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Resoconto dell'Assemblea

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XIX LEGISLATURA


Resoconto stenografico dell'Assemblea

Seduta n. 738 di mercoledì 4 novembre 2026

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE FABIO RAMPELLI

La seduta comincia alle 10,07.

PRESIDENTE. La seduta è aperta.

Invito il deputato Segretario a dare lettura del processo verbale della seduta precedente.

ALESSANDRO COLUCCI, Segretario, legge il processo verbale della seduta di ieri.

PRESIDENTE. Se non vi sono osservazioni, il processo verbale si intende approvato.

(È approvato).

Missioni.

PRESIDENTE. Comunico che, ai sensi dell'articolo 46, comma 2, del Regolamento, i deputati in missione a decorrere dalla seduta odierna sono complessivamente 104, come risulta dall'elenco consultabile presso la Presidenza e che sarà pubblicato nell'allegato A al resoconto stenografico della seduta in corso (Ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicate nell'allegato A al resoconto della seduta odierna).

Preavviso di votazioni elettroniche (ore 10,13).

PRESIDENTE. Poiché nel corso della seduta potranno aver luogo votazioni mediante procedimento elettronico, decorrono da questo momento i termini di preavviso di 5 e 10 minuti previsti dall'articolo 49, comma 5, del Regolamento.

Salutiamo gli studenti e gli insegnanti dell'Istituto paritario “Maria Consolatrice” di Roma, che sono presenti in tribuna ad assistere ai nostri lavori. Li ringraziamo e auguriamo loro un grande futuro (Applausi).

Sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, sull'ordine dei lavori, la deputata Anna Laura Orrico. Ne ha facoltà.

ANNA LAURA ORRICO (M5S). Signor Presidente, a nome del MoVimento 5 Stelle chiedo un'informativa urgente al Ministro dell'Istruzione Valditara e al Ministro dell'Interno Piantedosi in merito a quanto accaduto la scorsa settimana in alcune scuole superiori a Crotone. Alcuni docenti hanno denunciato la presenza di Forze dell'ordine che chiedevano quanti ragazzi e quante ragazze avrebbero partecipato alla manifestazione studentesca che si sarebbe svolta il 23 ottobre e alla manifestazione per lo sciopero generale del 30 ottobre.

Vorremmo, dunque, sapere se i Ministri fossero a conoscenza di queste azioni che potremmo definire dissuasive rispetto alla partecipazione dei giovani alle manifestazioni e non certamente tese a rasserenare gli animi. D'altronde, dubito che la questura e la prefettura di Crotone non avessero contezza dei numeri che si sarebbero verificati nelle piazze e, soprattutto, di eventuali infiltrazioni da parte di gruppi violenti.

Piuttosto, si continua a respirare un certo clima all'interno delle scuole, dove un semplice striscione che richiama la tolleranza o la lettera di un docente che invita i propri studenti a essere pensatori liberi, cittadini responsabili, bastano per attivare ispezioni da parte del Ministro Valditara all'interno delle scuole e ci dicono quanto il clima non sia sereno e quanto queste iniziative non facciano altro che incutere paura e provare a dissuadere i nostri giovani dall'esercitare i propri diritti e la libertà di manifestare.

Tra l'altro, le manifestazioni che si sono svolte in gran parte del nostro Paese, in particolare in Calabria, sono state tutte molto pacifiche: un vero e proprio esercizio di democrazia. Dunque, l'invito che vorrei rivolgere al Governo è di smettere di continuare a indicare i nostri giovani come un'orda di generazioni violente pronte ad assaltare le istituzioni, perché probabilmente questa tipologia di persone sta da un'altra parte, non nei nostri giovani. E l'invito ulteriore che faccio è che la scuola torni a essere un luogo dove i ragazzi possano imparare a esercitare il dissenso, il pensiero critico e, quindi, l'esercizio delle proprie libertà.

Ci auguriamo che episodi del genere non si ripetano più e che il Ministro Valditara voglia difendere l'istituzione scuola come luogo sicuro dove i nostri giovani possono esprimersi liberamente e apprendere come diventare cittadini liberi e responsabili, non soldati sottomessi al potere di turno (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, sullo stesso argomento e sempre sull'ordine dei lavori, la deputata Piccolotti. Ne ha facoltà.

ELISABETTA PICCOLOTTI (AVS). Grazie, Presidente. A nome di Alleanza Verdi e Sinistra mi unisco alla richiesta di informativa della collega del MoVimento 5 Stelle al Ministro Valditara e al Ministro Piantedosi su quanto è accaduto nelle scuole di Crotone la settimana scorsa. Lo facciamo perché siamo esterrefatti dal fatto che le Forze dell'ordine si siano presentate in diversi istituti della città chiedendo quali fossero gli studenti e le studentesse intenzionati a partecipare alle manifestazioni studentesche e dello sciopero generale.

È qualcosa che non ci pare essere mai accaduto prima in questa forma. Le Forze dell'ordine mai si sono presentate nelle scuole preventivamente per raccogliere informazioni in una forma che assomiglia a un'intimidazione, a un modo di dire agli studenti: attenzione, se parteciperete alle manifestazioni, finirete sotto osservazione.

Bene, Presidente, noi vogliamo sapere dal Ministro Piantedosi e dal Ministro Valditara se le Forze dell'ordine hanno provveduto a una schedatura preventiva degli studenti che intendevano partecipare alle manifestazioni.

Vogliamo sapere per quale motivo questa sorta di schedatura è stata messa in campo e se questo non sia lesivo del diritto di tutti gli studenti e le studentesse a esprimere pacificamente e liberamente le proprie opinioni politiche, a protestare nelle piazze, a manifestare la propria contrarietà alle politiche del Governo, senza per questo dover finire in una lista stilata dalle Forze dell'ordine. Siamo all'assurdo. Abbiamo visto gruppi della Polizia e dei Carabinieri portare a Roma gli studenti in commissariato perché intendevano occupare la scuola; abbiamo visto questi episodi di Crotone, abbiamo visto le Forze dell'ordine che si presentano a scuola, a Genova, per cercare di togliere uno striscione realizzato da bambini. Vediamo, quindi, una pressione inedita e del tutto sproporzionata sul mondo studentesco e della scuola che è chiaramente tesa a reprimere la libertà di dissenso e la libertà di manifestazione.

Presidente, dal nostro punto di vista tutto questo è inaccettabile, è completamente fuori dalla normale dialettica democratica di questo Paese e assomiglia a una torsione autoritaria. Ci sono mille luoghi che in questo Paese necessitano della presenza delle Forze dell'ordine; solo ieri abbiamo discusso delle circa 20 bombe carta esplose nella città di Roma. Sappiamo che l'Italia è un Paese spolpato dalla criminalità organizzata, sappiamo che la violenza alberga in molte delle nostre strade, quindi credo che si possa dire che le Forze dell'ordine sarebbero state più utilmente utilizzate per fronteggiare questi fenomeni, rispetto alla scelta di questo Governo di mandarle nelle scuole per cercare di intimorire gli studenti e le studentesse e di impedire che si manifesti l'ondata di sdegno che, nonostante queste misure repressive, sta ormai prendendo corpo in tutte le piazze e in tutte le città italiane.

Chiudo dicendo una cosa molto semplice: non li fermerete così, non li fermerete così perché hanno voglia di riprendersi il futuro, hanno voglia di dire basta a un Governo che gli propone soltanto spese per gli armamenti, spese militari, a cui corrispondono tagli sulla scuola. Le loro manifestazioni sono giuste e hanno tutto il nostro sostegno (Applausi dei deputati del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, sempre sullo stesso argomento, il deputato Sasso. Ne ha facoltà.

ROSSANO SASSO (MISTO-FNV-F). Grazie, Presidente. Davvero mi stupisco di fronte a colleghi deputati che immagino abbiano svolto anche attività politica quando erano ragazzi, perché, quando si chiedeva di partecipare a una manifestazione, normalmente, si lasciava il proprio nominativo alla DIGOS. Esiste la DIGOS (Commenti del deputato Fornaro), collega Piccolotti e, di conseguenza, una normale attività preventiva, anche alla luce di eventuali manifestazioni, non è da criminalizzare…Presidente, ovviamente, mi unisco alla richiesta di informativa, l'avevo dato per acquisito, però è giusto rispettare anche la forma. Non si possono criminalizzare poliziotti e carabinieri che si permettono di chiedere ai rappresentanti studenteschi quante persone parteciperanno. Ma guardate che questo è proprio l'ABC delle manifestazioni politiche: si chiede l'autorizzazione, si dice più o meno in quanti si è, si lasciano i nominativi. Io, da rappresentante studentesco, sarò stato schedato - per usare le parole della sinistra - decine e decine di volte, ma come si suol dire: male non fare, paura non avere (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Futuro Nazionale Vannacci-Free). Se qualcuno ha paura di essere identificato, vuol dire che, forse, c'è qualcosa che non va.

Io capisco, Presidente, che all'estrema sinistra, ai comunisti pentiti, ai finti progressisti e al MoVimento 5 Stelle dia fastidio che, magari, in una manifestazione non si possa fare quel che pare loro, dà fastidio perché, magari, qualcuno di voi va in determinati cortei a fianco di estremisti e delinquenti e viene anche fotografato mentre solidarizza con quella gentaglia dei centri sociali, in primis Askatasuna (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Futuro Nazionale Vannacci-Free).

Per cui, di conseguenza, noi, come Futuro Nazionale, possiamo solo chiedere al Ministro Valditara e anche alle altre autorità preposte di intensificare i controlli, affinché nelle scuole italiane non ci siano più quelle infiltrazioni che abbiamo visto nei mesi scorsi e che continuiamo a vedere durante il fenomeno delle occupazioni studentesche, dove quella parte politica ha fatto entrare anche fiancheggiatori di terroristi islamici che si imbarcavano sulla famigerata Flotilla (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Futuro Nazionale Vannacci-Free).

Poi, Presidente, visto che parliamo di libertà di pensiero e di censura - perché i ragazzi hanno diritto di manifestare come, quando e dove vogliono nel rispetto delle leggi -, vorrei dire che, però, non ho visto alcuna levata di scudi quando, a giugno di quest'anno, dei vostri professori, con in tasca la tessera dei vostri partiti, hanno minacciato di bocciare e hanno condannato alla rieducazione degli studenti per il semplice fatto che avevano esposto uno striscione con la scritta: “L'Italia agli italiani” (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Futuro Nazionale Vannacci-Free). Quindi, questo doppiopesismo, questa morale tenetela per voi.

Mi unisco, ribadisco, alla richiesta di informativa, affinché si intensifichino i controlli nelle scuole, si garantisca il pluralismo e la si smetta di pensare che la scuola è roba vostra. Non è più roba vostra, viva la scuola libera dalla sinistra (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Futuro Nazionale Vannacci-Free)!

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, sullo stesso argomento, la deputata Manzi. Ne ha facoltà.

IRENE MANZI (PD-IDP). La ringrazio, signor Presidente. Mi unisco alla richiesta delle colleghe Piccolotti e Orrico. Vorrei anche dire una cosa al collega Sasso, per suo tramite ovviamente, Presidente: la scuola italiana non è di nessuno (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista e di deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle) o, meglio, dovrebbe essere di tutti i cittadini e le cittadine italiane e anche dei Ministri che praticano tagli draconiani al settore dell'istruzione. Ci tengo a dirlo perché non è fomentando un clima di perenne ricerca del nemico all'interno delle scuole, all'interno delle istituzioni pubbliche, che si riuscirà a creare un clima realmente costruttivo all'interno di questo Paese.

Quello che le colleghe hanno chiesto è avere dei chiarimenti rispetto a un episodio che ha destato preoccupazione e che è stato segnalato nel territorio della città di Crotone. Soprattutto, hanno chiesto anche che il Ministro dell'Istruzione Valditara dica che cosa ne pensa in questo senso, magari si esprima anche su quegli striscioni che sono stati rimossi da una scuola, che ricordavano semplicemente che la scuola italiana è aperta a tutti, che ricordavano un articolo della Costituzione, dopo il decreto Scuola, su cui ieri, tra l'altro, le istituzioni europee sono pesantemente intervenute censurando alcune disposizioni. Non è creando nemici tra gli studenti e le studentesse, non è dividendo gli studenti tra studenti italiani e studenti stranieri - come la Presidente del Consiglio ha fatto, annunciando poche settimane fa quel decreto che ora è all'esame del Senato - che si riuscirà a rispondere ai bisogni e alle sollecitazioni che vengono da quelle scuole - dalle nostre scuole italiane -, che vengono dagli studenti e dalle studentesse che pacificamente all'interno delle manifestazioni… sì, pacificamente, perché gli episodi di violenza sono ovviamente - e lo abbiamo fatto tutti - da stigmatizzare e continuiamo a farlo, in primo luogo perché sporcano le ragioni di una rivendicazione che chiede scuole più sicure, che chiede un tetto adeguato all'interno delle scuole, anziché un tetto tra studenti di origine straniera e studenti non di origine straniera.

