Camera dei deputati

Vai al contenuto

Sezione di navigazione

Menu di ausilio alla navigazione

MENU DI NAVIGAZIONE PRINCIPALE

Vai al contenuto

Resoconto dell'Assemblea

Vai all'elenco delle sedute

XIX LEGISLATURA

Allegato A

Seduta di Venerdì 18 settembre 2026

INTERPELLANZE URGENTI

Elementi e iniziative in ordine alla sussistenza dei presupposti per lo scioglimento del partito Futuro Nazionale, ai sensi della legge n. 645 del 1952 – 2-00914

A)

   I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro dell'interno, per sapere – premesso che:

   la legge 20 giugno 1952, n. 645 (cosiddetta legge Scelba), in attuazione della XII disposizione transitoria e finale della Costituzione, stabilisce all'articolo 1 che «si ha riorganizzazione del disciolto partito fascista quando una associazione, un movimento o comunque un gruppo di persone non inferiore a cinque persegue finalità antidemocratiche proprie del partito fascista, esaltando, minacciando o usando la violenza quale metodo di lotta politica o propugnando la soppressione delle libertà garantite dalla Costituzione o denigrando la democrazia, le sue istituzioni e i valori della Resistenza, o svolgendo propaganda razzista, ovvero rivolge la sua attività alla esaltazione di esponenti, principi, fatti e metodi propri del predetto partito o compie manifestazioni esteriori di carattere fascista»;

   Roberto Vannacci, parlamentare europeo eletto con la Lega nel 2024 e attualmente presidente del partito Futuro nazionale (da lui fondato nel febbraio 2026), è stato recentemente denunciato dall'avvocato catanese Antonio Fiumefreddo, che contesta all'ex generale istigazione a delinquere, propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa e associazione sovversiva;

   il 10 novembre 2025 Roberto Fiore, leader di Forza nuova condannato a 8 anni e 6 mesi per l'assalto alla sede nazionale della Cgil del 9 ottobre 2021, si è rivolto allo stesso Roberto Vannacci chiedendogli di aderire a un'iniziativa del partito neofascista: una raccolta firme per abolire le leggi Scelba e Mancino;

   diversi organi di informazione hanno evidenziato possibili collegamenti o sovrapposizioni tra Futuro nazionale con i cosiddetti «comitati neri», ambienti riconducibili all'estrema destra storica intitolati a gerarchi del partito fascista, con il rischio di forme di riorganizzazione dello stesso partito fascista sotto nuove etichette;

   numerose dichiarazioni pubbliche di Roberto Vannacci, i suoi continui richiami alla X Flottiglia Mas capitanata da Junio Valerio Borghese e alleata dei nazisti dopo l'armistizio del 1943, nonché numerosi passaggi del suo libro «Il mondo al contrario», sono da tempo oggetto di analisi giuridiche in relazione alla possibile configurabilità del reato di apologia del fascismo ai sensi della legge Scelba;

   tali vicende hanno sollevato un ampio dibattito pubblico circa la compatibilità dell'attività politica di Vannacci e del suo partito con i principi dell'ordine democratico sanciti dalla Costituzione italiana e dalla legislazione antifascista –:

   se il Ministro interpellato sia a conoscenza delle denunce, delle segnalazioni giornalistiche e delle analisi giuridiche sopra richiamate concernenti Roberto Vannacci e il partito Futuro nazionale;

   se, alla luce degli elementi emersi, di quanto previsto dagli articoli 1 e 3 della legge n. 645 del 1952, di quelli che agli interpellanti appaiono possibili profili di apologia del fascismo e manifestazioni esteriori di carattere fascista, non intenda avviare le iniziative di competenza propedeutiche allo scioglimento dei gruppi che espressamente inneggiano al disciolto partito fascista;

   se siano già state prodotte informative al riguardo da parte delle autorità di pubblica sicurezza.
(2-00914) «Morassut, Casu».


