perché è bene soprassedere. Dal Senato, la maggioranza ci manda punti all'ordine del giorno programmati per domani, forse per la prossima settimana. L'importante è chiudere quando interessa a voi i lavori e certamente una cosa non si fa: non approvare, ma discutere ciò che l'opposizione chiede di fare da quattro mesi e non si discute! E per le vie brevi, mi fate anche sapere che, se mai ci si arrivasse, siete pronti a votare il rinvio ad altro calendario.

Il Parlamento ancora non vi appartiene, io credo per un po' (Applausi dei deputati del gruppo Azione-Popolari Europeisti Riformatori-Renew Europe e di deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Quartini. Ne ha facoltà.

ANDREA QUARTINI (M5S). Grazie, Presidente. Io non posso che essere d'accordo con gli interventi che mi hanno preceduto.

Prima di tutto, è evidente che c'è una sorta di arroganza istituzionale, perché trattate il Parlamento a pesci in faccia, facendo questo tipo di operazione. State facendo un'inversione dei lavori per accontentare Lollobrigida: fondamentalmente sono 15 giorni che batte i piedi e che vuole venire in Aula a usarla come un palcoscenico per la propria propaganda. Questo è il dato di fatto. Al di là del contenuto del Coltivaitalia, c'è un elemento chiarissimo: noi probabilmente non voteremo neanche un articolo di questo provvedimento. E ci troviamo un'inversione dei lavori che è assolutamente inaccettabile rispetto alla stessa sovranità, al di là del voto che faremo, perché c'erano accordi sul calendario che erano completamente diversi.

Certo è che, sicuramente, anche il fatto di bloccare la possibilità di votare sul caso Delmastro la dice lunga sulla vostra stessa arroganza (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle). Questo è un dato di fatto! Ma cosa avete da nascondere? Queste chat ce le volete dare? Ma non a noi, alla magistratura, perché la magistratura possa fare il suo corso! Dov'è la trasparenza? Da cosa fuggite? Da cosa vi nascondete?

Per non considerare la figuraccia epocale che è stata fatta ieri sull'articolo 1 del decreto PNRR (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle)! Una figuraccia che lede, che rischia di infrangere la stessa legge sulla concorrenza! Io credo che dovreste nascondervi per la vergogna che dovreste provare (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Enrico Costa. Ne ha facoltà.

ENRICO COSTA (FI-PPE). Grazie, Presidente. Il nostro gruppo ha una richiesta che, devo dire, è coerente con il calendario. Noi siamo particolarmente sensibili al tema degli errori giudiziari e del riconoscimento, ovviamente, di una giornata per le vittime degli errori giudiziari.

È un lavoro che è già stato fatto in Commissione, il provvedimento è arrivato in Aula, poi è tornato in Commissione, e quindi noi riteniamo che, entro la pausa estiva, questo provvedimento debba essere esaminato dall'Aula ed approvato. Quindi lo chiediamo e, ovviamente, il nostro impegno sarà affinché nel calendario della prossima settimana questo provvedimento venga esaminato. Quindi ovviamente c'è una richiesta di rinvio nella giornata di oggi, tanto, in ogni caso, non si riuscirebbe a concludere il provvedimento, la PDL Enzo Tortora. Quindi ovviamente aderiamo alla richiesta di rinvio per iniziare un provvedimento diverso, però il nostro impegno, che ribadiremo nella Conferenza dei presidenti di gruppo e nelle sedi opportune, sarà quello di aderire alla definizione completa, complessiva, ovviamente nel rispetto dell'Aula, di questa proposta di legge, che da molto tempo attende di essere esaminata (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente-PPE).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

Pongo in votazione, mediante procedimento elettronico senza registrazione di nomi, la proposta di passare direttamente al punto n. 8 all'ordine del giorno, recante il seguito della discussione del disegno di legge n. 2670-A​: Misure di consolidamento e sviluppo del settore agricolo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera approva per 39 voti di differenza.

Seguito della discussione del disegno di legge: Misure di consolidamento e sviluppo del settore agricolo (A.C. 2670-A​) (ore 12,36).

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito della discussione del disegno di legge n. 2670-A​: Misure di consolidamento e sviluppo del settore agricolo.

Ricordo che nella seduta del 20 luglio si è conclusa la discussione generale e il relatore è intervenuto in sede di replica, mentre il rappresentante del Governo vi ha rinunciato.

(Esame degli articoli - A.C. 2670-A​)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame degli articoli del disegno di legge e delle proposte emendative presentate (Vedi l'allegato A).

Avverto che, fuori dalla seduta, l'articolo aggiuntivo 17.0600 della Commissione è stato ritirato.

Le Commissioni I (Affari costituzionali) e V (Bilancio) hanno espresso i prescritti pareri (Vedi l'allegato A), che sono in distribuzione.

Ricordo che, a norma dell'articolo 123-bis, comma 3-bis, ultimo periodo, del Regolamento, gli emendamenti e gli articoli aggiuntivi dichiarati inammissibili non possono essere ripresentati in Assemblea e - ove ripresentati - non sono pubblicati.

Inoltre non sono pubblicati, in quanto non ricevibili: gli emendamenti già presentati presso la Commissione, ma in quella sede ritirati o decaduti per assenza del presentatore; i nuovi emendamenti, non previamente presentati presso la Commissione, riferiti a parti del testo non modificate dalla Commissione stessa, ovvero che non risultino consequenziali rispetto alle modifiche apportate in sede referente.

Comunico che la Presidenza, sulla base del parere espresso dalla V Commissione (Bilancio) nella riunione odierna, non ritiene ammissibili, a norma dell'articolo 123-bis del Regolamento, in quanto recano nuovi o maggiori oneri finanziari privi di idonea quantificazione e copertura, le seguenti proposte emendative: 8.3 Gadda, 8.4 Forattini, 8.04 Vaccari, 9.01 Borrelli, 14.06 Gadda, 21.01 Borrelli, 22.2 Forattini e 22.012 Borrelli.

Informo l'Assemblea che, in applicazione dell'articolo 85-bis del Regolamento, il gruppo Italia Viva-Casa Riformista è stato invitato a segnalare gli emendamenti da porre comunque in votazione.

Ha chiesto di parlare sul complesso degli emendamenti il deputato Alessandro Caramiello. Ne ha facoltà.

ALESSANDRO CARAMIELLO (M5S). Grazie, Presidente. Sottosegretario, c'è un dispiacere. Stiamo affrontando il disegno di legge ColtivaItalia, diceva il collega Grimaldi, che, in queste settimane, il Ministro Lollobrigida ha annunciato più volte sui social. Però, purtroppo, non lo vedo qui, in Aula, per discutere proprio di questo provvedimento (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle). E già questo è il primo segnale del fatto che il Ministro Lollobrigida lavori soltanto sui social e non nei luoghi deputati (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

E quindi mi rivolgo al Sottosegretario, dicendogli quello che volevo dire al Ministro. E subito si evince nel provvedimento che le risorse finanziarie stanziate sono inferiori a quelle previste e a quelle che servirebbero per il comparto agricoltura che, come ricordo, è un asset fondamentale del nostro Paese. Sottosegretario, si sta correndo, si procede, si accelera, si corre, si inverte l'ordine del giorno. E, allora, la prima domanda è molto semplice: perché tutta questa fretta? Qual è la ragione per cui il Parlamento deve essere costretto, ancora una volta, a rincorrere i tempi imposti dal Governo, anziché essere messo nelle condizioni di esaminare compiutamente un provvedimento così importante?

Parliamo di agricoltura, parliamo di investimenti pubblici, parliamo di programmazione economica, parliamo di un disegno di legge collegato alla manovra di finanza pubblica. Sottosegretario, sapere con certezza quale cifra è sul tavolo non è una questione formale, ma sostanziale, perché, dietro ogni stanziamento, ogni fondo e ogni promessa contenuta in questo provvedimento, ci sono imprese agricole che devono programmare investimenti, giovani che devono decidere se entrare o meno nel settore, allevatori che stanno affrontando costi sempre più pesanti, territori colpiti dalle fitopatie e intere filiere che attendono da anni risposte strutturali.

Presidente, stiamo parlando della sopravvivenza di un pezzo fondamentale dell'economia e dell'identità del nostro Paese. Un provvedimento che dovrebbe rafforzare la sovranità alimentare, ridurre la dipendenza dell'Italia dall'estero, sostenere le filiere strategiche, favorire il ricambio generazionale, valorizzare il ruolo delle donne in agricoltura, affrontare le emergenze sanitarie e promuovere innovazione e competitività. Colleghi, questi sono obiettivi che naturalmente nessuno può contestare in linea di principio.

Ma il punto politico è un altro: non basta elencare le emergenze dell'agricoltura italiana per poter dire di averle risolte. Anzitutto, colleghi, dobbiamo sostenere quelle produzioni nelle quali l'Italia presenta una forte dipendenza dall'estero. Parliamo del frumento, dei cereali, della soia, ma anche delle carni che importiamo, delle arance, dell'olio e ancora di molto altro. Presidente, la guerra in Ucraina e le crisi geopolitiche degli ultimi anni ci hanno mostrato con una chiarezza drammatica quanto possa essere fragile un sistema che dipende eccessivamente dalle importazioni. Ma la sovranità alimentare non può essere soltanto uno slogan. Se vogliamo davvero ridurre la dipendenza dall'estero, dobbiamo mettere gli agricoltori italiani nelle condizioni di produrre; e per produrre servono prezzi equi, accesso al credito, tutela dalla concorrenza sleale, infrastrutture, acqua, energia a costi sostenibili per il gasolio agricolo, ricerca, innovazione e, soprattutto, una prospettiva. Non si può chiedere agli agricoltori italiani di garantire la sicurezza alimentare del Paese e poi lasciarli soli davanti all'aumento dei costi di produzione (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle). Sottosegretario, non si può parlare di sovranità alimentare mentre migliaia di aziende agricole chiudono.

Un secondo grande capitolo, Presidente, riguarda la zootecnia. Anche qui il tema della dipendenza dall'estero è centrale. L'obiettivo dichiarato è aumentare e rafforzare la presenza di capi allevati in Italia, riducendo la dipendenza dalle importazioni e sostenendo la filiera nazionale. Noi importiamo molto dalla Francia e dobbiamo cambiare paradigma e narrazione. Dobbiamo iniziare a parlare di allevamenti estensivi, dare la possibilità ai nostri capi di pascolare in serenità e dire basta agli allevamenti intensivi (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

Poi c'è un tema fondamentale, che è il ricambio generazionale. L'agricoltura italiana sta invecchiando, e questo non è un dato statistico: è una vera emergenza nazionale. Se i giovani non entrano in agricoltura, tra qualche anno non avremo soltanto meno aziende agricole ma territori abbandonati, aree interne sempre più spopolate, terreni non curati, una maggiore fragilità idrogeologica e una perdita irreversibile di conoscenze e competenze. Girando molto il Meridione, anche in Abruzzo, e parlando con gli amministratori locali, il sindaco di un piccolo comune di 280 abitanti, Dogliola, mi disse: “Onorevole, ho 960 ettari di terreno e non so a chi darli, perché il mio comune si sta spopolando”. Allora, anche in questo caso bisogna creare quelle condizioni politiche affinché si effettui un censimento chiaro di tutti i terreni abbandonati in modo da poterli dare ai nostri giovani.

Ricordo tra l'altro che, qualche anno fa, abbiamo approvato in quest'Aula una proposta di legge sull'imprenditoria giovanile in ambito agricolo, che era partita in Commissione. Inizialmente furono stanziati 100 milioni di euro, poi arrivò al Governo con un taglio netto di 85 milioni; e poi, in Aula, soltanto con 15 milioni. E voi sapete se è stata aperta qualche impresa agricola, con quei 15 milioni? Conoscete il costo di un macchinario? Ad oggi non ci sono studi per capire se sono state effettivamente aperte delle aziende agricole anche in ambito giovanile. E quindi questi sono palliativi che, a oggi, non risolvono alcun problema per il comparto agricoltura (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

Presidente, noi abbiamo presentato, per questo provvedimento, una serie di emendamenti. Abbiamo cercato di migliorare il testo e qualcosa ci è stato approvato in Commissione. Ma oggi, in quest'Aula, portiamo una serie di proposte emendative e mi aspetto un parere favorevole da parte del Governo e, contestualmente, un voto favorevole anche in quest'Aula. Parlo dell'articolo aggiuntivo 1.02 in merito alla promozione delle pratiche di gestione agricola sostenibile; dell'articolo aggiuntivo 1.03, sulle disposizioni concernenti i lavoratori a tempo determinato e stagionali del settore agricolo; lo stesso dicasi dell'articolo aggiuntivo 8.01 sul sostegno alle filiere lattiero-casearie e ortofrutticola, e dell'articolo aggiuntivo 20.01 per il rilancio dei micro birrifici. Sono tutte proposte di buonsenso e spero che il Governo e l'Aula voteranno favorevolmente.

Presidente, la terra non mente. La terra restituisce soltanto ciò che si ha la cura, l'umiltà e la visione di coltivare. Per tutte queste ragioni, per il rispetto del comparto primario, per amore del nostro territorio, per la dignità delle donne e degli uomini che lavorano la terra d'Italia, mi aspetto voti favorevoli per le nostre proposte emendative, su di un provvedimento che deve essere migliorato per dare risposte esaustive ai nostri agricoltori (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

PRESIDENTE. Se nessun altro intende intervenire sul complesso degli emendamenti, invito il relatore e il rappresentante del Governo ad esprimere il parere sugli emendamenti e sugli articoli aggiuntivi riferiti agli articoli del disegno di legge segnalati per la votazione.

MARCO CERRETO, Relatore. Presidente, se lei è d'accordo, io declamerei i pareri favorevoli che sono solo sette e, poi, per tutto il resto formulo un invito al ritiro o parere contrario. Se per lei non è un problema, seguirei quest'ordine.

PRESIDENTE. No, va bene, è la procedura giusta.

MARCO CERRETO, Relatore. Sull'articolo aggiuntivo 15.0600 della Commissione, a pagina 14 del fascicolo, il parere è favorevole. Sull'emendamento 20.600 della Commissione, a pagina 18 del fascicolo, il parere è favorevole.

Sull'articolo aggiuntivo 22.0600 della Commissione, a pagina 21 del fascicolo, il parere è favorevole. Sull'emendamento 24.601 della Commissione, a pagina 25 del fascicolo, il parere è favorevole. Sull'emendamento 24.600 della Commissione, a pagina 25 del fascicolo, il parere è favorevole. Sugli identici articoli aggiuntivi 27.01 Schullian e 27.02 Cattoi, a pagina 26 del fascicolo, il parere è favorevole.

