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Resoconto dell'Assemblea

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XIX LEGISLATURA

Allegato A

Seduta di Martedì 20 ottobre 2026

INTERROGAZIONI

Elementi e iniziative in ordine al progetto di ulteriore riconversione dell'ex caserma Gamberini di Ozzano dell'Emilia, già centro di accoglienza straordinaria per migranti – 3-02797

A)

   DE MARIA. — Al Ministro dell'interno. — Per sapere – premesso che:

   quello che sta succedendo all'ex caserma Gamberini di Ozzano dell'Emilia preoccupa profondamente l'interrogante. Infatti, la riconversione del centro di accoglienza straordinaria in una struttura per le procedure accelerate, previste dal nuovo Patto europeo su migrazione e asilo, rischia di cambiare radicalmente il senso di quel luogo: da spazio – pur con tutti i limiti già noti dei grandi centri – destinato all'accoglienza a struttura funzionale a una gestione sempre più selettiva, rapida e respingente delle domande di protezione internazionale;

   a questo si aggiungono le notizie, che l'interrogante chiede che vengano chiarite al più presto dal Governo e dal Ministero dell'interno con le sue diramazioni, sulle modalità con cui le persone accolte starebbero lasciando la struttura;

   se confermate, ci si troverebbe davanti a uscite decise in tempi rapidissimi, finalizzate a liberare posti ma senza adeguata informazione e chiarezza sulle destinazioni, né garanzie sulla continuità dei percorsi avviati. Una preoccupazione che diventa ancora più forte se si pensa alla struttura di via Mattei a Bologna, dove sono 540 i posti previsti per le nuove procedure, e il rischio è che questa logica, fatta di grandi numeri, scarsa trasparenza e interruzione dei percorsi, si riproduca su scala ancora più grande;

   spezzare tutto senza chiarezza né accompagnamento non produce né ordine, né sicurezza, ma più marginalità e insicurezza per tutti. In più si scaricano sui comuni costi sociali, economici e organizzativi legati a situazioni di emergenza –:

   quali siano le informazioni in possesso del Ministro interrogato e quali iniziative di competenza intenda assumere in merito.
(3-02797)


Chiarimenti e iniziative in merito alle vicende relative alla vertenza Eni Versalis – 3-02954; 3-02955

B)

   SCOTTO e PELUFFO. — Al Ministro delle imprese e del made in Italy. — Per sapere – premesso che:

   la vertenza sulla crisi industriale della società chimica Eni Versalis, che prevede la dismissione e la chiusura degli impianti di cracking in Italia di Priolo e Brindisi, con pesanti ripercussioni sulla chimica di base e migliaia di posti di lavoro a rischio, compresi i 20.000 dell'indotto, desta enormi preoccupazioni in tutti gli stabilimenti e i territori coinvolti;

   come segnalato con un apposito comunicato stampa, le organizzazioni sindacali Cgil e Filctem Cgil non risultano, al momento della predisposizione della presente interrogazione, aver avuto ancora nessuna comunicazione da parte del Ministero delle imprese e del made in Italy per essere convocati alla riunione prevista l'8 luglio 2026 sulla verifica del piano di riorganizzazione di Eni Versalis;

   è parere degli interroganti che tale mancata convocazione non possa essere ricondotta a una esplicita volontà ministeriale di escludere le indicate sigle sindacali, al contrario si tratterebbe di un'inaccettabile scelta politica di una gravità inaudita che lederebbe il diritto costituzionale dei lavoratori di vedersi rappresentati dalle organizzazioni che liberamente hanno scelto;

   una scelta assolutamente censurabile e che rappresenterebbe una gravissima violazione degli obblighi istituzionali;

   tuttavia, tale preoccupazione sembra confermata dal tenore della missiva con la quale il capo di gabinetto del Ministero delle imprese e del made in Italy ha risposto alla specifica richiesta della Filctem Cgil, nella quale si richiede di inviare anticipatamente eventuali «specifiche proposte» da condividere, ai fini di una valutazione per la partecipazione della medesima organizzazione –:

   quali siano le ragioni della mancata convocazione, nei tempi dovuti, delle sigle sindacali Cgil e Filctem Cgil alla riunione di cui in premessa sulla vertenza Eni Versalis e quali urgenti iniziative intenda assumere per rimediare a tale ingiustificata situazione.
(3-02954)