Elementi in merito alla compromissione dei sistemi informatici del Ministero dell'interno e delle forze dell'ordine, in relazione alla vicenda che ha coinvolto la società Revolut – 2-00925

B)

   I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro dell'interno, per sapere – premesso che:

   secondo quanto riportato il 15 settembre 2026 da diversi organi di stampa, la società Revolut avrebbe trasmesso dati personali e finanziari di alcuni propri clienti a soggetti criminali che si sarebbero presentati come appartenenti a un'autorità pubblica italiana, utilizzando una casella di posta elettronica certificata riconducibile a un'amministrazione italiana;

   la società ha confermato l'incidente, qualificandolo come una sofisticata truffa di impersonificazione esterna e precisando che la compromissione non avrebbe riguardato direttamente i propri sistemi informatici. Le richieste fraudolente sarebbero infatti apparse autentiche perché provenienti da un indirizzo pec istituzionale e avrebbero pertanto superato i controlli predisposti per le ordinarie richieste provenienti dalle autorità pubbliche;

   secondo le notizie pubblicate, tra le informazioni trasmesse figurerebbero dati anagrafici e professionali, indirizzi e recapiti, copie di documenti di identità, fotografie utilizzate per la verifica dell'identità, coordinate bancarie, estratti conto, storico dei prelievi e delle transazioni;

   secondo quanto riportato dalla stampa, i clienti colpiti dall'accaduto sarebbero circa 680, un dato che non risulta tuttavia essere stato pubblicamente confermato dalla società. Risulta inoltre che l'Information commissioner's office, autorità britannica competente in materia di protezione dei dati personali, avrebbe inoltre avviato un'indagine sulla vicenda;

   ulteriori elementi riportati dalla stampa, compresi degli screenshot forniti dagli stessi hacker, rendono il quadro potenzialmente ancora più grave: il gruppo che avrebbe realizzato l'operazione sostiene infatti di aver avuto per diversi mesi accesso ad alcune caselle mail con indirizzo «@pec.interno.it» e «@interno.it» riconducibili al Ministero dell'interno italiano e afferma di aver acquisito una considerevole quantità di documenti, messaggi di posta elettronica e altro materiale. Tali circostanze derivano, allo stato, dalle dichiarazioni degli stessi presunti autori dell'attacco e non risultano confermate dalle autorità italiane. Secondo quanto riportato dalla stampa, tra i campioni di materiale mostrati dagli attaccanti comparirebbero anche messaggi e indirizzi riconducibili a domini istituzionali della polizia di Stato e dell'amministrazione giudiziaria, nonché riferimenti e nomenclature proprie delle comunicazioni relative a procedimenti giudiziari;

   ove fosse confermato che soggetti criminali abbiano potuto assumere il controllo di una o più caselle di posta certificata o di altri sistemi informatici appartenenti alle forze dell'ordine, al Ministero dell'interno o ad altri soggetti istituzionali italiani, utilizzandoli per rivolgere a soggetti privati richieste apparentemente autentiche di trasmissione di informazioni riservate, ci si troverebbe di fronte a una vulnerabilità di eccezionale gravità, suscettibile di coinvolgere un numero di persone e di operatori ben superiore a quello sino ad oggi emerso nel caso Revolut;

   appare pertanto indispensabile accertare con la massima urgenza non soltanto le modalità con cui sarebbe avvenuta l'eventuale compromissione, ma anche per quanto tempo i sistemi siano rimasti accessibili a soggetti non autorizzati, quante comunicazioni fraudolente siano state inviate attraverso account istituzionali compromessi, quali soggetti ne siano stati destinatari e se altre imprese, oltre a Revolut, abbiano trasmesso dati personali o informazioni riservate ritenendo autentiche le richieste ricevute;

   la compromissione di strumenti di comunicazione istituzionali utilizzati dalle forze dell'ordine rischierebbe, inoltre, di compromettere la sicurezza pubblica e pregiudicare la fiducia che cittadini, operatori economici e istituzioni di Paesi partner necessariamente ripongono nell'autenticità delle comunicazioni provenienti dalle pubbliche amministrazioni. La situazione impone pertanto un'immediata verifica di quanto accaduto e dell'adeguatezza delle misure di sicurezza adottate –:

   quali elementi possa fornire in merito all'eventuale compromissione di caselle di posta elettronica certificata, account o sistemi informatici riconducibili al Ministero dell'interno, alla polizia di Stato o ad altre articolazioni delle forze dell'ordine;

