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Resoconto dell'Assemblea

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XIX LEGISLATURA


Resoconto stenografico dell'Assemblea

Seduta n. 730 di mercoledì 21 ottobre 2026

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE GIORGIO MULE'

La seduta comincia alle 9,35.

PRESIDENTE. La seduta è aperta.

Invito il deputato Segretario a dare lettura del processo verbale della seduta precedente.

FRANCESCO BATTISTONI, Segretario, legge il processo verbale della seduta di ieri.

PRESIDENTE. Se non vi sono osservazioni, il processo verbale si intende approvato.

(È approvato).

Missioni.

PRESIDENTE. Comunico che, ai sensi dell'articolo 46, comma 2, del Regolamento, i deputati in missione a decorrere dalla seduta odierna sono complessivamente 102, come risulta dall'elenco consultabile presso la Presidenza e che sarà pubblicato nell'allegato A al resoconto stenografico della seduta in corso (Ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicate nell'allegato A al resoconto della seduta odierna).

Vacanza di un seggio nel collegio uninominale 04-Pesaro della XVI Circoscrizione Marche.

PRESIDENTE. Comunico che, in seguito alla cessazione dal mandato parlamentare del deputato Mirco Carloni, di cui la Camera ha preso atto nella seduta del 19 ottobre 2026, la Giunta delle elezioni, nella seduta del 21 ottobre 2026, ha verificato che si è reso vacante il seggio di deputato nel collegio uninominale 04-Pesaro della XVI Circoscrizione Marche, attribuito con il sistema maggioritario.

La Giunta delle elezioni ha altresì rilevato che non si dà luogo all'indizione dei comizi per le elezioni suppletive in quanto non intercorre almeno un anno fra la data della vacanza e la scadenza normale della legislatura.

Preavviso di votazioni elettroniche (ore 9,38).

PRESIDENTE. Poiché nel corso della seduta potranno aver luogo votazioni mediante procedimento elettronico, decorrono da questo momento i termini di preavviso di 5 e 10 minuti previsti dall'articolo 49, comma 5, del Regolamento.

Sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, sull'ordine dei lavori, il deputato Marco Grimaldi. Ne ha facoltà.

MARCO GRIMALDI (AVS). Grazie, Presidente. Parliamo di una gigantesca mobilitazione a Torino, a Milano, a Roma, a Napoli. Presidente, non ci sono fumogeni, che adesso volete vietare, non ci sono nemmeno le stazioni distrutte, non ci sono i vetri. Potete ascoltarci? Potete ascoltarci, sì?

Allora parlo di una vicenda che il 1° novembre diventerà realtà: Trenitalia ha deciso di cancellare il carnet per l'alta velocità. Ci sono tantissimi pendolari, studenti, ricercatori, lavoratori e lavoratrici che in queste ore ci stanno scrivendo, in tanti, per dire: ma che colpa abbiamo noi? Presidente, io chiedo che venga qua in Aula Giorgia Meloni, che venga il Ministro più scarso della storia. Dai tempi dell'invenzione della ruota non c'è un Ministro dei Trasporti peggiore (Proteste dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier). Io mi chiedo: ma davanti al caro vita (Proteste dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier)… invece di fare “buu”, andate stamattina in stazione a Torino a vedere come sono messi i treni ad alta velocità! Andate a Milano e chiedete se è normale chiedere a tutte quelle persone di viaggiare con i regionali (Applausi dei deputati dei gruppi Alleanza Verdi e Sinistra e Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista)! Iniziamo a chiederci se è normale! È normale? (Proteste di deputati del gruppo Lega-Salvini Premier – Commenti di deputati del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra e Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).

PRESIDENTE. Colleghi, mezza parola: silenzio.

MARCO GRIMALDI (AVS). Presidente, solo per capirci: sono carnet che sono passati da 99 euro a 139 euro: 40 euro in più, in due anni. Adesso Trenitalia decide che è finita, che possono passare direttamente ai mensili, che sono, più o meno, 294 euro, ossia 175 euro in più.

Colleghi, se non avete capito, vi spiego: questi non vanno tutti i giorni da Torino a Milano, da Milano a Torino, da Roma a Napoli. Parlo di Alberto, Matilde, Pier Francesco: ci scrivono in queste ore. Scusate, scusate se Trenitalia e Salvini dicono: è finito lo smart working. Sarà finito per qualcuno, ma non tutti lavorano in smart working; qualcuno è obbligato - perché fa il freelance, perché ha altri contratti, perché è precario, perché è studente - ad andare una o due volte. E cosa fanno? Devono farsi il mensile e spendere 175 euro in più? Volete vedere i treni da Milano a Torino al ritorno? Sono strapieni. Cioè, queste persone pagano per stare in piedi e adesso gli spiegate pure che devono farsi un mensile per pagare 175 euro in più. Ma siete matti? Siete matti? Non c'è alcuna giustificazione.

Questa è una misura classista e antiambientalista. C'è il carovita, lo volete vedere? Cosa dobbiamo fare? Cosa devono fare queste persone per farsi vedere? Volete che si uniscano al flusso delle masse? Lo faranno. Lo faranno anche loro: sciopereranno, faranno lo sciopero generale. Ma volete dare una risposta di buon senso? Lo chiedo a Salvini. Venga qui una volta e ci spieghi di chi è la colpa di questo: di un chiodo? Degli anarchici? Sono i centri sociali? Chi ha aumentato questi biglietti e chi ha cancellato i carnet? Me lo spieghi. Non noi. Non noi!

Noi vogliamo una risposta per questi studenti, vogliamo una risposta per questi lavoratori. Lo smart working è finito, ma quelli sono ancora lì. Poi - fatemi dire - anche questa ossessione contro lo smart working: scusate, in tempi di crisi energetica, in tempi di smaterializzazione di tutto e dell'intelligenza artificiale, adesso voi usate questa parola come se fosse una clava contro i lavoratori e le lavoratrici.

Io dico solo una cosa: in tempi di crisi, di crisi energetica, possiamo pensare al trasporto pubblico locale per tutte e tutti? Possiamo vedere quell'alta velocità veramente come delle metropolitane leggere per tutto il Paese? Le chiamavate così: le metropolitane d'Italia. Sono le metropolitane di questo fallimento, che è il fallimento di un Governo che non solo fa arrivare in ritardo i treni, ma non vuole farci salire le persone (Applausi dei deputati del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra e di deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, sempre sull'ordine dei lavori e sul medesimo argomento, l'onorevole Casu. Ne ha facoltà.

ANDREA CASU (PD-IDP). Grazie, Presidente. Questa battaglia, questa scelta intollerabile ci consente di chiedere un'informativa, quindi di associarci, estendendola anche alla crescente povertà dei trasporti che nel nostro Paese, ormai, colpisce un italiano su cinque - 4,9 milioni di famiglie - e colpisce, in maniera sempre più forte, cinque volte di più, chi vive nelle aree interne, chi vive nelle aree periferiche, chi ha sempre meno opportunità ed è costretto a un uso forzato dell'auto, che ci ha portato al record di 71 auto ogni 100 abitanti.

Poi, per quanto riguarda questa scelta… come gruppo del Partito Democratico, con la firma di 40 deputati, abbiamo presentato la richiesta di cancellare questa assurda scelta di abolire questo carnet (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista). Il Governo dovrà rispondere venerdì, in quest'Aula, perché abbiamo presentato un'interpellanza urgente. Se non vorrete fare l'informativa, dovrete comunque risponderci in Aula e dire da che parte state: se state dalla parte di chi si deve muovere per lavorare o continuerete a fare finta di non vedere i problemi che ci sono sulla rete ferroviaria in Italia.

Per ricordarlo ai colleghi, vi dico: conoscerete anche voi qualche pendolare, che fa lavoro agile, che fa smart working, che ha la necessità, non di muoversi tutti i giorni, ma di muoversi alcuni giorni a settimana, a cui metterete le mani in tasca, avallando questo rincaro, se non cancellerete questa scelta…

In tutte le tratte interessate magari c'è anche qualcuno a cui chiederete il voto, fra qualche settimana, dopo averlo umiliato e preso in giro nelle condizioni intollerabili che continuate a difendere.

Ecco, vi leggo: Bologna-Reggio Emilia, Bologna-Torino, Bologna-Venezia, Bologna-Verona, Bolzano-Verona, Brescia-Milano, Brescia-Venezia, Caserta-Roma, Desenzano-Milano, Firenze-Padova, Firenze- Reggio Emilia, Firenze-Roma, Firenze-Venezia, Firenze-Verona, Genova-Milano, Milano-Padova, Milano-Peschiera del Garda, Milano-Reggio Emilia, Milano-Torino, Milano-Venezia, Milano-Verona, Milano-Vicenza, Napoli-Roma, Reggio Emilia-Torino, Roma-Salerno. Su queste tratte, dal 1° novembre, dovranno pagare di più, ma in un momento in cui aumenta il costo di tutto, perché volete aumentare il costo della vita di queste persone che devono spostarsi per lavorare (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista)? E perché? Perché c'è il problema di fare cassa. E perché dovete fare cassa sui pendolari?

Noi vi avevamo presentato un'interrogazione, a cui avete risposto qualche giorno fa, chiedendovi di quantificare i costi della somma altissima che viene restituita dei biglietti per il record di ritardi che ci sono sulla rete ferroviaria. Ma voi dovreste fare cassa cominciando a non fare finta di negare il problema dei ritardi. Non noi…La risposta del Governo alla nostra interrogazione ha contato, nei primi sette mesi dell'anno, 16 anni e 9 mesi di ritardo, ma non ci ha detto quanto sono costati questi ritardi. Allora, forse, invece di costringere le persone che stanno scrivendo …e penso a Ilaria e a Sergio, che fanno la tratta Napoli-Roma e che hanno scritto a Fanpage in queste ore, a chi sta scrivendo ai giornali, a chi sta scrivendo ai parlamentari per dire: ma io non ce la faccio, non mi potete costringere a pagare il doppio o il triplo di abbonamento per andare a lavorare. Ecco, invece di costringere loro a pagare di più, dovreste avere il coraggio di aprire gli occhi sui problemi che ci sono sulla rete e che voi ammettete nelle stesse risposte nelle quali dite che un quarto di questi problemi è dovuto a fattori esterni. Quindi, tre quarti sono fattori su cui si può intervenire, si deve intervenire, si deve avere la forza e il coraggio di intervenire, ma voi non lo fate.

Continuate a negare la realtà dei problemi che vivono gli italiani e continuate a girarvi dall'altra parte, ma non potrete farlo su questo tema perché il 1° novembre sta arrivando e venerdì ci sarà l'interpellanza urgente del Partito Democratico in Aula. Dovrete decidere da che parte stare, Giorgia Meloni e il Governo: dalla parte dei pendolari o dalla parte di chi sta cercando di fare cassa sui pendolari costretti a viaggiare per lavorare (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista e di deputati dei gruppi MoVimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, sullo stesso argomento, l'onorevole Iaria. Ne ha facoltà.

ANTONINO IARIA (M5S). Il Ministro Salvini viaggia sui treni? Perché secondo me non è mai andato su un treno o forse ci è andato soltanto se nella carrozza ristorante facevano una degustazione di qualche prodotto tipico. Perché questa misura, anche se non dipende direttamente dal Ministero, come mai non è stata monitorata dal Ministero su un'azienda che è al cento per cento pubblica? Quindi, noi abbiamo un Ministro che lascia che Trenitalia, con solo due settimane di preavviso, cambi gli abbonamenti di carnet da 139 a 314 euro, per esempio sulla tratta Torino-Milano, 175 euro in più al mese. Poi dice che l'abbonamento mensile si riduce, però, nell'abbonamento mensile mette 2 euro di prenotazione per ogni corsa, quindi alla fine diventerà uguale al costo di prima.

Quindi, tutte quelle persone che avevano necessità di viaggiare due volte alla settimana verso Milano - faccio l'esempio di Torino-Milano perché Torino è la mia città -, avranno un costo paragonabile a quello dell'auto. Capite che paradosso per chi parla di avvantaggiare il trasporto pubblico, di togliere le auto dalle strade e mettere le persone sulla ferrovia? La motivazione non regge, perché Trenitalia dice che le abitudini di viaggio sono cambiate, ma noi non abbiamo visto un dato o un'analisi su questo. Anche noi chiederemo un'interrogazione e vogliamo vedere i dati per cui Trenitalia ha fatto questo cambio che penalizza solo alcune categorie di persone.

Devo dire anche che il carnet diventa vantaggioso, sempre sulla tratta Torino-Milano, soltanto per chi viaggia 24 volte in quella tratta, quindi è svantaggioso in ogni caso. Ma perché lo avete fatto? Per fare cassa? Perché avete cambiato strategie finanziarie? Ditecelo. Il Ministro deve dirlo, perché non può fare finta che, rispetto alle cose che lui deve governare, si facciano operazioni senza che il Ministero le conosca. Lo ha già fatto altre volte questo passaggio; il Ministro è veramente, non inutile, ma incompetente e devo dire che la sua unica preoccupazione è avere voti, occuparsi di cose che non interessano ai trasporti, ma fare la propaganda sulla remigrazione per correre dietro a Vannacci (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle) e fare il finto Ministro dell'Interno: la deve finire di fare il finto Ministro dell'Interno! Giorgia Meloni - te lo dico io, Salvini - non ti ha voluto come Ministro dell'Interno. Devi capirlo, vai dallo psicologo, parlane con qualcuno (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

Ma lei non ti ha voluto come Ministro dell'Interno, ti ha messo al Ministero dei Trasporti e tu da Ministro dei Trasporti hai buttato soldi per lo Stretto e stai buttando soldi per il TAV Avigliana-Orbassano, altri miliardi perché non era il tuo gioco, ma dovevi giocare a quel gioco. Per sfortuna nostra e degli italiani, sei stato mandato lì.

Io spero che questa cosa finisca, ma questa del carnet è veramente una cosa che grida vendetta. È una cosa che grida vendetta, perché si fanno delle operazioni sulle tasche delle persone, sulla vita delle persone in maniera repentina e senza nessuna informazione e forse neanche il Ministro sapeva cosa stesse facendo Trenitalia con questo aumento del carnet. Comunque, una cosa è certa: con il vostro Governo alla fine sono sempre gli ultimi a pagare le conseguenze di qualsiasi vostra decisione (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, su un altro argomento e sempre sull'ordine dei lavori, la deputata Carmela Auriemma. Ne ha facoltà.

CARMELA AURIEMMA (M5S). Grazie, Presidente. Intervengo per chiedere un'informativa urgente alla Meloni su quello che sta succedendo nel Paese reale. Guardi, Presidente, noi non possiamo non denunciare lo scollamento totale di quest'Aula, dei lavori di quest'Aula, rispetto a tutto quello che sta succedendo. Ieri la grande propaganda di questo Governo, del Ministro Salvini, ci diceva che i presidi erano stati sciolti, che andava tutto bene, perché Salvini aveva trovato una soluzione per i trasportatori. Oggi, ci svegliamo e sappiamo che la Campania è ferma, la Puglia è ferma e la Calabria è ferma (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle). È veramente una cosa assurda la propaganda che state facendo sulla pelle dei lavoratori.

Cosa è successo, Presidente? Il Ministro Salvini ha convocato i trasportatori che sono in sciopero al Sud - le proteste stanno a Maddaloni, a Nola, a Cerignola, a Cosenza - e li ha convocati a Milano. Per dirgli che cosa? Sostanzialmente, per dirgli che avranno a breve i soldi che dovevano avere da mesi, cioè il nulla più totale (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle). Nessuna risorsa nuova, nessun impegno nuovo: soldi dovuti e promettendo cose non vere.

Presidente, ma è mai possibile che dobbiamo assistere a questa propaganda sulle spalle dei lavoratori? Questi lavoratori, che non riescono a pagarsi il gasolio per portare lo stipendio a casa, si sono dovuti pagare il biglietto per andare a Milano per sentirsi presi per il culo (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle - Commenti di deputati del gruppo Fratelli d'Italia)? Ma stiamo scherzando?

PRESIDENTE. Deputata Auriemma, il vocabolario le dà 2.000 espressioni…

CARMELA AURIEMMA (M5S). Presidente, ha ragione. Presidente, ha ragione, ma io non riesco a trovare un'espressione più consona per quello che è successo ieri (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle). Mi creda, mi sono sforzata, con tutta la cura delle parole su cui vogliamo impegnarci.

Cioè, qui abbiamo lavoratori che da maggio aspettano questi soldi e ieri Salvini, con una grande propaganda, ha annunciato di risolvere i problemi dando sostanzialmente i soldi che loro stanno aspettando da mesi. E in più oggi in Campania i trasporti, gli autobus, non partiranno, perché non c'è il gasolio e le dico di più: abbiamo i supermercati vuoti in Calabria e in Campania come ai tempi del COVID, però qui non c'è un virus da contrastare. L'unico virus che io vedo è questo Governo completamente incapace (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

Ma la cosa più grave, Presidente - e mi permetto di dire -, è che il Ministro ha pure minacciato. Cioè, oltre a prenderli per i fondelli, ha detto: guardate che se non vi spostate inizieremo ad arrestarvi, inizieremo con il manganello. Questa è la soluzione di questo Governo e di questo Ministro, completamente incapace di gestire quella che è un'infrastruttura del nostro Paese. Forse il Ministro non sa che il 90 per cento delle merci viene trasportato su gomma. Ma che cosa si aspettava? Sono mesi che stiamo denunciando il carovita, sono mesi che stiamo denunciando che la politica estera di questo Governo avrebbe inginocchiato l'Italia. E ora qual è la vostra soluzione? Il manganello.

Allora, noi qui non possiamo non denunciare il totale scollamento dei lavori di quest'Aula, perché adesso che cosa andremo ad approvare? La ratifica dei rapporti tra l'Italia e il Vietnam (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle). Cioè, Presidente, siamo veramente fuori da qualsiasi logica. Chiediamo un'informativa urgente e gliela chiederemo ogni ora, finché la Meloni non verrà qui, finché non darà delle risposte vere e non prenderà più in giro i lavoratori. Non si fa la propaganda sulla pelle dei lavoratori (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, sullo stesso argomento, il deputato Marco Sarracino. Ne ha facoltà.

MARCO SARRACINO (PD-IDP). La ringrazio, Presidente. Mi associo alla collega Auriemma rispetto alla richiesta di informativa. Deve comprendere i toni, Presidente, perché noi parlamentari che siamo al Sud e incontriamo queste persone stiamo affrontando con loro le problematiche di queste ore, mentre questo Governo, letteralmente coerente con la sua storia, se ne frega (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista e del deputato Quartini).

In questo momento i supermercati di tante regioni del Sud, i benzinai di tante regioni del Sud sono in una condizione di assalto, perché non ci sono più cibi negli scaffali, non c'è più benzina dai benzinai ed è una situazione allucinante. Le strade principali sono paralizzate, le persone non possono andare al lavoro - voi che fate tutta la retorica: andate a lavorare, andate a lavorare - e le persone non possono andare al lavoro perché non c'è benzina nelle auto (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista e del deputato Quartini). Rendiamoci conto di quello che sta succedendo in queste ore. I traghetti per le isole sono fermi perché non c'è benzina. Questa è la situazione adesso nel Mezzogiorno e voi fate finta di non vederla, voi fate finta di non vederla.

Allora, Presidente, noi chiediamo al Governo se ci ascolta: caro Governo, ma che fine ha fatto Giorgia Meloni, quella che faceva i video fuori dai benzinai, che diceva che voleva cancellare le accise sulla benzina? Che fine ha fatto la Giorgia Meloni che metteva gli stivali e andava dalle povere persone in Emilia-Romagna? Perché non viene a confrontarsi con noi, con questi autotrasportatori, con questi agricoltori? Che fine ha fatto il Matteo Salvini che metteva i gilet gialli? Chiusi nel palazzo, fuori dalla realtà.

Questa è la realtà però adesso, che è più forte della vostra propaganda, una realtà dove agricoltori, autotrasportatori e pescatori protestano perché non riescono ad arrivare a fine mese, una realtà dove 6 milioni di italiani rinunciano, purtroppo, alle cure, dove 3,5 milioni di italiani, nonostante abbiano un lavoro, non riescono ad arrivare a fine mese. Questo è il Paese che voi ci state lasciando e voi che cosa rispondete a chi oggi manifesta al Sud? La soluzione è l'autonomia differenziata. Cioè, il Sud protesta e voi organizzate la secessione. Allora, questo è quello che voi state facendo e lo fate per un motivo semplice: perché il Sud non vi vota! Il Sud non vi vota e voi organizzate la secessione, perché in questi quattro anni cosa avete fatto? Avete tagliato il Fondo perequativo infrastrutturale - 4,5 miliardi via -, cinque miliardi via da Decontribuzione Sud, tagli alla scuola e tagli alla sanità. Siete - ve lo ricorderemo ogni giorno - il Governo più antimeridionalista della storia repubblicana (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista). Voi odiate il Sud. Questo è il punto e per questo il Sud ha detto basta.

Io chiedo, Presidente: che fine hanno fatto i parlamentari della destra eletti al Mezzogiorno? Ma come fanno a tacere e a non vedere quello che si sta verificando? Sono egualmente traditori, purtroppo, delle ragioni che in questo momento si stanno manifestando al Sud. Ma oltre al danno ecco la beffa, perché ieri, Presidente, attendevamo tutti il Consiglio dei ministri, tutto il Paese, in particolar modo chi oggi stava manifestando. Forse arriva una soluzione, forse arriva una soluzione sul caro carburanti. Invece no, arriva l'ottavo, inutile, decreto Sicurezza, che non risolve né il problema degli autotrasportatori, né il problema della sicurezza nelle nostre città.

Vi do una notizia: le proteste al Sud in queste ore sono pacifiche, non è volata una mosca (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista e di deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle). Stanno protestando in maniera pacifica e questa cosa vi fa impazzire, perché non potete strumentalizzarla, non potete farci propaganda e allora nel migliore dei casi tacete e nel peggiore dei casi arriva o un Ministro o Donzelli che ci ricorda che il blocco stradale è un reato penale. Presidente, lo sappiamo bene che il blocco stradale è un reato penale, l'avete introdotto voi il blocco stradale come reato penale, perché avevate paura delle manifestazioni contro questo Governo. Voi cosa state facendo allora? Che cosa volete fare con queste minacce? Volete arrestarli tutti? Volete sequestrare tutti i camion come qualche Ministro ha detto? Che volete fare contro questa povera gente?

Allora, Presidente - e chiudo -, occupatevi dei problemi dell'Italia. Noi vi abbiamo fatto una proposta concreta: un tetto al prezzo dei carburanti. Meloni non ci ha risposto. Ecco perché chiediamo che venga in Parlamento, per risolvere un problema, se è capace di farlo. Se non è capace, non venga neanche qui, vada direttamente a casa e a giovarne sarà l'Italia (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista e di deputati dei gruppi MoVimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra).

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Sarracino. Solo per dirle che, rispetto ai toni anche dell'onorevole Auriemma - ci mancherebbe altro, padronissimi di usare i toni… -, era soltanto un richiamo eventualmente a utilizzare un linguaggio diverso. Insomma, si possono dire le cose in tanti modi. Pensi al Belli, che fece quel sonetto, Er padre de li santi, che riesce a chiamare una certa cosa in 200 modi diversi. Va bene, la ringrazio.

Ha chiesto di parlare l'onorevole Furgiuele. Ne ha facoltà.

DOMENICO FURGIUELE (MISTO-FNV-F). Grazie, Presidente. Mi associo alla richiesta di informativa per la situazione gravissima, che è stata palesata da chi mi ha preceduto. In Calabria, in Puglia, in Campania e nel resto del Mezzogiorno d'Italia si continua a manifestare a oltranza, perché quello che è stato promesso ieri, le soluzioni che pare abbia trovato il Ministero dei Trasporti non sono bastate. Non è bastato preannunciare che sarebbe stato pagato quello che era già previsto ed evidentemente non è bastato promettere qualcosa che non si sa quando arriverà. E allora da Mongiana a Falerna, passando per Vazzano, Campotenese, per il crotonese e il Pollino, ci sono famiglie, donne e uomini, imprese e lavoratori che non ce la fanno più a sostenere il caro carburante.

E questo fine settimana, come tanti altri colleghi del Mezzogiorno d'Italia, siamo stati lì, nei presìdi, e ci ritorneremo, perché queste persone non chiedono privilegi: queste persone chiedono semplicemente di poter ritornare a lavorare e a vivere in modo sereno (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Futuro Nazionale Vannacci-Free)! In un Paese nel quale qualcuno ancora non si è accorto che l'80 per cento delle merci si muove su rete gommata, era inevitabile che il caro carburante ricadesse sulle filiere produttive (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Futuro Nazionale Vannacci-Free). C'è però qualcosa di più grave, perché mentre aumenta il costo della produzione e mentre aumenta il costo per l'utente finale, per il cittadino, per la massaia che si reca sugli scaffali, non aumentano i ricavi per chi produce, per chi mette le mani nella terra e allora l'olio extravergine costa il 50 per cento in meno, l'uva il 25 per cento in meno, le pesche il 22 per cento in meno. Allora chiediamo al Governo: come mai c'è questa discrepanza?

E poi c'è la filiera, Signor Presidente: perché il pomodoro di Belmonte, perché la cipolla di Tropea vengono pagati al produttore “x” e poi si ritrovano sullo scaffale ad “x” per dieci? Chi si prende la differenza? Noi interpelliamo il Governo, affinché a sua volta richiami la grande distribuzione organizzata per ridiscutere i prezzi, le intermediazioni, le pratiche sleali.

Signor Presidente, mentre questi lavoratori protestano, assistiamo al fatto che gran parte dell'informazione si occupa e dedica ore e ore a Garlasco. È legittimo, ma gli agricoltori non possono essere messi in secondo piano (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Futuro Nazionale Vannacci-Free), perché l'agricoltura è comunità, è famiglia, è lavoro, è identità, ma è anche tutela del territorio! Quando si perde un'azienda agricola, si perde chi indirettamente tiene la manutenzione degli argini, dei canali e previene il dissesto idrogeologico. Quando si perde un'azienda agricola, si perde il made in Italy, perché non può esistere il made in Italy agroalimentare se spariscono, così come sta avvenendo, le nostre aziende agricole.

E poi, in conclusione, signor Presidente, dobbiamo ricordare al Governo che c'è l'Europa: continuiamo a chiedere ai nostri agricoltori del Mezzogiorno d'Italia di produrre con regole, con vincoli, con costi europei e poi, in quello stesso mercato, continuiamo a inserire olio di oliva che viene dal Nordafrica, perché, per accordi come il Mercosur, noi dobbiamo vendere qualche motore tedesco in più in quel continente (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Futuro Nazionale Vannacci-Free). E allora, chiediamo al Governo cosa intenda fare e come voglia intervenire a Bruxelles. Lì, infatti, ci sono autorevoli esponenti del partito del Presidente del Consiglio, come Fitto, che siedono lì. Allora a Fitto, al Presidente del Consiglio, al centrodestra tradizionale chiediamo: cosa intendete fare? E diciamo: non si può parlare di sovranità alimentare in Italia e poi in Europa genuflettersi.

Signor Presidente, queste persone, questi lavoratori, in conclusione, non attendono solidarietà, non attendono di avere le comunicazioni da parte del Ministro Salvini relativamente a cose che già gli spettano, ma attendono semplicemente di avere dignità (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Futuro Nazionale Vannacci-Free).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, sempre sullo stesso argomento, il deputato Mari. Ne ha facoltà.

FRANCESCO MARI (AVS). Grazie, Presidente. Ci uniamo ovviamente alla richiesta di un'informativa urgente dei Ministri, del Ministro Lollobrigida, del Ministro Urso. Questa è la prima difficoltà che abbiamo, a dire la verità: selezionare dentro un Governo chi ha effettive responsabilità e soprattutto chi ci può dare risposte rispetto alla situazione attuale. Ci troviamo infatti di fronte a un Governo e a una maggioranza che sono una specie di pugile suonato; un Governo nel panico produce sempre - voglio dirlo da subito - anche un problema di natura democratica.

Questa maggioranza e questo Governo, signor Presidente, in realtà hanno perso di vista il Paese, gli è scappata di mano l'Italia, diciamo così: non si sono accorti di niente o, meglio, sono stati travolti da se stessi, hanno commesso il peggiore errore possibile quando si ha una responsabilità di Governo, cioè ripiegarsi sui propri meriti e raccontare una storia che non ha niente a che vedere con la realtà, rifugiarsi costantemente nella propaganda e raccontare un'Italia che invece era completamente diversa nella testa e soprattutto nelle tasche di chi va a lavorare la mattina. Alla fine - voglio dirlo chiaramente, anche se questa informativa riguarda in particolare le proteste degli agricoltori e dei camionisti del Mezzogiorno -, un bel giorno si sono trovati per strada e nelle piazze di questo Paese gli agricoltori, i camionisti, gli studenti e gli operai, perché questo è il punto: in quel momento, nei giorni scorsi, tutti questi soggetti della crisi economica e sociale del Paese hanno manifestato il proprio disagio e la propria sofferenza. Questo è il punto.

Stavano perdendo di vista l'Italia, gli era scappato di mano il Paese, gli stava scappando di mano anche l'ideologia a quel punto, perché se la stavano rubando quelli di Futuro Nazionale. Quindi la propaganda quasi non serve più, quanto all'ideologia c'è un altro che fa più 1 rispetto a te. Da qui nasce un altro decreto Sicurezza, che è la risposta più inutile possibile per la situazione che stiamo vivendo.

La situazione è quella che ci dicono per strada, nei blocchi stradali, gli agricoltori e gli automobilisti del Mezzogiorno. Attenzione: si parla di scaffali vuoti nei supermercati. Anche questo in parte è fuorviante: è vero che gli scaffali sono in parte vuoti, ma erano già vuote le dispense e i frigoriferi, perché sennò non capiamo che cosa sta succedendo. Se le dispense e i frigoriferi, le tasche degli italiani, fossero state piene, ci sarebbe stata un'altra condizione per sopportare un momento critico come quello che stiamo vivendo. Invece, erano già vuote le dispense e i frigoriferi. Le lavoratrici e i lavoratori hanno perso il 10 per cento del loro reddito negli ultimi quattro anni e mezzo (Applausi dei deputati del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra)! Questo Governo non è stato capace di dare nessuna risposta alla perdita di una mensilità di un lavoratore e di un pensionato, questo è il punto!

Il punto è che avete aumentato le disuguaglianze tutte: le possiamo misurare come volete, con l'indice di Gini, con l'S80/S20 (Applausi dei deputati del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra). Ci sono gli strumenti per misurare la disuguaglianza: secondo tutte le misurazioni della disuguaglianza, risulta che questo Governo, in questi quattro anni, la disuguaglianza l'ha aumentata (Applausi dei deputati del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra)! Quindi siete venuti meno al disposto dell'articolo 3 della Costituzione repubblicana, che dice che la Repubblica le deve ridurre le disuguaglianze, deve rimuovere quegli ostacoli: voi, invece, li avete frapposti gli ostacoli (Applausi dei deputati del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra e di deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista) fra chi va a lavorare e una vita libera e dignitosa. Questo è il punto!

Ovviamente, prima che se ne accorgesse non solo il Governo, ma i poteri forti, le burocrazie, le lobbies, se ne sono accorti quelli che vanno a lavorare la mattina e devono arrivare alla fine del mese e vi siete trovati di fronte al fatto che, contemporaneamente, ve lo hanno detto gli studenti, gli operai, gli autotrasportatori e gli agricoltori. Questo è il punto. Voi su questo ci dovete venire a dare una risposta, che non sia quella che avete immaginato, perché non siete capaci e perché inseguite Vannacci: bastone e carota, un po' di minacce e un po' di prebenda, un po' di blocco stradale e un miliardo messo là, non si capisce per fare cosa. Gli agricoltori, i camionisti sono più avveduti di voi.

PRESIDENTE. Concluda, per favore.

