XIX LEGISLATURA
Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 739 di giovedì 5 novembre 2026
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE GIORGIO MULE'
La seduta comincia alle 9,35.
PRESIDENTE. La seduta è aperta.
Invito il deputato Segretario a dare lettura del processo verbale della seduta precedente.
ANTONIO D'ALESSIO, Segretario, legge il processo verbale della seduta di ieri.
PRESIDENTE. Se non vi sono osservazioni, il processo verbale si intende approvato.
(È approvato).
Missioni.
PRESIDENTE. Comunico che, ai sensi dell'articolo 46, comma 2, del Regolamento, i deputati in missione a decorrere dalla seduta odierna sono complessivamente 96, come risulta dall'elenco consultabile presso la Presidenza e che sarà pubblicato nell'allegato A al resoconto stenografico della seduta in corso (Ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicate nell'allegato A al resoconto della seduta odierna).
Preavviso di votazioni elettroniche (ore 9,39).
PRESIDENTE. Poiché nel corso della seduta potranno aver luogo votazioni mediante procedimento elettronico, decorrono da questo momento i termini di preavviso di 5 e 10 minuti previsti dall'articolo 49, comma 5, del Regolamento.
Sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, sull'ordine dei lavori, il deputato Davide Bergamini. Ne ha facoltà.
DAVIDE BERGAMINI (MISTO-FNV-F). Grazie, Presidente. Il mio intervento è per richiedere un'informativa urgente al Ministro dell'Interno Matteo Piantedosi su alcune recenti notizie che in questi giorni abbiamo appreso dalla stampa su ciò che sta succedendo in Emilia-Romagna. Proprio ieri abbiamo letto su La Verità che qualcuno, che faceva parte di un centro culturale islamico in provincia di Parma, avrebbe addirittura inneggiato ad Al Qaeda, a un religioso molto vicino ad Al Qaeda. Abbiamo visto che il comune di Modena, con procedure urbanistiche alquanto discutibili, ha assegnato somme per oltre 470.000 euro ad associazioni religiose islamiche.
Chiediamo quindi al Ministro Piantedosi se sia al corrente di queste procedure e di fare chiarezza per capire se dietro queste associazioni si nascondano dei sistemi per fare dei veri e propri luoghi di culto non autorizzati, e soprattutto per capire se ci siano dei legami, a fronte di quanto apprendiamo dalla stampa, tra queste associazioni e il mondo dell'estremismo islamico. Lo chiedo perché in Emilia-Romagna, purtroppo, negli ultimi mesi abbiamo avuto degli episodi molto gravi, che sono passati alla cronaca, come quello della persona che ha investito diverse persone all'interno della città di Modena. Inoltre, grazie alle Forze di Polizia, abbiamo sventato alcuni probabili attentati terroristici, come è successo anche a Reggio Emilia, dove è stata arrestata un'altra persona che, dall'esame dei dispositivi elettronici, risultava inneggiare all'estremismo islamico.
Quindi c'è una situazione probabilmente di pericolosità, che andrebbe monitorata. Vogliamo capire dal Ministro Piantedosi se ne sia al corrente e di fare chiarezza anche su tutte le procedure che alcuni comuni - mi dispiace dirlo, ma spesso vicini alla sinistra - stanno autorizzando; spesso si tratta di procedure che vedono coinvolte proprio associazioni legate al mondo islamico. Questo potrebbe creare, all'interno dei territori dell'Emilia-Romagna, problemi di sicurezza.
Lo diciamo perché è notizia oramai quotidiana quella di situazioni emergenziali che si stanno verificando all'interno delle nostre città. Crediamo che effettivamente serva un sistema che eviti che possano continuare a sorgere moschee abusive, come spesso sono state identificate in alcune zone; ma soprattutto chiediamo che si cerchi di fare chiarezza sui sistemi di autorizzazione di queste associazioni e di questi luoghi, che spesso vengono aperti probabilmente con autorizzazioni nascoste da parte di chi ne presenta l'apertura come quella di un luogo di culto, ma attraverso un sistema di associazionismo.
A nostro parere è un momento molto delicato e come Futuro Nazionale lo abbiamo già ribadito più volte in quest'Aula e lo ribadiremo anche sui requisiti per la concessione della cittadinanza: servono sicuramente norme più severe. Non è più possibile, infatti, vedere all'interno dei nostri comuni, all'interno dei nostri territori, che queste comunità, che arrivano ad essere sempre più presenti all'interno della società che si è formata negli anni, spesso vanno a destabilizzare proprio gli equilibri di questi stessi territori. Pertanto chiediamo al Ministro Piantedosi di venire in Aula e fare chiarezza su quanto richiesto (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Futuro Nazionale Vannacci-Free).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, su un altro argomento, il deputato Mauro Antonio Donato Laus. Ne ha facoltà.
MAURO ANTONIO DONATO LAUS (PD-IDP). Grazie, Presidente. Sono nuovamente qui a chiedere, per l'ennesima volta, che la Ministra del Lavoro Marina Calderone venga a riferire alla Camera sul futuro del nostro sistema previdenziale. Devo confessarle che oggi lo faccio con un sentimento che raramente ho provato in quest'Aula, con un misto di incredulità, sconcerto e di profonda amarezza. Da mesi chiedo e chiediamo come gruppo del Partito Democratico una fotografia dei conti previdenziali con proiezioni a 10, 15 e a 20 anni; richieste precise, reiterate e formalizzate sempre in quest'Aula.
Ma mentre il Parlamento - noi parlamentari attendiamo risposte - la Ministra rilascia interviste, racconta scenari e propone soluzioni, e anche il Sottosegretario Durigon annuncia sui giornali nuove risorse per andare in pensione a 64 anni, salvo poi riconoscere che quelle previste sono insufficienti… Ma le sembra normale, Presidente? Prima di diventare parlamentare, devo farle una confessione, non avrei mai immaginato una simile sciatteria nei rapporti tra Governo e Parlamento.
Il Parlamento non è un salotto all'interno del quale commentare le interviste di chi deve assolvere a delle funzioni di Governo, ma è il luogo di confronto democratico e del controllo sull'operato del Governo. Che valore hanno le proposte politiche senza conoscere i conti sui quali dovrebbero fondarsi? La Ministra racconta che i giovani hanno paura del futuro. Ma davvero? Ma è una notizia, questa! Ma come si può chiedere loro di investire nella previdenza complementare senza spiegare quale pensione pubblica potranno aspettarsi?
E poi leggo un'altra dichiarazione che mi lascia sbalordito: la Ministra riconosce che gli immigrati servono e che le imprese faticano a trovare personale per circa il 45 per cento delle posizioni disponibili. Ma guardi un po', Presidente, ma allora gli immigrati servono! E perché queste cose non viene a dirle in Parlamento? Qui potremmo discutere, senza slogan, di immigrazione regolare, lavoro, demografia e pensioni.
Presidente, continuo ad avere piena fiducia nell'autorevolezza della Presidenza della Camera e nella sua capacità di garantire le prerogative parlamentari, ma, proprio per questo, le chiedo: fino a quando dobbiamo assistere a questo spettacolo? Se riuscite ad esasperare persino un parlamentare come me, che ha fatto della pazienza una pratica quotidiana, immagini lo stato d'animo di chi vive difficoltà ben più gravi. Penso ai giovani senza prospettive, agli agricoltori che protestano per i costi insostenibili, ai lavoratori che perdono potere d'acquisto. Se persino dentro le istituzioni si arriva all'esasperazione per non ottenere risposte, possiamo stupirci dell'esasperazione che cresce fuori da queste mura?
Allora, Presidente, mi dica, che cosa dobbiamo fare? Dobbiamo organizzare un corteo dei parlamentari delle opposizioni? Dobbiamo promuovere una manifestazione che circondi il Ministero del Lavoro per ottenere risposte che dovrebbero arrivare normalmente in Parlamento? Mi rendo conto che possa sembrare una provocazione, ma provocazione non lo è. E allora, Presidente, c'è una cosa, una sola cosa che non riesco a fare e non mi appartiene, non ho la forza: è quella di alzare la bandiera bianca, e non vorrei alzarla in quest'Aula per far valere le prerogative di un parlamentare (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, sullo stesso argomento, l'onorevole Appendino. Ne ha facoltà.
CHIARA APPENDINO (M5S). Sì, grazie, Presidente. Intervengo per associarci perché, Presidente, siamo alla quinta manovra del Governo Meloni. Siamo a 4 anni di quello che è stato celebrato come il Governo più longevo della storia e questa manovra che stiamo vedendo, in cui c'è anche il tema pensioni, è la manovra della resa: sancisce la resa di Giorgia Meloni, che ci lascia un Paese che è nel baratro dal punto di vista economico - do un dato, solo uno: siamo penultimi per crescita in Europa - e dal punto di vista sociale, meno 10 per cento il potere d'acquisto degli italiani.
Questa resa è evidente e chi sta a casa lo sa benissimo. Apre la bolletta e sviene perché le bollette sono alle stelle, non arriva più alla terza settimana del mese, non sa se domani avrà un lavoro, il mutuo non riesce più a pagarlo. E allora, vede, in tutto ciò la cosa incredibile è che questo Governo, che non ne ha azzeccata una e che ci ha portato nel baratro, è riuscito, anche su un tema su cui ha raccattato voti per anni, in primis il Vice Premier Salvini, nonché capo della Lega, a fare macelleria sociale sulle pensioni. Sulle pensioni (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle)!
Le vostre grandi promesse! Sulla legge Fornero, ma io non dimentico il Ministro Salvini, che doveva spernacchiare… “Spernacchiatemi se non aboliremo la Fornero”: dovrei fare qui la pernacchia, dovremmo farla tutti, l'avete peggiorata la Fornero! Complimenti!
Opzione donna? Ma con che coraggio! Quelle donne le avete tradite, donne che hanno lavorato per anni, sottopagate, meno degli uomini. Gliel'avete cancellata, come se nulla fosse. Le minime a mille euro? Un miraggio, un miraggio!
E poi, in questa manovra, arriva la macelleria sociale. Le pensioni per voi non sono un diritto che va garantito dopo anni di lavoro, no, sono un bancomat. Avete tagliato 14 miliardi, 14 miliardi sulle rivalutazioni del ceto medio, quel ceto medio che volevate coccolare, che dovevate proteggere (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).
Ma allora basta, basta. E quando verrà la Ministra Calderone a spiegarci cosa sta succedendo sul sistema pensionistico, allora ve lo dico: i “faremo” non valgono più dopo cinque anni, il “è colpa di qualcun altro”, come sulla sanità, che avete massacrato e provate a metterci una pezza con un bonus per gli anziani per mandarli nel privato, quella sanità, che avete fatto a pezzi, non è colpa delle regioni o di chi non sa spendere, è colpa vostra (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle)!
Sulla scuola, 7.000 posti tagliati, e con che coraggio dite “Beh, non me ne sono accorto, non sapevo”? Non sapevate? Ma andate a casa, perché se non sapete quello che vedete, quello che votate e quello che scrivete, allora non avete il diritto di stare lì, non rappresentate gli italiani (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle). E allora vi aspettiamo qui, spiegateci. Però, una cosa è chiara: noi la responsabilità morale di rimettere in piedi, di rimettere in sicurezza questo Paese dal punto di vista economico e sociale ce la sentiamo tutta e lo faremo molto meglio di come lo avete fatto voi, che lasciate solo macerie (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).
Seguito della discussione del disegno di legge: Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 17 settembre 2026, n. 162, recante disposizioni urgenti per il sostegno economico e il contenimento degli effetti derivanti dal perdurante aumento del costo dei carburanti, nonché in materia fiscale (A.C. 3106-A) (ore 9,52).
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito della discussione del disegno di legge n. 3106-A: Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 17 settembre 2026, n. 162, recante disposizioni urgenti per il sostegno economico e il contenimento degli effetti derivanti dal perdurante aumento del costo dei carburanti, nonché in materia fiscale.
Ricordo che nella seduta di ieri si è concluso l'esame degli emendamenti.
Avverto che, consistendo il disegno di legge di un solo articolo, non si procederà alla votazione dell'articolo unico ma, dopo l'esame degli ordini del giorno, si procederà direttamente alla votazione finale, a norma dell'articolo 87, comma 5, del Regolamento.
(Esame degli ordini del giorno - A.C. 3106-A)
PRESIDENTE. Passiamo all'esame degli ordini del giorno presentati (Vedi l'allegato A).
Avverto che la Presidenza non ritiene ammissibile, in quanto non recante istruzioni o impegni al Governo relativi a specifiche disposizioni del provvedimento in esame, come invece previsto dall'articolo 88, comma 1, del Regolamento, nel testo in vigore dal 1° gennaio scorso, l'ordine del giorno n. 9/3106-A/1 Berruto, recante interventi in materia di impianti sportivi, laddove il provvedimento interviene in materia di sostegno economico e di contenimento degli effetti derivanti dal perdurante aumento del costo dei carburanti, nonché in materia fiscale.
Invito la rappresentante del Governo ad esprimere il parere sugli ordini del giorno presentati.
LUCIA ALBANO, Sottosegretaria di Stato per l'Economia e le finanze. Grazie, Presidente. Sull'ordine del giorno n. 9/3106-A/2 Manzi, espunte le premesse quarta, quinta e sesta, il parere è favorevole con riformulazione dell'impegno…
PRESIDENTE. Scusi, se per favore possiamo alzare il volume. Grazie.
LUCIA ALBANO, Sottosegretaria di Stato per l'Economia e le finanze. Ripeto, espunte le premesse quarta, quinta e sesta, il parere è favorevole con la seguente riformulazione dell'impegno: “a proseguire, compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica, nell'azione di rafforzamento delle politiche di sostegno al diritto allo studio, consolidando i risultati conseguiti attraverso il significativo incremento negli ultimi anni delle risorse finanziarie a ciò destinate, che ha consentito di prevedere per il 2027 uno stanziamento tale da assicurare la copertura di tutti gli studenti idonei alla borsa di studio, al fine di assicurare condizioni effettive di accesso all'istruzione universitaria su tutto il territorio nazionale”.
Sull'ordine del giorno n. 9/3106-A/3 Soumahoro, espungendo l'ultima premessa, il parere è favorevole, a condizione della seguente riformulazione dell'impegno: “a proseguire, nel rispetto dei vincoli di finanza pubblica, le iniziative già adottate per il contenimento degli effetti derivanti dall'aumento dei prezzi dei carburanti e valutando eventuali ulteriori misure, compatibilmente con le risorse disponibili a legislazione vigente”.
Sull'ordine del giorno n. 9/3106-A/4 Pierro, espunte la quarta, la sesta e la settima premessa, il parere è favorevole con la seguente riformulazione dell'impegno: “a valutare di proseguire nel rafforzamento degli strumenti già adottati e finalizzati a mitigare gli incrementi dei prezzi dei carburanti, al fine di calmierare i costi a carico dei consumatori e dei settori produttivi maggiormente esposti, compatibilmente con le risorse disponibili e con gli equilibri di finanza pubblica”.
Sugli ordini del giorno n. 9/3106-A/5 Davide Bergamini, n. 9/3106-A/6 Bof e n. 9/3106-A/7 Sasso il parere è contrario.
L'ordine del giorno n. 9/3106-A/8 Calderone è accolto come raccomandazione. L'ordine del giorno n. 9/3106-A/9 Ziello è accolto come raccomandazione purché riformulato come l'ordine del giorno n. 9/3106-A/8 Calderone.
Sull'ordine del giorno n. 9/3106-A/10 Tenerini il parere è favorevole con riformulazione dell'impegno, premettendo le parole: “a valutare l'opportunità di adottare”.
Sull'ordine del giorno n. 9/3106-A/11 Paolo Emilio Russo il parere è favorevole con riformulazione, premettendo, a ciascun impegno, le parole: “a valutare l'opportunità di”.
Sull'ordine del giorno n. 9/3106-A/12 Gaetana Russo il parere è favorevole con la seguente riformulazione dell'impegno: “a continuare sull'auspicata linea di calmierazione dei costi energetici, perfezionando l'iter di emanazione del decreto interministeriale preordinato ad adeguare la tariffa valida per le operazioni di revisione dei veicoli leggeri, altresì valutando l'opportunità di prevedere un meccanismo di aggiornamento automatico affinché la medesima tariffa venga triennalmente rivalutata sulla base della variazione positiva dei prezzi al consumo calcolata dall'Istat rispetto al triennio precedente”.
Gli ordini del giorno n. 9/3106-A/13 Barbagallo e n. 9/3106-A/14 Grippo sono accolti come raccomandazione.
Sull'ordine del giorno n. 9/3106-A/15 Bonetti il parere è favorevole con riformulazione: “a valutare di adottare, compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica, le ulteriori opportune…” e poi segue.
Gli ordini del giorno n. 9/3106-A/16 Benzoni e n. 9/3106-A/17 Merola sono accolti come raccomandazione.
Sull'ordine del giorno n. 9/3106-A/18 Toni Ricciardi, espunte le premesse dalla sesta alla nona, il parere è favorevole con riformulazione dell'impegno: “compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica a proseguire nell'adozione di misure a favore dei contribuenti con redditi medio-bassi maggiormente esposti agli effetti dell'aumento del costo dei carburanti”.
Sull'ordine del giorno n. 9/3106-A/19 Casu il parere è favorevole con riformulazione, premettendo all'impegno: “compatibilmente con le esigenze di finanza pubblica, a valutare l'opportunità di”.
Sull'ordine del giorno n. 9/3106-A/20 Orrico, espungendo le premesse dalla seconda fino alla fine, il parere è favorevole con riformulazione dell'impegno: “a verificare gli effetti applicativi degli interventi contenuti all'articolo 7 del provvedimento in esame che prevede l'accertamento e la riallocazione di risorse che coinvolgono direttamente la funzionalità degli apparati scolastici e dei beni culturali, valutando di adottare ulteriori eventuali iniziative che si rendessero necessarie”.
L'ordine del giorno n. 9/3106-A/21 Raffa è accolto come raccomandazione. Sull'ordine del giorno n. 9/3106-A/22 Alifano, espunte le premesse, il parere è favorevole con riformulazione dell'impegno: “a valutare di proseguire nel rafforzamento degli strumenti già adottati e finalizzati a mitigare gli incrementi dei prezzi dei carburanti al fine di calmierare i costi a carico dei consumatori e dei settori produttivi maggiormente esposti, compatibilmente con le risorse disponibili e con gli equilibri di finanza pubblica”.
L'ordine del giorno n. 9/3106-A/23 Gubitosa, espunte le premesse dalla quinta fino alla fine, è accolto come raccomandazione.
L'ordine del giorno n. 9/3106-A/24 L'Abbate, espunta la terza premessa, è accolto come raccomandazione.
PRESIDENTE. Quindi, il terzo capoverso delle premesse è espunto, dopodiché è accolto come raccomandazione.
LUCIA ALBANO, Sottosegretaria di Stato per l'Economia e le finanze. Sì. Sull'ordine del giorno n. 9/3106-A/25 Zanella il parere è favorevole con riformulazione dell'impegno: “ad accompagnare le misure contenute nel provvedimento in esame con l'adozione di ulteriori iniziative di competenza volte a valutare di prevedere che, entro 60 giorni dall'approvazione del bilancio finale di liquidazione, la Fondazione Milano-Cortina 2026 trasmetta alle Camere una relazione dettagliata sull'impiego di tutte le risorse pubbliche trasferite alla Fondazione”.
L'ordine del giorno n. 9/3106-A/26 Borrelli, espungendo le premesse terza e quarta, è accolto come raccomandazione.
Sull'ordine del giorno n. 9/3106-A/27 Ghirra, espungendo le premesse, il parere è favorevole con riformulazione dell'impegno: “ad accompagnare le misure del provvedimento con l'adozione di ogni iniziativa di competenza al fine di valutare di incrementare, compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica, le risorse a favore del settore del trasporto pubblico locale e nella mobilità sostenibile”.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti. Ordine del giorno n. 9/3106-A/2 Manzi. Onorevole Manzi, accetta la riformulazione? Sì, grazie. Passiamo all'ordine del giorno n. 9/3106-A/3 Soumahoro. Onorevole Soumahoro, accetta la riformulazione? Accetta.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/3106-A/4 Pierro. Onorevole Pierro, accetta la riformulazione? Prego, onorevole Pierro.
ATTILIO PIERRO (MISTO-FNV-F). Non accettiamo la riformulazione e chiediamo di mettere al voto l'ordine del giorno.
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/3106-A/4 Pierro, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge (Vedi votazione n. 1).
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/3106-A/5 Davide Bergamini sul quale il parere del Governo è contrario. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/3106-A/5 Davide Bergamini, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge (Vedi votazione n. 2).
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/3106-A/6 Bof sul quale il parere del Governo è contrario. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/3106-A/6 Bof, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge (Vedi votazione n. 3).
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/3106-A/7 Sasso sul quale il parere del Governo è contrario. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/3106-A/7 Sasso, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge (Vedi votazione n. 4).