   se sia stato accertato il periodo durante il quale soggetti non autorizzati abbiano eventualmente avuto accesso ai predetti sistemi e quante comunicazioni o richieste di acquisizione di dati siano state trasmesse utilizzando credenziali o indirizzi istituzionali compromessi;

   se siano in corso verifiche di competenza volte ad accertare se, oltre a Revolut, altri soggetti pubblici e privati abbiano ricevuto analoghe richieste fraudolente e, conseguentemente, abbiano trasmesso dati personali, finanziari o comunque riservati a soggetti non autorizzati;

   quali misure siano state adottate, per quanto di competenza, per individuare e mettere in sicurezza gli account e i sistemi eventualmente compromessi, per ricostruire integralmente le attività compiute dagli attaccanti e per individuare tutti i soggetti potenzialmente coinvolti;

   quali iniziative di competenza urgenti intenda adottare affinché l'eventuale compromissione di una casella di posta elettronica o di altre credenziali istituzionali non consenta a soggetti criminali di ottenere da banche, imprese o altre organizzazioni dati personali e informazioni riservate facendo apparire come autentiche richieste provenienti dalle autorità pubbliche.
(2-00925) «Pastorella, Richetti».


Iniziative volte al potenziamento dell'aeroporto di Comiso e all'adozione di un protocollo nazionale per la gestione delle emergenze aeroportuali – 2-00917

C)

   I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, il Ministro delle imprese e del made in Italy, il Ministro del turismo, il Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica, per sapere – premesso che:

   dal 6 al 15 agosto 2026 la chiusura dell'aeroporto «Vincenzo Bellini» di Catania-Fontanarossa, determinata dall'attività eruttiva dell'Etna e dalla ricaduta di cenere vulcanica, ha paralizzato per nove giorni uno dei principali nodi di accesso alla Sicilia orientale, cui si sono aggiunte ulteriori giornate con operatività ridotta fino al ripristino del 18 agosto 2026;

   la società di gestione ha registrato la cancellazione di circa il 36 per cento dei voli programmati, pari a circa 710 collegamenti nella prima settimana, e il dirottamento di oltre 630 voli verso altri scali, provocando gravi disagi a migliaia di passeggeri e ripercussioni sull'intera mobilità regionale;

   l'emergenza ha evidenziato anche gravi carenze nell'assistenza ai passeggeri rimasti bloccati in aeroporto, costretti in alcuni casi ad attendere per diverse ore senza informazioni chiare e senza un'adeguata assistenza da parte del sistema di protezione civile e degli altri soggetti competenti;

   la chiusura dello scalo ha inoltre determinato una forte pressione sul sistema dei trasporti regionale già fragile; con autobus e navette insufficienti e tempi di percorrenza particolarmente elevati. Sono stati segnalati anche trasferimenti privati tra Catania e Palermo arrivati a costare centinaia di euro, fino a circa 800 euro, evidenziando l'assenza di un sistema strutturato in grado di assorbire rapidamente l'emergenza;

   le conseguenze economiche hanno colpito in modo significativo il comparto turistico. Secondo una rilevazione del centro studi Cna di Siracusa, condotta su 61 imprese di 12 comuni, si registrano 380.000 euro di perdite dirette e circa 3.200 servizi e prenotazioni persi definitivamente;

   proiettando tali dati sulle 1.761 imprese del settore censite da InfoCamere, il danno diretto per la provincia di Siracusa è stimato tra 5,9 e 8,1 milioni di euro, mentre per l'intero sud-est siciliano la stima raggiunge 20-26 milioni di euro, senza considerare gli effetti sugli affitti brevi, sull'indotto e sulla riduzione delle nuove prenotazioni;

   il 57 per cento delle imprese registra tuttora un calo medio del 38 per cento nelle nuove prenotazioni, mentre il 59 per cento delle presenze turistiche nella provincia di Siracusa proviene dall'estero, confermando quanto l'accessibilità aerea sia strategica per l'economia e l'occupazione del territorio;

   l'emergenza ha inoltre evidenziato la debolezza dell'aeroporto di Comiso, che potrebbe rappresentare un'alternativa strategica permanente a Catania-Fontanarossa, ma che oggi è penalizzato da collegamenti ferroviari inesistenti, da insufficienti collegamenti su gomma e da un numero di rotte e compagnie aeree non adeguato alle potenzialità dello scalo;

