XIX LEGISLATURA
ORGANIZZAZIONE DEI TEMPI DI ESAME: PDL N. 2187 E ABB.
Pdl n. 2187 e abb. – Norme per la tutela degli equidi e loro riconoscimento come animali di affezione
Tempo complessivo: 14 ore e 40 minuti, di cui:
• discussione sulle linee generali: 8 ore;
• seguito dell'esame: 6 ore e 40 minuti.
| Discussione generale | Seguito dell'esame | |
| Relatore | 10 minuti | 20 minuti |
| Governo | 20 minuti | 20 minuti |
| Richiami al Regolamento | 10 minuti | 10 minuti |
| Tempi tecnici | 20 minuti | |
| Interventi a titolo personale | 1 ora e 21 minuti |
43 minuti
(con il limite massimo di 10 minuti per il complesso degli interventi di ciascun deputato) |
| Gruppi | 5 ore e 59 minuti | 4 ore e 47 minuti |
| Fratelli d'Italia | 48 minuti | 47 minuti |
| Partito Democratico – Italia democratica e progressista | 41 minuti | 35 minuti |
| Lega – Salvini premier | 38 minuti | 32 minuti |
| Forza Italia – Berlusconi presidente – PPE | 38 minuti | 32 minuti |
| MoVimento 5 Stelle | 37 minuti | 31 minuti |
| Alleanza Verdi e Sinistra | 31 minuti | 22 minuti |
| Azione – Popolari Europeisti Riformatori – Renew Europe | 31 minuti | 22 minuti |
| Noi Moderati (Noi con l'Italia, Coraggio Italia, UDC e Italia al Centro) – MAIE – Centro popolare | 31 minuti | 21 minuti |
| Italia Viva – Casa riformista | 31 minuti | 21 minuti |
| Misto: | 33 minuti | 24 minuti |
| Futuro Nazionale Vannacci – Free | 16 minuti | 11 minuti |
| Minoranze Linguistiche | 7 minuti | 5 minuti |
| +Europa- Stati Uniti D'Europa | 5 minuti | 4 minuti |
| Sud chiama Nord | 5 minuti | 4 minuti |
COMUNICAZIONI
Missioni valevoli
nella seduta del 23 ottobre 2026.
Albano, Amendola, Ascani, Barbagallo, Barelli, Barzotti, Battistoni, Bellucci, Benvenuto, Bicchielli, Bignami, Bonetti, Boschi, Braga, Bruzzone, Calderone, Cappellacci, Casasco, Cavandoli, Centemero, Cesa, Cirielli, Colosimo, Alessandro Colucci, Comba, Enrico Costa, Sergio Costa, D'Alessio, Della Vedova, Donzelli, Fassino, Ferrante, Ferro, Foti, Frassinetti, Freni, Gardini, Gava, Gebhard, Gemmato, Giachetti, Giglio Vigna, Giorgetti, Gribaudo, Guerini, Gusmeroli, Leo, Lollobrigida, Loperfido, Lupi, Magi, Mangialavori, Maschio, Mazzi, Meloni, Michelotti, Minardo, Molinari, Mollicone, Molteni, Morrone, Mulè, Onori, Pagano, Pichetto Fratin, Prisco, Riccardo Ricciardi, Richetti, Rixi, Roccella, Romano, Rotelli, Scerra, Schullian, Siracusano, Tajani, Trancassini, Tremonti, Vaccari, Varchi, Vinci, Zanella, Ziello, Zoffili, Zucconi.
Annunzio di proposte di legge.
In data 22 ottobre 2026 è stata presentata alla Presidenza la seguente proposta di legge d'iniziativa delle deputate:
CARETTA e CIABURRO: «Concessione di un'agevolazione contributiva in favore dei datori di lavoro che erogano mensilità aggiuntive ai lavoratori per ogni figlio nato o adottato, nonché modifica all'articolo 18 della legge 22 maggio 2017, n. 81, in materia di esecuzione del rapporto di lavoro in modalità agile da parte delle lavoratrici e dei lavoratori con figli fino a dodici anni di età o disabili» (3160).
Sarà stampata e distribuita.
Annunzio di disegni di legge.