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/3106-A/8 Calderone. Onorevole Calderone, accetta il suo ordine del giorno come raccomandazione? La ringrazio, ha accettato.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/3106-A/9 Ziello. Onorevole Ziello, accetta la riformulazione come raccomandazione? Sì.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/3106-A/10 Tenerini. Onorevole Tenerini, accetta la riformulazione? La accetta.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/3106-A/11 Paolo Emilio Russo. Onorevole Paolo Emilio Russo, accetta la riformulazione? La accetta.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/3106-A/12 Gaetana Russo. Onorevole Gaetana Russo, accetta la riformulazione? La accetta.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/3106-A/13 Barbagallo. Onorevole Barbagallo, accetta la raccomandazione al suo ordine del giorno? No, chiede di intervenire. Ne ha facoltà.
ANTHONY EMANUELE BARBAGALLO (PD-IDP). Grazie, signor Presidente. L'ordine del giorno è relativo alla vicenda dell'applicazione dell'esenzione dal pagamento del bollo auto prevista dal decreto-legge n. 162 del 2026, che ha una coda applicativa anche in questo provvedimento. L'esenzione dal pagamento del bollo auto viene estesa anche alle regioni a statuto speciale che hanno apposite leggi regionali con una specifica tassa automobilistica regionale. L'esenzione in tutto il Paese è, quindi, subordinata alla tempestiva definizione di un accordo fra Stato e regioni affinché, appunto, venga concretamente garantita l'esenzione anche nelle regioni autonome. È il caso della Regione Siciliana che, diversi anni fa, ha istituito una tassa autonoma regionale, una tassa automobilistica regionale che, a questo punto, può essere esentata esclusivamente con un accordo Stato-regione; accordo che ancora non c'è stato. Quindi, in questo momento, in una parte del Paese continua a non essere applicata l'esenzione dal pagamento del bollo auto.
Noi, quindi, chiediamo un impegno specifico, che è ben lontano da una generica raccomandazione, per garantire criteri e standard omogenei in tutto il territorio dello Stato. Ma l'esigenza di garantire criteri e standard nazionali omogenei non vale soltanto per la vicenda relativa all'esenzione dal pagamento del bollo auto, vale anche per le attività che fanno riferimento, in genere, alla motorizzazione civile. In particolare, ha destato particolare scalpore, nell'ultimo tempo, la questione che riguarda l'esame di rilascio delle patenti auto e, in particolare, quello che è accaduto a Palermo. Perché in tutta Italia c'è il riconoscimento facciale per l'esame delle patenti, in Sicilia misteriosamente ancora no. Quindi noi chiediamo un impegno concreto anche da questo punto di vista al Governo, perché non si comprende per quali ragioni nel resto d'Italia ci sia il riconoscimento facciale e, invece, nella motorizzazione civile di Palermo ci siano ancora i candidati fantasma, per cui abbiamo assistito nella stessa sessione a - come dire - persone già patentate che hanno rifatto nuovamente l'esame della patente, oppure lo scandalo dei telefonini con cui venivano passate, con lo smartphone, alcune soluzioni dei quiz. Ecco, questa è un'esigenza - e mi rivolgo al Governo - che merita un impegno specifico, perché questo scandalo dei furbi e dei furbetti deve finire.
Peraltro, il dirigente della motorizzazione civile che è stato sottoposto agli arresti domiciliari ancora non ha avuto neanche la decenza di dimettersi dalla partecipata regionale su cui continua a sedere comodamente. Quindi insistiamo sulla richiesta di ordine del giorno e serve un impegno specifico e concreto del Governo per garantire omogeneità a tutte le aree del Paese (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).
PRESIDENTE. Considerato che abbiamo acquisito le sottoscrizioni che sono state segnalate, sono tutte acquisite, Morfino, Carmina, eccetera… Raffa, vuole intervenire? No, lo abbiamo sottoscritto. Onorevole Albano, Sottosegretaria, le devo chiedere se, rispetto a questo intervento dell'onorevole Barbagallo e anche rispetto a quello che gli altri proponenti dovessero fare sulla raccomandazione, se il parere muta in contrario o se diventa favorevole.
LUCIA ALBANO, Sottosegretaria di Stato per l'Economia e le finanze. Lo accantono, Presidente.
PRESIDENTE. Ah, visto? Brava. Allora è accantonato. Onorevole Raffa, su che cosa intende parlare? Perché adesso stiamo andando avanti.
ANGELA RAFFA (M5S). Perché il mio ordine del giorno, il n. 9/3106-A/21, riguarda lo stesso argomento.
PRESIDENTE. Sì, quando ci arriviamo lo facciamo.
ANGELA RAFFA (M5S). Ok.
PRESIDENTE. Passiamo all'ordine del giorno n. 9/3106-A/14 Grippo. Onorevole Grippo, accetta la raccomandazione proposta dal Governo? Non c'è l'onorevole Grippo. Ok, la ringrazio.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/3106-A/15 Bonetti. Onorevole Bonetti, accetta la riformulazione? Sì.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/3106-A/16 Benzoni. Onorevole Benzoni, accetta la riformulazione? Sì.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/3106-A/17 Merola. Onorevole Merola, accetta la raccomandazione, così come proposta? Sì, grazie.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/3106-A/18 Toni Ricciardi. Onorevole Toni Ricciardi, accetta la riformulazione? Sì.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/3106-A/19 Casu. Onorevole Casu, accetta la riformulazione? Sì, grazie.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/3106-A/20 Orrico. Onorevole Orrico, accetta la riformulazione? Non la accetta e chiede di intervenire. Ne ha facoltà.
ANNA LAURA ORRICO (M5S). Grazie, Presidente. No, non posso accettare la riformulazione di quest'ordine del giorno, intanto perché non comprendo la decisione di espungere le premesse che, di fatto, riportano la cronaca di quanto accaduto fino ad oggi, ovvero di quella che è la condizione di tante lavoratrici e lavoratori del comparto istruzione e cultura che hanno ricevuto un trattamento diverso rispetto alle lavoratrici e ai lavoratori precari del comparto giustizia. Parliamo dei cosiddetti “lavoratori della mobilità in deroga” - in particolar modo concentrati nella mia regione, la Calabria - che, nel caso del Ministero della Giustizia, si sono visti procedere con la stabilizzazione, mentre per quanto riguarda il Ministero dell'Istruzione e del merito hanno interrotto il rapporto di lavoro, quindi non c'è stata alcuna proroga fino al 31 dicembre di quest'anno. Per quelli del comparto cultura, invece, la proroga c'è ma terminerà alla fine del 2026. Quindi molti luoghi e spazi della cultura in Calabria si troveranno con tantissimo personale in meno, ad esempio nel museo archeologico di Reggio Calabria addirittura ne verranno meno 40, tra lavoratori e lavoratrici nella pianta organica, il che potrebbe compromettere anche la gestione ordinaria e l'apertura di tanti luoghi della cultura.
Al di là di questo problema, il punto è un altro: cioè voi con questo decreto avete inserito una norma che finanzia ulteriori 150 milioni di euro per i debiti accumulati dalla Fondazione che ha gestito le Olimpiadi di Milano-Cortina 2026.
Sono debiti che sono arrivati a una cifra stratosferica, dovuta anche agli aumenti dei costi dei lavori previsti, costi delle materie prime che continuano a crescere, perché noi continuiamo a foraggiare tutta una serie di guerre e tutta una serie di investimenti che sono completamente sbagliati.
Allora, al posto di continuare ad investire per sanare i debiti accumulati dalla cattiva gestione politica di questo Paese, che si affianca a chi preferisce continuare ad alimentare conflitti, non solo in Europa ma in tutto il mondo, e quindi a far incrementare i costi poi delle materie prime, i costi che devono affrontare le imprese e quindi anche lo Stato nella realizzazione delle infrastrutture... ecco, piuttosto che continuare a riparare sulle vostre inefficienze, sarebbe stato opportuno destinare questo fondo, così come altre politiche di investimento, a sanare quella che è la precarietà, che ormai dura da decenni, di queste lavoratrici e di questi lavoratori che sono centinaia, vivono in una regione che ha una povertà ormai diventata strutturale, alla quale si continuano soltanto a fare promesse in ottica di campagna elettorale.
Non è possibile continuare a dire “valutare l'opportunità di”, ma che cosa dobbiamo valutare? Ci sono ormai tutti i requisiti giuridici e normativi, manca solo la coperta finanziaria che, guarda caso, è sempre corta per i precari, è sempre corta per i fragili, è sempre corta per chi, in questo Paese, lavora per lo Stato e spesso addirittura lo Stato li mette in condizioni di illegalità e non solo, ovviamente, continua a foraggiare la precarietà (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/3106-A/20 Orrico, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge (Vedi votazione n. 5).
L'ordine del giorno n. 9/3106-A/21 Raffa è accantonato, al pari di quello dell'onorevole Barbagallo.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/3106-A/22 Alifano. Onorevole Alifano, accetta la riformulazione? No e chiede di parlare. Prego, ne ha facoltà.
ENRICA ALIFANO (M5S). Brevemente, Presidente. Di fatto, la risposta della Sottosegretaria non può lasciare assolutamente soddisfatti, né tantomeno la riformulazione che ha fatto, che riguarda genericamente tutti i settori che sembrano essere stati incisi dal rialzo del prezzo dei carburanti.
Noi con quest'ordine del giorno, invece, ponevamo l'attenzione al settore agricolo, l'abbiamo detto più volte nel corso del dibattito su questo provvedimento. Gli agricoltori hanno addirittura rinunciato alla semina, perché il costo del gasolio agricolo era schizzato alle stelle. Ci sono delle stime, tra l'altro preoccupanti, su quello che succederà e che potrà succedere nei prossimi mesi e per questo chiedevamo un intervento straordinario da parte del Governo.
Noi chiedevamo che venisse promosso un PNRR straordinario e dedicato interamente all'agricoltura, questo chiedevamo. Invece, la Sottosegretaria ci risponde in modo del tutto generico, sostanzialmente riformulando l'ordine del giorno “a valutare l'opportunità di” e dedicandolo a tutti, genericamente, i settori che sono stati incisi dal rialzo del prezzo dei carburanti, dimenticando che tutto il Paese soffre, tra l'altro, per inciso, da questa fiammata dei prezzi. Quindi, sinceramente, noi non possiamo accettare la riformulazione e chiediamo che venga messo ai voti.
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/3106-A/22 Alifano, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge (Vedi votazione n. 6).
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/3106-A/23 Gubitosa. Accetta la riformulazione, così come la raccomandazione? Sottoscrive l'onorevole Carotenuto. Ma accetta la raccomandazione o no? Colleghi dei 5 Stelle, mi date un segno di vita? Comunque non la accettano.
Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/3106-A/23 Gubitosa, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge (Vedi votazione n. 7).
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/3106-A/24 L'Abbate. Onorevole L'Abbate, accetta la raccomandazione? No. Carotenuto sottoscrive e chiede di parlare. Ne ha facoltà.
DARIO CAROTENUTO (M5S). Sì, Presidente, grazie. Vede, fino a qualche giorno fa dalle strade del Sud arrivavano grida di dolore che questo Governo, questa maggioranza evidentemente non ha colto. Perché siamo qui da giorni a provare a dirvi di dare concretamente una mano a questi nostri concittadini, ma voi sapete risponderci solo “no”.
Vedete, noi siamo andati da loro, anche con il Presidente Conte. Siamo stati sulle strade della protesta e abbiamo ascoltato le loro recriminazioni: alcune sono davvero sacrosante e a costo zero. Si potrebbero dare loro veramente aiuti concreti. Andare da loro: questo significa avere il senso delle istituzioni. Voi invece li avete costretti ad andare a Milano, li avete umiliati, minacciati di sequestrargli i mezzi e avete gridato perfino ai quattro venti che fossero collusi con la malavita (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).
Ma con che coraggio? Ma con che coraggio proprio voi dite a loro che sono collusi con la malavita? Voi che avete votato in quest'Aula, qualche mese fa, negando alla giustizia di poter avere le conversazioni di un Sottosegretario per la Giustizia con un prestanome di un clan camorristico (Commenti dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia - Il deputato La Salandra: “Buffone!”). Voi date dei collusi a loro! Ma dove stiamo? Ma con che faccia? Il bue che dà del cornuto all'asino, a questo siamo. I collusi siete voi, altro che i camionisti (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle – Proteste dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia). Ma andiamo nel dettaglio…
PRESIDENTE. Colleghi, per favore. Onorevole Carotenuto, per favore.
DARIO CAROTENUTO (M5S). …facciamo un riepilogo, così spiego anche la ratio (Proteste dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia)…
PRESIDENTE. Colleghi, per favore.
DARIO CAROTENUTO (M5S). …di quest'ordine del giorno. Succede che un Presidente degli Stati Uniti è coinvolto in uno degli scandali sessuali più orribili della storia: il caso Epstein (Proteste dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia – Il deputato La Salandra: “Buffone!”).
PRESIDENTE. Colleghi, per favore, vi prego. Non è possibile, così. Facciamo finire l'onorevole Carotenuto, poi eventualmente, se volete intervenire…
DARIO CAROTENUTO (M5S). Perché siete così nervosi? Non capisco.
PRESIDENTE. Onorevole Carotenuto, vada avanti, la prego (Proteste dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia). Colleghi, per favore, ora basta! Prego.
DARIO CAROTENUTO (M5S). Succede che un Presidente degli Stati Uniti - forse è anche il vostro Presidente, non lo so - è coinvolto in uno degli scandali sessuali più orribili della storia, il caso Epstein, ed è quasi sicuramente sotto il ricatto di un Presidente tra i più corrotti della storia di Israele, Benjamin Netanyahu.
PRESIDENTE. Però, scusi, onorevole Carotenuto, a me va bene tutto, ma che c'entra Netanyahu con Trump (Applausi dei deputati dei gruppi Fratelli d'Italia, Lega-Salvini Premier e Forza Italia-Berlusconi Presidente-PPE)?
DARIO CAROTENUTO (M5S). Ci arrivo, ci arrivo, Presidente. Mi lasci, mi lasci arrivare. Non si preoccupi, ci arrivo.
PRESIDENTE. Ma parte con una Cadillac, da lontano. Prima che arriva…
DARIO CAROTENUTO (M5S). Ci arrivo, sto facendo la cronistoria, se è consentito.
PRESIDENTE. Ma il bollo auto con Trump ed Epstein che c'entra (Applausi dei deputati dei gruppi Fratelli d'Italia, Lega-Salvini Premier e Forza Italia-Berlusconi Presidente-PPE)?
DARIO CAROTENUTO (M5S). C'entra, c'entra, altro che! Questo è il punto, guardi: c'entra proprio, invece. Questo è proprio il dramma (Commenti dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).
PRESIDENTE. Colleghi, per favore. Ci sono io qua, dai. Prego.
DARIO CAROTENUTO (M5S). Costui, pur di evitare le manette perché coinvolto in un gravissimo caso di corruzione, ha pensato come soluzione ai suoi problemi di incendiare il…
PRESIDENTE. Ma che non pagava il bollo? Che c'entrano Trump ed Epstein con il bollo (Applausi dei deputati dei gruppi Fratelli d'Italia, Lega-Salvini Premier e Forza Italia-Berlusconi Presidente-PPE – Commenti dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle)? L'attinenza all'ordine del giorno qual è?
DARIO CAROTENUTO (M5S). Mi faccia arrivare.
PRESIDENTE. Prego. Però ci arrivi.
DARIO CAROTENUTO (M5S). E non mi interrompa più, se consente.
PRESIDENTE. No, non si permetta di dirmi “non mi interrompa” (Commenti dei deputati dei gruppi Fratelli d'Italia, Lega-Salvini Premier e Forza Italia-Berlusconi Presidente-PPE). Lei deve stare nel merito dell'ordine del giorno. Prego.
DARIO CAROTENUTO (M5S). Io capisco che sto dicendo delle cose che possono un po' essere sconvenienti.
PRESIDENTE. No, ma lei può dire quello che vuole. Vada sull'ordine del giorno.
DARIO CAROTENUTO (M5S). Lo capisco perfettamente, Presidente. Stavo facendo un po' di verità, di cronistoria di quello che è successo (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle – Commenti dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia). E allora mi deve consentire di tornare un po' indietro nel tempo e di raccontare le cose come sono andate.
PRESIDENTE. Senza arrivare ad Abramo, però!
DARIO CAROTENUTO (M5S). No, no, ad Abramo no, ma a Netanyahu sì, però (Commenti dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).
PRESIDENTE. Prego.
DARIO CAROTENUTO (M5S). Agli Accordi di Abramo, magari, Presidente. Allora, costui per evitare le manette, perché coinvolto in un gravissimo caso di corruzione, ha pensato bene di incendiare il Medio Oriente, ha distrutto la Striscia di Gaza massacrando migliaia di civili inermi, che sono in una prigione a cielo aperto, ha raso al suolo il Sud del Libano, ha attaccato l'Iran, bombardato lo Yemen, occupato la Siria. Tutto documentato. Lo sapete tutti, lo sanno tutti. Ed è così che si arriva al 20 settembre scorso, quando la benzina, in Italia, è arrivata a costare alla pompa 2,15 euro, il gasolio 2,33 euro (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).
I nostri Ministri che facevano, nel frattempo? Hanno denunciato il malaffare, i crimini internazionali? Hanno preso le distanze, chiesto tavoli di pace, proposto sanzioni a Israele? Nulla di tutto ciò. Suggerivano di non esporsi alle finestre a chi era da quelle parti in vacanza e, con in testa il cappello sovranista, ma americano e patriota, MAGA, Make America Great Again, tra una stretta di mano e un premio alla carriera criminale a Netanyahu e una proposta di Premio Nobel per la pace a Trump, hanno deciso per 10 centesimi - bontà loro - di sconto sul gasolio per una settimana, poi scesi a 5 (Commenti di deputati del gruppo Fratelli d'Italia). Sulla benzina niente, zero. E questo nonostante avessero promesso in campagna elettorale - meno male! - che avrebbero cancellato le accise. Ecco, ecco quello che hanno fatto.
Dopodiché, qualcuno si è messo la mano sulla coscienza, anzi, sul portafoglio: non è stato il Governo, sono state le compagnie petrolifere, perché hanno concesso loro uno sconto con un comunicato stampa. Hanno deciso loro quando, quanto e come. Di fatto questo Governo ha abdicato, ha consegnato il suo potere alle compagnie petrolifere. Allora, diciamo: scusate, a questo punto abbiate un po' di coerenza, dimettetevi, fate governare l'ENI, forse è meglio di voi (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle)!
Anche perché noi abbiamo dimostrato cosa si poteva fare nel 2022, quando eravamo in maggioranza (Commenti dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia): alle compagnie energetiche fu imposta una tassa sugli extraprofitti, la sola ENI versò più di un miliardo. Oggi, con il taglio che si è autoimposta, meno di 200 milioni di euro, secondo quanto abbiamo calcolato. E voi la ringraziate pure. Allora, noi chiedevamo alle compagnie di pagare, voi lasciate decidere a loro quanto far pagare agli italiani.
E agli italiani, intanto, cosa date? Targhe a pagamento e mancette, come questo bollo auto gratuito. Tra l'altro, per un solo anno, il 2027: guarda caso, l'anno delle elezioni (Commenti dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia). Parliamo, peraltro, di uno sconto uguale per tutti: al dirigente che va in Porsche e alla badante con la Panda di vent'anni, stesso regalo. Ma guardate che muoversi non costa uguale per tutti, costa di più al Sud (Commenti dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia)…
PRESIDENTE. Colleghi, per favore, facciamo finire l'onorevole Carotenuto, ha ancora un minuto e mezzo. Prego.
DARIO CAROTENUTO (M5S). …costa di più al Sud, nelle periferie e nelle aree interne del Paese, dove l'autobus passa due volte al giorno, quando passa. E per pagarlo, dove prendete i soldi? Dal PNRR, cioè quello che serviva per riequilibrare questo Paese, per restituire al Sud qualcosa che gli è stato tolto. Ebbene, soldi bruciati in un anno di bollo e alle regioni pure chiedete, perché quel bollo auto rappresenta per esse una fonte di entrata.
E, allora, con quest'ordine del giorno chiedevamo tre cose: che le regioni siano compensate fino all'ultimo euro per evitare ulteriori tagli alla sanità; che diciate agli italiani quali risorse del PNRR state usando; che dalla prossima legge di bilancio arrivi un sostegno vero e pluriennale alla mobilità per le famiglie a basso reddito e per le aree interne.
Non, quindi, un regalo elettorale, questa è visione politica e si chiama redistribuzione. E non diteci che i soldi non ci sono perché solo nel 2027 avete stanziato più di 4,5 miliardi per la difesa. Allora, per le armi americane i soldi li trovate sempre, per chi non riesce a fare il pieno, mai.
L'altra notte gli americani sono andati a votare e hanno bocciato Trump, le sue guerre, i suoi dazi, la sua idea che il mondo sia governato non dal diritto internazionale, ma dalla legge del più forte. Questo voto arriva dopo quelli in Brasile, in Serbia, in Israele e dopo le proteste in piazza in Spagna e in Francia. Il vento sta cambiando, Presidente, solo nei banchi della maggioranza non se n'è accorto nessuno. Siete rimasti gli ultimi sudditi di Trump (Commenti dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia), gli ultimi ad obbedirgli. Mentre gli italiani facevano i conti con il pieno, voi facevate a gara a chi applaudiva Trump più forte, a chi lo giustificava meglio e a chi lo incensava. Vi dite sovranisti e patrioti, allora esercitatela questa sovranità, andatevene a casa (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle – Applausi ironici dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia)!