FRANCESCO MARI (AVS). Domani saranno ancora in molte piazze. Saranno, per esempio, a Caserta e a Salerno. Sanno però bene che servono le politiche, sanno bene che non servono le promesse e non servono quattro spicci: lo sanno benissimo. È quello che vi chiedono ed è quello che vi chiediamo anche noi in questo Parlamento, perché a questo Parlamento voi avete il dovere di venire a dire cosa volete fare di fronte a questa condizione del Paese (Applausi dei deputati del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra).

Seguito della discussione del disegno di legge: S. 1880 - Ratifica ed esecuzione dei Trattati di estradizione, trasferimento delle persone condannate e assistenza giudiziaria in materia penale tra la Repubblica italiana e la Repubblica Socialista del Vietnam, fatti a Roma il 18 e il 26 luglio 2023 (Approvato dal Senato) (A.C. 2958​) (ore 10,10).

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito della discussione del disegno di legge, già approvato dal Senato, n. 2958: Ratifica ed esecuzione dei Trattati di estradizione, trasferimento delle persone condannate e assistenza giudiziaria in materia penale tra la Repubblica italiana e la Repubblica Socialista del Vietnam, fatti a Roma il 18 e il 26 luglio 2023.

Ricordo che nella seduta del 12 ottobre si è conclusa la discussione generale.

(Esame degli articoli - A.C. 2958​)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame degli articoli del disegno di legge di ratifica. Poiché non sono state presentate proposte emendative, li porrò direttamente in votazione.

Mentre i colleghi prendono immediatamente posto, salutiamo le studentesse, gli studenti e gli accompagnatori dell'Istituto comprensivo “Minervino di Lecce” che arrivano, appunto, da Minervino di Lecce, che assistono ai nostri lavori dalle tribune. Li ringraziamo per essere oggi con noi in visita alla Camera dei deputati (Applausi). Questo è servito per far rientrare i deputati.

Passiamo all'articolo 1. Se nessuno chiede di intervenire, passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 1 (Vedi l'allegato A).

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera approva (Vedi votazione n. 1).

Passiamo all'articolo 2. Se nessuno chiede di intervenire, passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 2 (Vedi l'allegato A).

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera approva (Vedi votazione n. 2).

Passiamo all'articolo 3. Se nessuno chiede di intervenire, passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 3 (Vedi l'allegato A).

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera approva (Vedi votazione n. 3).

Passiamo all'articolo 4. Se nessuno chiede di intervenire, passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 4 (Vedi l'allegato A).

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera approva (Vedi votazione n. 4).

(Dichiarazioni di voto finale - A.C. 2958​)

PRESIDENTE. Passiamo alle dichiarazioni di voto finale.

Ha chiesto di parlare, per dichiarazione di voto, l'onorevole Davide Bergamini. Ne ha facoltà.

DAVIDE BERGAMINI (MISTO-FNV-F). Grazie, Presidente. Poi consegneremo la dichiarazione di voto, solo per fare un appunto su questo provvedimento concernente l'Accordo tra la Repubblica italiana e la Repubblica del Vietnam che riguarda tre Trattati sull'estradizione, il trasferimento delle persone condannate e l'assistenza giudiziaria in materia penale.

Noi daremo un voto favorevole su questo provvedimento, perché crediamo vada nella direzione giusta: accordi internazionali che riguardano determinati tipi di reati che, se commessi, è giusto che ci sia la possibilità per lo Stato di processare chi lo ha commesso, senza possibilità di rifugiarsi in un altro Paese e sfuggire alla giustizia italiana. Quindi, siamo assolutamente favorevoli.

L'unico appunto che vogliamo fare, da cui deriva anche il nostro voto di astensione sull'articolo 4, è dove si parla del trasferimento del condannato, che richiede anche il benestare stesso del condannato. Noi vorremmo che fosse automatico, che ogni persona che commette un reato all'interno di un Paese, attraverso il trasferimento, possa scontare la pena nel suo Paese d'origine. Questo lo vorremmo anche per molti altri Paesi, perché stiamo assistendo a fenomeni che stanno succedendo in Italia dove sono molti i Paesi, soprattutto legati al Nordafrica, dove ci sono molte persone che commettono reati nel nostro Paese e poi vanno a riempire le nostre carceri.

Abbiamo visto e detto più volte in quest'Aula che ad un 9 per cento di popolazione straniera corrisponde, poi, un 30 per cento di popolazione carceraria. Quindi, ben vengano questi Trattati che permettono di condannare chi ha commesso un reato e tenta di fuggire all'estero, ma che ci sia anche la possibilità per queste persone, poi, di essere trasferite e scontare la pena all'interno del proprio Paese, senza occupare i nostri istituti penitenziari.

Quindi, noi siamo assolutamente favorevoli a questo Trattato (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Futuro Nazionale Vannacci-Free).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Tirelli. Ne ha facoltà.

FRANCO TIRELLI (NM(N-C-U-I)M-CP). Grazie, signor Presidente, cari colleghi, care colleghe, comunico il voto favorevole del gruppo Noi Moderati e consegno il mio intervento.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Grimaldi. Ne ha facoltà.

MARCO GRIMALDI (AVS). Grazie, Presidente. Per annunciare il voto favorevole di Alleanza Verdi e Sinistra su questo accordo e ratifica dei Trattati fra la Repubblica italiana e la Repubblica Socialista del Vietnam e per dire che, di fatto, questo provvedimento colma alcuni vuoti normativi, fra cui ovviamente quelli che hanno privato anche cittadini italiani, detenuti in Vietnam, di ogni prospettiva di trasferimento.

Tanti parlamentari si sono occupati, anche qua, di alcuni nostri concittadini, faccio un esempio: il giovanissimo pesarese Marco Mancini, detenuto presso un centro di detenzione, il n. 1 di Da Nang, in Vietnam, a seguito dell'arresto avvenuto il 15 novembre del 2025. L'accusa, ahimè, è un'accusa che succede spesso a molti connazionali ed è quella di detenzione illegale di sostanze stupefacenti, reato che, ovviamente, molti ordinamenti puniscono più severamente del nostro. Il Vietnam lo considera di particolare gravità ed è perseguito con estremo rigore. Per parecchio tempo, per esempio, è stato vietato a questo nostro connazionale, molto giovane, di parlare con avvocato e famiglia, e questa situazione ci fa capire anche l'urgenza di questo accordo per tantissimi altri.

Ogni Trattato, ovviamente, è frutto di un compromesso e il testo presenta anche dei limiti oggettivi. Per esempio, non è stato inserito l'obbligo del consenso per il trasferimento, non ci sarà dunque quel meccanismo per rimpatriare forzatamente chi dovesse fuggire per sottrarsi alla pena. Detto questo, però, votiamo a favore, perché è importante colmare un vuoto che ha implicazioni importanti sulle vite delle persone, così come abbiamo fatto con la Libia e con gli Emirati Arabi per altri tipi di vuoti normativi.

È bene, in questo caso, dare un voto, un assenso positivo.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Grippo. Ne ha facoltà.

VALENTINA GRIPPO (AZ-PER-RE). Grazie, Presidente. Intervengo solo brevemente per annunciare il voto favorevole del gruppo di Azione alla ratifica dei tre Trattati tra la Repubblica italiana e la Repubblica Socialista del Vietnam, sottoscritti nel 2023. Si tratta di tre accordi che riguardano aspetti importanti della cooperazione e sono strumenti che consentono di rendere più efficaci le attività di contrasto alla criminalità, quindi non possiamo che essere favorevoli.

Naturalmente, come è stato detto da chi mi ha preceduto, è evidente che questa collaborazione si deve sviluppare, come sempre ribadiamo in queste circostanze, nel rispetto delle garanzie fondamentali e dei principi dello Stato di diritto. Quindi, pur nella presenza di qualche lacuna in queste tre convenzioni, noi esprimiamo il nostro voto favorevole (Applausi dei deputati del gruppo Azione-Popolari Europeisti Riformatori-Renew Europe).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Alifano. Ne ha facoltà.

ENRICA ALIFANO (M5S). Grazie, Presidente. Per il MoVimento 5 Stelle il voto a questo provvedimento è favorevole.

Il provvedimento autorizza la ratifica di tre trattati: del Trattato di estradizione tra la Repubblica italiana e la Repubblica socialista del Vietnam, del Trattato sul trasferimento di persone condannate tra la Repubblica italiana e sempre la Repubblica socialista del Vietnam e del terzo Trattato che riguarda l'assistenza giudiziaria in materia penale tra i due Stati.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole D'Attis. Ne ha facoltà.

MAURO D'ATTIS (FI-PPE). Presidente, intervengo al posto della collega Marrocco ovviamente per annunciare il voto favorevole di Forza Italia e la consegna del testo della dichiarazione (Applausi dei deputati del gruppo Italia Viva-Casa Riformista.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Billi. Ne ha facoltà.

SIMONE BILLI (LEGA). Grazie, Presidente. Una giustizia più efficace, una cooperazione più solida e una maggiore sicurezza sono obiettivi che meritano il nostro pieno sostegno anche per il Vietnam, Paese sempre più importante nell'area dell'Indopacifico.

Quindi annuncio il voto favorevole del mio gruppo (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Amendola. Ne ha facoltà.

VINCENZO AMENDOLA (PD-IDP). Grazie, Presidente. Il Partito Democratico sostiene questa ratifica dei trattati con la Repubblica socialista del Vietnam, con cui c'è una cooperazione da tanti anni molto forte.

Quindi credo sia giusto il voto all'unanimità, come abbiamo già espresso in Senato (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).

PRESIDENTE. Ovviamente tutti i colleghi sono autorizzati a depositare gli interventi presso la Presidenza. Ha chiesto di parlare l'onorevole Giordano. Ne ha facoltà.

ANTONIO GIORDANO (FDI). Grazie, signor Presidente. Colleghi e membri del Governo, anche il voto di Fratelli d'Italia sarà a favore della ratifica di questi trattati. È un fatto importante, perché il Vietnam è centrale nei rapporti con il mondo asiatico.

Depositerò la dichiarazione.

PRESIDENTE. È autorizzato. Sono così esaurite le dichiarazioni di voto finale.

(Votazione finale ed approvazione - A.C. 2958​)

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione finale.

Indìco la votazione nominale finale, mediante procedimento elettronico, sul disegno di legge n. 2958​: S. 1880 - "Ratifica ed esecuzione dei Trattati di estradizione, trasferimento delle persone condannate e assistenza giudiziaria in materia penale tra la Repubblica italiana e la Repubblica Socialista del Vietnam, fatti a Roma il 18 e il 26 luglio 2023" (Approvato dal Senato).

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera approva (Vedi votazione n. 5).

Seguito della discussione del disegno di legge: S. 1779 - Disposizioni in materia di protezione civile (Approvato dal Senato) (A.C. 3076​) (ore 10,23).

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito della discussione del disegno di legge, già approvato dal Senato, n. 3076: Disposizioni in materia di protezione civile.

Ricordo che nella seduta del 12 ottobre si è conclusa la discussione generale e il relatore e la rappresentante del Governo hanno rinunciato a intervenire in sede di replica.

(Esame degli articoli - A.C. 3076​)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame degli articoli del disegno di legge e delle proposte emendative presentate.

La V Commissione (Bilancio) ha espresso il prescritto parere (Vedi l'allegato A), che è in distribuzione.

Avverto che la Presidenza non ritiene ammissibile, ai sensi dell'articolo 86, comma 1, e 89, comma 1, del Regolamento, in quanto estraneo rispetto ai contenuti del provvedimento in esame, il seguente articolo aggiuntivo, non previamente presentato in Commissione: 6.01000 Del Barba, istitutivo, presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, di una Struttura di missione contro il dissesto idrogeologico e per lo sviluppo delle infrastrutture idriche, con compiti afferenti alle funzioni di programmazione, progettazione e realizzazione degli interventi di prevenzione o di messa in sicurezza nell'ambito delle materie relative al contrasto del dissesto idrogeologico e alla difesa e messa in sicurezza del suolo, laddove il provvedimento provvede invece a istituire una sezione speciale destinata al personale e a definire il regime di responsabilità applicabile agli operatori, alle autorità e ai volontari di Protezione civile nello svolgimento dell'attività di Protezione civile.

Se nessuno chiede di intervenire sul complesso degli emendamenti, invito il relatore e la rappresentante del Governo a esprimere il parere sugli emendamenti e sugli articoli aggiuntivi riferiti agli articoli del disegno di legge.

SILVIO GIOVINE, Relatore per la XI Commissione. Grazie, Presidente. Il parere è contrario su tutte le proposte emendative.

PRESIDENTE. Il Governo?

GIUSEPPINA CASTIELLO, Sottosegretaria di Stato per i Rapporti con il Parlamento. Il parere del Governo è conforme al relatore.

(Articolo 1 - A.C. 3076​)

PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento 1.1000 Del Barba. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 1.1000 Del Barba, con il parere contrario delle Commissioni e del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 6).

Passiamo all'emendamento 1.1001 Del Barba. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 1.1001 Del Barba, con il parere contrario delle Commissioni, del Governo e della V Commissione (Bilancio), ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 7).

Passiamo all'emendamento 1.1 Zaratti. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 1.1 Zaratti, con il parere contrario delle Commissioni, del Governo e della V Commissione (Bilancio), ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 8).

Passiamo all'emendamento 1.2 Scotto. Ha chiesto di parlare l'onorevole Scotto. Ne ha facoltà.

ARTURO SCOTTO (PD-IDP). Intervengo davvero rapidamente: come sa chi ha seguito questo provvedimento in Commissione, già al Senato, il Partito Democratico, ma in generale tutte le opposizioni hanno avuto un approccio molto costruttivo e lo si vedrà anche nel voto finale. Però, siccome stiamo parlando di cose molto serie, stiamo parlando del riordino della Protezione civile e stiamo parlando di scelte che riguarderanno la vita concreta di interi territori, una cosa mi preme sottolinearle, signor Presidente: non si possono fare le nozze con i fichi secchi, per cui non si può fare un provvedimento così impegnativo, nei fatti, a costo zero. Con questo emendamento quindi introduciamo una copertura finanziaria per mettere un po' di risorse su questo provvedimento.

Non parliamo di numeri eccessivi, ma parliamo di qualcosa che dà un segnale e fiato per far funzionare la macchina. Per queste ragioni non capiamo per quale motivo venga dato parere contrario.

PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 1.2 Scotto, con il parere contrario delle Commissioni, del Governo e della V Commissione (Bilancio), ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 9).

Passiamo all'emendamento 1.3 Penza. Ha chiesto di parlare l'onorevole Penza. Ne ha facoltà.

PASQUALINO PENZA (M5S). Grazie, Presidente. Anche con questo emendamento noi del MoVimento 5 Stelle chiediamo concretamente al Governo di avere coraggio, di fare un atto di coraggio e di mettere fondi per gli organici della Protezione civile. Purtroppo, come per ogni provvedimento che fate, lo propagandate ma, di fatto, non mettete mai nulla di concreto sopra ai capitoli di questi corpi dello Stato.

Oggi, ci troviamo, ancora una volta, davanti all'ennesimo provvedimento che viene fatto senza alcun onere per lo Stato. Come è possibile organizzare diversamente una macchina del genere se non si mettono a disposizione dei fondi? Con questo emendamento chiediamo di mettere a disposizione 5 milioni di euro per l'anno 2026 e 10 milioni per l'anno 2027. Mi aspetterei che il Governo facesse almeno un tentativo di venire incontro su questa linea e approvare questo emendamento.

PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 1.3 Penza, con il parere contrario delle Commissioni, del Governo e della V Commissione (Bilancio).

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 10).

Passiamo all'articolo 1. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 1.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera approva (Vedi votazione n. 11).

Passiamo all'articolo aggiuntivo 1.01 Zaratti. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 1.01 Zaratti, con il parere contrario delle Commissioni, del Governo e della V Commissione (Bilancio), ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 12).

Passiamo all'articolo aggiuntivo 1.02 Scotto. Ha chiesto di parlare l'onorevole Scotto. Ne ha facoltà.

ARTURO SCOTTO (PD-IDP). Con questo emendamento, signor Presidente, viene inserito un Fondo per la sicurezza sul lavoro dei volontari della Protezione civile. Non le sfuggirà - perché ieri era presente all'inaugurazione, a cui ha partecipato anche la Ministra Calderone e c'è stato anche un importante messaggio da parte del Presidente Mattarella - che siamo nella Settimana europea per la sicurezza sul lavoro. Introdurre delle risorse - e parliamo di poche risorse, 4 milioni nel 2026 e 8 milioni nel 2027 - per la sicurezza dei volontari della Protezione civile sarebbe un atto di civiltà.

Il problema è che ci troviamo di fronte alla negazione, alla bocciatura di un emendamento di buonsenso, perché evidentemente questa parola “sicurezza”, signor Presidente, viene utilizzata sempre in maniera asimmetrica. Assistiamo al varo dell'ottavo decreto sulla sicurezza, che introdurrà ulteriori reati e aggravanti senza aver risolto nessun problema. Non avete mai immaginato di farne uno per salvare le vite umane di chi sta sui cantieri e di chi lavora (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista). Questo è il dato politico del vostro Governo. E allora, almeno mettere delle risorse su un Fondo che garantisca la sicurezza per i volontari.

Credo che sia un gesto giusto, un gesto che può trovare tutto il Parlamento unito, per cui chiedo l'accantonamento di questo emendamento.

PRESIDENTE. Prima di ascoltare il Governo, ha chiesto di parlare l'onorevole Fornaro. Ne ha facoltà.

FEDERICO FORNARO (PD-IDP). Intervengo per sottoscrivere, a nome di tutto il gruppo, l'emendamento a prima firma del collega Scotto.

PRESIDENTE. Onorevole Giovine, c'è una richiesta di accantonamento. Intende accoglierla?

SILVIO GIOVINE, Relatore per la XI Commissione. No, Presidente.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Quartini. Ne ha facoltà.

ANDREA QUARTINI (M5S). Sì, Presidente. Anche io chiedo di sottoscrivere questo emendamento, che non mi sembra solo di buonsenso, mi sembra sostanzialmente doveroso. Credo davvero che, quando si parla di sicurezza sul lavoro, escludere proprio la Protezione civile rispetto a questo tema sia una contraddizione in termini. Noi abbiamo volontari, abbiamo un Terzo settore che si impegna in maniera straordinaria quando ci sono delle calamità naturali, abbiamo un contesto, un humus assolutamente formidabile, che interviene durante situazioni drammatiche e gli si nega un Fondo sulla sicurezza per il lavoro che svolgono.

Credo davvero che siamo di fronte a qualcosa di incredibile. Credo davvero che, dopo che il Presidente Mattarella ieri ha salutato gli stati generali sulla sicurezza sul lavoro e dopo che siamo stati ad ascoltare i familiari delle vittime che sono cadute sul lavoro, arrivare oggi con un emendamento come questo, che è un emendamento di doverosità, per istituire un Fondo per la sicurezza sul lavoro, e dire “no”… credo che questa maggioranza dovrebbe semplicemente vergognarsi (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle e di deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Zaratti. Ne ha facoltà.

FILIBERTO ZARATTI (AVS). Grazie, Presidente. Anch'io intervengo su questo emendamento, peraltro intervengo in anticipo anche sul mio articolo aggiuntivo 1.05, che fondamentalmente tratta la stessa questione.

Vorrei ricordare che la Protezione civile italiana ha una grande capacità operativa, una grande capacità di intervento soprattutto grazie all'enorme rete di volontari che nel nostro territorio ci sono. Associazioni di volontari ci sono ormai in tutti i comuni, nelle regioni, e sono coordinati a livello regionale e anche a livello nazionale. Questa è proprio, come dire, la spina dorsale della Protezione civile del nostro Paese. La cosa che lascia sconcertati è che queste persone che si mettono a disposizione, appunto volontariamente, che dedicano una parte consistente del loro tempo, togliendolo alla famiglia, per prepararsi, per essere pronti, per essere operativi, vanno sul terreno tante volte senza le dovute protezioni. Cioè alla parte migliore della nostra società, a quelle persone che danno la loro disponibilità, che mettono a rischio la loro vita anche, oltre al tempo che dovrebbero dedicare alla famiglia e al lavoro, proprio a queste persone, dicevo, noi non diamo le dovute protezioni necessarie per affrontare i pericoli che, tante volte, gli interventi della Protezione civile sottintendono. Questo è gravissimo.

È gravissimo dal punto di vista politico, è gravissimo per la tutela della sicurezza di queste persone e di questi lavoratori, ma è anche pericolosissimo - me lo lasci dire, Presidente -, perché lancia un pessimo annuncio al nostro Paese: non vi mettete in mezzo, non andate a fare i volontari, non cercate di dare una mano con la solidarietà al vostro Paese, alle persone che hanno in quel momento bisogno, perché lo Stato tanto non vi copre, non vi dà possibilità di essere operativi. Il messaggio che viene dato è devastante. Per questo, penso che sia necessario che ci sia almeno uno slancio da parte di questa maggioranza, perché, guardate, a chiacchierare siamo bravi tutti, anzi voi siete molto più bravi anche di noi e pure noi abbiamo una certa professionalità nel settore. A chiacchierare siamo bravi tutti, ma è necessario, di fronte a questioni come queste, mettersi le mani in tasca - così come si dice al mercato - e tirare fuori i soldi, perché altrimenti queste persone non saranno tutelate.

Tanto è vero che i dati cosa ci dicono, collega Arturo Scotto? Ci dicono che le vocazioni - diciamo così, chiamiamole in questo modo - delle persone verso il volontariato nella Protezione civile stanno diminuendo drasticamente: per forza, per forza, senza le tutele necessarie e senza le detrazioni che devono essere date a tutti. Ma vi pare normale che magari ci troviamo di fronte a un'emergenza e giustamente il vigile del fuoco ha le dotazioni di protezione - come è giusto che sia e devono anche essere migliorate quelle e voglio ringraziare, anche qui, i Vigili del fuoco per l'enorme lavoro che fanno da sempre nel nostro Paese -, e il volontario della Protezione civile, che in quel momento sta facendo lo stesso intervento, non ha quelle dotazioni di sicurezza? È inaccettabile.

Per questo noi, come opposizioni, abbiamo presentato questo emendamento per il Fondo per la formazione, per la sicurezza e la dotazione strumentale dei volontari della Protezione civile. Non chiediamo cifre astronomiche, non vi chiediamo neanche di rinunciare a un F-35, un cacciabombardiere, perché sarebbe troppo (Applausi dei deputati del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra), ma vi chiediamo di rinunciare quantomeno a un piccolo accessorio, un piccolo drone, per il costo di 14 milioni. Non ci vuole tanto. Bisogna soltanto avere rispetto per queste persone, amore per il nostro Paese, per le persone che soffrono e uno sforzo per rendere sempre più efficiente la nostra Protezione civile (Applausi dei deputati del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra e di deputati dei gruppi Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista e MoVimento 5 Stelle).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Guerra. Ne ha facoltà.

MARIA CECILIA GUERRA (PD-IDP). Grazie, Presidente. Solo per una precisazione: questo emendamento non ha un problema di copertura. La contrarietà della Commissione bilancio è una contrarietà non ex articolo 81 della Costituzione, cioè assenza di copertura, ma è una contrarietà semplice, che significa, detto altrimenti, che i soldi ci sono, ma non ci è stata data l'autorizzazione a utilizzarli per la copertura di questo articolo per altre priorità non ancora definite da parte del Governo. Quindi, è una scelta particolarmente incomprensibile quella che oggi viene fatta, vista l'importanza del tema, garantire sicurezza, almeno sostegno, a chi ha subito incidenti sul lavoro in quanto volontario della Protezione civile (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Ghio. Ne ha facoltà.

VALENTINA GHIO (PD-IDP). Grazie, Presidente. Sì, anch'io volevo intervenire a titolo personale. I volontari sono la base fondante della Protezione civile, sono la prima risorsa che si attiva quando un territorio è colpito da un'alluvione, da una frana, da una mareggiata particolarmente devastante. Chi è stato sindaco, nella mia esperienza decennale in Liguria, terra dove davvero le emergenze avvengono costantemente, sa bene cosa vuol dire avere la possibilità di avere l'intervento immediato di volontari della Protezione civile. Senza di loro sarebbe stato molto, molto difficile intervenire su alluvioni, su frane, su incendi boschivi e su tutto quello che capitava.

PRESIDENTE. Concluda.

VALENTINA GHIO (PD-IDP). ISPRA dice che il 94 per cento del nostro territorio è soggetto ad emergenze idrogeologiche. Io credo che a fronte di tutto questo, non trovare un numero così limitato di risorse, otto milioni a regime, sia davvero molto grave e sia un messaggio devastante per il nostro Paese e per chi fa volontariato (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).

PRESIDENTE. Altri colleghi che intendono intervenire? No. Secondo quanto previsto dal Regolamento, essendo stato richiesto l'accantonamento, darò adesso la parola a un deputato a favore e uno contro. Ha chiesto di parlare a favore l'onorevole Fornaro. Ne ha facoltà.

FEDERICO FORNARO (PD-IDP). Grazie. La richiesta di accantonamento è fondata, mi rivolgo per suo tramite alla rappresentante del Governo, al relatore e a tutta la maggioranza.

Mi pare che l'intervento della collega Guerra abbia chiarito un passaggio, perché è evidente che se ci fossimo trovati di fronte a un'espressione negativa della Commissione bilancio, ex articolo 81, si poteva continuare ad avere opinioni differenti, ma era un ostacolo oggettivo. Mi sembra che il chiarimento che ha fatto poc'anzi la collega Guerra apra invece, io credo, lo spazio per un'interlocuzione con la maggioranza e con il Governo. All'interno delle priorità del Fondo, stiamo parlando di cifre assolutamente minime se le guardiamo in valore assoluto, ma di grande significato, come ha giustamente sottolineato la collega Ghio.

Quindi, è una richiesta di accantonamento non strumentale, che potrebbe portare ad un accordo, ad un'intesa, magari con una riformulazione di questo articolo aggiuntivo e sarebbe un segnale dell'Aula. Non sarebbe, quindi, una vittoria dell'opposizione o del PD che ha presentato questo articolo aggiuntivo, ma dell'intera Aula, come segnale di attenzione nei confronti delle migliaia di volontari che dedicano tempo, che sottraggono tempo ai loro interessi, alle loro famiglie per svolgere un'attività fondamentale. Lo ricordo, ma lo sappiamo tutti, che la Protezione civile ha nei volontari il cuore, il motore della sua attività.

Insomma, è una richiesta di accantonamento che riteniamo essere fondata, io spero che il Governo possa valutare questa nostra richiesta con positività (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).

PRESIDENTE. Chiedo se vi è un deputato che vuole parlare contro l'accantonamento. Non vedo nessuno che intende farlo. Dunque (Il deputato Scotto: “Il Governo ha qualcosa da dire, Presidente? Non ha nulla da dire?”)… il Governo, l'ho chiesto prima, non vuole parlare. Onorevole Scotto, non è che lo posso obbligare: ho chiesto e non vuole parlare.

Passiamo ai voti.

Pongo in votazione, mediante procedimento elettronico senza registrazione di nomi, la richiesta di accantonamento dell'articolo aggiuntivo 1.02 Scotto.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge per 25 voti di differenza.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 1.02 Scotto, con il parere contrario delle Commissioni, del Governo e della V Commissione (Bilancio).

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 13).

Passiamo all'articolo aggiuntivo 1.03 Aiello. Ha chiesto di parlare l'onorevole Alfonso Colucci. Ne ha facoltà.

ALFONSO COLUCCI (M5S). Grazie, Presidente. Intervengo per illustrare questo articolo aggiuntivo, 1.03 a prima firma Aiello, che si inserisce in un provvedimento, questo sulla Protezione civile, che si caratterizza per la assoluta assenza, come già si diceva prima, di qualsiasi forma di finanziamento. È una riforma, questa che viene proposta alla Camera, senza risorse, in favore di coloro che lavorano per la Protezione civile, ma anche dei volontari che costituiscono un ausilio fondamentale alle attività svolte dalla Protezione civile, in un contesto, quale quello attuale, nel quale sempre più frequenti sono gli episodi di grandi crisi: crisi climatiche e crisi relative alla fragilità del nostro territorio, che necessitano sempre più di frequente interventi della Protezione civile e interventi di emergenza.

Ora, la mancanza di finanziamenti in questo provvedimento, oltre ad indebolirne radicalmente la struttura, determina un effetto molto pesante a carico degli enti locali, perché la mancanza di risorse della Protezione dovrà essere sopperita dai comuni con proprie risorse e questo determina una grave difficoltà a carico dei comuni, soprattutto dei comuni che dispongono di minori risorse, i quali, ben più bisognosi di aiuti degli altri, si troveranno nella condizione di poter peggio affrontare le crisi che li riguardino, perché proprio privi delle necessarie risorse. La richiesta di stanziare risorse in favore della Protezione civile e dei volontari assolve ad una duplice funzione: quella di rendere più efficaci le disposizioni previste in questa proposta di legge, ma anche quella di evitare che il relativo carico venga a gravare sui comuni stessi. E su questo, il rischio che si ottiene è che gli strumenti di protezione civile siano più forti nei comuni più ricchi e siano più deboli nei comuni più poveri.

E questo elemento qui, questo grido d'allarme, noi non possiamo non collegarlo al tema dell'autonomia differenziata, al tema delle intese che il Governo ha voluto approvare di recente, perché queste intese, come sappiamo, prevedono, tra le materie delegate alle singole regioni richiedenti, anche quelle relative proprio alla Protezione civile. Allora voi comprendete, colleghe e colleghi, come il combinato disposto delle pre-intese e delle intese siglate dal Governo con le regioni del Nord richiedenti con un provvedimento come questo, che non stanzia alcuna risorsa in favore dei lavoratori della Protezione civile, dei volontari che collaborano con la Protezione civile e delle strutture stesse della Protezione civile, produca un effetto che è deflagrante, quello di aumentare il divario tra le regioni ricche, i territori ricchi e i territori poveri, che diventa ancor più indigeribile se riferito ai grandi eventi, alle grandi crisi con cui la Protezione civile è appunto tenuta a confrontarsi.

Ora, questo articolo aggiuntivo, a prima firma dell'onorevole Aiello, prevede esattamente questo, cioè lo stanziamento di quattro milioni di euro, quindi una cifra tutto sommato esigua rispetto al nostro bilancio, e di otto milioni di euro per gli anni dal 2027 al 2030 - e quindi nel complesso sono 36 milioni di euro -, per l'attivazione di percorsi di formazione certificata e standardizzata per interventi operativi e l'elaborazione di appositi piani, proprio con l'obiettivo del coordinamento delle attività di protezione civile con la normativa vigente in materia. Insomma, con questo articolo aggiuntivo si vuole proporre la formazione dei volontari, il finanziamento alla valutazione dei rischi e si vogliono stanziare risorse anche per la prevenzione degli infortuni.

Invito davvero quest'Aula a soffermarsi su questo articolo aggiuntivo e a pensare di approvarlo, perché pensare davvero che ci possa essere un'efficiente Protezione civile, senza che venga stanziato alcun fondo, vuol dire negare le premesse stesse di questa proposta di legge (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

PRESIDENTE. Prima di andare avanti, saluto le studentesse, gli studenti e gli accompagnatori dell'Istituto Comprensivo Statale Via Volsinio di Roma, che assistono alla seduta dalle tribune. Li accogliamo alla Camera dei deputati nella seduta odierna (Applausi).

Ha chiesto di parlare l'onorevole Iaria. Ne ha facoltà.

ANTONINO IARIA (M5S). Grazie, Presidente. Intervengo brevemente. I miei colleghi hanno giustamente detto che senza risorse questo provvedimento è praticamente inutile, però riporto anche le richieste che hanno fatto i comuni tramite ANCI, che sono rimaste lettera morta. I comuni hanno richiesto una tutela di tutto il personale mobilitato nei centri operativi comunali, regole realistiche per le somme urgenze e un vero meccanismo nazionale di mutuo soccorso amministrativo tra comuni. Lo dico perché, facendo parte della Commissione d'inchiesta sul dissesto idrogeologico, quando andiamo a visitare tutte le varie aree che hanno questa tipologia di problemi e visitiamo anche i centri di Protezione civile, i volontari e i tecnici comunali, queste sono le richieste bipartisan che provengono da tutte le amministrazioni comunali, a prescindere dal colore politico. Questo lo avete ignorato e sono cose che si possono fare veramente anche a costo zero, ma non le avete nemmeno considerate (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

PRESIDENTE. Comunico che l'intero gruppo MoVimento 5 Stelle sottoscrive l'articolo aggiuntivo.

