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Resoconto dell'Assemblea

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XIX LEGISLATURA

Allegato A

Seduta di Giovedì 6 agosto 2026

COMUNICAZIONI

Missioni valevoli
nella seduta del 6 agosto 2026.

  Albano, Ascani, Bagnai, Barbagallo, Barelli, Barzotti, Bellucci, Benvenuto, Bicchielli, Bignami, Bonetti, Boschi, Braga, Brambilla, Caiata, Calderone, Cappellacci, Carloni, Caroppo, Casasco, Cavandoli, Cecchetti, Centemero, Cesa, Cirielli, Colosimo, Alessandro Colucci, Enrico Costa, Sergio Costa, D'Alessio, Deidda, Della Vedova, Donzelli, Ferrante, Ferro, Foti, Frassinetti, Freni, Gardini, Gava, Gebhard, Gemmato, Giachetti, Giglio Vigna, Giorgetti, Gribaudo, Guerini, Gusmeroli, Leo, Lollobrigida, Lucaselli, Lupi, Magi, Mangialavori, Maschio, Mazzi, Meloni, Michelotti, Minardo, Molinari, Mollicone, Molteni, Morrone, Mulè, Nordio, Osnato, Pagano, Patriarca, Pichetto Fratin, Prisco, Rampelli, Riccardo Ricciardi, Richetti, Rixi, Rizzetto, Roccella, Romano, Roscani, Rotelli, Scerra, Schullian, Semenzato, Simiani, Siracusano, Sportiello, Tajani, Trancassini, Tremonti, Vaccari, Varchi, Vinci, Zanella, Zaratti, Zinzi, Zoffili, Zucconi.

(Alla ripresa pomeridiana della seduta).

  Albano, Ascani, Bagnai, Barbagallo, Barelli, Barzotti, Bellucci, Benvenuto, Bicchielli, Bignami, Bonetti, Boschi, Braga, Brambilla, Caiata, Calderone, Cappellacci, Carloni, Caroppo, Casasco, Cavandoli, Cecchetti, Centemero, Cesa, Cirielli, Colosimo, Alessandro Colucci, Enrico Costa, Sergio Costa, D'Alessio, Deidda, Della Vedova, Donzelli, Ferrante, Ferro, Foti, Frassinetti, Freni, Gardini, Gava, Gebhard, Gemmato, Giachetti, Giglio Vigna, Giorgetti, Gribaudo, Guerini, Gusmeroli, Leo, Lollobrigida, Lucaselli, Lupi, Magi, Mangialavori, Maschio, Mazzi, Meloni, Michelotti, Minardo, Molinari, Mollicone, Molteni, Morrone, Mulè, Nordio, Osnato, Pagano, Patriarca, Pichetto Fratin, Prisco, Rampelli, Riccardo Ricciardi, Richetti, Rixi, Rizzetto, Roccella, Romano, Roscani, Rotelli, Scerra, Schullian, Semenzato, Siracusano, Sportiello, Tajani, Trancassini, Tremonti, Vaccari, Varchi, Vinci, Zanella, Zaratti, Zinzi, Zoffili, Zucconi.

Annunzio di proposte di legge.

  In data 5 agosto 2026 sono state presentate alla Presidenza le seguenti proposte di legge d'iniziativa dei deputati:

   GUSMEROLI: «Disposizioni per la diffusione dell'autoproduzione domestica di energia elettrica con impianti fotovoltaici e per il contenimento del consumo di suolo nonché istituzione del Fondo nazionale per l'autonomia energetica delle famiglie» (3078);

   GIRELLI: «Disposizioni per la promozione della salute digitale dei minori e la prevenzione della dipendenza da strumenti e piattaforme digitali» (3079).

  In data 6 agosto 2026 sono state presentate alla Presidenza le seguenti proposte di legge d'iniziativa del deputato:

   PRETTO: «Modifica all'articolo 253 del codice dell'ordinamento militare, di cui al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, concernente la delimitazione della zona monumentale di guerra del monte Pasubio, e dichiarazione di monumento nazionale della Strada delle 52 gallerie del monte Pasubio o Strada della Prima Armata» (3081);

   PRETTO: «Disposizioni in materia di riscatto, ai fini previdenziali, del periodo di mandato elettivo dei sindaci» (3082).

  Saranno stampate e distribuite.

Annunzio di disegni di legge.

  In data 5 agosto 2026 è stato presentato alla Presidenza il seguente disegno di legge:

   dal Presidente del Consiglio dei ministri e dal Ministro della giustizia:

    «Modifiche in materia di imputabilità del minore» (3080).

  Sarà stampato e distribuito.

Adesione di deputati a proposte di legge.

  La proposta di legge MATTEONI ed altri: «Dichiarazione di monumento nazionale della foiba dell'Abisso Plutone» (2898) è stata successivamente sottoscritta dal deputato Fabrizio Rossi.

  La proposta di legge MATERA ed altri: «Istituzione della Giornata nazionale in memoria delle vittime degli incidenti ferroviari» (2999) è stata successivamente sottoscritta dal deputato Fabrizio Rossi.

  La proposta di legge PRESTIPINO ed altri: «Abrogazione dell'articolo 70 del codice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e altre disposizioni concernenti il divieto dell'utilizzazione di animali per la trazione di veicoli per il servizio di piazza, il trasporto pubblico non di linea nonché per fini turistici, ricreativi e di rappresentanza» (3036) è stata successivamente sottoscritta dai deputati Barbagallo, De Monte, Iacono, Marino e Serracchiani.

Ritiro di proposte di legge.

  In data 5 agosto 2026 il deputato Bicchielli ha comunicato di ritirare la seguente proposta di legge:

   BICCHIELLI: «Istituzione del Registro nazionale dei paesaggi rurali di interesse storico, delle pratiche agricole e delle conoscenze tradizionali» (1789).

  La proposta di legge sarà pertanto cancellata dall'ordine del giorno.

Assegnazione di progetti di legge a Commissioni in sede referente.

  A norma del comma 1 dell'articolo 72 del Regolamento, i seguenti progetti di legge sono assegnati, in sede referente, alle sottoindicate Commissioni permanenti:

   II Commissione (Giustizia):

    PITTALIS ed altri: «Modifiche al codice di procedura penale e alle norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del medesimo codice, in materia di provvedimenti in favore delle persone sottoposte a ingiusta detenzione» (2846) Parere delle Commissioni I e V.

   V Commissione (Bilancio e Tesoro):

    SARRACINO ed altri: «Disposizioni per la promozione dell'occupazione e dell'imprenditoria giovanile nonché in materia di politiche abitative e di mobilità, per contrastare l'emigrazione e favorire la permanenza e il rientro dei giovani in Italia» (2949) Parere delle Commissioni I, III, VI (ex articolo 73, comma 1-bis, del Regolamento, per gli aspetti attinenti alla materia tributaria), VII, VIII, IX, X, XI (ex articolo 73, comma 1-bis, del Regolamento), XII, XIV e della Commissione parlamentare per le questioni regionali.