Sull'articolo aggiuntivo 27.0600 della Commissione, a pagina 26 del fascicolo, il parere è favorevole. Chiedo, inoltre, di accantonare l'articolo aggiuntivo 5.02 Cavandoli per degli approfondimenti che sono in corso nella Commissione Bilancio.

PRESIDENTE. Il Governo?

LUIGI D'ERAMO, Sottosegretario di Stato per l'Agricoltura, la sovranità alimentare e le foreste. Parere conforme al relatore.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Fornaro. Ne ha facoltà.

FEDERICO FORNARO (PD-IDP). Segnalavo che c'è un articolo aggiuntivo 17.0600 della Commissione…

PRESIDENTE. Ritirato.

FEDERICO FORNARO (PD-IDP). Ritirato, perfetto.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il relatore, deputato Cerreto. Ne ha facoltà.

MARCO CERRETO, Relatore. Grazie, Presidente. Vorrei precisare una cosa al collega del MoVimento 5 Stelle che è intervenuto prima. E mi dispiace, evidentemente, che il clima sereno e collaborativo che abbiamo avuto in Commissione in tutti questi mesi per un provvedimento che - non sfuggirà a nessuno - è attesissimo dal mondo agricolo, perché mette a terra risorse per un miliardo e 200 milioni… allora, in qualità di relatore le dico che, ascoltare, in Aula, accuse di latitanza al Ministro Lollobrigida perché, presuntivamente, si assume che è sui social è offensivo per il Governo e anche per la parte della maggioranza che io rappresento in questa sede (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia - Commenti di deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle). Il Ministro Lollobrigida, in questi minuti, non è infatti qui perché è sui social, ma perché è al MASAF, dove ha riunito la filiera riso che versa in problemi enormi (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia – Commenti di deputati dei gruppi Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista e MoVimento 5 Stelle). Quindi, determinate affermazioni gratuite, populiste ed inutili sono, onestamente, da risparmiarsi, cari amici (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia – Commenti di deputati dei gruppi Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista e MoVimento 5 Stelle).

(Articolo 1 - A.C. 2670-A​)

PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento 1.1 Gadda. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 1.1. Gadda, con il parere contrario della Commissione e del Governo.

Dichiaro aperta la votazione… La votazione è revocata. Ha chiesto di parlare la deputata Gadda. Mi perdoni, ma è difficile, abbiamo anche collaboratori. Non l'abbiamo vista e le chiediamo perdono. Diciamo che, di norma, per essere intercettabili sarebbe utile alzarsi in piedi e alzare la mano.

Prego.

MARIA CHIARA GADDA (IV-CR). Grazie, Presidente. Prima mi sono alzata in piedi e sono anche venuta ai banchi della Presidenza per dire che sarei intervenuta sugli emendamenti e che non sarei intervenuta, invece, sul complesso degli emendamenti.

In ogni caso, l'emendamento 1.1 Gadda dà l'opportunità al Governo e, in particolare, al Sottosegretario D'Eramo, di attuare quella strategia per le aree interne che passa anche dagli investimenti nei confronti delle nostre aree montane della filiera, delle foreste e del legno che, appunto, è una caratteristica importante del nostro made in Italy, una filiera che va potenziata. E questo emendamento chiede di estendere le opportunità, che sono inserite all'articolo 1, alla costituzione, avviamento e consolidamento degli accordi di foresta.

Le nostre aree montane e le nostre aree rurali sono caratterizzate da una grande frammentazione fondiaria e questa opportunità di attuazione degli accordi di foresta consentirebbe di potenziare l'aggregazione fondiaria, di promuovere forme associate di gestione, di attivare modelli di economia circolare e, soprattutto, di potenziare la nostra filiera del legno. Noi ci troviamo in un Paese che, per potenziare una filiera così importante del made in Italy, importa la stragrande maggioranza della materia prima. La gestione delle foreste consente di avere una gestione sostenibile e multifunzionale, caratteristica espressione delle nostre filiere agricole e produttive.

Quindi, io chiedo al Sottosegretario D'Eramo di rivalutare il parere a questo emendamento, che peraltro non richiede una copertura aggiuntiva, ma chiede semplicemente di avviare, dare senso, dare corpo e dare anche responsabilità e piena attuazione a quanto il Sottosegretario stesso racconta ormai da quattro anni al Governo rispetto alla strategia per le aree interne e per le aree montane, che sono parte integrante del nostro Paese.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Forattini. Ne ha facoltà.

ANTONELLA FORATTINI (PD-IDP). Grazie, Presidente. Chiedo di sottoscrivere l'emendamento della collega a nome del Partito Democratico.

PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 1.1 Gadda, con il parere contrario della Commissione e del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 13).

Passiamo all'emendamento 1.2 Forattini.

Ha chiesto di parlare la deputata Forattini. Ne ha facoltà.

ANTONELLA FORATTINI (PD-IDP). Grazie Presidente. Ovviamente ci spiace il parere contrario a questo emendamento che, di fatto, chiedeva di valorizzare comparti strategici, come quelli dell'olivicoltura e del frumento duro, che sappiamo quanto essere in crisi. Non basta, a nostro avviso, l'istituzione di tavoli, ma occorre, appunto, mettere risorse. Questo Coltiva Italia, questo collegato agricolo metterà risorse, ma non le metterà nell'immediato, lo sappiamo tutti. È stato annunciato con interventi roboanti da parte del nostro Ministro Lollobrigida, ma, di fatto, queste risorse le vedremo, molto probabilmente, nel 2027.

Quindi, noi chiediamo uno sforzo, perché - ripeto - sappiamo quanto il settore dell'olivicoltura e, soprattutto, il settore cerealicolo oggi siano fortemente in crisi.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Gadda. Ne ha facoltà.

MARIA CHIARA GADDA (IV-CR). Grazie, Presidente. Chiedo alla collega Forattini di poter aggiungere la firma a questo emendamento.

Ha detto bene prima il collega Cerreto, ricordando gli impegni del Ministro: al Ministero, noi riteniamo che sia cosa importante, strategica e fondamentale, ascoltare le filiere, perché moltissime sono in difficoltà. Noi, come Italia Viva, siamo orgogliosi quando si raccontano i risultati del made in Italy e delle nostre filiere, però questo non significa nascondere la testa sotto la sabbia e non ammettere che, in questo momento preciso, moltissime filiere del nostro made in Italy sono in enorme difficoltà, a partire dalla filiera olivicola e dalla filiera cerealicola.

Quindi, aggiungendo la firma a questo emendamento, chiedo al Governo un impegno particolare su queste filiere. Torneremo, poi, su altre filiere strategiche del Paese, perché non c'è indipendenza alimentare, non c'è strategia, se non ci si focalizza su queste filiere strategiche.

PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 1.2 Forattini, con il parere contrario della Commissione e del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 14).

Passiamo all'articolo 1. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 1.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera approva (Vedi votazione n. 15).

Passiamo all'articolo aggiuntivo 1.01 Cherchi. Se nessuno chiede di intervenire lo pongo in votazione.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 1.01 Cherchi, con il parere contrario della Commissione, del Governo e della V Commissione (Bilancio).

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 16).

Passiamo all'articolo aggiuntivo 1.02 Caramiello.

Ha chiesto di parlare il deputato Caramiello. Ne ha facoltà.

ALESSANDRO CARAMIELLO (M5S). Grazie, Presidente. Questo era l'articolo aggiuntivo di cui parlavo durante la discussione sul complesso degli emendamenti. Ribadisco che parlo con il Sottosegretario perché, per quanto mi riguarda, il Ministro doveva essere in Aula a discutere questo provvedimento (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle): non è giusto, non è rispettoso verso il Parlamento, visto che praticamente è un provvedimento che porta la sua firma. Sarebbe stato giusto che, invece di stare al MASAF, fosse stato qui a discutere con noi, come avrebbe dovuto.

Questo emendamento su cui, purtroppo - ripeto -, c'è il parere contrario del Governo e del relatore, chiede soltanto di promuovere delle pratiche sostenibili di gestione agricola. Si dice: “Per sostenere il rafforzamento e la diffusione, nell'intero territorio nazionale, di pratiche di gestione agricole sostenibili, in grado di migliorare le capacità di assorbimento del carbonio atmosferico, è riconosciuto, in via sperimentale, un contributo sotto forma di credito d'imposta nella misura del 50 per cento delle spese sostenute, a decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge fino al 31 dicembre 2026, alle imprese agricole e agroalimentari che impiegano servizi di consulenza agronomica e di tecnologie innovative, anche tramite certificazioni volontarie. Il credito d'imposta è riconosciuto fino all'esaurimento dell'importo massimo, pari a 7 milioni di euro per l'anno 2026, che costituisce tetto di spesa”. Dopodiché, si chiede: “Entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, con decreto del Ministro dell'Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste sono definite le modalità e i criteri di attuazione del presente articolo”. Infine: “Agli oneri derivanti dall'attuazione del presente articolo si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo di cui all'articolo 1 (…) della legge 23 dicembre 2014, n. 190”.

Quindi, io credo che sia un emendamento di buonsenso e spero che quest'Aula voti favorevolmente.

PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 1.02 Caramiello, con il parere contrario della Commissione, del Governo e della V Commissione (Bilancio).

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 17).

Passiamo all'articolo aggiuntivo 1.03 Caramiello. Se nessuno chiede di intervenire lo pongo in votazione.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 1.03 Caramiello, con il parere contrario della Commissione e del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 18).

(Articolo 2 - A.C. 2670-A​)

PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento 2.1 Borrelli. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 2.1 Borrelli, con il parere contrario della Commissione e del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 19).

Passiamo all'emendamento 2.2 Forattini. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 2.2 Forattini, con il parere contrario della Commissione e del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 20).

Passiamo all'emendamento 2.3 Borrelli. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 2.3 Borrelli, con il parere contrario della Commissione e del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 21).

Passiamo all'articolo 2. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 2.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera approva (Vedi votazione n. 22).

Passiamo all'articolo aggiuntivo 2.01 Gadda. Se nessuno chiede di intervenire lo pongo in votazione.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 2.01 Gadda, con il parere contrario della Commissione e del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 23).

Passiamo all'articolo aggiuntivo 2.02 Borrelli. Ha chiesto di parlare la deputata Gadda. Ne ha facoltà.

MARIA CHIARA GADDA (IV-CR). Grazie, Presidente. Chiedo al collega Borrelli di poter aggiungere la firma a questo articolo aggiuntivo, perché peraltro è stato oggetto di mie iniziative e di interrogazioni anche in Commissione agricoltura.

Credo sia importante fare come hanno fatto altri Paesi europei, ad esempio la Germania, quindi consentire alle aziende della nostra filiera avicola di poter intercettare prima il sesso dei pulcini, perché purtroppo è una pratica molto violenta, molto invasiva. Noi siamo in un momento storico in cui possiamo avere una tecnologia in grado di prevenire una sofferenza che viene provocata.

Quindi, sicuramente favorire gli investimenti che sono già possibili in tecnologia e innovazione da parte delle nostre imprese credo sia un aspetto importante. Peraltro, a queste mie interrogazioni, il Sottosegretario D'Eramo stesso aveva risposto con interesse, esprimendo anche una posizione favorevole da parte del Governo rispetto a investimenti in questa direzione.

Quindi, aggiungendo la firma, chiedo davvero di fare una valutazione rispetto a questo articolo aggiuntivo. Anzi, approfitto per chiedere al Governo e al relatore di poterlo accantonare.

PRESIDENTE. Intanto, il deputato Fornaro, non so se a nome di tutto il gruppo o suo, sottoscrive.

Ha chiesto di parlare il deputato Caramiello. Ne ha facoltà.

ALESSANDRO CARAMIELLO (M5S). Chiedo al collega Borrelli di poter sottoscrivere questo articolo aggiuntivo. Siamo intervenuti più volte in Commissione in merito a questo argomento.

Purtroppo, annualmente vengono triturati vivi milioni di pulcini maschi proprio perché nella filiera non vengono considerati animali da poter considerare. Quindi, l'obiettivo è proprio intervenire preventivamente, stanziando dei fondi per prevenire questa barbarie ed evitare che annualmente questi pulcini nascano per poi essere triturati. Se si interviene preventivamente, e quindi si cerca di capire un certo dato preciso, ossia di che sesso sarà il pulcino, se maschio, prima di fargli sentire, quindi, dolore, viene distrutto l'uovo. Si evita così questa uccisione massiva di questi poveri animali.

Quindi, chiedo che venga accantonato o un voto favorevole in merito a questo articolo aggiuntivo.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il primo firmatario dell'articolo aggiuntivo, il deputato Borrelli. Ne ha facoltà.

FRANCESCO EMILIO BORRELLI (AVS). Grazie, Presidente. Io onestamente sono rimasto un po' perplesso per non avere avuto l'ok su questo articolo aggiuntivo, presentato da me e ovviamente da tutto il gruppo AVS. Per chi, indipendentemente dalle posizioni politiche e ideologiche, afferma di avere un minimo di rispetto nei confronti degli animali, noi abbiamo cercato semplicemente di evitare una mostruosità che viene fatta costantemente e continuamente, che è una barbarie nei confronti della vita.

Noi chiediamo che vengano destinate risorse per i contributi a tasso agevolato per l'acquisto, da parte degli incubatori, di macchinari e tecnologie per il sessaggio in ovo dei pulcini, al fine di evitare che vengano triturati vivi. Signori, io non riesco a comprendere qual è il motivo per cui il nostro Parlamento ritenga che sia giusto che qualsiasi essere vivente possa essere triturato vivo.

Noi abbiamo proposto una soluzione. Spesso ci viene detto: voi siete troppo ideologici, siete contro la caccia, troppo a favore degli animali, non mettete al centro. Però, perdonatemi, davanti a una mostruosità riconosciuta da tutti, perché a parole tutti lo dicono, viene presentata una proposta concreta, fattiva, ma su di essa viene dato parere contrario. Non ho capito perché. Perché non possiamo mettere fine a questa barbarie?

Abbiamo proposto un percorso e mi sarei aspettato eventualmente un subemendamento, una proposta alternativa. Oppure noi riteniamo che qualsiasi animale - e poi anche gli esseri umani, casomai - debba essere assoggettato a qualsiasi forma di violenza, tortura o qualsiasi altra cosa, perché noi siamo uomini e del resto ce ne freghiamo (Applausi dei deputati dei gruppi Alleanza Verdi e Sinistra e MoVimento 5 Stelle)?