Ha chiesto di parlare l'onorevole Perantoni. Ne ha facoltà.

MARIO PERANTONI (M5S). Grazie, Presidente. Intervengo per sottolineare che la mancanza di risorse destinate a finanziare questo provvedimento, così come tutta l'azione politica del Governo, è completamente scollegata dalla realtà dei piccoli centri dei comuni e delle zone interne della penisola, del nostro Paese e in particolare della Sardegna. Questo è l'ennesimo colpo ai piccoli comuni, che si collega a quello che è stato fatto dal Governo con il decreto Calderoli che, ad esempio, ha declassato nella mia isola oltre 100 comuni, che prima erano classificati come montani e adesso non lo sono più, con questo sottraendo risorse e provocando tutta una serie di conseguenze negative a catena.

Ecco, questo provvedimento si inserisce in questo filone di definanziamento delle realtà locali e soprattutto di quelle realtà più deboli e più esposte allo spopolamento.

PRESIDENTE. L'onorevole Scotto sottoscrive l'articolo aggiuntivo.

Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 1.03 Aiello, con il parere contrario delle Commissioni, del Governo e della V Commissione (Bilancio).

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 14).

Passiamo all'emendamento 1.04 Carotenuto. Ha chiesto di parlare l'onorevole Pavanelli. Ne ha facoltà.

EMMA PAVANELLI (M5S). Grazie, Presidente. Questo articolo aggiuntivo chiede di erogare fondi, di destinare fondi per l'equipaggiamento e i dispositivi per la Protezione civile. Presidente, fare un atto di questo genere senza fondi ci lascia molto perplessi e dovrebbe lasciare perplessa tutta quest'Aula. Della maggioranza che dire?

Io credo che tutti noi, purtroppo, abbiamo vissuto momenti di crisi climatica: penso all'Emilia-Romagna, alla Sicilia e, per il centro Italia, al grande cratere che ancora oggi è in ricostruzione, il più grande centro edile d'Europa. Allora mi domando: senza la Protezione civile come avremmo affrontato queste criticità, queste emergenze, nel nostro Paese? Una Protezione civile che i Paesi intorno a noi guardano quasi con invidia, tanto che, se non sbaglio, un paio di anni fa i Vigili del fuoco francesi sono venuti qui, in Parlamento, per chiedere come poter attivare questo esempio fenomenale della Protezione civile anche in Francia: hanno chiesto collaborazione all'Italia, hanno chiesto di poter prendere ad esempio il nostro modello.

E allora oggi cosa diciamo a chi fa parte della Protezione civile, a quei giovani che danno ore del loro tempo? Quei giovani che durante la pandemia sono andati nelle case degli italiani, di chi stava male: sono coloro che passavano le ore a vestirsi con tutte le protezioni possibili per andare ad aiutare i cittadini in giro per il nostro Paese. E allora cosa gli state dicendo oggi, rifiutando di votare positivamente questo emendamento? State dicendo: va bene, siete bravi, fate volontariato, andate ad aiutare gli italiani, gli imprenditori, andate ad aiutare chi ha bisogno, ma senza protezioni, senza dispositivi di sicurezza, senza la formazione necessaria per rimanere sempre aggiornati.

Oggi pensiamo a tutte quelle possibilità, con le nuove tecnologie, per essere sempre più all'avanguardia. E allora voi cosa state dicendo? Sì, andate a farlo senza soldi. Giovani: da una parte, li state massacrando con divieti e decreti Sicurezza, con cui state togliendo loro libertà e che, di fatto, non sono serviti a niente, come abbiamo visto in questi ultimi giorni; dall'altra, ai giovani che si impegnano, che fanno volontariato, che cercano di rendersi utili alla popolazione e che danno un servizio alla nostra Nazione, state dicendo: arrangiatevi. Ma allora a questi giovani veramente volete male, veramente non li volete. Poi parlate di denatalità, parlate di giovani che vanno via dall'Italia: ma è ovvio che lo fanno, perché, da un lato, li volete in carcere e, dall'altro, quando si rendono utili e disponibili, li mandate in giro senza dispositivi di sicurezza.

Bravi, complimenti (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle)!

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, l'onorevole Torto. Ne ha facoltà.

DANIELA TORTO (M5S). Grazie, Presidente. Poi torneremo sul punto, perché abbiamo poco tempo in questo intervento. Comunque, l'ipocrisia di questo Governo, Sottosegretaria, è imbarazzante: “Disposizioni in materia di protezione civile”, così si chiama questo DDL, e poi non ci mettete un euro. Quindi è la solita propaganda del centrodestra.

E, tra l'altro, le voglio ricordare, Sottosegretaria, che al Senato ci siamo astenuti con la speranza che avreste fatto un passo in più in questa Camera e, invece, fate un passo in meno, perché addirittura privare di fondi per la formazione, per la sicurezza sul lavoro, per gli strumenti a disposizione della Protezione civile è davvero un atto di disonestà nei confronti di coloro che poi, tra l'altro, andate ad applaudire. Siete bravi soltanto ad applaudire e a fare i complimenti…

PRESIDENTE. Concluda.

DANIELA TORTO (M5S). …perché queste persone, questi volontari hanno bisogno di un solo aiuto che si chiama soldi, risorse, Sottosegretaria. Quindi, si svegli in questa direzione e solleciti il suo Governo (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Alfonso Colucci. Ne ha facoltà.

ALFONSO COLUCCI (M5S). Presidente, è questione di scelte: in Commissione abbiamo chiesto che venisse il Ministro Musumeci per garantire lo stanziamento delle risorse necessarie. Non abbiamo avuto questo privilegio e non sappiamo... Quindi, ad oggi, stiamo votando una legge a invarianza di bilancio. È una questione di scelte, perché se non si vogliono finanziare le attività sociali che sono proprie della Protezione civile, ma si vuole proseguire nell'acquisto di armi, addirittura stanziando 14 miliardi di euro nella prossima legge di bilancio per l'acquisto di armi, è chiaro che, poi, questo Governo partorisce questi provvedimenti che stanziano per i cittadini risorse uguali a zero.

È evidente che sono scelte politiche di un Governo che spende i soldi degli italiani esclusivamente per l'acquisto di armi (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire passiamo ai voti.

Ho già detto che sottoscrive tutto il gruppo MoVimento 5 Stelle.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 1.04 Carotenuto, con il parere contrario delle Commissioni, del Governo e della V Commissione (Bilancio).

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 15).

Passiamo all'articolo aggiuntivo 1.05 Zaratti. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 1.05 Zaratti, con il parere contrario delle Commissioni, del Governo e della V Commissione (Bilancio).

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 16).

Passiamo all'articolo aggiuntivo 1.06 Zaratti. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 1.06 Zaratti, con il parere contrario delle Commissioni, del Governo e della V Commissione (Bilancio).

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 17).

Passiamo all'articolo aggiuntivo 1.07 Mari. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 1.07 Mari, con il parere contrario delle Commissioni e del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 18).

Passiamo all'articolo aggiuntivo 1.08 Zaratti. Ha chiesto di parlare l'onorevole Zaratti. Ne ha facoltà.

FILIBERTO ZARATTI (AVS). Grazie, Presidente. Penso sia giusto insistere sulle tutele e sul volontariato della Protezione civile. Non penso che questo sia l'unico argomento della proposta di legge. Ritengo che i diritti dei lavoratori della Protezione civile debbano essere tutelati e che le condizioni di lavoro particolari ed estreme debbano avere una normativa che, in qualche modo, le metta in sicurezza.

Detto questo, però, sono molto preoccupato per il dato della Protezione civile. Vorrei ricordare che, negli ultimi anni, le domande di partecipazione al volontariato della Protezione civile sono diminuite di circa il 15,7 per cento rispetto al decennio precedente. È un dato veramente significativo e davvero preoccupante. Lo dicevano prima i colleghi, ricordando che i francesi sono venuti qui a vedere come funzionava la Protezione civile che, lo voglio ricordare, ha avuto un padre nobilissimo, Zamberletti, che ha creato la Protezione civile italiana e che le ha dato l'impronta di un'organizzazione fortemente radicata nel sociale, fortemente radicata nel mondo associativo, che è stata la vera forza della Protezione civile italiana e sarà anche l'originalità di questo sistema che in molti, effettivamente, ritengono essere un modello imitabile in Europa e nel mondo.

Ma proprio per questo, penso che dobbiamo avere un'attenzione particolare per i volontari, per fare in modo che, sempre di più, nella Protezione civile, oltre ai professionisti che sono la parte centrale, il cuore pulsante della Protezione civile, si innesti questo cuore pulsante, in un organismo fatto di persone, di uomini e donne, che partecipano volontariamente. Credo che questa cosa sia veramente molto importante.

Questo Governo non può continuare a pensare di fare le nozze con i fichi secchi; in poche parole, non può continuare a ingannare gli italiani. Ora, voi avete le vostre priorità, che in qualche modo stanno affossando il Paese. Non lo devo ricordare in questa sede oggi: siete riusciti a mettere insieme gli autotrasportatori, i contadini, gli operai, gli studenti tutti contro di voi! Siete riusciti, con le vostre priorità, a mettere il Paese contro di voi, perché le vostre politiche, come ha detto poc'anzi il collega Mari, hanno creato e aumentato le disuguaglianze nel Paese. Mettete da parte queste priorità, fate un favore al Paese! Eliminate queste vostre priorità che sono contro l'interesse dell'Italia (Applausi dei deputati del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra)! Cercate, invece, di portare leggi che siete in grado di finanziare. Non potete venire qui a prendere in giro gli italiani, a prendere in giro il Parlamento, facendo una legge sulla protezione civile che non ha una lira sopra! È una cosa ignobile: non si può fare, non lo dovete fare (Applausi dei deputati del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra e del deputato Scotto)! In questo modo, distruggete non soltanto le cose che non funzionano, perché voi non intervenite, ma distruggete anche quelle che funzionano, distruggete la credibilità di quelle che funzionano!

Ora, penso che le priorità per un Governo siano una cosa importante, Sottosegretaria. È giusto che un Governo abbia le sue priorità, però dovete avere il coraggio di venire qui, in quest'Aula, e dire che i soldi della Protezione civile non ci sono, perché comprate armi. Dovete dire che non potete fare le politiche sulla sanità, perché comprate armi, perché regalate i soldi ai grandi potenti di questo Paese, perché non riuscite a recuperare neanche un euro dagli extraprofitti che fanno le grandi multinazionali sulle spalle dei cittadini italiani, da società del settore energetico alle banche e alle grandi società assicurative! Neanche un euro! Neanche un euro!

Adesso volete mettere le mani pure sulla cassaforte del nostro Paese: la Cassa depositi e prestiti. Non ve lo permetteremo (Applausi dei deputati del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra e del deputato Scotto).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Alfonso Colucci. Ne ha facoltà.

ALFONSO COLUCCI (M5S). Presidente, in Commissione abbiamo sottoscritto le proposte emendative a prima firma dell'onorevole Zaratti, presentate da Alleanza Verdi e Sinistra, perché trovano la nostra assoluta condivisione.

In particolare, questo articolo aggiuntivo estende al volontariato della Protezione civile alcune tutele che a noi sembrano assolutamente necessarie. In primo luogo, assegna una copertura assicurativa uniforme. Questo è un tema assolutamente importante, perché non si sofferma solo sulla necessità di una copertura assicurativa dei rischi che corrono i volontari impegnati in azioni di Protezione civile, ma prevede anche l'uniformità, con ciò assicurando che ci sia un trattamento uniforme sull'intero territorio nazionale e quindi evitando che le garanzie a favore dei volontari dipendano dalle disponibilità dei singoli comuni nei quali si svolge il loro intervento. Conferisce, quindi, una dimensione nazionale alla tutela del volontariato.

Inoltre, assegna ai volontari anche la necessaria tutela legale. È inutile dire che i loro interventi si svolgono in aree di crisi, in situazioni molto complesse nelle quali è facile che essi incorrano incolpevolmente in fattispecie di reato; da qui la necessità di accordare loro quella necessaria tutela legale.

La lettera c), invece, si muove sul fronte della prevenzione. È tesa a garantire formazione e addestramento ai volontari, affinché essi non vengano lanciati allo sbaraglio nelle zone di crisi, ma siano opportunamente formati e addestrati non solo per rendere più efficace il loro intervento, ma perché il loro intervento si svolga in un regime di sicurezza anche per la loro persona.

Questo articolo aggiuntivo ha l'obiettivo di rendere concrete e finanziate le tutele per gli stessi volontari. Qui davvero mi ricollego all'intervento che l'onorevole Zaratti ha appena fatto e all'intervento che avevo svolto pochi minuti fa. Queste sono le scelte politiche di questo Governo: un Governo che deve spiegare ai cittadini italiani perché investe ingenti risorse nell'acquisto di armi e poi non riesce più a finanziare, a sovvenzionare provvedimenti che, invece, interessano direttamente i cittadini italiani. Questo provvedimento ne è un esempio concreto, l'esempio concreto della forsennata politica bellica promossa dal Governo Meloni che sottrae risorse agli italiani e, soprattutto, agli italiani che si trovano colpiti da crisi energetiche, crisi ambientali e crisi del territorio. Qui i cittadini italiani vedono gli effetti della politica del Governo Meloni. Qui capiscono perché queste folli spese in armi - miliardi di euro spesi per le armi - sottraggono risorse ai cittadini italiani e alla Protezione civile, così come sottraggono risorse alla sanità, così come sottraggono risorse all'istruzione, ai trasporti, ai diritti fondamentali dei cittadini italiani.

Non lamentatevi poi se gli autotrasportatori manifestano legittimamente nelle piazze. Non lamentatevi poi se i lavoratori e le lavoratrici italiani lamentano la perdita del potere d'acquisto dei propri salari e se il ceto medio italiano è sempre più impoverito! È infatti con questi provvedimenti che si vede in concreto quali sono gli effetti della politica scellerata di queste destre, del centrodestra che è al potere! Lo si vede con questi provvedimenti che sottraggono risorse ai cittadini italiani, cittadini italiani sempre più poveri e sempre più in difficoltà e questa è una vostra responsabilità politica (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

PRESIDENTE. L'onorevole L'Abbate sottoscrive.

Ha chiesto di parlare l'onorevole Fornaro. Ne ha facoltà.

FEDERICO FORNARO (PD-IDP). Grazie, signor Presidente. Se il collega Zaratti acconsente, sottoscriviamo, come gruppo, il suo emendamento.

PRESIDENTE. Sì, onorevole Carmina, ho inteso che lei sottoscrive.

Ha chiesto di parlare l'onorevole d'Alfonso. Ne ha facoltà per un minuto.

LUCIANO D'ALFONSO (PD-IDP). Grazie, Presidente. Voglio rafforzare il bisogno di migliore istruttoria per questo emendamento. Questa norma, quella che oggi va complessivamente al nostro vaglio, rappresenta davvero un passo avanti per l'ordinamento della Protezione civile. L'articolo 6 è una rivoluzione. Però, proprio perché fa un passo avanti, dove si dispone degli standard minimi di formazione qui si insedia il principio di diligenza, che obbliga l'ordinamento nazionale a garantire formazione e addestramento, altrimenti non scattano le tutele e le guarentigie dal punto di vista penale.

Ecco perché prevedere risorse in tema di formazione è più di un obbligo, è un dovere quasi etico, altrimenti questo assetto normativo non regge (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Iaria. Ne ha facoltà.

ANTONINO IARIA (M5S). Grazie. Intervengo giusto per rafforzare queste considerazioni che hanno fatto i miei colleghi. È proprio questo il punto: voi avete modificato, giustamente, questo decreto in Senato, cercando di creare un certo aiuto, dal punto di vista del penale, verso chi lavora e verso chi opera nell'ambito della Protezione civile. Però, senza investire sull'istruzione e sulla formazione si rischia che quel procedimento sia completamente inutile. Quindi, avete fatto una cosa buona, ma state facendo una cosa non buona che va a inficiare proprio quell'aspetto lì (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Carmina. Ne ha facoltà.

IDA CARMINA (M5S). Grazie, Presidente. Onorevoli colleghi, mi associo alla richiesta di ulteriore approfondimento e valutazione di questo emendamento, perché è essenziale proprio per dare un supporto alla marea di volontari che operano e che rischiano la vita in proprio - senza ricevere nulla in cambio - nelle situazioni emergenziali e che così vedono una forte discriminazione.

Questo è un emendamento che fa giustizia nei loro confronti e soprattutto agevola i piccoli comuni - ieri sono stata al convegno dei piccoli comuni siciliani all'ARS - perché non hanno, a volte, neanche un vigile urbano e se non ci fossero i volontari, soprattutto in fronti enormi…

PRESIDENTE. Concluda.

IDA CARMINA (M5S). …i piccoli comuni, per abitanti e non per territorio, non saprebbero come fare. Invece di mettere queste pochissime risorse, noi diciamo “no” ai volontari italiani che rischiano la vita.

PRESIDENTE. Il Governo e il relatore non intendono tornare sui loro passi.

Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 1.08 Zaratti, con il parere contrario delle Commissioni, del Governo e della V Commissione (Bilancio), ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 19).

Passiamo all'articolo aggiuntivo 1.09 Scotto. Ha chiesto di parlare l'onorevole Scotto. Ne ha facoltà.

ARTURO SCOTTO (PD-IDP). Grazie, Presidente. Questo articolo aggiuntivo è sostanzialmente uguale a quello precedente, soltanto viene incontro alle esigenze della maggioranza: non prevede nessun tipo di copertura economica, è gratis et amore Dei. Però, è un emendamento di buonsenso, perché garantisce ai volontari negli elenchi della Protezione civile la copertura assicurativa uniforme, la tutela legale e programmi di formazione e addestramento. Dunque, stabilisce un principio e poi magari ci saranno altre leggi su cui si metteranno risorse per fare in modo che questo principio cammini.

Neanche su questo avete dato parere positivo, signor relatore, neanche sull'idea. Proviamo ad andare incontro, come diceva l'onorevole Zaratti, al fatto che ci troviamo di fronte a una crisi delle vocazioni nella Protezione civile - meno 15 per cento rispetto a 10 anni fa - e nel momento in cui non fate neanche la prevenzione civile, che forse dovrebbe essere il vero salto di qualità che il nostro sistema Paese dovrebbe fare, cioè prevenire il dissesto idrogeologico, prevenire le catastrofi naturali e prevenire le situazioni di emergenza, nei fatti state smantellando la Protezione civile.

Voi le chiamate riforme, ma io faccio fatica a chiamare riforme quelle che sono a costo zero e che non allargano la sfera dei diritti. In questo quadro, nel momento in cui vi si viene incontro evitando di parlare di soldi, che voi preferite mettere su altre cose e sicuramente mai nella direzione di chi lavora, di chi soffre e di chi studia, probabilmente su questo terreno, dicevo, ci potrebbe essere una convergenza. Per cui, anche a costo di riformularlo o di individuare una gradualità temporale, io vi chiedo di poter riflettere sull'accoglimento di questo articolo aggiuntivo.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Ferrari. Ne ha facoltà.

SARA FERRARI (PD-IDP). Grazie, Presidente. Un minuto a titolo personale per sostenere questa proposta emendativa del collega Scotto. Vengo da una provincia autonoma che ha nei volontari della Protezione civile una colonna portante che si affianca alle strutture operative istituzionali. Vorrei che non solo i nostri volontari venissero chiamati gli angeli della Protezione civile ogni volta che in questo Paese succede un'emergenza, laddove non vengono finanziate azioni di prevenzione del dissesto idrogeologico, ma vorrei che tutto il Paese potesse avere standard di qualità per intervenire sul posto, direttamente, ciascuna regione con le stesse competenze e con le stesse possibilità che ha il mio territorio. Quindi, questa proposta del collega di uniformare sia la strumentazione sia la formazione per i volontari credo sia una responsabilità che questo Parlamento, nella varietà regionale che rappresentiamo, dovrebbe assumersi.

PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 1.09 Scotto, con il parere contrario delle Commissioni, del Governo e della V Commissione (Bilancio), ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 20).

(Articolo 2 - A.C. 3076​)

PRESIDENTE. Passiamo all'articolo 2. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 2.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera approva (Vedi votazione n. 21).

(Articolo 3 - A.C. 3076​)

PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento 3.1 Auriemma. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 3.1 Auriemma, con il parere contrario delle Commissioni, del Governo e della V Commissione (Bilancio), ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 22).

Passiamo all'emendamento 3.2 Benzoni. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 3.2 Benzoni, con il parere contrario delle Commissioni, del Governo e della V Commissione (Bilancio), ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 23).

Passiamo all'emendamento 3.3 Benzoni. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 3.3 Benzoni, con il parere contrario delle Commissioni e del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 24).

Passiamo all'articolo 3. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 3.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera approva (Vedi votazione n. 25).

(Articolo 4 - A.C. 3076​)

PRESIDENTE. Passiamo all'articolo 4. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 4.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera approva (Vedi votazione n. 26).

(Articolo 5 - A.C. 3076​)

PRESIDENTE. Passiamo all'articolo 5. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 5.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera approva (Vedi votazione n. 27).  

(Articolo 6 - A.C. 3076​)

PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento 6.1 Tucci. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 6.1 Tucci, con il parere contrario delle Commissioni e del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 28).

Passiamo all'emendamento 6.2 Aiello. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 6.2 Aiello, con il parere contrario delle Commissioni e del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 29).

Passiamo all'emendamento 6.4 Baldino. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 6.4 Baldino, con il parere contrario delle Commissioni e del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 30).

Passiamo all'emendamento 6.5 Carotenuto. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 6.5 Carotenuto, con il parere contrario delle Commissioni e del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 31).

Passiamo all'emendamento 6.6 Bonafe'. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 6.6 Bonafe', con il parere contrario delle Commissioni e del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 32).

Passiamo all'emendamento 6.7 Alfonso Colucci. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 6.7 Alfonso Colucci, con il parere contrario delle Commissioni e del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 33).

Passiamo all'emendamento 6.9 Alfonso Colucci. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 6.9 Alfonso Colucci, con il parere contrario delle Commissioni e del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 34).

Passiamo agli identici emendamenti 6.10 Mari, 6.11 Bonafe' e 6.1000 Del Barba. Se nessuno chiede di intervenire, li pongo in votazione.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti 6.10 Mari, 6.11 Bonafe' e 6.1000 Del Barba, con il parere contrario delle Commissioni e del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 35).

Passiamo all'emendamento 6.12 Auriemma. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 6.12 Auriemma, con il parere contrario delle Commissioni e del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 36).

Passiamo all'emendamento 6.14 Tucci. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 6.14 Tucci, con il parere contrario delle Commissioni e del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 37).

Passiamo all'emendamento 6.15 Alfonso Colucci. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 6.15 Alfonso Colucci, con il parere contrario delle Commissioni e del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 38).

Passiamo all'emendamento 6.16 Bonafe'. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 6.16 Bonafe', con il parere contrario delle Commissioni e del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 39).

Passiamo all'articolo 6. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 6.

Dichiaro aperta la votazione… Revoco la votazione.

Ha chiesto di parlare l'onorevole Loperfido per dichiarazione di voto sull'articolo 6. Ne ha facoltà.

EMANUELE LOPERFIDO (FDI). Presidente, brevemente, avevo alzato la mano prima. La ringrazio anche per la conduzione dei lavori e ringrazio anche il Governo per l'attenzione dimostrata.

Questo è un articolo veramente importante che contribuisce a fare in modo che la macchina della Protezione civile continui a funzionare a supporto delle amministrazioni comunali, a supporto del territorio e a supporto delle istituzioni. Infatti, ci sono punti che riguardano la responsabilità penale nell'attività di Protezione civile.

La mia regione, il Friuli-Venezia Giulia, come ha anche ricordato qualcuno, è la regione dalla quale poi è partita l'idea della Protezione civile, grazie alla geniale intuizione del Sottosegretario Zamberletti che abbiamo celebrato più volte durante le ricorrenze legate al cinquantesimo anniversario dal terremoto del Friuli-Venezia Giulia. Ebbene, purtroppo, l'anno scorso è accaduto che un volontario della Protezione civile sia deceduto a causa di quanto accaduto a seguito del suo intervento in un episodio di maltempo. Come sempre, i volontari di Protezione civile intervengono tempestivamente e se lo fanno è perché viene richiesto loro dal coordinatore, dall'amministrazione comunale e dal sindaco. A causa del suo decesso è partito un processo che ha visto addossare responsabilità penali in carico al sindaco e in carico al coordinatore della Protezione civile.

Noi tutti, che siamo intervenuti, abbiamo valutato che questo non può accadere perché i volontari intervengono ovviamente dopo essersi formati, in seguito ai corsi che fanno, ma intervengono in condizioni di emergenza. Ecco allora che proprio su questo siamo intervenuti con questo articolo, per fare in modo che i volontari non debbano avere timore di intervenire nell'emergenza a supporto della popolazione e dei cittadini, come avviene costantemente anche in queste ore in Liguria e non soltanto, magari con il cappio di un eventuale processo per responsabilità.

Bene ha fatto il Governo ad ascoltare il territorio, a confrontarsi anche con gli uffici, per fare in modo che il mondo della Protezione civile possa sentirsi tutelato da parte di un Governo che quotidianamente ringrazia i volontari per l'attività e il ruolo che essi svolgono a supporto del territorio e dei cittadini.

Con questo provvedimento, inserito all'interno di questo articolo, dimostriamo come questo Governo, a differenza di quanto si è sentito da parte di altri colleghi che hanno tirato in ballo le guerre e tutto il resto, invece sia molto attento alle esigenze della Protezione civile e molto attento alle esigenze dei volontari. Proprio per questo è intervenuto in modo puntuale per consentire loro di continuare a essere a supporto della comunità, senza avere responsabilità che non sono di certo loro. Anzi a loro va soltanto il nostro ringraziamento (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Scotto. Ne ha facoltà.

ARTURO SCOTTO (PD-IDP). Grazie, Presidente. Dico per suo tramite all'onorevole Loperfido che noi ci asterremo su questo articolo, avendo contribuito anche noi durante l'iter a rafforzarlo nel lavoro al Senato. Ne condividiamo lo spirito ed è stata questa la caratteristica che ci ha animato lungo tutto l'iter del provvedimento, quella di collaborare e di lavorare a migliorarlo. Ci sono però cose che mancano, dalle quali non si può sfuggire e che non possono essere ignorate: è giusto dare quel tipo di copertura, ma quella copertura, se non l'accompagni a una copertura legale assicurata ai volontari, rischia di essere vanificata in larga parte.

Si vuole dare una risposta all'ANCI e ai comuni ed è giusto, ma occorre, allo stesso tempo, fare un lavoro che agevoli le esperienze dei comuni: dalla formazione alle banche dati che si devono integrare, al coordinamento tra le città capoluogo, l'area metropolitana e il Dipartimento della Protezione civile, anche per individuare la catena delle responsabilità con più facilità e con più rapidità e per prevenire i possibili rischi che lei stesso, onorevole Loperfido, delineava.

Per cui questo è un passo in avanti - e quel passo in avanti noi lo accogliamo, tant'è che ci asteniamo -, ma non sono stati fatti tutti i passi.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Torto. Ne ha facoltà.

DANIELA TORTO (M5S). Grazie, Presidente. Colgo questa occasione per rispondere un po' a chi dalla maggioranza non comprende perché si parli di economia di guerra e di riarmo.

Veda, Presidente, evidentemente bisogna essere un po' più del mestiere, perché il fatto che il Governo, soltanto una settimana fa, abbia chiesto uno scostamento di bilancio con 14 miliardi destinati alla difesa, come piace chiamarla a voi - ma chiamiamola col suo nome: riarmo -, non è questione da poco e non è indifferente di fronte a quello che stiamo facendo oggi in quest'Aula.

Infatti, mi voglio appellare anche al relatore di questo disegno di legge, al collega De Corato, che è il relatore di un disegno di legge che prevede un impegno di spesa per la Protezione civile e, quindi, per sostenere tutti coloro che socialmente si mettono a disposizione di una comunità intera, ma al quale non viene destinato neanche un euro. Poi, però, una settimana fa, abbiamo scoperto che il Ministro dell'Economia e delle finanze è disposto a richiedere uno scostamento di bilancio per 14 miliardi di euro in armi. Ecco dov'è il paradosso! Ecco perché bisogna parlare di come gestite le risorse di questo Paese e dello Stato e i soldi pubblici. Tramite lei, Presidente, mi rivolgo al collega che mi ha preceduto.

Allora ancora una volta faccio un appello alla Sottosegretaria, le cui sensibilità e attenzione mi paiono evidenti: Sottosegretaria, lei oggi non ci sta dicendo “vedremo di fare…”, giusto per lavare la faccia a questo Governo. Lei, oggi, non ci sta dicendo proprio niente! L'unica cosa che ci dice è “no”: no a 5 milioni per la sicurezza sul lavoro ai volontari della Protezione civile; no a 5 milioni per disposizioni sulle strumentazioni, per la formazione di questo personale. Lei sta dicendo “no” a tutto e viene sostenuta da questa maggioranza, come se fossero tutti bravi soldatini o brave pecorelle, vedete voi qual è l'aggettivo o il sostantivo che vi definisce meglio, fate voi, noi ci asteniamo, perché l'uno o l'altro non cambia nulla.

E però mi chiedo: perché non c'è neppure la volontà di prendersi un impegno - visto che stiamo arrivando alla legge di bilancio, visto che siete chiusi dentro Palazzo Chigi a ripartire le piccole risorse, a fare finta di chiedere alle banche, a fare finta di chiedere gli extraprofitti alle imprese energetiche -, perché non ci dite: guardate, ci impegneremo in occasione della legge di bilancio a riprendere le proposte di questa opposizione a tutela della Protezione civile?

Poi veda, Sottosegretaria, il suo collega di Fratelli d'Italia, in buon spirito di fratello degli italiani, applaude, ha detto che applaude la Protezione civile, ma niente di più, è solo un applauso, lo abbiamo detto prima. Ma degli applausi di questi Fratelli d'Italia, la Protezione civile non se ne fa proprio nulla, Sottosegretaria! E allora si alzi e ci dica che lei è qui, in quest'Aula, a rappresentare una volontà politica del centrodestra veramente e concretamente a sostegno della Protezione civile (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle). Si alzi, Sottosegretaria, prenda la parola. Ma cos'è, ha paura? Ha paura che magari, poi, dal Governo le arrivi il rimprovero, perché lei, questo sostegno alla Protezione civile, non è autorizzata a darlo (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle)?

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, l'onorevole Alfonso Colucci. Ne ha facoltà.

ALFONSO COLUCCI (M5S). Presidente, spiegatelo agli italiani che avete sottoscritto il patto di stabilità e crescita che comporta vari miliardi di spesa l'anno. Spiegatelo agli italiani che investite 800 miliardi di euro nel programma ReArm EU. Spiegatelo agli italiani che vi siete impegnati con il 2 per cento delle spese NATO per armi. Spiegate agli italiani che la Corte dei conti ha detto che non ci sono soldi per la sanità. Spiegate agli italiani che presentate al Parlamento un ennesimo provvedimento con risorse zero. Spiegatelo agli autotrasportatori, spiegatelo ai cittadini italiani che sentono il caro delle bollette e il caro dei carburanti sulla loro pelle! Spiegatelo agli italiani che questi sono gli effetti delle vostre politiche negli ultimi 4 anni (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle)!

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Zaratti. Ne ha facoltà.

FILIBERTO ZARATTI (AVS). Grazie, signor Presidente. Ho ascoltato con attenzione le parole del collega Loperfido e… se posso, collega Marattin… Presidente, tramite lei, può dire al collega Marattin che, forse… Accetto tutto, anche che non mi ascolti l'Aula, ma lei mi dovrebbe ascoltare…

PRESIDENTE. No, no, io la sto ascoltando… sono impegnato con un testo israeliano, prego.

FILIBERTO ZARATTI (AVS). Benissimo, grazie. Dicevo che apprezzo l'intervento del collega Loperfido, perché pone una questione e sottolinea l'importanza di un articolo che riguarda la responsabilità penale degli operatori della Protezione civile, dei volontari.