Ecco, noi chiediamo questo, chiediamo che il Ministro Valditara smetta di far finta di nulla. Lo chiederemo anche oggi durante il question time e, soprattutto, chiediamo che finalmente questo Governo e i suoi Ministri si facciano carico di quello che quei ragazzi ci stanno chiedendo. Stanno chiedendo di avere la possibilità concreta di costruire un futuro migliore, di costruire un futuro all'altezza delle proprie aspettative. Penso che sarebbe il più grande tradimento di una generazione che noi potremmo fare in questo momento, se ci limitassimo esclusivamente a criminalizzare quella generazione, perché quelle rivendicazioni poggiano sulle spalle di tutti noi che sediamo in quest'Aula. Dobbiamo ascoltarle e, soprattutto, dobbiamo mettere in atto gli strumenti perché ci siano delle risposte serie, qualificate ed efficaci a quelle rivendicazioni (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Grippo. Ne ha facoltà.

VALENTINA GRIPPO (AZ-PER-RE). Grazie, Presidente. Devo dirle la verità, io stavo per intervenire, per unirmi alla richiesta di informativa su quanto è accaduto nelle scuole di Crotone, con toni assai più equilibrati. Dopo aver ascoltato il collega Sasso, però, tendo a pensare che le preoccupazioni che hanno manifestato insegnanti e studenti dell'istituto di Crotone, ahimè, siano più allarmanti di quello che speravo che fosse la risposta del Governo. Sentire dire in quest'Aula che serve la Polizia, servono le Forze dell'ordine negli istituti scolastici per cacciare la sinistra, che la scuola non è più roba loro, mi sembra un modo - specialmente per chi è stato nelle istituzioni a lavorare per la scuola - piuttosto inquietante (Commenti del deputato Sasso).

Allora, io, nel chiamare in quest'Aula il Governo, chiedo anche di dirci fino a quando vorranno inseguire questi umori, questi mal di pancia “vannacciani” (Il deputato Sasso: “È arrivata la statista!”) sulle cose veramente più basse e meno degne dei loro linguaggi.

Francamente - è evidente - quello che abbiamo letto sul liceo classico “Pitagora” ci preoccupa. Esige una risposta, è in gioco il rapporto di fiducia fra studenti, famiglie e istituzioni. Secondo le ricostruzioni, Carabinieri e Polizia si sarebbero presentati senza la presenza del dirigente scolastico, senza l'autorizzazione dei docenti, a chiedere chi intendeva partecipare a una manifestazione.

È evidente che questo comportamento può essere frutto di legittime esigenze organizzative delle Forze dell'ordine, oppure, invece, far parte di un disegno intimidatorio che vuole in qualche modo inibire il diritto degli studenti a manifestare, a riflettere, a discutere, a dire quello che vogliono e ancor di più nel rapporto con l'istituzione scolastica e con gli insegnanti. Dentro la scuola - lo ricordo al collega Sasso per suo tramite - non comanda né la destra né la sinistra, ma la responsabilità è del dirigente scolastico e degli insegnanti che sono coloro che, fino a prova contraria, nell'autonomia scolastica, hanno il diritto e il dovere di decidere cosa si fa dentro l'istituzione.

Quindi, per ritornare a noi, ci uniamo alla richiesta di informativa, auspichiamo davvero che i toni si smorzino e auspichiamo che il Ministro Valditara torni a occuparsi di scuola e non a inseguire i mal di pancia di alcuni pezzi di questo Paese che non fanno gli interessi degli studenti e della collettività (Applausi dei deputati del gruppo Azione-Popolari Europeisti Riformatori-Renew Europe).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare su un altro argomento, sempre sull'ordine dei lavori, il deputato Anthony Emanuele Barbagallo. Ne ha facoltà.

ANTHONY EMANUELE BARBAGALLO (PD-IDP). Grazie, signor Presidente. Sono qui a chiedere un'informativa urgente del Governo, in particolare dei Ministri Salvini e Urso, sulla vicenda attualissima del caro voli. Manca infatti poco meno di un mese e mezzo alle feste natalizie e già i costi dei biglietti dagli aeroporti di Milano e Torino verso le due grandi isole sono diventati insostenibili.

Dall'aeroporto di Catania o di Palermo verso il Nord, i costi già superano i 350 euro per un biglietto di andata e ritorno. È una speculazione insopportabile che colpisce studenti, lavoratori e famiglie.

E l'elevato costo dei biglietti stride anche con i precetti costituzionali, in particolare con l'articolo 119 che è stato modificato in questa legislatura, con una legge costituzionale approvata all'unanimità e che ha visto inserire in Costituzione il principio di insularità.

Un principio d'insularità che ogni giorno, in questo tempo, il Governo calpesta, non soltanto - badate bene - alla vigilia delle feste natalizie, ma anche durante le ferie estive o durante le ferie pasquali e che non riguarda soltanto i biglietti verso la Sicilia, ma investe anche la continuità territoriale in modo più generale. In questi giorni, la notizia che uno dei vettori aerei abbia abbandonato le tratte della Sardegna, continua a far schizzare i costi dei biglietti verso l'alto.

Ecco, vogliamo sapere i motivi per cui il Governo continua a non modificare questo algoritmo, un algoritmo che vessa famiglie, imprese e lavoratori e continua a vessarli con un costo che è veramente insopportabile.

Vogliamo conoscere le ragioni per cui il Governo continua a non intervenire in modo tempestivo e vogliamo sapere le ragioni per cui il Governo continua a non chiamare al tavolo le compagnie aeree che danno l'impressione di fare quello che vogliono nel Paese, prendono e lasciano i passeggeri a prescindere dall'aeroporto di destinazione, impongono un costo vessatorio.

È un Governo che - siamo agli sgoccioli di questa legislatura - si è caratterizzato per un'azione forte con i deboli e debolissima con i forti.

C'era una misura prevista nel decreto Asset approvato dal Governo ad agosto del 2023 e quella misura prevedeva la modifica dell'algoritmo: la maggioranza non l'ha convertita in legge.

Ecco, serve intervenire e serve intervenire subito perché questa vessazione, insopportabile per famiglie e lavoratori, deve smettere. Non è servita neanche la letteratura cinematografica, l'attualità insopportabile di questi anni.

Il Governo intervenga e venga in Aula a proporre soluzioni (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, sullo stesso argomento, sempre sull'ordine dei lavori, il deputato Luciano Cantone. Ne ha facoltà.

LUCIANO CANTONE (M5S). Grazie, Presidente. Come gruppo MoVimento 5 Stelle ci associamo alla richiesta del collega Barbagallo del PD di un'informativa urgente del Ministro dei Trasporti e del Ministro Urso, perché ci ritroviamo di nuovo a ridosso delle festività natalizie e, come ogni anno, accade che quest'algoritmo faccia schizzare i prezzi dei biglietti aerei alle stelle.

Ora, dal 2022 è stato inserito in Costituzione l'articolo 119 che obbliga la Repubblica a riconoscere con riferimento alle isole lo stato di insularità e la condizione di svantaggio rispetto al resto del territorio italiano.

Quindi, noi chiediamo al Ministro Salvini, qualora ne avesse la possibilità… non vorremmo disturbarlo per i festeggiamenti della più grande impresa del secolo, cioè aver proclamato la grandissima iniziativa delle targhe personalizzate, che cambierà le sorti del Paese come mai nessuna iniziativa o nessun provvedimento abbia mai fatto (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle)… Però, tra le sue competenze, c'è anche quella di vigilare sui prezzi e sulle compagnie aeree, cosa che non avviene puntualmente da quattro anni e, nonostante i tavoli annunciati più e più volte dai vari partiti della maggioranza, questo problema non è stato ancora neanche affrontato.

Quindi, noi chiediamo al Ministro Salvini, qualora sempre ne avesse la possibilità, non volendolo disturbare, di venire a riferire in Aula sul perché non viene attuato il sesto comma dell'articolo 119 della Costituzione e perché è stato ignorato un provvedimento che chiedeva di modificare l'algoritmo che avrebbe permesso sostanzialmente di venire incontro e risolvere un problema che abbiamo ormai da decenni in questo Paese e che gli studenti e i pendolari sentono in maniera particolare.

Infatti, nel nostro Paese, milioni di studenti ogni anno devono tornare al Sud e nelle isole e, con il caro prezzi e con tutto quello che succede in Italia, abbiamo visto, dal 1° novembre, cancellare il Carnet Smart di Trenitalia, per poi reinserirlo; insomma, abbiamo visto un po' di confusione nell'operato del Ministro Salvini. Venga in Aula a riferire se, su questo tema, c'è la possibilità almeno di discutere (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, sullo stesso argomento, sempre sull'ordine dei lavori, il deputato Francesco Mari. Ne ha facoltà.

FRANCESCO MARI (AVS). Grazie, Presidente. Sì, ci uniamo anche noi alla richiesta di informativa da parte dei Ministri Salvini e Urso, in relazione ai costi dei biglietti aerei da e per la Sicilia e la Sardegna, in particolare in occasione delle prossime festività natalizie.

Ci uniamo alla richiesta di un intervento, di una modifica dell'algoritmo a tutela dell'insularità, ma noi sappiamo benissimo che i Ministri non verranno. E fin qui ci potrebbe anche stare che i Ministri non vengano in Parlamento sempre, ogni volta e ad ogni richiesta.

Questo è un problema, ma il problema più grande non è questo: il problema più grande è che autorevoli rappresentanti di questa maggioranza, di quest'Aula e di quell'altra a qualche centinaio di metri da qui -di questo ramo e quindi dell'altro ramo del Parlamento - vanno puntualmente in televisione a dire che, in questo Paese, grazie al Governo Meloni, le retribuzioni crescono più del costo della vita. Questo è il problema. Voi fate un'operazione molto pericolosa da questo punto di vista perché dite a persone che sanno benissimo qual è la loro condizione di vita che le cose non stanno così e che quella è probabilmente soltanto una loro percezione.

Guardate, io voglio usare termini che volutamente usate voi: voi in questo modo fomentate, non fate altro che fomentare le lavoratrici e i lavoratori che sanno benissimo che negli ultimi trent'anni - e oggi lo dice Federmanager di Lombardia - le retribuzioni hanno perso non il 6, l'11, l'8, il 13, ma le retribuzioni hanno perso il 50 per cento del potere d'acquisto. E sanno benissimo che negli ultimi quattro anni di Governo Meloni le retribuzioni hanno perso sicuramente più del 10 per cento del potere d'acquisto mediamente, perché questo è un conto che si fa con le retribuzioni medie lorde, con l'inflazione media che conta poco, ma per quanto riguarda i redditi più bassi, che sono vittime della cosiddetta inflazione più intensa, siamo a percentuali sicuramente maggiori.

Questo è il tema, su questo dovrebbero venire veramente a riferire in Parlamento i Ministri, ma voi provate a fare una narrazione che è l'esatto contrario. Ripeto: questa cosa è indegna perché elude la verità, la realtà dei fatti, ma soprattutto è molto pericolosa in un Paese che soffre, perché questo Paese soffre in questo momento la condizione di chi è povero pur lavorando, la condizione dei giovani che sono costretti ad andare via da questo Paese e poi, quando protestano, quando occupano le scuole, come accade anche questa mattina, la risposta è esclusivamente di natura repressiva (Applausi dei deputati del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra).

Questa cosa non è possibile e fa il paio con il vostro tentativo di raccontare un'Italia che non c'è, un'Italia in cui le cose vanno bene, in cui le retribuzioni crescono più del potere d'acquisto e chi protesta in piazza è soltanto uno spacca vetrine o è soltanto uno che non vuole fare lezione quel giorno. Non è così, non è così: c'è una crescita di consapevolezza che parte, però, da una condizione reale del Paese (Applausi dei deputati del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra), dal fatto che chi va a lavorare la mattina lo sa benissimo, lo sa perfettamente, lo sa al centesimo cosa poteva fare con il proprio stipendio o con il proprio salario quattro anni fa e sa al centesimo cosa ci può fare oggi.

Lo sa benissimo quanti giorni di vita ha perso, per quanti giorni deve aspettare il prossimo stipendio, lo sa al centesimo. Non potete più prenderli in giro, non potete più dire quello che andate dicendo nei talk show e in televisione: vi dovete assumere la vostra responsabilità e dovete venire in questo Parlamento ad affrontare questo che è il tema centrale del Paese (Applausi dei deputati del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, sempre sull'ordine dei lavori e su un altro argomento, il deputato Bof. Ne ha facoltà.