Scusatemi, onestamente, e ringrazio tutti i colleghi per il supporto. Mi aspetto che quantomeno venga accantonato per verificare la possibilità anche di una modifica o di un subemendamento da parte del collega Cerreto o della maggioranza, che possano trovare una soluzione per porre fine a questa cosa assurda, che noi conosciamo, vediamo e su cui ci indigniamo, ma adesso però abbiamo la possibilità di fermare con una norma nella quale è previsto anche questo (Applausi dei deputati dei gruppi Alleanza Verdi e Sinistra e MoVimento 5 Stelle).

PRESIDENTE. Il parere del relatore sulla proposta di accantonamento. Prego, deputato Cerreto.

MARCO CERRETO, Relatore. Grazie Presidente, parere contrario.

PRESIDENTE. Chiedo se si insiste per la votazione dell'accantonamento: sì. Passiamo ai voti.

Pongo in votazione, mediante procedimento elettronico senza registrazione di nomi, la proposta di accantonamento dell'articolo aggiuntivo 2.02 Borrelli.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge per 41 voti di differenza.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 2.02 Borrelli, con il parere contrario della Commissione e del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 24).

(Articolo 3 - A.C. 2670-A​)

PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento 3.1 Borrelli. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 3.1 Borrelli, con il parere contrario della Commissione e del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 25).

Passiamo all'emendamento 3.2 Borrelli. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 3.2 Borrelli, con il parere contrario della Commissione e del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 26).

Passiamo all'articolo 3. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 3.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera approva (Vedi votazione n. 27).

(Articolo 4 - A.C. 2670-A​)

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'articolo 4. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 4.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera approva (Vedi votazione n. 28).

(Articolo 5 - A.C. 2670-A​)

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'articolo 5. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 5.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera approva (Vedi votazione n. 29).

Passiamo all'articolo aggiuntivo 5.01 Forattini.

Ha chiesto di parlare il deputato Vaccari. Prego, a lei la parola.

STEFANO VACCARI (PD-IDP). Grazie Presidente. Intervengo su questo articolo aggiuntivo, evidenziando la contraddizione in cui cade la maggioranza.

Rivolgo un appello anche al Sottosegretario D'Eramo, perché con questo articolo aggiuntivo cerchiamo di sostenere alcune filiere importanti - anche se, indubbiamente, dal punto di vista produttivo ed economico, sono più ridotte rispetto ad altre che affronta il provvedimento - e di dare risposte. Alcune filiere, come quella apistica, della canapa e della frutta a guscio, fanno riferimento spesso e volentieri o in prevalenza alle aree interne del nostro Paese, con riferimento alle quali un Ministro di questo Governo ha dichiarato che sono da abbandonare a loro stesse. Noi invece riteniamo che debbano essere sostenute. Questa era una delle strade che pensavamo che questo provvedimento potesse percorrere, mettendo a disposizione le risorse per compensare le mancate produzioni del 2025, che hanno interessato queste filiere a causa dei cambiamenti climatici e delle fitopatologie che le hanno colpite. Quindi pensavamo e pensiamo che siano interventi necessari a dare risposte concrete a queste filiere.

Crediamo che il Governo sia ancora in tempo a non contraddire quello che dice pubblicamente rispetto a questo provvedimento e alle filiere oggetto di questo articolo aggiuntivo, ripensando al parere che ha espresso. Per questo chiedo anche se sia possibile l'accantonamento e un ripensamento sul parere espresso (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).

PRESIDENTE. C'è una richiesta di accantonamento. Ancora una volta, siamo costretti a interpellare il relatore, deputato Cerreto.

MARCO CERRETO, Relatore. Grazie, Presidente. Il parere è contrario.

PRESIDENTE. Deputato Vaccari, insiste per la votazione sull'accantonamento? Sì. Passiamo ai voti.

Pongo in votazione, mediante procedimento elettronico senza registrazione di nomi, la richiesta di accantonamento dell'articolo aggiuntivo 5.01 Forattini.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge per 46 voti di differenza.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 5.01 Forattini, con il parere contrario della Commissione, del Governo e della V Commissione (Bilancio).

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 30).

L'articolo aggiuntivo 5.02 Cavandoli resta accantonato.

(Articolo 6 - A.C. 2670-A​)

PRESIDENTE. Passiamo all'articolo 6. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 6.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera approva (Vedi votazione n. 31).

(Articolo 7 - A.C. 2670-A​)

PRESIDENTE. Passiamo all'articolo 7. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 7.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera approva (Vedi votazione n. 32).

Passiamo all'articolo aggiuntivo 7.02 Borrelli. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 7.02 Borrelli, con il parere contrario della Commissione, del Governo e della V Commissione (Bilancio).

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 33).

(Articolo 8 - A.C. 2670-A​)

PRESIDENTE. Passiamo agli identici emendamenti 8.1 Gadda e 8.2 Forattini. Ha chiesto di parlare l'onorevole Gadda. Ne ha facoltà.

MARIA CHIARA GADDA (IV-CR). Sì, grazie, Presidente. Chiedo l'accantonamento di questo emendamento, perché non comprendo come mai ci sia una trattativa in atto sulla proposta emendativa della collega Cavandoli - è giusto approfondire -, ma non si accolga alcuna proposta di accantonamento degli emendamenti delle opposizioni, che sono emendamenti assolutamente costruttivi, come è stato costruttivo il nostro lavoro in Commissione.

Quindi, rinnovo la richiesta di accantonamento per il mio emendamento 8.1.

PRESIDENTE. Bene. Chiedo al relatore Cerreto il suo parere su questa proposta di accantonamento.

MARCO CERRETO, Relatore. Grazie, Presidente. Parere contrario.

PRESIDENTE. Insiste per votare l'accantonamento, deputata Gadda? Sì.

Pongo in votazione, mediante procedimento elettronico senza registrazione di nomi, la richiesta di accantonamento dell'emendamento 8.1 Gadda.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge per 46 voti di differenza.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti 8.1 Gadda e 8.2 Forattini, con il parere contrario della Commissione, del Governo e della V Commissione (Bilancio).

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 34).

L'emendamento 8.4 Forattini è inammissibile.

Passiamo all'articolo 8. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 8.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera approva (Vedi votazione n. 35).

Passiamo agli identici articoli aggiuntivi 8.01 Caramiello, 8.02 Forattini e 8.03 Gadda. Se nessuno chiede di intervenire, li pongo in votazione.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici articoli aggiuntivi 8.01 Caramiello, 8.02 Forattini e 8.03 Gadda, con il parere contrario della Commissione, del Governo e della V Commissione (Bilancio).

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 36).

L'articolo aggiuntivo 8.04 Vaccari è inammissibile.

Passiamo agli identici articoli aggiuntivi 8.05 Evi e 8.06 Cherchi. Ha chiesto di parlare la deputata Evi. Ne ha facoltà.

ELEONORA EVI (PD-IDP). Sì, grazie, Presidente. Con il nostro articolo aggiuntivo, chiediamo una cosa molto semplice: tenere fede all'impegno che questo stesso Parlamento ha assunto, in sede di legge di bilancio per il 2026, di sostenere e finanziare una transizione verso la produzione di animali senza l'utilizzo di gabbie. Tale fondo, francamente, ad oggi, risulta dotato di risorse decisamente insufficienti a garantire e ad accompagnare questa trasformazione da parte dei produttori che vogliono abbandonare l'utilizzo delle gabbie nell'allevamento. La gabbia - come sappiamo bene - rappresenta per antonomasia, ancora oggi, nel nostro Paese e nel mondo, l'allevamento intensivo che dimentica completamente i bisogni etologici, le necessità degli animali e il loro benessere minimo nelle produzioni animali.

Con questo articolo aggiuntivo chiediamo una cosa molto semplice: dotare questo fondo di risorse sufficienti ad accompagnare questo percorso, portando la sua dotazione a 5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2026, 2027 e 2028, perché quelle attualmente stanziate sono veramente ridicole: 500.000 euro per quest'anno e solo un milione di euro per il 2027. Ciò, di fatto, significa dire: “Abbiamo messo una bandierina simbolica per accontentare una larghissima fetta dell'opinione pubblica”. Infatti, i cittadini ci chiedono sempre di più un cambiamento nelle produzioni alimentari, in particolare in quelle basate sull'allevamento animale. Ma fare questo significa piantare una bandierina, senza dare un seguito concreto a questa trasformazione e a un percorso che qualcuno ha già avviato e che oggi si trova nella condizione di portarlo avanti in totale solitudine.

Ecco, io non vorrei che ci ritrovassimo a fare un po' quello che abbiamo fatto poc'anzi con un altro importante emendamento che purtroppo è stato bocciato, quello che chiedeva molto semplicemente di dare sostegno a quegli allevatori che stanno e vogliono abbandonare quelle pratiche cruente, come la triturazione dei pulcini maschi, e che oggi ancora vedono milioni di animali finire con questa sorte tremenda.

Una norma che è già legge dello Stato prevede - e le linee guida stesse lo prevedono – che, alla fine di quest'anno, entri in vigore il divieto di uccisione dei pulcini maschi.

Però se non diamo strumenti, se non accompagniamo questo percorso e non diamo… come in quel caso si trattava semplicemente di contributi a tasso agevolato per l'acquisto di macchinari e delle tecnologie necessarie a stabilire il sesso del pulcino prima della nascita, noi stiamo facendo una cosa semplice, stiamo prendendo in giro gli allevatori e chi oggi si impegna per una transizione, una conversione della propria produzione che metta al centro non soltanto un tema etico, ma anche una forte attenzione a tutte le problematiche legate alla salute e all'ambiente.

Io credo che oggi più che mai questo Parlamento non possa nascondere la testa sotto la sabbia, far finta di nulla e, quindi, portare avanti una narrazione di un certo tipo che però non corrisponde ai fatti e alle misure concrete che vengono messe sul campo.

Io quindi vi chiedo e chiedo al Ministro che ci ha raggiunto di dire qualcosa su questo e di prendere un impegno per un aumento delle risorse che vengono destinate all'abbandono dell'uso delle gabbie nell'allevamento. Noi lo facciamo, peraltro, dando già delle coperture, quindi lo facciamo a ragion veduta, perché chiediamo di togliere queste poche risorse, perché si tratta comunque di poche risorse rispetto ai 300 milioni di euro che vengono messi sul capitolo della linea vacca-vitello nell'articolo 3 per sostenere una produzione bovina, quindi manzi, nel nostro Paese, di cui - qui lo dico, è la mia opinione personale - non abbiamo bisogno, nel senso che in questo momento storico quello che dovremmo fare è...

PRESIDENTE. Aspetti, aspetti, la faccio concludere. Prego.

ELEONORA EVI (PD-IDP). Grazie. Concludo, Presidente, per dire che noi vorremmo togliere quelle poche risorse all'articolo 3 per metterle sul Fondo per l'abbandono dell'uso delle gabbie. Anche perché - e questa è la mia opinione personale - ritengo che tutte quelle risorse economiche pubbliche che vanno ancora a sostenere una produzione di carne in un momento storico in cui, con una crisi climatica e una crisi ambientale, noi dovremmo semmai ridurre una produzione intensiva e favorire una riconversione delle nostre aziende, ecco, la chiave e la strada per farlo è di sostenere una transizione e un abbandono dell'uso delle gabbie (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Gadda. Ne ha facoltà.

MARIA CHIARA GADDA (IV-CR). Grazie, Presidente. Saluto e ringrazio il Ministro per averci raggiunto. Credo sia importante continuare il nostro dibattito costruttivo anche in questa Aula. Per quanto riguarda il gruppo di Italia Viva, noi ci asterremo su questi identici articoli aggiuntivi per due motivazioni.

La prima motivazione è legata al fatto che noi non siamo favorevoli a direzioni e indirizzi che vadano verso l'obbligo delle scelte delle aziende agricole, però sicuramente queste proposte emendative propongono una transizione, un accompagnamento di quelle imprese che vogliono effettuare degli investimenti per togliere le gabbie dal loro sistema produttivo. Non siamo però d'accordo sul togliere risorse, per approvare queste proposte emendative, alle somme previste dall'articolo 3, perché noi riteniamo che la linea vacca-vitello sia altrettanto importante. Noi auspichiamo che, invece, ci siano in legge di bilancio risorse nuove rispetto agli investimenti che le aziende possono effettuare e, addirittura, che all'articolo 3 si possano trovare maggiori e più ampi margini per sostenere la filiera bovina.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il Ministro Lollobrigida. Ne ha facoltà.

FRANCESCO LOLLOBRIGIDA, Ministro dell'Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste.

Grazie Presidente. Intervengo su queste identiche proposte emendative nello specifico per tranquillizzare tutti. Allora abbiamo, come la collega Evi forse saprà, portato avanti un intervento che da anni, prima che arrivasse il nostro Governo, giaceva inevaso normando sulla vicenda dei pulcini maschi, per l'ovo selezione, ovviamente non facendo gravare questo intervento sulle imprese italiane.

Interverremo con il Fondo di sovranità alimentare e, quindi, è del tutto non necessario prelevare fondi, per questo diamo parere negativo a questi identici articoli aggiuntivi che hanno due profili: uno sostanzialmente coperto - come le dicevo - dal Fondo di sovranità alimentare, parte investimenti, che permetterà quindi di arrivare all'obiettivo di garantire il benessere animale, così come in linea con quanto da voi richiesto; il secondo elemento, invece, di sostanza, in materia di approvvigionamento di carni rosse in Italia. Non si tratta qui di decidere se produrre o non produrre carne nel mondo, si tratta di decidere se comprare carne nel mondo o produrla in Italia. Noi siamo deficitari sull'approvvigionamento di carni rosse di circa il 50 per cento nel nostro consumo interno e nel nostro approvvigionamento. Se capita qualcosa - come è capitato qualche tempo fa per esempio: la dermatite bovina - mancando i vitelli di ingrasso, la garanzia di sovranità alimentare che ricerchiamo, cioè di permettere al nostro popolo di continuare a consumare quello che ritiene e di produrre quello che vuole, entra in crisi.

