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Resoconto dell'Assemblea

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XIX LEGISLATURA

Allegato A

Seduta di Mercoledì 21 ottobre 2026

INTERROGAZIONI A RISPOSTA IMMEDIATA

Iniziative per l'introduzione di un tetto dinamico al prezzo dei carburanti – 3-02962

   PELUFFO, PANDOLFO, DE MICHELI, DI SANZO, GNASSI, FORNARO, GHIO, CASU e FERRARI. — Al Ministro delle imprese e del made in Italy. — Per sapere – premesso che:

   a settembre 2026 l'inflazione è salita al 4,2 per cento, il livello più alto da settembre 2023. La spinta viene dai beni energetici (+22,6 per cento), si trasmette agli alimentari non lavorati (da +3,8 a +5,5 per cento) e al carrello della spesa, quasi raddoppiato nella stima preliminare (da +0,9 a +1,7 per cento);

   il gasolio è il costo che lega energia e prezzi al consumo: il 17 ottobre 2026 il self ha toccato 2,257 euro/litro sulla rete stradale e 2,296 in autostrada;

   dal 16 ottobre 2026 il Mezzogiorno è in larga parte bloccato:

    a) in Sicilia sono fermi i mezzi pesanti nei porti e negli interporti, con perdite stimate fra 700 e 900 euro al giorno per mezzo;

    b) in Calabria ci sono presidi a Gioia Tauro, a Lamezia e sulla A2;

    c) in Puglia ci sono blocchi sulle statali 16 e 17, a Brindisi e ad Andria;

    d) Basilicata e Molise sono mobilitati;

   la conseguenza è distributori a secco, prodotti agricoli fermi, scaffali vuoti o quasi che preannunciano nuovi rincari: la rete distributiva è già al limite. Se al fermo dell'autotrasporto si sommasse un'astensione degli operatori extrarete, la crisi degli approvvigionamenti non resterebbe confinata al Sud ma investirebbe l'intero Paese;

   i tagli delle accise, cessati dal 6 ottobre 2026, sono costati oltre 2 miliardi di euro con pochi benefici per il consumatore. Il tetto volontario di Eni, seguito da Socar-IP, Q8 e Tamoil e salito per il gasolio a 2,25 euro al litro, esclude l'extrarete che rifornisce autotrasporto, agricoltura, pesca e pompe bianche, cioè proprio i settori in protesta;

   il 14 ottobre 2026, rispondendo ad un'interrogazione a risposta immediata in Assemblea alla Camera dei deputati, il Ministro interrogato ha affidato la proroga del tetto alla disponibilità delle compagnie, a giudizio degli interroganti perdendo l'ennesima occasione per dimostrare di avere contezza della grave situazione e di voler intervenire nonostante il disagio economico e sociale sotto gli occhi di tutti che richiederebbe risposte immediate;

   Faib Confesercenti e Fegica propongono l'introduzione per legge di un price cap dinamico e temporaneo, prorogabile una volta, rivisto ogni quindici giorni e sospendibile in caso di scarsità, uguale per tutti e coerente con i principi di non discriminazione e proporzionalità del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea –:

   quali iniziative normative urgenti intenda promuovere, per quanto di competenza, al fine di introdurre, per il periodo necessario, un tetto dinamico al prezzo dei carburanti fondato su criteri oggettivi e predeterminati, esteso all'intera rete e all'extrarete, così da frenare la trasmissione dei rincari energetici all'inflazione e ai prezzi alimentari.
(3-02962)


Iniziative per il sostegno dell'Italia alla Corte penale internazionale, con particolare riferimento al rispetto degli obblighi derivanti dallo Statuto di Roma e all'attivazione del cosiddetto Statuto di blocco a livello europeo – 3-02963

   MAGI e DELLA VEDOVA. – Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale. – Per sapere – premesso che:

   di recente l'Italia ha ribadito il «continuo e incrollabile sostegno all'indipendenza, imparzialità e integrità» della Corte penale internazionale e la «ferma opposizione» alle sanzioni statunitensi. Il 10 ottobre 2026 il Ministro interrogato ha dichiarato: «crediamo nel ruolo della Corte penale internazionale e lo sosteniamo con convinzione»;

   a partire dal febbraio 2025 gli Usa hanno adottato misure sanzionatorie nei confronti di magistrati e funzionari della Corte e il 9 ottobre 2026 tali misure sono state estese alla Corte stessa, con il rischio di comprometterne l'operatività e di indebolire il sistema multilaterale di giustizia internazionale;