   VI Commissione (Finanze):

    BORRELLI: «Modifiche agli articoli 132-ter e 133 del codice delle assicurazioni private, di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, in materia di applicazione del premio medio su base nazionale, ai fini dell'assicurazione obbligatoria per la responsabilità civile derivante dalla circolazione dei veicoli, in mancanza di sinistri negli ultimi dieci anni» (2975) Parere delle Commissioni I, II, V, IX, X e XIV.

   VIII Commissione (Ambiente):

    ZARATTI: «Modifiche all'articolo 131-bis del codice penale, al decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e al codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, in materia di tutela dell'ambiente e della salute umana e animale nonché di prevenzione e repressione dei reati contro l'ambiente» (2312) Parere delle Commissioni I, II (ex articolo 73, comma 1-bis, del Regolamento, per le disposizioni in materia di sanzioni), V, XII, XIII, XIV e della Commissione parlamentare per le questioni regionali.

   XI Commissione (Lavoro):

    FARAONE: «Disposizioni per la tutela dei lavoratori dipendenti, pubblici e privati, e dei lavoratori autonomi in condizione di disabilità» (2207) Parere delle Commissioni I, V, VI (ex articolo 73, comma 1-bis, del Regolamento, per gli aspetti attinenti alla materia tributaria), VII, X, XII e della Commissione parlamentare per le questioni regionali;

    FARAONE: «Delega al Governo per la disciplina dell'accredito contributivo e del conseguimento del trattamento pensionistico in favore dei lavoratori impiegati in progetti o attività socialmente utili o di pubblica utilità» (2821) Parere delle Commissioni I, V e della Commissione parlamentare per le questioni regionali;

    CECCHETTI ed altri: «Introduzione della valutazione di impatto occupazionale dei sistemi di intelligenza artificiale incidenti sull'organizzazione e sullo svolgimento di prestazioni lavorative nonché disposizioni per la tutela del lavoro umano e dell'occupazione» (2936) Parere delle Commissioni I, II (ex articolo 73, comma 1-bis, del Regolamento, per le disposizioni in materia di sanzioni), V, IX, X, XII e XIV;

    L'ABBATE: «Concessione di agevolazioni previdenziali per la maternità e per la prestazione di assistenza continuativa a familiari con disabilità» (2993) Parere delle Commissioni I, V e XII.

   XII Commissione (Affari sociali):

    EVI: «Disposizioni per la promozione della somministrazione di alimenti vegetali caratteristici della dieta mediterranea nei servizi di ristorazione collettiva forniti dalle amministrazioni pubbliche» (2862) Parere delle Commissioni I, II, V, VII, VIII, XI, XIII e della Commissione parlamentare per le questioni regionali;

    BATTILOCCHIO ed altri: «Disposizioni concernenti l'istituzione di presìdi socio-educativi nelle aree urbane caratterizzate da disagio educativo e socio-economico per il potenziamento dell'offerta culturale, sociale, sportiva e ricreativa nei riguardi dei minorenni» (2983) Parere delle Commissioni I, V, VII, XI, XIV e della Commissione parlamentare per le questioni regionali.

   Commissioni riunite XI (Lavoro) e XII (Affari sociali):

    FARAONE: «Modifiche all'articolo 41 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, in materia di sorveglianza sanitaria e di giudizio di idoneità del lavoratore alla mansione specifica» (2219) Parere delle Commissioni I, V, VI (ex articolo 73, comma 1-bis, del Regolamento, per gli aspetti attinenti alla materia tributaria), X, XIV e della Commissione parlamentare per le questioni regionali.

Trasmissione dal Ministro per i rapporti con il Parlamento.

  Il Ministro per i rapporti con il Parlamento, con lettera in data 5 agosto 2026, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 49, comma 1, del codice di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, la relazione – predisposta dal Ministero della giustizia – sulla consistenza, destinazione e utilizzo dei beni sequestrati o confiscati e sullo stato dei procedimenti di sequestro o confisca, riferita al primo semestre 2026 (Doc. CLIV, n. 8).

  Questa relazione è trasmessa alla II Commissione (Giustizia).

  Il Ministro per i rapporti con il Parlamento, con lettere in data 5 agosto 2026, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 12, comma 1, del decreto legislativo 25 febbraio 1999, n. 66, le seguenti relazioni d'inchiesta dell'Agenzia nazionale per la sicurezza del volo:

  relazione d'inchiesta concernente l'incidente occorso a un aeromobile presso l'aeroporto Caravaggio di Orio al Serio (Bergamo) il 1° ottobre 2024;

  relazione d'inchiesta concernente l'incidente occorso a un velivolo in località Premaricco (Udine) il 2 settembre 2024.

  Questi documenti sono trasmessi alla IX Commissione (Trasporti).

Annunzio di progetti di atti
dell'Unione europea.

  Il Dipartimento per gli affari europei della Presidenza del Consiglio dei ministri, con lettera in data 6 agosto 2026, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 6, commi 1 e 2, della legge 24 dicembre 2012, n. 234, progetti di atti dell'Unione europea, nonché atti preordinati alla formulazione degli stessi.

  Questi atti sono assegnati, ai sensi dell'articolo 127 del Regolamento, alle Commissioni competenti per materia, con il parere, se non già assegnati alla stessa in sede primaria, della XIV Commissione (Politiche dell'Unione europea).

  Con la medesima comunicazione, il Governo ha inoltre richiamato l'attenzione sui seguenti documenti, già trasmessi dalla Commissione europea e assegnati alle competenti Commissioni, ai sensi dell'articolo 127 del Regolamento:

  Proposta di decisione di esecuzione del Consiglio relativa all'individuazione di progetti europei di interesse comune nel settore della difesa a norma del regolamento (UE) 2025/2643 del Parlamento europeo e del Consiglio (COM(2026) 358 final);

  Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica i regolamenti (UE) 2017/1369 e (UE) 2020/740 per quanto riguarda la semplificazione e un uso migliore delle opzioni digitali per l'etichettatura energetica e degli pneumatici (COM(2026) 565 final).

Atti di controllo e di indirizzo.

  Gli atti di controllo e di indirizzo presentati sono pubblicati nell'Allegato B al resoconto della seduta odierna.

ERRATA CORRIGE

  Nell'Allegato A ai resoconti della seduta del 4 agosto 2026, a pagina 6, prima colonna, trentunesima riga, dopo la parola: «Regolamento» devono intendersi inserite le seguenti: «, per le disposizioni in materia di sanzioni».

