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Speciale Provvedimenti

Unione europea e governance economica
Unione europea: questioni istituzionali
Legge europea 2017
informazioni aggiornate a giovedì, 14 settembre 2017

L'Assemblea della Camera dei deputati, nella seduta del 20 luglio 2017, ha approvato con modificazioni (259 voti favorevoli, 165 astenuti e un voto contrario) il disegno di legge europea 2017 (C. 4505-A). Il disegno di legge è all'esame del Senato (S. 2886).

Contenuto

Il disegno di legge europea 2017, come modificato nel corso dell'esame in Commissione (C. 4505-A) si compone di 19 articoli (suddivisi in 7 capi) che modificano o integrano disposizioni vigenti dell'ordinamento nazionale al fine di adeguarne i contenuti al diritto europeo.

Il provvedimento è volto a consentire la definizione di 3 procedure di infrazione e di 5 casi di pre-contenzioso (EU-Pilot), a superare una delle contestazioni mosse dalla Commissione europea nell'ambito di un caso EU-Pilot, a garantire la corretta attuazione di 3 direttive già recepite nell'ordinamento interno, a introdurre sanzioni per la violazione di norme regolamentari europee, nonché ad apportare alcune modifiche alla legge n. 234 del 2012.

Il disegno di legge originario, presentato il 19 maggio 2017, conteneva 14 articoli, volti a consentire la definizione di 3 procedure di infrazione e di 3 casi di pre-contenzioso (EU-Pilot), a superare una delle contestazioni mosse dalla Commissione europea nell'ambito di un caso EU-Pilot, a garantire la corretta attuazione di 2 direttive già recepite nell'ordinamento interno, nonché ad apportare alcune modifiche alla legge n. 234 del 2012.Nel corso dell'esame in sede referente, conclusosi il 5 luglio 2017, il disegno di legge è stato oggetto di modificazioni ed integrazioni:
  • sono stati inseriti 6 nuovi articoli;
  • è stato soppresso un articolo;
  • sono state apportate modifiche a 7 articoli.

L'articolato del provvedimento all'esame dell'Assemblea si compone di disposizioni aventi natura eterogenea che intervengono nei seguenti settori: libera circolazione delle merci, delle persone e dei servizi (articoli da 1 a 2-bis); giustizia e sicurezza (articoli 3 e 4); fiscalità (articoli 6 e 7); lavoro (articolo 8); tutela della salute (articoli da 9 a 9-ter); tutela dell'ambiente (articoli da 10 a 11-bis); altre disposizioni (articoli da 12 a 14).

Il Capo I (articoli da 1 a 2-bis) contiene disposizioni in materia di libera circolazione delle merci, delle persone e dei servizi.

In particolare, l'articolo 1 modifica il decreto legislativo n. 96 del 2001, riallineando la disciplina per l'accesso degli avvocati stabiliti al patrocinio davanti alle giurisdizioni superiori. a quella prevista dalla legge professionale forense per gli avvocati che hanno ottenuto la qualifica in Italia. La disposizione:

  • riduce da 12 a 8 anni il periodo minimo di esercizio della professione forense in ambito UE da parte dell'avvocato stabilito ai fini dell'iscrizione nella sezione speciale dell'albo per il patrocinio davanti alle giurisdizioni superiori;
  • aggiunge, agli stessi fini, l'obbligo della lodevole e proficua frequenza della Scuola superiore dell'avvocatura;
  • detta una disciplina transitoria per l'iscrizione nella sezione speciale dell'albo analoga a quella prevista dalla legge professionale forense.

L'articolo 2, modificato in Commissione, introduce, attraverso alcune novelle al codice dei medicinali veterinari (decreto legislativo n. 193 del 2006) una disciplina riguardante la tracciabilità dei farmaci ad uso veterinario mediante ricetta sanitaria elettronica, applicabile anche ai mangimi medicati, di cui al decreto legislativo n. 90 del 1993. Si segnala che, tra i documenti all'esame delle istituzioni dell'Unione europea, la Commissione europea ha presentato, il 10 settembre 2014, la proposta di regolamento relativo ai medicinali veterinari (COM(2014) 558) che è volta ad abrogare e sostituire la direttiva 2001/82 recante il codice comunitario relativo ai medicinali veterinari.