   gli articoli 86 e 89 dello Statuto di Roma impongono agli Stati parte piena cooperazione e l'esecuzione delle richieste di arresto e consegna e i mandati d'arresto emessi il 21 novembre 2024 nei confronti del Primo ministro israeliano e dell'allora Ministro della difesa risultano tuttora pendenti. La Corte ha inoltre accertato che l'Ungheria, non procedendo nell'aprile 2025 all'arresto del primo, aveva violato i propri obblighi internazionali;

   il regolamento (CE) n. 2271/96, cosiddetto «Statuto di blocco», contrasta nell'Unione gli effetti extraterritoriali delle misure di Paesi terzi incluse nel suo allegato. Il Parlamento europeo ne ha chiesto l'attivazione a tutela della Corte penale internazionale;

   Spagna e Slovenia ne hanno sostenuto l'attivazione, il Belgio l'ha espressamente richiesta e la Francia si è dichiarata pronta a ricorrervi. Belgio e Paesi Bassi hanno inoltre sollevato la questione al Consiglio affari esteri del 12 ottobre 2026;

   il Consiglio europeo del 15 e 16 ottobre 2026 ha ribadito la disponibilità dell'Unione ad adottare «tutte le misure necessarie» e ha chiesto alla Commissione di proteggere la Corte e attenuare l'impatto delle sanzioni sugli operatori europei; il 19 ottobre 2026 la Commissione ha confermato che lo Statuto di blocco resta sul tavolo –:

   se intenda confermare che il sostegno dell'Italia alla Corte penale internazionale comporti il pieno e tempestivo rispetto di tutti gli obblighi derivanti dallo Statuto di Roma, anche con riferimento alla posizione del Primo ministro israeliano e dell'ex Ministro della difesa, e se intenda promuovere in sede europea l'immediata attivazione dello Statuto di blocco, mediante l'estensione del relativo allegato alle misure statunitensi contro la Corte penale internazionale.
(3-02963)


Iniziative per ampliare e rafforzare la rete dei partenariati strategici internazionali – 3-02964

   ORSINI, BENIGNI, DEBORAH BERGAMINI, MARROCCO e PAOLO EMILIO RUSSO. — Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale. — Per sapere – premesso che:

   l'accesso alle materie prime critiche, alle tecnologie avanzate e alle capacità di innovazione rappresenta un fattore determinante per la competitività del sistema produttivo italiano;

   la forte concentrazione geografica delle catene di approvvigionamento e di alcune filiere tecnologiche evidenzia la necessità di accrescere la diversificazione dei mercati, degli investimenti e delle collaborazioni scientifiche e produttive;

   il Governo ha posto il rafforzamento dei partenariati economici, industriali e tecnologici al centro della propria azione diplomatica, promuovendo accordi con Paesi terzi, investimenti congiunti, trasferimento di conoscenze e collaborazioni tra imprese, università e centri di ricerca;

   in tale ambito, particolare rilevanza assume la cooperazione transatlantica. A luglio 2026 l'Italia ha aderito all'iniziativa statunitense Pax silica, volta a rafforzare la sicurezza e l'affidabilità delle filiere strategiche, dai minerali critici all'intelligenza artificiale; un partenariato ulteriormente rafforzato con la conclusione dell'accordo sui minerali critici, sottoscritto il 21 settembre 2026 dal Ministro interrogato e dal Segretario di Stato americano Marco Rubio;

   il rafforzamento della cooperazione internazionale in questi settori rappresenta un'opportunità per tutto il tessuto produttivo italiano, in particolare per le piccole e medie imprese italiane, che possono beneficiare dell'accesso a nuovi mercati, tecnologie e capitali –:

   quali iniziative il Ministro interrogato intenda assumere, per quanto di competenza, per ampliare e rafforzare la rete dei partenariati strategici internazionali, a partire dalla cooperazione transatlantica, con particolare riferimento alla diversificazione degli approvvigionamenti di materie prime, alla collaborazione tecnologica e scientifica e alla promozione di investimenti e progetti congiunti nei settori più innovativi, con l'obiettivo di accrescere l'autonomia strategica e la competitività del tessuto produttivo nazionale.
(3-02964)