   STEFANAZZI. — Al Ministro delle imprese e del made in Italy, al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. — Per sapere – premesso che:

   il polo petrolchimico di Brindisi rappresenta uno dei principali presidi della chimica di base italiana ed europea; a seguito della decisione del gruppo Eni di procedere alla riconversione industriale dei siti Versalis e, in particolare, allo spegnimento dell'impianto di cracking di Brindisi – attualmente in conservazione – l'intero distretto è interessato da una crisi industriale di rilevanza nazionale, oggetto del Protocollo sottoscritto presso il Ministero delle imprese e del made in Italy il 10 marzo 2025;

   l'impianto di cracking è strettamente interconnesso con le altre produzioni del sito: tra queste lo stabilimento gestito a Brindisi dalla multinazionale LyondellBasell dedicato alla produzione di polipropilene, la cui attività dipende dall'approvvigionamento di materia prima derivante dai prodotti del cracking; il venir meno di tale approvvigionamento mette a rischio la continuità produttiva dello stabilimento;

   in data 10 giugno 2026 LyondellBasell (Lyb) ha annunciato l'avvio delle consultazioni con le organizzazioni sindacali con l'intenzione di chiudere entro la fine del 2026 l'unità di produzione di polipropilene presso il sito di Brindisi, configurando un primo, irreversibile contraccolpo sull'intera filiera della chimica di base;

   il polo petrolchimico di Brindisi conta circa 970 addetti diretti e, considerando l'intero indotto, circa 2.500 lavoratori, oltre a un ruolo ritenuto insostituibile nella catena nazionale della chimica di base; la perdita di tali produzioni comprometterebbe la sovranità industriale del Paese in un comparto strategico;

   in data 28 aprile 2026, all'esito di un incontro tenutosi presso il Ministero delle imprese e del made in Italy con i vertici del gruppo Eni, il Ministro annunciava l'intesa per la nomina di un advisor internazionale, con il mandato di individuare un soggetto industriale o finanziario interessato a rilevare le attività di cracking del polo di Brindisi; nella medesima occasione veniva preannunciata la convocazione, entro il mese di giugno 2026, di un nuovo tavolo di confronto con tutti i firmatari del citato Protocollo;

   a quanto consta all'interrogante, dall'annuncio del 28 aprile 2026 non risultano resi noti né l'avvenuto conferimento e l'oggetto del mandato all'advisor, né lo stato di avanzamento delle relative attività, né l'eventuale acquisizione di manifestazioni di interesse da parte di soggetti industriali o finanziari;

   esperienze maturate in altri Paesi europei dimostrano che è possibile intervenire sugli impianti di cracking attraverso processi di decarbonizzazione ed efficientamento dell'esistente senza intaccarne la capacità produttiva, come nel caso dello stabilimento di Shell chemicals a Moerdijk (Paesi Bassi);

   la continuità del cracking è considerata da più parti, incluse le organizzazioni sindacali, condizione indispensabile per rendere appetibile l'investimento e per scongiurare la dismissione irreversibile del polo, dalla quale dipende anche la sorte dello stabilimento Basell –:

   quali aggiornamenti i Ministri interrogati dispongano in merito allo stato di attuazione del mandato conferito all'advisor incaricato di individuare un soggetto interessato a rilevare le attività di cracking del polo petrolchimico di Brindisi, con particolare riferimento alle tempistiche, agli esiti dell'attività finora svolta e all'eventuale acquisizione di manifestazioni di interesse, e se intenda renderne pubblici i contenuti;

   se il nuovo tavolo di confronto preannunciato entro il mese di giugno 2026 sia stato convocato ovvero quando si intenda convocarlo e con quali obiettivi e impegni in ordine alla salvaguardia produttiva e occupazionale del polo;

   quali iniziative di competenza urgenti intenda assumere a tutela dei livelli occupazionali del polo petrolchimico di Brindisi e, in particolare, dei lavoratori dello stabilimento Basell, a fronte delle notizie relative alla sua imminente chiusura e se non ritenga di promuovere, anche alla luce delle migliori esperienze europee in materia, soluzioni di riconversione e decarbonizzazione idonee a salvaguardare la capacità produttiva del sito e la continuità della chimica di base nel Paese.
(3-02955)