DISEGNO DI LEGGE: MISURE DI CONSOLIDAMENTO E
SVILUPPO DEL SETTORE AGRICOLO (A.C. 2670-A)

A.C. 2670-A – Ordini del giorno

ORDINI DEL GIORNO

   La Camera,

   premesso che:

    il disegno di legge in esame, collegato alla manovra di finanza pubblica per il triennio 2025-2027, reca disposizioni preordinate al consolidamento e allo sviluppo del settore agricolo;

    l'articolo 1 reca disposizioni volte al rafforzamento del sistema agricolo attraverso il rifinanziamento del Fondo per la sovranità alimentare e una nuova autorizzazione di spesa destinata a sostenere gli investimenti strutturali nel settore;

    nel corso dell'esame parlamentare è stato introdotto l'articolo 11, che introduce Disposizioni in materia di enoturismo e oleoturismo;

    esso, in particolare, include tra le attività riconducibili all'enoturismo e ai relativi benefici fiscali quella di ospitalità al di fuori dei centri abitati con popolazione superiore a 50 mila abitanti, destinando a tal fine 600 mila euro per il 2026, 5,3 milioni per il 2027 e 3,3 milioni annui a decorrere dal 2028;

    in Italia il settore della birra artigianale e dei microbirrifici è in forte espansione, ma, nonostante i passi anche di carattere legislativo fatti negli ultimi anni, non riesce ancora ad avere una disciplina organica e sistematica che abbracci tutte le esigenze del settore ed in particolare quelle proprio dei piccoli produttori artigianali;

    così come l'olio e il vino, la produzione di birra nel nostro Paese sta assumendo caratteristiche tali da poter essere anch'essa introdotta in percorsi turistici e quindi sottoposta alla stessa disciplina normativa dedicata ai due comparti succitati,

impegna il Governo

ad adottare ulteriori iniziative finalizzate a disciplinare in maniera organica il settore della birra artigianale e a valutare l'opportunità di estendere la disciplina dell'enoturismo e dell'oleoturismo anche al comparto brassicolo, con particolare interesse per i microbirrifici.
9/2670-A/26. Caramiello.


   La Camera,

   premesso che:

    il disegno di legge in esame reca misure di consolidamento e sviluppo del settore agricolo, riconoscendo la centralità dell'agricoltura per la tenuta economica e sociale dei territori, in particolare di quelli a più elevata vocazione produttiva;

    la disponibilità di risorse idriche costituisce, insieme al credito e al sostegno al reddito, uno dei fattori abilitanti imprescindibili per la competitività e la resilienza delle imprese agricole, specie nelle aree del Paese soggette a ricorrenti crisi di siccità;

    la crisi climatica in atto ha reso strutturale, e non più occasionale, il fenomeno della scarsità idrica estiva, con effetti particolarmente gravi sulle produzioni agricole nelle regioni del Centro-Sud, dove la piovosità media si è progressivamente ridotta e la distribuzione delle precipitazioni si concentra sempre più nei mesi autunnali e invernali;

    in Toscana, ed in particolare nelle province di Siena e Grosseto, l'agricoltura della Maremma sconta da decenni una cronica carenza di infrastrutture di accumulo idrico, che espone migliaia di ettari coltivati al rischio di stress irriguo nei mesi estivi;

    è da tempo all'attenzione delle istituzioni la proposta di realizzazione di un nuovo invaso sul fiume Merse, che consentirebbe di raccogliere l'acqua nei periodi di maggiore disponibilità per redistribuirla nei mesi di scarsità, con benefici diretti per le imprese agricole e per gli usi civili dei territori interessati;

    un consolidamento effettivo del settore agricolo non può prescindere da una programmazione infrastrutturale di lungo periodo sulla sicurezza idrica, che affianchi le misure di sostegno economico e normativo previste dal provvedimento in esame,

impegna il Governo

ad accompagnare le misure recate dal provvedimento in esame con la promozione di ulteriori iniziative normative, anche di carattere normativo e finanziario, volte a sostenere la realizzazione di nuovi invasi e infrastrutture di accumulo idrico multiuso nelle aree agricole maggiormente esposte a crisi di siccità strutturale, con particolare riferimento ai territori della Toscana meridionale, favorendo l'avvio dei relativi studi di fattibilità tecnico-ambientale.
9/2670-A/27. Simiani.


   La Camera,

   premesso che:

    secondo i dati di Cantina Italia, al 30 giugno 2026 negli stabilimenti enologici italiani sono presenti 46,5 milioni di ettolitri di vino, 3,7 milioni di ettolitri di mosti e 55.570 ettolitri di vino nuovo ancora in fermentazione (VNAIF), con il serio rischio di sovrapproduzione;

    a metà anno le giacenze salgono a +8,4 per cento rispetto a giugno 2025 (a maggio segnavano +7,3 per cento) per un totale, mosti inclusi, di 50,3 milioni di ettolitri. Al netto dei mosti, il vino che giace in cantina ammonta a quasi 46,6 milioni di ettolitri (+6,7 per cento), l'equivalente di 6,2 miliardi di bottiglie;

    ne consegue un'ulteriore depressione dei prezzi dello sfuso: ancora in ribasso i vini a denominazione (1,57 euro al litro la media nazionale a giugno, in calo del 7 per cento sul giugno 2025) e i vini comuni. Gli Igp confermano il calo dell'11 per cento registrato a maggio. A fronte dell'appesantimento generale delle giacenze e del rallentamento dei fabbisogni, soprattutto nella parte alta della piramide, il totale vino vede i prezzi medi scendere del 10 per cento, confermando la tendenza peggiorativa vista già a maggio;

    le regioni con maggiori giacenze di vino attualmente risultano essere il Veneto (25,2 per cento), Toscana (11,7 per cento), Emilia-Romagna (10 per cento), Piemonte (8,3 per cento), Sicilia (6,3 per cento) e Abruzzo (5,9 per cento): il Veneto è la prima regione per quantitativi di vino Dop in giacenza (8,5 milioni di ettolitri), la Puglia conta 2,6 milioni di ettolitri di vini Igp mentre l'Emilia-Romagna è in testa per i vini comuni (2,1 milioni di ettolitri);

    i dati mostrano come l'export dei primi quattro mesi sia ancora in negativo (-6,8 per cento il valore) costringendo i Consorzi di tutela delle principali «denominazioni di origine protetta» (Dop) italiane a trovare le migliori strategie per il contenimento produttivo;

    il settore vitivinicolo sta dunque attraversando una fase di forte criticità di mercato, caratterizzata negli ultimi mesi da un netto calo dei prezzi all'origine;

    contestualmente alla contrazione dei prezzi, si assiste a un eccezionale accumulo di giacenze di prodotto finito nei magazzini delle imprese, con incrementi che in diversi casi superano il 100 per cento rispetto alla media del triennio precedente;

    tale combinazione di fattori genera gravi problemi di liquidità per le aziende agricole e mette a rischio la tenuta economica di interi territori a vocazione agricola;

    si rende pertanto necessario adottare delle scelte strategiche, a livello nazionale e a livello territoriale, sul riposizionamento produttivo del settore, in primis limitando l'assegnazione annua di nuove autorizzazioni all'impianto e attivare strumenti straordinari di monitoraggio e indirizzo per mitigare l'impatto di tali eccedenze sul mercato, sfruttando anche le leve finanziarie e creditizie previste all'interno del provvedimento,

impegna il Governo:

   ad adottare misure di monitoraggio e di indirizzo a sostegno delle imprese vitivinicole in presenza di giacenze di prodotto finito che registrino un incremento eccezionale rispetto alla media del triennio precedente, anche mediante il ricorso, ove ne ricorrano i presupposti, agli strumenti di sostegno creditizio e di promozione sul mercato interno e nell'export;

   a valutare, sentiti i rappresentanti della filiera vitivinicola nazionale, l'adozione di strumenti normativi e finanziari, al fine di riadattare, nel breve e medio periodo, il potenziale vitivinicolo alla situazione reale del mercato e dei consumi.
9/2670-A/28. Gadda.