Chiarimenti in merito alla gestione dell'ordine pubblico in occasione dei recenti episodi di violenza urbana verificatisi a Milano e iniziative per tutelare la sicurezza degli agenti delle forze dell'ordine, dei cittadini e delle attività commerciali – 3-02965

   PASTORELLA, RICHETTI, BONETTI, BENZONI, D'ALESSIO, GRIPPO e SOTTANELLI. — Al Ministro dell'interno. — Per sapere – premesso che:

   nell'ultimo fine settimana le manifestazioni organizzate in diverse città italiane sono state accompagnate da gravi episodi di violenza, in particolare nelle città di Torino, Bologna e, soprattutto, Milano;

   si sono registrati numerosi e violentissimi scontri con le forze dell'ordine – caratterizzati dal lancio di pietre, bottiglie, transenne e bombe carta –, oltre che episodi di danneggiamento e saccheggio di numerosi esercizi commerciali, con veri e propri casi di devastazione che hanno riguardato i centri nevralgici del capoluogo lombardo, a partire da Piazza Duomo;

   ai primi scontri hanno fatto seguito i disordini registrati nella giornata di domenica 18 ottobre 2026, quando nuovi gruppi di giovanissimi si sono radunati nuovamente nel centro di Milano, dando luogo a ulteriori episodi di violenza;

   secondo le prime stime – tuttora in fase di aggiornamento – la conta dei danni ammonterebbe a un milione e trecentomila euro, tra vetrine sfondate e negozi saccheggiati, di cui solo 860 mila euro a Milano;

   a rendere tali episodi ancora più preoccupanti sarebbero i primi dati relativi ai protagonisti degli scontri, i quali sarebbero in larga parte ragazzi giovanissimi, spesso minorenni, senza appartenenza a movimenti o gruppi politici;

   solo a Milano, in particolare, stando a quanto si ha conoscenza al momento della redazione, la polizia avrebbe fermato settantadue persone, denunciandone ventidue e arrestandone dodici, cinque delle quali minorenni;

   ciò che appare, a giudizio degli interroganti, è un'azione delle forze dell'ordine limitata rispetto ai rischi concreti, soprattutto con il protrarsi degli episodi di violenza in giorni consecutivi, accompagnata da un'evidente sottovalutazione ai «piani alti» già a partire dai giorni precedenti agli scontri, il che ha reso il lavoro degli agenti ancor più difficile;

   urge ricordare, peraltro, come il Ministro interrogato e il suo dicastero si siano sostanzialmente rifiutati di fornire, in risposta ad atti di sindacato ispettivo presentati dal gruppo Azione e dal deputato Benzoni, dati aggiornati analitici sugli organici della Polizia di Stato suddivisi per ciascuna provincia, nonostante il numero di agenti al 2025 rappresenti il dato peggiore dal lontano 2013;

   si ribadisce la ferma e necessaria condanna politica a tutte le forme di violenza avvenute negli ultimi giorni –:

   quali siano le motivazioni circa l'evidente sottovalutazione a monte di pericoli e scontri – durati per almeno due giorni, soprattutto a Milano – e quali iniziative intenda porre in essere per meglio tutelare in futuro l'operato e la sicurezza degli agenti delle forze dell'ordine, dei cittadini e delle attività commerciali in casi analoghi a quelli descritti in premessa.
(3-02965)


Iniziative per la prevenzione e il contrasto della criminalità minorile e della devianza giovanile, anche con riferimento al rafforzamento dei meccanismi di responsabilità civile dei titolari della responsabilità genitoriale – 3-02967

   MORRONE, MOLINARI, ANDREUZZA, ANGELUCCI, BARABOTTI, BENVENUTO, BILLI, BISA, BORDONALI, BRUZZONE, CANDIANI, CAPARVI, CARRÀ, CATTOI, CAVANDOLI, CECCHETTI, CENTEMERO, CENTENARO, COIN, COMAROLI, CRIPPA, DARA, DE BERTOLDI, DI MATTINA, DI RUBBA, FORMENTINI, FRASSINI, GIACCONE, GIAGONI, GIGLIO VIGNA, GUSMEROLI, IEZZI, LATINI, LAZZARINI, LOIZZO, MACCANTI, MAFFIOLI, MARCHETTI, MATONE, MIELE, MONTEMAGNI, NISINI, OTTAVIANI, PANIZZUT, PIZZIMENTI, SUDANO, TOCCALINI, ZINZI e ZOFFILI. – Al Ministro della giustizia. – Per sapere – premesso che:

   un'inaccettabile escalation di violenza, saccheggi e devastazioni ai danni di cittadini e commercianti, registrata nello scorso fine settimana, configura una vera e propria guerriglia urbana perpetrata da bande giovanili e dalle cosiddette baby gang, che vedono protagonisti minori anche dodicenni;

   tali condotte criminali, pianificate per colpire e distruggere, hanno causato ingenti danni materiali e il ferimento di decine di agenti delle forze dell'ordine preposti alla sicurezza pubblica; per gli interroganti non è più tollerabile alcuna giustificazione legata al disagio sociale, rendendosi necessaria una risposta immediata che superi rinvii e prudenze;

   in tal senso si colloca il vertice di Governo tenutosi il 19 ottobre 2026, per ribadire la determinazione dello Stato – ferma restando la volontà di garantire la libertà e il diritto di svolgere manifestazioni pacifiche – di punire chi sfrutta le manifestazioni legittime per «seminare violenza e caos», mantenendo distinta la responsabilità di chi commette reati dal diritto di scendere in piazza;

   le nuove norme ricalcano i temi chiave da sempre promossi dalla Lega in materia di pubblica sicurezza e tra le misure principali figurano l'estensione del fermo preventivo per i minorenni, il contrasto alle baby gang, il divieto di aggregazione per i soggetti responsabili di violenze di gruppo e devastazioni, nonché l'invio di militari in strada sul modello «Strade sicure»;

   a parere degli interroganti emerge inoltre l'urgenza di applicare il principio cardine secondo cui «chi rompe paga», impedendo che i costi dei reati commessi, celandosi dietro al diritto di libertà di manifestazione, vengano scaricati sulla collettività;

   la Lega, ad esempio, propone l'introduzione di una polizza fideiussoria o garanzia finanziaria obbligatoria, la quale, posta a carico dei soggetti organizzatori, mira a garantire la preventiva copertura dei danni patrimoniali eventualmente cagionati nel corso di manifestazioni pubbliche preventivamente classificate a rischio per l'ordine e la sicurezza –:

   quali ulteriori iniziative di competenza, anche normative, si intendano promuovere per potenziare l'azione di prevenzione e contrasto della criminalità minorile e della devianza giovanile e se, non si ritenga opportuno, in particolare, promuovere una revisione della disciplina vigente volto a tipizzare e rafforzare l'efficacia dei meccanismi di responsabilità civile e patrimoniale dei titolari della responsabilità genitoriale, ai sensi dell'articolo 2048 del codice civile, per agevolare l'accertamento della presunzione di colpa nell'educazione e nella vigilanza e garantire così il pieno e integrale ristoro dei danni, patrimoniali e non patrimoniali, cagionati a terzi dalle condotte illecite dei minori.
(3-02967)


Iniziative per la revisione del regime penale dell'imputabilità e delle misure cautelari per i minori, alla luce dei recenti episodi di violenza e devastazione verificatisi nelle città italiane – 3-02968

   BIGNAMI, ANTONIOZZI, GARDINI, MAULLU, MONTARULI, RUSPANDINI, VARCHI, BUONGUERRIERI, DONDI, MASCHIO, PALOMBI, PELLICINI, PULCIANI, VINCI, DE CORATO e DI MAGGIO. — Al Ministro della giustizia. — Per sapere – premesso che:

   lasciano sgomenti le immagini delle manifestazioni di piazza che hanno messo a ferro e fuoco le principali città italiane, tra cui Milano, Bologna e Torino, teatro di gravissimi ed intollerabili episodi di guerriglia urbana, caratterizzati da sistematiche devastazioni delle strade, assalti ai negozi, saccheggi e violente aggressioni fisiche ai danni delle forze dell'ordine;

   la risposta tempestiva ed efficace dello Stato ha portato all'identificazione e al fermo di centinaia di individui; nel solo centro di Milano, sono stati fermati oltre 200 giovani e, dato ancor più allarmante, le autorità hanno riscontrato che più dell'80 per cento dei soggetti coinvolti è minorenne;

   emerge con drammatica evidenza un fenomeno di radicalizzazione e violenza giovanile che non può più essere derubricato a semplice disagio sociale, bensì rappresenta una vera e propria sfida aperta alla legalità e alle istituzioni da parte di frange organizzate, spesso animate da retoriche ideologiche ostili alle forze di polizia;