Io lo devo dire con sincerità che la mia parte politica è sempre molto attenta e particolarmente prudente per quanto riguarda la questione delle responsabilità penali rispetto ai diversi corpi dello Stato. Però credo che in questo Stato, in questa situazione in modo particolare, sia giusto porre un'attenzione molto particolare agli operatori della Protezione civile e anche ai volontari. Questo è indubbio.

Per questa ragione, anche noi ci asterremo non soltanto su questo articolo, ma ci stiamo astenendo su tutti gli articoli. Ci asteniamo sulla legge nel suo insieme, perché, effettivamente, una legge che serva a impostare il riordino della Protezione civile e, in modo particolare, le funzioni e le attribuzioni degli operatori della Protezione civile è certamente un passo in avanti.

Però, vede, collega, il passo in avanti va misurato rispetto alle disponibilità finanziarie che il Governo mette a disposizione, perché altrimenti corriamo il rischio di fare una cosa che, sostanzialmente, non ha alcun effetto. Non è la prima volta che facciamo questo confronto; non è la prima volta che l'opposizione chiede alla maggioranza di mettere in campo, se è necessario, meno iniziative, meno provvedimenti, ma che questi provvedimenti siano accompagnati da una copertura finanziaria che, piano piano, possa permettere almeno di risolvere dei problemi (Applausi dei deputati del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra).

Non è così che si può andare avanti. Voi pensate di coprire lo scibile del Paese, tutte le norme necessarie per il Paese, facendo un decreto dietro l'altro, affrontando un settore dietro l'altro, con l'unico risultato di buttare fumo negli occhi a tutti, senza che venga affrontato e risolto neppure il benché minimo problema che attiene alla singola categoria, al singolo comparto dei lavoratori dello Stato.

Allora, il punto è questo: dovremmo una volta tanto fare un confronto vero tra di noi, un confronto vero, perché, una volta tanto, ci dovreste dire che senso hanno questi provvedimenti. Lo voglio dire qui, collega Loperfido, a lei e a tutti gli altri colleghi della maggioranza: voi fate un provvedimento sulla Protezione civile nazionale. Vi ho già detto che la Protezione civile nazionale è stata fondata Zamberletti, e ha avuto una grandissima forza anche nella capacità di coordinamento nazionale della Protezione civile, anche se alcune delle funzioni, dopo la modifica del Titolo V, sono state delegate alle regioni. Ciononostante, il livello di centralizzazione della Protezione civile italiana è uno degli elementi che ne garantisce la massima efficienza ed efficacia. Ma come coniugate questo, se adesso, con l'autonomia differenziata, alle regioni del Nord avete trasferito le competenze in Protezione civile? Avremo una Protezione civile frammentata (Applausi dei deputati del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra), non più efficace ad affrontare i grandi cataclismi del Paese. E voi continuate a buttarci fumo negli occhi con provvedimenti come questo, senza una lira di copertura (Applausi dei deputati del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra).

PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 6.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera approva (Vedi votazione n. 40).

Passiamo agli identici articoli aggiuntivi 6.05 Tucci, 6.06 Bonafe', 6.01001 Del Barba e 6.01 Zaratti.

Ha chiesto di parlare l'onorevole Carmina. Ne ha facoltà.

IDA CARMINA (M5S). Chiedo di sottoscrivere l'articolo aggiuntivo 6.05 Tucci e mi permetto di sottolineare una cosa. Questa proposta emendativa sostanzialmente dà una struttura alla continuità amministrativa nei comuni in caso di emergenza, soprattutto considerata l'emergenza della carenza di personale che hanno oggi tutti i comuni italiani e - ribadisco - sempre i piccoli comuni.

Quella che è sostanzialmente un'ipotesi di mutuo soccorso, che viene attuata in maniera straordinaria, caso per caso, invece viene delineata come una struttura fissa che prevede un elenco di persone già adibite, in caso di emergenza, alla sostituzione del personale e che crea un rapporto stabile, a questo riguardo, fra ANCI e Dipartimento della Protezione civile.

Fra l'altro, non prevede neanche grandi apporti dal punto di vista finanziario. Si potrebbero anche utilizzare, infatti, con un'eventuale riformulazione, le strutture già esistenti. Si tratta di predisporre un piano triennale di copertura ed elenchi preventivi di personale straordinario.

Per una volta non trattiamo le emergenze come casi isolati, ma garantiamo, anche dal punto di vista amministrativo, la continuità dei servizi ai cittadini in caso di emergenza. La Protezione civile è già un'eccellenza in Italia e viene indicata a modello da altri Stati.

Predisponiamo questo piano, queste strutture di continuità amministrativa e renderemo sicuramente un miglior servizio ai cittadini italiani.

Certe volte sembra che, in maniera pregiudiziale, rigettiate gli emendamenti dell'opposizione anche quando sono di assoluto buonsenso, come questo. Quindi, vi invito a riconsiderare questo emendamento perché, effettivamente, darebbe grande sollievo a tante amministrazioni in caso di emergenze.

Siamo di fronte a un cambiamento climatico e penso a quello che abbiamo subito in Italia; io parlo da siciliana: ci sono i casi di Marsala e Petrosino di questi giorni dove, a seguito della tromba d'aria, c'è stato un morto e a queste città va la mia solidarietà. Fortunato si chiamava, se non ricordo male.

Quindi va assolutamente considerato il caso degli eventi non più straordinari, ma ordinari, di possibile emergenza; va predisposto un piano di sostituzione e un elenco che consideri questo fattore “sostituzione”.

Non mi pare sia una cosa dell'altro mondo, quindi non dite che noi dell'opposizione non abbiamo mai proposte. Le abbiamo, sono valide e di buonsenso, quindi accettatele (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle - Commenti del deputato Ciocchetti).

PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli articoli aggiuntivi 6.05 Tucci, 6.06 Bonafe', 6.01001 Del Barba e 6.01 Zaratti, con il parere contrario delle Commissioni, del Governo e della V Commissione (Bilancio), ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 41).

Passiamo all'articolo aggiuntivo 6.07 Alfonso Colucci. Se nessuno chiede di intervenire lo pongo in votazione.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 6.07 Alfonso Colucci, con il parere contrario delle Commissioni e del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 42).

Passiamo all'articolo aggiuntivo 6.08 Carotenuto. Se nessuno chiede di intervenire lo pongo in votazione.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 6.07 Carotenuto, con il parere contrario delle Commissioni e del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 43).

Passiamo all'articolo aggiuntivo 6.09 Baldino. Se nessuno chiede di intervenire lo pongo in votazione.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 6.09 Baldino, con il parere contrario delle Commissioni e del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 44).

Passiamo all'articolo aggiuntivo 6.010 Aiello. Se nessuno chiede di intervenire lo pongo in votazione.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 6.010 Aiello, con il parere contrario delle Commissioni e del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 45).

(Articolo 7 - A.C. 3076​)

PRESIDENTE. Passiamo all'articolo 7. Ha chiesto di parlare l'onorevole Borrelli. Ne ha facoltà.

FRANCESCO EMILIO BORRELLI (AVS). Grazie, Presidente. Intervengo solo per sottolineare due aspetti, rispetto a questo articolo e ovviamente al provvedimento.

In primis, purtroppo, anche in questo caso il Governo e la maggioranza hanno perso un'occasione. Avrebbero potuto rendere più efficiente e più strutturata la Protezione civile, come giustamente diceva il collega Zaratti, nata tra l'altro con Zamberletti che, quando non esisteva ancora, la creò dopo una tragedia nel 1980 in Campania, il terremoto dell'Irpinia. Purtroppo, siamo passati, a mano a mano, da un picco di funzionalità a un eccesso di burocrazia e a una mancata valorizzazione del volontariato. Non dimentichiamo che la gran parte degli uomini e delle donne che fanno attività di Protezione civile lo fa a titolo volontario. Eppure, molto spesso non vengono neanche ringraziati per l'attività che svolgono.

Queste norme, purtroppo, non risolvono due questioni. La prima: voi continuate a fare decreti, leggi con coperture zero. Per fare norme che rendano migliore la funzionalità di una struttura, c'è bisogno di fondi. Senza fondi è come dire: aumenta la sicurezza perché assumiamo più poliziotti, ma in realtà ne abbiamo 5.000 in meno rispetto a quattro anni fa. Purtroppo, pur comprendendo la buona volontà, c'è il rischio di essere bulimici nel fare norme che non hanno una reale incisività e non producono un effettivo miglioramento della funzionalità di una struttura e, dal nostro punto di vista, sono, purtroppo e molto spesso, solo specchietti per le allodole.

C'è una seconda cosa che sottolineiamo ed è il motivo per cui ci siamo astenuti su molti provvedimenti, proprio perché non vogliamo contrastare l'idea di occuparsi del tema della Protezione civile: come si fa a sostenere che abbiamo una struttura nazionale, quando, grazie alla volontà di questo Governo e di questa maggioranza, in particolare della Lega, ci troviamo di fronte a una cosa surreale? In questo momento c'è la protesta al Sud e abbiamo già l'esempio plastico della Padania… C'è la protesta al Sud e si devono incontrare con il Viceministro a Milano. Qual è il motivo? Il motivo è un'idea vergognosa: una sorta di allontanamento, di creazione di un mondo a parte, quello fatto, forse, dai più ricchi in questo momento del nostro Paese, anche forse da quelli che si stanno comportando in modo più egoista rispetto agli altri.

Come si fa a pensare di avere una struttura di Protezione civile funzionale a livello nazionale quando state demandando le funzioni ad alcune regioni, creando, tra l'altro, una situazione per cui - poiché le regioni in parte finanziano la Protezione civile - rischieremo di avere strutture molto ben finanziate in alcune realtà del nostro Paese, in cui si potrà intervenire in modo efficace ed efficiente, mentre altre invece saranno abbandonate a se stesse? È la solita visione: chi ha tanto, avrà sempre di più; chi ha poco, avrà sempre di meno. E questo non è lo spirito con cui è stata realizzata la Protezione civile: non creare un Paese di serie A, uno di serie B e uno di serie C2, ma creare un Paese che, almeno sulle emergenze, sia unito. E invece, l'episodio che è successo a Pozzuoli dimostra proprio un disprezzo nei confronti dei meridionali, in particolare (Applausi dei deputati del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra). Anche in quell'occasione abbiamo avuto un'Italia in cui non si presenta il Premier, non si presentano i Ministri. Arriva il capo della Protezione civile che dice: eventualmente conteremo i morti.

Ecco, questa norma fa pendant con quello che state facendo a livello regionale e crea una situazione che, purtroppo, porterà pochi benefici nella gran parte del nostro Paese.

Legiferare solo per una parte del Paese non solo è sbagliato, è vergognoso (Applausi dei deputati del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra).

PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 7.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera approva (Vedi votazione n. 46).

(Articolo 8 - A.C. 3076​)

PRESIDENTE. Passiamo all'articolo 8. Ha chiesto di parlare l'onorevole Dell'Olio. Ne ha facoltà.

GIANMAURO DELL'OLIO (M5S). Presidente, siamo alle dichiarazioni di voto sull'articolo 8, giusto?

PRESIDENTE. Esatto.

GIANMAURO DELL'OLIO (M5S). Perfetto. Grazie Presidente. Volevo giusto parlare un po' di questa clausola di invarianza finanziaria, che è la summa di queste - quante sono? - ben 8 pagine di disegno di legge. Uno si aspetta, quando riceve in mano disposizioni in materia di Protezione civile, di trovare tante norme perché, per quanto noi possiamo dire che la nostra Protezione civile è valida e sa lavorare bene in Italia, dobbiamo ricordarci che cos'è la Protezione civile, perché in Italia la Protezione civile è un Dipartimento sotto la Presidenza del Consiglio dei ministri, più tutte le altre sezioni regionali, ma noi non abbiamo davvero un corpo solo di Protezione civile.

Quindi, quando ci vediamo una disposizione in materia di Protezione civile, sapendo che siamo in un Paese dove i problemi idrogeologici ci sono e dove li risolviamo andando a dire che abbiamo risolto il 98 per cento di quello che è indicato nel PNRR, uno pensa: il 98 per cento? Allora, abbiamo risolto i problemi. No, no, attenzione, rispetto al 90 per cento indicato il 98 per cento è rispetto alle azioni da fare e non significa che il nostro Paese per il 98 per cento della propria estensione sia a posto, perché non è questa la realtà.

Noi non abbiamo ancora una carta geologica adeguata. Alcuni Paesi sono già alla seconda o terza release della carta geologica, invece noi dobbiamo ancora completare la prima e stiamo mettendo soldi poco alla volta - lo abbiamo fatto anche noi, come MoVimento 5 Stelle - nelle varie leggi di bilancio. Ogni tanto mettiamo i soldi per lavorare sui fogli della carta geologica, ma non sia mai che questo Governo abbia pensato di completare questo lavoro che è fondamentale per quanto riguarda l'assetto idrogeologico del Paese. No, piuttosto questo Governo ha pensato bene di dire alle persone: assicuratevi per i rischi, cioè ha dichiarato: noi non siamo in grado di proteggervi dai rischi idrogeologici, vi dovete assicurare. E ricordo il Ministro Musumeci - credo fosse l'anno scorso - all'intervento che fece al convegno dell'ANIA, in cui disse: io farei un passo ulteriore e direi addirittura che anche tutti i privati si devono assicurare. Questo significa totale assenza dello Stato, una dichiarazione di totale incapacità dello Stato di andare a supporto della popolazione.

Ma analizziamo questo articolo 8, che è l'articoletto in cui si dice semplicemente: “Dall'attuazione della presente legge non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica”. Questa è una presa in giro del Parlamento e degli italiani, perché questo disegno di legge sulla Protezione civile - e questo va ricordato agli italiani quando domani andrete a dire: è stato approvato il disegno di legge sulla Protezione civile - non interviene su quelle che sono le dotazioni della Protezione civile e sul migliorare questo assetto. No, interviene esclusivamente nel dire che istituisce la sezione speciale del personale, il trattamento economico del personale non dirigenziale. Parla, cioè, di un aspetto che, se vogliamo, è giusto e corretto, perché chi lavora nella Protezione civile deve essere adeguatamente remunerato, ma innanzitutto vi ricordo che questo Paese ha smantellato quella che ritengo essere la vera spina dorsale della Protezione civile che c'era in Italia, che era la Croce rossa militare, quando con il decreto legislativo n. 178 del 2012 ha di fatto smantellato la Croce rossa, l'ha resa un ente privato e ha reso la Croce rossa militare un soggetto volontario, fatto da volontari - sì, Presidente, finisco - e, di fatto, erano loro che intervenivano nei vari terremoti, intervenivano nelle varie emergenze, anche all'estero, nell'operazione Mare Sicuro, quando andavano a recuperare i cadaveri nel Mediterraneo. Erano loro che facevano tutto questo e noi l'abbiamo smantellato e dico “noi” come Stato.

Ma, voi, come fate ad affermare che non ci devono essere nuovi o maggiori oneri quando, nell'articolo 1, andate a dire che si “provvede a disciplinare (…) il trattamento economico, ivi incluse le indennità di funzione”? Andate a dire in ogni parte che si interviene anche sull'aspetto economico e sull'aspetto delle indennità. E se lo dovete fare nei limiti delle risorse disponibili ad esse destinate che fate? Togliete da una parte e mettete dall'altra? Come si fa a pensare di dire che si interviene a costo zero proprio sulla materia di trattamento economico, ma anche sulla materia della formazione?

Mi fa piacere che sia arrivato - purtroppo alla fine - il Ministro Musumeci. Sono contento, però spero che sia arrivato con dei soldi, Ministro, perché quello che manca qua dentro sono i soldi per la Protezione civile (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle e di deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).

PRESIDENTE. Concluda.

GIANMAURO DELL'OLIO (M5S). Quindi, da questo punto di vista, credo che sia una presa in giro - lo ripeto e chiudo con questo - del Parlamento e di tutti gli italiani il fatto di andare a dire che da questo provvedimento non devono derivare nuovi o maggiori oneri, perché la cosa peggiore è non solo “non derivano” ma “non devono derivare”, che significa che noi alla Protezione civile e alla sua organizzazione nella realtà non stiamo dando nulla.

PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 8.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera approva (Vedi votazione n. 47).

(Esame degli ordini del giorno - A.C. 3076​)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame degli ordini del giorno presentati (Vedi l'allegato A).

Invito la rappresentante del Governo ad esprimere il parere sugli ordini del giorno presentati.

GIUSEPPINA CASTIELLO, Sottosegretaria di Stato per i Rapporti con il Parlamento. Grazie, Presidente. Sugli ordini del giorno n. 9/3076/1 Carotenuto e n. 9/3076/2 Aiello il parere è contrario. Sull'ordine del giorno n. 9/3076/3 Tucci il parere è favorevole con riformulazione che all'impegno sostituisca le parole: “ad adottare” con le seguenti: “a continuare ad adottare, compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica”. Sull'ordine del giorno n. 9/3076/4 Alfonso Colucci, espunte le ultime quattro premesse, il parere è favorevole con la seguente riformulazione dell'impegno: “a valutare l'opportunità di destinare risorse aggiuntive e strutturali al Sistema nazionale di Protezione civile, per garantire maggiori condizioni di lavoro, formazione, sicurezza e operatività del personale, compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica”.

Sull'ordine del giorno n. 9/3076/5 Baldino il parere è favorevole con la seguente riformulazione: “a continuare ad adottare, compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica, iniziative volte a garantire che gli standard minimi di formazione e addestramento siano definiti e applicati in tempi certi e che le organizzazioni di volontariato della Protezione civile possano disporre di aggiornamento professionale con puntuale verifica, di adeguate dotazioni, attrezzature nonché dispositivi di sicurezza”.

Sull'ordine del giorno n. 9/3076/6 Auriemma il parere è favorevole con la seguente riformulazione: “a rafforzare ulteriormente gli strumenti di supporto tecnico, organizzativo e finanziario a favore dei comuni, con particolare attenzione ai piccoli enti e ai territori maggiormente esposti ai rischi, promuovendo altresì forme stabili di collaborazione e coordinamento tra amministrazioni per garantire standard omogenei di Protezione civile su tutto il territorio nazionale”.

Sull'ordine del giorno n. 9/3076/7 Penza il parere è favorevole con la seguente riformulazione: “a rafforzare ulteriormente, nell'ambito delle politiche nazionali di Protezione civile, gli interventi destinati alla prevenzione e alla preparazione dei territori, sostenendo la conoscenza e la valutazione dei rischi, l'aggiornamento dei piani comunali di Protezione civile, la formazione degli operatori e dei volontari e l'informazione e il coinvolgimento della popolazione, nonché favorendo forme di collaborazione tra i comuni per assicurare un'adeguata capacità di risposta alle emergenze”.

Sull'ordine del giorno n. 9/3076/8 Colombo, espunta la settima premessa, il parere è favorevole con la seguente riformulazione dell'impegno: “a promuovere, per quanto di competenza, nell'ambito dell'insegnamento trasversale dell'educazione civica, nel rispetto dell'autonomia delle istituzioni scolastiche e nei limiti delle risorse disponibili a legislazione vigente, attività di sensibilizzazione riguardanti la cultura della prevenzione dei rischi e le buone pratiche relative alla tutela della salute di studenti e personale”.

Sull'ordine del giorno n. 9/3076/9 De Palma il parere è favorevole. Sull'ordine del giorno n. 9/3076/10 Simiani il parere è contrario. Sull'ordine del giorno n. 9/3076/11 Braga, espunte le ultime quattro premesse, il parere è favorevole con la seguente riformulazione dell'impegno: “nelle more della definizione di nuove ed ulteriori competenze in materia di difesa civile nazionale, a continuare ad assicurare che le strutture, il personale e le risorse del Servizio nazionale della Protezione civile siano prioritariamente destinati allo svolgimento delle funzioni istituzionali di previsione, prevenzione e mitigazione dei rischi e di gestione delle emergenze”.

Sull'ordine del giorno n. 9/3076/12 Cerreto il parere è favorevole. Sull'ordine del giorno n. 9/3076/13 Zaratti, espunte le ultime sei premesse, il parere è favorevole al primo impegno con riformulazione che sostituisca le parole: “ad applicare” con le seguenti: “a valutare l'opportunità di applicare anche ai volontari, durante le operazioni di soccorso”; c'è una contrarietà al secondo impegno.

Sull'ordine del giorno n. 9/3076/14 Grimaldi il parere è contrario.

Sull'ordine del giorno n. 9/3076/15 Zanella, espunte le premesse, il parere è favorevole con la seguente riformulazione complessiva degli impegni: “fatte salve le competenze regionali e tenuto conto del finanziamento a regime, operato dal Governo, del Fondo regionale di Protezione civile, a valutare l'opportunità di continuare ad adottare iniziative volte a implementare la dotazione strumentale, gli equipaggiamenti e i dispositivi di protezione individuale dei volontari della Protezione civile”.

PRESIDENTE. Il resto dell'impegno rimane invariato o viene espunto?

GIUSEPPINA CASTIELLO, Sottosegretaria di Stato per i Rapporti con il Parlamento. No, è una riformulazione complessiva degli impegni.

Sull'ordine del giorno n. 9/3076/16 Mari, espunte le ultime cinque premesse, il parere è favorevole con la seguente riformulazione degli impegni: “a continuare a garantire il rispetto e la valorizzazione dell'autonomia della contrattazione collettiva, assicurando un corretto equilibrio fra fonte legislativa e fonte negoziale; a continuare a rafforzare il sistema integrato di Protezione civile, fondato sul coordinamento tra le diverse componenti del Servizio nazionale, sulla valorizzazione del ruolo delle strutture operative e sull'uniformità degli standard di intervento sul territorio nazionale”.

Sull'ordine del giorno n. 9/3076/17 Gardini, il parere è favorevole con riformulazione, che premette all'impegno le seguenti parole: “a valutare l'opportunità di”.

PRESIDENTE. A questo punto, colleghi, sospendiamo per dieci minuti, fino alle 12,10. La seduta è sospesa.

La seduta, sospesa alle 12, è ripresa alle 12,10.

PRESIDENTE. La seduta è ripresa.

Passiamo all'ordine del giorno n. 9/3076/1 Carotenuto, sul quale il parere del Governo è contrario. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/3076/1 Carotenuto, con il parere contrario del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 48).

Passiamo all'ordine del giorno n. 9/3076/2 Aiello, sul quale il parere del Governo è contrario. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/3076/2 Aiello, con il parere contrario del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 49).

Passiamo all'ordine del giorno n. 9/3076/3 Tucci. Onorevole Tucci, accoglie la riformulazione? Colleghi del MoVimento 5 Stelle, mi fate un cenno? Sì, accetta.

Passiamo all'ordine del giorno n. 9/3076/4 Alfonso Colucci. Onorevole Colucci, accoglie la riformulazione? Sì.

Passiamo all'ordine del giorno n. 9/3076/5 Baldino. Onorevole Baldino, accoglie la riformulazione? Sì.

Passiamo all'ordine del giorno n. 9/3076/6 Auriemma. Onorevole Auriemma, accoglie la riformulazione? Sì.

Passiamo all'ordine del giorno n. 9/3076/7 Penza. Onorevole Penza, accoglie la riformulazione? Sì.

Passiamo all'ordine del giorno n. 9/3076/8 Colombo. C'è un intervento del Governo: lo accantoniamo.

Sull'ordine del giorno n. 9/3076/9 De Palma vi è il parere favorevole del Governo.

Passiamo all'ordine del giorno n. 9/3076/10 Simiani, sul quale il parere del Governo è contrario. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/3076/10 Simiani, con il parere contrario del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 50).

Passiamo all'ordine del giorno n. 9/3076/11 Braga. Onorevole Braga, accoglie la riformulazione? No, se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/3076/11 Braga, con il parere contrario del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 51).

Sull'ordine del giorno n. 9/3076/12 Cerreto vi è il parere favorevole del Governo.

Passiamo all'ordine del giorno n. 9/3076/13 Zaratti. Onorevole Zaratti, accoglie la riformulazione? Sì.

Passiamo all'ordine del giorno n. 9/3076/14 Grimaldi, sul quale il parere del Governo è contrario. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/3076/14 Grimaldi, con il parere contrario del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 52).

Passiamo all'ordine del giorno n. 9/3076/15 Zanella. Onorevole Zanella, accoglie la riformulazione? No, se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/3076/15 Zanella, con il parere contrario del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 53).

Passiamo all'ordine del giorno n. 9/3076/16 Mari. Onorevole Mari, accoglie la riformulazione? No, se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/3076/16 Mari, con il parere contrario del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 54).

Passiamo all'ordine del giorno n. 9/3076/17 Gardini. Onorevole Gardini, accoglie la riformulazione? Colleghi di Fratelli d'Italia, mi fate un cenno? Sì.

Passiamo all'ordine del giorno n. 9/3076/8 Colombo, precedentemente accantonato. Chiede di parlare la Sottosegretaria di Stato per i Rapporti con il Parlamento, Giuseppina Castiello. Ne ha facoltà.

GIUSEPPINA CASTIELLO, Sottosegretaria di Stato per i Rapporti con il Parlamento. Presidente, intervengo per aggiungere all'impegno riformulato: “con particolare riferimento anche al sistema nazionale di allarme pubblico IT-alert e ai piani comunali di Protezione civile”.

PRESIDENTE. Onorevole Colombo, accoglie la riformulazione? Sì. È così esaurito l'esame degli ordini del giorno presentati.

(Dichiarazioni di voto finale - A.C. 3076​)

PRESIDENTE. Passiamo alle dichiarazioni di voto finale.

Ha chiesto di parlare, per dichiarazione di voto, il deputato Pierro. Ne ha facoltà.

ATTILIO PIERRO (MISTO-FNV-F). Grazie, Presidente. Onorevoli colleghi, il valore della Protezione civile si vede soprattutto quando il tempo per decidere è pochissimo. Lo dimostrano anche gli episodi di maltempo recenti a Marsala e Petrosino: due trombe d'aria hanno danneggiato abitazioni e una scuola. Sono esempi recenti di un problema che riguarda tutta l'Italia: frane, alluvioni, incendi, terremoti possono mettere un sindaco davanti a decisioni urgenti da prendere con le informazioni e i mezzi disponibili in quel momento.

Su questo tema parlo anche per esperienza personale: ho ricoperto l'incarico di assessore provinciale alla Protezione civile di Salerno. La nostra provincia negli anni ha affrontato frane, alluvioni, altre emergenze. Ho avuto modo di conoscere le difficoltà degli amministratori e il valore del lavoro svolto dagli uffici e dal personale. Condividiamo quindi il riconoscimento che il provvedimento attribuisce a chi opera nella Protezione civile, sosteniamo la scelta di istituire una disciplina contrattuale nazionale specifica per il personale delle regioni e degli enti locali, compresi i dirigenti: chi presta servizio in Campania deve poter contare sulle stesse tutele di chi lavora in Lombardia. Chi garantisce la reperibilità di notte, coordina le operazioni durante un'emergenza o parte in missione lontano dal proprio territorio, assume responsabilità particolari; riteniamo giusto prevedere indennità specifiche, formazione continua e adeguate tutele assicurative e legali.

C'è però un limite importante che voglio sottolineare: l'articolo 8 stabilisce che la legge non debba comportare nuovi o maggiori oneri alla finanza pubblica, le indennità saranno finanziate con le risorse già destinate alla contrattazione collettiva. Il fondo quindi resta lo stesso: si rischia di riconoscere un'indennità a un dipendente riducendo le risorse disponibili per un altro. Per noi di Futuro Nazionale servono risorse vere. La spesa per la Protezione civile riguarda la sicurezza nazionale, perciò proponiamo di scomputarla dai vincoli di bilancio.

Le risorse servono anche a prevenire le emergenze. Pensiamo a un piccolo comune che deve controllare un torrente durante forti piogge, oppure sorvegliare un versante a rischio frana: il tecnico incaricato ha bisogno di strumenti di monitoraggio affidabili, gli uffici devono avere personale preparato, mezzi efficienti e attrezzature aggiornate. La prevenzione è certamente un costo, ma dopo un'alluvione o una frana bisogna riparare strade, mettere in sicurezza abitazioni e ripristinare i servizi (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Futuro Nazionale Vannacci-Free). Una parte di quei danni può essere evitata intervenendo per tempo.

Su come impiegare meglio le risorse voglio richiamare una questione che abbiamo già sollevato in quest'Aula: il ricorso ai commissari straordinari. Noi di Futuro Nazionale abbiamo presentato un ordine del giorno sullo smaltimento dei materiali acquistati durante l'emergenza COVID e ancora presenti nei magazzini, ma purtroppo come al solito anche quest'ordine del giorno non è stato accolto. Un commissario può essere necessario in circostanze eccezionali, ma per lo smaltimento di quei materiali il Governo avrebbe potuto affidare le operazioni alle strutture ordinarie, coinvolgendo proprio la Protezione civile e destinando le risorse necessarie al suo personale e ai suoi mezzi. Era la strada che avevamo indicato: valorizzare gli uffici e i dipendenti già in servizio, anziché ricorrere a una gestione commissariale con relativi costi. Abbiamo professionalità che conoscono il territorio e le procedure: mettiamole nelle condizioni di lavorare meglio, riconoscendo anche economicamente le responsabilità che assumono.

C'è poi la questione della responsabilità penale affrontata dall'articolo 6. Un sindaco può essere costretto a scegliere durante un'emergenza con dati incerti e risorse limitate; a distanza di anni quella decisione può essere giudicata conoscendo ormai tutte le conseguenze dell'evento. Riteniamo giusto che il giudice tenga conto delle condizioni reali nelle quali si è agito: l'urgenza, la prevedibilità del pericolo, l'affidabilità delle informazioni e i mezzi disponibili. Il provvedimento prevede una causa di non punibilità per tutti i reati colposi, quando siano state rispettate le raccomandazioni delle linee guida, oppure le buone pratiche adeguate al caso concreto. Per i volontari la reperibilità è limitata ai casi di colpa grave in tutte le attività di Protezione civile; per le autorità e gli operatori la stessa limitazione riguarda le misure e gli interventi urgenti di gestione dell'emergenza.

Su questo, riteniamo opportuno valutare l'estensione della limitazione di colpa grave anche alle attività di previsione e prevenzione. Le responsabilità di un sindaco cominciano ben prima che si verifichi una calamità.

Ma resta una questione delicata quella relativa alle linee guida: saranno adottate entro 12 mesi con una direttiva del Governo e conterranno anche standard minimi di formazione e addestramento. Da quelle indicazioni, dipenderanno valutazioni importanti sulla responsabilità penale. Su queste linee guida, serve almeno il parere delle Commissioni parlamentari competenti, insieme a una procedura di aggiornamento periodico.

La relazione alla Camera, prevista ogni due anni dall'articolo 7, è utile, ma ritengo necessario che il Parlamento possa intervenire anche quando quelle regole vengono definite.

Presidente, il riconoscimento del personale e la tutela prevista per chi opera nell'emergenza sono aspetti che noi condividiamo. Un'emergenza può arrivare in pochi minuti; prepararsi ad affrontarla richiede anni di lavoro e investimenti fatti per tempo.

Pertanto, noi di Futuro Nazionale esprimiamo il voto favorevole su questo provvedimento (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Futuro Nazionale Vannacci-Free).

PRESIDENTE. Saluto le studentesse, gli studenti e gli accompagnatori dell'Istituto “Eugenia Ravasco” di Pescara, che assistono ai nostri lavori dalle tribune (Applausi). Oggi sono in visita alla Camera dei deputati e li ringraziamo per essere qui.

Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto finale l'onorevole Gadda. Ne ha facoltà.

MARIA CHIARA GADDA (IV-CR). Presidente, signor Ministro, approfitto anch'io per salutare gli studenti. Vedete, ragazzi, se c'è una certezza nel nostro Paese, è proprio la Protezione civile, che è composta da migliaia di dipendenti, che lavorano nell'emergenza, ma anche da oltre 4.000 sezioni di volontari che sono presenti capillarmente in ogni comune, persino nel più piccolo del nostro Paese.