   è pertanto necessario superare una gestione esclusivamente emergenziale e realizzare un sistema aeroportuale integrato Catania-Comiso, sostenuto da collegamenti ferroviari e stradali efficienti con Siracusa, Ragusa e gli altri principali centri della Sicilia sud-orientale;

   in particolare, appare prioritario il potenziamento e il raddoppio della direttrice ferroviaria Catania-Comiso o comunque la realizzazione di un collegamento ferroviario rapido tra i due aeroporti, quale infrastruttura strategica per garantire la continuità dei collegamenti anche in caso di chiusura dello scalo etneo;

   l'emergenza ha infine imposto ai comuni interessati dalla ricaduta della cenere vulcanica ingenti spese per pulizia, raccolta, trasporto e smaltimento, spesso anticipate con risorse proprie. È necessario che tali somme siano immediatamente rimborsate e che venga istituito un sistema permanente di mezzi e attrezzature per lo spazzamento della cenere, considerata la frequenza ormai ricorrente degli eventi eruttivi dell'Etna –:

   se siano a conoscenza dei fatti sopra esposti;

   quali interventi e risorse intendano destinare, nell'ambito della programmazione nazionale delle infrastrutture e dei trasporti, al potenziamento dell'aeroporto di Comiso e dei collegamenti stradali e ferroviari con il bacino di Siracusa e con il resto della Sicilia sud-orientale;

   se intendano adottare un protocollo nazionale per la gestione delle emergenze aeroportuali, volto a garantire ai passeggeri adeguata assistenza e un sistema coordinato e tempestivo di informazione, trasferimento, riprotezione e accoglienza presso gli aeroporti alternativi;

   se intendano riconoscere come prioritaria la direttrice ferroviaria Catania-Comiso, assicurandone il finanziamento e il potenziamento, al fine di garantire, un collegamento rapido tra i due aeroporti;

   se intendano, per quanto di competenza, promuovere, in raccordo con la Società Aeroporto di Catania e con la Regione Siciliana, il pieno sviluppo dell'aeroporto di Comiso, aumentando rotte e collegamenti e integrandolo strutturalmente con Catania-Fontanarossa;

   se intendano adottare iniziative per prevedere il rimborso immediato ai comuni delle spese sostenute per la gestione della cenere vulcanica e finanziare un sistema permanente di spazzamento, raccolta e smaltimento;

   se intendano assumere iniziative di competenza per predisporre, d'intesa con la Regione Siciliana, misure straordinarie di sostegno alle imprese turistiche e alle attività economiche colpite dalle emergenze;

   se, infine, intendano istituire un tavolo permanente tra Governo, regione, enti locali, Sac, Enac, Rete Ferroviaria Italiana e operatori del trasporto, per definire un piano strutturale di resilienza della mobilità della Sicilia orientale e garantire continuità territoriale, tutela del turismo e sicurezza dei cittadini.
(2-00917) «Barbagallo, Iacono, Marino, Porta, Ghio, Girelli, Scotto, Sarracino, Toni Ricciardi, Gribaudo, Berruto, Boldrini, Stefanazzi, Simiani, Cuperlo, Laus, Romeo, Forattini, Fassino, D'Alfonso, Serracchiani, Morassut, Guerra, Viggiano, Curti».


Intendimenti relativi all'inquadramento del personale di Inps Servizi Spa – 2-00923

D)

   I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, per sapere – premesso che:

   desta forte preoccupazione la difficile situazione in cui versano migliaia di lavoratrici e lavoratori impiegati presso Inps servizi spa, società pubblica controllata direttamente dall'Inps, istituita dall'articolo 5-bis del decreto-legge n. 101 del 2019, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 128 del 2019;

   tale società in house è stata costituita per la «necessità di internalizzare i servizi informativi e dispositivi da erogare in favore dell'utenza dell'Inps, per promuovere la continuità nell'erogazione dei servizi e per tutelare la stabilità occupazionale del personale ad essi adibito, tenuto conto dell'esigenza di valorizzare le competenze dallo stesso maturate, anche in ragione dell'assenza dei relativi profili professionali nelle piante organiche dell'Inps»;