L'articolo 2-bisinserito nel corso dell'esame in Commissione, modifica il Codice delle comunicazioni elettroniche per introdurre nell'ordinamento italiano le sanzioni amministrative per la violazione delle disposizioni europee relative al roaming nelle reti pubbliche di comunicazioni mobili ed al c.d Internet aperto (Regolamento 2012/53/UE, come modificato dal regolamento 2015/2120/UE), su cui sono state avanzate richieste di chiarimenti all'Italia nell'ambito del caso Eu Pilot 8925/16/CNECT.

Il Capo II (articoli 3 a 4) contiene disposizioni in materia di giustizia e sicurezza.

L'articolo 3 amplia il campo di applicazione dell'aggravante di "negazionismo", prevista dall'articolo 3 della legge n. 654 del 1975, stabilendo la punibilità anche della grave minimizzazione e dell'apologia della Shoah o dei crimini di genocidio, dei crimini contro l'umanità e dei crimini di guerra. Viene, inoltre, aggiunto il "negazionismo" ai delitti che, ai sensi del decreto legislativo n. 231 del 2001, comportano la responsabilità delle persone giuridiche. In particolare, in relazione alla commissione di tale reato si prevede l'applicazione all'ente di sanzioni pecuniarie e interdittive. L'intervento dovrebbe consentire di sanare il caso EU-Pilot 8184/15/JUST, attuando i contenuti della decisione quadro 2008/913/GAI sulla lotta contro talune forme ed espressione di razzismo e xenofobia mediante il diritto penale.

L'articolo 4, modificato in Commissione, estende l'ambito di applicazione delle disposizioni della legge europea 2015/2016 (legge 7 luglio 2016, n. 122) relative all'indennizzo delle vittime di reati intenzionali violenti, anche alle fattispecie precedenti alla sua entrata in vigore (23 luglio 2016), modificando altresì alcuni dei criteri per l'accesso al fondo per l'indennizzo, fissati agli articoli 12, 13, e 14 della citata legge. A tal fine, sono previsti oneri pari a 26 milioni di euro per l'anno 2017, a valere sul Fondo per il recepimento della normativa europea (art. 41-bis della legge n. 234 del 2012) e a 1,4 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2018, a valere sul Fondo per interventi strutturali di politica economica. La disposizione si propone di completare l'adeguamento della normativa nazionale alle previsioni della direttiva 2004/80/UE, per quanto riguarda l'ambito di operatività ratione temporis della nuova disciplina, anche al fine di risolvere la procedura di infrazione n. 2011/4147.

Il Capo III (articoli 6 e 7) contiene disposizioni in materia di fiscalità.

L'articolo 6 modifica la disciplina concernente la non imponibilità ai fini IVA delle cessioni di beni effettuate nei confronti delle amministrazioni pubbliche e dei soggetti della cooperazione allo sviluppo, destinati ad essere trasportati o spediti fuori dell'Unione europea in attuazione di finalità umanitarie,al fine di garantire l'attuazione della direttiva 2006/112/UE

L'articolo 7 estende il regime fiscale agevolato per le navi iscritte al Registro Internazionale Italiano (RII) anche a favore dei soggetti residenti e non residenti con stabile organizzazione in Italia che utilizzano navi, adibite esclusivamente a traffici commerciali, iscritte in registri di Paesi dell'Unione europea o dello Spazio economico europeo.