E in quest'Aula - non siamo in un comizio elettorale; li avremo nei prossimi mesi - dobbiamo chiederci, quando votiamo, se il provvedimento che stiamo votando risponda alle esigenze per cui nasce, per cui viene raccontato, per cui viene poi speso sui territori.

C'è effettivamente l'esigenza di dare delle risposte, da un lato ai dipendenti della Protezione civile, nelle funzioni sia dirigenziali che non dirigenziali, ma anche ai volontari di Protezione civile, rispetto ad alcuni temi, perché la Protezione civile opera nell'emergenza, opera di notte, opera senza preavviso, opera quando nel nostro Paese si verificano alluvioni, frane. E il nostro modello fu un'intuizione felicissima di un mio conterraneo, l'ex Ministro Zamberletti, che, in seguito al terremoto del Friuli-Venezia Giulia, capì e comprese, in modo assolutamente lungimirante, che serviva una struttura organizzativa, dove fossero chiare le linee di comando e le competenze da trasferire a chi opera in situazioni di emergenza.

E, quindi, questo provvedimento cosa fa? Sicuramente chiarisce alcuni aspetti, è un passo avanti prevedere sezioni speciali nei comparti della funzione pubblica nell'ambito della contrattazione collettiva, introducendo anche criteri di premialità per valorizzare chi si contraddistingue nel delicato lavoro quotidiano, anche in momenti di grande stress.

Altrettanto importante è il tema dell'assicurazione contro gli infortuni. Su questo, però, apro una parentesi, anticipando il voto di astensione da parte del gruppo di Italia Viva. Infatti, questo è un provvedimento che non fotografa pienamente la realtà, ad esempio la realtà dei volontari di Protezione civile che operano fianco a fianco dei dipendenti di Protezione civile; quindi il tema assicurativo è fondamentale anche per loro.

E poi c'è l'altro tema, che riguarda lo scudo penale di fronte a situazioni in cui bisogna decidere, in pochissimi secondi, per salvare la vita delle persone. Qui, però - motivo del voto di astensione da parte del gruppo Italia Viva -, cade un po' la retorica del Governo, anche per il fatto di voler raccontare sui territori che si è dato un riconoscimento alla Protezione civile, a chi ci lavora o a chi presta il suo servizio in modo volontario. Ciò perché devono essere ancora fatte le linee guida e, quindi, necessariamente, ci sarà un giudice che dovrà valutare caso per caso, perché ci sono le responsabilità individuali, ma è necessario avere linee guida, linee di indirizzo, perché sono quelle che danno la garanzia all'interno della quale operare.

L'altro elemento riguarda la formazione. Voi, giustamente, avete inserito l'obbligo di formazione continua, la necessità di avere attrezzature idonee e adeguate. Il punto è che questo provvedimento, purtroppo, è a invarianza di risorse, quindi, a invarianza di risorse, significa che quello che avete scritto, tecnicamente, non si può fare. Quindi, confidiamo che nella legge di bilancio si possano trovare le coperture per dare attuazione a quello che avete scritto, ma al momento dobbiamo valutare e votare quello che è presente nel testo e l'articolo finale reca la dicitura classica “a invarianza di risorse”.

Un altro tema riguarda la confusione normativa. Infatti, se c'è una cosa che sanno nella Protezione civile, è che è necessario avere un'organicità, una chiarezza nelle linee di comando, perché questo consente a tutti di operare al meglio.

Un anno fa abbiamo votato la legge delega di riforma della Protezione civile; oggi, ci troviamo a votare su un altro provvedimento, ma aspettiamo ancora l'attuazione di quello che abbiamo votato un anno fa. Ma il tema più serio e più grave è capire come questi provvedimenti giusti, che noi condividiamo, si coniughino con il provvedimento che viene sbandierato soprattutto dai colleghi della Lega sull'autonomia differenziata. Già quattro regioni hanno chiesto di avocare a sé la gestione della Protezione civile, ma lo riteniamo sbagliato, perché serve una cabina di regia nazionale e, in questo provvedimento, peraltro, non rinunceremo mai a Italia Sicura - lo stiamo facendo dall'inizio di questa legislatura e continueremo a presentare i relativi emendamenti per reinserirla -, perché serve proprio una cabina di regia, un'unità di missione alla Presidenza del Consiglio, che dia indicazioni anche a quei sindaci che nelle situazioni di emergenza devono coordinarsi con la Protezione civile, con il personale sanitario, con i Vigili del fuoco.

Quindi le cabine di regia sono fondamentali per operare e per indirizzare al meglio le risorse. Voi avete detto no, in tutti questi anni, all'unità di missione; noi continuiamo a ritenere che sia un errore, perché quell'unità di missione serve a prevenire il dissesto idrogeologico, a intervenire su una questione… Lo dico a lei, Ministro, che viene dalla regione Sicilia, dove ancora siamo molto lontani nella gestione delle risorse idriche, negli investimenti; quindi, se vogliamo essere costruttivi e cambiare il Paese, bisogna dare anche strumenti tecnici di riferimento nei Ministeri, alla Presidenza del Consiglio per consentire che quello che ormai tutti dicono essere necessario venga messo a terra.

Quindi ci aspettiamo che questo provvedimento abbia un seguito nelle risorse, perché sicuramente è importante riconoscere il lavoro degli operatori della Protezione civile, ma senza risorse e senza un aggiornamento continuo sulle competenze - e chiudo su questo - difficilmente faremo dei passi in avanti.

E ci sono anche competenze nuove e importanti, che credo sia importante trasferire alla Protezione civile, per esempio quelle sulle nuove tecnologie, sull'utilizzo dei droni, su come le nuove opportunità della digitalizzazione - dall'interoperabilità delle banche dati fino alla gestione della tecnologia - sono importanti non soltanto per chi ha deciso di svolgere quell'attività in modo professionale, ma anche per le centinaia di migliaia di persone che, in modo volontario, decidono di fare quest'attività, di interrompere la loro attività lavorativa ordinaria e di andare nei luoghi dove ce n'è bisogno.

Quindi, da questo punto di vista, la formazione continua su quei temi è importante anche e soprattutto per il personale volontario, che è un bene prezioso per il nostro Paese.

Quindi ribadisco il voto di astensione da parte del gruppo di Italia Viva. Ci ritroveremo in sede di legge di bilancio per capire poi come ci confronteremo sul territorio con gli operatori della Protezione civile perché al momento questo provvedimento va nella direzione giusta, ma è una scatola vuota (Applausi dei deputati del gruppo Italia Viva-Casa Riformista).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Semenzato. Ne ha facoltà.

MARTINA SEMENZATO (NM(N-C-U-I)M-CP). Grazie, Presidente. Onorevoli colleghi, quando un'alluvione travolge un territorio, quando un terremoto sconvolge una comunità, quando un'emergenza mette a rischio vite umane, famiglie intere, mette in ginocchio le nostre aziende, c'è bisogno di sapere che le istituzioni sono presenti. In quei momenti lo Stato non è una parola astratta: è la capacità di intervenire, di organizzarsi, di assumere decisioni tempestive e di non lasciare nessuno da solo. La Protezione civile è una delle espressioni più concrete di questa presenza dello Stato nei nostri territori, anche in quelli più piccoli.

L'Italia è una Nazione straordinaria, ma fragile sotto molti aspetti. Rischi idrogeologici, terremoti, incendi ed eventi meteo estremi ci ricordano quanto è necessario investire nella sicurezza dei nostri territori e nella capacità di affrontare le emergenze. Non posso dimenticare, Ministro, e non posso non ricordare l'Acqua Granda a Venezia e il ruolo importante e fondamentale della Protezione civile e dei volontari in quell'occasione.

È evidente che un sistema è forte se sono forti le persone che lo fanno funzionare. Dietro ogni intervento ci sono donne e uomini che mettono a disposizione competenze, professionalità e soprattutto senso del dovere; persone chiamate a operare in condizioni difficili, a volte drammatiche, ad assumersi responsabilità importanti e a prendere decisioni quando il tempo è poco e le conseguenze possono essere decisive per la vita delle persone. A queste persone non basta solo rivolgere un ringraziamento quando l'emergenza è finita, occorre riconoscere concretamente il loro ruolo, garantire tutele adeguate e creare condizioni di lavoro coerenti con la responsabilità che sono chiamati ad assumersi. Valorizzare chi protegge i cittadini significa rafforzare la capacità dello Stato di proteggerli.

È in questa prospettiva che si inserisce il disegno di legge in esame, che interviene sul trattamento economico e giuridico del personale della Protezione civile e sulla disciplina delle responsabilità penali colpose connesse alle attività svolte in questo ambito. Parliamo di questioni che riguardano la qualità del servizio pubblico e la capacità delle istituzioni di rispondere alle esigenze di un'intera comunità. Chi opera nelle emergenze deve poter contare su regole chiare, strumenti adeguati e tutele coerenti con la specificità propria delle loro funzioni.

Questo vale anche per il tema delle responsabilità: garantire un quadro giuridico equilibrato non significa sottrarre qualcuno alla legge, ma consentire che le condotte siano valutate tenendo conto delle circostanze faticose, concrete in cui si è operato. La responsabilità deve essere accompagnata dalla certezza della regola, non dall'incertezza che rischia di ostacolare decisioni necessarie e che a volte devono essere prese nell'assoluta tempestività del momento.

Vorrei poi sottolineare un aspetto che mi sta molto a cuore. La sicurezza è anche una questione di vicinanza ai nostri territori. I comuni, le regioni e le strutture locali sono presìdi fondamentali perché conoscono le fragilità dei luoghi e i bisogni delle persone. Per questo è indispensabile una collaborazione efficace tra tutti i livelli istituzionali, nella quale ciascuno faccia la propria parte. E non possiamo dimenticare, Presidente, il volontariato: donne e uomini che rappresentano una straordinaria espressione della solidarietà italiana e che contribuiscono con dedizione e competenza alla protezione delle nostre comunità. A loro dobbiamo riconoscenza, ma anche sostegno e soprattutto valorizzazione.

Naturalmente rafforzare la Protezione civile significa guardare oltre l'emergenza: investire nella prevenzione, nella formazione, nella pianificazione e nella manutenzione del territorio. Perché intervenire tempestivamente è fondamentale, ma è prevenire i rischi e prepararsi ad affrontarli che è ancora più importante.

Lo Stato deve essere vicino ai cittadini, assumersi le proprie responsabilità e valorizzare le competenze di chi lavora al servizio delle nostre collettività. Le istituzioni si misurano non con le promesse, ma con la capacità di dare risposte concrete. La sicurezza non può essere uno slogan, ma un impegno quotidiano verso le famiglie, le imprese e i territori; è la fiducia che ogni cittadino deve poter riporre nelle istituzioni, soprattutto quando attraversa il momento più difficile. La forza dello Stato si misura anche nella sua capacità di arrivare in tempo, di proteggere le persone e di non lasciare indietro alcuna comunità.

Presidente, è con questa convinzione e con profondo senso di responsabilità verso tutti i nostri cittadini di tutte le nostre regioni che, a nome del gruppo di Noi Moderati, esprimo voto favorevole a questo importante provvedimento (Applausi dei deputati del gruppo Noi Moderati (Noi con l'Italia, Coraggio Italia, UDC e Italia al Centro)-MAIE-Centro Popolare).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Zaratti. Ne ha facoltà.

FILIBERTO ZARATTI (AVS). Grazie, signor Presidente. Nel 1982 nasceva il primo dipartimento della Protezione civile ad opera dell'onorevole Giuseppe Zamberletti, che era stato commissario straordinario del Governo per il terremoto del Friuli e per il terremoto dell'Irpinia nel 1980. Nacque questo dipartimento a seguito della tragedia che accadde a Vermicino - molti di voi la ricorderanno -, quella che vide vittima il povero Alfredino Rampi. Dopo quella ennesima tragedia, il Presidente della Repubblica Sandro Pertini incaricò Giuseppe Zamberletti di fare finalmente una proposta di organizzazione della Protezione civile e nel 1982 nacque il primo dipartimento.

Nacque così la Protezione civile italiana e, qualche anno dopo, la nuova Protezione civile fu messa subito alla prova nell'alluvione della Valtellina a causa della frana della Val Pola. Zamberletti in quell'occasione disse queste parole: “Per la prima volta, riuscivamo ad occuparci di proteggere e mettere in salvo i vivi, più che predisporci ed attrezzarci a raccogliere i morti”. Questo per dire quanto è stato importante questo personaggio. Lo voglio ricordare qui, alla Camera. Credo che sia doveroso un omaggio a Giuseppe Zamberletti, che ebbe la grande intuizione di integrare le capacità organizzative e di coordinamento nazionale con le realtà territoriali. La grande invenzione di Zamberletti e della Protezione civile italiana è proprio questa: l'integrazione tra realtà locali, regioni e comuni con la Protezione civile nazionale.

È proprio per queste ragioni che noi affrontiamo - in quest'Aula, così come l'abbiamo fatto in Commissione e in Senato - con grandissimo rispetto la discussione sulla Protezione civile. Perché quando si parla del sistema della nostra Protezione civile lo facciamo sapendo due cose fondamentali: quanto è debole il nostro Paese dal punto di vista della fragilità idrogeologica, dell'esposizione a rischi di varia natura, che spesso si traducono in eventi estremi che richiedono, in primo luogo, da parte della Protezione civile azioni risolutive e molto tempestive. Sappiamo anche qualcosa di più, sappiamo come questo Paese è particolarmente vittima dei cambiamenti climatici. Abbiamo visto le sei ondate di calore di questa estate o, forse, l'unica grande ondata di calore di questa estate, che ha messo a grave rischio la salute delle persone: migliaia di morti. Le persone più fragili del nostro Paese che sono rimaste sole. L'unico strumento che abbiamo avuto per cercare di contrastare i cambiamenti climatici è stata la Protezione civile. Proprio per affrontare la grande complessità di un Paese fragile dal punto di vista idrogeologico e sismico, riteniamo che il ruolo della Protezione civile, nei prossimi anni, debba essere ancora maggiore di quello che è stato finora, non dimenticando anche la grande questione dei cambiamenti climatici, la grande questione dei disastri ambientali, che sono numerosissimi nel nostro Paese e destinati, purtroppo, ad aumentare.

Noi abbiamo qualche punto di dissenso su questa legge, lo abbiamo detto durante la discussione generale e lo diciamo anche oggi. Il punto di dissenso è che noi pensiamo che non si possa affrontare un problema così grande e così importante non essendoci da parte del Governo nessuna disponibilità ad affrontare il problema della copertura finanziaria. Guardate che questa non è una questione così accessoria, è una questione che riguarda proprio la possibilità di questo strumento di essere efficiente e di salvare vite. Non finanziare la Protezione civile, nel senso di non finanziare il giusto rapporto di lavoro che tanti professionisti che ci vengono invidiati a livello mondiale devono avere e la Protezione civile intesa come organismo fatto di volontari, fatto di enti locali e via dicendo, che agisce con immediatezza rispetto alle grandi catastrofi, è un errore enorme, è un errore gravissimo proprio per il momento che sta vivendo il nostro Paese e per quello che sta accadendo in questo pianeta a seguito dei cambiamenti climatici.

Quindi, noi su questo punto non possiamo essere d'accordo, perché il Governo continua a fare provvedimenti di bandiera, provvedimenti che servono un po' a buttare fumo negli occhi rispetto alla capacità di entrare dentro i problemi del Paese e con l'invarianza di finanza vanifica qualunque tipo di intervento perché la copertura finanziaria è assolutamente determinante. Ma vi pare possibile che i nostri operatori, i volontari della Protezione civile, non debbano avere le dotazioni di protezione necessarie per interventi ad altissimo rischio e di grandissima importanza? E che quelle persone non debbano avere le necessarie garanzie per la tutela della loro salute? Questi sono volontari, persone che mettono a disposizione la propria persona, le proprie competenze e il proprio tempo, tempo che sottraggono alla famiglia e al lavoro per essere al servizio della comunità, e queste persone non vengono tutelate dallo Stato, che ne utilizza i servizi per la comunità, con tutte le necessarie garanzie per la loro protezione. Questo è assolutamente inaccettabile.

È inaccettabile uno Stato che si dimentica dei suoi migliori figli, proprio quelli che con abnegazione si mettono a disposizione della comunità e sono proprio quelli che vengono maggiormente abbandonati. E non a caso, c'è questa noncuranza da parte dello Stato e, devo dire, anche da parte di questo Governo, che ormai governa da oltre quattro anni e ha fatto il record di durata che ha festeggiato qualche settimana fa. Quindi, un Governo che si deve assumere le responsabilità dello stato del Paese e non può più far finta di niente ed è proprio questo Governo che si dimentica di questa miriade di associazioni di volontari, di persone, di uomini e donne che si mettono al servizio del Paese, determinando, di fatto, un allontanamento e una dispersione di queste energie. Invece di incrementarle, visti i tempi che stiamo vivendo e che abbiamo di fronte, si disperde questa forza. Negli ultimi dieci anni abbiamo più del 15 per cento di volontari in meno rispetto ai dieci anni precedenti. Questo significa che c'è un allontanamento e noi crediamo che questo sia un elemento assolutamente gravissimo, che deve essere risolto.

E poi devo dire sinceramente che ci sono questioni che dovrebbero essere affrontate con maggiore serietà. Ci sono tantissime emergenze locali. Nel corso del 2026, a fronte di richieste avanzate dalle regioni per coprire un fabbisogno superiore a 91 milioni di euro legati a eventi calamitosi, i fondi dichiarati inizialmente ammissibili dal Dipartimento si sono fermati a 14,3 milioni di euro. È una cosa che fa riflettere, è una cosa che non può essere accettabile. Del resto, in un recente vertice della Protezione civile, è stato dichiarato apertamente che la stagione dei fondi necessari alla ricostruzione è finita: non c'è denaro per finanziare ovunque la ricostruzione. Quindi, è del tutto evidente che, non essendoci denaro per la ricostruzione, quantomeno dovremmo mettere denaro per la prevenzione. Questo Governo non fa l'una cosa e non fa neanche l'altra.

Ma la questione sulla quale noi vogliamo soffermare la nostra attenzione e comunicarla al Governo, comunicarla al Parlamento, è il fatto che qui manca una visione. Voi venite qui a darci un provvedimento senza copertura finanziaria. La mano destra del Governo non sa quello che fa la sinistra, evidentemente, perché contemporaneamente state mandando avanti le intese delle quattro regioni del Nord, alle quali devolvete praticamente tutti i poteri in materia di Protezione civile, distruggendo una delle poche questioni e delle poche organizzazioni che sono di eccellenza internazionale per il nostro Paese: la Protezione civile che ci invidiano tutti. Riuscite a distruggere anche gli aspetti positivi del nostro Paese, a fronte del fatto che non riuscite neanche ad affrontare i problemi. Non affrontate i problemi, non li risolvete, ma contemporaneamente andate a distruggere ciò che funziona. Distruggere la Protezione civile italiana in questo modo, dividendo il Paese in due parti…

PRESIDENTE. Concluda.

FILIBERTO ZARATTI (AVS). …frammentando - e vado a concludere - le competenze tra le diverse regioni significa avere cittadini di serie A e cittadini di serie B, significa non distribuire in modo equo le poche risorse disponibili.

Noi ci asterremo, perché abbiamo rispetto della Protezione civile, dei lavoratori e dei volontari, ma crediamo che oggi il Governo stia perdendo una grande occasione. La Protezione civile è e deve rimanere un'eccellenza per il nostro Paese (Applausi dei deputati del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole D'Alessio. Ne ha facoltà.

ANTONIO D'ALESSIO (AZ-PER-RE). Grazie, Presidente. In premessa, dico che anche noi esprimeremo un voto di astensione, perché condividiamo pienamente le finalità e le intenzioni del Governo ma restiamo delusi sotto una serie di profili che proverò a esprimere.

La Protezione civile - sappiamo benissimo l'importanza nel nostro Paese di questa istituzione - fa capo alla Presidenza del Consiglio, ha un Ministro proprio ed è una realtà istituzionale di grande prestigio, una realtà di grande valore, di grande utilità. Storicamente, è venuta a costituirsi dopo il terremoto del Friuli-Venezia Giulia e di quello del 1980 in Campania e in Basilicata. Nel 1982 è stata strutturata e istituzionalizzata. Ricordiamo anche noi, come gruppo, con un grande ringraziamento ancora, la figura di Zamberletti, che ne è stato l'ideatore, colui il quale ha creato questa grande figura istituzionale.

Oggi, certamente, è necessario un intervento legislativo per rendere più funzionale il tutto e dunque questo disegno di legge, che noi, ripeto, condividiamo soltanto nei fini, intende recare disposizioni in una materia molto importante - dicevo, appunto, la Protezione civile - che traduce in concretezza un sentimento di responsabilità civile, di solidarietà, di altruismo, per cui una strutturazione più moderna è necessaria certamente.

Dunque, condividiamo gli obiettivi e anche alcuni profili della riforma: gli aspetti della contrattazione collettiva, l'assicurazione di coloro i quali fanno parte della struttura, anche se su questo abbiamo degli appunti da fare per la non completezza del provvedimento. Però, abbiamo delle perplessità piuttosto marcate. Innanzitutto, una riorganizzazione di questo tipo passa per un riordino centralizzato e contemporaneamente - appunto, è stato accennato anche dai colleghi - si è avuta la delega alle quattro regioni che hanno chiesto autonomia anche su questo tema, evidentemente svuotato. Emerge probabilmente - anche alla luce di questo provvedimento del Governo, di centralizzare sotto certi aspetti - una certa contraddittorietà.

La seconda perplessità viene dal fatto che vengono, con questo provvedimento, introdotte delle modifiche ad alcune fattispecie penalmente rilevanti, che però andrebbero effettuate con i passaggi giusti e con le giuste valutazioni, soprattutto per un'integrazione della novella legislativa alla luce della necessaria organicità e del necessario inserimento organico nel sistema.

Peraltro, c'è da sottolineare che il calendario e l'agenda - questa è una cosa che abbiamo più volte sottolineato - del Governo vengono dettati, troppo spesso, dalla cronaca e delle emergenze, che sono poi dettate dagli eventi. Allora, con i problemi che emergono nel Paese, partono le buone intenzioni, la necessità di regolamentare e, ove possibile, di gratificare, in linea teorica, una categoria o un settore da riorganizzare. Però le buone intenzioni e le condivisibili valutazioni sulla necessità di regolamentazione di un settore o di un servizio non possono non passare per lo stanziamento di risorse.

Questo è il punto vero, Presidente: occorrono gli strumenti, occorrono le risorse per raggiungere gli obiettivi. Il rischio reale è quello, invece, che, a fronte di finalità condivisibili, non si realizzi alcun risultato concreto, e questo, ovviamente, lascia la comunità e, soprattutto, gli enti locali con l'illusione di un cambio di passo solo sbandierato.

Soprattutto sugli enti locali ricade questa mancanza di risorse, di individuazione di risorse da versare su un tema di questo tipo, così importante, come la Protezione civile. Naturalmente, anche tutte le tematiche collegate, ivi compresa quella, a cui accennavo, della responsabilità, non possono prescindere dal mettere a disposizione degli operatori gli strumenti per agire con le condizioni idonee a fronteggiare vicende imprevedibili, che, naturalmente, esulano dalla serena quotidianità delle nostre giornate e che determinano enormi rischi e danni sui territori.

Dunque, in definitiva, ok sulle finalità, ma sono necessarie più risorse per la prevenzione, per la programmazione, per la formazione, per una pianificazione intelligente. Tra l'altro, noi avevamo, nel corso dei lavori di Commissione, segnalato due problematiche che non sono state colte dal Governo. Innanzitutto, la copertura assicurativa contro gli infortuni anche per la fase di formazione e di addestramento, perché è chiaro che chi va addestrarsi e va a formarsi per essere pronto a intervenire deve essere coperto dalla copertura assicurativa.

E poi la necessità forte di una formazione obbligatoria, continua e periodica per le attività riconnesse all'operatività, alle attività operative della Protezione civile. Dunque, maggiore coordinamento per fronteggiare evenienze ed essere attrezzati per interventi rapidi ed efficienti. Insomma, investimenti occorrono e non risultano, naturalmente, previsti in questo provvedimento. Quindi, non bastano lodevoli obiettivi tracciati più sulla carta che nella realtà, soprattutto in un Paese altamente sismico e caratterizzato da grave dissesto idrogeologico.

Occorrono investimenti seri e significativi, magari per investire sulla moderna tecnologia, per poter mettere in sicurezza, per quanto possibile, il nostro bellissimo, ma fragile, territorio. Per queste ragioni esprimeremo un voto di astensione (Applausi della deputata Grippo).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Aiello. Ne ha facoltà.

DAVIDE AIELLO (M5S). Grazie, Presidente. Oggi trattiamo un provvedimento in materia di Protezione civile, e l'Italia sappiamo benissimo essere uno dei Paesi, forse il Paese maggiormente a rischio dal punto di vista del rischio idrogeologico. Abbiamo ancora nitide, davanti ai nostri occhi, le scene che hanno colpito tutta Italia, ma, soprattutto, mi riferisco alla mia regione, la Sicilia: alluvioni, incendi, abbiamo visto la frana di Niscemi.

Approfitto, anche qui, della presenza del Ministro Musumeci per dirgli: Ministro, Niscemi sta continuando a crollare, forse non ve ne siete accorti (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle). Con le nuove piogge ci sono altri rischi, le frane stanno continuando, ed è inutile che lei fa spallucce, Ministro. Già faceva spallucce quando era presidente della Regione Siciliana e, infatti, per questo è stato indagato, insieme a tanti altri presidenti della regione, dove non avete fatto nulla (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle), nonostante fosse già presente, nei vostri uffici, la relazione che parlava del dissesto idrogeologico su Niscemi.

E ora vi presentate in quest'Aula con un provvedimento che parla di Protezione civile dove non avete messo un euro in prevenzione, in formazione e in contrasto al rischio idrogeologico. Avete chiuso questo provvedimento con l'articolo 8, che è una clausola di invarianza finanziaria. Ovvero, questo provvedimento non deve costare nulla alle casse dello Stato. Ma come si vuole pensare di risolvere i problemi della Protezione civile e del rischio idrogeologico nel nostro Paese senza investire un euro (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle)? È vergognoso! È vergognoso, Presidente.

Poi, tra l'altro, io vengo da Casteldaccia e non posso non ricordare quella tragica notte del 3 novembre 2018, quando il fiume Milicia è esondato e in una villetta del mio paese morirono nove persone, di cui due erano bambini, uno di un anno e una di tre anni. Quella notte, sicuramente, come tanti altri episodi che hanno purtroppo ferito la nostra terra, ci ha dato una lezione, che questa legge sembra non avere capito.

Quando si arriva a parlare di responsabilità penale si è già arrivati tardi: la partita si deve giocare prima, nelle mappe di rischio idrogeologico, nei piani di emergenza e nella formazione di chi deve intervenire e deve andare a bussare alle porte. Lo dico subito perché a noi non piace fare propaganda sulla pelle di chi soccorre gli altri. Questo provvedimento sicuramente affronta un problema vero, ovvero che nessun sindaco e nessun volontario vuole rischiare per paura del processo.

Quindi, sicuramente dovevate intervenire, e noi, infatti, non abbiamo fatto ostruzionismo su questo provvedimento, ma abbiamo cercato di portare delle proposte concrete, alle quali voi puntualmente avete detto “no”. Ora vado ad elencarle. Partiamo dai soldi: questa legge, all'articolo 8, chiude, come dicevo prima, con una clausola di invarianza finanziaria. Quindi, questa legge dice che non deve costare nulla allo Stato. Come fa il Governo a sostenerlo? Lo spiega nella relazione tecnica: l'assicurazione contro gli infortuni c'era già nel 1965, la tutela legale c'era già nel contratto nazionale, l'indennità per chi lavora nella Protezione civile c'era già nel contratto del 2019 e la formazione obbligatoria non costa niente, come scrive il Governo, perché è un obiettivo di performance dei dirigenti.

Tradotto: il corso va fatto, ma nessuno lo paga. Cosa abbiamo fatto oggi per chi entra nei fiumi in piena? Avete soltanto articolato il contesto ordinamentale. Noi vi avevamo fatto delle proposte concrete, vi avevamo chiesto di metterci soldi veri, un fondo per la formazione, le attrezzature e i dispositivi di protezione dei volontari: avete detto “no”. Con un mio emendamento vi chiedevamo un fondo per la sicurezza sul lavoro dei volontari, con formazione certificata e valutazione dei rischi nei comuni: avete detto “no”.

Vi chiedevamo un cofinanziamento statale per le indennità, perché un'indennità scritta in legge e non pagata si chiama soltanto “promessa”: avete detto “no”. Vi chiedevamo l'assicurazione e la tutela legale estesa a tutti i volontari iscritti negli elenchi, in modo uniforme in tutto il Paese, perché oggi questa legge la garantisce soltanto ai dipendenti e non ai volontari: avete detto “no”. Sapete quanto costava tutto questo, insieme, a regime? Circa 28 milioni di euro l'anno, 28 milioni per persone che mandiamo dentro le alluvioni e gli incendi.

Non erano soltanto idee nostre, Presidente. Noi vi abbiamo portato anche proposte che venivano dai sindaci, dall'ANCI, che ovviamente hanno vari colori politici. La colonna mobile dei comuni, perché, dopo una calamità, subito dopo che crolla una casa, crolla la capacità amministrativa dei comuni: voi avete detto “no”. Con un mio emendamento sulla somma urgenza vi chiedevamo tempi più realistici per riconoscere le spese, perché 30 giorni in un'emergenza che dura mesi espongono i sindaci ai rischi della Corte dei conti.

Era una proposta che il vostro stesso Governo, in Conferenza unificata, aveva ritenuto accoglibile, almeno in parte: avete detto “no” anche lì. Quindi, ricapitolando, volete tutelare i sindaci, ma gli dite di no, dite “no” alle proposte che arrivano dai vostri sindaci (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle). Arriviamo adesso a un'altra questione, quella dello scudo penale. Questo scudo nasce copiando quello dei medici, poi, strada facendo, è diventato più grande: per un chirurgo la non punibilità vale solo per imperizia e le linee guida passano da un sistema scientifico che viene coordinato dall'Istituto superiore di sanità; qui, invece, dopo il passaggio al Senato, vale per tutti i reati colposi e le linee guida le scrive direttamente una direttiva della Presidenza del Consiglio.

Quindi, le regole che decidono quale errore è punibile non le scrive una comunità scientifica, ma le scrive il Governo. Con un mio emendamento vi avevamo chiesto che almeno rispettassero la trasparenza e la correttezza scientifica: avete detto “no”. Ma c'è di più. Queste linee guida oggi non esistono, arriveranno entro 12 mesi. Nel frattempo, valgono le buone pratiche? Quali? Decise da chi? Verificate da chi? Vi abbiamo chiesto una cosa elementare: lo scudo parta quando ci sono le regole.

Prima le regole e poi lo scudo. No, anche qui. E quando arriveranno, nessuna procedura per aggiornarle. Le emergenze cambiano, il clima cambia, le regole che decidono chi va a processo, invece, resteranno ferme.

Vi abbiamo chiesto di escludere dallo scudo penale l'omicidio colposo e le lesioni gravi e gravissime, perché dietro un errore può esserci anche una famiglia che chiede verità e nel mio paese lo sappiamo bene: avete detto no anche a questa proposta. Vi abbiamo chiesto di non estendere lo scudo ai funzionari prefettizi e al personale del Viminale per le operazioni di coordinamento: anche qui, avete detto no. Vi abbiamo chiesto, infine, di chiarire che lo scudo penale non cancella la responsabilità civile, amministrativa e disciplinare: no.

E poi c'è il sindaco. In questa legge il sindaco compare due volte: come autorità e come volontario. Indovinate perché. Questo perché l'autorità risponde solo per colpa grave in emergenza, mentre il volontario, invece, risponde sempre. Allora vi abbiamo chiesto di scegliere: il sindaco o è autorità o è un volontario. Anche qui, no. Avete preferito non chiarire questo aspetto. Poi c'è un dettaglio che chi si occupa di lavoro conosce bene: questa legge conferma che a chi lavora nella Protezione civile, i limiti di orario e di riposo possono non applicarsi, in presenza di particolari esigenze. Quali siano queste esigenze dovrebbe dirlo un ulteriore decreto ministeriale previsto dal 2003 e mai emanato. Quindi la regola c'è, la deroga c'è, il confine alla deroga non c'è. Un operatore stremato è un operatore che sbaglia, poi magari lo processiamo per aver sbagliato.