Il secondo elemento di carattere ambientale - esattamente all'opposto di quanto lei nel suo intervento sottolineava - è invece garantire forme di allevamento estensive, che è l'obiettivo che noi riteniamo percorribile, cominciando a riutilizzare in maniera più attenta le zone collinari e montane, dove le vacche possono vivere con maggiore agio e comfort, produrre peraltro latte molto migliore e quindi garantire una filiera di qualità a questo sistema. Quindi, sugli identici articoli aggiuntivi credo di essere stato chiaro. Colgo l'occasione anche per interviene per due ragioni: intanto ho raggiunto l'Aula… come sapete oggi apre il Coltivaitalia, voglio ringraziare le forze di maggioranza che hanno invertito l'ordine del giorno (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia) perché, al di là delle enunciazioni, basta ricercare tra gli interventi delle opposizioni in questi mesi le tante sollecitazioni ad arrivare il prima possibile in Aula con il Coltivaitalia (Commenti di deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista) per permettere di approvvigionare il mondo agricolo di risorse sufficienti e, in questo caso, anche rispetto ai forti stanziamenti che il nostro Governo ha messo a disposizione, mai registrati nella storia repubblicana, questo miliardo è in più.

Il Parlamento ci ha chiesto di avere il tempo necessario per approfondire e c'è stato - come la collega Gadda ricordava - un lavoro di confronto attento, di valorizzazione di un testo ampiamente condiviso, però io credo sia interesse di tutti arrivare all'approvazione il prima possibile - non per vetrina - ma per far arrivare agli agricoltori i soldi più velocemente possibile, per le ragioni di cui parlavamo (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia e di deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente-PPE).

Mi è dispiaciuto apprendere che, rispetto ad altre priorità - ad altre priorità - che esistono per l'opposizione, quella dell'agricoltura sia stata considerata meno importante. Ringrazio ancora una volta la maggioranza per averla considerata priorità assoluta (Proteste dei deputati dei gruppi Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista e MoVimento 5 Stelle – Il deputato Fornaro: “Abbia rispetto delle opposizioni!”). E chiudo (Proteste dei deputati dei gruppi Partito Democratico-Italia Democratica e MoVimento 5 Stelle) …e chiudo se mi permette, visto che di chiacchiere ne ho sentite tante anche questa mattina (Proteste dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e MoVimento 5 Stelle) … chiudo essendo stato chiamato in causa (Proteste dei deputati dei gruppi Partito Democratico-Italia Democratica e MoVimento 5 Stelle) … essendo stato chiamato in causa anche per…

PRESIDENTE. Colleghi sta parlando il Ministro, vi chiedo di fare silenzio! Avete diritto di replica se lo vorrete…

FRANCESCO LOLLOBRIGIDA, Ministro dell'Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste…voi vi potete scaldare, ma la sostanza è questa (Proteste del deputato Casu)

PRESIDENTE. Deputato Casu…

FRANCESCO LOLLOBRIGIDA, Ministro dell'Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste.

Quindi, cari colleghi… Quindi, cari colleghi (Proteste del deputato Casu)

PRESIDENTE. Deputato Casu!

FRANCESCO LOLLOBRIGIDA, Ministro dell'Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste.

…quindi cari colleghi, che vi scaldate per un fatto oggettivo, avete chiesto che si discuta il Coltivaitalia in Aula. Grazie alla maggioranza avete ottenuto questo risultato nonostante la vostra contrarietà e di questo parliamo (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia - Proteste dei deputati dei gruppi Partito Democratico-Italia Democratica e MoVimento 5 Stelle). E oggi - lo dico al collega che mi chiedeva dove ero (Proteste dei deputati dei gruppi Partito Democratico-Italia Democratica e MoVimento 5 Stelle) …dove ero: ero al tavolo con …

PRESIDENTE. Colleghi deputati, qui vige sempre il diritto e la libertà di parola. Se ci sono delle affermazioni politiche che voi non condividete avete il pieno diritto di prendere la parola e di replicare. Non avete il diritto di disturbare gli interventi degli altri colleghi, a maggior ragione se si tratta di un Ministro della Repubblica (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia - Proteste di deputati dei gruppi Partito Democratico-Italia Democratica e MoVimento 5 Stelle)! Prego, Ministro.

FRANCESCO LOLLOBRIGIDA, Ministro dell'Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste. Quando mi capiterà di dover chiedere il permesso di parlare a voi e non alla Presidenza avrò preoccupazione; per ora penso di dover chiedere alla Presidenza la possibilità di parlare ed esprimere (Proteste di deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista) secondo i tempi regolamentari le mie idee. Siccome sono stato citato da alcuni colleghi dell'opposizione che si chiedevano dove fossi, io credo che il Ministro, rispettosamente, in Aula, viene a spiegare dov'era (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia - Proteste di deputati dei gruppi Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista e MoVimento 5 Stelle). Visto che me lo ha chiesto, ero al tavolo con le associazioni agricole, tavolo convocato da giorni, sul settore del riso, dopo il tavolo sull'olio, dopo il tavolo sul vino, dopo il tavolo sui cereali, per rispondere alle esigenze del mondo agricolo ed eravamo lì a lavorare, come facciamo abitualmente: meno chiacchiere e fatti concreti (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia, che si levano in piedi - Proteste di deputati dei gruppi Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista e MoVimento 5 Stelle). Lavorate sul Coltivaitalia e, se siete capaci, restate all'altezza del ruolo che abbiamo qui in Aula come parlamentari (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia - Proteste dei deputati dei gruppi Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista e MoVimento 5 Stelle).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Borrelli. Ne ha facoltà.

FRANCESCO EMILIO BORRELLI (AVS). Presidente, mi scusi, tramite la sua persona vorrei dire al Ministro che, secondo noi, ha fatto un intervento fuori luogo e inutilmente provocatorio (Applausi dei deputati del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra), anche rispetto a una norma per la quale l'opposizione, contro cui si è fortemente scagliato, si sta astenendo e non sta facendo ostruzionismo (Applausi dei deputati del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra e di deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista). Quindi, onestamente forse era meglio che non veniva in Aula se lo spirito era quello di fermare la norma. Onestamente, Ministro, ma perché fare un intervento di questo tipo? Abbiamo lavorato fino ad ora in discussione assolutamente normale e civile e abbiamo posto una serie di questioni. Non è colpa nostra se iniziamo spesso in orari assurdi e non prevedibili perché la maggioranza non riesce a portarci in tempo gli atti su cui votare (Applausi dei deputati del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra). Non è colpa nostra!

In secondo luogo, è stata posta una questione che ovviamente lei ha ribattuto e io onestamente posso anche comprendere. Io sono contento che lei sia venuto in Aula, perché è una delle rare volte in cui vediamo un Ministro, anche a metà decreto, perché purtroppo da parte di questo Governo tanto rispetto nei confronti di quest'Aula non c'è. Quindi, è legittimo che i colleghi possano chiedere dov'è il Ministro, visto che si è chiesto con urgenza di votare questa norma.

Infine, voglio sottolineare - tramite ovviamente la Presidenza - una cosa: a noi fa piacere che in prospettiva lei ci abbia illustrato quali saranno gli interventi, da parte dell'attuale Governo e del suo Ministero, per fermare la barbarie nei confronti della triturazione dei pulcini, ma la domanda che ci facciamo è: dato che noi avevamo presentato un emendamento, perché non modificarlo o perché non comunicare all'interno di questo decreto - visto che stiamo votando questa norma - tutte le soluzioni che lei ci ha detto per ora a voce (Commenti di deputati del gruppo Fratelli d'Italia)? Perché purtroppo, di fatto, noi siamo molto preoccupati che molto spesso - come è avvenuto in altre situazioni e voglio parlare dei circhi o di tante altre cose - gli animali diventano l'ultimo dei problemi di determinate visioni politiche, ma per noi triturare animali è una mostruosità che vorremmo fermare. Se ovviamente c'è un suo impegno, noi siamo assolutamente contenti e soddisfatti, però poi dobbiamo vederlo concretamente e non solo tramite enunciazioni (Applausi dei deputati del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra e di deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Caramiello. Ne ha facoltà. Sì, deputata Gadda, poi lei ha diritto di replica, perché si è riaperta la discussione (Commenti), però non è questo il suo turno. Prego, deputato Caramiello.

ALESSANDRO CARAMIELLO (M5S). Grazie, Presidente. Ministro, la ringrazio per la presenza, però la sua risposta mi preoccupa ancora di più, perché lei era al MASAF almeno su 20 tavoli e quindi mi chiedo: lei in quattro anni che cosa ha fatto (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle - Proteste di deputati del gruppo Fratelli d'Italia) per il Ministero e per risolvere i problemi dell'agricoltura, se stava quindi al MASAF su 10-20 tavoli? Mi sembra molto, molto strano.

E noi stavamo parlando di un emendamento di buonsenso, perché avevamo chiesto una dotazione maggiore in merito al superamento delle gabbie, quindi parlare di allevamenti estensivi e non più intensivi, perché ci sono milioni di ettari non coltivati e abbandonati che andrebbero censiti e utilizzati per i pascoli, perché, come ha ricordato, per il 50 per cento noi importiamo ancora carne bovina - molta dalla Francia - e quindi bisogna intervenire massivamente su questo tema e la dotazione maggiore, che si chiedeva in questo emendamento di buonsenso, era proprio per intervenire su questo ed eliminare le gabbie e gli allevamenti intensivi che sono nati un po' negli anni Sessanta del secolo scorso. Quindi l'obiettivo è questo, io sottoscrivo questo emendamento e chiedo all'Aula di votarlo e di ragionare in questi termini, superando definitivamente la logica degli allevamenti intensivi (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Fornaro. Ne ha facoltà.

FEDERICO FORNARO (PD-IDP). Signor Presidente, col massimo rispetto del Ministro, temo che si sia dimenticato il ruolo che ha svolto cinque anni fa, quando era capogruppo dell'opposizione di Fratelli d'Italia in quest'Aula. Dovrebbe sapere e ricordare quali sono i meccanismi con cui si calendarizza. Non è l'opposizione che non ha voluto calendarizzare questo e le hanno raccontato una storia diversa dalla realtà. Se c'era tutta questa urgenza, essendo lei del partito di maggioranza relativa, ci sono state decine di Conferenze dei presidenti di gruppo in cui quest'urgenza poteva essere espressa e inserire questo provvedimento tra le preferenze del Governo o della maggioranza. Vede, signor Ministro, lei ha completamente sbagliato, a mio giudizio, l'intervento inutilmente provocatorio. Noi non abbiamo - e le è stato riferito male - contestato il merito della richiesta, abbiamo contestato - ma lo avrebbe fatto anche lei, in un ruolo simile al nostro - il fatto che questa richiesta non è stata motivata, non è stata motivata (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista)!

È stata quella che si chiama dittatura della maggioranza. Si è detto: noi abbiamo più voti di voi e allora cambiamo il programma come vogliamo noi. Questa si chiama arroganza e il Lollobrigida che io ho conosciuto avrebbe reagito esattamente come abbiamo reagito noi (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista). Più rispetto, più rispetto per chi sta all'opposizione (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista) e rivendica la centralità di questo Parlamento. Più rispetto, che dovrebbe avere lei come rappresentante del Governo quando viene in quest'Aula (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista e di deputati dei gruppi MoVimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra e del deputato Della Vedova).

PRESIDENTE. Allora, abbiamo ascoltato un intervento sull'ordine dei lavori.

Ha chiesto di parlare, sempre sull'ordine dei lavori, il deputato Del Barba. Ne ha facoltà.

MAURO DEL BARBA (IV-CR). Grazie, Presidente. Sempre sull'ordine dei lavori e dando il benvenuto al Ministro, faccio presente che qui nessuno ha fatto dell'ironia sulla sua assenza. Proprio di fronte all'inversione dei lavori e alla priorità che tutti abbiamo riconosciuto a questo provvedimento… vede, Ministro, se lei fosse arrivato puntuale e avesse ascoltato le parole di tutte le opposizioni, non c'è stata una parola che sia andata contro la priorità di questo provvedimento, anzi con questo suo intervento sconcertante ha avallato le ipotesi più deteriori. Ha avallato l'ipotesi che non ci fosse una reale priorità da parte della maggioranza, ma solo la volontà di costruire un teatrino (Applausi di deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista), un teatrino da mandare in onda sui social visto che il provvedimento non sarebbe stato approvato.

Noi eravamo preoccupati del suo ritardo. Nessuno ha messo in discussione il fatto che sicuramente stesse lavorando, sappiamo che va ai tavoli. Il problema, magari, è quello che dice ai tavoli o che beve ai tavoli (Applausi di deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista). Poteva anche essere in ritardo perché stava su un treno, perché oggi i treni sono in ritardo. Il problema non è stato il suo ritardo, è quello che ha detto quando è venuto in Aula, oltretutto con poco rispetto del Parlamento, perché l'altra cosa che avrebbero dovuto dirle è che la discussione si è imperniata sul fatto che questa inversione ha sacrificato provvedimenti legittimamente dovuti alle opposizioni, questo era il tema che abbiamo posto (Applausi di deputati dei gruppi Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista e MoVimento 5 Stelle).

Lei, congratulandosi con la maggioranza, ha ignorato il fatto che si era appena celebrato un Ufficio di Presidenza che aveva stabilito un calendario. Non c'è nessuna priorità e rispetto del Parlamento nelle sue parole, c'è la volontà di mettere la maggioranza, che voi pensate di governare dal Governo, appunto, al di sopra delle istituzioni.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, sempre sull'ordine dei lavori, il deputato Della Vedova. Ne ha facoltà.

BENEDETTO DELLA VEDOVA (MISTO-+EU-SUEU). Grazie, signor Presidente. Signor Ministro, mi unisco alle parole dei colleghi che mi hanno preceduto: lei è arrivato e ci ha spiegato dov'era e va bene. Ma se è arrivato per fare un intervento infantilmente polemico e provocatorio (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista), irrispettoso dei lavori di questo Parlamento e un filino violento nei confronti dell'opposizione, se è arrivato per questo, poteva stare dov'era e noi andavamo avanti a lavorare tranquillamente (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, sempre sull'ordine dei lavori, il deputato Riccardo Ricciardi. Ne ha facoltà.

RICCARDO RICCIARDI (M5S). Grazie, Presidente. Vede, Ministro, ci mancherebbe altro che lei non fosse a lavorare per il Dicastero del quale è chiamato a rispondere. Però, c'è un'organizzazione dei lavori su cui - insieme alla sua maggioranza che detta gli orari di quest'Aula - basterebbe mettersi d'accordo, programmare in una Capigruppo l'esame di questo provvedimento e chiederle di presenziare in Parlamento. È una cosa molto, molto banale.