GIANANGELO BOF (MISTO-FNV-F). Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per chiedere un'informativa urgente al Ministro Piantedosi su fatti che abbiamo potuto verificare sul territorio. Vi dirò un nome, che è Paludea. È una piccola frazione del comune di Castelnovo del Friuli, un paesino veramente bellissimo con 160 abitanti molto preoccupati perché questo Governo e il Ministro dell'Interno vogliono scaricare su questo territorio un centro accoglienza e rimpatrio migranti con 25 persone.

Tra l'altro, loro si sono rivolti alle autorità per capire quale sarebbe stato il loro destino e gli è stato detto: va be', tanto ce ne sono solo 25. Cioè, stiamo parlando di più del 20 per cento della popolazione di quella piccola frazione che verrà violentata dall'insediamento di questa struttura con una cooperativa, che sicuramente non proviene dal Friuli, che poi gestirà questa cosa e, tra l'altro, in una comunità che ha già vissuto un precedente di disagio e di degrado, proprio perché lì avevano fatto un centro di accoglienza. È proprio per questo e c'è stato un episodio di cronaca: un ragazzo addirittura violentato dagli ospiti che il Governo gli aveva portato in casa, proprio lì in quel paese.

Quindi, vivono ancora il dolore e la sofferenza di quel periodo e noi domenica abbiamo raccolto proprio il dolore e la sofferenza di quelle persone che già avevano vissuto quella violenza che lo Stato ha fatto nei loro confronti e che ora si ripresenta un'altra volta. Quindi, noi chiediamo al Ministro Piantedosi di intervenire, di intervenire subito perché ciò non avvenga, perché veramente i cittadini si sentono abbandonati dalle autorità, si sentono abbandonati dalla politica, perché tanto è solo una frazione con 160 abitanti, cosa volete che sia? Giustamente, 25 su 160 è praticamente occupare quella comunità.

Noi chiediamo un intervento e non solleviamo solo il problema, noi vi diamo anche la soluzione: siccome quello è un centro per l'identificazione e il rimpatrio, per verificare se queste persone possono stare nel nostro Paese e poi essere rimandate, il Governo ha fatto un investimento importante in Albania proprio per consentire di fare questi rimpatri e di tenere le persone in attesa di verifica. Quindi, dato che c'è posto, che il centro è vuoto, che c'è spazio per tutti, portiamoli in Albania. Paludea non ha bisogno di queste risorse (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Futuro Nazionale Vannacci-Free), Paludea vuole vivere tranquilla, in Friuli vogliono vivere tranquilli, a Paludea quanto a Porcia. Per queste persone c'è ampio spazio fuori dal Friuli, fuori dall'Italia, in Albania. L'investimento è stato fatto apposta per quello: ci sono gli spazi, portiamoli lì.

Poi, noi parliamo dei barconi ma ci dimentichiamo sempre che, in realtà, la falla più importante nel nostro Paese, dalla quale proviene la gran parte di chi entra illegalmente nel nostro Paese, è proprio la frontiera orientale, frontiera orientale che deve essere blindata. Noi non possiamo pensare che ci siano questi flussi perché poi - attenzione - ci troviamo con i fatti di cronaca, con le persone che poi vengono messe in strutture fatiscenti, persone che vengono ammassate e persone che per un incendio ci lasciano la vita e si rischia la tragedia. Quelle frontiere vanno blindate: se non riusciamo a fermare i varchi di accesso, siano costruiti dei muri. Anziché spendere i soldi per l'accoglienza, spendiamo i soldi per costruire un bel muro. In mare non si può fare, ma in terra si può fare. I confini del nostro Paese sono sacri, sono costati il sangue di tanti nostri avi che hanno combattuto in guerra. Quindi, costruiamo un bel muro per garantire la sicurezza dei nostri confini. Ministro Piantedosi, a Paludea non vogliono le risorse che gli state mandando, intervenga (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Futuro Nazionale Vannacci-Free).

Seguito della discussione del disegno di legge: S. 2029 - Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 10 settembre 2026, n. 157, recante disposizioni urgenti in materia di prezzi petroliferi connessi al protrarsi della nuova crisi dei mercati internazionali e di infrastrutture e attività energetiche strategiche (Approvato dal Senato) (A.C. 3148​) (ore 10,48).

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito della discussione del disegno di legge, già approvato dal Senato, n. 3148: Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 10 settembre 2026, n. 157, recante disposizioni urgenti in materia di prezzi petroliferi connessi al protrarsi della nuova crisi dei mercati internazionali e di infrastrutture e attività energetiche strategiche.

Ricordo che nella seduta di ieri è stato da ultimo respinto l'articolo aggiuntivo Peluffo 1.01.

(Ripresa esame dell'articolo unico - A.C. 3148​)

PRESIDENTE. Passiamo all'articolo aggiuntivo 1.02 Bonelli. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 1.02 Bonelli, con il parere contrario delle Commissioni, del Governo e della V Commissione (Bilancio) ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 1).

Passiamo all'articolo aggiuntivo 1.03 Ziello. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 1.03 Ziello, con il parere contrario delle Commissioni e del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 2).

Passiamo all'articolo aggiuntivo 1.04 L'Abbate. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 1.04 L'Abbate, con il parere contrario delle Commissioni e del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 3).

Passiamo all'articolo aggiuntivo 1.06 Ziello. Ha chiesto di parlare il deputato Davide Bergamini. Ne ha facoltà.

DAVIDE BERGAMINI (MISTO-FNV-F). Grazie, Presidente. Con questo articolo aggiuntivo chiediamo al Governo di rivedere il parere contrario che è stato dato, perché crediamo che sia un articolo aggiuntivo importante a fronte di quello che sta succedendo in Italia sul prezzo dei carburanti.

Abbiamo visto, ovviamente anche in questi ultimi tempi, le agitazioni degli autotrasportatori, soprattutto al Sud Italia ma anche in altre zone, e la difficoltà delle famiglie e delle imprese di fronte al prezzo dei carburanti che è sempre più elevato.

Quindi noi chiedevamo, con questo articolo aggiuntivo, di creare un meccanismo che fosse strutturale fino al dicembre 2028. Futuro Nazionale offre una soluzione, che è quella strutturale, come abbiamo sempre detto, a fronte dei vari decreti Carburanti, perché la situazione legata al costo dei prodotti petroliferi alla pompa di benzina non può essere gestita in continua emergenza, come si sta facendo con i vari decreti.

Quindi, con questo articolo aggiuntivo, si chiedeva, appunto, attraverso una verifica settimanale sui prezzi medi dei carburanti, di mettere un tetto al prezzo di 1,75 euro, come è stato fatto da alcune società petrolifere. Questo per andare incontro alle esigenze degli autotrasportatori e per andare incontro a quelli che sono i costi delle famiglie che utilizzano l'autovettura per andare al lavoro quotidianamente. Con questo meccanismo, attraverso una verifica dei prezzi, quando il prezzo va a superare 1,75 euro, a quel punto interviene lo Stato attraverso un decreto ad hoc e va ad abbassare le accise.

Ci sembra un decreto sicuramente di buonsenso, un decreto che va ad aiutare le famiglie e le imprese in un momento di grande difficoltà.

Vediamo che i prezzi aumentano, quello dei carburanti è diventato fortemente impattante sul reddito delle famiglie, e noi abbiamo fatto anche due calcoli: in confronto a un anno fa, il gasolio oggi ha un prezzo di 2,24 euro, quindi è aumentato del 36 per cento, Presidente, contro 1,65 euro circa di un anno fa. La benzina, da 1,70 euro, è passata a oltre 2 euro al litro.

Abbiamo fatto anche due calcoli: per un autotrasportatore, che mediamente - chi ha avuto la possibilità di parlare con le associazioni degli autotrasportatori lo sa - percorre 100.000 chilometri annui, i prezzi di oggi significano un impatto di oltre 17.000 euro di costo annuo e di spese di esercizio per la propria impresa, in confronto a un anno fa.

Chiediamo, quindi, che sia rivisto il parere che ha dato il Governo su questo articolo aggiuntivo e che possa trovare, anche all'interno di quest'Aula, un voto favorevole non solo di Futuro Nazionale, come purtroppo spesso accade quando portiamo emendamenti che vanno esclusivamente a favore dell'Italia e degli italiani, ma vorremmo vedere da parte di quest'Aula che ci sia una vicinanza vera e non solo sulla stampa con un fatto concreto. Avete la possibilità di votarlo in modo favorevole. Questo è quello che chiede Futuro Nazionale al fianco degli italiani (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Futuro Nazionale Vannacci-Free).

PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 1.06 Ziello, con il parere contrario delle Commissioni, del Governo e della V Commissione (Bilancio), ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 4).

Passiamo all'articolo aggiuntivo 1.07 Bonelli. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 1.07 Bonelli, con il parere contrario delle Commissioni e del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 5).

Passiamo all' articolo aggiuntivo 1.08 Pandolfo. Se nessuno chiede di intervenire lo pongo in votazione.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 1.08 Pandolfo, con il parere contrario delle Commissioni e del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 6).

Passiamo all' articolo aggiuntivo 1.09 Ferrara. Se nessuno chiede di intervenire lo pongo in votazione.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 1.09 Ferrara, con il parere contrario della Commissione, del Governo e della V Commissione (Bilancio), ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 7).

Passiamo all'articolo aggiuntivo 1.010 Cappelletti. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 1.010 Cappelletti, con il parere contrario delle Commissioni, del Governo e della V Commissione (Bilancio), ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 8).

Passiamo all'articolo aggiuntivo 1.011 Lai. Ha chiesto parlare il deputato Barbagallo. Ne ha facoltà.

ANTHONY EMANUELE BARBAGALLO (PD-IDP). Grazie, signor Presidente. Questo è un articolo aggiuntivo che, insieme al collega Lai, abbiamo proposto più volte, nel corso di questa legislatura, ogni volta che c'erano misure che riguardavano il costo delle accise e dei carburanti. È un articolo aggiuntivo articolato in più pagine, con cui chiediamo un abbattimento del 50 per cento sul costo delle accise per gli abitanti delle isole maggiori: Sicilia e Sardegna.

È una norma che viene incontro - pochi minuti fa siamo intervenuti anche su questo tema - per rispettare il precetto costituzionale dell'insularità e credo debba essere chiaro che, una volta introdotto in Costituzione da parte di quest'Aula e del Parlamento, non sia un principio che non abbia dei costi: serve fare degli investimenti, degli accantonamenti concreti per garantire non soltanto la mobilità, ma anche l'accessibilità e una qualità del costo della vita e dei trasferimenti pari alle altre regioni.

Con l'innalzamento e la speculazione sul costo dei carburanti da inizio anno, complice anche una politica sbagliata del Governo sugli ETS, c'è stato anche un aumento significativo dei costi dei beni di prima necessità nelle due grandi isole: mi riferisco al costo dell'acqua minerale, del latte e delle uova. Servono misure concrete. Io credo che il Parlamento, mai come oggi, debba esercitare questo ruolo. È una proposta su cui non soltanto aspettiamo segnali concreti, in un momento difficilissimo, con la speculazione alle stelle, ma proprio gli abitanti della Sicilia e della Sardegna si aspettano concretamente un segnale che per tutta la legislatura non è arrivato (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).

PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 1.011 Lai, con il parere contrario delle Commissioni, del Governo e della V Commissione (Bilancio), ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. L'articolo aggiuntivo è sottoscritto anche dagli onorevoli Carmina e Carotenuto.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 9).

Passiamo all'articolo aggiuntivo 1.012 Pavanelli. Ha chiesto parlare il deputato Perantoni. Ne ha facoltà.

MARIO PERANTONI (M5S). Sì, grazie Presidente. Vorrei sottoscrivere questo articolo aggiuntivo e mi riallaccio un po' a quello che è stato detto in precedenza dal collega Barbagallo e, anche in sede di richieste di informativa, dai colleghi che hanno aperto questa seduta dell'Aula.

Questo è un articolo aggiuntivo che, in particolare, chiede che, al fine di mitigare gli svantaggi derivanti dall'insularità, come riconosciuti ai sensi dell'articolo 119, sesto comma, della Costituzione, alle imprese con sede principale operativa ubicata nei territori della regione Sicilia, della regione Sardegna e delle isole minori, sia concesso un contributo sotto forma di credito d'imposta commisurato alle maggiori spese sostenute per il trasporto merci in ciascuno dei mesi da marzo ad agosto, come rilevato dal Ministero dell'Ambiente, rispetto ai prezzi rilevati a febbraio dal Ministero dell'Ambiente e della sicurezza energetica.

È evidente che questa maggioranza e questo Governo hanno, diciamo, un po' una idiosincrasia nei confronti della Costituzione, lo dimostrano anche quando si tratta di dare peso a delle disposizioni costituzionali che nella scorsa legislatura sono state approvate all'unanimità e cioè, in particolare, quelle disposizioni costituzionali che invitano, che impongono, che devono dare una linea all'azione governativa proprio per andare a mitigare quelle difficoltà e appianare quelle divergenze che esistono tra l'Italia continentale e l'Italia insulare.