   la forte presenza di soggetti in età minore o a ridosso della soglia dei quattordici anni impone una riflessione sull'attuale adeguatezza degli strumenti normativi previsti dal codice penale e dalle norme sul processo penale minorile, al fine di scongiurare qualsiasi forma di sostanziale impunità che rischierebbe di alimentare ulteriormente il senso di insicurezza nei cittadini;

   in materia di imputabilità dei minori, il Consiglio dei ministri del 23 luglio 2026 ha approvato un disegno di legge volto a riformare l'articolo 98 del codice penale, introducendo una presunzione relativa di capacità d'intendere e di volere per la fascia d'età tra i 14 e i 18 anni, scardinando quel dogma, ormai superato, dell'automatica incapacità che per anni ha di fatto deresponsabilizzato i giovani dediti alla delinquenza e protetto le organizzazioni criminali o eversive che di loro si servono;

   la drammaticità dei recenti episodi conferma la necessità di potenziare le misure di contrasto alla criminalità minorile, garantendo un'applicazione ancor più stringente degli strumenti cautelari e di responsabilizzazione penale –:

   quali iniziative di competenza di carattere normativo il Ministro interrogato intenda adottare per garantire che i responsabili di intollerabili violenze ed atti di devastazione – con particolare riguardo ai soggetti minorenni – siano perseguiti con la massima severità, anche valutando l'opportunità di promuovere una revisione del regime penale dell'imputabilità e delle misure cautelari per i minori che si macchiano di reati di particolare gravità, a tutela dell'ordine pubblico e della sicurezza dell'intera cittadinanza.
(3-02968)


Iniziative di competenza in materia di locazioni turistiche – 3-02969

   ZANELLA, BONELLI, BORRELLI, DORI, FRATOIANNI, GHIRRA, GRIMALDI, MARI, PICCOLOTTI e ZARATTI. — Al Ministro del turismo. — Per sapere – premesso che:

   il Ministro interrogato il 16 settembre 2026, dopo un incontro con alcune associazioni, ha dichiarato che l'Affordable housing Act, la proposta di regolamento europeo presentata dalla Commissione europea, parrebbe minacciare il ceto medio d'Europa colpendo la piccola proprietà immobiliare, in particolare quella degli italiani, e non sembra portare alcun beneficio evidente al turismo e ai turisti, e nemmeno ai residenti;

   senza entrare nel merito della proposta di regolamento europeo, la dichiarazione sembra comunque ignorare che le locazioni brevi ad uso turistico accentuano la sofferenza abitativa e lo spopolamento di intere aree urbane e per questa ragione si tratta di una materia che va regolamentata;

   la crescita delle locazioni turistiche brevi, anche attraverso le piattaforme digitali, contribuisce a trasformare il mercato immobiliare, soprattutto nei centri storici e nelle città ad alta pressione turistica, nonché quelle ad alta tensione abitativa, riducendo l'offerta di abitazioni disponibili per le locazioni di lunga durata e alimentando le tensioni sui canoni, con ricadute su famiglie, lavoratori e studenti;

   secondo i dati Istat relativi al 2024, gli alloggi privati destinati alle locazioni turistiche erano quasi 317.000, con circa 1,5 milioni di posti letto e oltre 39 milioni di presenze;

   pur essendo necessario distinguere gli effetti delle locazioni brevi dagli altri fattori che incidono sul mercato abitativo, la concentrazione dell'offerta turistica in determinate città e aree delle stesse, si pone una questione di sostenibilità sociale del modello di sviluppo delle città e richiede politiche capaci di tutelare il diritto alla casa e la residenzialità;

   il turismo rappresenta una risorsa fondamentale per l'economia nazionale, ma la sua crescita non può tradursi nella progressiva trasformazione delle abitazioni in attività ricettive, che determina l'espulsione dei residenti, nonché delle attività artigiane e di servizi e, quindi, l'indebolimento delle comunità –:

   se non intenda assumere, per quanto di competenza, iniziative, anche di carattere normativo, per definire la possibilità per comuni e regioni di procedere alla regolamentazione delle locazioni turistiche tenuto conto dell'impatto di queste sui residenti e sul settore delle locazioni, nonché un monitoraggio dei fenomeni nei territori a maggiore pressione turistica, adottando misure in raccordo con regioni e comuni per favorire il ritorno degli immobili al mercato delle locazioni di lunga durata, tutelando i residenti e garantendo un modello di turismo sostenibile, socialmente equilibrato e compatibile con il diritto all'abitare e alla tutela delle comunità.
(3-02969)