   se, da una parte, la creazione di Inps servizi spa ha portato ad un netto risparmio dei costi di gestione dell'Inps, al contempo si è però determinata una condizione di immensa precarietà per i circa 3 mila lavoratori e lavoratrici impiegati sull'intero territorio nazionale;

   a distanza di anni dalla creazione di Inps servizi spa tali lavoratori si trovano infatti ancora in una condizione di forte precarietà, essendo impiegati in larga parte con contratti part-time e retribuzioni attorno ai 700 euro al mese; inquadrati, in tanti, al terzo livello del Ccnl delle telecomunicazioni, un livello che non rispecchia minimamente le competenze, le responsabilità e il valore del lavoro svolto; in modalità smart working ma con un rimborso mensile irrisorio di 20 euro, insufficiente a coprire i costi minimi della connessione richiesta;

   il passaggio del personale dal precedente appalto Comdata a Inps servizi, avvenuto tramite nuove assunzioni nel 2022, ha inoltre determinato l'azzeramento dell'anzianità pregressa. Ciò si traduce, per un lavoratore inquadrato al livello 4, assunto originariamente nel 2000, in una mancata valorizzazione di 22 anni di servizio e di 7 scatti di anzianità già maturati;

   la stimata perdita retributiva corrispondente è pari a 196 euro lordi mensili, equivalenti a circa 2.550 euro lordi annui e a una riduzione complessiva di oltre 7.600 euro lordi nel periodo 2022-2025 –:

   se il Ministro interrogato ritenga, per quanto di competenza, di assumere iniziative finalizzate a:

    a) verificare cosa impedisca il completamento del percorso di internalizzazione in Inps, come previsto e auspicato fin dall'inizio;

    b) garantire, anche attraverso la convocazione di un tavolo istituzionale con le organizzazioni sindacali, il riconoscimento economico adeguato al valore e alla complessità delle mansioni svolte dai lavoratori, l'inquadramento contrattuale coerente con la professionalità maturata dai lavoratori in anni di servizio, la tutela della stabilità occupazionale nonché la piena integrazione dei lavoratori coinvolti nel sistema pubblico della previdenza;

    c) farsi promotore di iniziative istituzionali affinché la presidenza Inps e il consiglio di amministrazione di Inps servizi spa rilevino e correggano l'erroneo inquadramento contrattuale e di livello dei lavoratori di cui in premessa in Inps servizi spa.
(2-00923) «Carotenuto, Dell'Olio, Aiello, Tucci, Carmina, Donno, Torto, Di Lauro, Quartini, Marianna Ricciardi, Sportiello, Appendino, Cappelletti, Ferrara, Pavanelli, Alifano, Gubitosa, Raffa, Caramiello, Cherchi».


Intendimenti in merito allo screening per le patologie legate all'inquinamento ambientale, con particolare riferimento all'inclusione nel relativo programma del Sin di Crotone-Cassano-Cerchiara – 2-00924

E)

   I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro della salute, il Ministro dell'economia e delle finanze, per sapere – premesso che:

   la legge 30 dicembre 2025, n. 199, all'articolo 1, comma 954, ha autorizzato la spesa di 2 milioni di euro per ciascuno degli anni 2026 e 2027 per la realizzazione di un programma di screening per le patologie legate all'inquinamento ambientale;

   il successivo comma 955 stabilisce che lo screening è volto a individuare precocemente potenziali malattie causate dall'esposizione a sostanze inquinanti e a valutare interventi di prevenzione mirati, con particolare riferimento ai siti di interesse nazionale per le bonifiche, sulla base del rapporto tra fonti di esposizione ambientale ed eccessi di mortalità;

   il comma 956 demanda a un decreto del Ministro della salute, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, la definizione dei criteri e delle modalità di attuazione delle predette disposizioni;

   tra i territori interessati assume particolare rilievo il Sin di Crotone-Cassano-Cerchiara, istituito con decreto ministeriale n. 468 del 2001 e perimetrato con decreto ministeriale 26 novembre 2002, che comprende circa 1.448 ettari a mare e 884 ettari a terra, interessando, tra l'altro, gli stabilimenti industriali dismessi ex Pertusola, ex Fosfotec ed ex Agricoltura;