Ora, neppure in queste occasioni di emergenza, di particolare gravità, di contesti internazionali estremamente delicati, di equilibri economici che, veramente, si reggono su un sottilissimo filo, il Governo fa niente per andare incontro alle esigenze delle imprese e dei cittadini di Sicilia e di Sardegna, in particolare delle imprese che hanno sede in Sicilia e in Sardegna.

Non tiene assolutamente conto del fatto, ad esempio, che il gap dell'insularità provoca tutta una serie di conseguenze a catena quali, ad esempio, un problema di concorrenza tra imprese, perché è evidente che gli operatori siciliani e gli operatori sardi hanno dei costi aggiuntivi maggiori rispetto agli operatori della terraferma.

Le manifatture siciliane e sarde, i prodotti agroalimentari sardi e siciliani, i trasporti sardi e siciliani pagano un prezzo ben superiore rispetto a quello che pagano i concorrenti del continente. Ciò non solo per questioni di carattere geografico e di carattere oggettivo, ma anche perché, come voi sapete, dal 2024, con un sistema progressivo, al trasporto marittimo sono state applicate le norme dell'ETS, cioè del sistema europeo di scambio delle emissioni. Cosa vuol dire? Vuol dire che le compagnie marittime devono acquistare le quote di emissione di CO2 in atmosfera e, chiaramente, tale costo viene ribaltato sugli utenti e sui cittadini.

A seguito dell'aumento dei prezzi dei carburanti e del gas, a seguito delle difficoltà economiche di carattere generale e in conseguenza, anche, dell'applicazione delle norme dell'ETS, alcune tratte hanno subìto aumenti addirittura del 50 per cento.

Ora, in tutta Italia ci sono state manifestazioni dei trasportatori per chiedere un intervento serio del Governo e noi, con questo articolo aggiuntivo, chiediamo che almeno venga riconosciuta un'attenzione particolare, costituzionalmente dovuta, agli operatori di Sicilia e Sardegna.

Ciò non è stato fatto al Senato e non credo assolutamente che venga fatto in questa sede. Anche se io mi auguro un ripensamento da parte della maggioranza, stanti i tempi di approvazione di questo decreto, mi pare assolutamente fuori dalla realtà. Io, comunque, insisto e chiedo che ciò venga fatto, perché è giusto che gli operatori siciliani e sardi, i cittadini siciliani e sardi…

PRESIDENTE. Concluda.

MARIO PERANTONI (M5S). …vedano applicato in concreto quel principio costituzionale che, nella scorsa legislatura, è stato approvato da tutti (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 1.012 Pavanelli, con il parere contrario delle Commissioni, del Governo e della V Commissione (Bilancio).

Dichiaro aperta la votazione. Deputata Carmina, vuole parlare o vuole sottoscrivere? Vuole parlare. Allora revoco la votazione. Prego i colleghi deputati di alzare la mano e di farsi notare prima e non quando la votazione è in corso. È la prima volta che accade questa mattina e, quindi, confermo la revoca della votazione.

Ha chiesto di parlare la deputata Carmina. Ne ha facoltà.

IDA CARMINA (M5S). Intanto, intendo sottoscrivere questo articolo aggiuntivo e voglio spendere una parola nei confronti degli autotrasportatori di Sicilia e di Sardegna. In particolare, io sono stata ai vari presidi degli autotrasportatori, che hanno protestato civilmente non impedendo la libera circolazione, nonostante in ultimo sia stata effettuata una certa pressione nei loro confronti dal Governo, tanto che poi si sono anche accordati. Qua si parla di un credito d'imposta relativo al maggior costo sostenuto dagli autotrasportatori di Sicilia e Calabria nei periodi da marzo ad agosto, perché in realtà…

PRESIDENTE. Concluda.

IDA CARMINA (M5S). …questo, per certi versi, è già superato come decreto. Però, non dimentichiamoli e attenzioniamo la vicenda, perché non può essere che autotrasportatori che hanno un prezzo esoso anche per il traghetto vengano dimenticati.

PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 1.012 Pavanelli, con il parere contrario delle Commissioni, del Governo e della V Commissione (Bilancio).

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 10).

Saluto gli studenti e i docenti del Liceo scientifico statale “Renato Caccioppoli”, di Napoli, che assistono ai nostri lavori dalle tribune (Applausi). Li salutiamo, li ringraziamo e auguriamo loro ogni bene.

Passiamo all'articolo aggiuntivo 1.013 Di Sanzo. Ha chiesto di parlare la deputata Viggiano. Ne ha facoltà.

FRANCESCA VIGGIANO (PD-IDP). Grazie, signor Presidente. Prendo la parola questa mattina per chiedere di sottoscrivere e illustrare l'articolo aggiuntivo a prima firma del collega Di Sanzo, oggi negli Stati Uniti, dove i democratici hanno vinto (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).

Al Governo mi sento di dare un'indicazione: suggerisco, anche con questo articolo, di prestare attenzione alla classe media, perché, quando un Governo dimentica la classe media, poi è la classe media a ricordarsi del Governo alle urne.

Riprendo anche una frase del neo senatore degli Stati Uniti, Abdul El Sayed (Commenti di deputati del gruppo Fratelli d'Italia), il quale ha… Vi provoca qualche problema il suo nome? Credo che né il suo nome, né la sua fede, come ha detto lui, siano il problema per il quale gli americani, esattamente come gli italiani, non riescono a pagare benzina, spesa e cure mediche (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista e di deputati dei gruppi MoVimento 5 Stelle e Italia Viva-Casa Riformista).

L'articolo aggiuntivo 1.013 riguarda lavoratori che questo decreto non vede, anche se per loro il carburante non è una scelta ma uno strumento di lavoro. Penso ai tassisti, agli autisti di NCC, agli agenti e rappresentanti di commercio, che percorrono decine di migliaia di chilometri l'anno per raggiungere i propri clienti, all'idraulico, all'elettricista, al tecnico della caldaia, al manutentore, a chi fa consegne con il furgone, alle piccole imprese e ai lavoratori autonomi che vivono andando a domicilio dal cliente; per loro ogni aumento alla pompa è un taglio diretto al reddito, perché quasi mai possono ribaltarlo sul prezzo del servizio.

Il decreto sostiene l'autotrasporto delle merci, ed è corretto che sia così. Ma esclude tutti gli altri, come se usare un veicolo per lavoro valesse diversamente a seconda della categoria. La nostra proposta è un credito d'imposta di 20 centesimi per ogni litro o chilogrammo di carburante acquistato e usato esclusivamente per l'attività, dal 1° agosto al 31 dicembre 2026 - ovviamente siamo una punta in ritardo rispetto all'approvazione di questa misura -, fino a 2.000 euro per beneficiario. Vale per tutti i carburanti: benzina, gasolio, biodiesel, HVO, GPL e metano.

Abbiamo scritto la norma con attenzione ai controlli. La spesa si dimostra con fattura elettronica che riporta targa e quantità. Sono esclusi i veicoli a uso promiscuo, salvo per gli agenti di commercio, per i quali l'auto è, per natura, lo strumento di lavoro. Non c'è cumulo con altre agevolazioni sugli stessi acquisti, né con il credito per l'autotrasporto. Un decreto del Ministero delle Imprese, con MEF e MIT, definisce, entro 15 giorni, codici di attività, procedure e controlli. Lo stanziamento è di 200 milioni di euro per il 2026, a valere sul Fondo per interventi strutturali di politica economica, con riduzione proporzionale se le domande superano le risorse.

È un emendamento che parla al ceto medio produttivo, a chi lavora in proprio, non ha grandi strutture alle spalle e in questi mesi ha visto i costi salire, senza ricevere alcuna risposta; sono persone che troppo spesso restano fuori dalle misure di sostegno perché non rientrano in una categoria organizzata.

Per questa ragione, vi chiediamo non solo di firmare, ma anche di approvare con noi quest'articolo aggiuntivo con il pensiero rivolto alla classe media e, soprattutto, al cambiamento che ci auguriamo anche per il nostro Paese (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).

PRESIDENTE. Intanto, la informo che il suo articolo aggiuntivo è stato sottoscritto anche dai colleghi Laus e Gnassi. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 1.013 Di Sanzo, con il parere contrario delle Commissioni, del Governo e della V Commissione (Bilancio).

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 11).

Passiamo all'articolo aggiuntivo 1.014 Ferrara. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 1.014 Ferrara, con il parere contrario delle Commissioni, del Governo e della V Commissione (Bilancio).

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 12).

Passiamo all'articolo aggiuntivo 1.015 Alifano. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 1.015 Alifano, con il parere contrario delle Commissioni, del Governo e della V Commissione (Bilancio).

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 13).

Passiamo all'articolo aggiuntivo 1.019 Caramiello. Ha chiesto di parlare il deputato Caramiello. Ne ha facoltà.

ALESSANDRO CARAMIELLO (M5S). Grazie, Presidente. Tutti stiamo vedendo quello che è successo in questi giorni e in queste settimane con tutte le veementi e giuste proteste dei trasportatori, degli agricoltori e dei pescatori. Purtroppo, questo Governo è sordo e si gira sempre dall'altra parte, perché questo è un articolo aggiuntivo di buonsenso che chiedeva il credito d'imposta per l'acquisto di gasolio e benzina a favore delle imprese agricole. Quindi, dopo tutto quello che è successo e sta succedendo, voi date parere contrario a questo emendamento di buonsenso, che riconosceva nel limite di 180 milioni di euro per l'anno 2026 una parziale compensazione dei maggiori oneri effettivamente sostenuti per l'acquisto di benzina e di gasolio agricolo.

A febbraio il gasolio agricolo costava 80 centesimi di euro, oggi costa 1,70 euro. Non siete intervenuti minimamente per dare sollievo a tutte le famiglie che sono in estrema difficoltà! Quindi, date parere contrario a questo emendamento. Mi sarei aspettato, in queste settimane, in questi mesi, che la Commissione agricoltura lavorasse su questi temi; invece, ogni giorno, la sera ci convocate per parlare soltanto del disegno di legge Sparatutto, anziché dei veri problemi dei cittadini italiani e delle imprese che sono in estrema difficoltà (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

Sicuramente voterete nuovamente contro su questo articolo aggiuntivo, ma per questo motivo e per tanti altri motivi dovreste solo vergognarvi (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle)!

PRESIDENTE. Informo che la deputata Carmina sottoscrive l'articolo aggiuntivo. Sottoscrive anche Lomuti. Sottoscrive tutto il gruppo del MoVimento 5 Stelle, se non vado errato: sì.

Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 1.019 Caramiello, con il parere contrario delle Commissioni, del Governo e della V Commissione (Bilancio).

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 14).

Passiamo all'articolo aggiuntivo 1.022 Pavanelli. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 1.022 Pavanelli, con il parere contrario delle Commissioni, del Governo e della V Commissione (Bilancio).

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 15).

Passiamo all'articolo aggiuntivo 1.023 Caramiello. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 1.023 Caramiello, con il parere contrario delle Commissioni, del Governo e della V Commissione (Bilancio).

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 16).

Passiamo all'articolo aggiuntivo 1.025 Di Sanzo. Ha chiesto di parlare la deputata Viggiano. Ne ha facoltà.

FRANCESCA VIGGIANO (PD-IDP). Grazie, Presidente. L'articolo aggiuntivo 1.025 parte da una scelta politica precisa: quando le risorse sono limitate, vanno indirizzate prima di tutto a chi ha meno. Il taglio delle accise, la strada scelta dal Governo, è una misura uguale per tutti: riduce il prezzo per chi guida un'utilitaria per andare al lavoro e per chi possiede un'auto di lusso, anzi, in valore assoluto avvantaggia di più chi consuma di più, che non è quasi mai chi ha un reddito basso.

È una misura costosa e poco mirata. Noi proponiamo uno strumento diverso per le famiglie che il caro carburanti lo pagano in rinunce, per il pendolare che non ha alternative all'auto, per lo studente fuori sede, per il medico o l'infermiere che percorre decine di chilometri per raggiungere l'ospedale, per la famiglia che vive in un piccolo comune o in un'area interna senza trasporto pubblico adeguato.

L'emendamento istituisce presso il MEF un fondo da un miliardo di euro per il 2026, per riconoscere alle famiglie con ISEE fino a 20.000 euro un buono per l'acquisto di carburanti fino a 100 euro. Il buono è nominativo, non cedibile, non costituisce reddito e non incide sull'ISEE. È uno strumento semplice che arriva direttamente a chi ne ha bisogno. La parte più importante è la copertura: non chiediamo di tagliare altre spese, né di produrre altro debito pubblico; usiamo una quota delle maggiori entrate IVA - che lo Stato incassa proprio perché il prezzo del petrolio è aumentato - accertate con le procedure già previste dalla legge finanziaria per il 2008.