PRESIDENTE. Colleghi, salutiamo gli studenti e i docenti dell'Istituto comprensivo “Claudio Abbado”, plesso Giovanni XXIII di Roma, che assistono dalle tribune, bontà loro, ai nostri lavori (Applausi). Ha chiesto di parlare, a titolo personale, l'onorevole Iaria. Ne ha facoltà…
DAVIDE FARAONE (IV-CR). Presidente, ci sono io sull'ordine dei lavori. Presidente, ordine dei lavori!
PRESIDENTE. L'intervento sull'ordine dei lavori lo facciamo dopo un minuto… se fosse per richiamo al Regolamento…
ANTONINO IARIA (M5S). Mi scusi, Presidente, non voglio contraddirla, ma siamo agli ordini del giorno, quindi abbiamo otto minuti.
PRESIDENTE. Sì, ha ragione. Prego.
ANTONINO IARIA (M5S). Grazie. Volevo solo far notare che non ho mai visto tanto afflato del centrodestra nel difendere la Meloni e Salvini quanto nel difendere Donald Trump (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle). E, quindi, mi sono detto: effettivamente, allora, è veramente il vostro Presidente. Dunque, ho fatto un collegamento anche con la legge elettorale (Commenti dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia): questa, chiaramente, porterà a fare una scelta sui capilista e sulle preferenze. E, allora, mi son detto: magari qualcuno di voi vuole andare a candidarsi in qualche Stato o in qualche collegio in America, ma avete visto che lì è andata un po' male. Quindi, vi consiglio di difendere i vostri - chiamiamoli così - patrioti italiani.
Cosa c'entra Trump con il bollo auto? È una domanda che il Presidente ha fatto, interrompendo più volte il collega, e non ne ho capito il perché visto che abbiamo otto minuti per parlare dei nostri ordini del giorno. Cosa c'entra? È già stato spiegato molto bene, la cosa è molto semplice: non ci sono soldi per dare sostegno alle famiglie per il caro carburanti, per il trasporto pubblico locale, per fare tutta una serie di misure in quanto i soldi sono drenati dalle armi e dalle guerre che Trump ha portato avanti facendo aumentare questo costo. È molto semplice, quindi la risposta era facilissima ed è stata data molto bene e argomentata anche dal mio collega (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).
Quindi, cari miei, io capisco che siete in difficoltà, ma sinceramente vi vedo molto deboli su questa partita e, forse, fareste meglio a stare zitti e non urlare e sbraitare quando qualcuno interviene. Prendete atto che non contate assolutamente nulla, che in questa finanziaria voi non contate assolutamente nulla, schiaccerete quel bottone, darete dei miliardi alle armi e non potrete aiutare nessuno, nemmeno i vostri elettori (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).
PRESIDENTE. Onorevole Faraone, rinuncia… va bene.
Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/3106-A/24 L'Abbate, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge (Vedi votazione n. 8).
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/3106-A/25 Zanella. Onorevole Zanella, accetta la riformulazione proposta? Prego, onorevole Zanella.
LUANA ZANELLA (AVS). Grazie, Presidente. È troppo delicato questo punto e sarebbe importante che il Governo comunicasse, effettivamente, una buona volta, alla Camera e al Senato, quali sono i costi in capo a noi, in capo allo Stato e agli altri enti territoriali coinvolti in queste benedette Olimpiadi Milano-Cortina. In questo decreto-legge avete infilato - giusto per restare coerenti con la non eterogeneità dei temi oggetto della decretazione stessa - una ulteriore donazione di ben 150 milioni alla Milano-Cortina, ente che voi avete votato qui per dare un'interpretazione autentica di diritto privato, pur essendo i soci tutti pubblici. E va beh… allora, voi dovete dire cosa significa questa donazione, questo impegno importante a coprire i disavanzi di bilancio per mettere il bilancio in pareggio; un bilancio che non sarà nemmeno in pareggio con questi 150 milioni.
Il problema vostro è che avete messo in piedi un carrozzone indegno, un carrozzone che fin dall'inizio è stato oggetto dell'indagine della magistratura milanese - com'è noto, ma ve lo siete dimenticato - dopodiché, per non incorrere in tutta una serie di sanzioni penali, avete salvato la baracca, ben congegnata, con cosa? Definendo questo ente non di natura pubblica ma come ente privato, vedremo come andrà a finire.
Ebbene, io vi faccio notare che a questo ente - così ben amministrato dall'amministratore delegato, Andrea Varnier, che gode di uno stipendio annuo di 442.178 euro, quindi quasi mezzo milione di euro, e dal presidente Giovanni Malagò, che dovrebbe essere garante dell'impegno contratto dal nostro Paese con dei giochi che avrebbero dovuto essere a costo zero - già con un altro provvedimento, quello che abbiamo votato qualche mese fa, voi avete garantito un introito straordinario. Fondazione Milano-Cortina, che per ben sette esercizi consecutivi è in perdita ed ha portato queste perdite di sette anni a un complessivo deficit patrimoniale di ben 176,4 milioni di euro.
Voi capite che, finora, con quello che abbiamo già dato e quello che, forse, dovremo dare, invece che pareggiare il bilancio di un ente che è di diritto privato, con una buona gestione, cercando gli sponsor… perché avete chiamato Varnier a dirigere questa baracca? Perché avrebbe dovuto organizzare le entrate con sponsor e con altre realtà; però, se poi andate a vedere quali sono gli sponsor, sono anche essi legati comunque al pubblico, comunque non importa.
Alla fine della questione noi ci troviamo di fronte a un ente “mangia soldi”, che come legacy ha lasciato un enorme debito. Sappiamo infatti che, se voi andate a vedere i bilanci - prego soprattutto i colleghi del Veneto di andare a vedere il bilancio, che è anche sotto l'attenzione della Corte dei conti del Veneto, che aveva già letto le carte e aveva già previsto l'esito -, poi saranno i popoli, come li chiamate voi, i lombardi, i veneti, le province autonome di Trento e di Bolzano, più i comuni coinvolti, a dover pagare, tanto è vero che il sindaco di Cortina è molto preoccupato per questo aspetto.
Ebbene, voi cosa fate? Continuate a foraggiarli; non sanzionate con nessuna misura, neanche, non so, con una richiesta di chiarimenti, l'amministratore delegato di questa baracca. Continuate, invece, con la stessa solfa ad approfittare dei vari provvedimenti per fare entrare l'ulteriore regalia: è veramente una vergogna insopportabile (Applausi dei deputati del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra)!
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Berruto. Ne ha facoltà.
MAURO BERRUTO (PD-IDP). Grazie, Presidente. Chiedo alla collega di poter sottoscrivere quest'ordine del giorno e faccio un piccolo intervento, se posso. Oltre a condividere quello che la collega Zanella ha detto, il mio intervento ha a che fare con l'inammissibilità dell'ordine del giorno n. 9/3106-A/1 Berruto, che mi è stata comunicata e che è stata comunicata all'Aula, nonostante l'ordine del giorno fosse sul fascicolo.
Presidente, capisco che il perimetro dell'ammissibilità possa essere più o meno ampio, ma è curioso che in un provvedimento si possa votare l'ulteriore finanziamento di 160 milioni di euro alla Fondazione Milano-Cortina 2026, che ricordava l'onorevole Zanella, e che, invece, venga ritenuto inammissibile, nello stesso provvedimento, un ordine del giorno che chiede - leggo - “risorse adeguate volte al finanziamento di interventi di realizzazione, riqualificazione, ammodernamento e messa in sicurezza degli impianti sportivi scolastici”.
Sappiamo, peraltro, che questi impianti sono energivori. Per rientrare ulteriormente nel tema del provvedimento, molte di queste strutture hanno almeno 50 anni di vita e consumano un sacco di energia, che viene naturalmente pagata o dai comuni o dagli enti locali che ne sono proprietari oppure dai gestori o dalle società che ne usufruiscono.
Trovo curiosa, quindi, l'inammissibilità rispetto a risorse molto importanti che vanno a finanziare una Fondazione che si è occupata dell'organizzazione dei Giochi olimpici. Potrei aggiungere, in un contesto… non è nel perimetro di questo provvedimento, lo so, ma Sport e Salute finanzia per 60 milioni di euro la copertura del campo centrale del Foro Italico e con altri 160 milioni di euro gli interventi di ammodernamento e riqualificazione delle strutture sportive del Foro Italico. Tutto giusto, per l'amor del cielo, però perché ci dimentichiamo di un dato di partenza, riportato, peraltro, dall'Osservatorio Valore Sport di Ambrosetti, fatto insieme a Sport e Salute e al Ministero, eccetera, eccetera, che ci ricorda che il 60 per cento delle scuole italiane non ha una palestra?
Quindi, non può neanche riqualificarla. Non ce l'ha, non esiste. Ora, per quel 40 per cento di scuole italiane che fortunatamente hanno una palestra - qualche volta chiamarla palestra è un atto di incoraggiamento -, credo che non sia normale, all'interno di un provvedimento che destina un sacco di risorse per la gestione organizzativa, che evidentemente ha avuto qualche problema, dei Giochi olimpici disputati in Italia, che non ci sia neanche la possibilità di un ordine del giorno, di una legacy dei Giochi stessi che possa ricadere sugli impianti sportivi scolastici, cioè sulle palestre delle scuole.
Ripeto il dato: il 60 per cento delle scuole italiane, nella media, non ha una palestra, un dato che cresce esponenzialmente se ci spostiamo a Sud. Questo è il motivo, ovviamente, della sottoscrizione dell'ordine del giorno. La domanda che lascerò aperta - non mi aspetto una risposta, purtroppo - sull'inammissibilità del mio ordine del giorno e la chiusura è che purtroppo, diciamo, almeno usatelo come promemoria quest'ordine del giorno.
Mentre qui, in questo Parlamento, ci sono non conflitti di interesse, Presidente, ma apologie di interesse di presidenti federali che siedono nei banchi di questo Parlamento, che sono Sottosegretari, e che quindi, per esempio, possono far arrivare alla propria federazione risorse, giustamente, per gli impianti natatori - faccio un caso, così, fra i tanti e mi riferisco, naturalmente, al Sottosegretario Barelli -, bene, ricordatevi che non tutte le federazioni sportive e che non tutti quelli che usano le palestre scolastiche per fare la loro attività hanno un loro rappresentante in questa sala, in quest'Aula o al Governo (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).
Quindi, quantomeno un promemoria affinché ci si ricordi anche di tutto il resto dello sport che non è rappresentato direttamente da un deputato, da un senatore o da un Sottosegretario (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Cappelletti. Ne ha facoltà.
ENRICO CAPPELLETTI (M5S). Chiedo anch'io di sottoscrivere quest'ordine del giorno, che credo particolarmente importante per il semplice motivo che le Olimpiadi invernali potremmo definirle, banalmente, una montagna di soldi, un ginepraio di sprechi giganteschi. Pensate che il costo delle opere è stato spesso moltiplicato per 4 o per 5 rispetto a quello che era il costo preventivato; gli stipendi sono arrivati a superare spesso quelli del Presidente della Repubblica; la sostenibilità ambientale è rimasta solo negli intenti di chi ha voluto queste Olimpiadi.
E, come se non bastasse, ben oltre la metà delle opere non sono state realizzate o verranno realizzate a distanza di anni, probabilmente dopo decenni dalla conclusione delle gare. Insomma, è un autentico pugno allo stomaco, che spero possa risvegliare quanti hanno riposto immeritatamente la fiducia in chi governa oggi il Paese. Dovevano essere Olimpiadi a costo zero, hanno superato l'astronomica cifra di 7 miliardi. Per cui ci sono 7 miliardi di motivi validi per sottoscrivere quest'ordine del giorno (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Iaria. Ne ha facoltà. Lei ha un tempo residuo di sei minuti.
ANTONINO IARIA (M5S). Grazie, Presidente. Chiedo anche io alla collega di associarmi e, tra l'altro, questo articolo, questo regalo alla Fondazione Milano-Cortina grida proprio vendetta. Grida vendetta perché ieri abbiamo chiesto, con tutta una serie di emendamenti, dei soldi per dare uno sgravio alle persone che hanno dei problemi a pagare la benzina, abbiamo chiesto degli sgravi a persone che hanno un ISEE sotto i 20.000 euro per avere un bonus, e voi regalate 150 milioni di euro a questo ente dello spreco che è Milano-Cortina.
Devo dire che non ho proprio parole, anzi, le avrei le parole, però è vergognoso che non avete nemmeno ascoltato il Servizio Bilancio dello Stato della Camera, che vi ha chiesto anche precisazioni del perché si mette in questo decreto questo Fondo per coprire questi buchi. E vi chiedo anche perché non possiamo avere finalmente pubblici i fabbisogni della Fondazione Milano-Cortina? Che vengano resi pubblici, bisogna far capire quanto è stato lo spreco; vogliamo della documentazione, perché noi sappiamo che esiste, sappiamo che esiste una documentazione dove si mette nero su bianco lo spreco di questo evento sportivo, che poteva costare molto meno se si fossero fatte altre scelte nel passato. Quindi, da questo punto di vista il Governo è, come al solito, complice, nasconde le cose e butta soldi dalla finestra (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Ferrari. Ne ha facoltà.
SARA FERRARI (PD-IDP). Grazie, Presidente. Intervengo solo per chiedere alla collega Zanella di poter sottoscrivere quest'ordine del giorno, perché considero eticamente necessario subordinare questo trasferimento di 150 milioni di euro da parte dello Stato alla Fondazione Milano-Cortina ad elementi di trasparenza che oggi non ci sono.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Pellegrini. Ne ha facoltà.
MARCO PELLEGRINI (M5S). Grazie, Presidente. Chiedo alla collega di sottoscrivere questo importante ordine del giorno. La richiesta mi pare di puro buon senso: quindi, subordinare il trasferimento dei fondi ad accordi tra le parti, per avere trasparenza completa su questo tipo di operazione.
Guardate, la questione delle Olimpiadi davvero grida vendetta, perché lo spreco di denaro pubblico che è stato fatto… tra l'altro in seguito a dichiarazioni roboanti dell'epoca, in cui si affermava - ovviamente sapendo di dire una bugia colossale - che sarebbero state Olimpiadi a costo zero, invece c'è stato un fiume di denaro, un fiume che sembra inarrestabile; talmente inarrestabile che le Olimpiadi si sono tenute e sono finite, mentre lo Stato, il pubblico e i cittadini continuano a versare i soldi in questo inno allo spreco che sono diventate le Olimpiadi e la Fondazione Milano Cortina. Tra l'altro, aggiungo una nota a margine, che rappresenta ancora una volta un insulto ai cittadini, a quelli che lavorano, che alzano la serranda, che si svegliano alle sei del mattino per andare a lavorare: la Fondazione Milano Cortina e un po' tutto quello che è girato e gira ancora attorno alle Olimpiadi sono stati connotati da posti lasciati agli “amichetti”, ai “figli di”: come al solito, la parte più brutta del nostro Paese.
Allora, se avete deciso di buttare altre centinaia di milioni in questo fiume di denaro, almeno dateci tutti gli elementi per poter verificare quello che state facendo (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Del Barba. Ne ha facoltà.
MAURO DEL BARBA (IV-CR). Grazie, Presidente. Intervengo anch'io, prima di tutto, per chiedere alla collega Zanella di sottoscrivere l'ordine del giorno. Poi, anche per esprimere il nostro appoggio, la sorpresa nell'aver trovato questa misura all'interno del provvedimento, nonché una puntualizzazione. Le Olimpiadi sono state un evento di grande successo. Io sono valtellinese e in quel luogo si sono celebrati avvenimenti con il coinvolgimento di volontari, Forze dell'ordine, amministrazioni locali che con grande entusiasmo hanno dato vita a un evento che ha giovato ai territori. Io credo che proprio per questo motivo occorra che il Governo e la maggioranza spazzino via ogni sospetto di mala gestio. Non capisco perché voi abbiate questa difficoltà rispetto alla trasparenza.
A maggior ragione, per il successo dei giochi e per la partecipazione che c'è stata sui territori, occorre cancellare ogni ombra di dubbio su come questi soldi siano stati gestiti; anche perché i dubbi sono legittimi nel momento in cui abbiamo assistito a continui rifinanziamenti che chiaramente, senza una spiegazione opportuna, lasciano pensare a una gestione, come dire, un po' troppo facile (Applausi dei deputati del gruppo Italia Viva-Casa Riformista).
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, lo pongo in votazione. Sottoscrivono l'ordine del giorno anche gli onorevoli Dell'Olio e Carmina.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/3106-A/25 Zanella, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge (Vedi votazione n. 9).
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/3106-A/26 Borrelli. Onorevole Borrelli, accetta la riformulazione?
FRANCESCO EMILIO BORRELLI (AVS). Presidente, no, non accetto. Ancora una volta, il gruppo AVS pone al centro dell'attenzione di questo Parlamento e nei confronti di un Governo sordo due vicende: la micromobilità sostenibile e la tariffa equa RC-auto. Abbiamo contato che dall'inizio della legislatura - sono passati da poco quattro anni - ci avete bocciato una legge, cinque ordini del giorno, tre mozioni. Avevate trasformato quest'altro ordine del giorno in qualcosa per noi inaccettabile. A distanza di quattro anni non vi siete fatti carico di un problema che riguarda non solo i cittadini meridionali, napoletani e casertani che hanno sollevato, per primi, la vicenda vergognosa di tariffe inique rispetto a cittadini che si comportano allo stesso identico modo… Avete cristallizzato un comportamento scorretto da parte delle grandi compagnie di assicurazione, difese - voglio ricordarlo - a spada tratta in quest'Aula, dicendo: “devono vivere, le tariffe sono così perché purtroppo ci sono troppi imbroglioni, troppa gente non perbene al Sud”. Tutto falso, come dimostrato dai dati ufficiali dell'Istat, che ovviamente per questo Governo non sono più attendibili nel momento in cui raccontano e cristallizzano una verità.
Voglio ricordare anche a chi difendeva le povere e indifese compagnie di assicurazione che rischiavano di chiudere e che, per dichiarazione loro, pubblicata su Il Sole 24 Ore, quest'anno, o meglio, l'anno solare scorso, hanno avuto un utile di 11,4 miliardi di euro. In Aula abbiamo presentato, oltre a tutto quello che ho già detto, ben 4 question time. E qua voglio sottolineare una scorrettezza istituzionale da parte del Ministro Urso, che è una persona che non sa, dal mio punto di vista, come ci si comporta nei confronti di un'Aula di un Parlamento. Perché in quest'Aula, pochi mesi fa, a fronte di un intervento - è tutto non solo registrato, ma era in diretta sulla Rai - in cui noi ponevamo un problema, dicendo: caro Ministro, dovete intervenire sull'RC-auto, al punto tale che l'Antitrust è intervenuta, al punto tale che l'altro giorno sono usciti i dati secondo cui l'Italia, non il Mezzogiorno, ha le tariffe più alte d'Europa, con i margini più alti d'Europa per le compagnie… Una mangiatoia incredibile, una mangiatoia incredibile (Applausi dei deputati del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra)! E il Ministro Urso ci rispondeva che non si poteva intervenire perché era il libero mercato - parole testuali del Ministro -, salvo poi andare, poche settimane dopo, a un'iniziativa di partito e dire, cosa che non ha detto in Aula: “effettivamente c'è un problema, dobbiamo vedere come affrontarlo”. Noi l'avevamo già detto.
Avevamo presentato una proposta di legge sulla tariffa RC-auto unica per chi non commette sinistri da almeno cinque anni. Ci avevano detto, in Commissione e in quest'Aula, da parte del relatore di maggioranza, che era troppo e che dovevamo fare almeno dieci anni. Abbiamo ripresentato la legge, che non è stata calendarizzata, con tutte le modifiche che ci aveva chiesto la maggioranza. La maggioranza! E non solo. C'era stato detto in quest'Aula che la colpa era dei truffatori e del numero esagerato di sinistri. Non è vero niente. E qui vi voglio far sorridere, tra virgolette, perché leggo un articolo, non de Il Mattino, che è il quotidiano del Mezzogiorno, ma di un quotidiano del Nord lombardo che parla di assurdi costi delle assicurazioni in provincia di Lecco. È uscito ieri quest'articolo in cui c'è scritto che nella stessa provincia, tra un comune e l'altro, c'è una disparità del doppio, del triplo o del quadruplo, tutto perché questo Governo non ha voluto intervenire.