Le misure agevolative oggetto di estensione sono le seguenti:

  • credito d'imposta in misura corrispondente all'imposta sul reddito delle persone fisiche dovuta sulle retribuzioni corrisposte al personale di bordo imbarcato, da valere ai fini del versamento delle ritenute alla fonte relative a tali redditi (articolo 4, comma 1, della legge n. 457 del 1997);
  • concorrenza nella misura del 20 per cento del reddito prodotto con navi iscritte nel Registro Internazionale a formare il reddito complessivo assoggettabile all'IRPEF e all'IRES (articolo 4, comma 2, della legge n. 457 del 1997);
  • esclusione dalla base imponibile IRAP del valore della produzione realizzato mediante l'utilizzo di navi iscritte al Registro Internazionale (articolo 12, comma 3 del D.Lgs. n. 446 del 1997);
  • regime forfetario, opzionale, di determinazione del reddito armatoriale: c.d. tonnage tax (articolo 155, comma 1, del TUIR).

E' demandata ad un decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, l'attuazione delle disposizioni.Le coperture finanziarie degli oneri previsti sono pari a 20 milioni di euro per il 2018 e a 11 milioni di euro a decorrere dal 2019.

La disposizione è finalizzata alla chiusura della procedura EU-Pilot 7060/14/TAXU, relativa alla compatibilità con il diritto dell'UE delle vigenti disposizioni concernenti i regimi di determinazione del reddito imponibile delle imprese marittime.

Si segnala che in sede referente è stato soppresso l'articolo 5 del disegno di legge originario, che modificava la disciplina dei rimborsiIVA, al fine di consentire l'archiviazione della procedura di infrazione n. 2013/4080, allo stadio di messa in mora ex art. 258 TFUE. Con tali disposizioni, per le ipotesi residue in cui il soggetto che chiedeva il rimborso IVA presenta profili di rischio e continua ad essere tenuto a prestare idonea garanzia a tutela delle somme erogate, si prevedeva il versamento di una somma a titolo di ristoro delle spese sostenute per il rilascio della garanzia stessa, da effettuarsi quando sia stata definitivamente accertata la spettanza del rimborso. Detto ristoro, di natura forfetaria, era fissato in misura pari allo 0,15 per cento dell'importo garantito per ogni anno di durata della garanzia. Tali norme erano applicabili a partire dai rimborsi richiesti con la dichiarazione annuale relativa al 2017 e con le istanze infrannuali relative al primo trimestre 2018. Gli oneri derivanti dalle disposizioni in esame erano valutati in 7,3 milioni di euro a decorrere dal 2018, coperti mediante corrispondente riduzione del Fondo per il recepimento della normativa europea.

Il Capo IV (articolo 8) contiene disposizioni in materia di lavoro.

L'articolo 8 stanzia risorse per consentire il superamento del contenzioso relativo alla ricostruzione di carriera degli ex lettori di lingua straniera assunti nelle università statali prima dell'entrata in vigore del D.L. 120/1995 (L. 236/1995), con il quale è stata introdotta nell'ordinamento nazionale la nuova figura del "collaboratore esperto linguistico".

Secondo la relazione illustrativa, la disposizione intende risolvere il caso EU-Pilot 2079/11/EMPL  nell'ambito del quale la Commissione europea ha chiesto chiarimenti all'Italia circa la compatibilità dell'art. 26, co. 3, ultimo capoverso, della L. 240/2010 – che ha stabilito l'automatica estinzione dei giudizi in corso alla data della sua entrata in vigore, relativi al trattamento economico degli ex lettori – con l'articolo 47 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, che tutela il diritto a un ricorso effettivo e a un giudice imparziale. In particolare, la Commissione, pur ritenendo che l'automatica estinzione dei giudizi pendenti potrebbe essere vista come logica conseguenza di una definizione in via legislativa della questione oggetto di controversia, si è interrogata sulla necessità e la proporzionalità della restrizione del diritto ad una tutela giurisdizionale effettiva. 

Il Capo V (articoli da 9 a 9-ter) contiene disposizioni in materia di salute.