Quando il greggio sale, il gettito IVA sui carburanti sale con lui e quell'extragettito può e deve essere restituito. Il principio è semplice: lo Stato non deve guadagnare dalla crisi che colpisce i cittadini. Se il caro carburante porta più IVA nelle casse pubbliche, quei soldi devono tornare indietro, devono essere redistribuiti prima di tutto a chi fa più fatica ad arrivare a fine mese. Lo sconto uguale per tutti premia allo stesso modo chi ha e chi non ha. Il buono va a chi ne ha davvero bisogno.

È questa la differenza tra la scelta del Governo e la nostra proposta, che ovviamente è rimasta inascoltata anche questa mattina, perché, come al solito, anche quando si parla di temi seri come il costo della vita per i nostri concittadini e concittadine, la maggioranza ha altro da fare e pensa a stare al telefono. Io credo che sia arrivato finalmente il momento di rimandarla a casa, perché non si può neanche lavorare in un'Aula, figuriamoci per il Governo del Paese (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).

PRESIDENTE. La ringrazio, deputata Viggiano. Io ho fatto del mio meglio per indurre l'Aula al silenzio. Comunque, rinovello questo appello: colleghi, in democrazia è previsto l'uso della parola, anche in Aula, però abbiamo degli spazi dove si può tranquillamente parlare, senza disturbare il lavoro dell'Aula e, in modo particolare, gli oratori che si sono prenotati e che magari hanno qualcosa di interessante da dire.

Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 1.025 Di Sanzo, con il parere contrario delle Commissioni, del Governo e della V Commissione (Bilancio), ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 17).

Passiamo all'articolo aggiuntivo 1.026 Appendino. Ha chiesto di parlare il deputato Iaria. Ne ha facoltà.

ANTONINO IARIA (M5S). Grazie, Presidente. Magari ho qualche cosa di interessante da dire (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle), come questo emendamento che chiede di istituire un fondo da 500 milioni per dare un buono di 100 euro alle famiglie con ISEE inferiore ai 20.000 euro, per il caro carburanti. Voi direte: eh, sempre il partito dei bonus, eccetera. Certo, non siamo al livello dei vostri mille euro con un click di vecchia memoria, che io non ho visto fare nei vostri 4 anni di Governo (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

Dove sono i mille euro con un click? Io ho visto soltanto i mille decreti con un click che fate in quest'Aula, che non sono serviti assolutamente a nulla (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle). Mille decreti in cui, dal punto di vista dell'economia, non è cambiato nulla, anzi, è molto peggiorata; mille decreti sulla sicurezza che hanno fatto solo una cosa nel nostro paese: aumentare l'odio, un odio che state coltivando, innaffiando, e che non siete capaci di gestire (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle). Ricordate che, quando l'ondata d'odio che state creando vi si ritorcerà contro, ne sarete sommersi. Lo capite questo?

No, non lo capite, ma continuate con le vostre boiate, trovando nemici, indicando colpevoli e altro (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle – Commenti di deputati del gruppo Fratelli d'Italia). Sì, sì, cari colleghi, continuate a dire che la colpa è di qualcun altro, che c'è un pericolo imminente, che sta scoppiando una rivoluzione araba in Italia e vedrete, poi, che, come succederà veramente qualcosa di grave, voi non riuscirete a fermarlo e ne andranno di mezzo tutti i cittadini onesti nel nostro Paese.

Vi dico questo perché è una delle cause, perché con questo decreto che non serve a niente, voi create ulteriormente povertà, che è il vero problema di questo Paese (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle – Commenti della deputata Lucaselli). È la povertà che dovreste combattere, invece di creare odio. Voi non siete capaci di combattere la povertà e fate decreti che non portano soldi né niente.

Però per le armi li trovate: eh, ma che retorica, i soldi per le armi servono per la difesa e tu non vuoi che l'Italia si difenda. Sì, io voglio che l'Italia si difenda, ma voglio anche che una persona possa arrivare a fine mese, voglio anche che una persona abbia uno stipendio decente e che non debba decidere di allontanarsi da una città come Milano perché non riesce a viverci. Questo voglio io, che voi non volete.

Quindi, cari miei, questo piccolo bonus - 500 milioni - è una roba per dire che, quando volete, i soldi li trovate, ma per le persone non li trovate, per aiutare le persone povere nel nostro Paese non li trovate, nemmeno per aiutare l'economia. Quindi, so che boccerete questo articolo aggiuntivo, ma questo articolo aggiuntivo è solo per dirvi che avete fallito su tutti i fronti e che ve ne pentirete amaramente (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, il deputato Carotenuto. Ne ha facoltà, per un minuto.

DARIO CAROTENUTO (M5S). Grazie, Presidente. Vedete, parliamo di priorità: nella legge di bilancio avete messo, solo per il 2027, 4,5 miliardi in più per la difesa; in questo decreto, per le famiglie che non riescono più a fare il pieno, quindi non riescono a portare i figli a scuola, non riescono ad andare a lavorare: zero.

Allora, con questo articolo aggiuntivo vi chiedevamo un buono carburante di 100 euro, questo vi chiedevamo, con un fondo di 500 milioni. E ancora una volta, di fronte a delle richieste che sono anche urgenti per dare una mano a chi ne ha bisogno, voi sparite. E, allora, mi domando: voi per chi governate questo Paese? Per Trump, che, tra l'altro, ha preso una batosta elettorale proprio nelle ultime ore, a cui però subito acconsentite quando ci chiede di comprare le sue armi, oppure governate per il nostro Paese (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle)?

PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 1.026 Appendino, con il parere contrario delle Commissioni, del Governo e della V Commissione (Bilancio).

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 18).

Passiamo all'articolo aggiuntivo 1.028 Gnassi.

Ha chiesto di parlare il deputato Gnassi. Ne ha facoltà.

ANDREA GNASSI (PD-IDP). Grazie, Presidente. Affrontiamo il tema del caro carburanti, il protrarsi della crisi energetica, prodotta anche, è indubbio, da contesti geopolitici internazionali e - è evidente oggi - dalla mancanza di qualsiasi politica industriale che questo Governo non è stato in grado di produrre in quattro anni. Oggi abbiamo tanti argomenti, ma c'è un punto, anzi ce ne sono due: il primo è chi va aiutato a sostenere il costo della crisi energetica e il secondo è, in modo molto netto, con un'assunzione di responsabilità della politica, chi deve contribuire a pagarlo il costo della crisi energetica.

Partiamo dal primo punto: chi va aiutato. È indubbio che vengono colpite imprese e famiglie. Il caro carburanti incide sulle loro vite, sulla possibilità di produrre, sui lavoratori; pesa sui bilanci dei comuni, degli enti territoriali. Molti qui, quando torneranno nei propri territori, sentiranno dirsi dai sindaci che non ce la fanno più a garantire servizi essenziali, che i costi energetici sono fuori controllo: siamo davanti all'inverno, si pensi al riscaldamento delle scuole e degli asili e si pensi al trasporto pubblico locale, autobus, treni regionali, traghetti che consumano carburante ed energia.

Allora, guardate, non è che ci siano molte alternative. Le alternative senza risorse sono tagliare corse o aumentare i biglietti se vogliamo mantenere i servizi. E a pagare sono i cittadini che usano i mezzi pubblici, spesso quelli con meno possibilità, con più fragilità.

L'articolo aggiuntivo, quindi, riconosce alle regioni e alle province autonome un contributo straordinario di 250 milioni di euro per il 2026 per i maggiori costi energetici dei servizi, con priorità al trasporto pubblico locale. Il riparto avviene in autocoordinamento tra le regioni ed è formalizzato con decreto del MEF. Chi paga? Beh, in ogni crisi energetica c'è chi perde e, spesso, c'è chi guadagna: mentre famiglie, imprese, lavoratori ed enti locali subiscono rincari, una parte del settore energetico registra utili molto superiori alla media. Se non è colpa loro, sicuramente è il funzionamento del mercato, in una fase di tensione, che determina i guadagni. Bene, allora, se è questo, se è il mercato, c'è anche la politica: se la politica non interviene ora, non fa il suo ruolo, non fa il suo mestiere. Quindi, è giusto che la politica indichi che parte di quei guadagni straordinari aiuti chi la crisi la subisce.

Per questo proponiamo, solo per il 2026, un contributo di solidarietà temporaneo a carico di chi produce, importa e vende energia elettrica, gas e prodotti petroliferi. Si applica solo al reddito che supera di almeno il 10 per cento la media degli anni precedenti, quindi solo agli extraprofitti. Siamo seri, siamo precisi: il contributo ha un tetto pari al 25 per cento del patrimonio netto, esclude i ricavi da fonti rinnovabili per non penalizzare la transizione, esclude i piccoli distributori di carburante, che non sono tra i beneficiari della crisi, e l'aliquota fissata dal MEF per garantire esattamente 250 milioni è la cifra necessaria per le regioni.

È un meccanismo che l'Italia, come altri Paesi europei, ha già utilizzato in alcuni casi di crisi. Le tensioni internazionali spiegano il prezzo del petrolio, ma non spiegano la scelta di chi debba pagarne il conto. Crediamo e siamo fiduciosi che possiate capire almeno questo articolo aggiuntivo (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).

PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 1.028 Gnassi, con il parere contrario delle Commissioni, del Governo e della V Commissione (Bilancio), ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 19).

Passiamo all'articolo aggiuntivo 1.029 De Micheli.

Ha chiesto di parlare la deputata De Micheli. Ne ha facoltà.

PAOLA DE MICHELI (PD-IDP). Grazie, Presidente. È abbastanza evidente che il Governo non ha nessuna intenzione, diciamo così, di ascoltare le richieste dell'opposizione, però, siccome questo è un tema molto importante, che affronteremo anche nella legge di bilancio, lascio qui una riflessione che è legata a questo articolo aggiuntivo.

Parliamo di trasporto pubblico locale. Le aziende sono tra le grandi consumatrici di carburante del Paese e il ruolo del trasporto pubblico locale, anche nella gestione del PNRR… anche se le decisioni erano state prese da altri Governi, questo Governo ha comunque portato avanti una serie di investimenti. Oggi le aziende si trovano in una situazione, rispetto al caro carburanti, oggettivamente molto difficile. Il presidente Gibelli - il presidente di Asstra, che è una delle associazioni più rappresentative del trasporto pubblico locale, che è stato nostro collega in quest'Aula e che non è certo appartenente a questa parte del Parlamento, perché è stato eletto nelle liste della Lega Nord - denuncia una situazione gravissima del trasporto pubblico locale, con un rincaro del gasolio del 52 per cento, 1,25 miliardi di liquidità che il Governo non ha ancora erogato alle aziende di trasporto pubblico locale - che, quindi, in crisi di liquidità, ovviamente, hanno anche difficoltà ulteriori - e soltanto il 54 per cento dell'aumento contrattuale del contratto nazionale di lavoro che è stato coperto; sapete che c'era l'accordo da parte del Governo di coprire questi aumenti contrattuali nei primi tre anni. Insomma, una situazione oggettivamente difficile che si protrarrà perché è evidente che questo tema della crisi dei carburanti andrà avanti.

Il risultato è che le aziende stanno accumulando perdite; gli enti locali, ai quali continuate a tagliare i trasferimenti, che sono i soci delle aziende di trasporto pubblico locale, ovviamente non riescono a coprire le perdite che vengono generate dalle aziende di trasporto pubblico locale. Il nostro articolo aggiuntivo, che riguarda tutte le tipologie di TPL, oltre a quelle stradali, ferroviarie, lacuali e marittime, chiede di appostare 200 milioni per poter compensare una parte delle perdite generate dall'aumento del costo del carburante.

Questa misura è già stata realizzata nel nostro Paese nel 2022, quindi non rappresenta una novità: significa semplicemente trovare i soldi per replicare la misura del 2022. Tra l'altro, segnalo una cosa all'Aula e alla maggioranza, e spero che nel prosieguo della discussione non solo su questo decreto, ma anche della legge di bilancio, che ormai è arrivata alla Camera, si tenga conto di questa riflessione: nella legge di bilancio ci sono solo 100 milioni di aumento del Fondo sul trasporto pubblico locale.

Ora, noi non possiamo immaginare di organizzare le nostre città, anche in termini di sicurezza, perché la mobilità è un pezzo della sicurezza, della vita, del lavoro delle persone, senza dare un sostegno coerente agli investimenti che abbiamo fatto in questi anni sul trasporto pubblico locale, che consenta alle aziende di rimanere in equilibrio economico-finanziario, ma soprattutto di erogare questo fondamentale servizio, che è un servizio principalmente di libertà per tutte e per tutti.