Aggiungo un'altra cosa. Quando il Ministro Urso ha detto: “è il libero mercato”, ha detto una cosa non corretta, perché le assicurazioni sono obbligatorie, quindi non possiamo avere lo stesso punto di vista rispetto a prodotti o cose che non sono obbligatori. Se un'assicurazione, un servizio sono obbligatori per legge, dobbiamo intervenire quando ci sono sperequazioni palesi. Noi vi abbiamo portato alcuni esempi. Perché un professionista di 50 anni, a Napoli o a Caserta, non è uguale a un professionista di qualsiasi altra zona del Nord o di qualsiasi altra parte d'Italia, se non commette sinistri? Qual è la sua colpa? La colpa è di vivere in un determinato territorio: è scorretto, al punto tale che stanno intervenendo anche organi di garanzia che giustamente intervengono su un'incapacità o mancanza di volontà da parte di questo Parlamento e di questo Governo di mettere fine a una palese ingiustizia.
E, rispetto a questo, noi non accettiamo più propaganda, ma solo le norme vere che servono ai cittadini, perché il Ministro Urso, fino ad ora, dopo aver scorrettamente… E lo ripeterò: avrebbe potuto rispondere durante il question time che avevamo ragione noi di AVS e la minoranza che ha votato compatta e in modo unitario su questa proposta di legge. Avrebbe potuto rispondere: effettivamente avete ragione, faremo una nostra proposta. La proposta non può essere: dobbiamo convincere… A un certo punto è uscito fuori: facciamo un tavolo con le assicurazioni e le convinciamo a far pagare di meno. Ma che cos'è l'elemosina? Ma che modo di pensare è? Faremo altri interventi normativi, per ora non si sa nulla. Quello che è certo è che, ancora una volta, si è forti con i deboli e deboli con i forti (Applausi dei deputati del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra e di deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista). E, in questo caso, sono le compagnie di assicurazione, le multinazionali, non le semplici agenzie, sia chiaro, e i lavoratori che noi difendiamo, ma un sistema in cui il potere di soggetti che comandano anche purtroppo e condizionano le scelte di questo Parlamento e del Governo va contro l'interesse popolare. Noi, fino all'ultimo giorno di questa legislatura, insisteremo per una legge di equità: siamo tutti uguali davanti alla legge, siamo tutti uguali davanti alle assicurazioni (Applausi dei deputati del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra e di deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista)!
PRESIDENTE. Sottoscrivono i deputati Sarracino, Amendola, Stumpo, Boldrini, De Luca, Toni Ricciardi, Speranza, Carotenuto, Scotto, D'Alessio, Pellegrini, Alifano… Burgnich e Facchetti… No, tutto il gruppo MoVimento 5 Stelle. Va bene.
Se nessun altro chiede di intervenire, lo pongo in votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/3106-A/26 Borrelli, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge (Vedi votazione n. 10).
Saluto gli studenti e i docenti dell'Istituto comprensivo “Giovanni Cena” di Cerveteri, in provincia di Roma, che assistono ai nostri lavori dalle tribune. Benvenuti alla Camera dei deputati, ragazzi. (Applausi). Siamo noi che applaudiamo voi, non voi noi, ci mancherebbe. Grazie.
Passiamo all'ultimo ordine del giorno n. 9/3106-A/27 Ghirra. Onorevole Ghirra, accoglie la riformulazione? Ha chiesto di parlare l'onorevole Ghirra. Ne ha facoltà.
FRANCESCA GHIRRA (AVS). Grazie, Presidente. Signora Sottosegretaria, non possiamo accogliere questa riformulazione che svuota completamente di senso quest'ordine del giorno che riguarda il bollo auto. È stato detto, da colleghe e colleghi, che siamo affezionati a questa tassa di proprietà. Io intervengo per fare un punto di chiarezza: a differenza di tante colleghe e colleghi del centrodestra, sappiamo bene che le tasse servono per far funzionare il nostro Paese e non discutiamo il fatto che sia stato abolito il bollo auto, ma il merito di come si è intervenuti su questa tassa, rendendo il provvedimento iniquo da un punto di vista sia sociale che ambientale; intanto, perché riguarda indiscriminatamente tutte quelle persone che possiedono un'auto, a prescindere dal proprio reddito, andando a penalizzare verosimilmente le categorie più fragili. Ma soprattutto, immaginavamo che questa misura potesse essere determinata in modo diverso, ad esempio concentrandosi su quei nuclei familiari che hanno un'unica auto di proprietà o, ancora meglio, utilizzando questo mancato gettito dello Stato che, ricordo, ammonta a 2,2 miliardi di euro, per politiche che andassero verso forme di mobilità sostenibile, disincentivando l'utilizzo dell'auto da parte di cittadini e cittadine. Voglio ricordare che l'Italia è il Paese europeo in cui c'è il maggior numero di auto di proprietà pro capite ed è anche quello con il parco macchine più vetusto d'Europa.
Allora, forse, il Governo dovrebbe svegliarsi e cercare di introdurre politiche che vadano nella giusta direzione, favorendo la mobilità sostenibile e l'uso dei mezzi pubblici e rispettando le direttive europee sulla qualità dell'aria.
Sappiamo bene che questo non vi interessa; proprio ora si sta discutendo il recepimento della nuova direttiva europea sulla qualità dell'aria, sulla riduzione del PM2,5, sugli ossidi di azoto e voi avete deciso di prorogare per un anno l'utilizzo dei diesel euro 5; quindi certamente non ci aspettavamo politiche diverse all'interno di questo provvedimento.
Noi, con quest'ordine del giorno, vi chiediamo di incrementare le risorse del trasporto pubblico locale. L'abbiamo fatto anche con una mozione condivisa da tutte le opposizioni in cui si sottolineava che sul Fondo nazionale per il trasporto pubblico locale mancano tre miliardi di euro. E allora forse queste risorse a cui stiamo rinunciando, visti anche i costi della benzina e la difficoltà delle persone a fare il pieno alle proprie macchine, avrebbero potuto essere utilizzate, ad esempio, per dare abbonamenti gratuiti ai mezzi pubblici almeno agli studenti, per potenziare le corse dei nostri mezzi, per favorire il ricambio dei mezzi pubblici, trasformando i parchi dei nostri comuni in parchi elettrici.
Niente di tutto questo è all'orizzonte e questo è molto grave. Chiedo di mettere in votazione l'ordine del giorno (Applausi dei deputati del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra).
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/3106-A/27, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge (Vedi votazione n. 11).
Dunque, torniamo agli ordini del giorno accantonati n. 9/3106-A/13 Barbagallo e n. 9/3106-A/21 Raffa.
Prego, Sottosegretario Albano.
LUCIA ALBANO, Sottosegretaria di Stato per l'Economia e le finanze. Grazie, Presidente. Dunque, per quanto riguarda gli ordini del giorno n. 9/3106-A/13 Barbagallo e n. 9/3106-A/21 Raffa, a seguito di un approfondimento, rimangono accolti entrambi come raccomandazione.
PRESIDENTE. Passiamo all'ordine del giorno n. 9/3106-A/13 Barbagallo. Onorevole Barbagallo, accetta la raccomandazione?
ANTHONY EMANUELE BARBAGALLO (PD-IDP). Chiedo che venga messo ai voti, Presidente. Non accetto la raccomandazione ed è veramente inaccettabile l'atteggiamento del Governo, perché è un tema che va risolto con decisione e non con questa melina insopportabile.
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/3106-A/13 Barbagallo, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
L'onorevole Carmina sottoscrive.
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge (Vedi votazione n. 12).
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/3106-A/21 Raffa. Onorevole Raffa, accetta la raccomandazione?
ANGELA RAFFA (M5S). Grazie, Presidente. Neanche io accetto la raccomandazione, perché è inaccettabile che nello stesso decreto in cui si trovano - giustamente - le modalità per garantire un'intesa fra le province autonome di Trento e Bolzano e lo Stato, per garantire che l'esenzione dal bollo auto avvenga per tutti i cittadini, questo non venga messo per iscritto per la Sicilia. Guardi, io devo dire una cosa: la cosa che mi urta più di tutte è che l'autonomia della regione Siciliana - garantita dal nostro Statuto siciliano, con legge costituzionale riconosciuta dallo Stato italiano - non dovrebbe essere un ostacolo ai diritti dei cittadini, perché, se la regione Siciliana ha dovuto prevedere con legge che il bollo auto sia un'imposta propria, allora vuol dire che non ha sufficienti risorse da parte dello Stato. Visto che le compensazioni economiche tra Stato e regioni avvengono a marzo, non possiamo non accertarci che questi accordi si chiudano prima che inizi l'anno, perché altrimenti i cittadini italiani, che pagano il bollo auto tra gennaio e febbraio, se l'accordo si chiuderà a marzo - e sempre se -, che cosa faranno? Verranno rimborsati? Oppure non lo devono pagare, in attesa di un accordo che non si sa se si farà o meno?
E in più, non accettiamo nemmeno il fatto che il Governo dica: lo vedremo in legge di bilancio. Infatti, la legge di bilancio già l'avete pubblicata e la legge di bilancio non prevede nulla in merito.
Quindi, Presidente, io chiederei al Governo soltanto di prendersi la responsabilità e di trattare tutte le autonomie allo stesso modo, perché quella è una tutela in più per i cittadini. Non possiamo sempre essere trattati come cittadini di serie B.
Quindi, sottosegretaria Albano, le chiedo gentilmente: magari anche una riformulazione in termini diversi, potrebbe andar bene. Però quantomeno diteci che entro il 31 dicembre di quest'anno si prevedono queste intese; anche perché il Governo della regione siciliana è del vostro stesso colore politico. Io non capisco le difficoltà che trovate nel fare questo, ovvero mettere soltanto nero su bianco: entro il 31 dicembre, previe intese con la regione Siciliana, ci sarà l'esenzione del bollo auto anche per i cittadini siciliani.
Infatti, non vogliamo sempre essere trattati come cittadini di serie B e, soprattutto, la Sicilia è stanca ogni volta di non avere mai le risposte da parte del Governo nazionale (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle e di deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).
PRESIDENTE. Sottoscrive l'onorevole Carmina. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/3106-A/21 Raffa, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera respinge (Vedi votazione n. 13).
È così esaurito l'esame degli ordini del giorno presentati.
Prima di passare al voto finale, direi di fare una breve pausa. La seduta riprenderà alle 11,05. Grazie, colleghi.
La seduta, sospesa alle 11, è ripresa alle 11,10.
(Dichiarazioni di voto finale - A.C. 3106-A)
PRESIDENTE. Passiamo alle dichiarazioni di voto finale.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Davide Bergamini. Ne ha facoltà.
DAVIDE BERGAMINI (MISTO-FNV-F). Grazie, Presidente. Sono qui a intervenire su questo provvedimento, su questo ennesimo decreto Carburanti che, annuncio, avrà il voto favorevole di Futuro Nazionale, pur non rispecchiando quello che avremmo voluto con i nostri emendamenti.
Noi avevamo proposto emendamenti e ordini del giorno che andavano nella direzione degli italiani, dell'Italia, quindi per riuscire a portare un beneficio concreto e strutturale a quello che è diventato un vero e proprio problema non solo economico, ma un problema legato alle famiglie italiane che si trovano, purtroppo, a dover fare i conti, sempre più spesso, a fine mese, con quelli che sono i costi del carburante. Quindi il nostro pensiero va anche a quelle famiglie che abitano, magari, nelle aree interne, che utilizzano l'automobile tutti i giorni per dirigersi al lavoro e che vedono il prezzo del carburante essere diventato una vera e propria tassa sulla distanza dal posto di lavoro. Quindi crediamo che serva coraggio, sarebbe servito un maggior coraggio da parte del Governo nell'ascoltare le proposte di Futuro Nazionale.
Noi avevamo fatto proposte di buonsenso, Presidente, perché abbiamo chiesto di ridurre in modo strutturale quello che era il prezzo del carburante. Abbiamo chiesto con un provvedimento, con un meccanismo vero e proprio che prevedeva la verifica di controlli settimanali dei prezzi medi dei carburanti nazionali, nel momento in cui il prezzo avesse superato 1,75 euro - ovvero superiore anche al prezzo del gasolio e della benzina di un anno fa -, di intervenire con decreti per ridurre le accise.
Su questo noi abbiamo avuto un parere contrario, ma quello sarebbe stato un meccanismo utile per dare sicurezza alle famiglie, alle imprese degli autotrasporti, a tutte quelle aziende che utilizzano il carburante per creare la ricchezza del nostro Paese. E, invece, abbiamo avuto un voto contrario. Questo avrebbe permesso di creare un sistema strutturale fino al 31 dicembre 2028, quindi senza dover rincorrere quelle emergenze - che, come Futuro Nazionale, abbiamo sempre denunciato all'interno di quest'Aula - con un susseguirsi di decreti che vanno ad abbassare di pochi centesimi e per pochi giorni il prezzo dei carburanti, senza creare un vero e proprio beneficio.
Avevamo, poi, presentato emendamenti per sostenere non solo il settore degli autotrasporti - che, giustamente, impiega grandi quantità di carburante per svolgere la propria attività -, ma avevamo chiesto di estendere il credito di imposta anche alle aziende dell'agricoltura; agli agromeccanici, che spesso sono stati dimenticati; alle aziende della pesca, che sono già in forte difficoltà - come abbiamo detto a più riprese, in passato, su altri provvedimenti - per motivi legati alla concorrenza sleale, legati a norme europee che li hanno penalizzati fortemente negli ultimi anni e che, con il caro carburante, hanno visto in questi mesi realizzarsi quella che è la tempesta perfetta.
Quindi andiamo a gravare su dei settori che sono importantissimi per la nostra economia, settori che danno - lo voglio ricordare a tutti i colleghi - migliaia di posti di lavoro e che, purtroppo, oggi, lanciano un grido di dolore. Abbiamo assistito anche in queste ultime settimane, di fronte all'Aula di Montecitorio, agli agricoltori che sono venuti pacificamente a protestare, ma per dire al Governo che non riescono più a sostenere i costi delle loro aziende. Non c'erano solo gli agricoltori: Futuro Nazionale è stato al fianco anche di associazioni di piccole e medie imprese, in questi giorni, perché abbiamo voluto ascoltare quelle che erano le motivazioni e portare le loro istanze all'interno di quest'Aula.
Abbiamo chiesto, poi, maggiori controlli. Perché quello che è sotto gli occhi di tutti - ed è un'evidenza - è che, allo scendere dei prezzi del barile del petrolio, purtroppo, non scendono in modo automatico anche i prezzi alla pompa di benzina. Quindi, noi ringraziamo uomini e donne della Guardia di finanza, come sempre, per il loro operato, ma probabilmente non ci sono sufficienti strumenti. E voglio ricordare, anche in quest'Aula, la carenza, a volte, degli organici che non permette di riuscire ad effettuare tutti i controlli sull'intera rete autostradale e stradale nel nostro Paese.
Abbiamo chiesto, poi, anche un emendamento che, addirittura, non è stato nemmeno accolto, non abbiamo nemmeno avuto la possibilità di discuterlo, che era quello di acquistare le materie prime - quindi i carburanti, il gasolio, ma anche il gas - su quei mercati che costano meno e questo include anche il gas della Federazione Russa. Purtroppo, sembra quasi di dire una bestemmia all'interno di quest'Aula quando si chiede di acquistare il gas o il gasolio - come ha fatto il Presidente Trump negli ultimi mesi - anche dalla Russia. Noi vogliamo portare avanti gli interessi degli italiani, e questo non significa essere filorussi, ma significa dare la possibilità alle nostre aziende e alle nostre famiglie di combattere ad armi pari con altri Paesi europei che continuano a farlo (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Futuro Nazionale Vannacci-Free). E non riusciamo a capire perché invece il nostro Paese, in un momento di grande difficoltà, debba continuare a seguire quella che è un'ideologia di Bruxelles, che continua a finanziare una guerra che non ci riguarda, quella sul conflitto russo-ucraino, ed impone questi divieti di acquisto ai Paesi membri, penalizzando esclusivamente quelle che sono le nostre economie.
Ho detto, all'inizio dell'intervento, che avremmo votato in modo favorevole questo decreto, perché Futuro Nazionale, seppure con pochi centesimi, vuole stare al fianco degli italiani e delle famiglie. Sappiamo che è un piccolo beneficio, ma vogliamo esserci. Accogliamo positivamente, poi, il fatto che ci sia un'esenzione dal bollo, seppur parziale e per solo un anno e per piccole auto di modesta cilindrata, perché, oggi, parlare di 109 o 110 cavalli significa quasi parlare della minorità delle auto, però è giusto favorire chi usa una piccola auto per andare al lavoro o per accompagnare i figli a scuola. Quindi è una modifica, è una misura che non è strutturale, ma per un anno può dare un po' di sollievo, quindi possiamo anche accoglierla positivamente.
Accogliamo, poi, positivamente che ci siano risorse per le borse di studio all'interno di questo provvedimento, perché pensiamo che investire sui giovani sia investire nel futuro del nostro Paese. Questo lo vogliamo dire con la massima onestà, perché noi non siamo come quella sinistra che dice “no” a tutto, ma siamo un partito che analizza ogni singolo provvedimento e che troverà il Governo a votare favorevolmente quando ci sono misure a favore degli italiani (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Futuro Nazionale Vannacci-Free).
Io, però, non posso che fare un appunto nell'accogliere, invece, negativamente un punto che è stato inserito all'interno di questo provvedimento, che è il finanziamento della Fondazione Milano Cortina. Allora, Presidente, Futuro Nazionale non è contrario ai giochi di Milano Cortina. È stato un evento che, sicuramente, ha messo in grande vista il nostro Paese, un evento che ha funzionato anche bene, che ha visto molti atleti italiani essere premiati come delle vere e proprie eccellenze all'interno dei loro rispettivi sport e che noi, ovviamente, accogliamo con favore. Siamo vicini a loro perché sappiamo quanto costa l'impegno sportivo per un giovane per arrivare al sogno dei giochi olimpici.
Però, quello che non ci torna - e su questo avremmo preferito maggior chiarezza e, magari, non infilare un finanziamento da 150 milioni di euro all'interno di un provvedimento che doveva riguardare il caro carburanti, quindi le nostre famiglie - quello che troviamo assurdo è che, in un provvedimento dove vogliamo restare al fianco delle famiglie e delle imprese, in un momento di grande difficoltà sul prezzo dell'energia, ci siano 111 milioni circa per far fronte al caro carburante e 150 milioni per far fronte, invece, al finanziamento della Fondazione Milano Cortina (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Futuro Nazionale Vannacci-Free). Allora, noi diciamo: bene l'evento dei giochi olimpici, male, probabilmente, la gestione della Fondazione.
Quindi, quello che sarebbe servito, a nostro parere, sarebbe stato, magari, un provvedimento ad hoc che potesse essere analizzato e che potesse essere spiegato all'interno di quest'Aula, per capire per quale motivo la Fondazione non è in grado di stare in piedi con le proprie gambe e, quindi, ha bisogno di continui finanziamenti da parte del Governo per riuscire a chiudere e a far tornare quelli che sono gli equilibri di bilancio.
Quindi, su questo mi avvio a concludere, Presidente, facendo un breve riassunto e dicendo: bene l'esenzione dal bollo auto, bene le borse di studio; meno bene i pochi centesimi che sono stati destinati al prezzo di gasolio e benzina e per pochi giorni, con continui interventi emergenziali.
Noi, come Futuro Nazionale, lasciamo le porte aperte perché crediamo che i nostri emendamenti siano emendamenti di qualità che vanno a favore degli italiani, che possano dare anche dei suggerimenti utili al Governo proprio per fare in modo di poter combattere, in modo strutturale, delle emergenze che stanno mettendo a repentaglio la nostra economia e anche la capacità di spesa delle nostre famiglie.
Noi voteremo a favore di questo provvedimento, ma chiedendo un maggiore ascolto su quelle che sono le proposte di Futuro Nazionale (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Futuro Nazionale Vannacci-Free).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Del Barba. Ne ha facoltà.
MAURO DEL BARBA (IV-CR). Grazie, Presidente. Onorevoli colleghi, questo provvedimento si presenta come un intervento urgente contro il caro carburanti, ma se guardiamo ai numeri scopriamo, in realtà, che l'elemento centrale del provvedimento è quello di oltre 2 miliardi e 360 milioni destinati a cancellare, per un solo anno, il bollo auto. E qui sta tutta la contraddizione di questo Governo, perché durante l'estate gli italiani hanno fatto i conti con il costo dei carburanti, delle vacanze, della spesa quotidiana. L'inflazione è salita al 3,3 per cento in agosto, al 4,2 per cento in settembre e, di fronte a questi rincari, avete proceduto a singhiozzo: decreti su decreti, sconti sulle accise che cambiano di settimana in settimana, nessuna prospettiva stabile per le famiglie e le imprese.
Poi, a stagione finita, cosa scopriamo? Che stavate preparando il grande annuncio per il 2027, anno elettorale: niente bollo auto per una parte degli automobilisti. Guarda caso, dicevo, nella scadenza elettorale. Non contestiamo il sollievo, ogni volta che si abbassa o si toglie una tassa noi siamo contenti. Tuttavia, contestiamo il metodo, il costo e la selezione dei beneficiari, perché qui la selezione si basa sulla potenza delle automobili e negli emendamenti e negli ordini del giorno è stato più volte dimostrato come questo criterio non favorisca le famiglie più bisognose: un contribuente benestante, con un'auto piccola, riceverà lo sconto; viceversa, una famiglia con figli, con un'auto grande, non lo riceverà.