Noi notiamo, da parte sua, quello che è un nervosismo dilagante di questa maggioranza… Ministro, è inutile che faccia questi gesti. Insomma, ci sembra che ci sia un nervosismo molto dilagante. Lo capiamo, perché stiamo aspettando di aprire le chat che riguardano l'ex Sottosegretario alla Giustizia: siamo tutti curiosi di sapere cosa si nasconde in quelle chat (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle) e sappiamo perfettamente che, essendo il vostro partito direttamente coinvolto - non solo a livello parlamentare ma anche a livello regionale, con mezzo Fratelli d'Italia piemontese che era in questa società con un prestanome della camorra -, capiamo e comprendiamo il nervosismo che lei oggi ci rivela.

Poi, sappiamo anche qual è il suo metodo di lavoro. Lo sappiamo che lei è capace di fermare le guerre con un bicchiere di vino in più. Lo sappiamo che lei, per lavorare, fa addirittura fermare i treni (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle). Perché lei è un cittadino privilegiato rispetto a tutti gli altri cittadini che devono sottostare all'infame situazione di Trenitalia e delle Ferrovie dello Stato. Ma si sa: voi siete voi e tutti gli altri non sono… nulla (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, sempre sull'ordine dei lavori, la deputata Kelany. Ne ha facoltà.

SARA KELANY (FDI). Grazie, Presidente. Innanzitutto, rispetto all'intervento che ho appena sentito, respingiamo integralmente al mittente le accuse rivolte al Ministro Lollobrigida (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia — Proteste di deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle), che è qui presente nonostante gli impegni che stava assolvendo presso il Ministero.

Sempre sull'ordine dei lavori, Presidente, io volevo riferire che stamattina la Giunta per le autorizzazioni si è riunita in ufficio di presidenza. Fratelli d'Italia era disponibile al voto stamane: lo dico anche per rispondere all'onorevole Ricciardi perché, insomma, ha fatto una chiosa che ha bisogno di una risposta.

Eravamo disponibili al voto sull'autorizzazione relativa alle chat dell'onorevole Delmastro stamane e, tuttavia, l'ufficio di presidenza non ha ancora deciso: ci sono delle interlocuzioni relative al merito delle questioni sulle quali, naturalmente, non voglio e non posso scendere. Tuttavia, auspico, a nome di Fratelli d'Italia, che la questione si possa discutere in Aula entro la settimana prossima.

Però, Presidente, sempre con riferimento a questo tema, mi corre l'obbligo di rappresentare degli aspetti che non possono essere taciuti. L'onorevole Delmastro, Presidente, ha in più occasioni affermato che non avrebbe avuto alcun problema al deposito delle chat con il Caroccia. Mentre l'onorevole Delmastro (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia - Proteste di deputati dei gruppi Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista e MoVimento 5 Stelle - Il deputato Donno: “E allora non perdiamo tempo!”) …

PRESIDENTE. Colleghi, non cominciamo…

SARA KELANY (FDI). …mentre l'onorevole Delmastro ha affermato che non avrebbe avuto problemi al deposito delle chat (Proteste di deputati dei gruppi Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista e MoVimento 5 Stelle)

PRESIDENTE. Abbiamo ascoltato tutti gli interventi dell'opposizione in silenzio, adesso ascoltiamo in silenzio l'intervento della deputata Kelany.

SARA KELANY (FDI). Mentre l'onorevole Delmastro (Commenti di deputati dei gruppi Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista e MoVimento 5 Stelle)… gradirei completare, gradirei completare, se avete il coraggio di sentire quello che sto per riferire (Proteste di deputati dei gruppi Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista e MoVimento 5 Stelle). Avrei piacere di completare …

PRESIDENTE. Vada avanti, deputata Kelany….

SARA KELANY (FDI). E lo sa perché, Presidente? Perché di là c'è una grandissima coda di paglia! Perché mentre chiedono a Delmastro le chat, noi abbiamo il senatore Scarpinato che nasconde (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia, che si levano in piedi - Proteste di deputati dei gruppi Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista e MoVimento 5 Stelle) quelle che sono le intercettazioni tra lui e Natoli, che sono relative a uno dei più grandi depistaggi della storia della Repubblica! Stiamo parlando della pista mafia-appalti (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia)! Stiamo parlando di questo, onorevoli colleghi! Stiamo parlando del fatto che c'è un senatore che non solo solleva il conflitto di attribuzione per nascondere la verità, ma che lo perde questo conflitto di attribuzione (Proteste di deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle)! Ma che lo perde questo conflitto di attribuzione!

PRESIDENTE. Venga al richiamo all'ordine dei lavori.

SARA KELANY (FDI). L'ordine dei lavori era relativo al fatto che, mentre noi siamo disponibili a trattare la questione la prossima settimana, stiamo aspettando che il senatore Scarpinato venga in Commissione antimafia a riferire rispetto a tutto quello che è accaduto in quegli anni (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia - Proteste dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle - Proteste del deputato Aiello, che si dirige verso il centro dell'emiciclo - Proteste di deputati del gruppo Fratelli d'Italia)!

PRESIDENTE. Bene, la ringrazio. Torniamo al merito.

Ha chiesto di parlare sugli identici articoli 8.05 Evi e 8.06 Cherchi la deputata Gadda. Ne ha facoltà.

MARIA CHIARA GADDA (IV-CR). Grazie, Presidente. L'intervento della collega (Proteste del deputato Aiello)…

PRESIDENTE. Deputato Aiello, la richiamo all'ordine. Deputato Aiello, torni al suo posto. La richiamo all'ordine!

Prego, deputata Gadda, faccia la sua dichiarazione di voto.

MARIA CHIARA GADDA (IV-CR). Grazie, Presidente. L'intervento della collega Kelany certifica che voi fate tutto da soli: perché noi stavamo discutendo il collegato agricolo e, come al solito, ponete altre questioni.

Prima di passare ai voti, avrei una domanda, visto che il Ministro ha riaperto il dibattito sull'articolo aggiuntivo 8.05 Evi. Io vorrei rivolgere una richiesta al Ministro, dato che ha fatto un'affermazione sugli allevamenti intensivi.

Voi avete fatto tutto da soli. Infatti, se noi ci troviamo oggi a discutere di un collegato agricolo annunciato più di un anno fa, è per due ragioni.

Una: perché avete le vostre questioni all'interno della maggioranza. Quindi, è la vostra maggioranza che, per gli interessi di Lega e Forza Italia, continua ad anticipare altri provvedimenti rispetto al suo, Ministro. Questo è un dato di fatto.

Poi, abbiamo atteso in Commissione agricoltura per delle settimane, per dei mesi, perché non c'erano le coperture rispetto a tanti articoli che voi avete inserito nel collegato agricolo.

Vengo, però, alla domanda che le volevo fare e che pongo come interrogativo anche a tanti colleghi della maggioranza, soprattutto ai colleghi lombardi, piemontesi e dell'Emilia-Romagna. Lei ha parlato di allevamenti estensivi, Ministro. Io però le chiedo una parola un po' più chiara rispetto al valore e alla necessità di sostenere anche gli allevamenti intensivi nel nostro Paese. Perché noi, come è stato ricordato, importiamo tantissima della nostra carne. E, quindi, io credo che le aziende lombarde, le aziende del Veneto, che hanno tanti capi bovini, debbano essere sostenute con gli adeguati investimenti.

Quindi, sicuramente è importante favorire modelli di agricoltura anche estensiva nelle aree marginali, nelle aree periferiche del Paese e nelle aree montane. Ma soprattutto la Pianura Padana ha bisogno anche di investimenti e sostegno per quegli allevamenti grandi che sostengono il nostro made in Italy, e anche la filiera successiva della trasformazione. Si tratta di settori - quelli dell'allevamento da carne e dell'allevamento da latte - che sono in una gravissima crisi di perdita di competitività.

Quindi, io le chiedo una parola chiara, Ministro, anche sugli allevamenti intensivi.

PRESIDENTE. Il Ministro vuole replicare o possiamo votare (Proteste di deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle)…

FRANCESCO LOLLOBRIGIDA, Ministro dell'Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste. Domanda: mica avete fretta, no? Io non ne ho. Sto qui con voi tutto il tempo (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia - Proteste di deputati dei gruppi Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista e MoVimento 5 Stelle).

Collega Gadda, lei mi ha posto (Proteste del deputato Casu)… Mi fa parlare?

PRESIDENTE. Deputato Casu, è stata appena formulata, se non vi siete distratti, da parte della deputata Gadda, una domanda al Ministro. Il Ministro sta rispondendo alla domanda della deputata Gadda. Prego, Ministro.

FRANCESCO LOLLOBRIGIDA, Ministro dell'Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste. Grazie, collega Gadda. Come dicevo ai colleghi di maggioranza, se non avete fretta possiamo prenderci il tempo per rispondere (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia) a tutti i quesiti che l'opposizione ci pone su un tema così importante e, se posso, rispondo nel merito per rispetto della collega Gadda e dell'opposizione. Lei, collega Gadda, è all'opposizione, ovviamente con gruppi che hanno esplicitato l'esatto opposto di quello che lei ha sostenuto, come si sarà resa conto in maniera diretta. C'è chi chiede di porre fine all'allevamento intensivo, lei sostiene che noi dobbiamo parlare, nel rispetto dei tanti allevamenti che esistono in Italia, con rispetto di una forma allevatoriale consentita dalla legge italiana ed europea e da tutte le leggi esistenti al mondo. Senza quel tipo di allevamento, noi avremo una sofferenza maggiore in alcuni settori strategici per la Nazione e, quindi, non intendiamo - come abbiamo appena certificato anche con interventi di natura finanziaria - rinunciare e nessuna regione italiana, a prescindere da chi la governa, ci chiede questo, anzi devo dire che alcune regioni che lei ha citato - l'Emilia-Romagna e la Toscana, dove non governa il centrodestra ma ci sono in maggioranza anche quelle forze politiche che qui in Parlamento chiedono una cosa e lì ne sostengono un'altra - invece gli allevamenti intensivi li sostengono e li normano, come è normale che sia.

Allora, avendo noi, nella filiera della carne, un deficit del 50 per cento, non è una limitazione agli interventi in sostegno dell'attuale 50 per cento, ma è implementare, anche con forme di allevamento estensivo, ulteriori modelli allevatoriali che siano ancora più compatibili, evidentemente, con il benessere animale (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia), perché tra una vacca podolica in allevamento estensivo e una vacca in stalla è ovvio che stanno tutte e due bene ma quella podolica magari produce un latte migliore perché si può nutrire meglio - in termini di biodiversità le montagne offrono una forma di nutrimento migliore rispetto a quella standardizzata; questa è una mia opinione - e ovviamente aiuteremo anche gli allevatori che stanno in malga o che stanno in collina anche per ripopolare quelle zone che oggi hanno un deficit in termini economici - le cosiddette aree interne - che nell'allevamento di questa natura possono riscontrare e ritrovare un valore ancora maggiore (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici articoli aggiuntivi 8.05 Evi e 8.06 Cherchi, con il parere contrario della Commissione e del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 37).

Sui lavori dell'Assemblea.

PRESIDENTE. A questo punto, secondo le intese intercorse tra i gruppi, interrompiamo l'esame del provvedimento, che è rinviato alla parte pomeridiana della seduta di lunedì 3 agosto, al pari degli altri argomenti iscritti all'ordine del giorno.

Nuova articolazione dei lavori dell'Assemblea per il periodo 30 luglio-6 agosto 2026 e 9-10 settembre 2026 e conseguente aggiornamento del calendario dei lavori vigente. Organizzazione dei tempi di esame degli argomenti iscritti nel calendario.

PRESIDENTE. Comunico che, nell'odierna riunione della Conferenza dei presidenti di Gruppo, è stata convenuta una nuova articolazione dei lavori per il periodo 30 luglio - 6 agosto 2026, nonché l'articolazione dei lavori alla ripresa nel mese di settembre 2026. 

Il calendario vigente, conseguentemente aggiornato e in distribuzione in Aula, è pubblicato in calce al resoconto stenografico della seduta odierna, unitamente all'organizzazione dei tempi per la discussione degli argomenti iscritti nel calendario, conclusi in sede referente, e delle mozioni presentate.

Trasmissione dal Senato di un disegno di legge di conversione e sua assegnazione a Commissione in sede referente.

PRESIDENTE. Il Presidente del Senato ha trasmesso alla Presidenza il seguente disegno di legge, che è assegnato ai sensi dell'articolo 96-bis, comma 1, del Regolamento, in sede referente, alla I Commissione (Affari costituzionali):

S. 1939. - «Conversione in legge del decreto-legge 12 giugno 2026, n. 100, recante misure urgenti in materia di giustizia e per l'attuazione del Patto dell'Unione europea sulla migrazione e l'asilo del 14 maggio 2024» (approvato dal Senato) (3053) - Parere delle Commissioni II, V, VI (ex articolo 73, comma 1-bis, del Regolamento, per gli aspetti attinenti alla materia tributaria), XI e XIV.

Il suddetto disegno di legge, ai fini dell'espressione del parere previsto dal comma 1 del predetto articolo 96-bis, è altresì assegnato al Comitato per la legislazione.

Poiché il suddetto disegno di legge è iscritto nel calendario dei lavori dell'Assemblea a partire da martedì 4 agosto 2026, ai sensi del comma 5 dell'articolo 96-bis del Regolamento, i termini di cui ai commi 3 e 4 del medesimo articolo sono conseguentemente adeguati. In particolare, il termine per la presentazione di questioni pregiudiziali riferite al disegno di legge è fissato alle ore 16 di lunedì 3 agosto 2026.

Proposta di trasferimento a Commissione in sede legislativa di una proposta di legge.

PRESIDENTE. Comunico che sarà iscritta all'ordine del giorno della seduta di lunedì 3 agosto 2026 l'assegnazione, in sede legislativa, della seguente proposta di legge, della quale la sotto indicata Commissione, cui era stata assegnata in sede referente, ha chiesto, con le prescritte condizioni, il trasferimento alla sede legislativa, che proporrò alla Camera a norma del comma 6 dell'articolo 92 del Regolamento:

alla VIII Commissione (Ambiente):

S. 1311. - Senatori Mennuni ed altri: «Istituzione dell'area marina protetta “Isola di Capri”» (approvata dal Senato) (2772).