Quindi io chiedo al Governo di tenere in considerazione questo emendamento. Ho capito che non è intenzionato a modificare questo decreto, ma chiedo una riflessione vera almeno in prospettiva della legge di bilancio (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).

PRESIDENTE. Se non vi sono altri interventi, passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 1.029 De Micheli, con il parere contrario delle Commissioni, del Governo e della V Commissione (Bilancio).

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 20).

Passiamo agli identici emendamenti 2.1 Bonelli, 2.2 Simiani e 2.3 Morfino. Se nessuno chiede di intervenire, li pongo in votazione.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti 2.1 Bonelli, 2.2 Simiani e 2.3 Morfino, con il parere contrario delle Commissioni e del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 21).

Passiamo all'emendamento 2.5 Bonelli. Ha chiesto di parlare la deputata Zanella. Ne ha facoltà.

LUANA ZANELLA (AVS). Grazie, Presidente. Questi emendamenti, che come gruppo AVS abbiamo presentato e condiviso anche con colleghe e colleghi degli altri gruppi di opposizione, sono tesi a proporre una sorta di diminuzione del danno rispetto alla possibilità avanzata da voi e dal Governo, nel corso non soltanto degli ultimi mesi, ma nel corso - ahinoi - di anni, di riprendere con l'estrazione di gas, che è stata messa molto in discussione anche dalla regione Veneto per quanto riguarda il Nord del Mar Adriatico.

Io vorrei riportare a questa nostra Assemblea alcune considerazioni, perché qualche legislatura fa c'era una trasversalità di consapevolezza, di conoscenza e anche di proposta condivisa rispetto alla necessità di salvaguardare il Nord dell'Adriatico dall'estrazione, dalle coltivazioni e quindi dalle nuove concessioni per la coltivazione degli idrocarburi. Perché? La storia del nostro territorio e anche la contemporaneità degli eventi gravi del nostro territorio cosa ci insegnano?

Ci insegnano che noi, per una piccolissima quantità di gas da avere a disposizione, non possiamo scherzare con i nuovi fenomeni della subsidenza, che, a fronte della contemporaneità del rialzo del medio mare, comporterebbe il pericolo dell'abbassamento del suolo, esattamente come è successo nel corso dell'ultima metà del secolo scorso e rispetto a cui, già nel 1965, ci sono stati dei provvedimenti ad hoc. Allora, vi dico: se noi avessimo la possibilità di estrarre, nel giro di un anno, tutte le riserve presenti in Adriatico, nel sottosuolo marino dell'Adriatico, noi avremmo una disponibilità di risposta al fabbisogno di 7-8 mesi di gas in una annualità.

Ovviamente non è possibile estrarre in un anno tutte le riserve presenti, e quindi quante se ne possono estrarre al massimo delle vostre progettualità? Soltanto una parte. E questa parte quanto darebbe di risposta al fabbisogno? Due per cento, 3 per cento? E noi per una percentuale ridicola - ridicola - diciamo “no” alle rinnovabili, “no” all'eolico offshore e compromettiamo un intero territorio, tanto è vero che perfino il presidente Zaia - e mi auguro anche il presidente della regione Stefani - si sono opposti, devo dire, in maniera molto, molto pesante.

Io mi chiedo: a questa Lega, che è rimasta in questo nostro Parlamento, interessano o non interessano queste considerazioni? Io suggerisco di interessarvene per coerenza e per necessità delle nostre regioni, con cui voi soltanto per quanto riguarda l'autonomia differenziata vi esprimete, ma, evidentemente, non conoscete nemmeno bene la situazione drammatica dal punto di vista dell'equilibrio idrogeologico di queste nostre regioni del Nord (Applausi dei deputati del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Bof. Ne ha facoltà.

GIANANGELO BOF (MISTO-FNV-F). Chiedo cortesemente di intervenire su questo argomento perché è un argomento che è sensibile al nostro territorio, è sensibile per il Veneto. Noi abbiamo visto battaglie portate avanti dai nostri governatori - prima da Luca Zaia, poi anche dal governatore Stefani - sul rischio di subsidenza di alcuni territori, soprattutto i territori più vicini alla Laguna, al Po, quindi tutta la zona di Rovigo. Ora vediamo un intervento da parte del Governo che, sostanzialmente, dice che gran parte dei problemi nell'approvvigionamento di nuove fonti energetiche è a causa dei ritardi delle regioni e dei rallentamenti da parte delle regioni.

Quindi, fondamentalmente, un commissariamento dell'autonomia. Ma, dall'altra parte, vediamo anche che c'è un intervento importante dove il Governo dice: se le regioni non rispondono e non danno delle motivazioni, il Governo nomina - guarda caso - un commissario. Ormai non abbiamo più il problema della sicurezza e dell'ordine pubblico con questo Governo perché, ormai, abbiamo più commissari nominati dal Governo che non commissari nei commissariati di Polizia.

Quindi, chiedo a questo Governo, e soprattutto a chi ha fatto una battaglia sull'autonomia, se veramente il ruolo delle regioni di competenza sui propri territori è un ruolo che si vuole preservare, si vuole mantenere e si vuole riconoscere, oppure si vogliono riconoscere gli elementi ostativi delle regioni e i problemi che, probabilmente, a dire di questo provvedimento, creano le regioni, e, quindi, vi sia la necessità di un commissariamento da parte del Governo sulle competenze e sui pareri che devono dare le regioni per favorire questi provvedimenti (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Futuro Nazionale Vannacci-Free).

PRESIDENTE. La deputata Romeo sottoscrive. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 2.5 Bonelli, con il parere contrario delle Commissioni e del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 22).

Passiamo all'emendamento 2.7 Santillo. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 2.7 Santillo, con il parere contrario delle Commissioni e del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 23).

Passiamo all'emendamento 2.8 L'Abbate. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 2.8 L'Abbate, con il parere contrario delle Commissioni e del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 24).

Passiamo all'emendamento 2.9 Morfino. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 2.9 Morfino, con il parere contrario delle Commissioni e del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 25).

Passiamo all'emendamento 2.10 Bonelli. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 2.10 Bonelli, con il parere contrario delle Commissioni e del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 26).

Passiamo all'emendamento 2.11 Ilaria Fontana. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 2.11 Ilaria Fontana, con il parere contrario delle Commissioni e del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 27).

Passiamo all'emendamento 2.12 Santillo. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 2.12 Santillo, con il parere contrario delle Commissioni e del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 28).

Passiamo all'emendamento 2.13 L'Abbate. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 2.13 L'Abbate, con il parere contrario delle Commissioni e del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 29).

Passiamo all'emendamento 2.14 Curti. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 2.14 Curti, con il parere contrario delle Commissioni e del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 30).

Passiamo all'emendamento 2.15 Morfino. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 2.15 Morfino, con il parere contrario delle Commissioni e del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 31).

Passiamo all'emendamento 2.16 Ilaria Fontana. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 2.16 Ilaria Fontana, con il parere contrario delle Commissioni e del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 32).

Passiamo all'emendamento 2.17 Santillo. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 2.17 Santillo, con il parere contrario delle Commissioni e del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 33).

Passiamo all'emendamento 2.18 Evi. Ha chiesto di parlare la deputata Evi. Ne ha facoltà.

ELEONORA EVI (PD-IDP). Grazie, Presidente. Dunque, noi abbiamo cercato di stralciare l'articolo 2 e ora, con questo emendamento, proviamo a sopprimere quantomeno il comma 4 di questo articolo 2. Questo è un punto che è stato peggiorato nel passaggio al Senato e che quindi, a nostro avviso, va eliminato.

Il comma 4 consente al Presidente del Consiglio di nominare il commissario ad acta non solo quando la regione non decide, ma anche su richiesta motivata della regione stessa, sentito il Ministro dell'Ambiente. Sembra una facoltà innocua ma, in realtà, pensiamo un attimo a che cosa significa: una giunta regionale che non vuole assumersi davanti ai propri cittadini la responsabilità di un'intesa su un progetto di idrocarburi, può chiedere a Roma di farlo al posto suo. È lo strumento perfetto per spostare altrove le decisioni scomode e sottrarle al confronto con i territori e con i consigli regionali.

Poi c'è la modifica introdotta al Senato, che è la parte più grave: le funzioni del commissario sono state estese a ogni atto endoprocedimentale o autorizzatorio regionale o locale propedeutico alla conclusione del procedimento. Cioè, non soltanto l'intesa, ma potenzialmente tutto: i pareri, le autorizzazioni, gli atti dei comuni, tutto.

Il commissario diventa un soggetto che può sostituirsi a ogni livello di governo del territorio coinvolto nel procedimento. Questo cambia la natura della norma: non siamo più di fronte ad un potere sostitutivo mirato, previsto per superare un'inerzia; siamo di fronte ad una centralizzazione delle decisioni che svuota il ruolo delle regioni e dei comuni proprio sui progetti che più incidono sull'ambiente, sul paesaggio e sulla salute della comunità.

Anche nel parere del Comitato per la legislazione sono stati sollevati rilievi su questo articolo, e non è un caso. Una norma che consente di commissariare tutto su richiesta rischia di creare contenziosi e di indebolire la fiducia dei cittadini e delle cittadine nelle istituzioni.

Quindi, noi abbiamo provato a cancellare lo scellerato articolo 2 e, con questo emendamento, chiediamo di togliere almeno la parte più pericolosa, una parte molto pericolosa: il commissario su richiesta e l'estensione dei suoi poteri a ogni atto regionale o locale. Infatti, le regioni e i comuni non sono un ostacolo da aggirare, sono istituzioni della Repubblica con responsabilità precise verso i propri cittadini. Chi decide su un territorio deve rispondere a quel territorio.

Concludo, Presidente. Io credo che, davanti a questo collasso climatico, davanti al costo dell'energia, delle bollette stratosferiche, del caro carburanti, questo Governo non fa nulla per far pagare il costo della crisi a chi ci ha guadagnato facendo extraprofitti stellari. Invece, con questo provvedimento insiste ancora e ancora sulle fonti fossili, per estrarre quel poco di gas ancora presente nel Paese. Vuole farlo senza il disturbo e il fastidio della democrazia, della voce dei territori, e si inventa, appunto, questo commissario con “pieni poteri fossili”.

Ecco, tutto questo lo fa senza nemmeno farci sapere e far sapere a questo Parlamento quale sarà il reale contributo alla sicurezza degli approvvigionamenti energetici, come abbiamo chiesto con un altro emendamento già bocciato da quest'Aula. Spoiler: la sicurezza degli approvvigionamenti energetici sarà di fatto pari a zero. Perché quale sicurezza energetica ci può essere: se anche estraessimo tutto il gas e gli idrocarburi presenti nel sottosuolo italiano, avremmo un'autonomia di soli sei mesi. È evidente la presa in giro di questa maggioranza e di questo Governo, l'incaponirsi su un sistema fossile che sta mostrando tutte le sue fragilità e le sue debolezze, che punta di fatto ad arricchire sempre e soltanto chi sta facendo extraprofitti su questa crisi.

Quindi, chiediamo ancora una volta a quest'Aula di fermarsi.

PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, lo pongo in votazione.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 2.18 Evi, con il parere contrario delle Commissioni e del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 34).

Passiamo all'emendamento 2.19 L'Abbate. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 2.19 L'Abbate, con il parere contrario delle Commissioni e del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 35).

Passiamo all'emendamento 2.20 Bonelli. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 2.20 Bonelli, con il parere contrario delle Commissioni e del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 36).

Passiamo all'articolo aggiuntivo 2.014 Braga, con il parere contrario delle Commissioni e del Governo. Ha chiesto di parlare la deputata Ferrari. Ne ha facoltà. C'è anche il parere contrario della V Commissione (Bilancio), ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.

Intanto, prima di dare la parola alla deputata Ferrari, saluto gli studenti e i docenti dell'Istituto Comprensivo “Collodi-Marini” di Avezzano, in provincia de L'Aquila (Applausi), che ci hanno raggiunto e che sono presenti in tribuna ad assistere ai nostri lavori. Li ringraziamo e auguriamo loro ogni fortuna.

Prego, deputata Ferrari, a lei la parola.

SARA FERRARI (PD-IDP). Grazie, Presidente. Onorevoli colleghi e colleghe, con questo emendamento il Partito Democratico vi propone di superare queste misure tampone e temporanee e, invece, di ridurre strutturalmente il costo dell'energia per le famiglie e le imprese con risposte di lungo periodo e certezze. Perché il problema non è soltanto il prezzo dei carburanti, ma è il costo complessivo dell'energia che in Italia continua a rappresentare uno dei fattori di svantaggio competitivo rispetto agli altri Paesi. Le nostre imprese, infatti, pagano l'elettricità più dei concorrenti tedeschi, francesi e spagnoli.