   La Camera,

   premesso che:

    secondo i dati di Cantina Italia, al 30 giugno 2026 negli stabilimenti enologici italiani sono presenti 46,5 milioni di ettolitri di vino, 3,7 milioni di ettolitri di mosti e 55.570 ettolitri di vino nuovo ancora in fermentazione (VNAIF), con il serio rischio di sovrapproduzione;

    a metà anno le giacenze salgono a +8,4 per cento rispetto a giugno 2025 (a maggio segnavano +7,3 per cento) per un totale, mosti inclusi, di 50,3 milioni di ettolitri. Al netto dei mosti, il vino che giace in cantina ammonta a quasi 46,6 milioni di ettolitri (+6,7 per cento), l'equivalente di 6,2 miliardi di bottiglie;

    ne consegue un'ulteriore depressione dei prezzi dello sfuso: ancora in ribasso i vini a denominazione (1,57 euro al litro la media nazionale a giugno, in calo del 7 per cento sul giugno 2025) e i vini comuni. Gli Igp confermano il calo dell'11 per cento registrato a maggio. A fronte dell'appesantimento generale delle giacenze e del rallentamento dei fabbisogni, soprattutto nella parte alta della piramide, il totale vino vede i prezzi medi scendere del 10 per cento, confermando la tendenza peggiorativa vista già a maggio;

    le regioni con maggiori giacenze di vino attualmente risultano essere il Veneto (25,2 per cento), Toscana (11,7 per cento), Emilia-Romagna (10 per cento), Piemonte (8,3 per cento), Sicilia (6,3 per cento) e Abruzzo (5,9 per cento): il Veneto è la prima regione per quantitativi di vino Dop in giacenza (8,5 milioni di ettolitri), la Puglia conta 2,6 milioni di ettolitri di vini Igp mentre l'Emilia-Romagna è in testa per i vini comuni (2,1 milioni di ettolitri);

    i dati mostrano come l'export dei primi quattro mesi sia ancora in negativo (-6,8 per cento il valore) costringendo i Consorzi di tutela delle principali «denominazioni di origine protetta» (Dop) italiane a trovare le migliori strategie per il contenimento produttivo;

    il settore vitivinicolo sta dunque attraversando una fase di forte criticità di mercato, caratterizzata negli ultimi mesi da un netto calo dei prezzi all'origine;

    contestualmente alla contrazione dei prezzi, si assiste a un eccezionale accumulo di giacenze di prodotto finito nei magazzini delle imprese, con incrementi che in diversi casi superano il 100 per cento rispetto alla media del triennio precedente;

    tale combinazione di fattori genera gravi problemi di liquidità per le aziende agricole e mette a rischio la tenuta economica di interi territori a vocazione agricola;

    si rende pertanto necessario adottare delle scelte strategiche, a livello nazionale e a livello territoriale, sul riposizionamento produttivo del settore, in primis limitando l'assegnazione annua di nuove autorizzazioni all'impianto e attivare strumenti straordinari di monitoraggio e indirizzo per mitigare l'impatto di tali eccedenze sul mercato, sfruttando anche le leve finanziarie e creditizie previste all'interno del provvedimento,

impegna il Governo:

   a valutare l'opportunità di adottare misure di monitoraggio e di indirizzo a sostegno delle imprese vitivinicole in presenza di giacenze di prodotto finito che registrino un incremento eccezionale rispetto alla media del triennio precedente, anche mediante il ricorso, ove ne ricorrano i presupposti, agli strumenti di sostegno creditizio e di promozione sul mercato interno e nell'export;

   a valutare l'opportunità, sentiti i rappresentanti della filiera vitivinicola nazionale, in conformità con le disposizioni unionali, di attivare le misure in grado di riadattare gli strumenti normativi e finanziari, al fine di riadattare, nel breve e medio periodo, il potenziale vitivinicolo alla situazione reale del mercato e dei consumi.
9/2670-A/28. (Testo modificato nel corso della seduta)Gadda.


   La Camera,

   premesso che:

    il provvedimento in esame reca misure di consolidamento e sviluppo del settore agricolo, collegato alla manovra di finanza pubblica, e mira a rafforzare la competitività, l'innovazione, la sostenibilità e la resilienza del comparto agroalimentare e florovivaistico;

    la sicurezza alimentare nazionale, ai sensi dell'articolo 44 della Costituzione, nonché la resilienza logistica, energetica e digitale del sistema agroalimentare costituiscono priorità strategiche, anche in coerenza con gli obiettivi NATO in materia di food security e climate resilience e con il quadro europeo in materia di dual-use e di transizione ecologico-digitale;

    le infrastrutture per la coltivazione protetta in serra, dotate di sistemi di teleriscaldamento alimentati da fonti rinnovabili, geotermia, biogas agricolo e accumulo termico, nonché i modelli di Serre Digitali Integrate (Agri Data Greenhouse) – impianti idroponici, aeroponici o fuori suolo adiacenti o funzionalmente collegati a data center che recuperano calore di scarto, CO2 ed energia – rappresentano strumenti innovativi di economia circolare, efficienza energetica e mitigazione climatica, coerenti con la direttiva EED 2023/1791, il regolamento (UE) 2024/1364, il Green Deal, Farm to Fork e la EU Taxonomy;

    l'integrazione di modelli «frontier» di AI agritech per il monitoraggio avanzato, la previsione e il controllo automatico delle colture può contribuire a razionalizzare la lotta alle fitopatologie, ridurre l'uso di fitofarmaci e ottimizzare il nesso data center-serre;

    tali modelli di investimento, quando realizzati prioritariamente da soggetti privati (anche mediante partenariato pubblico-privato o accordi di programma), con rischio di costruzione, disponibilità e domanda a carico del privato, possono essere qualificati in modo da non incidere sul saldo netto da finanziare e sull'indebitamento netto della pubblica amministrazione, in conformità al manuale Eurostat SEC 2010, e beneficiare di priorità autorizzative, semplificazioni procedurali e strumenti di sostegno (garanzie SACE/CDP a condizioni di mercato, crediti d'imposta, priorità di connessione, accesso a fondi PNRR, FER, Agrisolare, Innovation Fund, Horizon Europe);