Ma soprattutto che cosa fate? Utilizzate un miliardo e 698 milioni di economie del PNRR, di cui un miliardo e 460 milioni proprio nel 2027. Sono risorse straordinarie, legate al più importante programma di investimenti per la trasformazione del nostro Paese, che vengono utilizzate per finanziare una misura destinata ad esaurirsi dopo 12 mesi: quelli della campagna elettorale, appunto. E fra le altre coperture, figurano stanziamenti che hanno origine anche in precedenti scelte di indebitamento.
Siamo di fronte a un intervento che ha tutto il sapore di una manovra elettorale fatta con i soldi degli italiani. Nel 2027 parte degli automobilisti non pagherà il bollo, nel 2028 tornerà a pagarlo e le future generazioni - per carità, quelle che riusciranno a rimanere in Italia, peraltro - continueranno non solo a pagare il bollo, ma a pagare le tasse e gli interessi sul debito che voi, con questa manovra, mantenete inalterati e, anzi, accrescete. State utilizzando risorse destinate al futuro del Paese per finanziare una misura che si esaurisce nell'anno delle elezioni. Siete e rimanete il Governo delle tasse! Non sapete ridurle stabilmente, ma sapete benissimo confezionare uno sconto temporaneo da presentare agli elettori.
Ma veniamo poi alla vicenda Milano-Cortina, perché qui ritroviamo, ancora una volta, un metodo di governo che abbiamo imparato a conoscere: pressappochismo nella programmazione, insufficiente trasparenza nella gestione delle risorse pubbliche. Ve lo abbiamo chiesto anche con gli ordini del giorno, abbiamo chiesto semplicemente trasparenza di fronte al fatto che continuate a riversare milioni e milioni, decine, centinaia di milioni in Milano-Cortina per ripianare dei debiti di Olimpiadi che sono state un successo e che hanno visto la partecipazione di volontari, Forze dell'ordine e amministrazioni locali fare il loro lavoro. Bene, chiediamo di non rovinare questa immagine con l'opacità dei conti pubblici.
Voi non state facendo questo e avete detto di “no” addirittura a presentare al Parlamento il resoconto: dove sono andati a finire e vanno a finire questi soldi? Prima si trasferiscono 150 milioni e poi vedremo, ci sarà una rendicontazione finale. Oggi non ci dite a cosa servono. Non ci pare il modo migliore di procedere relativamente ad un evento che abbiamo sostenuto anche da questi banchi, anzi, proprio il valore dell'esperienza olimpica e l'impegno delle comunità locali impongono il massimo rigore.
Veniamo però all'articolo 3 sui frontalieri italiani in Svizzera. È una vicenda che conosciamo molto bene e che dimostra un'altra caratteristica di questa maggioranza: non ascoltare. Infatti, su questa vicenda dei frontalieri svizzeri avete dato il meglio di voi nel non ascoltare, creare problemi e poi intervenire per correggerli, spesso introducendone di nuovi. Si ricorderà che è stato così per quanto riguarda il riconoscimento dei vecchi frontalieri: una querelle che avete tirato in lungo per un anno, negando quanto vi veniva detto da questi banchi, salvo poi riconoscere che vi eravate sbagliati. E ora abbiamo una questione particolarmente grave, perché assistiamo al fatto che, sui fondi che la legge di ratifica dell'Accordo Italia-Svizzera sui frontalieri ha previsto per regolare la gestione dei vecchi e dei nuovi frontalieri, i ristorni ai comuni e gli investimenti per il dumping salariale, voi fate una sorta di colpo di mano, ovvero attribuite questi fondi alle regioni; cosa che, già di per sé, ci preoccupa conoscendo l'attitudine delle regioni, in particolare della regione Lombardia, di chiedere a Roma dei fondi da erogare sui territori per poi gestirli per portare alla propria corte gli amministratori locali che, senza quei fondi, non riescono a chiudere i propri bilanci. Ma con il comma 2, dell'articolo 3, ci viene proposta una norma di interpretazione autentica che ha del paradossale. Qui date il meglio di voi quanto a pasticci, perché la legge precedente diceva che il rapporto fra frontalieri e popolazione comunale non potesse eccedere il 3 o il 4 per cento, mentre ora il Governo ci spiega che quelle parole devono essere interpretate come “almeno pari al 3 o al 4 per cento”. Ma, colleghi, qui non si interpreta una norma, se ne rovescia il significato: un limite massimo diventa una soglia minima e si pretende di farlo retroattivamente. Su questo la Corte costituzionale ha chiarito che una norma interpretativa può scegliere fra i significati ragionevolmente ricavabili da un testo, ma qui siamo davanti a espressioni che significano l'una il contrario dell'altra. Avete scritto male una legge? Correggetela, ma non chiamate “interpretazione” quella che è una modifica sostanziale.
Veniamo alla gestione delle risorse. Con il comma 1, come dicevo, concentrate nelle mani delle regioni, per il 2026 e 2027, il Fondo previsto all'articolo 11 della legge del 2023. È una scelta che guardiamo con grande preoccupazione per i motivi detti sopra.
La vicenda dei frontalieri ha avuto storicamente come protagonisti i comuni. Sono loro che sostengono i costi sociali, infrastrutturali e amministrativi della mobilità transfrontaliera. Non vorremmo che una questione nata nei territori e gestita dai territori finisse nelle tradizionali dinamiche del centralismo regionale, quel meccanismo per cui si chiedono al Parlamento risorse pubbliche per poi amministrarle attraverso rapporti discrezionali con i sindaci, trasformando risorse dovute ai territori in concessioni politiche, cosa di cui, appunto, siete espertissimi. Non vorremmo che il sostegno agli enti locali diventasse uno strumento per portare alla propria corte amministratori locali, magari finanziariamente deboli e divisi.
Le risorse devono arrivare ai territori secondo criteri trasparenti e verificabili, che qui non sono indicati. Infatti, la cosa grave è che andiamo a togliere la possibilità di impiegare quelle risorse, destinandole esclusivamente agli aumenti salariali, senza alcun criterio; non devono essere destinate secondo la capacità dei sindaci di ottenere udienza presso qualche assessorato regionale.
Infine entriamo nel merito del dumping salariale, perché il problema è reale e sentitissimo in quelle zone di frontiera. Le imprese italiane di confine faticano a competere con le retribuzioni svizzere e anche la sanità, a maggior ragione, fatica a competere con la capacità della Svizzera di attrarre gli operatori sanitari.
La risposta del Governo è ancora una volta incomprensibile: ci chiedete di destinare per due anni questo Fondo al sostegno delle retribuzioni, senza farci esprimere su quali lavoratori, con quali criteri, con quali importi e attraverso quali procedure.
Poi, guardate, c'è un aspetto che preoccupa. È vero che stiamo prendendo risorse da un fondo che nel futuro è destinato a finanziare quello che era il trasferimento ai comuni solo per due anni per metterlo esclusivamente sui salari, ma è altrettanto vero che, se noi instauriamo una prassi, il timore è che poi questa prassi prenda il sopravvento e che, in un futuro, i comuni di frontiera si trovino a non avere questi fondi che servono per tenere in piedi il vostro bilancio. Nel complesso si tratta di un gran minestrone che conferma che voi siete solo orientati alla prossima campagna elettorale e non ai problemi reali del Paese (Applausi dei deputati del gruppo Italia Viva-Casa Riformista).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Zanella. Ne ha facoltà.
LUANA ZANELLA (AVS). Grazie, Presidente. Abbiamo preso in esame questo provvedimento, un decreto-legge ancora una volta, il secondo in due giorni, composto da 8 articoli, 21 commi in tutto, che dovrebbe conseguire le finalità di contenere gli effetti derivanti dal perdurare dell'aumento del costo dei carburanti, adottando misure fiscali efficaci. Il decreto prevede, inoltre, misure urgenti per promuovere il diritto allo studio e, a proposito di omogeneità dei contenuti, garantire l'equilibrio di bilancio della Fondazione Milano Cortina, su cui mi sono pronunciata prima, illustrando il nostro ordine del giorno.
L'articolo 2 del provvedimento dispone per l'anno 2027 - quindi, solo per un anno - l'esenzione dal pagamento del bollo dell'auto, per un solo veicolo per persona, per auto che non abbiano una potenza superiore agli 80 chilowatt; per motocicli e ciclomotori l'esenzione è riconosciuta per un solo veicolo - quello di potenza inferiore - e non si può cumulare a quella già prevista per un altro veicolo.
Bene, in una situazione di inflazione crescente, di redditi da lavoro e pensioni erosi dall'aumento dei costi e anche dal fiscal drag - di cui si dovrebbe parlare molto di più -, da un aumento dei prezzi energetici, rispetto a cui questo Governo non ha assunto in realtà nessuna iniziativa efficace, sensata, di prospettiva, cosa si fa? Si prevedono misure tampone provvisorie, mancette e piccole regalie; non si redistribuisce un euro di quelli accumulati dalle grandi compagnie energetiche che hanno saputo - loro sì - ben navigare e avvantaggiarsi del turbinoso periodo di fluttuazione dei prezzi petroliferi e del gas. Lo spiegava bene il collega Bonelli ieri, ricordando che l'utile netto di ENI, nell'ultimo trimestre del 2026, ha registrato un incremento del 202 per cento rispetto alla trimestrale corrispondente del 2025. Quindi, nei primi nove mesi del 2026, sono ben 7,5 i miliardi che ENI è stata capace di accumulare.
Voi capite bene che l'energia, mai come in questo periodo, significa democrazia, significa giustizia sociale, oltre che ambientale. Perché, vedete, quando ci sono quasi tre milioni di famiglie che non riescono a riscaldarsi e quando ad ottobre le famiglie più fragili hanno visto arrivare bollette con un incremento del 37 per cento, si sarebbe potuto fare qualcosa di più che non qualche regalia accompagnata dal vostro tam-tam mediatico, sul quale siete ben attrezzati e ve lo riconosciamo. Ebbene, noi abbiamo a che fare con un provvedimento che conferma l'incapacità, ma anche la non volontà, la risoluta non volontà di passare ad una vera e propria transizione energetica, fondamentale per modificare lo stato di fatto.
Ebbene, noi abbiamo un Paese che ha aumentato la sua dipendenza non solo per la situazione internazionale, ma ha aumentato la sua dipendenza da fonti fossili proprio perché la nostra Premier e questo Governo hanno sognato di fare dell'Italia un hub del gas, un hub europeo - chissà, forse anche mondiale - del gas. Così come pensava la nostra Premier in grande quando voleva, intendeva, dichiarava di essere la possibile “pontiera” tra l'Unione europea e gli Stati Uniti a guida Trump. Trump che non solo l'ha purtroppo - come abbiamo visto - snobbata platealmente, anche in maniera molto machista e poco gentile, ma ha anche penalizzato l'Italia e l'Europa con le sue scelte geopolitiche, con la scelta di seguire Netanyahu - il criminale - nell'aggressione, nella guerra in Iran. E questo ha sconvolto ulteriormente il mercato energetico.
Ma cos'è che ha fatto la nostra Premier? Nemmeno ha stigmatizzato, nemmeno ha valutato, nemmeno ha comunicato una qualche azione conseguente. Facesse davvero la “pontiera”, da ponte tra l'Italia - non credo sia in grado di farlo -, l'Europa e Trump.
Quando saremo al Governo noi sapremo esattamente cosa fare e dovremo recuperare tuttavia un gap, un disastro, perché voi veramente vi siete ostinati ad ingabbiare il nostro Paese in un modello energetico superato e non avete colto l'opportunità che era a vostra disposizione, sotto gli occhi di tutti, di promuovere, implementare, facilitare, invece, lo sviluppo delle rinnovabili; non avete sbloccato i progetti, non avete cercato di promuovere le comunità energetiche, non avete facilitato la democrazia energetica. Ma, insomma, cosa lo dico a fare? È lontano anni luce dalla vostra cultura politica e dalla vostra cultura di politica economica e industriale.
Ebbene, riprendo in chiusura, Presidente, lo scandalo - veramente di scandalo si tratta - della Fondazione Milano Cortina, una macchina mangia-soldi, mangia-soldi pubblici. Perché avete deciso di consegnare 150 milioni di euro alla Fondazione di diritto privato Milano Cortina? Al fine di garantire l'equilibrio di bilancio. Al fine di garantire l'equilibrio di bilancio? Ma non doveva essere un dovere della Fondazione stessa, del suo amministratore profumatamente pagato e del presidente ultraimpegnato Malagò far sì che ci fosse la parità di bilancio? No, abbiamo anni, anni e anni di deficit: abbiamo cumulato deficit, anzi, la Fondazione Milano Cortina ha cumulato deficit e voi, complici, gli date ben 150 milioni di euro - e chiudo, Presidente -, lasciando, ovviamente, i conti da pagare a chi? A Pantalone, diciamo noi a Venezia, allo Stato, agli enti pubblici territoriali, alle regioni e ai comuni, che avrebbero dovuto godere di chissà quali legacy, di chissà quali eredità e strepitosi vantaggi.
Invece, devono pagare il conto a piè di lista senza neanche sapere bene il perché. Ebbene, io dico questo: avete già consegnato a questa Fondazione ben 693 milioni di euro - ripeto, Fondazione di diritto privato -, che doveva organizzare i Giochi, ricordo, a costo zero. A costo zero! È una vergogna di cui pagherete, però, il conto, prima o poi. La Corte dei conti del Veneto ha indagato e ha cercato di bloccarvi, ha cercato di consigliare come procedere ma ovviamente, voi, la Corte dei conti vorreste abolirla, l'avete depotenziata più possibile e, adesso, vi trovate con un altro bel conto da pagare e non basta più. E non basterà perché questa Fondazione virtuosa ha un debito di circa un miliardo: pensa di compensarlo con tutte le attività e con tutte le sponsorizzazioni?
PRESIDENTE. Concluda, onorevole.
LUANA ZANELLA (AVS). Concludo davvero, Presidente. Mi scusi, ma questo è un argomento che mi accompagna per anni in questa legislatura e credo che sia mio dovere ricordarlo a voi tutte e tutti. Ebbene, questo Governo, assieme alla sua Fondazione di ente pubblico, deve assolutamente vergognarsi! Perfino un ordine del giorno che chiedeva trasparenza, ma l'avete sempre dichiarata la necessità di trasparenza! E allora, vivaddio, fatela, datecela questa relazione sui conti perché è insopportabile questa faccia tosta che accompagna questo vostro governare il Paese da quattro anni e poco più (Applausi dei deputati del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Sottanelli. Ne ha facoltà.
GIULIO CESARE SOTTANELLI (AZ-PER-RE). Grazie, Presidente. Innanzitutto mi preme augurarle una pronta guarigione, la sento un po' rauca da qualche giorno (Applausi del deputato D'Alessio) …
PRESIDENTE. Tanto pronta non è, però grazie infinite.
GIULIO CESARE SOTTANELLI (AZ-PER-RE). …quindi mi auguro che torni in forma il prima possibile. Saluto la signora Sottosegretaria e i colleghi, intervengo per annunciare il voto contrario di Azione al decreto-legge n. 162 del 2026, che non nasce da una contrarietà pregiudiziale ma da una valutazione politica, tecnica ed economica molto precisa.
Questo Governo continua a inseguire le emergenze senza affrontare le cause strutturali dei problemi del Paese. Siamo di fronte all'ennesimo decreto - oltre 15, se mettiamo anche dentro i decreti interministeriali -, l'ennesimo intervento sulle accise, l'ennesima misura temporanea, l'ennesima risposta frammentaria a una crisi e nessuna risposta organica e strutturale, purtroppo. Il Governo interviene per qualche giorno, proroga per qualche settimana, modifica aliquote, annuncia risparmi, cambiano il costo alle pompe e poi tornano nuovamente in Parlamento a fare un altro decreto. Tutto quanto questo è caos che viene prodotto, ovviamente, ai cittadini.
Ma, nel frattempo, cosa succede fuori da quest'Aula? Succede che ci sono milioni di famiglie italiane con stipendi che non bastano più, pensioni che perdono potere di acquisto, bollette sempre più elevate, prezzi dei beni essenziali che pesano sempre di più nei bilanci delle famiglie e migliaia di piccole e medie imprese che devono affrontare costi energetici che compromettono la loro competitività; e, poi, artigiani, commercianti, agricoltori e autotrasportatori sempre più in difficoltà. È, quindi, comprensibile che legittimamente protestino per far sentire la loro voce e noi esprimiamo tutta la nostra vicinanza e la nostra solidarietà.
A tutto questo il Governo risponde con semplici decreti d'urgenza che durano giorni, ma nulla di strutturale. Noi avevamo fatto, fin dal primo giorno di questa legislatura, delle proposte concrete e pragmatiche; ad esempio quella di far ripartire da subito la produzione di energia nucleare in Italia. Purtroppo, abbiamo perso quattro anni, è stata fatta una legge delega che ancora però non produce nessun effetto. Le ricadute saranno, quindi, sempre più importanti in futuro.
Colleghi di maggioranza, quando vengono spesi soldi pubblici, questi devono arrivare effettivamente a incidere anche sulle tasche dei cittadini. La riduzione di queste accise non si è tradotta in benefici per i consumatori, i quali non l'hanno avvertita minimamente. Abbiamo speso oltre due miliardi di soldi pubblici per queste accise, ma gli italiani se ne sono accorti solo quando le case petrolifere hanno deciso unilateralmente di calmierare i prezzi; solo in quel momento i cittadini hanno percepito almeno un minimo di stabilità e di durata. Quindi, non basta che il Governo, così come ha fatto, tagli le accise, perché poi va applicato un certo controllo. Bisogna verificare se quella riduzione si trasferisca lungo la filiera fino ad arrivare al consumatore finale, al cittadino, con prezzi più bassi. Io penso che non ci siano stati neanche i giusti controlli di trasparenza nella formazione dei prezzi.
Noi di Azione non contestiamo la necessità di intervenire sulle accise in una fase di emergenza. Non contestiamo questo, ma contestiamo l'assenza di una politica capace di riforme strutturali. Non possiamo continuare a governare il prezzo dell'energia attraverso un calendario di decreti. Il costo dell'energia non riguarda soltanto il pieno di benzina, ma riguarda le bollette delle abitazioni, la competitività del nostro sistema produttivo. Ad oggi l'impresa italiana in termini di costo dell'energia parte purtroppo svantaggiata rispetto a una competitività sempre più globale; ad esempio, rispetto al costo dell'energia sostenuto in Francia, in Spagna e in Germania. Tutto questo ovviamente produce grosse difficoltà a chi vuole fare impresa, a chi vuole intraprenderla; difficoltà anche a fare nuovi investimenti, ad assumere, ad aumentare le retribuzioni; imprese che rischiano di perdere quote di mercato e, nei casi peggiori, di interrompere addirittura le loro attività.
Quando un'impresa perde competitività non perde soltanto l'imprenditore, ma perdono le famiglie, perde un intero territorio, per questo abbiamo presentato proposte concrete, anche in fase di emendamenti. Mi piacerebbe ricordare alcuni di questi: il primo, a mia firma, dove avevamo previsto la possibilità per le imprese non energivore - quindi, parliamo di piccole e medie imprese - di un credito d'imposta pari al 20 per cento della spesa laddove ci fosse stato un aumento, nello stesso trimestre dell'anno precedente, superiore al 30 per cento. Era un modo per mutuare i prezzi che sono fortemente saliti.
Parliamo di piccole imprese, piccole aziende del settore manifatturiero e laboratori artigianali: noi dobbiamo dare risposte concrete a questo sistema, che ha poi creato ricchezza ed è l'ossatura del nostro mondo produttivo italiano. Le imprese non chiedono privilegi, ma di poter fare il loro mestiere, produrre, mantenere posti di lavoro. C'è, quindi, bisogno di stabilità: un imprenditore deve programmare i suoi investimenti, deve sottoscrivere contratti e per fare le sue produzioni deve sapere anche a quanto ammonterà il costo dell'energia in maniera stabile nei mesi futuri per onorare gli impegni presi con i propri fornitori.
Signor Presidente, poi c'è anche un aspetto di questo decreto-legge che noi riteniamo possa essere positivo: mi riferisco alla cancellazione del bollo auto, purtroppo solo per il 2027; noi ci auguriamo che possa esserci anche qui un'esenzione strutturale e non una tantum, come purtroppo il Governo in questi quattro anni ci ha abituati. È una misura che apprezziamo perché tende ad alleggerire la pressione fiscale sulle famiglie che utilizzano automobili di piccola e media cilindrata.
Vedete, chi utilizza l'autovettura spesso lo fa per andare al lavoro o per accompagnare i figli a scuola o per accompagnare gli anziani a fare le visite mediche. Quindi, non è un lusso dare la possibilità di usufruire dello strumento necessario, e non pagare il bollo penso che sia apprezzabile. Pensiamo soprattutto a quello che accade nelle aree interne dove vi è la necessità di dover utilizzare una vettura, perché il trasporto pubblico locale non riesce ed è fortemente insufficiente. Quindi, bene questa parte del decreto.