A tale proposta di legge è abbinata la proposta di legge Sergio Costa e altri: “Modifiche all'articolo 36 della legge 6 dicembre 1991, n. 394, e altre disposizioni in materia di istituzione dell'area marina protetta dell'isola di Capri” (2057).

Interventi di fine seduta.

PRESIDENTE. Passiamo agli interventi di fine seduta.

Ha chiesto di parlare il deputato Francesco Emilio Borrelli. Ne ha facoltà.

FRANCESCO EMILIO BORRELLI (AVS). Grazie, Presidente. Mi permetterà se prendo 20 secondi per esprimere pubblicamente, a nome mio e a nome del nostro gruppo e, credo, a nome di tutti, la solidarietà nei confronti di quel signore, pestato da un ragazzo - abbiamo visto il video in tutta Italia che, tra l'altro, era arrivato a me l'altro giorno -, che sta, purtroppo, ancora in ospedale a Grumo Nevano. Per motivi futili un ragazzino di 18 anni ha ridotto in fin di vita, a Grumo Nevano, un signore anziano per un litigio …per futili motivi. Piena solidarietà e ci auguriamo che questo signore si riprenda quanto prima.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE GIORGIO MULE' (ore 14)

FRANCESCO EMILIO BORRELLI (AVS). Tornando al motivo del mio intervento di fine lavori, vorrei far presente che, in queste ore, è uscita la notizia che la Polonia starebbe cominciando a riverificare gli accordi e la presenza di oltre 67.000 mezzi assicurati in Italia e, in particolare, nel territorio campano e nel Sud Italia. Immediatamente è uscita fuori la notizia che si stanno cominciando a muovere su altre realtà europee e tutto questo per il caro RC auto. Ricordo che c'è stato un impegno, in quest'Aula diversi mesi fa, da parte del Ministro Urso di intervenire sulla vergogna delle tariffe RC auto in alcuni territori del nostro Paese, a partire dal Napoletano, il Casertano, il Sud e le Isole. Ebbene, anche in vista di quello che sta succedendo all'estero per le cosiddette targhe polacche o targhe straniere, ancora una volta, tramite la sua persona, chiedo che venga calendarizzata il prima possibile la proposta di legge sulla tariffa unica RC auto. Siamo tutti uguali davanti alla legge come italiani, ma anche davanti alle compagnie assicurative.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Morassut. Ne ha facoltà.

ROBERTO MORASSUT (PD-IDP). Grazie, Presidente. Soltanto per segnalare un problema che riguarda il servizio completo ed efficace della Rassegna stampa della Camera e del Senato, perché credo che siano gestiti attraverso le stesse procedure. Da diverse settimane nella Rassegna stampa non compaiono più gli articoli e i servizi di alcuni giornali importanti a grande tiratura nazionale, in particolare Il Messaggero di Roma - io intervengo come eletto di Roma, sostanzialmente - ma anche Il Gazzettino di Venezia e Il Mattino di Napoli, che notoriamente sono giornali che fanno parte di una determinata proprietà editoriale. Credo che questo, da quello che sembra, dipenda da contenziosi, da problemi tra la società appaltatrice del servizio di rassegna stampa e questo gruppo editoriale, ma sono problemi che non riguardano il servizio offerto ai parlamentari, a chi lavora come eletto.

Quindi, chiedo alla Presidenza della Camera, ai Questori, in raccordo con la Presidenza del Senato e con i Questori del Senato, di occuparsi un attimo di questa cosa per vedere come recuperare una piena efficienza del servizio, perché risulterebbe che la stessa situazione sia accaduta in altre realtà istituzionali ma sia stata superata attraverso forme di accordo, in pieno rispetto della legge, che hanno consentito di ripristinare il servizio.

Lo chiedo perché per noi è importante poter avere un pronto servizio mattutino di questi giornali, di questi articoli, di questa offerta informativa in un quadro di pieno pluralismo che è assolutamente necessario.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Morassut. Soltanto per segnalarle che, anche nella funzione di presidente del Comitato dell'informazione, di questa vicenda la Presidenza della Camera si sta già occupando e ha già avviato tutte le procedure affinché il servizio venga ripristinato. Lei ha ragione, nel senso che le sue notizie sono fondate rispetto al contenzioso che c'è tra chi cura la rassegna stampa e il gruppo editoriale in questione. È una vicenda su cui la Presidenza si è immediatamente attivata e che attualmente è in una fase di definizione tra le due parti, per poi accedere a una soluzione che contenga evidentemente nella rassegna stampa anche ciò che lei ha segnalato. La ringrazio, peraltro, per il suo intervento.

Ha chiesto di parlare l'onorevole Viggiano. Ne ha facoltà.

FRANCESCA VIGGIANO (PD-IDP). Grazie mille, Presidente. Desidero rivolgere un pensiero di sincera gratitudine a due servitori dello Stato, al maggiore dei Carabinieri, Giovanni Chu e al militare dell'Esercito italiano, Diego Di Febbo: grazie al loro intervento, lo scorso 26 luglio, è stato possibile salvare una vita in spiaggia, a Marina di Lizzano, in provincia di Taranto. In una giornata estiva, caratterizzata da condizioni meteorologiche particolarmente avverse, con mare agitato e correnti importanti, un cittadino di 50 anni di Grottaglie, in provincia di Taranto, si è trovato nell'impossibilità di fare rientro a riva.

La situazione stava progressivamente evolvendo verso una condizione di potenziale pericolo per la vita del bagnante ed è proprio in quel momento che il maggiore dei Carabinieri, Giovanni Chu, è intervenuto, portandosi in acqua e riportando a riva, appunto, il bagnante che era rimasto in difficoltà. Le operazioni di salvataggio sono durate circa un'ora ed è soltanto grazie al coraggio del maggiore Chu e del militare Di Febbo, con la collaborazione dei bagnanti che erano presenti sulla riva e che hanno formato una catena umana, che si è riusciti, appunto, a salvare la vita di quest'uomo.

Io volevo ringraziare il loro esempio poiché, anche grazie alla collaborazione dei bagnanti, hanno reso possibile il salvataggio che, in realtà, non rende soltanto onore alla divisa che loro portano - erano ovviamente liberi dal servizio in quel momento - ma a tutto il nostro Paese. A loro va il mio ringraziamento personale e immagino di tutta questa Camera.

PRESIDENTE. Immagina bene perché si tratta di quegli eroi silenziosi che fanno del civismo attivo in ogni occasione la loro ragione di vita. Grazie, onorevole Viggiano.

Ha chiesto di parlare l'onorevole Nisini. Ne ha facoltà.

TIZIANA NISINI (LEGA). Grazie, Presidente. Mi vorrà scusare se, a distanza di pochi giorni, torno a parlare del caso o del sistema, come dir si voglia, dell'ASP Montedomini a Firenze, ma le notizie che arrivano, direi, a fiumi in queste ultime settimane, ma anche nelle ultime ore, rendono la vicenda, il contesto molto grave. Infatti, dopo giorni di polemiche, di inchieste giornalistiche e di richieste di chiarimento il CdA di Montedomini ha deciso che nessuno si deve assumere la responsabilità di quello che sta accadendo: tutti restano al proprio posto.

La soluzione proposta sarebbe quella di modificare il regolamento, come se cambiando una norma oggi, si cancellasse tutto quello che è successo ieri, ma non è così. Per anni gli immobili appartenenti a un ente pubblico con finalità socio-assistenziali sono stati trasformati in immobili destinati ad affitti brevi, quelli per cui il sindaco di Firenze ha fatto una grande battaglia storica a danno dei piccoli proprietari. Se davvero, però, questo regolamento va modificato, significa che il problema esiste e, se il problema esiste, qualcuno si dovrà prendere la responsabilità politica, ma anche amministrativa, di quanto è accaduto. Ed è proprio qui, in tutto questo contesto che emerge il grande assente: dov'è il sindaco di Firenze, Sara Funaro? Dopo aver svolto il ruolo di assessore per 10 anni al welfare e essere diventata oggi sindaco di Firenze, si sottrae al dibattito pubblico, si sottrae alle spiegazioni, anche non presentandosi in consiglio comunale.

Questo è un fatto gravissimo perché Firenze e i fiorentini meritano delle risposte, non meritano i silenzi. Noi saremo sempre qui a vigilare, abbiamo presentato anche un'interrogazione parlamentare, perché non è con i silenzi che si possono nascondere tutti i fatti che si stanno verificando nel capoluogo regionale. Quindi, dopo l'interrogazione parlamentare saremo sempre sul territorio a portare avanti le istanze dei cittadini, perché sono proprio i cittadini fiorentini che chiedono chiarezza e trasparenza.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Quartapelle Procopio. Ne ha facoltà.

LIA QUARTAPELLE PROCOPIO (PD-IDP). Grazie, Presidente. Si chiamavano Abolfazl Sepahi e Amir Hossein Safari, i due ragazzi iraniani che sono stati impiccati pubblicamente in piazza a Isfahan nelle prime ore di martedì mattina. Sono altri dieci secondo le denunce delle organizzazioni umanitarie iraniane e internazionali i ragazzi che aspettano di essere condannati a morte nello stesso modo e che sono nel braccio della morte del regime.

Mi sento, da quest'Aula, di fare un appello alle autorità iraniane: noi da qui vediamo quello che sta succedendo in Iran; nonostante la ripresa della guerra, nonostante le tante altre emergenze continuiamo a seguire la situazione dei condannati a morte in Iran e dei dissidenti. Restituite i corpi di quei ragazzi, fermatevi, non andate avanti con altre esecuzioni. Ve lo chiediamo in nome dell'umanità, ve lo chiediamo a nome dei più di 40 parlamentari italiani che hanno adottato dei condannati a morte iraniani. Ve lo chiediamo in nome di un'umanità che è mancata in quella piazza di Isfahan martedì. Grazie, Presidente.

PRESIDENTE. Grazie a lei, anche per la sua sensibilità, ancora una volta rinnovata in quest'Aula. Allora l'onorevole Auriemma non la vedo. Ha chiesto di parlare l'onorevole Marianna Ricciardi. Ne ha facoltà.

MARIANNA RICCIARDI (M5S). Grazie, Presidente. Intervengo perché ci sono oggi infermieri, medici e operatori sociosanitari che lavorano nella sanità privata e nelle RSA che attendono da 8 e 14 anni il rinnovo del contratto e sono stati esclusi dall'adeguamento automatico all'inflazione previsto da questo decreto Lavoro. Intervengo oggi perché si sa che a settembre sarà previsto un aumento del 5 per cento dei rimborsi per le strutture sanitarie private: parliamo di 200 milioni di euro che non andranno a beneficio dei 300.000 lavoratori della sanità privata.

Io non vorrei che queste scelte siano state fatte perché ci sono imprenditori della sanità privata che ricoprono ruoli ad alti livelli istituzionali, che finanziano certi partiti politici e che fanno propaganda con i loro giornali per certi partiti politici. Non vorrei fosse così, Presidente, perché a questo punto significherebbe che non siamo una democrazia, ma siamo diventati un'oligarchia dove chi ha più potere è in grado di decidere per tutti.

E allora, Presidente, io le chiedo di sensibilizzare i Ministri competenti per far sì che l'aumento dei rimborsi sia vincolato all'adeguamento dei contratti dei lavoratori che mandano avanti queste strutture e che attendono il rinnovo dei contratti da 8 e 14 anni (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Ascari. Ne ha facoltà.

STEFANIA ASCARI (M5S). Grazie, Presidente. “Un gruppo di palestinesi ha attaccato alcuni israeliani che stavano facendo un'escursione”: così un giornalista Rai nella nostra TV pubblica ha definito i coloni israeliani, degli escursionisti insomma. Casualmente però questi escursionisti israeliani erano armati di mitra, casualmente si trovavano a fare un'escursione nei territori occupati e casualmente sono gli stessi escursionisti israeliani che ogni giorno bruciano le case dei palestinesi, uccidono intere famiglie, soprattutto bambini, e stuprano. Io ci tengo a dire in quest'Aula del Parlamento che io sono stata in quei luoghi e non ho certo visto degli escursionisti ma dei criminali violenti (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

I giornalisti che parlano di escursioni sono quelli che voi sostenete per fare disinformazione e che paghiamo con i soldi delle nostre tasse: una vergogna per come è arrivata l'informazione pubblica in un baratro di disinformazione. Basta coprire il genocidio, smettetela di coprire il genocidio e l'occupazione criminale e illegale in Cisgiordania. Raccontate la verità, ma soprattutto ritornate a essere umani (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

Ordine del giorno della prossima seduta.

PRESIDENTE. Comunico l'ordine del giorno della prossima seduta.

Lunedì 3 agosto 2026 - Ore 11:

1. Discussione congiunta sulle linee generali dei disegni di legge:

Rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato per l'esercizio finanziario 2025. (C. 3005​)

Disposizioni per l'assestamento del bilancio dello Stato per l'anno finanziario 2026. (C. 3006​)

Relatrice: LUCASELLI.

2. Discussione sulle linee generali del testo unificato delle proposte di legge:

SCHLEIN ed altri; MOLLICONE ed altri; AMATO ed altri; GRIPPO; LATINI: Disposizioni in materia di cinema. (C. 2360​-2578​-2731​-2794​-2969-A​)

Relatore: CANGIANO.

3. Discussione sulle linee generali del disegno di legge:

S. 1878 - Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo dello Stato del Kuwait sulla cooperazione nel settore della difesa, fatto a Roma il 13 gennaio 2026 (Approvato dal Senato). (C. 2957​)

Relatore: CALOVINI.

(ore 14)

4. Assegnazione a Commissione in sede legislativa della proposta di legge n. 2772​ ed abbinata .

5. Seguito della discussione del disegno di legge:

Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 26 giugno 2026, n. 107, recante disposizioni urgenti per interventi infrastrutturali e per l'attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), nonché ulteriori disposizioni finanziarie urgenti. (C. 2987-A​)

Relatrice: FRASSINI.

6. Seguito della discussione del disegno di legge:

Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra il Governo della Repubblica Italiana e il Consiglio dei Ministri della Repubblica di Albania in materia di cooperazione strategica nei settori dell'assistenza sanitaria, dell'energia, dell'ambiente, della sicurezza e dell'industria della difesa, della gestione delle migrazioni, dell'educazione, dell'innovazione, della diaspora, della trasformazione economica e della crescita intelligente, fatto a Roma il 13 novembre 2025. (C. 2788​)

Relatore: FORMENTINI.