    il riconoscimento di pubblica utilità indifferibile e urgente per le infrastrutture di recupero calore e produzione energetica, unitamente all'istituzione di un sottogruppo tecnico permanente presso il Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste e alla formazione di figure professionali qualificate (agronomi 4.0, tecnici IoT, data analyst, tecnici energetici), consentirebbe di accelerare la transizione ecologico-digitale del settore e di generare un significativo effetto leva di investimenti privati,

impegna il Governo

a valutare l'opportunità di accompagnare le misure recate dal provvedimento in esame con l'adozione nell'ambito delle misure di consolidamento e sviluppo del settore agricolo e nel rispetto della normativa europea in materia di aiuti di Stato e dei vincoli di finanza pubblica, di ulteriori iniziative normative e amministrative volte a:

  qualificare le infrastrutture agroenergetiche avanzate e le Serre Digitali Integrate (Agri Data Greenhouse) come infrastrutture strategiche di interesse nazionale a duplice uso (dual use), promuovendo il recupero di almeno il 30 per cento del calore di scarto dei data center, la gestione circolare di acqua, CO2 ed energia e l'integrazione di sistemi agri-voltaici, IoT, automazione e modelli frontier di AI agritech;

  prevedere priorità autorizzativa e procedimenti semplificati e coordinati (Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica, Ministero delle imprese e del made in Italy, regioni), nonché il riconoscimento di pubblica utilità indifferibile e urgente per le relative infrastrutture di recupero calore e produzione energetica;

  promuovere strumenti di sostegno agli investimenti privati (garanzie SACE e CDP a condizioni di mercato, crediti d'imposta in compensazione, priorità di accesso a fondi nazionali ed europei), assicurando che le relative spese non costituiscano spesa delle amministrazioni pubbliche ai fini del saldo netto e dell'indebitamento netto quando il rischio rimane a carico del soggetto privato;

  istituire, presso il Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste e nell'ambito del Tavolo tecnico nazionale sul florovivaismo, un sottogruppo di lavoro permanente sull'integrazione data center-produzione energetica-serre, con partecipazione dei soggetti rappresentativi della filiera agritech;

  includere nel Piano Nazionale del Florovivaismo azioni specifiche di formazione per le figure professionali necessarie allo sviluppo delle Serre Digitali Integrate, a tutela degli attuali addetti e alla creazione di nuova occupazione qualificata.
9/2670-A/29. La Salandra, Caretta, Ciaburro.


   La Camera,

   premesso che:

    il provvedimento in esame reca misure di consolidamento e sviluppo del settore agricolo, collegato alla manovra di finanza pubblica, e mira a rafforzare la competitività, l'innovazione, la sostenibilità e la resilienza del comparto agroalimentare e florovivaistico;

    la sicurezza alimentare nazionale, ai sensi dell'articolo 44 della Costituzione, nonché la resilienza logistica, energetica e digitale del sistema agroalimentare costituiscono priorità strategiche, anche in coerenza con gli obiettivi NATO in materia di food security e climate resilience e con il quadro europeo in materia di dual-use e di transizione ecologico-digitale;

    le infrastrutture per la coltivazione protetta in serra, dotate di sistemi di teleriscaldamento alimentati da fonti rinnovabili, geotermia, biogas agricolo e accumulo termico, nonché i modelli di Serre Digitali Integrate (Agri Data Greenhouse) – impianti idroponici, aeroponici o fuori suolo adiacenti o funzionalmente collegati a data center che recuperano calore di scarto, CO2 ed energia – rappresentano strumenti innovativi di economia circolare, efficienza energetica e mitigazione climatica, coerenti con la direttiva EED 2023/1791, il regolamento (UE) 2024/1364, il Green Deal, Farm to Fork e la EU Taxonomy;

    l'integrazione di modelli «frontier» di AI agritech per il monitoraggio avanzato, la previsione e il controllo automatico delle colture può contribuire a razionalizzare la lotta alle fitopatologie, ridurre l'uso di fitofarmaci e ottimizzare il nesso data center-serre;

    tali modelli di investimento, quando realizzati prioritariamente da soggetti privati (anche mediante partenariato pubblico-privato o accordi di programma), con rischio di costruzione, disponibilità e domanda a carico del privato, possono essere qualificati in modo da non incidere sul saldo netto da finanziare e sull'indebitamento netto della pubblica amministrazione, in conformità al manuale Eurostat SEC 2010, e beneficiare di priorità autorizzative, semplificazioni procedurali e strumenti di sostegno (garanzie SACE/CDP a condizioni di mercato, crediti d'imposta, priorità di connessione, accesso a fondi PNRR, FER, Agrisolare, Innovation Fund, Horizon Europe);

    il riconoscimento di pubblica utilità indifferibile e urgente per le infrastrutture di recupero calore e produzione energetica, unitamente all'istituzione di un sottogruppo tecnico permanente presso il Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste e alla formazione di figure professionali qualificate (agronomi 4.0, tecnici IoT, data analyst, tecnici energetici), consentirebbe di accelerare la transizione ecologico-digitale del settore e di generare un significativo effetto leva di investimenti privati,

impegna il Governo

a valutare l'opportunità di accompagnare le misure recate dal provvedimento in esame con l'adozione nell'ambito delle misure di consolidamento e sviluppo del settore agricolo e nel rispetto della normativa europea in materia di aiuti di Stato e dei vincoli di finanza pubblica, di ulteriori iniziative normative e amministrative volte a:

  promuovere strumenti di sostegno agli investimenti privati (garanzie SACE e CDP a condizioni di mercato, crediti d'imposta in compensazione, priorità di accesso a fondi nazionali ed europei), assicurando che le relative spese non costituiscano spesa delle amministrazioni pubbliche ai fini del saldo netto e dell'indebitamento netto quando il rischio rimane a carico del soggetto privato;

  istituire, presso il Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste e nell'ambito del Tavolo tecnico nazionale sul florovivaismo, un sottogruppo di lavoro permanente sull'integrazione data center-produzione energetica-serre, con partecipazione dei soggetti rappresentativi della filiera agritech;

  includere nel Piano Nazionale del Florovivaismo azioni specifiche di formazione per le figure professionali necessarie allo sviluppo delle Serre Digitali Integrate, a tutela degli attuali addetti e alla creazione di nuova occupazione qualificata.
9/2670-A/29. (Testo modificato nel corso della seduta)La Salandra, Caretta, Ciaburro.