Iniziative di competenza volte ad assicurare gli obiettivi di qualità del servizio postale universale nel comune di Massa Marittima (Grosseto) – 3-02956

C)

   SIMIANI. — Al Ministro delle imprese e del made in Italy, al Ministro dell'economia e delle finanze. — Per sapere – premesso che:

   il sindaco di Massa Marittima (provincia di Grosseto) ha denunciato pubblicamente, il 24 luglio 2026, numerose segnalazioni di disservizi nella consegna della posta nelle frazioni del comune, con ritardi e consegne irregolari e, nel caso specifico della frazione di Prata, cadenze di recapito quindicinali;

   il sindaco ha evidenziato come tali disservizi colpiscano, in particolare, la popolazione anziana e quanti ricevono tramite il servizio postale comunicazioni essenziali, quali documenti e bollette;

   a ciò si aggiunge la prassi ricorrente della chiusura temporanea, nel periodo estivo, degli uffici postali delle frazioni per le ferie del personale, in un contesto di cronica carenza di organico di Poste italiane spa, che si aggrava proprio nei mesi estivi, penalizzando le comunità più piccole;

   il 26 giugno 2026 ha riaperto la sede centrale di Poste italiane di Massa Marittima, in piazzale Mazzini, chiusa per gli interventi del progetto Polis, ma anche in tale caso i lavori si sono protratti oltre i tempi inizialmente previsti, con ulteriori disagi per l'utenza;

   il sindaco ha dichiarato che le richieste rivolte annualmente a Poste italiane restano sistematicamente disattese, senza che la società mostri concreta volontà di individuare soluzioni alternative, e ha sottolineato il rischio che il venir meno di servizi essenziali, come quello postale, vanifichi gli sforzi di rigenerazione e contrasto allo spopolamento delle aree interne;

   Poste Italiane s.p.a. è una società controllata dal Ministero dell'economia e delle finanze, che gestisce i servizi postali in una condizione di monopolio di fatto e che, sulla base di un contratto di programma siglato con lo Stato, assicura l'espletamento del servizio universale, impegnandosi al raggiungimento di determinati obiettivi di qualità, tra cui quelli concernenti l'adeguatezza degli orari di apertura degli sportelli;

   l'affidamento del servizio postale universale a Poste Italiane s.p.a. è stato prorogato, ai sensi della legge di bilancio per il 2026 (legge 30 dicembre 2025, n. 199, articolo 1, commi 857-858), fino al 31 dicembre 2036, con un perimetro degli obblighi ridefinito rispetto al precedente contratto di programma 2020-2024 (scaduto il 30 aprile 2026) e con l'introduzione di un meccanismo di verifica quinquennale e di sanzioni rafforzate in caso di violazioni, ai sensi dell'articolo 21 del decreto legislativo n. 261 del 1999, la cui vigilanza è affidata all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni;

   organizzazioni sindacali di settore hanno espresso preoccupazione per il rischio che la revisione degli standard di servizio e l'eventuale razionalizzazione della rete territoriale possano tradursi in un ulteriore indebolimento della presenza postale nelle aree interne e nei piccoli comuni;

   i disservizi denunciati dal comune di Massa Marittima appaiono pertanto sintomatici di una criticità più ampia, che rischia di aggravarsi proprio nella fase di transizione al nuovo assetto del servizio universale e che richiede un'azione di vigilanza tempestiva da parte delle amministrazioni competenti –:

   se siano a conoscenza dei fatti esposti in premessa e quali iniziative, per quanto di competenza, intendano assumere per verificare il rispetto, da parte di Poste italiane s.p.a., degli obiettivi di qualità del servizio universale — con particolare riferimento alla regolarità dei recapiti e all'adeguatezza degli orari di apertura degli uffici postali nelle frazioni del comune di Massa Marittima — e quali strumenti di monitoraggio e di eventuale sanzione, si intendano attivare, per quanto di competenza, a fronte del reiterato adempimento segnalato dall'amministrazione comunale, anche alla luce del rafforzamento previsto dalla legge di bilancio per il 2026;

   se non si ritenga opportuno adottare iniziative di competenza affinché Poste Italiane s.p.a. individui, d'intesa con il comune di Massa Marittima, soluzioni organizzative stabili per garantire la continuità del servizio postale nelle frazioni anche nei periodi di ferie del personale;

   quali iniziative il Governo intenda adottare, nell'ambito della transizione al nuovo affidamento del servizio universale fino al 2036, per assicurare che la revisione del perimetro degli obblighi non si traduca in un'ulteriore riduzione della presenza postale nelle aree interne, in coerenza con gli obiettivi della Strategia nazionale per le aree interne.
(3-02956)


Iniziative per la promozione dei festival culturali itineranti – 3-02957

D)

   PAVANELLI e CHERCHI. — Al Ministro della cultura, al Ministro del turismo. — Per sapere – premesso che:

   i festival culturali itineranti rappresentano una forma evoluta di produzione e fruizione culturale, caratterizzata dalla diffusione territoriale degli eventi e dalla valorizzazione integrata di beni culturali, paesaggistici e architettonici;

   tali iniziative si sviluppano attraverso percorsi artistici che coinvolgono luoghi caratteristici, giardini storici, chiostri, cortili, dimore e palazzi di pregio, spesso non inseriti nei circuiti turistici tradizionali, contribuendo in modo significativo alla loro valorizzazione e fruizione;

   i festival itineranti favoriscono, altresì, la promozione di giovani talenti, sostenendo la produzione artistica contemporanea e creando occasioni di crescita professionale nel settore culturale e creativo;

   queste manifestazioni, spesso di rilievo nazionale e internazionale, contribuiscono all'attrattività dei territori, generando ricadute economiche positive in termini di turismo, indotto locale e promozione delle identità culturali;

   numerosi festival beneficiano del patrocinio e, in alcuni casi, del sostegno del Ministero della cultura, del Ministero del turismo e dell'Agenzia nazionale del turismo (Enit), ma tale sostegno appare frammentato e non sempre strutturato in strumenti dedicati e continuativi;

   il contesto economico attuale, caratterizzato da incertezze legate a possibili crisi energetiche e a dinamiche internazionali che potrebbero incidere sui flussi turistici, impone l'adozione di politiche volte a rafforzare il turismo domestico e la resilienza del comparto culturale;

   in tale quadro, i festival itineranti culturali possono rappresentare uno strumento strategico per sostenere il turismo nazionale, valorizzare aree meno conosciute e promuovere forme di fruizione sostenibile e diffusa del patrimonio culturale –:

   quali siano, allo stato attuale, le linee di finanziamento, i bandi e gli strumenti di sostegno previsti dal Ministero della cultura e dal Ministero del turismo a favore dei festival culturali itineranti, con particolare riferimento a quelli che operano su scala interregionale o nazionale;

   se il Governo disponga di una mappatura aggiornata di tali iniziative e del relativo impatto economico, culturale e turistico sui territori interessati;

   se non si ritenga opportuno assumere iniziative di competenza volte a prevedere l'istituzione di specifici programmi di finanziamento dedicati ai festival culturali itineranti, anche attraverso il coordinamento tra Ministero della cultura, Ministero del turismo ed Enit;

   se il Governo intenda promuovere tali iniziative come leva strategica per il rafforzamento del turismo domestico, anche in previsione di eventuali riduzioni dei flussi internazionali connesse a crisi energetiche o a misure restrittive;

   quali iniziative di competenza si intendano adottare per favorire la valorizzazione dei territori attraverso tali eventi, sostenendo al contempo l'accesso dei giovani artisti e operatori culturali;

   se non si ritenga opportuno adottare iniziative al fine di incentivare forme di partenariato pubblico-privato e strumenti di cofinanziamento per garantire stabilità e continuità a queste esperienze, anche in un'ottica di programmazione pluriennale.
(3-02957)