Iniziative volte a promuovere il lavoro agile per i dipendenti pubblici, anche al fine di mitigare gli effetti derivanti dall'aumento del costo dei carburanti – 3-02970

   ALFONSO COLUCCI, AURIEMMA, BALDINO e PENZA. — Al Ministro per la pubblica amministrazione. — Per sapere – premesso che:

   instabilità dei mercati e tensioni geopolitiche alimentano il rincaro dei prodotti energetici, con ripercussioni sui prezzi di gas, energia elettrica e carburanti, che gravano sui bilanci delle famiglie e sui costi di produzione delle imprese;

   tali effetti sono aggravati anche da fattori interni: il peso della fiscalità sui carburanti e l'insufficienza degli interventi governativi di contenimento dei costi energetici;

   tale situazione si innesta su un quadro economico nazionale già precario per la perdita di potere d'acquisto, l'erosione dei salari reali e le difficoltà delle famiglie e delle attività produttive, condizioni che risentono senz'altro del contesto internazionale, ma, ad avviso degli interroganti, sono aggravate dall'insufficienza delle politiche adottate dal Governo per contrastare il caro vita e sostenere adeguatamente i redditi e dal ricorso a costanti scelte «tampone»;

   il rincaro dei carburanti, in particolare, incide in maniera diretta sui costi di trasporto e sugli spostamenti quotidiani dei lavoratori, acuendo l'aggravio delle spese a carico degli stessi e delle famiglie;

   il lavoro agile ha dimostrato, anche nel contesto della pandemia da Covid-19, di contribuire in modo significativo alla sostenibilità ambientale, a ridurre gli spostamenti quotidiani, le spese di carburante e, dunque, l'impatto dei rincari, anche in termini di consumi degli uffici pubblici;

   l'ultima direttiva del Ministro interrogato affida ai dirigenti l'individuazione delle misure per il lavoro agile, ma il contrasto al caro carburanti richiede una strategia nazionale, indirizzi unitari e criteri omogenei, lasciando ai dirigenti le modalità attuative;

   nel rispetto della piena funzionalità dei servizi e con il coinvolgimento delle organizzazioni sindacali, la pubblica amministrazione può offrire un contributo concreto al contenimento delle spese dei lavoratori pubblici, delle famiglie e della spesa energetica pubblica, in una fase in cui chi governa non dovrebbe scaricare sui cittadini il costo delle crisi internazionali, ma, ad avviso degli interroganti, le risposte del Governo in carica risultano inadeguate e mute rispetto alla gravità del contesto;

   il Ministro non può sottrarsi dalla responsabilità di promuovere un intervento tempestivo e concreto –:

   se non intenda, quale contributo alla mitigazione degli effetti sui bilanci dei lavoratori pubblici e delle famiglie derivanti dall'aumento dei costi dei carburanti, assumere misure di rafforzamento dell'utilizzo del lavoro agile per i lavoratori pubblici, massimizzandone il ricorso nel rispetto delle esigenze organizzative e dei servizi ai cittadini, superando eventuali restrizioni non giustificate da effettive esigenze di servizio, indicando tempi certi di attuazione.
(3-02970)


Ulteriori iniziative per il superamento del precariato nella pubblica amministrazione – 3-02971

   LUPI, ROMANO, BRAMBILLA, CARFAGNA, CAVO, ALESSANDRO COLUCCI, SEMENZATO e TIRELLI. — Al Ministro per la pubblica amministrazione. — Per sapere – premesso che:

   il precariato rappresenta un problema sociale ed economico che coinvolge settori fondamentali, tra cui sanità, università ed enti locali, e rischia di disperdere competenze professionali acquisite nel corso degli anni, compromettendo la continuità dei servizi pubblici;

   secondo i dati della Corte dei conti riportati da la Repubblica il 5 agosto 2025, nella pubblica amministrazione si contano circa 140.000 contratti a termine su 3,3 milioni di dipendenti, pari al 4,2 per cento, con una spesa di circa 4,8 miliardi di euro, cui si aggiungono le risorse destinate a collaboratori e consulenti;

   la legge 21 febbraio 2025, n. 15, ha inoltre prorogato al 2026 alcune possibilità di stabilizzazione negli enti territoriali per il personale in possesso dei requisiti previsti;