   La Camera,

   premesso che:

    il comparto della zootecnia ovicaprina rappresenta un presidio strategico per la tutela delle aree interne, montane e svantaggiate del Paese, contribuendo alla salvaguardia del territorio, alla prevenzione del dissesto idrogeologico, alla conservazione della biodiversità e alla valorizzazione delle produzioni agroalimentari di qualità;

    secondo i dati ISMEA, nel 2024 il patrimonio ovicaprino nazionale è pari a circa 6,9 milioni di capi, con una riduzione di circa il 15 per cento rispetto al 2019, mentre nello stesso periodo il numero degli allevamenti è diminuito di oltre 30.000 aziende (circa -22 per cento), evidenziando una progressiva contrazione del settore;

    secondo i dati ISTAT, nel 2024 le macellazioni ovicaprine hanno registrato una diminuzione del 23,8 per cento nel numero dei capi e del 16,6 per cento in peso vivo rispetto all'anno precedente, confermando le persistenti difficoltà economiche e produttive della filiera;

    il comparto continua a risentire dell'aumento dei costi di produzione, in particolare per mangimi, energia e trasporti, nonché della riduzione della redditività aziendale, con particolare incidenza sulle piccole e medie imprese agricole e sugli allevamenti localizzati nelle aree montane e interne;

    risulta pertanto necessario favorire il ricambio del patrimonio zootecnico, sostenere gli investimenti strutturali, promuovere l'innovazione tecnologica, migliorare il benessere animale, rafforzare la prevenzione delle epizoozie e incentivare lo sviluppo di filiere locali integrate, capaci di valorizzare le produzioni ovicaprine nazionali e generare nuove opportunità economiche per i territori,

impegna il Governo

ad accompagnare le misure recate dal provvedimento in esame, con ulteriori iniziative normative volte a destinare, nell'ambito del prossimo disegno di legge di bilancio, adeguate risorse finanziarie per l'attuazione di un piano pluriennale di interventi a favore della filiera ovicaprina nazionale, finalizzato a rafforzarne la competitività, la sostenibilità economica e ambientale e la redditività delle imprese del settore, prevedendo, in particolare, misure volte a:

  sostenere la creazione e il potenziamento degli allevamenti ovicaprini, anche mediante contributi destinati all'acquisto di capi da riproduzione e al rinnovo del patrimonio zootecnico;

  favorire la realizzazione, il recupero e l'ammodernamento delle infrastrutture funzionali all'attività pastorale, con particolare riguardo alle aree montane e interne, comprese stalle, ricoveri, punti di abbeveraggio e altre opere finalizzate al miglioramento del benessere animale e alla prevenzione delle epizoozie;

  promuovere lo sviluppo di filiere ovicaprine integrate, comprendenti le fasi dell'allevamento, della trasformazione, della commercializzazione e della vendita dei prodotti, anche attraverso accordi con le regioni, gli enti locali, le camere di commercio e le aziende sanitarie locali competenti, favorendo la semplificazione delle procedure amministrative;

  incentivare la diffusione di strutture mobili e di impianti di macellazione a bassa capacità destinati al servizio delle aziende ovicaprine, al fine di ridurre il trasporto degli animali, migliorarne il benessere, valorizzare le produzioni locali e sostenere lo sviluppo economico e sociale delle aree interne e montane.
9/2670-A/30. Boschi, Gadda.


   La Camera,

   premesso che:

    il comparto della zootecnia ovicaprina rappresenta un presidio strategico per la tutela delle aree interne, montane e svantaggiate del Paese, contribuendo alla salvaguardia del territorio, alla prevenzione del dissesto idrogeologico, alla conservazione della biodiversità e alla valorizzazione delle produzioni agroalimentari di qualità;

    secondo i dati ISMEA, nel 2024 il patrimonio ovicaprino nazionale è pari a circa 6,9 milioni di capi, con una riduzione di circa il 15 per cento rispetto al 2019, mentre nello stesso periodo il numero degli allevamenti è diminuito di oltre 30.000 aziende (circa -22 per cento), evidenziando una progressiva contrazione del settore;

    secondo i dati ISTAT, nel 2024 le macellazioni ovicaprine hanno registrato una diminuzione del 23,8 per cento nel numero dei capi e del 16,6 per cento in peso vivo rispetto all'anno precedente, confermando le persistenti difficoltà economiche e produttive della filiera;

    il comparto continua a risentire dell'aumento dei costi di produzione, in particolare per mangimi, energia e trasporti, nonché della riduzione della redditività aziendale, con particolare incidenza sulle piccole e medie imprese agricole e sugli allevamenti localizzati nelle aree montane e interne;

    risulta pertanto necessario favorire il ricambio del patrimonio zootecnico, sostenere gli investimenti strutturali, promuovere l'innovazione tecnologica, migliorare il benessere animale, rafforzare la prevenzione delle epizoozie e incentivare lo sviluppo di filiere locali integrate, capaci di valorizzare le produzioni ovicaprine nazionali e generare nuove opportunità economiche per i territori,

impegna il Governo:

a valutare l'opportunità di accompagnare le misure recate dal provvedimento in esame, con ulteriori iniziative normative volte a destinare, nell'ambito del prossimo disegno di legge di bilancio, adeguate risorse finanziarie per l'attuazione di un piano pluriennale di interventi a favore della filiera ovicaprina nazionale, finalizzato a rafforzarne la competitività, la sostenibilità economica e ambientale e la redditività delle imprese del settore, prevedendo, in particolare, misure volte a:

  sostenere la creazione e il potenziamento degli allevamenti ovicaprini, anche mediante contributi destinati all'acquisto di capi da riproduzione e al rinnovo del patrimonio zootecnico;

  favorire la realizzazione, il recupero e l'ammodernamento delle infrastrutture funzionali all'attività pastorale, con particolare riguardo alle aree montane e interne, comprese stalle, ricoveri, punti di abbeveraggio e altre opere finalizzate al miglioramento del benessere animale e alla prevenzione delle epizoozie;

  promuovere lo sviluppo di filiere ovicaprine integrate, comprendenti le fasi dell'allevamento, della trasformazione, della commercializzazione e della vendita dei prodotti, anche attraverso accordi con le regioni, gli enti locali, le camere di commercio e le aziende sanitarie locali competenti, favorendo la semplificazione delle procedure amministrative;

  incentivare la diffusione di strutture mobili e di impianti di macellazione a bassa capacità destinati al servizio delle aziende ovicaprine, al fine di ridurre il trasporto degli animali, migliorarne il benessere, valorizzare le produzioni locali e sostenere lo sviluppo economico e sociale delle aree interne e montane.
9/2670-A/30. (Testo modificato nel corso della seduta)Boschi, Gadda.