   la relazione semestrale del Commissario straordinario relativa al periodo novembre 2024-aprile 2025 ha evidenziato nel sito una situazione di grave contaminazione, tale da determinare «un perdurante rischio per l'ambiente e per la salute pubblica», nonché la presenza di oltre un milione di tonnellate di rifiuti speciali e pericolosi, inclusi materiali contenenti Tenorm, anche con matrice di amianto;

   le indagini nell'area portuale hanno inoltre rilevato contaminazione da arsenico, cadmio, mercurio, cromo, nichel, piombo, zinco e rame, con concentrazioni superiori ai valori di intervento, mentre il rapporto Sentieri ha evidenziato un eccesso di rischio tumorale nelle aree Sin, includendo Crotone tra i territori interessati;

   la Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e sugli illeciti ambientali e agroalimentari, nella relazione sul Sin di Crotone-Cassano-Cerchiara approvata il 17 dicembre 2025, ha evidenziato un impatto sanitario significativo e di lungo periodo, tale da imporre una sorveglianza epidemiologica permanente, in coerenza con le raccomandazioni dell'Istituto superiore di sanità, del Cnr e degli enti di controllo ambientale;

   sul territorio risultano già attivi i programmi Insinergia, Sintesi e Salgakro, finalizzati al biomonitoraggio umano, alla sorveglianza epidemiologica, all'integrazione dei flussi sanitari e alla valutazione degli effetti dell'esposizione ambientale sulla popolazione residente;

   l'8 giugno 2026 il consiglio regionale della Calabria ha approvato la mozione n. 14, impegnando la giunta regionale a istituire un protocollo di monitoraggio sanitario attivo e gratuito per i residenti nel perimetro del Sin a sostenere screening sui metalli pesanti su un campione significativo della popolazione di Crotone e a garantire la piena operatività del Registro tumori;

   la mozione è stata approvata con il voto favorevole di tutti i gruppi consiliari, comprese le forze che sostengono il Governo nazionale – Fratelli d'Italia, Forza Italia, Lega e Noi Moderati – nonché il gruppo Occhiuto Presidente, facendo emergere una convergenza istituzionale sulla necessità di rafforzare la prevenzione e la sorveglianza sanitaria della popolazione interessata;

   a otto mesi dall'entrata in vigore della legge n. 199 del 2025 non risulta, tuttavia, ancora adottato il decreto previsto dal comma 956, necessario a rendere operativo il programma, con il rischio di ritardare l'utilizzo delle risorse stanziate per il 2026;

   il Sin di Crotone-Cassano-Cerchiara presenta pertanto condizioni ambientali e sanitarie pienamente coerenti con le finalità individuate dai commi 954 e 955 e l'indirizzo unanimemente espresso dal consiglio regionale rende ancora più urgente l'attuazione delle predette disposizioni –:

   quali siano le ragioni della mancata adozione del decreto previsto dall'articolo 1, comma 956, della legge n. 199 del 2025 e quali siano i tempi previsti per la sua adozione;

   se, nella definizione dei criteri di attuazione del programma, intendano attribuire priorità al Sin nei quali risultino documentate situazioni di grave contaminazione ambientale e criticità epidemiologiche;

   se, anche alla luce delle evidenze richiamate e dell'indirizzo espresso all'unanimità dal consiglio regionale della Calabria, intendano includere il Sin di Crotone-Cassano-Cerchiara tra i territori destinatari del programma di screening, finanziato dal comma 954;

   se intendano prevedere attività di biomonitoraggio e diagnosi precoce coerenti con gli inquinanti rilevati nel territorio, anche coordinandole con i programmi Insinergia, Sintesi e Salgakro già avviati;

   quale sia lo stato della programmazione delle risorse stanziate per il 2026 e quali iniziative intendano assumere affinché il ritardo nell'adozione del decreto non ne pregiudichi l'effettiva utilizzazione.
(2-00924) «Baldino, Auriemma, Alfonso Colucci, Penza, Ascari, Cafiero De Raho, D'Orso, Giuliano, Francesco Silvestri, Perantoni, Lomuti, Pellegrini, Amato, Caso, Orrico, Ilaria Fontana, L'Abbate, Morfino, Santillo, Fede».