7. Seguito della discussione della proposta di legge:

FARAONE ed altri: Istituzione della Giornata nazionale "Enzo Tortora" in memoria delle vittime di errori giudiziari. (C. 441​)

e delle abbinate proposte di legge: BISA ed altri; PITTALIS ed altri. (C. 1657​-1694​)

8. Seguito della discussione delle mozioni Richetti ed altri n. 1-00582 e Della Vedova ed altri n. 1-00585 in materia di superamento del diritto di veto nelle decisioni delle istituzioni dell'Unione europea .

9. Seguito della discussione del disegno di legge:

Misure di consolidamento e sviluppo del settore agricolo. (C. 2670-A​)

Relatore: CERRETO.

10. Seguito della discussione del testo unificato delle proposte di legge:

SCHLEIN ed altri; MOLLICONE ed altri; AMATO ed altri; GRIPPO; LATINI: Disposizioni in materia di cinema. (C. 2360​-2578​-2731​-2794​-2969-A​)

Relatore: CANGIANO.

11. Seguito della discussione del disegno di legge:

S. 1878 - Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo dello Stato del Kuwait sulla cooperazione nel settore della difesa, fatto a Roma il 13 gennaio 2026 (Approvato dal Senato). (C. 2957​)

Relatore: CALOVINI

La seduta termina alle 14,15.

TESTI DEGLI INTERVENTI DI CUI È STATA AUTORIZZATA LA PUBBLICAZIONE IN CALCE AL RESOCONTO STENOGRAFICO DELLA SEDUTA ODIERNA: SIMONA LOIZZO (MOZIONI CONCERNENTI INIZIATIVE PER LA PREVENZIONE DEGLI EFFETTI SULLA SALUTE DERIVANTI DALL'INNALZAMENTO DELLE TEMPERATURE E PER IL CONTRASTO AL CAMBIAMENTO CLIMATICO, CON PARTICOLARE RIFERIMENTO ALLE AREE URBANE)

SIMONA LOIZZO (LEGA). (Dichiarazione di voto - Mozioni concernenti iniziative per la prevenzione degli effetti sulla salute derivanti dall'innalzamento delle temperature e per il contrasto al cambiamento climatico, con particolare riferimento alle aree urbane). Signor Presidente, onorevoli colleghi, la mozione oggi all'esame dell'Aula affronta il rapporto tra cambiamenti climatici e tutela della salute. Il tema riguarda soprattutto gli effetti delle ondate di calore. A subirli maggiormente sono le persone anziane, i malati cronici e le persone fragili.

Il nostro Paese, per la sua posizione geografica e per l'età media della popolazione, è particolarmente esposto a questi fenomeni. Consapevole di questa realtà, il Governo ha rafforzato in questi anni strumenti importanti. Penso al Piano nazionale per la prevenzione degli effetti del caldo sulla salute.

Penso anche al monitoraggio delle ondate di calore, ai bollettini di allerta e alle campagne informative rivolte ai cittadini e agli operatori sanitari.

Questa mozione si inserisce dunque in un percorso già avviato.

L'obiettivo è consolidare il coordinamento tra Stato, regioni ed enti locali. Ma anche rafforzare la medicina territoriale e i servizi di prossimità, così da garantire risposte tempestive alle persone vulnerabili.

La prevenzione passa anche attraverso una diversa capacità di pianificare il territorio. Le aree urbane sono spesso quelle maggiormente esposte agli effetti delle ondate di calore. Per questo è condivisibile promuovere interventi di rigenerazione urbana, incrementare il verde pubblico, valorizzare la forestazione urbana e migliorare l'efficienza energetica del patrimonio pubblico.

Occorre poi rendere le strutture sanitarie sempre più resilienti. Devono essere in grado di garantire continuità assistenziale anche durante eventi climatici particolarmente intensi. È una sfida organizzativa che richiede programmazione, investimenti e una collaborazione costante tra tutti i livelli istituzionali.

Lo stesso principio vale per il mondo del lavoro. Chi opera all'aperto o in condizioni particolarmente gravose deve poter svolgere la propria attività in sicurezza. Penso, in particolare, a chi opera nei cantieri, in agricoltura, nella logistica e, più in generale, all'aperto. In questi settori la prevenzione deve tradursi in misure concrete: una corretta valutazione del rischio, l'adeguamento degli orari, pause adeguate e una migliore organizzazione delle attività nelle ore più critiche. Tutto questo nel rispetto della normativa vigente e attraverso il confronto con le parti sociali.

Come Lega riteniamo, infatti, che la sostenibilità debba procedere insieme alla tutela della salute, dello sviluppo economico e del lavoro.

Non servono posizioni ideologiche. Servono politiche serie, basate sull'evidenza scientifica, sulla prevenzione e sulla collaborazione istituzionale. Servono misure che accompagnino cittadini, imprese ed enti locali nell'affrontare sfide che sono già presenti e che richiedono risposte pragmatiche.

Per queste ragioni esprimiamo il nostro voto favorevole a una mozione equilibrata, che valorizza il lavoro già svolto dal Governo e indica un percorso concreto per rafforzare la capacità del nostro Paese di proteggere la salute dei cittadini.

SEGNALAZIONI RELATIVE ALLE VOTAZIONI EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA

Nel corso della seduta sono pervenute le seguenti segnalazioni in ordine a votazioni qualificate effettuate mediante procedimento elettronico (vedi Elenchi seguenti):

nella votazione n. 11 la deputata Morfino ha segnalato che ha erroneamente espresso voto favorevole mentre avrebbe voluto esprimere voto contrario;

nella votazione n. 14 la deputata De Micheli ha segnalato che non è riuscita ad esprimere voto favorevole;

nella votazione n. 21 la deputata Andreuzza ha segnalato che ha erroneamente espresso voto favorevole mentre avrebbe voluto esprimere voto contrario;

nella votazione n. 22 i deputati Marrocco e Squeri hanno segnalato che hanno erroneamente espresso voto contrario mentre avrebbero voluto esprimere voto favorevole;

nella votazione n. 31 il deputato Giaccone ha segnalato che ha erroneamente espresso voto contrario mentre avrebbe voluto esprimere voto favorevole.

CALENDARIO VIGENTE DEI LAVORI DELL'ASSEMBLEA
(LUGLIO 2026)
N. 41

Aggiornato ai sensi dell'articolo 24, commi 2 e 6, del Regolamento

(Conferenza dei presidenti di gruppo del 30 luglio 2026)

Lunedì 3 agosto (ore 11)

Discussione sulle linee generali del disegno di legge n. 3005​ - Rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato per l'esercizio finanziario 2025 e del disegno di legge n. 3006​ - Disposizioni per l'assestamento del bilancio dello Stato per l'anno finanziario 2026

Discussione sulle linee generali della proposta di legge n. 2360​ e abbinate - Disposizioni in materia di cinema

Discussione sulle linee generali del disegno di legge n. 2957​ - Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo dello Stato del Kuwait sulla cooperazione nel settore della difesa, fatto a Roma il 13 gennaio 2026 (approvato dal Senato)(ove concluso dalla Commissione)

Lunedì 3 (ore 14-20, con prosecuzione notturna dalle 21 alle 24) e martedì 4 agosto (ore 10-13 e 14-16)

Assegnazione a Commissione in sede legislativa della proposta di legge n. 2772​ ed abbinata - Istituzione dell'area marina protetta “Isola di Capri” (approvata dal Senato)

Seguito dell'esame del disegno di legge n. 2987​ Conversione in legge del decreto-legge 26 giugno 2026, n. 107, recante disposizioni urgenti per interventi infrastrutturali e per l'attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), nonché ulteriori disposizioni finanziarie urgenti (da inviare al Senato – scadenza: 25 agosto 2026

Seguito dell'esame del disegno di legge n. 2788​ - Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra il Governo della Repubblica Italiana e il Consiglio dei Ministri della Repubblica di Albania in materia di cooperazione strategica nei settori dell'assistenza sanitaria, dell'energia, dell'ambiente, della sicurezza e dell'industria della difesa, della gestione delle migrazioni, dell'educazione, dell'innovazione, della diaspora, della trasformazione economica e della crescita intelligente, fatto a Roma il 13 novembre 2025

Seguito dell'esame della proposta di legge n. 441​ e abbinate - Istituzione della Giornata nazionale “Enzo Tortora” in memoria delle vittime di errori giudiziari

Seguito dell'esame delle mozioni Richetti ed altri n. 1-00582 e Della Vedova ed altri n. 1-00585 in materia di superamento del diritto di veto nelle decisioni delle istituzioni dell'Unione europea

Seguito dell'esame del disegno di legge n. 2670 - Misure di consolidamento e sviluppo del settore agricolo (collegato alla manovra di finanza pubblica)

Seguito dell'esame della proposta di legge n. 2360​-2578​-2969​-2731​-2794​ - Disposizioni in materia di cinema

Seguito dell'esame del disegno di legge n. 2957​ - Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo dello Stato del Kuwait sulla cooperazione nel settore della difesa, fatto a Roma il 13 gennaio 2026 (approvato dal Senato) (ove concluso dalla Commissione)

Martedì 4 agosto (ore 16)

Esame del disegno di legge n. 3053​ - Conversione in legge del decreto-legge 12 giugno 2026, n. 100, recante misure urgenti in materia di giustizia e per l'attuazione del Patto dell'Unione europea sulla migrazione e l'asilo del 14 maggio 2024 (approvato dal Senato – scadenza: 11 agosto 2026) (per la posizione della preannunciata questione di fiducia non prima delle ore 18, previo esame e votazione delle eventuali questioni pregiudiziali presentate)  

Martedì 4 agosto (ore 18-20, con eventuale prosecuzione notturna dalle 21 alle 24)

Seguito dell'esame del Conto consuntivo della Camera dei deputati per l'anno finanziario 2025 e del Progetto di bilancio della Camera dei deputati per l'anno finanziario 2026

Seguito dell'esame del disegno di legge n. 3005​ - Rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato per l'esercizio finanziario 2025 e del disegno di legge n. 3006​ - Disposizioni per l'assestamento del bilancio dello Stato per l'anno finanziario 2026

Deliberazione in merito alla costituzione in giudizio della Camera dei deputati in relazione a un conflitto di attribuzione elevato innanzi alla Corte costituzionale dal Senato della Repubblica nei confronti della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano, di cui all'ordinanza della Corte costituzionale n. 94 del 2026 (previa deliberazione dell'Ufficio di Presidenza)

Mercoledì 5 agosto (ore 9-13)

Comunicazioni del Governo in merito all'avvio della procedura di attivazione della clausola di salvaguardia nazionale, con la partecipazione del Ministro dell'economia e delle finanze

Mercoledì 5 agosto (ore 15)

Svolgimento di interrogazioni a risposta immediata

Mercoledì 5 agosto (ore 16,20, con prosecuzione notturna ed eventualmente nella giornata di giovedì 6 agosto)

Seguito dell'esame del disegno di legge n. 3053​ - Conversione in legge del decreto-legge 12 giugno 2026, n. 100, recante misure urgenti in materia di giustizia e per l'attuazione del Patto dell'Unione europea sulla migrazione e l'asilo del 14 maggio 2024 (approvato dal Senato – scadenza: 11 agosto 2026)

  • ore 16,20: dichiarazioni di voto sulla preannunciata questione di fiducia
  • ore 18: votazione per appello nominale
  • al termine, con prosecuzione notturna: per le successive fasi di esame

Eventuale seguito dell'esame degli argomenti previsti nelle giornate precedenti e non conclusi 

Nelle sedute indicate avranno luogo le seguenti commemorazioni:

  • martedì 4 agosto, alle ore 13: Giuseppe Gargani
  • al termine delle votazioni prima della sospensione estiva dei lavori: vittime della strage di Vergarola

Mercoledì 9 settembre (a.m.)

Discussione sulle linee generali del disegno di legge n. 3043​ - Conversione in legge del decreto-legge 23 luglio 2026, n. 127, recante misure urgenti e indifferibili per lo svolgimento dei procedimenti civili e penali a seguito del crollo dell'immobile degli uffici giudiziari di Bolzano (da inviare al Senato – scadenza: 21 settembre 2026)

Mercoledì 9 settembre (ore 15)

Svolgimento di interrogazioni a risposta immediata

Mercoledì 9 (ore 16,15-20, con prosecuzione notturna dalle 21 alle 24) e giovedì 10 settembre (ore 9,30-13,30 e 15-20, con prosecuzione notturna dalle 21 alle 24)

Seguito dell'esame del disegno di legge n. 3043​ - Conversione in legge del decreto-legge 23 luglio 2026, n. 127, recante misure urgenti e indifferibili per lo svolgimento dei procedimenti civili e penali a seguito del crollo dell'immobile degli uffici giudiziari di Bolzano (da inviare al Senato – scadenza: 21 settembre 2026)

Discussione del doc. IV-ter, n. 18-A - Relazione della Giunta per le autorizzazioni sulla richiesta di deliberazione in materia di insindacabilità, ai sensi dell'articolo 68, primo comma, della Costituzione, nell'ambito di un procedimento civile nei confronti di Vittorio Sgarbi (deputato all'epoca dei fatti)

Discussione del doc. IV-ter, n. 22-A - Relazione della Giunta per le autorizzazioni sulla richiesta di deliberazione in materia di insindacabilità, ai sensi dell'articolo 68, primo comma, della Costituzione, nell'ambito di un procedimento civile nei confronti di Vittorio Sgarbi (deputato all'epoca dei fatti)

Eventuale seguito dell'esame degli argomenti previsti nella settimana 3-6 agosto e non conclusi

Mercoledì 9 settembre, alle ore 14, sarà convocata una riunione della Conferenza dei presidenti di Gruppo ai fini della predisposizione del programma settembre-novembre 2026 e del calendario dei lavori della restante parte del mese di settembre 2026

Il Presidente si riserva di inserire nel calendario dei lavori l'esame di ulteriori progetti di legge di ratifica deliberati dalle Commissioni e di documenti licenziati dalla Giunta per le autorizzazioni.

ORGANIZZAZIONE DEI TEMPI PER L'ESAME DEGLI ARGOMENTI ISCRITTI NEL CALENDARIO

Ddl di ratifica n. 2788 - Accordo tra il Governo della Repubblica Italiana e il Consiglio dei Ministri della Repubblica di Albania in materia di cooperazione strategica nei settori dell'assistenza sanitaria, dell'energia, dell'ambiente, della sicurezza e dell'industria della difesa, della gestione delle migrazioni, dell'educazione, dell'innovazione, della diaspora, della trasformazione economica e della crescita intelligente, fatto a Roma il 13 novembre 2025

Tempo complessivo: 2 ore.