   La Camera,

   premesso che:

    il provvedimento in corso di esame in Assemblea ha introdotto al comma 5 all'articolo 10 particolari forme di tutela in funzione della specifica tipologia e dell'uso del suolo relativo, con particolare riferimento all'agricoltura di collina e di montagna, terrazzata o di particolare pregio paesaggistico e storico;

    il decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali 19 novembre 2012, n. 17070, ha costituito l'Osservatorio nazionale del paesaggio rurale, delle pratiche agricole e conoscenze tradizionali;

    con lo stesso decreto è stato altresì istituito il «Registro nazionale dei paesaggi rurali di interesse storico, delle pratiche agricole e delle conoscenze tradizionali» (Registro) ed ha come obiettivo la salvaguardia dei paesaggi agricoli, forestali e pastorali che hanno conservato i caratteri storici legati alla permanenza di forme di produzione, di tecniche di allevamento, di sistemazioni del terreno, di mosaici paesistici e di manufatti, collegati a produzioni alimentari di qualità;

    l'attuale assetto ordinamentale non consente al Registro di assicurare continuità, risorse certe e solidità politica e istituzionale ai luoghi agrari di valore storico presenti nel territorio italiano,

impegna il Governo:

ad accompagnare le misure previste dal provvedimento in esame con ogni ulteriore iniziativa, anche normativa, di competenza atta a:

  valorizzare il Registro e gli obiettivi della relativa tutela, individuando a tal fine la forma e il vettore normativo più opportuno;

  istituire un marchio di qualità dei «paesaggi storici» che certifichi il rapporto fra prodotti tipici e paesaggi storici, definendo il nuovo concetto di qualità in cui la qualità del paesaggio sia parte integrante della qualità dei prodotti tipici, anche a fini di promozione turistica;

  assegnare al Registro il ruolo di lista nazionale per la preselezione dei paesaggi rurali che vogliono candidarsi per l'iscrizione alla World Heritage List dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'educazione, la scienza e la cultura (UNESCO) e al programma Globally Important Agricultural Heritage Systems (GIAHS) dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura (FAO);

  assicurare il sostegno economico proveniente dai programmi di sviluppo rurale regionali agli agricoltori presenti nei territori iscritti nel Registro, con azioni e misure specifiche legate alla conservazione e al ripristino dei paesaggi storici nelle aree iscritte;

  prevedere un sistema di monitoraggio nazionale della qualità del paesaggio rurale storico;

  garantire la protezione e la promozione turistica e la collocazione sul mercato dei prodotti agricoli certificati con il marchio «paesaggio storico».
9/2670-A/31. Giglio Vigna, Carloni, Cavandoli, Bruzzone, Zoffili, Coin, Cattoi, Nisini, Barabotti, Matone, Carrà, Giagoni, Miele, Marchetti, Zinzi.


   La Camera,

   premesso che:

    il provvedimento in corso di esame in Assemblea ha introdotto al comma 5 all'articolo 10 particolari forme di tutela in funzione della specifica tipologia e dell'uso del suolo relativo, con particolare riferimento all'agricoltura di collina e di montagna, terrazzata o di particolare pregio paesaggistico e storico;

    il decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali 19 novembre 2012, n. 17070, ha costituito l'Osservatorio nazionale del paesaggio rurale, delle pratiche agricole e conoscenze tradizionali;

    con lo stesso decreto è stato altresì istituito il «Registro nazionale dei paesaggi rurali di interesse storico, delle pratiche agricole e delle conoscenze tradizionali» (Registro) ed ha come obiettivo la salvaguardia dei paesaggi agricoli, forestali e pastorali che hanno conservato i caratteri storici legati alla permanenza di forme di produzione, di tecniche di allevamento, di sistemazioni del terreno, di mosaici paesistici e di manufatti, collegati a produzioni alimentari di qualità,

impegna il Governo:

ad accompagnare le misure previste dal provvedimento in esame con ogni ulteriore iniziativa, anche normativa, di competenza atta a valutare l'opportunità di:

  valorizzare il Registro e gli obiettivi della relativa tutela, individuando a tal fine la forma;

  assegnare al Registro il ruolo di lista nazionale per la preselezione dei paesaggi rurali che vogliono candidarsi per l'iscrizione alla World Heritage List dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'educazione, la scienza e la cultura (UNESCO) e al programma Globally Important Agricultural Heritage Systems (GIAHS) dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura (FAO).
9/2670-A/31. (Testo modificato nel corso della seduta)Giglio Vigna, Carloni, Cavandoli, Bruzzone, Zoffili, Coin, Cattoi, Nisini, Barabotti, Matone, Carrà, Giagoni, Miele, Marchetti, Zinzi.


   La Camera,

   premesso che:

    l'articolo 5 del provvedimento in esame istituisce il Piano Olivicolo Nazionale, destinando risorse al reimpianto e al ripristino della capacità produttiva delle imprese olivicole;

    gli incendi che nel corso dell'estate 2026 hanno colpito diverse aree olivicole italiane, tra cui in particolare il comprensorio dei Monti Sicani, in provincia di Palermo e Agrigento, hanno causato danni ingenti al patrimonio olivicolo nazionale, colpendo indistintamente gli oliveti secolari – testimonianza vivente di un patrimonio identitario e paesaggistico costruito in generazioni – e gli impianti di più recente realizzazione, spesso frutto di investimenti sostenuti da giovani imprenditori agricoli nell'ambito del ricambio generazionale che lo stesso provvedimento intende promuovere;

    nel Comune di Castronovo di Sicilia l'incendio più severo, ha interessato circa 2.500 ettari di territorio, con danni particolarmente ingenti al patrimonio olivicolo locale;

    nel corso dell'esame in sede referente la Commissione Agricoltura ha già approvato una specifica misura a tutela del patrimonio olivicolo nazionale con l'articolo 1-bis, rubricato «Tutela degli oliveti destinati a regimi di qualità», confermando l'attenzione trasversale del Parlamento verso la salvaguardia di questo comparto;

    conseguentemente appare coerente con tale orientamento assicurare che le risorse del Piano Olivicolo Nazionale tengano conto, in sede di attuazione, anche delle situazioni di eccezionale gravità determinate da incendi boschivi, senza che ciò comporti nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica,

impegna il Governo

a valutare l'opportunità di prevedere, in sede di adozione dei decreti attuativi del Piano Olivicolo Nazionale, un criterio di priorità per l'accesso alle risorse in favore delle imprese olivicole e dei frantoi ricadenti nei territori dei comuni per i quali sia stato dichiarato, ai sensi della normativa vigente in materia di protezione civile, lo stato di emergenza o di calamità naturale a seguito di incendi boschivi verificatisi nell'anno 2026, con particolare riferimento al comprensorio dei Monti Sicani e al Comune di Castronovo di Sicilia, prevedendo che tale priorità sia finalizzata a sostenere gli interventi di reimpianto, ricostituzione del potenziale produttivo e ripristino degli oliveti danneggiati o distrutti dagli incendi, ivi compresi sia gli oliveti secolari sia gli impianti di più recente costituzione.
9/2670-A/33. Mattia, Sbardella, Pisano, Varchi.