In data 22 ottobre 2026 sono stati presentati alla Presidenza i seguenti disegni di legge:
dal Presidente del Consiglio dei ministri e dai Ministri dell'interno, della giustizia e della difesa:
«Conversione in legge del decreto-legge 22 ottobre 2026, n. 190, recante disposizioni urgenti in materia di sicurezza pubblica e contrasto alla criminalità minorile» (3159);
dal Ministro per gli affari regionali e le autonomie:
«Attribuzione alla regione Liguria di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, ai sensi dell'articolo 116, terzo comma, della Costituzione» (3161);
«Attribuzione alla regione Lombardia di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, ai sensi dell'articolo 116, terzo comma, della Costituzione» (3162);
«Attribuzione alla regione Piemonte di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, ai sensi dell'articolo 116, terzo comma, della Costituzione» (3163);
«Attribuzione alla regione Veneto di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, ai sensi dell'articolo 116, terzo comma, della Costituzione» (3164).
Saranno stampati e distribuiti.
Trasmissione dal Ministro per gli affari europei, il PNRR e le politiche di coesione.
Il Ministro per gli affari europei, il PNRR e le politiche di coesione, con lettera in data 22 ottobre 2026, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 14, comma 1, della legge 24 dicembre 2012, n. 234, l'elenco delle procedure giurisdizionali e di precontenzioso con l'Unione europea, riferito al terzo trimestre del 2026 (Doc. LXXIII-bis, n. 17).
Questo documento è trasmesso a tutte le Commissioni permanenti e alla Commissione parlamentare per le questioni regionali.
Annunzio di progetti di
atti dell'Unione europea.
La Commissione europea, in data 2 ottobre 2026, ha trasmesso, in attuazione del Protocollo sul ruolo dei Parlamenti allegato al Trattato sull'Unione europea, la comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni – Rafforzare la portata globale dell'Unione: una nuova visione strategica per le regioni ultraperiferiche dell'UE (COM(2026) 660 final), che è assegnata, ai sensi dell'articolo 127 del Regolamento, alla V Commissione (Bilancio), con il parere della XIV Commissione (Politiche dell'Unione europea).
Il Dipartimento per gli affari europei della Presidenza del Consiglio dei ministri, con lettere in data 22 ottobre 2026, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 6, commi 1 e 2, della legge 24 dicembre 2012, n. 234, progetti di atti dell'Unione europea, nonché atti preordinati alla formulazione degli stessi.
Questi atti sono assegnati, ai sensi dell'articolo 127 del Regolamento, alle Commissioni competenti per materia, con il parere, se non già assegnati alla stessa in sede primaria, della XIV Commissione (Politiche dell'Unione europea).
Con le medesime comunicazioni, il Governo ha inoltre richiamato l'attenzione sui seguenti documenti, già trasmessi dalla Commissione europea e assegnati alle competenti Commissioni, ai sensi dell'articolo 127 del Regolamento:
Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (UE) 2024/1787 sulla riduzione delle emissioni di metano nel settore dell'energia per quanto riguarda il rinvio di determinati obblighi (COM(2026) 569 final);
Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa al riconoscimento delle qualifiche dei cittadini di paesi terzi (COM(2026) 990 final).
Comunicazione di nomine ministeriali.
La Presidenza del Consiglio dei ministri, con lettera in data 21 ottobre 2026, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 19, comma 9, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, la comunicazione concernente il conferimento all'ingegnere Remo Chiodi, ai sensi dei commi 4 e 5-bis del medesimo articolo 19, dell'incarico di funzione dirigenziale di livello generale di direttore della Direzione generale per l'ippica, nell'ambito del Dipartimento della sovranità alimentare e dell'ippica del Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste.
Questa comunicazione è trasmessa alla I Commissione (Affari costituzionali) e alla XIII Commissione (Agricoltura).
Atti di controllo e di indirizzo.
Gli atti di controllo e di indirizzo presentati sono pubblicati nell'Allegato B al resoconto della seduta odierna.