Soltanto ieri è uscito il dato dell'aumento del prezzo del gas a ottobre: più 9 per cento, il prezzo più alto di sempre in Italia. Per le famiglie significa bollette che pesano sempre di più sul reddito disponibile. Non possiamo continuare ad affrontare il costo dell'energia soltanto con interventi di emergenza: dobbiamo intervenire sulle cause strutturali e una di queste è rappresentata dagli oneri generali di sistema, che gravano, appunto, sulle bollette elettriche. Sono costi destinati a finanziare finalità di interesse generale, che però vengono sostenuti attraverso le bollette di famiglie e imprese.

Ebbene, noi vi proponiamo di ridurre progressivamente questo peso individuando risorse alternative. Vi proponiamo di istituire, dal 1° gennaio 2027, un fondo per la riduzione strutturale degli oneri di sistema e per la transizione energetica. Come? Ve lo proponiamo con quattro fonti di finanziamento diverse: i proventi delle aste delle quote di emissione del sistema europeo ETS, i dividendi delle società energetiche partecipate dallo Stato, i proventi derivanti dal rinnovo delle concessioni di distribuzione elettrica e, infine, il gettito della maggiorazione IRAP per il 2026 e 2027.

Dunque, quattro fonti diverse per finanziare una riduzione strutturale delle bollette senza introdurre nuove imposte a carico delle famiglie e delle persone. Colleghe e colleghi, ridurre il costo dell'energia oggi è ridurre la nostra dipendenza energetica domani. L'efficienza energetica significa, infatti, consumare meno; le rinnovabili e le comunità energetiche significano produrre energia a costi più stabili, riducendo l'esposizione alle oscillazioni dei mercati internazionali. Questa è la differenza tra una politica strutturale e una misura emergenziale, che tanto vi piace.

Una riduzione temporanea delle accise dura pochi giorni, un bonus sulla bolletta esaurisce i suoi effetti quando finiscono le risorse, ma intervenire sugli oneri di sistema e investire nell'efficienza e nelle rinnovabili significa costruire condizioni migliori anche per gli anni successivi. Non chiediamo un nuovo bonus, non proponiamo l'ennesima misura destinata a scadere dopo poche settimane: proponiamo di modificare strutturalmente il modo in cui finanziamo una parte dei costi del nostro sistema energetico. La transizione energetica non deve rappresentare un costo aggiuntivo per il Paese, deve diventare uno strumento per ridurre i costi, rafforzare le imprese e tutelare le famiglie.

Credo che su questo possiamo essere tutti d'accordo. Con questo decreto abbiamo un'occasione, che però voi state facendo perdere al Paese. Pertanto vi proponiamo di votare questo emendamento, che sappiamo però avere il parere negativo del Governo e delle Commissioni (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).

PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 2.014 Braga, con il parere contrario delle Commissioni, del Governo e della V Commissione (Bilancio) ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 37).

Passiamo all'articolo aggiuntivo 2.015 Peluffo. Ha chiesto di parlare il deputato Peluffo. Ne ha facoltà.

VINICIO GIUSEPPE GUIDO PELUFFO (PD-IDP). Grazie, Presidente. L'emendamento contiene una misura concreta fondata su un principio molto semplice: quando aumentano i prezzi dell'energia, lo Stato non deve guadagnare sulla difficoltà delle famiglie e delle imprese. È un principio che abbiamo già sostenuto sul tema dei carburanti con la proposta di utilizzare le maggiori entrate IVA per ridurre le accise e che oggi, con questo emendamento, vogliamo applicare anche alle bollette dell'energia elettrica e del gas. Infatti, il meccanismo è esattamente lo stesso: quando aumenta il prezzo del gas, aumenta anche l'IVA incassata dallo Stato.

È un effetto automatico del nostro sistema fiscale. L'imposta si applica al valore delle forniture e, quando quel valore cresce, crescono anche le entrate. Proviamo a guardare questo meccanismo dal punto di vista di una famiglia, di un commerciante o di un artigiano. Per loro l'aumento del prezzo del gas significa una bolletta più pesante, meno reddito disponibile, maggiori difficoltà ad arrivare alla fine del mese o mantenere la propria attività aperta; per lo Stato, invece, quello stesso aumento può tradursi in maggiori entrate fiscali. È una contraddizione che la politica ha il dovere di correggere.

Non è accettabile che durante una crisi energetica le famiglie e le piccole imprese sopportino integralmente il peso dei rincari, mentre il bilancio pubblico beneficia automaticamente di una parte di quegli aumenti. Ecco perché proponiamo di restituire queste maggiori entrate attraverso una riduzione delle bollette. L'emendamento prevede l'istituzione di un Fondo di compensazione tariffaria alimentato dal maggiore gettito IVA generato quando il prezzo del gas supera un valore medio di riferimento, che viene individuato annualmente da MEF e MASE, sulla base della media dei prezzi all'ingrosso del gas negli ultimi 3 anni nei principali mercati europei, tenendo conto dei dati dell'ARERA.

Si tratta, quindi, di un criterio oggettivo e verificabile, che consente di distinguere le normali oscillazioni del mercato dagli aumenti che producono un gettito fiscale aggiuntivo. La Cassa quantifica trimestralmente le maggiori entrate secondo i criteri previsti e le destina al Fondo, e quelle risorse tornano ai consumatori attraverso la riduzione degli oneri in bolletta. A beneficiarne sono le famiglie e le piccole attività economiche, negozi, laboratori e artigiani, piccoli uffici e utenze non domestiche in bassa tensione fino a 16,5 kW. L'ARERA definisce le modalità applicative delle riduzioni, garantendo trasparenza sull'utilizzo delle risorse. Presidente, voglio sottolineare soprattutto un aspetto di questa proposta. Noi non stiamo chiedendo un nuovo intervento straordinario da approvare ogni volta che si presenta un'emergenza; stiamo proponendo un meccanismo stabile e automatico. Quando il prezzo del gas sale oltre il riferimento, le maggiori entrate IVA vengono destinate ad alleggerire le bollette; quando i prezzi rientrano, viene meno anche il presupposto di quel trasferimento.

Esattamente il contrario della logica con cui il Governo continua ad affrontare il problema energetico. Si aspetta che i prezzi aumentino, si interviene con un decreto, si introduce una misura temporanea, la misura scade e, alla crisi successiva, si ricomincia da capo. Ma le famiglie e le imprese non possono vivere nell'incertezza di interventi che durano pochi giorni, poche settimane. Hanno bisogno di strumenti prevedibili, di regole che funzionino anche quando il Governo non interviene e di una politica energetica che non si limiti a inseguire le emergenze.

Naturalmente sappiamo che questa misura da sola non risolve il problema del costo dell'energia in Italia, ma, proprio perché occorre una strategia complessiva, non possiamo rinunciare a una misura immediatamente comprensibile e fondata sull'equità fiscale. Non c'è alcuna ragione per cui l'aumento del prezzo del gas debba trasformarsi in un vantaggio fiscale per lo Stato senza che una parte di quelle risorse ritorni a cittadini ed imprese. Lo Stato non deve essere il beneficiario involontario della crisi energetica, deve essere lo strumento attraverso cui si proteggono le persone dalle sue conseguenze.

PRESIDENTE. Concluda.

VINICIO GIUSEPPE GUIDO PELUFFO (PD-IDP). Per questo chiediamo di votare l'emendamento (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).

PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, lo pongo in votazione.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 2.015 Peluffo, con il parere contrario delle Commissioni, del Governo e della V Commissione (Bilancio) ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 38).

Passiamo all'emendamento 2-ter.4 Bonelli. Ha chiesto di parlare il deputato Zaratti. Ne ha facoltà.

FILIBERTO ZARATTI (AVS). Grazie, signor Presidente. Si discute molto sul fatto di come sia possibile cercare di incrementare ancora di più lo sviluppo delle energie rinnovabili, di questo argomento parla spesso anche il Governo. Allora, qui ci sono la possibilità e l'occasione, da parte della maggioranza, di dare un po' di seguito alle molte dichiarazioni teoriche che vengono fatte. Cosa dice questo emendamento?

Prevede che, al fine di ridurre i costi dell'energia per gli utenti, per le persone e per le famiglie, e anche al fine di agevolare l'autorizzazione degli impianti e l'accettazione da parte delle comunità locali degli impianti sui propri territori, le compensazioni possano essere date direttamente ai cittadini o, comunque, ai comuni interessati in forma di erogazione di energia. Può aiutare, ovviamente, i cittadini a pagare, per esempio, meno tasse, se questa compensazione va ad alimentare la rete dell'illuminazione pubblica, le scuole e le altre strutture pubbliche che ci sono in quel territorio, oppure può anche determinare un'erogazione direttamente ai cittadini che può abbassare notevolmente il costo dell'energia.

Queste sono le misure concrete che un Governo che vuole sostenere le energie rinnovabili dovrebbe mettere in campo; queste sono le misure concrete che permettono l'abbassamento della bolletta dei cittadini e delle cittadine. Creiamo anche un meccanismo virtuoso del rapporto diretto tra chi produce energia rinnovabile in quel territorio e la comunità che ospita quegli impianti. Credo che sarebbe una di quelle grandi scelte che cambierebbero il senso della politica energetica di un Paese.

Per questo penso che, oggi, attraverso l'approvazione di questo emendamento, il Governo darebbe davvero un segnale, la maggioranza darebbe un vero segnale di disponibilità rispetto alle energie rinnovabili, invece di continuare a inseguire il vero Ministro degli Affari esteri italiano, De Scalzi, che continua a portarci a consumare gas, a comprare gas a prezzi incredibili, scaricando il costo sui cittadini e le cittadine e, al contempo, dando la possibilità alle grandi compagnie petrolifere e alle grandi compagnie dell'energia di fare - come hanno fatto - 80 miliardi di extra profitti sulle spalle dei cittadini e delle cittadine italiani (Applausi dei deputati del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra). Ridateci il maltolto, mettete in atto iniziative che agevolano famiglie e imprese (Applausi dei deputati del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra).

PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 2-ter.4 Bonelli, con il parere contrario delle Commissioni e del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 39).

Passiamo all'emendamento 2-ter.1 Bonelli. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 2-ter.1 Bonelli, con il parere contrario delle Commissioni e del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 40).

Passiamo all'emendamento 2-ter.2 Bonelli. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 2-ter.2 Bonelli, con il parere contrario delle Commissioni e del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 41).

Passiamo all'emendamento 2-ter.1001 Benzoni. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 2-ter.1001 Benzoni, con il parere contrario delle Commissioni e del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 42).

Passiamo all'emendamento 2-ter.1000 Gnassi. Ha chiesto di parlare il deputato Gnassi. Ne ha facoltà.

ANDREA GNASSI (PD-IDP). Grazie, Presidente. Guardi, noi proponiamo un emendamento molto importante che tenta di uscire, anche, dal dibattito sterile tra chi vuole le fonti rinnovabili e chi non le vuole, un dibattito molto spesso ideologico. La sfida climatica, invece, va affrontata - lo dico anche alla Vice Ministra perché lei viene da territori in cui c'è una sensibilità su questi temi - in maniera determinata e laica, radicale e appropriata, in maniera concreta e misurabile. Senza appropriatezza, la radicalità diventa ideologismo; senza la politica e la misurabilità dell'interesse pubblico ci sono speculazioni: speculazioni dal lato del negazionismo climatico, ma anche - lo abbiamo visto - sulle fonti rinnovabili.

E poi, invece, ci sono i danni misurabili: i danni del cambiamento climatico che colpiscono le fasce di popolazione più fragile nel mondo, soprattutto i poveri. Non avete avuto una politica industriale; il decreto Transizione 5.0 è fallito; avete tagliato i fondi alle comunità energetiche, che sono passate da 2,2 miliardi a 790 milioni; avete tolto i fondi sulla transizione energetica dati dal PNRR. Ma, oggi, possiamo compiere dei passi, nonostante i vostri errori. E allora, mentre manca una politica industriale, improvvisamente, anche nella inconsapevolezza o nella responsabilità di tutte le parti politiche, il rischio è che si sdoganino interventi senza appropriatezza, senza un approccio programmatorio, senza vincoli e sanzioni, ad esempio, che obblighino le regioni a concorrere, per quota parte, al raggiungimento dell'obiettivo di produzione da fonti rinnovabili assegnato loro. Alla mia regione, l'Emilia Romagna, è assegnato l'obiettivo di 6.330 megawatt e alla Toscana 4.250 megawatt; obiettivi che concorrono a raggiungere gli 80 gigawatt del PNIEC, che il Paese deve raggiungere. Non c'è programmazione, non c'è nulla e poi, improvvisamente, si sdogana. Così, il provvedimento che viene dal Senato, apre un vallo, apre la strada a grandi impianti nelle zone cuscinetto, nelle zone buffer, persino, dei siti UNESCO del nostro Paese.