Siamo preoccupati sui trasferimenti e sulle compensazioni che lo Stato farà alle regioni. Anche qui, le regioni hanno bisogno di certezze e hanno bisogno di fare l'intervento a saldo zero, perché poi hanno la responsabilità di gestire la sanità e i trasporti, che sono due pilastri importanti di cui il cittadino ha fortemente bisogno. Non vorremmo che questa possibilità di non pagare il bollo poi si tradurrà nel fatto che le regioni saranno costrette ulteriormente a tagliare, dopo che questo Governo, purtroppo, come abbiamo visto, neanche quest'anno, con questa nuova legge di bilancio, è riuscito a dare risposte concrete.
Manca un minuto, quindi vado a concludere dicendo che avevamo presentato anche altri due emendamenti molto importanti. Uno per le famiglie numerose, che spesso hanno la necessità di una macchina che supera gli 80 chilowatt, perché appunto hanno più persone da mettere al suo interno; quindi, noi chiedevamo che, laddove fosse certificata la presenza di famiglie numerose, anche queste ultime venissero esentate dal bollo, anche nel caso in cui l'autovettura avesse più di 80 chilowatt.
L'altro sulle persone disabili: anche questo è stato bocciato e me ne dispiaccio molto, perché ritengo che la disabilità non debba comportare addirittura una differenza di costo. Oggi un disabile non è in grado di fare rifornimento in maniera autonoma, quindi l'emendamento chiedeva di dare la possibilità, a chi fosse dotato di tesserino, di pagare, alla pompa, il servito allo stesso costo del self-service.
PRESIDENTE. Concluda.
GIULIO CESARE SOTTANELLI (AZ-PER-RE). Questo non è stato, quindi il nostro voto è contrario.
Non siamo contrari ovviamente a ridurre le accise e non siamo contrari ad eliminare il bollo, ma siamo contrari a questo modo di fare politica: di bonus e dell'una tantum. L'Italia ha bisogno di certezze, di stabilità, di investimenti e di una politica energetica credibile. Tutto questo, purtroppo, fino a oggi non c'è stato e, quindi, a nome mio e a nome del gruppo di Azione, dichiaro il voto contrario al decreto n. 162 (Applausi del deputato D'Alessio).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Raffa. Ne ha facoltà.
ANGELA RAFFA (M5S). Grazie, Presidente. Oggi votiamo l'ennesimo decreto sui carburanti. L'ennesimo, perché dal 19 marzo a oggi avete toccato questo argomento 17 volte; 17 provvedimenti in 8 mesi e uno di questi ha già riscritto questo stesso decreto prima ancora che quest'Aula lo possa votare.
Ci chiedete di approvare un testo che voi stessi avete già cambiato. E dopo 17 provvedimenti cosa è arrivato agli italiani? Briciole. Qualche centesimo qui, qualche centesimo là; una settimana sì e tre no.
Quando servivano invece aiuti concreti e costanti, voi che cosa avete fatto? Distribuito briciole. Volete i numeri? Eccoli. Con questo decreto, 10 centesimi di sconto sul gasolio per 8 giorni, poi 5 centesimi per altri 10 giorni e poi, dal 6 al 27 ottobre, niente, zero. Tre settimane senza alcuno sconto, proprio nelle settimane in cui i camion erano fermi da Palermo a Bari e le piazze erano piene di ragazzi. Poi, il 27 ottobre, 4 centesimi fino al 7 novembre: 4 centesimi che su un pieno da 50 litri fanno 2 euro, perché il gasolio è sopra i 2 euro al litro e in autostrada costa quasi 2,30 euro. E sulla benzina? Sulla benzina lo sconto è zero dal 4 luglio.
E sapete con quali soldi fate questi sconti? Con l'IVA in più che lo Stato incassa proprio perché i prezzi salgono. Funziona così: più gli italiani pagano alla pompa, più incassa lo Stato e di questi soldi in più restituite le briciole, senza dimenticare che con la scorsa legge di bilancio l'accisa sul gasolio l'avete aumentata voi. Prima le alzate e poi le abbassate di qualche centesimo per qualche giorno, e vi aspettate pure un grazie da parte dei cittadini.
Due miliardi e 300 milioni: tanto avete speso da marzo a oggi per questi sconti a singhiozzo. Una montagna di soldi, senza un piano, senza lasciare niente di stabile. È dovuto intervenire perfino l'ENI a mettere un tetto ai prezzi sui propri distributori. Un'azienda ha fatto più del Governo, anche se con una politica commerciale solo a suo vantaggio.
Presidente, in queste settimane l'Italia si è fermata: i camionisti hanno spento i motori, dalla Sicilia alla Calabria, dalla Puglia alla Campania; camion fermi agli imbarchi di Villa San Giovanni, supermercati con gli scaffali vuoti. Ci hanno detto soltanto una cosa semplice: così non ce la facciamo più.
E voi del Governo cosa avete fatto? In questo decreto avevate promesso un rimborso anche per il gasolio di ottobre. Un mese dopo, con un altro decreto, quella promessa l'avete cancellata: ottobre è sparito. E per settembre il rimborso c'è, sì, ma si potrà usare fino alla fine del 2027. Questo cosa vuol dire? Che il camionista paga il gasolio oggi e voi lo rimborsate chissà quando.
E gli agricoltori? Trenta trattori in colonna a Gela, i presidi davanti al polo petrolchimico di Siracusa, i blocchi sulla Palermo-Agrigento, i cortei fino alle porte di Roma. Gli agricoltori siciliani lo hanno detto con parole che dovrebbero farvi vergognare: con questi prezzi qui si muore. E voi cosa avete messo sul tavolo? Novanta milioni per tutta l'agricoltura italiana, solo per tre mesi: marzo, aprile e maggio; 10 milioni per tutta la pesca, sempre per tre mesi. E da giugno? Niente.
Questa non è una misura, questa è una miseria. E quando le opposizioni hanno chiesto di estendere gli aiuti fino a dicembre, la vostra risposta è stata: no.
Ma il caro carburanti non è il solo problema di chi guida un camion o un trattore: è un problema di tutti, perché ogni centesimo in più sul gasolio finisce sul prezzo del pane, della frutta e di tutto quello che arriva al supermercato su un camion. Si chiama carovita: è il carrello della spesa che pesa sempre di più, è lo stipendio che vale sempre di meno. Lo sanno le famiglie che, a fine mese, fanno i conti e i conti non tornano. Lo sanno i genitori e lo sanno anche i loro figli, che quest'autunno hanno riempito le piazze: il 16 ottobre, migliaia di studenti in tutte le grandi città; il 30 ottobre, lo sciopero generale contro il carovita e il caro carburanti; 5.000 ragazzi solo a Milano, dietro uno striscione che diceva: “riprendiamoci il futuro”. E il 20 novembre quei ragazzi torneranno in piazza.
La violenza la condanniamo sempre, senza se e senza ma. Ma un Governo serio non si limita a contare i fermati: un Governo serio si chiede perché un'intera generazione scende in strada. E la risposta è semplice: questi ragazzi il loro futuro non lo vedono. E non è solo una questione di soldi.
Questi ragazzi vi stanno dicendo anche un'altra cosa che voi fate finta di non sentire: hanno paura. Hanno paura perché non è garantito il diritto allo studio in strutture consone, perché non è garantita a tutti la stessa possibilità di crescita in ogni parte d'Italia e perché hanno paura per il pianeta.
È una generazione che cresce con l'ansia per il cambiamento climatico, con estati sempre più torride, alluvioni e siccità. E voi che risposta date? Spendete miliardi per abbassare di qualche centesimo il prezzo della benzina e del gasolio e, per pagare questo decreto, usate anche i soldi avanzati dai progetti del PNRR sulle auto elettriche, sui porti verdi e sull'idrogeno, invece di rimetterli nella transizione. Ovvero, prendete i soldi del futuro per pagare il passato.
E a quei ragazzi cosa date? Duecentottantotto milioni per le borse di studio, solo per quest'anno, e, nello stesso decreto, però, 150 milioni per tappare il buco dei conti delle Olimpiadi Milano-Cortina. Ai ragazzi una pezza per un anno, alle Olimpiadi il buco coperto.
Noi abbiamo chiesto 350 milioni ogni anno, stabili, per il diritto allo studio e voi avete risposto di no.
E poi, Presidente, il coniglio dal cilindro, il bollo auto: niente bollo auto nel 2027, guarda caso l'anno delle elezioni, per una sola auto piccola o media, fino a 80 kilowatt, cioè circa 110 cavalli. Un risparmio medio di circa 170 euro, una volta sola: 170 euro contro un anno intero di pieni a più di 2 euro al litro.
E adesso, Presidente, parlo da siciliana, perché in questo decreto c'è una trappola che riguarda quasi 5 milioni di persone. In Sicilia, il bollo non è una tassa dello Stato, è una tassa della regione e il decreto dice che, nelle regioni a statuto speciale, l'esenzione vale solo previo accordo tra Stato e regione. Tra l'altro, se l'accordo non si firma, i siciliani il bollo lo pagano. Lo pagano e con le loro tasse pagano anche il bollo degli altri.
Quando si firma questo accordo? Il decreto non lo dice, non c'è nessuna scadenza. I soldi per compensare le regioni arrivano entro il 31 marzo, ma il bollo si paga anche a gennaio e febbraio. E allora, vi chiedo: il siciliano con il bollo in scadenza a gennaio o a febbraio cosa fa? Paga o non paga? E, se paga, chi gli restituisce i soldi? E sapete qual è la cosa più grave? Che per Trento e Bolzano, giustamente, vi siete preoccupati di scrivere nel decreto, nero su bianco, come si fa l'accordo. Per la Sicilia, nemmeno una riga. Noi volevamo lo stesso trattamento di Trento e Bolzano, non chiedevamo nient'altro.
I siciliani sono abituati a pagare di più, perché pagano di più tutto quello che arriva sull'isola, perché ogni camion, oltre al gasolio, deve pagarsi la nave per attraversare lo Stretto.
E pagano di più per tornare a casa: per Natale un biglietto di andata e ritorno per la Sicilia costa già almeno 340 euro e fino a 383 euro da Milano a Trapani, e per uno studente fuori sede, per un ragazzo che lavora al Nord, tornare dalla propria famiglia a casa è diventato un lusso. E adesso rischiano di restare fuori anche dall'unica misura che sbandierate, ovvero l'esenzione dal bollo, quindi cittadini di serie B ancora una volta. E non veniteci a dire che la risposta arriverà con la legge di bilancio, perché la manovra l'avete presentata e sul caro carburanti cosa c'è? Niente che abbassi davvero il prezzo alla pompa, niente di serio per i camionisti.
C'è soltanto la proroga di un'agevolazione sul gasolio agricolo, che però già esisteva. E poi c'è questa fantomatica esenzione dal bollo, fine. E così andrete avanti come avete fatto finora, un decreto dopo l'altro, briciole dopo briciole. Noi le proposte le abbiamo fatte, abbiamo chiesto di riportare il prezzo dei carburanti a quello di fine febbraio, prima della crisi, fino alla fine dell'anno, tagliando le spese militari. Abbiamo chiesto una regola semplice: l'IVA in più che lo Stato incassa quando i prezzi salgono deve tornare automaticamente ai cittadini, ogni due mesi per legge, non quando lo decide un Ministro.
Abbiamo chiesto di pagare il bollo non con i soldi del PNRR, ma facendo pagare chi in questa crisi ha guadagnato di più, ovvero le grandi compagnie dell'energia. Abbiamo chiesto aiuti per i tassisti, per gli agenti di commercio, le famiglie e i piccoli paesi, e la vostra risposta è stata sempre la stessa: no. Presidente, il Governo distribuisce briciole e gli italiani vivono con l'acqua alla gola. Il Governo annuncia e le famiglie pagano; il Governo fa i decreti e i cittadini fanno i conti, e i conti non tornano più.
Non tornano al camionista fermo al piazzale; non tornano all'agricoltore che vende in perdita; non tornano alla famiglia che rinuncia al pieno; non tornano ai ragazzi che chiedono un futuro e ricevono una pacca sulla spalla. Questo Paese non ha bisogno dell'ennesima toppa, ha bisogno di un Governo che smetta di rincorrere i problemi e cominci a risolverli. Voi non ne siete capaci e gli italiani se ne stanno accorgendo. Per questo il MoVimento 5 Stelle voterà convintamente contro questo decreto (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).
PRESIDENTE. Prima di andare avanti, salutiamo, alla sinistra della Presidenza, la delegazione dell'Università di Pisa, che è in visita per un corso di diritto parlamentare. Benvenuti. Salutiamo anche gli studenti e i docenti dell'Istituto comprensivo “Rocco-Cavaliere Cinquegrana” che assistono ai nostri lavori dalle tribune. Arrivano da Sant'Arpino, in provincia di Caserta. Benvenuti alla Camera dei deputati (Applausi).
Ha chiesto di parlare l'onorevole De Palma. Ne ha facoltà.
VITO DE PALMA (FI-PPE). Grazie, Presidente. Signora Sottosegretario, onorevoli colleghi, annuncio il voto favorevole del gruppo di Forza Italia su un provvedimento che contiene misure concrete per sostenere famiglie, lavoratori ed imprese, in una fase nella quale le tensioni internazionali continuano a produrre conseguenze pesanti sulla nostra economia. Il Governo Meloni con questo provvedimento interviene, ancora una volta, sul costo dei carburanti, sostiene l'autotrasporto, rafforza il diritto allo studio e introduce una significativa misura di alleggerimento fiscale.
Ma c'è soprattutto un aspetto sul quale voglio richiamare l'attenzione di quest'Aula: l'esenzione dal pagamento del bollo auto. Tanti nel passato lo avevano dichiarato, tanti lo avevano reclamato, tanti lo avevano inserito nei loro programmi elettorali, ma noi lo abbiamo fatto (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente-PPE). Perché, colleghi, dietro quella che può sembrare una semplice disposizione tributaria, c'è una precisa scelta politica: c'è l'idea che lo Stato debba chiedere meno ai cittadini, soprattutto quando si tratta di beni indispensabili per vivere, per lavorare, per mantenere la propria autonomia.
Per troppo tempo abbiamo considerato l'automobile esclusivamente come un bene da tassare, ma proviamo a guardare alla realtà del nostro Paese. Pensiamo a milioni di lavoratori che ogni mattina utilizzano l'auto per raggiungere il proprio posto di lavoro; pensiamo alle famiglie che devono accompagnare i figli a scuola, agli anziani che devono raggiungere, magari, un presidio sanitario, a chi vive nei piccoli comuni, nelle aree interne, soprattutto nel Mezzogiorno, dove spesso il trasporto pubblico non rappresenta una vera e propria alternativa.
Per queste persone l'automobile non è un lusso, non è un privilegio: è una necessità, uno strumento di lavoro e una vera e propria condizione di libertà. E allora è giusto che lo Stato cominci ad alleggerire il carico fiscale che grava su questo bene. Con il provvedimento in esame introduciamo per il 2027, e poi la manovra di bilancio lo ha reso strutturale, l'esenzione dal pagamento del bollo per un'autovettura di potenza non superiore a 80 chilowatt, nel rispetto dei requisiti previsti dalla legge.
Parliamo di automobili comuni, utilizzate nella quotidianità da tantissime famiglie italiane. Non stiamo intervenendo sulle auto di lusso, stiamo guardando all'economia reale, al ceto medio, ai lavoratori, ai pensionati e alle persone che affrontano ogni giorno le spese necessarie per vivere (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente-PPE). Lo facciamo assicurando che, attraverso oltre 2 miliardi di euro di trasferimenti compensativi, questa agevolazione non si traduca in un taglio delle risorse spettanti alle regioni.
Sì, anche su questo la narrazione, appena il provvedimento è stato decretato dal Consiglio dei ministri, è stata: ma ci sarà il taglio alle regioni, ma questa spesa andrà a incidere sulla riduzione della spesa sanitaria, ma come faranno i nostri ospedali, ma come faranno, ma di qui, ma di là. La realtà è un'altra, è che questa spesa è a totale carico dello Stato, perché non graverà sulle regioni. Questa è una scelta chiara, una scelta chiara che come Forza Italia, come gruppo parlamentare, come partito politico di Forza Italia abbiamo voluto fare, perché ridurre la pressione fiscale non è soltanto uno slogan da ripetere durante le campagne elettorali, deve diventare un impegno concreto, fatto di provvedimenti, risorse e risultati.
Noi crediamo in uno Stato che accompagni i cittadini, che sostenga chi lavora e chi produce, che lasci maggiore disponibilità economica nelle tasche delle famiglie. A chi dalle opposizioni continua a chiedere risposte sul costo della vita diciamo che il confronto deve avvenire sulle scelte concrete. La questione, cari colleghi, non è chi riesce a denunciare con maggiore forza le difficoltà degli italiani; la questione è quali provvedimenti siamo capaci di approvare per affrontarle. L'esenzione dal bollo rappresenta una risposta precisa, verificabile, che si aggiunge agli altri interventi fiscali adottati dal Governo.
Colleghi, questa stessa impostazione caratterizza le misure sul caro carburanti. La riduzione temporanea delle accise e il sostegno fiscale all'autotrasporto rispondono a una necessità evidente: impedire che i rincari energetici si scarichino interamente sulle imprese e sui consumatori. Perché, quando aumenta il costo del trasporto, aumentano anche i costi dei prodotti, si riducono i margini delle imprese, si indebolisce il potere d'acquisto delle famiglie. Difendere la competitività delle nostre aziende significa difendere il lavoro e difendere la capacità produttiva dell'Italia.
Così come è importante il rifinanziamento per 288 milioni di euro del Fondo per le borse di studio universitarie. Per Forza Italia il merito è un principio fondamentale, ma il merito deve poter emergere indipendentemente dalle condizioni economiche di partenza: un giovane capace non deve rinunciare all'università perché la propria famiglia non può sostenere le spese. Anche questa è una scelta che guarda al futuro. Ed ecco perché, cari colleghi, in questo provvedimento, che è una parte di quel provvedimento che è la manovra di bilancio, alcune questioni, come quella del bollo auto che anticipavo in precedenza, divengono strutturali.
Ma, soprattutto, tutto lo scenario della riduzione della pressione fiscale è uno scenario che guarda a una serie di iniziative che il Governo Meloni, da quando si è insediato, ha messo in campo. Quando dalle opposizioni ci viene chiesto “che cosa avete fatto, guardate al costo della vita”, e non inseriscono soluzioni e provvedimenti che realmente possono dare concretezza, noi, ai colleghi dell'opposizione, ai colleghi dei 5 Stelle, ai colleghi del PD, diciamo che il taglio del cuneo fiscale, che loro ridicolizzavano all'inizio dell'approvazione del provvedimento, è diventato concretezza, è strutturale.
Come è strutturale il bollo auto, come è strutturale la detassazione per i premi di produttività (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente-PPE), come è importante l'eliminazione della prima aliquota fiscale, cioè la prima aliquota che noi abbiamo introdotto dall'inizio di questo Governo a favore delle fasce più disagiate, come è importante la riduzione delle aliquote fiscali da 4 a 3, così come è importante la riduzione dell'aliquota fiscale del 35 per cento al 33 per cento.
Questi sono tutti strumenti che sono stati messi in campo da un'azione precisa, continua, costante e determinata del Governo Meloni dall'inizio dell'insediamento! Quindi, il bollo auto è un ulteriore tassello rispetto a questi elementi (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente-PPE); così come la manovra di bilancio che anticipa la riduzione al 33 per cento nello scaglione dai 50.000 euro ai 55.000 euro. È, quindi, un'attenzione al ceto medio. È tutta una serie di risorse che ha realmente guardato ai bisogni delle famiglie.
Qualcuno potrà chiederci: ma, oltre questo, non ci sono altre necessità? Certo che ci sono le necessità, ma abbiamo dovuto dare le priorità. Le priorità erano inserite nel nostro programma elettorale. Le priorità sono quelle determinazioni che, nei provvedimenti, dall'inizio del mandato fino a oggi - e continueremo a farlo, fino alla fine di questa legislatura - hanno una caratteristica chiara: diminuire la pressione fiscale. È quello che noi continuiamo a fare. Qualcun altro, probabilmente, avrebbe voluto farlo con altre priorità. Scusate, ma noi, rispetto a finanziare i castelli con opere del 110 per cento, abbiamo pensato che le risorse andassero destinate alle persone che hanno più bisogno, alle famiglie bisognose (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente-PPE).
All'interno del provvedimento vi è anche una misura importante sul finanziamento delle borse di studio per gli studenti universitari, che si aggiunge a tutta una serie di importanti opere realizzate dal Ministero dell'Università e della ricerca tra cui l'aumento dei posti letto per le università, la valorizzazione dei conservatori e delle accademie. Vedo che anche qui, sulla mia destra, qualcuno sorride. Sì, sorridete. Ma abbiamo pensato di incrementare il numero dei posti per gli studenti e, soprattutto, le borse di studio, quando a voi magari interessava di più aumentare il numero dei banchi a rotelle per i nostri studenti, in qualche Governo precedente.