INTERPELLANZE URGENTI
Chiarimenti riguardo alla rimodulazione del Programma nazionale «Metro Plus», con particolare riferimento alla città di Palermo – 2-00955
A)
I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri, il Ministro per gli affari europei, il PNRR e le politiche di coesione, per sapere – premesso che:
il Programma nazionale «Metro Plus e città medie Sud 2021-2027» costituisce uno dei principali strumenti della politica di coesione destinati a sostenere interventi di sviluppo urbano sostenibile, rigenerazione urbana, transizione energetica, miglioramento dei servizi pubblici e sicurezza nelle città interessate;
nell'ambito della programmazione originaria del Pn Metro Plus, il comune di Palermo, in qualità di organismo intermedio, disponeva di una dotazione finanziaria destinata alla realizzazione di interventi strategici per il territorio;
dopo richiesta formale del Governo italiano, con decisione della Commissione europea del 17 dicembre 2025 è stata approvata la revisione del Programma Metro Plus 2021-2027 nell'ambito della cosiddetta Mid-Term Review, determinando una riprogrammazione delle risorse disponibili;
a seguito di tale revisione, secondo quanto comunicato dagli uffici del comune di Palermo, l'organismo intermedio avrebbe subito una contrazione delle risorse assegnate, con la conseguenza che alcuni interventi già programmati non risultano più coperti finanziariamente nell'ambito del Pn Metro Plus;
tra gli interventi interessati figura quello relativo all'ammodernamento e alla riqualificazione di un gruppo di impianti di illuminazione pubblica della città di Palermo, per un valore complessivo di circa 4,37 milioni di euro;
l'intervento riveste particolare importanza per la città, sia sotto il profilo della sicurezza e della qualità della vita dei cittadini, sia per il miglioramento dell'efficienza energetica degli impianti e la riduzione dei consumi;
la procedura per l'affidamento dei lavori era stata avviata dall'amministrazione comunale nei mesi scorsi e si trovava in una fase avanzata;
tuttavia, a seguito della perdita della copertura finanziaria originariamente individuata, gli uffici comunali sono stati costretti a sospendere la procedura di gara con determinazione dirigenziale del 28 settembre 2026 per un periodo massimo di 180 giorni, al fine di consentire l'individuazione delle risorse finanziarie necessarie alla prosecuzione della procedura;
ma la riduzione della dotazione finanziaria interessa ulteriori diverse priorità, determinando una revisione significativa del quadro degli interventi originariamente programmati, in particolare:
a) Priorità 1 – Agenda digitale ha visto la riduzione della dotazione finanziaria, pari a euro 7.207.300;
b) Priorità 3 – Mobilità sostenibile: la riduzione della dotazione finanziaria non consentirà l'acquisto di quattro vetture tram;
c) Priorità 4 – Inclusione sociale, la dotazione assegnata, pari a euro 55.736.615,71, consente il finanziamento solo parziale delle operazioni previste, rendendo necessario il ridimensionamento di interventi in materia di accoglienza residenziale per i minori e azioni di supporto alle famiglie, in seguito a provvedimenti di tutela dell'autorità giudiziaria;
d) Priorità 7 – Rigenerazione urbana, cultura e turismo, la nuova dotazione finanziaria, pari a euro 48.384.847,51 rideterminata, non consentirà l'attuazione di progettualità di rigenerazione urbana della piazza di Tommaso Natale e delle aree limitrofe né interventi per la fruizione della foce del fiume Oreto e della costa sud; inoltre, non sarà possibile finanziare circa 17 ulteriori interventi dell'area metropolitana, per una dotazione complessiva inizialmente prevista in flessibilità pari a euro 11.364.912,88;
i progetti candidati dai comuni di Alimena, Aliminusa, Castelbuono, Collesano, Gratteri, Montemaggiore Belsito, Petralia Soprana, Petralia Sottana, San Mauro Castelverde, Sciara, Scillato e Valledolmo, per l'area madonita, nonché dai Comuni di Palazzo Adriano, Campofelice di Fitalia, Giuliana e Campofiorito, per l'area corleonese, risultano, alla data odierna, privi della relativa copertura finanziaria nell'ambito della quota di flessibilità;
le amministrazioni comunali interessate hanno impiegato nel corso degli anni risorse umane e finanziarie per la predisposizione delle progettualità, per l'acquisizione dei progetti esecutivi e per la definizione degli interventi candidati al finanziamento, individuando progettualità ritenute strategiche per i rispettivi territori –:
se il Governo intenda:
a) indicare quali interventi già programmati per il comune di Palermo e per la città metropolitana di Palermo siano stati definanziati, con specificazione per ciascuno dell'importo delle risorse originariamente previste e quello attualmente disponibile;