L'articolo 9, modificato in Commissione, riguardante l'etichettatura delle caseine e dei caseinati destinati all'alimentazione umana, prevede attività di controllo - già svolte in attuazione delle previsioni contenute nel DPR n. 180 del 1988, che ha recepito la direttiva 83/417/UEE, poi abrogata dalla direttiva (UE) 2015/2203 -  sulle indicazioni obbligatorie da riportare nelle etichettature dei prodotti (che sono le stesse di quelle previste nella direttiva 83/417/UEE) e i controlli sul rispetto dei tenori previsti negli allegati della direttiva; ciò per la verifica del fatto che i prodotti siano conformi ai nuovi parametri di tenori stabiliti dalla direttiva (UE) 2015/2203: il tenore massimo di umidità della caseina aumenta dal 10% al 12% e il tenore massimo di grassi del latte della caseina acida alimentare è ridotto al 2%. Nel corso dell'esame in Commissione sono state altresì modificate le regole di commercializzazione dei lotti di prodotto, fabbricati anteriormente all'entrata in vigore della legge europea 2017, e delle etichette non conformi. La disposizione è volta a dare attuazione nell'ordinamento italiano alla direttiva 2015/2203, al fine di consentire l'archiviazione della procedura di infrazione n. 2017/0129, avviata dalla Commissione europea il 24 gennaio 2017, per mancato recepimento della direttiva entro il termine in essa previsto (22 dicembre 2016).

L'articolo 9-bis, inserito nel corso dell'esame in Commissione, chiarisce che il periodo di validità del certificato medico dei lavoratori marittimi, nel caso in cui il medesimo scada durante il viaggio, può essere prorogato per un periodo non superiore a tre mesi. L'intervento legislativo è attuato mediante una novella alle disposizioni sanitarie di cui all'articolo 12, comma 5, del D.Lgs. 71/2015. La disposizione in esame chiarisce che il certificato medico rimane in vigore fino all'arrivo nel successivo porto di scalo dove sia disponibile un medico, a condizione che il periodo in questione non superi i tre mesi. L'intervento normativo è finalizzato a rispondere alle contestazioni del caso Eu Pilot 8443/16/MOVE circa il non corretto recepimento della direttiva 2008/106/UE.

L'articolo 9-ter, inserito nel corso dell'esame in Commissione, introduce un nuovo illecito amministrativo, punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 10.000 a 60.000 euro, a carico di chiunque viola le disposizioni in materia di pubblicità previste dal Regolamento (CE) n. 1272/2008 (Regolamento CLP) sulla classificazione, l'etichettatura e l'imballaggio di sostanze e miscele.

Il Capo VI (articoli da 10 a 11-bis) contiene disposizioni in materia di tutela dell'ambiente.

L'articolo 10, modificato in Commissione, integra le disposizioni, dettate dall'art. 78-sexies del cd. Codice dell'ambiente (D.Lgs. 152/2006), relative ai metodi di analisi utilizzati per il monitoraggio dello stato delle acque, al fine di garantire l'intercomparabilità, a livello di distretto idrografico, dei risultati del monitoraggio medesimo, nonché la valutazione delle tendenze ascendenti e d'inversione della concentrazione degli inquinanti nelle acque sotterranee, al fine di superare alcune delle contestazioni avanzate dalla Commissione europea nell'ambito del caso EU-Pilot 7304/15/ENVI.

L'articolo 11, modificato in Commissione, interviene sulla disciplina relativa ai limiti di emissione per gli impianti di acque reflue urbane recapitanti in aree sensibili, stabilendo che gli stessi limiti (riferiti al contenuto di fosforo e azoto) devono essere monitorati e rispettati non in relazione alla potenzialità dell'impianto ma, più in generale, al carico inquinante generato dall'agglomerato urbano. Inoltre, il comma 2-bis, inserito nel corso dell'esame in Commissione, esclude effetti derivanti dalla modifica di cui al comma 1 su quanto disposto dall'articolo 92 del cd. Codice dell'Ambiente, che disciplina le zone vulnerabili da nitrati di origine agricola, e sulla sua applicazione in relazione ai limiti di utilizzo delle materie agricole contenenti azoto nelle medesime aree. La disposizione mira a garantire una corretta applicazione dell'articolo 5 della direttiva 91/271/UEE che prevede che il trattamento più spinto del secondario per le aree sensibili debba essere applicato a tutti gli scarichi provenienti da agglomerati con oltre 10.000 abitanti equivalenti (A.E), al fine di rispondere ad una contestazione solo informale della Commissione europea nell'ambito delle procedure d'infrazione avviate sulle acque reflue urbane (2004/2034, 2009/2034 e 2014/2059), sulle quali la norma non incide.