Relatore 5 minuti
Governo 5 minuti
Richiami al regolamento 5 minuti
Tempi tecnici 5 minuti
Interventi a titolo personale

19 minuti

(con il limite massimo di 2 minuti per il complesso degli interventi di ciascun deputato)

Gruppi 1 ora e 21 minuti
Fratelli d'Italia 12 minuti
Partito Democratico - Italia Democratica e Progressista 15 minuti
Lega - Salvini Premier 8 minuti
Forza Italia - Berlusconi Presidente - PPE 8 minuti
MoVimento 5 Stelle 11 minuti
Alleanza Verdi e Sinistra  6 minuti
Azione-Popolari europeisti riformatori-Renew Europe 6 minuti
Noi Moderati (Noi con l'Italia, Coraggio Italia, UDC e Italia al Centro)-MAIE- Centro popolare 4 minuti
Italia Viva – Casa riformista 5 minuti
Misto: 6 minuti
Futuro Nazionale Vannacci - Free 2 minuti
Minoranze Linguistiche 2 minuti
+Europa - Stati Uniti d'Europa 2 minuti

Pdl n. 441 e abb. - Istituzione della Giornata nazionale “Enzo Tortora” in memoria delle vittime di errori giudiziari

Seguito dell'esame: 6 ore e 40 minuti.

Relatore 20 minuti
Governo 20 minuti
Richiami al regolamento 10 minuti
Tempi tecnici 15 minuti
Interventi a titolo personale

44 minuti

(con il limite massimo di 11 minuti per il complesso degli interventi di ciascun deputato)

Gruppi 4 ore e 51 minuti
Fratelli d'Italia 48 minuti
Partito Democratico – Italia democratica e progressista 36 minuti
Lega – Salvini premier 33 minuti
Forza Italia – Berlusconi presidente - PPE 32 minuti
MoVimento 5 Stelle 31 minuti
Alleanza Verdi e Sinistra 22 minuti
Azione – Popolari Europeisti Riformatori – Renew Europe 22 minuti
Noi Moderati (Noi Con L'Italia, Coraggio Italia, Udc e Italia al Centro) - MAIE- Centro popolare 22 minuti
Italia Viva – Casa riformista 22 minuti
Misto: 23 minuti
Futuro Nazionale Vannacci - Free 12 minuti
Minoranze Linguistiche 6 minuti
+Europa - Stati Uniti d'Europa 5 minuti

Mozione n. 1-00582 e abb. - In materia di superamento del diritto di veto nelle decisioni delle istituzioni dell'Unione europea

Tempo complessivo, comprese le dichiarazioni di voto: 6 ore (*).

Governo 25 minuti
Richiami al regolamento 10 minuti
Tempi tecnici 15 minuti
Interventi a titolo personale

1 ora

(con il limite massimo di 7 minuti per il complesso degli interventi di ciascun deputato)

Gruppi 4 ore e 10 minuti
Fratelli d'Italia 49 minuti
Partito Democratico - Italia Democratica e Progressista 34 minuti
Lega - Salvini Premier 31 minuti
Forza Italia - Berlusconi Presidente - PPE 29 minuti
MoVimento 5 Stelle 28 minuti
Alleanza Verdi e Sinistra  16 minuti
Azione-Popolari europeisti riformatori-Renew Europe 16 minuti
Noi Moderati (Noi con l'Italia, Coraggio Italia, UDC e Italia al Centro)-MAIE- Centro popolare 15 minuti
Italia Viva - Casa riformista 15 minuti
Misto: 19 minuti
Futuro Nazionale Vannacci - Free 9 minuti
Minoranze Linguistiche 6 minuti
+Europa - Stati Uniti d'Europa 4 minuti

 (*) I tempi indicati sono stati in parte utilizzati nella seduta del 15 giugno 2026.

Ddl n. 2670 – Misure di consolidamento e sviluppo del settore agricolo

Seguito dell'esame: 12 ore e 40 minuti.

Relatore 20 minuti
Governo 20 minuti
Richiami al regolamento 10 minuti
Tempi tecnici 1 ora e 30 minuti
Interventi a titolo personale

1 ora e 38 minuti

(con il limite massimo di 16 minuti per il complesso degli interventi di ciascun deputato)

Gruppi 8 ore e 42 minuti
Fratelli d'Italia 1 ora e 15 minuti
Partito Democratico – Italia democratica e progressista 1 ora e 25 minuti
Lega – Salvini premier 52 minuti
Forza Italia – Berlusconi presidente - PPE 51 minuti
MoVimento 5 Stelle 1 ora e 9 minuti
Alleanza Verdi e Sinistra 40 minuti
Azione – Popolari Europeisti Riformatori – Renew Europe 40 minuti
Noi Moderati (Noi con l'Italia, Coraggio Italia, UDC e Italia al Centro)-MAIE- Centro popolare 32 minuti
Italia Viva – Casa riformista 37 minuti
Misto: 41 minuti
Futuro Nazionale Vannacci - Free 22 minuti
Minoranze Linguistiche 11 minuti
+Europa – Stati Uniti d'Europa 8 minuti

Conto consuntivo della Camera dei deputati per l'anno finanziario 2025 e progetto di bilancio della Camera dei deputati per l'anno finanziario 2026

Seguito dell'esame: 8 ore.

Deputati Questori 30 minuti
Richiami al regolamento 10 minuti
Tempi tecnici 15 minuti
Interventi a titolo personale

1 ora e 20 minuti

(con il limite massimo di 10 minuti per il complesso degli interventi di ciascun deputato)

Gruppi 5 ore e 45 minuti
Fratelli d'Italia 1 ora e 9 minuti
Partito Democratico – Italia democratica e progressista 47 minuti
Lega – Salvini premier 42 minuti
Forza Italia – Berlusconi presidente - PPE 40 minuti
MoVimento 5 Stelle 38 minuti
Alleanza Verdi e Sinistra 22 minuti
Azione – Popolari Europeisti Riformatori – Renew Europe 22 minuti
Noi Moderati (Noi Con L'Italia, Coraggio Italia, Udc e Italia al Centro) - MAIE- Centro popolare 21 minuti
Italia Viva – Casa riformista 21 minuti
Misto: 23 minuti
Futuro Nazionale Vannacci - Free 12 minuti
Minoranze Linguistiche 6 minuti
+Europa - Stati Uniti d'Europa 5 minuti

Ddl n. 3005 - Rendiconto generale dell'amministrazione dello Stato per l'esercizio finanziario 2025 e n. 3006 - Disposizioni per l'Assestamento del bilancio dello Stato per l'anno finanziario 2026

Tempo complessivo: 15 ore e 40 minuti, di cui:

  • discussione generale congiunta: 8 ore;
  • seguito dell'esame: 7 ore e 40 minuti.
Discussione generale Seguito dell'esame
Relatore 10 minuti 20 minuti
Governo 20 minuti 20 minuti
Richiami al regolamento 10 minuti 10 minuti
Tempi tecnici 10 minuti
Interventi a titolo personale 1 ora e 22 minuti

56 minuti

(con il limite massimo di 11 minuti per il complesso degli interventi di ciascun deputato)

Gruppi 5 ore e 58 minuti 5 ore e 44 minuti
Fratelli d'Italia 41 minuti 48 minuti
Partito Democratico – Italia democratica e progressista 46 minuti 53 minuti
Lega – Salvini premier 36 minuti 35 minuti
Forza Italia – Berlusconi presidente - PPE 35 minuti 34 minuti
MoVimento 5 Stelle 41 minuti 44 minuti
Alleanza Verdi e Sinistra 32 minuti 27 minuti
Azione – Popolari Europeisti Riformatori – Renew Europe 32 minuti 27 minuti
Noi Moderati (Noi con l'Italia, Coraggio Italia, UDC e Italia al Centro) – MAIE - Centro popolare 31 minuti 22 minuti
Italia Viva – Casa riformista 32 minuti 26 minuti
Misto: 32 minuti 28 minuti
Futuro Nazionale Vannacci - Free 17 minuti 14 minuti
Minoranze Linguistiche 9 minuti 8 minuti
+Europa- Stati Uniti D'Europa 6 minuti 6 minuti

Comunicazioni del Governo in merito all'avvio della procedura di attivazione della clausola di salvaguardia nazionale

Tempo complessivo, comprese le dichiarazioni di voto: 4 ore.

Governo 20 minuti
Tempi tecnici 5 minuti
Interventi a titolo personale 5 minuti
Gruppi

1 ora e 42 minuti

(discussione)

1 ora e 48 minuti

(dichiarazioni di voto)

Fratelli d'Italia 20 minuti 10 minuti
Partito Democratico – Italia democratica e progressista 14 minuti 10 minuti
Lega – Salvini premier 12 minuti 10 minuti
Forza Italia – Berlusconi presidente - PPE 12 minuti 10 minuti
MoVimento 5 Stelle 11 minuti 10 minuti
Alleanza Verdi e Sinistra 7 minuti 10 minuti
Azione – Popolari Europeisti Riformatori – Renew Europe 7 minuti 10 minuti
Noi Moderati (Noi Con L'Italia, Coraggio Italia, Udc e Italia al Centro) - MAIE- Centro popolare 6 minuti 10 minuti
Italia Viva – Casa riformista 6 minuti 10 minuti
Misto: 7 minuti 18 minuti
Futuro Nazionale Vannacci - Free 3 minuti 8 minuti
Minoranze Linguistiche 2 minuti 6 minuti
+Europa- Stati Uniti D'Europa 2 minuti 4 minuti

VOTAZIONI QUALIFICATE EFFETTUATE MEDIANTE PROCEDIMENTO ELETTRONICO

INDICE ELENCO N. 1 DI 3 (VOTAZIONI DAL N. 1 AL N. 13)
Votazione O G G E T T O Risultato Esito
Num Tipo Pres Vot Ast Magg Fav Contr Miss
1 Nominale MOZ 1-574 NF RIF NO CPV PREM E DISP 280 280 0 141 274 6 66 Appr.
2 Nominale MOZ 1-574 NF RIF CPV PREM E DISP 281 279 2 140 115 164 66 Resp.
3 Nominale MOZ 1-574 NF RIF CPV 23 DISP 284 282 2 142 115 167 66 Resp.
4 Nominale MOZ 1-593 RIF NO CPV 13 E 14 DISP 282 282 0 142 275 7 66 Appr.
5 Nominale MOZ 1-593 CPV 13 DISP 280 270 10 136 76 194 66 Resp.
6 Nominale MOZ 1-593 CPV 14 DISP 286 237 49 119 231 6 66 Appr.
7 Nominale MOZ 1-593 PREM NO CPV 4, 5, 16 E 18 285 285 0 143 279 6 66 Appr.
8 Nominale MOZ 1-593 CPV 4, 5, 16, 18 PREMESSA 287 285 2 143 125 160 66 Resp.
9 Nominale MOZ 1-594 RIF NO CPV 5 DISP 285 285 0 143 276 9 66 Appr.
10 Nominale MOZ 1-594 CPV 5 RIF DISP 289 287 2 144 170 117 66 Appr.
11 Nominale MOZ 1-595 288 276 12 139 159 117 66 Appr.
12 Nominale MOZ 1-596 RIF 289 289 0 145 283 6 65 Appr.
13 Nominale DDL 2670-A - EM 1.1 270 270 0 136 118 152 65 Resp.

F = Voto favorevole (in votazione palese). - C = Voto contrario (in votazione palese). - V = Partecipazione al voto (in votazione segreta). - A = Astensione. - M = Deputato in missione. - T = Presidente di turno. - P = Partecipazione a votazione in cui é mancato il numero legale. - X = Non in carica.
Le votazioni annullate sono riportate senza alcun simbolo. Ogni singolo elenco contiene fino a 13 votazioni. Agli elenchi é premesso un indice che riporta il numero, il tipo, l'oggetto, il risultato e l'esito di ogni singola votazione.

INDICE ELENCO N. 2 DI 3 (VOTAZIONI DAL N. 14 AL N. 26)
Votazione O G G E T T O Risultato Esito
Num Tipo Pres Vot Ast Magg Fav Contr Miss
14 Nominale EM 1.2 266 264 2 133 116 148 65 Resp.
15 Nominale ARTICOLO 1 268 149 119 75 149 0 65 Appr.
16 Nominale ART AGG 1.01 268 265 3 133 115 150 65 Resp.
17 Nominale ART AGG 1.02 268 265 3 133 115 150 65 Resp.
18 Nominale ART AGG 1.03 268 265 3 133 116 149 65 Resp.
19 Nominale EM 2.1 269 266 3 134 115 151 65 Resp.
20 Nominale EM 2.2 266 263 3 132 116 147 65 Resp.
21 Nominale EM 2.3 260 259 1 130 118 141 65 Resp.
22 Nominale ARTICOLO 2 270 152 118 77 148 4 65 Appr.
23 Nominale ART AGG 2.01 272 267 5 134 116 151 65 Resp.
24 Nominale ART AGG 2.02 257 256 1 129 111 145 65 Resp.
25 Nominale EM 3.1 258 186 72 94 37 149 65 Resp.
26 Nominale EM 3.2 256 247 9 124 99 148 65 Resp.


INDICE ELENCO N. 3 DI 3 (VOTAZIONI DAL N. 27 AL N. 37)
Votazione O G G E T T O Risultato Esito
Num Tipo Pres Vot Ast Magg Fav Contr Miss
27 Nominale ARTICOLO 3 262 155 107 78 155 0 65 Appr.
28 Nominale ARTICOLO 4 259 153 106 77 153 0 65 Appr.
29 Nominale ARTICOLO 5 258 153 105 77 153 0 65 Appr.
30 Nominale ART AGG 5.01 259 258 1 130 109 149 65 Resp.
31 Nominale ARTICOLO 6 257 154 103 78 152 2 65 Appr.
32 Nominale ARTICOLO 7 252 151 101 76 150 1 65 Appr.
33 Nominale ART AGG 7.02 258 256 2 129 105 151 65 Resp.
34 Nominale EM 8.1, 8.2 255 253 2 127 104 149 65 Resp.
35 Nominale ARTICOLO 8 260 155 105 78 154 1 65 Appr.
36 Nominale ART AGG 8.01, 8.02, 8.03 259 258 1 130 108 150 65 Resp.
37 Nominale ART AGG 8.05, 8.06 217 215 2 108 82 133 65 Resp.