Nelle zone UNESCO non si valuta solo il paesaggio: si valuta il valore del sito, della storia millenaria, dell'identità di un posto, della cultura del nostro Paese e, così, nel provvedimento che viene dal Senato, ci sono dei rischi: si procede con una procedura semplificata, si possono costruire grandi impianti nelle zone cuscinetto dei siti UNESCO e può formarsi la procedura semplificata per decorso del termine, cioè per il silenzio. Il patrimonio dell'umanità non si autorizza per silenzio. Noi proponiamo di subordinare la realizzazione di grandi impianti all'acquisizione del parere vincolante del Ministero della Cultura, da esprimere nell'ambito delle procedure già disciplinate dagli articoli 8 e 9 del medesimo decreto. Proponiamo anche che siano coinvolte le regioni territorialmente interessate, la cui partecipazione all'istruttoria è assicurata dall'amministrazione procedente, anche attraverso la conferenza di servizi, il Ministero della Cultura, i territori, per procedere con appropriatezza.

Un'ultima riflessione, Vice Ministro. Guardi, nel corso dei decenni, nel campo dell'urbanistica, della prevenzione, della salvaguardia idraulica e ambientale, nel corso del tempo si sono evoluti complessi normativi statali, regionali e comunali. Si sono affinate norme e approcci, comprendendo meglio i gradi di sostenibilità e accettabilità degli interventi. Finisco: mancano una programmazione e un interesse pubblico alto. Sono stati introdotti concetti evoluti: aree naturali protette, rete natura 2000, classificazioni acustiche, poteri, ambiti agricoli. Allora, per sgombrare il campo noi vogliamo le fonti rinnovabili. Perché non introduciamo, in alcuni ambiti specifici, il concetto di aree obbligatorie, non di aree idonee? Non sdoganiamo mega-speculazioni di fianco agli impianti UNESCO.

Le cito solo alcuni dati, che oggi sono dati dal CNR…

PRESIDENTE. Concluda.

ANDREA GNASSI (PD-IDP). …dal CNR, dall'ISPRA. Guardi - finisco, Presidente, mi dia 30 secondi - solo in strutture pubbliche, parcheggi, aree oggetto di bonifica, cave, miniere, aree residuali - abbiamo un emendamento successivo - Green belt, cioè aree attigue a strade e autostrade, si possono produrre domani con procedure semplificate 100 gigawatt di nuove fonti rinnovabili. Ci sono territori, ci sono regioni. Non si attacchi strumentalmente chi, ad esempio sulla Sardegna, non vuole una raffineria eolica, ma vuole produrre energia verde tutelando il paesaggio. Ci vuole appropriatezza e radicalità (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Pavanelli. Ne ha facoltà.

EMMA PAVANELLI (M5S). Grazie, Presidente. Chiedo al collega se posso sottoscrivere questo emendamento. Vede, Presidente, dall'inizio di questa legislatura si parla di aree idonee, di aree non idonee, di regioni che hanno fatto delle leggi regionali come richiesto tra l'altro dal Ministero. Molte regioni, appunto, hanno fatto queste valutazioni delle aree idonee sul proprio territorio. Ogni territorio, lo sappiamo, è diversificato e probabilmente è anche giusto coinvolgere, appunto, le regioni.

Ebbene, oggi abbiamo alcune progettualità, alcuni progetti di grandi impianti che da una parte hanno un parere negativo dal Ministero della Cultura di questo Governo e contemporaneamente un parere favorevole dal Ministero dell'Ambiente. E allora, si creano, diciamo, delle fazioni anche a livello locale. Si creano problemi dal punto di vista politico con le regioni che siano di centrodestra o di centrosinistra, poco importa. Dobbiamo fare le rinnovabili, abbiamo deciso che vanno fatte le aree idonee, vanno decise.

Ebbene, abbiamo alcune situazioni che diventano situazioni di grande dibattito. Io prendo a riferimento la mia regione, Presidente, se me lo permette. In Umbria, alcuni mesi fa, molti dei colleghi di centrodestra hanno attaccato un grande progetto di un impianto a Orvieto.

Quell'impianto, quel progetto, ha avuto un parere negativo dal Ministero della Cultura perché crea un problema dal punto di vista anche del paesaggio della città di Orvieto, una città - se mi permette, Presidente - visitata da moltissimi turisti, e quindi dovrebbe causare alcuni problemi.

Il tema è venuto fuori sulla stampa nazionale perché grandi personaggi del mondo artistico si sono esposti contro quell'impianto, eppure ha avuto un parere favorevole dal Ministero dell'Ambiente.

Allora qui, con questo emendamento, si va a chiedere di trovare una soluzione che, qualora c'è, in questo caso il Ministero della Cultura e perché magari ci sono delle aree da proteggere, delle aree come quelle UNESCO di cui ci vantiamo tanto, e alcune zone che vanno protette ed è giusto proteggerle. Quello che risulta abbastanza anomalo è che se da una parte si è cercato di limitare o di ampliare le aree dove fare grandi impianti fotovoltaici grazie alla scelta di decidere le aree idonee, - anche se poi il Governo si diverte anche ad impugnare le leggi regionali, come quella della mia regione - allo stesso tempo poi c'è questo dibattito continuo tra chi governa i comuni e le regioni e chi governa a livello nazionale. Cerchiamo di fare chiarezza, cerchiamo di mettere delle limitazioni dove vanno messe e cerchiamo di liberare quelle aree dove appunto si possono mettere grandi impianti e fare transizione energetica (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, il deputato Perantoni. Ne ha facoltà, per un minuto.

MARIO PERANTONI (M5S). Grazie, Presidente. Chiederei al collega di poter sottoscrivere questo emendamento e vi faccio una domanda: con tutto lo spazio che c'è in Italia, ma proprio dove ci sono i siti UNESCO dovete andare a fare gli impianti di rinnovabili? Li volete fare sulle Tre Cime di Lavaredo? Andate lì a mettere le pale? Abbiamo la possibilità di sfruttare tanta parte del territorio che ormai è compromessa e voi inserite un emendamento in questa legge per consentire di realizzare degli impianti di energie rinnovabili nelle cinture del rispetto dei siti UNESCO. Io veramente non so che cosa dire (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 2-ter.1000 Gnassi, con il parere contrario delle Commissioni e del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 43).

Ha chiesto di parlare la deputata Ruffino per una precisazione. Ne ha facoltà.

DANIELA RUFFINO (AZ-PER-RE). Grazie, aspettavo il rosso… Grazie, signor Presidente. Volevo soltanto rettificare il voto del gruppo di Azione sull'emendamento 2-ter.1001 Benzoni: erroneamente è stato votato in maniera contraria, ovviamente era positivo, grazie.

PRESIDENTE. La sua dichiarazione resta a verbale. Ovviamente la votazione in quanto tale non è modificabile.

Passiamo all'emendamento 2-ter.3 Pandolfo. Ha chiesto di parlare il deputato Gnassi. Ne ha facoltà.

ANDREA GNASSI (PD-IDP). Grazie, Presidente. Vede, qui il punto non è investire in modo radicale sulla transizione energetica, il punto è farlo bene perché ti chiami Italia, come è stato detto da qualche collega. L'efficienza energetica conseguibile in Italia entro il 2030 ha un potenziale di risparmio equivalente all'energia prodotta da 5.000 macro turbine eoliche se andiamo a fare una operazione di efficientamento energetico. Centomila sono gli ettari già disponibili ora, oggi pomeriggio, questa sera, di tetti civili e capannoni dove generare 70-90 gigawatt.

Nel recente rapporto sul consumo di suolo del 2026, l'ISPRA arriva a stimare un potenziale per il fotovoltaico sui tetti in Italia superiore a 140 gigawatt, mentre una potenza installabile addirittura maggiore è stata valutata dal Joint Research Centre della Commissione europea. Più della metà degli edifici elevati in Italia, 7 milioni, sono stati edificati dopo gli anni sessanta e sono disponibili senza vincoli di tutela storica per il fotovoltaico sui tetti. Si potrebbe continuare all'infinito.

Allora il punto è essere radicali e appropriati, non incentivare, ma obbligare e fare anche un salto concettuale rispetto alle zone dove si devono obbligatoriamente instaurare fonti di energia rinnovabili.

Dall'urbanistica alla prevenzione, alla salvaguardia idraulica e ambientale, nel corso del tempo si sono evoluti complessi normativi statali, regionali e comunali, si sono affinate norme e approcci, sono stati introdotti i concetti di ambiti di tutela fluviale e salvaguardia idraulica. Oggi dobbiamo individuare delle aree persino obbligatorie che esistono, sono rilevabili e sono misurabili.

Con questo emendamento noi proponiamo di intervenire in zone puntuali dove è già possibile oggi instaurare e obbligare - perché no? - fonti di energia rinnovabile. Con questo emendamento diamo un contributo alla transizione energetica, che non solo non può essere discussa, ma deve essere applicata, praticata in modo concreto, puntuale e appropriato.

PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, lo pongo in votazione.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 2-ter.3 Pandolfo, con il parere contrario delle Commissioni e del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 44).

Passiamo all'ultimo articolo aggiuntivo, il 2-ter.06 Simiani. Se nessuno chiede di intervenire lo pongo in votazione.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 2-ter.06 Simiani, con il parere contrario delle Commissioni, del Governo e della V Commissione (Bilancio), ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 45).

Avverto che, consistendo il disegno di legge di un solo articolo, non si procederà alla votazione dell'articolo unico, ma, dopo l'esame degli ordini del giorno, si procederà direttamente alla votazione finale, a norma dell'articolo 87, comma 5, del Regolamento.

(Esame degli ordini del giorno - A.C. 3148​)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame degli ordini del giorno presentati (Vedi l'allegato A).

Invito la rappresentante del Governo ad esprimere il parere sugli ordini del giorno presentati.

VANNIA GAVA, Vice Ministra dell'Ambiente e della sicurezza energetica. Grazie, Presidente.

Allora, sull'ordine del giorno n. 9/3148/1 Cavandoli il parere è favorevole con la seguente riformulazione: “compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica” e “a valutare l'opportunità di”.

Sugli ordini del giorno n. 9/3148/2 Casu e n. 9/3148/3 Soumahoro il parere è uguale al precedente.

L'ordine del giorno n. 9/3148/4 Ziello non è accoglibile

PRESIDENTE. Cioè contrario.

VANNIA GAVA, Vice Ministra dell'Ambiente e della sicurezza energetica. Sull'ordine del giorno n. 9/3148/5 Calderone, eliminate le premesse, il parere è favorevole con la seguente riformulazione: “a valutare l'opportunità di”.

L'ordine del giorno n. 9/3148/6 Boff non è accoglibile.

PRESIDENTE. Contrario.

VANNIA GAVA, Vice Ministra dell'Ambiente e della sicurezza energetica. L'ordine del giorno n. 9/3148/7 Sasso non è accoglibile.

Sull'ordine del giorno n. 9/3148/8 Davide Bergamini, eliminate le premesse, si propone la seguente riformulazione: “compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica” e “a valutare l'opportunità di”. Sull'ordine del giorno n. 9/3148/9 Pierro, sempre eliminate le premesse, si propone la seguente riformulazione: “compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica” e “a valutare l'opportunità di”. L'ordine del giorno n. 9/3148/10 Benzoni non è accoglibile.

Sull'ordine del giorno n. 9/3148/11 Ruffino il parere è favorevole con la seguente riformulazione: “a valutare l'opportunità di”.

Gli ordini del giorno n. 9/3148/12 Santillo, n. 9/3148/13 Ilaria Fontana e n. 9/3148/14 l'Abbate non sono accoglibili.

Sull'ordine del giorno n. 9/3148/15 Appendino, si chiede di eliminare le premesse, con l'aggiunta di: “compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica” e “a valutare l'opportunità di”.

L'ordine del giorno n. 9/3148/16 Cappelletti non è accoglibile.

PRESIDENTE. Parere contrario.

VANNIA GAVA, Vice Ministra dell'Ambiente e della sicurezza energetica. Sull'ordine del giorno n. 9/3148/17 Ferrara, eliminate le premesse, si propone la seguente riformulazione: “compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica” e “a valutare l'opportunità di”.

Sull'ordine del giorno n. 9/3148/18 Pavanelli, eliminate le premesse, si propone la seguente riformulazione: “compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica” e “a valutare l'opportunità di”.

L'ordine del giorno n. 9/3148/19 Morfino non è accoglibile.

Sull'ordine del giorno n. 9/3148/20 Lomuti, eliminate le premesse, si propone la seguente riformulazione “compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica” e “a valutare l'opportunità di”.