b) chiarire quale sia stato il criterio utilizzato nella riprogrammazione delle risorse del Pn Metro Plus per determinare gli interventi da confermare e quelli da definanziare o rinviare nonché conoscere quali strumenti possano essere utilizzati per garantire la realizzazione degli interventi rimasti privi di copertura;
c) se risulti che la rimodulazione abbia determinato, per gli interventi già progettati o in fase avanzata di attuazione, oneri aggiuntivi a carico del bilancio comunale, della città metropolitana di Palermo o di altri enti pubblici, e se risulti l'ammontare complessivo di tali eventuali oneri;
d) se intenda chiarire le ragioni che hanno determinato il mancato riconoscimento delle risorse finanziarie relative alla quota di flessibilità nell'ambito della rimodulazione del Pn Metro Plus;
e) quali siano, infine, i tempi entro i quali il Governo ritenga possibile fornire al comune di Palermo, alla città metropolitana di Palermo e ai comuni interessati indicazioni certe sulle eventuali fonti alternative di finanziamento, anche al fine di evitare che la sospensione delle procedure amministrative e delle gare già avviate determini ulteriori ritardi o la perdita delle attività progettuali già svolte.
(2-00955) «D'Orso, Morfino, Aiello, Baldino, Barzotti, Cafiero De Raho, Cappelletti, Caramiello, Cherchi, Alfonso Colucci, Appendino, Ascari, Fede, Ferrara, Ilaria Fontana, Giuliano, Penza, Perantoni, L'Abbate, Lomuti, Pavanelli».
Intendimenti in merito ai lavori concernenti la SS64 Porrettana, in provincia di Bologna – 2-00950
B)
I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, per sapere – premesso che:
la strada statale 64 «Porrettana» rappresenta una delle principali infrastrutture viarie di collegamento dell'Appennino bolognese, rivestendo un ruolo essenziale per la mobilità dei cittadini, per le attività economiche e per l'accessibilità dei territori montani;
lungo il tracciato della SS64, negli ultimi anni, sono stati programmati, avviati e realizzati numerosi interventi di manutenzione, consolidamento, adeguamento e messa in sicurezza; interventi che testimoniano un impegno significativo ed una attenzione da parte del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e di Anas, volto a migliorare progressivamente le condizioni di percorribilità dell'arteria, anche in considerazione della particolare conformazione geomorfologica del territorio e delle criticità determinate dagli eventi meteorologici che hanno interessato l'Emilia-Romagna negli ultimi anni;
nel corso dell'esecuzione delle opere, risultano essere stati realizzati anche interventi e lavorazioni ulteriori rispetto a quelli previsti nella programmazione e nei quadri progettuali originari, resisi necessari a seguito degli approfondimenti tecnici e delle condizioni concretamente riscontrate in fase di esecuzione;
l'integrazione tra gli interventi originariamente programmati con ulteriori opere di messa in sicurezza, rappresenta un elemento positivo e testimonia la costante attenzione alle esigenze del territorio ed alla sicurezza della rete stradale;
appare utile disporre di un quadro complessivo ed aggiornato degli interventi effettuati, delle ulteriori opere individuate in corso d'opera e delle risorse economiche complessivamente destinate alla SS64. Inoltre, con riferimento al collegamento Bretella Reno-Setta – SS64 Porrettana, risultano essere stati avviati saggi e approfondimenti tecnici propedeutici alle successive valutazioni progettuali, rispetto ai quali sarebbe utile acquisire un aggiornamento circa lo stato di avanzamento e gli eventuali esiti –:
se ritenga necessario fornire il quadro aggiornato degli interventi di manutenzione, messa in sicurezza, consolidamento e adeguamento realizzati, attualmente in corso o programmati lungo la SS64 Porrettana nel territorio della provincia di Bologna, ovvero quali di tali interventi fossero ricompresi nella programmazione originaria e quali siano stati invece successivamente individuati o integrati a seguito di ulteriori verifiche tecniche o di esigenze emerse nel corso dell'esecuzione delle opere;
se ritenga opportuno acquisire il quadro economico complessivo degli interventi, con indicazione delle risorse originariamente previste, delle eventuali successive integrazioni e dello stato di avanzamento della relativa spesa, comprensivo degli importi impegnati, liquidati e ancora da utilizzare;
quale sia lo stato delle attività relative al collegamento Reno-Setta e, in particolare, se i saggi e le indagini tecniche previste siano stati completati e quali siano gli esiti e le successive fasi progettuali.