   La Camera,

   premesso che:

    l'articolo 5 del provvedimento in esame istituisce il Piano Olivicolo Nazionale, destinando risorse al reimpianto e al ripristino della capacità produttiva delle imprese olivicole;

    gli incendi che nel corso dell'estate 2026 hanno colpito diverse aree olivicole italiane, tra cui in particolare il comprensorio dei Monti Sicani, in provincia di Palermo e Agrigento, hanno causato danni ingenti al patrimonio olivicolo nazionale, colpendo indistintamente gli oliveti secolari – testimonianza vivente di un patrimonio identitario e paesaggistico costruito in generazioni – e gli impianti di più recente realizzazione, spesso frutto di investimenti sostenuti da giovani imprenditori agricoli nell'ambito del ricambio generazionale che lo stesso provvedimento intende promuovere;

    nel Comune di Castronovo di Sicilia l'incendio più severo, ha interessato circa 2.500 ettari di territorio, con danni particolarmente ingenti al patrimonio olivicolo locale;

    nel corso dell'esame in sede referente la Commissione Agricoltura ha già approvato una specifica misura a tutela del patrimonio olivicolo nazionale con l'articolo 1-bis, rubricato «Tutela degli oliveti destinati a regimi di qualità», confermando l'attenzione trasversale del Parlamento verso la salvaguardia di questo comparto;

    conseguentemente appare coerente con tale orientamento assicurare che le risorse del Piano Olivicolo Nazionale tengano conto, in sede di attuazione, anche delle situazioni di eccezionale gravità determinate da incendi boschivi, senza che ciò comporti nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica,

impegna il Governo

a valutare l'opportunità di prevedere, in sede di adozione dei decreti attuativi del Piano Olivicolo Nazionale, un criterio di priorità per l'accesso alle risorse in favore delle imprese olivicole e dei frantoi ricadenti nei territori dei comuni per i quali sia stato dichiarato, ai sensi della normativa vigente in materia di protezione civile, lo stato di emergenza o di calamità naturale a seguito di incendi boschivi verificatisi nell'anno 2026, prevedendo che tale priorità sia finalizzata a sostenere gli interventi di reimpianto, ricostituzione del potenziale produttivo e ripristino degli oliveti danneggiati o distrutti dagli incendi, ivi compresi sia gli oliveti secolari sia gli impianti di più recente costituzione.
9/2670-A/33. (Testo modificato nel corso della seduta)Mattia, Sbardella, Pisano, Varchi.


   La Camera,

   premesso che:

    il provvedimento in esame reca, al Titolo II, Capo I, disposizioni in materia di ricerca e innovazione nell'agricoltura e, in particolare, all'articolo 12, interviene sul ricambio generazionale del personale del Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria (CREA), riconoscendo espressamente la ricerca nel settore agricolo quale strumento essenziale per innovare i processi e le produzioni e per accrescere la capacità del sistema produttivo nazionale di competere sui mercati;

    lo sviluppo delle biotecnologie applicate al settore agroalimentare e, tra queste, delle tecnologie che consentono di ottenere alimenti a partire da colture cellulari o di tessuti derivanti da animali rappresenta un settore di ricerca scientifica e di innovazione industriale in rapida evoluzione, nel quale la possibilità di svolgere attività di ricerca e sperimentazione, sviluppare competenze e trasferire i risultati della ricerca alla produzione costituisce un elemento rilevante per la competitività del sistema nazionale;

    il regolamento (UE) 2015/2283 relativo ai nuovi alimenti ricomprende espressamente tra i novel food gli alimenti costituiti, isolati o prodotti a partire da colture cellulari o di tessuti derivanti da animali e disciplina a livello europeo le condizioni per la loro immissione sul mercato, subordinandola a una preventiva valutazione della sicurezza e alla relativa autorizzazione secondo le procedure previste dall'ordinamento dell'Unione europea;

    tale disciplina consente pertanto di coniugare lo sviluppo della ricerca e dell'innovazione con la tutela della salute e dei consumatori, senza rendere necessario un divieto preventivo e generalizzato a livello nazionale;

    la legge 1° dicembre 2023, n. 172, ha invece introdotto, all'articolo 2, il divieto per gli operatori del settore alimentare e dei mangimi di impiegare nella preparazione di alimenti, vendere, detenere per vendere, importare, produrre per esportare, somministrare o distribuire per il consumo alimentare, nonché promuovere a tali fini, alimenti o mangimi costituiti, isolati o prodotti a partire da colture cellulari o di tessuti derivanti da animali vertebrati, accompagnando tali divieti con un significativo apparato sanzionatorio;

    tuttavia, si evidenzia che la tutela del principio di precauzione e della sicurezza dei consumatori trova già un presidio nel quadro regolatorio europeo sui nuovi alimenti e nell'attività delle competenti autorità europee di valutazione scientifica;

    inoltre, si ritiene necessario non precludere alla ricerca italiana la possibilità di studiare e sviluppare tali tecnologie, anche alla luce degli investimenti nella ricerca e nello sviluppo dell'agricoltura cellulare avviati in altri Paesi europei, evitando che università, ricercatori, start-up e imprese italiane si trovino in una condizione di svantaggio competitivo rispetto ai competitors europei;

    innovazione e tutela delle produzioni tradizionali non rappresentano obiettivi tra loro incompatibili, potendo lo sviluppo di nuove tecnologie agroalimentari procedere parallelamente alla valorizzazione delle filiere zootecniche, delle produzioni di qualità e del patrimonio agroalimentare italiano;

    il mantenimento di ostacoli nazionali alla sperimentazione, allo sviluppo industriale e alla produzione rischia, al contrario, di determinare la perdita di competenze, investimenti e capacità produttiva nel nostro Paese e di porre gli operatori italiani nella condizione di dover in futuro acquistare e commercializzare tecnologie e prodotti sviluppati e realizzati all'estero,

impegna il Governo

con riferimento all'obiettivo di sostenere la ricerca nel settore agricolo, ad adottare, nel primo provvedimento utile, tutte le iniziative normative necessarie, anche mediante l'abrogazione o la modifica dell'articolo 2 della legge 1° dicembre 2023, n. 172, e il conseguente adeguamento delle relative disposizioni sanzionatorie, al fine di rimuovere gli attuali ostacoli normativi allo svolgimento in Italia delle attività di ricerca, sperimentazione e sviluppo tecnologico, alla realizzazione e allo sviluppo di attività produttive, anche destinate all'esportazione, nonché alla commercializzazione della carne coltivata e degli altri alimenti costituiti, isolati o prodotti a partire da colture cellulari o di tessuti derivanti da animali, assicurando che l'immissione sul mercato di tali prodotti avvenga nel pieno rispetto della disciplina dell'Unione europea sui nuovi alimenti, delle procedure di autorizzazione previste dal regolamento (UE) 2015/2283 e delle valutazioni scientifiche sulla sicurezza alimentare svolte dalle competenti autorità europee.
9/2670-A/34. Pastorella.