Elementi e iniziative di competenza in merito al progetto per la realizzazione del nuovo ospedale del Sud Salento – 3-02958

E)

   GABELLONE. — Al Ministro della salute, al Ministro dell'economia e delle finanze. — Per sapere – premesso che:

   da oltre un decennio è previsto il progetto per la realizzazione del nuovo ospedale del Sud Salento – Maglie-Melpignano, individuato come hub sanitario strategico per garantire prestazioni ospedaliere adeguate all'intero territorio salentino, riducendo distanze, tempi di attesa e disagi per i cittadini;

   la necessità di tale infrastruttura è confermata dal quadro della mobilità sanitaria: secondo l'Osservatorio Gimbe, la regione Puglia registra un saldo negativo di oltre 230 milioni di euro nel 2022 e nel 2024 si aggirerebbe intorno a 300 milioni dovuto alla mobilità passiva, con migliaia di pazienti costretti a curarsi in altre regioni. Tale fenomeno, aggravato da carenze infrastrutturali e organizzative, evidenzia l'urgenza di rafforzare l'offerta sanitaria locale;

   in fase di avvio, la regione Puglia ha beneficiato di un'assegnazione iniziale di risorse ex articolo 20 della legge n. 67 del 1988, approvata con accordi di programma sottoscritti con lo Stato e formalizzati da delibere di giunta regionale;

   nel corso dell'attuazione, la regione ha successivamente avanzato richieste di rimodulazione dei progetti per adeguarli a nuovi fabbisogni, costi lievitati e criticità emerse. Tali atti, trasmessi al Ministero della salute, hanno prodotto un allungamento dei tempi procedurali e la necessità di ulteriori verifiche tecniche e finanziarie;

   nonostante tali passaggi, i ritardi accumulati sono gravi: la progettazione definitiva non è stata completata nei termini (l'accordo tra azienda sanitaria locale di Lecce e Proger del novembre 2022 prevedeva 60 giorni per la consegna), mentre oggi, a distanza di quasi due anni, l'opera è ferma. Nel frattempo, non sono stati utilizzati 142 milioni di euro di fondi ministeriali e sono stati dirottati altrove 3 milioni dell'eredità Carrapa, che la benefattrice aveva destinato espressamente all'ospedale del Sud Salento;

   la mancata realizzazione dell'opera non solo priva il territorio di una struttura moderna da 300 posti letto su quattro piani con parcheggi e aree di servizio, ma lascia anche insolute le carenze della sanità territoriale che avrebbero dovuto trovare risposta attraverso il nuovo presidio;

   mentre in altre province pugliesi (esempio: ospedale Monopoli-Fasano e quello in costruzione a Taranto) si registrano avanzamenti concreti, di cui l'interrogante è contento, il Salento rimane escluso, subendo un'ulteriore marginalizzazione –:

   se risulti a conoscenza dello stato attuale della progettazione e dei costi (fasi preliminare, definitiva, esecutiva) del nuovo ospedale di Maglie-Melpignano e di quali procedure amministrative risultino completate (conferenze dei servizi, pareri delle aziende sanitarie locali, dei vigili del fuoco, degli enti ambientali e altro);

   quale sia lo stato attuale dell'utilizzazione dei fondi ministeriali, europei e statali citati in premessa e se non ritengano opportuno assumere iniziative di competenza, di carattere ispettivo, anche tramite i servizi ispettivi di finanza pubblica, in ordine agli eventuali ritardi e inadempienze a carico della regione nell'utilizzo di tali fondi;

   se sia a conoscenza dello stato attuale delle risorse ancora utilizzabili e vincolate al progetto e, se ritenuto opportuno, quali siano le iniziative di competenza previste al fine di evitare che vadano definitivamente perdute.
(3-02958)