L'articolo 11-bis, inserito nel corso dell'esame in Commissione, reca una disciplina volta alla riduzione dell'utilizzo di borse di plastica (c.d. shoppers) in materiale leggero, allo scopo di attuare la direttiva (UE) 2015/720 , in merito alla quale nei confronti dell'Italia è in corso la procedura di infrazione n. 2017/0127 per mancato recepimento nei termini (scadenza: 27 novembre 2016) allo stadio di parere motivato.

Il Capo VII (articoli da 12 a 14) contiene altre disposizioni.

L'articolo 12 apporta modifiche alla legge n. 234 del 2012 recante norme generali sulla partecipazione dell'Italia alla formazione e all'attuazione della normativa e delle politiche dell'Unione europea, al fine di assicurare una maggiore partecipazione del Parlamento nazionale alla fase ascendente degli atti delegati dell'Unione europea e di garantirne il corretto e tempestivo recepimento. In particolare, la lettera a) propone l'inserimento di una nuova lettera e-bis) del comma 7 dell'articolo 29, in forza del quale si dispone che nella relazione illustrativa del disegno di legge di delegazione europea sia inserito l'elenco delle direttive dell'UE che delegano alla Commissione europea il potere di adottare atti di cui all'articolo 290 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea (cd. "direttive deleganti"). Inoltre, la lettera b) dispone in merito al recepimento con decreto ministeriale degli atti delegati aventi un contenuto meramente tecnico. A tal fine, novella il comma 6 dell'articolo 31 della legge n. 234 del 2012, richiamando la disciplina di cui all'articolo 36 "per il recepimento degli atti delegati dell'Unione europea che recano meri adeguamenti tecnici".

L'articolo 12-bis, inserito nel corso dell'esame in Commissione, reca disposizioni ai fini dell'integrale attuazione della direttiva 2014/33/UE per l'armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative agli ascensori e ai componenti di sicurezza per ascensori, con specifico riferimento ai certificati di abilitazione. 

L'articolo 13, modificato in Commissione, disciplina il trattamento economico del personale esterno estraneo alla pubblica amministrazione che partecipa ad iniziative e missioni del Servizio di azione esterna dell'Unione europea (SEAE), come le missioni istituite nell'ambito della Politica di sicurezza e difesa comune o gli uffici dei Rappresentanti speciali UE, novellando a tal fine la legge n. 145 del 2016 sulla partecipazione dell'Italia alle missioni internazionali.

L'articolo 13-bis, inserito nel corso dell'esame in Commissione, estende la possibilità di avvalersi di personale non appartenente alla pubblica amministrazione anche per la realizzazione e monitoraggio di interventi di cooperazione allo sviluppo con finanziamento dell'Unione europea, per la durata degli interventi ed alle medesime condizioni previste per l'Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo.

Infine, l'articolo 14, modificato in Commissione, reca una clausola di invarianza finanziaria per le disposizioni del disegno di legge, fatta eccezione per I'articolo 4 (disciplina transitoria del fondo indennizzo vittime di reato), l'articolo 7 (agevolazioni fiscali per le navi iscritte nel Registro internazionale di altri Stati membri) e l'articolo 8 (trattamento economico degli ex lettori di madrelingua straniera). L'articolo non reca più il riferimento all'articolo 5, soppresso nel corso dell'esame in Commissione, che conteneva al suo interno la disposizione di copertura.