   il decreto-legge 14 marzo 2025, n. 25, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 maggio 2025, n. 69, ha introdotto misure per favorire il reclutamento dei giovani e il superamento del precariato, prevedendo anche specifici percorsi di trasformazione a tempo indeterminato;

   il protrarsi di condizioni di precarietà lavorativa compromette la possibilità, soprattutto per i giovani, di raggiungere una piena autonomia economica e di costruire prospettive di vita stabili, rendendo più difficile la pianificazione del proprio futuro personale e professionale. Inoltre, il perdurare della condizione citata rischia di disperdere competenze ed esperienze professionali, con ricadute negative sulla continuità e sulla qualità dei servizi pubblici, in particolare in settori strategici come quello sanitario, già interessato da significative carenze di personale –:

   quali ulteriori iniziative intenda adottare per offrire risposte strutturali al problema del precariato nella pubblica amministrazione, promuovendo percorsi di stabilizzazione per il personale in possesso dei requisiti di legge, nonché valutando nuove misure normative e finanziarie affinché l'esperienza maturata al servizio delle amministrazioni non venga dispersa e sia garantita maggiore continuità occupazionale.
(3-02971)


Misure per il sostegno delle filiere agricole, ittiche e della pesca in relazione all'aumento del costo dei carburanti – 3-02966

   GADDA, BOSCHI, FARAONE, DEL BARBA, BONIFAZI, GIACHETTI e MADIA. — Al Ministro dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste. — Per sapere – premesso che:

   dall'inizio di ottobre 2026 agricoltori, autotrasportatori e pescatori protestano in tutta Italia contro il caro gasolio e il crollo dei prezzi riconosciuti ai produttori, con presidi davanti a Palazzo Montecitorio, blocchi stradali in Puglia, Calabria, Sicilia, Campania e Molise e un fermo nazionale della pesca annunciato per il 22 ottobre 2026;

   ortofrutta, vino, zootecnia, olivicoltura, florovivaismo, acquacoltura e pesca sono stretti tra rincari, concorrenza estera e margini sempre più ridotti, e in Pianura padana soffre, in particolare, la filiera del latte;

   secondo l'Istat, a settembre 2026 l'inflazione su base annua è salita al 4,2 per cento, trainata dai beni energetici (+22,6 per cento) e dagli alimentari freschi (+5,5 per cento), con il carrello della spesa a +1,5 per cento;

   mentre i consumatori pagano di più, ai produttori viene riconosciuto sempre meno: a settembre 2026 per i peperoni vengono riconosciuti 0,92 euro al chilo al campo e pagati in media al consumo 3,15 euro al chilo; da agosto 2025 ad agosto 2026 l'uva da tavola viene remunerata meno 25 per cento, l'olio extravergine meno 50 per cento, le susine meno 30 per cento; il gasolio agricolo è passato da 0,90 euro al litro di gennaio 2026 a oltre 1,50 euro a settembre 2026;

   l'estate 2026 ha colpito numerose filiere con circa 3 miliardi di euro di danni da siccità, caldo, grandine e incendi e rese inferiori del 15 per cento alla media degli ultimi cinque anni;

   il credito d'imposta fino al 20 per cento sull'acquisto di carburanti agricoli, di cui al decreto-legge 27 marzo 2026, n. 38, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 88 del 2026, copre soltanto le spese di marzo-maggio 2026 e non risulta rifinanziato, mentre dal 6 ottobre 2026 l'accisa sul gasolio è tornata all'aliquota ordinaria;

   il credito d'imposta per l'acquisto di fertilizzanti, previsto dal decreto-legge 30 aprile 2026, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 113 del 2026, nel limite di 40 milioni di euro, risulta ancora privo del decreto attuativo;

   i blocchi dell'autotrasporto nel Mezzogiorno trattengono sui mezzi merci deperibili, mettendo a rischio kiwi, uva da tavola e latte, che richiedono tempi rapidi di confezionamento e consegna, con danni alla qualità e ai ricavi delle aziende agricole –:

   quali nuove misure di sostegno il Governo intenda adottare per le filiere agricole e ittiche e della pesca, a partire dal rifinanziamento del credito d'imposta sul carburante agricolo, da garanzie per la circolazione prioritaria delle merci deperibili e da strumenti per ristorare le imprese che hanno perso la propria produzione a causa dei blocchi.
(3-02966)