Allora perché non votiamo contro questa legge, Presidente? Perché in questa legge ci sono persone che rispettiamo troppo per usarle come bersaglio e il nostro “no” lo raccontereste all'esterno come un “no” ai volontari e noi non vi faremo questo regalo (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle)! Ma non possiamo votare a favore di questa legge, Presidente, anche perché c'è una legge delega che riscriverà l'intero codice della Protezione civile e vi avevamo chiesto almeno di coordinare le due cose. Anche qui, avete detto di no. Ci asteniamo quindi, Presidente, con un impegno: questa legge la seguiremo riga per riga, quando usciranno le linee guida, quando arriveranno i decreti, quando qualcuno scoprirà che le indennità esistono solo in Gazzetta Ufficiale.

Presidente, chiudo. A chi domani entrerà in un torrente in piena, voi avete dato uno scudo, uno scudo penale di carta, buono per il giorno del processo. Noi avevamo chiesto un casco, un paio di guanti, un corso di formazione fatto bene, un'assicurazione che funzioni. Infatti, da Preone, come il collega Penza ha ricordato in quest'Aula, fino al fiume Milicia la lezione è sempre la stessa: il problema non è il giorno del processo, ma è il giorno prima. Lo scudo serve dopo; il casco serve prima (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle). Una buona legge non si giudica da quanti processi evita, ma da quanti funerali evita, da quante vittime evita. Per questo, Presidente, il MoVimento 5 Stelle dichiara il proprio voto di astensione (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

PRESIDENTE. Salutiamo le studentesse, gli studenti e gli accompagnatori della scuola secondaria di primo grado “Giuseppe Ungaretti”, dell'Istituto comprensivo “Grosseto 3”, che arrivano da Grosseto. Benvenuti alla Camera dei deputati (Applausi).

Ha chiesto di parlare l'onorevole Tenerini. Ne ha facoltà

CHIARA TENERINI (FI-PPE). Grazie. Signor Presidente, rappresentanti del Governo, onorevoli colleghi, ci sono momenti nei quali la qualità di uno Stato si misura in maniera particolarmente evidente; sono i momenti nei quali la normalità viene interrotta, le certezze vengono meno e le istituzioni sono chiamate a prendere decisioni dalle quali possono dipendere la sicurezza, i beni e talvolta la vita stessa delle persone. In quei momenti lo Stato non è un'entità astratta; ha il volto di un sindaco che deve decidere se evacuare un territorio, di un operatore che deve coordinare un intervento, di un volontario che si trova ad affrontare una situazione imprevedibile, anche il volto di un uomo o di una donna in divisa, chiamati a intervenire quando la sicurezza delle persone è in pericolo.

Dietro ciascuna di quelle decisioni esiste una responsabilità. È proprio da qui che dobbiamo partire per comprendere il significato del provvedimento che oggi siamo chiamati ad approvare, perché questa legge riguarda non soltanto l'organizzazione della Protezione civile, ma una questione più profonda: il rapporto tra il dovere di intervenire, le condizioni nelle quali quel dovere viene esercitato e le responsabilità che ne derivano; un rapporto che il nostro ordinamento deve saper disciplinare, con rigore, ma anche con equilibrio.

Noi siamo convinti che la responsabilità sia un principio irrinunciabile. Chi esercita una funzione pubblica deve rispondere delle proprie azioni, delle proprie omissioni e delle proprie negligenze. Ma siamo altrettanto convinti che non possa esistere una responsabilità giusta, se viene ignorata la realtà nella quale una decisione è stata assunta. Infatti, c'è una differenza enorme tra giudicare una scelta quando tutto è ormai accaduto e dover compiere quella stessa scelta quando ancora non sappiamo che cosa accadrà. È una differenza che il diritto conosce bene e che il legislatore ha il dovere di riconoscere.

La nostra giurisprudenza ha già affrontato in altri ambiti professionali il rapporto tra responsabilità, linee guida e valutazione della condotta. Non si tratta di sovrapporre discipline differenti, ma di riconoscere un principio comune: la responsabilità non può essere ricostruita soltanto a partire dalle conseguenze di un'azione; occorre valutare ciò che era conoscibile, ciò che era prevedibile e ciò che era concretamente esigibile nel momento in cui si è dovuto decidere.

È su questo terreno che interviene una delle disposizioni più significative della legge. La nuova disciplina della responsabilità penale tiene conto delle linee guida, delle buone pratiche, dell'incertezza scientifica, dell'urgenza e delle effettive condizioni operative e distingue correttamente la posizione dei volontari da quella degli operatori professionali e dell'autorità di Protezione civile: introduce non un principio di responsabilità, ma una disciplina che riconosce la specificità delle attività svolte e delle condizioni nelle quali esse vengono esercitate.

E questo è un punto sul quale voglio essere molto chiara: non dobbiamo costruire un ordinamento nel quale sia più semplice giustificare una decisione non presa piuttosto che assumersi la responsabilità di intervenire, perché il timore delle conseguenze giudiziarie non può trasformarsi in un incentivo all'immobilismo proprio quando i cittadini hanno maggiore bisogno della capacità di decisione delle istituzioni. Naturalmente questo non significa attenuare il dovere di diligenza o rinunciare all'accertamento delle responsabilità, ma significa evitare che la prudenza giuridica finisca per diventare paralisi amministrativa e operativa.

Ma questa legge affronta anche un'altra questione, che considero particolarmente importante per il lavoro svolto anche nella XI Commissione (Lavoro): per troppo tempo abbiamo chiesto al personale pubblico disponibilità, competenza, flessibilità e assunzione di responsabilità senza sempre riuscire a riconoscere adeguatamente le specificità delle diverse funzioni. Con questo provvedimento introduciamo sezioni contrattuali dedicate al personale della Protezione civile nell'ambito delle funzioni locali. È una scelta che ha un preciso significato: riconosciamo che la contrattazione collettiva deve poter distinguere tra attività diverse, responsabilità diverse e condizioni di lavoro diverse. Infatti, l'uguaglianza dei diritti non impone l'uniformità dei trattamenti. Questo non è un dettaglio tecnico, ma è una scelta che riguarda il modo in cui concepiamo il lavoro e il valore delle competenze, anche all'interno della pubblica amministrazione. Infatti, non possiamo continuare a considerare la disponibilità permanente, l'assunzione di responsabilità operative e la capacità di coordinare situazioni complesse come caratteristiche che appartengono naturalmente a una funzione senza riconoscerne adeguatamente il peso professionale.

Con questa legge affermiamo che la specificità del lavoro deve trovare una corrispondenza nella disciplina contrattuale e lo facciamo attraverso uno strumento nel quale Forza Italia crede profondamente: la contrattazione collettiva, ossia non imponendo dall'alto una disciplina rigida e indistinta, ma affidando alle parti contrattuali il compito di definire trattamenti coerenti con le funzioni effettivamente esercitate.

C'è anche un elemento di particolare rilievo: il riconoscimento di indennità specifiche, alcune delle quali possono essere disciplinate anche in deroga al principio dell'onnicomprensività della retribuzione. Questo significa riconoscere che determinate prestazioni e responsabilità non possono essere considerate automaticamente assorbite nel trattamento economico ordinario. È un principio di valorizzazione professionale che riguarda il personale della Protezione civile, ma che richiama una questione più generale: la capacità del lavoro pubblico di riconoscere e distinguere competenze, responsabilità e condizioni operative. Infatti, il riconoscimento delle professionalità non può essere affidato soltanto alle parole pronunciate nei momenti di emergenza, ma deve trovare spazio anche nelle regole che disciplinano concretamente il lavoro.

Le indennità di funzione, il pronto intervento, le missioni, la reperibilità, le turnazioni e la formazione continua entrano così in un quadro normativo che riconosce la particolare natura di queste attività. Sarà poi la contrattazione collettiva, nei limiti delle risorse disponibili, a definire la disciplina e i trattamenti economici. È un passaggio importante, perché restituisce centralità a uno strumento nel quale Forza Italia ha sempre creduto: la contrattazione come luogo nel quale le regole generali incontrano le caratteristiche effettive del lavoro.

Ed è precisamente sulla concreta attuazione di queste disposizioni che il Parlamento dovrà continuare a esercitare la propria funzione di controllo. E c'è una ragione profondamente politica per la quale Forza Italia riconosce in questo provvedimento un principio che appartiene alla propria identità.

Noi siamo liberali, crediamo nella libertà delle persone, nell'autonomia delle comunità, nella responsabilità individuale e nella capacità della società civile di organizzarsi; ma non abbiamo mai confuso la libertà con l'assenza dello Stato; anzi siamo convinti che uno Stato debba essere tanto più autorevole quanto più essenziali sono le responsabilità che gli vengono affidate. Ci sono momenti nei quali il bisogno di Stato diventa assoluto: quando una comunità viene colpita da una calamità, quando vengono meno le certezze più elementari, quando sono in gioco la sicurezza e la vita delle persone, lo Stato deve dimostrare di esserci: non attraverso la moltiplicazione delle procedure o la proclamazione dei propri poteri, ma attraverso la capacità concreta di decidere, intervenire e proteggere.

Qui si pone una questione di coerenza istituzionale: lo Stato che chiede ai propri uomini e alle proprie donne di essere presenti quando tutto il resto viene meno non può essere assente quando sono loro ad avere bisogno di certezze, di tutele e di regole giuste; non può pretendere responsabilità senza riconoscerne il peso; non può chiedere decisioni difficili senza considerare le condizioni nelle quali vengono assunte; non può celebrare il valore del servizio pubblico nei giorni dell'emergenza e dimenticarne le esigenze quando l'emergenza è finita, perché uno Stato autorevole non è quello che pretende tutto da chi lo serve, ma è quello che sa assumersi fino in fondo anche le proprie responsabilità verso di loro.

Colleghi, la Protezione civile italiana rappresenta una delle espressioni più concrete del rapporto tra istituzioni, comunità territoriali e partecipazione civica: è un sistema nel quale convivono professionalità, amministrazione pubblica e volontariato organizzato e proprio questa pluralità costituisce una delle sue caratteristiche fondamentali. Ma un sistema così articolato non può reggersi soltanto sulla disponibilità individuale, sul senso del dovere, sulla capacità delle persone di supplire alle difficoltà organizzative; ha bisogno di competenza, di formazione, di regole certe e di responsabilità chiaramente definite e soprattutto ha bisogno di uno Stato che non si limiti a chiedere ma sappia anche riconoscere.

Questo provvedimento si colloca esattamente in questa prospettiva e rappresenta una scelta politica che rivendichiamo perché crediamo in uno Stato autorevole, non in uno Stato che moltiplica gli adempimenti senza considerare le condizioni nelle quali devono essere rispettati. Crediamo in una pubblica amministrazione capace di decidere, ma non in un'amministrazione costretta a difendersi preventivamente da ogni possibile conseguenza delle proprie decisioni; crediamo nella responsabilità individuale, ma anche nel dovere delle istituzioni di creare condizioni giuridiche e professionali adeguate all'esercizio di quella responsabilità; e crediamo che il rispetto per chi serve le istituzioni si dimostri soprattutto attraverso la qualità delle leggi che siamo capaci di approvare.

C'è infine una considerazione che vorrei affidare a quest'Aula. Quando l'emergenza è finita, quando le immagini scompaiono dai telegiornali e l'attenzione pubblica si sposta altrove, resta il lavoro delle persone che hanno dovuto affrontarla; restano le decisioni assunte, le responsabilità esercitate, le conseguenze da gestire. Ed è allora che si misura la serietà delle nostre scelte, perché la riconoscenza di uno Stato non può durare soltanto il tempo di un'emergenza: deve avere la consistenza delle sue istituzioni, la certezza delle sue regole e la continuità dei suoi impegni. È questa la differenza tra celebrare il senso del dovere e assumersi come legislatori il dovere di riconoscerlo.

Voglio concludere con un'affermazione che per Forza Italia non ammette ambiguità: noi siamo e saremo sempre al fianco degli uomini e delle donne che servono le istituzioni, degli operatori e dei volontari della Protezione civile, delle donne e degli uomini delle Forze dell'ordine, di tutti coloro che ogni giorno assumono su di sé la responsabilità di proteggere la sicurezza e la vita degli altri. A loro va la nostra gratitudine senza esitazioni, senza distinguo, senza se e senza ma, una gratitudine che non deve esaurirsi nelle parole, ma deve tradursi nel rispetto, nella tutela e nel riconoscimento concreto del valore del loro servizio. Per queste ragioni a nome di Forza Italia dichiaro il voto favorevole a questo provvedimento (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente-PPE).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Nisini. Ne ha facoltà.

TIZIANA NISINI (LEGA). Grazie, Presidente. Onorevoli colleghi, Ministro, Sottosegretario, ci apprestiamo a votare un provvedimento importante che riguarda uno dei pilastri fondamentali del nostro Paese, che è il sistema nazionale della Protezione civile. C'è infatti un'Italia che non fa notizia finché non succede qualcosa, un'Italia che si sveglia di notte, alle 3 di notte, mette gli stivali ed esce di casa, e non lo fa per uno stipendio, non lo fa per un like, ma lo fa perché il Paese ne ha bisogno (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier e di deputati del gruppo Fratelli d'Italia). Parlo dei volontari della Protezione civile, parlo dei sindaci dei piccoli comuni, che devono emettere ordinanze in emergenza e spesso non sono supportati da un ufficio legale; parlo dei tecnici delle regioni, dei comuni, che sono reperibili H24, compresi i festivi.

Per anni il nostro Paese, lo Stato, ha sempre detto grazie, perché ha sempre avuto riconoscenza per queste persone, ma tutto si riconduceva a cerimonie, a medaglie. Ora si volta pagina, perché lo Stato ha deciso di esserci e di esserci con questa legge, tanto criticata ma tanto necessaria per il nostro Paese e soprattutto per la Protezione civile. La Protezione civile del nostro Paese ha bisogno di un supporto ed è invidiata da tutta Europa, perché è un sistema diffuso, è un'alleanza tra istituzioni e comunità, che vede lo Stato, vede le regioni, vede i comuni, vede più di 5.000 organizzazioni di volontari e strutture operative. Ma un'alleanza regge solo se nessuno viene lasciato indietro e, fino a oggi, chi soccorreva rischiava di rimanere solo nel momento più difficile, quello del giudizio.

Noi della Lega questa alleanza la conosciamo bene, perché da sempre viviamo e siamo accanto alle piccole comunità, alle vallate, ai piccoli comuni dove il sindaco conosce il volontario, chiama il volontario per nome, dove i volontari conoscono la singola strada, il singolo torrente, la singola casa isolata.

E questa legge nasce anche da una ferita del 2023, quando il 29 luglio un volontario della Protezione civile di Preone, in Carnia, perde la vita in seguito a un'emergenza nello svolgimento del suo volontariato. Il primo pensiero ovviamente va a lui e alla sua famiglia (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier).

In quella tragedia, il primo cittadino, il sindaco e il responsabile della Protezione civile sono stati condannati in primo grado. Non è definitivo e noi non ci metteremo a commentare questo processo. Però, come legislatori, una domanda ce la dobbiamo porre: è giusto che chi protegge la comunità debba avere più paura di un tribunale piuttosto che di una frana? Noi crediamo di no. E credo che a questa domanda, con questa legge, cominciamo a dare risposte.

Rispetto alle critiche che sono arrivate dall'opposizione, siamo consapevoli e i primi a dire che non è un punto di arrivo, ma questa legge cornice definisce alcune necessità di cui il comparto di Protezione civile e tutti gli attori coinvolti avevano bisogno e che richiedevano ormai da anni. Sono le stesse opposizioni… anche l'allora presidente dell'ANCI, Decaro, chiedeva non immunità, non impunità, ma un aiuto ai sindaci, un aiuto ai volontari, perché lui stesso viveva quotidianamente queste criticità e queste mancanze.

E questa legge fa due cose semplici: in primo luogo, riconosce che il lavoro della Protezione civile non è come gli altri, tant'è che nascono sezioni contrattuali dedicate per il personale delle regioni e degli enti locali; arrivano un'indennità di funzione e un'indennità di pronto impiego per chi garantisce turni e reperibilità e un'indennità di missione per chi coordina interventi fuori dal proprio territorio. E poi arrivano la tutela assicurativa, la tutela legale e la formazione continua obbligatoria perché il coraggio, senza preparazione, non basta.

In secondo luogo, fa chiarezza sulla responsabilità penale: vengono introdotte linee guida nazionali, entro 12 mesi, con standard minimi di formazione e addestramento uguali per tutti. Chi rispetta quelle linee guida o, in loro assenza, le buone pratiche adeguate al caso concreto non è punibile per i reati colposi. Il volontario - sia chiaro - risponde solo per colpa grave (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier). Anche autorità e operatori rispondono solo per colpa grave negli interventi urgenti di gestione dell'emergenza e il giudice dovrà anche valutare il contesto reale, l'incertezza scientifica, la prevedibilità dell'evento, l'urgenza, il ruolo di ciascuno, i mezzi e le risorse che c'erano e quelli che mancavano. Perché decidere in 5 minuti, con il fango alle ginocchia e il telefono che non prende, non è come decidere in un ufficio, con aria condizionata e magari dopo qualche anno, col senno di poi (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier).

Colleghi dell'opposizione, voi avete parlato di scudo penale, di impunità: niente di tutto questo. Avete parlato di linee guida come salvacondotto; noi stiamo parlando di persone che volontariamente si mettono a disposizione del Paese e lo fanno, come ho detto prima, non per uno stipendio, non per un like. Questi termini non fanno male alla maggioranza, che è anche orgogliosamente convinta di portare avanti questo provvedimento, ma rappresentano una mancanza di rispetto per tutti coloro che svolgono questa funzione quotidianamente.

E poi questa legge protegge chi fa il proprio dovere rispetto alle regole e chi sbaglia per colpa grave continuerà a risponderne davanti al giudice, perché questo è contenuto nel provvedimento. E non è una “norma liberi tutti”, come ho sentito più volte, anche durante l'iter in Senato. Poi per i medici questo principio esiste già: perché non deve valere anche per i volontari di Protezione civile?

Ci avete detto: prima la sicurezza, poi la responsabilità. Ecco, questa legge contiene sicurezza e responsabilità, perché c'è formazione obbligatoria, standard nazionali di addestramento e tutele assicurative. E, come ho detto, le linee guida non sono un salvacondotto; dicono che cosa si deve fare. Così, anche lo Stato si assume una parte di responsabilità.

Allora, avete anche detto che mancano le risorse. Innanzitutto il Governo, come tutti saprete, si è preso l'impegno, durante la lettura al Senato, di reperire le risorse già nel primo provvedimento utile. Ma la formazione, che è stata tanto criticata per mancanza di risorse, non parte da zero: le risorse esistono già, ci sono alcuni fondi, ad esempio i contributi del Dipartimento, per i quali il riparto è avvenuto proprio ad agosto 2026 e con i quali si possono finanziare fino al 95 per cento i progetti di formazione di volontari.

E poi c'è il Fondo regionale di protezione civile che questo Governo ha rifinanziato con 40 milioni nel 2026, con 60 milioni nel 2027 e con 60 milioni nel 2028. Poi le indennità si pagano anche con le risorse dei contratti resi disponibili dai contratti nazionali delle funzioni locali e dalla contrattazione integrativa, e possono essere anche finanziate dal Fondo risorse decentrate, così come è avvenuto nel 2018 per la Polizia locale. I commissari della Commissione lavoro lo sanno benissimo, perché il presidente Rizzetto l'ha ribadito più volte, come è avvenuto nel 2018.

Però, nonostante le dichiarazioni, qui alla Camera… l'onorevole Fornaro ha definito condivisibili proprio le norme sulla tutela giudiziaria, specialmente dei volontari, l'onorevole Scotto ha parlato di finalità condivise e l'onorevole Colucci, del MoVimento 5 Stelle, ha riconosciuto alla legge il pregio di accrescere le tutele. E vi ricordo due cose: lo scorso anno, l'emendamento della Lega, in Senato, è passato con l'unanimità dei commissari, anche con i vostri voti, e così anche alla Conferenza delle regioni, le regioni non amministrate dal centrodestra - mi vien da pensare alla Toscana, dove vivo -, hanno approvato una proposta del Friuli-Venezia Giulia per tutelare volontari e sindaci. Allora eravate d'accordo ma, non si sa come mai, ora è cambiato tutto.

E non basta. Mentre al Senato il MoVimento 5 Stelle parlava di scudo penale, qui alla Camera l'onorevole Iaria lamentava che i sindaci fossero tutelati troppo poco. Allora, mettetevi d'accordo: o è troppo o è poco, entrambe le cose non vanno d'accordo.

Presidente, concludo. Riteniamo che questa legge sia di buonsenso. Come ho detto prima, non è un punto d'arrivo, ma è un inizio, è una legge cornice che mette le basi. Il Governo si è impegnato per dare dignità al lavoro di tutti i volontari di Protezione civile, a tutto il sistema della Protezione civile quale pilastro fondamentale per la sicurezza del nostro Paese. Come Lega-Salvini Premier, voteremo convintamente e orgogliosamente a favore di questo provvedimento (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier).

PRESIDENTE. Salutiamo le studentesse, gli studenti e gli accompagnatori dell'Istituto statale di istruzione superiore “John Fitzgerald Kennedy”, che arrivano da Monselice, in provincia di Padova. Benvenuti alla Camera dei deputati (Applausi).

Andiamo avanti con gli interventi. Tocca all'onorevole Augusto Curti, prego.

AUGUSTO CURTI (PD-IDP). Grazie, Presidente. Presidente, il gruppo del Partito Democratico riconosce la fondatezza delle esigenze da cui nasce questo disegno di legge, ma, nello stesso tempo, giudica insufficienti le risposte che il Governo ha scelto di fornire. È una distinzione che merita di essere spiegata perché riguarda la credibilità degli impegni assunti verso chi protegge le nostre comunità. L'esperienza del terremoto del 2016 nel Centro Italia, che ho vissuto da sindaco di uno dei comuni colpiti, ci ha riconsegnato la consapevolezza profonda del valore della Protezione civile: una presenza capace di restituire orientamento quando vengono meno le certezze. Nella collaborazione tra istituzioni, strutture operative e volontari prende forma una solidarietà che tiene insieme il Paese, proprio nei momenti in cui rischia di disgregarsi nella vita delle persone.

A quel patrimonio di competenze e dedizione dobbiamo un riconoscimento esigente che impegni il legislatore alla qualità delle proprie decisioni. La gratitudine pubblica acquista sostanza quando diventa organizzazione, quando diventa preparazione, quando diventa continuità del servizio.

È proprio su questo terreno che oggi misuriamo questo provvedimento. L'istituzione di sezioni contrattuali dedicate al personale delle strutture territoriali risponde a un'esigenza reale: compiti peculiari, disponibilità operativa e responsabilità gravose richiedono un trattamento adeguato. Apprezziamo, dunque, l'attenzione all'indennità, alla formazione permanente, alle garanzie assicurative e alla tutela legale. Sono obiettivi che il Partito Democratico condivide e che avrebbero potuto consentire una convergenza parlamentare più ampia, ma l'articolo 8 impone che tutto avvenga senza nuovi oneri per la finanza pubblica (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).

Alla contrattazione viene affidato il compito di tradurre quelle previsioni in benefici effettivi, entro le risorse disponibili. Il riconoscimento di maggiori tutele viene così separato dalla scelta di andarle a finanziare. Il rischio è evidente: comprimere altre destinazioni dei fondi contrattuali oppure lasciare che l'attuazione dipenda dagli spazi finanziari delle singole amministrazioni. Per i comuni più piccoli, sui quali gravano responsabilità sproporzionate rispetto agli organici e ai mezzi, questa contraddizione assume un peso particolare. La sicurezza delle comunità esige una capacità amministrativa che lo Stato deve contribuire a costruire.

Abbiamo indicato una soluzione concreta, anche qui alla Camera questa mattina, con l'emendamento del collega Arturo Scotto che proponeva 30 milioni per il 2026 e 100 milioni annui dal 2027, destinati al personale, alla preparazione degli operatori, al rafforzamento delle dotazioni. È stato respinto. Allo stesso modo sono state respinte le nostre proposte per la sicurezza dei volontari, per la copertura assicurativa uniforme e per l'assistenza legale. Erano interventi capaci di dare consistenza agli obiettivi che avevate dichiarato.

La questione delle responsabilità penali richiede altrettanta serietà: chi deve decidere in condizioni di urgenza, sulla base di informazioni incomplete e con risorse limitate ha diritto a una disciplina che consideri le circostanze effettive nelle quali ha operato. Un sindaco non può diventare il destinatario indistinto di ogni responsabilità per il fatto di rappresentare la propria comunità. Il Partito Democratico sostiene da tempo la necessità di delimitare con precisione gli obblighi degli amministratori. Su questo terreno occorre tenere insieme la serenità di chi interviene e la tutela delle persone affidate al suo intervento. È un equilibrio molto delicato.

L'articolo 6 esclude la punibilità per i reati colposi quando siano rispettate linee guida o, in loro assenza, buone pratiche adeguate al caso concreto. Prevede inoltre una responsabilità limitata, la colpa grave, per i volontari e, negli interventi urgenti di gestione dell'emergenza, per autorità e operatori. La nostra obiezione riguarda il rapporto tra queste disposizioni e l'ampiezza della prima previsione. Una materia tanto sensibile avrebbe richiesto una costruzione giuridica più sorvegliata.

La proposta avanzata dai senatori del Partito Democratico - e ripresentata qui alla Camera - seguiva una strada precisa, cioè quella di ridurre il rispetto delle raccomandazioni alla valutazione della colpa, escludendone la gravità quando le condotte siano conformi a indicazioni proporzionate e adeguate alla situazione affrontata. Si sarebbe così conservato un impianto unitario, fondato sull'esigibilità del comportamento e sulle condizioni reali delle decisioni. Anche questa correzione è stata respinta.

La vicenda individuale che sollecita l'attenzione della politica merita ascolto. La risposta legislativa deve essere la lungimiranza di una regola generale.

La protezione di chi presta soccorso comincia molto prima dell'eventuale processo: nella conoscenza dei rischi, nella qualità dell'addestramento e nella chiarezza dei compiti assegnati. Ridurre l'esposizione agli incidenti è il primo dovere verso chi offre il proprio tempo alla collettività. Vi è, infine, una questione di coerenza istituzionale. Mentre si interviene sull'ordinamento della Protezione civile, il Governo porta avanti il percorso di autonomia differenziata con la Lombardia, con il Veneto, con il Piemonte e con la Liguria, che comprende funzioni nello stesso ambito.

Occorre spiegare quale disegno complessivo tenga insieme questi indirizzi e come venga preservata l'efficacia del coordinamento nazionale. Le autonomie territoriali sono una risorsa essenziale, conoscono i luoghi, ne interpretano i bisogni e assicurano la prossimità. La loro forza cresce dentro una rete solidale, nella quale ciascuna comunità possa contare anche sulle capacità delle altre. Questo è il vero valore del Servizio nazionale di Protezione civile. La frammentazione delle regole e l'accentuazione delle differenze finanziarie, al contrario, rischiano di indebolirlo proprio dove il sostegno pubblico è più necessario.

Per i territori colpiti dal sisma, per i paesi esposti alle frane e per le comunità minacciate dalle alluvioni l'uguaglianza si misura anche nella possibilità di ricevere protezione tempestiva e competente. È una responsabilità della Repubblica nella sua interezza che deve orientare ogni scelta sul riparto delle funzioni. Da qui discende anche la necessità di una politica stabile di prevenzione, sostenuta da investimenti e da amministrazioni attrezzate. La cura del territorio deve attraversare il tempo ordinario dell'azione pubblica.

Affidarsi alla mobilitazione straordinaria, quando il danno si è prodotto, significa chiedere continuamente al sistema di soccorso di compensare ciò che la programmazione ha trascurato. Presidente, per tutte queste ragioni, il Partito Democratico opterà per l'astensione. Il Governo aveva l'occasione di consolidare una delle infrastrutture più preziose per il nostro Paese; ha lasciato, invece, irrisolti il finanziamento delle misure, un equilibrato assetto delle responsabilità e la coerenza della propria politica territoriale. Noi, come Partito Democratico, continueremo a lavorare su questi punti, perché la fiducia di chi serve le comunità corrisponda finalmente all'affidabilità delle scelte dello Stato (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Coppo. Ne ha facoltà.

MARCELLO COPPO (FDI). Grazie, Presidente. Onorevoli colleghi, parliamo di un provvedimento che, da parte di diversi interventi che ho sentito, anche delle opposizioni, parrebbe che chiedesse fondi in più, perché senza questi fondi non si sarebbe fatta l'attività di Protezione civile. Su questo volevo solo segnalare che ci sono stati dei provvedimenti precedenti, che probabilmente sono sfuggiti all'attenzione di alcuni colleghi, tra cui: il decreto-legge n. 113 del 2024, che mette 200 milioni sul piatto della Protezione civile; la legge di bilancio del 2025, comma 95, che aggiunge 50 milioni; la legge di bilancio 2026, che rifinanzia 300 milioni nel 2026 e 380 milioni nel 2027 e 2028.

Quindi, stando alla metafora utilizzata da un collega, caschetto, maglietta e attrezzatura noi le abbiamo messe. Quello che serviva e che serviva in più era un'organizzazione e un'identificazione organica di quella che era la struttura di Protezione civile, per non lasciare dubbi e non lasciare incertezze quando succedono degli eventi decisamente catastrofici. Anche perché la Protezione civile si trova a fronteggiare i quattro elementi, poiché le catastrofi possono venire dall'acqua, possono venire dalla terra, possono venire dal fuoco e possono venire dall'aria.

Abbiamo aggiunto anche un altro elemento, che abbiamo vissuto con il COVID-19, che è stato, appunto, il problema della malattia. Proprio su questo devo dire che porto una testimonianza anch'io: ero vicesindaco durante l'emergenza COVID e una delle più grandi paure che avevamo era quella di prendere dei provvedimenti, che dovevi prendere subito, dovevi prendere urgentemente, anche in base a quelli che erano gli ordini dal punto di vista nazionale, con il terrore e la paura che poi qualcuno ti venisse a chiedere, magari nella procura della Repubblica, perché avevi preso quei provvedimenti.

Vagli a spiegare che li hai presi in buona fede. Questa è la più grande paura che hanno gli amministratori locali e la più grande paura che hanno le persone che lavorano nella Protezione civile. Anche perché, come ad esempio nella nostra città, quando capitò l'alluvione nel 1994, se non hai comunicazione, hai l'acqua fino al primo piano e non sai cosa fare perché non hai neanche la corrente elettrica, quindi le comunicazioni sono saltate, arriva la Protezione civile, tira su le torri radio, arriva magari con i propri mezzi e rimette in piedi lo Stato che in quel momento non ha gli strumenti per fare lo Stato.

Queste persone vanno rispettate e, ovviamente, vanno anche aiutate. Aiutate come? Con una formazione adeguata, che è nel provvedimento; con una retribuzione, per quanto riguarda i lavoratori negli enti locali, adeguata secondo il nostro concetto, che è quello di far fare alla contrattazione collettiva quello che è il lavoro della giusta retribuzione. In più servono delle persone che, nel momento dell'urgenza, quando si devono trovare a decidere cosa fare o anche solo come indicare, cosa dire alle persone che chiedono loro una mano o anche solo delle indicazioni, non devono avere il timore e la paura di dare delle informazioni che possono, un domani, portare a loro delle conseguenze.

Quindi, anche un grande ringraziamento va dato a tutti i volontari di Protezione civile, quei volontari che si alzano la mattina, magari dopo che hanno lavorato; magari sono operai, sono artigiani, sono professionisti o anche pensionati, che sono pronti, magari anche con la reperibilità, a mettersi a disposizione, a mettersi la tuta della Protezione civile e intervenire in qualsiasi situazione. Va dato questo ringraziamento perché queste persone esprimono un grande valore per la propria Patria.