Dossier
  • Legge Europea 2017
    Schede di lettura
    Servizio Studi
    Collana: Progetti di legge n°580/2, pubblicato il 7 luglio 2017
  • Legge Europea 2017
    Schede di lettura
    Servizio Studi
    Collana: Progetti di legge n°580, pubblicato il 30 maggio 2017
  • Legge Europea 2017
    Sintesi del contenuto
    Servizio Studi
    Collana: Progetti di legge n°580/1, pubblicato il 30 maggio 2017
  • Legge Europea 2017 - A.S. 2886
    Schede di lettura
    Servizio Studi
    Collana: Progetti di legge n°580/3, pubblicato il 12 settembre 2017
Atti di interesse
Modifiche apportate in Assemblea

In sede plenaria, la Camera ha modificato il provvedimento in più punti (artt. 2, 2-bis, 4, 8, 9, 9-bis, 9-ter, 11 e 12) ed ha inserito nuove disposizioni:

- in materia di diritto d'autore, per il completo adeguamento alle direttive 2001/29/CE e 2004/48/CE;

- di modifica alla disciplina delle restituzioni dell'IVA non dovuta, di cui al caso EU Pilot 9164/17/TAXU;

- in materia di anagrafe equina, per l'adeguamento ai regolamento (UE) 2016/429 e al regolamento (UE) 2015/262;

- in materia di emissioni industriali, in risposta al caso EU Pilot 8978/16/ENVI;

- di adeguamento della normativa nazionale alla comunicazione 2014/C 200/01 della Commissione sugli aiuti di Stato a favore dell'ambiente e dell'energia 2014-2020, con riferimento, rispettivamente, alle imprese a forte consumo di energia elettrica, al sostegno alla produzione di energia da fonti rinnovabili, e alle imprese a forte consumo di gas naturale;

- sui termini di conservazione dei dati di traffico telefonico e telematico;

- sull'Autorità nazionale competente per la certificazione e la sorveglianza degli aeroporti nonché del personale e delle organizzazioni che operano in essi, ai sensi del regolamento (UE) n. 139/2014;

- in materia di protezione dei dati personali, di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, e di funzionamento del Garante per la protezione dei dati personali. 

Infine, è stato soppresso l'articolo 11-bis relativo alla riduzione dell'utilizzo di borse di plastica in materiale leggero, ed è stata reintrodotta, con modificazioni, la disposizione in materia di rimborsi dell'imposta sul valore aggiunto (originariamente contenuta all'articolo 5 del disegno di legge, e soppressa in Commissione).

La legge europea

La legge europea rappresenta, insieme alla legge di delegazione europea, uno dei due strumenti di adeguamento all'ordinamento dell'Unione europea previsti dalla legge 24 dicembre 2012, n. 234, che ha introdotto una riforma organica delle norme che regolano la partecipazione dell'Italia alla formazione e all'attuazione della normativa e delle politiche dell'Unione europea.

In particolare, la legge europea contiene norme di diretta attuazione volte a garantire l'adeguamento dell'ordinamento nazionale all'ordinamento europeo, con particolare riguardo ai casi di non corretto recepimento della normativa europea. Secondo quanto previsto all'articolo 30, comma 3 della legge n. 234 del 2012, nel disegno di legge europea sono inserite le disposizioni finalizzate a porre rimedio al non corretto recepimento della normativa dell'Unione europea nell'ordinamento nazionale, nei casi in cui il Governo abbia riconosciuto la fondatezza dei rilievi mossi dalla Commissione europea nell'ambito di procedure di infrazione o di procedure di pre-infrazione (avviate tramite il sistema di comunicazione c.d. "EU Pilot", lo strumento di pre-contenzioso utilizzato dalla Commissione europea al fine di assicurare la corretta applicazione della legislazione UE e prevenire possibili procedure d'infrazione).

Si ricorda che, in attuazione della legge n. 234 del 2012, sono state sinora approvate quattro leggi europee:

- legge europea 2013 (6 agosto 2013, n. 97);

- legge europea 2013-bis (30 ottobre 2014, n. 161);

- legge europea 2014 (29 luglio 2015, n. 115);

- legge europea 2015-2016 (legge 7 luglio 2016, n. 122).