(2-00950) «Bignami, Amich».
Intendimenti ed iniziative di competenza in merito alla cancellazione da parte di Trenitalia dell'offerta «Carnet Smart» – 2-00957
C)
I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, per sapere – premesso che:
a decorrere dal 1° novembre 2026 Trenitalia procederà al ritiro dal mercato dell'offerta commerciale «Carnet Smart» per i treni Frecciarossa e Frecciargento, fatta salva la fruizione fino a scadenza dei titoli già acquistati entro il 31 ottobre 2026;
l'offerta «Carnet Smart» (10 viaggi in 30 giorni dal lunedì al venerdì con sconti oltre il 60 per cento) rappresentava una soluzione tariffaria cruciale e modulata sulle reali esigenze dei lavoratori in modalità agile o con turni parziali (2-3 giorni di presenza a settimana), unendo un costo sostenibile a una spiccata flessibilità d'uso (cambi illimitati prima della partenza e un cambio gratuito fino a un'ora dopo l'orario di partenza);
tale decisione colpisce in modo particolarmente duro la vasta comunità dei pendolari che quotidianamente si spostano su direttive ad altissimo flusso verso la Capitale o altri hub nazionali;
a titolo esemplificativo, sulla tratta Napoli-Roma, il Carnet Smart garantiva costi pari a 139 euro in Standard (13,90 euro a corsa) e 199 euro in Business (19,90 euro a corsa); sulla tratta Caserta/Benevento-Roma i prezzi erano rispettivamente di 129 euro e 169 euro (12,90 euro e 16,90 euro a corsa); sulla Roma-Salerno 149 euro e 209 euro (14,90 euro e 20,90 euro a corsa); sulla tratta Ancona/Bologna rispettivamente 139 euro e 189 euro; sulla tratta Arezzo/Roma 119 euro e 169 euro; sulla tratta Firenze/Roma 149 euro e 209 euro; sulla tratta Genova/Milano 89 euro e 139 euro;
con l'eliminazione del Carnet Smart, i pendolari che lavorano in presenza solo per alcuni giorni al mese si trovano di fronte all'iniqua alternativa tra l'acquisto di singoli biglietti a tariffa base/economy o la sottoscrizione di abbonamenti mensili ben più onerosi (ad esempio abbonamenti fino a 338 euro mensili, a cui si aggiungono 2 euro per ciascuna singola prenotazione), determinando un gravoso ed ingiustificato rincaro della spesa mensile per il trasporto;
la notizia ha scatenato una forte protesta da parte dei viaggiatori sui canali web e social, culminata con l'avvio di una petizione su Change.org («Modificare le nuove tariffe per abbonamenti alta velocità Trenitalia e Carnet Smart»), l'invio di reclami formali alla società e l'organizzazione di invii massivi di Pec all'Agcm (Autorità garante della concorrenza e del mercato) affinché verifichi profili di criticità a tutela dei consumatori e del mercato;
questo improvviso cambio delle condizioni commerciali disincentiva la mobilità sostenibile su ferro a favore dell'uso del mezzo privato, smentendo gli obiettivi programmatici in materia di decarbonizzazione, tutela dell'ambiente e promozione delle forme di lavoro flessibile;
risulta inaccettabile che modifiche di tale impatto sociale ed economico vengano introdotte senza un preventivo confronto con le rappresentanze dei lavoratori e dei comitati pendolari –:
se il Governo fosse al corrente della decisione di Trenitalia di cancellare l'offerta «Carnet Smart» a far data dal 1° novembre 2026 e quali siano gli intendimenti in merito all'impatto economico provocato sui lavoratori pendolari;
se non ritenga urgente promuovere, per quanto di competenza, ogni intervento utile a favorire la sospensione immediata del provvedimento e il ripristino delle condizioni tariffarie flessibili per chi lavora in smart working;
se non intenda farsi parte attiva per la convocazione urgente di un tavolo di confronto istituzionale tra Trenitalia, la Conferenza delle regioni e i comitati dei pendolari dell'alta velocità ed i sindacati, al fine di individuare soluzioni tariffarie e di abbonamento eque, sostenibili e trasparenti, evitando la migrazione forzata verso l'uso dell'auto privata o l'iniquo sovraccarico economico sulle famiglie.