E allora, caro Presidente, concludo. Il Governo Meloni sta affrontando una stagione economica complessa, nella quale occorre coniugare sostegno alla crescita, equilibrio dei conti pubblici e riduzione della pressione fiscale. Forza Italia continuerà a portare avanti con determinazione la propria identità liberale, riformista e popolare. E proprio su questo voglio concludere: vogliamo uno Stato che non consideri ogni necessità dei cittadini come un'occasione per imporre una tassa. L'esenzione dal bollo auto va in questa direzione. Rappresenta un principio politico nel quale crediamo profondamente. Quando lo Stato può chiedere meno, deve avere il coraggio di farlo. Per queste ragioni, Presidente, a nome del gruppo parlamentare di Forza Italia, confermo con forza il nostro voto favorevole (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente-PPE).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Candiani. Ne ha facoltà.
STEFANO CANDIANI (LEGA). La ringrazio, Presidente. Ci avviamo alla votazione di un provvedimento molto atteso dagli italiani e sul quale abbiamo lavorato con grande determinazione. Infatti, al contrario dell'opposizione, a noi non interessa fare la polemica strumentale solo perché ci sono le elezioni fra qualche mese, ma interessa dare risposte coerenti e concrete ai cittadini, soprattutto a partire dalle famiglie più in difficoltà e da chi lavora, affinché siano in grado di sostenersi con le proprie risorse anche in questo periodo di difficoltà.
Il problema che dobbiamo affrontare necessita di un grande senso di responsabilità, senza sottovalutarne la portata e senza alimentare aspettative che rischierebbero di essere smentite dall'evoluzione dei mercati. Sappiamo bene, infatti, che il prezzo dei carburanti dipende da dinamiche internazionali complesse, e ritengo quanto mai scorretto puntare il dito nei confronti del Governo italiano, come se dipendesse da noi la scelta di quello che sta accadendo fuori dall'Italia.
Certamente, ci siamo attivati - e applaudiamo al Governo per l'azione fatta - per riuscire a dare risposte, anche attraverso un'azione di moral suasion nei confronti dei produttori e dei commercianti di carburanti, per riuscire ad abbassare il costo, non solo con l'intervento sulle accise, come previsto in questo provvedimento, ma anche con un'azione di responsabilità da parte delle grandi industrie petrolifere (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier). Ecco, questo è un risultato di cui andiamo fieri e su cui diciamo al Governo che bisogna proseguire.
Il compito della politica è utilizzare tutti gli strumenti disponibili per proteggere il potere di acquisto delle famiglie, sostenere le imprese e contenere gli effetti di questa crisi. È con questo spirito, Presidente, che la Lega guarda al provvedimento in esame: non come una soluzione definitiva - ne siamo ben consapevoli -, ma come un insieme di interventi necessari che vanno nella direzione di alleggerire, in alcuni casi in maniera significativa, i costi che gravano quotidianamente sui cittadini.
Quando parliamo di carburanti non dobbiamo pensare solamente al prezzo del gasolio e della benzina alla pompa, ma a quello che rappresenta il costo del carburante per tutta la filiera produttiva, dal pensionato fino all'imprenditore e al lavoratore, passando per l'artigiano e per lo studente. Tutti abbiamo necessità di trasporto e il trasporto avviene su gomma e la gomma, ovviamente, necessita del carburante: questo carburante è quello che sta facendo aumentare i costi. Quindi, parliamo di spese che non devono riguardare solamente una categoria, ma che riguardano artigiani, agricoltori, autotrasportatori, migliaia di imprese che costituiscono la struttura portante della nostra economia. E quando parliamo di aumento dei costi, parliamo di un aumento che si trasferisce, poi, su tutta la filiera produttiva, fino ad arrivare al prezzo del prodotto che troviamo in vendita nel negozio.
Per questo il tema dei carburanti riguarda tutti, non solo chi possiede un'automobile, ed è per questo che gli interventi sulle accise, pur nella loro natura temporanea, rappresentano uno strumento importante per attenuare le conseguenze di questi rincari.
Nel corso del 2026, il Governo ha stanziato ben 2 miliardi e 270 milioni di euro: una cifra ingente, Presidente, che è stata importante per riuscire ad andare incontro ai costi che hanno dovuto sostenere le nostre famiglie e le attività produttive. Abbiamo, quindi, necessità di continuare su questa strada e lo faremo con determinazione, come lo abbiamo fatto, in maniera chiara, quando c'è stato da inserire nelle politiche del Governo l'abolizione del bollo auto. Questa è una scelta fatta consapevolmente e con la certezza che questo costo, che viene ridotto per le famiglie, potrà alleggerire il carico fiscale che, in questo caso, grava soprattutto sulle famiglie e sui ceti più deboli.
Accanto all'azione fatta per sostenere il costo del carburante, dobbiamo aggiungere anche quella del bollo auto, una misura che la Lega sostiene con convinzione e che si inserisce nel lavoro portato avanti con determinazione dal Ministro Salvini per ridurre il peso fiscale sulla mobilità privata (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier).
Vorrei soffermarmi, cari colleghi, su un punto e fare una riflessione: in molte parti del nostro Paese, possedere un'automobile non rappresenta una scelta di comodità, ma una necessità; penso ai piccoli comuni, alle aree montane, ai territori più isolati, alle zone nelle quali i collegamenti pubblici non sono sufficienti o non consentono di conciliare gli orari di lavoro con le esigenze familiari. Penso a chi ogni mattina deve percorrere decine di chilometri per raggiungere un'azienda, un ufficio o un laboratorio. Ecco, a queste persone abbiamo pensato nel sostenere la necessità di abolire il bollo auto: un beneficio che, nelle prospettive, raggiungerà il 70-73 per cento delle famiglie che possiedono un veicolo, un supporto importante alla nostra economia e alle nostre famiglie.
Per molti nuclei familiari rappresenta, comunque, un risparmio concreto, che si aggiunge ad altri interventi di sostegno. Il provvedimento, quindi, va letto come un provvedimento molto ampio, con interventi a sostegno di tutte le attività produttive. Penso, in particolare, anche all'autotrasporto, all'agricoltura e alla pesca, con parti specificamente esposte alle oscillazioni del prezzo dei carburanti.
Presidente, il Governo è intervenuto anche attraverso un successivo decreto-legge, con misure specifiche destinate a questi settori, per difendere i posti di lavoro, garantire la continuità delle filiere produttive e contenere il rischio che gli aumenti dei costi si trasferiscano ulteriormente sui consumatori: anche questo deve essere ricordato nel dibattito! Anche questo deve essere messo a fuoco, senza limitarsi a puntare il dito come fa una certa opposizione, parlando di interventi limitati a un piccolo spazio temporale. Il Governo ha iniziato, fin da quando c'è la crisi, a dare risposte a questi problemi e con grande fatica stiamo proseguendo questo percorso e non abbiamo intenzione di dismetterlo.
C'è un articolo, poi, in questo provvedimento su cui vorrei soffermarmi particolarmente, Presidente, che è l'articolo 3, che riguarda le disposizioni a favore dei territori di confine con la Svizzera, per il sostegno dei salari e dello sviluppo economico, e prevede il finanziamento di 288 milioni per le borse di studio universitarie.
Bene, la prima parte è quella che riguarda il territorio al confine con la Svizzera, territorio che conosco bene, essendo residente in queste aree. È un tema su cui la Lega ha lavorato in maniera molto determinata e in maniera molto particolare: abbiamo voluto che questo fosse un primo esempio di una fiscalità di autonomia, attribuendo, in questo caso, ai territori di confine le risorse generate dall'Irpef pagata dai lavoratori italiani che vanno a lavorare oltre confine in Svizzera.
Quelle risorse entrano in Italia e restano nei comuni di confine dove queste persone sono residenti (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier). Questa è una risposta seria, concreta e coerente con le politiche di autonomia con cui la Lega insiste all'interno della compagine di Governo per dare risposte che siano vicine ai cittadini.
E, allora, abbiamo inserito uno specifico articolo, che vado a leggere direttamente, l'articolo 3: “In sede di prima applicazione (…) le risorse relative al fondo di cui al suddetto articolo, sono assegnate, negli anni 2026 e 2027, alle regioni Lombardia, Piemonte, Valle d'Aosta e alla provincia autonoma di Bolzano per il sostegno alle remunerazioni nette previste dal comma 1 del suddetto articolo 11, sulla base del numero dei frontalieri residenti nei rispettivi territori di competenza (…)”.
Questo significa, Presidente, che per la prima volta, le nostre regioni di confine, le terre di confine, avranno a disposizione ingenti risorse che il Governo mette a disposizione, in maniera permanente, per poter ridurre il divario salariale che oggi differenzia i lavoratori italiani al di qua del confine da quegli italiani che vanno a lavorare al di là del confine. È una manovra di equità, è una scelta di autonomia e di responsabilità per i nostri territori di cui siamo orgogliosi e di cui ringraziamo il Ministro Giorgetti per l'impegno e per il lavoro fatto.
Bene, Presidente, con questo spirito la Lega si avvia, quindi, a dare il voto favorevole a questo provvedimento di legge, sapendo bene che non sarà esaustivo di tutte le problematiche che abbiamo elencato, ma che, certamente, è quanto di più concreto e più vicino alle esigenze dei cittadini si possa dare oggi come risposta da parte della politica (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Toni Ricciardi. Ne ha facoltà.
TONI RICCIARDI (PD-IDP). Grazie, signor Presidente, colleghi e colleghe, Sottosegretaria Albano, francamente vorrei partire da una domanda molto semplice, una di quelle domande che, generalmente, non si fanno in questi palazzi, ma davanti a una pompa di benzina, in una casa, in una piccola impresa. Se domani mattina, uno di questi cittadini o cittadine ci chiedesse: dopo questo voto, quanto risparmierò sul gasolio? Che cosa dovremmo rispondergli? Dovremmo dirgli: niente, nessun centesimo. Eppure, ne abbiamo già fatti 17, come veniva ricordato.
Se, invece, ci domandasse: quando sarò esentato dal bollo della mia automobile? Beh, dovremmo rispondergli: aspetta la legge di bilancio, poi, se hai una macchina che supera gli 80 chilowatt… però devi avere tre figli di cui uno minorenne, l'altra con gli occhi azzurri e una bionda e, allora, forse, avrai diritto, vedremo, chissà, un giorno.
E, poi, sul bollo: noi lo proponevamo un anno fa, alle elezioni regionali, in Calabria, e la Presidente del Consiglio ha paragonato la proposta del nostro candidato Tridico a Cetto La Qualunque. È tutto riscontrabile, perché, voi lo sapete, abbiamo una Presidente del Consiglio che si è dilettata, negli anni, a fare reel davanti alle pompe di benzina, a fare reel, comizi e commenti dispregiativi su proposte; dopodiché, prendiamo atto che la proposta che il Campo largo aveva fatto in regione Calabria è divenuta un vessillo, una bandiera di Forza Italia e di questo Governo, in questo Palazzo (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).
Presidente, io credo che lo smarrimento delle cittadine e dei cittadini sia il senso politico profondo di questo provvedimento. Viene presentato come un decreto urgente, ma al cittadino non offre certezze sul domani: racconta quello che è successo fino a ieri, ci si chiede la fiducia oggi, ma, nessuno spiega - nemmeno voi - a questi cittadini che cosa accadrà domani. La politica, soprattutto quando interviene sul costo della vita, non può limitarsi a raccontare quello che ha fatto: ha il dovere di dire alle persone su cosa potranno contare, qual è l'orizzonte, la prospettiva.
Guardate, nessuno di noi sottovaluta il valore dei risparmi riconosciuti, seppur flebili, a chi ha fatto rifornimento ed era necessitato nei periodi interessati a queste riduzioni, il problema è un altro: chi utilizza l'automobile per andare al lavoro, che accompagna i figli a scuola, che ogni giorno percorre decine e decine di chilometri per raggiungere un luogo di lavoro che spesso non è servito dai mezzi pubblici ha bisogno di avere una continuità, di avere degli interventi che non siano fatti a targhe alterne, seppur personalizzate. Questa è la domanda che i cittadini ci fanno, queste sono le risposte che i cittadini chiedono a questa domanda. Perché il costo del carburante non si arresta quando termina il periodo di efficacia di un decreto; la vita delle persone, tragicamente se volete, Presidente, non è che finisce, fortunatamente, con una proroga.
Allora, analizziamo l'articolo 1 di questo provvedimento. Sul gasolio ordinario avete previsto una riduzione dell'accisa di 10 centesimi al litro dal 18 al 25 settembre e di 5 centesimi dal 26 al 5 ottobre; poi, dal 6 ottobre al 27 ottobre, per 22 giorni, si è tornati all'aliquota piena. Ma io vorrei capire: quando vado alla pompa di benzina, devo essere fortunato ad immaginare che ho scelto la settimana giusta per rifornire la mia automobile, altrimenti non so se lo sconto è di 17, di 5, di 4, di 3 o zero.
Allora, facciamo un calcolo: sommando i due intervalli, ci sono 46 giorni nei quali un lavoratore, un pendolare, un piccolo artigiano o un commerciante hanno continuato a percorrere la stessa strada, a sostenere gli stessi costi di vita e a utilizzare lo stesso carburante, ma senza poter beneficiare di alcuna riduzione. Allora, rivolgo una domanda alla maggioranza: che cos'è cambiato nella vita di quel lavoratore o di quella lavoratrice la mattina del 6 ottobre? È diminuita la distanza da percorrere? No. È aumentato il suo stipendio? Ci mancherebbe. È diventato meno caro fare il pieno di benzina o di gasolio? No. Allora, semplicemente, è scaduto il sostegno a intermittenza da parte del Governo. Ma il caro carburanti, colleghi, non segue il calendario dei decreti e non possiamo chiedere ai cittadini di organizzare - come vi dicevo prima - la propria vita in base alle scadenze della politica.
Dal 28 ottobre è intervenuta l'accisa mobile: il Governo ha destinato 38,7 milioni di euro di maggior gettito IVA alla riduzione dell'accisa sul gasolio fino al 7 novembre. Su un pieno di 50 litri, il beneficio, se trasferito integralmente al prezzo alla pompa, è di - sentite e tremate, cari cittadini, ma voi già lo sapete - di 2,44 euro. Avete fatto - devo dire - un capolavoro, anche per come l'avete raccontato. Sono soldi, guardate, che contano nelle tasche dei cittadini; e sono soldi che contano, soprattutto, per far quadrare i conti, per arrivare non a fine mese, ma almeno alla terza settimana del mese.
Ora resta una grande domanda inevasa: cosa succederà dopo il 7 novembre? Su questo aspetteremo l'ennesimo provvedimento tampone, forse, chissà, vedremo o spereremo un giorno… lo dico anche ai colleghi del MoVimento 5 Stelle e al vice presidente Gubitosa, se mi fa parlare. Presidente, per favore...
PRESIDENTE. Il collega Ricciardi ce l'ha con lei, onorevole Gubitosa, perché parlate... Prego.
TONI RICCIARDI (PD-IDP). Grazie. Allora, un'impresa di trasporto che oggi deve concordare il prezzo di una consegna - questa è la domanda - per la settimana successiva, Presidente, con quale calcolo deve quantificare le spese di trasporto? Queste sono le domande che, probabilmente, seduti alla scrivania di Palazzo Chigi, nessuno di voi si è mai posto. Allora, un autotrasportatore, che viene criminalizzato perché ha l'ardire di protestare civilmente contro questo Governo, vi chiede certezze e vi pone la domanda: devo fare una consegna l'8 novembre; l'8 novembre il costo di trasporto che io debbo calcolare quale sarà? Allo stesso tempo, una famiglia, che immagina di poter programmare delle spese, in base a quale previsione deve programmare quelle spese?
E che fine farà, in tutto questo calcolo previsionale di spese, l'IVA delle accise mobili? Ci sarà o non ci sarà? Voi capite che viaggiamo nell'incertezza più totale. Ma arriviamo a un tema centrale, che voi per l'ennesima volta fate finta di non vedere e nemmeno nella bozza di legge di bilancio prevedete: il drenaggio fiscale. Voi ce la potete raccontare come volete, scendete di un punto percentuale, un'aliquota anziché un'altra, ma il drenaggio fiscale ha dimostrato che sta mettendo sul lastrico molte famiglie, sia per quanto riguarda i carburanti, sia per quanto riguarda il potere d'acquisto, sia per quanto riguarda tante altre vicende.
Del bollo ho parlato. Sui 150 milioni, su quel buco senza fondo della Fondazione Milano-Cortina, stendiamo un velo pietoso (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista). Io faccio una domanda a lei, Presidente: se questa cosa fosse accaduta nella Taranto-Palermo avremmo avuto la Lega che stava qui a fare cagnara un giorno sì e l'altro pure, perché erano quelle cose che accadevano nel Mezzogiorno. Accade nella Fondazione Milano-Cortina e passa sotto silenzio l'ennesimo finanziamento di 150 milioni (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista). Ma arriviamo anche all'ultimo punto…
PRESIDENTE. Concluda, onorevole.
TONI RICCIARDI (PD-IDP). …che è quello dei frontalieri. Guardate, vi siete inventati la favolina, perché quelli sono i soldi che puntualmente vengono destinati. Veniva ricordato che per la prima volta si applica la fiscalità di confine: voi ci dovete dire a quali comuni vanno questi soldi, perché, se li date alla regione Lombardia, state facendo un altro mestiere, che si chiama, Presidente, clientelismo, perché costringerete i sindaci a venire a bussare alle vostre porte.
Detto questo, Presidente, e chiudo, proprio perché noi del Partito Democratico capiamo e interpretiamo la difficoltà delle famiglie, dei cittadini e degli autotrasportatori, e non soffiamo sulla protesta, mai, ma cerchiamo risposte consapevoli alla difficoltà delle persone e delle famiglie, per questa ragione dichiaro il voto di astensione da parte del gruppo del Partito Democratico (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Congedo. Ne ha facoltà.
SAVERIO CONGEDO (FDI). Grazie, Presidente. Sottosegretario Albano, il provvedimento al nostro esame non può e non deve essere considerato isolatamente, ma va inquadrato in una più ampia serie di interventi che il Governo Meloni ha adottato per contrastare gli effetti della crisi energetica e del caro carburanti. Si tratta di una situazione complessa, sulla quale pesano tensioni geopolitiche e conflitti internazionali che nessun Governo nazionale può pensare di controllare autonomamente. Ma questo non significa rassegnarsi all'immobilismo, ma al contrario utilizzare tempestivamente e responsabilmente gli strumenti a disposizione per attenuarne le conseguenze su famiglie e imprese, salvaguardando al tempo stesso i conti pubblici.
È esattamente in questa prospettiva che va letto il decreto in discussione, che per certi versi contiene solo anticipazioni di misure più strutturali che troveranno compimento nella legge di bilancio. Il provvedimento, infatti, è intervenuto nuovamente sulle accise per il gasolio: dall'inizio dell'emergenza energetica ad oggi sono stati ben 17 gli interventi adottati tra decreti-legge e decreti ministeriali per la riduzione delle accise, con uno stanziamento di oltre 2 miliardi di euro. Sono numeri che testimoniano la dimensione delle risorse mobilitate per fronteggiare il caro carburanti, la volontà e la capacità del Governo Meloni e della maggioranza di intervenire tempestivamente per affrontare l'emergenza.
Non siamo, quindi, di fronte a un intervento spot, occasionale ed estemporaneo, come detto dalle opposizioni, ma ad un'azione di Governo che si sviluppa e si svilupperà con continuità e prontezza di riflessi attraverso misure calibrate sulla base dell'evoluzione della situazione internazionale e dell'andamento dei mercati energetici.
Il decreto interviene anche con un sostegno per l'autotrasporto, prorogando il credito d'imposta destinato alle imprese del settore con oltre 21 milioni di euro. Una misura importante perché il costo del carburante non pesa soltanto sulle imprese di trasporto, ma si ripercuote sull'intera filiera produttiva e inevitabilmente sui prezzi pagati dai consumatori. Anche su questo il cantiere è aperto e troverà sviluppi nella prossima legge di bilancio. Infatti, sostenere gli autotrasportatori significa contribuire a difendere anche il potere di acquisto delle famiglie italiane.
Un'altra disposizione particolarmente significativa riguarda l'esenzione dal pagamento del bollo, una tassa invisa agli italiani e che in tanti hanno promesso di togliere, ma che il Governo Meloni e questa maggioranza hanno finalmente fatto (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia). È una misura ponte che sarà ulteriormente ampliata e resa strutturale nella legge di bilancio, una misura che interessa soprattutto le automobili utilizzate quotidianamente dalla famiglia per andare al lavoro, per portare i figli a scuola e per affrontare le necessità della vita. È un intervento che prevede anche le compensazioni a favore delle regioni.
Il provvedimento contiene, inoltre, disposizioni per i lavoratori frontalieri e il differimento del contributo amministrativo sulle piccole spedizioni provenienti dai Paesi extraeuropei. Ma desidero richiamare anche l'attenzione su una misura di particolare valore sociale: lo stanziamento di 288 milioni aggiuntivi per le borse di studio universitarie, un investimento che guarda ai giovani e alle famiglie e che contribuisce a rendere effettivo il diritto allo studio. Infatti, il futuro di un ragazzo non può e non deve dipendere esclusivamente dalle condizioni economiche della famiglia nella quale nasce.