Non è un caso che molte delle associazioni che partecipano alla Protezione civile sono anche associazioni d'arma, ne ho visti pochi dai centri sociali iscritti alla Protezione civile; sarà che la sensibilità, ovviamente, è testimoniata anche da queste piccolezze e questi aspetti non certamente secondari. Con questo io ritengo che il lavoro sia stato fatto bene e la parte della tutela penale per quanto riguarda gli operatori di Protezione civile è anche ben calibrata.

Perché un conto è il volontario, al quale giustamente, se non per colpa grave, non si possono addebitare dei comportamenti, mentre per chi, invece, è inserito nella struttura pubblica della Protezione civile è ovvio che questa tutela si va a delineare quando vi sono delle emergenze, perché, se c'è l'ordinarietà, va da sé che deve essere usato il metro normale. Con questo io dichiaro che Fratelli d'Italia voterà favorevolmente a questo provvedimento perché è un provvedimento che aiuta la Protezione civile. Quindi, un ringraziamento al Ministro, un ringraziamento alla Commissione e al relatore. Fratelli d'Italia voterà “sì” a questo provvedimento (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. Sono così esaurite le dichiarazioni di voto finale.

Colleghi, vi ricordo che, subito dopo la votazione, ci sarà la commemorazione dell'onorevole Raffaele Costa. Quindi vi invito anche a rimanere.

(Votazione finale ed approvazione - A.C. 3076​)

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione finale.

Indìco la votazione nominale finale, mediante procedimento elettronico, sul disegno di legge n. 3076​: S. 1779 - "Disposizioni in materia di protezione civile" (Approvato dal Senato).

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera approva (Vedi votazione n. 55).

Commemorazione dell'onorevole Raffaele Costa.

PRESIDENTE. (Si leva in piedi e, con lui, l'intera Assemblea e i membri del Governo). Colleghe e colleghi, lo scorso 11 settembre si è spento a Mondovì, suo paese natale, in provincia di Cuneo - all'età di novant'anni e dopo una lunga malattia - Raffaele Costa, deputato dalla VII alla XIV legislatura, parlamentare europeo e più volte Ministro.

Nato l'8 settembre 1936, laureato in giurisprudenza e scienze politiche, avvocato e giornalista, entrò per la prima volta a quarant'anni a Montecitorio, esattamente cinquant'anni fa, nel 1976, eletto nelle file del Partito Liberale, assumendo l'incarico di vicepresidente della Commissione agricoltura.

A partire dalla legislatura successiva e fino al 1989, fu nominato in più occasioni - e precisamente in otto diverse compagini governative - Sottosegretario di Stato, dapprima alla Giustizia, quindi agli Affari esteri, all'Interno e, infine, ai Lavori pubblici.

Tra il 1991 e il 1992, nel corso della X legislatura, venne eletto presidente della Commissione difesa della Camera dei deputati. Ma fu solo una breve parentesi, perché a partire dal 1992 e per alcuni anni successivi, venne nuovamente chiamato ad assumere responsabilità dirette di Governo, questa volta nel rango di Ministro.

In particolare, nell'ambito del primo Esecutivo guidato da Giuliano Amato, fu inizialmente nominato Ministro senza portafoglio per il Coordinamento delle politiche comunitarie e degli affari regionali, per poi essere chiamato ad assumere la guida del dicastero della Salute.

Venne poi nominato Ministro dei Trasporti nel Governo Ciampi, assumendo altresì - ma solo ad interim - la responsabilità del Dicastero della Marina mercantile.

Con il varo del primo Esecutivo guidato da Silvio Berlusconi fu, infine, chiamato a ricoprire nuovamente l'incarico di Ministro della Sanità.

Iscritto al Partito Liberale Italiano, che raccoglieva tradizionalmente i suoi migliori risultati proprio nella provincia di Cuneo, storico presidio elettorale, prima di Giovanni Giolitti e quindi di Luigi Einaudi, Raffaele Costa - a seguito delle dimissioni di Renato Altissimo - assunse l'incarico di segretario del partito nel 1993, traghettandolo fino al suo formale scioglimento, che sarebbe avvenuto di lì a qualche mese.

Costa fu allora protagonista, insieme ad Alfredo Biondi e Stefano De Luca, della fondazione dell'Unione di Centro che - in occasione delle elezioni politiche del 1994 - si schierò con Forza Italia, riuscendo a fare eleggere diversi esponenti nelle liste del nuovo partito fondato da Silvio Berlusconi.

Nel 1999 venne eletto parlamentare europeo e anche nella sua esperienza a Bruxelles e a Strasburgo seppe testimoniare il suo liberalismo sempre pragmatico e concreto, sempre mirante all'efficienza delle istituzioni.

Una volta concluso anche l'ultimo mandato da deputato, tornò a fare politica a livello locale, ricoprendo la carica di presidente della provincia di Cuneo dal 2004 al 2009 riconfermando un legame con il suo territorio di riferimento che non aveva mai abbandonato.

Nel 2010 venne eletto consigliere regionale del Piemonte, ma fu costretto a lasciare dopo pochi mesi per problemi di salute.

Raffaele Costa sarà ricordato per moltissime cose. Mi piace mettere l'accento sulla sua battaglia in favore della trasparenza della pubblica amministrazione, contro gli eccessi della burocrazia e gli sprechi, che gli valse, nelle redazioni giornalistiche, il titolo di “Censore di Mondovì”. A tale questione, che fu il primo ad affrontare con straordinario rigore e lungimiranza, dedicò anche diversi scritti, prodigandosi anche in attività ispettive condotte in prima persona, soprattutto quando - da Ministro della Sanità - si presentò, senza preavviso e anche di notte, in diversi ospedali italiani, interloquendo direttamente con i pazienti e il personale in servizio, per verificare malfunzionamenti, condizioni igieniche, inefficienze e sprechi. Un'attività rigorosa, ribadisco, sempre accompagnata dal tratto del rispetto della persona, sempre al centro di ogni sua iniziativa.

Con la scomparsa di Raffaele Costa il nostro Paese, l'Italia, perde un protagonista della storia del liberalismo, esponente di una politica fondata sul rispetto della legalità e degli avversari, nei confronti dei quali non ebbe mai un atteggiamento men che corretto e riguardoso. Politico competente, arguto e preparato, Raffaele Costa si è sempre distinto per la difesa delle libertà individuali, dello Stato di diritto e dei principi democratici, lasciandoci una preziosa testimonianza, civile e morale, di probità e grande senso dello Stato. In breve, un faro per molti di noi e, certamente, un esempio per chiunque ricopra incarichi istituzionali.

La Presidenza ha già fatto pervenire ai familiari le espressioni della più sentita partecipazione al loro dolore. Desidero, oggi, rinnovarlo alla moglie Gabriella, agli altri familiari che sono presenti nelle tribune e che estendo al figlio Enrico, al caro Enrico, che siede tra i nostri banchi e al quale mando un caloroso abbraccio (Applausi). Invito l'Assemblea ad osservare un minuto di silenzio (L'Assemblea osserva un minuto di silenzio - Applausi).

Ha chiesto di parlare il deputato Raffaele Nevi. Ne ha facoltà.

RAFFAELE NEVI (FI-PPE). Grazie, Presidente. È davvero un grande onore per me essere chiamato oggi a commemorare in quest'Aula la figura e l'opera politica di Raffaele Costa, indubbiamente uno dei più grandi liberali del nostro Paese. Anche io vengo dalla tradizione del Partito Liberale Italiano e, per noi giovani liberali, a cui Costa dedicava sempre grandi attenzioni, è stato un grande riferimento per le sue battaglie per una politica fatta di approfondimento e serietà, per la sua concezione delle risorse pubbliche come una cosa sacra, per il suo rispetto delle istituzioni. È stato uno di quelli che ha saputo traghettare le sue idee e le sue battaglie dalla Prima alla Seconda Repubblica e contaminare Forza Italia con la sua impostazione liberale.

Chiaramente, c'è anche un motivo in più che ci lega a Raffaele Costa, perché è stato anche il papà del nostro capogruppo Enrico a cui rinnoviamo, insieme a tutta la famiglia, l'abbraccio più caloroso a nome del nostro gruppo parlamentare e di tutta la comunità di Forza Italia (Applausi).

Raffaele Costa è stato, per tutta la sua vita, un vero, orgoglioso, coerente liberale. Un liberale ideologico, lo definirei, nel senso migliore del termine.

Chi lo ha conosciuto sa che era solito dire che lui si ispirava al pensiero di tre grandi liberali italiani: Giovanni Giolitti, Luigi Einaudi e Giovanni Malagodi. Quella di Raffaele Costa è stata una lunghissima esperienza parlamentare, come ha giustamente ricordato il Presidente: otto legislature, quattro volte Ministro, numerosi incarichi da Sottosegretario e anche una legislatura al Parlamento europeo. Fu Ministro della Salute nel primo Governo Berlusconi: in quella esperienza portò una concezione molto concreta dell'azione di Governo, attenta ai bisogni dei cittadini, con una verifica diretta del funzionamento dei servizi, di contrasto alle inefficienze e agli sprechi, nella convinzione che le risorse pubbliche dovevano essere ben impiegate per garantire prestazioni migliori.

Un Ministro che non governava dal suo ufficio, ma, fedele al principio einaudiano del conoscere per deliberare, voleva toccare con mano quali fossero le criticità e anche le eccellenze del sistema sanitario italiano. È stato un precursore del nuovo modo di amministrare la cosa pubblica: quando, nella Prima Repubblica, questi temi non occupavano ancora il centro del dibattito politico, lui li affrontava con determinazione, denunciando, da antesignano, inefficienze, spese ingiustificate e utilizzi impropri delle risorse pubbliche. A questa battaglia dedicò anche due libri: “L'Italia degli sprechi” e “L'Italia dei privilegi”.

Ma attenzione, quella di Costa non era una battaglia contro la politica, né contro le istituzioni, anzi, era la trasformazione di un problema in una grande opportunità. Non era l'anticipazione di quel populismo che negli anni successivi avrebbe trasformato il tema dei cosiddetti “costi della politica” in una contestazione indiscriminata della rappresentanza democratica. Era una battaglia profondamente liberale, condotta per restituire autorevolezza alle istituzioni e dignità alla politica. Combattere gli sprechi per lui significava rispettare i contribuenti, liberare risorse per i servizi essenziali e rendere lo Stato più efficiente, non più debole.

È la differenza fondamentale tra chi vuole migliorare le istituzioni e chi cerca, invece, consenso per delegittimarle. Queste battaglie in cui credeva profondamente le conduceva a viso aperto, anche con un giornale del quale è stato fondatore e direttore, al quale aveva voluto dare un nome che guardava al futuro, Il Duemila. In quella piccola redazione si avvicendarono tanti giovani nel corso degli anni, per i quali Raffaele Costa non fu solo un maestro di lavoro, ma anche - perché no - di vita, trasmettendo principi fondamentali come quelli della correttezza, della precisione e della verifica certa e al di là di ogni dubbio di quello che si affermava e si scriveva.

“Anche se scrivi su un piccolissimo giornale o addirittura per te stesso, devi essere rigoroso”, amava ripetere. C'è un altro aspetto che deve essere ricordato di Raffaele Costa: il suo profondo legame con il territorio, Mondovì e la provincia di Cuneo. Quando era libero dall'attività parlamentare trascorreva le giornate nel suo ufficio, in cui riceveva le persone che chiedevano di poterlo incontrare; un'azione continua che, per il suo tramite, era in grado di avvicinare la politica nazionale al territorio e il territorio alla politica nazionale.

E non è un caso che l'ultimo periodo della sua attività politica lo abbia voluto dedicare proprio al suo territorio, dove nel 2004 venne eletto al primo turno presidente della provincia di Cuneo. Raffaele Costa era un politico generoso, che accettava anche sfide difficili, come quando accettò la candidatura da parte del centrodestra a sindaco di Torino contro il sindaco uscente Valentino Castellani. Una sfida che lo vide sconfitto al ballottaggio, con un divario di voti però inferiore all'1 per cento: un grande risultato.

Per capire quanto Raffaele Costa abbia fatto per il suo territorio basta leggere le dichiarazioni comparse sulla stampa locale il giorno della sua scomparsa: anche se a distanza di anni dal suo ritiro dalla politica attiva, si percepisce l'amore della sua comunità. Colleghi, Raffaele Costa lascia sicuramente un vuoto, ma al tempo stesso rappresenta un esempio a cui guardare, sicuramente per la nostra comunità di Forza Italia, ma riteniamo anche per la politica italiana tutta. Grazie, Raffaele (Applausi).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Rosato. Ne ha facoltà.

ETTORE ROSATO (AZ-PER-RE). Grazie, signor Presidente. Il suo ricordo e quello del collega Nevi ne hanno raccontato la storia con grande profondità. Raffaele Costa è stato un politico di grande qualità, che ha attraversato anni importanti per il nostro Paese, per la nostra Repubblica, e lui ha attraversato questi anni conservando e costruendo un grande apprezzamento trasversale, che ha saputo realizzare soprattutto sulla sua persona, sul suo impegno e sulla sua serietà. Era una persona dai modi molto cortesi, però inflessibile nel merito.

Sono state già ricordate molte cose, anch'io voglio ricordare una sua battaglia liberale, quella contro gli sprechi nella pubblica amministrazione. È stata una battaglia che ha saputo portare avanti con l'efficienza e con la capacità di non trasformarla in una battaglia contro la politica, ma di portarla avanti come una battaglia che doveva educare la politica e l'amministrazione a utilizzare bene le risorse che i cittadini avevano affidato a lui e a tutti noi.

Io credo che Raffaele Costa abbia rappresentato, anche insieme a una pattuglia di politici del Partito Liberale, una costola di un pezzo della politica italiana che ha costruito anche una capacità che noi oggi ancora utilizziamo, di vedere con grande serietà quello che accade nella pubblica amministrazione. Il suo è stato un contributo veramente di grande qualità, così come lo è stato il suo impegno da Ministro, da Sottosegretario, come è stato ricordato, e nei 30 anni che ha servito in questo Parlamento e nel Parlamento europeo.

Credo che poi ci sia un dato personale del quale non possiamo non tenere conto: Raffaele Costa è il papà del nostro collega, del nostro amico Enrico, e sono convinto che un segno che l'attività politica lascia è anche che cosa si lascia dopo. Credo che Raffaele Costa sarebbe orgoglioso, è orgoglioso di vedere che suo figlio continua sulla sua strada. Noi siamo vicini a lui in questo momento, che comunque è un momento di ricordo, ma anche un momento di dolore, e alla sua famiglia, e lo faccio a nome di tutto il nostro gruppo (Applausi).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Gribaudo. Ne ha facoltà.

CHIARA GRIBAUDO (PD-IDP). La ringrazio, signor Presidente. Ricordare Raffaele Costa in quest'Aula significa rendere omaggio a un uomo che ha attraversato una lunga storia della stagione della Repubblica, mantenendo un tratto riconoscibile: la concretezza dell'impegno politico. Lo faccio dai banchi dell'opposizione, da una storia politica diversa dalla sua, da persona che per ragioni anagrafiche ha incrociato molto poco il presidente Costa, come lo chiamavamo noi.

L'ho incrociato poco, ma la sua autorevolezza, il rispetto che si respirava anche tra le file del mio partito e delle formazioni politiche che frequentavo da ragazza mi arrivava forte. Mi arrivava forte proprio per quello che avete già ricordato: la sua serietà, la sua conoscenza anche della storia del territorio, delle istituzioni e il grande rispetto che aveva nei confronti delle persone. È un tratto che a me colpisce sempre quando lo ritrovo in ciascuno di noi e lo riconoscevo e l'ho riconosciuto anche nel presidente Costa. Sono voluta intervenire oggi anche nella convinzione che il Parlamento debba saper riconoscere il valore del servizio delle istituzioni anche oltre le distanze e i dissensi.

Deputato per 30 anni, Ministro, parlamentare europeo, presidente della nostra provincia, la provincia di Cuneo, gli incarichi raccontano l'ampiezza della sua esperienza, ma dagli articoli che lo ricordano emerge soprattutto un metodo: andare nel merito, chiedere conto, verificare le cifre e seguire i problemi fino alle conseguenze nella vita delle persone, lo avete ricordato anche voi, prima, in quest'Aula. Lei, Presidente, ha ricordato i blitz negli ospedali; a me, invece, piace ricordare un episodio che ho trovato sui giornali locali. Durante l'inaugurazione del municipio di Vignolo, nel 1988, Raffaele Costa volle visitare i locali e interrogò chi lo accompagnava sui costi di realizzazione.

La settimana successiva sul suo periodico, Il Duemila, è già stato citato, comparve una critica severa a quell'opera, accompagnata da cifre dettagliate. Si poteva dissentire dal suo giudizio, ma quella domanda - “quanto è costato e come sono stati impiegati i soldi dei cittadini” - credo conservi intatto il suo valore democratico: per chi governa è un dovere dare risposte, per chi è all'opposizione è un dovere pretenderle e per tutti noi è una responsabilità verso le persone che rappresentiamo.

La sua battaglia contro gli sprechi e contro una burocrazia distante dai cittadini nasceva da questa idea esigente dell'amministrazione pubblica; a sostenerla c'era un rapporto continuo con il territorio - Mondovì, il Monregalese e la provincia di Cuneo -, luoghi nei quali tornare, ascoltare, confrontarsi con bisogni concreti.

Anche dopo una lunga presenza nelle istituzioni nazionali, quelle radici erano rimaste riconoscibili nel linguaggio e nello stile sobrio, attento ai contenuti e poco incline alla retorica. La sua fu una cultura liberale con la quale altre culture politiche si sono confrontate, anche duramente; oggi possiamo riconoscere il valore di quel confronto: la serietà delle convinzioni, la conoscenza dei problemi, la disponibilità a rispondere delle proprie scelte.

Alla moglie Gabriella, alla figlia Maria Paola e, naturalmente, al figlio e collega Enrico e a tutti i suoi cari rivolgo un pensiero di vicinanza mio e naturalmente di tutto il gruppo del Partito Democratico.

Ricordare Raffaele Costa significa anche raccogliere una domanda che riguarda ciascuno di noi: quanto del nostro lavoro istituzionale diventa un servizio concreto ai cittadini? Credo sia una domanda che merita di restare in quest'Aula e ringrazio il collega Nevi, perché ha fatto bene a puntualizzare: non era certamente un precursore del populismo, ma un attento osservatore, a difesa della buona politica, semmai contro una degenerazione burocratica. Lo ricordiamo con affetto e rispetto (Applausi).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Lupi. Ne ha facoltà.

MAURIZIO LUPI (NM(N-C-U-I)M-CP). Grazie, signor Presidente. Onorevoli colleghi, nel fare memoria di Raffaele Costa vorrei iniziare usando una definizione che ne ha dato Pier Ferdinando Casini: “è stato tante cose e ha avuto molteplici responsabilità, ma è stato sempre e solo un liberale in servizio permanente ed effettivo”.

Ecco, credo che l'aggettivo “liberale” definisca non un'appartenenza ideologica di Raffaele, non uno schieramento politico, ma un suo naturale e, allo stesso tempo, riflesso modo di essere. Era quello che in altri tempi avremmo definito “un galantuomo della politica” e che ha concepito la politica come l'onore di poter rendere un servizio ai cittadini.

È già stato ricordato: quattro volte Ministro, due volte alla Sanità, ai Trasporti e alle Politiche comunitarie. Manifestò la sua concezione liberale della politica nel giocarsi letteralmente in prima persona nella verifica delle situazioni su cui doveva intervenire: la politica come presenza, la politica come portare la voce e difendere gli interessi dei cittadini.

Raffaele era un uomo che non partiva da progetti astratti, ma dall'esperienza, anche da quella personale. Per esempio, un altro dei temi sui quali si è impegnato a fondo è stato quello della sicurezza stradale, una battaglia che è nata proprio sull'onda di un'esperienza personale, una tragedia che l'aveva coinvolto professionalmente da avvocato: una studentessa diciassettenne uccisa vicino a casa da un automobilista che aveva trascorso la giornata bevendo.

Raffaele è stato anche un giornalista e scrittore, nonché editore. È stato ricordato: ha fondato, diretto e pubblicato un quindicinale, Il Duemila, che aveva la sua sede, ovviamente, a Mondovì. Cito il nome di questo comune perché è emblematico di tutto il percorso politico e istituzionale di Raffaele Costa; io ho avuto la possibilità, attraverso Enrico, di conoscere ovviamente questo comune e ho visto quanto la presenza politica con la “P” maiuscola fosse il radicamento di un rapporto stretto tra la cittadinanza, il popolo, la gente e chi la rappresentava; un impegno pubblico che ha avuto come filo conduttore il rapporto con il suo territorio.

Vorrei chiudere citando le parole di una sua collaboratrice - mi ha colpito molto questo ricordo che ha fatto di Raffaele -, che dicono meglio di me l'importanza del radicamento territoriale per chi voglia realmente rappresentare i cittadini: “ci sono figure”, diceva, “che segnano la storia di un territorio non solo per le opere che lasciano, ma per l'impronta che imprimono nella vita delle persone che incontrano.

L'onorevole era esattamente questo: un uomo politico di rara coerenza, capace di muoversi con autorevolezza nei palazzi delle istituzioni internazionali, nazionali, regionali e provinciali, senza mai perdere il legame profondo e viscerale con la sua terra e la sua provincia, per la quale ha ideato e realizzato opere pubbliche fondamentali”. La politica, quella con la “P” maiuscola (Applausi).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Iaria. Ne ha facoltà.

ANTONINO IARIA (M5S). Grazie, Presidente. Colleghe e colleghi, oggi ricordiamo Raffaele Costa, un uomo che ha dedicato gran parte della propria vita alle istituzioni, attraverso stagioni diverse della nostra Repubblica, senza perdere il legame con la propria terra.

Da piemontese vorrei ricordare soprattutto questo aspetto della sua storia politica, il rapporto vero con il territorio. Costa è stato deputato, Ministro e parlamentare europeo; ha ricoperto incarichi ai massimi livelli dello Stato, ma non ha mai considerato la politica locale un impegno di secondo piano. Dopo tanti anni a Roma è tornato ad amministrare direttamente la sua provincia, quella di Cuneo, assumendosene la responsabilità davanti ai cittadini. Faceva parte di quel partito trasversale a tutte le forze politiche, il partito degli amministratori locali, partito che, a mio avviso, ha una marcia in più, anche nell'approccio ai lavori parlamentari. Un rapporto costruito negli anni, iniziato nel consiglio comunale di Mondovì, fatto di presenza e conoscenza dei problemi, attenzione concreta alle comunità. Penso al suo impegno per la sicurezza sulle strade provinciali, agli incontri con gli studenti, alle iniziative per ridurre gli incidenti stradali: questioni che forse non portano a grande visibilità nazionale, ma che incidono direttamente sulla vita delle persone. Questo per chi come me ha iniziato il proprio percorso politico nelle istituzioni locali ha un valore particolare.

Raffaele Costa - è stato ricordato più volte - era un liberale e mi viene da dire che forse non ci sono più i liberali di una volta. Lo dico da una posizione politica distante dalla sua, anche se la battaglia agli sprechi della politica la vedo affine anche alla mia attività politica. Lo dico con il rispetto che si deve a chi aveva una cultura politica, idee riconoscibili e un legame autentico con i cittadini che rappresentava. Per un breve periodo ha rappresentato anche a me: come ho detto anche a Enrico, io votai il Partito liberale di Raffele Costa nei primi anni Novanta. Apprezzavo proprio la sua modalità pragmatica di fare politica. Questo vuol dire che si può arrivare fino ai vertici delle istituzioni senza dimenticare da dove si è partiti; si può fare politica nazionale continuando a conoscere i comuni, le difficoltà quotidiane del proprio territorio.

Oggi questo legame molte volte si perde, oggi viviamo una politica che è un po' più lontana dal territorio e dal rapporto con i propri cittadini ed elettori e, forse, un insegnamento che possiamo recuperare, anzi che dobbiamo recuperare è proprio quel modo di fare politica.

Io non voglio idealizzare una stagione politica che aveva anch'essa i limiti e le contraddizioni che abbiamo più volte mostrato e non voglio nascondere le profonde differenze tra le nostre idee, ma credo e crediamo che la storia di Raffaele Costa ci ricordi una cosa semplice: il valore di un rappresentante delle istituzioni si misura anche dalla capacità di mantenere un rapporto con le persone e i luoghi da cui proviene.

Alla sua famiglia, in particolare al collega Enrico Costa, rivolgo le nostre più sincere condoglianze. A Raffaele Costa va il nostro omaggio come deputato, come piemontese, come persona che credeva che la politica debba partire dai territori e non dimenticarli mai (Applausi).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Comba. Ne ha facoltà.

FABRIZIO COMBA (FDI). Grazie, Presidente. Colleghe e colleghi, una grandissima folla era presente nella cattedrale di San Donato di Mondovì. Che cosa vuol dire? È il massimo riconoscimento che la tua comunità dà come testimonianza di una stima e di un affetto profondi; è un momento sacrale, ma è veramente il momento in cui capisci quanto tu sia stato importante per una comunità. L'onorevole Raffaele Costa lo conosciamo tutti, io l'ho conosciuto che ero un ragazzo, come la collega Ciaburro.

La cittadina della mia famiglia, prospiciente alla cittadina di Mondovì, dove l'onorevole Raffaele Costa ha iniziato, fin da giovane, il suo percorso politico. Un percorso politico che è stato un unicum, perché era fatto di grande contatto con le persone: l'uomo al centro. A me è capitato più di una volta di accompagnare anche amici, di recarmi presso il suo studio e stare lì ad aspettare anche del tempo, delle ore, perché c'era una coda incredibile, perché lui sapeva parlare alle persone. Sapeva ascoltare tutti e questo è un elemento che, purtroppo, troppo spesso ai giorni d'oggi viene a mancare: l'uomo, il politico, la comunità.

Questo, per me, è stato un onore. Lo è stato, sicuramente, anche essergli collega in consiglio regionale, in una fase più avanzata del suo percorso politico. La sua storia inizia proprio a Mondovì, dove inizia da avvocato, da giornalista, da uomo delle istituzioni di territorio, perché tutti noi ricordiamo - ormai è stato detto da tutti - il suo lunghissimo percorso politico: l'uomo servitore delle istituzioni, l'uomo che comunque anteponeva sempre la persona e il servizio prima di qualsiasi altra cosa.

Devo dire che, da esponente liberale - di cui divenne anche segretario e lo fu in una fase anche storica e delicata della politica nazionale - ricoprì tantissimi incarichi di Governo e i tratti distintivi del suo impegno erano, sicuramente - l'hanno già citato - la battaglia agli sprechi della pubblica amministrazione, ma non solo. Tutto poi discendeva proprio dal voler andare a verificare, personalmente e in modo tangibile, quelle che erano anche le sofferenze, perché i luoghi di sofferenza, gli ospedali, sono il punto in cui veramente si percepisce quanto la gente abbia le fragilità e quotidianamente viva queste fragilità e l'onorevole Costa è sempre stato l'uomo anche degli ultimi.

Oggi, dunque, non ricordiamo soltanto un'esperienza parlamentare, il percorso lunghissimo di un Ministro, di un amministratore, ma vogliamo ricordare un piemontese - lo ricordo da piemontese - e lo ricordo con profondo affetto, lo ricordo a nome del partito che mi onoro di rappresentare, ovviamente Fratelli d'Italia, che si unisce alla famiglia e si unisce all'amico fraterno Enrico. Devo dire che questa testimonianza così congiunta e così corale - lo dico da figlio - è un motivo di grande orgoglio. Veramente, devo dire, i suoi congiunti non possono altro che portarsi questo patrimonio per tutta la vita, un grande patrimonio.

Quindi, caro Raffaele… lui aveva, poi, questa dolcezza nel rivolgersi in piemontese. Io ho la fortuna di parlare anche un po' il dialetto ed è una cosa molto bella. Ogni tanto diceva: Vèn sì, cit, vieni qui, bambino, ragazzo. Queste sono cose che hanno un valore immateriale incredibile, perché ti rendono umano più dell'umano.

Il ringraziamento, quindi, è corale. Grazie, onorevole Raffaele Costa, grazie Ministro Costa, grazie caro Raffaele, grazie alla sua famiglia veramente. Avete il dovere e abbiamo il dovere di conservare questo ricordo, di mantenerlo vivo, ma vivo nei fatti, portando avanti quelle che sono state le sue battaglie, la sua onestà, la sua rettitudine di essere uomo delle istituzioni (Applausi).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Zanella. Ne ha facoltà.

LUANA ZANELLA (AVS). Grazie, Presidente. Ci ha lasciato, all'età di novant'anni il politico piemontese Raffaele Costa, papà del nostro collega Enrico. Avvocato, giornalista, parlamentare di lungo corso: una carriera esemplare nelle istituzioni, iniziata a Montecitorio nella seconda metà degli anni Settanta e proseguita fino al 2006. Fu quattro volte Ministro, tra il 1992 e il 1993: Ministro per le politiche comunitarie e gli affari regionali, in seguito Ministro della Sanità nel Governo con Presidente del Consiglio Giuliano Amato. Tra il 1993 e il 1994 fu Ministro dei Trasporti con il Governo di Carlo Azeglio Ciampi e di nuovo Ministro della Sanità tra il 1994 e il 1995, con Silvio Berlusconi Presidente del Consiglio. Fu successivamente europarlamentare, tra il 1999 e il 2004, e presidente della provincia di Cuneo, dal 2004 al 2009, attività che svolse in un continuo scambio con i territori, come impone una pratica politica al servizio della comunità e nel rispetto concreto delle persone. Nel 1997, sostenuto da una coalizione di centrodestra, sfidò alle elezioni a sindaco di Torino Valentino Castellani, cui Costa dette battaglia perdendo solo di poco la sfida.

Politico instancabile, colto, rigoroso, elegante, gentile, fu espressione di una cultura politica forse distante dalla nostra, ma noi oggi lo ricordiamo, lo vogliamo onorare, lo rispettiamo per aver praticato sempre il dialogo aperto e costante come metodo di dare vita alle istituzioni e questo è, anche per noi, un insegnamento. Ci stringiamo, come gruppo Alleanza Verdi e Sinistra, alla sua comunità politica, alla sua famiglia e molto, molto a suo figlio Enrico (Applausi).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Giaccone. Ne ha facoltà.

ANDREA GIACCONE (LEGA). Grazie, Presidente. Onorevoli colleghi, intanto desidero, a nome del gruppo della Lega, esprimere le nostre più sentite condoglianze al collega Enrico e a tutta la famiglia Costa per la scomparsa di Raffaele. Raffaele Costa fu più volte deputato e Sottosegretario, europarlamentare, Ministro per le Politiche comunitarie e gli affari regionali e Ministro della Sanità nel primo Governo Amato, Ministro dei Trasporti nel Governo Ciampi e nuovamente Ministro della Sanità nel primo Governo Berlusconi.

Era nato a Mondovì, in provincia di Cuneo, in quella provincia Granda che ha dato tante figure illustri al Piemonte e al nostro Paese. Fu un autorevolissimo esponente del Partito Liberale, partito del quale fu anche l'ultimo segretario nella stagione di transizione dalla Prima alla Seconda Repubblica, per poi fondare l'Unione di Centro, prima alleata e poi confluita in Forza Italia.

E fu anche un precursore di temi che assumeranno una forte risonanza in seguito: quelli della lotta agli sprechi, alla burocrazia, alle inefficienze della pubblica amministrazione e per una politica improntata al rigore nell'utilizzo del denaro pubblico e alla meritocrazia. Battaglie, però, declinate in modo lontano anni luce dal qualunquismo e dall'antipolitica fine a sé stessa, ma che, anzi, si inserivano nel solco del liberalismo einaudiano e di un solido e di buonsenso pragmatismo subalpino, dove il rispetto del denaro pubblico era sì una questione di bilancio, ma soprattutto di rispetto nei confronti dei cittadini e dei contribuenti. Da esponente del Partito Liberale, grazie al rapporto diretto con le persone, seppe portare il suo partito - un partito che, pur essendo portatore di una grande tradizione politica e casa di eminenti figure che hanno dato lustro al nostro Paese, non era un partito di massa - a risultati elettorali, nella sua provincia, da partito di massa.