(2-00957) «Casu, Scotto, Ascani, Sarracino, Scarpa, Di Biase, Iacono, Orfini, Amendola, Forattini, Malavasi, Gribaudo, Fornaro, Marino, Laus, Cuperlo, Graziano, Peluffo, Gnassi, Berruto, Pandolfo, Carè, Ciani, Vaccari, Serracchiani, Girelli, Roggiani, Lacarra, Stumpo, Stefanazzi, Andrea Rossi, Toni Ricciardi, Fassino, De Luca, De Maria, Boldrini, Prestipino, Ferrari, Viggiano, Evi, Guerra, Lai, Romeo, Ghio, Barbagallo, Gianassi, Bonafè».
Intendimenti e iniziative riguardo alla tutela della genitorialità delle lavoratrici autonome e iscritte alla gestione separata dell'Inps – 2-00954
D)
I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, per sapere – premesso che:
il decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, riconosce alle lavoratrici autonome e alle iscritte alla gestione separata dell'Inps l'indennità di maternità e il congedo parentale, con una disciplina che a distanza di oltre vent'anni resta sensibilmente meno favorevole di quella prevista per le lavoratrici dipendenti;
l'interpellante è stata contattata da una lavoratrice titolare di partita Iva che, con un intervento pubblico, ha raccolto moltissime testimonianze di madri autonome; il quadro che ne emerge riguarda anzitutto i tempi di erogazione dell'indennità di maternità, che tra la domanda e la liquidazione definitiva arrivano in diversi casi a superare i diciotto mesi, durante i quali l'Inps corrisponde soltanto un acconto di importo modesto;
il ritardo discende dal meccanismo di calcolo fissato dalla legge: l'indennità è commisurata al reddito dei dodici mesi precedenti l'inizio del periodo indennizzabile, che spesso si collocano a cavallo di due anni solari e talvolta includono l'anno in corso, sicché la lavoratrice deve attendere due dichiarazioni dei redditi prima di ricevere quanto le spetta; per il lavoro dipendente i contributi sono versati ogni mese, mentre per quello autonomo sono accertati su base annuale, e l'istituto si limita ad applicare la normativa vigente;
le testimonianze segnalano inoltre informazioni contraddittorie fornite da Inps, patronati e Caf, provvedimenti di diniego privi di una motivazione comprensibile e l'impossibilità, riferita da molte lavoratrici, di presentare la domanda prima del parto;
sul piano normativo, l'astensione anticipata indennizzata è riconosciuta alle lavoratrici autonome solo in presenza di gravi complicanze della gravidanza e non quando l'attività svolta comporta rischi per la gestante, ipotesi che per le dipendenti dà invece diritto all'interdizione anticipata dal lavoro;
per le lavoratrici dipendenti il congedo parentale è indennizzato all'80 per cento per tre mesi, se fruito entro i sei anni di vita del figlio, per effetto delle leggi di bilancio per il 2023, il 2024 e il 2025, e la legge di bilancio per il 2026 ha portato a quattordici anni il limite di età entro cui fruirne; per le iscritte alla gestione separata l'indennità resta ferma al 30 per cento del reddito e per artigiane e commercianti il congedo indennizzato è confinato al primo anno di vita del bambino;
alle lavoratrici autonome non spettano i riposi giornalieri per allattamento, né alcuna tutela per la malattia del figlio;
il Ministro interpellato, consulente del lavoro di professione, conosce da vicino tanto il lavoro dipendente quanto quello autonomo; nel corso della legislatura la distanza tra le due condizioni sul terreno della genitorialità è rimasta intatta, e le maggiorazioni del congedo parentale hanno riguardato le sole dipendenti –:
quali obiettivi il Ministro interrogato si fosse posto all'inizio della legislatura per avvicinare le tutele per la genitorialità delle lavoratrici autonome e delle iscritte alla gestione separata a quelle delle dipendenti pubbliche e private, quali ritenga di aver raggiunto e quali indicherebbe come prioritari a chi gli succederà;