Di fronte a questi interventi dalle opposizioni solo critiche, accompagnate dal solito ritornello “troppo poco, si può fare di più, si può fare meglio”, in un continuo tentativo di alzare l'asticella con proposte fumose, senza indicare le coperture finanziarie, senza offrire soluzioni concrete e senza nemmeno spiegare, se si può fare più e meglio, perché non è stato fatto in precedenza, in particolare con riferimento all'esenzione dal bollo (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).
E, a proposito di ricette economiche, attendiamo veramente di conoscere quelle del variegato universo del centrosinistra, perché sarà interessante capire come posizioni diverse e per molti versi inconciliabili saranno tenute insieme nel programma del Campo largo di cui si sente in questi giorni parlare. Infatti, visto quello che si legge e si sente, il programma di Governo del Campo largo dovrebbe essere così largo da fare spazio sia al campo delle tasse che al campo delle spese e, direi, degli sperperi.
Il campo delle tasse schiera, ovviamente, il duo Bonelli e Fratoianni, che parlano di introduzione della patrimoniale e del principio della restituzione fiscale. È qualcosa che somiglia al concetto di esproprio proletario, così caro al loro mentore Ilaria Salis (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia). E schierano anche Ernesto Maria Ruffini, il nuovo guru delle politiche fiscali del centrosinistra, già direttore dell'Agenzia delle entrate, protagonista della stagione del fisco dal volto feroce che obiettivamente nessuno rimpiange più.
E poi c'è il campo dello sperpero e dell'assistenzialismo: qui vengono schierati i campioni, cioè Giuseppe Conte e i 5 Stelle, che, per raccattare voti, stanno rispolverando addirittura il reddito di cittadinanza, come se non bastassero i danni già fatti proprio con il reddito di cittadinanza, con i banchi a rotelle e con il superbonus, costato agli italiani 174 miliardi di euro, la più grande operazione di spreco di soldi pubblici della storia italiana (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia). Fonte: Corte dei conti. Ed è veramente singolare che a parlare di sprechi siano proprio i colleghi del MoVimento 5 Stelle.
Insomma, l'idea del Campo largo sembra abbastanza chiara: tassa e spendi, o meglio, tassa e sperpera, il tutto con l'avallo del Partito Democratico. Noi rivendichiamo, invece, un'impostazione assolutamente diversa: contenimento della pressione fiscale, sostegno a chi lavora e produce, attenzione alle famiglie e responsabilità nella gestione delle risorse pubbliche.
In questi quattro anni abbiamo riportato nelle tasche degli italiani 21 miliardi col taglio del cuneo fiscale, diventato strutturale, e con le modifiche al regime IRPEF, e ridotto il carico fiscale per famiglie e imprese di 140 miliardi. E sul drenaggio fiscale voglio dire al collega del Partito Democratico che, per ogni euro perso col fiscal drag, le misure messe in campo con la riforma fiscale hanno restituito 1,4 euro; sono fonti della Banca centrale europea che ha individuato e indicato l'Italia come una Nazione virtuosa su questo fronte.
Al contempo, grazie anche alle politiche attente e responsabili nella gestione dei conti pubblici e grazie all'autorevolezza del Presidente Giorgia Meloni, l'Italia ha riconquistato credibilità, prestigio e autorevolezza sul piano internazionale. Oggi, l'Italia è una Nazione ascoltata e rispettata ai tavoli che contano; non è più oggetto di sorrisetti sufficienti e di colpetti di gomito che in passato alcuni leader stranieri scambiavano nei vertici internazionali di fronte a una “Italietta” che oggi non esiste più (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).
Concludo, Presidente. Nessuno sostiene che questo decreto possa risolvere da solo tutte le conseguenze economiche della crisi internazionale, ma si tratta di un ulteriore intervento concreto a sostegno di famiglie e imprese con la riduzione del peso delle accise, con il sostegno agli autotrasportatori, con l'alleggerimento della tassa automobilistica, con gli investimenti per il diritto allo studio. Siamo convinti che tutela di famiglie e imprese e serietà dei conti pubblici non siano obiettivi alternativi, ma possano e debbano procedere nella stessa direzione; perché governare non significa promettere tutto a tutti, ma scegliere le priorità, individuare le risorse, assumersi la responsabilità delle decisioni.
È questo principio che guida l'azione di Giorgia Meloni ed è per questa ragione che Fratelli d'Italia sostiene questo provvedimento e, più in generale, le politiche economiche del Governo. Detto questo, Presidente, annuncio il voto favorevole del gruppo di Fratelli d'Italia (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).
PRESIDENTE. Sono così esaurite le dichiarazioni di voto finale.
(Coordinamento formale - A.C. 3106-A)
PRESIDENTE. Se non vi sono obiezioni, la Presidenza si intende autorizzata al coordinamento formale del testo approvato.
(Così rimane stabilito).
(Votazione finale ed approvazione - A.C. 3106-A)
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione finale.
Indìco la votazione nominale finale, mediante procedimento elettronico, sul disegno di legge n. 3106-A: "Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 17 settembre 2026, n. 162, recante disposizioni urgenti per il sostegno economico e il contenimento degli effetti derivanti dal perdurante aumento del costo dei carburanti, nonché in materia fiscale".
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
La Camera approva (Vedi votazione n. 14).
Sui lavori dell'Assemblea.
PRESIDENTE. Secondo le intese intercorse tra i gruppi, l'esame degli ulteriori argomenti iscritti all'ordine del giorno è rinviato alla prossima settimana.
Sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, sull'ordine dei lavori, il deputato Gianangelo Bof. Ne ha facoltà.
GIANANGELO BOF (MISTO-FNV-F). Presidente, onorevoli colleghi. Intervengo per chiedere un'informativa urgente al Ministro Crosetto in merito a una questione che, ahimè, a nostro avviso, tocca anche la sicurezza nazionale: riguarda un concorso indetto dal Ministero della Difesa per arruolare 1.100 unità di personale ausiliario della Difesa.
C'è stato un ricorso da parte della CGIL - che, in prima istanza, è stato accolto - che prevede che al concorso del Ministero della Difesa, che deve garantire la difesa del nostro Paese, possano partecipare e vincere non solo cittadini UE, ma anche cittadini extra UE. Quindi, potremmo avere all'interno della nostra Difesa, all'interno della Difesa del nostro Paese, persone che non hanno la cittadinanza italiana, che non sono italiane. Ma vi immaginate quale falla potrebbe rappresentare per la sicurezza del nostro Paese, anche se si trattasse solo di personale ausiliario, semplicemente per la tipologia delle informazioni che vengono messe a conoscenza di queste persone?
Vedete, noi spesso in quest'Aula sentiamo dire che è a repentaglio la sicurezza del nostro Paese per le presunte influenze straniere, di cui dovrebbe essere complice anche Futuro Nazionale. Bene, ce l'abbiamo in casa il problema per la sicurezza nazionale. Il problema per la sicurezza nazionale è la CGIL, il problema per la sicurezza nazionale è la sinistra (Commenti di deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista) che vorrebbe infiltrare, all'interno delle nostre Forze armate e di chi deve gestire la difesa del nostro Paese, anche persone che non sono italiane (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Futuro Nazionale Vannacci-Free).
Quindi, noi chiediamo al Ministro Crosetto cosa intenda fare il Ministero per tutelare in sede giudiziaria un concorso che, a nostro avviso, era corretto, che era aperto solo a cittadini italiani; cosa intenda fare il Ministro per tutelare il Ministero su questa triste vicenda che, ahimè, a nostro avviso, mette veramente a repentaglio la sicurezza del nostro Paese. Dire che chi lavora alla difesa del nostro Paese possa anche non essere cittadino italiano lo ritengo veramente molto grave: è una cosa grave per la sicurezza del nostro Paese (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Futuro Nazionale Vannacci-Free).
Sui lavori dell'Assemblea.
PRESIDENTE. Avverto che, con lettera in data 4 novembre, il presidente della Commissione giustizia ha rappresentato l'esigenza - sulla quale ha convenuto all'unanimità l'Ufficio di Presidenza, integrato dai rappresentanti di gruppo della Commissione medesima - di posticipare alla seduta di mercoledì 11 novembre l'avvio della discussione in Assemblea del disegno di legge n. 3121 di conversione del decreto-legge n. 168 del 2026, attualmente previsto, per la discussione generale, nella seduta di martedì 10 novembre al termine della votazione e, per il seguito dell'esame, a partire dalla seduta di mercoledì 11 novembre.
Pertanto, secondo le intese intercorse tra i gruppi, la relativa discussione generale sarà iscritta all'ordine del giorno della seduta di mercoledì 11 novembre dopo l'eventuale seguito dell'esame del disegno di legge n. 3119 (il decreto-legge n. 167 del 2026 relativo ai veicoli Euro 5), mentre il seguito dell'esame sarà iscritto al termine della relativa discussione generale.
Interventi di fine seduta.
PRESIDENTE. Passiamo agli interventi di fine seduta.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Cangiano. Ne ha facoltà.
GEROLAMO CANGIANO (FDI). Grazie, Presidente. La sanità in Campania è al collasso. Migliaia di cittadini sono costretti a curarsi negli ospedali del Nord Italia, con la regione Campania che finisce per trasferire risorse alle strutture sanitarie di altre regioni, anziché rafforzare le proprie. In questo scenario, cosa accade all'ASL di Caserta, guidata dal direttore generale, il dottor Limone? Si sottoscrive una transazione da 25 milioni di euro su una vicenda ancora pendente in Cassazione, un'operazione segnalata dal collegio sindacale: su questi 25 milioni pretendiamo chiarezza da parte dell'ASL. E il presidente Fico dov'è? Nessuna risposta all'appello del Pineta Grande Hospital, che ha annunciato la chiusura a breve, se non arriveranno risposte concrete, con il rischio di lasciare senza un presidio sanitario migliaia di cittadini tra le province di Napoli e di Caserta. Però, Fico lo ritroviamo proprio a Castel Volturno a manifestare, insieme a chi ha avuto la vergogna di chiamare “scarafaggi” gli uomini e le donne delle nostre Forze di Polizia. Al Presidente Fico diciamo che è arrivato il momento di assumersi le proprie responsabilità e di provare a restituire dignità alla sanità in Campania perché i soldi dei cittadini campani devono servire a curare i cittadini campani, non a continuare a finanziare e a rafforzare gli ospedali del Nord Italia (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Cavandoli. Ne ha facoltà.
LAURA CAVANDOLI (LEGA). Grazie, Presidente. Abbiamo sentito l'annuncio di questa nuova moschea che verrà costruita a Parma, un progetto - abbiamo visto anche un rendering - mastodontico, da 1.600 persone, in una zona a ridosso della città, vicino alla casa circondariale della nostra provincia.
È assolutamente un progetto fuori da ogni contesto e che desta tanta, tanta preoccupazione per quello che riguarda la nostra città.
Noi della Lega siamo intervenuti e abbiamo fatto un sit-in, abbiamo manifestato contro la costruzione di questa moschea. Abbiamo chiesto al comune informazioni e notizie. Il comune ha detto “sì, è autorizzata”, “no, non è autorizzata”; una pianificazione urbanistica che sembra piegarsi alle volontà della sinistra.
Invece, noi vogliamo il rispetto delle regole. Vogliamo che questa moschea non venga realizzata. Lo diciamo perché siamo tutori e vogliamo che si applichino le regole giuste per tutti.
Purtroppo, l'articolo 3 della Costituzione prevede un principio di uguaglianza, ma l'articolo 8 della Costituzione prevede quello che è più importante: le confessioni religiose straniere devono stipulare delle intese con lo Stato italiano. La comunità islamica non l'ha fatto e non lo vuole fare. Non riusciamo a capire perché le nostre regole, che tutelano la nostra vita civile, debbano essere disapplicate in nome di un'uguaglianza religiosa che, di fatto, non viene rispettata.
Noi della Lega, insieme al Ministro Salvini e al Ministro Piantedosi, chiediamo il rispetto delle regole e controlliamo i flussi finanziari, perché 6 milioni di euro non sono noccioline e vogliamo, a tutti i costi, che questa moschea, se deve essere realizzata, sia conforme a quello che prevede il nostro ordinamento giuridico.
Per noi della Lega: no alle moschee, no all'Islam e soprattutto, Presidente, no alle discriminazioni, soprattutto alle discriminazioni nei confronti dei cittadini italiani (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Simiani. Ne ha facoltà.
MARCO SIMIANI (PD-IDP). Grazie, Presidente. Voglio ringraziare la Presidenza per questa opportunità, perché oggi, ormai da poche ore, ricorrono i 60 anni dall'alluvione di Grosseto; 60 anni che sono stati per noi molto importanti, perché Grosseto è rinata dopo quell'alluvione con un grande sacrificio fatto di difficoltà e di rinascita.
Gli occhi del mondo erano tutti comprensibilmente concentrati su Firenze, però a Grosseto si consumava una tragedia silenziosa, visto che lì, in quegli anni, c'era una trasformazione vera. Dal punto di vista dell'agricoltura, la riforma agraria, nel 1950, aveva portato una grande trasformazione dei raccolti e un grande impegno della campagna. Inoltre, Grosseto stava rinascendo, perché vi ricordo che Grosseto è nata nella palude, con la malaria e con grandi difficoltà: fino al 1956 c'era l'estatatura e il comune si trasferiva a Scanzano.
Da quel momento, però, Grosseto dopo quella grande tragedia, ha saputo rinascere e ha saputo rimettersi in piedi grazie ai Vigili del fuoco, alle Forze dell'ordine e a tutte le persone che hanno dato una mano, a quegli angeli del fango che hanno permesso di ricostruire Grosseto, di rimettere in piedi Grosseto, perché la tragedia era molto grande e, soprattutto, molto complicata, anche dal punto di vista dei collegamenti.
Per questo io voglio ricordare questo appuntamento, ringraziando veramente tutte le istituzioni e anche chi in questi anni ha lavorato affinché questa cosa non succedesse più.
Oggi ci sono grandi opere idrauliche che sono state costruite, grandi opportunità dal punto di vista della gestione del reticolo minore e grandi investimenti anche per quanto riguarda il dissesto idrogeologico. Io per questo voglio ringraziare la regione Toscana e, soprattutto, voglio ringraziare tutte quelle persone che oggi si ricordano questo momento: Grosseto è un appuntamento minore da ricordare, vista la grande importanza dell'alluvione di Firenze.
Voglio ricordare questo aspetto perché Grosseto è nata dall'acqua. Con il suo sacrificio, con il fango che ha dovuto togliere, non solo è rinata, ma ha cominciato la sua fiera ricostruzione che ancora deve essere compiuta. Sicché ringrazio la Camera di questa opportunità e ringrazio, in questo caso, tutte le istituzioni che hanno ricordato questo appuntamento.
PRESIDENTE. Noi ringraziamo lei, onorevole Simiani. Ha chiesto di parlare l'onorevole Barabotti. Ne ha facoltà.
ANDREA BARABOTTI (LEGA). Grazie, Presidente. A Prato, terza città del Centro Italia, assistiamo alle conseguenze di anni di immigrazione incontrollata e alla crescita di una criminalità organizzata sempre più pericolosa.
Oggi sulle pagine de La Nazione, il procuratore Luca Tescaroli denuncia un sistema di organizzazioni mafiose cinesi, alleate con la 'ndrangheta, la Sacra Corona Unita e gruppi albanesi. Un sistema che prospera attraverso l'immigrazione clandestina, lo sfruttamento del lavoro, l'evasione fiscale e il riciclaggio, arrivando persino a condizionare le amministrazioni e le campagne elettorali.
Voglio esprimere tutta la mia vicinanza al procuratore della Repubblica, Luca Tescaroli, a tutti gli uomini e le donne delle Forze dell'ordine impegnati in questa battaglia sul territorio contro queste nuove mafie.
Il Governo è dalla vostra parte, questa maggioranza è dalla vostra parte, tutto lo Stato è dalla vostra parte.
In questi anni non siamo rimasti a guardare. Il 15 agosto 2025, il Ministro Piantedosi ha voluto convocare a Prato un comitato per l'ordine e la sicurezza nazionale e, da allora, sul territorio sono arrivati 34 nuovi agenti delle Forze di Polizia; la tenenza dei Carabinieri di Montemurlo è diventata una compagnia; sono stati destinati 4 ulteriori militari alle attività investigative ed è stato disposto il raddoppio dell'organico previsto del nucleo dei Carabinieri dell'Ispettorato del lavoro.
Sono risposte concrete, ma non sono ancora sufficienti. Dobbiamo continuare a rafforzare la presenza dello Stato, contrastare l'immigrazione irregolare, colpire i patrimoni e gli affari mafiosi, emarginare gli amministratori e i politici che si fanno pagare le campagne elettorali da quei potentati stranieri. Perché, se Prato oggi è la frontiera dove lo Stato combatte questa battaglia verso le nuove mafie straniere, con l'impegno di tutti, Prato dovrà trasformarsi nel luogo in cui lo Stato questa battaglia contro le mafie straniere la vincerà una volta per tutte (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier).
Ordine del giorno della prossima seduta.
PRESIDENTE. Comunico l'ordine del giorno della prossima seduta.
Venerdì 6 novembre 2026 - Ore 9,30:
1. Svolgimento di interpellanze urgenti .
La seduta termina alle 12,55.
SEGNALAZIONI RELATIVE ALLE VOTAZIONI EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA
Nel corso della seduta è pervenuta la seguente segnalazione in ordine a votazioni qualificate effettuate mediante procedimento elettronico (vedi Elenchi seguenti):
nella votazione n. 2 il deputato Sasso ha segnalato che ha erroneamente espresso voto contrario mentre avrebbe voluto esprimere voto favorevole;
nella votazione n. 7 la deputata Ruffino ha segnalato che ha erroneamente espresso voto contrario mentre avrebbe voluto esprimere voto favorevole;
nella votazione n. 8 il deputato Paolo Emilio Russo ha segnalato che non è riuscito ad esprimere voto contrario.
VOTAZIONI QUALIFICATE EFFETTUATE MEDIANTE PROCEDIMENTO ELETTRONICO
| INDICE ELENCO N. 1 DI 2 (VOTAZIONI DAL N. 1 AL N. 13) | ||||||||||
| Votazione | O G G E T T O | Risultato | Esito | |||||||
| Num | Tipo | Pres | Vot | Ast | Magg | Fav | Contr | Miss | ||
| 1 | Nominale | DDL 3106-A - ODG 9/4 | 226 | 221 | 5 | 111 | 5 | 216 | 84 | Resp. |
| 2 | Nominale | ODG 9/3106-A/5 | 232 | 226 | 6 | 114 | 5 | 221 | 83 | Resp. |
| 3 | Nominale | ODG 9/3106-A/6 | 231 | 230 | 1 | 116 | 6 | 224 | 83 | Resp. |
| 4 | Nominale | ODG 9/3106-A/7 | 229 | 228 | 1 | 115 | 6 | 222 | 83 | Resp. |
| 5 | Nominale | ODG 9/3106-A/20 | 241 | 238 | 3 | 120 | 105 | 133 | 83 | Resp. |
| 6 | Nominale | ODG 9/3106-A/22 | 240 | 181 | 59 | 91 | 49 | 132 | 83 | Resp. |
| 7 | Nominale | ODG 9/3106-A/23 | 242 | 239 | 3 | 120 | 105 | 134 | 83 | Resp. |
| 8 | Nominale | ODG 9/3106-A/24 | 243 | 236 | 7 | 119 | 101 | 135 | 82 | Resp. |
| 9 | Nominale | ODG 9/3106-A/25 | 245 | 238 | 7 | 120 | 110 | 128 | 82 | Resp. |
| 10 | Nominale | ODG 9/3106-A/26 | 245 | 244 | 1 | 123 | 107 | 137 | 82 | Resp. |
| 11 | Nominale | ODG 9/3106-A/27 | 236 | 234 | 2 | 118 | 103 | 131 | 82 | Resp. |
| 12 | Nominale | ODG 9/3106-A/13 | 234 | 233 | 1 | 117 | 103 | 130 | 82 | Resp. |
| 13 | Nominale | ODG 9/3106-A/21 | 237 | 235 | 2 | 118 | 103 | 132 | 82 | Resp. |
F = Voto favorevole (in votazione palese). - C = Voto contrario (in votazione palese). - V = Partecipazione al voto (in votazione segreta). - A = Astensione. - M = Deputato in missione. - T = Presidente di turno. - P = Partecipazione a votazione in cui é mancato il numero legale. - X = Non in carica.
Le votazioni annullate sono riportate senza alcun simbolo. Ogni singolo elenco contiene fino a 13 votazioni. Agli elenchi é premesso un indice che riporta il numero, il tipo, l'oggetto, il risultato e l'esito di ogni singola votazione.
| INDICE ELENCO N. 2 DI 2 (VOTAZIONI DAL N. 14 AL N. 14) | ||||||||||
| Votazione | O G G E T T O | Risultato | Esito | |||||||
| Num | Tipo | Pres | Vot | Ast | Magg | Fav | Contr | Miss | ||
| 14 | Nominale | DDL 3106-A - VOTO FINALE | 214 | 165 | 49 | 83 | 127 | 38 | 79 | Appr. |