Contribuì, inoltre, a formare una generazione di politici e amministratori di assoluto livello, che si rifacevano alla tradizione liberale. Io non conobbi personalmente Raffaele Costa, ma le mie prime esperienze politiche le feci in consiglio comunale ad Asti, quando sindaco era Luigi Florio, che era un esponente del Partito Liberale, poi confluito in Forza Italia. Della sua provincia, Cuneo, fu anche presidente, così come consigliere regionale, a testimonianza di un legame profondo con la sua terra, il Piemonte, che non è mai venuto a mancare.

Ricordando, quindi, Raffaele Costa, le sue battaglie e le sue iniziative politiche, molte quanto mai attuali, rinnoviamo la vicinanza alla famiglia e alla sua comunità politica (Applausi).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Boschi. Ne ha facoltà.

MARIA ELENA BOSCHI (IV-CR). Signor Presidente, vorrei esprimere il cordoglio del gruppo di Italia Viva e Casa Riformista alla famiglia di Raffaele Costa e, in modo particolare, a suo figlio Enrico e alla sua comunità politica. È stato ricordato, Raffaele Costa è stato un uomo delle istituzioni che ha attraversato, per decenni, la storia politica del nostro Paese da protagonista e, tra i tanti incarichi che ha ricoperto, mi piace sottolineare come sia stato capace, nei diversi ruoli soprattutto di Governo, non soltanto da Ministro, ma anche dal Sottosegretario, di assumere responsabilità diverse, segno evidente, come ha ricordato anche lei, Presidente, non soltanto di un metodo, e sicuramente di una versatilità nell'intelletto, nella sua preparazione, ma anche di un modo di fare politica in cui la politica veniva prima di tutto e, quindi, si andava in un Ministero innanzitutto per portare una visione.

E questo rendeva possibile, poi, anche farlo con autorevolezza e con la capacità di lasciare un segno, pur in Dicasteri diversi, pure in deleghe diverse, tutte peraltro molto importanti, quelle ricoperte da Raffaele Costa. E credo anche che sia il segno proprio di un modo di fare politica da cui dobbiamo tutti imparare. L'idea che, in modo trasversale, gli sia stata riconosciuta la sua capacità di tenere insieme la politica nazionale e quella europea, nella sua esperienza anche al Parlamento europeo, con un grande radicamento territoriale, che gli è stato riconosciuto quando, poi, è tornato all'impegno in regione e in provincia, attraverso anche il consenso degli elettori.

Penso anche che sia in qualche modo il segno - la sua esperienza come dirigente per tanti anni del Partito liberale, fino ad arrivare ad assumerne anche il ruolo di segretario e, poi, accompagnarlo, dopo Tangentopoli, nella nuova fase politica della Seconda Repubblica - di come, anche attraverso un partito che non è stato maggioritario nei consensi, si possa incidere profondamente nell'azione di governo, nella visione politica del Paese e fungere anche da cerniera in coalizioni in cui veniva valorizzato quel pensiero laico e liberale.

È stato autorevolmente sostenuto che l'uomo liberale si contraddistingue perché gli importa più di imparare che di avere ragione. Ora, io, penso che Raffaele Costa si sia molto impegnato e battuto per affermare le proprie ragioni ma, probabilmente, è proprio con quell'attenzione all'ascolto dell'altro, quel rispetto verso l'avversario politico, con quel garbo e quella gentilezza che gli sono sempre state riconosciute, che oggi ci portano a rimpiangere un galantuomo, oltre che un autentico campione del pensiero liberale (Applausi).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Della Vedova. Ne ha facoltà.

BENEDETTO DELLA VEDOVA (MISTO-+EU-SUEU). Grazie, Presidente. Mi unisco alle cose che state dette e lo faccio a nome di +Europa, esprimendo il cordoglio alla famiglia e al collega Enrico. A me è capitato di fare la mia prima legislatura assieme a Raffaele Costa, che credo facesse la sua ultima legislatura al Parlamento europeo, dal 1999 al 2004, e, mi ricordo, per chi ha fatto il parlamentare europeo, un pezzo del lavoro è quello dei trasferimenti, in particolare quando si va a Strasburgo.

E mi ricordo con piacere, e in questa occasione con affetto, i trasferimenti verso Strasburgo - per un brevissimo periodo, peraltro, c'era un comodo volo che faceva Roma-Cuneo Levaldigi-Strasburgo - e di assistere a delle discussioni - se posso definirle così - liberali da par loro tra Marco Pannella - io ero stato eletto con la lista Bonino nel 1999 - e Raffaele Costa.

Al Parlamento europeo capitò di fare delle cose insieme, anche sui temi della politica internazionale: mi ricordo una mozione sulla Birmania, in un momento molto particolare, e Raffaele Costa non faceva mancare il sostegno anche in queste iniziative a difesa della democrazia, della libertà e dei diritti umani non solo fuori dall'Italia, ma fuori dall'Europa.

È già stato detto tutto, ma io voglio richiamare un elemento, riprendere un elemento: Raffaele Costa, da liberale, aveva ben chiaro che il tema dei conti pubblici, del controllo dell'indebitamento, fosse già allora cruciale per salvaguardare le istituzioni e la loro tenuta. Era un politico liberale, un politico attento - come è stato ricordato - alla circoscrizione da cui proveniva; ma attento anche - ricordiamolo nelle giornate in cui le discussioni riguardano il futuro dei giovani - a una questione che resta determinante, di cui noi tutti quanti siamo protagonisti, cioè ci diceva: stiamo attenti che il debito pubblico, semmai è una soluzione, lo è per un brevissimo periodo; non può essere la soluzione su cui costruire una Repubblica liberale e democratica. Rinnovo le condoglianze, in particolare al collega Enrico (Applausi).

PRESIDENTE. Grazie a tutti i colleghi per la profondità e per la verità delle parole che hanno pronunciato nel ricordo dell'onorevole Raffaele Costa.

A questo punto sospendiamo la seduta, che riprenderà alle ore 15 con lo svolgimento di interrogazioni a risposta immediata. La seduta è sospesa.

La seduta, sospesa alle 14,30, è ripresa alle 15.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE FABIO RAMPELLI

Svolgimento di interrogazioni a risposta immediata.

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento di interrogazioni a risposta immediata, alle quali risponderanno il Ministro delle Imprese e del made in Italy, il Ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, il Ministro per i Rapporti con il Parlamento, il Ministro della Giustizia, il Ministro del Turismo, il Ministro per la Pubblica amministrazione e il Ministro dell'Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste.

Invito gli oratori ad un rigoroso rispetto dei tempi, anche considerata la diretta televisiva in corso.

(Iniziative per l'introduzione di un tetto dinamico al prezzo dei carburanti – n. 3-02962)

PRESIDENTE. Passiamo alla prima interrogazione all'ordine del giorno Peluffo ed altri n. 3-02962 (Vedi l'allegato A). L'onorevole Pandolfo ha facoltà di illustrare l'interrogazione, di cui è cofirmatario.

ALBERTO PANDOLFO (PD-IDP). Grazie, Presidente. Signor Ministro, a settembre l'inflazione è salita al 4,2 per cento, il dato più alto degli ultimi tre anni. A trainarla è l'energia, e da lì il rincaro passa agli alimentari e al carrello della spesa; in mezzo, poi, c'è il gasolio, che il 17 ottobre ha superato i 2,25 euro al litro.

Da giorni, il Mezzogiorno è fermo: camion bloccati in Sicilia, presìdi a Gioia Tauro e sulla A2 e blocchi in Puglia; ci sono i distributori a secco e gli scaffali che si svuotano. Se si fermasse anche l'extra-rete, la crisi arriverebbe in tutto il Paese.

Il tetto volontario alle compagnie lascia fuori proprio l'extra-rete, cioè l'autotrasporto, l'agricoltura e la pesca. Allora, Ministro, anche alla luce delle dichiarazioni di poco fa, a Milano, del Vicepremier e Ministro dei Trasporti, siamo curiosi di capire se intendete introdurre un price cap dinamico per fermare la corsa…

PRESIDENTE. Chiedo scusa, la faccio concludere. Prego, riprenda.

ALBERTO PANDOLFO (PD-IDP). Sì, Presidente. Quindi, chiediamo al Ministro, anche alla luce delle dichiarazioni che ha fatto il Vicepremier e Ministro dei Trasporti poco fa, a Milano - perché siamo curiosi di capire -, se intendete introdurre un price cap dinamico per fermare la corsa dei prezzi prima che colpisca le famiglie (Applausi del deputato Peluffo)?

PRESIDENTE. Il Ministro delle Imprese e del made in Italy, Adolfo Urso, ha facoltà di rispondere.

ADOLFO URSO, Ministro delle Imprese e del made in Italy. Come ribadito dal Ministro Salvini anche questa mattina, il Governo si è impegnato al tavolo di ieri a sbloccare oltre un miliardo di euro per gli autotrasportatori. Nello specifico, 434,8 milioni già stanziati per compensare i maggiori costi del gasolio e circa 5,9 milioni per il rinnovo dei mezzi, il cui decreto attuativo è in corso di perfezionamento con il MEF. Il MIT ha ricevuto circa 31.000 domande relative al periodo marzo-agosto e sta concludendo l'istruttoria.

Il credito copre fino al 70 per cento della maggiore spesa rispetto al prezzo di febbraio, anche sul mercato extra-rete. In aggiunta a quanto già previsto, con un ulteriore intervento normativo, abbiamo disposto 102,5 milioni aggiuntivi, oltre ai 20 già stanziati dallo stesso decreto. Martedì 27 ottobre verificheremo al tavolo con le associazioni l'avanzamento dei pagamenti. Le misure predisposte ieri sono state giudicate favorevolmente dalle associazioni, e ogni forma di protesta è stata sospesa.

Rimangono sul campo dei presìdi, o anche dei blocchi sporadici, dei quali le stesse associazioni degli autotrasportatori hanno richiesto ufficialmente, con comunicato congiunto, la rimozione, ritenendo ingiustificabile continuare a bloccare il Paese dopo la riapertura del dialogo, considerata positiva. Analogo appello è arrivato dalle associazioni industriali del Mezzogiorno e, ovviamente, dai consumatori.

Il Viminale riferisce che si sta procedendo alle identificazioni, anche al fine di rimuovere i presìdi. Impedire il passaggio dei soli camion, lasciando transitare le automobili, infatti, configura comunque un blocco stradale con conseguenze penali, anche detentive. È importante e credo che sia significativo ed emblematico che le stesse associazioni dei trasportatori chiedano al Ministero degli Interni di far rimuovere i blocchi. Ove perdurassero le condizioni di guerra che hanno determinato l'aumento dei carburanti, si procederebbe con altre tipologie di misure che, comunque, saranno concordate nel tavolo con i Ministeri competenti e le associazioni di categoria.

PRESIDENTE. Il deputato Peluffo ha facoltà di replicare.

VINICIO GIUSEPPE GUIDO PELUFFO (PD-IDP). Grazie, Presidente. Ministro, la sua risposta conferma il problema di fondo: il Governo continua ad affidare il contenimento dei prezzi dei carburanti alla disponibilità volontaria delle grandi compagnie anziché assumersi la responsabilità di un intervento pubblico. Avete presentato il tetto volontario come modello italiano; il tetto volontario c'è, ma il prezzo del gasolio continua ad aumentare. E quel modello non riguarda tutto il mercato, lascia scoperta una parte fondamentale dell'extrarete e rischia di penalizzare la distribuzione indipendente, alterando la concorrenza. Intanto, il prezzo del gasolio sta mettendo in ginocchio l'autotrasporto.

Il Ministro Salvini - lei ha richiamato le sue dichiarazioni - ha annunciato lo sblocco di risorse che erano già state in larga parte stanziate, ma rimborsare una parte dei maggiori costi non significa intervenire sulle cause, ed è questo il nodo su cui è necessario intervenire, anche perché l'attuale costo dei carburanti non è un incidente isolato, non riguarda soltanto la situazione internazionale, è il risultato anche di quattro anni nei quali il Governo non ha affrontato strutturalmente il problema del costo dell'energia.

Il PD ha rilanciato la proposta delle organizzazioni dei gestori, FAIB, Confesercenti e Fegica, di un tetto massimo al prezzo dei carburanti introdotto per legge, temporaneo e dinamico. Un tetto da attivare soltanto in condizioni straordinarie, esattamente come quelle attuali. Quindi, non un prezzo imposto indistintamente, ma dinamico. Signor Ministro, serve una decisione politica e serve adesso. Noi abbiamo messo sul tavolo una proposta, come ha fatto con autorevolezza Elly Schlein. Voi, ancora una volta, non avete risposto (Applausi del deputato Pandolfo).

(Iniziative per il sostegno dell'Italia alla Corte penale internazionale, con particolare riferimento al rispetto degli obblighi derivanti dallo Statuto di Roma e all'attivazione del cosiddetto Statuto di blocco a livello europeo – n. 3-02963)

PRESIDENTE. Il deputato Della Vedova ha facoltà di illustrare l'interrogazione Magi n. 3-02963 (Vedi l'allegato A), che ha sottoscritto in data odierna.

BENEDETTO DELLA VEDOVA (MISTO-+EU-SUEU). Grazie, Presidente. Signor Ministro, come lei ben sa, la Corte penale internazionale, istituita nel 1998 con trattato firmato qui a Roma, ha l'obiettivo di colpire i crimini di guerra e contro l'umanità, anche quando vengono perpetrati da Capi di Stato o di Governo, di garantire giustizia per le vittime e, possibilmente, di fungere da deterrente per nuovi crimini.

La Corte penale internazionale è finita nel mirino, in particolare, dell'Amministrazione Trump, non perché abbia dei difetti o commesso errori, ma perché è il punto più alto del diritto internazionale.

Il Governo, fino ad ora, ha detto di sostenere la Corte penale internazionale. Noi chiediamo che, in sede di Unione europea, il Governo italiano si mobiliti perché venga attivato lo Statuto di blocco, cioè il fatto che quelle sanzioni saranno inefficaci sul suolo europeo, per le aziende europee e per i funzionari della Corte penale internazionale. Fatelo, spingete per questo perché altrimenti avremo dato un colpo ferale alla Corte penale internazionale.

PRESIDENTE. Il Ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, Antonio Tajani, ha facoltà di rispondere.

ANTONIO TAJANI, Ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale. Grazie, Signor Presidente. Il sostegno alla Corte penale internazionale è una priorità centrale della nostra politica estera, è un impegno costante e trasversale che nasce dalla lezione degli orrori del Novecento e dalla volontà di impedire che simili autorità si ripetano. Fu il Governo Berlusconi, nel 1994, a proporre Roma come sede della Conferenza che avrebbe adottato lo Statuto della Corte quattro anni dopo, e il Parlamento ne autorizzò la ratifica all'unanimità.

Oggi, di fronte alle crescenti violazioni del diritto internazionale e umanitario, difendere la giustizia penale internazionale è ancora più importante. Per questo motivo è fondamentale garantire la piena operatività della Corte, tutelandone l'indipendenza, l'imparzialità e l'efficacia. Abbiamo accolto con rammarico e preoccupazione l'annuncio di sanzioni da parte di Washington.

Siamo consapevoli degli effetti che tali misure possano avere per l'operatività della Corte. Subito dopo l'annuncio, ho voluto - insieme ai Ministri degli Esteri di Regno Unito, Francia, Germania, Paesi Bassi, Danimarca, Giappone e Canada - condividere un'importante dichiarazione politica che esprime ferma condanna per le misure prospettate. Lo voglio ribadire anche in quest'Aula: l'Italia sostiene L'Aia.

Siamo in prima linea, anche in Europa, a difesa del mandato e dell'operatività della Corte: il 10 ottobre scorso abbiamo adottato una dichiarazione dell'Unione europea che chiede agli Stati Uniti di revocare subito le sanzioni, una posizione ribadita anche dal Consiglio europeo della scorsa settimana. Ora occorre tradurre questo impegno in risultati concreti.

Il rinvio di sei mesi dell'efficacia di parte delle misure statunitensi apre, infatti, uno spazio importante per il dialogo. Vogliamo cogliere questa opportunità, stiamo già lavorando insieme ai nostri partner per superare le divergenze e ottenere la revoca delle sanzioni. È una prospettiva condivisa dai nostri partner e dalla Commissione europea; una posizione coordinata è, infatti, essenziale affinché l'Unione possa svolgere il proprio ruolo con la massima efficacia. Per questo, continueremo a partecipare attivamente al confronto nelle sedi europee per definire posizioni comuni e individuare gli strumenti più adatti per assicurare la più ampia tutela possibile alla Corte.

In conclusione, il Governo continuerà a lavorare, in stretto raccordo con i nostri partner europei, affinché la Corte possa proseguire nell'esercizio pieno del proprio mandato, perché difendere l'indipendenza della Corte significa contrastare l'impunità e rafforzare il rispetto del diritto internazionale.

PRESIDENTE. Il deputato Magi ha facoltà di replicare.

RICCARDO MAGI (MISTO-+EU-SUEU). La ringrazio, Presidente. Ministro Tajani, mi viene da dire che siamo d'accordo sull'analisi, ma siamo preoccupati dal tono della sua risposta perché, oltre ad associarci con gli altri Paesi a definire deplorevole quanto accaduto, è necessario fare qualcosa. È necessario far seguire delle azioni, perché siamo davanti a un attacco senza precedenti al principale tribunale internazionale che, oggi, si trova ad essere l'avamposto della democrazia, l'avamposto dello Stato di diritto, l'avamposto della difesa del diritto internazionale. Dalla capacità delle democrazie - e delle democrazie europee in particolare - di tutelare la Corte penale internazionale dipenderà la tenuta di questi principi.

E, allora, noi avremmo voluto sentire più chiaramente che il nostro Paese farà di tutto perché lo Statuto di blocco venga attivato, perché, da qui all'Assemblea degli Stati parte - che si terrà nel mese di dicembre -, è necessario che gli Stati parte individuino delle tappe, in modo da arrivare a un negoziato. Ma se, oggi, non si mette sul tavolo l'attivazione dello Statuto di blocco, su che cosa negozierete con gli Stati Uniti che, mi pare, non hanno arretrato di un millimetro di fronte all'accusa di aver commesso azioni deplorevoli?

L'altra questione che ci sta cuore dire è che servono azioni. Allora, adeguiamo il nostro ordinamento a quanto richiesto dalla Corte per il funzionamento maggiore della Corte, e quindi l'approvazione del codice dei crimini internazionali. Qui, più che a lei, mi rivolgo al suo compagno di banco, il Ministro della Giustizia Nordio: si sono perse le tracce…

PRESIDENTE. Concluda.

RICCARDO MAGI (MISTO-+EU-SUEU). …dell'approvazione del codice dei crimini internazionali. Infine, sono all'ordine del giorno di quest'Aula delle mozioni che riguardano proprio le azioni per tutelare la Corte. Sarebbe quanto mai necessario che anche il Governo collabori affinché vi sia un'espressione forte e chiara di questo Parlamento. Non vorremmo mai più sentire che il diritto internazionale vale, ma fino a un certo punto (Applausi del deputato Della Vedova).

PRESIDENTE. La ringrazio, deputato Magi, e ricordo che la sua interrogazione era indirizzata al Ministro Tajani e solo al Ministro Tajani.

(Iniziative per ampliare e rafforzare la rete dei partenariati strategici internazionali – n. 3-02964)

PRESIDENTE. Il deputato Paolo Emilio Russo ha facoltà di illustrare l'interrogazione Orsini ed altri n. 3-02964 (Vedi l'allegato A), di cui è cofirmatario.

PAOLO EMILIO RUSSO (FI-PPE). Grazie, Presidente. Signor Ministro, le materie prime critiche sono il nuovo petrolio, il petrolio del futuro. Come nel Novecento chi aveva il petrolio faceva la storia, oggi chi ha il litio, terre rare e cobalto tiene in mano l'economia di domani: chip, batterie, auto elettriche, energia pulita. Il problema è che pochi Paesi controllano l'estrazione e la lavorazione di questi materiali, e chi dipende da pochi fornitori rischia rincari, ritardi e ricatti. Per questo, serve diversificare e farlo allargando le alleanze.

Il Governo si sta muovendo così: nuovi partenariati, investimenti comuni, collaborazioni tra imprese, università e centri di ricerca. E un passo decisivo è la cooperazione con gli Stati Uniti: l'Italia ha aderito a Pax Silica per mettere in sicurezza le filiere strategiche e lei, il 21 settembre, ha firmato con il Segretario di Stato americano Marco Rubio l'accordo sui minerali critici. Le chiediamo, allora, quali altre iniziative intende prendere il Governo per ampliare questa rete di partenariati…

PRESIDENTE. Concluda.

PAOLO EMILIO RUSSO (FI-PPE). …diversificare gli approvvigionamenti e sostenere nuovi investimenti. L'obiettivo è difendere l'autonomia strategica dell'Italia e la competitività delle nostre imprese (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente-PPE).

PRESIDENTE. Il Ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, Antonio Tajani, ha facoltà di rispondere.

ANTONIO TAJANI, Ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale. Grazie, signor Presidente. In un quadro internazionale complesso come quello attuale, la sicurezza delle forniture di materie prime - come ha detto l'interrogante - e la competitività del nostro export sono, per quanto ci riguarda, priorità strategiche che il Governo ha messo al centro della propria azione. La parola chiave è “diversificazione” dei corridoi commerciali, per allargare sempre più gli sbocchi per le nostre imprese. È questa la visione alla base della diplomazia e della crescita del Piano d'azione per l'export e i risultati ci danno ragione: lo scorso anno l'export ha raggiunto il record di 643 miliardi di euro; nei primi otto mesi del 2026 è cresciuto di un ulteriore 5 per cento.

Ma, per la prima volta, abbiamo una politica estera delle materie prime critiche. Vogliamo costruire nuovi partenariati, attrarre investimenti e garantire alla nostra industria forniture sicure. Ho voluto nominare l'ambasciatore Armando Varricchio, già ambasciatore negli Stati Uniti e in Germania, inviato speciale del Ministero per queste tematiche. Europa e rapporto transatlantico - ho avuto modo di dirlo molte volte - sono due cardini della politica estera italiana ed è in primo luogo all'Europa e agli Stati Uniti che guardiamo. Nei mesi scorsi abbiamo lanciato un'iniziativa congiunta con la Germania per portare in cima alle priorità politiche a Bruxelles il tema delle materie prime critiche. Il rapporto transatlantico, invece, è fondamentale per le nostre esportazioni, l'innovazione e l'accesso alle tecnologie più avanzate.

A luglio, come ha ricordato l'interrogante, abbiamo aderito all'iniziativa americana Pax Silica, che punta a rafforzare la cooperazione nelle filiere dei semiconduttori e dell'intelligenza artificiale. Il 21 settembre, invece, ho firmato a New York con il Segretario di Stato Rubio un memorandum sui minerali critici: un'intesa strategica che rafforza la collaborazione bilaterale lungo l'intera catena del valore. All'inizio del 2027 vogliamo ospitare in Italia un nuovo appuntamento per rafforzare ulteriormente la nostra collaborazione su questo tema chiave.

Continuiamo a puntare anche sui mercati a più alto potenziale, dove la scelta di giocare d'anticipo si è già rivelata vincente. A settembre, in occasione della missione di sistema che ho guidato nei Paesi del Mercosur, ho firmato con l'Argentina due accordi sulle materie prime critiche e sulla collaborazione industriale. Stiamo ora lavorando ad un'intesa politica forte con la Repubblica Democratica del Congo: è un Paese ricchissimo di materie prime critiche cruciali per le nostre industrie. Fra qualche minuto sarò in Confindustria, dove è in programma un forum imprenditoriale e sarò insieme al Ministro dell'Economia azero: firmeremo un'intesa anche qui sulle materie prime critiche.

Nelle prossime settimane guiderò una missione imprenditoriale a Baku per consolidare il partenariato bilaterale. Vogliamo valorizzare sempre di più i nostri porti e le nostre infrastrutture logistiche per rafforzare la proiezione dell'Italia al centro del Mediterraneo: per questo, siamo in prima linea in progetti strategici, come il corridoio economico logistico IMEC per collegare l'Europa al Golfo, all'India e ai grandi mercati dell'Asia e il corridoio 8 verso i Balcani. Dedicheremo i dialoghi mediterranei che organizzeremo a Napoli il mese prossimo anche a queste priorità.

Ecco, questo è l'impegno del Governo, questa è la diplomazia della crescita, che è uno strumento strategico forte e consolidato a disposizione delle nostre imprese, con iniziative in tutti i continenti. Siamo una potenza industriale e la seconda manifattura europea. Vogliamo dare alle imprese cornice e strumenti per dotarsi delle materie prime critiche di cui hanno bisogno e per creare sempre più partenariati e joint venture per la crescita. Il nostro obiettivo concreto - e concludo - è sempre più realistico: arrivare a 700 miliardi di export entro la fine del 2027.

PRESIDENTE. Il deputato Paolo Emilio Russo ha facoltà di replicare.

PAOLO EMILIO RUSSO (FI-PPE). Grazie, Ministro. La sicurezza degli approvvigionamenti è ormai parte integrante della nostra politica estera e lei, Presidente Antonio Tajani, la sta portando avanti con grande attenzione alle esigenze delle imprese italiane. Lo ripeto: le materie prime critiche sono il petrolio del futuro e, come è stato per il petrolio, non basta averne bisogno: bisogna avere buone relazioni con chi le possiede, le lavora e le trasporta. Da qui dipendono i costi di produzione, le capacità di innovare e, in ultima analisi, le competitività delle nostre aziende e i posti di lavoro. Da loro dipende la capacità di calcolo di un Paese, cioè la capacità di costruire un futuro di innovazione.

BOZZA NON CORRETTA

BOZZA delle VOTAZIONI QUALIFICATE MEDIANTE PROCEDIMENTO ELETTRONICO
PROSPETTO PARZIALE

INDICE ELENCO N. 1 DI 5 (VOTAZIONI DAL N. 1 AL N. 13)
Votazione O G G E T T O Risultato Esito
Num Tipo Pres Vot Ast Magg Fav Contr Miss
1 Nominale DDL 2958 - ARTICOLO 1 236 236 0 119 236 0 86 Appr.
2 Nominale ARTICOLO 2 227 227 0 114 226 1 86 Appr.
3 Nominale ARTICOLO 3 226 226 0 114 226 0 86 Appr.
4 Nominale ARTICOLO 4 231 228 3 115 228 0 86 Appr.
5 Nominale DDL 2958 - VOTO FINALE 239 239 0 120 239 0 86 Appr.
6 Nominale DDL 3076 - EM 1.1000 240 237 3 119 100 137 85 Resp.
7 Nominale EM 1.1001 243 240 3 121 100 140 84 Resp.
8 Nominale EM 1.1 243 231 12 116 92 139 83 Resp.
9 Nominale EM 1.2 246 243 3 122 103 140 83 Resp.
10 Nominale EM 1.3 245 242 3 122 103 139 83 Resp.
11 Nominale ARTICOLO 1 248 140 108 71 140 0 83 Appr.
12 Nominale ART AGG 1.01 251 248 3 125 107 141 83 Resp.
13 Nominale ART AGG 1.02 250 247 3 124 110 137 82 Resp.

F = Voto favorevole (in votazione palese). - C = Voto contrario (in votazione palese). - V = Partecipazione al voto (in votazione segreta). - A = Astensione. - M = Deputato in missione. - T = Presidente di turno. - P = Partecipazione a votazione in cui é mancato il numero legale. - X = Non in carica.
Le votazioni annullate sono riportate senza alcun simbolo. Ogni singolo elenco contiene fino a 13 votazioni. Agli elenchi é premesso un indice che riporta il numero, il tipo, l'oggetto, il risultato e l'esito di ogni singola votazione.

INDICE ELENCO N. 2 DI 5 (VOTAZIONI DAL N. 14 AL N. 26)
Votazione O G G E T T O Risultato Esito
Num Tipo Pres Vot Ast Magg Fav Contr Miss
14 Nominale ART AGG 1.03 248 244 4 123 107 137 78 Resp.
15 Nominale ART AGG 1.04 255 251 4 126 112 139 78 Resp.
16 Nominale ART AGG 1.05 255 251 4 126 112 139 78 Resp.
17 Nominale ART AGG 1.06 255 250 5 126 111 139 78 Resp.
18 Nominale ART AGG 1.07 260 256 4 129 113 143 78 Resp.
19 Nominale ART AGG 1.08 258 254 4 128 110 144 77 Resp.
20 Nominale ART AGG 1.09 255 251 4 126 112 139 77 Resp.
21 Nominale ARTICOLO 2 260 143 117 72 143 0 77 Appr.
22 Nominale EM 3.1 263 259 4 130 114 145 77 Resp.
23 Nominale EM 3.2 261 257 4 129 114 143 77 Resp.
24 Nominale EM 3.3 261 257 4 129 113 144 77 Resp.
25 Nominale ARTICOLO 3 263 148 115 75 148 0 77 Appr.
26 Nominale ARTICOLO 4 263 147 116 74 147 0 77 Appr.


INDICE ELENCO N. 3 DI 5 (VOTAZIONI DAL N. 27 AL N. 39)
Votazione O G G E T T O Risultato Esito
Num Tipo Pres Vot Ast Magg Fav Contr Miss
27 Nominale ARTICOLO 5 265 150 115 76 149 1 77 Appr.
28 Nominale EM 6.1 266 256 10 129 107 149 77 Resp.
29 Nominale EM 6.2 262 256 6 129 110 146 77 Resp.
30 Nominale EM 6.4 266 262 4 132 113 149 77 Resp.
31 Nominale EM 6.5 262 259 3 130 103 156 77 Resp.
32 Nominale EM 6.6 267 257 10 129 108 149 77 Resp.
33 Nominale EM 6.7 264 255 9 128 107 148 77 Resp.
34 Nominale EM 6.9 251 248 3 125 100 148 77 Resp.
35 Nominale EM 6.10, 6.11, 6.1000 264 260 4 131 113 147 77 Resp.
36 Nominale EM 6.12 265 261 4 131 107 154 77 Resp.
37 Nominale EM 6.14 260 249 11 125 102 147 77 Resp.
38 Nominale EM 6.15 263 253 10 127 108 145 77 Resp.
39 Nominale EM 6.16 264 260 4 131 113 147 77 Resp.


INDICE ELENCO N. 4 DI 5 (VOTAZIONI DAL N. 40 AL N. 52)
Votazione O G G E T T O Risultato Esito
Num Tipo Pres Vot Ast Magg Fav Contr Miss
40 Nominale ARTICOLO 6 258 146 112 74 146 0 77 Appr.
41 Nominale ART AGG 6.05, 6.06, 6.01001, 6.01 255 251 4 126 113 138 77 Resp.
42 Nominale ART AGG 6.07 254 250 4 126 110 140 77 Resp.
43 Nominale ART AGG 6.08 253 246 7 124 107 139 77 Resp.
44 Nominale ART AGG 6.09 249 244 5 123 109 135 77 Resp.
45 Nominale ART AGG 6.010 255 251 4 126 111 140 77 Resp.
46 Nominale ARTICOLO 7 258 144 114 73 142 2 77 Appr.
47 Nominale ARTICOLO 8 255 249 6 125 139 110 76 Appr.
48 Nominale ODG 9/3076/1 231 227 4 114 94 133 76 Resp.
49 Nominale ODG 9/3076/2 234 231 3 116 96 135 76 Resp.
50 Nominale ODG 9/3076/10 248 244 4 123 104 140 76 Resp.
51 Nominale ODG 9/3076/11 248 244 4 123 102 142 76 Resp.
52 Nominale ODG 9/3076/14 251 247 4 124 104 143 76 Resp.


INDICE ELENCO N. 5 DI 5 (VOTAZIONI DAL N. 53 AL N. 55)
Votazione O G G E T T O Risultato Esito
Num Tipo Pres Vot Ast Magg Fav Contr Miss
53 Nominale ODG 9/3076/15 252 248 4 125 104 144 76 Resp.
54 Nominale ODG 9/3076/16 251 247 4 124 105 142 76 Resp.
55 Nominale DDL 3076 - VOTO FINALE 226 131 95 66 131 0 75 Appr.