se intenda promuovere un'iniziativa normativa che consenta di calcolare l'indennità di maternità delle lavoratrici autonome sull'ultima dichiarazione dei redditi disponibile al momento della domanda, salvo successivo conguaglio, così da liquidarla in tempi certi e brevi;
se intenda adottare iniziative normative per estendere alle lavoratrici autonome l'astensione anticipata per lavori a rischio e la maggiorazione all'80 per cento del congedo parentale, superando per artigiane e commercianti il limite del primo anno di vita del figlio;
quali indicazioni intenda dare all'Inps, nell'esercizio della vigilanza, affinché la procedura sia illustrata in modo univoco a lavoratrici, patronati e Caf, la domanda possa essere presentata prima del parto e ogni diniego sia adeguatamente motivato;
di quali dati disponga sui tempi medi di liquidazione dell'indennità di maternità alle lavoratrici autonome e alle iscritte alla gestione separata e sul numero dei dinieghi.
(2-00954) «Quartapelle Procopio, Gribaudo, Casu».
Intendimenti ed iniziative in materia di tutela dei lavoratori con riferimento al marchio Gls – 2-00956
E)
I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, per sapere – premesso che:
il settore della logistica e delle consegne rappresenta uno dei comparti a più alta intensità di manodopera ed è da anni al centro di inchieste giudiziarie per il ricorso sistematico a catene di subappalti affidati a società terze, spesso utilizzate come mero schermo per abbattere il costo del lavoro ed eludere obblighi contributivi, fiscali e di sicurezza;
la recente e tragica scomparsa del corriere Pasquale Andriotta a Piacenza ha riportato all'attenzione dell'opinione pubblica le condizioni di sfruttamento che caratterizzano il comparto;
nella provincia di Napoli la filiera logistica che fa capo al marchio Gls è gestita dalla società Temi s.p.a., la quale si avvale, attraverso contratti di appalto, di 11 società cooperative presso le quali risultano formalmente assunti circa 400 lavoratori impiegati negli hub e nelle attività di movimentazione e consegna;
secondo quanto denunciato dalle rappresentanze sindacali e dal coordinamento regionale della Campania del sindacato Sol Cobas, le 11 cooperative opererebbero come mere «scatole amministrative», prive di effettiva organizzazione, configurando un'ipotesi di interposizione fittizia di manodopera e di appalto ai sensi dell'articolo 29 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, che sembrerebbe sollevare il committente da ogni responsabilità diretta nei confronti dei lavoratori;
il 22 luglio 2026 i lavoratori hanno aderito a uno sciopero nazionale che ha interessato i nodi di Napoli, Frattamaggiore, Nola, Caserta e Teverola, per protestare contro un accordo quadro ritenuto fortemente peggiorativo delle condizioni economiche e normative;
nei mesi di maggio e giugno 2026 sono stati licenziati 12 lavoratori iscritti al Sol Cobas, tra cui rappresentanti sindacali e, secondo le organizzazioni sindacali, si tratterebbe di provvedimenti di natura ritorsiva, finalizzati a colpire l'attività sindacale, in evidente contrasto con l'articolo 39 della Costituzione e con gli articoli 15 e 28 dello Statuto dei lavoratori;
sempre secondo quanto denunciato, i lavoratori subirebbero anche ritardi superiori a nove mesi nel pagamento del Trattamento di fine rapporto e delle altre spettanze di fine rapporto e sarebbero stati collocati in un regime di cassa integrazione la cui legittimità andrebbe verificata;
con nota del 1° aprile 2026, il presidente coordinatore delle sezioni lavoro del tribunale ordinario di Napoli ha trasmesso al presidente del tribunale facente funzione la nota del Sol Cobas del 27 marzo 2026, relativa alle controversie dei lavoratori con mansioni di corriere della filiera di Gls-Temi e appaltatori vari; significativo è che il magistrato rileva che la vicenda eccede gli otto procedimenti già pendenti e coinvolge circa 130 lavoratori iscritti al sindacato, 18 imprese appaltatrici e la committente Temi s.p.a., con il rischio di un contenzioso di notevoli dimensioni, ancora in gran parte da avviare;
nella medesima nota il presidente coordinatore evidenzia elementi che potrebbero configurare ipotesi di rilievo penale, con particolare riferimento alla prestazione lavorativa in nero di numerosi lavoratori per periodi prolungati, all'interposizione illecita di manodopera mediante simulazione contrattuale e alla stipulazione di conciliazioni la cui genuinità del consenso dei lavoratori meriterebbe approfondimento;
le organizzazioni sindacali hanno presentato formali e reiterate richieste di intervento all'Ispettorato territoriale del lavoro della città metropolitana di Napoli, al fine di verificare la correttezza dei contratti di appalto e l'eventuale interposizione illecita di manodopera, senza che, a quanto risulta all'interpellante, sia seguito alcun intervento ispettivo concreto;
sono state altresì segnalate ai dipartimenti di prevenzione delle Asl Napoli 1 centro, Napoli 2 nord e Napoli 3 sud condizioni igienico-sanitarie contrarie al decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81: totale assenza di spogliatoi, bagni e docce dedicati negli hub, assenza di misure contro lo stress termico estivo, obbligo per i dipendenti di provvedere a proprie spese al lavaggio delle divise;
è stato inoltre denunciato che presso la società P&G Trasporti, operante nell'area di Nola, i lavoratori sarebbero stati adibiti alla guida di furgoni privi di copertura assicurativa Rc auto, con gravissimi rischi per la loro incolumità e per quella di terzi;
il decreto legislativo n. 81 del 2008, all'articolo 26, pone in capo al committente precisi obblighi di verifica, cooperazione e coordinamento in materia di sicurezza negli appalti, e l'articolo 29, comma 2, del decreto legislativo n. 276 del 2003 prevede la responsabilità solidale del committente per i trattamenti retributivi e contributivi dovuti ai lavoratori dell'appaltatore; il decreto-legge 2 marzo 2024, n. 19, ha inoltre reintrodotto sanzioni penali per la somministrazione illecita e l'appalto non genuino;
la situazione descritta, aggravata dal persistere di vere e proprie «gabbie salariali» che penalizzano i lavoratori del Mezzogiorno rispetto a quelli del Nord, sembrerebbe configurare un quadro di sfruttamento sistematico e di compressione della libertà sindacale che non può essere tollerato dallo Stato, tanto più a fronte dell'apparente inerzia degli organi di vigilanza competenti –:
se sia a conoscenza dei fatti esposti in premessa e quali urgenti iniziative di competenza di carattere ispettivo intenda assumere, per il tramite dell'Ispettorato nazionale del lavoro e del Comando carabinieri per la tutela del lavoro presso gli hub Gls gestiti da Temi s.p.a. e presso le 11 cooperative appaltatrici, in relazione al regolare adempimento degli obblighi retributivi e contributivi, nonché al fine di contribuire a fare piena luce in ordine all'eventuale interposizione illecita di manodopera;
per quali ragioni, a fronte delle reiterate richieste formali delle organizzazioni sindacali, l'ispettorato territoriale del lavoro della città metropolitana di Napoli non abbia ancora effettuato interventi ispettivi, e se tale situazione sia riconducibile a carenze di organico, che in tal caso si chiede di colmare con urgenza;
quali iniziative intenda adottare, per quanto di competenza, per verificare la correttezza delle procedure di licenziamento dei 12 lavoratori iscritti al Sol Cobas anche al fine di scongiurare condotte antisindacali e per garantire il pieno esercizio della libertà sindacale nella filiera;
se intenda verificare, per quanto di competenza, per il tramite dell'Inps, la regolarità del ricorso alla cassa integrazione, del pagamento del Tfr e delle spettanze di fine rapporto.
(2-00956) «Auriemma, Carotenuto, Alifano, Quartini».